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Romagna24Economia N.1 2022

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n° 1 2022 | anno 2 |

MAGAZINE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

DOSSIER AGROALIMENTARE 1 LA PRODUZIONE Dai campi della Romagna prodotti agricoli per oltre un miliardo

FORLÌ-CESENA RAVENNA

POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - AUT. N°933 STAMPE IN REGIME LIBERO

RIMINI


Due cose contribuiscono ad avanzare: andare più rapidamente degli altri o andare per la buona strada Cartesio

La nostra attività è fornire Servizi Agromeccanici e Tecniche Innovative alle imprese agricole associate per migliorarne la competitività nell’ambito delle filiere agricole locali Soc. Coop. Agricola Via Cella 275/A San Bartolo Ravenna Tel. 0544 497751 www.terratech.it follow us


MENSILE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

Dossier Agroalimentare/1 in questo numero: In Romagna agricoltura fondamentale per la crescita pagina 3 La frutticultura cerca nuove strade pagina 7 Mutti premia la qualità del pomodoro romagnolo pagina 11 Il vino brinda al 2021: produzione modesta, qualità elevata pagina 15 Gli allevamenti fanno i conti con prezzi in calo e costi in aumento pagina 23 L’agrovoltaico mette radici a Ravenna pagina 31

Romagna 24 economia - Rassegna notizie pagina 35› 47

in questa pagina e in copertina: foto Shutterstock

Da Imola a Cattolica oltre 307mila ettari coltivati (il 23,6% della superfice agricola regionale) che produce oltre 1 miliardo di valore. Un 2020 in decisa ripresa per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna, nonostante il Covid. Ma un 2021 con molte incognite sul fronte dei settori e dei prezzi per un comparto che è e resta di importanza fondamentale per l’economia della Romagna. Ne scriviamo in questo primo numero del 2022 di Romagna24Economia che fa il punto sui punti di forza e di debolezza di un comparto che si avvia ad affrontare un anno denso di incognite. Con la certezza che molto frutteti verranno smantellati, che mandare avanti le stalle è sempre più complesso ma che si può guadagnare e resistere bene ai mercati (e al clima) proteggendo le colture e facendo produzioni di qualità. Naturalmente con occhio attento alle innovazioni di prodotto e di processo e diversificando sempre più le produzioni all’interno dell’azienda.

in collaborazione con:

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RASSEGNA NOTIZIE

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L’ORO DELLA TERRA

RECUPERO RIFIUTI AGROALIMENTARI IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO

ll compost, detto anche terricciato o composta, ottenuto nell’impianto ADCOMPOST è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche naturali quali: residui di potatura, sfalci, scarti lignei, scarti alimentari, i rifiuti del giardinaggio come foglie e erba. Il compost può essere utilizzato: come fertilizzante su prati o prima dell’aratura, come terriccio per giardinaggio e vivaismo e come ammendante in una molteplicità di applicazioni agricole. Il suo utilizzo, con l’apporto di sostanza organica e oligoelementi migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (composti del fosforo e dell’azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo aumentando le difese immunitarie delle piante. Tutto il compost prodotto nell’impianto ADCOMPOST deriva unicamente dalla filiera agro-alimentare e non è prevista la trasformazione di scarti/sottoprodotti al di fuori di tale filiera.

Sede operativa Via Viazza, 54 48124 San Bartolo (RA)

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Sede Legale Via Spadolaro 10/b San Pietro in Vincoli - RA Tel. 370 3612390 Cell. 335 290984 Mail: albertodanesi.ad@libero.it www.adcompost.it


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In Romagna agricoltura fondamentale per la crescita Nel 2020 settore in crescita ma nel 2021 pesa l’incognita di clima e caro materie prime

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da attribuire in egual misura Un 2020 in decisa ripresa per al buon risultato complessivo l’agricoltura dell’Emilia-Romasia delle produzioni vegetali gna, nonostante il Covid. Ma (+7,6%), sia degli allevamenun 2021 con molte incognite ti (+8,5%) e che ha consentito sul fronte dei settori e dei prezdi recuperare gran parte delle zi. Nell’anno, il 2020 (ultimo di perdite dell’anno precedente, cui si dispone di dati ufficiali), che si era chiuso con una flesche ha visto l’esplosione in tutsione della Plv sopra il 10%. to il mondo della pandemia, il Bene l’anno scorso anche l’excomparto agricolo si è mosso port delle eccellenze regionali, in controtendenza rispetto al Parmigiano Reggiano in primis, resto dell’economia e, in base ai attestato sui 6,9 miliardi di euro calcoli dell’assessorato regiona(-0,9%), con la bilancia commerle, ha raggiunto un valore della produzione (Plv) di campi e alDa Imola a Cattolica oltre 307mila ciale che ha fatto registrare un attivo record di 850 milioni di levamenti di oltre 4,5 miliardi ettari coltivati (il 23,6% della euro anche grazie alla flessiodi euro, con un balzo in avanti superfice agricola regionale) che ne dell’import (-8,6%). In considell’8% rispetto all’annata preproduce più di 1 miliardo di valore stente aumento l’occupazione cedente. La Romagna – come nei campi, con 82 mila addetti mettono in luce i dati diffusi da Valtiero Mazzotti, direttore generale dell’assessorato all’A- (+13% sul 2019), una crescita che ha interessato in modo gricoltura della Regione Emilia-Romagna - dispone del pressoché uguale sia il lavoro dipendente, sia quello auto23,6% della superficie agricola regionale (307.783 ettari), nomo. Anche in questo caso l’agricoltura è andata in conche genera il 25,7% della produzione lorda vendibile (1,081 trotendenza rispetto agli altri comparti. I dati principali che miliardi di euro su un totale regionale di 4,5 miliardi) e nel emergono dal Rapporto 2020 sul sistema agroalimentare settore del vino realizza il 48,1% del volume regionale. Una dell’Emilia-Romagna, frutto della collaborazione tra Regioperformance, quella del mondo agrario, di tutto rispetto ne e Unioncamere regionale. DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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La Regione sostiene la transizione ecologica ph. Shutterstock

In arrivo 67 milioni per la svolta green

ro di aziende di trasformazioIn arrivo 67 milioni di euro ne/preparazione, oltre 1.280. per accelerare la transizione Il nostro territorio dal 2014 ad ecologica. Sostegno ai giovani oggi ha registrato un vero e imprenditori, biologico, tutela proprio boom, con quasi 180 dell’ambiente e della biodimila ettari certificati a fine versità, taglio alle emissioni 2020 (+102%). Tra gli obiettivi di gas serra degli allevamenti della Regione con la prossima per contrastare i cambiamenti programmazione 2023-2027 climatici, progetti di innovazioc’è la copertura ad almeno il ne in campo agroindustriale e Alessio Mammi, 40% delle superfici con il bio difesa del patrimonio forestale. assessore Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca e gli altri sistemi di produzione La Regione accelera sulla della Regione Emilia-Romagna sostenibile. “Lo sviluppo del svolta “green” in agricoltura e mette a disposizione delle imprese un cospicuo pac- bio - sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, chetto di risorse, che vale complessivamente oltre 67 Alessio Mammi - è un tassello di un più ampio disemilioni di euro, per accompagnare la riconversione gno strategico per un’agricoltura amica dell’ambiente del settore verso un modello imperniato su qualità e e all’insegna della sostenibilità, come testimoniano il salubrità delle produzioni e sostenibilità ambienta- bando sulle misure agroambientali già approvato e le. L’accelerazione passa attraverso sei nuovi bandi quello sul taglio delle emissioni di gas serra degli alledel Programma di sviluppo rurale (Psr), di cui tre già vamenti in procinto di essere adottato. Una strategia adottati (biologico, misure agroambientali e giovani) che al tempo stesso mette tra le sue priorità il sostee altri tre in via di approvazione da parte della Giunta gno all’innovazione e ai giovani imprenditori agricoli, regionale: lotta ai gas serra, sostegno all’innovazio- sui quali stiamo puntando moltissimo. Al riguardo rine e forestazione. Ecco, in sintesi, la ripartizione dei cordo che quello che lanciamo oggi è l’ottavo bando fondi, in ordine di rilevanza: giovani (30,3 milioni di in sette anni per favorire il ricambio generazionale in euro), sviluppo del biologico (14,5), lotta ai gas serra agricoltura e nell’attuale programmazione abbiamo (10,1), innovazione (4,5), forestazione (4,3) e, infine, già investito quasi 150 milioni di euro per dare una chance ai giovani che intendono aprire un’azienda tutela biodiversità (3,5 milioni di euro). L’Emilia-Romagna è al quinto posto a livello naziona- agricola, favorendo così la nascita di quasi 1.800 nuove le per numero complessivo di operatori bio – 6.840 a imprese condotte da giovani, di cui circa il 30% guidafine 2020 – e sul gradino più alto del podio per nume- te da donne”.

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L’andamento della Plv nei principali settori

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Analizzando l’andamento dei principali comparti agricoli regionali nel 2020, da sottolineare il buon risultato dei cereali (+11% la Plv), per il contemporaneo aumento sia delle rese, sia delle quotazioni di mercato. Positiva anche la campagna del pomodoro da industria (+16%) e in forte crescita la barbabietola da zucchero (+25%). In sostanziale equilibrio il bilancio complessivo della frutta (+0,4%), che ha dovuto fare i conti con i gravissimi danni causati e Spagna (4,1%). Tra le specialità emilianodalle gelate primaverili ad albiromagnole più vendute all’estero spiccano le cocche, susine, pesche e nettarine carni lavorate e i salumi, per un controvalore (da -60% -90% la produzione), ma che l’anno scorso ha superato quota 1,2 miche, per converso, ha registrato liardi di euro, i prodotti lattiero-caseari (circa una decisa ripresa della produzio870 milioni di euro), i prodotti da forno (oltre ne di pere (+60% le rese medie) 740 milioni di euro) e la frutta e gli ortaggi dopo il tracollo produttivo del trasformati, tra i quali i derivati del pomodoro 2019 per l’azione combinata di al(poco meno di 700 milioni di euro). La provinternaria e cimice asiatica. Bene la cia dell’Emilia-Romagna al primo posto per vendemmia sotto il profilo quanvocazione all’export agroalimentare resta ParValtiero Mazzotti, direttore generale assessorato titativo - 6,6 milioni gli ettolitri di ma, per un controvalore che nel 2020 ha sfioall’Agricoltura della Regione vino prodotti (+15%) - ma il conrato i 2 miliardi di euro: precede Modena (1,27 Emilia-Romagna testuale calo delle quotazioni di miliardi), Ravenna (726 milioni), Reggio Emilia mercato dei vini ha determinato un bilancio economico (640 milioni), Bologna (614 milioni), Forlì-Cesena (603), in sostanziale pareggio (-1%). Passando agli allevamen- Piacenza (423), Ferrara (395) e, all’ultimo posto, Rimini ti, da sottolineare il buon andamento del latte vaccino (circa 230 milioni). (+20,4%) e delle uova (+9,4%), a fronte di cali anche consistenti per le altre produzioni zootecniche: carni bovine Arretra l’industria alimentare (-5%) e ancora più negativo il bilancio degli avicunicoli In controtendenza rispetto all’agricoltura, l’industria ali(-11%) e delle carni suine (-14%). Nonostante le criticità mentare e delle bevande dell’Emilia-Romagna ha subito indotte dalla pandemia, molto positivo l’andamento del- i contraccolpi negativi dell’epidemia e ha registrato una la produzione e delle vendite del Parmigiano Reggiano, flessione del 3,9% della produzione, anche a causa della a cui viene destinata la gran parte della produzione re- contrazione del mercato Horeca. Comunque, un calo di gionale di latte vaccino, uno tra i prodotti maggiormente gran lunga più contenuto rispetto all’insieme dell’econopremiati dai consumatori durante il lungo lockdown. mia regionale, che ha chiuso il 2020 con un -12,2%.

L’export: i principali prodotti e i mercati di destinazione

Va sottolineato che il valore dei prodotti made in EmiliaRomagna commercializzati sui mercati esteri nel 2020 ha rappresentato il 16% dell’intero export agroalimentare nazionale. I principali mercati esteri di destinazione dei prodotti tipici regionali sono in ordine di importanza Germania, con una quota del 17,2% sul totale, seguita da Francia (13,8%), Regno Unito (8,1%), Usa (8%)

Stabile il credito agrario

Ha sfiorato quota 5,4 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto al 2019 (-0,8%), confermando l’importanza del suo ruolo a sostegno degli investimenti delle aziende agricole. In linea con la tendenza degli ultimi anni, è proseguita la contrazione della componente a breve termine (-7%), compensata dalla crescita del credito a lunga scadenza, cioè sopra i 5 anni, la cui consistenza ha raggiunto quasi 3,4 miliardi di euro (+ 1,6%). DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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Gruppo Tentamus in Italia Esperienza, professionalità e dedizione al servizio della sicurezza agroalimentare. Tentamus GmbH una rete globale di laboratori specializzati che, dal 2011, opera per la qualità e la sicurezza agroalimentare, cosmetica e farmaceutica. Una House of Brands che, ad oggi, conta più di 85 Aziende nel mondo, ognuna delle quali leader di mercato nel proprio settore. Attraverso questa rete di laboratori, il Gruppo è in grado di fornire al mercato un’ampia gamma di servizi analitici, senza perdere il carattere tipico e la dinamica di un’azienda di medie dimensioni. Attualmente, in Italia, il Gruppo presente con 8 laboratori specializzati nel settore Agroalimentare e BPL: – Tentamus Agriparadigma a Ravenna, Siracusa e Signa (FI) – Laemmegroup a Moncalieri (TO) e Manerbio (BS) – Renolab a San Giorgio di Piano (BO) – Caim a Follonica (GR) – MK a Città di Castello (PG) In particolare, Tentamus Agriparadigma presente in Romagna da oltre trent’anni con il suo laboratorio di Ravenna. “L’Azienda – spiega Nicola Berruti, Country Manager del Gruppo Tentamus in Italia – con un team di oltre 90 dipendenti, in costante formazione e con una forte propensione all’innovazione tecnologica, offre servizi di campionamento e analisi chimiche, fisiche e microbiologiche nel settore agroalimentare su tutto il territorio nazionale. Il nostro impegno quello di fornire un servizio di altissima qualit con tempi di risposta molto rapidi.” La fitta rete di norme cogenti e certificazioni volontarie che regolano il settore agroalimentare, richiedono, infatti, un serrato autocontrollo: dalle materie prime ai prodotti finiti, lungo tutta la filiera, dalla terra alla tavola. Oggi, Tentamus Agriparadigma condivide knowhow con i Laboratori Partner e porta, nei territori locali, la competenza globale di un Gruppo internazionale, divenendo cos , un fornitore affidabile e di riferimento per diverse tipologie di clienti: dalle grandi industrie alimentari nazionali, a diverse aziende della GDO oltre che a molteplici produttori del settore agroalimentare.

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Tentamus Italia S.r.l. Via Faentina 207 H Ravenna Tel. 0544 464221 www.tentamus.com


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La frutticultura cerca nuove strade Dal ‘94 frutteti quasi dimezzati. Resiste chi fa qualità e prodotti di nicchia

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tare Regione-Unioncamere). Per la Romagna, il granLa frutta in Emilia-Romagna de produttore di ortofrutta (ma in Romagna soprattutto regionale (l’area produce dove si concentra la produil 43% della frutta regionazione) sta passando un mole con l’82% di nettarine, il mento molto travagliato tra 64% di albicocche e il 93% produzioni ridotte e impianti di kiwi), resta centrale il moche vengono eliminati Tra mento negativo del settore il meno 70% nella raccolta che quest’anno deve affrondelle pere e delle susine e il tare il disastro delle gelate meno 50% in quello delle primaverili, con perdite della pesche il mondo della frutta produzione che sono arrivaè allo stremo ma non mante a sfiorare l’80%, dopo anni cano imprese che alla frutta negativi sul fronte dei prezzi Il futuro, oltre che da nuove varietà, credono e sulla frutta fondache ha portato l’estensione passa dalla protezione da eventi no il loro business e il segreto dei frutteti a dimezzarsi tra climatici estremi e agenti patogeni di chi riesce a stare a galla è 1994 e 2018. Dal 1994, la suduplice: alta qualità e corretperficie dedicata alle colture arboree in regione si è quasi dimezzata passando da ta individuazione dei mercati di riferimento. Ma andiamo 99.438 a 57.559 ettari, ossia l’Emilia-Romagna ha perso con ordine e partiamo dai dati della campagna 2021, orquasi il 43% dei frutteti nonostante sia migliorata la pro- mai la terza annata da buttare con la produzione delle duttività per ettaro. In particolare la superficie coltivata a pere che è andata in gran parte persa: secondo le stime pesche è crollata da 20.988 a 6.106 ettari e quella a netta- del Cso (Centro Servizi Ortofrutticoli), tra danni causati da rine da 17.728 a 8.563; la pericoltura ha cancellato quasi agenti patogeni, insetti aggressivi e gelate tardive in pri10.000 ettari di impianti ridimensionando le sue coltiva- mavera, gli agricoltori emiliano-romagnoli hanno raccolzioni da 30.715 a 20.095 ettari e la melicoltura si è ridotta to appena il 20-30% delle circa 500mila tonnellate attese addirittura da 11.733 a 4.821 (fonte Rapporto Agroalimen- e il risultato è che per molti, nonostante l’aumento dei DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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prezzi, i ricavi non sono assolutamente sufficienti a coprire le spese. Ma nel 2021 è andata perduta la metà della produzione delle pesche (-56% rispetto al potenziale), il 71% di quella delle susine e il 17% di quella delle mele, sempre stando alle stime del Cso. Il risultato è che la crisi frutticola regionale oggi coinvolge all’incirca 20mila aziende agricole e 60mila lavoratori senza contare i contraccolpi negativi lungo tutta la filiera nei settori della trasformazione, distribuzione e nell’indotto.

La vendita diretta di prodotti di alta qualità come possibile soluzione al crollo delle quotazioni

Una realtà produttiva diversificata

Giuseppe Salvioli, vicepresidente del Consorzio Agrario Adriatico

di non produrre più albicocche ma di concentrarci su pesche, pere e mele che finiscono nelle piccole superfici private di vendita e in negozi specializzati e utilizziamo i grossisti che seguono questo segmento; in pratica non entriamo nei supermercati ma serviamo quei punti vendita in cui il cliente è disposta a spendere qualcosa in più ma sa di avere, e riconosce, un prodotto di qualità. Se devo mettermi a produrre pesche da vendere a 20 centesimi al chilo possi chiudere e fare grano”, spiega Alessandri. Che ora non punta ad ampliare l’azienda ma a migliorarla. Vogliamo sistemare i capannoni e creare celle frigorifere migliori per servire sempre al meglio la nostra clientela anche se il mercato dei terreni resta vivo. “Dalle nostre parti si va dai 30 ai 40mila euro l’ettaro ma vi deve essere possibilità di irrigazione e ci devono essere dei giovani in famiglia. Vedo che adesso c’è molto interesse verso l’affitto che si paga dai 300 ai mille euro l’ettaro. Una strada ottima per chi vuole produrre senza impegnarsi economicamente in acquisti e reimpianti che sono sempre più onerosi”.

Ma se questi sono i numeri e i dati macro, la realtà produttiva è molto sfaccettata e non mancano le imprese che sulla frutta vivono e continuano a mantenere le aziende in vita nonostante le difficoltà. Andrea Alessandri, delegato dei giovani agricoltori di Coldiretti di ForlìCesena, ad esempio, manda avanti un’azienda di famiglia da 40 ettari Più prodotti per restare sul mercato che è giunta alla terza generazione Qualità e innovazione è la strada maestra anche per ed opera nei dintorni di Bulgarnò. Giuseppe Salvioli, vicepresidente fino a maggio del Cominciò suo nonno nel 1967 e ora Consorzio Agrario Adriatico, che dal 1° ottobre 2020 Andrea Alessandri, continuano lui e il padre con un disi è integrato in Consorzi Agrari d’Italia. Circa 8 ettari delegato dei giovani agricoltori pendente in inverno e fino ad 8 in di terreno tra Torriana e Sant’Arcangelo nel riminese, Coldiretti Forlì-Cesena estate per la raccolta. L’azienda prolavoro prevalentemente familiare con qualche adduce frutta (che occupa la metà della superficie) e per l’altra detto per la raccolta, Salvioli si concentra su frutta e orticole parte è a seminativo con prevalentemente grano duro, gira- proponendo nel primo caso fragole e pesche da maggio a sole e sorgo. “La crisi sappiamo che c’è ma noi ci stiamo di- ottobre e nel secondo patate, zucchine, cime di rapa e brocfendendo. Il frutteto si è ridotto nel corso degli anni ma non coletti. “La strada che ho scelto – spiega Salvioli - è quella di è sparito, anzi. Abbiamo deciso di puntare tutto sulla qualità fare pesche sino all’autunno e fragole a inizio stagione, ma e di non dare il prodotto alle cooperative ma di seguire la stiamo studiando la possibilità di coltivarle sino ad autunno vendita diretta, E i risultati ci danno ragione. Abbiamo scelto inoltrato, e di commercializzare il tutto attraverso il mercato 8


La ciliegia non teme la crisi

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Se c’è un frutto che sta diventando sempre più global è la ciliegia. Prodotto simbolo di Macfrut 2022, proprio il Rimini Expo Center ospiterà l’International Cherry Symposium (4-6 maggio) insieme ai massimi esperti mondiali sulle principali innovazioni di prodotto e di processo, importanti manager di aziende internazionali top player del mercato e,“ciliegina”sulla torta, due tour in campo per toccare con mano le principali innovazioni nelle tecniche di produzione e nei processi di selezione e lavorazione delle ciliegie. Il tutto organizzato da Macfrut insieme alle Università di Bologna, Modena e Reggio, e delle Marche. Ci sono varie chiavi di lettura per spiegare il boom che sta riscontrando la coltivazione del ciliegio a livello mondiale. Un primo aspetto si può dedurre guardando la mutata geografia della cerasicoltura a livello mondiale. Nuovi paesi come Turchia, Cile e Uzbekistan negli ultimi due decenni hanno puntato forte sul ciliegio e stanno raccogliendo i frutti dei loro investimenti, scelte mirate sulle moderne tecnologie di impianto e nel post raccolta e sulle innovazioni varietali. Da paesi emergenti sono divenuti in pochi anni leader nella produzione e commercio delle ciliegie a livello mondiale. E non si parla solo di superfici investite ma di produzioni e rese degli impianti, che crescono costantemente negli anni. Ma la qualità paga, come dimostra l’esempio di Vignola. Nel nostro Paese il case history più emblematico è quello di Vignola, testimonianza di come qualità e innovazione varietale pagano in termini di prezzo (+0,90 euro/kg per le varietà tradizionali, +0,43 euro/kg per la nuove varietà).

di Rimini utilizzando il grande bacino turistico della Riviera. Diciamo che fare un prodotto di qualità paga anche quando la frutta costa poco ma siamo molto attenti alla vivaistica per arrivare presto sul mercato e starci a lungo”. Come spiega Salvioli, la dimensione dell’azienda è ottimale per i tre lavoratori in famiglia anche se manca spesso manodopera qualificata per la raccolta specie delle fragole. “La redditività c’è e l’importante è una buona commercializzazione. Poi – spiega ancora Salvioli – se mio figlio già lavora con me, mia figlia sta studiando tecnologie alimentari e pensiamo ci sia spazio per fare trasformazione di prodotto o prodotti lavorati. Un modo per dare più valore alla nostra frutta e ai nostri ortaggi”. Ora l’obiettivo è quello di produrre fragole da marzo a ottobre selezionando le diverse qualità sul mercato senza perdere di vista la possibilità di utilizzare le serre fotovoltaiche e le lampade fotovegetative. “In Islanda – conclude Salvioli - fanno pomodori con questo sistema e nei paesi del Nord si coltiva il basilico con il led. Per cui anche noi possiamo incamminarci su queste strade innovative”.

E c’è anche chi come Alessandro Bacchilega, 15 ettari tra Faenza e Brisighella in provincia di Ravenna, dedica esclusivamente al kiwi. “Quest’anno le gelate mi hanno portato via tutta la produzione di Faenza mentre quella a Brisighella si è salvata. Noi – spiega Bacchilega – puntiamo si un prodotto di grande qualità e vendiamo a grossisti privati. Di fatto punto sulla qualità più che sulla quantità senza utilizzare i cosiddetti ‘ormoni’ che poi sono divisori cellulari che aiutano la pezzatura della frutta. Piuttosto puntiamo sull’impollinazione artificiale e ci serviamo molto di api e bombi per favorire l’impollinazione medesima. Certo, un’annata dimezzata porta a ridurre gli investimenti in azienda ma non perdo l’ottimismo e la determinazione”. Ai produttori di altra frutta Bacchilega consiglia di uscire dal precoce e puntare sul tardivo. ph. Shutterstock

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Rimini, a maggio il Cherry Symposium

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l’intervista Mutti premia la qualità del pomodoro romagnolo Al lughese Mario Ricci Maccarini l’ambìto Pomodorino d’oro Ci vuole passione per fare un fa un prodotto di qualità su 80 pomodoro di qualità. E Mario ettari per caso. Occorre tenere Ricci Maccarini, 54 anni, natali sotto controllo i due elementi lughesi, ne mette tanta in queprincipali che sono il terreno gli 80 ettari di oro rosso che lo e il clima. Per esempio, abbiamo attenuato il peso della hanno portato a vincere il presiccità della scorsa estate con mio che l’azienda conserviera irrigazioni corrette e questo ci Mutti consegna al miglior proha permesso di realizzare un duttore di pomodoro tondo ottimo prodotto che rispecda industria. E così, con tanta chiasse tutte le caratteristiche passione e una buona dose di richieste dalla Mutti su almetecnica, Mario Ricci Maccarini no 5mila quintali di prodotto. ha vinto per la prima volta il Coltivato su 80 ettari, Pomodorino d’Oro Mutti. Che Per me, e per chi lavora con l’oro rosso garantisce soddisfazioni regala sia la soddisfazione, sia me, è stata una grande sodun premio economico. Altre disfazione e continueremo su e remunerazioni adeguate volte Mario Ricci Maccarini era questa strada anche se non arrivato in classifica ma mai sul aumenteremo la superficie a In alto: Mario Ricci Maccarini (a destra) con Francesco Mutti, alla cerimonia di premiazione del “Pomodorino d’Oro”2021 gradino più alto come nella pomodoro. 22° edizione, quella del 2021.E il pomodoro si inserisce in una più ampia strategia che con- Un investimento non piccolo quello sul pomodoro... sente di governare quasi 500 ettari di terra sia in proprietà sia No. Anche perché servono macchine da utilizzare sia per in affitto sparsi tra i comuni di Lugo, Massa Lombarda, Ba- il trapianto delle piantine sia per la raccolta oltre che per gnacavallo, Alfonsine, Conselice e Ravenna. l’irrigazione. Poi il terreno va preparato a dovere e quindi diventa di fondamentale importanza la rotazione. E qui Cosa serve per vincere il premio? entrano in gioco tutti i 500 ettari di terreno a disposizioTanta passione ma anche una tecnica agronomica. Non si ne. Per esempio, a parte che quest’anno è andato bene di DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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Il CER è indispensabile per la Romagna Il Canale Emiliano-Romagnolo essenziale per fronteggiare l’emergenza climatica. In vista forti investimenti per mantenere efficiente il canale L’autostrada dell’acqua si rinnova per dare sempre maggiore efficienza alla sua attività e garantire acqua ad agricoltura, industria, ambiente e cittadini. Il Canale Emiliano-Romagnolo (CER) da oltre 60 anni è una infrastruttura nevralgica per la Romagna (e parte dell’Emilia) e se nel 2021 il settore agricolo è sopravvissuto ad una crisi idrica senza precedenti, lo si deve proprio al CER che ha supplito alla carenza di oltre 250 millimetri d’acqua di pioggia che ha significato, in certe zone della Romagna come il lughese e il faentino, una piovosità inferiore del 40% a quella media israeliana. “Senza il CER – spiega il Presidente Nicola Dalmonte – il sistema agricolo romagnolo avrebbe perso oltre 400 milioni di euro di produzione con migliaia di giornate in meno di lavoro e danni rilevanti per tutta la filiera”. Ma il CER non fornisce acqua solo al comparto agricolo (coprendo circa 300mila ettari) e ha anche nell’industria un “settore” importante visto che serve, tra gli altri, il petrolchimico di Ravenna, ma anche pollo Amadori, Martini agricoltura ed altri. Così come è stretta la collaborazione con Hera - alla quale il CER fornisce acqua al potabilizzatore di Imola - e con Romagna Acque con la completa alimentazione dei potabilizzatori della Standiana e delle Bassette. Proprio per queste sue caratteristiche il CER non può permettere soste al fluire dell’acqua che viene sollevata dal Po a Salvatonica di Bondeno nel Ferrarese, e arriva fino al riminese su una infra-

Il CER – Canale Emiliano Romagnolo

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Nicola Dalmonte, Presidente del Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo

struttura lunga 135 km. Un’arteria la cui costruzione è iniziata oltre 60 anni fa e che necessità di continua manutenzione. “Il problema – spiega Dalmonte – è che non possiamo lavorare a canale pieno e dobbiamo gestire i nostri lavori solo tra ottobre e febbraio sperando che il clima ci aiuti”. E i lavori da fare sono molti per consentire ai 68mila litri d’acqua al secondo sollevati dal Po di fare la loro strada nel cuore della Romagna. E proprio da questo aspetto partono i lavori di completa revisione e potenziamento dell’intero impianto Palantone sul Po, necessario per migliorare la sicurezza e continuità del suo funzionamento nonostante la sempre maggiore scarsità di acqua nel Po, che costeranno circa 18 milioni di euro; così come, per ridurre gli sprechi di acqua, sarà necessario rifare le lastre delle sponde del canale per i primi 6-7

km con un costo di circa 15 milioni e si sta lavorando all’allungamento di 2,5 km nel canale nel riminese dal rio Pircio sino al rio Fontanaccia, limite estremo del CER, dove verrà realizzata una vasca di raccolta da cui potranno partire eventuali tubazioni in pressione per portare ancora oltre l’acqua irrigua del canale. Così come verranno installate nuove paratoie intelligenti lungo il canale in maniera da rendere, con altri 6 milioni di investimento, il prelievo sempre più efficiente. Sono anche allo studio tutte le possibilità di generare energia per alleviare i crescenti costi energetici, con l’installazione di pannelli fotovoltaici. Tanta acqua nei campi, dunque, ma con la massima attenzione a non sprecarla. Per questo il CER ha costituito Acqua Campus, un polo all’avanguardia dedicato al trasferimento dell’innovazione alle imprese che operano in agricoltura. Due sono le sue anime: ricerca e dimostrazione. Acqua Campus è costituito infatti da un moderno centro per le ricerche irrigue e un centro dimostrativo delle tecnologie di eccellenza per la distribuzione aziendale e consortile delle acque irrigue. Le ricerche effettuate dal CER in 60 anni di ricerca scientifica continua tendono a individuare tutte le più avanzate innovazioni che possono interessare i temi più sensibili dell’agricoltura irrigua moderna e futura. In maniera che gli agricoltori possano ricevere sul cellulare informazioni sempre più precise mediante il sistema Irrinet di quanta acqua utilizzare sul loro campo. Infine, l’attenzione all’ambiente: il CER, infatti, fornisce acqua a miglia di ettari di importanti zone umide (come ad esempio Punte Alberete e Volta Scirocco) per evitare che la riduzione delle acque piovane provochi una eccessiva salinizzazione delle aree con rilevanti danni per l’ambiente.

CER- Canale Emiliano Romagnolo Via Masi, 8- Bologna Tel: 051 4298811 www.consorziocer.it


coltivazione e quindi non ha senso impiantarli. Alla fine, pian piano, la frutta diminuisce anche se non vorrei mai che sparisse del tutto, perché rappresenta un po’ le nostre origini. Come è arrivato a mettere in piedi un’azienda da 500 ettari? Ho ereditato passione e parte dei terreni da mio padre con il quale ho iniziato a lavorare dal 1986. Abbiamo investito e fatto nuovi impianti in continuazione e con il pomodoro abbiamo iniziato una decina di anni fa con 10 ettari. Da allora siamo cresciuti anno dopo anno e abbiamo puntato sulla necessaria meccanizzazione. Direi che i 70/80 ettari sono una dimensione giusta per noi e per consentire la corretta rotazione dei terreni. suo, ma un passaggio del frumento sul terreno lo prepara al meglio per altre coltivazioni come possono essere il pomodoro o la barbabietola da seme. Anche per le arature estive che il frumento si porta dietro e il miglioramento chimico-fisico della terra. Diversificare è importante nella pratica agronomica moderna?

Peraltro con il pomodoro si sa già quanto si realizzerà al quintale da inizio stagione… Si. Viene fissato il prezzo e quel valore si rispetta. Poi però con Mutti abbiamo delle premialità all’aumentare della qualità se si arriva sul primo gradino del podio. Una soddisfazione personale che però fa bene anche ai conti dell’azienda.

Direi che è fondamentale. Ed è imporI margini si assottigliano sempre di più? tante anche capire dove si vuole andare. A malincuore, perché è un po’ la I margini non si fanno più dove si facevaMario Ricci Maccarini, nostra storia, abbiamo dovuto via via no una volta e non si fanno sempre con imprenditore agricolo diminuire il peso dei frutteti perché le stesse colture. Quindi è fondamentale oggi non rendono più e abbiamo aumentato il seminativo ruotare in maniera adeguata e seguire i trend di mercato. o altre colture come ad esempio il pomodoro e la barbabie- In questo senso dico che purtroppo dovremo espiantare tola da seme. Senza dire che se anche è vero che il kiwi dà frutteti che non reimpianteremo ma i conti, appunto, desoddisfazione, i nostri terreni non sono ottimali per quella vono tornare.

Confagricoltura: ridurre la produzione

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per sostenere i prezzi nel 2022 Come sottolinea Confagricoltura guardando al 2022, prevale l’incertezza sulle superfici da investire a pomodoro da industria. La parte agricola tiene il punto: bisogna ridurre del 10% gli ettari coltivati in regione rispetto all’anno passato (27 mila totali), quando non è stato raccolto tutto il pomodoro in campo perché eccessivo rispetto al potenziale di trasformazione del bacino, nonostante gli stabilimenti di trasformazione abbiano lavorato per 75 giorni senza interruzioni; poi la trattativa tra produttori e industriali sul prezzo per la campagna 2022 deve chiudersi entro il mese di gennaio, per consentire agli agricoltori di scegliere se continuare a coltivare anche a fronte di un aumento dei costi che va oltre i 900 euro a ettaro su un ammontare complessivo di 5.000 euro/ha circa (la voce di spesa include gli agrofarmaci per la difesa della pianta, i fertilizzanti, i mezzi per l’irrigazione a partire dai tubi in polietilene e pvc, come pure le piantine e non da ultimo l’energia e il gasolio). DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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DEBIOTIZZAZIONE DEI LOCALI VUOTI DESTINATI ALLO STOCCAGGIO DELLE DERRATE Una buona e importante debiotizzazione-disinfestazione dei locali e soprattutto eseguita con prodotti e attrezzature idonee e registrate, sono l’inizio di una corretta conservazione e mantenimento con conseguenze su tutta la filiera del prodotto.

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DISINFESTAZIONE E CONSERVAZIONE DELLE DERRATE A seconda delle tipologie di prodotto (tramite anidride carbonica, fosfina, insetticidi di contatto) e ai locali in cui si trovano (magazzini, silo, container, big bag)

FUMIGAZIONE A STABILIMENTI AGROALIMENTARI Molini-Pastifici con PRO-FUME gas che ha sostituito il bromuro di metile, nuovo approccio alla fumigazione, (FUMIGAZIONE DI PRECISIONE) ci consente durante la fase di trattamento di immettere nei locali solo la quantità necessaria per il buon esito della fumigazione stessa.

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Il vino brinda al 2021: produzione modesta, qualità elevata Per Sangiovese, Albana e Pignoletto potrebbe essere un’annata da ricordare

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Poca ma buona, a tratti pofila con quasi 11 miottima, in un contesto di lioni di ettolitri, seguito mercato in forte ripresa. da Puglia (8,5), EmiliaScende a 44,5 milioni di Romagna (6,7) e Sicilia ettolitri la produzione na(3,9), per una produziozionale di vino 2021, un ne complessiva delle dato in calo del 9% rispetquattro regioni di circa to ai 49 milioni di ettolitri 26 milioni di ettolitri, del 2020 che, nonostante pari al 60% di tutto il la contrazione determivino italiano. Osservannata dalle anomalie di un do i trend, spicca la conmeteo sempre più protatrazione della Toscana, gonista, non scalfisce il privessata dalle gelate di mato produttivo tricolore aprile che hanno deterMercati in ripresa ma il caro materie prime in un’annata che vede la minato una perdita del incide sulla redditività Spagna ferma attorno ai 25% del raccolto regio40 milioni di ettolitri e la nale, senza risparmiare Francia penalizzata da un andamento climatico partico- il resto del Centro Italia (Umbria -18%, Marche -13% larmente avverso. Secondo le previsioni vendemmiali di e Lazio -10%). Al Nord è la Lombardia a registrare il Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, il vigneto Italia decremento più importante (-20%), mentre sul verresiste, con segnali incoraggianti sia dalla domanda estera sante Est si segnala il -15% dell’Emilia-Romagna, con (2,7 miliardi di euro e +11% il risultato dell’export nei primi il resto delle regioni che oscillano tra il -10% e -7%. E 5 mesi dell’anno) che sul mercato interno, trainato dalla ria- se l’Abruzzo segna il primato in negativo al Sud (-18%) pertura dell’Horeca e dalla ripresa del turismo. seguito da Molise (-15%), Sardegna (-15%) e Basilicata (-10%), si distinguono con incrementi produttivi Sicilia, Calabria e Campania, mentre la Puglia contiene le La classifica per Regioni Nella classifica per regioni, il Veneto si conferma ca- perdite a -5%. DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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L’andamento in Romagna

Il 2021 è stato un anno impegnativo per l’agricoltura emiliano-romagnola, ma sul fronte vitivinicolo il risultato è soddisfacente: produzioni non delle più elevate, ma una qualità delle uve che farà parlare di sé. Per arrivare a definire la qualità di questa annata vitivinicola bisogna partire dal dicembre 2020, che è risultato essere il più piovoso dal 1961 in Emilia-Romagna, consentendo di creare una riserva d’acqua importante cino romagnolo e circa la metà nel suolo, visto che il 2021, sodel vino del gruppo è venduto prattutto in Romagna, si è poi confezionato. I dati 2020/2021 rivelato un anno decisamente (il bilancio si chiude al 31 luglio) secco. Il 2021 è stato segnato da indicano un fatturato aggregato gelate tardive manifestatesi tra a quota 164,3 milioni (+3,22% fine marzo e inizio aprile e da sull’esercizio precedente), menun’estate calda e asciutta che ha tre l’export mantiene la quota di impresso una forte accelerazio52 milioni ed incide per il 38% ne alla maturazione. Pignoletto sui ricavi consolidati, confermane Albana hanno fatto registrare do la propensione ai mercati inun calo produttivo rispetto allo ternazionali del Gruppo. Il patriscorso anno, ma una qualità samonio netto cresce a 73,9 milioni Ruenza Santandrea, nitaria, sensoriale e tecnologica di euro (+2,6%) e i dipendenti presidente del Consorzio Vini di Romagna ineccepibili, tanto che si ipotizdel gruppo sono 332 (+3,91%). Il za che la 2021 sia una delle migliori annate dell’ultimo de- piano di sviluppo industriale per il periodo 2020/2024 è in cennio per i vini di Albana. Calo produttivo anche per Treb- corso di realizzazione e interessa la sede dei due principali biano romagnolo e annata ottima per il Sangiovese per il stabilimenti di produzione, Lugo e Forlì. Asse portante del quale si ipotizza una delle migliori annate dell’ultimo ven- progetto, nel segno della sostenibilità economica e ambientennio. “In estrema sintesi, la qualità dell’annata 2021 è si- tale, è il tema della ‘industria 4.0’, declinato in interventi come curamente buona, ma dal punto di vista quantitativo dob- il potenziamento dell’automazione delle aree di stoccaggio, biamo mettere un segno meno rispetto allo scorso anno logistica, ampliamento dei serbatoi delle aree di cantina per – commenta Ruenza Santandrea presidente del Consorzio la messa in rete di tutte le fasi di gestione e produzione delle Vini di Romagna – ma questo andamento ha interessato sedi del gruppo. Gli investimenti netti dell’esercizio chiuso al diversamente collina e pianura; infatti in collina possiamo 31 luglio 2021 ammontano ad euro 2,56 milioni, con una soregistrare cali produttivi che oscillano tra il 20% e il 30%, stanziale conferma delle principali aree di intervento. Molto mentre la pianura è stata più generosa, scontando comun- bene sta andando la produzione di vino biologico di Terre que un calo produttivo mediamente del 5%”. Cevico che è stato venduto in 38 Paesi del mondo, Da Terre Cevico il 30% della produzione romagnola oltre all’Italia, ed il fatturato Uno dei protagonisti romagnoli del vino è la cooperativa Terè cresciuto oltre il +37%. re Cevico di Lugo che nasce in Romagna nel 1963 e oggi può Si confermano buone e contare su circa 7mila ettari di vigneto, gran parte dei quali in crescita le performance in Romagna, condotti da circa 5.000 soci viticoltori, in grado sia nei paesi asiatici che in di fornire uve per una quantità di vino di oltre 1 milione di nord ed est Europa, nonoettolitri, e oltre 100 milioni di bottiglie prodotte. Terre Cevico, stante le estreme difficoltà quindi, gestisce oltre il 30% della produzione viticola del badoganali e di viaggio, di DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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APPELLO AI POLITICI NAZIONALI E LOCALI

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salviamo le imprese vittime del covid

1 È necessario ristorare con contributi diretti

gli operatori danneggiati; i ristori erogati ad oggi nella migliore delle ipotesi erano ridottissimi per lo più sono solo stati dei placebo della politica nazionale e locale.

2 Serve ristorare i danni 2020 2021 2022,

diversamente le aziende chiuderanno.

3 Serve un intervento immediato di rimborso dei

danni creati per l’emergenza nazionale, in esclusiva verso i soggetti in grado di provare documentalmente il danno.

#salviamoleimpresevittimedelcovid Un gruppo di Imprenditori Romagnoli - Forli, Ravenna, Rimini - gennaio 2022 18


Filiera del vino sempre più sostenibile Via la plastica da tappi e legacci Il vino emilianoromagnolo? Bianco, rosso, rosé, ma soprattutto, sempre più “green”. Merito di “Vivi plastic free”, progetto presentato da RI.NOVA, società specializzata nella ricerca Giovanni Nigro, scientifica in ambiresponsabile di progetto per Ri.Nova to agroalimentare di Cesena (FC), in collaborazione con l’Università di Modena, Cantine Riunite&CIV, Caviro, Terre Cevico, oltre a diverse aziende agricole nel territorio regionale, Irecoop, Sabiomaterials e l’Associazione il Ventaglio di ORAV. Un progetto ambizioso che punta a ridurre la presenza di plastica nel vigneto e in cantina fino al 60%, sostituendola con nuovi materiali ricavati dagli scarti della produzione vitivinicola. “Nella filiera vitivinicola la plastica convenzionale viene utilizzata principalmente per la produzione di tappi per la chiusura di vini e per la realizzazione di legacci da utilizzare sulle viti in fase di allevamento, potatura e nel caso di innesti “, spiega Giovanni Nigro, responsabile di progetto per Ri.Nova: “con il progetto “Vivi plastic free” vogliamo più che dimezzare l’utilizzo di questo materiale, sostituendolo con un biofiller, un nuovo prodotto sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico, creato dagli scarti della produzione vitivinicola e che può essere trasformato attraverso un processo replicabile su scala industriale”. Nuova vita per prodotti di scarto, quindi, nel solco dei principi dell’economia circolare: “La sostenibilità ambientale ed economica oggi è cruciale per qualunque settore produttivo e la filiera vitivinicola non fa eccezione”, spiega Nigro. Grazie a Vivi Plastic Free le aziende potranno recuperare sottoprodotti di campo e di cantina per valorizzarli economicamente e, nel contempo, utilizzare materiali ecocompatibili, biodegradabili e/o compostabili, con un impatto positivo sull’ambiente e sul pianeta e i tempi di realizzazione saranno molto brevi.

presidio commerciale in presenza, aspetto, quest’ultimo non trascurabile. I primi player mondiali in quanto a vendite per Terre Cevico sono Russia (+78%), Cina (+19,6%), Finlandia (+38,2), Polonia (99,6%), Norvegia (+7,3%), Belgio (+36,2%) e Canada (+16%). Come ribadisce il presidente Marco Nannetti, “centrale per il Gruppo è il tema della sostenibilità, declinato negli ambiti etico, economico ed ambientale come evidenziato nella quarta edizione del Bilancio di sostenibilità di Terre Cevico presentato in Assemblea con il payoff ‘Dal 1963 coltiviamo un futuro soMarco Nannetti, stenibile’”. Da ultimo è presidente Terre Cevico divenuta operativa la partnership con Orion Wines – azienda trentina con proprietà anche in Puglia con cui Cevico collabora da oltre 10 anni – per produzioni orientate ai temi del biologico e della viticoltura sostenibile e la commercializzazione nel mondo, e l’acquisizione di un’ulteriore quota delle Cantine Montresor in Valpolicella che passa così al 75% sotto il controllo di Terre Cevico.

Piccole cantine ottimiste

Ma anche le cantine di minore dimensione guardano con ottimismo al futuro. E’ il caso dell’azienda agricola Spinetta di Oriolo dei fichi (Faenza), circa 30 ettari di cui una parte a ulivo ma la gran Luciano Monti, parte vitati. “Il mercatitolare azienda agricola Spinetta to appare in leggera ripresa – spiega Luciano Monti – anche in Italia che per noi è fondamentale in quanto esportiamo non più del 10% dei nostri volumi con particolare attenzione a Russia e Belgio. Il vero problema però oggi è rappresentato dai rincari delle materie prime in particolare per quel che riguarda pali in legno, fili di ferro e plastica che servono per la realizzazione degli impianti”. Le rese sono intorno ai 100 quintali per ettaro e in cantina a Oriolo dei fichi prevale il rosso anche se il bianco va gradualmente crescendo soprattutto tra i giovani e chi si avvicina per le prime volte al vino. Per l’azienda è importante anche la vendita diretta esercitata attraverso tre punti vendita (due a Ravenna e uno a Marradi). DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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Caviro, la grande coop di Faenza Chiuso il 2020 con 362 milioni di ricavi Con mezzo secolo di storia alle spalle e 12.400 viticoltori impegnati in 36mila ettari di vigne, Caviro, la cooperativa vitivinicola di Faenza guidata da Carlo Dalmonte, infatti, non è solo la cantina mercato estero, un ottimo risultato da più grande e rappresentativa del terricondurre alla diversificazione dei proritorio italiano, ma è la dimostrazione dotti con cui il Gruppo si presenta sul concreta di come profitto e sostenibimercato, sia dal punto di vista del seglità possano diventare allearsi. Risultati mento che del territorio di provenienza in crescita per il Gruppo Caviro che il 20 (sono 7 le Regioni italiane rappresendicembre 2021 ha approvato il bilancio tate dal Gruppo). Nel comparto daily d’esercizio chiuso al 31 agosto 2021 prevale lo storico marchio Tavernello, con un fatturato consolidato di 390 miil vino più consumato in Italia e il vino lioni di euro, in aumento dell’8% rispetitaliano più venduto al mondo. Nel to al 2020, con un complessivo di 583 segmento premium hanno performapersone mediamente impiegate, (+15 Carlo Dalmonte, presidente Caviro to bene i brand delle società controllaunità). La crescita del Gruppo è stata te Leonardo da Vinci e Cesari e il nuovo sostenuta da ottimi risultati dell’export (+17%), di cui vino +6% e B2B +75% e, in particolare, dal- marchio di Caviro sca Vigneti Romio. Il Regno Unito, con le performance straordinarie della società Caviro Extra. La un peso del 36%, si conferma il primo mercato di desticomposizione dei ricavi nel periodo 1° settembre 2020-31 nazione delle esportazioni, seguito da Stati Uniti (12,5%) agosto 2021 del Gruppo è così suddivisa: vino 65%, mo- e Germania (11,5%). Gli altri principali mercati esteri nel sti, alcol e acido tartarico 20%, energia e ambiente 15%. mondo del vino sono, in ordine, Canada, Svizzera, Fran«In un anno in cui i consumi di vino in Grande distribuzio- cia, Giappone, Cina e Russia. ne hanno avuto una flessione, abbiamo registrato un de- Infine, da tempo Caviro ha imboccato la strada delle fonti ciso aumento sul fatturato trainato principalmente dalle rinnovabili, producendo energia sostenibile sia da scarti esportazioni. Questo – commenta il Presidente di Caviro di lavorazione propri che da altre aziende del settore aliCarlo Dalmonte – è di particolare soddisfazione perché mentare. Lo sviluppo dei servizi legati all’ambiente ha porlo sviluppo del vino italiano dovrà guardare con sempre tato alla costituzione di Enomondo, una società gestita in maggiore attenzione ai mercati esteri. In generale il Grup- compartecipazione con il Gruppo Hera e incaricata della po ha dimostrato flessibilità in un anno caratterizzato da produzione di energia elettrica rinnovabile dagli scarti di frenate e ripartenze improvvise. Un legame sempre più lavorazione dell’uva e dalle potature. Da questo processo stretto con la filiera, i risultati dei tanti investimenti per la Caviro ricava il 100% del proprio fabbisogno energetico, sostenibilità e una struttura coesa hanno dato concretez- rendendosi autosufficiente. I numeri parlano di 555.000 za e valore economico alla gestione rendendo Caviro un tonnellate annue di scarti agroindustriali processati e di ‘gigante agile’». L’utile di esercizio al 31 agosto 2021 è di totale autosufficienza energetica con 82.000 mila tonnel8,7 milioni di euro, mentre gli investimenti realizzati dal late di CO2 di origine fossile risparmiate all’ambiente. Nel Gruppo hanno raggiunto quota 22 milioni di euro. Nel 2020/21 l’azienda ha investito circa 22 milioni di euro in corso della vendemmia 2020 i conferimenti ordinari dei impianti e tecnologie rivolti a migliorare le performance soci sono stati liquidati ad un valore mediamente supe- ambientali, una direzione, quella della sostenibilità, che il riore del 7% rispetto ai prezzi di mercato. Tra i dati più Gruppo porta avanti da anni e che caratterizzerà anche la significativi del segmento vino c’è la crescita del 6% sul gestione 2022.

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Gli allevamenti fanno i conti con prezzi in calo e costi in aumento Il ruolo insostituibile delle stalle per le eccellenze regionali vo del settore allevamenti Nel 2020 male suini e in regione ha registrato, polli (che in Romagna nel 2020, un aumento di hanno un peso rilevante), quasi 170 milioni di euro, meglio uova e latte ma nel corrispondente a una cre2021 ulteriore aggravascita del +8,5% rispetto ai mento della situazione per livelli dell’anno precedenil comparto con l’esplosiote. Un dato sicuramente ne dei prezzi delle materie positivo – ma il 2021 ha prime destinate all’alimendecisamente rimescolatazione animale (dal mais to le carte e cambiato la agli integratori, al frumensituazione - che è stato to e all’orzo). “Occorre una però ottenuto grazie al visione di lungo periodo, buon andamento di latsulla quale far convergere Suini e polli in difficoltà te e uova a fronte di cali, le risorse del PNRR - sostiea causa della caduta dei prezzi anche consistenti, delle ne Marcello Bonvicini, prerimanenti produzioni. In sidente di Confagricoltura Emilia-Romagna - mandando un messaggio alle Istituzioni sintesi, ecco quali sono state le performance dei singoli – una strategia che metta al centro gli allevamenti, per il comparti del settore allevamenti nel 2020. Nonostante i loro ruolo insostituibile nella produzione di materie prime problemi legati alla pandemia, il numero dei capi bovini destinate alle Dop dell’Emilia-Romagna e per la “rivaluta- macellati provenienti da allevamenti dell’Emilia-Romazione” a fini energetici (biogas e biometano) degli effluenti gna è risultato abbastanza stabile (-0,3%) rispetto al 2019, zootecnici; di più, i liquami e il digestato proveniente dagli seppur con notevoli differenze tra le diverse categorie: impianti agricoli diventano un concime prezioso visti i rin- vitelli (-9,1%), vitelloni (-10,7%), manze (+3,9%) e vacche (+4,2%). Di conseguenza, la flessione complessiva della cari sui fertilizzanti minerali”. Come metteva in luce il Rapporto sull’agricoltura redatto produzione regionale di carni bovine è stata abbastanza da Regione e Unioncamere regionale, il valore complessi- contenuta (circa -0,4%). DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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In termini di andamento dei prezzi di mercato, la situazione è risultata particolarmente negativa per i vitelli a carne bianca, con cali dei prezzi medi su base annua attorno al -8,5%, diretta conseguenza della chiusura della ristorazione fuori casa che rappresenta un importante sbocco di questo tipo di produzione. Più contenuta, invece, la diminuzione delle quotazioni di vitelloni (-4,2%) e manze (-1,2%), mentre sono risultati in crescita i prezzi medi delle vacche (+4,4%). D’altronde, è stata proprio la categoria delle vacche da macello, con la propria rilevante incidenza nell’ambito del comparto, a contenere entro il -5% il calo del valore delle produzioni del comparto bovino.

Le carni suine

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Il responso del mercato

grandi attori, anche per sostenere gli oneri richiesti dagli adempimenti nell’ambito degli eco-schemi (PAC post 2023). Gli allevatori mostrano cautela di fronte all’imprevedibilità dei mercati. Le quotazioni dei suini da ingrasso sono precipitate nel 2020 raggiungendo il minimo storico di 1 euro al chilo; fino a ottobre di quest’anno il prezzo si è attestato ai livelli bassi per poi risalire e raggiungere il valore attuale di 1,62 euro/chilo. Restano comunque da adeguare i listini di vendita alla Gdo. Qualche spiraglio potrebbe invece aprirsi sui mercati internazionali perché la Cina, che è il player principale, ha ricominciato ad acquistare carni in Europa”.

Il comparto regionale delle carni suine chiude il 2020 con un bilancio decisamente negativo (-14%), per l’effetto di un calo delle macellazioni di capi provenienti da allevamenti regionali di quasi -8% (da 1,432 milioni nel 2019 a 1,320 milioni nel 2020) e delle relative quotazioni medie attorno al -7%. Ad una situazione di generale difficoltà del settore per la crisi del prosciutto, Il comparto avicunicolo già ad inizio 2020, si sono aggiunte le Il comparto avicunicolo ha registrato una conseguenze della diffusione del Coroflessione su base annua del valore delle navirus, che si è sviluppato inizialmenproduzioni attorno al -11%. Tale risultato te proprio a partire dalle regioni più imè frutto della combinazione di una dimiportanti per la suinicoltura nazionale nuzione delle produzioni di circa il -3% e (Lombardia ed Emilia-Romagna). Tutto Marcello Bonvicini, delle quotazioni medie di un -8%. Sui cali presidente Confagricoltura ciò ha portato ad un deciso abbashanno inciso in particolare i tacchini, sia in Emilia-Romagna samento dei prezzi medi dei capi da termini di capi macellati (-10%) che di anmacello che hanno toccato i livelli minimi nel corso dei mesi damento delle quotazioni (-11%). Per quanto riguarda il poldi maggio e giugno 2020. La successiva ripresa delle quo- lo da carne, che è il prodotto economicamente più rilevante tazioni nel periodo estivo, favorita anche dall’allentamento all’interno comparto avicunicolo, a fronte di quantitativi stadelle limitazioni imposte dai provvedimenti per il contrasto bili si è registrata una contrazione dei prezzi attorno al -4%. della pandemia, ha però subito un nuovo stop a seguito del divieto di importazione sul territorio cinese di carni suine La dinamica del latte e prodotti derivati dalla Germania, dopo il ritrovamento di Per quel che riguarda il latte, “Dietro alla produzione regioun cinghiale infetto da peste suina africana in territorio te- nale di latte e formaggi, sia stagionati che freschi, c’è una desco nei pressi del confine con la Polonia. “Anche il settore filiera produttiva che richiede una specifica organizzazione suinicolo – spiegano da Confagricoltura Emilia-Romagna dell’offerta. Il costo medio in stalla è salito a 48 centesimi al li- sta vivendo una fase di profonda trasformazione in Emilia- tro fino a toccare punte di 60 cent/litro in zone svantaggiate, Romagna e si concentrerà sempre più nelle mani di pochi ma il prezzo riconosciuto all’allevatore si ferma mediamente DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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attorno ai 39 centesimi”. A dirlo è il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, mettendo in luce le esigenze delle stalle di bovine da latte che in regione restano fuori dal circuito di produzione della Dop Parmigiano Reggiano. A rendere il quadro attuale ancora più preoccupante sono infatti i rincari. Il costo dell’alimentazione giornaliera di una bovina da latte (trinciato di mais, erba medica, farine di soia e di mais, paglia, ecc.), ha registrato un balzo da 5 a 7 euro a capo al giorno. Se consideriamo una produzione giornaliera per capo mediamente pari a 31,6 litri, solamente la spesa della razione è aumentata di oltre 5 centesimi al litro. Al calcolo, iva esclusa, bisogna poi aggiungere gli incrementi registrati su altre voci: energia elettrica, gasolio, gas metano; ammortamenti di impianti e macchinari; manodopera; imposte e tasse; remunerazione del capitale e altro ancora. Nel corso del 2020, i quantitativi di latte prodotto in regione sono aumentati di quasi il 5% nei confronti dell’anno precedente e contemporaneamente i dati di produzione del Parmigiano-

Il boom delle uova Il 2020 è stato un anno di grandi incognite per molte filiere, ma il comparto delle uova è uno di quelli che meglio è uscito dalla situazione di crisi e incertezze causate dalla pandemia. Non ha fatto eccezione la produzione regionale che ha fatto registrare un incremento del valore della produzione di quasi il 10%. I punti di forza che hanno avvantaggiato questa filiera sono un sistema produttivo autosufficiente con limitati flussi commerciali con l’estero, che non sconta le problematiche legate alla dipendenza da altri mercati, e una connessione non particolarmente rilevante con il sistema Horeca. L’uovo è d’altronde un prodotto di facile e relativamente lunga conservazione, flessibile nell’uso casalingo, che ha beneficiato della riscoperta della cucina da parte delle famiglie italiane durante il periodo di forzata permanenza in casa, di alto valore nutritivo e di basso costo, e quindi accessibile a tutti anche in periodi di ristrettezze economiche.

Reggiano hanno evidenziato una crescita sempre del 5% a quota 3,95 milioni di forme, il livello più alto di sempre. Nonostante le criticità indotte dalla pandemia, l’andamento della produzione e delle vendite di Parmigiano-Reggiano – a cui viene destinata la gran parte della produzione regionale di latte – e di Grana Padano sono risultati soddisfacenti sia sul mercato interno sia all’estero. I formaggi sono stati d’altronde tra i prodotti maggiormente premiati dai consumatori durante i momenti più difficili della pandemia, in particolare quelli preconfezionati a peso fisso come nel caso dei formaggi grana nella grande distribuzione. Al momento, i prezzi di mercato del Parmigiano-Reggiano stagionato 12 mesi superano i 10 €/kg. “La tenuta della filiera del latte alimentare nel 2022 è a rischio – spiega il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Marcello Bonvicini – i produttori scontano la mancanza di aggregazione e programmazione dell’offerta in condizioni di mercato volatile”. Il latte spot è quotato oggi 50 centesimi al litro sulla piazza di Verona, tuttavia gli allevatori percepiscono dai 37 ai 42 cent/litro in base a contratti ‘ingessati’ che non tengono conto del boom dei costi”. Certamente rimangono all’orizzonte ancora numerose incognite, come la crescita dei livelli produttivi del Parmigiano-Reggiano, gli effetti della pandemia e le conseguenze della Brexit; tuttavia, sulla base del presumibile prezzo di liquidazione del latte per Parmigiano-Reggiano, si può ragionevolmente stimare una crescita del prezzo medio 2020 del latte regionale di circa il 15% nei confronti dell’anno precedente, tenendo conto anche della stabilità delle quotazioni del latte per Grana Padano e della flessione di quello per uso alimentare. Il contemporaneo incremento di prezzi e quantitativi porta ad un bilancio decisamente soddisfacente, con il valore della produzione 2020 di latte in crescita di oltre il 20% e ormai prossimo a raggiungere il limite di 1,3 miliardi di euro. DOSSIER AGROALIMENTARE /1

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Amadori, un pollaio da 1,23 miliardi Aumenta la produzione ma i consumi frenano

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Fatturato consolidato 2020 pari a 1,23 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto all’anno precedente, margine operativo lordo a 91,6 milioni, equivalente al 7,4%, e patrimonio netto che sfiora i 285 milioni. Sono questi i dati dell’andamento economico del Gruppre maggiore preferenza di prodotti po Amadori di Cesena, che con circa ad alto contenuto di servizio. Peraltro, 800 allevatori è la più importante realanche in questi ultimi mesi, i prezzi tà della Romagna. Il 2020 è stato caratdelle materie prime agricole contiterizzato da una forte accelerazione nuano a crescere segnando un increallo sviluppo tecnologico, sia zootecmento medio del +39% rispetto al nico che industriale, anche attraverso 2020 e del +52% rispetto al 2019. Un operazioni di natura straordinaria, a andamento che, anche alla luce degli supporto dell’importante piano di scenari mondiali in rapida evoluzioinvestimenti per oltre 500 milioni di ne, fa prevedere nel 2022 un trend di euro, di cui 80 milioni investiti lo scormantenimento dei prezzi ai massimi so anno. “Grazie a una solida strategia Francesco Berti, amministratore delegato Gruppo Amadori livelli (dati A.G.E.R. Borsa Merci Bolodi sviluppo e ad un ambizioso progna). Una prospettiva assai negativa gramma di investimenti siamo riusciti ad affrontare il 2020 senza particolari conseguenze in particolare per il settore avicolo, in cui il costo della - ha dichiarato l’amministratore delegato del Gruppo materia prima incide in maniera molto rilevante, fino al Amadori, Francesco Berti. Il nostro obiettivo è quello di 65%, sul costo del prodotto non ancora trasformato, cui continuare a creare valore per il settore agroalimenta- si somma l’incremento dei costi dei trasporti, dell’enerre, guidando in tempi rapidi il Gruppo verso obiettivi di gia e dei materiali da imballaggio. “La filiera avicola itasostenibilità ambientale, sociale ed economica sempre liana, l’unica autosufficiente nel settore zootecnico, va più sfidanti lungo tutta la filiera integrata, dagli alleva- tutelata per la sua specificità strategica - dichiara Franmenti agli stabilimenti, dalla logistica ai mangimifici”. cesco Berti – e il rischio è che questa crisi, se non gestita L’esercizio 2020 è stato caratterizzato da alcuni fattori in maniera condivisa, ricada sui quasi 7mila allevamenti che hanno inciso sui risultati dell’intero settore avicolo, e 38.500 allevatori professionali presenti nel nostro Pacon la crisi pandemica che ha influito negativamente ese. Dobbiamo scongiurare nella maniera più assoluta sui consumi fuori casa, solo in parte recuperati con un che i consumatori italiani siano costretti ad acquistare incremento dei consumi domestici. La crescita della prodotti provenienti da altri Paesi, con minori garanzie produzione complessiva, pari al +1,76%, non è stata in termini di qualità e sostenibilità delle filiere.” Rispetto assorbita dai consumi e le disattese aspettative, per ai trend di consumo nazionali, le referenze maggiorquanto concerne le esportazioni, hanno comportato mente richieste dai consumatori si confermano quelle un inevitabile calo dei prezzi. Inoltre, l’incremento dei ad alto valore aggiunto, che crescono a due cifre (+26%) costi delle materie prime mangimistiche, che sta pro- e rappresentano un vero e proprio traino per le vendite seguendo nel 2021, ha ridotto fatturati e marginalità nei supermercati. Un successo che ha determinato una per l’intero settore. Nonostante il quadro generale, si è crescita media dei prezzi al consumo del 6%, ma che registrata la crescita della penetrazione dell’avicolo nei solamente in parte ha consentito di recuperare l’increconsumi con una quota del 78,5%, guidata dalla sem- mento dei costi legati ai prezzi delle materie prime.

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L’agrovoltaico mette radici a Ravenna Con Solar Farm diventa realtà il sogno di produrre alimenti ed energia energia pulita (ma Un’azienda agrianche a dare energia cola “moderna” nella a coloro che non l’acampagna ravennate vrebbero con micro(a Sant’Alberto) che centrali sparse nelle abbina l’energia sozone più impervie lare all’allevamento dell’America del Sud, degli ovini e lascia Perù in particolare) che a tenere l’erba punta molto sull’atagliata su parte dei groindustria conno70 ettari siano le petata, però, dal green. core unendo l’utile al Il Gruppo, fondato dilettevole di dover da Franco Tozzi (amsolo in parte sfalciare ministratore delemanualmente. gato Andrea Tozzi), Si tratta del primo ha chiuso l’esercizio esempio di agrovolTozzi Green diversifica tra allevamenti e vigneti 2019 con un fatturataico italiano in un Tutelare l’ambiente è possibile e rende to consolidato pari a contesto che abbina 144,8 milioni di euro, la produzione all’esperienza della fattoria didattica. E, insieme al caseificio, con una crescita del 17% rispetto ai 124,1 milioni di euro che lavora il latte degli animali della fattoria, sulle colline ro- del 2018. L’Ebitda è stato pari a 57 milioni di euro (pari magnole (a Casola Valsenio) si coltiva l’uva che poi, portata al 39% del fatturato consolidato) rispetto ai 44,5 milioni e vinificata a Sant’Alberto (ma in progetto c’è una cantina del 2018 (+28%); l’Ebit è stato pari a 37 milioni di euro ria due passi dai luoghi di produzione della materia prima) spetto ai 31,9 milioni del 2018 (+16%). L’utile netto è stato pari a 13 milioni di euro rispetto ai 10,8 milioni di euro del diventerà un pregevole vino a marchio Tozzi. E’ questa una delle anime della Tozzi Green, un’azien- 2018 (+20%). Al conseguimento di questi risultati hanno da ravennate che oltre a produrre in giro per il mondo contribuito principalmente la continuazione dello svilupDOSSIER AGROALIMENTARE /1

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3 portali web, 15 diverse testate territoriali... Un vero mondo, di annunci e informazione, per un pianeta sostenibile e consapevole.

Il mondo Secondamano (l’originale) è composto da: I PORTALI: Secondamanoitalia.it • LaPulce.com • IIFe.it UN NETWORK DI 15 TESTATE STAMPA 7 in uscita trimestrale nelle edicole e sfogliabili su issuu.com: Secondamano l’originale Edizione Torino Secondamano l’originale Edizione Milano Secondamano l’originale Edizione Piacenza, Parma e Reggio Emilia La Pulce Edizione Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Pesaro e Rep. di S. Marino Il Rigattiere Edizione Modena e Padova Il Fè Edizione Ferrara Il Rò Edizione Rovigo + 8 sfogliabili su issuu.com: Arena Bazar Verona Businesss Torino Il Palladio Vicenza L’informaffare Vercelli Mantua Bazar Mantova Smart Italia Le Cose Genova Secondamano Genova

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www.secondamanoitalia.it OCCASIONI TUTTE DA VEDERE

IL PALLADIO


po del più grande progetto di elettrificazione rurale al mondo in Perù e i ricavi derivanti dalla maggior produzione di energia elettrica degli impianti italiani.

Il frutto della diversificazione

La diversificazione agricola fa parte del business della Tozzi Green. A Sant’Alberto di Ravenna, località adiacente al Parco del Delta del Po, c’è il Caseificio del Buon Pastore, dove si allevano ovini e si producono formaggi di qualità. L’azienda è nata su iniziativa e progetto di Solar

Farm, impresa partecipata da Tozzi Green e da Gardini 2002 srl, che opera nel campo delle energie rinnovabili. Con lo scopo di coniugare a livelli di eccellenza natura e tecnologia, tradizione casearia e innovazione sostenibile. Il Caseificio del Buon Pastore è il risultato di queste unioni. Una modernissima realtà in aperta campagna, che gestisce tutta la filiera produttiva nel rispetto del bestiame, dell’ambiente, del consumatore. Al centro dell’attività, sempre l’uomo che alleva e accudisce il gregge, che trasforma il latte, che opera al servizio di una vera tradizione artigianale. Il Caseificio del Buon Pastore, esalta ognuna di queste mansioni – in una dimensione naturale e familiare – per ottenere un nuovo modello di azienda, rigorosamente orientata alla qualità. Qualità dell’alimentazione e dei ritmi di vita del bestiame; qualità della conservazione e del trattamento del latte; qualità del prodotto finito, in ogni sua variante e preparazione; qualità del contesto di lavoro: improntati alla sostenibilità ambientale e all’esclusivo

Sole e vento come fonti energetiche per la produzione casearia

Virginia Lorizzo, imprenditrice della famiglia Tozzi

utilizzo di fonti energetiche naturali non inquinanti: il sole e il vento. Una qualità che passa anche da una grotta realizzata a San’tAlberto: “abbiamo usato pietre di fiume per creare un ambiente particolare in cui i formaggi – spiega Virginia Lorizzo, imprenditrice della famiglia Tozzi – possano stagionare dai 2 ai 12 mesi a seconda dell’invecchiamento che vogliamo raggiungere”. Naturalmente, l’obiettivo è fare arrivare i prodotti ai consumatori. “A questo proposito stiamo rafforzando la nostra rete commerciale che può integrare nell’offerta sia i formaggi sia il vino ma anche l’olio”. Vino che si produce grazie alle uve coltivate sia a Casola Valsenio ma anche in Sicilia dove si produce anche l’olio. L’azienda di Casola – Terra del Gessi - è stata acquisita nel 2014, occupa 10 addetti e produce sia uva sia frutta ma dispone anche un allevamento di suini. Attualmente la vinificazione delle uve avviene a Sant’Alberto ma è in progetto la costruzione di una struttura ad hoc all’interna della stessa azienda a Casola Valsenio.

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dal 15 gennaio 2022

al 15 novembre 2021

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Forlì-Cesena C’è anche la linea ferroviaria Faentina, che collega l’omonima cittadina romagnola a Firenze, tra la ristretta lista di quelle candidate dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile alla sperimentazione tutta italiana dell’idrogeno per il trasporto su rotaia. Si tratta di un progetto in fase di studio che rientra a pieno titolo nei programmi della Regione Emilia-Romagna, che sta premendo l’acceleratore in direzione della transizione ecologica e della mobilità sostenibile per migliorare la qualità dell’aria sul territorio regionale e dare un contributo agli obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per lo sviluppo sostenibile. “L’avvio della sperimentazione è un’ottima notizia- commenta l’assessore regionale alla Mobilità sostenibile e Trasporti, Andrea Corsini– anche perché, in linea con il Patto per il Lavoro e per il Clima, si inquadra perfettamente nella nostra strategia che punta a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche fossili e a spostare quote crescenti di traffico dalla gomma al ferro”. (foto Shutterstock)

Ravenna 13 dicembre

Ferrovia Faenza-Firenze sempre più green

Parte la sperimentazione per il treno a idrogeno

in collaborazione con:

Ravenna Rimini

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ROMAGNA 9 gennaio

Concessioni balneari al bivio delle gare

La Regione scrive al governo e chiede certezze per il settore Giusto riconoscimento al valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e alla professionalità degli operatori, anche a tutela del lavoro di decine di migliaia di persone. È questo, in sintesi, il cuore del documento che la Regione Emilia-Romagna metterà sul tavolo del Governo per dare un contributo concreto alla riforma nazionale, già più volte chiesta dalla Regione stessa, con l’obiettivo di dare certezze al settore balneare in vista dell’applicazione della cosiddetta legge Bolkestein. Un documento condiviso con le associazioni di categoria, e presentato ai Comuni costieri per le loro osservazioni, per una riforma sempre più urgente vista la recente sentenza del Consiglio di Stato che anticipa al 31 dicembre 2023 – 10 anni prima rispetto a quanto aveva stabilito la legge nazionale numero 145 del 2018 – la scadenza delle attuali concessioni. (foto Shutterstock)

ROMAGNA 11 gennaio

Confindustria rilancia sul metano: “iniziare subito a estrarlo dal mare”

“Basterebbero bassi investimenti privati per raddoppiare in Emilia-Romagna e in Adriatico la produzione di gas metano: le stime pubblicate dal Sole 24 Ore, grazie a un risveglio dei pozzi già autorizzati o con iter avviato, confermano la portata di questa grande opportunità per l’industria locale”. A rilanciare il tema è, con una nota, Confindustria Romagna che sottolinea: “Sarebbe un rilancio atteso e auspicato, che potrebbe raddoppiare l’attuale produzione regionale da 800 milioni a 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale”. “Occorre – si aggiunge – quanto prima sprigionare questo potenziale e la sua ricaduta importantissima per imprese e cittadini: in ballo non ci sono solo professionalità e tecnologie riconosciute e stimate a livello mondiale, ma anche impatti positivi sulle bollette”. (foto Shutterstock)

Rimini

13 gennaio

Accordo con la Fiera di Colonia Sigep sbarca sui mercati mondiali

IEG (Italian Exhibition Group) di Rimini e Koelnmesse firmano un memorandum di Intesa per una partnership strategica che proietta il Sigep di Rimini – manifestazione internazionale di IEG portabandiera del made in Italy per le filiere di gelato, pasticceria e panificazione artigianali, cioccolato e caffè – sia su location mondiali dove saranno in calendario edizioni di Anuga, sia verso nuovi mercati potenzialmente profittevoli sia per Sigep che per Anuga. In base al protocollo di intesa, IEG e Koelnmesse uniscono le forze per esplorare strategicamente l’organizzazione congiunta di nuove edizioni di Sigep, The Dolce World Expo, laddove Koelnmesse già organizza la sua rete di eventi di Anuga, piattaforma leader globale nel food, che spazia dai formaggi ai surgelati, dalle bevande calde al fine food e al fresco.

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Ravenna 4 gennaio

Il Porto di Ravenna esce dalla crisi della pandemia Nel 2021 merci in crescita del 21,8%

Il Porto di Ravenna nei primi undici mesi del 2021 ha registrato una movimentazione complessiva di 24.769.684 tonnellate, in crescita del 21,8% (oltre 4,4 milioni di tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2020 e superiore dell’1,5% rispetto i livelli complessivi del 2019, con il definitivo superamento dei volumi ante pandemia. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 21.300.750 tonnellate (+26,0% sul 2020 e +2,1% sul 2019) e a 3.468.934 tonnellate (+0,7% sul 2020 e -1,9% sul 2019) e navi a quota 2.485 (+14,1%). “I numeri del porto, registrati peraltro in un anno complicatissimo, fotografano bene la ripresa in atto e testimoniano quanto l’infrastruttura sia vitale per il tessuto produttivo romagnolo”, afferma il presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi. (foto Shutterstock)

Ravenna 5 gennaio

Lavorazione delle castagne da Marradi in Lombardia Il Comune di Faenza solidale con i lavoratori

Sulla decisione della nuova proprietà di trasferire in Lombardia la lavorazione che viene svolta all’interno dello stabilimento Ortofrutticola del Mugello di Marradi, interviene il presidente dell’Unione della Romagna faentina e sindaco di Faenza, Massimo Isola. “La vicenda delle decine di lavoratrici e lavoratori stagionali della Ortofrutticola del Mugello - dice Isola – è particolarmente emblematica per un territorio come il nostro. In un momento di grave difficoltà, a causa dell’emergenza sanitaria, è inaccettabile che un’azienda con un passato storico importante come quella di Sant’Adriano, punto di riferimento economico di moltissime famiglie tra il fiorentino e il ravennate, nel quale peraltro viene lavorato un prodotto tipico del territorio, venga trasferita per puro calcolo d’interessi senza tenere in alcun conto i gravi danni che provocherebbe all’economia delle nostre zone”. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 5 gennaio

Patuelli (Abi) scrive a Draghi Da prorogare le garanzie sui prestiti

Vanno riconfermate subito le misure a sostegno delle imprese visto il protrarsi della pandemia; in particolare va confermata la garanzia pubblica sulle operazioni di ristrutturazione di finanziamenti già erogati innanzitutto per le piccole e medie imprese. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e il direttore generale, Giovanni Sabatini, hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, ai Ministri competenti e al Governatore della Banca d’Italia, con cui hanno rappresentato l’importanza che siano tempestivamente riconfermate nella loro interezza tutte le misure di sostegno alle imprese previste dal cosiddetto Decreto Liquidità dell’8 aprile 2020, e successive modificazioni. (foto Shutterstock)

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Ravenna 3 gennaio

Lugo rifà il look alla città

In arrivo 5 milioni per la rigenerazione urbana

Il Comune di Lugo è uno dei comuni italiani beneficiari dei finanziamenti del Ministero dell’Interno per progetti di rigenerazione urbana. Il decreto ministeriale è stato firmato il 30 dicembre e i finanziamenti rientrano tra quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Next Generation Eu. I progetti presentati dal Comune per 5 milioni di euro sono stati totalmente finanziati e riguardano cinque interventi: la realizzazione del nuovo Auditorium nel comparto ex Enal via Emaldi/Corso Garibaldi per 2.250.000 euro; il recupero di Palazzo Rossi per 1.250.000 euro; la realizzazione della ciclabile Villa San Martino – Lugo per 600 mila euro; la ristrutturazione del ponte della Pungella per 600 mila euro; il completamento del recupero del complesso del Carmine (ala Corso Garibaldi) per 300 mila euro. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA

Rimini

Dalla mobilità alla sanità progetti innovativi

Imprese del commercio a rischio

28 dicembre

La Regione sostiene la ricerca con 31,5 milioni Soluzioni per la mobilità sostenibile nelle città, la sicurezza dei treni, tecnologie per il miglioramento delle prestazioni dei veicoli a propulsione elettrica e ibrida, intelligenza artificiale applicata a super car elettriche. E ancora: sistemi avanzati per la logistica, dispositivi medici per il supporto alla circolazione extracorporea in età neonatale e nelle operazioni cardiochirurgiche. Sono alcuni esempi fra i 25 progetti di ricerca e innovazione presentati da 19 gruppi e imprese che saranno sostenuti dalla Regione con quasi 31,5 milioni di euro. Risorse che andranno a generare investimenti per oltre 77 milioni di euro, con l’assunzione di 733 nuovi occupati, di cui 399 laureati. (foto Shutterstock)

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2 gennaio

Interventi immediati per non abbassare le serrande Imprese del commercio a rischio. “Abbiamo una la politica concentrata principalmente sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica – spiega Fabrizio Vagnini, presidente Confesercenti provinciale di Rimini - mentre i problemi restano e non si possono affrontare a forza di slogan, senza un’analisi nel merito dei problemi. Serve una riforma fiscale vera, che alleggerisca le tasse per famiglie e imprese per innescare il rilancio dell’economia. Occorrono sostegni alle attività commerciali, come il bonus affitti per chi è in difficoltà e il calmieramento dei canoni grazie alla cedolare secca per i proprietari. Diversamente, è a rischio la sopravvivenza di quelle attività commerciali che fino ad oggi sono riuscite ad andare avanti fra i sacrifici. In migliaia hanno abbassato la serranda, altrettante rischiano di chiudere”. (foto Shutterstock)


Folì-Cesena/Rimini 16 dicembre

Nasce il nuovo portale del lavoro

La Cdc Romagna mette in rete più opportunità

Lavoro, orientamento, formazione e sviluppo delle competenze al centro dell’impegno della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini: nasce il Portale Lavoro, una piattaforma digitale, collegata al sito istituzionale, per esaurire uno dei temi centrali dell’attività della Camera di commercio. Online dal16 dicembre, all’indirizzo lavoro.romagna.camcom.it. La nuova piattaforma si presenterà inizialmente come collettore di informazioni e servizi specifici; dalle possibili esperienze sul lavoro, le attività proposte alle scuole e alle università, a numeri e dati che definiscono il sistema economico delle province di riferimento, grazie al Sistema Informativo Excelsior e agli altri strumenti di indagine utilizzati dalla Camera di commercio. (foto Shutterstock)

Rimini

27 dicembre

Regole edilizie meno complesse

Il Comune dà il via libera alla variante del Rue Oltre 11 milioni di oneri di urbanizzazione stimati per il 2021. Nell’ultimo Consiglio comunale del 2021 via libera alla variante al Rue che stimola la rigenerazione e riqualificazione di aree urbane degradate e nuove opportunità per ampliare e potenziare l’impiantistica sportiva del territorio. Una variante specifica che nasce allo scopo di dare maggiori strumenti per incentivare e semplificare i processi di sostituzione o ristrutturazione del patrimonio esistente, anticipando alcuni obiettivi che saranno contenuti nel Piano urbanistico generale (Pug), lo strumento previsto dalla legge urbanistica regionale che dovrà essere approvato dai Comuni entro il 1° gennaio 2024. (foto Shutterstock)

Ravenna 22 dicembre

Occupazione del suolo pubblico

Il Consiglio comunale fissa le nuove regole Approvate dal Consiglio comunale, e in vigore dal 1° gennaio 2022, le modifiche alla disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria e del canone del mercato. Ha presentato la delibera l’assessora al Bilancio Livia Molducci che ha illustrato le modifiche articolandole in tre punti fondamentali: la riformulazione dei coefficienti da applicare per determinare le tariffe al fine di consentire il mantenimento inalterato del canone stabilito per il 2020; arrotondamento delle frazioni al mezzo metro quadrato (e non più al metro quadrato) o lineare superiore; differimento per il 2022 del termine di pagamento del canone annuale al 30 giugno 2022, e se il canone è di importo superiore a 500 euro può essere corrisposto in due rate di pari importo con scadenze al 30 giugno e al 31 ottobre 2022.

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EMILIA-ROMAGNA 15 dicembre

Nuova carica per il ravennate Maurizio Minghelli (A.ST.I.M)

Ora è al vertice della Piccola industria di Confindustria regionale

Il ravennate Maurizio Minghelli (nella foto) è il nuovo Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Emilia-Romagna per il biennio 2021-23. Succede a Giovanni Baroni, che ha ricoperto lo stesso incarico negli ultimi quattro anni ed è stato eletto Presidente nazionale Piccola Industria il 30 novembre scorso. Maurizio Minghelli entra a far parte del Consiglio di Presidenza di Confindustria Emilia-Romagna guidato da Pietro Ferrari. Il neo Presidente regionale, classe 1976, dopo un percorso di studi in ingegneria ha dato vita nel 2007 ad A.ST.I.M., azienda ravennate attiva nella progettazione e nello sviluppo di sistemi ad alta tecnologia nei settori aerospazio, difesa e sicurezza, ma anche navale e industriale, della quale è CEO e socio fondatore.

ROMAGNA Ravenna 6 dicembre

Sabbioni inaugura il suo quartier generale La struttura operativa a Fornace Zarattini

Si è svolta il 6 dicembre l’inaugurazione del nuovo quartier generale di Sabbioni, alla presenza del Sindaco Michele De Pascale, degli Assessori Giacomo Costantini e Annagiulia Randi, Graziano Gozi, Direttore Confesercenti e Maurizio Gasperoni, CNA. Il nuovo quartier generale Sabbioni è ospitato in uno spazio di 4500 mq (2000 mq coperti) in cui sono presenti gli uffici direzionali, oltre a logistica e magazzini. Il magazzino automatizzato di ultima generazione permetterà di rendere più efficienti e velocizzare tutti i processi di lavoro dell’azienda, che vanta 70 anni di esperienza e storia tutte ravennati. Dall’Headquarter ogni giorno partono le forniture per i 17 punti vendita della catena romagnola, oltre a tutti gli ordini e-commerce, provenienti da Sabbioni.it.

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21 dicembre

Premiata la miglior Albana di Romagna Il riconoscimento a Tre Monti di Imola

Lunedì 20 dicembre a Faenza si è svolta la cerimonia di proclamazione dei vini vincitori della nona edizione della selezione enologica Albana Dèi 2021, organizzata dal Consorzio Vini di Romagna per promuovere il vitigno più identitario della Romagna. Come da tradizione, due i riconoscimenti assegnati: “Albana Dèi” ai migliori Romagna Albana DOCG di tipologia secco e “L’Indigeno del Cuore – premio Valter Dal Pane” ai migliori vini di tipologia secco ottenuti da sole uve Albana. Ad aggiudicarsi la prima posizione in entrambe le categorie è stata l’azienda Tre Monti di Imola, con “Vigna Rocca” 2020 nella sezione “Albana Dèi” e con “Vitalba” 2020 per “L’Indigeno del Cuore”, entrambe da produzione biologica. “Vitalba” si è aggiudicata anche la seconda piazza d’onore nell’ “Albana Dèi”, con terzo classificato “Codronchio” 2019 di Fattoria Monticino Rosso, sempre di Imola.


Ravenna 7 dicembre

Produzione industriale in crescita

Terzo trimestre 2021 a +7,7%

I dati della Cdc di Ravenna fotografano la ripresa in atto. Nel dettaglio, nel trimestre lugliosettembre 2021 la produzione industriale ravennate conferma la crescita con un ulteriore +7,7%, in termini di variazione percentuale, a confronto della caduta del 4,1% registrata nel terzo trimestre del 2020. Il risultato è anche migliore di quello pre-pandemia, cioè quello ottenuto nell’analogo trimestre del 2019 (+1,9%) e va meglio anche rispetto al terzo trimestre del 2018, in cui per la produzione si era registrata una flessione tendenziale pari a – 0,6% (rispetto al corrispondente trimestre dell’anno prima). Aggancia la ripresa anche l’artigianato (+7,7% nel confronto con il terzo trimestre del 2020 (-1,8%). (foto Shutterstock)

Cesena

13 dicembre

Piccole e micro imprese (anche agricole) Pronto un bando comunale da 520mila euro

Contributi a fondo perduto a favore delle piccole imprese, micro imprese e delle imprese agricole. Sono state approvate dalla Giunta comunale le linee di indirizzo per la concessione di ulteriori ristori alle realtà del territorio che rappresentano l’imprenditoria cesenate. A disposizione ci sono 520 mila euro, di cui 75 mila euro indirizzati esclusivamente alle sole imprese agricole colpite dall’emergenza legata al Covid-19. “Prima delle festività natalizie – commenta l’Assessore allo Sviluppo Economico Luca Ferrini – abbiamo pubblicato l’Avviso pubblico che resterà aperto fino all’autunno 2022”. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 4 dicembre

Un accordo per la sicurezza sui luoghi di lavoro Il Patto per il clima arriva in porto a febbraio

Un accordo per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con misure condivise di prevenzione e contrasto a infortuni e incidenti spesso mortali, fatti che continuano a registrarsi in maniera drammatica. Da condividere con istituzioni, parti sociali, enti locali, ovvero tutti i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima dell’EmiliaRomagna. A cui arrivare entro la metà di febbraio, al termine di un percorso iniziato a dicembre, con la riunione in Regione dei componenti il Patto per il Lavoro e per il Clima, convocata dalla Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini. Il testo verrà portato all’esame dell’Assemblea legislativa regionale, per il confronto coni Gruppi consiliari. (foto Shutterstock)

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Rimini

4 dicembre

Non aumentano i tributi e cala il debito

Il Comune presenta il bilancio al 2024

Nessun aumento ai tributi comunali, asili gratuiti per le famiglie più in difficoltà, attenzione al welfare e alle fasce deboli e investimenti diffusi sul territorio per proseguire nella trasformazione della città. Sono questi i capisaldi del bilancio di previsione 2022/2024, presentato al Consiglio Comunale. Il via libera alla manovra entro la scadenza consentirà infatti di garantire nell’immediato sia la spesa per i servizi comunali, sia il finanziamento delle opere inserite nel Piano Triennale dei lavori pubblici. Continua a calare il debito del Comune: al 7 ottobre 2021 il debito si attestava su 73,6 milioni ed è previsto scenda a 64,9 milioni alla fine del 2022 rispetto ai 141,3 milioni del 2011. (foto Shutterstock)

Ravenna

EMILIA-ROMAGNA

Start-up a caccia di fondi regionali

Il gelo ha fatto gravi danni in campagna

6 dicembre

Due aziende ravennati vincono la gara

Le start-up della provincia di Ravenna non perdono l’opportunità di fondi regionali per progettare la loro crescita e il loro sviluppo. Infatti, 2 dei 46 progetti relativi a nuovi prodotti e servizi che guardano a salute, transizione ecologica e digitale sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna sono in provincia di Ravenna: si tratta di Liocreo di Brisighella e di Monitor the planet di Faenza che riceveranno circa 70mila euro a testa. (foto Shutterstock)

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2 dicembre

In arrivo da Roma 52,3 milioni di indennizzi

In arrivo da Roma circa 52,3 milioni di euro per l’indennizzo dei danni causati alle aziende agricole emiliano-romagnole dalle gelate tardive della primavera scorsa, che si aggiungono ai 13 milioni di euro di rimborsi per le gelate 2020 in erogazione a dicembre, per un totale complessivo di oltre 65 milioni di euro. Ai quali si dovrebbe aggiungere un’altra parte importante di risorse anche dal riparto dei 70 milioni di euro per le calamità, stanziati dalla legge di stabilità. (foto Shutterstock)


EMILIA-ROMAGNA 2 dicembre

Crescono le imprese giovanili

In regione attive 28.455 aziende (+1,9%)

Le misure varate a sostegno delle imprese e una sempre più piena ripresa delle attività hanno contribuito all’allargamento della base imprenditoriale giovanile regionale. È quanto emerge dall’analisi dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Alla data del 30 settembre 2021 le imprese attive giovanili emiliano-romagnole sono risultate 28.453, con un incremento di 527 unità (+1,9%) rispetto allo stesso periodo del 2020. Si conferma così l’inversione di tendenza registrata nei precedenti trimestri del 2021 che ha interrotto l’andamento che si registrava dal 2012. Gli aumenti più rilevanti sono stati in TrentinoAlto Adige (+3,8%), in Valle d’Aosta (+2,5%) e in Emilia-Romagna che è terza (+1,9%). (foto Shutterstock)

Ravenna 2 dicembre

Prosegue il concordato della Cmc

Ma rallentano i pagamenti a causa della pandemia Proseguono le attività finalizzate all’esecuzione del concordato della Cmc di Ravenna, nonostante si siano registrati, rispetto al piano concordatario, inevitabili scostamenti dovuti al mancato avveramento di alcune ipotesi che ne erano alla base. La stessa Cmc riporta come l’asimmetria sia dovuta all’inatteso prolungamento della pandemia, che, a livello mondiale, ha determinato il rallentamento di molti settori dell’economia, e all’andamento del mercato delle grandi opere, che disattende le aspettative a causa della lentezza nell’avvio del PNRR. Hanno inciso, inoltre, anche l’allungamento dei tempi per il perfezionamento di diversi accordi e l’ottenimento di alcune varianti, per i quali è già stata eseguita la necessaria attività.

Forlì-Cesena/Rimini 1 dicembre

Crescono le start-up innovative

Aumento dell’11,6% tra novembre 2020 e 2021 Al 29 novembre 2021 le start-up innovative del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) della Camera di Commercio sono 163 e operano principalmente nel macrosettore dei servizi (121 unità) e nell’industria/artigianato (31 unità); in termini di variazione annua, si registra un incremento dell’11,6% (da 146 unità del 30/11/20 a 163 unità del 29/11/21), simile a quello regionale (+11,7%) ma inferiore alla variazione nazionale (+19,0%). L’area Romagna (FC-RN) si inserisce in un contesto regionale ad alta diffusione di start-up, con il 7,6% del totale nazionale che ha sede in Emilia-Romagna. Le province emiliano-romagnole con più elevata presenza di start-up innovative sono Bologna con 340 (pari al 32,0% regionale) e Modena con 160 (15,1%); le presenze più basse a Piacenza con 55 start-up (5,2%) e a Ferrara con 53 (5%). (foto Shutterstock)

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ROMAGNA

23 novembre

Roberto Bozzi al vertice di Confindustria Romagna

L’imprenditore resterà in carica fino al 2025

È l’imprenditore Roberto Bozzi il nuovo presidente di Confindustria Romagna che guiderà l’associazione nel quadriennio 2021-2025. L’assemblea degli industriali romagnoli, ha formalizzato la designazione fatta dal Consiglio direttivo a ottobre, e ha inoltre eletto gli otto vicepresidenti: Pierluigi Alessandri delega all’internazionalizzazione e all’attrazione di investimenti esteri; Giacomo Fabbri delega all’organizzazione; Giovanni Giannini delega al forlivese-cesenate, alla transizione ecologica e all’energia; Luca Meneghin delega alla sicurezza e all’ambiente; Alessandro Pesaresi delega al riminese, alla mobilità e alle infrastrutture; Davide Stefanelli delega alla transizione digitale e all’innovazione; Tomaso Tarozzi delega al ravennate, alle relazioni industriali e all’education; Alessia Valducci delega al credito e allo sviluppo associativo. (foto R. Gallini)

EMILIA-ROMAGNA

Rimini

Imprese “straniere” in crescita

Nasce il polo funzionale del porto

La pandemia non frena l’iniziativa imprenditoriale straniera e, in particolare, quella individuale e femminile. Al 30 settembre 2021 le imprese attive straniere in EmiliaRomagna sono salite a quota 52.650 pari al 13,1% del totale delle imprese regionali. Rispetto alla stessa data dello scorso anno, sono aumentate di 2.268 unità, +4,5%. Le imprese a conduzione straniera cinque anni fa erano 45.619 pari alI’11,1% del totale delle imprese regionali e da allora sono aumentate del 15,4%. Questo è quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. (foto Shutterstock)

Il “polo funzionale del porto” che lega Comune e Provincia di Rimini ha ricevuto il parere favorevole dalla III commissione consiliare. L’accordo territoriale racchiude obiettivi strategici e modalità di attuazione della riqualificazione del polo funzionale definendone le prospettive urbanistiche di breve e medio termine, da qui ai prossimi dieci anni. Si va dagli interventi di prossima realizzazione, come il nuovo centro servizi per la pesca, ad azioni di più ampio respiro che hanno l’obiettivo di “potenziare e ampliare l’offerta dei servizi e di funzioni del nostro porto”, ha sottolineato l’assessore alla pianificazione del territorio Roberta Frisoni. (foto Shutterstock)

22 novembre

In regione sono il 13,1% del totale

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24 novembre

Accordo territoriale per riqualificare l’area


Ravenna 17 novembre

Antonio Patuelli riproposto al vertice dell’Abi La carica prevista per il periodo 2022-2024

Il Comitato Esecutivo dell’Abi ha indicato Antonio Patuelli per la conferma a Presidente nel biennio 2022-2024. Su proposta del Comitato di Presidenza e dopo una relazione del Vice Presidente Camillo Venesio, ha approvato all’unanimità la proposta di un pacchetto di modifiche statutarie relative a una maggiore rappresentanza dei gruppi bancari nel Consiglio, nel Comitato Esecutivo e nella Presidenza alla luce della crescente concentrazione, fermo restando il numero totale dei componenti e confermando le rappresentanze del pluralismo bancario; viene prevista la figura del Presidente Emerito per chi abbia completato il mandato di Presidente e una alta soglia di maggioranza qualificata per la conferma del Presidente.

Rimini

16 novembre

Il Comune mette 20mila euro per gli eventi Finanziate manifestazioni a sostegno del commercio

È diventato esecutivo l’avviso pubblico per i “contributi economici a favore di iniziative, eventi e manifestazioni a sostegno del commercio e delle attività economiche – Dicembre 2021 – Aprile 2022”, un intervento del Comune di Rimini che va a beneficio delle manifestazioni, degli eventi e delle attività che possono avere ricadute positive sull’economia locale o che siano capaci di accrescere il prestigio e l’immagine della città. Il bando mette a disposizione dei commercianti, 20 mila euro che potranno essere utilizzati, ad esempio, per finanziare l’organizzazione di eventi, mostre, spettacoli o intrattenimenti di animazione di una o più aree della città. (foto Shutterstock)

Ravenna

19 novembre

Mercato immobiliare in salute

Vendite 2021 a +15,7% rispetto al 2020

Presentati i dati del ‘Rapporto 2021 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia’, realizzato dal Sindacato provinciale F.I.M.A.A. Ravenna e da Confcommercio provincia di Ravenna. Il mercato immobiliare a Ravenna e Provincia risulti in ottima salute: la crescita percentuale degli scambi nei primi sei mesi del 2021 è stata del 46,7% in città e del 55,6% nei comuni non capoluogo (+51,3% nell’intera Provincia). In tal modo la perdita di quasi 350 compravendite a livello medio provinciale nel primo semestre 2020 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente è stata abbondantemente compensata da un recupero di oltre 1.050 abitazioni compravendute nel primo semestre 2021 (rispetto al corrispondente periodo del 2020). Se prudenzialmente nel terzo e quarto trimestre dell’anno 2021 si scambiassero tante abitazioni quante ne furono scambiate nella seconda parte del 2019, gli scambi residenziali 2021 in città risulterebbero 2.524 (contro i 2.181 dello scorso anno; +15,7%), mentre nei comuni minori si arriverebbe a poco oltre le 2.900 compravendite (ben 443 in più di quelle 2020; +17,8%). (foto Shutterstock)

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Forlì-Cesena

Ravenna

Rimini

Romagna24economia Magazine di economia, affari, impresa e società Inchiesta a cura di Giorgio Costa

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Camere di Commercio

Testata registrata presso il Tribunale di Ravenna al n. 1464 del Registro della Stampa in data 23/02/2021 Stampa: FC PI 01807620404 Editore: Edit Italia Srl. , Piazza Bernini 6, 48124 Ravenna - editoriale@edititalia.it - Tel. 0544.511311 Concessionaria pubblicità: Publimedia Italia Srl., Piazza Bernini 6, 48124 Ravenna - info@publimediaitalia.com - Tel. 0544.511311

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n°1 | anno 2 | gennaio 2022

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