COPIA OMAGGIO
DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:
IL DIARIO DELLA
SETTIMANA
n° 23
mercoledì 10 giugno 2026 - sett. 23 - anno XVII
Celebrato il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri
L’Arma dei Carabinieri ha festeggiato il 5 giugno il 212° anniversario della sua fondazione, fissato per ricordare la data nella quale, nel 1920, fu concessa la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera per l’eroica partecipazione alla Prima guerra mondiale. A tutt’oggi la Bandiera di Guerra dell’Arma rimane la più decorata tra quelle delle Forze Armate italiane. A Ravenna le celebrazioni, iniziate al Comando Provinciale con la deposizione di una corona in onore dei caduti, si sono svolte in piazza San Francesco. Presenti le autorità, le rappresentanze ed i labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma oltre al personale in servizio con i familiari e gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Guido Novello” e del Liceo Scientifico Statale “Alfredo Oriani”. Il Comandante Provinciale, Colonnello Andrea Lachi (nella foto), ha rimarcato l’importanza della capillarità dell’Arma ed il ruolo fondamentale delle Stazioni. I dati. Delittuosità in provincia (15.410 reati al 5 giugno 2026 contro i 15.761 per lo stesso periodo 2025). L’Arma, è stato spiegato, ha proceduto per l’85% dei reati consumati.
Ravenna | Cronaca
Ravenna | Cronaca
“Lo splendore della Rocca e lo scricchiolio della discordia”
Quando Brisighella sposò l’intuizione di Carlin Petrini
“Ravenna ritrovi il suo debito morale”
Radici Slow
“Egregio Direttore, la sera del 31 maggio scorso mi trovavo insieme a oltre mille ravennati alla Rocca Brancaleone, arrivati — come nostra gloriosa e civica abitudine — a piedi e in bicicletta. Il Sindaco ci ha regalato un sogno. A metà concerto ho chiuso gli occhi e sono stato proiettato all’indietro nel tempo di quarant’anni. Un’emozione pura, fortissima, unita a un sussulto di immenso affetto per il compianto sindaco Mauro Dragoni che, insieme alla famiglia Muti, diede originariamente il via a questo straordinario percorso culturale. La memoria è tornata vivida al leggendario concerto di Pavarotti. Po la realtà. Che dire? Un grave, alquanto imbarazzante errore, anche se c’è da attendersi che la ditta vi porrà rimedio con la dovuta sollecitudine. Non perdiamo di vista il bosco per colpa di qualche sedia che scricchiola. Grazie, signor Sindaco, per aver restituito questa magia alla città. Ma se vogliamo davvero onorare questa eredità, è tempo di intitolare ufficialmente la sala spettacoli della Rocca all’uomo che, oltre quarant’anni fa, accese la scintilla del Festival. Intitoliamola a Mauro Dragoni”. Un cittadino ravennate
C’è uno scatto d’archivio, prezioso e denso di significato, che testimonia le radici profonde e precoci del legame tra il territorio ravennate e Carlo “Carlin” Petrini, il rivoluzionario fondatore di Slow Food recentemente scomparso. La fotografia, databile tra la fine degli anni ’90 e i primissimi anni 2000, immortala un momento di autentica sintonia tra Petrini e l’allora sindaco di Brisighella, Cesare Sangiorgi (alla guida del borgo dal 1999 al 2009). I rapporti tra la terra di Romagna e il movimento del “buono, pulito e giusto” non sono nati di recente, ma affondano le radici proprio in quella stagione di fine millennio. Sangiorgi fu tra i primissimi amministratori locali a comprendere la portata epocale del pensiero di Petrini. Quell’intesa si tradusse nella promozione lungimirante e strutturata delle “osterie della memoria”, culle della tradizione locale, e nella valorizzazione assoluta dei prodotti della terra e della tavola della Val Lamone. Brisighella, con il suo olio extravergine d’oliva d’eccellenza e il suo patrimonio agroalimentare, divenne così un laboratorio a cielo aperto della filosofia slow.