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Romagna24Economia n.5 PORTO 2026

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n° 5 2026 | anno 5 |

MAGAZINE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

DOSSIER PORTO E LOGISTICA

Lo scalo di Ravenna punta a crescere con Zls, terre rare e grandi investimenti

FORLÌ-CESENA RAVENNA POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - AUT. N°933 STAMPE IN REGIME LIBERO

RIMINI


MENSILE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

Dossier Porto e Logistica in questo numero: Tutta la forza dello scalo di Ravenna pagina 3 “Ravenna, un Porto fondamentale per l’Italia” pagina 11 Da Zls e terre rare la spinta per lo sviluppo pagina 13 Porto di Ravenna, la spinta da Zls e terre rare pagina 19 Sapir, spazi portuali sfruttati al meglio pagina 23 Il distretto oil&gas fa quadrato intorno al Roca pagina 27 Itway, la sicurezza arriva in Porto pagina 31 Una giovane professionista al servizio della portualità pagina 35 Nuovo terminal crociere pronto per il 2027 pagina 37 Agnes, l’eolico a mare può attendere pagina 39 Legacoop Romagna, avanti con le infrastrutture pagina 41 Romagna 24 economia - Rassegna notizie pagina 43› 47

In questa pagina e in copertina: foto Shutterstock

Le infrastrutture restano il grande tallone d’Achille della Romagna. Lo sono da sempre e la situazione non cambia se si pensa che la vera grande opera infrastrutturale resta la diramazione per Ravenna dell’A14 inaugurata nel 1969. Da allora le grandi opere, dalla nuova Romea alla statale per Ferrara, sono sempre nella medesima condizione in provincia di Ravenna (ad Argenta per esempio è stata realizzata la variante sull’Adriatica). Per non dire delle ferrovie. Sui questo fronte - come scriviamo in questo numero di Romagna24economia - qualcosa si sta muovendo nell’area del Porto di Ravenna e speriamo che le promesse di Rfi diventino realtà in qualche anno e il Porto possa avere accesso alle rete senza dover più transitare dalla stazione. Porto che resta il punto di massimo rilievo delle infrastrutture romagnole con traffici in crescita nel semestre anche se agosto fa segnare una netta flessione come conseguenza delle turbolenze geopolitiche. Intanto i progetti di sviluppo per lo scalo non mancano ma servono oltre 200 milioni di investimenti. E ora parte la caccia ai fondi per uno sviluppo che passa dall’implementazione della Zona logistica semplificata e da importanti segmenti merceologici come quello delle terre rare.

in collaborazione con:

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RASSEGNA NOTIZIE

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Tutta la forza dello scalo di Ravenna Circa 14 km di banchine e magazzini per oltre 600mila mq ph. Shutterstock

verso itinerari alternativi Il Porto di Ravenna si sulla Ravenna-Ferrara e sviluppa per oltre 11 chiverso sud attraverso la lometri da Porto Corsini Ravenna-Rimini. alla Darsena di città. È un porto-canale con 22 terminal privati e circa La movimentazione 14 chilometri di banchiNel 2025 il Porto ha mone operative; i magazzivimentato 28.007.362 ni hanno una superficie tonnellate di merci, con complessiva superiore un incremento del 9,6%, a 602mila metri quapari a quasi 2,5 milioni di drati e i piazzali superatonnellate in più rispetno 1,32 milioni di metri to al 2024. Il dato colloquadrati. Il Porto ha una cava Ravenna al sesto forte specializzazione posto tra i porti italiani Tutti i progetti in corso per migliorare nelle rinfuse solide e per traffico complessil’accessibilità ferroviaria e il traffico merci – costituisce uno dei prinvo, con una quota pari cipali punti di approvviBene il primo semestre ma agosto in calo al 5,3% del traffico nagionamento delle filiere zionale. Nel 2025 sono produttive dell’Emilia-Romagna e del bacino padano. state inoltre registrate 2.631 toccate di navi mercantili, +3,3%. La dimensione internazionale dello scalo emerge anche dall’origine e destinazione delle merci: nel 2025 il Le connessioni Sul piano delle connessioni europee, Ravenna è inserita nei 54,6% dei traffici aveva come riferimento Mediterraneo corridoi Ten-T Baltico-Adriatico e Mediterraneo e partecipa e Mar Nero, il 15,3% Estremo Oriente e Oceania, il 12,3% inoltre al Corridoio Adriatico e alle Autostrade del Mare. La America, il 9,9% Paesi europei extra-Mediterraneo, il 6,5% rete ferroviaria collega il porto verso Bologna attraverso la Medio Oriente, Arabia e Asia Centrale e l’1,4% Africa. Ravenna-Castel Bolognese, verso Ferrara e il Nord attraDOSSIER PORTO E LOGISTICA

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in queste pagine ph. Shutterstock

I traffici nel primo semestre 2026

Nei primi sei mesi del 2026 il Porto di Ravenna ha movimentato complessivamente 14.109.442 tonnellate, con un aumento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2025: quasi 785mila tonnellate in più. Ma preoccupano i dati di agosto che mostrano una flessione di oltre il 22%. Tornando al semestre, gli sbarchi sono stati 12.446.935 tonnellate, +6,8%, mentre gli imbarchi sono stati 1.662.507 tonnellate, -0,4%. Le toccate complessive sono state 1.276, nove in meno rispetto al primo semestre 2025. Il solo mese di giugno ha registrato 2.390.514 tonnellate, in aumento del 9%, quasi 198mila tonnellate in più rispetto a giugno 2025. Guardando alle grandi modalità di movimentazione, nel semestre le rinfuse liquide sono state 2.846.311 tonnellate, +9,2%; le rinfuse solide 6.021.270 tonnellate, +5,6%; le merci varie in colli 5.241.861 tonnellate, +4,5%. All’interno di queste ultime, le merci in container sono state 1.268.341 tonnellate, +2,9%; le merci Ro-Ro 838.040 tonnellate, +4,5%; le altre merci varie 3.135.480 tonnellate, +5,2%.

Le principali filiere merceologiche

Tra gennaio e giugno 2026 i prodotti metallurgici hanno raggiunto 3.034.255 tonnellate, +3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. All’interno del comparto, i coils sono stati 2.948.637 tonnellate, +8,1%. Particolarmente rilevante per il rapporto tra Porto e sistema produttivo regionale è il comparto dei materiali da costruzione, che nel semestre ha movimentato 2.400.446 tonnellate, +8,3%, quasi 185mila tonnellate in più. Di queste, 2.104.482 tonnellate sono materie prime destina4

te all’industria ceramica, +6,4%, pari a 126mila tonnellate in più rispetto al primo semestre 2025. Nel solo mese di giugno le materie prime ceramiche hanno raggiunto 417.212 tonnellate, +36,1%. Nel comparto agroalimentare, i prodotti agricoli e animali sono stati 1.277.295 tonnellate, +13,5%; all’interno di questa voce i cereali hanno raggiunto 1.204.578 tonnellate, +7,6%. Le derrate alimentari, mangimi e oleaginosi hanno totalizzato 1.660.449 tonnellate, -6,9%. In particolare: farine di semi e frutti oleosi 561.183 tonnellate, -7,4%; semi e frutti oleosi 524.854 tonnellate, -6,9%; oli e grassi animali e vegetali 305.463 tonnellate, -20,9%. Sul fronte energetico, nel primo semestre sono state movimentate 2.078.165 tonnellate di prodotti petroliferi, +24,8%, circa 413mila tonnellate in più rispetto al 2025; di queste, 677mila tonnellate sono arrivate al rigassificatore. Il dettaglio delle rinfuse liquide evidenzia inoltre 940.446 tonnellate di prodotti petroliferi gassosi, liquefatti o compressi e gas naturale, +89,9%. I prodotti chimici liquidi risultano invece in calo nel semestre, mentre per i concimi il report presenta una lieve difformità interna tra parte narrativa e tabella riepilogativa: prima di inserire questo specifico dato in un documento ufficiale suggerirei una verifica con AdSP.

Container, Ro-Ro e automotive

Nel primo semestre 2026 sono stati movimentati 112.927 Teu, +1,5% rispetto al 2025. I Teu pieni sono stati 87.871, pari al 78% del totale e in crescita del 3,3%, mentre quelli vuoti sono stati 25.056, -4,3%. Le merci trasportate in container hanno raggiunto 1.268.341 tonnellate, +2,9%.


Le toccate di navi portacontainer sono state 229, quattro in più rispetto al 2025. Molto positivo il comparto trailer, rotabili e automotive: nel semestre sono stati movimentati complessivamente 54.640 pezzi, +34,1%, per 838.040 tonnellate di merci, +4,5%. I soli trailer sono stati 34.038, +3,2%; l’automotive ha raggiunto 14.113 unità.

Traffico ferroviario

Nel primo semestre del 2026 il comprensorio portuale ha registrato 3.580 treni, 398 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 (-10%). Le merci trasportate su ferro sono state 1.756.598 tonnellate, -7,5%; i carri 33.856, -8,1%. L’incidenza del traffico ferroviario rispetto al traffico marittimo è stata pari al 12,4%. Per tipologia di merce trasportata su ferro, crescono cereali e sfarinati (+2,6%), mentre risultano in flessione metallurgici (-6,3%), chimici liquidi (-7,4%), inerti (-12,5%), fertilizzanti (-61,1%) e derrate alimentari liquide (-7,8%). I container trasportati su ferro sono stati 12.528 Teu, -11,5%. Il report colloca questa flessione in un quadro nazionale difficile per il cargo ferroviario: nel primo semestre 2026 il

traffico merci italiano è sceso a 23,7 milioni di treni/km contro 25,8 milioni nel 2025, -8,1%. Tra i fattori indicati vi sono le interruzioni connesse agli importanti interventi di potenziamento infrastrutturale finanziati dal Pnrr, opere necessarie per aumentare capacità e prestazioni della rete.

Crociere e passeggeri

Nei primi sei mesi del 2026 sono transitati dal Porto 123.323 passeggeri, +58,2% (vedi articolo a pag. 37). I crocieristi sono stati 123.237, +58,4%, con 37 toccate di navi da crociera contro le 29 dello stesso periodo 2025. I passeggeri home port sono stati 118.880, +70,4%, mentre quelli in transito 4.347. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Il Gruppo Sapir accelera sulla Digitalizzazione: il nuovo progetto di innovazione per un terminal intermodale e sostenibile

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Il Gruppo Sapir si prepara a compiere un altro passo decisivo verso la digitalizzazione, con l’obiettivo di rendere i suoi terminal intermodali sempre più connessi, efficienti e sostenibili. Stiamo completando una serie di iniziative che mirano a trasformare l’operatività portuale attraverso l’integrazione di sistemi avanzati di gestione e l’automazione dei flussi logistici. Questo progetto si inserisce in una visione strategica più ampia, che vede la digitalizzazione non come una mera “dematerializzazione” documentale ma come un percorso prima di tutto culturale che ha come obiettivo quello di passare ad una mentalità “data driven” attraverso la revisione e l’innovazione dei sistemi di business ed una serie di investimenti tecnologici che permettano di integrare dati provenienti da diverse fonti. Le innovazioni in corso di adozione all’interno del Gruppo Sapir si articolano in cinque principali pilastri. Innanzitutto, è in programma l’implementazione di un sistema di prenotazione digitale degli slot, che permetterà ai clienti una gestione online delle richieste di carico e scarico merci, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’utilizzo dei mezzi operativi. Un altro intervento riguarda la dematerializzazione dei documenti grazie all’integrazione con la piattaforma europea e-FTI, che eliminerà la carta e garantirà un’interoperabilità totale con la Piattaforma Logistica Nazionale. Per migliorare la gestione del traffico interno, stiamo adottando un sistema di traffic management intelligente, basato su sensoristica radar e telecamere dotate di

intelligenza artificiale, in grado di monitorare e prevenire in tempo reale le congestioni tra gate e aree operative. Per quanto riguarda la pesatura dei mezzi, è stata introdotta una soluzione di smart weighting che, collegando i titoli di accesso con i sistemi di pesatura ai veicoli permetterà di utilizzare qualsiasi stazione di pesatura disponibile, eliminando le code nei punti critici di movimentazione e garantendo un maggior controllo dei dati di business. Altro aspetto significativo è quello della sicurezza della rete informatica aziendale. La protezione è stata implementata tramite avanzate soluzioni di cyber security, attraverso un nuovo sistema di monitoraggio dell’infrastruttura IT h24 e un nuovo datacenter con ridondanza geografica per garantire business continuity e disaster recovery. L’obiettivo finale di questa strategia di innovazione è ambizioso: e riguarda l’incremento della flessibilità operativa dettato da un mercato sempre più incerto e non lineare. Questa flessibilità permetterà di assor-

bire gli incrementi di traffici previsti dagli analisti di settore ed avrà anche un impatto positivo sull’ambiente, riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica, in linea con le direttive del Green Deal europeo e del Piano Regionale Integrato dei Trasporti PRIT 2025. Il management del Porto di Ravenna sottolinea come gli investimenti infrastrutturali siano fondamentali, ma da soli non siano sufficienti. Oggi, il mercato richiede standard di servizio innovativi e di alta qualità. Con queste iniziative di digitalizzazione, il Gruppo Sapir e il Porto di Ravenna non solo miglioreranno l’efficienza e la qualità del lavoro, ma si posizioneranno come un hub sempre più competitivo, in grado di offrire collegamenti più efficaci con l’Europa centrale e orientale. Il gruppo Sapir è una realtà leader del porto di Ravenna, in grado di gestire traffici diversificati che spaziano dal Project Cargo alle rinfuse solide e liquide, con oltre 11 km di binari collegati e una visione rivolta alla crescita dell’intero sistema portuale regionale.


in questa pagina ph. Shutterstock

Le prime stime di luglio 2026

Sulla base dei primi dati rilevati dal PCS, nel mese di luglio 2026 la movimentazione complessiva è stimata in quasi 2,5 milioni di tonnellate, con un incremento di circa 100mila tonnellate (+4,2%) rispetto a luglio 2025. Tra le principali categorie merceologiche risultano in forte crescita gli agroalimentari solidi (+56%) e liquidi (+63,5%), i concimi (+53,2%) e i prodotti chimici (+31,5%); aumentano anche i combustibili minerali solidi (+13,1%) e i materiali da costruzione (+5,1%). In calo, invece, i prodotti metallurgici (-42,4%) e i prodotti petroliferi (-5%). Positivo l’andamento delle merci in container (+3%), a fronte di una diminuzione del numero di Teu (-9,1%); arretrano sia le merci trasportate su trailer (-10,9%) sia il numero dei trailer (-8,7%). Nel complesso, nei primi sette mesi del 2026 la movimentazione del Porto di Ravenna è stimata in quasi 16,6 milioni di tonnellate, +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel cumulato gennaio-luglio risultano in crescita gli agroalimentari solidi (+11%), i concimi (+2,6%), i prodotti petroliferi (+18,4%), i materiali da costruzione (+7,7%) e i combustibili minerali solidi (+27,9%); in calo gli agroalimentari liquidi (-7,3%) e i prodotti chimici liquidi (-14,2%). Positivo anche il traffico trailer, con il numero dei mezzi in aumento dell’1,2% e le merci trasportate dell’1,8%; sostanzialmente stabile il numero dei Teu, mentre le merci in container crescono del 2,9%.

Potenziamento ferroviario del Porto

Il progetto per le Dorsali Sinistra e Destra Candiano punta a trasferire nei due scali portuali le operazioni di smi-

stamento del traffico merci oggi effettuate nello scalo ferroviario di stazione, con l’obiettivo di velocizzare ed efficientare il nodo ferroviario e le linee. Per la Dorsale Sinistra Candiano si sono concluse la progettazione definitiva, la Conferenza dei servizi istruttoria e la verifica preliminare ambientale. RFI sta aggiornando il progetto definitivo sulla base delle determinazioni emerse nell’iter. La conclusione della progettazione è prevista entro fine 2026; seguiranno la validazione da parte di RFI e la gara per progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori. Il finanziamento attualmente disponibile copre solo la prima fase; le ulteriori risorse dovranno essere previste nei successivi aggiornamenti del Contratto di programma Mims-RFI. Per la Dorsale Destra Candiano, fase 2, è in predisposizione il progetto di fattibilità tecnico-economica, la cui conclusione è prevista entro fine 2026; seguiranno la procedura di assoggettabilità a Via e la Conferenza dei servizi. Il progetto comprende anche il collegamento con la stazione di Ravenna e l’implementazione tecnologica della stazione stessa. È inoltre previsto il prolungamento di 1,2 chilometri della dorsale ferroviaria in Destra Candiano fino all’area del nuovo terminal container nella penisola Trattaroli: RFI ha redatto il progetto definitivo ed è in corso la progettazione esecutiva da parte dell’Autorità portuale. Per il sottopasso sostitutivo del passaggio a livello di via Canale Molinetto, progetto e realizzazione sono a carico di RFI. Dopo una revisione del progetto definitivo tra 2025 e 2026, la nuova Conferenza dei servizi si è conclusa definitivamente nel giugno 2026. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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intervista a › Francesco Benevolo “Ravenna, un Porto fondamentale per l’Italia” Progetti importanti per programmare una crescita quantitativa e qualitativa intervista illustra le traietto“Lo scalo di Ravenna, primo in Italia per le rinfuse solide e La darsena di città potrebbe diventare rie dello sviluppo dello scalo emiliano romagnolo. nono in Europa, sta compleun nuovo quartiere cittadino tando l’operazione di escavo Presidente Benevolo, la che integra il Porto nella città dei fondali e di adeguamenfase 1 di lavori all’hub to delle banchine (un inveportuale è praticamente stimento di oltre 200 milioni conclusa. Con che bilancio? di euro) ma guarda anche molto oltre: alla fase 2 del Con un bilancio più che grande progetto “Ravenna positivo. Abbiamo scavato Port Hub” - che prevede, tra parte del porto fino a 12,5 le altre cose, un ulteriore metri per garantire, ad oggi, approfondimento dei fonun pescaggio di 10,8 metri, dali - all’insediamento di un che aumenterà nei prossimi nuovo distretto produttivo mesi e dobbiamo completanel porto, al Corridoio IMEC, re il lavoro di adeguamento alla ricostruzione dell’Ucraidi due banchine. La difficolna, alle terre rare, e ai tanti tà maggiore deriva dal fatto progetti del Paese per i quache il Porto di Ravenna è un li il nostro scalo si candida porto canale e non tutta l’aa giocare un ruolo di hub sta del canale navigabile ha Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema portuale strategico logistico ed enerlo stesso pescaggio. I rimordel mare Adriatico centro-settentrionale getico, in ragione della sua chiatori, per esempio, devoindubbia centralità all’interno del sistema portuale nazio- no seguire una traiettoria precisa quando accompagnano nale”. Queste le parole di Francesco Benevolo, presidente le navi, una traiettoria che consente di tenere sempre lo dell’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico centro- scafo posizionato in corrispondenza del centro del canale, settentrionale che guarda con fiducia al futuro e in questa dove vi è la massima profondità. Teniamo costantemente DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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monitorati i nostri fondali perché le eliche dei motori delle navi o gli eventi meteomarini possono determinare accumuli di sabbia sui quali è necessario intervenire per livellare o scavare. Anche in questo l’utilizzo di tecnologie “underwater” potrà essere in futuro di grande aiuto. E ora? Ora ci aspetta la fase successiva del progetto Hub, per la quale, uno degli obiettivi è portare tutti i fondali ad una profondità di almeno 12,5 metri. A questa attività se ne accompagnano molte altre che in parte stiamo realizzando e in parte stiamo cercando di reperire le risorse per poterle realizzare in futuro ma oggi è molto più difficile trovare i finanziamenti necessari per le grandi opere. Siamo costantemente impegnati anche nel capire come e dove intercettare questi ulteriori fondi. In che modo? Intanto una delle idee potrebbe essere quella di coinvolgere direttamente i terminalisti del porto che paiono disponibili a sostenere, per esempio, i costi per l’adeguamento delle banchine a fronte di un allungamento delle concessioni per il loro utilizzo. Poi, come dicevo poc’anzi, ci sono i grandi progetti strategici per il porto. Per esempio, nel Porto di Ravenna abbiamo tutto quello che serve (aree disponibili in ambito portuale) per diventare uno degli hub di stoccaggio delle materie prime critiche, materiali di altissimo valore economico per l’Unione Europea. Questo potrebbe portare con sé un finanziamento considerevole che consentirebbe di realizzare investimenti infrastrutturali importanti. Poi ci sono i bandi europei frutto della nuova programmazione pluriennale per i quali si può concorrere e infine l’Autorità di Sistema stessa, può ricorrere all’indebitamento per contribuire con le proprie entrate allo sviluppo dello scalo. Quindi servono fondi pubblici? Oggi, in un quadro generale di scarsità di risorse pubbliche, è molto complicato ottenere finanziamenti direttamente dal Governo ma credo che lo stesso Governo ben comprenda la necessità di sostenere una infrastruttura, come quella del Porto di Ravenna, strategica per lo sviluppo nazionale essendo porta d’ingresso del 25% delle materie prime che servono ad alimentare tutto il comparto del nostro made in Italy. E per alcuni settori, come quello della ceramica, siamo vicini al 100%.” Che tempistica ha in mente per questa trasformazione? Chiaramente per ogni attività che dobbiamo svolgere i tempi dipendono dalle risorse che abbiamo a disposizione. Per esempio, per la costruzione del secondo ponte mobile di attraversamento del canale Candiano, opere della quale 10

si sente assoluto bisogno, fondamentale per la città e non solo, serviranno circa 70 milioni. Così pure per l’urbanizzazione delle aree logistiche, circa 270 ettari, rese disponibili dai lavori della prima fase del Progetto Hub, che sono fondamentali se si pensa allo sviluppo futuro dello scalo sia come “magazzino” delle terre rare sia, ad esempio, come polo logistico del freddo, servono almeno una cinquantina di milioni. A un porto, per crescere, servono grandi investimenti che consentono grandi operazioni in grado di tracciare le linee per il futuro. Per crescere servono infrastrutture e collegamento ferroviari. Cosa c’è in vista? “Attualmente, il 14% delle merci viaggia su ferro ma entro il 2032 possiamo arrivare al 30%, La prima tappa sono i lavori di RFI in sinistra Candiano con un importante potenziamento dello scalo attuale che consentirà di “scavalcare” la stazione di Ravenna, liberandola dal passaggio di gran parte dei treni che oggi la attraversano. Ora siamo in fase di progettazione esecutiva e i lavori partiranno nel 2027 per concludersi, come da programma, nel 2030. In destra Candiano, invece, siamo più indietro e non credo arriveremo in porto prima del 2032. In questo caso, infatti, dobbiamo ancora trovare le risorse. Quel che è certo è che nel 2032 aprirà la nuova linea ferroviaria del Brennero e occorre che il Porto di Ravenna si faccia trovare pronto. E per la rete stradale? Partiamo con il dire che per ogni milione di tonnellate in


a Ferrara e prendere la direzione di Mestre. E dobbiamo anche integrare la logistica regionale migliorando le connessioni con gli scali di Bologna e di Parma. E poi c’è il tema dell’energia... Un tema decisivo. Per quanto riguarda questo ambito stiamo concludendo i lavori per il cold ironing, cioè per collegare le navi da crociera che attraccano a Ravenna con la rete elettrica ed evitare che tengano accesi i motori durante la sosta in porto. La cosa che mi preme sottolineare è che l’energia che forniremo verrà prodotta da un impianto fotovoltaico di circa 40 ettari che abbiamo realizzato nell’area dell’ex stabilimento Sarom, e che è in grado di generare oltre 37 megawatt. Si tratta di chilometri di cavi, un lavoro molto impegnativo e anche impattante sulla città, sulla via Baiona in particolare, ma decisivo per uno sviluppo davvero sostenibile del settore crocieristico. Saremo uno dei pochi porti al mondo ad avere un sistema di elettrificazione delle banchine veramente “green”. Poi c’è il tema della cattura della CO2. A che punto siamo? Siamo al punto che Eni investirà un miliardo nel polo di Ravenna e questo apre importanti prospettive per le industrie dell’area. Attualmente è in corso la fase sperimentale del progetto.

più di merci che transitano dal porto si muovono sulle strade 30mila Tir. Il nodo critico nel nostro territorio resta la Romea e non ci sono al momento progetti per un suo adeguamento. L’unica possibilità diventa migliorare l’Adriatica da Ravenna ad Argenta, per poi innestarsi sull’A13

immagine da wikipedia.org

Che Porto immagina tra 10 anni? Penso, tra le tante cose, ad un porto con due dighe foranee ristrutturate e penso ad una città con un quartiere della Darsena totalmente rinnovato. Ovunque i porti rappresentano ricchezza e credo che Ravenna debba avere la forza di riprogettare lo spazio che contorna il canale e farlo diventare una sorta di “navigli” della città, con spazi di vita, di accoglienza e di divertimento. Se poi vogliamo immaginare in grande, allora penso ad un progetto urbanistico per bypassare la stazione ferroviaria, che possa con una unica, lunga e suggestiva passeggiata collegare il centro cittadino all’area della Darsena. Avremmo ridisegnato la città. Tutto questo consentirebbe di integrare anche molto di più la parte portuale di questo territorio all’interno della città, contribuendo a meglio far percepire l’esistenza della nostra realtà e di questo grande mondo che è il Porto di Ravenna, nel quale lavorano più di 18.000 persone. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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ARSI compie 80 anni Appuntamento il 12 ottobre presso il Museo Classis per una serata esclusiva che celebra il valore dello shipping e della logistica “È un grande privilegio quello di guidare un’associazione proprio negli anni in cui celebriamo il 12 ottobre prossimo gli 80 anni di attività, una data che non è solo un anniversario ma un traguardo storico per la nostra realtà locale”. Così Annagiulia Randi, presidente dell’Associazione ravennate degli spedizionieri internazionali, (ARSI) per la quale 80 anni di storia “non rappresentano un punto di arrivo, ma la responsabilità di continuare a essere protagonisti della trasformazione della logistica dell’Emilia-Romagna e dello sviluppo del porto di Ravenna. E ARSI deve continuare a fare quello che gli spedizionieri ravennati hanno fatto per ottant’anni: fare sistema”. Il sistema che ARSI rappresenta promuovendo collaborazione, assistenza e iniziative a favore degli associati. ARSI è una libera associazione no profit e apolitica tra le imprese che operano nel settore delle spedizioni, del traffico, dei trasporti, del deposito e attività connesse. ARSI è nata nel 1995 e associa 29 aziende con 349 dipendenti totali. L’associazione si prefigge l’obiettivo di valorizzare la funzione delle imprese

Annagiulia Randi, presidente di ARSI

e dei singoli associati favorendo una costruttiva collaborazione fra loro e offrendo assistenza agli associati in caso di problemi di carattere tecnico, economico, organizzativo e sindacale. L’impegno è quello di rappresentare e tutelare gli interessi degli associati e al tempo stesso promuovere iniziative che si ritengano utili agli interessi della categoria.

Consiglio direttivo: da sinistra Luca Caravita, Marco Battaglia Vicepresidente, Giacomo Fiorani, Annagiulia Randi Presidente, Alessandra Riparbelli, Barbara Bongiovanni, Giuseppe Valente.

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Quella dello spedizioniere è una professione che ha cambiato pelle insieme al porto, all’economia e al commercio internazionale: dal 1946 ad oggi ARSI è un’Associazione che rappresenta un punto di riferimento a livello locale e nazionale. “Sono stati – spiega la presidente di ARSI Annagiulia Randi - 80 anni di radicale trasformazione della nostra attività: dalla ricostruzione postbellica all’invenzione dei container, dalla nascita dell’Europa alla globalizzazione attraverso la digitalizzazione dei processi fino all’intelligenza artificiale. Ma c’è una cosa che non è cambiata: la fiducia. Ottant’anni fa un’impresa affidava allo spedizioniere la propria merce. Oggi gli affida qualcosa di ancora più importante: la capacità di essere competitiva sui mercati internazionali. Per questo credo che il futuro della nostra categoria non possa essere soltanto tecnologico. Dobbiamo essere digitali, ma anche competenti, efficienti e capaci di costruire relazioni internazionali, restando profondamente legati al nostro territorio”. E nell’aprile scorso, le associazioni di Ravenna dei committenti – Spedizionieri ARSI e Agenti Marittimi Asamar – e le associazioni degli autotrasportatori Cna Ravenna, Confartigianato Imprese Ravenna, Confcooperative Romagna Estense e Legacoop Romagna, riunite nel Cuar, hanno siglato presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale, un nuovo accordo per definire regole condivise, trasparenza e collaborazione sul tema delle attese al carico e scarico di merci in container.

ARSI Associazione Ravennate Spedizionieri Internazionali Via Trieste, 90 Ravenna Tel. 0544 422198 www.arsi.ra.it


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intervista a › Michele de Pascale “Porto di Ravenna hub centrale del Mediterraneo” “Le infrastrutture che servono devono rientrare nelle priorità nazionali” “Il Porto di Ravenna ha una funzione strategica per il sistema produttivo nazionale; quindi dobbiamo essere conseguenti anche quando si tratta delle infrastrutture necessarie alla sua crescita. Quindi, serve che queste opere entrino a pieno titolo tra le priorità infrastrutturali del Paese e trovino, anche a livello nazionale, risorse adeguate alla loro rilevanza”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, ex sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, indica con chiarezza la traiettoria che lo scalo ravennate deve imboccare.

Importante il ruolo nel campo energetico – Avanti con la cattura della CO2 e con il progetto Agnes

nostro export ha superato gli 84 miliardi di euro e siamo stati la prima regione italiana per saldo commerciale con l’estero. È evidente, quindi, quanto per noi siano decisive la qualità e la competitività del sistema logistico e portuale. Ravenna, per la funzione che svolge nell’approvvigionamento delle nostre filiere e per il suo collegamento con i mercati internazionali, è strategica per l’Emilia-Romagna e per l’intero sistema Paese. I dati parlano chiaro...

Il porto ha chiuso il 2025 con oltre 28 milioni di tonnellate di merci movimentate, in crescita Presidente de Pascale, qual è del 9,6%, e nei primi sei mesi del Michele de Pascale, il ruolo del Porto di Ravenna 2026 ha già superato i 14,1 mipresidente della Regione Emilia-Romagna nell’economia regionale? lioni, quasi 785mila tonnellate L’Emilia-Romagna è una delle grandi regioni manifatturie- in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Parliare d’Europa e il Porto di Ravenna è una delle infrastrutture mo di oltre 3 milioni di tonnellate di prodotti metallurgici e su cui si regge questa forza produttiva. Siamo una regione di 2,4 milioni di materiali da costruzione, di cui più di 2,1 miche importa materie prime, le trasforma in prodotti ad alto lioni di materie prime per l’industria ceramica. Sono numeri valore aggiunto e li esporta in tutto il mondo: nel 2025 il dietro ai quali ci sono i nostri grandi distretti produttivi, le DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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imprese, il lavoro e la capacità di competere sui mercati. È per questo che sul Porto di Ravenna dobbiamo continuare a investire con grande determinazione. Come sta cambiando lo scalo ravennate? In questi anni è iniziata una trasformazione straordinaria, che oggi vogliamo portare fino in fondo: fondali più profondi, banchine e terminal più efficienti, collegamenti ferroviari e stradali adeguati, intermodalità, Zona logistica semplificata. Si tratta di una trasformazione che ha una storia lunga e che durante i miei anni da sindaco di Ravenna ha avuto uno dei passaggi più importanti quando il progetto dell’Hub portuale è finalmente entrato nella fase concreta della realizzazione. Un risultato che rappresenta la capacità di un territorio e della sua comunità di lavorare insieme per trasformare in realtà un obiettivo strategico. Oggi dobbiamo continuare su questa strada, completando gli interventi necessari e facendo in modo che tutto questo investimento produca il massimo beneficio per il sistema produttivo, per fare di Ravenna un hub sempre più forte nel Mediterraneo, capace di intercettare i traffici tra Oriente e Centro Europa. Una dimensione decisamente transnazionale... Il Porto di Ravenna non è importante soltanto per Ravenna e per l’Emilia-Romagna. Il porto serve un sistema produttivo che va molto oltre i confini regionali. È esattamente per questo che dobbiamo ragionare sempre più in termini di rete, mettendo insieme porto, ferrovie, interporti, distretti produttivi e collegamenti con gli altri grandi scali italiani. Ed è anche il motivo per cui considero importante il rapporto che stiamo costruendo con gli altri territori e con gli altri porti delle Regioni del nord ovest e nord est. Che futuro si prefigura alla luce dei lavori di miglioramento infrastrutturali? Il Porto di Ravenna sta vivendo una fase di trasformazione straordinaria, probabilmente la più importante degli ultimi decenni. E una parte di questo cambiamento è già realtà. L’aumento del pescaggio autorizzato fino a 11,5 metri permette l’attracco di navi più grandi e aumenta la capacità complessiva dello scalo. È un risultato importante per il porto, ma soprattutto per il nostro sistema produttivo, perché significa rendere più competitivo l’approvvigionamento delle materie prime e aprire nuove opportunità anche sul fronte dell’export. È esattamente questa la direzione nella quale vogliamo continuare ad andare: aumentare la capacità operativa e l’attrattività di Ravenna e metterla nelle condizioni di giocare fino in fondo la propria partita nel Mediterraneo. Resta il nodo delle infrastrutture... Un grande porto ha bisogno anche di connessioni a terra 14

all’altezza. Lo scalo di Ravenna è inserito nei grandi corridoi europei e fa parte di un sistema regionale che conta oltre dieci terminal ferroviari e interporti. Ed è anche su questo che stiamo continuando a lavorare: con il Protocollo d’intesa triennale sottoscritto con l’Autorità di sistema portuale e l’Agenzia delle Dogane abbiamo portato la Zona logistica semplificata nella sua fase operativa, abbiamo avviato anche il percorso per esplorare la possibile istituzione di una Zona franca doganale, e abbiamo dato il via libera alla variante necessaria al potenziamento dello scalo ferroviario in Sinistra Candiano. Sono tasselli di una strategia precisa: mettere in relazione il porto con gli interporti e le aree produttive dell’Emilia-Romagna, aumentare la quota di merci che viaggia su ferro e creare condizioni sempre più competitive per attrarre nuovi investimenti. Oggi sul Porto di Ravenna ci sono oltre 5 miliardi di investimenti pubblici e privati in corso e programmati. Vogliamo fare di Ravenna un hub sempre più forte nel Mediterraneo, capace di intercettare i traffici tra Oriente e Centro Europa e di servire un bacino produttivo che va ben oltre i confini regionali. Come Regione continueremo ad accompagnare questa crescita perché le opere ancora necessarie trovino le risorse che servono. Qui si gioca una parte importante della competitività della nostra manifattura e del ruolo che l’Emilia-Romagna può svolgere nel sistema logistico e industriale del Paese. Attualmente resta il problema dei fondi per le opere di abbassamento dei fondali e soprattutto del nuovo ponte di attraversamento del Candiano. Ci sono novità sulle fonti di finanziamento?


se abbia una strategia nazionale della portualità e che ci sia un coordinamento nazionale forte; allo stesso tempo una strategia nazionale non può significare togliere capacità di decisione e di intervento a chi i porti li deve governare ogni giorno sul territorio. A proposito di infrastrutture, si avvicinano i lavori per il nuovo nodo ferroviario in sinistra Candiano. Cosa significa questo per lo scalo ravennate? Significa fare un altro passo decisivo verso il porto che vogliamo costruire. Perché la competitività di uno scalo non dipende soltanto da ciò che accade in mare, dipende sempre di più dalla velocità e dall’efficienza con cui le merci riescono a proseguire il loro viaggio una volta arrivate a terra. Il potenziamento della Dorsale sinistra Candiano va esattamente in questa direzione: consentirà, insieme agli interventi sulla Dorsale destra, di trasferire sugli scali portuali lo smistamento del traffico merci oggi effettuato nello scalo di stazione, rendendo più efficiente l’intero nodo ferroviario. Il ferro ancora non sfonda... È fondamentale che la trasformazione del Porto sia accompagnata fino in fondo. Gli investimenti realizzati in questi anni hanno già consentito di aumentare il pescaggio e la capacità operativa dello scalo, ma ci sono opere ancora necessarie per sfruttare pienamente le potenzialità di questo percorso. È una priorità che abbiamo posto con grande chiarezza e sulla quale continueremo a lavorare insieme all’Autorità di sistema portuale e al territorio. Tra queste opere c’è certamente il secondo attraversamento del Candiano, uno dei nodi infrastrutturali che dobbiamo affrontare per accompagnare la crescita del Porto. L’incremento dei traffici e delle attività portuali deve andare di pari passo con una viabilità capace di sostenerlo e con collegamenti più efficienti tra le due sponde. Su un’opera di questa dimensione dobbiamo costruire un quadro progettuale e finanziario solido e individuare le risorse necessarie alla sua realizzazione. Il punto è semplice: se riconosciamo al Porto di Ravenna una funzione strategica per il sistema produttivo nazionale, dobbiamo essere conseguenti anche quando si tratta delle infrastrutture necessarie alla sua crescita. Come Regione siamo pronti a lavorare con tutti i soggetti coinvolti, ma serve che queste opere entrino a pieno titolo tra le priorità infrastrutturali del Paese e trovino, anche a livello nazionale, risorse adeguate alla loro rilevanza. Che posizione avete sulla nuova legge di riforma della portualità? Guardiamo con attenzione alla riforma della governance portuale che il Governo sta portando avanti, sulla quale abbiamo espresso diverse perplessità. È giusto che il Pae-

Vogliamo aumentare la quota che viaggia su ferro e costruire un’integrazione sempre più forte tra porto, rete ferroviaria, interporti e distretti produttivi. È la stessa logica con cui stiamo sviluppando la Zona logistica semplificata: fare del Porto non un’infrastruttura isolata sulla costa, ma la porta di accesso di un grande sistema produttivo e logistico. I dati cosa dicono? Nel primo semestre del 2026 dal comprensorio portuale sono transitate su ferro oltre 1,75 milioni di tonnellate di merci. Il dato è in flessione rispetto allo scorso anno e si inserisce in una fase complessa per il trasporto ferroviario merci a livello nazionale, anche in relazione agli importanti interventi di potenziamento che stanno interessando la rete e che, una volta completati, ne aumenteranno capacità e prestazioni. È quindi importante guardare oltre questa fase e continuare a investire sul ferro, perché la crescita del Porto deve andare di pari passo a una logistica sempre più efficiente, sostenibile e competitiva. Il potenziamento della Sinistra Candiano è un tassello fondamentale di questa strategia e ora è importante accompagnarne il percorso fino alla realizzazione, garantendo anche le risorse necessarie per le fasi successive. Come si inserisce il Porto di Ravenna nello scacchiere della logistica regionale? Il Porto di Ravenna è la porta attraverso cui il sistema logistico dell’Emilia-Romagna si apre al Mediterraneo e alle grandi rotte internazionali. Ed è questa la sua forza, essere parte di una rete che ha dimensioni e potenzialità straordinarie e che vogliamo rendere sempre più integrata. Parliamo di una regione attraversata da tre corridoi della rete europea DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Ten-T, con oltre dieci terminal ferroviari e interporti collegati alle principali direttrici europee e nodi intermodali che, a regime, possono movimentare fino a 30 milioni di tonnellate di merci l’anno. Questa è la scala del sistema su cui stiamo lavorando. La scelta che abbiamo fatto in questa legislatura è rafforzarne ulteriormente l’integrazione, a partire dal ferro. Come è intervenuta la Regione? Con la nuova legge regionale sulla logistica abbiamo previsto un programma pluriennale da 4,1 milioni di euro per sostenere il trasporto ferroviario delle merci e rafforzare l’intermodalità. Ma stiamo lavorando contemporaneamente sull’intera rete: dalla Zona logistica semplificata, che mette in relazione il Porto con 11 nodi intermodali e 25 aree produttive lungo tutta la regione, alle connessioni ferroviarie, come la bretella di Ferrara, strategica per rendere più efficiente l’asse merci tra il Porto di Ravenna, il Brennero e il Centro-Nord Europa. Perché più riusciamo a connettere il Porto con gli interporti, i terminal e le grandi direttrici ferroviarie, più aumentiamo contemporaneamente la forza dell’intero sistema regionale. È qui che vedo la grande opportunità per l’EmiliaRomagna: avere una piattaforma logistica capace di competere con i grandi sistemi del continente. Tra cattura della CO2 e Rigassificatore il Porto di Ravenna è sempre più un hub energetico. Manca all’appello Agnes. Cosa si può fare per sbloccare l’empasse sull’eolico a mare? Ravenna in questi anni si è assunta una responsabilità enorme per la sicurezza energetica del Paese. Sul rigassificatore

abbiamo dimostrato che, quando c’è una priorità nazionale, le istituzioni possono lavorare insieme, decidere e realizzare infrastrutture complesse in tempi molto rapidi. Io penso che oggi serva la stessa determinazione sulle rinnovabili. Perché la transizione energetica non si fa soltanto fissando gli obiettivi, ma bisogna mettere gli investimenti nelle condizioni di partire. Su Agnes urge arrivare fino in fondo, il progetto ha già ottenuto la Valutazione di impatto ambientale, ma ora la partita è tutta nelle mani del Governo che ha deciso di non portarlo avanti. Dobbiamo essere consapevoli che aumentare radicalmente la produzione di energie rinnovabili, affrontando il tema con decisione e alla radice, è l’unica chance e certezza che abbiamo. L’eolico offshore è una competenza nazionale e su questo servono regole certe, una rete elettrica adeguata e procedure autorizzative che abbiano tempi certi e compatibili con la dimensione degli investimenti. Quindi la transizione energetica passa anche da Ravenna... Ravenna può diventare uno dei luoghi nei quali il Paese costruisce concretamente la propria transizione energetica, tenendo insieme sicurezza degli approvvigionamenti, decarbonizzazione e produzione di energia rinnovabile. Abbiamo il rigassificatore, il progetto sulla cattura e lo stoccaggio della CO2 e abbiamo una grande opportunità sull’eolico offshore. Adesso bisogna decidere e accelerare, perché qui si gioca una partita che riguarda insieme energia, industria, innovazione e lavoro, oltre alla capacità del Paese di raggiungere i propri obiettivi energetici. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Da Zls e terre rare la spinta per lo sviluppo Meno burocrazia e più investimenti per favorire le imprese che stiamo attraversando preRavenna, nominata Caoccupano per i contraccolpi pitale italiana del Mare Guberti (Cdc): “fondamentale lo che potrebbero avere sul no2026, si configura sempre sviluppo della rete ferroviaria” stro sistema produttivo, ma di più come hub strategico dobbiamo essere costruttivi e dell’Adriatico e snodo per cercare tutte le strade, diveri traffici e i collegamenti sificando i mercati, assistendo con il Nord Italia e il Centro le imprese, investendo in inEuropa ed è oggi al centro novazione e competenze, per di una fase di sviluppo che avere sempre uno sguardo intreccia logistica, energia ottimistico, rivolto al futuro. E e infrastrutture. Il grande il futuro della nostra regione e lavoro da parte delle istidel nostro Porto non possono tuzioni ravennati e dell’inprescindere dalla piena reatera comunità portuale, in lizzazione della Zona logistica particolare del presidente semplificata, per questo il Codell’Autorità di sistema mitato d’indirizzo sta lavoranportuale del mare Adriado alacremente per dare piena tico centro settentrionale operatività a tutti gli strumenti Francesco Benevolo, mira Giorgio Guberti, che potranno portare vantaga portare lo scalo ai vertici presidente Camera di Commercio Ferrara Ravenna gi alle imprese e al territorio. nazionali. È indispensabile, infatti, adoperarsi in ogni modo affin- Ora che il Porto è il cuore pulsante della Zls regionale, i ché il riconoscimento del suo ruolo e della sua impor- collegamenti diventano essenziali per lo sviluppo dell’intanza si consolidi a livello nazionale, specialmente in un tera regione. Il piano ferroviario è senz’altro un passo momento come questo, in cui si sta delineando una ri- importante, il passaggio da cinque a dodici i binari in siforma della portualità che potrebbe cambiare il disegno nistra Candiano darà maggiore impulso al trasporto su dell’intero sistema portuale italiano. Le crisi geopolitiche ferro, insieme ad una nuova linea di trazione elettrica, imDOSSIER PORTO E LOGISTICA

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IL GRUPPO ORMEGGIATORI DEL PORTO DI RAVENNA VIENE COSTITUITO A RAVENNA NEL 1973 E ASSUME LA FORMA GIURIDICA DI SOCIETÀ COOPERATIVA IL 1 AGOSTO DEL 1992 Il Gruppo svolge la sua attività garantendo il servizio 24 ore per tutti i giorni dell’anno, a salvaguardia della sicurezza della Il Gruppo si avvale dell’opera di 28 soci ad alta professionalità marinara che organizza e coordina sulla base delle dispone di 9 imbarcazioni conformi ai requisiti tecnici ed alle dotazioni previste dall’Autorità Marittima, oltre a 7 autovetture.

Medaglie al Merito di Marina Sono state conferite ai membri del Gruppo 5 Medaglie al Merito di Marina Nel 1967 una Medaglia d’Oro al Merito di Marina è stata conferita all’ormeggiatore Terzo Sirotti, disperso in mare durante il salvataggio dell’equipaggio della Motonave “Carmelina Prima”, naufragata alla Diga Foranea Nord del Porto di Ravenna. Il 22 ottobre 2008, nel corso di una cerimonia tenutasi a Ravenna sono state conferite una medaglia d’Argento al Merito di Marina a Gianpaolo Guidi e tre medaglie di Bronzo al Merito di Marina agli altri tre componenti l’equipaggio della motobarca EBA: Stefano Trombini, Ivan Trombini e Mirko Ragazzini che il 24 settembre del 2004, durante un fortunale, salvarono dieci persone cadute a mare nell’avamporto di Ravenna.

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pianti antincendio e investimenti per la tutela ambientale. Ci aspettiamo che si faccia tutto il necessario per rispettare la previsione di fine lavori, nel 2030. La candidatura del Porto di Ravenna, condivisa con Venezia-Marghera, quale hub europeo delle terre rare e delle materie prime critiche, indispensabili per le nuove tecnologie, avanzata dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale Francesco Benevolo è una grande opportunità, un’occasione per fare dell’Alto Adriatico un sistema integrato per approvvigionamento, deposito, trasformazione e riciclo delle terre rare al servizio del Paese e di tutta l’Europa. Quello delle materie prime critiche e delle terre rare è un tema sempre più al centro del dibattito economico e

delle strategie europee ed internazionali. Non c’è dubbio che giochino un ruolo centrale nella partita per lo sviluppo industriale, e siano un obiettivo centrale per ridurre la dipendenza da paesi come la Cina e per rafforzare l’autonomia industriale ed energetica. Ravenna dispone di know how e di aree logistiche già disponibili vicino al porto dotate di collegamenti stradali e ferroviari ed è il fulcro della Zona logistica semplificata che, non dimentichiamolo, può offrire vantaggi e semplificazioni a chi voglia investire sul nostro territorio. Ulteriore tassello nello sviluppo del porto e dei servizi connessi, è quello del nuovo terminal crociere, i cui lavori sono in via di conclusione: 10mila metri quadrati complessivi, una nuova passerella di 250 metri e un investimento che si aggira intorno agli 80 milioni di euro, per far sì che dalla stagione 2027 possano sbarcare fino a due crociere in contemporanea per circa 7mila passeggeri in transito. Il nuovo terminal, il cui progetto è stato sviluppato da Cruise Terminals International e Royal Caribbean Group,, grazie alla partnership con l’Autorità di sistema portuale coinvolta nei lavori di urbanizzazione dell’area circostante, tra il parco delle dune e il sistema di alimentazione cold ironing, contribuirà al miglioramento dell’esperienza crocieristica ma anche della qualità della vita della comunità locale, garantendo agli ospiti la possibilità di godere di questo meraviglioso territorio e portando nuovi posti di lavoro. Giorgio Guberti, presidente Camera di Commercio Ferrara Ravenna

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Sapir, spazi portuali sfruttati al meglio Bilancio 2025 oltre i 78 milioni grazie al lavoro di 130 addetti Una Sapir che guarda con “Questi traguardi sono fiducia al futuro e progetta resi possibili dal lavoro sua crescita all’insegna deldei 130 addetti di Sapir – lo sfruttamento sempre più spiega Sabadini - uniti ai “intelligente” dei suoi spazi. lavori dell’hub portuale, Dopo un bilancio positivo che aprono per il gruppo per il 2025 del gruppo Sapir prospettive economiche - valore della produzione in e occasioni di sviluppo crescita, attestatosi a 78,169 sempre più significative. milioni di euro, un utile Il 2025, l’ultimo del pianetto di 4,766 milioni e un no industriale predispopatrimonio salito a 135,960 sto nel 2017 rivisitato nel milioni – il presidente Ric2020 i cui obbiettivi sono cardo Sabadini, il cui stati raggiunti, è stato un mandato è stato rinnovato anno complesso ma abnel 2025 assieme a quello biamo confermato il noOltre 950.000 metri quadrati dell’Ad Mauro Pepoli, indistro budget con un mix di aree da sviluppare ca la traiettoria che la sociediverso di derrate: meno tà percorrerà nei prossimi ferro, più fertilizzanti e più Il ruolo dell’intelligenza artificiale anni. E che sarà all’insegna rinfuse secche così come di un sempre migliore sfruttamento degli spazi di un grup- sono andati bene i container e le autovetture. Devo dire po che nel 2025 ha movimentato complessivamente 3,546 che le questioni geopolitiche si stanno sviluppando molmilioni di tonnellate di merci senza calcolare i container che to rapidamente e fare previsioni è difficile. Per il 2026, ad vanno sommati a questi ottimi risultati. Spicca infatti l’eccel- esempio, potrebbero esserci problemi sul fronte dei fertilente performance della controllata TCR (Terminal Container lizzanti che transitano in buona misura dal Golfo Persico Ravenna), che ha registrato un incremento dei traffici del così come l’eventuale chiusura del Mar Rosso potrebbe 12,7% movimentando 199.004 teus (vedi box a pag. 25). avere qualche conseguenza sulla nostra operatività”. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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re in parte e gradualmente dalle Ma tutto questo verrà frontegauto ai container, rimanendo cogiato dal piano industriale al munque queste ultime un asset 2030 che disegna nuove traietfondamentale”. torie di sviluppo per Sapir e che L’altra grande novità è il collesarà, in gran parte, all’insegna gamento tra l’area logistica 1 e della razionalizzazione degli le banchine con il relativo sotspazi – Sapir ha a disposizione topasso di via Trieste per poter 950.000 metri quadrati di aree movimentare le merci senza inancora da sviluppare, 2.700 metri terferire con il traffico di via Triedi banchine e 76mila metri quaste. “Stiamo studiando il nuovo drati di magazzini - facendo uso sottopasso – spiega Sabadini – e di un nuovo sistema operativo. Riccardo Sabadini, metteremo in campo le migliori “Sapir infatti – spiega il presidenpresidente Sapir tecnologie per realizzare un’ote Sabadini – ha tanti spazi ma pera di grande rilievo per Sapir”. deve riuscire a utilizzarli in modo Un’opera che segnerà il futuro di razionale per abbattere i costi Sapir. “Nel 2016, quando l’ad Pelogistici. In questo senso, stiamo poli ed io siamo stati nominati mettendo a punto un nuovo siin Sapir – spiega Sabadini – abstema operativo che si avvarrà biamo trovato una società che anche dell’intelligenza artificiale aveva qualche vischiosità nei che ci consentirà una maggiore suoi funzionamenti ma sana e razionalità nella gestione delle con delle belle potenzialità che merci. E siamo convinti che da grazie ai suoi dipendenti è stato qui al 2030 tutto questo avrà un possibile realizzare. Ora Sapir ha importante impatto sulla socieimboccato una traiettoria di svità”. Importanti novità sono attese Mauro Pepoli, luppo che è in grado di garanin area Trattaroli, ora utilizzata Ad Sapir tire soddisfazioni agli azionisti per le autovetture, ma per la quale è già disponibile il lay out del nuovo Terminal contai- pubblici e privati e che ne fa un player importante nel ner e, spiega Sabadini, “a breve saremo pronti a switcha- contesto della portualità italiana”. 24


Terminal container, movimenti in crescita

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Mingozzi: “la forza di TCR si esprime soprattutto nelle relazioni con il Mediterraneo” Il Porto di Ravenna ha registrato in questo primo semestre una crescita in termini di volumi, stessa tendenza anche per il terminal container (TCR) che ha chiuso con un 7% di aumento rispetto al 2025, “la situazione che permane nelle aree di crisi – spiega il presidente Giannantonio Mingozzi - ci spinge alla cautela nelle previsioni dei prossimi mesi. Nuove linee di navigazione hanno scelto Il Terminal continua ad investire in recentemente il nostro terminal per mezzi, formazione e tecnologie con i loro collegamenti marittimi, questo un occhio molto attento alla sicurezza a dimostrazione della buona qualità e sta lavorano ad un nuovo sistema dei servizi offerti e dall’attrattività del di accessi che agevoli gli ingressi in tessuto economico della regione”. Terminal con un forte impulso dell’auIl recente studio elaborato dalla sotomazione. Altro aspetto rilevante è cietà SRM, punto di riferimento per legato alla professionalità richiesta nel le analisi relative al mondo dello shipsettore, la tecnologia sta cambiando il ping, ha evidenziato che le aziende mondo del lavoro, ci sarà la necessità delle aree produttive del nord d’Itadi figure professionali diverse e per Giannantonio Mingozzi, lia scelgono sempre più frequentequesto si deve investire sulla formaziopresidente Terminal Container Ravenna mente lo scalo ravennate per le loro ne attraverso corsi scolastici ed univerrelazioni commerciali, preferendolo anche a realtà più sitari di livello nazionale che costituiscano le fondamenta blasonate, ma probabilmente più complicate per solu- per l’occupazione e lo sviluppo di un intero territorio. zioni logistiche e servizi offerti. La forza di TCR si esprime “Questo – conclude Mingozzi - è anche il momento per soprattutto sulle relazioni con il Mediterraneo, regione guardare verso nuovi mercati, creare nuove relazioni verso la quale la merce può trovare la miglior soluzione commerciali con aree geografiche al momento non di collegamento. presenti. La recente missione alla Fiera logistica di “Siamo – aggiunge Mingozzi - in una fase moderata- Shangai ha evidenziato l’importanza di presentare il Porto mente positiva, ma se vogliamo continuare a crescere, come “sistema”, attraverso la reciproca collaborazione nonostante i conflitti in corso e la difficoltà delle relazioni tra istituzioni pubbliche e operatori terminalistici. La internazionali in mercati che interessano il nostro scalo presenza di rappresentanti della regione Emilia-Romagna nel suo complesso, dobbiamo impegnarci affinché si mi- e dell’Autorità di Sistema Portuale ha infatti permesso di gliorino le infrastrutture, tra queste i collegamenti stradali promuovere lo scalo ravennate nel complesso delle sue e ferroviari, necessari per agevolare le direttrici con il nord potenzialità, evidenziando la condivisione di obiettivi tra d’Italia e l’accesso verso l’area portuale, il completamento pubblico e privato. Impostazione colta in modo positivo delle banchine e dei fondali senza dimenticare le nuove dagli operatori e dalle istituzioni cinesi”. stazioni ferroviarie in destra e sinistra canale Candiano Infine è importante ricordare come Ravenna, probabilche faciliteranno l’accesso dei treni verso le aree portua- mente unica nel panorama portuale italiano, abbia anli e il raccordo ferroviario che raggiunge l’area Trattaroli, cora disponibilità di aree retroportuali per insediamenti indispensabile per il collegamento con il nuovo terminal logistici, strategici per la distribuzione delle merci verso i container e il terminal automotive. Va evidenziato che mercati di destinazione finale, siano essi nazionali o contil’Autorità di Sistema Portuale e l’Autorità Marittima stan- nentali. Ravenna è già oggi il punto di congiunzione tra il no lavorando per completare banchine e fondali affinché Mediterraneo e le produzioni italiane, e può certamente siano adeguati alle esigenze dei terminal portuali e ad un allargare la propria sfera di interesse con la realizzazione naviglio di dimensioni sempre più crescenti”. delle opere e degli interventi sopra riportati. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Il distretto oil&gas fa quadrato intorno al Roca Una cinquantina le aziende associate per 1,5 miliardi di ricavi con i competitori internazionaUna cinquantina di aziende li sui mercati mondiali. associate, oltre 1,5 miliardi di La sfida, oggi e nel medio e ricavi e 3mila addetti diretti a lungo termine, è quella di cui se ne aggiungono altretgarantire un approvvigionatanti indiretti. È questa la fotomento certo a un prezzo acgrafia che rappresenta il Roca, cessibile e, allo stesso tempo, (Ravenna Offshore Offshore Contracridurre e gestire al meglio le tor Association) l’associazioemissioni di CO2. I fattori che ne che raggruppa le aziende hanno consentito di crescere ravennati operanti nel settore alle società ravennati aderenti dell’oil&gas. a Roca, le stanno sempre più La realtà del distretto produtindirizzando anche allo sviluptivo offshore ravennate rappo e ricerca nel settore delle presentato nel Roca ha creato rinnovabili. Ne sono testimofavorevoli condizioni per l’imnianze tangibili gli importanti prenditoria locale che, parteStefano Silvestroni: impianti fotovoltaici ed eolici, cipando allo sviluppo dell’of“non possiamo delegare la nostra gli studi e ricerche sulla produfshore adriatico, ha potuto zione di idrogeno, le applicasviluppare in casa tecnologie, sicurezza energetica” zioni offshore per aumentare know-how e processi industriali di elevata qualità che hanno trovato in OMC – l’evento l’efficienza energetica con lavori in taluni casi già avviati. ravennate dedicato all’energia che vedrà la prossima edizione dal 13 al 15 aprile 2027 - una vetrina internazionale Situazione economica buona e contribuito a fare conoscere maggiormente le aziende “La situazione delle nostre imprese è buona – spiega il preravennati. La crescita intelligente, in termini di competen- sidente di Roca Stefano Silvestroni – e abbiamo commesze manageriali e tecnologiche e di solidità finanziaria, ha se importanti specie dopo che l’invasione dell’Ucraina da consentito alle imprese ravennati di confrontarsi alla pari parte della Russia ha reso evidente che in campo energetiDOSSIER PORTO E LOGISTICA

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co dobbiamo raggiungere una sempre maggiore autonomia. È chiaro a tutti che non possiamo più delegare ad altri la questione energetica. Questo ha portato ad un maggiore interesse al nostro settore e a rapporti contrattuali più collaborativi che non abbiano nel prezzo l’unico momento di attenzione”. Ravenna, in questo campo, si è fatta un nome: “siamo apprezzati nel mondo – spiega Silvestroni – e abbiamo importanti margini di crescita non solo nelle rinnovabili, specie fuori dall’Italia e nei paesi del Nord grazie alla forte ventilazione, oltre che nell’oil&gas ma anche nella cattura della CO2”. E Silvestroni guarda con molto interesse a questo settore: “sì perché può essere una strada interessante per favorire la produzione nei settori cosiddetti hard to abate come ceramica, vetro e siderurgia. In questo modo si ridurrebbe il ruolo dei cosiddetti Ets, i certificati nati per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. La realtà è che sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e interi comparti dell’industria italiana”. La cattura di CO2 necessita di apparati che vengono prodotti anche dalle imprese ravennati che sviluppano oltre l’80% del loro business all’estero. Anche per il bisogno crescente di energia, i prossimi anni promettono bene per l’oil&gas ravennate. “Le imprese hanno buoni margini di operatività e di crescita – spiega Silvestroni – e abbiamo clienti seri e riconosciuti in tutto il mondo. Particolarmente importante è il Nord Africa per il settore oil e gas mentre il nord Europa funziona per l’eolico”.

servizio dello sviluppo economico, della cultura d’impresa e della sostenibilità: vantano elevatissimi livelli di esperienze professionali e indici di sicurezza sul lavoro, oltreché standard tecnologici molto competitivi e sono pronte a contribuire, anche in Italia, alla realizzazione di auspicabili programmi di investimento pluriennali in campo energetico e a continuare a cogliere sul mercato internazionale le opportunità offerte dalla domanda di lavori e servizi, che non hanno mai smesso di pro-

Il ruolo di OMC

Anche OMC ha dato un contributo notevole allo studio di nuove tecnologie sempre meno impattanti per l’ambiente avviando un confronto sulle nuove fonti energetiche e le aziende associate a Roca si sono confermate al

venire dai grandi progetti di investimento di altri contesti geografici del mondo. “Da anni si attende, con speranza e fiducia, la ripresa della produzione di gas nei giacimenti in Alto Adriatico. Lo sblocco è anche di diretto interesse dello Stato italiano, perché sarebbero assicurati enormi introiti all’erario e risparmiati miliardi di costi per importazioni, tenuto anche conto che Stefano Silvestroni, il gas naturale rappresenterà presidente Roca la principale fonte energetica di transizione fino al 2050”, spiega Silvestroni. Tuttavia, per ora continuano a non sfruttare i giacimenti in Adriatico e, conferma Silvestroni, “richieste dagli operatori in tal senso non ne arrivano. Peraltro, i tempi di gestione dello sfruttamento dei giacimenti di gas sono lunghissimi e molti dei problemi attuali derivano dal Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai) che dichiarò non idonee alla ricerca e allo sfruttamento dell’alto Adriatico. Ora, superato il Pitesai, qualcosa si muove ma andiamo davvero a rilento”, conclude Silvestroni. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Itway, la sicurezza arriva in Porto Dalla cybersecurity al movimento merci It decisiva immagine da Icoy.it

data. La società ha chiuso La progressiva digitalizil 2025 con ricavi pari a 70 zazione del settore maritmilioni di euro, in aumento timo e portuale ha reso sidel 20% rispetto al 2024 ma stemi informativi, ambienti un risultato netto, influenoperativi e processi operatizato dall’aumento dei costi, vi sempre più interconnessi. pari a -743 mila euro. “L’inNavi, terminal, impianti porcremento dei costi – spiega tuali e supply chain dipenAndrea Farina, presidente dono oggi da infrastrutture e ad di Itway - è principaldigitali che incidono diretmente legato agli importamente sulla continuità del tanti investimenti in corso, servizio, sulla sicurezza opee, in particolare, è collegato rativa e sull’affidabilità delle alla crescita del costo del attività. In questo contesto, personale. Il numero degli la cybersecurity non può Andrea Farina: “la sicurezza addetti, infatti, è passato da più essere considerata un deve smettere di essere per tanti 89 unità a fine 2023 a 137 tema esclusivamente tecniunità a fine 2025. In due co o confinato alla funzione solo un obbligo documentale” anni abbiamo assunto 80 It ma è una componente essenziale della resilienza operativa e della capacità dell’or- ingegneri e il personale di valore ha i suoi costi, anche ganizzazione di prevenire, gestire e superare eventi che in termini di formazione”. E la cybersecutity è il core business di Itway e complessivamente vale una sessantina possono compromettere la continuità delle operazioni. Una tematica di cui si occupa Itway, società ravennate di milioni. quotata su Euronext Milan e a capo del Gruppo leader nel Tornando agli ambienti marittimi e portuali, per Itway, la settore dell’IT per la progettazione, produzione e distribu- circolare 177/2025 del ministero delle Infrastrutture e dei zione di tecnologie e soluzioni nel comparto della cyber- trasporti, rappresenta un passaggio importante perché security, artificial intelligence, cloud computing e big rende esplicito un principio ormai centrale: nel dominio DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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struzione di un modello coerente di resilienza, che colleghi: comprensione dei processi operativi; identificazione dei sistemi e delle dipendenze critiche; gestione strutturata del rischio; capacità di prevenzione, risposta e ripristino; allineamento progressivo ai requisiti normativi e organizzativi. Per Itway, questo significa affiancare le organizzazioni in un percorso pragmatico, in cui la compliance non sia il punto di partenza né il punto di arrivo, ma l’esito naturale di una governance

marittimo e portuale il rischio cyber deve essere gestito come parte integrante del rischio operativo. Una normativa, quella della circolare 177, che assume un valore che va oltre la conformità. “Per Itway – spiega Andrea Farina - la circolare 177/2025 deve essere letta come una leva di governo del rischio operativo, non come un semplice obbligo documentale. La nostra posizione si fonda su alcuni punti chiave: la cybersecurity deve più robusta e consapevole. essere integrata nei processi esistenti di Ma Itway è attiva anche sul fronte sicurezza e continuità; il rischio cyber della sicurezza del lavoro. Intedeve essere valutato in funzione del suo ressante per il mondo portuale impatto operativo; la governance del anche la Business Unit Cyber satema non può restare confinata all’It, ma fety: in Icoy, ottenuto il brevetto deve coinvolgere direttamente il manain Italia, sempre assistiti da Bugement”. Per fare questo occorre prelimignion., si è presentata domanda narmente analizzare le interdipendenze di brevetto Europeo ed ora si è in tra nave, porto, terminal, fornitori e acattesa dell’accettazione (patent cessi remoti; effettuare una valutazione pending). La linea Icoy crane si è strutturata del rischio cyber in chiave arricchita di nuove funzionalità e operativa; predisposizione di procedure questo ha consentito di dare inidi incident response e recovery realmenAndrea Farina, zio ai primi piani di acquisto con te applicabili. “Un approccio – aggiunge presidente ItWay il principale cliente. Sono iniziate Farina – che in Itway proponiamo per superare una visione frammentata della sicurezza e di le vendite di Icoy mover, sia nel settore metallurgico e costruire un modello più coerente, capace di collegare siderurgico che nel settore dei servizi di logistica – movigovernance, processi, sistemi critici e capacità di rispo- mentazione merce. sta. La posizione di Itway è chiara: nel settore marittimo Si è investito nella realizzazione di un nuovo prodotto, e portuale la cybersecurity deve essere considerata una Icoy guardian, che, applicato a livello di struttura dello componente essenziale della continuità operativa, del- stabilimento industriale in corrispondenza degli angoli ciechi, permette di avvertire i muletti e /o i pedoni che la sicurezza e dell’affidabilità del servizio”. In questo scenario, il ruolo di un player di cybersecuri- si stanno avvicinando all’angolo, che incontreranno un ty non può limitarsi all’introduzione di controlli tecnici ostacolo e di prestare molta attenzione. Questa business o soluzioni isolate. Il valore si misura nella capacità di unity ha chiuso il 2025 con una crescita dei ricavi del accompagnare operatori marittimi e portuali nella co- 167% rispetto al 2024. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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foto da grupposetramar.it

Una giovane professionista al servizio della portualità Annagiulia Randi (Setramar) competenze operative per la logistica Nel 2025 Annagiulia Randi è stata Una vita professionale dedicata premiata a Gaeta con il riconosciprima alla logistica portuale, poi Dopo la presidenza dell’Arsi mento “Sentinelle del Mare 2025” all’impegno amministrativo pubun incarico presso il ministero per il suo impegno nell’empowerblico nel Comune di Ravenna e poi dei Trasporti ment femminile nella blue ecoil ritorno alle origini. Un percorso nomy. Il premio riconosce il propeculiare e ricco di soddisfazioni getto “Women4blue”, che mira a quello di Annagiulia Randi, 40 valorizzare la componente femmianni, marketing e business denile nell’economia del mare per crevelopment manager del Grupare politiche pubbliche innovative e po Setramar, è anche presidente promuovere la parità di genere nel dell’Associazione ravennate degli settore. “Una società non può dirsi spedizionieri internazionali (Arsi) sostenibile se non coinvolge le doned è stata nominata, nel giugno ne nei processi e nelle dinamiche scorso, in qualità di esperto giuriorganizzative”, ha detto Annagiulia dico, all’interno del gruppo di laRandi durante la cerimonia al Bavoro istituito presso la Direzione stione La Favorita a Gaeta. Porti, Logistica e Intermodalità del Nel giugno scorso, infine, AnnaMinistero delle Infrastrutture e dei giulia Randi è entrata a far parte Trasporti, incaricato di supportare del gruppo di lavoro istituito presil ministero e il parlamento nelle so la Direzione Porti, Logistica e attività di attuazione della riforma Annagiulia Randi, marketing e business development manager Intermodalità del Ministero delle della governance portuale. Gruppo Setramar Infrastrutture e dei Trasporti, incaAnnagiulia Randi, natali ravennati, è cresciuta in Setramar prima come agente marittimo racco- ricato di supportare il ministero e il parlamento nelle attimandatario e poi come institore agente marittimo dopodi- vità di attuazione della riforma della governance portuale. ché è diventa amministratore delegato di Marisped poi in- La nomina rappresenta un importante riconoscimento del globata in Setrased. Nel 2021 è iniziata la sua partecipazione percorso professionale e dell’esperienza dell’ex assessora alla giunta del sindaco Michele de Pascale in qualità di asses- maturata nel settore della logistica e della portualità che sore allo Sviluppo economico, commercio, artigianato, indu- consentirà di mettere a disposizione dei lavori parlamentastria, Porto, politiche europee e cooperazione internazionale ri competenze giuridiche e operative nella definizione del futuro assetto del sistema portuale italiano. fino al marzo 2025. Dopodiché è ritornata in Setramar. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Nuovo terminal crociere pronto per il 2027 I passeggeri dal prossimo anno avranno una struttura all’avanguardia Intanto non mancano i pasIl nuovo terminal crocieseggeri. Infatti, nel periodo re sarà operativo dal 2027. gennaio-luglio 2026 si sono Ancora non è stata fissata la registrati al terminal crodata di inaugurazione ma è ciere di Ravenna 51 scali di poco probabile che i lavori navi da crociera (8 scali in per il terminal crociere di più rispetto allo stesso peRavenna terminino entro il riodo del 2025), per un to2026. Lo ha ribadito recentetale di 193.536 passeggeri mente Anna D’Imporzano, (+52,8%), di cui 188.284 in direttrice della società Rccp “home port” (+71,2%). che dal 2024 sta costruendo In ogni caso, il progetto che la stazione marittima e la gesta prendendo forma è amstirà fino al 2055, in occasioIntanto nel 2026 i transiti sono bizioso. Lo testimoniano prine di un sopralluogo in canma di tutto le cifre dell’invetiere con giornalisti che si è aumentati di oltre il 50% stimento: 50 milioni di euro svolto il 21 maggio scorso. (in gran parte da Cti che controlla Rccp). Un Dobbiamo considerare, ha detto in quell’ocedificio su due piani per un totale di 10mila casione D’Imporzano, che “abbiamo una difmq che nel pieno della sua operatività potrà ficile transizione per mettere in operatività accogliere due navi in contemporanea (330 la nuova struttura. Una volta completati gli metri di lunghezza massima e 4.300 persospazi sarà necessario un periodo di addene) e movimentare fino a 7.500 passeggeri stramento del personale per definire le proin un giorno. Al piano terra l’area bagagli (per cedure con le nuove strutture. Di sicuro sachi deve lasciarli per partire e per chi deve remo pronti con ampio anticipo rispetto alla ritirarli a fine del viaggio) e i controlli di sicupartenza della stagione 2027. Del resto, la Anna D’Imporzano, rezza. Al piano superiore i banchi del checkstruttura è un’opera molto complessa e negli direttrice Rccp in e il collegamento con la passerella lunga appalti pubblici non è mai semplice riuscire a mantenere le tempistiche”. Che non sia facile rispettare 250 metri e sopraelevata a 6 metri di altezza che conduce ai i tempi lo dimostrano le opere pubbliche ravennati che finger delle navi: chi sbarca e chi si imbarca camminerà su sono rimaste indietro, a partire dal nuovo palasport, men- questa passerella. A livello inferiore invece tutti servizi e i rifornimenti. Ogni nave richiede 15-30 camion di provviste. tre la piscina resterà nei tempi previsti. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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RAVENNA Via G. Antonio Zani, 15 Nel contesto del porto di Ravenna, la collaborazione e l’esperienza pluridecennale si uniscono in un gruppo aziendale guidato da un’unica famiglia. Intercontinental Shipping Agency, operativa dal 1973, si distingue come agenzia marittima raccomandataria, curando ogni aspetto dell’approdo navale e delle spedizioni. A questa si affianca Martini Vittorio, una casa di spedizioni fondata nel 1975, che si è affermata per la sua competenza nelle operazioni doganali e, in particolare, nel trasporto internazionale di pezzi eccezionali per il settore off-shore. Con una sede strategica all’interno del Centro Direzionale Portuale Sapir, le due aziende rappresentano un modello di integrazione verticale e specializzazione, testimoniando un solido percorso di crescita e leadership nel settore.

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Agnes, l’eolico a mare può attendere Il ritardo del Governo sulle aste pubbliche frena il polo comunque chiarito che l’azienAncora nubi sul futuro di da non ha alcuna intenzione di Agnes, il maxi progetto ravennaGli impianti a mare sufficienti rinunciare a un’idea su cui lavote per l’eolico offshore in Adriatiper dare energia alle famiglie ra dal 2019. “Io penso – dichiara co. Oltre ai già noti ritardi legati della Romagna - che fare progetti a lungo teralle aste, l’iniziativa rischia ora un mine in Italia sia complesso; ci pesante stallo, stimato tra uno sono momenti in cui pare che e due anni, a causa della volontutto vada a rotoli poi cambiano tà del ministro dell’Ambiente i governi e magari cambia la stoGilberto Pichetto Fratin di rimoria. Ci vuole pazienza”. dulare la legge Fer 2. Una moIl progetto è nato in un’area difica che, se approvata, penaconsiderata storicamente poco lizzerebbe i parchi eolici su pali ventosa e commercialmente fissi rispetto a quelli galleggianti. non sostenibile dai principali Agnes ha in cantiere 2 impianti sviluppatori nazionali. Ma Agnes eolici offshore composti da 75 è riuscita a ribaltare questo paaerogeneratori e 600 Megawatt radigma convincendo i costruttori a redi potenza; un impianto fotovoltaico ofalizzare turbine specifiche per i fondali e fshore con moduli galleggianti da 100 i venti adriatici, ottenendo una stima di Megawatt; un sistema di stoccaggio di produzione certificata superiore del 20% elettricità onshore; un impianto di eletrispetto alla media nazionale. Il successo trolizzazione onshore per la produzione di questa intuizione competitiva ha però di idrogeno. Gli impianti eolici a mare, con spinto i concorrenti, spaventati dai vanpali fissati sul fondale, saranno a 15-16 mitaggi dei pali fissi e dei bassi fondali romaglia dalla costa e le pale che saranno instalgnoli, a chiedere al ministero di escludere late avranno una dimensione di 270 metri Alberto Bernabini, Agnes dalla gara unica. di diametro. L’investimenti previsto (ideato amministratore delegato Agnes Per Bernabini si tratterebbe di un paranel 2017) è intorno ai 2 miliardi e, una volta terminato, potrà soddisfare il bisogno di energia elettrica dosso internazionale, poiché l’Italia diventerebbe il pridi tutte le 900mila famiglie della Romagna. A lanciare l’allar- mo Paese al mondo a limitare o escludere i progetti più me e a promettere battaglia, anche a Bruxelles, è l’ammini- efficienti ed economici, proprio in un’area in cui il prezzo stratore delegato di Agnes, Alberto Bernabini, il quale ha zonale dell’energia è il più alto d’Italia. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Legacoop Romagna, avanti con le infrastrutture La Zls volàno dello sviluppo del Porto, ma servono collegamenti Bologna-Lecce”. Logistica e infrastrutture D’altra parte, un anno fa, Lesono fondamentali per contiMa servono strade, ferrovie e gacoop Romagna consegnò nuare ad essere competitivi e un aeroporto romagnolo efficiente a istituzioni e forze politiche servono maggiore attenzioun documento di analisi e ne e programmazione. proposte sullo sviluppo infraMa occorre passare dalle pastrutturale, frutto del confronrole ai fatti perché di fatti se to con le imprese associate. ne vedono pochi dando vita “L’intervento del presidente a un grande Patto per le InGuberti conferma quanto sia frastrutture al servizio del urgente mantenere accesi i nostro sistema produttivo tra riflettori su tali temi”, spiega istituzioni e soggetti econoLegacoop Romagna anche mici. Legacoop Romagna, in perché “il nostro territorio, una nota si unisce all’appello purtroppo, continua a non lanciato nei giorni scorsi dal trovare il giusto spazio tra le presidente della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, Giorgio Guberti e rac- priorità della progettazione nazionale. La recente firma del protocollo d’intesa sul Passante di Bologna – opera colto anche dalla Confcommercio di Ravenna. In primo luogo occorre partire dalla effettiva attuazione strategica per tutta la Regione – sottoscritto tra Mit, Redella Zona logistica semplificata senza trascurare, digita- gione Emilia-Romagna, Comune di Bologna e Autostrade lizzazione, sostenibilità, collaborazione tra il sistema uni- per l’Italia, rappresenta un segnale positivo, ma per ora è versitario e produttivo, sviluppo dell’intermodalità, messa una dichiarazione d’intenti”. Resta aperto, anche il nodo in sicurezza del sistema viario: “gli interventi indicati dalla del trasporto aeroportuale, su cui da tempo, Legacoop Camera di Commercio sono indispensabili, in particolare auspica la necessità di una programmazione per persone nell’ottica della crescita del Porto di Ravenna, opera cen- e merci di sistema, in Romagna e in regione. “Occorrerà trale – si legge nella nota - per lo sviluppo di tutto il ter- vigilare soprattutto – continua la nota - sugli impegni del ritorio romagnolo. A tal fine, un collegamento prioritario, Governo, affinché i lavori inizino con il nuovo anno e non da progettare e realizzare nel suo intero corso, è quello rimangano una promessa sulla carta come, purtroppo, è che, attraverso Castel Bolognese, collega Ravenna – e il accaduto a lungo, trasformando il passaggio autostradale Porto di Ravenna – a Bologna. Cui devono aggiungersi di Bologna in una sorta di imbuto, che penalizza prima di l’adeguamento e la velocizzazione dell’asse ferroviario tutto la Romagna”. DOSSIER PORTO E LOGISTICA

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Con oltre 20 anni di esperienza ci dedichiamo alla medicina del lavoro, in particolare nell’esecuzione di prestazioni medico-specialistiche e nell’organizzazione di misure igienico-sanitarie, finalizzate alla sorveglianza sanitaria e alla prevenzione di malattie e infortuni sul lavoro.

√ VALUTAZIONI MEDICHE √ PUNTO PRELIEVI √ PIANI DI SICUREZZA PERSONALIZZATI √ MEDICINA DEL LAVORO √ FORMAZIONE E CONSULENZA √ NUTRIZIONE E DIETETICA √ SORVEGLIANZA SANITARIA E MEDICINA DEL LAVORO √ SICUREZZA SUL LAVORO

La prevenzione sanitaria, la cura della salute dei lavoratori e la sicurezza degli ambienti di lavoro sono la nostra priorità. Collaboriamo in maniera continuativa con aziende che seguono il nostro impegno professionale, per garantire ai nostri clienti di usufruire delle migliori risorse e competenze indispensabili per operare in un ambiente in rapida evoluzione.

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Ravenna

La desertificazione commerciale non è più soltanto una percezione: oggi è possibile misurarne anche l’impatto economico e la perdita di ricchezza sui territori e Confesercenti rilascia il quadro preoccupante che riguarda il tessuto commerciale di Ravenna e provincia. In provincia, tra il 2019 e il 2025, le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 4.332 a 3.401, con una diminuzione di 931 attività, pari al 21,5%. Una contrazione che, secondo le stime elaborate da Confesercenti, corrisponde a 140 milioni di euro di ricchezza perduta per il territorio. Il fenomeno è ancora più evidente nel capoluogo: a Ravenna le attività commerciali al dettaglio sono passate dalle 1.768 del 2019 alle 1.340 del 2025, con 428 imprese in meno (-24,2%) e una ricchezza perduta stimata in 64 milioni di euro. (foto Shutterstock)

8 settembre

Meno negozi in città e in provincia Tra 2019 e 2025 chiuse 931 saracinesche

in collaborazione con:

Forlì-Cesena Ravenna Rimini

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Ravenna 3 agosto

Nuovi finanziamenti alle imprese

Attivo il bando della Cdc Ferrara Ravenna

Nuovo credito (mezzo milione di euro) per le imprese ferraresi e ravennati e a minor costo, tramite i Confidi. Questo l’obiettivo della Giunta della Camera di commercio di Ferrara Ravenna che, per il tramite di un apposito bando, offre la possibilità alle imprese di tutti i settori economici (agricoltura, artigianato, commercio, cooperazione, industria e turismo) di presentare domanda di contributo a fondo perduto sui finanziamenti concessi per favorire gli investimenti produttivi e la liquidità necessaria per affrontare le criticità della contingente fase economica. La domanda di contributo dovrà essere inviata esclusivamente per via telematica tramite il Confidi di riferimento, attraverso la piattaforma Restart fino al 31 marzo 2027, salvo esaurimento della dotazione finanziaria. (nella foto Giorgio Guberti, presidente Camera di Commercio Ferrara Ravenna)

Cesena 27 luglio

Ippodromo di Cesena

Conti in utile per 491mila euro Un segnale di forte ripartenza e stabilità finanziaria caratterizza l’ultimo rendiconto finanziario di Hippogroup Cesenate spa., approvato dai soci riuniti di recente negli spazi del Club Ippodromo di Cesena. L’esercizio relativo al 2025 si è archiviato con risultati positivi, segnati in particolar modo dal completamento del percorso di ripristino e rinascita delle strutture colpite dai drammatici eventi alluvionali del 2023. L’elemento di svolta dell’anno è stato il ritorno in attività, avvenuto a inizio dicembre, della Gaming Hall cesenate, rimasta completamente chiusa per oltre ventiquattro mesi a causa dei danni subiti. I ricavi complessivi dell’azienda sono saliti a 24,552 milioni di euro, superando i 23,737 milioni registrati nel 2024 e un utile netto di 491mila euro.

Romagna 30 luglio

Stop alla distruzione dell’invenduto Il tessile deve essere riciclato

Progettazione ecocompatibile per i prodotti e stop alla distruzione dell’invenduto. Il regolamento (UE) 2024/1781 definisce i requisiti di progettazione ecocompatibile dei prodotti fisici nel mercato europeo, con l’obiettivo di favorire la transizione verso un’economia circolare e climaticamente neutrale. Il provvedimento introduce inoltre il passaporto digitale di prodotto per migliorare la tracciabilità lungo l’intera catena del valore e stabilisce criteri per gli appalti pubblici verdi. Tra le misure più rilevanti figura il quadro per evitare la distruzione dei prodotti di consumo invenduti. In particolare, a partire dal 19 luglio 2026 è entrato in vigore il divieto di distruggere capi di abbigliamento, accessori e calzature rimasti invenduti. (foto Shutterstock)

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Faenza 3 agosto

LA BCC sostiene le cooperative Finanziamenti per favorire lo sviluppo

Un’iniezione di liquidità e strumenti di finanziamento avanzati per spingere gli investimenti e lo sviluppo delle imprese territoriali. Si rinnova l’accordo strategico che vede protagonisti LA BCC ravennate, forlivese e imolese, la rete delle 110 banche appartenenti al Gruppo BCC Iccrea e Fondosviluppo Confcooperative. Un’intesa pensata per garantire un canale d’accesso al credito privilegiato e a condizioni favorevoli a tutte le realtà collegate a Confcooperative, con l’opportunità di beneficiare di un contributo in conto interessi erogato dal Fondo. L’accordo copre a 360 gradi le necessità finanziarie delle strutture cooperative. (nella foto Giuseppe Gambi, presidente BCC)

Ravenna 8 agosto

Cassa di Ravenna, semestrale 2026 ok L’utile sale a 35,6 milioni (+4,14%)

Il consiglio di amministrazione della Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo Gruppo bancario privato ed indipendente, presieduto da Antonio Patuelli (nella foto), su proposta del Direttore Generale, Nicola Sbrizzi, ha approvato i bilanci individuale della Cassa e consolidato del Gruppo Bancario del primo semestre 2026. L’alta solidità patrimoniale della Cassa, si legge in una nota, si è ulteriormente confermata nel primo semestre del 2026, col CET 1 Ratio del 26,13 % ed il Total Capital Ratio del 27,04%. La raccolta totale da Clientela è aumentata a 11.428 milioni di euro (+8,67%), di cui 3.052 milioni di euro in risparmio gestito (comprensivo dei prodotti finanziario-assicurativi). L’utile netto semestrale della Cassa è salito a 35,6 milioni di euro (+4,14%).

Cesenatico 13 agosto

I giovani “sposano” il mare

Mentorship tra Cesenatico e Rovigno Un gruppo variegato ed entusiasta di giovani si appresta a raccogliere il testimone dei mestieri antichi legati all’Adriatico. Si è conclusa la fase di selezione per il programma di mentorship del progetto europeo Trans Maris, promosso dal programma Interreg Italia-Croazia, che vede la collaborazione diretta tra il Museo della Marineria del Comune di Cesenatico e la Casa della Batana di Rovigno. Diciotto ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni hanno superato la selezione grazie a percorsi personali e lettere motivazionali di alto profilo. L’iniziativa punta a ridurre la distanza tra le nuove generazioni e i custodi delle conoscenze storiche marinare, quali pescatori, artigiani e marinai di lungo corso. (foto Shutterstock)

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Ravenna 26 agosto

Un 2026 d’oro per il sale di Cervia

Il clima caldo ha aiutato il settore

Raccolta del sale 2026 a gonfie vele. Il sale dolce di Cervia, già in aia, si presenta di ottima qualità e quantità. A renderlo noto è lo stesso Parco della Salina di Cervia che, in una nota, spiega come il meteo, particolarmente favorevole per la maturazione del sale, e l’ottimo lavoro dei salinari, abbia creato le condizioni per una annata salifera da record. Il Sale Dolce estratto nel corso della ‘cavadura’ 2026 dovrà restare in aia, nei famosi cumuli, per alcuni mesi a maturare e sarà disponibile nei negozi di prossimità, come nella grande distribuzione, dal periodo natalizio in poi. Nei punti vendita della Salina sono disponibili i barattoli numerati col Salfiore, detto anche sale di affioramento, raccolto a mano nei mesi di giugno e di luglio.

Ravenna 30 agosto

Raccolta rifiuti, bollette in crescita Tra 2017 e 2026 aumento del 34,22%

Confcommercio Ravenna ha effettuato una rilevazione sull’andamento dei costi della raccolta dei rifiuti nel Comune di Ravenna nel periodo 2017-2026, utilizzando le delibere relative alla Tari fino al 2024 e quelle relative alla Tariffa Corrispettiva Puntuale dal 2025. Il dato più significativo che emerge dall’analisi è un incremento complessivo del costo della raccolta dei rifiuti pari al 34,22% nel periodo considerato. Si è passati infatti da un costo complessivo del servizio di 29.634.769,55 euro nel 2017 a 39.760.820 euro nel 2026, con un incremento complessivo di 10.126.050,45 euro. Particolarmente significativo è l’andamento registrato negli ultimi anni, nei quali i costi del servizio hanno continuato a crescere in maniera consistente.

Cesena 31 agosto

Trent’anni di cura e passione per i capi Confartigianato premia la Lavanderia Lela

Un traguardo significativo, 30 anni, che testimonia decenni di dedizione, perfezionamento professionale e profondo radicamento nel tessuto cittadino. La storica Lavanderia Lela di via Savio a Cesena ha ricevuto una targa celebrativa da Confartigianato Cesena, consegnata per rendere omaggio alla continuativa presenza sul territorio e all’eccellenza del servizio offerto alla comunità. La consegna del riconoscimento ha visto la partecipazione di Simona Morghenti, responsabile del servizio Creazione e sviluppo d’impresa dell’associazione di categoria, e di Cristiana Suzzi, coordinatrice di settore, che hanno premiato la titolare e fondatrice Emanuela Roboiti, nota a tutti come Lela.

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Romagna 3 settembre

Estate torrida, agricoltura in ginocchio Produzioni in calo con grandine e caldo

Un’estate segnata da picchi termici fuori norma, grandinate violente e un aumento dei costi energetici fino all’80% ha messo a dura prova il comparto agroalimentare e della pesca tra Romagna e Ferrarese. Ogni filiera produttiva ha dovuto fare i conti con ripercussioni sulla qualità dei prodotti e complessi problemi nell’organizzazione delle attività lavorative. Il presidente di Confcooperative Romagna-Estense, Roberto Savini, ha ricordato come il territorio possa contare su realtà cooperative tra le più importanti d’Italia che hanno saputo investire e aggregarsi. La strada dell’aggregazione e delle filiere solide rimane per Savini la scelta vincente, ma occorre evitare che le imprese vengano lasciate sole ad affrontare questi mercati difficili. (foto Shutterstock)

Ravenna-Forlì 1 settembre

Aeroporto Forlì-Ravenna

La politica ‘benedice’ il nuovo nome La politica accoglie con favore la proposta del sindaco di Forlì-Cesena, Gian Luca Zattini, di rinominare l’aeroporto Ridolfi in “Forlì-Ravenna”, per rafforzare il legame dello scalo con il territorio ravennate. L’idea punta ad ampliare il bacino di utenza e le potenzialità turistiche dell’aeroporto. Lorenzo Margotti, segretario Pd Ravenna e coordinatore della segreteria del Pd dell’Emilia-Romagna commenta: “La nuova denominazione consentirebbe infatti di valorizzare ulteriormente il ruolo dell’aeroporto Ridolfi quale infrastruttura di riferimento per una parte significativa della Romagna, con ricadute positive per entrambi i capoluoghi e, più in generale, per l’intero sistema territoriale romagnolo”.

Ravenna 5 settembre

Confartigianato Ravenna, nuovo segretario Tiziano Samorè lascia a Stefano Venturi

Dopo 40 anni in Confartigianato, gli ultimi quindici dei quali passati guidando l’Associazione come Segretario provinciale, dal prossimo 1 ottobre Tiziano Samorè lascerà il proprio incarico a Stefano Venturi (nella foto). Nella serata di mercoledì 2 settembre si è quindi riunito il Direttivo provinciale di Confartigianato Imprese Ravenna e Tiziano Samorè ha voluto ringraziare dirigenti e dipendenti del Sistema Confartigianato che in questi anni si sono impegnati nell’attività dell’Associazione e ricordare soprattutto questi ultimi tre lustri, definiti come “un lungo percorso costellato di tantissime soddisfazioni nonostante si sia trattato di un periodo decisamente complicato e complesso”.

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Forlì-Cesena

Ravenna

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Romagna24economia Magazine di economia, affari, impresa e società Inchiesta a cura di Giorgio Costa

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Associazioni datoriali Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura della Romagna

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n°5 | anno 6 | settembre 2026

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DONATI SPEDITION SRL Via Galileo Galilei, 24 FAENZA (RA) Tel. 0546 794940


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