Skip to main content

Romagna24Economia n.1 SICUREZZA 2026

Page 1


DOSSIER SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

La Romagna combatte gli incidenti in fabbrica e nei cantieri

RAVENNA FORLÌ-CESENA RIMINI

in questo numero:

Inail: infortuni sul lavoro in lieve aumento pagina 3

“La prevenzione come arma contro gli incidenti” pagina 7

Per una nuova cultura della sicurezza pagina 11

La prevenzione parte da 1.296 controlli pagina 15

Formazione, riforma operativa da maggio pagina 19

Confartigianato: basta con i click day pagina 23

Violenza sui sanitari in forte crescita (+10,4%) pagina 25

Marchetti (Cgil): “insufficiente il numero degli ispettori” pagina 29

Sicurezza e salute sul lavoro

La sicurezza diventa cyber con ICOY pagina 33

Dispositivi e procedure, in campo la Nuova Olp pagina 37

Romagna 24 economia - Rassegna notizie pagina 35› 47

In Italia, dati Inail, nel 2025 sono stati in totale 597.710 gli infortuni denunciati (589.571 nel 2024). Infortuni mortali: 1.093 le vittime in Italia, delle quali 798 in occasione di lavoro (7 in meno rispetto a dicembre 2024) e 295 in itinere (10 in più rispetto al 2024). In aumento le denunce (98.463) di malattia professionale. In Emilia-Romagna denunciati 76.818 infortuni e 8.106 malattie professionali. La Lombardia (dati Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering su base Inail) fa registrare il maggior numero di vittime (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1). In queste statistiche regionali non sono computati gli infortuni mortali in itinere, cioè avvenuti da e per il luogo di lavoro: in questo caso si parla di 92 denunce. Come vedremo nel dettaglio, anche per quanto riguarda il territorio romagnolo i dati fanno riflettere.

Questo il quadro nel quale si inserisce il Dossier Sicurezza sul lavoro di Romagna24Economia che scandaglia le problematiche e i vari aspetti legati alla sicurezza nei luigi di lavoro passando in rassegna sia i dati (aggiornati al momento delle interviste) sia il sistema normativo di contrasto ma ascoltando anche le voci di sindacati e imprese.

Inail: infortuni sul lavoro in lieve aumento Cresce il peso degli incidenti in itinere

Nei primi undici mesi del 2025 le denunce di infortunio sul lavoro mostrano un quadro articolato. Secondo i dati Inail di novembre 2025, gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro registrano un lieve aumento (+0,4%) rispetto allo stesso periodo del 2024, così come i decessi (+1%). In crescita più marcata la componente in itinere, con un +3% delle denunce e un +3,4% dei casi mortali. Nonostante ciò, l’incidenza infortunistica sul numero degli occupati continua a diminuire nel medio periodo: dalle 1.848 denunce ogni 100mila occupati del 2019 si è passati alle 1.594 del 2025 (-13,7%). Il confronto con il 2024 evidenzia una sostanziale stabilità (-0,4%).

Aumentano le segnalazioni per le malattie professionali

Aumentano invece in modo significativo le denunce di malattie professionali, che raggiungono quota 90.288 (+10,6% su base annua), con una crescita diffusa soprattutto nelle gestioni industria e servizi e agricoltura. Le patologie più frequenti restano quelle osteo-muscolari, seguite da disturbi del sistema nervoso, dell’udito, tumori

e malattie respiratorie.

Sul fronte settoriale, gli infortuni in occasione di lavoro crescono nelle costruzioni, nel commercio e nella sanità, mentre calano in manifattura, trasporti e servizi di supporto alle imprese. Dal punto di vista territoriale si segnala una riduzione nel Nord-Ovest e al Sud, a fronte di aumenti nel Centro e nelle Isole.

Gli infortuni in itinere

Le denunce di infortunio in itinere continuano a rappresentare una quota crescente del totale (19,2%), con incrementi in tutte le aree del Paese. In aumento anche i decessi legati agli spostamenti casa-lavoro, soprattutto nella gestione Industria e servizi. In crescita anche gli infortuni che coinvolgono gli studenti, saliti a oltre 74mila casi (+5,5%), sebbene in calo quelli legati ai percorsi di formazione scuola-lavoro. I dati, ricorda l’Inail, sono ancora provvisori e dovranno essere consolidati al termine delle procedure amministrative e sanitarie.

Le denunce di infortunio complessive (550.948) includo-

OPITO

no anche gli studenti, la cui tutela assicurativa è stata estesa negli ultimi anni: per questo Inail distingue sempre tra dati dei lavoratori e dati scolastici. Se guardiamo ai soli lavoratori, le denunce nei primi 11 mesi del 2025 sono 476.898, di cui 385.435 avvenute “in occasione di lavoro” e 91.463 “in itinere” (tragitto casa-lavoro). Un altro dato preoccupante riguarda proprio gli infortuni in itinere, legato soprattutto al rischio stradale, che cresce più della media.

La gestione dei tempi di percorrenza e lo stress legato agli spostamenti sono diventati fattori di rischio primari che il datore di lavoro deve iniziare a considerare seriamente nel proprio documento di valutazione rischi (Dvr).

cantieri. Al di là dei dettagli tecnici, il trend è netto: più tracciabilità, più verifiche e meno tolleranza verso irregolarità e carenze organizzative.

Tradotto: Dvr, procedure, formazione, addestramento e gestione degli appalti devono essere dimostrabili e aggiornati, non solo “presenti”.

Cosa devono fare le aziende

Le aziende devono: aggiornare la valutazione dei rischi quando cambiano

Nei primi 11 mesi del 2025 le denunce di malattia professionale protocollate sono state 90.288 (+10,6%). L’aumento riguarda in particolare patologie dell’apparato osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio, oltre a un incremento delle denunce per tumori e malattie dell’apparato respiratorio. Per le aziende significa una cosa: non basta reagire all’infortunio, serve prevenzione strutturale su ergonomia, movimentazione manuale, vibrazioni/rumore, esposizioni e sorveglianza sanitaria mirata.

Infortuni agli studenti

Le denunce di infortunio degli studenti (tutti gli ordini e gradi) presentate entro novembre 2025 sono state 74.050 (+5,5%); 1.741 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi di formazione scuola-lavoro/Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) (-7,2%). Tre denunce su quattro riguardano studenti under 15. Il messaggio è evidente: la prevenzione deve essere parte integrante delle attività pratiche, laboratoriali e di alternanza, con regole chiare su vigilanza, ambienti e procedure.

A fine 2025 è stata approvata la legge n. 198/2025 (conversione del Dl 159/2025), che interviene anche sul rafforzamento delle misure di tutela nei luoghi di lavoro e nei

mansioni, processi, appalti o condizioni ambientali (compreso il rischio strada/in itinere); rafforzare formazione e addestramento, con verifica dell’apprendimento e tracciabilità delle attività (registro, test, evidenze); gestire appalti e subappalti con qualifica fornitori, Duvri (Documento unico per la valutazione rischi da interferenze) dove previsto e coordinamento operativo (riunioni, sopralluoghi, verbali); integrare la gestione del microclima/ stress termico (caldo, radiazione solare) con misure tecniche e organizzative e informazione ai lavoratori; rendere continuativa la sorveglianza sanitaria e il monitoraggio di segnali precoci (near miss, micro-infortuni, assenze, segnalazioni).

La sicurezza come leva di crescita

L’aumento degli infortuni sul lavoro nel 2025 è un segnale che non possiamo ignorare. Tuttavia, le aziende possono leggere questi dati come un’opportunità di miglioramento - accedendo anche ai Bonus Inail (Modello OT23) previsti per chi investe in prevenzione - saranno quelle che guideranno il mercato nei prossimi anni. La sicurezza non è un costo, ma l’investimento più redditizio che un’impresa possa fare oggi per proteggere il suo futuro e quello dei suoi collaboratori.

intervista a › Giovanni Paglia
“La prevenzione come arma contro gli incidenti” In Regione resta alta l’attenzione

In fatto di sicurezza sul lavoro non si può certo abbassare la guardia. Lo conferma l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia che conferma la massima attenzione della Regione al tema.

Assessore Paglia, com’è la dinamica degli incidenti sul lavoro in Emilia-Romagna?

Complessivamente, gli infortuni denunciati e quelli riconosciuti in Emilia-Romagna sono in decrescita e l’andamento è stabilizzato a livelli inferiori rispetto al periodo pre-pandemico.

L’analisi dei dati pubblicati da Inail, aggiornati a novembre 2025, mostra una riduzione degli infortuni sul lavoro denunciati rispetto al 2024 pari al -0,5%, in controtendenza rispetto all’aumento registrato a livello nazionale (+1,1%).

Buone prospettive con i Piani mirati di prevenzione per edilizia, agricoltura e logistica

Giovanni Paglia, assessore al Lavoro Regione Emilia-Romagna

Questo andamento conferma la tendenza alla riduzione degli infortuni nella nostra regione già rilevata negli anni passati: ad esempio nel triennio 2022-2024 si registra un

calo pari all’8% dei denunciati e al 5% dei riconosciuti.

Tale decremento si osserva anche analizzando nel dettaglio i settori edilizia, logistica e agricoltura, (-7% di denunciati in tutti e tre i settori), che sono interessati da una maggiore quota di infortuni gravi e mortali e per questo motivo sottoposti a particolare attenzione nelle azioni di prevenzione regionali.

Per quanto riguarda la rilevazione degli infortuni mortali, la fonte degli eventi infortunistici con esito mortale sul lavoro deriva dalle segnalazioni trasmesse 24 ore su 24 dagli operatori dei Servizi prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Ausl dell’EmiliaRomagna: 31 nel 2023, 31 nel 2024, 19 nel 2025. Questi dati, sicuramente positivi rispetto ai trend generali, non ci rassicurano e come Regione continueremo a vigilare e agire per una ulteriore diminuzione.

Via Salara 36, Ravenna Tel.0544 218595

direzione@projectmedica.it www.projectmedicasrl.it

Con oltre 20 anni di esperienza ci dedichiamo alla medicina del lavoro, in particolare nell’esecuzione di prestazioni medico-specialistiche e nell’organizzazione di misure igienico-sanitarie, finalizzate alla sorveglianza sanitaria e alla prevenzione di malattie e infortuni sul lavoro

√ VALUTAZIONI MEDICHE

√ PUNTO PRELIEVI

√ PIANI DI SICUREZZA PERSONALIZZATI

√ MEDICINA DEL LAVORO

√ FORMAZIONE E CONSULENZA

√ NUTRIZIONE E DIETETICA

√ SORVEGLIANZA SANITARIA E MEDICINA DEL LAVORO

√ SICUREZZA SUL LAVORO

La prevenzione sanitaria, la cura della salute dei lavoratori e la sicurezza degli ambienti di lavoro sono la nostra priorità.

Collaboriamo in maniera continuativa con aziende che seguono il nostro impegno professionale, per garantire ai nostri clienti di usufruire delle migliori risorse e competenze indispensabili per operare in un ambiente in rapida evoluzione.

Cosa può fare la Regione per contrastare il fenomeno?

La Regione Emilia-Romagna continua a mantenere alto l’impegno nella prevenzione e tutela di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Le azioni di prevenzione si concretizzano nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione e attraverso le attività dei Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di tutte le Aziende Usl regionali, che rappresentano un presidio di vigilanza, assistenza e informazione per tutti i portatori di interesse che operano sul territorio (datori di lavoro, Rspp, medici competenti, Rls, lavoratori, eccetera). All’interno del Comitato Regionale di Coordinamento che riunisce i rappresentanti degli enti e delle istituzioni impegnati a vario titolo sul tema della sicurezza sul lavoro e le parti sociali, la Regione Emilia-Romagna presenta, condivide e si coordina per la realizzazione di programmi e progetti specifici. Si citano a titolo di esempio i Piani Mirati di Prevenzione rivolti alla prevenzione dei rischi infortunistici in edilizia, agricoltura, logistica, all’utilizzo di macchine e attrezzature, al rischio di infortunio stradale nelle attività di trasporto; i Piani Mirati di Prevenzione rivolti alla prevenzione del rischio cancerogeno nelle officine di riparazione degli autoveicoli, alla prevenzione del rischio aggressioni nelle case di riposo, alla gestione del rischio ergonomico nelle attività di assistenza domiciliare.

mento ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, recentemente rinnovata con Inail regionale e con l’Ufficio scolastico regionale; il Protocollo d’intesa per la promozione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro mediante lo sviluppo di interventi congiunti sottoscritto con Inail regionale; altri progetti di prevenzione su cui le singole Ausl hanno lavorato sono frutto di convenzioni/accordi con le rispettive sedi Inail locali.

E il rapporto con le imprese?

Il rapporto con le imprese è quanto più possibile partecipato, basato sul confronto e sull’ascolto delle istanze di tutti gli interlocutori, al fine di diffondere il più possibile le tematiche di prevenzione. Con i Piani mirati di prevenzione le imprese sono chiamate a progetti di assistenza che le impegnano ad affrontare percorsi formativi e di adozione di buone pratiche. Nella nostra regione per il Piano della prevenzione 2021-2025 hanno aderito a tali percorsi volontariamente oltre 1.000 aziende.

C’è sempre la giusta consapevolezza del pericolo da parte dei lavoratori?

Da sottolineare anche l’attività di formazione sui temi della salute e sicurezza sul lavoro rivolta alle Scuole, ad esempio progetti di formazione professionalizzante come il finanziamento di corsi per il patentino trattori negli istituti di agraria della regione.

Com’è la collaborazione con l’Inail?

La collaborazione con Inail è proficua e duratura. Si citano a titolo di esempio la Convenzione per attività di prevenzione, assistenza e formazione finalizzate a promuovere la cultura della salute e sicurezza agli studenti, con particolare riferi-

È fondamentale che imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali collaborino per far crescere e diffondere la cultura della sicurezza. In questa direzione, negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi avanti nelle azioni di prevenzione, anche grazie all’attività formativa e informativa che viene svolta a livello delle imprese. Va ricordato il ruolo fondamentale che svolgono nell’opera di diffusione della cultura della prevenzione i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori per la sicurezza presenti nelle aziende e i rappresentanti territoriali ai quali la rivolge particolare attenzione, dedicando loro iniziative formative e assistenza da parte dei Servizi di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro delle Ausl.

Infine, grande valore viene dato alla formazione rivolta alle scuole e a tutte le figure aziendali della prevenzione, perché il comportamento virtuoso di tutti, a partire dai datori e dalle datrici di lavoro, migliori la consapevolezza e l’adozione di pratiche sicure per tutelare le condizioni di salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

IMPIANTI ELETTRICI

IMPIANTI ANTINCENDIO

IMPIANTI IDROTERMOSANITARI

IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO

IMPIANTI ELEVATORI

CALL CENTER TECNICO

24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Gestiamo le emergenze in ogni momento e situazione, per la salvaguardia del cliente e del pubblico.

HYPERNOVA

Il nostro sistema di controllo e gestione della manutenzione. Hypernova, garantisce un controllo costante e un servizio di alta qualità.

Via Giuseppe di Vittorio, 66 Ravenna Tel. 0544 684158

commerciale@innovaservice.it

CONSULENZA

Servizio di consulenza tecnica sugli impianti. Dall’Ente Pubblico, alla grande distribuzione commerciale, fino all’industria.

Per una nuova cultura della sicurezza A Ravenna e in Romagna

La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro riveste un ruolo fondamentale, per tutta la società. Infortuni in Romagna (denunce totali): 19.581 nel 2025. Infortuni in occasione di lavoro: gli ultimi dati elaborati da Vega Engineering su base Inail, parlano di un totale di 21 denunce di decesso da gennaio a dicembre 2025. A Forlì-Cesena sono state 12; 8 a Ravenna e 1 a Rimini. Se prendiamo i casi totali, compresi gli infortuni in itinere, attraverso ulteriori statistiche, F-C sale a 17; RA a 9; RN resta a 1, in calo di 8 rispetto al 2024. In aumento le denunce di malattia professionale, altro tema fondamentale. Anche per Ravenna e la Romagna dunque si tratta di una questione decisiva, che interseca numerose tematiche: l’obiettivo di fondo condiviso è quello di una rinnovata cultura della sicurezza. Il traguardo rimane al centro dell’impegno di

Pugliese (Feneal Uil): “pesa il comparto dei servizi - appalti”, importante la formazione”

chi opera, a vario titolo, in questo ambito: il presente, le linee future e le valutazioni sono illustrate nell’approfondimento di questo periodico.

Il peso dei servizi I dati indicano un “punto politico” molto forte: “A Ravenna – spiega Antonio Pugliese, segretario Feneal Uil Ravenna - gli infortuni sono molto più concentrati nei servizi-appalti-supporto rispetto alla Romagna e alla Regione. Questo è coerente con catene di appalto, esternalizzazioni, lavori “di supporto” e frammentazione delle responsabilità”. Questa situazione è anche caratterizzata dal fatto che “molti lavoratori, incluso un numero significativo di lavoratori stranieri e personale oltre i 50 anni, sono impiegati nei cantieri senza l’adeguata e obbligatoria formazione. I dati rivelano che oltre il 20% dei lavoratori proviene da fuori provincia o

dall’estero e quasi il 40% dei nuovi assunti ha più di 50 anni, il che solleva preoccupazioni serie sulla dinamica del mercato del lavoro e sulla qualifica dei lavoratori neoassunti”.

Serve più vigilanza

Quello della vigilanza resta un tema importante, un impegno legato alla dimensione degli organici e alla consistenza del tessuto economico. Nel 2024 gli organi di vigilanza sul lavoro in Italia (Ispettorato Nazionale del Lavoro, Inps, Inail, Carabinieri) hanno effettuato 158.069 accessi ispettivi complessivi, di cui 108.267 controlli specifici su salute e sicurezza. In circa il 74% dei casi sono state riscontrate violazioni delle norme di sicurezza. (Fonte: Rapporto annuale Inl, Ispettorato nazionale del lavoro 2024)

In Italia le imprese attive sono circa 6 milioni e se si confronta questo numero con i 108.267 controlli sulla sicurezza si ottiene una probabilità di controllo dell’1,8%. Tenendo conto che una parte dei controlli riguarda più accessi sulla stessa impresa, alcune ispezioni sono ripetute sugli stessi soggetti e che i settori a rischio ricevono una quota maggiore di controlli, in termini pratici, potenzialmente, spiega Pugliese, “Oltre il 95% delle imprese italiane non riceve alcun controllo sulla sicurezza in un dato anno e in edilizia c’è una possibilità di controllo ogni 30–35 anni, nella logistica ogni 30–50 anni, in agricoltura ogni 80–100 anni e nelle micro e piccole imprese ogni 50–100 anni”.

La probabilità di ispezione

E questo vale anche a Ravenna e in Romagna dove sono attive migliaia di imprese nei settori più a rischio (edilizia, logistica, agricoltura). “I dati ufficiali – spiega Pugliese - dicono che dove si controlla si trovano violazioni nel 74% dei casi, ma la matematica dice che si controlla troppo poco per incidere davvero. Con una probabilità di ispezione tra il 2% e il 5% all’anno, la sicurezza sul lavoro non è governata dal sistema pubblico di vigilanza, ma affidata quasi esclusivamente alla correttezza delle imprese. In territori industriali come Ravenna questo diventa un fattore strutturale di rischio”.

Importante per scardinare il fenomeno è la formazione.

“Quello che stiamo facendo con il progetto nelle scuole, che parte a Ravenna all’Istituto Olivetti Callegari dal 6 febbraio al 6 marzo, non riguarda studenti in astratto. Riguarda i figli e le figlie dei lavoratori di questo territorio”. Ragazzi che crescono “dentro famiglie che vivono ogni giorno la fatica, la precarietà, gli infortuni, le malattie professionali, i turni, le trasferte”, spiega

Antonio Pugliese, segretario Feneal Uil Ravenna ph.

La sicurezza, sottolinea la Cisl, deve diventare una priorità condivisa e quotidiana, non un tema da affrontare solo dopo le tragedie. “Il quadro resta critico e non possiamo rassegnarci all’idea che morire o ammalarsi di lavoro sia normale,” spiega Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna. “Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità ferita. In Romagna aumentano le denunce di malattie professionali e restano troppi gli infortuni gravi. Serve un cambio di passo deciso: più formazione, più prevenzione, più controlli. La sicurezza non è un costo, ma un investimento sul futuro.”

Marinelli evidenzia anche la crescita delle patologie professionali “invisibili” – quelle legate rischi fisici, stress, posture scorrette, esposizioni e carichi di lavoro eccessivi – che spesso non fanno notizia ma incidono sulla vita quotidiana dei lavoratori. “Non si tratta solo di incidenti improvvisi – precisa - ma di malattie che si accumulano nel tempo e che rischiano di compromettere la salute e la dignità del lavoro.”

Il segretario Cisl Romagna richiama inoltre l’importanza di dare continuità e impulso ai tavoli provinciali istituiti nell’ambito dell’accordo “Tutela della salute e sicurezza”, previsto dal Patto per il Lavoro e per il Clima firmato a livello regionale nel 2022. “Il loro operato deve andare oltre la semplice fase di monitoraggio – spiega Marinelli -. Le buone pratiche e le proposte emerse devono trasformarsi in azioni concrete e tempestive, capaci di incidere davvero sulla realtà dei luoghi di lavoro. Solo così si può costruire una vera cultura della prevenzio-

Pugliese. I dati che sono stati analizzati – infortuni mortali, malattie professionali, dinamiche organizzative del lavoro –raccontano una cosa semplice e durissima: “il rischio non nasce dall’errore di una persona, nasce da come il lavoro è organizzato. Subappalti, pressione sui tempi, catene di comando deboli, scorciatoie che diventano normalità. Questo produce morti, ma produce anche corpi rovinati, stress, malattie, esclusione. Il problema non è che la gente non sta attenta. Il problema è che spesso lavora dentro

Cisl: la sicurezza deve diventare una priorità

In forte aumento le patologie

“invisibili”

ne, fatta di responsabilità condivise e risultati tangibili.”

Per la Cisl Romagna, la sicurezza deve entrare nei modelli organizzativi delle imprese come elemento strutturale e non come obbligo formale: “Serve una rete stabile –aggiunge Marinelli – che unisca istituzioni, aziende e lavoratori attorno a un obiettivo comune: tutelare la vita.”

L’impegno per la sicurezza non può prescindere dalla formazione delle nuove generazioni. In questo senso, la Cisl Romagna, insieme alle altre organizzazioni sindacali e agli enti istituzionali, porta avanti da oltre vent’anni a Rimini un progetto dedicato alla sicurezza sul lavoro nelle scuole. Questo percorso, mirato a diffondere una vera cultura della prevenzione fin dai banchi, è un esempio di buona pratica. “Riteniamo fondamentale che la consapevolezza dei rischi e l’importanza della prevenzione entrino a far parte del bagaglio formativo di ogni studente,” dichiara Marinelli. Quest’anno, la Cisl Romagna, insieme alle altre organizzazioni sindacali e istituzionali, darà avvio al progetto anche nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna creando una rete educativa che prepari i futuri lavoratori a esigere e praticare la sicurezza come un diritto e un dovere quotidiano.

sistemi che rendono pericoloso stare al lavoro e finché continuiamo a raccontare il lavoro come una sfida individuale, continueremo ad accettare che qualcuno si faccia male o muoia”, conclude Pugliese. Per questo il lavoro nelle scuole non è una lezione di sicurezza tecnica ma è un intervento culturale e civile. Serve a dare ai ragazzi – che domani entreranno in fabbrica, nei cantieri, negli ospedali, nella logistica – gli strumenti per riconoscere i meccanismi del rischio prima di esserne schiacciati.

Francesco Marinelli, segretario generale Cisl Romagna

Il settore dell’edilizia, a livello italiano, è uno dei più bersagliati dagli incidenti.

Nel 2024 le imprese

edili iscritte alla Cassa Edile di Ravenna erano 810. Di queste, 675 (l’83,3%) avevano fino a 5 dipendenti. Se si sale fino a 9 dipendenti si arriva al 91,85%.

Solo quattro imprese superano i 50 addetti.

L’edilizia ravennate è quindi costruita quasi interamente su micro-imprese e piccoli cantieri, con una struttura produttiva frammentata e fortemente dipendente da subappalti e squadre ridotte. In un sistema così spezzettato il controllo delle condizioni di lavoro e della sicurezza è strutturalmente più debole. “Un settore composto per oltre il 90% da micro-imprese -spiega Antonio Pugliese che è anche vicepresidente della Cassa Edile - è un settore dove il rischio non è un’eccezione ma una condizione sistemica”. Nel 2024 gli operai iscritti erano 4.624, in aumento del 76,7% rispetto al 2020. Ma solo 1.652 lavoratori, pari al 35,73%, risultano presenti continuativamente per tutto l’anno. Quasi due lavoratori su tre entrano ed escono dai cantieri durante l’anno.

“Questo significa che l’edilizia ravennate cresce in termini di addetti, ma lo fa su basi instabili, con lavoro intermittente e discontinuità occupazionale. Un settore in cui due terzi dei lavoratori non sono presenti tutto l’anno è un settore strutturalmente precario, e la precarietà è uno dei principali fattori di rischio”.

E se si guarda all’età, si vede come, sempre nel 2024, il 27,6% dei lavoratori aveva tra 51 e 60 anni, il 24,89% tra 41 e 50 anni e il 9,04% più di 60 anni. In totale oltre il 61% degli operai ha più di 40 anni. Nelle cooperative la quota di over 50 supera il 51%. La forza lavoro dell’edilizia ravennate è quindi matura e in buona parte anziana, con una lunga esposizione a lavori fisicamente pesanti e a condizioni usuranti. Nel 2024 il 36,53% degli operai è inquadrato al primo livello (operai comuni) e il 26,64% al secondo livello. In totale il 66,46% dei lavoratori non supera il secondo livello contrattuale. Solo l’1,34% è sopra il quarto livello. Questo significa che la maggioranza degli addetti svolge le mansioni più faticose e rischiose, con poca autonomia e potere contrattuale inferiore.

Edilizia bersagliata dagli incidenti

Lavoratori spesso poco stabili e sempre più anziani

Nel 2024 le ore lavorate erano crescono del 6,95%, ma nell’edilizia industriale l’aumento è del 17,8% in un solo anno. La massa salari dell’industria cresce del 19,28%. Questo indica una forte accelerazione dei ritmi produttivi, soprattutto nei cantieri industriali, con più lavoro concentrato in meno tempo. L’edilizia ravennate è un sistema in forte espansione, ma fondato su micro-imprese, lavoro discontinuo, forza lavoro anziana e bassi livelli di inquadramento, con una crescita molto rapida dei carichi produttivi. È una struttura che massimizza la flessibilità e la produzione, ma che rende strutturalmente fragile la tutela della salute e della sicurezza”.

In questo contesto, il badge di cantiere è una conquista sindacale. “Non nasce – spiega Pugliese - da un’idea ministeriale, ma da una sperimentazione costruita dal sindacato a Reggio Emilia per risolvere un problema reale: nei cantieri nessuno sapeva più chi lavorava davvero, per conto di chi e con quali diritti. Quel modello ha dimostrato che quando rendi visibili le persone, il lavoro nero arretra, i subappalti opachi si riducono e la sicurezza diventa governabile. Da lì Cgil, Cisl e Uil hanno portato quella esperienza al livello nazionale e l’hanno imposta come standard al Governo. Il badge è un meccanismo di responsabilità. “Serve a una cosa sola: sapere – conclude Pugliese - chi è in cantiere, da quanto, per quale impresa e con quali requisiti. Quando questo è chiaro, non puoi più scaricare colpe, far sparire persone, coprire irregolarità. Il badge non controlla il lavoratore, controlla il sistema. Se viene applicato per davvero rende tracciabili appalti e subappalti, impedisce il lavoro nero, obbliga le imprese a rispondere dei lavoratori presenti, permette di ricostruire cosa è successo quando avviene un infortunio. Senza badge le persone sono invisibili. E l’invisibilità è la prima causa di insicurezza. Il fatto che oggi entri nella normativa nazionale non è un dettaglio tecnico: è la prova che una battaglia territoriale del sindacato può diventare una regola di civiltà per tutto il Paese”.

intervista a › Gianpiero Mancini

La prevenzione parte da 1.296 controlli

Ravenna: molte verifiche su cantieri edili e porto

Sono 1.296 i controlli effettuati dal Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Ravenna (Ausl Romagna) con i cantieri edili osservati speciali. Ne parliamo con Gianpiero Mancini, a capo del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (Spsal) di Ravenna

Dottor Mancini, quali i sono dati 2025 sugli infortuni in provincia di Ravenna?

A controllare le aziende 19 tecnici, 3 medici e 2 ingegneri

Al 30 novembre 2025 (ultimi dati disponibili) gli infortuni occorsi (denunciati) nella provincia di Ravenna sono stati 7.054. Raffrontando il totale degli infortuni denunciati nei primi 10 mesi del 2025 rispetto a quelli dello stesso periodo 2024, vi è stato un incremento dell’1,5%, in analogia rispetto a quanto accaduto a livello nazionale. Sono stati purtroppo sette gli infortuni mortali, dei quali cinque in occasione di lavoro: tre in agricoltura con coinvolgimento del trattore, uno in edilizia e uno al porto. Gli altri due sono occorsi ad un lavoratore ma fuori dal contesto lavorativo e

a un non lavoratore (turista).

Quali sono i settori più interessati?

A livello nazionale il maggiore incremento si è verificato nei settori delle costruzioni, del commercio, della sanità e dei servizi alloggio/ ristorazione. I dati di incidenza attualmente a disposizione per la provincia di Ravenna confermano l’andamento nazionale. Si evidenziano livelli elevati anche nei “servizi postali e corriere”, industria alimentare e bevande, industria del legno e sughero.

Quanti controlli sono stati effettuati dall’Ausl?

Nel corso del 2025 le aziende controllate dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro di Ravenna (dell’Azienda Usl della Romagna) sono state 1.296. In particolare si è intervenuti nei settori più a rischio effettuando interventi completi (spesso con più sopralluoghi e aziende coinvolte) in 410 cantieri edili, di cui 143 cantieri di rimozione o bonifica da amianto e in 60 aziende agricole del territorio.

Gianpiero Mancini, direttore Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Ravenna

GEOLOGIA GEOTECNICA SISMICA AMBIENTE

Da trent’anni ci occupiamo di indagini in situ e di Caratterizzazione Geologica, Sismica e Ambientale.

Mettiamo al ser vizio dell’Edilizia, le nostre conoscenze e le nostre attrezzature. Per voi,

Sono stati effettuati inoltre 96 interventi presso lavorazioni in ambito portuale, in operazioni di carico/scarico merci e presso cantieri di riparazione navale. Sono stati effettuati anche controlli nel settore della metalmeccanica, dei trasporti, della logistica. Interventi mirati sono stati indirizzati verso il rischio chimico cancerogeno e in altre tipologie di aziende/rischio, a volte anche su segnalazione. Il Servizio svolge anche attività di assistenza alle imprese sia su richiesta sia di iniziativa, anche con la diffusione di buone pratiche, secondo il Piano Regionale della Prevenzione, in comparti lavorativi “strategici” quali agricoltura, edilizia e logistica, trasporti, utilizzo di macchine ed attrezzature, o su fattori di rischio per la salute quali agenti cancerogeni, rischio di sovraccarico biomeccanico (per ossa, muscoli, articolazioni) e stress lavoro correlato.

Su quante forze può contare il servizio Prevenzione sicurezza?

Il Servizio, che è provinciale nelle tre sedi di Ravenna, Faenza e Bagnacavallo (per il distretto di Lugo), dispone attualmente di 3 medici, due ingegneri addetti alla sicurezza e 19 tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.

Sulla base di quali elementi vengono effettuati i controlli?

Il Servizio effettua controlli su segnalazione (di cittadini, lavoratori, enti, eccetera) o di iniziativa. Per questi ultimi ci basiamo su criteri ispirati all’entità del rischio: comparti che, per il tipo di lavorazione e per la incidenza infortunistica sono considerabili come più “pericolosi”, e, tra questi, selezione delle aziende o dei cantieri in base a parametri che ci permettono di presumere la pericolosità dell’attività lavorativa svolta. Ad esempio, nei cantieri edili, questi parametri sono relativi alla rilevanza dell’opera, al numero di appalti e subappalti (conosciuti o presumibili), al numero di ditte coinvolte, alla collocazione geografica, alla presenza dei fattori di rischio che principalmente causano infortuni gravi o mortali, quali il rischio di caduta dall’alto, sprofondamento, seppellimento. Tuttavia non vengono esclusi cantieri più piccoli, considerando che il sistema della prevenzione può essere meno organizzato. Altro esempio riguarda la vigilanza ed il monitoraggio delle lavorazione portuali: in questo caso un data base da noi predisposto ci consente di registrare i riscontri delle ispezioni svolte negli ultimi anni riguardo a gravità e frequenza delle carenze di sicurezza, tendenza a ripetersi delle inadempienze, tenuta nel tempo delle misure di prevenzione adottate, sistema di prevenzione aziendale, infortuni gravi o frequenti, problematiche particolari che devono comun-

que essere risolte e altri ancora. In tal modo, pur applicando il principio della rotazione nella scelta dei luoghi di lavoro da ispezionare, questa non viene effettuata in percentuale esattamente uguale tra i terminal, bensì integrando nella selezione la combinazione dei fattori che ho appena elencato. Ciò, ovviamente, al di là della frequente presenza al porto del nostro personale ispettivo, consente da un lato di concentrarci sulle situazioni più a rischio, dall’altro, specularmente, di non ispezionare con la stessa frequenza le aziende che si impegnano maggiormente nell’applicare le procedure e le misure tecniche di sicurezza cercando di mantenerle nel tempo.

Che rischio ha un’azienda di essere controllata?

Le 1.296 imprese controllate con ispezioni durante l’anno (2025 ma il numero sarà simile nel 2026) rappresentano circa l’8% di quelle che operano nel territorio, quindi una percentuale piuttosto significativa. Non è possibile calcolare un vero e proprio “rischio”, nel senso di una probabilità attendibile per un’azienda di essere controllata, sia perché a volte si torna in aziende già valutate (ad esempio presenti in un cantiere diverso da quelli dell’anno precedente ma oggetto della nostra attenzione), sia perché la scelta delle aziende, come si diceva in precedenza, non è puramente a rotazione ma basata su criteri di priorità basta sul rischio. Inoltre le indicazioni derivanti dal Piano Regionale della Prevenzione (in gran parte mutuate da quello nazionale) orientano i Servizi di Prevenzione verso i settori e comparti lavorativi a maggior rischio di infortuni e malattie professionali gravi.

Crescono gli infortuni in itinere?

A livello nazionale nel 2025 l’incremento è stato del 3,1% rispetto al 2024, in Emilia-Romagna ancora maggiore, influendo in modo significativo sull’incremento dell’1,5% totale regionale e con un impatto significativo anche nella provincia di Ravenna.

Formazione, riforma operativa da maggio Ghetti (Cna Cesena): “Imprese sempre più attente”

“Occorre continuare a investire sui progetti di prevenzione e formazione, una cultura che noi promuoviamo da decenni. Venti anni fa avevamo datori di lavoro molto meno attenti, adesso le imprese hanno sviluppato questa esigenza e in molti chiedono spontaneamente di fare prevenzione.

Parlando con gli organi di controllo ci dicono che da quindici anni a questa parte gli ambienti di lavoro hanno fatto dei passi avanti da un punto di vista di impianti e attrezzature, ma ancora devono investire sulla formazione che non deve essere solo teorica ma anche pratica, e cioè fatta direttamente sul campo per insegnare le corrette procedure ai lavoratori”. E la strada da battere – secondo Davide Ghetti, responsabile del servizio ambiente e sicurezza di Cna Forlì-Cesena

Servono interventi direttamente in azienda Meglio poche ore che incontri ‘fiume’

– è quella della formazione che, finalmente, “diventa a misura di ciascuna impresa che può e deve far svolgere la formazione all’interno dell’impresa stessa. Meglio un paio d’ore l’anno fatte come si deve sul luogo di lavoro che ore teoriche in un’aula che dice poco o niente ai lavoratori”.

L’avvio della riforma Da maggio 2026 la formazione cambia pelle perché entra nel vivo l’operatività del nuovo accordo (si veda l’articolo sotto) Stato-Regioni. “Si tratta di un passo fondamentale perché in esso si stabilisce – spiega Ghetti – che la formazione deve essere strettamente connessa ai rischi presenti in azienda e non generalista e, inoltre, deve essere fatta all’interno dell’azienda stessa e deve essere il più possibile legata all’attività svolta.

Le casistiche saranno per la gran parte aziendali e in questo modo il lavoratore sarà in grado di percepire meglio il rischio connesso all’attività che svolge”. Peraltro, se è vero che il numero degli infortuni è stabile, Ghetti osserva come il dato sia fortemente influenzato dall’andamento degli incidenti in itinere, quelli cioè nel tragitto casa lavoro, che sono in fortissima crescita. “Con questo non voglio dire che il problema sicurezza sul lavoro in azienda non esista, il problema c’è, è inutile negarlo, ma dal nostro osservatorio di Cna non registriamo un incremento di incidenti nelle nostre imprese associate. Tra i nostri imprenditori non risultano infortuni gravissimi, né si può parlare di un’impennata o un incremento di incidenti. Le imprese che fanno parte di associazioni risultano poi più attente alla prevenzione”.

Formazione più pragmatica

E poi con le nuove regole anche la formazione cambierà e diventerà, per così dire, più pragmatica. “Dobbiamo trovare il modo di coinvolgere sempre più i lavoratori, di fare una formazione pragmatica e attenta al dato reale, a quello che il lavoratore trova in azienda. Ed è decisamente meglio fare interventi brevi, intorno alle 2 ore, per ridurre il rischio che chi frequenta, cioè i lavoratori, finisca per distrarsi, come è normale se la lezione dura troppo a lungo”.

In

campo il nuovo accordo Stato-Regioni

A maggio finisce il periodo transitorio della riforma

Il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è entrato in vigore il 24 maggio 2025, introducendo importanti novità e un testo unico che accorpa le normative precedenti. L’Accordo del 17 aprile 2025 ha sostituito e accorpato tutti i precedenti accordi in materia di formazione, semplificando e uniformando le norme esistenti dal 2011, 2012 e 2016. L’Accordo prevede un periodo transitorio di 12 mesi, fino al 24 maggio 2026, durante il quale è ancora possibile erogare i corsi secondo le precedenti regole oppure secondo il nuovo Accordo. Dal 25 maggio 2026 la formazione dovrà essere integralmente conforme alle disposizioni del nuovo Accordo unico StatoRegioni 2025.

La Regione Emilia-Romagna, con Delibera n. 1085 del 7 luglio 2025, ha approvato le disposizioni attuative dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che regolano i percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi del Decreto Legislativo n. 81/2008 e successive modifiche. Per ogni figura professionale della sicurezza in azienda (datore di lavoro, Responsabile del Servizio di Prevenzione protezione, Preposti, lavoratori e dirigenti) e per la formazione relativa ad attrezzature e ambienti confinati, sono state definiti in maniera puntuale contenuti, durata, modalità dei percorsi formativi di base e aggiornamento, modificando, in diversi casi, la disciplina precedente. In attesa dei chiarimenti delle Regioni e del Ministero del lavoro ai diversi quesiti posti, ricordiamo alcune novità di particolare rilievo introdotte dall’Accordo Stato Regioni.

Davide Ghetti, responsabile del servizio ambiente e sicurezza di Cna Forlì-Cesena

Formazione dei datori di lavoro La novità più significativa è che tutti i datori di lavoro sono tenuti a seguire percorsi formativi specifici per acquisire competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Anche i datori di lavoro che abbiano incaricato nel ruolo di RSPP un dipendente oppure un consulente esterno, dovranno frequentare questo corso. L’obbligo prevede un percorso formativo di 16 ore, a cui si aggiungono 6 ore-modulo cantieri per chi opera come impresa affidataria nei cantieri temporanei e mobili. Questi corsi includono moduli teorici e pratici, con verifica dell’apprendimento e dovranno essere frequentati entro il 23 maggio 2027. I datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dovranno frequentare sia il corso datori di lavoro (16 ore) sia un modulo comune di 8 ore, valido per tutti i settori. Per alcuni settori di attività (Agricoltura, Pesca, Costruzioni e Chimico) sono previsti, in più, anche uno o più moduli tecnici, con durata variabile (12 o 16 ore).

Formazione dei preposti

Il ruolo del preposto è centrale nella gestione della sicurezza sul lavoro. Il preposto è una figura incaricata dal datore di lavoro per sovrintendere alle attività lavorative e garantire anche il rispetto delle norme di sicurezza. La responsabilità del preposto include i compiti di vigilare sull’applicazione delle misure di sicurezza da parte dei lavoratori, segnalare al datore di lavoro eventuali situazioni di rischio e sospendere le lavorazioni in caso di situazioni di pericolo per i lavoratori. In relazione alla particolare responsabilità di questa figura, per rafforzarne la consapevolezza e la cultura della prevenzione, l’Accordo del 17 aprile 2025 ha ampliato i contenuti e la durata del corso base, che passa da 8 a 12 ore con una maggiore continuità del percorso

formativo. Il corso di aggiornamento (durata minima 6 ore) dovrà essere a cadenza biennale anziché quinquennale. Per i preposti che avessero già superato il biennio alla data di entrata in vigore dell’accordo (cioè corso frequentato prima del 23 maggio 2023), è stato previsto che l’aggiornamento dovrà essere completato entro il 23 maggio 2026. Se il corso è stato svolto successivamente deve essere aggiornato alla scadenza dei 2 anni.

Formazione dei lavoratori

La formazione iniziale per i lavoratori neoassunti deve essere svolta immediatamente all’atto dell’assunzione e comunque prima di adibire il lavoratore alla mansione (la normativa precedente prevedeva il termine di 60 giorni per completare il percorso formativo). La formazione, è sempre articolata in formazione generale (che costituisce credito permanente) e formazione specifica di 4, 8, 12 ore corrispondenti al rischio basso, medio o alto. Formazione per ambienti confinati e Formazione per nuove attrezzature introdotte dall’Accordo (es. carriponte, caricatori per materiali): i nuovi corsi disciplinati dall’Accordo, dovranno essere frequentati entro 12 mesi, quindi entro il 23 maggio 2026.

Disposizioni transitorie

Ricordiamo che è previsto un periodo transitorio di un anno entro il quale i corsi potranno essere ancora organizzati ai sensi dell’Accordo precedente e entro il quale dovranno essere frequentati i nuovi percorsi formativi. È fatta salva tutta la formazione già effettuata in precedenza, se conforme ai contenuti del nuovo Accordo e, soprattutto, se è stata mantenuta aggiornata. Gli attestati di formazione relativi ai percorsi formativi ricompresi nell’accordo, rilasciati da più di 10 anni e per i quali non sia stato svolto alcun aggiornamento, non possono più ritenersi validi e si dovrà procedere a una formazione ex novo.

Confartigianato: basta con i click day

Bene i Piani mirati di prevenzione nelle aziende

Bene i Piani mirati di prevenzione, meno bene una formazione erogata su base semplicemente oraria, male i click day per i bandi sulla sicurezza che premiano spesso, più che la qualità di un progetto, la rapidità con la quale si clicca un tasto del computer. Fissa le priorità del mondo della formazione Massimiliano Serafini, responsabile del servizio Ambiente e Sicurezza di Confartigianato provinciale di Ravenna. Partendo, purtroppo, da un dato negativo. “Gennaio 2026 è stato un mese pessimo per la sicurezza in Italia, compreso il nostro territorio, con numerosi infortuni. Speriamo che l’anno non continui con questa dinamica - spiega Serafini - che è preoccupante”. Un mondo, quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, che procede tra luci e ombre. Tra le “luci”, spiega Serafini, vi è l’azione del mondo della scuola all’interno del quale i progetti, le lezioni e i corsi sul tema aumentano positivamente. “Sempre più istituti garantiscono ore di formazione sul tema della sicurezza per quelli che saranno i futuri lavoratori, rilasciando attestati. Ma la loro consegna dovrebbe avvenire anche al momento del diploma, cioè più in prossimità di un probabile ingresso nel mondo del lavoro”. Il mondo della sicurezza, secondo Serafini, ruota intorno a tre grandi questioni: la percezione del rischio, la consapevolezza situazionale e il fattore umano. In questo ambito, la formazione non dovrebbe avere come faro la quantità delle ore ma la loro qualità. Così come occorre avere mol-

Importante la formazione nelle scuole Serve anche una reale percezione del rischio

Massimiliano Serafini, responsabile del servizio Ambiente e Sicurezza Confartigianato provinciale di Ravenna

ta attenzione alla situazione in cui il lavoratore a volte si trova ad operare. Il contesto in cui si lavora, spesso rapidamente mutevole, impone un’attenzione, quindi una consapevolezza situazionale, che deve essere “allenata” al pari delle competenze tecniche (ad esempio, anche ad un semplice cambiamento delle condizioni meteorologiche dovrebbe corrispondere un adeguamento dei comportamenti). Da parte loro le imprese prestano sì attenzione al tema della sicurezza ma si trovano a combattere con due aspetti molto importanti: la fretta di concludere i lavori, specie in epoca di Pnrr, e la concorrenza sleale di coloro che generano “tagli” sulla sicurezza. “Ma la cosa fondamentale dovrebbe essere la premialità - aggiunge Serafini - perché andrebbero sempre sostenute le iniziative migliori. Invece assistiamo ad un sistema generalizzato in cui vince chi spinge per primo il tasto del computer. Il rischio è una redistribuzione non meritocratica del denaro”. Bene l’introduzione del bonus per andamento infortunistico prevista dalla recente conversione in Legge del DL 159/25 ma occorre fare di più.

Infine il contesto del Porto: cantieristica e manutenzione sono settori delicati, da monitorare; anche qui possono essere funzionali i Piani mirati di prevenzione messi in campo dalla Regione insieme alle aziende sanitarie. “Si tratta - conclude Serafini - di un modo interessante di coinvolgere le aziende rendendole consapevoli anche di ciò che può far scaturire sanzioni”.

Dal 1974

Da oltre 45 anni Leader a Imola, Bologna, ForlìCesena e Ravenna nel settore dei traslochi industriali e civili La Cooperativa si occupa anche di servizi per il sollevamento in quota con piattaforme aeree, noleggio gru e autogru con operatore, trasporto conto terzi (anche eccezionali) e movimentazioni industriali.

TRASLOCHI INDUSTRIALI

TRASLOCHI CIVILI

TRASPORTO CONTO TERZI

MOVIMENTAZIONI INDUSTRIALI

NOLEGGIO AUTOGRÙ

SERVIZI DI SOLLEVAMENTO

Via Scotellaro 1 Imola (BO) 0542 626352 info@atfi.it

Violenza

sui

sanitari in forte crescita (+10,4%) In aumento quelle dei pazienti ma anche dei familiari

Nel 2024, il sistema di rilevazione regionale delle aggressioni Segnal-Emilia-Romagna ha evidenziato 2.682 segnalazioni, registrando 281 casi in più (+10,4%) di aggressione agli operatori della sanità rispetto al 2023.

Le aggressioni continuano a manifestarsi prevalentemente nel settore pubblico (87,1%) rispetto alle strutture a gestione mista (2,9%) e al privato accreditato SSR (10%), mostrando una riduzione in quota parte dello 0,9% nel settore pubblico rispetto al 2023. Raddoppiano le violenze registrate nei Pronto soccorso. Le aggressioni avvengono prevalentemente nei giorni feriali (86,6%) e si concentrano maggiormente nella mattina (44,3%), con un incremento della quota rispetto al 2023 del 4,9%. La maggior parte delle aggressioni è commessa da utenti o pazienti (56% nel 2023 e 62,6% nel 2024 rispetto al totale delle segnalazioni), con un incremento del 6,6%. Anche le violenze agite dai parenti/ caregiver/conoscenti hanno registrato un incremento,

Gran parte delle aggressioni nelle strutture pubbliche e prevalentemente di mattina

passando dal 20,6% al 26,6% (+6%).

L’ospedale ha registrato 2.112 casi e pur rimanendo il luogo in cui si rileva la maggior parte delle aggressioni, ha mostrato una riduzione del 3,6% (82,3% nel 2023 e 78,7% nel 2024), rispetto al territorio dove si è registrato un aumento di segnalazioni del 3,6%, passando dal 17,7% del 2023 al 21,3% del 2024. L’area della degenza ospedaliera risulta maggiormente coinvolta rispetto alle altre aree assistenziali per i due anni analizzati (27,2% nel 2023 e 31,2% nel 2024). A seguire sono coinvolti i reparti di Pronto soccorso, che fanno rilevare un incremento nel biennio analizzato: da 12,4% a 24,1%. Rispetto al 2023 presentano una riduzione di frequenza le aggressioni in ambito ambulatoriale (da 27,4% all’ 11,4% nel 2024) e le altre aree (da 20,4% al 14,5% nel 2024).

Esaminando separatamente ospedale e territorio, si osserva che l’area psichiatrica mostra una lieve riduzione in ospeda-

le (dal 12,6% al 10,4%) mentre sul territorio si rileva un lieve aumento delle aggressioni nei Servizi per le dipendenze (da 1,4% a 2,4%).

Aumentano i danni alle strutture

La distribuzione tra le diverse tipologie di aggressione è cambiata in modo significativo nel 2024 rispetto al 2023, con una riduzione delle aggressioni fisiche, che rappresentano il 25,8% del totale delle segnalazioni, del 6,9% e un aumento di quelle contro la proprietà (17,7%) mentre resta pressoché inalterata (+ 0,6%) la quota delle aggressioni verbali che rappresentano la maggior parte delle segnalazioni (83,8%). Per le aggressioni verbali si rileva un trend in crescita nel pubblico con un aumento del 44,7% tra il 2022 e il 2023 e un ulteriore incremento del 13,5% nel 2024 mentre nel privato si nota una riduzione del 10,5% nel 2024 rispetto al 2023. I danni alla proprietà nel pubblico passano da 61 casi nel 2019 a 330 nel 2024 (+28,9% rispetto al 2023), nel privato si osserva una crescita da 15 casi nel 2023 a 160 nel 2024. Nelle aree psichiatriche e nei servizi per le dipendenze le aggressioni fisiche sono più frequenti (50,6%) rispetto alle altre aree, come anche i danni alla proprietà (34,5%). Le aggressioni verbali prevalgono nelle altre aree assistenziali monitorate (oltre il 93%) e in particolare nei servizi ambulatoriali ospedalieri e territoriali (96,4%). Il numero di operatori sanitari coinvolti nel 2024 è stato pari a 2.998, di cui 2.109 di genere femminile (70,3%) e 751 maschile (25,1%),

con 266 operatori coinvolti in più rispetto al 2023.

La proporzione sul numero complessivo di dipendenti del SSR nel solo settore pubblico è stata del 3,7%, e analizzando la proporzione per genere, quella nel femminile è risultata pari a 3,5% e nel maschile pari a 3,7%, non evidenziando sostanziali differenze. Rispetto all’età degli operatori coinvolti, risultano più colpite le fasce di età più giovani con un picco nella fascia di età compresa tra 30 e 39 anni (30% nel 2024). Gli operatori con meno di 30 anni rimangono i più esposti, con una percentuale sul personale dipendente nel settore pubblico del 7,1% (+0,4% rispetto al 2023). Le classi di età 40-49 anni e 50-59 anni rappresentano nel 2024 entrambe circa il 20% del totale delle segnalazioni. La fascia di età con più di 60 anni rimane la meno coinvolta (4,7% del totale nel 2024) e la percentuale sugli operatori dipendenti pubblici della stessa fascia di età passa dal 1,3% al 1,5% (+0,2%). In termini assoluti, nel 2024 le aggressioni fisiche sono più frequenti nei maschi (33,4%) rispetto alle femmine (21%), mentre le aggressioni verbali sono agite con simile frequenza in entrambi i generi (89,5% nei maschi vs 90,9% nelle femmine).

I più colpiti gli infermieri

Analizzando la distribuzione delle segnalazioni di aggressione per tipo di professione, si rileva che gli infermieri continuano a essere la categoria più rappresentata, con il

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
EMILIA-ROMAGNA
Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna

A Ravenna il più alto numero di aggressioni

Città bizantina con 163 eventi seguita da Rimini

(154)

Nell’anno 2024, nel territorio dell’AUSL della Romagna, tramite la PA 95 sono pervenute 517 segnalazioni (relative a 457 eventi). La PA 95 “Procedura per la prevenzione e gestione della violenza da terzi a danno degli operatori aziendali” ha lo scopo di promuovere una politica di prevenzione del fenomeno della violenza da terzi a danno degli operatori dell’AUSL della Romagna e di rendere omogenee le modalità di segnalazione degli eventi aggressivi e/o violenti a danno degli operatori.

Le segnalazioni sono state così suddivise per ambito territoriale: Cesena 101 episodi, Forlì 109, Ravenna 163, Rimini 144. I 457 eventi sono identificabili come segue: 21 segnalazioni fanno riferimento alla somma di violenza verbale, fisica e alla proprietà; 52 solo verbale e fisica; 37 solo verbale e ai beni di proprietà; 3 solo fisica e attacco ai beni; 29 solo fisica; 303 solo verbale; 12 solo ai beni di proprietà. Il numero delle segnalazioni da PA95 per l’anno 2024 risulta sostanzialmente sovrapponibile al 2023 e al picco registrato nell’anno 2019 e risultano così suddivise per genere: 125 provengono da maschi, 356 da femmine. I prossimi obiettivi che l’Azienda AUSL Romagna si pone al fine di ridurre il numero degli episodi di violenza e infortuni dalla stessa arrecati sono: il proseguimento del percorso di definizione di un protocollo di intesa con

57,9% degli episodi, sebbene in lieve calo rispetto al 2023 (59,7%). La proporzione sui dipendenti pubblici RER è di 5,4% con 1.511 casi su 28.100 dipendenti. La quota dei medici convolti negli atti di violenza passa da 11,2% a 13,6%. Nel 2024 la percentuale sul personale in carica per questa categoria consiste nel 3,5% (in aumento dello 0,8% rispetto al dato precedente). Gli operatori sociosanitari (OSS) sono coinvolti nell’11,4% del totale delle segnalazioni e la pro-

Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale), per l’intervento in situazione di emergenza (attivazione “punto a punto” e implementazione di personale presso il Posto Fisso di Polizia); l’informazione, formazione e sensibilizzazione dei lavoratori, preposti e dirigenti per l’avvio di SegnalER; la programmazione e l’attuazione di corsi di formazione sulla comunicazione/gestione dei conflitti/gestione dell’aggressività; l’ampliamento del progetto di Facility Emergency attraverso l’inserimento della figura di uno psicologo dell’emergenza all’interno dei Pronto Soccorsi di Forlì e Cesena; il supporto psicologico agli operatori dell’AUSL Romagna mediante l’apertura di un ambulatorio e sportello per il disagio lavorativo.

Nella quarta decade del 2024 è stato attivato il progetto “Facility Emergency” presso il Pronto Soccorso di Ravenna e Rimini, per il miglioramento delle capacità relazionali dei lavoratori dell’Emergenza nei confronti della cittadinanza attraverso l’inserimento della figura di uno psicologo dell’emergenza all’interno del PS. Sono stati effettuati corsi di formazione relativi a: “Strumenti per la gestione dello stress: mindfulness in ambito sanitario”; “La comunicazione in emergenza urgenza”; “La gestione dell’aggressività in ambito sanitario: prevenire, riconoscere e gestire atti di violenza nei confronti degli operatori sanitari attraverso la competenza comunicativa relazionale”.

porzione è del 2,6% rispetto ai dipendenti pubblici RER (+0,5% rispetto al 2023).

Infine, la distribuzione della tipologia di segnalazione per qualifica professionale, mostra che è più colpita da aggressioni di tipo fisico quella degli OSS (36,4%), a seguire gli infermieri (25,1%), le altre professioni (19,7%) e infine i medici (17,1%). Le violenze verbali sono maggiormente a carico dei medici (95,9%) rispetto alle altre professioni.

ph. Shutterstock

Dalla

Regione 1,3 milioni per la

prevenzione

I fondi destinati alle iniziative dell’Ausl Romagna

Arrivati 1,3 milioni all’Ausl Romagna per contrastare le violenze sul personale medico. Dalla prevenzione delle aggressioni nei confronti degli operatori e delle operatrici del settore sanitario al supporto psicologico relativo ai possibili disagi in ambito professionale; dalla vigilanza aggiuntiva per le attività a maggior rischio ai controlli potenziati e specifici in orari non convenzionali; dalle azioni di formazione e informazione sui temi legati alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro alla prevenzione degli infortuni stradali in orario di servizio. E ancora, la promozione di corretti stili di vita con particolare attenzione, per esempio, all’alimentazione di chi fa turni di notte, fino alla prevenzione del burn-out per gli operatori delle carceri e al monitoraggio delle neoplasie occupazionali nell’ottica di integrazione con il registro tumori. Sono alcuni dei progetti previsti dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna in tema di sicurezza sul lavoro che, per la loro realizzazione, potranno contare su significativi contributi regionali.

riparto delle risorse tra le varie Aziende sanitarie. Tutti i progetti finanziati devono essere realizzati entro il 31 dicembre 2028.

“Con questo investimento, ci impegniamo ulteriormente a

La Giunta ha approvato la delibera che assegna il finanziamento complessivo di 5,7 milioni di euro (precisamente 5.742.646,03) a progetti di valenza locale o di sostegno al Sistema di prevenzione regionale, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare la prevenzione e diffondere la cultura della salute e del benessere sul luogo di lavoro. Nel dettaglio, vengono assegnati alle aziende sanitarie 4 milioni di euro (4.019.852,22), pari al 70% dello stanziamento totale, per il finanziamento di progetti a valenza locale, e il restante 30%, pari a 1,7 milioni (1.722.793,81), al finanziamento di progetti a supporto del Sistema di prevenzione regionale. Approvato dalla Giunta anche il

diffondere una cultura della sicurezza che non si riduca a un adempimento normativo, ma si concentri sui valori di responsabilità e piena consapevolezza - commentano l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e l’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia – per puntare sulla formazione, l’informazione, gli strumenti adeguati, passando anche dal potenziamento dei controlli, non solo riduce i rischi, evita incidenti e malattie professionali, ma migliora la qualità del lavoro e della vita delle persone fuori e dentro il luogo di lavoro. Ed è così che si genera benessere e allo stesso tempo produttività e sostenibilità nel lungo periodo. Siamo quindi al fianco delle Aziende sanitarie che sono in prima linea nella costruzione di una cultura della sicurezza, della prevenzione e della salute sempre più consapevole all’interno del mondo del lavoro”. Questo il riparto dei fondi: Ausl Romagna 1.314.434,26; Ausl di Bologna 1.001.566,07 euro; Ausl di Modena 1.017.805,14; Ausl di Reggio Emilia 673.084,07; Ausl di Parma 489.945,13; Ausl Piacenza 454.388,75; Ausl Ferrara 307.950,54; Ausl Imola 383.472,07; Ircss Aou Bologna - Policlinico Sant’Orsola 40.000,00; Ircss Ior 15.000,00; Aou Modena 15.000,00; Aou Parma 15.000,00; Aou Ferrara 15.000,00.

Massimo Fabi, assessore alle politiche per la salute Regione Emilia-Romagna
Marchetti (Cgil): “Insufficiente il numero degli ispettori” Gli appalti a cascata spostano i rischi sui più deboli

Il territorio ravennate ci restituisce un andamento infortunistico piuttosto in linea con l’anno precedente, a differenza delle denunce di malattie professionali che registrano una crescita significativa. Prendendo come riferimento il periodo gennaio-novembre 2025 (il più recente reso disponibile da Inail al momento della pubblicazione dell’articolo), i dati riportati di seguito saranno messi a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente. Gli infortuni sul lavoro denunciati in provincia sono stati 6.625 con un incremento di +1,9% rispetto ai 6.500 del 2024, 7 gli infortuni mortali, uno in meno sul 2024. Sempre troppi... I settori di attività economica interessati dal fenomeno si confermano gli stessi: sono lievemente in calo il numero degli infortuni nelle costruzioni, nel trasporto e magazzinaggio mentre aumentano leggermente nella sanità e assistenza sociale, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio-riparazione di autoveicoli, nell’industria alimen-

La formazione per essere efficace deve essere specifica e concreta

tare, nella metallurgia e nell’attività di servizi di alloggio e di ristorazione. Per quanto riguarda le malattie professionali denunciate nel periodo preso in esame risultano essere 777, con un +35,8% rispetto alle 572 del 2024. Le patologie principalmente denunciate rimangono quelle del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso (come ad esempio tunnel carpale), dell’orecchio e dell’apofisi mastoide. Aumentano anche le malattie della cute e del tessuto sottocutaneo.

Il lavoro precario pesa sugli infortuni

Diverse le considerazioni che possono scaturire da questo quadro, che evidenzia come lavoratori e lavoratrici continuino a vedere compromessa la propria salute a causa del lavoro svolto. A partire da una seria riflessione sull’attuale mercato del lavoro che, sempre più spesso, è connotato da incertezza e precarietà, con processi di esternalizzazio-

ne e affidamento di appalti che, in molti casi, “scaricano” o “spostano” i rischi su lavoratori e lavoratrici meno tutelati, anche contrattualmente.

A fronte di inadempienze rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente, con particolare riferimento al Dlgs 81/08, la funzione degli organi di controllo è stata potenziata con l’estensione dell’attività e delle risorse all’Ispettorato Nazionale del lavoro per implementare la vigilanza anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro in tutti i settori produttivi. Purtroppo il numero degli ispettori potrebbe continuare ad essere insufficiente, a causa di diverse defezioni imputabili anche allo scarso riconoscimento della loro professionalità. Territorialmente l’azione dell’Ispettorato si aggiunge e si coordina con quella svolta dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Ausl Romagna.

Dare concretezza alla formazione

che ha accorpato e aggiornato tutti i precedenti accordi in materia di formazione, alcune sono puntualmente realizzate,

Un’ultima considerazione attiene qualità ed efficacia della formazione. Farne tanta non è automaticamente sinonimo di competenze e di comportamenti conformi perché le variabili sono diverse: da argomenti affrontati a livello generico e percepiti poco utili rispetto alla specifica attività lavorativa, alle modalità e consuetudini di lavoro poste in essere in azienda, che possono non favorire la traduzione in concreto di quanto appreso in aula.

Caterina Marchetti, Dipartimento salute e sicurezza

Da questo punto di vista Il nuovo accordo Stato-Regioni sulla formazione pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 maggio 2025 ha introdotto la verifica dell’efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa. Tra le previsioni normative contenute all’interno del Testo

come l’aggiornamento biennale dei preposti, altre registrano maggiori difficoltà, come l’obbligo di formare i/le nuovi/e assunti/e prima dell’assunzione o, se non risulta possibile, contestualmente. Anche la formazione introdotta per il datore di lavoro fatica ancora ad essere programmata e può spiegarsi con il fatto che, a differenza degli altri corsi che dovranno essere svolti entro un anno dall’entrata in vigore dell’accordo, il percorso formativo rivolto al datore di lavoro beneficia di un ulteriore periodo e può concludersi entro 24 mesi.

Questo ci parla anche di un approccio culturale ancora da costruire, se la formazione prevista è considerata un obbligo e un ulteriore appesantimento burocratico e non un momento in cui acquisire utili strumenti di conoscenza e competenze. La formazione è una parte fondamentale da sviluppare anche in ottica di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali ed è necessario che sia efficace e partecipata attivamente da tutti i soggetti della sicurezza aziendale.

Caterina Marchetti, Dipartimento Salute e Sicurezza CGIL RA

La sicurezza diventa cyber con ICOY ItWay

Attualmente il business della ravennate ItWay vede la netta prevalenza della cyber security (85%) con la cyebr safety al 15% ma quest’ultima quota potrebbe rapidamente salire anche alla luce del successo del progetto ICOY. Di fatto un sistema che consente di prevenire con una sicurezza prossima al 100% i rischi derivanti da schiacciamento e collisione che sono la causa del 22% degli incidenti mortali che si verificano in Italia.

in campo con l’Intelligenza artificiale

La risposta hi-tech al rischio schiacciamento e collisione

“Il nostro sistema – spiega il presidente di ItWay Andrea Farina – è stato validato anche dall’Inail e siamo orgogliosi di poter dare un contributo positivo alla sicurezza sul lavoro e far sì che chi esce al mattino per andare in fabbrica possa tornare a casa sano e salvo”. Il sistema messo a punto da ItWay è stato adottato con successo da importanti gruppi della metallurgia italiana, Marcegaglia in primis, ma anche Beltrame, Arvedi acciai e Padana tubi. Così come la cyber security resti il cavallo di battaglia in un momento in cui la sicurezza delle reti informatiche è fondamentale per l’ordinata gestione di un Paese, dalle infrastrutture (basta pen-

sare agli aeroporti) ai servizi. Le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale, a livello nazionale, hanno superato nel 2024 i 1.000 casi: uno ogni 8 ore, tutti i giorni dell’anno. Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le costruzioni (34.414 casi nel 2024, +0,5% sul 2023), il trasporto e magazzinaggio (31.958 casi, +0,7%), il noleggio e servizi di supporto alle imprese (19.935, +3,2%) e la fabbricazione di prodotti in metallo (14.444 casi, -7%).

La protezione della vita

Le soluzioni ICOY sia Mover sia Guardian offrono sistemi avanzati di supporto alla sicurezza e prevenzione degli incidenti sul lavoro. ICOY Guardian supervisiona e controlla determinate aree interne ed esterne (Red Zone) ove possono verificarsi pericoli e rischi associati ad aree critiche e alla interferenza tra uomo e macchina. L’obiettivo è sempre di proteggere la vita e la salute dei lavoratori e migliorare l’efficienza delle operazioni industriali. In particolare,

ICOY Guardian è un sistema che copre installazioni in ambienti indoor e outdoor ed utilizza componenti con opportune certificazioni.

Una configurazione tipo di ICOY Guardian prevede:

› telecamere per il monitoraggio dell’area critica con possibilità di visione dell’area a 360°;

› il perimetro di sicurezza può essere visibile a terra, nelle soluzioni indoor, tramite lampade di proiezione specifiche per ambienti industriali;

› installazione di allarmi ambientali sonori e visivi dotati di sirena continua e luci di segnalazione;

› memorizzazione di informazioni relative a violazioni del perimetro (data, ora e foto), connessione Wi-Fi/ 4G-LTE con i sistemi informativi del cliente per il monitoraggio degli eventi e per l’utilizzo degli stessi per fini statistici.

In gioco l’Intelligenza artificiale

L’Intelligenza artificiale, cuore del sistema, è basata su Deep Learning, algoritmi che permettono all’AI di definire automaticamente una serie di caratteristiche che possono essere utilizzate per classificare il contenuto di un’immagine. In questo modo l’analisi può essere costantemente migliorata con l’aumentare del numero di immagini analizzate.

Maggiore esperienza viene fatta da AI maggiori saranno le sue capacità di prendersi cura di noi. ICOY Guardian ha superato i limiti oggettivi delle tecnologie utilizzate sino ad oggi, nell’ambito della protezione del personale. Esso

rappresenta un’evoluzione nell’uso dell’intelligenza artificiale per rendere i luoghi di lavoro più sicuri, focalizzandosi sul riconoscimento delle singole entità e sul loro monitoraggio all’interno di aree critiche, ad esempio zone di interferenza uomo-macchina. ICOY Guardian può essere installato sulle strutture dell’azienda per monitorare aree critiche creando dei perimetri di sorveglianza. Un

esempio potrebbe essere il monitoraggio di aree in prossimità di sostanze corrosive, oppure delle aree in cui operano bracci meccanici o robot. Il perimetro viene definito in base alle analisi ambientali e alle esigenze del singolo cliente. La fase successiva prevede il training dell’AI per raggiungere livelli di efficienza propri della soluzione in modo da rendere quel perimetro “attivo” attraverso l’utilizzo di avvisi sonori e visivi. “Attivo” si traduce in capacità dell’ AI di individuare la presenza di una persona (o altra entità richiesta dal cliente) all’interno del perimetro critico. L’elaborazione sfrutta il flusso video delle telecamere per la ricerca delle entità richieste; quando l’IA individua una di queste entità, considera la posizione di essa in relazione al perimetro critico e gestisce i relativi avvisi per segnalare la situazione di pericolo.

Ulteriore applicazione di ICOY Guardian è la gestione degli angoli ciechi; in questo senso, sarà per esempio possibile avvertire i muletti e /o i pedoni in prossimità dell’angolo in modo da evitarne l’interferenza/scontro. Le telecamere producono 30 fotogrammi al secondo ed il sistema analizza ogni fotogramma alla ricerca di persone e altri mezzi in movimento, valutando se si trovano entro il confine dell’area di pericolo in modalità dinamica (tenendo conto delle velocità della persona e del muletto).

in questo articolo immagini da icoy.com e itway.com

Dispositivi e procedure, in campo la Nuova Olp Compie 35 anni la società ravennate leader di mercato

Nuova Olp, nata nel 1991 come evoluzione della Organizzazione Laura Prati (da cui l’acronimo Olp) nata negli anni 60-70 del Novecento, rappresenta 35 anni di esperienza nel campo della sicurezza aziendale e cura la commercializzazione, la manutenzione e l’assistenza di un’ampia gamma di dispositivi per la protezione individuale (DPI), di indumenti protettivi, di cartellonistica e di prodotti antincendio. Ed è la maggiore società specializzata romagnola del settore. Il vero rinnovamento inizia nel 1991, quando una profonda ristrutturazione e un’attenta analisi del mercato e delle sue potenzialità segna la vera svolta del successo dell’azienda, con un’area commerciale di 400 mq e 6 dipendenti. Dopo solo 10 anni l’azienda acquisisce 1.500 mq di proprietà e l’organico passa da 6 a 25 dipendenti e 5 agenti di zona, che coprono capillarmente il territorio portando un servizio di alta qualità, efficienza, personalizzazione e supporto per tutti i clienti.

Fatturato a 20 milioni nel 2025 e in continua crescita tra Emilia-Romagna e Veneto

Gli addetti sono 50 Nel 2016 il gruppo Nuova OLP può contare su più di 50 persone che credono nel lavoro ben fatto, nella qualità, puntualità e fiducia nei rapporti personali ed economici. E oggi del gruppo fanno parte anche la Olp impianti che si occupa di antincendio e la Gamp che segue il settore dell’elettronica dalla videosorveglianza all’impiantistica antincendio. In totale fanno 70 addetti che creano il più forte agglomerato specializzato di settore della Romagna.

L’azienda, spiega il responsabile vendite Paolo Piani, “ha fatturato circa 20 milioni nel 2025 con la possibilità, di crescere del 3-4% nel 2026. Siamo in crescita costante, ben supportata da valide scelte imprenditoriali e da continui investimenti fatti sulla struttura, sull’organizzazione, ma anche e soprattutto sul personale e sulla sua formazione, continua e all’avanguardia”. Lo sviluppo principale avviene in Emilia-Romagna ma è ora è partita anche una campagna di “attacco” al Veneto e in

PUBBLICITARI

› L’ARTE DI COLPIRE AL CUORE

Publimedia Italia

non è una semplice società di comunicazione: è un’istituzione che dal 1964 anticipa le evoluzioni del mercato. Con radici profonde e un’anima tecnologicamente avanzata, abbiamo scelto la strada dell’indipendenza sviluppando piattaforme proprietarie d’avanguardia. Oggi siamo una Media Agency che governa con una sovranità unica l’intero ecosistema della comunicazione: social, TV, cinema, radio, editoria e digitale. Non ci limitiamo a seguire i trend, li creiamo con etica e visione. In un’epoca in cui il mestiere del pubblicitario è spesso vittima di pregiudizi — visto come un’attività poco limpida, capace di “vendere l’anima” o manipolare la verità quasi fosse un’operazione clandestina — noi scegliamo di nobilitare questa professione. Per noi, la pubblicità è un’arte creativa che unisce psicologia, cultura popolare e strategia.

Oltre il concetto di “Posto Fisso”

In questo contesto, l’invito rivolto a ogni professionista, uomo o donna, è quello di costruire un’identità solida e un reddito che superi il concetto statico di stipendio. In un mondo dove la stabilità è spesso una zavorra che limita la crescita, specialmente per chi ha tra i 25 e i 35 anni, la vera sicurezza risiede nella capacità di capitalizzare in via incrementale il proprio valore giorno dopo giorno.

Il Ruolo richiesto: Advertising Sales Specialist

L’Advertising Sales Specialist è una figura professionale, operante attraverso il contratto di Agente di Commercio, che interpreta il territorio e orienta le imprese verso soluzioni multimediali su misura. Non cerchiamo semplici esecutori, ma consulenti strategici capaci di promuovere una “pubblicità creativa” che deve colpire al cuore prima che alla testa.

Chi ha maturato esperienza nei linguaggi della comunicazione possiede un’autorità tecnica naturale per dialogare con i vertici aziendali; chi proviene dalla vendita di servizi dispone di una forza negoziale fondamentale per guidare le imprese verso scelte efficaci e umane.

La Nostra Promessa

Scegliere questa opportunità significa abbracciare una libertà autentica e una meritocrazia senza tetti, dove la gestione autonoma del tempo e della clientela in esclusiva permette di costruire un patrimonio professionale che resta tuo per sempre. Publimedia Italia sostiene questa evoluzione offrendo: Formazione specialistica per elevare il mestiere a forma d’arte; Anticipi provvigionali; Una struttura solida dove lo sforzo è ripagato e il risultato dipende esclusivamente dal proprio talento.

È una sfida di valore per chi desidera evolvere il proprio percorso.

Scopri i dettagli sui canali ufficiali dell’azienda:

particolare alle province di Rovigo, Vicenza, Verona e Padova senza trascurare la realtà mantovana.

Tra i 1.500 clienti, si segnalano realtà di calibro mondiale come la Ferretti Yachting. I prodotti venduti sono per la gran parte realizzati da noti marchi del settore e moli sono implementati seguendo specifiche richieste dei clienti che possono avere bisogno di guanti speciali oppure di abbigliamento di un certo tipo in ragione delle lavorazioni che effettuano o per il fatto di lavorare in ambienti confinati come le stive di una nave. Non a caso la prima merceologia venduta è l’abbigliamento seguito a breve distanza dalle calzature.

La soddisfazione del cliente

La continua ricerca della soddisfazione del cliente caratterizza l’operatività della Nuova Olp insieme alla particolare cura che pone sull’affidabilità dei prodotti e dei servizi offerti e che consente all’azienda di essere un sicuro punto di riferimento per l’impresa. L’organizzazione aziendale altamente computerizzata, inserita in

un ambiente dinamico e stimolante, completa il profilo di un’azienda che negli anni ha creato una rete di distribuzione capace di servire, con tutti i suoi prodotti e servizi il territorio nazionale, ed una rete di venditori che copre capillarmente l’Emilia Romagna e il Veneto.

“Ascoltare il cliente è il nostro punto di forza. Prima e dopo il servizio di vendita, perché –spiega Paolo Piani - la vostra soddisfazione ci premia ogni giorno. Ci piacciono le cose fatte bene e siamo radicati nel territorio, ma con lo sguardo verso nuove opportunità, perseguendo l’obiettivo di offrire sempre un servizio accurato”.

in questo articolo immagini da nuovaolp.com

Paolo Piani, responsabile vendite Nuova Olp

Da oltre 30 anni affianchiamo i nostri clienti con esperienza, professionalità e con un servizio puntuale e tempestivo perché per noi il vero valore aggiunto nella relazione con il cliente è la qualità che garantisce continuità.

RASSEGNA NOTIZIE

Ravenna 7 gennaio 2026

Record di merci al porto nel 2025

Movimentate oltre 28 milioni di tonnellate

in collaborazione con:

Un anno record il 2025 per il Porto di Ravenna che ha raggiunto il risultato record di 28.096.272 milioni di tonnellate (+706.386 tonnellate rispetto al record raggiunto nel 2022), in aumento del 10% rispetto al 2024.

“Un risultato straordinario – ha dichiarato Francesco Benevolo (foto a sinistra), Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna – frutto dell’impegno profuso in questi mesi ed anni da tutta la comunità portuale, le istituzioni locali, le persone che lavorano in Autorità Portuale ed i Presidenti che mi hanno preceduto. Le statistiche confermano il porto di Ravenna come vero e proprio hub portuale multipurpose in grado di movimentare tutte le tipologie di merci, ma soprattutto consolidano il nostro ruolo di porto leader nazionale nei settori delle rinfuse secche e nelle merci varie.

In aggiunta, da quest’anno beneficiamo del nuovo traffico del gas liquefatto che genera significative ricadute economiche ed occupazionali nel porto e può prefigurare un futuro ruolo nazionale per Ravenna anche nel settore delle rinfuse liquide. (sopra: foto Shutterstock)

Forlì-Cesena Rimini

Ravenna

ROMAGNA

12 febbraio 2026

Più sfratti nell’area

L’allarme della Sicet Cisl

Il mercato abitativo nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena è ormai avviato verso una crisi strutturale senza precedenti. A lanciare l’allarme è Luca Giacobbe, segretario generale del Sicet Cisl Romagna, che denuncia con forza l’impatto del DdL Buonguerrieri, un provvedimento pensato per accelerare i tempi di rilascio degli immobili in un territorio già segnato da canoni di locazione fuori dalla portata di salari e pensioni. Le iniziative parlamentari volte a velocizzare gli sfratti si susseguono e Giacobbe definisce il nuovo DdL 2611 della deputata Buonguerrieri come una proposta “estremamente insidiosa”. Questo Ddl prevede l’abrogazione della notifica del preavviso di rilascio, eliminando ogni avvertimento circa la data precisa di esecuzione dello sfratto. Inoltre, l’ufficiale giudiziario deve dare corso all’esecuzione decorso il termine di 10 giorni indicato nel precetto ed entro 30 giorni dalla notifica dello stesso.

Ravenna 13 febbraio

Nuovo “edificio eventi” al Porto

Vince una società di Mirano (Venezia)

Al termine della procedura di gara avviata nel dicembre del 2024, è stata firmata la Delibera con la quale si individua l’elaborato vincitore del bando di concorso per la progettazione del cosiddetto “edificio eventi” dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale. Alla pubblicazione del bando, risalente al febbraio 2025, ha fatto seguito il riscontro di ben 106 operatori economici che hanno presentato le proprie proposte progettuali.

La Commissione giudicatrice incaricata di valutare le proposte progettuali ammesse alla gara, ha definito la graduatoria dei cinque progetti che, in forma anonima, hanno ottenuto il punteggio complessivo più elevato, individuando quale prima classificata la Società F&M Ingegneria di Mirano (VE). Il progetto architettonico è stato sviluppato dall’architetto Clemente Nativi, con il supporto dell’ architetto Francesco Martella.

Forlì-Cesena/Rimini

12 febbraio

Aeroporti,

Regione in campo

In arrivo 4 milioni e cabina di regia

In Commissione l’informativa dell’assessora Priolo: cabina di regia regionale e 4 milioni l’anno tra sostegno agli scali minori e incentivi al trasporto merci su ferro. Rafforzare l’attrattività dell’Emilia-Romagna e consolidare il ruolo strategico degli aeroporti e dell’intermodalità all’interno di una visione integrata della mobilità regionale. È questo l’obiettivo del progetto di legge illustrato in Commissione Territorio e Ambiente dall’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Irene Priolo.

Il provvedimento, su cui l’assessora sta lavorando insieme alla collega Roberta Frisoni, si configura come una norma di indirizzo e di cornice, destinata a definire obiettivi e strumenti di intervento della Regione in coerenza con il quadro normativo nazionale ed europeo e con i vincoli in materia di finanza pubblica e società partecipate.

Ravenna 2 febbraio 2026

Agricoltura, oltre 10mila imprese attive

Export 2025 in crescita del 18,9%

Con 10.532 imprese, il sistema agricolo ferrarese e ravennate, ancorato alla sua varietà di scopi, di dimensioni e di metodi di produzione sempre più innovativi, genera un valore aggiunto diretto pari a oltre 1 miliardo di euro, garantendo un posto di lavoro a circa 26.000 persone, pari a al 9,6% dell’occupazione totale. Una voglia di impresa che, nelle due province, coinvolge donne (1.835 unità, pari al 17,4%) e giovani (334 unità, praticamente 3 ogni 100, sono “guidate” da under 35), mentre ancora contenuto è il numero delle imprese agricole condotte da stranieri (1,2%). L’export del sistema agricolo ferrarese e ravennate, nel suo insieme, ha toccato, nei primi 9 mesi del 2025, quota 416 milioni di euro, con una variazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del +18,9%. (foto Shutterstock)

Ravenna

2 febbraio 2026

Sicurezza sul lavoro al vaglio

I Cc scoprono 3 aziende irregolari

I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Ravenna, con la collaborazione dei militari delle Compagnie CC di Faenza, Lugo e Cervia, nell’ambito delle attività finalizzate a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso e a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, hanno intensificato i controlli in diversi settori lavorativi. L’attività ispettiva è stata finalizzata alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. A conclusione delle verifiche sono state riscontrate irregolarità in 3 aziende e sono state adottate 2 sospensioni dell’attività imprenditoriale. Complessivamente sono state irrogate sanzioni e ammende per oltre 110.000 euro.

ROMAGNA

7 febbraio 2026

Balneari, “siluri” dalla

Cassazione

Ma chi ha concessione resta fino al 2027

“I gestori degli stabilimenti balneari che hanno avuto la proroga in base alla legge 131/2024 fino a quando non ci sarà un nuovo concessionario possono stare tranquilli. I Comuni – spiega Maurizio Rustignoli, presidente della cooperativa spiagge Ravenna – devono prepararsi per fare le gare entro giugno 2027, e nel caso in cui sopravvengano problemi tecnici hanno una deroga fino al 2028. Ma chi oggi possiede un titolo concessorio regolarmente prorogato non ha nulla da temere fino a settembre 2027. Peraltro, anche la scadenza al 2033 non è completamente invalidata”. La Cassazione ha appena lanciato un siluro contro il sistema delle concessioni balneari, stabilendo un principio che cambierà per sempre il vostro modo di andare al mare: se il lido non ha vinto un regolare bando pubblico, sta occupando la spiaggia in modo totalmente illegittimo. Ma per ora chi la concessione può stare tranquillo. (foto Shutterstock)

ROMAGNA

29 gennaio 2026

Commercio on line sotto controllo

Dati al fisco dalle piattaforme

Le piattaforme di commercio elettronico (da Ebay ad Amazon passando per Catawiki e Booking ma non il marketplace di Facebook) hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori e delle transazioni online. È il terzo invio annuale previsto dalla direttiva UE DAC7, pensata per contrastare l’evasione nell’economia digitale. L’obbligo non scatta per i venditori che hanno meno di 30 attività “pertinenti” e l’importo totale del relativo corrispettivo versato o accreditato non è superiore a 2mila euro nell’anno. La Direttiva 2021/514 del Consiglio Ue (Dac7) ha introdotto lo scambio automatico obbligatorio di informazioni tra Stati e tra gestori di piattaforme digitali e amministrazioni. L’obiettivo è contrastare l’evasione fiscale a livello europeo. (foto Shutterstock)

Ravenna

31 gennaio 2026

BCC resta best workplaces

Confermata la certificazione

A distanza di due anni dalla prima rilevazione, LA BCC si vede confermata la certificazione fra i “Best WorkPlaces”, le migliori aziende in cui lavorare. È stata di recente ripetuta l’indagine sul clima aziendale, svolta da una delle più importanti società di ricerca e consulenza organizzativa, Great Place to Work, che da 40 anni analizza gli ambienti di lavoro. Facendo seguito alla ricerca del 2023, sono stati così raccolte e analizzate le opinioni dei collaboratori e la loro employee experience (come viene fatto con cadenza biennale in più di 10.000 aziende, sparse in tutto il mondo) E la BCC ha quindi riottenuto la certificazione e l’inserimento nella Classifica dei “Best Workplaces”, ovvero delle migliori aziende per le quali lavorare in Italia. “Un risultato che ci inorgoglisce”, commenta il direttore generale Giancluca Ceroni.

ROMAGNA

1 febbraio 2026

A Canon la manutenzione delle apparecchiature Ausl

Azienda sanitaria in campo con 1,6 milioni

L’Ausl della Romagna ha formalizzato l’assegnazione del nuovo contratto per la manutenzione delle principali apparecchiature biomedicali in uso nei presidi ospedalieri dei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Con una determinazione dirigenziale recentemente adottata, il servizio è stato affidato alla Canon Medical Systems S.r.l., al termine di una consultazione preliminare di mercato che non ha evidenziato la presenza di operatori alternativi qualificati. Il contratto avrà decorrenza dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con possibilità di rinnovo per ulteriori due anni, e riguarda la manutenzione “full risk” di TAC, sistemi di angiografia digitale e relative componenti, inclusi software, ricambi e aggiornamenti correttivi. Il valore economico complessivo stimato raggiunge 1.624.344,93 euro (Iva esclusa), di cui 100.000 euro destinati a eventuali interventi esclusi dal perimetro ordinario del contratto. (foto Shutterstock)

Ravenna

22 gennaio 2026

La città si candida a Capitale del mare

Per il 2026

La città di Ravenna si candida a diventare Capitale italiana del mare 2026. Il bando, indetto dal Dipartimento Politiche del Mare, si è chiuso martedì 20 gennaio e come primo atto concreto ha lasciato dietro di sé l’istituzione di un ‘Tavolo del mare’ a cui hanno preso parte i tanti soggetti che vivono e animano il territorio. Al Tavolo hanno partecipato Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Cdc Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Università di Bologna; Itis “Nullo Baldini”; CESTHA; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare.

Cesena

24 gennaio 2026

Stamperia Pascucci, l’arte di trattare i tessuti

La Camera di commercio incontra l’azienda di Gambettola

Prosegue il ciclo di incontri “Imprese e Territorio”, l’iniziativa promossa dalla Camera di commercio della Romagna per conoscere da vicino le realtà produttive che rendono il territorio dinamico e competitivo. In questo contesto, il presidente Carlo Battistini ha visitato l’Antica Stamperia Pascucci di Gambettola, accompagnato dal Sindaco Eugenio Battistini e dalla Giunta comunale. La visita ha rappresentato un’occasione per rendere omaggio a una delle eccellenze artigiane più rappresentative della Romagna, fondata nel 1826 e pronta a celebrare nel 2026 lo straordinario traguardo dei duecento anni di attività. Nel corso del tempo, la Stamperia Pascucci ha trasformato le tele stampate a mano in veri e propri simboli di identità e appartenenza, capaci di raccontare la cultura popolare romagnola ben oltre i confini locali.

Forlì-Cesena/Rimini

26 gennaio 2026

Cdc

della Romagna, sistema economico sano

Imprese locali in aumento di 116 unità

Il 2025 restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale romagnolo dinamico e resiliente, capace di mantenere un saldo positivo tra nuove iscrizioni e cessazioni, pur in un contesto macroeconomico complesso. È quanto emerge dai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica della Cdc della Romagna, che fotografano l’andamento delle imprese nei territori di Forlì-Cesena e Rimini. A livello di area Romagna, al 31 dicembre 2025 si contano 79.023 imprese registrate, di cui 69.802 attive. Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è positivo (+116 unità), in miglioramento rispetto al 2024. Un dato che, secondo il presidente della Cdc della Romagna Carlo Battistini, va letto come segnale di consolidamento strutturale: cresce infatti il numero delle società di capitale (+2,8%), a conferma di una progressiva evoluzione verso modelli organizzativi più solidi e competitivi. (foto Shutterstock)

Romagna

13 gennaio 2026

Bonus pubblicità in campo

Confermato il credito d’imposta

Ravenna

15 gennaio 2026

Anche per il 2026 la possibilità di usufruire del cosiddetto Bonus Pubblicità, l’incentivo fiscale destinato a chi effettua investimenti pubblicitari incrementali su testate qualificate, sotto forma di credito d’imposta. Il Bonus è un credito d’imposta riconosciuto sui maggiori investimenti in pubblicità rispetto all’anno precedente ed è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari rispetto all’anno precedente. Possono rientrare nel Bonus Pubblicità esclusivamente gli investimenti effettuati su giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o digitale, purché si tratti di testate registrate presso il Tribunale o iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e dotate di direttore responsabile. (foto Shutterstock)

Cdc, in arrivo 4 milioni a sostegno all’economia locale

Aiuti per innovazione e internazionalizzazione

Oltre 4 milioni di euro le risorse stanziate complessivamente a sostegno dell’economia locale per il 2026 dalla Camera di commercio. Misure, quelle adottate dalla massima Istituzione economica del territorio, che guardano tutte alla crescita e ad uno sviluppo duraturo e sostenibile, nel nome delle giovani generazioni, dell’innovazione digitale e dell’internazionalizzazione delle imprese. Una delle priorità strategiche è, infatti, il Piano straordinario per i giovani, per il quale la Camera di commercio ha stanziato 1,5 milioni per il triennio 2024-2026 (500 mila nel 2026), programma che vede l’attivazione di numerosi bandi a sostegno dell’occupazione giovanile (contributi alle imprese per assunzioni a tempo indeterminato, 121 quelle generate quest’anno tra gli under 35, e la trasmissione d’impresa), della nascita e lo sviluppo di nuove imprese giovanili, e il nuovo progetto, in arrivo nei prossimi mesi, per attrarre giovani nelle province di Ferrara e Ravenna sostenendo il trasferimento stabile a seguito di nuovo contratto di lavoro.

Cesena

23 gennaio 2026

Lattuca: Macfrut strategico per la città di Cesena

Fiera di riferimento per la filiera ortofrutticola

Il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, commenta con soddisfazione l’organizzazione di Macfrut 2026, la fiera internazionale della filiera ortofrutticola in programma dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre. “I segnali che arrivano dall’organizzazione di Macfrut 2026 – afferma Lattuca – confermano che la direzione intrapresa dalla nuova governance di Cesena Fiera è quella giusta. L’aumento dell’area espositiva e l’interesse crescente da parte delle imprese testimoniano la solidità di un percorso che punta su qualità, visione internazionale e capacità di innovazione”. Il sindaco evidenzia il ruolo strategico della manifestazione: “Macfrut, fiera internazionale di riferimento per l’intera filiera ortofrutticola, rappresenta un patrimonio strategico non solo per Cesena, ma per l’intero sistema ortofrutticolo italiano”.

Rimini 8 gennaio

Maggioli cresce nel cloud

Acquisita la Kiratech di Verona

Nuova acquisizione per Maggioli, che stavolta con lo shopping potenzia l’infrastruttura cloud. Il gruppo riminese ha infatti perfezionato nei giorni scorsi l’acquisto di Kiratech, azienda di Verona specializzata in tecnologie per servizi su richieste da remoto, dallo sviluppo e operazioni su software, all’intelligenza artificiale, e che con la società romagnola collaborava da tempo nelle vesti di fornitore. Kiratech è stata fondata venti anni fa da Giulio Covassi e aiuta grandi imprese e banche nel percorso di modernizzazione infrastrutturale e applicativa attraverso la selezione di tecnologie in ambito Platform AI, Platform Engineering e Plat-form Security.

Ravenna

10 gennaio 2026

Sicis rafforza il comparto del marketing

Francesco Sommariva nuovo manager dell’azienda di mosaico artistico Sicis, azienda ravennate specializzata nel mosaico artistico, nell’interior design e nella manifattura d’eccellenza italiana, ha annunciato la nomina di Francesco Sommariva a Chief Marketing & Growth Officer. Con una consolidata esperienza internazionale nelle strategie di crescita e sviluppo internazionale, Sommariva guiderà l’evoluzione del posizionamento del brand Sicis. Nel suo ruolo sarà responsabile delle attività di marketing, comunicazione, strategia digitale e dell’espansione sui mercati internazionali, contribuendo al rafforzamento della presenza globale dell’azienda con un approccio orientato all’innovazione e all’esperienza cliente.

Forlì-Cesena

21 gennaio 2026

Dottori commercialisti di

Forlì-Cesena

Sara Pennacchi è la nuova presidente

Si sono svolte il 15 e 16 gennaio le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Forlì-Cesena, circoscrizione del Tribunale di Forlì-Cesena. Una tornata elettorale che ha registrato una partecipazione pari al 46,50% degli iscritti, dato significativo che testimonia l’attenzione e il coinvolgimento della categoria nella vita dell’Ordine, anche in presenza di un’unica lista candidata. A guidare l’Ordine a partire da febbraio è Sara Pennacchi, eletta presidente con la lista unica “Il Futuro si Costruisce Insieme”. Dottore commercialista e revisore legale, con studio a San Piero in Bagno, Pennacchi è attiva nella professione da circa dieci anni e diventa la più giovane donna presidente di un Ordine dei Commercialisti a livello nazionale.

Forlì-Cesena Ravenna Rimini

Romagna24economia

Magazine di economia, affari, impresa e società

Inchiesta a cura di Giorgio Costa

Direttore responsabile: Marco Montruccoli

Direttore editoriale: Carlo Serafini

Testata registrata presso il Tribunale di Ravenna al n. 1464 del Registro della Stampa in data 23/02/2021 Stampa: FC PI 01807620404 Editore: Edit Italia Srl. , Piazza Bernini 6, 48124 Ravenna - editoriale@edititalia.it - Tel. 0544.511311 Concessionaria pubblicità: Publimedia Italia Srl., Piazza Bernini 6, 48124 Ravenna - info@publimediaitalia.com - Tel. 0544.511311

as sociato:

n°1 | anno 6 | marzo 2026

Romagna24economia offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia Srl. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alle Redazioni, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente.

Distribuito tramite Gls, Posta e direttamente, presso:

Associazioni datoriali

Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura della Romagna

Camere di Commercio

Aziende della Romagna a rotazione

Istituzioni

con:

’ in collaborazione

Media Partner della Mostra

Publimedia Italia è stata Media Partner delle Grandi

Mostre al Museo San Domenico di Forlì per:

Melozzo da Forlì › 2011

Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre › 2013 Liberty. Uno stile per l’Italia moderna › 2014

Boldini. Lo spettacolo della modernità › 2015

Piero Della Francesca. Indagine su un mito › 2016

Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia › 2017

L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio › 2018

Maddalena. Il mistero e l’immagine › 2022

L’arte della moda › 2023

Preraffaelliti › 2024

Il Ritratto dell’Artista › 2025

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Romagna24Economia n.1 SICUREZZA 2026 by Edit Italia S.r.l. - Issuu