INCHIESTA MESCOLE CONVEGNO DIFETTOSITÀ IL PUNTO SUL REACH
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI • novembre 2018 - numero 9
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SOMMARIO
MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI
ANNO 61 NOVEMBRE N. 9
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA www.industriagomma.it Direttore responsabile Andrea Aiello
ABBIAMO LETTO
14 RASSEGNA DELLA STAMPA TECNICA ESTERA
In redazione Riccardo Oldani - riccardo.oldani@edifis.it Collaborano alla rivista Giuseppe Cantalupo, Eugenio Faiella, Gianpaolo Brembati Progetto e Grafica Mariella Salvi - mariella.salvi@edifis.it
MONDOGOMMA
18 PRODUCT RECALL: IN CHE MODO RIGUARDA
Pubblicità dircom@edifis.it Traffico Pubblicitario Francesca Gerbino - francesca.gerbino@edifis.it Stampa Centro Stampa Digitalprint S.r.l. Rimini (RN) Costo di una copia ai soli fini fiscali € 1,00 Abbonamento Italia € 90, Europa € 130, Estero € 150 abbonamenti@edifis.it Arretrati € 15,00
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA
Il 18 ottobre si è tenuto all’Università di Brescia il convegno su “Difettosità e Product Recall” organizzato dalla nostra rivista in collaborazione con l’ateneo e con Biesse Broker. Un evento seguito con attenzione dal pubblico, intervenuto numeroso e assai interessato a un tema sempre più attuale
22 REACH, UNA NORMATIVA
Amministrazione amministrazione@edifis.it
IN CONTINUA EVOLUZIONE
Rispondendo al forte interesse da parte degli operatori, AssICC, in collaborazione con Octima, ha organizzato il terzo convegno nazionale “Aggiornamento dei regolamenti europei: REACH, CLP, BPR (Biocidi)”, svoltosi a Milano lo scorso 3 ottobre a Palazzo Castiglioni
FOCUS
29 LE MESCOLE TRA REACH E PROTEZIONISMO: Registrazione Tribunale di Milano n. 4275 del 1.4.1957 Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione n. 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi del Reg.EU 679/2016 l'Editore garantisce la massima riservatezza nell'utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi dell'art. 15 il ricevente ha facoltà di esercitare i suoi diritti fra cui la cancellazione mediante comunicazione scritta a EDIFIS Spa - Viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano (o ai riferimenti sotto trascritti), luogo della custodia della banca dati medesima.
L’Industria della Gomma una rivista edita da:
LUCI E OMBRE DEL 2018
Le valutazioni sul 2018 in conclusione e le previsioni per il 2019 dei principali produttori di mescole attivi sul mercato italiano:
Compounds Der-Gom Elastomers Union Eurorubber Innovativ Gummi Tech
Kraiburg Mesgo Parker Hannifin Italy PMG TSF
DALLE AZIENDE
46 RIDURRE L’ATTRITO SENZA LUBRIFICANTE Edifis S.p.A. viale Coni Zugna 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 023451230 Fax +39 023451231 www.edifis.it
ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE
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Interseals sta conducendo studi sui trattamenti superficiali di manufatti in elastomero che possano aiutare a migliorare le prestazioni senza bisogno di additivi. Nel caso della ricerca di un minor coefficiente d’attrito, per esempio, i processi di etching, DLC e Thin Teflon Like Film possono indurre interessanti benefici
SOMMARIO
ANNO 61 SETTEMBRE N. 7
50 CRESCERE NEL SEGNO DI TECNOLOGIA E SINERGIE Innovativ Gummi Tech è un’azienda, entrata da poco nel settore dei produttori di mescole, che lavora per mantenere le promesse iniziali e persegue i suoi obiettivi con tenacia e attenzione alle innovazioni
54 BATCH-OFF MESCOLE: NOVITÀ PER IL FINE LINEA
Rubber Trade Machinery di Oggiona Santo Stefano, Varese, presenta il suo “Accumulatore”: una macchina automatica per la sala mescole che consente di sostituire i contenitori pieni delle strisce di mescola con altri vuoti, da riempire, senza dover interrompere l’erogazione dell’estrusore o del mescolatore a cilindri
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58 ESPANSIONE E INNOVAZIONE
La O.C.S. ha ampliato il suo complesso di Adrara San Martino, Bergamo, con una nuova area, inaugurata lo scorso maggio, e ha acquisito la distribuzione esclusiva all’estero di un blocco termoregolato a canali freddi di nuova generazione, ideato e progettato dalla NCN Technology di Sarnico, Bergamo
62 LA STRATEGIA DI CRESCITA DI ENGEL
Basandosi su accordi locali per lo sviluppo di processi e stampi, Engel sta perseguendo una politica di crescita che la vede particolarmente attiva anche nel nostro paese
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64 IL TABLET CHE TRASFORMA LE TUE MACCHINE IN CHIAVE INDUSTRY 4.0
Si chiama Î-Productivity ed è un tablet IoT pensato per aumentare la produttività delle aziende e per trasformare in chiave 4.0 di qualsiasi tipo di macchina, anche quelle di stampaggio della gomma o di una sala mescole
68 IL TACCUINO • Istat: il Pil non cresce più e la fiducia delle imprese è in calo • Il gruppo svedese Hexpol ha acquisito la maggioranza di di Mesgo
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• Il produttore russo Sibur sempre e la proposta di gomme nitriliche • Ecopneus aumenta la quota di raccolta annua di PFU • Continental inizia la produzione di tubi e collettori in Cina • UTH: le ultime novità all'India Rubber Expo di Mumbai • Etrma preme per una corretta informazione sulle particelle da usura di pneumatici e manto stradale • Un nuovo ceo per Fintyre, distributore di pneumatici • Solvay potenzia la produzione del fluoroelastomero Tecnoflon® nel sito di Spinetta Marengo • I principali produttori di pneumatici si impegnano contro la deforestazione con una Piattaforma • Chemical per la trasformazione della gomma: mercato in crescita
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Da oltre 40 anni PMG è tra i più qualificati produttori di mescole a base di elastomeri speciali ad alte prestazioni. In questi anni abbiamo consolidato la nostra presenza sui mercati globali con il sito produttivo di PMG East in Romania per fornire ai nostri clienti soluzioni innovative e personalizzate direttamente nelle loro aree di competenza. Dal 2016 PMG è presente in Cina con il sito produttivo di PMG Rubber Technology Changshu tre linee produttive Since 1976diwith more than con 40 years of experience PMG di is aFKM global leadin rubber di compounds. production at PMG Italy ised in una three struttura mixing plants to pro e di mescole organiche nere, un team locale esperti The tecnici e commerciali coloured compounds and the mixing unit dedicated to FKM compounds wi di R&D per essere sempre più vicini ai nostri clienti nell’area Asia Pacifico. compounds. PMG production is based on all specialty elastomers and the c
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Rassegna della stampa tecnica estera www.tiretechnologyinternational.com | APRIL 2012
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Jean-Pierre Jeusette general director, Luxembourg Innovation Center, Goodyear Dunlop Roger Sanders technical manager, Continental UK
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Š. Šutý, I. Hudec, P. Holičová, Slovak University of Technology, Faculty of Chemical and Food Technology, Institute of Natural and Synthetic Polymers, Bratislava (Czech Republic) - email: stefan.suty@stuba.sk - KGK n. 5/2018, pag. 26-29.
L’
attuale tendenza dell’industria chimica è quella di cercare ed impiegare nuove risorse naturali, spesso sottoprodotti di basso costo come lignina, amido e cellulosa. La cellulosa è la biomassa rinnovabile più abbondante in natura, come elemento importante della membrana delle cellule vegetali e come materia prima polimerica quasi inesauribile e con struttura e proprietà interessanti. In gomma la cellulosa, in forma fisica di polvere su scala micro o nano, è considerata una potenziale carica, soprattutto per il suo eccellente impatto ambientale ma anche per conferire alle mescole maggiore capacità di rinforzo più fibroso in diversi compositi. Per questo utilizzo, tuttavia, le fibre originarie devono essere idrofobe, per avere una più grande stabilità all’acqua e affinità alla matrice gomma: tali proprietà si ottengono abbastanza facilmente con acetilazione superficiale, che si può effettuare a temperatura ambiente con un sistema senza solvente con anidride acetica e acido 14
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Product W de from Tir buts Technologe Expo 2012y
Revolution or rush job? Important questions remain
ahead of tire solforico come catalizzatore. unanswered labeling’s introduction in European markets Lo scopo di questo studio è quello di esaminare le proprietà superficiali di tre tipi di cellulosa in polvere e la loro influenza sulle proprietà finali delle relative mescole caricate, al fine di determinare la quantità ottimale di carica dal punto di vista delle caratteristiche di vulcanizzazione e delle proprietà fisico-meccaniche delle mescole. I tre tipi di cellulosa utilizzati sono identificati come NC (Native Cellulose), ACC (privata dell’acqua con pressione ed essiccata) e ARC (lavorata in plasma di polvere e miscela di gas con esametildisilossano-HMDSO); tutti e tre i tipi vengono caricati, nelle quantità di 10, 20, 30 40 e 50 phr, in NBR SKN 3375. Tutte le mescole prodotte (10 con cellulosa più una di riferimento senza carica) vengono caratterizzate con le prove di tempo ottimale di vulcanizzazione, carico di rottura e allungamento a rottura. Mentre nel primo caso tutte le cariche cellulosiche diminuiscono il tempo ottimale di vulcanizzazione, per le proprietà meccaniche risulta evidente, in quasi tutte le mescole caricate, un loro deterioramento, dovuto probabilmente ad una scarsa omogeneizzazione delle fibre naturali nella matrice di gomma. Posto che la modifica della cellulosa in polvere mediante acetilazione cambia notevolmente le proprietà superficiali delle fibre per l’idrofobia, influendo sul rigonfiamento, i risultati delle prove rivelano che le migliori proprietà della
mescola si ottengono con i più bassi contenuti di cellulosa NC fino a 20 phr. Per un più esteso utilizzo dei materiali presi in esame, si dovrebbe sviluppare un efficiente metodo di modifica per migliorare compatibilità e adesione fra la matrice di gomma e le particelle delle cariche naturali.
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Bridgestone’s latest take on colored sidewalls is lightweight, and simple enough to be applied by dealers
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Isoprene from cellulose: how the paper industry could enter the tire supply chain
PROVE E MISURAZIONI IDENTIFICAZIONE DEI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (VOC) GENERATI DA POLIMERI NATURALI E SINTETICI
A. Ház, M. Jablonský, I. Hudec, I. Šurina, Department of Wood, Pulp and Paper, Slovak University of Technology, Bratislava (Czech Republic) - email: ales.haz@stuba.sk - KGK n. 5/2018, pag. 34-36.
L’
analisi dei composti organici volatili (VOC) è un metodo utile per comprendere i processi chimici coinvolti nella degradazione di un polimero e per identificare i materiali. Il desorbimento termico è una valida alternativa alle procedure convenzionali di raccolta dei campioni, è più efficiente di altri metodi di estrazione e consente la concentrazione selettiva di analiti target, rendendola ideale per analisi a livello di traccia mediante gascromatografia in una vasta gamma di applicazioni. Lo studio dei VOC è importante in parecchi ambiti: ambientale (tossicità, emissioni pericolose); lavorazione (stabilità, legami, efficienza
ABBIAMO LETTO PER VOI
del processo); conversazione (preservazione di patrimoni culturali); degradazione (studio del processo di degradazione e stabilizzazione); riciclo (utilizzo secondario di materiali, conversione di materiali di scarto in nuovi materiali e manufatti). In questo studio si verifica la possibilità di acquisire e analizzare VOC da tre tipi di polimero, gomma, polipropilene e lignina, con l’utilizzo di tubi adsorbenti Tenax/Carbograph e TD-GC/MS (Thermal Desorption-Gas Cromatography/ Mass Spectrometry = desorbimento termico-gascromatografia/spettrometria di massa) o direttamente con py-GC/MS (pirolisi-gascromatografia/ spettrometria di massa). Nel caso specifico di VOC da gomma, le condizioni di acquisizione sono temperatura 80°C, atmosfera aria, flusso 60 ml/min, durata 2 ore. Lo scopo principale dell’analisi della gomma consiste nell’identificare i prodotti che possono essere tossici o causare odori sgradevoli. Sulla base dei prodotti identificati è possibile effettuare una valutazione a sensori dei prodotti puri e stabilire quali emettono odori sgradevoli. La tossicità può essere valutata secondo le proprietà conosciute di ciascun prodotto, che può essere di solito anilina, cicloesanone etc.
PROVE E MISURAZIONI PRESTAZIONE DI ANTIOSSIDANTI PER MATRICI DI GOMMA VALUTATI PER MEZZO DI CALORIMETRIA DIFFERENZIALE A SCANSIONE (DSC)
Z. Cibulková, P. Šimon, Institute of Physical Chemistry and Chemical Physics, Faculty of Chemical and Food Technology, Slovak University of Technology, Bratislava (Czech Republic) - email: peter.simon@stuba.sk KGK n. 5/2018, pag. 37-42.
A
rgomento molto interessante quello dello studio che, sia pure limitandosi alla famiglia degli antiossidanti amminici, nell’introduzione spiega in termini semplici il meccanismo della degradazione termossidativa degli elastomeri, dovuta solitamente a calore, ossigeno, radiazioni (luce) e ozono. Viene esposto anche il princi-
pio dell’ossidazione accelerata mediante riscaldamento del materiale in esame, nelle due varianti OIT (Oxidation Induction Time = tempo di induzione all’ossidazione) e OOT (Oxidation Onset Temperature = temperatura di induzione all’ossidazione). La calorimetria differenziale a scansione (DSC) e l’analisi termica differenziale (DTA) sono i metodi che permettono di misurare in modo affidabile il calore che si sviluppa durante la termossidazione di gomme: in particolare questo studio propone un metodo per determinare i parametri cinetici dei periodi di induzione dalle temperature di induzione di prove non isotermiche di DSC, usando velocità lineari di riscaldamento. Lo scopo dello studio è rivedere e riassumere alcune delle recenti applicazioni di questo metodo, che impiega funzioni di temperatura di Arrhenius e di altro tipo nella valutazione della stabilità termossidativa di gomme. Le gomme prese in esame sono poliisoprene ed SBR. Di entrambe si esaminano: • la termossidazione, dopo stabilizzazione con p-fenilendiammine; • i fattori di protezione; • l’efficacia dell’antiossidante. Si prendono in considerazione anche miscele degli antiossidanti utilizzati, verificandone la sinergia. La trattazione dell’argomento si basa sulla conoscenza della teoria esposta nella fase iniziale, con equazioni che richiedono esperienza in analisi matematica, tuttavia la parte descrittiva di prove e risultati si comprende bene anche senza tale esperienza e si capisce come, con il metodo illustrato, sia possibile selezionare l’antiossidante più adatto ad una gomma specifica, anche diversa dalle due scelte per lo studio, nonché mettere a punto un’eventuale miscela di stabilizzanti con effetto sinergico.
MATERIE PRIME E APPLICAZIONI PROPRIETÀ MECCANICHE ED ELETTRICHE DI UNA MESCOLA SBR CARICATA CON IDROSSIDO DI MAGNESIO PER MEZZO DI LIQUIDO IONICO FUNZIONALIZZATO
N.N. Rozik, A.F. Younan, E.S. Shafik, S.L. Abd El-Messieh, Polymers & Pigment Department, National research Centre, Giza (Egypt) - email: nehad.naem@yahoo.com - KGK n. 5/2018, pag. 49-55.
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liquidi ionici funzionalizzati (ILs) sono tra i composti chimici più studiati nell’ultimo decennio per le loro proprietà specifiche, che li rendono idonei a molte applicazioni diverse come catalisi, elettrodinamica, sintesi organica e polimerica. In un ambito di crescente interesse, quello dei prodotti ritardanti di fiamma, in particolare idrossido di magnesio e di alluminio, caratterizzati da basso costo, atossicità ed ecocompatibilità, i liquidi ionici possono entrare in gioco. Infatti l’idrossido di magnesio è difficile da disperdere in composti polimerici idrofobi e si richiedono elevate quantità di utilizzo per una prestazione antifiamma accettabile. Soprattutto l’alto livello di carica danneggia le proprietà meccaniche della mescola e i tradizionali prodotti, come acido stearico, silani e titanati, usati per modificare l’idrossido di magnesio al fine di migliorarne resistenza alla fiamma e compatibilità col polimero, hanno sempre dato scarsi risultati. Recentemente sono stati messi a punto nuovi liquidi ionici specifici, con gruppi funzionali legati alle parti cationiche o anioniche: questo studio si occupa di verificare la possibilità che il liquido anionico 1-carbossimetil-3-metilimidazolo bromuro [Cm-MIM]Br venga usato come modificatore dell’idrossido di magnesio per ottenere migliori mescole in SBR ritardanti la fiamma. Stabilita la formulazione di SBR di riferimento, lo studio illustra le tecniche di controllo utilizzate, la sintesi del liquido anionico e la preparazione delle mescole. Nella sezione risultati e discussione viene spiegato il meccanismo dell’interazione chimica fra il liquido anionico e le particelle di idrossido di magnesio, per arrivare finalmente ad analizzare le proprietà meccaniche ed elettriche di tutte le mescole prese in esame, quella di riferimento senza liL’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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quido anionico e le due con liquido anionico al 5 e 15% di contenuto, tutte e tre nelle quattro varianti con 2,55-7,5 e 10 phr di idrossido di magnesio. I due grafici che riportano i valori di carico di rottura e allungamento a rottura evidenziano come entrambe le proprietà migliorino gradualmente con l’aggiunta di liquido anionico, aumentandone le quantità contemporaneamente all’aumento di idrossido di magnesio: questo dimostra che il liquido anionico agisce come un efficace plastificante e compatibilizzante per idrossido di magnesio ed SBR. Anche le proprietà elettriche vengono migliorate (a loro è dedicata la parte più corposa dello studio), con valori di conduttività compresi nell’intervallo 10-8 e 10-11 S/cm.
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L.H. Palys, W. Pavlek, Arkema - RubberWorld aprile/maggio 2018 - pag. 23-32.
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econdo questo lavoro di Arkema, che si riferisce a un documento presentato al 190° Technical Meeting of the Rubber Division dell’ACS (American Chemical Society), il perossido VulCup 40C-SP2 offre i vantaggi di migliore protezione a scottatura e reologia in polietilene clorurato (CPE), vantaggi che si estendono a molti altri polimeri (ACM, EPDM, HNBR, VMQ etc.). In questo caso viene esaminato l’utilizzo di questo perossido in tre gradi di CPE Wellpren di Sundow Polymers (CM 566M, 3588M e 3690M) in una formulazione per guaina di cavi elettrici. Una serie di tabelle iniziali illustra tutte le mescole realizzate (tre tal quali senza perossido e due per ogni grado di CPE con l’utilizzo di VulCup 40-KE e VulCup 40C-SP2), fornisce le caratteristiche di perossidi e CPE usati e riporta i valori di reticolazione e scottatura di tutte le mescole in esame. Un reometro RPA 2000 è impiegato per studiare gli effetti dei due perossidi confrontati su reticolazione del CPE, tempo di scottatura e viscosità delle mescole a varie temperature. 16
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ABBIAMO LETTO PER VOI
Dalle valutazioni fatte sulla reticolazione del CPE a 180°C, risulta che il miglioramento del tempo di scottatura a questa temperatura non è critico per il processo di vulcanizzazione in continuo della guaina: tuttavia il tempo di scottatura è molto importante nella fase di confezionamento ed estrusione della mescola nell’intervallo di temperatura 125-140°C. È in quest’ambito che il VulCup 40CSP2 offre una produttività migliorata e qualità nelle operazioni di estrusione della guaina di CPE. Sintetica ed interessante è proprio la sezione che studia l’estrusione della guaina di CPE nell’intervallo 125140°C, nella quale i grafici presenti ben evidenziano il diverso comportamento del normale VulCup e della versione SP2. In conclusione il nuovo tipo di VulCup, protetto alla scottatura, ovvia alle variazioni reologiche del CPE e fornisce alla mescola per guaina una viscosità inferiore a parità di temperature utilizzate nel processo produttivo. Di conseguenza si può aumentare la produttività del cavo e migliorarne la qualità.
MATERIE PRIME E APPLICAZIONI GOMME SILICONICHE HCR (HIGH CONSISTENCY RUBBER = GOMMA AD ALTA CONSISTENZA) PER ADDIZIONE: IMPATTO DI INIBITORI SUL PROFILO DI VULCANIZZAZIONE DELL’ELASTOMERO
C. Olsen Jr., H. Haas, AB Specialty Silicones, G. Stamper, Hexpol - RubberWorld - giugno 2018 - pag. 28-32.
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no dei tanti vantaggi della reticolazione platinica per addizione nelle gomme siliconiche HCR (High Consistency Rubber) è la possibilità di creare una mescola con velocità di reticolazione molto elevata. Questo studio si focalizza su mescole da messa a punto finale nell’ambiente produttivo o vicino ad esso: in questi casi il tempo di lavorabilità consiste in giorni e il costo totale della mescola può esser ridotto sensibilmente Le mescole per addizione possono essere molto convenienti se si usa l’oppor-
tuna combinazione di inibitori e bassi livelli di catalizzatore al platino. L’uso selettivo di inibitori può permettere di regolare il profilo di reticolazione per adattarsi allo specifico macchinario a disposizione. Tre sono gli argomenti importanti di questo studio: • l’effetto di tipo e livello di inibitore sul tempo di lavorabilità (questo influisce su mescolazione e produzione dei manufatti); • l’impatto dell’inibitore sulla velocità di reticolazione e sulle caratteristiche di stampaggio (questo influisce direttamente sul costo di produzione dei manufatti); • l’impatto dell’inibitore sulle proprietà meccaniche finali (la scelta dell’inibitore non dovrebbe influire su di esse). • Con l’uso di questi tre criteri vengono evidenziati i risultati dell’efficacia di tre diversi inibitori di Sigma Aldrich: • 1-etinilcicloesene (ETCH); • 3,5-dimetil-1-esino-3ol (Surfynol); • 2-butanone perossido (DDM). I primi due sono prodotti autorizzati al contatto con alimenti secondo la FDA CFR21, mentre il terzo è una combinazione sinergica con un perossido.
La trattazione si articola nelle seguenti sezioni: • determinazione di velocità di reticolazione e di caratteristiche di flusso; • effetto dell’inibitore sulle proprietà meccaniche finali; • procedura sperimentale; • preparazione dei masterbatch degli inibitori; • discussione dei risultati delle prove sulle proprietà meccaniche; • valutazione del tempo di lavorabilità; • esame dettagliato di tempo di scottatura (Ts) e tempo ottimale di reticolazione (T90); • discussione dei risultati. • I risultati dello studio dimostrano che le mescole platiniche, oltre ai vantaggi di stabilità a temperatura ambiente e di utilizzo dei macchinari esistenti, consentono di pro-
ABBIAMO LETTO PER VOI
durre manufatti senza necessità di post-reticolazione (necessaria per le mescole con perossido) e i loro tempi di lavorazione possono essere molto più veloci di quelle con perossido, con un conseguente significativo risparmio dei costi. Inoltre è possibile ridurre la quantità del platino anche più di 5PPM per abbassare ulteriormente i costi. Posto che è necessario determinare un tempo minimo di scottatura per ogni specifica applicazione, risulta evidente che, con un’appropriata scelta di inibitori, si può ottenere un adeguato margine di sicurezza tra le fasi di mescolazione, inizio del processo produttivo e inizio della reticolazione. Naturalmente occorre scegliere con attenzione cariche e pigmenti da utilizzare nella mescola, poiché esiste la possibilità di interazione fra catalizzatore platinico e materiali come zolfo, ammine e altri prodotti dannosi per la catalisi.
COSTRUZIONE E SIMULAZIONE VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO DI UNA MESCOLA DI GOMMA PER MEZZO DI PROGRAMMI COMPUTER
Hans-Joachim Graf, TechnoBiz Group (H-JG Consulting) - RubberWorld - agosto 2018 pag. 26-28.
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i tratta di uno studio molto breve, che valuta la possibilità di calcolare le proprietà di una mescola sulla base del contenuto di ingredienti. Mentre metodi come la matematica applicata alle reti neurali (NNM = Neural Networw Mathematics) si sono rivelati non idonei, nonosta nte una vasta banca dati, l’utilizzo di una banca dati molto più piccola creata con DOE (Design Of Experiments = progettazione degli esperimenti) riesce ad aver successo, sia pure limitato alle condizioni di contorno di questo esperimento: una figura esemplifica l’ottimizzazione co-
sì ottenuta nel caso di carbon black N550 ed olio. Nessun modello di regressione ottenuto da DOE può gestire una banca dati di combinazioni, tuttavia la maggior parte di DOE, presi in esame nello studio della relazione ingrediente/ proprietà della gomma, mostra chiaramente correlazioni lineari, per lo meno un tipo di regressione di secondo ordine. Di conseguenza la previsione di una mescola con determinate proprietà dovrebbe essere possibile con sufficiente precisione usando un approccio basato su regressione lineare in combinazione con ripetizione, metodo questo chiamato ripetizione multilineare (MLR). Viene eseguito un esperimento con una mescola in gomma naturale con olio e cariche: il risultato è che la simulazione utilizzata è utile per risparmiare tempo e sforzi per la messa a punto della mescola.
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Product Recall: in che modo riguarda l’industria della gomma Ci sono voluti alcuni mesi di preparazione, per definire i temi, individuare i relatori, organizzare una sequenza coerente di interventi e anche trovare gli sponsor. Ma alla fine ne è valsa la pena. Il convegno su “Difettosi e Product Recall” organizzato lo scorso 18 ottobre dalla nostra rivista in collaborazione con l’Università di Brescia e la società di brokeraggio assicurativo Biesse Broker può, a buon diritto, essere definito un successo. Non soltanto perché la Sala Consiliare dell’Università di Brescia si è totalmente riempita, ma anche perché la maggior parte dei presenti ha seguito tutte e 11 le relazioni che si sono dipanate dalle 9,30 del mattino alle 16 nel pomeriggio. E, soprattutto, per i molti commenti positivi che abbiamo raccolto. Del resto, il tema delle difettosità e dei richiami o ritiri di prodotto interessa sempre di più le imprese del comparto gomma, i cui prodotti spesso ricoprono funzioni fondamentali per il funzionamento corretto di un automobile, di un elettrodomestico o anche di un giocattolo. Basti pensare alla guarnizione difettosa di un finestrino o di un fanale, a un collettore dell’aria o dell’olio soggetto a perdite, alla chiusura di una lavastoviglie che fa acqua.
Il 18 ottobre scorso si è tenuto all’università di Brescia il convegno su “Difettosità e Product Recall” organizzato dalla nostra rivista in collaborazione con l’ateneo e con la società di brokeraggio assicurativo Biesse Broker. Un evento seguito con attenzione dal pubblico, intervenuto numeroso e assai interessato agli 11 interventi di altrettanti qualificati esperti sui temi delle tecnologie per ridurre i difetti, la gestione dei rischi e lo scenario normativo e assicurativo che riguarda possibili contenziosi generati da difetti di prodotti in gomma
Cambiamento di prospettiva Un tempo, le imprese che mettevano in commercio prodotti con simili difetti facevano finta di niente e cercavano di scaricare sul consumatore l’onere del guasto o della riparazione. Ma parliamo degli anni Settanta del secolo scorso. Poi l’affermarsi sempre più deciso dei diritti dei 18
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consumatori, partito dagli Stati Uniti ed estesosi a macchia d’olio in tutto il mondo, Europa compresa, ha cambiato radicalmente le cose. Oggi una grande casa che si accorge di un difetto del prodotto lo ritira completamente dal mercato o,
nel caso di beni particolarmente costosi come un’automobile, lo richiama in concessionaria per la sostituzione delle parti difettose. Tutto questo, ovviamente, a un costo, che non viene più scaricato sul consumatore, anche per evitare i dolorosi
Convegni Alcuni momenti del convegno del 18 ottobre. Dall'alto in basso gli interventi di Giorgio Ramorino dell'Università di Brescia, di Barbara Ulcelli di IMG e di Massimo Archetti di Argomm.
contraccolpi di possibili class-action, ma sul fornitore che ha prodotto il pezzo incriminato. In genere parliamo di aziende trasformatrici che non hanno la potenza economica e politica di colossi come le major del mercato automotive e che, quindi, sono destinate a soccombere. Ma, come hanno sapientemente illustrato vari relatori nella giornata bresciana, ora la situazione si sta facendo sempre più difficile da sostenere. I risarcimenti richiesti, o talvolta anche imposti senza tante sottigliezze dai grandi gruppi, possono assumere anche dimensioni milionarie, arrivare a bloc-
care la produzione o compromettere il buon nome del fornitore, aggiungendo al danno ulteriore danno. Le situazioni possono cambiare in base al mercato di riferimento o agli interlocutori e richiedono sempre di più l’adozione di politiche di tutela, coordinate dai risk manager e ammortizzate dalle sempre più numerose e variegate polizze assicurative disponibili sul mercato.
La parte tecnologica Il convegno del 18 ottobre ha quindi voluto affrontare il tema, secondo un’organizzazione degli argomenti che ha prima
preso in esame gli strumenti tecnologici oggi a disposizione degli imprenditori per ridurre le difettosità. Ha aperto i lavori Giorgio Ramorino, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università di Brescia, che svolge anche consulenze e conduce collaborazioni con le imprese proprio allo scopo di studiare i processi e capire le cause di alcuni difetti di produzione. Nel suo intervento ha illustrati alcuni casi pratici di questo genere di collaborazione. Di lavoro coordinato e di condivisione delle informazioni ha parlato anche Monica Battisti di Elastomers Union, importante produttore di mescole a base di fluoroelastomeri, che ha sottolineato come soltanto con una stretta cooperazione tra compounder e trasformatore è possibile mettere a punto la giusta formula per ogni specifico lavoro. Mauro Belloni, di Gibitre Instruments, ha illustrato il sistema di raccolta e conservazione dei dati raccolti dagli strumenti di laboratorio sviluppati dalla sua azienda, e basato sul servizio Microsoft SQL Server Express a utilizzo gratuito ed estremamente sicuro per quanto riguarda la protezione dei dati. IMG, tra i principali produttori di presse a iniezione per lo stampaggio della gomma, ha raccontato il suo sforzo di ricerca e sviluppo per la messa a punto di sistemi più efficienti dal punto di vista energetico, basati sull’impiego di motori elettrici. L’azienda lavora anche all’adozione di soluzioni Industry 4.0, basate anche su Internet delle Cose Industriale (IIoT), per raccogliere e interpretare i dati di funzionamento della macchina, anche attraverso applicazioni Cloud. Mario Regazzoni, di UTP Vision, azienda che realizza sistemi basati sulla visione artificiale per il controllo di qualità finale del prodotto, ha infine spiegato come, in questo particolare tipo di funzione, stia facendo il suo ingresso anche l’intelligenza artificiale, attraverso sistemi in grado di imparare da soli a riconoscere i difetti sui manufatti in gomma e a scartare quindi i pezzi fallati in modo completamente automatico. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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Qui a fianco, dall'alto, un grafico che mostra la crescita del richiamo prodotti mostrato da Francesca Magno dell'Università di Bergamo durante il suo intervento. Nei tre grafici in basso alcuni risultati preliminari dell'indagine condotta dalla stessa Francesca Magno per capire l'incidenza dei problemi connessi ai richiami di prodotto sulle industrie della gomma italiane.
La nostra indagine Una delle relazioni centrali della giornata è stata quella di Francesca Magno, docente all’Università di Bergamo di Economia e gestione delle imprese e di Managing Product and Brand Innovation. La studiosa ha messo a punto un’indagine, rivolta alle aziende del settore gomma, per capire in quale misura il tema del richiamo o del ritiro di prodotto le coinvolga o le abbia coinvolte in passato. Dai risultati preliminari del questionario (a cui si può ancora rispondere direttamente a questo link, https://it.surveymonkey.com/r/YJQH2NL) emerge come il tema ancora sia poco percepito dalle imprese della Rubber Valley, di cui solo poco più del 19% afferma di esserne stata interessata in passato. Nella scala dei “valori” connessi all’argomento molti intervistati considerano importante assicurarsi contro il rischio. Per molti il richiamo prodotti denota un atteggiamento responsabile ed è sinonimo di onestà e attenzione verso il cliente. Ma è anche vero che una buona parte di chi ha risposto sostiene che in presenza di difettosità di minore rilevanza preferisce tacere. Per una buona fetta di imprese della gomma, infine, non è vero che il richiamo di prodotto sia un evento normale nella vita di un’azienda. Evidenza in parte smentita da Massimo Archetti, direttore di produzione di Argomm SpA, che ha pure il compito di gestire le operazioni di risk management all’interno dell’azienda. Archetti ha sottolineato come in effetti sia relativamente frequente far fronte a contestazioni, a volte anche non supportate da chiare evidenze, da parte di committenti che cercano di farsi forti della loro posizione di clienti. Di fronte a situazioni di questo tipo un’azienda dev’essere organizzata in modo da essere in grado di recuperare tutti i dati relativi a un lotto o a una fornitura, dai test di laboratorio ai controlli di qualità, passando per tutto quanto concerne la lavorazione. Uno sforzo sulla 20
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Convegni
GLI SPONSOR tracciabilità che richiede organizzazione e investimenti.
Normative e assicurazioni La sessione pomeridiana del convegno si è concentrata soprattutto sull’aspetto dello scenario normativo e assicurativo che si pone di fronte alle aziende della gomma. Claudio Perrella, del network nazionale di avvocati e commercialisti LS LexJus Sinacta, ha spiegato come un’azienda trasformatrice del settore gomma commetterebbe un grave errore a considerare quello italiano come lo scenario giuridico di riferimento. Quello che fa testo è il paese dove l’oggetto viene utilizzato e mostra il difetto e se, nel caso, questo dovesse essere gli Stati Uniti, i problemi in termini di eventuali richieste di danni o contestazioni potrebbero rivelarsi anche di grave entità. Gli Stati Uniti hanno infatti un ordinamento giuridico particolarmente sensibile alle istanze dei consumatori e non nuovo alla richiesta di risarcimenti di centinaia e centinaia di milioni nel caso di danni procurati da prodotti. Occorre quindi tutelarsi anche di
fronte a simili eventualità, con pacchetti assicurativi che comprendano un’assistenza legale anche in paesi come gli Stati Uniti. Di recente, anche la Cina sta inasprendo il quadro normativo legato alla qualità di prodotto e ai richiami. Francesco Cincotti, di VRS Alfacincotti, importante studio peritale internazionale, ha invece spiegato i meccanismi alla base delle perizie che vengono effettuate per verificare le reali cause di un difetto di prodotto alla base di un contenzioso per richiamo. Le casistiche possono essere molto complesse ed è importante, nella strada dell’accertamento della verità, in indagini che possono rivelarsi anche molto complesse, accordare piena fiducia al perito e collaborare con lui nel modo più aperto possibile. Infine, il panorama delle soluzioni assicurative pensate per le imprese del settore gomma (o di altri comparti) e in grado di tutelare dai vari rischi connessi ai richiami di prodotto è stato illustrato da Massimo e Maurizio Modina di Biesse Broker e da Alessandro D’Andreamatteo del gruppo assicurativo HDI Global SE. Non entriamo
Organizzare un convegno come quello del 18 ottobre e renderne la fruizione totalmente gratuita per il pubblico interessato richiede, ovviamente, investimenti in termini organizzativi e, soprattutto economici. Eventi di questo tipo non sarebbero possibili, quindi, senza la sensibilità e generosità di aziende che condividono il nostro impegno nell’informazione e divulgazione dei temi importanti per l’industria della gomma. In questa particolare occasione dobbiamo quindi ringraziare le seguenti aziende: Elastomers Union, Gibitre Instruments, IMG, UTP Vision, VRS Alfacincotti, Biesse Broker e HDI Global SE. Un ringraziamento particolare va poi all’Università di Brescia che ha messo a disposizione la sua Sala Consiliare per ospitare l’evento.
nel dettaglio dei contenuti delle varie relazioni perché nel primo numero del 2019 de L’Industria della Gomma pubblicheremo un ampio reportage sulla rivista, con il dettaglio delle varie relazioni. Dei veri e propri atti del convegno bresciano a cui vi diamo, pertanto, appuntamento.
Noi della Innovativ Gummi Tech vantiamo una lunga esperienza maturata nel settore della gomma. Ci occupiamo non solo di progettazione, produzione e vendita di mescole in gomma per i più svariati settori, ma anche consulenza sui processi industriali ad alto valore tecnologico. I moderni impianti di produzione, la competenza nel campo della tecnologia della gomma e la conoscenza della scienza e della chimica dei polimeri, ci permettono di essere sempre al passo coi tempi. I principali settori del mercato mondiale in cui operiamo sono: Automotive, Calzaturiero, Farmaceutico, Tubi Idraulici, Cinghie e Nastri Trasportatori, Guarnizioni e Giunti, Rivestimento Rulli, Energia e Petrolio, Edilizia e Costruzioni, Prodotti Speciali.
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Reach, una normativa in continua evoluzione di Gianpaolo Brembati
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hi crede che il Reach, con la sua ultima scadenza di registrazione del 31 maggio 2018, sia ormai del tutto assestato commette un grosso errore. La normativa, infatti, è dinamica e contiene già nel suo regolamento le istruzioni relative a tutte le situazioni connesse con le sostanze chimiche registrate e non registrate, con le registrazioni effettuate prima e dopo la dead-line, con la valutazione delle sostanze e con le procedure di autorizzazione e restrizione. La casistica del Reach e delle sue implicazioni risulta molto vasta, soprattutto se si tiene conto di tutti gli aspetti del mercato delle sostanze chimiche, ed è per continuare ad essere vicina ai molteplici operatori di settore che AssICC, l’Associazione Italiana Commercio Chimico, ha organizzato la terza edizione del convegno “Aggiornamento dei regolamenti europei: REACH, CLP, BPR (Biocidi)”, tenutosi a Milano all’inizio di ottobre.
Il Progetto Reach I lavori sono stati aperti da Marco Coldani, presidente di AssICC che, dando il benvenuto ai numerosi partecipanti (circa 300) ha sottolineato l’aiuto concreto offerto alle aziende associate con l’iniziativa “Progetto Reach”, promossa dall’associazione per assistere gli associati negli adempimenti previsti dai regolamenti, approfondendo le problematiche relative all’applicazione della norma. Altro scopo è l’informazione costante attraverso l’orga22
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Rispondendo al forte interesse da parte degli operatori, AssICC, l'associazione italiana per il commercio chimico, ha organizzato il terzo convegno nazionale “Aggiornamento dei regolamenti europei: REACH, CLP, BPR (Biocidi)”. L'evento, realizzato in collaborazione con Octima, si è svolto a Milano lo scorso 3 ottobre a Palazzo Castiglioni. Ecco un dettaglio dei contenuti di maggiore interesse per il settore gomma
Sostanze
Alcuni momenti del convegno organizzato da AssICC agli inizi di ottobre che ha fatto il punto sull'entrata in pieno vigore del REACH dopo la scadenza dell'ultima fase di registrazione a fine maggio scorso.
nizzazione di convegni e seminari o anche mediante la preparazione e la pubblicazione di documenti operativi. Sono quindi iniziate le presentazioni, con Enzo Grimaldi e Renato Porta di AssICC e Filippo Busolo di Octima in qualità di moderatori e con l’intervento di numerosi relatori, tra cui esperti di istituti ministeriali e regionali, come l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), l’AUSL-Gruppo Tecnico Interregionale REACH di Latina e la Regione Lombardia. Per quanto riguarda, nello specifico, il settore della gomma, gli interventi più interessanti sono stati quattro.
Le criticità regolatorie Gianluca Stocco di Normachem, società di consulenza sulle normative sociali e di tutela ambientale, ha affrontato l’argomento mettendo in evidenza i punti salienti dei primi dieci anni di vita del REACH (2008-2018), caratterizzati da grandi numeri, che hanno coinvolto 15.000 sostanze “full”; 8.000 sostanze “intermedi”; 82.586 fascicoli; 14.000 imprese.
Tre punti salienti contraddistinguono l’applicazione della normativa. In fatto di sperimentazione animale il Reach promuove metodi alternativi con il finanziamento di 40 milioni di €/anno, da parte della Commissione, per supportarne la ricerca. Tra il 2012 e il 2016, inoltre, sono state adottate 18 restrizioni, fra cui Cr, Ni e Pb nei prodotti di consumo, bisfenolo A nella carta tessile e nonilfenoli nel tessile. E infine si è proceduto con la sostituzione di SVHC (cioè Substances of Very High Concern = sostanze estremamente preoccupanti) con alternative più sicure; ci sono 191 sostanze in lista candidata e 43 in autorizzazione. Stocco ha poi parlato di nanomateriali, sempreè più diffusi in molti composti. Per quanto riguarda le sostanze in nanoforma, il 26 aprile 2018 la Commissione Reach ha votato la bozza di modifiche del regolamento per chiarire i requisiti di informazione e per introdurre la definizione di nanomateriale. In questo modo imprese e autorità potranno accrescere il livello di conoscenza sui nanomateriali, sul loro
uso, su quali eventuali rischi possono comportare per la salute e l’ambiente e come questi rischi sono controllati. Trattando il tema dei polimeri Stocco ha poi evidenziato come «i polimeri non vadano registrati, ma i monomeri liberi (contenuti al 2% o più in p/p) invece sì, così come le altre sostanze legate chimicamente al polimero, quando sono trattate in quantitativi superiori a 1 ton/anno». Un nuovo studio della Commissione valuterà i rischi che presentano i polimeri rispetto ad altre sostanze e l’eventuale necessità di registrare alcuni tipi di polimeri, tenendo conto di competitività e innovazione, nonché di protezione della salute umana e tutela dell’ambiente. In tema di materiali riciclati, ha osservato Stocco, «Il problema consiste nel determinare quando questi materiali cessino di essere rifiuti, e siano quindi nuovamente soggetti al Reach, un tema da affrontare nel contesto dell’economia circolare. Le criticità in quest’ambito sono costituite dall’identificazione delle sostanze, mediante analisi e campionamento; dal confronto con la sostanza registrata e dalla presenza delle sostanze elencate nell’Allegato XIV». I sottoprodotti sono esentati dall’obbligo di registrazione, tranne nel caso che siano essi stessi importati o immessi sul mercato, mentre le aziende devono verificare la presenza di sostanze estremamente preoccupanti candidate all’autorizzazione e presenti, all’interno di un articolo in concentrazione in peso superiore allo 0,1% del peso complessivo. In questi casi per il fabbricante/importatore di articoli sono previsti alcuni obblighi specifici: di comunicazione e, in casi specifici, di registrazione e notifica a ECHA. A peggiorare il quadro valutativo vi è anche il fatto che gli articoli presenti sul mercato possono differire tra semplici e complessi, con la conseguenza di un possibile maggior coinvolgimento degli operatori. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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MONDOGOMMA
La conclusione di Stocco è stata che, in pratica, «solo una parte delle criticità sono in fase di analisi o revisione da parte delle Autorità. Di conseguenza è molto importante il ruolo di aziende e associazioni nel trasmettere analisi e criticità alle autorità, anche locali, considerando che alcune di esse, come la presenza di sostanze SVHC in articoli, sono un tema trasversale. Ancora una volta si sottolinea quindi l’importanza della cooperazione tra aziende e associazioni di categoria di appar-
Particolarmente di attualità è stato l’argomento della scadenza delle preregistrazioni, forse prorogata al 31 dicembre 2018 o addirittura al 31 dicembre 2019 (data che sarà inserita nella prossima Reach review). Fino ad oggi, se una società aveva la preregistrazione di una sostanza (sempre prodotta o importata in quantità superiore a 1 ton/anno), ma non aveva provveduto a sottoporre il dossier entro il 31 maggio 2018, dopo tale data non poteva più produrla/importarla
tenenza, che possono farsi portavoce di questi aspetti presso le Autorità competenti».
nell’UE: poteva tuttavia continuare a vendere sul mercato lo stock residuo prodotto/importato prima della scadenza. La novità, che porterebbe la nuova “cut off date”, sarebbe la possibilità per le aziende di avvalersi nuovamente della preregistrazione e passare direttamente alla registrazione della sostanza. D’altro canto, se non si ha preregistrazione, occorre presentare la domanda di inquiry e successivamente di registrazione e, in questo caso, si deve aspettare il numero di registrazione per potere riprendere o incominciare a produrre/importare la sostanza.
Le criticità del mercato Gabriele Scibilia di Flashpoint, società di consulenza e formazione sulle merci pericolose, ha ricordato quali sono gli obblighi Reach degli attori UE e, cioè, fabbricanti e importatori europei di sostanze, tal quali o componenti di miscele, in quantitativi pari o superiori a 1 ton/anno; produttori e importatori di articoli, nel caso in cui l’articolo contenga una sostanza in quantità superiori a 1 ton/anno di una sostanza destinata ad essere rilasciata in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili; rappresentanti esculisvi (Only Representative, OR) stabiliti nell’UE e nominati da un fabbricante/produttore al di fuori dell’UE per adempiere agli obblighi di registrazione degli importatori. 24
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Effetti della Brexit La Brexit, ha ricordato Scibilia, ossia l’uscita del Regno Unito dall’UE (prevista per il 30 marzo 2019), avrà come conseguenza che tutte le registrazioni rilasciate a produttori, aziende leader di presentazione congiunta della
domanda di registrazione e importatori con sede nel Regno Unito non saranno più valide. Un produttore/importatore, di base in UK, che ha registrato una sostanza può nominare un OR nell’UE o spostare la propria sede in UE o cedere la sua registrazione a una azienda europea o, in caso fosse il Lead Registrant di una registrazione, nominarne uno nuovo con base in UE, prima del 29 marzo 2019. Altrimenti il cliente europeo dovrà rivolgersi a un altro fornitore europeo o registrare la sostanza direttamente in qualità di importatore. Gli scenari di esposizione, riferiti a sostanze registrate, con tonnellaggio uguale o superiore a 10 ton/anno, pericolose per classi di pericolo stabilite dall’articolo 58 del CLP, classificate PBT/vPvB e, se in miscela, secondo le concentrazioni dell’articolo 14, devono essere forniti agli utilizzatori a valle in allegato alla scheda di sicurezza. Dal momento che uno scenario di esposizione allegato è considerato una parte integrante ella scheda di sicurezza, esso è soggetto alle stesse prescrizioni in merito alla traduzione cui è soggetta la SDS, vale a dire che deve essere fornito nella lingua ufficiale dello Stato membro sul cui mercato la sostanza o la miscela sono immesse, salvo diversa disposizione dello Stato membro. Purtroppo, ha concluso Scibilia, le non conformità che contaminano la filiera di fornitura sono molte, soprattutto in merito agli obblighi di restrizione (91% del totale, rispetto al 6% per classificazione e correttezza SDS e il 3% per le sostanze SVHC negli articoli) e all’obbligo di pubblicità per le imprese che immettono sul mercato miscele pericolose attraverso piattaforme online. Per questo motivo si raccomanda alle associazioni di intensificare il loro supporto alle imprese, che importano e distribuiscono prodotti chimici, al fine di favorire la raccolta di informazioni utili ad assicurare la conformità dei prodotti immessi sul territorio europeo.
Il Reach dopo maggio 2018 Paola Ulivi di Danger & Safety, società di consulenza in ambito chimico, dopo avere riassunto gli obiettivi del Reach
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e le esenzioni dalla registrazione ha mostrato i dati di registrazione aggiornati al 31 agosto 2018: 32.515 registrazioni completate e 10.708 sostanze, cui è seguita la considerazione che solo una percentuale modesta delle sostanze ha un numero d registrazione. Per quanto riguarda l’Italia, le aziende che hanno effettuato una registrazione sono circa il 7%, con la maggior parte delle registrazioni appannaggio delle grandi aziende e con meno dell’1% tra le aziende incaricate da
stanze nominalmente citate, gruppi di sostanze, pericoli di sostanze e miscele. Inoltre particolare attenzione deve essere prestata alle sostanze SVHC, la cui lista viene aggiornata normalmente ogni sei mesi, in quanto la presenza di tali sostanze nei prodotti commercializzati comporta adempimenti specifici per l’azienda. Per chi importa una sostanza da un produttore extra UE è essenziale, ha osservato Ulivi, «verificare che tale sostanza sia registrata dal produttore
produttori extra UE come Only Representative. Interessanti le previsioni di quanto potrà accadere sul mercato nell’immediato. Secondo Ulivi «ci sarà inevitabilmente un periodo di assestamento per poter ricevere dai fornitori i numeri di registrazione e, qualora presenti, gli scenari espositivi per le ultime registrazioni. Si assisterà poi a un aumento dei quantitativi utilizzati per le sostanze registrate (e presumibilmente anche dei loro costi). Infine si verificherà una frammentazione sull’uso di moltissime sostanze movimentate (importate o prodotte) sotto la tonnellata». In merito alle sostanze soggette ad autorizzazione o restrizione, l’esperta ha evidenziato che il mancato rispetto della norma prevede sanzioni penali ed è essenziale tenere presente che, se esiste una restrizione applicabile ad una sostanza o miscela, questa deve sempre essere riportata al punto 15 della scheda di sicurezza, indipendentemente dall’uso indicato al punto 1. Le limitazioni possono riguardare so-
stesso (in questo caso l’importazione può essere fatta da qualsiasi produttore e da qualsiasi paese) mentre, se il produttore extra UE ha nominato un Only Representative, occorre ricevere dall’OR la dichiarazione, che attesti la nomina per la sostanza in questione, il numero di registrazione, l’accettazione da parte dell’OR e la conferma che il proprio tonnellaggio sia coperto».
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
L’impatto sui luoghi di vita e di lavoro Filippo Busolo di Octima, l’organizzazione per la chimica e per la tecnologia innovativa dei mercati avanzati, ha affrontato il tema delle ricadute pratiche sulla vita di tutti i giorni della normativa. In particolare, ha esordito mettendo a confronto le due normative, REACH e D. Lgs. 81/08, mettendone in evidenza le diverse logiche. Il Reach, infatti, è incentrato sulla protezione dei lavoratori, degli utilizzatori professionali, dei consumatori e dell’ambiente; si occupa solo dei rischi per salute e ambiente; considera solo la sostanza e sottende una re-
sponsabilità del registrante solo per quanto riguarda lo scenario di esposizione, mentre la responsabilità dell’utilizzatore a valle riguarda la verifica della propria conformità allo scenario di esposizione. Il D. Lgs. 81/08 si occupa invece di protezione dei lavoratori e rischi per la salute (esposizione nel tempo) e per la sicurezza; considera l’interazione della sostanza con altri rischi presenti sul luogo di lavoro e pone la responsabilità in capo al datore di lavoro. In effetti, ha osservato Busolo, «a parte la confusione che la convivenza delle due normative rischia di generare, l’elemento del Reach di maggior rilievo ed impatto è lo scenario di esposizione allegato alla SDS, che descrive per quali usi, in quali condizioni e con quali misure di controllo del rischio la sostanza è ritenuta sicura per la salute e l’ambiente: il datore di lavoro/utilizzatore a valle deve verificare la propria conformità allo scenario di esposizione entro tempi definiti. Purtroppo la documentazione richiede un’attività onerosa, dal momento che va distinta per ogni sostanza/fornitore e che finora non esiste una struttura standard che la definisca. Nel caso, inoltre, in cui ci sia un uso non coperto dallo scenario occorre mettere in atto azioni correttive». La valutazione della sicurezza chimica REACH comprende anche gli aspetti ambientali, per cui lo scenario di esposizione può contenere indicazioni specifiche per emissioni e scarichi della sostanza. Riassumendo: Reach e D.Lgs. 81/08 regolano la valutazione del rischio chimico con logiche parzialmente diverse; il registrante definisce, nello scenario di esposizione, le condizioni standard a lui note per un uso sicuro della sostanza; il datore di lavoro/utilizzatore a valle deve dimostrare che il proprio uso è conforme/coperto oppure altrettanto sicuro. La dimostrazione di tale conformità può essere semplice o richiedere anche competenze tecniche specifiche, mentre emerge come alcuni settori di mercato (per esempio pitture e vernici) si trovino nella pesante situazione di dover gestire un numero elevato di documenti e di reperire competenze necessarie per la loro compilazione.
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FOCUS
Materie mescole prime. tra Reach INCHIESTA Le Le nostre domande 1.
Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite?
2.
Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare?
3.
Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto?
4.
Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH?
e protezionismo: Ricerca, qualità, prezzo: luci e ombre del il2018 che cosa muove mercato I produttori di mescole sono moderatamente soddisfatti del 2018 che si avvia a conclusione. L’anno è stato positivo, ma negli ultimi mesi in molti segnalano un rallentamento degli ordinativi che trova le sue motivazioni in un generale rallentamento dell’economia globale, probabilmente anche a causa della nuova politica dei dazi imposta in primo luogo dagli Stati Uniti. Inoltre, dal primo giugno è definitivamente operativo il REACH. Ecco come i protagonisti del settore commentano gli aspetti positivi e negativi dell’anno e li trasformano in proiezioni per il 2019
5.
In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti?
6.
Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno? L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA novembre 2016
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FOCUS
«Anche se i nostri clienti sono soprattutto in Europa
Centrale, rileviamo una forte preoccupazione per la situazione internazionale
»
Compounds Jan Kuron
Direttore commerciale e marketing
1.
Nel 2018 Compounds AG ha rilevato una produzione stabile ed in crescita presso suoi i clienti. Tuttavia, rileviamo una sensibilità al prezzo significativamente più alta sia per i clienti acquisiti rispetto ai nuovi, in particolare per le mescole tecnicamente di altissima qualità.
Per quali settori in particolare? Industriale, Elettrico, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Altri In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Profilo sagomato estruso, Corda In quali colori? Tutti i colori secondo la richiesta del cliente Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Il quantitativo minimo per le mescole nere varia tra 100 e 130 kg, per quelle colorate tra 80 e 90 kg. Quante linee di mescolazione avete in funzione? Due, una per le mescole scure, una per quelle colorate Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 70%
2.
I mercati principali della nostra azienda si trovano in Europa Centrale. Tuttavia, rileviamo presso i nostri clienti una forte preoccupazione per quanto riguarda i mercati Usa e Cina.
3.
Dal momento che Compounds AG è un’azienda di piccole/ medie dimensioni, è obbligata a concludere buoni accordi con i fornitori. Insieme ai nostri clienti cerchiamo di pianificare in anticipo il più possibile, a beneficio di termini di consegna affidabili e prezzi stabili.
4.
Supervisioniamo i temi connessi al REACH in modo molto coscienzioso ed accurato attraverso il nostro dipartimento interno di Ricerca e Sviluppo. È chiaro che i requisiti normativi e legali saranno in futuro sempre più crescenti e genereranno anche costi più elevati. È quindi essenziale strutturare i processi interni in modo da renderli efficienti.
5.
»
Der-Gom Giorgio Bolis
Amministratore delegato
1.
Confermo che il 2018 è meno brillante del 2017, tuttavia siamo soddisfatti del lavoro svolto e dei risultati acquisiti. Da settembre il mercato sembra in flessione e pare che le incertezze sul piano nazionale e internazionale portino gli utilizzatori finali ad una pausa di riflessione prima di lanciarsi in nuovi progetti o investimenti.
2.
Da sempre ci siamo impegnati a formare continuamente i nostri dipendenti. I dipendenti motivati e che lavorano nella nostra azienda da numerosi anni costituiscono per noi un valore aggiunto e un fattore determinante di successo.
La nostra presenza sui mercati internazionali è relativamente ridotta e perciò non risentiamo di condizionamenti da parte di politiche macroeconomiche internazionali.
6.
Pur essendo più tranquillo del 2017 anche il 2018 ha riservato qualche brutta sorpresa con difficoltà di reperimento di carbon black per la prima parte dell’anno e conseguentemente una forte crescita dei relativi prezzi.
Vedremo quali saranno gli ulteriori sviluppi dell’economia mondiale. Il nostro obiettivo è continuare a crescere e attirare un numero maggiore di clienti relativamente ai nostri settori strategici di sviluppo.
LA SCHEDA AZIENDALE COMPOUNDS AG Sede: Barzloostrasse 1 - CH 8330 Pfäffikon ZH - Svizzera Quanta mescola producete in un anno? 5.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, Altro
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Nel 2018 le difficoltà di reperimento hanno riguardato soprattutto il carbon black, con una conseguente forte crescita dei prezzi
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
3.
4.
Come c’era da aspettarsi i prezzi dei prodotti chimici sono cresciuti in maniera impressionante, a volte anche del doppio rispetto al prezzo dello scorso anno. Ora pare che la situazione si stia normalizzando, ma avremo un quadro più certo della situazione quando tutte le scorte dai produttori non registrati saranno esaurite e sarà chiaro chi saranno i player definitivi.
Inchiesta mescole Le nostre domande
5.
Il problema della specializzazione e competenza del personale è da tempo fondamentale per il successo dell’impresa. Abbiamo investito nella ricerca e formazione di giovani tecnici che possano incidere sull’automazione dei processi produttivi, ma è importante proporre un chiaro progetto di carriera per fidelizzare il personale giovane che spesso è tentato dal cercare soluzioni in settori più stimolanti.
6.
Temo che il 2019 sarà un anno molto complicato perché svelerà le conseguenze di tutte le problematiche di cui si è parlato sopra. Inoltre sulla situazione italiana inciderà anche l’incertezza politica ed i risultati delle prossime azioni del nostro governo. Da parte nostra siamo però ottimisti e fiduciosi in un buon lavoro perché abbiamo buone previsioni e tante positive novità.
LA SCHEDA AZIENDALE DER-GOM
Sede: Via dei Castagni 3/5 - 23846 - Garbagnate Monastero (Lecco) Quanta mescola producete in un anno? 5.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, Butilica, Alobutilica, AEM Per quali settori in particolare? Automotive, Industriale,
L’EVOLUZIONE DELLA BAREISS
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
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FOCUS Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Calzature In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Bobina In quali colori? Nero e chiari (non trasparenti) Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? 150 kg Quante linee di mescolazione avete in funzione? Due, tangenziali da 125 l utili Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale?
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Per far crescere il business abbiamo creato una rete con una società specializzata in ricerca e una trading company
»
Elastomers Union Armando Pagani Sales manager
1.
Come nel 2017 anche nei primi 10 mesi del 2018 abbiamo registrato una domanda crescente per i nostri prodotti grazie anche al nostro network, costituito da una parte con una società di ricerca, la Dott. Viola & Partners Chemical Research srl, e dall’altra con una trading company, Sersar srl. La prima si occupa dello sviluppo di polimeri, della gestione della sintesi dei fluoroelastomeri e della ricerca di nuove applicazioni per questi materiali, mentre la seconda gestisce la loro commercializzazione in Europa, consentendoci di avere sempre materia prima disponibile. L’insieme di queste aziende ci ha permesso di sviluppare mescole sempre più performanti e, di conseguenza, di incrementare il nostro fatturato. Nelle ultime settimane alcuni segnali di flessione si stanno facendo sentire, anche se per il momento il flusso degli ordini da parte dei nostri clienti è costante.
2.
La situazione sui mercati internazionali è difficilmente stabile e priva di controversie e, forse, il 2018 è semplicemente stato lo scenario di una concentrazione di fenomeni avversi che, fortunatamente, ci ha toccato solo marginalmente. Il nostro principale mercato di riferimento e di sbocco, infatti, è prettamente Europa-centrico, guidato dalle grandi case automobilistiche del vecchio continente, le quali sono in grado di trainare gran parte dell’industria euro-mediterranea. Sebbene indirettamente colpiti dai dazi Trumpiani su acciaio e alluminio, questi colossi hanno però le spalle ben coperte, avendo molti di loro stabilimenti produttivi di importanza globale in territorio USA, come Spartanburg e Tuscaloosa, solo per citare i più noti. E se la partita USA-Cina è un continuo di rimpalli daziari, ci auguriamo tutti che l’Europa
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
attui una strategia più ragionata per la tutela del settore automotive, tanto “caro” a Mr President, e in generale per “la difesa dell’industria comunitaria contro le offensive di chi minaccia la libertà di iniziativa economica e ostacola gli scambi commerciali internazionali” (Reg.to UE 6 ottobre 2015, n. 1843).
3.
Premesso che la nostra azienda è specializzata nella produzione di fluoroelastomeri, per quanto riguarda le raw gum a vulcanizzazione bisfenolica non abbiamo riscontrato problemi di approvvigionamento nel 2018, avendo la possibilità di produrle in casa del nostro principale fornitore e grazie al buon rapporto con tutti gli altri nostri supplier. Diversamente è andata per i polimeri di players noti, per i quali abbiamo osservato carenza di disponibilità sul mercato, che abbiamo cercato di contrastare con un’attenta preventivazione degli ordini, per poter approvvigionare con largo anticipo i materiali necessari per la produzione. Dal punto di vista degli altri ingredienti, come filler, coloranti e additivi vari, non abbiamo constatato problemi o ritardi nell’approvvigionamento. Per quanto riguarda i prezzi delle materie prime in generale l’andamento nel 2018 è stato sicuramente in crescita rispetto al 2017.
4.
Il 31 maggio 2018 è scaduto l’ultimo termine per la registrazione delle sostanze ai sensi del Regolamento REACH (EC) No. 1907/2006 per le imprese che fabbricano o importano sostanze chimiche. Poiché Elastomers Union srl intende approvvigionarsi esclusivamente di sostanze registrate, i nostri Fornitori sono stati intervistati in merito prima della scadenza dei termini. Tutti hanno confermato l’intenzione di provvedere entro i termini alla registrazione delle sostanze ancora non registrate, comunicando poi il completamento della procedura. Ciò non ha determinato alcun disagio per la nostra attività e nessuna necessità di sostituzione dei materiali in uso.
5.
Il problema della professionalità è fortemente sentito nel comparto gomma, essendo un mercato piuttosto ristretto. La strategia aziendale adottata contempla la formazione continua del personale già presente in azienda, e l’implementazione di supporti informatici, che agevolano il controllo di tutti i processi aziendali e del prodotto finito. Dal punto di vista delle nuove assunzioni, la scelta è orientata verso personale giovane e dinamico, che, anche se con scarsa esperienza specifica nel nostro settore, viene formato e addestrato sia internamente dal personale esperto e qualificato, che esternamente presso enti di formazione certificati.
6.
Come già anticipato, nelle ultime settimane si è percepita una flessione del mercato da parte degli “stampatori”, inoltre il destino del motore Diesel non è ancora del tutto chiaro e questo ha portato incertezza sui mercati.
Inchiesta mescole Le nostre domande Per quanto riguarda Elastomers Union, continueremo a concentrarci sulla ricerca per ottenere nuovi polimeri e per incrementare il nostro parco mescole. Inoltre, dal terzo quadrimestre del 2019 entrerà in funzione la nuova linea di produzione, progettata e realizzata dalla HF Mixing Group: un mescolatore da 90lt con rotori compenetranti di ultimissima generazione compliant a industria 4.0 che contribuirà a migliorare la qualità delle nostre mescole. In questo modo avremo strumenti certi per affrontare un mercato incerto.
LA SCHEDA AZIENDALE ELASTOMERS UNION Sede: Via Marconi 71, 40122 Bologna Sede operativa: Via della Concia 3A, 40023 Poggio Piccolo – Castel Guelfo (Bo) Quanta mescola producete in un anno? Una media di 500 t Quali tipologie di mescole producete? FKM, FVMQ (Fluorosiliconica) Per quali settori in particolare? Automotive, Industriale, Elettrico, Guarnizioni, Altri In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Bobina In quali colori? Qualsiasi
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
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FOCUS Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Per velocizzare il processamento degli ordini suggeriamo ai nostri clienti di ordinare 60 kg o multipli di 130 kg Quante linee di mescolazione avete in funzione? Tre, una da 8 kg, una da circa 60 kg e la più grande da circa 130 kg Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? Tra il 10 e il 20%
processo, basti pensare che il Brent è passato dai 65 $/bbl di inizio anno agli oltre 80 $/bbl di questi giorni. Da segnalare anche il drastico calo di disponibilità dei materiali di origine cinese, soprattutto acceleranti ed antiossidanti, con la conseguente impennata delle quotazioni. Per quanto ci riguarda non abbiamo invece subito indisponibilità di materiali a causa del REACH. Un trend inverso ai precedenti lo ha avuto la gomma naturale, con quotazioni attuali FOB US$ di circa il 15% inferiori rispetto ad inizio anno.
4.
«Gli ordini arrivano con poca programmazione ed è difficile
fare previsioni per il 2019. Ci attendiamo comunque continuità con il 2018
»
Eurorubber Nicola Pizzoli Direttore Generale
1.
Il 2017 è stato un anno sicuramente positivo dal punto di vista del fatturato che però non basta ad indicare la piena soddisfazione a causa dell’aggravio dei costi delle materie prime che ha inciso sulla redditività dell’azienda. Nel 2018, a parte qualche lieve rallentamento verificatosi in primavera, c’è stata continuità e consistenza negli ordini; è un anno positivo che farà registrare obiettivi sicuramente in linea con l’andamento del biennio in corso. La domanda è sempre più esigente in termini di servizio e velocità di esecuzione e rende difficile la pianificazione necessaria a migliorare la gestione del portafoglio ordini. La volatilità dei prezzi sul mercato delle materie prime non permette di organizzare al meglio i magazzini al fine di poter garantire una maggior stabilità dal punto di vista commerciale.
2.
Non operando al momento su questi mercati, ove la situazione per diversi motivi si è complicata e ha reso più difficile l’esportazione, non siamo stati costretti ad affrontare tali situazioni.
3.
Anche il 2018 ha avuto le sue complicazioni. Innanzitutto il drastico calo di disponibilità del nero di carbonio, soprattutto nella prima metà dell’anno. Consistente l’aumento del prezzo di questa materia prima: si consideri che dal dicembre 2017 ad oggi il feedstock è aumentato di oltre il 25%. Costante è stato anche l’aumento da inizio anno delle quotazioni delle gomme sintetiche di nostro maggior utilizzo, basate sul butadiene. Dal dicembre 2017 questo monomero è aumentato di oltre il 60%. La disponibilità invece non è stata un problema, grazie alla maggior offerta di materiale prodotto nell’Europa Orientale, che ha anche permesso di contenere il livello degli aumenti. Vistoso è stato anche l’aumento del prezzo degli oli di
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
La definitiva entrata in vigore del Reach, a partire dal primo giugno 2018, non ha comportato conseguenze rilevanti sulla nostra attività, in quanto quasi tutta la totalità dei componenti delle nostre mescole hanno un numero di Registrazione Reach e sono quindi commercializzabili. Solo un componente, per motivi commerciali, non è stato registrato da alcun fornitore e quindi l’azienda ha dovuto supplire alla mancanza modificando le ricette che lo contengono, mantenendo però assolutamente inalterate le caratteristiche delle stesse.
5.
La difficoltà nel reperire personale già formato sta proprio nella particolarità della lavorazione della nostra azienda, in quanto soprattutto nella nostra zona è quasi impossibile trovare personale specializzato nella produzione della gomma. Fondamentale è l’addestramento sul campo durante il quale i nuovi addetti vengono affiancati a personale più esperto. Per la formazione sia interna che esterna utilizziamo, laddove possibile, i canali di finanziamento (es. Fondimpresa), in modo da poter creare corsi di formazione “su misura” e personalizzati in base alle nostre esigenze aziendali; spesso utilizzando come docenti anche personale esperto già presente in azienda.
6.
Il futuro è sempre un’incognita. Gli ordini arrivano mensilmente ormai da tempo con poca programmazione e quindi è difficile prevedere quali saranno gli sviluppi per il prossimo anno. Ci aspettiamo comunque una continuità in linea con l’attuale andamento. Gli investimenti sono necessari per poter crescere e non perdere competitività a prescindere dall’andamento di mercato e sono finalizzati anche alla continua ricerca di maggior marginalità a seguito di miglioramento di efficienza e aumento di capacità produttiva. Il mercati coinvolti nel nostro settore sono molteplici e diversificati, quindi abbiamo maggiori possibilità rispetto ad altri settori merceologici più specifici di poter superare eventuali rallentamenti o brusche frenate come spesso succede. Per contro, il nostro, è un comparto, se pur ancora molto attivo ed efficiente, ormai saturo e la domanda non è cresciuta proporzionalmente all’offerta.
Inchiesta mescole LA SCHEDA AZIENDALE EURORUBBER Sede: Via Tarona, 8, Ponte Taro (Parma) Quanta mescola producete in un anno? 10.000 t/anno Quali tipologie di mescole producete? ACM , NBR, CR, EPDM, NR, SBR, IIR, AEM Per quali settori in particolare? Automotive, Industriale, Elettrico, Costruzioni/Edilizia Tubi/Collettori/ Termoidrosanitario, Guarnizioni, Elettrodomestico (bianco) In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Filtrato, Calandrato, Profilo sagomato estruso In quali colori? Solo “nere” Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? 250 kg circa (pari a un lotto) Quante linee di mescolazione avete in funzione? Due (da 270 e da 240 l) Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 20%
Le nostre domande
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
FOCUS
«L’informatizzazione ha contribuito a sviluppare processi sempre più sotto controllo e con una grande quantità di dati facili da reperire
»
Innovativ Gummi Tech Giuliano Bruno Amministratore delegato
1.
Nel nostro caso il 2018 è stato l’anno in cui abbiamo acceso ufficialmente i “motori “della Innovativ Gummi Tech, iniziando a lavorare costantemente. Vediamo una piccola crescita continua nelle forniture, con un interesse nei nostri confronti da parte dei futuri clienti.
2.
Non abbiamo riscontrato difficoltà fornendo comunque nella sola comunità europea. Ovvio che i dazi doganali non aiutano dal punto di vista degli acquisti delle materie prime.
3.
Molto difficile capire la situazione dei prezzi delle materie prime. Se non aumentano i prezzi dei polimeri, aumenta il prezzo del carbon black. La difficoltà oltre al prezzo, in alcuni casi, è anche il reperimento del polimero piuttosto che dei chemicals. Questo spinge sulla ricerca e sviluppo per studiare nuovi materiali o semplicemente a recuperare vecchie ricettazioni, che tornano attuali. le forti variazioni dei prezzi delle materie prime, è comunque un problema da affrontare da parte di tutti gli utenti del settore (produttori di compounds ed utilizzatori).
4.
Sicurezza e ambiente sono due punti molto importanti per la Innovativ Gummi Tech. Lavorare con delle regole ben precise non è facile ma, alla lunga aiuta sicuramente il settore per una corretta gestione in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
5.
L’informatizzazione del mondo industriale, ha contribuito a sviluppare processi sempre più sotto controllo e con la possibilità di un’ottima ripetibilità del dato, con il vantaggio di disporre dei dati di processo per una corretta analisi e successivo miglioramento continuo. Nel nostro caso, fortunatamente, non abbiamo riscontrato difficoltà. Certo è che bisogna rendersi disponibili alle maestranze con continui corsi di formazione ed informazione sia interni all’azienda che all’esterno.
6.
La previsione concreta che abbiamo fatto per il 2019 è quella di raddoppiare la produzione standard, introducendo anche nuovi prodotti.
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
La scheda aziendale INNOVATIV GUMMI TECH Sede: Monteprandone (AP) Quanta mescola producete in un anno? 9.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, Altro Per quali settori in particolare? Industriale, Automotive, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Medicale, Altri In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua In quali colori? Tutti Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Un batch Quante linee di mescolazione avete in funzione? Una linea Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? /
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Kraiburg ha sperimentato una crescita soddisfacente degli ordini in tutte le regioni, soprattutto per le specialità complesse
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Kraiburg Ciro D’Auria
Direttore vendite Italia
1.
Come previsto, l’economia globale si è sviluppata in modo complessivamente positivo dando segnali iniziali di saturazione. La Kraiburg ha registrato una crescita soddisfacente in tutte le regioni, specialmente nelle richieste per specialità complesse da parte dei nostri partner. Il business si è sviluppato particolarmente bene in Europa. Una crescita riguardante nuovi affari, la riscontriamo nell’ambito delle specialità stesse; qui si sono create nuove opportunità di vendita. Le carenze di approvvigionamento in corso hanno portato a ulteriori aumenti dei prezzi delle materie prime e così reso inevitabili aggiustamenti dei prezzi delle mescole.
2.
A nostro avviso la situazione nei mercati internazionali sta diventando sempre più difficile. La disastrosa tendenza al isolamento porterà, almeno a medio termine, a costellazioni più problematiche. Stiamo osservando attentamente e da vicino la situazione nei mercati internazionali. E riteniamo che per ogni crisi si aprono anche nuove chance operative.
Inchiesta mescole 3.
Al momento la situazione critica dell’approvvigionamento si è placata leggermente. Tuttavia non si può ancora parlare di un all-clear generale. La Kraiburg dispone di partner sufficienti fra i fornitori che sono in grado di soddisfare i fabbisogni, comunque per alcune materie prime principali la situazione rimane tesa ma non in crisi totale.
4.
La regolamentazione delle sostanze ai sensi di REACH diventa in ultima analisi una sfida tecnica e una decisione strategica per la nostra azienda. Affrontarla richiede risorse di personale ulteriori. Consideriamo questa sfida un’opportunità per dare ai nostri clienti un valore aggiunto che altre aziende non vogliono offrire. Questo è il motivo per cui siamo stati intensamente coinvolti con REACH già da molti anni e prendiamo sul serio i requisiti.
5.
A Monaco di Baviera e dintorni l’offerta di lavoratori specializzati è tradizionalmente scarsa. Noi della Kraiburg ci distinguiamo attraverso un’eccellente reputazione come datore di lavoro innovativo e affidabile e dall’elevato livello di competenza nell’industria chimica bavarese. Tuttavia, si notano le conseguenze degli anni del boom in Germania e i cambiamenti nella piramide dell’età. Adottiamo un approccio intenso e strutturato all’istruzione
Le nostre domande
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
FOCUS e alla formazione dei nostri dipendenti che sono la spina dorsale del nostro successo.
situazione economica mondiale, data in calo a partire dall’ultimo trimestre e per tutto il 2019.
6.
2.
Il clima economico dell’industria della gomma continua ad essere influenzato da due tendenze: la situazione attuale si trova tuttavia ad un livello alto senza raggiungere il livello record della prima metà del anno 2018. Le prospettive per i prossimi sei mesi si avvicinano lentamente al livello del primo trimestre del 2018, visto che le controversie commerciali attuali fra gli Stati Uniti, la Cina e l’UE sono arrivate a un momento di sosta, sebbene, come tutti sanno, potrebbero ricominciare nuovamente generando un effetto negativo sul clima dell’industria della gomma.
La scheda aziendale GUMMIWERK KRAIBURG GMBH & CO Sede: Teplitzer Straße 20, 84478 Waldkraiburg, Germania Quanta mescola producete in un anno? 15.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, FKM, FFKM, siliconica, fluorosiliconica, AEM, SBR, NR-SBR Per quali settori in particolare? Industriale, Elettrico, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, soluzioni FRP innovative nei settori dell’acustica e della protezione da impatti e schegge In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Bobina, Granulata, Profilo sagomato estruso, Corda, Preformata In quali colori? Mescole nere e colorate Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Da 40 kg per le mescole nere e da 100 kg per mescole colorate Quante linee di mescolazione avete in funzione? 9 mescolatori Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 40%
«Al momento riscontriamo problemi solo sul mercato turco, dove tariffe sull’acciaio e crollo della valuta hanno rallentato la domanda» Mesgo Giorgio Cabrini Direttore Commerciale
1.
Per quanto concerne Mesgo Spa anche il 2018 sino ad oggi è stato molto positivo sia in termini di volume che di fatturato, soprattutto nei primi 9 mesi dell’anno. Ora si cominciano a notare dei segnali di rallentamento, che riflettono la generale
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Al momento non abbiamo riscontrato particolari difficoltà legate alla disputa commerciale in corso tra Usa e Cina e alle relative tariffe doganali. Unica eccezione la Turchia, dove alla difficile situazione politico-sociale le nuove tariffe imposte sull’acciaio hanno contribuito al crollo della valuta turca agli inizi d’agosto, con un conseguente forte rallentamento della domanda.
3.
La difficile situatione di approvvigionamento di gomme siliconiche è continuata anche nel corso di tutto il 2018, con qualche piccolo segnale di miglioramento nelle ultime settimane. Rimane tuttavia l’incognita su prezzi e disponibilità a partire dal 2019.
4.
Ad oggi non ci sono state conseguenze rilevanti.
5.
La domanda di personale qualificato è sicuramente superiore all’offerta, in considerazione anche del sistema paese che non garantisce un numero adeguato di persone formate per le competenze oggi necessarie. Riteniamo che un’azienda debba fare in modo di attrarre personale talentuoso grazie alla propria filosofia, ad un ambiente di lavoro sicuro e sereno, ad un piano di crescita ambizioso che coinvolga la maggior parte del personale nel processo di ideazione ed esecuzione.
6.
Gli analisti economici sono concordi nel prospettare un 2019 di recessione, che avrà sicuramente conseguenze sulla crescita organica dei nostri clienti. Cercheremo di allargare ulteriormente la nostra offerta di soluzioni in determnati segmenti di mercato ed incrementare l’export in altri paesi europei ed extra europei, in modo da minimizzare l’impatto recessivo sui nostri risultati.
La scheda aziendale MESGO Sede: via Virgilio 16, Gorlago (Bergamo) Quanta mescola producete in un anno? 13.000 t (a livello di gruppo) Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, FKM, siliconica, fluorosiliconica, altro Per quali settori in particolare? Automotive, Elettrico, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Medicale In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Bobina, Corda, Preformata In quali colori? Tutti Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Dipende dalla tipologia produttiva: da 1 a 150 kg
Inchiesta mescole Le nostre domande Quante linee di mescolazione avete in funzione? / Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 30% .
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Il merito degli interessanti risultati del primo semestre 2018 va ascritto ai copiosi investimento fatti in ambito R&D dalla nostra società
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Parker Hannifin Italy Mila Linguanti Key Account Manager
1.
Per Parker, il primo semestre del 2018 si è sicuramente rivelato molto interessante in termini di fatturato, confermando le nostre più rosee aspettative. Diamo il merito ai copiosi investimenti fatti in ambito R&D, i cui primi frutti hanno iniziato a vedersi nel corso di quest’anno. Non é da trascurarsi, altresì, la volontà di aver intrapreso a relazionarci con nuovi mercati geografici sino ad oggi inesplorati da Parker. L’esperienza e la positività che ci contraddistinguono ci portano a pensare che il trend rimarrà costante per tutto il 2018.
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
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FOCUS
2.
Non crediamo, in totale sincerità, che la complessa situazione finanziaria e politica internazionali dell’ultimo periodo abbiano impattato negativamente sulle relazioni con i nostri clienti stranieri ma, al netto di questa evidenza, rimaniamo molto vigili e attenti per scongiurare repentine e imprevedibili inversioni di tendenza.
3.
Il 2018 ci ha sicuramente dato una boccata di ossigeno dopo il disastroso 2017, anno decisamente difficile per quanto riguarda l’andamento dei prezzi e la reperibilità delle materie prime. Non pensiamo che il 2019 riproporrà lo stesso trend critico; ad ogni modo, forti dell’esperienza passata, contiamo di esser pronti a giocare d’anticipo e fronteggiare al meglio le eventuali difficoltà che ne deriveranno.
4.
La parola REACH è entrata a pieno titolo nel mondo dei produttori di gomma ormai da molti anni; motivo per cui reputiamo che le difficoltà iniziali e tutto il copioso lavoro di razionalizzazione dei nostri prodotti siano stati brillantemente portati a termine. Abbiamo lavorato tanto e abbiamo iniziato per tempo, fronteggiando costi maggiori e difficoltà nel reperire determinati ingredienti. Pertanto ci riteniamo soddisfatti del lavoro svolto e non abbiamo particolari preoccupazioni verso i nostri clienti. Certo, non si tratta di un lavoro concluso, l’aggiornamento è continuo e Parker s’impegnerà sempre ad usare ingredienti conformi alla normativa vigente.
5.
Siamo d’accordo sull’affermazione che sia sempre più difficile, al giorno d’oggi, trovare personale qualificato e propenso a un aggiornamento continuo. Parker si avvale di professionisti dal know how immenso, che conoscono le macchine approfonditamente e sono “cresciuti” con esse. A fianco ad una squadra affiatata e storica, l’azienda introduce periodicamente nuove leve che forma ai massimi livelli, con l’augurio che possano portare avanti le competenze e la professionalità che i nostri tecnici già vantano. Oltre alla formazione interna, per profili tecnici e che lavorano in ambito di ricerca, puntiamo sull’aggiornamento continuo, sfruttando i corsi organizzati da società esterne, molto utili per aver uno sguardo sempre proteso verso lo stato dell’arte del settore.
6.
Per il 2019 è sempre molto difficile fare previsioni in un mercato, quello della gomma, sempre molto fluttuante e con dinamiche assolutamente imprevedibili. Pertanto il nostro è un auspicio: quello di continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto, rimanendo focalizzati su ciò che il mercato ci dice, cercando di anticiparlo e tentando di finalizzare e mantenere vivi tutti quegli sforzi intrapresi all’inizio di quest’anno. La diversificazione del business e l’apertura di nuove aree geografiche continueranno ad essere il nostro focus. Non ci aspettiamo un 2019 dal fatturato sorprendente ma sicuramente un anno interessante e caratterizzato da una discreta crescita.
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Le nostre domande
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
La scheda aziendale PARKER HANNIFIN ITALY Sede: via privata Archimede 1, Corsico (Milano) – stabilimento Siziano (Pavia) Quanta mescola producete in un anno? 27.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR Per quali settori in par ticolare? Automotive, Industriale, Elettrico, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/ Termoidrosanitario, Guarnizioni, Medicale In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Granulata, Profilo sagomato estruso In quali colori? Tutti Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? 2.000 kg Quante linee di mescolazione avete in funzione? Due Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? /
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CDG Srl produce le uniche presse per gomma nel mercato con camera a vuoto integrale in grado di racchiudere tutte le parti dello stampo, piani intermedi compresi. Queste macchine altamente performanti permettono di utilizzare qualsiasi stampo, anche a più piastre, senza adattamenti per il vuoto.
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FOCUS
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Gli investimenti in Industria 4.0 ci hanno consentito una maggiore integrazione dei sistemi e sensibilizzazione degli operatori
PMG Carlo Nolli
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Sales Manager
1.
Il 2018 si è rivelato un anno positivo anche rispetto al 2017 che già era considerato tra gli operatori del mercato un buon anno. Solo nell’ultimo trimestre si sono manifestati i primi sentori di possibili rallentamenti ed effettivamente in alcuni settori, specialmente l’automotive, sono stati rivisti al ribasso gli ordinativi, nonché le previsioni per il 2019. Tutto ciò è confermato dai dati di diminuzione importante delle immatricolazioni di nuove vetture registrati già alla fine del terzo trimestre. Purtroppo negli ultimi anni le crescite e i rallentamenti del mercato non si collocano in dinamiche economiche comprensibili agli operatori, che hanno sempre più difficolta ad avere una visibilità a lungo termine e che li costringe a scelte e politiche aziendali sempre più a breve termine.
2.
Le tensioni politiche internazionali, i dazi e il protezionismo sui mercati penalizzano principalmente i paesi che fanno dell’export la principale voce dell’attivo di bilancio e l’Italia è direttamente coinvolta. Il primo effetto che abbiamo potuto registrare, avendo produzioni in paesi diversi, è stato l’incremento dei prezzi delle materie prime, soprattutto quelle di importazione. Questa situazione ha costretto gli operatori a localizzare il più possibile le materie prime utilizzando produttori locali, evitando i costi aggiuntivi di importazione e dei relativi oneri e dazi doganali.
3.
L’inizio del 2018 ha confermato un trend dei prezzi delle materie prime in decisa ripresa non solo per le commodity o comunque per gli elastomeri di maggiore utilizzo, ma anche per i materiali più speciali che storicamente sono soggetti a fluttuazioni di prezzo meno frequenti e permettono una politica di acquisto più stabile e pianificabile nel tempo. La volatilità delle materie prime di inizio 2018 è stata probabilmente legata anche all’incremento importante e in parte inatteso della domanda, che ha a sua volta provocato qualche situazione di criticità e di problemi di disponibilità di alcuni materiale.
4.
L’applicazione definitiva delle regole del REACH di maggio scorso non hanno comportato particolari disagi per PMG in quanto seguiamo da tempo la classificazione delle materie prime ed abbiamo potuto nella maggioranza dei casi agire con anticipo sulla sostituzione o dichiarazione nell’utilizzo di alcune materie prime. Rimane da segnalare il fatto che alcuni produttori hanno approfittato più o meno legittimamente
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
della forzata eliminazione di materiali concorrenti non registrati modificando i prezzi dei propri in alcuni casi con eccessivo ”zelo”.
5.
La mancanza di personale qualificato specialmente nell’ambito tecnico è un problema storico e cronico nel nostro settore; la mancanza di scuole dedicate o quantomeno di corsi scolastici specializzati ha creato questa carenza. Nell’ambito produttivo si è sopperito con l’automazione e soprattutto con l’informatica. Inizialmente questa scelta è stata fatta dai grossi produttori con campagne produttive consistenti ma successivamente anche le aziende più piccole ma più specializzate sono state obbligate a ricorrere a sistemi più automatizzati, per mancanza di personale qualificato e di esperienza. PMG ha investito negli ultimi anni capitali e risorse umane nelle infrastrutture informatiche nell’ottica aziendale della Industria 4.0, che ci ha permesso una maggiore integrazione dei sistemi insieme ad una migliorata sensibilizzazione degli operatori.
6.
Le aspettative del mercato per il 2019 sono di un rallentamento della domanda di mercato, che sembrerebbe opinione comune di quasi tutti gli operatori del settore. La preoccupazione semmai riguarda l’entità della diminuzione, se questa sarà in termini accettabili o più consistente. Purtroppo sembra che non esistano più segnali e trend che in passato caratterizzavano le fasi di crescita, per cui dobbiamo convivere con l’incertezza e la volatilità dei mercati ed accettare la mancanza di stabilità anche nel breve, all’interno dello stesso anno solare.
La scheda aziendale PMG Sede: Cenate Sotto (Bergamo) – Altre sedi in Romania e Cina Quanta mescola producete in un anno? 9.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, ECO, CR, EPDM, NR, FKM/FFKM, Siliconica, Fluorosiliconica, altro Per quali settori in particolare? Automotive, Industriale, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Chimico, Petrolifero, Oil&Gas In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Bobina, Granulata, Profilo sagomato estruso, Corda, Pre-formata In quali colori? Nero e tutti i colori anche per FKM e mescole organiche Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Dipende dalla tipologia di mescola Quante linee di mescolazione avete in funzione? 6 in Italia, 1 in Romania, 3 in Cina Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 40%
Inchiesta mescole Le nostre domande
«di Ildefinizione, budget 2019, in fase si prospetta in crescita, considerata la rampa di sviluppi attivi con i clienti» Tovo Gomma Stefano Tornaghi Direttore generale
1.
Il 2018, fino alla conclusione del terzo trimestre, si è dimostrato complessivamente un anno di crescita per Tovo Gomma. La crescita non è stata omogenea e ha riguardato in modo diverso i diversi mercati e le diverse aree geografiche servite. Le prospettive, seppur difficili da decifrare, proiettano qualche difficoltà, auspichiamo solo momentanea, in uno scenario economico generale di incertezza sia per il mercato interno che per quello internazionale.
2.
Non ci sono state ripercussioni dirette, in quanto la quota export diretta in questi paesi è leggera. L’effetto indiretto sui mercati da noi serviti è traducibile nella crescente incertezza di lettura delle prospettive, come già evidenziato in precedenza.
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
FOCUS
3.
Il 2018 è stato un anno che ha richiesto sforzi notevoli per gestire shortage ed aumenti di materie prime. Il primo obiettivo strategico di Tovo Gomma è la soddisfazione del cliente e quindi abbiamo calmierato la trasmissione degli aumenti subiti dai fornitori ai nostri clienti, assorbendoli in quota e spalmandoli su archi temporali più lunghi rispetto a quelli con cui gli aumenti dei prezzi da parte dei fornitori ci hanno colpito. La situazione sul fronte del carbon black, la materia prima più critica sul fronte disponibilità e prezzi nel corso del 2018, sembra non risolversi e temiamo possa continuare anche nel corso del 2019.
4.
Oltre all’attività di raccolta e verifica della documentazione necessaria, le conseguenze operative sono state la riallocazione degli acquisti di alcuni materiali ai fornitori sulla base delle registrazioni effettuate e la sostituzione di alcuni materiali con altri, ovviamente dopo le necessarie prove e omologazioni. Per alcuni materiali ancora privi di registrazione permangono condizioni di criticità, in quanto la loro sostituzione non è possibile a parità di altre condizioni.
5.
La pianificazione attenta dei fabbisogni permette di colmare per tempo i gap che si vengono a creare nelle fasi di crescita e di adeguamento dei processi attraverso le nuove tecnologie. Le specifiche caratteristiche della nostra attività favoriscono comunque la crescita di competenze dall’interno, con la gestione interna della formazione degli addetti, che vengono selezionati in base alla loro attitudine e disponibilità ad affrontare le sfide delle nuove tecnologie e dell’automazione.
6.
Il budget 2019, in fase di definizione, si prospetta in crescita di volumi, considerata la rampa di sviluppi attivi con i clienti; è chiaro che il mercato ha una grande influenza e una parte di merito nel raggiungimento dell’obiettivo, in particolare nella presente fase di turbolenza e di trasformazione dei mercati internazionali.
La scheda aziendale TOVO GOMMA Sede: Bedizzole (Brescia) Quanta mescola producete in un anno? Oltre 25.000 t Quali tipologie di mescole producete? ACM, NBR, HNBR, CR, EPDM, NR, IIR (Butile), CSM, SBR, BR Per quali settori in particolare? Automotive, Industriale, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/Termoidrosanitario, Guarnizioni, Medicale, Tubi a media ed alta pressione In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Foglia, Rotolo, Bobina, Profilo sagomato estruso In quali colori? Tutti
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? Circa 250 kg Quante linee di mescolazione avete in funzione? Tre Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 40%
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Da settembre abbiamo cominciato a riscontrare un calo produttivo generalizzato del settore automotive
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TSF Federico Saggio
Purchase & Plant manager
1.
Il risultato del primo semestre del 2018 è stato migliore del medesimo periodo dell’anno precedente per tutte le classi di elastomeri, con un risultato leggermente inferiore al trend generale per ciò che concerne le vendite di mescole siliconiche, in conseguenza della scarsa disponibilità di prodotti siliconici a livello globale. Da settembre abbiamo però iniziato a vedere l’effetto del calo produttivo generalizzato del settore automotive, che sta riducendo la percentuale di crescita registrata nella prima parte dell’anno.
2.
È difficile riuscire a collegare in modo chiaro gli effetti di queste azioni economiche sul nostro mercato. Probabilmente è ancora presto per vedere gli effetti di queste politiche (ancora in fase di definizione) sui nostri business. Per quanto riguarda la situazione economica turca, ha sicuramente avuta una ricaduta finanziaria su alcuni clienti direttamente coinvolti, ma anche in questo casogli sviluppi politici della vicenda non sono ancora conclusi ed è presto per tirare un bilancio del fenomeno.
3.
Per quanto ci riguarda, la situazione più difficile vissuta quest’anno rimane quella legata all’approvvigionamento di basi polimeriche siliconiche: seppur supportati dai nostri fornitori, che hanno fatto tutto quanto in loro potere per garantire le quantità definite a inizio anno e, ove possibile, supportare la crescita di nuovi business, abbiamo registrato una crescita della richiesta di materiale ben superiore alla sua disponibilità attuale.
4.
Le premesse potevano destare alcune preoccupazioni. Il settore chimico è ormai fortemente globalizzato e non è raro che alcuni composti chimici impiegati nella gomma vengano prodotti esclusivamente fuori dall’Unione Europea. Inoltre l’ultimo atto del processo REACH è stato
Inchiesta mescole Le nostre domande quello che sicuramente ha coinvolto più realtà industriali (molte delle quali PMI) e un grande numero di sostanze chimiche. Nonostante ciò, i timori che hanno preceduto la deadline di maggio non si sono concretizzati, in quanto, almeno per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, la quasi totalità delle aziende coinvolte (produttori, importatori europei ed esportatori extra-UE) si è rivelata pienamente preparata alla gestione di questo evento. In diversi casi, però, i costi relativi alla registrazione hanno avuto una ripercussione sui prezzi di alcuni materiali.
5.
Il processo di digitalizzazione continua dell’azienda è un progetto “aperto” che coinvolge TSF e Ligom da più di 10 anni. L’intento è non solo quello di aumentare il livello di controllo e di automazione, ma anche di fornire interfacce sempre più semplici e fruibili per gli operatori di produzione. Questo tipo di cambiamenti operativi comporta anche un cambio di approccio degli addetti ai lavori, che va seguito, guidato e supportato: avere quanto meno una “familiarità” con i sistemi informatici diventa quindi uno skill sempre più importante a tutti i livelli. Gli ammodernamenti sopra citati non devono però far passare in secondo piano l’importanza dell’istruzione “standard” degli operatori alle linee di mescolazione, che rimane fondamentale per operare con efficacia e in sicurezza in caso di anomalie dei sistemi automatici.
1 Dopo un 2017 nel quale, secondo l’opinione degli operatori, il mercato delle mescole ha dato indicazioni di crescita, sia a livello internazionale che in Italia, il 2018 sembra più interlocutorio, almeno a un occhio esterno. Quali sono le vostre valutazioni sull’anno ancora in corso? Quali le luci e quali le ombre sul fronte di ordinativi e vendite? 2 Il 2018 è un anno caratterizzato da una complessa situazione del commercio internazionale, reso più difficile dall’introduzione di dazi da parte di Usa e Cina, dall’estendersi di sanzioni commerciali a Russia e Iran e da situazioni di crisi finanziarie come quella turca. Pensando alla vostra attività sui mercati esteri, avete trovati maggiori difficoltà indotte da queste situazioni? E se sì, quali contromisure avete cercato di attuare? 3 Dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime il 2017 non è stato un anno particolarmente propizio, con forti fluttuazioni di prezzi e difficoltà a reperire alcuni prodotti. Come sta andando il 2018 sotto questo aspetto? 4 Quali conseguenze ha avuto per la vostra attività la definitiva entrata in vigore del REACH? 5 In molti settori industriali si lamenta una carenza di personale qualificato e preparato alle nuove sfide che la digitalizzazione e, in generale, la modernizzazione dei processi produttivi impongono alle imprese, per esempio attraverso un sempre maggior ricorso all’automazione. Nella vostra attività riscontrate anche voi difficoltà a trovare personale preparato? E, nel caso, quali strategie state adottando a livello di formazione e aggiornamento delle abilità professionali dei vostri addetti? 6 Quali previsioni vi sentite di fare per il 2019 e come pensate che si evolverà il vostro mercato il prossimo anno?
6.
In chiusura del 2018 si sta registrando un significativo calo delle vendite del settore automotive. Un evento, imputabile a diverse ragioni, che coinvolge direttamente il settore dei prodotti in gomma. Nonostante ciò, le previsioni degli analisti indicano una ripartenza del settore ancora nella prima metà dell’anno prossimo.
La scheda aziendale TSF Sede: via Galileo Galilei 16, Adro (Brescia) Quanta mescola producete in un anno? Oltre 4.000 t Quali tipologie di mescole producete? FKM, Siliconica, Fluorosiliconica, Altro
Per quali settori in par ticolare? Automotive, Industriale, Elettrico, Costruzioni/Edilizia, Tubi/Collettori/ Termoidrosanitario, Guarnizioni, Medicale, Altri In quale formato fornite la mescola? Striscia pretagliata o continua, Placche intere o pretagliate, Rotolo, Bobina, Corda In quali colori? Tutti Quale quantitativo minimo accettate per un ordine? 1 kg Quante linee di mescolazione avete in funzione? Tredici (+ mescolatori da laboratorio) Producete anche per l’esportazione? Sì In quale percentuale rispetto alla produzione totale? 20%
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DALLE AZIENDE
Ridurre l’attrito senza lubrificante
L’
innovazione tecnologica spinge le aziende a ricercare nuovi prodotti che riescano a sopperire alle richieste di mercato; per questo motivo Interseals, sempre attenta alla ricerca e sviluppo, a fianco dei trattamenti lubrificanti a base di PTFE e resine di differente natura chimica, utilizza e studia nuovi processi che coinvolgono tecnologie avanzate già ampiamente utilizzate in altri settori come, per esempio, i trattamenti al plasma.
Il processo di etching A fianco di processi ampiamente utilizzati nel mondo della gomma come la micro pulizia al plasma, volta ad eliminare contaminanti superficiali presenti in minime, ma significative quantità e l’attivazione (o funzionalizzazione) delle superfici, processo in grado di inserire gruppi reattivi con lo scopo di far aderire meglio il trattamento a base di PTFE e resine all’articolo, in questo ultimo anno Interseals ha studiato anche altri tipi di trattamenti al plasma come l’etching, assimilabile a una micro abrasione della superficie elastomerica con conseguente aumento della
L'area di trattamento superficiale degli articoli in gomma di Interseals. Nella pagina a fianco, i grafici che mostrano l'analisi infrarossa condotta su campioni sottoposti a trattamento di Thin Teflon Like Film. 46
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Interseals sta conducendo studi sui trattamenti superficiali di manufatti in elastomero che possano aiutare a migliorare le prestazioni senza bisogno di additivi. Nel caso della ricerca di un minor coefficiente d’attrito, per esempio, i processi di etching, DLC e Thin Teflon Like Film possono indurre interessanti benefici. Vediamo di che cosa si tratta.
Materiali
rugosità superficiale. Il processo consente di ottenere discreti risultati in termini di abbattimento del coefficiente di attrito e la polimerizzazione al plasma.
Il processo di etching su guarnizioni può essere impiegato su quegli articoli per i quali viene richiesto un abbattimento del coefficiente di attrito, senza l’introduzione di un lubrificante – liquido o solido – sulla superficie
del pezzo. Casi particolari possono essere quelli dell’industria alimentare (per cui il materiale risulti già omologato), dell’industria medicale, ed in tutte quelle applicazioni dove il rilaL’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DALLE AZIENDE
L’analisi superficiale mediante SEM-EDX dell’articolo trattato con Thin Teflon Like Film (silicone) mostra significativi aumenti delle concentrazioni di fluoro per la precisione intorno al 12%, come indica anche la tabella sotto. Nel grafico in basso i valori di COF ottenuti dopo il trattamento.
PROVVEDIMENTI DI MODIFICA AL REGOLAMENTO (CE) N.1272/2008 NUMERO DELL’ELEMENTO
SIMBOLO DELL’ELEMENTO
NOME DELL’ELEMENTO
CONCENTRAZIONE ATOMICA
CONCENTRAZIONE IN PESO
8 14 9 6
O Si F C
Ossigeno Silicio Fluoro Carbonio
51,02 20,49 12,59 15,89
44,80 31,59 13,13 10,48
La micronizzazione (tendenza alla finezza estrema) aumenta la superficie di contatto COF tra materiali diversi in insiemi compopsiti
scio di particelle solide (derivanti dalla normale usura del film lubrificante solido) potrebbe avere conseguenze negative in termini di idoneità e/o di performance.
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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Il DLC, Diamond Like Carbon Lo studio di alternative volte a diminuire il coefficiente di attrito ho portato Interseals a sviluppare anche processi di polimerizzazione in situ
differenti da quelli che vedono l’impiego di HMDSO (esametildisilossano), trattamento di lubrificazione a secco mediante plasma freddo, tecnica già utilizzata da anni anche nel settore gomma. Per questo motivo le prove si sono focalizzate su altri due tipi di rivestimento: DLC (Diamond Like Carbon o Carbon Coating) e Thin Teflon Like Film. Per quanto riguarda la polimerizzazione DLC il processo viene attuato utilizzando gas di natura idrocarburica: variando il tipo di gas utilizzato e modulando energie e pressione si possono ottenere film polimerici con caratteristiche differenti tra loro in base al grado di ibridizzazione ottenuta in funzione delle percentuali e tipologie di gas coinvolti nel processo. Questa tipologia di film è in grado di eliminare l’effetto stick slip ed abbassare significativamente il Coefficiente di Attrito (COF) oltre a possedere una discreta resistenza chimica e fisica. La fluorurazione, benché appartenente sempre alla categoria “polimerizzazione al plasma” è un processo più complicato e problematico rispetto al DLC: in primo luogo l’utilizzo di gas fluorurati può portare, in certe con-
Materiali dizioni, alla formazione come sottoprodotto di acido fluoridrico, un gas corrosivo capace, a differenza di molte altre tipologie di acidi, di corrodere il vetro. Gli ioni fluoro liberati dalla frammentazione dei gas fluorocarburici reagiscono con il vapor acqueo normalmente presente in atmosfera per dare appunto HF anche se a bassissime concentrazioni. Il secondo problema, più di natura applicativa sta nel fatto che alcune tipologie di gas fluorurati in determinate condizioni possono portare a fenomeni di etching piuttosto che di polimerizzazione. Come ben comprensibile in questo tipo di processo è indispensabile trovare il giusto equilibrio tra reattivi e parametri di lavoro per ottenere quanto richiesto.
Thin Teflon Like Film Il Thin Teflon Like Film ha caratteristiche differenti a seconda dei gas utilizzati, ma comunque individuabili come bassa adesività e quindi an-
che basso COF e discreta resistenza chimica. Come avviene nella polimerizzazione DLC anche in questo caso le reazioni veloci e soggette a ri-arrangiamenti molecolari, rendono difficile studiarne la cinetica. Per la verifica dell’avvenuta fluorurazione e, conseguentemente formazione del Teflon Like film, si può ricorrere alla spettroscopia IR per la valutazione della formazione di nuovi legami che vedano la presenza di fluoro e l’analisi SEM con detector EDX per l’analisi elementare, paragonando la superficie dell’articolo prima e dopo trattamento. Dall’analisi IR (grafici a pag. 47) si può osservare, dopo trattamento, la comparsa di segnali coerenti con la formazione di nuovi legami chimici in accordo con la presenza di legami C-F di differente conformazione anche se viste le frequenze non è da escludere che atomi di fluoro si siano legati ad alcuni atomi di silicio andando a
sostituire, in questo modo, il legame chimico Si-CH3. A riprova della formazione del film polimerico a base fluorurata l’analisi superficiale (immagine in alto a pag. 48) mediante SEM-EDX dell’articolo trattato (silicone) mostra significativi aumenti delle concentrazioni di fluoro, per la precisione intorno al 12%. Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche del nuovo strato polimerico ed in particolare l’abbassamento del COF si sotto ottenuti ottimi risultati (in figura 3). Come si nota chiaramente il notevole abbassamento del coefficiente di attrito può essere paragonato ai classici lubrificanti a base PTFE con valori minimi migliori rispetto a quest’ultima categoria di lubrificanti. I prossimi esperimenti saranno volti a migliorare le caratteristiche sia della polimerizzazione DLC che quella Thin Teflon Like Film in modo da completare una già vasta gamma di prodotti presenti in Interseals e di coprire tutte le possibili richieste.
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DALLE AZIENDE
Crescere nel segno di tecnologia e sinergie di Gianpaolo Brembati
P
oco più di un anno fa avevamo già parlato di Innovativ Gummi Tech, ultima entrata nella difficile arena dei produttori di mescole, che costituiscono la vera spina dorsale dell’industria della gomma, nell’ambito di tutto ciò che non è legato al pneumatico o a grosse aziende in grado di formulare e produrre le mescole necessarie alla propria produzione di manufatti. Giuliano Bruno, amministratore delegato della società, ci aveva allora illustrato le linee guida della nascita e degli sviluppi dell’azienda che, fondata nel gennaio 2016, è stata il risultato di accurate riflessioni ed analisi di mercato della zona Marche-Abruzzo. Nonostante la netta preponderanza della produzione di suole, infatti, c’è nell’area una ricchezza di mercato e di know-how che, supportata da contatti con varie aziende locali, ha fatto sì che si concretizzasse, con la fondazione di Innovativ Gummi Tech, la risposta alle esigenze riscontrate.
La produzione «Per ora – ci conferma Giuliano Bruno – disponiamo di una linea di mescolazione basata su un mescolatore interno compenetrante ad interasse variabile della capacità di 140 litri con cari-
La sede di Innovativ Gummi Tech a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno. Nella pagina a fianco, il team dell'azienda, con l'amministratore delegato Giuliano Bruno in primo piano. 50
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Innovativ Gummi Tech è un’azienda, con sede a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, entrata da poco nel settore dei produttori di mescole. Lavora per mantenere le promesse iniziali e persegue i suoi obiettivi con tenacia e attenzione alle innovazioni, nell'ambito di importanti collaborazioni con centri di ricerca
Compounder camento automatico, corredato da due mescolatori aperti e un batch-off completamente automatizzato, che in futuro sarà alimentato da un sistema automatico di dosatura dei chimici. L’intera linea è gestita da un sistema di automazione particolarmente innovativo, grazie a un software, installato finora da pochissime aziende, che analizza in tempo reale tutti i parametri di processo di ogni singola macchina e interviene separatamente su ognuna, per garantire sempre le caratteristiche reologiche richieste alla mescola». Tutta la produzione è rintracciabile, con i lotti identificati da un codice a barre che riporta tutte le informazioni sulla mescola (materie prime utilizzate e parametri di processo), che viene poi caratterizzata completamente in laboratorio.
no alle spalle un’esperienza ventennale in aziende multinazionali dell’industria della gomma in diverse tipologie di mercato, dallo stampaggio per iniezione e compressione all’estrusione e alla calandratura. Conseguenza del nuovo assetto dell’azienda è che Innovativ Gummi Tech sta rafforzando la sua crescita, restando comunque fedele alla politica di sviluppo iniziale, che partiva dalla constatazione che il mercato richiede sempre di più mescole tecniche. Agendo prevalentemente in ambito locale, ma già con una concreta presenza sui mercati esteri, l’azienda ha ormai superato le 3.000 ton/ anno di produzione, oltre alla quota destinata a IMM. Le linee guida della produzione rimangono quelle di restare vicini al settore
te ad alte temperature, sempre con il supporto del suo laboratorio di ricerca e sviluppo». Il quale è attrezzato con tutte le apparecchiature di base (viscosimetro, reometro, dinamometro, durometro, densimetro, stufe per invecchiamento termico etc.) e che si doterà in futuro di strumenti di termoanalisi come TGA e FTIR (spettroscopia ad infrarossi), DSC e DMA.
calzaturiero della zona, con la fornitura per esempio di masterbatch, e di mettere a punto mescole speciali, con batch anche limitati in volume e rivolgendosi, in questo caso, a tutti i piccoli/ medi produttori di manufatti che non dispongono di ricerca propria. «Non tutti i clienti – precisa Giuliano Bruno – manifestano un’apertura mentale pronta ad accettare una collaborazione con un’azienda che, grazie alla sua esperienza e tecnologia, è in grado di farli crescere proprio nella ricerca e nell’innovazione: in questo Innovativ Gummi Tech è favorita sia dalla sua dimensione, che le permette di fornire mescole e master anche di quantità limitata, sia dalla capacità di soddisfare richieste specifiche relative, per esempio, ad SBR colorata e ad NBR resisten-
chiedendoci cosa dobbiamo fare per raggiungere di concerto l’obiettivo e non limitandoci a discutere solo su cosa serve e a che prezzo. È chiaro che parliamo di un processo lento, che richiede tempo ed impegno, perché comprende anche le esigenze dell’utilizzatore del manufatto, e allora bisogna capire bene qual è l’utilizzo finale della mescola e del pezzo ottenuto. Mettendo però insieme il nostro know-how e il know-how del cliente per produrre il manufatto, ecco che si arriva a risultati ottimali e si riesce ad ottenere anche una fidelizzazione degli attori in gioco in questa filiera produttiva». Vendere mescole a capitolato, osserva ancora Bruno, è solo una questione di prezzo, mentre la realizzazione di uno studio o di un progetto nuovo
Collaborare con i clienti «Per noi è estremamente importante – aggiunge Bruno – la collaborazione con i clienti, che sta alla base della nostra politica di vendita, improntata non tanto a combattere contro la concorrenza quanto a concretizzare l’approccio di dialogo col cliente per lavorare insieme a lui, con la nostra ricerca e sviluppo,
Assetto rinnovato «Ma l’importante novità di quest’anno – prosegue Giuliano Bruno – è l’acquisizione della maggioranza della proprietà dell’azienda da parte di IMM Hydraulics di Atessa (Chieti). IMM è una società multinazionale, che produce tubi idraulici ed è entrata, nel 2013, a far parte dell’Interpump di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), il maggior produttore mondiale di pompe a pistoni professionali ad alta pressione. Da tempo collaboravamo con IMM, azienda sensibile al coinvolgimento dei fornitori per il raggiungimento di obiettivi sinergici con progetti di ricerca, e finalmente, nel maggio di quest’anno, si è conclusa l’acquisizione, anche grazie all’opportunità, per IMM, di avere una sala mescole a poca distanza e di concretizzare ulteriormente la collaborazione in essere per sviluppi comuni nella produzione di mescole specifiche per il settore tubi».
Gestione e crescita Oggi la gestione di Innovativ Gummi Tech è responsabilità di Marcello Di Campli (presidente del consiglio e amministratore), di Giuliano Bruno (amministratore delegato), per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime e la vendita delle mescole, e di Giampiero Manari (anch’egli amministratore delegato) in qualità di direttore di stabilimento e responsabile del personale e della sicurezza. Tutti han-
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DALLE AZIENDE
Il magazzino della Innovativ Gummi Tech con le mescole confezionate pronte per l'ultimo controllo di qualità e, una volta superato questo, per la spedizione al cliente.
(per esempio una mescola alimentare o dotata di particolari compatibilità) risulta spesso l’idea vincente «per avere successo nel nostro lavoro e con i nostri obiettivi. È poi inutile, nel caso di produzioni di grossi volumi, pensare di essere competitivi ai grandi produttori italiani piuttosto che ai produttori situati in paesi come Polonia, Romania, Ungheria o Serbia, dove energia e mano d’opera hanno costi molto bassi». Per Innovativ Gummi Tech ha poi molta importanza un’altra caratteristica della politica di vendita, ossia l’ulteriore coinvolgimento di clienti importanti quando viene messa a punto una formulazione di mescola secondo le loro esigenze. «Il cliente – spiega Bruno – può 52
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limitarsi ad accettare la ricetta oppure può rendersi conto di persona della qualità del nostro lavoro. Inoltre possiamo aiutare in loco il cliente nella ottimizzazione del suo processo produttivo con le mescole che gli forniamo oppure lo invitiamo a venire da noi a fare un corso, che gli permetta di migliorare il suo know-how. Naturalmente tutte queste opportunità sono tutelate da specifici accordi di riservatezza».
La ricerca di alternative Un altro obiettivo di Innovativ Gummi Tech è di arrivare ad utilizzare materie prime alternative, come cariche naturali per esempio o come quelle derivate da scarti di produzioni di gomma, nell’ot-
tica non solo di abbassare i costi, se richiesto espressamente dal cliente, ma anche di non buttare tutto in discarica. «La ricerca su nuovi prodotti – conclude Bruno – coinvolge alcune università, al fine di prendere in considerazione anche materie prime particolari e di approfondire la questione ambientale. L’azienda è consapevole che non è possibile continuare a buttare tutti gli scarti e i rifiuti industriali in discarica, il che peraltro rappresenta un costo, ma occorre impegnarsi seriamente nell’attuazione del concetto di recupero, nell’ambito di un’economia circolare che salvaguardi l’ambiente e porti benefici anche all’industria della gomma. Lo scarto di un processo può diventare materia prima di una tecnologia parallela».
Farsi conoscere In un’ottica di maggiore visibilità sul mercato, Innovativ Gummi Tech ha in programma la partecipazione alle prossime edizioni delle principali fiere del settore, anche se un’eventuale partecipazione al Plast non sembra convincere Giuliano Bruno, che durante l’edizione di quest’anno ha raccolto in giro per i vari stand commenti incerti sulla sua validità, in quanto a parere suo e di molte altre aziende sarebbe un’iniziativa davvero efficace riuscire ad organizzare in Italia una manifestazione incentrata esclusivamente sull’industria della gomma.
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DALLE AZIENDE
Batch-off mescole: novità per il fine linea di Giuseppe Cantalupo
S
olo qualche anno fa Sergio Bracaletti, fondatore e attuale amministratore di Rubber Trade Machinery e i figli Andrea e Marco, rispettivamente responsabile gestionale e responsabile tecnico dell’azienda, ci avevano parlato del successo del Festonatore FST dopo quello ormai consolidato del Raffreddatore STC, che raffredda e asciuga automaticamente le strisce di mescola provenienti dall’estrusore, o dal mescolatore a cilindri, senza la formazione di pieghe e/o residui solidi di distaccante rilasciati dall’evaporazione dell’acqua durante la ventilazione, comunemente presenti, invece, nei sistemi di raffreddamento tradizionali (ne abbiamo parlato ampiamente nell’articolo pubblicato sul numero 638 della rivista a pag. 40). Oggi l’azienda varesina, che occupa una posizione di rilievo sullo scenario internazionale dei produttori di macchinari e impianti destinati al fine linea di produzione mescole, ha progettato e realizzato – e già commercializza – una nuova apparecchiatura rivoluzionaria, l’Accumulatore, grazie alla quale, quando il cassone di raccolta delle strisce, raffreddate e asciutte, è stato riempito dal Festonatore e deve quindi essere sostituito da uno vuoto per proseguire la raccolta, è possibile realizzare questa sostituzione automaticamente e senza fermare l’erogazione della striscia di mescola.
Accumulatore! Chi è costui? Abbiamo visto che non si tratta di un altro nome di Carneade, il filosofo greco di manzoniana citazione, bensì della 54
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Dopo gli innovativi Raffreddatore STC e Festonatore FST, che garantiscono, il primo, il raffreddamento delle mescole di gomma erogate in strisce e, il secondo, la loro raccolta estremamente ordinata in appositi contenitori, la Rubber Trade Machinery di Oggiona Santo Stefano, Varese, ha apportato un’altra innovazione al fine linea di produzione mescole con l’inserimento di un “Accumulatore”: una macchina automatica che consente di sostituire i contenitori pieni delle strisce depositatevi dal Festonatore con altri vuoti, da riempire, senza dover interrompere l’erogazione dell’estrusore o del mescolatore a cilindri
nuova macchina progettata e realizzata da Rubber Trade Machinery che trova la sua collocazione tra il Raffreddatore e il Festonatore nel fine linea di produzione delle mescole. Con l’inserimento di questo nuovo macchinario, il batch-off assu-
me, quindi, la seguente configurazione: estrusore (oppure mescolatore a cilindri); Raffreddatore STC; Accumulatore; Festonatore FST/bobinatrice. Nell’insieme di macchine del fine linea, questa rappresenta un’innovazione mol-
Sala mescole
Nella pagina a fianco, l’accumulatore a nastro. A sinistra, l’accumulatore a rulli. Sotto, Il risultato finale col Festonatore FST.
to importante. Rivoluzionaria, potremmo dire, proprio perché consente il cambio automatico dei contenitori delle mescole al termine del loro riempimento senza fermare la macchina che le eroga. In che modo? Ce lo spiega Sergio Bracaletti, che abbiamo incontrato in azienda insieme al figlio Andrea. «Nei sistemi tradizionali, quando il contenitore sotto il festonatore si è riempito, questa macchina viene fermata per consentire all’operatore di sostituirlo con uno vuoto; conseguentemente, devono essere arrestate le macchine che la precedono nella linea - l’estrusore/mescolatore e il raffreddatore - per il tempo necessario perché venga effettuata questa operazione. Col nostro sistema, invece, mediante l’impiego di pedane motorizzate, il contenitore pieno viene rimosso dalla postazione di riempimento e avviato alla zona di stockaggio mentre un’altra pedana motorizzata, sulla quale sono stati previamente caricati dei contenitori vuoti, provvede a posizionarne uno sotto il festonatore, al posto di quello evacuato, per far riprendere la raccolta. Durante queste operazioni, l’erogazione della striscia non viene interrotta grazie all’Ac-
cumulatore, che ospita quella prodotta nel frattempo per riconsegnarla, a operazione di scambio contenitore terminata, al Festonatore, che può così ripartire nella raccolta procedendo a una velocità inizialmente superiore a quella di linea impostata e poi, al completo recupero di quanto accumulato, uguale a quella remota. In altre parole, l’accumulatore trattiene su di sé la striscia che gli arriva dal raffreddatore per il tempo necessario perché il festonatore effettui, in maniera completamente automatica, il cambio dei cassoni pieni/vuoti e riprenda a depositare e compattare, mediante maniche motorizzate e pressatori, le strisce all’interno dei cassoni, sovrapponendole a strati in maniera ordinata con assoluta precisione. Ovvi e notevoli i vantaggi che questo sistema offre. «Innanzitutto – ci dice Andrea Bracaletti – per il fatto che, grazie all’accumulatore, la produzione delle strisce di mescole avviene senza interruzioni, si elimina completamente la necessità, pressoché costante nei sistemi tradizionali quando il festonatore riparte dopo l’interruzione per la sostituzione del contenitore di raccolta, di variazioni delle
velocità delle macchine che erogano la striscia rispetto ai valori remoti, impostati all’inizio del processo». Ma c’è anche un altro vantaggio di grande importanza da ricordare, ed è il beneficio economico prodotto dall’automatismo e dalla continuità del processo. «Quella che abbiamo realizzato con la nostra innovazione – precisa, infatti, con comprensibile soddisfazione Sergio Bracaletti – è la completa automazione della linea di raffreddamento e raccolta delle mescole di gomma. Questo significa che, mentre prima la fase del cambio contenitore richiedeva la presenza anche di 2-3 operatori, adesso basta un solo addetto sull’intera linea, col compito, più che altro, di supervisione e controllo che non si verifichino intoppi durante il processo, che può anche comprendere il taglio automatico della striscia di mescola quando il contenitore di raccolta ha raggiunto il peso stabilito». Quindi, doppio beneficio economico: l’abbattimento dei costi derivante dall’impiego ridotto di personale e l’aumento della produttività procurato dal fatto che la produzione non si arresta mai. «L’impianto che noi produciamo – aggiunge Andrea Bracaletti – si distingue, quindi, per il suo alto livello di automazione nel pieno rispetto dei requisiti di Industria 4.0: le macchine si parlano fra loro e interagiscono con gli ERP (Enterprise Resource Planning) aziendali e con gli altri sistemi informatici della clientela, con tutto quello che questo significa soprattutto in termini di assistenza remota ai clienti, in qualunque parte del mondo questi si trovino».
Affidabilità e qualità Sono gli elementi distintivi, l’uno a garanzia dell’altro, che definiscono la superiorità inarrivabile delle macchine dell’azienda varesina a confronto con i fine linea tradizionali. L’elevato automatismo di queste macchine, di assoluta avanguardia, che riduce al minimo l’intervento umano sul processo, è di per se stesso garanzia della totale affidabilità delle attrezzature e dei macchinari, da un lato, e della qualità del processo in termini di L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DALLE AZIENDE
Isola di filtraggio mescole di Rubber Trade Machinery.
costanza e uniformità, dall’altro, e questo con ogni tipo di gomma, dalla naturale alle sintetiche. Impostando opportunamente i parametri di marcia dell’impianto in funzione delle caratteristiche della mescola, infatti, è possibile adattare di volta in volta le condizioni di lavoro di ogni unità al particolare prodotto da trattare.
La risposta dei mercati «L’Accumulatore sta riscuotendo un grande successo, ma, a dire il vero, tut-
ta la linea sta incontrando una risposta molto lusinghiera da parte dei mercati – ci dice il responsabile gestionale – specie dopo l’inserimento di questa macchina veramente innovativa nel processo. Siamo, naturalmente, presenti in Italia in maniera assai consistente e anche all’estero, principalmente in Europa, e abbiamo clienti anche in USA e in Russia, e vantiamo tra i nostri clienti – conclude con orgoglio – i maggiori produttori di mescole sia nazionali che internazionali».
Molti, quindi, i fattori distintivi che presentano Rubber Trade Machinery sui mercati a livello globale come costruttore importante di impianti completi e automatici di fine linea e concorrono a configurare per l’azienda prospettive di mercato e di sviluppo decisamente favorevoli. Premianti, in particolare, la capacità innovativa e l’originalità nella progettazione, innegabili punti di forza molto apprezzati da aziende del settore come, per esempio, la UTH di Fulda, Germania, importante costruttore di filtri a maglie sottili per compound e di pompe a ingranaggi per il settore dell’estrusione della gomma. Anche per questa società, con la quale collabora da qualche anno come agente esclusivo in Italia, l’azienda di Oggiona Santo Stefano ha realizzato impianti completamente automatici per la produzione di mescole pregiate, anche per il settore medicale.
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DALLE AZIENDE
Espansione e innovazione per stampi sempre più high-tech di Giuseppe Cantalupo
S
iamo stati all’O.C.S. l’ultima volta a giugno del 2016. Ci siamo tornati quest’anno, lo scorso mese di settembre, e vi abbiamo trovato due novità importanti: un’espansione dell’insediamento produttivo dell’azienda e l’assunzione della distribuzione esclusiva all’estero di un innovativo blocco termoregolato a canali freddi, chiamato C3, studiato e realizzato dalla NCN Technology di Sarnico, Bergamo. Ce ne hanno parlato Stefano Savoldi, general manager di O.C.S., figlio del fondatore della società Guido Savoldi, e Guido Michael Castoldi e Andrea Naboni, fondatori e amministratori di NCN Technology.
Nuovi spazi e nuove macchine La nuova struttura sorta nel sito di Adrara San Martino affianca l’insediamento già esistente e occupa una superficie di 300 metri quadrati, portando così la superficie totale coperta della sede attuale a 1.500 metri quadrati. L’edificio si sviluppa su due piani, e il maggiore spazio disponibile consente una più razionale organizzazione della produzione e degli uffici, dell’ufficio tecnico in par-
La nuova struttura di O.C.S. inaugurata a maggio. 58
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
La O.C.S. ha ampliato il suo complesso di Adrara San Martino, Bergamo, con la realizzazione di un nuovo impianto, inaugurato lo scorso mese di maggio, e ha acquisito la distribuzione esclusiva all’estero di un blocco termoregolato a canali freddi di nuova generazione, ideato e progettato dalla NCN Technology di Sarnico, in provincia di Bergamo
Stampi
Da sinistra: Stefano Savoldi, Andrea Naboni e Guido Michael Castoldi mostrano il modello da esposizione del C3 con i gusci esterni in policarbonato per consentire la visione della croce interna.
questo contesto si inserisce l’installazione appena effettuata di un nuovo macchinario per la lavorazione degli stampi per o-ring, mentre è previsto l’arrivo di una nuova macchina anche per gli stampi speciali. «Lo scopo dell’ampliamento – ci spiega il titolare dell’azienda – è quello di dislocare in due ambienti distinti, fisicamente separati, i due tipi di produzione nei quali si articola, fondamentalmente, la nostra attività: quella storica degli stampi per o-ring, che produciamo dal 1974, l’anno di nascita di O.C.S., e quella degli stampi speciali per articoli tecnici, che produciamo già da diversi anni. Il nuovo capannone è dedicato esclusivamente alla produzione degli stampi speciali, mentre gli stampi per o-ring continueranno ad essere prodotti nella sede pre-esistente». Il piano superiore del nuovo edificio ospiterà l’ufficio progettazione, anche in previsione di un crescente impegno di questa sezione sul fronte della ricerca e dell’innovazione tecnologica, con l’obiettivo fisso e irrinunciabile della qualità dei prodotti.
Blocco C3 a 4 ugelli aperto per sostituzione croce termoregolata. Si notino i regolatori di flusso e l’apposita chiave di manovra. ticolare. Un aspetto, questo, al quale Savoldi tiene in special modo, perché una più agevole movimentazione di macchine e attrezzature e una più comoda sistemazione della sezione progettazione concorrono a creare dell’azienda un’immagine moderna, efficiente e al passo con i tempi. In
zione come strumenti per imprimere sui mercati l’impronta distintiva della sua azienda.
Il nuovo blocco a canali freddi Il nuovo blocco termoregolato a canali freddi C3 è invece il fiore all’occhiello di NCN Technology, una società nata da poco, fondata nel 2013 da Guido Michael Castoldi e Andrea Naboni che hanno messo a frutto, in questa realizzazione, la loro ventennale esperienza acquisita nel settore della fabbricazione degli stampi per guarnizioni industriali in gomma e nella fabbricazione dei blocchi termoregolati a canali freddi (CRB – Cold Runner Block). Ed è appunto in questi campi – e in quello delle attrezzature in generale impiegate nella trasformazione della gomma – che la loro società svolge essenzialmente la sua attività di studio, progettazione e consulenza. Il sistema per lo stampaggio a iniezione degli elastomeri mediante canali freddi termoregolati si può ben dire che ha rivoluzionato l’industria della gomma: prima di essere iniettata nello
Particolare degli ugelli di un blocco C3 radiale in posizione chiusa.
Perché, mentre la ricerca e l’innovazione tracciano la strada verso il futuro, la qualità fidelizza i clienti e consolida la presenza della società sui mercati. Savoldi ne è pienamente convinto, tanto è vero, che, come ci ha dichiarato, il suo programma d’azione punta sulla qualità e l’innova-
stampo, la mescola viene mantenuta a una temperatura di pre-vulcanizzazione che, anche per la minore distanza che la gomma deve percorrere per raggiungere l’impronta, migliora la qualità dello stampaggio anche con mescole difficili o molto accelerate e consente di ridurre lo scarto. Questo per citare, L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DALLE AZIENDE
Blocco C3 a 6 ugelli in fase di apertura. Si possono notare le due piastre coperchio e la croce interna.
Una open house per il C3
sinteticamente, i principali vantaggi di questa tecnologia. NCN Technology ha ideato e progettato un nuovo blocco termoregolato a canali freddi – domanda di brevetto depositata nel mese di maggio – a sua volta innovativo rispetto ai tipi attualmente esistenti sul mercato. È il C3: Crossy Cold Core (Nucleo Freddo a Croce). In che cosa il nuovo CRB è diverso dai CRB standard e quali sono i vantaggi che procura? «Diciamo subito – ci spiega Castoldi – che noi abbiamo voluto fare qualcosa che fosse più concorrenziale rispetto agli strumenti attualmente esistenti sul mercato, e abbiamo pensato a un blocco più semplice, più versatile e più leggero, e quindi più facile da usare e più agevole da movimentare. Infatti, non ha piano di riscaldo, ma utilizza quello della pressa, il che significa che pesa meno e non ha bisogno di cablaggio elettrico e quindi non comporta di per sé nessun rischio di guasto elettrico, e può essere utilizzato su più presse, anche di costruttori diversi. Inoltre, è molto più facile e rapido da smontare e da pulire. Questo, per dare una prima idea di alcuni dei principali vantaggi del C3».
C3: un CRB speciale Molti altri, e molto significativi, sono infatti i motivi per i quali il blocco di NCN Technology è uno strumento speciale. Concettualmente, si tratta di un’apparecchiatura a struttura modulare compatta con un nucleo centrale termoregolato a croce che può essere facilmen60
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
te sostituito per effettuare il cambio mescola direttamente a bordo pressa. «Importante sottolineare – precisa Castoldi – che per la sostituzione del nucleo intercambiabile occorrono solo 20-30 minuti contro le usuali 3-4 ore richieste dal blocco standard, con tutto quello che ciò significa in termini di produttività: per aprire il blocco, infatti, basta svitare le viti interne e allentare 4 viti esterne, dopodiché l’elemento a croce può essere immediatamente rimosso e sostituito per il cambio mescola. Semplice anche la pulizia del nucleo per estrarre le materozze: è sufficiente sfilare 6 tappi». Altri vantaggi di rilievo del blocco C3: la termoregolazione, che agisce solo dove è realmente necessaria, ossia dove scorre la mescola, col benefico risultato che le centraline sono meno sollecitate; la distribuzione omogenea del calore nel piano a contatto con lo stampo, che determina una omogeneità della temperatura del piano stesso decisamente sorprendente con un differenziale termico massimo di 2°C, in qualunque punto la si misuri, rispetto ai 3-10°C del CRB standard. «Per non parlare – conclude Castoldi – del peso notevolmente inferiore che il nostro blocco ha rispetto a un CRB standard: essendo due anziché tre le piastre di cui è dotato (ricordiamo che manca quella di riscaldo) e essendo di soli 170 mm lo spessore totale del blocco contro gli usuali 250-270 mm, il C3 arriva a pesare fino al 30% in meno rispetto a un CRB standard».
Il nuovo CRB di NCN Technology ha fatto la sua prima comparsa in pubblico sullo scenario internazionale delle macchine e delle attrezzature per lo stampaggio della gomma al Plast/Rubber di Milano dello scorso mese di maggio presso lo stand di O.C.S., ed è stato subito successo. Notevole, superiore ad ogni aspettativa. Molti i visitatori, sia italiani che stranieri, che hanno mostrato vivo interesse per questo strumento innovativo, e lusinghiera è stata la risposta dei mercati. A tutt’oggi, infatti, sono stati venduti diversi C3 sia in Italia che in altri paesi europei. Per consentire a stampatori e tecnici dell’industria della gomma italiani e esteri interessati all’innovazione di vedere da vicino questo nuovo blocco termoregolato, toccarlo con mano, vederlo in funzione (in fiera era semplicemente esposto) e coglierne le differenze dai modelli standard attualmente esistenti sul mercato, le due aziende hanno programmato l’organizzazione di prove dimostrative di stampaggio per singoli clienti a partire dalla seconda metà di novembre. Le dimostrazioni si svolgeranno presso la sede di RPM di Paderno Franciacorta, Brescia, importante punto di riferimento nel mondo dello stampaggio a iniezione della gomma, che metterà a disposizione una pressa elettrica di ultima generazione, anche questa presentata al Plast/Rubber di Milano presso lo stand dell’azienda bresciana: la Ecotronic Short da 200 t supercompatta (EPG 200). La pressa monterà uno stampo di O.C.S. abbinato, ovviamente, al blocco termoregolato a canali freddi C3 di NCN Technology. Gli eventi saranno la prova tangibile della costante attenzione che le aziende coinvolte rivolgono all’innovazione per migliorare la produttività e la qualità del processo di stampaggio della gomma.
DALLE AZIENDE
La strategia di crescita di Engel nel mondo e in Italia di Riccardo Oldani
«I
l mercato sta cambiando, stiamo osservando uno spostamento rispetto agli anni precedenti determinato dalla situazione economica globale». A parlare è Christoph Steger, Chief Sales Officer di Engel, il produttore austriaco di presse per lo stampaggio a iniezione della plastica e della gomma. Steger è intervenuto lo scorso ottobre al Fakuma, la fiera di Friedrichshafen, in Germania, sulle tecnologie di trasformazione della plastica, dove, in una conferenza stampa, ha delineato l’andamento del gruppo. Engel nell’ultimo anno fiscale, chiusosi lo scorso marzo, è cresciuta dell’11%, raggiungendo un fatturato di 1,74 miliardi di dollari e prevede, nel prossimo esercizio, di incrementarlo a 1,85 miliardi di dollari. «L’Europa è per noi il principale mercato – ha detto Steger – che assorbe il 53% del venduto, seguito dalle Americhe, con il 24% e dall’Asia, con il 22%. Ma circa il 2% delle vendite sono passate dall’America all’Asia, mentre la continua crescita dell’Europa Orientale sta bilanciando il rallentamento del Regno Unito, dove si fanno sentire gli effetti dell’incertezza connessa alla Brexit».
Le aree di incertezza Al momento si riscontra una certa riluttanza agli investimenti, ha osservato Steger, «con una certa confusione in alcune aree dell’Europa proprio collegate alla Brexit. La Germania resta il mercato che registra il maggior numero di vendite, con una crescita del 50% nell’ultimo quinquennio. Ma anche in Cina il gruppo sta sperimentando ottime 62
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
In un mercato globale con non poche zone d’ombra, come la battaglia dei dazi tra Usa e Cina e la Brexit, il gruppo austriaco Engel continua a crescere e prevede che il trend si mantenga anche per il prossimo esercizio 2018/2019. In questo scenario l’Italia costituisce un target importante, anche per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche al servizio dell’industria della gomma. Come ha dimostrato il Progetto 2K condotto insieme con partner italiani. Ce ne ha parlato Christoph Steger, Chief Sales Officer del gruppo
Stampaggio a iniezione
performance, grazie anche agli investimenti, come quelli decisi ad aprile di 12,1 milioni di dollari per espandere la capacità produttiva dello stabilimento di Changzhou della Wintec, società cinese del gruppo». A questo si aggiunge l’impianto di Shanghai. Sul mercato americano l’attesa riguarda l’effetto dell’introduzione dei dazi e le linee d’azione del nuovo Nafta, l’accordo sul libero commercio del Nord America tra Canada, Messico e Usa, interessato a una trasformazione voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L’attività in Italia In generale, comunque, il gruppo si sta espandendo e lo sta facendo anche in Italia, con una politica attiva, che ha visto dal primo gennaio 2018 il nuovo amministratore delegato di Engel Italia, Matteo Terragni, prendere le consegne da Maurizio Passalacqua, storica guida dell’azienda nel nostro paese. Abbiamo incontrato Terragni e Steger a Milano, in occasione della fiera Plast, alla quale Engel ha partecipato con un grande stand per esporre le sue macchine per la plastica ma dove era presenta anche al Rubber, l’area della fiera destinata alle tecnologie per la gomma, con un progetto congiunto con una serie di realtà italiane. Il progetto, denominato 2K, aveva lo scopo di definire una “filiera di processo” per arrivare alla produzione di un cap-
Christoph Steger, Chief Sales Officer di Engel. Nelle altre foto lo stand del gruppo al Plast di Milano e la flexseal 300 usata per il Progetto 2K.
puccio a due componenti, mescola in silicone platinica e tecnopolimero PBT. Il progetto 2K nasce dalla collaborazione tra Engel con il produttore di mescole Mesgo, che poi è stato allargato ad altri partner come il produttore di stampi per la plastica Giasini, ORO Stampi per la produzione dello stampo per il silicone e il centro tecnologico Proplast.
Il Progetto 2K «Progetti di questo tipo – ha detto Steger – sono funzionali per noi per mettere a punto, insieme con partner tecnologici attivi in una determinata area geografica, soluzioni adatte a risolvere problemi produttivi concreti. Sono quindi collaborazioni mirate, che tendiamo a replicare nei nostri mercati di riferimento con partner locali per rafforzare la nostra presenza e andare incontro alle necessità concrete dei trasformatori». Sotto questo aspetto, la Rubber Valley dell’area del Sebino, tra Brescia e Bergamo, «è assolutamente strategica per noi – ha aggiunto Steger – perché è una delle zone a più alto valore aggiunto tecnologico nella trasformazione della gomma a livello globale. La necessità di accoppiare materiali diversi è sempre più richiesta dai grandi committenti che si rivolgono
ai trasformatori dell’area del Sebino, che sono anche nostri clienti, ed è una delle principali sfide dell’attuale stato dell’arte dello stampaggio in gomma».
Soluzioni tecniche Nell’ambito del progetto 2K Engel ha messo a disposizione l’isola produttiva che ha reso possibile lo sviluppo del prodotto, una pressa orizzontale Engel flexseal 300, asservita da un braccio robotico Stäubli che raccoglie i pezzi in tecnopolimero e li posiziona con la massima precisione in un alloggiamento all’interno dello stampo. Il robot è in grado di prendere i pezzi alla rinfusa dal contenitore e anche di accorgersi se sono posizionati nel modo giusto. Un cestello vibrante, se necessario, fa “saltare” i pezzi per girarli nel verso corretto per una presa ideale da parte del robot. Nella fase di stampaggio la mescola elastomerica, sviluppata da Mesgo, viene praticamente “calzata” intorno al disco in tecnopolimero secondo un processo che si basa sulla massima precisione della chiusura, garantita dalla tecnologia Engel, accompagnata da un’altrettanto elevata precisione dello stampo, a Canale Freddo Otturatore (CFO), messo a punto da ORP Stampi. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DALLE AZIENDE
Il tablet che trasforma le tue macchine in chiave Industry 4.0 L
inari Automation, grazie ad una serie di accordi realizzati con costruttori di macchine utensili e sistemi di produzione, ha presentato in anteprima a BI-MU Milano 2018, biennale dedicata all’industria delle macchine utensili, Î-Productivity, un innovativo tablet industriale concepito per gestire qualsiasi macchina utensile e impianto produttivo (interconnessi in logica IoT e non). Il dispositivo nasce per offrire, a condizioni economicamente competitive, una soluzione facile e accessibile per migliorare l’efficienza delle attività logistiche/produttive in tutte quelle aziende che desiderano avvalersi dei vantaggi delle soluzioni integrate offerte dalle nuove tecnologie Industria 4.0 senza perdere neanche un minuto, ma sfruttando un sistema avanzato di autoapprendimento. Î-Productivity è il primo sistema che nasce sulla base della tecnologia abilitante IoT per migliorare l’efficienza della produzione, tramite l’interconnessione semplice e rapida, in chiave Industria 4.0, a qualsiasi macchina di produzione avvalendosi della tecnologia “Connected by Alleantia” e della sua ricchissima libreria di drivers.
Î-Productivity, il tablet 4.0, grazie alla tecnologia abilitante IoT, permette di migliorare l’efficienza della produzione tramite l’interconnessione semplice e rapida dei beni strumentali installati in fabbrica. 64
L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
Si chiama Î-Productivity ed è un tablet IoT pensato per aumentare la produttività delle aziende. Lo ha messo a punto una società pisana, Linari Automation, con lo scopo di rendere possibile la trasformazione in chiave 4.0 di qualsiasi tipo di macchina, anche quelle di stampaggio della gomma o di una sala mescole, per migliorare la produttività senza la complessità di un gestionale
Automazione
Robusto e compatto Il tablet Î-Productivity è realizzato per durare nel tempo anche negli ambienti più gravosi (protezione standard IP65) grazie alla componentistica Advantech, leader mondiale nella produzione di elettronica industriale. Fisicamente Î-Productivity è un dispositivo molto compatto, a baso consumo energetico grazie ad un processore Intel® Quad Core di ultima generazione, con una interfaccia touch da 10.1” in vetro temprato che protegge anche una telecamera integrata per un’interazione immersiva con l’operatore di macchina. Barre a LED bicolore nella cornice in alluminio forniscono un’intuitiva visualizzazione dell’ avanzamento della produzione anche a distanza. Completano il dispositivo una dotazione all’avanguardia di interfacce di comunicazione: LAN Gigabit, WiFi ad alta velocità e connettività cellulare 4G.
Come funziona Il tablet deve essere fissato direttamente a bordo macchina così da ricevere ed inviare automaticamente ogni informazione ai CNC/PLC di controllo tramite la tecnologia Alleantia preinstallata. Alleantia è una società che ha realizzato una vastissima libreria di driver in grado di raccogliere dati essenziali di funzionamento da oltre 5.000 macchine e dispositivi industriali in
commercio, tra cui anche i principali CNC, PLC, sensori e inverter. Qualsiasi produttore di macchine o sviluppatore di sistemi, grazie a questa libreria, può raccogliere dati di funzionamento da questi dispositivi e inviarli a un sistema di gestione per analizzarli e trarne parametri operativi (tempi, quantità prodotte, allarmi, part programs utilizzati…) direttamente dal macchinario con un innovativo sistema di auto apprendimento basato sull’IoT. La novità del tablet Î-Productivity è che è il primo hardware che integra al proprio interno la tecnologia Alleantia, rendendo superfluo, quindi, il possesso di un gestionale. Il patrimonio di conoscenza che viene accumulato attraverso l’IoT e la pianificazione aziendale viene salvato, per essere poi analizzato e riutilizzato, su un archivio centrale che può essere mantenuto e spostato sia in azienda, usando un software gratuito di Î-Productivity da installare su un proprio server (anche virtuale) oppure nel cloud riservato ai clienti Linari Automation, anch’esso gratuito. Tutti i dati saranno così al sicuro, disponibili ovunque, senza la necessità di installare un nuovo server in azienda. Il datore di lavoro o il manager può consultare tutti i dati sulla produzione presenti in archivio ed in tempo reale attraverso un computer o il proprio dispositivo mobile.
Î-Productivity nasce per offrire una soluzione facile e accessibile a tutte le PMI che desiderano avvalersi, per qualsiasi macchina utensile o impianto produttivo, dei vantaggi delle soluzioni integrate offerte dalle nuove tecnologie Industria 4.0.
Fino a 5 macchine Per ciascun tablet Î-Productivity è possibile collegare fino a 5 macchine in modo immediato e sicuro per usufruire di una gestione centralizzata di tutti i dati relativi alla propria unità produttiva senza il bisogno di nessuna particolare competenza tecnica o esperto informatico. Î-Productivity non richiede, infatti, nessun tipo di formazione: la configurazione del dispositivo è semplice, tramite IoT App pronta all’uso e il software di gestione dell’archivio centrale è facilmente installabile su un qualsiasi PC/Server aziendale. Grazie ad Î-Productivity si potrà così avere accesso, ad un costo contenuto, al controllo completo della propria filiera produttiva, dall’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica, alla telediagnosi della macchina, dalla gestione delle commesse, al caricamento da remoto di part program fino a tutti cicli di lavoro e questo senza dover più ricorrere L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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DARK
SOLO LE STELLE AL BUIO BRILLANO DI PIÙ
2019
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Î-Productivity consente l’accesso a un controllo completo della propria filiera produttiva, dall’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica, alla telediagnosi della macchina, dalla gestione delle commesse, al caricamento da remoto di part program.
L’interfaccia semplice e intuitiva di Î-Productivity permette di monitorare in continuo ogni singola fase della produzione, con un efficientamento concreto e misurabile dei tempi e dei costi necessari alla realizzazione di ogni commessa eseguita.
alla tipica complessità di un MES (Manufacturing Execution System). La soluzione può davvero essere interessante anche per piccole imprese di trasformazione della gomma o compounder e può essere di interesse per sviluppatori di macchine per il settore.
Vantaggi e semplicità Mediante interfaccia semplice e intuitiva, sulla base di semplici indicatori e grafici, sarà possibile monitorare in continuo ogni singola fase della produzione, con un efficientamento concreto e misurabile dei tempi e dei co-
sti necessari alla realizzazione di ogni commessa grazie all’autoapprendimento eseguito dal sistema nelle produzioni precedenti simili. Il vantaggio nell’adozione di questa tecnologia va non solo a favore dei responsabili dell’azienda, ma anche a vantaggio degli addetti alla produzione che, con Î-Productivity, avranno la possibilità di lavorare in sinergia tra loro e con i loro uffici tecnici potendo così dimostrare le loro abilità ed i risultati ottenuti. Grazie alla sua semplicità ed accessibilità la filosofia di Î-Productivity si dimostra particolarmente adatta
per tutte quelle imprese, anche di piccole e piccolissime dimensioni, che vogliono avvicinarsi al mondo dell’Industry 4.0, abilitando in modo rapido ed economico la digitalizzazione dei processi produttivi in modo semplice ed innovativo, come l’uso di una App su un tablet. Si tratta di un approccio che parte dal mondo dell’IoT e che vuole mettere l’operatore e la macchina al centro del processo produttivo mediante la possibilità di creare una knowledge base aziendale di informazioni che partono dal basso. L’INDUSTRIA DELLA GOMMA novembre 2018
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NEWS Istat: il Pil non cresce più e la fiducia delle imprese manifatturiere è in calo
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econdo i dati Istat resi pubblici il 30 ottobre, nel terzo trimestre del 2018 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Il tasso tendenziale di crescita è pari allo 0,8%. Il terzo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero rispetto al terzo trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi e di una diminuzione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, la stima provvisoria indica un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +1,0%. Questo il commento che l’Istituto nazionale di statistica ha diramato sui dati in questione: «Nel terzo trimestre del 2018 la dinamica dell’economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni. Giunto dopo una fase di progressiva decelerazione della crescita, tale risultato implica un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che passa allo 0,8%, dall’1,2% del secondo trimestre. Questa stima, che ha natura provvisoria, riflette dal lato dell’offerta la perdurante debolezza dell’attività industriale - manifestatasi nel corso dell’anno dopo una fase di intensa espansione – appena controbilanciata dalla debole crescita degli altri settori». Alle valutazioni sul Pil si aggiunge quella sull’indice del clima di fiducia, reso pubblico da Istat sempre il 30 ottobre, che registra un aumento per quanto riguarda la percezione dei consumatori (116,1 a 116,6) e una diminuzione invece per quanto riguarda le imprese (da 103,6 a 102,6).
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Segnali eterogenei provengono dalle componenti del clima di fiducia dei consumatori: si rileva un aumento solo per il clima futuro (da 120,3 a 121,5), mentre quello corrente diminuisce da 114,1 a 112,5, la componente economica resta sostanzialmente stabile (da 137,8 a 137,7) e il clima personale torna a diminuire da 109,3 a 108,7. Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia registra, con intensità diverse, una dinamica negativa in tutti i settori (nel settore manifatturiero l’indice passa da 105,6 a 104,9, nei servizi da 105,1 a 103,7 e nel commercio da 104,3 a 101,7) ad eccezione delle costruzioni dove il clima sale da 136,9 a 138,9. Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nel comparto manifatturiero, che registra una flessione più contenuta rispetto ai settori dei servizi, peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione; il saldo delle scorte di magazzino rimane sostanzialmente stabile rispetto allo scorso mese. Nel settore delle costruzioni, si registra un miglioramento
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Taccuino
dei giudizi sugli ordini mentre si deteriorano le aspettative sull’occupazione. er quanto riguarda il settore dei servizi, la diminuzione dell’indice di fiducia è dovuta essenzialmente ad un peggioramento dei giudizi sia sul livello degli ordini sia sull’andamento degli affari; invece, le aspettative sugli ordini sono in aumento. Nel commercio al dettaglio, la marcata flessione è principalmente condizionata dalla dinamica negativa sia dei giudizi sia delle aspettative sulle vendite, in presenza di scorte di magazzino giudicate in lieve accumulo.
P
Il gruppo svedese Hexpol ha acquisito la maggioranza delle quote di Mesgo
I
l gruppo multinazionale Hexpol, fondato in Svezia ma con 43 unità produttive e 4.400 addetti, principalmente concentrati in Europa, Stati Uniti e Asia, ha annunciato l’acquisizione dell’80% delle quote del gruppo Mesgo, direttamente dal principale azionista Francesco Caldara e da altri co-proprietari. Con questa operazione il gruppo Hexpol, secondo un comunicato dell’azienda, «compie un passo strategico nel settore degli elastomeri ad alte performance, in cui Mesgo può vantare un know-how avanzatissimo». Hexpol evidenzia anche la modernità degli impianti produttivi Mesgo di Carobbio e Gorlago, in Italia, in Polonia e in Turchia. Francesco Caldara, Ceo di Mesgo, si è dichiarato «entusiasta di questa part-
nership industriale con Hexpol. Sono convinto che questa opportunità rafforzerà il nostro gruppo, darà continuità alla nostra crescita e accelererà la nostra espansione internazionale. Con la sua notevole base di clienti, Hexpol può avvalersi di una posizione unica nell’industria del compounding e ci consentirà di raggiungere nuovi mercati e clienti qualificati. Con questo nuovo progetto, unito al continuo
impegno del management, potremo ottenere i massimi risultati dalle nostre tecnologie e raggiungere un livello di eccellenza nell’efficienza produttiva». Dal canto loro, Ralph Wolkener e Carsten Rüter, rispettivamente presidente e presidente per le tecnologie di Hexpol Compounding Europe, hanno dichiarato che «l’acquisizione di Mesgo aggiunge nuova capacità, know how applicativo e una nuova base di clienti a Hexpol Com-
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NEWS
pounding Europe, e allarga e rafforza la nostra presenza sul mercato europeo». Sulla stessa linea Mikael Fryklund, Ceo del gruppo Hexpol: «Mesgo è leader nel compounding di elastomeri ad elevate prestazioni e con la sua acquisizione Hexpol aggiunge un nuova importante piattaforma di soluzioni ad alto valore aggiunto. Con l’eccellente know how su materiali e applicazioni di Mesgo, il forte posizionamento in Italia, e le unità produttive in Polonia e Turchia stiamo aggiungendo nuove competenze significative e mercati geografici al gruppo Hexpol. Tutto ciò, combinato con il raggio d’azione globale del nostro gruppo, ci consentirà di penetrare con più forza in nuovi mercati. Apprezzo anche la decisione e l’impegno della famiglia Caldara di rimanere nella compagine aziendale nella veste di azionisti di minoranza e auspico una cooperazione piena di successi». Il prezzo fissato per l’acquisizio-
ne è di circa 168 milioni di euro, in parte finanziati dalle banche in parte liquidità del gruppo Hexpol. L’accordo attribuisce anche a Hexpol un’opzione per l’acquisto delle rimanenti azioni di Mesgo, mentre la famiglia Caldara ha l’opzione di cedere le proprie azioni a Hexpol. L’affare è stato chiuso a decorrere dal primo ottobre.
Il produttore russo Sibur sempre più attivo nella proposta di gomme nitriliche
strati nella foto in basso). Durante l’evento è stata presentata la realtà dell’azienda, che è la più grande compagnia petrolchimica integrata della Russia, la sua struttura R&D e, in particolare, il suo portafoglio di gomme sintetiche. Con un fatturato, nel 2017, di 7,8 miliardi di dollari e un Ebitda di circa 2,9 miliardi, Sibur dispone di quattro centri R&D, dotati di moderni macchinari e strumenti, soggetti a continuo potenziamento e aggiornamento. A parte i segmenti di business relativi a materie prime idrocarburiche, polimeri di base, plastiche e prodotti di sintesi organica, film di polipropilene bi-orientato, la proposta di elastomeri comprende NBR, IIR, ESBR, SSBR, IR e TPE. Durante il seminario sono state fornite soprattutto informazioni approfondite sulle gomme nitriliche e sui loro recenti sviluppi, oltre a presentare un pacchetto di servizi dedicato e orientato ai clienti, comprendente logistica, supporto tecnico e introduzione di una piattaforma elettronica. Sibur ha sottolineato come l’azienda stia ponendo la massima attenzione al sistema di controllo dei suoi materiali nei vari siti produttivi, continuando i miglioramenti qualitativi già attuati negli ultimi anni.
L
o scorso 4 luglio, durante la fiera DKT a Norimberga, il produttore russo di polimeri Sibur ha organizzato un seminario, dedicato alle aziende dell’industria della gomma, con la partecipazione dei manager dei team vendite, marketing e R&D, nonché di rappresentanti dello stabilimento di Krasnoyarsk (i cui impianti sono illu-
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Taccuino
Ecopneus aumenta la quota della raccolta annua di pneumatici a fine utilizzo
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aranno 11.000 le tonnellate di Pneumatici Fuori Uso che Ecopneus raccoglierà in via del tutto straordinaria oltre il proprio target di legge in questo ultimo trimestre del 2018: un quantitativo che si aggiunge alle altre 3.000 tonnellate di PFU “extra” già raccolte tra agosto e settembre. Le risorse aggiuntive per questo ulteriore intervento saranno disponibili grazie al buon andamento delle vendite di pneumatici registrato dai soci Ecopneus nelle ultime settimane, alle positive prospettive di vendita nell’ultimo trimestre dell’anno e alle efficienze di gestione che hanno consentito di mantenere sotto controllo – e in alcuni casi ridurre – i costi. Questa decisione è frutto della presa d’atto della reale difficoltà da parte di moltissimi punti serviti (gommisti, sta-
zioni di servizio, autofficine), che hanno giacenze di Pneumatici Fuori Uso in eccesso rispetto alle loro capacità di stoccaggio, ed è stata presa nonostante la situazione di stallo nella fase di recupero successiva al trattamento. Il riciclo di
materiale in questo momento ha infatti subito un rallentamento a causa della sentenza del Consiglio di Stato, che ha portato incertezza nella filiera industriale, per il rischio reale che non venga più riconosciuto neppure lo status
NEWS
di MPS (Materie Prime Seconde) ai granuli e polverini di gomma riciclata, che verrebbero al contrario riportati allo status di rifiuto, con conseguenti indubbie difficoltà di collocazione sul mercato. In più, i ritardi e le incertezze circa l’uscita del decreto End of Waste – che riconoscerebbe in maniera definitiva e incontrovertibile, a livello nazionale, lo status di materiale a granuli e polverini ricavati dal riciclo – non consentono lo sblocco di molti settori applicativi ad oggi fermi in attesa di questo provvedimento.
Continental inizia la produzione di tubi e collettori in Cina
È
stato inaugurato lo scorso 18 ottobre, nel Sino-German Ecopark di Qingdao, in Cina, il nuovissimo impianto di Continental per la produzione di collettori e tubi in gomma destinati all’impiego nei motori di automobili e con la funzione di garantire una circolazione sicura di fluidi come olio, carburante, ac-
qua e aria. L’investimento per il nuovo sito produttivo (nella foto sopra la cerimonia del taglio del nastro) ammonta a 240 milioni di RMB, pari a circa 30 milioni di euro ed и stato voluto dal gruppo tedesco per far fronte alle richieste di un mercato automotive in forte crescita nel paese asiatico. Nell’impianto Continental di Qingdao
sono anche state adottate soluzioni tecnologicamente avanzate per la produzione di pezzi altamente tecnologici, destinati per esempio al contatto con il nuovo refrigerante HFO-1234yf, in uso nei climatizzatori di ultima generazione. Sono anche in produzione collettori leggeri da utilizzare nei motori elettrici. Sarа garantita tutta la filiera produttiva,
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UTH presenterà le sue ultime novità di prodotto al prossimo India Rubber Expo di Mumbai
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al 17 al 19 gennaio del prossimo anno si terrà a Mumbai, presso il Centro Esposizioni di Bombay, l’India Rubber Expo 2019. La UTH di Fulda, Germania, vi parteciperà con gli ultimi modelli della sua gamma di prodotti innovativi roll-ex che comprendono sia i sistemi di filtratura delle mescole di gomma con maglie ad alto numero di mesh che le pompe a ingranaggi. UTH è leader da trent’anni in questa tecnologia, tanto è vero che i suoi estrusori pompa roll-ex sono diventati il benchmark nel settore della compoundazione della gomma per l’alto livello qualitativo e tecnologico di cui sono espressione
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unica. La filtratura di un compound è una fase della lavorazione della gomma molto importante e anche molto critica, perché da essa dipende la qualità della mescola - tanto più alta quanto più fine è il filtro - . È questo il motivo per il quale il costruttore tedesco focalizza costantemente la sua attenzione sul miglioramento dei suoi prodotti ai fini del miglioramento della qualità degli articoli in gomma e in silicone, senza trascurare le richieste da parte dei mercati di macchinari e strumenti non solo di alto livello qualitativo, ma anche convenienti dal punto di vista economico. Gli estrusori pompa roll-ex di UTH arrivano a garantire una produttività fino a 10.000 kg/h e possono essere abbinati a due tipi di alimentatori: a due cilindri (TRF: Two-Roll Feeder) e bivite conici (DSE: DoppelSchneckenExtruder). La loro struttura modulare ne consente l’integrazione senza nessun problema in ogni linea di mescolazione ed estrusione, anche già esistente e operativa. Un’altra caratteristica non di secondaria importanza degli estrusori e delle pompe a ingranaggi roll-ex è la loro capacità di lavorare a pressioni fino a 800 bar 74
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con grande precisione e senza stressare la gomma. UTH illustrerà ai visitatori della fiera presso il suo stand n. I-009, hall II, condiviso col partner Indus UTH HF Mixing Systems Pvt Ltd., oppure su internet: uth-gmbh.com, le possibili applicazioni e i vantaggi offerti dall’utilizzo della sua tecnologia roll-ex.
Etrma preme per una corretta informazione sulle particelle da usura di pneumatici e manto stradale
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l comitato di direzione di Etrma, l’associazione europea dei produttori di pneumatici e articoli in gomma, si è riunita lo scorso 17 ottobre per dibattere di alcuni temi importanti, tra cui quello emergente sulla dispersione di particelle di gomma nell’ambiente provenienti dall’usura degli pneumatici e del manto stradale, le cosiddette TRWP, tyre and road wear particles. Il comitato ha ribadito l’impegno di Etrma nel promuovere una mobilità sostenibile e
al tempo stesso guidare la crescita l’industriale europea, ma ha anche sottolineato la necessità di adottare un rigoroso approccio scientifico nel prendere decisioni a livello politico e dibattito pubblico. In particolare, il presidente dell’associazione, Franco Annunziato, ha richiamato l’attenzione sul «valore di avere un processo di decisione a livello normativo guidato dal rigore scientifico e basato sull’evidenza, che è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi del legislatore». Messe sotto pressione dal dibattito pubblico sul tema delle TRWP, le istituzioni europee sembrano invece orientate a una soluzione di breve termine. Ma secondo Etrma l’originarsi di queste particelle , il trasporto e la loro cattura presentano un tema assai complesso, influenzato da diverse variabili e da molti attori. Etrma ha anche costituito una Piattaforma Europea per le TRWP, che ha suscitato l’interesse di molti attori europei. La piattaforma punta a formare una visione condivisa sulle conoscenze attuali del problema e ad esplorare l’adozione di misure mitiganti realmente efficaci e utili per l’intera collettività.
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Un altro tema affrontato è stato quello del futuro della mobilità nell’epoca della digitalizzazione. Considerando il ruolo critico degli pneumatici negli schemi futuri della mobilità, il comitato ha sottolineato l’importanza della capacità dei fornitori di servizi di avere accesso ai dati di utilizzo dei veicoli e di comunicare con l’autista o i passeggeri per garantire un sistema di sicurezza stradale e fornire soluzioni innovative. Etrma ha quindi sollecitato la Commissione Europea ad assiccurare accesso ai dati di navigazione dei veicoli in modo aperto e di consentire lo sviluppo di piattaforme diverse di applicazioni di bordo. Infine l’associazione ha festeggiato l’ingresso tra i soci di due nuove importanti aziende come Sumitomo Rubber Group, attraverso la sua affiliata europea Falken Tyre Europe. Sumitomo ha aperto un impianto in Turchia alla fine del 2015 e sarà socio effettivo di Etrma a partire da gennaio 2019.
Un nuovo ceo per Fintyre, distributore di pneumatici da sostituzione
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intyre, importante distributore italiano di pneumatici di sostituzione, parte del Gruppo paneuropeo EfTD, ha nominato Francesco Carantani nuovo CEO dell’azienda italiana. A lui la guida di una società, che negli anni ha portato avanti un importante progetto di sviluppo muovendosi con un dinamismo e una capacità di leggere in anticipo l’andamento del settore distributivo degli pneumatici, divenendo in poco tempo il più importante operatore del settore. La sua nomina segue di pochi mesi quella della direzione commerciale, che si era rafforzata con l’ingresso di due manager di lunga esperienza. «L’ingresso di un professionista dallo spiccato respiro internazionale co-
me Francesco è un passo significativo per le prospettive di Fintyre sul mercato italiano commenta Mauro Pessi, CEO di European Fintyre Distribution. – Francesco porterà in dote un know-how di alto livello proprio di un manager abituato ad operare in strutture internazionali con piattaforme integrate. Ciò consentirà all’azienda di affrontare con successo le nuove sfide del mercato globale dell’industria degli pneumatici». Francesco Carantani conta su una significativa esperienza in società di primo ordine – in Italia e all’estero. Nel settore della distribuzione ha lavorato per due anni come CEO di Comifar Distribuzione (Phoenix Group), azienda con 2.5 miliardi di fatturato, oltre 20 unità distributive sul territorio italiano e 11.000 clienti.
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NEWS
In Italcementi, invece, ha rivestito cariche di rilievo internazionale come CEO di società del gruppo in Francia e Belgio, Nord America e Turchia.
Solvay potenzia la produzione del fluoroelastomero Tecnoflon® nel sito di Spinetta Marengo
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olvay ha deciso un aumento della produzione del proprio fluoroelastomero (FKM) per far fronte alla forte domanda dei suoi clienti globali, che si sta mantenendo elevata nel tempo soprattutto per la produzione di guarnizioni ad alte prestazioni. Le applicazioni finali nei motori ibridi e a basse emissioni (ICE), così come quelle nell’industria dei semiconduttori sono i driver principali di questa solida crescita. China ha considerevolmente potenziato la propria capacità produttiva grazie all’entrata in funzione di un nuovissimo impianto in Cina, a Changshu, e si avvale ora di siti produttivi praticamente in tutto il mondo, tra Stati Uniti, Europa e Asia. La produzione di specifici gradi vulcanizzabili di FKM perossido e di terpolimero bisfenolico. Le produzioni di queste sostanze saranno potenziate sia a Changshu che nell’impianto italiano di Spinetta Marengo. La capacità produttiva dei due impianti, combinata, sarà espansa del 30% entro il quarto trimestre 2019, soprattutto per supportare le richieste crescenti di Tecnoflon®, il fluoroelastomero FKM prodotto dal gruppo. «Questa organizzazione della produzione – ha osservato Mike Finelli, presidente a livello globale della business unit Solvay Specialty Polymers – ci consente di gestire in modo strategico e di modulare la produzione per concentrarla laddove c’è maggiore richiesta del prodotto. Inoltre ci consente di mantenere costante il livello delle scorte per anticipare appieno le necessità della nostra cliexntela». La famiglia Tecnoflon® di fluoroelastomeri e di perfluoroelastomeri è riconosciuta per l’elevato range termico di operatività (vedi il grafico a fianco), per la resistenza chimica e per l’affidabilità a livello di prestazioni negli ambienti più sfidanti, dove sono essenziali l’elevata purezza del materiale e una lunga vita utile.
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L’impianto Solvay di Spinetta Marengo (in alto), in provincia di Alessandria, sarà interessato dall’aumento di produzione di FKM deciso dal gruppo multinazionale. Nel grafico qui sopra, i range di temperatura delle mescole in fluoroelastomero Tecnoflon® confrontate con quelli delle principali famiglie di elastomeri. I prodotti Tecnoflon® sono compatibili con un’ampia varietà di fluidi, lubrificanti, carburanti, chemicals e additivi e sono progettati per essere impiegati in applicazioni sfidanti di guarnizioni , in presenza di sostanze chimiche aggressive e temperature particolarmente elevate. Condizioni che si riscontrano soprattutto nei settori automotivi, aerospaziale, nell’industria chimica di processo, nell’oil&gas e nei mercati dei semiconduttori e dell’energia. Le applicazioni finali tipiche sono o-ring, guarnizioni, collettori e parti stampate complesse.
I principali produttori di pneumatici si impegnano contro la deforestazione con una Piattaforma
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i chiama GPSNR, Global Platform for Sustainable Natural Rubber, Piattaforma globale per una gomma naturale sostenibile ed è stata fondata, tra l’altro, da Michelin e Goodyear Tire & Rubber. Si tratta di un’organizzazione, la cui vita operativa inizierà a marzo del 2019, con sede a Singapore e orientata a rendere più sostenibile la produzione di gomma naturale, che è fortemente aumentata negli ultimi 20 anni sulla spinta di mercati emergenti, come quello cinese e indiano, sempre più ricchi e con un pubblico sempre più ampio in grado di acquistare auto e moto. Un trend che, secondo le principali associazioni ambientaliste, ha alimentato il processo di deforestazione. «Stiamo già osservando
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il fatto – ha osservato Rod Taylor, direttore del World Resources Institute di Ginevra – che nuove piantagioni di alberi della gomma stanno prendendo il posto delle foreste naturali». Secondo Taylor la nascita della GPSNR arriva dunque al momento giusto, ma è essenziale che il suo processo di definizione dei programmi e delle iniziativa includa anche le indicazioni provenienti dalla popolazione che non è direttamente coinvolta nell’industria della gomma ma, piuttosto, ne subisca le conseguenze. «La piattaforma – ha detto Taylor – deve dimostrare di essere veramente indipendente e che tutti i portatori di interessi abbiano un posto al tavolo delle decisioni, per definire soluzioni eque e proteggere davvero l’ambiente». Le piantagioni della gomma coprono circa 11 milioni di ettari in tutto il mondo, di cui due terzi nel Sud-Est Asiatico e con un’espansione annua che è sostanzialmente raddoppiata tra il 2003 e il 2013. Per mitigare gli ef-
fetti negativi di questa espansione, la GPSNR si è impegnata a lavorare contro la deforestazione e la sottrazione di territorio, a proteggere la biodiversità e le risorse idricje e a promuovere la
trasparenza nella supply chain. Politiche che potrebbero avere un impatto potente, a patto di essere davvero implementate, ha osservato Himlal Baral, scienziato del Centro le la Ricer-
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NEWS rale, con una domanda crescente, secondo le stime della GPSNR. I 18 soci fondatori della piattaforma coprono circa il 65% della produzione globale di pneumatici.
Chemicals per la trasformazione della gomma: un mercato in forte crescita
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ca Internazionale sulle Foreste di Bogor, in Indonesia. «Avere uno scopo si sostegno alla sostenibilità è una buona cosa – ha osservato lo scienziato – ma gli impegni a parole devono trovare un riscontro nei fatti. Dobbiamo vedere le azioni, questo è fondamentale».
Una sfida potrebbe essere qualla di dare delle regole ai produttori di gomma naturale, una categoria che varia dai grandi possidenti a circa 6 milioni di piccoli raccoglitori. L’industria dei pneumatici consuma circa il 70% della produzione globale di gomma natu-
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ntro il 2025 il mercato delle specialità chimiche per la trasformazione della gomma raggiungerà un valore di 5,31 miliardi di dollari con una crescita decisa rispetto ai 3,63 miliardi registrati nel 2017. A prospettare questo trend è un rapporto della società di analisi Global Market Insights Inc. La spinta principale proviene dal mercato automotive che alimenterà la crescita anche nel prossimo futuro. Un contributo sostanziale proverrà inoltre dall’industria delle costruzioni, dove i prodotti in gomma vengono impiegati nei materiali isolanti, nei pavimenti e nelle guarnizioni I chemicals per l’industria della gomma stanno, inoltre, fronteggiando una normativa sempre più stringente per ridurre i rischi per l’uomo e l’impatto sull’ambiente che, insieme alla transizione verso pneumatici sempre più green, condizionerà il mercato futuro. La maggiore crescita prevista dal rapporto riguarda il segmento degli acceleranti di processo, che nel 2015 hanno generato ricavi per oltre 1,5 miliardi di dollari. Un altra categoria di prodotti che conoscerà una forte diffusione è quella degli antidegradanti, che migliorano la resistenza dei prodotti in gomma all’effetto della luce solare, dell’ossidazione, dell’esposizione all’ozono, oltre che agli stress meccanici e termici. Per quanto riguarda i settori produttivi che fanno il più largo uso di specialità chimiche, quello dei pneumatici è di gran lunga in testa. Ma, secondo il rapporto, anche le applicazioni per articoli tecnici conoseranno una forte crescita. Relativamente alla diffusione geografica, sarà l’Asia-Pacifico ad esprimere la maggiore crescita nella richiesta di queste famiglie di prodotti, trainati dalla produzione di automobili, che per il 40% sul totale mondiale viene realizzata in Cina. Un’altra spinta notevole all’impiego di chemicals nella trasformazione della gomma proverrà infine dall’industria automotive USA.
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