A CHI PASSA IL TESTIMONE?


OROSCOPO D'ESTATE

DOSSIER EVENTI DI LUSSO
ESPERIENZE UNICHE PER IL MICE
Emozioni e immersività i nuovi must
IN PRIMO PIANO
REGINA PALACE HOTEL
Fascino Belle Epoque sul lago
BUILDING










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OROSCOPO D'ESTATE

DOSSIER EVENTI DI LUSSO
ESPERIENZE UNICHE PER IL MICE
Emozioni e immersività i nuovi must
IN PRIMO PIANO
REGINA PALACE HOTEL
Fascino Belle Epoque sul lago
BUILDING










Generali Convention Center Trieste
è il più grande Centro congressi polifunzionale del Nordest affacciato sul mare.
I 10.000 mq dei Magazzini 27 e 28 sono ripartiti tra 6 sale congressuali (tra cui l’Auditorium Generali da 1920 posti) e aree polivalenti di diverse metrature. Le dotazioni sono all’avanguardia: l’ultrafibra GARR garantisce connessioni veloci anche per grandi quantità di dati e tutti i locali sono accessibili da persone con mobilità ridotta. Ne risulta una location ideale per ogni tipo di congressi ed eventi. Un aeroporto internazionale a 30 minuti di auto e altri tre a meno di 150 km, la vicinanza alla stazione ferroviaria e al centro città, il fascino del Porto Vecchio, rendono il Centro ancora più attrattivo.
www.generaliconventioncenter.it


1 auditorium
5 sale
50–1920 posti

1 terrazza
10.000 mq


Custodiamo luoghi unici per i tuoi eventi.
Sono affacciati sul mare della Sardegna, in Toscana fra terme e residenze storiche.
Offrono spazi e tecnologia per gli incontri di lavoro, sale sontuose per le feste, mille attività per fare gruppo e la grande ospitalità italiana.
Scopri Italian Hospitality Collection: qualcuno le chiama destinazioni, ma sono luoghi del cuore.
italianhospitalitycollection.com


















COVER STORY
Dal networking al Tinder: come sono cambiate le occasioni d'incontro negli eventi


EVENTI AUTOMOTIVE
Un segmento in costante evoluzione, sempre a caccia di nuove location e format innovativi
DOSSIER TECNOLOGIA
Le ultime proposte tecnologiche per gli eventi: dalle scenografie impattanti all'efficienza logistica

LA RIVISTA
DELLA MEETING INDUSTRY
Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: € 5,16 più spese di spedizione
DIRETTORE RESPONSABILE
Marco Biamonti
COORDINAMENTO EDITORIALE
Simona P.K. Daviddi
SEGRETERIA DI REDAZIONE
Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it
IMPAGINAZIONE E CONSULENZA GRAFICA
Sara Di Molfetta Sagula
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:
Alessandra Boiardi, Teresa Chiodo, Simona Ciotti, Luca Corsi, Beatrice Elerdini, Fabio Gilardenghi, Domenico Matarazzo, Rosanna Mortati, Emanuele Nasti, Riccardo Pistoia, Francesca Luciana Rebonato, Margherita Ruggiero, Paola Sabbatini, Mariangela Traficante, Stefania Vida
PROGETTO GRAFICO
Silvia Ferri – www.madeweb.it
Fotolito e Stampa: GRAPHICSCALVE Vilminore di Scalve (BG)

ANNO 54° - N. 2 maggio-giugno 2026 Abbonamento annuo € 150,00 (Estero € 200,00) L’abbonamento comprende anche la “GUIDA” delle Sedi Congressuali.
La rivista non è in vendita nelle edicole e viene spedita direttamente agli abbonati.
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In Alto Adige/Südtirol le idee rendono possibile una mobilità green che stabilisce uno standard a livello mondiale.

Una mobilità che è sostenibile pur offrendo sempre il massimo comfort. Perché una cosa è davvero buona solo quando è buona per tutti.
Questo è ciò che ci motiva. suedtirol.biz

L’Umbria conserva intatto il fascino della natura, delle arti e delle tradizioni.
Gubbio, nel cuore dell’Umbria, rappresenta un candido gioiello incastonato nel verde, le sue architetture sono tra le testimonianze più alte di un Medioevo colto e raffinato e giungono a noi come monumenti senza tempo.
In questa cornice vi accoglie il Park Hotel Ai Cappuccini, dimora ideale di un’antica, nuovissima ospitalità, offrendovi spazi esclusivi e servizi eccellenti per convegni e incentives di sicuro successo.



Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo priorità e strategie dell’industria Mice internazionale. Dalla ricerca Iapco 2026 emerge un settore più attento a sicurezza, gestione del rischio e capacità di adattamento
MARCO BIAMONTI direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it
La geopolitica entra sempre più nelle agende dei meeting planner. Non più come semplice scenario di fondo, ma come una variabile concreta capace di influenzare la scelta delle destinazioni, i budget, la partecipazione e persino la fattibilità degli eventi. È quanto emerge dal Global Socio-Political Impact Survey 2026 realizzato da Iapco in collaborazione con Icca, Pcma, Aipc, Ifes e Amc Institute. La ricerca, basata sulle risposte di 130 organizzazioni internazionali, fotografa un settore chiamato a confrontarsi con una complessità crescente.
Il dato più significativo riguarda l’impatto dei conflitti e dell’instabilità globale: il 73,84% degli intervistati dichiara che il contesto geopolitico ha condizionato la capacità di pianificare meeting e congressi internazionali, in forte aumento rispetto al 53,92% rilevato nel 2025. Un salto di quasi venti punti che dimostra come guerre e tensioni diplomatiche siano ormai elementi centrali nella progettazione degli eventi.
Gli effetti sono evidenti lungo tutta la filiera. Il 65,38% degli operatori segnala problemi legati ai viaggi dei partecipanti, mentre il 58,46% registra una riduzione della partecipazione internazionale. A pesare sono anche i costi: quasi la metà degli intervistati evidenzia un incremento delle spese operative e il 48,46% segnala maggiori costi anche per clienti e partecipanti. La nuova geografia dell’incertezza modifica inoltre le

strategie di destinazione. Secondo Iapco, il 33,07% degli intervistati ha dovuto cancellare o spostare eventi a causa di problemi di sicurezza o instabilità regionale; il 42,31% dichiara invece di avere orientato le proprie scelte verso destinazioni percepite come più sicure.
Per il Mice questo scenario rappresenta una sfida, ma anche un’evoluzione del ruolo degli organizzatori. La capacità di costruire piani alternativi, valutare il rischio, interpretare gli scenari internazionali e garantire continuità agli eventi diventa una competenza strategica quanto la creatività o la gestione logistica.
Il paradosso è che proprio mentre il mondo appare più frammentato, il valore degli incontri cresce. Congressi ed eventi rimangono luoghi fondamentali di dialogo, collaborazione scientifica e sviluppo economico. Il Mice non si ferma davanti all’incertezza, ma cambia approccio: meno improvvisazione, più analisi; meno automatismi, più capacità di adattamento.
In un contesto globale imprevedibile, il vero vantaggio competitivo sarà quindi la resilienza: delle destinazioni, delle sedi e soprattutto dei professionisti chiamati a trasformare la complessità in nuove opportunità.

Il Turbo delle Deadline
Luglio ti vede partire con l’energia di chi ha già deciso tutto prima ancora della riunione introduttiva. Hai ritmo, slancio e una naturale tendenza a prendere in mano la situazione appena senti odore di indecisione. Le stelle favoriscono lanci di progetto, eventi dinamici e situazioni che richiedono prontezza. Agosto rallenta il contesto: approvazioni sospese, clienti in modalità silenziosa, team sparsi tra ferie e connessioni instabili. Qui la tua sfida sarà quella di non vivere ogni attesa come un ostacolo personale. Settembre riporta velocità e opportunità concrete: nuove responsabilità, ruoli guida e occasioni per dimostrare il tuo valore. Se dosi bene le forze, chiudi il trimestre con grande vantaggio.
MANTRA: “Accelero con intelligenza, non per abitudine”.
Il Radar delle Opportunità
Luglio ti rende magnetico sul piano relazionale: incontri utili, contatti veloci, conversazioni che aprono porte interessanti. Hai il dono di sapere chi chiamare e quando farlo. Le stelle però avvertono: non tutto ciò che arriva merita la tua energia. Agosto è leggero e creativo, ideale per brainstorming, networking informale e intuizioni nate quasi per caso. Settembre chiede concretezza: selezionare, confermare, chiudere. Il trimestre ti premia se trasformi il movimento in direzione e non in semplice traffico comunicativo. Ricorda che rispondere a tutti non è una missione spirituale.
MANTRA: “Scelgo bene ciò che merita spazio”.
Il Faro del Team
Luglio ti vede protagonista naturale: sicurezza, presenza scenica e capacità di guidare nelle fasi decisive. Sei la persona che entra in sala e fa sembrare tutto più semplice. Agosto però ti insegna il valore della leadership silenziosa: meno scena, più ascolto, più fiducia distribuita. Settembre porta visibilità positiva, riconoscimenti e nuovi incarichi, soprattutto se hai saputo valorizzare il gruppo oltre al tuo talento personale. Il trimestre premia il carisma maturo, non l’accentramento.
MANTRA: “Illumino gli altri e cresco anch’io”.
Il Baluardo del Budget
Luglio esalta il tuo talento nel mantenere ordine e continuità mentre intorno regna la tipica fluidità estiva. Sai dove sono i numeri, cosa manca, cosa va confermato e soprattutto cosa non va firmato troppo in fretta. Sei rassicurante come un file Excel compilato bene. Agosto introduce piccoli imprevisti logistici e richieste improvvise: le stelle ti suggeriscono flessibilità senza rinunciare ai tuoi standard. Settembre porta risultati tangibili, relazioni professionali più solide e una meritata conferma della tua affidabilità. Attenzione solo a non diventare il servizio clienti universale di chiunque lavori con te.
MANTRA: “Tengo saldo il centro mentre tutto cambia”.
Il Regista dell’Ospitalità
Luglio mette in primo piano la tua capacità di creare esperienze calde, curate e memorabili. Sai far sentire accolti ospiti, clienti e team con una naturalezza rara. In un settore fatto di dettagli, è un superpotere. Agosto può renderti più sensibile del solito: silenzi, ritardi o cambi di tono potrebbero sembrarti più pesanti del necessario. Le stelle ti consigliano di proteggere i confini emotivi. Settembre riporta chiarezza e offre un progetto ideale per mostrare il tuo talento organizzativo unito all’empatia. Ottimo trimestre se smetti di occuparti anche delle ansie altrui.
MANTRA: “Creo benessere senza caricarmi tutto”.
Il Detector degli Errori Invisibili
Luglio ti trova impeccabile: noti ciò che sfugge a tutti, sistemi ciò che stava per rompersi e previeni problemi prima che prendano forma. Molti successi estivi avranno la tua firma invisibile. Agosto introduce disordine fisiologico: conferme tardive, file sbagliati, risposte parziali e timing creativi. Le stelle ti chiedono elasticità e senso dell’umorismo. Settembre è eccellente per reputazione e rilancio professionale: il tuo metodo torna centrale e viene riconosciuto. Ricorda solo che non ogni refuso richiede una riunione straordinaria.
MANTRA: “Metto a fuoco ciò che conta davvero”.
Un trimestre in cui il caldo sale , i brief cambiano repentinamente e il piano B resta sempre in agenda. Scopriamo cosa hanno in serbo le stelle per i professionisti della meeting e incentve industry
Il Designer delle Intese
Luglio favorisce accordi, partnership e mediazioni riuscite. Sai trasformare tensioni in dialogo e richieste opposte in soluzioni eleganti. Agosto però ti costringe a scegliere più in fretta del previsto: due opzioni buone, una sola decisione possibile. Le stelle ti invitano a fidarti del tuo gusto e della tua lucidità. Settembre riporta equilibrio e apre a collaborazioni di valore, soprattutto se hai alleggerito dinamiche troppo complesse. Attenzione solo a non spendere più tempo sui dettagli estetici che sulle clausole operative.
MANTRA: “Scelgo con grazia, agisco con fermezza”.
Il Navigatore dei Nuovi Scenari
Luglio accende il desiderio di muoverti, sperimentare e portare aria nuova nei progetti. Eventi outdoor, format originali e collaborazioni fuori standard sono il tuo terreno ideale.
Agosto ti chiede però misura: non ogni idea va realizzata nello stesso trimestre. Le stelle suggeriscono una rotta chiara e meno dispersione. Settembre porta espansione, occasioni professionali interessanti e possibili aperture internazionali. Trimestre eccellente se unisci entusiasmo e disciplina.
MANTRA: “Vedo lontano e procedo bene”.
Il Laboratorio di Idee Utili
Luglio è ricco di intuizioni brillanti: strumenti nuovi, processi più snelli, format innovativi. Tu vedi il futuro quando gli altri stanno ancora aggiornando il presente. Agosto ti chiede però pragmatismo: una grande idea funziona davvero solo se semplice da applicare. Settembre porta conferme quando riesci a trasformare creatività in valore concreto per clienti e partecipanti. Trimestre brillante per chi osa con metodo.
MANTRA: “Rendo semplice ciò che è nuovo”.
Il Lettore del Backstage
Luglio ti rende attentissimo alle dinamiche nascoste: capisci subito dove c’è una fragilità e dove invece si nasconde un’opportunità. In ambito eventi è una dote rara e potentissima. Agosto porta qualche tensione sotterranea, promesse eccessive o ruoli poco chiari. Nulla che tu non sappia gestire, ma le stelle consigliano più delega e meno solitudine strategica.
Settembre segna una svolta concreta: trattative chiuse bene, progetti sbloccati, reputazione in crescita.
MANTRA: “Capisco prima, mi muovo meglio”.
Il Pilastro delle Consegne
Luglio conferma il tuo ruolo di certezza organizzativa: quando servono struttura, tempi rispettati e risultati concreti, il tuo nome circola con fiducia. Sai sostenere molto senza far rumore. Agosto invita a rallentare con intelligenza: recuperare energie non è perdere produttività.
Settembre ti rilancia con responsabilità crescenti e traguardi misurabili. Ottimo trimestre per consolidare posizione e autorevolezza. Cerca solo di non trasformare anche il relax in un Kpi.
MANTRA: “Mantengo la rotta, sempre”.
Il Sarto delle Emozioni
Luglio amplifica sensibilità e immaginazione: cogli sfumature che sfuggono agli altri e sai trasformarle in atmosfere coinvolgenti. Hai talento nel creare esperienze che restano nella memoria. Agosto rischia di essere dispersivo: troppi stimoli, poca struttura, documenti archiviati in posti misteriosi. Le stelle consigliano checklist e alleati pragmatici. Settembre porta realizzazione e riconoscimento: ciò che avevi intuito prende forma concreta. Il trimestre ti premia se unisci poesia e pianificazione.
MANTRA: “Do forma concreta a ciò che sento”.

LUCA CORSI Corporate Communication Architect | PR & Live Communication Expert luca64corsi@gmail.com
Dal concetto di “adeguamento” tariffario a quello di “azzardo” il passo è breve: il rischio per l’ospitalità italiana però, è l’effetto boomerang, soprattutto nel Mice

Secondo un recente report della nota società di consulenza britannica Deloitte, intitolato “The Italian Luxury Hospitality: Time to Elevate?”, l’Italia è la destinazione più attrattiva d’Europa per investitori e operatori del segmento luxury, con ricavi attesi in crescita, occupazione oltre il 70% e – udite, udite – tariffe medie giornaliere in aumento.
Tradotto in una riga: per il comparto dell’ospitalità di lusso, 2026 e 2027 si preannunciano da record per le tasche degli operatori.
Bene! Ma non benissimo... Perché se da un lato Deloitte ci assicura che andranno a gonfie vele le super-exclusive venue, le tailor made experience, i signature restaurant, la luxury hospitality e tutto il campionario di anglicismi, dall’altro viene da chiedersi che cosa accadrà al mondo reale. Quello in cui si muovono i meeting planner e gli event manager che organizzano convention, incentive, congressi
e retreat senza avere alle spalle il fondo sovrano del Bahrain. Il mondo in cui il committente non chiede il maggiordomo di Buckingham Palace o la suite sottomarina con vista barriera corallina, ma una location valida, camere pulite, sale congressi attrezzate, un servizio efficiente, un catering di buon livello... e un conto finale che non sembri una rapina a mano armata. Non è difficile immaginare che, anche quest’anno – con il Medio Oriente che è tornato a essere una polveriera e il petrolio ostaggio dello Stretto di Hormuz –, la tentazione sarà quella di scaricare tutto sul cliente finale. Lo abbiamo già visto nel recentissimo passato: dal 2020 in poi, ogni comparto turistico si è sentito in diritto di alzare i prezzi per mille ragioni. Prima la pandemia e i lockdown, poi il revenge travel, poi l’inflazione, poi la carenza di personale, poi i dazi, adesso il petrolio. Ora tocca al report di Deloitte e un domani chissà a quale altra emergenza utile a
giustificare nuovi rincari. Attenzione, insomma, a non tirare troppo la corda. Perché per passare dal concetto di “adeguamento” a quello di “azzardo” il passo è breve.
Il mercato degli eventi aziendali non è una miniera senza fondo. Non è che, siccome il lusso attrae investimenti e domanda, allora tutto ciò che sta sotto può mettersi in scia, autodefinirsi “quasi lusso”, “lusso accessibile”, “premium experience”, “upper upscale”, o qualsiasi altro travestimento semantico s’inventerà la divisione marketing di turno, e alzare i prezzi di conseguenza. O meglio: può farlo, sì. Ma a proprio rischio e pericolo.
A farne le spese, infatti, sono aziende che da anni assorbono rincari su rincari. Aziende che continuano ad avere bisogno degli eventi – perché gli eventi servono, eccome se servono –, ma che devono anche fare i conti con Cfo, procurement e direzioni generali che, davanti all’ennesimo budget fuori scala,
reagiranno nel modo più prevedibile del mondo: chiedendo di tagliare. Come? Optando per destinazioni meno esclusive, due notti invece di tre, rooming list alleggerite con l’accetta, transfer compressi, format più “magri”...e così via.
Attenzione, dunque, a non scambiare un trend favorevole in una licenza di esagerare.
Attenzione a non confondere l’appeal internazionale del lusso con l’illusione che tutto il mercato possa essere trascinato verso l’alto senza conseguenze.
Attenzione, soprattutto, a non credere che le aziende siano disposte a finanziare all’infinito questa corsa, mentre intorno lo scenario resta instabile e nessuno può davvero giurare su che cosa accadrà nel futuro prossimo. Se si spinge troppo sulla leva tariffaria, prima o poi una parte della domanda smetterà semplicemente di stare al gioco. È un boomerang pericoloso, insomma. Siete proprio sicuri di volerlo lanciare?




















EMANUELE NASTI General manager Htms International enasti@htmsinternational.com
Vasco Rossi è sempre stato un precursore. Nel 1987, quando urlava “C’è chi dice no!”, aveva intuito quale sarebbe stato il futuro dell’industria degli eventi. Non preoccupatevi.
Se il collegamento vi sfugge è perfettamente naturale. Ci arriveremo per gradi

Non abbiamo mai avuto così tante possibilità di scelta e, allo stesso tempo, raramente ci siamo sentiti così disorientati. Tutto è disponibile, confrontabile e accessibile in pochi secondi. Destinazioni, hotel, esperienze, format, immagini, recensioni. Qualche volta, anche se meno spesso, pure i preventivi. Il problema non è più trovare opzioni. Semmai riuscire a capire quali abbiano davvero senso. Per anni abbiamo associato il concetto di lusso all’abbondanza. Più servizi, più spazio, più esclusività, più possibilità. Oggi invece il vero privilegio sembra essere un altro: avere accanto qualcuno capace di semplificare la complessità, dare una direzione e soprattutto, assumersi la responsabilità di una scelta.
Credo che questa riflessione valga particolarmente anche per il
nostro settore. Negli ultimi anni il mondo degli eventi ha fatto un enorme sforzo per diventare più veloce, più efficiente, più strutturato. Uno sviluppo inevitabile di fronte a brief che arrivano sempre più compressi, con tempi decisionali che si accorciano, gare che aumentano, committenti che chiedono comparazioni e spesso pretendono risposte quasi in tempo reale. Il rischio, però, è che nel mezzo di questa evoluzione si perda qualcosa di fondamentale: il coraggio della consulenza. Capita sempre più spesso di ricevere brief quasi identici tra loro. Cambia il logo in copertina, cambia qualche dettaglio operativo, ma la struttura, le richieste e perfino il linguaggio sembrano uscire dallo stesso modello. E attenzione: non è una critica alle grandi agenzie, molte delle quali
continuano a rappresentare eccellenze straordinarie del nostro mercato. È piuttosto il segnale di una trasformazione più ampia che coinvolge tutti noi. Ma quando la pressione operativa aumenta, il rischio è che il progetto evento smetta di essere interpretato e inizi semplicemente a essere eseguito. La verità è che qualche volta è anche più comodo così. Per tutti. Perché mettere davvero in discussione una scelta richiede tempo, confronto e una certa disponibilità a complicarsi la vita.
Ma un evento davvero “sartoriale” non nasce quando si esegue perfettamente un brief. Nasce quando si ha il coraggio di metterlo in discussione.
Perché alla fine il punto non è dire sempre sì al cliente. Il punto è avere abbastanza esperienza, credibilità e anche un minimo di coraggio per spiegargli che forse la soluzione che ci sta chiedendo non è necessariamente quella più giusta per lui. E qualche volta questo può significare anche il rischio di perdere grip con il cliente. D’altronde rincorrere il brief invece di interpretarlo, ci espone a un rischio altrettanto pericoloso: perché quando le proposte iniziano ad assomigliarsi tutte, il prezzo finisce inevitabilmente per diventare l’unico vero elemento distintivo. Le scelte più corrette, del resto, raramente sono anche le più semplici. E forse è anche per questo che alcune delle idee migliori nascono ancora oggi da confronti lenti, dubbi, ragionamenti e perfino da qualche disaccordo. A proposito, per chi ha ancora una vita là fuori, il concetto funziona piut-
tosto bene anche nei rapporti personali.
Oggi parliamo molto di lusso nel mondo degli eventi. Spesso però continuiamo ad associarlo soprattutto a elementi tangibili: location esclusive, hotel iconici, allestimenti spettacolari, accessi riservati. Tutto corretto. Ma il lusso contemporaneo è qualcosa di più sottile. Il vero lusso oggi è avere accanto qualcuno disposto ad assumersi una responsabilità progettuale. Qualcuno capace di filtrare, selezionare, dare una direzione e costruire un progetto coerente invece di limitarsi a mettere insieme opzioni. Insomma, qualcuno capace anche di dire no. A idee strampalate, poco funzionali o semplicemente incoerenti con gli obiettivi reali del progetto. Anche quando il cliente pensa di non avere bisogno di essere guidato e tende inizialmente a contrapporsi a idee che magari nascono da anni di esperienza sul campo.
Per questo credo che il futuro degli eventi sartoriali non dipenderà tanto dalla dimensione delle agenzie o dai budget a disposizione, ma dalla capacità di continuare a mettere visione, sensibilità e responsabilità al centro del progetto. Perché la tecnologia, i processi e l’efficienza continueranno giustamente a evolversi. Ma ci sarà sempre bisogno di qualcuno capace di dare personalità, sensibilità e direzione a un progetto. Oppure di dire no. Proprio come urlava Vasco Rossi quasi quarant’anni fa, probabilmente senza immaginare che quel messaggio sarebbe diventato così attuale anche nel nostro settore.


Info e prenotazioni: T. 0835215111 - info@mhmaterahotel.com
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Affacciato sul Lago Maggiore a Stresa, il Regina Palace Hotel offre ambienti di charme che uniscono la sua eredità storica a una vocazione per eventi di gran classe


U n palazzo Belle Epoque che custodisce intatto il fascino della sua storia aprendosi al tempo stesso alla contemporaneità, per sposare alla perfezione i trend e le richieste più attuali: il Regina Palace Hotel, da sempre simbolo d’élite ed eleganza, è un gioiello custodito nel cuore di Stresa, affacciato sul Lago Maggiore, dove soggiornare o organizzare un evento importante circondati da ambienti di charme, rinnovati per essere al passo con i tempi ma senza perdere la propria identità. È questo un impegno che la gestione attuale ha voluto assumersi: ristrutturare e rinnovare con cura e sempre nel massimo rispetto della sua architettura e della sua essenza, per preservare e conservare una storia appassionante.
UNA STORIA D’ÉLITE
Varcare la soglia del Regina Palace Hotel significa ripercorrere un secolo di storia che lega indissolubilmente il glamour dell’epopea alberghiera a quello della suggestiva località che lo ospita.
Era Strixia, ovvero “striscia di terra” l’antico nome di Stresa, quasi a sottolineare le sue dimensioni esigue con un manipolo isolato di case affacciate sul Lago Maggiore. Lo sviluppo arriva con la Via del Sempione voluta

da Napoleone agli inizi dell’Ottocento. La strada che costeggia il lago trasforma
Stresa: il villaggio di pescatori diventa meta di villeggiatura dove famiglie nobili e benestanti decidono di costruire le loro eleganti ville. Con l’apertura della ferrovia del Sempione nel 1906, poi, Stresa diventa una tappa obbligata nel viaggio da Londra e Parigi a Milano e Venezia: si rende necessaria la reIl Regina Palace Hotel, da sempre simbolo d’élite ed eleganza, è un gioiello custodito nel cuore di Stresa, affacciato sul Lago Maggiore






alizzazione di strutture turistiche e ricettive all’altezza degli standard europei. Ecco quindi che nasce la “Società Anonima Italiana per gli Alberghi del Lago Maggiore”, che il 27 giugno del 1908 aprirà il Regina Palace Hotel. Firmato dall’architetto Giuseppe Pagani, porta sulle sponde del lago Maggiore un gioiello in puro stile Liberty, ricco di mobili eleganti, lampadari di cristallo, tessuti pregiati e affreschi. Scendono qui i facoltosi passeggeri di leggende ferroviarie come l’Orient Express e, nel corso dei decenni, saranno tanti gli ospiti illustri che soggiorneranno nelle sue camere: sovrani e scrittori, musicisti e attori, dal compositore Pietro Mascagni alla principessa Margareth d’Inghilterra, da George Bernard Shaw alle stelle del cinema italiano degli anni Cinquanta, come Totò, Lucia Bosè (che vinse il concorso di Miss Italia proprio nell’edizione di Stresa che ebbe luogo presso il Regina Palace) e Gina Lollobrigida, che qui girò il film Miss Italia. Nel settembre 2004, in occasione delle nozze di Lavinia Borromeo e John Elkann, l’hotel ha ospitato il gotha dell’economia, della nobiltà e della politica.
RAFFINATO PUNTO
DI RIFERIMENTO
Ancora oggi il Regina Palace porta avanti la sua vocazione e si conferma un punto fermo di interesse, un polo d’attrazione per l’élite internazionale e i grandi eventi.
ambiente avvolgente che si sposa con la splendida vista panoramica sul lago. Atmosfera unica e tecnologia si coniugano sapientemente: gli ospiti si ritroveranno in un contesto dallo stile affascinante, godendo al tempo stesso del massimo comfort contemporaneo e di servizi all’avanguardia, come l’accesso internet wifi ad alta velocità.
CONVIVIALITÀ E TAVOLE GOURMET
Per una pausa relax, un momento di networking o un drink dopocena, il Bar 1900 è l’ideale e la sera, dal mercoledì al sabato, allieta gli ospiti con un pianobar. Presso il Bar Ristorante Le Grill si può gustare un delizioso light lunch o organizzare cocktail party o aperitivi nel giardino adiacente alla piscina.
La proposta gastronomica si dispiega in due ristoranti. Il Liberty è il più ampio e può ospitare fino a ben ottocento persone, confermandosi dunque ideale per i grandi eventi e le cerimonie, con un’ampia e flessibile scelta di menù (dedicati anche a esigenze speciali, vegetariani, vegani e senza glutine, i ristoranti dell’hotel sono certificati Aic) per eleganti colazioni di lavoro. Si trova al piano terra e nei mesi estivi è disponibile anche la terrazza panoramica affacciata sul lago.
Atmosfera unica e tecnologia si coniugano sapientemente al Regina Palace Hotel: gli ospiti si ritroveranno in un contesto dallo stile affascinante, godendo al tempo stesso del massimo comfort contemporaneo e di servizi all’avanguardia
Quattro stelle lusso, il Regina Palace offre 221 camere e suite, decorate da affreschi e arricchite da letti a baldacchino, mobili e tessuti pregiati e lampadari d’epoca.
Il progetto di rinnovamento ha portato alla creazione di nuove sale congressuali (la sala più grande può ospitare fino a seicento persone), di un’area fitness con una grande piscina riscaldata e una zona benessere, e di un garage seminterrato da duecento posti.
Gli interni di classe invitano a rilassarsi in un
Di dimensioni più raccolte, il Charleston –aperto tutte le sere e su prenotazione a pranzo – può ospitare fino a cinquanta persone: i fiori all’occhiello del suo menù à la carte ispirato dalla stagionalità sono la cucina d’alto livello e una fornitissima cantina. Il ristorante verrà rinominato Charleston Chez Silvio in onore dello storico maître Silvio Cane, in hotel da più di quarant’anni. Oltre ai due ristoranti, il mondo degli eventi può contare sulla hall, un ampio ambiente perfetto per esposizioni e aperitivi, impreziosito da un imponente scalone centrale, arredi e tappezzerie di inizio Novecento e un pianoforte d’epoca Bechstein firmato dal maestro Busoni nel 1913.

I PUNTI DI FORZA DEL CONGRESSUALE
Dagli incontri più esclusivi alle riunioni aziendali, dalle convention alle presentazioni di prodotto, fino agli eventi di grandi dimensioni: la versatilità delle sale meeting del Regina Palace permette di soddisfare con efficacia le richieste più svariate, grazie alla competenza e alla professionalità dello staff dedicato e alla disponibilità delle necessarie strumentazioni congressuali.
La conferma del ruolo portante nel mondo degli eventi arriva da un palmares ricco: nel corso degli anni il Regina Palace Hotel ha ospitato diverse manifestazioni istituzionali, come EcoFin nel 2003, l’evento che ha riunito i ministri europei dell’economia, la Conferenza Internazionale sul futuro del Wto e nel maggio del 2024 il G7 dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali. L’hotel è stato scelto anche da grandi aziende private, come Panasonic, San Pellegrino, Iveco, Rcs e diverse case automobilistiche.
Nel 2023, inoltre, è stato partner nell’organizzazione della sfilata di Louis Vuitton Cruise 2024.
Tiffany, New Liberty e Baccarat sono le tre sale più ampie, cui si aggiunge la sala Verdi, che si può modulare fino a dieci spazi più ridotti. Insieme agli altri ambienti congressuali disponibili, la capacità complessiva supera le venti sale, tutte dotate di schermo, impianto audio e attrezzature tecniche all’avanguardia.
L’allestimento si può naturalmente personalizzare e le operazioni di preparazione giovano di un moderno ed efficace sistema di ascensori, montacarichi e piattaforme elevatrici. Come valore aggiunto importante, il Regina Palace lavora in sinergia con il Palazzo dei Congressi di Stresa, cui è collegato da un accesso diretto e con il quale gode di una consolidata collaborazione.
WELLNESS
E SPORT PROTAGONISTI
Dopo una giornata di lavoro sarà un vero piacere per gli ospiti vivere il Regina Sporting Club, l’area benessere che vanta una grande piscina coperta riscaldata con getti energizzanti, zampilli e lettini effervescenti, oltre a palestra, sauna e bagno turco, e dove si possono prenotare anche trattamenti estetici personalizzati. Sono state rinnovate di recente le cabine benessere, tra cui ne è stata introdotta una di coppia con grotta idromassaggio privata, ed è stata inaugurata nel 2026 la cabina della neve.
Per chi non rinuncia all’esercizio fisico neanche in hotel, nel parco – oltre alla piscina – è presente anche un campo da tennis e da calcetto.
POSIZIONE PRIVILEGIATA
La posizione del Regina Palace lo rende agevolmente raggiungibile in diverse modalità: chi arriva in auto (Autostrada A 26, uscita Carpugnino) ha a disposizione un garage seminterrato con duecento posti auto, che si può utilizzare anche come area espositiva. La stazione ferroviaria di Stresa dista solo trecento metri, l’aeroporto più vicino è Malpensa, ad appena 35 chilometri (ma si può volare anche su Milano Linate che si trova a 110 chilometri). L’hotel dispone inoltre di un eliporto privato.
Le Isole Borromee, con le loro ville, i rigogliosi giardini e gli scorci romantici, sono il gioiello del lago. Le sponde lacustri sono poi punteggiate di borghi, porticcioli di pescatori, chiese e santuari, antiche fortezze. Per esplorarli al meglio ci si può affidare agli itinerari personalizzati organizzati dal Regina Palace, punto di riferimento anche per approfondire le diverse attività sportive e di intrattenimento da vivere nei dintorni.
indirizzi a fine rivista




Tiffany, New Liberty e Baccarat sono le tre sale più ampie, cui si aggiunge la sala Verdi, che si può modulare fino a dieci spazi più ridotti; la capacità complessiva del Regina Palace Hotel supera le venti sale


Lo sfarzo da solo non basta più. I format degli
eventi di lusso si arricchiscono di emozioni: “esperienzialità” e unicità sono le parole chiave del lusso 2.0, immersivo oltre che esclusivo



Ville storiche, resort esclusivi, eremi immersi nel silenzio raccontano il nuovo linguaggio del lusso negli eventi. A conquistare oggi i clienti non è più lo sfarzo fine a se stesso: sono le emozioni intense, i format immersivi. In una parola sola: le esperienze
di BEATRICE ELERDINI
Quello di oggi, nella meeting e event industry, è un lusso che ha smesso di “pesarsi”, lasciando al passato l’opulenza dei materiali, delle location e delle destinazioni, per dare spazio al valore irripetibile delle esperienze e ai ricordi che restano. Una profonda trasformazione dei luxury event che non punta più semplicemen-
te a venue iconiche o format ultra scenografici, ma costruisce percorsi super customizzati, autentici e immersivi, capaci di integrare business, benessere, natura e rigenerazione personale. Una iper-personalizzazione che attinge, nella sua essenza, anche alle tradizioni dell’ospitalità orientale dove il lusso è innanzitutto una
questione di attenzione: la persona è sempre al centro assoluto dell’esperienza e ogni dettaglio è calibrato sul suo percepito. Un senso di cura altissimo che si rivolge agli ospiti, senza dimenticare mai l’ambiente, per il quale gli event planner, come le aziende, nutrono sempre maggior rispetto in ogni progetto che realizzano. La sostenibilità si inserisce dunque in questo contesto, contribuendo ad allontanare l’ostentazione in favore di un benessere e di un lusso più calibrati e responsabili, in cui a trarne beneficio sono sia l’uomo che la natura.
Il nuovo modo di intendere gli eventi, gli incentive e il bleisure di alta fascia trova nell’Italia un terreno particolarmente favorevole grazie al suo immenso patrimonio storico, paesaggistico e gastronomico, oltre naturalmente a quello dell’hotellerie di alta fascia. Secondo il Luxury Hospitality Report, realizzato da Thrends e presentato a Milano a maggio 2026, l’Italia si posiziona come terzo mercato globale per numero di hotel a cinque stelle, subito dopo Stati Uniti e Cina. Attualmente ne conta 763, un numero triplicato rispetto agli anni Novanta. Nel 2025, il segmento ha prodotto 8,2 miliardi di euro, ovvero il 21% del fatturato alberghiero complessivo nazionale. La Penisola si conferma altresì come il mercato europeo più attrattivo per lo sviluppo di nuove strutture ricet-
tive di lusso. Secondo il report Deloitte “The Italian Luxury Hospitality: Time to Elevate” il settanta per cento degli operatori internazionali è pronto a investire nel Paese entro il prossimo triennio.
A dare voce e sostanza a questa evoluzione sono i protagonisti che la vivono ogni giorno – strutture, agenzie, territori – e che con le loro visioni e i loro progetti, stanno contribuendo a ridefinire la misura del lusso negli eventi.
IL PATRIMONIO
ARCHITETTONICO ITALIANO
COME PALCOSCENICO
C’è un tipo di lusso che non si può realizzare nemmeno con i materiali più preziosi oggi disponibili: si eredita e basta. Riguarda dimore, ville e castelli che nei secoli hanno accolto figure illustri, ospitato corti e salotti, custodito storie che le pareti ricordano ancora, e che oggi si ritrovano a essere tra le venue più ambite per lanci di prodotto, incentive esclusivi, serate di gala. In questo universo, il FAI – Fondo Ambiente Italiano – occupa una posizione di ampio rilievo: con oltre settanta beni in gestione, distribuiti in tutta Italia, è diventato uno degli interlocutori più ricercati dal mondo corporate di alto profilo. «Negli ultimi anni abbiamo notato sempre più attenzione ad associare gli eventi non solo all’esclusività e all’unicità della location,
Sotto, una delle dimore tutelate dal FAI. Con oltre settanta beni in gestione, il FAI è diventato uno degli interlocutori più ricercati dal corporate di alto profilo.
In basso, il Royal Hotel Sanremo, esclusivo cinque stelle lusso inaugurato nel 1872




MARINA PIZZORNI
tourism manager FAI
«Negli ultimi anni abbiamo notato sempre più attenzione ad associare gli eventi non solo all’esclusività e all’unicità della location, ma anche ai grandi valori di cui il FAI è portatore sano: sostenibilità, autenticità e tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Il bene che ospita l’evento non è più un semplice contenitore, ma un simbolo di cura, di resilienza, di vita».
ma anche ai grandi valori di cui il FAI è portatore sano: sostenibilità, autenticità e tutela del patrimonio culturale e paesaggistico», spiega Marina Pizzorni, tourism manager FAI. «I brand di fascia alta oggi cercano sempre di più una storia da raccontare, una storia memorabile e autentica che parli di persone, design e bellezza senza tempo. Il bene che ospita l’evento non è più dunque un semplice contenitore, ma un simbolo di cura, di resilienza, di vita».
Organizzare un evento in un bene tutelato e aperto al pubblico prevede tuttavia diversi vincoli, di orari, allestimenti, impatto ambientale, rispetto del contesto storico. Il FAI ha sviluppato una strategia ad hoc per trasformare tali limiti in un valore aggiunto. «Durante i sopralluoghi non ci limitiamo a mostrare uno spazio: raccontiamo il bene in tutte le sue caratteristiche e come è stato riportato in vita. Questo suscita nei planner e nelle aziende un senso di rispetto e una maggior consapevolezza per quelle restrizioni che non vengono più percepite come tali, ma come un’opportunità concreta per proteggere un bene che in fondo appartiene a tutti. Questo ritrovato senso di cura e protezione diventa un messaggio aziendale che si integra nella comunicazione dell’evento stesso», aggiunge Pizzorni.

DAMIANO DE CRESCENZO
direttore generale Planetaria Hotels «I clienti oggi tendono a privilegiare luoghi con una forte identità architettonica o culturale: palazzi storici come quelli di Château Monfort, Grand Hotel Savoia e Leon’s Place, dimore d’epoca come Villa Appiani e Ville sull’Arno, e location con storytelling interessanti come Enterprise Hotel diventano protagonisti nelle richieste per eventi di alta gamma».
VILLA NECCHI CAMPIGLIO:
IL SALOTTO MILANESE PER BULGARI
Tra i progetti più straordinari, realizzati di recente in una dimora FAI da un luxury brand, spicca il lancio della collezione di Alta Gioielleria Eclettica di Bulgari. A ospitarlo quest’anno, nel cuore di Milano, è stata Villa Necchi Campiglio: progettata dal celebre architetto Piero Portaluppi è uno dei beni FAI più apprezzati per la sua fine eleganza e autenticità. «Lo showroom della Maison romana è stato concepito come una reinterpretazione

contemporanea del salotto milanese – emblema di eleganza, cultura del design e raffinata convivialità – in dialogo armonico con l’architettura della villa. Protagoniste dell’allestimento sono state sei sculture in marmo di Carrara e foglia d’oro firmate dall’artista veneziano Riccardo Gatti, scelte come espositori artistici per le creazioni di Alta Gioielleria. Accanto a esse, un dipinto a olio dell’artista italiana Beatrice Bonafini ha interpretato il tema della nuova collezione attraverso una visione contemporanea e immersiva» descrive Pizzorni. L’atmosfera dello showroom è stata ulteriormente valorizzata da nicchie in onice e marmi policromi, teche scanalate ispirate alle
Tra gli innumerevoli beni FAI, ve ne sono alcuni che devono la propria identità profonda alla letteratura. Sono dimore che hanno accolto scrittori, ispirato romanzi, custodito manoscritti e che oggi restituiscono a chi le sceglie per un evento un’atmosfera di rara bellezza, tipica di quei luoghi che hanno ospitato numerose vite e storie straordinarie. È il caso di Villa Fogazzaro, una residenza ottocentesca situata a Oria, un piccolo borgo sulle rive comasche del Lago di Lugano. Per lungo tempo ha ospitato l’omonimo scrittore vicentino, che proprio qui ha scritto e ambientato il suo capolavoro “Piccolo mondo antico”. Oggi la dimora custodisce libri e ricordi di Fogazzaro
e tutt’intorno l’atmosfera, come per incanto, è ancora squisitamente ottocentesca. I suoi spazi, raccolti e raffinati, ospitano appuntamenti esclusivi di piccole dimensioni. Anche Villa Rezzola, sulle alture di Lerici, affacciata sul panorama simbolo del nostro Paese, il Golfo dei Poeti, ha conquistato il cuore di molti letterati inglesi, da Shelley a Byron e Lawrence. Il suo giardino all’inglese, uno dei più suggestivi della Liguria di Levante, è stato completamente restaurato dal FAI e riaperto al pubblico nel maggio 2025. Di scala più ampia rispetto alla intimità di Fogazzaro, Villa Rezzola si presta a eventi di maggiore portata, con il golfo a fare da orizzonte naturale.

colonne romane, arazzi jacquard realizzati dalla storica maison veneziana Rubelli e una selezione di arredi da collezione curata da Nilufar Gallery, che hanno contribuito a creare un ambiente ricco di suggestioni artistiche e riferimenti culturali stratificati. È stato un impegno straordinario: i lavori sono iniziati una settimana prima dell’evento, durante le ore di chiusura al pubblico, e hanno coinvolto gli uffici tecnici, il team di conservazione e decoro, nonché, naturalmente, tutto lo staff della villa», precisa Pizzorni. Un evento in un bene FAI rappresenta anche un’ottima opportunità di posizionamento nel mercato italiano per molti brand emergenti e stranieri – in particolare del fashion e del design – in quanto offre loro riconoscibilità e prestigio. «Le nostre dimore sono in un certo senso, simbolo del Made in Italy, anche per la cura e meticolosità con cui sono gestite», sottolinea Pizzorni. «C’è sempre un’attenzione altissima al dettaglio: nelle case museo ricostruiamo fedelmente gli ambienti così come raffigurati nelle foto storiche, persino le foto di famiglia sono disposte come erano in origine. Restauriamo anche i vestiti e tutti gli accessori che possono raccontare una storia e tutto ciò che è simbolo della casa».
PLANETARIA HOTELS:
DIMORE DI GRANDE IDENTITÀ
L’Italia è a tutti gli effetti uno dei Paesi con il più ricco patrimonio storico, artistico e culturale al mondo. Lo dimostrano i dati del VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, promosso da Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) e curato dalla Fondazione Ries (Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale): il Belpaese custodisce un enorme “museo diffuso” che conta 46mila
edifici storici. Di questi, quasi il sessanta per cento svolge attività economiche nel settore ricettivo o di gestione immobiliare. È proprio verso queste dimore che si concentra sempre più l’attenzione degli organizzatori di eventi. Oltre al FAI, a confermarlo è Planetaria Hotels, gruppo alberghiero italiano di 12 boutique e design hotel dislocati nelle principali città d’arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Milano, Firenze e Genova: «I clienti oggi tendono a privilegiare luoghi con una forte identità architettonica o culturale: palazzi storici come quelli di Château Monfort, Grand Hotel Savoia e Leon’s Place, dimore d’epoca come Villa Appiani e Ville sull’Arno, e location con storytelling interessanti come Enterprise Hotel diventano protagonisti nelle richieste per eventi di alta gamma», afferma Damiano De Crescenzo, direttore generale di Planetaria Hotels
I luxury event oggi diventano veri e propri mondi narrativi che mirano a far vivere agli ospiti esperienze immersive e multisensoriali, da ricordare e condividere. «Ogni progetto viene costruito interamente intorno all’ospite con la creazione di gift su misura, menu dedicati e sempre adattabili a ogni necessità e richiesta alimentare dei partecipanti, percorsi esclusivi e contenuti studiati su misura per il profilo degli invitati» prosegue De Crescenzo. L’attenzione è massima anche nei riguardi dell’ambiente: «La sostenibilità non si riduce più a una mera comunicazione green, pervade ogni azione, come la scelta dei materiali (nel nostro caso, per esempio, allestimenti riutilizzabili e produzioni a basso impatto), delle materie prime (i nostri ristoranti puntano grandemente sulla stagionalità e la freschezza) e dei fornitori. Il focus è su un’eleganza più consapevole e meno ostentata», conclude il direttore generale.
PORTA LE DOLOMITI
NEL CUORE DI MILANO

L’evento ospitato in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina da Château Monfort, l’esclusivo boutique hotel del gruppo Planetaria situato a pochi passi dal Duomo e dalla Scala, è una vivida testimonianza dei nuovi trend degli eventi di lusso.
La dimora – parte della prestigiosa collezione Relais & Châteaux –custodita all’interno di un palazzo Liberty dei primi del Novecento decorato dall’architetto Paolo Mezzanotte, ha trasformato radicalmente il proprio stile ispirato all’universo della fiaba e della lirica, in un ambiente alpino, per accogliere “Après-ski Social Club”, un format esclusivo che ha coinvolto circa ottanta partecipanti. Il Lounge Bar Mezzanotte è stato allestito come un elegante chalet montano con un angolo “camino” e alcuni pezzi vintage: uno slittino, della legna, due peluches delle mascotte e abeti innevati.
Decorazioni invernali e accessori tipici degli sport di alta quota, come scarponi, snowboard, sci e caschi, hanno impreziosito altre aree della hall. Tutti i membri dello staff hanno indossato abiti da après-ski, con maglioncini a collo alto, occhiali da sci e piumini da neve. L’atmosfera di montagna ha preso posto anche a tavola: pietanze della tradizione – dal finger food a base di polenta, zola e noci al carpaccio di cervo, dai mini canederli speck e barbabietola al raviolo di pizzoccheri, fino al classico strudel e alle frittelle di mele e cannella – hanno allietato il palato dei presenti potenziando la connessione sensoriale e contribuendo a far sedimentare in loro il ricordo dell’evento. A sigillare il “percorso emotivo”, due cocktail creati per l’occasione: MilanoCortina, un Negroni reinterpretato con materie prime delle Dolomiti, e Olimpia Ski, un drink fresco e rinvigorente ispirato alle piste da sci di Cortina.


DANIELE BASSETTI
general manager di Palazzo Tirso
«Il lusso negli eventi corporate di alto profilo non si misura più solo nell’alta qualità del servizio o nella cura estetica, ma nella capacità di costruire esperienze pensate su misura, capaci di sorprendere e creare connessioni autentiche».
PALAZZO TIRSO
E L’ARTE DI SORPRENDERE
Ci sono poi strutture ricettive che oltre al prestigio architettonico vantano un’altra attitudine fondamentale, quella di saper trasformare in straordinario ciò che all’apparenza sembra impossibile. È il caso di Palazzo Tirso, un elegante cinque stelle nel cuore di Cagliari, nato dalla ristrutturazione di un edificio storico degli anni Venti. In occasione dell’evento di Secauto, che ha ospitato nel dicembre del 2024 per il lancio sardo della nuova Renault R5 E-Tech Electric, una classica presentazione di prodotto è stata trasformata in un’esperienza immersiva e altamente tailor made, costruita attorno all’emozione, all’effetto sorpresa e all’esclusività.
«La peculiarità di questo progetto è stata la capacità di realizzare qualcosa di strabiliante anche dal punto di vista operativo, come ottenere le autorizzazioni per portare l’automobile direttamente sul rooftop del palazzo.


Ciò ha permesso di trasformare uno spazio iconico in un palcoscenico sospeso sulla città. La nuova Renault 5 E-Tech Electric, con il suo forte richiamo emozionale e il design reinterpretato in chiave contemporanea, ha trovato così una cornice perfettamente coerente con il proprio racconto: un equilibrio tra heritage e innovazione, memoria e futuro», racconta Daniele Bassetti, general manager di Palazzo Tirso
«Il lusso negli eventi corporate di alto profilo non si misura più solo nell’alta qualità del servizio o nella cura estetica, ma nella capacità di costruire esperienze pensate su misura, capaci di sorprendere e creare connessioni autentiche. In questo caso, la vera esclusività è stata proprio nella personalizzazione estrema del progetto: immaginare un’esperienza fuori dall’ordinario e curarne ogni aspetto, anche il più complesso, per far vivere agli ospiti qualcosa di realmente unico», conclude Bassetti.
Nel Belpaese c’è persino un intero territorio che da anni si posiziona al centro delle scelte di brand internazionali e grandi aziende alla ricerca, per i propri eventi, di un contesto ineguagliabile che nessun allestimento umano è in grado di replicare. È la Sardegna: con la sua costa frastagliata, l’entroterra selvaggio, un mare che attraversa tutte le tonalità possibili – dal turchese al cobalto, dall’acquamarina al verde profondo – quest’anno ha accolto per la prima volta l’Ewpc – Exotic Wedding Planning Conference, l’appuntamento internazionale itinerante dedicato ai più importanti professionisti del settore wedding. Tre intense giornate di incontri, formazione e networking che hanno coinvolto tutta Villasimius.
Il momento culminante della manifestazione è stato il gala dinner, ospitato lo scorso 27 aprile da Almar Timi Ama, splendido resort cinque stelle incastonato tra la laguna di Notteri e la spiaggia di Porto Giunco. La serata ha visto la partecipazione di oltre cinquecento persone provenienti da tutto il mondo. Dall’ingresso del resort e fino all’area della cena, un lungo percorso di moquette rossa ha guidato gli ospiti creando un’atmosfera scenografica ed elegante. «L’evento si è svolto tra l’area a bordo piscina e il grande prato affacciato sullo Stagno di Notteri, uno degli scorci più suggestivi di tutta la Sardegna. Sei gazebo dedicati a finger food e canapè sono stati allestiti nel verde, mentre nella zona pool sono stati posizionati i tavoli della cena di gala, oltre a un imponente ledwall di dieci metri e due palchi destinati alle performance artistiche», racconta Laura Munari, cluster groups & events manager di Almar Resorts & Spa. «Un ensemble di 25 artisti tra ballerini, cantanti, musicisti, quartetto d’archi e presentatore, ha dato vita a uno spettacolo raffinato e coinvolgente».
Grande attenzione è stata dedicata anche













Sopra, due immagini dell’Ewpc –Exotic Wedding Planning Conference, l’appuntamento internazionale itinerante dedicato ai più importanti professionisti del settore wedding, ospitato all’Almar Timi Ama
all’esperienza gastronomica. Per l’occasione lo chef Giuseppe Candela ha creato la “Pardula 2.0”, una reinterpretazione sofisticata e contemporanea del dolce povero della tradizione contadina sarda. Un cestino di pasta violata con una mousse di ricotta, agrumi, zafferano di San Gavino, arance di Muravera e miele di corbezzolo, personalizzato con il logo ufficiale dell’evento, ha reso omaggio ai
DOVE IL LUSSO INCONTRA IL MARE
Cisono brand che non si limitano a sponsorizzare un evento, lo ridisegnano dall’interno, ne plasmano l’identità, trasformandolo in qualcosa di unico e irripetibile. Rolex è uno di questi. Dal lontano 1985, il brand svizzero di alta orologeria, è title sponsor della Maxi Yacht Rolex Cup a Porto Cervo, l’evento velico per eccellenza che unisce lo sport d’élite al lusso più esclusivo. In quattro decenni di presenza ininterrotta ha contribuito a trasformarla in una delle regate più attese del panorama velico internazionale. «La Maxi Yacht Rolex Cup è come un libro. Ogni edizione rappresenta un nuovo capitolo. Le fondamenta sono state gettate molti anni fa: è compito di chi compete oggi continuare a scrivere la storia, restando all’altezza dell’eredità ricevuta», afferma Paul Cayard, leggenda della vela e brand ambassador di Rolex. Ogni anno, a settembre, Porto Cervo si trasforma in uno showcase di innovazione, design e performance con velisti di fama mondiale. La 35esima edizione, svoltasi dal 7 al 13 settembre 2025, ha celebrato i quarant’anni di sponsorship di Rolex,
ospitando due Campionati Mondiali (classi Maxi 1 e Maxi Grand Prix). A impreziosire ulteriormente l’edizione è stata l’istituzione del Trofeo in memoria dell’Aga Khan IV, fondatore dello Yccs (yacht Club Costa Smeralda), scomparso nel 2025. Chi partecipa alla regata sa che la competizione è solo uno degli strati dell’esperienza. Il welcome cocktail sulla terrazza panoramica dello Yccs affacciata sulla marina, i maxi yacht ormeggiati nel porto di Porto Cervo come sculture galleggianti, il Maestrale che spinge le barche tra le isole dell’Arcipelago della Maddalena, la cerimonia finale in piazza Azzurra con equipaggi internazionali, armatori e ospiti provenienti da tutto il mondo, contribuiscono a rendere la Maxi Yacht Rolex Cup un’esperienza multiforme e totalizzante. La celebre regata si distingue altresì per l’approccio impeccabile al mare che la ospita: un impegno per la sostenibilità che nel 2025 si è consolidato con l’ottenimento della Sailors for the Sea, la certificazione Platinum per il ridotto impatto sull’ecosistema marino.
sapori più autentici della Sardegna. Nella serata di domenica, un percorso esperienziale dedicato alle tradizioni locali ha animato il centro di Villasimius: «C’erano performer sardi, artigiani al lavoro e dimostrazioni della preparazione del torrone e dei tipici dolci decorati dell’isola, oltre all’esposizione di manufatti del territorio», conclude Munari
EREMITO E IL LUSSO DELL’ESSENZIALE
Esiste anche una forma di lusso che va oltre l’architettura, oltre gli allestimenti e che si discosta dall’iconicità di una dimora storica e di un resort affacciato sul mare. Si ottiene per sottrazione e ha trovato il suo luogo d’elezione su una collina silenziosa dell’Umbria, a pochi chilometri da Orvieto. Stiamo parlando di Eremito: un eremo laico, fondato 15 anni fa – senza alcuna ambizione congressuale – nel Comune di Parrano, per chi è alla ricerca di un luogo in cui stare solo, in silenzio, per disconnettersi davvero.
A un certo punto però, qualcosa è cambiato: è stato il mondo corporate a cercare Eremito. «Credo sia successo perché sempre più aziende si sono accorte che i loro team non avevano più bisogno dell’ennesimo meeting intensivo in sala plenaria con coffee break: avevano bisogno di fermarsi», spiega Laura Neri, responsabile di Eremito «Oggi, quando arriva una richiesta, la prima domanda che poniamo è: avete chiaro dove state venendo? Se la risposta è affermativa, il resto vien da sé in maniera molto naturale. Noi siamo piuttosto rigidi sulle nostre regole e i nostri format, abbiamo una forte identità su cui non transigiamo. Per questo per organizzare un evento da noi bisogna avere una certa forma mentis».
Scegliere Eremito significa accettare regole connaturate alla natura stessa del luogo. Qui si soggiorna in autentiche celle monastiche (sono in tutto 18) rigorosamente senza wi-fi e senza tv. Le giornate si svolgono

senza telefoni, seguendo ritmi prestabiliti ed essenziali: alba, meditazione, cammino, lavoro su sé stessi e cene rigorosamente in silenzio, anche per i gruppi aziendali. «Questa, paradossalmente, è la cosa che resta maggiormente impressa a chi vive un’esperienza da noi. In realtà, un’azienda che viene qui, deve essere disposta a togliere: chi cerca il videowall, il gala dinner, l’allestimento scenografico, le sale per duecento persone semplicemente non può essere il nostro ospite. E va benissimo così», precisa Neri con una serenità che è essa stessa parte del format.
Quello che propone Eremito è un lusso di nuova generazione: meno oggetti, meno rumori, meno distrazioni. «Di solito non lo spieghiamo, preferiamo farlo vivere. Il concetto di digital detox è ormai marketing ovunque, da noi invece è una prassi quotidiana da tredici anni, certificata dal silenzio, non da uno slogan», afferma Neri. «Questo approccio ha portato a risultati tangibili: in Eremito le riunioni di lavoro di un’ora, senza connessioni e distrazioni, ne valgono tre».
LE AZIENDE CHE COMPRENDONO
E QUELLE CHE RESISTONO
Il format di Eremito – lo abbiamo detto poc’anzi – non è per tutti. Per la proprietà sono due le categorie che tendenzialmente lo comprendono: da un lato ci sono le aziende guidate da founder che hanno già attraversato un percorso personale, spesso nei settori della consulenza di alto livello, del private banking o del wellness imprenditoriale. Dall’altro i team di leadership che hanno già provato tutto il resto e sono arrivati a un punto di saturazione. Le realtà più resistenti sono invece quelle che misurano il successo di un evento dal numero di attività incastrate in un’agenda. «Qui il programma è fatto di vuoti voluti e i vuoti spaventano chi non li ha mai abitati», chiarisce la responsabile della struttura. Tra le esperienze più esclusive che Eremito ospita c’è Inner Path, il retreat di leadership di The Bridge, progettato e condotto
da Sebastien Dumont, professionista con trent’anni di lavoro sulle spalle incentrati su strategia d’impresa, trasformazione organizzativa e ricerca personale. Si tratta di un’esperienza fortemente immersiva, pensata per leader che non vogliono più avere successo al prezzo della propria vita, delle persone che amano e del mondo di cui fanno parte. Il processo si ispira al pensiero di Werner Erhard e Jiddu Krishnamurti. «In concreto, l’esperienza prende forma con un numero ristretto di partecipanti, in genere da quattro a otto persone. Le dimensioni così contenute sono volute, perché consentono di dare il giusto valore a ogni voce e di raggiungere, nella ricerca, una profondità che gruppi più grandi non permettono. La struttura verte su cinque forze – corpo, mente, anima, natura, comunità – e si articola in tre movimenti: la chiamata, il cammino, la soglia. Le giornate alternano silenzio, sessioni di lavoro guidato, conversazioni di gruppo, camminate nei boschi umbri, pasti condivisi, momenti di stasi. Niente schermi, niente wi-fi, niente distrazioni. L’obiettivo è vedere con chiarezza, senza le distorsioni della mente. Eremito è parte integrante del lavoro e una sorta di amplificatore del processo. Per le sessioni di cerchio vengono utilizzati gli spazi comuni; per la solitudine, le singole celle; per i momenti di raccoglimento, la cappella; per la ricerca in cammino, i sentieri circostanti», spiega Sebastien Dumont.
Il risultato non si misura in Kpi, ma dall’approccio che i partecipanti adottano alle proprie vite, al termine del retreat: «Alcuni raccontano di aver preso decisioni con maggior lucidità e rimesso in ordine le proprie priorità, altri affermano di aver affrontato conversazioni difficili rimaste in sospeso troppo a lungo e aver ricucito legami familiari che credevano persi. C’è poi un piano di trasformazione più profondo, che si manifesta nel tempo e che riguarda da un lato la caduta di certe illusioni – in particolare quelle che ci raccontano come debba essere una vita di successo – e dall’altro il ritrovamento di una libertà più autentica. Per le aziende che lo capiscono, questo è il vero Roi. Per quelle che non sono in grado di comprenderlo, restiamo un costo difficile da giustificare. È un’autoselezione naturale che non ci spaventa», conclude Neri.
NELL’ULTRA-LUXURY
Nel segmento ultra-luxury – Hnwi, celebrity, Virtuoso Ultraluxe – la competenza tecnica nell’organizzare eventi è ormai un requisito di base. A fare realmente la differenza è il mindset. Ed è esattamente su questo che Onirikos, agenzia di experiential design fondata nel 2001, ha costruito in oltre vent’anni uno dei profili più riconoscibili del lusso esperienziale internazionale. «Operiamo con un livello estremamente alto di experiential design, dove la qualità dei contenuti creativi e l’attenzione al dettaglio rag-

LAURA MUNARI
cluster groups & events manager di Almar Resorts & Spa «L’evento si è svolto tra l’area a bordo piscina e il grande prato affacciato sullo Stagno di Notteri, uno degli scorci più suggestivi di tutta la Sardegna. Sei gazebo dedicati a finger food e canapè sono stati allestiti nel verde, mentre nella zona pool sono stati posizionati i tavoli della cena di gala, oltre a un imponente ledwall di dieci metri e due palchi destinati alle performance artistiche».

LAURA NERI responsabile di Eremito «Un’azienda che viene qui, deve essere disposta a togliere: chi cerca il videowall, il gala dinner, l’allestimento scenografico, le sale per duecento persone semplicemente non può essere il nostro ospite. E va benissimo così».


Sopra, Onirikos ha realizzato di recente per un cliente internazionale un’esperienza privata. Il contesto scelto sono state le Isole Eolie, arcipelago di straordinaria bellezza e al tempo stesso di estrema complessità logistica

STEFANO BAJONA founder di Onirikos «Ciò che ci distingue è un approccio che non parte mai dalla forma, ma dal significato. Il nostro obiettivo è progettare momenti irripetibili, in cui accesso, contesto e contenuto diventano elementi inscindibili. Non creiamo eventi: costruiamo esperienze che esistono una sola volta e che proprio per questo restano».

giungono standard quasi maniacali», afferma Stefano Bajona, founder di Onirikos. «Ciò che ci distingue è un approccio che non parte mai dalla forma, ma dal significato. Il nostro obiettivo è progettare momenti irripetibili, in cui accesso, contesto e contenuto diventano elementi inscindibili. Non creiamo eventi: costruiamo esperienze che esistono una sola volta e che proprio per questo restano». Alla base c’è un metodo che non si improvvisa. Il luxury mindset di Onirikos si fonda sulla capacità di anticipare bisogni non espressi dei clienti e creare condizioni di eccezionalità, senza ostentazione. «Serve una focalizzazione estrema, un team altamente formato su questa specifica nicchia di mercato e una sintonia profonda con le dinamiche del cliente di alto livello», spiega Bajona. «È un modus operandi che richiede tempo, ascolto e una rete di competenze costruita con grande cura». Oggi, il vero lusso è sinonimo di autentico. «I clienti oggi cercano unicità reale, prendendo sempre più le distanze da ciò che è percepito come cliché o standardizzato. Non desiderano più esperienze luxury in senso tradizionale, ma soluzioni costruite su misura, non soltanto a parole, ma nella sostanza. Il risultato è una crescente richiesta di contenuti basati su relazioni privilegiate, contesti normalmente inaccessibili e una forte componente narrativa. In sintesi, si è passati dal desiderio di assistere a qualcosa di straordinario alla volontà di vivere qualcosa di irripetibile, con la consapevolezza e la percezione di essere unici nel viverlo», racconta il fondatore di Onirikos, che prosegue: «Un evento diventa realmente di lusso nel momento in cui il partecipante smette di percepirlo come tale e inizia a viverlo come un’esperienza personale, cogliendo il “perché” profondo di ogni scelta progettuale. È quando tutto appare naturale, fluido, quasi inevitabile, pur essendo il risultato di un lavoro estremamente sofisticato. Location iconiche, allestimenti imponenti o catering di alto livello restano elementi meramente decorativi, se non supportati da una visione strategica chiara».
REGIA INVISIBILE PER UN EVENTO ESCLUSIVO ALL’EOLIE
C’è un evento in particolare che Onirikos ha realizzato di recente per un cliente internazionale e che riflette in maniera tangibile il suo meticoloso e innovativo approccio progettuale. Si tratta di un’esperienza privata – di quelle che non ammettono imperfezioni – finalizzata a celebrare un momento personale particolarmente significativo.
Il contesto scelto sono state le Isole Eolie, arcipelago di straordinaria bellezza e al tempo stesso di estrema complessità logistica. Un primo grande scoglio, subito trasformato in parte integrante dell’esperienza, sono stati i trasferimenti sull’isola scelta, Salina: per ovviare alla scarsa disponibilità di mezzi di trasporto di adeguato livello in loco, è stata noleggiata una flotta di Mercedes V-Class e portata fisicamente sull’isola per tutta la durata dell’evento, autisti dedicati inclusi con relativa gestione del soggiorno. Un’operazione invisibile agli ospiti e pensata perché rimanesse tale. Il concept, fortemente narrativo, è stato costruito come un percorso in più atti, organizzati in tre diverse location: Capofaro, Signum e il Ristorante Portobello. C’è stato anche un momento esclusivo a bordo di uno yacht –appositamente ricollocato nell’area per l’occasione – con navigazione, sosta per un tuffo, aperitivo, pranzo a bordo e a seguire Dj set. «Ogni elemento, dalla luce alla musica, dalla sequenza degli ambienti fino alle interazioni umane, è stato studiato per accompagnare i centoventi ospiti in un viaggio emotivo progressivo. Nessuna ostentazione, ma vera autenticità, una cura assoluta del dettaglio e una regia volutamente impalpabile, capace di orchestrare tempi e percezioni con la massima precisione», conclude Bajona. Al termine di questo excursus fatto di visioni e racconti, geografie e linguaggi differenti, a emergere è un unico fine comune per tutti gli attori che ogni giorno costruiscono e ospitano eventi: far sì che chi vive un’esperienza, anche solo per qualche ora, non smetta mai del tutto di portarla con sé. È questo il nuovo lusso.



Planetaria Hotels è uno scrigno prezioso di hotel di charme in cui la cura del dettaglio dialoga con l’unicità dell’atmosfera, la ricercatezza degli spazi e la calda accoglienza dello staff
BEATRICE ELERDINI



Hotels è un gruppo alberghiero italiano che vanta una collezione di 12 boutique e design hotel situati nelle principali città d’arte italiane, tra cui Roma, Venezia, Milano, Firenze e Genova. Dimore nobiliari, ex opifici industriali, residenze dell’alta borghesia storica sono la cornice ideale per eventi di alto profilo. La risposta giusta per chi è alla ricerca di location con una storia da raccontare.
MILANO: IL CUORE DEL GRUPPO
Centro nevralgico del gruppo è Milano, dove prestigiosi edifici presidiano i luoghi strategicamente più importanti della città. A pochi passi dal Duomo, Château Monfort è un esclusivo boutique hotel incastonato in un palazzo Liberty di inizio Novecento. Immerso in un’atmosfera che ricorda l’universo della fiaba e della lirica è la dimora su misura per eventi corporate di lusso, celebrazioni e occasioni speciali. Poco distante dal Quadrilatero della Moda, all’interno di un palazzo ottocentesco, sorge Hotel Indigo Milan. Ispirato alla storia sartoriale delle grandi maison milanesi, è un elegante palcoscenico di design per eventi aziendali e privati. Punto di riferimento cittadino per la clientela internazionale è Enterprise Hotel, situato nelle vicinanze di Fieramilanocity e di Allianz MiCo. Nato agli inizi del Novecento come opificio, nel 2002, è diventato tra i primissimi
design hotel della città. È anche tra i primissimi alberghi in Italia ad aver costruito una sala immersiva con la tecnologia all’avanguardia Room360°: grazie al lavoro simultaneo di 16 proiettori Full Hd, video o immagini statiche vengono trasformate in vere e proprie esperienze coinvolgenti ad alto impatto emotivo. La collezione di Planetaria Hotels non si esaurisce nel centro del capoluogo meneghino. Tra le mura del piccolo borgo medievale di Trezzo sull’Adda, si trova un altro gioiello del gruppo: Villa Appiani, una dimora di fine Settecento, ideale per un ritiro esclusivo ed eventi corporate fuori città.
LE VENUE NEL RESTO D’ITALIA
Nella Capitale si distingue Leon’s Place: design hotel nato dal restauro dell’antico Palazzo Fabi Altini, si presta perfettamente per eventi privati e incontri aziendali più intimi. A Firenze, Ville sull’Arno, resort cinque stelle – un tempo dimora dell’alta nobiltà fiorentina e cenacolo dei Macchiaioli nell’Ottocento – oggi ospita raffinati eventi business. Il gruppo vanta infine uno degli alberghi più antichi d’Italia: sapientemente ristrutturato, il Grand Hotel Savoia Curio Collection by Hilton, a Genova, è la venue prediletta per eventi di grandi dimensioni, grazie al suo ampio e luminoso centro congressi affacciato sul porto.


A Palazzo Tirso, il lusso di una dimora storica si sposa sapientemente con un’accoglienza impeccabile e una cucina d’autore. A tutto ciò si aggiunge una nuova anima: quella di event maker per eventi luxury e memorabili


Nel cuore di Cagliari, Palazzo Tirso è un prestigioso cinque stelle nato dalla ristrutturazione di un edificio storico degli Anni 20. Nel panorama dell’ospitalità business italiana, si distingue per l’eccellenza organizzativa e la poliedricità: non è un semplice hotel di lusso, ma un luogo capace di trasformarsi nel palcoscenico ideale per ogni tipologia di evento.
Tutto è pensato per rispondere alle esigenze di aziende, professionisti e organizzatori di eventi. Tre sale meeting versatili, con capienza fino a novanta partecipanti, tecnologie all’avanguardia e ambienti funzionali curati nei dettaglio, uniti a eleganza e a una visione contemporanea dell’accoglienza, fanno di Palazzo Tirso un punto di riferimento per il mondo corporate e privato. Qui ogni dettaglio contribuisce a creare esperienze uniche e memorabili.
Fiore all’occhiello della struttura è la proposta food & beverage, concepita per valorizzare al massimo ogni evento. Qualità degli ingredienti, ricerca e attenzione alla stagionalità, sono gli elementi che contraddistinguono le creazioni gastronomiche di Palazzo Tirso. Dal coffee break al banqueting, fino ai servizi di catering esterno, ogni soluzione è studiata nei minimi dettagli per offrire un’esperienza culinaria capace di sorprendere e coinvolgere gli ospiti.

TIRSO EVENTS: PROGETTAZIONE SARTORIALE DI EVENTI
Da questa visione e da un know-how consolidato, nasce Tirso Events: naturale evoluzione di un percorso fondato su organizzazione e attenzione al dettaglio, è il nuovo progetto dedicato alla creazione di eventi su misura. Un team specializzato, che con competenza e passione costruisce sartorialmente ogni evento come un progetto autentico, calibrato sui desideri del cliente. Emozioni, personalizzazione e qualità guidano ogni scelta. Pur non gestendo direttamente gli allestimenti, Tirso Events opera in sinergia con partner professionisti di fiducia per garantire risultati eleganti, coerenti e perfettamente integrati. L’expertise di Palazzo Tirso si estende anche a location esterne: dimore private, contesti esclusivi e ambienti corporate.
“C’ERA UNA VOLTA A PALAZZO”
Un modus operandi che si riflette in un evento organizzato lo scorso marzo: “C’era una volta a Palazzo”, una wedding experience immersiva messa a punto per dare l’opportunità a future coppie di vivere in prima persona l’atmosfera di un matrimonio firmato Tirso Events. Un format che racconta la capacità di trasformare un sogno in realtà: un evento dentro l’evento, che va oltre la mera presentazione di un servizio.





HNH Hospitality ha scelto di non inseguire il lusso tradizionale.
Con il progetto Almar Resorts & Spa ha costruito qualcosa di innovativo: un’ospitalità che avvolge insieme al contesto, emoziona e lascia il segno
di BEATRICE ELERDINI

Nel panorama del turismo e dell’hotellerie di alta gamma, il concetto di lusso sta cambiando profondamente: a fare la differenza non sono più soltanto esclusività e opulenza materiale, ma la capacità di creare esperienze autentiche, accoglienti e radicate nel territorio. In questo contesto, HNH Hospitality, realtà italiana tra i principali operatori indipendenti nella gestione di hotel e resort quattro e cinque stelle, sta tracciando una nuova traiettoria.
Con il progetto Almar Resorts & Spa, brand dedicato al segmento resort, propone un modello che supera il tradizionale concetto di luxury hospitality per abbracciare un’idea di benessere più evoluta: rigenerativa, sostenibile e immersiva. Un approccio che trova nel settore Mice una delle sue espressioni più interessanti, trasformando meeting ed eventi in occasioni di connessione autentica con i luoghi e con le persone.
«Almar non è soltanto un brand, ma un impegno concreto verso appartenenza, benessere e sostenibilità», ha spiegato Maria Pia Intini, managing director di Almar Resorts & Spa. «L’obiettivo è creare resort capaci di generare valore per il territorio e offrire esperienze realmente significative agli ospiti».
TRE RESORT, UN’UNICA FILOSOFIA DELL’ACCOGLIENZA
Il brand si compone oggi di tre strutture: Almar Lido Jesolo, Almar Giardino di Costanza Mazara del Vallo e Almar Timi Ama Villasimius. Ognuna con la propria anima riconoscibile interpreta in modo coerente la stessa visione: un’accoglienza centrata sulla persona, il paesaggio, il territorio.
Ogni realtà vive in stretta sinergia con il contesto che la circonda: l’interior design è fatto di materiali locali e colori luminosi, la proposta culinaria riflette le risorse del luo-
go, mentre le esperienze proposte sono un tuffo nella cultura e nella natura circostante. La tecnologia è avanzata e al tempo stesso discreta e si combina sapientemente con un’estetica degli ambienti rilassata e naturale. Elemento distintivo dell’universo Almar sono le spa Almablu, concepite come veri spazi di rigenerazione olistica. Ispirate al metodo “4-R Wellness” – Relax, Rebalance, Recharge, Revitalize – integrano percorsi multisensoriali, rituali esclusivi e locali progettati per favorire equilibrio e armonia. Qui ogni esperienza è capace di coinvolgere tutti i sensi.
LUSSO AUTENTICO
E WELLBEING MEETING
Il lusso di Almar non ostenta ed è lontano dagli eccessi: si fonda su un concetto di ospitalità che predilige il contatto umano, l’estetica naturale e il legame con la cultura locale. Una dimensione nuova in cui il senso di cura non è riservato esclusivamente ai dettagli operativi, ma abbraccia le emozioni dei suoi ospiti. Con l’approccio del “wellbeing meeting”, la produttività non è mai separata dal benessere personale. In questo modo, incentive, board meeting, retreat aziendali e congressi diventano esperienze narrative costruite attorno al coinvolgimento offerto dall’atmosfera del luogo, e alla qualità del tempo condiviso.
Una visione, che unita alla solidità di HNH Hospitality – gruppo con oltre vent’anni di esperienza e 19 strutture operative in Italia – fa di Almar un punto di riferimento per il segmento resort e Mice di alta gamma, capace di combinare business, momenti di relax e scoperta del territorio in unica proposta di valore.
UN MODELLO INNOVATIVO
PER IL TURISMO CONGRESSUALE
Il progetto Almar si inserisce in una visione più ampia del turismo congressuale italiano sempre più orientato verso format esperienziali. La capacità di offrire non soltanto efficienza organizzativa, ma anche autenticità, sostenibilità nonché un impatto positivo sul sentiment dei partecipanti, è la strategia efficace per attrarre un pubblico più internazionale attento non solo al comfort ma anche al contenuto valoriale dell’evento.
A tal proposito, Luca Boccato, Ceo di HNH Hospitality ha affermato: «Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per un nuovo modo di intendere il Mice. Vogliamo che ogni evento Almar sia un’esperienza trasformativa: non solo un incontro, ma un momento di connessione profonda tra persone, luoghi e valori». HNH Hospitality, attraverso il brand Almar, ha restituito un nuovo volto al Mice italiano, focalizzando l’attenzione sulle persone e sul valore profondo dei luoghi. Nei resort del gruppo la percezione del tempo si trasforma: che si tratti di un congresso, un incentive o un meeting, lo spazio dedicato al lavoro si fonde con momenti di condivisione, benessere e relax, in un equilibrio armonico che lascia un segno duraturo nella memoria. indirizzi a fine rivista






Al Royal Hotel Sanremo tradizione e innovazione si fondono perfettamente per creare un ambiente contemporaneo dal fascino senza tempo e con un servizio impeccabile. Qui è dove l’ospitalità storica smette di essere contesto e diventa contenuto

di BEATRICE ELERDINI
Royal Hotel Sanremo L Sanremo (Im)
Numero totale camere: 126 | Ristoranti: 3 | Posti: 45 – 120 – 280 | Sale meeting: 7 | Capienza sala maggiore: 300 posti | Capienza sala minore: 8 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 250 | Possibilità organizzazione post congress
© Andrea Getuli

I mmerso nella Riviera di Fiori, in un parco subtropicale con una splendida vista sul Mediterraneo, il Royal Hotel Sanremo è oggi l’indirizzo di riferimento per chi cerca, nel panorama Mice italiano, una venue che sappia offrire ai suoi ospiti un perfetto connubio di eleganza, comfort moderno e ospitalità attenta e personalizzata. Esclusivo cinque stelle lusso, inaugurato nel 1872, nel corso della sua storia ha ospitato reali europei, membri dell’alta società e viaggiatori esigenti provenienti da tutto il mondo: una reputazione costruita in oltre 150 anni che si traduce, oggi, in un posizionamento immediato e riconoscibile per qualsiasi evento di alto profilo.
GLI SPAZI MEETING
L’offerta congressuale del Royal Hotel Sanremo vanta spazi raffinati e funzionali: le sette sale disponibili – con una capienza potenziale da otto a trecento persone – sono tutte dotate di luce naturale e aria condizionata, wi-fi e tecnologie all’avanguardia. La principale è la sala Palme: con una hall antistante per accoglienza e segreteria, può ospitare fino a 180 persone. Di ampia metratura è inoltre la sala Fiori di Murano: con i suoi 280 metri quadrati e una vista scenografica sul parco e sul mare, è l’ideale per eventi a banchetto fino a 280 partecipanti. Anche la Lawrence Lounge guarda dritto al mare: le sue dimensioni contenute la rendono il luo-
go adatto per incontri aziendali più riservati e pranzi di lavoro.
Il Salotto Suite Sissi è il più scenografico: dotato di una splendida terrazza vista mare, è progettato su misura per riunioni più intime. Mentre la sala Hibiscus è perfetta per l’organizzazione di presentazioni, conferenze stampa e showroom, grazie alla sua ampia flessibilità negli allestimenti. Infine le Mimose: due sale adiacenti, indicate per sessioni di lavoro parallele.
LA NUOVA SALA RANUNCOLO
Degna di menzione speciale è la sala Ranuncolo: appena inaugurata nel suo nuovo design, unisce eleganza e funzionalità. È uno spazio contemporaneo che innova la grammatica degli ambienti meeting, offrendo un’atmosfera riservata e al tempo stesso aperta sulla natura circostante, ideale per dare valore a ogni momento dell’incontro. La sala, oltre a essere climatizzata e illuminata da luce naturale, è modulabile e dotata di tutte le attrezzature tecniche necessarie per presentazioni di alto livello, showroom ed eventi aziendali che richiedono cura in ogni dettaglio.
WELLBEING E ATTIVITÀ
NEL TERRITORIO
Il Royal Hotel Sanremo non si limita a offrire spazi e soluzioni per meeting ed eventi business, pensa anche a proposte su misura per i momenti di relax. Gli ospiti hanno infatti l’opportunità di scegliere se immergersi nella piscina con acqua di mare riscaldata a 27 gradi – fruibile anche nelle giornate autunnali più miti e soleggiate – oppure rigenerarsi nel Royal Wellness. Incluso per tutti gli ospiti, offre jacuzzi, vitarium, bagno turco, docce emozionali e cinque cabine per i trattamenti. L’offerta si arricchisce inoltre con programmi pre e post meeting messi a punto per scoprire il territorio circostante e le sue preziosità: esperienze sul mare, attività outdoor tra borghi e panorami della Riviera, percorsi enogastronomici liguri e momenti di team building in location suggestive.
UN ESCLUSIVO EVENTO B2B A CINQUE STELLE
Il Royal Hotel Sanremo è stato di recente selezionato da un’importante azienda internazionale per un esclusivo evento B2B dedicato a incontri one-to-one, networking e relazioni strategiche ad alto livello. Per garantire massima esclusività e privacy ai partecipanti, la struttura è stata riservata in modalità buyout per tutta la durata dell’evento. Gli spazi dell’hotel sono stati reinterpretati per creare un ambiente ad hoc, capace di coniugare business, ospitalità e lifestyle. Le aree comuni sono state allestite con desk personalizzati per gli incontri B2B, in posizioni luminose e impreziosite da una meravigliosa vista sul mare. La modularità degli spazi ha permesso di creare un percorso dinamico tra meeting area, lounge e momenti conviviali, che ha favorito ottimi momenti di networking. Un ruolo centrale è stato affidato alla propo -

sta gastronomica. Il ristorante interno principale, Fiori di Murano, è stato il protagonista dei lunch con un’atmosfera elegante e scenografica, impreziosita da iconici lampadari e decorazioni in vetro di Murano. Il ristorante Corallina, a bordo piscina, ha accolto invece gli ospiti per la cena con un allestimento immersivo, postazioni di showcooking live e illuminazione d’atmosfera con l’esclusiva proiezione del logo aziendale sulla facciata dell’hotel. Un programma di musica live e un apposito palco scenografico hanno reso la serata ancora più coinvolgente. L’evento ha dimostrato come l’hotellerie di alto profilo sappia, oggi, andare oltre il concetto tradizionale di venue, diventando parte integrante e distintiva dell’esperienza stessa.




Storia, natura e innovazione si incontrano all’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, dove il fascino di una residenza ottocentesca e la flessibilità di un moderno centro congressi danno vita a una destinazione d’eccellenza per meeting ed eventi di respiro nazionale e internazionale
di TERESA CHIODO



In Puglia l’ospitalità negli edifici d’epoca assume i tratti tipici della mediterraneità pura, caratterizzata da architetture che conservano la cifra stilistica propria del profondo sud, in particolare, quando prestigiose residenze aristocratiche, capaci di evocare ricordi d’altri tempi, si trasformano in strutture ricettive di grande atmosfera. Fra agrumeti profumati e mitici lidi, Villa Romanazzi Carducci ne è un classico esempio e si propone come location ideale per qualsiasi tipologia di evento.
L’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari rappresenta infatti una scelta di eccellenza per meeting, convention e appuntamenti di rilievo nazionale e internazionale, coniugando storia, natura e tecnologie all’avanguardia. La

Hotel Villa
Romanazzi Carducci
Bari
Numero totale camere: 135 | Ristoranti: 1 | Posti: 70 | Sale meeting: 20 | Capienza sala maggiore: 450 posti | Capienza sala minore: 6 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.200 | Possibilità organizzazione post congress
struttura accoglie gli ospiti in un’atmosfera raffinata, dove architetture storiche e spazi contemporanei convivono armoniosamente. Il grande parco che circonda la proprietà, impreziosito da alberi secolari, piante esotiche, sentieri, fontane e suggestive scenografie ispirate ai giardini all’inglese, offre una cornice esclusiva completata da una scenografica piscina di design.
TRA STORIA E FUTURO
L’offerta congressuale si distingue per la sua versatilità e per un approccio “tailor made”, capace di rispondere alle esigenze di eventi di ogni dimensione. Parte delle sale trova spazio nella storica Villa Rachele, elegante residenza nobiliare risalente alla fine del XIX secolo, mentre il Giulia Conference Centre rappresenta il cuore più contemporaneo della struttura, con ambienti modulari e tecnologie avanzate. Più appartate e immerse nel verde, la sala Scuderia e la sala Granaio – quest’ultima con una capienza fino a 450 persone – completano un’offerta ampia e flessibile. Un team specializzato affianca organizzatori e aziende in ogni fase dell’evento, dalla configurazione degli spazi alla definizione dei menu, fino alla gestione delle più moderne soluzioni audiovisive, garantendo efficienza e personalizzazione. L’accoglienza rappresenta uno dei punti di forza dell’hotel, che dispone di 135 tra camere, suite e appartamenti, caratterizzati da comfort contemporaneo e arredi eleganti. Completano l’esperienza il Ristorante Carducci, dove la tradizione gastronomica incontra la creatività di chef di fama internazionale, e un ampio parcheggio interno gratuito con trecento posti auto. La posizione strategica della struttura consente inoltre di arricchire ogni appuntamento con esperienze post congressuali alla scoperta della Puglia più autentica. Da Polignano a Mare a Monopoli, da Trani fino ai siti Unesco di Alberobello, Castel del Monte e Matera, il territorio offre un patrimonio paesaggistico e culturale unico, trasformando ogni soggiorno in un’esperienza memorabile.
indirizzi a fine rivista





Molte agenzie della meeting industry italiana sono nate attorno ai loro fondatori. Oggi, tra successioni, aggregazioni e nuovi ingressi, si confrontano con una stessa domanda: come garantire continuità e crescita oltre il singolo imprenditore?
Una ricerca di Aipb e Banca Sella stima che entro il 2033 oltre trecento miliardi di euro passeranno di mano tra generazioni imprenditoriali
La continuità delle imprese è una questione fondamentale per molti settori dell’economia italiana e sta diventando decisiva anche per la meeting industry. Una buona parte delle agenzie di eventi che operano oggi in Italia è nata tra gli anni Ottanta e Novanta, spesso attorno all’iniziativa di una singola persona. All’inizio si trattava di progetti imprenditoriali costruiti sulla reputazione del fondatore, sulla sua capacità di creare relazioni e sulla conoscenza diretta di clienti, fornitori e destinazioni. In molti casi quella struttura è rimasta sostanzialmente invariata: ancora oggi il nome dell’agenzia continua a coincidere con la sua storia e con il volto
di chi l’ha creata, anche quando l’organizzazione è cresciuta, si è ampliata ed è diventata una realtà strutturata.
Ora quella generazione si avvicina a una fase di transizione che pone una domanda inevitabile: come trasferire competenze, relazioni, leadership e visione strategica senza disperdere il patrimonio costruito negli anni?
La questione riguarda soprattutto le imprese più mature, ma inizia a emergere anche nelle realtà più giovani, chiamate a interrogarsi fin da subito sulla continuità del proprio progetto imprenditoriale.
Il tema è tutt’altro che marginale: secondo il
Censis, il passaggio generazionale sarà uno dei grandi snodi dell’economia italiana nei prossimi anni. Una ricerca di Aipb e Banca
Sella stima che entro il 2033 oltre trecento miliardi di euro passeranno di mano tra generazioni imprenditoriali. Eppure, come osserva Aidaf, l’associazione italiana delle aziende familiari, parlare semplicemente di “passaggio” rischia di essere fuorviante: ciò che le imprese affrontano oggi è un processo che richiede tempo, pianificazione e la capacità di ripensare il proprio futuro.
Nella meeting industry la questione assume caratteristiche particolari. Quando il valore di un’impresa coincide in larga misura con il capitale relazionale del fondatore, chi raccoglie davvero il testimone? I figli? I manager cresciuti al suo interno? Un gruppo più grande disposto ad acquisirla? Oppure nessuno, con il rischio che competenze e relazioni costruite in decenni di attività si disperdano?
Le nuove rotte delle agenzie italiane passano anche da qui.
Dunque quando si parla di passaggio generazionale nella meeting industry, il punto di partenza è spesso una figura ben precisa: il fondatore. Molte agenzie italiane sono nate così, attorno all’esperienza, alle relazioni e alla visione di una persona che a un certo punto ha deciso di mettersi in proprio.
È il caso di Emanuela Mazza, fondatrice di Big Ideas Mice, agenzia milanese specializzata nell’organizzazione di eventi corporate, convention, roadshow, meeting e viaggi incentive in Italia e all’estero. Nata nei primi giorni del 2018, l’agenzia entrerà tra qualche mese nel suo decimo anno di attività.
Prima di creare Big Ideas Mice, Emanuela lavorava in Intesa Sanpaolo Private Banking, occupandosi già di eventi. «Lasciare quel ruolo significava rinunciare a molte certezze. Avevo una posizione consolidata e tutti i vantaggi di una grande organizzazione bancaria. Ma sentivo il desiderio di costruire qualcosa di mio» racconta.
La scelta imprenditoriale non nasce però da un atto di incoscienza, il progetto iniziale prevedeva la presenza di un socio con cui condividere rischi e responsabilità. «Da sola probabilmente non avrei fatto quel passo. Sapere di poter condividere il percorso imprenditoriale è stato determinante» spiega Mazza. Poi sono arrivati il Covid e la separazione dal socio. «Mi sono ritrovata a guidare l’agenzia da sola e mi sono detta: vado avanti».
Nella sua esperienza emerge una delle caratteristiche più evidenti del settore eventi: l’instabilità, un po’ intrinseca e un po’ dettata dagli avvenimenti di questi ultimi anni. «Sappiamo che non esiste una vera stabilità, un anno può essere molto positivo e quello successivo meno, magari perché condizionato da fattori esterni che nessuno può controllare». La pandemia del Covid è stata l’esempio più evidente, ma non l’unico: crisi internazionali, tensioni geopolitiche o più
semplicemente cambiamenti improvvisi nei programmi aziendali possono modificare radicalmente gli scenari nel giro di pochi giorni». Anche per questo Big Ideas Mice è rimasta volutamente una struttura contenuta, come spiega ancora Mazza: «Essere imprenditori significa convivere con una forte assunzione di responsabilità. Ho preferito mantenere una dimensione che mi consentisse di lavorare bene senza espormi oltre misura». La prudenza con cui Emanuela Mazza guarda alla crescita dell’agenzia nasce anche da alcune peculiarità del settore eventi, dove il rischio imprenditoriale è spesso elevato e non sempre immediatamente percepibile dall’esterno. Uno degli esempi che cita riguarda il sistema che si innesca spesso in occasione di una gara. «Si possono impiegare settimane per costruire una proposta, individuare una location, sviluppare un concept. Se poi il lavoro viene in qualche modo scartato, quasi mai quell’impegno viene riconosciuto. Se in qualsiasi altro contesto chiedi una consulenza o un progetto a un professionista, è normale pagarlo: non comprendo come mai questo non valga anche per il nel nostro settore». Quando il discorso si sposta sul futuro dell’agenzia, emerge un altro aspetto interessante: il problema, infatti, non è trovare professionisti preparati. Emanuela è convinta che il suo team abbia tutte le competenze necessarie per gestire l’operatività. «Non avrei nessuna remora a lasciare l’agenzia alle persone che

EMANUELA MAZZA
fondatrice di Big Ideas Mice «Il cliente deve potersi fidare e quando, un domani, dovessi fare un passo indietro, il criterio sarebbe proprio questo. Potrei immaginare di entrare in un gruppo più grande, o di affidare l’agenzia a qualcun altro. Ma dovrei trovare una realtà che condivida lo stesso approccio».


STEFANO MONTALBETTI
amministratore delegato MZ
«Abbiamo iniziato a pensarci almeno cinque o sei anni fa. Anche il fatto di non essere tutti coetanei ci ha aiutato.
Abbiamo avuto il tempo di preparare il passaggio e di affrontarlo come un percorso, non come un’emergenza».
lavorano con me. Sono professioniste capaci e autonome. Quello che considero più difficile da trasmettere è un’altra cosa, le competenze si possono insegnare, ma per lo spirito imprenditoriale è diverso».
Ma c’è un elemento ancora più importante. Nel raccontare la propria agenzia, Mazza torna più volte sul rapporto con il cliente. La sua esperienza professionale nasce infatti dall’altra parte del tavolo, come committente, e questo continua a influenzare il suo modo di lavorare. «Ragiono molto da cliente, perché cliente lo sono stata per tutta la vita». È una frase che aiuta a capire perché il tema della successione, per lei, non riguardi soltanto chi prenderà il controllo dell’azienda. Riguarda soprattutto il modo in cui quell’azienda continuerà a lavorare. «L’obiettivo non è il guadagno a tutti i costi. Certo, un’agenzia deve essere profittevole, deve pagare stipendi e generare margini. Ma il primo obiettivo è che il cliente sia soddisfatto. Per questo valuto l’ipotesi di un’aggregazione o di una cessione prima di tutto attraverso una lente che potrei definire culturale. Il cliente deve potersi fidare e quando, un domani, dovessi fare un passo indietro, il criterio sarebbe proprio questo. Potrei immaginare di entrare in un gruppo più grande, o di affidare l’agenzia a qualcun altro. Ma dovrei trovare una realtà che condivida lo stesso approccio». La continuità, insomma, non dipenderà soltanto dalle competenze di chi arriverà dopo, ma dalla capacità di preservare quel rapporto di fiducia che, negli anni, è diventato il vero patrimonio dell’agenzia.

MONICA SELLARI
amministratore delegato MZ Events
«Tutti pensano di poter fare questo mestiere, ma in realtà è un mondo fatto di tante competenze, mille piccoli dettagli e mille sfaccettature diverse. Non è così semplice conoscerlo e ci vuole tempo».
Quando MZ Events è stata fondata, il 28 aprile 1987, il settore degli eventi e dei congressi in Italia era molto diverso da quello di oggi. Nel corso di quasi quarant’anni l’agenzia è cresciuta fino a contare 67 persone tra dipendenti e collaboratori, accompagnando l’evoluzione della meeting industry italiana. Alla guida dell’azienda, accanto al fondatore e presidente Mauro Zaniboni, si è consolidato un gruppo imprenditoriale composto dagli amministratori delegati Stefano Montalbetti e Monica Sellari, entrambi entrati in MZ agli inizi della loro carriera e divenuti soci. Oggi, alla vigilia del quarantesimo anniversario, la società sta affrontando una nuova fase di transizione: l’uscita progressiva di Mauro Zaniboni e l’ingresso di Gabriele Zaniboni nel gruppo dirigente.
A differenza di quanto accade in molte imprese, però, il tema della successione non è emerso all’improvviso. «Abbiamo iniziato a pensarci almeno cinque o sei anni fa» racconta Montalbetti. «Anche il fatto di non essere tutti coetanei ci ha aiutato. Abbiamo avuto il tempo di preparare il passaggio e di affrontarlo come un percorso, non come un’emergenza».
Le ipotesi sul tavolo erano diverse: una redistribuzione delle quote tra i soci, il coinvolgimento di familiari o l’ingresso di professionisti provenienti dall’esterno. Quest’ultima opzione, tuttavia, è stata rapidamente accantonata. «Abbiamo scartato quasi subito l’idea di introdurre una persona completamente


esterna» spiega Montalbetti. «Con Mauro abbiamo impostato una metodologia, un rapporto e un modo di lavorare che ci hanno sempre visti allineati. Non lo dico per vantarci, ma non abbiamo mai litigato una volta, ci sono state opinioni diverse, certo, ma la nostra carta vincente è sempre stata la condivisione».
La scelta è quindi ricaduta su Gabriele Zaniboni, nipote di Mauro, che dopo una lunga esperienza nella revisione contabile e nell’industria manifatturiera, è entrato in azienda due anni fa. Oggi è già socio e ha assunto il ruolo precedentemente ricoperto da Mauro, che continua ad affiancare l’azienda durante questa fase di transizione.
«Noi siamo sempre stati molto complementari», osserva Sellari. «Io e Stefano siamo più coinvolti nell’operatività e nel coordinamento dello staff, mentre il ruolo di Mauro era più istituzionale e di relazione. Per noi era importante che qualcuno potesse raccogliere anche quel tipo di eredità. La nostra forza è sempre stata riuscire a lavorare insieme pur essendo persone diverse. Era fondamentale trovare qualcuno che potesse inserirsi in questa mentalità».
Dietro questa attenzione c’è anche la consapevolezza che il lavoro di un’agenzia di organizzazione eventi non si trasmette facilmente. «Tutti pensano di poter fare questo
mestiere, ma in realtà è un mondo fatto di tante competenze, mille piccoli dettagli e mille sfaccettature diverse. Non è così semplice conoscerlo e ci vuole tempo», continua Sellari.
Per Gabriele Zaniboni il percorso ha infatti significato un ritorno a un settore che conosceva soltanto in parte. «Quando ho lasciato questo mondo si lavorava ancora con i francobolli sulle buste, l’ho ritrovato nell’epoca dell’intelligenza artificiale», racconta. Il suo sguardo esterno gli ha però permesso di cogliere alcune criticità del settore. Tra queste, la difficoltà di attribuire il giusto valore economico al lavoro progettuale che precede un evento. «Arrivando da altri contesti, sono rimasto colpito dal fatto che spesso il lavoro che sta dietro a una proposta o a un progetto venga dato per scontato». È anche per questo che i soci considerano la qualità delle relazioni costruite nel tempo uno degli asset più importanti dell’azienda. «Una delle caratteristiche di MZ fin dall’inizio è stata la fidelizzazione», spiega Montalbetti. «Abbiamo clienti con cui collaboriamo da trent’anni e oltre il novanta per cento del nostro fatturato arriva da clienti storici». Un risultato che, secondo i soci, deriva da una scelta precisa: privilegiare rapporti di lungo periodo rispetto alla massimizzazione del guadagno immediato.

GABRIELE ZANIBONI
amministratore delegato MZ Events «Abbiamo visto aziende che, pur avendo trovato una soluzione per la successione, hanno preferito chiudere piuttosto che affrontare qualche anno di affiancamento. In questo modo si rischia di disperdere competenze e opportunità costruite nel corso di una vita professionale».

SUSANNA PRIORE
fondatrice di Formedica e presidente di ECM Quality Network
«La modalità di creazione del gruppo prevede una confederazione di società che, pur mantenendo la propria autonomia operativa e gestionale, godono di una maggiore solidità finanziaria.
Tutto ciò nella condivisione di valori deontologici ed etici a garanzia della qualità del gruppo».
Ma la continuità riguarda anche le persone che lavorano in azienda. «Oltre ai clienti abbiamo fidelizzato anche i dipendenti», osserva Sellari. «Ed è successo anche che collaboratori siano andati via e poi abbiano chiesto di tornare». Un dato che, secondo i soci, racconta qualcosa del modo in cui l’azienda è cresciuta e che potrebbe diventare una risorsa importante anche per le transizioni future. Per Gabriele Zaniboni, infatti, è fondamentale accompagnare il cambiamento. «Abbiamo visto aziende che, pur avendo trovato una soluzione per la successione, hanno preferito chiudere piuttosto che affrontare qualche anno di affiancamento. In questo modo si rischia di disperdere competenze e opportunità costruite nel corso di una vita professionale». Anche per questo MZ Events ha già iniziato a riflettere sulle generazioni successive. Tra le ipotesi emerse c’è la possibilità di coinvolgere in futuro alcune figure interne particolarmente legate all’azienda. Una scelta che riflette la stessa logica con cui l’azienda ha affrontato l’attuale fase di transizione: guardare al lungo periodo.
AGGREGARSI PER CRESCERE?
Una delle possibili risposte alla questione della continuità aziendale non passa necessariamente dagli eredi o dal management interno, ma dall’aggregazione. Una strada che trova un esempio particolarmente interessante nel comparto della formazione medico-scientifica, un mercato che vale circa un miliardo di euro, cresce a ritmi costanti ed è considerato particolarmente resiliente, ma che continua a essere caratterizzato da una forte frammentazione, con oltre mille operatori attivi sul territorio nazionale.
Proprio questa frammentazione è uno degli elementi che hanno spinto Koinos Capital a
Quando si parla di passaggio generazionale si pensa spesso a quote societarie, clienti e relazioni costruite nel tempo. Ma nella meeting industry il tema riguarda anche un’altra eredità: le competenze necessarie per operare in un settore che negli ultimi anni è cambiato rapidamente e continua a trasformarsi. Un’indicazione arriva dallo Studio dei fabbisogni formativi della meeting industry, realizzato dall’Università Iulm per Federcongressi&eventi con il sostegno di Enit. La ricerca, condotta su 118 tra agenzie, alberghi, centri congressi e convention bureau, mostra un settore in crescita: negli ultimi due anni il 67% delle imprese ha ampliato il proprio organico, soprattutto nelle aree operation e project management, marketing e comunicazione. Tra le competenze considerate più strategiche emergono quelle legate all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati. Il 44% delle aziende utilizza quotidianamente strumenti di IA generativa e il 77% ritiene prioritario rafforzare le competenze digitali interne. Cresce anche l’attenzione verso la sostenibilità, in particolare negli ambiti della misurazione dell’impatto, della rendicontazione e della compliance normativa. Accanto alle competenze tecniche restano però decisive quelle relazionali. Leadership, gestione dei collaboratori, relazioni con gli stakeholder e capacità negoziali sono le aree nelle quali le imprese dichiarano il maggiore fabbisogno formativo.
investire nel settore. L’idea alla base del progetto era quella di avviare un processo di consolidamento in un mercato che, pur avendo raggiunto dimensioni rilevanti, non esprime ancora un vero player nazionale di riferimento.
Da questa visione è nata Meduspace, holding che ha riunito inizialmente Dynamicom Education, Formedica e Meeting Planner, tre società specializzate in differenti ambiti della formazione medico-scientifica.
Tra i protagonisti dell’operazione c’è Susanna Priore, fondatrice di Formedica e presidente di ECM Quality Network. «Chi mi conosce sa che ho sempre avuto il desiderio di creare tra i provider momenti di confronto con l’idea di migliorare la qualità delle nostre attività e, perché no, anche momenti di business di valore. Ne è una dimostrazione la costituzione di ECM Quality Network, l’associazione nazionale dei provider ECM».
L’esperienza associativa, però, è una cosa diversa dal progetto Meduspace. «Il gruppo ha un’altra genesi. Nasce dall’incontro tra il fondo Koinos Capital Sgr e Giorgio Maggiani, imprenditore e amministratore di Dynamicom, una delle principali società provider Ecm. Da quell’incontro è nata la volontà di creare una rete di imprese che potesse contrastare l’estrema frammentarietà del nostro settore e
Una delle fotografie più interessanti dei Pco italiani è stata scattata nel 2023 dal primo Monitor Pco – Performance economiche e modelli organizzativi di un settore che crea valore, realizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri) e promosso da Federcongressi&eventi. Lo studio restituisce l’immagine di un comparto sempre più strutturato. Nella metà delle aziende analizzate il personale rimane in media almeno dieci anni, un dato che contribuisce a garantire continuità organizzativa e conservazione delle competenze. Quasi il novanta per cento delle imprese coinvolge inoltre i collaboratori in attività formative, mentre oltre l’86% è impegnato in processi di digitalizzazione.
Dal punto di vista del mercato, più della metà dei Pco (52,4%) opera prevalentemente a livello nazionale, ma una quota significativa (38,8%) lavora anche su scala internazionale.

rispondere al meglio alle sue esigenze. Da qui il coinvolgimento mio e di Rosario Gagliardi per Formedica e, successivamente, di Maddalena Milone per Meeting Planner».
L’aggregazione arriva in una fase di forte trasformazione per il settore. «Oggi l’Ecm sta vivendo un momento di grandi cambiamenti ed evoluzioni. È indubbio che l’avvento dell’intelligenza artificiale in sanità ci imponga di riflettere sul gap formativo che dovrà essere colmato nel più breve tempo possibile per garantire il miglior utilizzo di questi strumenti e la formazione di figure specializzate capaci di insegnarne l’impiego corretto. Si tratta di una tecnologia potentissima, destinata a incidere sempre di più sul nostro settore».
Alle trasformazioni tecnologiche si aggiungono quelle economiche. «Gli imprenditori provider Ecm stanno vivendo un periodo storicamente complicato dal punto di vista economico. Ciò è dovuto all’aumento esponenziale dei costi delle sale per eventi e dell’ospitalità per i relatori, oltre alla necessità di anticipare, a volte anche di un anno, tutti i costi relativi agli eventi, con importanti problemi di flusso di cassa».
È in questo contesto che, secondo Priore, l’aggregazione può rappresentare una leva di sviluppo. «L’aggregazione di più aziende con specificità e dimensioni diverse può portare notevoli vantaggi, derivati innanzitutto dalla condivisione di esperienze e professionalità, dalla realizzazione di economie di scala utili a ridurre i costi dei servizi e a offrire un prodotto formativo congressuale a costi adatti al mercato. Non da ultimo, consente di ambire alla realizzazione di grandi eventi grazie alla
disponibilità di una forza lavoro complessiva di grandi dimensioni».
La scelta di aderire a Meduspace, racconta, non è stata immediata. «Sicuramente non è stata una scelta d’impulso né facile, ma penso che sia merito di Koinos e di professionisti come Roberto De Carlo e Nicola Fossati se oggi siamo Meduspace. La loro capacità di farci leggere a chiare lettere le dinamiche attuali e quelle che sarebbero potute essere all’interno di una grande confederazione ha fatto scattare la volontà di salire a bordo e sposare in pieno la strategia innovativa del gruppo».
Dietro questa scelta c’è però anche una riflessione che richiama direttamente il tema del passaggio generazionale. «Un altro fattore che ci ha spinto verso questo nuovo progetto è rappresentato dalla possibilità di garantire alle nostre aziende e ai nostri dipendenti di continuare a crescere, migliorare le loro performance e pensare con serenità a un futuro lavorativo che non è più legato alla presenza del singolo imprenditore».
È proprio su questo aspetto che, secondo Priore, si misura il valore di un progetto aggregativo. Nel modello scelto da Meduspace, infatti, le società continuano a operare mantenendo la propria identità e autonomia gestionale, ma all’interno di una struttura più solida dal punto di vista finanziario. «La modalità di creazione del gruppo prevede una confederazione di società che, pur mantenendo la propria autonomia operativa e gestionale, godono di una maggiore solidità finanziaria. Tutto ciò nella condivisione di valori deontologici ed etici a garanzia della qualità del gruppo».
La continuità delle imprese è una questione fondamentale per molti settori dell’economia italiana e sta diventando decisiva anche per la meeting industry. Una buona parte delle agenzie di eventi che operano oggi in Italia è nata tra gli anni Ottanta e Novanta, spesso attorno all’iniziativa di una singola persona

Il gruppo internazionale di hotellerie Minor Hotels apre le porte di Tivoli President Milano, il nuovo ed esclusivo cinque stelle, tra tipica eleganza milanese ed energica contemporaneità
Tivoli President Milano
Milano
Numero totale di camere: 239 |
Ristoranti: 1 | Sale Meeting: 2 | Capienza sala maggiore: 25 posti |
Capienza sala minore: 25 posti | Mq di sale espositive: 80 | Possibilità di organizzare post congress

Al civico 10 di Largo Augusto, l’ex Collection Milano President rinasce oggi come Tivoli President Milano Hotel, segnando l’inizio di una nuova fase sotto lo storico brand Tivoli Hotels & Resorts. L’hotel si presenta oggi con una rinnovata identità, elevati standard di comfort e stile e un servizio attento e personalizzato. Uno spazio di grande fascino dove lasciarsi avvolgere dal ritmo più autentico della città. L’hotel dispone di 239 camere, sei delle quali con vista diretta sul Duomo: un’oasi di quiete e comfort, perfetta per rigenerarsi dopo una giornata di lavoro. Ogni ambiente è stato completamente ripensato con allestimenti funzionali, tonalità delicate e attenzioni curate che rendono lo spazio immediatamente accogliente. Alcune camere regalano inoltre piacevoli affacci sulle vie circostanti, permettendo di entrare in sintonia con il ritmo milanese, pur preservando un contesto rilassante e raccolto. Fiore all’occhiello è la nuova presidential suite di 150 metri quadrati al nono piano, pensata per soggiorni esclusivi ed eventi privati di alto profilo, offrendo eleganza e luce naturale in un ambiente sofisticato. A impreziosire il tutto verrà inaugurato prossimamente il rooftop panoramico comunicante di 130 metri quadrati, pensato per accogliere fino a cinquanta ospiti e che regalerà una prospettiva indimenticabile a 360 gradi sullo skyline milanese.
L’edificio che ospita il Tivoli President Milano rappresenta un importante esempio di architettura brutalista italiana degli Anni 60, portando la firma degli architetti Luigi Figini e Gino Pollini. Un’identità importante, che oggi, nel progetto di rebranding, è stata assunta proprio come punto di partenza per
costruire una nuova coerenza tra l’architettura dell’edificio e gli spazi interni, reinterpretando il carattere del palazzo in chiave più contemporanea, grazie a un design completamente rinnovato, sotto la direzione dell’interior designer Rodrigo Izquierdo.
UN’OFFERTA STRUTTURA
Tivoli President Milano rinnova la sua offerta per gli appuntamenti del settore Mice, arricchita dalla valorizzazione della storica piazza Verziere, su cui affacciano le sale meeting, e da una selezione di spazi interni ed esterni versatili e luminosi, ideali per ospitare eventi corporate di alto livello e celebrazioni private. L’hotel si contraddistingue anche per la sua posizione strategica, a soli cinque minuti a piedi dal Duomo, vicino ai principali punti di interesse culturali e commerciali della città e dalle principali linee di trasporto. L’offerta per gli ospiti si amplia anche per momenti conviviali post congress, con un ricco calendario di esperienze, dagli aperitivi con musica live presso il Lobby Bar (tre volte a settimana) a una selezione accurata di appuntamenti social.
Tradizione culinaria milanese ed eleganza contemporanea si incontrano negli spazi dining del Tivoli President Milano. Di prossima apertura, il ristorante City Milano, con splendida vista sul Duomo, offrirà un’esperienza gastronomica d’ispirazione siciliana e mediterranea, con un focus su pesce crudo, carni pregiate, sushi e una selezione di vini importanti. Nel frattempo, gli ospiti possono cenare e pranzare presso il Lobby Bar & Bistrot, che propone una cucina italiana, regionale e internazionale, ideale sia per un pasto rilassato sia per un momento più informale. Con affaccio

su Largo Augusto, rappresenta la location perfetta anche per un aperitivo sofisticato o uno spuntino da gustare nel dehor esterno. L’area breakfast inoltre offre un’ampia colazione internazionale, ed è una location versatile, ideale per eventi e momenti leisure in un’atmosfera elegante e accogliente.
SPAZIO AL BENESSERE
Pensata per offrire agli ospiti una piacevole esperienza di relax dopo un’intensa giornata di impegni, la struttura inaugurerà prossimamente una nuova area wellness che integrerà Zerobody Dry Float e Zerobody Cryo, soluzioni di ultima generazione sviluppate da Starpool. I due sistemi sfruttano la tecnologia del dry floating (galleggiamento a secco) per favorire il rilassamento profondo, alleviare stress e tensioni muscolari e supportare il riequilibrio psicofisico, senza immersione in acqua e senza necessità di cambi d’abito. A disposizione una zona umida con sauna e bagno turco, una cabina trattamenti e un fitness center, dotato di attrezzature Technogym di ultima generazione. indirizzi a fine rivista




Nella quiete delle colline umbre, Colle del Paradiso rilancia la sua presenza nel mercato congressuale puntando sui convegni medico-scientifici. Qui, tra il fascino di Assisi e l'eredità francescana, l'accoglienza diventa un invito a rallentare e a riscoprire l'essenziale


Centro convegni Colle del Paradiso - Assisi (Pg)
Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 350 posti | Capienza sala minore: 72 posti | Saletta segreteria | Mq di aree espositive: 480 | Sala banchetti interna | Pranzo in piedi: fino a 350 persone | Pranzo seduti: fino a 350 persone | Possibilità organizzazione post-congress
Nel panorama Mice italiano cresce la domanda di luoghi capaci di offrire molto più che una semplice sede congressuale. Spazi in cui il lavoro si intreccia con il benessere, la riflessione e la qualità delle relazioni. A pochi passi dalla Basilica di San Francesco ad Assisi, immersa nella quiete delle colline umbre, la struttura ha fatto della lentezza una risorsa e dell’accoglienza una forma di cultura. È in questo scenario che Colle del Paradiso rafforza il proprio posizionamento sul mercato, puntando in particolare sul segmento dei convegni medici e degli eventi ad alta intensità umana. Qui la tecnologia c’è, ma non invade. Accompagna. E la spiritualità, lontana da ogni ritualità imposta, si trasforma in una dimensione che favorisce concentrazione, ascolto e dialogo. A custodire l’anima di Colle del Paradiso è fra Giulio, interprete di una visione in cui il sacro, il bello e l'innovazione si incontrano con naturalezza, restituendo agli eventi una dimensione più autentica. «Assisi possiede una forza tutta sua, una serenità che si avverte appena si arriva – sostiene fra Giulio –. Il nostro compito è preservare questa atmosfera e metterla al servizio di chi ci sceglie. Anche un evento professionale può diventare un’occasione per ritrovare equilibrio e chiarezza».
EVENTI IN ARMONIA
Sono valori che affondano le radici nella tradizione francescana e che oggi incontrano le esigenze di aziende, associazioni e società scientifiche alla ricerca di contesti meno convenzionali, dove il tempo sembra dilatarsi e lo sguardo può tornare a posarsi sull'essenziale. Non è un caso che, negli anni delle celebrazioni francescane, dal 2023 al 2026, con il loro culmine proprio quest’anno, Colle del Paradiso abbia ospitato appuntamenti promossi da realtà di primo piano come Inps, Confcooperative, Power Energia, Anidis – Associazione Nazionale Italiana di Ingegneria Sismica e Aidda Umbria. Organizzazioni diverse tra loro, accomunate dalla ricerca di un luogo in cui la dimensione del lavoro possa convivere con quella della persona. La formula sembra intercettare una tendenza sempre più evidente nella meeting industry. Dopo anni segnati dalla velocità e dall’iperconnessione, cresce infatti il bisogno di eventi ad alta intensità umana, capaci di creare connessioni
autentiche e favorire un apprendimento più profondo. Un’esigenza particolarmente sentita anche dal settore medico-scientifico, che trova nella quiete di Assisi un alleato prezioso per il confronto e la condivisione. In fondo, il vero lusso contemporaneo potrebbe essere proprio questo: concedersi il tempo. E Colle del Paradiso, fedele al suo nome, sembra averne fatto la propria vocazione. Un luogo dove il sacro dialoga con il bello, la natura accompagna il pensiero e ogni incontro ritrova la misura delle cose essenziali.
indirizzi a fine rivista



Sessant’anni di storia, quattro hotel e una visione dell’ospitalità che unisce radici familiari, investimenti e innovazione. LeoHotels Ischia celebra un traguardo importante rafforzando il proprio posizionamento nel segmento alto del mercato, con nuove esperienze dedicate a Mice, wellness e turismo internazionale



C i sono storie imprenditoriali che non raccontano soltanto la crescita di un’azienda, ma anche l’evoluzione di una destinazione. Quella di LeoHotels Ischia è una di queste. Nel 2026 il gruppo alberghiero della famiglia Leonessa celebra sessant’anni di attività sull’Isola Verde, confermandosi tra le realtà più rappresentative dell’ospitalità campana e un esempio di come tradizione familiare e visione manageriale possano convivere dando vita a un modello competitivo e contemporaneo.
Nata nel 1966, LeoHotels Ischia è oggi una collezione di quattro alberghi, quattro hotel diversi per carattere e posizionamento, per un totale di oltre 440 camere, accomunati da una filosofia precisa: valorizzare l’identità dell’isola attraverso un’accoglienza autentica, elegante e mai standardizzata. Alla guida del gruppo c’è oggi la seconda generazione della famiglia, con Elena, Alessandro ed Emanuele Leonessa, che ha saputo consolidare un percorso basato su investimenti continui, attenzione alla qualità dell’esperienza e capacità di interpretare le nuove esigenze del mercato internazionale.
La struttura più orientata al segmento meeting ed eventi è l’Hotel Continental Terme, un quattro stelle immerso in un parco mediterraneo di trentamila metri quadrati. Un vero resort termale nel cuore di Ischia, con 220 camere, cinque piscine alimentate dalla sorgente Tifeo, un’importante area benessere e un centro congressi con 12 sale capaci di ospitare riunioni, convention e incontri aziendali fino a 350 partecipanti. Proprio il segmento Mice è al centro dei nuovi investimenti della struttura: tra le principali novità figura la creazione di un’area eventi immer-
sa nel verde e coperta, pensata per ospitare momenti corporate fuori dagli schemi tradizionali, superando il concetto della classica sala chiusa tra quattro mura. A questa si aggiunge una nuova sala da circa quaranta posti all’interno della pineta, ideale per piccoli meeting in un contesto naturale e riservato. L’hotel ha inoltre investito nell’acquisto di nuove attrezzature a servizio degli spazi congressuali già esistenti, rafforzando ulteriormente la propria vocazione business. Parallelamente è stato avviato un importante intervento sull’accoglienza, con nuovi arredi per la hall, la ristrutturazione di uno dei due bar e l’ammodernamento di oltre cento camere, rinnovate con mobili essenziali, funzionali e particolare attenzione al progetto illuminotecnico.
BOUTIQUE HOSPITALITY
VISTA MARE
Più intimo e raccolto è invece il Continental Mare, boutique hotel quattro stelle affacciato sulla baia di Cafiero. La sua forza è un equilibrio tra panorama, privacy e atmosfera mediterranea, con 55 camere e suite, piscine termali panoramiche, spa e una proposta gastronomica legata ai sapori dell’isola. Anche qui il 2026 porta un’importante evoluzione estetica. Hall e bar sono stati completamente ripensati attraverso un progetto che valorizza l’identità mediterranea: pavimenti in ceramica Arcea con disegni di Livio De Simone, tessuti firmati dallo stesso artista per divani e pouf, poltrone Kartell e complementi di design. Il rinnovamento coinvolge anche le camere, ampliate e aggiornate attraverso un concept che rende ogni ambiente differente grazie all’utilizzo di colori, disegni e tessili personalizzati, creando un dialogo costante tra ospitalità contemporanea e creatività locale.


IL FASCINO SENZA TEMPO
DEL QUIET LUXURY
Simbolo dell’eleganza ischitana è l’Excelsior Belvedere Hotel & Spa, storica dimora aristocratica trasformata in hotel di lusso alla fine degli anni Cinquanta. Un indirizzo dove parco secolare, spiaggia privata, arte, design e ospitalità convivono in un’atmosfera di raffinata esclusività. Gli interventi realizzati puntano proprio a valorizzare questa identità. La hall è stata completamente rinnovata, ricreando il disegno originale di poltrone e divani degli anni Sessanta, reinterpretati con tessuti francesi di pregio e tonalità mediterranee luminose.
Il progetto ha coinvolto anche l’offerta ricettiva, con l’ampliamento e la trasformazione di quattro camere in junior suite. A completare gli interventi, il rifacimento degli impianti filtro delle piscine termali, il riallestimento del beach club con nuovi tavoli e sedute e l’introduzione di nuove attrezzature e arredi nella zona wellness e nella piscina coperta.
BENESSERE, DESIGN E IDENTITÀ MEDITERRANEA
Completa la collezione LeoHotels Il Moresco Hotel & Spa, icona dell’hotellerie isolana nata nel 1953 e progettata come una grande villa mediterranea ispirata all’architettura moresca. Un luogo appartato, protetto da muri in pietra lavica, dove il lusso si esprime attraverso discrezione e cura del dettaglio.
Anche Il Moresco si presenta alla nuova stagione con interventi mirati: il bar è stato rinnovato, mentre le camere del primo e del terzo piano sono state valorizzate attraverso nuovi arredi e tappezzerie, mantenendo intatto il carattere raffinato della struttura.
Un ruolo centrale nell’evoluzione del gruppo è affidato anche al wellness. LeoHotels Ischia



ha infatti sviluppato una nuova proposta benessere in collaborazione con Ischia Beauty, realtà locale specializzata in cosmetica a chilometro zero. Dai trattamenti agli agrumi mediterranei alla vinoterapia vulcanica, dai rituali detox ai percorsi drenanti ai sali marini, ogni hotel propone esperienze coerenti con la propria identità. Riconfermando quattro modi diversi di interpretare Ischia, una destinazione dove natura, terme, mare e cultura dell’accoglienza diventano elementi centrali anche per il mondo degli eventi e dell’incentive travel.
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Il Chiostro dei Domenicani, storica dimora in pietra leccese, offre alla meeting industry ambienti versatili, sale riunioni affrescate e un suggestivo spazio all’aperto, insieme a un hotel di charme e a un’eccellente proposta culinaria
di MARIANGELA TRAFICANTE


Chiostro dei Domenicani
Lecce
Numero totale di camere: 18 | Ristoranti: 1 | Posti: 30 | Sale Meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 330 posti | Capienza sala minore: 110 posti | Mq di sale espositive: 653 | Possibilità di organizzare post congress
Vivere un evento in un luogo senza tempo, tra magnifiche sale affrescate, ampi spazi verdi, banqueting curato e ospitalità di livello nel cuore del Salento: il Chiostro dei Domenicani a Lecce è una location storica, porta d’ingresso al cuore della città barocca, che unisce fascino antico, versatilità ed esclusività.
La dimora storica in pietra leccese affonda le sue radici nel convento dei frati predicatori di San Domenico, fondato nella prima metà del XV secolo: oggi, dopo un accurato restauro conservativo, invita a essere vissuto come location per wedding ed eventi, grazie a una gestione in grado di rispondere in modo professionale e personalizzato alle esigenze di aziende e professionisti, ospitando al contempo un hotel di charme e un ristorante gourmet.
Una struttura dalle tante anime che si armonizzano in spazi ampi e versatili e sapientemente curati nei servizi, che offrono una cornice di gran fascino a cerimonie private, meeting aziendali, cene di gala, dagli appuntamenti più intimi agli incontri con centinaia di partecipanti. Nella location si dispiegano infatti oltre diecimila metri quadrati di spazi, dalle sale storiche ampie e luminose agli ambienti nel verde. Accompagnati da un’equipe di professionisti esperti, sarà facile realizzare un evento che resta nella memoria. Grazie alla sua posizione, vicina ai principali collegamenti stradali, il Chiostro dei Domenicani è comodo da raggiungere, ma al tempo stesso permette un facile accesso al centro storico di Lecce: la splendida Piazza del Duomo, cuore della città, dista meno di due chilometri. Con ampi saloni e spazi all’aperto, è una location estremamente versatile: gli ambienti, modulabili in base ai desideri dei clienti, si integrano con servizi di alta qualità, e sono incastonati in una cornice dal grande
fascino e dalla preziosa identità, da cui lasciarsi avvolgere anche una volta terminate le sessioni di lavoro, per continuare la giornata con un’elegante cena di gala o un party.
FASCINO STORICO
Varcando il portone d’ingresso si entra in un’oasi di eleganza e tranquillità, in cui si viene subito conquistati dal chiostro, cuore della struttura con le sue arcate e i suoi capitelli decorati che incorniciano il prato verde al centro, ambiente ideale per un cocktail party e un’accoglienza che stupisce. Corridoi affrescati conducono alle grandi sale Bonifacio e Camino, dedicate agli eventi, cui si aggiunge la più piccola sala San Domenico, che con il suo tavolo imperiale è perfetta per esclusivi pranzi e cene di rappresentanza. Una scaletta dal portico conduce poi a una piccola e preziosa chicca; la cripta storica, meta nei secoli di pellegrinaggi e ancora oggi pervasa da un’aura sacrale.
RELAX E PROPOSTE GOURMET
Non solo spazi per eventi: l’ospitalità è assicurata dalle 18 camere dislocate al piano superiore. L’hotel è in continuità con l’atmosfera del luogo, grazie ad ambienti comuni ariosi, intimi angoli lettura e conversazione e affacci sul chiostro. A disposizione degli ospiti c’è anche una piscina riservata immersa nel verde.
La cucina rappresenta un fiore all'occhiello: coordinata dall'executive chef Donato Episcopo, la proposta della banchettistica è eccellente e sempre ideata intorno alle richieste del cliente. Il Chiostro dei Domenicani vanta al suo interno il ristorante fine dining Gimmi, presente anche nella Guida Michelin: tra salotti dove sorseggiare un buon cocktail e rilassarsi, dettagli che affermano l’essenza salentina e menu dagli ingredienti d’eccel-

lenza, gli ospiti potranno rilassarsi e vivere un’esperienza gastronomica da ricordare.
Grazie alla rete di affidabili e interessanti partner sul territorio, il Chiostro dei Domenicani si rivela location ideale anche per organizzare momenti di convivialità, networking e team building come wine tasting alla scoperta dei vini del territorio, lezioni di yoga o della tradizionale pizzica salentina, come anche esperienze artistiche, corsi di calligrafia oppure laboratori o spettacoli teatrali e musicali. Non si può poi rinunciare a esplorare il Salento, tra il suo entroterra ricco di natura e borghi storici e la costa mozzafiato: sul territorio è possibile organizzare bici-tour, percorsi guidati della città con experience esclusive, visite ad aziende agricole e vitivinicole, giornate in lidi balneari convenzionati.
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MARGHERITA RUGGIERO
Digital consultant info@margheritaruggiero.it
La fase delle chat illimitate con l’intelligenza artificiale sta finendo: sono diversi gli elementi che incidono ora sul credito disponibile. Ecco cosa cambia e come correre ai ripari

Èfinita la stagione delle chat AI “tutto incluso”. Siamo ora in una fase in cui l’uso dell’intelligenza artificiale viene misurato sempre più in base al consumo reale, anche in chat. A maggio Google ha aggiornato le regole dell’app Gemini introducendo un sistema che calcola non solo quante domande facciamo, ma quanto pesano: complessità del prompt, lunghezza della conversazione e strumenti attivati incidono sul credito disponibile, a seconda del piano. Anthropic con Claude ragiona già da tempo con un criterio di credito limitato. Microsoft, sul fronte enterprise, usa i Crediti Copilot per misurare il consumo di agenti e funzioni avanzate. Anche ChatGpt non è fuori da questa logica: i piani hanno limiti diversi per messag-
gi, modelli e funzioni, mentre per agenti e strumenti business OpenAI sta introducendo logiche a crediti e consumo.
La questione non è solo tecnologica: è economica e organizzativa. Per i modelli di nuova generazione e gli agenti, una richiesta complessa può nascondere molte operazioni e una potenza di calcolo ben superiore a quella dei primi chatbot.
Far pagare a consumo è un modo per tenere in piedi i server che ora obbliga tutti gli utenti a domandarsi quali compiti vale la pena affidare all’AI investendo denaro e risorse del pianeta.
Anche per chi lavora nel Mice il cambiamento è concreto.
Chiedere a un assistente AI di riassumere il programma di un evento e chiedergli di confrontare tre versioni dello stesso
programma per verificare cosa è cambiato possono sembrare richieste simili, ma il confronto può richiedere all’AI di mantenere molto più contesto in memoria. Lo stesso vale per un report post-evento sui feedback di centinaia di partecipanti, per la traduzione di materiali in più lingue o per un agente che monitora le iscrizioni e aggiorna il database.
Da qui alcune scelte da fare subito. Anzitutto, evitare lunghe conversazioni in un’unica chat: l’AI deve tenere in memoria molte informazioni, consuma di più e risponde peggio. Meglio creare una cartella progetto che contiene diverse chat così il contesto resta pulito e non si bruciano i limiti di utilizzo in ripetizioni inutili. Poi, è bene valutare quale modello è adatto
per quale compito, non serve usare il modello più potente e il ragionamento esteso per tutto.
Terzo: l’AI va inserita nel budget come qualsiasi altro fornitore.
Se un agente automatico gestisce le registrazioni di un evento da 1.500 partecipanti, qualcuno deve sapere quanti crediti consuma e quanto pesa sul margine, esattamente come si fa con allestimento e catering.
Infine, è il momento di formare le persone: distinguere quando una richiesta è “leggera” o “pesante” e impostare il lavoro con l’AI oggi diventa una competenza professionale, al pari del saper leggere un preventivo.
La fase delle chat illimitate sta finendo. L’era che comincia ora richiede valutazioni più strategiche sul rapporto tra utilità, costi e benefici.
Per imparare a organizzare eventi, la teoria in aula è fondamentale, ma è sul campo che si apprende davvero “a fare eventi”, affrontando quegli imprevisti dell’ultimo minuto che non si trovano sui libri








C’è un momento, nel percorso di chi si avvicina al mondo degli eventi Mice, in cui tutto sembra perfettamente sotto controllo. È quello passato in aula e sui libri, studiando economia o turismo o comunicazione o altro, tra modelli organizzativi impeccabili, timeline che scorrono lisce come l’olio e budget che, miracolosamente, tornano sempre. Poi arriva il primo evento vero e lì, come dire, arrivano le dolenti note.
Quello del Mice è un ecosistema molto affascinante, ma ha molti imprevisti. E se la formazione teorica rappresenta il punto di partenza imprescindibile, è sul campo che si impara davvero a “fare eventi”. O, per dirla con una metafora chiara, è lì che si capisce che il microfono smette di funzionare esattamente quando sale sul palco l’ospite più importante. La teoria, sia chiaro, resta fondamentale, oggi più che mai. Sen-








za una solida base di event management, marketing, logistica e normativa, si rischia di navigare a vista. Le aule – universitarie o professionali – sono il luogo in cui si costruisce il pensiero strategico: si impara a progettare, a prevedere, a calcolare. In teoria, appunto, tutto fila. Il Mice, infatti, non è un settore che si lascia ingabbiare facilmente nei manuali: al contrario è vivo, dinamico, fatto di relazioni e variabili non sempre controllabili. Ed è per questo che è necessaria quella formazione che non trovi nei capitoli, ma nel caos organizzato di un grande evento, nei corridoi di un centro congressi o dietro le quinte di una fiera. Stage, tirocini, volontariato – chiamiamoli come vogliamo – sono il vero banco di prova. È lì che si sviluppa quel sesto senso che nessun libro può insegnare. Quello che ti fa capire, con un colpo d’occhio,

Docente di Meeting Industry Università della Calabria
Pco, event manager e marketing sportivo rmortati@alice.it








che qualcosa sta per andare storto. E, soprattutto, che ti insegna a rimediare senza perdere il sorriso (o almeno, senza farlo vedere).
Perché organizzare eventi, lo sappiamo, è anche problem solving in tempo reale, gestione dello stress, diplomazia e una certa dose di creatività, specialmente quando le cose non vanno secondo programma – cioè spesso. Non si deve scegliere tra teoria e pratica: il segreto sta nel farle dialogare. I percorsi formativi più efficaci oggi sono quelli che mescolano lezioni e project work, aula e backstage. È così che viene fuori il vero professionista Mice, che non è solo quello che sa progettare un evento perfetto, ma quello che sa gestire un evento imperfetto.
E poi ci sono le competenze “invisibili”, quelle che fanno la differenza: la capacità di lavorare in team, l’adattabilità, la sensibilità






interculturale; senza dimenticare le competenze digitali – ormai imprescindibili – e la sostenibilità, che ha smesso di essere un optional per diventare una priorità. Guardando al futuro, sicuramente il settore Mice continuerà a evolversi, e con lui la formazione. Nuove tecnologie, nuovi format, nuove aspettative. Ma una costante resterà: l’importanza dell’esperienza. Puoi frequentare tutti i corsi del mondo, ma finché non ti ritrovi con una scaletta da rifare all’ultimo minuto, un relatore in ritardo e un lunch che deve finire entro venti minuti… non hai davvero iniziato. E in quel momento, mentre il tempo scorre – “time goes by”, appunto – e sei in ritardo sulla tabella di marcia, capisci che è proprio lì che stai imparando davvero.
E forse, in fondo, è anche per questo che questo lavoro ci piace così tanto.

FABIO GILARDENGHI
Consulente e formatore Ecm fabio.gilardenghi@gmail.com
La recente delibera n. 10 del 2026 della Commissione nazionale per la formazione continua ha definito importanti novità per la progettazione degli eventi Ecm, introducendo nuove tipologie di corsi e modificandone alcune a oggi già attive

Lenovità legate al mondo Ecm dovrebbero entrare in vigore dal 2027, ma un “buon” provider deve partire per tempo per progettare al meglio la propria offerta formativa. Analizziamo allora insieme i cambiamenti più importanti. Eventi “ibridi”: se vi ricordate, durante il periodo Covid la Commissione Nazionale Ecm aveva consentito ai provider la possibilità di erogare eventi “ibridi”, ovvero corsi con alcuni docenti e discenti presenti presso la sede fisica dell’evento, e altri collegati individualmente da remoto. Ovviamente questa era una deroga al sistema Ecm finalizzata a minimizzare situazioni di pericolo e contagio. Con la delibera 10 del 2026, invece, questa fattispecie è stata “normata” e inserita a pieno titolo fra le tipologie di corsi Ecm erogabili da un provider. Questi eventi attribuiscono un numero di crediti Ecm simile ai corsi residenziali, ma occorre garantire che il numero di discenti/docenti previsti in presenza sia pari ad almeno il dieci per cento del numero di discenti/docenti com-
plessivamente previsti. Questa tipologia è erogabile solo da provider Ecm già accreditati anche per la Fad sincrona, che devono pertanto utilizzare le loro piattaforme tecnologiche già validate da Agenas per la Fad. Eventi di “simulazione”: questa rappresenta sicuramente la più importante novità poiché attraverso la simulazione si possono progettare eventi che permettano di ricreare esperienze, processi e condizioni del contesto sanitario reale: una tipologia formativa innovativa, finalizzata in particolare alla riduzione del rischio clinico e che permette di verificare in tempo reale le conseguenze delle azioni compiute dall’operatore sanitario. Nella delibera 10 del 2026 sono riportate diverse possibili modalità di simulazione: dalla “computer based simulation” alla “simulazione procedurale”, dal “paziente simulato” (attore, simulatore o tecnologie di IA in tempo reale) a simulazione clinica “full immersion” degli ambienti clinici. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti (attori, computer, preparati organici, pazienti reali, simulatori
di pazienti, pazienti virtuali, realtà virtuale, ambienti virtuali) per poter progettare format didattici innovativi e coinvolgenti. Inoltre la normativa Ecm “premia” questa tipologia con l’attribuzione di tre crediti per ogni ora formativa Oltre a queste due “new entry”, sono state apportate importanti modifiche anche alle tipologie di eventi Ecm esistenti.
Formazione sul Campo Fsc: attenzione alla modalità dei gruppi di miglioramento: la delibera 10 del 2026 li limita ora a un massimo di cinquanta partecipanti e ribadisce che l’uso di tecnologie informatiche per la comunica-
zione a distanza è consentita, purché non determini un’integrale modifica della tipologia di formazione dell’evento (Ndr: ergo, i GdM non possono essere dei Fad webinar “mascherati”) Formazione a distanza Fad: sono state ri-definite tre modalità di Fad: quella sincrona “webinar” (che dal 2027 attribuirà non più 1,5 ma 1 credito Ecm all’ora), quella a-sincrona “e-learning” (che prevede la tracciabilità delle operazioni effettuate dai discenti sulla piattaforma tecnologica) e la Fad a-sincrona con “materiale scaricabile” (che, tipo per i podcast, non permette di tracciare le operazioni dei discenti e dunque attribuisce meno crediti Ecm rispetto alle altre modalità Fad).
Formazione Residenziale Res: è la tipologia che ha ricevuto meno modifiche ed è rimasta pressoché inalterata: la delibera ha modificato però i moduli “interattivi” dei corsi Res, stabilendo che le metodologie interattive, previste per un massimo di cinquanta partecipanti, devono durare almeno un terzo della durata complessiva dell’evento. Ci sono tutti gli elementi per il provider Ecm per creare o modificare i propri format didattici quindi… Buona progettazione a tutti!
Blended = “e” la tipologia Blended “somma” due tipologie formative, quindi il discente deve fare in momenti differenti sia il modulo formativo, per esempio Res, sia l’altro modulo formativo, per esempio Fad.
Ibrido = “o” L’evento ibrido è lo stesso modulo che può essere fruito contemporaneamente in modalità Res presso la sede fisica o Fad webinar in modo individuale dal proprio pc.
Videoconferenza La videoconferenza è una forma Res che prevede la trasmissione dei contenuti formativi in simultanea in più sedi fisiche tra loro collegate e con la presenza del personale del provider che funge da segreteria in ognuna delle sedi.
Uno studio sui conigli e le relazioni che coltiviamo ogni giorno: cosa c’entrano l’uno con le altre?
Più di quanto pensiamo. E la risposta cambia il modo in cui guardiamo le persone che abbiamo accanto






Negli
Anni 70 un gruppo di ricercatori stava conducendo uno studio sui conigli per analizzare gli effetti di una dieta ricca di grassi sul colesterolo e sulle malattie cardiovascolari. Tutti i conigli seguivano lo stesso regime alimentare, vivevano nelle stesse condizioni e venivano sottoposti agli stessi controlli. Eppure, qualcosa nei risultati della ricerca non tornava. Alcuni conigli stavano decisamente meglio di altri. Avevano meno problemi cardiovascolari, meno danni alle arterie e condizioni di salute generali migliori. I ricercatori pensarono inizialmente a un errore. Poi, scoprirono un particolare inatteso: una delle ricercatrici che si prendeva cura di uno dei due gruppi, durante le attività quotidiane, aveva l’abitudine di accarezzare i suoi conigli, parlare con loro e trattarli con una maggiore attenzione e delicatezza, rispetto a quello che facevano le altre ricercatrici per gli altri gruppi.
Quel semplice gesto di cura aveva prodotto un effetto biologico reale.
Questa storia è diventata famosa con il nome “Rabbit effect”, raccontata anche nel libro The Rabbit Effect di Kelli Harding, e ci lascia una riflessione potente: il modo in cui trattiamo gli altri ha un impatto concreto sul loro benessere e sulla loro salute. E allora viene spontaneo fermarsi un attimo a pensare.
Se sui conigli il prendersi cura ha avuto un effetto così rilevante, immaginiamo quanto le attenzioni, le parole, il clima emotivo e le relazioni possano influenzare le persone che ci stanno accanto ogni giorno. Troppo spesso sottovalutiamo il peso delle nostre piccole azioni.
Un collega che si sente ascoltato in un momento difficile lavora in modo diverso. Una persona che si sente accolta in famiglia affronta meglio lo stress. Un figlio che cresce in un ambiente

PAOLA SABBATINI
Formatore, coach e senior partner
Newcom Consulting paola.sabbatini@newcomconsulting.it newcomconsulting.it/digital-trainer



emotivamente sicuro sviluppa più fiducia in sé. Un anziano che si sente considerato vive meglio la solitudine. Persino il tono con cui entriamo in una stanza può cambiare l’energia emotiva di chi ci circonda.
Prendersi cura degli altri non significa fare grandi gesti eroici. Molto più spesso significa esserci davvero.
Anche sul lavoro possiamo avere un impatto enorme sul benessere degli altri. Gli ambienti professionali non sono fatti solo di obiettivi e risultati, ma di relazioni quotidiane. Un feedback dato con rispetto, un incoraggiamento, un riconoscimento dell’impegno di una persona, o semplicemente una richiesta, “come stai?” fatta con autenticità, possono tutti ridurre stress, tensione e senso di isolamento. In famiglia, poi, le relazioni diventano una vera forma di nutrimento emotivo. Spesso si pensa che servano grandi discorsi, quando



invece sono le piccole abitudini a fare la differenza: ascoltare senza interrompere, evitare di minimizzare le emozioni, dedicare tempo senza distrazioni, creare momenti semplici ma presenti.
E infine c’è una relazione che influenza anche tutte le altre: quella con noi stessi. Una persona che vive costantemente nel giudizio, nella pressione o nell’autocritica difficilmente riuscirà a trasmettere serenità e cura. Al contrario, imparare a trattarsi con maggiore equilibrio, rispetto e gentilezza crea un effetto positivo che si espande anche nelle relazioni intorno a noi. Forse il Rabbit effect ci ricorda proprio questo: la cura non è qualcosa di astratto o poetico. Ha effetti reali sul corpo, sulle emozioni, sull’energia, sulla salute e sul benessere delle persone. E a volte tutto può iniziare da qualcosa di molto semplice: il modo in cui scegliamo di trattare chi abbiamo davanti.

SIMONA CIOTTI
Business director di HR-Link, Hr manager e coach simona.ciotti@hr-link.it
La coerenza tra valori dichiarati e agiti rappresenta l’ago della bilancia della motivazione vera delle persone al lavoro e nel settore degli eventi sono tante le finestre che richiedono l’attenzione degli organizzatori

Nelmondo Mice, la parola “inclusione” non è più un concetto accessorio, ma un criterio progettuale e organizzativo. Se fino a pochi anni fa la diversity era considerata soprattutto nella fase di fruizione dell’evento — accessibilità delle location, rispetto delle differenze culturali, di genere o religiose — oggi l’attenzione parte molto prima: dal modo in cui i team vengono costruiti, motivati e messi in condizione di contribuire pienamente. Per una Pmi o un’agenzia italiana, spesso senza Hr interno, l’inclusione interna non è solo una questione etica, ma un fattore di competitività. Un team che si sente rispettato e valorizzato per le proprie unicità è più propenso a mettere la stessa cura e apertura nella progettazione
di eventi inclusivi per i clienti. I collaboratori, in questo senso, diventano stakeholder veri e propri: se vivono un’esperienza lavorativa positiva e inclusiva, la trasferiscono naturalmente nel loro lavoro creativo e operativo.
Includere non significa solo assumere persone diverse per background, età, genere o abilità, ma creare un ambiente in cui tutti possano contribuire. Questo richiede piccole azioni quotidiane come dare spazio alle voci meno abituali nelle riunioni, alternare la leadership operativa dei progetti per valorizzare talenti differenti, garantire trasparenza su obiettivi e criteri di valutazione e usare un linguaggio chiaro e rispettoso, che eviti stereotipi. E un’agenzia che investe nell’in-
clusione interna sarà naturalmente portata a integrare queste attenzioni anche nei progetti per i clienti. Tra gli elementi verso i quali gli eventi più recenti in Italia e all’estero mostrano una crescente sensibilità, ci sono le sessioni fruibili in più lingue o con sottotitoli, il catering attento alle esigenze alimentari diverse, gli spazi accessibili a persone con disabilità motoria o sensoriale e le programmazioni che rispettino tempi di preghiera o pause culturali.
Questi dettagli, spesso invisibili a chi non ne ha bisogno, fanno una grande differenza per chi li vive. E il cliente, sempre più attento al tema, percepisce il valore aggiunto di un approccio inclusivo strutturato.
Per far sì che il team “sposi” dav-
vero la filosofia inclusiva, è fondamentale che ogni membro riconosca e apprezzi il beneficio personale e professionale di lavorare in un contesto aperto. Ciò richiede momenti di confronto interno, condivisione di buone pratiche e anche rinforzi positivi: riconoscere pubblicamente chi ha messo in atto comportamenti inclusivi concreti rafforza il senso di appartenenza e spinge gli altri a fare lo stesso.
In un settore in cui l’esperienza dell’evento è l’essenza del prodotto, costruire un ambiente di lavoro inclusivo significa garantire che questa esperienza sia autentica, coerente e percepibile anche all’esterno. Inclusione, in questo senso, non è una strategia Hr, ma un asset creativo e competitivo.

Spa
Bisogna pensare agli hotel non più solo in termini statici di camere vendute, ma come infrastrutture liquide, capaci di riconfigurarsi in tempo reale per rispondere a bisogni mutevoli: è questa la nuova frontiera del profitto nel mercato Mice

I mmagina di osservare un edificio non più come una solida struttura di cemento e mattoni, ma come un organismo vivo, un acceleratore di particelle umane dove il valore non si misura in metri quadri ma nella densità delle relazioni che riesce a generare.
Nel panorama degli investimenti immobiliari contemporanei, stiamo assistendo alla caduta dell’ultima colonna d’Ercole che separava il real estate hospitality dalla meeting industry: una convergenza strategica che trasforma l’immobile da semplice contenitore passivo ad asset produttivo ad alto rendimento. Per l’investitore accorto, la vera sfida non risiede più nella sterile gestione del vuoto o nella semplice vendita di pernottamenti, ma nell’ingegnerizzazione di un’esperienza professionale in cui il mercato, sempre più esigente, non cerca più spazio fisico bensì tempo di qualità. Questa evoluzione impone una
revisione radicale dei modelli di business tradizionali: se l’hospitality classica è rimasta a lungo ancorata al concetto statico della camera venduta, l’asset management moderno deve oggi imparare a ragionare per flussi di valore orari, trattando l’edificio come un’infrastruttura liquida e capace di riconfigurarsi in tempo reale per rispondere a bisogni mutevoli.
In questa nuova narrazione urbana, la location perde la sua aura puramente geografica per assumerne una funzionale, dove l’accessibilità logistica e la capacità intrinseca della struttura di stimolare il networking diventano i veri moltiplicatori del valore fondiario.
Un immobile che ignora le nuove esigenze del lavoro agile finisce per subire passivamente il mercato, mentre un asset progettato per l’interazione ha il potere di crearlo, sfruttando l’ibridazione funzionale degli spazi comuni per generare reve -
nue diciotto ore su ventiquattro e trasformando le lobby, un tempo silenziose zone di transito, in pulsanti nodi di business. Parallelamente, la sostenibilità certificata e la compliance Esg smettono di essere semplici etichette di facciata per diventare requisiti d’accesso imprescindibili, poiché le grandi multinazionali vincolano ormai la scelta delle proprie sedi ai bilanci di sostenibilità, declassando istantaneamente ogni investimento privo di un monitoraggio rigoroso della carbon footprint. È necessario essere pragmatici e riconoscere che il settore è ormai saturo di spazi esteticamente gradevoli ma funzionalmente obsoleti: privilegiare il design estetico a discapito della fluidità tecnologica e della connettività avanzata è un errore strategico che condanna l’asset alla svalutazione.
La realtà del mercato oggi premia la flessibilità estrema e la capacità di integrare intelligenza
artificiale e infrastrutture scalabili senza necessità di pesanti interventi strutturali, richiedendo che anche la misurazione del successo evolva drasticamente. Indicatori come il RevPam (Revenue Per Available Square Meter) per massimizzare il rendimento di ogni singolo metro quadro o il TrevPar (Total Revenue Per Available Room) per monitorare l’impatto dei servizi ancillari sulla redditività complessiva diventano la bussola per navigare in questo nuovo mare. Il valore autentico non risiede dunque nel possesso fisico del suolo, ma nella capacità quasi alchemica di progettare spazi che accelerino il business degli utilizzatori, trasformando definitivamente il mattone in un connettore sociale ed economico capace di garantire rendimenti costanti e una rivalutazione nel lungo periodo attraverso un approccio che passa dall’immobiliare passivo a un modello attivo, dinamico e profondamente relazionale.

LUCIANA FRANCESCA
REBONATO
Direttore editoriale di Ambiente Comunità Sostenibili lucianafrancesca.rebonato@gmail.com







Le nuove regole europee riscrivono il mercato degli eventi: emissioni, filiera e Kpi Esg entrano nei processi di selezione. E chi sa produrre dati affidabili, parte avvantaggiato













C’è un momento preciso in cui una tendenza di mercato smette di essere un’opzione strategica per trasformarsi in un fattore decisivo di competitività. Nel Mice, quel momento coincide con l’ingresso della sostenibilità nella compliance aziendale, diventando criterio di selezione per eventi, meeting, congressi e convention. La spinta arriva dall’Europa. La direttiva Csrd sta ampliando la platea dei soggetti obbligati alla rendicontazione di sostenibilità: un’evoluzione che non tocca solo i gruppi e che coinvolge direttamente anche l’intera catena di fornitura. Alla Csrd si affianca la direttiva Green Claims, che impone alle aziende di supportare con dati verificabili ogni affermazione relativa alle proprie performance ambientali: siamo quindi davanti a una trasformazione che sposta l’asse della sostenibilità

dai dipartimenti marketing agli uffici legali, finanziari e acquisti delle società. E il meccanismo è dirompente nella sua linearità: le imprese chiamate a rendicontare i propri impatti Esg – ambientali, sociali e di governance – devono infatti considerare anche le emissioni generate lungo la catena del valore. Ed è qui che il settore degli eventi entra direttamente in gioco. Un congresso internazionale da mille partecipanti genera impatti significativi attraverso trasporti, ospitalità, catering, allestimenti, consumi energetici e gestione dei rifiuti: informazioni un tempo accessorie, oggi diventano dati necessari alla rendicontazione aziendale.
A complicare ulteriormente il quadro interviene il contrasto europeo al greenwashing. Definizioni come “green”, “eco-friendly”, “sostenibile” o “a impatto zero”, se







non supportate da evidenze verificabili, rischiano di trasformarsi da strumenti di comunicazione a potenziali criticità reputazionali. Non basta più dichiarare che un evento è sostenibile, serve dimostrarlo attraverso dati, metodologie trasparenti e, quando richiesto, con verifiche indipendenti. Per i committenti corporate il rischio è evidente. Una comunicazione ambientale non adeguatamente documentata può compromettere la credibilità del brand agli occhi di investitori, stakeholder e mercato. Di conseguenza, la capacità dei fornitori di produrre dati affidabili diventa un fattore di selezione sempre più rilevante e governare questo scenario senza farsi travolgere richiede un cambio di passo operativo. Diventa essenziale ripensare i criteri di procurement, mappare la filiera e adottare standard riconosciuti come Iso







20121, riferimento internazionale per la gestione sostenibile degli eventi e quadro metodologico utile per misurare e migliorare le performance. Ma il cambiamento più impattante riguarda il ruolo degli organizzatori: includere nel progetto una stima preventiva delle emissioni, insieme a indicatori e Kpi di sostenibilità, significa offrire al cliente informazioni che possono essere integrate nei suoi processi di rendicontazione. Soprattutto, significa trasformarsi da semplice fornitore a partner strategico. La domanda che ci si deve porre non riguarda più quanto costi diventare “sostenibile”, ma quanto costi non farlo. Chi sceglie di strutturarsi oggi delinea il proprio vantaggio competitivo nel mercato di domani, nel quale la sostenibilità non sarà più una dichiarazione, ma una prova di selezione.

MarePineta è il luogo in cui storia, natura e design si fondono in perfetto equilibrio: un rifugio esclusivo tra Mare e Pineta, dove l’ospitalità centenaria si rinnova in un’esperienza sensoriale unica e senza tempo.






Gli americani si stanno preparando a ricevere milioni di visitatori per la Coppa del Mondo di Calcio. La sfida principale della Fifa, però, non è sul campo ma fuori: convincere gli operatori abituati al Super Bowl che la World Cup ha un impatto molto maggiore rispetto a quello che pensano


Daquando la Coppa del Mondo di Calcio è stata assegnata in parte agli Stati Uniti – insieme a Canada e Messico –, una delle sfide dei top manager della Fifa è stata spiegare ai proprietari degli stadi e alle autorità locali che l’evento è ben diverso da un Super Bowl. Alcune delle città che hanno ospitato la finalissima del football americano, infatti, ritengono di aver superato il test più difficile con questo evento e non sembrano dare importanza alla kermesse mondiale in arrivo. Di fatto il Super Bowl rappresenta da sempre il “gold standard” organizzativo negli Usa: il più alto esempio di hospitality, spettacolo, logistica e sicurezza. Tuttavia, secondo i dirigenti della Fifa e i giganti dei sistemi di pagamento riuniti di recente alla fiera “Transact 2026”, affidarsi esclusivamente al Super Bowl come modello di riferimento è un errore. La realtà di un mondiale di calcio, infatti, non è semplicemente una versione “più grande” della classica finale della domenica di febbraio negli Stati Uniti: «Si tratta di una macchina operativa completamente diversa», ha dichiarato un rappresentante della Fifa. Il Super Bowl è un evento one-shot, una gara di velocità che fa confluire enormi masse di persone nello stesso luogo e nello stesso momento. Le sfide sono gestire un picco di energia iper-concentrato e smantellare il tutto subito dopo. Di questa categoria fanno parte altri eventi sportivi come la finale di Champions League, la 500 Miglia di Indianapolis o il Kentucky Derby. Un mondiale di calcio, al contrario, più che una gara di velocità è una maratona – caratterizzata quest’anno da 104 eventi della portata di un Super Bowl condensati in appena 39 giorni –, che impatta ogni aspetto del quotidiano: dalle infrastrutture alla logistica, alle persone.
LA COPPA DEL MONDO NON È IL CLASSICO SUPER BOWL
Se per il Super Bowl gli stadi devono soddisfare le direttive della Nfl (National Football

League), per il Mondiale gli stadi devono adeguarsi ai criteri della Fifa, soprattutto per questa edizione, dato che non sono stati costruiti impianti nuovi. Gli stadi della Nfl sono più stretti di quelli richiesti dalla Fifa, molti hanno manti in erba sintetica che ha dovuto essere sostituita con erba naturale, e le tribune in alcune arene – come al SoFi Stadium di Los Angeles e all’Arrowhead Stadium di Kansas City – hanno richiesto la rimozione fisica di centinaia di posti a sedere per allargare il campo alle dimensioni regolamentari Fifa di 68 metri.
Anche i contratti di pubblicità e marketing sono stati rivisti. In base alla rigida politica dei “clean stadium” della Fifa, solo gli sponsor ufficiali del torneo possono ottenere visibilità globale durante la competizione: questo ha imposto la rimozione o la copertura del brand originale a undici stadi statunitensi. Tra i casi più noti: il MetLife Stadium del New Jersey (sede della finale), rinominato “New York New Jersey Stadium”, il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta che è diventato “Atlanta Stadium” e il Gillette Stadium di Boston che apparirà come “Boston Stadium”. Tutte le modifiche comunque devono essere reversibili, poiché gli stadi dovranno tornare alla configurazione e alla denominazione originale dopo il torneo.
I dirigenti della Fifa intervenuti a Transact 2026 si sono anche soffermati sul comportamento del pubblico, le cui differenze sono ancora più radicali. Il tifoso di un evento domestico come il Super Bowl o il Kentucky Derby si muove secondo itinerari prevedibili e circoscritti in una sola giornata: arriva qualche ora prima del fischio d’inizio, acquista il merchandising, festeggia un tailgate (una sorta di party presso l’auto parcheggiata), guarda la partita e torna a casa. Per i viaggiatori internazionali, invece, un torneo itinerante di più settimane può rappresentare un’esperienza unica nella vita e, a giudicare
Il Super Bowl è un evento one-shot, una gara di velocità che fa confluire enormi masse di persone nello stesso luogo e nello stesso momento. Un mondiale di calcio, al contrario, più che una gara di velocità è una maratona – caratterizzata quest’anno da 104 eventi della portata di un Super Bowl condensati in appena 39 giorni –, che impatta ogni aspetto del quotidiano: dalle infrastrutture alla logistica, alle persone


In base alla rigida politica dei “clean stadium” della Fifa, solo gli sponsor ufficiali del torneo possono ottenere visibilità globale durante la competizione: questo ha imposto la rimozione o la copertura del brand originale a undici stadi statunitensi. Tra i casi più noti: il MetLife Stadium del New Jersey (sede della finale, nella foto in alto a sinistra), rinominato “New York New Jersey Stadium” e il Mercedes-Benz Stadium (in alto a destra) di Atlanta che è diventato “Atlanta Stadium”
dai dati citati dalla Fifa, sono in molti a volere un’esperienza memorabile: cinquecento milioni di richieste provenienti da duecento nazioni per circa sette milioni di biglietti disponibili. Le cronache più recenti riportano che le presenze saranno inferiori alle aspettative e si stenta ad avere il tutto esaurito anche per la finale, ma per precauzione la Fifa ha anche creato una piattaforma “aftermarket”, ovvero una propria rete di bagarini, dove si possono acquistare o vendere i biglietti.
Chi viene dall’estero con un biglietto, inoltre, non si reca solo per un singolo match, ma approfitta dell’occasione per un soggiorno dai sette ai dieci giorni, che si estende oltre la sede della partita.
Per i tifosi che assistono a una partita a San Francisco, per esempio, secondo la Fifa l’impatto economico si estenderà anche lungo la Pacific Coast Highway, una delle mete principali di chi visita la California e decide di guidare lungo la scenografica costa. Operatori commerciali e la stessa Fifa hanno anticipato questa tendenza con iniziative come zone satellite, party periferici con schermi giganti ed escursioni, intercettando così un pubblico fortemente propenso alla spesa. Uno degli inviti della Fifa, meno in sintonia

con i tempi attuali negli Stati Uniti, riguarda la flessibilità nell’accogliere visitatori da ogni parte del mondo e nell’accomodare i gusti di tutti. I supporter provenienti dalla Spagna o dai Paesi dell’America Latina, per esempio, sono abituati a cenare molto più tardi la sera. Se i ristoratori locali e i punti di ristoro degli stadi applicassero rigidamente gli orari commerciali tradizionali nordamericani, chiudendo le cucine alle 22:00, rinuncerebbero a milioni di dollari in entrate. Su questo punto la Fifa sta cercando di convincere le autorità a concedere le debite eccezioni.
TECNOLOGIA: IL GRANDE EQUALIZZATORE
Dietro le quinte di eventi come il Super Bowl e la Coppa del Mondo, la tecnologia è un punto chiave per il successo dell’evento. A differenza di un evento che si svolge in un’unica giornata, dove un blocco dei sistemi di due ore significa il fallimento totale, un torneo di 39 giorni offre un margine, seppur minimo, per correggere il tiro; tuttavia, l’impatto iniziale sul sistema resta imponente. Su questo fronte, però, entrambi gli eventi sono l’occasione per il debutto di nuove tecnologie. L’ultima edizione, il Super Bowl LX tenutosi nel febbraio 2026 presso il Levi’s Stadium di Santa Clara (California), ha rappresentato l’evento sportivo single-day più avanzato mai organizzato negli Stati Uniti: una ristrutturazione da duecento milioni di dollari che ha incluso il primo grande dispiegamento al mondo di wi-fi 7, quasi 1.500 access point wireless, oltre 175 telecamere Sony e un’operazione di cybersicurezza che ha bloccato più di quattrocentomila tentativi di intrusione nella settimana precedente alla partita. Per il Mondiale di calcio 2026, la Fifa, in partnership con Lenovo, ha invece puntato sull’intelligenza artificiale a tutto campo. Tutti gli allenatori, giocatori e analisti delle 48 nazionali partecipanti avranno accesso a “Football AI Pro”, un sistema capace di elaborare in tempo reale oltre duemila parametri di gioco, dalla pressing intensity ai movimenti tattici. Ciò che prima era accessibile solo ai club più ricchi, ora è a disposizione anche dell’allenatore della piccola Curaçao, per la prima volta al mondiale. Ciascuno dei 16 stadi sarà dotato di un “gemello digitale” (digital twin), una replica virtuale dell’impianto che permetterà di monitorare in tempo reale i flussi di pubblico, i rischi per la sicurezza
e perfino i dati biometrici dei giocatori. Sul fronte arbitrale, la tecnologia del fuorigioco semiautomatico (Saot) utilizzerà tra dieci e 14 telecamere dedicate per stadio e avatar in 3D dei giocatori, generati tramite scansione corporea millimetrica di tutti i 1.248 calciatori in gara, per consentire decisioni più precise e visivamente chiare. Una nuova funzione “Referee View” trasmetterà invece in tempo reale il punto di vista stabilizzato dall’AI della telecamera indossata dall’arbitro. Anche al di fuori dell’evento la tecnologia ha un ruolo importante. In questo settore sono stati i responsabili della Bank of America, a Transact 2026, ad avvisare gli operatori. Con una previsione di 4-5 milioni di viaggiatori internazionali pronti a invadere il mercato, i punti vendita registreranno un’improvvisa impennata di transazioni con carte estere. I manager devono collaborare con i fornitori di Pos e i team antifrode con mesi di anticipo per calibrare i parametri delle transazioni elettroniche. Senza questi accorgimenti, gli algoritmi di sicurezza automatizzati rischiano di scambiare il picco improvviso di transazioni estere per un attacco informatico coordinato. I conseguenti “falsi positivi”, ovvero il blocco di transazioni del tutto legittime erroneamente identificate come sospette dal sistema antifrode, e il conseguente blocco delle carte, creerebbero gli immani inconvenienti che si possono immaginare.
Un altro fattore in comune tra eventi “multidose” e uno “a dose singola” è la legacy: sia nelle strutture, sia nella formazione del personale. Per quanto riguarda le strutture, ai vertici della Nfl interessa che lo stadio della città ospite sia adeguato. Il Super Bowl lascia una legacy infrastrutturale concreta: ogni città ospitante è spinta a rinnovare il proprio impianto principale e le infrastrutture circostanti. New Orleans, per esempio, dal Super Bowl 2025 ha ereditato una rete di telecomunicazioni in 5G e il rifacimento delle strade principali. Dall’ultima edizione, invece, il Levi’s Stadium di Santa Clara in California ha ereditato un ammodernamento da duecento milioni di dollari con nuovi maxischermi 4K, connettività wi-fi 7 e 5G, e aree hospitality rinnovate. Anche la World Cup 2026 lascerà una legacy infrastrutturale significativa. Atlanta, che ospiterà otto partite inclusa una semifinale, è il caso più emblematico: un bond per le infrastrutture di trasporto da 120 milioni di dollari sta finanziando strade riasfaltate, impianti di illuminazione, marciapiedi, ammodernamenti della metropolitana e dei servizi autobus. Miglioramenti analoghi stanno interessando molte delle altre sedi: Seattle, Dallas, Miami, Kansas City con interventi su trasporti, connettività e spazi pubblici destinati a restare ben oltre il fischio finale. Dal punto di vista del personale, formare centinaia di volontari, addetti all’accoglienza e personale di sicurezza a interagire fluidamente con un pubblico multilingue e iper-
eterogeneo contribuisce a creare una forza lavoro qualificata e dotata di competenze di hospitality di livello internazionale. Sempre a New Orleans, i volontari del Super Bowl LIX sono stati selezionati e preparati attraverso sessioni di orientamento obbligatorie e training specifici per ruolo, formando ambassador dispiegati in aeroporti, hotel e sedi ufficiali. Analogamente, decine di studenti universitari di hospitality management hanno lavorato al Super Bowl acquisendo esperienza diretta nella gestione di mega-eventi: un modello che il Mondiale 2026 intende replicare su scala globale, dove la diversità linguistica e culturale del pubblico renderà queste competenze ancora più preziose.
Il Super Bowl lascia una legacy infrastrutturale concreta in ogni città ospitante. Anche la World Cup 2026 lascerà una legacy infrastrutturale significativa: se Atlanta, che ospiterà otto partite inclusa una semifinale, è il caso più emblematico, miglioramenti importanti stanno interessando molte delle altre sedi: Seattle (nella foto in basso), Dallas, Miami, Kansas City con interventi su trasporti, connettività e spazi pubblici


Attrezzarsi con le competenze giuste per gestire la sfida dell’AI è una leva di competitività fondamentale; nel settore degli eventi, poi, lo è in particolar modo.
Vediamo allora come stanno evolvendo i diversi ruoli del Mice, titoli professionali inclusi
di SIMONA CIOTTI Business director di www.hr-link.it, portale specializzato in risorse umane
L’avvento dell’AI nel mondo degli eventi cambia radicalmente ruoli, competenze e strutture organizzative
Secondo Ibm, nel documento “HR and talent transformation consulting”, i leader delle risorse umane hanno un ruolo fondamentale nel trasformare la propria organizzazione in una realtà capace di anticipare le fasi di trasformazione radicale e muoversi con agilità per competere e vincere in tempi incerti. Sempre Ibm propone il concetto di “augmented work” (nel report “The augmented workforce for an automated, AI-driven world”) e descrive una nuova era in cui l’intelligenza artificiale non sostituisce l’essere umano, ma
lo potenzia: automatizza i compiti ripetitivi, fornisce insight in tempo reale e consente ai lavoratori di concentrarsi su creatività, decisioni strategiche e relazioni.
Nel mondo degli eventi, questo paradigma cambia radicalmente ruoli, competenze e strutture organizzative. La gestione strategica delle competenze, in un contesto AIpowered, diventa un fattore cruciale per la competitività: non basta adottare la tecnologia, serve una forza lavoro in grado di usarla, migliorarla e personalizzarla.


COMPETENZE DELL’AUGMENTED
WORK NEGLI EVENTI
Invece di automatizzare tutto (dalla gestione degli ospiti alle traduzioni, dalla rooming list al montaggio video), con l’argumented work l’obiettivo è il potenziamento “dell’umano” con supporti AI, per fare meglio e più velocemente attività creative, strategiche e relazionali. In altre parole l’AI diventa copilota nelle mani di organizzatori, planner, creativi e fornitori.
Ecco quindi che, all’uscita di scena di ruoli obsoleti corrisponde l’introduzione di ruoli nuovi, e, grazie ai processi di formazione, le persone trasformano la loro professionalità e guidano il cambiamento. Seguiamo perciò l’evoluzione di alcuni ruoli chiave del Mice e le competenze nuove che acquisiscono.
EVENT MANAGER E PLANNER
In passato, il lavoro di un event manager si concentrava soprattutto sulla gestione manuale di ogni aspetto operativo: dalla logistica alla definizione dell’agenda, dall’organizzazione degli spazi alla pianificazione del budget. Molte decisioni si basavano sull’esperienza e sull’intuizione, con margini di incertezza difficili da ridurre. Oggi, invece, questo ruolo è stato profondamente trasformato dall’arrivo dell’intelligenza artificiale. L’event manager moderno utilizza AI predittiva per stimare le affluenze e ottimizzare i layout degli spazi, si affida a dashboard intelligenti per prendere decisioni supportate da dati in tempo reale e interpreta gli output generati dai sistemi AI, come per esempio il matching automatico tra ospiti e sessioni più rilevanti per i loro interessi. Non lavora più in isolamento, ma collabora
con team specialistici di AI per progettare “journey” personalizzati, in cui ogni partecipante vive un’esperienza unica e mirata. Per svolgere questo ruolo in modo efficace, servono nuove competenze come il prompt design – per formulare richieste efficaci ai sistemi di AI –, l’analisi dei dati –per comprendere e validare i risultati forniti dalle macchine – e il decision-making assi-


La gestione strategica delle competenze, in un contesto AI-powered, diventa un fattore cruciale per la competitività: non basta adottare la tecnologia, serve una forza lavoro in grado di usarla, migliorarla e personalizzarla

stito – per integrare insight automatici con il giudizio umano –.
Nuovo titolo professionale: event strategist o AI-enhanced event planner.
EXPERIENCE E SUPPORTO OSPITI
Prima, il lavoro degli addetti all’assistenza clienti negli eventi era soprattutto manuale e ripetitivo: rispondevano una per una alle domande su logistica, biglietti, location e altre informazioni di servizio. Gran parte della giornata era occupata da richieste standard, lasciando poco spazio a interazioni più complesse o strategiche.
Oggi, questo scenario è cambiato radicalmente. Gli operatori co-creano e allenano chatbot basati sull’AI, utilizzando piattaforme come Drift o Intercom per automatizzare le risposte alle domande più frequenti. Il loro compito non si limita più a rispondere, ma include la capacità di interpretare e gestire richieste complesse che i bot non riescono a risolvere. L’assistenza clienti è diventata così un’esperienza “aumentata” dall’intelligenza artificiale: grazie all’integrazione con Crm intelligenti, gli operatori hanno a disposizione dati in tempo reale sui partecipanti e possono offrire soluzioni personalizzate in pochi secondi. Il focus del loro lavoro si è spostato: meno tempo speso su richieste banali, più attenzione a empatia, ascolto attivo e problem solving avanzato, trasformando l’assistenza in un elemento distintivo dell’esperienza evento. Nuovo titolo professionale: AI customer support specialist o conversational AI manager.
In passato, la produzione video di un evento in tempo reale era un’attività altamente tecnica, che richiedeva interi team specializzati: operatori di camera, registi, tecnici audio e video lavoravano in sincronia per gestire in diretta il tracking dei relatori, i cambi di inquadratura e i tagli tra le varie riprese. Ogni scelta era frutto di un’azione manuale e coordinata, con un margine di errore elevato e tempi di esecuzione serrati. Oggi, l’arrivo dell’intelligenza artificiale ha ridisegnato completamente questo processo. Sistemi avanzati sono in grado di gestire automaticamente il tracking dei relatori, selezionare la migliore inquadratura, effettuare cambi di camera e realizzare tagli in tempo reale senza intervento costante di un operatore.
Il ruolo umano si è spostato verso una funzione più curatoriale e strategica: i professionisti diventano supervisori creativi e montatori strategici, capaci di dare un’impronta stilistica, assicurare coerenza narrativa e garantire la qualità complessiva. Grazie a strumenti come Wisecut o Runway, è possibile produrre highlight automatici dell’evento, pronti per la condivisione sui social o per l’archivio, in pochi minuti.
Le competenze richieste non sono più soltanto operative e tecniche, ma sempre più orientate alla creatività, alla narrazione visiva e alla gestione strategica dei contenuti. Nuovo titolo professionale: AI video content director o digital event producer.

MARKETING & CONTENT CREATOR
Un tempo, i team di comunicazione e marketing per gli eventi creavano ogni contenuto da zero: dal copy per le campagne email ai post social, fino ai testi per brochure e comunicati stampa. Era un lavoro interamente manuale, che richiedeva tempo e risorse per ogni singolo elemento di comunicazione. Oggi, l’AI generativa ha trasformato radicalmente questo processo. Strumenti come Jasper, Copy.ai o ChatGpt permettono di produrre contenuti in modo scalabile, generando testi, idee e varianti in pochi secondi. I professionisti non si limitano più a scrivere, ma diventano direttori d’orchestra della creatività: supervisionano il tono di voce, assicurano l’adattamento culturale e mantengono coerenza con la strategia complessiva dell’evento. Grazie a piattaforme AI per la segmentazione e la personalizzazione – come Segment o HubSpot AI – è possibile creare messaggi mirati su misura per i diversi profili di pubblico, massimizzando l’engagement e l’efficacia delle campagne.
Le competenze richieste oggi combinano creatività e capacità di orchestrare contenuti generati dall’AI, fondendo sensibilità umana e potenza computazionale per comunicazioni più rapide, personalizzate e d’impatto. Nuovo titolo professionale: AI content strategist o digital marketing specialist.
DATA ANALYST
E INSIGHT MANAGER
In passato, l’analisi dei dati negli eventi era prevalentemente ex-post, condotta dopo la
conclusione dell’evento tramite excel o strumenti di business intelligence. Si trattava di un processo retrospettivo, utile per valutare performance e risultati, ma poco efficace nel guidare decisioni operative in tempo reale. Oggi, l’arrivo dell’intelligenza artificiale ha trasformato radicalmente il ruolo dei professionisti dei dati. Essi collaborano con sistemi AI capaci di prevedere trend, flussi di utenti e preferenze dei partecipanti, offrendo insight anticipatori che guidano le scelte strategiche e operative. Le dashboard e i Kpi non sono più strumenti statici, ma automatizzati e personalizzati per ogni stakeholder, aggiornandosi in tempo reale durante l’evento.
Questo approccio permette di supportare decisioni immediate, come modificare il layout di uno spazio o modulare l’agenda in base all’affluenza prevista, rendendo l’analisi dei dati una funzione core e proattiva, e non più confinata al post-evento.
Le competenze richieste si spostano dall’elaborazione manuale di report alla capacità di interpretare insight predittivi, combinando pensiero analitico e decision-making in tempo reale.
Nuovo titolo professionale: AI data analyst o event intelligence specialist.
Oggi, la trasformazione digitale e l’introduzione dell’intelligenza artificiale negli eventi richiedono un ruolo sempre più strategico da parte dei team di Hr e Learning & Development. Questi professionisti
Nella produzione video di un evento, con l’arrivo dell’intelligenza artificiale il ruolo umano si è spostato verso una funzione più curatoriale e strategica: i professionisti diventano supervisori creativi e montatori strategici, capaci di dare un’impronta stilistica, assicurare coerenza narrativa e garantire la qualità complessiva



sviluppano programmi di formazione continua per i team che interagiscono direttamente con sistemi AI, garantendo che le competenze siano aggiornate e allineate alle nuove tecnologie.
oggi non si misurano più solo in termini di budget o numero di eventi, ma soprattutto in relazione alla capacità di integrare l’intelligenza artificiale e i processi digitali all’interno del lavoro quotidiano.
Oggi la “skill richness”, la varietà e la profondità delle competenze,
è fondamentale: team che includono figure come AI translator, prompt engineer o insight manager sono in grado di trasformare i dati e gli strumenti tecnologici in vantaggio strategico
Parallelamente, facilitano l’adozione di piattaforme AI tra dipendenti e collaboratori, accompagnando il cambiamento e riducendo resistenze, in modo da integrare efficacemente l’AI nei processi quotidiani. Conducono inoltre audit delle skill, identificando lacune e opportunità, e ridefiniscono i ruoli in chiave aumentata, dove uomo e macchina collaborano in modo sinergico.
Secondo studi di Ibm e Deloitte, questi team rappresentano il fulcro nell’adozione di un’AI responsabile e sostenibile, diventando pivotali per garantire che l’innovazione tecnologica si traduca in valore reale per l’organizzazione e per le persone che la compongono.
Nuovo titolo professionale: AI learning specialist o Hr digital transformation manager.
UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA
COMPETITIVITÀ NEL SETTORE
DEGLI EVENTI
È indubbio che il Mice stia vivendo una profonda trasformazione digitale, e la competitività si misura, oggi, anche sull’effettiva capacità di progettare, formare e gestire team ibridi capaci di utilizzare l’AI.
Chi opera nel settore degli eventi non può ignorare la necessità di formare i propri collaboratori sull’AI e di non lasciare al caso la loro preparazione e il disegno dei processi.
Gli indicatori chiave della competitività di un’organizzazione nella meeting industry
Si parla di “skill richness” per indicare la varietà e la profondità delle competenze presenti: team che includono figure come AI translator, prompt engineer o insight manager sono in grado di trasformare i dati e gli strumenti tecnologici in vantaggio strategico.
“Governance” e “processi digitali” si riferiscono alla presenza di flussi strutturati per l’onboarding dei sistemi AI, il loro monitoraggio continuo e audit periodici, assicurando che la tecnologia sia utilizzata in modo corretto e responsabile.
“Capacità di personalizzazione” significa sfruttare dashboard intelligenti, analisi predittive e automazione per pianificare eventi sempre più su misura, anticipando esigenze e preferenze dei partecipanti.
“Cultura digitale” e “learning mindset” riguarda invece l’attitudine dell’organizzazione ad apprendere e adattarsi: partecipazione a iniziative formative, hackathon, e l’uso di strumenti di autoapprendimento AI diventano elementi distintivi di chi è pronto a innovare.
In pratica, un fornitore di eventi digitalmente maturo dispone di un team con competenze AI integrate, utilizza strumenti predittivi e di automazione, ha una governance chiara sull’uso dell’AI e dei dati e dimostra una cultura organizzativa orientata alla formazione continua e alla flessibilità.
Al contrario, un vendor con carenze digitali mostra poche competenze ibride, processi

ancora manuali o poco integrati e una bassa propensione a investire in formazione e innovazione, rischiando di rimanere indietro in un settore sempre più competitivo e guidato dai dati.
Nell’attuale contesto estremamente dinamico e rapido, la formazione è la chiave per vincere la sfida del cambiamento. Si tratta di una formazione guidata dall’azienda, ma anche di un approccio proattivo da parte dei professionisti del settore, che mai come prima deve prendersi cura della propria em-
ployability con un approccio alla formazione continua.
Di valore sono le iniziative come quella di Anthropic, che ha creato un’academy gratuita online per imparare a ottenere il meglio da Claude, o come quella di Ibm SkillsBuild che mette a disposizione una serie di percorsi formativi gratuiti su AI, prompt e data analysis. Questo approccio si integra nella più ampia iniziativa di Ibm, che ha annunciato di voler “formare trenta milioni di persone in tutto il globo entro il 2030”, di cui due milioni saranno formati su competenze legate all’AI.


Chi opera nel settore degli eventi non può ignorare la necessità di formare i propri collaboratori sull’AI e di non lasciare al caso la loro preparazione e il disegno dei processi

Stress, riunioni infinite, tensioni e gerarchie: oggi fare squadra in azienda è sempre più difficile. E se la soluzione fosse una risata? Tra improvvisazione, autoironia e teatro, comici e formatori trasformano la comicità in uno strumento capace di abbattere le difese, migliorare la comunicazione e creare team più uniti
di TERESA CHIODO
Ridere insieme significa abbassare le difese, cambiare prospettiva e creare connessioni. Così la comicità entra nel mondo della formazione aziendale e del team building, trasformando sketch, improvvisazione e ironia in vere leve di benessere organizzativo

DIEGO PARASSOLE
Comico e formatore
«Negli speech, una lunga esperienza di palco fa la differenza sul ritmo. Il ritmo di uno speech efficace è più vicino a quello di uno spettacolo che a quello di una lezione: tiene alta l’attenzione, gestisce i tempi. Ma c’è un equilibrio da trovare e non è scontato: se il ritmo diventa solo spettacolo, l’apprendimento passa in secondo piano. L’obiettivo non è far divertire le persone. È far sì che si divertano mentre imparano».
T ra riunion–i interminabili, scadenze serrate e tensioni che serpeggiano tra open space e call su Teams, mantenere coeso un gruppo di lavoro è diventato uno degli obiettivi più delicati per le aziende contem-
poranee. E poi finisce che tutti vanno in terapia dallo psicologo. Eppure, proprio nel momento in cui il linguaggio manageriale sembra farsi sempre più tecnico, c’è chi sceglie una strada apparentemente controcor-

rente: quella della risata. Non come semplice evasione, ma come strumento concreto di comunicazione, ascolto e costruzione delle relazioni. Perché ridere insieme significa abbassare le difese, cambiare prospettiva e creare connessioni. Così la comicità entra nel mondo della formazione aziendale e del team building, trasformando sketch, improvvisazione e ironia in vere leve di benessere organizzativo. Ma come funziona davvero un team building che punta sull’umorismo? Lo abbiamo chiesto a chi della comicità ha fatto non solo un mestiere, ma anche un metodo.
In che modo la comicità riesce a intervenire sulle dinamiche relazionali interne in maniera migliore rispetto ai metodi formativi più tradizionali? «Esiste un momento preciso in cui la formazione tradizionale perde il suo pubblico – sostiene Diego Parassole, comico e formatore –. Di solito coincide con la terza slide. Da lì in poi, le persone sono fisicamente presenti ma mentalmente già al pranzo. La comicità fa una cosa che la maggior parte dei metodi formativi fatica a fare: abbassa le difese. Quan-

do si ride insieme, si crea un clima informale e non giudicante in cui le persone si sentono meno osservate e più libere di mettersi in gioco. Le gerarchie si appiattiscono temporaneamente e le persone si relazionano in modo più autentico. È difficile restare ingessati nel proprio ruolo mentre si sta ridendo. E quando le persone smettono di recitare la parte del “professionista in riunione”, cominciano a essere, più semplicemente, persone. È lì che la formazione vera può iniziare. E questo non vale solo per un contesto di team building. C’è anche la neurologia, che per una volta dà ragione ai comici. L’umorismo attiva i centri del piacere, aumenta la dopamina e stimola l’ippocampo, con un effetto concreto sulla memorizzazione. Garner, già nel 2006, ha misurato un aumento fino al 15% nella ritenzione delle informazioni quando presentate con elementi umoristici. Quindi sì: far ridere le persone le aiuta anche a ricordare. I neuroscienziati lo chiamano “effetto umorismo”. Noi comici lo chiamiamo lavoro».
«La risata è uno strumento sociale che comunica agli altri la qualità dell’esperienza che stiamo vivendo. In genere è collegata a positività, piacere, leggerezza e sollievo – interviene Davide Calabrese degli Oblivion, gruppo comico-musicale e teatrale, una sorta di incrocio tra il Quartetto Cetra e i Monty Python –. È la situazione unica in cui qualità del pensiero e qualità del respiro sono collegate, va da sé che per funzionare ha bisogno di un livello di contatto, senza minuetti o scorciatoie». Ma come si costruisce un intervento che sia allo stesso tempo divertente e realmente utile per l’azienda? «Quando progetto un corso tendo prima di tutto a capire quale sono gli obiettivi e le esigenze dell’azienda. Senza proporre un mio schema preconfezionato – sostiene Cesare Gallarini, attore, regista, formatore ed event manager –. Non basta essere un comico o un attore brillante per rendere un workshop (o “workshow”, come li definisco) utile all’azienda. Senza una comprensione dell’ambiente, dei partecipanti, delle loro aspettative e richieste, il rischio non è solo quello di non essere divertente ed efficace, ma è quello di creare disagio. Senza questa base, l’attività rischia di risultare generica e poco coinvolgente».
DOVE VOGLIAMO ANDARE
A PARARE?
Dipende da cosa si vuole ottenere e da quanto tempo si ha a disposizione: «Io lavoro essenzialmente con due formati molto diversi – contiua Parassole –. Il primo è lo speech comico-formativo, in genere dai trenta minuti a un’ora e mezza, può funzionare anche davanti a platee numerose. Il suo punto di forza è trasferire concetti con leggerezza, incuriosire, attivare la voglia di cambiare. Ma cambiare i comportamenti è un processo, non un evento. Come mi capita di dire, se avessi la capacità di parlare un’ora con le persone e cambiare la loro vita, avrei tariffe molto più alte. Lo speech apre fi-

DAVIDE CALABRESE
Membro degli Oblivion, gruppo comico-musicale e teatrale «La risata è uno strumento sociale che comunica agli altri la qualità dell’esperienza che stiamo vivendo. In genere è collegata a positività, piacere, leggerezza e sollievo.
È la situazione unica in cui qualità del pensiero e qualità del respiro sono collegate, va da sé che per funzionare ha bisogno di un livello di contatto, senza minuetti o scorciatoie».

CESARE GALLARINI
attore, regista, formatore ed event manager «Quando progetto un corso tendo prima di tutto a capire quale sono gli obiettivi e le esigenze dell’azienda. Senza proporre un mio schema preconfezionato. Non basta essere un comico o un attore brillante per rendere un workshop utile all’azienda. Senza una comprensione dell’ambiente, dei partecipanti, delle loro aspettative e richieste, il rischio non è solo quello di non essere divertente ed efficace, ma è quello di creare disagio».


La comicità serve a creare un clima piacevole e sicuro, e quando funziona davvero riesce anche a mostrare con leggerezza quanto certi comportamenti siano, a guardarli bene, piuttosto paradossali
Poco per volta, anche il più restio, vedendo gli altri mettersi in gioco, comincia a osservare, poi a partecipare, poi, quasi senza accorgersene, a provarci. E spesso ci prende gusto. Perché capisce che l’errore non è un problema: fa parte del processo

nestre. Porta a casa spunti. Poi però bisogna mettere a terra. Ed è lì che entra il secondo formato: l’aula formativa vera e propria. Con un gruppo più ridotto, più tempo e soprattutto la possibilità di creare il clima giusto perché le persone abbiano voglia di mettersi in gioco e sperimentare. Le ricerche di Barbara Fredrickson dimostrano che un clima giocoso apre la mente e favorisce l’apprendimento di nuove strategie. In altre parole: si passa dal sapere al saper fare. Ed è lì che avviene il cambiamento vero. I due formati possono anche convivere nella stessa giornata o in giornate separate: lo speech semina, l’aula raccoglie. Ma in entrambi i casi, il lavoro più difficile viene prima: trasformare
i concetti in esempi divertenti e pertinenti. E per farlo devi conoscere quella realtà. Devi parlare proprio di loro. Altrimenti è intrattenimento. Utile, ma non abbastanza». «Si parte sempre da un’attività che si ama e che si conosce a fondo – sostiene Calabrese –. Può essere l’improvvisazione, la stand-up o persino la parodia. La prima regola è guadagnarsi autorevolezza attraverso lo “show, don’t tell”, cioè il mostrare che si padroneggia la forma d’arte proposta non solo teoricamente. Poi lo si svela, lo si destruttura teoricamente mostrando i trucchi del mestiere. Infine, confidando in un mix tra tecnica appresa e ispirazione, si inizia a far esercitare i partecipanti mediante un eserciziario a tappe».


L’IMPORTANZA
Prima di costruire qualsiasi intervento, c’è una fase di ascolto e progettazione che è tutt’altro che secondaria. «Con le persone dell’azienda definisco gli obiettivi, il contesto, le dinamiche del gruppo – dice Parassole –. Ma anche cose apparentemente più sottili: che tipo di linguaggio usare, il livello di formalità o informalità appropriato, quali argomenti sono terreno fertile e quali invece è meglio non calpestare. Una battuta generica fa sorridere. Una battuta che centra la realtà di chi hai davanti fa ridere e fa pensare. Con una regola fondamentale: non deve mai ferire. La comicità serve a creare un clima piacevole e sicuro, e quando funziona davvero riesce anche a mostrare con leggerezza quanto certi comportamenti siano, a guardarli bene, piuttosto paradossali. Saltare questa fase per risparmiare tempo è la cosa più costosa che si possa fare. Lo scopri sempre dopo, quando la battuta giusta cade nel posto sbagliato. In genere si fanno dalle quattro alle cinque call introduttive per conoscere il cliente, i suoi bisogni, i suoi obiettivi e costruire un intervento “tailor made” che tenga conto di ogni esigenza. Tutto presentato nel dettaglio, tutto trasparente prima che inizi».
Esistono resistenze iniziali da parte dei partecipanti? Quasi sempre; ma vediamo come vengono superate. «Dipende dal formato – dice Parassole –. Negli speech, resistenza vera e propria quasi non ce n’è; la comicità ha una sua forza di attrazione naturale: prima o poi ti trascina dentro, anche se sei partito con le braccia conserte. Nell’aula formativa il discorso è diverso. Lavoro con un approccio esperienziale (poca teoria, molta pratica) e
© GiacomoMaestri

chiedere alle persone di mettersi in gioco di fronte ai colleghi può generare qualche esitazione. C’è chi teme il giudizio, chi è lì perché gliel’ha detto il capo e non perché lo abbia scelto. Non forzo mai nessuno. Aspetto. E di solito funziona. Poco per volta, anche il più restio, vedendo gli altri mettersi in gioco, comincia a osservare, poi a partecipare, poi, quasi senza accorgersene, a provarci. E spesso ci prende gusto. Perché capisce che l’errore non è un problema: fa parte del processo. Siamo tutti lì per migliorare, non per esibirci». Aggiunge Calabresi: «Si tratta di resistenze dettate dall’imbarazzo, dall’etichetta, dalla religione o più semplicemente da uno scetticismo diffuso nei confronti dell’umorismo,
l’umorismo in contesti formativi riduce l’ansia e migliora la performance. Meno paura, più apprendimento. Il meccanismo è lo stesso: quando non ho il terrore di fare una brutta figura, mi metto in gioco. E quando mi metto in gioco, cambio davvero qualcosa

L’autoironia del formatore non è un vezzo. È uno strumento. Forse il più sottile e il più efficace

troppo spesso pensata come un’arte semplice, appannaggio degli estroversi. Supero queste resistenze elencando ogni mattone del muro che la maggior parte dei partecipanti si è portato da casa. Una volta descritto centimetro per centimetro, il muro perde la sua funzione protettrice e l’empatia guida anche il partecipante più restio verso il gioco». Interviene sull’argomento anche Gallarini: «Sinceramente poche volte ho trovato “resistenze” da parte dei partecipanti. Trovandosi di fronte (e questo lo dichiaro subito) una persona proveniente dal mondo dello spettacolo, normalmente sono più predisposti ad ascoltare. Ovviamente la fiducia si conquista nelle quattro-otto ore di corso».
C’è chi pensa che la comicità e l’umorismo non siano cose serie. In realtà ci tolgono pressione nel momento più utile. Schmidt, già nel 1994, ha dimostrato che il materiale umoristico viene elaborato più in profondità, proprio perché abbassa le difese cognitive. Sempre Garner ha documentato come l’umorismo in contesti formativi riduca l’ansia e migliori la performance. Meno paura, più apprendimento. Il meccanismo è lo stesso: quando non ho il terrore di fare una brutta figura, mi metto in gioco. E quando mi metto in gioco, cambio davvero qualcosa. «Quando il formatore sdrammatizza, non si prende troppo sul serio, mostra di saper

ridere anche di sé stesso – dice Parassole –autorizza implicitamente le persone a fare lo stesso. E questo cambia tutto. Perché uno dei freni più potenti all’apprendimento è la paura di sbagliare di fronte agli altri. Se quella paura si allenta, le persone sperimentano. E se sperimentano, imparano. L’autoironia del formatore non è un vezzo. È uno strumento. Forse il più sottile e il più efficace». «Come dei veri clown si lavora sull’esaltazione del fallimento, sull’esegesi del disastro e mai sullo sbeffeggiare o dileggiare qualcuno – afferma Calabresi –. Siamo clown, non siamo buffoni». «Nessuno ha paura di essere chiamato alla lavagna – conclude Gallarini – anche se il gesso stride sulla superficie. Un formatore che si prenda poco sul serio viene ascoltato molto più volentieri… e ricordato anche il giorno dopo, che nei corsi aziendali è già una piccola vittoria e ci permette di essere ricontattati».
Un comico-formatore, con background teatrale, riesce a fare la differenza rispetto a un formatore più “classico”? «Per motivi professionali, sappiamo “leggere” le persone – dice Gallarini –. I gesti, il corpo, il colore della voce che per noi, abituati al palcoscenico, sono linguaggi che conosciamo abbastanza bene e che riusciamo a comunicare ai partecipanti. Sappiamo come gestire il ritmo, come rappresentare e far digerire concetti astratti o particolari e riusciamo a far passare anche i messaggi più scomodi come il giudizio degli altri ed eliminare i preconcetti che ci intasano il cervello. Inoltre, sempre grazie al palcoscenico, a differenza di alcuni formatori classici in giacca e cravatta, abbiamo un’ener-
gia più accentuata, trasmettiamo con più autorevolezza e, nel mio caso, ho un asso nella manica: conosco molte storie e retroscena del mondo dello spettacolo che catalizzano la curiosità dei presenti. Ho studiato regia teatrale in Accademia e la prima cosa che mi hanno insegnato i maestri era di conoscere le nozioni base per poter conversare, ascoltare e comunicare con tutti. Se si aggiunge il sorriso e la nostra capacità di mettere in scena le varie dinamiche aziendali il gioco è fatto! In ogni caso la conoscenza dell’argomento (nel mio caso comunicazione, negoziazione e gestione del gruppo) è basilare. Inoltre, anche fare domande e ascoltare è importantissimo. Le persone amano parlare di quello che le appassiona».
Concorda Parassole: «Negli speech, una lunga esperienza di palco fa la differenza sul ritmo. Il ritmo di uno speech efficace è più vicino a quello di uno spettacolo che a quello di una lezione: tiene alta l’attenzione, gestisce i tempi, sa quando accelerare e quando lasciare respirare la sala. Ma c’è un equilibrio da trovare e non è scontato: se il ritmo diventa solo spettacolo, l’apprendimento passa in secondo piano. L’obiettivo non è far divertire le persone. È far sì che si divertano mentre imparano. Nell’aula formativa, il contributo è diverso ma ugualmente concreto. Evitare un atteggiamento saccente, quel tono da chi sa e dispensa verità, aiuta a creare relazioni autentiche con le persone. E le relazioni, in formazione, non sono un dettaglio: sono tutto». Perché come scriveva Zygmunt Bauman in “Amore liquido”, il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione. Vale per le relazioni personali. Vale, a maggior ragione, in aula.
Uno dei freni più potenti all’apprendimento è la paura di sbagliare di fronte agli altri. Se quella paura si allenta, le persone sperimentano. E se sperimentano, imparano
In un momento storico caratterizzato da eventi sociopolitici imprevedibili e di grande risonanza globale, le destinazioni, oltre che su valori reputazionali, puntano sulla sostenibilità come criterio economico e operativo per accrescere la propria competitività. Un parametro essenziale per i planner, sempre più orientati alla misurazione dell’impatto complessivo degli eventi, con un occhio sempre vigile al risk management
di LUCIANA FRANCESCA REBONATO
Nel
Mice il risk management ha compiuto un salto di paradigma: ha cessato di essere solo una componente dei contratti assicurativi ed è diventato un principio di progettazione. E nell’attuale scenario internazionale, segnato da instabilità geopolitiche, tensioni mediorientali e criticità – dello
Stretto di Hormuz in primis –, la scelta della destinazione contempla anche la protezione dell’investimento. Per meeting planner, Pco e incentive house si tratta di un cambiamento strutturale, al quale si affianca un altro elemento destinato a spostare sempre più l’ago della bilancia nella scelta di una destinazione,


la sostenibilità: alla luce della crescente integrazione dei criteri Esg nei processi corporate, è una variabile che emerge nella valutazione della destinazione, specialmente nelle aziende soggette a reporting strutturato e procurement regolato. La sostenibilità non determina automaticamente l’approvazione dei progetti, ma incide su compliance, travel policy, misurazione dell’impatto e rischio reputazionale, contribuendo quindi a definire anche la solidità complessiva di una destinazione. Il benchmarking, allora, è il Gds-Index –Global Destination Sustainability Index –, che misura governance, performance ambientale, mobilità urbana, gestione delle emissioni e impatto sociale delle destinazioni. Non è uno strumento di approvazione diretta dei singoli eventi, ma è sempre più utilizzato nei processi di destination management e nelle valutazioni Esg aziendali. Se Icca rafforza la lettura della capacità congressuale, il GdsIndex introduce una metrica di sostenibilità verificata, ed è con questa chiave di lettura che alcune destinazioni vengono selezionate perché rappresentano casi in cui la sostenibilità non è solo dichiarata o diffusa in forma generica, ma è resa riconoscibile attraverso indicatori, infrastrutture e policy strutturate che la rendono leggibile e confrontabile nei processi decisionali Mice.
LIONE E BARCELLONA, SOSTENIBILITÀ OPERATIVA
Nel Mice, la sostenibilità va letta in chiave operativa. Lione, per esempio, rappresenta un caso europeo di integrazione tra infrastrutture e sostenibilità applicata al Mice. A iniziare dall’aeroporto Lyon-Saint Exupéry – considerato uno dei pionieri globali nella sostenibilità aeroportuale –, il primo francese a ottenere la certificazione Aca 5 – Airport Carbon Accreditation – nell’ottobre 2025, raggiungendo lo stato di “Net Zero” sulle emissioni dirette – Scope 1 e 2 della classificazione del Ghg Protocol – con un anno di anticipo rispetto ai piani. La città ha inoltre sviluppato una capillare rete di collegamenti basata sulla mobilità elettrica e vanta una delle infrastrutture di trasporto leggero su rotaia più estese della Francia, una
scelta strategica che riduce la dipendenza dal trasporto privato negli spostamenti urbani. Sul piano Mice, il convention bureau promuove linee guida operative per eventi a basse emissioni e la Cité Internationale – insieme ad altri poli congressuali – integra sistemi di gestione energetica e certificazioni ambientali che permettono una rendicontazione precisa degli eventi. Passando a Barcellona, la destinazione interpreta la sostenibilità come governance urbana applicata al sistema congressuale, forte del vantaggio di prima città al mondo certificata Biosphere World Class Entity e della conformità agli standard Iso 20121 delle sue
Sopra, Lione rappresenta un caso europeo di integrazione tra infrastrutture e sostenibilità in chiave Mice.
Sotto, Barcellona interpreta la sostenibilità come governance urbana applicata al sistema congressuale, forte del vantaggio di prima città al mondo certificata Biosphere World Class Entity


Nelle immagini, quattro destinazioni che hanno fatto della sostenibilità uno dei pilastri della loro proposta
Mice: dall’alto in senso orario Helsinki, Singapore, Adelaide e, qui sotto, Belfast
principali infrastrutture. La metropoli catalana è una delle città coinvolte nella Missione Ue “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030” e ha trasformato il proprio modello operativo in una sinergia tra pubblico e privato. La Fira de Barcelona, per esempio, ospita uno dei maggiori impianti fotovoltaici europei con circa 26mila pannelli solari per l’autoconsumo degli eventi – utilizzando energia pulita prodotta direttamente “in loco” e trasformando i padiglioni in ecosistemi energeticamente autosufficienti –, mentre centri come il Ccib raggiungono tassi di recupero dei rifiuti supe -

riori al 75%. Questa trasformazione non riguarda solo le mura dei padiglioni ma ridefinisce l’intera accessibilità dei delegati e il modello urbanistico delle Superilles – Superblocchi –e l’ampliamento delle aree pedonali riducono drasticamente l’impatto del “last mile” logistico, permettendo una mobilità a zero emissioni tra hotel e sedi per eventi.
HELSINKI
Spostandoci verso nord, Helsinki rappresenta uno dei modelli europei più avanzati di integrazione tra sostenibilità e sistema urbano ed è inserita in una strategia municipale vincolante di neutralità climatica al 2030 che interviene su energia, teleriscaldamento, edifici pubblici e mobilità. Nel Mice, questo si traduce innanzitutto in infrastrutture già progettate per operare con basse emissioni. Il Messukeskus Helsinki – tra i principali centri congressi del Paese – applica sistemi di certificazione ambientale e monitora in modo sistematico consumi energetici, rifiuti e food waste degli eventi. Utile, perché sempre più i clienti corporate richiedono report Esg strutturati come parte integrante del progetto. Il sistema di trasporto pubblico elettrificato e la forte integrazione tra rete urbana e regionale riducono la dipendenza dal trasporto privato e consentono una misurazione più precisa delle emissioni Scope 3. E anche la filiera dei fornitori è già allineata a criteri di sostenibilità, con forte utilizzo di prodotti locali e standard contrattuali orientati alla riduzione degli sprechi. Dal Nord Europa all’Irlanda del Nord con Belfast, balzata al nono posto mondiale nel Gds-Index 2025 con un punteggio dell’84%. La città ha reso la sostenibilità un pilastro della propria proposta Mice: tutte le sue principali venue sono oggi certificate e il 77% delle camere d’albergo cittadine rispetta standard ecologici riconosciuti. L’Icc Belfast, primo centro sull’isola a ottenere il Green Meetings Gold, guida la rendicontazione su Scope 1 e 2, mentre l’iniziativa “Changing the Menu. For Good” affronta lo Scope 3 trasformando le eccedenze del catering in impatto sociale per le banche alimentari locali. Con il lancio nel 2026 del gruppo di lavoro Bvenz – Belfast Visitor Economy Net Zero –, la destinazione mira a decarbonizzare l’intera filiera entro il 2030, allineandosi ai framework del Global Sustainable Tourism Council e rispondendo alla crescente domanda di trasparenza Esg richiesta dalle multinazionali. Entrambe le città europee dimostrano che la neutralità climatica non è più un accessorio, ma un obiettivo operativo tangibile, integrato in ogni fase della supply chain, dai trasporti alla gestione circolare degli spazi urbani.
Nella valutazione strutturata della sostenibilità, si integrano gli indicatori Esg con i dati su emissioni Scope 1, 2 e 3. Oltreoceano, Singapore e Adelaide rappresentano due modelli
di evoluzione ambientale delle destinazioni. A Singapore la sostenibilità è incorporata nella governance nazionale attraverso il Green Plan 2030, con una roadmap che definisce obiettivi e azioni da raggiungere, sovente allineati a framework come il Green Deal europeo. Gli obiettivi riguardano riduzione delle emissioni di CO₂ – decarbonizzazione –, misurazione dell’impatto degli eventi – carbon footprint –, criteri di approvvigionamento sostenibile per fornitori e venue, utilizzo di energie rinnovabili. Le principali venue, come il Marina Bay Sands Expo & Convention Centre e il Singapore Expo, operano con sistemi avanzati di gestione energetica, monitoraggio dei consumi e programmi di riduzione dei rifiuti che includono la progressiva eliminazione della plastica monouso e la gestione strutturata del food waste. Sul fronte della mobilità aerea, il Singapore Changi Airport si distingue come pioniere della transizione energetica: l’hub integra uno dei più vasti impianti solari su tetto al mondo in un unico sito, promuove attivamente l’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione e alcuni suoi edifici sono “positive energy”, ovvero capaci di produrre più energia di quanta ne consumino.
Dal mare della Cina meridionale ad Adelaide, nell’Australia Meridionale, che interpreta la sostenibilità come acceleratore di transizione energetica e competitività territoriale. La destinazione palesa un mix energetico all’avanguardia, che si attesta su una quota superiore all’ottanta per cento di energia da fonti rinnovabili – eolico e solare –, in piena coerenza con i target nazionali di decarbonizzazione al 2030 e 2050. Questo ecosistema “green” permette all’Adelaide Convention Centre – la prima struttura congressuale al mondo a ottenere la prestigiosa certificazione EarthCheck Master – di operare con sistemi avanzati di monitoraggio dei consumi e carbon footprint reporting in tempo reale. Tale assetto si traduce in un vantaggio competitivo immediato: la possibilità di abbattere drasticamente le emissioni Scope 2 – quelle legate all’energia consumata durante gli eventi –, un Kpi oggi imprescindibile per le aziende dei settori energy, mining e finance.
IlGhg Protocol – Greenhouse Gas Protocol – è lo strumento tecnico per misurare e rendicontare le emissioni di gas serra, il “gold standard” indispensabile per trasformare la sostenibilità da “concetto astratto” a “dato oggettivo”. Utilizzato da governi e aziende per garantire trasparenza e comparabilità, questo framework introduce il concetto di “Scope” –ambito –, che sta diventando un criterio di selezione di destinazioni e sedi congressuali sempre più
rilevante, al pari di costi, accessibilità e qualità dell’offerta. Lo Scope 1 include le emissioni dirette prodotte dalle strutture e dai siti congressuali; lo Scope 2 riguarda le emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata e utilizzata da hotel, centri congressi e infrastrutture; lo Scope 3 comprende infine tutte le altre emissioni indirette della catena del valore, con particolare riferimento ai trasporti – aerei e terrestri –, alla logistica e alla supply chain complessiva dell’evento.


di ALESSANDRA BOIARDI
DESTINAZIONI
Per ulteriori approfondimenti, leggi le notizie sul nostro sito, www.meetingecongressi.com
Cvent ha presentato le sue classifiche 2026 delle principali destinazioni europee per meeting ed eventi. Le graduatorie, basate sui volumi di richieste e attività di sourcing registrati attraverso le piattaforme del fornitore globale
di tecnologie per eventi, congressi e ospitalità, confermano Londra, Barcellona e Madrid ai primi tre posti tra le città più ricercate dagli organizzatori. Londra mantiene la leadership europea per il quarto anno consecutivo, se-

Veronica Milo, brindisina di origine e tra le più giovani general manager del settore, guida dal 2026 il Vivosa Apulia Resort di Ugento, dove era entrata nel 2019 come director sales & marketing. Sotto la sua direzione, il resort ha consolidato il proprio posizionamento internazionale, ottenendo diversi riconoscimenti come il primo posto agli International Travel Awards 2025 nella categoria “Best Family Hotel” e la certificazione B Corporation, tra le primissime strutture resort in Italia e nel Sud a raggiungere questo traguardo. Laureata in Giurisprudenza a Roma, ha avviato la propria carriera a New York, lavorando per cinque anni in Omnicom Group sotto la guida di Peter Arnell, maturando competenze nella comunicazione corporate internazionale. Successivamente si è trasferita a Parigi, dove ha sviluppato strategie di marketing per Mercedes-Benz e Jean Paul Gaultier. Rientrata in Puglia, ha proseguito il suo percorso in Borgo Egnazia, diventando la più giovane marketing manager del gruppo San Domenico Hotels. Ha inoltre collaborato

con l’Onu presso la base logistica di Brindisi, occupandosi di comunicazione e relazioni esterne, implementando ulteriormente le proprie competenze nel coordinamento e nel networking internazionale.
guita rispettivamente da Barcellona e Madrid. Lisbona sale al quarto posto, mentre Parigi raggiunge la quinta posizione. Tra le città che registrano la crescita più significativa figurano Monaco di Baviera, che entra al nono posto, e Vienna, che guadagna tre posizioni e accede alla top ten. Nella classifica degli hotel europei per meeting ed eventi, il Meliá Avenida América di Madrid conquista il primo posto. Completano la top five l’Hilton London Metropole, il W Barcelona, l’Epic Sana Marquês di Lisbona e lo Sheraton Lisboa Hotel & Spa.
IMEX, CHIUSA L’EDIZIONE

Oltre 13mila partecipanti, più di 4.500 buyer e circa 73mila appuntamenti programmati. Sono alcuni dei numeri con cui si è chiusa l’edizione 2026 di Imex Frankfurt, che dal 19 al 21 maggio ha riunito a Messe Frankfurt operatori della meeting industry provenienti da tutto il mondo. Al di là delle dimensioni raggiunte dalla manifestazione – che quest’anno ha ospitato quasi tremila espositori tra destinazioni, venue, agenzie e fornitori di servizi – l’edizione 2026 sembra aver confermato una tendenza che attraversa da tempo il settore: la centralità dell’incontro fisico come strumento di relazione e sviluppo del business. Dei 73mila incontri pre-programmati, oltre 63mila sono stati oneto-one. La manifestazione ha dedicato spazio anche al tema dell’impatto economico degli eventi. Nel Place Leaders Forum, che ha riunito rappresentanti di oltre sessanta destinazioni insieme a decisori pubblici e stakeholder del settore, il confronto si è concentrato sul ruolo degli eventi come leva di sviluppo territoriale e attrazione di investimenti, andando oltre la sola dimensione turistica.

Nasce Barceló Roma, a pochi chilometri dal centro storico della Capitale e a breve distanza dalla Città del Vaticano, frutto di un importante lavoro di rinnovamento e riqualificazione da oltre quaranta milioni di euro di una realtà storica romana, l’hotel Midas.
Il nuovo Barceló Roma dispone di 352 camere e oltre 1.400 metri quadrati di spazi per eventi, con otto sale riunioni dotate di luce naturale e tecnologie audiovisive avanzate, progettate per ospitare incontri aziendali, conferenze ed eventi esclusivi in un contesto elegante e altamente funzionale. Il design, curato dallo studio di architettura Chiara Caberlon, nasce da un dialogo diretto con il contesto circostante. La reception e la hall sono concepite come un’esperienza immersiva, mentre uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è la scala con un oculo centrale dorato che incornicia ed enfatizza la connessione tra i piani nobili. Proseguendo invece dal il piano terra verso la zona inferiore, lo spazio si apre verso la zona bar e il ristorante à la carte La Dolce Vita.


La Turchia punta a rafforzare il proprio ruolo di hub congressuale tra Europa, Asia e Medio Oriente. Secondo i dati del ranking Icca 2025 Istanbul ha registrato lo scorso anno un incremento del dieci per cento nel numero di congressi internazionali ospitati rispetto all’anno precedente, mentre tutto il Paese ha segnato una crescita del 16%. Cuore della strategia Mice turca resta Istanbul, tra le città più connesse al mondo grazie ai due hub internazionali Iga Istanbul Airport e Sabiha Gökçen Airport, col-
legati con centinaia di destinazioni globali, mentre Bodrum si sta consolidando nel segmento luxury incentive grazie a resort di alta gamma, blue cruise e collegamenti diretti con le principali città europee. Izmir punta invece sul connubio tra lifestyle mediterraneo, infrastrutture moderne ed esperienze enogastronomiche, mentre la Cappadocia si posiziona nel mercato boutique incentive e corporate retreat grazie ai suoi paesaggi iconici, agli hotel-grotta e ai voli in mongolfiera.
Il Sultanato dell’Oman rilancia la propria strategia turistica anche alla luce delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Forte della sua tradizionale neutralità diplomatica e del riconoscimento come quarto Paese più sicuro al mondo secondo il Global Safety Report di Gallup International, l’Oman punta su sicurezza, sostenibilità e nuove esperienze per riconquistare la fiducia dei viaggiatori.
Quattro sono i segmenti di mercato principali ai quali si rivolge la promozione del Paese: tradizioni e cultura, ecoturismo, outdoor e avventura, lusso e lifestyle, tutti trasversali al mondo del Mice e componenti essenziali
di viaggi incentive indimenticabili. Proseguono anche gli investimenti nel congressuale attraverso l’Oman Convention Bureau.
L’ampliamento dell’offerta ricettiva comprende l’apertura dell’Alabri Home, albergo diffuso tra le montagne di Rustaq; il debutto di The Malkai, innovativo progetto di campi tendati di lusso previsto entro fine 2026 e l’arrivo, nel 2027, del wellness ecoresort Santani Jabal Shams.
Oman Air aumenta i collegamenti diretti da Milano e Roma e, grazie al nuovo accordo di codeshare con Ita Airways, offre connessioni da numerosi aeroporti italiani.
L’Italia è al primo posto nel ranking europeo e al secondo posto nel mondo, superata soltanto dagli Usa secondo l’Icca GlobeWatch 2025, il rapporto annuale a cura
dell’International Congress and Convention Association che classifica le principali destinazioni congressuali mondiali sulla base del numero di congressi associativi internazio -


Vicenza rafforza il proprio posizionamento nel Mice grazie alla nascita della Rete Contratto Turismo Business Vicenza, frutto della collaborazione strategica tra Vicenza Turismo e Cultura e Italian Exhibition Group. Gli ambiti del lavoro saranno il marketing di destinazione, il supporto agli organizzatori e la ricerca e sviluppo di opportunità di candidatura nel mondo degli eventi a 360 gradi: da quelli associativi a quelli aziendali, nazionali e internazionali, fino alla valorizzazione delle sedi per eventi. Si tratta di competenze
riconosciute nel lavoro quotidiano di Ieg e che, attraverso la propria Event & Conference Division, vengono messe a disposizione di Vtc con la sua mission pubblica.
La collaborazione con Italian Exhibition Group è già partita nel 2022 con un protocollo d’intesa sul turismo congressuale siglato con il Comune di Vicenza.Vicenza Turismo e Cultura è la nuova società consortile a responsabilità limitata nata dallo storico consorzio Vicenzaè, che si rinnova e cambia volto sul fronte della promozione turistica.
nali ospitati nell’anno di riferimento. Secondo il ranking Icca, nel 2025 l’Italia ha accolto 616 eventi, confermandosi sul podio mondiale per il terzo anno consecutivo. Questo traguardo riflette una visione policentrica che ha saputo valorizzare l’intero territorio nazionale, portando città come Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Torino ai vertici delle classifiche mondiali e garantendo una crescita distribuita che evita la concentrazione su un unico hub.

È sbarcato sul mercato italiano il Dmc Amazing Morocco, realtà specializzata nell’organizzazione di programmi Mice in Marocco e rappresentata in Italia da Destinations Hub. L’operatore punta su itinerari ed esperienze costruiti fuori dai circuiti più tradizionali, con particolare attenzione al coinvolgimento delle comunità locali e ai temi della sostenibilità.
Dai city break corporate a Marrakech agli incentive itineranti nel Paese, Amazing Morocco sviluppa programmi che affiancano alle attività più classiche esperienze legate all’artigianato locale, alle tradizioni berbere e a destinazioni ancora poco esplorate dal turismo internazionale.
Tra queste anche Dakhla, nel sud del Marocco, meta che unisce paesaggi desertici e oceano e che sta emergendo come nuova destinazione leisure e incentive, e Taghazout, villaggio sulla costa atlantica vicino ad Agadir sempre più apprezzato per il suo carattere autentico e per le attività outdoor.
AGENZIE

American Express Global Business Travel (Amex Gbt), tra i principali operatori mondiali per il business travel e i servizi dedicati a viaggi, expense management e meeting & event, sarà acquisita dalla società di investimento Long Lake con un’operazione dal valore di circa 6,3 miliardi di dollari. L’accordo prevede un corrispettivo di 9,50 dollari per azione per gli azionisti Amex Gbt, pari a un premio del 65,1% rispetto alla media ponderata del titolo negli ultimi trenta giorni. A sostenere l’operazione ci sono anche General Catalyst e Alpha Wave, mentre importanti azionisti – tra cui American Express, Expedia, Qatar Investment Authority e BlackRock – hanno già sottoscritto accordi di voto a favore della transazione.
Secondo quanto comunicato dalle aziende, l’operazione punta a combinare le competenze di Long Lake nell’intelligenza artificiale applicata con la rete globale, le relazioni commerciali e le soluzioni tecnologiche sviluppate da Amex Gbt nel settore del corporate travel. Il completamento dell’acquisizione è previsto nella seconda metà del 2026.
Travel Expert prosegue il percorso di consolidamento della propria divisione dedicata ai viaggi d’affari e all’incentivazione, annunciando l’ingresso di Manuela Brambilla. Nel suo nuovo ruolo, avrà il compito di mettere a disposizione il proprio knowhow al servizio dei personal travel expert, affiancandoli per la migliore gestione delle opportunità Mice.
La carriera di Manuela Brambilla vanta radici in realtà storiche come Cit Viaggi, Di Lauro Viaggi e Robintur, dove ha maturato una competenza verticale nello sviluppo del segmento incentive e congressuale. Di particolare rilievo il trascorso pluriennale come senior product manager in Last Minute Tour. Il suo profilo ha visto un impegno significativo anche nell’ambito dello sport management: in qualità di co-fondatrice di
realtà dedicate alla procura sportiva, si è occupata della ricerca di nuovi talenti e della gestione di eventi nel mondo del basket.


L’Islanda continua a investire con nuove strutture e progetti hospitality pensati per eventi, incentive e meeting di fascia alta. Tra le aperture più rilevanti figura Vör, nuovo spazio eventi sul porto di Reykjavík inaugurato di recente. La venue, affacciata sul waterfront della capitale islandese, dispone di circa 5.500 metri quadrati modulabili e può ospitare fino a duemila persone per ricevimenti in piedi e novecento partecipanti per cene di gala. Novità anche sul fronte dell’hotellerie con l’apertura di un
nuovo boutique hotel quattro stelle affacciato sulla celebre costa islandese. L’albergo dispone di 79 camere ed è pensato soprattutto per piccoli e medi gruppi incentive, oltre che per buyout esclusivi.
È stato inoltre annunciato un nuovo resort di lusso a cinque stelle previsto per il 2028, che mira a posizionarsi nel segmento luxury experiential, intercettando la domanda internazionale di esperienze immersive in contesti naturali remoti.
Joint Meetings Industry Council, Net Zero Carbon Events Initiative e Gds-Movement lanciano la Net Zero Carbon Events Academy, un nuovo programma internazionale di formazione dedicato alla sostenibilità nella meeting industry e pensato per sviluppare competenze sulla transizione climatica nel settore degli eventi. Secondo i promotori, uno dei principa-
li ostacoli alla transizione resta infatti il climate skill gap, ovvero la mancanza di competenze specifiche necessarie per trasformare gli impegni net zero in azioni concrete. Il programma formativo, allineato agli otto workstream della Net Zero Carbon Events Initiative, prevede un percorso suddiviso in tre livelli: Beginner, Practitioner e Certified Leader. I contenuti spazia-


A Napoli il settore congressuale continua a crescere: nei primi quattro mesi del 2026 il comparto ha registrato un +12% rispetto allo stesso periodo del 2025, già anno record. Il risultato trova conferma anche nell’ultimo report Icca, che colloca il capoluogo campano al quarantesimo posto in Europa, al 73esimo nel mondo e al quinto in Italia. «La partecipazione alle principali fiere internazionali rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere la destinazione e candidarla a ospitare eventi di rilievo», spiega Chiara D’Andrea, direttrice del Convention Bureau Napoli. Proprio ad Imex
Frankfurt il Convention Bureau ha presentato ai buyer internazionali le potenzialità di Napoli e della Campania per congressi, convention e incentive, riscontrando grande interesse. Le richieste provengono per il 69% dall’Italia, soprattutto da Lombardia e Lazio, mentre il restante 31% arriva principalmente da Regno Unito, Stati Uniti, Spagna e Francia. I settori più rappresentati sono medico-scientifico, turistico-culturale e innovazione tecnologica. Restano però margini di crescita per gli eventi oltre i duemila partecipanti, frenati dalla carenza di infrastrutture congressuali adeguate.
no dalla climate literacy alla misurazione delle emissioni, fino alla pianificazione di eventi net zero, reporting e leadership sostenibile. La formazione sarà disponibile in formato online, in presenza e ibrido, con l’obiettivo di coinvolgere professionisti, destinazioni, associazioni e organizzatori di eventi di diverse dimensioni e mercati.

Next Group celebra quarant’anni di attività nel mondo della comunicazione. Fondato nel 1986, il gruppo guidato da Marco Jannarelli è oggi un ecosistema da ottanta milioni di euro di fatturato e oltre duecento professionisti. «Questi quarant’anni rappresentano la costruzione di un modo di lavorare. Oggi siamo un gruppo capace di integrare competenze diverse e governare la complessità», ha dichiarato il presidente Jannarelli. Il gruppo riunisce diverse società e business unit: Next, con le divisioni Next Event e Next World dedicate agli eventi e alle grandi produzioni internazionali; Adverteam, agenzia di comunicazione integrata e brand activation; e Next Reloy, specializzata in relationship loyalty. Un modello che si traduce in progetti per importanti brand italiani e internazionali, tra cui Ferrari, Eni, Generali, Gucci, Barilla, Campari e Moncler, e in produzioni iconiche come le world première Ferrari e il format globale S. Pellegrino Young Chef Academy. Accanto agli eventi, il gruppo ha consolidato un’offerta di comunicazione integrata che unisce esperienze fisiche e digitali, retail, contenuti e attivazione.

L’incentive travel continua a confermarsi la forma di riconoscimento non monetario più efficace per motivare i dipendenti. A evidenziarlo è Investigating the Power of Incentive Travel Across Generations, la nuova ricerca realizzata da Site (Society for Incentive Travel Excellence) e Maritz, con il supporto di Hilton e Site Foundation. Lo studio, condotto su un campione di mille lavoratori statunitensi appartenenti alle generazioni Boomer, Gen X, Millennial e Gen Z, mostra come il viaggio incentive mantenga un forte potere motivazionale indipendentemente dall’età. Il 61% degli intervistati considera infatti il viaggio premio conquistato individualmente “estremamente motivante”, mentre il cinquanta per cento esprime lo stesso giudizio per i viaggi di gruppo. La ricerca conferma inoltre il valore strategico dell’incentive travel per le aziende. Tra coloro che hanno partecipato a un viaggio premio negli ultimi tre anni, l’89% afferma di sentirsi più incline a rimanere nella propria organizzazione e la stessa percentuale dichiara di aver sviluppato una maggiore fedeltà nei confronti dell’azienda. Il 93% sostiene inoltre di essere motivato a qualificarsi nuovamente per un futuro programma incentive.


Bwh Hotels Italia Scpa – Società Benefit annuncia la nomina del nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. L’assemblea dei soci, riunita in Sicilia per la Spring Convention, ha confermato Walter Marcheselli nel ruolo di presidente, giunto al suo quarto mandato consecutivo, confermando la stabilità e la continuità nella visione strategica intrapresa dal gruppo. Il nuovo board vede la riconferma
di Giovanni Simonetto e Francesco Incerti nel ruolo di vicepresidente. Il nuovo consiglio di amministrazione è dunque composto da una compagine di imprenditori che rappresentano le diverse aree geografiche e tipologie di strutture del network: Andrea Boccardi, Fabio Borio, Ludovica Clarioni, Maria De Scrilli, Camilla Doni, Francesco Incerti, Walter Marcheselli, Gina Primavera, Giovanni Simonetto, Fulvio Soave.
L’hotellerie evolve da semplice luogo di soggiorno a spazio capace di creare connessioni autentiche con il territorio. È quanto emerge dall’Osservatorio “La curation economy nell’hotellerie: come cambia il modo di scegliere dove soggiornare”, realizzato da Aries Group, gruppo alberghiero indipendente italiano presente nelle principali città d’arte e business, e commissionato all’istituto di ricerca YouGov. Secondo la ricerca – i rispondenti sono stati circa mille, italiani e maggiorenni –, il 68% degli intervistati considera importanti gli elementi legati al territorio nella scelta di un hotel, mentre il 75% dichiara che si sentirebbe più coinvolto emotivamente in una struttura capace di raccontare il contesto locale in modo autentico. Un aspetto rilevante anche
per il mondo Mice, dove la ricerca di esperienze distintive e legate alla destinazione è sempre più centrale nella progettazione di eventi, meeting e soggiorni corporate.
Il ruolo dell’hotel cambia: il 29% degli italiani lo considera già una porta d’accesso alla cultura locale e oltre sette su dieci valutano positivamente le strutture che diventano interpreti del territorio. Cresce inoltre il valore attribuito alla storia degli edifici: il 67% apprezza maggiormente il soggiorno in strutture recuperate, come ex fabbriche o palazzi storici.
«Autenticità, memoria dei luoghi e valorizzazione del patrimonio rappresentano oggi leve fondamentali per costruire nuove esperienze di ospitalità», sottolineano da Aries Group, evidenziando un’evoluzione che riguarda tanto il leisure quanto il segmento business.
Dinner show, terrazze vista mare, beach party glamour e cucina d’autore: Batani Select Hotels reinventa l’evento corporate in chiave luxury experience. In Romagna il Mice si trasforma in una festa sofisticata, tra spettacoli dal vivo, nuove location scenografiche e format ad alto impatto emozionale
di TERESA CHIODO

Nel
mondo degli eventi aziendali cresce la richiesta di format capaci di sorprendere, emozionare e lasciare il segno. Non più semplici cene di gala, ma vere esperienze immersive dove intrattenimento, atmosfera e convivialità diventano parte integrante del progetto evento. È da questa visione che nascono i nuovi dinner show di Batani Select Hotels, il gruppo alberghiero simbolo dell’ospitalità lifestyle e Mice della Riviera Romagnola. Il concept punta a trasformare la cena corporate in un momento di spettacolo elegante e coinvolgente, in cui la cucina d’autore dialoga con performance artistiche dal vivo in una cornice raffinata e scenografica. Ballerini, musicisti, cantanti e artisti circensi costruiscono atmosfere immersive ispirate ai grandi party internazionali, tra richiami glamour, suggestioni mediterranee e dettagli luxury pensati per stupire gli ospiti.

IL RITORNO DELLA GRANDE FESTA
I dinner show firmati Batani interpretano una delle tendenze più forti del mercato Mice contemporaneo: il ritorno dell’evento celebrativo come esperienza emozionale. Le aziende cercano occasioni capaci di creare connessioni autentiche, favorire il networking e valorizzare la relazione con clienti, partner e collaboratori attraverso momenti sensazionali. Il format è stato progettato per offrire massima flessibilità agli event planner: dalle cene placée ai gala dinner, dai party tematici alle serate incentive, ogni evento può essere personalizzato attraverso scenografie, intrattenimento, mise en place e percorsi gastronomici costruiti su misura.
ATMOSFERE GLAMOUR TRA MARE E TERRAZZE PANORAMICHE
La forza del progetto risiede anche nelle location. I dinner show possono prendere vita direttamente sulle spiagge private del Gruppo, trasformate per l’occasione in eleganti beach club serali, oppure negli spazi più iconici degli hotel Batani Select Hotels. Tra le novità più scenografiche spicca la nuova terrazza del quattro stelle Grand Hotel Gallia di Milano Marittima: uno spazio panoramico pensato per ospitare cene di gala, eventi serali e format esperienziali fino a duecento partecipanti. Luci, allestimenti, musica e vista sul mare contribuiscono a creare un’atmosfera sofisticata dal forte impatto emozionale.
RESTYLING IN CHIAVE
La nuova terrazza conclude il completo restyling del Grand Hotel Gallia, storico indirizzo dell’ospitalità di Milano Marittima oggi reinterpretato in chiave contemporary luxury. L’intervento ha interessato le 119 camere, il giardino, gli spazi comuni e le dotazioni tecnologiche della meeting room vista mare, capace di accogliere fino a 450 delegati. Anche il cinque stelle Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico è sta-

to oggetto di un’importante riqualificazione, con un rinnovamento delle aree ristorante e degli spazi congressuali. La struttura dispone di 98 camere e dieci soluzioni meeting, inclusa una sala plenaria da cinquecento posti.
UN SISTEMA PENSATO
PER I GRANDI EVENTI
Per il mercato congressuale Batani Select Hotels rappresenta oggi un sistema integrato capace di coniugare ospitalità, intrattenimento e grandi numeri. Il gruppo conta dieci hotel, oltre mille camere e più di sessanta soluzioni congressuali indoor. Particolarmente strategica la presenza di quattro strutture a walking distance tra loro a Milano Marittima, elemento che consente di progettare convention diffuse, eventi multi-location e incentive di ampia portata mantenendo fluidità organizzativa e comfort logistico.
NASCE BATANIEVENTI
A supporto del dialogo con il mercato corporate nasce anche Batanieventi, il nuovo profilo Instagram dedicato esclusivamente agli organizzatori di eventi. Il canale raccoglie idee creative, suggestioni per allestimenti, contenuti dietro le quinte dei dinner show e aggiornamenti sulle location del gruppo. L’obiettivo è creare uno strumento immediato e visivo per meeting planner, agenzie e professionisti del settore alla ricerca di format originali e venue affidabili. Un modo per raccontare il prodotto Mice attraverso immagini, atmosfere ed esperienze concrete, sempre più centrali nelle scelte degli organizzatori. Con il lancio dei dinner show e il rafforzamento delle infrastrutture congressuali, Batani Select Hotels conferma così una strategia orientata all’evoluzione dell’ospitalità eventi: meno standardizzazione, più esperienza, flessibilità e coinvolgimento emotivo. Un approccio che intercetta le nuove esigenze del mercato e trasforma la Riviera Romagnola in un palcoscenico sempre più attrattivo per il mondo congressuale. indirizzi a fine rivista




San Siro si conferma tra i quartieri più dinamici di Milano: eventi, natura e benessere si intrecciano in un equilibrio unico. Qui lo Sheraton Milan San Siro valorizza la bella stagione con ampi spazi outdoor, tra giardini e pool oasis, ideali per meeting, networking ed eventi open air


San Siro non è più soltanto il quartiere dello stadio: oggi rappresenta una delle aree più dinamiche e sorprendenti di Milano, capace di coniugare grandi eventi, natura e qualità della vita. Qui, dove l’energia dello sport, dei concerti e dei grandi appuntamenti entertainment incontra il respiro ampio degli spazi verdi, prende forma un modo diverso di vivere la città, più disteso ma sempre connesso ai suoi poli nevralgici. Lo stadio e l’ippodromo, storiche icone del quartiere, continuano infatti ad attirare un pubblico internazionale non solo per le manifestazioni sportive, ma anche
per concerti, festival ed eventi culturali che animano il calendario milanese durante tutto l’anno. È in questo contesto che si inserisce lo Sheraton Milan San Siro, punto di riferimento dell’ospitalità locale e location ideale per eventi che trovano negli spazi outdoor e nella versatilità degli ambienti il loro valore distintivo.
UN’OASI URBANA
PER BUSINESS E LEISURE
Negli ultimi anni il quartiere ha conosciuto una significativa evoluzione. Accanto alle icone che ne hanno costruito la fama, si è

sviluppata una rete di parchi e aree verdi che rendono San Siro un luogo privilegiato per il tempo libero, lo sport e la socialità. Ampi spazi dove convivono jogging, passeggiate, momenti in famiglia e iniziative all’aperto, contribuendo a creare un equilibrio raro tra dimensione urbana e benessere quotidiano. A rafforzare questa vocazione si aggiunge la recente apertura delle nuove terme De Montel, che hanno trasformato le storiche ex scuderie in un moderno polo dedicato al relax e alla cura della persona, consolidando San Siro come destinazione emergente anche per il wellness. Parallelamente, il quartiere continua a essere uno dei principali palcoscenici cittadini per eventi su larga scala, attirando un pubblico eterogeneo e internazionale.
OUTDOOR: IL VALORE AGGIUNTO
DELLA BELLA STAGIONE
In questo scenario, lo Sheraton Milan San Siro interpreta perfettamente lo spirito del quartiere, proponendosi come un’oasi urbana dove organizzare eventi immersi nella tranquillità del verde, senza rinunciare alla vicinanza con i principali hub cittadini, come il MiCo e i poli fieristici. La vera forza della struttura, soprattutto in vista della bella stagione, risiede nei suoi spazi outdoor, progettati per offrire esperienze versatili e di forte impatto. Il grande giardino che circonda l’hotel diventa infatti una cornice naturale per eventi privati e corporate, capace di adattarsi a diverse esigenze organizzative. Tra terrazze, porticati e aree verdi, ogni spazio è pensato per valorizzare la dimensione all’aperto, favorendo momenti di incontro e convivialità in un contesto elegante e rilassato. Che si tratti di un cocktail serale, di una cerimonia o di una pausa durante un meeting, l’ambiente open air aggiunge un elemento distintivo che arricchisce l’esperienza complessiva. L’hotel dispone di oltre duemila metri quadrati di aree meeting funzionali,
con 21 sale modulari, la maggior parte illuminate da luce naturale. Tra queste spiccano due sale plenarie, inclusa la Magnolia, la principale ballroom della struttura, in grado di ospitare fino a cinquecento persone. Una proposta completa e flessibile, pensata per accogliere convention, meeting aziendali, lanci di prodotto ed eventi tailor made di diverse dimensioni. A completare l’offerta contribuiscono servizi logistici particolarmente strategici per il segmento congressuale e fieristico: ampio parcheggio esterno e interno, con 150 posti e con la possibilità di accesso anche per autobus, oltre a un servizio navetta dedicato che collega l’hotel con il centro città e con i principali spazi fieristici durante le manifestazioni più importanti.
IL NETWORKING
INCONTRA IL BENESSERE
Cuore pulsante dell’offerta outdoor è la Pool Oasis, recentemente ampliata per rispondere a una domanda crescente di eventi all’aperto. Con i suoi mille metri quadrati, la piscina, il pool bar e la nuova area terrazzata con vista dall’alto creano una location contemporanea e suggestiva, capace di ospitare fino a cinquecento persone. Qui il networking diventa più naturale, le pause si trasformano in esperienze e gli eventi acquistano un ritmo più fluido e coinvolgente. L’ampio giardino che la circonda, arricchito da zone terrazzate e aree dedicate, amplia ulteriormente le possibilità, offrendo soluzioni flessibili per ogni tipo di format. A completare l’esperienza contribuisce l’offerta gastronomica, che trova negli spazi outdoor una naturale estensione. El Patio del Gaucho, Javier Zanetti, il ristorante di specialità argentine dell’hotel, con la sua area open air direttamente collegata al giardino, rappresenta una proposta distintiva per eventi e momenti conviviali. indirizzi a fine rivista
Sheraton
Milan San Siro
Milano
Numero totale camere: 310 | Ristoranti: 2 | Sale meeting: 21 | Capienza sala maggiore: 500 posti | Capienza sala minore: 35 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 2.500 | Possibilità organizzazione post congress



L’alto livello dei servizi offerti e la varietà degli spazi di Padova Congress accelerano la crescita dei convegni internazionali nella destinazione, premiata anche dalla classifica Icca
di MARIANGELA TRAFICANTE

Padova Congress, il centro congressi di Fiera di Padova inaugurato nel 2022, prosegue nel suo percorso di crescita e si consolida come una delle realtà di maggior rilievo nel settore della meeting industry. Grazie a una combinazione vincente di infrastrutture all'avanguardia e una visione strategica lungimirante, la struttura è diventata un punto di riferimento della congressistica nazionale e internazionale, riuscendo a trasformare la città in una destinazione ampiamente riconosciuta e apprezzata.
I dati ufficiali del ranking Icca (International Congress and Convention Association) dedicati ai congressi associativi internazionali confermano la crescita verticale e costante della destinazione padovana. Nella classifica, la città ha conquistato la 63esima posizione a livello europeo, migliorando il 90esimo posto del 2023 e il 75esimo del 2024. A livello italiano, Padova si consolida come la settima destinazione assoluta. Mantiene inoltre il primato di prima città italiana non capoluogo

di regione presente nel ranking e di prima destinazione in assoluto nel Veneto. Un successo che si spiega, come sottolineato da un recente Outlook curato da Eureka Mice International, grazie a una strategia commerciale mirata e in grado di promuovere il centro congressi non come struttura fine a se stessa, ma come fulcro di un sistema-destinazione coeso e orientato al risultato, capace di valorizzare l’efficienza operativa e il coinvolgimento delle associazioni.
SVILUPPO INTERNAZIONALE
E UN'AGENDA PROIETTATA AL 2030
Lo sviluppo dei congressi internazionali a Padova Congress sta registrando una costante accelerazione. La forte attrattiva della struttura e la sua capacità di intercettare i mercati globali si riflettono in una programmazione a lungo termine: sono infatti già quaranta gli eventi internazionali e nazionali prenotati per il 2027, con un flusso continuo di conferme e prenotazioni che si estendono stabilmente


fino al 2030. Un risultato che premia la flessibilità degli spazi e l'alto livello dei servizi offerti. Tutto questo in un calendario che anche nel corso del 2026 sta confermando la capacità di Padova Congress di attrarre numerose eccellenze nel campo medico-scientifico, anche grazie alla fondamentale collaborazione con l’Università di Padova. Tra i più recenti congressi di rilievo spiccano Aepc 2026, il 59esimo Annual meeting della cardiologia pediatrica e congenita europea, un evento di altissimo profilo scientifico che ha riunito a Padova i massimi esperti europei del settore. Ma anche Espd 2026, 25esimo Congresso europeo di dermatologia pediatrica, appuntamento annuale della European Society for Pediatric Dermatology e tra i principali momenti di incontro internazionale dedicati a questa disciplina. A maggio 2026 Padova Congress ha inoltre ospitato l'81esimo Congresso italiano di pediatria, richiamando migliaia di specialisti da tutta Italia. «I traguardi che stiamo raggiungendo sono

il risultato della preparazione e della dedizione del nostro staff, capace di gestire eventi complessi con standard qualitativi di livello internazionale – sottolinea Stefania De Toni, responsabile di Padova Congress –. Ma il vero punto di forza risiede nel lavoro di squadra: Padova Congress non opera da sola, ma è parte integrante di un ecosistema che unisce la destinazione, l'Università di Padova e l'Azienda Ospedaliera padovana. Questa stretta collaborazione tra il mondo congressuale, la ricerca accademica e le eccellenze sanitarie del territorio è l'elemento chiave che ci permette di proporre un'offerta unica e fortemente attrattiva per i grandi player internazionali».
SOSTENIBILITÀ
E RESPONSABILITÀ SOCIALE:
L’INIZIATIVA "FOOD FOR GOOD"
L'impatto di Padova Congress sul territorio non si limita agli aspetti economici e accademici, ma abbraccia in modo concreto la responsabilità sociale. La struttura ha infatti rafforzato la propria adesione a Food for Good, il progetto di Federcongressi in collaborazione con Banco Alimentare del Veneto ed Equoevento per il recupero delle eccedenze alimentari. In occasione di eventi recenti come i congressi Anma e Aepc, e grazie al supporto di società di catering partner come Isola di Caprera e Chalet Banqueting, il cibo in eccesso è stato raccolto e redistribuito tempestivamente alle associazioni locali a sostegno delle persone in situazioni di fragilità. Una testimonianza di come Padova Congress sia diventata una destinazione capace di coniugare grandi numeri, una rete di relazioni internazionali e attenzione alla comunità.


Padova Congress Padova
Sale meeting: 11 | Capienza sala maggiore: 1.480 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | Mq di aree espositive: 3.000 | Sala banchetti interna | Pranzo in piedi: fino a 1.000 persone | Possibilità organizzazione post-congress


di TERESA CHIODO
M&P Informatica evolve la propria piattaforma di event management con Mice Suite WebForms, il nuovo frontend cloud per iscrizioni e raccolta abstract. Un sistema integrato, flessibile e orientato all’esperienza utente, pensato per semplificare la gestione operativa di eventi e congressi


Nel
ABSTRACT MANAGEMENT:



mondo degli eventi, l’esperienza digitale non è più un semplice supporto operativo, ma parte integrante del successo di un congresso o di una manifestazione. È da questa consapevolezza che nasce Mice Suite WebForms, il nuovo frontend sviluppato da M&P Informatica per evolvere la gestione delle iscrizioni online e della raccolta abstract all’interno dell’ecosistema Mice Suite. Con oltre vent’anni di esperienza nel settore event management, M&P Informatica ha costruito nel tempo una piattaforma capace di centralizzare tutti i principali processi organizzativi: registrazioni, area scientifica, gestione amministrativa e rendicontazione finale. WebForms rappresenta oggi un ulteriore passo avanti in questa direzione, introducendo un approccio completamente rinnovato sia dal punto di vista tecnologico sia da quello dell’esperienza utente.
DALLA REGISTRAZIONE ONLINE AL CLOUD INTEGRATO



La novità principale riguarda il cambio di paradigma: WebForms non è più un modulo installato localmente, ma un servizio cloud erogato direttamente da M&P Informatica. Una scelta che consente aggiornamenti continui, maggiore sicurezza e performance costanti, riducendo al tempo stesso il carico sulle infrastrutture on-premise grazie all’integrazione tramite Api Rest con Cms/Ims e Mice Suite Incloud. Anche il modello economico segue una logica più flessibile: un’unica fee mensile sostituisce i tradizionali costi legati al singolo evento o al numero di iscrizioni, semplificando la gestione per organizzatori e segreterie. Il sistema permette di creare percorsi di registrazione personalizzati in base al profilo del partecipante: faculty, delegati, sponsor o visitatori possono accedere a flussi differenti, calibrati per livello di complessità e tipologia di esperienza richiesta.
PIÙ FLESSIBILITÀ PER GLI EVENTI Al centro del progetto c’è inoltre la dashboard utente, concepita come un vero hub operativo dell’evento. Da qui il partecipante può gestire la propria iscrizione, scaricare documenti, compilare survey, verificare i servizi acquistati e accedere ai contenuti condivisi dalla segreteria organizzativa. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle esigenze delle aziende e delle delegazioni corporate, con strumenti dedicati alla gestione pre-paid e post-pay, al controllo delle camere alberghiere e delle assegnazioni, fino alle eventuali release. Tra le evoluzioni più attese c’è poi la nuova gestione degli abstract, che verrà integrata direttamente nel servizio senza costi aggiuntivi. Non un semplice aggiornamento tecnico, ma una vera reingegnerizzazione del workflow scientifico. Gli organizzatori potranno gestire call differenti – abstract, poster o contributi – con strutture e template personalizzati, attivabili in parallelo e configurabili secondo esigenze specifiche. Anche il processo di revisione sarà più flessibile: assegnazioni automatiche o manuali, gestione per topic, revisori dedicati per singola raccolta e una maggiore precisione nel censimento di autori e corresponding author contribuiranno a rendere il sistema più efficiente e tracciabile.
indirizzi a fine rivista

Corrado Casini, Ceo & chairman M&P Informatica


















Full Contact Incentive & Motivation, Buy Mice Roma e Full Contact Pco: i workshop firmati Ediman mostrano (ancora una volta) come il valore degli eventi si misuri nella qualità delle relazioni, degli incontri e delle esperienze condivise
di ALESSANDRA BOIARDI


L a qualità come filo conduttore nella scelta dei partecipanti, nell’efficacia degli incontri e nella capacità di creare contesti in cui le relazioni professionali possano svilupparsi in modo naturale e duraturo. È la filosofia che da sempre caratterizza i workshop firmati Ediman e che ha trovato ulteriore conferma negli appuntamenti più recenti: Full Contact Incentive & Motivation a Ischia, Buy Mice Roma nella Capitale e Full Contact Pco a Milano Marittima. Tre workshop differenti, accomunati dalla stessa cura per assi-
curare a seller e buyer occasioni di incontro realmente utili, dove business matching ed esperienza concorrono a generare valore per tutti i partecipanti.
BUSINESS
ED ESPERIENZA A ISCHIA
Full Contact Incentive & Motivation è andato in scena dal 16 al 18 aprile nella suggestiva cornice del Continental Hotel Ischia. Terza edizione per il workshop firmato Ediman, che ha confermato il sodalizio con uno degli indi-


rizzi d’eccellenza dell’isola, il raffinato albergo del gruppo Leohotels Ischia – qui si è tenuta anche l’edizione 2025 – custodito dalla famiglia Leonessa, che proprio nel 2026 celebra sessant’anni di attività.
Full Contact Incentive & Motivation ha favorito l’incontro diretto tra domanda e offerta nel segmento incentive & motivation: agenzie di incentivazione, agenzie di comunicazione, incentive planner e responsabili della comunicazione aziendale hanno incontrato una selezione di location e destinazioni nazionali e internazionali, dando vita a un intenso programma di appuntamenti business. Il format ha confermato tutta la sua efficacia, con una giornata e mezza dedicata al business che, grazie all’alta qualità dei partecipanti e all’efficienza delle agende costruite con cura sulla base degli interessi reali dei buyer, ha permesso di realizzare incontri autenticamente produttivi, capaci di trasformarsi in opportunità concrete.
Ma il workshop è stato anche molto altro: i

momenti conviviali, l’organizzazione impeccabile e l’accoglienza straordinaria del Continental Hotel Ischia hanno trasformato ogni istante in un’esperienza memorabile, immersa in quel contesto irripetibile di natura incontaminata, paesaggi mozzafiato e benessere diffuso che solo Ischia sa offrire.
La serata esclusiva del 18 aprile ha visto come protagonista l’innovativo format esperienziale organizzato da Leohotels Ischia che, presso l’Hotel Continental, ha trasformato la presentazione della destinazione in un viaggio sensoriale, pensato per offrire ad agenzie congressuali, incentive planner e location una visione concreta e immersiva di ciò che Ischia sa esprimere ad alto livello. Un percorso gastronomico d’eccezione ha guidato gli ospiti attraverso le eccellenze culinarie dell’isola, con chef del calibro di Nino Di Costanzo, Pasquale Palamaro, Ivano Veccia e Vincenzo Pietroluongo, affiancati da interpreti della tradizione enogastronomica locale come Raimondo Triolo e Nunzio Calise.









A rendere la serata ancora più evocativa, due momenti di forte identità culturale: il suggestivo tableau vivant delle Regine del ‘700 della Sfilata di Sant’Alessandro e l’esibizione della ‘Ndrezzata, l’antichissimo ballo rituale originario di Buonopane: radici profonde che raccontano l’anima di un’isola capace di sorprendere il Mice ben oltre la sua bellezza paesaggistica.
«Prima ancora che albergatori, siamo ambasciatori del territorio. Il nostro obiettivo è far vivere Ischia, non solo raccontarla. Questa serata rappresenta il nostro modo di mostrare concretamente il potenziale dell’isola a chi opera nel turismo congressuale. In Leohotels abbiamo una convinzione profonda: i nostri alberghi si trovano in un luogo straordinario e allo stesso tempo poco conosciuto nella sua multiforme ricchezza. Per questo motivo amiamo raccontare la nostra isola, prima ancora di raccontare le nostre strutture. Ischia è capace di offrire molto più di una semplice vacanza. Questa serata è il nostro modo di dimostrarlo a chi, nel mondo congressuale, può aiutarci a farlo conoscere» ha spiegato Elena Leonessa, general manager del gruppo. La serata è stata infatti la vetrina di una strategia di più ampio respiro, pensata da Leohotels con l’obiettivo di affermare Ischia come destinazione di riferimento per eventi, meeting e incentive di alto profilo sul mercato internazionale. Da oltre due anni, infatti, Leohotels – quattro strutture tra quattro e cinque stelle, più di 440 camere e 250 collaboratori, con una clientela per tre quarti internazionale – mette a disposizione tutta la sua eccellenza per la costruzione di un vero ecosistema territoriale orientato al Mice. Il network abbraccia ospitalità, enogastronomia, benessere e servizi, coinvolgendo realtà come i Giardini Poseidon, Il Gabbiano Beach, le Cantine Mazzella, Ischia Beauty Officine Termali, Ischia Spaeh, Vini d’Ambra, Keramos, Ischia Bus, Vini Cenatiempo e Vini Tommasone, in grado di offrire un sistema integrato al mercato congressuale internazionale con una proposta competitiva, autentica e profondamente esperienziale.
OLTRE 200 BUYER
NELLA CAPITALE
Il 6 maggio è stata la volta di Buy Mice Roma 2026, che nella cornice senza tempo di Palazzo Brancaccio, dimora storica dal fascino scenografico, ha ritrovato per il terzo anno consecutivo il suo scenario ideale: ambienti ricchi di storia e giardini eleganti hanno fatto da sfondo a una giornata interamente dedicata al business matching. Il workshop ha riportato al centro della scena romana il valore delle relazioni professionali, con la partecipazione di oltre duecento buyer tra i più attivi meeting planner di azienda e di agenzia rigorosamente selezionati su invito, che hanno avuto l’opportunità di incontrare 52 supplier, tra location e destinazioni dedicate al mondo degli eventi. Un flusso continuo di incontri ha favorito lo sviluppo di nuove collaborazioni in un contesto operativo, ma al tempo stesso informale, e molto piacevole. A rendere distintivo il format, ancora una volta, è stata la sua flessibilità: i buyer hanno costruito in autonomia il proprio percorso di appuntamenti, guidati dalla possibilità di consultare in anticipo i profili degli espositori già in fase di registrazione. Tra incontri business e momenti conviviali, la giornata ha seguito un ritmo dinamico e naturale, culminato nel dinner buffet finale, che ha accompagnato la chiusura dell’evento in un clima conviviale e rilassato.


IL BUSINESS MATCHING ACCOGLIE L’ESTATE
Dal 7 al 9 giugno Full Contact Pco ha riportato a Milano Marittima uno degli appuntamenti più consolidati del calendario Mice firmato Ediman. Nella cornice del Palace Hotel, da anni sede del workshop, selezionati Pco hanno incontrato location e destinazioni per eventi in un programma di appuntamenti costruito come sempre per favorire incontri mirati e confronti di qualità.
Ancora una volta il format ha infatti confermato i propri punti di forza: agende personalizzate sulla base degli interessi dei partecipanti, tempi ben calibrati e un equilibrio


efficace tra momenti dedicati al business e occasioni di relazione informale.
E tra il mare, l’eleganza del Palace Hotel e l’atmosfera delle prime serate estive, il workshop ha offerto numerose occasioni di networking al di fuori degli incontri in agenda, favorendo quel confronto spontaneo che spesso rappresenta il valore aggiunto degli eventi in presenza. Tra i momenti più apprezzati, la tradizionale cena sulla spiaggia ospitata negli spazi sul mare del Palace Hotel. Prima il buffet vista mare, poi il dj set sulla sabbia, per una serata che ha racchiuso tutto il piacere e il glamour dell’estate in Riviera.




sui nostri social con l’hashtag: #edimanEventi
e Congressi


La meeting industry italiana evolve e richiede nuove competenze. Lo studio Iulm per Federcongressi&eventi mostra un forte bisogno di formazione su strumenti digitali, data analytics e competenze tecniche legate alla sostenibilità.
Cresce anche il peso delle capacità relazionali, dalla leadership alla negoziazione

Sopra, un momento della presentazione dello “Studio dei fabbisogni formativi della meeting industry”, la ricerca promossa da Federcongressi&eventi e realizzata dall’Università Iulm con il sostegno di Enit
L a meeting industry italiana continua a crescere e con essa evolve anche il profilo professionale richiesto a chi progetta e gestisce eventi e congressi. Secondo lo “Studio dei fabbisogni formativi della meeting industry”, la ricerca promossa da Federcongressi&eventi e realizzata dall’Università Iulm con il sostegno di Enit, le competenze che garantivano competitività fino a pochi anni fa non sono più sufficienti. La trasformazione è già in atto e riguarda tre
aree chiave: intelligenza artificiale, sostenibilità e soft skill. Come commenta la presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile: «Questo studio rappresenta una bussola preziosa. La crescita del settore porta con sé nuove responsabilità e nuove opportunità: chi saprà integrare digitale, sostenibilità e soft skill evolute sarà in grado di progettare eventi più efficaci, più competitivi e più in linea con le aspettative di promotori e partecipanti».
A COMPETENZE DA POTENZIARE
Per rispondere a un mercato in continua e rapida evoluzione, il settore dei congressi e degli eventi business ha bisogno di nuove competenze e formazione specifica, soprattutto sui tre temi più attuali: l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e le competenze trasversali, ambiti presi in esame dalla ricerca che ha coinvolto 118 tra agenzie, alberghi, centri congressi e convention bureau.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, lo studio evidenzia come l’IA generativa sia già oggi lo strumento più utilizzato dalle aziende del settore: il 44%, infatti, lo impiega quotidianamente. Poiché, però, gli ambiti di applicazione dell’IA sono molteplici, spaziando dalla progettazione dei contenuti alla personalizzazione dell’esperienza, dalla gestione dei dati alla produzione di materiali creativi, ecco che il 77% dei rispondenti indica come decisiva l’introduzione di competenze specifiche nell’uso degli strumenti digitali e il settanta per cento ritenga prioritarie le competenze in data analytics.
Per quanto riguarda invece la sostenibilità, requisito sempre più competitivo della meeting industry, quasi la metà delle imprese, il 44%, ha già una figura dedicata alla gestione della sostenibilità ma la ricerca Iulm mostra un gap. Infatti, mentre comunicazione, accessibilità e inclusività sono competenze diffuse, sono invece meno presenti (e quindi più richieste) quelle legate ad analisi di impatto e reporting, certificazione e compliance normativa.
SOFT SKILL SEMPRE
PIÙ DETERMINANTI
In un settore ad altissima intensità relazionale, le competenze trasversali diventano un asset determinante. Nella ricerca “Studio dei fabbisogni formativi della meeting industry”, le imprese del Mice indicano tre priorità formative: leadership e gestione dei colla-

boratori, relazioni con gli stakeholder, negoziazione commerciale. Sono skill che definiscono la capacità di guidare team complessi, coordinare fornitori, gestire clienti esigenti, costruire partnership e affrontare situazioni critiche con lucidità. In altre parole, rappresentano la dimensione più umana, e più strategica, della meeting industry.
FORMAZIONE SEMPRE PIÙ MIRATA
La ricerca Iulm è stata presentata agli operatori del settore ed è disponibile sul sito internet di Federcongressi&eventi. Come sottolinea la presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile: «L’associazione ha intrapreso da tempo percorsi di formazione specifici proprio sui temi evidenziati dalla ricerca, quali l’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli eventi e il potenziamento delle soft skill più efficaci nella gestione delle relazioni con il team, con i collaboratori e con i clienti. Lo studio di Iulm ci permette di avere una visione ancora più chiara e dettagliata delle aree di intervento per proporre una formazione sempre più personalizzata e indirizzata alla crescita delle imprese del settore».
«L’associazione ha intrapreso da tempo percorsi di formazione specifici proprio sui temi evidenziati dalla ricerca, quali l’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli eventi e il potenziamento delle soft skill più efficaci» ha affermato Gabriella Gentile, presidente di Federcongressi&eventi




Appuntamento il 9 luglio a Roma presso la sede di Confindustria per la presentazione dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, lo studio annuale che monitora l’andamento del settore promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da Aseri, Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Attraverso una lettura strategica dei dati sarà approfondito il valore della meeting industry, comparto che registra una crescita annua dell’8% e che, secondo una ricerca condotta sempre da Aseri, genera un impatto economico di oltre 14,8 miliardi di euro con una spesa media giornaliera per partecipante che raggiunge i 243 euro che diventano 301 per chi partecipa a eventi su più giornate.
In primo piano
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Dossier eventi di lusso
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una regione versatile e ricca di risorse infinite per il Mice

TORINO

DESTINAZIONI FUORI
E LA SUA PROVINCIA
Dalle location post industriali alle residenze sabaude

DALLE ROTTE COMUNI

Le eccellenze del territorio, senza overtourism

LE GRANDI CANTINE PER LA MEETING INDUSTRY

Spazi originali per gli eventi, accompagnati da vini pregiati










Tra archeologia industriale, residenze sabaude e hub creativi, Torino costruisce un ecosistema Mice fluido e modulare. Convention, team building ed eventi esperienziali trovano qui venue capaci di trasformare il territorio in parte integrante del racconto e dell’esperienza congressuale
Organizzare un evento nel territorio di Torino significa poter contare su un ecosistema Mice estremamente articolato, dove la varietà delle venue non è solo un elemento estetico, ma una vera leva strategica di progettazione. Qui, in un raggio relativamente contenuto, convivono archeologia industriale riconvertita, centri congressi altamente funzionali, urban hotel di nuova generazione e residenze storiche di straordinario valore scenografico. Questa pluralità consente agli organizzatori di costruire eventi complessi e modulari, adattando la location al contenuto
e non viceversa. Il risultato è una destinazione capace di ospitare tanto grandi convention internazionali quanto format esperienziali e team building ad alto coinvolgimento, con un livello di personalizzazione difficilmente replicabile altrove.
A GEOMETRIA VARIABILE
La forza di Torino non risiede in una singola tipologia di venue, ma nella loro integrazione. Il tessuto urbano e provinciale permette infatti di combinare in modo fluido esperien-
di TERESA CHIODO
In alto, Torino è una destinazione capace di ospitare tanto grandi convention internazionali quanto format esperienziali e team building ad alto coinvolgimento, con un livello di personalizzazione difficilmente replicabile altrove


ze molto diverse: una plenaria in un grande centro congressi, una sessione tematica in un hub creativo, una cena di gala in una residenza storica e un’attività di team building nelle aree collinari o industriali riconvertite. Questa logica “a sistema integrato” consente di progettare eventi che non sono più statici, ma narrativi: il partecipante si muove tra ambienti diversi che contribuiscono a costruire un unico racconto coerente. È un approccio sempre più richiesto dal mercato Mice internazionale, dove la componente esperienziale è diventata centrale quanto quella contenutistica.
DALLA SCALA INDUSTRIALE
ALLA DIMENSIONE ISTITUZIONALE
Nel perimetro urbano, la transizione tra grandi contenitori industriali e spazi istituzionali è particolarmente evidente. Da un lato troviamo venue come le Ogr Torino, Nuvola Lavazza o il Lingotto, capaci di gestire migliaia di partecipanti e format multisessione; dall’altro, centri congressi più compatti e funzionali come Torino Incontra o le sedi associative del tessuto imprenditoriale cittadino. Questa dualità permette di modulare gli eventi in base alla tipologia di pubblico: grandi congressi scientifici, convention corporate internazionali, assemblee associative o incontri business più ristretti possono convivere nello stesso sistema territoriale, senza soluzione di continuità. Le ex aree industriali diventano spazi creativi per workshop e attività collaborative; le residenze sabaude introducono una dimensione di rappresentanza e prestigio; gli urban hotel facilitano la sfera relazionale e informale. In questo equilibrio, anche il team building assume una nuova centralità, trasformandosi da attività accessoria a componente strutturale del progetto evento.
Uno dei punti di forza del Lingotto è l’integrazione funzionale tra le diverse componenti del complesso. La presenza di hotel all’interno della struttura o nelle immediate vicinanze consente una gestione fluida degli eventi residenziali, riducendo al minimo gli spostamenti e ottimizzando i tempi operativi. Allo stesso modo, la connessione diretta con spazi espositivi e aree commerciali facilita l’organizzazione di eventi ibridi, in cui la parte congressuale si combina con esposizioni, networking e attività esperienziali. Dal punto di vista scenografico, il Lingotto conserva una forte identità industriale che contribuisce a rafforzare l’impatto degli eventi. La celebre pista di collaudo sul tetto, oggi trasformata in spazio multifunzionale e iconico, rappresenta un elemento distintivo che può essere utilizzato per attività speciali, momenti di networking o esperienze incentive ad alto valore simbolico.
AMBIENTI OPEN SPACE
Accanto a questi grandi contenitori strutturati, negli ultimi anni si è sviluppata a Torino una rete sempre più interessante di spazi industriali più agili e verticali. Si tratta di ex capannoni, officine riconvertite e hub creativi che oggi ospitano workshop, eventi formativi, hackathon e format di team building aziendali. Questi spazi, spesso di dimensioni più contenute rispetto ai grandi poli congressuali, rispondono a una domanda crescente di eventi più dinamici, interattivi e informali.
La loro principale caratteristica è la flessibilità: ambienti open space facilmente riconfigurabili, dotazioni tecniche essenziali ma efficaci e una forte vocazione alla contaminazione tra discipline e professionalità. Proprio per questo motivo, queste venue si prestano particolarmente bene a team building esperienziali, laboratori di co-creazione, sessioni di design thinking e attività formative non convenzionali. L’ambiente informale, spesso caratterizzato da elementi industriali originali, contribuisce a stimolare la creatività e a rompere le dinamiche standard dei meeting tradizionali. In questo sistema articolato, il Lingotto e le nuove venue ibride non rappresentano due alternative, ma due livelli complementari dello stesso ecosistema. Da un lato la capacità di gestire grandi numeri e
La Nuvola Lavazza, progettata dall’architetto Cino Zucchi, è un esempio di rigenerazione urbana che coniuga design, innovazione e sostenibilità
Tra le venue più originali della Torino post-industriale c’è l’Heritage Hub, lo spazio di Stellantis ricavato nell’ex Officina 81 di Mirafiori


strutture complesse, dall’altro la possibilità di attivare dinamiche più fluide e partecipative. È proprio questa complementarità a rendere Torino una destinazione Mice particolarmente evoluta, capace di rispondere sia alle esigenze della grande congressistica sia alle nuove logiche dell’engagement esperienziale. Tra le venue più originali della Torino post-industriale c’è l’Heritage Hub, lo spazio di Stellantis ricavato nell’ex Officina 81 di Mirafiori. Oltre trecento vetture storiche Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Abarth trasformano convention e lanci prodotto in un’esperienza immersa nella cultura industriale e nel design automobilistico torinese. Non si può non citare anche la Nuvola Lavazza, iconica sede torinese del gruppo progettata dall’architetto Cino Zucchi, un esempio di rigenerazione urbana che coniuga design, innovazione e sostenibilità. Oltre agli spazi aziendali, la struttura ospita aree eventi versatili e tecnologicamente avanzate, ideali per meeting, convention e appuntamenti corporate di alto profilo.
IL CUORE ISTITUZIONALE E CONGRESSUALE DELLA CITTÀ Il centro città rappresenta la dimensione più istituzionale e operativa dell’offerta Mice di Torino. Qui la logica dell’evento è meno scenografica e più funzionale, ma non per questo meno strategica: è il territorio della continuità organizzativa, della gestione efficiente dei flussi e della qualità del servizio, elementi sempre più decisivi nella progettazione di congressi e incontri corporate. In questo contesto si collocano due poli di riferimento come Torino Incontra e il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, che rappresentano la spina dorsale dell’offerta congressuale cittadina per eventi di media dimensione. Torino Incontra, situato nel cuore storico della città, è una venue pensata specificamente per il mondo business e associativo. Le sue sale modulari consentono di ospitare eventi da poche decine fino a circa trecento partecipanti, con configurazioni flessibili che includono plenarie, workshop paralleli e spazi per networking. La struttura è partico-

larmente apprezzata per la sua immediatezza operativa: tempi di allestimento rapidi, dotazioni tecniche integrate e una gestione orientata alla semplificazione dei processi organizzativi. Il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, invece, esprime una vocazione più istituzionale e rappresentativa. Le sue sale, distribuite in un edificio storico ristrutturato, offrono un ambiente sobrio ma autorevole, ideale per convegni, assemblee, incontri con stakeholder e conferenze stampa. La capienza varia a seconda delle configurazioni, con sale plenarie che possono ospitare fino a circa cinquecento partecipanti e spazi più piccoli dedicati a riunioni ristrette o tavoli di lavoro.
LE RESIDENZE DI CASA SAVOIA
Accanto all’anima industriale, Torino esprime tutta la sua vocazione aristocratica attraverso il circuito delle residenze sabaude, a una manciata di chilometri dal centro della città. La Reggia di Venaria Reale è una delle location più scenografiche: gallerie monumentali, giardini storici e ampi spazi modulabili che si prestano a cene di gala, eventi istituzionali e grandi convention. Le residenze di Casa Savoia rappresentano un asset unico per eventi ad alto impatto, non solo per il loro valore storico-artistico, ma anche per la crescente capacità di adattarsi alle esigenze del Mice contemporaneo. In questo sistema, la Reggia di Venaria Reale e la Palazzina di Caccia di Stupinigi si distinguono come due modelli complementari di venue.
La Reggia di Venaria è, per dimensioni e articolazione degli spazi, una delle location più spettacolari e scenografiche in Europa per grandi eventi. La celebre Galleria Grande – oltre ottanta metri di lunghezza – è il cuore dall’effetto-wow della struttura e può accogliere cene di gala, plenarie e opening event di forte impatto visivo, con capienze che possono superare le cinquecento persone in configurazione conviviale. A questa si affiancano altre sale interne modulabili e, soprattutto, i vasti giardini storici, che ampliano enormemente le possibilità progettuali: dalle installazioni temporanee alle attività di team building fino a eventi serali all’aperto. Un ulteriore plus è la possibilità di inserire visite private della Reggia o percorsi esclusivi all’interno del programma, trasformando il patrimonio culturale in contenuto esperienziale.
Di natura diversa ma altrettanto distintiva è la Palazzina di Caccia di Stupinigi, capolavoro barocco che si presta a eventi più raccolti ed esclusivi. Qui l’esperienza è più immersiva e narrativa: gli ambienti interni, riccamente decorati, offrono una sequenza di sale ideali per meeting, presentazioni e cene placée fino a circa duecento ospiti, mentre il Salone Centrale – con la sua magnifica volta – rappresenta uno degli spazi più scenografici per momenti





Dall'alto, i meravigliosi interni affrescati della Palazzina di Caccia di Stupinigi, progettata dall'architetto Filippo Juvarra
Il sobrio Castello di Rivoli
istituzionali o lanci prodotto. Stupinigi è particolarmente indicata per eventi che puntano sull’eleganza e sulla costruzione di un racconto coerente, come board meeting di alto livello, eventi luxury, incontri con clienti top o stampa internazionale. Anche in questo caso, la possibilità di utilizzo in esclusiva, soprattutto in fascia serale, consente di valorizzare appieno l’unicità della location.
E ancora, per chi cerca atmosfere più intime ma altrettanto distintive, la città offre una selezione di palazzi storici e dimore nobiliari –spesso nel centro barocco – che si prestano a board meeting, presentazioni e hospitality
di alto livello. Parallelamente, gli urban hotel di nuova generazione integrano sale meeting modulari, rooftop panoramici e spazi informali perfetti per networking e momenti conviviali.
Non meno interessante è il dialogo tra heritage e contemporaneità rappresentato dal Castello di Rivoli, oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea: una location che si distingue nel panorama Mice per la capacità di coniugare contenuto culturale e valore esperienziale. Gli spazi interni possono accogliere meeting, presentazioni e conferenze di dimensioni contenute o medie, generalmente fino a circa duecento partecipanti in configurazione plenaria, mentre le aree più ampie sono ideali per momenti di networking, cocktail e indimenticabili cene di gala. Uno degli elementi distintivi è la flessibilità d’uso in relazione alla programmazione museale: molte sale possono essere utilizzate al di fuori degli orari di apertura o in esclusiva, consentendo di costruire eventi serali particolarmente suggestivi. In questo contesto, la presenza delle opere della collezione permanente e delle mostre temporanee diventa parte integrante dell’esperienza, trasformando la venue in un vero e proprio contenuto. Un ulteriore valore aggiunto è dato dalla possibilità di integrare visite guidate private o percorsi tematici all’interno del programma dell’evento, attività particolarmente apprezzate nei format incentive e nei meeting internazionali.



























Dalle atmosfere Liberty del Lago Maggiore alle esperienze slow del Lago d’Orta, fino alle cantine Unesco di Langhe e Monferrato: il Piemonte propone un Mice elegante e tailor-made, tra hospitality di charme, team building nella natura, degustazioni e format esperienziali ad alto coinvolgimento

di TERESA CHIODO
Sopra, l'Isola Bella, sul Lago Maggiore, ospita l'imponente Palazzo Borromeo con i suoi magnifici giardini all'italiana
Il Piemonte lacustre rappresenta una delle declinazioni più eleganti e distintive dell’offerta Mice regionale. Tra il versante piemontese del Lago Maggiore e l’atmosfera più raccolta del Lago d'Orta, prende forma un sistema di destinazioni capace di coniugare qualità congressuale, paesaggio e valore esperienziale. Un equilibrio sempre più richiesto dagli organizzatori, soprattutto per eventi che puntano sulla relazione, sul benessere e sulla memorabilità.
LAGO MAGGIORE, NOBLESSE OBLIGE
A fare la differenza, innanzitutto, è il contesto. Le rive dei laghi piemontesi offrono scenari di grande impatto visivo ma mai eccessivi, dove la dimensione naturale diventa parte integrante del progetto evento. In questo senso, il territorio si presta perfettamente a ospitare meeting e convegni di media dimensione, ma soprattutto a completare l’esperienza con attività post congress e programmi incentive costruiti su misura. Sul fronte dell’ospitalità, il Lago Maggio-
re si distingue per una tradizione alberghiera di alto livello. Località come Stresa e Verbania ospitano hotel storici che conservano il fascino Liberty della Belle Époque, oggi reinterpretato in chiave contemporanea. Strutture con sale meeting attrezzate, affacci panoramici e spazi modulabili, ideali per convention aziendali, seminari e incontri internazionali fino a qualche centinaio di partecipanti. Questi hotel non sono semplici contenitori, ma veri e propri elementi narrativi: grandi saloni, terrazze sul lago e giardini curati diventano luoghi perfetti per momenti conviviali, coffee break scenografici o cene di gala. La possibilità di gestire l’intero evento – dalla plenaria all’ospitalità – in un’unica struttura rappresenta inoltre un vantaggio organizzativo significativo.
Più intimo e raccolto, il Lago d’Orta si propone invece come destinazione ideale per retreat aziendali, board meeting e piccoli eventi ad alto contenuto relazionale. Il borgo di Orta San Giulio, con il suo centro storico e la vista sull’Isola di San Giulio, offre un contesto unico per eventi esclusivi, dove la dimensione slow favorisce concentrazione e networking. Qui le strutture ricettive, spesso boutique hotel o dimore storiche, privilegiano un approccio tailor-made, particolarmente apprezzato nei format più selettivi. Ma è soprattutto sul fronte delle attività complementari che il sistema lacustre esprime il suo massimo potenziale. Le opportunità di team building e post congress sono numerose e facilmente integrabili nei programmi. Sul Lago Maggiore, per esempio, le escursioni in barca privata verso le Isole Borromee – tra giardini botanici e palazzi storici – rappresentano una delle esperienze più richieste, perfette per momenti di networking informale o eventi serali. Le attività outdoor spaziano dal kayak al sailing, fino a percorsi di trekking e bike lungo le sponde del lago o nelle aree collinari circostanti. Format sempre più diffusi includono anche cacce al tesoro digitali nei centri storici, cooking class legate alla tradizione locale e percorsi enogastronomici che valorizzano i prodotti del territorio. Il focus si sposta su esperienze più contemplative e immersive: visite guidate, momenti di meditazione o attività legate al benessere trovano qui una cornice ideale. Non mancano comunque proposte come attività sull’acqua, sempre declinate in chiave soft e coerente con l’identità del luogo.
EVENTI ACCOMPAGNATI DAI GRANDI VINI
Tra i filoni più distintivi e in crescita dell’offerta Mice piemontese, quello delle cantine rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per coniugare contenuto, territorio ed esperienza. Nelle colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato fino a Cuneo e ad Asti – paesaggi



Nella pagina accanto, degustazioni dei grandi vini direttamente in cantina, post tour enogastronomici, team building a base dei pregiati tartufi, sono tra le attività che il Piemonte offre al Mice
Sotto, è incastonato tra le vigne Barbaresco, nel cuore delle Langhe
vitivinicoli riconosciuti patrimonio Unesco – il vino non è solo prodotto, ma cultura diffusa, elemento identitario che si traduce in un sistema di location sempre più strutturate per accogliere eventi aziendali. Accanto alla forte vocazione enologica, infatti, si è sviluppata negli ultimi anni una proposta Mice articolata, che vede molte aziende vinicole dotarsi di sale meeting attrezzate, spazi modulari e servizi dedicati. Il risultato è un’offerta capace di ospitare riunioni, workshop e piccoli convegni – generalmente fino a 150 partecipanti – in contesti non convenzionali, dove l’ambiente stesso contribuisce a definire il tono dell’evento. Tra le location più suggestive spiccano le cosiddette “cattedrali sotterranee” di Canelli, spettacolari ambienti ipogei scavati nel tufo e utilizzati per l’affinamento degli spumanti. Qui la dimensione scenografica è totale: volte imponenti, corridoi silenziosi e atmosfere quasi sacrali rendono questi spazi ideali per cene di gala, degustazioni guidate e momenti di networking.
Accanto a queste architetture storiche, il territorio offre anche esempi di cantine contemporanee firmate da architetti di fama internazionale, dove design, sostenibilità e integrazione con il paesaggio diventano elementi centrali. Spazi luminosi, terrazze panoramiche e sale vetrate si prestano a meeting e presentazioni, offrendo un’alternativa raffinata alle sedi congressuali tradizionali.
Dal punto di vista organizzativo, le cantine si rivelano particolarmente adatte a eventi di piccola e media dimensione, dove la qualità dell’esperienza prevale sui grandi numeri. Board meeting, workshop strategici, incentive e press event trovano qui una collocazione naturale, soprattutto quando l’obiettivo è favorire la relazione tra i partecipanti in un contesto informale ma curato.
Elemento chiave di questa proposta è la possibilità di integrare facilmente attività di team building e post congress. Le degustazioni rap-

presentano solo il punto di partenza: sempre più diffusi sono format esperienziali come il blending – in cui i partecipanti creano il proprio vino – o i blind test, ideali per stimolare collaborazione e spirito competitivo.
Non mancano attività legate al territorio, come passeggiate tra i vigneti, tour in e-bike o esperienze stagionali come la vendemmia o la cerca dei tartufi, particolarmente apprezzate nei programmi incentive internazionali.
Anche la componente gastronomica gioca un ruolo centrale: pranzi e cene possono trasformarsi in veri e propri percorsi sensoriali, con pairing studiati per valorizzare le eccellenze locali.
Le province di Cuneo e Asti ampliano ulteriormente l’offerta, con un tessuto di aziende vinicole sempre più orientate all’accoglienza business, spesso integrate con relais e strutture ricettive di charme. Questo consente di progettare eventi residenziali, combinando momenti di lavoro e attività esperienziali in un unico contesto.


Tra risaie, lanifici storici, castelli e ville di charme, il Piemonte meno conosciuto si rivela una miniera di opportunità per il Mice. Da Vercelli al Biellese fino al Novarese, eventi sostenibili, format esperienziali e location autentiche ridisegnano il concetto di business travel
Sotto, il Vercellese, con le sue grandi risaie, è caratterizzato da paesaggi geometrici e mutevoli a seconda delle stagioni, che offrono scenari sorprendenti per attività outdoor e team building
Accanto ai grandi poli già consolidati, il Piemonte offre un ventaglio di destinazioni meno conosciute ma sempre più interessanti per il Mice contemporaneo. Province come Vercelli, Novara e Biella rappresentano una risorsa strategica per gli organizzatori che cercano autenticità, sostenibilità e contesti ancora poco esposti ai flussi turistici di massa. Qui il valore non è solo nella qualità delle location, ma nella possibilità di costruire eventi fortemente identitari, dove le eccellen-
ze produttive e culturali diventano parte integrante del progetto.
DA VERCELLI A BIELLA, MA SENZA OVERTOURISM
Nel Vercellese, il filo conduttore è rappresentato dalla cultura del riso, elemento distintivo del territorio. Le grandi risaie, con i loro paesaggi geometrici e mutevoli a seconda delle stagioni, offrono scenari sorprendenti per attività outdoor e team building. Cascinali storici e aziende

agricole ristrutturate si trasformano in venue ideali per meeting, workshop e momenti conviviali, spesso integrati con esperienze immersive come visite in risaia, show-cooking o laboratori legati alla tradizione gastronomica locale. In queste aree, il format più efficace è quello che combina lavoro e scoperta: una giornata congressuale in un hotel cittadino può essere seguita da un trasferimento in campagna per attività esperienziali, creando un equilibrio tra efficienza e coinvolgimento. Spostandosi nel Biellese, il focus cambia ma mantiene una forte coerenza territoriale. Qui è la tradizione tessile a diventare protagonista, con i lanifici storici che oggi si aprono al mondo degli eventi, offrendo spazi industriali autentici e ricchi di fascino. Accanto a questi, emergono realtà uniche come la Fondazione Zegna e l’Oasi Zegna, esempi virtuosi di integrazione tra impresa, cultura e ambiente.
OASI ZEGNA:
ALTO TASSO DI ESPERIENZIALITÀ
L’Oasi Zegna rappresenta uno degli esempi più interessanti in Italia di integrazione tra natura, impresa e progettazione Mice sostenibile. Non si tratta di una venue tradizionale, ma di un vero e proprio “sistema territoriale” di oltre cento chilometri quadrati, voluto da Ermenegildo Zegna Group, che oggi si presta a ospitare eventi immersivi ad alto valore esperienziale. Per gli organizzatori, il primo elemento distintivo è proprio la dimensione diffusa: l’Oasi non offre un unico spazio, ma una rete di location –centri visita, aree attrezzate, strutture ricettive, spazi outdoor – che possono essere combinate per costruire format su misura. Questo approccio consente di superare il concetto di meeting statico, trasformando l’evento in un percorso dinamico tra natura, cultura e attività. Dal punto di vista operativo, le soluzioni più strutturate si trovano in prossimità di Trivero, dove la Casa Zegna – sede della fondazione omonima – offre spazi espositivi e ambienti adatti a meeting, workshop e presentazioni. Qui è possibile organizzare momenti congressuali per gruppi contenuti (indicativamente fino a cento partecipanti), integrando contenuti legati a sostenibilità, design e cultura d’impresa. Il vero valore aggiunto, però, emerge nella componente outdoor, che rende l’Oasi Zegna particolarmente adatta a incentive aziendali, retreat e leadership program, team building esperienziali, eventi orientati al benessere e alla sostenibilità.
Le attività disponibili sono numerose e modulabili: trekking guidati, percorsi in e-bike, orienteering, forest bathing e attività di team building progettate su misura. In inverno, l’offerta si arricchisce con esperienze legate alla neve, ampliando ulteriormente la stagionalità della destinazione.

A fianco: la Basilica di Sant'Andrea a Vercelli
Al centro: il Santuario di Oropa, nel Biellese
In basso: la fioritura dei rododentri nel cuore dell'Oasi Zegna


IL NOVARESE:
DISCRETA ELEGANZA
Nel Novarese e nel suo territorio provinciale, il patrimonio storico si traduce in una rete diffusa di castelli, ville e dimore nobiliari che stanno assumendo un ruolo sempre più interessante nel panorama Mice piemontese. È un territorio elegante ma discreto, dove la qualità degli spazi e la facilità operativa diventano elementi decisivi per chi progetta eventi corporate, meeting e format esperienziali di medio-alto profilo.
Uno degli aspetti più apprezzati dagli organizzatori è proprio l’equilibrio tra valore scenografico e semplicità gestionale. A differenza di destinazioni più affollate o turisticamente
congestionate, il Novarese consente un accesso agevole alle venue, tempi di allestimento più flessibili e una maggiore personalizzazione degli eventi. Questo lo rende particolarmente adatto a riunioni aziendali, board meeting, presentazioni istituzionali e cene di gala riservate. Il territorio offre un mosaico di location storiche che spaziano dai castelli medievali alle ville ottocentesche immerse nel verde. Molte di queste strutture sono state progressivamente adattate all’accoglienza eventi, mantenendo intatto il fascino originario ma integrando servizi tecnici essenziali come connessioni ad alta velocità, impianti audio-video e spazi modulabili per meeting fino a circa duecento partecipanti, a seconda della configurazione.



Dal grande congressuale internazionale alle Atp Finals, passando per esperienze incentive tra vigneti, laghi e treni panoramici: il Piemonte spinge sull’acceleratore del Mice e si presenta ai meeting planner come una destinazione dinamica, autentica e sempre più competitiva
Il Piemonte consolida il proprio posizionamento nel panorama Mice italiano e internazionale, sostenuto da una crescita costante della meeting industry e da una strategia che integra congressi, grandi eventi, sport, cultura ed esperienze incentive. A confermarlo sono anche i dati delle ultime ricerche regionali realizzate nell’ambito di Oice – Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi di Federcongressi&eventi, che evidenziano un andamento positivo in linea con il trend nazionale.
UN SEMESTRE RICCO DI EVENTI
Il secondo semestre del 2026 si preannuncia particolarmente intenso per il territorio, con un calendario che alterna congressi scientifici internazionali, eventi sportivi di richiamo globale e appuntamenti legati all’enogastronomia d’eccellenza. Torino si prepara infatti ad accogliere importanti congressi associativi, come il 20esimo International Society for Behavioral Ecology – Isbe Congress, in programma dal 20 al 24 luglio, e il 57esimo Sido International Congress della Società Italiana
di Ortodonzia, previsto dall’8 al 10 ottobre. A rafforzare l’appeal della destinazione contribuisce anche il calendario sportivo. Torino tornerà a ospitare le Nitto Atp Finals dal 15 al 22 novembre, mentre il resto della regione sarà teatro di eventi di grande richiamo: dalla tappa conclusiva del Giro d’Italia Women, in programma il 7 giugno in provincia di Cuneo, ai Campionati Europei di Scacchi Senior, previsti dall’1 al 10 giugno ad Acqui Terme, fino ai match torinesi dei Campionati Europei Maschili di Volley del 20, 21 e 23 settembre e al Reply Italian International Boys (U16) Championship di Biella, in calendario dal 2 al 4 settembre, uno degli appuntamenti giovanili più prestigiosi del golf europeo.
IL RICHIAMO DEL FOOD
Parallelamente cresce il peso degli eventi legati al food e al lifestyle, sempre più strategici anche per il segmento incentive. Dall’11 al 14 settembre tornerà a Vercelli Risò – Festival Internazionale del Riso, mentre Torino ospiterà la quarantesima edizione di Terra Madre – Salone del Gusto dal 24 al 27 settembre. In autunno,
dal 10 ottobre al 6 dicembre, Alba – Città Creativa Unesco per la Gastronomia – accenderà i riflettori internazionali con la 96esima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Per i meeting planner, il Piemonte si distingue soprattutto per la capacità di costruire esperienze integrate tra business e territorio. L’offerta incentive spazia dalle attività outdoor nelle Langhe, Roero e Monferrato – tra e-bike, wine experience e picnic in vigna – alle proposte bleisure del nord Piemonte. Tra queste spicca il Lago Maggiore Express, itinerario che unisce navigazione e viaggio panoramico sulla Ferrovia VigezzinaCentovalli, mentre in autunno il Treno del Foliage trasforma il viaggio in un’esperienza immersiva tra Italia e Svizzera. La promozione della destinazione è affidata a Visit Piemonte, società in house della Regione Piemonte e di Unioncamere Piemonte, impegnata nella valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio, nello sviluppo del comparto congressuale e nell’attrazione di eventi sportivi a forte impatto turistico.
di TERESA CHIODO
Visit Piemonte Regional Marketing and Promotion Via Bertola, 34 10122 Torino Tel. 011 515 5526 convention@visitpiemonte.com www.visitpiemonte.com
© Visit Piemonte, ph. I.Com. Multimedia





Torino punta sul turismo congressuale con la nuova Torino+Piemonte Congress Card: digitale, sostenibile e pensata per arricchire l’esperienza dei partecipanti agli eventi business.
Confermati anche gli incentivi economici e cresce la rete del Registro Operatori Congressuali, oggi con 77 iscritti
TTurismo Torino e Provincia Convention Bureau Tel. 011 8185076 – 011 8185078 convention@turismotorino.org turismotorino.org/it/convention-bureau


orino continua a investire sul turismo congressuale e lo fa con una strategia che mette insieme accoglienza, sostenibilità, innovazione e valorizzazione del territorio. Tra le novità del 2026 spicca il lancio della Torino+Piemonte Congress Card, il nuovo strumento digitale ideato da Turismo Torino e Provincia Convention Bureau per i partecipanti a congres-


si, convention e meeting e per i loro accompagnatori. Pensata come evoluzione della consolidata Torino+Piemonte Card, la nuova versione congressuale nasce con l’obiettivo di trasformare il soggiorno business in un’esperienza di scoperta del territorio, offrendo un accesso facilitato al patrimonio culturale e ai servizi turistici della città e della regione. Attivabile su richiesta degli organizzatori di eventi, la card ha validità di 72 ore e un costo di venti euro. Tra i vantaggi inclusi figurano l’ingresso gratuito in due siti culturali a scelta tra musei, castelli, fortezze e residenze reali, oltre a riduzioni dedicate per alcune delle principali attrazioni turistiche torinesi, come l’Ascensore panoramico della Mole Antonelliana, la tranvia Sassi-Superga, il servizio Venaria Express, i bus City Sightseeing Torino e il Turin Eco City Tour.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla mobilità sostenibile. Grazie alla collaborazione con Gtt – Gruppo Torinese Trasporti, i possessori
della Torino+Piemonte Congress Card potranno accedere a tariffe agevolate per il trasporto pubblico locale, con abbonamenti da due giorni a 5,80 euro e da tre giorni a 7,50 euro. Un progetto che rafforza l’impegno della destinazione verso un modello di ospitalità sempre più green e integrato, anche attraverso la completa digitalizzazione sia della card sia dei titoli di viaggio. La nuova iniziativa si inserisce in un momento particolarmente positivo per il comparto congressuale torinese. Nel 2025 il sistema Mice cittadino ha infatti superato il milione di partecipanti, consolidando il ruolo del capoluogo piemontese tra le principali destinazioni italiane per congressi ed eventi business. Un risultato che si lega anche al riconoscimento di Torino come Capitale Europea del Turismo Intelligente 2025, titolo che premia la capacità della città di sviluppare soluzioni innovative, accessibili e sostenibili per il turismo.
CONFERMATI GLI INCENTIVI Accanto alle novità dedicate all’esperienza dei partecipan-
ti, Torino conferma anche nel 2026 il proprio impegno a sostegno degli organizzatori di eventi attraverso incentivi economici destinati a congressi e convegni che scelgono il territorio come sede. Una politica di supporto che negli ultimi anni ha contribuito ad aumentare l’attrattività della destinazione, favorendo la candidatura della città per eventi nazionali e internazionali e sostenendo l’intera filiera dell’ospitalità e dei servizi. A rendere ancora più competitivo il sistema congressuale torinese è inoltre la crescita costante del Registro Operatori Congressuali di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau, che oggi conta 77 iscritti tra venue, centri congressi, alberghi, dimore storiche, servizi tecnologici, allestitori, Dmc, catering e operatori della mobilità. Un ecosistema ampio e qualificato che rappresenta la forza della destinazione e la sua capacità di offrire soluzioni diversificate per ogni tipologia di evento.
SERVIZI INTEGRATI PER GLI EVENTI
Cresce anche la presenza di operatori specializzati nei servizi integrati per eventi: dagli allestimenti alla tecnologia, dal catering ai trasporti, fino alle agenzie incoming e ai tour operator dedicati al segmento Mice. Una rete che consente a Torino di presentarsi sul mercato come una destinazione completa, capace di coniugare infrastrutture, cultura, accoglienza e qualità professionale. Con la Torino+Piemonte Congress Card e con il rafforzamento delle politiche di sostegno al comparto, il Convention Bureau torinese conferma dunque una strategia orientata a costruire un’esperienza congressuale sempre più evoluta, sostenibile e connessa al territorio. Un approccio che punta non solo ad attrarre eventi, ma anche a lasciare nei partecipanti il ricordo di una destinazione autentica, contemporanea e ricca di opportunità da vivere oltre il congresso.
Centri congressi e fieristici
• Centro Congressi Lingotto
• Centro Congressi Unione Industriali Torino
• Centro Congressi Torino Incontra
• Lingotto Fiere & Congressi
Venue olimpiche
• Inalpi Arena
• Oval Lingotto
Alberghi
• AC Hotel Torino
• B&B Hotel Borgaro Torinese
• B&B Hotel Settimo Torinese Diplomatic
• DoubleTree by Hilton Turin Lingotto
• Hilton Turin Centre
• NH Torino Lingotto Congress
• NH Santo Stefano
• Principi di Piemonte
• Relais Villa Matilde
• Starhotels Majestic
• Turin Palace Hotel
Dimore storiche
• Castello Cavour di Santena
• Circolo dei Lettori
• Palazzo della Luce
• Palazzo Saluzzo Paesana
• Palazzo Ceriana Mayneri Circolo della Stampa
• Villa Bria
• Villa Cimena
• Villa Sassi
Location speciali
• Allianz Stadium & Juventus Museum
• Casa Martini – Martini & Rossi
• Combo Torino
• Eataly Lingotto
• Edit
• Mercato Centrale Torino
• Nuvola Lavazza
• Porto Urbano
• Stellantis Heritage Hub
• The Place Green Pea
• Ogr – Officine Grandi Riparazioni
• Set – Scalo Eventi Torino
• Torino Outlet Village
• Zoom Torino
Residenze reali
• La Venaria Reale
Teatri e musei
• Centro Storico Fiat
• Teatro Vittoria
• Mauto - Museo Nazionale dell’Automobile
• Museo Egizio
• Museo Nazionale del Cinema
• Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
Allestimenti
• P&P Italia
Centrali di prenotazione alberghiera
• Consorzio Turistico Incoming Experience
• Consorzio Destination Torino
• Eticonference
• Consorzio Terre Reali del Piemonte
Hostess e steward
• Toget4U
Pco
• Cci – Centro Congressi Internazionale
• Symposium
Ristorazione e catering
• La Cloche 1967
• Piemonte Catering
• Ristorante Snodo
• Eataly Lingotto Catering
• Flyfood
• Stratta
Servizi tecnologici
• Fourbits
• Scot
• Vi.Ma
Tour operator, agenzie e Dmc
• Artquick
• Esperienza
• Gattinoni Mice
• Italyscape
• Lab Travel
• Somewhere Tours & Events
• Tour in Vespa
• Your Event Group
Trasporti
• Autolinee Nuova Benese
• Bus Company
• Cavourese
• Cta – Consorzio Torinese Autoservizi
• Chiesa Viaggi
• Gtt – Gruppo Torinese Trasporti
• Torino Airport Sagat
Tra archeologia industriale e storia dell’auto italiana, l’Heritage Hub trasforma l’ex Officina 81 di Mirafiori in una location industriale ad alto impatto scenografico. Oltre trecento vetture storiche, grandi spazi modulari e forte identità narrativa ne fanno un sito ideale per eventi corporate e convention


NHeritage Hub Via Plava, 80 10135 Torino heritagehub@stellantis.com www.stellantisheritage.com
el panorama delle location non convenzionali torinesi, l’Heritage Hub rappresenta una delle proposte più originali e identitarie per il mercato Mice. Situato all’interno del comprensorio di Mirafiori, in via Plava 80, lo spazio nasce per valorizzare il patrimonio storico automobilistico dei marchi italiani del Gruppo Stellantis, con particolare focus sulla storia del design torinese, trasformando



un luogo simbolo dell’industria italiana in una location capace di combinare storytelling, heritage e funzionalità congressuale. L’Heritage Hub occupa gli spazi dell’ex Officina 81, recuperati attraverso un intervento di restauro conservativo che ha mantenuto intatta l’identità industriale originaria. Il risultato è un ambiente di circa 15mila metri quadrati dove archeologia industriale e design automobilistico dialogano in modo naturale, creando una scenografia di forte impatto visivo per eventi corporate, convention, lanci prodotto e serate istituzionali.
UN LUOGO SOSPESO NEL TEMPO
A rendere unica la location è soprattutto la presenza di più di trecento vetture storiche e prototipi Fiat, Lancia, Abarth, Autobianchi e Alfa Romeo, oltre alla collezione Asi-Bertone, distribuiti lungo un percorso espositivo che attraversa più di 120 anni di storia dell’automobile italiana. Non si tratta di un semplice museo aziendale, ma di un ambiente immersivo che
offre agli organizzatori la possibilità di costruire eventi ad alto contenuto emozionale, sfruttando il forte potere narrativo del brand automotive e dell’immaginario industriale torinese.
Dal punto di vista Mice, la venue si distingue anche per la versatilità degli spazi. L’area conferenze può ospitare fino a cinquecento persone sedute o 1.500 in piedi, rendendo l’Heritage Hub adatto sia a convention plenarie sia a eventi serali e networking cocktail. A questo si aggiungono un’area workshop con quaranta postazioni operative, sale meeting e zone lounge che consentono di articolare programmi multisessione o format ibridi. Le visite guidate all’esposizione possono diventare attività post congress o momenti di team engagement, mentre le otto aree tematiche – dalle auto da competizione ai concept futuristici fino alle icone del design italiano – offrono spunti ideali per costruire storytelling aziendali, presentazioni di prodotto o eventi legati a innovazione e creatività.
Dalle cene di gala sotto le volte juvarriane ai grandi eventi nella Citroniera: La Venaria Reale porta il Mice dentro un capolavoro barocco. Tra giardini monumentali, scenografie d’acqua e sale reali, ogni evento diventa esperienza, spettacolo e meraviglia

Asoli dieci chilometri da Torino, La Venaria Reale si conferma una delle location più prestigiose del panorama Mice italiano. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco insieme alle Residenze Sabaude, la Reggia rappresenta oggi un perfetto equilibrio tra storia, arte e organizzazione eventi, capace di trasformare meeting, gala dinner e incentive in esperienze ad alto impatto emozionale. Restituita al pubblico nel 2007 dopo un imponente restauro, La Venaria Reale è uno dei più significativi complessi barocchi europei. Con i suoi ottantamila metri quadrati di spazi


monumentali, i sessanta ettari di Giardini e il vicino Parco della Mandria, offre ai meeting planner ambienti scenografici e altamente versatili per eventi corporate di differenti dimensioni.
SALE STORICHE E GRANDI NUMERI
Tra gli spazi più iconici spicca la Galleria Grande, capolavoro progettato da Filippo Juvarra: un trionfo di luce e prospettive che rappresenta una delle location più spettacolari per cene di gala, sfilate, eventi esclusivi e produzioni fotografiche. Di forte fascino anche la sala di Diana, storicamente destinata alle feste di corte e oggi ideale per conferenze, concerti, presentazioni e momenti istituzionali.
Il Rondò Alfieriano, elegante ambiente settecentesco progettato da Benedetto Alfieri, si presta invece ad aperitivi e ricevimenti in un’atmosfera raffinata e rappresentativa. Dal 2022 la Reggia ha ampliato ulteriormente la propria offerta per il settore eventi con la monumentale Citroniera, spazio in grado di accogliere oltre mille ospiti. Una venue che unisce imponenza architettonica e flessibilità organizzativa, perfetta per convention, grandi cene e serate corporate. Le aziende possono inoltre arricchire il

proprio evento con visite private alla Reggia e alle mostre temporanee, trasformando il momento congressuale in un’esperienza immersiva e memorabile. Un elemento sempre più strategico per i meeting planner alla ricerca di location identitarie e di forte impatto emozionale.
GIARDINI E TEAM BUILDING
Accanto agli ambienti interni, uno dei punti di forza della Venaria Reale è rappresentato dai vasti Giardini storici, scenografia ideale per cocktail outdoor, ricevimenti e attività incentive tra fontane monumentali, terrazze e il suggestivo Teatro d’Acqua della Fontana dell’Ercole, recentemente restaurato e perfetto per eventi serali e momenti di networking. La Venaria propone anche format di team building pensati per le aziende con attività che favoriscano collaborazione, comunicazione e spirito di squadra, integrando il valore culturale con quello esperienziale e trasformando ogni evento in un momento immersivo e memorabile.
La Venaria Reale
Piazza della Repubblica, 4 10078 Venaria Reale (To) Tel. 011 4992416 ilmiospazio@lavenariareale.it www.lavenaria.it





Dallo storico stabilimento Fiat a hub multifunzionale per grandi eventi: Lingotto Fiere evolve insieme al mercato Mice. Spazi modulari, grandi numeri, logistica integrata e capacità progettuale fanno del polo torinese, gestito da GL events Italia, una delle piattaforme più versatili per fiere, convention e format ibridi
di TERESA CHIODO
Lingotto Fiere Via Nizza, 294 10126 Torino Tel. 011 6644111
info@lingottofiere.it www.lingottofiere.it


Nel mercato Mice contemporaneo, la competitività di una venue non dipende più soltanto dalle dimensioni. A fare la differenza sono la capacità di adattarsi ai format, la qualità operativa e l’integrazione con il territorio. È su questi elementi che si costruisce oggi il posizionamento del Lingotto Fiere, uno dei poli fieristico-congressuali più strutturati del panorama italiano, gestito da GL events Italia, sede italiana di un gruppo internazionale.
Il valore del Lingotto risiede innanzitutto nella sua natura di ecosistema. La struttura si inserisce in un’area strategica di Torino, facilmente raggiungibile e integrata con hotel, servizi,

trasporti e spazi culturali. Un contesto che permette agli organizzatori di costruire eventi complessi senza frammentare la gestione logistica. La venue dispone di oltre centomila metri quadrati complessivi, di cui 68mila coperti, distribuiti in tre padiglioni ai quali si aggiunge l’Oval, l’ex struttura olimpica da ventimila metri quadrati, uno degli spazi più versatili per grandi eventi, convention e appuntamenti sportivi.
I NUMERI
CHE RACCONTANO
La scala operativa è significativa: nel 2025 il Lingotto ha registrato 265 giornate di attività e circa un milione di presenze, ospitando 35 eventi tra manifestazioni fieristiche, congressi, format corporate e appuntamenti live. Numeri che raccontano la capacità ricettiva della struttura, ma soprattutto la possibilità di far convivere eventi differenti mantenendo fluidità organizzativa e qualità dell’esperienza.
Questa flessibilità trova sintesi concreta in format come Lingotto+, con configurazioni
capaci di adattarsi a ogni esigenza logistica e di contenuto. In questo ambito si colloca una parte rilevante e spesso invisibile dell’attività, poiché convention aziendali, insieme a produzioni cinematografiche e progetti riservati, di solito non hanno visibilità. Ulteriore tratto distintivo di GL events Italia sta nella capacità di lavorare, oltreché come gestore di spazi, come partner progettuale integrando servizi e produzione e facendo leva sulla modularità degli ambienti, uno degli aspetti più interessanti per i meeting planner. Per esempio, il Padiglione 1, completamente personalizzabile, consente di progettare convention aziendali, exhibition e format ibridi da cinquecento fino a tremila partecipanti, che possono arrivare a ottomila nell’Oval, una delle architetture monoplanari più grandi d’Italia. Dietro la capacità progettuale, competenze organizzative solide, confermate anche dal ruolo di Official Temporary Infrastructure Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
CONVENTION
da 500 a 3.000 persone

PAD. 2 - 17.960 mq

look & feel post industriale
CONVENTION
da 3.000 a 8.000 persone
PAD. 1 - 7.620 mq

completamente personalizzabile
DINNER + AFTER PARTY


Lingotto Fiere è una delle principali location per eventi in Italia: oltre 100.000 mq di spazi nel cuore di Torino, pensati per ospitare convention, gala dinner, kick off, eventi corporate, grandi produzioni e format tailor made
Non una sola venue, ma spazi con identità differenti, capaci di adattarsi a ogni visione progettuale: ambienti neutri completamente personalizzabili, architetture contemporanee come l’Oval e scenari dal carattere post-industriale, ideali per produzioni immersive e format ad alto impatto.
A renderla davvero unica è ciò che c’è oltre la venue. GL events Italia, società che gestisce Lingotto Fiere e parte di uno dei principali gruppi internazionali nel settore eventi, affianca agenzie, aziende e professionisti trasformando uno spazio in un evento
OVAL - 20.000 mq

architettura iconica e contemporanea
Il nostro plus? Location e know-how, con un unico partner affidabile, GL events Italia.
Dalla progettazione tecnica e creativa agli allestimenti, dal catering ai servizi audio video luci, fino a entertainment, ticketing, accoglienza, sicurezza e coordinamento operativo: un interlocutore unico, un ecosistema integrato di servizi, un solo obiettivo dare forma a esperienze memorabili.
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È arrivata una novità per per tutti i partecipanti a congressi, convegni e meeting e i loro accompagnatori: la Torino+Piemonte Congress Card. Comoda e conveniente permette l'ingresso gratuito in 2 musei e prezzi vantaggiosi per i mezzi del trasporto pubblico locale.








una destinazione dalle incredibili suggestioni

UNA REGIONE SEMPRE PIÙ CONNESSA
Tra compagnie aeree “made in Sicily” e nuove rotte

NOBLESSE OBLIGE: LOCATION ESCLUSIVE
I palazzi nobiliari si aprono alla meeting industry

POST CONGRESS TRA SALINE E CANTINE
La Sicilia autentica si svela al Mice















Terra di miti, leggende e scenari indimenticabili, la Sicilia oggi cresce sempre più come una delle destinazioni di riferimento per gli appuntamenti della meeting e incentive industry, puntando su un'offerta che coniuga il fascino del territorio con la professionalità delle infrastrutture e dei servizi congressuali
Nel cuore del Mediterraneo, dove la storia millenaria si fonde con una natura di straordinaria bellezza, la Sicilia si afferma come una delle mete più affascinanti e competitive per il settore Mice, offrendo un’esperienza autentica, ricca di attività e location attrezzate, per trasformare ogni evento aziendale in un'occasione indimenticabile. Anno dopo anno, infatti, l’isola alza sempre più l’asticella, presentandosi sulla scena internazionale non solo per le sue bellezze storico-naturali (sette siti Unesco, duecento siti culturali e monumentali, oltre 1.500 chilometri di coste, parchi natu-
rali e un patrimonio gastronomico senza pari) ma anche come destinazione di riferimento per congressi, incentive di lusso, convention aziendali e per i grandi eventi internazionali del turismo d'affari.
UNA DESTINAZIONE TANTI VANTAGGI
La Sicilia ha la capacità di integrare, in un mix di grande interesse per gli appuntamenti della business industry, solide infrastrutture congressuali con una forte identità culturale. La creazione di eventi all'interno degli scenari siciliani riesce a suscitare nel pubblico l'emozione
di STEFANIA VIDA
In alto, il Tempio Greco di Selinunte, affacciato sul mare


di un'esperienza unica, dove l'obiettivo finale è quello di lasciare un ricordo indelebile nella mente di chi vi partecipa. Proprio la memorabilità è particolarmente preziosa per i viaggi incentive e le convention aziendali, dove motivare e premiare le persone è al centro di tutto. Tra i punti forti dell’isola c’è sicuramente il suo clima, ideale in ogni stagione, che la rende una destinazione adatta a ospitare qualsiasi tipo di evento durante tutto l'anno: un vantaggio non indifferente rispetto a molte altre mete europee. Passiamo poi alla scelta della location, base di partenza per ogni evento che si rispetti e che qui in Sicilia lascia grande spazio all’immaginazione, passando dalle strutture alberghiere tradizionali alle sfarzose dimore storiche, dai teatri ai centri congressi più innovativi, ma anche dagli antichi bagli ai siti archeologici, alle piazze dei borghi più belli. Ma se l’occhio vuole la sua parte anche il gusto è importante e in Sicilia ogni evento viene ricordato anche per la sua ricca tradizione gastronomica, un valore aggiunto per qualsiasi manifestazione del Mice.
Una tendenza, ormai sempre più rilevante nell’organizzazione degli eventi aziendali, è l’attenzione alla sostenibilità e la Sicilia risponde a questa richiesta con una crescente proposta di strutture eco-certificate, pratiche agricole biologiche e un'attenzione alla filiera corta alimen-
tare che si traduce in un'impronta di carbonio ridotta per i catering locali. Scegliendo location come bio-agriturismi, glamping ed eco-resort è possibile, quindi, godere di un'ospitalità attenta all'ambiente, alimentata da energia pulita e con menu a chilometro zero.
IN CONTINUA CRESCITA
Naturalmente agevolata dalla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, la Sicilia è facilmente raggiungibile grazie agli ottimi collegamenti, soprattutto aerei. I quattro aeroporti internazionali di Catania, Palermo, Trapani e – in misura minore – Comiso, infatti, garantiscono frequenze elevate tutto l'anno e grandi novità sempre in atto. Come l’attesissimo debutto operativo di Etna Sky, la nuova compagnia aerea siciliana (con base principale a Catania e Palermo), che ha l'obiettivo di collegare l'isola inizialmente alle principali città italiane, estendendo progressivamente il network a rotte europee e intercontinentali. Cresce anche il traffico dell’Aeroporto di Palermo, diventato ormai un hub competitivo a livello continentale, on 37 compagnie aeree attive: sono 105, infatti, le destinazioni che lo collegheranno a 28 Paesi con 25 rotte nazionali, 78 internazionali e due intercontinentali – a tal proposito, il volo diretto United su New York /Newark inaugurato lo scorso anno come volo stagionale, verrà invece prolungato fino a dicembre di quest’anno –. Tra le novità, dieci nuove destinazioni che esordiranno proprio in estate – tra cui Malta, Birmingham, Manchester, Belgrado, Poznan – e tre nuove compagnie (Jet2, Wizz Air e Km Malta Airlines), con un programma di investimenti che include un forte potenziamento del terminal, con particolare attenzione alla componente internazionale e a una migliore qualità dei servizi per i passeggeri. Conferme anche per l'Aeroporto Internazionale di Catania-Fontanarossa (primo scalo siciliano per traffico passeggeri), che offre collegamenti con oltre 110 destinazioni dirette tra Italia, Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
PALERMO, MEETING DESTINATION D’ECCELLENZA
Non è solo la bellezza a fare della capitale siciliana una scelta vincente per eventi aziendali, congressi internazionali e programmi incentive. È la combinazione rara di infrastrutture moderne, un patrimonio culturale straordinario e una logistica in continua crescita che la rende una città che sa accogliere, stupire e lasciare il segno. Palermo è una meta viva, ricca di stimoli e perfetta per attività artistiche o percorsi urbani tra i suoi quartieri più pittoreschi: un tour tra i suoi mercati più famosi, da Ballarò alla Vucciria, contentirà di entrare in contatto con l’anima più autentica della città, mentre una caccia al



Sotto, si allunga sul mare la bellissima Isola di Ortigia a Siracusa
tesoro tra i suoi patrimoni artistici – Cattedrale e Palazzo dei Normanni in primis, ma anche “Casa Professa” e la Chiesa della Martorana –lascerà tutti a bocca aperta.
A tutto questo si aggiunge un'offerta ricettiva che negli ultimi anni ha conosciuto un salto qualitativo notevole: accanto ai grandi hotel

T
eatri greci, palazzi normanni, cantine nobiliari e anfiteatri millenari: la Sicilia reinventa il concetto di convention, trasformando ogni evento aziendale in un'esperienza fuori dal tempo, offrendo location congressuali di grande prestigio storico. Dalle dimore nobiliari palermitane alle antiche tonnare, passando per i centri culturali incastonati nella storia, l'isola unisce moderni servizi congressuali a cornici di enorme valore architettonico e paesaggistico. Le strutture Liberty del centro di Palermo – che ospitarono i protagonisti del Grand Tour ottocentesco – i palazzi barocchi della Val di Noto e le dimore storiche immerse nell’entroterra rurale dell'isola costituiscono una categoria a sé. Questi spazi si prestano a eventi più raccolti, tra i venti e i duecento partecipanti: board meeting in saloni affrescati, product launch tra corti illuminate, executive retreat in bagli nobiliari con vista sugli agrumeti. Si tratta di case di campagna e palazzi ristrutturati che combinano l'intimità dell'ospitalità di lusso con la possibilità di team building esperienziali, come vendemmie notturne, degustazioni di vini locali e laboratori di ceramica tradizionale.
internazionali (capaci di ospitare delegazioni numerose con sale meeting integrate) si è infatti sviluppato un florido segmento di boutique hotel e dimore storiche di lusso, che offrono ai partecipanti un'esperienza immersiva nel cuore più autentico della città. E per i momenti di relax, non si può non citare la spiaggia di Mondello, da vivere magari in barca, esplorando le riserve naturali e le cale spettacolari nei dintorni.
Ha ormai da anni il ruolo di star del turismo internazionale – sia leisure sia business – Taormina, in grado di attirare – e ospitare in maniera impeccabile – convegni di grande respiro, incentive di alto profilo e summit governativi, anche grazie all’efficiente Palazzo dei Congressi, non lontano dal meraviglioso Teatro Antico, e a un’offerta alberghiera dagli standard top level. Accanto a Taormina, ci sono altre destinazioni sulle quali si sono accesi i riflettori del Mice, a iniziare da Catania. La città all’ombra dell’Etna accoglie i visitatori come una delle mete più originali e competitive per le esigenze della business industry: il Barocco del centro storico, il nero della lava che pervade architetture e strade, le acque cristalline del Mar Ionio e una gastronomia considerata tra le più ricche d'Italia, compongono un contesto unico per qualsiasi evento. Il centro congressi è raggiungibile in pochi minuti dal centro e la rete alberghiera offre strutture quattro e cinque stelle capaci di accogliere delegazioni di ogni dimensione con livelli internazionali.
Tra moderni centri congressi, resort esclusivi e un patrimonio storico-culturale inestimabile Siracusa è un vero e proprio “evento nell’evento”, offrendo agli organizzatori qualcosa di unico, ovvero la capacità di fare del contesto stesso un valore aggiunto per ogni meeting, conferenza o evento fieristico. Impossibile non citare quindi Ortigia, l'isola storica nel cuore della città, un concentrato di architettura barocca, piazze vivaci e vicoli d'atmosfera, ma anche il Teatro Greco, il Parco Archeologico della Neapolis con il celebre Orecchio di Dioniso e il Castello Maniace che costituiscono scenari di rara suggestione per momenti di networking indimenticabili.
C'è infine una città in Sicilia dove l'aria profuma di zagara e di storia millenaria, dove i templi dorici si stagliano color ocra al tramonto su uno sfondo di mare e mandorli: Agrigento. Un luogo che riesce a unire il fascino senza tempo della Valle dei Templi a strutture moderne e perfettamente attrezzate per il settore Mice, come il Palacongressi, in grado di accogliere convegni, convention, seminari, mostre ed esposizioni; la città, Capitale Europea della Cultura 2025, si è recentemente rifatta il trucco, valorizzando un centro storico tutto da scoprire.




Tra vulcani, saline, vigneti e acque color cobalto, l'isola più grande del Mediterraneo si afferma come destinazione d'eccellenza per team building dal grande valore esperienziale, grazie al suo ricercato mix di natura, cultura e cucina, che diventano veri e propri strumenti di coesione aziendale
di STEFANIA VIDA
In alto: Sciacca, frizzante cittadina in provincia di Agrigento
La bellezza del paesaggio, la generosità della cultura siciliana, il senso dell'ospitalità, la convivialità: le imprese che scelgono la Sicilia per i propri eventi non portano solo i colleghi “in vacanza” ma li fanno immergere letteralmente in una civiltà millenaria che ha fatto dell'accoglienza e della resilienza la propria identità. La Sicilia offre in ogni stagione uno scenario naturale straordinario per attività outdoor nella natura, pensate come parte integrante dell’esperienza di viaggio. Cresce, infatti, la domanda per soggiorni business che uniscano momenti di
lavoro a esperienze che permettano di rallentare, vivere il paesaggio in modo autentico e combinare comfort, sostenibilità e contatto con l’ambiente. Particolare attenzione è riservata allo sviluppo di attività come il cicloturismo, che vede la Sicilia tra le mete italiane più ricercate, grazie a itinerari iconici come il Sicily Divide (da Trapani a Catania e viceversa, da percorrere in gravel, mountain bike o bici da corsa), la Via dei Tramonti (la rete ciclabile che collega Palermo ad Agrigento, attraversando la Sicilia occidentale) e la Ciclovia dei Parchi (un itinerario cicloturistico di circa trecento
chilometri che attraversa i principali parchi dell’isola), favoriti da un clima mite e da un patrimonio paesaggistico e culturale diffuso.
SULL’ONDA DEL DIVERTIMENTO
Le coste siciliane, con oltre 1.500 chilometri di litorale tra mare Mediterraneo, Tirreno e Ionio, sono perfette per gli appassionati di attività nautiche: dalle regate veliche organizzate tra le Eolie alle immersioni subacquee nei fondali intorno all’isola – magari ammirando i resti di siti archeologici sommersi –, dal kayak nella Riserva Naturale dello Zingaro alle sessioni di stand-up paddle o snorkeling nelle acque turchesi di San Vito Lo Capo, il mare siciliano offre esperienze incredibili e di sicuro interesse per gli appassionati, ma anche per i meno esperti. A disposizione anche numerosi tour in barca a vela, ideali per simulare le dinamiche di un'azienda, con pacchetti su misura che combinano la navigazione a vela con workshop di leadership a bordo, tenuti da coach certificati. Per chi è interessato a organizzare un’attività più distensiva, invece, si può optare per un’esperienza che punta a unire il piacere di una tranquilla navigazione con le specialità della cucina tipica. È possibile salpare da Catania o da Taormina a bordo di un’elegante barca a vela in legno di 18 metri, completamente ristrutturata, navigando lungo la costa ionica e immergendosi nei sapori locali a base di pesce, per un vero e proprio viaggio nel gusto, in un’atmosfera rilassante e coinvolgente per gli ospiti.
MESTIERI ANTICHI, LEGAMI NUOVI
Il team building enogastronomico è tra le proposte più apprezzate in Sicilia. L’isola, infatti, offre una varietà di produzioni agricole e artigianali che si prestano perfettamente ad attività di gruppo genuine e di grande convivialità: la raccolta e la spremitura delle olive nelle fattorie del Belice, la vendemmia nelle cantine di Marsala e Pantelleria, la lavorazione del sale nelle storiche saline di Trapani o la preparazione di cassate e cannoli sotto la guida di esperti pasticcieri, solo per citarne alcune. Organizzare un team building nelle cantine di Marsala, nel cuore del trapanese, per esempio, significa immergersi in un contesto straordinario, dove spiccano nomi importanti, come Florio – con le sue monumentali cantine affacciate sul mare – Pellegrino – una delle più grandi esportatrici di Marsala nel mondo – e Donnafugata, con un'immagine moderna e un forte accento sulla narrazione del territorio. Oltre alle visite guidata delle cantine, spesso è possibile organizzare masterclass di degustazione a squadre, sfide dei blend dove ogni team riceve campioni di vini base e deve creare il proprio Marsala personalizzato, ma anche passeggiate tra i vigneti con attività sensoriali o raccolte dell’uva durante il periodo della vendemmia. Sempre nel trapanese, dalle vigne


si passa alle saline, dove tra mulini a vento e specchi d'acqua color corallo, si rivelano scenari di straordinaria bellezza. La Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, per esempio, è una cornice perfetta per organizzare una visita guidata: lo spazio aperto, la bellezza del tramonto e il contesto storico creano le condizioni ideali per riscoprire il piacere di collaborare, attraverso la raccolta simbolica del sale a mano, la navigazione tra le vasche con imbarcazioni tradizionali o i laboratori di orientamento senza strumenti digitali. Molto apprezzato è anche il percorso dei mulini dove i partecipanti, divisi in
In alto: i magici paesaggi delle saline nel Trapanese
Sotto: la visita a una cantina di Marsala regala piacevoli sorprese sensoriali

Sopra: un'escursione sull'Etna è un perfetto post congress, ad alta memorabilità
Nella pagina a fianco dall'alto: i Faraglioni dei Ciclopi, gli imponenti scogli basaltici che emergono dalle acque di Acitrezza
Sotto: la splendida Ragusa Ibla, protetta dall'Unesco
piccoli gruppi, si spostano a piedi o in bicicletta lungo il sentiero che costeggia le vasche, ricevendo a ogni tappa un compito che richiede la collaborazione dell'intero gruppo, terminando con la visita al Museo del Sale di Nubia a Paceco (inserito nella guida ufficiale dell'Unione Europea dedicata ai musei del Mediterraneo), alla scoperta dei numerosi prodotti tipici, ottimi souvenir da riportare con sé come ricordo del viaggio.
Per chi al sale vuole aggiungere una sfumatura storica ma anche un accento glamour, le Saline Infersa a Marsala sono il posto giusto: qui si può navigare alla scoperta delle isole dello Stagnone – una laguna popolata da fenicotteri rosa – tra le quali spicca la splendida Mozia, abitata fin da epoca fenicia, e attendere il tramonto sorseggiando un cocktail in uno dei locali affacciati sulle distese di sale.
Scoprire il meglio di Agrigento in un contesto inedito? Si può, organizzando un tour giornaliero nelle vicine città e tenendosi il “pezzo forte” per la sera, per visitare la celebre Valle dei Templi di notte, senza il caldo torrido e la folla del giorno. Si parte di prima mattina per Sciacca, una delle città costiere più autentiche della Sicilia occidentale, famosa per le sue ce-
ramiche colorate, la tradizione del corallo, la cultura della pesca e la vera atmosfera locale, passeggiando per il centro storico ed esplorando le botteghe artigiane. Dopo pranzo, si può proseguire verso la Scala dei Turchi, uno dei paesaggi costieri più iconici della Sicilia, noto per le sue bianche scogliere, il mare blu e le vista spettacolare. Per un rilassante aperitivo al tramonto ci si può spostare a Capo Rossello, uno dei punti più panoramici della costa bianca, per giungere, quindi, al gran finale con la Valle dei Templi di sera, quando i templi sono illuminati, l'aria è più fresca e l'atmosfera diventa completamente diversa. È possibile arricchire la visita con cene nei palmenti storici, sessioni immersive di yoga e folcloristiche attività di storytelling ispirate alla mitologia greca.
La Sicilia orientale racchiude due scenari naturali di straordinaria bellezza evocativa: il vulcano attivo più alto d'Europa e un arcipelago avvolto nel mito di Omero. Scegliere l'Etna come cornice per un evento aziendale significa regalare al proprio team un'avventura sensoriale e culturale difficile da dimenticare. L'escursione a piedi sull'Etna non è una semplice camminata: l'ambiente vulcanico agisce come potente amplificatore delle dinamiche relazionali: i partecipanti camminano insieme su terreni impegnativi, si supportano reciprocamente, imparano ad ascoltarsi e a mantenere il passo del gruppo. Per chi cerca adrenalina e condivisione, invece, il tour in jeep è il format ideale. I partecipanti salgono a bordo di fuoristrada guidati da esperti e si avventurano tra paesaggi mozzafiato: pianori lavici, boschi di betulle, crateri secondari e panorami che spaziano fino al Mar Ionio, concludendo la giornata con un aperitivo o una cena, degustando l’ottimo vino della zona, accompagnata da prodotti tipici come i formaggi Dop. A pochi chilometri dal versante meridionale dell'Etna, nel borgo marinaro di Acitrezza, i Faraglioni dei Ciclopi sono gli imponenti scogli basaltici che emergono dalle acque e che, secondo la leggenda omerica, sono i massi scagliati da Polifemo contro Ulisse in fuga. Le escursioni in barca – a vela o a motore – lungo la Riviera dei Ciclopi permettono di ammirare da vicino anche le Grotte di Ulisse e il Castello Normanno di Acicastello, tematiche perfette per storytelling aziendali di sicuro effetto.
Organizzare un evento in Sicilia è l’occasione perfetta per fare il pieno di arte e bellezza in ogni angolo. Come non menzionare quindi uno dei protagonisti dell’isola, ovvero il Barocco siciliano? Non un semplice “museo a cielo aperto”, ma un un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso la pura bellezza di un patrimonio vivo e vissuto ogni giorno. Se il Barocco

siciliano avesse una capitale, si chiamerebbe Noto. Costruita completamente ex novo dopo il terremoto, la città è un capolavoro di urbanistica barocca, come si vede già dalla sua monumentale Porta Reale, per arrivare alla Cattedrale di San Nicolò, uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Il momento migliore per una visita è al tramonto, quando la pietra locale (il tufo calcareo giallo) si tinge di sfumature aranciate e la città sembra come illuminarsi dall'interno. Un ideale tour alla scoperta del Barocco si snoda poi attraverso Ragusa: la moderna Ragusa Superiore e l'antica Ragusa Ibla, aggrappata scenograficamente a un costone roccioso. Ibla è forse il luogo più suggestivo dell'intero itinerario, dove al centro troneggia la Cattedrale di San Giorgio, capolavoro di Rosario Gagliardi, con la sua facciata a torre che sale verso il cielo in tre ordini sovrapposti. Dulcis in fundo, in tutti i sensi, Modica, la città “verticale”, dove gli edifici si arrampicano sulle colline e dove a farla da padrone è anche ovviamente il suo famoso cioccolato, lavorato ancora secondo la ricetta azteca introdotta dagli spagnoli (senza latte, con zucchero cristallizzato). Lo si può semplicemente assaggiare visitando una delle storiche cioccolaterie, oppure si può creare il proprio cioccolato organizzando golosi workshop e intriganti team building.


LaSicilia è da sempre una meta ambita per il mondo del cinema italiano e internazionale. Gli itinerari dedicati al cineturismo nell’isola rappresentano un modo davvero originale di scoprirne le bellezze. Tra i film più famosi girati sull'isola ricordiamo il premio Oscar “Nuovo Cinema Paradiso” (girato a Palazzo Adriano e Cefalù), la saga cult “Il Padrino” di Francis Ford Coppola (con location storiche a Forza d'Agrò, Savoca e Motta Camastra) e il capolavoro di Luchino Visconti, “Il Gattopardo”, che ha immortalato i fastosi palazzi nobiliari siciliani. Location come Scicli, Ragusa Ibla, Modica, il Castello di Donnafugata e Punta Secca (Santa Croce Camerina) sono state scelte per ospitare le riprese del “Commissario Montalbano” tratto dai romanzi di Andrea Camilleri, mentre i meravigliosi palazzi nobiliari di Palermo, Trapani e Marsala sono stati scelti per la saga de “I Leoni di Sicilia”. Gli appassionati dell’indimenticabile archeologo Indiana Jones, avranno riconosciuto nell’ultimo film alcune location come l’Orecchio di Dioniso, la Grotta dei Cordari all’interno del parco archeologico della Neapolis e il Castello Maniace a Ortigia, mentre tra le più nuove produzioni hollywoodiane troviamo “Odissea”, l'attesissimo adattamento di Christopher Nolan del poema epico di Omero, che ha scelto soprattutto l’isola di Favignava, per ricreare i paesaggi mitologici e raccontare il viaggio epico di Ulisse. Per chi vuole animare la visita con attività a tema, un ottimo spunto è quello di mettersi in gioco con un team building cinematografico, una proposta sempre apprezzata dalle aziende che vogliono lavorare sulla comunicazione interna.
DELLE CERAMICA SICILIANA
Punto di incontro straordinario fra arte e artigianato, le ceramiche sono sinonimo di eccellenza e un fiore all’occhiello del patrimonio culturale della Sicilia, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La produzione di queste meraviglie è presente in quasi tutta l’isola, ma trionfa soprattutto in sei città, che insieme hanno dato vita alle Strade della Ceramica Siciliana, attraverso percorsi alternativi rispetto alle mete più conosciute, fatti di natura, arte, cultura e tradizione. Il percorso in generale è strutturato come un vero e proprio "museo a cielo aperto" dove scoprire botteghe artigiane, monumenti storici e laboratori in cui si plasmano le tradizionali ceramiche – come le celebri Teste di Moro o le Pigne – e tocca le città di Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca.
Un’esperienza adatta a chi vuole immergersi nell’identità più intima e profonda della Sicilia, con esperienze indimenticabili all’interno delle botteghe dei ceramisti locali, che condivideranno con il Mice l’antichissima e nobile arte della terracotta e chissà, riusciranno magari a tirare fuori il lato più artistico dei partecipanti.
In questo caso il gruppo viene coinvolto nella realizzazione di un vero cortometraggio: c’è chi scrive la sceneggiatura, chi organizza le riprese, chi si occupa della regia e chi recita davanti alla telecamera. Si tratta di un’esperienza estremamente efficace perché invoglia il team a coordinarsi, prendere decisioni rapide e gestire gli imprevisti in modo creativo: il risultato finale può diventare così un ricordo concreto di una preziosa esperienza vissuta insieme.

Sicilia da vivere: eventi tra charme e autenticità
all’Almar Giardino di Costanza Mazara del Vallo. La location è interamente privatizzabile, perfetta per ogni tipo di evento: dalla conferenza di lavoro alla sfilata di moda, al corso di formazione

Tra i colori caldi della campagna siciliana e il profumo del mare poco distante, l’Almar Giardino di Costanza Mazara del Vallo offre un’ambientazione suggestiva e fuori dal tempo per chi cerca una location d’effetto per eventi e meeting. Un luogo dove la natura e l’eleganza si incontrano, trasformando ogni occasione in un’esperienza memorabile. Situato a pochi chilometri da Mazara del Vallo, in una zona ricca di storia, archeologia e tradizioni enogastronomiche, il resort si ispira alle antiche residenze aristocratiche dell’isola, reinterpretandole in chiave contemporanea. Gli spazi sono immersi in un giardino rigoglioso, tra ulivi, palme e fontane in ceramica decorata, che fanno da cornice a 88 suite e junior suite dal design raffinato, tutte con terrazza o balcone affacciato su paesaggi mediterranei.


SPAZI PER OGNI ESIGENZA
Il cuore pulsante per l’eventistica è Villa Fontanasalsa, area congressuale del resort con otto sale polifunzionali, illuminate da luce naturale e completamente attrezzate. Qui è possibile organizzare incontri fino a trecento partecipanti, con la possibilità di riservare in esclusiva l’intera struttura per eventi corporate, incentive, mostre o lanci di prodotto. Tre chiostri esterni, scenografici e perfetti per eventi estivi fino a quattrocento persone, offrono ulteriori opzioni per cocktail sotto le stelle o serate di gala. A completare l’offerta, un servizio di banqueting personalizzato curato dal team di cucina dell’AquaMadre Restaurant, con proposte che valorizzano i sapori autentici del ter-
ritorio. Con una spa di 2.500 metri quadri firmata Almablu e un’ampia area outdoor, il resort è anche il luogo ideale per momenti di rigenerazione o attività di team building all’aria aperta. Dai corsi di yoga al tramonto alle degustazioni di vini locali, ogni attività può essere modellata sulle esigenze del cliente. A soli 15 minuti si trova inoltre il Lido di Costanza, spiaggia privata perfetta per cene sulla sabbia, party esclusivi e attività acquatiche come snorkeling, paddle surf e canoa. Un plus non scontato per trasformare un evento in un viaggio esperienziale. Con uno staff dedicato alla progettazione e gestione di ogni fase dell’evento, Almar Giardino di Costanza è oggi una delle mete più ambite per chi vuole unire business, bellezza e autenticità siciliana.


Giardino di Costanza Mazara del Vallo Via Salemi, Km 7/100
91026 Mazara del Vallo (Tp) Tel. 0923 675000
laura.munari@almarresorts.com almargiardinodicostanza.com




FASCINO SENZA TEMPO
L’hotel accoglie i suoi ospiti da circa vent’anni in un edificio classico dei primi del Novecento, in un ambiente raffinato e accogliente. Varcata la soglia della hall, si percepisce un’atmosfera di tranquillità, grazie agli arredi classici in legno che richiamano lo stile dell’edificio storico.
Adiacente alla hall, il giardino d’inverno climatizzato, con ampie vetrate e piante, è un luogo ideale per iniziare la giornata con una ricca colazione a buffet, che include specialità locali e prodotti biologici. Le 45 camere, disponibili in diverse tipologie, sono tutte caratterizzate da cura dei dettagli, insonorizzazione e climatizzazione.
Si spazia dalle camere standard, sobrie ed eleganti, alle deluxe con balcone, alle executive, moderne e funzionali, fino alle junior suite, più spaziose e situate al quarto piano, che offrono un terrazzino e una vista panoramica sulla città.
di ANTONIO GIORDANO
Best Western Ai Cavalieri Hotel
Via Santa Oliva, 8 90141 Palermo
Tel. 091 583282
info@aicavalierihotel.it www.aicavalierihotel.it

Elegante, riservato e in posizione strategica nel cuore di Palermo: Ai Cavalieri Hotel
è il luogo ideale per un meeting che incontra qualità e sostenibilità
Il Best Western Ai Cavalieri Hotel è un elegante quattro stelle situato in una posizione strategica nel cuore di Palermo.
Ideale sia per chi visita la città per turismo sia per chi viaggia per affari, l’hotel combina spazi funzionali e servizi di qualità, ponendo un’attenzione crescente alla sostenibilità. Palermo, città ricca di storia e fascino, incanta con il suo patrimonio artistico e architettonico, testimonianza
delle influenze arabe, normanne e spagnole. Il centro storico, scrigno di chiese, musei, monumenti e palazzi d’epoca, ospita a pochi passi da Piazza Politeama –rinomata zona per lo shopping e il business – il Best Western Ai Cavalieri Hotel. Questa posizione privilegiata permette di immergersi nell’atmosfera cosmopolita e multiculturale della città e di raggiungere agevolmente le principali attrazioni.
Per le esigenze Mice, l’hotel dispone di quattro sale meeting, spazi versatili e suggestivi, adatti a ospitare riunioni, presentazioni ed eventi fino a 120 partecipanti. Il giardino d’inverno può essere utilizzato anche per banchetti e pranzi di lavoro, con menù personalizzati.
La sostenibilità è un valore fondamentale per il Best Western Ai Cavalieri Hotel, che si traduce in azioni concrete come il monitoraggio dei consumi, l’adozione di soluzioni per l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. L’hotel è costantemente impegnato nel rinnovamento delle camere e degli spazi comuni per rispondere al meglio alle esigenze degli ospiti. È in corso un progetto di ampliamento nell’edificio adiacente, che prevede la realizzazione di nuove camere, aree comuni e una spa.
CDSHotels si prepara per la stagione estiva con grandi aperture in Sicilia e in Calabria, che vanno ad aggiungersi al ricco portfolio del brand pugliese, rafforzandolo ulteriormente come riferimento nel Sud Italia per la meeting e incentive industry


Dopo Città del Mare e Baia Taormina, entrano nel portfolio di CDSHotels anche Baglio Basile a Petrosino (nel trapanese), Delfino Beach Hotel a Marsala e Ninfe Saracene, sulla costa ionica della Calabria, portando così a 15 le strutture gestite dal Gruppo tra Puglia, Sicilia e Calabria, con 3.085 unità abitative e 11 spa. Particolare attenzione è data al segmento Mice, con 36 sale convegni tecnologicamente avanzate e un’offerta che valorizza l’equilibrio tra ospitalità e territorio, la sostenibilità e l’accessibilità.
OBIETTIVO SICILIA
Situato tra Marsala e Mazara del Vallo, il Baglio Basile nasce come residenza signorile ottocentesca e offre un mix di eleganza e autenticità. Oggi conta 217 camere (dalle classic alle suite), una spa e un ristorante. Il centro congressi vanta ben 12 sale meeting,
tra cui la sala plenaria Bellini e Verdi, con una capienza massima di settecento posti. Una ricercata esperienza immersiva nella cultura siciliana, tra cucina tipica, relax, clima mite, passeggiate nel verde e – nella stagione estiva – tuffi in piscina e bagni nel mare cristallino, circondati dalla natura incontaminata.
Nell’estrema punta occidentale dell’isola, nel comune di Marsala sorge, invece, il Delfino Beach, su una spiaggia dorata tra le più belle della Sicilia. L’hotel offre 225 eleganti camere, alcune con vista mare, per un soggiorno all’insegna dell’autentica tradizione siciliana. La location, grazie alla sua posizione a pochi chilometri dalle località più belle della Sicilia Occidentale (come il borgo di Erice, Trapani, Selinunte, Segesta, San Vito lo Capo, la riserva dello Zingaro e le isole Egadi), si presta come punto di riferi-


mento per interessanti attività di gruppo, che renderanno speciale ogni soggiorno business-oriented.
NOVITÀ CALABRESI
Lungo la bellissima Costa dei Saraceni, i cui fondali sono Area Marina Protetta, si aggiunge un’altra new entry, dove CDSHotels debutta con l’Hotel Ninfe Saracene a Le Castella, tra eleganza contemporanea e accoglienza mediterranea. Gli ospiti possono così gustare le specialità della cucina tipica del ristorante Calypso, un servizio attento e curato e molte amenity tra cui anche un lido privato. Il comfort delle camere, il servizio attento e sempre a disposizione, gli ambienti rilassanti e le numerose attività che si possono fare, rendono la location una meeting destination d’eccellenza per viaggi incentive in ogni momento dell’anno.

CDSHotels info@cdshotels.it
CDSHotels Terrasini www.cdshotels.it/cdshotels-terrasini
CSDHotels Baia Taormina www.cdshotels.it/baia-taormina
CDSHotels Baglio Basile www.cdshotels.it/baglio-basile
CDSHotels Il Delfino Beach www.cdshotels.it/delfino-beach

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