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Turismo d'Affari - Lug Ago Set 2013

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Poste italiane SpA - Spedizione in abb. post.- D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N.46) Art. 1 Comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito, si restituisca al mittente, che si impegna a pagare la relativa tassa. Euro 4,20

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TurismoAffari d’

Numero 3

Luglio - Agosto - Settembre 2013

anche online su

www.ediman.it

B u s i n e s s Tr a v e l • A g e n z i e d i V i a g g i o • Tr a n s p o r t a t i o n • O s p i t a l i t à

Modello che vince si moltiplica

BEST PRACTICE Le trasferte lavorative sono connesse a rischi di diversa portata e oggi è cruciale, in azienda, saper gestire un’unità di crisi

CAR FLEET Le nuove station wagon di fascia intermedia offrono contenuti sempre più ricchi e permettono ai car fleet manager di fare ottimi affari

INFRASTRUTTURE BreBeMi e Teem, opere viarie attese da oltre quarant’anni in Lombardia, fluidificheranno il traffico in un’area a forte interesse bt

3 Mentre anche le compagnie tradizionali sono state contagiate dalla filosofia no frills, i vettori low cost strizzano l’occhio al business travel offrendo servizi ad hoc. Così la distanza tra i due modelli si assottiglia, a vantaggio di maggiori opportunità di scelta e di saving per il travel manager

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Sommario

nº 3 luglio - agosto - settembre 2013

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COVER STORY

Modello che vince non si cambia

di Giorgio Maggi

In cerca di un albergo?

di Stella Stroppa

Indagine in corso

di Alessandra Boiardi

Analisi statistica e gestione della spesa

di Alessandra Boiardi

Il bt viaggia su corsie preferenziali

di Nicoletta Giraldi

I viaggi d’affari stimolano la competitività

di Ferdinando Farba

Obiettivo mondo

di Giovanni Fassola

E io pagherò... con lo smartphone

di Giulia De Stefano

Hrg:un anno in crescita

di Madeleine Rey

Tanto spazio in “saldo”

di Alessandro Rigatto

Investire sul risk management

di Nicoletta Giraldi

L’estro negli affari

di Giulia De Stefano

Accoglienza “verde” a Catania

di Madeleine Rey

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MC ONLINE

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OSSERVATORIO

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CORSO DI FORMAZIONE

22

INFRASTRUTTURE

28

FERROVIE

36

CISALPINA

38

AIRPLUS

40

TMC

46

CAR FLEET

50

BEST PRACTICE

55

VENETO

56

SICILIA

58

VENETO

Country business a Treviso

di Simona Zin

64

VOLARE

Autunno caro nei cieli

di Giorgio Maggi

68

BEST PRACTICE

Ecologisti per scelta o per policy?

di Alessandra Boiardi

72

WORLDWIDE

Londra, il business e le vertigini

di Daria Nardi Bessola

34

Net Travel

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Reception

42

Check in

76

Block notes

80 Indirizzi utili

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Editoriale Passa il tempo ma il fenomeno low cost che ha rivoluzionato il modo di viaggiare di milioni di persone – business traveller compresi, complice anche la crisi – è ancora in fase crescente. Così, se nella sola Europa gli ultimi dieci anni hanno visto aumentare in modo esponenziale questa tendenza – secondo la European Low Fares Airline Association entro il 2020 ben il 53 per cento dei viaggiatori all’interno dell’Unione Europea l’avrà sperimentata – la novità degli ultimi

La rincorsa delle major

mesi è piuttosto un’altra. A convertirsi alla filosofia “low” sono adesso anche i vettori tradizionali, intenzionati a dare battaglia ai mostri sacri dei viaggi a basso costo sulle tratte point-topoint del Vecchio Continente. Per tutti, l’obiettivo rimane quello

di fidelizzare la clientela corporate, attratta da tariffe flex e programmi dedicati ma anche da servizi ancillari come l’assegnazione dei posti a bordo o il priority check-in. Se poi aggiungiamo la possibilità di usufruire di operativi pensati proprio per i viaggi d’affari o l’opportunità di scegliere fra diverse tipologie di tariffe, ci accorgiamo di come la divisione tra vettori tradizionali e low cost rischi di essere superata. Con ovvie conseguenze anche sulle travel policy. Uno dei Paesi in cui la battaglia tra gli schieramenti è più esasperata è l’Italia, dove ormai circa la metà del traffico è low cost, e questo sia sui voli internazionali sia sulle tratte domestiche. La prova? Nei più importanti scali presidiati dai vettori a basso costo l’introduzione dell’alta velocità ferroviaria non ha avuto alcuna conseguenza negativa sui load factor, che anzi hanno proseguito il trend positivo. Degli scenari futuri e delle evoluzioni destinate a cambiare i modelli di consumo in ambito business travel tratta la nostra cover story. Accanto a questa, vi suggerisco in particolare la lettura dell’articolo sulle infrastrutture lombarde, che a breve consentiranno ai business traveller che viaggiano in auto nei dintorni dell’area metropolitana milanese di risparmiare tempo e benzina.


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COVER STORY

Modello che vince si moltiplica di Giorgio Maggi

Il fenomeno low cost che ha rivoluzionato il modo di viaggiare dei business traveller non accenna a sgonfiarsi, mostrando numeri da capogiro anche in un periodo difficile come l’attuale. Ma oggi le major non stanno piÚ a guardare


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assano gli anni ma il fenomeno low cost che ha stravolto le abitudini di milioni di persone non traballa, mostrando numeri da capogiro anche in un periodo difficile come quello l’attuale. Così, se negli ultimi dieci anni l’Europa ha visto crescere in modo esponenziale il fenomeno dei voli a basso costo – secondo Amadeus Air Traffic Travel Intelligence, nel 2012 il 38 per cento del totale dei viaggi aerei nel Vecchio Continente è stato di marca low cost –, anche alcune compagnie tradizionali hano deciso di convertirsi alla filosofia no frills.

P

Le big partono di rincorsa Secondo la European Low Fares Airline Association (Elfaa), entro il 2020 ben il 53 per cento dei viaggiatori all’interno dell’Unione Europea salirà a bordo di un volo low cost. Una percentuale in netta crescita rispetto al 38 per cento attuale e che vedrà passare la quota di mercato detenuta dalle compagnie no frills sulle tratte puntoa-punto dall’attuale 43 al 60 per cento. Numeri impressionanti, che devono aver consigliato ad alcune major di provare a intercettare la domanda di voli senza fronzoli del Vecchio Continente, ormai sempre

più alimentata anche dal turismo d’affari. Obiettivo: riuscire a coprire tutte le rotte point-to-point che non passano dai rispettivi hub, quelle cioè a più elevata concorrenza, dove fino a oggi la parte del leone l’hanno fatta le low cost. Così, dall’inizio dell’anno, sul breve e medio raggio due big come Lufthansa e Air France-Klm hanno deciso di riorganizzare completamente la rete dei vettori regionali dedicati alla clientela business (nel caso di Air France), o di passare il

testimone al brand low cost di casa (per Lufthansa). Nel dettaglio, il nuovo vettore transalpino si chiama Hop!, e dall’Italia volerà da Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia alla volta di Bordeaux, Lione, Nantes e Strasburgo con tariffe estremamente competitive. Per il momento, si tratta di un primo passo per meglio presidiare la rete europea, ma per il futuro si vocifera di un progetto ben più ambizioso: creare un forte vettore lowcost, il terzo nel mercato europeo dopo Ryanair e Easyjet, incorporando Air One, lo smart carrier di Alitalia, come passaggio inevitabile della futura aggregazione tra Air France-Klm e Alitalia. Nel caso di Lufthansa, invece, tutto passa dalla valorizzazione di Germanwings, il carrier low cost lanciato dal colosso tedesco dieci anni fa. Dallo scorso mese di gennaio Germanwings è passata da una flotta di 32 aerei a una di novanta, tutti chiamati a operare i collegamenti all’interno del Vecchio Continente. A bordo un’unica classe di

Tariffe low cost, ma servizi da compagnia tradizionale per Volotea, il vettore no frills che in poco più di un anno di attività opera già da venti aeroporti italiani con operativi pensati per la clientela d’affari

viaggio, snack a pagamento e la possibilità di scegliere fra tre tariffe principali, che risponderanno alle esigenze di chi cerca un servizio simile alla business-class come a quelle di chi preferisce un servizio base. Dal prossimo inverno, poi, Germanwings prenderà in consegna ulteriori nuove rotte point-to-point della controllante Lufthansa in Germania ed Europa, dagli aeroporti di Berlino Tegel e Amburgo. A dare retta alle voci di corridoio, infine, il tempo di riorganizzare il network di corto e medio raggio sarebbe venuto anche a Iag, la holding formata da Iberia e British Airways, che vorrebbe cedere la maggior parte dei suoi voli europei a Vueling, attualmente controllata per il 45,85 per cento dalla com-


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COVER STORY pagnia iberica. Il passaggio, in particolare, riguarderebbe sia i voli di Iberia sia quelli di British, tranne quelli operati dai rispettivi hub di Madrid e Londra Heathrow.

to il prossimo obiettivo: la Russia, con l’apertura di un collegamento da Gatwick a Mosca. Per avvicinarsi ancora di più alla clientela corporate, poi, la low cost

Fine di un modello? Compagnie tradizionali all’attacco dunque, ma non è detto possa bastare, viste le continue offensive lanciate dai due mostri sacri Ryanair ed Easyjet. Se Ryanair è pronta per sbarcare in Marocco e in altri paesi dell’area (Tunisia, Libia ed Egitto, ndr), Easyjet ha già indica-

Considerando che già ora la battaglia per i collegamenti low cost made in Italy è stravinta dalle compagnie straniere, nei prossimi anni lo scenario promette di farsi ancora meno tricolore

fondata da Stelios Haji-Ioannou ha deciso non solo di offrire tariffe flex e programmi per le aziende, ma anche di rendere possibile l’assegnazione dei posti a bordo per tutti passeggeri, senza costi aggiuntivi (con un sovvrapprezzo, però, si può decidere in quale posizione sedersi all'interno dell'aereo, ndr). Stesso servizio anche sui voli di Ryanair, dove i viaggiatori possono ora prenotare i posti su sei file (in precedenza erano solo quattro, ndr), pagando un sovrappiù di dieci euro per tratta. Nel prezzo è compreso anche il priority check-in e la possibilità di sedersi nella parte anteriore dell’aeromobile o nelle file sopra le ali. La nuova vita dei no frills A questo punto, però, un dubbio sorge spontaneo: se anche i due mostri sacri del low cost strizzano l’occhio al business travel attraverso l’introduzione di servizi ad hoc, allora forse è l’intero modello no frills a percorrere in una nuova fase evolutiva. Proprio come sembra dimostrare l’entrata ormai generalizzata – solo Ryanair resiste sulle sue posizioni iniziali – dei vettori a basso costo sui principali sistemi gds. Insomma, un percorso molto simile a quello che, nel tempo, ha caratterizzato una compagnia in costante espansione come Air Berlin. Nata low cost, ma con il tempo trasformatasi in compagnia low

fare, forte di una serie di plus degni di una major: dai piani tariffari segmentati per target, alla possibilità di accedere ai benefici di un’alleanza mondiale come oneworld. Italia: metà traffico è low cost «In quattro anni, dal 2008 a oggi, nel traffico domestico Alitalia è passata dal 59 di quota mercato al 48 per cento, mentre Ryanair è passata dal sette al venti per cento», spiega Oliviero Baccelli, vicedirettore Certet Bocconi in un recente con-

PERCENTUALE DI POSTI DETENUTA DALLE LOW COST NEI CINQUE PIÙ GRANDI MERCATI EUROPEI (1.2012/9.2012) COUNTRY

DOMESTIC

INTERNATIONAL

Italy

48%

46%

France

14%

25%

Germany

31%

26%

Spain & Canary Islands

46%

56%

United Kingdom

31%

38%

Fonte: CAPA – Centre for Aviation su dati OAG


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Dall’inizio dell’anno, sul breve e medio raggio Lufthansa e Air France-Klm hanno deciso di riorganizzare completamente la rete dei vettori regionali dedicati alla clientela business o di passare il testimone al brand low cost di casa

vegno organizzato da Assaereo. Del resto, se nel resto d’Europa il fenomeno low cost procede a gonfie vele, le cose per i vettori no frills in Italia vanno ancora meglio. Lo dimostrano le scarse conseguenze che l’introduzione dell’alta velocità ferroviaria ha avuto sugli scali presidiati da vettori a basso costo (Malpensa, Bergamo, ma anche Bologna, Napoli e Ciampino), che stando ai dati del Certet Bocconi, hanno continuato il trend positivo legato a questo tipo di traffico. Certo, a favorire le cose c’è il fatto che negli ultimi sette anni il traffico negli aeroporti del Belpaese ha avuto il tasso medio di sviluppo più elevato fra i mercati maturi del Vecchio Continente (+38,9 per cento tra 2005 e 2011, secondo il Certet). Ma il punto vero è che in Italia la presenza dei vettori a basso costo è in continua espansione, tanto da arrivare ormai a offrire quasi il cinquanta per cento dei posti disponibili sulle tratte domestiche, e circa il 46 dei posti sui voli interna-

Se anche i mostri sacri del low cost strizzano l’occhio al business travel attraverso l’introduzione di servizi ad hoc, è l’intero modello no frills a entrare in una nuova fase

zionali (periodo gennaio-settembre 2012). In questo contesto all’apparenza così favorevole, però, il grosso della torta rimane preda dei vettori stranieri, Ryanair e Easyjet in testa.

Per quelli made in Italy, tramontata la stella di Wind Jet, l’unico a entrare nei top five è Air One, smart carrier del gruppo Alitalia, con Bluexpress ancora più indietro. Non solo, le low cost sono diventate il segmento più importante in quattro dei dieci aeroporti italiani più trafficati per quanto riguarda il medio e corto raggio: Malpensa, Orio al Serio, Palermo e Roma Campino. Nello scalo varesino, per esempio, Easyjet si è guadagnata il ruolo di vettore leader sui collegamenti intra-Eu, con circa un terzo della capacità e delle frequenze. L’altra big del trasporto low cost, Ryanair, conquista invece la prima posizione sia a Roma Campino sia a Bergamo, da tempo specializza-

ESEMPIO DI POSTI PER SETTIMANA OFFERTI DALLE LOW COST IN ITALIA (17.9.2012/23.9.2012)

Fonte: CAPA – Centre for Aviation su dati OAG


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COVER STORY CONTAGIO LOW COST La febbre del basso costo non conosce confini. Sono iniziati il 29 novembre scorso i voli della nuova low cost panafricana fastjet, fondata da Stelios Ioannou, padre di Easyjet. Oltre ottomila prenotazioni nella prima settimana di apertura delle vendite per un vettore che si getta a capofitto in un mercato, quello africano, che entro il 2020 vedrà la nascita di almeno sette nuove compagnie no frills che si aggiungeranno alle già esistenti kulula.com, Mango Airline, Fly540. Dovrebbe poi mancare poco al debutto di Jambo Jet, la low cost di Kenya Airways che entro la fine dell’anno inizierà ad operare 22 rotte tra Kenya e Africa dell’Est. Grande fermento in questo segmento di traffico anche in Medio Oriente, dove Flydubai, la low cost collegata a Emirates, sarà con tutta probabilità presto affiancata da vettori a basso costo creati da Qatar Airways e Oman Air. E non è finita, perché tra chi vuole lanciare una sua filiale senza frozoli, ci sono anche Aeroflot e Air Canada.

tosi come aeroporto per i vettori a basso cost, e dove la compagnia irlandese detiene ben l’87 per cento della capacità e l’85 per cento di frequenze. Discorso non troppo diverso anche a Palermo Punta Raisi, dove più della metà della capacità è in carico dei vettori no frills (Ryanair ed Easyjet, rispettivamente, hanno il 25 per cento e il 12 per cento di share), e in altri aeroporti della penisola come Bologna, sempre più a vocazione low cost), Venezia e Napoli, mentre gli unici scali a resistere all’invasione di Rynair e similari rimangono Linate, Roma Fiumicino e Catania. Ryanair e Easyjet: il futuro è già qui Se già ora la battaglia per i collegamenti low cost made in Italy è stravinta dalle compagnie straniere, nei prossimi anni lo scenario promette di farsi ancora meno tricolore. Ryanair, per esempio, ha annunciato di non avere nessuna intenzione di andare via dall’Italia. E questo nonostante il vettore irlandese sarà costretto a pagare le tasse nel nostro Paese come conseguenza dell’introduzione di una nuova norma in merito nell’ambito del decreto crescita del governo Monti. In questo modo, la compagnia guidata da Michael O’Leary dovrà

pagare tasse e contributi come tutte le altre imprese in Italia: in tutto, circa due milioni di euro. Ancora più roseo sembra essere il futuro di Easyjet sul mercato della Penisola, dopo che al termine di una lunga battaglia con Alitalia la compagnia inglese ha finalmente ottenuto alcuni slot per volare tra Linate e Fiumicino. Risultato: dal 25 marzo il vettore opera cinque voli al giorno su una delle rotte più

Obiettivo della riscossa delle major è riuscire a coprire tutte le rotte point-to-point che non passano dai rispettivi hub, quelle cioè a più elevata concorrenza, dove fino a oggi la parte del leone l’hanno fatta le low cost

redditizie del Paese, lanciando la sfida non solo all’ex-vettore di bandiera ma anche all’alta velocità ferroviaria. E non è tutto, perché l’offerta si rivolge «a tutte le tipologie di viaggiatori, traffico d'affari incluso», come ha dichiarato Frances Ouseley, direttore Italia di Easyjet.

MALPENSA – PERCENTUALE DEI POSTI OFFERTA DAI VETTORI (17.9.2012/23.9.2012)

Fonte: CAPA – Centre for Aviation su dati OAG


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ORIO AL SERIO – PERCENTUALE DEI POSTI OFFERTA DAI VETTORI (17.9.2012/23.9.2012)

Fonte: CAPA – Centre for Aviation su dati OAG

«Gli operativi sono concentrati nelle fasce del mattino e del tardo pomeriggio-sera, puntiamo sulla semplicità in tutti i sistemi di vendita, pensando di essere l’alternativa moderna anche per chi viaggia per affari (circa il 20 per cento dei clienti in Italia, ndr)». Per questo, i businessman potranno avere accesso a pacchetti modificabili “flexi” a tariffe comunque competitive, che includono cambi di prenotazione illimitati, varchi di sicurezza dedicati e imbarco prioritario. Obiettivo: trasportare sulla nuova rotta circa 350mila passeggeri entro l’anno. Per i viaggiatori di ultima generazione, infine, il vettore sbarca anche sul cellulare con “easyJet mobile”, un’applicazione gratuita per smartphone con informazioni e possibilità di prenotazione dei voli. La 2easyJet Plus!2 card, a un costo annuale di 180 euro, consente poi di accedere ai varchi di sicurezza dedicati in entrambi gli aeroporti, all’imbarco prioritario e di usufruire dei posti premium a bordo degli aerei. Tariffe low cost, ma servizi da compagnia tradizionale anche per Volo-

BOLOGNA MARCONI – PERCENTUALE DEI POSTI OFFERTA DAI VETTORI (17.9.2012/23.9.2012)

Source: CAPA – Centre for Aviation & Innovata

tea, il vettore no frills che in poco più di un anno di attività opera già da venti aeroporti italiani, con operativi pensati anche per la clientela d’affari. «Il nostro modello di business – spiega Valeria Rebasti, commercial

Si stima che entro il 2020 la quota di mercato detenuta dalle compagnie no frills sulle tratte punto-a-punto passerà dall’attuale 43 al sessanta per cento

country manager Volotea – prevede lo sviluppo di collegamenti point to point in aeroporti mediopiccoli. Quello di Torino, l’ultimo inaugurato, rappresenta il ventesimo aeroporto dal quale voliamo in Italia».


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MC ONLINE

di Stella Stroppa Importante traguardo per la Guida di Meeting e Congressi online, che oggi raccoglie le schede di ben mille strutture, tutte presenti con una pagina dedicata

In cerca di un albergo? er un incontro di lavoro è fondamentale poter scegliere la location giusta. Businessman impegnati sempre in viaggio per meeting di ogni genere meritano attenzione, anche per quanto riguarda la proposta alberghiera e di location. E per questo, da ottobre meeting planner e travel manager hanno a disposizione un alleato indispensabile: la versione online della Guida di Meeting e Congressi, che oggi raccoglie un grande successo e annuncia l’importante traguardo delle mille schede. La caratteristica che più differenzia questo motore di ricerca web da tutti gli altri è la completezza delle schede del database, realizzate su misura per i professionisti della Mice industry e del business travel. Ogni scheda riporta, infatti, descritte nel dettaglio tutte le caratteristiche utili agli operatori del settore su alberghi e centri congressi, offrendo informazioni dedicate, puntuali e aggiornate in tempo reale direttamente dalle strutture, dalle promo-

P

zioni in corso per i propri spazi meeting alle ricche gallery fotografiche e ai contributi multimediali, le planimetrie delle sale e i contatti diretti dei responsabili congressuali. Mille strutture nel dettaglio Le mille schede oggi presenti sulla Guida di Meeting e Congressi nella versione online si dividono in alberghi congressuali (in tutto 762), in centri congressi (238), tra cui 347 palazzi e dimore d’epoca. A livello regionale sono Lombardia e Lazio a contendersi il primato del numero più alto di schede presenti. Uno scontro one-to-one per tradizione – quello tra queste due regioni – speForte dei quarant’anni di autorevolezza della versione cartacea della Guida di Meeting e Congressi, la directory online è unica in quanto ad accuratezza dei dati pubblicati

cialmente, nel particolare, tra i rispettivi capoluoghi. Nel database di Mconline.it si trovano più di ottanta schede di strutture milanesi e più di 120 sono invece le strutture romane. Se però si considerano le regioni nella loro completezza, incuriosisce come la Lombardia – con 180 schede – abbia una distribuzione più omogenea su tutto il territorio rispetto al Lazio, che con le sue 143 schede totali lascia la parte del leone alla capitale. Quel che conta di più è comunque che – con mille strutture e quasi cinquemila sale congressi – la guida presente su Mconline sia in grado di dare una risposta a tutte le esigenze. E, last but not least, alle sche-

de delle sedi vanno aggiunte le quasi 170 schede di agenzie e servizi. Tutte le location e tutti i servizi hanno la propria scheda tecnica. In pochi secondi si possono ottenere i dati completi, dalla categoria al numero delle camere, all’esatta distanza da aeroporti, autostrade eccetera. Inoltre, ogni scheda propone una descrizione di ogni sala presente nella location selezionata, grazie a uno schema di facile consultazione che permette anche la confrontabilità dei diversi spazi. Altra peculiarità di questa directory è che gli alberghi possono gestire in autonomia e in tempo reale la propria scheda. www.mconline.it


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OSSERVATORIO SUL BUSINESS TRAVEL

di Alessandra Boiardi

È stata avviata la tredicesima edizione della ricerca dell’Osservatorio sul Business Travel relativa allo scorso anno. Il questionario è online per tutti i travel manager che vogliano dare il proprio contributo

Indagine in corso avori in corso per la tredicesima edizione dell’Osservatorio sul Business Travel (Obt) di Turismo d’Affari, che dal mese di giugno ha avviato la ricerca relativa all’andamento del segmento dei viaggi d’affari nel 2012 e i cui risultati saranno resi

L Sponsor ufficiali TM

Con il supporto di

noti come di consueto nel mese di febbraio del prossimo anno. Ricerca realizzata dall’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Statistiche, l’Osservatorio sul Business Travel è condotto dal professor Andrea Guizzardi in collaborazione con la Scuola

Superiore di Scienze Turistiche. Gli sponsor ufficiali sono Hrg, Air Berlin e Hrs.com con il supporto di AirPlus International. Perché partecipare L’autorevolezza dell’Osservatorio sul Business Travel viene con-


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L’Obt svolge un ruolo importante specie in un ambito di grande instabilità come quello attuale, in cui è cruciale comprendere quale sarà l’andamento futuro delle trasferte

QUESTIONARIO ONLINE: DAI IL TUO CONTRIBUTO L’Osservatorio sul Business Travel è una ricerca indipendente alla quale tutti i travel manager possono aderire accedendo al questionario direttamente via internet. Alla pagina http://www.rimini.unibo.it/osserv/BusinessTravel/BT/ del sito dell’Università di Bologna si trova il questionario con il quale si può dare il proprio contributo allo studio. Il questionario può essere compilato direttamente online o scaricato, compilato e inviato via fax.

fermata di anno in anno grazie al suo ruolo di unica ricerca in Italia a essere esclusivamente dedicata al settore del turismo d’affari. Si tratta infatti del solo strumento in grado di fornire informazioni statistiche sulle dinamiche del mercato italiano del business travel, in quanto fin dalla sua

prima edizione rivolge le proprie interviste direttamente ai responsabili della gestione dei viaggi di un campione di imprese stratificato per dimensione e settore produttivo. Proprio attraverso l’approfondimento degli aspetti gestionali e grazie alla puntualità dei dati ottenuti, l’Obt è in grado di avanzare previsioni e dinamiche future, diventando un vero punto di riferimento per gli operatori di tutto il settore. Un ruolo tanto più importante in un ambito di grande instabilità come quello attuale, in cui, se possibile, è ancora più interessante comprendere quale sarà l’andamento delle trasferte legate alle aziende nei mesi a venire.

Per l’edizione 2013 il questionario è stato già inviato via mail a coloro che anche nelle scorse edizioni hanno partecipato alla ricerca ed è disponibile online (vedi box) per tutti i travel manager interessati a dare il proprio contributo alla ricerca. L’indagine si concluderà con un secondo step programmato per dicembre. E se appunto le difficoltà patite dal settore dei viaggi d’affari creano ancora più attesa per i risultati, apprezzabile per il momento è il contributo che è possibile dare partecipando all’indagine. Il questionario online è di facile compilazione, basteranno pochi minuti per rispondere alle domande che in estrema sintesi riguardano il numero complessivo dei viaggi d’affari effettuati, le previsioni di spesa, la loro destinazione e la durata dei viaggi oltre alle previsioni di spesa.


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CORSO DI FORMAZIONE

di Alessandra Boiardi

Analisi statistica e gestione della spesa, si torna sui banchi!

È partita a giugno la nuova edizione del Corso di formazione Valutazione e previsione nel business travel management. Unico nel suo genere, abbina lezioni tenute da docenti universitari alle testimonianze dirette dei maggiori player di mercato er lungo tempo parlando di “crisi” si è cercato di indorare la pillola con espressioni quali “la situazione di questo periodo” oppure “le difficoltà di questi tempi” e variazioni sul tema. Ora è purtroppo fin troppo chiaro che la crisi non è solo congiunturale e che le aziende oltre a “correre ai ripari” devono confrontarsi con la necessità sistematica di razionalizzare le spese.

P Oggi è imprescindibile per il travel manager migliorare la propria performance con un approccio professionale e scientifico al mestiere

In questo ambito generale rientra anche il business travel, una spesa che però è difficilmente razionalizzabile. Al netto dei tagli possibili, infatti, le trasferte di lavoro si rendono per molte realtà necessarie al fine imprescindibile di perseguire i proprio obiettivi. Che fare dunque? «Le spese relativa ai viaggi d’affari non possono essere tagliate tout court – spiega Andrea Guizzardi,

professore di statistica all’Università di Bologna e direttore del corso di formazione Valutazione e previsione nel business travel management – ma vanno gestite. Le aziende hanno un estremo bisogno di ridurre i costi del viaggio ma i buyer vedono continuamente contrarsi gli spazi di manovra per via del fatto che la crisi colpisce trasversalmente anche i fornitori di servizi. Per ottenere sempre maggiori van-


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CORSO DI FORMAZIONE

taggi competitivi, oltre a ridurre le spese di trasferta è quindi diventato imperativo studiare i modelli organizzativi, tracciare l’intero processo di gestione dei viaggi e sviluppare capacità di analisi dei dati per fare emergere le inefficienze». Oggi diventa dunque imprescindibile per il travel manager migliorare la propria performance con un approccio professionale e scientifico al mestiere. È infatti questo, in sintesi, da considerarsi come il vero valore aggiunto di questa figura aziendale, come sottolinea Guizzardi: «reperire informazioni relative al viaggio oggi è abbastanza semplice, ed i fornitori sono molto efficienti in questo. Poi però occorre sviluppare un nuovo approccio di analisi dell’informazione raccolta per poterla trasformare in valore aggiunto per l’azienda. I travel manager a scuola Al momento non esistono corsi universitari dedicati alla formazione della professione di travel manager, ma questi ultimi possono comunque tornare “sui banchi di scuola” grazie al corso di formazione Analisi e

gestione dei viaggi d’affari dell’Università di Bologna, Scuola di Economia, Management e Statistica. «Una maggiore consapevolezza delle potenzialità offerte dal ragionamento statistico può trasformarsi in uno strumento utilissimo ai travel manager lungo l’intero processo di gestione delle trasferte dalla scelta dei fornitori alle procedure di autorizzazione, prenotazione, rendicontazione e pagamento fino a valutare produttività ed efficienza in ambito travel» spiega Guizzardi. Arrivato alla sua quarta edizione il corso porta avanti un approccio che ha dimostrato di raccogliere ampi consensi da parte degli addetti ai lavori e che lo distingue per almeno due caratteristiche uniche: da un lato l’approccio accademico, che senza perdere di vista l’ambito travel si propone di insegnare metodologie di gestione che hanno una

valenza e una applicabilità anche più generale. Dall’altro l’intervento di esperti di settore che presentano argomenti “di frontiera” nel mercato raramente affrontati. Qualche informazione utile Il corso – di cui Turismo d’Affari è media partner – vede la partecipazione di importanti player di mercato quali Accor, Airplus International, Airberlin, Carlson Wagonlit Travel, Cisalpina, Seneca e Sabre e affronterà durante i quattro moduli previsti diversi argomenti. Si parlerà della progettazione dei

Le spese relative ai viaggi d’affari non possono essere tagliate tout court ma vanno gestite

processi di data collection per il business travel e di come comprendere – attraverso il ragionamento statistico - un ambiente operativo dove la variabilità dei prezzi e dei modelli gestionali spesso impedisce di evidenziare le criticità. In particolare verranno analizzati il processo di acquisto e rendicontazione dei viaggi aziendali ed approfondito le metodologie di confronto delle performance sia storiche sia rispetto ai competitor. Ma si tratteranno anche tematiche diverse come la mobilità sostenibile, l’evoluzione del trasporto aereo nei viaggi d’affari, l’approccio dell’hotellerie al mercato business e il ruolo della tecnologia. Il corso è residenziale e si terrà a Bologna ma è prevista la possibilità di seguire alcune lezioni a distanza in web conference. «Si tratta di un corso molto impegnativo» sottolinea Guizzardi. «I travel manager frequenteranno quattro appuntamenti distribuiti da giugno a ottobre per un totale di 48 di lezione frontale. Difficile ma ce la faremo anche quest’anno; dopo 4 edizioni e più di quaranta travel manager formati ne sono sicuro»!


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INFRASTRUTTURE

di Nicoletta Giraldi

Il business travel viaggia su corsie preferenziali BreBeMi e Teem, opere viarie attese da oltre quarant’anni in Lombardia, fluidificheranno a breve il traffico in un’area a forte interesse bt avanzamento secondo cronoprogramma della BresciaBergamo-Milano (apertura cantieri 2007, 62 chilometri di tracciato autostradale, 35 di arterie ordinarie connesse) e della Tangenziale Est Esterna di Milano (apertura cantieri 2011, 32 chilometri di tracciato autostradale da Agrate Brianza a Melegnano e 38 di arterie ordinarie connesse) sta spianando la strada, anzi l’autostrada, non solo alla realizzazione di opere viarie attese da almeno quarant’anni nella Lombardia motore economico dell’Italia ma pure alla costruzione interamente finanziata da soggetti privati di infrastrutture che, sin dall’avvio dei lavori, attivano un volano di occupazione e di crescita.

L’

Alle porte dell’Expo A due anni dall’appuntamento con Expo 2015, appena riscoperto dal Governo Letta come evento potenzialmente in grado di contribuire al rilancio economico del Paese,

BreBeMi e Teem vanno, insomma, considerate le più efficaci risposte anticicliche alla crisi che un pugno di “capitani coraggiosi” sia riuscito a fornire. E ciò evitando di attingere a fondi pubblici e tra-

sponendo dall’Iperuranio della carta millimetrata alla realtà della cantierizzazione una serie infinita di collegamenti di viabilità ordinaria. Si tratta delle nuove Provinciali e Comunali che soprattutto i pen-


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PRIMAVERA 2014, SI COMPLETA L’ARCO TEEM

dolari auspicano da almeno mezzo secolo, ben sapendo che solo l’intervento diretto dei privati avrebbe potuto risparmiare agli Enti pubblici l’imbarazzo di dover giustificare gli ennesimi rinvii nella realizzazione con i pesanti tagli dei rispettivi bilanci e con i vincoli imposti dal Patto di stabilità.

BreBeMi e Teem sono infrastrutture incardinate su un tracciato autostradale e su centinaia di opere viarie e ambientali suggerite dalle singole comunità territoriali

La potenzialità delle gemelle diverse BreBeMi e Teem, infrastrutturesistema incardinate su un tracciato autostradale e su centinaia di opere viarie e ambientali suggerite dalle singole comunità territoriali, sono da ritenere, quindi, “gemelle diverse” solo perché affidate dall’Anas e da Cal a due distinte Concessionarie: la Spa omonima nel primo caso, e, nel secondo, Tangenziale Esterna Spa, entrambe partecipate, peraltro, da diversi soci comuni che incarnano le eccellenze dei settori costruzione, gestione autostradale e bancario. Finiranno per connettersi, del resto, persino i tracciati autostradali che modernizzeranno, rendendo più competitive le imprese lombarde, la mobilità della «Grande regione urbana milanese» (province di Brescia, Bergamo, Milano, Monza-Brianza

Stefano Maullu, ex assessore regionale alla Protezione civile e al Commercio, è, dal dicembre 2012, l’amministratore delegato di TE. Dottor Maullu, Tangenziale Esterna Spa ha aperto i cantieri di Teem l’11 giugno 2012. Si tratta di un’opera inserita nel Dossier Expo. Riuscirete a completare l’infrastruttura entro il 2015 fissato dal Cipe? «I lavori stanno proseguendo secondo il cronoprogramma stabilito dal Cipe. La prima sfida importante della realizzazione di un’opera attesa da milioni di pendolari e destinata a modernizzare la congestionata mobilità della Grande Milano pure attraverso le infrastrutture connesse la vinceremo nella primavera 2014 completando l’Arco Teem, che permetterà a BreBeMi di connettersi con la rete viabilistica autostradale e ordinaria del territorio motore economico di tutto il Paese». Il Governo Letta sembra aver riscoperto le infrastrutture legate a Expo come volano di occupazione e sviluppo. Auspicate qualche aiuto concreto che favorisca la chiusura del vostro project-financing? «No, se per aiuto intendiamo uno stanziamento statale. Il nostro Piano finanziario rimane, infatti, saldamente ancorato agli investimenti interamente a carico di soggetti privati. Se, invece, l’interesse del Governo per le grandi opere legate a Expo dovesse concretizzarsi in una defiscalizzazione parziale, direi che, avendo davanti un’infrastruttura in fase di costruzione, un provvedimento in tal senso potrebbe accelerare il closing del project-financing. Ma porremmo, comunque, la condizione che la defiscalizzazione parziale fosse incardinata sulle fondamenta di un gettito comunque assicurato all’Erario dalla creazione di nuovi posti di lavoro e dal rilancio delle imprese». Anche di recente, lei è tornato a battere il tasto della legalità. Si tratta di un escamotage comunicazionale? «No. L’adozione da parte di TE dei Protocolli contro le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti e a tutela della sicurezza nei cantieri, il filo conduttore dello stage presso il Lotto Sud effettuato a giugno dagli studenti del “Righi” di Reggio Calabria, rappresenta, insieme con il prestigio dei Soci, uno dei valori sui quali stiamo basando la reputazione della Concessionaria». Quali sono gli altri? «Per limitarci ai principali, il desiderio di affermarsi davanti agli Enti locali come soggetto in grado di schiudere prospettive di occupazione alle singole comunità, l’intenzione di mantenere il dialogo con il territorio aperto ai tavoli dell’Accordo di programma e proseguito dopo l’avvio dei lavori, la volontà di riservare una corsia preferenziale a moduli di finanziamento già rodati (bridge loan e projectfinancing) senza escludere il ricorso a sistemi innovativi (project-bond italiani ed europei)». Esistono anche valori che riguardano TEEM? «Sì. Li riassumo: la risposta anticiclica alla crisi economica, il modulo di finanziamento che non pesa né sui cittadini né sulla fiscalità generale, la peculiarità di infrastruttura-sistema concertata con il territorio, l’attenzione riservata all’ambiente non solo attraverso il Progetti speciali ma anche con la realizzazione di trenta chilometri di nuove piste ciclabili».


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L’esperienza pilota contro la crisi Se davvero ci sta a cuore risolvere, al di là di congiunture economiche purtroppo periodiche, i problemi occupazionali e di competitività delle imprese acuiti dalla crisi in atto dal 2007, dobbiamo inquadrare la realizzazione di BreBeMi (oggi completata al novanta per cento) e di Teem (ottanta per cento per quanto riguarda l’Arco Teem, trenta per cento per l’intera tratta da consegnare entro la seconda metà del 2015 fissata dal Cipe) nell’ottica di un’esperienza-pilota che ha messo i privati nelle condizioni di chiudere Piani finanziari da quasi quattro miliardi di euro complessivi ricorrendo a un sistema bancario sempre meno propenso a concedere crediti dopo la stretta imposta dai Trattati di Basilea ed evitando di spremere financo un centesimo allo Stato-Pantalone. Lodi) da 7,4 milioni di residenti classificata dell’Ocse al trentesimo posto tra le 78 macroaree metropolitane ad alta produttività individuate nel mondo. L’incontro ravvicinato del primo tipo fra BreBeMi e Teem è, d’altra parte, ormai imminente. Avverrà, infatti, nell’aprile 2014, mese di entrata in esercizio dell’intera tratta di BreBeMi attraverso il cosiddetto “Arco Teem”. Il collegamento di 7,5 chilometri, cioè, cui TE sta riservando una corsia preferenziale a livello di tempistica dei lavori per permettere alla “gemella” di innestarsi con la rete viabilistica autostradale e ordinaria della Grande Milano invece che con un campo di granturco più o meno biologico. A poco più di un anno dall’apertura dei cantieri Teem ha già creato mille nuovi posti di lavoro non solo nei cantieri ma anche nell’indotto

Brebemi, un project financing da 1,7 miliardi di euro Il risultato più evidente di questo processo, ultimato nel caso di BreBeMi, che ha appena chiuso il suo project-financing da 1,7 miliardi di euro, e tuttora in corso per ciò che concerne Teem (il closing da due miliardi di euro, favorito da un prestito-ponte e da un aumento di capitale, è previsto per febbraio 2014) è la creazione di diecimila posti di lavoro (trentamila dall’entrata in esercizio delle infrastrutture) non solo nei cantieri ma pure nell’indotto. A livello di occupazione, insomma, eppur si muove qualcosa in una Lombardia con il propulsore economico sempre più ingolfato dalla crisi economica e dalle difficoltà di accesso al credito di piccola e media impresa. E quest’aspetto sta relegando in seconda linea pure sul piano comu-


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nicazionale la razionalizzazione della mobilità autostradale e ordinaria che BreBeMi e Teem assicureranno a partire dalla prossima priºmavera insieme a un miglioramento dello stile di vita e della qualità dell’aria. Una ristretta rosa L’apertura dei cantieri per la realizzazione della Tangenziale Est Esterna di Milano e il rispetto da parte della Concessionaria TE e

Mella primavera 2014 in completamento dell’Arco Teem permetterà a BreBeMi di connettersi con la rete viabilistica autostradale e ordinaria del territorio motore economico di tutto il Paese

del Consorzio Costruttori Teem del cronoprogramma stilato dal Cipe stanno dunque rappresentando plasticamente la forte

CRESCITA, LAVORO E... INGEGNO NON SOLO NEI MUSEI L’opera va, insomma, inquadrata nell’ottica di una grande infrastruttura integrata da tantissimi altri collegamenti auspicati dai quattro milioni di residenti nell’Area Metropolitana non meno di una nuova tangenziale, caratterizzata da fondamentali progetti ambientali e condivisa dalla Provincia di Milano, che ne ha promosso la realizzazione, e, attraverso l’Accordo di programma definito dalla Regione Lombardia, da tutti i 34 Comuni direttamente lambiti dal tracciato autostradale. Le più recenti rilevazioni sui volumi di traffico registrati nell’Area Metropolitana stimano, del resto, in oltre un milione e mezzo i mezzi privati e pubblici che, quotidianamente, penetrano nei confini del capoluogo attraverso una viabilità ordinaria e autostradale sostanzialmente immutata dal 1980 in avanti e non in grado di distribuire su percorsi dedicati il traffico di mezzi pesanti. Le Tangenziali in esercizio (Est, Ovest e Nord) vengono percorse, ogni giorno, da 350mila mezzi privati. Con il risultato che, anche in tempi di crisi economica, lungo tali arterie autostradali e sulla rete delle strade ordinarie si formano incolonnamenti di tale portata da riflettersi negativamente sulla competitività delle imprese, sulla qualità dell’aria e sullo stile di vita dei cittadini. Gli automobilisti che, a partire dal 2015, percorreranno l’intera tratta di

Teem (l’Arco Teem entrerà in esercizio nell’aprile 2014 permettendo alla Concessionaria di esigire il pedaggio sui primi 7,5 chilometri completati) potranno fruire di un’infrastruttura progettata e realizzata dalle eccellenze italiane del settore costruzioni. Teem si dipanerà lungo tre corsie per ogni senso di marcia (più la corsia di emergenza), condurrà alla realizzazione di sei svincoli e consentirà di potenziare l’interscambio gomma-ferro grazie alle connessioni del tracciato principale e delle opere integrate con le metropolitane e le ferrovie. La velocità media di spostamento aumenterà del 34 per cento, le ore di viaggio si ridurranno di otto milioni l’anno, il consumo di carburante calerà di 15 milioni di litri l’anno, il risparmio nei consumi si stabilizzerà sui cinquanta milioni di euro l’anno e le emissioni inquinanti diminuiranno di 141mila tonnellate l’anno. Tu t t i questi fattori innescheranno un beneficio finanziario collettivo stimato in 150 milioni di euro l’anno. La realizzazione di Teem va, quindi, ritenuta una risposta anticiclica alla crisi economica che ha colpito pure l’Area Metropolitana, cuore e motore produttivo del Paese. La costruzione di quest’infrastruttura integrata con il territorio e auspicata soprattutto da milioni di pendolari gener erà, del resto, non solo miglioramenti nella

qualità dell’ambiente e nello stile di vita ma pure impulso all’occupazione e alla crescita (creazione di 28mila nuovi posti di lavoro; contributo alla formazione del Pil stimato in +0,3 per cento su scala nazionale, +1,4 per cento su base lombarda e +2,8 per cento riguardo l’Area Metropolitana). A poco più di un anno dall’apertura dei cantieri Teem ha già creato mille nuovi posti di lavoro non solo nei cantieri ma anche nell’indotto. Si tratta di un risultato in linea con le proiezioni in ordine a occupazione e sviluppo elaborate all’avvio di quest’infrastruttura che permetterà di realizzare a costo zero per il contribuente nuove strade Provinciali e Comunali e qualitativi interventi ambientali. Il motto “Crescita, lavoro e... ingegnoIn Italia le opere che creano ricchezza non stanno solo nei musei” riassume alla perfezione lo scopo che TE persegue con impegno e orgoglio. La Spa a maggioranza privata, che, sul piano del closing relativo al project financing previsto per i primi mesi del 2014, viene assistita dai prestigiosi arranger Biis, Banca Popolare di Milano, Ubi-Centrobanca e Imi, nutre, inoltre, l’ambizione di proporsi come la Concessionaria-pilota di una nuova architettura del finanziamento privato delle grandi opere che abbini strumenti rodati (finanziamento ponte e project-financing) a moduli innovativi (project bond e cartolarizzazione).


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BreBeMi e Teem permetteranno di realizzare a costo zero per il contribuente nuove strade Provinciali e Comunali e qualitativi interventi sul territorio

volontà di trasporre dalla carta millimetrata alla realtà entro il 2015 dell’edizione di Expo Milano un’infrastruttura interamente finanziata da soggetti privati con due miliardi di euro irreperibili sui bilanci di Stato ed Enti locali, nonché ritenuta dall’Unione

Europea di importanza strategica. Come testimonia l’inserimento di Teem da parte dell’UE nel ristrettissimo elenco delle opere Trans European Network-Transport (Ten-T) che possono essere finanziate dalla Banca Europea per gli Investimenti.

BETTONI, GRINTA E DETERMINAZIONE DELLA LEONESSA Francesco Bettoni, riconfermato recentemente alla presidenza di BreBeMi, ha seguito l’opera fin dalla fase istruttoria, che risale ai primi anni del Duemila. Dottor Bettoni, è lei l’artefice del miracolo a Brescia rappresentato dal closing del project-financing di BreBeMi? «Pur non riuscendo a nascondere l’orgoglio di presiedere la prima Concessionaria autostradale in Europa a mettersi nelle condizioni di realizzare un’infrastruttura viaria da oltre due miliardi di euro senza spremere neppure un euro allo Stato e agli Enti locali, devo sottolineare che il raggiungimento dell’obiettivo di assicurare risorse esclusivamente private alla costruzione dell’opera va considerato il frutto del gioco di squadra messo in campo da tutti i dipendenti della Società». Nei 13 anni di lavoro che avete affrontato prima di arrivare al closing ci sono stati momenti nei quali le è venuta voglia di

mollare tutto? «No. Ma è vero che la crisi economica e le conseguenti dif ficoltà nell’accesso al credito ci hanno costretto a tirare fuori, davanti al sistema bancario, la grinta e la concretezza tipiche dei nativi nella Leonessa. Così, pure in tempi duri anche per il finanziamento delle infrastrutture, abbiamo ottenuto i bridge loan indispensabili per mandare avanti i cantieri in attesa della chiusura del project. Poi siamo riusciti a convincere Cassa Depositi e Prestiti e Banca Europea per gli Investimenti della qualità di un Piano finanziario incardinato sui fatti e non sulle parole». Vi aspettate qualche aiuto dalla defiscalizzazione degli investimenti nelle opere pubbliche annunciata dal Governo Letta? «Noi andiamo avanti per la nostra strada, anzi autostrada. Anche perché eventuali vantaggi dalla defiscalizzazione arriveranno, semmai, nel 2015. Quando, cioè, BreBeMi sarà entrata in esercizio da un annetto».

Teem, progettata per razionalizzare la mobilità del quadrante Est-Sud dell’asse costituito dalle Province di Milano, Lodi e Brianza, permetterà di decongestionare la mobilità dell’Area Metropolitana di Milano. E questo attraverso la realizzazione di 32 chilometri di tracciato principale da Melegnano (Autostrada A1 Milano-Bologna-RomaNapoli) ad Agrate Brianza (Autostrada A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste), connesso, attraverso il cosiddetto “Arco Teem”, pure con l’Autostrada BresciaBergamo-Milano (BreBeMi verrà ultimata alla fine del 2013), la costruzione ex novo di 38 chilometri di arterie ordinarie, la riqualificazione di 15 chilometri di strade esistenti e il completamento di trenta chilometri di piste ciclabili. In controtendenza rispetto alla situazione nazionale, su BreBeMi e Teem il lavoro e la crescita stanno viaggiando sulla corsia di sorpasso. Facendo da apripista a un business travel desideroso di lascoarsi alle spalle le nubi e sempre fedele, come indicano le statistiche, all’utilizzo delle quattro ruote.


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di Ferdinando Farba

I viaggi d’affari stimolano la competitività Tradizionale aggiornamento di metà anno sui treni più interessanti sotto l’aspetto saving in relazione agli altri mezzi di trasporto. A integrazione della Guida di Turismo d’Affari postarsi in treno o con altre modalità di trasporto quali l’auto e l’aereo è una scelta che dipende dalla meta del viaggio e dai mezzi a disposizione per raggiungerla. L’auto ci consente la massima autonomia ma la congestione stradale e gli importi di carburanti e pedaggi richiedono un’attenta verifica di tempi e costi, specie se viaggia una sola persona. Per contro, l’aereo vince nei tempi sulle lunghe distanze, consentendo di andare e tornare in giornata, ma perde il suo appeal quando si confronta con i treni ad alta velocità. La nostra analisi spazia sull’offerta ferroviaria suggerendo ai business traveller innanzitutto le linee ad alta velocità e poi una selezione di direttrici fondamentali storiche non av ma comunque interessanti per tempi di viaggio, tariffe e qualità dei servizi.

S

I nove mesi di esercizio di Ntv hanno prodotto oltre due milioni di viaggiatori e attualmente sono in servizio tutti i 25 prototipi Agv in grado di circolare sia sulla rete av sia su linee storiche


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LE FRECCE DI TRENITALIA E ITALO DI NTV Frecciarossa: treno Etr 500 ad assetto fisso lungo le sole linee av Frecciargento: Pendolino Etr 600 con percorso misto su linee av e storiche Frecciabianca: treno con carrozze ex Intercity ristrutturate su sole linee storiche Italo di Ntv: treno Agv ad assetto fisso a trecento chilometri orari su linee av e storiche

L’offerta ferroviaria La più appetibile è quella sui 1.070 chilometri di linee av a 250-320 chilometri orari lungo l’asse Torino-Milano-Bologna-FirenzeRoma-Napoli e Salerno percorse sia dai Fracciarossa e dai Frecciargento di Trenitalia sia dagli Italo di

Nei collegamenti con l’estero sono stazionari quelli con Francia e Svizzera, in lieve incremento quelli con Austria e Germania mentre è stato soppresso l’En con la Spagna e risultano sempre mancanti i treni per la Slovenia e l’Est europeo

Ntv. Tempi, tariffe e frequenza delle corse fanno vincere il treno su tratte sino a seicento chilometri come da Milano a Roma mentre sugli ottocento tra Torino e Roma e tra Milano e Napoli l’aereo recupera nei tempi (il treno impiega poco meno di quattro ore e mezzo) ma non sulla griglia tariffaria, che di regola è più conveniente sui treni. Il treno è poi da preferire sulle direttrici storiche (cioè non av) percorse dai Frecciabianca sino a duecento chilometri orari come la Transpadana Torino-Trieste (ben 21 corse a/r tra Milano e Venezia) e le direttrici verticali tirrenica e adriatica, senza dimenticare collegamenti trasversali da Roma per

Ravenna, Bari/Lecce e Reggio Calabria. Ricordiamo che con l’incremento delle Frecce sono in progressiva dismissione i treni Intercity, mentre i treni notturni, dopo i drastici tagli del dicembre 2011, presentano parziali ripristini grazie alle sovvenzioni del ministero delle Infrastrutture che li finanzia come “servizio universale”. Nei collegamenti con l’estero, sono stazionari quelli con Francia e Svizzera, in lieve incremento quelli con Austria e Germania mentre è stato soppresso l’En con la Spagna e risultano sempre mancanti i treni per la Slovenia e l’Est europeo. L’av delle Frecce Trenitalia fa circolare ogni giorno 84 treni Frecciarossa, 58 Frecciargento e 84 Frecciabianca (vedi box) e la parte del leone la fanno le tratte tra Bologna e Firenze (47 corse a/r) Firenze e Roma (46) e Milano e Roma (38) di cui venti no stop che impiegano da Milano Centrale a Roma Termini due ore e 55 minuti contro le tre ore e 15 minuti di quelli che fermano anche a Bologna e Firenze. Completano l’offerta 12 corse a/r TorinoRoma, 24 Milano-Napoli di cui sei sino a Salerno e 13 tra Torino e Milano. Nel 2012, Trenitalia ha trasportato oltre quaranta milioni di viaggiatori, di cui circa trenta sulle Frecce, che risultano il core business della sua offerta.


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L’OFFERTA DI FRECCIAROSSA E FRECCIARGENTO Numero di corse a/r al giorno per le tratte più frequentate Torino-Milano Torino-Roma Milano-Roma Milano-Napoli

13 12 38 24

Bologna-Firenze Venezia-Roma Firenze-Roma Roma-Napoli

47 18 46 28

fonte FS italiane

L’OFFERTA DI ITALO NTV Numero di corse a/r al giorno per le tratte più frequentate Torino-Milano Torino-Roma Milano-Roma Milano-Napoli

7 6 17 7

Bologna-Firenze Venezia-Roma Firenze-Roma Roma-Napoli

21 5 20 10

Trenitalia fa circolare ogni giorno 84 treni Frecciarossa, 58 Frecciargento e 84 Frecciabianca

fonte Ntv Nuovo Trasporto Viaggiatori

storiche. Nella tabella relativa riportiamo destinazioni e frequenze dele corse di Italo, ricordando che il tempo più veloce da Milano Rogoredo a Roma Tiburtina è di due ore e quaranta minuti (tre corse no stop) mentre il collegamento completo da Milano Porta Garibaldi a Roma Ostiense avviene in tre ore e 42 minuti con fermate a Milano Rogoredo, Bologna, Firenze e Roma Tiburtina. Le direttrici storiche Le riportiamo in tabella secondo lo schema dell’orario ufficiale di Trenitalia, mettendo in evidenza le corse effettuate con i treni Frecciabianca, composti da carrozze ex Intercity sottoposte a upgrading con corner bar, portale di bordo, pulitore viaggiante e desk di accoglienza a terra. Come si può nota-

L’OFFERTA SULLE DIRETTRICI STORICHE Sulla breve e media distanza l’aereo perde in appeal quando si confronta con i treni ad alta velocità

L’av di Italo Per quanto riguarda Ntv Nuovo Trasporto Viaggiatori, il cui servizio è iniziato nell’aprile 2012, i nove mesi di esercizio hanno prodotto oltre due milioni di viaggiatori e attualmente sono in servizio tutti i 25 prototipi Agv in grado di circolare sia sulla rete av sia su linee

Numero di corse a/r effettuate ogni giorno da treni Fa, Fb e Ntv Italo. Tra Milano e Ancona anche Fr in circolazione mista su linea av e storica Transpadana Milano-Venezia 21 Fb di cui 3 sino a Trieste e 1 sino ad Udine Torino-Venezia 9 Fb di cui 2 sino a Trieste Tirrenica Milano-Roma 1 Fb; Genova-Roma 6 Fb; Roma-Reggio Calabria 1 Fa + 2 Fb Adriatica Milano-Lecce 4 Fb + Torino-Lecce 1 Fb; Milano-Taranto 1 FB; Milano-Bari 6 Fb; VeneziaLecce 2 Fb; Milano-Ancona 2 Fr + 9 Fb; Milano-Pescara 7 Fb; Trasversali Roma-Ravenna 1 Fb; Roma-Lecce 3 Fa Nordest-Roma/Napoli Brescia/Verona-Roma 2 Fa; Udine-Roma 1 Fa; Bolzano-Roma 3 Fa; Venezia-Napoli 2 Fa; Venezia-Roma 18 Fa + 5 Ntv Elaborazione F. Farba su dati Trenitalia e Ntv


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I COLLEGAMENTI CON L’ESTERO Italia-Francia via Ventimiglia Nessun collegamento diretto e si cambia a Ventimiglia. Con l’auto attenzione ai tempi e alle code. Aeroporti più vicini: Nizza e Marsiglia. Italia-Francia via Modane Tre Tgv al giorno delle Sncf da Milano Porta Garibaldi per Parigi Lyon alle 6.07, 8.50 e 16.10 con fermate a Torino P.S., Oulx, Bardonecchia, Modane, Chambery e Lione St. Exupery. La corsa delle 6.07 ferma anche a Novara e Vercelli. Tempi medi da Milano cinque ore per Lione e sette ore e dieci minuti per Parigi; da Torino tre ore e quaranta minuti per Lione e cinque ore e 45 per Parigi. I Tgv consentono l’andata e ritorno in giornata tra Milano/Torino e Lione ma per chi si spinge fino a Parigi l’aereo è più veloce e c’è anche in versione low cost. Troppo lungo il viaggio in auto; più logica la scelta aereo e autonoleggio. Sono disponibili anche due treni notturni En “Thello” Trenitalia-Veolia per Parigi. Il primo in partenza da Venezia Santa Lucia (ore 19.57) tocca Padova, Vicenza, Verona, Brescia e Milano Centrale (ore 23.38) per Digione e Parigi Gare de Lyon (arrivo alle ore 8.14); il secondo da Roma Termini (ore 19.25) con fermate a Firenze e Bologna e arrivo a Parigi Gare de Lyon alle 10.18. Italia-Svizzera via Domodossola Otto Ec al giorno da Milano Centrale, Stresa e Domodossola per Berna e Basilea alle 7.25, 11.25 e 18.25 e per Losanna e Ginevra alle 8.25,

re, la loro offerta è massiccia sulla transpadana seguita dall’adriatica e dalla tirrenica, mentre per raggiungere da Milano o dal Nord Italia la Sicilia e le Puglie, sono pochi i treni diretti e la soluzione migliore è di recarsi a Roma o a Napoli con treni av e da qui proseguire con Ic, Icn e Frercciargento, in coincidenza e

12.25 e 17.25 e 19.25 con origine a Venezia Santa Lucia (ore 16.20) e fermate a Padova, Vicenza, Verona, Peschiera e Brescia. Durata del viaggio da Milano per Basilea o Ginevra circa quattro ore. In auto si deve valicare il Passo del Sempione (non c’è il tunnel) oppure caricare la vettura sulla navetta ferroviaria Iselle-Brig. Italia-Svizzera via Chiasso Sei Ec Milano-Zurigo (7.10, 9.10, 11.10, 15.10, 17.10, 19.10) e un Ec alle 14.10 per Lucerna. Tempi di viaggio di circa un’ora per Lugano e tre ore e quaranta minuti per Zurigo, migliore rispetto gli aerei da Malpensa. Per Lugano (tempo un’ora e venti minuti ) e Bellinzona anche cinque treni Ir della società svizzera Tilo in partenza da Milano alle 8.10, 13.10. 16.10, 18.10 e 23.10. In auto circa un’ora da Milano a Lugano e quattro fino a Zurigo attraverso il tunnel autostradale del San Gottardo (attenzione a code e meteo). Italia-Germania via Brennero Cinque treni Ec delle ferrovie tedesche e austriache DB/OeBB da Verona Porta Nuova per Monaco di Baviera alle 9.04, 11.02, 13.04, 15.02 e 17.02 e tra questi quello delle 13.04 proviene da Bologna (partenza ore 11.52) e quello delle 15.02 da Venezia Santa Lucia (partenza ore 13.34). Di notte circola anche un En Trenitalia/DB da Roma Termini (ore 19.05) con fermate a Orvieto, Chiusi, Firenze Santa Maria Novella, Bologna, Verona Porta Nuova con arrivo a Monaco Hauptbahnhof alle 6.30. A

con tariffazioni combinate. Per fare più presto c’è l’aereo anche low cost abbinandolo magari a un

Verona aggancio di altre sezioni del treno da Venezia (ore 23.05) e da Milano (ore 21.35). Per Monaco si effettuano voli da diversi aeroporti italiani, anche dal Nord Italia e a tariffe low cost mentre una possibile alternativa è data dall’autostrada del Brennero allacciata a tutta la rete italiana e tedesca. Italia-Austria via Tarvisio Quattro pullman Intercitybus delle OeBB da Venezia Tronchetto, Mestre e Udine per Villach e Klagenfurt alle ore 9.20, 11.20, 13.20 e 15.20. A Villach coincidenze per Salisburgo (due ore e trenta minuti) e per Vienna Meidling (quattro ore e dieci minuti). Di notte circola anche un En Trenitalia/OeBB da Roma Termini (partenza ore 19.05) via Firenze, Bologna e Venezia Mestre con arrivo a Vienna Meidling alle 8.33. A Mestre aggancio di carrozze dirette da Milano Centrale (partenza ore 21.35). Un altro En percorre questa linea da Venezia Santa Lucia (partenza ore 20.57) per Salisburgo e Vienna Westbahnhof (arrivo ore 8.08) via Treviso-Udine. L’auto conviene per percorsi brevi per esempio sino a Klagenfurt, mentre su Vienna c’è un’ampia offerta di voli da numerosi aeroporti italiani anche a tariffe low cost. Italia-Slovenia via Villa Opicina Nessun treno passeggeri circola più su questo valico e l’auto è un must approfittando del pieno di benzina conveniente mentre da più lontano si giunge all’aeroporto di Lubiana e da qui si può noleggiare un’auto.

autonoleggio all’arrivo. Andare in auto comporta invece limiti di stress, tempi e costi ma un’alterna-

tiva può essere di caricarla sulla nave Genova-Palermo, se ci rechiamo in Sicilia.

NOVITÀ MILANO-ANCONA, PARZIALMENTE IN ALTA VELOCITÀ È entrata in servizio una coppia di Frecciarossa che percorre l’av Milano-Bologna proseguendo da qui sulla linea storica sino ad Ancona in due ore e 57 minuti (contro le quattro ore dei Frecciabianca) con fermate a Rimini e Pesaro. Ntv ha preannunciato lo stesso servizio con una coppia di Italo a partire dal prossimo dicembre.


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NET TRAVEL

Easyjet, la carta d’imbarco è mobile Si chiama Mobile Boarding Pass l’ultimo esperimento in casa easyJet Si tratta di una carta d’imbarco per dispositivi mobili, il cui lancio prevede una prima fase di sperimentazione che coinvolge tutti i voli Easyjet in partenza da sei aeroporti europei: Londra Stansted, Londra Sout h e n d , M a n c h e s t e r, E d i m b u r g o , Amsterdam e Nizza. In base al successo riscontrato, la compagnia prevede di estendere il servizio ad altri aeroporti del network. Peter Duffy, direttore marketing di Easyjet, ha dichiarato: «Se la sperimentazione avrà successo, lavoreremo con ciascuno degli aeroporti per implementare il servizio su tutto il network. Il test sarà esteso anche all’introduzione di carte d'imbarco multiple, per permettere a famiglie e gruppi di effettuare il check-in di più persone avendo a disposizione tutte le carte d’imbarco su un unico dispositivo».

Voyages-sncf, treni a portata di click Dallo scorso aprile è disponibile anche in Italia Voyages-sncf.com, una nuova porta d’accesso con un’anima francese per tutte le destinazioni di viaggio. Tgv-europe.com è così diventato Voyages-sncf.com, punto di riferimento per l’acquisto dei biglietti ferroviari europei. Il nuovo portale, che in Francia già rappresenta il principale sito di ecommerce (fatturato annuale di 3,6 miliar-

www.Voyages-sncf.com

Amadeus Italia si rinnova in rete

Amadeus Italia, leader nella distribuzione e nella fornitura di tecnologie avanzate per l’industria globale dei viaggi e del turismo, ha recentamente lanciato il nuovo sito, che punta a una maggiore semplicità strutturale per guidare i visitatori nella

Finnair, a bordo il business è wireless Anche nei cieli la parola d’ordine oramai è connessione. Che diventa wireless a bordo dei velivoli targati Finnair. La compagnia aerea ha introdotto infatti i tablet Hp con Windows 8 sui vettori della sua flotta per un periodo di prova. I passeggeri degli Airbus A300, sia sui voli di linea sia sui voli charter hanno sperimentato la connessione il wifi tra le nuvole.

di di euro), e nel mondo uno tra i maggiori distributori in assoluto di biglietti ferroviari offre soluzioni nuove e su misura. Un nuovo strumento è così entrato nel mercato italiano abituato, più di altri, alla ricerca di soluzioni di viaggio in rete, come dimostra una nuova indagine sulle abitudini di italiani, francesi, belgi e tedeschi.

«Vogliamo migliorare il comfort dei nostri passeggeri e testare la funzionalità della connessione wireless sui voli a lungo raggio e studiare come i passeggeri usano questi sistemi durante il volo. Siamo interessati a capire come avvenga l’uso del sistema tradizionale d’intrattenimento e il tablet» ha detto Peter Gabrielsson, responsabile Customer Experience di Finnair.

ricerca delle informazioni a loro più utili. Con un nuovo e potente motore di ricerca e un’interfaccia intuitiva, il nuovo sito di Amadeus, totalmente rinnovato nella grafica e nella struttura di navigazione, è capace di rispondere in modo efficace alle richieste delle diverse tipologie dei suoi utenti. Non solo, quindi, una vetrina attraverso la quale comunicare, bensì una piattaforma tecnologicamente avanzata per creare un'esperienza di navigazione unica con contenuti su misura per i visitatori, basata sulle loro necessità, preferenze e comportamenti. www.it.amadeus.com


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Star Alliance propone la app Navigator per iPad

Dopo quella per iPhone, Star Alliance non si è fatta mancare l’app Navigator per iPad. La nuova applicazione per i tablet Apple si caratterizza per proporre un’immagine interattiva in 3D del globo terrestre che raffigura la rete completa di connessioni: oltre 21.900 voli giornalieri verso 1.329 destinazioni a livello globale offerto dalle 27 compagnie aeree facenti parre dell’alleanza. Novità nell’offerta sia web sia mobile di Star Alliance è la funzione “My Trip” che permette ai clienti di archiviare e di prendere visione dei propri itinerari di volo. Attraverso l’applicazione, i clienti possono anche accedere a diversi servizi di viaggio offerti da Star Alliance, come Flight Search – per la ricerca dei voli su tutto il network delle compagnie membre di Star Alliance, Flight Status – aggiornamenti in tempo reale sullo stato di qualsiasi volo operato dai vettori membri dell’Alleanza e Lounge Finder – fornisce dettagli su oltre mille lounge offerte da Star Alliance e dai vettori membri.

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TECNOLOGIA E SERVIZI

di Giovanni Fassola

Obiettivo mondo Grazie alla sua spiccata vocazione internazionale Cisalpina Tours è in grado non solo di avere numerose multinazionali nel suo portafoglio clienti, ma anche di offrire un modo di fare consulenza che si basa sulla qualità, la personalizzazione del servizio e la capacità di problem solving. Come ci spiega il direttore commerciale della Tmc, Giorgio Garcea

mart nell’organizzazione e forte nel’innovazione. Per vincere nel mercato globale Cisalpina Tours sceglie la filosofia del “think globally, act locally”, l’unica che, attraverso una rete di partnership strategiche, permette di servire le realtà più complesse e diversificate, mantenendo però ovunque gli stessi standard d’eccellenza. «L’appartenenza a un network presente in tutto il globo (Cisalpina Tours è socio fondatore e membro italiano del network mondiale Radius, ndr) ci consente di aprirci ancora di più all’internazionalizzazione dei servizi e all’innovazione tecnologica», spiega Giorgio Garcea, direttore commerciale Cisalpina Tours. «Essere un’organizzazione snella ci consente di intervenire con immediatezza nelle diverse situazioni e di puntare sulla qualità a tutto vantaggio del cliente». Quali sono i vantaggi di un’alleanza come questa? Per Cisalpina Tours la partnership rappresenta il trait d’union tra le due anime che costituiscono la sua identità più profonda. Da un lato la capacità di essere flessibile, semplice e veloce nella risoluzione dei problemi, proprio in virtù del fatto di non dipendere

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da procedure troppo rigide e complesse; dall’altro, la spinta verso l’innovazione e la globalizzazione. Che ruolo ha la tecnologia in tutto questo? Proprio la necessità di soddisfare le esigenze di realtà multilocate ha dato a Radius la spinta per lo sviluppo di tecnologie particolarmente evolute di travel management e sistemi di business intelligence per il consolidamento e la

Giorgio Garcea, direttore commerciale di Cisalpina Tours

standardizzazione dei dati a livello globale, che gli sono valsi il prestigioso Premio Internazionale MicroStrategy. L’uso di tali sistemi permette a Cisalpina Tours di sviluppare travel program globali che coniugano la gestione centralizzata delle trasferte con il rispetto delle specificità dei singoli contesti locali, generando per le aziende risparmi fino al trenta per cento. Secondo una recente ricerca internazionale di Acte (Association of Corporate Travel Executives), i viaggiatori d’affari usano sempre di più la tecnologia per ricercare e prenotare le proprie trasferte. Quali sono le ricadute sulla vostra Tmc?


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La conseguenza più evidente di questa nuova tendenza è la maggiore difficoltà di monitorare la spesa relativa ai diversi canali e la necessità di ricorrere a report integrati e consolidati. Accanto alla tecnologia, rimane quindi fondamentale la competenza degli esperti che affiancano i clienti nell’uso degli strumenti e nella ricerca delle soluzioni più adatte alle loro necessità. Un lavoro di analisi strategica ancora più difficile in un contesto internazionale, poiché estendere a livello globale soluzioni localizzate richiede skill di tipo analitico, economico e manageriale e un’ampia conoscenza del mercato per effettuare gli opportuni benchmark. Come cambia allora il lavoro per una Tmc come la vostra? Per questo ci sono i Global Account Manager, punto di riferimento per le aziende che le affiancano nella costruzione di programmi centralizzati di viaggio in linea con gli obiettivi e nella loro applicazione a livello decentrato. Una delle sfide principali è ottenere una declinazione ottimale delle policy mantenendo alti i livelli di compliance e di sicurezza: ciò richiede la condivisione costante delle infor-

“Think globally, act locally” è il segreto per sposare la decentralizzazione operativa con la centralizzazione degli aspetti strategici e tecnologici

mazioni e un tracking degli spostamenti in tempo reale, per assicurare il massimo livello di servizi in ogni circostanza. In Radius è previsto un doppio livello di tracking&security, basato su protocolli di sicurezza standardizzati, report quotidiani e mensili e flussi di comunicazione su più canali.

Può fare qualche nome dei vostri clienti in Italia? Sono tanti i grandi nomi internazionali che hanno già adottato i programmi consolidati di Radius/Cisalpina Tours in Italia: tra gli altri, Heineken, Fuji Film, Linkedin, Hill Rom. Per tutti, a fare la differenza tra Radius e altre Tmc presenti sulla scena internazionale è stata proprio la sua particolare organizzazione: una rete di Tmc leader nei rispettivi Paesi, in possesso di requisiti stringenti per assicurare ovunque livelli di servizio omogenei. Solo così è possibile garantire una vera conoscenza delle dinamiche di ogni mercato, la selezione dei migliori fornitori in loco di servizi e il necessario peso contrattuale con partner locali quali vettori aerei, società di noleggio auto, hotel e servizi per migliorare la travel experience. E proprio l’unione tra questa struttura flessibile e i servizi globali di data management, hotel program, accounting e reportistica, è il segreto per far convivere la più ampia decentralizzazione operativa con la massima centralizzazione degli aspetti strategici e tecnologici. Indirizzo a fine rivista


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BT TECHNOLOGY

di Giulia De Stefano

E io pago… con lo smartphone Il mobile payment nella gestione delle trasferte di lavoro cambierà rapidamente il modo di concepire i viaggi d’affari. AirPlus è già pronta con due innovative app a un Expert Panel recentemente promosso da AirPlus International è emerso che il 78% delle aziende fornisce uno smartphone ad una buona parte dei dipendenti in trasferta, ma che solo il 18% di essi lo possiede come strumento di lavoro continuativo. Oltre ad utilizzare le funzionalità classiche come il ricevere ed effet-

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Saranno 448 milioni gli utenti che nel 2016 effettueranno pagamenti in mobilità per un valore di 617 miliardi di dollari

tuare telefonate, controllare la posta elettronica ed inviare sms, lo smartphone viene già oggi utilizzato da 3 dipendenti su 4 per gestire la carta di imbarco digitale mentre il 68% lo utilizza anche per ricevere informazioni di viaggio. Diversi studi prevedono per i pagamenti in mobilità una crescita media annuale del 42% tra


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Secondo l’AirPlus Travel Management Study, nei 24 paesi oggetto della ricerca, nel 2012 il numero di aziende che ha utilizzato gli smartphone per effettuare pagamenti è salito al 12% rispetto al 3% dell'anno precedente

il 2011 e il 2016, con un valore di mercato di 617 miliardi di dollari e 448 milioni di utenti nel 2016. Nel 2012 in Italia i pagamenti e il commercio in mobilità hanno superato i 900 milioni di euro di valore, un terzo del quale per acquisto di beni e servizi. Crescono i pagamenti mobili In base ai dati del recentissimo AirPlus Travel Management Study, il numero di aziende che utilizza gli smartphone nei 24 paesi oggetto dello studio per effettuare pagamenti è salito al 12% nel 2012 (3% : 2011). Uno sviluppo questo seguito con particolare attenzione dai travel manager italiani che si dimostrano i più sensibili a questa nuova tendenza. L’82% di essi è infatti consapevole dei potenziali futuri vantaggi offerti dall’utilizzo di smartphone per i pagamenti mobili rispetto ad una media europea del 34% e mondiale del 38%. Il rapido sviluppo di questa nuova tecnologia richiederà tuttavia uno sforzo culturale da parte delle aziende, se è vero che da un recente sondaggio promosso da AirPlus in collaborazione con ACTE, emerge che tra i travel manager intervistati

uno su due dichiara di avere una conoscenza superficiale della nuova tecnologia, con oltre tre quarti del campione che afferma di non averla mai utilizzata. Ciò nonostante, il 43% degli intervistati è convinto che il mobile payment semplificherà la vita dei dipendenti in trasferta mentre il 61% ritiene che tra 5 anni i dipendenti salderanno le spese sostenute durante il viaggio di lavoro, dalla ristorazione alla benzina, dalle ancillary fee ai trasporti urbani, utilizzando una soluzione di mobile payment. Benefici per aziende e dipendenti in trasferta Quale sarà quindi l’impatto della tecnologia sulla gestione delle spese di viaggio aziendali? Per i dipendenti in trasferta l'utilizzo di soluzioni di mobile payment interfacciate ad esempio con un sistema note spese significa verifica in tempo reale della coerenza della spesa con la policy aziendale, inserimento

automatico della spesa nella nota spese, popolamento della stessa con eventuali informazioni aggiuntive richieste dalle procedure amministrative aziendali. In poche parole notevoli risparmi di tempo, maggiore convenienza e flessibilità. Per i travel manager l’adozione della tecnologia per il mobile payment significa invece un controllo più stringente della travel policy aziendale, acquisizione dei dati in tempo reale, maggiore trasparenza della spesa e geolocalizzazione precisa del punto vendita grazie all'interfacciamento GPS dando così la possibilità all'azienda di implementare politiche di viaggio differenziate per città, regioni o nazioni. Altri benefici offerti dalla tecnologia includono la possibilità di usare una carta di credito alternativa in caso di problemi con il limite di spesa della stessa o di smarrimento delle carte tradizionali, un livello di sicurezza della transazione maggio-

re, l'uso di carte di credito in valute diverse in base al paese in cui ci si trova, utilizzo di codici di carta di credito diversi a secondo del progetto o del centro di costo. AirPlus è già pronta per la rivoluzione dei pagamenti mobili con due innovative app Da sempre attenta all’innovazione tecnologica AirPlus ha già sviluppato due app per la gestione di diverse tipologie di pagamenti mobili da smartphone utilizzando il circuito MasterCard. La prima consente di effettuare i pagamenti in prossimità (Mobile Proximity Payment) con tecnologia NFC ed integrazione con le carte di credito corporate AirPlus. La seconda, utilizzabile per i pagamenti in remoto (Mobile Remote Payment), è ideale in quelle situazioni in cui il dipendente ha, ad esempio, la necessità di effettuare una prenotazione alberghiera via internet mentre si trova già in trasferta, assicurandosi che il pagamento venga effettuato direttamente dall’azienda centralmente ed addebitato sull’AirPlus Company Account.

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HRG

di Madeleine Rey

HRG presenta i risultati positivi dell'anno finanziario, conclusosi il 31 marzo: un’altra grande performance per il gruppo internazionale specializzato nella gestione dei viaggi d’affari, che annuncia ai suoi azionisti un dividendo in crescita del 5%

In un mercato in continuo mutamento le aziende cercano in HRG il supporto per una costante analisi dei costi al fine di ridurli senza intervenire sulla qualità del servizio offerto al viaggiatore

Un anno in crescita ogg Robinson Group (HRG), società internazionale specializzata nella gestione del business travel e quotata alla Borsa di Londra, ha chiuso l’anno finanziario 2012/13 con

H

ricavi pari a 343,2 milioni di sterline (pari a 403,5 milioni di euro circa) e un utile in crescita del tre per cento rispetto all’anno precedente, pari a 48,8 milioni di sterline (pari a 57,3 milioni di euro

circa), confermandosi come uno dei gruppi più solidi a livello mondiale nel settore dei viaggi d’affari. A fronte di questa performance positiva, HRG ha deciso di distribuire ai suoi azionisti un dividen-


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CONOSCENZA LOCALE ED EXPERTISE GLOBALE

do per azione di 2.1 pence, con un incremento del cinque per cento rispetto all’anno precedente. Un business “solido” Dal bilancio di HRG emerge la solidità della compagnia, come testimoniano i nomi più importanti del gruppo. «I risultati di Hogg Robinson Group per il 2012/13 sono testimonianza della solidità del nostro business e della nostra capacità di gestire attentamente i costi. In un mercato in continuo mutamento i clienti cercano in HRG il supporto per una costante analisi dei costi al fine di ridurli senza intervenire sulla qualità del servizio offerto al viaggiatore, ottenendo così il massimo risultato dalle loro spese di viaggio. Abbiamo assistito alla tendenza da parte dei clienti di utilizzare sempre più strumenti di prenotazione online in sostituzione o ad integrazione del servizio tradizionale di gestione dei viaggi. La nostra offerta di servizi è andata in questa direzione, integrando ai sistemi di prenotazione anche quelli di gestione delle spese, grazie alla nostra consociata Spendvision», afferma John Coombe, Chairman di HRG. Trend positivo «Quest’anno HRG ha confermato un trend positivo nonostante le difficili condizioni economiche internazionali. Ci siamo focalizzati sul controllo dei costi, garantendo al contempo l’elevato standard di servizio al cliente che da sempre ci contraddistingue. Il nostro obiettivo primario è quello di fornire valore aggiunto ai nostri clienti», dichiara David Radcliffe, Chief Executive di Hogg Robinson Group. «Sappiamo di avere un ruolo strategico nel settore dei viaggi d’affari in continua evoluzione. I

Hogg Robinson Group plc (HRG), è una prestigiosa società internazionale di servizi per le aziende. Fondata nel 1845 e con sede a Basingstoke, in Gran Bretagna, HRG è specializzata in viaggi, gestione dei dati e delle spese, con il supporto di soluzioni e prodotti tecnologici che sviluppa e possiede. Con un network mondiale che comprende oltre 120 Paesi, HRG combina conoscenza locale ed expertise globale uniche in Nord America, Europa, Asia-Pacifico, Africa, America Latina, Medio Oriente e Africa occidentale.

servizi offerti dal Gruppo si sono ampliati negli ultimi anni fino a includere, oltre alla gestione dei viaggi, l’analisi dei dati di spesa grazie a una tecnologia indipendente. HRG unisce questi servizi attraverso una strategia focalizzata su due elementi fondamentali: la gestione dei viaggi e la fornitura di soluzioni e servizi tecnologici. Nonostante quanto anticipato prima in merito alle difficoltà del mercato, nel corso dell’attuale esercizio HRG ha performato in linea con le aspettative e ci aspettiamo ulteriori progressi nel corso dell'anno», continua David Radcliffe, Chief Executive di Hogg Robinson Group.

Claudio Miglio, amministratore delegato di HRG Italia, filiale italiana della prestigiosa società internazionale Hogg Robinson Group

La forza dell'esperienza «I clienti si affidano alla nostra esperienza e competenza per implementare soluzioni innovative ed efficaci di gestione dei programmi di business travel in funzione dei loro obiettivi azienda-

li. Soluzioni online di self-booking tool, tra cui HRG Online, sono stati scelti dai nostri clienti per il controllo dei costi, il rispetto della travel policy e la semplificazione dei processi interni, in modo particolare sugli itinerari più semplici. Per questo motivo è importante il supporto della Tmc nella scelta migliore relativamente alla modalità di implementazione del servizio. Questo avviene, da parte nostra, attraverso un’attenta analisi degli obiettivi aziendali sui temi di maggior interesse: ottimizzazione dei costi, analisi e monitoraggio dei dati pre e post trip, sicurezza del viaggiatore, rispetto della policy e dei processi autorizzativi interni e ottimizzazione dei tempi necessari alla gestione delle prenotazioni anche da telefono cellulare», conclude Claudio Miglio, amministratore delegato HRG Italia.

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Gruppo Lufthansa, sostenibilità a bilancio Il Gruppo Lufthansa ha di recente pubblicato il proprio bilancio di sostenibilità. Commentando la pubblicazione del rapporto, Christoph Franz, presidente del comitato esecutivo della Deutsche Lufthansa AG, ha dichiarato: «La gestione responsabile delle persone e dell'ambiente è parte integrante della filosofia aziendale e un importante fattore di successo per il Gruppo Lufthansa. La sostenibilità economica è strettamente connessa con la responsabi-

Il mondo in trecento super-rotte C’è stata una crescita del cinque per cento tra il 2011 e 2012 del volume del traffico aereo mondiale secondo la nuova analisi promossa da Amadeus con la soluzione Air Traffic Travel Intelligence. La soluzione – che fornisce i dati completi del volume dei passeggeri, tra cui le vendite dirette e indirette dei posti aerei – indica che l’Asia ha avuto una crescita annuale del 9 per cento tra il 2011 e il 2012, seguita dall’America Latina con il 6 per cento. Lo strumento, parte del portfolio di Amadeus Travel Intelligence, calcola il volume aereo di passeggeri per qualsiasi origine e destinazione di tutto il mondo in maniera dettagliata. Tra i risultati, lo studio rivela che il 22 per cento di tutti i viaggi aerei globali si concentra su appena trecento origini e destinazioni “super rotte”, ognuno delle quali trasporta oltre un milione di passeggeri all'anno. Inoltre, il 69 per cento di tutto il traffico aereo mondiale è effettuato su lunghe rotte con centomila passeggeri annui

lità ecologica e sociale. Così gli investimenti nel continuo miglioramento dell'efficien-

za dei consumi rafforzano il nostro equilibrio economico e contemporaneamente contribuiscono al miglioramento del nostro equilibrio ambientale». Nel 2012 il Gruppo Lufthansa ha avuto un'ottima performance in termini di efficienza nel consumo di cherosene. Lo scorso anno, le compagnie aeree del gruppo hanno impiegato una media di 4,06 litri per passeggero per cento chilometri, che è quasi il tre cento in meno rispetto all'anno precedente.

Darwin, nuova tratta Bolzano-Roma Via libera alla nuova rotta operata dalla regional svizzera Darwin Airline, che dal 30 giugno vola da Bolzano a Roma Fiumicino. La frequenza della nuova tratta è di quattro voli giornalieri operati dai Saab 2000 a cinquanta posti di Darwin Airline, aerei affidabili, veloci e agili, perfetti per atterraggi anche su piste corte. Il volo si propone come un viaggio nel massimo del comfort, con gli elegan-

ti interni equipaggiati con sedili in pelle e 81 centimetri di distanza fra un sedile e l'altro. «È da tempo che si parla della tratta Bolzano Roma, davvero molto attesa dai cittadini altoatesini e non solo. Ora che abbiamo ricevuto l’approvazione dell’Enac, siamo davvero onorati di poter finalmente annunciare la nostra operatività» ha affermato Maurizio Merlo, Ceo di Darwin Airline.

Bagaglio “abbonato” con United Airlines Tempo di abbonamenti per i frequent flyer di United Airlines che ha presentato le opzioni di iscrizione che offrono ai passeggeri, per un anno, l’accesso ai posti Economy Plus o gli addebiti prepagati per il bagaglio registrato. «Gli abbonamenti a Economy Plus e al bagaglio registrato offrono ai nostri clienti più comfort e convenienza, tutto l’anno» ha dichiarato Scott Wilson, Vice Presi-

dent of Merchandising and e-Commerce di United.«Lanciando questi servizi, siamo felici di essere in grado di offrire nuove opzioni ai passeggeri che desiderano personalizzare la propria esperienza di viaggio». I passeggeri possono utilizzare le miglia MileagePlus per l'acquisto di un abbonamento annuale United Club, che attualmente offre l'accesso ai 49 United Club, così come alle lounge Copa Club e a quelle Star Alliance aderenti dei club aeroportuali affiliati in tutto il mondo.


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Coffee break al Lu’ Hotel.

Tutto il mondo in due passi via Zurigo

Il nuovo claim di Swiss “Tutto il mondo in due passi via Zurigo!” è rivolto soprattutto ai passeggeri italiani di lungo raggio, che possono utilizzare le ottime coincidenze dello scalo elvetico, semplici e veloci con solo quaranta minuti di minimum connection. Ai passeggeri delle classi premium sono offerti i servizi esclusivi di Arrival Lounge Swiss e la Limousine Service. «Swiss è l'unica compagnia europea che offre in tutti i voli di lungo e medio raggio le tre classi”, spiega Stefan Zwicky, regional manager per l'Italia e Malta di Swiss. E da oggi c'è una ragione in più per viaggiare Swiss: il nuovo volo giornaliero ZurigoSingapore con Airbus A340-300 da 219 posti in tre classi. Con partenza alle 22.45 dall'hub elvetico, consente ottime coincidenze da Milano, Roma, Firenze e Venezia. Novità dell'orario invernale è poi il nuovo volo giornaliero per Kiev. Con swiss.com è semplice e agevole pianificare i viaggi: è consentito il blocco della tariffa fino a 72 ore prima dell'acquisto e la facile costruzione di itinerari con destinazioni multiple, quindi è possibile effettuare andata e ritorno da città diverse. Alta qualità e ottima reputazione fanno guadagnare a Swiss ulteriori Awards nelle classi premium. L.R.

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Transavia.com potenzia da Treviso e Venezia

Meridiana, cinquant’anni a Verona

Transavia.com punta sugli aeroporti di Treviso e Venezia. Le novità riguardano principalmente lo scalo di Venezia con l’apertura dei voli per Lille, Nantes e Parigi Orly. In particolare Lille sarà raggiunta due volte a settimana nelle giornate di lunedì e venerdì. Martedì, giovedì e domenica sono invece i giorni in cui si volerà a Nantes. Il volo Venezia-Parigi Orly, che dal prossimo 24 giugno diverrà giornaliero, al momento è operato tutti i giorni a esclusione del martedì e giovedì. Altra novità è il trasferimento dallo scalo di Treviso a quello di Venezia del volo in arrivo da Eindhoven, operato di martedì, giovedì e sabato. Confermato invece il volo giornaliero da Treviso per Amsterdam.

Proseguono i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario di Meridiana: la compagnia, dopo Milano e Roma, ha scelto infatti Verona, città storicamente collegata dal vettore, per festeggiare insieme a tutti i passeggeri il prestigioso traguardo che le permette di fregiarsi del titolo di vettore tra i più longevi d’Italia. Meridiana è stato infatti una delle prime compagnie aeree a operare presso l’aeroporto Catullo sin dal 1988, quando iniziò i suoi collegamenti nazionali da Verona per la Sicilia e la Sardegna. La programmazione prevista durante la stagione estiva costituisce un’ulteriore conferma dell’interesse di Meridiana sull’aeroporto Catullo, sul quale ha pianificato 70 partenze settimanali di linea verso Alghero, Cagliari, Catania, Napoli, Olbia, Palermo e Chisinau che si aggiungono all’ampia offerta di collegamenti charter/leisure.

Airbus A350 XWB, si festeggia a Tolosa Ci sono date che segnano la storia. Per l’Airbus una è quella del 14 giugno 2013 quando, alle 14,05, il primo Airbus A350 Xwb è atterrato all’aeroporto di Toulouse-Blagnac concludendo così il suo volo inaugurale durato quattro ore e cinque minuti. Ai comandi del nuovissimo aeromobile Peter Chandler, Chief Test Pilot di Airbus, e Guy Magrin, Project Pilot dell’A350 Xwb. «Desidero congratularmi con tutta la squadra di sviluppo dell’A350 Xwb per aver completato a tempi di record i preparativi per il primo volo. Ringrazio anche il primo equipaggio che ha portato questo aeromobile in cielo» ha dichiarato Fabrice Bregier, presidente e Ceo di Airbus. Il volo inaugurale segna l’inizio della campagna di verifica e test dell'aeromobile che prevede il completamento di circa 2.500 ore di volo articolate su una flotta di cinque A350 appositamente equipaggiati. Il rigoroso processo predisposto da Airbus si concluderà con l'ottenimento della certificazione di volo seguita dall’entrata in servizio nella seconda metà del 2014 presso Qatar Airways.

Skyteam migliora l’offerta Global Meetings Se la trasferta di lavoro è l’occasione di un meeting internazionale volare con uno dei vettori dell’alleanza SkyTeam potrebbe avere i suoi vantaggi. Il network ha infatti migliorato l’offerta Global Meetings dedicata all'organizzazione di eventi internazionali. Tra le nuove funzioni figurano uno strumento per prenotare online, che offre maggiori livelli di sconto e per-

mette ai delegati di bloccare viaggi scontati con qualsiasi delle 19 compagnie aeree di SkyTeam. Per essere ammesso, l'evento deve contare cinquanta partecipanti o più, che arrivino in aereo da almeno due Paesi diversi da quello che ospita l'evento. Gli organizzatori possono registrare l'evento in Global Meetings con un anticipo compreso tra due mesi e cinque anni.


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di Alessandro Rigatto Le nuove station wagon di fascia intermedia offrono contenuti sempre più ricchi e, rinunciando ai marchi più blasonati, permettono ai car fleet manager di fare ottimi affari

Tanto spazio in “saldo” In apertura la Mazda 6 Wagon 2.2 D. Di fianco la Skoda Octavia Wagon 1.6 TDi. Nella pagina a fianco, sopra, la Chevrolet Cruze SW 1.7 D e sotto la Hyundai i40 Wagon 1.7 CRDi

a marca non conta. Cercate la sostanza. E qui ce n'è davvero tanta. A prezzi invitanti. Quando le aziende devono rinnovare il proprio parco-auto oggi più che mai sono costrette a badare al sodo. L'ammiraglia per gli alti dirigenti è quella con il downsizing, linea da V8 ma motore quattro cilindri, le vetture per la “truppa” del mid-management e per la struttura commerciale vanno scelte tra le marche che i soloni del marketing definiscono “non-premium”, o “quasi premium”, un inglesismo per dire che dei brand tedeschi che andavano per la maggiore (Audi, BMW e MercedesBenz in rigoroso ordine alfabetico) non se ne parla nemmeno, causa listino prezzi inconciliabile con le attuali ristrettezze economiche e a prescindere dal tco, total cost of ownership, che ingloba anche la svalutazione, ridotta nel caso delle marche più blasonate.

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Molte novità nel segmento D Negli ultimi mesi sono state presentate numerose novità nel segmento D “non-premium”, le auto dedicate al mid-management e alle divisioni commerciali. Esamineremo quindi le station wagon più interessanti con motore turbodiesel, l'ideale per le lunghe percorrenze: Hyundai i40 Wagon, Mazda 6 Wagon, Chevrolet Cruze SW, Skoda Octavia Wagon, delle quattro l'unica disponibile anche nella variante 4x4. Ma anche due monovolume promettenti: la Kia Carens e la Ford C-Max, da poco riproposta nella parsimoniosa motorizzazione a benzina 1.0 Ecoboost, un tre cilindri turbo a iniezione diretta di benzina declinato in due varianti, da cento e 125 cavalli di potenza, che può rappresentare una valida alternativa alle unità a gasolio nel caso di percorrenze annue limitate, massimo 15mila chilometri.

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rivolto in modo particolare ai grandi macinatori di chilometri. Questa versione si inserisce così tra la Comfort (con retrovisori ripiegabili elettricamente, connettività Bluetooth e sedili a regolazione elettrica) e Style, aggiungendo tra gli accessori standard il navigatore con retrocamera, la “chiave intelligente” abbinata al pulsante d’accen-

sione (start button), la ruota di scorta in lega leggera da 17” e la strumentazione con cruscotto ad alta leggibilità (Supervision Cluster) – il tutto con un vantaggio cliente del 35 per cento rispetto all’allestimento Comfort. Disponibile solo con il motore turbodiesel common-rail di 1685 centimetri cubici, nelle varianti da 115 e 136 caval-

Hyundai i40 Wagon 1.7 CRDi Giardinetta moderna, lunga 477 centimetri, slanciata e molto aerodinamica, è stata rilanciata da poco nell'allestimento Business, che in virtù delle sue ricche dotazioni è Esaminiamo insieme le station wagon più interessanti con motore turbodiesel, l'ideale per le lunghe percorrenze e particolarmente interessanti da inserire nelle flotte

li, quest'ultimo anche con cambio automatico, la i40 Wagon Business ha un vano bagagli molto capiente, con capacità di 553 decimetri cubici, che diventano 1719 abbattendo il divano posteriore, sdoppiato asimmetricamente. Il prezzo, di 29mila euro per la 115 cavalli (31.100 per la 136 cavalli con cambio automatico a sei marce e modalità manuale-sequenziale) è molto interessante in rapporto ai contenuti. Valide le prestazioni: 190 chilometri orari e 4,6 litri ogni cento chilometri in media per la 115 cavalli; duecento chilometri orari e 5,1 litri ogni cento chilometri per la 136 cavalli con cambio manuale. Chevrolet Cruze SW 1.7 D Campione del mondo Turismo Wtcc in versione berlina, la Cruze si è recentemente evoluta in giardinetta per accontentare le esigenze di chi cerca tanto spazio e ha poco da spendere. Il marchio è americano ma l'auto nasce in Corea e arriva in Europa tramite la General Motors, di cui Chevrolet è una sorta di marchio lowcost. E in effetti, con un listino che parte da 20.970 euro per la versione 1.7 D Lt dotata di serie di sensori di parcheggio, cruisecontrol, connettività Bluetooth, sei air bag, quattro alzacristalli e retrovisori esterni elettrici, questa


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CAR FLEET Ford C-Max 1.0 Ecoboost Sotto la Kia Carens

QUELLI CHE… LA MONOVOLUME Ford C-Max 1.0 e Kia Carens sono le novità più interessanti del momento, per l'efficienza energetica e per l'intelligente sfruttamento dello spazio interno a dispetto delle dimensioni esterne contenute. Conosciamole meglio. Ford C-Max 1.0 Ecoboost C'è a cinque e a sette posti, c'è quella da cento e quella da 125 cavalli: cambiano le misure esterne (da 438 a 452 centimetri), il sistema di apertura delle porte posteriori (a compasso o scorrevoli), variano i prezzi (da 19.250 a 23.000 euro), ma non la sostanza e il motore, un moderno tre cilindri turbo a iniezione diretta di benzina di 999 centimetri cubici talmente ben equilibrato al suo interno da non necessitare di alberi controrotanti. La coppia è generosa fin dai regimi inferiori, le prestazioni soddisfacenti (da 174 a 187 chilometri orari per la C-Max, la CMax7 da 125 cavalli si ferma a 184) e i consumi contenuti per un turbobenzina: solo 5,1 litri ogni cento chilometri. Il vano bagagli della C-Max a cinque posti parte da 475 decimetri cubici e arriva a 1723; quello della C-Max7 si estende da 432 a 1742. Kia Carens Lo stile grintoso la caratterizza fin dal primo colpo d'occhio, dissimulando ingombri non indifferenti (453 centimetri), le porte incernierate in modo tradizionale lasciano intendere che si è badato alla sostanza più che alle ricercatezze stilistico-funzionali. Ha “solo” cinque posti e un bel bagagliaio: 536 decimetri cubici con tutti i sedili eretti, 1649 con il divano posteriore sdoppiato abbattuto. Di fatto è la variante monovolume della Cee'd, il modello centrale della gamma coreana, da cui però si distingue per l'adozione del motore 1.7 CrDi (da 115 e 136 cavalli), lo stesso della Hyundai i40, in luogo del 1.6 CrDi (da 110 a 128 cavalli). Due gli allestimenti, Cool e Class, con listino-prezzi a partire da 21.500 euro per le versioni a gasolio. L'entry-level è la 1.7 CrDi Cool da 115 cavalli, che tocca i 181 chilometri orari e consuma in media 4,9 litri per cento chilometri. La Cool ha Esp, sei air bag, stereo, connettività Bluetooth, cruisecontrol, antifurto con immobilizer e indicatore della temperatura esterna. La Class aggiunge le ruote in lega leggera, i sensori di parcheggio, i retrovisori ripiegabili elettricamente e offre a richiesta anche il navigatore satellitare (1500 euro), il tetto apribile panoramico e gli interni in pelle.

Cruze SW è un vero affare. Lo spazio all'interno è abbondante, il bagagliaio (da 500 a 1478 dmc) è capiente quanto basta e il rapporto tra prestazioni e consumi è sorprendente: duecento chilometri orari la punta massima consentita dal motore di 1686 centimetri cubici e 131 cavalli (impiegato anche su alcune Opel), 4,5 litri ogni cento chilometri il fabbisogno medio di gasolio. Il navigatore, con indicatore della temperatura esterna, arriva con l'allestimento Ltz abbinato allo stesso motore (22.420 euro) o al duelitri da 163 cavalli con cambio automatico (23.320 euro). Skoda Octavia Wagon 1.6 TDi Ha appena fatto il suo debutto la terza generazione della giardinetta ceka, una sorta di Passat Variant in saldo, paragone quanto mai opportuno visto che con la sorella tedesca la Octavia ha molte componenti in comune, a cominciare dai motori. Il più interessante tra questi è il 1.6 TDi da 105 cavalli, disponibile con il cambio manuale a cinque marce o con il doppia frizione a sette rapporti. In alle-

stimento Ambition, quello più essenziale, si parte da 22.870 euro per questa wagon capace di toccare i 195 chilometri orari e di consumare solo 3,8 litri di gasolio ogni cento chilometri. La Passat Variant 1.6 TDi Bluemotion Technology, anch'essa da 105 cavalli (193 km/h, 4,3 litri/100 km) costa 28.150 euro. La differenza si amplifica se si opta per le varianti automatiche Dsg con l'allestimento meno costoso, che partono da 24.520 euro per la Octavia Wagon Ambition e da 31.850 euro per la Passat


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Quando le aziende devono rinnovare il proprio parcoauto, oggi più che mai sono costrette a badare al sodo

Variant Comfortline. La stretta parentela con i modelli Volkswagen è una rassicurante garanzia in termini di affidabilità e qualità; se non bastasse questo a convincervi si potrebbe ricordare che la Octavia è la vettura non tedesca più venduta in Germania. Lunga 466 centimetri e dotata di un bagagliaio che offre 610 decimetri cubici con cinque persone a bordo e 1710 a divano posteriore abbattuto, la giardinetta ceka è anche l'unica del nostro confronto a essere proposta in versione 4x4, solo con motore 2.0 TDi da 150 cavalli, lo stesso della nuova Golf e delle Audi A3 e A4. Mazda 6 Wagon 2.2 D Difficile trovare un'auto di nuova progettazione, oltre i 4,8 metri di lunghezza e con motore turbodiesel common-rail di 2,2 litri e 150 cavalli sotto i trentamila euro. Però, l'ultima nata della Casa di Hiroshima riesce in questo miracolo, almeno nella versione d'accesso Essence, che ha tutto il necessario e non solo quello (stereo, clima, Esp, cinque poggiatesta, sei air bag, assistenza alla partenza in salita, Start&Stop, ruote in lega da 17”, impianto

stereo con presa Usb, luci posteriori a led) e può essere arricchita con navigatore satellitare, cruise control e fari allo xenon con fendinebbia attingendo alla lista degli optional. Linea sportiva, qualità a livello delle rivali tedesche “premium”, cinque comodi posti, grande bagagliaio (522 dmc con cinque persone a bordo, 1664 a divano posteriore abbattuto). Grazie all'ottima aerodinamica e al peso contenuto (nell'ordine dei 14 quintali) ottenuto utilizzando leghe leggere, ma anche grazie all'innovativo propulsore Skyactiv-D con turbo-

compressore a doppio stadio, le prestazioni sono al top (210 chilometri orari e da zero a cento chilometri in 9,2 secondi) e i consumi risultano molto contenuti (4,4 litri per cento chilometri nel ciclo combinato), per un'auto-

nomia che, con il serbatoio da 62 litri, può raggiungere i 1409 chilometri. Nella nostra panoramica, infine, la Mazda 6 è l'unica Euro6, un bel vantaggio anche in termini di compatibilità ambientale.


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di Nicoletta Giraldi

Investire sul risk management

gni destinazione presenta dei potenziali rischi, diversi per tipologia, a seconda dell’area entro la quale ci si muove. La situazione geopolitica è un altro dei fattori di continuo cambiamento del mondo. L’elenco delle potenziali aree a rischio si aggiorna quotidianamente, e non tiene conto delle logiche di business, anzi dalle stesse, potenzialmente, si ispira per creare nuove turbative e situazioni ad alto potenziale di destabilizzazione. Sempre più la capacità di anticipare e gestire i rischi – di qualunque tipologia essi siano – sta diventando il fattore chiave che alimenta la crescita di un sistema economico. Rischi e viaggi d’af-

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Tutte le trasferte lavorative sono connesse a rischi di diversa portata, che iniziano dal banale overbooking aereo e, passando per incidenti e problemi di salute, arrivano agli atti terroristici. E oggi lo scenario politico mondiale è molto caldo fari hanno una connessione assolutamente diretta, di cui tutte le aziende non possono non tenere conto, sia chi ha la possibilità di mettere in piedi una effettiva struttura di risk management, sia chi, particolarmente a causa del dimensionamento aziendale non

ha tale possibilità, ma non può esimersi dalla mappatura delle destinazioni oggetto di viaggio, ovvero appoggiarsi, per determinate commesse o specificità ai propri committenti, che queste strutture hanno in essere e in organico.

Molto spesso, ove presente, tale lavoro è effettuato in forma manuale e a fronte di effettive problematiche risulta davvero difficile poter fornire a tempo zero la mappatura di dove si trovino le risorse in viaggio. Il nostro Paese, pertanto, si è presentato con grave ritardo nel panorama europeo del risk management, limitando la sua implementazione alle grandi imprese industriali e alle grandi banche anche e soprattutto in forza della capacità di investimento economico su tali item e su un’eventuale struttura a presidio, mentre nelle piccole-medie aziende la gestione del rischio continua a venir confusa con l’insurance management, con


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cui in realtà ha dei punti di contatto anche forti. Viceversa, le agenzie di viaggio, almeno le maggiori, hanno sviluppato tool a matrice security, in grado, sulla base dei titoli di viaggio emessi, di fornire un’immediata mappatura, anche visiva, del posizionamento delle risorse in viaggio sul planisfero. Prevenire, prevenire, prevenire Nella logica di fornire ai travel manager strumenti operativi in grado di supportarli nella loro quotidianità lavorativa e di aiutarli nella suddivisione delle problematiche in singole issue da affrontare separatamente, facilitandone così la risoluzione, proviamo a definire alcuni parametri chiave della prevenzione di una situazione di crisi. • Regolari aggiornamenti sui viaggiatori, sulla loro localizzazione e sui loro movimenti, in tempo “quanto più reale possibile”. Tale situazione deve ovviamente tenere conto non solo degli spostamenti di base – all’atto dell’emissione dei titoli di viaggio – ma anche e soprattutto dei cambiamenti di programma intervenuti in corso d’opera. Per

Nell’ambito del risk management non è possibile eliminare tutti i rischi e l’obiettivo fondamentale di tale attività è quello di mappare, prevedere e trattare tutti i possibili potenziali rischi, ovvero conoscerli e circoscriverli

questa importante issue è fondamentale la sinergia di un tool e l’efficienza della tmc di riferimento. • Mappatura destinazioni chiave e zone “calde”, contatto con istituzioni, aggiornamenti, con il massimo delle potenziali fonti di informazioni. Esiste tutta una filera della sicurezza con una fortissima specializzazione nel comparto. • Informazioni sulla travel policy e suoi eventuali contenuti di sicurezza. Quasi sempre travel policy e security policy sono due documenti del tutto distinti e senza specifiche attinenze. • Strumenti internet a supporto, oltre che tool specifici più sicuri e controllabili di internet, che per definizione è sì una fonte immensa e di tutti, ma parimenti spesso senza possibilità alcuna di verifica e controllo. • Influenza: controllare nel continuo le destinazioni nelle zone calde, in questo caso un tool è la

RISCHI DI DIVERSO TIPO I rischi connessi alle trasferte lavorative sono di diverso tipo e va da sé che diverse saranno altrettanto le tipologie di conseguenze a essi connesse. Per meglio comprendere la genesi degli infortuni e la sua logica di fondo al fine di valutarne gli impatti, ma soprattutto di mettere in atto azioni di prevenzione, presidio e intervento, suddividiamo le situazioni che possono provocare danno alle persone in quattro aree: infortunio, inteso come incidente alla persona che comporta assenza dal lavoro, a prescindere dalla gravità e dalle conseguenze; incidente, inteso come incidente alla persona che comporta assenza dal lavoro, a prescindere dalla gravità e dalle conseguenze; mancato incidente, inteso come evento che fortunosamente non ha provocato danni alla persona, anche in forza di logiche di prevenzione e corretto approccio, condizione di pericolo, intesa come percezione di un rischio conseguente a una situazione pericolosa in atto.

Infortunio Incidente Mancato incidente Situazione di pericolo Fonte: Francesco Gittarelli, responsabile tecnico Centro esami certificazione manutenzione, Festo Consulenza e Formazione

L’esame del triangolo della sicurezza evidenzia come sia più grande l’area degli eventi legati a situazioni pericolose, ovvero le situazioni potenziali sono quantitativamente molto più numerose di quelle che hanno poi effettivamente determinato degli effettivi infortuni o delle situazioni di emergenza cui fare fronte e prendere azione.


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MISURARE IL RISCHIO CONNESSO ALLE TRASFERTE LAVORATIVE Il risk management è il processo mediante il quale si identifica e si cerca di misurare il rischio connesso alle trasferte lavorative per sviluppare delle strategie per anticiparlo, governarlo, per intervenire in modo tempestivo ed efficace in caso di una avvenuta pr oblematica legata a incidente, atto terroristico eccetera. Normalmente le metodologie impiegate includono: trasferire il rischio a terze parti (assicurazioni e/o aziende specializzate nel comparto prevenzione e sicurezza), evitare il rischio (quindi anticiparlo), ovvero mappare le situazioni di potenziale pericolo connesse al settore delle trasferte aziendali, al fine di prevenirle gli accadimenti, ridurre l'effetto negativo e porvi quanto più possibile rimedio; la risultante del binomio pro-attività/reazione, accettare in parte o totalmente le conseguenze di un particolare rischio. Nell’ambito del risk management non è ovviamente possibile potere eliminare tutti i rischi e l’obiettivo fondamentale di tale attività è quello di mappare, prevedere e trattare tutti i possibili potenziali rischi, ovvero conoscerli e circoscriverli, al fine di cercare di eliminarli quando possibile (o attenuarne le eventuali conseguenze). I cosiddetti risk manager poco hanno a che spartire non solo con i travel manager ma anche cono le stesse tmc e, fra l’altro, hanno livelli di inquadramento

situazione ideale (esistono ormai parecchi applicativi “nativi” per la gestione di tale attività). Questa attività è raramente sotto la responsabilità diretta del travel manager. • Limitare il numero di viaggiatori sullo stesso volo. Questo item è direttamente connesso alla travel policy aziendale ed è declinabile in parecchie sfaccettature, ovvero due o più direttori non possono stare sullo stesso aeromobile, oppure due top manager, oppure in modo più semplicistico due o tre pari livello, a maggior ragione se il volo è previsto in aree di particolare rischio. Questo aspetto, di grande impor-

che molto spesso li vedono addirittura al di fuori dell’organigramma aziendale, in quanto staff diretti della direzione g e n e r a l e . L’ a z i e n d a c h e h a s a p u t o prevenire tali rischi mediante la realizzazione di un business continuity plan reagisce immediatamente all’incidente, fronteggiandolo e contenendolo. È chiaro il fatto che strutture di business continuity sono appannaggio di aziende di grandi dimensioni, per cui il costo della struttura riesce a esser compensato dalla gestione operativa, cosa assolutamente non possibile in piccole realtà.

tanza ai fini di una corretta logica di sicurezza, identifica un forte punto di contatto e interazione tra travel e security policy. • Comunicare la propria travel policy e le indicazioni di gestione dei rischi ai fornitori primari, almeno la parte che a loro attiene direttamente per la gestione operativa. • Controllo e dirottamento su alcuni fornitori specifici, più orientati a logiche di sicurezza in linea con gli standard e la cultura aziendale. L’area di (pre)-screening dei fornitori è viceversa un’attività che può essere considerata effettivamente in capo ai travel manager. • Identificazione: garantire infor-

mazioni aggiornate sulle destinazioni/zone di crisi, valutando esattamente la migliore delle possibili metodologie per raggiungere nel modo più rapido ed efficace tutti i viaggiatori. Cruciale è la comunicazione, ovvero disporre di strumenti tecnologici per rintracciare i viaggiatori in tempo reale. • Reti internazionali, contatti con strutture simili, head quarter, altri risk manager eccetera. • Conoscenza dei fornitori, ovvero sapere esattamente con chi si ha a che fare. Sarebbe auspicabile un codice di mappatura e valutazione preventiva. La definizione di regole a supporto dei processi è sicura-

Il concetto di unità di crisi dovrebbe essere traslato in tutte le aziende, in particolare in quelle che hanno personale viaggiante in tutto il mondo con un focus specifico sulle destinazione cosìddette a rischio e sulle tipologie di trasferte a rischio

mente un buon viatico in materia di supporto. Risk management trasversale L’azione di risk management deve essere trasversale a tutte le attività dell’azienda. Va da sé che ci sono aree maggiormente esposte. Se questo vale in un contesto aziendale generalizzato, e quindi applicabile alle più ampie e svariate aree di business e di interesse aziendale, a maggior ragione vale nell’area travel, nella quale le eventualità di situazioni di pericolo – dalla banale caduta dalla scaletta dell’aereo, fino al rapimento del dipendente


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(per determinare gli estremi del perimetro operativo) – sono in numero estremamente elevato, a tal punto da riscontrare una oggettiva difficoltà nelle varie sfaccettature operative, logistiche e territoriali, con le conseguenti ricadute economiche e sociali ed estremamente più ampie delle potenziali realtà di infortunio. Quindi, tanto più si interviene in forma proattiva sulla definizione, sull’analisi e sul presidio delle situazioni di pericolo, tanto più di riuscirà a fare azione preventiva efficace rispetto allo spostarsi verso l’alto in direzione del vertice del triangolo, ovvero l’effettiva problematica, che di conseguenza potrà essere affrontata in modo efficace e senza il panico che solitamente accompagna tali situazioni. In questa accezione operativa e gestionale la proattività è una componente tanto importante, se non di più, della reattività. Nella logica del rischio sono da considerarsi sia opzioni generali sia a forte specificità e la globalizzazione, che favorisce e anticipa l'attività delle aziende ma, quale conseguenza pseudo-diretta, mette a rischio chi viaggia che, oltretutto, a causa dell’irrigidimento delle procedure di sicurezza, staziona sempre di più in posti (quali per esempio gli aeroporti) estremamente affollati e chi viaggia, e dunque il “capitale umano”, che è il traino effettivo dell’azienda. Ogni problema che si genera in trasferta ha un costo: • costi vivi (per esempio rimpatrio d’urgenza o problematiche in loco del dipendente) • impatti diretti sul business (per esempio minori possibili ricavi dettati dall’allungamento delle tempistiche realizzative della commessa oggetto del viaggio) • costi aggiuntivi (sostituzione del dipendente per fare in ogni caso fronte agli impegni lavorativi assunti).

L’escalation della gestione Si può affermare che le organizzazioni che dispongono di un sistema di risk e business continuity management aggiornato e testato possono aumentare la possibilità di assumersi e mantenere dei rischi pur mantenendo la sicurezza e la credibilità della azienda verso il mercato e i dipendenti. Nel nostro Paese mancano spesso la cultura della prevenzione e la consapevolezza che la gestione dei rischi è la chiave del successo imprenditoriale. Situazioni in cui le aziende viaggiano in aree a rischi, hanno per-

Le organizzazioni che dispongono di un sistema di risk e business continuity management aggiornato e testato possono aumentare la possibilità di assumersi dei rischi pur mantenendo la sicurezza e la credibilità della azienda verso il mercato e i dipendenti

sonale espatriato, cantieri, o si occupano di particolari attività (strategiche, militari, eccetera) sono il viatico ideale per le strutture di risk management. È in ogni caso doveroso rilevare come i cosiddetti risk manager, nell’accezione data al ruolo nel presente capitolo, nel nostro Paese siano in numero decisamente limitato, contingentati a poche aziende di dimensionamento estremamente grande. L’importanza della comunicazione Una diffusione quanto più capillare possibile delle tematiche di risk management “accultura” le risorse interne e le aiuta in una logica di gestione efficiente, consapevole e compartecipata dell’area. Un’efficace comunicazione è in grado con pochissimo sforzo sia di raggiungere tutta l’azienda sia di rac-

coglierne feedback e indicazioni. Dato l’argomento sicurezza delle persone vi è una ragionevole certezza che quanto riguarda tale importante issue sia oggetto di lettura e approfondimento da parte degli utenti. Se la prevenzione è l’essenza stessa del risk management, la comunicazione a tutti i livelli aziendale è la sua longa manus operativa, che consente di distribuirla nel modo più condiviso ed efficace possibile. Tendenzialmente i rischi di viaggio sono valutabili a priori, almeno nell’accezione generale dell’affermazione, sulla base di domande tipo: • Identificazione del rischio – di che cosa stiamo parlando? • Analisi del rischio – chi/che cosa è a rischio - è possibile definire categorie (tipologie) di viaggio per categorie di rischio a esse connesse? In altre parole, è possibile a tale settore applicare la logica dei cluster? • Gestione del rischio – che cosa è importante sapere, fare o acquista-


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re (preparazione, training, community e sharing experience and practice)? Esiste una “road map” di preparazione generale? • Monitoraggio del rischio – chi è il responsabile (ownership e leadership)? • Performance del rischio – cosa fare, chi e quando (prevenzione, azione e reazione)? Ribadiamo come la gestione del rischio a tutto tondo sia fondamentale per una corretta ed efficace gestione delle trasferte lavorative. In ogni caso, l’impatto sulle strutture che si occupano di travel management è molto spesso solo informativo ex post, ovvero a problematica ormai verificatasi.

Troppo spesso nelle piccole e medie aziende la gestione del rischio continua a essere confusa con l’insurance management

DISASTER RECOVERY, CONOSCENZA E RAPIDITÀ Alcune issue di carattere fondamentale delle strutture di disaster recovery: avere accesso in modo immediato e in tempo reale ai dati relativi a dove si trovano tutte le persone in trasferta in un determinato momento, garantire una capacità di reazione immediata a fronte di gravi situazioni incidentali, assicurare una reazione corretta e coordinata, con un apposito team i cui componenti hanno ruoli e responsabilità definiti, agire secondo piani e procedure operative chiare e condivise, garantire sempre la raggiungibilità di tutti gli interlocutori aziendali chiave, dimostrare una reazione aziendale competente e responsabile a tutte le interfacce aziendali (autorità, clienti, fornitori, e famigliari). Agire dopo un incidente, coordinare una crisi, interfacciarsi con le unità di crisi ministeriali e/o istituzionali significa anche risolvere problemi mai affrontati, molto rapidamente, senza pause, senza il conforto dell’esperienza storica a supporto. La disciplina del crisis management può essere considerata una costola del business continuity management e il crisis management è, per definizione, la gestione delle crisi aziendali causate da incidenti operativi dall’origine più diversa. Queste strutture hanno un taglio decisamente internazionale e sono presenti nel nostro Paese solo in grandi realtà o in aziende la cui tipologia di viaggio possa oggettivamente prevedere situazioni di viaggio in paesi ad alto rischio (società petrolifere/di telefonia eccetera).

L’unità di crisi in concetti chiave Il concetto di unità di crisi dovrebbe essere traslato in tutte le aziende, ma in particolare in quelle che hanno personale che viaggia in tutto il mondo con un focus specifico sulle destinazione così dette a rischio e sulle tipologie di trasferte a rischio. Come ogni attività che preveda passaggi e diverse tipologie e metodologie di approccio e intervento, anche questa è soggetta a una check list di sottoattività, che di seguito proviamo a declinare: • analisi del rischio: include, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, raccolta dati, analisi e monitoraggio del rischio. Parola chiave: mappatura; • monitoraggio delle presenze nei vari Paesi: deve essere effettivamente presente una “simil” banca dati online dei dipendenti in trasferta, suddivisa per aree di rischio, tipologia di dipendente, tipologia di business svolto, polizze assicurative a supporto eccetera. Parola chiave: presidio; • prevenzione: si realizza effettuando informazione nel dettaglio

alle persone che hanno necessità di recarsi in particolari aree a rischio in ordine alle eventuali potenziali conseguenze e/o ai rischi. Sarebbe auspicabile la creazione di un manuale ad hoc che dettagli al personale che cosa fare in caso di necessità e/o di evento straordinario. Parola chiave: condivisione; • predisposizione di piani di emergenza: il team deve avere ben chiaro che cosa fare in caso di eventuale emergenza. I piani devono essere in linea di massima preparati e pronti a priori, ed eventualmente soltanto “calati” nella realtà contingente di una singola emergenza. È di fondamentale importanza comprendere che, come nelle travel policy, dove non ne esiste una universale che vale per tutti, altrettanto nel crisis management, non esiste un piano di emergenza che possa valere per tutte le situazioni, tutte le aziende e tutte le tipologie di problematica. Parola chiave: conoscenza; • gestione dell’eventuale crisi e interventi operativi: nel malaugurato caso di verifica della effettiva situazione di emergenza, il team deve essere in grado direttamente o indirettamente (o entrambe le casistiche) di mettere in atto in modo tempestivo e determinato i piani a suo tempo predisposti. Parola chiave: azione.


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LOMBARDIA

di Giulia De Stefano Del giovane gruppo alberghiero Extro Hotels fanno parte il Grand Visconti Palace-MGallery Collection, l’Uptown Palace-MGallery Collection e il Best Western Hotel Mozart

L’estro negli affari Extro Hotels propone ai viaggiatori business originalità, gusto e la giusta funzionalità nei suoi alberghi milanesi, tutti strategicamente posizionati e pensati per rendere un po’ speciale anche un soggiorno di lavoro n unico obiettivo, quello di promuovere l’eccellenza e l’estro dell’ospitalità italiana di qualità a livello nazionale e internazionale, e tre alberghi – Grand Visconti Palace-MGallery Collection, Uptown Palace-MGallery Collection e Best Western Hotel Mozart – fanno del giovane gruppo alberghiero Extro Hotels un punto di riferimento per i business traveller che cercano strutture raffinate e allo stesso tempo funzionali. «La volontà di creare un gruppo è stata dettata dalla consapevolezza

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che l’unione rende sempre più forti – spiega Leonardo Groppelli, ad di Extro Hotels – e dal desiderio di esportare una nuova concezione di ospitalità italiana. Il tutto fondato su tre aspetti fondamentali che ci rispecchiano fortemente: grande professionalità, elevata qualità e profonda passione». In tutti gli alberghi si trovano ambienti ricercati e allo stesso modo accoglienti, dotati di tutti i servizi più apprezzati da chi viaggia per lavoro. Il tutto con il giusto tocco di originalità che rende ognuna delle strutture un unicum.

Nel dettaglio Il Grand Visconti Palace-MGallery Collection è un city resort situato a pochi minuti dal centro di Milano. Classico e allo stesso tempo attuale, mette a disposizione 172 camere (tra cui alcune esclusive suite), un ampio giardino all’italiana, un moderno centro benessere con piscina coperta di 120 metri quadrati, un centro congressi all’avanguardia composto da 14 sale meeting di cui molte a luce naturale, un garage da settanta posti auto e il raffinato ristorante “Al V piano-Attico Gourmet”.

In tutti gli alberghi si trovano ambienti ricercati e allo stesso modo accoglienti, dotati di tutti i servizi più apprezzati da chi viaggia per lavoro

Di recente apertura è l’Uptown Palace-MGallery Collection, prestigiosa struttura situata nel cuore di Milano. L’hotel offre uno spazio esclusivo in cui eleganza, calore e modernità convivono armoniosamente nelle 158 camere dall’interior design attuale, nell’Uptown Restaurant e nell’Up Cafè, dove vivere una rilassante pausa di piacere. Per le riunioni di lavoro sono invece a disposizione cinque sale meeting dotate delle più moderne tecnologie. Raggiungibile a piedi da Fieramilanocity, MiCo – Milano Congressi, il Best Western Hotel Mozart propone 119 camere, una sala meeting da venti persone e spazi comuni particolarmente intimi e accoglienti, a partire dagli arredi della hall in legno di ciliegio, fino alla sala colazione, decorata con suggestivi trompe l’oeil e vetrate in stile Liberty. Indirizzo a fine rivista


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SICILIA

di Madeleine Rey

Accoglienza “verde” a Catania el pieno centro di Catania sorge un hotel affascinante, meta prediletta del businessman per i suoi spazi e la moderna tecnologia che lo caratterizzano: il Best Western Hotel Mediterraneo è vicinissimo al cuore barocco della città, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La sua posizione privilegiata, a soli cinque minuti da Villa Bellini, permette agli ospiti di raggiungere in pochi minuti a piedi via Etnea, Piazza Duomo e i luoghi d’interesse artistico e culturale di Catania, mentre la vicinanza alla stazione, all’autostrada e all’aeroporto lo rende un’ottima soluzione per soggiorni business. La struttura dispone di un centro congressi composto da cinque sale meeting adatte a ospitare complessivamente sino a 120 persone ed equipaggiate con le più moderne attrezzature. Alcune di

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Il Best Western Hotel Mediterraneo, gestito all'insegna del basso impatto ambientale, propone spazi e attrezzature all'avanguardia per il business travel, un'area fitness e diversi itinerari per andare alla scoperta di una città affascinante loro modulari e collegabili, le sale hanno una capienza variabile da dieci e cinquanta posti e sono attrezzate con le più moderne tecnologie: connessione internet wifi, impianti microfonici e audio Dolby Surround, proiettori e, su richiesta, servizi di interpretariato e ristorazione o coffee break a cura di una società di catering esterna. L’anima del Best Western Hotel Mediterraneo rispecchia il calore e la vivacità catanese anche nelle sue 63 stanze spaziose e confortevoli

Una zona da scoprire La collocazione della struttura lo rende una location di riferimento per i viaggi d'affari a Catania: l'Hotel Mediterraneo offre anche uno specifico pacchetto business, dedicato a chi è in viaggio per lavoro, con una serie di servizi pensati appositamente per rispondere alle esigenze di questa clientela. Inoltre, gli ospiti sono coccolati da una

serie di plus personalizzati, tra i quali un'ampia scelta di cuscini e i menu di snack-bar studiati a seconda delle diverse esigenze alimentari. L’anima del Best Western Hotel Mediterraneo rispecchia pienamente il calore e la vivacità catanese anche nelle sue 63 stanze spaziose e confortevoli, alcune delle quali dedicate espressamente a chi si trova in viaggio d’affari. Dall'-


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Best Western Hotel Mediterraneo si impegna a gestire in modo sostenibile l’attività e aderisce al progetto “Stay for the planet”

hotel è possibile inoltre partire alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti della Sicilia, l'Etna in primis, assistere a uno dei tanti eventi culturali e artistici della città, partecipare a tour enogastronomici che portano alla scoperta dei sapori più autentici dell'isola. In perfetta forma Per rigenerarsi dopo un impegno di lavoro l'hotel catanese mette a disposizione anche una sala fitness tecnologica ed equipaggiata con attrezzi firmati Technogym. La palestra dell’Hotel Mediterraneo è il posto giusto per chi vuole tenersi in forma durante il proprio soggiorno a Catania, magari dopo essersi lasciato tentare dalle golo-

sità proposte dal buffet della colazione o appena prima di tuffarsi nel relax della propria camera. L'area fitness gratuita dell'Hotel Mediterraneo si trova al primo piano ed è aperta dalle 8 alle 21: qui si può utilizzare il tapis roulant elettronico, la cyclette, la panca multifunzione, la panca piana, la panca per addominali e leg developer, il rack pesi e il lettino per massaggi. La fitness room è inoltre dotata di stereo con lettore Mp3 e tv, per allenarsi ascoltando musica o seguendo il proprio programma tv preferito. All'insegna dell'eco-sostenibilità Aderendo al progetto “Stay for the planet”, Best Western Hotel Mediterraneo si impegna a gestire in modo sostenibile l’attività, monitorando i consumi, attuando azioni di efficienza energetica e riducendo l’impatto ambientale. Gli ambiti di azione riguardano energia, acqua, rifiuti, acquisti e comportamenti, in un percorso più consapevole nei confronti del pianeta e delle scelte dei clienti. La struttura si prende cura dell'ambiente come degli ospiti, i quali sono chiamati a collaborare grazie ad esempio all’utilizzo di appositi box per la raccolta differenziata dei rifiuti e a piccoli accorgimenti che permettono di ridurre i consumi di acqua e detersivi per il lavaggio dei teli bagno e il ricambio delle lenzuola, pur mantenendo elevato lo standard di pulizia. Indirizzo a fine rivista


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VENETO

di Simona Zin

Country business a Treviso L’Hotel Relais Monaco è un'oasi di tranquillità alle porte della capitale della Marca: la location, in stile country-chic, si presta molto bene a ospitare la clientela d'affari, che trova qui l'atmosfera e la tecnologia più indicate

ercorrendo il lungo viale centrale fiancheggiato dai filari di un’antica vigna si arriva al cuore della proprietà, dove sorge maestosa l’antica Villa Persico Guarnieri, oggi ribattezzata Relais Monaco. L'edificio si distingue per la signorile architettura veneta dell’800 con le sue barchesse ai lati e l’annessa nuova struttura, progettata dell’architetto Tobia Scarpa, e perfettamente integrata nel contesto storico e paesaggistico. L’Hotel Relais Monaco è a Ponzano Veneto, nella quiete della campagna, a pochi chilometri da Treviso. Nelle sale dove il Maestro Paolo Germi ha girato il celebre film Signore & Signori del 1966 rivive oggi il fascino e lo charme di un soggiorno d’altri tempi, in una calda e accogliente atmosfera che, unita a un alto standard di servizio, offre un soggiorno piacevole e rilassante durante un viaggio d'affari. Dalle terrazze esterne, arredate con salotti e sedie a dondolo, lo sguardo spazia su un magnifico parco secolare, nel qua-

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le trova spazio anche la piscina esterna. Per momenti di relax e benessere sono a disposizione anche sauna e sala fitness. Ospitalità in grande stile All'interno dell'antico edificio trova posto un raffinato hotel dotato di 79 camere, di cui 17 suite e junior suite: gli appartamenti occupano il corpo centrale dell’antica villa, le barchesse e le due ali nuove adiacenti. Le camere, ampie e spaziose, eleganti e raffinate sono suddivise in 58 camere comfort, quattro camere comfort family, 16 junior suite classic e una suite Prestige. Dispongono di un sontuoso bagno in marmo con vasca e doccia e godono di una magnifica vista sul parco, sulla piscina, sul vigneto o su angoli verdi del giardino. Sono dotate di scrittoio attrezzato in stile ufficio e poltroncina oppure di angolo salotto, climatizzatore, tv satellitare, telefono con linea esterna diretta e collegamento internet wifi gratuito. L’Hotel Relais Monaco ha adottato una


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Gli spazi della struttura veneta si prestano per accogliere qualsiasi tipo di evento: meeting, sfilate di moda, cocktail, esposizioni e workshop

politica di risparmio energetico a tutela dell’ambiente grazie al contributo dei suoi ospiti che, seguendo alcune norme, possono direttamente contribuire alla gestione verde del resort. Cucina squisita a chilometro zero La location trevigiana vanta anche un raffinato ristorante gourmet nel quale è possibile gustare le migliori specialità regionali. La Vigna, con la sua atmosfera intima e raffinata, è la cornice ideale per lasciarsi tentare delle specialità della cucina veneta, accompagnate da pregiate etichette di vini nazionali e internazionali. La sua terrazza estiva, con una vista spettacolare sul parco, è l’ambiente perfetto per una colazione di lavoro, una cena romantica a lume di candela o un ricevimento privato. Gli chef ideano costantemente menu ricercati e raffinati dal gusto tipico e genuino, realizzati prevalentemente con prodotti del territorio, in periodica variazione con l’alternarsi delle stagioni, per rendere ogni momento un viaggio gastronomico nella tradizione veneta. Dove incontrarsi Il Relais Monaco è ben noto anche per il suo centro congressi ed eventi, composto da nove sale capaci di ospitare fino a 240 persone. Oltre alle sale, sono a disposizione anche due ampi foyer di duecento metri quadrati ciascuno. Gli spazi per incontri si prestano per accogliere qualsiasi tipo di evento: meeting, sfi-

late di moda, cocktail, esposizioni e workshop. Alcune sale godono di luce naturale e tutte sono dotate delle più moderne attrezzature congressuali: la sala Tiepolo, capace di ospitare fino a 240 delegati, è dotata di pareti mobili e può essere suddivisa in tre sale di diversa ampiezza mentre la sala Canova, capace di ospitare fino a ottanta delegati, può essere collegata in videoconferenza alla Tiepolo. Gli spazi più “intimi” Le sale Canaletto e Tintoretto, ognuna in grado di accogliere fino a 25 delegati, sono ideali per pic-

Il Relais Monaco offre ai business traveller 79 camere, di cui 17 suite e junior suite

cole riunioni. Altro spazio suggestivo del relais è la Sala Bellini, situata in una delle barchesse della villa, divisibile in due salette di sottocommissione e in grado di ospitare fino a trenta delegati. È dotata di schermo al plasma e si presta per piccole riunioni, pranzi o cene riservate. La sala Rossa, adiacente alla hall dell’hotel, è un perfetto ufficio segreteria e una cornice idea-

le per pranzi o cene riservate fino a dieci persone. La sala Scarpa, infine, è un giardino d’inverno con vetrate che affacciano sul parco e può ospitare eventi fino a 150 persone. Da sempre considerato punto di eccellenza dell’ospitalità trevigiana grazie allo straordinario connubio di stile, eleganza e servizio, il Relais Monaco è la location ideale per il segmento business, ma si presta anche a ospitare eventi aziendali di ogni genere, ai quali si abbinano una calda accoglienza, ottima cucina e un contesto paesaggistico di grande suggestione. Indirizzo a fine rivista


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Lusso The Maslow Hotel, benessere made in Africa targato Meliá Un tocco di benessere esclusivo per viaggiatori d’affari e non solo. i business traveller più stressati che Premiata Best Luxury Spa del in Arabia ricercano esclusività e discrezio- Sudafrica all’edizione 2013 dei ne nel nuovo The Maslow Hotel, World Luxury Spa Award e nata Saudita quattro stelle Superior di Sun per soddisfare le esigenze della È annunciata per il 2015 l’apertura del Gran Meliá Ryadh in Arabia Saudita, attualmente in costruzione. Si tratta di un modernissimo palazzo di vetro situato nel quartiere Cairo Square, nel cuore della capitale saudita, destinato a diventare un punto di riferimento per i viaggiatori d’affari più esigenti provenienti da tutto il mondo. Il nuovo albergo offrirà 252 camere, diversi ristoranti, una spa con wellness centre e un centro congressi di circa 2.500 metri quadrati. Gabriel Escarrer, presidente di Meliá Hotels International, ha annunciato personalmente la notizia della nuova apertura durante la riunione annuale degli azionisti, collocandola all’interno della strategia di crescita del gruppo, ora presente in 39 Paesi. Il presidente ha enfatizzato i successi del nuovo ME London e del Gran Meliá Rome Villa Agrippina, due recenti aperture rispettivamente a Londra e a Roma che hanno implementato il posizionamento del gruppo nel segmento del lusso a livello internazionale, di cui il prossimo Gran Meliá Ryadh sarà un'altra pietra miliare.

International a Johannesburg. L’hotel vanta oggi nella propria offerta wellness l’esclusiva Africology Spa, rinomato brand Skincare 100% naturale e interamente made in Africa. Inaugurata ufficialmente da poco, è una vera e propria oasi di benessere per ridurre lo stress e le tensioni dei

variegata clientela del Maslow Hotel, Africology Spa si ispira alla natura e alla terra africana e offre agli ospiti Sun International un’esperienza di benessere unica, grazie ai trattamenti olistici e naturali forniti dalle Africology Spa Therapist, vere e proprie consulenti healthcare.

Uptown Palace, più spazio agli incontri di lavoro Più business all’Uptown Palace MGallery Collection di Milano con la recente inaugurazione di nuove sale meeting. Situato al piano -1 il centro congressi è a oggi composto da cinque sale riunioni modulabili, dotate dei più moderni e sofisticati sistemi di supporto audio-video, completamente insonorizzate, con illuminazione personalizzata e dalla capienza che varia da quattro a 35 persone, per un totale di circa 130 posti a sedere. Le sale portano i nomi di alcune delle più importanti strade situate nelle principali città di tutto il mondo: Montenapoleone, Condotti, Rodeo Drive, Champs-Élysées e Fifth Avenue. Una scelta dettata dalla volontà di comunicare l’internazionalità dell’albergo. I nuovi spazi si aggiungono, così, alle 158 camere dallo stile ricercato, al raffinato ristorante – Uptown Restaurant – e al confortevole Up Cafè.

Hilton Molino Stucky Venice, dolci affari Due marchi famosissimi, Hilton e Ferrero, in partnership e un’esclusiva mondiale all’Hilton Molino Stucky Venice: Piazzetta Nutella. Un’operazione che ha permesso la realizzazione di un corner allestito direttamente in un campiello dell’hotel, aperto tutti i giorni dal primo pomeriggio fino a sera, presso il quale la crema gianduia tanto amata e famosa nel mondo sarà protagonista.

«È un piacere e un privilegio associare il nostro hotel a una realtà così prestigiosa come la Ferrero che, come il gruppo che ho l’onore di rappresentare, ha posto alla base della propria filosofia aziendale la qualità e il benessere, di cui Nutella e Hilton sono da sempre ambasciatori in tutto il mondo» ha affermato Alessandro Cabella, general manager dell’Hilton Molino Stucky Venice.


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Ibis Styles sbarca a Palermo Dopo l’apertura nel 2010 di Ibis Styles Catania Acireale, la catena alberghiera del gruppo Accor torna in Sicilia e approda a Palermo con Ibis Styles Palermo. Il nuovo indirizzo dell’ospitalità cittadina si propone alla clientela business come un hotel moderno e funzionale nel cuore della città. La reception si trova al centro della hall a sottolineare la completa attenzione al cliente e la costante disponibilità dello staff. L’hotel dispone di 122 camere e suite con wi-fi gratuito, molte delle quali con vista mare, dotate di ogni comfort e curate nei dettagli e di cinque sale meeting modulari e attrezzate con le più moderne tecnologie.

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Fine dei lavori di ristrutturazione all’Hotel Brunelleschi L‘Hotel Brunelleschi nel cuore di Firenze, a due passi dal Duomo, ha completato la sua totale ristrutturazione. L’impegnativo intervento riporta alla luce i vari caratteri stilistici degli edifici che lo compongono, che vanno dal I secolo d.C. fino all’Ottocento, dai resti del calidarium di epoca romana alla torre bizantina inglobata nella facciata, e vi

aggiunge particolari decorativi che ne esaltano le varie componenti. Sono stati arricchiti gli spazi comuni che, tramite arredi di grande livello e una distribuzione funzionale ben progettata, trasmettono la sensazione di soggiornare in un ambiente caldo e raffinato, dove i colori, le luci, gli arredi contemporanei e di antiquariato fiorentino creano un’atmosfera unica e

irripetibile. Le due sale meeting dell’Hotel Brunelleschi sono la cornice ideale per meeting aziendali, team building e incontri di lavoro. Le sale, che accolgono fino a un massimo di 120 persone, sono perfette per ospitare grandi e piccoli eventi e dispongono di tutte le tecnologie necessarie per trasformare un meeting a Firenze in un evento esclusivo.

Hotel Astoria, cento anni a San Pietroburgo Pietra miliare dell’hôtellerie mondiale l’Hotel Astoria ha celebrato il suo centesimo anniversario. Ha vissuto la Rivoluzione d’Ottobre, quando San Pietroburgo è diventata Leningrado, è passato attraverso due guerre mondiali, è stato testimone della Perestrojka... Il lussuoso Astoria – dal 1997 parte del gruppo Rocco Forte Hotels – è sempre rimasto un punto di rifermento dall’allure leggendaria. Non solo per l’estrema eleganza di ogni dettaglio ma anche per l’atmosfera avvolgente che si respira nelle sue 168 camere e nelle 87 suite, nonché nelle 14 sale meeting, tra le quali spiccano, per raffinatezza, la Ballroom e il Giardino d’Inverno, in grado di ospitare rispettivamente trecento e 250 persone. Per i momenti conviviali, infine, imperdibile è un’esperienza all’Astoria Café, rinomato ristorante della struttura, che propone i piatti della tradizione russa rivisitati però con tocchi di originalità.

Tutte le novità dell’Excelsior Palace Hotel di Rapallo L’Excelsior Palace Hotel di Rapallo implementa la sua offerta esclusiva: l’intero ultimo piano di questo cinque stelle può ora infatti considerarsi “all suite floor”, ideale da riservare in esclusiva a una clientela al top. Qui, dove già si trova la suite presidenziale, sono state realizzate nuove soluzioni e tra queste la Relax, dotata di sauna privata, per

rilassarsi in totale privacy. Un intero piano è riservato anche ai meeting: il centro congressi, la cui sala più grande ospita 450 posti a teatro, gode di terrazza vista mare ed è stato recentemente fornito di nuovi e preziosi arredi in stile impero e prestigiosi dipinti che vanno dal XVI al XVIII secolo. Ma lusso e comfort non terminano qui.

L’attracco privato al Beach Club consentirà all’hotel di proporre gite in barca a Portofino, San Fruttuoso e le Cinque Terre, per una pausa esclusiva. Interessanti novità riserva anche il ristorante sul mare Eden Roc, che affianca nella stagione estiva il Lord Byron, aperto tutto l’anno. Situato su una magnifica terrazza a picco sul mare, rivolta verso la baia di Portofino e la costa delle Cinque Terre, sarà aperto ininterrottamente a partire dal lunch fino a tarda sera.


Costa degli

Ulivi Hotels Perle di Sicilia, eventi indimenticabili

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Grand Hotel

Piazza Borsa In centro a Palermo, percorso benessere, 3 sale riunioni da 40 a 220 persone

www.piazzaborsa.it

Splendid Hotel

La Torre www.latorrehotel.it

A Palermo, Lido di Mondello, direttamente sul mare, 14 sale riunioni da 10 a 350 persone

Hotel Torre

Normanna e dei Congressi Ad Altavilla Milicia (PA) Club Hotel, negozi, ascensori per il mare, 15 sale riunioni da 10 a 700 persone

www.torrenormanna.it

Eolian Hotel A Vulcano, Isole Eolie, 3 sale riunioni da 10 a 100 persone

www.eolianhotel.it

www.costadegliulivihotels.it - Numero verde 800236118


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VOLARE

di Giorgio Maggi

Autunno caro nei cieli Entro luglio si completerà la definitiva entrata in vigore delle nuove tasse aeroportuali in tutti gli scali della Penisola. Gli aumenti finanzieranno i piani di investimento della società di gestione dei singoli scali. Ma, ovviamente, a prezzo di biglietti più cari per chi vola

l prossimo autunno sarà la stagione in cui viaggiare in aereo costerà di più. La colpa? Di quegli odiosi sovrapprezzi che, in alcuni casi, rischiano di far lievitare a dismisura il costo di un biglietto aereo. A seguito di una serie di contratti di programma firmati tra le singole autorità di gestione degli aeroporti e l’Enac, già da qualche mese infatti le tasse aeroportuali nei principali scali italiani sono aumentate anche di dieci euro a biglietto. Ed entro il 1° luglio gli aumenti saranno generalizzati, tutti con un unico obiettivo: finanziare con gli introiti aggiuntivi i piani di sviluppo degli aeroporti.

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Volare costa di più Un po’ ovunque, gli aumenti concessi dal governo Monti ai gestori sono legati a un piano di investimenti. Nel caso di Fiumicino, per esempio, il progetto di espansione dello scalo è stimato in 12 miliardi di euro, e servirà a creare un nuovo terminal con annessa una nuova pista di atterraggio. A Malpensa, invece, è previsto un nuovo siste-


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Nel caso il passeggero annulli il biglietto in presenza di una tariffa non rimborsabile, le tasse vengono comunque restituite, a eccezione, in genere, delle YQ

ma di accessibilità ferroviaria al Terminal 2, mentre a Venezia si procederà un completo riordino dell’intero terminal, con lo scopo di accogliere in maniera differenziata i passeggeri, da quelli premium a quelli low cost. Intanto, però, a fare le spese della nuova normativa sono passeggeri e compagnie aeree, per le quali le maggiori tasse aeroportuali rischiano di tramutarsi in costi aggiuntivi, da ricaricare poi sul prezzo del

biglietto. Solo per fare qualche esempio, a Milano (Linate e Malpensa), la tassa di imbarco riscossa da Sea è passata lo scorso settembre da 5,63 a 12,62 euro. A Venezia Save ha strappato un adeguamento crescente: circa tre euro quest'anno, salirà fino a sei euro entro il 2016. A Fiumicino poi, dallo scorso marzo, gli aumenti ammontano a otto euro per passeggero per i voli a medio raggio e a oltre 11 euro per i voli a lungo raggio.

Ma l'extra per chi sale a bordo rischia di essere maggiore. A crescere, infatti, non sono solo le tasse sui passeggeri, ma anche i costi per i servizi offerti dagli scali alle compagnie, come la sosta all'arrivo del velivolo o l'affitto degli spazi per il check-in. A questo proposito, l'associazione delle compagnie tricolori ha provato a quantificare l'impatto delle nuove tariffe in vigore sullo scalo di Fiumicino: far volare un Airbus 320 con destinazione

A seguito di una serie di contratti di programma firmati tra le singole autorità di gestione degli aeroporti e l’Enac, già da qualche mese le tasse aeroportuali sono aumentate anche di dieci euro a biglietto

europea costerà il sessanta per cento in più, cioè 8,64 euro a passeggero. Che aumenteranno a 14 euro nel 2016, ultimo anno di validità dell'intesa tra Enac e Adr, società di gestione dello scalo. Ma è sulle tratte nazionali, dove è forte la concorrenza con i treni ad alta velocità, che le compagnie saranno più penalizzate. Un viaggio in Italia, operato con un aereo modello Enbraer, costerà subito dieci euro in più per ogni passeggero che saliranno a 15 entro tre anni. Che cosa accade all’estero Ma le tariffe in vigore nei nostri aeroporti sono davvero le più economiche d’Europa – inferiori anche della metà rispetto alla media degli altri aeroporti europei – come sostengono le società di gestione degli scali? Quel che è certo è che in Italia il livello della tassazione supera già abbondantemente il venti per cento per singolo biglietto, anche se la distanza con il resto dell’Unione Europea non è così marcata come


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VOLARE

IL DIZIONARIO DELLE TASSE

A crescere non sono solo le tasse sui passeggeri, ma anche i costi per i servizi offerti dagli scali alle compagnie, come la sosta all'arrivo del velivolo o l'affitto degli spazi per il check-in

si vuol far credere. Anche con i nuovi contratti, assicurano le statistiche, le tariffe italiane restano sotto la media comunitaria. Di parere diverso è invece Luca Patanè, presidente di Federviaggio, che recentemente ha affermato: «l’’incremento delle cosiddette tasse aeroportuali introdotto tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 dal Governo porterà le tariffe italiane al di sopra della media europea. Questo creerà un danno all’intero settore del turismo». E in effetti, secondo l’associazione, l’aumento dei livelli tariffari previsti per gli aeroporti di Milano e Roma porterà i due principali scali italiani ad avere le spese aeroportuali tra le più elevate in Europa. Il tutto, naturalmente, a fronte di una qualità che raramente si può definire di livello “mondiale”. Senza contare, poi, che alla questione tasse si intreccia il progetto, definito insieme all'Enac dal Governo Monti, di una riduzione complessiva degli oltre sessanta aeroporti oggi in attività, che saranno via via dimezzati, fino a una quarantina di scali operativi. Nella sostanza, gran parte degli scali minori saranno dismessi o nel migliore dei casi passeranno sotto la tutela degli enti locali.

Non c'è solo l'extra per il carburante: comprare un biglietto aereo significa anche pagare un balzello ai comuni, uno per controllare i bagagli, perfino uno per passare sotto i metal detector. Risultato: le tariffe restano incomprensibili per un normale passeggero, tanto che a volte le tasse arrivano a superare l'ammontare del biglietto. E questo anche se il fenomeno della pubblicità ingannevole è stato ormai regolato da una disposizione a tutela del consumatore che impone ai vettori comunitari di promuovere solo i prezzi finiti. Ma come si calcolano (e si riconoscono) le tasse aeroportuali? Se prima di tutto occorre distinguere tra quelle fisse e quelle variabili (in base all’aeroporto di arrivo o partenza, o al fatto che si tratti di un volo domestico o intraeuropeo, o ancora in base al vettore con cui si viaggia), in linea generale le sigle comprendono: EX, corrisponde al controllo e sicurezza bagagli, dipende dall'aeroporto di partenza FN, tassa sulla tassa, serve a calcolare l'Iva sulle tasse di cui è già gravato il biglietto aereo FR, tassa per l’Aviazione civile, sempre versata allo Stato che finanzia la pianificazione del territorio e l’amministrazione dell’Aviazione civile stessa HB, tassa comunale addizionale in favore dei comuni che ospitano un aeroporto IT, tradizionale tassa d'imbarco YQ, sovrapprezzo direttamente incassato dalle compagnie che copre spese di sicurezza, sovraprezzo carburante, assicurazione MJ/PSC, tassa per i servizi al passeggero QW, a favore degli scali aeroportuali per coprire le spese di utilizzo dell’aeroporto stesso da parte del passeggero XT, tassa di sicurezza e di difesa dell'ambiente, riscossa dallo Stato, che serve per esempio a coprire i controlli di sicurezza VT, tassa di sicurezza, imposta per l'utilizzo dei metal-detector, introdotta dopo l’11 settembre. Attenzione, però, a cosa accade nel caso si verifichi un annullamento del biglietto da parte del passeggero in presenza di una tariffa non rimborsabile. Se le altre tasse vengono comunque restituite, le YQ non lo sono quasi mai.


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di Alessandra Boiardi

Bt-globetrotter ecologisti: per scelta o per policy? L a tutela dell’ambiente e la consapevolezza di come utilizziamo le risorse (non infinite) del pianeta hanno smesso da tempo di essere argomenti per pochi ambientalisti incalliti. Oggi sono entrati – e dalla porta principale – a far parte di quelle politiche di Csr che le aziende dei settori più svariati adottano, influenzando la percezione dei consumatori e la propria immagine sul mercato. Il tema green in particolare riguarda da vicino il segmento delle trasferte, ecco allora che le travel policy prevedono spesso provvedimenti a favore del rispetto ambientale. Un modo per essere più responsabili verso le generazioni future, ma anche – per le aziende –un’opportunità di risparmiare. Ridurre i costi legati ai consumi energetici è infatti un obiettivo per-

Qual è la consapevolezza del viaggiatore d’affari in materia di sostenibilità ambientale? Durante una trasferta di lavoro i comportamenti virtuosi sono frutto di iniziativa personale o di adattamento a Diktat aziendali? Scopriamolo insieme seguibile, spesso sacrificando molto poco in termini di comfort o di lusso. Ma green policy a parte, ogni traveller può trasformarsi in un viaggiatore responsabile attraverso gesti semplici, dalla preferenza di vettori e strutture alberghiere particolarmente attente all’impatto ambientale all’utilizzo di mezzi pubblici in loco, abitudine que-

st’ultima “buona” in generale anche nella vita di tutti i giorni. Insomma, il rispetto ambientale è soprattutto una questione personale. Travel manager pensaci tu Per policy, necessità o attitudine la sensibilità verso l’ecologia può di certo essere “appresa” e un viaggia-

Ridurre i costi legati ai consumi energetici è un obiettivo perseguibile sacrificando molto poco in termini di comfort o di lusso

tore d’affari più green oggi sarà probabilmente un cittadino più green domani. «La nostra azienda – spiega Debora Piovesan, Business Travel Supervisor, Commercial Department Sales & Marketing Direction di Daiichi Sankyo Italia – sta implementando una nuova green policy a trecentosessanta gradi. I mezzi di trasposto pubblico in loco sono stati incentivati con un contributo ai dipendenti per l’acquisto di abbonamenti. Per quanto riguarda il business travel da sempre cerchiamo di accorpare gli avvicinamenti alle sedi di meeting. Ultimamente ho scelto inoltre sempre più destinazioni in Italia dove sia possibile dimezzare i voli, usufruendo maggiormente di treni (riduzione CO2) e di car sharing aziendali con un minimo di tre passeggeri». Ma quello che è importante sottolineare è che è la sensibilità green personale a poter fare la differenza


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individuale. Abbiamo quindi pensato, insieme al nostro partner LifeGate, a una pubblicazione che rappresentasse una summa di consigli pratici da attuare nelle fasi pre, post e durante il viaggio. All’interno si possono trovare numerosi consigli e buone prassi che, se applicate in maniera diffusa, possono realmente fare la differenza. Penso, per esempio, alla limitazione del peso dei bagagli o agli accorgimenti per evitare gli sprechi energetici durante il soggiorno in hotel o, ancora, all’adozione del car-sharing, per il quale Cisalpina Tours ha anche sviluppato un apposito tool, e all’attuazione di comportamenti vir-

Non si può ancora affermare che il modo di viaggiare dei business traveller italiani sia davvero orientato verso il rispetto ambientale ma è altrettanto vero che, pur lentamente, qualcosa stia cambiando

a livello globale. Una sensibilità appunto, da “coltivare”. «Mi ci sono voluti anni – continua Piovesan – per trasformare il percepito delle “regole del travel” in comode abitudini per il viaggiatore, ormai maggiormente responsabilizzato e gratificato nell’evitare gli sprechi. Siamo appena agli inizi per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ma in questo caso credo che il processo sarà più veloce, abbiamo seminato bene». Istruzioni per l’uso A sensibilizzare il viaggiatore d’affare su comportamenti più ecosostenibili durante le trasferte di lavoro ci hanno pensato diverse tmc e fornitori di servizi bt, tra i quali anche Cisalpina che, in collaborazione con LifeGate, ha pubblicato una snella brochure intitolata Guida per il viaggiatore responsabile. All’interno si trovano alcuni consigli pratici per i business traveller e le aziende. «Analizzando i comportamenti di viaggio delle aziende – spiega Alfredo Pezzani, direttore generale di

Cisalpina Tours – ci siamo resi conto che la sostenibilità inizia già da piccoli accorgimenti facilmente attuabili, che coinvolgono sia la dimensione corporate, la selezione degli hotel da inserire nei travel program oppure l’organizzazione efficiente dei trasporti, sia quella

Debora Piovesan, Business Travel Supervisor, Commercial Department Sales & Marketing Direction di Daiichi Sankyo Italia

tuosi alla guida. Il nostro vademecum, in buona sostanza, è un “dono” che abbiamo pensato per i clienti che decidono di intraprendere il percorso della sostenibilità, perchè la consapevolezza dei propri comportamenti è il primo passo verso l’affermazione di una mentalità diffusa di rispetto per l’ambiente». Un approccio che per lungo tempo si è scontrato però con un atteggiamento scettico che riduceva tutto il discorso green a una mera scelta di facciata, non riconoscendogli


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Il tema green riguarda da vicino il segmento delle trasferte e le travel policy prevedono spesso provvedimenti a favore del rispetto ambientale

Alfredo Pezzani, direttore generale di Cisalpina Tours

un valore strategico di alcun genere. Ma il mondo sta andando da un’altra parte rispetto a questa chiusura secondo Pezzani e «oggi adottare soluzioni di mobilità “intelligente” e integrare parametri di ecocompatibilità alle proprie logiche di acquisto e di pianificazione del business, significa giocare d’anticipo. Gli investimenti presenti in strumenti e professionalità adeguate si tradurranno, in un futuro molto prossimo, in una maggiore efficienza e vantaggio competitivo. Peraltro non si tratta necessariamente di somme ingenti, come molte aziende ancora temono: spesso occorre solo canalizzare meglio le proprie risorse ed evitare gli sprechi». Verde pallido Nel mettere a confronto la sensibilità del singolo viaggiatore nei confronti di una mobilità sostenibile rispetto a comportamenti virtuosi frutto però di scelte aziendali non si può ancora affermare che il modo di viaggiare dei manager italiani sia davvero orientato verso il rispetto ambientale.

Secondo Piovesan l’idea che sia il business traveller a richiedere spontaneamente soluzioni espressamente green è ancora utopistica «anche se non abbiamo riscontrato ancora questo tipo di sensibilità in maniera evidente, è un risultato auspicabile nell’implementazione della nuova green policy. La libera iniziativa viene sempre condivisa per rimanere negli standard corporate di accordi commerciali, ma mai frustrata». Esiste ancora una differenza tra quelle che sono le dichiarazioni di intenti da parte del viaggiatore e quello che poi risulta essere il comportamento in viaggio, forse perché certi automatismi non sono ancora stati acquisiti, spesso nemmeno nella vita di tutti i giorni. «Rimangono forti barrie-

re culturali che portano a considerare difficile o troppo oneroso tradurre in pratica le buone intenzioni», è la spiegazione di Pezzani, anche se proprio una ricerca di qualche mese fa del centro studi Cisalpina Research aveva evidenziato come nelle aziende italiane ci fosse effettivamente una sensibilità crescente verso le tematiche ambientali. «Sono sempre più frequenti le campagne di sensibilizzazione interna verso i temi ambientali e, parlando proprio di travel, la maggior parte dei manager interpellati si dichiarano disponibili ad affrontare anche qualche sacrificio, in termini economici o di comodità, pur di rendere più sostenibili e responsabili le proprie politiche di viaggio», conclude Pezzani.


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di Daria Nardi Bessola

Londra, il business e le vertigini Si alza verso il cielo – che appare meno grigio se lo guardi dai 310 metri d’altezza di un grattacielo – mentre si veste di una modernità con le forme del futuro. È un nuovo mattino per la capitale britannica e gli uomini d’affari ne sono sempre più attratti

ondra corre alla velocità del cambiamento. Buckingham Palace e il Tower Bridge saranno ancora icone londinesi, ma nell’atmosfera di rinnovamento che si percepisce a ogni angolo di strada sono per lo meno destinate a essere affiancate, se non sostituite, dai nuovi grattacieli che si stagliano verso il cielo, tra cui il più alto è la scheggia

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– The Shard – di 310 metri. Ma è un po’ tutta Londra a ospitare “lavori in corso”, basta girare la città a piedi o in taxi per scorgere praticamente a ogni angolo un nuovo cantiere: nuovi tracciati di metropolitana, nuove costruzioni, e nuovi district. Soprattutto, a dodici mesi e più dai Giochi Olimpici della scorsa estate, che hanno catapultato su Londra i


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riflettori di tutti il mondo, si sente ancora l’eredità del grande evento. È più che viva e vegeta, nel pressoché totale rinnovamento urbanistico, e in particolare nell’ex area olimpica, oggi nuovo spazio per tutti. Secondo quanto calcolato da London & Partners, l’ente di promozione turistica londinese, la città non ha sofferto l’effetto “esodo” post-Olimpiadi: lo scorso anno15,46 milioni di persone hanno visitato Londra.

QUANDO IL BUSINESSMAN SI TOGLIE LA CRAVATTA Certo bisogna avere un po’ di fantasia e discostarsi dall’idea classica (e un po’ stantia) di uomo d’affari con la bombetta. I tempi cambiano anche per i businessman più seriosi e non è detto che sotto un abito classico non si celi qualche tatuaggio… Ma tutti in realtà possono essere contagiati dal mood creativo di Londra, dove dopo il lavoro è facilissimo trovare un po’ di svago. Un’idea veramente creativa è quella proposta da un gruppo di ragazzi che si sono “inventati” un tour per le vie della East End con tanto di guida attraverso i graffiti più importanti che artisti come il londinese Bansky e il belga Roa hanno “regalato” alla città. Nomi che forse ai più non dicono nulla ma che il gruppo di Alternative London sa come fare apprezzare anche da chi sa poco o nulla di street art. Consigliabile, per un’esperienza inedita in un quartiere di Londra ancora da scoprire ma decisamente alternativo.

Londra è una città dove si mangia bene, sfatato il mito del cibo inglese immangiabile! Basta sapere dove andare a cena

L’eredità dei Giochi Olimpici Da poco è stato inaugurato (ma si tratta di un pre-opening) il Queen Elizabeth Olympic Park nel quartiere rinnovato di Stratford. Il 27 luglio l’apertura ufficiale, e il giorno dopo il festeggiamento del primo anniversario della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi 2012. L’area che ha fatto da scenario ai giochi dell’anno scorso è stato letteralmente fino a pochi giorni prima dell’apertura un cantiere a cielo aperto, si smontava e si rimontava, con l’intento di convertire alcuni dei simboli di quello che fu il parco olimpico, come il Velodromo o la Basketball Arena, in luoghi per la città. Si aspetta di salire sulla torre di osservazione ArcelorMittal Orbit per godere di uno

scenario inaspettato della capitale inglese, in 115 metri di altezza, design e acciaio, con la sua particolarissima forma ispirata a quella del Dna, che presto potrà essere utilizzata come sede di eventi davvero speciali. Le location del Queen Elizabeth Olympic Park, alcune completamente rifatte, saranno perfette anche per organizzare eventi aziendali e grandi convention, ma anche gli uomini d’affari in trasferta potranno approfittarne per un break all’insegna dell’attività fisica, con il plus di trovarsi negli stessi luoghi dove nuovi record mondiali sono stati segnati e dove si sono sfidati i campioni più grandi delle discipline olimpiche, dall’Acquatics Centre al Copper Box, con 7.500 posti a disposizione (oltre all’ArcelorMittal). E anche outdoor ci saranno molti gli spazi a disposizione nel South Park Hub, che sarà in grado di accogliere quarantamila persone per megaeventi all’aperto. A partire dalla primavera del 2014 saranno a disposizione anche spazi flessibili più piccoli utilizzabili anche per incontri di lavoro esclusivi. Il 27 luglio l’inaugurazione è nel Norh Park Events Lawn, ma si è cominciato con una serie di concerti di big della musica internazionale. Il 30 giugno c’era Bruce Springsteen, The Boss.


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LUSSO A LONDRA, SI INIZIA IN AEROPORTO È l’aeroporto preferito dagli uomini d’affari per la sua collocazione a pochi chilometri dai business district di Canary Wharf e della City. Da pochissimo il London City London ha anche implementato i servizi del suo Jet Centre, per i businessman di livello. Sono migliorati i tempi di transito, la permanenza nella struttura ed è stato ulteriormente alzato il livello del servizio. Gli interventi più importanti comprendono una migliore zona d’accoglienza, un ampio salone privato e una nuova sala riunioni all’avanguardia a disposizione dei passeggeri. Un nuovo ingresso è ad appena dieci secondi a piedi dal parcheggio e in sessanta secondi si va dall’aeroplano al parcheggio. Più di così…

Tutta Londra ospita “lavori in corso”: nuovi tracciati di metropolitana, nuove costruzioni e nuovi district

DALLA COLAZIONE ALLA CENA DI LAVORO, TRA AVANGUARDIA E TRADIZIONE In inglese c’è una parola – essenziale e diretta come la sua lingua – per dire “da buon gustai”. È “foody” e vi potrebbe capitare di sentire dire che “London is definitely a foody place”. Londra è una città dove si mangia bene, sfatato il mito del cibo inglese immangiabile! Basta saper e dove andar e a cena. Si potr ebbe optare per il Forman’s Fish Island, a ridosso dello stadio olimpico, specializzato in cucina tradizionale inglese ma famoso per il suo salmone affumicato direttamente nei suoi locali. Decisamente più informale, magari per una colazione a base di plumcake e frutta, da Shoreditch's Book Club, che nonostante il nome non è una libreria ma un locale trendy dall’allure alternativa dove iniziare la giornata già connessi con il vostro laptop e una buona tazza di caffè. Molto di moda a Londra sono in questo periodo i locali dove consumare un pranzo – anche veloce – in un luogo piacevole e con un menu essenziale, ma di grande qualità come il servizio. È un esempio Tram Shed: il menu è a base di piatti con pollo e manzo (ma anche i vegetariani troveranno qualcosa) e il locale ospita una delle famose mucche in formaldeide dell’artista inglese Damian Hirst.

Si fa a Londra Londra “metropoli in divenire” però non è rinchiusa in questo parco delle meraviglie a est della città. Sono tante le zone impegnate a rinnovare la loro fama internaziona-

le, come l’evergreen King’s Road, che attraversa il quartiere posh di Chelsea, simbolo della moda negli anni Sessanta. Qui Mary Quant ha inventato la minigonna, e oggi è scelto dai vip che vi comprano casa. Tra le strutture più nuove e interessanti di King’s Road c’è Saatchi Gallery, un museo di arte contemporanea in dialogo con la creatività internazionale. È una struttura particolarmente pensata anche per organizzarvi eventi, tanto che non solo le sale sono totalmente personalizzabili, ma mettono anche a disposizione dello staff completamente dedicato. Tutto in atmosfere total white di grande impatto e con la collaborazione di un catering molto curato, quello dell’adiacente Gallery Mess Restaurant, perfetto anche per una cena di lavoro raffinata ed elegante. Ma a dare un sapore di “avanguardia” ci sono anche nuovi alberghi in città, come il futuristico Me

London, dove Mélia ha voluto spingere l’acceleratore su design e giochi di luci affidandosi ai londinesi Foster+Partners, senza rinunciare a un pizzico di gusto nostalgico nel ristorante italiano Cucina Asellina. Questo nuovissimo cinque stelle si trova a due passi da Covent Garden, celeberrimo luogo d’arte e di spettacolo, ma amato anche per lo shopping, alla ricerca di oggetti e accessori super trendy e rigorosamente fatti a mano. Seven Dials è il punto di riferimento per organizzare qualsiasi tipo di iniziativa in questo “distretto”, che ha tra i punti di riferimento il Covent Garden Hotel, classico e accogliente. Classico e magnificamente riportato a nuova vita è anche il Café Royal, tra Mayfair e Soho, che per molto tempo ha rappresentato l’anima di Londra e ora è stato riaperto per tornare al centro della scena londinese.


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Amadeus, la sostenibilità a bilancio

India e viaggi d’affari

Amadeus Italia ha pubblicato il Bilancio di sostenibilità aziendale, un rapporto sulle attività di business della società e le performance del 2012 dal punto di vista della sostenibilità. Il documento, che ha ottenuto dalla Global Reporting Initiative (Gri) il livello A+, analizza gli impatti economici, ambientali e sociali di Amadeus, così come il suo contributo nell’aiutare a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Dal 2004 Amadeus ha investito circa 2,4 miliardi di euro nella Ricerca & Sviluppo e nel 2012, il 14 per cento dei ricavi della società sono stati investiti per assicurare soluzioni efficienti in grado di generare valore per il futuro dei viaggi. «Operiamo nel settore dei viaggi e del turismo, che rappresenta il nove per cento del Pil mondiale e l'occupazione in tutto il mondo. Considerando il complesso ecosistema di venditori e acquirenti di viaggi, Amadeus si trova in una posizione privilegiata per contribuire alla sostenibilità, sfruttando le capacità tecnologiche di base, le competenze e le relazioni con gli stakeholder» afferma Tomas López Fernebrand, Senior Vice President, General Counsel e Corporate Secretary di Amadeus.

Eibtm, quest’anno è anche bt oriented È conosciuta come una delle più apprezzate manifestazioni fieristiche dedicate al settore dei congressi e degli eventi e nell’edizione 2013 ospiterà per la prima volta anche un padiglione dedicato ai viaggi d’affari. Si tratta di Eibtm e il Business Travel Pavilion sarà parte integrante della sua area espositiva. Nel pavillion espositori e buyer con specifici interessi nel settore business travel potranno incontrarsi per momenti di networking e di business dedicati, ma anche in occasione delle numerose iniziative di formazione. Graeme Barnett, Event Director di Eibtm, Reed Travel Exhibitions, ha così commentato sulla nuova area: «Le aziende devono competere sul mercato globale ed è necessario per loro investire nel business travel, oramai una parte intrinseca della meeting industry a livello internazionale. Da una nostra ricerca è emerso infatti che il 56 per cento degli hosted buyer presenti all'edizione 2012 di Eibtm era interessato anche al segmento dei viaggi d'affari. Un dato che non poteva essere ignorato e per loro è stato studiato il Business Travel Pavilion at Eibtm».

Si terrà il 23 e il 24 agosto a Chennai il Business Travel & Mice Expo (Btme), una manifestazione dedicata al settore congressuale e dei viaggi d’affari organizzato in collaborazione con l’India Association Cogress. Si tratta della terza edizione dell’evento che punta a fare incontrare la domanda indiana con l’offerta internazionale. Parteciperanno infatti buyer di alto livello, decision maker delle associazione indiane più illustri. Espositori indiani e provenienti dal resto del mondo saranno presenti nelle diverse categorie: location, destinazioni, compagnie aeree e di navigazione, Dmc (destination management company), event planner, hotel indipendenti e catene alberghiere, trasporti e così via. La manifestazione sarà ospitata a Chennai, la più grande città del Sud dell’India, una destinazione tra le più in via di sviluppo di tutto il Paese e commercialmente attiva.

Bangkok è la preferita da Mastercard

Mastercard ha presentato il terzo rapporto annuale Global Destination Cities Index, secondo cui la destinazione turistica preferita di quest’anno è Bangkok. Se Londra aveva guadagnato il primo posto della classifica nel 2012, nel 2013 è stata superata per un soffio, ossia 25mila visitatori, l’uno per cento circa, dalla capitale thailandese. Lo studio ha preso in considerazione

le città con il più alto numero di visitatori internazionali nel 2013, con Bangkok, Londra, Parigi, Singapore e New York a occupare le prime cinque posizioni. Anche le due principali città italiane, Milano e Roma, si trovano rispettivamente alla 12esima e 13esima posizione, collocandosi tra le prime venti città al mondo per numero di visitatori internazionali. Inoltre, anche all’interno della regione europea le città del Belpaese continuano a confermare la loro attrattività nei confronti dei turisti stranieri, collocandosi addirittura tra le prime dieci: Milano si trova al quinto posto e Roma al sesto. Sono precedute da Londra, Parigi, Barcellona e Istanbul.


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Come cambiano le dinamiche di acquisto delle aziende? Nuova indagine per Cisalpina Research. Il centro studi di Cisalpina Tours focalizzato sulle tendenze del mercato italiano del bt ha reso noti i dati della ricerca “Come cambiano le dinamiche di acquisto delle aziende?” La rilevazione, effettuata su base web, ha coinvolto oltre cinquemila aziende di medie e grandi dimensioni. La ricerca conferma una consuetudine ancora ben radicata nella gestione delle prenotazioni alberghiere da parte delle aziende: quella di dotarsi di un Hotel Program, che preveda la concentrazione dei volumi di prenotazione su determinate strutture, attraverso una negoziazione centralizzata. Tut-

Uvet, una nuova sede green a Milano Il gruppo Uvet ha acquistato e ristrutturato la nuova sede, sita al 10 di Bastioni di Porta Volta (Moscova) a Milano. La costruzione, che prima ospitava gli uffici di Vodafone Italia, è concepita per limitare l’impatto ambientale a cominciare dal riscaldamento e dal raffreddamento, che sono alimentati con fonti rinnovabili (in particolare energia geotermica). «Investire in una sede di proprietà nell’attuale quadro economico – afferma il presidente di Uvet Luca Patanè – vuole essere una iniezione di fiducia per l’azienda e il settore turistico». L’edificio si sviluppa su quattro piani per una superficie totale di 2.500 metri quadrati e ospiterà più di duecento dipendenti, collaboratori e manager delle società del gruppo.

tavia la policy non risulta quasi mai interamente predeterminata, in quanto rimane un certo margine di flessibilità sulla valutazione effettuata di volta in volta dai singoli viaggiatori o agenti: il venti percento degli intervistati ha infatti dichiarato che l’Hotel Program, benché esistente, non è comunque determinante nelle scelte d’acquisto e, addirittura, una stessa percentuale dichiara di non avere l’Hotel Program o di non aver ancora valutato l’opportunità di una sua realizzazione. Il secondo dato evidente è che solo il 21 per cento degli intervistati è aggiornato sulle nuove logiche che guidano la definizione delle tariffe alberghiere.

Antonio Taraborrelli è il nuovo direttore esecutivo di Seneca Seneca ha rivisto la propria organizzazione e ha adeguato al nuovo piano di sviluppo la struttura e il management. A capo della gestione è stato chiamato Antonio Taraborrelli che coordinerà, insieme a Massimiliano De Leonardis, Chief Supervisor Manager, le aree aziendali su mandato dell’amministratore delegato Ercolino Ranieri, affiancato anche dal Cfo dell’azienda. «Avevamo necessità di un manager che potesse portare in azienda nuovi concetti organizzativi e più diretti al miglioramento dei processi di servizio al cliente» dice Ercolino Ranieri, amministratore delegato di Seneca. «Con

Massimiliano De Leonardis abbiamo raggiunto ottimi risultati. Il nostro nuovo piano di sviluppo ci ha portato alla decisione di inserire in azienda competenze diverse e, per questo, le abbiamo cercate in settori diversi dal nostro. È molto importante, infatti, pensare al nostro business anche valutando integrazioni di esperienze, considerati i tanti cambiamenti che stanno avvenendo. Taraborrelli ha una grande esperienza di gestione, ha lavorato per aziende multinazionali e in diversi Paesi, ha vissuto evoluzioni di settori che, prima del business travel, hanno avuto vere e proprie mutazioni» spiega Ranieri.


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Businessman anche in vacanza

Come ridurre lo stress del viaggiatore d’affari?

Manager, professionisti e lavoratori: tutti possiedono uno smartphone o un tablet. Assicurano una maggiore flessibilità, ma cosa succede quando il professionista è in vacanza? Regus ha chiesto a più di 26.000 uomini d'affari in 96 Paesi di rivelare quanto tempo delle loro vacanze estive prevedono di utilizzare per svolgere attività correlate al lavoro. In Italia, il 38 per cento dei professionisti ha riferito che lavorerà da una a tre ore al giorno durante le vacanze estive, mentre il 13 per cento prevede di dedicare più di tre ore al giorno allo svolgimento di attività professionali. Chi è abituato alle trasferte di lavoro lavora anche in vacanza dunque? Mauro Mordini, general manager di Regus in Italia ha dichiarato: «La percentuale di professionisti che portano con sé il proprio lavoro è molto ampia. Questa tendenza potrebbe essere interpretata come un'indicazione del fatto che si sentano oberati o insicuri e quindi che non siano in grado di staccare adeguatamente. Da un lato la tecnologia ha reso possibile lavorare quasi da qualsiasi luogo, dall'altro questa innovazione dovrebbe essere destinata ad aiutare i professionisti a lavorare con maggiore flessibilità e produttività».

Policy focalizzate sul viaggiatore e attente all’impatto dello stress legato alle trasferte potrebbero aiutare le aziende a migliorare il benessere di chi viaggia, aumentando nel contempo la produttività aziendale fino al 32 per cento. Questo quanto rilevato da Cwt da uno studio realizzato sulle principali fonti di stress per i viaggiatori d’affari. In base a questi dati Cwt ha sviluppato un tool, basato su un algoritmo e chiamato Cwt Travel Stress Index (Tsi), che misura l’impatto finanziario della mancata produttività derivante dallo stress legato al viaggio. La ricerca di Cwt mette in luce che, sebbene lo stress non possa essere ridotto oltre un certo limite, alcune azioni possono migliorare significativamente il benessere del viaggiatore e contemporaneamente aumentarne la produttività mentre è in trasferta. Utilizzando il Tsi, Cwt Solutions Group può valutare i livelli di stress legato ai viaggi di un’azienda, effettuare benchmark rispetto agli standard di settore e aiutare i clienti a evidenziare i costi nascosti del business travel e a migliorare la sicurezza dei dipendenti.

Enit a Shanghai al Luxury Travel Market

Maggiore sostiene il cinema e lo stile italiani

L’Enit, Agenzia Nazionale del Turismo, ha partecipato per la prima volta alla settima edizione del International Luxury Travel Market di Shanghai, dedicata ai viaggi di lusso. Sono stati otto gli operatori italiani presenti all’Iltm, specializzati nel turismo “su misura” del lusso e l’Enit con la Regione Lombardia e Promos ha presentato l’Expo 2015, attraverso incontri B2B con i buyer internazionali. «L’Italia è il Paese europeo che concede più visti ai cinesi (quasi il 19 per cento di aumento lo scorso anno), che sono viaggiatori con una elevata capacità di spesa e una delle comunità che dimostra un grande interesse per l’Italia, tradizionalmente e internazionalmente riconosciuta» ha commentato il presidente dell’Agenzia Nazionale del Turismo Pier Luigi Celli.

Maggiore ha legato il proprio marchio al cinema italiano attraverso la co-produzione in tax credit del film Miele, l’opera prima diretta da Valeria Golino, che passa alla

regia dopo una lunga e brillante carriera di attrice, e prodotta da Riccardo Scamarcio. «L’italianità sicuramente costituisce il valore più esaltante del film, come della nostra azienda», ha dichiarato Vittorio Maggiore, presidente del Gruppo. «Il lungometraggio è stato anche selezionato per il 66° Festival del Cinema di Cannes, nella sezione “Un certain regard” e a questo evento l'azienda di car rental ha legato il concorso “Maggiore ama il cinema italiano” lanciato su Maggiore Facebook.


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Turismo d'Affari - Lug Ago Set 2013 by Ediman - Issuu