Rogitex Italia Srl. is a leading global distributor supplying various industries with quality elastomers, plastics and carbon black. Rogitex Italia Srl. provides the market with technical knowledge and specialized services keeping a flexible commercial approach and proven logistic model despite market conditions
RUBBERS
E-SBR Dry and OE grades
S-SBR Dry and OE grades
NBR standard grades
NBRGT/FC - Fast curing/Low fouling
SKI 3 and SKI 3 S polyisoprene
PBR High Cis Neodymium Titanium
IIR and HIIR Butyl and Halobutyl EPDM
Dry grades
OH Polymer
REINFORCEMENT MATERIALS
MENSILE DEGLI ELASTOMERI
E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
www.industriagomma.it
Direttore responsabile
Andrea Aiello in reDazione
Daniela Garbillo - daniela.garbillo@edifis.it
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GrafiCa e impaGinazione
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L’Industria della Gomma una rivista edita da:
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE
SOMMARIO
ANNO 70 - APRILE
Abbiamo letto
10 RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA
Mondogomma
16 AMAPLAST: 2025 A DUE VELOCITÀ
E MOLTE NUBI ALL’ORIZZONTE
Il Centro Studi Amaplast (l’associazione nazionale di categoria aderente a Confindustria) stima che l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma abbia chiuso il 2025 con un calo della produzione nell’ordine dei 5 punti percentuali e un valore di 4,4 miliardi di euro. In calo anche le esportazioni, mentre la domanda interna resta vivace.
20
PNEUMATICI DI RICAMBIO: DOMANDA DEBOLE NEL 2025
Il mercato europeo degli pneumatici di ricambio ha attraversato nel 2025 una fase di sostanziale debolezza, con volumi in calo nella maggior parte dei segmenti e una pressione crescente delle importazioni. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti trimestrali pubblicati da Tyres Europe.
26 IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA:
2025 IN FLESSIONE, 2026 IN RIPRESA
Il mercato italiano delle immatricolazioni chiude il 2025 con una lieve flessione per le autovetture, mentre nel comparto dei veicoli industriali emergono dinamiche differenziate: calo per gli autocarri, crescita per rimorchi e semirimorchi e forte contrazione per gli autobus. I primi dati del 2026 indicano un avvio d’anno più dinamico, con una ripresa delle immatricolazioni, ma restano molti elementi di incertezza.
32 PLAST 2026
CRESCE IL NUMERO DI NUOVI ESPOSITORI
La manifestazione, principale appuntamento fieristico europeo dell’anno per il settore materie plastiche e gomma, in programma dal 9 al 12 giugno a Milano, dimostra la sua resilienza con l’adesione, finora, di oltre 160 nuovi espositori rispetto all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende internazionali.
34 PNEUMATICO CHIODATO
NOKIAN TYRES CHE SI ADATTA ALLA TEMPERATURA
Lo pneumatico chiodato Hakkapeliitta® 01 rappresenta una svolta per la guida in condizioni “artiche”. Certificato Three-Peak Mountain Snowflake e Ice Grip, grazie ai chiodi “retrattili” l’usura del manto stradale è ridotta fino al 30% rispetto al predecessore, mentre l’aderenza sul ghiaccio migliora fino al 10% e quella sul bagnato fino al 5%.
ERRATA CORRIGE
Nel fascicolo n. 735, a pagina 67, nella notizia intitolata "Rodolfo Comerio tra le 100 eccellenze italiane" nel testo si fa riferimento a una "foto a sinistra" che non è stata inserita. Ce ne scusiamo con l'azienda e con i lettori.
Your challenges are our passion.
Nelle sfide di ogni giorno, la passione per il nostro lavoro fa la differenza.
MESGO è diventata HEXPOL: un passo significativo nel percorso, iniziato nel 2018, verso il rafforzamento dell’identità di gruppo. Un nuovo nome, ma la stessa passione, qualità e competenza, per continuare a garantire ai clienti l’alto livello di servizio che da sempre ci contraddistingue.
MENSILE DEGLI ELASTOMERI
E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI ANNO
SOMMARIO
INCHIESTA MATERIE PRIME
39 GOMMA SOTTO PRESSIONE
Tra tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e guerra dei dazi, anche il 2025 ha confermato un contesto di forte incertezza per la filiera della gomma. Più che problemi di disponibilità, le criticità si concentrano su tempi di approvvigionamento, instabilità dei prezzi e difficoltà di pianificazione, aggravate da una domanda debole, in particolare nel settore automotive. Allo stesso tempo, l’industria chimica europea si trova ad affrontare una perdita di competitività strutturale, tra costi energetici elevati e pressione normativa crescente, con il rischio di una progressiva dipendenza da fornitori extra-UE. L’aumento degli obblighi di conformità sta trasformando la compliance in un elemento strategico, ma anche in un fattore di complessità e costo lungo tutta la filiera. Parallelamente, la transizione verso materiali sostenibili procede con tempi più lenti del previsto, frenata da limiti tecnici, costi elevati e difficoltà di sostituzione nelle applicazioni più performanti. In questo scenario, specializzazione, innovazione applicativa e supporto tecnico diventano leve fondamentali per mantenere competitività.
u AZIENDA CHIMICA MILANESE
u CALDIC ITALIA
u EIGENMANN & VERONELLI
u IMCD GROUP
u LAGORIO & DUFOUR
u NOVACHEM SA
Dalle Aziende
52 RODOLFO COMERIO E BOSCH
u RDC
u RESCHEM
u RESINEX
u TORCHIANI
u VIBIPLAST
26
REXROTH PORTANO L’INNOVAZIONE NEI MESCOLATORI APERTI
Un progetto sviluppato da Rodolfo Comerio per CM Manzoni integra motori idraulici Hägglunds di Bosch Rexroth per aumentare produttività, sicurezza ed efficienza nella mescolazione della gomma.
Normative
56 GIOCARE IN SICUREZZA/PARTE I
Il nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509), in vigore dal 2026 e pienamente applicabile dal 2030, introduce un quadro normativo più rigoroso e uniforme. Tra le principali novità: requisiti rafforzati sulle sostanze chimiche, divieti su PFAS e bisfenoli, introduzione del passaporto digitale di prodotto e nuovi obblighi per gli operatori della filiera.
64 GLI INSERZIONISTI DI QUE STO NUMERO
Oltre 25 anni di esperienza nella produzione di articoli tecnici in gomma
COLMEC S.p.A. - Via Massari Marzoli, 6 Z. I. Sud-Ovest - 21052 Busto Arsizio (VA) Tel. +39 0331 342551 - Fax +39 0331 342559 www.colmec.it - colmec@colmec.it
• Linee di estrusione e vulcanizzazione per tubi e profili in gomma e silicone
• Forni di vulcanizzazione, microonde, aria calda e a sali fusi
• Estrusori a pioli radiali, a pioli tangenziali con pompe ad ingranaggi
• Impianti di filtratura, bivite conico con pompa ad ingranaggi
• CTMtm e CVMtm Conical twin mixers per silicone e gomma
• Mescolatori intermeshing e tangenziali, mescolatori a cilindri, mescolatori bivite conici, linee complete di mescolazione
C2 s.r.l.
EU Silicones Compounding Division Srl
Via Marconi 25 24050 Mornico al Serio (BG) Tel. 035 040 24 68 info@eusilicones.it www.eusilicones.it
Progettazione su misura e produzione di mescole pronte all’uso in VMQ, FVMQ e PVMQ, plasmate attorno alle esigenze del cliente.
IMG S.r.l.
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Leader nella produzione di presse per lo stampaggio a iniezione e compressione di elastomeri, silicone e termoindurenti.
Supporto da remoto e assistenza tecnica rapida per essere sempre al fianco del cliente.
Machinery and Solutions for Rubber Technology
Via Carlo Gazzo, 25 - 27029 Vigevano (PV)
Tel. 0381 344813/4
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Revisione di mescolatori a cilindri, mescolatori interni, calandre, estrusori, presse a compressione e macchinari di servizio per la lavorazione della gomma e del silicone, con relativa certificazione CE e garanzia. Progettazione e costruzione di macchinari nuovi su richiesta del cliente.
Impianti integrati e automatizzati per lo stampaggio a iniezione di termoplastici, gomma, silicone e termoindurenti. Staff tecnico-commerciale per fornire ai clienti consulenze mirate. Support line telefonica e strutturato team di assistenza tecnica sul campo.
HIGH TECH RUBBER
Azienda storica fondata nel 1970 a Parma specializzata nella produzione di mescole tecniche in gomma nei settori della ricostruzione pneumatici, dell’articolo tecnico e dei cavi elettrici:
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Produzione di O-ring e parti a disegno cliente in gomma. Trattamenti superficiali di lubrificazione e micropulizia di prodotti elastomerici
Interseals Srl
Via Liguria, 30 - 25031 Capriolo (BS) Italy
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Fax +39 030 7464 699 www.interseals.it
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Engineering Systems è azienda leader nella produzione di estrusori in gomma per i più svariati ambiti di applicazione industriale. Produciamo estrusori totalmente personalizzabili, nel settore del rivestimento pneumatici, cavi e mini estrusori per produzione mescole speciali.
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LSG è composta da un reparto di programmazione, la Software House e da un reparto Hardware che si occupa di server, reti, backup, disaster recovery. Nata nel 1999, LSG oggi conta su un team di 8 persone con esperienze decennali che, confrontandosi, risolvono quotidianamente quesiti, dubbi e problemi delle aziende creando soluzioni su misura mirate a semplificare il lavoro nei diversi settori manifatturieri di tutta la Lombardia e non solo.
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VENDITA, DISTRIBUZIONE E ASSISTENZA TECNICA PER GOMME SINTETICHE, LATTICI SINTETICI E PRODOTTI CHIMICI PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
VENDITA, DISTRIBUZIONE E ASSISTENZA TECNICA PER GOMME SINTETICHE, LATTICI SINTETICI E PRODOTTI CHIMICI PER L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
ABBONAMENTO online
Annuale Italia € 90,00
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Rassegna della stampa tecnica estera
ARTICOLI DI SICUREZZA IN GOMMA ECOSOSTENIBILE ANTIMICROBICA.
D.E. El Nashar, F.M. Helaly, A.I. Khalaf, S.Y. Tawfik, A.M. Soliman, Polymers and Pigments Dept. National Research Center, Dokki-Giza (Egypt)email doaaelnashar@yahoo.com - KGK 4/2025, pag. 57-62.
Sugli articoli di gomma si possono trovare batteri, funghi e lieviti, tutti microorganismi che crescono soprattutto in ambienti caldi e umidi. Recentemente l’obiettivo principale dell’ambiente green è quello di salvaguardare la vita umana da batteri e di utilizzare vari agenti antimicrobici per fornire prodotti di gomma sicuri, puliti e comodi.
Anche se gomma sintetica e naturale hanno proprietà e usi diversi, come il potenziale di produrre articoli antibatterici e antifungini, la loro efficacia può variare a seconda di composizione, struttura e tipo. La gomma naturale costituisce un’alternativa biodegradabile, con qualità antibatteriche intrinseche, grazie ai suoi componenti naturali, in grado di rompere le pareti cellulari dei batteri o arrestare i processi metabolici, mentre la gomma sintetica offre migliore durata e la capacità di includere particolari agenti antimicrobici. D’altra parte mescole sintetiche bioattive possono essere perico -
lose per la salute umana e l’ambiente, sia pure con potenti proprietà antibatteriche, mentre compositi di gomma naturale, che contengono additivi naturali come la chitina, sono ritenuti opzioni più sicure e più ecoresponsabili.
L’allume di potassio esercita una potente azione antibatterica contro vari microorganismi, come gli Stafilococchi e l’Escherichia coli, e le sue qualità antibatteriche aiutano a prevenire l’odore corporeo e a impedire la formazione di batteri. Il suo utilizzo esterno, come collutorio e antisettico per piccole ferite, è considerato sicuro, mentre l’utilizzo interno deve essere fatto con cautela a causa di una possibile tossicità.
Lo scopo di questo studio è quello di sviluppare, produrre, descrivere e valutare i vulcanizzati di gomma antibatterici, contenenti allume di potassio, per applicazioni ecosostenibili, mediante la misurazione delle proprietà reologiche, meccaniche e di citotossicità.
Vengono preparate cinque mescole di ciascuna gomma presa in esame (gomma naturale, NBR ed SBR), una senza e quattro con rispettivamente 1, 3, 5 e 7 phr di allume di potassio. Una volta illustrati i materiali utilizzati e le tecniche sperimentali adottate, con particolare attenzione all’attività citotossica e antimicrobica, lo studio espone i risultati ottenuti dalle prove, che conducono alle
I più interessanti articoli usciti di recente sulle riviste tecniche internazionali specializzate e riguardanti materiali, applicazioni, processi, prove, misurazioni e destinati al settore della trasformazione della gomma. Letti e riassunti per voi dai nostri esperti.
conclusioni: la citotossicità dei vulcanizzati di gomma produce esiti sfavorevoli per la normale linea cellulare di fibroplasti umani (BJ1); i vulcanizzati con allume di potassio mostrano promettenti attività antibatteriche e antifungine, per cui possono essere utilizzati per produrre articoli di sicurezza in gomma.
INNOVAZIONI DELLA GOMMA
DALL’ACCIAIO ALLA GOMMA: IL PERCORSO ATTRAVERSO LE INNOVAZIONI DEL PNEUMATICO PER AGRICOLTURA.
B. Durivage, Bridgestone Americas, Akron, Ohio (USA), G. Jones, D. Hininger, Firestone, Nashville, Tennessee (USA) - RUBBERWORLD, ottobre 2025, pag. 52-41.
Anche se nella storia delle innovazioni in agricoltura quella dello pneumatico tende ad essere trascurata, l’efficienza e l’affidabilità degli pneumatici in gomma sono fondamentali per il successo dell’agricoltura odierna. I primi pneumatici agricoli erano di acciaio, con bulloni che miglioravano l’aderenza al terreno ma danneggiavano la spina dorsale dell’agricoltore, aumentavano il consumo di carburante e rompevano le strade asfaltate.
L’articolo ripercorre brevemente le tappe dell’evoluzione dello sviluppo
degli pneumatici in gomma negli USA dal 1871 al 1934, per poi spiegare che il loro utilizzo nei trattori fu dovuto alla capacità di adattarsi al terreno grazie alle loro caratteristiche di trazione, compattazione, comfort ed efficienza, oltre al fatto che le ruote di acciaio furono proibite sulle strade asfaltate e penalizzavano i trattori per la difficoltà del movimento e per il consumo di carburante.
Abituati ormai a convivere con pneumatici automobile e autocarro, raramente ci soffermiamo a considerare gli pneumatici agricoli la cui storia, invece, come questo articolo ci narra, è davvero interessante e può essere presa ad esempio di cosa comporti l’idea di realizzare un manufatto in gomma in sostituzione del materiale già utilizzato, in termini di studi, tentativi e successivi aggiornamenti.
Scopriamo così come, partendo dall’esperienza degli pneumatici per autocarro e aerei, i primi ricercatori concentrarono gli sforzi sulla
progettazione di fianco e battistrada, per la loro funzione di sostenere il carico del trattore con minima compattazione col terreno e ridotto sballottamento del conducente. Si presero in esame il diametro, che doveva essere alto e largo per passare sui raccolti senza danneggiarli, la sezione trasversale, poiché il pneumatico doveva essere largo abbastanza per assicurare un buon contatto con il terreno, ma sufficientemente stretto per adattarsi ai filari, e la pressione interna, per controbilanciare il contatto dello pneumatico con il terreno, affinché non causasse troppa compattazione, prevenisse il suo scivolamento sui bordi e assorbisse i rimbalzi per il confort del conducente.
Lasciamo ai lettori interessati le successive parti dell’articolo che, dopo avere illustrato le innovazioni degli pneumatici agricoli dagli inizi a oggi, con una parte specifica che descrive nei dettagli i loro otto componenti attuali, dedica l’ultimo paragrafo agli sviluppi
PUNTA SUI PUNTA SUI
CAMPIONI
SPECIALISTI NEI TRATTAMENTI DI MICROPULIZIA E LUBRIFICAZIONE
Trattamenti lubrificanti trasparenti e colorati con resine + PTFE
Trattamenti lubrificanti PFAS free
futuri che, mantenendo costanti i criteri di prestazione, saranno indirizzati a maggiore durata e riduzione degli scarti e dipenderanno verosimilmente dalla collaborazione con i produttori dell’equipaggiamento, in funzione di tecnologie come sistemi di gonfiamento centrale, sensori e identificazione con radiofrequenza.
ELASTOMERI E LAVORAZIONE
UN NUOVO CONCETTO NELLA GOMMA NATURALE: MASTICAZIONE CON ALCUNI ESEMPI PRATICI.
M. Aman-Alikhani, consulente - RUBBERWORLD, novembre 2025, pag. 22-24.
Per poter lavorare la gomma naturale è fondamentale ridurre la sua viscosità (o peso molecolare) mediante un processo chiamato masticazione o rottura, al fine di ottenere un’idonea plasticità. Durante questo processo le catene vengono rotte con forze di taglio, ma i terminali così ottenuti sono radicali liberi molto attivi, che tendono a ricombinarsi e ad aumentare an-
Trattamenti al plasma: Lipocer con HMDSO, Carbon Coating, Fluorurazione Lavaggio ad alta pressione sotto cappa a flusso laminare (Cleanliness)
Micropulizia, Etching, Grafting
cora la viscosità. Un modo per prevenire questa reazione consiste nell’utilizzo di peptizzanti chimici, che rilasciano radicali liberi durante la rottura della gomma naturale e che si legano con le catene accorciate disattivandole. Questo approccio presenta tuttavia alcuni inconvenienti, come la riduzione delle proprietà dinamiche del vulcanizzato e la diminuzione dell’efficacia del peptizzante in presenza di alcuni ingredienti della mescola, per cui la gomma naturale viene spesso mescolata separatamente col peptizzante.
A causa delle difficoltà di incorporare ingredienti nella gomma naturale e dei lunghi tempi necessari, la masticazione tal quale è stata impiegata fin dagli inizi dell’industria della gomma, con temperature sotto i 90 °C e con un mescolatore a due cilindri, generando una notevole quantità di calore che ammorbidisce il polimero e riduce la forza di taglio, così che poi, mediante un processo condotto di solito in mescolatori interni, sopra i 120 °C essa praticamente si ferma mentre subentra la scissione ossidativa delle catene.
Lo studio illustra il comportamento della gomma naturale nella masticazione a base di tradizionali peptizzanti chimici, con l’originario PCTP (pentaclorotiofenolo) sostituito dal DBD (2,2’-dibenzammiddodifenil disolfuro): questo processo richiede una fase di mescolazione separata per peptizzante e gomma naturale, con l’ulteriore inconveniente che le proprietà finali della mescola si possono degradare a causa delle riduzione della lunghezza delle catene della gomma, con più basse proprietà dinamiche, aumentata generazione di calore, ridotta elasticità e indebolita prestazione di servizio.
Una precedente soluzione a questi problemi è stato l’utilizzo di peptizzanti fisici, soprattutto saponi metallici, ad esempio zinco, con funzione di lubrificante ma senza sufficiente riduzione della viscosità. Negli anni recenti è stata proposta una nuova soluzione basata su sollecitazione dinamica, DBD e sapone metallico, che ne facilita la dispersione e lubrifica le catene della gomma: in questo modo carbon black o silice possono essere aggiunti nel mescolatore fin dall’inizio del processo di mescolazione,
senza alcun rischio di fermare la forza di taglio ossidativa data dalla carica. Inoltre, il volume del materiale nel mescolatore è più alto all’inizio del processo, la temperatura aumenta adeguatamente e il peptizzante si scioglie correttamente, facilitando un efficace meccanismo di taglio, contribuendo a un’ulteriore riduzione della viscosità e mantenendo le desiderate proprietà della mescola. Le prove, condotte dallo studio, vengono effettuate dapprima su 6 mescole di laboratorio e successivamente, sulla scorta dei risultati ottenuti, su 5 mescole di produzione, con eliminazione della fase di rimiscelazione del suo masterbatch.
In base ai risultati delle prove lo studio dimostra che quantità e, in parte, qualità delle mescole di gomma naturale si possono ottenere anche con formulazioni più vecchie, con l’adozione di approcci innovativi, grazie al concettuale e innovativo peptizzante fisico-chimico Struktol HT105, che riduce la viscosità Mooney delle mescole di gomma naturale, assicurando le desiderate caratteristiche prestazionali. L’eliminazione della fase di rimiscelazione, nelle cinque mescole di produzione esaminate, ha consentito di eliminare circa 16 tonnellate di masterbatch dal processo produttivo giornaliero, il che implica che questo approccio è applicabile a una larga gamma di mescole a base di gomma naturale, dal momento che le mescole prese in esame sono diverse per polimero di base, contenuto di carbon black e livello di olio.
Quanto riscontrato dallo studio conferma i sostanziali miglioramenti nella produzione di mescole di gomma naturale con peptizzanti fisico-chimici, senza compromettere la prestazione e offrendo un forte potenziale di realizzazione in vari impianti produttivi.
ELASTOMERI INNOVATIVI
UN FUTURO PIÙ PULITO: RISANARE L’AMBIENTE CON LATTICE DI GOMMA
NATURALE SENZA AMMONIACA. E.P. Adler, T.A. Osswald, J.C. Rodriguez, A. J. Román, AFLatex Technologies, Lisbon (Portugal) - RUBBERWORLD, novembre 2025, pag. 26-30.
La sostenibilità, come viene solitamente definita oggigiorno, non è più abbastanza. Per affrontare le
sfide di clima e società, le industrie devono adottare pratiche rigenerative, approcci che vadano al di là del minimizzare il danno, al fine di risanare attivamente gli ecosistemi e migliorare il benessere delle persone. Nell’industria della gomma naturale, nonostante la sua potenziale impronta carbonica negativa, le innovazioni convenzionali causano ancora un sensibile danno ambientale. Tradizionalmente la conservazione del lattice liquido della gomma naturale dipende da additivi come ammoniaca, TMTD (tetrametiltiurame disolfuro) e ossido di zinco, tutti materiali che presentano seri rischi per ambiente e salute umana. Per questo motivo AFLatex Techgnologies ha sviluppato un’innovativa tecnologia di stabilizzazione senza ammoniaca, che funziona in ambiente acido senza prodotti chimici pericolosi. Il lungo prosieguo dell’articolo inizia con l’affermazione che la gomma, prodotta con il nuovo metodo, offre una prestazione meccanica superiore ed è ipoallergenica, caratteristiche queste che consentono applicazioni più affidabili e più sostenibili.
L’attenzione si sofferma quindi sulle attuali sfide ambientali, che chiedono soluzioni in grado di risanare attivamente gli ecosistemi e di sostenere la responsabilità sociale: gli approcci convenzionali spesso soddisfano un minimo di conformità, regolata da agenzie governative, ma sono caratterizzati da impatti sociali e ambientali negativi. L’utilizzo di approcci più green mitiga questi impatti con la riduzione dei danni e le pratiche più sostenibili, adottate dall’industria, si limitano a mantenere lo stato attuale senza ulteriore danno sociale e ambientale. Gli approcci sostenibili ideali sono sistemi a zero emissioni di carbonio (o neutralità carbonica), che cercano di mantenere lo stato attuale senza ulteriore degrado. Gli approcci rigenerativi sono un passo in avanti rispetto alla sostenibilità, perché cominciano a riparare il danno ambientale e sociale, come nel caso del sequestro di CO2. Alla fine gli approcci rigenerativi manifestano un positivo impatto sociale e ambientale mediante il rinnovamento di energia e materiali, migliorando così gli ecosistemi, e promuovono un futuro salutare e vivibile per tutti.
RUBBER CLUB
Nel mondo della gomma naturale questo significa ripensare il modo in cui viene lavorato uno dei materiali più largamente utilizzati del pianeta. Da questa considerazione prende inizio l’interessante esposizione del processo produttivo della gomma naturale che, se da un lato ripara l’ambiente (per produrre 1 Kg di gomma naturale solida, un albero di Hevea Brasiliensis assorbe 3 Kg di CO2, consuma 1 Kg di acqua e rilascia 3 Kg di ossigeno nell’atmosfera), dall’altro contribuisce a inquinare e danneggiare gli ecosistemi naturali a causa dei prodotti chimici (ammoniaca, TMTD e ossido di zinco), usati per stabilizzare e mantenere il suo lattice liquido in una condizione di fluidità stabile, e degli additivi (acido formico, acetico o solforico) usati per il processo controllato di coagulazione. Tutti questi prodotti sono pericolosi per l’ambiente e per le persone che li maneggiano, in particolare l’ammoniaca che, con il suo forte odore che emana dal lattice, si sente nei campi, nello stabilimento, nell’impianto di produzione
e anche nel prodotto finale, con grande pericolo per gli operai con danni alla pelle e agli occhi. Sia l’ammoniaca che il TMTD e l’ossido di zinco sono inoltre pericolosi per gli ambienti acquatici. L’articolo presenta due tecnologie completamente green per stabilizzare e conservare il lattice liquido in ambiente acido, una che utilizza il DBS (dodecilbenzene acido solfonico) al 2% del volume e l’altra che utilizza una combinazione di tridecil alcol etossilato (1% del volume) e una soluzione 50/50 di acido fluoridrico/acqua (0,4% del volume). Entrambe le soluzioni conferiscono un gradevole odore al lattice liquido, che presenta anche una quantità di acidi grassi volatili (VFA) sensibilmente ridotta, e fanno sì che, dopo la centrifugazione o l’estrazione della gomma naturale solida, i residui non impattino sull’ambiente con zuccheri, amminoacidi, proteine e lipidi che possono essere estratti e usati per altre applicazioni. Vantaggio, infine, non trascurabile dei nuovi stabilizzanti e conservanti è la durata del lattice
liquido fino ad almeno 6 anni, aumentando anche la resistenza della gomma naturale solida. Spiegata la stabilizzazione e la conservazione del lattice in soluzioni acide, l’artico illustra le applicazioni rese possibili dai nuovi sistemi, i vantaggi economico della tecnologia rigenerativa e i passi necessari per l’adozione industriale dei nuovi sistemi privi di ammoniaca, già in essere da parte di AFLatex Technologies, grazie alle sue collaborazioni con produttori, fornitori e sviluppatori, nonché con piantagioni, stabilimenti di produzione e importanti aziende produttrici di manufatti.
ELASTOMERI E LAVORAZIONE
L’EVOLUZIONE DELLA SCHIUMA
DI LATTICE: DAL MISCELATORE DI CUCINA AI MATERASSI SOSTENIBILI. J. Szymanska, Latexfoam Technology, Assan (Netherlands) - RUBBERWORLD, novembre 2025, pag. 32-35.
L’industria della schiuma da lattice ha subito una notevole trasformazione nel corso degli anni, evolven-
dosi da applicazione di nicchia a segmento importante dell’industria globale del lattice. Questo articolo si addentra nell’affascinante storia di questa industria, dagli inizi rudimentali agli sviluppi progressivi fino ad arrivare agli attuali cambiamenti e innovazioni globali. Ricordando che gli Aztechi già utilizzavano il lattice nel 1600 A.C. per produrre palle da gioco, è all’inglese John Boyd Dunlop, famoso per l’invenzione dello pneumatico nel 1888, che si devono gli esperimenti (oltre che a Goodyear), che rappresentano il lavoro preliminare per il futuro sviluppo della vulcanizzazione della gomma e dei prodotti da lattice. Fu il chimico inglese Edward Arthur Murphy, impiegato in Dunlop, che nel 1929 inventò il processo per produrre la schiuma da lattice, inizialmente chiamata Dunlopillo, raffinando la tecnica con un miscelatore di cucina suggerito dalla moglie: nacque così, nel 1931, il primo materasso di lattice.
Vennero messi a punto due processi per produrre la schiuma da lattice, Dunlop e Talalay, di cui l’articolo descrive il funzionamento, con la considerazione che il Talalay è più complesso, dal momento che richiede fasi di vuoto, congelamento e utilizzo di CO2, che comportano requisiti tecnici più elevati, soprattutto nella progettazione dello stampo, per cui la schiuma ottenuta è più costosa e attualmente ha una quota di mercato molto piccola.
Affrontato l’argomento degli stampi Dunlop, menzionando la sfida del loro peso, l’articolo espone la sua parte più interessante, relativa alla vulcanizzazione ad alta frequenza (HF), un processo diretto, messo a punto nel 2004, che utilizza stampi di plastica, che pesano meno della metà di quelli di metallo e impattano sensibilmente sulle esigenze degli impianti di produzione. Con una veloce digressione sulla opportunità di sviluppare materiali ecocompatibili per gli stampi, al fine di sostituire gli attuali in plastica e minimizzare ulteriormente l’impronta ecologica della produzione, si passa quindi a considerare la materia prima di base dell’industria del lattice, ossia il lattice liquido. Esso rappresenta circa il 10% del raccolto degli alberi della gomma (la maggior parte viene utilizzata per produrre gomma
solida), con un’importante quota usata per la produzione di guanti e profilattici e solo una frazione per l’industria di materassi e guanciali, con Sri Lanka diventata un centro chiave per la produzione di schiuma da lattice.
Si mette infine l’accento sulla rivoluzione del tradizionale processo produttivo della schiuma da lattice, grazie alla vulcanizzazione HF che, oltre alla sua efficienza energetica e alla qualità dei manufatti, uguale o migliore del vecchio processo Dunlop, offre i molti vantaggi di tempi di vulcanizzazione più veloci, maggiore flessibilità di progettazione degli articoli, ridotte esigenze di spazio per l’impianto produttivo, risparmio di energia, migliori qualità e proprietà meccaniche della schiuma e potenziale raggiungimento di certificazione CO2 negativa.
A conti fatti, dopo un lungo periodo di stagnazione l’industria del lattice si è rivitalizzata con l’avvento della vulcanizzazione HF, che ha eliminato la necessità di elementi di formatura e sbloccato il potenziale della schiuma da lattice per un migliorato comfort del sonno, offrendo nuove opportunità per lo sviluppo di innovazioni sostenibili ed efficienti metodi produttivi.
MATERIE PRIME E MANIPOLAZIONE
STUDIO SULL’INVECCHIAMENTO DEL PACCHETTO DI VULCANIZZAZIONE. U. Farooq, S. Yu, AirBoss of America, Newmarket, Ontario (Canada) - RUBBERWORLD, novembre 2025, pag. 36-40.
Nel processo di mescolazione della gomma è prassi normale che i pacchetti di vulcanizzazione siano preparati prima della miscelazione. L’importanza del sistema di vulcanizzazione, che gioca un ruolo critico in merito a densità di reticolazione, proprietà meccaniche e stabilità termica dei vulcanizzati, richiede particolare attenzione nell’eventuale preparazione di pacchetti di vulcanizzazione con ingredienti premiscelati e lasciati inutilizzati per un lungo periodo. Così facendo, infatti, si corre il rischio che i singoli ingredienti si degradino e, soprattutto, che interagiscano prematuramente fra di loro. In questo caso si possono verificare involontarie pre-reazioni, che modificano la cinetica di vulcanizzazione, danneg-
giando potenzialmente la sicurezza di scottatura e provocando variazioni nei tempi di vulcanizzazione e nelle proprietà fisiche chiave coma carico di rottura, allungamento a rottura e durezza. Per esaminare questo fenomeno è stata scelta l’EPDM, elastomero molto usato sia nel settore auto che in applicazioni industriali per la sua eccellente resistenza agli agenti atmosferici e all’ozono: sono state così preparate due mescole, una (EPDM-1) con il sistema di vulcanizzazione a zolfo (con tiazolo, donatore di zolfo, tiurami e zolfo) e una (EPDM-2) con il sistema a perossido (con perossido, coagente, donatore di zolfo e una traccia di zolfo)
Lo studio metta a confronto i parametri chiave delle mescole (comportamento reologico, caratteristiche di vulcanizzazione e prestazione meccanica) mediante pacchetti di vulcanizzazione prepesati e miscelati, freschi e invecchiati, al fine di fornire valide indicazioni per l’immagazzinaggio, il trattamento e la tempistica di utilizzo del sistema di vulcanizzazione durante il processo di mescolazione.
Entrambi i sistemi di vulcanizzazione sono stati confezionati in 6 sacchetti bassofondenti e messi sul pavimento della sala mescole, senza annodarli e senza controllo climatico. È stato poi usato un sacchetto di entrambe le mescole ogni 2 giorni per 12 giorni complessivi, verificando di volta in volta la variazione della viscosità Mooney, del valore di scottatura, del carico e dell’allungamento a rottura, della resistenza a lacerazione e del compression set.
Ciò che determina la variazione dei valori di riferimento di ogni caratteristica delle mescole sopra citate è l’umidità, dal momento che la variabilità di temperatura all’interno della sala mescole può provocare un accumulo di umidità all’interno dei sacchetti.
Le differenze con l’invecchiamento, riscontrate fra le due mescole, sono le seguenti:
- viscosità - per EPDM-1 aumenta, mentre rimane stabile o leggermente ridotta per EPDM-2, per cui il sistema di vulcanizzazione perossidico è meno influenzato dall’umidità. Di solito ci si aspetta che l’umidità acceleri la decomposizione, ma la presenza di umidità può anche
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ultimare i radicali iberi, generati dalla decomposizione del perossido, per cui, a seconda del livello di umidità, la sinergia potrebbe essere la causa del ritardato inizio delle reazioni;
- scottatura - per EPDM-1 il T90 si riduce, mentre EPDM-2 presenta valori leggermente più alti;
- carico di rottura - diminuisce per EPDM-1, rimanendo relativamente stabile per EPDM.2;
- allungamento a rottura - aumenta per EPDM-1 e diminuisce per EPDM-2;
- resistenza a lacerazione - aumenta leggermente per EPDM-1 e diminuisce per EPDM-2;
- compression set - rimane costante per EPDM-1 e aumenta leggermente per EPDM-2.
La conclusione dello studio è che, in definitiva, il sistema di vulcanizzazione perossidica risulta più solido per quanto riguarda l’invecchiamento.
MATERIE PRIME E APPLICAZIONI
ALTERNATIVE AL TETRAFLUOROETILENEESAFLUOROPROPILENE-VINILIDEN FLUORURO (THV) PER APPLICAZIONI DI CAVI ELETTRICI.
M. Sanchez, AGC Chemicals Americas, Exton Pennsylvania (USA)RUBBERWORLD, dicembre 2025, pag. 20-22.
Le guaine costituiscono lo strato esterno dei cavi elettrici e agiscono come una linea fondamentale di difesa contro danni fisici e ambientali, proteggendo i conduttori interni e l’isolamento da usura meccanica, attacco chimico, umidità, esposizione agli UV, degradazione da agenti atmosferici ed elevato calore. Questa protezione è essenziale per assicurare ai cavi sicurezza, durata, prestazione elettrica e conformità alle normative.
L a scelta del materiale per le guaine dipende da vari fattori, tra i quali è particolarmente importante l’applicazione del cavo che, in alcuni settori (aerospaziale, automazione industriale, telecomunicazioni, petrolio e gas) richiede prestazioni che solo polimeri speciali possono garantire.
Uno di questi polimeri è il THV, fluoropolimero termoplastico composto da TFE (tetrafluoroetilene), HFP (esafluoropropilene) e VDF (fluoruro di vinilidene), utilizzato per la sua combinazione di flessibilità, processabilità e resistenza chimica.
Secondo questo articolo il THV è prodotto da una sola azienda al mondo, che ne ha cessato la produzione alla fine del 2025, per cui AG Chemicals Americas propone le sue alternative. A parte il fatto che sembrano esistere altri produttori di THV, anche in Italia per quanto risulta da internet, è comunque interessante, per chi lavora nel settore dei cavi elettrici, leggere l’articolo al fine di verificare quali sono le alternative proposte. Si tratta di due prodotti, Fluon+flexible ETFE e Fluon LM ETFE resins, le cui caratteristiche e utilizzi vengono spiegati con riferimenti precisi ai diversi settori applicativi citati e, come detto, ne lasciamo la lettura a chi lavora in quest’ambito.
Amaplast: 2025 a due velocità e molte nubi all’orizzonte
Il Centro Studi Amaplast (l’associazione nazionale di categoria aderente a Confindustria) stima che l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma abbia chiuso il 2025 con un calo della produzione nell’ordine dei 5 punti percentuali e un valore di 4,4 miliardi di euro. In calo anche le esportazioni, mentre la domanda interna resta vivace.
In linea con i preconsuntivi diffusi sul finire d’anno, il Centro Studi Amaplast (l’associazione nazionale di categoria aderente a Confindustria) stima che l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma abbia chiuso il 2025 con un calo della produzione nell’ordine dei cinque punti percentuali e un
valore di 4,4 miliardi di euro. S i tratta di una frenata rispetto a un anno, il 2024, a sua volta archiviato con un rallentamento contenuto, a differenza, per esempio, dei diretti concorrenti tedeschi, che avevano invece già iniziato a registrare una forte contrazione di ordini, vendite ed export. Anche le esportazioni italiane di setto -
re, a cui sono destinati tre quarti della produzione, hanno registrato una flessione del 5%, superando appena la soglia dei 3,4 miliardi.
A fronte della debolezza delle vendite all’estero, le importazioni di tecnologia hanno registrato un balzo di quasi 24 punti rispetto al 2024, a conferma di una domanda interna piuttosto
di pamirc da iStock.
vivace, evidentemente riconducibile anche all’effetto degli incentivi messi in campo dai Piani 4.0 e 5.0, nonostante le difficoltà di accesso e i ritardi nell’emanazione dei vari decreti attuativi.
S i tratta peraltro di criticità che si stanno presentando anche in questo inizio 2026, nell’implementazione delle misure relative al nuovo “iperammortamento” degli investimenti in beni strumentali fino a settembre 2028.
A lla luce di tale dinamica, il saldo della bilancia commerciale si riduce notevolmente: dopo il record di 2,65 miliardi raggiunto nel 2024, si contrae a 2,24 miliardi.
UNO SCENARIO COMPLESSO
I l contesto internazionale è stato innanzitutto caratterizzato nel corso del 2025 dalle incertezze causate dall’introduzione dei dazi statunitensi che, al di là della componente “reciproca”, colpiscono i contenuti di acciaio e/o alluminio anche di alcune tipologie di
macchine, componenti e stampi per plastica e gomma.
La situazione si è aggravata con il progressivo deprezzamento del dollaro sull’euro e si è quindi ulteriormente deteriorata con il più recente e preoccupante conflitto in Medio Oriente. Quest’ultimo ha innescato una crisi energetica che ha già iniziato a colpire duramente anche l’industria trasformatrice europea, con un incremento dei prezzi di gas, petrolio e materie prime plastiche, nonché grande incertezza circa la disponibilità dei materiali.
U no scenario che genera grande preoccupazione nei costruttori italiani di macchinari per plastica e gomma, con molteplici fattori che rischiano di compromettere la propensione all’investimento del mercato domestico, inteso sia come Italia sia come Europa, quadrante verso cui è storicamente destinata la quota preponderante dell’export e che si trova inoltre a fare i conti con il peso dell’implementazione del nuovo regolamento sugli imballaggi (PPWR).
IL QUADRO DELL’EXPORT
N on a caso, le vendite alla Germania, da sempre primo partner commerciale dell’Italia, calano per il secondo anno consecutivo; del resto, la filiera tedesca della gomma-plastica ha archiviato un 2025 in rosso su tutti i fronti, in base alle stime delle diverse associazioni di categoria: -4% la produzione di polimeri, -2% il volume di manufatti in plastica trasformati, -6% quello di articoli in gomma, -5% il fatturato dei costruttori di macchinari.
I n diminuzione anche le forniture ai trasformatori francesi, altra importante destinazione comunitaria. Tali trend negativi sono stati fortunatamente compensati dalle maggiori consegne realizzate in Spagna, Polonia e Romania, restando nell’ambito dei primi dieci mercati di sbocco. A l contrario, le citate criticità del mercato americano non hanno, almeno fino a dicembre scorso, causato il temuto crollo delle forniture di macchinari Made in Italy, il cui flusso
Foto
è invece aumentato di quasi 9 punti. È pur sempre vero che la produzione locale soddisfa una quota limitata della domanda e i trasformatori statunitensi hanno così continuato a rivolgersi anche ai costruttori italiani per i loro acquisti di tecnologia avanzata.
P rosegue a ritmo sostenuto l’incremento delle vendite in Cina ma, soprattutto, quelle all’India, più che triplicate nell’ultimo decennio: la crescente spinta fornita dal programma Make in India ha generato una forte accelerazione della domanda da parte della manifattura locale, che ha necessità di dotarsi di impianti di sempre maggiore livello qualitativo. Si tratta quindi di un mercato dalle notevoli potenzialità ancora in gran parte da cogliere, anche grazie all’accordo di libero scambio recentemente firmato.
A ltri due Paesi di rilievo, che negli ultimi anni sono anche rientrati nella “top ten” delle destinazioni export, hanno invece riservato risultati deludenti per i costruttori italiani: le forniture alla Turchia sono crollate di un terzo, interrompendo un quinquennio di crescita sostenuta, e quelle al Brasile hanno registrato un ancora più negativo -45%, che però segue un picco “anomalo” registrato nel 2024 e riporta quindi i valori nella media del periodo precedente. Nel caso del Paese sudamericano è naturalmente auspicabile l’entrata in vigore del trattato UE-Mercosur, che potrebbe fornire nuovi impulsi ai commerci di settore.
L’EXPORT PER TIPOLOGIA DI MACCHINE
N el complesso, dal punto di vista merceologico, l’export si è dimostrato poco brillante o in calo per la maggior parte delle tipologie di macchinari di maggior peso sul t otale: questo vale per gli estrusori (da quasi 400 a 350 milioni di euro), le macchine per soffiaggio (da 212 a 198 milioni), le flessografiche (da 181 a 164 milioni) e gli stampi (da 752 a 721 milioni), con le macchine a iniezione che hanno registrato una lieve
A REE DI DESTINAZIONE DELL’EXPORT ITALIANO DI MACCHINE, ATTREZZATURE E STAMPI PER MATERIE PLASTICHE E GOMMA (%)
Asia/Oceania
crescita da 194 a 199 milioni. I n un contesto così complesso, anche le sole aziende associate ad Amaplast hanno archiviato il 2025 con una flessione del fatturato nell’ordine dei 5 punti, pur mantenendo pressoché stabile (+0,5%) la forza lavoro. Più nel dettaglio, il 54% delle imprese ha chiuso l’anno con un calo delle vendite.
IL CLIMA RESTA INCERTO ANCHE NEL 2026
P iù difficile che mai azzardare pre -
visioni per i mesi a venire: troppe le incognite che si susseguono e si sovrappongono a livello internazionale, aggravando il clima di incertezza in cui le aziende si trovano a operare, con molti dei mercati storici di destinazione che presentano difficoltà di accesso. U n’opportunità di confronto e aggiornamento per gli operatori internazionali del settore plastica e gomma potrà essere l’appuntamento con Plast 2026 (Milano, 9-12 giugno), organizzata da Promaplast srl, società di gestione di Amaplast, e di cui parliamo p iù avanti su questo numero u
P RIMI 10 MERCATI DI SBOCCO DELL’EXPORT ITALIANO DI
Pneumatici di ricambio: domanda debole nel 2025
Il mercato europeo degli pneumatici di ricambio ha attraversato nel 2025 una fase di sostanziale debolezza, con volumi in calo nella maggior parte dei segmenti e una pressione crescente delle importazioni. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti trimestrali pubblicati da Tyres Europe.
Vo lumi in calo nella maggior parte dei segmenti e una pressione crescente delle importazioni. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti trimestrali pubblicati da Tyres Europe, che analizzano l’andamento del mercato europeo degli pneumatici di ricambio, che nel 2025 ha attraver-
sato una fase di sostanziale debolezza. N el complesso, i dati mostrano un mercato relativamente stabile nel corso dell’anno ma con livelli di domanda inferiori rispetto al 2024 e un contesto macroeconomico che continua a influenzare negativamente alcuni segmenti chiave.
S EGMENTO CONSUMER: VOLUMI LEGGERMENTE INFERIORI AL 2024
Nel terzo trimestre 2025 il mercato degli pneumatici di ricambio europeo ha mostrato una sostanziale stabilità nel segmento consumer, con vendite pari a 58,9 milioni di pneumatici, praticamente
di Daniela Garbillo
Foto di Wachira Wacharapathom da iStock.
in linea con lo stesso trimestre del 2024 (59,2 milioni). Tuttavia, considerando i primi nove mesi dell’anno, i volumi sono risultati leggermente inferiori: 169,3 milioni di unità nel 2025 contro 170,2 milioni nel 2024, con un calo dell’1%. Il quadro annuale conferma questa tendenza. Nel quarto trimestre 2025 le vendite nel segmento consumer sono diminuite del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, portando il totale dell’anno a 224,1 milioni di unità, in calo del 2% rispetto ai 227,7 milioni del 2024. Secondo Tyres Europe, la contrazione riflette diversi fattori: fiducia dei consumatori contenuta, crescita limitata dei
chilometri percorsi e un aumento della pressione competitiva dovuta alle importazioni.
Cambia il mix di pneumatici per auto All’interno del segmento consumer si sta verificando anche un cambiamento strutturale nella composizione della domanda.
Già nei dati del terzo trimestre emerge chiaramente lo spostamento della domanda dagli pneumatici estivi verso le soluzioni all season e invernali. Nel periodo gennaio-settembre 2025: gli pneumatici estivi per auto hanno registrato un calo del 7%, gli pneumatici all
season sono cresciuti del 5%, gli pneumatici invernali hanno mostrato una crescita del 6%.
Su base annuale, tuttavia, anche il segmento winter ha chiuso con una leggera flessione (-2%), mentre gli all season hanno continuato a guadagnare terreno con una crescita del 5%. Gli pneumatici estivi restano il segmento più penalizzato, con un calo del 7% nel 2025.
Le condizioni climatiche hanno avuto un ruolo importante: il quarto trimestre 2025 è stato caratterizzato da un inverno più mite rispetto al 2024, quando nevicate precoci avevano sostenuto la domanda di pneumatici stagionali.
VARIA SIGNIFICATIVAMENTE A SECONDA DEL SEGMENTO E DELLA REGIONE
VEICOLI INDUSTRIALI: DOMANDA DEBOLE PER L’ANDAMENTO DEL TRASPORTO MERCI
Il segmento truck & bus è quello che ha mostrato la maggiore debolezza nel corso dell’anno.
Nel terzo trimestre 2025 le vendite sono scese da 3,155 milioni a 3,015 milioni di unità, con un calo del 4%. Nei primi nove mesi dell’anno i volumi sono diminuiti dell’1%, passando da 8,53 milioni a 8,41 milioni di unità.
I l trend negativo è proseguito anche nell’ultimo trimestre dell’anno, con una flessione del 2% nel quarto trimestre e del 4% sull’intero 2025, per un totale di
11,02 milioni di pneumatici venduti rispetto agli 11,46 milioni del 2024.
Il comparto è particolarmente sensibile all’andamento della produzione industriale e del trasporto merci, che nel 2025 hanno mostrato segnali di debolezza.
SEGMENTO AGRICOLO ANCORA
SOTTO I LIVELLI PRE-COVID
Nel segmento agricolo il mercato rimane lontano dai livelli registrati prima della pandemia.
Nel terzo trimestre 2025 i volumi sono rimasti praticamente stabili a 162 mila unità, rispetto alle 161 mila del 2024. Tuttavia, nei primi nove mesi dell’an -
Foto di grdenis da iStock.
no le vendite sono scese da 563 mila a 543 mila unità, con una contrazione del 4%.
A nche il risultato annuale conferma questa tendenza: il settore ha chiuso il 2025 con 688 mila pneumatici venduti, il 4% in meno rispetto alle 715 mila unità del 2024, riflettendo una certa cautela negli investimenti da parte delle imprese agricole.
M OTO E SCOOTER IN CRESCITA
I l comparto moto e scooter rappresenta invece l’unico segmento con una crescita significativa.
Nel terzo trimestre 2025 le vendite sono aumentate dell’1%, raggiungendo 1,875 milioni di unità, mentre nei primi nove mesi dell’anno il mercato ha registrato una crescita del 4%, passando da 7,88 a 8,20 milioni di pneumatici.
S u base annuale la crescita è confermata: nel 2025 sono stati venduti 9,35 milioni di pneumatici, rispetto ai 9,03 milioni del 2024, con un incremento del 4%.
IMPORTAZIONI: LA PRESSIONE DEI PRODUTTORI EXTRAEUROPEI
Parallelamente alla debolezza della domanda, il mercato europeo continua a registrare un aumento delle im -
F IGURA 3 - LA RIPRESA DEI CHILOMETRI PERCORSI DAI VEICOLI LEGGERI
portazioni. N el caso degli pneumatici per autovetture e veicoli commerciali leggeri (PCLT), le importazioni nell’area UE27 più Regno Unito sono cresciute del 10% nei primi otto mesi del 2025, raggiungendo circa 116 milioni di unità. Tuttavia, il ritmo di crescita si è progressivamen te ridotto nel corso dell’anno: dopo aumenti superiori al 25% tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, l’incremento si è ridotto al 3% nei mesi successivi.
L a Cina rimane la principale fonte di importazioni e rappresenta oltre il 70% dei volumi, mentre il Vietnam ha registrato una crescita particolarmente rapida, con volumi aumentati di sei volte rispetto all’anno precedente.
N el segmento truck & bus, le importazioni da paesi extraeuropei sono aumentate di circa il 14% nei primi otto mesi del 2025.
T hailandia e Vietnam rappresentano insieme il 55% dei volumi, mentre la Cina ha perso parte della propria quota di mercato ed è stata superata dal Vietnam tra i principali fornitori.
I dati annuali confermano questa dinamica: nei primi undici mesi del 2025 le importazioni di pneumatici PCLT hanno raggiunto 162 m ilioni di unità (+5%), mentre quelle di pneumatici truck & bus sono cresciute di circa il 10%.
MOBILITÀ E CHILOMETRI
PERCORSI: FATTORI CHIAVE PER IL REPLACEMENT
L’andamento del mercato degli pneumatici di ricambio è fortemente correlato ai chilometri percorsi dai veicoli. S econdo le analisi di Tyres Europe, nel 2025 i chilometri percorsi dai veicoli leggeri in Europa torneranno finalmente a superare su base annua i li -
velli precedenti alla pandemia. Tuttavia la ripresa è molto disomogenea. I veicoli commerciali leggeri hanno già superato ampiamente i livelli pre-Covid, mentre il traffico delle autovetture sarà solo leggermente superiore ai livelli del 2019 entro la fine del 2025. In Europa occidentale il pieno recupero è previsto tra il 2026 e il 2028 in alcuni mercati. N el trasporto merci su strada, inve -
F IGURA 4 - LE IMPORTAZIONI EUROPEE DI PNEUMATICI PER AUTO E VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI R ALLENTANO BRUSCAMENTE DOPO L’IMPENNATA REGISTRATA ALL’INIZIO DELL’ANNO
Foto di Gumpanat da iStock.
F IGURA 5 - THAILANDIA E VIETNAM CONTINUANO A TRAINARE LA CRESCITA DELLE IMPORTAZIONI E UROPEE DI PNEUMATICI
ce, i chilometri percorsi dai camion restano strettame nte legati alla crescita del PIL.
N egli ultimi anni si è però osservata una riduzione dell’intensità di trasporto rispetto all’attività economica, dovuta a fattori quali l’uso di veicoli più grandi, una maggiore efficienza logistica e la crescita di settori economici meno dipendenti dal trasporto fisico di merci.
PRIMO EQUIPAGGIAMENTO:
PRODUZIONE VEICOLI ANCORA DEBOLE
N el segmento del primo equipaggiamento, la produzione europea di veicoli leggeri ha registrato un nuovo calo nel 2025, influenzata da domanda interna debole, aumento delle importazioni e minori esportazioni. Di conseguenza, i volumi di pneumatici per primo equipaggiamento nel segmento consumer sono diminuiti del 3%.
N el comparto truck & bus, invece, il mercato ha mostrato una moderata ripresa. Dopo una forte contrazione nel 2024, la produzione di veicoli industriali è migliorata nella seconda parte del 2025, consentendo una crescita del 2% degli pneumati ci per primo equipaggiamento. u
Foto di welcomia da iStock.
di Daniela Garbillo
Immatricolazioni in Italia: 2025 in flessione, 2026 in ripresa
Il mercato italiano delle immatricolazioni chiude il 2025 con una lieve flessione per le autovetture, mentre nel comparto dei veicoli industriali emergono dinamiche differenziate: calo per gli autocarri, crescita per rimorchi e semirimorchi e forte contrazione per gli autobus. I primi dati del 2026 indicano un avvio d’anno più dinamico, con una ripresa delle immatricolazioni, ma restano molti elementi di incertezza.
Il mer cato italiano delle immatricolazioni chiude il 2025 con un bilancio complessivamente debole per il comparto automobilistico, mentre nei veicoli industriali emergono dinamiche differenziate tra autocarri, rimorchi e autobus. I dati diffusi da ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica mostrano un quadro caratterizzato
da una domanda ancora inferiore ai livelli pre-pandemia e da forti trasformazioni nella composizione del mercato, soprattutto sul fronte delle alimentazioni.
AUTO: MERCATO IN CALO DEL 2,1% NEL 2025
N el 2025 in Italia sono state immatri -
colate 1.525.722 autovetture, pari a un calo del 2,1% rispetto al 2024, con una perdita di quasi 33.000 unità. Il mese di dicembre ha invece chiuso con un segno positivo: 108.075 immatricolazioni, in crescita del 2,2% rispetto a dicembre 2024.
N onostante questo lieve recupero nel finale d’anno, il mercato rimane
distante dai livelli pre-pandemia. Le immatricolazioni del 2025 risultano infatti inferiori del 20,4% rispetto al 2019, mentre quelle del solo mese di dicembre sono ancora 23% sotto i livelli di cinque anni prima.
S econdo Anfia, il 2025 è stato un anno complesso anche dal punto di vista macroeconomico, con prospettive ancora incerte per il settore automotive nel breve periodo.
L a transizione energetica cambia i l mix delle vendite
L’analisi delle immatricolazioni per alimentazione evidenzia un cambiamento significativo nella composizione del mercato.
N el 2025 le auto ibride mild e full hybrid rappresentano ormai la quota principale, pari al 44,1% del mercato, con un incremento dell’8% rispetto al 2024.
L e auto elettriche (BEV) raggiungono una quota del 6,2% nel 2025, in aumento rispetto al 4,1% del 2024, mentre le ibride plug-in (PHEV) arrivano al 6,4%. Complessivamente, le
vetture ricaricabili (BEV e PHEV) rappresentano il 12, 6% delle immatricolazioni, in crescita di oltre cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente.
L a crescita delle tecnologie elettrificate è stata particolarmente evidente nel mese di dicembre, anche grazie agli incentivi introdotti nell’autunno 2025: le auto ricaricabili hanno raggiunto il 20,3% del mercato mensile, con le elettriche pure all’11,2% e le plug-in al 9,1%.
A l contrario, le alimentazioni tradizionali continuano a perdere terreno. Nel 2025: le auto a benzina scendono al 24,4% di quota, con immatricolazioni in calo del 18,2% , le diesel si fermano al 9,7%, con una contrazione del 31,5%.
L e vetture alimentate a gas rappresentano invece il 9,2% del mercato, con un calo complessivo del 4,2% nel corso dell’anno.
S UV dominanti tra i segmenti
D al punto di vista dei segmenti, i SUV continuano a dominare il mercato ita-
liano. Nel mese di dicembre 2025 rappresentano il 58% delle immatricolazioni, mentre nel cumulato annuo raggiungono il 57,6% del mercato, con una crescita del 2,3%.
N el dettaglio: i SUV piccoli rappresentano il 12,8% del mercato mensile, i SUV compatti il 24,5%, i SUV medi l’11,2%, i SUV grandi il 9,5%.
Le utilitarie e superutilitarie rappresentano invece il 28,6% del mercato a dicembre, mentre sull’intero anno scendono al 30%, con una flessione del 7,7%.
I segmenti medi hanno una quota complessiva del 9,4% nel 2025, e registrano un calo del 9,7% rispetto all’anno precedente.
I modelli più venduti Nel 2025 il modello più immatricolato in Italia resta Fiat Panda, con 102.460 unità, seguita da Dacia Sandero e Jeep Avenger.
Tra i primi dieci modelli più venduti figurano anche Citroën C3, Toyota Yaris Cross, Toyota Yaris, Dacia Duster, Peugeot 208, MG ZS e Renault Clio.
Foto di Ogulcan Aksoy da iStock.
MONDOGOMMA
Q uote di mercato dei gruppi a utomobilistici
N el 2025 Stellantis rimane il primo gruppo nel mercato italiano con 418.422 immatricolazioni e una quota del 27,4%, sebbene in calo del 7,8% rispetto al 2024.
Tra gli altri gruppi principali: Volkswagen Group totalizza 257.717 immatricolazioni (-2,5%), Renault Group 169.619 (-8%), Toyota Group 127.180 (-1,4%), BMW Group cresce invece del 7,4%, raggiungendo 89.480 unità. Tra i marchi emergenti si segnala la forte crescita dei costruttori cinesi: BYD registra un aumento del 747,8% su base annua, mentre Omoda & Jaecoo crescono del 519,7%.
VEICOLI INDUSTRIALI: CRESCITA
A DICEMBRE MA ANNO IN CALO
N el comparto dei veicoli industriali il mese di dicembre 2025 ha registrato un andamento positivo, con 2.111 autocarri immatricolati, pari a un incremento del 12,3% rispetto allo stesso mese del 2024.
Tuttavia, il bilancio dell’intero anno resta negativo: nel 2025 sono stati immatricolati 27.709 autocarri, con un calo del 2,8% rispetto al 2024. Per classi di peso, solo i veicoli tra 3,5 e 5 tonnellate registrano una forte crescita (+91,5%), mentre le altre categorie mostrano contrazioni più o meno marcate.
D al punto di vista della tipologia: gli autocarri rigidi crescono dello 0,9%, i trattori stradali calano del 6,6%.
F IGURA 1 - STRUTTURA DEL MERCATO PER ALIMENTAZIONE (F EBBRAIO 2026)
R imorchi e semirimorchi: unico s egmento in crescita nel 2025 I l comparto dei veicoli trainati è l’unico a chiudere l’anno con un segno positivo. Nel 2025 sono stati immatricolati 15.254 rimorchi e semirimorchi pesanti, con una crescita del 14,2% rispetto al 2024.
I n particolare: i semirimorchi crescono del 15,8%, i rimorchi restano sostanzialmente stabili (-0,1%).
AUTOBUS: FORTE CONTRAZIONE NEL 2025
I l comparto degli autobus con massa superiore a 3,5 tonnellate registra invece una significativa contrazione. Nel mese di dicembre 2025 le immatricolazioni si fermano a 658 unità, con un calo del 27,9% rispetto allo stesso mese del 2024.
I l dato annuale conferma la tendenza
negativa: nel 2025 sono stati immatricolati 5.508 autobus, il 15,9% in meno rispetto al 2024.
L a flessione riguarda soprattutto il segmento del trasporto pubblico locale (TPL), che registra una contrazione del 27,7%, mentre crescono gli autobus turistici (+62,8%).
PREVISIONI 2026: MERCATO IN RIPRESA MA CON FORTI TRASFORMAZIONI
I primi dati disponibili per il 2026 indicano un avvio d’anno positivo per il mercato italiano delle immatricolazioni, con segnali di recupero dopo la flessione registrata nel 2025.
A febbraio 2026 sono state immatricolate 157.334 autovetture, con una crescita del 14% rispetto a febbraio 2025, mentre nel primo bimestre dell’anno i volumi raggiungono 299.373 unità,
Foto di Viktor4ik da iStock.
ITALIA
- IMMATRICOLAZIONI AUTOVETTURE
TABELLA 1 – TOTALE IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA NEL 2025
ITALY - NEW CAR REGISTRATIONS
dati provvisori/provisional data
Fonte: CED - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I dati di JAGUAR, DS, LEXUS, LAMBORGHINI e FERRARI, LEAPMOTOR sono invece elaborati da Anfia. I dati rappresentano le risultanze dell'archivio nazionale dei veicoli al 31/12/2025
Fonte: CED - Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I dati di Jaguar, Ds, Lexus, Lamborghini e Ferrari, Leapmotor sono invece elaborati da Anfia. I dati rappresentano le risultanze dell’archivio nazionale dei veicoli al 31/12/2025.
ITALIA
TABELLA 2 - TOP 10 DELLE AUTO PIÙ VENDUTE IN ITALIA NEL 2025
Top 10 mensile non include le versione hybrid, mentre nella top 10 del cumulato sì
Fonte: CED - Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.
Nota: Renault Clio nella Top 10 mensile non include la versione hybrid, mentre nella top 10 del cumulato sì. Lo stesso vale per la Citroen C3. I dati rappresentano le risultanze dell’archivio nazionale dei veicoli al 31/12/2025.
I dati rappresentano le risultanze dell'archivio nazionale dei veicoli al 31/12/2025 1 Renault Clio nella Top 10 mensile non include le versione hybrid, mentre nella top 10 del cumulato sì. Lo stesso vale per la Citroen C3
pari a un incremento del 10,2% su base annua.
La crescita è accompagnata da una ulteriore accelerazione della transizione energetica.
N el mese di febbra io: le auto mild e full hybrid rappresentano il 52,1% del mercato, le auto ricaricabili (BEV e PHEV) raggiungono il 16% delle immatricolazioni, le auto elettriche pure arrivano all’8% di quota.
P arallelamente continua la contrazione delle alimentazioni tradizionali: a febbraio le auto a benzina rappresentano il 20,3% del mercato, mentre le diesel scendono al 6,7%.
N el comparto dei veicoli industriali, i primi mesi del 2026 mostrano una dinamica moderatamente positiva: 5.013 autocarri immatricolati nel primo bimestre, pari a un incremento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A nche rimorchi e semirimorchi registrano un andamento favorevole, con 2.391 unità nei primi due mesi dell’anno, in crescita del 9,1%.
P articolarmente significativo il recupero del mercato degli autobus, che a febbraio 2026 raggiunge 720 immatricolazioni, con un aumento dell’84,6% rispetto allo stesso me -
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Sede di Torino: 10128 - Corso Galileo Ferraris, 61 - Tel. +39 011
se del 2025, mentre nel bimestre le unità immatricolate sono 1.219 (+19,4%).
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Sede di Roma: 00144 - Viale Pasteur, 10 - Tel. +39 06 54 22 14 93/4
N el complesso, l’avvio del 2026 ha mostrato un ritorno alla crescita per il mercato italiano dei veicoli, sostenuto dall’elettrificazione della do -
manda. Restano tuttavia elementi di incertezza legati all’incremento del prezzo dei carburanti causato dalle rinnovate tensioni geopolitiche, all’evoluzione degli incentivi pubblici e agli investimenti nella filiera industriale. u
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Plast 2026
Cresce il numero di nuovi espositori
La manifestazione, principale appuntamento fieristico europeo dell’anno per il settore materie plastiche e gomma, in programma dal 9 al 12 giugno a Milano, dimostra la sua resilienza con l’adesione, finora, di oltre 160 nuovi espositori rispetto all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende internazionali.
Plast 2026 si prepara alla sua ventesima edizione, in programma dal 9 al 12 giugno 2026 a Fiera Milano, registrando una performance positiva nonostante il complesso scenario geopolitico ed economico internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e in -
stabilità sui mercati globali. L a prima edizione di Plast si è svolta nel 1964. Già all’epoca, la manifestazione si rivelò uno strumento prezioso di diffusione degli aspetti tecnici e produttivi relativi alle materie plastiche, nonché luogo ideale per trattative commerciali. Nel corso degli an -
ni, il salone si è aperto agli operatori di tutto il mondo, diventando un appuntamento d’eccellenza e registrando una crescita continua fino ai giorni nostri.
L a manifestazione milanese - principale appuntamento fieristico europeo dell’anno per il settore mate -
rie plastiche e gomma - dimostra la sua resilienza con l’adesione, finora, di oltre 160 nuovi espositori rispetto all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende internazionali. Questo risultato assume particolare significato in un contesto che vede settori strategici come l’automotive attraversare una fase di profonda trasformazione. La capacità di attrarre nuovi espositori in questo scenario conferma la solidità e l’appeal internazionale di Plast come piattaforma di riferimento per presentare innovazioni e sviluppare partnership commerciali.
L’organizzazione punta inoltre a incrementare significativamente la presenza di visitatori internazionali, grazie alle delegazioni di buyer organizzate in collaborazione con Agenzia ICE e ad accordi strategici con importanti associazioni di categoria. La
preregistrazione gratuita per i visitatori è già attiva da marzo 2026. I l programma convegnistico prevede quattro appuntamenti strategici: un convegno sull’imballaggio il 9 pomeriggio; gli Stati Generali della Plastica il 10 mattina; il convegno Assorimap sul riciclo meccanico l’11 mattina; l’evento MADE sull’intelligenza artificiale l’11 pomeriggio.
UN MERCATO CON UN FORTE POTENZIALE
I l segmento dei macchinari “Made in Europe” mantiene un ruolo strategico nello scenario globale, con un forte orientamento all’export anche verso mercati emergenti. Le aziende europee costruttrici di macchine per plastica e gomma guardano con preoccupazione al clima di incertezza geopolitica, che induce alla pru -
denza negli investimenti. Ciononostante, le soluzioni tecnologiche proposte garantiscono elevata qualità e capacità di adattamento a un mercato sempre più dinamico, anche alla luce delle recenti normative europee che stanno ridisegnando il settore. Plast 2026 è un’opportunità unica per conoscere da vicino l’eccellenza del made in Europe e creare efficaci sinergie tra gli operatori.
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA AL CENTRO
L a ventesima edizione si preannuncia come una vetrina esclusiva per le più avanzate soluzioni destinate all’industria delle materie plastiche e della gomma, rispondendo alle crescenti esigenze di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale del settore. u
di A.L. Spelta
Pneumatico chiodato Nokian Tyres che si adatta alla temperatura
Lo pneumatico chiodato Hakkapeliitta® 01 rappresenta una svolta per la guida in condizioni “artiche”. Certificato Three-Peak Mountain Snowflake e Ice Grip, grazie ai chiodi “retrattili” l’usura del manto stradale è ridotta fino al 30% rispetto al predecessore, mentre l’aderenza sul ghiaccio migliora fino al 10% e quella sul bagnato fino al 5%.
Nokian Tyres ha lanciato un nuovo prodotto, lo pneumatico chiodato Hakkapeliitta® 01, che rappresenta una svolta per la guida in condizioni “artiche”. La presentazione si è svolta il 2 marzo scorso, alla presenza di Paolo Pompei (Presidente e CEO), Tiina Frazer (Vicepresidente Brand, Marketing e Comunication), Mikko Liukkula
(Responsabile di R&D), Hans Dyhrman (Direttore Marketing, Nokian Tyres Nord America) e Tron Gulbrandsen (Senior Vice President, PCT Nordics) Nokian Tyres).
BACKGROUND
Gli pneumatici invernali sono progettati per temperature al di sotto dei 7 °C e
per la presenza di neve, ghiaccio e fango sulla strada. Appartengono alle seguenti categorie:
- M+S (Mud and Snow) - cioè per fango e neve, è un marchio auto-dichiarato dal produttore, senza test obbligatori standardizzati. Ha requisiti minimi e non garantisce prestazioni invernali effettive; - 3PMSF (Three-Peak Mountain SnowFla-
ke, il simbolo ❄️ con il monte a tre cime) certifica che lo pneumatico ha superato test standardizzati sulla neve secondo il regolamento Unece R117, che è la certificazione invernale più affidabile e riconosciuta;
- Ice Grip - simbolo più recente, certifica prestazioni sul ghiaccio almeno il 18% superiori rispetto a uno pneumatico di riferimento.
I l Codice della Strada italiano (art. 6 e art. 13 del D.Lgs. 285/1992) e le ordinanze stagionali delle singole regioni obbligano all’utilizzo di pneumatici invernali (o catene a bordo) generalmente dal 15 novembre al 15 aprile, con variazioni locali. Per essere considerato “invernale” ai fini del Codice della Strada, lo pneumatico deve riportare il marchio M+S e preferibilmente il simbolo 3PMSF.
A livello europeo Il regolamento Unece R117 definisce i requisiti tecnici per l’omologazione degli pneumatici invernali, inclusi i test di trazione sulla neve. Il regolamento UE 2020/740 (in vigore da maggio 2021) ha introdotto nuove etichette obbligatorie sugli pneumatici che indicano efficienza nel consumo di carburante, aderenza sul bagnato e rumorosità.
Gli pneumatici All-Season (o All-Weather/Four Season) sono progettati per essere utilizzati tutto l’anno, cercando di combinare le caratteristiche di un estivo e di un invernale. Sono un compromesso: non eccellono né in estate né in inverno, ma offrono una soluzione pratica per chi vive in climi temperati con inverni non troppo rigidi. Quasi tutti i moderni all-season riportano il marchio M+S e sempre più spesso anche il simbolo 3PMSF, il che li rende omolo
gati come pneumatici invernali ai fini normativi. Alcuni produttori li chiamano All-Weather quando il 3PMSF è presente, distinguendoli dagli M+S senza certificazione.
In Italia un all-season con certificazione 3PMSF è riconosciuto come equivalente a uno pneumatico invernale e può quindi essere montato tutto l’anno senza dover cambiare le gomme, rispettando anche le ordinanze invernali. Un allseason con solo marchio M+S (senza 3PMSF) potrebbe non essere accettato in tutte le situazioni normative, a seconda delle ordinanze locali.
A livello europeo gli all-season sono soggetti al regolamento Unece R117 e all’etichettatura obbligatoria del Regolamento UE 2020/740.
IL NUOVO PNEUMATICO DI NOKIAN
La novità introdotta da Nokian Tyres si riferisce a pneumatici invernali chiodati, cioè che incorporano piccoli chiodi metallici inseriti nel battistrada che penetrando fisicamente nella superficie ghiacciata, offrono una presa meccanica diretta. Questi pneumatici forniscono prestazioni superiori sul ghiaccio vivo e nelle condizioni più estreme. Tuttavia presentano alcuni svantaggi: producono più rumore, usurano maggiormente il manto stradale e sono vietati o soggetti a restrizioni in molti paesi europei, tra cui l’Italia, proprio per il danno che causano alle strade.
Il Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 è dotato di On-Demand Grip grazie alla Double Action Stud Technology. Al variare della temperatura, i chiodi si regolano automaticamente tra la modalità ON e OFF. Lo pneumatico è certificato
SCHEMA RIASSUNTIVO INDICATIVO
Certificazione invernale
Valido per ordinanze invernali
Prestazioni sul ghiaccio
O ttime (chiodato)/Buone S ufficienti I nadeguate R umorosità
M edia/Alta (chiodato) M edia B assa
MONDOGOMMA
Three-Peak Mountain Snowflake e Ice Grip, e grazie ai chiodi “retrattili” l’usura del manto stradale è ridotta fino al 30% rispetto al predecessore. L’aderenza sul ghiaccio migliora fino al 10% e quella sul bagnato fino al 5%, rendendo, secondo Nokian Tyres, l’Hakkapeliitta 01 un successo sia in termini di sicurezza che di sostenibilità. Allo stesso tempo, lo pneumatico riduce i livelli di rumorosità fino a un decibel, garantendo una guida più silenziosa e confortevole. I l comportamento reattivo dei chiodi è ottenuto grazie a una mescola avanzata. Quando la temperatura della superficie stradale è pari o inferiore allo zero, la gomma rimane rigida e mantiene i chiodi fermamente in posizione. Con l’aumento della temperatura e il riscaldamento della superficie stradale, la mescola si ammorbidisce e consente ai chiodi di rientrare nel battistrada. Secondo il produttore, la rivoluzionaria tecnologia dei chiodi è la realizzazione di un concetto visionario introdotto da Nokian Tyres nel 2014: uno pneumatico invernale con chiodi retrattili. Da allora, gli esperti dell’azienda hanno lavorato instancabilmente per rendere la tecnologia una realtà, testando migliaia di pneumatici prototipo in un’ampia varietà di condizioni, dai laboratori interni e dalle aree urbane al rinomato centro di test artico dell’azienda a Iva-
lo, in Finlandia, e alla struttura di test Hakka Ring in Spagna. Lo pneumatico è prodotto nello stabilimento a Nokia, in Finlandia, ed è progettato per autovetture, crossover e SUV. La nuova gamma di prodotti Hakkapeliitta 01 sarà disponibile per i consumatori nell’autunno 2026 e per l’acquisto da parte dei rivenditori di pneumatici questa primavera. I principali mercati sono i paesi nordici e il Nord America.
APPROFONDIMENTO TECNICO
In sostanza si tratta di uno pneumatico invernale con chiodi retrattili, per rendere la guida prevedibile in condizioni meteorologiche invernali sempre più imprevedibili. La modalità chiodi sporgenti è l’impostazione predefinita per avere un grip ottimale su strade ghiacciate. Quando la temperatura della superficie stradale si scalda, i chiodi si ritraggono e lo pneumatico ottimizza il contatto con la superficie stradale e viene ridotto l’impatto dei chiodi sul manto stradale.
Posizionamento dei chiodi su misura per il controllo totale
I chiodi sono posizionati con precisione utilizzando tecnologie di chiodatura all’avanguardia per garantire un’aderenza costante e prevedibile.
Maneggevolezza controllata e prestazioni stabili
I l Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 è progettato per funzionare in modo costante su strade bagnate, asciutte, innevate e fangose.
I l nuovo schema direzionale del battistrada combina una fitta lamellatura con un design aggressivo e connesso dei blocchi del battistrada per offrire una forte aderenza e una guida stabile.
Le scanalature aggressive per la neve sulle spalle forniscono una forte aderenza nella neve profonda.
M ateriali sostenibili
L a mescola adattiva del battistrada è composta in parte da materiali rinnovabili, come gomma naturale, resina bio e oli bio-based, tra cui materiali derivati dalla resina di pino e dall’olio di colza.
C omfort
I l posizionamento dei chiodi sul battistrada è ottimizzato al computer in modo che l’impatto dei singoli chiodi non amplifichi il rumore.
L a SilentDrive™ Technology assorbe le vibrazioni all’interno della struttura dello pneumatico, riducendo il rumore interno e offrendo un’esperienza di guida più rilassata e meno faticosa.
Principali innovazioni In sintesi
Le principali innovazioni sono: Double Action Stud Technology - Due diversi posizionamenti dei chiodi: ON per il ghiaccio, OFF per la strada asciutta; Double Stud TechnologyDue diversi tipologie di chiodi: centrali per il rettilineo, laterali per le curve; SilentDrive™ Technology - Livello sonoro eccezionalmente basso grazie a uno strato di schiuma acustica sul liner interno dello pneumatico; Aramid Strong Sidewalls - Fibre ultra-resistenti nel fianco dello pneumatico per maggiore durata e protezione; scanalature profonde per la neve - scanalature aggressive sulle spalle per aderenza nella neve profonda; lamelle 3D autobloccanti - irrigidiscono i blocchi del battistrada al contatto con la strada, migliorando la maneggevolezza in curva. u
Engineering Systems è azienda leader nella produzione di estrusori per gomma e plastica in svariati ambiti di applicazione industriale.
Oltre 40 anni di esperienza e una lunga serie di competenze e know how, rendono Engineering Systems il partner ideale per qualità, sicurezza e alto grado di personalizzazione di prodotti e servizi.
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Le nostre domande
1.
Il 2025 si è confermato un anno di forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e volatilità dei mercati. In che misura questi fattori hanno influenzato il vostro business, sia sul fronte delle materie prime (disponibilità e prezzi) sia su quello della domanda?
2.
L’industria chimica europea sta affrontando crescenti difficoltà competitive, tra costi energetici elevati e pressione normativa, con la conseguente chiusura di diversi siti produttivi. Qual è il vostro punto di vista su questa situazione e quali scenari intravedete nel breve e medio termine?
3.
La crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative (EUDR, PFAS, REACH, RoHS, TSCA, ecc.) sta aumentando la complessità lungo la filiera. Ritiene che questo quadro possa trasformarsi in una barriera normativa per gli operatori extra-europei? Quali effetti potrà avere sulla filiera della gomma?
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è un trend ormai consolidato o sta incontrando limiti tecnici ed economici che ne rallentano l’adozione? Come valutate oggi il reale grado di maturità di questa transizione?
5.
Il nostro recente Rubber Day ha evidenziato un’industria della gomma ancora dinamica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità. Condividete questa lettura? E come pensate che questo contesto possa influenzare le vostre prospettive per il 2026?
Gomma sotto pressione
Tra tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e guerra dei dazi, anche il 2025 ha confermato un contesto di forte incertezza per la filiera della gomma. Più che problemi di disponibilità, le criticità si concentrano su tempi di approvvigionamento, instabilità dei prezzi e difficoltà di pianificazione, aggravate da una domanda debole, in particolare nel settore automotive. Allo stesso tempo, l’industria chimica europea si trova ad affrontare una perdita di competitività strutturale, tra costi energetici elevati e pressione normativa crescente, con il rischio di una progressiva dipendenza da fornitori extra-UE. L’aumento degli obblighi di conformità sta trasformando la compliance in un elemento strategico, ma anche in un fattore di complessità e costo lungo tutta la filiera. Parallelamente, la transizione verso materiali sostenibili procede con tempi più lenti del previsto, frenata da limiti tecnici, costi elevati e difficoltà di sostituzione nelle applicazioni più performanti. In questo scenario, specializzazione, innovazione applicativa e supporto tecnico diventano leve fondamentali per mantenere competitività.
Le risposte degli esperti
“I nuovi materiali sono sempre uno stimolo, ma la sostenibilità non dovrebbe essere solo ambientale, bensì anche economica”
Az ienda C himica Milanese
G iovanni Arnò Amministratore
1.
C ertamente le tensioni geopolitiche influenzano le supply chain, ma non tanto in disponibilità di materiale, quanto in tempistiche di resa; il Mar Rosso sotto scacco Houti ha obbligato cambi di rotta e congestioni portuali, con buona pace di Greta Thumberg.
2.
Temo che in realtà questa evoluzione sia stata non totalmente subita ma programmata, già da tempo i grandi gruppi avevano allocato altrove la produzione, sia per i costi, le normative europee demenziali e la vicinanza ai mercati di riferimento/consumi asiatici ora in accelerazione grazie agli investimenti occidentali.
3.
L’unica barriera è nostra, queste limitazioni malstudiate ubriacano i burocrati con l’alibi ambientalista, ma i nostri competitor compounder extra UE se la ridono.
4.
I materiali di recupero o devulcanizzati hanno un impatto sulle mescole, basti pensare alla diversa presenza e mobilità degli acceleranti nei diversi domini, anche per questo possono essere utilizzati solo in taglio. I nuovi materiali sono sempre uno stimolo, ma la sostenibilità non dovrebbe essere solo ambientale, b ensì anche economica. Se si vuole ottenere performance eccezionale con materiali con capacità inferiori o al limite del capitolato, dove cade il green se la durata del manufatto è inferiore?
5.
I compounder e la filiera italiana sono sempre attenti, la tecnologia aiuta, ancora confido nella passione e analisi dei tecnologi, purtroppo troppo spesso devono rincorrere i guai in produzione e poche risorse rimangono per la ricerca e la soluzione a capitolati contradditori. Questa sarà la mia missione nel 2026. u
“Crediamo che la specializzazione e l’innovazione applicativa rappresentino una delle direzioni più importanti per il futuro del settore”
C aldic Italia
A nnalisa Guidi
Product Manager Industrial
1.
Il 2025 è stato un anno complesso e, guardando all’inizio del 2026, lo scenario appare se possibile ancora più incerto. Le tensioni geopolitiche, le dinamiche commerciali e la volatilità dei mercati stanno influenzando l’intera filiera. Dal punto di vista delle materie prime abbiamo visto una fase di calo dei prezzi, ma in un contesto di domanda debole e forte pressione competitiva, che ha reso il mercato particolarmente difficile. Sul fronte della domanda, l’elemento più rilevante è stato il rallentamento del settore automotive, che rimane uno dei principali driver per molti prodotti destinati alla gomma. La riduzione dei consumi e della produzione in questo comparto ha inevitabilmente avuto un impatto sui volumi lungo tutta la filiera.
2.
L’industria chimica UE si trova oggi ad affrontare un contesto competitivo difficoltoso e complicato, caratterizzato da costi energetici elevati e da un quadro normativo sempre più articolato rispetto ad altre aree del mondo. In questo scenario riteniamo sempre più importante diversificare il portafoglio prodotti, puntando su specialità chimiche e soluzioni ad alto valore aggiunto. Le commodity sono infatti sempre più esposte alla competizione globale, mentre le specialty, sulle quali Caldic sta attivamente lavorando, consentono di offrire maggiore differenziazione e supporto tecnico ai clienti. Importante dire che individuare prodotti realmente innovativi e distintivi non è semplice, ma crediamo che la specializzazione e l’innovazione applicativa rappresentino una delle direzioni più importanti per il futuro del settore.
3.
Negli ultimi anni la gestione della conformità normativa è diventata un tema sempre più centrale lungo tutta la filiera. Questo comporta sicuramente una maggiore complessità operativa, soprattutto per chi opera nella distribuzione. Tuttavia, la nostra esperienza è complessivamente positiva: stiamo effettivamente riscontrando una buona collaborazione anche da parte di fornitori extra-europei, che negli ultimi anni si stan-
no progressivamente adeguando agli standard richiesti dal mercato europeo.
4.
La sostenibilità rappresenta una delle direzioni più importanti da seguire per il settore, tuttavia, dal nostro punto di vista il livello di maturità di questa transizione è ancora in evoluzione. L’adozione di materie prime rinnovabili o riciclate procede piuttosto gradualmente, soprattutto perché in molte applicazioni della gomma le prestazioni tecniche e la durabilità rimangono elementi fondamentali. Un altro fattore rilevante è il costo delle soluzioni sostenibili, che in alcuni casi rimane ancora significativamente più elevato rispetto ai materiali tradizionali. È quindi probabile che la transizione verso modelli più sostenibili avvenga in modo più lento e progressivo, man mano che le tecnologie diventeranno più mature e competitive.
5.
L’industria della gomma ha dimostrato negli anni una buona capacità di adattamento e innovazione. Dal punto di vista di un distributore come Caldic, è tuttavia difficile prevedere quanto questa dinamicità possa tradursi direttamente in una crescita del business nel breve periodo, soprattutto in un contesto di mercato ancora incerto. Per questo riteniamo che uno degli elementi chiave rimanga la continua diversificazione del portafoglio prodotti, ampliando l’offerta con soluzioni tecniche e specialità in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato. u
Le nostre domande
1.
Il 2025 si è confermato un anno di forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e volatilità dei mercati. In che misura questi fattori hanno influenzato il vostro business, sia sul fronte delle materie prime (disponibilità e prezzi) sia su quello della domanda?
2.
L’industria chimica europea sta affrontando crescenti difficoltà competitive, tra costi energetici elevati e pressione normativa, con la conseguente chiusura di diversi siti produttivi. Qual è il vostro punto di vista su questa situazione e quali scenari intravedete nel breve e medio termine?
3.
La crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative (EUDR, PFAS, REACH, RoHS, TSCA, ecc.) sta aumentando la complessità lungo la filiera. Ritiene che questo quadro possa trasformarsi in una barriera normativa per gli operatori extra-europei? Quali effetti potrà avere sulla filiera della gomma?
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è un trend ormai consolidato o sta incontrando limiti tecnici ed economici che ne rallentano l’adozione? Come valutate oggi il reale grado di maturità di questa transizione?
5.
Il nostro recente Rubber Day ha evidenziato un’industria della gomma ancora dinamica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità. Condividete questa lettura? E come pensate che questo contesto possa influenzare le vostre prospettive per il 2026?
1.
“L’aumento delle richieste normative rappresenta oggi uno dei principali fattori di complessità lungo tutta la catena del valore”
E igenmann & Veronelli
S tefano Corna
Business Line Manager Rubber
Il 2025 ha rappresentato per l’intera filiera della gomma un contesto caratterizzato più da instabilità strutturale che da ciclicità congiunturale. Le tensioni geopolitiche e la crescente frammentazione commerciale hanno avuto un impatto diretto soprattutto sulla prevedibilità delle supply chain. Sul fronte delle materie prime abbiamo osservato tre fenomeni principali: maggiore volatilità dei prezzi, allungamento dei tempi decisionali da parte dei clienti e una crescente regionalizzazione delle fonti di approvvigionamento. La disponibilità non è stata il principale problema, quanto piuttosto la difficoltà di pianificazione in un contesto di costi energetici e logistici variabili. Dal lato della domanda, l’incertezza macroeconomica ha portato molti trasformatori a politiche di stock molto prudenti, con ordini più frequenti ma di minor volume. Questo ha richiesto un approccio gestionale più dinamico. In questo scenario, il valore competitivo non deriva solo dal prezzo della materia prima, ma dalla capacità di garantire continuità di fornitura, consulenza tecnica e visibilità di medio periodo ai clienti.
2.
L’industria chimica europea sta attraversando una fase di trasformazione profonda, legata a un differenziale strutturale di costo rispetto ad altre aree geografiche, in particolare su energia e compliance normativa. Nel breve termine assisteremo probabilmente a una razionalizzazione della capacità produttiva europea, con la chiusura degli impianti meno efficienti e una maggiore dipendenza da importazioni per alcune famiglie di prodotti intermedi. Nel medio termine, tuttavia, non prevedo una deindustrializzazione completa, bensì una riconfigurazione del modello industriale europeo: meno volumi commodity e maggiore focalizzazione su specialità, innovazione applicativa e materiali ad alto valore aggiunto. Per la filiera della gomma questo significa che il vantaggio competitivo europeo dovrà spostarsi sempre più dalla produzione di base alla competenza formulativa, alla sostenibilità certificata e al supporto tecnico avanzato.
3.
L’aumento delle richieste normative rappresenta oggi uno dei principali fattori di complessità lungo tutta la catena del valore. Normative come EUDR, REACH o le restrizioni legate alle PFAS stanno trasformando la conformità da attività amministrativa a vero elemento strategico. È probabile che questo quadro si traduca, almeno in parte, in una barriera all’ingresso per operatori extra-europei non strutturati per soddisfare tali requisiti. Tuttavia, più che una protezione del mercato europeo, vedo
emergere una selezione qualitativa degli operatori globali. Per la filiera della gomma ciò comporterà una maggiore integrazione tra produttori di materie prime, distributori e trasformatori, con una crescente centralità del distributore tecnico come garante di conformità e trasparenza.
4.
La sostenibilità non è più un trend emergente ma una direzione irreversibile; tuttavia, la sua implementazione sta entrando in una fase più realistica rispetto agli entusiasmi iniziali. Oggi il limite principale non è tanto tecnologico quanto economico e sistemico. Molte soluzioni bio-based o riciclate sono tecnicamente valide, ma devono ancora raggiungere livelli di stabilità qualitativa e competitività di costo compatibili con applicazioni industriali ad alto volume. Il mercato sta quindi passando da una fase di sperimentazione a una fase di industrializzazione selettiva, in cui vengono adottate prioritariamente le soluzioni che offrono un equilibrio concreto tra prestazioni, sostenibilità e costo totale. Il reale grado di maturità della transizione può essere definito come “intermedio”: le direzioni sono chiare, ma la piena trasformazione richiederà ancora diversi cicli di investimento e collaborazione lungo tutta la filiera.
5.
Condivido pienamente questa lettura. Nonostante il contesto macroeconomico complesso, l’industria della gomma sta dimostrando una notevole capacità di adattamento. Gli investimenti in automazione e digitalizzazione rispondono alla necessità di aumentare efficienza, ripetibilità qualitativa e resilienza produttiva, mentre la sostenibilità sta diventando sempre più un fattore competitivo richiesto dagli OEM e dagli utilizzatori finali. Questo contesto rafforza una prospettiva moderatamente positiva per il 2026. Ci aspettiamo una crescita più qualitativa che quantitativa, guidata da innovazione applicativa, ottimizzazione dei compound e maggiore collaborazione tra fornitori di materie prime e trasformatori. Per realtà come la nostra, il focus sarà continuare a evolvere da semplice fornitore a partner tecnico e strategico, supportando i clienti nella gestione della complessità normativa, nella transizione sostenibile e nell’ottimizzazione delle prestazioni dei materiali. u
1.
"Le nuove situazioni geopolitiche che stiamo vivendo nei primi mesi del 2026, stanno rendendo lo scenario ancora più complesso"
I MCD Group
Fabio Colombo
Technical Development Manager
Advanced Materials - Principal Manager
Nel 2025, tensioni geopolitiche e dazi hanno reso più instabili, in particolare, i mercati delle commodity chimiche, con maggiore volatilità nei prezzi e rischi più elevati sulle forniture di materie per la gomma. Sul fronte della domanda, il rallentamento di USA, Europa e Cina ha pesato sui principali settori utilizzatori - in particolare automotive - generando ordini più cauti e una crescita debole dei volumi. Le nuove situazioni geopolitiche che stiamo vivendo nei primi mesi del 2026, stanno rendendo lo scenario ancora più complesso.
2.
Nel breve termine ci aspettiamo una ulteriore razionalizzazione della capacità e margini sotto pressione, mentre nel medio termine potrebbe aprirsi una fase di ridefinizione del modello industriale, spinta da investimenti mirati in innovazione, efficienza energetica e processi a minore impatto.
3.
In sintesi, sì: il quadro normativo europeo può diventare una vera barriera d’ingresso per operatori extra- europei, con un impatto diretto sulla disponibilità e sul costo delle materie prime utilizzate nella gomma.
4.
La transizione è in corso ma non ancora pienamente matura: promettente sul piano tecnologico, spinta dal regolatore e dagli OEM, ma frenata da costi più alti, infrastrutture ancora in evoluzione e standard di qualità non sempre sostituibili uno- a-uno rispetto ai materiali tradizionali.
5.
Direi di sì, come anticipato nella seconda domanda, e, come distributori, dobbiamo essere pronti con proposte di prodotti che possano rispondere alle nuove richieste del mercato. u
“Chi saprà combinare continuità di fornitura, competenza tecnica e supporto normativo potrà crescere anche in uno scenario complesso”
L agorio & Dufour
A mbrogio Dufour
A mministratore delegato
1.
Sulla gomma naturale l’impatto è stato diretto: forte volatilità dei prezzi, disponibilità meno prevedibile e maggiore cautela da parte dei clienti italiani ed europei. Le tensioni geopolitiche e logistiche hanno inciso soprattutto sulle forniture di origine asiatica e sui lead time, mentre la domanda ha assunto caratteristiche diverse, con ordini più ravvicinati e minore capacità di programmazione. A ciò si sono aggiunte le incertezze normative, in particolare il rinvio di un ulteriore anno del regolamento EUDR e la costante minaccia di dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Anche la domanda interna nei principali settori di impiego della gomma naturale, automotive e calzatura, è risultata altalenante, ma nel complesso più debole. In questo contesto, il nostro ruolo è stato soprattutto quello di contribuire alla stabilizzazione della filiera, attraverso la diversificazione delle origini, la continuità di fornitura e il supporto ai clienti nella gestione del rischio prezzo.
2.
Per la gomma naturale la criticità europea si traduce soprattutto in maggiore pressione sugli utilizzatori, che lavorano una materia prima globale con costi locali più elevati. Energia, compliance e domanda debole comprimono i margini, soprattutto per la gomma naturale per la quale la dipendenza dall’import resta inevitabile. Nel breve non si vedono grandi cambi di tendenza ma nel medio è prevedibile una maggiore focalizzazione su applicazioni tecniche e a maggior valore aggiunto. Dal mercato rileviamo indirettamente che, nel corso degli ultimi anni, si è consolidata una tendenza allo spostamento delle forniture da una prevalenza europea locale a una provenienza quasi interamente asiatica.
3.
Sulla gomma naturale l’impatto del regolamento EUDR è già evidente: tracciabilità fino all’origine agricola, due diligence e documentazione strutturata stanno cambiando la filiera. I due rinvii dell’entrata in vigore hanno dato tempo agli operatori per adeguarsi e oggi il livello di preparazione appare nel complesso incoraggiante in vista dell’applicazione nel 2027. Non si tratta di una barriera insormontabile per gli operatori extra-UE, ma richiede sistemi solidi e partner affidabili in Europa. L’effetto sarà una filiera più selettiva, con maggiore valore per chi garantisce trasparenza e conformità continuativa. Il rischio resta che i costi di adeguamento vengano assorbiti interamente dal mercato, con possibili ricadute sulla competitività globale.
4.
Nel caso della gomma naturale il tema è relativamente importante: è una materia prima rinnovabile all’origine, ma la maggior parte delle applicazioni prevede vulcanizzazione, processo irreversibile che limita il riciclo. Oggi la sostenibilità si gioca soprattutto su tracciabilità, deforestazione, pratiche agricole e gestione del fine vita. La domanda di gomma naturale certificata cresce, ma incontra limiti tecnici ed economici.
5.
Sì, nonostante tutto. I trasformatori europei stanno investendo in efficienza, digitalizzazione e controllo qualità per gestire una materia prima intrinsecamente variabile. Per il 2026 prevediamo un contesto ancora selettivo, ma con opportunità per operatori specializzati: chi saprà combinare continuità di fornitura, competenza tecnica e supporto normativo potrà crescere anche in u
Le nostre domande
1. Il 2025 si è confermato un anno di forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e volatilità dei mercati. In che misura questi fattori hanno influenzato il vostro business, sia sul fronte delle materie prime (disponibilità e prezzi) sia su quello della domanda?
2.
L’industria chimica europea sta affrontando crescenti difficoltà competitive, tra costi energetici elevati e pressione normativa, con la conseguente chiusura di diversi siti produttivi. Qual è il vostro punto di vista su questa situazione e quali scenari intravedete nel breve e medio termine?
3. La crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative (EUDR, PFAS, REACH, RoHS, TSCA, ecc.) sta aumentando la complessità lungo la filiera. Ritiene che questo quadro possa trasformarsi in una barriera normativa per gli operatori extra-europei? Quali effetti potrà avere sulla filiera della gomma?
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è un trend ormai consolidato o sta incontrando limiti tecnici ed economici che ne rallentano l’adozione? Come valutate oggi il reale grado di maturità di questa transizione?
5.
Il nostro recente Rubber Day ha evidenziato un’industria della gomma ancora dinamica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità. Condividete questa lettura? E come pensate che questo contesto possa influenzare le vostre prospettive per il 2026?
RINNOVATI E PIU’ COMPETITIVI NEL SETTORE GOMMA
La nostra storia nel settore gomma ha inizio con la società Campana che, nel 1928, comincia a produrre i primi prodotti per prove fisiche e meccaniche su gomma Oggi, la DGTS srl, decide di RINNOVARSI nel settore gomma per poter offrire ai suoi clienti una gamma di prodotti più completa e competitiva
DGTS srl da il benvenuto a MonTech
un lungo cammino insieme
Foto di Kumer da iStock.
“Siamo pronti ad affrontare il 2026 con la consapevolezza che la qualità del "saper fare" italiano resti un vantaggio competitivo ineguagliabile”
Novachem S A
Danilo Brenna C ommerciale alle vendite in Italia ed Europa
1.
Nonostante il 2025 sia stato segnato da una profonda incertezza, abbiamo affrontato le sfide geopolitiche e le tensioni commerciali con una strategia resiliente. Ecco come abbiamo gestito l'impatto sul nostro business. Sul fronte delle materie prime l'instabilità ha inevitabilmente generato fluttuazioni nei costi e potenziali colli di bottiglia logistici. Tuttavia, grazie a una stretta collaborazione con i nostri fornitori storici e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, siamo riusciti a mitigare i rincari e a garantire la continuità dei flussi di materiale. Sul fronte della domanda, la nostra presenza capillare sui diversi mercati internazionali ci ha permesso di bilanciare i cali localizzati con le opportunità emergenti in aree più stabili. Questa flessibilità geografica, unita al dialogo con i nostri clienti, ci ha consentito di soddisfare pienamente le loro esigenze anche nei momenti di maggiore volatilità.
2.
L'industria chimica europea si trova effettivamente a un bivio critico. Il nostro punto di vista riflette una seria preoccupazione per il mantenimento della competitività del Vecchio Continente. L'attuale scenario è caratterizzato da un mix penalizzante: costi energetici strutturalmente più elevati rispetto ai competitor globali e la presenza di impianti spesso obsoleti, che faticano a reggere il passo dell'innovazione tecnologica e della sostenibilità richiesta. A questo si aggiunge una pressione normativa sempre più stringente che, sebbene mossa da giuste ambizioni ambientali, rischia di accelerare la deindustrializzazione in assenza di adeguati supporti alla transizione. Le prospettive che intravediamo sono le seguenti. Nel breve termine il rischio concreto è una ondata di nuove chiusure di siti produttivi. Molti produttori di materie prime preferiscono non investire in Europa, drenando risorse verso aree con quadri regolatori più snelli e costi operativi inferiori. Sul lungo termine, se questo trend non verrà invertito, assisteremo a una inevitabile dipendenza strategica dell'Asia e dal Nord America. Perdere la produzione di chimica di base significa indebolire l'intera catena del valore europea, dalla farmaceutica all'automotive, compromettendo l'autonomia industriale europea.
3.
La crescente complessità burocratica legata alle varie normative sta ridefinendo i rapporti di forza lungo tutta la filiera. Molti produttori extra-europei, privi delle strutture tecniche o dei volumi necessari per giustificare i costi di certificazione, potrebbero decidere di abbandonare il mercato UE. Questo però restringerebbe il bacino dei possibili fornitori. Per quanto riguarda l’impatto sulla nostra filiera, la gomma è particolarmente esposta a causa dell'uso di ad-
ditivi e sostanze ora sotto stretta osservazione. La necessità di test di laboratorio frequenti e la ricerca di alternative richiedono tempi e competenze tecniche, rallentando l'immissione dei prodotti sul mercato. Pericolo di costi aggiuntivi? Il rischio è una certezza. L'aumento dei costi non deriva solo dalle materie prime "compliance", ma soprattutto dalla gestione amministrativa dei dati (tracciabilità) e dalle analisi chimiche periodiche. Questi oneri indiretti graveranno inevitabilmente sui margini degli operatori e sui prezzi finali.
4.
Questo è un tema centrale che oggi si scontra con una realtà operativa molto complessa. Sebbene la direzione sia tracciata, il reale grado di maturità della transizione evidenzia limiti strutturali significativi. Innanzitutto l’impatto economico: progetti basati su materiali bio-based o riciclati comportano investimenti massicci di ricerca e sviluppo e riconversione degli impianti. In una industria che sta già affrontando costi energetici elevati e una competizione globale agguerrita, questi oneri aggiuntivi rischiano di diventare poco sostenibili per le imprese. Poi ci sono i limiti tecnici: non sempre i materiali sostenibili garantiscono le stesse performance tecniche delle materie prime vergini, specialmente in settori ad alte prestazioni. E infine, l’isolamento europeo: il vero paradosso è che gran parte di questo sacrificio economico e normativo è portato avanti quasi esclusivamente dall'Europa. Se il resto del mondo non seguirà standard analoghi, le aziende europee si troveranno a competere con costi di produzione maggiori, trasformando l'impegno etico in uno svantaggio competitivo. Dal nostro lato, possiamo confermare che, grazie all’attività della consociata Le.Ma. Rubber Consultancy - che fornisce consulenza tecnica sul compounding basata sull’esperienza del CEO Ivano Liguori - stiamo proponendo compound provenienti da produttori di pneumatici, idonei per applicazioni in taglio. Tali materiali garantiscono sia un’elevata qualità sia un alto livello di sostenibilità. Questo aspetto è particolarmente rilevante alla luce del fatto che, a partire dal prossimo anno, questi compound non potranno più essere esportati, rendendo la loro gestione più complessa dal punto di vista ambientale.
5.
Condividiamo appieno la lettura emersa dal recente Rubber Day: l'industria della gomma italiana si conferma un comparto sano e dinamico, capace di reagire con vigore alle turbolenze globali. Per il 2026 le nostre prospettive sono guidate da una visione ottimista, riteniamo in generale che il successo nel prossimo anno dipenderà dalla combinazione di due fattori chiave. Il primo è l’innovazione tecnologica: l'adozione di impianti sempre più performanti e tecnologicamente avanzati, frutto degli investimenti in automazione e digitalizzazione, permetterà di efficientare i processi e innalzare gli standard qualitativi. Il secondo è il capitale umano: la tecnologia da sola non basta. La vera forza risiede nei nostri manager capaci di scelte lungimiranti e nei nostri tecnologi con pluriennale esperienza, il cui know-how è insostituibile per governare la complessità dei nuovi materiali e delle richieste normative. Questa sinergia tra modernità produttiva ed esperienza storica, sarà, a nostro avviso la giusta formula per trasformare le sfide della sostenibilità e dei mercati internazionali in opportunità di crescita concrea. Siamo pronti ad affrontare il 2026 con la consapevolezza che la qualità del "saper fare" italiano resti un vantaggio competitivo ineguagliabile. u
“L’utilizzo di materiali riciclati e/o prodotti ecosostenibili si scontra con i limiti tecnici ed economici”
R DC
Athos Negri S ales Manager
1.
Basandoci sulle nostre esperienze, possiamo affermare che le incertezze riscontrate nel 2025 siano principalmente imputabili alle situazioni interne europee piuttosto che a dazi e guerre. In generale non abbiamo riscontrato grossi problemi dal punto di vista approvvigionamenti, sia come quotazioni sia come disponibilità, ma piuttosto come una minor domanda dovuta al rallentamento del settore automotive in Europa.
2.
Se, a livello europeo, le sempre più stringenti normative aiutano a migliorare la qualità dell’ambiente e la nostra salute, è anche vero che ci penalizzano come competitività a livello globale poiché molti Paesi non seguono la strada intrapresa dall’Europa. Purtroppo, l’industria chimica Europea è destinata a un continuo ridimensionamento; permarranno le produzioni di prodotti ad alto valore aggiunto e/o strategici (tipo la farmaceutica) mentre le “commodities” saranno delocalizzate; come sta già avvenendo da oltre 20 anni. Gli elevati costi energetici altro non fanno che accelerare questo processo.
3.
In molti casi sono già una barriera. Il rischio è che la crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative diventi una barriera anche per noi europei qualora i costi supereranno i benefici, facendo sì che gli operatori extra-europei decidano di rinunciare, magari anche solo limitando il portafoglio prodotti, al mercato europeo. Per quanto concerne la filiera della gomma in particolare, poiché la capacità produttiva europea non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno dei vari vulcanizzanti, senza considerare che alcuni non sono neanche prodotti in Europa, una minore disponibilità metterebbe in difficoltà l’intera filiera.
4.
Abbiamo sempre più evidenza di un forte orientamento verso una maggiore sostenibilità. L’utilizzo di materiali riciclati e/o prodotti ecosostenibili si scontra con i limiti tecnici ed economici: quando si trova una soluzione performante rispetto allo standard, quasi sempre il mercato non è pronto ad assorbire i maggiori costi derivanti. La tecnologia è in continua evoluzione per cui, credo e spero che in un futuro prossimo si possa arrivare a sviluppare soluzioni performanti ed economicamente sostenibili.
5.
Poiché per impegni lavorativi non ho potuto partecipare al recente Rubber Day, non posso entrare nel merito. In linea generale, però, ritengo che gli investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità siano l’unica soluzione per mantenere dinamico un mercato in attualmente abbastanza statico. u
“Flessibilità e rapidità decisionale sono state decisive per trasformare un contesto incerto in un’opportunità di rafforzamento del nostro posizionamento”
Reschem
Cristian Pedone
Sales Director KPI Srl and Development Director
1.
Il 2025 è stato un anno complesso, segnato da tensioni geopolitiche, forte volatilità dei mercati anche grazie a una politica dei dazi quantomeno scellerata. Nonostante ciò, la divisione Gomma in Reschem ha registrato una crescita solida. Sul fronte delle materie prime, la pressione su disponibilità e prezzi è stata significativa, ma la diversificazione delle fonti e soprattutto le partnership strategiche ci hanno permesso di garantire continuità ai clienti. La domanda ha mostrato maggiore prudenza, ma i segmenti su cui avevamo investito, vedasi il business della gomma siliconica, hanno mantenuto dinamiche soddisfacenti. In sintesi, flessibilità e rapidità decisionale sono state decisive per trasformare un contesto incerto in un’opportunità di rafforzamento del nostro posizionamento.
2.
La situazione attuale dell'Industria chimica europea parte da lontano. Fa male pensare che l'Europa che è sempre stata, insieme agli USA, la culla della ricerca e della chimica, oggi è solo un grande mercato per produttori asiatici. Siamo stati poco lungimiranti e legati solo al creare profitto a breve termine senza pensare che gli investimenti per nuove tecnologie e nuovi impianti performanti potevano essere la carta vincente per rimanere competitivi. Oggi, tranne per qualche eccellenza ancora attiva, vedo un mercato europeo fortemente influenzato da dinamiche impostate da altri soggetti non europei.
3.
L’aumento delle richieste di documentazione di conformità, alle varie normative, sta creando maggiore selettività nella filiera. Gli standard europei possono diventare una barriera per alcuni operatori extra-UE, favorendo invece qualità, tracciabilità e affidabilità lungo l’intera catena della gomma. Nel complesso, riteniamo che l’impatto, se da un lato sarà dispendioso, dall'altro sarà positivo per chi investe in compliance e processi strutturati.
4.
È un argomento molto sentito in Reschem e investiamo tempo e risorse alla ricerca di materie prime rinnovabili o materiali riciclati. Stiamo discutendo con potenziali partner, ma ad oggi vedo un mercato ancora poco maturo nello sposare questa "filosofia".
5.
Vedo con molto favore l'iniziativa Rubber Day che diventa una spinta, per noi operatori del settore, nell'impegno di aggiornamento, investimento e ricerca finalizzato alla competitività. Pronti ad affrontare le nuove sfide future. u
“La troppa burocrazia e processi troppo complessi stanno generando nella supply-chain degli squilibri anche economici”
Resinex
A lberto Pancani
Natural & Synthetic Rubber Sales
1.
Il 2025 è stato sicuramente un altro anno di mancata opportunità di crescita, ci si aspettava un andamento a fine 2024 diverso, mentre purtroppo per diversi settori c’è stato un notevole rallentamento dal secondo trimestre fino a fine anno. Le disponibilità delle varie gomme in distribuzione sono state regolari durante tutto l’anno, peccato che il downtrend della domanda ha impattato notevolmente su vendite e progetti.
2.
Il settore petrolchimico europeo sarà il più colpito in futuro, con una razionalizzazione della produzione e/o scomparsa totale di alcuni materiali a seguito delle chiusure annunciate o programmate nel medio termine. Sempre di più l’Europa dovrà cercare fonti di approvvigionamento extra-EU per poter sostenere l’industria locale. Da diversi anni il nostro gruppo si è affacciato sempre di più al mercato asiatico siglando partnership con diversi
Le nostre domande
1.
Il 2025 si è confermato un anno di forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e volatilità dei mercati. In che misura questi fattori hanno influenzato il vostro business, sia sul fronte delle materie prime (disponibilità e prezzi) sia su quello della domanda?
2.
L’industria chimica europea sta affrontando crescenti difficoltà competitive, tra costi energetici elevati e pressione normativa, con la conseguente chiusura di diversi siti produttivi. Qual è il vostro punto di vista su questa situazione e quali scenari intravedete nel breve e medio termine?
3.
La crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative (EUDR, PFAS, REACH, RoHS, TSCA, ecc.) sta aumentando la complessità lungo la filiera. Ritiene che questo quadro possa trasformarsi in una barriera normativa per gli operatori extra-europei? Quali effetti potrà avere sulla filiera della gomma?
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è un trend ormai consolidato o sta incontrando limiti tecnici ed economici che ne rallentano l’adozione? Come valutate oggi il reale grado di maturità di questa transizione?
5.
Il nostro recente Rubber Day ha evidenziato un’industria della gomma ancora dinamica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità. Condividete questa lettura? E come pensate che questo contesto possa influenzare le vostre prospettive per il 2026?
produttori per avere una regolarità nella supply-chain e soddisfare la domanda dei nostri clienti.
3.
Essere sostenibili e regolamentati è un fattore che tutti devono tenere ben presente a livello globale, ma quando alcune normative sono valide solo per l’Europa il rischio è solo di perdere la competitività rispetto a tutti gli altri paesi mondiali che non seguono queste normative. La troppa burocrazia e processi troppo complessi stanno generando nella supply-chain degli squilibri anche economici, che rischiano di compromettere alcuni business futuri o con alti costi per la materia prima difficilmente sostenibili dall’industria.
4.
Il nostro Gruppo da anni produce gomme/plastiche riprocessate in Europa che in altri paesi extra-EU con un notevole vantaggio per gli utilizzatori, questa è una notevole opportunità per tutti per essere più sostenibili e ridurre l’impatto ambientale.
5.
L’industria della gomma deve continuare a investire e crescere per essere al passo coi tempi; tante innovazioni tecnologiche e l’inserimento della AI potrà in futuro migliorare e semplificare i processi produttivi con largo beneficio per la produttività aziendale. u
“Fino a quando non sarà costretto, quasi nessun utilizzatore di materie prime userà materiali di recupero o rinnovabili”
Torchiani
Ermes Veneri
Responsabile settore gomma
1.
Il 2025 è stato il terzo anno consecutivo critico, o negativo che dir si voglia, per l’industria della gomma. Per motivi di volta in volta diversi, ma con conseguenze simili, abbiamo assistito in questi anni a un progressivo peggioramento, non solo per il settore della gomma ma per quasi tutti i settori merceologici. Possiamo dire che nel 2025 è stata la volatilità dei mercati a influenzare il nostro business, con l’andamento negativo del settore auto che ha continuato a incidere pesantemente su tutta la filiera della gomma, anche se l’andamento del mercato è stato positivo fino alle ferie estive, per poi manifestare un calo della domanda con l’inizio dell’autunno. Non ci sono stati problemi per disponibilità e prezzi delle materie prime, in diminuzione questi ultimi fino all’inizio del 2026.
2.
Difficile non rimpiangere i tempi in cui l’industria chimica europea era ancora un’eccellenza mondiale, soprattutto nell’attuale situazione di sofferenza del settore, a causa di costi energetici elevati e pressione normativa davvero esagerata e masochista. Di fronte allo strapotere dei Paesi del Far East, Cina in testa, è difficile ipotizzare un miglioramento della situazione, con lo scenario attuale e futuro che si presenta come un’egemonia cinese, senza le cui materie pri-
me l’industria della gomma europea sarebbe in ginocchio nel giro di pochi giorni o settimane.
3.
Questa situazione sta davvero aumentando a dismisura la complessità della filiera, la cui reazione spesso costringe a rinvii annuali (EUDR) o a ripensamenti caso per caso (PFAS). È ormai normale ricevere, da parte degli utilizzatori di materie prime, la richiesta di documentazione di conformità a una o più normative per tutti i prodotti acquistati e, perlomeno da parte dei produttori extra UE, ottenere la semplice risposta di non conoscenza delle normative indicate. I produttori europei sono senz’altro molto più preparati e formulano una risposta accurata, ma spesso dichiarano di non essere in grado di condurre le prove indicate. Se questa situazione perdurasse e si avessero da molti produttori extra UE di materie prime risposte negative in merito, possiamo facilmente ipotizzare le conseguenze pericolose, forse addirittura una fermata di riflessione di tutta la filiera della gomma, almeno in Europa, con gli altri paesi che continueranno a prosperare sulle nostre disgrazie normative.
4.
La caotica situazione, che si è creata con una pletora di aziende, ciascuna con un proprio metodo di riciclo degli scarti di gomma, e una moltitudine di prodotti più o meno validi, senza serie collaborazioni e identità di esperienza e di vedute, è difficilmente definibile senza scadere nella banalità di un semplice commento: fino a quando non sarà costretto, quasi nessun utilizzatore di materie prime userà materiali di recupero o rinnovabili. Fino alla fine dell’anno scorso questa era la realtà del mercato, con la ulteriore considerazione che la prestazione, l’affidabilità e la sicurezza di disponibilità, sia dei materiali riciclati che ecosostenibili e rinnovabili, destano perplessità e sfiducia per il futuro a breve termine. La transizione per ora è immatura.
5.
È vero, in generale le aziende della gomma riescono a essere ancora molto attive, sia negli investimenti citati che nella ricerca di nuovi mercati per i propri articoli. Alcune hanno anche progettato e/o realizzato nuovi stabilimenti per soddisfare le richieste di in mercato sempre più esigente e il raggiungimento di questo obiettivo comporta spesso l’utilizzo di nuove materie prime. Questo contesto influenzerà senz’altro le nostre prospettive per il 2026 e seguiremo con attenzione e competenza tutti i cambiamenti che i nostri clienti affronteranno. u
Foto di ndanko/Envato.
“Servono normative capaci non solo di imporre vincoli, ma di premiare e incentivare concretamente chi investe in innovazione”
Vibiplast
Antonio Bissa General manager
1.
Il 2025 è stato un anno complesso, segnato da forti oscillazioni sul fronte della domanda. Il contesto geopolitico, le tensioni commerciali e la volatilità dei mercati hanno reso più difficile programmare con continuità. In questo scenario, Vibiplast è riuscita a mantenere le proprie posizioni e anche a crescere, grazie a un’attenta gestione della supply chain, a una buona flessibilità operativa con distributori e clienti. Verso la fine dell’anno, la domanda nel manifatturiero europeo, in particolare nel comparto plastica, ha registrato un rallentamento, anche per l’impatto delle tensioni geo politiche sempre più pressanti e della debolezza più generale della domanda industriale europea.
2.
La difficoltà della chimica europea non riguarda solo il settore in sé, ma tutta la filiera industriale a valle. Quando in Europa si riduce la capacità produttiva chimica, diventano più fragili gli approvvigionamenti, la competitività, i tempi di risposta e la capacità di innovazione dell’intero sistema manifatturiero. Il punto è che l’Europa sta progressivamente perdendo competitività: tra costi energetici, pressione normativa e concorrenza globale, per molte realtà non è più economicamente sostenibile esportare fuori dall’Europa. Nel breve termine, a meno di non doverci davvero mettere l’elmetto, prevediamo ancora una fase di forte pressione: ormai le chiusure di impianti chimici in Europa hanno superato nettamente i nuovi investimenti. Nel medio termine, il rischio è una dipendenza sempre maggiore da fornitori extraeuropei.
3.
Oggi la conformità normativa non è più solo un requisito tecnico: sta diventando una vera condizione di accesso al mercato. Da un lato può anche riequilibrare la concorrenza rispetto a operatori extraeuropei che lavorano con vincoli molto meno stringenti. Dall’altro, però, è evidente che si sta superando il limite: il rischio concreto
Le nostre domande
1.
Il 2025 si è confermato un anno di forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, guerra dei dazi e volatilità dei mercati. In che misura questi fattori hanno influenzato il vostro business, sia sul fronte delle materie prime (disponibilità e prezzi) sia su quello della domanda?
2.
L’industria chimica europea sta affrontando crescenti difficoltà competitive, tra costi energetici elevati e pressione normativa, con la conseguente chiusura di diversi siti produttivi. Qual è il vostro punto di vista su questa situazione e quali scenari intravedete nel breve e medio termine?
3.
La crescente richiesta di documentazione di conformità alle normative (EUDR, PFAS, REACH, RoHS, TSCA, ecc.) sta aumentando la complessità lungo la filiera. Ritiene che questo quadro possa trasformarsi in una barriera normativa per gli operatori extra-europei? Quali effetti potrà avere sulla filiera della gomma?
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è un trend ormai consolidato o sta incontrando limiti tecnici ed economici che ne rallentano l’adozione? Come valutate oggi il reale grado di maturità di questa transizione?
5.
Il nostro recente Rubber Day ha evidenziato un’industria della gomma ancora dinamica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità. Condividete questa lettura? E come pensate che questo contesto possa influenzare le vostre prospettive per il 2026?
è che l’Europa continui ad aggiungere complessità, burocrazia e costi lungo tutta la filiera, scaricandoli sulle imprese senza un reale vantaggio industriale.
Per il settore della gomma questo significa più oneri, tempi più lunghi e meno agilità operativa, senza che a questo corrisponda sempre un reale vantaggio industriale.
4.
La spinta verso sostenibilità, materie prime rinnovabili e materiali riciclati è ormai un trend strutturale, ma la sua adozione concreta procede ancora con velocità diverse a seconda delle applicazioni. Nei materiali tecnici non basta l’obiettivo ambientale: servono anche prestazioni, continuità qualitativa, affidabilità e sostenibilità economica. La direzione è chiara; affinché si acceleri davvero nello sviluppo e nell’impiego di soluzioni più performanti e affidabili, servono anche normative capaci non solo di imporre vincoli, ma di premiare e incentivare concretamente chi investe in questa evoluzione.
5.
Sì, condividiamo questa lettura: il settore sta dimostrando di essere ancora dinamico, e gli investimenti in automazione, digitalizzazione e sostenibilità oggi non sono più un’opzione, ma una leva necessaria per restare competitivi. È chiaro però che, su questi fronti, per un’azienda strutturata il percorso è più accessibile, mentre per molte piccole e medie imprese innovare resta un esercizio di equilibrio tutt’altro che semplice, soprattutto in una fase di mercato ancora instabile. Restiamo quindi fiduciosi, ma con la prudenza che impone il contesto: la nuova guerra in Iran e i suoi riflessi su energia, logistica e mercati rischiano di rendere questo equilibrio ancora più difficile. Anche per Vibiplast il 2026 sarà un anno da affrontare con questo approccio: continuare a investire in efficienza, qualità, affidabilità e capacità di adattamento, perché è lì che si giocherà la competitività industriale dei prossimi anni. u
Foto di Kumer da
a cura della redazione
Rodolfo Comerio e Bosch Rexroth portano l’innovazione nei mescolatori aperti
Un progetto sviluppato da Rodolfo Comerio per CM Manzoni integra motori idraulici Hägglunds di Bosch Rexroth per aumentare produttività, sicurezza ed efficienza nella mescolazione della gomma.
Rodolfo Comerio rappresenta una realtà storica dell’ingegneria meccanica italiana. Nel corso di quasi centocinquanta anni di attività l’azienda ha attraversato e interpretato le grandi trasformazioni dell’industria manifatturiera, passando dalla costruzione di macchine utensili e macchinari tessili (anche durante gli anni della prima e seconda guerra mondiale) per arrivare, infine, alla specializzazione nelle tecnologie per la calandratura e la mescolazione della gomma e del PVC.
Un simbolo di questo percorso è conservato nella sede aziendale di Solbiate Olona (VA): la prima calandra a 3 cilindri per PVC realizzata in Italia nel 1941 per Montecatini, oggi esposta come un cimelio, a testimonianza delle origini di un know-how che continua a evolversi.
O ggi Rodolfo Comerio è specializzata nella progettazione e realizzazione di linee di calandratura, accoppiamento e mescolazione per la lavorazione di gomma e resine termoplastiche destinate alla produzione di film plastici e semilavorati ad alto contenuto tecnologico. Impianti destinati alla produzione di fogli e accoppiati, nonché impianti per sale mescole, realizzati con soluzioni Plug and Play e chiavi in mano, completi di engineering e impiantistica, con un know-how unico ed esclusivo grazie ai molteplici brevetti.
LA LINEA DI MESCOLAZIONE PER CM MANZONI
Per CM Manzoni, azienda leader nello studio, formulazione, produzione e fornitura a livello industriale di semilavorati in gomma per numerosi settori, Rodolfo Comerio ha realizzato un progetto articolato su quattro macchine, destinato a incrementare pro -
duttività, sicurezza e qualità del processo, rispettando al contempo le più recenti normative CE.
L a richiesta principale era realizzare mescolatori aperti a 2 cilindri altamente performanti, in grado di aumentare la produttività, ridurre i tempi di fermo macchina, garantire massimi standard di sicurezza per l’operatore.
Da destra: Nicola Fedele, Executive Managing Director and Marketing Manager Rodolfo ComerioDavide Borroni, Sales Engineer Bosch Rexroth - Hägglunds - Francesco Fiamminghini, Executive Managing Director and Purchasing Manager Rodolfo Comerio.
La soluzione tecnologica: motori Hägglunds di Bosch Rexroth I l cuore dell’innovazione è rappresentato dall’adozione dei motori idraulici Hägglunds di Bosch Rexroth, scelti per le loro prestazioni e per la piena conformità alle normative di sicurezza più stringenti. I loro principali vantaggi, elencati da Davide Borroni, funzionario vendite presso Bosch Rexroth, includono: arresto di emergenza in meno di 10 gradi, ben al di sotto dei limiti normativi; coppia massima disponibile già a bassissime velocità (0,1 rpm); incremento di produttività stimato tra +15 e +20%; assenza di riduttori e giunti cardanici, con conseguente maggiore affidabilità, riduzione delle perdite energetiche, minore manutenzione e controllo dinamico e immediato della coppia, anche in presenza di variazioni rapide di velocità. Questa configurazione offre al tecnologo di processo una libertà operativa senza precedenti, permettendo di ottimizzare ricette e qualità della mescola senza vincoli meccanici.
Altre innovazioni di sicurezza e processo L’impianto integra inoltre: un sistema
automatico di coltelli per il taglio in uscita dal mescolatore; soluzioni completamente “safety-oriented”, che eliminano il rischio di contatto diretto dell’operatore con parti in movimento.
Tempi di realizzazione e collaborazione La realizzazione tecnica dell’impianto, specificata da Nicola Fedele, Executive Managing Director, responsabile vendite, marketing e business development in Rodolfo Comerio, ha richiesto circa sei mesi, un tempo particolarmente contenuto considerando la complessità delle macchine e la produzione di cilindri da oltre 12 tonnellate ciascuno. Solitamente, quando ci sono progetti ancor più complessi, la fase più lunga è quella commerciale e di definizione del progetto, la quale può durare anche più di un anno. Nonostante questo, Rodolfo Comerio riesce a consegnare gli impianti in base alle necessità dei clienti, e nel caso specifico, lo ha fatto con un mese di anticipo rispetto agli accordi contrattuali, permettendo al cliente di provvedere all’installazione durante la pausa produttiva natalizia, fattore cruciale nel settore gomma.
UNA PARTNERSHIP DESTINATA A CONTINUARE
La collaborazione con Bosch Rexroth proseguirà anche nei prossimi anni, con lo sviluppo di calandre e mescolatori di nuova generazione per applicazioni speciali. Parte di queste innovazioni verranno presentate all’interno del Comerio Calendering Technology Center, un laboratorio unico a livello internazionale dove i clienti possono testare soluzioni produttive su linee pilota riconfigurabili.
UN MODELLO DI BUSINESS ORIENTATO ALL’EXPORT E ALLA CUSTOMIZZAZIONE
Con il 98% della produzione destinata ai mercati esteri, Rodolfo Comerio opera a livello globale, servendo settori estremamente diversi tra loro: pneumatici, articoli tecnici, edilizia, arredamento, farmaceutico, medicale e packaging. L e linee di calandratura progettate dall’azienda non sono macchine standard, ma impianti complessi inseriti nel cuore dei processi produttivi dei clienti.
Nel settore gomma, ad esempio, la calandra produce il semilavorato destinato alla realizzazione dello pneumatico, mentre in altri ambiti trova applicazione nella produzione di membrane impermeabilizzanti, nastri adesivi, blister farmaceutici o sacche per trasfusione di sangue.
Il suo autentico punto di forza è la customizzazione estrema: ogni impianto nasce da esigenze specifiche. Spesso il cliente si presenta con un materiale o con una mescola particolare e chiede se sia possibile progettarne la lavorazione. La risposta di Rodolfo Comerio passa sempre da un progetto dedicato. “Non esistono due macchine uguali perché ogni linea viene disegnata su misura, integrando sempre elementi di innovazione”, dichiara Francesco Fiamminghini, Executive Managing Director Purchases, Finance and Logistics in Rodolfo Comerio.
Questa scelta strategica consente all’azienda di differenziarsi nettamente anche rispetto alla concorrenza a basso valore aggiunto, non solo asiatica ma anche europea.
RICERCA, PROGETTAZIONE E AFFIDABILITÀ STRUTTURALE
La soluzione realizzata rientra in quella che è una delle prerogative di Rodolfo Comerio: ogni impianto viene pro -
gettato partendo da analisi strutturali avanzate, con calcoli agli elementi finiti per verificare sollecitazioni, pressioni e resistenze.
Le calandre Rodolfo Comerio sono caratterizzate da strutture massicce e rigide, utilizzo di materiali pieni anziché strutture scatolate, elevata precisione meccanica, con tolleranze minime anche sotto carico.
Queste prerogative garantiscono stabilità nel tempo, affidabilità operativa e una vita utile degli impianti eterna.
AUTOMAZIONE AVANZATA E DIGITALIZZAZIONE DEL PROCESSO
Negli ultimi anni l’azienda ha investito fortemente nell’automazione e nella digitalizzazione, adottando sistemi di controllo evoluti e interfacce uomomacchina sempre più intuitive.
Le moderne HMI (Human-Machine Interface) permettono: gestione semplificata per l’operatore; invio remoto delle “ricette” di produzione; raccolta e analisi dei dati di processo tramite grafici; assistenza e avviamento da remoto grazie a VPN e gateway integrati; Telemetry per il monitoraggio continuo delle prestazioni, con analisi predittiva e notifiche automatiche, supportata dall’integrazione con AI; architettura Industry 4.0-ready, con protocolli aperti per l’interconnessione con MES/ERP; dia-
gnostica avanzata in tempo reale, con segnalazione immediata di anomalie e suggerimenti di intervento; storico completo dei parametri di processo, consultabile da qualsiasi dispositivo autorizzato; ottimizzazione automatica dei set point basata su algoritmi di auto apprendimento; aggiornamenti software remoti (OTA) per mantenere il sistema sempre aggiornato senza fermo impianto; cruscotti personalizzabili per supervisori, manutentori e operatori; gestione multilivello degli accessi per garantire sicurezza e tracciabilità delle operazioni; reportistica intelligente con esportazione dei dati per audit, qualità e manutenzione.
Durante il periodo della pandemia alcune di queste soluzioni hanno consentito di avviare impianti complessi a distanza, anche in Paesi come Cina e India, riducendo drasticamente tempi e costi di intervento.
EFFICIENZA ENERGETICA COME LEVA DI COMPETITIVITÀ
L’efficienza energetica è diventata un fattore decisivo per il ritorno sull’investimento degli impianti. In un orizzonte di utilizzo pluridecennale, anche un risparmio energetico del 5% può incidere in modo determinante sul costo totale di proprietà.
Per questo Rodolfo Comerio integra soluzioni di recupero e ottimizzazione dei consumi già in fase di progettazione, offrendo al cliente un impianto pensato per garantire redditività nel lungo periodo.
PERSONE, COMPETENZE E VISIONE FUTURA
Con circa 80 dipendenti interni (oltre 120, includendo collaboratori esterni), Rodolfo Comerio ha avviato un importante processo di rinnovamento generazionale, inserendo giovani tecnici e responsabili con competenze avanzate e forte orientamento all’innovazione. Questo mix di esperienza storica e nuove energie rappresenta uno dei principali asset dell’azienda, percepito positivamente anche dai clienti come valore aggiunto nei progetti più complessi. u
TOGETHER WE BENEFIT FROM NEW CAPACITIES
ZEON high-performance rubbers are used in many industries worldwide. From Nipol® NBR, Hydrin® ECO, HyTemp® ACM, Zetpol® HNBR and Zeoforte® ZSC, innovative elastomer-based products with a high durability are created. The success of our customers is our motivation. Key to this success is the close cooperation between the customers and ZEON by combining competencies during the development partnership. Based on the experience from each partner, innovative ideas and solutions are created.
NORMATIVE di Beatrice Garlanda
Giocare in sicurezza
Il nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei giocattoli (UE 2025/2509), in vigore dal 2026 e pienamente applicabile dal 2030, introduce un quadro normativo più rigoroso e uniforme. Tra le principali novità: requisiti rafforzati sulle sostanze chimiche, divieti su PFAS e bisfenoli, introduzione del passaporto digitale di prodotto e nuovi obblighi per gli operatori della filiera.
Il 12 dicembre 2025 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il regolamento (UE) 2025/2509 sulla sicurezza dei giocattoli (Toy Safety Regulation-TSR) che abroga la direttiva 2009/48/CE. Si tratta di un provvedimento corposo che si compone di 56 articoli e otto allegati. In quest’articolo ne potremo esaminare solo alcuni aspetti, rinviando per il resto alla lettura del testo originale. Prima di entrare nel merito del documento, va osservato che la scelta di disciplinare la materia con un regolamento e non
più con una direttiva rende più snella l’applicabilità delle disposizioni. Il regolamento, infatti, a differenza della direttiva, non necessita di recepimento.
I TEMPI
Il regolamento è entrato in vigore il 1° gennaio 2026. A decorrere da questa data hanno trovato immediata applicazione gli articoli da 28 a 44 relativi alla notifica degli organismi di
Foto di Olha Romaniuk da iStock.
valutazione di conformità e gli articoli da 49 a 53 sulla delega di potere e procedura di comitato, nonché gli articoli 54 e 55 su riservatezza e sanzioni.
Il provvedimento sarà pienamente applicabile a partire dal 1 agosto 2030. È previsto, quindi, un periodo transitorio di circa quattro anni e mezzo che consente alle imprese di pianificare le loro attività e garantire la rispondenza dei giocattoli ai nuovi requisiti.
SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE
Il regolamento in oggetto detta disposizioni sulla sicurezza dei giocattoli con l’intento di garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza dei bambini e di altre persone, senza limitare la libera circolazione dei giocattoli stessi nell’UE.
Si applica a prodotti destinati a essere utilizzati a fini ludici da bambini di età inferiore ai 14 anni. Si configura questa situazione quando un genitore o una persona che effettua la sorveglianza possa ritenere ragionevolmente che in base alle funzioni, alle dimensioni e alle caratteristiche del prodotto, esso sia destinato a essere utilizzato ai fini di gioco da bambini di quella fascia di età.
I l regolamento non si applica ai prodotti elencati nell’allegato I.
LIBERA CIRCOLAZIONE
Gli Stati membri non possono impedire, limitare o ostacolare la messa a disposizione sul mercato di giocattoli conformi al regolamento in oggetto.
Giocattoli non conformi possono essere esposti in occasione di fiere, mostre o dimostrazioni, ma solo se risultano chiaramente da un’indicazione visibile sia la mancanza di conformità sia la specificazione che il giocattolo non sarà messo a disposizione sul mercato fino a quando non sarà conforme.
REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA
Obbligo generale
I giocattoli possono essere immessi sul mercato solo se rispondono ai requisiti essenziali di sicurezza che prevedono un obbligo generale previsto dall’art. 5 e dei requisiti specifici di sicurezza di cui all’allegato II.
Per quanto riguarda l’obbligo di cui sopra, si prevede che non vi siano rischi per la salute e la salute e la sicurezza degli utilizzatori o altre persone quando i giocattoli sono utilizzati conformemente alla loro destinazione o quando ne è fatto un uso prevedibile.
Nel valutare il rischio si deve tenere conto della capacità degli utilizzatori e, eventualmente, di chi effettua a sorveglianza.
Tabella 1
Appendici all’allegato II del regolamento (UE)2025/2509
A ppendice - Parte A È composta da quattro tabelle.
S ono indicati i valori limite di migrazione delle seguenti sostanze dai giocattoli, dai loro componenti o dalle loro parti microstrutturalmente distinte:
- Alluminio
- Antimonio
- Arsenico
- Bario
- Boro
- Cadmio
- Cromo (III)
- Cromo (VI)
- Cobalto
- Rame
- Piombo
- Manganese
- Mercurio
- Nichel
- S elenio
- Stronzio
- Stagno
- Stagno organico
- Zinco
Tabella 2
R iguarda le N-nitrosammine le sostanze N-nitrosabili. Esse sono vietate, per i giocattoli seguenti, se superano i limiti di migrazione previsti dalla tabella stessa:
• giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi destinati a essere portati alla bocca o che verranno probabilmente portati alla bocca
• giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi diversi da quelli di cui sopra
• giocattoli destinati a bambini di età pari o superiore a 36 mesi destinati a essere portati alla bocca o che verranno probabilmente portati alla bocca
• palloncini
• colori a dita, lime, paste intelligenti
Tabella 3
Nei giocattoli, nei loro componenti o nelle loro parti microstrutturalmente distinte non devono essere superati i valori limite stabiliti per le seguenti sostanze:
- TCEP
- TCPP
- TDCP
- Formammide
- 1,2-benzisotiazol-3-(2H) -one
- 5.cloro-2-metil-isotiazolin-3-(2H)-one
- Fenolo
- Formaldeide
- Anilina
- Stirene
- Bisfenolo A
- Acrilonitrile
- Butadiene
- Cloruro di vinile
In questa tabella sono anche indicare le condizioni di applicazione.
Tabella 4
Elenca una sessantina di fragranze allergizzanti, specificando che i giocattoli non le devono contenere a meno che la loro presenza non sia tecnicamente inevitabile in base alle norme di buona fabbricazione e non superi i 10 mg/kg. Ragioni di spazio non ci consentono di riportare i valori limite delle singole sostanze. Rimandiamo, quindi, alla lettura del testo originale
Appendice - Parte B
Elenca 65 fragranze allergizzanti le cui denominazioni devono essere indicate sul giocattolo, su un’etichetta, sull’imballaggio o su un foglietto che accompagna il giocattolo, nonché sul passaporto digitale di prodotto, qualora tali fragranze siano presenti nel giocattolo o in un suo componente in concertazioni superiori a 10 mg/kg.
La denominazione riportata deve essere quella comune dell’ingrediente o deve essere usato un termine contenuto in una nomenclatura generalmente riconosciuta.
Appendice - Parte C
Indica la presenza consentita di sostanze soggette a divieti generici a norma dell’allegato II, parte III. È consentita la presenza di nichel nei giocattoli o loro componenti fatti di acciaio inossidabile e in componenti di giocattoli destinati a condurre corrente elettrica. È consentita la presenza di cobalto in giocattoli e componenti di giocattoli fatti di acciaio inossidabile, come impurità del nichel contenuto nell’acciaio inossidabile. È altresì consentita in componenti di giocattoli destinati a condurre corrente elettrica e in magneti a base di neodimio utilizzati nei giocattoli se tali magneti non possono essere ingeriti o inalati.
Appendice - Parte D Elenca 10 bisfenoli vietati nei giocattoli.
Tab. 1
Se un giocattolo è destinato a essere utilizzato da bambini tra zero e tre anni o in altra fascia di età specificata, si tiene conto della capacità degli utilizzatori appartenenti alla fascia di età considerata.
I giocattoli devono essere conformi all’obbligo generale di sicurezza per tutta la durata di impiego prevedibile dei giocattoli stessi.
Requisiti specifici
Per quanto riguarda i requisiti specifici di sicurezza, l’allegato II, Parte 3, prevede che debbano essere rispettati requisiti essenziali riguardanti: proprietà fisiche e meccaniche, proprietà elettriche, infiammabilità, igiene, sostanze chimiche, radioattività.
Di particolare interesse ci pare la parte riguardante la protezione dalle sostanze chimiche, rafforzata rispetto alla normativa precedente.
Ricordiamo, innanzitutto, che in fase di progettazione o fabbricazione non deve esserci rischio di effetti nocivi sulla salute dovuti all’esposizione alle sostanze o alle miscele chimiche di cui i giocattoli sono costituti o che sono in essi contenuti. Se sono essi stessi sostanze o miscele devono essere conformi al regolamento (CE) 1272/2008.
Va anche detto che la parte 3 dell’allegato in oggetto è corredata da un’appendice, suddivisa a sua volta, in più parti (cfr. Tabella 1). In proposito segnaliamo che i giocattoli devono essere conformi ai requisiti e alle condizioni per le sostanze chimiche previsti dall’appendice, parte A (sostanze soggette a valori limite specifici) e alle disposizioni sull’etichettatura di cui alla parte B.
Ai sensi del provvedimento in esame, è vietata la presenza nei giocattoli, nei loro componenti o nelle parti microstrutturalmente distinte, di sostanze classificate nell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) 1272/2008 in una delle categorie seguenti:
a) cancerogenicità, mutagenicità sulle cellule germinali o tossicità per la riproduzione (CMR), categoria 1A, 1B o 2; b) interferenza endocrina per la salute umana, categoria 1 o 2; c) tossicità specifica per organi bersaglio, categoria 1, sia in esposizione singola sia in esposizione ripetuta; d) sensibilizzazione delle vie respiratorie, categoria 1; e) sensibilizzazione cutanea, categoria 1 A.
È vietato, inoltre, l’uso intenzionale nei giocattoli, nei loro componenti o nelle parti microstrutturalmente distinte di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), nonché dei bisfenoli elencati nell’appendice sopra citata, parte D.
Va osservato che il divieto per le sostanze CMR era già previsto dalla direttiva 2009/48/CE, mentre gli altri divieti sopra ricordati sono stati introdotti dal nuovo regolamento. È facilmente intuibile quanto il quadro dei divieti in relazione alle sostanze chimiche sia ora particolarmente severo.
Va segnalato che sono previste deroghe (cfr. parte C dell’appendice in esame).
AVVERTENZE
Sono disciplinate dall’art. 6. Se è necessario per garantire l’uso sicuro, i giocattoli recano avvertenze che riportano restrizioni per gli utilizzatori (età minima dell’utilizzatore, abilità richieste, peso massimo o minimo del bambino, necessità che l’utilizzo del giocattolo avvenga sotto la sorveglianza di un adulto).
L’allegato III riporta le categorie di giocattoli che recano avvertenze specifiche, dopo aver premesso che tutte le avvertenze da esso previste devono essere precedute dalla parola “Avvertenza” o dal pittogramma generico (un triangolo nero su sfondo giallo con un punto esclamativo nero). Le categorie di cui si tratta e le rispettive avvertenze sono elencate nella Tabella 2.
I l fabbricante appone le avvertenze in modo chiaramente visibile, facilmente leggibile e comprensibile sul giocattolo, su un’etichetta o sull’imballaggio, nonché se del caso, sulle istruzioni per l’uso che accompagnano il giocattolo. Sui giocattoli venduti senza imballaggio sono apposte le opportune avvertenze, se la superficie del giocattolo lo consente. In caso contrario le stesse compaiono sull’etichetta.
Anche nella vendita a distanza, è previsto che le avvertenze siano chiaramente visibili per il consumatore prima dell’acquisto.
OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI
Obblighi dei fabbricanti
Sono specificati all’art. 7 del regolamento. All’atto dell’immissione dei giocattoli sul mercato, i fabbricanti devono garantire che la progettazione e la fabbricazione siano avvenute in
Foto di Christina Bodendorfer da iStock.
conformità ai requisiti essenziali di sicurezza. Devono inoltre redigere, prima dell’immissione sul mercato, la documentazione tecnica prevista dall’art. 27 del regolamento stesso ed effettuare o far effettuare la procedura di valutazione della conformità applicabile prevista dall’art. 26.
Se la conformità del giocattolo è stata dimostrata con la procedura di cui sopra, prima che il giocattolo sia immesso sul mercato i fabbricanti:
a) creano un passaporto digitale di prodotto conformemente all’art. 19. Si fa presente che le disposizioni sul passaporto digitale sono state introdotte dal nuovo regolamento;
b) appongono il supporto dati conformemente all’art. 19, par. 7. Specifichiamo che per supporto dati s’intende il codice a barre lineare, il simbolo bidimensionale (QR code) o altro mezzo di identificazione automatica e raccolta dei dati leggibile da dispositivo;
c) appongono la marcatura CE conformemente all’art. 18 e d) caricano l’identificativo univoco del prodotto e l’identificativo univoco dell’operatore del giocattolo, nonché qualsiasi altra informazione supplementare stabilita da un atto delegato, nel registro dei passaporti digitali di prodotto di cui all’art. 22.
Gli identificativi univoci del prodotto e dell’operatore sono definiti dall’art. 2, punti 30) e 31), del regolamento (UE) n 2024/1781.
Va, inoltre, segnalato che sia la documentazione tecnica che il passaporto digitale devono essere conservati per un periodo di dieci anni dopo l’immissione sul mercato del giocattolo cui fanno riferimento.
I fabbricanti devono anche garantire che i giocattoli prodotti nell’ambito di una produzione in serie rimangano conformi al regolamento in oggetto.
Se del caso, considerando i rischi presentati da un giocattolo, eseguono prove a campione sui giocattoli commercializzati al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori o altri utilizzatori. Prove a campione possono anche essere eseguite dagli importatori.
G arantiscono, inoltre, che sui giocattoli siano: apposto un numero di tipo, di lotto, di serie, di modello o qualsiasi altro elemento che ne consenta l’identificazione; indicati il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l’indirizzo postale ed elettronico di contatto sul giocattolo. Si informa che questa disposizione vale anche per gli importatori.
Se, per la natura o le dimensioni del giocattolo, non è possibile apporre le informazioni di cui sopra sul giocattolo stesso, queste saranno indicate sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento o sul passaporto digitale.
I fabbricanti devono anche garantire che il giocattolo sia accompagnato da istruzioni per l’uso, informazioni sulla sicurez-
DE GRANDI
NORMATIVE
Allegato III del regolamento (UE) 2025/2509.
Avvertenze e indicazioni in merito alle precauzioni da seguire nell’utilizzo di alcune categorie di giocattoli.
Giocattoli non destinati a bambini di età inferiore a 36 mesi
I giocattoli potenzialmente pericolosi per bambini di età inferiore a 36 mesi devono recare l’avvertenza: “Non adatto a bambini di età inferiore a 36 mesi” o “Non adatto a bambini di età inferiore a tre anni” o il pittogramma corrispondente
Giochi di attività
D evono recare l’avvertenza “Solo per uso domestico”.
Va sottolineata nelle istruzioni la necessità di effettuare controlli e manutenzione periodici delle parti fondamentali (mezzi di sospensione, attacchi, ancoraggi) per scongiurare rischi di ribaltamento o di caduta. Occorre anche precisare le parti che possono essere pericolose se non sono montate correttamente e la superficie idonea per l’utilizzo del giocattolo stesso
Giocattoli funzionali
D evono recare l’avvertenza “Da usare sotto la diretta sorveglianza di un adulto”.
D evono essere corredati dalle istruzioni operative e dalle precauzioni da osservare, con l’avvertenza che se tali istruzioni o precauzioni non sono rispettate, l’utilizzatore si espone ai pericoli propri dell’apparecchio o del prodotto di cui il giocattolo costituisce un modello in scala o un’imitazione.
Giocattoli chimici
Si tratta di giocattoli destinati alla manipolazione diretta di sostanze e miscele chimiche (es kit di esperimenti scientifici).
Ferma restando l’applicazione delle disposizioni su classificazione, imballaggio e etichettatura previste dall’UE, le istruzioni per giocattoli contenenti sostanze o miscele intrinsecamente pericolose devono recare un’avvertenza sulla natura pericolosa delle stesse e indicare le precauzioni che l’utilizzatore deve adottare per evitare i relativi pericoli. Vanno anche indicate le prime cure urgenti da prestare in caso di incidenti gravi dovuti all’utilizzo del giocattolo e va precisato che il giocattolo deve essere tenuto fuori dalla portata dei bambini al di sotto di una certa età. O ltre a essere accompagnati dalle istruzioni di cui sopra, i giocattoli chimici devono recare sull’imballaggio l’avvertenza seguente: “Non adatto a bambini di età inferiore a... Da usare sotto la sorveglianza di un adulto”.
Pattini, pattini a rotelle, skateboard, monopattini e biciclette giocattolo
Q uando questi prodotti sono venduti come giocattoli devono riportare l’avvertenza seguente: “Si raccomanda di indossare un dispositivo di protezione. Non usare nel traffico”.
Le istruzioni per l’uso devono segnalare che il giocattolo va usato con prudenza.
Giocattoli acquatici
D evono recare l’avvertenza seguente: “Da utilizzare unicamente in acqua dove il bambino tocca il fondo con i piedi e sotto la sorveglianza di un adulto”.
Giocattoli contenuti nei prodotti alimentari
Gli imballaggi di prodotti alimentari contenenti giocattoli o gli imballaggi di prodotti alimentari nei quali sono incorporati giocattoli devono recare l’avvertenza seguente, visibile prima dell’acquisto: “Contiene giocattolo. Si raccomanda la sorveglianza di un adulto”.
I mitazioni di maschere e caschi di protezione
S e messi in vendita come giocattoli, devono recare l’avvertenza seguente: “Questo giocattolo non fornisce protezione”.
Giocattoli destinati ad essere appesi a una culla, a un lettino, a una carrozzina per mezzo di lacci, corde, elastici o nastri Va apposta l’avvertenza seguente: “Per evitare eventuali lesioni di impigli amento, rimuovere questi giocattolo quando il bambino inizia a tentare di alzarsi sulle mani o sulle ginocchia”.
I mballaggio per le fragranze nei giochi olfattivi da tavolo, nei kit cosmetici e nei giochi gustativi
L’imballaggio per le fragranze nei giochi sopra indicati che contengono le fragranze espressamente indicate dal punto 11 dell’allegato III deve recare l’avvertenza seguente: “Contiene fragranze potenzialmente allergizzanti”.
za in una o più lingue di facile comprensione per i consumatori e gli utilizzatori finali. Facilmente comprensibili devono essere anche le avvertenze.
Se ritengono o hanno motivo di credere che un giocattolo presenti un rischio informano immediatamente:
a) le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il giocattolo, tramite il sistema Safety Business Gateway, di sostituzione del sistema Rapex, fornendo in particolare i dettagli sulla non conformità
e su qualsiasi misura correttiva adottata; b) i consumatori o altri utilizzatori finali o entrambi.
I fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, forniscono a quest’ultima le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del giocattolo.
Garantiscono che gli altri operatori economici e i fornitori di mercati online, nella catena di fornitura in questione, siano informati tempestivamente di qualsiasi non conformità in-
Tab. 2
dividuata dai fabbricanti stessi.
Assicurano, inoltre, che i fornitori di servizi di logistica ricevano le informazioni dettagliate necessarie a garantire la sicurezza dello stoccaggio, dell’imballaggio, dell’indirizzamento o della spedizione dei giocattoli.
Rendono possibile attraverso canali di comunicazione (numero di telefono, indirizzo di posta elettronica, sito web) ai consumatori e agli utilizzatori finali di presentare reclami sulla sicurezza dei giocattoli e di segnalare ai fabbricanti qualsiasi incidente o problema di sicurezza che abbiano avuto con i giocattoli in questione. Sul punto i fabbricanti tengono conto delle esigenze di accessibilità delle persone disabili. Tengono un registro interno di tali reclami.
Rappresentanti autorizzati
Un fabbricante può nominare un rappresentante autorizzato mediante un mandato scritto. Non possono essere oggetto di mandato né l’obbligo di garantire che la progettazione e la fabbricazione siano avvenute in conformità ai requisiti essenziali di sicurezza né l’obbligo di redigere la documentazione tecnica. Il rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel mandato e ne fornisce una copia alle autorità di vigilanza sul mercato su loro richiesta.
Importatori
Ci limitiamo a ricordare che gli importatori (art. 9) immettono sul mercato solo giocattoli conformi al regolamento. Prima di tale immissione assicurano che:
a) il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità e abbia redatto la documentazione tecnica;
b) il giocattolo sia accompagnato da istruzioni per l’uso e informazioni sulla sicurezza conformemente all’art. 7 e rechi avvertenze conformemente all’art. 6;
c) il fabbricante abbia creato un passaporto digitale di prodotto;
d) il supporto dati, come definito dall’art. 2 del regolamento (UE) 2024/1781,sia apposto conformemente all’art. 19; e) le informazioni rilevanti del passaporto digitale di prodotto siano state caricate nel registro dei passaporti digitali di prodotto conformemente all’art. 22; f ) la marcatura CE sia apposta conformemente all’art. 18;
g ) il fabbricante abbia rispettato i requisiti di cui all’art. 7, espressamente richiamati dall’art. 9.
Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere che un giocattolo non sia conforme al regolamento informano il fabbricante e non immettono il giocattolo sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme.
Se gli importatori ritengono o hanno motivo di ritenere che un giocattolo presenti un rischio:
a) ne informano immediatamente il fabbricante;
b) garantiscono che le autorità di vigilanza sul mercato siano informate immediatamente tramite il Safety Business Gateway Assicurano che, mentre un giocattolo è sotto la loro responsabilità, le condizioni di immagazzinamento e trasporto non mettano a rischio la conformità del giocattolo stesso ai requisiti essenziali di sicurezza.
S e ritengono o hanno motivo di credere che un giocattolo che hanno immesso sul mercato non sia conforme al regolamento in oggetto adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme il giocattolo, ritirarlo o richiamarlo.
Per dieci anni dalla data di immissione sul mercato tengono l’identificativo univoco del prodotto per il giocattolo a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato e, su richiesta, mettono a disposizione di tali autorità la documentazione tecnica.
Gli importatori verificano se i fabbricanti hanno attivato i canali di comunicazione di cui all’art. 7 per consentire ai consumatori e agli utilizzatori finali di presentare reclami in merito alla sicurezza dei giocattoli e fornire informazioni su incidenti o problemi di sicurezza che abbiano avuto con il giocattolo. Se i canali di cui sopra non sono disponibili provvedono a crearli.
Gli importatori indagano sui reclami e sulle informazioni che hanno ricevuto tramite un canale di comunicazione attivato dal fabbricante o dagli importatori stessi e che riguardano i giocattoli che hanno messo a disposizione sul mercato. Archiviano tali reclami, come anche i richiami e altre misure correttive adottate per rendere i giocattoli conformi, nel registro dei fabbricanti o nel proprio registro interno. Tengono, inoltre, informati tempestivamente il fabbricante, i distributori e, se del caso, i fornitori del mercato online dell’indagine svolta e dei relativi risultati.
Si segnala, infine, che il capo II detta obblighi anche per i distributori e per i fornitori di servizi di logistica.
Nel fascicolo di maggio continueremo l’analisi del regolamento con gli obblighi dei fornitori di mercati online, la conformità dei giocattoli, il passaporto digitale di prodotto, la valutazione di conformità, la vigilanza del mercato. Ci soffermeremo, inoltre, sulla presenza di cobalto nei giocattoli. u