n° 10 2021 | anno 1 |
MAGAZINE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’
DOSSIER MODA FORLÌ-CESENA RAVENNA
POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - AUT. N°933 STAMPE IN REGIME LIBERO
RIMINI
Moda e abbigliamento di casa in Romagna tra grandi firme e subfornitori
MENSILE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’
dossier moda in questo numero: La moda cerca l’uscita dalla crisi della pandemia Cala il numero delle aziende ma si rinnova la produzione pagina 3 Intervista: “I distretti sopravvivono se vi sono imprese leader” L’economista Mosconi: i leader aiutano ricerca ed expo pagina 11 Il calzaturiero difende la produzione locale A Fusignano le scarpe base, a San Mauro Pascoli le grandi firme pagina 13 Il tessuto produttivo perde 400 aziende in 10 anni (-20%) Resistono (e vanno bene) le piccole imprese che si specializzano pagina 19
Romagna 24 economia - Rassegna notizie pagina 25› 39
in questa pagina e in copertina: foto Shutterstock
Imprese produttive in flessione così come gli esercizi commerciali. Il mondo della moda romagnolo – oggetto della inchiesta di Romagna24Economia - attraversa un periodo complesso ma ci sono tutti gli ingredienti perché possa ripartire sfruttando il buon momento dell’economia nazionale, in ripresa grazie alle forti iniezioni di denaro da parte dell’Unione europea, dagli investimenti pubblici nazionali e dalla ritrovata voglia di spendere da parte degli italiani. Del resto il settore è stato uno dei più colpiti dalla crisi da Covid e ora cerca il rilancio partendo da numeri del 2020 negativi come per pochi altri comparti. Anche il comparto romagnolo della moda (abbigliamento e calzature) si è rimesso in moto con buone prospettive di ripresa anche per tutto il mondo dei terzisti e dei subfornitori che hanno più di ogni altro subito il peso della crisi. Ripartono anche i grandi marchi che sono quelli che più di ogni altro possono sfruttare la ripresa del commercio internazionale ed è proprio all’export che devono guardare anche le piccole imprese se vogliono ripartire. Molto fermento anche nei due distretti della moda romagnoli (abbigliamento di Rimini e calzature di San Mauro Pascoli) che puntano sul traino dei grandi nomi per tornare vincenti sui mercati.
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La moda cerca l’uscita dalla crisi della pandemia Cala il numero delle aziende ma si rinnova la produzione spetto al primo semestre Il polo del tessile-abdel 2019 (+10,5%). Combigliamento-calzature è plessivamente, il comparfortemente sviluppato in to moda è tra i più imporRomagna ma sta pagantanti in regione e impiega do il prezzo della riorgaoltre 87.000 addetti tra nizzazione produttiva con industria manifatturiera, un calo strutturale delle commercio e servizi: sono imprese che sta durando 32.500 le unità locali atda almeno un decennio tive, il 7,2% del totale in con la perdita del 26% del regione. È la terza filiera calzaturiero e 15-16% tra in Emilia-Romagna per tessile e abbigliamento, valore dell’export con 7,7 senza contare la parallela miliardi di euro all’anno. contrazione del 19% dei In Romagna attive L’industria della moda ha negozi di abbigliamento e 636 aziende nell’abbigliamento risentito dell’impatto della del 40% di quelli dedicati pandemia da Covid-19 in al tessile. Ma intanto, come e 335 nel calzaturiero misura maggiore rispetto mostrano i dati del monitor IntesaSanPaolo, nel 2021 il Sistema moda emilia- all’industria manifatturiera regionale nel suo complesno-romagnolo ha messo a segno una crescita nell’ex- so e nel 2020 ha fatto registrare una contrazione del port complessivo dei distretti (+28,4%), non sufficiente valore aggiunto del -22,0% (rispetto al 2019). però a recuperare i livelli del 2019 (-16,4%). Positivo l’andamento dell’abbigliamento di Rimini (+6,6% sul La dinamica produttiva 2020 e -34,3% sul 2019) e delle calzature di San Mau- Ma vediamo nel dettaglio i dati che sono stati forniti dalro Pascoli (+32,5% sul 2020 e -27,2% sul 2019), mentre la Camera di commercio della Romagna. I dati aggregati mostra un’ottima performance la maglieria e abbiglia- delle tre province indicano che al 31 agosto 2021 erano mento di Carpi (+47,9%), con un aumento anche ri- attive in Romagna 163 industrie tessili (erano 171 nel DOSSIER MODA
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2016 e 192 nel 2011) con un calo rispettivamente del 4,7% e del 15,1%. Parallelamente in calo anche le unità produttive dedicate alla confezione di articoli di abbigliamento scese, con una flessione del 12,5%, dalle 756 del 2011 alle 636 del 2021. Dinamica negativa ancora più accelerata per il comparto produttivo di articoli in pelle (scarpe in primis) scesi da 482 unità nel 2011 a 448 nel 2016 e a 355 nel 2021 con una diminuzione decennale del 26,3%. Ancora più marcato il segno meno per il comparto commerciale: la flessione più forte, che arriva vicino la dimezzamento, è per i negozi al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati (-40,3% sul decennio) così come negativi sono i dati per il dettaglio di articoli in pelle (-26,3% a quota 333 (erano 452 nel 2011), per l’ingrosso di calzature (-20% sul decennio) così come gli esercizi commerciali per la vendita di abbigliamento che erano 1.788 nel 2011 sono scesi a 1.449 nel 2021 (-19%). Un quadro, dunque, negativo sia sotto il profilo della produzione (che interessa in particolare le piccole e le micro imprese molto diffuse nel settore) sia sotto quello della vendita, con una parallela flessione di addetti che non andrà diminuendo nei prossimi anni anche a causa delle difficoltà nel trovare profili tecnici specializzati. A questo si aggiunge la difficoltà contingente rappresentata dal Covid che ha bloccato la parte produttiva e anche progettuale di intere stagioni con ricadute particolarmente negative per gli abiti da cerimonia. E un mercato profondamente diverso per i grandi marchi (che reggono meglio il mercato) e i piccoli produttori ai quali si richiedono più collezioni l’anno spesso di modeste dimensioni per saggiare il mercato. Un discorso che vale sia nel tessile abbigliamento sia nel calzaturiero con il polo romagnolo d’eccellenza - quello di San Mauro Pascoli che riunisce gradi marchi e piccoli terzisti a comporre un aggregato produttivo straordinario – che si trova a vivere la sua più forte crisi strutturale con addetti che sono scesi dai 5mila degli anni d’oro agli attuali 3mila. Ad ogni 4
Silvia Serra, Cna Rimini
modo, la tendenza è al miglioramento dei conti. “L’Emilia-Romagna registra una ripresa importante, addirittura sopra le aspettative, nel già confortante quadro della ripartenza dell’economica nazionale. La sfida, ora, è far sì che tale ripresa si consolidi nel tempo e sia diffusa”, sottolinea Cristina Balbo, Direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo, che nei primi sei mesi dell’anno ha erogato circa un miliardo di euro di nuovo credito a medio-lungo termine alle imprese dell’Emilia-Romagna.
Grandi gruppi con intorno la filiera
Gian Luigi Zaina, Vicepresidente Confindustria Emilia Area Centro e Presidente del Consiglio della Piccola Industria e imprenditore nel settore della maglieria, ha saggiato gli umori di 60 aziende tra Bologna, Ferrara e Modena che rappresentano l’intera filiera produttiva (dalla tintoria all’etichettatura passando Laura Navacchia, responsabile Federmoda Cna Forlì.
Lorena Fantozzi, presidente della filiera Moda di Confartigianato Cesena
Andrea Moretti, presidente Confartigianato moda Rimini
dai filati). “La sensazione è che il mondo del tessile-abbigliamento si stia polarizzando con alcuni grandi gruppi che si stanno integrando e resistono mentre la filiera delle piccole imprese o si struttura e rientra nel gioco di soggetti maggiori con contratti di filiera o fa molta molta fatica”, spiega Zaina. “Per non dire – aggiunge Zaina – che chi lavora nella fascia bassa di prodotto è in grande difficoltà anche perché i negozi a cui fa riferimento sono in costante diminuzione. Quindi la subfornitura deve strutturarsi e rientrare nel gioco della realizza-
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Tessile in Romagna › i dati:
LA PRODUZIONE Il numero delle aziende attive
zione del prodotto in maniera attiva. I grandi produttori realizzano i campionari in una-due settimane e la produzione in 6-7 settimane con il controllo delle vendite in tempo reale. Grazie all’aiuto delle macchine possiamo ancora farcela ma il vero punto critico – spiega Zaina – sono le risorse umane. Per tanti giovani, e tante famiglie, le fabbriche sono luoghi sporchi e brutti ma non è più assolutamente così. E così mancano le nuove leve. Servono le Academy e serve lo “storico” affiancamento tra vecchie e nuove leve. Se perdiamo queste competenze tecniche alla fine diventiamo inutili e le produzioni verranno effettuate solo in Oriente”.
INDUSTRIE TESSILI
2021
2016
163
2011
171
192
CONFEZIONE ARTICOLI ABBIGLIAMENTO
2021
2016
636
2011
727
756
FABBRICAZIONE ARTICOLI IN PELLE
2021
2016
355
2011
448
482
IL COMMERCIO Il numero di punti vendita COMMERCIO ALL’INGROSSO DI ABBIGLIAMENTO
2021
310
2016
333
2011
353
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ABBIGLIAMENTO
2021
1.449
2016
1.621
2011
1.788
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CALZATURE E ARTICOLI IN PELLE IN ESERCIZI SPECIALIZZATI
2021
333
2016
436
2011
452
(Dati Camera di Commercio della Romagna al 31 agosto di ogni anno)
Cosa succede nelle province
E i distretti provinciali, pur diversi sotto il profilo produttivo, sono in attesa di capire come evolverà la situazione. Molta incertezza anche a Rimini, l’area della Romagna in cui convivono piccole imprese terziste insieme a grandi gruppi; una situazione che mette in luce le differenze che caratterizzano oggi i due mondi. Andrea Moretti, presidente di Confartigianato moda Rimini, la vede così: “inutile nascondere che le piccole e medie imprese sono più in difficoltà dei grandi gruppi e il punto fondamentale oggi, per restare a galla, è quello dell’export. Se le imprese, grandi o piccole che sia, non si internazionalizzano hanno poche speranze di sopravvivenza. Del resto il panorama della moda è molto complesso anche dal punto di vista commerciale con la chiusura di molti punti vendita che hanno trascurato il mondo dei social. Si deve scegliere se stare nel mercato vecchio o entrare in un mondo nuovo fatto di promozione su internet: i social possono essere una vera e propria ancora di salvezza, quel mondo che ha consentito di avere clienti anche in epoca di pandemia utilizzando le vendite on line che tanta parte hanno oggi, e avranno in futuro, nel business della moda”. Certo, gli fa eco Silvia Serra di Cna Rimini, la moda sta pagando un prezzo molto salato alla pandemia “ma non dobbiamo nasconderci il fatto che ci trascinavamo già problemi molto seri da prima della diffusione del Covid, con DOSSIER MODA
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un mercato sempre più difficile e seri problemi di liquidità delle imprese. A Rimini il polo della subfornitura della Valconca è letteralmente al collasso ed è difficile anche mantenere in attività il personale già formato”. Anche per Silvia Serra la chiave vincente resta quella dell’export: “i dati ci dicono che le imprese che si stanno riprendendo sono quelle che esportano e la strada che noi stiamo percorrendo è quella di favorire la creazione di consorzi che aiutino le imprese a presentarsi sui mercati esteri”. Di “forte e persistente instabilità” parla anche Lorena Fantozzi, presidente della filiera Moda di Confartigianato Cesena che sottolinea come i terzisti del settore siano uno dei pochi comparti ancora bloccati per quel che riguarda i licenziamenti. “La ripartenza – spiega Lorenza Fantozzi - in alcuni casi c’è ma non è certo per tutti. E la realtà, piaccia o meno, è che c’è più fermento solo per chi si è messo sulla strada dell’e-commerce”. Sul fatto che la strada da battere sia quella qualità non ha dubbi Laura Navacchia, responsabile Federmoda di Cna Forlì. “Se guardiamo al polo di San Mauro Pascoli per i grandi marchi la ripersa c’è ma per i piccoli no. In generale, per tutto il comparto dell’abbigliamento i piccoli soffrono in maniera preoccupante la concorrenza sui prezzi. E, a parte le materie prime, le imprese che operano al Nord Italia devono affrontare per il personale costi decisamente più alti rispetto a quelle che operano al Sud. Ora la nostra sfida è quella di far capire la reale qualità del capo bello e cucito bene. Perché i capi non sono tutti uguali e il cliente deve riconoscere nel prezzo il maggior o minor valore. Certo, dobbiamo accorciare le filiere ma senza costringere i terzisti a rivolgersi ai cinesi per tenere sempre più bassi prezzi e qualità”. Ma a preoccupare il settore non è solo l’andamento del mercato, “C’è fermento e voglia di ripartire in tutto il comparto – spiega Emanuela Bacchilega, presidente di Confartigianato Ravenna – ma quel che ci preoccupa molto se6
riamente sono i rincari delle materie prime cresciuti fino a cinque volte in un anno. Il problema è che non possiamo ritoccare i listini cinque volte ma dobbiamo continuate a fare margini se no per cosa lavoriamo? E poi non arrivano i materiali ordinati e questo è un altro problema. Di positivo possiamo dire che nel settore moda c’è
anche la piena adesione alla sostenibilità e sono in crescita le aziende che utilizzano tessuti recuperati. Un messaggio imporrante rispetto alle maglie da 5 euro che si usano una volta e poi si buttano vendute dalle grandi catene mondiali; le piccole e medie aziende si muovono in altra ottica, che è quella della qualità e della sostenibilità”. Grande voglia di ripartenza. È questa l’aria che si respira tra gli imprenditori del comparto moda di Cna Ravenna. “Ma – spiega Emanuele Rocchi, responsabile di Federmoda Ravenna – resta il fatto che al di là del desiderio di uscire dalla crisi del Covid, il settore moda è stato uno di quelli che ha meno beneficiato degli aiuti del Governo e oggi non ci sono strumenti particolari che possano aiutarci a rifinanziare la partenza. E non a caso la moda è il settore che più fatica tra quelli del made in Italy. Il comparto – continua Rocchi – è fatto soprattutto di terzisti e il rischio, se non si interviene rapidamente, è che in Italia resti solo la realizzazione dei campioni che poi vengono realizzati dal punto di vista produttivo nei paesi dove il lavoro è a basso costo”.
Carpi studia il rilancio Il Covid frena l’export del 24% È un distretto tra i più antichi e studiati, che ha subito negli anni, non solo negli ultimi, un’erosione quantitativa e qualitativa. Spicca infatti una forte riduzione del numero imprese: oggi sono 700 rispetto al passato, quindi risultano più che dimezzate, con una notevole riduzione degli occupati e una ricomposizione delle loro destinazioni, che appaiono in crescita nelle reti esterne e in calo nel distretto. Ne esce un distretto penalizzato, anche se è resiliente. Nel 2020, l’anno della pandemia, ha accusato perdite medie dal 30% al 40% con picchi oltre il 50%, rispetto al 2019, ma anche sul 2021 ci sono luci e ombre: il settore si sta riprendendo sul fronte dell’export, visto che i consumi interni sono fermi al palo, e infatti, nel secondo trimestre 2021 le esportazioni provinciali segnano +43% rispetto al secondo trimestre del 2020. È un primo bel segnale in un contesto di aumento del prezzo delle materie prime e dei costi dei trasporti, che ora penalizzano i margini aziendali e su cui c’è forte preoccupazione. Guardando alla storia del distretto, possiamo dire che esso è stato più che dimezzato negli ultimi trent’anni dalla concorrenza asiatica e dal fast fashion e la pandemia ha dato il colpo di grazia nel 2020 tagliando di netto il 24% delle esportazioni (dati Monitor Intesa Sanpaolo). Ora il distretto della moda di Carpi – circa 700 imprese tra tessile e abbigliamento e 4.500 addetti - prova a rialzarsi, mettendo insieme per la prima volta tutta la comunità di stakeholder attorno a un progetto di rilancio che ha come quattro pilastri la formazione, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la promozione. Un accordo territoriale che adotta le linee guida del Pnrr e fino al 2023 finanzierà la rinascita del tessuto produttivo, dove operano marchi come Liu Jo, Twinset, Blumarine e dove già i primi dati del 2021 iniettano fiducia indicando un’inversione di rotta per le vendite estere. E’ figlia di questo contesto la firma arrivata a fine maggio sul nuovo protocollo di intesa territoriale “Carpi Fashion System”, progetto creato da Comune, Fondazione CR Carpi, associazioni di categoria (Cna Modena, Lapam Confartigianato e Confindustria Emilia) e ForModena, in cui entrano ora Camera di Commercio di Modena e Fondazione Democenter-SIPE per cercare di costruire le basi di un rilancio duraturo al fine «di non disperdere il patrimonio di cono-
scenze, abilità, saperi che rende la manifattura tessile del distretto di Carpi un’eccellenza italiana costruita in generazioni», è il commento dei firmatari. Il 24 maggio scorso i partner dell’intesa hanno anche registrato il marchio“Carpi Fashion System” e annunciato l’acquisizione del brand “Moda Makers”, di proprietà del Consorzio Expo Modena, che ha lanciato nel 2016 questo piccolo salone moda del sourcing & sampling del distretto tessile carpigiano a misura di Pmi: l’edizione digitale 2021 ha visto in campo 40 aziende espositrici che hanno presentato le collezioni per la primavera/estate 2022. Moda Makers, nata come fiera locale del tessile, sta crescendo e nell’ultima edizione un terzo delle aziende arrivava da fuori regione, un primo piccolo passo del progetto per riportare il distretto al centro del sistema moda italiano e internazionale. Il piano di azione prevede che la Camera di Commercio di Modena si occuperà di internazionalizzazione e delle fiere, la Fondazione Democenter-SIPE (uno dei centri della Rete regionale Alta Tecnologia, gestore del Tecnopolo di Modena) curerà innovazione e sostenibilità, mentre della formazione si farà carico ForModena (società consortile che unisce le agenzie per la formazione professionale della provincia e che già tre anni fa ha lanciato, non con il successo sperato, un percorso di specializzazione ITS post diploma “Tecnico superiore di processo e di prodotto per il Sistema moda 4.0 - Fashion Product Manager”). Dal punto di vista finanziario, la Fondazione Cassa di risparmio di Carpi garantisce in media 200mila euro l’anno di finanziamenti e l’obiettivo ora è cercare fondi regionali ed europei allo scopo di valorizzare una “fashion valley” che a differenza di Prato è costituita da marchi e aziende madri ancora italiane e che subappaltano a piccole e medie aziende locali. Il 90% della produzione è realizzata a Carpi con la rete di fornitura e subfornitura locale. Il distretto, infatti, può contare su un indotto con forti capacità e al suo interno si trovano quasi tutte le competenze anche se oggi, come ripetono gli imprenditori, il problema più che i fondi è il reperimento di personale formato e competente. Da parte sua anche la
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Regione Emilia-Romagna punta sul settore moda e così nasce una piattaforma per il rilancio del settore moda regionale che riunisce tutti gli interlocutori, dal tessile abbigliamento al calzaturiero. L’obiettivo è quello di realizzare una cabina di regia che definisca priorità e interventi per il comparto puntando su ricerca e sviluppo ma anche digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Nel luglio scorso, infatti, si è insediato il Tavolo regionale permanente del settore moda voluto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla, che riunisce le istituzioni (Comuni di San Mauro Pascoli, Carpi e Città Metropolitana di Bologna), Confindustria, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, organizzazioni sindacali di settore, il mondo della formazione e della ricerca,
le università emiliano-romagnole, Unioncamere EmiliaRomagna, Centergross Bologna, Carpi Fashion System, Fashion Research Italy, Cercal e il Clust-ER Create. Cinque sono i temi che saranno affrontati in una prima fase del lavoro comune: economia circolare e transizione ecologica, digitalizzazione e nuove tecnologie, distribuzione e commercializzazione, internazionalizzazione di imprese e mercati, competenze per la transizione. La transizione ecologica sarà un elemento trasversale che accompagnerà i lavori come punto di partenza imprescindibile. Le analisi partiranno da un nuovo concetto di filiera non più intesa come processo che si conclude con l’immissione del bene sul mercato, bensì riletta in modo più ampio in funzione dell’intero ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione al fine vita.
Centergross protagonista del prontomoda Oltre 300 aziende e ricavi vicini ai 3,5 miliardi Oltre 300 aziende che producono moda per ricavi pre Covid vicini ai 3,5 miliardi. Uno e produciamo solo cose che dei distretti dell’abbigliamento sono state stimate e verranpiù grandi dell’Emilia-Romano trainate dal mercato e non gna è al Centergross di Bolospinte sul mercato, con il grangna. Il colosso bolognese, che de vantaggio di ridurre sprechi ricopre un’area di un milione di e inquinamento ambientale metri quadrati di cui 500mila prodotto da chi sforna collecoperti (quindi più estesa di zioni che non sa se venderà”. Expo Milano 2015) rappresenUna moda pronta ma di buon ta un sito fondamentale per livello che va incontro alle il pronto moda emiliano-roesigenze dei commercianti e magnolo e non solo, offrendo dell’ambiente. “Questo è un un modello di business che punto molto importante per risulta vincente da oltre 40 noi – spiega il presidente di anni. “Al Centergross – spiega Centergoss Piero Scandellari il phygital export manager di – che dobbiamo gestire circa Centergross Riccardo Collina 6mila addetti e una produPietro Scandellari, Riccardo Collina, sono nati e si sono poi svilupzione imponente. Sul fronte presidente Centergross manager Centergross pati, tra gli altri, marchi impordel tessile stiamo studiando tanti come Furla, Patrizia Pepe, Elisabetta Franchi, Teddy un centro di raccolta per i residui di produzione”. E infie Scout che hanno trovato un luogo in cui progettare e ne quelli del Centergross sono spazi molto ambiti, oggi produrre. Il 70% del valore aggiunto prodotto dai capi di specie dalla logistica. “Il fatto è che a quel settore – spiega abbigliando avviene a chilometro zero grazie ad una rete Scandellari - servono dimensioni molto ampie. Ad oggi di terzisti che opera o direttamente all’interno di Center- sono liberi poco più del 10% degli spazi e i prezzi sono gross o nel raggio di un centinaio di km. Il modello di bu- scesi sia nelle compravendite di circa il 20% così come per siness è vincente in quanto ascolta il mercato e parte dal- gli affitti. E non penso che amplieremo l’area anche per le sue esigenze. La produzione avviene settimanalmente non farne scendere i valori commerciali”. DOSSIER MODA
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l’intervista “I distretti sopravvivono se vi sono imprese leader” L’economista Mosconi: i leader aiutano ricerca ed expo ph. Shutterstock
E il 2021 come si presenta? I distretti romagnoli del Indubbiamente in ripretessile abbigliamento, come sa, come per tutto il resto quello, maggiore, di Carpi, dell’economia. Difficile dire possono avere un buon fucome si chiuderà l’anno turo a patto che esprimano e se tutto il gap maturato dei “campioni”, vale a dire nel corso del 2020 sarà redelle imprese che crescacuperato. Ma se anche così no e diventino le capofila non fosse le previsioni sono dell’area. Ma la qualità e la comunque di una buona creatività che i distretti meripresa alla luce del dato desimi esprimono lascia ben Difficile recuperare il gap Covid trimestrale di export che è sperare sulla tenuta e la creentro fine anno risultato pari a 54 milioni. scita, dopo i mesi bui della La ripresa, tuttavia, per il pandemia. E’ fiducioso Franco Mosconi (foto in alto) - professore ordinario di settore dell’abbigliamento, sarà lenta ed è facile prevedere Economia industriale all’Università di Parma ed esperto dei che si tornerà ai dati 2019 solo entro il 2022. E questo vale distretti produttivi in regione – sul futuro dei cluster pro- anche per il mega distretto di Carpi e per quello di Rimini, duttivi romagnoli che stanno dimostrando una buona re- con la differenza che a Rimini ci sono dei big nazionali oltre attività e anche una certa capacità di resilienza rispetto alla ad imprese locali. crisi nella quale il Covid ha condotto il settore della moda e E questo fa la differenza? dell’abbigliamento. Si, perché i distratti per funzionare hanno bisogno di più Professor Mosconi, la crisi ha picchiato duro sui distretti imprese leader che riescano a fare più ricerca e innovazioromagnoli. Come ne sono usciti i cluster locali? ne. E che esportino. Così di crea una filiera che funziona e Diciamo che il settore della moda e dell’abbigliamento che riesce a trainare anche imprese di minore dimensione. in genarle è stato il più penalizzato dalla crisi da Covid in quanto ha visto chiudere l’apparato distributivo e di con- Che distretti troveremo in Romagna tra 10 anni? seguenza la produzione si è fermata. I distretti del compar- Quelli di oggi, mi auguro, migliorati e rafforzati. Anche to hanno pagato un prezzo che nessun altro ha pagato. E i perché è in corso ovunque un vero e proprio upgrade rinumeri lo dimostrano con, per quel che riguarda il distret- spetto alla qualità dei prodotti realizzati. I distretti romato di San Mauro Pascoli, una flessione significative delle gnoli si caratterizzano per creatività e qualità quindi hanesportazioni che sono scese da 270 a 184 milioni di euro no futuro. E il futuro sarà migliore se si consolideranno dei leader di mercato all’interno dei rispettivi settori. in valore. Oltre 86 milioni in meno non sono poca cosa. DOSSIER MODA
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Il calzaturiero difende la produzione locale A Fusignano le scarpe base, a San Mauro Pascoli le grandi firme dura fallimentare nel 2013 ed Sono due i poli della calzaè stata acquisita, attraverso lo tura in Romagna. Uno gransvolgimento di un’asta pubde, quello di San Mauro Pablica, per la cifra di 9 milioni di scoli, con le grandi firme del euro. Presidente della società settore (da Sergio Rossi a PolSilver 1 è il romagnolo Elvio lini passando da Zanotti) e Silvagni (con i marchi Rafting uno più piccolo, quello della Goldstar, Biochic e Biomodex Bassa Romagna caratterizzae un fatturato complessivo di to dalla produzione di scar40 milioni di euro nel 2019) pe economiche, entrambi che affermò che con l’acquiin significativa contrazione. sizione della Valleverde “il Iniziando da quest’ultimo, nostro percorso imprenditosolo una decina di anni fa, tra riale prosegue nella direzioBagnacavallo e Fusignano, L’ e xport ridà fiato al settore ne di creare un importante contava circa 500 dipendenma c’è il rebus delle materie prime polo calzaturiero romagnolo, ti e oggi ne annovera più o mantenendo e potenziando meno la metà. E le imprese, da una cinquantina che erano, oramai, si contano sulle dita l’occupazione del territorio, in particolare nel piccolo cendi una mano. Non mollano aziende storiche come il calza- tro di Coriano”. Inoltre, Silvagni è stato il protagonista della turificio Emanuela o il gruppo che annovera marchi come storica vittoria nella controversia ingaggiata da Birkenstock Goldstar e la new entry Valleverde. Infatti, la storica azienda contro Goldstar che ha perso tutte le cause in Italia e in di calzature comfort Valleverde, in difficoltà, è stata acqui- Europa contro l’azienda romagnola. La Corte di Giustizia sita nel 2015 da Silver1, azienda che fa parte del gruppo Europea insieme ad altri tribunali di Francia, Germania, che comprende Goldstar e Biochic. Un’acquisizione a “chi- Benelux e Italia ha dato ragione all’azienda romagnola, di lometri zero” e in controtendenza rispetto al trend attuale fronte al tentativo della Birkenstock di registrare il disegno che vede sempre più spesso le storiche aziende italiane ac- della suola come marchio di fabbrica. Peraltro, prima della quisite da gruppi stranieri. La Valleverde era finita in proce- crisi da Covid, la situazione di Valleverde nel 2020 era nettaDOSSIER MODA
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mente migliorata; infatti, con il passaggio da calzature eleganti a calzature comfort e sportive, il fatturato era risalito da 4 a 17 milioni, grazie a 1 milione di scarpe vendute da una rete distributiva di circa 1.500 negozi in Italia e 500 store nel resto del mondo. Ora la tanto attesa ripartenza. Punta molto sul post Covid anche il calzaturificio Emanuela, storico brand dell’area fusignanese con 45 addetti e circa 5 milioni di fatturato in epoca “normale”. Ma ora, spiega la titolare Emanuela Bacchilega, più del Covid quel che fa paura è il rincaro e la rarefazione delle materie prime. “I materiali come la gomma sono triplicati e abbiamo ordini fermi da aprile che ci hanno fatto perdere una commessa in Canada oltre a 70mila Emanuela Bacchilega, titolare del calzaturificio Emanuela paia ferme. La domanda è buona e potremmo recuperare quel 10% di ricavi che abbiamo perso in epoca Covid, facendo comunque meglio del settore che è andato sotto del 30%. Adesso abbiamo iniziato una nuova collaborazione con un export manager e ci aspettiamo risultati interessanti in maniera da aumentare la nostra quota di esportazioni attualmente ferma al 10% dei ricavi”. ph. Shutterstock
propensione all’import e quindi alta internalizzazione delle produzioni. Anche l’export, sempre secondo i dati IntesaSanPaolo, è andato in sofferenza causa Covid scendendo dai 270 milioni del 2019 ai 184 milioni del 2020. La ripresa ora si affaccia e nel primo trimestre il valore dell’export si è attestato a quota 54 milioni. Se la dinamica resterà tale a fine anno potrebbe aggirarsi intorno ai 220 milioni, sopra il dato del 2020 ma ancora distante da quello del 2019. Ma molto dipenderà dai dati degli ultimi due trimestri che ancora non sono disponibili. Intanto dalle aziende, specie quelle di maggiore dimensione, riparte la ricerca di personale che fatica ad incontrare giovani da inserire in organico.
Il distretto di San Mauro Pascoli
Quello di San Mauro Pascoli è un distretto nato ai primi del Novecento, quando l’articolo principale erano gli scarponi per l’esercito. Nel tempo, i ciabattini si trasformarono in piccole aziende artigiane. Risale poi agli anni 70 del secolo scorso il fiorire di aziende specializzate in calzature di moda femminile che diventano eccellenze nel mondo. Nel periodo d’oro, quello degli anni ’90, i dipendenti superavano le 5mila unità e ora sono poco sopra le 3mila unità (erano 3.359 nel 2018 secondo i dati IntesaSanPaolo ma su di essi ha però gravemente inciso la crisi Covid) e il distretto si caratterizzava per una bassa 14
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Le grandi firme
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Una delle realtà più importanti prende il nome dal suo fondatore, Sergio Rossi, scomparso in primavera dello scorso anno all’età di 85 anni. Aveva fondato l’azienda nel 1951, a 16 anni, partendo dagli strumenti e dalla tradizione del padre calzolaio. Dopo la produzione di sandali venduti in spiaggia, era passato alle scarpe, che già negli anni ‘60 erano diventate un sinonimo di design e qualità al femminile. Molte le attrici che hanno indossato le sue calzature, da Anita Ekberg a Silvana Mangano, da Sharon Stone a Sarah Jessica Parker. La produzione avviene in Italia (nell’86% dei casi nello stabilimento di San Mauro Pascoli) per un totale di circa 1.000 paia di scarpe al giorno, con un procedimento artigianale che è composto da 124 passaggi. L’azienda era stata acquistata nel 1999 dal Gruppo Gucci, per poi confluire nel gruppo francese Kering di François Pinault. Dal 2015, la Sergio Rossi è poi tornata italiana ma per poco: infatti, dopo aver fatto parte del fondo Investindustrial con Ceo Riccardo Sciutto - il fatturato nel 2019 è stato di 66,5 milioni di euro (+4,5% rispetto al 2018), il 50% frutto dell’export e il 10% legato all’ecommerce; Sergio Rossi, dati 2019, ha 50 monomarca posizionati nelle principali vie del lusso nel mondo e ad oggi 420 dipendenti (200 in fabbrica) – nell’estate scorsa l’azienda è passata al cinese Fosun Fashion Group. Il fondo cinese ha messo al centro del progetto la fabbrica, garantendo l’espansione dei livelli produttivi e occupazionali. Inoltre, il nuovo partner sostiene un ambizioso piano di investimenti nella distribuzione in Asia. C’è poi Pollini, storica maison calzaturiera fondata nel 1953 dai fratelli Lidia, Lucia, Alberto e Vittorio (figli del calzolaio Ettore). Nel 2000 l’azienda è stata rilevata dal gruppo Aeffe e ha iniziato a produrre non solo accessori a marchio proprio, ma anche per gli altri brand del gruppo fra cui Moschino. La realiz-
zazione di una calzatura Pollini richiede 135 passaggi, di cui molti manuali. Nel 2019 – come riporta il sito di Borsa italiana - il fatturato è stato di 120 milioni di euro, in aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Un’altra eccellenza della zona è Zanotti che da ultimo ha realizzato le scarpe con cui i Maneskin hanno vinto a Sanremo 2021. Il fondatore Giuseppe Zanotti, classe 1957, benché i genitori abbiano una gelateria, preferisce imboccare altre strade: prima fa il dj e poi il designer. Nei primi anni ‘90, acquista il laboratorio Vicini, che conta 15 persone. In pochi anni il brand cresce, il personale arriva a 300 unità, i negozi monomarca a quota 115 in tutto il mondo. Nel tempo, la produzione spazia: dalle calzature per donna si arriva anche a quelle per uomo (che oggi pesano quasi per la metà sul totale) e alla produzione di gioielli. Nel 2014, Zanotti cede il 30% dell’azienda a L Catterton, fondo di private equity americano partecipato dal colosso francese Lvhm. Nel 2017 l’azienda ha fatturato 174 milioni e dato lavoro a 760 dipendenti. Negli anni successivi, il fatturato ha avuto una progressiva contrazione. Il 2021, come ha dichiarato il presidente Giuseppe Zanotti a MFF fashion, sta portando una ripresa su tutti i mercati, generalmente con aumenti double-digit. Ci sono segnali positivi sia dagli Stati Uniti, mercato storico dell’aDOSSIER MODA
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AFFITTI: LE ECCELLENZE
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zienda, che da Europa e Far East che I piccoli subfornitori rappresentano in modo equilibrato Ma insieme ai grandi nomi vi sono il fatturato del brand che sta avenanche le realtà della subfornitura. Un do grandi benefici dalle vendite on esempio è la Baldinini, 6 addetti con line. Da segnalare infine la startup ricavi tra i 300 e i 400mila euro che proAlevì, fondata da Perla Alessandri (la duce contrafforti calcagno e puntale. sua famiglia possiede a San Mauro “Tempi duri per la componentistica il calzaturificio Greymer, in cui lei si delle calzature - spiega il titolare Pietro Pietro Buccellato, titolare di Baldinini è fatta le ossa) e Valentina MicchetBuccellato – perché noi terzisti facciati, pierre nel mondo del fashion. Le mo fatica a prendere il lavoro per via due imprenditrici puntano su scarpe esclusive, hanno dei prezzi sempre più ridotti all’osso. Siamo una nicchia e un respiro internazionale (una sede si trova a Los An- facciamo fatica a reggere anche se il 2022 si prospetta migeles) e manifestano una grande attenzione alla co- gliore con non solo prezzi bassi ma imprese committenti municazione, anche social. Nel 2020, nonostante la sempre in calo: Se negli anni ’80 a San Mauro avevamo un pandemia, Alevì ha messo a segno una crescita del 15% centinaio di calzaturifici ora siamo scesi sotto i 30 e il lavoro rispetto all’anno precedente. quindi tende a mancare”.
Il Cercal forma le giovani leve del calzaturiero Forte impegno per la formazione continua in azienda in campo grazie al lavoro di 4 adCercal è un Centro di Formadetti oltre a 40 formatori - è infatti zione Professionale accreditato quella di conservare, diffondere presso la regione Emilia-Romagna e rinnovare il talento creativo, per la formazione superiore e la cultura tecnica e artigianale, continua e uno dei primi centri di la capacità di innovazione del formazione nazionali nel settore settore calzaturiero, soprattutto calzaturiero che opera nel cuore attraverso la formazione speciadel distretto di San Mauro Pascoli listica. L’uso di laboratori interni fin dal 1984, con la collaborazione per la fabbricazione dei prototipi di prestigiose aziende del settore. Serena Musolesi, di calzature e borse, il laboratorio Esso progetta e realizza percorsi amministratore delegato di Cercal informatico, con software (2D e finalizzati alla formazione di personale qualificato ma anche alla formazione continua 3D) e per la scansione, modellazione e stampa 3D, il di chi già opera nel distretto. Sviluppa inoltre progetti laboratorio per il ricavo di prototipi di forme, tacchi e orientati all’innovazione organizzativa e tecnologica e suole, consente l’applicazione di metodologie di lavoal trasferimento della capacità creativa e della cultura ro che sono in uso corrente nelle aziende, negli studi tecnica del settore di riferimento. “Complessivamente stilistici e tecnici più avanzati. È riconosciuto da Assonegli anni non Covid – spiega l’amministratore dele- calzaturifici quale Centro di Eccellenza della formaziogato Serena Musolesi – abbiamo tra i 500 e i 600 utenti ne calzaturiera. Ha ottenuto inoltre un particolare riai vari livelli formativi aziendali mentre i giovani che conoscimento dalla Camera della Moda Italiana come frequentano i nostri corsi professionali sono tra le 50 scuola specializzata per il settore calzature/pelletteria. e le 60 unità. Speriamo di ripartire con la nostra pro- Cercal prepara figure professionali che ricoprono tutgrammazione a pieno regime nel 2022 ma le imprese te le specializzazioni del settore con una particolare stanno già ripartendo e ci arrivano richieste di perso- attenzione alla produzione di calzature da donna di nale da inserire a cui non possiamo dare seguito. Se- alta qualità. Grazie alla continua ricerca e al costante gnalo però che due nostri giovani allievi sono freschi aggiornamento dei contenuti dell’offerta formativa si dalla partecipazione a Fashion graduate Italia e questo propone come punto di riferimento e stimolo per il è per noi motivo di grande soddisfazione”. La mission rinnovamento di figure professionali già inserite nel di Cercal – 500mila euro il valore delle attività messe ciclo produttivo delle aziende.
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Il tessuto produttivo perde 400 aziende in 10 anni (-20%) Resistono (e vanno bene) le piccole imprese che si specializzano
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Produzione per Sono 1.134 le attività produttive pregrandi firme senti in Romagna e E le voci delle imoperanti nel settoprese testimoniano re tessile-abbigliadella volontà di cermento-calzatura. care tutte le strade Un esercito di imprepossibili per contise che si va assotinuare a produrre in gliando (erano 1.346 Romagna, una terra nel 2016 e 1.431 nel che deve mantene2011) e che conta re un suo apparato poco meno di 400 produttivo – grande vittime in dieci anni o piccolo che sia sotuna cifra che colloca to l’aspetto dimenIl mercato premia chi produce capi di qualità non lontano dal 20% sionale - e non può la quota di attività puntare soltanto sul che non ci sono più. Con migliaia di lavoratori che non turismo. Il caso di Della Rovere, azienda di Longastrino esistono più. che lavora prevalentemente il cachemire, in provincia di È questo il panorama che emerge dai numeri che Ro- Ferrara ma a pochi metri dal territorio della provincia di magna24Economia ha chiesto di elaborare alla Camera Ravenna, lo dimostra. I ricavi del 2021 torneranno a credi commercio della Romagna e che fotografano lo stato scere rispetto al -13% del 2020 e raggiungeranno quota dimensionale di un settore che comunque, al di là delle 8 milioni grazie al lavoro di 60 addetti. La ricetta è quella inevitabili chiusure, resta attivo e propositivo. E che non di tre negozi di vendita diretta e 60 corner monomarca smette di credere alla possibilità di fare impresa anche se oltre a commesse da parte di grandi gruppi con l’export è sempre più preda della necessità di internazionalizzarsi che raggiunge il 90% dei volumi di vendita. E un portae di costruire filiere integrate e coese se vuole avere spe- foglio clienti che dagli anni ’70 ha visto clienti come Les ranze di traguardare i prossimi anni. Copains, Versace e Avon Celli. Dal 2007 la guida Gian LuDOSSIER MODA
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igi Zaina che la sta traghettando verso un nuovo futuro. “Il punto fondamentale – spiega Zaina – è, da un lato, aver stabilito un rapporto intenso con i grandi gruppi industriali prima studiando con loro e poi producendo i capi di maglieria; dall’altro aver creato una catena di subfornitura protetta con contratti a lungo termine e con sia la fornitura dei macchinari produttivi da parte nostra sia con contratti di collaborazione con minimo garantito per due anni. Una serie di tutele che però ci garantiscono forniture stabili e di qualità e che ci consentiranno di crescere nei prossimi anni vista la diminuzione delle imprese di subfornitura sul mercato. Resta il problema di margini sempre più ridotti stante l’aumento dei costi produttivi che cerchiamo di contenere con una sempre maggiore automazione”. Poi cambiano anche i sistemi di vendita. “L’e-commerce crescerà sempre più e noi lo asseconderemo – spiega Zaina – così come stanno cambiando i luoghi della moda con le fiere che perdono rilievo mentre ne guadagnano i cosiddetti super eventi e le presentazioni di collezioni”.
Resiste il contoterzi di alto livello
Dai 4 ai 6 addetti, ma una vision molto chiara del business. Parafioriti Confezioni è un’azienda romagnola con sede nell’area Artigianale di Cesenatico (FC) che ha come core business la produzione di abbigliamento donna conto terzi dalla realizzazione dei modelli fino alla consegna del prodotto finito. La Parafioriti Confezioni Abbigliamento nasce all’inizio degli anni Novanta, quando la titolare decide di trasformare le abilità di tipo sartoriale apprese in giovane età in un’attività produttiva destinata a crescere e a raffinarsi sempre di più. Oggi l’azienda si occupa della produzione abbigliamento di alta qualità, dedicandosi principalmente a un prodotto di tipo fine, con grande competenza nella realizzazione di campionature e prototipie. Il personale qualificato alle dipendenze della Antonina Parafioriti Confezioni garantisce finiture accurate e abilità specifiche nel lavorare tutti i tipi di tessuto – fermo ed elasticizzato – soprattutto jersey, sete, chiffon. Distribuito su una superficie di 300 mq il laboratorio è dotato di attrezzature all’ avanguardia 20
e copre tutte le fasi del ciclo produttivo, dal taglio allo stiro del capo finito, garantendo così al cliente un servizio completo. E mentre la concorrenza cerca di dislocare la produzione in paesi extra UE per abbassare i costi di manodopera, la Parafioriti crede e investe nel Made In Italy, con una manodopera professionale e specializzata che garantisce un prodotto di alta qualità offrendo comunque dei prezzi competitivi. “La nostra sensazione è che la donna – spiega la titolare Lorena Fantozzi – abbia voglia di spendere bene, per capi non usa e getta e che possano resistere a lungo nell’armadio. Noi cerchiamo di intercettare questa clientela con una produzione di alta qualità sulla quale continueremo a puntare”.
La linfa arriva dall’export
Molto orientata all’export la Piero Moretti di Rimini. Le origini dell’azienda ci fanno tornare al 1969: Piero Moretti trasforma il proprio atelier di sartoria in un’azienda di prêtà-porter, intercettando il respiro internazionale del turismo vip della riviera romagnola. Oggi Moretti Moda guidata dalla seconda generazione della famiglia Moretti - rappresenta una consolidata azienda di abbigliamento femminile in costante crescita con quota export superiore al 75%. Un
network di vendita selezionato, strategie commerciali vocate al servizio puntuale ed alla fidelizzazione della clientela, showroom di riferimento e presenza alle fiere internazionali hanno determinato nel tempo lo sviluppo e il successo del brand. “Abbiamo 20 dipendenti – spiega il responsabile commerciale Andrea Moretti – e se 15 anni fa di fatto non esportavamo ora siamo quasi al 75% grazie al buon successo su mercati, tra gli altri, di Giappone, Hong Kong, Russia e i Paesi dell’ex Unione sovietica. Il tutto ci porta a fatturati intorno ai 4,5 milioni. Abbiamo capito, in questi anni, che il prezzo conta ma è relativo perché il pubblico capisce la qualità. Quel che ci preoccupa ora è la pandemia in Russia che sta facendo saltare un importante evento a San Pietroburgo alla presenza del presidente Putin e in compagnia di grandi marchi italiani come Missoni e Trussardi. Speriamo in uno spostamento a Mosca ma non sarà facile”.
mano, applicate ad una fibra all’avanguardia ad altissimi livelli. La fibra in polipropilene si chiama BTX ed è dotata di caratteristiche uniche: è leggerissima, altamente traspirante e garantisce il miglior clima per la pelle a qualsiasi temperatura migliorando così le prestazioni sportive. Con 11 dipendenti e ricavi di circa 1,5 milioni, Bio tex ha cavalcato la pandemia. “In effetti – spiega Barbara Visani – la pandemia non solo non ci ha portato Lo sportivo premia i capi hi-tech La pandemia, se tanti danni ha fatto, può anche crea- crisi ma ci ha fatto aumentare le vendite. Dal momento re maggiori occasioni di business. E’ il caso della Biotex in cui è stato possibile, abbiamo assistito ad un vero e propri boom dello sport di Faenza (Ravenna) che nasce nel all’aria aperta sia nel ci1990 da un’intuizione di Antonio Viclismo che nella corsa sani, che mettendo a frutto 30 anni e la nostra specializzadi artigianato di altissima qualità ha zione, che è nell’intimo voluto migliorare il mondo del ciclifunzionale e performansmo che lo ha sempre circondato. te specialmente sotto il Nasce così la prima azienda italiana profilo della traspirazioa specializzarsi nel settore dell’intine, è trasversale a tutti i mo tecnico per lo sport. E da allora settori. E poi puntiamo si impegna quotidianamente con sulla qualità e i nostri la figlia Barbara, ora amministratocapi non tengono la pelre delegato dell’azienda, a rendere le bagnata anche dopo 20 anni di utilizzo”. unico l’utilizzo del polipropilene, Un’offerta che intercetta la domanda di fascia per trasformare la fatica sportiva in alta ma alla quale prima o poi si arriva. “Chi energia sostenibile ed il gesto sporfa sport inizia a comprare prodotti basici nelle tivo più performante. Se da un lato, grandi catene. Ma se si appassiona – spiega fin dall’inizio ci si è dedicati alla riancora Barbara Visani – cerca capi migliori e cerca del materiale perfetto per la diventa potenzialmente un nostro cliente. creazione dei capi a contatto pelle, Attualmente esportiamo il 30% dei ricavi e dall’altro non si ha mai abbandonasiamo in sei dipendenti, tutte donne tranne to la tradizione della maglieria itail giovane che segue i social. Anche grazie liana artigianale. Dietro ogni capo a al loro apporto contiamo di raddoppiare i si nasconde la cura per il dettaglio, ricavi in cinque anni grazie sia ad una magla scelta minuziosa del filato e le atgiore presenza sui mercati internazionali sia Barbara Visani, Biotex tenzioni tipiche dei prodotti fatti a DOSSIER MODA
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al buon andamento sui social. È chiaro che puntiamo su prodotti di nicchia venduti in esercizi specializzati in cui un addetto alle vendite spiega le caratteristiche dei prodotti”.
Alcuni grandi gruppi
Creatività e innovazione: le ragioni del successo del Gruppo Gilmar, leader nella produzione e nella distribuzione di marchi di abbigliamento di proprietà – Iceberg e Ice Play – e in licenza – Vivetta, Paolo Pecora Milano e N°21. Tutto ha origine dal polo di San Giovanni in Marignano – inaugurato nel 1985 e successivamente ampliato – dove ha sede la piattaforma logistica e produttiva, gli uffici stile e la prototipia, il controllo qualità e il reparto spedizioni. Il magazzino clienti è in grado di ospitare, con ordine e sistematicità, fino a 250.000 capi, in quella che viene chiamata “la giostra”, dove sostegni metallici e strutture mobili movimentano i capi. Il polo – che si estende su 45.000 metri quadri – è sintesi di tradizione e tecnologia, garantendo un servizio ineccepibile nella gestione delle consegne e dei riassortimenti. Gilmar ancora oggi è completamente in mano alla famiglia fondatrice di cui Silvano Gerani è il presidente in carica, Paolo Gerani è amministratore delegato, direttore artistico e guida operativa, Giuliana Marchini è attiva nel consiglio di amministrazione mentre Patrizia Gerani è responsabile dello stile, attiva nel Cda e nello sviluppo della creatività. La società ha chiuso il 2018 con un fatturato di 100 milioni di euro, realizzati per il 70% all’estero. Il Gruppo Aeffe (4 marchi, 59 negozi, 1.333 addetti, vendite in 69 paesi) opera a livello internazionale nel settore della moda e del lusso ed è attivo nella creazione, nella produzione e nella distribuzione di un’ampia gamma di prodotti che comprende prêt-à-porter, calzature e pelletteria, lingerie e beachwear. Il Gruppo sviluppa, produce e distribuisce, in un’ottica di costante attenzione all’unicità ed esclusività, le proprie collezioni sia con marchi di proprietà, tra i quali “Alberta Ferretti”, “Moschino” “Philo-
sophy di Lorenzo Serafini” e “Pollini”. Il gruppo nel 2020 ha conseguito ricavi da vendite per 269 milioni, in diminuzione del 23,3% rispetto all’esercizio 2019, per effetto della pandemia da Covid-19. Massimo Ferretti, Presidente Esecutivo di Aeffe Spa, ha così commentato i dati: “Nonostante i settori della moda e del lusso siano stati tra i più colpiti dalla pandemia, riteniamo che il fatturato dell’esercizio 2020 evidenzi una buona resilienza dei nostri brand rispetto al mercato di riferimento. In particolare, siamo soddisfatti delle strategie adottate in ambito di marketing digitale e di distribuzione omnichannel con ottimi risultati dei nostri canali online, che hanno parzialmente compensato le perdite derivanti dalle restrizioni e chiusure su scala globale. Inoltre, a livello gestionale, il nostro management team ha sviluppato iniziative volte all’efficace controllo del circolante, con benefici in termini di miglioramento dell’indebitamento. Guardando ai prossimi mesi, intravvediamo segnali di ripresa in diversi mercati, soprattutto nell’area della Greater China dove stiamo potenziando la struttura commerciale con un nuovo progetto di travel retail domestico”. Il primo semestre 2021 è andato a gonfie vele con ricavi per 158,4 milioni (contro i 123,5 del primo semestre 2021 a testimonianza ella ripresa in atto sul mercato del lusso. DOSSIER MODA
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salesman or hypnotist? [venditore o ipnotizzatore?]
la comunicazione sul web è fondamentale,
ma non facciamoci ipnotizzare! La differenza fra web mkt e mkt? Le definizioni diverse impiegate nel webmkt non assicurano certo maggiori risultati , per certo possono confondere. Alcuni esempi:
info@publimediaitalia.com 24 www.publimediaitalia.com Piazza Bernini 6 Ravenna
0544.511311
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N. visualizzazioni equivalgono a N. lettori, o ascoltatori, o spettatori...
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Le dichiarazioni di audience di un editore esclusivamente digitale (SocIal, mEtamotoRE Ecc.) non valgono certo di più di quelle di qualsiasi altro editore. Quello che conta è la serietà sulla gestione dei dati.
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Call to action equivale a inserire nella creatività un messaggio che stimoli una reazione da parte di chi lo legge (usando quindi pubblicità comunicazioni con offerte e non istituzionali).
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Call to action crossmediale equivale a pubblicare un codice QR in un inserzione a mezzo stampa, per invitare a prenotare o interagire.
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Conversione equivale a computare il risultato di un offerta.
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Conversion rate o CPA (coSto pER aZIoNE o coSto pER acQuISIZIoNE) equivale al risultato della divisione degli investimenti verso il risultato dell’offerta.
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CPM (coSto pER mIllE ImpRESSIoNI) equivale al costo per mostrare la propria comunicazione 1000 volte.
WEB
I
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I
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RADIO TV
STAMPA
CINEMA
EVENTI
SERVIZI DI AGENZIA
dal 15 novembre
al 15 ottobre 2021
RASSEGNA NOTIZIE
Forlì-Cesena Proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023 e poi tutto dovrà andare a gara per porre rimedio ad una situazione che contrasta con le norme in materia di concorrenza dell’Unione europea. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato in adunanza plenaria che segue le udienze del 20 ottobre. Ne consegue, scrive il Consiglio di Stato, che dal 1° gennaio 2024 “non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza”. La tolleranza fino a tutto il 2023 è determinata solo dalla necessità di “evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere” (foto Shutterstock)
ROMAGNA 9 novembre
Concessioni balneari, stop alle proroghe
Le spiagge andranno a gara dal 2024
in collaborazione con:
Ravenna Rimini
’ RASSEGNA NOTIZIE
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Forlì-Cesena
10 novembre
Pale eoliche della discordia a due passi da Premilcuore Cittadini e Soprintendenze contro il progetto nel Mugello
Nel Mugello, al confine tra la Toscana e la Romagna, c’è un’area molto vasta dove i monti dell’Appennino superano di poco i mille metri: si tratta del Monte Giogo di Villore, in località Dicomano, comune del Mugello fiorentino che sfiora la Romagna, in particolare nel Forlivese Portico e Premilcuore. Qui un’azienda veneta, la AGSM di Verona, vorrebbe costruire un nuovo impianto eolico con sette turbine alte 168 metri Un palazzo di 55 piani), ma molte delle persone che abitano nei comuni della zona si stanno opponendo in Toscana come in Romagna; tuttavia le due Regioni hanno detto sì e solo le Soprintendenze di Firenze e della Romagna hanno posto alcune obiezioni. (foto Shutterstock)
Rimini
11 novembre
Contributi alle nuove attività cittadine Il Comune “premia” i giovani imprenditori
Incentivi alle nuove attività che contribuiscono alla valorizzazione del centro storico e dei borghi, alla promozione dello sviluppo occupazionale e dell’imprenditoria giovanile nel territorio comunale. In questo asset particolare della No Tax Area, sono state 11 le domande ricevute dagli uffici comunali. Tra queste una parte delle istanze – 7 domande – sono riferite al “Sostegno all’imprenditoria giovanile nel territorio comunale”, una speciale categoria di contributo concesso alle iniziative imprenditoriali avviate da persone con una età inferiore ai 40 anni. Le rimanenti domande sono divise fra le altre 2 categorie previste: “Valorizzazione del Centro Storico e dei Borghi”o apertura di un negozio o di un pubblico esercizio nell’area urbana corrispondente al“Centro Storico”e ai“Borghi”della città di Rimini. (foto Shutterstock)
Ravenna 12 novembre
Contributi per l’affitto
In arrivo aiuti a 600 famiglie Sono circa 600, secondo le prime proiezioni effettuate da Acer, le famiglie che beneficeranno di un sostegno al pagamento dell’affitto grazie all’ulteriore quota di fondi messa recentemente a disposizione dei territori da parte della Regione Emilia – Romagna, che per quanto riguarda il distretto di Ravenna (comuni di Ravenna, Cervia e Russi) ammonta a 831mila euro. Con questa nuova tranche, le risorse stanziate per il distretto arrivano complessivamente a circa un milione e 400mila euro. I nuovi fondi consentiranno infatti uno scorrimento delle due distinte graduatorie già formulate sulla base dell’avviso pubblico scaduto lo scorso 9 aprile. (foto Shutterstock)
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ROMAGNA 9 novembre
Le Coop assumeranno 2.800 addetti
Le previsioni di Federcoop Romagna per il 2022
Nel 2022 le cooperative di Legacoop Romagna prevedono di assumere 2.800 persone. Di queste circa il 60% in provincia di Ravenna, il 15% circa in provincia di Forlì-Cesena e il 25% nell’area riminese. Si assume non solo per il naturale ricambio, ma anche perché è attesa un’espansione dell’attività aziendale in quasi 4 casi su 10. Un dato che, una volta spacchettato sui vari territori, mostra ulteriore dinamicità nell’area forlivese e cesenate, dove la crescita prevista è la motivazione principale per oltre il 60% delle aziende. I numeri emergono dalla prima edizione dell’Osservatorio sulle esigenze di personale nelle cooperative romagnole, presentato nel corso dell’assemblea di Federcoop Romagna (400 imprese e 25mila lavoratori, con un valore della produzione di circa 7 miliardi di euro). (foto Shutterstock)
ROMAGNA 8 novembre
Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini In media la differenza di genere vale 7.270 euro l’anno
Parità uomo-donna ancora lontana sul fronte del lavoro. La ridotta partecipazione al mercato del lavoro e, al tempo stesso, i maggiori carichi domestici e familiari, si riflettono, numeri alla mano, sulle differenze delle retribuzioni tra uomo e donna. In base agli ultimi dati INPS (anno 2019) disponibili e resi pubblici dall’osservatorio della Camera di Commercio Romagna, “sulle retribuzioni nel settore privato, il differenziale di genere nel territorio Romagna per il totale delle qualifiche si attesta a circa -7.270 euro annui. Nel settore privato una donna percepisce mediamente una retribuzione lorda inferiore del 30% rispetto a quella di un uomo”. (foto Shutterstock)
Forlì-Cesena/Rimini 5 novembre
Il numero delle imprese cresce dopo la crisi Covid Nelle due province 71.300 aziende attive
In base alle elaborazioni dell’Ufficio informazione economica della Camera di commercio della Romagna, al 30 settembre 2021 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 81.842 imprese registrate (sedi), di cui 71.300 attive. L’imprenditorialità si conferma diffusa: 98 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 88 a livello nazionale). Nel corso del terzo trimestre del 2021, nell’aggregato Romagna si sono verificate 809 iscrizioni e 593 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 216 unità (nel medesimo trimestre del 2020 il saldo fu pari a +85); il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a +0,26%, di poco inferiore al dato regionale (+0,3%) e nazionale (+0,37%). (foto Shutterstock)
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Forlì
5 novembre
Dal 16 dicembre parte il nuovo volo per Tirana Con Albawings si decolla giovedì e domenica
Albawings continua ad investire sull’Italia ed a consolidare la sua presenza sul mercato. Parte il 16 dicembre la nuova rotta verso lo scalo di Forlì con due frequenze settimanali il giovedì e la domenica. Il nuovo collegamento, operato con aeromobili Boeing 737 andrà ad integrarsi nell’attuale network della compagnia avvicinando la Romagna al Paese delle Aquile. La sua posizione geografica rende Forlì l’ideale porta d’ingresso alla Riviera Romagnola oltre a facilitare la mobilità della comunità albanese presente nella regione. L’aeroporto è inoltre comodamente raggiungibile in pochi minuti dallo scalo ferroviario. Le tariffe partiranno da 35.99 euro sola andata offrendo incluso nel prezzo fino a 30 kg di bagaglio, tra cabina e stiva, e la selezione del posto a bordo.
Ravenna 5 novembre
Arriva il nuovo calendario di Cassa Ravenna e Fondazione Quest’anno l’artista in vetrina è il mosaicista Antonio Rocchi
E’ dedicato ad Antonio Rocchi (Ravenna, 20 dicembre 1916 – 6 aprile 2005) il calendario artistico del 2022 promosso dalla Cassa di Ravenna Spa e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.La presentazione di Franco Gàbici delinea un profilo biografico dell’artista che ne esalta i caratteri di forte personalità e originalità. L’artista per tutta la vita – ricorda Gàbici – ha abitato in via Portone, una piccola strada del borgo San Biagio che, per una curiosa combinazione, ha registrato fra i suoi abitanti diversi mosaicisti, al punto che una targa in mosaico, realizzata nel 2015 dall’Istituto d’arte per il mosaico e affissa all’ingresso del circolo “La Gardela”, la definisce “Strada dei mosaicisti”.
Ravenna 4 novembre
Guidarello al comandante dei Carabinieri Teo Luzi Il premio ad honorem per l’impegno in epoca pandemica
È stato assegnato al Generale di Corpo d’Armata, Teo Luzi, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il Guidarello ad honorem del 50esimo premio per il giornalismo d’autore organizzato da Confindustria Romagna. “L’Arma dei Carabinieri, con umanità e spirito di servizio, ha contribuito su molteplici versanti ad affrontare l’emergenza sanitaria – ha spiegato il presidente Paolo Maggioli – e parallelamente, è proseguito il contrasto alle minacce criminali, anche alla luce dei nuovi fronti di rischio aperti proprio dalla pandemia: dagli attacchi cibernetici fino ai problemi di ordine pubblico. Il premio a Teo Luzi, romagnolo, alla guida dell’Arma dal gennaio 2021, intende riconoscere questo impegno straordinario”.
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Ravenna 4 novembre
Frutticultura sempre più green Un’impresa su 2 investe in sostenibilità
Come rileva Coldiretti, nel Ravennate 1 impresa su 2 tra la frutticultura ha investito in energie rinnovabili. Del resto, il nuovo rapporto Greenitaly diffuso in occasione dell’allarme lanciato dall’Onu in merito alle previsioni dei governi sulla produzione di carbone, petrolio e gas per il 2030, ha evidenziato l’anima ecologica dell’agricoltura italiana, leader per la sostenibilità con appena il 7,2% di tutte le emissioni di gas serra prodotte a livello nazionale, contro il 44,7% dell’industria e il 24,5% dei trasporti. I continui investimenti in sostenibilità hanno interessato in questi decenni anche la frutticoltura ravennate, comparto che ha fornito e fornisce tutt’ora un grande contributo al processo di rigenerazione green dell’intera agricoltura. (foto Shutterstock)
Rimini
Cesena
Oltre un milione per la cura dei corsi d’acqua
Manutenzione dei cimiteri
La cura dei corsi d’acqua al primo posto. Ammonta a un milione di euro l’investimento della Regione per il ripristino della sicurezza idraulica nel riminese dove sono in corso due interventi sul fiume Marecchia, nei pressi di Rimini e sul torrente Uso nel Comune di Bellaria-Igea marina. Entrambi i lavori sono curati dal Servizio di Rimini dell’agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. “Le risorse investite per gli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua, di prevenzione del dissesto idrogeologico e l’accrescimento del patrimonio arboricolo, traducono bene il valore che la Regione dà alla sicurezza”, sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile, Irene Priolo.
Dopo la conclusione dei lavori presso il cimitero di San Demetrio e di altri piccoli interventi di ripristino delle pavimentazioni nelle aree cimiteriali di Bulgaria e Martorano, la macchina comunale delle manutenzione interesserà nei prossimi mesi altri cimiteri cittadini per una spesa complessiva di 200 mila euro. Con l’approvazione del progetto esecutivo e la pubblicazione entro fine anno della gara per l’affidamento dei lavori, il prossimo febbraio ci saranno tutte le condizioni per dare avvio ai lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e di pronto intervento nel Cimitero Urbano e a favore dei cimiteri rurali di Martorano, Casalbono, Bagnile, Borello, Tessello e San Giorgio.
5 novembre
Più fondi per il Marecchia e l’Uso
30
8 novembre
Comune in campo con 200mila euro
Ravenna
3 novembre
Più potente e più “pulita” la flotta commerciale La Ro-Ro Eco Catania in porto usa solo energia solare
È entrata per la prima volta nel porto di Ravenna, al Terminal T&C, la nuova nave Ro-Ro “Eco Catania” che, unitamente alla “Eco Livorno”, il Gruppo Grimaldi ha deciso di destinare al potenziamento della linea Ravenna – Brindisi – Catania. Una scelta importante che coniuga l’aumento della capacità del servizio con la volontà di andare verso una sempre più concreta transizione energetica, visto che si tratta di navi Ro-Ro tra le più grandi e sostenibili al mondo. La “Eco Catania” e la “Eco Livorno” sono infatti due esemplari di Ro-Ro hybrid di nuovissima generazione, consegnate al Gruppo Grimaldi nel primo semestre del 2021, la cui peculiarità è l’utilizzo di carburante fossile durante la navigazione e di energia elettrica durante la sosta in porto, garantendo, pertanto, ‘zero emission in port’.
Ravenna 3 novembre
L’economia cresce del 6,8% spinta dalle costruzioni Nella prima parte del 2022 si tornerà ai livelli pre Covid
Prevista al rialzo la crescita dell’economia ravennate per il 2021, che potrebbe toccare il +6,8% spinta dalle costruzioni. Aumentano il reddito disponibile (+5,6%), le esportazioni (+11,8%) ed il valore aggiunto per abitante (28.100 euro); nella prima metà del prossimo anno, inoltre, la nostra provincia potrebbe recuperare i livelli di attività pre COVID-19. È quanto si legge nella nota sugli scenari dell’economia provinciale realizzata dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio su dati Prometeia. Una crescita, quella dell’economia ravennate, superiore a quelle stimata per l’Emilia-Romagna (+6,5%) ed alla media italiana (+6,1%). Un trend positivo che, a fine 2022, dovrebbe mettere a segno, rispetto al 2019, un incremento del valore aggiunto pari a +1,2% (+0,8% Emilia-Romagna, +0,6% Italia). (foto Shutterstock)
Rimini
5 novembre
Il Metromare arriverà dalla stazione alla Fiera Pronti 49 milioni frutto del Pnrr
C’è anche la realizzazione del secondo stralcio del tratto del Metromare, che collegherà la stazione di Rimini al quartiere fieristico in 16 minuti, tra i progetti ammessi a finanziamento in attuazione al Pnrr. La conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata hanno approvato lo schema di riparto tra le Regioni dei 3,6 miliardi che il governo ha destinato a interventi di sviluppo e potenziamento del trasporto rapido di massa (metropolitane, filobus e tramvie). Per il Comune di Rimini arriva quindi la conferma e l’ufficialità del finanziamento di 49 milioni di euro che consentirà di realizzare un’infrastruttura fondamentale non solo per snellire la circolazione nei periodi delle grandi manifestazioni fieristiche, ma al servizio tutto l’anno di cittadini, pendolari e turisti che si spostano nella nostra città.
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Forlì-Cesena/Rimini 3 novembre
Le imprese green decollano
Per Cdc Romagna buona performance
Buona diffusione delle imprese green nel territorio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini (soprattutto nella provincia forlivese)- in crescita annua e con un’incidenza, sul totale delle imprese, sostanzialmente in linea con quella regionale. L’agroalimentare è il settore prevalente, con più della metà delle imprese “verdi”; a seguire, ciclo rifiuti, energie rinnovabili ed efficienza energetica e mobilità. Positivi, inoltre, anche i risultati in termini di professioni verdi (cosiddetti green jobs) e imprese che hanno effettuato eco-investimenti. Questo, in sintesi, è quanto emerge dagli ultimi dati resi disponibili dall’Osservatorio Regionale GreenER, aggiornati a settembre 2021 ed elaborati dall’Osservatorio Economico della Camera di commercio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini). (foto Shutterstock)
Ravenna/Cesena 31 ottobre
Confesercenti Ravenna-Cesena sugli scudi Tanti componenti nella presidenza nazionale
La presidente di Confesercenti Ravenna e Cesena, Monica Ciarapica (nella foto); il vice, Cesare Soldati; il direttore, Graziano Gozi; il presidente dei balneari, Maurizio Rustignoli; e il presidente dei tabaccai, Celso Montanari, sono stati eletti nella nuova presidenza nazionale della “Confesercenti”. Collaboreranno, quindi, con la presidente Patrizia De Luise, confermata all’unanimità dall’assemblea svoltasi in videoconferenza. Il gruppo della “Confesercenti” territoriale, impegnato alla guida dell’associazione nei prossimi quattro anni, si fa, quindi, più nutrito, grazie anche all’apporto che, Ravenna e Cesena, hanno sempre garantito a livello nazionale ed al percorso di aggregazione recentemente messo in atto.
Ravenna 1 novembre
Energia verde, il progetto Agnes va avanti Forse prodotte a Ravenna le pale eoliche
Verso la realizzazione dell’hub: presentata l’istanza per la concessione demaniale e per l’autorizzazione unica. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea l’istanza per l’ottenimento della concessione demaniale delle aree marittime coinvolte nei lavori del progetto eolico Agnes di Saipem e Qint’x. Si muovono quindi ulteriori passi verso la creazione dell’hub energetico con un’ulteriore novità: come si legge sul Corriere di Romagna, alcune componentistiche delle pale eoliche, che da 65 sono diventate 75, potrebbero essere prodotte a Ravenna. (foto Shutterstock)
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Forlì-Cesena
2 novembre
L’autotrasporto va incontro alla ripresa Ma resta il nodo della mancanza di personale
“Nei primi otto mesi del 2021 - spiega il responsabile sindacale del settore di Confartigianato di Forlì, Alberto Camporesi - le vendite al dettaglio a livello nazionale hanno recuperato i livelli pre-Covid-19, mentre sale la domanda di servizi di spedizioni indotta dal boom dell’e-commerce.” A fronte di queste dinamiche cresce la domanda di lavoro da parte delle imprese di autotrasporto, che in Emilia-Romagna sono 8.932 di cui il 73,9% artigiane, pari a 6.600 unità. Due terzi dell’artigianato del settore si concentra in quattro province tra le quali spicca al terzo posto Forlì-Cesena con 822 imprese, pari al 12,5% del totale. Tuttavia non appare agevole la copertura delle posizioni lavorative: le imprese segnalano che il 45,1% delle posizioni sono di difficile reperimento, quota che risulta superiore rispetto al già elevato 39,3% registrato a livello nazionale. (foto Shutterstock)
Ravenna 29 ottobre
Le giovani aziende agricole si innovano Premio a Orto Zangàl e Prime Foglioline
Dalle micro-insalatine multivitaminiche coltivate in ambiente protetto, ai prodotti green e a ‘metro zero’ che finiscono sui banchi dell’Istituto Alberghiero di Cervia dove si formano gli chef del futuro. Sono questi i prodotti delle giovani aziende agricole del ravennate premiate a Bagnacavallo, con l’Oscar Green 2021, il riconoscimento che Coldiretti Emilia-Romagna e Giovani Impresa ha attribuito alle imprese under 35 più innovative della regione. Tra queste l’azienda agricola Prime Foglioline di Nilo Sori che produce micro-insalatine di ortaggi e aromatiche raccolti quando il contenuto in vitamine è massimo. Nelle campagne tra Ravenna e Cervia opera invece l’azienda agricola Orto Zangàl condotta dalla giovane Giorgia Severi che ha creato la prima filiera corta dal campo ai banchi e laboratori di cucina dell’Istituto Alberghiero ‘Tonino Guerra’. (foto Shutterstock)
Rimini
30 ottobre
Il Comune sostiene lo sport di base
Oltre 260mila euro alle associazioni dilettantistiche Sono 86 le società assegnatarie dei contributi messi a disposizione dal Comune di Rimini attraverso il bando “voucher società sportive” a sostegno dell’attività sportiva di base e delle piccole realtà locali duramente colpite dalla pandemia. Un progetto che ha visto l’Amministrazione investire 260mila euro, destinati in maniera proporzionale alle società sportive, alle associazioni sportive dilettantistiche, agli enti di promozione sportiva, che hanno presentato la domanda entro il termine del 30 settembre scorso. Il voucher servirà a restituire parte del costo sostenuto per il pagamento delle tariffe d’uso dell’impiantista sportiva pubblica, gestita direttamente dal Comune di Rimini, riferito al periodo settembre-dicembre 2021. (foto Shutterstock)
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Ravenna 29 ottobre
Il pomodoro di qualità premia i produttori A Mario Ricci Maccarini il riconoscimento di Mutti
La giuria del premio Pomodorino D’Oro Mutti 2021 ha aggiudicato il riconoscimento al produttore Mario Ricci Maccarini (a destra nella foto, con Francesco Mutti), vicepresidente di Confagricoltura Ravenna per la zona di Lugo. Il vincitore del premio, titolare di una azienda agricola a Lugo con circa 80 ettari a pomodoro da industria, ha superato brillantemente la verifica dei requisiti ottenendo il massimo punteggio e aggiudicandosi così il gradino più alto del podio della storica categoria pomodoro tondo. Il Premio Pomodorino D’Oro Mutti è un’iniziativa istituita oltre 20 anni fa per riconoscere l’impegno e la qualità del pomodoro di 64 famiglie di conferitori attraverso un importante incentivo economico.
Rimini
Ravenna
Parte la raccolta differenziata del tessile
Tesoreria del Comune alla Cassa di Ravenna
A Ecomondo si è discusso anche del futuro del settore tessile, posto di fronte alla grande sfida della circolarità, anche in vista del 1° gennaio 2022, quando in Italia partirà la raccolta differenziata dei rifiuti tessili. Confartigianato è presente alla fiera dedicata alla green economy con uno stand istituzionale che propone esempi di riuso e di riciclo dei prodotti tessili, che ha visto in questi giorni la presenza anche di Confartigianato Imprese Rimini. Problematiche da affrontare anche alla luce dell’entrata in vigore del decreto 116/2020 a inizio 2022 per la raccolta differenziata nel settore tessile, in anticipo di tre anni sugli altri Paesi UE. (foto Shutterstock)
La Cassa di Ravenna Spa si è aggiudicata la gara per la concessione del servizio di Tesoreria del Comune di Ravenna per il quinquennio 2022/2026. La Cassa era già tesoriere dell’Ente, la precedente convenzione aveva durata 2017/2021. La determina del Comune di Ravenna è visibile alla sezione Amministrazione Trasparente dell’Ente. La Tesoreria del Comune di Ravenna si aggiunge ad altre importanti Tesorerie svolte da La Cassa in provincia di Ravenna, tra cui, oltre alla stessa Provincia di Ravenna, la Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione della Romagna faentina e i Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Brisighella, Cervia, Cotignola, Faenza, Russi, S.Agata sul Santerno e l’Autorità Portuale di Ravenna. (foto Shutterstock)
28 ottobre
L’obbligo dal 1° gennaio 2022
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31 ottobre
La concessione vale fino al 2026
EMILIA-ROMAGNA 27 ottobre
Le auto devono inquinare meno Torna l’ecobonus per le basse emissioni
Torna l’ecobonus auto con un contributo pubblico che può arrivare a 8mila euro per veicolo a basse emissioni. A partire da oggi, infatti, i concessionari hanno potuto ricominciare a prenotare l’incentivo attraverso l’apposita piattaforma del MISE. Anche in questo caso potrebbe verificarsi un “clickday” dal momento che lo sconto potrà essere assegnato fino all’esaurimento delle risorse anche perché nel caso della riapertura della finestra estiva i fondi si erano esauriti in un arco temporale molto ridotto. Il massimo dell’incentivo è di 8.000 euro e varia a seconda della “Massa Totale a Terra – MTT” e all’alimentazione. (foto Shutterstock)
Ravenna 26 ottobre
Inaugurato il mega deposito di GNL al Porto Meno inquinamento per camion e navi
È stato inaugurato nel porto di Ravenna, il deposito di GNL (gas naturale liquefatto) voluto e finanziato da PIR, Edison ed Enagàs. Si tratta del primo in Italia del genere con un investimento di oltre 100 milioni. Gli esponenti del Pri, Eugenio Fusignani (vicesindaco e segretario provinciale) e Giannantonio Mingozzi (segreteria comunale), commentano con soddisfazione l’inaugurazione: “Cinque anni fa, nel primo Consiglio Comunale che Ravenna dedicò al progetto presentato dalla PIR per lo stoccaggio e distribuzione nel porto di Ravenna del gas naturale liquido ai dubbi ed alle preoccupazioni di molti noi contrapponemmo il valore di un insediamento che contribuiva ad abbattere le emissioni di navi, camion, traghetti, crociere ed in generale del traffico su gomma”.
EMILIA-ROMAGNA 25 ottobre
Aziende agricole in difficoltà per clima e patogeni La regione chiede lo sblocco di 230 milioni
“Servono interventi strutturali, a livello nazionale, che siano in grado di sostenere economicamente le imprese ortofrutticole della regione. E sto parlando di aziende che sono in seria difficoltà a causa dei danni provocati dai cambiamenti climatici e dalle fitopatie”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nella lettera indirizzata al ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, in cui sollecita lo sblocco dei 70 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità per i danni da calamità al comparto e dei 160 milioni di euro nell’ambito del decreto Sostegni. (foto Shutterstock)
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Forlì-Cesena/Rimini 22 ottobre
Le imprese dell’area cercano addetti Oltre 17mila ingressi tra ottobre e dicembre
Le assunzioni previste nelle province di Forlì-Cesena e Rimini per il periodo ottobre-dicembre 2021 sono 17.240, secondo Excelsior Informa, il Bollettino mensile con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi, realizzato da Unioncamere, Anpal e dalle Camere di commercio italiane. Il trimestre registra una maggior previsione di entrate rispetto allo stesso periodo, sia del 2019 (pre-covid), sia del 2020. Ai primi posti in valore assoluto si confermano i Servizi di alloggio/ristorazione/turistici e il Commercio sia per Rimini che per Forlì-Cesena, seguiti da Servizi alle persone, Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone. (foto Shutterstock)
EMILIA-ROMAGNA
Ravenna
Unicredit aiuta le imprese agricole
Imprese green sempre più competitive
UniCredit e Confagricoltura hanno firmato un accordo finalizzato a mettere in atto un’azione congiunta e sinergica per facilitare l’accesso al credito e accelerare i processi di innovazione e transizione ecologica delle imprese agricole italiane. L’intesa è stata firmata oggi a Roma da Andrea Casini, Responsabile Imprese di UniCredit Italia e dal Presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. La collaborazione tra UniCredit e Confagricoltura riguarda in particolare il sostegno e la valorizzazione delle filiere agricole e delle reti di impresa, nonché la promozione e lo sviluppo di progetti legati all’innovazione, all’agritech e a migliorare la sostenibilità del business delle aziende del comparto, in ottica ESG. (foto Shutterstock)
Nel 2022, in provincia, oltre il 12% delle assunzioni previste riguarderà figure professionali legate alla sostenibilità. Le imprese green – ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna – sono da anni, nella nostra provincia, sinonimo di competitività perché capaci di coniugare tradizione e innovazione, qualità e bellezza, coesione e cura dei dettagli, rispetto dell’ambiente e crescita sostenibile. E questo connubio si traduce per le imprese che abbracciano la scelta “verde” in migliori performance in termini di ordinativi, presenza all’estero e propensione ad assumere, in particolare nell’area R&S”. (foto Shutterstock)
23 ottobre
Finanziamenti ad agritech e sostenibilità
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26 ottobre
Oltre il 12% delle assunzioni legate alla sostenibilità
Ravenna 20 ottobre
Digitalizzazione come risposta alla crisi Le imprese corrono verso i fondi della Cdc
Sono 125 le domande presentate alla Cdc di Ravenna dalle imprese ravennati in una sola mattinata, con richieste che superano il mezzo milione di euro, per lo sviluppo di soluzioni digitali in risposta all’emergenza sanitaria ed economica dovuta all’epidemia da Covid-19. Una partecipazione importante, commenta il commissario straordinario della Camera di Commercio di Ravenna, che dimostra la volontà degli imprenditori, soprattutto giovani, di non mollare ma, anzi, di rinnovarsi, di introdurre tecnologie nuove, di investire per sostenere la propria presenza sul mercato. Sviluppo di piattaforme per l’e-commerce, smart working e soluzioni tecnologiche digitali di filiera le voci più gettonate. (foto Shutterstock)
Forlì
22 ottobre
Valenti (Confartigianato): L’export corre “L’industria spinge l’economia italiana”
Il sistema manifatturiero italiano funge da traino per le esportazioni, oggi al di sopra dei livelli pre-Covid-19, con una intensità maggiore rispetto agli altri paesi dell’Unione europea. Alle maggiori vendite all’estero corrisponde un recupero più accelerato dell’attività produttiva. A dettagliare i dati Marco Valenti (nella foto), segretario di Confartigianato di Forlì, che spiega “il report di Eurostat mostra che nei primi 8 mesi del 2021 il valore delle vendite all’estero delle imprese italiane supera del 4,9% quello registrato nello stesso periodo del 2019, superando la crescita dell’1,3% dell’export tedesco mentre è ancora in difficoltà la Francia, che rimane in territorio negativo (-6,6%)”.
Rimini
20 ottobre
Il Comune va caccia di evasori fiscali
E scopre 8,8 milioni evasi tra Tari, Imu e imposta di soggiorno È stimato in oltre 8,8 milioni di euro il risultato dell’attività di recupero di evasione fiscale per il 2021 su Tari, Imu e Imposta di soggiorno condotta dall’Amministrazione Comunale. Un risultato superiore alle previsioni di inizio anno, che confermano la validità dei sistemi di tax compliance e di ottimizzazione della banca dati messi a punto negli ultimi anni. Nel dettaglio, per il 2021 sono stati accertati 1,5 milioni di Tari non dichiarata, circa 500mila euro in più di quanto messo a preventivo, oltre a 2,3 milioni di recupero della tassa non versata. Si attesta invece sui 4,5 milioni il recupero dell’Imu, cifra destinata a crescere a fine anno fino a 5 milioni. Dati in linea con i trend pre-Covid anche per l’imposta di soggiorno, con oggi circa 120mila euro di imposta recuperata. (foto Shutterstock)
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Rimini
18 ottobre
Fondi alla mobilità sostenibile
Pronti 721mila euro per il Comune
Il Comune di Rimini risulta beneficiario complessivamente di circa 721mila euro, destinati alla predisposizione di progetti di fattibilità o project review di opere coerenti con le politiche di pianificazione strategica e in attuazione del PNRR per i progetti attinenti mobilità e trasporti. Sulla base degli obiettivi definiti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), l’Amministrazione comunale ha deciso di proporre quattro progetti che comprendono opere infrastrutturali strategiche distribuite sul territorio, dalla zona a monte della Statale 16 alla zona mare. (foto Shutterstock)
EMILIA-ROMAGNA 19 ottobre
L’agricoltura si apre alla società
Dalla Regione 1,3 milioni per la multifunzionalità L’agricoltura in Emilia-Romagna diventa sociale, si apre alle comunità come elemento di inclusione e di sviluppo sostenibile. E mette al centro la fattoria, luogo in cui il lavoro può diventare opportunità per le persone più fragili, ma anche nuova fonte di reddito per le imprese agricole. Punta sulla multifunzionalità delle imprese agricole, riconoscendone l’impatto innovativo dei servizi offerti sul territorio, il nuovo progetto di legge “Norme in materia di agricoltura sociale” approvato in Giunta e presentato oggi in video conferenza stampa dalla vicepresidente Elly Schlein e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi che mette a disposizione 1,3 milioni di euro per dare sostegno alla legge. (foto Shutterstock) 38
Ravenna 19 ottobre
Offshore, Franco Nanni
riconfermato presidente del ROCA Nel corso dell’assemblea del ROCA è stata esaminata l’attività del 2020 evidenziando soprattutto l’attività svolta dalla associazione per potere sbloccare le attività offshore in Italia.È stato esaminato anche il risultato dell’ultimo OMC che si è svolto tre settimane fa. Nonostante la difficile situazione a causa del COVID, la manifestazione ha superato ogni aspettativa di partecipazione ma attualmente le aziende ROCA lavorano solo per commesse all’estero. Alla presidenza dell’Associazione Ravennate degli operatori offshore è stato riconfermato Franco Nanni.
Forlì-Cesena/Rimini 18 ottobre
L’economia torna a crescere Nell’area Cdc Romagna la stima è +6,2%
In base agli ultimi “Scenari per le economie locali” elaborati dal Sistema camerale regionale su dati Prometeia (ottobre 2021), per l’anno in corso si stima una crescita del valore aggiunto (in termini reali, vale a dire al netto dell’inflazione) dell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini pari al 6,2% (Emilia-Romagna +6,5%, Italia +6,1%), a fronte di un 2020 archiviato con una flessione del 9,7%. L’espansione della ricchezza creata nel 2021 è comune a tutti i principali macrosettori, particolarmente rilevante per l’Industria (+11,3%) e le Costruzioni (+23,3%), ma anche Servizi (+3,9%, che contribuisce in modo prevalente alla creazione del valore aggiunto provinciale) e Agricoltura (+1,5%). (foto Shutterstock)
EMILIA-ROMAGNA 19 ottobre
Giro di vite del Governo sulle badanti Senza green pass si perde il lavoro
“Se la badante non possiede il Green pass non potrà accedere al luogo di lavoro” e se convivente “dovrà abbandonare l’alloggio”, si legge nelle Faq, poiché prevale il “diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore”. Il governo, rispondendo a domande frequenti sull’ultimo Dpcm, chiarisce che non siano dovuti vitto e alloggio, oltre allo stipendio, a badanti sprovviste di passaporto vaccinale. Se infine la badante è convivente e positiva al Covid, “non potrà allontanarsi dalla casa nella quale vive” per la quarantena. (foto Shutterstock)
EMILIA-ROMAGNA 19 ottobre
Controversie con i gestori telefonici Per prima cosa rivolgersi al Corecom
Se lo sviluppo dei mezzi di comunicazione ci ha fornito maggiori opportunità di vita e lavorative, esso ha però reso sempre più difficili i rapporti con coloro che gestiscono tale sistema, ossia gli operatori di telecomunicazioni (telefonia, internet, pay-tv). Pertanto, quando contattare il call center del proprio fornitore è impresa ardua e/o mandare un reclamo non è sufficiente per risolvere le incomprensioni, prima di ricorrere alla giustizia ordinaria è obbligatorio rivolgersi al Co.re.com per attivare la procedura di conciliazione. (foto Shutterstock)
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Forlì-Cesena
Ravenna
Rimini
Romagna24economia Magazine di economia, affari, impresa e società Inchiesta a cura di Giorgio Costa
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n°10 | anno 1 | novembre 2021
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