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Meeting e Congressi - Mar Apr 2026

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MEETING PLANNER AZIENDALI

PROFESSIONISTI O IMPROVVISATI?

VIAGGIO NELLE INFINITE

FUNZIONI DI UN RUOLO

ANCORA (TROPPO) IBRIDO

IL DOSSIER

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

Il Mice, da spettatore a protagonista

TEAM BUILDING

STREET ART & GRAFFITI: fare squadra a colpi di spray

OUT OF THE BOX

MIL ANO-CORTINA 2026: la legacy per il Mice

OROSCOPO DI PRIMAVERA

COSA DICONO LE STELLE le previsioni degli astri per planner e organizzatori di eventi

SPORTIVI & ENTERTAINMENT

Cosmopolitan Hotels Group: eventi “tailor-made”

Hilton Turin Centre: un rifugio elegante nel cuore della città

Excelsior Palace Portofino Coast: il Mice si incontra (anche) in spa

Park Hotel ai Cappuccini: il fascino della storia

Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Centre: il meeting come esperienza 82

destinazioni

Viajes Globus Dmc: professionalità mediterranea

COVER STORY

Le nuove rotte delle agenzie: viaggio nel mondo delle realtà Mice sartoriali

DOSSIER EVENTI DI LUSSO

Dalle ville storiche ai resort esclusivi: dove vanno i brand che cercano il lusso nei propri eventi

SPECIALE TORINO-PIEMONTE Venue post industriali ed eccellenze enogastroniche per il Mice

SPECIALE SICILIA

Dalle location più iconiche alle attività più coinvolgenti nella Terra del Mito

LA RIVISTA

DELLA MEETING INDUSTRY

Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: € 5,16 più spese di spedizione

DIRETTORE RESPONSABILE

Marco Biamonti

COORDINAMENTO EDITORIALE

Simona P.K. Daviddi

IMPAGINAZIONE E CONSULENZA GRAFICA

Sara Di Molfetta Sagula

SEGRETERIA DI REDAZIONE

Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Alessandra Boiardi, Teresa Chiodo, Simona Ciotti, Luca Corsi, Fabio Gilardenghi, Domenico Matarazzo, Rosanna Mortati, Emanuele Nasti, Riccardo Pistoia, Margherita Ruggiero, Paola Sabbatini, Mariangela Traficante, Stefania Vida

PROGETTO GRAFICO

Silvia Ferri – www.madeweb.it

Fotolito e Stampa: GRAPHICSCALVE Vilminore di Scalve (BG)

ANNO 54° - N. 1 marzo-aprile 2026

Abbonamento annuo € 150,00 (Estero € 200,00)

L’abbonamento comprende anche la “GUIDA” delle Sedi Congressuali.

La rivista non è in vendita nelle edicole e viene spedita direttamente agli abbonati.

Presidente: Marco Biamonti

Vice Presidente: Edoardo Vallardi

Marketing & Digital Director: Lorenzo Bini

Ediman Srl

Centro Direzionale Milanofiori - Strada 4, Palazzo A, scala 2 20057 Assago (MI) Telefono 02.57.31.15.11 (r.a.) info@ediman.it

Sito web Ediman: www.ediman.it

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PROMOZIONE E PUBBLICITÀ

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ITALIA

MILANO, MANTOVA, ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA EMILIA ROMAGNA, MARCHE: Antonella Madotto

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editoriale

Nel mondo attuale, governato dall’economia dell’attenzione e caratterizzato da content overload e da iperconnessione sovrastimolante, i meeting e gli eventi più in generale stanno riprendendo il loro ruolo fisiologico di confronto e incontro fra le persone. A un patto: che il settore Mice riscopra la lentezza e non persegua la novità fine a se stessa

direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it

I meeting, antidoto al fast content

Ilmondo dei meeting e degli eventi si trova oggi al centro di una tensione evidente tra innovazione, velocità e perdita di profondità. La tecnologia digitale, pur offrendo strumenti straordinari, rischia infatti di compromettere la qualità dell’esperienza: sempre più spesso i partecipanti sono distratti da schermi e notifiche, riducendo la capacità di ascolto e di apprendimento. Il vero problema, però, non è la tecnologia in sé, ma l’uso che se ne fa e, soprattutto, il comportamento delle persone.

In questo contesto acquista valore la riscoperta di incontri “lenti”, capaci di restituire spazio alla riflessione, al confronto autentico e alla comprensione profonda. Contro la logica del consumo rapido di contenuti, i meeting dovrebbero tornare a essere luoghi in cui esplorare temi complessi, costruire relazioni e favorire uno scambio reale tra individui.

Allo stesso tempo, il settore deve evitare di cadere nell’illusione della novità continua. Nuove location e format attraggono inizialmente, ma solo un lavoro costante di rinnovamento, posizionamento e qualità dell’offerta garantisce continuità e crescita nel tempo.

Il mondo Mice dimostra inoltre una forte maturità culturale, distinguendosi per apertura, inclusività e valorizzazione delle differenze. La diversità diventa così una risorsa strategica, capace di arricchire i processi decisionali e rafforzare le organizzazioni.

Infine, in un’epoca segnata da informazione distorta e amplificazione emotiva, gli incontri in presenza assumono un ruolo fondamentale: permettono di recuperare il senso della misura, filtrare i contenuti e confrontarsi responsabilmente. In questo modo, i meeting tornano alla loro funzione più autentica: aiutare le persone a comprendere meglio la realtà e a costruire valore condiviso.

Come avrete notato, abbiamo una nuova copertina, più al passo con i tempi, ma anche e soprattutto un segnale dell’impegno costante del corpo editoriale di individuare e offrire ai lettori contenuti sempre nuovi, stimolanti e, perché no, provocatori. Buona lettura!

MARCO BIAMONTI

L’OROSCOPO del meeting planner

ARIETE

Il Kick-Off Permanente

Il trimestre si apre con un’energia da opening plenary: aprile ti vede partire in quarta, con concept che nascono prima ancora che il cliente abbia approvato il budget. Le stelle sostengono la tua intraprendenza, ma ti ricordano che non tutto è “last minute urgente”: a volte è solo da pianificare meglio. Maggio rafforza la tua leadership in cabina di regia, a patto che il team capisca il piano oltre al tuo entusiasmo.

Giugno ti chiede una gestione più strategica delle energie: non puoi essere sempre in modalità live show. Trimestre potente per chi sa trasformare adrenalina in project management.

MANTRA: “Faccio partire tutto, ma con una timeline”.

GEMELLI

Il Regista delle Call Infinite

Aprile è un flusso continuo di call su Teams, vocali, email con oggetto “Urgente” e chat parallele con tre fornitori diversi. Sei il nodo centrale della comunicazione. Le stelle però segnalano overload da multitasking. Maggio moltiplica le opportunità (e i gruppi WhatsApp). Dire sì a tutto potrebbe trasformarsi in un boomerang logistico. Giugno ti chiede priorità chiare: non tutti i progetti meritano la stessa energia. Se impari a filtrare, il trimestre può portare contatti che diventano clienti reali.

MANTRA: “Coordino tutto, ma scelgo dove brillare”.

LEONE

Il Keynote Naturale

Aprile ti vede protagonista tra pitch, presentazioni e site inspection: la tua sicurezza conquista clienti e board. Maggio ti ricorda però che un grande evento non è un monologo. Coinvolgere il team rafforza il risultato. Giugno porta visibilità e riconoscimenti, soprattutto quando trasformi il tuo carisma in leadership condivisa. Trimestre ideale per chi sa stare sotto i riflettori… ma anche dietro le quinte quando serve.

MANTRA: “Brillo insieme al mio team”.

TORO

Il Cfo dell’Evento

Aprile ti trova saldo tra preventivi, contratti e trattative con fornitori storici: sei tu il guardiano del budget. Le stelle favoriscono negoziazioni intelligenti e scelte solide. Maggio però porta richieste “fuori capitolato” e cambi di rotta dell’ultimo minuto: flessibilità non significa perdere controllo. Giugno regala la soddisfazione di un evento super, sia economicamente sia organizzativamente. Attenzione solo a non diventare il magazzino umano di tutte le responsabilità. La stabilità funziona meglio se è condivisa.

MANTRA: “Controllo i costi, non le persone”.

CANCRO

Il Custode dell’Experience

Aprile mette in luce la tua capacità di far sentire sponsor, relatori e partecipanti al centro dell’evento. Sai creare relazione prima ancora che agenda. Maggio, però, è emotivamente intenso: richieste non dette, aspettative implicite, ansie da palco. Le stelle ti invitano a non farti carico anche delle emozioni altrui. Giugno porta una grande soddisfazione: un evento che non solo funziona, ma si sente. Proteggi la tua energia come proteggi la reputazione del progetto.

MANTRA: “Creo connessioni, senza sovraccaricarmi”.

VERGINE

Il Master della Checklist

Aprile è il tuo habitat naturale: gantt aggiornati, backup pronti, piano B già approvato. Nulla sfugge al tuo controllo (o quasi). Maggio introduce variabili impreviste: un relatore in ritardo, un badge sbagliato, una breakout che cambia sala. Le stelle ti invitano a distinguere tra imprevisto critico e semplice imperfezione. Giugno ristabilisce ordine e conferma la tua reputazione di affidabilità.

Ricorda: l’evento perfetto non esiste, quello ben gestito sì.

MANTRA: “Controllo molto, ma non tutto”.

primavera 2026

Le stelle danno il timing: ai professionisti del Mice tocca la gestione del fuori programma. E i fuori programma in primavera, la stagione clou per la meeting e incentive industry, sono dietro l’angolo: vediamo allora cosa consiglia il mondo degli astri

♎BILANCIA

Il Direttore Artistico Diplomatico

Aprile ti vede equilibrare estetica, budget e richieste del cliente con eleganza. Sei il mediatore tra creatività e fattibilità.

Maggio però impone decisioni nette: non puoi accontentare sponsor, venue e marketing tutti insieme. Scegliere è parte del tuo ruolo.

Giugno ti premia quando trovi armonia tra bellezza e concretezza. L’eleganza vera si misura anche nella capacità di dire no.

MANTRA: “Armonizzo, ma decido”.

SAGITTARIO

L’Esploratore di Format

Aprile accende la voglia di sperimentare: format ibridi, location unconventional, tecnologie immersive. L’entusiasmo è contagioso. Maggio ti riporta con i piedi nel budget: non tutte le idee possono stare nello stesso palinsesto. Giugno favorisce espansione e nuovi mercati, se supportati da un piano concreto. Innovare sì, ma con una roadmap chiara.

MANTRA: “Sogno in grande, pianifico meglio”.

ACQUARIO

L’Innovatore di Esperienze

Aprile è un laboratorio creativo: Ai per accrediti, app personalizzate, format partecipativi. Le idee non ti mancano. Maggio ti chiede di tradurre l’innovazione in linguaggio comprensibile per cliente e sponsor. Giugno premia quando la tecnologia diventa esperienza reale per i partecipanti, non solo slide nel pitch. Sei il ponte tra futuro e sala plenaria.

MANTRA: “Innovo con senso pratico”.

SCORPIONE

Il Planner Strategico

Aprile ti rende impeccabile nell’analisi dei rischi: leggi le clausole in piccolo e prevedi criticità prima del sopralluogo tecnico. Maggio è intenso: tensioni sottili tra stakeholder o dinamiche interne da gestire con discrezione.

Tu sai muoverti sotto traccia. Giugno favorisce progetti complessi, magari internazionali, dove servono visione e sangue freddo. Ricorda però che delegare non è perdere potere.

MANTRA: “Prevedo tutto, condivido il carico”.

CAPRICORNO

Il Project Manager Infallibile

Aprile consolida metodo e disciplina: timeline rispettate, milestone raggiunte, report impeccabili. Sei la spina dorsale del congresso. Maggio aumenta responsabilità e carichi, ma anche la tua autorevolezza. Giugno ti invita a celebrare un risultato prima di aprire subito il file “prossimo evento”. Leadership solida sì, ma sostenibile. Anche i planner hanno bisogno di pause tra un evento e l’altro.

MANTRA: “Costruisco eventi, non maratone infinite”.

PESCI

Il Creatore di Atmosfere

Aprile è ricco di intuizioni scenografiche, storytelling e cura dei dettagli emozionali. Attenzione solo a non perderti nella moodboard infinita. Maggio ti aiuta a strutturare le idee grazie a collaborazioni più operative. Giugno porta un evento in cui regia, emozione e organizzazione trovano equilibrio perfetto.

Fidati dell’istinto, ma con un run of show ben definito.

MANTRA: “Sento l’evento, lo porto in scena”.

Vi operarefaresteal cuore da un cardiologo?

Cardiologo e cardiochirurgo lavorano entrambi sul cuore, e fino a qui siamo tutti d’accordo. Ma quanti di voi li considerano intercambiabili?

Io no di certo: per una diagnosi andrei senza dubbio dal cardiologo, ma in sala operatoria pretenderei che il bisturi lo maneggi un cardiochirurgo

Congli eventi funziona più o meno allo stesso modo: pianificazione operativa e regia strategica non sono la stessa cosa. E allora è bene fare attenzione a non confondere l’event manager con il meeting planner: lavorano sì sullo stesso “organo”, ma con strumenti, responsabilità e prospettive diverse.

Eppure quante volte ho sentito dire: «Vabbè, cambia poco, in fondo organizzano eventi tutti e due». Ecco, in quella frase c’è un equivoco che può costare caro, perché se confondiamo i ruoli, prima o poi qualcosa si inceppa, nel processo come nel risultato.

Quando si parla di organizzare una riunione aziendale, per esempio, l’immagine è quasi sempre la stessa: una saletta, un tavolo a ferro di cavallo, qualche slide da proiettare su uno schermo, un coffee break, magari una cena a fine lavori.

Ma chi l’ha detto che debba per forza essere tutto qui? Ci sono meeting che, per gli obiettivi

che portano con sé, hanno bisogno di essere “eventizzati”, di diventare un’esperienza da ricordare, con una regia, un ritmo e un linguaggio che siano essi stessi “messaggio”. E se anche in quel caso la logistica rimane un caposaldo fondamentale, semplicemente – da sola – non è più sufficiente. Ed è qui che si vede la differenza fra planner e manager.

Il meeting planner è il professionista che presidia il “come”: è lui che tiene in mano agenda, location, allestimenti, viaggi, camere, servizi, fornitori. Chi ha mai gestito un evento con tre sale in contemporanea e un’area demo prodotto sa benissimo che, senza un planner di grande esperienza, anche la migliore idea creativa va fuori giri in un attimo: basta un ritardo, una sala che non si svuota, un cambio microfono non previsto, e l’effetto domino è assicurato.

L’event manager lavora su un altro piano, sul “perché” e sul

“che cosa”. Si muove su contenuti, obiettivi, mezzi e messaggi: decide perché ha senso far incontrare le persone dal vivo, perché proprio in quel luogo e con quel format. Traduce una necessità aziendale – una svolta strategica, un lancio di prodotto, un allineamento della rete vendita, un percorso di employer branding – in un’esperienza live coerente con il brand e con le persone che la vivranno. Insomma, il planner assicura che tutti arrivino puntuali in sala; il manager si preoccupa di cosa significherà, per loro e per l’azienda, quello che accade una volta che la sala è piena. Naturalmente, nella pratica i due ruoli spesso si intrecciano. In una riunione operativa la componente logistica è più snella. Ma appena saliamo di livello – convention, lanci, roadshow, meeting di leadership, celebrazioni aziendali – meeting planner ed event manager diventano due facce della stessa medaglia: uno

governa flussi, tempi e vincoli operativi; l’altro lavora su contenuti, storytelling e “wow effect”. Ecco perché la scelta del “cardiologo” o del “cardiochirurgo” andrebbe fatta all’inizio, quando si scrive il brief. Se nelle richieste parliamo solo di camere, coffee break e trasferimenti, ma poi ci aspettiamo che l’evento riesca a emozionare il pubblico o a rimettere in moto la rete vendita, ci siamo rivolti a un planner “puro” chiedendogli implicitamente di fare anche il mestiere del manager. All’estremo opposto, chiamare un event manager quando location, date e format sono già decisi significa chiedergli di mettere il fiocco a un pacco che qualcun altro ha già confezionato: non del tutto inutile, ma molto limitante. Il vero valore aggiunto, quindi, nasce quando le due professionalità si riconoscono e si parlano: il meeting planner porta sul tavolo fattibilità, vincoli, alternative concrete; l’event manager allarga lo sguardo su obiettivi, persone, messaggio. Insieme possono trasformare la classica riunione “saletta e proiettore” in un’esperienza che tiene insieme efficienza e narrazione, logistica e strategia. Per l’azienda questo significa una cosa molto semplice: meno sprechi di budget, meno frustrazione per chi lavora all’evento e, soprattutto, una maggiore coerenza con gli obiettivi di business che l’evento dovrebbe servire.

Htms International

enasti@htmsinternational.com

L’eredità delle Olimpiadi

Per anni abbiamo ragionato in termini di location. Oggi dobbiamo ragionare in termini di connessioni.

L’esperienza non è più confinata in uno spazio fisico: è diffusa, simultanea, stratificata

Se le cronache quotidiane, così dense di tragedie e tensioni geopolitiche, non ci avessero imposto un’agenda diversa, nelle ultime settimane probabilmente non si sarebbe parlato d’altro che di Olimpiadi e Paralimpiadi. Ora che sono terminate e che la componente più emozionale si è in parte sedimentata, spetta a chi progetta eventi fermarsi a leggere ciò che è accaduto. Se volete, anche con un pizzico di legittimo compiacimento. Perché il successo delle Olimpiadi griffate Italia – il più grande degli eventi per complessità, impatto e portata simbolica – è innegabile. E chi organizza eventi per mestiere non può limitarsi ad applaudirlo: deve provare a comprenderlo. Al di là delle medaglie e delle immagini spettacolari, resta una domanda di fondo: come si costruisce oggi

un’esperienza collettiva capace di attraversare territori, pubblici e linguaggi diversi senza perdere coerenza? La cerimonia di inaugurazione, in particolare, mi ha restituito una sensazione precisa: la possibilità di essere in più luoghi nello stesso momento. Milano e Cortina, città e montagna, velocità e silenzio. Non una scelta tra opposti, ma una convivenza. Un unico racconto distribuito su più spazi, percepito come uno. È come se uno dei desideri più reconditi – essere altrove senza lasciare il qui – fosse diventato improvvisamente possibile. Non per magia, ma per progetto. La tecnologia aiuta, certo. Ma il vero salto è culturale: tenere insieme identità differenti dentro una regia coerente. Per chi lavora nel Mice, questo passaggio è centrale. Per anni abbiamo ragionato in termini di location. Oggi

dobbiamo ragionare in termini di connessioni. L’esperienza non è più confinata in uno spazio fisico: è diffusa, simultanea, stratificata. Un evento non è solo dove accade, ma dove viene percepito. C’è poi un dato che colpisce. Lo straordinario bottino di medaglie della squadra italiana è stato alimentato in larga parte da atlete impegnate nelle gare femminili e miste. Non è solo statistica. Gli sport invernali richiedono una combinazione estrema di forza fisica, controllo mentale e gestione della pressione. Sono discipline che non perdonano distrazioni. La resilienza necessaria per stare su una linea di partenza sapendo che tutto si decide in pochi secondi è qualcosa che le donne, ancora una volta, hanno dimostrato di possedere in misura straordinaria. Non è una competizione tra generi. È una

constatazione. E forse non è un caso che anche il mondo del Mice sia largamente guidato da professionalità femminili. Organizzare eventi significa gestire complessità reali, assorbire tensioni, prendere decisioni mentre la pressione sale. In fondo, non è così diverso da una discesa libera: serve forza, ma soprattutto controllo. Le Olimpiadi ci hanno ricordato che oggi si può tenere insieme tutto questo. Luoghi diversi, pubblici diversi, energie diverse. La vera sfida non è scegliere dove stare, ma riuscire a far convivere dimensioni differenti in un’unica esperienza coerente. Essere in più posti nello stesso momento non è più un’illusione. È un modello. Un modello che chiede visione, controllo e capacità di tenere insieme complessità. Esattamente ciò che distingue un evento ben organizzato da un grande evento.

DOSSIER SPORTIVI entertainment EVENTI &

DA SPETTATORI A PROTAGONISTI

Dalle grandi manifestazioni mediatiche agli hotel

“sport-oriented”: il Mice ha infinite opportunità per creare eventi e team building memorabli , ad alto tasso di coinvolgimento ed esclusività

Sotto i riflettori da protagonisti

Mice ed eventi mediatici convergono sempre più, offrendo alle aziende occasioni per creare esperienze memorabili e rafforzare il brand. Venue prestigiose e grandi eventi sviluppano proposte di hospitality esclusive per il mondo corporate. L’obiettivo è coinvolgere ospiti, partner e clienti facendoli sentire protagonisti, vivendo in prima persona momenti unici come partite internazionali o performance artistiche di alto livello. Ma il Mice ha un’ulteriore opportunità legata allo sport: sfruttare l’hardware sportivo di cui dispongono diverse strutture alberghiere per organizzare team building e post congress... da veri campioni

di MARIANGELA TRAFICANTE

Mice ed eventi con grande risonanza mediatica sono due mondi sempre più vicini. Le aziende sono alla ricerca di esperienze memorabili capaci di far sentire i propri ospiti al centro della scena e di legare il proprio brand a momenti iconici. E le venue – dagli stadi top ai teatri più prestigiosi – come anche i big event di

sport e spettacolo affinano l’offerta, sviluppando idee di hospitality per il corporate sempre più accattivanti ed esclusive.

L’idea vincente è far sentire protagonisti i propri collaboratori, i partner, i clienti top. Pronti a vivere in prima persona il calcio d’inizio di un match internazionale, l’opera lirica o il bal-

letto su un palco storico, un torneo sportivo o uno spettacolo d’entertainment.

I format si specializzano per diventare sempre più immersivi e puntare a un’esperienza premium che unisca l’accesso privilegiato con il giusto glamour e servizi esclusivi. Offrire un evento unico significa memorabilità e capacità per l’azienda di consolidare un legame profondo con la sua community.

L’esempio più recente è stato Milano Cortina 2026, con gli hospitality package del provider ufficiale On Location. La formula verrà replicata: On Location sta già raccogliendo le richieste di interesse per le Olimpiadi estive 2028 a Los Angeles: posti premium, suite private, lounge, esperienze top di F&B, servizi concierge ed esperienze culturali in città. È questo uno dei tratti che fanno la differenza: andare oltre l’evento e la venue in sé, regalare una experience completa.

Già quest’anno le aziende desiderose di organizzare un’esperienza oltreoceano possono contare su un big event come la Fifa World Cup di Stati Uniti, Canada e Messico: i pacchetti ufficiali offrono la possibilità di invitare i propri ospiti in una suite privata con visuale privilegiata e comfort deluxe.

Non è da meno il mondo del tennis: grazie ad “ambassador” come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini, competizioni come le Nitto Atp Finals di Torino e gli Inter-

nazionali d’Italia a Roma diventano contesti interessanti per “inserire” la propria azienda. Il torneo capitolino va in scena dal 28 aprile al 17 maggio e il fascino monumentale del Foro Italico può essere vissuto in maniera privilegiata grazie alle proposte premium e corporate. Dalla welcome area agli accessi riservati, fino agli spazi esclusivi come le lounge del campo centrale, arricchite da esposizioni di opere d’arte e arredi, degustazioni di vini e gastronomia d’eccellenza.

Si tratta di creare momenti da ricordare, ma anche di associare il proprio brand a un happening globale, che attira pubblico e consumi.

INVITO ESCLUSIVO A TEATRO

Non solo grandi match e live ma anche palcoscenici storici. Al Teatro alla Scala di Milano, le aziende possono accogliere gli ospiti in maniera personalizzata riservando posti prestigiosi durante una serata della stagione sinfonica, di opera o di balletto, ma anche regalare un’esperienza memorabile: una serata esclusiva, in cui organizzare un evento interamente dedicato, per 1.800 posti.

Con le cerimonie ospitate durante i recenti Giochi Olimpici e Paralimpici il mondo ha potuto ammirare ancora una volta la magnificenza dell’Arena di Verona. Le aziende possono associare il proprio brand a questo

Sotto, due “templi” della lirica, il Teatro alla Scala e l’Arena di Verona, consentono di organizzare eventi corporate prestigiosi e super esclusivi

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

ALESSANDRO GIACOMINI

managing director Infront Italy

«In base a esigenze specifiche e compatibilmente con il calendario artistico e con la Fondazione Arena di Verona, è possibile valutare progettualità speciali, momenti dedicati o attivazioni tailor-made, che permettano all’azienda di costruire un format su misura all’interno del contesto del Festival».

simbolo internazionale della cultura italiana in vari modi, da cene stellate a posti riservati in posizione prestigiosa, dal wine tasting alla visita al backstage.

«L’Arena Opera Festival è prima di tutto un grande evento internazionale con una programmazione ufficiale. Le experience corporate si innestano all’interno delle serate in calendario, offrendo spazi e momenti esclusivi riservati all’azienda (lounge in esclusiva, terrazze dedicate, percorsi backstage, hospitality personalizzata) – racconta Alessandro Giacomini, managing director di Infront Italy, società responsabile del progetto Corporate Arena Opera Festival Experience –. In base a esigenze specifiche e compatibilmente con il calendario artistico e con la Fondazione Arena di Verona, è possibile valutare progettualità speciali, momenti dedicati o attivazioni tailor-made, che permettano all’azienda di costruire un format su misura all’interno del contesto del Festival».

SFIDE E OPPORTUNITÀ

Quali sono le principali sfide da superare delle quali un brand deve tenere conto per far sì che l’esperienza sia un successo? E quali le opportunità?

Operare all’interno di un grande evento significa muoversi in un ecosistema altamente regolato: occorre, per esempio, considerare la complessità organizzativa in merito a costi elevati, sicurezza rafforzata e restrizioni di accesso

La visibilità del brand può essere attivata su più livelli, sempre con coerenza rispetto al contesto culturale: «Branding negli spazi hospitality riservati; personalizzazione dell’accoglienza (inviti, materiali, allestimenti, gift experience); momenti di speech o presentazione prima dello spettacolo in area esclusiva; attivazioni relazionali con clienti e stakeholder internazionali; integrazione in progetti di partnership più ampi con la Fondazione».

Lo abbiamo chiesto a Rosanna Mortati, sport marketing manager: «Partirei dalla sfida più grande: avere il coraggio di dire “se non possiamo farlo in modo distintivo, meglio non farlo affatto”. Le grandi manifestazioni, come le Olimpiadi, sono straordinarie opportunità, ma non per tutti. Dato che dentro un grande evento globale il rumore è altissimo, se non si ha un’idea forte e un obiettivo preciso, si rischia solo di spendere molto per essere irrilevanti. La strategia vincente è contribuire in modo concreto all’esperienza principale e generare valore per chi quell’evento lo sta vivendo, creando servizi utili, affiancando e partecipando alla narrazione dell’evento (invece di sovrapporre un messaggio autoreferenziale) e attivando connessioni reali (tra clienti, partner, media, istituzioni). Perché il pubblico, in particolare il pubblico business, riconosce immediatamente quando un brand sta semplicemente sfruttando un palcoscenico, invece di costituire un’estensione dell’esperienza principale, aumentandone memorabilità e impatto emotivo». Occorre considerare poi la complessità organizzativa in merito a costi elevati, sicurezza rafforzata, restrizioni di accesso: operare all’interno di un grande evento significa

ROSANNA MORTATI

sport marketing manager

«Le grandi manifestazioni, come le Olimpiadi, sono straordinarie opportunità, ma non per tutti. Dato che dentro un grande evento globale il rumore è altissimo, se non si ha un’idea forte e un obiettivo preciso, si rischia solo di spendere molto per essere irrilevanti».

Crowne Plaza Padova

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

muoversi in un ecosistema altamente regolato. «E non dimentichiamo il rischio reputazionale – continua Mortati –. Se il grande evento subisce criticità il brand può esserne indirettamente coinvolto. È, dunque, fondamentale una scrupolosa valutazione preventiva; cruciale, in contesti ad alto investimento, è la stima del Roi».

IL NETWORKING DI SUCCESSO

Sotto, una delle famose curve del Gp di Monaco: l’evento sportivo è una perfetta piattaforma business, nonché uno degli eventi più “profittevoli” in termini di relazioni d’affari ad alto livello

I vantaggi sono molteplici. Ci si inserisce nella cassa di risonanza di un grande evento «Che catalizza attenzione mediatica, traffico qualificato e un pubblico già emotivamente coinvolto e l’esservi accostati trasferisce valore percepito al brand – spiega Mortati –. È una piattaforma straordinaria per le relazioni B2B, fa raggiungere livelli considerevoli di networking, perché concentra in pochi giorni stakeholder, decision maker, partner e clienti ad altissimo valore. In chiave Mice, è un acceleratore relazionale potentissimo. Attenzione però, funziona solo se l’evento corporate è progettato come piattaforma strategica: hospitality mirata, contenuti esclusivi, esperienze memorabili e misurazione chiara dei risultati».

Questi contesti sono dunque un acceleratore di networking, «molte trattative importanti nascono proprio in queste situazioni emozionali. Un esempio di evento sporti-

vo trasformato in piattaforma business è il Gran Premio di Monaco, uno degli eventi più “profittevoli” in termini di relazioni d’affari ad alto livello, con gli ambiti Yacht hospitality per top manager, network tra Ceo e presentazioni di brand luxury. Quello che succede in questi spazi è l’abbassamento delle barriere relazionali: la trattativa intrapresa in uno stadio o su uno yacht ha un impatto psicologico diverso rispetto a una sala riunioni» conclude Mortati.

NUOVI FORMAT IMMERSIVI

Vivere l’evento da protagonisti, dunque, far sentire unici gli ospiti, arricchendo l’esperienza con servizi esclusivi e ricercati che vanno oltre il match o lo spettacolo, dalla cena stellata alla visita culturale ad hoc, imprimendo i valori e il brand dell’azienda.

Cerchiamo di scoprire se stanno emergendo nuovi trend interessanti: «I format più evoluti sono di tipo immersivo, con uso di tecnologie Ar/Vr, esperienze ibride che collegano pubblico in presenza con partecipanti da remoto. I format più efficaci sono quelli che coinvolgono attivamente intrecciando reale e digitale», racconta ancora Mortati. «I nuovi format che stanno emergendo uniscono spettacolo, gastronomia d’eccellenza, storytelling, backstage experience e networking – spiegano da Infront Italy per l’Arena di

Verona –. Non si tratta più solo di assistere a uno spettacolo, ma di costruire un’esperienza completa, coerente con i valori del brand e capace di attivare emozione, relazione e contenuti condivisibili. Nel nostro caso, l’expertise maturata nella gestione della corporate hospitality nei grandi eventi sportivi è stata portata nel mondo culturale attraverso la collaborazione con la Fondazione Arena di Verona e l’Arena Opera Festival».

PARTECIPANTI? NO, PROTAGONISTI

Parola d’ordine coinvolgimento dell’ospite, quindi, da spettatore a protagonista. «Siamo partiti dai “meet & greet” con leggende dello sport e dalle sessioni di autografi, per arrivare a momenti esclusivi di incontro e storytelling con giornalisti, ex atleti e personalità legate all’evento – racconta Andrea Cani, ceo di Kkm, gruppo che organizza pacchetti esclusivi hospitality ed experience grazie anche alla collaborazione con partner esperti in attività sportive e culturali ed eventi jet set –. Queste iniziative permettono agli ospiti anche di accedere al “dietro le quinte” e vivere esperienze normalmente riservate agli addetti ai lavori. Negli ultimi anni, la proposta si è ulteriormente evoluta verso un modello di experience partecipativa: accanto alla visione dell’evento, gli ospiti possono prendere parte ad attività sportive e sfide amichevoli insieme ai campioni o negli stessi luoghi simbolo delle competizioni».

La formula dunque, spiega il manager, può essere ulteriormente integrata con l’inserimento di attività a tema, come l’incontro con gli atleti o gli artisti protagonisti dell’evento, la visita del backstage, degli spogliatoi o altre iniziative studiate su misura, anche sulla base dei valori e dello storytelling del brand aziendale.

E si possono sviluppare programmi ad hoc dedicati a diversi sport e passioni, dal calcio al padel, dal tennis al rugby e alla vela, fino al fitness e allo yoga. «Proponiamo anche format personalizzabili, come “Gioca negli stadi della Champions”: affittiamo gli stadi più famosi in esclusiva per organizzare partite tra i partecipanti all’evento, anche in presenza di atleti famosi o vecchie glorie, con accesso agli spogliatoi, kit da gioco e trasporti a bordo dei pullman ufficiali delle squadre. Il valore aggiunto di questi progetti risiede proprio nella loro capacità di creare momenti autentici di relazione e community».

QUANDO L’HOTEL

È “SPORT-ORIENTED”

Non solo gli stadi famosi e i teatri celebri: archiviati i riflettori dei grandi eventi globali, il mondo Mice ha a disposizione una dimensione più intima ma altrettanto coinvolgente: quella delle strutture alberghiere dotate di facility sportive, capaci di ricreare atmosfere competitive e spirito di squadra, aggiungendo un alone di esclusività. In questo

scenario si inseriscono numerose realtà del panorama alberghiero italiano e internazionale, come il Garda Hotel San Vigilio Golf –in provincia di Brescia – ideale per meeting immersi nel verde con avvincenti tornei sul green, con le sue 36 buche da campionato; o come gli hotel e resort targati Bluserena, incastonati negli angoli più belli della Penisola, dove business e attività sportive si fondono tra mare, montagna e impianti polivalenti – dai campi da padel e beach volley a quelli da calcetto e da tennis, alle postazioni per tiro con l’arco e tiro a segno –. Anche l’Hotel Tuscany Inn di Montecatini offre un punto di partenza strategico per eventi che combinano lavoro e sport nel cuore della Toscana, a iniziare dalla possibilità di studiare itinerari ed escursioni sulle due ruote; mentre l’Horse Country Resort in Sardegna rappresenta un unicum per chi desidera integrare esperienze equestri e attività outdoor in formato incentive. Scegliendo strutture alberghiere dalla vocazione sportiva, infatti, aziende e organizzatori possono costruire eventi dinamici su misura, trasformando ogni convention in una sfida, ogni meeting in un’esperienza condivisa. In linea con il trend attuale degli eventi, che li vuole “active”, dove il vero valore non sta nella partecipazione, ma nella volontà di vivere ogni esperienza in prima persona.

ANDREA CANI ceo di Kkm

«Siamo partiti dai “meet & greet” con leggende dello sport e dalle sessioni di autografi, per arrivare a momenti esclusivi di incontro e storytelling con giornalisti, ex atleti e personalità legate all’evento. Queste iniziative permettono agli ospiti anche di accedere al “dietro le quinte” e vivere esperienze normalmente riservate agli addetti ai lavori».

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

Negli ultimi anni alcuni tra i più grandi stadi italiani hanno subito una profonda trasformazione, passando da semplici luoghi di spettacolo sportivo a veri e propri distretti polifunzionali e integrati

«La presenza di un brand può essere dunque costruita come un’esperienza immersiva che si integra naturalmente nel racconto della nave.

La giornata a bordo – dal workout del mattino ai talk del pomeriggio, dagli aperitivi ai party serali – offre una sequenza di momenti editoriali in cui il brand può inserirsi con contenuti dedicati, esperienze curate o presenze valoriali coerenti con la propria identità».

UN PALCO SPECIALE IN NAVIGAZIONE

Passando dallo sport al mondo di spettacolo ed entertainment, una case history interessante è il Festival di Sanremo: «Casa Sanremo è l’evento parallelo ufficiale – spiega Mortati – dedicato a incontri B2B, conferenze stampa, networking tra artisti, sponsor e aziende, presentazioni di libri e startup. Molte aziende organizzano cocktail riservati con ospiti Vip, talk su innovazione e media, attivazioni brand per clienti top, lounge e hospitality aziendali per brand come radio, case discografiche o grandi sponsor». C’è poi un format speciale che si aggancia alla popolarità di una kermesse come il Festival di Sanremo: è il “palco sul mare” di Costa Crociere, che in concomitanza con il festival organizza la sua Crociera della Musica. «La visibilità del brand durante un evento strutturato come questo nasce dall’incontro tra presenza fisica, esperienza diretta e contenuto editoriale – illustra Luigi Stefanelli, vice president Worldwide Sales Costa Crociere –. Gli spazi della nave offrono ambienti che possono essere personalizzati con elementi visivi, installazioni, materiali pop, corner dedicati e allestimenti scenografici, capaci di rendere il brand immediatamente riconoscibile. Bar tematizzati, photocall, aree interattive, insegne e vetrofanie contribuiscono a costruire una presenza tangibile e memorabile per gli ospiti. Inoltre, il brand può ottenere grande

visibilità attraverso l’associazione a momenti specifici del programma: una serata tematica, un aperitivo, un’attività di wellness, un workshop, un gioco o una performance. Il marchio entra nel flusso editoriale dell’evento, diventando parte dei contenuti che il pubblico vive e ricorda.

La presenza di un brand può essere dunque costruita come un’esperienza immersiva che si integra naturalmente nel racconto della nave. La giornata a bordo – dal workout del mattino ai talk del pomeriggio, dagli aperitivi ai party serali – offre una sequenza di momenti editoriali in cui il brand può inserirsi con contenuti dedicati, esperienze curate o presenze valoriali coerenti con la propria identità».

Costa Crociere ha anche lanciato il format “The Voice of The Sea”, «ufficialmente autorizzato dal marchio registrato “The Voice”, che ci consente di organizzare competizioni canore a bordo, dedicate ai nostri ospiti, nel rispetto degli standard del brand – prosegue Stefanelli –. Inoltre, tutte le opportunità di personalizzazione e visibilità del brand offerte per il prodotto di linea si applicano anche ai noleggi totali della nave, dove possiamo concordare itinerario, programma di bordo, attività a terra e persino la configurazione degli spazi, trasformando teatri, lounge o sale conferenze in aree espositive o in location per incontri “one-to-one”. Anche senza un noleggio completo, possiamo comunque

Signature Experiences

Quando lo spazio incontra il movimento

Eventi sportivi e format di entertainment condividono una caratteristica essenziale: l’energia. E l'energia va accolta e valorizzata in spazi capaci di adattarsi a linguaggi diversi.

Move Hotels Venezia Nord offre un hub congressuale modulare e ambienti versatili, progettati per trasformarsi con fluidità: dalle convention ai corporate show, fino a momenti esperienziali indoor e outdoor, come attività o team building nel verde.

Le nostre sale, divisibili e tecnologicamente attrezzate, insieme agli spazi esterni e alle aree lounge, permettono di costruire format dinamici, dove sport, intrattenimento e business dialogano con naturalezza.

Signature Experiences

Via Bonfadini 1, Mogliano Veneto, Uscita A27 Venezia Nord +39 041 5977011 - movehotels.com

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

LA MADDALENA DESTINAZIONE A TUTTA VELA (E NON SOLO)

LaLouis Vuitton America’s Cup sbarca per la prima volta in Italia, a Napoli, nell’estate 2027, e in attesa del big event i riflettori sono puntati sulla Sardegna: a Cagliari, nel Golfo degli Angeli, dal 21 al 24 maggio si terrà la prima regata preliminare, confermando l’isola come cornice top per la vela.

Tra le destinazioni sarde che più investono sullo sport c’è l’isola de La Maddalena. «Il nostro arcipelago offre condizioni ottimali per le regate, con venti costanti che permettono una navigazione perfetta per i velisti professionisti – racconta il sindaco dell’isola Fabio Lai –. Negli ultimi anni, abbiamo ospitato con successo eventi internazionali come la Rolex Cup e la tappa del Nastro Rosa Tour per quattro edizioni consecutive, dimostrando che la nostra isola è in grado di accogliere grandi manifestazioni veliche». A questo si aggiunge il rilancio dell’ex arsenale militare che permetterà di offrire una logistica efficiente e un’infrastruttura adatta».

La località è al lavoro su diverse iniziative che integrano il Mice con il panorama sportivo. «Grazie alla collaborazione con la Marina Militare, abbiamo a disposizione un teatro con una capienza di ottocento posti, per eventi di alto livello, conferenze e incontri aziendali, anche in concomitanza con le attività sportive. Questo spazio permette di organizzare eventi esclusivi, in un contesto che unisce il business con la bellezza naturale dell’isola. Inoltre, La Maddalena è fiera di aver ottenuto la Bandiera Lilla, un riconoscimento che attesta l’impegno nell’offrire servizi

accessibili a tutti. Siamo anche dotati di un’associazione locale che dispone di mezzi e banchinamenti idonei per permettere alle persone con disabilità di vivere l’esperienza di navigare nelle nostre acque». Questa diventa dunque un’ulteriore opportunità per le aziende di organizzare un evento in un contesto che valorizza l’inclusività.

La Maddalena ha intrapreso un percorso di sviluppo in ambito sportivo, grazie al riconoscimento come Isola Europea dello Sport e agli eventi organizzati nel 2025. «La nostra priorità è consolidare e ampliare questa vocazione puntando su una serie di eventi annuali che possano attrarre diverse tipologie di sportivi e appassionati, ma anche famiglie e turisti».

L’ambiente unico si presta ad attività all’aperto, come regate veliche, trekking, ciclismo, e sport acquatici come il kayak e gare di nuoto. Le opportunità per le aziende sono quindi molteplici per vivere eventi memorabili in scenari mozzafiato. «Le strutture già esistenti e le nuove infrastrutture sportive sono perfette per ospitare eventi di varie dimensioni, mentre piazze e spazi pubblici rendono l’isola ideale anche per eventi all’aperto, che possano attrarre una vasta partecipazione di pubblico e garantire visibilità alle aziende sponsorizzatrici, che potrebbero legare il loro marchio a un titolo internazionale come quello di “isola europea dello sport” nonché a quello di “parco nazionale arcipelago di La Maddalena” sinonimo di vita sana, bellezza e benessere» conclude Lai.

Sotto, a fine maggio Cagliari sarà il teatro della prima regata preliminare della Louis Vuitton America’s Cup
Fabio Lai, sindaco di La Maddalena

garantire spazi in esclusiva per gruppi incentive, riservando sale dedicate o organizzando feste private con Dj set».

L’obiettivo Mice della compagnia di crociera è proporre una soluzione innovativa che unisca business ed emozione in maniera personalizzabile.

«Le aziende che scelgono la nave per i propri eventi corporate integrano frequentemente la proposta di intrattenimento Costa con l’ingaggio di artisti per performance private all’interno dei teatri. In questi spazi possono contare su un team tecnico altamente qualificato, che garantisce assistenza completa dalle prove fino alla performance finale. Su richiesta, l’intero evento può essere registrato e il materiale video consegnato all’azienda per eventuali attività di post-produzione» conclude Stefanelli.

SPETTACOLO STADIO

Negli ultimi anni alcuni tra i più grandi stadi italiani hanno subito una profonda trasformazione, passando da semplici luoghi di spettacolo sportivo a veri e propri distretti polifunzionali e integrati. «La scommessa messa in campo da alcune società e progettata da poche altre, è quella di fare dell’impianto sportivo un centro di interesse e intrattenimento che possa operare 365 giorni all’anno – spiega Mauro Balata, avvocato esperto di diritto sportivo e politica sportiva e fomer president Lega Lnpb (Lega Nazionale Professionisti Serie B) – . La trasformazione già si è concretizzata in altri sistemi sportivi europei (Inghilterra, Germania e ora anche in Spagna) ed è dovuta alla necessità di rendere profittevoli gli asset anche al di fuori dei giorni di partita. In questa prospettiva, gli eventi Mice sono un pilastro fondamentale e sono diverse le direttrici attraverso le quali sviluppare e implementare tali strategie. Per esempio con la creazione di spazi modulari e dedicati, i club e gli sky lounge. La caratteristica comune degli stadi di nuova generazione o ristrutturati è la presenza di aree hospitality esclusive, progettate per essere utilizzate anche al di fuori dell’evento partita e fruibili durante tutta la settimana e tutto l’anno. Spazi premium come gli sky box e i president’s club vengono trasformati in sale meeting, sale gala dinner o aree per cocktail. Sono spazi dal design curato, con servizio catering dedicato e spesso con viste spettacolari sul campo o sulla città. Ci sono poi le aree polifunzionali interne: spogliatoi, sale stampa, ingressi Vip e persino il campo stesso (protetto) vengono riconvertiti per eventi aziendali, offrendo un’esperienza immersiva unica». In Italia possiamo individuare degli esempi concreti: «L’Allianz Stadium (Juventus) è stato pioniere nel nostro Paese. Oltre ai cinquemila metri quadrati del J|Medical, annovera il J|District (con negozi, ristorante e aree gioco) e numerosi spazi interni, come la sala delle Leggende e il Juventus Museum utilizzabili per eventi aziendali esclusivi. Per il Meazza a Milano la gestione M-I Stadio ha investi-

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to molto nella rifunzionalizzazione. Oggi gli sky box, il terzo anello rosso, il Milano Club e persino il campo sono location affittabili per presentazioni, convention e cene di gala oltre che concerti. Lo Stadio Olimpico a Roma offre spazi come il Marathon Club e sale hospitality con vista, utilizzati dalla società pubblica Sport e Salute per eventi corporate e concerti. Al Gewiss Stadium dell’Atalanta la ristrutturazione ha incluso la creazione di spazi come il nuovo edificio che ospita il Museo e la Club House, pensati anche per eventi aziendali» illustra Balata.

Entra in gioco poi il potenziamento dell’offerta tecnologica e logistica. Per essere competitivi, gli stadi hanno necessità di alzare l’asticella sul fronte di servizi come connettività, fibra ottica e wi-fi ad alta capacità per live streaming, meeting virtuali e lavoro interconnesso; impianti audio di ultima generazione e maxi-schermi (i videowall) integrabili per presentazioni e branding; aree di carico/scarico dedicate, parcheggi riservati e spazi espositivi aggiuntivi anche all’esterno dell’impianto.

Cerchiamo ora di capire quali sono gli elementi a cui il mondo corporate deve fare attenzione: «Organizzare un evento in uno stadio è affascinante, ma pone anche problematiche specifiche diverse da quelle di una location tradizionale, a cominciare dalla distinzione tra i “match day” e i “non match day”. L’evento in occasione di una partita (per esempio una cena di gala in un club prima del match) è vincolato agli orari del calcio d’inizio. I tempi sono stretti e non modificabili. L’affluenza massiccia di pubblico impone una gestione separata e sicura dei flussi: ingressi dedicati per gli ospiti corporate, percorsi differenziati per evitare la calca dei tifosi, aree riservate» piega Balata. L’evento diventa un’esperienza premium altamente coinvolgente che culmina con la partita. Se invece si tratta di un giorno senza partita, il principale vantaggio è dato dalla massima flessibilità. «Si può utilizzare l’intera struttura (spogliatoi, campo, aree hospitality) per tutta la giornata».

Importante è anche il tema di accessi, sicurezza e conformità: «Uno stadio è un labirinto. È fondamentale progettare una segnaletica chiara e dedicata per i partecipanti Mice, che altrimenti rischiano di perdersi in corridoi infiniti. Sul fronte sicurezza, gli stadi sono regolati da normative statuali e rigidi protocolli (questura, prefettura). Per eventi corporate, anche in non match day, potrebbero essere necessarie comunicazioni e relative autorizzazioni alle autorità e l’adozione di misure di sicurezza proporzionali al numero di partecipanti». Occorre poi verificare l’eventuale esistenza di barriere architettoniche e che gli spazi utilizzati siano accessibili a tutti, inclusi gli ospiti con disabilità. «La strada per garantirsi maggiore competitività e riconquistare quel ruolo di leadership riconosciuto a livello mondiale per il calcio italiano passa ineludibilmente da tutti questi fattori e dalla capacità di tutti gli stakeholder, privati e pubblici, di perseguire gli stessi obiettivi» conclude Balata.

Sopra, l’Allianz Stadium di Torino (Juventus) è stato pioniere in Italia: oltre ai cinquemila metri quadrati del J|Medical, annovera il J|District (con negozi, ristorante e aree gioco) e numerosi spazi interni, come la sala delle Leggende e il Juventus Museum utilizzabili per eventi aziendali esclusivi

MAURO BALATA avvocato esperto di diritto sportivo e politica sportiva, fomer president Lega Lnpb «La caratteristica comune degli stadi di nuova generazione o ristrutturati è la presenza di aree hospitality esclusive, progettate per essere utilizzate anche al di fuori dell’evento partita e fruibili durante tutta la settimana e tutto l’anno. Spazi premium come gli sky box e i president’s club vengono trasformati in sale meeting, sale gala dinner o aree per cocktail».

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

Sport in esclusiva

Accoglienza esclusiva e sport, a cominciare da un campo da golf da campioni, caratterizzano il Garda Hotel San Vigilio Golf, a pochi chilometri dal lago, con una poliedrica proposta di sale corporate e dinamici team building

di MARIANGELA TRAFICANTE

GARDA HOTEL

SAN VIGILIO GOLF

★★★★ Pozzolengo (Bs)

Numero totale camere: 131 | Ristoranti: 1 | Posti: 550 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 230 posti | Capienza sala minore: 40 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 400 | Possibilità organizzazione post congress

Scenari mozzafiato, una location esclusiva e una sfaccettata proposta di spazi corporate e dedicati a sport e benessere si incontrano al Garda Hotel San Vigilio Golf, resort quattro stelle tra Sirmione e Desenzano, immerso nella natura e nato intorno alla storica abbazia benedettina del XII secolo.

La combinazione di cinque sale meeting di diversa capacità dotate di tecnologia e luce naturale, ristorazione di alto livello, un’articolata proposta di strutture sportive e benessere e ampi spazi verdi lo rendono ideale per vivere momenti corporate capaci di regalare emozioni, accompagnati da un team dinamico e flessibile.

DINAMISMO IN PRIMO PIANO

Fiore all’occhiello è il campo da golf, firmato dall’architetto Kurt Rossknech nel 2009, premiato con diversi riconoscimenti e diventato rinomato anche per aver ospitato il 77simo Open d’Italia nel 2020.

Vanta 36 buche da campionato e un campo pratica con postazioni coperte ed è perfetto per organizzare veri e propri tornei sportivi: ai partecipanti viene fornita l’attrezzatura necessaria e vengono guidati da maestri professionisti in modo coinvolgente sia per i golfisti più

esperti sia per gli appassionati alle prime armi. Ad arricchire l’offerta sportiva ci sono campi da tennis, beach volley, calcetto, palestra Technogym e percorsi bike. Per i momenti relax gli ospiti possono godere di una spa di mille metri quadrati con tre piscine, due esterne e una interna riscaldata, un percorso benessere e cinque cabine trattamenti. Esperienze e team building non si esauriscono sul green o sui campi dove organizzare tornei appassionanti. Il resort propone uscite in barca a vela per vivere il lago di Garda da una prospettiva unica e affascinanti tour in auto d’epoca tra le colline. Il focus sulla sostenibilità è garantito da attività come la piantumazione condivisa di alberi mentre food and beverage fanno la loro parte in esperienze conviviali come la degustazione di rum e sigari, la sfida alla creazione del miglior cocktail, una divertente cooking class o tasting di vino e olio, eccellenze del territorio.

PACCHETTI SPECIALI

L’attenzione al mondo Mice si esprime anche attraverso formule dedicate. Il pacchetto Meeting & Golf prevede un giorno di utilizzo della sala meeting, completo di coffe break e pranzo di tre portate, e possibilità di effettuare una lezione di golf con un Pro, compreso l’utilizzo dell’attrezzatura e una lezione teorica e pratica di cinquanta minuti in driving range, guidati dai maestri della Garda Hotel San Vigilio Golf Academy. Con la Promo Meeting la sala meeting è in omaggio a fronte di un minimo di prenotazione di dieci camere Dus/Dbl nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio, luglio e agosto.

indirizzi a fine rivista

Info e prenotazioni: T. 0835215111 - info@mhmaterahotel.com

www.unahotels.it/unahotels-mh-matera

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

A MONTECATINI l’hotel per gli sportivi

Sport, business e intrattenimento si incontrano sempre più spesso nel mondo degli eventi. A Montecatini Terme, il Tuscany Inn si propone come quartier generale ideale per squadre, federazioni e aziende, grazie alla sua posizione strategica accanto al Palaterme e a servizi pensati per ospitare eventi, team e grandi manifestazioni

Hotel Tuscany Inn

★★★★ Montecatini (Pt)

Numero camere: 93 | Ristoranti: 1 + terrazza | Posti: 250 | Sale meeting: 10 | Capienza sala maggiore: 400 posti | Capienza sala minore: 45 posti | Saletta segreteria | mq aree espositive: 1.250 | Possibilità organizzazione post congress

Nel mondo degli eventi contemporanei, business e intrattenimento non sono più universi separati. Sempre più aziende scelgono di associare il proprio brand a manifestazioni capaci di generare grande visibilità e coinvolgimento – dalle competizioni sportive ai concerti sold out, fino ai set cinematografici – trasformando questi appuntamenti in occasioni privilegiate di relazione con clienti, stakeholder e dipendenti. In questo scenario, la scelta della location diventa strategica: non solo un luogo dove soggiornare, ma un vero hub organizzativo capace di integrare ospitalità, logistica e spazi per eventi.

MONTECATINI, DESTINAZIONE PER I GRANDI EVENTI

Nel cuore della Toscana, a Montecatini Terme, l’Hotel & Centro Congressi Tuscany Inn rappresenta un esempio emblematico di questa evoluzione. Situato a soli tre minuti a piedi dal Palaterme, uno dei principali poli sportivi della città, l’hotel si propone come un quartier generale ideale per squadre, federazioni, organizzatori di eventi e aziende che desiderano vivere le grandi manifestazioni sportive come opportunità di networking e di relazione. Montecatini Terme, storicamente legata al turismo del benessere, negli ultimi

anni ha rafforzato sempre più la propria vocazione sportiva. La città offre un sistema di infrastrutture compatto ed efficiente che la rende particolarmente adatta ad accogliere eventi e ritiri sportivi: oltre al Palaterme, sede di importanti competizioni e tornei, sono facilmente raggiungibili lo stadio comunale, le piscine, i campi da tennis, il bocciodromo, il prestigioso Ippodromo Sesana e l’impianto di tiro a volo. Una rete di strutture che permette a squadre e organizzatori di gestire logistica e spostamenti con grande semplicità, trasformando la permanenza in città in un’esperienza fluida e funzionale.

SERVIZI SU MISURA

PER LA PERFORMANCE

In questo contesto, il Tuscany Inn si distingue per la sua capacità di accogliere e coordinare non solo gli atleti, ma l’intero ecosistema che ad esso ruota intorno: staff tecnici, dirigenti, sponsor e partner. Le 93 camere, ampie e luminose, sono progettate per rispondere alle esigenze di gruppi e delegazioni, con diverse categorie di sistemazione e con camere accessibili pensate per garantire il massimo comfort anche agli atleti paralimpici. Accanto all’offerta ricettiva, la struttura mette a disposizione un centro congressi con dieci sale modulari e una capienza complessiva fino a mille persone. Un’infrastruttura che consente di organizzare presentazioni ufficiali, workshop tecnici, conferenze stampa e momenti di networking collegati agli eventi sportivi o alle iniziative aziendali. Le sale, dotate di tecnologie audio-video avanzate, diventano così spazi ideali per briefing strategici, analisi pre e post gara o incontri con sponsor e media. Gli atleti e i team possono contare su spazi dedicati al recupero e alla preparazione,

una palestra interna, aree per massaggi e un servizio lavanderia rapido per l’abbigliamento tecnico. Il ristorante panoramico dell’hotel propone inoltre menu salutari e bilanciati, personalizzabili in base alle necessità nutrizionali delle squadre.

TEAM BUILDING TRA SPORT

E TERRITORIO

La vocazione sportiva della destinazione si riflette anche nella forte tradizione ciclistica del territorio. Montecatini e la Valdinievole sono da sempre terreno di allenamento per professionisti e appassionati delle due ruote. Il Tuscany Inn interpreta questa identità come Bike Hotel certificato, offrendo una bike room videosorvegliata per il deposito sicuro delle biciclette e un’officina attrezzata per le piccole manutenzioni. Da qui partono percorsi che attraversano colline, uliveti e borghi storici, rendendo la destinazione ideale anche per incentive e attività outdoor legate al mondo del ciclismo. Il Tuscany Inn propone anche una serie di attività di team building pensate per rafforzare lo spirito di gruppo e favorire la relazione tra i partecipanti. Tra le proposte più apprezzate ci sono le gare di kart sul circuito situato sotto l’hotel, le attività di orienteering nella Pineta di Montecatini, le cooking class dedicate alla tradizione gastronomica toscana e le degustazioni di prodotti locali. A queste si aggiungono sessioni di yoga e pilates sulla terrazza panoramica, ideali per ritrovare equilibrio e concentrazione dopo le giornate di lavoro o di gara. Il Tuscany Inn dispone di un parcheggio privato di oltre tremila metri quadrati, videosorvegliato e dotato sia di posti coperti sia scoperti.

indirizzi a fine rivista

Sport ed eventi: la nuova frontiera dell’engagement

Sport, business ed esperienze immersive: gli eventi corporate cambiano format. Nei resort Bluserena, tra infrastrutture sportive, centri congressi e contesti naturali, le aziende creano programmi su misura che uniscono esclusività ed engagement, trasformando meeting e incentive in esperienze condivise e ad alto coinvolgimento

Nel mondo degli eventi corporate, lo sport è diventato uno degli strumenti più efficaci per creare coinvolgimento, relazione e memorabilità. Non si tratta più solo di organizzare meeting o convention, ma di costruire esperienze immersive in cui i partecipanti possano vivere il brand in modo attivo. In questo scenario, realtà

come Bluserena Hotels & Resorts rappresentano un modello evoluto di ospitalità, capace di integrare infrastrutture sportive, servizi congressuali e intrattenimento in un unico ecosistema. Con 13 hotel e resort distribuiti tra Sardegna, Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Piemonte, Bluserena offre una presenza capillare in alcune

delle destinazioni più attrattive d’Italia. Strutture direttamente sul mare, progettate per accogliere eventi di diversa scala e tipologia, grazie a centri congressi attrezzati, spazi outdoor e una proposta sportiva tra le più complete del panorama nazionale. Ma cosa cercano davvero oggi le aziende quando integrano lo sport nei propri eventi? Bluserena risponde a questa esigenza proponendo un modello flessibile, in cui l’esclusività non è fine a se stessa, ma diventa uno strumento per aumentare l’engagement. La risposta sta dunque in un equilibrio sempre più sottile tra esclusività e coinvolgimento. Da un lato, la possibilità di offrire esperienze uniche – come giocare in una location esclusiva o partecipare ad attività guidate da professionisti – rappresenta un elemento distintivo. Dall’altro, l’obiettivo principale resta il coinvolgimento attivo dei partecipanti, la creazione di relazioni e il rafforzamento del senso di appartenenza. I resort Bluserena offrono un’ampia gamma di attrezzature sportive ideali per eventi Mice, favorendo networking e team building. Sono infatti disponibili campi per padel, tennis, calcetto e calciotto, oltre a spazi polivalenti per basket e altre attività. Ampia è poi la proposta di sport da spiaggia come beach volley e beach tennis. Sono presenti anche postazioni per tiro con l’arco e tiro a segno, ping-pong, teqball e bocce. Ricca è l’offerta di sport acquatici: vela, windsurf, sup, canoa, wing sup e diving. Infine, c’è la possibilità di attività al traino ed escursioni in barca o gommone.

Non mancano aree fitness attrezzate con macchinari isotonici, spinning, pesi e training funzionale mentre i programmi guidati includono yoga, zumba, acquagym, nordic walking e discipline innovative 2025, oltre a piscine dedicate al nuoto. Le strutture e le attività sono pensate per incentivare benessere, divertimento e spirito di squadra, in linea con la crescente richiesta di esperienze immersive e coinvolgenti nel mondo degli eventi corporate, dove lo sport diventa

leva strategica per rafforzare relazioni, engagement e senso di appartenenza.

NUMERI ED ESPERIENZA

CHE FANNO LA DIFFERENZA

L’esperienza maturata in oltre trent’anni nel segmento gruppi, congressi ed eventi consente a Bluserena di gestire ogni fase organizzativa, dalla progettazione alla realizzazione, con un approccio su misura. Non è un caso che Bluserena abbia ospitato fino a trecentomila partecipanti in una sola stagione, accogliendo gruppi da 25 a mille persone e collaborando con aziende leader, enti e associazioni su scala nazionale. Ma è proprio nell’integrazione tra sport ed evento che si coglie oggi il valore distintivo dell’offerta. Un resort ricco di infrastrutture sportive permette infatti di costruire programmi esperienziali altamente personalizzati: tornei, sfide di team building, attività outdoor e percorsi di benessere diventano parte integrante del format, contribuendo a rafforzare la relazione tra i partecipanti e a migliorare l’efficacia dell’evento.

ETHRA RESERVE:

NATURA E INFRASTRUTTURE

Un esempio concreto è rappresentato da Ethra Reserve, il complesso in Puglia immerso nella Riserva Naturale di Stornara e affacciato sul Mar Ionio. Qui l’esperienza si sviluppa in un contesto unico, che unisce quattro resort, un centro congressi moderno e una Thalasso Spa di 3.500 metri quadrati. Un ambiente ideale per costruire eventi che alternano momenti di lavoro a esperienze di relax e attività sportive. Oltre a tutte le principali infrastrutture sportive presenti nella destinazione, è stato introdotto nel 2025 l’Ethra Padel Club, sviluppato con GZ19 Padel di Gianluca Zambrotta, con quattro campi padel di alto livello, incluso uno esclusivo Zambrotta Design.

indirizzi a fine rivista

LE STRUTTURE

FIRMATE BLUSERENA

●Puglia

Ethra Reserve

Gran Serena Resort

Torreserena Resort

Abruzzo

Serena Majestic Hotel Residence

Sardegna

Calaserena Resort

Is Serenas Badesi Resort

Sicilia

Sicilia Serenusa Resort

Calabria

Serenè Resort

Sibari Green Resort

Piemonte

Hotel Sansicario Majestic

©
r.patti

EVENTI SPORTIVI & ENTERTAINMENT

La nuova arena degli eventi corporate

Tra natura e grandi infrastrutture, l’Horse Country Resort & Spa in provincia di Oristano si afferma come una destinazione d’eccellenza per eventi corporate e sportivi. Con il nuovo palazzetto dello sport, un centro congressi modulabile e ampi spazi outdoor, il resort offre alle aziende un contesto unico dove business, sport e intrattenimento si incontrano

Nelpanorama degli eventi aziendali contemporanei, cresce la ricerca di destinazioni capaci di unire business, esperienza e intrattenimento. In Sardegna, l’Horse Country Resort & Spa di Arborea, in provincia di Oristano, si distingue proprio per questa vocazione: trasformare meeting e incentive in esperienze immersive, dove il mondo corporate incontra lo sport e format di intrattenimento ad alto impatto.

L’ENERGIA DELLO SPORT

AL SERVIZIO DEL BUSINESS

L’inaugurazione del nuovo palazzetto dello sport nel 2025 rappresenta un passaggio decisivo in questa direzione. Con oltre seimila metri quadrati di superficie coperta, la nuova arena polifunzionale amplia significativamente le possibilità del resort, diventando uno spazio ideale per competizioni, tornei indoor, raduni sportivi, workshop federali, ma anche eventi aziendali di grande formato. La modularità delle tribune e degli spazi tecnici permette di adattare la struttura a diversi format, integrando attività sportive, momenti di spettacolo e appuntamenti corporate. Per le aziende significa inserire meeting e convention in un contesto dinamico, dove l’energia degli eventi sportivi diventa parte dell’esperienza e crea opportunità di networking e coinvolgimento difficili da replicare in sedi congressuali tradizionali. Immerso nella natura del Golfo di Oristano, l’Horse Country offre un contesto che amplifica il valore dell’esperienza. Il resort si estende su quaranta ettari di verde e dispone di 315 camere, 58 villini e oltre 1.100 posti letto, cinque ristoranti, bar, piscine, una spiaggia privata e un centro benessere & Spa ispirato alla tradizione mediterranea. Una dimensione autonoma e protetta, che consente di

organizzare eventi complessi garantendo privacy, comfort e servizi integrati.

IL QUARTIER GENERALE

DEL BUSINESS

Il centro congressi rappresenta il cuore dell’offerta Mice. Con oltre 1.800 metri quadrati di spazi modulabili, ospita sale di diverse dimensioni, tra cui una plenaria da mille posti, foyer luminosi affacciati su terrazze panoramiche e un portico collegato alla piscina Tropicana, ideale per momenti di networking, coffee break ed esposizioni. Accanto alle strutture indoor, il resort valorizza anche gli spazi open-air. Il grande campo in erba naturale da diecimila metri quadrati, il campo polivalente, l’anfiteatro, le piscine e i giardini diventano scenografie naturali per eventi serali, team building e attività esperienziali, trasformando ogni appuntamento aziendale in un’esperienza coinvolgente. Elemento distintivo dell’Horse Country è il forte legame con il mondo equestre. Le attività di team building a cavallo, tra pineta e spiaggia, rappresentano un’esperienza originale sempre più apprezzata dalle aziende.

indirizzi a fine rivista

Horse Country Resort & Spa

★★★★ Arborea (Or)

Numero totale camere: 315 | Ristoranti: 2 | Posti: 80 + 130 | Sale meeting: 8 | Capienza sala maggiore: 1.000 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq aree espositive: 800 | Possibilità organizzazione post congress

dimora storica contemporanea

L’Umbria conserva intatto il fascino della natura, delle arti e delle tradizioni.

Gubbio, nel cuore dell’Umbria, rappresenta un candido gioiello incastonato nel verde, le sue architetture sono tra le testimonianze più alte di un Medioevo colto e raffinato e giungono a noi come monumenti senza tempo.

In questa cornice vi accoglie il Park Hotel Ai Cappuccini, dimora ideale di un’antica, nuovissima ospitalità, offrendovi spazi esclusivi e servizi eccellenti per convegni e incentives di sicuro successo.

Meeting planner aziendali: professionisti o improvvisati?

Viaggio tra i meeting planner corporate: carriere spesso ibride, “contaminate” dalle funzioni più diverse, con competenze tattiche costruite sul campo. A seguire l’articolo ti proponiamo un test: divertiti a scoprire se hai davvero la stoffa del mestiere

di ALESSANDRA BOIARDI

In molte Pmi la progettazione e il coordinamento degli eventi sono gestiti spesso da figure provenienti da ambiti aziendali diversi, marketing e comunicazione in primis

Convention, meeting, family day e ancora anniversari, open day, lanci di prodotto, presentazioni: la lista delle occasioni in cui le aziende scelgono di organizzare momenti speciali per la vita aziendale, clienti e stakeholder si allunga, perché sì, in questi anni gli eventi corporate hanno mostrato tutta la loro efficacia in termini di engagement, appartenenza e identità. Secondo l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, la ricerca promossa

da Federcongressi&eventi e realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Aseri, oltre il 64% degli eventi organizzati in Italia nel 2024 sono stati eventi aziendali. Ma chi c’è dietro tutto questo? Chi se ne occupa all’interno delle imprese? La domanda pare quasi scontata, ma non è così: non sempre, infatti, il ruolo di chi in azienda si occupa dell’organizzazione di eventi è così ben definito.

MEETING PLANNER CERCASI

Per capire meglio come si configura il ruolo dell’organizzatore di eventi aziendale siamo partiti dal mercato del lavoro. Gli annunci pubblicati sulle principali piattaforme di recruiting mostrano come ci sia effettivamente una discreta ricerca di figure specifiche per gestire internamente convention, meeting e iniziative corporate. Si trovano posizioni perlopiù con titoli come Corporate Event Planner o Event Officer e, facendo una stima dagli annunci attivi su portali come LinkedIn e Indeed, l’inquadramento è spesso all’interno delle funzioni marketing o Hr. C’è da dire però che, quando si tratta di definire chi organizza gli eventi nelle aziende, emerge anche una certa ambiguità terminologica. Negli annunci di lavoro compaiono infatti in modo spesso intercambiabile titoli come Event Manager, Event Planner, Event Coordinator o Corporate Event Specialist, senza che sia sempre chiaro a quali responsabilità corrispondano. Se nella letteratura professionale le differenze sono abbastanza definite, nella pratica queste distinzioni tendono a sfumare. Prendiamo per esempio il termine “meeting planner”: è una definizione molto radicata tra gli addetti al lavoro, ma compare molto più raramente negli annunci generalisti, dove prevale un uso più ampio e indistinto della parola “event”.

LA FILIERA INTERNA DEGLI EVENTI

Nelle imprese italiane l’organizzazione degli eventi è spesso una responsabilità distribuita tra più funzioni aziendali. Il fenomeno è legato anche alla struttura del sistema produttivo: secondo i dati Istat, oltre il 99% delle imprese italiane è costituito da Pmi, realtà in cui raramente esiste una funzione eventi dedicata. È qui che emerge quella che molti operatori del settore descrivono come una sorta di “filiera interna diffusa” dell’event management. Nelle aziende più piccole e medie la progettazione e il coordinamento degli eventi finiscono infatti per essere gestiti spesso da figure provenienti da ambiti diversi, a seconda degli obiettivi dell’iniziativa. Il marketing e la comunicazione sono spesso in prima linea quando si tratta di fiere, lanci prodotto, press day o roadshow, integrando gli eventi nelle strategie di branding e di relazione con il mercato. Quando invece l’obiettivo è interno – convention aziendali, kick-off, programmi di team building o momenti di formazione – il coordinamento passa più frequentemente alle risorse umane, dove gli eventi diventano uno strumento di engagement, cultura organizzativa e retention. Ma nelle Pmi, non è nemmeno raro che eventi istituzionali, inaugurazioni o momenti celebrativi vengano gestiti direttamente dalla segreteria di direzione o dagli executive assistant, figure abituate a coordinare agende,

Se “meeting planner” è una definizione molto radicata tra gli addetti al lavoro, compare tuttavia raramente negli annunci di lavoro generalisti, dove prevale un uso più ampio e indistinto della parola “event”

CORSI

corporate communication architect, Pr & live communication expert «Dal mio punto di vista, quella del meeting planner è una figura tattica, non certo strategica. La dimensione strategica tocca altri ruoli, come l’event manager, il communication manager o il marketing manager. Il meeting planner è invece “ibrido” perché, nelle aziende, spesso devi saper fare un po’ di tutto».

Spesso gli eventi nelle Pmi sono affidati ai profili professionali che si muovono tra organizzazione, comunicazione e project management. Una dimensione ibrida che da un lato consente grande flessibilità, ma dall’altro contribuisce a rendere meno definito il perimetro professionale dell’event planner

fornitori e relazioni con gli stakeholder. Il risultato è una costellazione di profili professionali che si muovono tra organizzazione, comunicazione e project management. Una dimensione ibrida che da un lato consente grande flessibilità, ma dall’altro contribuisce a rendere meno definito – almeno all’interno delle aziende – il perimetro professionale di chi si occupa di eventi.

UN PROFESSIONISTA

“DI FRONTIERA”

Chi è dunque il meeting planner d’azienda? Per capirne di più abbiamo chiesto aiuto a Luca Corsi, corporate communication architect e Pr & live communication expert. «Dal mio punto di vista – spiega Corsi – quella del meeting planner è una figura tattica, non certo strategica. La dimensione strategica tocca altri ruoli, come l’event manager, il communication manager o il marketing manager. Il meeting planner è invece “ibrido” perché, nelle aziende, spesso devi saper fare un po’ di tutto: le figure aziendali che arrivano a ricoprire il ruolo di meeting planner provengono spesso da altre funzioni e direi che, secondo la mia esperienza, è raro trovare in azienda degli specialisti puri». Più che uno specialista, quindi, il meeting planner aziendale appare spesso come un professionista “di frontiera”, chiamato a muoversi tra funzioni diverse e a far funzionare la macchina dell’evento dietro le quinte.

Eppure si tratta di un ruolo che richiede competenze solide e anche molto tecniche. «In primis – spiega ancora Corsi – la conoscenza

del settore della logistica. Non basta sapersi muovere dentro l’azienda; bisogna conoscere cosa succede dall’altra parte, quindi avere esperienza del contesto esterno e della filiera. Serve poi la capacità di redigere capitolati per i fornitori: completi, sintetici e chiari. È fondamentale, perché è lì che metti a terra aspettative, vincoli e standard. Infine, la capacità di tenere sotto controllo i costi e, insieme, di governare la pianificazione e la gestione in loco dell’evento fino alla sua chiusura, facendo in modo che tutti i pezzi combacino».

Il meeting planner lavora “in mezzo” tra il cliente interno e il fornitore esterno, e quindi, quando si tratta di valutarne le soft skill, è indispensabile che abbia «una buona capacità di relazione e mediazione, perché deve essere sempre pronto a trovare un compromesso funzionale, ma anche una buona gestione di sé: non è concesso perdere la pazienza, non è concesso andare in crisi se qualcosa non funziona. Serve un self-control molto marcato. Infine precisione e metodo: serve essere ordinati, schematici, non lasciare nulla al caso» sottolinea Corsi.

E spesso la spina nel fianco del meeting planner, è la relazione con gli stakeholder della propria azienda. «Serve un’ottima dote relazionale perché non sempre le esigenze logistiche vengono comprese dal cliente interno. Nascono continuamente domande e richieste tipiche del viaggiatore individuale: Perché il volo così presto?, Non si può partire la sera prima?, Perché quell’hotel e non un altro?, Perché non si può aggiungere una

portata al menù all’ultimo minuto?. Il cliente interno tende a interpretare il meeting o l’evento come se fosse uno spostamento personale, ma non è così: da lì la criticità, e di conseguenza la necessità di saper mediare, costantemente».

UN RUOLO CHE NON SI “COMPRA”

Che quella del meeting planner sia una figura in qualche modo ibrida lo dimostra anche il fatto che, molto spesso, il ruolo viene assunto da professionisti cresciuti all’interno di una stessa azienda. «Per quella che è la mia esperienza, anche se oggi esistono corsi di specializzazione, quella del meeting planner è una figura che cresce internamente, sotto la guida di qualcuno già esperto, ovvero quella generazione di event manager e di meeting planner della vecchia guardia, che sono ormai in estinzione. Il risultato è che il meeting planner aziendale si specializza sulle peculiarità dell’organizzazione in cui opera, con il rischio di trovarsi spiazzato quando gli accade di cambiare azienda» spiega Corsi, che racconta così il suo stesso esordio: «Vengo da una formazione completamente diversa: sono architetto. Quando sono entrato in azienda ho cominciato da “giovane di bottega”, cioè dalle basi: la progettazione di stand per le manifestazioni fieristiche e l’organiz-

zazione di piccoli meeting. Da quel primo banco di prova il lavoro si è consolidato, un passo alla volta: facendo esperienza, il mio perimetro si è ampliato fino a occuparmi del mondo dei grandi eventi corporate. Il passaggio decisivo, quello che cito spesso, è stato essere “buttato in acqua senza salvagente”: è così che si impara davvero. Ma ho avuto anche la fortuna di avere la fiducia incondizionata dei miei superiori e di aver avuto degli ottimi maestri».

LA SFIDA DELLE COMPETENZE

In effetti, la formazione del meeting planner raramente segue un percorso lineare. La professione richiede competenze molto diverse a seconda dei contesti in cui si opera, rendendo difficile delineare un itinerario formativo univoco. Uno sguardo utile su queste dinamiche arriva anche dal lato delle agenzie e dei professional congress organiser (Pco), che lavorano a stretto contatto con le imprese e intercettano da vicino l’evoluzione delle competenze richieste nella meeting industry. Come osservano da AIM Group International, in Italia una delle principali agenzie attive nella meeting industry, un nodo oggi molto critico è quello che riguarda la disponibilità di competenze sul mercato. «Il problema delle risorse è diventato centrale: trovare profili

FLAMINIA ROBERTI

executive vice president business development & relations di AIM Group International «I nostri team sono sempre più fluidi e richiedono capacità trasversali, che vanno ben oltre la gestione logistica dell’evento: dall’event design alla relazione con il cliente, dall’utilizzo delle tecnologie digitali alla capacità di leggere e interpretare i dati, fino allo storytelling».

ROSANGELA QUIETI

general manager congress division

AIM Italy

«Abbiamo costruito un sistema che prevede momenti di formazione specifica, affiancamento, occasioni di confronto e restituzione dei feedback.

Questo ci consente di formare le persone all’interno dell’organizzazione, ma un’altra sfida importante è riuscire poi a trattenerle».

CHI GESTISCE

MEETING ED EVENTI NELLE AZIENDE

Nelle aziende italiane chi organizza meeting ed eventi corporate proviene spesso da funzioni diverse dell’organizzazione. Tra i percorsi professionali più ricorrenti si trovano:

Marketing e comunicazione

Figure coinvolte nell’organizzazione di fiere, lanci di prodotto, roadshow e iniziative di relazione con il mercato.

Risorse umane

Responsabili di convention interne, programmi di team building, eventi formativi e iniziative di engagement dei dipendenti.

Segreteria di direzione ed executive assistant

Professionisti abituati a coordinare agende, fornitori e relazioni istituzionali, che nelle Pmi gestiscono spesso anche eventi e incontri corporate.

Project manager interni Profili con esperienza organizzativa che assumono il coordinamento operativo di meeting complessi o iniziative aziendali ricorrenti.

già formati non è semplice e la cosiddetta people scarcity è una realtà con cui tutto il settore, anche a livello internazionale, si confronta», spiega Flaminia Roberti, executive vice president business development & relations di AIM Group International. Secondo Roberti, la difficoltà è legata anche alla crescente complessità delle competenze richieste. «I nostri team sono sempre più fluidi e richiedono capacità trasversali, che vanno ben oltre la gestione logistica dell’evento: dall’event design alla relazione con il cliente, dall’utilizzo delle tecnologie digitali alla capacità di leggere e interpretare i dati, fino allo storytelling».

Per questo le aziende della meeting industry stanno investendo sempre più nella formazione interna. «Le realtà più strutturate, come la nostra, puntano su programmi di upskilling e reskilling», sottolinea Roberti. «Nei processi di selezione si tende a guardare sempre più al potenziale delle persone e alla loro capacità di evolvere nel ruolo, piuttosto che alle sole competenze tecniche immediate». Accanto alla formazione emerge anche il tema della retention. «Stiamo investendo molto in programmi di onboarding strutturati e percorsi di crescita interna, processi

molto impegnativi e a lungo termine che oggi si rendono necessari», spiega Rosangela Quieti, general manager congress division

AIM Italy. «Abbiamo costruito un sistema che prevede momenti di formazione specifica, affiancamento, occasioni di confronto e restituzione dei feedback. Questo ci consente di formare le persone all’interno dell’organizzazione, ma un’altra sfida importante è riuscire poi a trattenerle».

Il settore, del resto, si confronta oggi con aspettative professionali diverse rispetto al passato. «Soprattutto tra le nuove generazioni si osserva una minore propensione a restare a lungo nella stessa azienda», prosegue

Quieti. «Ed è un cambiamento che rende più complesso mantenere nel tempo le risorse che si sono formate».

A complicare il quadro contribuisce anche la scarsa conoscenza della meeting industry tra i giovani e nei percorsi formativi tradizionali. Nonostante la crescita del settore, l’organizzazione di eventi continua infatti a essere percepita soprattutto come un’attività legata al mondo alberghiero o dell’ospitalità, mentre la filiera degli eventi e dei congressi richiede oggi competenze molto più ampie e articolate.

Questo scarto tra la reale complessità del settore e la sua limitata visibilità tra studenti e neolaureati aiuta a spiegare perché il mercato del lavoro fatichi ancora a produrre profili già preparati. Non a caso è lo stesso settore che sta cercando di colmare questo vuoto, promuovendo collaborazioni tra associazioni di categoria, università e istituti accademici per sviluppare percorsi formativi più mirati dedicati alla meeting industry e alle professioni dell’event management.

Il meeting planner aziendale continua dunque a restare una figura difficile da incasellare: non sempre formalizzata nei ruoli organizzativi, spesso cresciuta sul campo e dentro le specificità di una singola impresa. Proprio per questo, però, resta una presenza indispensabile dietro le quinte di convention, meeting e iniziative corporate, chiamata ogni volta a tenere insieme strategia, logistica e relazioni in una filiera sempre più articolata.

IL MEETING PLANNER ALLA PROVA

DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nei prossimi anni, come si evolverà la figura del meeting planner? Affidiamo la prospettiva alle conclusioni di Luca Corsi: «Se non vuole estinguersi, dovrà evolvere per forza. Imparare in fretta a fare i conti con l’intelligenza artificiale. Esistono già AI in grado di pianificare viaggi e trasferte nel dettaglio, indicando costi, alberghi, opzioni e alternative. Il meeting planner dovrà quindi avere la capacità di mediare con questo terzo elemento, che diventa una nuova interfaccia oltre all’agenzia e al fornitore esterno. E dovrà saper chiudere bene il cerchio con tutte e tre affinando le competenze sulle nuove tecnologie. Guai se partisse dal presupposto che, grazie all’intelligenza artificiale, la sua cultura professionale possa “cristallizzarsi”, tanto ci pensa l’AI. Non è così: il meeting planner aziendale dovrà continuare a essere il controllore di tutti gli strumenti che il mondo degli eventi mette a disposizione».

MEETING PLANNER

CERCASI, MA DA FAR CRESCERE IN CASA

Anche gli annunci di lavoro confermano la tendenza che nelle aziende il meeting planner è spesso una figura destinata a crescere internamente. In circa l’84% degli annunci analizzati (LinkedIn, Jobeka e Indeed –marzo 2026) compaiono infatti espressioni come “esperienza maturata in azienda”, “possibilità di crescita professionale interna” o “formazione sul campo con affiancamento senior”. Le aziende sembrano quindi privilegiare l’inserimento di profili junior o con competenze trasversali, da far evolvere progressivamente all’interno dell’organizzazione, piuttosto che cercare sul mercato figure già pienamente formate.

Esempi di formulazioni ricorrenti negli annunci «Ricerca di una risorsa con esperienza aziendale per l’organizzazione di meeting e viaggi corporate, con possibilità di crescita professionale».

«Ruolo in evoluzione: inserimento come assistente eventi con percorso di formazione interna sui processi corporate».

«Posizione a supporto della direzione per la gestione di eventi e meeting aziendali, con opportunità di sviluppo di carriera».

PLANNER, QUAL È LA FORMAZIONE EFFICACE?

Abbiamo chiesto a Gabriella Gentile, presidente di Federcongressi&eventi, quali siano i percorsi di studio più efficaci per i giovani che vogliono entrare nel mondo degli eventi

Inquadra il Qr code e leggi l’intervista a Gabriella Gentile

Che tipo di meeting planner sei?

Dietro ogni evento impeccabile c’è un mix di precisione, problem solving e un pizzico di visione. Ma qual è la tua inclinazione naturale? Scoprilo con questo test: dieci domande per divertirti a capire come gestisci le sfide di ogni giorno

di ALESSANDRA BOIARDI

1. Un relatore dà forfait 24 ore prima dell’evento. Qual è la tua prima azione?

A. Contatto immediatamente il relatore di riserva già individuato.

B. Mi attivo sulla mia rete di contatti per individuare rapidamente un sostituto.

C. Ripenso il format, proponendo per esempio una tavola rotonda con esperti.

2. Come affronti la site inspection di una location?

A. Seguo una check list dettagliata, verificando anche tutti gli aspetti tecnici.

B. Mi confronto con lo staff operativo: è fondamentale per capire come lavorano.

C. Analizzo gli spazi in chiave esperienziale e di impatto per i partecipanti.

3. Come gestisci il budget?

A. Con un controllo rigoroso e un margine di sicurezza (circa 10%).

B. Do priorità alle voci strategiche, mantenendo flessibilità sulle altre.

C. Investo soprattutto su experience, allestimenti e contenuti distintivi.

4. Il tuo principale punto di forza?

A. Organizzazione e gestione operativa.

B. Capacità di gestione degli imprevisti.

C. Creatività e visione progettuale.

5. Come mantieni alto il coinvolgimento dei partecipanti?

A. Con momenti strutturati di networking e una gestione efficace dei tempi.

B. Con strumenti interattivi e format partecipativi (sondaggi, Q&A, ecc.).

C. Con contenuti e intrattenimento ad alto impatto.

6. Nel contratto con la venue, cosa consideri prioritario?

A. Clausole di cancellazione, penali e condizioni di mancato raggiungimento dei minimi contrattuali.

B. I costi e le condizioni del food & beverage.

C. La flessibilità e versatilità degli spazi.

7. Arriva una richiesta alimentare last minute: come reagisci?

A. Le esigenze extra sono già state considerate nelle richieste al catering.

B. Mi attivo subito per trovare una soluzione insieme al catering.

C. Verifico che il responsabile catering gestisca la richiesta in autonomia.

8. Quando condividi il programma definitivo?

A. Con adeguato anticipo, con reminder a ridosso dell’evento.

B. Non appena tutti i contenuti e gli interventi sono confermati.

C. Attraverso una piattaforma digitale aggiornata in tempo reale.

9. Dopo l’evento, qual è la tua priorità?

A. Raccolta feedback e analisi dei risultati (Kpi, Roi).

B. Chiusura operativa: smontaggi, pagamenti e fornitori.

C. Valorizzazione dei contenuti e comunicazione post-evento.

10. Qual è il tuo obiettivo principale nell’organizzazione di un meeting?

A. Garantire un’esecuzione impeccabile ed efficiente.

B. Rispondere in modo efficace agli obiettivi del cliente.

C. Creare un’esperienza distintiva e memorabile.

RISULTATI

Se hai scelto soprattutto A

Il coordinatore strategico

Governance, controllo e pianificazione sono il tuo terreno naturale. Lavori per processi, anticipi le criticità e garantisci standard elevati in ogni fase del progetto. Sei il punto di riferimento quando l’obiettivo è un’esecuzione impeccabile, nel rispetto di tempi e budget.

Se hai scelto soprattutto B

Il manager operativo

Hai un approccio pragmatico e orientato alla soluzione. Gestisci con sicurezza anche le situazioni più complesse, mantenendo lucidità e rapidità decisionale. Sei particolarmente efficace nei contesti dinamici, dove flessibilità e capacità di reazione fanno la differenza.

Se hai scelto soprattutto C

Il creativo dell’experience

Progetti eventi come esperienze, lavorando su concept, narrazione e coinvolgimento. Hai una forte sensibilità per il design e l’impatto emotivo, e punti a creare format distintivi e memorabili. Il tuo valore emerge soprattutto quando è necessario differenziare e lasciare il segno.

Hai un’attitudine più operativa o più creativa nella gestione degli eventi?

Sei maggiormente orientato alla strategia o all’experience?

Divertiti a rispondere alle domande del nostro test... e leggi il risultato!

Un nuovo hub immersivo

Con l’evoluzione 2.0, il centro congressi di Quark sta attraversando un’evoluzione profonda, in chiave immersiva, che lo proietta verso il ruolo di innovativo hub esperienziale in città. I suoi 6.200 metri quadrati di spazi per eventi, assumono la forma di una grande black box modulare, dove architettura, design, tecnologie e infrastrutture Avl convergono in unico ecosistema narrativo per il Mice

Quark Hotel Milano ★★★★ – Milano

Numero totale camere: 283 |

Ristoranti: Morbido Casual Dining – 60 posti; Veranda –280 posti; Foyer Eventi – 300 posti | Sale meeting: 35 | Capienza sala maggiore: 1.250 posti | Capienza sala minore: 25 posti | Saletta segreteria | Mq. di aree espositive: 6.200 | Possibilità di organizzazione post congress

I l restyling del centro congressi del Quark Hotel Milano (parte di Aries Group), tra i più importanti progetti di rinnovamento congressuale in corso a Milano nel segmento business & event, prosegue avviandosi all’inaugurazione di nuovi sorprendenti spazi. Dopo la recente riapertura della sala Scorpio, primo manifesto identitario del nuovo corso, il progetto avanza con l’introduzione di spazi immersivi, flessibili e ad alto tasso tecnologico, inaugurando una nuova grammatica dell’ospitalità business ed eventi. All’interno di questi spazi stimolanti si concentra tutta la professionalità necessaria per soddisfare ogni esigenza organizzativa, la garanzia di servizi tout court e prestazioni di altissimo livello. Il progetto Quark 2.0 rappresenta un passaggio chiave nell’evoluzione dell’anima Mice dell’ho-

tel – il centro congressi ha una superficie di 6.000 metri quadrati su tre livelli –, ma anche la nascita di una nuova identità in termini di spazi/servizi e la definizione del Quark come hub innovativo ed esperienziale della città. Un percorso di evoluzione identitaria che si inserisce oggi tra i più rilevanti interventi di rinnovamento del comparto business nella capitale milanese: un luogo di ritrovo in dialogo con la città, tecnologico e altamente modulare, progettato per accogliere eventi corporate, creativi e culturali di nuova generazione.

UNA RIVOLUZIONE A 360 GRADI

Il progetto in corso, curato dallo studio EvaStomper, segna un importante passo nell’evoluzione del prodotto Quark: un’esperienza Mice completamente ripensata all’insegna

di STEFANIA VIDA

dell’innovazione e dell’immersività. Gli spazi si trasformano in un palcoscenico digitale riconfigurabile, superfici video dinamiche raccontano in tempo reale gli eventi in corso e creano suggestioni personalizzate per ogni brand ospite, amplificando l’effetto scenografico e trasformando l’accoglienza in un’esperienza a 360gradi. L’intera area congressi è supportata da un’infrastruttura tecnologica ultra avanzata per garantire massima flessibilità operativa, un canvas unico pensato per set up rapidi, forte impatto visivo e una personalizzazione totale degli scenari capaci di accogliere eventi corporate, lanci prodotto e spettacoli interattivi, con il massimo coinvolgimento del pubblico.

SALE AD ALTO TASSO

DI TECNOLOGIA

Il restyling della sala Scorpio, la black box circolare e modulare con capienza fino a 560 persone, costituisce un vero e proprio salto verso il futuro, convertendo l’ambiente in un contenitore circolare neutro e altamente versatile, pronto a ospitare qualsiasi tipologia di evento. Al centro della rivoluzione, un ring perimetrale con telo di proiezione continuo a 360 gradi, capace di avvolgere gli ospiti in un’esperienza visiva totalizzante. Tre ring concentrici dedicati alle tecnologie Avl garantiscono la massima flessibilità, adattandosi a ogni esigenza tecnica: uno spazio neutro, progettato per ottenere set-up scenici fluidi e rapidi.

La sala plenaria Expo di 1.450 metri quadri, oggetto ora di ristrutturazione, sofisticata e versatile, è stata progettata per accogliere eventi di ogni genere con eleganza e funzionalità, grazie a una nuova configurazione scenica e tecnica capace di liberare lo spazio e renderlo completamente adattabile. L’impianto elettrico potenziato, insieme a un sistema di illuminazione calibrato e armo-

nizzato con l’ambiente, garantisce massima flessibilità e coerenza estetica.

La Projection Room è invece una sala più raccolta e completamente immersiva, un “white canvas” avvolto da proiezioni perimetrali con sistema integrato di multivisione che permette di creare scenografie dinamiche, contenuti tematici e ambientazioni full immersive, ideali per presentazioni, cene esperienziali e showcase creativi. Completano il progetto la nuova Quasar, le sale meeting e i relativi corridoi, dove l’intervento è ridefinire l’identità visiva degli ambienti, unendo funzionalità, estetica e coerenza narrativa. Il focus del restyling si concentra su cromie, infografica e dettagli architettonici, in un equilibrio calibrato tra continuità tecnica e innovazione stilistica.

PERCORSO ESG DEL GRUPPO

Aries Group ha avviato una Piano Strategico di Sviluppo Sostenibile già accompagnato da un progressivo consolidamento delle iniziative ambientali, sociali e di governance nelle proprie strutture.

In questo contesto si inserisce anche il progetto Quark 2.0, che prevede una profonda riqualificazione tecnica degli spazi congressuali attraverso l’adozione di tecnologie avanzate, sistemi più efficienti e soluzioni che migliorano la qualità degli ambienti. Il Quark Hotel Milano ha inoltre ottenuto la Certificazione Dca Esg, rilasciata da Dream&Charme: un organismo di certificazione internazionale accreditato Iso/Iec 17065 da Accredia e pienamente conforme al Regolamento UE 2024/825 sulle dichiarazioni ambientali.

La certificazione Dca Esg rende disponibili indicatori verificati sui criteri ambientali, sociali e di governance applicati dall’hotel, a supporto dei processi decisionali di partner e clienti. indirizzi a fine rivista

COMING SOON

Ilprogetto portato avanti da Aries Group sta trasformando il Quark Hotel Milano in un ecosistema di innovazione. Quello che era il centro congressi, diventa oggi un hub immersivo, tecnologico, modulare, progettato per ospitare la nuova generazione di eventi aziendali, culturali e creativi, che si arricchirà a breve di nuovi spazi iconici e immersivi ad alta versatilità, concepiti per amplificare contenuti audio video e trasformare ogni evento in un’esperienza. Come la Gaming Room, sala strutturata come un playground digitale con array di schermi multipli e postazioni gaming professionali con monitor 4K, postazioni dedicate, cablaggi e Pc di controllo, progettata per tornei eSport, contenuti live e format interattivi ad alto impatto visivo. La Gaming diventa uno dei nuovi ambienti-signature di Quark, perfetta per momenti informali durante congressi, break tematici, attività di team building digitale, tornei aziendali o format branded, posizionando il Quark come uno dei primi large scale hotel italiani che integra l’intrattenimento digitale come parte strutturale dell’esperienza. La Sound Room è invece uno spazio insonorizzato con sistema audio professionale dedicato a sound healing, performance binaurali, podcasting e sessioni acustiche: un ambiente creato per esperienze sonore immersive grazie a impianti Dsp di nuova generazione e configurazioni flessibili. Le nuove sale immersive sono la firma culturale del nuovo Quark, spazi in grado di aggiungere un servizio unico nel panorama congressuale italiano e trasformare l’hotel in un laboratorio creativo all’interno di un grande hub congressuale.

Meeting che funzionano: questione di spazio

Nei meeting lo spazio è strategia. Allestimenti, dimensioni e flessibilità delle sale influenzano attenzione, interazione e produttività. Con tremila metri quadrati di spazi congressuali, Unahotels Varese offre un ecosistema completo per eventi, tra grandi plenarie, sale modulari, aree outdoor e un territorio che amplifica l’esperienza

Unahotels Varese

 – Varese

Numero totale camere: 220 |

Ristoranti: 1 | Sale meeting: 12 | Capienza sala maggiore: 800 posti | Capienza sala minore: 30 posti | Saletta segreteria | altri spazi: terrazze (600 mq) + parco (1.200 mq) | Possibilità organizzazione post congress

Nel mondo degli eventi aziendali, il successo di un meeting non dipende solo dai contenuti o dai relatori. Sempre più spesso è lo spazio a fare la differenza. L’allestimento della sala – a platea, a banchi di scuola, a cabaret o a ribaltina – diventa una vera e propria leva strategica capace di influenzare attenzione, produttività e interazione tra i partecipanti. Ogni riunione ha infatti il suo profilo tecnico: una convention richiede visibilità e concentrazione, un workshop privilegia il confronto, un meeting operativo necessita di spazi che favoriscano il lavoro e lo scambio di idee. In questo scenario, la configurazione dell’ambiente gioca un ruolo determinante. Spazi ampi e modulabili permettono di adattare l’allestimento alle esigenze dell’evento, creando le condizioni ideali per una comunicazione efficace e per una partecipazione attiva. È proprio su questa filosofia che si sviluppa l’offerta di Unahotels Varese – parte del gruppo alberghiero Piazza Hotels Rimini –, una destinazione Mice progettata per trasformare ogni evento in un’esperienza produttiva e coinvolgente. Situato alle porte della città, tra il verde del territorio varesino e la vicinanza con Milano e con la Svizzera, l’hotel rappresenta un punto di riferimento per meeting, convention e congressi nel Nord Italia. Il contesto territoriale contribuisce a rafforzare il valore della destinazione: Varese, conosciuta

come la “Città Giardino”, offre un ambiente naturale ricco di parchi, ville storiche e laghi, perfetto per integrare il lavoro con momenti di relazione e attività outdoor.

DALLA PLENARIA AI WORKSHOP

Il cuore dell’offerta Mice di Unahotels Varese è rappresentato dai suoi tremila metri quadrati di sale meeting e spazi espositivi, progettati per accogliere eventi di diverse dimensioni e tipologie. La struttura dispone di una grande sala plenaria di 950 metri quadrati, ideale per convention, lanci di prodotto e grandi assemblee, affiancata da due sale da cinquecento metri quadrati, due sale da duecento, due da cento e sei sale da sessanta metri quadrati, perfette per workshop, sessioni parallele e incontri operativi. Una varietà di ambienti che consente di costruire eventi su misura, alternando momenti plenari a sessioni di lavoro più ristrette. Qui lo spazio diventa davvero strategia: ogni sala può essere configurata con diversi allestimenti – dai banchi di scuola alle configurazioni a cabaret – per favorire l’interazione, la concentrazione o il networking a seconda delle esigenze del meeting. Accanto agli spazi congressuali, l’hotel offre 220 camere, pensate per accogliere delegazioni e partecipanti provenienti anche da lunghe distanze, rendendo la struttura una destinazione completa per eventi residenziali. Le aree ristorative possono ospitare fino a novecento persone, permettendo

di TERESA CHIODO

di organizzare cene di gala, pranzi di lavoro o momenti conviviali legati all’evento.

NETWORKING

TRA TERRAZZA E PISCINA

L’esperienza congressuale si estende anche all’esterno grazie a una terrazza di seicento metri quadrati con piscina, perfetta per business cocktail, networking e momenti informali dopo le sessioni di lavoro. Allo stesso modo, il parco di 1.200 metri quadrati offre uno spazio ideale per attività di team building, tra cui programmi di orienteering già consolidati, che permettono di integrare formazione, collaborazione e spirito di squadra.

LAVORARE OVUNQUE

Unahotels Varese guarda anche alle nuove modalità di lavoro, mettendo a disposizione cento metri quadrati di ambienti flessibili pensati come uffici diffusi: spazi temporanei dedicati a professionisti, freelance e piccole imprese che desiderano lavorare in un contesto dinamico e condiviso, favorendo networking e produttività anche al di fuori dei tradizionali format congressuali. A completare l’offerta, una palestra di cento metri quadrati e un’ampia dotazione logistica con trecento posti auto tra garage e parcheggio, elementi che rendono la struttura particolarmente funzionale anche per eventi di grandi dimensioni. Con la sua combinazione di spazi modulabili, servizi dedicati e un territorio ricco di opportunità, Unahotels Varese dimostra come l’organizzazione di un meeting non sia solo una questione di contenuti, ma anche di ambiente. Perché quando lo spazio è progettato con intelligenza, diventa un vero alleato della produttività, della relazione e dei risultati che ogni partecipante porta con sé al termine dell’evento.

indirizzi a fine rivista

MARGHERITA RUGGIERO

Digital consultant info@margheritaruggiero.it

Stiamo imprigionando il nostro lavoro in una chat?

Hai mai pensato a cosa succederebbe se perdessi mesi di conversazioni con ChatGpt, Gemini, Claude o Copilot? Se perdessi tutto il contesto accumulato, le preferenze apprese, il modo in cui hai imparato a farti capire dallo strumento?

Sedomani dovessi cambiare piattaforma, saresti in grado di ricostruire rapidamente lo storico di tutti i prompt e delle istruzioni con cui generare proposte tipo, email, preventivi tecnici o scalette di evento? Se la risposta è “non del tutto” o “non facilmente”, il tema merita una riflessione. Dai report e dalle community internazionali del settore Mice emerge un quadro chiaro: gli strumenti di intelligenza artificiale generativa sono entrati nel lavoro quotidiano di molti operatori con traduzioni e redazione di abstract, programmi operativi, materiali promozionali, questionari, report e molto altro. L’adozione è diffusa, anche se ancora frammentata; c’è attenzione per la privacy dei par-

tecipanti, ma la governance dei dati e dei processi aziendali resta spesso sullo sfondo. Qui entra in gioco un concetto poco discusso: il lock-in tecnologico. In parole semplici, significa diventare dipendenti da uno strumento perché dentro quello strumento si è accumulato il proprio modo di lavorare. Le grandi piattaforme che offrono questi servizi hanno, naturalmente, interesse a fidelizzare gli utenti nel proprio ecosistema. Non parliamo necessariamente di sistemi complessi: può bastare che i post per i social, i modelli di budget, i prompt per stilare il programma di un evento o i file caricati nelle cartelle progetto restino concentrati in un’unica piattafor-

ma AI. Quando quella piattaforma cambia condizioni, prezzi, funzionalità o, addirittura, sparisce, il problema diventa concreto. È proprio nelle chat che inizia ad accumularsi il know-how reale dell’azienda.

Per chi fa un uso più avanzato dell’AI, magari in flussi complessi automatizzati, il rischio cresce: l’AI entra nei processi condivisi, orienta le analisi post-evento, supporta decisioni su budget e fornitori, fa parte della strategia.

E se le risorse più junior imparano a lavorare direttamente dentro questi strumenti, senza costruire metodo altrove, il lockin non è più solo tecnologico: diventa culturale e organizzativo. Tutto funziona finché non si

presenta la necessità di cambiare soluzione. In quel momento, il passaggio potrebbe non essere solo tecnologico, ma metodologico: ricostruire processi, recuperare prompt, ridefinire standard.

Non serve essere una grande organizzazione per ridurre questo rischio. Bastano poche abitudini: documentare i prompt che funzionano, riassumere periodicamente cosa il chatbot sa dell’azienda, conservare le procedure e i file di istruzione anche al di fuori della piattaforma o del flusso gestito con AI, definire quali output richiedono sempre una verifica umana. L’AI deve accelerare e potenziare il nostro lavoro, ma il metodo deve restare nostro.

Tutta colpa del programma!

La chiave di volta del programma di un evento sta nel modo in cui le informazioni vengono offerte: font, colori e spazi devono rispettare una gerarchia visiva con regole precise.

Altrimenti si rischia di confondere chi legge e venir ignorati

Viè mai capitato di esservi pentiti di non aver partecipato a un evento? Almeno una volta, avete ricevuto l’invito, gli avete dato uno sguardo e lo avete chiuso. L’evento ha luogo, voi non partecipate. Il giorno dopo viene fuori un’esplosione di post, articoli, commenti che definiscono grandioso, divertente, interessante proprio quell’evento che non avete messo in agenda!

“Ma come mai non ho capito?” Voi non c’entrate: è tutta colpa del programma!

C’è una scienza precisa che studia anche questo, che ci fornisce le istruzioni per l’uso per non far ignorare un programma: il neuromarketing.

Cosa succede nei primi tre secondi in cui guardate un programma? Se lo sguardo non trova subito un appiglio, il cervello fa

ROSANNA MORTATI

Docente di Meeting Industry Università della Calabria

Pco, event manager e marketing sportivo rmortati@alice.it

quello che sa fare meglio: scappa. Per sopravvivenza. Troppe informazioni tutte insieme vengono percepite come fatica. Si pensa “Magari dopo lo leggo meglio”. Spoiler: dopo non succede mai. Un programma ben progettato ti prende per mano, ti conduce lì dove tutto avverrà, ti dice cosa sta per succedere.

Tutto sta nella gerarchia visiva: il cervello ama le mappe chiare, lo sguardo capisce immediatamente dove andare. Vuole riconoscere immediatamente i momenti importanti, distinguere ciò che è centrale da ciò che è di contorno. Quando titoli, orari e momenti chiave si fanno notare, grazie a spazi, pesi tipografici e dimensioni ben calibrate, la lettura diventa fluida. Al contrario, se tutto sembra speciale, in realtà non lo è niente.

E quanto valgono i colori? Non come decorazione, ma come linguaggio emotivo silenzioso. Un colore guida (che può richiamare quello predominante del logo di chi organizza), uno di supporto e magari uno accentuato per sorprendere. Basta poco. Il cervello apprezza la coerenza e diffida del caos cromatico. Si sa che i colori caldi accendono l’energia, quelli freddi rassicurano. La domanda non è “che colore mi piace?”, ma “che emozione voglio attivare?”. La chiave di volta sta nel modo in cui le informazioni vengono offerte. No ai muri di testo: il cervello preferisce le informazioni spezzate, organizzate, digeribili. Mattina, pomeriggio, sera. Talk, workshop, networking. È una forma di gentilezza cognitiva. E poi c’è un elemento fondamentale: il vuoto. O meglio, lo spazio

bianco. Quello che comunica eleganza, ordine e qualità. Non è assenza: è ossigeno, respiro mentale. È il silenzio che permette alle informazioni di farsi ascoltare. Infine, i momenti clou. Quelli che fanno brillare gli occhi. Se sono importanti, devono sembrare importanti. Evidenziarli graficamente crea attesa, anticipazione, desiderio. Il cervello ama sapere cosa lo aspetta, soprattutto quando man mano sente che ne varrà la pena. Ricordiamocelo, se il programma di un evento è chiaro, leggibile e un minimo divertente da esplorare, non è più un’informazione, ma diventa una promessa. Non si limita a dire cosa succederà, inizia già a farlo succedere. E quando il cervello si sente coinvolto, l’esperienza è già cominciata.

Business director di HR-Link, Hr manager e coach simona.ciotti@hr-link.it

ATTRARRE i talenti Mice: strategie pratiche

IlNon basta più offrire una posizione ai candidati: occorre creare un vero e proprio ecosistema di attrattività, che includa formazione, cultura aziendale e opportunità di crescita concrete

settore Mice è in continua evoluzione e ogni organizzazione deve affrontare la sfida di attrarre professionisti qualificati, capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di contribuire all’innovazione degli eventi. Un aspetto spesso trascurato nella talent attraction riguarda il bilanciamento tra competenze orizzontali e verticali: se da un lato si cercano professionisti che posseggano competenze orizzontali – ovvero abilità trasversali nella gestione degli eventi, come pianificazione, budgeting, logistica, coordinamento team, gestione fornitori e

comunicazione efficace –, dall’altra parte serve avere anche competenze verticali, ovvero la conoscenza approfondita di un settore merceologico o di una funzione specifica, come eventi farmaceutici, tech, luxury, incentive travel o conferenze scientifiche.

Lo skill mismatch è una sfida reale: molti giovani professionisti hanno competenze teoriche, ma richiedono tempi di formazione on the job significativi prima di diventare autonomi; altri più maturi hanno già esperienza nella gestione di eventi, ma non necessariamente di un dato settore. La formazione pratica può richiedere sei-dodici mesi prima che un collaboratore possa gestire in autonomia un evento medio complesso.

teristiche di questa professione: il sovraccarico di lavoro e la gestione di più eventi contemporaneamente senza supporto adeguato; la possibilità limitata di crescita o la percezione di stagnazione professionale; lo scarso riconoscimento del contributo individuale.

I candidati potrebbero essere attratti da elementi distintivi del ruolo come la possibilità di contribuire a progetti innovativi e di impatto; la crescita professionale con percorsi di sviluppo chiari; l’avere autonomia decisionale crescente con l’esperienza. Ma potrebbero avere anche dubbi per alcune carat-

Gli elementi di base per attrarre e trattenere i talenti nel settore vedono il candidato come un consumatore che sceglie dove orientare il proprio investimento: si parla quindi della candidate experience che attiri e faccia riconoscere la persona con i propri valori professionali e offra le prospettive attese. Per riuscire nell’intento, l’azienda ha diversi strumenti a disposizione, dall’employer branding alla collaborazione con realtà educative, all’uso strategico dei social media: vediamoli nel dettagli. Attraverso l’employer branding è possibile costruire un’immagine aziendale chiara e riconoscibile e per questo è fondamentale comunicare i valori, la cultura dell’azienda e i successi ottenuti per trasmettere il messaggio che l’organizzazione investe nei propri collaboratori. Il candidato cerca un contesto in cui poter crescere, sentirsi va-

lorizzato e contribuire concretamente a progetti stimolanti. Un employer branding efficace non si limita al sito o ai social: passa attraverso testimonianze, storytelling interno, e la visibilità di iniziative di formazione e sviluppo dei talenti. Collaborare con istituzioni educative, come università e scuole specializzate, rappresenta un canale diretto per intercettare talenti con motivazione e competenze fresche. Programmi di stage, workshop congiunti e percorsi di mentorship offrono ai giovani professionisti la possibilità di vivere esperienze pratiche sul campo, accelerando la curva di apprendimento e creando un canale di selezione naturale. Questo approccio riduce il rischio di mismatch tra competenze richieste e disponibili.

Infine un’attività coerente sui social media e di storytelling professionale (LinkedIn, Instagram e Facebook) non serve solo per marketing o promozione: raccontare storie di carriera, condividere opportunità e mostrare la quotidianità di chi lavora nel settore può fare la differenza nell’attrarre candidati motivati. Video brevi, interviste a team leader e post di progetti realizzati aumentano engagement e reputazione come datore di lavoro. Creare un ecosistema di attrattività significa dunque non solo trovare talenti con le competenze giuste, ma anche offrire loro un contesto in cui i dipendenti si continuino a riconoscere e la crescita professionale sia chiara e valorizzata, riducendo i rischi di turnover e insoddisfazione.

Agency: la skill decisiva nell’era dell’AI

PAOLA SABBATINI

Formatore, coach e senior partner

Newcom Consulting paola.sabbatini@newcomconsulting.it newcomconsulting.it/digital-trainer

Nell’era dell’intelligenza artifi ciale, la competenza più preziosa non è tecnica.

È la capacità di restare autori delle proprie scelte

Marco è un manager brillante. Ogni mattina apre il laptop, lancia il suo assistente Ai e inizia la giornata. L’Ai suggerisce le priorità, abbozza le email, propone le decisioni. Marco legge, annuisce, clicca e invia. Un giorno il suo team deve scegliere se lanciare un nuovo prodotto su un mercato estero. L’Ai produce un’analisi impeccabile: dati, scenari, raccomandazione finale. Marco la presenta in riunione. Un collega gli chiede: «Ma tu cosa ne pensi? Conosci quel mercato, hai vissuto lì tre anni». Marco si blocca. Non lo sa. Non ci ha pensato. Ha validato, ma non ha scelto. Quella pausa imbarazzata dice molto su quello che rischiamo tutti.

L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite con una velocità che non lascia fiato. Scrive, analizza, propone. In pochi secondi fa ciò che prima richiedeva ore.

È un’accelerazione straordinaria. Ma ogni accelerazione porta con sé un rischio silenzioso.

Quando le risposte arrivano subito, smettiamo di farci le domande giuste. Quando qualcuno o qualcosa suggerisce costantemente cosa fare, la nostra capacità di scelta si affievolisce. Senza che ce ne accorgiamo. Non è un rischio tecnologico. È un rischio profondamente umano. Il vero nodo non è se l’Ai sia utile o pericolosa. È: chi guida? È qui che entra in gioco una competenza antica, ma oggi più urgente che mai: l’agency. L’agency è la capacità di agire intenzionalmente nel mondo. Di essere origine delle proprie scelte, non oggetto degli eventi. Lo psicologo Albert Bandura lo ha dimostrato con il concetto di “autoefficacia”: chi si crede capace di incidere sulla realtà agisce

di più, persevera di più, impara di più. Il suo concetto di “locus of control” aggiunge un’altra dimensione: c’è chi attribuisce i propri risultati alle proprie scelte, e chi li attribuisce al caso o agli altri. L’agency integra tutto questo — senso di controllo, responsabilità, iniziativa. È il cuore della self-leadership. Molte persone sono intelligenti. Molte sono competenti. Ma non tutte esercitano agency. Perché l’agency non riguarda quanto sappiamo. Riguarda quanto scegliamo di guidare.

Il rischio non è solo perdere il lavoro. È anche perdere la possibilità di sentirsi protagonisti del proprio lavoro.

E allora, come si coltiva l’agency? L’agency non è un tratto fisso della personalità. Si allena, ogni giorno, su cinque fronti. Chiarezza di direzione. Significa

avere obiettivi e valori definiti. Così l’Ai diventa uno strumento per raggiungere la meta, non una bussola che decide al posto nostro.

Responsabilità personale. “Me l’ha suggerito l’Ai” è una forma sottile di deresponsabilizzazione. L’agency implica assumersi la piena paternità delle decisioni. Anche quando utilizziamo strumenti avanzati, la scelta finale deve rimanere nostra. Assertività cognitiva. Non accettare passivamente ciò che appare autorevole, ma chiedere alternative, esplorare limiti, mettere in discussione.

Autoefficacia. Se non ci percepiamo capaci, tenderemo a delegare. Se crediamo di poter comprendere, migliorare e integrare, useremo l’Ai come leva. L’autoefficacia alimenta l’iniziativa. È il motore interno dell’agency. Azione intenzionale. L’agency si manifesta nell’azione. Non basta riflettere. Occorre decidere e fare. L’iniziativa personale resta il fattore distintivo.

Una pratica potente che possiamo iniziare a implementare per sviluppare la nostra agency è porci ogni mattina questa semplice domanda: “Dove voglio essere protagonista oggi?” In questo modo, spostiamo l’attenzione dal reagire al guidare. Nel futuro non conterà chi avrà accesso agli strumenti più avanzati. Conterà chi saprà usarli senza perdere il proprio centro decisionale.

L’agency non è una competenza tecnica. È una postura mentale. La tecnologia accelera. La decisione, però, rimane nostra. E in quella decisione si gioca tutto!

HMConsulting-Herman Spa

Il MICE traina il real estate

La meeting industry sta diventando sempre

più il “core” dell’hospitality e le Olimpiadi Invernali 2026 lo hanno dimostrato ancora una volta

Dimenticate i vecchi “centri congressi” visti come semplici costole degli hotel. Nel nuovo ciclo immobiliare, la meeting industry ha smesso i panni del segmento alternativo (o del servizio ancillare a bassa redditività) per imporsi come un vero e proprio collettore di asset class. Un’ancora strategica capace di garantire a fondi e sviluppatori rendimenti “risk-adjusted” superiori rispetto a molte destinazioni immobiliari tradizionali.

La forza del Mice nel real estate risiede in una doppia natura: da un lato, la capacità unica di monetizzare la domanda in tempo reale, adeguando il pricing quotidianamente e cavalcando la compressione delle disponibilità durante i grandi eventi; dall’altro, il suo ruolo di “motore” per la rigenerazione urbana e il posizionamento economico dei territori. Tuttavia, è un mercato

che non fa sconti: l’infrastruttura alberghiero-congressuale genera valore solo se gestita con una logica industriale spietata e iperspecializzata.

I dati di mercato parlano chiaro. Dopo lo shock dei tassi d’interesse e l’assestamento postpandemico, l’ultimo biennio ha segnato il ritorno dei capitali verso asset urbani “trophy”, resort a forte vocazione incentive e immobili ibridi.

La fotografia europea è eloquente: il 2024 ha registrato volumi di investimento nell’hospitality pari a 21,9 miliardi di euro (+47,6% su base annua), sfiorando i massimi storici del 2019. Ma è guardando all’Italia che si comprende la portata strutturale del fenomeno. Nei primi tre trimestri del 2025, il settore alberghiero ha catalizzato 1,4 miliardi di euro, assorbendo il 17% del totale degli investimenti real estate nazio-

nali, con capitali che confluiscono sempre più verso strutture in grado di intercettare il turismo d’affari per bilanciare la stagionalità del leisure puro.

Se c’è un driver che ha impresso una straordinaria accelerazione a questo comparto, trasformandolo in un asset irrinunciabile per gli investitori, è l’appuntamento con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Per il capoluogo lombardo, l’evento si è confermato fin da subito come un “Expo al quadrato” per il real estate alberghiero e la meeting industry.

Non si è trattato solo di preparare posti letto per le settimane di gara. La prospettiva olimpica ha sbloccato centinaia di milioni di euro di investimenti immobiliari diretti sul territorio milanese e lombardo, con una solida pipeline di nuove camere e progetti di riqualificazione profonda.

Il vero dato che interessa la grande finanza, tuttavia, è la legacy della manifestazione. Le nuove strutture e i grandi rebranding internazionali a Milano non sono stati concepiti come semplici dormitori temporanei, ma sono stati progettati sin dal cantiere con una logica ibrida. L’obiettivo degli sviluppatori è stato chiaro: incassare i rendimenti e le tariffe record (l’atteso picco del RevPar) durante l’evento olimpico per accelerare il ritorno sull’investimento, per poi posizionare stabilmente queste strutture come nuovi hub per la meeting industry internazionale a Olimpiadi concluse, garantendosi occupazione 12 mesi l’anno.

Una cosa è chiara a tutti gli invenstitori: nel real estate di oggi (e in quello post-Olimpico di domani), chi possiede gli spazi per far incontrare le persone ha in mano le chiavi del mercato.

Non chiamatelo turismo

I convegni non sono gite con coffee break, ma strumenti di comunicazione. Chi li riduce a “turismo congressuale” dimentica che la vera meta è sempre la relazione, non la destinazione

RODOLFO MUSCO

Pubblicista e meeting architect

Certificato Cmp, Cmm, Cme-it musco@motivationandevents.com

C’èuna cosa che gli esseri umani fanno ininterrottamente, dal primo vagito fino all’ultimo respiro: comunicano. Comunicano per esistere, per farsi capire, per convincere, per vivere in società. E, se potessero, comunicherebbero anche nel sonno. Le aziende non sono da meno. Nascono, crescono e, talvolta, si estinguono… comunicando. Perché senza comunicazione non c’è mercato, non c’è riconoscibilità, non c’è vendita. Un’impresa che non comunica è come un’orchestra senza direttore: rumorosa, ma confusa. E i convegni? Sono la versione aziendale del linguaggio: servono a far dialogare cervelli, a mettere insieme energie, a motivare, a condividere visioni. Altro che

“ritrovo con coffee break”. Chi si occupa di comunicazione conosce tre verità universali.

Primo: comunichiamo sempre. Anche il silenzio urla. Anche il modo in cui si siede qualcuno a un tavolo dice qualcosa. Secondo: basta un nonnulla per rovinare tutto. Una parola fuori posto, un tono sbagliato, un “no” detto male — e il messaggio evapora come un buffet lasciato al sole.

Terzo: comunichiamo fatti e sentimenti insieme. Non esistono messaggi neutri: la forma è sostanza, e chi lo dimentica rischia di parlare… al muro. Ecco perché parlare di “turismo congressuale” è un errore — e anche un po’ una bestemmia professionale. I convegni non

sono gite di gruppo con badge al collo. Sono strumenti di comunicazione collettiva, dove si scambiano idee, conoscenze, emozioni.

Il turismo? È un effetto collaterale, non la sostanza.

Provate a pensarci: si possono organizzare convegni eccellenti, con altissimo contenuto comunicativo, senza mai prendere un treno o un aereo. In quei casi, dov’è il “turismo”? Sparito. Certo, la parte turistica esiste: trasferimenti, logistica, accoglienza, viaggi incentive… tutto utile, tutto necessario. Ma è contorno, come la segnaletica o l’impianto audio: serve a far funzionare il tutto, non a definirlo. Alla base del convegno, lo ripeto, c’è e rimane la comunicazione.

Chi organizza eventi e convegni dovrebbe averlo tatuato nella mente (e forse anche sulla scrivania): la comunicazione è il cuore pulsante del meeting management.

Capirla, studiarla e saperla orchestrare è ciò che separa un evento di successo da una semplice riunione con catering. Quindi sì, possiamo continuare a viaggiare, prenotare location meravigliose e goderci la logistica perfetta.

Ma, per favore, la prossima volta che qualcuno dice “turismo congressuale”, ricordategli che non stiamo vendendo vacanze, stiamo costruendo relazioni, significati, idee.

E quelle, signore e signori, non hanno stagionalità.

Consulente e formatore Ecm fabio.gilardenghi@gmail.com

La faculty di un evento Ecm &…

Il rapporto tra il provider e i professionisti sanitari che formano la faculty scientifica è complesso e non scevro da insidie normative, che possono sfociare in sanzioni pecuniarie “salate”

Uno degli “stakeholder” più complesso da gestire per il provider Ecm è la faculty scientifica, intesa come l’insieme di tutti quei professionisti sanitari che supportano il provider nella progettazione e nell’erogazione dei singoli eventi formativi Ecm: una “figura mitologica” che, come l’Idra di Lerna, si presenta con più teste, e quindi con più esigenze e aspettative da gestire.

Faculty &… gestione amministrativa: per la normativa Ecm non è obbligatoria la presenza di una lettera “formale” di incarico ai componenti della faculty scientifica di un evento: tuttavia, specie da un punto di vista fiscale, è buona prassi formalizzare l’incarico, soprattutto nel caso in cui vi sia la corresponsione di un compenso economico. In questo caso, attenzione poi ad accertarsi che il compenso corrisposto all’operatore sanitario sia conforme ai parametri stabiliti nel proprio “Regolamento inter-

no di assegnazione grant” che ogni provider Ecm deve redigere ai sensi dell’art. 76 dell’Accordo Stato-Regioni del 2017. NdR: Ricordiamoci che se un componente della faculty è un pubblico dipendente, il “buon provider” devo conoscere molto bene le normative in tema di trasparenza amministrativa che definiscono le modalità di autorizzazione e comunicazione alla pubblica amministrazione di appartenenza del professionista sanitario, specie nei casi sia previsto un compenso economico per la partecipazione, anche perché le sanzioni pecuniarie in caso di non ottemperanza delle regole sono molto “salate”!

Faculty &… conflitto di interesse: bisogna porre attenzione alla differenza terminologia e di concetto fra “interessi commerciali” e “rapporti di finanziamento”: il responsabile scientifico di un evento Ecm, infatti, non può avere interessi commerciali inte -

si come (vedi la recente delibera della Commissiona Nazionale Ecm 5 del 2026) situazioni di “rapporto di lavoro subordinato, collaborazione continuativa che ponga il soggetto in modo stabile all’interno dell’organizzazione di un’azienda commerciale, proprietà o partecipazioni societarie in dette aziende”. Parimenti ai relatori e moderatori, e con la suddetta delibera anche ai responsabili scientifici, viene richiesta la compilazione di dichiarazione sulla trasparenza delle fonti di finanziamento e dei rapporti con soggetti portatori di interessi commerciali in ambito sanitario, intesi quindi come attività di studio e ricerca scientifica finanziate: tali rapporti, se presenti, non sono ostativi e permettono a un operatore sanitario di poter svolgere un ruolo nella faculty scientifica dell’evento Ecm, compreso quello di responsabile scientifico.

NdR: Un “provider saggio” deve

aver ben chiaro questi concetti per saperli esporre in modo esaustivo ai componenti della faculty scientifica, guidandoli nella corretta compilazione delle relative autocertificazioni (e quindi predisponendo dei facsimili di autocertificazione che agevolino l’operatore sanitario a dichiarare la propria corretta posizione rispetto a tali tematiche), anche perché le sanzioni Ecm in caso di non ottemperanza delle regole sono molto “salate”! Faculty &… correttezza didattica: il provider deve mettere in atto tutti i meccanismi “preventivi” per informare e sensibilizzare i relatori affinché non citino nelle relazioni nomi di prodotti o di aziende con interessi commerciali in ambito sanitario, né inseriscano nelle presentazioni loghi o nomi commerciali. Qui il provider deve usare la tecnica della “ridondanza”, per dimostrare di aver sensibilizzato il più possibile i relatori su tale aspetto anche perché…“I have a dream”: ricevere le slide qualche giorno prima dell’evento…ma appunto è un sogno!

NdR: Il “buon provider” deve sempre sensibilizzare il relatore affinché nel suo contributo garantisca il rispetto della normativa in tema di diritto d’autore (serve la giusta attenzione alla tutela della proprietà intellettuale) e in tema di privacy (nella presentazione dei casi clinici che non devono mai permettere una rintracciabilità del paziente) specie nei casi in cui il materiale didattico sia oggetto di una pubblicazione post evento su internet, anche perché le sanzioni civili e penali in caso di non ottemperanza delle regole sono molto “salate”!

Fare squadra a colpi di spray

Dai muri della città alle agende degli Hr: la street art conquista il team building corporate. Stencil, murales e creatività urbana diventano strumenti potenti per attivare collaborazione, soft skill ed engagement, abbattere gerarchie e trasformare valori e brand in esperienze condivise, con un impatto reale su persone e territorio

LStreet art e stencil creativo non sono solo fenomeni culturali urbani, ma possono trasformarsi in proficue attività di team building, adatte a tutti, inclusive e con un impatto positivo sul territorio

a street art sta entrando con forza nel mondo degli eventi corporate, trasformandosi da fenomeno culturale urbano a format esperienziale di team building tra i più richiesti del momento. Complice la crescente attenzione delle aziende verso attività creative, inclusive e con impatto sul territorio, i workshop di arte urbana, stencil art e progetti di rigenerazione di spazi comuni stanno conquistando planner, Hr e responsabili della formazione. Il fascino sta in una formula che unisce creatività, collaborazione e purpose: non solo si lavora insieme a un’opera condivisa, ma spesso si lascia un segno tangibile che rimane nel tempo e nella comunità.

LA STREET ART COME MODELLO DI TEAM

In che –modo la street art, e in particolare lo stencil art collaborativo, può diventare uno strumento efficace per favorire la coesione e il senso di appartenenza all’interno di un team aziendale? «La cultura della street art, o urban art, è storicamente basata sul lavoro in crew o in gruppo – spiega Christian Gancitano, urban art specialist –. Funziona come una squadra sportiva o una band musicale: ognuno ha il suo ruolo, la sua skill o il suo strumento. Il valore risiede proprio nella combinazione di stili e competenze individuali che convergono su un muro o una parete per raggiungere il risultato finale. Questa

dinamica è estremamente utile per creare team building aziendali e infondere un senso di appartenenza, replicando il modello della crew». Interviene Sandro Aglialoro, Ceo e project manager di Mostrami: «La street art, e in particolare i progetti collaborativi, agiscono come un linguaggio universale e simbolico capace di unire le persone oltre le parole. Quando un team lavora a un opera comune, come accade nei nostri tour del circuito Open City Art (Oca) o nella realizzazione di murales su commissione, l’obiettivo si sposta dalla performance individuale alla creazione di un’identità collettiva. Questo processo trasforma lo spazio urbano in un laboratorio creativo condiviso, dove i valori dell’azienda si fondono con quelli della comunità, rafforzando profondamente il senso di appartenenza e la visione comune».

Gli fa eco Mauro Simolo, responsabile eventi dell’agenzia Team Building Italy: «La street art funziona perché è democratica e immediata. Tutti possono lasciare un segno, anche chi “non sa disegnare”. Lavorare su un muro insieme abbatte le gerarchie: il direttore e lo stagista usano lo stesso spray. E poi c’è l’orgoglio di dire “l’abbiamo fatto noi”: quella scritta o quel murale diventano identità condivisa». Da queste voci emerge una conclusione

piuttosto chiara: la street art collaborativa è un potente dispositivo di coesione perché riproduce, in modo concreto e vissuto, le dinamiche di una comunità reale. Quali sono gli elementi formativi nascosti dietro un laboratorio creativo di street art? «Il processo creativo e il percorso formativo sono molto efficaci e tangibili – sostiene Gancitano –. In particolare, le dinamiche legate alla street art e al lavoro nello spazio pubblico rendono la risoluzione dei problemi fondamentale. Si tratta, infatti, di un’arte in divenire, effimera e che si svolge in spazi non convenzionali. Tuttavia, l’elemento più importante è l’edutainment e la parte esperienziale, veicolati dal messaggio di bellezza attraverso l’arte: si tratta di rigenerare spazi che ne hanno bisogno, portando bellezza sui muri grigi».

LE SOFT SKILL, MURO DOPO MURO

«Dietro lo spray – interviene Simolo – c’è un mondo: negoziazione (quali colori? dove metto il mio pezzo?), ascolto attivo (capire l’idea degli altri prima di agire), gestione dell’errore (lo spray non si cancella, devi adattarti), co-creazione (nessuno può fare tutto da solo), feedback costruttivo (aiutarsi a migliorare senza demolire). È formazione pura, travestita da gioco».

CHRISTIAN GANCITANO

urban art specialist

«La cultura della street art, o urban art, è storicamente basata sul lavoro in crew o in gruppo. Ognuno ha il suo ruolo, la sua skill. Il valore risiede proprio nella combinazione di stili e competenze individuali che convergono su un muro o una parete per raggiungere il risultato finale».

SANDRO AGLIALORO

Ceo e project manager di Mostrami

«La street art, e in particolare i progetti collaborativi, agiscono come un linguaggio universale e simbolico capace di unire le persone oltre le parole. Quando un team lavora a un opera comune (…), l’obiettivo si sposta dalla performance individuale alla creazione di un’identità collettiva».

MAURO SIMOLO

responsabile eventi Team Building Italy

«La street art funziona perché è democratica e immediata. Tutti possono lasciare un segno, anche chi “non sa disegnare”. Lavorare su un muro insieme abbatte le gerarchie: il direttore e lo stagista usano lo stesso spray.

E poi c’è l’orgoglio di dire “l’abbiamo fatto noi”: quella scritta o quel murale diventano identità condivisa».

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Cristiana Ferrari
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Cristiana Ferrari

STREET ART E TEAM BUILDING:

IL MURO DIVENTA METODO

La street art collaborativa si sta affermando come strumento di team building ad alto impatto, capace di generare risultati concreti su clima aziendale, collaborazione ed engagement. Vediamo qualche case history.

Ey (Ernst & Young): utilizzo del colore e della pittura per rielaborare il tema dell’ansia sul lavoro, con un miglioramento percepibile del clima di team.

Wonderware – Schneider Electric: un gruppo tecnicoingegneristico ha sperimentato modalità espressive non razionali, rafforzando la collaborazione e facendo emergere competenze relazionali inedite.

Axa: progetti reiterati di street art e interazione con artisti locali

hanno generato entusiasmo diffuso, coinvolgendo dipendenti e clientela.

Azienda manifatturiera (Torino): un murale sul tema del “processo” ha favorito il dialogo tra produzione e ufficio tecnico; nei mesi successivi si è registrata una riduzione del 15% dei tempi di attraversamento ordini.

Pesto Barilla – “Basil Bar” e Sky

Creative Hub Milano: opere coprogettate con artisti e team aziendali hanno aumentato engagement, senso di ownership e collaborazione anche a livello manageriale.

Della stessa idea Aglialoro: «Dietro un laboratorio di street art si cela una vera e propria palestra per le soft skill. Attraverso il nostro format “Arts for Manager” alleniamo competenze cruciali come pensiero laterale e creatività, per trovare soluzioni fuori dagli schemi; problem solving e gestione del tempo, necessari per passare dall’idea alla realizzazione pratica o alla risoluzione di un quesito; comunicazione empatica e ascolto: il gesto creativo o la comprensione dello stesso favorisce una connessione interiore che si riflette in una gestione più fluida delle relazioni interpersonali; collaborazione e co-creazione: imparare a valorizzare le competenze di ciascuno per un obiettivo comune come la “lettura” di un’opera o la soluzione di un quiz».

CREATIVITÀ SENZA PAURA

Molti partecipanti arrivano con l’idea di non essere creativi: come si supera dunque il timore del giudizio e si stimola la voglia di mettersi in gioco? «Per chi teme di non saper disegnare – dice Gancitano – la tecnica del-

lo stencil è uno strumento eccellente. Resa nota a livello globale da Banksy, lo stencil è a tutti gli effetti una mascherina, una forma ritagliata (semplice o complessa) che consente di colorare con gli spray (anche indoor a base acqua atossici) un soggetto o un pattern, garantendo sempre il raggiungimento di un risultato. Tutti, da bambini, sappiamo disegnare e colorare, poi ce ne dimentichiamo. Questa tecnica, grazie alla guida dello stencil e ai tracciati, fa riemergere la creatività e le capacità sommerse». «Partiamo sempre da tecniche guidate – concorda Simolo –: lo stencil è perfetto perché hai già una forma, devi solo scegliere colori e composizione. Nessuno ti chiede di essere Banksy! Poi lavoriamo sul processo, non sul risultato: non conta se è bello, conta cosa hai imparato facendolo. E funziona: dopo mezz’ora, anche il più scettico sta sperimentando».

IMPARARE

FACENDO,

SPRAY ALLA MANO

Se il team building include la rigenerazione di uno spazio comunale o urbano, si possono osservare benefici aggiuntivi rispetto a un workshop creativo svolto in azienda o al chiuso. Ci sono infatti purpose e impatto sociale, orgoglio e responsabilità, riconoscimento ufficiale: queste attività possono essere inserite nel bilancio sociale o di sostenibilità dell’azienda, testimoniando un impegno concreto verso la responsabilità sociale d’impresa. «Quando interveniamo su un muro comunale o di una scuola, – afferma Simolo – cambia tutto. Il team sente di fare qualcosa di utile oltre l’azienda – è purpose vero, non slogan. Ho visto gruppi tornare dopo mesi a fotografare “il loro muro” e portarci le famiglie. Quel legame con il territorio crea appartenenza anche verso l’azienda che ha reso possibile il progetto». Interviene Gancitano: «Nel progetto “Tunnel Boulevard” – una rete e patto di collaborazione tra enti e associazioni del territorio in via Padova/Nolo a Milano, di cui faccio parte –, i dipendenti e volontari aziendali, insieme ad artisti, partecipano restituendo alla città, con buone pratiche di design pubblico e coesione sociale, un luogo che prima era in stato di degrado, rendendolo bello e vivibile. Il bello è importante perché porta anche sicurezza – un luogo più bello è anche più sicuro. Questo tipo di restituzione alla comunità e al territorio genera un forte senso di orgoglio e soddisfazione».

IL MURO COME SPECCHIO DELL’AZIENDA

Quali dinamiche di gruppo emergono quando i partecipanti devono co-progettare un’unica opera — scelta dei colori, suddivisione dei ruoli, composizione finale — e cosa ci raccontano sull’organizzazione aziendale? «Quando un team deve creare un’unica opera, il muro diventa una lente di ingrandimento dell’organizzazione – dice Simolo –. Dopo i primi dieci minuti emerge spontaneamente chi coordina, chi prende misure, chi propone idee e spesso

non sono i capi formali, il che è illuminante per tutti. Poi arriva il momento critico: la scelta dei colori, la composizione. “Io vorrei il blu”. “Ma stona con il rosso che abbiamo già fatto”. Come lo risolvono? Votano? Si ascoltano davvero? Impone chi urla più forte? È esattamente come gestiscono i conflitti in ufficio, ma qui tutto è visibile, concreto, sotto gli occhi di tutti. C’è sempre qualcuno più timido o insicuro, e osserviamo se il gruppo lo coinvolge attivamente – “Dai, fai tu questa parte!” – oppure se lo lascia ai margini a passare le bombolette. Questo ci racconta moltissimo sulla cultura dell’inclusione reale in azienda. E poi c’è il momento del feedback: quando qualcuno fa una parte che “non funziona”, come glielo dicono gli altri? Con gentilezza o sarcasmo? Lo aiutano a sistemarla o lo criticano soltanto? È cultura del feedback allo stato puro».

Anche nella street art ci sono figure più organizzative e altre esecutive. Un manager o un coordinatore non potrebbe fare molto senza le altre persone che creano l’opera e il contesto. Analogamente, l’attività artistica non sarebbe fattibile senza l’intera “filiera” o se gli artisti agissero singolarmente. Come si può collegare concretamente un’attività di street art ai valori aziendali?

«Abbiamo ottenuto risultati eccezionali in questo senso – spiega Gancitano –. Per esempio, in un workshop per il “Basil Bar” di Barilla a Casa degli Artisti di Milano, abbiamo fornito stencil e forme ispirate al barattolo di pesto Barilla e ad altri elementi iconici. Dipendenti e management hanno combinato questi elementi durante un workshop, ottenendo risultati creativi e sorprendenti, che hanno dato vita ad alcuni aspetti previsti nella campagna. È raro e difficile interagire in modo creativo con il proprio brand a causa dei codici rigidi di brand identity. La soddisfazione maggiore è proprio quella di trasformare questi codici in un’esperienza creativa in cui poter ricombinare figure e colori, anche se corporate, sentendosi un po’ come Andy Warhol. Si assiste a una sorta di rebranding attraverso l’arte: il marchio o il prodotto possono essere vissuti come elementi della tavolozza creativa».

STREET ART: PERCHÉ FUNZIONA

È un’attività inclusiva e democratica: tutti possono partecipare, abbattendo gerarchie e ruoli.

Trasforma i valori aziendali in immagini concrete, partendo da mission, vision ed Esg.

Favorisce una collaborazione lenta e riflessiva, alternativa ai team building competitivi. Lascia un segno fisico e duraturo, simbolo dell’identità collettiva.

I workshop di arte urbana e i progetti di rigenerazione di spazi comuni stanno conquistando planner, Hr e responsabili della formazione: il fascino sta in una formula che unisce creatività, collaborazione e purpose: non solo si lavora insieme a un’opera condivisa, ma spesso si lascia un segno tangibile che rimane nel tempo e nella comunità

MEET your VIBE

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina non sono state solo sport: hanno rappresentato un laboratorio per il futuro degli eventi B2B. Tra esperienze esclusive, format immersivi e networking ad alto valore, i Giochi hanno trasformato corporate hospitality e incentive in strumenti strategici di relazione, reputazione e coinvolgimento destinati a lasciare un’eredità duratura

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 stanno già generando nuove opportunità per il mondo degli eventi B2B, incentive e corporate hospitality. Oltre all’impatto sportivo e infrastrutturale, i Giochi hanno rappresentato un terreno di sperimentazione per format esperienziali ad alto valore aggiunto: post congress abbinati alle competizioni, eventi

esclusivi in lounge e venue indoor, pacchetti premium pensati per aziende e top client. Ma qual è il vero valore di un evento ispirato alle Olimpiadi? L’accesso esclusivo a momenti irripetibili, l’intensità dell’esperienza live o la qualità delle relazioni che nascono in un contesto così carico di simboli e significati? In questo scenario complesso e affollato, brand, agen-

zie e operatori sono chiamati a confrontarsi con una sfida nuova: non limitarsi a “esserci”, ma saper interpretare l’eredità olimpica come piattaforma narrativa, relazionale e culturale. Un’occasione unica per trasformare l’evento da semplice esperienza memorabile a strumento strategico capace di generare valore nel tempo, per le aziende e per l’intero sistema degli eventi. Ma chiediamo agli operatori del settore – fra agenzie e aziende – di condividere il loro punto di vista su modelli organizzativi, format di maggior successo e prospettive future per il mercato degli eventi legati ai grandi appuntamenti sportivi.

L’EREDITÀ OLIMPICA

NEL DESIGN DEGLI EVENTI B2B

Cerchiamo subito di capire in che modo il tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 ha influenzato la progettazione degli eventi B2B e incentive: «Le Olimpiadi rappresentano un unicum nel panorama internazionale dell’event industry: nessun altro evento concentra un’eredità così potente di simboli, valori e significati condivisi – sostiene Davide Caggiano, Ceo & partner di Louder –. Questo patrimonio valoriale diventa la chiave per integrarsi in un contesto affollato e altamente competitivo. Un vero e proprio ecosistema che detta la narrazione: il brand non parla

più solo di sé, ma si inserisce in un racconto collettivo, dove l’esperienza non è esclusiva ma condivisa, non domina la scena ma contribuisce a una storia più grande». «Tutti gli eventi hanno attinto tecnologie, approcci, modalità produttive e scenografiche dai grandi appuntamenti internazionali come le Cerimonie – afferma Alfredo Accatino, direttore creativo e partner di Filmmaster –. Un po’ come le applicazioni studiate per la F1 hanno finito per essere applicate nelle auto di serie, si pensi ai comandi manuali».

Da sempre le aziende cercano attività che uniscano divertimento, metafore sportive comprensibili e dinamiche di squadra capaci di trasformarsi in insight utili anche sul lavoro. «Ciò che attira – sostiene Sandro Santi, Ceo di Eventi Aziendali Milano – è proprio la possibilità di mostrare, attraverso il gioco, che il “fenomeno” di turno, il fuoriclasse può essere superato dall’impegno collettivo di una squadra più coesa: nello sport come in azienda, talento e performance individuali non bastano senza spirito di gruppo e reale commitment verso l’obiettivo».

Di certo Milano-Cortina 2026 ha introdotto un cambio di paradigma chiaro: l’affermazione definitiva del concetto di evento diffuso. «È la prima Olimpiade che porta nel nome due città e, di conseguenza, due

DAVIDE CAGGIANO

Ceo & partner di Louder «Le Olimpiadi rappresentano un unicum nel panorama internazionale dell’event industry: nessun altro evento concentra un’eredità così potente di simboli, valori e significati condivisi».

ALFREDO ACCATINO

direttore creativo e partner di Filmmaster «Ogni quattro anni riscopriamo sport che abitualmente non seguiamo, viviamo emozioni e tripudi che toccano le nostre corde più profonde».

SANDRO SANTI

Ceo di Eventi Aziendali Milano «Ciò che attira è proprio la possibilità di mostrare, attraverso il gioco, che il “fenomeno” di turno, il fuoriclasse può essere superato dall’impegno collettivo di una squadra più coesa: nello sport come in azienda, talento e performance individuali non bastano senza spirito di gruppo e reale commitment verso l’obiettivo».

PAOLA FRIGERIO

travel, marketing & network director di Gruppo Frigerio «È la prima Olimpiade che porta nel nome due città e, di conseguenza, due sistemi territoriali che dialogano tra loro. Per il mondo B2B questo ha significato ripensare la progettazione degli eventi secondo tre direttrici precise: superamento del modello mono-location; integrazione tra business, sport ed esperienza; regia unica su territori diversi».

sistemi territoriali che dialogano tra loro –interviene Paola Frigerio, travel, marketing & network director di Gruppo Frigerio –. Per il mondo B2B questo ha significato ripensare la progettazione degli eventi secondo tre direttrici precise: superamento del modello mono-location; integrazione tra business, sport ed esperienza; regia unica su territori diversi. E Milano ha assunto il ruolo di hub naturale per congressi, meeting e relazioni istituzionali; i territori olimpici hanno amplificato la dimensione esperienziale ed emotiva. In Frigerio Viaggi questo approccio si traduce in eventi progettati come ecosistemi, capaci di alzare gli standard organizzativi dei territori coinvolti e di generare valore anche oltre la durata dell’evento».

DALLA GARA ALLA RELAZIONE

Quali format legati alle competizioni (hospitality durante le gare, post congress, vip lounge) si sono dimostrati più efficaci per il pubblico corporate? «Le olimpiadi offrono tantissimi presidi di coinvolgimento nonostante la scelta di un evento diffuso abbia reso più complessa la gestione – spiega Caggiano –. Le gare rappresentano senza dubbio l’acme dell’esperienza, che deve però essere perfezionata da uno storytelling coerente con lo stakeholder. Anche il Viaggio della Fiamma Olimpica, ideato ed eseguito da

Louder per Coca-Cola, nonostante fosse un evento itinerante, si è dimostrato uno strumento formidabile anche per finalità corporate, permettendo ai nostri ospiti di vivere in prima persona il calore e la gioia generata dal passaggio della Fiamma Olimpica, celebrata degnamente dal più longevo partner dei cinque cerchi». «I format più efficaci sono quelli ibridi – afferna Frigerio –, costruiti per tenere insieme contenuto, esperienza e relazione. In particolare i post congress abbinati alle competizioni, che estendono il valore di un evento professionale; l’hospitality experience durante le gare, pensate come spazi di relazione e non come semplice accesso; le Vip lounge in venue indoor, capaci di garantire standard elevati di comfort, branding e storytelling. Il pubblico corporate non cerca solo lo spettacolo sportivo, ma contesti curati, tempo di qualità e occasioni di networking autentico. I format che rispondono a queste esigenze sono quelli che generano ritorni concreti per le aziende».

ENGAGEMENT REALE, NON DISTRATTO

Le Olimpiadi non sono replicabili, non sono on demand, non sono infinite. Questo genera un’attenzione più alta da parte dei partecipanti, una disponibilità emotiva maggiore, una percezione di valore superiore

rispetto a eventi premium ripetibili. Ma qual è oggi il vero valore aggiunto di un evento ispirato alle Olimpiadi: l’accesso esclusivo, l’esperienza live o il networking di alto livello? «Ogni quattro anni riscopriamo sport che abitualmente non seguiamo, viviamo emozioni e tripudi che toccano le nostre corde più profonde – dice Accatino –. Per questo, per almeno sei mesi dopo l’avventura olimpica, ci piace rivivere quei ricordi, ascoltare i protagonisti, rivedere immagini che ci hanno fatto sognare».

«L’esclusività sicuramente – afferma Caggiano –. Poter dire “Io c’ero!”. Il nostro ruolo è arricchire e personalizzare l’esperienza. Indossare il proprio brand affiancato dai cinque cerchi olimpici rende chiunque orgoglioso di farne parte, sta a noi rendere coerente ed emozionante questo viaggio dal principio alla fine. In questa trama così fitta di emozioni e appuntamenti, le relazioni si rafforzano e si nutrono di un autentico senso di gratitudine».

Il concept olimpico si presta in modo naturale alle dinamiche aziendali, ma il valore reale emerge solo quando il gioco viene guidato e contestualizzato: «La progettazione delle attività è sempre personalizzata sul gruppo e sugli obiettivi aziendali – sostiene Santi –. Ogni prova è costruita per mostrare che la soluzione migliore nasce dal collettivo, non dal singolo: proprio come nelle Olimpiadi, dove il talento individuale conta, ma poi è importante anche il medagliere di squadra a cui tutti collaborano per fare davvero la differenza».

DA EVENTO A LEGACY PER IL B2B

Milano-Cortina 2026 rappresenta solo un’opportunità temporanea o è un modello destinato a influenzare il futuro degli eventi B2B? «Milano-Cortina 2026 è un’opportunità straordinaria, ma soprattutto è un modello destinato a lasciare una legacy – dice Frigerio –. Il concetto di evento diffuso, applicato a un grande appuntamento sportivo, apre una prospettiva strutturale per il mercato degli eventi B2B. Esperienze consolidate come il Giro d’Italia, di cui Frigerio Viaggi cura la logistica e l’hospitality su più città e territori, dimostrano che questo approccio è già realtà: eventi in movimento, alta complessità logistica, regia unica e standard costanti. È questa la direzione del futuro: eventi progettati come ecosistemi diffusi, capaci di integrare business, sport, hospitality e networking. Chi saprà leggere Milano-Cortina 2026 non come un episodio isolato, ma come una piattaforma di sviluppo, potrà trasformare i grandi eventi sportivi in infrastrutture temporanee di valore permanente per il mercato B2B». Il vero valore aggiunto di un evento ispirato alle Olimpiadi non risiede in un solo elemento, ma nella combinazione strategica di accesso esclusivo, esperienza live e networking di alto livello, orchestrati all’interno di una narrazione condivisa che amplifica il significato di ciascuna dimensione.

LE OLIMPIADI, PIATTAFORMA DI REPUTAZIONE

Legare un evento alle Olimpiadi è una leva potente, soprattutto nel mondo corporate e incentive, perché trasferisce prestigio e valore simbolico dal brand olimpico all’azienda ospitante. Tuttavia, l’esperienza live è ciò che trasforma l’esclusività in memoria duratura. L’energia delle competizioni, l’intensità emotiva dello sport, la riscoperta di discipline meno frequentate e la forza delle storie di atleti e squadre creano un coinvolgimento autentico e multisensoriale. Senza un’esperienza progettata, narrata e personalizzata, l’accesso resta un privilegio sterile; con un concept coerente, diventa un racconto condiviso che continua nel tempo.

Il networking di alto livello, infine, è il moltiplicatore di valore. In un contesto carico di significati positivi – competizione sana, gioco di squadra, superamento dei limiti, fair play – le relazioni professionali si rafforzano in modo naturale. Le conversazioni non nascono solo per opportunità di business, ma perché sono immerse in un’esperienza emotivamente rilevante, che favorisce fiducia, apertura e connessioni più profonde. Il vero valore aggiunto di un evento ispirato alle Olimpiadi sta nella capacità di integrare l’esclusività

come leva simbolica, l’esperienza live come generatore di emozioni e ricordi, il networking come esito relazionale e strategico.

Il tutto all’interno di una narrazione collettiva in cui il brand non si impone, ma contribuisce. È in questo equilibrio che l’evento olimpico smette di essere solo un’occasione straordinaria e diventa uno strumento efficace e duraturo per il mondo B2B. Rispetto ai grandi eventi sportivi del passato, Milano-Cortina ha introdotto un modello diffuso, modulare e prolungato nel tempo. Questo ha permesso di superare il concetto di “giornata memorabile” e costruire ecosistemi di relazione. Dal pre-evento (contenuti, teaser, micro-attivazioni, inviti narrativi) all’evento live (gare, lounge, team experience, incontri con speaker o atleti) fino al post-evento (followup, community, storytelling, restituzione di valore), il vero valore non è solo chi incontri, ma quanto a lungo e in quanti touchpoint quella relazione viene coltivata. Qui il networking smette di essere occasionale e diventa relazione strutturata.

In altre parole, l’evento olimpico funziona come un amplificatore reputazionale più potente di una classica hospitality premium. Da “evento” si passa a un ecosistema relazionale.

Dopo i Giochi, MILANO è ancora in gara

I giochi di Milano-Cortina 2026 hanno portato il capoluogo meneghino alla ribalta, ma anche altre città a livello mondiale si stanno preparando a competere per popolarità e come destinazioni di grandi eventi.

A iniziare dalla capitale saudita Riad, che ospiterà Expo 2030

dal nostro corrispondente a New York DOMENICO MATARAZZO

Pochi mesi prima che iniziassero le Olimpiadi invernali di Milano, il capoluogo lombardo era già venuto alla ribalta durante un evento internazionale che riunisce ogni anno leader di governo, investitori e top manager. L’evento era la conferenza della Financial Investment Initiative (Fii) che si tiene ogni anno a Riad. Durante l’ultima edizione, tenutasi lo scorso ottobre, i giochi olimpici di Milano-Cortina però non sono stati neanche menzionati. Sullo stage del King Abdul Aziz International Conference Center infatti, nella veste di intervistatore, c’era il senatore ed ex primo ministro italiano Matteo Renzi, uno dei membri del consiglio direttivo della Fii, mentre il suo ospite era Talal H. AlMarri, Ceo della prossima Expo 2030. L’oggetto era presentare la prossima edizione della World Expo, che si terrà tra quattro anni proprio nella capitale dell’Arabia Saudita. Già in apertura dell’incontro Renzi aveva un

tono quasi di sfida nel considerare che Expo Riad possa far meglio di quanto abbia fatto Expo Milano 2015, a detta di Renzi “l’expo di maggior successo degli ultimi cinquant’anni”. Il suggerimento di chi scrive, che ha seguito quattro World Expo, è di non scommettere contro Riad e neanche di sottovalutare la credibilità della Fii, soprattutto perché gli organizzatori stanno pianificando la versione europea della Fii Conference e Milano, insieme a Parigi, è una delle città candidate, forse anche grazie all’influenza di Renzi come membro del board.

EXPO A CONFRONTO

Secondo uno studio dell’Università Bocconi, è vero che Milano ha avuto un ritorno economico dall’Expo del 2015, ma ciò non basta a definirla l’edizione di maggior successo. A livello globale, il titolo spetta infatti a Expo Shanghai secondo quasi ogni crite -

Nella pagina accanto, la risonanza mediatica delle Olimpiadi Invernali 2026 ha messo Milano sotto i riflettori internazionali. In passato, la città era cresciuta in popolarità dopo aver ospitato un altro grande evento, l’Expo, nel 2015 (in alto a sinistra, il famoso Albero della Vita)

In alto a destra, lo “skyline” di Expo Osaka nel 2025

Sotto, il creativo padiglione degli Emirati Arabi all’Expo di Dubai, nel 2020

Riad si sta già preparando per Expo 2030 con edifici avveniristici, un nuovo aeroporto e nuove linee della metropolitana

rio di valutazione: record di affluenza con 73 milioni di visitatori, record di rappresentanze con 246 tra nazioni e organizzazioni, e il tutto su un immenso sito di 523 ettari quadrati. Riguardo l’eredità lasciata, proprio in questi mesi è stato avviato il progetto di trasformazione dell’area in un polo di cultura, tecnologia e innovazione aperto agli scambi internazionali.

Anche il numero di presenze a Expo Dubai, pari a 24,1 milioni di visitatori, è stato superiore a quello di Milano e sarebbe stato molto più alto se non fosse che la kermesse ha avuto luogo durante i mesi del Covid. Expo Dubai è inoltre considerata una pietra miliare in quanto è stata la prima che si è tenuta in Medio Oriente, quindi con un focus anche sui Paesi Mesa (Medio Oriente, Africa e Asia meridionale). Dopo la fiera, l’area è stata ribattezzata Expo City Dubai, un immenso “laboratorio vivente” per la sostenibilità e la tecnologia delle smart city e che sta diventando la destinazione dei principali eventi a Dubai, come la Cop28 e la prossima edizione di Gitex, il mega evento nel settore dell’information technology. Più di recente si è conclusa l’Expo di Osaka, che ha ricevuto critiche fino al giorno di apertura, ma che in termini economici si è poi rivelata un successo, con un profitto di quasi trenta miliardi di yen giapponesi, circa 160 milioni di euro.

Da Expo Milano, il capoluogo lombardo ha avuto ritorni in termini di profitti e turismo mentre a livello di strutture ha ereditato parte degli spazi che stanno diventando il Mind District di Milano, con incluso il nuovo Campus dell’Università Statale, che dovrebbe essere pronto nel 2027. Ma questa eredità è minima in confronto a quello che si è già cominciato a costruire a Riad per Expo 2030: un nuovo aeroporto, nuove linee della metropolitana, nuove stazioni, nuove strade di collegamento, aree verdi (non facili visto che il 95% del territorio è deserto), spazi urbani, tecnologie del futuro e il tutto incentrato sulla qualità della vita degli individui. L’Ai tra quattro anni sarà differente da ciò a cui siamo abituati oggi, ma già da adesso viene messa al centro di tutto ciò che riguarda l’innovazione. A Expo 2030 si tornerà a parlare anche di metaverso: l’evento infatti sarà accessibile virtualmente da chiunque, ma non come se si guardasse un video, bensì in una modalità che consentirà a visitatori virtuali e live di vivere le stesse emozioni. Non a caso il tema già definito è “Lungimiranza per il domani” con sottotemi tra cui “Tecnologia Trasformativa” che interesserà Ai, 5G e robotica. Di interesse per le imprese italiane è che già a partire da oggi gli organizzatori sono aperti a partnership con operatori da tutto il mondo nell’ambito dell’intero ecosistema, incluso il

EXPO 2030: RIAD SI PREPARA

design, l’ospitalità, il settore food, la customer experience, nonché in settori chiave come la logistica e la sicurezza informatica. L’eredità anticipata da AlMarri è di trasformare la sede dell’Expo in un vibrante centro multiculturale che incarni lo spirito di un’esposizione mondiale e di una connessione globale.

TEMATICHE REALISTICHE?

Il punto su cui Renzi può avanzare lo scetticismo semmai è proprio sul tema della “connessione globale”. Chi partecipa a un’Expo vuole vedere le innovazioni nella vita quotidiana del futuro, vuole visitare altri Paesi senza dover prendere un aereo e vuole essere parte di un villaggio globale dove non vi sono guerre, problemi e tutti sono trattati in modo equo. Anche i temi dell’Expo rispecchiano questi valori. Per esempio per Expo Milano il tema era “Nutrire il pianeta, energia per la vita”; a Shanghai “Città migliore, vita migliore”; per Expo Dubai “Connettere le menti, creare il futuro”, mentre a Osaka il tema era “Progettare la società del futuro per le nostre vite”. Sono temi che dovrebbero ispirare, se non fosse per gli altri temi discussi durante la stessa conferenza della Fii che ci riportano con i piedi per terra. Quest’anno infatti si è parlato di tensioni geopolitiche, sicurezza, economie che resistono agli urti ma anche di realtà meno stabili, crisi climatiche e mancanza di accesso a educazione e servizi sani-

tari ancora per molti.

Gli stessi temi sono discussi in eventi simili che si tengono a poca distanza l’uno dall’altro e che promuovono scenari ideali, ma che di fatto trattano di problemi globali, come al World Government Summit, alla Munich Security Conference o al World Economic Forum di Davos (anche quest’ultimo alla ricerca di una nuova sede per il prossimo futuro). Nonostante le critiche, Expo Osaka sembra essere la più realistica: anziché puntare su una visione idilliaca, la città sta considerando di occupare gli spazi vuoti lasciati dall’Expo sull’isola di Yumeshima, con spazi urbani dedicati all’intrattenimento, inclusi ristoranti ed eventi live, ma con al centro il primo casinò del Giappone in stile Las Vegas, da costruire con l’aiuto delle americane Mgm e Orix. In futuro probabilmente Renzi elogerà anche il successo che stanno avendo i giochi di Milano-Cortina, ma anche in questo caso è bene essere cauti nel confronto internazionale. Sempre in Arabia Saudita nel 2029 si terranno gli Asian Winter Games, nella futuristica città di Neom, attualmente in costruzione. Al momento della sua presentazione, quasi dieci anni fa, Neom era stata descritta come l’equivalente di dieci Manhattan messe insieme, ma più moderna. Nessuno però si sarebbe aspettato che la moderna città nel deserto potesse ospitare anche i giochi sulla neve.

Sopra, l’edizione di maggior successo dell’Expo a livello globale è stata quella di Shanghai secondo quasi ogni criterio di valutazione: record di affluenza con 73 milioni di visitatori, record di rappresentanze con 246 tra nazioni e organizzazioni, e il tutto su un immenso sito di 523 ettari quadrati

DESTINAZIONI

Per ulteriori approfondimenti, leggi le notizie sul nostro sito, www.meetingecongressi.com

VISITMALTA ITALIA LANCIA EXPLORE THE UNEXPLORED

Nasce “Explore The Unexplored”, nuovo progetto multimediale ideato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale “Explore More…”. L’iniziativa mira a raccontare l’arcipelago maltese con uno sguardo più profondo e contemporaneo, intercettando le esigenze del pubblico italiano

e valorizzando l’evoluzione dell’offerta turistica. Malta si presenta così come destinazione multi-target e multi-experience, fruibile tutto l’anno e capace di unire icone note e luoghi meno conosciuti in un unico viaggio. Il progetto si sviluppa attraverso cinque pilastri narrativi – Unseen Heritage, Unexpected Vibes,

PERSONE

GINEVRA DE BELLIS

ENTRA NEL COUNCIL IAPCO

Nuovo ingresso italiano nel board di Iapco: Ginevra De Bellis, Chief of Global Projects di Oic Group, è stata nominata membro del Council dell’associazione internazionale dei Professional Congress Organiser. Si tratta dell’organismo direttivo che definisce linee strategiche, priorità e standard qualitativi per una rete globale presente in oltre quaranta Paesi. Attiva da oltre dieci anni all’interno di Iapco, De Bellis ha contribuito in modo concreto alla diffusione dei programmi educativi dell’associazione, portando per la prima volta in Italia, a Firenze, Edge Seminars nel 2018. Membro Iapco da anni, Oic – che, fondata nel 1975 a Firenze, è stata tra i primi Pco in Italia – continua a contribuire attivamente allo sviluppo della community globale dei Professional Congress Organiser, partecipando ai tavoli in cui si definiscono visione, linee guida e priorità strategiche per il futuro dell’industria.

Unforeseen Energy, Undiscovered Flavours e Unbelievable Escapes – che interpretano le diverse anime della destinazione tra cultura, lifestyle, natura, gastronomia ed esperienze urbane. Cuore dell’iniziativa è un booklet, anche digitale, che propone must-see e must-do insieme a spunti di viaggio meno convenzionali. La strategia coinvolge consumer, trade e Mice con contenuti digitali, fam trip e collaborazioni con creator, culminando nel Creators Award 2026 dedicato ai contenuti social ispirati al concept #MaltaUnexplored.

EVENTI

FIRENZE CELEBRA I 130 ANNI DALLA NASCITA DEL MICE

Una giornata celebrativa per ripercorrere le origini e tracciare il futuro del Mice. Il 3 marzo, al Palazzo degli Affari di Firenze, si è svolto l’evento organizzato da Firenze Fiera e Fondazione Destination Florence, in collaborazione con Federcongressi&eventi e Convention Bureau Italia, per celebrare i 130 anni dal primo congresso della storia contemporanea, tenutosi a Detroit il 19 febbraio 1896. All’incontro hanno partecipato Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera, Laura Masi, presidente della Fondazione Destination Florence, Carlotta Ferrari, direttrice della Fondazione Destination Florence, Gabriella Gentile, presidente Federcongressi&eventi, e Tobia Salvadori, direttore Convention Bureau Italia. Hanno portato il loro saluto istituzionale anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo, Fiere e Congressi del Comune di Firenze Jacopo Vicini. Durante la giornata sono state premiate due figure storiche del settore, Anna Rita Bonamici e Maria Cristina Dalla Villa, fondatrici rispettivamente di Oic Group ed Enic, insieme ad Andrea Torricelli, figlio dell’avvocato Raffaello Torricelli, primo presidente dell’Azienda Autonoma per il Turismo di Firenze.

NUOVO HOTEL MICE IN MAROCCO

Ha aperto il Royal Hideaway Casablanca, struttura con 310 camere e suite e ampi spazi dedicati agli eventi, situata in posizione strategica a pochi minuti dal centro di Casablanca.

L’hotel segna l’arrivo del brand Royal Hideaway Hotels & Resorts, la linea più esclusiva del gruppo alberghiero Barceló Hotel Group, nel continente africano.

L’offerta gastronomica rappresenta uno dei punti di forza e un vero luogo d’incontro tra culture diverse: nei vari ristoranti tradizioni marocchine e mediterranee con influenze internazionali, si fondono in una cucina contemporanea che valorizza ingredienti di qualità, tecnica e identità.

L’hotel dispone inoltre di un’area wellness con hammam tradizionale, cabine per massaggi, trattamenti di bellezza e una palestra completamente attrezzata.

Completano l’offerta sette sale modulari e un auditorium, perfettamente integrati con il resto della struttura, che consolidano il posizionamento dell’hotel come punto di riferimento per il segmento Mice a Casablanca.

ALBERGHI

GATTARELLA PUGLIA RESORT PORTA IL MICE NEL GARGANO

Nasce il primo resort dedicato al Mice nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, patrimonio Unesco. È il Gattarella Puglia Resort, che apre le porte ai grandi eventi tra mare cristallino e spiaggia privata, a pochi minuti dall’antico borgo di Vieste.

Quindici ettari di macchia mediterranea affacciati sul mare fanno da cornice a un nuovo modo di vivere gli incontri, con eventi ospitati in quattro sale meeting modulari fino a

quattrocento persone e in due spazi esterni fino a seicento ospiti. Il tutto arricchito da tecnologie evolute e vetrate panoramiche immerse nel verde, sempre con la possibilità di un eventuale “piano B”. Sport, attività marine, centro benessere e percorsi naturalistici trasformano ogni meeting in un’esperienza unica, grazie ad attività autenticamente legate al territorio, dai jeep safari nel Gargano alle cavalcate nella natura incontaminata.

RESTYLING PER IL PARCO DEI PRINCIPI GRAND HOTEL & SPA

Il Parco dei Principi Grand Hotel & Spa annuncia una nuova stagione all’insegna del rinnovamento, che ha coinvolto camere, suite, spazi comuni e area benessere.

«Il Parco dei Principi è una vera e propria oasi urbana, apprezzata dalla città di Roma e dal turismo internazionale, da chi cerca un qualcosa di unico – afferma Alessio Lazazzera, managing director di Roberto Naldi Collection –. L’impegno profuso in questi mesi dalla proprietà interamente italiana è volto a rimanere al passo con i tempi e soddisfare le esigenze di una clientela sempre attenta alle novità».

L’hotel, immerso nel verde di Villa Borghese,

è un importante punto di riferimento per riunioni ed eventi, grazie a un centro congressi polifunzionale che vanta, tra le 18 sale modulari, la sala Fernandes in grado di ospitare sino a novecento persone.

Il restyling delle camere e delle suite dell’iconico hotel progettato da Gio Ponti introduce un linguaggio estetico più attuale e grande attenzione è stata dedicata anche al comfort tecnologico, con sistemi domotici di ultima generazione, illuminazione personalizzabile e soluzioni smart. Le novità riguardano anche la Prince Spa, con nuove linee per i trattamenti, mentre per gli appassionati della racchetta c’è il nuovo campo da pickleball indoor.

ALBERGHI

CATENE ALBERGHIERE

MINOR HOTELS, DUE RESORT MICE IN SLOVENIA E CROAZIA

Minor Hotels debutta in Croazia e Slovenia. Collocato nella località balneare slovena di Portorož, l’Hotel Palace Portorož dispone di 183 camere, coniuga un lusso contemporaneo con la storica tradizione locale legata al benessere e a una raffinata proposta gastronomica, arti-

colata in tre ristoranti e tre bar, oltre a una spa e piscine sia interne sia esterne. Grazie all’accesso diretto alla spiaggia e a un’area dedicata agli eventi e al segmento Mice, la struttura offre un’esperienza completa pensata sia per il turismo leisure sia per la clientela business.

PERSONE

ANTONIO DUCCESCHI NOMINATO

CEO DI GB THERMAE HOTELS

Gb Thermae Hotels annuncia la nomina di Antonio Ducceschi come chief executive officer del gruppo. Ducceschi vanta oltre 25 anni di esperienza in ruoli di leadership nazionali e internazionali nel settore dell’ospitalità, tra cui Le Meridien, Fairmont & Raffles e Starhotels, e una solida competenza nella gestione strategica, nello sviluppo commerciale e nella trasformazione organizzativa di realtà alberghiere complesse, per le quali ha contribuito alla crescita dei ricavi, al rafforzamento del posizionamento dei brand e all’innovazione dei modelli operativi.

In Gb Thermae Hotels ha la responsabilità di guidare la strategia e lo sviluppo del gruppo, consolidandone il posizionamento nel segmento dell’ospitalità termale di alta gamma e valorizzando ulteriormente le cinque strutture del portafoglio, ciascuna con una propria identità distintiva e un’offerta wellness e medicale d’eccellenza.

L’Adriatic Istria Resort, a meno di trenta minuti di auto da Portorož, segna invece l’ingresso di Minor Hotels in Croazia. Collocato a Savudrija, sulla prestigiosa penisola istriana, il resort dispone di 186 camere e offre un’ampia proposta gastronomica distribuita in tre ristoranti e quattro bar, oltre a spazi per il Mice per rispondere alla crescente domanda di eventi aziendali di alto livello.

CATENE ALBERGHIERE

LEOHOTELS ISCHIA

CELEBRA

Celebra sessant’ anni di attività LeoHotels Ischia, il brand della famiglia Leonessa, albergatori dal 1966 sull’Isola Verde. Il traguardo è accompagnato da una crescita costante, da una gestione familiare strutturata e da una visione strategica capace di attraversare le trasformazioni del mercato turistico, per un modello di impresa turistica capace di unire identità, tradizione e competitività. Con quattro alberghi, oltre 440 camere, circa trecento collaboratori e un fatturato stabilmente in aumento, LeoHotels è oggi guidato dalla seconda generazione, i fratelli Elena, Alessandro ed Emanuele Leonessa, che hanno consolidato un modello di governance basato sulla continuità familiare, sulla valorizzazione del capitale umano e su una gestione manageriale orientata al mercato e alla brand reputation.

Il sessantesimo anniversario è anche un’occasione per realizzare nuovi interventi che mirano a consolidare l’immagine di ciascuna struttura: all’Hotel Moresco una nuova veste al bar; all’Excelsior Belvedere una radicale revisione della hall integrando la già importante collezione d’arte con una nuova installazione di Raffaele Iacono; al Continental Mare il restyling delle camere con i tessuti d’autore firmati Livio De Simone; al Continental Terme la rivalorizzazione del parco e del ristorante all’aperto.

PERSONE

NUOVA DIRETTRICE

DEL CB DI NAPOLI

Il 2025 è stato il miglior anno di sempre per il turismo congressuale a Napoli: +2% di richieste rispetto al 2024, già anno record, e soprattutto +40% rispetto al 2023. Il risultato, raggiunto dopo un percorso di costante crescita, ha visto il contributo del Convention Bureau di Napoli, diretto da Giovanna Lucherini, che, dopo oltre dieci anni, ha concluso il suo percorso nella città partenopea per affrontare nuove sfide.

Chiara D’Andrea, già sales & Rfp specialist del Convention Bureau Napoli, ne raccoglie l’eredità, con grande entusiasmo e competenza, cresciuta nella squadra del Cbn sin dalla sua fondazione. «Lascio in ottime mani un lavoro che procede nella direzione giusta – dichiara la ex direttrice Lucherini –. Un lavoro che ha goduto del contributo di tutti i soci privati. Va sottolineata anche l’importanza del sostegno del Cb Italia, senza il quale sarebbe stato impossibile raggiungere successi a livello internazionale. Le classifiche di settore ne sono una precisa testimonianza».

AGENZIE

GDA PREMIATA COME BEST INTERNATIONAL DMC NETWORK

Per il terzo anno di fila, Global Dmc Alliance, importante network che unisce Dmc di primo piano a livello mondiale, è stata eletta “Best International Dmc Network” nell’ambito dei Travel & Tourism Awards, del prestigioso LuxLife Magazine. Gda, che quest’anno festeggia i vent’anni di attività e vanta Dmc in oltre 65 Paesi, è rappresentata in Italia da Destinations Hub: «A Gda e al suo Ceo Benji Gatt vanno i nostri complimenti: questo riconoscimento premia anche l’attento lavoro di selezione dei professionisti e degli esperti che fanno parte del network, per poter proporre sempre soluzioni tailor-made nelle migliori destinazioni a vocazione Mice a livello globale» afferma Laura Colombelli, fondatrice e direttore di Destinations Hub (nella foto).

PERSONE

NOVITY RAFFORZA L’AREA EVENTI CON PIERO PAVANINI

Novity, agenzia di eventi, comunicazione integrata e società benefit con sedi a Milano e Brescia, annuncia l’ingresso di Piero Pavanini nel ruolo di head of events.

L’ingresso di Pavanini si inserisce a supporto di una nuova fase di sviluppo dell’area eventi, per rafforzarne il ruolo come strumento strategico di comunicazione, capace di generare contenuto, visione e impatto reale per le aziende. Con un’esperienza trentennale nel mondo della comunicazione e dell’event management, Pavanini porta in Novity un approccio che integra pensiero strategico, quali -

tà progettuale e attenzione all’esperienza delle persone. Nel corso della sua carriera ha attraversato mondi diversi – dall’audiovisivo alla televisione, dalla comunicazione B2B ai grandi progetti corporate – maturando una visione trasversale che oggi mette al servizio di Novity.

Dopo aver fondato e guidato realtà cresciute in modo significativo, sceglie Novity per la sua dimensione agile e per un progetto di crescita concreto, fondato su basi solide e su una chiara ambizione di posizionamento.

Eventi “tailor-made”

La giusta combinazione di lusso moderno, dettagli di stile, comfort elegante e un’accoglienza personalizzata: questa l’anima più autentica di Cosmopolitan Hotels Group, il partner ideale per gli eventi in Toscana ed Emilia-Romagna

Ogni appuntamento può diventare speciale grazie a Cosmopolitan Hotels Group. Dalla scelta della location alla gestione dei dettagli più complessi, passando per le attività di team building e gli itinerari esperienziali nelle splendide regioni della Toscana e dell’Emilia-Romagna, tutto è pensato per offrire esperienze indimenticabili, dove business e leisure si fondono armoniosamente. Ogni hotel dispone, infatti, di sale meeting eleganti, moderne e perfettamente attrezzate, capaci di adattarsi a ogni esigenza, grazie anche al supporto del personale altamente qualificato e sempre disponibile, per garantire eventi impeccabili, soggiorni su misura e momenti di team building in ambienti suggestivi e curati nei minimi dettagli.

L’ACCOGLIENZA PRIMA DI TUTTO

Nato con l’obiettivo di proporre soluzioni di soggiorno adatte alle diverse tipologie di clientela, dal business al leisure, Cosmopolitan Hotels Group è oggi un punto di riferi-

mento nel settore dell’hospitality. Nel suo portfolio si annoverano numerose strutture, che assicurano benessere e servizi business in diversi contesti, dal mare alla montagna, ma sempre con importanti denominatori comuni: il grande senso per l’ospitalità e la cultura del servizio. Sulla Costa degli Etruschi, per esempio, il cinque stelle Tombolo Talasso Resort accoglie i suoi ospiti con 117 camere e due sale attrezzate e personalizzabili (Sala Piero Ieri di cento metri quadrati e Sala Cobalto di cinquecento metri quadrati).

Grazie alla spiaggia privata con beach club, la rinomata Thalasso Spa con piscine di acqua marina riscaldata e la terrazza panoramica sul mare, la struttura si presta a organizzare qualsiasi tipo di evento fino a 180 persone e offre un’ampia varietà di team building ed escursioni nei vicini borghi.

Nel cuore della montagna dell’Abetone si trova, invece, Val di Luce Spa Resort, quattro stelle di charme in stile chalet. A disposizione degli ospiti 77 camere dotate di ogni comfort, la spa circondata dal bosco e la sala Camino: dotata di attrezzature professionali garantisce comfort e funzionalità per incontri di dimensioni più contenute.

In Emilia-Romagna il Grand Hotel Salsomaggiore è un elegante cinque stelle con spa di oltre 1.500 metri quadrati. L’ampia offerta annovera 166 camere, tre sale riunioni arredate con capienza in plenaria fino a 150 persone, allestimenti dinamici e tecnologie all’avanguardia. Il personale qualificato segue ogni fase dell’organizzazione, assicurando sempre eventi impeccabili, mentre a pochi passi, il Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore mette a disposizione 14 sale da sessanta a 750 posti per eventi di grande scala. Infine, a Pisa, il quattro stelle Grand Hotel Continental conta 173 confortevoli camere e cinque sale illuminate da luce naturale, tutte climatizzate e oscurabili (la plenaria da 280 posti). Le diverse dimensioni e configurazioni permettono, quindi, di scegliere la soluzione ideale in base al tipo di evento, garantendo sempre comfort, professionalità e un’atmosfera accogliente.

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di STEFANIA VIDA

Un rifugio elegante nel cuore della città

A Torino, a pochi passi dai suoi simboli più iconici, nasce Hilton Turin Centre, il nuovo cinque stelle che segna un ulteriore traguardo nella crescita di Gdf Hotel, tra i principali operatori alberghieri in Italia

P iù di un semplice hotel, l'Hilton Turin Centre si propone come un vero omaggio alla città: alla sua eleganza misurata, alla sua storia colta, alla sua naturale vocazione all’innovazione.

Ospitato in un edificio razionalista del 1953, progettato dall’architetto Emilio Decker e oggi reinterpretato in chiave contemporanea, l’hotel dialoga con Torino attraverso un interior design fatto di materiali pregiati, linee essenziali e raffinati richiami alla tradizione locale. Il risultato è un’atmosfera di sobria eleganza senza tempo, che accoglie l’ospite con discrezione e carattere.

Le 175 camere, di cui 36 suite, offrono un’esperienza di soggiorno pensata per il massimo comfort. Fiore all’occhiello è la presidential suite, con terrazza panoramica privata, bagno turco, vasca idromassaggio, cucina e salotto indipendente: un vero e proprio rifugio urbano sospeso sopra la città.

SPAZI GOURMET

L’esperienza all’Hilton Turin Centre prosegue a tavola, nel ristorante Malìa, dove lo chef Andrea Vallenzasca rilegge la cucina piemontese con sensibilità contemporanea e contaminazioni internazionali. Qui ogni piatto è una storia, un punto d'incontro tra tradizione e innovazione, caratterizzata da armonia, precisione e inconfondibile eleganza. Si continua poi con il cocktail bar Alchemy, dove la mixologia diventa trasformazione, grazie a una selezione curata di cocktail classici e moderni, ciascuno realizzato con un profondo rispetto per gli ingredienti di alta qualità. Per migliorare l'esperienza, lo chef ha creato uno speciale menu gourmet che fonde sapori internazionali con le tradizioni locali piemontesi e italiane. Una menzione speciale merita, infine, il raffinato dehor, un elegante giardino urbano ideale in ogni momento della giornata.

MEETING DESTINATION

La location è ideale per accogliere ogni evento della meeting industry, grazie alle sue 11 sale riunioni all’avanguardia di differente capienza, distribuite in due aree distinte. A disposizione uno staff qualificato e professionale, per assistere gli ospiti in ogni fase dell’evento, servizi audiovisivi e proposte di catering in loco. Il tutto in una cornice scenografica a due passi da importanti poli attrattivi quali il Museo Egizio, la Mole Antonelliana con il Museo Nazionale del Cinema, la storica piazza San Carlo e molto altro: un’ottima occasione per impreziosire un incontro di lavoro passeggiando tra le vie di una città dal fascino intramontabile. L’hotel garantisce una location perfettamente raggiungibile con i principali mezzi di trasporto, a cinque minuti dalla stazione di Porta Nuova e a trenta

dall’aeroporto di Torino-Caselle, affermandosi come nuovo punto di riferimento dell’ospitalità d’eccellenza. Un luogo dove il soggiorno diventa esperienza, e dove la spa rappresenta il cuore pulsante di un’idea di lusso contemporaneo: discreto, profondo, autenticamente rigenerante. Un invito, più che un servizio, a fermarsi e prendersi cura di sé.

OBIETTIVO BENESSERE

Lontano dal ritmo cittadino, Hilton Turin Centre svela uno dei suoi spazi più preziosi: la spa, autentico tempio del benessere e della rigenerazione. Un luogo intimo e avvolgente, pensato per rallentare, respirare e ritrovare equilibrio. L’area wellness accoglie gli ospiti con un percorso umido completo che include hammam, sauna e jacuzzi, ambienti studiati per favorire un profondo rilassamento fisico e mentale. Protagonista assoluto è l’hammam, ispirato agli antichi rituali di purificazione: il vapore caldo, lo scrub con guanto kassa e il tradizionale savonage trasformano il trattamento in un’esperienza sensoriale che rigenera la pelle e libera la mente, culminando nella sala relax con degustazione di tè e tisane. Accanto ai rituali, una ricca proposta di massaggi personalizzati, trattamenti viso e corpo, cerimonie di coppia e percorsi olistici consente di costruire un’esperienza su misura, guidata dalle mani esperte delle terapiste. La spa è concepita come uno spazio esclusivo e silenzioso, accessibile anche in forma privata, ideale tanto per chi soggiorna in hotel quanto per chi desidera concedersi una pausa di lusso nel cuore della città. A completare l’offerta, il centro fitness, attrezzato con le più moderne tecnologie, per mantenere il proprio equilibrio anche in movimento.

indirizzi a fine rivista

Hilton Turin Centre 

Numero totale camere: 175 | Ristoranti: 1 (Malià) | Posti: 103 | Sale meeting: 11 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | Mq. di aree espositive: 836 | Possibilità di organizzazione post congress

Il MICE si incontra (anche) in SPA

Affacciato sul Golfo del Tigullio, l’Excelsior Palace Portofino Coast ridefinisce l’esperienza Mice con spazi flessibili e una visione evoluta del business travel. Cuore dell’offerta è la nuova Eden Spa, dove benessere e territorio diventano asset strategici per eventi ad alto valore umano

Excelsior Palace

Portofino Coast

L Rapallo (Ge)

Numero totale camere: 119 | Ristoranti: 2 (Lord Byron + Eden Roc) + 1 sala banchetti (Sala Faruk, 176 coperti) | Sale meeting: 8 | Capienza sala maggiore: 300 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: esposizioni possibili nelle sale meeting e nella sala banchetti | Possibilità organizzazione post congress | Pontile per arrivi e partenze in barca

Affacciato sul Golfo del Tigullio, tra la baia di Rapallo e quella di Portofino, l’Excelsior Palace Portofino Coast si conferma una delle location più iconiche della Riviera ligure per eventi, meeting e congressi di alto profilo. Un luogo dove l’eleganza senza tempo dell’ospitalità si intreccia con una visione contemporanea del business travel, sempre più orientata al benessere, alla rigenerazione e alla qualità dell’esperienza complessiva. Cuore pulsante di questa evoluzione è la nuova Eden Spa –Fitness & Wellness, inaugurata a maggio 2025, che rappresenta oggi uno dei principali punti di forza dell’hotel. Non un semplice servizio accessorio, ma una vera e propria destinazione nella destinazione, pensata per offrire agli ospiti – e in particolare ai viaggiatori business – uno spazio in cui rallentare, ritrovare equi-

librio e rigenerare corpo e mente dopo una giornata di lavoro o un intenso programma congressuale.

QUANDO IL MEETING

INCONTRA IL BENESSERE

Progettata dall’architetto Marco Piva e ispirata al territorio ligure, l’Eden Spa si distingue per un concept architettonico di grande suggestione: vetro, specchi e metalli creano un raffinato gioco di riflessi e prospettive tridimensionali che richiamano le vibrazioni del mare, dando all’ambiente un effetto sospeso, quasi etereo. La luce si moltiplica, l’acqua diventa protagonista e il confine tra interno ed esterno sembra dissolversi, assicurando una sensazione profonda di calma e continuità con il paesaggio. La spa include una nuova piscina

interna con acqua riscaldata, area idromassaggio, cascate scenografiche e una suggestiva cupola a specchi, affiancate da un bagno turco tradizionale e uno alle essenze mediterranee, una sauna finlandese e una sauna soft.

A completare l’offerta, cabine per trattamenti, area beauty e un parrucchiere, oltre a una palestra vista mare recentemente rinnovata e dotata di attrezzature Technogym, ideale anche per ospiti corporate attenti al fitness.

L’Eden Spa nasce con l’obiettivo di favorire un completo recupero fisico e mentale, rispondendo alle esigenze di chi vive ritmi intensi e cerca un riequilibrio autentico. È possibile scegliere fra una vasta gamma di trattamenti soft o intensivi, programmati o à la carte, con una importante selezione di massaggi corpo, trattamenti viso, scrub, peeling e maschere. Le estetiste, altamente qualificate, combinano tecnica e sensibilità, utilizzando prodotti di origine naturale per trattamenti tradizionali e viso-corpo più avanzati. Non mancano attività dedicate al movimento consapevole, come i corsi di aquagym, rilassanti e tonificanti, svolti – meteo permettendo – nelle piscine esterne, e corsi di pilates e yoga, ideali anche come momento di condivisione informale tra colleghi.

IL CAPITALE INVISIBILE

Il progetto Eden Spa è in continua evoluzione: nei prossimi mesi saranno completate una suggestiva grotta di sale, una piccola vasca ipersalina, una zona aerosol con postazioni che utilizzano acqua di mare e una passeggiata panoramica di circa duecento metri, che collegherà direttamente l’area wellness alla scogliera, regalando agli ospiti un’esperienza immersiva a contatto con la natura. Questa attenzione al benessere si integra perfettamente con l’anima congressuale dell’Excelsior Palace Portofino Coast, che può ospitare eventi fino a treento partecipanti grazie a spazi modulari, tecnologicamente avanzati e inondati di luce naturale. A completare l’offerta, una ristorazione d’autore con vista mare, attività di team building tra borghi, mare e natura, e un servizio attento e sartoriale.

IL VALORE DEL BENESSERE NEL MICE

All’Excelsior, l’Eden Spa va oltre il relax, diventando un valore strategico per l’esperienza Mice e trasformando ogni evento in rigenerazione, ispirazione e connessione con il territorio. In un contesto economico in cui il vero vantaggio competitivo delle aziende risiede sempre più negli asset immateriali, il benessere delle persone assume un ruolo centrale. Il capitale umano non è solo un esecutore di strategie, ma portatore di energia, creatività e visione: elementi che incidono direttamente sulla qualità delle decisioni e sulle performance organizzative.

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Tra business e benessere

A Bellaria - Igea Marina, il Blu Suite Resort & Spa si distingue come cornice d’eccellenza per ospitare ogni tipologia di evento. Una location ricercata dove ciascun ambiente crea la sinergia perfetta tra incontri professionali e relax personale, modellando ogni appuntamento secondo le esigenze dei suoi ospiti

Affacciato su un’ampia e confortevole spiaggia privata, il Blu Suite Resort & Spa è la cornice perfetta per organizzare attività di team building, tornei sportivi e attività olistiche; un vero e proprio “luogo di benessere”, che ben si presta anche ad attività di meditazione, coaching, formazione e crescita personale. L’hotel (aperto da marzo a novembre) si compone di 45 eleganti camere, suite e attici con Jacuzzi e un ampio parcheggio privato gratuito. Grazie alla sua posizione strategica (circa otto minuti dall'uscita dell'autostrada di Rimini Nord e dall'ingresso Ovest della Fiera di Rimini) l’hotel è la location ideale per ospitare gli eventi della meeting industry con la tipica accoglienza cordiale della Romagna. La struttura è dotata di tre meeting room, di cui la sala Blu Space è la più grande, ideale per incontri fino a 120 persone, con possibilità di configurazione flessibile e attrezzature audio e video. Per riunioni aziendali di dimensioni più ridotte è a disposizione la sala Blu Work, mentre la Blu Meeting è pensata per piccoli incontri di lavoro. Numerose sono le possibilità di scelta per i servizi ristorativi con il Blu Restaurant, che offre una vista panoramica sul mare e può ospitare fino a duecento posti. Il menu si struttura sui piatti della cucina tradizionale e mediterranea con servizio a buffet e à la carte. Con la sua atmosfera informale è perfetto per ogni tipo di occasione, dalle cene ai pranzi di lavoro, fino agli eventi speciali. Per

un ambiente più elegante e formale è invece a disposizione il ristorante Alma, più intimo con soli quaranta coperti e cucina gourmet. Completano l'offerta l’Insolito Beach Caffè, per aperitivi, pranzi o cene direttamente in spiaggia e il Rooftop di quattrocento metri quadrati con vista panoramica, per aperitivi e colazioni di lavoro. L'hotel dispone, inoltre, di ampi spazi di lavoro esterni e a bordo piscina con vista mare, una caratteristica tenda berbera e una cucina utilizzabile per cooking class e show cooking.

DIVERTIMENTO E RELAX

POST CONGRESS

La location è organizzata per offrire diverse attività ricreative, grazie anche alla collaborazione con professionisti del settore: dalle sessioni open air con yoga, corsa, gare sportive, alle attività legate al mare le possibilità sono davvero numerose. Fiore all’occhiello, la Blu Spa di 350 metri quadrati, per concedersi un piacevole momento di relax al termine di un'impegnativa giornata di lavoro. L’hotel propone, infatti, una serie di discipline olistiche, in linea con la sua filosofia di benessere per un miglior equilibrio tra vita e lavoro: meditazione, yoga, campane tibetane, Thai Chi, Mymantra e molto altro. Tutte le attività si possono praticare anche in riva al mare, usufruendo dell’esclusiva spiaggia privata.

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Blu Suite Resort & Spa  Bellaria - Igea Marina (Rn) Numero totale camere: 45 | Ristoranti: 3 | Posti: 180 | Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 120 posti | Capienza sala minore: 25 posti | Saletta segreteria | mq outdoor: 400 (terrazze) + 300 (giardini) | Possibilità organizzazione post congress

di STEFANIA VIDA

Il fascino della storia

Nel cuore dell’Umbria, il Park Hotel ai Cappuccini è una destinazione Mice di charme: un ex convento del XVII secolo immerso nel verde, con spazi versatili, ospitalità di alto livello, cucina territoriale, wellness d’eccellenza e certificazione di sostenibilità. Ideale per meeting, eventi e incentive

I mmerso in un esteso parco con alberi secolari e un magnifico uliveto, il Park Hotel ai Cappuccini sorge a ovest di Gubbio, ai piedi del Monte Foce. Un luogo che conserva intatta l’anima dell’antico convento del XVII secolo da cui ha origine, grazie a un progetto di ristrutturazione condotto nel massimo rispetto del patrimonio storico-artistico e del contesto naturale. Il risultato è un complesso ricettivo che interpreta con coerenza il carattere di “borgo conventuale”, inserendosi in perfetta armonia nel paesaggio umbro. Qui antico e contemporaneo dialogano in un equilibrio misurato e raffinato. Gli interni si distinguono per ampi spazi dedicati all’incontro e alla socialità: ambienti accoglienti, scanditi da camini, impreziositi da arazzi, affreschi e dipinti d’epoca, tra cui una tela del Sartorio, accanto a importanti opere di arte contemporanea firmate da Capogrossi, Arnaldo Pomodoro, Beverly Pepper e Abbozzo. Un insieme che restituisce un’atmosfera colta e senza tempo, capace di valorizzare tanto la dimensione del soggiorno quanto quella dell’esperienza.

INSIDE OUT

Le camere, ricavate sia nella parte storica dell’antico monastero sia nell’ampliamento più recente, comprendono anche junior suite e suite esclusive. Tutte sono ampie, arredate con cura e dotate dei più moderni comfort: chiave elettronica, aria condizionata, tv satellitare, connessione internet wi-fi e via cavo, cassaforte, minibar e servizi completi. Soluzioni pensate per garantire relax e funzionalità, in linea con un’ospitalità di alto profilo. La proposta gastronomica è affidata al Nicolao, ristorante à la carte dell’hotel, dove l’eleganza degli spazi – arricchiti dalle opere di Capogrossi – incontra un servizio impeccabile e un’atmosfera raccolta. La cucina valorizza le eccellenze del territorio: formaggi, salumi, olio e tartufi trovano il giusto abbinamento con una selezione di vini umbri e nazionali, custoditi nell’enoteca ricavata dall’antica cisterna dell’acqua dei frati Cappuccini, oggi suggestivo luogo di degustazione.

BENESSERE CERTIFICATO

Il benessere è uno dei pilastri portanti dell’esperienza ai Cappuccini. Il Cappuccini Wellness & Spa, recentemente ristrutturato, si propone come un vero tempio dedicato alla cura psicofisica. Un’offerta articolata di trattamenti personalizzati unisce antiche filosofie, elementi naturali e tecniche professionali avanzate, applicate alla cura del corpo e dell’anima. Il percorso include saune finlandesi, bagno turco e mediterraneo, docce emozionali, area relax con angolo tisane, wasser paradise, private spa, cabina rasul, cabine per massaggi e trattamenti di bellezza. Il Parco Acque indoor, firmato dall’architetto Simone Micheli, si sviluppa in più ambienti e trova naturale continuità nella Terrazza Giardino, costruita lungo il pendio del Monte Foce, ai piedi dell’uliveto e dell’orto aromatico. Novità recente è l’Oasi del Parco, panoramica e immersa nel verde, con pisci-

na indoor/outdoor, percorso Kneipp e area Silenzio e Relax. Completano l’offerta un’ampia palestra con aree cardio-fitness e power training, campo da padel, e-bike, sala biliardo e una sala corsi dove istruttori qualificati tengono lezioni di pilates, yoga, ginnastica dolce e tonica, oltre a programmi di gestione dello stress e controllo psicomotorio dedicati anche ai manager. La collaborazione con Marc Mességué ha dato vita al centro Marc Mességué ai Cappuccini, dove la tradizione fitoterapica della famiglia Mességué si integra con l’ospitalità dell’hotel.

Grande attenzione è infine riservata alla sostenibilità. Il Park Hotel ai Cappuccini ha ottenuto la Certificazione Dca di sostenibilità e affidabilità rilasciata da Dream&Charme, organismo accreditato Accredia Iso 17065 e leader del settore a livello internazionale. Un riconoscimento che testimonia l’impegno concreto della struttura nel ridurre l’impatto ambientale e nel garantire agli ospiti standard certificati di responsabilità, qualità e miglioramento continuo.

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Park Hotel ai Cappuccini

 Gubbio (Pg)

Numero totale camere: 95 | Ristoranti: 3 | Posti: 60 + 500 | Sale meeting: 13 | Capienza sala maggiore: 400 posti | Capienza sala minore: 8 posti | Saletta segreteria | Mq. di aree espositive: 400 | Possibilità di organizzazione post congress

Il meeting come esperienza

Sostenibilità, territorio e design sono i pilastri dell’offerta Mice del Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center. Un approccio che coinvolge ospiti e meeting planner in scelte responsabili, dalle camere agli spazi congressuali

Nel panorama dell’hotellerie congressuale italiana, il Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center si distingue come una realtà capace di coniugare visione strategica, sostenibilità concreta e un forte legame con il territorio, arricchiti da un design distintivo, dall’arte contemporanea e da un’innovazione discreta ma sostanziale. Un approccio evoluto che coinvolge ospiti, aziende e meeting planner in un ecosistema di scelte responsabili, in linea con Serve 360: Doing Good in Every Direction, il programma di Marriott International che orienta la strategia del brand sui temi ambientali, sociali ed economi-

ci. In questo contesto, camere, ristorazione ed eventi non sono semplici servizi, ma strumenti concreti per generare valore condiviso.

EVENTI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

L’hotel si propone come un vero partner strategico per gli organizzatori di eventi. Con 1.200 metri quadrati di spazi congressuali e 19 combinazioni di sale meeting, la struttura affianca gli event planner con un approccio proattivo che interviene su logistica, allestimenti, materiali, comunicazione digitale e scelte ristorative, forte di un’esperienza consolidata nel

settore Mice maturata in oltre quarant’anni di attività. Dagli allestimenti plastic free all’utilizzo di penne bio-based e acqua microfiltrata, fino alla proposta di gadget sostenibili realizzati da fornitori locali, ogni dettaglio è pensato per ridurre l’impatto ambientale e rispondere alle crescenti esigenze di responsabilità espresse dal mercato. Particolare attenzione è dedicata anche alla progettazione dei menu business, che privilegiano materie prime locali o di filiera italiana, con proposte studiate per esigenze alimentari specifiche, allergie, intolleranze, etnie e religioni, promuovendo un concetto di inclusione oggi sempre più centrale negli eventi contemporanei.

RISTORAZIONE SOSTENIBILE

E DOMOTICA SMART

L’etica sostenibile del Four Points by Sheraton Catania si estende in modo naturale anche alla ristorazione, dalla prima colazione ai coffee break e agli standing buffet. Porzioni calibrate, possibilità di rifornirsi più volte al buffet e attenzione alla condivisione diventano strumenti concreti ed efficaci per contrastare lo spreco alimentare, promuovendo un consumo più consapevole senza rinunciare alla qualità dell’esperienza. Centrale è anche la gestione delle eccedenze, con il recupero e la donazione del cibo in collaborazione con associazioni locali, in un’ottica di responsabilità sociale. Tra le novità che verranno introdotte nel 2026, spiccano importanti interventi di automazione e domotica applicati agli spazi congressuali. L’adozione di sistemi intelligenti per la gestione di illuminazione, climatizzazione e riscaldamento consentirà di migliorare sensibilmente il comfort degli ambienti congressuali, regolando i parametri in modo dinamico e in tempo reale in base alle diverse fasi del meeting. Un’innovazione “silenziosa”, poco visibile ma ad alto valore aggiunto, che incide positivamente sull’esperienza dei partecipanti, sull’efficienza operativa e sulla sostenibilità complessiva della struttura.

VALORE AGGIUNTO PER I PLANNER

Con 166 camere, spazi indoor e outdoor modulabili per ogni formato di evento e una dotazione di servizi pensata per rispondere alle esigenze dei partecipanti prima, durante e

Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center 

Aci Castello (Ct)

Numero totale camere: 166 | Ristoranti: 1 | Posti: 500 | Sale meeting: 19 | Capienza sala maggiore: 800 posti | Capienza sala minore: 18 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.000 | Possibilità organizzazione post congress

dopo il congresso, il Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center si conferma una destinazione Mice completa. Piscina, accesso diretto al mare, campi da tennis, area fitness, spa con trattamenti dedicati al benessere, bike room attrezzata, parcheggio interno e colonnine di ricarica per veicoli elettrici contribuiscono a creare un’esperienza fluida, dove il tempo del lavoro e quello del relax trovano un equilibrio naturale. Servizi che non rappresentano un semplice plus, ma un supporto concreto alla qualità dell’esperienza congressuale, sempre più orientata al benessere complessivo dei partecipanti. A questo si aggiunge il valore della destinazione. La posizione strategica dell’hotel lo rende punto di partenza ideale per itinerari tra Etna, Catania, Taormina e Siracusa, offrendo ai planner l’opportunità di arricchire il programma con esperienze culturali, naturalistiche ed enogastronomiche di forte appeal. Grazie al supporto del sales team del Four Points Catania, ogni evento può essere integrato con attività autentiche e percorsi su misura, trasformando il meeting in un’esperienza memorabile e coerente con i valori della sostenibilità.

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© Ente Spagnolo del Turismo-Turespaña

Professionalità mediterranea

Tra storia millenaria, venue d’avanguardia e scenari unici, Valencia si conferma meta ideale per meeting, congressi e viaggi incentive,con progetti su misura per il Mice supportati da operatori esperti come Viajes Globus DMC

di ALESSANDRA BOIARDI

© Ente Spagnolo del Turismo-Turespaña

Ogni professionista del settore Mice lavora con l’obiettivo di realizzare l’evento perfetto, anche se non sempre è facile raggiungere il risultato sperato. Il successo dipende da molteplici fattori, ma il punto di partenza imprescindibile resta sempre la scelta della destinazione e dei partner più adatti. Una garanzia da questo punto di vista è Viajes Globus DMC, che può contare su oltre quarant’anni di esperienza nel settore turistico e più di dieci anni di specializzazione nell’organizzazione di eventi a Valencia, in Spagna. «Per realizzare un evento efficace servono tre pilastri fondamentali: la destinazione, la venue e l’esperienza. Tre elementi che da sempre integriamo in modo coerente per garantire la riuscita di ogni evento» spiegano da Viajes Globus DMC.

VALENCIA, PERFETTA

DESTINAZIONE MICE

Valencia è una città a misura d’uomo e allo stesso tempo ricca di opportunità, tra spazi unici ed esperienze diverse, perfetta per ospitare eventi di ogni dimensione, budget ed esigenza. È la terza città più grande della Spagna e molto ben collegata, raggiungibile per via aerea, via mare e via terra, con una storia di oltre duemila anni – celebre per custodire il Santo Graal – che si intreccia con la contemporaneità in un dialogo costante, ben rappresentato dalla Città delle Arti e delle Scienze. Alla dimensione culturale si affian-

ca quella marittima, con le spiagge cittadine e il porto, oltre agli scenari naturali della laguna del Parco Naturale dell’Albufera, nota per i suoi tramonti. La cucina valorizza i prodotti del territorio, dagli agrumeti agli orti locali, e la tradizione viene esaltata anche da tanti eventi, primo fra tutti la spettacolare festa Las Fallas, patrimonio Unesco.

Si può scegliere tra hotel cinque stelle e ristoranti stellati Michelin, così come optare per location non convenzionali: aranceti, cantine vinicole, antichi monasteri, oppure spazi all’aperto immersi nella natura o nel tessuto urbano.

La varietà delle proposte consente di combinare elementi moderni e tradizionali, costruendo format su misura: da esperienze immersive, come attività subacquee, a serate a tema ambientate in scenari ispirati alla savana africana.

Un partner d’eccezione a Valencia è Viajes Globus DMC, che mette a disposizione la sua expertise per trasformare ogni evento e viaggio incentive in una vera e propria esperienza memorabile per ogni partecipante. «Il nostro obiettivo – spiegano – è che ogni ospite si possa sentire a proprio agio e avere ricordi indelebili del viaggio e delle persone che lo hanno organizzato». II tutto, sempre accompagnato dal calore mediterraneo, dall’ospitalità e, perché no, dai sorrisi che Valencia, la sua gente e i suoi professionisti sanno regalare.

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L'EVENTO PERFETTO

Ogni professionista del settore MICElavora per creare l'evento migliore. Ma non tutti ci riescono. Ecco perché è sempre necessario scegliere la destinazione e i fornitori giusti.

Noi di ViajesGlobusabbiamo oltre 40 anni di esperienza nel turismo e più di 10 anni di specializzazione nell'organizzazione di eventi a Valencia, in Spagna

Per un evento perfetto hai bisogno di tre pilastri che con noi otterrai:

Valencia è una città compatta, molto ben collegata e sufficientemente grande da offrire una vasta gamma di esperienze e luoghi unici. È la terza città più grande della Spagna. È raggiungibile via aerea, via mare e via terra. Sorprende i visitatori con la sua ricca storia (oltre 2.000 anni, dimora del Santo Graal), l'architettura moderna (Città delle Arti e delle Scienze), la vista sul mare (spiagge e porto), il sole mediterraneo con i tramonti più romantici (laguna dell'Albufera), una cucina a base di prodotti locali (frutteti valenciani) e una ricca cultura e tradizioni che rimangono impresse (Las Fallas). La destinazione perfetta se vuoi sorprendere e deliziare i tuoi clienti, accolti dal tuo fornitore locale, Viajes Globus DMC.

A Valencia, puoi scegliere tra hotel a 5 stelle, ristoranti stellati Michelin, aranceti, cantine vinicole, antichi monasteri, la natura, la città stessa e molto altro ancora per la location del tuo evento.

Puoi combinare elementi moderni e tradizionali, sorprendere i tuoi clienti con un'esperienza di immersione subacquea o regalare loro una serata nella savana africana. La città è pronta a ospitare eventi di ogni dimensione, gusto e budget.

E il tuo evento sarà un successo se avrai il fornitore giusto, ovvero Viajes Globus DMC

La cosa più importante per ogni evento è l'esperienza. Vogliamo che gli ospiti siano entusiasti, si sentano a loro agio e creino ricordi indelebili del viaggio e delle persone che lo hanno organizzato per loro. Ogni evento è unico, ed è per questo che Valencia offre esperienze uniche: culturali, sportive, al mare o in montagna, gastronomiche, immersive, partecipative, formative...

Il tutto presentato con il calore mediterraneo, l'ospitalità della gente del posto, un sorriso e un'evidente professionalità, fornite dal miglior fornitore, Viajes Globus DMC.

info@viajesglobus.com

Il segreto di PRAGA

Parafrasando il titolo dell’ultimo libro di Dan Brown, ambientato a Praga, la capitale della Cechia amplia la propria offerta congressuale con nuove venue e hotel di alto livello, mentre sostenibilità e diversificazione sono i punti forti della strategia che vede la città sempre più Mice-oriented

di SIMONA P.K. DAVIDDI

La scena Mice di Praga è in evoluzione: con l’apertura di nuove location per eventi e di hotel di alta gamma, la città ribadisce il suo ruolo di leader internazionale nel mondo congressuale

Praga rafforza la propria posizione tra le principali destinazioni congressuali europee con una fase di espansione che combina nuovi spazi per eventi, aperture alberghiere e politiche di sostenibilità sempre più strutturate, che vanno ad arricchire l’offerta di una città dal fascino senza tempo e dalla bellezza diffusa. La capitale ceca, stabilmente nella top five mondiale delle mete per congressi internazionali (dati Icca), punta oggi a intercettare eventi di dimensioni e tipologie differenti, dal grande congresso scientifico agli incentive più esperienziali e lo fa con la regia esperta del Prague Convention Bureau e con una serie di restyling e di nuove aperture che aumentano la ricettività di circa mille nuove camere.

NUOVE VENUE E STATEGIE GREEN

L’aggiornamento dell’offerta parte dagli spazi per eventi. Tra gli interventi più rilevanti figurano la riqualificazione del quartiere fieristico e la riapertura della Nová Spirála, mentre la storica Stazione Centrale ospita ora due sale Art Nouveau per eventi fino a seicento partecipanti.

Nel 2025 ha riaperto anche il Planetario, dotato ora di tecnologia led con la possibilità di fare proiezioni sulla grande cupola, mentre nel centro storico è stata inaugurata Signal Space, una galleria permanente dedicata all’arte digitale immersiva: un esempio della crescente integrazione tra eventi e contenuti culturali. Anche la ristorazione entra nella filiera Mice: nuovi ristoranti e spazi gastronomici sono presenti negli ambienti dello storico mercato di Holešovice mentre il ristorante stellato 420 in Piazza della Città Vecchia può accomodare fino a duecento commensali.

Sul fronte alberghiero, la destinazione ha inaugurato il W Prague (161 camere e tre sale per eventi fino a cinquanta partecipanti), The Cloud One Hotel (382 camere, due sale congressuali e un rooftop con terrazza fino a 160 posti) e il Fairmont Golden Prague, dotato di sale congressuali fino a seicento persone, 320 camere, spa e sei tra bar e ristoranti. A questi si aggiungono il Sir Prague Hotel (76 camere) e il futuro complesso Akroterion, che accoglierà il Mice in cento lussuose camere e nuove facility congressuali. Un ulteriore elemento distintivo è la strategia green: Praga sostiene i congressi offrendo ai delegati trasporti pubblici gratuiti o scontati e, dal 2020, supporta solo eventi che usino stoviglie riutilizzabili. Per il mercato degli eventi, quindi, la capitale ceca non è più solo una location iconica, ma diventa una piattaforma integrata dove ospitalità, innovazione e sostenibilità si trasformano in un prodotto congressuale di grande appeal.

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ABU DHABI: mille e una destinazioni

È un mix irresistibile la capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, che all’avveniristico sviluppo urbanistico contrappone una tradizione ricca di fascino, una natura incontaminata e un’offerta culturale senza eguali nell’area. La destinazione perfetta per viaggi incentive ad alta memorabilità, con un plus in più: il programma Advantage del Convention Bureau

di SIMONA P.K. DAVIDDI

Che si passeggi lungo gli otto chilometri di waterfront della Corniche affacciata sul mare turchese o sotto l’incredibile soffitto “traforato” del Louvre Abu Dhabi – progettato dall’archistar Jean Nouvel – tra le oltre mille colonne incastonate con ametiste e diaspri della Grande Moschea dello Sceicco Zayed o tra il rombo dei motori del Ferrari World, Abu Dhabi non smette di stupire e di affascinare. L’Emirato, infatti, è riuscito a mantenere in perfetto equilibrio le proprie tradizioni e lo sviluppo avveniristico della propria urbanistica, proponendosi sul palcoscenico internazionale come una destinazione multisfaccettata e assolutamente sicura – tra le più sicure del mondo! – inclusiva e tollerante, perfetta per viaggi incentive di successo, anche grazie

all’incredibile offerta di attività uniche e di strutture alberghiere di lusso. Ad orchestrare il tutto, l’Abu Dhabi Convention and Exhibition Bureau, che gioca un asso di grande rilievo: il programma Advantage, che prevede un variegato bouquet di iniziative a supporto degli organizzatori Mice, la più rilevante delle quali è forse l’importante cashback per gli eventi a partire da cinquanta partecipanti e tre notti.

HOTELLERIE: LUSSO MAI SCONTATO Ad Abu Dhabi, per quanto riguarda l’accommodation, non c’è che l’imbarazzo della scelta: diversissimi tra loro nelle atmosfere, gli hotel di alto – e altissimo – livello sono però caratterizzati da servizi impeccabili e architetture da lasciare a bocca aperta. Tra le

strutture iconiche a cinque stelle, non si può non citare l’imponente Mandarin Oriental Emirates Palace, con la sua facciata lunga più di un chilometro e le centinaia di cupole e cupolette arabeggianti; e il Ritz Carlton Abu Dhabi Gran Canal, elegantissimo, dal quale si gode una vista privilegiata sulla mole candida della Grande Moschea dello Sceicco Zayed, l’attrazione imperdibile di qualsiasi viaggio nell’Emirato.

EVENTI,

TRA MUSEI E PALAZZI REALI

Accanto agli hotel, anche le principali attrazioni di Abu Dhabi, oltre a essere perfette per visite post congress in esclusiva e fuori dagli orari di apertura, dispongono anche di spazi per meeting ed eventi personalizzabili e privatizzabili.

A iniziare dal Louvre Abu Dhabi, il primo museo universale del mondo arabo, all’interno del quale le opere d’arte – di proprietà e in prestito dai più celebri templi dell’arte mondiale – dialogano tra loro andando oltre le loro caratteristiche spazio-temporali, sottolineando invece le profonde connessioni tra le culture di ogni epoca e territorio: 9.200 metri quadrati di esposizione sormontati da un’immensa cupola da cui filtra una pioggia di luce ispirata all’Oasi di Al Ain. Un luogo culturale per vivere esperienze di uniche, che a breve sarà affiancato dall’altrettanto iconico Guggenheim Museum, progettato dal grande Frank Gehry e attualmente in costruzione. Per continuare con il Qasr Al Watan, il magnifico palazzo presidenziale, che offre sontuose sale per gli eventi del Mice mentre per il post congress consente di scoprire il ricco patrimonio di tradizioni e saperi che hanno plasmato la storia degli Emirati, in un percorso che culmina con il meraviglioso spettacolo di luci e suoni, Palace in Motion, che si svolge ogni giorno dopo il tramonto.

YAS ISLAND: DESTINAZIONE

NELLA DESTINAZIONE

Un viaggio ad Abu Dhabi non può dirsi completo senza una visita su Yas Island – destinazione nella destinazione – vero e proprio “divertimentificio” dell’Emirato. Qui, oltre all’adrenalinico circuito di Formula Uno, dove tutto l’anno sono organizzati eventi sportivi, driving exerience e karting per vivere di persona il brivido della velocità, si trovano avveniristici hotel e irresistibili parchi a tema – tutti con la possibilità di ospitare eventi corporate e attività di team building site specific – come Warner Bros, Clymb, Sea World e il tempio della velocità per antonomasia, il Ferrari World, che oltre a vantare montagne russe tra le più alte del mondo, offre circa quaranta attrazioni brandizzate Ferrari, un auditorium con 196 posti, sale per eventi e persino la replica di una piazza italiana privatizzabile per gala dinner e diverse proposte per team building e attività di squadra.

POST CONGRESS?

DESERT EXPERIENCE!

L’ultimo elemento che non può mancare in un viaggio incentive negli Emirati e che affascina sempre anche il viaggiatore più navigato, è il deserto e Abu Dhabi vanta dune di sabbia tra le più alte ed estese d’Arabia: da Al Wahiba, che si estende tra la capitale e la città-giardino di Al Ain, all’immenso deserto di Al Dhafra, poco lontano dall’Oasi di Liwa che attraversa il Tropico del Cancro, dove divertirsi con il dune bashing, il sandboarding, e ammirare tramonti e albe mozzafiato sulle dune.

Infine, per una full immersion nella natura verde e rigogliosa, si può visitare il Jubail Mangrove Park, un’oasi locale nel centro di Abu Dhabi dove camminare su passerelle tra le mangrovie, ammirando tartarughe, aironi e gazzelle.

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Un nuovo anno di eventi

I primi del calendario 2026 sono stati l’e-workshop medical pharma e il Full Contact Meeting Planner, due appuntamenti sempre molto apprezzati e di successo

e - workshop

medical pharma

Il calendario 2026 degli eventi Ediman si è aperto con due workshop collaudati che, anche quest’anno, hanno raccolto il massimo consenso tra buyer e supplier: sono l’eworkshop medical-pharma e il Full Contact Meeting Planner, due format distinti, accomunati dall’efficacia degli incontri one-toone e non solo.

IL MEDICAL PHARMA

SI INCONTRA A ROMA

Dal 30 gennaio al 1° febbraio, l’e-workshop medical-pharma ha riunito a Roma i professionisti del mondo degli eventi medicoscientifici. Anche quest’anno la cornice è stata quella del Radisson Blu Ghr Rome, elegante hotel quattro stelle che ha accolto per la seconda volta consecutiva l’evento.

L’e-workshop si è aperto venerdì 30 gennaio con una raffinata welcome dinner al ristorante Le Roof, con vista panoramica sulla Capitale. La giornata di sabato 31 gennaio ha invece segnato l’avvio dei lavori, con una

mattinata interamente dedicata agli incontri one-to-one tra i supplier – tra i migliori servizi e location per eventi medical pharma – e i buyer presenti su invito, professionisti di aziende e agenzie di organizzazione congressuale e provider Ecm.

Gli appuntamenti – con i buyer posizionati ai desk e i supplier che si sono alternati ai tavoli secondo il format dell’evento – hanno consentito un confronto diretto su esigenze, progetti e opportunità di collaborazione, favorendo relazioni professionali mirate. Nel pomeriggio, il programma è proseguito con la visita agli spazi del Forum Theatre, situato a breve distanza dal Radisson Blu Ghr Rome. Le due strutture si inseriscono infatti in un’area del quartiere Parioli che negli anni ha assunto un ruolo sempre più riconoscibile come polo per eventi nella Capitale. La giornata si è conclusa nuovamente presso il Le Roof, con una cena che ha offerto un ulteriore momento di networking, in continuità con le relazioni avviate nel corso del workshop.

di ALESSANDRA BOIARDI

FC MEETING PLANNER, UN NUOVO SUCCESSO

Anche per l’edizione 2026, dal 19 al 21 febbraio, il Full Contact Meeting Planner ha scelto gli eleganti spazi dell’Excelsior Palace Portofino Coast di Rapallo.

Un binomio, quello tra Ediman e il cinque stelle ligure, che si è consolidato negli anni, contribuendo a confermare la solidità di un workshop diventato un punto di riferimento per il mercato degli eventi.

Dopo la cena di benvenuto, un momento dedicato alle presentazioni informali tra i partecipanti, il workshop è entrato nel vivo con due giornate di incontri one-to-one secondo la formula Full Contact: agende strutturate con appuntamenti prestabiliti e matching costruiti sulle reali esigenze dei partecipanti.

I meeting planner – presenti esclusivamente su invito – hanno incontrato nuove location, destinazioni e servizi per i loro prossimi eventi, così come i supplier hanno

avuto l’occasione di interfacciarsi con interlocutori altamente profilati e concretamente interessati alle loro proposte. È questa la garanzia firmata Full Contact: generare opportunità misurabili e relazioni professionali di valore. I momenti di lavoro si sono alternati alle pause e al networking, spesso approfittando della terrazza panoramica dell’hotel, affacciata sul mare, resa ancora più suggestiva dalla luminosità di giornate che annunciavano l’avvicinarsi della primavera: anche questa, ormai, una sorta di tradizione per questo evento.

Altro momento immancabile è stata la raffinata cena di gala, occasione di networking sempre particolarmente attesa, anche per la qualità delle proposte gastronomiche. Durante la cena, la sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci ha fatto gli onori di casa, sottolineando l’importante contributo che un evento come il Full Contact apporta da tempo al territorio in termini di promozione di alto profilo.

gli eventi

anche sui nostri social con l’hashtag: #edimanEventi

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TRIESTE: la Convention del record

Sono 350 i professionisti rappresentanti delle più importanti e qualificate imprese del Mice che hanno partecipato alla Convention di Federcongressi&eventi presso il Generali Convention Center di Trieste. Un numero di iscritti mai raggiunto nelle precedenti edizioni, che avvalora lo stato di buona salute del turismo congressuale e il consolidamento dello spirito associativo

LaXVII Convention Nazionale di Federcongressi &eventi ha segnato un record nella storia dell’associazione italiana dei congressi e degli eventi business. Ben 350 professionisti rappresentanti delle più importanti e qualificate imprese del Mice hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta a fine febbraio presso Generali Convention Center di Trieste. Un numero di iscritti mai raggiunto nelle precedenti edizioni, che avvalora non solo lo stato di buona salute del settore ma anche il consolidamento dello spirito associativo, elemento fondamentale perché, come sottolineato dalla presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile in apertura di Convention: «La forza di Federcongressi&eventi non risiede solo

nella sua struttura ma nella partecipazione attiva dei suoi membri. Nella capacità di fare rete. Nel senso di appartenenza. Perché solo insieme siamo più credibili, più rappresentativi e più forti. A PromoTurismo FVG un sentito ringraziamento per avere contribuito a organizzare un evento così significativo nella storia dell’associazione».

MICE: SETTORE STRATEGICO PER LE ISTITUZIONI

Alla cerimonia di apertura della convention sono intervenuti Daniela Garnero Santanchè, ministro del Turismo (in videocollegamento); Matteo Zoppas, presidente Ice; Massimiliano Fedriga, presidente Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia; Sergio Emidio Bini, assesso-

PREMIATE LE IMPRESE STORICHE E SOSTENIBILI DEL MICE

N el corso della Convention sono stati assegnati il Premio Marchio Storico del Mice e il Premio Impresa Sostenibile nel Mice, i nuovi riconoscimenti istituiti per premiare le realtà che hanno inciso in modo significativo sulla crescita del settore e quelle che ne stanno tracciando il futuro attraverso modelli di sviluppo sostenibili. Hanno ricevuto il Premio Marchio Storico del Mice dedicato alle aziende socie che operano nel settore da oltre cinquant’anni: Aim Group International, Bologna Congress Center, Capurro Ricevimenti, Cp Centro Pilota, Cst – Ciccarelli, Ediman, Enic Meetings and Events, Oic, Pv Agency, Riva del Garda Fierecongressi e Studio Ega. Hanno ricevuto il Premio Impresa Sostenibile nel Mice: Aim Group International, Costa Eventi, Delphi International, Firenze Fiera, Italian Exhibition Group, Mz Events e Triumph Italy Società Benefit.

re regionale alle attività produttive e turismo Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia; Roberto Dipiazza, sindaco Comune di Trieste e Roberto Morelli, presidente Generali Convention Center. In tutti gli interventi i rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato quanto il Mice sia un settore strategico non solo per qualificare e destagionalizzare il turismo ma anche per rafforzare la promozione e l’internazionalizzazione del Made in Italy e creare indotto economico sui territori: ricordiamo infatti che, secondo l’indagine condotta da Aseri, la meeting industry italiana genera un impatto economico di oltre 14,8 miliardi di euro.

FORMAZIONE TRASVERSALE E NETWORKING

Tante le occasioni di formazione che hanno coinvolto i partecipanti. Furio Benussi, plurivincitore della Barcolana, ha condiviso la sua

esperienza su come costruire team vincenti e mantenere la rotta anche nelle condizioni più complesse. Chiara Montanari, esploratrice e prima italiana a guidare una spedizione in Antartide, ha offerto strumenti per muoversi nell’incertezza e collaborare con gruppi eterogenei. Francesca Busi, copywriter e digital strategist, insieme a Nicola Donti, docente di comunicazione e professore di filosofia del linguaggio, ha invece guidato una riflessione sul ruolo dell’AI nel lavoro quotidiano. Infine, grazie al contributo di Plesh, si è svolta una sessione di brainstorming interattivo per favorire l’incontro e il confronto tra le diverse categorie di operatori del settore Mice. Ma la Convention di Trieste ha significato anche networking in una destinazione che ha incantato tutti i partecipanti per le location delle serate (Savoia Excelsior Palace Trieste e Stazione Marittima) e le bellezze artistiche e culturali scoperte attraverso tour guidati.

Sopra, un momento dello speech della presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile, che ha affermato: «La forza di Federcongressi&eventi non risiede solo nella sua struttura ma nella partecipazione attiva dei suoi membri. Nella capacità di fare rete. Nel senso di appartenenza. Perché solo insieme siamo più credibili, più rappresentativi e più forti».

IL MICE GUARDA AL FUTURO:

25 STUDENTI ALLA

Federcongressi&eventi conferma il proprio impegno nella formazione delle nuove generazioni di professionisti del settore. L’associazione ha selezionato 25 studenti su oltre cinquanta candidati iscritti a corsi di laurea e master di alta specializzazione

legati al settore Mice per partecipare a Progetto Mentore, l’iniziativa che Federcongressi&eventi promuove da oltre dieci anni con il supporto di Imex Group. Nel corso della Convention gli studenti selezionati di Iulm, Professional Datagest, Hia – Hospitality Innovation Academy, Be Academy,

Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Macerata e Università degli Studi di Udine hanno così avuto l’opportunità non solo di partecipare ai lavori e alle attività di networking ma anche di confrontarsi direttamente con chi opera ogni giorno nella meeting industry.

© Ciro Scardamaglio
© Ciro Scardamaglio

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Alto Adige

la destinazione mice tra alpi e mediterraneo

MILLE E UNA LOCATION

PER GLI EVENTI

Dai castelli agli urban resort, dalla fiera ai masi

UNA DESTINAZIONE

PER OGNI STAGIONE

Tecnologica, efficiente e sostenibile

STORIA, NATURA E INNOVAZIONE

Contesti unici per eventi ad alta memorabilità

Un invito, mille esperienze

Willkommen, Benvenuti, Ben gnüs’; la ricchezza e varietà dell’Alto Adige si preannuncia già dall’accoglienza nelle tre lingue – italiano, tedesco, ladino – che caratterizzano altrettante identità culturali: è un invito a scoprire le tante anime che qui trovano la loro armonia dando vita a un mix unico, a partire dagli scenari

Alto Adige: ovvero, là dove identità e culture si incontrano, i contrasti danno vita a sfumature uniche, il paesaggio stupisce per la sua ricchezza e l’ospitalità locale invita a rilassarsi e a rigenerarsi circondati da atmosfere uniche, dove la qualità della vita si assapora. Sospeso tra anima alpina e spirito mediterraneo, l’Alto Adige svela al visitatore un oriz-

In Alto Adige cultura, storia e natura si fondono, regalando panorami ed esperienze unici, perfetti per gli eventi della meeting e incentive industry

zonte infinito. In posizione strategica tra Italia, Svizzera, Austria e Germania e altitudini comprese tra i duecento metri in valle e i 3.905 metri dell’Ortles – la vetta più alta – sono custoditi colline e vigneti, borghi e città storiche su cui svettano le regine, le Dolomiti, dichiarate patrimonio Unesco nel 2009.

Tra valli e pendii nascono alcuni dei migliori prodotti locali, parte integrante essi stessi dell’esperienza altoatesina: dalle mele al vino, dal tipico speck ai prodotti d’alpeggio. Alla maestosità antica di castelli e fortezze fanno da contraltare le forme più contemporanee di architetture che affascinano. Il corso della storia qui è lungo e si può ripercorrere in un viaggio nel tempo, fino a lasciarsi stupire da “Ötzi”, la mummia di ghiaccio risalente a 5.300 anni fa, custodita nel Museo di Bolzano, per poi proiettarsi in avanti, nel futuro di centri di ricerca e hub creativi all’insegna della tecnologia. Dai portici medievali che accompagnano le passeggiate nei suggestivi centri storici, lo sguardo poi si apre sui prati e il verde che circonda masi e fattorie, dove vivere l’autentica esperienza contadina, per poi spaziare all’orizzonte salendo in quota, raggiungendo un rifugio o un museo di montagna.

In Alto Adige anche un viaggio di lavoro diventa un’esperienza da vivere, ciascuno al suo passo: l’alta qualità dei servizi e delle strutture – tra hotel, centri congressi, location per eventi dalle atmosfere più svariate – si fonde con la grande varietà di attività che si possono confezionare su misura. A tavola in locanda o da uno chef stellato, con gli sci ai piedi nel biancore dell’inverno o in sella a una bicicletta tra le fioriture dei meleti, a ritmo lento in un elegante stabilimento termale o a fare il pieno di cultura tra manieri e musei.

L’Alto Adige è più di una destinazione: è un modo di vivere da cui lasciarsi avvolgere e ispirare, e che saprà stupire e conquistare a ogni ritorno, a ogni stagione, a ogni scoperta.

Una destinazione

SMART

L’Italia a un passo dall’Europa, bellezze naturali, cultura, servizi: tutto in posizione strategica. Alla facile raggiungibilità, l’Alto Adige aggiunge un rete capillare di trasporti locali. Con un occhio alla sostenibilità

L’Alto Adige è facilmente raggiungibile in una molteplicità di modi, sia che si scelgano il treno o l’aereo o che si preferisca l’auto (ma sono numerosi anche i collegamenti in pullman da diverse città italiane, austriache e tedesche), grazie alle infrastrutture presenti. Una volta arrivati, la comodità continua in loco con una rete efficiente di trasporti locali votati anche alla sostenibilità, per muoversi tra i borghi o in città o per raggiungere impianti e rifugi in vetta.

IL TRENO, SMART E IN RELAX

Relax, comodità, ecologia. Pianificare un viaggio ferroviario verso l’Alto Adige è semplice: dalle principali città italiane si raggiunge Bolzano a bordo dei collegamenti disponibili di Trenitalia – compresi i Frecciarossa diretti da Napoli, Roma e Milano –, con Italo e con Db/Öbb. Anche muoversi all’interno del territorio in treno è facile, grazie alle reti ferroviarie altoatesine di Val Venosta e Val Pusteria.

A PORTATA DI VOLO

Bolzano è anche la porta d’ingresso per chi preferisce volare: l’aeroporto offre collegamenti dalle principali regioni italiane. Una volta a destinazione, i moderni treni regionali e i servizi di transfer in navetta permettono di raggiungere la località desiderata.

Non manca la possibilità di raggiungere l’Alto Adige anche da altri primari scali del Nord Italia: l’Aeroporto Catullo di Verona dista solo 150 chilometri ed è ben collegato grazie a treni e bus navetta. Treviso si trova a circa 190 chilometri e da Venezia Marco Polo si raggiungono Bolzano in 270 chilometri e Brunico in duecento circa. Senza dimenticare l’opzione di atterrare a Bergamo Orio al Serio o Bologna (240 chilometri circa di distanza) per poi sfruttare le reti ferroviarie e autostradali. L’A22 è l’arteria più rapida per chi arriva da sud, essendo collegata con l’A1 e l’A4.

Gli hotel di Bolzano per il Mice

Hotel 5*: 1 (51 posti)

Hotel 4* e 4*s: 8 (1.530 posti)

Hotel 3*e 3*s: 7 (713 posti)

Posti letto totali (tutte le categorie): 5851

Numero di location/ sale meeting: 19

Capienza sale: da 20 a 3.000 persone

di MARIANGELA TRAFICANTE

Ottimi collegamenti, una rete di trasporti capillare e un occhio alla sostenibilità: la raggiungibilità è uno dei plus dell'Alto Adige

IL CAR SHARING SI FA ELETTRICO

Combinare comodità e sostenibilità è facile anche per chi sceglie l’auto: in Alto Adige ci si può affidare alla fitta rete di trasporti pubblici, noleggiare un’auto elettrica grazie al servizio di car sharing AlpsGo, presente in numerose località, o ricaricare la propria, grazie alle postazioni di ricarica diffuse.

I collegamenti sono ottimali a qualsiasi quota, permettendo di muoversi agevolmente tra vallate e cime dolomitiche, città e villaggi di montagna.

LA MOBILITÀ È INTEGRATA

Altoadigemobilità è la parola d’ordine che connota il trasporto pubblico del territorio: la mobilità è integrata, racchiusa in un unico biglietto e connette città e borghi di monta-

Roberta Agosti

Agna, vallate e vette. Oltre che le linee urbane ed extraurbane, i city bus e i treni regionali delle linee ferroviarie altoatesine (tra Merano e Malles e tra Bolzano e San Candido), sono a disposizione degli ospiti anche linee scenografiche come la funicolare Caldaro-Passo della Mendola, il trenino del Renon e diverse funivie: muoversi diventa dunque facile e piacevole, oltre che sostenibile, permettendo di valorizzare al massimo l’esperienza di soggiorno e di combinare con facilità location ed attività, grazie all'Alto Adige Guest Pass messo a disposizione da numerose strutture ricettive e che assicura promozioni e offerte per attività culturali e commerciali in ciascuna destinazione. Su tutti i mezzi pubblici si può utilizzare liberamente la Mobilcard con diverse opzioni di durata per garantire flessibilità.

Bolzano: tra tradizione e innovazione

pochi passi dalle Dolomiti, Patrimonio Unesco, Bolzano si afferma come una destinazione Mice capace di unire identità alpina, efficienza organizzativa e visione contemporanea. Il dialogo tra tradizione e innovazione definisce il profilo di una città dinamica, storicamente legata agli scambi commerciali e oggi sede di uno dei quartieri fieristici più moderni d’Italia, punto di riferimento per fiere, congressi ed eventi professionali. La presenza di un polo universitario, centri di ricerca e un tessuto economico orientato all’innovazione crea un contesto ideale per il networking e lo sviluppo di nuovi progetti. Un’offerta articolata di strutture ricettive e spazi polifunzionali completa il posizionamento di Bolzano come destinazione qualificata per il settore meeting e congressi.

Quanto incide oggi la raggiungibilità dell’Alto Adige – tra collegamenti ferroviari, rete stradale e prossimità agli aeroporti – sulla competitività

della destinazione nel mercato Mice nazionale e internazionale?

Risponde Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano/Verkehrsamt der Stadt Bozen: «La raggiungibilità è certamente un fattore determinante nella competitività di una destinazione nel mercato Mice nazionale e internazionale. Bolzano e l’Alto Adige sono collegati al resto del mondo da ottimi collegamenti ferroviari, da un aeroporto che connette il capoluogo con molti punti nevralgici europei, una rete autostradale e stradale e un sistema di trasporto pubblico davvero capillare e di grande eccellenza. La compattezza della provincia, la sua varietà ambientale, le infrastrutture turistiche capillari e peculiari ne fanno quindi una destinazione di particolare attrattività: l’attenzione al territorio, la valorizzazione del prodotto locale in tutta la filiera e la cultura locale, poi, rendono luoghi e persone davvero unici».

© fabian dalpiaz

La sostenibilità : una visione e uno STILE di VITA

La sostenibilità è non solo ecologica, ma anche economica, sociale e culturale, guida le scelte e sostiene l’alta qualità di servizi e proposte, anche grazie alle importanti certificazioni che valorizzano le realtà più virtuose

La mobilità dolce e sostenibile è solo uno dei tanti elementi in cui si esprime la visione responsabile dell’Alto Adige nei confronti dell’ambiente e delle persone che lo vivono, sia abitanti che ospiti.

Straordinaria biodiversità, trasporti green, valorizzazione delle filiere locali, investimenti in energia pulita ed economia circolare: in Alto Adige la sostenibilità non è solo attenzione all’ambiente, è uno stile di vita e una visione, un valore condiviso che coinvolge territori, quotidianità, strategie di sviluppo e che anche chi arriva per turismo o per un evento vive in prima persona. La sostenibilità è non solo ecologica, ma anche economica, sociale

e culturale, guida le scelte e sostiene l’alta qualità di servizi e proposte, anche grazie alle importanti certificazioni che valorizzano le realtà più virtuose.

AlpNet, per esempio, è un’associazione composta da nove organizzazioni turistiche alpine che si impegna, attraverso l'Alpenmanifest e i suoi dieci principi, a promuovere un rapporto rispettoso e sostenibile con il prezioso ecosistema altoatesino.

Dalla conservazione del plurilinguismo alla promozione della cultura storica del costruire, fino alla celebrazione di feste e usanze tradizionali: tutte queste azioni contribuiscono a preservare il paesaggio culturale.

Realtà virtuose e natura rispettata: la sostenibilità in Alto Adige non è solo uno slogan

LRACINES, natura protagonista

a destinazione turistica di Racines si distingue come una sede Mice di prima classe per la sua armoniosa combinazione di natura mozzafiato, infrastrutture moderne e ottima raggiungibilità. Hotel di prima classe e l’eccellente cucina regionale creano l’ambiente ideale per riunioni, convegni ed eventi incentive.

Location uniche come il Mountain Summit oltre i 1.800 metri, comodamente accessibile tutto l'anno con la funivia, e il MountbecherGenusshaus, punto di incontro per gusto e sostenibile varietà di prodotti regionali, collegano business, ispirazione e relax in modo impareggiabile.

L’offerta diversificata per tutto l'anno è completata dalla vicinanza alla storica città di Vipiteno con il suo affascinante centro storico, case con i bovindi e opportunità di shopping. Così ogni soggiorno a Racines diventa un’esperienza ispiratrice al di fuori del turismo di massa.

Racines dispone di venti hotel a tre, quattro e cinque stelle e di circa 3.900 posti letto in totale. Offre una location per eventi e meeting con due sale conferenze in grado di ospitare da trenta a trecento persone.

Quali sono stati i motivi per la certificazione della destinazione?

«All'inizio del 2025 Racines Turismo è stato

premiato con il riconoscimento internazionale per il turismo sostenibile – afferma Thomas Gschließer, direttore di Racines Turismo Con la certificazione Gstc, Racines Turismo ha inoltre l’etichetta di sostenibilità Alto Adige livello 3. La certificazione di sostenibilità è uno strumento per lo sviluppo misurabile, a lungo termine e comunitario della località turistica. In particolare, si attribuisce uno specifico valore a mobilità ecologica, valore aggiunto regionale, tutela dell’ambiente, identità culturale e partecipazione sociale».

Quali strumenti e pratiche concrete utilizzate per realizzare eventi più sostenibili?

Risponde Andrea Wieser, responsabile sostenibilità di Racines Turismo: «Per gli eventi diamo particolare attenzione alla sostenibilità e alla riduzione dei rifiuti. Un esempio eccellente sono le transumanze: questi eventi tradizionali attirano ogni anno numerosi visitatori e sono organizzati in modo consapevole e sostenibile. Utilizziamo bicchieri riciclabili per ridurre i rifiuti e conservare le risorse. Le transumanze diventano così feste per i sensi e modelli di eventi di successo e sostenibili. Inoltre, esclusivi concerti al castello, mercati di artigianato e specialità regionali arricchiscono nel corso dell'anno il patrimonio culturale e lo mantengono vivo».

Andrea Wieser
Thomas Gschließer
© Manuel Kottersteger

La natura poi è generosa: l’energia utilizzata proviene prevalentemente da fonti rinnovabili, come quella idro-elettrica e anche nella realizzazione degli edifici viene privilegiata l’alta efficienza. I prodotti locali sono eccellenti e viene incentivato ovunque il loro impiego, anche negli eventi. Sono inoltre numerose le manifestazioni certificate come “Green Event”.

BUONE PRATICHE IN PRIMO PIANO

L'Alto Adige sta adottando il Green Deal europeo e sta concentrando la sua attenzione su attività che contribuiscono in modo significativo a ridurre le emissioni di Co2 e a facilitare la transizione verso le energie rinnovabili. Ci sono inoltre in corso numerosi progetti a sostegno delle aziende desiderose di integrare i principi dell’economia circolare nei loro modelli di business, compresa l’edilizia, che fa largo uso di materiali riciclati e produzione sostenibile in legno per ridurre il consumo di risorse e le emissioni. E nell’ottica di preservare la cultura storica, anche il restauro di edifici tradizionali viene curato in modo da aggiornare la loro efficienza energetica senza perderne l’indiscutibile fascino. Le aziende che scelgono di portare qui i loro eventi potranno beneficiare dunque anche di uno scambio virtuoso di buone pratiche e know-how.

IL VALORE DI UN MARCHIO

La sensibilità all’impatto sul territorio, sull’ambiente e sulle comunità locali è un elemento ormai di primaria importanza anche nel mondo Mice e chi desidera porre la sostenibilità al centro del proprio evento trova in Alto Adige proposte e partner particolarmente attenti: si possono programmare esperienze “responsabili” in vari momenti del viaggio, dal soggiorno in una struttura con marchio di sostenibilità al pranzo con prodotti a chilometro zero, dagli eventi di approfondimento della cultura locale alle escursioni alla scoperta dell’ecosistema. L’impegno è a tutto tondo: il marchio sostenibilità Alto Adige abbraccia sia strutture ricettive che intere destinazioni: è un riconoscimento che premia le realtà più attive nel preservare natura, tradizioni e benessere di chi il territorio lo vive, guidato dai criteri del Global Sustainable Tourism Council (Gstc).

Il marchio valorizza l’identità delle strutture ricettive, che sono soprattutto piccole imprese a conduzione familiare e profondamente radicate nel territorio. Allo stesso modo, il marchio garantisce agli ospiti di trovare ristoranti e locande che si impegnano in un’esperienza gastronomica responsabile, che riduce il consumo energetico e i rifiuti e valorizza i prodotti regionali. E precisi indicatori rendono misurabile il grado di sostenibilità di intere destinazioni, per assicurare agli ospiti un’esperienza la cui impronta “leggera” non si limita a semplici gesti, ma coinvolge un’intera comunità.

Una location per ogni desiderio

Dai palazzi storici nel cuore delle città alle baite di montagna, da castelli e fortezze che punteggiano colli e pendii alle abbazie testimoni della tradizione religiosa, fino a musei e persino rigogliosi giardini: l’Alto Adige custodisce luoghi di grande fascino che diventano cornici per eventi che si faranno ricordare

Sotto, una delle sale meeting dell'Hotel Bad Schörgau, affascinante mix tra antico e moderno

Anche così si esprime l’autenticità: l’ambiente in cui organizzare il proprio meeting o convegno non è mai pura cornice funzionale, ma un luogo che sa raccontare e colpire.

La scelta è ampia, multiforme e versatile e sempre accompagnata dall’alta qualità dei servizi,

dai centri congressi moderni a spazi più intimi e personalizzati, in grado di ospitare eventi di ogni dimensione, senza dimenticare la natura stessa, grande palcoscenico open air pronto a ospitare eventi all’insegna della rigenerazione, come team building tra i vigneti, un meeting in riva al lago o un incentive in alta quota.

La ricerca di spazi urbani incontra città come Bolzano, Bressanone, Brunico e Merano, dotate di strutture più grandi e all'avanguardia, mentre le località di montagna sono capaci di stupire con soluzioni non convenzionali come hotel di design, baite, rifugi. Il business si combina con il tempo libero, la passione e la scoperta.

Il mondo Mice qui può lasciarsi conquistare da eventi con vista sui vigneti e degustazioni, team building in un atelier di cucina, un convegno con visita guidata al museo, sessioni di formazione in baita, congressi in una tipica struttura in legno circondati dal bianco della neve. Gli ambienti preziosi che emanano stupore si alternano a spazi vocati all’innovazione, venue dove il momento professionale incontra la piacevolezza di un’opera d’arte, di una vista mozzafiato o di un break con un buon calice di vino.

BOLZANO, ECLETTICITÀ URBANA

A Bolzano il punto di riferimento è il quartiere fieristico con lo spazio polifunzionale H1 adiacente al Mec, il Meeting & Event Center, ideale sia per eventi legati alle manifestazioni fieristiche sia per congressi e seminari indipendenti, con una flessibilità di spazi fino a cinquecento persone. Altrettanto stimolanti sono le istituzioni votate alla ricerca, allo studio e all’innovazione, dall’Università con spazi tecnologicamente avanzati e personale multilingue al Noi Techpark, parco tecnologico fiore all’occhiello per aziende e realtà in cerca di avanguardia, come anche all’Eurac, con ampi spazi a disposizione della meeting industry, per allestire dal

semplice seminario al congresso di livello internazionale.

Non mancano location storiche di gran fascino come Castel Mareccio, immerso nel verde e circondato da mura e vigneti, e che offre sale suggestive, cortili e giardini anche per eventi open air.

Tra le venue del capoluogo spicca anche lo Stadio Druso con il suo Alperia Business Club, cornice ideale per eventi esclusivi.

L’enogastronomia di qualità è parte integrante dell’esperienza in Alto Adige e trova la sua valorizzazione in location come Gustelier, con spazi per convegni tradizionali ma anche una cucina professionale dove proporre cooking class, workshop e, naturalmente, cene.

BRESSANONE, TRA STORIA E CONTEMPORANEITÀ

Spesso storicità e contemporaneità convivono fianco a fianco e Bressanone ne è un chiaro esempio: l’antica città vescovile nella valle Isarco custodisce il Forte di Fortezza, ricco di sale, cortili e spazi aperti, tra volte in mattoni e caldi pavimenti in legno che si prestano a ogni tipo di evento, dalle cene aziendali a una serata musicale o artistica.

E le mura secolari dell’Abbazia di Novacella custodiscono un centro convegni le cui sale combinano spiritualità e funzionalità, dove lasciarsi ispirare in un’atmosfera di tranquillità e dove è possibile anche pernottare.

Il Forum Bressanone, in pieno centro, con le sue sale soddisfa la richiesta di architetture moderne nel cuore della città. Mentre per un’esperienza gourmet d’alta quota basta fare

Non sono mai scontate le location che l'Alto Adige mette a disposizione della meeting industry, che si tratti di un castello tra i vigneti o di un urban resort in pieno centro cittadino

In Alto Adige il mondo Mice può lasciarsi conquistare da eventi con vista sui vigneti e degustazioni, team building in un atelier di cucina, un convegno con visita guidata al museo, sessioni di formazione in baita, o ancora congressi in una tipica struttura in legno circondati dal bianco della neve

rotta sulla Plose: a 2.050 metri d’altitudine il ristorante La Finestra accoglie con una cucina alpino-mediterranea e vista panoramica.

L’ELEGANZA DI MERANO

A Merano eleganza architettonica e funzionalità trovano la summa nel Kurhaus, struttura di prestigio per convegni e congressi, ma anche manifestazioni e festival. Il suo fiore all’occhiello è la sala maggiore, la Kursaal, impreziosita da un soffitto a volta decorato con splendidi dipinti. E altrettanto affascinante è il Pavillon des Fleurs, ornato di specchi, ideale per cene di gala, sfilate, mostre e banchetti.

Un’altra cornice perfetta che immerge nella storia e nella cultura di Merano è il suo Teatro Puccini, in centro storico, che alza il sipario su eventi da ricordare, circondati da stucchi, velluti e ornamenti dorati.

A poca distanza dalla città, Castel Schenna, storica dimora dei conti von Meran in Tirolo, custodisce cimeli e pagine di storia e può diventare cornice ideale per un evento.

La Cantina Merano conquista gli appassionati di architettura, design e vino, che possono partecipare a una visita guidata alla scoperta della vinificazione tra botti in legno e barrique, o a un wine tasting nell’enoteca panoramica. In fondo, in tutto l’Alto Adige la tradizione vitivinicola non è solo un mondo da conoscere tra degustazioni e tour nei vigneti: le cantine diventano destinazioni, come per esempio la cantina Kurtatsch: il nuovo edificio, con la sua rappresentativa facciata di "Dolomia", accoglie con un'ampia enoteca con vista panoramica e sale eventi di design.

Dalla città alla natura il passo è breve ed è questo un grande valore di un evento in Alto Adige: bastano pochi minuti d’auto per lasciare i centri urbani e vivere scenari inediti, dove paesaggio, piaceri e location suggestive si combinano.

BRUNICO, LUCE CONTEMPORANEA

A Brunico, l’appeal contemporaneo è rappresentato dal Nobis, il centro eventi in cui design moderno e spazi inondati di luce naturale

VAL VENOSTA , all’insegna della varietà

Incastonata tra il Passo Resia e le porte di Merano, la Val Venosta si propone come una destinazione Mice capace di unire autenticità alpina, qualità organizzativa e identità territoriale. Un paesaggio culturale modellato da storia, agricoltura e vie di scambio incontra oggi una visione contemporanea orientata a innovazione, sostenibilità e rigenerazione. La presenza di venue versatili –tra architetture storiche, spazi culturali, strutture moderne e contesti naturali di grande valore – consente di progettare eventi su misura, dal meeting al format esperienziale. Un tessuto economico dinamico e un’offerta ricettiva diffusa favoriscono networking, collaborazione e qualità dell’esperienza. La dimensione raccolta e l’elevata qualità della vita completano il posizionamento della Val Venosta come destinazione ideale per eventi che cercano efficienza, autenticità e un forte legame con il territorio alpino.

In che modo la varietà e l’unicità delle location dell’Alto Adige rappresentano un vantaggio concreto per il Mice, permettendo di progettare eventi che uniscono funzionalità, identità e forte impatto esperienziale?

«La Val Venosta rappresenta in modo particolarmente evidente il valore strategico della varietà e dell’unicità delle location altoatesine per il settore Mice

– afferma Magda Tumler, event management, communication & Mice –. In uno spazio geografico compatto convivono castelli e dimore storiche, architetture contemporanee, spazi culturali rigenerati, aziende agricole innovative, paesaggi alpini e venue ibride capaci di adattarsi a formati molto diversi, dal meeting al congresso, fino agli eventi esperienziali e partecipativi. Questa pluralità permette di progettare eventi su misura in cui funzionalità, logistica ed esperienza si integrano con l’identità del territorio. Un esempio concreto è il Basis Vinschgau Venosta a Silandro, un ex caserma oggi trasformato in hub per innovazione, cultura e formazione. Qui spazi modulari e multifunzionali permettono di combinare conferenze, workshop, momenti partecipativi e programmi culturali in un unico ecosistema coerente. La dimensione ibrida tra venue professionale e luogo di produzione culturale favorisce scambio, co-creazione e networking, offrendo agli eventi una forte identità e un’esperienza autentica».

Capacità e venue

Hotel 3*: ca. 85

Hotel 4*: ca. 65

Hotel 5*: 1

Totale letti (tutte le strutture ricettive): 19.000–20.000

Location per eventi sale meeting (in tutta la valle) ca. 30 spazi per eventi tra hotel, centri culturali, venue ibride, castelli, sale comunali e location speciali.

Capienza: ~ 5–350 persone

Kasino @ Basis Schlanders: 450–500 persone in piedi, 200 sedute

CulturForum Laces: 300–350 posti seduti

Aula Magna / strutture scolastiche e comunali maggiori (Silandro, Malles): 200–300 posti

Sale congressuali hotel più grandi (Naturno, Laces, Malles): 80 posti

Piccole meeting room: 8–40 posti

Magda Tumler

garantiscono gli ambienti ideali per convegni, congressi e happening di vario tipo grazie a flessibilità e tecnologia. Inedite prospettive si aprono anche nella scelta di una location sportiva come l’Intercable Arena, votata agli sport del ghiaccio ma con un’anima multifunzionale che permette di ospitare eventi aziendali, concerti e tanto altro.

Sempre nella regione dolomitica di Plan de Corones l’esperienza si fa imperdibile all'affascinante Museo della Fotografia di Montagna Lumen, da visitare ma anche da vivere nei suoi spazi per eventi con vista sulle montagne a 2.275 metri e la cucina locale firmata da Norbert Niederkofler.

VIPITENO E GLORENZA, PICCOLE GEMME

Anche le cittadine più piccole in Alto Adige sanno proporre spazi interessanti e soluzioni accattivanti per la meeting industry. Tra il fascino medievale dei suoi palazzi e delle sue chiese e la montagna a portata di mano per i più sportivi, Vipiteno offre nei suoi dintorni location come il Summit Mountain Club, location di montagna ideale per un’esperienza culinaria d’alta quota, momenti di entertainment ed eventi business.

Eccellenze locali e spazi per eventi si uniscono presso Genusshaus Mount Becher (Casa del Gusto) con i suoi quattro spazi dedicati ai prodotti del territorio, un caseificio, un birrificio, una distilleria e una torrefazione. Un laboratorio del gusto da scoprire attraverso le visite guidate ma anche da vivere negli spazi per ogni tipo di evento. Nel cuore della Val Venosta sorge Glorenza, la città più piccola dell’Alto Adige, dal fascino medievale. Uno dei suoi edifici più antichi, la Torre Flurin, le cui origini risalgono al Duecento, ospita oggi un ristorante, sei eleganti suite e una scenografica sala meeting. Poco distante dalla città, il Castello di Coldrano mette a disposizione le sue storiche sale per eventi e attività di formazione ed è anche possibile affittare l’intera struttura.

CASTELLI, MUSEI E ALTA QUOTA

Per eventi dai grandi numeri circondati dalla maestosità delle Dolomiti ecco il centro convegni Bad Moos, che conta su diverse sale di varie dimensioni, oltre a suite e camere tra hotel e residence.

Haus Sexten è il centro eventi di Sesto, nella regione dolomitica Tre Cime, le cui cinque sale possono ospitare fino a trecento persone per vivere l’esperienza di un meeting o di un convegno con vista panoramica sulle vette. E Haus der Berge, la casa delle montagne, è il centro visitatori che incarna l’unione tra anima alpina e spirito sostenibile, con la sua torre costruita in legno locale di abete rosso e larice ricavato dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia nel 2018.

© SamuelHolzner-Fotografie

Finestra sul FUTURO

Profondamente radicato nelle sue tradizioni, l’Alto Adige è al tempo stesso aperto al futuro: l’innovazione qui è di casa e la spinta nasce anche dalla grande attenzione alla sostenibilità

di MARIANGELA TRAFICANTE

La valorizzazione dell’ambiente, l’uso sapiente dei materiali naturali, l’esperienza nella cura del territorio e delle sue eccellenze diventano linfa per le nuove tecnologie, unita allo sviluppo di centri di ricerca e istituzioni accademiche e alle forme contemporanee del design che plasmano cantine, musei di montagna, hub creativi e location di ogni tipo.

IL NOI TECH PARK:

DUE HUB PER L’INNOVAZIONE

Tradizione e innovazione all'insegna della sostenibilità: questo è il "manifesto" dell'Alto Adige per il futuro

Tra i fiori all’occhiello spicca il Noi Tech Park con i suoi due campus: un distretto dell’innovazione in continua evoluzione a Bolzano, un hub per la produzione e la mobilità sostenibile a Brunico. Il progetto collega economia e scienza per stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’innovazione delle imprese e l’impatto della ricerca, con la missione di diventare uno dei principali parchi scientifici e tecnologici europei. Aziende e startup, università e istituzioni di ricerca trovano al Noi Tech Park un ambiente stimolante, sostenibile e plurilingue con laboratori di eccellenza, servizi specializzati, incubazione, istituti di tecnologia, coinvolgimento del pubblico.

DESIGN E RICERCA AL SERVIZIO

DEL TERRITORIO

Seguendo le linee guida della strategia di innovazione territoriale, l’Alto Adige investe specializzandosi: nelle tecnologie green per esempio, ma anche nei comparti food and health, senza

dimenticare le infrastrutture digitali e il design. Paesaggio e design, agricoltura e tecnologia, bellezza e ricerca trovano la loro armonizzazione in un territorio che da sempre fa delle sue tante sfaccettature la sua ricchezza, attraendo investimenti e professionalità. Anche l’architettura qui gioca la partita dell’innovazione, per essere al servizio delle persone, valorizzare i materiali locali e trovare la giusta integrazione con il delicato ambiente circostante, tra forme contemporanee e tecnologie all’avanguardia per la produzione.

E così nel cuore delle Dolomiti, a 2.096 metri di altitudine, il Rifugio Oberholz, con la sua architettura moderna, si integra nel paesaggio montano attraverso le ampie finestre panoramiche, mentre ci si rilassa o si gustano i piatti creati dagli chef. Sulla Strada del vino, le forme ondulate della Cantina di Cortaccia ricordano quelle delle colline che la circondano, mentre a Termeno il legno è protagonista del volto moderno della Cantina Hofstätter, in armonia con le tonalità della vicina chiesa gotica del paese. E su in alto, a Plan de Corones il bianco del Lumen, museo dedicato alla storia della fotografia di montagna, si affaccia su un panorama mozzafiato. Design e innovazione si ritrovano anche nei servizi offerti per la produzione e realizzazione di eventi e, come abbiamo visto, nella gestione di ogni aspetto dell’accoglienza. In Alto Adige le aziende trovano dunque un ambiente stimolante e attrattivo, capace di richiamare a sé investimenti, professionalità e visioni.

URBAN o alpino?

È all’insegna della varietà l’offerta ricettiva dell’Alto Adige, tra masi, resort immersi nella natura, alberghi storici, bike hotel e strutture di carattere. Tutti con il tocco Mice

di MARIANGELA TRAFICANTE

Oggi le richieste del mondo Mice contemporaneo si sono fatte sempre più sfaccettate e ricercano personalizzazione e autenticità: esperienze di comfort ma che sappiano anche parlare al cuore degli ospiti e che li accompagnino nelle loro passioni e, perché no, anche nella scoperta inattesa e nell’esplorazione di nuovi punti di vista, per far sì che tornino a casa arricchiti non solo dal punto di vista aziendale. In questo si riflette anche la scelta dell’accommodation ideale e l’Alto Adige risponde con un ventaglio ampio di opportunità. Accolti da albergatori che non sono semplici gestori, bensì cultori appassionati della loro terra, si è sempre circondati da scenari di grande bellezza. Il lusso di un boutique

hotel, l’architettura di un albergo storico, la semplicità di un agriturismo: cambiano stile e contesto ma qualità e fascino sono indiscutibili sempre.

Si può scegliere di dormire in un hotel urbano per entrare subito nel cuore della vita culturale e sociale di borghi e città, oppure godere della vista sulle vette alpine da un resort o un rifugio immersi nella natura. Senza dimenticare la possibilità di rilassarsi nelle strutture dotate di spa e centri benessere, di coccolarsi nella suite di un boutique hotel o di scoprire i segreti della vita contadina nell’atmosfera familiare di un agriturismo. In Alto Adige le possibilità di soggiorno sono infinite e soddisfano i più svariati desideri, che si tratti di un congresso

Il lusso di un boutique hotel, l’architettura di un albergo storico, la semplicità di un agriturismo: in Alto Adige le strutture ricettive cambiano stile e contesto ma qualità e fascino sono indiscutibili sempre

a pochi passi dalle venue più funzionali, di un team buidling nel bosco o di attività incentive a stretto contatto con la cultura locale. Il filo conduttore di ogni esperienza ricettiva è l’autenticità, l’ospitalità locale, unita a un’attenzione alla sostenibilità sempre presente.

L’AUTENTICITÀ AL

MASO

Presenze fondanti e caratteristiche del territorio sono i masi, ce ne sono oltre 1.600 in Alto Adige: qui le famiglie contadine, profonde conoscitrici del territorio, accolgono gli ospiti in alloggi pieni di calore, circondati dalla natura o custoditi nel cuore di pittoreschi villaggi, e li accompagnano in un’esperienza autentica tra gesti semplici di vita quotidiana. Soggiornare in uno dei masi riuniti sotto il marchio del Gallo Rosso significa scoprire usi e costumi altoatesini, vivere in prima persona il legame profondo con la terra, assaporare prodotti genuini come confetture, succhi di frutta fatti in casa, formaggi, latticini, pane, uova fresche e tante altre specialità. E magari anche cimentarsi nelle attività contadine, per mettersi alla prova, consolidare lo spirito di gruppo, rallentare il ritmo e portarsi a casa un ricordo che va ben oltre il viaggio.

VITALPINA, UN SOGGIORNO CHE RIGENERA Benessere alpino, energia open air e alimentazione sana sono protagonisti nei Vitalpina Hotel, il gruppo di strutture specializzate ideali per ritrovare l’equilibrio tra corpo e mente. Ciascun albergo, a conduzione familiare, invita a un’esperienza che rigenera, immersi in contesti naturali idilliaci. Gli ospiti possono così riconnettersi con se stessi, mettere in pausa lo stress e ritrovare la giusta concentrazione in un ambiente che esprime l’amore per la montagna in ogni dettaglio, dall’arredamento alla passione dei gestori, che non sono solo albergatori, bensì anche guide escursionistiche esperte e certificate con cui

Bressanone, tra storia e contemporaneità

Bressanone,

una delle città più antiche del Tirolo, unisce storia e modernità creando la cornice ideale per eventi Mice di successo. Tra edifici storici e architettura contemporanea, nascono spazi unici per meeting, congressi e incentive. Infrastrutture professionali si incontrano con l’autentica ospitalità altoatesina e un servizio di alta qualità. Specialità regionali e vini eccellenti offrono l’atmosfera perfetta per il networking in un ambiente elegante. La natura circostante propone numerose opportunità per programmi collaterali attivi e attività di team building. Bressanone rappresenta distanze brevi, assistenza personalizzata e soluzioni su misura con carattere.

Come si traduce, dal punto di vista Mice, la qualità dell’ospitalità altoatesina in termini di servizio,

flessibilità e capacità di rispondere alle esigenze di eventi corporate e congressuali?

«Per noi al My Arbor – afferma Alexandra Huber, una delle manager e figlia dei proprietari dell’Hotel My Arbor a S. Andrea –, l’ospitalità altoatesina nel settore Mice significa assumerci responsabilità e pensare insieme al cliente. Ogni evento ha una propria dinamica: per questo siamo vicini ai nostri partner, reagiamo con flessibilità ai cambiamenti e rispondiamo alle esigenze specifiche. Con elevata qualità del servizio e grande attenzione ai dettagli manteniamo il controllo anche nei processi più complessi. Il nostro obiettivo non è solo offrire spazi, ma creare un contesto in cui i gruppi si sentano a proprio agio e possano trarre ispirazione dalla natura che ci circonda».

Alexandra Huber
© Josef Plaickner
© Hannes
Niederkofler

poter organizzare escursioni nella natura, parte integrante dell’esperienza. L’essenza dell’Alto Adige prosegue in hotel dove i trattamenti benessere sfruttano gli elementi naturali, dalle mele al pino mugo, per accompagnare momenti di relax come un bagno di fieno.

NEI BIKE HOTEL L’ESPERIENZA

SULLE DUE RUOTE

L’Alto Adige si esplora anche pedalando e per rendere ancora più completa l’esperienza ci si può affidare alle strutture specializzate, i Bike Hotels Alto Adige: sono situati direttamente lungo i percorsi ciclabili o nelle immediate vicinanze, sono dotati di certificazioni Bett+Bike e Bett+Bike+Sport e offrono servizi, attrezzature ed equipaggiamento. Gestiti da albergatori che sono loro stessi biker professionisti capaci di fornire informazioni dettagliate e accompagnare nei migliori tour sul territorio.

NEL CUORE DEL VINO

Un incentive o un post congress alla scoperta del ricco patrimonio enologico della regione troverà la sua base ideale nei Vinum Hotel: qui si può soggiornare nel cuore di una delle sette zone vinicole altoatesine, dove organizzare escursioni tra vigneti e degustazioni in cantina, accolti da albergatori esperti e appassionati di cultura vinicola.

TESORI LOCALI

NEGLI HOTEL BELVITA

L’attenzione a prodotti freschi e locali che seguono il ritmo delle stagioni contraddistingue la proposta degli Hotel Belvita Leading Wellnesshotels Südtirol: qui i tesori del territorio vengono utilizzati sia nei trattamenti benessere sia nelle creazioni della cucina, contribuendo a un incontro autentico con l’accoglienza altoatesina.

Evento con vista? Sì, grazie!

La natura è il grande palcoscenico dei post congress e dei team building più riusciti in Alto Adige

INCROCIO di sapori e passioni

L’Alto Adige a tavola è un incrocio di sapori, un caleidoscopio di ricette ed esperienze in cui si fondono la cucina alpina e l’anima mediterranea, i piatti della tradizione come speck e canederli e le creazioni più raffinate

Uno spuntino ritemprante in malga, una colazione in agriturismo, una cena stellata o un pranzo in una locanda tipica o in un’osteria contadina: la dimensione del gusto in Alto Adige si declina in molti modi, diventando il momento clou di un evento celebrativo, la pausa conviviale tra un meeting e l’altro, la cena che conclude un congresso, l’esperienza gourmet da regalare ai partecipanti

e, perché no, invitarli a cimentarsi nella preparazione di una ricetta tipica. È anche attraverso la sua cucina che l’Alto Adige racconta i suoi valori di accoglienza, sostenibilità e qualità. Si può passeggiare tra i meleti o visitare un produttore di speck, affiancare un contadino o scoprire i segreti di una cantina. Ognuno di loro esprime il legame con la terra e la cura di generazioni di altoatesini che conti-

nuano a portare avanti con impegno e passione un’enogastronomia locale da scoprire durante un workshop o una visita guidata, per regalare esperienze autentiche.

DAL MASO ALLE STELLE

Nei masi del Gallo Rosso si vive solo un soggiorno a tu per tu con gli agricoltori e si possono sperimentare momenti conviviali di formazione e team building, come la scuola di cucina sotto la loro guida esperta, per poi gustare insieme le pietanze preparate in una tavolata accogliente e dall’atmosfera familiare.

Incontrando agricoltori e produttori, visitando fattorie, cantine, distillerie, si ritrova il contatto diretto con l’essenza dell’Alto Adige. Nei ristoranti stellati, poi, la tradizione incontra la creatività: l’Alto Adige è tra le provincie italiane che ospitano il maggior numero di chef premiati dalla Guida Michelin, capitanati dalle tre stelle dell’Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler a Brunico, nella regione dolomitica Plan de Corones, villa del XIX secolo dove lo chef altoatesino porta avanti la sua filosofia sostenibile “Cook the Mountain”. Per chi punta “in alto”, la cucina alpina di mal-

ghe e rifugi rappresenta la gustosa ricompensa dopo un’escursione in vetta o un’attività sportiva. Qui, tra scenari panoramici e aria cristallina, si condivide con i compagni di avventura un tagliere di speck Alto Adige Igp e formaggi, ma anche reinterpretazioni più raffinate, specialità di carne alla griglia o gnocchi di barbabietola o grano saraceno, magari accompagnandoli con un buon calice di vino, un gin artigianale o un succo di lamponi o sambuco.

LA WINE EXPERIENCE

Con 2.500 anni di storia vinicola e ben cinquemila viticoltori, anche il vino fa parte di diritto di questo ricco patrimonio. Modella il territorio con una ventina di vitigni, crea un ecosistema dalla coltivazione alla degustazione e diventa parte integrante di esperienze uniche. Con trecento giorni di sole all’anno, le colline altoatesine sono l’habitat ideale per bianchi di pregio come il Pinot Grigio o il Gewürztraminer e rossi come la Schiava e il Lagrein, da abbinare a un piatto gourmet e capaci di svelare una storia camminando tra le vigne, partecipando a un wine tasting in cantina, in-

Il post congress ideale?

Una passegiata tra i filari e un aperitivo in vigna

© IDM Südtirol-Alto Adige/Manuel Ferrigato

Stefan Pföstl

Scena

contrando chi porta avanti questo legame con passione o percorrendo a piedi o in bici la Strada del Vino, che si snoda per 150 chilometri tra Salorno e Nalles.

QUALITÀ CERTIFICATA

L’enogastronomia qui è un patrimonio fondamentale e a sancire l’impegno e l’autenticità di chi se ne occupa c’è il Marchio di Qualità Alto Adige, che comprende prodotti di dieci categorie coltivati e trasformati nel rispetto della tradizione.

Buone pratiche, rispetto per l’ambiente, ciclo delle stagioni ed eccellenze a chilometro zero si traducono nel Marchio Sostenibilità Alto Adige, che contraddistingue ristoranti e locande virtuose. Scegliere una struttura certificata significa affidarsi a chi condivide l’impegno a valorizzare i prodotti locali, abbattere il consumo energetico e tutelare il patrimonio culturale locale.

AMBASCIATORI DEL GUSTO

La ricchezza enogastronomica di questo territorio è fatta di prodotti genuini, esperienza, passione, creatività: un patrimonio da valorizzare, tanto che l’Alto Adige ha creato gli Ambasciatori del gusto. Sono profondi conoscitori del territorio e dei suoi protagonisti, delle tradizioni e dei prodotti di cui sono specialisti (dai latticini al miele, dal vino allo speck) e promuovono tali valori: relatori di corsi di formazione e di conferenze, sono pronti a fornire consulenza e ad affiancare albergatori e operatori, diventando una risorsa preziosa anche in attività come escursioni a tema e degustazioni.

Scena: la terrazza soleggiata sopra Merano

sorge in posizione panoramica e soleggiata sopra Merano, tra meleti, vigneti, boschi e prati, lontano dal trambusto urbano. Il borgo, articolato in sette frazioni a diverse altitudini, offre condizioni ideali per attività da gennaio a dicembre. Per riunioni, workshop e viaggi incentive dispone di infrastrutture di qualità, hotel e strutture familiari dal fascino rurale, dal centro alle zone più alte, sempre con viste spettacolari. A pochi passi iniziano escursioni a piedi e in bici, malghe, rifugi e proposte culinarie, perfette per team building, pause attive e networking rilassato. In più, Merano è raggiungibile in pochi minuti con caffè, boutique, cultura e terme: un mix raro tra lavoro nella natura e ampie possibilità per attività ed eventi collaterali in ogni stagione.

In che modo l’enogastronomia locale diventa un elemento strategico nell’esperienza Mice, contribuendo a rafforzare il valore dell’evento e il legame con il territorio?

«Scena offre un contesto ideale in cui l’enogastronomia locale diventa un elemento strategico

dell’esperienza Mice – risponde Stefan Pföstl, presidente dell’Associazione turistica di Scena, albergatore e viticoltore –, grazie a una produzione agricola e vitivinicola profondamente radicata nel territorio. Le cantine della zona e i vigneti che circondano il paese permettono di integrare i vini dell’Alto Adige nei momenti chiave dell’evento, come aperitivi, cene di rappresentanza o degustazioni guidate. Accanto al vino, i prodotti dei masi di Scena – mele, speck, formaggi, miele, confetture ed erbe aromatiche – arricchiscono menu e coffee break, raccontando in modo concreto l’identità locale. Il coinvolgimento diretto di produttori, ristoratori e chef del territorio consente di creare format autentici, come visite ai masi, incontri con i produttori o cooking class dedicati alla cucina altoatesina. L’enogastronomia diventa così uno strumento di valore che favorisce il networking informale, aumenta la qualità percepita dell’evento e rafforza il posizionamento di Scena come destinazione Mice legata a sostenibilità, autenticità e tradizione».

© Schenna Resort Weingut Pföstl
© Südtirol-Alto
Adige/Peer

Natura autentica

Uno stato d'animo, un modo di vivere: immergersi nella natura in Alto Adige non rappresenta solo un meraviglioso scenario per un team building o un post congress. Permette di entrare in contatto con storie autentiche, approfondire cultura e tradizioni, mettersi alla prova con esperienze da ricordare.

Vita attiva all’aria aperta, esplorazioni culturali, sessioni benessere per riconnettersi con se stessi: le infinite attività all’aperto, dalle più adrenaliniche alle più rilassanti, seguono il ritmo delle stagioni e dei propri desideri.

Dall’inverno avvolto nel bianco della neve o nel calore di una spa si può passare alla primavera per avventurarsi lungo sentieri e percorsi ciclabili. L’estate poi rigenera e l’autunno conquista con la sinfonia dei colori del foliage.

INVERNO SPECIALE

D’inverno si può vivere l’adrenalina sciando in comprensori soleggiati come l´Ortler Ski Arena o Racines-Giovo o sfrecciando in slittino, magari al chiaro di luna in un’esperienza by night. Per emozioni più tranquille, ecco le ciaspolate, da concludere con uno spuntino o un pranzo in rifugio. Per un’esperienza fuori dal comune, salendo a duemila metri con la funivia di Speikboden, si può sperimentare la notte in igloo,

Esperienze da ricordare, paesaggi da raccontare e team building che uniscono davvero: è la promessa dell'Alto Adige per il Mice

A L T O A D I G E

Alto Adige a tutto sport: per il Mice più attivo, sono infinite le proposte per post congress all'aria aperta, dallo sci alla mountain bike, alle ciaspole

avvolti in caldi sacchi a pelo e letti con pelli di pecora, dopo essersi rilassati a cena o nel calore di una sauna.

Sciate sulle Dolomiti, ciaspolate ai piedi del Catinaccio, divertenti discese in slittino: d’inverno le montagne altoatesine sono regine, e invitano a vivere la natura anche attraverso attività originali e coinvolgenti, come una appassionante gara di Biathlon o una partita a hockey, una corsa in slitta trainata da cavalli sull’Alpe di Siusi o addirittura la costruzione di un vero igloo. E il fascino non si esaurisce con il cambio di stagione, si moltiplica semmai.

SENTIERI E PEDALATE PER TUTTI I GUSTI

Gli oltre 13mila chilometri di sentieri, tutti perfettamente segnalati, offrono infinite possibilità tra camminate nei boschi e trekking più impegnativi, ripagati dalla vista di vette leggendarie come il Catinaccio, le Tre cime, l’Ortles. Si può fare anche un viaggio a ritroso nel tempo e nella storia geologica di questa terra percorrendo una o più tappe del Dolomites Unesco Geotrail.

Altrettanto fitta è la rete di percorsi ciclabili, interconnessa al trasporto pubblico: attraversando la Valle Isarco si può pedalare da Bolzano al Brennero, mentre lungo l’antica via romana Claudia Augusta si fa attività fisica visitando diverse località della Valle dell’Adige. Ideale in primavera tra i meleti in fiore è la ciclabile della Val Venosta. Per sfide più impegnative ci sono i flow trail in Mtb o le salite dei ripidi valichi di montagna.

ESPLORAZIONE

URBANA

L’esperienza urbana invita alla scoperta di cittadine ricche di fascino, tra portici e vicoli in cui passeggiare dopo una giornata di lavoro, sedersi al tavolino di un caffè su una piazza medievale, lasciarsi coinvolgere dai profumi e dai colori di un mercato locale, immergersi nella storia, a cominciare da Bolzano. Imperdibile è il suo Museo archeologico, che nel cuore del centro storico custodisce “Ötzi”, l’Uomo venuto dal ghiaccio, la mummia più antica del mondo, risalente all’età del Rame, esposta con il suo equipaggiamento in un’esposizione che ripercorre tutte le tappe del suo emozionante ritrovamento.

Merano conquista con i suoi edifici Art Noveau, meta perfetta per provare le sue rinomate terme e immergersi nelle atmosfere tanto amate da Sissi. Dopo una passeggiata tra vicoli storici e boutique alla moda, è impossibile non lasciarsi inebriare dai rigogliosi Giardini di Castel Trauttmansdorff, dove il clima mediterraneo crea scenari fioriti di grande bellezza e ricchi di specie rare.

A Bressanone, città vescovile, la più antica dell’Alto Adige, una visita guidata può partire dalla piazza del Duomo per proseguire tra le vie del centro e condurre all’antica Abbazia di Novacella, monastero agostiniano le cui origini risalgono al XII secolo.

L’essenza della storia e del carattere altoatesino risiedono anche nel rapporto dell’uomo con le sue montagne: non si può perdere una visita a uno dei sei Messner Mountain Museum, fondati dal celebre alpinista Reinhold Messner, ciascuno dedicato al racconto di un elemento fondante di questa storia alpina, dalla sacralità delle vette ai ghiacci.

PAROLA D’ORDINE: DETOX

Quando la parola d’ordine è digital detox, l’Alto Adige risponde con luoghi che invitano a staccare la spina, a focalizzarsi sul qui e ora, favorendo serenità e benessere, concentrazione e lucidità. In armonia con la natura si può praticare yoga o mindfulness tra gli alberi o su un prato, o provare un percorso Kneipp tra le acque di sorgente. La connessione con gli elementi della natura guida anche i trattamenti benessere che si possono provare negli storici stabilimenti termali e nelle spa dal concept più contemporaneo con vista sulle vette: tra bagni di fieno, al pino mugo o al vino, si vive il benessere in profondità.

ISEXTEN/SESTO, vocazione Mice

mmersa nello scenario iconico delle Dolomiti, Sexten/Sesto si posiziona come destinazione Mice ideale per chi cerca un equilibrio tra efficienza organizzativa e forte valore esperienziale. La località unisce strutture ricettive di qualità, spazi per meeting funzionali e un’offerta outdoor unica che permette di integrare lavoro, networking e attività incentive in un unico contesto. Qui congressi, ritiri aziendali e incontri strategici trovano una dimensione più autentica, lontana dai ritmi urbani ma perfettamente connessa ai principali hub del Nord Italia e dell’Europa centrale. La combinazione di paesaggio alpino, ospitalità altoatesina e format esperienziali su misura rende Sexten/ Sesto una scelta distintiva per eventi professionali che puntano su coinvolgimento, ispirazione e qualità.

«Nel segmento Mice, le esperienze outdoor rappresentano oggi molto più

di un’attività collaterale – afferma Fabian Watschinger Sexten Marketing –: sono un vero strumento strategico per creare connessioni autentiche tra le persone. In un contesto come quello altoatesino, dove natura, infrastrutture e competenze organizzative convivono in modo armonico, le attività incentive diventano leve di engagement estremamente efficaci. Escursioni guidate, sfide di team building in montagna, esperienze sportive o momenti di relax panoramici favoriscono fiducia, motivazione e spirito di squadra. L’ambiente alpino amplifica l’impatto emotivo dell’evento e lo rende memorabile, trasformando un meeting in un’esperienza condivisa che rafforza relazioni professionali e identità aziendale. Per questo motivo l’outdoor non è solo un valore aggiunto, ma uno degli elementi chiave nella progettazione di eventi contemporanei ad alto impatto relazionale».

Le strutture ricettive

Hotel 3 stelle: 15(766 posti letto)

Hotel 4 stelle: 8 (752 posti letto)

Hotel 5 stelle: 1(100 posti letto)

Posti letto totali (tutte le categorie): circa 5.000

Numero di location / sale meeting: 8

Capienza sale: da 5 a 200 persone

Fabian Watschinger - Sexten Marketing
© Harald Wisthaler

Cinque motivi per scegliere l’ALTO ADIGE

Organizzare un evento in Alto Adige significa avere a disposizione un ventaglio infinito di attività, di location e di atmosfere.

Significa rallentare i ritmi per aumentare la creatività, assaporare la qualità della vita senza perdere l’efficienza

di MARIANGELA TRAFICANTE

Un connubio perfetto tra business e relax, servizi efficienti e qualità della vita: in Alto Adige l’equilibrio tra efficienza e piacere trova la sua massima espressione e scegliere di organizzare un evento qui significa poter contare su professionalità, alta qualità dei servizi, venue impeccabili con un grande valore aggiunto, circondati da scenari naturali di grande bellezza, con la possibilità di lavorare, incontrare i colleghi, formarsi o partecipare a un convegno immersi in un ambiente che ispira, ricarica e rigenera. Si può rinsaldare lo spirito di squadra durante un trekking nei boschi o sfidandosi in attività sportive come il tiro con l’arco o in una palestra di arrampicata, divertirsi con una “gara” di pedalò sul lago, cimentarsi in una originale caccia al tesoro con il geocatching, stimolare i pensieri e la creatività respirando l’aria di montagna e dedicandosi al forest bathing, partecipare a una riunione aziendale tra gli affreschi di una villa storica o nelle sale di un castello, sviluppare nuove strategie al calore di una stube in legno, per poi rilassarsi dopo una giornata di lavoro con un aperitivo tra i vigneti, una cena in locanda o dedicandosi allo yoga su un prato. Il ritmo rallenta, le energie si ricaricano, il lavoro diventa più efficace e si riparte arricchiti anche nella mente e nel cuore. Il Mice incontra una nuova dimensione, fatta di equilibrio, autenticità e ricordi che rimarranno impressi nel tempo. Ecco quindi i cinque ottimi motivi per organizzare un evento in Alto Adige.

NEL CUORE DELL’EUROPA

In treno, in aereo, in auto: è facile raggiungere l’Alto Adige, dove natura, tradizione e sguardo al futuro si intrecciano e si lasciano scoprire grazie all’efficiente rete di trasporti che rendono accessibili città, location per eventi e venue congressuali

diffuse sul territorio. Infrastrutture moderne e una mobilità di alta qualità garantiscono un accesso comodo e rapido anche dall’estero grazie alla posizione strategica tra Italia, Austria, Germania e Svizzera.

LOCATION PER TUTTI I GUSTI

Hotel urbani, agriturismi, strutture immerse nei vigneti, alberghi dedicati al cicloturismo o al benessere, soluzioni di soggiorno in edifici storici o dal design contemporaneo: c’è una proposta ricettiva ideale per ogni desiderio in Alto Adige. Stili differenti, stessa alta qualità dell’accoglienza, che si accompagna a una vasta scelta di venue congressuali e location capaci di ospitare eventi di varie tipologie e dimensioni.

SCENOGRAFIA CHE RIGENERA

Organizzare un evento in Alto Adige è anche l’emozione di trovarsi al cospetto delle Dolomiti, patrimonio dell'umanità Unesco, che incorniciano scenari naturali di grande bellezza. Vette, boschi, laghi cristallini e borghi caratteristici creano il contesto ideale per affrontare anche le giornate intense all’insegna del benessere, per rigenerarsi dopo un meeting o un congresso e per stimolare la mente.

INCENTIVE DA RICORDARE

L’incentive qui assume un valore speciale, quello di saper creare veri momenti di scoperta, relazione e memoria: che sia una pedalata di gruppo, un corso di cucina tipica o una degustazione di prodotti tipici come il succo di mela, il formaggio o il vino, ci sono infinite possibilità capaci di motivare i dipendenti o premiare i propri clienti.

CULTURA STORICA CHE GUARDA AL FUTURO

Radici e futuro in Alto Adige non sono elementi in contrasto: storia e innovazione si fondono, la cultura tirolese si intreccia alla modernità. Il risultato è un ecosistema stimolante: dalle location storiche alle sale congressi più contemporanee, per chi desidera un evento all’avanguardia in contesti che hanno storie da raccontare.

Il partner di fiducia

Desiderate pianificare un evento in Alto Adige? Meet Südtirol è il punto di riferimento ufficiale per aziende, event planner e operatori Mice, con una piattaforma gratuita per richiedere informazioni su eventi di ogni genere in Alto Adige

di MARIANGELA TRAFICANTE

Congressi, convegni, manifestazioni, viaggi incentive, team building e formazione trovano nel convention bureau l’interlocutore ideale, un partner che conosce profondamente il territorio e i suoi servizi mettendo a disposizione know-how, informazioni, idee e contatti, all’insegna della professionalità e della consulenza su misura.

I professionisti di Meet Südtirol, il centro di competenza per il settore Mice, sono appassionati ambasciatori del territorio e accompagnano nella scelta e nell’organizzazione con un accurato servizio di consulenza completamente gratuito, collaborando con i migliori partner e offrendo un servizio a 360 gradi, dalla consulenza agli strumenti informatici di comunicazione.

Fondamentale è l’assistenza nello sviluppo di programmi e attività, attraverso una consulenza individuale capace di individuare le location, i prodotti e le offerte migliori in base alle specifi-

che esigenze del cliente, sia che cerchi soluzioni classiche o stimoli inediti, attività a contatto con la natura o funzionali location urbane. Meet Südtirol svolge il suo ruolo di supporto anche nella pianificazione e nell’organizzazione di fam trip, site visit e technical visit in Alto Adige, per permettere di conoscere in prima persona sedi congressuali, hotel e i partner locali. A disposizione del mondo Mice sul sito web b2b, c’è inoltre una ricca banca dati multimediale da cui poter scaricare gratuitamente immagini e video di altissima qualità, da poter utilizzate come materiale di promozione. Il portale è anche un collettore di informazioni utili con le date di tutti gli eventi in cui Meet Südtirol è presente e strumenti come il Venue Finder per trovare la location ideale e la possibilità di iscriversi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati e ricevere informazioni e consigli utili.

I partner sul territorio

Bolzano

Azienda di Soggiorno e Turismo Tel. 0471 307000 info@bolzano-bozen.it www.bolzano-bozen.it

Bressanone

Bressanone Turismo Tel. 0472 275252 info@brixen.org www.brixen.org

Val Venosta Basis

Vinschgau Venosta Tel. 376 2379910 mt@basis.space www.basis.space

Racines

Racines Turismo Tel. 0472 760608 info@racines.info www.racines.info

Scena Associazione

Turistica Scena Tel. 0473 945669 info@schenna.com www.schenna.com

© Dietmar Denger

Sexten/Sesto Associazione turistica Sesto Tel. 0474 710310 info@sexten.it www.sesto.it

Meet Südtirol

Piazza della Parrocchia, 11 39100 Bolzano Tel. 0471 094000 mice@idm-suedtirol.com suedtirol.info/mice

In Alto Adige/Südtirol le idee rendono possibile una mobilità green che stabilisce uno standard a livello mondiale.

PER LA VITA.

Una mobilità che è sostenibile pur offrendo sempre il massimo comfort. Perché una cosa è davvero buona solo quando è buona per tutti.

Questo è ciò che ci motiva. suedtirol.biz

S ardegna

Una regione in evoluzione, per eventi esclusivi

DESTAGIONALIZZARE

E DELOCALIZZARE

La strategia della regione che favorisce il Mice

L’ISOLA DELLO SPORT

E DEI GRANDI EVENTI

Dalla Louis Vuitton Cup all’Ironman e al Rally Italia

DOMUS DE JANAS PATRIMONIO UNESCO

Più valore al territorio per eventi esperienziali

Grandi eventi ed esperienze autentiche

Più volti della stessa isola, più aspetti di una terra unica, tra antiche tradizioni e natura incontaminata. Ma la Sardegna è anche una regione moderna, ricca di iniziative ed eventi che la rendono protagonista nel panorama internazionale in ogni momento dell’anno e che mirano a consolidarla anche come destinazione congressuale ad alto livello nel settore Mice

di STEFANIA VIDA

Territorio dal fascino indiscusso, la Sardegna è oggi una regione sempre più al passo con i tempi, che ha conquistato anche la scena internazionale: è stata scelta dalla guida Lonely Planet tra le 25 destinazioni da non perdere nel 2026, come “Best In Travel”, grazie alla sua ampia offerta culturale, all’alta qualità della vita,

alla bellezza del suo territorio e, ovviamente, alla grande accoglienza, che la rendono una meta ideale anche per gli appuntamenti della meeting industry. Un riconoscimento che celebra un'isola capace di attrarre un pubblico eterogeneo grazie al suo mix unico di natura incontaminata, cultura millenaria, sapori autentici e ospitalità genuina. Una destinazione

Uno scorcio di Castelsardo

ricca di tesori artistici, enogastronomici, culturali e archeologici, ma anche di esperienze originali per viaggi incentive, coinvolgenti attività di gruppo e servizi di altissimo livello, dove gli operatori lavorano per garantire esperienze ospitali in cornici emozionanti, dove anche i semplici gusti riportano arte e ingegno di una civiltà plurisecolare. Una regione dalla duplice anima, sospesa tra passato e modernità con uno sguardo sempre rivolto al futuro e alla sua vibrante atmosfera. Ne sono un esempio i numerosi eventi organizzati nel corso del 2025, diffusi sul territorio regionale e nei vari periodi dell’anno, e altrettanti sono in programma nel 2026, che vede l'organizzazione di manifestazioni di rilevante interesse storico-turistico, dai grandi eventi tradizionali come Sant'Efisio, la Cavalcata, la Sartiglia, l'Ardia o la Corsa degli Scalzi, agli eventi sportivi di risonanza internazionale.

UN’ISOLA MICE-ORIENTED

Non solo turismo leisure per l’isola: la Sardegna conferma il suo consolidamento nel settore Mice, sostenendo una strategia di sviluppo orientata alla valorizzazione delle eccellenze territoriali, come emerge anche dall’importante appuntamento “Mice Destinazione Sardegna”, workshop annuale organizzato dall’Assessorato regionale del Turismo, in collaborazione con Unioncamere, dedicato al settore congressuale, al wedding e all’incentive, che nel 2025 si è tenuto a dicembre nel business center dell’Aeroporto di Cagliari. Tra gli aspetti più rilevanti che sono emersi durante il workshop, c’è sicuramente quello di voler far conoscere una Sardegna diversa, moderna e attrezzata, mentre il settore Mice si conferma una leva strategica per la destagionalizzazione del turismo sull’isola e per il rafforzamento di un’offerta di qualità. Un ruolo chiave, quello dell’industria degli eventi, capace di valorizzare infrastrutture, strutture di eccellenza e competenze diffuse su tutto il territorio. Un territorio, quello sardo, ricco di offerte collaterali estremamente diversificate e con un’ampia gamma di proposte a sostegno degli eventi dedicati al settore business: basti pensare al mondo dell’hospitality, ai diversi centri congressi all’avanguardia e alla rete di collegamenti in espansione. Se è vero che tutte le principali città dell’isola sono attrezzate con strutture moderne e servizi di alto livello, la Sardegna si configura come una meeting destination con una ricca e variegata proposta di location congressuali per eventi di ogni tipologia, che annovera quindi non solo sale convegni altamente tecnologiche e organizzate, ma anche venue immerse, sedi storiche e spazi assolutamente originali, grazie al suo ricco patrimonio archeologico.

Il suggestivo complesso nuragico di Su Nuraxi a Barumini
La meravigliosa spiaggia di Tuerredda a Teulada
La cupola multicolor della chiesa di San Michele ad Alghero
© Marcello Chiodino

In alto, lo scenografico bastione di Saint Remy a Cagliari

Sotto il centro storico di Cagliari custodisce sorprese architettoniche di rara fattura e una vivace vita notturna

Per la stagione estiva l’isola si prepara a rafforzare la rete di collegamenti internazionale ed europea con nuove tratte. Protagonisti gli aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia, che vedranno un mix di nuove rotte, in un quadro che punta soprattutto sull’Europa, ma che guarda anche oltreoceano. Ha preso il via a fine marzo il volo diretto OlbiaNew York, operato da Delta Air Lines con quattro frequenze settimanali, mentre è stata comunicata dalla Regione Sardegna la conclusione dell’iter

Ciclismo: un grande ritorno

Tra i numerosi eventi di cui la Sardegna diviene l’esclusiva cornice, c’è anche il Giro di Sardegna, che torna in grande stile tra gli appuntamenti da non perdere nel mondo del ciclismo internazionale. Dalla prima edizione del 1958, vinta dal francese Rolland, tanti i fuoriclasse che si sono cimentati in una competizione divenuta via via sempre più prestigiosa nel calendario ciclistico di inizio stagione: Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Vittorio Adorni, Marino Basso, Giuseppe Saronni e Peter Sagan sono solo alcune delle leggende che hanno iscritto il loro nome nell'albo d’oro del Giro. I riflettori si sono riaccesi quest’anno, tra fine febbraio e inizio marzo tra natura, tradizioni, cultura e prelibatezze di una terra affascinante tutto l’anno. Il ritorno sull’isola del Giro di Sardegna dopo quindici anni rappresenta un risultato di grande valore sportivo, simbolico e strategico per la Regione. Riportare sul territorio una competizione storica del ciclismo internazionale, uno sport che appassiona milioni di persone in tutto il mondo, significa investire in una visione che unisce sport, promozione del territorio e sviluppo economico, dimostrando ancora una volta la valenza della Sardegna come destinazione capace di attrarre grandi eventi.

di valutazione relativo al bando Nuove Rotte, lo strumento finalizzato ad ampliare le connessioni aeree della Sardegna e a rafforzare il network complessivo dei tre scali dell’isola. La risposta dei vettori, con otto nuove destinazioni, dimostra che la Sardegna è assolutamente attrattiva e competitiva e che con i giusti incentivi è possibile stimolare l'offerta di trasporto aereo. Grande interesse per le rotte interne Olbia-Cagliari e Alghero-Cagliari, strategiche per migliorare la mobilità di sardi e visitatori, sviluppare itinerari turistici alternativi, facilitare l’accesso ai diversi scali e creare nuove possibilità di connessione verso l’Italia e l’estero; ma anche la tratta Cagliari-Istanbul, che apre l’isola a uno dei principali hub internazionali, porta di accesso verso l’Asia e a rotte intercontinentali ad alta connettività; e le nuove linee verso Francia e Spagna – nel dettaglio verso Bordeaux, Nizza, Lione e Siviglia –, che rafforzano i collegamenti con due mercati esteri turistici molto importanti per la Sardegna, ma anche con new entry come Alghero-Varsavia e Alghero-Tirana. È un primo traguardo, ma rappresenta l’inizio di una strategia più ampia per rendere la Sardegna connessa 12 mesi l’anno, con benefici per residenti, imprese, turismo e, ça va sans dire, Mice.

CAGLIARI: META PERFETTA TRA BUSINESS E LEISURE Il turismo congressuale a Cagliari è un settore in crescita: la città, porta d’accesso della Sardegna e hub crocieristico del Mediterraneo, offre infrastrutture e alberghi di altissimo livello, che desideri ambienti dal sapore local o dal respiro internazionale, ma anche diverse tipologie di location attrezzate per gli appuntamenti del Mice, il tutto in un contesto storico e culturale unico. Il capoluogo, infatti, è espressione dell’atmosfera mediterranea e offre tutto ciò che si può desiderare da un piacevole soggiorno Mice, diviso tra impegni di lavoro e momenti alla scoperta del territorio: storia, arte, mare e natura per le attività di team building, ma anche comfort per un po’ di relax unito alla buona cucina, senza dimenticare shopping di qualità e terrazze panoramiche per un intrattenimento glamour. Perfettamente organizzata per l’accoglienza del turismo business, Cagliari offre infatti molti spunti anche per restare in città durante le attività post meeting, dalle più classiche e divertenti cacce al tesoro – perfette per esplorare la città in modo ludico – alle opzio-

Sotto, ha un folklore ricco e unico la Sardegna, fil rouge perfetto per gli eventi del Mice

Il canto a tenore patrimonio Unesco

In Sardegna anche il canto è una cosa seria. E può diventare il tocco “local” degli eventi della meeting e incentive industry. Iscritto tra i Patrimoni immateriali dell’umanità Unesco dal 2005, il canto a tenore è una delle espressioni più rappresentative dell’identità culturale sarda, sviluppatosi nell’ambito delle realtà pastorali della Sardegna. Si tratta di una forma di canto polifonico eseguito in piedi in circolo da un gruppo di quattro uomini usando quattro diverse voci – chiamate bassu, contra, boche e mesu boche – ed è caratterizzato dal timbro profondo e gutturale del bassu e delle controvoci.

ni che includono app interattive, tour tematici nel quartiere storico di Castello ed esperienze di team building personalizzate. Le attività si snodano tra i suoi quattro quartieri storici, che custodiscono vicende millenarie. Tra le mete più interessanti della città, da non perdere è il già citato quartiere Castello, che sorge sul colle più alto, caratterizzato da antichi bastioni – oggi terrazze in cui si anima la movida – e da pittoresche stradine su cui si affacciano dimore nobiliari come Palazzo Regio e Palazzo di Città, oltre alla cattedrale di Santa Maria. Di grande fascino sono anche le torri medievali di ingresso al castello, dell’Elefante e di San Pancrazio. Il quartiere di Villanova è collegato a Castello dalla scalinata del bastione di Saint Remy, dove ogni anno a Pasqua si respira un’aria di appassionata devozione, mentre durante tutto l’anno i visitatori si fermano nelle sue eleganti boutique e fra i suoi tesori.

Splendida anche di notte, quando Cagliari rivela il suo lato più glamour, non si possono non citare le sue prelibatezze culinarie, che la meeting industry può provare magari attraverso un vivace tour alla scoperta delle pietanze più iconiche o in ristoranti sofisticati – dagli spaghetti con bottarga e carciofi alla “burrida”, a base di gattuccio di mare e noci, alla “fregula con cocciula” –, per proseguire poi la serata in locali eleganti dall’allure rilassata.

UNA VETRINA INTERNAZIONALE

I grandi eventi, sportivi e folkloristici, non solo animano il territorio in tutti i periodi dell’anno, ma costituiscono un importante asset dell’offerta turistica sarda – da sfruttare in chiave Mice –, valorizzandone la ricchezza paesaggistica, le tradizioni, l'aspetto culturale e sportivo e favorendo il coinvolgimento esperienziale dei visitatori. Grande attesa quindi per i prossimi eventi in calendario. Sarà la Sardegna ad aprire la Louis Vuitton 38esima America’s Cup, con la prima regata preliminare che si terrà a Cagliari a fine maggio e che assegnerà il titolo a Napoli nel luglio del 2027. Sono cinque i team finora iscritti, che parteciperanno ciascuno con due imbarcazioni Ac40 monotipo foiling, una delle quali dedicata a equipaggi formati da donne e giovani velisti. Nelle prime giornate i team si sfideranno in una serie di regate di flotta, al termine delle quali i primi due in classifica si affronteranno in una finale “winner takes all” che determinerà il vincitore della regata. Per tutti i team in gara alla Louis Vuitton 38esima America’s Cup, quella in Sardegna sarà la prima vera occasione di confrontarsi, valutare le prestazioni e osservare le diverse tattiche di regata. L’America’s Cup rappresenta non solo una competizione sportiva, ma un’opportunità di straordinario valore mediatico non solo per Cagliari (la regata si terrà nel Golfo degli Angeli, antistante il porto), ma per l’intera Sardegna. Ospitare l’evento inaugurale della Louis Vuitton America’s Cup, la più antica competizione sportiva al mondo, rappresenta infatti un riconoscimento internazionale della Sardegna come luogo ideale per la grande vela, grazie a un campo di regata unico, a condizioni naturali eccezionali e a una lunga tradizione sportiva e marittima. Una manifestazione che si può ben considerare come una vetrina globale che consente di raccontare la Sardegna al mondo, il suo mare, i paesaggi, la capacità organizzativa e il legame profondo con la cultura nautica – Cagliari, da 12 anni base di Luna Rossa, era già stata individuata nel 2015 come sede delle regate veliche nel dossier di candidatura di Roma 2024, seguita poi da ulteriori opportunità che non hanno trovato compimento, nel 2020 (regate cancellate a causa dell’emergenza pandemica) e nel 2023 (regate annullate mesi prima per incomprensioni con l’organizzazione); un percorso che oggi trova invece una realizzazione concreta –. È anche il segno di un investimento che guarda al futuro, perché eventi di questo livello generano sviluppo, rafforzano il turismo sportivo, contribuiscono a destagionalizzare i flussi, ma soprattutto creano casse di risonanza mediatica perfette per i brand che desiderano trovare opportunità esclusive di promozione e visibilità. Per gli appassionati di vela e non, quindi, l’appuntamento imperdibile da segnare in agenda è a Cagliari dal 21 al 24 maggio.

© Dawid
Zawila

Palcoscenico internazionale

Da destinazione prettamente marina ed estiva, la Sardegna si è ritagliata un ruolo di primo piano sul palcoscenico del Mice, grazie a una strategia precisa che ha puntato su delocalizzazione, destagionalizzazione e grandi eventi internazionali. Ce la illustra l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu

Da icona del turismo balneare a destinazione sempre più strategica per il Mice: la Sardegna accelera sul fronte della destagionalizzazione e dell’attrazione di eventi internazionali. Tra nuove rotte, location uniche e politiche mirate, la Regione punta a ridefinire il proprio posizionamento turistico. Ne parla l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, tracciando risultati, sfide e prospettive di crescita del comparto.

Assessore Cuccureddu, che ruolo ha oggi il comparto Mice nella strategia complessiva di sviluppo turistico della Sardegna e quanto è cambiata l’attenzione della Regione verso questo segmento negli ultimi anni?

«La Sardegna non era particolarmente vocata al Mice mentre è da sempre particolarmente

ben posizionata per quanto riguarda il turismo marino e balneare: i nostri competitor sono le destinazione top del segmento come Maldive, Polinesia e Seychelles; ma il turismo dei mesi estivi da solo non basta per sostenere la destinazione; per questo motivo abbiamo deciso di attuare una politica che punti su delocalizzazione – quindi che promuova nuovi territori e non solo le coste – e destagionalizzazione –spostando i flussi nello spazio e nel tempo –, creando nuovi prodotti complementari e alternativi al mare estivo e cercando nuovi target. Il Mice si inserisce dunque perfettamente nella nostra strategia: è destagionalizzante, non richiede necessariamente le strutture costiere ed è costantemente alla ricerca di novità, elemento, quest’ultimo, al quale la Sardegna risponde con location assolutamente particolari, siti ar-

Franco Cuccureddu, assessore al Turismo della Regione Sardegna

cheologici unici e diversi da qualsiasi cosa già vista, oltre a borghi ricchi di tradizioni».

In un mercato Mice sempre più competitivo, quali sono oggi i principali punti di forza della Sardegna e su quali aspetti, invece, state lavorando per essere attrattivi tutto l’anno?

«Partiamo dalle infrastrutture: abbiamo tre aeroporti internazionali in piena evoluzione – stiamo registrando un aumento delle presenze e delle rotte, anche con l’aggiunta di importanti collegamenti intercontinentali come Dubai e New York – e tutti e tre sono dotati di sale convegni al loro interno o nelle immediate vicinanze. Abbiamo una posizione baricentrica nel Mediterraneo occidentale, tra Europa e Nord Africa. Offriamo centri congressi tecnologicamente all’avanguardia e alberghi congressuali di primo piano – a tal proposito, non si può non segnalare il grande fermento alberghiero di Cagliari –, ai quali si aggiungono location uniche – basti pensare alla sfilata di Dolce & Gabbana all’interno del sito nuragico di Nora –. Non solo: la Sardegna vanta la più alta densità al mondo di siti archeologici: circa ottomila, 3.500 dei quali sono domus de janas (da quest’anno Patrimonio Unesco, ndr.) risalenti a circa 1.500 anni prima di Cristo».

Che bilancio può tracciare del workshop “Sardegna Mice”: quali risultati concreti ha prodotto in termini di visibilità, contatti e opportunità per il territorio?

«Sicuramente è un evento che funziona, anche grazie all’accurata selezione di buyer e seller profilati; a conclusione dei lavori, i circa 40-45 seller che hanno partecipato all’edizione 2025 si sono detti assolutamente soddisfatti dei contatti presi: alcuni hanno addirittura chiuso dei contratti già durante il workshop. Per questo motivo possiamo anticipare l’edizione 2026, che si terrà verosimilmente in ottobre».

L’assegnazione della Louis Vuitton Cup rappresenta un’occasione storica: che impatto potrà avere sull’immagine della Sardegna come destinazione per grandi eventi internazionali e sul comparto Mice in particolare?

«La Louis Vuitton Cup è la prima delle tre regate preliminari dell’America’s Cup; è il momento in cui si proveranno le barche e i team per la prima volta! Abbiamo lavorato sodo per ottenerla perché la concorrenza, come si può immaginare, era molto forte, ma ci tenevamo particolarmente ad ospitarla non solo per il prestigio, ma anche perché si tratta della più antica competizione sportiva ancora in corso – nasce nel 1851, prima di Wimbledon, ndr. –, senza dimenticare che la prima sfida velica dell’Italia, con Azzurra nel 1983, partì dalla Sardegna e che Cagliari è da 12 anni la base di Luna Rossa. Inutile dire che la manifestazione ha riscosso no-

tevole interesse da parte dei grandi brand internazionali, con una prevalenza di statunitensi, giapponesi e cinesi che hanno prenotato intere strutture alberghiere, organizzando eventi a contorno, prenotando yatch per portare i best client in prima fila durante la manifestazione».

Quali strumenti di contributo e incentivo mette oggi in campo la Regione per chi organizza eventi, congressi e convention in Sardegna? «Già dallo scorso anno abbiamo istituito un piccolo incentivo tramite il quale la Regione sostiene il cinquanta per cento dei costi degli eventi “collaterali” purché legati alla Sardegna: dalle cene a base di prodotti del territorio ai momenti di intrattenimento con gruppi locali, alle escursioni a borghi o siti archeologici per delegati e accompagnatori, il tutto per un massimo di trentamila euro a evento e fino a esaurimento delle risorse. Lo scorso anno sono stati venti gli eventi che ne hanno beneficiato».

Guardando al futuro, quali sono i progetti e le priorità su cui l’Assessorato intende puntare per far crescere il Mice in Sardegna nei prossimi anni?

«Tra i nostri prossimi obiettivi c’è il turismo accessibile, mercato dal quale eravamo ancora parzialmente esclusi: abbiamo stanziato 16 milioni di euro per consentire alle strutture di adeguarsi, in modo da poter garantire l’intera filiera accessibile a tutti, dai centri congressi alle spiagge».

Nella pagina accanto: Cagliari è una città in fermento, con nuove aperture nell'hotellerie di alto livello e con un calendario di eventi internazionali sempre più fitto

Sotto: dal 21 al 24 maggio Cagliari ospiterà la regata preliminare della Louis Vuitton Cup

Emozioni da vivere tutto l’anno

Archeologia, natura, sport e divertimento, enogastronomia e tradizioni millenarie: la Sardegna è tutto questo e anche di più. È un territorio ricchissimo da vivere in ogni stagione, dove un viaggio di lavoro può trasformarsi in un’esperienza indimenticabile, alla scoperta dei tesori di una regione dal fascino unico

In alto, il misterioso Nuraghe

La Sardegna è una terra di miti, leggende e misteri arcaici che affondano le radici nell'età nuragica, intrecciando la storia con il folklore magico. Appena si mette piede sull’isola i sensi si risvegliano immediatamente: luce abbagliante, infinite tonalità verdi e azzurre, tramonti multicolore, nell’aria il profumo selvatico delle piante e il salmastro del mare che pervadono l’isola. Una regione ricca di luoghi da scoprire che partono dalla sua costa, con spiagge da sogno, per arriva-

re alle città e ai borghi più pittoreschi, dove si respirano cultura e tradizioni, per concludere con il variegato entroterra, dove si trovano testimonianze di epoche passate. Un viaggio in Sardegna, tra appuntamenti di lavoro ed entusiasmanti attività di gruppo, è sicuramente un’esperienza che lascerà il segno. Tante le iniziative che qui si possono fare in una sola occasione, perché la vivacità e la ricchezza di quest’isola, così conservativa e così moderna al contempo, sembrano davvero infinite.

di Santa Barbara

TEAM BUILDING

CHE LASCIANO IL SEGNO

Camminare in Sardegna non è un semplice trekking ma un’autentica gioia per i sensi e un’idea perfetta per unire sport, scoperta del territorio e attività di gruppo, immersi in una natura suggestiva grazie ai suoi paesaggi sempre diversi, che stupiscono a ogni angolo. Quale migliore occasione, quindi, per cimentarsi in uno dei numerosi cammini lungo antichi sentieri, incontrando la verde bellezza del territorio? Grande protagonista, infatti, è proprio la natura che fa da cornice a esperienze di team building originali e coinvolgenti per tutti, pensate per ispirare, unire ed energizzare il gruppo. Grazie alla collaborazione con partner selezionati, è possibile organizzare attività su misura in un mix di divertimento, strategia e scoperta, come escursioni off-road, orienteering, cacce al tesoro creative, da arricchire magari con pic-nic preparati ad hoc con i prodotti del territorio, per un rilassante ristoro immersi nel verde. Che siate escursionisti esperti o semplicemente alla ricerca di un piacevole intrattenimento per un post congress rigenerante, i sentieri della Sardegna hanno qualcosa da offrire in ogni stagione, grazie anche al suo clima mite per gran parte dell’anno.

Tra i più famosi, c’è il Cammino di Santo Jacu si snoda per 1.600 chilometri complessivi, tagliando l’isola da parte a parte. Il percorso si sviluppa lungo un asse centrale che va da Cagliari a Porto Torres, alla quale si aggiungono altre quattro varianti: quella del Sinis da Bolotana a Oristano, quella da Cagliari a Sant’Antioco, quella del Sulcis e il Cammino del nord da Porto Torres a Orosei. Lungo il percorso è possibile scoprire baie nascoste, chiese medievali e villaggi pittoreschi, dove potersi rilassare assaggiando la cucina locale e perché no, magari provando a cimentarsi in una cooking class con le specialità locali e immergersi nella ricca storia e cultura dell’isola. Il Cammino di San Giorgio Vescovo è un percorso a tappe nel sud-est dell’isola di cinquecento chilometri circa. Con partenza da Cagliari si arriva fino a Oliena, alle falde del Supramonte. Lungo la strada, tanti piccoli comuni che custodiscono le tradizioni della Sardegna interna come il vecchio paese fantasma di Gairo, per aggiungere un tocco di mistero al viaggio. Molto famoso il Cammino delle Cento Torri: 1.284 chilometri sempre affacciati sul mare, deve il suo nome alle oltre cento torri costiere costruite nel corso dei secoli da diverse dominazioni come punti di guardia e osservazione. All’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale si sviluppa invece il Cammino Minerario di Santa Barbara, un itinerario nel cuore della regione del SulcisIglesiente-Guspinese, che mescola bellezze naturali, religione, storia e cultura; mentre il Cammino di Sant’Efisio è il più breve della lista,

In alto, l'idea per un post congress nella natura? Un trekking nel Supramonte In basso, la Laveria Lamarmora, monumento di archeologia industriale

© Andrea Marongiu

In alto, la Grotta di Nettuno a Capo Caccia, Alghero

con sessanta chilometri da percorrere in quattro giorni, tra il capoluogo Cagliari e Nora, dove si trova anche un’area archeologica del IX secolo a.C. – ottimo per il Mice che non ha molti giorni a disposizione ma vuole comunque passare delle belle giornate all’aria aperta –, con destinazione finale la statua dedicata a Sant’Efisio nel paese di Nora.

Lacaccia al tesoro è uno dei giochi corporate classici e sviluppati per primi per migliorare le capacità di relazione e comunicazione tra membri del team. Il problem solving all’interno dei gruppi, la capacità di delega e comunicazione vengono sviluppati in maniera giocosa mettendo tutti i team davanti a un obiettivo. In Sardegna la caccia al tesoro non conosce limiti e il territorio di esplorazione è vastissimo, così come le modalità di trasporto: in jeep, in gommone oppure a piedi o in quad, per non fare che alcuni esempi. Per chi ama invece i motori non si può non provare un’escursione in 4X4 fra le montagne che si affacciano sul mare, con panorami spettacolari in una natura intatta, per poi tornare alla costa e scoprire le più belle calette nascoste. Per chi è alla ricerca, invece, di un’esperienza dal ritmo più slow, si può scegliere un mezzo di trasporto “alternativo”: il cavallo. La Sardegna, infatti, è una meta molto amata dagli appassionati di tu-

A CACCIA dell’avventura

IL MONDO NASCOSTO DELLE GROTTE

Rinomata per le sue spiagge e il suo mare, la Sardegna offre anche nel suo entroterra scenari che sanno stupire in ogni momento. Organizzare un evento corporate nella regione permette di trasformare qualsiasi momento di lavoro in un’esperienza indimenticabile per i partecipanti, per rinsaldare lo spirito di squadra in luoghi

rismo equestre. Fin dai tempi antichi, il cavallo è stato impiegato come mezzo di trasporto sull’isola e questa tradizione è rimasta intatta negli anni e i numerosi maneggi, gli agriturismi e i circoli ippici che offrono a turisti e residenti indimenticabili escursioni a cavallo in Sardegna ne sono la prova. Chi vuole provarle può scegliere il mare o l’entroterra. In entrambi i casi si ritroverà immerso nella macchia mediterranea e vivrà un’esperienza unica.

che ispirano armonia e benessere. Un modo speciale per visitare il cuore profondo dell’isola? Attraverso i tunnel scolpiti nella roccia che custodiscono capolavori della natura: grotte bellissime, con stalattiti e stalagmiti che, goccia dopo goccia, diventano sempre più imponenti. Tra le più interessanti da visitare si possono sicuramente citare le Grotte di Nettuno. Dopo una visita nella caratteristica cittadina di Alghero, tra barche, negozi di artigianato e antiche abitazioni che si affacciano sul mare, si parte alla scoperta delle grotte, raggiungibili anche in barca, magari arricchendo l’esperienza con un aperitivo sulle onde. Le grotte di Ispinigoli si trovano invece nel nuorese, in una delle zone più popolari di tutta l’isola, ricca di calette nascoste. Queste grotte si sposano perfettamente con le meraviglie di questa zona e offrono a chi le visita un ambiente da fiaba, dove le colonne calcaree sembrano decorate a mano. Incastonate tra scogliere e falesie, troviamo invece le Grotte del Bue Marino (raggiungibili unicamente in barca) che vennero chiamate così perché in passato erano utilizzate come riparo dalle foche che frequentavano questa zona dell’isola. Nella Sardegna sud occidentale le Grotte di Is Zuddas sono un vero complesso sotterraneo, in cui l’acqua ha lavorato per anni, creando questa opera d’arte. Lungo il percorso al suo interno è possibile ammirare varie stanze, tutte diverse l’una dall’altra, in un incredibile gioco di forme tra stalattiti

e stalagmiti che si alternano per creare ambienti suggestivi. Nel Sulcis Iglesiente, poco distante dalla costa di Buggerru e Portixeddu, infine, si trova Fluminimaggiore, che ospita una delle grotte più belle della Sardegna: la scenografica Grotta di Su Mannau.

IL “GREEN” CHE FA SQUADRA

Grazie al suo clima mite la Sardegna è una destinazione ideale per viaggi incentive in ogni stagione, offrendo diversificate opportunità di divertimento all’aperto, non ultimi i suoi rinomati campi da golf professionali. Il golf e il team building, infatti, sembrano apparentemente due mondi distinti ma in realtà, possono perfettamente integrarsi per creare un’esperienza aziendale unica. Il golf è tradizionalmente considerato uno sport individuale, ma offre dinamiche che favoriscono la collaborazione, la concentrazione e la strategia, tutti elementi chiave in un team di lavoro. Questo sport, infatti, incoraggia il lavoro di squadra, poiché i partecipanti devono supportarsi a vicenda, condividere strategie e prendere decisioni insieme; inoltre, trascorrere diverse ore in un ambiente rilassato, favorisce interazioni più autentiche e connessioni più solide tra colleghi e partner aziendali. I paesaggi multiformi e scenografici sono lo cornice per i campi da golf isolani, dove combinare passione sportiva in atmosfere eleganti, tra servizi di qualità, centri wellness e cucina prelibata. Una destinazione rinomata nel cuore della Costa Smeralda è il Pevero

A fianco, un'escursione in barca a vela lungo le coste della Sardegna e delle sue isole "minori" regalerà cromie marine indimenticabili

La pietra portafortuna sarda

Tra le leggende sarde molte riguardano amuleti, monili e gioielli, a cui il folklore attribuisce poteri propiziatori e addirittura magici. Tra questi spicca Su Coccu. Un ottimo reminder da regalare a delegati e partecipanti Mice, ma prima di omaggiarlo come ricordo è bene conoscerne il significato. Secondo le antiche storie che si narrano sull’isola, per difendersi da maledizioni e malocchio occorre indossare un monile con un ciondolo di una particolare pietra, rotonda e di colore nero, chiamato appunto Su Coccu (o su Kokku). Il ciondolo è realizzato solitamente in ossidiana, onice nera, o è comunque ricavato da una pietra di colore scuro. Questa pietra viene incastonata nell’argento e deve essere rotonda, per richiamare la forma di un occhio. Può essere indossata come ciondolo di una collana oppure come bracciale o come spilla: secondo le superstizioni il nero raccoglie le energie negative e oscure. proteggendo chi lo indossa.

Golf Club, considerato uno dei più bei campi del mondo. Le 18 buche sono dislocate su un tappeto naturale lungo la costa tra scorci spettacolari: fairways che si insinuano tra le essenze della macchia mediterranea, bunker che affiorano su rocce granitiche modellate dal vento, piscine naturali come “rischi d’acqua” del percorso.

Quiete e natura incontaminata si incontrano a Is Arenas, un vero e proprio angolo di paradiso per il golf. Il campo del Golf Club Is Arenas, al centro della costa occidentale sarda, a pochi passi dalla penisola del Sinis, si estende per oltre sei chilometri lungo un litorale di dune sabbiose modellate dal vento e punteggiato da pini e ginepri, un campo da giocate eleganti, realizzato nel pieno rispetto di un bosco di ottocento ettari. Is Molas è tra i più ampi course in Sardegna ed è annoverato come uno dei campi più validi sotto il profilo tecnico, sede di prestigiose competizioni come Italian Open e European Masters. A Santa Margherita di Pula Is Molas Golf Club è uno stupendo giardino con vista sul mare, che sorge a pochi minuti da spiagge incantevoli e a circa trenta chilometri dal Cagliari. È tra i course più grandi dell’isola tra palme, macchia mediterranea e prati, ha in tutto 27 buche. Infine, il Tanka è un gioiello incastonato nello spettacolo della costa di Vil-

lasimius e l’area marina protetta di Capo Carbonara: quaranta ettari di campo con uno scenografico impianto d’illuminazione che permette di competere anche di notte.

A VELE SPIGATE VERSO IL DIVERTIMENTO

Non si può dire di conoscere la Sardegna se non si sperimenta la simbiosi con il suo mare attraverso gli sport d'acqua, il relax delle passeggiate a riva, il cullare delle onde o le immersioni nel blu più profondo. Organizzare adrenaliniche regate in barca a vela come attività di team building offre l'esperienza perfetta per rafforzare leadership e collaborazione in scenari suggestivi come la Costa Smeralda, il sud Sardegna o l'arcipelago della Maddalena; in particolare Cagliari (Golfo degli Angeli), Villasimius, Chia, Alghero, Olbia e Porto Cervo sono le località a maggior vocazione velica, oltre a vantare strutture ricettive per meeting e conferenze. Non solo regate, tuttavia: un team building legato al mare può includere anche prove di abilità, gare di costruzione di zattere o beach challenge di diversa tipologia, il tutto organizzato da esperti professionisti del settore. Per i momenti conviviali legati al contesto marino, infine, non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra pranzi suggestivi direttamente in spiaggia, aperitivi al tramonto o cene a tema.

BENESSERE ANTICO

Nelle diverse attività di un viaggio di lavoro si necessita sempre di un momento di pausa e di relax. Quale migliore occasione delle terme per concedersi dunque una piacevole sessione di benessere? In Sardegna le terme – le località termali sono in particolare quattro: Benetutti, Casteldoria, Fordongianus e Sardara – offrono un'esperienza di autentica rigenerazione: acque che sgorgano calde dal cuore del territorio, vapori che si intrecciano con il profumo del mirto e del rosmarino selvatico, vere e proprie oasi di pace incontaminate, in grado di regalare un viaggio sensoriale tra natura, storia e leggende antiche, dove il tempo rallenta e il corpo si rigenera. In questa terra selvaggia e affascinante, anche un bagno termale diventa un rito, un tuffo nell’anima più antica del Mediterraneo.

UNA WINE EXPERIENCE MILLENARIA

Terra dei centenari, culla di tradizioni enogastronomiche dal carattere semplice e deciso, in tema di sapori la Sardegna non ha bisogno di presentazioni. Forse non tutti sanno che i sardi furono tra i primissimi vinificatori nel Mediterraneo, una scoperta che contribuisce a rendere così preziosa la tradizione della produzione vinicola, con pregiati vitigni autoctoni. Per un post congress sensoriale provate l’esperienza di un wine tasting all’insegna del gusto: che si tratti di una classica visita guidata nelle stori-

Pche cantine sarde seguita da degustazioni di vini abbinati a prodotti locali come formaggi e salumi, o di un'iniziativa più dinamica con degustazioni personalizzate e tante attività ludiche a contorno per rendere l'evento davvero speciale, unendo tradizioni enologiche e piacevoli momenti di coesione, sarà un’esperienza imperdibile.

Se si parla di etichette, a farla da padrone è ovviamente il rinomato Cannonau, il re dei vini sardi, famoso per le sue note di frutti rossi e la sua struttura raffinata, proveniente specialmente dalle zone di Oliena, Jerzu e Capo Ferrato. Eccellono anche il Vermentino di Gallura Docg (bianco fresco e sapido, unica Docg sarda). il Carignano del Sulcis, la Monica di Sardegna e la pregiata Vernaccia di Oristano, ideali per accompagnare la ricca cucina locale. Il mondo della viticultura ben si presta anche ad attività di team building, basti pensare per esempio ai blending game, nell’ambito del quali i team si sfidano per creare un blend personalizzato che rappresenti i valori aziendali, valutato poi da un sommelier e ottimo souvenir da portare a casa con sé a fine viaggio. È possibile anche organizzare pranzi, cene o pic-nic nel vigneto al tramonto, per favorire il networking, includendo anche attività collaterali tra i filari, magari con cacce al tesoro in vigna, giochi a squadre o orienteering per unire l'apprendimento alla sfida ludica.

Sapori autentici e ospitalità calorosa

arte integrante di un viaggio incentive o di una convention è sicuramente l’aspetto gastronomico. E in questo campo la Sardegna conosce pochi rivali. Qui la qualità e la preparazione delle pietanze sono elementi identitari e distintivi dell’isola, aspetti che si insinuano nelle pieghe di storia e cultura. Sulla costa o nell’entroterra, la Sardegna non smette mai di stupire per le sue prelibatezze, basate su ingredienti semplici e genuini, con sapori forti e allo stesso tempo delicati. La regione è patria di tanti prodotti tradizionali di altissima qualità, dal pecorino al fiore sardo, dal carciofo spinoso allo zafferano, dalla bottarga ai vini. Cucine familiari e ristoranti sono sempre all’opera per preparare ricette e specialità tipiche. A iniziare dai forni del pane: dal “coccoi” al “civraxu”, dal “pan’e gherda” al “carasau”. E poi la pasta, secca come “fregula” e “malloreddus” o fresca come “filindeu” e “lorighittas” e i famosi “culurgiones”, che spesso si possono preparare in divertenti cooking class, sporcandosi le mani impastando e apprendendo questa antica arte, accompagnando il tutto con sfiziosità locali come gli

immancabili formaggi: pecorino, caglio di capretto e casu marzu, e anche i dolci al formaggio come “seadas” e “pardulas” e quelli a base di mandorle e miele.

Sono numerosi i post congress e i team building che si possono organizzare intorno al mondo del

vino in Sardegna

L’isola dalla doppia anima

La Sardegna è una terra dal fascino unico, divisa tra un passato antico e la più sfolgorante mondanità, che ogni anno raduna il meglio del jet-set mondiale. Un territorio che regala, a chi la visita, un’esperienza intensa e autentica, fatta di contrasti e suggestioni che solo questa terra sa offrire. A tutto vantaggio del Mice

di STEFANIA VIDA

L’In alto, uno dei punti di fascino della Sardegna sono sicuramente le sue spiagge di borotalco lambite da un mare dalle gradazioni caraibiche. Nella foto, la spiaggia di Capriccioli

ottima riuscita di un viaggio business è data anche dalle emozioni che si riportano a casa. Organizzare un tour in Sardegna offre un'esperienza unica, che unisce lavoro e piacere in un luogo da sogno: l’isola, infatti, è spesso definita un vero paradiso nel cuore del Mediterraneo. Le sue coste e le sue candide spiagge ne sono l’emblema, ma ci sono numerosi luoghi e infinite sfaccettature che vale la pena scoprire. Parliamo delle città e dei centri più rinomati, delle località più caratteristiche e, naturalmente, di importanti siti di interesse storico e culturale. Tra i suoi tanti primati, la Sardegna vanta, infatti, uno dei più ricchi patrimoni Unesco, che include siti archeologici millenari, paesaggi unici e tradizioni culturali immateriali. I principali riconoscimenti includono il villaggio nuragico Su

Nuraxi di Barumini, il Canto a Tenore, il Parco

Geominerario e la riserva della Biosfera di Tepilora e le Domus de Janas, antiche necropoli, recentemente inserite nella lista Unesco, che rivestono una straordinaria importanza per la Sardegna e per l’Italia intera. Le Domus de Janas, termine che in sardo significa “case delle fate”, sono tombe preistoriche ricavate nella roccia; si tratta di manufatti che testimoniano una delle epoche più interessanti della antica civiltà sarda. Se ne contano circa 3.500, distribuite in tutta l'isola con particolare concentrazione nel centro-nord.

Ogni riconoscimento rappresenta un tassello di un’identità complessa, che guarda al futuro con radici nella sua storia millenaria. Una storia non solo da osservare ma da sperimentare. Sono disponibili, infatti, diverse realtà che organizzano

tour e attività di gruppo a tema archeologico, con esperienze nella storia nuragica e punico-romana, perfette per rinforzare la coesione e apprendimento ma anche semplicemente come post congress ad alta memorabilità. Le attività spaziano da coinvolgenti cacce al tesoro nei quartieri storici come Castello a Cagliari a laboratori di archeologia sperimentale (creazione di bronzetti), fino a visite guidate in siti nuragici come Genna Maria (Villanovaforru) o il Nuraghe Appiu.

QUANDO LA PIETRA CANTA

C’è un posto in Sardegna dove ci si può avvicinare a un monolite di basalto alto due metri, sfiorarlo con le dita e… ascoltare la risposta della pietra! Si tratta di una pietra che porta la firma del rinomato scultore sardo Pinuccio Sciola, deceduto una decina d'anni fa. Personalità vivace e grande mediatore culturale, Sciola ha portato la cultura sarda nel mondo e ha realizzato l’ambizioso progetto di trasformare il paesino di San Sperate (dove è nato), in provincia di Cagliari, in una sorta di borgo-museo. Qui, l’artista ha realizzato numerosi murales, statue e le cosiddette “Pietre Sonore”, per le quali è diventato celebre. Sciola, infatti, ha elaborato la teoria per cui le pietre non sono oggetti inanimati, bensì custodiscono la memoria della terra e posseggono una voce interiore. Praticando delle fenditure sulla pietra, in particolare sul basalto e sul calcare, e passandovi un oggetto o una piccola pietra, queste emettono particolari suoni, che sono stati protagonisti addirittura di concerti jazz: un connubio unico tra scultura e musica, una “magia” perfetta per stupire la meeting industry con l’effetto-wow.

L’AUTENTICO LUSSO

DELLA SARDEGNA

Tra le sue tradizioni millenarie e la sua natura incontaminata la Sardegna rivela anche il suo lato più glamour, in un equilibrio unico che solo questa terra riesce a portare avanti. Se si pensa al lusso dell’isola, il pensiero va subito alla sua celebre Costa Smeralda, famosa in tutto il mondo per le piazzette ricche di vita mondana gli eventi e i servizi d’alta qualità. Hotel e residenze di lusso, movida scintillante, boutique selezionate, aperitivi e serate eleganti: la Costa Smeralda, con il suo Consorzio, fondato dal principe ismaelita Karim Aga Khan nel 1962, invita a godere del buon cibo, dello shopping e di una vita spensierata nel cuore di Porto Cervo, fra Golfo Pevero, Pantogia e Capriccioli. Caratteristica la sua architettura, fatta di piccoli edifici bassi e bianchi, dai contorni sinuosi e perfettamente inseriti nella vegetazione mediterranea, come la chiesa di Stella Maris, progettata da Michele Busiri Vici. La fama della Costa Smeralda è legata ad alcune località di inestimabile valore naturalistico, come Cala di Volpe, esclusivo porticciolo naturale in cui sono state girate le scene

di film famosi come “Agente 007 – La spia che mi amava”. Fra le altre località anche il Grande Pevero, Liscia di Vacca, avvolta dalla macchia mediterranea e caratterizzata dal turchese delle acque, Liscia Ruja, con le sue piccole baie contornate da piante di ginepro, le spiagge candide di Romazzino e Pitrizza. Autentico tesoro dell’isola, infatti, il mare della Sardegna ha raggiunto nel 2025 nuovi traguardi, grazie alle sedici località premiate con le rinomate Bandiere Blu, confermando ancora una volta il suo percorso di crescita, l'eccellenza per la qualità del suo patrimonio naturalistico e l’ottima gestione del territorio.

UNA DESTINAZIONE ESCLUSIVA PER L’INCENTIVE

Viaggi incentive ben progettati offrono risultati aziendali concreti, oltre al benessere e al coinvolgimento dei partecipanti. Per un viaggio incentive la Sardegna offre esperienze di

In alto, il Giardino Sonoro a San Sperate, in provincia di Cagliari

Sotto, Porto Cervo e la bianca chiesa di Stella Maris

In alto, una panoramica di Alghero vista dall'alto

alto livello, con la Costa Smeralda (Porto Cervo, Porto Rotondo) come epicentro del lusso mondano. Resort cinque stelle e boutique hotel offrono soggiorni esclusivi, ma ciò che rende queste esperienze davvero uniche è la loro capacità di combinare esclusività, bellezza e cura estrema del dettaglio, offrendo momenti fuori dall’ordinario che rispondono al desiderio di vivere qualcosa di raro, autentico e straordinariamente ben costruito, con momenti che alternano suggestione, benessere e forti emozioni. Con le sue strade panoramiche e i paesaggi e mozzafiato, per esempio, quale modo migliore di visitare la Sardegna attraverso un entusiasmante tour alla guida di un’esclusiva auto sportiva? Trascorrere una giornata all’insegna dell’adrenalina, magari

Tprovando l'emozione di guidare una supercar all'Autodromo Franco di Suni di Mores, sfrecciando a gran velocità sul tracciato lungo 1.650 metri, scegliendo tra Lamborghini, Porsche e molti altri modelli di supercar. Se si è a proprio agio con l’altezza, invece, diverse compagnie sull’isola offrono voli panoramici che permettono di sorvolare le splendide coste, le spiagge bianche e le colline verdi della regione. Si possono scegliere tour che partono da località come Olbia, Alghero e la Costa Smeralda, con viste spettacolari sull'arcipelago della Maddalena e sulla Corsica. Alcuni tour offrono la possibilità di atterrare in luoghi suggestivi, come ristoranti panoramici o spiagge più isolate, per un aperitivo o una cena esclusiva, per vere esperienze fuori del comune.

Eventi da non perdere

anti gli eventi all’insegna della ricercatezza a cui la Costa Smeralda fa da ricercata cornice, tra questi, per esempio, torna anche quest’anno (il 24 e il 25 aprile) l’appuntamento con il Rally Internazionale Storico Costa Smeralda – Trofeo Martini. Un tuffo nel passato dei rally per tre giorni a Porto Cervo e nelle Prove Speciali della Gallura, dove leggende del volante e auto iconiche si danno appuntamento. Un evento unico, organizzato dall’Automobile Club Sassari con il patrocinio di Aci e il sostegno della Sardegna, per rivivere gli anni d’oro del rally in una delle location più esclusive al mondo. Dal 7 al 10 maggio, invece, si svolgerà la 15esima edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, l’evento boutique dedicato al meglio della produzione vitivinicola e gastronomica sarda e nazionale; un’ottima occasione per impreziosire un viaggio di lavoro e scoprire atmosfere inedite di pace e relax, unite al fascino che da sempre contraddistingue questa esclusiva meta del Mediterraneo.

SEATING CAPACITY: 432 AREA: 420 sq.mt

MEASUREMENTS: 31X14 sq.mt DOORS: 120 cm, 240 cm

NOTE: Main Room (can be divided in 2 rooms Room Smeralda - Room Beach)

SEATING CAPACITY: 208 AREA: 200 sq.mt

MEASUREMENTS: 15X14 sq.mt DOORS: 120 cm

SEATING CAPACITY: 224 AREA: 200 sq.mt

MEASUREMENTS: 15X14 sq.mt DOORS: 120 cm

SEATING CAPACITY: 160 AREA: 160 sq.mt

MEASUREMENTS: 16X10 sq.mt DOORS: 120 cm

COLONNA ROOM
SMERALDA ROOM
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CORALLINA ROOM

Almar Timi Ama Villasimius

Via dei Ginepri, 3 09049 Villasimius (Ca) Tel. 070 79791 laura.munari@almarresorts.com www.almartimiama.com

Almar Timi Ama Villasimius

Quella di Almar Timi Ama Villasimius è una visione che unisce efficacia organizzativa e “destination appeal”, dove il contesto naturale, tra mare e macchia mediterranea, diventa la cornice ideale per meeting che richiedono concentrazione ma anche momenti di relax e ispirazione

Immerso nel paesaggio

iconico del Sud Sardegna, Almar Timi Ama – parte della collezione Almar Resorts & Spa, brand luxury del gruppo HNH Hospitality – è una ricercata location per meeting, eventi aziendali e attività di team building in uno scenario di straordinaria bellezza. La sua posizione privilegiata, immersa nella natura incontaminata, garantisce un contesto altamente professionale, stimolante e fuori dagli schemi. Il resort dispone di quattro sale meeting con capienza fino a trecento persone, con uno sguardo rivolto anche alla sostenibilità per eventi più responsabili. Le due sale principali, Carbonara e Arbatax, si trovano all’ultimo piano e si aprono su terrazze panoramiche con un’impareggiabile vista sulla baia. Completamente rinnovate nel 2025, offrono oggi un ambiente ancora più elegante e confortevole, per ospitare eventi aziendali di forte impatto, mentre per riunioni più raccolte o sessioni parallele, le sale Spartivento e Serpentara, al piano terra,

rappresentano una soluzione versatile e riservata. Tutte le sale sono dotate di wi-fi ad alta velocità e delle principali attrezzature tecniche. Su richiesta, è possibile integrare anche strumentazioni aggiuntive e usufruire dell’assistenza tecnica in loco, mentre un event manager dedicato affianca gli organizzatori in ogni fase dell’evento, garantendo un’esperienza altamente professionale. Grande attenzione è riservata alla proposta gastronomica, che si ritrova nei quattro ristoranti e altrettanti bar, con un approccio tailor-made per il banqueting. Una menzione speciale meritano le aree esterne, fiore all’occhiello della struttura: dalla terrazza panoramica di mille metri quadrati alla spiaggia privata, fino al prato a bordo piscina è possibile usufruire di spazi curati e versatili per eventi di sicuro successo.

TEAM BUILDING EXPERIENCE

All’Almar Timi Ama è la natura a fare da cornice a esperienze di team building originali e coinvolgenti, pensate per ispirare, unire e rafforzare lo spirito di squadra. Grazie alla collaborazione con partner selezionati, sono disponibili attività su misura che uniscono divertimento, strategia e scoperta: dalle emozionanti regate in mare alle sfide sulla spiaggia, ma anche le escursioni off-road e le cacce al tesoro creative, le possibilità sono davvero infinite. E per concludere al meglio con un piacevole momento di relax è a disposizione la Almablu Thalasso & Spa, un rifugio rigenerante dove i benefici riconosciuti della thalassoterapia si uniscono a rituali esclusivi, in uno spazio di mille metri quadrati interamente concepito per il benessere fisico e mentale.

Convento San Giuseppe

Una location dal sapore antico ma dal comfort e dai servizi moderni. Al Convento San Giuseppe c’è tutto per garantire la perfetta riuscita di ogni incontro: ambienti rilassanti e in mezzo al verde, un’accoglienza professionale e un servizio impeccabile per una vera e propria oasi di relax

Quella del Convento San Giuseppe – siamo a Cagliari – è una storia che affonda le sue radici nel passato e oggi continua il suo percorso con importanti novità, portate avanti con passione ed entusiasmo dalla nuova generazione dei proprietari. Il grande restauro conservativo delle sale interne del Convento prosegue oggi anche negli spazi esterni con la stessa cura e attenzione. In special modo, il progetto ha seguito una linea di sostenibilità, scegliendo di riqualificare gli spazi verdi con piante autoctone, per un’esperienza naturalistica ancora più rispettosa dell’ambiente, dell’ecosostenibilità e della tradizione. Le novità proseguono anche verso una nuova offerta di spazi sinora privati, come l’area dell’ex casa del custode, che è tornata a nuova vita e va ad arricchire l’ampia offerta della struttura. Un luogo dal sapore antico, sospeso nel tempo, di cui gli ospiti possono usufruire per organizzare eventi ricercati in una cornice dal sapore autentico. Qui tutto parla di benessere e sostenibilità: non solo il rigoglioso contesto, che già da solo è un invito a staccare la spina e a riconnettersi con la natura, ma anche i servizi offerti e le esperienze proposte, che vanno ben oltre la semplice ospitalità.

EVENTI DI QUALITÀ

Il Convento San Giuseppe è una location orientata a valorizzare occasioni speciali in un modo unico. Tutto è organizzato per garantire la perfetta riuscita di ogni incontro: ambienti rilassanti in mezzo al verde, privacy perfetta, dotazioni tecnologiche all’a-

vanguardia, servizio attento e discreto, il tutto in città e a pochi minuti dall’aeroporto più attivo della Sardegna. Il Convento offre impeccabili servizi come il catering di livello, nuovi spazi all’aperto e il piccolo ristorante alla carta, un vero e proprio gioiello che propone una cucina legata al territorio, con specialità locali per un’esperienza autentica. Quello del Convento è un team affiatato e appassionato, costante -

mente al lavoro per interpretare al meglio i desideri dei suoi ospiti: c’è chi progetta e organizza, chi coordina, chi crea i menu, chi accoglie gli ospiti, chi si occupa dei giardini e dove nulla è lasciato al caso. La squadra e il suo “human touch” sono il segreto dell’ospitalità di questo luogo magico, dove memoria familiare e storica vanno di pari passo, unite alla voglia di stupire e con uno sguardo sempre attento al futuro.

Convento San Giuseppe Via Paracelso snc

Prolungamento via Parigi 09134 Cagliari

Tel. 070 503343

eventi@conventosangiuseppe.com conventosangiuseppe.com

Horse Country Resort & Spa

Tra pineta e mare nel Golfo di Oristano, l’Horse Country Resort & Spa propone un nuovo modo di vivere meeting e incentive. Natura, attività esperienziali e infrastrutture dedicate – dal centro congressi al nuovo palazzetto dello sport – trasformano gli eventi aziendali in occasioni di relazione, energia e team building

di TERESA CHIODO

All’Horse Country Resort, Congress & Spa di Arborea, meeting e incentive diventano momenti immersivi dove l’ambiente naturale è parte integrante del progetto. Qui, tra la pineta e il mare del Golfo di Oristano, il concetto di evento si arricchisce di energia, emozione e condivisione, offrendo alle aziende la possibilità di vivere il business in modo diverso, attraverso attività esperien-

Horse Country Resort Congress & Spa

Strada a Mare 24, n.27 09092 Arborea (Or) Tel. 0783 80500 Mob. 340 0021676

info@horsecountry.it commerciale@horsecountry.it www.horsecountry.it www.horsesharing.it

ziali e format di team building originali. Scegliere una location per un evento significa infatti scegliere anche il tipo di esperienza che si vuole far vivere ai partecipanti. In questo senso l’Horse Country rappresenta una proposta unica nel panorama Mice della Sardegna: un luogo dove la dimensione congressuale si intreccia con il contatto diretto con la natura e con un’offerta di attività pensate per rafforzare la motivazione e lo spirito di squadra. Tra queste spiccano i programmi di team building a cavallo, che si sviluppano tra la pineta e la spiaggia e che trasformano il rapporto con l’animale in un potente strumento di comunicazione, fiducia e leadership.

MEETING IN ARENA

A rendere ancora più completa l’offerta della struttura è il nuovo palazzetto dello sport

inaugurato nel 2025, una moderna arena polifunzionale di oltre seimila metri quadrati progettata per ospitare competizioni, tornei indoor, raduni tecnici e workshop federali, ma anche eventi aziendali di grande formato. La modularità degli spazi consente di adattare la struttura a diversi format, integrando sport, intrattenimento e momenti di networking. Immerso in oltre quaranta ettari di verde, il resort dispone di 315 camere, 58 villini e più di 1.100 posti letto, cinque ristoranti, bar, piscine, una spiaggia privata e un centro Benessere & Spa ispirato alla tradizione mediterranea. Un ambiente autonomo e riservato, che permette di organizzare meeting, congressi e incentive lontano dal turismo di massa ma facilmente raggiungibile.

GRANDI NUMERI PER GRANDI EVENTI Il centro congressi completa l’offerta con oltre 1.800 metri quadrati di spazi modulabili e una plenaria da mille posti, affiancati da foyer luminosi e terrazze panoramiche, ideali per momenti di networking. Accanto alle sale indoor, ampi spazi open-air – dal grande prato di diecimila metri quadrati all’anfiteatro e ai giardini – diventano scenografie naturali per eventi outdoor, team building e attività esperienziali. Con il suo equilibrio tra natura, infrastrutture e attività immersive, l’Horse Country Resort si conferma così una delle destinazioni più originali per eventi in Sardegna, dove il business incontra l’esperienza e la forza rigenerante del territorio.

Hotel Regina Margherita

A Cagliari, nella via che dall’antico quartiere fortificato di Castello scende verso la passeggiata elegante davanti al porto, il Regina Margherita Conference & Leisure Hotel è una struttura dallo stile moderno e accogliente, che unisce raffinatezza e discrezione alla sua grande tradizione dell’ospitalità

Nel cuore di Cagliari, l’Hotel Regina Margherita rappresenta la scelta ideale sia per chi visita la città per lavoro sia per chi desidera un soggiorno all’insegna del relax e della scoperta delle tradizioni locali. Una struttura all’avanguardia sotto ogni aspetto e che recentemente ha ampliato la sua offerta esclusiva con grandi novità, a cominciare dall’apertura della Therms Spa, una vera e propria oasi di relax nel cuore della città, perfetta per concedersi un piacevole momento di benessere tra un meeting e l’altro o dopo un’intensa giornata di lavoro. È possibile così immergersi in un’esperienza sensoriale unica con sauna, bagno turco, Jacuzzi e docce emozionali, scegliendo tra una vasta gamma di massaggi e trattamenti estetici. Entro maggio è previsto anche l’ampliamento della spa grazie alla realizzazione di una seconda zona umida all’interno di una scenografica cisterna romana, accompagnata dall’apertura della zona gym dedicata al fitness. Ma le novità continuano anche nell’importante progetto di rifacimento delle camere, che ha raggiunto a oggi l’ottanta per cento del totale (cento camere). Grande attenzione anche al settore della ristorazione con l’apertura, entro Pasqua, dello Sky Bar sul rooftop dell’hotel. Questa novità andrà quindi ad arricchire l’ampia offerta dedicata al food, già presente nel Bistrot Regina Margherita, dove la cucina tradizionale viene sapientemente esaltata dagli chef in un ambiente intimo e confortevole.

EVENTI AL TOP

Fiore all’occhiello dell’Hotel

Regina Margherita è il suo centro congressi, ideale per eventi e incontri professionali di ogni tipologia grazie a soluzioni versatili e tecnologicamente avanzate. Le tre sale principali, di cui due modulabili e una plenaria, sono equipaggiate con impianti audio-video di ultima generazione e garantiscono un’acustica perfetta grazie a rivestimenti fonoassor-

benti. La sala plenaria, con i suoi trecento posti a platea, supporta la doppia proiezione simultanea, con ingressi sorgente separati, offrendo un’esperienza immersiva e dinamica per convegni e presentazioni. Gli spazi dedicati all’ospitalità congressuale includono anche aree per coffee break, pranzi a buffet e cene di gala, permettendo di organizzare eventi su misura con un servizio di ristorazione di altissima qualità.

Hotel Regina Margherita

Viale Regina Margherita, 44 09124 Cagliari Tel. 070 670342

meeting@hotelreginamargherita.com www.hotelreginamargherita.com

di STEFANIA VIDA

UNA HOTELS T Hotel Cagliari

Via dei Giudicati, 66 09131 Cagliari Tel. 070 47400 congress@thotel.it www.thotel.it

UNA HOTELS T Hotel Cagliari

Un hotel che ha saputo evolversi nel tempo senza perdere la propria identità, investendo in spazi, servizi e contenuti con uno sguardo attento alla città e al suo tessuto culturale, per un’offerta sempre più variegata e attenta alle esigenze dei propri ospiti

Icona dell’ospitalità urbana, UNA HOTELS T Hotel

Cagliari celebra i suoi primi vent’anni di attività confermandosi punto di riferimento per eventi, business travel e soggiorni leisure di alto profilo. Situato nel centro del capoluogo sardo, l’hotel è una vera e propria oasi di design e benessere, una soluzione ideale per soggiorni raffinati, grazie al comfort delle sue 207 camere e suite. Le otto sale meeting (quattro sale conferenze flessibili e quattro sale riunioni), tutte dotate di illuminazione naturale, tecnologia di ultima generazione e ampi soffitti, offrono una grande fles-

sibilità, capace di accogliere ogni tipologia di evento: dalle piccole riunioni alle conferenze internazionali, ma anche eventi aziendali più complessi, fino a presentazioni e incontri istituzionali. La recente riqualificazione della pavimentazione della sala plenaria ne ha ulteriormente migliorato comfort, funzionalità e resa estetica, confermando l’attenzione ai dettagli che contraddistingue la struttura. Completano la ricca offerta congressuale un ampio foyer e uno spazio segreteria attrezzato con tre postazioni fisse e guardaroba. L’eccellenza dell’accoglienza si riflette anche nella curata ristorazione: una proposta che valorizza prodotti freschi e di stagione, dialogando con la tradizione in chiave moderna e riservando grande attenzione anche alle esigenze vegetariane e vegane. Per concedersi un piacevole momento di benessere e rilassarsi tra un meeting e l’altro è a disposizione degli ospiti la TSpa che, rinnovata completamente nel 2025, propone l’esclusivo percorso benessere Acqua Journey. In-

fine, grazie alla sua posizione strategica, appena fuori del centro storico (ma facilmente raggiungibile a piedi) e all’ampio parcheggio gratuito, il T Hotel si configura anche come la base ideale per esplorare Cagliari e il territorio del Sud della Sardegna in totale libertà.

TRA ARTE ED EVENTI

Fiore all’occhiello del T Hotel è il T15, uno spazio panoramico pensato per eventi esclusivi, aperitivi, cene suggestive e conferenze stampa, dove lo skyline di Cagliari diventa parte integrante dell’esperienza. Un luogo scenografico e contemporaneo, ideale per chi cerca un contesto distintivo e non convenzionale. La stagione jazz arricchisce la programmazione del T15 con appuntamenti di musica dal vivo, in un contesto raccolto e distintivo che richiama l’atmosfera dei jazz club contemporanei. Infine, l’arte gioca un ruolo centrale nell’identità del T Hotel, con mostre temporanee di artisti locali e nazionali ospitate negli spazi comuni.

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Roma non smette mai di stupire. Ma ora lo fa in modo diverso. Benvenuti a nhow Roma, l’hotel nel cuore pulsante della capitale, dove scoprirai un mondo di contrasti: spazi creativi che ispirano, un’anima dinamica che si riflette in ogni dettaglio e un’offerta che mescola ospitalità, design, cultura e intrattenimento Sleep. Eat Feel Create Live nhow

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