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retail&food 03-04 2026

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INDUSTRY CHAIN CIRCLE 2026

PRIMA EDIZIONE A GONFIE VELE

È un successo l’evento di matching tra industria e catene foodservice

Dossier “Tecnologie retail”: tra digitale e produttività

Marzo - Aprile 2026

Shopping center e outlet promossi in Rete a pieni voti

Travel: alla scoperta del nuovo aeroporto di Verona

Editoriale

ICC, RELAZIONI E DIALOGO CAMBIANO IL MERCATO F&B

A metà marzo retail&food ha supportato un nuovo evento dedicato al mondo della ristorazione a catena e dell’industria e aziende che le riforniscono. ICC Industry Chain Circle, il nome dell’evento cui è dedicata la copertina di questo numero.

Ne scrivo qui perché è successo qualcosa di unico, di bello, durante le giornate trascorse agli East End Studios di Milano per le attività diurne e a Palazzo Parigi per la serata.

I due lati, catene e industrie, si sono riconosciuti e avvicinati. All’interno di un territorio comune, dove la comprensione del mercato, delle logiche produttive e distributive, la conoscenza del cliente, sono stati visti con gli stessi occhi, anche se da punti di osservazione e attività differenti.

E questa nuova “area comune e condivisa”, con la consapevolezza accresciuta che occorre operare in sintonia, in sinergia, collaborando attivamente e con audacia, ha generato quelle vibrazioni positive che non sono comuni né semplici da ottenere. Ma generano entusiasmo, positività.

Il mercato è lo stesso ma può essere compreso e affrontato meglio, insieme. Sembra banale ma è quasi magico. E soprattutto, straordinariamente utile per chi vi opera.

Il debutto di ICC ha superato le nostre migliori previsioni, cercheremo di valorizzare quanto fatto in vista della prossima edizione, a marzo 2027.

Nel frattempo stiamo lavorando alla prossima edizione di DFM Dire Fare Mangiare, altro evento di riferimento per gli operatori della ristorazione organizzata e i loro fornitori. A Milano a fine settembre.

Non mancate, vi aspettiamo.

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“Il miglior partner per sviluppare format di successo Un anno ricco di grandi aperture! Perché sviluppare format non è solo il nostro lavoro… è la nostra Passione!”

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Un'immagine tratta dall'evento ICC 2026, 12-13 Marzo (Milano)

Informarsi è un bene, non farlo male. Leggi RETAIL&food.

RETAIL&FOOD è l'unica rivista italiana specializzata nel TRAVEL RETAIL, un settore in forte crescita e con buone prospettive di sviluppo anche per i prossimi anni. Inoltre R&f è uno dei mezzi più apprezzati e consultati da retailers e operatori attivi in outlet e centri commerciali.

Con oltre 10.000 LETTORI a numero, una presenza qualificata presso tutte le fiere di settore. 6 NUMERI ALL'ANNO, più di 9.000 iscritti alla newsletter, 1 pagina Facebook, 1 pagina LinkedIn, 181.000 pagine viste grazie allo sfoglio on line della rivista, Retail&food è oggi uno dei mezzi più letti, consultati e apprezzati dalle business communities di riferimento.

Anno 21 • numero 3-4 Marzo-Aprile 2026

Direttore responsabile

Andrea Aiello

Coordinamento editoriale

Adriano Lovera - adriano.lovera@retailfood.it

Contatti info@retailfood.it - www.retailfood.it

Pubblicità e traffico pubblicitario

Roberta Motta - roberta.motta@edifis.it

Hanno collaborato

Luca Esposito, Francesco Fasulo, Roberta Motta, Kevin Rozario, Francesco Terra, Stefano Barbieri, Alessandro Cappai

Grafica

maj_thesign studio

Foto

Archivio Edifis, iStock

Stampa

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Prezzo di una copia

€ 5,00 - Arretrati € 10,00

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retail&food è media partner ufficiale di:

una rivista edita da: Edifis S.r.l. Viale Coni Zugna, 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 02 3451230 www.edifis.it

Come si muove il mercato delle tecnologie al servizio del retail? E dove puntano gli investimenti? Lo abbiamo chiesto a undici imprese, tra multinazionali e specialisti di nicchia.

Successo per la prima edizione dell’evento targato Edifis e Rexim, che ha fatto incontrare industria del food e catene.

Destinazioni di shopping: l'85% ha un giudizio positivo

Il Catullo svela la nuova area Partenze. Più offerta con i partner Avolta e Lagardère

MCDONALD’S ITALIA

COMPIE 40 ANNI: ALTRE 60 APERTURE

NEL CORSO DELL’ANNO

Stock Options

INDITEX

Il colosso spagnolo chiude il fiscal year 2025 a 39,9 miliardi di vendite (+3,2%) con utile netto a 6,2 miliardi (+6%). In modo particolare, nell’ultimo trimestre (11,7 miliardi di ricavi) supera stime degli analisti e consensus.

ZALANDO

Complice l’acquisizione di About You , chiude il 2025 a 12,3 miliardi di ricavi (+16,8%) ma soprattutto, per l’intero 2026, prevede una crescita delle vendite e del Gmv (volume lordo delle merci) fra + 12% e + 17%.

SWAROVSKY

Swarovski celebra il 130esimo anniversario archiviando il 2025 con una crescita organica del 6% e ricavi che sfiorano i 2 miliardi di euro. Questo risultato è stato supportato da un incremento del 9% like-for-like.

Il 20 marzo 1986, in piazza di Spagna a Roma, apriva il primo McDonald’s in Italia. Oggi McDonald’s è la catena più sviluppata in Italia, con circa 800 punti vendita e 40mila dipendenti. Nel corso del 2026 sono previste circa 60 nuove aperture, per un investimento totale di sistema pari a circa 300 milioni di euro, includendo anche gli interventi di riammodernamento dei ristoranti esistenti. Rispetto agli obiettivi futuri, la società guidata dall’a.d. Giorgia Favaro, conta di raggiungere 1.000 ristoranti entro il 2029, con un investimento totale di sistema stimato intorno a 1 miliardo di euro, tra nuove aperture e riammodernamenti (triennio 2026-2029). Fra le “tappe” da segnalare, in questi quarant’anni, si possono ricordare il 1994 con l’apertura del primo McDrive in Italia. Il 1996 con l’acquisizione di Burghy (ceduta da Cremonini) che nel frattampo aveva superato i 90 locali. Nel 2005, è arrivato anche la brandizzazione interna della parte caffetteria, con il McCafè.

BASICNET

Titolo piatto, da inizio anno, per il gruppo torinese che nei dati preliminari registra vendite dirette a 348,5 milioni (+0,5%), beneficiando nel mese di dicembre del contributo di Woolrich. L’ebitda è a 54,1 milioni (61,1 milioni di euro nel 2024).

GAP

Gap ha chiuso l’esercizio fiscale 2025 appesantito dalle crescenti pressioni sui costi legate ai dazi sulle importazioni negli Stati Uniti. I ricavi si attestano a 15,4 miliardi di dollari (+2%), con vendite comparabili a +3%.

MACY'S

Macy's è in decisa ripresa, ma il Cda ha affermato di adottare un approccio prudente sulle prospettive 2026, prevedendo un calo dei ricavi e degli utili annuali. I dazi avranno un impatto importante, specialmente nella prima metà dell’anno.

ADIDAS

Nonostante numeri positivi, la Borsa ha penalizzato il titolo per le previsioni 2026, con utile operativo di circa 2,3 miliardi. I margini si collocano intorno all’8,5%, rispetto a un obiettivo fissato in precedenza del 10%.

PUMA

Puma è in fase di rilancio, ma ha archiviato il 2025 con diversi segni negativi, per esempio una perdita netta di 643,6 milioni di euro, a fronte di un utile di 280,7 milioni di euro dell’esercizio precedente.

LENDLEASE

Semestrale in perdita e titolo ai minimi da decenni, per il colosso quotato in Australia. Il deprezzamento del titolo lo ha fatto uscire dall’elenco delle prime 100 società per capitalizzazione.

MONDADORI,

CONTI STABILI.

NEL RETAIL, 10 APERTURE E POSSIBILI ACQUISIZIONI

Il gruppo Mondadori ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi in leggero calo, a 931,6 milioni (contro i 934 precedenti).

Al suo interno, la parte retail, legata alle librerie, dichiara una quota di mercato al 13,7% rispetto al mercato del libro (+0,5%) e al 20% considerando il numero di librerie fisiche, tra dirette e franchising. Questo segmento ha generato 220,3 milioni di euro di ricavi (+2,2%) e un Ebitda adjusted a oltre 19 milioni. Nel corso del 2026, proseguirà lo sviluppo della rete dei negozi diretti, con una decina di nuovi punti vendita, più vari interventi di restyling sull’esistente. La rete dei negozi, però, potrebbe aumentare anche tramite operazioni di M&A, cui ha accennato l’a.d. di gruppo Antonio Porro

COIN, AVANZA IL PIANO INDUSTRIALE. MA RESTANO CHIUSURE E RIDUZIONI

Nei primi mesi della nuova gestione, per Coin è migliorata la redditività ed è aumentato il flusso di clienti nei negozi. L’informazione proviene dalla stessa azienda, impegnata in un piano di rilancio entrato nel vivo dallo scorso autunno, quando si è concretizzato l’aumento di capitale che ha permesso l’ingresso dei nuovi soci, ossia Mia, società dell’imprenditore Marco Marchi (Liu Jo), Invitalia e Sagitta Sgr. Con Matteo Cosmi rimasto nel ruolo di a.d. Restano, però, alcune chiusure importanti. Come segnalano i sindacati, la Cig servirà a gestire le cessazioni dei negozi di Roma Cola di Rienzo, Milano Corso Vercelli e Verona, cui si aggiunge la situazione di Bologna, già interessata dal 2025 dal provvedimento. Coin, però, afferma che in alcuni territori, a partire dal Veneto, le chiusure potrebbero essere solo temporanee, fino al reperimento di nuove location, meno onerose.

LINO’S COFFEE

TOCCA I 50 PUNTI VENDITA E ACCELERA SUL FRANCHISING

Con il 2026, Lino’s Coffee festeggia due traguardi: 35 anni di attività e 50 punti vendita in Italia. Per il marchio, oggi appartenente al gruppo varesino Sig.Ma, il 2025 si è chiuso con 9 opening, circa 13,5 milioni di ricavi e una redditività operativa intorno al 10%. Da segnalare anche l’allestimento della nuova sede, concepita non solo come sede degli uffici, ma anche come torrefazione, caffetteria aperta al pubblico e academy di formazione. Un punto caratteristico della produzione è che la torrefazione è al 100% al servizio dei locali del brand. Per Lino’s Coffee, l’obiettivo 2026 è portare il fatturato intorno ai 17 milioni di euro, mantenendo una marginalità operativa intorno al 10%. Quanto alle aperture, quattro nuovi punti vendita sono già previsti nell’arco dell’anno, con un orizzonte complessivo che potrebbe arrivare a 8-10 aperture. Parte l’accelerazione sul franchising.

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(aggiornati al 31 marzo)

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News

DEICHMANN

CONSOLIDA L’ITALIA CON ALTRE 11 APERTURE

Deichmann Italia ha chiuso l’esercizio finanziario 2025 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, pari a un incremento del 15,4%. Una crescita dovuta in buona parte all’allargamento del perimetro, visto che nel corso del 2025 sono stati aggiunti 17 nuovi negozi, portando il totale attuale a 157. L’aumento dei negozi proseguirà anche per tutto il 2026, anche se con un ritmo meno accelerato, segno che l’azienda tedesca (che ha esordito sul nostro mercato nel 2008) vira verso un periodo di consolidamento: saranno 11 le nuove opening entro fine anno. Alcune sono già state realizzate, come l’apertura a Cuneo. Altre operazioni riguardano Sassari, Monopoli, la Sicilia.

KASANOVA,

VA IN PORTO IL SALVATAGGIO.

La catena di articoli per la casa Kasanova passa al 100% in mano alla Pamaf di Antonio Bernardo (ex Piazza Italia). Dopo la rinuncia di OVS, questa era la soluzione rimasta sul tavolo, per procedere con il percorso di risanamento dell’azienda lombarda. “L’intervento di Pamaf, alle condizioni indicate nell’offerta vincolante, consentirà a Kasanova di completare in tempi rapidi il percorso di risanamento già in essere e di avviare una nuova fase di ottimizzazione e modernizzazione della struttura del business, accompagnata da un piano di apertura di nuovi punti vendita” il testo diffuso da Kasanova, guidata dall’a.d. Maurizio Ghidelli. In autunno, al momento dell’offerta di Ovs, la fotografia aziendale era ancora importante: circa 700 punti vendita, di cui circa 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi di terzi.

Dal Tabaccaio

Liti e voto in famiglia

Il primo voto non si scorda mai.

È come la prima volta che guidi da solo: mani sudate, cuore che batte forte, la sensazione di stare facendo una cosa seria, da adulti veri.

Poi cresci. E capisci.

Milano ore 8:15.

Cucina tirata a lucido, caffè che esce lento dalla moka.

Silenzio. Cucchiaino che sbatte contro la tazzina..

Poi, all’improvviso: “Ma i certificati elettorali dove sono?”

“Come dove sono?”

“Eh, dove sono? Io non li trovo.”

“Ma li avevo messi lì nel cassetto.”

“QUALE cassetto?”

“Quello… quello dei documenti.”

“Ma qui c'è dentro di tutto tranne i certificati, bollette del 2008, manuale della lavatrice, pure il libretto della Panda che non abbiamo più.”

Pausa. Sguardi tesi.

“Te li sei persi, dai retta a me.”

“Ma non dire cavolate, li hai spostati tu!” “Io non tocco niente!”

“Appunto, è quello il problema.”

IGD TORNA ALL’UTILE

CON I CONTI 2025. GALLERIE COMMERCIALI AL 95,63% DI OCCUPANCY

IGD Siiq chiude l’esercizio 2025 con un ritorno all’utile.

Dopo tre anni consecutivi di perdite di esercizio, il 2025 segna un utile di 32 milioni di euro (contro un rosso di 30,1 del 2024). Il Net rental income freehold (che non considera gli asset in leasehold) è risultato pari a 101,5 milioni di euro (+4% a perimetro omogeneo). Il dato Ffo (Funds From Operations) si colloca a 41,2 milioni, superiore alle previsioni per 39 milioni. Andando alla gestione del portafoglio italiano e alle attività di leasing, i 182 contratti sottoscritti nel corso dell’anno (82 rinnovi e 100 turnover), che rappresentano il 10,8% del monte canoni gallerie, hanno portato a un upside complessivo del +1,4%. Per la società guidata dall’a.d. Roberto Zoia, l’occupancy si attesta al 95,63%.

PEPCO, MARGINI POSITIVI

IN ITALIA.

ORA 250 NEGOZI NEL MIRINO

Pepco ha raggiunto quota 220 negozi nel nostro Paese e proseguirà con le aperture nel corso di quest’anno. Pepco, quotata in Borsa, non fornisce i dati finanziari separati per mercato, ma il recente bilancio annuale contiene diverse indicazioni interessanti. La regione Europa Occidentale (che per l’80% è rappresentata da Italia, Spagna e Portogallo) è quella con la performance migliore, con ricavi like-for-like a +6,7% contro +2,6% di gruppo. “Spagna, Italia e Portogallo sono tutti redditizi sulla base dell’Ebitda pre-IFRS 16” segnala il bilancio. In modo particolare, i nuovi negozi hanno registrato risultati in linea con il piano industriale in corso, con un margine EBITDA medio pre-IFRS 16 del 15,9%”.

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CAMPARI GROUP presenta:

LA NUOVA SPRITZ SELECTION E APEROL SPRITZ ON TAP

ALL’INDUSTRY CHAIN CIRCLE 2026

Campari Group si presenta all’Industry Chain Circle 2026 con un’offerta rinnovata che unisce tradizione e innovazione: dalla nuova Spritz Selection all’inedito Aperol Spritz on tap, il sistema che permette di servire alla spina un Aperol Spritz originale e perfettamente miscelato.

Accanto ai classici Aperol Spritz, Campari Spritz e Cynar Spritz, la Spritz Selection si arricchisce con due nuovi lanci: Sarti Rosa Spritz, dal profilo fruttato, e Mondoro Hugo Spritz,

ispirato alle note floreali del sambuco. Completano la proposta le referenze analcoliche Crodino nei due gusti biondo e arancia rossa nella bevuta più lunga da 17.5cl.

“Con i nuovi Sarti Rosa e Mondoro ampliamo ulteriormente un’offerta che ci conferma leader nel mondo dello Spritz”, dichiara Alberto Ponchio, Senior Marketing Director. Aggiunge Dario Cuccurullo: “Investiamo costantemente in innovazione per anticipare trend e bisogni dei consumatori”.

Ma l’innovazione che Campari Group porta all’Industry Chain Circle 2026 non finisce qui. Campari Group presenta infatti Aperol Spritz on tap, la nuova proposta del portafoglio Aperol che consente di preparare e servire alla spina un Aperol Spritz originale e perfettamente pre -miscelato.

Aperol Spritz on tap si presenta come una soluzione ideale per contesti ad alta rotazione, dai bar agli eventi, garantendo un servizio fino a tre volte più rapido e standard qualitativi costanti grazie alla qualità dell’inimitabile Aperol.

Aperol, simbolo dell’aperitivo italiano, continua a rinnovarsi e presenta il nuovo look di un elemento chiave della propria brand identity: l’iconica bottiglia. Con il restyling della bottiglia, Aperol mette al centro le proprie radici attraverso un racconto che parte dalla sua città natale, Padova, ribadendo l’originalità del brand e il suo ruolo di creatore indiscusso della categoria Spritz, senza inseguire tendenze ma, anzi, anticipandole.

Un design elegante che celebra le origini padovane del brand. Il nuovo look valorizza l’inconfondibile arancione Aperol con un collo in vetro ondulato e dettagli che richiamano la “Casa Fratelli Barbieri” e la “ricetta originale”.

Un ritorno alle radici per un’identità ancora più riconoscibile, senza cambiare il gusto che ha reso Aperol un’icona globale dell’aperitivo. Il nuovo design sarà disponibile in tutti i formati della gamma (70 e 100 cl).

DA MAISONS DU MONDE

Maisons du Monde, nel 2025, a livello di gruppo, è scesa sotto il miliardo di fatturato (947,3 milioni di euro, con un calo del 5,4% sul 2024). Eppure, fa notare l’azienda, i Paesi del Sud Europa come Spagna e Italia sono rimasti stabili, mentre la frenata è arrivata da Germania e Austria. Il 2026 segna l’esordio del franchising in Italia per Maisons du Monde. Il primo di questi negozi sta aprendo a Ragusa e sarà seguito da almeno altre quattro operazioni. Un altro marchio legato al mondo dei casalinghi, che ha appena annunciato lo sviluppo del franchising, è Satur Passione Casa (oltre 100 negozi in Italia), che appartiene a Galileo Spa, società laziale fondata e diretta da Felice Turco. Anche Perdormire ha esordito nel franchising, con la prima apertura in affiliazione a Foggia. E ha dichiarato di voler accelerare su questa formula anche Bricocenter

Il 1° Gestionale Conversazionale per la Ristorazione.

News In Breve

MISCUSI

LE GRU: IN ARRIVO

Nel corso del 2026 inizierà un nuovo ampliamento del centro commerciale Le Gru a Grugliasco (Torino). Lo shopping center di Klépierre, nella prima cintura di Torino, sarà oggetto di lavori di riqualificazione e di allargamento, con un investimento da 81 milioni di euro, che al termine porteranno all’aggiunta di 7.500 metri quadrati in più e dunque più spazio per i tenant. Le Gru, con 11 milioni di visitatori l’anno, è uno dei centri commerciali italiani più longevi, inaugurato nel 1993. Questa fase di lavori dovrebbe terminare entro la fine del 2027 e nello stesso anno è previsto l’avvio della fermata ferroviaria Le Gru, del treno di superficie (metropolitana leggera Sfm5) già appaltato da Ferrovie dello Stato.

“DA MEDAGLIA”: FEDERICA BRIGNONE ENTRA IN SOCIETÀ

La catena di pasta fresca Miscusi accoglie un’investitrice d’eccezione proveniente dallo sport: Federica Brignone. La campionessa di sci, doppio oro olimpico a Milano Cortina 2026, ha annunciato l’ingresso in Miscusi a pochi giorni dal termine delle gare. Brignone sarà socia e brand ambassador del marchio. Non è stata comunicata la quota societaria specifica. “Entrare in Miscusi come socia significa sostenere un progetto che mette al centro il benessere delle persone, che punta a diffondere uno stile di vita mediterraneo fatto di valori in cui credo” il commenta di Brignone. “Federica incarna perfettamente il nostro modo di intendere lo sport e l’alimentazione” ha detto invece Alberto Cartasegna, CEO e co-founder di Miscusi. Miscusi, nata nel 2017, è una catena che dal 2021 ha ottenuto lo status di B-Corp. Attualmente conta poco più di 20 ristoranti, di cui quindici in Lombardia, poi tre in Piemonte, tre in Veneto, uno in Campania al Maximall Pompeii e uno in Svizzera a Ginevra.

Rom’antica ha stretto un accordo con Gima Group, che diventa il Master Franchising di Rom’antica, il marchio di pizzerie al taglio del gruppo Finiper Canova, che oggi conta circa 60 punti vendita nel Nord Italia. L’amministratore di Gima è Arnaud de Montalembert, già attivo con il Gruppo Montal nella gestione di supermercati a marchio Carrefour nella zona di Roma). L’anno scorso era arrivato l’annuncio dell’avvio del progetto di affiliazione di Rom’antica, con la creazione di una business unit “franchising” interna a Finiper, che si occupa anche dello sviluppo di accordi per il marchio Unes. Tra gli obiettivi numerici, raggiungere 100 punti vendita in cinque anni.

PRONTO AD APRILE

IL FASS SHOPPING CENTER DI CAGLIARI

Aprirà in primavera il FASS Shopping center, la nuova destinazione di Elmas (Cagliari), con una superficie di vendita di 34.575 mq, di cui 869 per i prodotti alimentari e il resto per 53 negozi, di cui una food court al primo piano con circa quindici insegne. Tra i brand sicuri: Eurospin, Trony, Cisalfa, Nyx, Marlù, Popeyes, C House cafè, Burger King.

VIA LIBERA PER IL CENTRO ZAFFERIA (MESSINA), PRONTO NEL 2028

Superati gli iter amministrativi, possono prendere il via i lavori per il futuro centro commerciale a Zafferia, periferia di Messina. Lo shopping center, nel quartiere di Tremestieri, è stato presentato ufficialmente al territorio. Il progetto è un’iniziativa di ImmobiliarEuropa, la società milanese, proprietà di Sergio Zuncheddu, che ha avuto un ruolo in diverse operazioni di rilievo, tra le ultime la costruzione di Merlata Bloom, in partecipazione con Ceetrus e Sal Service. Ok a 20 milioni di finanziamento dalla Bei.

PROMOS, +3% DI VENDITE NEL 2025. CORRONO OUTLET E SEGMENTO FOOD

Nel 2025 di Promos, le vendite nelle strutture in portafoglio sono cresciute del 3%, mentre il footfall è migliorato del 4% rispetto al 2024, intorno ai 40 milioni di visitatori. Il fatturato aggregato delle attività è di circa 1 miliardo di euro.

PORTE DI MILANO: NHOOD CONFERMA IL RILANCIO CON TOSANO

STORE BUILDER E CBRE: ERRATA CORRIGE

Sul numero di Novembre-Dicembre 2025, a pg. 24, è stata riportata in modo errato una risposta di Store Builder. Questo il testo corretto: “Il tema della sostenibilità è parte integrante della nostra filosofia operativa: promuoviamo costantemente l’uso di materiali certificati e riciclabili, l’ottimizzazione energetica e sistemi di illuminazione a basso consumo. Tuttavia, notiamo che non tutti i clienti hanno ancora maturato la piena consapevolezza del valore e dell’impatto di queste scelte, anche se l’interesse sta crescendo. Tra i progetti più significativi realizzati di recente segnaliamo: Bubble Hills, Aelia Duty Free, Doppio Malto, DKNY, Malo Showroom, Febal Casa”. Sul numero di Gennaio-Febbraio 2026, nel servizio “Shopping center italiani, solo l’11% dispone di una app” è stato scritto che CBRE non ha centri in gestione che abbiano sviluppato app per i clienti. La società informa invece che queste sono già disponibili presso i centri Befane, Porte di Catania, Campo dei Fiori, Twenty. Ci scusiamo con i diretti interessati.

Il rilancio del centro commerciale Porte di Milano poggerà sulla collaborazione con Supermercati Tosano. La conferma è arrivata da Nhood, che gestirà e commercializzerà gli spazi del centro. A giugno aprirà la nuova piattaforma alimentare a marchio Iper Tosano, che va a rimpiazzare il supermercato Bennet chiuso da metà 2025 (che prima ancora era stato un Auchan).

L’ECOMMERCE IN ITALIA VALE IL 13% DEGLI ACQUISTI

Nel 2025 il valore degli acquisti eCommerce B2c ha raggiunto i 62,3 miliardi di euro, +7% rispetto al 2024, diviso tra 40 miliardi di prodotto e 22,3 di servizi. L’online sul totale dei consumi è al 13% (+1%). Bene il Beauty&Pharma (+10%). Lo dice l’Osservatorio del Politecnico di Milano, in collaborazione con Netcomm.

La Rubrica Legale

a cura di COCUZZA, Milano

Franchising e location: quando il contratto vive (e muore) con il punto vendita Di Avv. Alessandro Cappai

NEL SETTORE

RETAIL E FOOD, IL CONTRATTO DI FRANCHISING

È PARTE DI UN’OPERAZIONE ECONOMICA COMPLESSA, LA CUI EFFICACIA DIPENDE IN LARGA MISURA DALLA DISPONIBILITÀ E DALL’IDONEITÀ DELLA LOCATION RISPETTO AL FORMAT

E AL MERCATO DI RIFERIMENTO.

La prassi, infatti, dimostra come la scelta della location sia determinante per la conclusione e l’esecuzione del contratto di franchising. Il franchisor, di regola, approva preventivamente il punto vendita sulla base di analisi di mercato, vincola il franchisee a una specifica area o centro commerciale e il business plan viene costruito di conseguenza, basandosi sui flussi di affluenza e sulla visibilità dei locali. Per il franchisee, questo significa una cosa molto concreta: l’intero investimento può dipendere dalla sorte di un singolo punto vendita. Non si tratta più, dunque, di una mera formalità, ma il comune intento delle parti è quello di considerare le specifiche location come presupposti alla base dell’operazione economica. Eppure, proprio su questo presupposto – essenziale per il franchisee – spesso il contratto resta sorprendentemente silente o sbilanciato. Normalmente il franchisee individua autono -

mamente la location da presentare al franchisor e si assume l’onere di garantirne la disponibilità giuridica, stipulando il contratto di locazione o altro titolo di godimento e assumendosi il rischio ordinario connesso alla detenzione dei locali. Abbiamo, quindi, due contratti paralleli e al contempo interdipendenti: il contratto di franchising e il contratto che assicura la disponibilità dei locali, tra franchisee e proprietà (molto raramente tra franchisor e franchisee). Il punto critico è che questo collegamento funzionale, pur evidente sul piano economico, raramente viene disciplinato in modo espresso nel contratto.

PERDITA DELLA LOCATION E SORTE DEL CONTRATTO DI FRANCHISING

Quando viene meno il contratto che assicura al franchisee la disponibilità dei locali – per diniego di rinnovo, risoluzione o altra causa – la questione centrale è se il contratto di franchising possa sopravvivere senza il punto vendita specificamente approvato e valorizzato nel piano economico dell’operazione. Talora i contratti di affiliazione disciplinano compiutamente questa ipotesi. Ove ciò manchi, la giurisprudenza ammette che in presenza di un collegamento funzionale le vicende di un contratto possano riflettersi sull’altro secondo il principio per cui le sorti dei contratti sono inscindibilmente collegate. Tale effetto, tuttavia, non è automatico. Quando l’indisponibilità del punto vendita impedisce in modo definitivo l’esercizio dell’attività secondo il format approvato, la prosecuzione del franchising rischia di tradursi in un’imposizione contrattuale priva di giustificazione economica. In tali ipotesi, la prosecuzione del rapporto non dovrebbe essere conseguenza automatica, ma andrebbe valutata alla luce dell’effettiva utilità residua

del contratto, anche per evitare conflitti tra le parti. Da qui l’esigenza per le parti di prestare particolare attenzione alla disciplina contrattuale delle ipotesi di perdita della location: su questo bisognerebbe concentrarsi durante le negoziazioni. Clausole che escludono ogni responsabilità del franchisor o impongono la prosecuzione forzata del rapporto in assenza del punto vendita o prevedono penali sproporzionate per la perdita della location possono determinare un’allocazione del rischio difficilmente giustificabile, soprattutto quando la sede sia stata approvata o fortemente condizionata dal franchisor. È nell’interesse del franchisee di pretendere una disciplina chiara e sostenibile della sorte del contratto in caso di perdita della sede approvata. In un mercato retail in continua trasformazione, il contratto di franchising non può più essere concepito come avulso dal destino del punto vendita. Per il franchisee, la gestione del rischio location non è un tema secondario o patologico: è il cuore dell’investimento. Per il franchisor, è spesso il motivo precipuo dell’accettazione di quella data apertura. Il rischio della perdita della location deve essere disciplinato espressamente nel contratto di franchising in quanto non è un’ipotesi patologica, ma una variabile concreta dell’operazione economica.

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Con le nuove soluzioni digitali, più produttività e meno attriti in ogni fase dell’acquisto

Come si muove il mercato delle tecnologie al servizio del retail? E dove puntano gli investimenti? Lo abbiamo chiesto a undici imprese, tra multinazionali e specialisti di nicchia

Il binomio fra tecnologia e retail è inscindibile. Non si tratta di uno slogan, ma di un rapporto concreto, dimostrato dai numeri. Il macro settore che attira milioni di investimenti, il digitale, è quello su cui si concentrano la maggior parte degli sforzi. Nel 2025, secondo l’ultimo Osservatorio e-commerce b2c e innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano, l’incidenza degli investimenti in digitale sul

fatturato dei retailer è cresciuta, raggiungendo il 4,7% (era il 3,2% nel 2024). Si va dall’intelligenza artificiale, ormai integrata nei processi dal 46% delle grandi imprese, alla valorizzazione del dato: l’89% dei retailer ha potenziato i sistemi di raccolta e analisi per attivare esperienze personalizzate, investendo in Business Intelligence Analytics (78%), Customer Relationship Management (67%) e Customer Data Platform (52%).

E ancora. Il 46% dei retailer punta su sistemi di self check-out, il 29% sul self scanning e l’83% utilizza strumenti di digital couponing e loyalty. E questi sono alcuni esempi dell’offerta sempre più diversificata, a servizio del retail e della ristorazione, reperibile oggi sul mercato. In questo servizio abbiamo chiesto a dieci aziende, di vari comparti, di spiegare l’evoluzione attuale del mercato e le soluzioni più promettenti.

ADYEN:

FOCUS SU AI, CONTROLLO DEI COSTI E SICUREZZA NEI PAGAMENTI

Intervista a Gabriele Bellezze, Country Manager Adyen Italia

Da parte delle imprese retail e/o delle catene di ristorazione, quali sono le esigenze principali che riscontrate più frequentemente?

Retailer e catene di ristorazione si trovano ora in una fase di transizione profonda, trainata dall’innovazione tecnologica e dal cambiamento delle abitudini di consumo. Una prima esigenza principale è l’adozione dell’intelligenza artificiale: quasi un’azienda su due prevede investimenti per supportare vendite e marketing, prevenire le frodi e accelerare l’innovazione di prodotto. Un’altra necessità centrale riguarda il miglioramento dell’esperienza cliente, con la richiesta di insight più accurati per personalizzare offerte, campagne e programmi fedeltà. Allo stesso tempo, cresce la pressione sull’ottimizzazione dei costi: molte realtà cercano soluzioni per ridurre le commissioni di pagamento e proteggere i margini. L’efficienza operativa è un altro tema chiave, soprattutto per chi gestisce più fornitori e deve riconciliare transazioni provenienti da diversi canali. La prevenzione delle frodi resta prioritaria, anche alla luce dell’aumento dei casi segnalati dai consumatori. Infine, molte imprese puntano all’espansione internazionale e alla creazione di nuove fonti di ricavo, ad esempio evolvendo verso modelli marketplace.

E quali sono le principali soluzioni commerciali da voi offerte?

Per rispondere a queste esigenze, Adyen offre una piattaforma unica che integra soluzioni consolidate e innovazioni recenti. Con Adyen Uplift, suite basata su machine learning, ottimizziamo conversioni, gestione del rischio e costi lungo l’intero funnel di pagamento. La piattaforma Unified Commerce unifica i dati di pagamento di negozio fisico, online e app in un unico backend, offrendo una visione completa del cliente e abilitando marketing personalizzato e loyalty evolute. Investiamo, inoltre, nelle infrastrutture con l’obiettivo di supportare nuove aree di commercio abilitate dall’IA, con checkout agentici proprietari del merchant e collaborazione con i circuiti internazionali su standard di tokenizzazione per transazioni

delegate e automatizzate. Sul fronte dei costi, ottimizziamo le commissioni tramite metodi di pagamento locali e acquiring domestico. Offriamo un unico punto di riferimento per rischio, riconciliazione e reportistica. Le soluzioni antifrode integrano IA, biometria e analisi comportamentale. Con Global Acquiring e Adyen for Platforms, infine, abilitiamo oltre 200 metodi di pagamento e supportiamo marketplace e franchising con onboarding, split payment e KYC semplificati. Dal vostro punto di vista, qual è il grado di conoscenza delle soluzioni oggi disponibili sul mercato da parte delle imprese?

Oggi vediamo un livello di conoscenza delle soluzioni di pagamento piuttosto maturo tra i retailer e le catene che usano l’innovazione come leva competitiva. In particolare, le realtà più strutturate cercano piattaforme di Unified Commerce perché hanno competenze interne capaci di trasformare i dati di pagamento in insight operativi e decisioni di business, integrando in modo coerente negozio, e-commerce e canali digitali. Le aziende più piccole o in fase iniziale, invece, privilegiano soluzioni chiavi in mano, rapide da attivare e con benefici immediati. In questi casi, Adyen diventa particolarmente rilevante quando l’azienda cresce: con l’aumento di canali e mercati, aiutiamo a consolidare l’infrastruttura, migliorare i margini e supportare una crescita internazionale più efficiente.

DELIVERECT:

MULTICANALITÀ E DIGITALIZZAZIONE DEGLI ORDINI

Ecco il punto di vista di Deliverect, tra i leader nell’automatizzazione degli ordini.

LE NECESSITÀ

Le realtà con cui collaboriamo vantano un’eccellenza operativa instore, ma affrontano sfide critiche nella scalabilità del digital commerce. Tre necessità emergono sistematicamente: Automazione dei processi: le catene ad alto volume faticano a gestire carichi di lavoro manuali su canali di vendita frammentati. Richiedono un’infrastruttura che elimini l'intervento umano nei task ripetitivi, abbattendo errori e costi del lavoro e garantendo affidabilità su scala. Precisione nel fulfillment: nel retail manca spesso una comunicazione fluida tra sistemi POS/ERP e la gestione del magazzino, causando discrepanze nelle disponibilità a scaffale. Il settore necessita di strumenti che colmino questo gap attraverso una sincronizzazione real-time e flussi automatizzati, garantendo precisione su migliaia di ordini giornalieri.

Centralizzazione totale: unificare gli ordini multicanale, ridurre i tempi di consegna e gestire volumi transazionali esponenziali con team snelli non è più un’opzione, è un imperativo strategico. Gli operatori hanno bisogno di un unico "system of record" capace di orchestrare l'intero ecosistema digitale.

LE SOLUZIONI

Deliverect agisce come il sistema nervoso operativo per le realtà multi-location. Le nostre soluzioni core includono: Sentinel (protezione del fatturato in tempo reale). Monitora lo stato dei punti vendita, riapre automaticamente gli store offline e gestisce l'inventory per prevenire vendite di prodotti non disponibili. Dispatch (gestione delle consegne): Automazione intelligente dell'ultimo miglio. Seleziona i provider di delivery ottimali in base a costi, velocità o affidabilità, restituendo al brand il controllo totale sulla customer experience. Quest: Progettata per il Retail e i Dark Store per ottimizzare picking e fulfillment, assicurando la massima accuratezza degli ordini su larga scala. Kiosk: Totem self-service dal design ottimizzato che sincronizzano menu, prezzi e disponibilità in tempo reale. Questi dispositivi integrati eliminano gli aggiornamenti manuali e incrementano significativamente lo scontrino medio. AI Agents: Andiamo oltre la semplice automazione: i nostri agenti gestiscono workflow autonomi capaci di prendere decisioni complesse lungo tutto il journey del cliente. Nel pilot con KFC Olanda, oltre 1.000 codici promozionali sono stati generati e attivati autonomamente, portando a un aumento sostanziale delle vendite. Ciò che prima richiedeva il coordinamento tra Marketing, IT e Operation ora avviene senza alcun intervento umano.

TRA QSR E RETAIL

La consapevolezza sta evolvendo rapidamente: i grandi player si stanno spostando oltre le singole soluzioni verticali. I gruppi Enterprise rifiutano sempre più i pacchetti "all-in-one" rigidi. Esigono un’infrastruttura API-first che sia flessibile, affidabile e scalabile lungo l'intero percorso dell'ordine. È qui che facciamo la differenza. La nostra sfida principale resta quella di posizionare Deliverect oltre la definizione di “aggregatore”. Siamo l'architettura digitale che connette ogni touchpoint operativo, con soluzioni native e un network di oltre 1.000 partner certificati a disposizione dei clienti. Il Retail presenta una dinamica peculiare: sebbene storicamente più lento del Food nell'adozione del delivery, il gap si sta chiudendo. Il confine tra QSR e Retail sfuma ogni giorno di più; siamo in una “corsa all'adattamento" dove la solidità dell'infrastruttura tecnologica è diventata il principale vantaggio competitivo.

TORTA DUBAI CHOCOLATE STYLE

UN VIAGGIO NEL GUSTO

Cacao, pistacchio e pasta kataifi: un dessert

contemporaneo dalla raffinata armonia.

MARKET PAY:

PAGAMENTO E LOYALTY CARD SENZA PIÙ FRIZIONI

Ecco il punto di vista di Market Pay, piattaforma di pagamento paneuropea che offre soluzioni digitali omnicanale in oltre dieci mercati. Intervista a Riccardo Porta –Sales Director Italy, Market Pay

Quali sono le caratteristiche del mercato di oggi?

Il retail sta affrontando, nuovamente, una trasformazione verso una maggior efficienza e personalizzazione della customer experience. Sono cambiate le abitudini di consumo, la domanda è in calo e il tema dei costi, che c’è sempre stato, torna sulle scrivanie dei decisori. Ci viene chiesta chiarezza nelle offerte, supporto, architetture resilienti. Le aziende hanno compreso che l'omnicanalità non è più un canale aggiuntivo, ma un'infrastruttura che abilita il controllo dei margini e trasforma il negozio in un luogo di servizio. In un contesto dove gli investimenti digitali sono ancora contenuti ma in crescita (4,7% - fonte Politecnico di Milano), la richiesta principale è la trasparenza: soluzioni capaci di abbattere i costi operativi e ridurre l'attrito al momento del pagamento.

Rispetto alla vostra offerta, quali sono i servizi più innovativi?

All’interno della ampia offerta omnicanale di Market Pay e, in linea con quanto raccontato più sopra, stanno emergendo, in particolare, due servizi. Il “loyalty vault” e i SoftPos. Abbiamo capito che i programmi fedeltà tradizionali creano spesso fastidiosi attriti alla cassa. Con il Loyalty Vault, vincitore del Trustech 2025 Innovation Award, la normale carta di pagamento, che sia fisica o salvata in un wallet mobile, diventa direttamente l'identificativo del cliente. Al momento del pagamento in cassa, il sistema riconosce l'utente in modo del tutto invisibile e automatico, senza dover scansionare nulla. Senza dover cercare una carta fedeltà nel portafogli, senza dover

smanettare in un’app sul cellulare. Questo approccio innovativo trasforma la fedeltà in una vera e propria strategia di pagamento, aumentando le iscrizioni ai programmi fino al 30% e permettendo ai retailer di ridurre fino al 35% i costi operativi legati alle vecchie tessere fisiche. Immaginate poi la semplicità, le code alle casse che si riducono. Parallelamente, stiamo rivoluzionando l'esperienza fisica all'interno degli store grazie alla tecnologia SoftPos. Questa soluzione permette di trasformare i normali smartphone o tablet commerciali, sia Android che iOS, in veri e propri terminali di pagamento contactless. Eliminando la necessità di acquistare o noleggiare hardware POS aggiuntivo, abbattiamo i costi per gli esercenti. Il vantaggio più grande è la mobilità assoluta: lo staff può finalizzare la vendita in qualsiasi punto del negozio, accompagnando il cliente dalla consulenza direttamente al pagamento senza farlo passare per la cassa tradizionale. È un'innovazione perfetta per azzerare le code e gestire le vendite in totale libertà. È una tecnologia (di fatto è un’app) che ci viene molto richiesta in white label, anche da banche e distributori che non vogliono investire in soluzioni proprietarie.

Come fa, un’azienda, a districarsi tra le proposte di mercato?

L’offerta continua a cambiare, non è facile rimanere aggiornati. Orientarsi tra tecnicismi, nuove normative (come l'obbligo dal 2026 di collegare POS e registratore telematico) e costi variabili non è immediato. Il nostro ruolo è duplice. Da una parte cerchiamo di semplificare, integrando ad esempio il fisico e il digitale in un’unica piattaforma di Unified Commerce che renda il pagamento un gesto naturale, non un fastidio da sopportare. Dall’altra cerchiamo di fare (in)formazione. In prima linea cerco di rispondere alle domande delle aziende, di tenere aggiornati i nostri clienti, di stimolarli. Questo è un mercato iper veloce dove le infrastrutture hanno costi variabili e dipendenti dalle dimensioni: fare degli errori può costare caro e metterci a disposizione è un dovere.

QODEUP:

ORDINI PIÙ FLUIDI AL RISTORANTE E PRODUTTIVITÀ

Ecco il contributo di Qodeup, start up italiana specializzata nell’offrire una soluzione digitale, tramite Qr Code, per tutte le fasi che vanno dall’ordine al pagamento per ristoranti, bar e hotel.

Nel confronto quotidiano con retail food e catene di ristorazione, le esigenze che emergono più spesso ruotano attorno a un obiettivo molto concreto: liberare tempo operativo senza perdere controllo su incassi, esperienza del cliente e reputazione.  La prima richiesta riguarda la riduzione dell’attrito al tavolo. Attese per il conto, gestione dei pagamenti, divisione tra più persone, richiesta di ricevute, pagamenti tramite buoni pasto: minuti “invisibili” che pesano su rotazione dei tavoli, serenità del personale e percezione del servizio. In parallelo cresce la domanda di percorsi di pagamento e ordering più fluidi, validi sia per il dine-in sia per take away e modalità ibride, con un’esperienza semplice per il cliente e coerente con i processi di sala. La seconda esigenza è la produttività dello staff. In un contesto di carenza di personale e picchi imprevedibili, le insegne cercano soluzioni che riducano attività ripetitive, aumentino la velocità del servizio e aiutino a trattenere le persone, anche tramite meccanismi di incentivo come la mancia digitale. La terza area, ormai decisiva, è la reputazione

online. Le recensioni sono un canale di acquisizione, ma spesso la raccolta resta episodica: servono strumenti che la trasformino in un processo misurabile e integrato nel journey del cliente. Per rispondere a queste esigenze, Qodeup propone una suite che copre l’intero percorso, dalla sala al post-visita: pagamento digitale via QR (con mancia,split del conto e buoni pasto), soluzioni per Order & Pay e modalità ibride, fino a componenti operative che semplificano la gestione quotidiana. I servizi più rodati puntano sulla “messa a terra”: riduzione dei tempi di incasso, maggiore controllo sul flusso dei pagamenti e strumenti che rendono più lineare il lavoro di sala, soprattutto nei picchi.  Accanto a questi, stanno crescendo i moduli orientati alla crescita, in particolare quelli dedicati alla reputation e alla misurazione dell’esperienza: la logica è trasformare il momento del pagamento, quando l’esperienza è “fresca”, in un’occasione strutturata per raccogliere feedback e recensioni e leggere i dati in chiave operativa. Un altro elemento chiave è l’integrazione con lo stack esistente: Qodeup è integrato con i principali sistemi di cassa (15 ad oggi) come iPratico, TcPos, Zmenu, Lightspeed, Passepartout, così da accelerare l’adozione senza stravolgere l’operatività e mantenendo continuità nei flussi di vendita e rendicontazione. Quanto al grado di conoscenza delle soluzioni disponibili, si nota una polarizzazione. Le micro-imprese conoscono il singolo strumento (cassa, QR, delivery), ma meno la visione complessiva fatta di integrazione, dati e reputazione. I gruppi strutturati, invece, sono più consapevoli, ma affrontano complessità di rollout e change management. In entrambi i casi, la discriminante non è “avere tecnologia”, ma scegliere soluzioni che impattino metriche chiare: tempo per tavolo, produttività, qualità del servizio, recensioni e frequenza di ritorno.

RETEXALKEMY GROUP:

CON L’AI DIVENTIAMPO SPECIALISTI

NELLA LOSS PREVENTION

Tra le operazioni più recenti e più rilevanti del mercato, c’è la nascita avvenuta a marzo di Gruppo Alkemy, il nuovo brand nato dalla fusione tra Alkemy, società leader nella trasformazione digitale, Retex, realtà specializzata nell’innovazione tecnologica applicata al retail, Tier 1, leader in Spagna nel software per il retail, Konvergence, società che offre soluzioni in ambito pagamenti digitali e loyalty, Cosmic, specializzata nella produzione di contenuti brevi multipiattaforma, in Italia e Spagna. Ecco un’intervista a Luca Venturoli, Managing Director Consumer Retail & Food Service di Alkemy Group.

Da parte delle imprese retail e/o delle catene di ristorazione, quali sono le esigenze principali che riscontrate più frequentemente?

La richiesta ricorrente quanto complessa da realizzare è diminuire le perdite senza introdurre attrito né per il cliente né per chi lavora in punto vendita. Nel retail europeo, lo shrinkage pesa fino al 2% del fatturato, percentuale che si traduce in un impatto enorme sui ricavi. Nella pratica, c’è certamente il taccheggio, ma anche un’attenzione crescente a ciò che genera perdita lungo i processi: anomalie in cassa, errori operativi. Inoltre, un’esigenza trasversale è avere visibilità rispetto a dove, quando e perché, per intervenire in modo mirato su processi, procedure e formazione, soprattutto nella gestione di reti multisito. E quali sono le principali soluzioni commerciali da voi offerte?

La loss prevention si vince dove si genera la perdita. E oggi è sempre più spesso il checkout in ogni sua declinazione. Come Retex (Alkemy Group) abbiamo sviluppato una proposta con al centro l’AI: un insieme di modelli che lavorano su dati reali e propongono correzioni di facile implementazione. La nostra suite Iconic Safe Checkout è pensata per coprire tutti i touchpoint di pagamento in cui nascono le anomalie: self-checkout, cassa assistita e self-scanning. Nel self-checkout viene sfruttata la computer vision, con algoritmi di gesture recognition che riconoscono ciò che accade nell’area di scansione e lo mettono in relazione con l’evento transazionale, per intercettare dinamiche anomale (per esempio la mancata scansione) e trasformarle in segnalazioni efficaci, evitando di inondare il personale con falsi allarmi. Sulla cassa assistita, il modulo è interamente algoritmico e il focus sta nell’analisi di eccezioni e anomalie a li-

vello di singola sessione di spesa. Void e annulli ripetuti, sconti fuori norma, resi sospetti, aperture cassetto diventano indicatori molto chiari, se letti in correlazione. Anche per il self-scanning la prevenzione è principalmente algoritmica, perché il tema è governare l’aderenza tra percorsi di acquisto e di pagamento, individuando incoerenze e ricorrenze che segnalano dove intervenire, con controlli mirati e senza deteriorare l’esperienza cliente.

Dal vostro punto di vista, qual è il grado di conoscenza delle soluzioni oggi disponibili sul mercato da parte delle imprese?

La consapevolezza sull’accessibilità delle soluzioni da parte delle piccole realtà è molto bassa: gli strumenti sono ritenuti complessi o “per grandi gruppi”, nonostante la loro modularità permetta adattabilità, gradualità e rapida misurazione del ROI. Nei gruppi strutturati, invece, la conoscenza degli strumenti c’è, ma spesso l’adoption è rallentata da silos di responsabilità interni al retailer. Spesso il vero discrimine è la governance, non il tool in sé. Anche la miglior tecnologia perde efficacia, se non esistono ruoli chiari, priorità condivise e un processo ripetibile che trasformi l’alert in un’azione. Noi possiamo affiancare i retailer sia sul deployment tecnologico sia nella messa a terra del modello: definizione di policy e KPI, costruzione dei workflow di gestione, criteri di priorità, reporting puntuale, fino a supportare change management e formazione. Obiettivo: trasformare la loss prevention in una pratica quotidiana e misurabile.

SENSORMATIC SOLUTIONS:

Sensormatic Solutions, gruppo Johnson Controls, lavora in tutto il mondo con i principali marchi retail per l’ottimizzazione dei processi in chiave digitale. Ecco la sua visione del mercato Le richieste che incontriamo più spesso nel retail food si concentrano su tre aree molto concrete. La prima è l’efficienza operativa: la pressione su sprechi e costi è altissima e si intreccia con la necessità di garantire conformità, continuità del servizio e tracciabilità dei processi in ogni punto vendita. La seconda esigenza è migliorare l’esperienza cliente, lavorando su layout, disponibilità a scaffale e organizzazione dei team per ridurre attese e frizioni nel percorso d’acquisto. Infine, la terza priorità è la protezione dalle perdite: furti e anomalie di processo continuano a generare differenze di inventario e costi operativi, incidendo direttamente sulla marginalità, soprattutto per le reti multi-sede.

LA PROPOSTA

Il nostro portafoglio si articola in soluzioni che rispondono direttamente a queste priorità. Tra

le più consolidate, proponiamo strumenti per la gestione operativa e la compliance, come Sensormatic Compliance Manager, che unisce monitoraggio remoto, per esempio su parametri critici come la temperatura dei banchi frigo, per intervenire tempestivamente ed evitare scarti, e gestione digitale delle attività in-store tramite task management e checklist centralizzate, includendo verifiche su pulizie, controlli di sicurezza e ispezioni. Per l’area Customer experience, offriamo soluzioni di people counting e analytics AI che misurano i flussi, analizzano i percorsi e trasformano i comportamenti in-store in indicazioni operative su esposizioni, layout e organizzazione del personale. Sul fronte loss prevention, i sistemi EAS antitaccheggio restano un pilastro per la protezione delle categorie più esposte, per analizzare pattern sui furti che si ripetono e misurare l’efficacia degli interventi e delle azioni correttive. Tra le soluzioni più innovative spicca Solink, piattaforma cloud video con algoritmo di proprietà, che integra dati POS e contesto video, semplifica investigazioni e audit operativi: consente di ricercare rapidamente situazioni anomale anche su transazioni specifiche (per articolo, dipendente o parola chiave) e rivederle con le immagini associate, oltre a supportare controlli operativi gra-

zie all’ausilio di intelligenza artificiale e funzioni di video alarm utili anche per verificare eventi fuori orario e ridurre i falsi allarmi, con una gestione via web o app più rapida e “data-driven” di sicurezza e processi, anche su reti multi-location.

IL CONTESTO

Il grado di conoscenza e adozione è molto variabile e dipende non solo dalla dimensione, ma anche dalla struttura interna, dalla maturità digitale e dalla capacità di rendere operative le tecnologie nei punti vendita. Le realtà più piccole, pur con risorse limitate, hanno spesso obiettivi chiarissimi e una forte urgenza di risolvere problemi quotidiani. Ciò che manca, più che l’interesse, sono il tempo e il supporto per orientarsi tra alternative, integrazioni e ritorno dell’investimento. I grandi gruppi, invece, possono essere già esposti a soluzioni avanzate, ma incontrano frizioni legate alla complessità organizzativa, all’integrazione con sistemi esistenti e alla gestione del cambiamento: il tema non è “avere il dato”, ma farlo diventare una leva stabile di decisione e controllo. In questo scenario il nostro ruolo è anche consulenziale: affianchiamo le aziende nella definizione dei KPI, nella valutazione dell’impatto e nell’adozione di soluzioni scalabili e sostenibili, capaci di portare benefici misurabili e realmente utili alle operations.

SINTROPY.AI:

NEGOZI E CONSUMI ENERGETICI AUTOMATIZZATI E SOTTO CONTROLLO

Sintropy.ai è una società che combina l’adozione di sensori e intelligenza artificiale, per il controllo automatizzato dei consumi al punto vendita, sia nel retail sia nella ristorazione. Una delle esigenze che riscontriamo più spesso nel retail e nella ristorazione è la mancanza di controllo operativo sugli store. In molti casi gli impianti - climatizzazione, illuminazione, frigoriferi o attrezzature di cucina - vengono gestiti manualmente dal personale del punto vendita. Questo porta a una gestione poco uniforme tra store diversi e spesso a sprechi energetici. Le aziende hanno quindi sempre più bisogno di standardizzare il funzionamento dei punti vendita, capire cosa succede realmente nello store e avere la possibilità di monitorare e gestire gli impianti anche da remoto. A questo si aggiunge un tema sempre più centrale per il settore: la riduzione dei costi energetici. Nel retail e nella ristorazione l’energia rappresenta infatti una voce di costo molto rilevante, soprattutto per store con cucine, frigoriferi o impianti di climatizzazione attivi molte ore al giorno. Cresce quindi l’interesse verso soluzioni che permettano di ottimizzare i consumi, automatizzare alcune

operazioni e mantenere standard operativi coerenti tra tutti i punti vendita della rete. LA PROPOSTA

Sintropy.ai offre un servizio di automazione e ottimizzazione energetica per il retail e la ristorazione che consente di trasformare ogni punto vendita in uno store digitale e connesso, senza interventi invasivi sugli impianti esistenti. Il processo è semplice e rapido da implementare. Il primo passo consiste nell’analisi dei consumi energetici, studiando le bollette e il comportamento energetico degli store per individuare le principali opportunità di risparmio. A partire da questa analisi proponiamo un servizio chiavi in mano di automazione energetica che, grazie alla nostra sensoristica proprietaria, permette di monitorare e controllare diversi elementi dello store, tra cui climatizzazione, illuminazione, frigoriferi e celle frigo, attrezzature di cucina e apparecchiature operative come friggitrici e bollitori. L’obiettivo è automatizzare la gestione degli impianti, ridurre la dipendenza dalla gestione

manuale dello staff e migliorare allo stesso tempo controllo operativo ed efficienza energetica. Grazie a questo approccio i nostri clienti registrano un saving energetico medio intorno al 15%. Abbiamo già implementato queste soluzioni con diverse catene del settore. Con Mi Scusi lavoriamo sull’ottimizzazione energetica degli store e sul monitoraggio della catena del freddo per il rispetto delle procedure HACCP. Con KFC Italia abbiamo invece sviluppato sistemi di monitoraggio e controllo delle friggitrici, analogamente a quanto avviene con i bollitori negli store Mi Scusi, migliorando l’efficienza e la gestione operativa delle attrezzature di cucina. Il livello di conoscenza di queste soluzioni è ancora relativamente basso, soprattutto tra le realtà più piccole o tra le catene che non hanno ancora avviato un percorso strutturato di digitalizzazione degli store. La consapevolezza è generalmente più alta nei grandi gruppi. Per questo vediamo un interesse crescente verso soluzioni che permettono di ottenere risultati concreti in tempi rapidi.

TSC AUTO ID:

TSC AUTO ID È TRA I LEADER MONDIALI

NELL’ IDENTIFICAZIONE AUTOMATICA E ACQUISIZIONE DATI, COSÌ COME

NELLA STAMPA TERMICA DI ETICHETTE

Nel retail e nelle catene di ristorazione, la sfida principale va oltre la semplice efficienza operativa. La priorità è ottenere dati affidabili a livello di singolo articolo in un contesto caratterizzato da fulfilment omnicanale, pressione normativa e aspettative crescenti dei clienti. Le aziende devono garantire visibilità dell’inventario in tempo reale, processi di evasione degli ordini fluidi, prevenzione delle perdite e conformità a framework come il Digital Product Passport (DPP) e GS1 Sunrise 2027 Molte inefficienze nascono ancora nel momento dell’identificazione. Prodotti etichettati in modo errato, codici a barre illeggibili, tag RFID codificati in modo non corretto e ecosistemi di dispositivi frammentati compromettono i dati prima ancora che la merce arrivi sullo scaffale o al cliente. Sia nei negozi retail sia negli ambienti di ristorazione ad

alto volume, l’integrità dei dati alla fonte determina l’accuratezza del riassortimento, l’efficienza dei resi, la conformità normativa e la soddisfazione del cliente. Il settore sta evolvendo verso ecosistemi di dati affidabili. L’infrastruttura di identificazione è diventata una base strategica per la competitività e la resilienza delle aziende.

LA PROPOSTA

Progettiamo e implementiamo infrastrutture di identificazione ibride e scalabili che combinano tecnologie barcode e RFID come livelli complementari. I retailer necessitano sistemi flessibili in grado di adattarsi alle diverse categorie di prodotto, ai flussi operativi e ai requisiti normativi. Le nostre stampanti industriali, desktop e mobili supportano codici a barre EAN e UPC, codici 2D GS1 Digital Link e funzionalità di codifica RFID durante la stampa. La verifica integrata della stampa garantisce l’accuratezza dei dati prima che i prodotti entrino in circolazione. Quando queste soluzioni vengono integrate con mobile computer per la validazione in tempo reale e l’ottimizzazione dei processi, si crea un ecosistema connesso che copre negozi, centri di distribuzione e operazioni di

consegna dell’ultimo miglio. Le recenti evoluzioni del nostro portafoglio includono soluzioni RFID avanzate e tecnologie di etichettatura sostenibile come la stampa linerless. Queste innovazioni supportano sia le prestazioni operative sia gli obiettivi ambientali. In diversi progetti nel retail, le infrastrutture ibride hanno portato a miglioramenti misurabili nell’accuratezza dell’inventario, riduzione delle perdite e accelerazione della logistica inversa, confermando che il vantaggio competitivo inizia da un’identificazione accurata.

IL CONTESTO

I grandi gruppi retail stanno progressivamente passando da progetti pilota RFID a strategie di implementazione più strutturate. Tuttavia, molte organizzazioni sottovalutano ancora l’importanza dell’accuratezza della codifica, delle competenze di integrazione e dell’allineamento dei processi. Le aziende più piccole spesso percepiscono l’RFID come una tecnologia complessa o costosa. Le infrastrutture ibride permettono invece un’adozione graduale, preservando gli investimenti esistenti nei codici a barre e rendendo possibile una scalabilità senza interruzioni operative. Nel frattempo, l’accelerazione normativa, l’automazione e la crescente domanda dei consumatori di maggiore trasparenza stanno avanzando rapidamente. Considerare l’RFID come un’iniziativa lontana nel tempo comporta quindi un rischio strategico. Le organizzazioni che iniziano fin da ora, anche con programmi pilota mirati, sviluppano competenze operative, riducono i rischi di implementazione e si preparano a una crescita più solida, anziché a un’adozione reattiva.

QROMO:

PIATTAFORMA ITALIANA CHE INTEGRA PAY, ORDINI E GESTIONE

Qromo è una società italiana che offre una piattaforma in cui sono integrati pagamenti digitali, raccolta ordini e gestione operativa. Ecco il punto di vista del Ceo Francesco Basile. “Le esigenze che riscontriamo più spesso sono tre. La prima è semplificare la gestione operativa: molte catene lavorano ancora con strumenti diversi per cassa, pagamenti, raccolta ordini, delivery, reportistica e riconciliazione, con il risultato di avere processi frammentati, più complessità per il personale e meno controllo centrale. La seconda è velocizzare il servizio, soprattutto nei momenti di picco, riducendo code, attese e punti di attrito nell’esperienza cliente. La terza è poter governare reti di punti vendita in modo più uniforme, con una visione centralizzata di incassi, performance, flussi operativi e qualità del servizio. Qromo nasce per rispondere a questa esigenza di semplificazione, offrendo una piattaforma che integra pagamenti digitali, raccolta ordini e gestione operativa in un unico ecosistema. Tra le soluzioni più rodate ci sono il POS su smartphone, che consente di accettare pagamenti senza hardware tradizionale complesso, e le funzionalità di order & pay, che permettono al cliente di ordinare e pagare in autonomia. Accanto a questo, un altro elemento centrale è la dashboard di controllo, che permette a gruppi e catene di monitorare più punti vendita da un’unica interfaccia".

VISIONAREA:

GLI SPECIALISTI NEL CONTA PERSONE

Negli ultimi anni le aziende non cercano più semplicemente un sistema per contare gli ingressi, ma strumenti capaci di trasformare i flussi fisici in dati strategici. Nel retail le esigenze più frequenti riguardano la misurazione accurata del traffico per calcolare il tasso di conversione reale, l’ottimizzazione del personale in base all’andamento dell’affluenza e la valutazione dell’efficacia delle campagne marketing. Sempre più rilevante è anche la comprensione dei percorsi di visita e dei tempi di permanenza nelle aree espositive instore, oltre alla piena conformità al GDPR. Nel caso di outlet e centri commerciali, l’attenzione si concentra sull’analisi comparativa tra ingressi, aree e periodi, con attenzione particolare all’impatto delle attività drive-to-store.

Quali sono le principali soluzioni commerciali da voi offerte?

Visionarea è specializzata in sistemi di people counting con clienti che operano in diversi settori merceologici, dall’arredamento, all’abbigliamento, alla cura della persona fino ad arrivare al bricolage. Il sistema contapersone è basato su sensori binoculari 3D ad alta precisione, progettati per retail, mall, smart building, musei ed eventi. Le soluzioni più consolidate includono sensori per monitorare gli ingressi anche ad alta affluenza, versioni WiFi per installazioni rapide o temporanee, sistemi per grandi superfici con copertura estesa e soluzioni outdoor per ambienti esterni. Accanto all’hardware, la piattaforma cloud MonitorEyes consente analisi in tempo reale, report persona-

lizzati e integrazione con sistemi BI e CRM. Negli ultimi anni abbiamo potenziato le funzionalità di esclusione automatica dello staff e di analisi avanzata dei flussi di visita instore, offrendo strumenti sempre più orientati al miglioramento concreto delle performance.

Dal vostro punto di vista, qual è il grado di conoscenza delle soluzioni oggi disponibili sul mercato da parte delle imprese (con le dovute differenze, naturalmente, fra piccolissime imprese e gruppi affermati).

Le grandi catene retail mostrano oggi una buona consapevolezza del valore dei sistemi contapersone, soprattutto per l’analisi dell’affluenza e il calcolo del conversion rate. Tuttavia, non sempre viene sfruttato appieno il potenziale delle analisi avanzate. Nelle piccole e medie imprese, invece, il contapersone è ancora spesso percepito come uno strumento operativo e non come una leva strategica. Il nostro ruolo è accompagnare le aziende in un percorso di maggiore consapevolezza, dimostrando come dati accurati e dashboard di analisi avanzate possano supportare decisioni strategiche più efficaci e misurabili. Info: www.visionarea.net

VOUCHERLY

INTEGRAZIONE DEI SISTEMI DI PAGAMENTO

Voucherly nasce per fornire alle catene della ristorazione un'infrastruttura pensata per gestire tutti i metodi di pagamento - buoni pasto digitali inclusi - integrandosi con i sistemi esistenti: app proprietarie, programmi di loyalty e altri

touchpoint digitali. Ecco il contributo del Ceo Francesco Bognini. “I pagamenti elettronici rappresentano ormai quasi il 50% delle transazioni in store. Lavorando con gruppi strutturati, emergono tre esigenze ricorrenti. La prima è la velocità al momento del pagamento: nei picchi di affluenza il checkout diventa un collo di bottiglia che impatta sull'esperienza del cliente, sulla rotazione dei tavoli e sul carico del personale. La seconda riguarda la gestione di metodi di pagamento sempre più diversificati - carte, wallet, buoni pasto digitali - che generano flussi differenti, difficili da riconciliare. La terza è la centralizzazione dei dati: cresce l'attenzione verso soluzioni capaci di integrarsi con l'infrastruttura esistente e di consolidare pagamenti, vendite e dati operativi in sistemi di reportistica unificati.

LA PROPOSTA

Tra i nostri prodotti, stiamo registrando un interesse crescente per il pagamento al tavolo tramite QR code. È una soluzione che digitalizza il momento del checkout con un impatto operativo immediatamente misurabile e rappresenta, per molte catene, il punto di ingresso più immediato alla digitalizzazione del front-end. Il pagamento smette di essere solo la chiusura di una transazione e diventa un touchpoint nella relazione tra insegna e cliente. Partendo dal pagamento, stiamo progressivamente ampliando la piattaforma con strumenti per la gestione della relazione con il cliente e l'analisi dei dati generati nei punti vendita. L'attenzione del mercato è crescente, e non riguarda solo le tecnologie di pagamento: si estende sempre più ai sistemi di loyalty e alla capacità di integrare i due ambiti in modo coerente per migliorare servizio, efficienza operativa e capacità di analisi.

IL CONTESTO

Le differenze tra operatori esistono, ma non sempre seguono la dimensione. Nei gruppi più strutturati troviamo una spinta decisa verso l'integrazione delle soluzioni, con l'obiettivo di costruire esperienze cliente sempre più evolute. Nelle catene di medie dimensioni — specie quelle in fase di crescita — c'è invece una forte volontà di accelerare sull'innovazione, con la ricerca di partner tecnologici in grado di offrire soluzioni complete, da collegare ai gestionali già in uso.

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12-13 Marzo 2026

East End Studios - Milano

GRAZIE A TUTTI

ICC 2026: è un successo il primo evento di matching fra catene food e produttori

Agli East End Studios, la prima edizione di Industry Chain Circle ha trasformato Milano in un laboratorio per il futuro del fuoricasa. Due giorni intensi, 130 insegne, 400 presenze giornaliere e una visione condivisa: industria e ristorazione organizzata devono parlare la stessa lingua. Appuntamento al 2027

di M.L.Andreis e Adriano Lovera

La prima edizione di Industry Chain Circle 2026, promosso da Edifis e Rexim, ha trasformato per due giorni gli East End Studios di Milano in uno dei luoghi di confronto più dinamici per l'intera filiera del foodservice. Un formato ibrido che mescola keynote di alto profilo, tavole rotonde operative, pitch competitivi e sessioni di matchmaking: un ecosistema pensato per far accadere le cose, non solo per raccontarle. Oltre 130 insegne della ristorazione organizzata, 35 aziende sponsor, circa 400 presenze giornaliere: una forza attrattiva che ha confermato la vitalità di un settore orientato verso modelli collaborativi e scalabili. Diciotto relatori in sette sessioni, 20 pitch industria, 11 presentazioni delle catene. Un'agenda pensata per trasformare il dialogo in progetti concreti, con l'obiettivo dichiarato di accelerare l'innovazione nella ristorazione commerciale.

BRAND E FORNITORI, TRA PRODOTTO, SERVIZIO, LOGISTICA

Ad aprire i lavori è stato il professor Carlo Cottarelli, con una lucida lettura degli indicatori macroeconomici e delle tensioni geopolitiche nel Golfo. Dopo tutto il foodservice non vive in una campana di vetro, i prezzi delle materie prime e le crisi internazionali entrano ogni giorno nei margini di un ristorante. La tavola rotonda moderata da Aigrim-Fipe ha riunito Stefania Criveller (Cigierre), Marco Pesaresi (Ferrarelle), Luca D'Alba (Avolta) ed Enrico Galasso (Birra Peroni). Criveller ha portato l'esempio del galletto Cigierre: prodotto complesso in cucina, trasformato — grazie a un fornitore — in un premarinato pronto all'uso. Piccola rivoluzione, grande impatto. Pesaresi ha sottolineato come

per Ferrarelle collaborare con le catene significhi oggi andare oltre la fornitura: content creation, visibilità digitale, marketing condiviso. Secondo Luca D'Alba, proprio nei ristoranti nascono i trend che poi arrivano alla GDO. Enrico Galasso ha ricordato che in Italia le catene valgono il 10% del mercato, contro il 30-40% dei mercati maturi: un gap che è anche un'opportunità. Tommaso Nastasi di Deloitte ha confermato la traiettoria di crescita verso modelli sempre più organizzati e scalabili.

RISTORAZIONE 2036:

IL CLIENTE NON SI ACCONTENTA PIÙ

Il panel moderato da Giulia Cimpanelli ha unito infrastrutture di mobilità, operatori e industria beverage. Elena Sorlini, CEO di Grandi Stazioni Retail, ha ricordato che le stazioni italiane registrano 800 milioni di passaggi l'anno e gestisce 40.000 mq commerciali con 200 concept. Le stazioni evolvono da luoghi di transito a piazze urbane coperte: a Milano Centrale il 30% dei presenti non è passeggero. Per Giuseppe Prestia (Spoon Brands, 250 ristoranti), più cresce la tecnologia, più diventa decisiva la relazione umana. Secondo Sergio Castelli (Areas Italia), il foodservice globale potrebbe raggiungere 6,4 trilioni di dollari entro il 2032. Maria Tindara Niosi di Coca-Cola HBC Italia ha annunciato per il 2026 un aumento degli investimenti del 40% a supporto del canale Horeca.

GALA DINNER E ICC AWARDS: IL NETWORKING DIVENTA CERIMONIA

La prima giornata si è chiusa con la cena di gala a Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa: 280 invitati, cerimonia degli ICC Awards 2026, 29 candidature valutate da una giuria popolare di oltre 1.300 professionisti. Premi consegnati da Paolo Borgio, CEO di Rexim: Best New Product Expo a San Benedetto (linea Tower), Best New Product Tech Village a Lainox (forno Oracle XS). Menzioni speciali a Sammontana Italia e Campari Group

Apertura dei lavori

SEMPLIFICARE LA CUCINA:

MENO PASSI, PIÙ QUALITÀ

La tavola rotonda moderata da Francesco Montuolo (Confimprese) ha visto Andrea Cova (Soul K), Roberto De Gennaro (Barilla OOH), Luca Rimondini (Granarolo) e Alessandro Medi (Dispensa Emilia). La co-progettazione tra industria e ristorazione non riguarda solo gli ingredienti: significa sviluppare componenti gastronomici in funzione delle attrezzature, dei flussi di lavoro e del posizionamento del brand. Accanto al prodotto, l'industria supporta le catene con formazione e analisi dei food cost. Per Medi, il successo dipende dalla capacità di replicare la stessa esperienza in contesti diversi: progettare processi che mantengano la qualità costante e sostenibile nel tempo.

CREAZIONE DI VALORE:

DISTRIBUZIONE, PRODUZIONE E MARKETING

La tavola rotonda moderata da Giulia Cimpanelli ha chiuso la prima giornata con Alessandro Angelon (Sammontana Italia), Claudio Baitelli (Alice Pizza), GianMaria Brusini (Investfood) e Gabriele Ornaghi (Campari Group). Baitelli ha mosso il dibattito: “Siamo un mercato piccolo, di catene piccole. Sicuri che un brand con qualche decina di negozi, possa giustificare l’investimento agli occhi del produttore?”. Il trend però è avviato. Sammontana Italia gestisce 5.000 referenze surgelate e 130-140 mila punti vendita Horeca. Ornaghi ha mostrato come l'aperitivo diventi format replicabile nelle catene; Brusini ha evidenziato il ruolo del delivery come laboratorio di mercato per testare prodotti e raccogliere feedback rapidamente.

APPUNTAMENTO AL 2027

Industry Chain Circle tornerà nel 2027 Intanto, ecco qualche link utile. Il sito dell'evento è industrychaincircle.it, al cui interno si trova il collegamento ad Aurelya

Qui invece il canale YouTube di ICC con i momenti salienti dell’evento e gli interventi delle conferenze plenarie: youtube.com/@IndustryChainCircle

Andrea Aiello, CEO Edifis e Paolo Borgio, CEO Remix
Carlo Cottarelli, economista
Stefania Criveller Cigierre, Luca D’Alba Avolta
Al centro Giuseppe Prestia (cofounder Spoon Brands), Sergio Castellli (CEO Areas Italia) e Maria
Tindara Niosi, Coca Cola HBC
Gabriele Ornaghi Direttore Generale, Campari Group e Claudio Baitelli CEO, Alice Pizza
Momenti di networking fra gli stand

AURELYA:

TUTTI I DATI DEL FOODSERVICE AL SERVIZIO DEL SETTORE

Durante i lavori è stato presentato Aurelya, prodotto sviluppato da Edifis e Rexim, in collaborazione con Deloitte. Aurelya si pone come il primo Foodservice data intelligence italiano, uno strumento di analisi basato su dati reali di vendita delle catene, capace di fornire agli attori del mercato insight specifici, con granularità geografica, per canali di vendita, per categoria merceologica e persino per singolo prodotto. I dati provengono da tutti i canali: Qsr, full service, coffee&bakery, travel retail. Finora hanno aderito ad Aurelya diversi big player (come MyChef, Autogrill, KFC, Cir Food) e lo strumento è già in grado di rappresentare oltre 400 punti vendita per almeno 20 insegne, che permettono la pubblicazione di un osservatorio trimestrale. Un esempio dei primi risultati (ultimo trimestre 2025): i “secondi piatti” del Qsr sono stati il prodotto top, come crescita YoY, con +10,7%, mentre il ribasso più evidente è stato quello di “acqua e soft drink” nelle stazioni (-8,5%). La miglior area geografica è stato il Sud aeroportuale: +20%. Aurelya è destinato a crescere e l’obiettivo per il secondo trimestre 2027 di fotografare l’andamento di ben 6.000 punti vendita, almeno il 70% del mercato, e rendere disponibile agli abbonati una dashboard interattiva, con aggiornamento mensile dei dati. Per informazioni: online@edifis.it, tnastasi@deloitte.it

VINCENZO CREMONINI:

“STRUTTURA OTTIMIZZATA PER L’HO.RE.CA”

Tra gli interventi più attesi, quello di Vincenzo Cremonini, intervistato dal CEO di Edifis Andrea Aiello. Il gruppo Cremonini, oltre 6 miliardi di ricavi, è un testimone d’eccezione per il settore, poiché è attivo sia nella produzione e distribuzione di carni (il 30% finisce nell’ho.re.ca), ma conosce bene anche il food retail, avendo “in pancia” quasi duecento ristoranti Roadhouse (tramite Chef Express). “Abbiamo una struttura industriale ottimizzata per servire il mercato dei ristoranti” ha ammesso Cremonini. Che ha delineato senza mezzi termini le modalità corrette con cui stare nel mercato. “I produttori hanno sempre considerato l’ho.re.ca come il canale cui vendere la seconda scelta, in termini di qualità. Ma è un errore da non fare, nel mercato di oggi. Il prodotto fresco, o semilavorato, deve essere ugualmente di prima categoria. Come facciamo noi, ad esempio, con le famose Ribs che spediamo ai nostri ristoranti. Ci vogliono impianti dedicati, servizi specifici, per offrire quel che chiamiamo prodotto con un contenuto di servizio. È finito il tempo in cui spedivamo ai ristoranti il “bustone” da 5 kg e poi se la vedeva lo staff di cucina”.

ÓSCAR VELA (AREAS WORLDWIDE):

“NEL TRAVEL SPAZIO ENORME DI CRESCITA”

La ristorazione in concessione conserva prospettive di crescita fino al 50% entro il 2032. Parola di Oscar Vela, AD di Areas Worldwide, terzo operatore globale dell'f&b in concessione con circa 3 miliardi di ricavi. "Ci muoviamo in un mercato da 33 miliardi: siamo solo al 7% di market share. Il nostro imperativo è consolidare l'Europa e accelerare negli USA". La strategia si fonda su densità — 11 Paesi, presenza rilevante in ciascuno — e marchi propri al 45% del turnover. Sull'Italia: "È un mercato centrale, con fee di concessione elevate ma prezzi di vendita non esagerati. Occorre un lavoro di fino. Ma il management locale sta performando ottimamente".

Andrea
Tommaso Nastasi
Head of Value Creation Service in Deloitte Italia Progetto Aurelya
Oscar Vela ceo Areas Worldwide

Le scelte strategiche pesano.

I dati su cui si basano, spesso no.

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Foodservice data intelligence per decisioni a minor rischio

Aurelya è sviluppata da un team con competenze complementari in consulenza, industria e informazione di settore Il progetto è costruito su solide basi metodologiche e di data governance, con il contributo di Deloitte, Rexim ed Edifis

Destinazioni di shopping l’85% ha un giudizio positivo

Ecco una nostra analisi, corroborata da dati UrbiStat, basata su oltre 400mila recensioni on line di centri commerciali e factory outlet. Pesa la componente straniera. L’importanza dell’interazione

A cura di Francesco Terra, Urban Destinations, Consumer Intelligence Lead EMEA, CBRE Investment Management e di Stefano Barbieri, Direttore scientifico di UrbiStat

La reputazione digitale delle destinazioni retail: cosa raccontano le recensioni online su centri commerciali e factory outlet. Negli ultimi vent’anni la trasformazione digitale ha modificato profondamente il settore retail. Se inizialmente l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’e-commerce e sulle strategie omnicanale, un cambiamento altrettanto rilevante riguarda la comunicazione tra consumatori, retailer e proprietari o gestori delle destinazioni commerciali. Le piattaforme digitali hanno infatti reso pubblica e permanente una dimensione che in passato era affidata soprattutto al passaparola: la valutazione dell’esperienza di visita.

GOOGLE E LE RECENSIONI ON LINE

Tra gli strumenti che hanno contribuito maggiormente a questo cambiamento vi sono le recensioni online. Con l’integrazione nei risul-

tati di ricerca e nelle mappe digitali, Google è diventato oggi il principale punto di riferimento per la valutazione di negozi, servizi e luoghi frequentati dai consumatori. Questo fenomeno ha trasformato la comunicazione nel retail: i consumatori non si limitano più a esprimere un giudizio privato, ma contribuiscono alla costruzione pubblica della reputazione dei luoghi. Anche destinazioni commerciali come centri commerciali, retail park e factory outlet vengono oggi valutate come esperienze complessive, con commenti che riguardano l’accessibilità, i servizi, l’offerta commerciale, la qualità degli spazi, l’àncora alimentare e l’intrattenimento. La reputazione digitale di una destinazione può quindi influenzare direttamente la sua capacità di attrarre visitatori. In questo contesto, l’analisi sistematica delle recensioni online rappresenta un’opportunità importante per comprendere le percezioni dei visitatori e individuare ele-

menti utili alla gestione delle destinazioni retail. Un esempio è rappresentato da Monitora, il software di analisi sviluppato e gestito da UrbiStat, che consente di raccogliere ed elaborare le recensioni pubblicate su Google trasformandole in indicatori utili per il monitoraggio della reputazione digitale.

CENTRI E OUTLET NEL MIRINO

L’analisi condotta attraverso questo sistema ha preso in esame le recensioni dedicate a due tipologie di destinazioni commerciali particolarmente diffuse in Italia: centri commerciali e factory outlet centers (FOC), permettendo di confrontare alcune delle principali caratteristiche delle opinioni individuate dall'analisi del commento testuale rilasciato dal cliente in aggiunta allo score. Il primo elemento che emerge riguarda il volume complessivo delle recensioni. I centri commerciali raccolgono un numero

molto più elevato di opinioni online, con oltre 377 mila recensioni analizzate, mentre i factory outlet centers si fermano a circa 39 mila. Il dato riflette la maggiore diffusione territoriale dei centri commerciali e il loro ruolo di poli di servizio e socialità frequentati con maggiore regolarità dalle comunità locali. Se si considera invece la provenienza degli utenti, emerge una differenza significativa. Negli outlet oltre il 32% delle recensioni è scritto in lingua straniera, mentre nei centri commerciali questa quota si ferma al 13%. Il dato conferma la forte dimensione internazionale degli outlet italiani, spesso inseriti nei circuiti dello shopping turistico e frequentati da visitatori provenienti dall’estero. Anche la modalità con cui gli utenti raccontano la propria esperienza presenta alcune differenze. Nei centri commerciali circa il 35% delle recensioni include un commento testuale, mentre negli outlet la quota sale a circa il 39%. Questo suggerisce una maggiore propensione degli utenti degli outlet a descrivere la propria esperienza, probabilmente perché lo shopping in queste destinazioni è più spesso associato a visite pianificate o a momenti di turismo e tempo libero.

GIUDIZI POSITIVI NELL’85% DEI CASI

Dal punto di vista delle valutazioni, il quadro complessivo appare molto positivo. La percentuale di utenti soddisfatti supera l’85% in entrambe le tipologie di destinazioni: l’86,2% nei centri commerciali e l’87,0% nei factory outlet centers. Anche il punteggio medio delle recensioni risulta molto simile, con valori pari rispettivamente a 4,40 e 4,41 su una scala da 1 a 5. Questi risultati indicano come l’esperienza complessiva delle destinazioni retail fisiche continui a essere percepita in modo favorevole, nonostante la crescente diffusione dell’e-commerce. I luoghi dello shopping mantengono infatti una forte capacità attrattiva, legata non solo alla possibilità di acquisto ma anche alla dimensione sociale ed esperienziale della visita. Le recensioni online rappresentano però anche un nuovo canale di dialogo tra visitatori e gestori delle strutture. Da questo punto di vista emergono alcune differenze tra centri commerciali e outlet. Nei primi, le proprietà o le società di gestione rispondono sempre con maggiore frequenza alle recensioni: le risposte hanno superato le 100 mila unità nel 2025, pari a circa il 26,6% del totale e ad un incremento del +35% rispetto al 2023. Nei factory outlet centers, invece, le risposte si fermano a poco meno del 5% delle recensioni analizzate.

CENTRI COMMERCIALI PIÙ ATTIVI

NELL’INTERAZIONE

Anche il tempo medio di risposta evidenzia un divario significativo: circa 53 ore nei centri commerciali contro oltre 130 ore negli outlet. Questo dato suggerisce che nei centri com-

merciali si siano sviluppate pratiche più strutturate di gestione della reputazione digitale, mentre negli outlet tale attività appare ancora meno sistematica.

Un ulteriore indicatore interessante riguarda i casi in cui gli utenti modificano nel tempo la propria recensione. Nei centri commerciali sono stati registrati oltre 11 mila cambiamenti di valutazione, mentre negli outlet circa 700. In entrambi i casi la maggior parte delle modifiche avviene in senso positivo, segno che l’esperienza del visitatore può evolvere nel tempo e che interventi migliorativi o una gestione efficace del dialogo con i clienti possono influenzare la percezione complessiva della destinazione. Nel complesso, il sistema Monitora ha analizzato oltre 249 mila opinioni per i centri commerciali e più di 30 mila per i factory outlet centers, rilevando un sentiment positivo superiore all’87% in entrambe le tipologie di destinazioni. Le recensioni online si confermano quindi come un osservatorio strategico per il settore retail. La capacità di raccogliere e interpretare i dati generati dagli utenti permette di comprendere meglio le aspettative dei visitatori, individuare eventuali criticità e orientare le strategie di gestione delle destinazioni commerciali.

Il Catullo di Verona svela la nuova area Partenze Più offerta con i partner Avolta e Lagardère

Lo scalo veneto di SAVE ha inaugurato i nuovi spazi, dopo un intervento durato quattro anni, da 90 milioni di euro, che ha ampliato la superficie di oltre 10mila metri quadrati di Adriano Lovera

L'ingresso del duty free Aelia

Icantieri erano partiti a luglio 2021, anno in cui l’aeroporto scaligero, ancora agonizzante per il post Covid, aveva fatto segnare circa un milione e mezzo di passeggeri. Il nome del progetto era un po’ romantico, un po’ letterario: progetto Romeo. Oggi, il 2025 si è chiuso con un traffico di 4 milioni, record di sempre. “Livello che nel 2026 sarà sicuramente superato” ha detto in conferenza stampa il presidente di

Save, Enrico Marchi. E lo scalo di Verona arriva puntuale all’appuntamento con l’inaugurazione della nuova area. I lavori hanno comportato l’ampliamento dell’area Partenze, la cui superficie è passata dai precedenti 24.840 metri quadrati a 36.370 metri quadrati, a cui si è aggiunta la ristrutturazione di oltre 10.000 metri quadrati di aree già esistenti. A livello aeroportuale, è stata completamente rifatta la hall dei check-

in, i gate d’imbarco sono saliti da 13 a 19, è arrivato un nuovo impianto di gestione bagagli, così come sono rinnovati i controlli di sicurezza. Oggi a Verona operano “56 compagnie aeree che collegano 150 destinazioni distribuite in 54 Paesi” ha specificato il presidente di Catullo, Paolo Arena

LA NUOVA GALLERIA COMMERCIALE

Rispetto alla parte commerciale e di ristorazione, ora gli spazi disponibili per i viaggiatori sono quasi di 2.500 metri quadrati. E la proposta si è diversificata, grazie anche al lavoro di Ilaria Grandin, responsabile della Direzione Commerciale non Aviation di SAVE. La galleria commerciale segna l’esordio di Avolta (Autogrill) nello scalo veronese, con la proposta di brand come Amore, Costa Coffee, illy, Saporè Bakery e Venchi. “Format selezionati per rispondere ai gusti di una platea internaziona-

Amore do it better, marchio di ristorazione di Avolta-Autogrill
Il ristorante wine bar di Masi Casa Agricola
La nuova lounge dello scalo veronese, firmata Aspire
Il coffee bar Lavazza

le” ha specificato Massimiliano Santoro, Ceo Italy di Avolta. Altro partner strategico per lo scalo veronese è Lagardère Travel Retail, che già a metà 2025 aveva inaugurato il duty free Aelia, da 600 metri quadrati in formato walk through, e che gestisce anche il ristorante-enoteca Masi Wine Bar, di Masi casa agricola. “Verona è una porta d’accesso internazionale e il vino rappresenta uno dei simboli più autentici e prestigiosi di questa terra” secondo Alberto Niero, Amministratore Delegato di Lagardère Travel Retail Italia. Beercode, Bottega della Piada, Lavazza e Paul completano l’offerta food. La proposta retail prosegue con altri negozi, come il convenience Relay (marchio di Lagardere), la pelletteria italiana +39 e i marchi Giunti al Punto e Golden Point di prossima apertura. Tutta nuova anche la lounge, firmata da Aspire.

Il brand di matrice spagnola, Ale Hop
Il nuovo atrio di ingresso alle partenze dello scalo veronese
Il convenience store a marchio Relay
Bottega della piada arricchisce l'offerta food
Doppia offerta Illy-Venchi

News International

McDonald’s, le promozioni funzionano.

Avanti con il McValue

McDonald’s, simbolo per eccellenza del fast food economico, negli ultimi anni è stato criticato negli Stati Uniti, a causa del costante rialzo dei prezzi post-pandemia. Per tutto il 2025 sono iniziate le campagne ultra scontate, come i menù “prendi uno, l’altro è gratis”, solo per citare un esempio. L’inversione di tendenza ha fatto bene ai conti, specialmente nell’ultimo trimestre fiscale del 2025, con vendite negli Usa salite di quasi il 7%. Così il Ceo Chris Kempczinski ha deciso di spingere ancora ed è in arrivo una proposta McValue, che dovrebbe proporre un menù a 4 dollari, ma addirittura un’offerta base, comprendente alcuni articoli, a soli 3 dollari (per esempio, 4 chicken nuggets).

JD.com, il colosso cinese dell’eCommerce che lo scorso anno ha preso il controllo di MediaMarkt (MediaWorld-Saturn), ha aperto il suo sito di vendita on line nei primi sei mercati del Continente (Uk, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo). Il servizio si chiama Joybuy, propone merce e basso costo ed ha una particolarità, rispetto ad altri servizi low cost come Temu o Aliexpress. Infatti questi ultimi fanno arrivare i prodotti direttamente dalla Cina, mentre il servizio di Jd si avvale di magazzini e rete logistica sul territorio, con i propri fattorini di JoyExpress. Per questo, dovrebbe essere un servizio ultra rapido, con consegna in giornata per ordini inoltrati entro le 11. Una pressione competitiva in più su Amazon.

Decathlon

a caccia di partnership, da IKEA a

MediaMarkt

Decathlon, in Europa, sta dando vita a diverse collaborazione che riguardano direttamente le rete territoriale dei negozi. Entro la fine della primavera, dentro l’IKEA di Londra-Croydon, aprirà uno store Decathlon. Non un pop up o una fase beta, ma un vero e proprio negozio Decathlon, con un ingresso indipendente e quasi 1.200 metri quadrati di superficie commerciale, su un totale di circa 25mila dell’interno IKEA. E sarà solo la prima di altre esperienze di questo tipo nel Regno Unito. Un’altra iniziativa avviene invece in Germania, dove il colosso francese degli articoli sportivi aprirà un corner, all’interno di un grande punto vendita Saturn (MediaMarkt). Più che un corner, un vero negozio, dato che si parla di mille metri quadrati. Il progetto pilota parte a Monaco di Baviera, nel punto vendita Saturn di Perlach Einkaufszentrum.

Food Brand Basket: quando l’export della ristorazione diventa sistema

Negli ultimi anni si è parlato molto di internazionalizzazione del food italiano, spesso però limitando il dibattito ad aspetti superficiali come l’apertura di locali all’estero, la ricerca di partner locali o la partecipazione a fiere. In realtà l’internazionalizzazione non è un singolo evento, ma un sistema strutturato.

Da questa consapevolezza nasce Food Brand Basket, progetto sviluppato da SCP Food Consultant insieme a 3io, guidata da Andrea Maria Meschia e parte del network internazionale Franchise Pool International. L’obiettivo è creare una piattaforma di sviluppo internazionale per brand italiani della ristorazione contemporanea.

BRAND CONSOLIDATI, CON APPROCCIO INDUSTRIALE

Il progetto coinvolge marchi con identità forte e modelli già consolidati. Tra i primi brand aderenti ci sono  Giangusto, format di piadinerie nel segmento QSR oggi parte di Sammontana Italia;  Cà Pelletti, progetto di cucina italiana di ispirazione romagnola sviluppato da Surgital;  Caffè Pascucci, storico brand di caffetteria italiana con forte presenza internazionale, soprattutto in Asia; Rivareno Gelato, marchio che intercetta la crescente domanda globale di gelato artigianale italiano di qualità. Pur diversi tra loro, questi brand condividono una scelta strategica: affrontare i mercati esteri con un approccio industriale e coordinato. Il progetto ha iniziato a testare il mercato con una presenza prudente al Franchise Expo Paris dello scorso anno. Quella partecipazione si è rivelata un banco di prova efficace per misurare l’interesse degli operatori internazionali. Nei mesi successivi sono arrivate le prime conferme: alcune aperture in Germania, trattative avviate in diversi Paesi europei e crescente attenzione da

parte di potenziali partner.

GLI EVENTI DI SETTORE

Un ulteriore passo è stato compiuto con la partecipazione ai Franchise Talks Frankfurt, evento organizzato da Raimond Roßleben che ha attirato franchisee qualificati dell’area DACH e ha rafforzato la presenza dei brand anche negli spazi istituzionali dedicati al Made in Italy. I prossimi appuntamenti – Franchise Expo Paris e MAPIC – rappresenteranno nuove occasioni per consolidare il progetto e presentare con maggiore forza il potenziale del sistema. Secondo Sal Costa Pasqualino “il vero salto di qualità richiede soprattutto un cambio culturale nel settore. La collaborazione tra grandi operatori, giovani founder e piccole imprese è fondamentale per costruire un sistema capace di competere a livello globale. In questo contesto, anche i network internazionali – come Franchise Pool International – svolgono un ruolo chiave nel creare relazioni, visioni condivise e opportunità concrete”. Un momento importante sarà il prossimo incontro di Franchise Pool International a

Lisbona (4-6 maggio), occasione di confronto tra consulenti e operatori internazionali e di presentazione di nuovi brand pronti ad affrontare i mercati globali. Il food italiano è tra i più apprezzati al mondo, ma spesso la sua presenza all’estero è stata costruita su iniziative isolate. Il vero salto di qualità arriverà quando i brand si presenteranno sui mercati internazionali come un ecosistema capace di condividere competenze, relazioni e visione strategica. Food Brand Basket nasce proprio con questo obiettivo: permettere ai brand di crescere insieme, mantenendo la propria identità ma beneficiando di un sistema comune. Perché i mercati internazionali non cercano solo cucina italiana, ma format solidi, identità forti e modelli di business replicabili. I primi risultati stanno arrivando: aperture avviate e trattative in corso. Il percorso è appena iniziato, ma una cosa è chiara: per portare la ristorazione italiana nel mondo servono visione, metodo e collaborazione. In altre parole: fatti, non parole.

News ESG

Fino al 24 maggio, i visitatori dei centri Campania, RomaEst, Le Gru, Porta di Roma, GrandEmilia, Gran Reno, Milanofiori, Nave de Vero e Casamassima potranno partecipare a Invisibilia, spettacolo per vedenti e non vedenti ideato e interpretato dall’illusionista Francesco Micheloni. Si tratta di un’esperienza immersiva all’interno di un box insonorizzato, attraverso suoni, parole, profumi e tatto. Vedenti e non vedenti condividono lo stesso spazio sensoriale. Lo spettacolo rientra nel progetto Act4Good di Klépierre dedicato a inclusione e accessibilità e sta coinvolgendo associazioni del territorio impegnate a favore dei non vedenti, come ad esempio (nel caso del Centro Campania), la sede di Caserta dell’Unione Italiana Ciechi, rete Cives e Gsd Colosimo.

Klépierre accoglie spettacoli per i non vedenti

Dm Italia

raddoppia Il Petalo Bianco, contro la violenza sulle donne

Il Petalo Bianco è uno sportello gratuito di ascolto e consulenza psicologica e legale dedicato alle vittime di violenza e discriminazione di genere, nato dalla collaborazione tra dm Italia, Catrice e FARE X BENE ETS. Il primo punto di questo genere è stato aperto più di un anno fa nel punto vendita milanese di dm Italia in via Vittor Pisani. Vi si sono rivolte oltre 250 persone. Visto il successo dell’iniziativa, apre anche a Genova, nel negozio di via San Vincenzo. Il servizio è prenotabile sul sito ilpetalobianco.it, è aperto a tutti (non bisogna essere residenti nel Comune sede del negozio) e prevede fino a tre accessi gratuiti. Dopodiché i professionisti segnalano i servizi pubblici e privati presenti sul territorio di appartenenza e le modalità con le quali eventualmente accedere.

Surgital arriva al 90% di produzione industriale rinnovabile

Negli stabilimenti di produzione Surgital, l’autoproduzione elettrica è arrivata a coprire oltre il 90% del fabbisogno aziendale. Il dato, riferito al 2024, è contenuto nel Dossier di sostenibilità appena pubblicato. Questo risultato è ottenuto grazie ai 4.600 pannelli fotovoltaici bifacciali che raggiungono una capacità di 3.500 KWh. L’azienda si è avvalsa di un software di machine learning per la calibrazione dei consumi ed è stata in grado di ottimizzare vapore, acqua calda ed energia elettrica per evitare sprechi. Nel recente documento, l’azienda dà conto anche della sua attività sociale: oltre 150 progetti avviati sul territorio attraverso collaborazioni educative e una relazione consolidata con Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna, a cui Surgital ha donato 10,2 tonnellate di prodotti.

tecnovision.com

fluidnext.com

World Travel Retail

Avolta,

balzo degli utili e obiettivi confermati. Ingresso nell’f&b a Firenze

Avolta, per l’esercizio 2025, segna 13,7 miliardi di franchi di ricavi, l’1,8% in più dell’anno precedente. La crescita organica si è attestata al 5,5%. In progressione anche il risultato operativo a livello Ebitda, salito del 4,5% a 1,3 miliardi, e l’utile netto, che ha fatto un balzo del 17% a 645 milioni. “Il 2025 ha dimostrato, per il quarto anno consecutivo, la capacità di Avolta di superare i propri obiettivi strategici, operativi, commerciali e finanziari” afferma il CEO Xavier Rossinyol. Da notare che Avolta, nonostante la crisi in Medio Oriente, per ora mantiene gli obiettivi per l’esercizio in corso. Intanto, in Italia, tramite Autogrill, il gruppo entra nell’offerta di ristorazione dell’aeroporto di Firenze grazie a due concept consolidati: All’Antico Vinaio e Puro Gusto

Piovono riconoscimenti per lo scalo romano di Fiumicino. Per il nono anno consecutivo, l’aeroporto si è confermato miglior hub d’Europa per qualità dei servizi ai passeggeri secondo gli ASQ Customer Experience Awards 2025 di ACI World: un riconoscimento che premia il lavoro dell’intera comunità aeroportuale e che arriva in un contesto di traffico in costante crescita, con oltre 55 milioni di passeggeri complessivi registrati nel 2025 tra Roma Fiumicino e Ciampino. Nell’ambito degli stessi premi, anche il “G.B. Pastine” di Ciampino è stato riconosciuto tra i migliori aeroporti nella categoria 2-5 milioni di viaggiatori. Inoltre, Roma Fiumicino si conferma tra i dieci migliori aeroporti al mondo, classificandosi per il secondo anno consecutivo al 7° posto ai World Airport Awards 2026, i riconoscimenti internazionali assegnati da Skytrax sulla base della soddisfazione dei passeggeri a livello globale.

SEA Milano,

record di traffico e margini

SEA, società di gestione degli aeroporti milanesi, ha chiuso l’esercizio 2025 con numeri record. Il primo è quello dei passeggeri, 42,3 milioni (+8%), suddivisi tra Malpensa (31,2, +9%) e Linate (11,1, +5%). Il secondo riguarda direttamente i conti. A fronte di ricavi per 876,8 milioni di euro (+6,5%), anche l’Ebitda ha registrato un livello mai raggiunto prima, pari a 403,3 milioni (53 mln in più del 2024), con un utile netto che si è attestato a 190,6 milioni (erano 170 l’anno precedente). I ricavi da aviazione commerciale passeggeri (voce che mescola aviation e non aviation) ammontano a 745,9 milioni (+7,5%). La componente non aviation (retail, parcheggi, lounge) ha evidenziato nel 2025 una crescita dovuta all’apertura di nuovi punti vendita, fra cui le boutique di Louis Vuitton e Christian Dior all’aeroporto di Milano Malpensa, oltre all’incremento dei ricavi delle attività legate ai servizi lounge e parcheggi. Gli investimenti del 2025 ammontano a 152,4 milioni di euro (107,4 nel 2024), concentrati su Malpensa.

Fiumicino in vetta in Europa, fra gli scali top a livello mondiale

Ti aspettiamo in presenza ai nostri eventi del 2026. Otto occasioni imperdibili per costruire relazioni e riflettere insieme sul retail del futuro.

Milano, 11 febbraio ore 16.00-20.00

Milano, 10 marzo ore 9.00-16.00

Milano, 16 aprile ore 16.30-20.00

Milano, 14 maggio ore 9.00-16.00

Baveno, 1-2 luglio

Milano, 22 settembre ore 16.00-20.00 Rimini, 14-15 ottobre Milano, 6 novembre ore 9.00-14.00

World Travel Retail

Rinaldini Pastry

apre un nuovo locale a Bologna

Fraport, nell’esercizio 2025, ha registrato un aumento del 3% su base annua dei ricavi derivanti dal settore retail e immobiliare (inclusi parcheggi e altri introiti), raggiungendo i 551 milioni di euro nel 2025. Però, guardando al dettaglio, il segmento parcheggi ha contribuito in modo determinante, registrando un aumento del 5% dei ricavi rispetto al 2024 (a 114 milioni), mentre la vendita al dettaglio (voce che mette insieme il commercio, ristorazione compresa) è cresciuto solo dell'1%, arrivando a 200 milioni di euro. In particolare, scende di qualche punto il ricavo medio per passeggero, che passa da 3,35 a 3,29 euro, un calo che Fraport ha attribuito a una performance più debole nel settore dello shopping, solo parzialmente compensata dai forti ricavi derivanti dai servizi e dalla pubblicità. Questi numeri sono stati realizzati in un contesto di crescita modesta del traffico passeggeri: +2,6% (63,2 milioni).

Fraport Group, conti 2025 in chiaro scuro

Rinaldini Pastry ha aperto un nuovo punto vendita presso l’Aeroporto di Bologna. Situato nell’area Arrivi dello scalo emiliano, è già operativo e accessibile non solo ai passeggeri in transito, ma anche al pubblico esterno. Anche questo locale è frutto della collaborazione con Areas My Chef. Un modello che in otto anni ha già trovato espressione in contesti chiave come Milano Linate, Malpensa, Fiumicino, Roma Termini e ADS San Martino di Parma. “Si tratta di un ulteriore e significativo passo nello sviluppo della partnership con Areas My Chef. L’incontro avvenuto nel 2017 con Sergio Castelli, amministratore delegato di Areas My Chef, e la condivisione di una visione strategica comune hanno contribuito in modo determinante all’evoluzione del progetto retail di Rinaldini Pastry” ha commentato Mario Esposito, CEO di Rinaldini Pastry Spa

Iran e crisi in Medio Oriente, turismo in bilico

Il turismo e l’industria aerea si sono sempre mostrati resilienti. Naturalmente è ancora presto per soppesare l’impatto della crisi in Medio Oriente sul travel retail, ma ci sono già alcune fonti che azzardano qualche numero. Sicuramente un impatto sul 2026 sarà inevitabile. Rispetto ai flussi turistici, Oxford economics calcola che l’area del Medio Oriente valga almeno 116 milioni di persone in movimento e oltre 850 milioni di pernottamenti. Secondo l’istituto, nell’intero 2026 potrebbe andare in fumo il 27% del traffico da e per la regione. Il WTCC (World Travel & Tourism Council) spiega invece come l’area del Medio Oriente sia responsabile del 14% del traffico internazionale complessivo negli aeroporti. E ha stimato una cifra: ogni giorno di guerra (inteso come chiusura totale degli scali della regione) costa all’intero sistema la bellezza di 600 milioni di dollari al giorno (nella foto, il T1 dello scalo di Dubai).

Accordo

IPlanet –Remax.

Si

scalda il mercato

non-oil alle pompe di benzina

IPlanet e Remax Commercial Corporate hanno siglato un accordo per la valorizzazione degli asset non oil presenti nelle stazioni di servizio. La partnership, che coinvolgerà in una prima fase circa 60 stazioni della rete IPlanet, punta a ottimizzare gli spazi commerciali della rete, favorendo l’apertura di nuove attività e ampliando i servizi disponibili. In altre parole, i due soggetti vanno a caccia dei migliori brand in circolazione. Questi movimenti mostrano la vivacità del mercato attorno alle stazioni di servizio, in un mercato, quello italiano, che rimane il più esteso d’Europa, con almeno 21mila stazioni di servizio. A questo scenario si collega quello relativo ai prossimi bandi per il rinnovo delle concessioni in molte aree di sosta autostradali. Un’operazione di rinnovamento che dovrebbe entrare nel vivo nel triennio 2026-2028 e che porterà a maggiore concorrenza e varietà di brand e servizi, come avevamo già anticipato su questo giornale.

Duty Free World

FOCUS ON VALUE AND TRAVEL EXCLUSIVES DRIVES DUTY-FREE DEMAND

As full-year results for duty-free operators have begun rolling in, the Duty Free World Council has also released its 2025 Global Shopping Monitor. It shows that consumers were searching for better value, and that travel retail was boosted by rising impulse purchasing, and higher demand for exclusive products, but most of all, strong passenger growth,. Based on interviews with 24,500 travellers, the report suggests the market is evolving quickly in terms of shopper behaviour and expectations. At the consumer level, value and convenience remained the strongest motivators. ‘Good value for money’ rose to 27% as the primary appeal, while convenience increased to 21%, and selftreating to 18%. However, price perception remains a hurdle: 16% of travellers cited higher prices than at home as a deterrent, and the share of shoppers choosing to buy elsewhere climbed from 10% to 14%, signalling intensifying competition from domestic retail and online platforms. Selfconsumption has become more relevant at 55%, while gifting declined to 23%. The report also identifies a marked shift toward spontaneity: impulse buying increased to 31%, with fewer travellers planning purchases in advance. Demand for travel exclusives surged, with 64% of shoppers actively seeking unique or exclusive items. Engagement with prestore touchpoints held steady at 32%, though social media influence grew to 13%. Instore, staff interactions remain critical with 53% of travellers engaging with sales people, and a high 74% saying that staff advice positively influenced their purchase decisions. Despite the price scepticism, travel retail was helped by sheer numbers. Last year, there was strong international departures growth of 7% to 2.28 billion. Asia Pacific was the standout performer, reaching 111% of the previous year’s volume. The Middle East and Africa grew by 8%, while Europe and South America each posted 5% growth, while North America only rose by 3%. According to the DFWC report, major hubs continued to dominate global traffic flows. Dubai Airport led with 50.5 million international departures, followed by London Heathrow at 49.6 million and Singapore Changi at 41.8 million. Completing the top five were Seoul Incheon at 41.7 million, and Amsterdam Schiphol at 40 million.

IL FOCUS SUL VALORE E SULLE ESCLUSIVE DI VIAGGIO TRAINA LA DOMANDA AL DUTY FREE

Con l’arrivo dei risultati annuali degli operatori duty free, anche il Duty Free World Council ha pubblicato il suo Global Shopping Monitor 2025. Il report evidenzia come i consumatori siano sempre più orientati alla ricerca di convenienza, mentre il travel retail beneficia della crescita degli acquisti d’impulso, della maggiore domanda di prodotti esclusivi e, soprattutto, dell’aumento significativo dei flussi passeggeri. Basato su interviste a 24.500 viaggiatori, lo studio mostra un mercato in rapida evoluzione, sia in termini di comportamento d’acquisto sia di aspettative. A livello consumer, valore e praticità restano i driver principali: il “buon rapporto qualità-prezzo” sale al 27% come principale leva d’acquisto, seguito dalla convenience al 21% e dal self-treating al 18%. Resta però una criticità legata alla percezione dei prezzi: il 16% dei viaggiatori indica prezzi più alti rispetto al mercato domestico come fattore dissuasivo, mentre la quota di chi sceglie di acquistare altrove cresce dal 10% al 14%, segnalando una concorrenza sempre più forte da parte del retail domestico e dei canali online. Il consumo personale guadagna centralità, raggiungendo il 55%, mentre il gifting scende al 23%. Il report evidenzia inoltre un deciso spostamento verso comportamenti più spontanei: gli acquisti d’impulso salgono al 31%, con un numero inferiore di viaggiatori che pianifica gli acquisti in anticipo. Parallelamente, cresce la domanda di travel exclusives, con il 64% degli shopper attivamente alla ricerca di prodotti unici o disponibili solo in viaggio. L’interazione con i touchpoint pre-store si mantiene stabile al 32%, mentre aumenta l’influenza dei social media, che raggiunge il 13%. In store, il ruolo del personale resta cruciale: il 53% dei viaggiatori interagisce con gli addetti alle vendite e ben il 74% riconosce che il loro consiglio ha un impatto positivo sulla decisione d’acquisto. Nonostante una certa sensibilità al prezzo, il travel retail continua a beneficiare dei volumi: lo scorso anno le partenze internazionali sono cresciute del 7%, raggiungendo i 2,28 miliardi. L’Asia-Pacifico si conferma la regione più dinamica, con un recupero al 111% dei volumi dell’anno precedente. Medio Oriente e Africa registrano un +8%, Europa e Sud America un +5%, mentre il Nord America si ferma a +3%. Secondo il report DFWC, i principali hub continuano a concentrare i flussi globali: Dubai guida la classifica con 50,5 milioni di partenze internazionali, seguita da Londra Heathrow (49,6 milioni) e Singapore Changi (41,8 milioni). Completano la top five Seoul Incheon (41,7 milioni) e Amsterdam Schiphol (40 milioni).

Calendario I prossimi appuntamenti di settore

NETCOMM FORUM

6 - 7 MAGGIO 2026

ALLIANZ MICO, MILANO

Netcomm Forum è il principale evento italiano dedicato all'e-commerce, al digital retail e all'innovazione aziendale, organizzato dal Consorzio del Commercio Digitale Italiano (Netcomm). Riunisce annualmente oltre 15.000 imprese.

netcommforum.it

TUTTOFOOD

11 - 14 MAGGIO 2026

RHO FIERA MILANO

È la fiera B2B per l’intero ecosistema agroalimentare. Si pone come il punto di riferimento per i produttori e distributori dei prodotti di qualità dell’intera filiera del food and beverage, che incontrano in manifestazione i buyer con effettivo potere d’acquisto. tuttofood.it

DFM Dire Fare Mangiare

30 settembre - 1 ottobre 2026

Meliá Hotel | Via Masaccio, 19 - Milano

Organizzato da Edifis, la nostra casa editrice, ritorna l’appuntamento strutturato su due giorni, che mette insieme tutti i volti della ristorazione: tradizionale, collettiva e commerciale. Un momento di networking tra gli operatori e dibattiti.

direfaremangiare.it

SALONE FRANCHISING MILANO

1 - 3 OTTOBRE 2026

ALLIANZMICO, MILANO

È in arrivo la 39esima edizione del principale appuntamento italiano del franchising, che può contare su quasi 130 brand presenti, 100 professionisti e speaker e 30 talk tematici. Viene organizzato da Fiera Milano.

salonefranchisingmilano.com

FORUM RETAIL

11 - 12 NOVEMBRE 2026

SUPERSTUDIO PIÙ, MILANO

È in arrivo la 26esima edizione dell’evento targato Ikn Italy. Forum Retail si propone di mettere in mostra, per la comunità retail, le più innovative soluzioni tecnologiche provenienti dall’Italia e dal mondo.

ikn.it/forum-retail

MAPIC ITALY

27 - 28 MAGGIO 2026

RHO FIERA MILANO

Dal 2016, MAPIC Italy riunisce a Milano l’intera community italiana del retail real estate durante due giorni ricchi di opportunità di business. A MAPIC Italy potrai scoprire i progetti immobiliari di sviluppo, di estensione e rigenerazione più importanti e disponibili in Italia.

mapic-italy.it

AIGRIM DAY

23 OTTOBRE 2026

MILANO

L’Aigrim Day – Forum della ristorazione in catena è l’appuntamento annuale che fa il punto sull’evoluzione del mercato della ristorazione organizzata e sulle principali sfide del futuro. Un’occasione di confronto, comunicazione e networking tra i principali player del settore.

aigrim.it/aigrim-day

Prodotti e Fornitori

ARRIVA IL PRIMO CAFFÈ SOLUBILE IN STICK MONODOSE DI ILLY

Illycaffè ha lanciato il suo primo formato di caffè solubile in stick monodose. Disponibile in astuccio da 20 stick nelle varianti Classico, Intenso e Decaffeinato, il nuovo formato è leggero e facile da portare con sé. Il pack monodose da 2 grammi garantisce freschezza e semplicità d’uso: basta versare il contenuto in una tazza e aggiungere 180–200 ml di acqua per ottenere in pochi secondi un caffè americano aromatico, caldo o freddo. Il prodotto è ottenuto tramite un’accurata estrazione con acqua seguita da una fase di concentrazione ed essiccazione a basse temperature, tecniche fondamentali per preservare la purezza e l’integrità del profilo aromatico originale. Per esaltare ulteriormente l’aroma e il corpo del caffè, a fine processo viene aggiunto inoltre vero caffè macinato illy. illy Instant Stick da 20 pezzi è acquistabile su illy.com, nei punti vendita monomarca (illy Caffè e illy Shop) e presso selezionati Specialty Retail.

SAN BENEDETTO AQUAVITAMIN

La linea di bevande vitaminiche a base di acqua minerale pensata per chi vive con energia ed è attento al proprio benessere. Grazie all’elevato contenuto di vitamina C e ad altre vitamine, ogni Aquavitamin apporta il 20% del fabbisogno giornaliero, offrendo un supporto concreto nella routine quotidiana. Unisce la purezza dell’acqua minerale al gusto fresco della frutta, per un’esperienza dissetante funzionale, leggera e piacevole. Nel pratico formato on-the-go da 0,40L, la gamma comprende cinque referenze pensate per specifiche esigenze: Beauty-You ai frutti rossi, per l’idratazione e la tonicità della pelle; Brain-Up con kiwi, mela e melograno, per concentrazione e vitalità; D-Fence al limone, a sostegno delle difese immunitarie; C-Power all’arancia, per il metabolismo energetico; Keep-Calm al cedro, per il normale funzionamento del sistema nervoso.

AUGUSTO CONTRACT GENERAL CONTRACTOR PER LA NUOVA FOOD COURT DE IL CENTRO DI ARESE

Augusto Contract ha curato, in qualità di general contractor, la nuova food court de Il Centro di Arese, tra i centri commerciali più grandi d’Europa. La nuova area ospita 35 ristoranti e oltre 500 posti a sedere, configurandosi come una delle food court di maggiori dimensioni nel panorama nazionale, con un’offerta che spazia dalla cucina italiana a quella internazionale, dal gourmet all’healthy, fino a street food e grandi brand globali. Augusto Contract ha coordinato l’esecuzione delle attività, adottando soluzioni strutturali dedicate per garantire stabilità, durabilità e sicurezza in un contesto ad altissima frequentazione. L’attività del general contractor si è rivelata centrale nel coordinamento tra design, produzione e cantiere, consentendo il rispetto delle tempistiche e la continuità operativa del centro commerciale. L’azienda ha seguito le fasi di ingegnerizzazione, produzione e assemblaggio operando sempre in stretta sinergia con Nick Maltese Studio, firmatario del progetto architettonico, e con strutturisti e consulenti tecnici

Cambi di poltrona

KEVIN

DERYCKE

Ceo di QSRP

Kevin Derycke, a partire dal 1 aprile, è il nuovo amministratore delegato di QSRP. Derycke, che nel triennio 2022-2025 è stato Ceo per l’Italia di Burger King, assume in toto la guida di QSRP, dopo aver ricoperto la carica di Coo. A fare un passo indietro è Alessandro Preda, Ceo per nove anni e protagonista di un periodo di intensa crescita e risultati. QSRP (Quick service restaurant platform) è uno dei big del foodservice europeo. Gestisce marchi come Burger King, per Italia e Benelux, sviluppa il brand O’ Tacos in numerosi Paesi, Italia compresa, da poco ha acquisito sul mercato britannico la catena di noodles Chopstix e ha stretto un accordo di master franchising con gli americani di Dunkin, marchio che per ora sta sviluppando in Francia. Altro brand nel portafoglio è il fast food francese G La Dalle.

AMNA REDZEPAGIC

Senior Leasing Manager per il Property Management

Sonae Sierra

Sonae Sierra ha nominato Amna Redzepagic Senior Leasing Manager per il Property Management in Italia. In questo nuovo ruolo, Amna guiderà le attività di leasing per i centri commerciali gestiti dalla società sul territorio nazionale, con l’obiettivo di ottimizzare il tenant mix, rafforzare il posizionamento competitivo degli asset. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore retail e dei centri commerciali, Amna Redzepagic ha contribuito a progetti strategici come Gli Orsi a Biella, Le Terrazze a La Spezia e CityLife Shopping District a Milano. È laureata in Economia presso l’Università di Zagabria ed è Agente d’Affari in Mediazione Immobiliare – CCIAA Milano Monza Brianza.

KILIAN ROFES

Country manager in-Store Media

in-Store Media, multinazionale spagnola specializzata in Retail Media omnicanale, annuncia la nomina di Kilian Rofes come nuovo Country Manager Italia. Laureato in Economia e Direzione d'Impresa presso l'Università di Barcellona, Kilian Rofes vanta una carriera di 17 anni in in-Store Media, dove ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità guidando l'apertura e lo sviluppo di mercati strategici in Europa, America Latina e Asia. Negli ultimi anni, ha ricoperto il ruolo di International Business Development Director, alla guida dell'espansione internazionale e dell'ingresso in nuovi mercati, ed è stato country manager Messico

TOMMASO VALLE Segretario generale di Assofranchising

Tommaso Valle è il nuovo segretario generale di Assofranchising. Subentra ad Alberto Cogliati. Valle è un manager esperto in relazioni istituzionali e comunicazione, che vanta oltre venticinque anni di attività in ambito corporate, public affairs e sostenibilità. Da luglio 2025 svolge attività di consulenza in comunicazione strategica e relazioni istituzionali. In precedenza, è stato Marketing & Communication Director di Omnicom Media Group (2023–2025). Per oltre dieci anni ha ricoperto ruoli di vertice in McDonald’s, prima come Corporate Relations and Sustainability Director (2012–2021), poi come Corporate and Public Affairs Director European Markets (2021–2023). È stato inoltre membro del CdA di Casa Ronald McDonald Italia ETS.

UMBERTO GONNELLA

Presidente di Federfranchising

Umberto Gonnella è il nuovo Presidente di Federfranchising, la sigla che riunisce le imprese del franchising del sistema Confesercenti. Gonnella succede ad Alessandro Ravecca, che aveva guidato la federazione sin dal 2016. Marchigiano di nascita e milanese di adozione, classe 1966, Gonnella ha fondato nel 2011 101CAFFÈ, marchio cresciuto fino a 200 negozi in franchising in Italia e all’estero, ed è attivo da anni anche nel mondo digitale con MOW srl. Dal 2022 è stato Vicepresidente Vicario di Federfranchising con delega all’organizzazione e all’internazionalizzazione del network.

MICHELE MANNARA Direttore Operations Rom’antica

Rom'antica, insegna di ristorazione specializzata nella pizza alla romana in teglia di proprietà del Gruppo Finiper Canova, annuncia la nomina di Michele Mannara a nuovo Direttore Operations. Mannara avrà la responsabilità di ottimizzare i processi operativi per sostenere il piano di sviluppo del brand a livello nazionale e internazionale. Mannara vanta oltre un decennio di esperienza nella ristorazione organizzata, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità per primarie catene internazionali Qsr, fast-casual e altre realtà del food retail.

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