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Weekly 12_25 Marzo 2026

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COPIA OMAGGIO

DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:

IL DIARIO DELLA

SETTIMANA

n° 12

mercoledì 25 marzo 2026 - sett. 12 - anno XVII

Il Monumento ai Caduti del mare torna al molo di Porto Corsini

IN COPERTINA

A poche settimane dalla nomina di Ravenna quale prima città italiana Capitale del mare 2026, il Monumento ai Caduti del mare è stato nuovamente posizionato al molo di Porto Corsini. La cerimonia, che ha avuto luogo nella mattinata di venerdì 20 marzo, alla presenza di varie autorità, ha rappresentato anche l’evento inaugurale di questa nuova sfida, legata alla Capitale del mare. La giornata, organizzata da Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, Propeller Club, Comune di Ravenna, A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) e Capitaneria di Porto, si è aperta con la cerimonia dell’alzabandiera, accompagnata dall’inno nazionale suonato dalla Banda musicale della città di Ravenna. Il restauro è stato seguito dal Laboratorio del Restauro di Fondazione Ravennantica.

Dante e il decoro selettivo

Mentre chiudono le due isole ecologiche interrate, una riflessione Dopo Pasqua terminerà il servizio delle due isole ecologiche interrate. In Piazza Anita Garibaldi i lavori inizieranno subito dopo le festività, mentre in Piazza Andrea Costa prenderanno il via dopo l’estate, così da distribuire nel tempo i possibili disagi per i cittadini. Gli interventi dureranno circa due mesi per ciascuna piazza e, una volta conclusi, entrambe le aree torneranno al loro aspetto originario, in maggiore armonia con il nuovo contesto urbano. La scelta del Comune di Ravenna, condivisa con le associazioni di categoria, nasce dalla volontà di avere un centro storico completamente riqualificato e un sistema di raccolta dei rifiuti uniforme, in linea con le modalità già in uso.

Questione di scelte Sotto la torre l’onore si consuma, tra organici e odori la bellezza sfuma. Ravenna sceglie di pulire dove conviene, non dove serve. La rimozione delle isole

ecologiche in piazze visibili ma relativamente gestibili appare ordinata, persino condivisibile sulla carta. Ma è un decoro a geometria variabile: si interviene sul margine mentre il cuore resta scoperto. Via Serafino Ferruzzi, a due passi dalla tomba di Dante, continua a essere la vera faglia igienica e simbolica della città. Qui la “prospettiva dantesca”, che dovrebbe elevare lo sguardo, è compromessa da rifiuti organici, odori persistenti e presenza di roditori. È un corto circuito tra racconto e realtà: la città che celebra la propria storia e quella che la contraddice nello spazio pubblico più delicato. La questione non è tecnica ma di scelta. Perché partire da dove Tutte le ultime news su Ravenna24ore.it l’impatto è minore e non da dove l’urgenza è evidente? Il decoro diventa maquillage: rassicurante, fotografabile, ma inutile. Si interviene dove conviene e si evita dove serve. E Dante, da simbolo, resta lì: non più guida, ma misura impietosa di una città che preferisce non guardarsi. (RH) Nelle foto di repertorio: Piazza Andrea Costa e Via Ferruzzi


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