FOCUS TPE
DELLA GOMMA
PRESSE AD ALTA TECNOLOGIA PER LO STAMPAGGIO A COMPRESSIONE SOTTOVUOTO DI GOMMA E SILICONI








POTENZA SENZA ATTRITO, PRECISIONE IN MOVIMENTO
POTENZA SENZA ATTRITO, PRECISIONE IN MOVIMENTO
Soluzioni progettate per aumentare le prestazioni dei tuoi componenti.




MENSILE DEGLI ELASTOMERI
E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
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Direttore responsabile
Andrea Aiello in reDazione
Daniela Garbillo - daniela.garbillo@edifis.it
Collaborano alla rivista
Gianpaolo Brembati, Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, Beatrice Garlanda, A.L. Spelta
GrafiCa e impaGinazione
Barbara Aprigliano - barbara.aprigliano@edifis.it
pubbliCità dircom@edifis.it
traffiCo pubbliCitario
Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it
stampa
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L’Industria della Gomma una rivista edita da:
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Viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE
SOMMARIO
ANNO 70 - MAGGIO
Abbiamo letto
10 RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA
Mondogomma
16
COLLI DI BOTTIGLIA E SUPPLY CHAIN:
I RISCHI PER IL MOVIMENTO MERCI
Le principali rotte logistiche mondiali - dallo Stretto di Hormuz ai canali di Suez e Panama - stanno evidenziando criticità crescenti. Riprendendo le considerazioni contenute nella newsletter del 13 aprile “Supply Chain Briefing” di LMA Consulting Group, mettiamo in luce gli impatti sui flussi globali e le strategie per mitigare i rischi.
18 PLAST 2026
IL CONTO ALLA ROVESCIA È INIZIATO
Plast 2026 conferma la propria solidità con oltre 1.000 espositori e una crescente partecipazione internazionale, nonostante un contesto economico complesso. La manifestazione si presenta con un ricco programma convegnistico e un nuovo format integrato con Xylexpo e Composites Future, rafforzando il ruolo di piattaforma di riferimento per l’innovazione nella filiera plastica e gomma.
20 MECSPE 2026
LA MANIFATTURA ITALIANA SI CONFERMA RESILIENTE
Oltre 60 mila visitatori e più di 2.000 espositori per la 24ª edizione di MECSPE a BolognaFiere, che dal 4 al 6 marzo scorso ha messo al centro innovazione, sostenibilità e competenze. Dall’Osservatorio emerge una manifattura italiana resiliente, che punta su tecnologia ed efficienza per affrontare un contesto internazionale complesso e rafforzare la competitività.
24 PFAS, L’ECHA VERSO UNA STRETTA
CON POSSIBILI DEROGHE
MIRATE
I comitati scientifici dell’Agenzia europea sostengono una restrizione ampia su produzione, uso e immissione sul mercato delle PFAS, prevedendo tuttavia eccezioni per specifiche applicazioni e ulteriori misure per ridurne le emissioni.






MENSILE DEGLI ELASTOMERI
E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI
FOCUS TPE
SOMMARIO
27 VERSATILITÀ E INNOVAZIONE PER L’INDUSTRIA MODERNA
Gli elastomeri termoplastici (TPE) si confermano come una delle soluzioni più dinamiche nel panorama dei materiali, grazie alla loro capacità di adattarsi a esigenze applicative sempre più complesse. Le esperienze sul campo evidenziano come questi materiali possano migliorare resistenza all’usura, stabilità nel tempo e prestazioni funzionali, anche in condizioni operative critiche, offrendo al contempo maggiore libertà progettuale e semplificazione dei processi produttivi. A ciò si affiancano sviluppi rilevanti sul fronte della sostenibilità, con materiali riciclabili, contenuti riciclati e processi sempre più efficienti dal punto di vista energetico. Dalla lavorazione - che spazia dallo stampaggio a iniezione alla calandratura - ai trattamenti superficiali a basso attrito, fino alle tecnologie di prova e controllo, il mondo dei TPE emerge come un ecosistema in evoluzione, capace di rispondere alle richieste di qualità, sicurezza e innovazione dei principali settori industriali.
u ATP GROUP
u BOY - STATE TECHNOLOGIES
u COATING TECHNOLOGY
u DGTS
u EFLAYA
u ENGEL
u FOR LAB ITALIA
u FRANPLAST
Dalle Aziende
u GIBITRE INSTRUMENTS
u ILPEA
u JOSS ELASTOMERS
u KRAIBURG TPE
u MARFRAN
u RODOLFO COMERIO
u SIRMAX
44 ESTRUSORE TG120: UNA SOLUZIONE VERSATILE
Il monovite TG120 di ITAL introduce un sistema di alimentazione a freddo che migliora qualità, efficienza energetica e stabilità del processo, offrendo una soluzione versatile per applicazioni industriali ad alte prestazioni.
46 PULIZIA A ULTRASUONI: COME VERIFICARE
DAVVERO L’EFFICACIA
Dalla frequenza delle onde al semplice “test della stagnola”, un’analisi delle criticità più comuni nella pulizia degli stampi e dei metodi pratici per valutare l’efficienza reale delle vasche a ultrasuoni.
Normative
48 GIOCARE IN SICUREZZA/PARTE II
Terminiamo l’analisi del nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509), in vigore dal 2026 e pienamente applicabile dal 2030, che introduce un quadro normativo più rigoroso e uniforme.
News







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Rassegna della stampa tecnica estera

PROTEZIONE DI SCHERMATURA EMI (ELECTROMAGNETIC INTERFERENCE).
D.Testo, Specialty Silicone Products, New York (USA) - RUBBERWORLD, dicembre 2025, pag. 24-37.
L’interferenza elettromagnetica (EMI) è un fenomeno, di origine naturale e/o causato dall’uomo, che degrada o danneggia i dispositivi elettronici delle applicazioni elettriche. Le cause sono molte e comprendono fulmini, eruzioni e tempeste solari, dispositivi wireless, linee elettriche e di trasmissione, apparecchiature e macchinari ad alta tensione. Le conseguenze sono chiamate interrotte e wi-fi lento, apparecchiature inaffidabili e mancanza di comunicazione.
Il nome EMI indica che la corrente elettrica ha forze ed effetti elettrici e magnetici in natura e che un segnale elettromagnetico propagato può essere ricevuto da un circuito diverso da quello previsto, come nel caso di un’apparecchiatura medica disturbata dai segnali di radiofrequenza di un telefono cellulare. EMI è associata con RFI (Radio Frequency Interference), che si riferisce a una più bassa interferenza di frequenza da una fonte esterna, mentre EMI si riferisce a una più alta frequenza dall’interno del dispositivo. Come RFI, EMI riguarda la compatibilità elettromagnetica EMC, la













capacità di diversi dispositivi di funzionare senza interferenza reciproca, situazione che richiede materiali di schermatura per quadri elettrici ed elettronici. Questi materiali, che dipendono dalla specifica applicazione, consistono in vernici e/o rivestimenti conduttivi, fogli otessuti conduttivi o plastiche ed elastomeri che, pur essendo per la maggior parte isolanti elettrici, diventano elettricamente conduttivi con l’aggiunta di particelle metalliche o rivestite con metalli o di fili elettrici: tutti questi materiali funzionano soprattutto con un meccanismo di riflessione dei segnali elettromagnetici indesiderati.
Con la sua elevata resistenza ad alte e basse temperature, il silicone rappresenta una scelta eccellente per l’affidabile tenuta ambientale e il forte isolamento termico, oltre a essere flessibile, comprimibile e in grado di mantenere le sue proprietà nel tempo e nei cambiamenti di temperatura. Specialty Silicone Products (SSP) e altre aziende hanno scelto di produrre mescole di silicone e fluorosilicone conduttive con cariche elettricamente conduttive, che consentono di ottenere basse durezze fino a 30 Shore
A con spessore di soli 0,25 mm. L’articolo illustra le modalità produttive delle mescole, mettendo in rilievo che l’argento ha la più alta conduttività elettrica fra i metalli, con un costo tuttavia



I più interessanti articoli usciti di recente sulle riviste tecniche internazionali specializzate e riguardanti materiali, applicazioni, processi, prove, misurazioni e destinati al settore della trasformazione della gomma. Letti e riassunti per voi dai nostri esperti.






piuttosto alto e soggetto a fluttuazioni, per cui spesso si usano particelle rivestite d’argento oppure si ricorre alle alternative argento-alluminio, argento-rame e nickel-grafite, con i relativi vantaggi di costi e prestazioni.
Una volta parlato di prove e tracciabilità nella comparazione di siliconi EMI, essenziali per una scelta mirata, e di mescole con relativi manufatti realizzabili, sia da terzi che dai compoundatori stessi, l’articolo si conclude ricordando che i siliconi EMI offrono un’ottima protezione ad acqua e umidità, resistono ad ambienti all’esterno con luce solare e ozono e resistono a temperature estreme. Viene anche sottolineato il fatto i progettisti di manufatti possono rivolgersi a compoundatori con produzione integrata, rafforzando così i progetti e trovare le soluzioni ai loro problemi.
RICICLO DELLA GOMMA
SOLUZIONE INNOVATIVA DI RICICLO PER SCHIUMA RIGIDA DI POLIURETANO.
Q. Xi, Wanhua Chemical Group, Yantai, Shandong Province (China) - RUBBERWORLD, dicembre 2025, pag. 28-29.
La spinta globale verso la sostenibilità ambientale ha evidenziato l’urgente necessità di efficaci soluzioni di riciclo per gli


scarti di poliuretano, in particolare della sua schiuma rigida, che presenta notevoli sfide di smaltimento, con i metodi di conferimento in discarica e di incenerimento ormai insostenibili. Wanhua Chemical Group ha sviluppato un innovativo processo di riciclo in un’unica fase, che utilizza l’alcolisi (o transesterificazione) per produrre poliolo rigenerato, un componente chiave nella produzione di poliuretano. Questo metodo si attua in condizioni di reazione blanda, che permette di ottenere prodotti omogenei e stabili di qualità costante, rispettando i principi di economia circolare e riducendo le emissioni di CO2.
Per convalidare la scalabilità di questa tecnologia, Wanhua ha costruito un impianto pilota con la capacità di 60 tonnellate/anno di poliuretano rigenerato, che dal 2022 ha prodotto con successo materiali qualificati, con contenuto di schiuma di scarto dal 25 al 50 wt%, per soddisfare diverse esigenze formulative. Questi materiali
sono stati testati in varie applicazioni, quali frigoriferi, parti di automobile, isolamento di oleodotti e di pareti, che hanno confermato la loro versatilità e parità di prestazioni con i materiali tradizionali.
Elencati i vantaggi del processo e della sua integrazione nella filiera del poliuretano, l’articolo illustra come si realizza nelle fasi di raccolta e smantellamento, frantumazione, modifica con alcolisi, depurazione, miscelazione e schiumatura.
M ACCHINARI E ATTREZZATURE
AFFILATURA E CONDIZIONE DELLA SUPERFICIE DEL DISCO: UN FATTORE CRITICO NELLA MISURAZIONE
DELL’ABRASIONE CON LAT100.
M. Salehi, VMI Holland, Epe, Gelderland (Netherlands) - RUBBERWORLD, gennaio 2026, pag. 23-30.
Il LAT 100 (Laboratory Abrasion Tester) è usato spesso per testare l’abrasione e le proprietà di frizione di mescole per battistrada pneumatico.
PUNTA SUI PUNTA SUI CAMPIONI CAMPIONI
SPECIALISTI NEI TRATTAMENTI DI MICROPULIZIA E LUBRIFICAZIONE
Trattamenti lubrificanti trasparenti e colorati con resine + PTFE
Trattamenti lubrificanti PFAS free
La metodologia della normale prova di abrasione del LAT 100 è standardizzata secondo la ISO 23233, la cui procedura viene spiegata con riferimenti al concetto formulato da Grosch nel 1997, basato su di un modello multicorrelazionale e con l’obiettivo di prevedere le proprietà di abrasione in condizioni di prova non misurate, nonché la prestazione di usura dello pneumatico, con l’utilizzo di una ruota di gomma rotolante in funzione della matrice.
Il LAT 100, prodotto da VMI Holland, è progettato per simulare una vasta gamma di condizioni operative dello pneumatico, come scivolamento, carico e velocità su controsuperfici differenti, per misurare la perdita di massa all’abrasione e le forze di frizione. Grazie all’ausilio di diverse formule ne viene spiegato il funzionamento, con la considerazione finale che la ripetibilità delle prove sullo pneumatico, con un ragionevole grado di precisione, è piuttosto scarsa, visto che finora non è mai apparsa in tutto il mondo alcuna affidabile icona sulle eti-


Trattamenti al plasma: Lipocer con HMDSO, Carbon Coating, Fluorurazione
Lavaggio ad alta pressione sotto cappa a flusso laminare (Cleanliness)
Micropulizia, Etching, Grafting
chette dello pneumatico. L’idea di base è che le valutazioni su strada e in laboratorio possono corrispondere se si è in grado di ottenere ragionevolmente le stesse condizioni nei due ambiti, ma occorre tener conto del fatto che le misurazioni in laboratorio non possono equivalere a quelle su strada. Tuttavia, è importante, per uno studio fondamentale, comprendere l’influenza della frizione sull’abrasione.
L’articolo prosegue con la considerazione che la forza abrasiva delle mescole di gomma influenza l’affilatura del disco dello strumento e la sua durata di vita, per cui la variabile incontrollata dei due fattori, forza della gomma e affilatura del disco durante le misurazioni, può causare grandi errori e alterare, alla fine, la valutazione delle mescole sperimentali. Nell’articolo viene così presentata l’influenza dell’affilatura e della condizione della superficie del disco sui risultati dell’abrasione, con l’applicazione di un metodo qualitativo per monitorare l’affilatura del disco, al fine di assicurare risultati ripetibili della prova nel corso del tempo.
Illustrata la parte sperimentale e la metodologia applicata, l’articolo espone i risultati e arriva alla conclusione: l’abrasione è un fenomeno intricato in natura, a causa del complesso meccanismo di contatto e dell’interazione di due superfici nell’interfaccia di pneumatico e sistema stradale. Il metodo qualitativo descritto nel seguire l’affilatura del disco, per assicurare un risultato della prova ripetibile nel tempo, è stato esaminato con modelli di mescole e le valutazioni della loro abrasione sono risultate ragionevoli sulla base della formulazione progettata, a conferma dell’importanza e dell’influenza di condizione e affilatura del disco per la ripetibilità dei risultati. L’articolo si chiude in realtà con un’appendice, che spiega le fasi intermedie delle prove, e si rivolge senz’altro a chi già conosce l’argomento ed è in grado di apprezzare il lavoro svolto con dovizia di grafici e tabelle accurati.
MATERIE PRIME E APPLICAZIONI
RINFORZO DI CARICHE IBRIDE PER COMPOSITI DI GOMMA NATURALE PER APPLICAZIONI ANTENNA. N.Dishovsky, M. Mihaylov, P. Malinova, Sofia
(Bulgaria), G. Atanasova, N. Atanasov, Blagoevgrad (Bulgaria), University of Chemical Technology and Metallurgy, Department of Polymer Engineering, Sofia (Bulgaria) - email m_c_mihaylov@uctm.edu - KGK 5/2025, pag. 40-45.
Oggigiorno il termine ibrido è usato in molti aspetti per descrivere le specifiche di un materiale oun fenomeno: per quanto riguarda il ristretto campo scientifico di materiale composito, esso descrive le proprietà complementari di una combinazione di sostanze, utilizzate per produrre nuovi articoli, che soddisfano particolari requisiti.
I compositi polimerici ibridi possono essere classificati in tre tipi: un composito con materiali di diversa matrice, ciascuno contenente una carica rinforzante; una singola matrice, che incorpora due opiù tipi di cariche, sia rinforzanti che non rinforzanti; un composito che combina entrambi questi approcci.
Tali materiali ibridi dovrebbero avere un maggior numero di proprietà e di funzioni in confronto ai compositi vergini e la sinergia risulta fondamentale nei polimeri con cariche ibride, dal momento che la combinazione produce un effetto più grande dei contributi individuali di ciascuna carica. Il positivo effetto sinergistico delle cariche ibride migliora sensibilmente le caratteristiche della matrice rinforzata e il rinforzo viene utilizzato per miglioramenti di resistenza all’abrasione, durezza e modulo.
Per modificare specifiche proprietà del materiale, vengono usate cariche funzionali sia di tipo organico che inorganico. Le cariche inorganiche comprendono silicati (caolino, limo, talco e mica), carbonati/solfati (carbonato di calcio, dolomite e barite) e ossidi/idrossidi (silice polvere e cristallina, idrossidi di alluminio e magnesio, ossidi di zinco e di calcio)
Per quanto riguarda la gomma naturale, la ricerca si è focalizzata sul tentativo di trovare combinazioni ottimali di cariche ibride di silice per compositi da utilizzare nella produzione di antenna. Le caratteristiche richieste sono severe e comprendono stabili proprietà di resistenza a flessione e bassa permettività relativa (costante dielettrica) per prevenire il ritardo del segnale. Altre proprietà necessarie sono una bassa tangente di
perdita dielettrica per assicurare un’efficace attenuazione del segnale, un’alta stabilità dimensionale, resistenza all’umidità ed efficace conduttività termica per la dissipazione del calore in servizio. La gomma naturale offre una facile lavorabilità e, provenendo da fonti rinnovabili, è un materiale ecosostenibile: in questo studio viene verificata come matrice di un materiale composito per substrati e strati isolamento in antenne flessibili per comunicazioni wireless e in rectenne (antenne riceventi che convertono le microonde in corrente continua) Per le prove viene utilizzata gomma naturale STR-10, con la quale si producono, con vulcanizzazione a zolfo, tre serie di mescole con silice-biossido di titanio, silice-caolino e silice-carbonato di calcio, ciascuna in cinque versioni con le quantità di silice-altra carica di 10, 15, 20, 25 e 30 phr ciascuna. Lo studio si articola nella valutazione delle caratteristiche di vulcanizzazione, delle proprietà meccaniche e dielettriche, dedicando l’ultimo paragrafo alla descrizione delle caratteristiche delle cariche utilizzate, per arrivare infine alla conclusione, che riassume i risultati comparativi ottenuti ed evidenzia come i compositi con più alti livelli di silice-biossido di titanio siano molto idonei per le applicazioni di antenna flessibile, grazie al loro bilanciamento di resistenza meccanica, bassa perdita dielettrica e adeguata densità di reticolazione, offrendo così un’ottima prestazione nella comunicazione wireless nella banda ISM (Undustrial Scientific and Medical). Dopo i risultati ottenuti da questo studio, la ricerca futura sarà dedicata alla progettazione e alla prototipazione di un modello di rectenna, con l’utilizzo di compositi sviluppati come substrati per antenne e rectenne in potenziali dispositivi IoT (Internet of Things) senza batteria.
PROVE E MISURAZIONI
DETERMINAZIONE QUANTITATIVA DI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI IN PNEUMATICI CON UTILIZZO DEL’EFFICACE TECNICA GC-MS/MS. Pradeep K S, D. Ghosh, H, Satpathi, K. Anjana, B.K. Samui, S. Dasgupta, R. Mukhopadhyay, Hari Shankar Singhania Elastomer and Tyre Research Institute (HASETRI) - email bksamui@jkmail.com - KGK 5/2025, pag. 46-53.
In tutto il mondo le industrie stanno dando priorità a sostenibilità e pratiche ecocompatibili, con l’integrazione di materiali e processi per ridurre la loro impronta ambientale. Questo cambiamento è guidato dalla necessità di soddisfare gli obblighi normativi, di migliorare l’uso efficiente delle risorse e di promuovere la tutela dell’ambiente. Le crescenti preoccupazioni riguardo all’uso di materiali tossici, rischiosi per la salute umana e per i danni all’ambiente, hanno portato alla creazione di regolamentazioni. È stata così messa a punto la regolamentazione europea REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of CHemicals) per classificare i materiali identificati, con particolare attenzione agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA, PAH in inglese). La lista comprende otto materiali, che salgono a diciotto nella lista americana EPA (Environmental Protection Agency), elencati in una tabella che ne evidenzia la struttura e ne specifica i dettagli.
Gli IPA sono una classe di inquinanti or-
ganici, composti da molteplici anelli aromatici saldati fra di loro, che si possono dividere in due categorie: IPA correlati, con due o più anelli aromatici, che consistono solo di atomi di carbonio e idrogeno, e IPA alchilati, con gruppi alchilici attaccati alla struttura degli anelli aromatici. Gli IPA correlati, come benzopirene, naftalene e antracene, sono spesso gli inquinanti primari preoccupanti, a causa delle loro proprietà cancerogene, mentre gli IPA alchilati, che comprendono i derivati metilati degli IPA correlati, sono importanti nelle analisi dei prodotti industriali, dal momento che sono spesso presenti come impurità e conosciuti per i potenziali effetti cancerogeni e mutageni.
Gli IPA sono diffusi nell’ambiente e sono sottoprodotti comuni dei processi di combustione e componenti naturali della maggior parte dei carburanti fossili, dei materiali combustibili e degli scarichi dei motori termici. Parlando di IPA nell’ambito della gomma e specificatamente del pneumatico, occorre ricorda-
re che la sua composizione comprende cariche rinforzanti (20-35%), soprattutto carbon black e silice, ed oli minerali (15-20%). Anche se sono stati fatti molti sforzi per ridurre l’uso degli oli minerali aromatici nella formulazione degli pneumatici, rimane tuttavia la preoccupazione per la presenza di IPA, e per i conseguenti rischi per ambiente e salute, sia nell’olio utilizzato che per il carbon black, che ne presenta una fonte di contaminazione per la combustione incompleta e i residui di oli non bruciati sulla sua superficie.
L’analisi degli IPA viene condotta con tecniche avanzate, tra le quali il gascromatografo accoppiato alla spettrometria di massa tandem (GC-MS/MS) è largamente usato per le sue superiori sensibilità, selettività e capacità di gestire matrici complesse.
Tuttavia, una precisa quantificazione dipende da procedure di efficaci estrazione e pulizia per eliminare le interferenze della matrice. I metodi tradizionali, come l’estrazione soxhlet, risentono di
LA QUALITÀ
PESA PIÙ DI QUANTO SEMBRA.



lunghi tempi di processo e più basse velocità di recupero, motivo per cui si rendono necessarie tecniche avanzate per migliorare l’accuratezza. Questo studio presenta una metodologia GC-MS/MS ottimizzata per identificare e quantificare i diciotto IPA presenti negli pneumatici.
Una volta illustrato il metodo, troppo complicato per riassumerlo in poche parole, lo studio affronta la parte sperimentale, entrando nei dettagli (interessanti e comprensibili) della preparazione dei campioni dallo pneumatico, descrivendo le fasi di estrazione (mediante etilacetato, solvente più green del toluene, grazie alle sue biodegradabilità e bassa tossicità), di identificazione e di quantificazione degli IPA dei campioni.
Passando poi per la convalida del metodo e per le fasi successive del metodo applicato, tutte esemplificate in tabelle accurate ed esaustive, si arriva alla conclusione dello studio, che ribadisce la precisa determinazione dei diciotto tipi di IPA a livello ppb (parti per miliardo), nel caso in cui siano presenti in articoli di gomma vulcanizzata come i pneumatici. In particolare, lo studio enfatizza l’importanza di consistenti pratiche di monitoraggio per salvaguardare la salute pubblica e la sicurezza dell’ambiente.
MATERIE PRIME E APPLICAZIONI
EFFETTO DI CAOLINO MODIFICATO ORGANICAMENTE SU STRUTTURA E PROPRIETÀ DI FIBRA POLIPROPILENE CON FILATURA A FUSIONE.
S.Panumati, T. Amornsakchai, N. Pathom, Polymer Science and Technology Program, Department of Chemistry and Center of Excellence for Innovation in Chemistry, Faculty of Science, Mahidol University, Salaya (Thailand) - email taweechai.amo@mahidol. ac.th - KGK 5/2025, pag. 73-78.
Le fibre dei polimeri sono largamente usate in applicazioni, che vanno da tessuti soffici e flessibili a rinforzi rigidi ad alta resistenza. Le proprietà meccaniche di queste fibre possono essere regolate controllando il grado di orientamento molecola re attraverso i processi di filatura e di trafilatura a caldo. Spesso usate in forme
intermedie (filato misto o strutture intrecciate) prima della trasformazione in prodotti funzionali, le fibre devono essere controllate nella struttura e nelle proprietà con diverse strategie, dall’incorporazione di cariche alla regolazione delle condizioni di filatura, dal post e ultra-allineamento alla ricottura termica. Questo lavoro si focalizza su come l’organocaolino influenza l’evoluzione strutturale e la prestazione meccanica delle fibre di polipropilene, prodotte con filatura per fusione: variando sistematicamente le condizioni di processo si valuta l’interazione fra organocaolino, comportamento di cristallizzazione e proprietà tensili risultanti. Lasciamo leggere agli interessati l’articolo, che si conclude con la considerazione che, nonostante uno scarso o inesistente effetto della presenza di caolino modificato organicamente sulle proprietà meccaniche delle fibre di polipropilene con filatura per fusione, tuttavia questa presenza conferisce un sensibile effetto per mezzo della cristallizzazione e dello sviluppo strutturale della fibra. In questo modo, infatti, si ipotizza che l’aumento di viscosità, dovuto a tale presenza, rallenti il rilassamento della catena e consenta alla cristallizzazione di realizzarsi con un migliore orientamento, così che la struttura interna riesce ad offrire un aumento di modulo e di limite di snervamento.
POLIMERI E APPLICAZIONI EFFETTO DI DIFFERENTI
ELASTOMERI NITRILICI IN APPLICAZIONI DI PERFORAZIONE DEL SUOLO CON REVISIONE DI PROVE E ANALISI DEI DIFETTI.
B.Stuck, N. Hershberger, Akron Rubber Development Laboratory, Akron, Ohio (USA) - RUBBERWORLD, gennaio 2026, pag. 32-44.
Gli elastomeri giocano un ruolo importante nella perforazione di giacimenti petroliferi e nelle relative attrezzature di servizio, applicazioni impegnative che richiedono un prodotto altamente ingegnerizzato fra i vari e diversi elastomeri disponibili.
P er quanto riguarda il servizio svolto, i materiali adottati devono proteggere i lavoratori, l’equipaggiamen -
to e l’ambiente, oltre a migliorare la perforazione e l’isolamento dell’area per massimizzare la produzione. È necessario considerare che gli articoli di gomma utilizzati sono esposti a condizioni estreme di temperatura, alta pressione, rapida decompressione di gas e prodotti chimici durante l’intera vita di servizio, devono essere esenti da difetti e manifestare minimi guasti nei gravosi ambienti operativi. I più comuni tipi di polimero usati in queste applicazioni sono NBR, HNBR, XNBR ed FKM.
N egli ultimi anni i cambiamenti della politica ambientale hanno fatto sì che si abbandonassero i tradizionali fluidi a base olio a favore di fluidi sintetici, più conformi agli standard ambientali per biodegradabilità e tossicità, ma allo stesso tempo incompatibili a volte con gli elastomeri utilizzati nella perforazione. Il risultato è che particolari componenti dei nuovi fluidi e dei loro additivi possono spesso degradare chimicamente e termicamente gli elastomeri per quanto concerne il rigonfiamento di volume, l’allungamento, la durezza, la resistenza a lacerazione e il carico di rottura.
Lo studio è lungo ed esaustivo dell’argomento trattato che, pur sembrando troppo di nicchia, si rivela invece molto interessante per tutti i lettori che vogliano rendersi conto della prestazione dei polimeri sopra citati in applicazioni molto severe.
A ll’inizio della trattazione vengono proposte tre tabelle, che elencano i tipici articoli di gomma utilizzati nel settore della perforazione petrolifera, le condizioni ambientali in cui devono operare e la varietà di prodotti chimici che ne possono danneggiare la vita di servizio. Vengono poi illustrate le caratteristiche richieste agli elastomeri per l’applicazione richiesta, con un’interessante tabella che ne mette a confronto le relative prestazioni inserendo, oltre a quelli sopra citati, altri nove elastomeri (EPDM, CR, ACM, AEM, SBR, AU/EU, VMQ, FVMQ ed NR), e con una figura che riporta il grafico ASTM 2000, che traccia la resistenza al calore in rapporto alla resistenza all’olio degli elastomeri più utilizzati. I l paragrafo successivo spiega le pro -
ve condotte sulle mescole per i manufatti destinati ai giacimenti petroliferi, con l’avvertenza che l’elastomero di base deve essere scelto in base ai criteri che i manufatti devono soddisfare e che comprendono il processo produttivo, le proprietà prestazionali in tutti gli ambienti di esposizione richiesti e le considerazioni economiche.
P er quanto riguarda l’analisi di difetti e guasti dei polimeri e dei componenti elastomerici, due tabelle li elencano, per i polimeri con la descrizione e la prova di laboratorio relativa, per i componenti con l’indicazione della loro modalità di realizzazione. L’analisi viene condotta con tecniche di microscopia e chimiche, i cui strumenti vengono descritti per l’utilizzo applicato.
L a parte più interessante dello studio è indubbiamente quella che prende in considerazione il dispositivo di tenuta (packer) utilizzato al fondo del buco di perforazione, per bloccare lo scorrimento dei fluidi attraverso lo sporco anulare fra il tubo di perforazione e la parete del buco: si tratta di una stringa di tubi racchiusa in un elemento di imballaggio in gomma, che si espande per bloccare l’anello e consentire ai fluidi di scorrere solo attraverso i tubi imballati. Le proprietà richieste al packer includono la resistenza a calore, prodotti chimici ed estrusione e vengono confrontate le mescole per il packer di tenuta realizzate tre in NBR, tre in HNBR ed una in XNBR, tutte di Zeon, variando anche la percentuale di acrilonitrile (ACN) per le mescole a base NBR ed HNBR, e con vulcanizzazione a zolfo per quelle in NBR e a perossido per quelle in HNBR ed XNBR. L e prove sono condotte per analizzare le proprietà fisiche (tensili, durezza e resistenza a lacerazione), l’immersione in olio IRM 902, la ritrazione a bassa temperatura, la temperatura di fragilità e la rapida decompressione gassosa, con i risultati riportati su grafici e figure per un’immediata comprensione.
Per quanto concerne la valutazione sul contenuto di ACN in NBR ed HNBR, vengono riscontrate tendenze in linea con quanto riportato in letteratura: le proprietà fisiche mostrano valori in aumento all’aumentare del contenuto di ACN; più alti contenuti di ACN causano più scarse proprietà a basse temperature, con più alte temperature di ritrazione e di fragilità; all’aumento del contenuto di ACN aumentano le fratture con rapida decompressione gassosa, soprattutto per le mescole in NBR e quella in HNBR con il 44% di ACN.
Per quanto riguarda invece il confronto fra una mescola in HNBR ed una in XNBR, entrambe con il 25% di ACN: la mescola in HNBR presenta una migliore resistenza all’invecchiamento a caldo e meno cambiamenti nelle proprietà fisiche dopo immersione in acqua, acqua salata ed olio IRM 902; entrambe le mescole offrono un’eccellente resistenza alle fratture dopo la prova di rapida decompressione gasso sa.



di A.L. Spelta
Colli di bottiglia e supply chain: i rischi per il movimento merci
Le principali rotte logistiche mondiali - dallo Stretto di Hormuz ai canali di Suez e Panama - stanno evidenziando criticità crescenti. Riprendendo le considerazioni contenute nella newsletter del 13 aprile “Supply Chain Briefing” di LMA Consulting Group, mettiamo in luce gli impatti sui flussi globali e le strategie per mitigare i rischi.
Il settore del movimento merci si trova oggi a dover affrontare una serie di criticità lungo le principali rotte logistiche globali. Dagli attacchi dei ribelli Houthi alle navi nel Canale di Suez, alla siccità che ha ridotto la capacità del Canale di Panama, fino al dramma legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz con la guerra nel Golfo, paesi e aziende sono chiamati a prestare attenzione e a pianificare in modo proattivo le probabili interruzioni legate a questi colli di bottiglia.
Le considerazioni che seguono sono basate sulla newsletter del 13 aprile “Supply Chain Briefing” di Lisa Anderson, della società di consulenza LMA Consulting Group (https://www.lma-consultinggroup.com/).
LO STRETTO DI HORMUZ E LE IMPLICAZIONI ENERGETICHE
Gli Stati Uniti hanno iniziato a bonificare le mine per garantire il passaggio sicuro delle navi cisterna energetiche attraver-
so lo Stretto di Hormuz. Poiché questo snodo interessa il 20% dell’energia globale, tra petrolio e GNL, la dipendenza da questo collo di bottiglia può comportare riduzioni produttive, carenze di carburante e altri effetti lungo tutta la filiera. Anche nei casi in cui la dipendenza non sia diretta, l’impatto si manifesta comunque, data la natura globale del prezzo del petrolio, utilizzato per produrre e trasportare qualsiasi bene.
G li Stati Uniti, energeticamente indipendenti, non stanno subendo caren-


Lo stretto di Hormuz - Di Jacques Descloitres, MODIS Land Rapid Response Team, NASA/GSFC - Cropped from: http://visibleearth.nasa.gov/view_rec.php?id=2363, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/ index.php?curid=29529
ze, mentre un elevato numero di petroliere vuote si dirige verso il paese per caricare petrolio e GNL, impossibilitate ad attraversare lo Stretto. Giappone, Corea del Sud e molti altri paesi asiatici, fortemente dipendenti da questo passaggio, stanno cercando forniture alternative, in particolare dagli Stati Uniti. L’Europa dipende dallo Stretto per circa l’11% del petrolio e per una quota minore di GNL, ma gli attacchi alle infrastrutture del Qatar hanno ridotto la capacità disponibile, creando uno squilibrio tra domanda e offerta. In Irlanda, fortemente dipendente dalle importazioni, si registrano proteste legate ai costi e alla carenza di carburante. Prima del conflitto transitavano nello Stretto circa 20 milioni di barili al giorno di petrolio e derivati. Alcune soluzioni alternative sono state attivate: l’Arabia Saudita ha portato al massimo la capacità del proprio oleodotto verso il Mar Rosso, fino a 7 milioni di barili al giorno, mentre l’oleodotto Habshan-Fujairah negli Emirati Arabi Uniti può trasportare fino a 2 milioni di barili. Esiste inoltre un oleodotto dall’Iraq alla Turchia, ma con capacità limitata per manutenzioni. Sono allo studio ulteriori reti per collegare gli Stati del Golfo e ridurre la dipendenza dallo Stretto.
I PRINCIPALI COLLI DI BOTTIGLIA DELLA LOGISTICA GLOBALE
L a globalizzazione della produzione manifatturiera, fortemente concentrata in Cina, ha reso le catene di approvvigionamento sempre più dipendenti da flussi internazionali di materiali, componenti e prodotti finiti. In questo contesto emergono diversi punti critici.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo fondamentale: la sua chiusura ha determinato un aumento del prezzo del petrolio e ha spinto aziende e governi a rivedere le proprie dipendenze lungo tutta la supply chain.
I l Canale di Panama, che collega Atlantico e Pacifico e gestisce circa il 5% del commercio marittimo globale e il 40% del traffico container statunitense, è oggetto di attenzione anche per questioni geopolitiche. Nell’aprile 2026 il governo panamense ha assunto il controllo di due terminal container dopo la revoca del contratto al precedente gestore. La situazione resta da monitorare. I l Canale di Suez, rotta strategica tra Europa e Asia, ha visto una forte riduzione del traffico a causa degli attacchi nel Mar Rosso: all’inizio del 2026 i volumi risultano inferiori di circa il 60% rispetto al 2023, con molte navi che scelgono rotte alternative, come la circumnavigazione dell’Africa o il passaggio attraverso Panama.
Lo Stretto di Malacca, principale collegamento tra Asia orientale e Medio Oriente, ha registrato un aumento del traffico a seguito delle criticità nel Mar Rosso, con conseguente congestione
e incremento degli episodi di pirateria. A nche i mari della Cina Meridionale, pur non essendo attualmente tra i principali colli di bottiglia, rappresentano un’area sensibile per il commercio globale, attraverso cui transita oltre la metà del tonnellaggio mercantile mondiale.
I nfine, il complesso portuale di Los Angeles e Long Beach , principale hub dell’emisfero occidentale con circa il 40% delle importazioni containerizzate degli Stati Uniti, ha già mostrato durante la pandemia la propria vulnerabilità, con lunghe attese delle navi in rada.
STRATEGIE PER RIDURRE I RISCHI
Alla luce di queste criticità, le aziende sono chiamate a valutare i rischi e le vulnerabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento, individuando scenari in grado di garantire la continuità operativa. Le valutazioni di prontezza e i controlli sulla resilienza assumono un ruolo sempre più centrale.
S trumenti avanzati come i processi SIOP (Sales Inventory Operations Planning) consentono di gestire in modo proattivo domanda e offerta, evidenziando i potenziali rischi lungo la supply chain. In questo contesto possono emergere scelte strategiche come il reshoring o il nearshoring, decisioni make-or-buy, integrazione verticale e nuove partnership, oltre a cambiamenti nei margini e nel mix di prodotti.
I sistemi di pianificazione avanzata abilitati dall’intelligenza artificiale permettono, inoltre, di migliorare la visibilità lungo la catena di approvvigionamento, prevedere le interruzioni e ottimizzare rotte, vettori e reti logistiche. u

Plast 2026
Il conto alla rovescia è iniziato
Plast 2026 conferma la propria solidità con oltre 1.000 espositori e una crescente partecipazione internazionale, nonostante un contesto economico complesso. La manifestazione si presenta con un ricco programma convegnistico e un nuovo format integrato con Xylexpo e Composites Future, rafforzando il ruolo di piattaforma di riferimento per l’innovazione nella filiera plastica e gomma.
Apoche settimane dall’apertura, Plast 2026 si presenta alla sua ventesima edizione con una performance positiva, nonostante il complesso scenario geopolitico ed economico internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e instabilità sui mercati globali.
L a manifestazione milanese, principale appuntamento fieristico europeo dell’anno per il settore delle materie
plastiche e della gomma, conferma la sua resilienza con l’adesione di oltre 1.000 espositori, di cui 200 nuovi rispetto all’edizione precedente, il 32% dei quali rappresentato da aziende internazionali.
L a capacità di attrarre nuovi espositori in questo scenario conferma la solidità e l’appeal internazionale di Plast, sottolineando la crescente fiducia del settore nella manifestazione milanese come piattaforma di riferimento per presentare innovazioni e sviluppare partnership commerciali.
L’organizzazione punta, inoltre, a in -
Q uesto risultato assume particolare significato in un contesto di mercato decisamente complesso, che vede settori strategici come l’automotive attraversare una fase di trasformazione e adattamento alle attuali dinamiche globali.


crementare significativamente la presenza di visitatori internazionali, con rappresentanti dai principali Paesi destinatari dell’export italiano, grazie alle delegazioni di buyer organizzate in collaborazione con Agenzia ICE e ad accordi strategici con importanti associazioni di categoria, sia interne al comparto sia rappresentative dei mercati di sbocco.
L a preregistrazione gratuita per i visitatori è aperta fino al 29 maggio.
I L PROGRAMMA CONVEGNISTICO
P last 2026 è arri cchita da un fitto calendario di convegni su temi di primo piano per il settore:
9 g iugno, 14:30-16:00 - Plastica: n emico pubblico o vittima designata?
O rganizzato in collaborazione con Ipackima srl e Largo Consumo, il convegno offrirà un’occasione di confronto aperto sui mutamenti che stanno attraversando il comparto del packaging: dalle pressioni normative alle opportunità dell’economia circolare, analizzando il punto di vista dei consumatori e quello degli operatori della grande distribuzione.
10 g iugno, 10:00-12:00S tati Generali della Plastica
O rganizzato in collaborazione con Amaplast, Corepla, IPPR, PlasticsEu -
rope Italia, Unionplast, il convegno favorirà un confronto fra istituzioni e industria sul ruolo strategico della filiera plastica nel sistema produttivo italiano e sulle condizioni necessarie per rafforzarne competitività e circolarità.
11 g iugno, 10:00-12:30 - Il riciclo meccanico delle materie plasticheReport 2025. Tutela, per rigenerare il sistema
O rganizzato in collaborazione con Assorimap, l’appuntamento annuale, giunto alla quinta edizione, oltre a presentare i dati nazionali sulla produzione di MPS da post-consumo aggiornati al 2025, dedicherà un particolare focus a norme e garanzie per la tracciabilità, a tutela del comparto del riciclo meccanico.
11 g iugno, 14:30-16:00 - Intelligenza artificiale, servitizzazione e digitalizzazione
O rganizzato in collaborazione con Made Competence Center, l’incontro sarà dedicato ai temi dell’innovazione industriale, affrontati in particolare dal punto di vista dell’utilizzatore della macchina.
12 g iugno, 10:00-12:30 - La plastica nelle costruzioni: il caso “PVC”
O rganizzata in collaborazione con PVC Forum Italia, la conferenza propone una panoramica sul ruolo del PVC nel settore delle costruzioni, af -
frontandone l’andamento del mercato, le applicazioni e i vantaggi tecnici, insieme ai temi della sostenibilità, della circolarità e dell’ecodesign.
P LAST 2026 SI FA IN TRE
P last 2026, in programma dal 9 al 12 giugno a Fiera Milano, è parte di MaTec, un progetto fieristico che unisce tre manifestazioni della manifattura: Plast (tecnologie per plastica e gomma), Xylexpo (biennale mondiale delle tecnologie per il legno e il mobile, organizzata da Acimall) e Composites Future (mostra-convegno per i materiali compositi, con Assocompositi).
L’obiettivo è unire competenze trasversali e settori complementari per una visione integrata dell’industria. Ad esempio, alcuni centri di lavoro per il legno trovano applicazione anche nella lavorazione della plastica e di altri materiali, mentre i compositi legno-plastica offrono prestazioni elevate nell’arredamento e nell’edilizia - quest’ultima uno dei settori di destinazione strategici degli impianti in mostra a Plast.
Questa “triplice intesa” fieristica si propone come collettore di contaminazioni, offrendo un ambiente espositivo ricco di stimoli, dove il visitatore può scoprire soluzioni diverse ma tra loro complementari. u
2026
La manifattura italiana si conferma resiliente
Oltre 60 mila visitatori e più di 2.000 espositori per la 24ª edizione di MECSPE a BolognaFiere, che dal 4 al 6 marzo scorso ha messo al centro innovazione, sostenibilità e competenze. Dall’Osservatorio emerge una manifattura italiana resiliente, che punta su tecnologia ed efficienza per affrontare un contesto internazionale complesso e rafforzare la competitività.
Si è chiusa con 60.581 visitatori e oltre 2.000 aziende espositrici la 24ª edizione di MECSPE, la fiera internazionale di riferimento per l’industria manifatturiera organizzata da Senaf e tenutasi a BolognaFiere dal 4 al 6 marzo 2026. Per tre giorni, la manifestazione ha riunito imprese, tecnologie e competenze provenienti da tutta la filiera industriale, confer-
mandosi come uno spazio di incontro e confronto capace di generare nuove opportunità di business e collaborazione.
Con i suoi 13 saloni tematici e 18 iniziative speciali, MECSPE ha offerto una panoramica completa delle principali filiere produttive, consolidando il proprio ruolo di piattaforma di riferimento per il dialogo tra aziende, fornitori
di tecnologie, centri di ricerca e professionisti del settore.
I L PUNTO SUL MANIFATTURIERO: STABILITÀ E RESILIENZA
L’edizione 2026 si è aperta con il convegno inaugurale e la presentazione dei dati dell’Osservatorio MECSPE realizzato da Nomisma, che ha evidenzia -


to un quadro complessivamente stabile per il settore. Quasi sette imprese su dieci dichiarano un andamento coerente con gli obiettivi prefissati, mentre il livello di soddisfazione resta buono, a conferma della capacità del sistema produttivo di mantenere risultati in linea con le attese anche in un contesto complesso. Permangono tuttavia alcune criticità, legate in particolare all’incertezza del contesto internazionale, all’impatto dei dazi - che preoccupa circa la metà delle imprese - e alla valutazione delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2026, ritenute insufficienti dal 55% del campione. Nonostante ciò, le imprese continuano a puntare su competenze, innovazione tecnologica ed efficienza per rafforzare la propria competitività.
I NNOVAZIONE E TECNOLOGIE AL CENTRO DELLA MANIFESTAZIONE
M ECSPE 2026 ha confermato il proprio ruolo di hub per l’innovazione industriale, offrendo alle imprese stru -
menti concreti per affrontare le sfide della competitività.
Tra i temi principali, la digitalizzazione, l’automazione, la robotica e l’additive manufacturing, protagonisti attraverso aree dimostrative, spazi tematici e momenti di approfondimento.
L a manifestazione si è distinta anche per la capacità di integrare tecnologie e processi produttivi, proponendo soluzioni applicative e casi concreti utili a supportare l’evoluzione dei modelli industriali e a migliorare le performance delle aziende.
S OSTENIBILITÀ COME LEVA
S
TRATEGICA
U n altro elemento centrale emerso nel corso dell’evento è la crescente integrazione della sostenibilità nei modelli industriali. Secondo l’Osservatorio MECSPE, quasi il 90% delle imprese considera la sostenibilità parte integrante della propria strategia, traducendola in azioni concrete come l’ottimizzazione dei processi produtti-
vi, la riduzione dei consumi energetici e il contenimento degli scarti. Q uesto approccio riflette un’evoluzione del concetto stesso di sostenibilità, sempre più legato all’efficienza produttiva e all’uso consapevole delle risorse, oltre che alla riduzione dell’impatto ambientale.
C OMPETENZE E FORMAZIONE P ER IL FUTURO DEL SETTORE
Accanto all’innovazione tecnologica, MECSPE ha ribadito il ruolo centrale delle competenze per lo sviluppo del manifatturiero.
L a fiera si è configurata come un ecosistema in cui imprese, scuole, ITS, università e centri di ricerca collaborano per favorire orientamento, formazione e inserimento professionale. Le iniziative dedicate, come gli spazi per il recruiting e i progetti di incontro tra aziende e giovani talenti, hanno evidenziato l’importanza di rafforzare il dialogo tra sistema produttivo e mondo dell’istruzione, in un contesto in cui la disponibilità di compe -

tenze rappresenta una delle principali sfide per le imprese.
U NA DIMENSIONE SEMPRE P IÙ INTERNAZIONALE
L’edizione 2026 ha inoltre confermato la crescente apertura internazionale della manifestazione, con la partecipazione di 340 espositori provenienti da oltre 20 Paesi e la presenza di delegazioni estere e buyer da mercati strategici.
Q uesta dimensione ha contribuito ad ampliare le opportunità di confronto e di business, rafforzando il ruolo di MECSPE come punto di contatto tra imprese, tecnologie e mercati a livello globale.
I RISULTATI: UNA PIATTAFORMA DI CRESCITA PER IL MANIFATTURIERO
N el complesso, MECSPE 2026 ha evidenziato una manifattura italiana capace di affrontare un contesto complesso facendo leva su imprenditorialità, innovazione e capacità di
adattamento. I dati dell’Osservatorio indicano inoltre che quasi otto imprese su dieci hanno chiuso il 2025 con un fatturato in crescita o in linea rispetto all’anno precedente, segnale di un settore che guarda al futuro con fiducia.
L a manifestazione si conferma così
una piattaforma strategica per il settore, in grado di favorire il dialogo tra gli attori della filiera, sostenere lo sviluppo delle competenze e accompagnare le imprese nelle sfide della trasformazione industriale, con un’attenzione crescente a sostenibilità, innovazione e competitività. u






PFAS, l’ECHA verso una stretta con possibili deroghe mirate
I comitati scientifici dell’Agenzia europea sostengono una restrizione ampia su produzione, uso e immissione sul mercato delle PFAS, prevedendo tuttavia eccezioni per specifiche applicazioni e ulteriori misure per ridurne le emissioni.
Come noto, la proposta di restrizione delle PFAS nell’UE/SEE (SEE Spazio Economico Europeo) è stata elaborata dalle autorità di Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia e presentata all’ECHA il 13 gennaio 2023. L’obiettivo era quello di ridurre le emissioni di PFAS nell’ambiente per rendere più sicuri prodotti e processi per le persone. La consultazione sulla proposta di restrizione si è svolta dal 22 marzo al 25 settembre 2023.
A fine marzo 2026 la situazione è la seguente.
I l Comitato per la valutazione dei rischi (RAC), nel suo parere definitivo, e il Comitato per l’analisi socioeconomica (SEAC), nel suo parere preliminare, sostengono una restrizione a livello UE sulla fabbricazione, immissione sul mercato e uso delle PFAS. Prevedono altresì che dette restrizioni possano essere soggette a specifiche deroghe. I due Comitati raccomandano, inoltre, che le restrizioni vadano di con -
certo con adeguate misure per ridurre al minimo le emissioni. Le conclusioni scientifiche del RAC e il parere preliminare del SEAC rappresentano pertanto un passo importante verso la definizione di misure concrete sulle PFAS a livello europeo.
I L PARERE DEFINITIVO DEL RAC
Le conclusioni del parere del RAC sono che le PFAS rappresentano rischi crescenti per le persone e l’ambien -


te. Essend o altamente persistenti, rimangono nell’ambiente per lunghi periodi, sono in grado di percorrere grandi distanze, contaminano le acque sotterranee e il suolo, ed alcune PFAS causano gravi problemi di salute, come tumori e danni riproduttivi. Il Comitato ritiene che le misure regolamentari attualmente in vigore non siano sufficienti a controllarne le emissioni e che, pertanto, siano necessarie ulteriori azioni normative a livello UE.
N el caso vengano decise delle deroghe per usi specifici, il RAC raccomanda misure di gestione del rischio per ridurne al minimo le emissioni. Tali misure comprendono piani di gestione delle PFAS specifici per sito, destinati a produttori e utilizzatori industriali, incluso il monitoraggio delle emissioni, la comunicazione sull’uso delle PFAS lungo la catena di approvvigionamento, una chiara etichettatura per i consumatori e istruzioni per un uso e uno smaltimento sicuri. Il RAC chiede inoltre la comunicazione all’ECHA delle emissioni di PFAS provenienti da siti produttivi e industriali.
R oberto Scazzola, Presidente del RAC, ha dichiarato: “Il parere definitivo del RAC e le evidenze scientifiche indicano chiaramente che le PFAS possono causare rischi per le persone e l’am -
biente se non adeguatamente controllate. Una restrizione a livello UE è quindi una misura efficace per ridurre tali rischi. Qualora siano concesse deroghe, il RAC raccomanda misure per ridurre al minimo le emissioni di PFAS”.
PARERE PRELIMINARE DEL SEAC
I l parere preliminare del SEAC evidenzia che le PFAS sono utilizzate in numerose applicazioni in tutta Europa. È pertanto necessaria un’azione a livello UE per evitare distorsioni commerciali e garantire condizioni di parità nel mercato interno. Il Comitato ritiene che siano necessarie deroghe mirate per specifici usi delle PFAS, quando ciò sia giustificato dalle evidenze disponibili sull’assenza di alternative e dalla valutazione costi/ benefici, al fine di mantenere la restrizione proporzionata.
I l parere preliminare del SEAC supporta la raccomandazione del RAC riguardo l’adozione di misure di gestione del rischio al fine per ridurre al minimo le emissioni delle PFAS per quegli usi oggetto di deroga. Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il Comitato non è in grado di concludere se tali misure specifiche siano proporzionate.
M aría Ottati, Presidente del SEAC, ha dichiarato: “Il parere preliminare del SEAC sostiene l’ampia restrizione delle PFAS, pur riconoscendo la necessità di deroghe mirate per mantenere la misura proporzionata ed applicabile. Con questo approccio equilibrato si ridurranno le emissioni delle PFAS pur continuando a consentirne l’impiego in quelle determinate applicazioni, dove un divieto immediato comporterebbe impatti più negativi che positivi”.
I l parere preliminare del SEAC passerà a definitivo dopo una consultazione pubblica con le parti interessate, della durata di 60 giorni e che terminerà il 25 maggio 2026 e dopo che le osservazioni emerse dalla consultazione pubblica verranno valutate. L e parti interessate sono industria, organizzazioni non governative, ricercatori e cittadini e le osservazioni che sono invitate a fornire, verranno trasmesse attraverso un sondaggio di consultazione strutturato, secondo le linee guida pubblicate dall’ECHA, che prevedono anche la mappatura degli usi delle PFAS. L’obiettivo dell’ECHA, con queste linee guida è quello di aiutare i partecipanti a preparare e presentare informazioni pertinenti. L’Agenzia incoraggia inoltre i partecipanti a esaminare attentamente il parere preliminare e a seguire le linee guida per garantire che il loro contributo sia il più utile possibile per orientare il parere definitivo del SEAC.
P ROSSIMI PASSI
S i prevede che il SEAC adotti il proprio parere definitivo entro la fine del 2026, dopo aver analizzato le nuove informazioni, ove pertinenti, ricevute nella consultazione pubblica. Tale adozione concluderà la valutazione scientifica della restrizione proposta da parte dei due Comitati dell’ECHA, e i pareri saranno formalmente trasmessi alla Commissione europea. Sulla base dei due pareri definitivi, la Commissione proporrà una restrizione per discussione e votazione in seno al Comitato REACH, com posto dagli Stati membri dell’UE. u


A FOOTPRINT ON THE WORLD THAT LEAVES NO TRACE




IMG is synonymous with unwavering environmental ethics and high production performance for a new path towards sustainability, in the field of elastomer moulding
u ATP Group
u BoyState Technologies
u Coating Technology
u DGTS
u Eflaya
u Engel
u For Lab Italia
u Franplast
u Gibitre Instruments
u I lpea
u Joss Elastomers
u Kraiburg TPE
u Marfran
u Rodolfo Comerio
u Sirmax
Versatilità e innovazione per l’industria moderna
Gli elastomeri termoplastici (TPE) si confermano come una delle soluzioni più dinamiche nel panorama dei materiali, grazie alla loro capacità di adattarsi a esigenze applicative sempre più complesse. Le esperienze sul campo evidenziano come questi materiali possano migliorare resistenza all’usura, stabilità nel tempo e prestazioni funzionali, anche in condizioni operative critiche, offrendo al contempo maggiore libertà progettuale e semplificazione dei processi produttivi. A ciò si affiancano sviluppi rilevanti sul fronte della sostenibilità, con materiali riciclabili, contenuti riciclati e processi sempre più efficienti dal punto di vista energetico.
Dalla lavorazione - che spazia dallo stampaggio a iniezione alla calandratura - ai trattamenti superficiali a basso attrito, fino alle tecnologie di prova e controllo, il mondo dei TPE emerge come un ecosistema in evoluzione, capace di rispondere alle richieste di qualità, sicurezza e innovazione dei principali settori industriali.

Group
Sintek® H-TPU: prestazioni e affidabilità in applicazioni dinamiche

Quando le condizioni operative diventano critiche, il materiale può fare la differenza. Nelle applicazioni delle guarnizioni a labbro per movimenti lineari ATP utilizza spesso dei TPU, poliuretano termoplastico, ricavati da stampaggio a iniezione termoplastica. Questa soluzione, in caso di forti sollecitazioni dinamiche, è risultata superiore alle tradizionali guarnizioni in gomma che mostravano limiti in termini di usura e stabilità nel tempo. I n particolar modo, alcuni TPU si distinguono perché combinano elevate prestazioni meccaniche con flessibilità e
resilienza. Nei casi di alta pressione come quelli di bassa pressione, una corretta progettazione della guarnizione permette la combinazione con elevati range di velocità. La resistenza chimica di alcuni TPU è notevolmente migliorata e in alcune particolari compoundazioni anche le resistenze termiche si sono molto ampliate.
U n adeguato design permette un equilibrio ottimale tra durezza ed elasticità, con un’elevata capacità di assorbimento degli urti e una resistenza all’abrasione superiore rispetto ai materiali elastomerici.
A questi si aggiunge un vantaggio chiave: la possibilità di rifusione e riutilizzo del materiale, rendendolo una scelta efficiente anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale.
L a lavorazione tramite stampaggio a iniezione permette di unire un alto livello tecnologico a una forte sostenibilità anche economica.
Tutte le applicazioni sviluppate da ATP Group hanno dimostrato che il TPU può rappresentare una soluzione tecnica affidabile e versatile per applicazioni dinamiche, capace di adattarsi a specifiche progettuali complesse e di migliorare concretamente le performance del componente nel lungo periodo. u

Boy - State Technologies
Soluzioni flessibili per stampaggio a iniezione
Gli elastomeri termoplastici combinano i vantaggi dei termoplastici e degli elastomeri. Possono essere lavorati come termoplastici (TP), ovvero possono essere fusi quando riscaldati. Ciò consente di lavorare il materiale su una macchina per stampaggio a iniezione standard. Allo stesso tempo, offrono proprietà elastiche paragonabili a quelle della gomma. Grazie a questi vantaggi, i TPE sono utilizzati principalmente come elementi di tenuta, guaine per cavi, nell'industria automobilistica e anche nel settore medico. Il TPE non è disponibile solo in diversi gradi di durezza, ma è disponibile anche in diverse varianti come poliuretano termoplastico (TPU), gomma termoplastica (TPR) o elastomeri copoliestere (TPC). O gnuna di queste varianti ha requisiti diversi in termini di temperatura, pressione e velocità durante il processo di stampaggio a iniezione. Inoltre, l'uso dello stampaggio a iniezione multicomponente dovrebbe essere menzionato in particolare, poiché i parametri di lavorazione analoghi al TP spesso significano che è possibile rinunciare a una progettazione di stampo complessa. I TPE possono essere lavorati con la configurazione standard di una macchina per stampaggio a iniezione B oy, azienda distribuita in Italia da State Technologies. Sono disponibili diversi diametri di vite per ogni tipo di macchina. La Boy 2C offre anche una soluzione flessibile per lo stampaggio a iniezione multicomponente su tutte le macchine per stampaggio a iniezione standard. Cambiando rapidamente l'unità di plastificazione, elastomeri (gomma), termoindurenti, silicone (LSR) e altri materiali possono essere lavorati sulle B oy, offrendo la massima flessibilità. u



Coating Technology
Cleanliness e low-friction nei TPE
Negli ultimi anni, la pulizia dei componenti in elastomero e TPE è diventata sempre più centrale, specialmente nel settore automobilistico, dove le richieste di qualità sono sempre in aumento. In questo contesto, gli standard VDA 19 e ISO 16232 sono oggi fondamentali per gestire e controllare la contaminazione particellare.
I n Coating Technology, è stato creato un processo di pulizia strutturato che coinvolge tutte le fasi di produzione, dalla lavorazione alla pulizia finale, fino all'imballaggio in un ambiente controllato.
Q uesto approccio consente di garantire componenti che rispettano i limiti di contaminazione più severi, riducendo il rischio di malfunzionamenti nei sistemi in cui vengono installati, come i circuiti fluidici o i sistemi di tenuta ad alta precisione. Inizialmente progettato per rispondere alle esigenze del settore automobilistico, questo processo vie -


ne oggi utilizzato anche in altri settori, come l'elettronica, l'oleodinamica e la medicina.
C ontemporaneamente, Coating Technology sviluppa e applica trattamenti a basso attrito specifici per materiali TPE, progettati per migliorare le prestazioni funzionali dei componenti. Questi trattamenti riducono il coefficiente di attrito, facilitando le operazioni di assemblaggio e migliorando la durata in esercizio, con una riduzione significativa di usura e rumorosità.
L a combinazione di processi di pulizia e trattamenti superficiali avanzati è un elemento caratteristico che permette a Coating Technology di rispondere in modo efficace alle crescenti richieste di qualità, affidabilità e prestazioni del mercato. u
Hot Set Tester per prove su guaine di cavi elettrici
Elastocon AB, rappresentata in Italia da DGTS, produce strumenti per prove di Hot Set su guaine di cavi elettrici.
Lo strumento semi-automatico Hot Set Tester modello EB16II è alloggiato in una stufa per prove di invecchiamento Elastocon che soddisfa i requisiti prescritti dalle IEC 811 (ricambi d’aria per ora, velocità circolazione dell’aria molto bassa, uniformità di temperatura).
I provini vengono introdotti nella stufa dall’alto, senza aprire la porta, per evitare cadute di temperatura.
Le misure in temperatura vengono fatte attraverso la finestra della stufa utilizzando un puntatore laser collegato in modalità wireless a un PC.
A nche le misure iniziali e finali dei provini sono fatte con un calibro collegato via wireless al PC. Le misure fatte vengono automaticamente inserite in un foglio di calcolo che fornisce un rapporto di prova in automatico.
L’Hot Set Tester Basic modello EB30HT in accordo con la IEC 60811-507 ed equivalenti è alloggiato in una stufa standard con una finestra sulla porta.


I provini vengono posizionati manualmente nella stufa, ma anche qui le misure in temperatura vengono fatte attraverso la finestra della stufa utilizzando un puntatore laser. Il laser si spegne automaticamente quando la porta della camera viene aperta.
L e misure fatte devono essere inserite manualmente nel foglio di calcolo compreso nella fornitura. Opzionalmente è disponibile un kit per collegare puntatore e calibri via wireless al PC. u
FOCUS

Innovazione e sostenibilità nel mondo dei termoplastici
Eflaya è una nuova realtà industriale nata dalla sinergia tra aziende e competenze consolidate: il Gruppo CM Manzoni/Evercompounds, attivo dal 1965 e leader nelle mescole in gomma, Sovere, specializzata nei compound in PVC dal 1976, e una parte dell’ex management di Softer. Un mix di esperienze che ha dato vita a un progetto ambizioso, orientato all’innovazione nel settore dei materiali termoplastici.
Con una capacità produttiva di 15.000 tonnellate annue, già predisposta per essere ampliata grazie a nuove linee produttive, Eflaya si inserisce in un mercato in forte crescita, proponendo compound TPE-S (SBS, SEBS), TPV e TPU modificato destinati a numerosi ambiti applicativi. Automotive, elettrodomestici, utensili elettrici, edilizia, personal care, medicale, elettronica e calzature sono solo alcuni dei settori in cui l’azienda è in grado di offrire soluzioni ad alto valore aggiunto. Il vero punto di forza di Eflaya risiede nella capacità di sviluppare materiali su misura, partendo dalle esigenze specifiche del cliente. L’azienda non si limita infatti alla produzione, ma si propone come partner strategico e solution provider, affiancando il cliente nella fase di analisi e co-progettazione per in-


dividuare il compound più adatto. Questo approccio consente di coniugare la flessibilità e la reattività tipiche di una PMI con standard qualitativi elevati e una visione internazionale. Dal punto di vista tecnologico, Eflaya dispone di linee produttive all’avanguardia, basate su logiche Industria 4.0, progettate per garantire elevata efficienza energetica e riduzione dei consumi. Un’attenzione particolare è rivolta anche alla sostenibilità: tutti i prodotti sono completamente riciclabili, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale e rispondendo alle crescenti esigenze di un mercato sempre più orientato al “green”.
I materiali termoplastici offrono infatti numerosi vantaggi: dalla possibilità di riciclo e recupero a fine vita, alla riduzione dei costi grazie a processi produttivi più semplici e versatili, fino a un ampio range di durezze e a un peso inferiore, che si traduce in minori consumi. A ciò si aggiungono eccellenti caratteristiche estetiche, come la stabilità alla luce e agli agenti atmosferici e l’elevata colorabilità.
Con una forte vocazione all’internazionalizzazione, Eflaya guarda ai mercati esteri come leva strategica di crescita, partecipando alle principali fiere di settore, come il K di Düsseldorf e la Wire & Tube. Un percorso che conferma la volontà dell’azienda di affermarsi come player di riferimento nel panorama dei compound termoplastici, puntando su innovazione, qualità e sostenibilità. u

Presse a iniezione senza colonne per TPE
In un mercato ad altissima pressione sui costi come quello degli spazzolini elettrici entry-level, ogni dettaglio produttivo diventa strategico. È il caso di Vitality, uno dei modelli base della linea Oral-B, dove devono coesistere qualità elevata e massima efficienza. Una sfida che coinvolge direttamente anche lo stampaggio a iniezione dei corpi motore tri-componente, che combinano materiali rigidi e morbidi. Per migliorare presa ed ergonomia, una base in tecnopolimero viene parzialmente sovrastampata con TPE, mentre i comandi touch, come l’interruttore di accensione/spegnimento, sono nascosti sotto una superficie elastomerica sigillata e impermeabile.
A questa esigenza si affianca una precisa scelta industriale di Procter & Gamble: massimizzare la produttività per unità di superficie. Nello stabilimento di Marktheidenfeld (Germania), dedicato alla produzione globale degli spazzolini da denti Oral-B, lo spazio disponibile è infatti una risorsa critica. In questo scenario emerge un ulteriore vincolo: la gestione degli stampi multi-componente necessari per integrare in un unico processo materiali rigidi e TPE. Si tratta di stampi voluminosi, che richiedono piani macchina ampi a fronte di forze di chiusura relativamente contenute, a causa della limi-


tata superficie dei pezzi. Un disallineamento che, con le macchine tradizionali, porta spesso alla scelta di modelli sovradimensionati semplicemente per poter alloggiare lo stampo. La tecnologia senza colonne di Engel supera queste criticità, perché permette di sfruttare completamente i piani portastampo e di utilizzare solo la forza di chiusura realmente necessaria.
È il caso della Engel victory 400 combi da 4.000 kN impiegata a Marktheidenfeld: lo stesso stampo, su una pressa tradizionale, richiederebbe infatti 10.000 kN. Il risultato è una drastica riduzione del costo di investimento e del consumo energetico, in questo caso legato anche al sistema di termoregolazione dello stampo Engel e-flomo integrato con la centralina e-temp e l’assistente digitale iQ flow control.
A questo si aggiungono i vantaggi in termini di qualità. Il sistema Flex-Link, che assicura il perfetto parallelismo dei piani, mantiene elevata e costante la qualità dei pezzi anche con stampi multicavità complessi, assicurando stabilità di processo e ripetibilità. L’automazione rappresenta un ulteriore fattore chiave: la possibilità per il robot cartesiano di operare senza vincoli geometrici, accedendo direttamente all’area stampo, consente traiettorie più rapide ed efficienti, che hanno portato a una significativa riduzione del tempo ciclo. Nel contesto produttivo di Procter & Gamble, la tecnologia senza colonne Engel ha coniugato grandi stampi, basse forze di chiusura e automazione, garantendo la massima efficienza. u
For Lab Italia
Dinamometro automatico per test in laboratorio
For Lab Italia è un’azienda all’avanguardia nella fornitura di strumenti di laboratorio e ha recentemente introdotto nel suo catalogo il nuovo dinamometro completamente automatico Cube One.
Questo strumento è progettato per eseguire prove di trazione e lacerazione secondo gli standard ASTM ed è conforme alle normative ASTM D412, ASTM D624 e ISO 37, consentendo una facile integrazione in qualsiasi laboratorio senza interruzioni operative.
Cube One accelera i test in laboratorio, ottimizzando l’impiego dei tecnici e sollevandoli da attività ripetitive, permettendogli di dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto. Grazie a questo sistema è possibile risparmiare fino all’85% del tempo e in più i test eseguiti automaticamente garantiscono un livello di ripetibilità significativamente superiore. Lo strumento automatizza anche la misurazione dello spessore, ottimizzando una fase cruciale del processo di prova. È dotato di un sistema ad alta precisione per la misurazione dello spostamento della traversa e utilizza un estensimetro video, che consente di ottenere risultati accurati senza alterare o danneggiare il campione.
I l processo di utilizzo è semplice e intuitivo: è possibile caricare fino a dodici campioni, avviare il test tramite un’interfaccia touchscreen e analizzare i dati generati al termine della prova.
I l dinamometro automatico rappresenta il futuro dei test di laboratorio: la capacità di automatizzare il processo, garantendo al contempo un’elevata ripetibilità, offre vantaggi concreti alle aziende. u



Franplast
Compound TPE Chemiton 2K®
Nel panorama dei materiali elastomerici avanzati, le soluzioni 2K di Franplast rappresentano un elemento strategico per i settori in cui opera quali l’home & design, building & industrial, sport & leisure, toys, automotive etc. La tecnologia 2K permette l’integrazione di parti rigide e morbide, migliorando la sicurezza, ergonomia e resistenza, con applicazione su tecnopolimeri, stirenici e poliolefine.
Franplast ha introdotto un’importante innovazione: i compound TPE della linea Chemiton 2K®, in grado di aderire al POM senza pretrattamenti superficiali. Il POM presenta una struttura chimica altamente non-polare e cristallina, creando criticità per quanto riguarda l’adesione. La novità introdotta da Franplast permette di ottenere una buona adesione chimica sul POM, servendosi del sovrastampaggio diretto a due componenti, che permette di iniettare il TPE direttamente sul substrato in POM in un unico ciclo di stampaggio.
La valutazione dell’adesione dei Chemiton 2K viene supportata da test secondo normativa VDI 2019. I provini vengono realizzati su presse a bi-iniezione e sottoposti a peeling test con dinamometro. I parametri di processo garantiscono inoltre l’adesione ottimale. I Chemiton 2K di Franplast sono disponibili in un’ampia gamma di durezze (da 20 Shore A a 40 Shore D) e densità. Franplast offre perciò la possibilità di sovrastampare il TPE (anche idoneo per il contatto con alimenti) sul POM, aprendo a una vasta gamma di applicazioni industriali, combinando un elemento rigido con una parte morbida, offrendo soluzioni più efficienti, sostenibili e competitive per l’industria della gomma. u



Gibitre Instruments
Controllo della durezza di gomma e prodotti termoplastici
Gibitre ha sviluppato una serie completa di soluzioni per il controllo della durezza di gomma e prodotti termoplastici con lo scopo di soddisfare le varie esigenze di controllo in laboratorio o direttamente in ambiente produttivo.
I l Durometro automatico in versione Drive con teste di misura intercambiabili per misure di Durezza Shore ed IRHD è la soluzione ideale per prove in laboratorio. Lo strumento, costituito da un supporto motorizzato dotato di Display Digitale, può essere configurato in base alle necessità, applicando teste di misura per scale di durezza diverse, il software di controllo e diversi supporti porta-provino per prove su prodotti specifici.
Le teste di misura applicabili al durometro automatico sono di tipo Shore (A, D, 00, Micro) e IRHD (Micro, N, L, H) e sono completamente conformi ai requisiti delle norme internazionali.
Lo strumento Laser Revolution Hardness-Check-Drive è un’evoluzione del durometro automatico ed è dotato di base rotante e centratore laser per permettere l’esecuzione automatica di test in serie su articoli tecnici di piccola dimensione o su provini.
Infine, lo strumento Manual Digital Hardness Check-Drive è una soluzione semplice per misure di durezza Shore che garantisce affidabilità dei risultati e può essere utilizzato sia per controlli manuali in produzione che in laboratorio tramite il supporto porta-strumento.
Tutti i modelli di strumento proposti possono essere utilizzati leggendo i risultati delle misure direttamente dal display integrato o tramite il Software Gibitre Hardness Check, che permette di identificare e archiviare risultati e curve, di produrre report ed etichette, di verificare la conformità dei risultati con i limiti di tolleranza e di effettuare analisi statistiche. Tutti gli strumenti possono essere forniti con taratura Accredia che può essere effettuata sia presso la sede dal laboratorio accreditato di Gibitre che on site. u


Ilpea
Componenti estrusi in plastica e gomma
Industrie I lpea, con headquarter a Malgesso (VA) e presenza capillare nelle maggiori aree industriali e in fase di sviluppo a livello globale (USA, Messico, Sud America, Africa, Turchia ed est Europa) è un player di riferimento nella produzione di componenti estrusi in plastica e gomma per i settori automotive ed elettrodomestico.
L’azienda si distingue nel comparto dei compound per l’integrazione verticale, essendo tra i pochi operatori in grado di produrre sia mescole gomma sia compound termoplastici destinati sia all’autoconsumo sia alla commercializzazione.
N el segmento elastomerico, alla produzione tradizionale di mescole (EPDM, SBR, NR, IIR, CSM, CPR) si affiancano TPE (Ilpeaflex) e TPV (Ilpealink), garantendo elevata flessibilità progettuale e ottimizzazione del rapporto prezzo-prestazioni-sostenibilità.
N egli ultimi 15 anni, I lpea ha sviluppato TPE avanzati per applicazioni automotive, rispondenti a requisiti stringenti di resistenza meccanica, chimica e all’invecchiamento; i TPV



trovano impiego in guarnizioni vetro, linee di alimentazione AD-Blue e sistemi di raffreddamento batterie.
Nel settore elettrodomestico, i TPE rappresentano un’alternativa alla gomma, con benefici in termini di automazione, costi e riciclabilità.
Parallelamente, Ilpea ha rafforzato l’impegno ambientale tramite sistemi certificati ISO 14001 e sviluppo di materiali contenenti polimeri e fillers riciclati o post-industrial. Anche nei compound EPDM si integrano quote di gomma devulcanizzata, favorendo modelli produttivi circolari senza compromessi prestazionali. u
Joss Elastomers

TPE e materie prime: soluzioni SBS, SEBS e SIS
Joss Elastomers, azienda olandese attiva da oltre 40 anni nella distribuzione e nel trading di materie prime per i settori gomma e TPE, adesivi e modifica dei bitumi, è presente anche sul mercato italiano come fornitore di gomme sintetiche, ausiliari e TPE quali SBS, SEBS, SIS e resine tackifier, principalmente di origine Far East.
All’interno della famiglia degli SBS, Joss propone sia gradi “dry” radiali e lineari, con diverso contenuto di stirene, che trovano applicazione nella modifica del bitume per strade e membrane impermeabilizzanti.
Gli stessi materiali, insieme ai tipi “oil extended”, sono utilizzati anche nei compound per il settore calzaturiero e per applicazioni tecniche.
In questo ambito trova ampio impiego anche la gomma SEBS, anch’essa presente nel portafoglio prodotti con gradi lineari e radiali a diverso contenuto di stirene, destinati a molteplici applicazioni tecniche.
Per quanto riguarda la gomma SIS e le resine, materiali prevalentemente impiegati nel settore adesivi, Joss dispone di una vasta gamma di gradi in grado di soddisfare le diverse esigenze tecniche degli utilizzatori finali.
L’azienda è disponibile a fornire ulteriori dettagli sui prodotti, supportati da un’ampia documentazione tecnica, oltre a campionature per test e validazioni applicative.
Massimiliano Petris, attivo nel settore da circa 30 anni, è il consulente marketing e vendite per Joss Elastomers in Italia. u

Kraiburg TPE
TPE ignifughi per applicazioni ferroviarie
Un'efficace prevenzione antincendio è fondamentale soprattutto nei luoghi in cui si radunano molte persone all'interno di edifici o mezzi di trasporto, a maggior ragione quando le vie di fuga sono limitate. Con la serie FR3, Kraiburg TPE propone TPE ignifughi per applicazioni esigenti, tra cui il settore ferroviario. I compound soddisfano i requisiti della norma DIN EN 45545-2 (R22/R23 HL3) e offrono inoltre proprietà meccaniche migliorate, quali elevata resistenza allo strappo, proprietà di ritorno elastico ottimizzate e ottimi valori di deformazione residua sotto carico.
I materiali privi di alogeni si distinguono per la bassa densità e tossicità dei fumi, aumentando così la sicurezza in caso di incendio. I composti da 70 ShA a 45 ShD raggiungono la classificazione UL94 V0 a 1,5 mm.
I noltre, i composti della serie FR3 convincono per l'eccellente adesione al PP e per la loro lavorabilità nei processi di stampaggio a iniezione ed estrusione. Tra i requisiti essenziali per una protezione completa contro le fiamme rientra ormai il fatto che i materiali utilizzati siano privi di alogeni: questo è uno dei requisiti fondamentali per l'impiego dei materiali nei componenti e nelle parti


dei treni. A differenza dei materiali contenenti alogeni, la serie FR3 garantisce una tossicità significativamente inferiore in caso di incendio per quanto riguarda lo sviluppo di fumi, riducendo così il rischio di danni alle persone che entrano in contatto con essi. u
Marfran
Compound idonei al contatto con acqua potabile
La continua evoluzione del mercato richiede capacità di adattamento, visione strategica e soluzioni sempre più mirate.
Per Marfran la costante attività di ricerca e sviluppo rappresenta un pilastro fondamentale per interpretare esigenze sempre più specifiche e sviluppare soluzioni distintive ed efficaci.
A ll’interno della propria offerta, l’azienda propone diverse famiglie di compound studiate per rispondere alle richieste di settori che necessitano di caratteristiche tecniche affidabili e ripetibili.
N e è prova un’offerta ampia e specializzata di compound idonei al contatto con acqua potabile, per applicazioni medicali e per impieghi industriali ad alte prestazioni, con un forte focus su sicurezza, conformità e affidabilità.
Prosegue con determinazione il proprio impegno verso la sostenibilità, sviluppando compound innovativi che includono anche contenuti di materiale riciclato, in linea con le crescenti esigenze ambientali e normative.
M arfran dimostra come visione, competenza e resilienza possano trasformare le difficoltà in opportunità concrete per tutta la filiera.
M ettendo a disposizione la propria esperienza e conoscenza, supporta ogni cliente alla definizione della soluzione idonea alle esigenze e all’applicazione finale, anche realizzando customizzazioni che consentano al cliente di soddisfare prestazioni, efficienza e competitività.
L’azienda rappresenta un partner che non si limita a rispondere a un’esigenza, ma ne interpreta l’identità, traducendola in valore, coerenza e riconoscibilità. u


Rodolfo Comerio

Calandratura per TPE ad alte prestazioni
La calandratura dei TPE richiede sistemi in grado di gestire materiali con comportamento viscoelastico non lineare, soggetti a shear-thinning, recupero elastico e variazioni reologiche sensibili ai gradienti termici.
Le calandre e linee di calandratura Rodolfo Comerio sono progettate per controllare tali fenomeni attraverso cilindri ad altissima precisione lavorati internamente tramite processo di rettifica a caldo per dare la migliore finitura della tavola di lavoro, termoregolazione multi zona e cinematismi ottimizzati per garantire stabilità del flusso e ripetibilità dimensionale.
I l controllo della planarità è ottenuto tramite roll bending, cross axis e bombatura dei cilindri dove richiesto, che compensano in tempo reale le deformazioni elastiche dei cilindri calandra dovute a carichi elevati e distribuzioni di pressione non uniformi.
L’integrazione di sistemi di termoregolazione consente di gestire i gradienti termici lungo la larghezza utile, evitando curvature indesiderate delle foglie e assicurando uniformi-

tà di spessore dell’ordine dei millesimi di millimetro anche a elevate velocità di linea.
Le configurazioni a 2, 3 e 4 cilindri permettono la produzione di film tecnici, membrane impermeabilizzanti, foglie per automotive, strutture multistrato e applicazioni speciali che richiedono elevata stabilità termomeccanica e controllo rigoroso della distribuzione del materiale.
La precisione dei millesimi e la gestione attiva del nip garantiscono una laminazione costante anche in presenza di variazioni reologiche tipiche dei TPE.
Il Comerio Calendering Technology Center, il più grande hub internazionale dedicato alla calandratura, offre linee industriali complete e laboratori di caratterizzazione avanzata. Qui i clienti possono validare modelli reologici, ottimizzare parametri di processo, sviluppare nuovi prodotti TPE e condurre test su scala reale prima dell’industrializzazione. L a presenza dei tecnici dell’azienda nei principali distretti produttivi garantisce supporto specialistico e continuità operativa lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto. u


TPE Xelter® riciclabili ad alte prestazioni
Per Sirmax, azienda con sede a Cittadella (Padova) e player di riferimento nella produzione di compound termoplastici, tra cui polipropilene e tecnopolimeri, la sostenibilità è parte integrante del percorso industriale e dell’evoluzione delle proprie soluzioni.
L a gamma Xelter®, dedicata agli elastomeri termoplastici, nasce proprio da questa visione: offrire materiali ad alte prestazioni, completamente riciclabili e progettati per rispondere alle esigenze di un mercato in continuo cambiamento.
G razie a un sistema interno proprietario, Sirmax integra direttamente polimeri riciclati post-consumo nei propri processi produttivi, modulandone la percentuale in base alla specifica applicazione. Oggi la gamma Xelter® include TPE con contenuto riciclato PCR, PIR o mixed fino all’85%, oltre a soluzioni autoestinguenti halogen free, conformi ai più stringenti standard ambientali e normativi. Un approccio che rende la circolarità un vero fattore competitivo. Questa versatilità si traduce in un’ampia gamma di applicazioni. I TPE Xelter® trovano impiego nelle guarnizioni per infissi nel settore edilizio, nei componenti per grandi elettrodomestici come le lavatrici, così come in numerosi ambiti dell’automotive. Il materiale è inoltre protagonista nel mondo sport & leisure, con soluzioni dedicate a scarponi da sci, suole sportive e attrezzature per il fitness, dove comfort, elasticità e resistenza sono requisiti essenziali. A rendere la proposta ancora più solida è l'articolazione in cinque sottofamiglie di elastomeri - SEBS, TPV, TPO, TPZ e SBS - sviluppate per soddisfare requisiti tecnici, normativi e prestazionali differenti. All’interno di questa offerta, Xelter® S (SEBS) ha ottenuto la certificazione CSTB, riferimento per il mercato dell’edilizia, grazie all’elevata stabilità nel tempo e all’eccellente comportamento elasto-meccanico. Le prestazioni di Xelter® sono riconosciute anche dai principali attori dell’industria globale, infatti la gamma ha ottenuto omologazioni da importanti OEM internazionali, tra cui Mercedes, Renault e Volkswagen, a conferma dell’affidabilità, della qualità costante e della maturità industriale delle soluzioni Sirmax.


L a forza di Xelter® si basa su una solida infrastruttura produttiva e tecnologica. La produzione e lo sviluppo della linea sono concentrati nello stabilimento Sirmax di Kutno, nel distretto di Łódź, in Polonia, dove opera anche un centro R&D specializzato sui TPE. Con una capacità produttiva che raggiunge 10.000 tonnellate annue, il sito supporta un approvvigionamento efficiente e continuo dei mercati internazionali. u

a cura della redazione
Estrusore TG120
Una soluzione versatile
Il monovite TG120 di ITAL introduce un sistema di alimentazione a freddo che migliora qualità, efficienza energetica e stabilità del processo, offrendo una soluzione versatile per applicazioni industriali ad alte prestazioni.
L'evoluzione dei processi di estrusione richiede macchinari capaci di coniugare elevate portate con una qualità costante della mescola. L'estrusore monovite TG120 di ITAL si posiziona come la soluzione ottimale per linee di produzione ad alte prestazioni.
Nel panorama attuale della trasformazione degli elastomeri, la capacità di
processare mescole complesse in modo continuo, garantendo temperature omogenee e basse, è fondamentale.
L'estrusore TG 120 rappresenta il "cuore pulsante" di una linea di estrusione di medie-grandi dimensioni, offrendo il perfetto equilibrio tra versatilità produttiva e controllo di processo.
L'estrusore TG120 è di tipo alimentato a freddo. A differenza dei sistemi a caldo,
questo approccio permette di alimentare l'estrusore direttamente con mescola in strisce (strip feed) a temperatura ambiente, eliminando la necessità di preriscaldo.
I VANTAGGI
I principali vantaggi sono tre. Innanzitutto un migliore controllo termico:


l'abbassamento della temperatura della mescola all'interno del cilindro riduce il rischio di pre-vulcanizzazione (scorch).
In secondo luogo la qualità costante: l'uso di mescole in strisce garantisce una alimentazione più costante e omogenea. Ultimo, ma non per importanza, il risparmio energetico: il sistema di raffreddamento multizona permette di gestire l'esotermia della gomma, riducendo i consumi energetici e migliorando l'efficienza della linea.
L’estrusore TG120 è caratterizzato da profili vite molto performanti, progettati con rapporti L/D ottimizzati (tipicamente tra 12D e 20D).
I profili a barriera o a trasferimento garantiscono un'ottima miscelazione del compound e una drastica riduzione delle pulsazioni di pressione, fondamentali per la costanza dimensionale dell'estruso.
I l cilindro, dotato di zona di alimentazione scanalata, facilita il trasporto della gomma fredda, aumentando la portata oraria e riducendo lo stress meccanico.
L a versatilità della vite da 120 mm consente di coprire una vasta gamma di applicazioni, in particolare linee di estrusione cavi in silicone (ideale per rivestimenti ad alta velocità dove la ripe -
tibilità del processo è critica), produzione di tubi e profili (grazie alla capacità di gestire mescole ad alto carico minerale - EPDM, NBR, SBR), estrusione profili per l'automotive (guarnizioni, profili per vetri e porte).
L’INTERFACCIA DIGITALE
Un’altra importante funzionalità dell’estrusore TG120 è l'interfaccia digitale. Dotato di pannello HMI (Human Machine Interface) da 9", consente la raccolta e la gestione dei dati di processo, oltre alla capacità di connettersi in remoto. Sistemi di controllo avanzati permettono di variare in tempo reale i parametri, come i giri delle viti e il profilo termico, per adattarsi istantaneamente alle variazioni della mescola.
In definitiva, l'estrusore TG120 rappresenta oggi una scelta strategica per le aziende che necessitano di aumentare la produttività senza scendere a compromessi sulla qualità finale del prodotto. L'investimento in tecnologie di alimentazione a freddo di ultima generazione, abbinato a un controllo rigoroso delle temperature, è la chiave per la competitività nel settore della gomma. u

di Salvatore Scilio*
Pulizia a ultrasuoni Come verificare davvero l’efficacia
Dalla frequenza delle onde al semplice “test della stagnola”, un’analisi delle criticità più comuni nella pulizia degli stampi e dei metodi pratici per valutare l’efficienza reale delle vasche a ultrasuoni.
In qualità di specialisti nella pulizia industriale, parte del nostro lavoro è ascoltare i clienti per comprendere a fondo le loro esigenze. Non raramente, durante questi scambi, identifichiamo pratiche adottate che scopriamo poi essere inefficienti o eccessivamente costose, i cui benefici reali sono minimi.
Un esempio tipico riguarda l’uso delle vasche a ultrasuoni per la pulizia degli stampi nei settori della gomma e della plastica. In questi contesti, la tecnologia è da tempo consolidata e richiede vasche di dimensioni - e investimenti -importanti per garantire una pulizia profonda ed efficiente e minimizzare scarti e downtime produttivi.
IL PRINCIPIO DELLA CAVITAZIONE
I l principio della pulizia si basa sul fenomeno della "cavitazione" in un liquido (nel nostro caso acqua e detergente): la ciclica formazione di bolle generate da onde sonore a frequenza stabilita (Hz) che, collassando sulla superficie dell'oggetto da pulire,




PULIZIA STAMPI
sgretolano e rimuovono efficacemente lo sporco.
È importante sottolineare un aspetto tecnico spesso ignorato: la dimensione della bolla, e quindi l'energia rilasciata, è inversamente proporzionale alla frequenza dell'onda.
L a bassa frequenza genera bolle più grandi aventi maggiore energia, mentre alta frequenza produce bolle più piccole che hanno meno energia. Per queste applicazioni, le frequenze tipiche delle vasche che troviamo in commercio sono 40 kHz oppure 28 kHz. Chiaramente le vasche a 28 kHz hanno una forza pulente molto maggiore rispetto alle prime.
I SEGNALI DI INEFFICIENZA
U n chiaro segnale che un apparecchio non lavori correttamente è l'uso eccessivo di detergenti in aggiunta all'acqua.
G eneralmente non dovrebbe superare il 5%. Valori abbondantemente superiori indicano che la pulizia è affidata più alla chimica piuttosto che alla cavitazione.
U n motivo potrebbe essere la frequenza troppo alta del suono generata. Un altro motivo per cui l'effetto cavitazione è inibito è il mancato degasaggio della soluzione nella vasca. Infatti, la presenza di gas libero nel fluido limita e attutisce la trasmissione del suono nel mezzo.
I L TEST DELLA STAGNOLA
E ppure esiste un metodo semplicissimo, che tutti possono fare, per verificare in modo sicuro e immediato l'efficienza della vasca: è il "metodo della stagnola".
È sufficiente prendere una striscia di comune carta di alluminio e immergerla nella vasca in funzione per circa un minuto.
S e tutto funziona come dovrebbe, la striscia risulterà nettamente bucherellata. Se non è così, è probabile che stiate solo sprecando energia e risorse senza ott enere quello per cui state pagando. u
NORMATIVE di Beatrice Garlanda
Giocare in sicurezza
Terminiamo l’analisi del nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509), in vigore dal 2026 e pienamente applicabile dal 2030, che introduce un quadro normativo più rigoroso e uniforme.

Nel fascicolo n. 737 (aprile) abbiamo iniziato ad occuparci del nuovo regolamento europeo (UE) 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli (Toy Safety Regulation-TSR), che è stato pubblicato il 12 dicembre 2025 nella Gazzetta ufficiale e che abroga la direttiva 2009/48/CE. Si tratta di un provvedimento corposo che si compone di 56 articoli e otto allegati. Terminiamo con questo articolo la nostra analisi.
OBBLIGHI DEI FORNITORI DI MERCATI ONLINE
A i sensi del regolamento in esame, i fornitori di mercati online rispettano i requisiti di cui agli articoli da 30 a 32
del regolamento (UE) 2022/2065 sui servizi digitali e all’art. 22 dl regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti.
A i fini della conformità all’art. 31 del regolamento (UE) 2022/2065 e in aggiunta alle informazioni richieste dal regolamento (UE) 2023/998 i fornitori di piattaforme online che consentono ai consumatori di concludere contratti a distanza con operatori commerciali provvedono affinché la loro interfaccia online sia progettata e organizzata in modo da consentire agli operatori commerciali di fornire: a)la marcatura CE; b) qualsiasi avvertenza in modo chiaramente visibile per il consumatore prima dell’acquisto; c)il supporto dati o il link attraverso il quale è accessibile
il passaporto digitale di prodotto. U n giocattolo che non sia conforme ai requisiti specifici di sicurezza oppure, pur essendo conforme, presenti un rischio per la salute e la sicurezza dei bambini o di altre persone è considerato un prodotto pericoloso ai sensi dell’art. 22 del regolamento (UE) 2023/988.
CONFORMITÀ DEI GIOCATTOLI
I l tema è trattato dal Capo IV del regolamento in esame. I giocattoli conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE sono considerati conformi ai requisiti essenziali di sicurezza se contemplati da tali norme o parti di esse. I n casi eccezionali, la Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono specifiche comuni tese a soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza applicabili. G li atti di esecuzione possono essere adottati solo se: a) manca una norma armonizzata che copra i requisiti essenziali di sicurezza applicabili; b) la Commissione ha chiesto a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare o rivedere norme europee per i requisiti essenziali di sicurezza e i) la richiesta non è stata accettata o ii) la richiesta è stata accettata almeno da una delle organizzazioni europee di normazione, ma le norme europee non
sono presentate entro il termine fissato nella richiesta, non soddisfano la richiesta, oppure non soddisfano i requisiti cui intendono riferirsi.
Ai sensi dell’art. 17 i giocattoli messi a disposizione sul mercato recano la marcatura CE. Quest’ultima segue i principi generali stabiliti dall’art. 30 del regolamento (CE)765/2008.
L a marcatura CE è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sul giocattolo o su un’etichetta. Se ciò non è possibile a causa delle dimensioni o natura del giocattolo, è apposta sull’imballaggio o sui documenti che accompagnano il giocattolo.
S e la marcatura non è visibile dall’esterno dell’imballaggio, è apposta anche sull’imballaggio.
Può essere seguita da un pittogramma o da qualsiasi altra avvertenza che indichi un rischio o un uso particolare.
PASSAPORTO DIGITALE DI PRODOTTO
I l capo V, che innova la direttiva 2009/48/CE, è dedicato al passaporto digitale di prodotto. Quest’ultimo è una sorta di “cartà d’identità” del giocattolo ed è creato dal fabbricante prima dell’immissione sul mercato del giocattolo stesso. Esso: a) corrisponde ad uno specifico modello di giocattolo; b) indica che è stata dimostrata la conformità del giocattolo ai requisiti di cui al regolamento in oggetto

e, in particolare, ai requisiti essenziali di sicurezza; c) contiene almeno i dati di cui all’allegato VI, parte I; d) è accurato, completo e aggiornato; e) è disponibile nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro in cui il giocattolo è messo a disposizione sul mercato; f) è accessibile ai consumatori o ad altri utilizzatori finali, alle autorità di vigilanza del mercato, alle autorità doganali, agli organismi notificati, alla Commissione ad altri operatori economici; g) rimane disponibile per un periodo di dieci anni dalla data di immissione sul mercato del giocattolo, anche in caso di insolvenza, liquidazione o cessazione dell’attività nell’Unione dell’operatore economico che ha creato il passaporto digitale di prodotto; h) è collegato tramite un supporto dati ad un identificativo unico persistente dl prodotto e i)soddisfa i requisiti specifici e tecnici previsti dell’art.49 che conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati per integrare il regolamento in oggetto.
I l passaporto digitale può anche contenere i dati di cui all’allegato VI, parte II.
C reandolo il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del giocattolo al regolamento in oggetto.
S ono inoltre elencate le disposizioni che si applicano quando il passaporto digitale contiene tutte le informazioni richieste per la dichiarazione di conformità conformemente, a seconda dei casi, al regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale o (UE) 2024/2847 sulla cibersicurezza, nonché alle direttive 2011/65/UE sulle restrizioni all’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche e elettroniche, 2014/30/UE sulla compatibilità elettromagnetica, 2014/35/UE sul materiale elettrico o 2014/53/UE
sulle apparecchiature radio o al regolamento delegato (UE) 2019/945 sui sistemi aeromobili senza equipaggio. Sul punto rimandiamo alla lettura dell’articolo 9 del regolamento in esame.
Va osservato che, se altre disposizioni del diritto UE prevedono che le informazioni sul giocattolo siano fornite tramite un supporto dati, è utilizzato un unico supporto dati per fornire le informazioni richieste sia ai sensi del regolamento in oggetto sia a norma di tali altre disposizioni del diritto UE; inoltre se altre disposizioni del diritto dell’UE prevedono un passaporto digitale di prodotto, è creato un unico passaporto digitale di prodotto per i giocattoli contenente i dati richiesti a norma del regolamento in oggetto nonché qualsiasi altro dato richiesto per il passaporto digitale di prodotto ai sensi di tali altre disposizioni del diritto dell’UE.
Va sottolineato che il fabbricante o il fornitore di servizi di passaporto digitale di prodotto garantisce che, quando si accede a tale passaporto, sia visualizzato un link alla sezione del portale Safety Gate per la trasmissione di informazioni sui giocattoli che potrebbero presentare un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori.
Si segnala anche che l’operatore economico che immette il giocattolo sul mercato: a) fornisce ai distributori e ai fornitori di mercati online una copia digitale del supporto dati o, se pertinente, dell’identificativo univoco del prodotto, per consentire loro di rendere il supporto dati o l’identificativo accessibile ai clienti potenziali che non possono accedere fisicamente al giocattolo e b) fornisce gratuitamente la copia digitale di cui alla lettera a) o un link a una pagina web, tempestivamente e in ogni caso entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento dalla richiesta.
L’operatore economico, all’atto dell’immissione sul mercato del giocattolo, mette a disposizione una copia di riserva del passaporto digitale di prodotto tramite un fornitore di servizi di passaporto digitale di prodotto.
S egnaliamo, per inciso, che al passaporto digitale di prodotto sono dedicati anche: l’art. 20 sulla sua progettazione il suo funzionamento; l’art. 21 su supporto dati e identificativi univoci; l’art. 22 sul registro dei passaporti digitali di prodotto; l’art. 23 sui controlli doganali relativi al passaporto digitale di prodotto; l’art. 24 sull’assistenza alle micro, piccole e medie imprese.
R imandiamo, per questi aspetti, alla lettura del testo originale.
VALUTAZIONE DI CONFORMITÀ
L a valutazione di conformità è trattata dal capo VI. Per dimostrare che un giocattolo è conforme ai requisti essenziali di sicurezza, i fabbricanti, prima di immetterlo sul mercato, effettuano una valutazione della sicurezza comprendente un’analisi dei pericoli che il giocattolo può presentare e una valutazione di qualsiasi potenziale esposizione a tali pericoli.
L a valutazione in oggetto in particolare: a) concerne tutti
i pericoli chimici, fisici, meccanici, elettrici, di infiammabilità, di igiene e di radioattività e la potenziale esposizione a tali pericoli; b) in relazione ai rischi chimici, tiene conto della possibile esposizione alle singole sostanze chimiche o di qualsiasi pericolo aggiuntivo noto derivante dall’esposizione combinata alle diverse sostanze chimiche presenti nel giocattolo, tenendo conto di quanto prescritto dal regolamento Reach; c) per i giocattoli cui si applicano il regolamento (UE) 2024/1689 sull’IA o (UE) 2024/2847 sulla cibersicurezza o la direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radio, tiene conto della vulnerabilità dei bambini in relazione all’uso previsto di tali giocattoli; d) è aggiornata ogni qualvolta sono disponibili ulteriori informazioni pertinenti.
Per quanto riguarda la procedura di valutazione di conformità, il fabbricante che abbia applicato norme armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE o specifiche comuni riguardanti tutti i pertinenti requisiti di sicurezza del giocattolo individuati nella valutazione della sicurezza, segue la procedura di controllo interno della produzione di cui all’allegato IV, parte I. In altri casi il fabbricante applica la procedura di esame UE del tipo di cui all’allegato IV, parte II, congiuntamente alla procedura di conformità al tipo di cui alla parte III di tale allegato.
I l certificato di esame UE del tipo rilasciato ai sensi dell’al -
legato IV, parte II, punto 6, è rivisto ogni volta che se ne presenti la necessità.
L a documentazione tecnica contiene tutti i dati o dettagli relativi ai mezzi utilizzati dal fabbricante per garantire la conformità del giocattolo ai requisiti essenziali di sicurezza. Essa in particolare contiene i documenti elencati nell’allegato V.
L’autorità di vigilanza del mercato può richiedere tale documentazione
N OTIFICA DEGLI ORGANISMI DI VALUTAZIONE
D ELLA CONFORMITÀ
S e ne tratta al capo VII.
N on entriamo nel merito di questo capo, limitandoci a segnalare che gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi autorizzati a svolgere, in qualità di terzi, compiti di valutazione della conformità. D esignano un’autorità di notifica che è responsabile dell’istituzione e dell’esecuzione delle procedure necessarie par la valutazione e la notifica degli organismi di valutazione della conformità ai sensi del regolamento in oggetto e per il controllo degli organismi notificati.
L’autorità di notifica è istituita in modo che non sorgano conflitti di interessi con gli organismi di valutazione del -


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NORMATIVE

la conformità Deve essere organizzata e gestita in modo che sia salvaguardata l’obiettività e l’imparzialità delle sue attività.
VIGILANZA DEL MERCATO
Q ualora abbiano motivi di ritenere che un giocattolo disciplinato dal regolamento in esame presenti un rischio per la salute o la sicurezza delle persone, le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro effettuano una valutazione del giocattolo in questione che contempli tutti i requisiti di cui al regolamento stesso.
S e, nel corso di questa valutazione, stabilisce che un giocattolo non rispetta i requisiti del regolamento, l’autorità di vigilanza chiede all’operatore economico interessato di adottare le misure correttive del caso entro un periodo di tempo ragionevole, tenendo conto della natura del rischio, e ne informa l’organismo notificato pertinente.
S e ritengono che la non conformità non sia limitata al territorio nazionale, le autorità di vigilanza informano la Commissione e gli altri Stati membri dei risultati della valutazione e delle misure che hanno chiesto di adottare all’operatore pertinente. Quest’ultimo garantisce che siano adottate le misure correttive del caso nei confronti di tutti i giocattoli interessati che ha messo a disposizione sull’intero mercato UE.
S e l’operatore economico interessato non adotta le misure correttive adeguate, le autorità di vigilanza del mercato adottano le opportune misure provvisorie per proibire olimitare la messa a disposizione del giocattolo sul loro
mercato nazionale, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo.
L e autorità di vigilanza informano di tali misure la Commissione e gli altri Stati membri. Se, entro tre mesi dal ricevimento di queste informazioni la Commissione o l’autorità di vigilanza di uno Stato membro non sollevano obiezioni contro una misura provvisoria adottata da uno Stato membro, la misura è ritenuta giustificata.
S e sono sollevate obiezioni contro una misura adottata da uno Stato membro o se la Commissione ha motivo di credere che una misura nazionale possa essere contraria al diritto dell’UE, la Commissione si consulta senza ritardo con gli Stati membri e con l’operatore o gli operatori economici interessati e valuta la misura nazionale, stabilendo se tale misura sia giustificata o meno. È poi previsto il caso della non conformità formale del giocattolo (art. 47).
A i sensi dell’articolo seguente la Commissione può, nei casi indicati dall’articolo stesso, adottare atti di esecuzione che stabiliscono misure per garantire che un giocattolo o una categoria di giocattoli, al momento della messa a disposizione sul mercato, non presentano rischi. Atti di esecuzione possono anche essere adottati per disporre il ritiro o il richiamo dei prodotti in questione.
RISERVATEZZA E SANZIONI
Tralasciamo il capo IX (Delega di potere e procedura di comitato), per spendere due parole su capo X (riservatezza e sanzioni).
A i sensi del capo X, le autorità nazionali competenti, gli organismi notificati, l’ECHA e la Commissione rispettano la riservatezza delle informazioni e dei dati seguenti ottenuti nello svolgimento dei loro compiti in relazione al regolamento in oggetto: a) dati personali; e b) informazioni commercialmente riservate e segreti commerciali di una persona fisica o giuridica, compresi i diritti di proprietà intellettuale, salvo che la divulgazione avvenga per interesse pubblico.
Fatto salvo quanto sopra, le informazioni scambiate in via riservata tra le autorità nazionali competenti o tra queste e la Commissione sono divulgate solo previa consultazione dell’autorità nazionale competente dalla quale le informazioni stesse provengono.
G li Stati membri, infine, stabiliscono norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione del regolamento. Esse devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.u
Il cobalto nei giocattoli
Al regolamento sopra descritto fa pendant la direttiva (UE) 2026/192, pubblicata nella Gazzetta ufficiale UE del 29 gennaio 2026, che modifica l’allegato II, appendice A, della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli per quanto riguarda il cobalto.
Si deve chiarire che, secondo la tavola di concordanza contenuta nell’allegato VIII del regolamento (UE) 2025/2509, il riferimento all’allegato II, appendice A, della direttiva 2009/48/ CE deve essere inteso come riferimento all’allegato II, appendice parte C del regolamento stesso. Si precisa che la tavola di concordanza sarà operativa solo dal 1° agosto 2030, data di abrogazione della direttiva del 2009
La direttiva (UE) 2026/192 entra in vigore il 18 febbraio 2026. Il termine di recepimento è previsto il 29 luglio 2026 e quello di applicazione il 29 agosto 2026.
Nel merito si segnala che le sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR) di categoria 1A, 1B o 2 ai sensi del regolamento (CE) 1272/2008 (regolamento CLP) non devono essere utilizzate nei giocattoli, nei loro componenti o in parti degli stessi distinte a livello microstrutturale. Possono, però, essere utilizzate se contenute in concentrazioni singole pari o inferiori alle pertinenti concentrazioni stabilite nel regolamento CLP per la classificazione in quanto CMR delle miscele contenenti tali sostanze. Possono, inoltre, essere utilizzate qualora siano inaccessibili ai bambini o qualora siano state autorizzate.

La Commissione può autorizzare l’uso delle sostanze CMR, di categoria 1A,1B o 2 nei giocattoli se: l’uso di ciascuna sostanza è stato valutato dal comitato scientifico pertinente ed è risultato sicuro, in particolare per quanto concerne l’esposizione; se la sostanza non è vietata per impieghi in articoli di consumo a norma del regolamento REACH; se, per le sostanze CMR di categoria 1A o 1B, non sono disponibili sostanze o miscele alternative idonee.
L’allegato II della direttiva 2009/48/CE (appendice A) contiene l’elenco delle sostanze CMR e dei loro impieghi consentiti. Per quanto riguarda il cobalto, il comitato scientifico dei rischi sanitari, ambientali ed emergenti “CSRSAE” ha stabilito che tale sostanza può essere presente nei giocattoli e nei materiali per giocattoli come impurità del nichel e nelle leghe contenenti nichel. Il cobalto può anche essere aggiunto intenzionalmente ai giocattoli (si pensi, ad esempio, a pigmenti o coloranti a base di cobalto) Il cobalto, nella sua forma metallica, ma anche diversi sali di cobalto sono classificati, a norma del regolamento CLP, come cancerogeni di categoria 1B, mutageni di categoria 2 e tossici per la riproduzione di categoria 1B, tra le altre classi di pericolo.
S econdo il parere del CSRSAE i componenti metallici di giocattoli contenenti cobalto destinati a condurre corrente elettrica possono essere autorizzati in quanto chimicamente sicuri. La sostanza in questione può inoltre essere autorizzata anche nei giocattoli e nei loro componenti in acciaio inossidabile e nei magneti NdFeB (Neodimio - Ferro-Boro) utilizzati nei giocattoli se non c’è il rischio che tali magneti siano ingeriti o inalati.
Nei tre scenari sopra descritti non sono state individuate sostanze o miscele alternative idonee disponibili.
D a ultimo va osservato che, ai sensi dell’allegato XVII del regolamento REACH, sono limitate l’immissione sul mercato e l’uso del cobalto unicamente come sostanza o nelle miscele destinate alla vendita al pubblico, ma non negli articoli di consumo.
Considerato quanto detto sopra, la direttiva (UE) 2026/192 aggiunge la riga seguente all’allegato II, appendice A, della direttiva 2009/48/CE:
S ostanza Classificazione Uso consentito
Cobalto C MR 1B
Nei giocattoli o nelle componenti di giocattoli fatti di acciaio inossidabile, come impurità nel nichel contenuto nell’acciaio inossidabile.
Nelle componenti di giocattoli destinate a condurre corrente elettrica.
Nei magneti a base di neodimio utilizzati nei giocattoli se non vi è il rischio che tali magneti siano ingeriti o inalati.
Si può notare che sono ribadite le stesse restrizioni che si trovano nell’appendice, parte C, dell’allegato II del regolamento (UE) 2025/2509.
Industria tedesca della gomma ancora in calo
L’industria della gomma in Germania continua a perdere terreno. Nel 2025 l’occupazione è diminuita per il quinto anno consecutivo, mentre la produzione ha registrato il quarto anno di calo consecutivo. È quanto emerge dagli ultimi dati settoriali pubblicati a Francoforte dal Wirtschaftsverband der deutschen Kautschukindustrie (wdk), associazione che rappresenta oltre 200 aziende produttrici di pneumatici e articoli tecnici in gomma, con più di 60.000 addetti e un fatturato annuo complessivo superiore ai dieci miliardi di euro.
Nel dettaglio, la produzione complessiva del settore si è attestata a 1.030.000 tonnellate, in calo del 6,4% rispetto all’anno precedente. Il comparto pneumatici ha registrato una produzione di 410.000 tonnellate, segnando una contrazione dell’8,9%, mentre il segmento degli articoli tecnici ha totalizzato 620.000 tonnellate, con una flessione più contenuta ma comunque significativa pari al 4,6%. Anche sul fronte occupazionale il quadro resta negativo. Nel 2025 il numero complessivo degli addetti è sceso a 60.600 unità (-3,8%). Di questi, 17.100 lavorano nel settore pneumatici (-7,1%) e
43.500 nel comparto degli articoli tecnici (-2,5%). Si tratta del quinto anno consecutivo di riduzione dell’occupazione, segnale evidente di una difficoltà strutturale che sta interessando l’intera filiera. Secondo l’associazione, la domanda di prodotti in gomma “Made in Germany”, un tempo molto richiesti, resta debole sia sul mercato interno sia all’estero. Anche nel mercato domestico, tradizionalmente dominato dai produttori tedeschi, si registrano spostamenti di quote di mercato senza precedenti. Gli ordini di prodotti industriali in gomma sono oggi determinati quasi esclusivamente da fattori di costo, a differenza del passato quando prevaleva il criterio della qualità. Il fatturato complessivo del settore ha raggiunto nel 2025 i 10,45 miliardi di euro, con una contrazione dell’8,0%. In particolare, il mercato interno ha generato ricavi per 6,2 miliardi di euro (-9,8%), mentre il fatturato estero si è attestato a 4,25 miliardi di euro (-5,2%). Il calo risulta dunque più marcato in Germania rispetto ai mercati internazionali, ma la debolezza della domanda appare diffusa. Nonostante il contesto difficile, gli investimenti complessivi hanno mostrato un lieve incremento, attestandosi a 760 mi-

lioni di euro (+2,7%). Di questi, 430 milioni sono stati investiti in Germania (0,0% rispetto all’anno precedente), mentre 330 milioni sono stati destinati all’estero, con un aumento del 6,5%. Il dato conferma una tendenza già in atto: la crescente internazionalizzazione degli investimenti, spinta dalla necessità di contenere i costi produttivi.
Il tasso medio di utilizzo della capacità produttiva si è collocato al 77,3%, in lieve aumento (+0,9%). Nel comparto pneumatici l’indicatore si è fermato al 77,5% (-2,3%), mentre negli articoli tecnici ha raggiunto il 77,1%, con un incremento significativo del 4,3%. Tuttavia, il livello resta inferiore ai valori considerati ottimali per un pieno sfruttamento degli impianti.
M ichael Berthel, responsabile economico dell’associazione, ha sottolineato come la concorrenza internazionale sui costi sia particolarmente intensa. Le imprese tedesche di medie dimensioni, specializzate in prodotti di alta qualità, faticano a competere a causa dei costi elevati legati al sito produttivo, in particolare energia, burocrazia, fiscalità e lavoro. Di fronte a queste pressioni, molte aziende sono costrette a trasferire investimenti all’estero per sfuggire ai costi interni, pur non volendo rinunciare al radicamento in Germania.
Negli ultimi anni le imprese hanno avviato le trasformazioni strategiche necessarie per adattarsi al nuovo contesto, maosserva Berthel - invece di riuscire a rilanciare la produzione nel Paese, si trovano a dover “divaricare” le proprie attività tra mercato interno ed estero.
Il presidente di wdk, Michael Klein (nella foto) ha colto l’occasione per rivolgere un appello urgente al governo federale affinché intervenga a sostegno del comparto. Secondo Klein servono misure politiche concrete e immediate per stimolare la domanda e rafforzare la competitività tedesca ed europea. u
Progetto di ricerca Bridgestone per una gomma naturale sostenibile
Bridgestone Corporation ha annunciato, insieme a Yokohama City University (Giappone) e Public University Corporation Mae Fah Luang (Thailandia), la collaborazione nella ricerca e sviluppo per tecnologie legate alla produzione sostenibile di gomma naturale. L’iniziativa nasce in risposta alla crescente domanda globale di gomma naturale, destinata ad aumentare con l’espansione del parco veicoli, e alla necessità di garantire una fornitura stabile senza ricorrere all’espansione delle superfici agricole, che potrebbe contribuire alla deforestazione.
I n questo progetto di ricerca, Bridgestone fornirà campioni di foglie di alberi della gomma raccolti nelle proprie aziende agricole e le informazioni genetiche degli alberi (DNA e RNA). Yokohama City University sarà responsabile dell’analisi genetica, mentre Mae Fah Luang University si occuperà della raccolta e analisi dei dati in Thailandia. Attraverso l’integrazione di conoscenze scientifiche in ambiti quali genetica, biologia molecolare e analisi dei dati, il progetto mira a creare un sistema di selezione basato su marcatori genetici che consenta di identificare e selezionare gli alberi di Hevea brasiliensis (pianta della gomma) più resisten-

Da sinistra: Toshihiro Uchiyama, Direttore Generale del Dipartimento Strategia e Ricerca Tecnologie Sostenibili, Bridgestone Corporation; Masashi Otsuki, Direttore Esecutivo dell’Istituto di Tecnologia Avanzata, Bridgestone Corporation; Tito Latif Indra, M.Si, Preside della Facoltà di Matematica e Scienze Naturali, Universitas Indonesia; Retno Lestari, M.Si., Facoltà di Matematica e Scienze Naturali, Universitas Indonesia.
ti e performanti. Un esempio di questi sforzi include lo sviluppo di diagnosi delle malattie e l’ottimizzazione della piantagione utilizzando dati raccolti in aziende agricole interne alla catena produttiva.
I noltre, Bridgestone sostiene anche i piccoli agricoltori nella produzione di
gomma naturale fornendo tecnologie per migliorare la resa e il know-how sviluppato nelle proprie attività. Questo contribuisce a una maggiore produttività e a mezzi di sussistenza più sostenibili, e in ultima analisi a una maggiore stabilità dell’approvvigionamento di gomma naturale. u
Lion Elastomers entra nel mercato della gomma nitrilica (NBR)
Lion Elastomers, uno dei primi produttori al mondo di gomma sintetica SBR ed EPDM, ha annunciato l’espansione del proprio stabilimento a emulsione di Port Neches, in Texas, per avviare la produzione di gomma nitrilica (NBR).
L’operazione consentirà all’azienda di rispondere sia alla domanda del mercato domestico sia a quella internazionale, sfruttando la piattaforma integrata già esistente nel sito texano. I principali settori di applicazione includono pavimentazioni e tappeti, compound su misura, tubazioni per l’automotive
e l’industria, oltre a guarnizioni, sigillanti e modifiche del PVC.
“L’introduzione della NBR amplierà il valore che Lion Elastomers può offrire agli attuali clienti di Royalene EPDM e SBR, oltre a rafforzare la presenza di un fornitore domestico per un materiale oggi
in gran parte importato negli Stati Uniti”, ha dichiarato in una nota Kho Irani, presidente e Ceo dell’azienda.
L’avvio della produzione commerciale è previsto per settembre 2026, con ulteriori sviluppi e ampliamenti dell’offerta pianificati in una fase successiva. u

Comerio Ercole vince il Premio Impresa
Ambiente per la tecnologia Logos®
Tra le eccellenze premiate alla XIII edizione del Premio Impresa Ambiente, riconoscimento nazionale dedicato alle imprese che innovano in chiave sostenibile, c’è anche Comerio Ercole SpA, che ha ottenuto il premio per il miglior processo/tecnologia per lo sviluppo sostenibile grazie alla soluzione Logos®.
La cerimonia si è svolta il 10 aprile scorso nella Sala Apollinea Grande del Teatro La Fenice di Venezia e ha visto la partecipazione di aziende provenienti da tutta Italia, selezionate tra 113 candidature arrivate da 17 regioni, a conferma della crescente attenzione del sistema produttivo verso innovazione, sostenibilità ed economia circolare.
I l riconoscimento assegnato a Comerio Ercole valorizza Logos®, il sistema di devulcanizzazione meccano-chimica a bassa temperatura in grado di trasformare scarti di produzione di gomme e pneumatici a fine vita in compound ri-
ciclati con proprietà meccaniche e dinamiche comparabili ai materiali vergini. Il processo consente inoltre una significativa riduzione delle emissioni nella fase di lavorazione, contribuendo a un modello industriale più sostenibile. Accanto a Comerio Ercole, il Premio Impresa Ambiente ha riconosciuto numerose realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative per la sostenibilità, dalla logistica a basse emissioni alle tecnologie per il recupero dei materiali, fino alle applicazioni avanzate nel settore dei materiali e dell’agrochimica. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Unioncamere con il supporto di Assocamerestero e SSV - Stazione Sperimentale del Vetro e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, conferma il ruolo delle imprese italiane come protagoniste nel percorso verso modelli produttivi più sostenibili e innovativi. u

Arlanxeo rafforza la presenza globale: nuovo impianto
HNBR in Cina e accordo sull’EPDM
Arlanxeo, uno dei principali produttori mondiali di elastomeri ad alte prestazioni controllato da Saudi Aramco, prosegue nel rafforzamento della propria presenza internazionale attraverso nuove iniziative industriali e commerciali annunciate tra febbraio e aprile 2026.
S ul fronte produttivo, il gruppo ha inaugurato un nuovo impianto per la produzione di gomma nitrilica idrogenata (HNBR) Therban® a Changzhou, in Cina. Il sito, con una capacità nominale di 5.000 tonnellate annue, rappresenta un passo significativo nell’espansione della capacità globale di HNBR, rispondendo alla crescente domanda di materiali avanzati per applicazioni quali nuova mobilità, energie emergenti e settori industriali ad alta specializzazione. Il primo step produttivo, pari a 2.500 tonnellate annue, era già entrato in funzione nell’ottobre 2025.
L’impianto è destinato alla produzione di HNBR ad alte prestazioni per componenti automotive, oil & gas, macchinari industriali, aerospazio e tecnologie per batterie di nuova generazione. Dal punto di vista ambientale, integra soluzioni avanzate per l’efficienza energetica, tra cui un sistema di ossidazione termica che consente di ridurre le emissioni di carbonio fino all’80% rispetto ai processi tradizionali, oltre a un design a circuito chiuso che elimina lo scarico di acque reflue. Il progetto ha inoltre registrato oltre 1,1 milioni di ore lavorate senza infortuni durante le fasi di costruzione e avviamento.
Parallelamente, nel mese di aprile, Arlanxeo ha annunciato un ampliamento delle proprie attività nel segmento EPDM attraverso un accordo con Rabigh Refining & Petrochemical Com -
pany (PRC), società saudita attiva nel settore petrolchimico. L’intesa prevede che Arlanxeo diventi distributore esclusivo a livello globale delle qualità di EPDM prodotte nello stabilimento PRC, commercializzate con il marchio Keltan KSA.
L’EPDM, noto per l’elevata resistenza a calore, agenti atmosferici, raggi UV e ozono, trova impiego in numerose applicazioni, tra cui componenti automotive, edilizia e beni di consumo.
L’operazione consente ad Arlanxeo di ampliare il proprio portafoglio prodotti, integrando le linee Keltan e Keltan KSA e rafforzando ulteriormente la propria posizione nel mercato globale della gomma sintetica.
Con queste iniziative, il gruppo consolida una rete produttiva e commerciale integrata che si estende tra Americhe, Europa e Asia, rafforzando la resilienza della supply chain e la vicinanza ai principali mercati di riferimento.




Dynasol amplia la capacità produttiva di gomma nitrilica
Dynasol, prod uttore internazionale di elastomeri sintetici con sede a Madrid, ha annunciato l’espansione della capacità produttiva di gomma nitrilica (NBR) nel proprio stabilimento di Altamira, nello stato di Tamaulipas (Messico).
L’intervento punta a rispondere alle attuali limitazioni produttive e alla crescente domanda globale di questo materiale.
L’azienda prevede di incrementare la
produzione di circa 11 milioni di libbre annue (quasi 5.000 tonnellate), con l’avvio della nuova capacità previsto a partire da giugno 2026. D ynasol può contare su oltre trent’anni di esperienza nella tecnologia NBR, sviluppata sia internamente sia in collaborazione con partner globali. L’offerta dell’azienda comprende attualmente oltre 40 gradi di prodotto e una presenza industriale internazionale, inclusa una joint venture in Cina.
Nuova filiale diretta per Engel in Spagna
Engel rafforza la propria presenza nel mercato spagnolo con la creazione di una nuova filiale diretta. Dal 1° aprile 2026, il gruppo austriaco specializzato in tecnologie per lo stampaggio a iniezione è operativo nel Paese con Engel Spain, nata dalla trasformazione del precedente partner commerciale Roegele. L’operazione punta a consolidare la vicinanza ai clienti locali, miglioran -
do l’accesso alle tecnologie, ai servizi e alle soluzioni del gruppo, che comprendono macchine per lo stampaggio di termoplastici ed elastomeri, automazione e sistemi digitali.
L a nuova struttura garantisce continuità operativa grazie al mantenimento del team storico attivo sul mercato spagnolo da oltre 50 anni, integrato più strettamente nella rete internazionale del gruppo. “L’inte -


L a gomma nitrilica prodotta viene utilizzata in numerosi settori industriali, tra cui componenti in spugna, calzature, cavi elettrici, modifiche plastiche, guarnizioni, rulli, tubazioni e adesivi. L’espansione si inserisce in un contesto di crescente domanda globale di NBR e di tensioni sulla capacità produttiva del settore, che stanno spingendo diversi operatori ad aumentare gli investimenti pe r rafforzare l’offerta. u
grazione in Engel rafforza la nostra presenza locale e ci consente di offrire un supporto tecnico ancora più effi cace”, ha dichiarato in una nota Daniel Vizuete, managing director di Engel Spain. Parallelamente, l’azienda ha annunciato investimenti mirati nel sito di Barcellona, dove verranno sviluppati un centro tecnico per la formazione e uno showroom.
L’obiettivo è potenziare le competenze applicative e ridurre i tempi di risposta per assistenza e service.
L a Spagna rappresenta uno dei mercati chiave per Engel nell’Europa sudoccidentale, con una presenza consolidata soprattutto nei settori automotive, packaging e stampaggio tecnico.
I l gruppo intende rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento anche attraverso la partecipazione a Equiplast 2026, a Barcellona dal 2 al 5 giugno, dove presenterà soluzioni per diversi ambiti applicativi, incluse tecnologie di automazione e sistemi di produzione connessi.
C on questa operazione, Engel punta a rafforzare il presidio diretto del mercato e a sviluppare ulteriormente le relazioni con i trasformatori locali, in un contesto caratterizzato d a crescente domanda di tecnologie avanzate e supporto tecnico specializzato. u
Enviro avvia il fallimento
della controllata svedese
Tyre Recycling
Proseguono le difficoltà per Scandinavian Enviro Systems: la società ha deciso di avviare la procedura di fallimento per la propria controllata Tyre Recycling in Sweden AB, nell’ambito del processo di riorganizzazione in corso del gruppo. La richiesta è stata presentata al Tribunale distrettuale di Göteborg. La decisione, spiegano dall’azienda, rientra nelle misure adottate per rafforzare la liquidità e migliorare la redditività nel lungo periodo. Le attività principali del gruppo a Göteborg continueranno comunque regolarmente, parallelamente alle iniziative previste dal piano di ristrutturazione.
La controllata gestiva l’impianto di riciclo di Åsensbruk, che ha svolto un ruolo importante nello sviluppo e nella validazione della tecnologia proprietaria di Enviro per il recupero di materie prime dagli pneumatici fuori uso. Tuttavia, una volta completata questa fase, l’impianto non ha raggiunto livelli di redditività soddisfacenti, portando il consiglio di amministrazione a optare per la richiesta di fallimento della società.
L’operazione avrà un impatto sui conti del gruppo, con una svalutazione stima-
ta in circa 84 milioni di corone svedesi. Enviro ha precisato che la procedura di riorganizzazione attualmente in corso riguarda esclusivamente la capogruppo e non la controllata oggetto della richiesta di fallimento. Fondata nel 2001 e con sede a Göteborg, Scandinavian Enviro Systems sviluppa tecnologie per il recupero di materiali dai prodotti a fine vita, tra cui gli pneumatici. Il gruppo è quotato al Nasdaq First North Growth Market e tra i principali azionisti figura il produttore di pneumatici Michelin. u









UE aggiorna i criteri di misura della resistenza al rotolamento
La Commissione europea ha aggiornato le procedure di riferimento per la misurazione della resistenza al rotolamento degli pneumatici, pubblicando un nuovo report dell’expert group dedicato all’allineamento tra laboratori.
I l documento introduce criteri aggiornati per garantire maggiore coerenza e comparabilità dei risultati nei test, nell’ambito del regolamento UE sull’etichettatura degli pneumatici, con validità per il periodo 2026–2027. Al centro dell’intervento c’è il miglioramento delle metodologie di prova e dei sistemi di correlazione tra diversi banchi di misura, con l’obiettivo di ridurre le di-
screpanze tra laboratori e aumentare l’affidabilità dei dati utilizzati per classificare le prestazioni degli pneumatici. I n particolare, l’aggiornamento riguarda le equazioni di allineamento (alignment equations) utilizzate per correggere i risultati delle prove di resistenza al rotolamento tra diversi laboratori, sulla base di test di confronto interlaboratorio (round robin). Come noto, la resistenza al rotolamento (o rolling resistance) è associata al consumo di carburante. Le nuove equazioni consentono di compensare le differenze sistematiche tra macchine di prova e condizioni operative, migliorando la coerenza dei valori misurati. I l report

definisce, inoltre, le modalità di applicazione dei fattori di correzione, i criteri per la selezione degli pneumatici di riferimento utilizzati nei test comparativi e i requisiti per la validazione dei dati sperimentali.
Vengono anche aggiornati i parametri statistici utilizzati per valutare la qualità dell’allineamento tra laboratori, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza complessiva delle misurazioni.
Le nuove indicazioni vanno verso una crescente standardizzazione delle prove sugli pneumatici, con maggiore attenzione alla ripetibilità dei test, alla qualità dei dati e alla tracciabilità delle misurazioni. u
Niutech valuta un maxi investimento per espandere la capacità di pirolisi degli pneumatici
Niutech Environment Technology, società cinese attiva nello sviluppo di tecnologie per il trattamento dei rifiuti, punta a rafforzare la propria presenza nel settore del riciclo degli pneumatici con
un importante progetto di espansione della capacità di pirolisi. Secondo fonti finanziarie, una controllata del gruppo investirà circa 220 milioni di yuan (oltre 28 milioni di euro) per sviluppare, presso il suo sito a Jinan,

un nuovo im pianto con una capacità di 100 mila tonnellate annue (ktpa) dedicato al trattamento degli pneumatici a fine vita. L’investimento, che sarà realizzato dalla società Shandong Hesheng Environmental Protection Technology, si inserisce in un contesto di crescente domanda globale di soluzioni per il recupero dei rifiuti e di sviluppo dell’economia circolare. L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva e migliorare l’efficienza nella trasformazione degli pneumatici in materie prime secondarie.
L a tecnologia di pirolisi consente infatti di convertire gli pneumatici fuori uso in prodotti come olio, carbon black riciclato e acciaio, destinati a diverse applicazioni industriali. Il progetto conferma il trend di espansione del riciclo chimico su scala industriale, sostenuto sia da politiche ambientali più stringenti sia dalla necessità di valo rizzare i materiali di scarto. u
Ecopneus oltre il target con 199 mila tonnellate di PFU raccolte nel 2025
Ecopneus chiude il 2025 con un risultato record nella gestione degli pneumatici fuori uso (PFU): sono state raccolte 199.408 tonnellate di materiale su tutto il territorio nazionale, pari a circa 19 milioni di pneumatici da autovettura. Il dato corrisponde al 123% del target previsto dalla legge.
Nel corso dell’anno il sistema ha garantito un’attività capillare, evadendo circa 52mila richieste di prelievo presso oltre 20.300 punti di raccolta distribuiti in tutta Italia. Un risultato che conferma l’efficacia di una rete operativa continua e diffusa, capace di presidiare il territorio lungo tutto l’arco dell’anno.
I l superamento degli obiettivi è stato raggiunto senza aumenti del contributo ambientale per i consumatori. Secondo Ecopneus, il risultato è frutto di una pianificazione strutturata e di una gestione rigorosa delle risorse economiche, che ha permesso di soddisfare sia i target ordinari sia quelli straordinari definiti dal Ministero dell’Ambiente.
“I l sistema ha dimostrato di poter garantire un servizio stabile ed efficiente su tutto il territorio nazionale”, ha dichiarato in una nota il direttore generale Giu-
seppina Carnimeo, sottolineando anche l’importanza della revisione normativa in corso per rafforzare ulteriormente il funzionamento della filiera.
Gli pneumatici raccolti vengono avviati a un processo di recupero e riciclo che consente di trasformarli in nuove risorse, impiegate in diversi settori: pavimentazioni sportive, asfalti silenziosi, edilizia, arredo urbano e recupero ener-
getico. Il sistema rappresenta un esempio avanzato di economia circolare, capace di ridurre l’uso di materie prime e le emissioni di gas serra. Dal 2011 a oggi, Ecopneus ha gestito oltre 3 milioni di tonnellate di PFU, superando ogni anno gli obiettivi di raccolta senza costi per la pubblica amministrazione e contribuendo anche alla bonifica di aree critiche come la Terra dei Fuochi. u

Crisi nel progetto di riciclo degli pneumatici di Infiniteria
Il progetto europeo di riciclo degli pneumatici promosso da Infiniteria attraversa una fase di forte criticità. La società – di cui ci siamo già occupati in diverse occasioni – era nata con l’obiettivo di creare un operatore leader in Europa nel recupero e riciclo degli pneumatici a fine vita.
I nfiniteria, infatti, è una joint venture partecipata da Antin Infrastructure Partners, azionista di maggioranza, e da Scandinavian Enviro Systems e Michelin, entrambi con quote di minoranza. Il progetto prevede la realizzazione di una rete di impianti industriali in Europa per il trattamento e il recupero delle materie prime contenute negli pneumatici usati.
Il primo stabilimento, in costruzione a Uddevalla, in Svezia, rappresenta il progetto pilota dell’iniziativa. L’avvio dei lavori è avvenuto nel 2024, con una tabella di marcia che prevedeva il completamento meccanico entro maggio 2025 e la consegna dell’impianto entro dicembre dello stesso anno. Tuttavia, il cronoprogramma ha subito ripetuti rinvii. Il completamento dell’impianto è stato più volte posticipato e i ritardi continuano ad accumularsi, accompagnati da significativi sforamenti dei costi di costruzione. Questa situazione sta ora mettendo a rischio la capacità di Infiniteria di rispettare gli impegni contrattuali con clienti e fornitori, anche a causa dell’incertezza sulle tem-
pistiche effettive di completamento e messa in esercizio dello stabilimento. S econdo Infiniteria, la responsabilità dei ritardi sarebbe riconducibile al partner tecnologico Scandinavian Enviro Systems, incaricato dello sviluppo tecnologico e della gestione del progetto. La società sostiene che i ritardi e i costi aggiuntivi derivino da una serie di violazioni contrattuali da parte di Enviro. Per questo motivo Infiniteria ha avviato, il 4 febbraio scorso, un procedimento arbitrale presso la London Court of International Arbitration (LCIA). Le difficoltà di Enviro sembrano inoltre trovare riscontro nella richiesta di ristrutturazione aziendale presentata dalla società. u
Ricerca sulla gomma riciclata: aggiornato il portale ELTRP
Si arricchisce di nuove funzionalità
l’End-of-Life Tyre Research Portal (ELTRP), la prima piattaforma open access dedicata alla ricerca sulla gomma derivata da pneumatici a fine vita. L’aggiornamento punta a migliorare l’accesso alle informazioni scientifiche e a facilitare la consultazione dei dati per gli utenti a livello globale. I l portale, lanciato nel 2023 da Swedish Tyre Recycling, nasce per colmare la mancanza di una fonte centralizzata e facilmente accessibile di conoscenze su questo materiale, spesso oggetto di dubbi e percezioni contrastanti. Grazie a un motore di ricerca avanza -

to, la piattaforma consente di consultare studi e report su diversi aspetti della gomma riciclata, tra cui composizione chimica, prestazioni, utilizzi, impatti sulla salute e sull’ambiente.
Con le nuove funzionalità, l’ELTRP rafforza il proprio ruolo come strumento di riferimento per industria, istituzioni, ricercatori e opinione pubblica, favorendo una maggiore trasparenza
e una diffusione più ampia delle conoscenze nel settore del riciclo degli pneumatici. L’obiettivo è contribuire a sviluppare un utilizzo più consapevole e sicuro della gomma riciclata, sostenendo al tempo stesso la crescita di un’economia circolare nel comparto degli pneumatici. u
Catalizzatori per degradare le PFAS utilizzando la luce solare
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bath, in Inghilterra, ha sviluppato un prototipo di catalizzatore a base di carbonio capace di decomporre le PFAS, le sostanze chimiche note come “forever chemicals”. Lo studio, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica RSC Advances, descrive una tecnologia ancora allo stadio di prototipo ma potenzialmente promettente per affrontare uno dei problemi emergenti
più discussi nel campo dell’inquinamento chimico.
Il sistema ideato dai ricercatori è un fotocatalizzatore basato su nitruro di carbonio combinato con un polimero microporoso rigido. Il polimero consente di legare le PFAS al catalizzatore, che utilizza la luce per decomporle in anidride carbonica e fluoruro, una sostanza chimica molto meno critica e presente, tra l’altro, anche in alcuni dentifrici.

Le PFAS, che includono anche i fluoroelastomeri, sono attualmente oggetto di grande attenzione da parte dell’European Chemical Agency (ECHA) e, di conseguenza, anche da parte del mondo della gomma. Sono definite forever chemicals (“inquinanti eterni”) perché estremamente stabili dal punto di vista chimico: non si degradano in natura e tendono ad accumularsi nel corpo umano, nei sistemi idrici, nella catena alimentare e nell’ambiente in generale.
Non è ancora completamente chiaro quali siano gli effetti a lungo termine sulla salute umana e sugli ecosistemi, ma alcuni studi hanno associato l’esposizione a queste sostanze a un aumento del rischio di cancro. Oltre alla possibile applicazione nella degradazione delle PFAS, la tecnologia sviluppata dai ricercatori potrebbe essere utilizzata anche per realizzare sensori in grado di rilevare queste sostanze nell’ambiente, un’operazione oggi complessa e costosa dal punto di vista tecnico. Al momento il sistema si trova ancora in fase di prototipo. Il team di scienziati è quindi alla ricerca di partner industriali per ottimizzare la tecnologia e valutarne una possibile applicazione su scala industriale. u
Impianto pilota per il riciclo chimico delle schiume poliuretaniche
Covestro, multinazionale tedesca attiva nel settore della chimica dei materiali e tra i principali produttori mondiali di polimeri ad alte prestazioni, e il Fraunhofer Institute for Environmental, Safety and Energy Technology UMSICHT, istituto di ricerca applicata tedesco specializzato nelle tecnologie ambientali, energetiche e dei materiali sostenibili, hanno firmato un accordo per realizzare e gestire un impianto pilota dedicato alla “smart pyrolysis”, una tecnologia di riciclo chimico applicata ai rifiuti di schiuma poliuretanica rigida. L’impianto, con una capacità di circa 2.000 tonnellate l’anno, dovrebbe entrare in funzione nel 2028 e rappresenta un passo importante verso l’industrializzazione di questa soluzione di economia circolare. La tecnologia consentirà di trasformare i rifiuti di isolamento provenienti da elettrodomestici e dal settore edilizio in reanilina ad alta purezza, materia prima utilizzata per produrre MDI (metilendifenil diisocianato), componente chiave delle schiume poliuretaniche. S econdo le aziende coinvolte, l’MDI ottenuto con questa materia prima riciclata può raggiungere gli stessi standard qualitativi dei prodotti convenzionali, con un’impronta di carbonio fino al 40% inferiore rispetto ai

L a quantità di anilina recuperata grazie all'impianto pilota potrebbe essere sufficiente per produrre materiali isolanti destinati a circa 200.000 frigoriferi, dimostrando il potenziale della tecnologia per reimmettere nel ciclo produttivo materie prime di valore. I l progetto si concentra in particolare sulle schiume rigide PUR/PIR, materiali ampiamente utilizzati per l’isolamento termico ma difficili da riciclare a causa della loro struttura molecolare reticolata.
L a pirolisi “intelligente” sviluppata da Covestro mira a rompere queste strutture recuperando molecole utili che altrimenti verrebbero perse tramite incenerimento o smaltimento.
L’iniziativa nasce da anni di ricerca congiunta e si inserisce nel progetto europeo Circular Foam, che coinvolge oltre 20 partner e punta a sviluppare soluzioni di riciclo per i poliuretani. Secondo i promotori, l’impianto pilota rappresenta il passaggio chiave per portare la tecnologia dalla fase di laboratorio alla futura applicazione industriale.
L a necessità di soluzioni di riciclo avanzate è destinata a crescere: il mercato europeo dell’MDI per schiume rigide potrebbe passare da circa 1,4 milioni di tonnellate nel 2025 a 1,9 milioni nel 2035, trainato dalla domanda di materiali isolanti più efficienti dal punto di vista energetico negli edifici e negli elettrodomestici. u
Inaugurato a Livorno il primo impianto di silice bio-circolare Solvay
Solvay ha ufficialmente inaugurato a fine gennaio, a Livorno, il suo primo impianto europeo di silice biocircolare, un importante passo verso pratiche industriali più sostenibili.
La struttura rappresenta la prima nel continente dedicata alla produzione di silice altamente dispersibile (HDS) utilizzando silicato di sodio bio-based ottenuto dalla cenere di lolla di riso, un sottoprodotto agricolo, riducendo così le emissioni di CO₂ di circa il 35% per tonnellata di silice
rispetto ai metodi tradizionali. L’iniziativa si inserisce nel quadro della strategia globale di Solvay per la silice circolare, che prevede entro il 2026 la conversione di altri siti produttivi del gruppo per utilizzare materie prime certificate eco-circolari. Livorno è unico in Europa per l’impiego della cenere di lolla di riso, mentre altri stabilimenti sfrutteranno scarti industriali locali.
Secondo Solvay, la silice bio-circolare può aiutare i produttori di pneumatici ad au-
mentare fino al 15% la quota di materiali riciclati o rinnovabili nella composizione dei loro prodotti, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi ambientali europei e dei requisiti futuri dell’Unione Europea.
Secondo Philippe Kehren, CEO di Solvay, questa innovazione non solo anticipa le normative ambientali in arrivo, ma rafforza anche il ruolo dell’Italia come hub per l’innovazione verde e circolare nell’industria chimica. u
Gli inserzionisti
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