COPIA OMAGGIO
DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:
IL DIARIO DELLA
SETTIMANA
n° 11
mercoledì 18 marzo 2026 - sett. 11 - anno XVII
Porto di Ravenna: a gennaio 2026 crescita a due cifre
IN COPERTINA
Gennaio 2026 ha fatto registrare nel porto una movimentazione complessiva di 2.135.752 tonnellate, in aumento del 12,5% (quasi 238 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso mese del 2025. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 1.942.380 e a 193.372 tonnellate (+16,6% e -16,9% rispetto a gennaio 2025). Sono state 201 le toccate delle navi, 2 in meno. Le merci secche, con una movimentazione pari a 1.669.368 tonnellate, sono cresciute dell’8,3% rispetto al mese di gennaio 2025. Dai primi dati rilevati sul PCS, positiva la stima dei primi 2 mesi del 2026 che dovrebbero raggiungere una movimentazione di poco superiore a 4 milioni di tonnellate, in aumento di circa lo 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per febbraio sono positivi i dati di quasi tutte le merceologie: i prodotti petroliferi dovrebbero segnare un aumento di oltre 105 mila tonnellate (+46,8%), i prodotti chimici solidi +25,7%, i concimi + 12,4% e i materiali da costruzione +24,7%.
“Rimettiamo in funzione le trivelle per il gas in Adriatico”
L’opinione di Davide Tabarelli (Nomisma Energia) È temo di puntare sul gas a chilometro zero. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli rilancia l’opzione trivelle in Adriatico. E come si può leggere sul Corriere della Sera, “chiama” il presidente della Regione EmiliaRomagna, Michele de Pascale. Occorre delineare in accordo con Eni, una mappa di tutti i giacimenti da cui attingere. Secondo, un piano da elaborare con le multiservizi locali, prima fra tutte Hera, per fornire gas nostrano e calmierare le bollette. Terzo, diversificare le fonti di approvvigionamento: gli incentivi all’installazione di pannelli fotovoltaici non escludono il ricorso al nucleare. Del resto, osserva Tabarelli, se la guerra durerà a lungo l’Emilia-Romagna rischia di pagare un prezzo molto alto. Oltre al settore della ceramica potrebbero andare in recessione persino imprese eccellenti come Lamborghini, Ferrari, Maserati e Pagani: il loro mercato del lusso è legato ai paradisi economici del Golfo.
Dal punto di vista dell’energia, sottolinea Tabarelli, la situazione è preoccupante “ma non così disperata”. Tutto dipenderà da come si sceglierà di reagire. “Ora l’Emilia-Romagna ha la possibilità di puntare veramente sulle trivelle”. Il rigassificatore di Ravenna non basta. “L’impianto – spiega Tabarelli – è entrato a regime ma ancora non garantisce la capacità di 5 miliardi di metri cubi di gas annui che avrebbe. Serve una diga per proteggere la nave in caso di mareggiate ma i tempi di realizzazione sono lunghi. La mia speranza è che questa crisi convinca il governo a riprendere le estrazioni, valorizzare il nostro mare e creare benefici alle imprese”. E la Regione “potrebbe accordarsi con Eni per avere una mappa di tutti i giacimenti già pronti da sfruttare. Poi potrebbe contattare Hera e cominciare a discutere del come dare ai cittadini emiliano-romagnoli gas a chilometro zero a prezzi scontati. Infine, differenziare gli Tutte le ultime news su Ravenna24ore.it approvvigionamenti e chiedere al ministero dell’Ambiente l’autorizzazione a nuove esplorazioni, in mare e a terra, per produrre gas in regione. Andarlo a prendere altrove è un delitto economico: una vera e propria sottrazione di Pil all’Italia intera”. (Sopra: una piattaforma di estrazione, foto Shutterstock.com; A sinistra il rigassificatore di Ravenna)