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YOUNG GREEN DESIGNER AWARD Lombardia 2026

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YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

LOMBARDIA 2026

Questa pubblicazione raccoglie i progetti degli architetti under 40 della Lombardia selezionati per partecipare alla prima edizione del PREMIO nato con l’obiettivo di dare spazio alle nuove visioni progettuali e promuovere il talento delle giovani generazioni, valorizzando il ruolo centrale dell’architetto nel garantire qualità e sostenibilità nel settore edilizia.

Il tema scelto per il premio 2026 intende far riflettere sul ruolo dell’architettura nel trasformare e rigenerare i nostri spazi di vita: “Il progetto architettonico innovativo e sostenibile: influenze e contaminazioni nel contesto urbano e sociale”.

L’iniziativa, promossa da EdicomEdizioni, ha coinvolto numerosi talenti emergenti che, candidando i propri lavori, hanno dato l’opportunità al pubblico di scegliere i progetti che meglio rappresentano i valori di Qualità e Sostenibilità.

In collaborazione con:

EdicomEdizioni

Monfalcone (Gorizia) tel. 0481/484488

e-mail: info@edicomedizioni.com www.edicomedizioni.com www.edicomstore.it

© Copyright EdicomEdizioni Vietata la riproduzione anche parziale di testi, disegni e foto se non espressamente autorizzata. Tutti i diritti sono riservati a norma di legge e delle convenzioni internazionali.

ISBN 979-12-81229-26-6

Stampa Pixartprinting S.p.A., Quarto d’Altino (VE) Prima edizione maggio 2026

Marta Delbarba, Serena Guerrini – delbarba guerrini architetti

Francesca Bertana – ETC+ Architettura

Pietro Castelnovi

Stefano Ceresa

Stefano Cogo – Udp Studio

Paola Cortesi

Silvio Croppi

Laura Ferrata

Chantal Forzatti

Gioele Giudici

Nicolò Mariani

Alessandro Martinazzoli

Jenni Mazzoni

Riccardo Melchionna

Giulia Anna Milesi – Studio Archos

Alessandro Minotti, Francesco Nardacci – OUT Architecture

Valentina Monteverdi

Francesca Olivieri

Veronica Pesenti Rossi, Memo Sànchez Càrdenas, Carlo Farina UMBRAL

Andrea Plebani

Giulia Ramera

Cristina Rodella

Andrea Sfogliarini – tIPS Architects

Christian Spolti

Mario Stroppa

Alessandro Vago

Nicola Verzeletti

Marco Zanini

Stefania Zanon – ETC+ Architettura

Sonia Zucchelli, Pietropaolo Cristini – Vicolo Studio

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Marta Delbarba, Serena Guerrini delbarba guerrini architetti

IN PIETRA GUSSAGO

Sostenibilità in architettura si traduce in dare nuova vita agli edifici esistenti tramite l’uso innovativo di materiali tradizionali e naturali impiegando tecniche costruttive locali senza tralasciare il legame con il territorio e mettendo al centro i bisogni primari dell’uomo.

I progettisti

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Gussago (BS)

Progetto architettonico: arch. Marta Delbarba –delbarba guerrini architetti, Gussago (BS)

Strutture: ing. Fabio Beretta, ing. Mauro Colmano

Direttore dei Lavori: arch. Marta Delbarba

Consulenti: arch. Serena Guerrini, geol.Gaetano Butticè, geom. Roberto Manella (sicurezza), geom. Nicola Mercandelli (catasto), goopconsulting (termotecnico)

Impianti: Pitozzi F.lli SNC Termoidraulica di Pitozzi Ivan e C., Vama di Volponi Marco & C. SNC

Costruttore: Impresa Edile Alberto Piccinelli

Date Lavori: gennaio 2022 – novembre 2023

Superficie utile: 157 m2

Delbarbaguerriniarchitetti è uno studio di architettura e interior design fondato nel 2021 da Marta Delbarba e Serena Guerrini. Laureate in Architettura nel 2017 al Politecnico di Milano, sviluppano l’esperienza professionale lavorando prima come collaboratrici in vari studi nel bresciano. Attive a Brescia e provincia, si occupano di ristrutturazione e progettazione in ambito residenziale, con particolare focus sugli spazi interni. Si impegnano nella selezione e nella ricerca di materiali, facendo attenzione alla cura del dettaglio e alla scelta sostenibile senza tralasciare l’importanza del contesto e dell’anima dell’abitazione.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Immersa in un paesaggio rurale, alle porte della Franciacorta, la cascina di inizio ‘800 si sviluppa su due livelli.

L’edificio è stato suddiviso in maniera verticale lasciando la parte dedicata alla famiglia affacciata sul prato e lontana da sguardi, mentre lo studio, al quale si accede da una scala in ferro, funge da filtro alla proprietà contigua. Il piano terra, precedentemente costituito da un susseguirsi di piccole stanze, è ora un ambiente unico incorniciato da una volta a botte in pietra e illuminato da numerose aperture che creano un collegamento tra lo spazio abitato e il paesaggio. Serramenti, porte interne in legno, pavimento in seminato richiamano la tradizione, mentre le scale in acciaio e i gradini policromi danno carattere alla classicità. Il baricentro della casa è la cucina, volutamente posizionata tra zona living e sala da pranzo. Né fa da padrona un’isola in acciaio in fronte alla parete

attrezzata: la libreria si incastona nella cucina tramutandosi in pensile.

La scelta dei materiali è stata dettata dalla volontà di seguire un linguaggio legato al territorio ma con un occhio al contemporaneo: i gradini della nuova scala interna sono il risultato della scelta di scarti di tagli di marmi così come i davanzali delle finestre e piani dei lavabi. La cascina, risultato di vari volumi aggregati nel corso dei decenni, era costituita da più unità abitative, i cui ambienti si presentavano scollegati tra loro e posti su livelli differenti.

Lo studio ha trasformato la difficoltà in opportunità, facendo delle scale uno dei temi cardine del progetto. Caratterizza infatti tutta l’abitazione un susseguirsi di gradini dal tono materico, che vanno però a sottolineare un percorso fluido, dando respiro e movimento ai diversi ambienti.

Innovazione / sostenibilità

La riqualificazione della porzione di cascina è stata concepita cercando di riportare alla luce, ove possibile, le strutture originarie utilizzando materiali compatibili nel rispetto della tradizione. Le preesistenze sono le protagoniste del progetto come la volta in pietra e la muratura esterna, restaurate con bio-calce. Il riuso è stato il filo rosso che lega il progetto: Il pavimento in cotto della loggia, le pietre utilizzate come muro di contenimento del giardino e i travetti storici del tetto convertiti in cordoli per le aiuole dell’aia sono stati recuperati direttamente dalla cascina. Ogni nuovo elemento architettonico in pietra naturale è stato scelto da scarti di lavorazione. I camminamenti esterni in cemento rispettano le cromie delle pietre in facciata.

Lo studio dei pieni e vuoti, nel rispetto dell’esistente, ha massimizzato l’apporto di luce naturale: l’ampio soddisfacimento dei rapporti aero illuminanti garantisce una migliore qualità degli ambienti interni. L’edificio, pur mantenendo un carattere rurale, è stato portato in classe energetica NZEB nel rispetto dei CAM.

Il benessere indoor è garantito, oltre che dalla naturale conformazione dell’edificio dotato di muri in pietra di grande spessore, da infissi in legno a triplo vetro, da un impianto di riscaldamento e raffrescamento a pavimento e dall’installazione di VMC centralizzata aeraulica a doppio flusso con deumidificatore per controllo della qualità dell’aria interna; il tutto attivato tramite pompa di calore con sistema di pannelli fotovoltaici in copertura e batterie di accumulo. L’inerzia termica delle pietre è potenziata da contropareti in lana di roccia e da pannelli in fibra di legno in copertura. L’isolamento controterra è stato risolto con la posa di vetro cellulare.

Elia Barbieri

VILLE SPECULARI CLIVIO

L’architettura sostenibile deve essere considerata come un approccio culturale che unisce estetica e responsabilità, riduzione dei consumi energetici, uso di materiali naturali e durevoli, integrandosi con il contesto e guardando al futuro.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Clivio (VA)

Progetto architettonico: arch. Elia Maria Barbieri – B3A

STUDIO DI ARCHITETTURA, Varese

Strutture: ing. Andrea Banda

Direttore dei lavori: arch. Elia Maria Barbieri

Impianti: ZR Solar Impianti Energia s.r.l.

Costruttore struttura in legno: Kager Italia s.r.l.

Date lavori: luglio 2022 – febbraio 2024

Superficie lorda: 280 m2 (ciascuna abitazione)

Nato a Milano, da sempre appassionato a cantieri ed architettura, dopo la laurea magistrale in architettura presso il politecnico di Milano, l’arch Elia Barbieri collabora con diversi studi professionali, coltivando parallelamente differenti interessi, quali la fotografia e l’architettura sostenibile. Nel 2018 decide di aprire il prorpio studio di progettazione, lavorando in prima battuta nella sua mansarda e successivamente aprendo lo studio B3A a Varese. Un unico vero obiettivo, che comprende la sostenibilità del progetto, la cura del dettaglio, delle proporzioni e degli allineamenti: questo è e rimane il focus principale dello studio B3A.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto nasce da uno sforzo progettuale di semplificazione e razionalizzazione, finalizzato a integrare l’edificio in una porzione di terreno dalla pendenza importante. I volumi, posti su un terreno collinare, sono collocati a quote differenti in modo tale da adattarsi all’andamento naturale del terreno. Il progetto è costituito da due edifici speculari, uniti da un nucleo centrale, adibito a box auto e locale tecnico, che li collega e al tempo stesso li separa tra loro; in questo modo, i due volumi indipendenti garantiscono il massimo in termini di libertà e privacy, rispondendo a requisiti fondamentali. Le due ville dispongono di tutti i confort abitativi, piscine indipendenti, ingressi separati e affacci diametralmente opposti.

Entrambe le ville sono costituite da due livelli, un piano terra che ospita zona giorno, cucina, studio e bagno ospiti e un piano primo che accoglie la zona notte con tre camere e due bagni; le due ville sono caratterizzate da ampie vetrate e pavimenti interni ed esterni complanari cosi da rafforzare la relazione tra interno ed esterno. Nei mesi estivi, aprendo le grosse vetrate dal disegno minimale, si percepisce un unico grande ambiente che va dalla zona living alla piscina, mentre nei mesi invernali si conserva la sensazione di totale contatto con l’esterno, con una grande luminosità degli ambienti interni. Una soluzione visivamente semplice ed essenziale ma dagli eccezionali risvolti in termini di qualità di vita in casa.

Innovazione / sostenibilità

Le ville di Clivio rappresentano un chiaro esempio dell’approccio culturale sviluppato dall’architettura sostenibile che unisce estetica e responsabilità, riduzione dei consumi energetici e uso di materiali naturali e durevoli. L’obiettivo del progetto, dal punto di vista tecnico-costruttivo è quello di integrare alla perfezione gli elementi tipologici e caratteristici del contesto con le migliori tecnologie al fine di ottenere un edificio con un impatto energetico minimo mantenendo le caratteristiche cromatiche e materiche dell’area.

Entrambi gli edifici sono realizzati con struttura portante in legno a telaio, con interposti elementi in fibra di legno, permettendo così un’ottimale coibentazione, il raggiungimento delle migliori prestazioni energetiche e allo stesso tempo una particolare attenzione all’ambiente e all’ecosostenibilità degli edifici. La tecnologia utilizzata per le grandi vetrate rappresenta un concetto di casa rivoluzionario, sfruttando al meglio le peculiarità di leggerezza del legno e di resistenza del vetro strutturale impiegato per garantire le stesse caratteristiche di sicurezza. Le performance energetiche sono ai massimi livelli, grazie all’utilizzo di tripli vetri a elevate prestazioni con il più basso valore di coefficiente termico oggi raggiungibile. Infine, l’utilizzo di impianti di ultima generazione, lavorando con una pompa di calore in bassa temperatura abbinata a un impianto fotovoltaico e all’impianto di ventilazione meccanica termodinamica, ha permesso di raggiungere il massimo confort abitativo in tutte le stagioni.

Paolo Domenico Maria Vitale

MONFALCONE

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SESTO SAN GIOVANNI

Eleganza, comfort, bellezza: quando l’architettura abbraccia i principi della sostenibilità, la qualità dell’abitare diventa paradigma di eccellenza e il progetto, da semplice “disegno”, assume il ruolo di catalizzatore del cambiamento.

Il progettista

Ubicazione: Sesto San Giovanni (MI)

Progetto architettonico: arch. Paolo D. M. Vitale

Direttore dei lavori: arch. Paolo D. M. Vitale

Impianti: Fimas Tecnospazio Srl

Appaltatore/ Costruttore: Fimas Tecnospazio Srl

Date Lavori: settembre 2024 – aprile 2025

Superficie utile: 140 m2

Laureato in Architettura al Politecnico di Milano e iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano, l’arch. Paolo D. M. Vitale è specializzato in scenografia e allestimenti museali. Progetta residenze e spazi commerciali per committenti privati e aziende; esegue studi di fattibilità, progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, computo metrico estimativo, direzione dei lavori, presentazione delle pratiche abilitative, ricostruzione tridimensionale, consulenza artistica. È docente di Scenografia e Lighting Design ed è giornalista pubblicista.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

L’appartamento, oggetto di una totale ristrutturazione, si trova al nono e ultimo piano di uno stabile civile degli anni ’70 a Sesto San Giovanni, a pochissimi passi dalla MM Sesto Marelli. Si tratta di un attico panoramico di 140 m2 con un terrazzo di 35 m2

L’accesso all’appartamento avviene direttamente dall’ascensore e dalle scale condominiali e per questo motivo è stato creato un ingresso con funzione di filtro che separa gli ambienti privati da quelli di accesso diretto alle aree comuni condominiali. Lo spazio è stato poi suddiviso in modo da ottenere una dependance indipendente (nell’ala ovest) e l’abitazione vera e propria nel resto dell’appartamento.

La zona giorno principale, caratterizzata da una finestra a nastro lunga 18 metri, è stata concettualmente suddivisa in tre aree funzionali: la zona soggiorno, la zona pranzo e la cucina. La separazione delle tre aree non è però

stata netta, avendo preferito soluzioni divisorie più permeabili e che mantenessero la continuità tra gli ambienti: i passaggi liberi senza porte, il biocamino bifacciale tra la zona giorno e la sala da pranzo, la grande vetrata tra la sala da pranzo e la cucina. Il risultato è quello di un ambiente complesso e articolato, in cui la vista può correre libera lungo le prospettive principali garantendo il senso di spaziosità e luminosità, pur tuttavia mentendo una certa intimità delle singole zone. L’area notte, nettamente separata, presenta due ampie camere e un bagno condiviso.

Completano la dotazione dell’appartamento un bagno di rappresentanza a servizio della zona giorno e una lavanderia. A pavimento è stato posato a tappeto un grès di grande formato – dalla tinta grigio/beige – che si estende anche sul terrazzo e sul balcone, proprio per accentuare la continuità sintattica tra interno ed esterno.

Innovazione / sostenibilità

Grandissima attenzione è stata posta alle scelte progettuali che potessero migliorare le prestazioni funzionali ed energetiche dell’appartamento. Sulle pareti esterne è stato applicato un cappotto termico con uno spessore variabile da 8 e 12 cm, costituito da pannelli in resina fenolica, finiti mediante applicazione a spatola di uno strato di rivestimento con spessore medio di 1,2 mm a base di resine silossaniche e pigmenti naturali e granuli di marmo, additivato con antimuffa, resistente alla luce e alle condizioni atmosferiche. Le pareti a nord, non accessibili dall’esterno, sono state coibentante internamente mediante la realizzazione di contropareti di cartongesso con interposta lana di roccia in pannelli con uno spessore di 7 cm. Gli infissi sono stati tutti sostituiti con nuovi serramenti monoblocco in PVC e microventilazione.

Il riscaldamento centralizzato presente è stato ottimizzato installando sui singoli radiatori delle termovalvole smart collegate a termostati zonali wi-fi e controllabili da app. Il raffrescamento è stato progettato con un sistema canalizzato ad alta efficienza, con gestione domotica delle diverse zone e con controllo istantaneo dei consumi. Tutta l’illuminazione è stata realizzata con strisce LED COB ad alta efficenza. Il vecchio camino a legna è stato sostituito (chiudendo definitivamente la relativa canna fumaria) con un bruciatore a bioetanolo.

Dal momento che la produzione di ACS è ottenuta tramite una nuova caldaia a condensazione, in cucina si è preferito mantenere la doppia tipologia di piano cottura: a gas e a induzione. Tutti i grandi elettrodomestici sono collegati a un sistema di controllo istantaneo dei consumi.

Claudia Avanzi

VISTALAGO5

SIRMIONE

La sostenibilità in architettura è responsabilità verso ambiente e futuro. Significa ridurre l’impatto degli edifici con scelte ecocompatibili, efficienza energetica e strategie bioclimatiche. Un’architettura sostenibile minimizza il consumo di risorse e crea spazi salubri, integrati nel contesto.

Il progettista

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Sirmione (BS)

Progetto architettonico: arch. Claudia Avanzi, Desenzano del Garda (BS)

Strutture: ing. Pierpaolo Visioli

Direttore lavori: arch. Tiziana Virgillito

Impianti: Aurora impianti di Kastriot Polisi

Appaltatore/Costruttore: Aurora impianti di Kastriot Polisi

Date Lavori: 10/03/2025 (inizio lavori)

Superficie lorda di pavimento: 243,236 m2

Superficie lotto: 569,715 m2

Laureata al Politecnico di Milano nel 2015 nel corso di Architettura Sostenibile, dopo aver maturato esperienza a diversi livelli di intervento tramite la collaborazione con diversi studi del territorio, ha fondato insieme all’architetto Tiziana Virgillito STUDIO AV-A, nato nel 2020 a Desenzano del Garda. Lo studio sperimenta e interpreta l’Architettura nelle sue molteplici declinazioni e si occupa di progettazione architettonica, design di interni, direzione lavori. Il centro di ogni progetto è sempre l’utente finale, il fruitore degli spazi creati.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

L’intervento prevede la realizzazione di un edificio residenziale plurifamiliare su tre piani, ispirato ai principi di innovazione, sostenibilità e armoniosa integrazione nel contesto urbano. Il progetto nasce dalla ristrutturazione di un edificio unifamiliare esistente che, situato a Sirmione in prossimità del lago, viene trasformato in un complesso residenziale con un’abitazione per piano. L’obiettivo è dimostrare come un’architettura di qualità possa migliorare la vita delle persone e contribuire positivamente alla società e all’ambiente. Il progetto è concepito per ridurre il consumo di suolo, ottimizzare le risorse e promuovere la condivisione degli spazi,

favorendo così un nuovo modello abitativo più sostenibile e inclusivo.

L’edificio si distingue per il suo design contemporaneo e ricercato, con linee essenziali e materiali innovativi scelti per garantire durabilità ed efficienza energetica. Gli ambienti interni sono progettati per offrire il massimo comfort abitativo, con ampie vetrate che favoriscono l’illuminazione naturale e una relazione costante con il paesaggio circostante. L’uso di tecnologie avanzate per il risparmio energetico e il benessere abitativo rende questo intervento un esempio virtuoso di architettura sostenibile e di qualità.

Innovazione / sostenibilità

L’architettura contemporanea non è solo un esercizio di forma, ma uno strumento di trasformazione della realtà. Questo progetto si fonda su principi di efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e utilizzo di materiali ecocompatibili, garantendo spazi abitativi confortevoli e salubri. L’uso di impianti tecnologicamente avanzati, come sistemi di recupero delle acque piovane, pannelli fotovoltaici e soluzioni di ventilazione naturale, riduce i consumi energetici e migliora la qualità della vita degli abitanti. Grandi finestre garantiscono un’illuminazione naturale abbondante, creando ambienti luminosi e accoglienti.

L’edificio non è un volume isolato, ma si relaziona attivamente con l’ambiente circostante. Il design architettonico è studiato per dialogare con il tessuto urbano esistente, valorizzando le preesistenze e promuovendo una connessione fluida tra interno ed esterno. Le scelte progettuali mirano a incentivare la socialità e il senso di comunità attraverso spazi condivisi, come terrazze verdi e aree comuni, che favoriscono l’interazione tra gli abitanti. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’architettura possa essere un motore di trasformazione, contribuendo a ridefinire gli spazi urbani e migliorare la qualità della vita, nel segno di un futuro più sostenibile e inclusivo.

Alice Baccolo

MB6 PRIVATE RESIDENCES SAN DONATO MILANESE

Oggi non si può più prescindere dalle tematiche ambientali: non è una questione di scelta ma di forma mentis. Consapevoli dei “segni” permanenti che lasciamo su questo pianeta, il nostro modo di vedere il mondo e la nostra professione devono essere intimamente connessi con i temi della sostenibilità.

Il progettista

Ubicazione: San Donato Milanese (MI)

Progetto architettonico: arch. Alice Baccolo con arch. Giovanni Bua – A-side architetti, Milano

Strutture: Ingegneria Dominoni, Milano

Direttore dei lavori: arch. Giovanni Bua

Direttore Artistico: arch. Alice Baccolo

Consulenti: GeoBIM S.r.l. (Geologica e Geosismica); ing. Fabrizio Bernardoni (acustica)

Impianti: Studio Digioseffo (progettazione impianti e relazione energetica)

Date Lavori: luglio 2022 – dicembre 2024

Superficie utile: 297 m2

Laureata al Politecnico di Milano con una tesi esposta alla Triennale di Milano e Master in Museografia e Archeologia, l’arch. Alice Baccolo si interessa all’attività didattica e alla ricerca nell’ambito della composizione architettonica che si concretizzano con l’attività di tutoring e correlatrice di Tesi presso il Polimi e l’Accademia Adrianea e con la partecipazione a concorsi internazionali. Dal 2019 collabora con lo studio A-Side, prima come direttore creativo e dal 2024 come socia a fianco dell’arch. Giovanni Bua. La doppia anima, da una parte la passione per la ricerca e la composizione e dall’altra il forte interesse per gli aspetti tecnici e di cantiere, definisce e caratterizza il suo approccio progettuale.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Nel cuore di San Donato Milanese prende forma MB6, una residenza plurifamiliare di piccole dimensioni. La ridotta superficie del lotto di intervento e la configurazione dell’isolato hanno “stressato” le forme dell’edificio e dello spazio utile, spingendo la progettazione a trasformare le limitazioni in punti di forza e qualità architettonica e abitativa. Un’attenta e imprescindibile analisi urbanistica ha dato impulso a importanti riflessioni sul concetto di ricucitura urbana e sull’opportunità di restituire alla comunità un manufatto di valore, da cui è nata la volontà di proseguire la cortina edilizia sulla strada principale e dare una conclusione prospettica all’intero isolato. La gestualità dell’architettura esistente è stata reinterpreta e assimilata in volumi aggettanti di linee spezzate, diagonali e superfici disegnate che fanno del concetto di vibrazione l’identità stilistica dell’intervento. Le facciate aperte presentano una seconda pelle, costituita da una

trama discontinua e apparentemente casuale di tubi bronzei e di elementi metallici, questi ultimi resi complanari in corrispondenza dei muri ciechi per fondersi con il rivestimento di facciata a sottolineare il disegno geometrico della superficie. L’esposizione favorevole dell’edificio sui tre fronti nord, ovest e sud è stata sfruttata per favorire l’illuminazione naturale e il corretto apporto termico in tutte le stagioni, realizzando importanti spazi esterni coperti, che collaborano ad ampliare lo spazio per i residenti. La ricerca cromatica e materica ha individuato un materiale ceramico con superfici texturizzate dalle tonalità crema, accostato a un basamento dai toni scuri per il rivestimento dell’involucro. In tal modo, si è ottenuta un’elevata qualità progettuale dell’edificio, dimostrando come interventi attenti e calibrati nel tessuto urbano possano contribuire alla riqualificazione di intere aree, costituendo un importante valore aggiunto per la città.

Innovazione / sostenibilità

Innovazione e sostenibilità sono concetti fondamentali che guidano ogni aspetto della nostra vita. Oggi l’architettura non può farsi autoreferenziale, non può prescindere dall’interagire con quella molteplicità di competenze e discipline trasversali che studiano e sviluppano soluzioni tecniche sostenibili, considerando l’intera filiera produttiva dei materiali impiegati e la loro impronta ecologica. Per MB6 questo principio si è concretizzato nella progettazione di una facciata ventilata architettonica, dove la sinergia tra tecnica ed estetica rappresenta il valore aggiunto.

L’efficienza energetica e l’isolamento acustico si sposano qui con il disegno personalizzato delle grandi lastre di misura variabile, sorrette da una sottostruttura con sistema meccanico regolabile. Non si parla solo di un edificio residenziale a consumo quasi nullo, ma anche di un impianto studiato con attenzione che garantisce il comfort termico e la salubrità degli ambienti interni. Per questo, un sistema di riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, combinato con un impianto canalizzato ad aria per il raffrescamento, e un sistema di ventilazione meccanica controllata con filtraggio e riciclo assicura un corretto equilibrio igrotermico e la salubrità dell’aria. L’impianto fotovoltaico in copertura, con sistema di accumulo a batteria, garantisce la totale autonomia elettrica dell’impianto condominiale e alimenta le ricariche dei mezzi elettrici per la mobilità. Infine, realizzare nuove architetture sostenibili vuol dire anche restituire spazi verdi alla città e ai suoi abitanti; per questo il lotto su cui insiste MB6, che originariamente era completamente pavimentato, è stato restituito con il 30% di superficie a verde drenante.

Giulia Balconi

GYRU CYCLING STUDIO

MILANO

GYRU trasforma lo spazio per il fitness in un’esperienza immersiva e sensoriale. Un ambiente costruito attorno alla persona, dove forma, luce e materia si intrecciano per supportare l’esperienza fisica ed emotiva dell’utente e guidarlo in un percorso di benessere e cura verso di sé e verso gli altri.

Photo:
© Elisa Trento
Photo: © Giulia Balconi

Il progettista

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Milano

Progetto architettonico e D.L: arch. Giulia Balconi

Consulente acustico: ing. Oliviero Guffanti

Impianti: Terraneo Impianti srl

Appaltatore/Costruttore: CSE Centro servizi edili srl

Date Lavori: 1 Giugno 2024 – 31 dicembre 2024

Superficie utile: 190 m2

L’arch. Giulia Balconi si forma tra il Politecnico di Milano e la Pontificia Universidad Católica de Chile. Dopo esperienze in studi internazionali e italiani, ha fondato il proprio studio, sviluppando una ricerca personale sull’architettura, attenta al dettaglio, allo spazio di relazione tra le cose e alla dimensione esperienziale dell’abitare. È attualmente assistente all’insegnamento e alla ricerca presso il Politecnico di Milano, mantenendo un dialogo aperto tra teoria e pratica. Ha recentemente avuto occasione di presentare il proprio lavoro a Villa Camperio per il Progetto della Scuola di Infanzia Tagliabue, terzo classificato nell’omonimo concorso.

Photo: © Simone Marcolin
Photo: © Simone Marcolin
Photo: © Simone Marcolin

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

GYRU è il primo studio italiano di SoulCycle, una pratica di indoor cycling che unisce corpo, mente e musica e che ricerca, oltre all’allenamento, un luogo capace di generare benessere, senso di appartenenza e motivazione condivisa.

Il progetto nasce attorno all’esperienza dell’utente evitando compromessi sulla qualità. Ogni scelta, dalla disposizione degli spazi alla selezione dei materiali, è orientata a sostenere l’esperienza sensoriale ed emotiva dei clienti e a restituire l’energia e la visione del brand. Lo spazio si sviluppa secondo una narrazione verticale: dalla luce urbana si scende in profondità verso un ambiente immersivo, che accompagna ogni fase del training. L’ingresso, ispirato all’estetica degli show-room, introduce in uno spazio sinuoso e raccolto, dall’atmosfera quasi teatrale, composto da morbidi chiaroscuri, specchi oversize e arredi su misura in lamiera zincata. La linea curva e

avvolgente delle pareti trascina l’utente in una sequenza spaziale di dilatazione e compressione conducendolo al core dello studio.

Nella sala cycling, cuore pulsante del progetto, le bike si raccolgono in un rito collettivo. Superfici nero opaco annullano la percezione dei confini e assorbono il suono: qui la luce è protagonista: barre led sospese sostengono il ritmo dell’allenamento, mentre un grande cerchio di luce vermiglia sorge alle spalle delle bike marcando i momenti più intensi della pratica. Dopo l’allenamento, prima di risalire alla vita di città, il ritmo torna lento. Gli spogliatoi sono pensati come spazi di decompressione: superfici materiche, tonalità profonde e luce soffusa costruiscono un ambiente monocromatico, intimo, riposante, lontano dalla freddezza della palestra tradizionale.

GYRU è un’esperienza architettonica coreografata tra luce, materia e suono.

Photo: © Simone Marcolin
Photo: © Simone
Marcolin

Innovazione / sostenibilità

GYRU è un progetto che affronta in modo innovativo le relazioni tra architettura, benessere e società. L’idea fondante è quella di costruire un’attività e uno spazio centratati sull’utente e la sua esperienza sensoriale, superando il modello della palestra tradizionale e ignorando la consuetudine diffusa che sacrifica la qualità spaziale in favore del profitto d’investimento. Il progetto sceglie consapevolmente di rispondere alle esigenze del mondo contemporaneo facendosi promotore di sostenibilità sociale, ambientale ed economica e si propone come spazio che favorisce il benessere psicofisico individuale e collettivo, promuovendo inclusività, aggregazione ed equilibrio tra vita personale e vita lavorativa. Questi spazi riconoscono l’importanza della cura di sé, come condizione per la cura dell’altro, e costruiscono ambienti che stimolano appartenenza e motivazione condivisa.

GYRU adotta strategie ambientali semplici ma efficaci fondate sul contesto specifico e la buona progettazione. La scelta di sviluppare il progetto su più livelli collocando negli spazi interrati i locali che funzionalmente richiedono un controllo preciso della temperatura, consente di sfruttare il naturale isolamento del terreno e di introdurre un significativo risparmio in termini di consumi energetici ed isolamento acustico.

All’interno la selezione di materiali e forniture è orientata alla tracciabilità e alla filiera corta, con il coinvolgimento di fornitori locali e produzioni artigianali, in modo da controllare l’impronta di carbonio interna al processo costruttivo. Ogni scelta tecnica persegue l’obiettivo di costruire un’architettura consapevole, durevole, facilmente manutenibile. GYRU dimostra che innovazione e responsabilità possono tradursi in un progetto concreto, accessibile e replicabile.

Photo:
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Alfredo Barba CASA LA SARONNO

La sostenibilità in architettura è intesa come capacità di riconoscere e interpretare il genius loci. Essa si traduce in un approccio metodologico fondato sull’analisi critica del contesto e sul dialogo tra costruito e territorio, pietra angolare per una concreta sostenibilità economica e ambientale.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Saronno (VA)

Direttore dei lavori: arch. Alfredo Barba – la.ab, Saronno (VA)

Date Lavori: novembre 2022 – settembre 2024

Superficie utile: ca. 90,00 m2 (ca. 110,00 m2 con loggia)

Alfredo Barba si laurea al Politecnico di Milano nel 2015 e successivamente collabora con diversi studi tra Milano e Como (Cino Zucchi Architetti, StudioWok, B22, BEMaa, PRR Architetti e Ceresaarchitetti), partecipando a progetti in ambito sia pubblico sia residenziale privato. Nel 2024 fonda la.ab, uno studio di architettura e interior design con l’idea di integrare pratica e ricerca. Lo studio si occupa della progettazione di spazi per il vivere contemporaneo, con attenzione alla sostenibilità e al rapporto tra sfera pubblica e privata. All’attività professionale affianca quella di assistenza alla didattica presso il Politecnico di Milano.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

La ristrutturazione di un appartamento a Saronno, destinato a una giovane famiglia, nasce con l’obiettivo di definire uno spazio in grado di accogliere la quotidianità domestica e, al tempo stesso, le esigenze lavorative di entrambi i componenti. Le attività professionali, svolte anche da casa, spaziano dallo smart working alle pratiche da libero professionista, inclusa la possibilità di ricevere ospiti o clienti in un contesto adeguato.

L’intervento si è concentrato principalmente sulla zona giorno, ripensata per garantire flessibilità e coesistenza delle diverse funzioni. La demolizione del tramezzo che separava soggiorno e cucina ha permesso di ottenere un unico ambiente ampio e luminoso, adatto a usi molteplici e spesso simultanei. Gli arredi sono stati disposti lungo il perimetro, così da liberare lo spazio centrale e lasciare al grande tavolo il ruolo di fulcro della vita quotidiana: utilizzabile come

scrivania, tavolo da pranzo o per riunioni informali. Una grande armadiatura in rovere segna il passaggio dalla dimensione pubblica della casa a quella privata, filtrando l’accesso alla zona notte. Quest’ultima si compone di due camere da letto e uno studio dedicato all’attività da libero professionista. In ognuno di questi ambienti, l’intervento ha previsto un’attenta riorganizzazione degli arredi: sono state collocate armadiature a tutta altezza che ridisegnano il perimetro delle stanze, ottimizzando al massimo lo spazio disponibile. Questa scelta consente di razionalizzare le superfici senza rinunciare alla vivibilità e alla qualità dell’abitare. I due bagni, uno padronale e uno di servizio, sono stati completamente riprogettati rispetto al layout originario. Anche in questo caso la priorità è stata data all’efficienza spaziale e al comfort, con soluzioni che rispondono alle esigenze quotidiane senza trascurare l’estetica.

Innovazione / sostenibilità

La scelta di voler intervenire sul patrimonio edilizio esistente è un atto che abbraccia di per sé i principii di sostenibilità ambientale e si configura come una scelta consapevole e strategica, più che una mera opzione economica. La ristrutturazione si pone infatti come alternativa concreta alla nuova costruzione, invitando a una rilettura critica e alla valorizzazione del patrimonio edilizio preesistente. Questo approccio, paragonabile al desiderio di aggiustare un oggetto guasto anziché disfarsene, assume un valore culturale ed etico significativo, promuovendo il recupero e la riqualificazione degli edifici, anche quando questi non possiedono caratteristiche architettoniche di particolare pregio.

Nel caso specifico, il progetto si concentra sulla riscoperta di elementi positivi ereditati dal passato recente, quali la generosità degli spazi, che offrono margini per una reinterpretazione funzionale e contemporanea. L’intervento privilegia soluzioni progettuali orientate alla durabilità e alla definizione di uno spazio capace di assorbire le differenti fruizioni nel tempo. Le armadiature su misura, oltre alla loro funzione contenitiva, diventano strumenti progettuali fondamentali per modellare gli ambienti e contribuire alla struttura spaziale complessiva. In tal modo, l’arredo non si configura come semplice complemento, ma come componente integrata e determinante dell’architettura e dello spazio.

La scelta dei materiali riflette l’intento di coniugare qualità estetica e funzionalità, in un’ottica di durabilità e coerenza formale. Grès e ceramica vengono impiegati per pavimentazioni, rivestimenti e arredi bagno, per le loro prestazioni tecniche e versatilità compositiva. Il legno, valorizzato in diverse applicazioni, compare sia nelle armadiature su misura con finitura laccata, sia nel recupero del parquet originale delle camere, rinnovato attraverso un’attenta rifinitura. L’acciaio inox satinato, scelto per rubinetterie, maniglie e dettagli funzionali, conferisce un carattere sobrio e resistente, contribuendo a un’estetica essenziale e atemporale.

Andrea Benedetti VILLA NOAL RUDIANO

Con la sostituzione di un edificio degli anni Settanta e successiva ricostruzione di un’architettura che ben si inserisce nel contesto costruito con la sua immagine contemporanea, si è attuata una demolizione “virtuosa” che impedito l’urbanizzazione di nuovo suolo rinnovando, rigenerando l’esistente, ormai bisognoso di interventi di recupero.

Photo:
© Enrico dal Zotto –Courtesy of Eclisse

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Rudiano(BS)

Progetto architettonico: arch. Andrea Benedetti, Pompiano (BS)

Strutture: ing. Gabriele Bonvicini

Direttore dei lavori: arch. Andrea Benedetti

Appaltatore/Costruttore: Burni Costruzioni srl

Date Lavori: settembre 2021 – marzo 2023

Superficie: 298 m2

Da sempre sensibile all’edilizia sostenibile, l’arch. Andrea Benedetti nei suoi lavori integra criteri tradizionali di funzionalità, contenimento dei costi e risultato estetico con i fattori ambientali, si salute e di benessere degli occupanti. Dal 2017 al 2021 l’architetto è attivo nella Commissione Progettazione Sostenibile del Dipartimento Professione dell’Ordine degli Architetti di Brescia. È inoltre componente della Commissione Giovani del Dipartimento promozione e diffusione dell’architettura. Nei suoi lavori sartoriali, l’architetto ricerca la proporzione e l’equilibrio, dalle fasi preliminari del progetto architettonico sino alla realizzazione in cantiere dell’opera, seguendo passo dopo passo il cliente.

Photo: © Enrico dal Zotto –Courtesy of Eclisse
Photo: © Enrico dal Zotto –Courtesy of Eclisse

YOUNG GREEN DESIGNER

Il progetto

Villa Noal nasce dalla demolizione di una Villa degli anni Settanta che ha dato vita a un’architettura più efficiente e sicura in termini energetici e sismici. Si è trattato di un intervento di demolizione virtuosa, che blocca il nuovo consumo di suolo, consentendo il rinnovamento e la rigenerazione del comparto edilizio, ormai sempre più bisognoso di una riqualificazione profonda.

Villa Noal è stata progettata con attenzione, considerando l’orientamento, gli apporti gratuiti del sole, la profondità degli sbalzi delle vele, che generano porticati e veri e propri luoghi dell’abitare esterni, ovvero ambienti di transizione ombreggiati che proteggere dal sole gli spazi interni.

Anche gli impianti sono efficienti: una pompa di calore genera caldo per l’inverno e freddo per l’estate, con un

sistema di distribuzione a pavimento, abbinando un sistema di ventilazione meccanica controllata con deumidificatore; il tutto collegato a un impianto fotovoltaico da 20 kW con accumulo a batterie da circa 45 kW. Tutto questo consente a Villa Noal di diventare totalmente autonoma in termini di consumi energetici. Anche rispetto al risparmio idrico è stata fatta una riflessione, con una vasca di raccolta piovana e rubinetteria a ridotto consumo. La composizione architettonica e l’articolazione delle volumetrie risulta proporzionata e armonica nel lotto. Dall’esterno la percezione non è assolutamente di una villa dalla superficie importante e, pur essendo una costruzione interamente con tetto piano, l’impatto nel contesto è gradevole e accettato. L’architettura è contestualizzata nel luogo, pur utilizzando un linguaggio contemporaneo.

Photo:
© Enrico
dal Zotto
–Courtesy of Eclisse
Photo:
© Enrico
dal
Zotto
–Courtesy of Eclisse

Innovazione / sostenibilità

Grande attenzione è stata posta allo sviluppo del progetto. Tecnologicamente l’abitazione presenta una struttura mista in acciaio, solai in polistirolo alta densità e laterizio con celle chiuse coibentate con grafite. Completano la stratigrafia un cappotto esterno con rete armata e intonaco e una controparete interna isolata. Come rivestimento lapideo principale è stata utilizzata la pietra di Credaro, molto utilizzata nel territorio, a spacco e con andamento il più possibile orizzontale, per enfatizzare la lettura orizzontale dell’architettura. Gli elementi lapidei permettono l’allungamento visivo orizzontale della casa, pur contenendo funzioni per l’outdoor e l’ambiente piscina. Un blocco lapideo contiene una cucina esterna e dialoga con il portico della zona giorno, l’altro blocco lapideo contiene i servizi per la piscina, la doccia esterna e costituisce elemento di espulsione del sistema di rinnovo aria interno. La vivibilità e fruibilità del seminterrato è garantita dalla luce naturale che entra dalla vetrata a doppia altezza.

Internamente la villa è progettata su assi architettonici ben precisi. Già dall’ingresso, grazie alla porta in vetro, è possibile la lettura della vela che definisce un asse sino al giardino opposto. Dalla zona giorno un altro asse corre sino alla camera da letto, dove uno specchio, realizza l’effetto infinito proiettando la finestra sul giardino del lato opposto. Il terzo asse, nord-sud, definisce la connessione delle varie funzioni sino ad arrivare alla scala, leggera e aerea, che connette il seminterrato. Tutti gli arredi, dalla cucina alle armadiature, cosi come l’arredo bagno, sono stati progettati su misura per Villa Noal.

Francesca Bertana – ETC+ Architettura VILLA L+C

INDUNO OLONA

“Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale”. C.S. Lewis

Sostenibilità in architettura significa porre attenzione a tutti gli aspetti della costruzione e del suo ciclo di vita.

Promuovere la circolarità dei materiali e l’utilizzo di prodotti naturali è il nostro obiettivo etico.

Il progettista

Ubicazione: Induno Olona (VA)

Progetto architettonico: ETC+ Architettura, arch. Francesca Bertana

Strutture: ing. Tonino Milone

Direttore dei lavori: ETC+ Architettura

Progettazione impianti: NRG Zero Appaltatore/Costruttore: ABLegno

Date Lavori: giugno 2025 – in corso

Superficie utile: 137 m2

L’arch. Francesca Bertana si laurea alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano – Architettura delle Costruzioni nel dicembre 2013. È regolarmente iscritta all’Ordine degli Architetti di Varese al numero 3080. Ha lavorato in uno studio di architettura di interni a Milano (2014 – 2019). Dal 2019 lavora come socio presso lo Studio ETC+ Architettura, sito a Varese, insieme all’arch. Alessandro Vanoni e all’Arch. Stefania Zanon. Lo studio fonda la sua filosofia sull’unione di requisiti basilari di un progetto architettonico con una spiccata attenzione alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Villa L+C nasce dalla necessità della committenza di avere una casa contemporanea atta a garantire la flessibilità degli spazi abitativi nel tempo. Per questo l’intento compositivo è stato quello di creare delle scatole ben distinguibili, che accostate e collegate tra loro originassero un’abitazione evolutiva.

L’edificio si sviluppa su un unico livello ed è suddiviso in tre macro aree. La parte centrale della casa ospita l’ingresso, un’ampia zona giorno con portico esterno, una cucina a vista con relativa dispensa e una camera matrimoniale con servizi dedicati (bagno e ripostiglio/lavanderia). Il corpo più a nord è caratterizzato da un doppio ingresso, uno indipendente al quale si accede dall’esterno, e uno in continuità con il volume centrale. All’interno di questa scatola troviamo una piccola zona giorno open space – che può essere utilizzata come soggiorno/cu-

cina o sala hobby – due camere da letto e un bagno. Il terzo volume, posto in corrispondenza dell’accesso carraio e pedonale, accoglie un locale tecnico e un’ampia autorimessa. Al confine di proprietà, a nord, si colloca un volume accessorio preesistente caratterizzato da mattoni alveolari a vista e copertura in tegole in cotto. La strategia nella progettazione dei prospetti è stata quella di proseguire la lettura distinta delle tre scatole. Infatti, oltre ad aver utilizzato altezze differenti al fine di gerarchizzarle tra loro rispetto alle destinazioni d’uso contenute (il volume principale è il più esteso e alto), si è deciso di diversificarle anche a livello materico e cromatico. Il volume principale è caratterizzato da un rivestimento in doghe di legno di larice bruciato (colorazione marrone scuro), mentre gli altri presentano una colorazione più chiara nei toni dei tortora/beige.

Innovazione / sostenibilità

Ciò che caratterizza principalmente il progetto è la scelta di costruire un edificio che riduca il suo impatto, aderendo alla filosofia “l’energia più pulita è quella non consumata”. Il progetto pertanto si caratterizza per l’utilizzo di materiali ecocompatibili e naturali, in modo da generare un edificio che nell’arco di tutto il suo ciclo vitale, possa avere il minimo impatto possibile sul pianeta. Si è optato per una costruzione con struttura portante in legno. Oltre all’importanza della provenienza certificata PEFC, che quindi prevede un disboscamento controllato, la scelta di questo materiale consente di prefabbricare in parte le strutture e conseguentemente di ridurre i tempi di costruzione. La scelta dei materiali di origine naturale non si è limitata al legno, ma la stratigrafia delle pareti prevede anche l’utilizzo di isolanti in fibra di legno (all’interno delle pareti) e in sughero tostato (all’esterno come cappotto) con finitura il calce. Anche per il rivestimento del corpo centrale si è scelto di lasciare spazio alla naturalità utilizzando un rivestimento in larice bruciato. L’impiego di materiali naturali mira al raggiungimento di elevate prestazioni termiche e garantisce ai fruitori dell’edificio benefici in termini di salubrità e di comfort abitativo. Completano l’attenzione progettuale alla minimizzazione del fabbisogno energetico la scelta di comporre volumetricamente l’edificio con corpi molto compatti e di gestire il posizionamento e la dimensione delle aperture in funzione dell’ottimizzazione degli apporti solari invernali e la mitigazione del surriscaldamento estivo, attraverso la costruzione di un porticato sul lato sud e mediante l’utilizzo di schermature solari orientabili. Grazie alle elevate prestazioni termiche offerte dall’involucro si è potuto progettare un impianto di climatizzazione molto semplice in VMC termodinamica.

Nicola Bollani RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA CENTRO STORICO MONIGA DEL GARDA

Sostenibile è quell’architettura che, comprendendo a fondo le necessità che guidano ogni intervento, offre soluzioni ponderate al fine di evitare ogni possibile eccesso e ciò non potrà che avere ricadute future in termini sociali, ambientali ed economici.

Il progettista

Ubicazione: Moniga del Garda (BS)

Progetto architettonico: arch. Nicola Bollani, Prevalle (BS)

Progetto strutturale: arch. Nicola Bollani

D.L. architettonico e strutturale: arch. Nicola Bollani

Consulenti: arch. Federica Rovati, Landscape Designer

Filippo Dester, Manerba del Garda (BS)

Impianto elettrico: p.i. Paolo Andreassi, Gavardo (BS)

Date lavori: 11 novembre 2024 – in corso di esecuzione (scadenza prevista 17 giugno 2025)

Laureato con lode presso l’Università degli Studi di Parma e con abilitazione alla professione da Luglio 2015, l’arch. Bollani è iscritto all’Ordine degli Architetti di Brescia.

Fondatore Arkè Studio Associato di Architettura, l’architetto, oltre a varie opere private, ha svolto incarichi per opere pubbliche per i comuni di Bedizzole, Calvagese della Riviera, Flero, Moniga del Garda, Provaglio Val Sabbia, Toscolano Maderno e per la Comunità Montana di Valle Sabbia. Per un periodo di tre anni ha fornito supporto specialistico all’ufficio tecnico Edilizia Privata del comune di Lonato del Garda.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

L’opera di ristrutturazione del centro storico del comune di Moniga del Garda è stata valutata a seguito di uno studio che ha coinvolto tutto l’ambito del Comune definendo un masterplan in grado di indirizzare lo sviluppo futuro di alcuni punti chiave del tessuto urbano. La riappropriazione di un luogo simbolo, qual è la Piazza del Municipio, è sempre un gesto forte che difficilmente può essere indolore. La presenza di un tracciato viario a doppio senso che attraversava lo spazio ha da sempre caratterizzato lo spazio imponendosi nei confronti dei fruitori. L’evoluzione delle località turistiche ha comportato un’ulteriore spinta verso la necessità di dare maggiore spazio e fruibilità ai luoghi di aggregazione. In questa riqualificazione urbanistica la scelta obbligata è

stata quella di deviare il tracciato della via che attraversava la piazza creando un nuovo asse viario, oltre a rendere a senso unico la via stessa di accesso. Tali operazioni rientrano in una più ampia rivisitazione della viabilità al fine di ottenerne una migliore gerarchizzazione. Con la volontà di ingentilire i luoghi e creare segni forti, riconoscibili e degni di un senso di appartenenza si è deciso di caratterizzare l’intervento solo grazie a dei semplici elementi di verde, costituiti dalle alberature che costeggiano il viale di accesso al centro storico, dalle due nuove essenze che caratterizzano la piazza e dalla nuova aiuola che delimita la piazza e il percorso pedonale che affianca la nuova via in uscita verso le aree di sosta.

Innovazione / sostenibilità

L’ideale della sostenibilità entra in questo progetto quale tema a livello di abitabilità degli spazi urbani, intesi non solo nel loro mero aspetto funzionale ma come veri e propri luoghi di aggregazione. Si persegue la volontà di eliminare effetti nocivi quali le isole di calore e lo smog dovuto al forte transito in ambito urbano.

La scelta di inserire essenze decidue poi è stata dettata per consentire un corretto ombreggiamento in tutte le varie stagioni dell’anno. Essendo il verde il fulcro di questo progetto è stato studiato con cura e con una particolare attenzione al tema del consumo idrico e alla resistenza alla siccità. È stato progettato un sistema di irrigazione con gestione climatica e un piano di manutenzione pluriennale che consenta la sopravvivenza di tutte le essenze utilizzate.

Dal punto di vista edilizio si è puntato sul minor impatto possibile ovvero impiegando soprattutto materiali di recupero già esistenti, quali cordonature e pavimentazioni e usando materiali compatibili in tema di impatto ambientale e per caratteristiche del contesto.

Pietro Castelnovi

RIALLESTIMENTO ESPOSITIVO BRESCIA

Il concetto di intervento minimo riassume nel rapporto con edifici esistenti un approccio intrinsecamente sostenibile, etico, consapevole e critico. Riduce gli scarti, il consumo di energia e materiali, ma permette anche di sviluppare il processo progettuale nella cernita degli elementi presenti, esercitando il riuso e la conservazione in modo creativo ed espressivo secondo la personale e ponderata lettura dell’edificio su cui si opera.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Brescia

Progetto architettonico: ing. arch. Pietro Castelnovi

Direttore dei lavori: ing. arch. Pietro Castelnovi

Appaltatore/Costruttore: Agliardi Srl. – Taiola Renzo

Snc – Progetto Luce Srl.

Date Lavori: Luglio 2024

Superficie utile: 2000 m2

Ingegnere edile-architetto, laureato con lode all’Università di Pavia nel 2009, Pietro Castelnovi ha esperienza nella progettazione architettonica e strutturale, restauro e riabilitazione di edifici storici e gestione dei beni culturali. Dal 2019 è membro di commissioni paesaggistiche comunali e sovracomunali nella provincia di Brescia e dal 2018 al 2022 è membro della commissione beni culturali e paesaggio dell’Ordine degli Architetti di Brescia.

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YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il riallestimento del Museo Diocesano di Brescia ridefinisce l’esperienza percettiva, migliorando la fruibilità delle opere e degli spazi. L’obiettivo principale è stato quello di supportate le esigenze introdotte dalla direzione del museo e dal conservatore, per superare un’esposizione eccessivamente densa e non ottimale delle opere e per restituire alla collezione un percorso più organico e leggibile.

L’analisi dello stato di fatto ha evidenziato criticità legate all’illuminazione, alla disposizione e all’eterogeneità degli ambienti, frutto dell’avvicendamento di interventi di rinnovamento frammentari. Il sistema illuminotecnico a LED generava riflessi indesiderati sulle opere e forniva una resa cromatica insufficiente, mentre l’illuminazione naturale incideva negativamente sulla presentazione e conservazione delle opere. Anche la colorazione degli spazi in bianco asettico alternato a cromie accese risul-

tava disomogenea e non adatta alla percezione ottimale delle opere e dell’architettura storica.

Il nuovo progetto ha quindi affiancato e valorizzato il riordino della collezione e del percorso espositivo e la nuova palette cromatica, ispirata alle tonalità presenti negli elementi architettonici del chiostro, dona profondità agli ambienti e valorizza le opere esposte. L’intervento ha eliminato la luce naturale, sostituendola con un sistema di illuminazione con resa cromatica ottimale senza emissioni luminose nocive per la conservazione dei manufatti. Attenzione è stata inoltre posta nel mantenere il contatto visivo con punti focali dell’architettura e al contesto urbano circostante, identificando punti di contatto con l’esterno posti a distanze piuttosto regolari che permettono al visitatore di non estraniarsi nella durata del percorso di visita, o durante una attività didattica.

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Innovazione / sostenibilità

Il riallestimento del Museo Diocesano di Brescia si distingue per un approccio ponderato che coniuga criteri di percezione, accessibilità, conservazione, sostenibilità e comfort. L’intervento ha ridefinito l’illuminazione degli spazi con soluzioni avanzate che riducono il consumo energetico e il degrado delle opere dovuto all’esposizione ai raggi UV.

Uno degli elementi chiave è stato l’adozione di un nuovo sistema illuminotecnico che ha introdotto tre tipi di corpi illuminanti a LED ad alta resa cromatica, con coni di luce regolabili per evitare riflessi indesiderati e abbagliamenti. Questa scelta garantisce una percezione ottimale delle opere ed elimina completamente la componente UV particolarmente dannosa per i pigmenti, contribuendo alla loro migliore conservazione nel tempo. L’eliminazione della luce naturale, ottenuta tramite tende oscuranti, ha permesso inoltre di stabilizzare le condizioni luminose, evitando variazioni dovute all’alternanza giorno/notte e alle condizioni atmosferiche.

Il museo è stato anche ripensato per garantire una maggiore accessibilità e inclusività; l’estensione a tutto il percorso di dettagli a contrasto cromatico, come il battiscopa color canna di fucile, facilita l’orientamento delle persone con ridotta capacità visiva e preclude alla realizzazione di percorsi per ipovedenti già in questa occasione ipotizzati, ma in attesa di attuazione. Dal punto di vista della sostenibilità, l’intervento ha privilegiato il recupero e il riutilizzo di strutture, materiali e finiture esistenti, evitando sprechi di materiali e riducendo l’impatto ambientale. Grazie a queste innovazioni, il Museo Diocesano rinnova la propria offerta culturale e si pone come modello di sostenibilità e accessibilità nel panorama museale cittadino.

Stefano Ceresa CASA NEL BOSCO FAGGETO LARIO

La sostenibilità in architettura si fonda sull’uso di materiali locali, promuovendo un legame profondo con il territorio. Questa scelta non solo riduce l’impatto ambientale, ma valorizza le risorse disponibili.

Il calcestruzzo, definito “pietra liquida”, rappresenta una soluzione innovativa: versatile e duraturo, può essere modellato per rispondere alle esigenze contemporanee, contribuendo a edifici sostenibili e armoniosi.

Photo: Giovanni Emilio Galanello

Il progettista

Ubicazione: Faggeto Lario (CO)

Progetto architettonico e D.L.: arch. Stefano Ceresa

Strutture: ing. Saverio Saffiotti

Impianti: Galbiati Marco & trombetta William Snc (impianto idraulico); Lorenzo Torri (impianto elettrico); Due Gi Progetti s.a.s (impianto termotecnico)

Appaltatore/Costruttore: Valli Costruzioni S.U.R.L. (calcestruzzo), Mornico Legnami SRL (Legno)

Date Lavori: 2018 – 2021

Superficie utile: 85 m2

L’arch. Stefano Ceresa cresce a Palanzo di Faggeto Lario, dove tutt’ora vive e si confronta con il suo lavoro. Studia all’Accademia di Architettura di Mendrisio dove frequenta per ogni semestre un diverso atelier, apprendendo il pensiero di 9 architetti. Dopo una breve esperienza lavorativa in diversi studi quali Galfetti, Brambilla Orsoni, Ferrari, Bergmeisterwolf, avvia il proprio studio a Como nel 2014. “Non si progetta il luogo, si progetta il territorio” da questo concetto si elabora una ricerca architettonica in costante dialogo tra antico e nuovo, tradizione e innovazione, natura e costruito. L’equilibrio tra queste tematiche scaturisce in un’architettura pensata e fortemente radicalizzata sul territorio. Il prodotto è un connubio tra l’artigianato locale, i materiali della zona e il sapere tramandato.

Photo: Giovanni Emilio Galanello
Photo: Giovanni Emilio Galanello

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Tra i boschi della sponda orientale del lago di Como questa casa in legno è stata concepita per esprimere la spiritualità dello spazio dell’abitare, celebrando la memoria e la vita di una famiglia che cresce e cambia nel tempo. L’edificio, sito sul perimetro di un terrazzamento, è impostato su un terrapieno che contiene il terreno scosceso verso valle e la platea di fondazione. L’ingresso dell’abitazione è riservato, tanto da obbligare a individuare l’unica porta che collega l’interno con l’esterno. Lo spazio interno si articola come una sequenza di stanze e portali. Un cortile centrale circoscritto dalle due ali opposte della casa permette al paesaggio di inserirsi nello spazio dell’abitazione e connettersi alla cucina con vista panoramica posta al centro della casa, che è illuminata da una forte luce diretta ed è deputata a dividere la zona giorno dalla zona notte. Ogni spazio ha una differente atmosfera

interna dettata dalla luce naturale e rafforzata dall’andamento delle falde del tetto. La struttura lignea puntiforme scandisce e ritma lo spazio interno e il volume della casa, la cui piega sul fronte offre un’inquadratura selezionata sul paesaggio.

Uniformità che è in parte interrotta dalla ramificazione delle travi di copertura poggiata da pilastri e congiunta al culmine con la struttura. Un tutt’uno ligneo indispensabile e avvolgente (struttura portante, rivestimento interno ed esterno delle pareti) che però poggia su un basamento in calcestruzzo. Il rivestimento ligneo esterno, costituito da doghe di 10cm reagisce con il contesto cambiando d’aspetto con il trascorrere del tempo e delle stagioni, adeguandosi ai colori del luogo. Il manto in lamiera scura di coronamento riflette i toni dell’intorno armonizzando l’intervento nel paesaggio.

Photo: Giovanni Emilio Galanello
Photo: Giovanni Emilio Galanello

Innovazione / sostenibilità

Il progetto non ha pretese di lasciare un segno nel territorio o nella storia. Solitamente si è abituati a lavorare con la pietra locale, ultimamente con il calcestruzzo. Tuttavia, l’innovazione in questo progetto sta nella ricerca di una spiritualità che non ha lo scopo di prevalere sul territorio o nel tempo, ma che in modo silenzioso possa stare nel luogo pronta ad accogliere l’ospite, segnando il tempo che passa.

Il progetto minimizza il suo impatto con l’ambiente circostante ponendosi tra una piccola raduna racchiusa tra gli alberi cresciuti in maniera spontanea dalla metà del ‘900. La zona era infatti caratterizzata da terrazzamenti atti alla coltivazione, su un terrazzamento di questi viene appoggiata la casa di legno. Il terrazzamento imita quelli vicini realizzati con la pietra locale a secco, il progetto, dovendosi servire di una zoccolatura portante, viene così realizzato in calcestruzzo gettato in opera, pietra liquida d’oggi.

Il progetto è flessibile e reversibile, pensato per poter ospitare la famiglia della committenza, per essere ampliato o, per la funzione che riveste in questa fase, come home restaurant. Il legno è il solo, o quasi, materiale utilizzato. È il materiale nel bosco capace di rispondere alle esigenze progettuali.

Photo: Giovanni Emilio Galanello
Photo: Giovanni Emilio Galanello

Stefano Cogo – Udp Studio

MZ02

– MAZZUCCHELLI S.P.A.

CASTIGLIONE OLONA (VA)

MZ02 si inserisce nell’intervento di riqualificazione dello storico comparto produttivo Mazzucchelli. Il progetto risponde alle necessità aziendali di un nuovo impianto produttivo, architettonicamente qualificante e basato sui più alti standard di sostenibilità. Il progetto è stato infatti certificato LEED Gold.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Castiglione Olona (VA)

Progetto architettonico: Udp Studio s.r.l., Cesano Maderno (MB)

Progetto strutturale: ing. Giancarlo Bono, Dolzago (LC); MC Prefabbricati Spa, Cardano al Campo (VA)

Consulenti: Get Consulting s.r.l., Torino (certificazione LEED)

Impianti: Enrico Colombo S.p.A., Sesto Calende (VA)

Appaltatore/Costruttore: Saimp S.r.l., Tradate (VA)

Facciate: Candela Costruzioni S.r.l., Paderno Dugnano (MI); S.Anselmo, Loreggia (PD)

Serramenti: Amitti S.r.l., Senago (MI)

Date lavori: 2021-2025

Superficie utile: 25.000 m2

UDP Studio nasce nel 2018 a Cesano Maderno, da 3 soci e fratelli Marina, Stefano e Alberto Cogo. Lo studio si concentra sulla progettazione di spazi ad alta frequenza, amministrativi, commerciali e industriali, credendo nella possibilità di implementare una architettura di qualità capace di generare un impatto significativo sulla vita delle persone. Stefano Cogo, progettista di MZ02, è architetto OTIA | AAM, si è laureato all’accademia di architettura di Mendrisio (Svizzera); dopo aver collaborato in vari studi di architettura (Mario Botta Architetti, Studio WE-Wettstein, Freefox architecture studio), ha fondato UDP Studio insieme ai soci.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Con sede a Castiglione Olona (VA), Mazzucchelli

1849 S.P.A. è una realtà produttiva globale. Il comparto industriale storico si è sviluppato all’inizio del ‘900 e, oggi, si estende per ca. 350.000 m2, presentando visivamente una stratificazione di tipologie costruttive. Dal 2018 è oggetto di uno specifico P.I.I. Il nuovo edificio MZ02 si inserisce nel progetto complessivo di riqualificazione del comparto, sostituendo alcuni edifici recenti, di scarsa qualità architettonica, e ricercando un dialogo con il complesso storico esistente. È un edificio produttivo costituito da due volumi: un blocco monopiano a uso produttivo e un blocco amministrativo a tre piani, per una superficie totale di 25.000 m2

L’immagine del nuovo intervento è legata alla logica di frammentazione dell’edificato e si costruisce sullo studio della materia, della luce e della ricerca di atemporalità. Lo studio della facciata risponde a questi i principi progettuali.

La struttura del prospetto avviene attraverso la definizione geometrica dei vuoti. Come per una trama, l’organizzazione del vuoto regola la dimensione della struttura verticale e orizzontale di prospetto in funzione del programma interno. La facciata ventilata, realizzata in elementi prefabbricati di cemento, è rivestita in mattoni, sviluppati con la ditta fornitrice, in argilla chiara grigio/ocra. Ne risulta un edificio la cui immagine non è legata a una moda estetica del momento ma il cui aspetto può resistere nel tempo senza compromettere la sua attualità e durabilità. Data la dimensione dello stabile, l’uso preciso della trama materica di facciata restituisce una lettura del volume più corretta rispetto al suo intorno, conferendone profondità ed evitando che il volume percepito risulti piatto e uniforme. Il colore grigio/ocra del rivestimento riprende e caratterizza gran parte gli edifici esistenti a destinazione produttiva all’interno dei comparti.

Innovazione / sostenibilità

L’edificio MZ02 è stato progettato e risponde ai requisiti LEED di livello “Gold”.

LEED “Leadership in Energy and Environmental Design” è un sistema internazionale di certificazione del livello di sostenibilità degli edifici, i cui standard indicano i requisiti per progettare, costruire e gestire edifici secondo le istanze della sostenibilità ambientale.

MZ02 è stato accuratamente progettato per ridurre al minimo i consumi energetici. La copertura e i camminamenti esterni sono rivestiti in materiali chiari per ridurre gli effetti delle isole di calore. L’involucro verticale è costituito da una facciata ventilata in elementi prefabbricati in cemento, rivestito in mattoni chiari che abbatte gli effetti dell’irradiamento solare. I serramenti a taglio termico sono a bassa trasmittanza; i vetri basso-emissivi sono studiati per sfruttare la luce naturale nelle aree laboratori riducendo gli abbagliamenti senza la necessità di un sistema di oscuranti aggiuntivo.

Cardine della certificazione LEED è l’utilizzo di impianti MEP ad alta efficienza e basso consumo energetico con monitoraggio dei consumi. Il progetto prevede inoltre la gestione e il riuso delle acque meteoriche e acque interne, la produzione e utilizzo di energie rinnovabili attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’utilizzo di materiali riciclati e a basse emissioni di CO 2, la gestione della qualità interna dell’aria, e l’incentivazione all’utilizzo di veicoli elettrici e carpooling.

Tra i risultati, vi è una significativa riduzione delle emissioni di CO2, un notevole risparmio energetico e idrico e la creazione di spazi progettati per il benessere degli utenti che porterà a una maggiore qualità della vita. Il progetto dimostra come sia possibile coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità.

Paola Cortesi

BOOM – CRESCERE NEL VERDE GORLE

Sostenibilità in architettura è intreccio tra tecnologia, ambiente e comunità: significa progettare edifici efficienti e responsabili, spazi pubblici inclusivi, verdi e sicuri, capaci di rigenerare i luoghi, educare le persone e generare benessere condiviso e duraturo nel tempo.

Photo: © Andrea Ceriani

Il progettista

Ubicazione: Gorle (BG)

Progetto architettonico: arch. Paola Cortesi, arch. Lodovico Cortesi

Strutture: ing. Gabriele Gritti

Direttore dei lavori architettonico: arch. Lodovico

Cortesi, arch. Paola Cortesi (collaboratore DL)

Consulente acustica: ing. Stefano Burini

Impianti: ing. Cristian Gabbiadini, p.i. Ivo Mandelli

Appaltatore/Costruttore: Impresa Edile Manenti

Battista s.r.l.

Date Lavori: 13 luglio 2023 – 15 gennaio 2025

Superficie utile: 520 m2

Superficie lorda: 623 m2

Superficie pertinenza asilo: 2682 m2

Laureata in Architettura nel 2017 al Politecnico di Milan, nello stesso anno l’arch. Paola Cortesi consegue il master in Architettura e Museografia per l’Archeologia. Dopo un’esperienza con DAP studio a Milano, dal 2019 è titolare di Cortesi_Arch, dove si occupa di progettazione architettonica a diverse scale: edifici residenziali, uffici, interventi pubblici e progetti di disegno urbano. L’arch. Cortesi segue l’intero processo, dal concept alla direzione lavori, con attenzione alla qualità dello spazio, alla sostenibilità e al dialogo con il contesto. Nel 2024 ha avviato Laterstudio, dedicato all’architettura d’interni e al design su misura.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Nel cuore del Parco dei Caduti di Gorle è stato realizzato un nuovo asilo nido, esito di un progetto che unisce architettura, pedagogia e sostenibilità ambientale. L’edificio, pensato per 60 bambini tra i 3 mesi e i 3 anni, si relaziona con il paesaggio e con un simbolo della memoria collettiva: l’ex polveriera militare. Inserito nel programma “Futura” finanziato dal PNRR, il nido è una struttura NZEB concepita per alte prestazioni e minimo impatto. L’obiettivo è offrire un luogo educativo efficiente e accogliente, in dialogo con il contesto naturale e storico.

L’impianto compositivo si fonda sull’immagine di un elastico teso tra due punti fissi, generati dall’estrusione e traslazione del volume della ex polveriera. La tensione si scarica in curve morbide che aprono la recinzione al verde, evitando barriere rigide e favorendo continuità con il parco. Il progetto lavora per sottrazione: ingressi e

agorà, spazi comuni per gioco e relazione, sono volumi scavati che lasciano entrare il paesaggio, generando scorci tra dentro e fuori. Le pavimentazioni rafforzano il legame: grandi cerchi disegnano aree gioco e traiettorie che proseguono all’interno, rafforzando la continuità spaziale. Il linguaggio architettonico è sobrio: facciate in bianco caldo si alternano a campiture color terra, mentre elementi metallici verticali scandiscono le superfici con leggerezza. Gli spazi interni seguono linee guida pedagogiche attuali: aule flessibili, due agorà centrali, sezioni per età, aree per personale e preparazione pasti. Grande attenzione è posta ad accessibilità, comfort e materiali sostenibili. “Crescere in un’esplosione di verde” sintetizza la filosofia: non solo servizio educativo, ma nuovo spazio civico e comunitario, immerso nella natura e connesso alla memoria del luogo.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

Innovazione / sostenibilità

Il nuovo asilo nido di Gorle, finanziato con fondi PNRR e parte del programma “Futura”, rappresenta un modello di sostenibilità pubblica.

È una struttura NZEB – Nearly Zero Energy Building, in classe energetica A4, che utilizza materiali conformi ai CAM, pavimentazioni e coperture con SRI >29 per ridurre l’effetto isola di calore e pannelli fotovoltaici collocati sul vicino mercato, così da non alterare il paesaggio.

Ma la sostenibilità non si esaurisce nell’efficienza energetica: l’asilo si inserisce nel Parco dei Caduti e dialoga con la memoria dell’ex polveriera militare, trasformandosi in incubatore di rigenerazione urbana. Un edificio educativo diventa così innesco di un processo a catena: la valorizzazione del parco come estensione degli spazi scolastici e la possibile rifunzionalizzazione della polveriera oggi inutilizzata in attività complementari al nido. Il tema della mobilità scolastica rafforza questo approccio.

L’accesso all’asilo avviene direttamente da una pista ciclabile che collega il centro di Gorle ai paesi limitrofi, riducendo il traffico attorno alla scuola e promuovendo spostamenti sicuri e sostenibili. L’ingresso principale si configura come uno “scavo a onda”, proseguimento della recinzione che con andamento morbido accoglie lo spazio urbano esterno, trasformando l’arrivo in un gesto inclusivo e protetto. Un edificio pubblico che è al tempo stesso luogo educativo, spazio civico e catalizzatore di rigenerazione: sostenibile non solo perché riduce consumi ed emissioni, ma perché restituisce al territorio nuove opportunità di crescita e di comunità.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

Silvio Croppi CENTRO CRISTÈ CENTRO VALLE INTELVI

La sostenibilità in questo progetto esprime nelle sue forme quella semplicità e chiarezza volumetrica rilevati nel manufatto esistente, con lo scopo di ricreare un rapporto visivo costante tra la nuova costruzione e l’esistente.

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Cristè – Centro Valle Intelvi (CO)

Progetto architettonico: Silvio Croppi Architetto, Intelvi (CO)

Strutture: ing. Stefano Arrigoni, Casargo (LC)

Direttore dei lavori: arch. Silvio Croppi

Impianti: ing. Daniele Bellocchi, Casnate con Bernate (CO)

Date lavori: ottobre 2025 – ottobre 2026

Superficie lorda: 90 m2

Il progettista

Dopo la laurea magistrale in Architettura presso il politecnico di Milano con una tesi  dedicata al “Costruire in altezza, nuove forme di accoglienza low cost nel quartiere di Cascina Merlata” (Menzione speciale Premio Mantero), l’architetto Silvio Croppi collabora con alcuni studi di architettura sino a giugno 2020, quando fonda il suo omonimo studio professionale. Da allora si occupa di rilievi, studi di fattibilità, progettazione architettonica ed esecutiva di lavori pubblici e privati, direzione lavori, consulenza e gestione pratiche bonus fiscali. Numerosi sono i lavori eseguiti in ambito residenziale di riqualificazione funzionale, di efficientamento energetico e di manutenzione straordinaria.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Dalla demolizione di una struttura esistente, sarà realizzato un nuovo edificio con caratteristiche formali e tipologiche pertinenti del luogo, i cui nuovi spazi saranno dedicati alla raccolta, vendita e degustazione dei prodotti delle piccole aziende locali e adibiti a ricettività minore che ospiteranno 5 posti letto, un angolo cottura e un bagno dotato di doccia. Si offrirà così un importante punto di sosta e conoscenza del territorio.

Il progetto esprime nelle sue forme la semplicità e chiarezza volumetrica rilevate nel manufatto esistente con lo scopo di ricreare un rapporto visivo costante tra la nuova costruzione e “l’ex-casermetta”, ormai entrata a far parte

dell’immaginario collettivo.

La geometria del parallelepipedo è mantenuta, mentre vengono eliminate le due ali laterali. Queste sono una volumetria accessoria che toglie valore all’unitarietà complessiva del progetto. La copertura del tetto è molto semplice e si sviluppa su due falde di differente superficie e forma le quali definiscono un’unica linea di colmo e due differenti quote di gronda.

Al di sotto si articolano due distinti corpi volumetrici autonomi ma congiunti dai rispettivi obiettivi funzionali. L’involucro in pannelli prefabbricati X-LAM sarà isolato termicamente a cappotto in lana di roccia e i nuovi impianti rispetteranno i criteri minimi ambientali.

1 bagno

2 spazio accoglienza

3 area coperta

Sezione HH
Pianta piano terra

Innovazione / sostenibilità

Il progetto recepisce dunque gli obiettivi da perseguire e le richieste del programma funzionale e le traduce all’interno delle proprie superfici e dei propri volumi, al fine di soddisfare temi di carattere funzionale, sociale, logistico, tecnologico ed ambientale.

Dal punto di visto tecnologico, come già accennato, la struttura del nuovo edificio sarà prefabbricata in pannelli X-LAM, lasciato a vista all’interno, così da avere una superficie omogenea ed uniforme. La coibentazione a cappotto in fibra di legno permetterà di sfruttare la massa delle pareti al fine di incrementare l’inerzia termica dell’edificio migliorandone le prestazioni di comfort termico estivi e arrecando notevoli vantaggi energetici anche nel periodo invernale. Anche l’ossa -

tura della copertura sarà in X-LAM con isolamento in lana di roccia. I serramenti esterni sono previsti con struttura portante a montanti e traversi in legno lamellare di abete e triplo vetro basso emissivo ad altissimo isolamento energetico e acustico. Per i materiali e i componenti delle finiture esterne ed interne si privilegeranno soluzioni con standard elevati in termini di prestazioni e durata, semplicità d’uso, manutenzione minima ed ecocompatibilità.

Il riscaldamento verrà effettuato tramite un’unità aerotermica in pompa di calore, a temperatura di refrigerante variabile, ad alta efficienza, installata all’esterno, di potenza adeguata al fabbisogno termico dell’edifici. Un impianto fotovoltaico sarà collocato in copertura.

Edificio esistente
Progetto
Pianta
Prospetto
Sezione
Sezione AA
Sezione EE
Sezione CC
Sezione GG

Laura Ferrata VILLA MR CAPRIANO DEL COLLE

La sostenibilità oggi racchiude tanti aspetti, dalla sua base che comprende il minimo impatto energetico e ambientale per l’intero ciclo di vita dell’edificio al comfort abitativo e le percezioni di chi poi vive questi luoghi. L’architettura quindi non è più solo mura ma diventa materia viva.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Capriano del Colle (BS)

Progetto architettonico: arch. Laura Ferrata, Brescia

Progetto strutturale: ing. Giuliano Faustinelli, Brescia

Direttore dei Lavori: arch. Laura Ferrata

Consulenti: Bioteam srl

Impianti: STI srl

Appaltatore/Costruttore: Bioteam srl

Date lavori: 5 settembre 2024 – in corso di esecuzione

Superficie utile: 380 m2

Dopo il diploma di liceo scientifico, la Laurea triennale in scienze dell’architettura e la Laurea magistrale in architettura con tesi in urbanistica nel 2017 all’università degli studi di Parma dipartimento di ingegneria, l’arch. Laura Ferrata si abilita alla professione con esame nel 2018 allo IUAV di Venezia. Ha lavorato in diversi studi come collaboratore seguendo diversi progetti, dall’urbanistica alle gare d’appalto, dai processi industriali all’edilizia privata. Nel 2023 decide di continuare da sola la libera professione aprendo il il suo studio a Brescia, occupandosi di edilizia a 360°.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto di Villa MR nasce dalla natura. L’edificio infatti è situato a Capriano del Colle, al confine con il parco nazionale del Monte Netto, in una zona collinare con vista sui vigneti. Pertanto, l’obiettivo principale di questa abitazione è stato la sua piena integrazione con il paesaggio al fine di regalare quiete e riservatezza a chi lo abita.

La villa si sviluppa su due piani con forme semplici e pulite e finiture e materiali che richiamano per colori e composizione gli elementi naturali che la circondano: sabbia, terra e pietra.

La casa è pensata e orientata affinché sia in continuo rapporto ed evoluzione con la luce del Sole e per incorniciare le vedute che si vengono a creare tra l’edificio e la natura.

Vista la presenza di una parte di terreno in fascia di rispetto del parco del Monte Netto, la parte più suggestiva di questo progetto è il terrazzamento che permette di collegare la parte urbanizzata alla sponda del parco tramite due livelli di mitigazione; sul livello superiore in estensione al patio del piano terra sarà realizzata una piscina a sfioro la quale permetterà allo sguardo di spaziare sui vigneti, mentre sulla parte inferiore, lato parco, verrà predisposta una mitigazione ambientale tramite alberatura autoctona al fine di minimizzare l’impatto dell’intervento sul territorio. La villa è circondata dal verde che viene riportato anche sui suoi ampi terrazzi per creare oasi di riparo e privacy, mentre si può ammirare la vista sulla natura.

Innovazione / sostenibilità

Progettata per essere in classe energetica A4, la villa sfrutta i fattori ambientali e le fonti energetiche rinnovabili per diventare completamente autonomo.

Oltre a soddisfare tutti i requisiti e le indicazioni che la normativa vigente prevede, sono state adottate alcune misure extra al fine di migliorare la prestazione energetica e il comfort interno.

Le grandi vetrate, infatti, sono progettate e orientate per far entrare luce e calore nelle ore più calde delle stagioni invernali e per rimanere invece ombreggiate nelle stagioni estive, quando l’apporto gratuito del Sole, che cambia inclinazione, viene mitigato dagli ampi aggetti di protezione. È stata fatta una ricerca per la ventilazione naturale della zona collinare in base ai venti presenti e costanti, che permetterà all’edificio di creare un ricircolo naturale nei mesi con clima mite.

La piscina sarà predisposta con un sistema di copertura a scorrimento che consentirà sia di proteggere l’acqua nei mesi di inutilizzo sia di contenere il calore generato tramite pannelli solari nelle mezze stagioni, permettendone un uso prolungato dalla prima primavera fino al tardo autunno.

Chantal Forzatti

RESIDENZA AL PARCO TOTI PADERNO DUGNANO (MI)

Ogni intervento di rigenerazione urbana è fondamentale perché consente di riportare l’attenzione al benessere e al comfort dei residenti, al recupero del costruito e al rispetto dell’ambiente.

Il progettista

Ubicazione: Paderno Dugnano (MI)

Progetto architettonico: Studio Chantal Forzatti architetto, Monza (MB)

Progetto strutturale e D.L.: ing. Luca Vertemara, Muggiò (MB)

Consulenti: geom. Nadia Rudellin, Paderno Dugnano (MI); p.i. Luigi Giarratana, Nova Milanese (MB); geol. Cristiano Nericcio, Rho (MI)

Impianti: Progetto Clima studio tecnico associato, Nova Milanese (MB)

Appaltatore/Costruttore: ADL costruzioni

Date lavori: 2020-2024

Superficie utile: 1300 mq m2

Chantal Forzatti è architetto e interior designer, laureata con lode al Politecnico di Milano con relatore arch. Pierluigi Cerri. Ha iniziato a lavorare come architetto di interni durante gli anni universitari al Politecnico di Milano, presso il quale in seguito è anche stata assistente. Ha acquisito ulteriore esperienza sul campo lavorando in diversi studi italiani ed esteri. Negli ultimi anni ha aperto un proprio studio con l’obiettivo di dar forma alla propria idea di progettazione, costruendo una giovane realtà in cui collaborano le architette Arianna Marazzi, Irene Lucca e Marta Messina.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

A partire dalla demolizione di un edificio commerciale, l’intervento ha riguardato la progettazione e la successiva realizzazione di un edificio residenziale plurifamiliare inserito in un contesto considerato un tempo periferico e oggi invece diventato esclusivamente residenziale grazie alla presenza del Parco Toti, nato a seguito del recupero di una cava.

Composto da quattro piani fuori terra più uno interrato, che include un’area wellness condominiale, i box e le cantine, l’edificio ospita dieci appartamenti, resi possibili grazie alla flessibilità planimetrica studiata fin dalle prime fasi del progetto. Particolare cura è stata posta anche nelle scelte tecnologiche degli impianti andando a collocare

la realizzazione in Classe A3.

Gli spazi esterni, sia comuni sia privati, sono stati accuratamente disegnati, dotando ogni appartamento di uno o più terrazzi con profondità di oltre 3 metri, bbq e locale tecnico dedicato a ospitare la pompa di calore a gestione autonoma. Anche gli elementi a verde sono stati selezionati con attenzione, così da dare vita a uno spazio comune di qualità che accoglie abitanti e visitatori. I prospetti dell’edificio sono caratterizzati dalle grandi balconate e sul retro dai sistemi di oscuramento del vano scala. Il tetto si presenta piano e ospita, nascosti alla vista, l’impianto fotovoltaico e le unità di ventilazione.

Innovazione / sostenibilità

L’edificio si colloca energeticamente in Classe A3. Ogni unità presenta un impianto di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, una pompa di calore a gestione autonoma collocata in un apposito vano posto sul terrazzo e un sistema di ventilazione meccanica e deumidificazione.

I serramenti sono in legno alluminio con tripla vetrocamera, gli oscuranti sono elettrificati e garantiscono il necessario ombreggiamento. Un impianto domotico e l’illuminazione a led contribuiscono a ridurre i consumi condominiali. I pannelli fotovoltaici sono stati collocati in copertur, e un sistema di recupero dell’acqua piovana è stato realizzato a servizio dell’irrigazione del verde condominiale.

Infine a disposizione dei residenti è stata costruita un’area wellness con palestra e sauna e, collocato all’ingresso su strada, un locker automatico che funge da punto di giacenza e ritiro per pacchi a servizio degli ordini fatti dai condomini.

Gioele Giudici VILLA DE CHARME LAVENO MOMBELLO

Il progetto di ristrutturazione di una villa del Novecento esprime la sostenibilità come riuso consapevole: valorizzazione dei caratteri originari, uso di materiali tradizionali e durevoli, cura progettuale fino all’arredo.

Photo: Andrea Ceriani

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Laveno Mombello (VA), Progetto architettonico: Studio GLab Architecture, arch. Gioele Giudici

Consulenti: EnergyTech Ingenuer

Impianti:B.M. Impianti elettrici; Termoidraulica Acquarius

Appaltatore/Costruttore: Chinaglia Costruzioni SRL

Date Lavori: 2022-2025

Superficie utile: 350 m2

Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, l’arch. Gioele Giudici ha maturato esperienza in ambito residenziale seguendo tutte le fasi del progetto, dall’architettonico al dettaglio di finitura e arredo. Ha iniziato il proprio percorso nello studio Camera & Partners di Milano, in un contesto formativo ampio e stimolante, per poi proseguire nello studio Pescia di Varese, dove ha consolidato le competenze professionali. Con la fondazione di GLab Architecture ha dato vita a una realtà che unisce progettazione architettonica, studio del dettaglio e design d’interni, relazionandosi con un team multidisciplinare consolidato.

Photo: Andrea Ceriani
Photo: Andrea Ceriani

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto trae origine dal contesto culturale e geografico di Laveno-Mombello, centro urbano affacciato sul Lago Maggiore, caratterizzato nel Novecento dalla presenza degli stabilimenti della Società Italiana Ceramica. La successiva dismissione degli impianti industriali ha determinato la presenza di vaste aree in stato di abbandono, successivamente oggetto di interventi di riconversione. In tale scenario si colloca la Villa de Charme, parte del nucleo edilizio principale prospiciente il lago, che ha richiesto un intervento di rigenerazione finalizzato al ripristino della funzionalità e all’adeguamento agli standard contemporanei.

L’approccio progettuale ha perseguito l’equilibrio tra conservazione e innovazione, valorizzando i caratteri originari dell’edificio – murature storiche, cisterna in cemento armato, solai a voltini, parapetti in ferro, serramenti lignei e decorazioni di facciata – e integrandoli con soluzioni tecnologiche e costruttive mirate a garantire comfort abitativo, efficienza energetica e sostenibilità. Il rapporto

tra preesistenze e nuovi interventi è stato concepito in modo da preservare la leggibilità dell’impianto originario, evitando alterazioni sostanziali alla sua identità.

La selezione dei materiali impiegati – legno, pietra, calce e argilla – risponde a criteri di durabilità, compatibilità con il contesto e qualità ambientale. Le ampie aperture e le superfici vetrate rafforzano il rapporto con il paesaggio lacustre, incrementando al contempo l’apporto di luce naturale. Gli spazi interni sono stati organizzati secondo principi di funzionalità ed essenzialità, con l’integrazione di arredi iconici e il riutilizzo di elementi originali.

Il risultato è un organismo architettonico che conserva i caratteri identitari del manufatto originario, aggiornandone le prestazioni e garantendone la fruibilità contemporanea. L’intervento dimostra come la rigenerazione dell’esistente rappresenti uno strumento efficace per coniugare la connotazione originaria dell’architettura, qualità abitativa e sostenibilità.

Photo: Andrea Ceriani

Innovazione / sostenibilità

l progetto della Villa de Charme nasce dalla volontà di coniugare la memoria storica con una visione contemporanea orientata alla sostenibilità. Non si è trattato di una semplice ristrutturazione, ma di una vera sperimentazione sul riuso: rigenerare un edificio in rovina senza consumare nuovo suolo, trasformandolo in una dimora capace di rispondere alle esigenze dell’abitare di oggi. La sostenibilità si esprime così come scelta culturale e progettuale, in cui l’innovazione non coincide con la rottura, ma con la capacità di interpretare l’esistente in chiave contemporanea.

Elemento innovativo è l’approccio metodologico: la sovrapposizione di linguaggi antichi e contemporanei non genera conflitto, bensì un equilibrio leggibile e coerente. Le nuove strutture inclinate in ferro si affiancano con i muri storici, il serramento della cisterna in cemento dialoga con il cemento armato a vista, i parapetti in ferro reinterpretano un lessico industriale che appartiene all’identità del luogo. Questa fusione tra tecniche tradizionali e soluzioni attuali testimonia come l’innovazione possa nascere

dall’ascolto della storia, creando una continuità con il passato. La sostenibilità, inoltre, è garantita dalla scelta di materiali naturali e durevoli nel tempo: legno, pietra, intonaci di calce e argilla contribuiscono a creare ambienti salubri e confortevoli, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo la qualità dell’abitare. L’uso sapiente della luce naturale, ottenuto con aperture e vetrate ampie, non solo abbassa i consumi energetici ma rafforza il rapporto visivo e sensoriale con il paesaggio. Il progetto dimostra che innovazione e sostenibilità non sono concetti astratti, ma valori concreti che possono guidare ogni scelta architettonica. Rigenerare anziché demolire, valorizzare invece di sostituire, usare risorse locali e naturali: sono azioni che costruiscono un’architettura responsabile, capace di unire estetica, funzionalità e rispetto del territorio. La villa diventa così un manifesto silenzioso di come sia possibile abitare il futuro senza rinunciare alla memoria, coniugando progresso e radici in un’unica, coerente visione.

Photo: Andrea Ceriani
Photo: Andrea Ceriani

Nicolò Mariani PORTA SAN BIAGIO APARTMENT

MONZA

Un’architettura è sostenibile se in grado di durare nel tempo. Il progetto analizza i caratteri della fabbrica esistente per enfatizzarli, evitando sprechi di risorse e trasportando il segno delle mura cittadine preesistenti alla scala domestica.

Photo: Francesca
Iovene

Il progettista

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Monza (MB)

Progetto architettonico e D.L.: arch. Nicolò Mariani, Monza (MB)

Strutture: Studio di Ingegneria Lambro, Albiate (MB)

Consulenti: Cntextual architetti, Sovico (MB) – Monza (MB)

Impianti: Polistudio, Monza (MB)

Appaltatore/Costruttore: Locatelli Costruzioni srl Arredo su misura: Arredo90

Tessile: Cimino Maestri Tappezzieri

Flooring: Casiraghi Paquet

Date Lavori: 2023-2024

Superficie utile: 65 m2

Nicolò Mariani nasce a Carate Brianza nel 1996.Dopo la laurea specialistica in “Architecture, Built Environment and Interiors”, conseguita con Lode presso il Politecnico di Milano nel 2020 ed esperienze all’interno studi milanesi e internazionali (i.e. EMBT Barcellona), co-fonda lo studio professionale Cntextual, affiancando la pratica all’insegnamento come Assistente di Cattedra presso il Politecnico di Milano. Tra i riconoscimenti la “Menzione d’Onore” per il Concorso Internazionale per l’ampliamento del Musèe des Beaux Art de Lyon, il 3° posto nel Concorso “Magnifica Fabbrica” e il 2° posto nel Concorso “Nuova Scuola dell’Infanzia Tagliabue”.

Photo: Francesca Iovene
Photo: Francesca Iovene
Photo: Francesca Iovene

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

L’intervento trasforma un appartamento all’interno di un edificio a corte di fine Ottocento/primi Novecento a Monza, lungo il bordo urbano un tempo occupato dalle mura cittadine e dalla relativa porta di accesso alla città: Porta San Biagio, demolita nel 1845. Il progetto interpreta questa condizione, portando alla scala domestica i caratteri urbani del fabbricato tramite l’identificazione di uno strumento di definizione e regolazione spaziale, la soglia. Concretamente, ciò trova riscontro nella definizione di una spina armadiata che, estendendosi longitudinalmente lungo il muro a contatto con la corte, ne aumenta lo spessore, incrementando la distanza fisica e concettuale tra interno ed esterno e ridistribuendo gli ambienti dell’abitazione all’interno delle 3 campate esistenti. Nelle campate centrale e ovest la spina, aderente al muro, definisce rispettivamente gli spazi a servizio del

soggiorno e le colonne della cucina. In quella est, invece, distaccandosi dalla muratura, costruisce lo spessore abitato del bagno (verso la corte) e le armadiature dell’adiacente camera da letto (fronte strada). La nuova collocazione di bagno e cucina permette una libera articolazione degli spazi, prevedendo la possibilità di trasformare la zona pranzo in un’ulteriore camera singola. In corrispondenza dell’ingresso la continuità delle armadiature trova un momento di interruzione, rendendo evidente il proprio spessore, definendo uno spazio di mediazione tra una condizione esterna collettiva e una interna privata. Alla razionalizzazione degli spazi dal punto di vista planimetrico, corrisponde un linguaggio caldo e domestico definito dai toni lignei dei travetti esistenti, delle armadiature in essenza noce canaletto e dal rovere dei pavimenti.

Photo: Francesca Iovene
Photo: Francesca Iovene

Innovazione / sostenibilità

Il progetto si genera dalla stretta interazione tra storia, sostenibilità, ottimizzazione e qualità spaziale. La lettura dell’esistente, sia alla scala cittadina sia nelle proprie caratteristiche spaziali e strutturali, assume un duplice ruolo. Da un lato, permette la realizzazione di un intervento che, seppur contemporaneo, è immagine di un’eredità storica di valore, rinunciando alla nozione di tempo come tendenza a favore della qualità dello spazio. Dall’altro, diventa strumento di ottimizzazione dello spazio e delle risorse, enfatizzando e implementando la materia fisica e percettiva esistente, al fine di perseguire un’idea di sostenibilità che, intrinseca alla progettazione fin dalle prime fasi, non si limita a mere scelte tecnologiche.

A tal fine, l’intervento si è generato da un’attenta analisi dello stato di fatto e dalla conseguente comprensione delle sue potenzialità, con lo scopo di definire gli interventi necessari all’espressione delle stesse, ovvero le demolizioni con rimozione del superfluo, le costruzioni con aggiunta del necessario e le predisposizioni con anticipazione di possibili necessità future.

La prima azione progettuale ha coinvolto la rimozione del controsoffitto e il restauro dei travetti lignei per rievocare il carattere della fabbrica esistente. La seconda, invece, ha previsto la demolizione di bagno e cucina fronte ingresso con l’intento di ripristinare la percezione spaziale delle campate strutturali e ottimizzare la distribuzione interna. La terza, infine, il raddoppiamento dei varchi nei setti murari, permette flussi continui all’interno dell’appartamento.

Le costruzioni si sono limitate alla razionalizzazione della distribuzione interna e alla definizione del carattere dello spazio tramite l’utilizzo di materiali naturali, durevoli e compatibili.

Photo: Francesca Iovene
Photo: Francesca Iovene
Photo: Francesca Iovene

Alessandro Martinazzoli

RIQUALIFICAZIONE VILLA RONCADELLE

In questo progetto, la sostenibilità ha rappresentato la valorizzazione del patrimonio esistente, coniugata all’innovazione tecnologica. L’intervento ha riguardato l’involucro edilizio, con attenzione al paesaggio e alla conservazione delle peculiarità architettoniche dell’edificio.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Roncadelle (BS)

Progetto architettonico: arch. Martinazzoli Alessandro, VMarchitetti, Rezzato (BS)

Strutture: ing. Franzoni Chiara

Direttore dei lavori: arch. Martinazzoli Alessandro

Consulenti: (Termotecnico) ing. Franzoni Chiara

Impianti: (Elettrico) Corrado Belzani; (Idraulico) Stenotek snc

Appaltatore/Costruttore: Facile Ristrutturare spa

Date Lavori: 2020 – 2022

Superficie utili: 200 m2

Laureato nel 2010 al Politecnico di Milano, con passione per l’architettura, la progettazione urbana e il paesaggio, l’arch. Martinazzoli ha collaborato come assistente nei corsi di progettazione urbana al Politecnico e di architettura tecnica all’Università di Brescia. Ha lavorato in studi nazionali e internazionali, maturando esperienza in progetti di diverse scale e complessità. Dal 2023 è co-titolare dello studio VMarchitetti, dove sviluppa progetti che coniugano funzionalità, sostenibilità e innovazione, con l’obiettivo di creare spazi che ispirano e migliorano la vita delle persone e dell’ambiente.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto ha riguardato la riqualificazione completa di un immobile del 1955, con l’obiettivo di coniugare efficienza energetica, comfort abitativo e valorizzazione architettonica. L’intervento sull’involucro esterno ha previsto l’applicazione di un cappotto termico come sistema di isolamento efficace per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio. Il rifacimento del tetto ha consentito di ottimizzare la tenuta termica e acustica, garantendo una maggiore durabilità nel tempo. Sono stati inoltre sostituiti tutti i serramenti, adottando soluzioni ad alte prestazioni sia sotto il profilo acustico sia energetico.

All’interno, l’attenzione si è focalizzata sulla riorganizzazione degli spazi distributivi, per creare ambienti più funzionali, luminosi e in grado di rispondere alle esigenze contemporanee dell’abitare. L’approccio progettuale ha mantenuto il valore storico dell’immobile, armonizzando gli interventi tecnici e la sensibilità progettuale, con particolare attenzione al contesto paesaggistico e alla conservazione delle peculiarità architettoniche originarie. Il risultato è un equilibrio tra tradizione e innovazione, in linea con i principi di sostenibilità e rigenerazione urbana.

Innovazione / sostenibilità

Il progetto di riqualificazione dell’immobile si distingue per soluzioni innovative che coniugano sostenibilità, efficienza tecnologica e miglioramento del comfort abitativo. L’intervento sull’involucro edilizio ha migliorato la gestione della dispersione termica, con particolare attenzione alla risoluzione dei ponti termici al dine di garantire un migliore equilibrio energetico. La scelta di serramenti ad alte prestazioni ha inciso positivamente sull’abbattimento acustico, un elemento fondamentale data la presenza di una strada ad alto scorrimento di fronte all’abitazione. Il rifacimento del tetto ha ulteriormente migliorato il comfort abitativo, fornendo non solo isolamento termico ma anche un’importante protezione acustica. Dal punto di vista impiantistico e di conduzione della casa, il benessere termico e la gestione energetica sono stati ottimizzati dall’installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata che ha migliorato la qualità dell’aria interna e a consentito un controllo efficace delle temperature, riducendo i costi di riscaldamento e raffrescamento. Un impianto domotico integrato ha reso possibile una gestione programmabile e controllabile a distanza, offrendo agli utenti un alto grado di flessibilità nella gestione energetica della casa. Questo approccio progettuale, basato su innovazione e sostenibilità, ha trasformato l’edificio in un esempio virtuoso di rigenerazione architettonica, coniugando il rispetto per il patrimonio storico con soluzioni tecnologiche avanzate per il comfort abitativo e l’efficienza energetica.

Jenni Mazzoni

CASA JF CANTÙ

La sostenibilità è intesa come riuso funzionale dell’esistente, attraverso il recupero delle aree dismesse, l’attribuzione di nuove funzioni e la valorizzazione dei caratteri morfo- tipologici dell’edificio; a esso si unisce la riqualificazione energetica dell’immobile, elemento oggi indispensabile.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Cantù (CO)

Progetto architettonico e D.L.: arch. Jenni Mazzoni

Termotecnico e Responsabile della sicurezza: arch. Jacopo Mazzoni

Impianto termoidraulico: Castelnuovo & Paredi

Impianti s.r.l.

Impianto elettrico: Pirovano Guido

Appaltatore/Costruttore: Sistema s.r.l.

Date Lavori: inizio gennaio 2025

Superficie utile: 175 m2

L’arch. Jenni Mazzoni consegue la Laurea Magistrale in Architettura Sostenibile presso il Politecnico di Milano nel 2012 . Vincitrice nel 2010 della VII edizione del Premio Piranesi, nel 2011, termina il Master ltinerante in Museografia, Architettura e Archeologia, dopo aver svolto uno stage presso i Musei Vaticani. Nel 2014 si iscrive all’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Como. Nel marzo 2015, insieme all’architetto Jacopo Mazzoni, fonda lo Studio Associato di Architettura Mazzoni con sede a Erba che di occupa del progetto architettonico in tuti i suoi aspetti.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto nasce dalla volontà di recuperare un laboratorio dismesso per trasformarlo in un’abitazione, con l’obiettivo di valorizzare i caratteri tipologici e costruttivi del fabbricato. La pianta libera e lineare ha permesso di distribuire gli ambienti in modo ottimale, creando ampi spazi per poter recuperare le grandi vetrate esistenti. L’abitazione si sviluppa su un unico livello e data l’impossibilità di aumentare la volumetria, è stato necessario integrare i locali a servizio della residenza. La zona giorno, moderna e funzionale, si presenta come un ampio open space in cui convivono in continuità visiva e spaziale le aree dedicate al living e alla cucina. Si è deciso di sfruttare l’intera altezza del fabbricato recuperando anche la grande apertura ad arco, elemento tipico dell’architettura industriale, che caratterizza fortemente l’ambiente e lo inonda di luce naturale.

La zona notte è stata pensata per garantire comfort e qualità abitativa, grazie a un’attenta distribuzione degli spazi. La camera padronale vanta un accesso diretto alla cabina armadio privata e al bagno en suite, mentre le altre due camere, grazie alle loro ampie dimensioni, hanno reso possibile la valorizzazione delle grandi vetrate esistenti. A completamento della distribuzione interna trovano spazio un secondo bagno, una zona lavanderia, un ufficio ed il locale tecnico. A differenza della zona giorno, gli altri ambienti sono caratterizzati dalla presenza di un controsoffitto, che assolve una duplice funzione: ridurre la dispersione termica e integrare un sistema di illuminazione progettato su misura. L’intero progetto è stato uniformato dall’uso del parquet, a eccezione della zona cucina e degli ambienti di servizio, dove si è optato per un grès declinato in diverse finiture e tonalità.

Photo:
Photo:

Innovazione / sostenibilità

Il progetto si distingue per un approccio attento all’innovazione e alla sostenibilità, con soluzioni integrate volte a ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita all’interno degli spazi abitativi. Il recupero di un edificio dismesso e la sua trasformazione in residenza rappresentano un intervento sostenibile già a partire dalla scelta di riutilizzare il costruito, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando l’esistente.

Dal punto di vista energetico e tecnologico, il progetto è stato dotato di impianti ad alta efficienza, tra cui un sistema di riscaldamento e raffrescamento radiante a pavimento. Il sistema è alimentato da una pompa di calore, supportata a sua volta da un impianto fotovoltaico integrato in copertura. L’intero sistema impiantistico è stato pensato in un’ottica di sostenibilità e comfort, includendo anche un impianto di ventilazione meccanica controllata, che garantisce un ricambio continuo dell’aria mantenendo elevate prestazioni energetiche e un microclima salubre.

Per quanto riguarda l’involucro edilizio, sono stati adottati interventi mirati al miglioramento delle prestazioni termiche e acustiche; i serramenti esistenti sono stati sostituiti con elementi ad alta efficienza, mentre l’isolamento a cappotto consente di ridurre drasticamente le dispersioni termiche e isolare acusticamente l’edificio.

Infine, il recupero delle ampie vetrate preesistenti consente di sfruttare al massimo la luce naturale, riducendo la necessità di illuminazione artificiale e contribuendo a creare ambienti luminosi, accoglienti e in equilibrio con il contesto originario.

Photo: Daniele Nordio
Photo: Daniele
Photo: Daniele

Riccardo Melchionna

MONTI

DI CARENO

NESSO

La sostenibilità in architettura va oltre l’uso di materiali ecologici e soluzioni tecnologiche: è un impegno verso un design che rispetti le preesistenze, privilegiando il riuso e il recupero di spazi e materiali esistenti, e integrando soluzioni per migliorare il comfort luminoso ed energetico.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Careno, Nesso (VA)

Progetto architettonico: arch. Riccardo Melchionna –RM ARCHITETTURE, Como

Strutture: ing. Patrick Gregorio

Direttore dei lavori: arch. Riccardo Melchionna

Costruttore: Edilgimmy

Date lavori: 2022-2024

Superficie utile: Rustico 1 (60 m2), Rustico 2 (66 m2): totale 126 m2

Conseguita la laurea magistrale in Architettura presso l’Accademia di Mendrisio nel 2017, l’arch. Riccardo Melchionna ha proseguito la sua carriera lavorando a Sydney, Firenze e Los Angelese, confrontandosi con realtà progettuali profondamente diverse. Recentemente ha avviato il suo studio – RM ARCHITETTURE – dedicandosi con passione alla progettazione sul Lago di Como, un luogo con cui l’architetto ha un profondo legame personale e professionale. Ogni progetto mira a instaurare un dialogo armonioso tra edificio e paesaggio circostante, valorizzando le caratteristiche uniche del territorio e integrandole in soluzioni architettoniche innovative e sensibili.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Situato nella suggestiva frazione di Careno, sul lago di Como, il progetto ha interessato la ristrutturazione e valorizzazione di due edifici storici di origine agricola, trasformandoli in residenze private contemporanee. L’intervento ha rispettato l’architettura spontanea del centro storico, caratterizzata da murature in pietra e tetti lignei, integrando elementi contemporanei che dialogano con l’estetica tradizionale. Le soluzioni progettuali adottate e l’uso di materiali moderni hanno creato un contrasto armonico tra passato e presente, mantenendo un forte legame con il contesto storico, senza rinunciare a comfort e funzionalità.

Le residenze si affacciano su un cortile oggetto di riqualificazione e sono organizzate su due livelli, con la zona giorno collocata ai piani superiori, per massimizzare la vista sul lago e l’ingresso di luce naturale, e la zona notte al piano terra per garantire maggiore intimità. L’inseri-

mento di nuove aperture, tra cui ampie vetrate e portefinestre, ha rafforzato il rapporto tra interno ed esterno, rendendo il paesaggio parte integrante dell’esperienza abitativa. Le murature in pietra originali sono state restaurate e valorizzate.

Il nuovo ampliamento di uno degli edifici si distingue per un rivestimento in listelli di legno, sottolineando il dialogo tra il passato agricolo dell’edificio e il linguaggio architettonico contemporaneo. Il rialzo del tetto e la creazione di un soppalco hanno permesso l’ampliamento degli spazi interni. L’intervento si inserisce armoniosamente nel contesto paesaggistico del Lago di Como, preservando l’anima storica degli edifici e reinterpretandola con un linguaggio raffinato e funzionale. Il risultato è un progetto che fonde memoria e innovazione, offrendo un’esperienza abitativa immersa nella storia e nella natura.

Innovazione / sostenibilità

Il progetto integra innovazione e sostenibilità. La scelta di intervenire su edifici esistenti in disuso, recuperando le strutture originali, è al cuore di questo processo. In questo modo si evita il consumo di suolo e si valorizzano le risorse già presenti sul territorio, riducendo significativamente l’impatto ambientale legato alla demolizione e alla costruzione ex novo. Una delle scelte più significative in termini di sostenibilità è stata l’utilizzo massiccio della pietra, sia per il restauro delle costruzioni esistenti sia per la realizzazione dei terrazzamenti nel giardino e delle pavimentazioni esterne, utilizzando quasi esclusivamente materiale già presente in loco. Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale legato al trasporto di materiali, ma consente anche di mantenere una forte connessione con il territorio, valorizzando risorse naturali locali che altrimenti sarebbero rimaste inutilizzate. L’uso della pietra, inoltre, garantisce una maggiore durabilità e resistenza, contribuendo a ridurre la necessità di manutenzioni future.

L’intervento progettuale ha poi promosso l’efficientamento energetico degli edifici, attraverso l’installazione di infissi performanti, la posa di isolamento termico e la realizzazione di un nuovo tetto coibentato, nonché l’adozione di sistemi di riscaldamento a basso consumo. Le ampie vetrate orientate verso il lago favoriscono l’ingresso di luce naturale, riducendo la necessità di illuminazione artificiale durante il giorno, mentre la ventilazione naturale ottimizza il raffrescamento degli spazi, riducendo l’uso di impianti di climatizzazione. Un altro elemento di sostenibilità è l’adozione di soluzioni di design che ottimizzano l’uso degli spazi, dedicando aree più ampie e luminose alle zone di maggiore utilizzo, promuovendo una qualità abitativa che risponde alle necessità contemporanee senza sacrificare la sostenibilità.

Giulia Anna Milesi – Studio Archos

AMPLIAMENTO CANTINA CUPANO MONTALCINO (SI)

Sostenibilità in architettura significa costruire coniugando armoniosamente l’attenzione all’ambiente con l’impegno sociale, perseguendo un metodo coerente e una visione condivisa, che sono il risultato di una continua ricerca tecnologica per affrontare le sfide contemporanee.

Photo: © Andrea Ceriani

Il progettista

Ubicazione:Podere Centine, Località Camigliano –Montalcino (SI)

Progetto e D.L. architettonico: arch. Giulia Anna Milesi, arch. Edoardo Milesi – Studio Archos, Albino (BG)

Progetto e D.L. strutture: ing. Giovanni Zappa

Progetto e D.L. impianti elettrici: p.i. Leonardo Fantini –Tecno Progett S.a.s.

Progetto e D.L. impianti meccanici: p.i. Enrico Ferraboschi –Tecno Progett S.a.s.

Coordinatore per la sicurezza: geom. Paolo Vimercati –Studio Archos

Appaltatore/Costruttore: Eurocostruzioni 1961 S.r.l.

Opere carpenteria metallica: Acquaroli S.r.l.

Date Lavori: 2020-2021

Superficie utile: 345,30 m2

Nata a Bergamo e cresciuta a Cortona, l’arch. Giulia Milesi ha studiato in Svizzera presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio, dove si è laureata nel 2011 con Shelley McNamara e Yvonne Farrell dello studio Grafton, presentando un progetto di Housing a Londra. Nel 2008 si trasferisce a Barcellona, dove lavora presso lo studio Archikubik. Da agosto 2011 collabora con lo studio Archos occupandosi principalmente di progettazione architettonica, ristrutturazioni e coordinamento dell’area concorsi e progetti internazionali. Dal 2013 al 2015 è responsabile del progetto per una scuola professionale e per la costruzione di un villaggio residenziale di micro edifici in legno a Port au Prince, Haiti. Dal 2012 è assistente di progettazione architettonica negli workshop delle summer school organizzate dalla Scuola Permanente dell’Abitare (SPdA) e dal 2014 è membro del comitato scientifico.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

Il progetto

L’ampliamento di Cantina Cupano nasce dalla volontà dell’azienda adeguare il proprio centro aziendale per la produzione, la trasformazione e la commercializzazione vinicola. Il progetto tiene principalmente conto dell’alto valore ambientale del luogo in cui si inserisce; pertanto i presupposti fondamentali dell’intervento sono stati la sostenibilità economica e ambientale, attuata con tecniche costruttive ecosostenibili.

L’edificio è stato progettato per ridurre la complessità funzionale di una cantina con soluzioni costruttive semplificate ed elementari, finalizzate a una grande flessibilità degli spazi e riduzione del volume edilizio, pur garantendo elevati livelli di comfort con consumi ridotti, potenziando altresì lo sfruttamento degli apparati energetici passivi e gratuiti.

Il progetto, in chiave contemporanea e in tema di risparmio

energetico e adeguamento sismico, utilizza sostanzialmente quattro tipi di materiale: cemento a vista colorato in pasta, legno di abete lasciato alla naturale ossidazione, acciaio Cor-Ten® e una maglia in carpenteria metallica in acciaio nero sabbiato per la struttura della nuova area lavorazioni, posta centralmente tra le due cantine. Differenti tipologie di bucature marcano la diversa composizione materica delle facciate: piccole finestrelle quadrate sul calcestruzzo a vista, fisse o apribili, disposte per portare luce nella zona di vinificazione senza eccessivo abbagliamento; fessure orizzontali sulle pareti scandite dalle tavole in legno; una grande vetrata alla fine del corridoio centrale, orientata a est per illuminare l’intero androne dedicato alla lavorazione e alla movimentazione del prodotto.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

Innovazione / sostenibilità

Il progetto di ampliamento della Cantina Cupano nasce da una riflessione sul rapporto tra architettura produttiva, paesaggio e sostenibilità ambientale. Inserita nel delicato contesto collinare di Montalcino, la nuova cantina evita qualsiasi gesto autoreferenziale e costruisce una relazione silenziosa con il territorio, interpretandone materiali, luce e morfologia.

L’architettura contemporanea non ricerca la mimesi con il costruito storico, ma sviluppa un linguaggio misurato che, attraverso strategie passive e tecnologie attuali, si integra nel paesaggio senza alterarne l’equilibrio. Grande attenzione è stata dedicata al controllo climatico naturale. L’orientamento delle aperture, il loro arretramento rispetto alle facciate e la gestione della luce consentono di limitare abbagliamento e surriscaldamento, migliorando il comfort interno e riducendo il fabbisogno energetico. La scelta dei materiali contribuisce alla sostenibilità dell’intervento: calcestruzzo pigmentato in pasta, legno lasciato all’ossidazione naturale, acciaio Cor-Ten® e carpenteria metallica sono utilizzati nella loro autenticità materica, senza rivestimenti superflui. La ventilazione delle facciate lignee, la durabilità dei materiali e la semplicità costruttiva riducono le esigenze manutentive e aumentano il ciclo di vita dell’edificio.

Anche la gestione delle acque di lavorazione è parte integrante del progetto: raccolte e depurate, vengono reimmesse nel ciclo agricolo attraverso sistemi di fertirrigazione, trasformando la cantina in un organismo integrato nel paesaggio produttivo.

Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani
Photo: © Andrea Ceriani

Alessandro Minotti, Francesco Nardacci OUT Architecture

HUB DI RICERCA E FORMAZIONE RIONERO IN VULTURE

La sostenibilità è fare un’architettura in cui ogni elemento è essenziale, ogni dettaglio ha un ruolo e il progetto si costruisce per sottrazione, senza rinunciare all qualità spaziale, alla forza dell’idea e alla cura della forma.

Il progettista

Udicazione: Rionero in Vulture (PZ)

Progettazione: OUT Architecture, Seveso (MB)

Team di progettazione: Alessandro Minotti, Francesco Nardacci, Virginia Pozzi, con Studio Vanelli

Committenza: Comune di Rionero in Vulture (PZ)

Direzione Lavori: OUT Architecture

OUT Architecture, dei due giovani architetti Alessandro Minotti e Francesco Nardacci, attraverso un’impeccabile combinazione di passione e competenza, ha plasmato il suo percorso professionale, spaziando dall’affascinante mondo del concept design fino ai dettagli tecnici più intricati. Gli architetti cercano sempre soluzioni creative per le esigenze odierne, trasformando la ricerca intensa e l’analisi delle questioni pratiche e teoriche in forze trainanti del design. L’importanza della ricerca mira all’adozione di un approccio interscalare e multidisciplinare, fermamente convinti che l’ambiente sociale e lo spazio siano indissolubilmente legati, proprio come la tradizione locale lo sia alla sostenibilità economica. Questi pilastri sono tessuti insieme con cura nei progetti, in equilibrio armonico tra aspetti estetici e funzionali. Attraverso attività di ricerca condotte in Spagna, Francia, Olanda, Germania e Iran, lo studio ha raccolto ispirazione e prospettive da culture diverse, arricchendo così l’approccio creativo.

Photo: © Onirism Studio

Il progetto

Il nuovo Hub di ricerca e formazione, con il suo approccio organico, si inserisce nel borgo di Rionero in Vulture che lo accoglie. Lo sviluppo simmetrico della volumetria dell’edificio è ispirato al contesto paesaggistico e faunistico locale. Le circonferenze derivano dalla forma dei Laghi di Monticchio, mentre l’impostazione simmetrica dalla farfalla Bramea, una farfalla fossile vivente scoperta sul Monte Vulture nel 1963. Il volume plasmato è una dichiarazione architettonica coesa e simbolica, e riflette l’integrazione in continuità con il contesto.

La costruzione geometrica dell’edificio, basata sull’aggregazione di 5 circonferenze, non è semplicemente una scelta estetica e concettuale, ma anche una decisiva strategia progettuale che genera degli spazi interni

Innovazione / sostenibilità

perfettamente funzionali alle richieste della committenza. Ogni circonferenza è progettata per poter vivere in modo indipendente, avvalendosi di tende scorrevoli e pareti mobili come separatori tra gli ambienti che incrementano la flessibilità dell’edificio.

L’Hub offrirà tre spazi distinti ma complementari. Uno spazio polifunzionale utilizzato come sala formazione e degustazione, racconterà ad un pubblico più vasto le attività del centro agricolo sperimentale. Questo spazio è affiancato da un’auditorium in grado di ospitare eventi, workshop e conferenze per 100 persone. Inoltre, uno spazio didattico dedicato alla ricerca offrirà ai ricercatori un confortevole ambiente privato ma allo stesso tempo versatile e flessibile.

Nel progetto dell’Hub di ricerca, situato in prossimità di un parco naturale, la sostenibilità si traduce in una scelta concreta e responsabile a ogni scala del processo progettuale e costruttivo. L’edificio è interamente realizzato in legno, con una platea di fondazione ridotta a soli 1,5 metri, minimizzando l’impatto sul suolo e mantenendo un profilo di leggerezza e rispetto verso il contesto naturale circostante.

La costruzione a secco consente non solo di ridurre drasticamente i tempi di cantiere, ma garantisce anche un’elevata qualità dell’esecuzione, con lavorazioni pulite. Controllate e reversibili. Gli spazi interni sono progettati con materiali riciclati e a basso scarto, confermando un approccio consapevole all’uso della materia, in linea con i principi di economia circolare. L’intero intervento è pensato nel pieno rispetto dei limiti ambientali imposti dalla vicinanza del parco.

L’edificio raggiunge alti livelli di efficienza energetica ed è autosufficiente dal punto di vista energetico e riduce al minimo le emissioni in fase di utilizzo. Non si tratta solo di costruire un volume, ma di inserirlo con misura e intelligenza in un ecosistema, contribuendo positivamente alla sua tutela.

Valentina Monteverdi CASA SEB BORNO

L’architettura sostenibile è un racconto, un viaggio tra materia e memoria, dove ogni spazio nasce dal dialogo tra passato e futuro. Recuperare, trasformare, dare nuova vita: non è solo un gesto progettuale, ma un atto di rispetto verso il tempo, la natura e le storie che abitano i luoghi.

Il progettista

Ubicazione: Borno (BS)

Progetto architettonico: arch. Valentina Monteverdi, Sarezzo (BS)

Direttore dei lavori: arch. Valentina Monteverdi

Consulenti: geom. Emil Tosi, Sarezzo (BS)

Appaltatore/Costruttore: Impresa Edile RMA di Alfredo Rivadossi

Date Lavori: gennaio 2024 – novembre 2024

Superficie utile: 82 m2

Laureata in Progettazione dell’Architettura al Politecnico di Milano e specializzata in Interior & Urban Design all’Hdemia SantaGiulia di Brescia, l’arch. Monteverdi è iscritta all’Ordine degli Architetti di Brescia dal 2021. Dopo esperienze in diversi studi di architettura, dal 2021 guida il suo studio, sviluppando progetti di architettura e interior design. È specializzata in progettazione architettonica, ricerca materica e soluzioni su misura, valorizzando luce e dettagli per creare spazi armoniosi e funzionali. La qualità dei progetti prende vita da una continua, costante ed attiva ricerca; ogni progetto nasce da un equilibrio tra estetica, creatività e identità dei luoghi.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Nel cuore di Borno, tra le montagne che custodiscono storia e identità, la ristrutturazione di un’autorimessa diventa un esercizio di equilibrio tra memoria e innovazione. L’edificio, testimone dell’architettura montana degli anni ’60, conserva il dialogo profondo con il paesaggio alpestre e la cultura locale, trasformandosi in un ambiente che intreccia tradizione e contemporaneità.

L’intervento non impone: ascolta. Il legno e la pietra, elementi primordiali del contesto alpino, tornano protagonisti, non come semplice richiamo estetico, ma come espressione di continuità con il territorio. Il design essenziale non sottrae, ma rivela, lasciando che la luce e la materia definiscano lo spazio con una bellezza autentica. La palette cromatica calda avvolge gli ambienti, evocando il senso di accoglienza tipico delle case di montagna. Il tempo non cancella, tramanda. La committenza ha scel-

to di recuperare arredi di famiglia, affidando al design circolare il compito di dar loro nuova vita. Oggetti carichi di memoria diventano elementi identitari del progetto, testimoni di storie passate che si intrecciano con il presente. Gli accenti di colore introducono un’inaspettata vitalità, una nota eclettica che rompe gli schemi senza spezzare l’armonia con il contesto. La luce naturale, materia impalpabile ma essenziale, scolpisce gli interni con ritmi mutevoli. Le ampie aperture incorniciano il paesaggio, mentre un attento studio illuminotecnico ne esalta profondità e prospettive.

“Casa SEB” è una ristrutturazione architettonica e un gesto di riconciliazione tra passato e futuro. Un rifugio moderno, dove l’architettura non si limita a costruire, ma racconta. Qui, il tempo è memoria e materia viva che continua a vivere e a trasformarsi.

Innovazione / sostenibilità

Casa SEB si distingue per il suo approccio innovativo e sostenibile, capace di integrare tradizione e modernità. La trasformazione di un’autorimessa in un’abitazione ha saputo rispondere alle necessità contemporanee senza mai rinunciare alla storia e al contesto montano. Il rispetto per l’ambiente limitrofo è alla base del progetto, che ha anteposto l’uso di materiali il più possibile locali come legno e pietra, in sintonia con la tradizione alpina. Inoltre, l’intervento ha privilegiato la scelta di artigiani e imprese locali, riducendo l’impatto logistico ed ecologico del progetto. La collaborazione con realtà locali ha limitato i trasporti, abbattendo così le emissioni e contribuendo a un modello di sviluppo sostenibile.

L’intervento è stato pensato per massimizzare l’efficienza energetica, con ampie aperture che permettono il passaggio della luce naturale, riducendo il bisogno di illuminazione artificiale durante il giorno. Il design circolare è un altro pilastro di questo progetto, con il recupero di arredi di famiglia che rielaborati offrono una seconda vita a pezzi storici e familiari. Questa scelta non solo contribuisce a una riduzione dei rifiuti, ma valorizza anche la memoria e la personalizzazione dello spazio. Inoltre, l’impiego di arredi e soluzioni che rispettano il contesto montano, senza alterarne l’essenza, garantisce che il progetto sia in armonia con l’ambiente circostante, promuovendo una cultura del riuso e della sostenibilità.

In sintesi, questo intervento rappresenta un esempio di come l’architettura contemporanea possa fondersi con la sostenibilità, la memoria e l’innovazione, creando uno spazio che rispetta l’ambiente e il territorio, pur proponendo soluzioni contemporanee. “Casa SEB” diventa così un rifugio moderno con uno sguardo sempre attento alla tradizione e alla sostenibilità.

Francesca Olivieri RISTRUTTURAZIONE CIMITERO COMUNALE BERGEGGI (SV)

Sostenibilità come lezione. Lontano dall’essere un problema legato solamente a questioni tecniche o estetiche, il concetto di sostenibilità coinvolge anche il nostro rapporto con il passato e con l’insieme di valori che riteniamo essere degni di venire tramandati nel futuro attraverso il progetto.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Bergeggi (SV)

Progetto architettonico: arch. Francesca Olivieri, Monza (MB)

Strutture: ing. Andrea Netso, Milano

Direttore dei lavori: arch. Francesca Olivieri

Progettista geologico e direzione lavori geologica: dr. Geol. Jacopo Deplano, Savona

Appaltatore/Costruttore: Vinai Renato Srl, Orco Feglino (SV)

Date Lavori: aprile 2023 – gennaio 2024

L’architetta Olivieri svolge dal 2020 attività di progettazione e direzione lavori per clienti pubblici e privati. Collabora con l’OAMB, come membro della Commissione Contratti e Compensi. Alla professione affianca la ricerca personale che include i temi della rappresentazione, della composizione e della comunicazione in architettura. Nel 2024 è autrice del saggio “Architettura e complessità: la poetica di Mario Galvagni” in “Templi per lombardi laboriosi” di E. Di Nofa e F. Paleari per Humboldt Books. Si occupa di valorizzazione dell’architettura moderna attraverso lo svolgimento di visite guidate sia tecniche che divulgative. Svolge attività come assistente alla didattica universitaria presso il Politecnico di Milano nel campo della rappresentazione architettonica.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto riguarda la ristrutturazione di alcune zone all’interno del perimetro del cimitero esistente del Comune di Bergeggi. Si è trattato di un vero e proprio “taglia e cuci” per l’inserimento di due corpi loculi a torretta stretti fra i volumi del loculari esistenti e il rifacimento del servizio igienico. A lato di entrambi i volumi principali sono stati ritagliati alcuni spazi di servizio e di sosta.

Il tentativo, seppur nella piccolissima taglia, è stato quello di attribuire a questi inserti un carattere di omogeneità di linguaggio che è data dalla scelta di un unico materiale che si ripiega su volumi molto semplici. La pietra scelta ha la peculiarità di essere molto omogenea da lontano salvo poi svelare una miriade di aggregati fossili visibili a occhio nudo mano a mano che ci si avvicina.

Quello che interessava far emergere in questo in questo lavoro è la ricerca del carattere del luogo, ricerca che la progettista riserva a ogni suo progetto. A volte questo carattere deve pressoché inventato; più spesso invece esiste già e deve scoperto e rafforzato attraverso il progetto.

Innovazione / sostenibilità

Il tema di principale difficoltà di questo intervento ha riguardato il rapporto con l’esistente e con lo spazio, molto esiguo, entro il quale inserire gli elementi richiesti. Per rispondere a tale necessità si è optato per l’utilizzo di elementi prefabbricati, sia per il bagno con l’uso di un monoblocco cementizio rivestito, sia per i nuovi loculari, interamente realizzati con una tecnologia in pannelli componibili di vetroresina.

Tale soluzione ha consentito tanto una rapida esecuzione quanto la riduzione della dimensione totale del nuovo corpo loculi consentendo alle nuove “torrette” un distacco sia statico sia linguistico dalla preesistenza.

Laura Pagliarini L’ARMONIA DEL CENTRO ISEO

La sostenibilità in architettura significa progettare spazi che rispettano l’ambiente, il paesaggio, creando edifici che promuovono il benessere delle persone. Ogni scelta, dai materiali all’efficienza energetica, deve mirare a ridurre l’impatto ecologico e migliorare la qualità della vita.

Photo: © Giorgia Archetti fotografa
Photo: © Giorgia
Archetti fotografa

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Iseo (BS)

Progetto architettonico: Laura Pagliarini Architetto, Iseo (BS)

Direttore dei lavori: ing. Graziano Illini

Appaltatore/Costruttore: Ediltre, Corte Franca (BS)

Date Lavori: ottobre 2021

Il progettista

Laura Pagliarini è un architetto laureata presso il Politecnico di Milano. Appassionata di design e restauro architettonico, si interessa anche di interior design e architettura ambientale. Ha svolto un tirocinio presso la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Bergamo e Brescia nel 2019-2020. Ha conseguito la laurea specialistica in Architecture and Preservation presso il Politecnico di Milano, sede di Mantova, dopo aver ottenuto la laurea triennale in Architettura Ambientale presso la sede di Milano.

Photo: © Giorgia
Photo:
Giorgia
Photo: © Giorgia Archetti fotografa

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto riguarda il rifacimento delle facciate di un edificio situato all’angolo tra Piazza Salmister e Via Campo a Iseo, definito dal regolamento edilizio locale come “edificio contemporaneo” (il fabbricato è stato ristrutturato negli anni ‘70). L’immobile presentava rivestimenti in marmette al piano terra e intonaco giallo opaco per i piani superiori, con un balcone al primo piano che richiamava lo stile degli edifici storici del centro. La zona circostante è caratterizzata da edifici storici, con ante in legno, cornici in pietra o intonacate e dettagli tipici come marcapiani e cornicioni.

L’obiettivo del progetto è stato quello di rendere l’edificio maggiormente integrato nel contesto urbano del centro storico di Iseo, in particolare con l’ambiente di Piazza Salmister. Le facciate sono state ripensate con dettagli in

linea con l’architettura locale. Le tapparelle bianche sono state sostituite da ante in legno verniciate in verde salvia, più in sintonia con i toni storici dell’area e la tinteggiatura dell’edificio è ora di un bianco antico, non ottico, per armonizzarsi con il contesto circostante. Marcapiani, cornici e cornicioni sono rifiniti con intonaco color grigio, mentre il piano terra è caratterizzato da una zoccolatura al fine di mantenere il carattere e l’estetica originale. I pluviali sono stati riposizionati per migliorare l’aspetto e la funzionalità.

Questo intervento mira a rendere l’edificio parte integrante e armoniosa del paesaggio architettonico di Iseo, rispettando e valorizzando i tratti tipici del centro storico, che caratterizzano le vie principali del paese.

Photo: © Giorgia Archetti fotografa

Innovazione / sostenibilità

Il progetto di rifacimento delle facciate dell’edificio si distingue per un approccio che coniuga innovazione e sostenibilità, mirando a un risultato che non solo rispetti il contesto storico, ma contribuisca anche a un miglioramento ambientale ed energetico.

La scelta di utilizzare materiali ecocompatibili è una delle principali innovazioni, il cui l’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Dal punto di vista estetico, il progetto integra l’edificio nel contesto storico di Iseo, mantenendo un forte legame con la tradizione locale, ma al contempo introduce soluzioni moderne, come l’adozione di ante in legno colorate, una scelta che risponde a una logica di sostenibilità.

Le ante sostituiscono le tradizionali tapparelle e la verniciatura a base di materiali naturali contribuisce a ridurre l’inquinamento visivo e a rispettare l’armonia architettonica dell’area. Inoltre, la tinteggiatura dell’edificio,

con il colore bianco antico, non solo migliora l’estetica, ma favorisce anche l’abbattimento dell’effetto “isola di calore” nelle aree urbane, grazie alla riflessione della luce solare.

L’intervento ha inoltre un impatto positivo sulla durabilità dell’immobile. La posa di nuovi marcapiani, cornici e cornicioni in intonaco grigio assicura una maggiore resistenza agli agenti atmosferici, riducendo i costi di manutenzione e prolungando la vita dell’edificio. Infine, la progettazione del dislivello con la riposizione dei pluviali contribuisce a un’efficace gestione delle acque piovane, riducendo il rischio di infiltrazioni e danni alla struttura e migliorando la resilienza del fabbricato in caso di eventi meteorologici estremi. In questo modo, il progetto non solo ottimizza l’uso delle risorse, ma contribuisce anche alla rigenerazione e valorizzazione del patrimonio urbano di Iseo, rispettando i principi della sostenibilità e dell’innovazione.

Photo:
Photo: © Giorgia
Archetti fotografa

Veronica Pesenti Rossi, Memo Sànchez Càrdenas, Carlo Farina UMBRAL AGLIENTU (SS)

Con 88 travi prefabbricate di colore naturale e altrettanti di colore più scuro, Umbral prendeva forma nel cortile d’onore della Università Statale di Milano. Un assemblaggio avvenuto in soli 5 giorni, senza colle o materiali vincolanti, ma solo grazie al sistema Blockhaus.

Il progettista

Ubicazione: Aglientu (SS)

Progetto architettonico: arch.ta Veronica Pesenti Rossi, arch. Carlo Farina, dott. arch. Memo Sánchez Cárdenas

Strutture, Appaltatore/costruttore: Rubner Haus

GmbH/Srl

Direttore dei lavori: Rubner Haus GmbH/Srl, arch.ta Veronica Pesenti Rossi, arch. Carlo Farina, dott. arch. Memo Sánchez Cárdenas

Consulenti: ing. Mattheus Oberrauch

Strutturista: ing. Thomas Leiter

Impianti: Vimar

Date lavori: completamento opera 08-042024 (Milano), 05-06-2024 (Sardegna)

Superficie utile: 33,52 m2

Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano al Politecnico di Milano, l’arch.tta Veronica Pesenti Rossi collabora con lo Studio Oberti di Azzonica di Sorisole, occupandosi di progettazione, preventivazione e gestione di cantiere nel campo prevalentemente delle opere pubbliche. L’arch. Carlo Farina, laureato in Architettura U.E. presso Università di Roma “La Sapienza”, “Valle Giulia”, attualmente è Consulente di arredo presso l’IFI S.P.A. di Tavullia, (PU) dove segue la progettazione architettonica di locali, dal disegno tecnico alla realizzazione. L’arch. Memo Sánchez Cárdenas – Laurea Magistrale in Architecture, Built Environment, Interiors presso il Politecnico di Milano – a oggi è Assistente Architetto presso FHV Architectes di Losanna.

Photo: © aliceturazza
Photo: © aliceturazza

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Umbral, il tempio dell’ascolto, è un padiglione frutto della collaborazione di tre architetti vincitori di un concorso organizzato dalla Fondazione Franco Albini e Rubner Haus nel 2023. Il brief forniva sia il materiale sia la tecnica costruttiva, lasciando comunque libertà di sperimentazione. La struttura polifunzionale è costruita con travi in legno utilizzando il sistema costruttivo Blockhaus. L’edificio è modulare ed è composto da cinque sezioni che si alternano con due diverse altezze, potendo così portare la luce all’interno senza interrompere la struttura in facciata ed evitando di rivelare il contenuto, creando un momento di sorpresa all’ingresso. La struttura è stata progettata per non essere vincolata a un luogo specifico, sapendo che sarebbe stata una “stanza itinerante”; ciò è stato reso possibile grazie alla tecnica costruttiva, che la rende smontabile e montabile in tempi brevi, ovunque e in qualsiasi momento. Il padiglione è facilmente riconoscibile per la sua facciata

bicromatica zebrata a linee orizzontali, in ricordo di molti edifici storici italiani e di una cartolina che Franco Albini inviò al figlio, in cui spiegava che solo i luoghi sacri avevano il diritto ad essere costruiti a righe bianche e nere. La colorazione bicromatica non solo la rende identitaria ma mette in risalto l’incastro del metodo costruttivo. È un progetto nato da un atto compositivo, aiutato dai 5 principi del Metodo Albini. Il senso di responsabilità sociale è fortemente presente perché è un padiglione nato per essere esposto alla mostra-evento di Interni Cross Vision a Milano ma già con il pensiero di ricomporlo in Sardegna dove sarebbe stato ed è il promotore di una futura Cittadella dell’ispirazione, aperta alla comunità. Passando dalla frenesia milanese alla tranquillità sarda, Umbral ha saputo adattarsi e vivrà tante altre vite. Umbral incarna ciò che l’architettura dovrebbe essere: un contenitore semplice per qualcosa di complesso come la vita.

Photo: © aliceturazza
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Photo: © sofiav

Innovazione / sostenibilità

Umbral in spagnolo significa “varco”. È una soglia che mette in evidenza l’entrata e crea la separazione fra l’interno e l’esterno e la sua essenza è luce, spazio e Blockhaus.

È uno spazio racchiuso non da delle pareti ma da un sistema costruttivo in legno ben definito, il Blockhaus. Ha una luce propria, sprigionata dall’essenza del materiale, ma che si lascia tagliare da quella naturale tramite le aperture nascoste nella parte superiore del padiglione. È uno spazio modulare che può dar vita a differenti spazi, a seconda dell’utilizzo. Lo studio ha portato a verificare diverse disposizioni dei moduli per rispondere a diverse finalità, atte a rispondere a dei bisogni comunitari. Rappresenta sia storicità che modernità, per l’interpretazione contemporanea di un sistema costruttivo di una certa temporalità.

I tempi di realizzazione sia a Milano sia in Sardegna sono stati brevi, la costruzione avviene a secco, con il solo incastro del legno, e senza l’utilizzo di grandi mezzi se non l’autogrù. Questo sistema costruttivo da voce al tema dell’autocostruzione. Per lo smontaggio e il rimontaggio, tutti i componenti sono stati numerati e riutilizzati, nulla è stato sostituito La cocreazione non si è limitata alla collaborazione di noi tre progettisti, me è messo in risalto dagli allestimenti interni con il coinvolgimento di artisti internazionali.

Photo: © aliceturazza
Photo: © giargio.jojo
Photo: © giargio.jojo
Photo: © aliceturazza

Andrea Plebani BICIGRILL PREVALLE

Un’architettura sostenibile che coniuga tradizione e innovazione: il Bicigrill di Prevalle utilizza materiali ecocompatibili e un design consapevole per integrarsi armoniosamente nel paesaggio, offrendo alla comunità un luogo di incontro accogliente e radicato nel territorio.

Photo: Stefano di Corato, Atelier XYZ

Il progettista

Ubicazione: Prevalle (BS)

Progetto architettonico: arch. Andrea Plebani –Banp Studio, Brescia

Collaboratori: arch. Laura Piva, Gaia Vezzoli, arch. Teresa Venerando, Alig Archiviz (Visual)

Strutture: ing. Gabriele Faustini

Direttore dei lavori: arch. Nicolas Baglioni

Consulenti: ing. Daniele Saleri (Collaudo Strutturale), ing. Nicola Iozzo (C.S.P. e C.S.E)

Impianti: ing. Mauro Cogi (Meccanico e Idraulico), ing. Massimo Montagnini (Elettrico)

Appaltatore/Costruttore: Tecnowood srl

Date Lavori: marzo 2023 – maggio 2024

Superficie utile: 100 m2

Laureato al Politecnico di Milano nel 2016, l’arch. Plebani è co-titolare Banp Studio di Brescia, sondato assieme all’arch. Nicolas Baglioni. Lo studio, che favorisce il confronto di idee e competenza con grande valore dell’interdisciplinarità, sviluppa progetti residenziali, luoghi per il lavoro e pubblici. Gli spazi sono pensati per le persone, studiati attorno alle singole personalità, destinati al benessere e attenti alla sostenibilità. Dal 2021 l’arch. Plebani è membro della Commissione Giovani dell’Ordine degli Architetti di Brescia.

Photo: Stefano di Corato, Atelier XYZ
Photo: Stefano di Corato, Atelier XYZ

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il Bicigrill di Prevalle nasce come punto di riferimento per ciclisti, pedoni e comunità locali lungo la ciclovia Gavardina, che si corre tra Brescia e Salò. Inserito armoniosamente nel paesaggio, l’edificio si distingue per una semplicità compositiva che dialoga con il contesto naturale e urbano.

La facciata a doppia falda richiama l’archetipo dell’abitare collettivo. Questo gesto architettonico intende designarsi come un punto di riconoscibilità, favorendo un legame visivo con la ciclabile e il Naviglio, creando continuità tra architettura e territorio. La “pelle” dell’edificio, interamente rivestita in scandole di terracotta, ne rafforza la compattezza formale. Questo materiale tradizionale viene reinterpretato con un linguaggio contemporaneo,

equilibrando solidità e accoglienza. La scelta di un volume compatto consente all’edificio di essere percepito come un landmark discreto, in armonia con il paesaggio. Promosso e finanziato dal Comune di Prevalle, il progetto risponde a un’esigenza sociale, diventando un luogo di sosta e incontro. Oltre a servire ciclisti e pedoni, il Bicigrill è pensato per ospitare eventi e attività rivolte a persone di tutte le età. La sua funzione aggregativa si estende dunque oltre l’uso quotidiano, contribuendo alla vitalità della comunità.

Concepito per essere radicato nel contesto senza imporsi, l’edificio interpreta l’identità locale attraverso materiali e forme riconoscibili, offrendo al territorio un nuovo spazio pubblico accogliente e integrato.

Photo: Stefano di Corato, Atelier XYZ
Photo: Stefano di Corato, Atelier XYZ

Innovazione / sostenibilità

Il Bicigrill di Prevalle si distingue per un approccio progettuale orientato alla sostenibilità e all’innovazione costruttiva. La scelta di un sistema strutturale in legno prefabbricato X-lam garantisce un impatto ambientale ridotto, un’elevata efficienza energetica e l’ottimizzazione dei tempi di realizzazione.

Il rivestimento di copertura e di facciata in terracotta contribuisce alla realizzazione di una parete ventilata, che migliora e garantisce il comfort termico interno e riduce il consumo energetico. L’orientamento dell’edificio e il relativo portico caratterizzante il prospetto vetrato, così come la sua forma compatta, minimizzano le dispersioni di calore, mentre la ventilazione naturale favorisce il benessere climatico senza l’uso intensivo di impianti meccanici.

L’integrazione con il paesaggio non è solo estetica ma funzionale: il Bicigrill sfrutta la posizione strategica lungo la ciclovia per promuovere una mobilità sostenibile, incoraggiando un uso attivo e consapevole del territorio.

L’uso del legno Xlam, oltre a garantire un’elevata resistenza strutturale, è una scelta ecologica che riduce le emissioni di CO2 rispetto ai materiali da costruzione tradizionali. La prefabbricazione ha inoltre permesso una gestione efficiente del cantiere, riducendo sprechi e tempi di lavorazione nelle fasi di montaggio dell’intera struttura primaria.

Photo: Stefano
di Corato, Atelier XYZ
Photo: Stefano di Corato, Atelier
Photo: Stefano
di Corato, Atelier XYZ

Giulia Ramera NUOVA ESSENZA IN VILLA FRANCIACORTA

Spazi inediti e cambio di prospettive caratterizzano la ristrutturazione di questa villa che non rimpiange il passato. Il progetto ridà vita agli spazi interni ed esterni con un design che coniuga storicità ed efficienza moderna, valorizzando le radici originarie dell’edificio senza sprechi.

Photo: Michela Melotti

Il progettista

Ubicazione: Franciacorta (BS)

Progetto architettonico: arch. Giulia Ramera, Cologne (BS)

Direttore dei lavori: arch. Giulia Ramera – arch. Michele Venturini

Impianti: (Elettrico) Elettrica V.L. di Vezzoli Luca, Erbusco (BS); (Idraulico) Stenotek snc di Scaunich Stefano e Onofrio Ivan, Isorella (BS)

Appaltatore/Costruttore: A.L. Ccostruzioni s.r.r., Rovato (BS)

Date Lavori: 2018 ristrutturazione interrato; 2020 realizzazione piscina; 2024 sostituzione impianti e installazione FV

Superficie utile: 290 m2 (abitazione principale); 160 m2 (interrato)

L’arch. Giulia Ravera ha respirato fin da piccola l’arte dell’interior design grazie al negozio di arredamento dei nonni. Crescendo in questo ambiente, l’architetto ne ha sviluppato una profonda passione, che l’ha portata a laurearsi in Architettura al Politecnico di Milano. Durante il percorso accademico, ha lavorato nel negozio di famiglia e ha collaborato con un’impresa leader nelle ristrutturazioni, completando la sua preparazione e arricchendo le sue competenze. Tale preparazione completa, teorica e pratica, le consente di realizzare progetti chiavi in mano, creando case uniche studiate in ogni dettaglio per soddisfare i desideri dei clienti.

Photo: Michela Melotti
Photo: Michela Melotti

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto di ristrutturazione di questa villa ha avuto come obiettivo principale la valorizzazione degli spazi esistenti; è stato dunque fatto un restyling degli interni al piano terra e un intervento più importante nell’interrato, con particolare attenzione alla riabilitazione di spazi non sfruttati, integrando ausili per l’efficientamento energetico. L’intervento è partito dall’area interrata, che in origine ospitava locali di servizio come cantina e deposito. Questi spazi sono stati completamente ristrutturati, dando vita a un ambiente multifunzionale informale, che include una cucina moderna con ampio spazio pranzo, un salotto comodo e accogliente e degli spazi accessori come la lavanderia a scomparsa dietro un armadio e il bagno, caratterizzato da un’ampia doccia, che nasconde dietro una porta a raso muro, il locale tecnico. Successivamente, i clienti hanno deciso di completare l’al-

lestimento dello spazio esterno, per poter godere appieno della villa a seguito dei periodi di permanenza in casa causa pandemia. Il terrazzo esistente è stato riqualificato e, sfruttando l’ampio spazio del garage sottostante, è stata ricavata la piscina, evitando nuova cementificazione e preservando il verde circostante. La piscina è incorniciata da terrazzi scoperti che sfruttano l’aggetto del tetto esistente anche coperti, così da creare un’area perfetta per godere dell’ambiente esterno.

Il progetto ha previsto l’installazione di pannelli fotovoltaici, per garantire l’autosufficienza energetica della villa. Grazie a questo intervento, la villa non solo ha ottenuto un miglioramento significativo in termini di stile, comfort e funzionalità, ma ha anche dimostrato come sia possibile coniugare innovazione e sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale e valorizzando ogni angolo della casa.

Photo: Michela Melotti

Innovazione / sostenibilità

Il progetto con il restyling degli interni, la riqualificazione dell’interrato e l’installazione di sistemi innovativi ha permesso di adattare la villa alle esigenze moderne, migliorandone la funzionalità e riducendo l’impatto ambientale. L’interrato, che originariamente ospitava una parte del garage e locali di servizio, è stato trasformato in un’ampia area multifunzionale, rendendo gli spazi sottostanti l’edificio utili e vivibili e contribuendo al miglioramento complessivo della funzionalità della casa.

Uno degli interventi più significativi è stato il riuso del volume del grande garage per ricavare la piscina. Utilizzando lo spazio già esistente, senza espandere la struttura, si è evitato il consumo di suolo verde, preservando l’ambiente naturale che circonda la villa. La piscina è stata progettata in modo da integrarsi con l’interrato e le aree circostanti, dando vita a un ambiente esclusivo e funzionale.

I pannelli fotovoltaici sono stati installati nel manto di copertura garantendo un’integrazione discreta e armoniosa con il resto della struttura. Le batterie di accumulo, posizionate nel garage, consentono di immagazzinare l’energia prodotta, migliorando l’efficienza energetica dell’edificio e riducendo la dipendenza da fonti di energia esterne. Il vecchio sistema a caldaia è stato sostituito con un impianto ibrido a caldaia e pompa di calore. Questa soluzione moderna ed efficiente è stata installata in un locale tecnico nascosto, collegato alla zona del bagno interrato mediante una porta a scomparsa che ne consente un accesso discreto e pratico.

Grazie a questi interventi, la villa ha recuperato e ottimizzato spazi inutilizzati e ha raggiunto un elevato standard di sostenibilità, rispettando l’ambiente e migliorando la qualità della vita di chi la abita.

Photo: Michela Melotti
Photo: Michela Melotti
Photo: Michela
Melotti

Cristina Rodella UN RIFUGIO NATURALE GHEDI

Un’abitazione pensata per il benessere e l’armonia tra uomo e natura. Questa casa nZEB in legno coniuga innovazione e sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale e garantendo il massimo comfort abitativo grazie a materiali ecologici e soluzioni bioclimatiche.

Il progettista

Ubicazione: Ghedi (BS)

Progetto architettonico: arch. Cristina Rodella, Ghedi (BS)

Strutture: ing. Diego Consolaro

Direttore dei lavori: arch. Cristina Rodella

Consulenti: arch. Marcio Tolotti

Impianti: (Termico) GreenLab

Appaltatore/Costruttore: Trenta Costruzioni e Tecnowood Srl

Date Lavori: giugno 2021 – febbraio 2022

Superficie utile: 145 m2

Cristina Rodella, architetta, si occupa di progettazione residenziale e commerciale, con un focus su ristrutturazioni e sostenibilità. Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, ha approfondito il design all’UMPRUM di Praga. Dopo esperienze in studi di progettazione, nel 2018 ha fondato il proprio studio, specializzandosi in spazi che coniugano estetica, tecnica e benessere. Partecipa a concorsi e mostre, con pubblicazioni su riviste di settore. Si impegna costantemente nella ricerca di soluzioni innovative per creare ambienti funzionali ed emozionanti, mettendo al centro le esigenze delle persone e la qualità dello spazio abitativo.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Immersa nel contesto residenziale di Ghedi, questa abitazione in legno nZEB è il risultato di una ricerca progettuale che fonde estetica, efficienza e benessere abitativo. Il progetto ha riguardato la riqualificazione di un’area abbandonata, trasformandola in uno spazio abitativo sostenibile e armonioso. La casa si sviluppa su un livello con una struttura interamente in legno, caratterizzata da volumi semplici e ampie aperture che favoriscono il dialogo con l’esterno.

Gli spazi interni sono progettati per garantire comfort termico e luminoso, con un’accurata selezione di materiali naturali e finiture che amplificano la sensazione di accoglienza. Il cuore della casa è la zona giorno open space, in cui la luce naturale modella gli ambienti grazie a grandi vetrate affacciate sul giardino. La zona notte è studiata per garantire privacy e comfort, con il legno protagonista nel creare un’atmosfera intima e raccolta.

La progettazione passiva, unita a un involucro altamente performante, permette di ridurre i consumi energetici, mentre l’uso di fonti rinnovabili e un impianto di ventilazione meccanica controllata assicurano un’elevata qualità dell’aria. Ogni dettaglio è studiato per rispondere alle esigenze di chi la abita, dimostrando che la sostenibilità è un valore che si traduce in benessere quotidiano. Inoltre, la progettazione ha tenuto conto dell’integrazione con il paesaggio circostante, favorendo soluzioni che riducono l’impatto visivo e migliorano la vivibilità degli spazi esterni.

Il progetto integra anche un sistema di ombreggiamento naturale con pergolati e schermature mobili, che riducono l’apporto di calore in estate e assicurano comfort termico. La scelta di arredi su misura, realizzati con materiali naturali e sostenibili, rafforza l’identità dell’abitazione, trasformandola in un ambiente pensato per il benessere di chi la vive.

Innovazione / sostenibilità

L’abitazione è un esempio di architettura sostenibile che coniuga innovazione e tradizione attraverso un’attenta selezione di materiali e soluzioni tecnologiche. La struttura in legno X-lam, oltre a garantire leggerezza e resistenza sismica, contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2, offrendo un’alternativa ecologica ai sistemi costruttivi tradizionali.

L’orientamento dell’edificio e l’involucro ad alte prestazioni termiche ottimizzano i guadagni solari invernali e limitano il surriscaldamento estivo, diminuendo il fabbisogno energetico. L’uso di materiali naturali, privi di sostanze nocive, migliora la salubrità degli ambienti interni, mentre il design degli spazi incentiva un rapporto armonioso con l’esterno. La progettazione ha previsto l’utilizzo di colori e materiali che migliorano il comfort psicofisico, creando un ambiente sereno e accogliente.

Il sistema impiantistico è pensato per massimizzare l’efficienza: un impianto fotovoltaico integrato, pompa di calore, impianto geotermico e VMC con recupero di calore lavorano sinergicamente per garantire un comfort abitativo ottimale con consumi minimi. La gestione domotica dell’illuminazione e della climatizzazione permette di ottimizzare i consumi in base alle reali necessità, riducendo gli sprechi e migliorando la qualità della vita degli abitanti.

La casa dimostra che la sostenibilità in architettura è un processo che parte dalla scelta dei materiali e si estende alla gestione delle risorse, garantendo un basso impatto ambientale e un alto livello di comfort abitativo. L’attenzione ai dettagli e all’integrazione con il contesto rendono questo progetto un modello di abitazione efficiente e rispettosa dell’ambiente.

Andrea Sfogliarini – tIPS Architects RESTAURO DELLA FACCIATA DI PALAZZO BARBÀRA

CREMA

L’approccio sostenibile al progetto prevede la messa in campo di strumenti e strategie che pongano attenzione al contesto, all’ambiente, all’uso consapevole di risorse materiali, umane ed economiche, col fine di realizzare edifici che migliorino la qualità spaziale e sociale dell’ambiente costruito.

Photo: Daniele Pavesi

Il progettista

LOMBARDIA 2026

Ubicazione: Crema (CR)

Progetto architettonico: tIPS Architects – arch. Paolo

Capuano, arch. Marco Venturelli, arch. Andrea Sfogliarini

Direttore dei lavori: arch. Andrea Sfogliarini

Appaltatore/Costruttore: Baldis Restauri srl

Date Lavori: 2022 – 2024

Superficie utile: estensione facciata di ca. 500 m2

Laureato con tesi sulla riconversione del patrimonio terziario sfitto di Milano e iscritto all’Ordine degli Architetti di Cremona, l’arch. Andrea Sfogliarini segue i corsi di formazione dell’Agenzia CasaClima fino al livello di Esperto CasaClima Junior.

Dal 2015 fa parte del team dello studio tIPS ARCHITECTS di Crema, dove si occupa di tematiche progettuali legate alle tipologie residenziali, terziarie/produttive, del restauro e del progetto del paesaggio, sviluppando la progettazione in tutte le sue fasi: dal concept agli esecutivi, con particolare attenzione all’impiego di soluzioni atte a garantire la sostenibilità dei progetti attraverso l’innovazione e la ricerca.

Photo: Daniele Pavesi
Photo: Daniele
Pavesi
Photo: Daniele Pavesi

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Palazzo Barbàra è situato nel centro storico di Crema.

La sua epoca di costruzione è stimata tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Elemento di spicco del Palazzo, sottoposto a provvedimento di tutela della Soprintendenza, è la facciata settecentesca, caratterizzata da un doppio ordine di finestre impreziosite da un ricco apparato decorativo.

Il progetto di restauro ha previsto in primo luogo la pulitura e il consolidamento degli intonaci originali, con la rimozione di tutti i rifacimenti incongrui. Successivamente alla revisione delle murature tramite rincocciatura e stilatura delle malte, è stata eseguita la stuccatura e la reintegrazione delle porzioni di intonaco mancanti.

Gli elementi decorativi in stucco, dopo un’attenta fase di pulitura, consolidamento e ricollocamento degli elementi decoesi o pericolanti, sono stati sottoposti a una revisione e ricostruzione ragionata, individuando il giusto equilibrio tra la ricostruzione completa delle linee architettoniche (cornici e modanature) e una revisione più leggera dei motivi decorativi floreali, di cui è stata curata caso per caso la stesura degli stucchi per ridare lettura alle forme, pur senza ricostruire le porzioni completamente mancanti.

L’intera superficie è stata oggetto di velatura a calce stesa a pennello con effetto non coprente, volta a valorizzare la matericità di intonaci e stucchi antichi e nuovi, questi ultimi sapientemente studiati nella loro composizione per riprodurre quanto più fedelmente la grana e la colorazione di quelli esistenti.

Infine sono stati oggetto di restauro sia gli elementi in ferro, ma soprattutto gli elementi lignei, costituiti dalle persiane dell’ordine superiore delle finestre e dal grande portone che segna l’accesso all’androne di ingresso del palazzo.

Photo: Daniele
Pavesi
Photo: Daniele
Pavesi

Innovazione / sostenibilità

Il progetto ha colto l’occasione del restauro della facciata di Palazzo Barbàra per riqualificare e valorizzare un tassello importante del tessuto urbano storico a cui l’immobile appartiene, mettendo in campo strumenti e metodologie innovative per preservare l’autenticità delle tecnologie costruttive dell’opera, salvaguardando tutti quegli elementi morfologici, tipologici, materici e tecnologici che ne testimoniano le vicende storiche e costruttive. Nelle fasi propedeutiche al progetto è stato realizzato un rilievo col drone, scattando fotografie a intervalli metrici progressivi e regolari, utilizzando poi un software specifico per ricomporre la corretta sequenza fotografica e generare una nuvola di punti da cui è stato possibile ricostruire digitalmente il disegno della facciata, su cui sono state elaborate le mappature dei materiali, del degrado e degli interventi previsti.

L’intera metodologia di intervento è stata poi studiata ad hoc sul caso specifico: è stato messo in opera un cantiere pilota che ha interessato una porzione di facciata presa a campione, sulla quale sono state effettuate indagini chimico-fisiche mirate ad analizzare componenti e pigmenti degli intonaci originali. Questo ha permesso di studiare la composizione dei nuovi intonaci, in modo che fosse rispettosa e in continuità rispetto ai preesistenti, utilizzando esclusivamente materiali naturali (calce, sabbia, polveri di marmo di differenti colorazioni).

Anche relativamente a consolidanti e protettivi impermeabilizzanti, sono stati ricercati e posti in opera prodotti che non alterassero la naturale composizione e colorazione di intonaci e stucchi originali. Infine grande attenzione è stata posta nel recupero di tutti gli elementi lignee esistenti, in particolare quelli più antichi.

Photo: Daniele Pavesi
Photo: Daniele Pavesi
Photo: Daniele
Pavesi

Christian Spolti DUE FRAMMENTI PER L’ABITARE SOVICO

La sostenibilità architettonica si concretizza attraverso la traduzione e interpretazione delle logiche progettuali che, declinate dal punto di vista tipologico e morfologico, diventano strumento di relazione con l’identità del luogo,per recepirne i caratteri.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Sovico (MB)

Progetto architettonico: arch. Christian Spolti, Sovico (MB)

Strutture: ing. Umberto Terraneo, Meda (MB)

Direttore dei lavori: arch. Christian Spolti

Impianti: ing. Luca Zanetto, Arcore (MB)

Date lavori: 2024-in corso

Superficie utile: 125 m2 per u.i.

Christian Spolti consegue con Lode la laurea magistrale in Architecture-Built Environment-Interior presso il Politecnico di Milano, con una tesi che indaga il rapporto tra l’autonomia del manufatto architettonico e l’identità del luogo di appartenenza. Concluso il percorso accademico, inizia e consolida la sua collaborazione con studi di architettura del panorama milanese, affiancando l’attività di assistente alla didattica presso il Politecnico di Milano. Nel 2023 ha co-fondato Cntextual Architetti, dove il fulcro della ricerca è l’inevitabile rapporto di reciprocità tra le necessità edificio e la specificità dell’ambiente esistente, tramite il quale ciascuna realtà è contemporaneamente oggetto e soggetto del progetto.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

La soluzione progettuale prevede un intervento capace di ridefinire e completare un frammento del paesaggio urbano, determinando una nuova identità e qualità dello spazio. L’ipotesi sviluppata interpreta le logiche dell’abitare contemporaneo, ponendo la qualità progettuale come principio guida della trasformazione. Il progetto non è inteso solo come strumento operativo al servizio di un’interesse economico, ma come espressione culturale in grado di generare qualità spaziale e formale.

Lo sviluppo degli edifici è caratterizzato dalla presenza di una pianta compatta, sviluppata su 2 piani fuori terra. Al piano terra, trovano posto gli spazi di relazione e convivialità, messi a sistema con le aree esterne attraverso un’ampia loggia abitabile, cerniera tra le due realtà. Al piano primo, invece, raggiungibile tramite un vano scala in posizione baricentrica, sono distribuiti gli spazi inerenti

la sfera più privata e intima dell’abitare. Il coronamento media poi il rapporto con il contesto per mezzo di uno sporto irregolare dall’aggetto variabile, come strumento di relazione con la struttura urbana circostante.

Dal punto di vista linguistico, i due edifici si costituiscono di elementi murari sovrapposti, che si alternano a grandi cavità nel tentativo di definire un ritmo capace di cogliere le relazioni urbane con il contesto nell’articolazione dei prospetti, scanditi ritmicamente dall’orizzontalità dei marcapiani. I fronti infine definiscono la loro intensa matericità tramite l’utilizzo e il diverso approccio nel trattamento dell’intonaco cementizio, evidenziando una continuità culturale attraverso la reinterpretazione dei materiali tipici della tradizione.

Il progetto si connota così come un nuovo tassello all’interno di una realtà costruita comune e consolidata.

Innovazione / sostenibilità

Il progetto si inserisce nel contesto urbano di riferimento determinandosi nel mantenimento di solidi rapporti tra architettura, ambiente e paesaggio. Il dialogo di questi tre elementi è coralmente costante e dinamico, definendo cosi un “unicum’’ tra interno ed esterno.

Il progetto infatti si inserisce nel contesto minimizzando la propria sagoma, configurandosi morfologicamente attraverso una pianta compatta in grado di minimizzare la superficie disperdente. Inoltre le grandi logge, strumento di espressione formale, divengono strumento progettuale di regolazione climatica grazie alla loro profondità, consentendo un corretto e controllato irraggiamento delle spazialità interne all’edificio.

Le superfici vetrate mediano il rapporto tra interno ed esterno, consentendo un’interazione continua tra le due spazialità, talvolta con tratti più ampi e incisivi, talvolta con altri più lievi, plasmando lo spazio e modulandolo in un gioco di luci e volumi. Queste, che diventano strumenti di relazione e intreccio tra lo spazio domestico e il paesaggio, sono dotate di adeguati sistemi di schermatura mobili. Il coronamento, dalla sagoma variabile che definisce sporti di diverse profondità, ospita una copertura con impianto solare a pannelli fotovoltaici che copre i fabbisogni energetici dell’edificio.

La progettazione delle unità, infine, tiene conto delle corrette metodologie e prassi realizzative per garantire la riduzione dei consumi energetici, i minor costi d’esercizio, la verifica di prestazioni impiantistiche in accordo con i requisiti richiesti dalla normativa vigente e promossi in ragione di una nuova etica di sostenibilità ambientale.

Mario Stroppa VILLA ZD URAGO D’OGLIO

L’architettura sostenibile è il risultato di un uso consapevole delle risorse durante l’intero processo costruttivo e lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Quando questo approccio si combina con scelte progettuali strategiche, si ottengono spazi abitativi funzionali e in sintonia con le esigenze dell’abitare contemporaneo.

Il progettista

Ubicazione: Urago d’Oglio (BS)

Progetto architettonico: arch. Mario Stroppa, Urago d’Oglio (BS)

Strutture: ing. Gabriele Spini

Direttore dei lavori: arch. Mario Stroppa

Consulenti: ing. Daniele Crotti, p.i. Luca Gervasoni

Impianti: Impianti Elettrici F.lli Pagani & C. s.n.c.; Idroprogress di Belotti Stefano

Appaltatore/Costruttore: Edil Due Z srl

Date Lavori: agosto 2021 – novembre 2023

Superficie utile: 158,49 m2

L’architetto Mario Stroppa si è laureato al Politecnico di Milano nel 2012. Fin da subito ha collaborato con diversi studi di architettura, realizzando progetti di interior design, di nuove residenze, di ampliamenti e di molte riqualificazioni di abitazioni esistenti e di edifici storici. I suoi lavori sono caratterizzati da un impiego accurato delle risorse, focalizzato sull’intero ciclo di vista del manufatto progettato. Le esigenze dei committenti sono declinate con funzionalità e attenzione per rispondere alle necessità del vivere quotidiano.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il fabbricato si configura come un esempio di sperimentazione architettonica, nella quale la composizione si fonda su un delicato equilibrio tra solidità e spazi negativi.

La struttura si sviluppa attraverso una rete di piani e superfici interconnesse, che si sovrappongono e si intrecciano per creare un insieme dinamico e stratificato. Le linee nette e le forme geometriche si combinano per dare vita a un organismo architettonico che, pur mantenendo una coerenza interna, sembra evolversi e trasformarsi in ogni angolazione.

Il progetto si rivela come un frammento architettonico estrapolato e liberato dalle convenzioni della progettazione tradizionale. Il taglio netto e scultoreo enfatizza il carattere sperimentale dell’opera, ponendo l’accento su una forma che si definisce senza cercare di adeguarsi a uno schema preesistente.

I vuoti, intesi come aree “dentro” la massa, creano un

gioco di luce e ombra che animano l’edificio e ne accentuano la tridimensionalità, facendo emergere un senso di movimento all’interno della staticità apparente. L’effetto dinamico del progetto si completa con l’uso di accelerazioni e decelerazioni prospettiche. Le facciate si allungano e si comprimono generando un percorso visivo in continuo divenire. Le rotazioni dei piani di facciata, studiate con precisione, introducono una fluidità dinamica che sfida la staticità della tradizionale composizione verticale. La variazione angolare dei piani crea un intreccio di linee che, interagendo tra loro, generano effetti di luce e ombra in continua trasformazione. In questo modo, l’edificio non si limita a presentare un frontale statico, ma diventa un tessuto di superfici in movimento dal carattere contemporaneo e sperimentale.

Nel complesso, il progetto ricerca audacia formale, frammentazione, rotazioni e ritmi visivi.

Innovazione / sostenibilità

L’edificio è progettato seguendo criteri di efficienza energetica e sostenibilità, con un orientamento lungo l’asse nord-sud per massimizzare gli apporti solari invernali e ridurre il surriscaldamento estivo. La volumetria compatta e il buon coefficiente di forma contribuiscono a limitare le dispersioni termiche, migliorando il bilancio energetico complessivo.

Le facciate sono dotate di schermature orizzontali sul lato sud per controllare l’irraggiamento solare estivo, mentre a ovest vengono impiegati frangisole per mitigare l’ingresso della radiazione solare nelle ore più critiche. L’involucro edilizio è realizzato con un innovativo sistema costruttivo basato su moduli parete in polistirene espanso che coprono l’intero spessore murario, garantendo elevati livelli di isolamento termico e acustico. L’applicazione di un intonaco strutturale sia all’interno sia all’esterno conferisce ulteriore solidità e durabilità al sistema.

Il design architettonico bilancia strategicamente pieni e vuoti, ottimizzando l’ingresso della luce naturale e degli apporti solari invernali, senza compromettere l’efficienza termica dell’involucro. L’approccio riduce la domanda energetica per riscaldamento e raffrescamento, migliorando il comfort abitativo.

Sul piano impiantistico, l’edificio è dotato di un sistema a pompa di calore ad alta efficienza che, alimentato da pannelli fotovoltaici, riduce i consumi di energia. Un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore garantisce un costante rinnovo dell’aria, contribuendo all’efficienza energetica complessiva.

L’intero progetto è concepito nell’ottica della sostenibilità ambientale, con una riduzione significativa dell’impatto energetico e delle emissioni di CO2, rispondendo ai più avanzati standard di edilizia ecosostenibile.

Alessandro Vago CORTE MANINI CREMONA

Corte Manini interpreta il concetto di architettura sostenibile come equilibrio tra abitare urbano, efficienza energetica, materiali ecocompatibili e spazi verdi. Il progetto non è una semplice sostituzione edilizia, ma un esempio abitativo contemporaneo che dialoga con la memoria storica del centro.

Il progettista

Ubicazione: Cremona (CR)

Progetto architettonico: arch. Alessandro Vago –arch. Anita Cerudelli

Strutture: Metro-Q, ing. Simone Portesani

Direttore dei lavori: arch. Vago Alessandro

Consulenti: arch. AnitaCerudelli

Impianti: p.i. NicolasBarbi

Appaltatore/Costruttore: Impresa Vago Costruzioni S.r.l.

Date Lavori: 1 ottobre2024 – in corso di realizzazione

Superficie utile: 1200 m2

Laureato in Architettura e Disegno Ubano presso il Politecnico di Milano nel 2022, l’arch. Alessandro Vago affonda le radici della sua carriera nel settore dell’architettura e delle costruzioni in uncontesto familiare profondamente legato a questo ambito: il padre e il nonno erano costruttori, mentre la madre è architetto. Crescere in un ambiente così ricco di riferimenti ha influenzato in modo naturale il suo percorso, alimentando fin dall’infanzia un interesse autentico per il mondo dell’architettura e della progettazione. Quella che inizialmente era una passione si è trasformata nel tempo in una scelta professionale consapevole, che oggi l’arch. Vago porta avanti con competenza, visione e determinazione.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto nasce dalla volontà di riqualificare un immobile fortemente degradato nel centro storico di Cremona, valorizzando il contesto urbano e architettonico in cui si inserisce. Dopo un’attenta analisi storica, tipologica e strutturale, si è scelto di demolire completamente il fabbricato esistente, frutto della somma di due unità edilizie originarie, per ricostruire un nuovo complesso residenziale coerente con la morfologia tradizionale del lotto gotico. Il progetto è uno dei pochi esempi contemporanei in centro storico in cui si prevede la demolizione integrale e la ricostruzione del volume originario.

Non si tratta però solo di costruire un nuovo edificio, ma di cogliere un’occasione per riflettere sul valore del patrimonio urbano, in costante equilibrio tra tradizione e innovazione, tra storia e modernità. “Corte Manini” vuole dimostrare che il centro storico non è solo un’eredità da custodire, ma un luogo vivo, capace di accogliere il cambiamento. La scelta progettuale rappresenta un confronto con l’identità del luogo e la responsabilità di lasciare un segno autentico, contribuendo a esprimere il senso della nostra epoca.

Il nuovo intervento riprende lo schema a corte, mantenendo inalterate altezze e proporzioni, ed è composto da 10 appartamenti di diversa metratura, ognuno dotato di spazi esterni privati (logge, terrazze o balconi) affacciati sulla corte interna, per favorire il benessere abitativo.

Il verde è protagonista, pensato non solo come ornamento, ma come elemento vitale per rigenerare il legame tra natura, architettura e città. Il progetto si propone quindi come esempio di intervento nel tessuto storico: un’architettura radicata ma contemporanea, capace di attivare processi di rigenerazione urbana attraverso una visione responsabile e sostenibile.

Pianta primo piano
Pianta secondo piano

Innovazione / sostenibilità

Corte Manini si fonda su principi di sostenibilità, rigenerazione urbana e innovazione architettonica. La necessità di demolire e ricostruire, determinata da gravi problemi strutturali, causati da scoordinati adattamenti eseguiti nel tempo, ha guidato la scelta verso un approccio progettuale capace di generare un impatto ambientale positivo: i materiali demoliti, come i mattoni pieni, saranno interamente riciclati attraverso ditte specializzate, trasformando il rifiuto in risorsa, in ottica di vera economia circolare. Nello specifico, i mattoni più antichi con legante a base naturale sono stati consegnati ad un’azienda che, attraverso un processo di riconversione, li trasformerà in terreno per i campi da tennis, donando loro una nuova vita e riducendo l’impatto ambientale. Il nuovo edificio in classe energetica A4 sarà realizzato con materiali ecocompatibili e tecniche di bioedilizia, con un’elevata efficienza energetica e dotazioni impiantistiche all’avanguardia. L’attenzione al risparmio energetico e alla salubrità degli ambienti ha guidato ogni fase progettuale. Ogni unità abitativa sarà infatti dotata di un sistema impiantistico autonomo, composto da pompe di calore e pannelli fotovoltaici, assicurando un’elevata efficienza

energetica e indipendenza gestionale. La corte interna, rigenerata, sarà il cuore verde del complesso, elemento di mitigazione climatica e aggregazione sociale. L’innovazione risiede anche nella capacità del progetto di reinterpretare in chiave contemporanea l’eredità storica, rielaborando lo schema del lotto gotico con un linguaggio architettonico attuale ma rispettoso del contesto. Corte Manini dimostra che si può costruire il nuovo nel centro storico, con consapevolezza e qualità, trasformando un vuoto urbano in una risorsa per la città.

Sezione AA
Sezione BB

Nicola Verzeletti

CASA GM LENO

Progettare spazi che rispettano l’ambiente e il paesaggio con l’obiettivo di creare edifici che promuovono il benessere delle persone: questo per me è la sostenibilità. Nei progetti tutte le scelte, che riguardino materiali o l’efficienza energetica, deve essere prese per cercare di ridurre l’impatto ecologico e migliorare la qualità della vita.

Il progettista

Ubicazione: Leno (BS)

Progetto architettonico e di interni e D. L.: arch. Nicola Verzeletti e ing. Antonino Grattoggi

Impianti elettrici: Elettrotecnica ELPA, Leno (BS)

Serramenti e mobili: Tecnolegno SAS di Bresciani S&C, Odolo (BS)

Cartongessi: Shtylla Shefit, Leno (BS)

Fabbro: Fabbrotecnica di Berno Mauro, Soiano del Lago (BS)

Costruttore: Luca Cremonesi, Leno (BS); Pasquale Iaria, Bovezzo (BS)

Data lavori: fine 2022 – in fase di completamento

Superficie utile: 180 m2

Nicola Verzeletti si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e prosegue gli studi con una magistrale all’Università di Parma. Inizia la carriera collaborando con studi tecnici specializzati in architettura e restauro nel bresciano, affinando competenze progettuali. Nel 2020 incontra l’ingegnere Grattoggi, che diventa un prezioso mentore nelle finiture, nei dettagli costruttivi e nella direzione del cantiere. Con una visione comune, fondano lo studio associato Grattoggi Verzeletti.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto nasce dalla volontà di creare un ambiente contemporaneo in cui estetica e funzionalità si fondono armoniosamente. L’architettura della residenza è caratterizzata da linee pulite, ampie superfici vetrate e una distribuzione spaziale che favorisce la continuità tra ambienti interni ed esterni, ponendo al centro la luce naturale e il rapporto con il paesaggio.

Il piano terra accoglie la zona giorno in un ampio open space che integra soggiorno, sala da pranzo e cucina, dando vita a un ambiente fluido e dinamico, perfetto per la convivialità. Le grandi aperture vetrate favoriscono un dialogo costante con l’esterno, dove un generoso portico e una piscina creano un’oasi di relax immersa nella natura. La disposizione degli spazi è studiata per garantire il massimo comfort: oltre alla zona living, il piano ospita una camera, una lavanderia e un bagno, rispondendo alle esigenze di funzionalità e praticità.

Elemento centrale del progetto è la scala, concepita non solo come collegamento verticale ma come fulcro architettonico. Il parapetto in vetro conferisce leggerezza e trasparenza, amplificando la percezione dello spazio e lasciando fluire la luce. Il soppalco, affacciato sul soggiorno, crea un interessante gioco di volumi e connessioni visive tra i due livelli.

Il piano superiore è dedicato alla dimensione più privata. Qui si trova la camera padronale, un ambiente raffinato e accogliente, completo di cabina armadio. A completare il livello, una seconda area living per momenti di relax e un bagno elegante e funzionale, entrambi affacciati sulla zona giorno.

Materiali naturali, illuminazione integrata e soluzioni tecnologiche avanzate si combinano per dar vita a un’abitazione sofisticata, dove design e benessere convivono in perfetta armonia.

Innovazione / sostenibilità

L’innovazione e la sostenibilità sono i principi cardine di questo progetto, in cui tecnologia e design si uniscono per garantire massimo comfort e ridotto impatto ambientale. L’intera abitazione è alimentata esclusivamente a energia elettrica, eliminando l’uso del gas e adottando soluzioni ad alta efficienza energetica. Il sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, alimentato da una pompa di calore, assicura una distribuzione uniforme del calore in inverno e una climatizzazione efficace in estate. A supporto del benessere abitativo, la ventilazione meccanica controllata con funzione di deumidificazione garantisce un costante ricambio d’aria, migliorando la qualità degli ambienti interni. Tutti gli impianti sono stati centralizzati nella lavanderia, che funge da locale tecnico, ottimizzando gli spazi senza compromettere l’estetica.

Anche l’involucro edilizio gioca un ruolo fondamentale nell’efficienza energetica della casa. È stato installato un cappotto termico da 15 cm, i serramenti sono stati realizzati in legno, combinati con tapparelle in alluminio domotiche, migliorano l’isolamento termico e acustico, contribuendo a ridurre i consumi. Sul tetto, un impianto fotovoltaico da 6 kW copre gran parte del fabbisogno energetico dell’abitazione, rendendola più autonoma e sostenibile.

L’integrazione di queste soluzioni tecnologiche non solo garantisce un elevato comfort abitativo, ma risponde anche alle sfide ambientali contemporanee, dimostrando come l’architettura possa coniugare estetica, innovazione e responsabilità ecologica in un’unica visione armoniosa.

Marco Zanini B///ELLA VARESE

La sostenibilità è ambientale, economica e sociale. Non c’è Architettura senza Sostenibilità, e come diceva Giovanni Muzio, nemmeno senza Urbanistica. Questo piccolo progetto interpreta questi principi, relazionandosi con i contesti e gestendo le risorse con responsabilità e intrecciando etica e spazio.

Photo: © Marco Zanini

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Varese

Committente: Pane di Sant’Antonio ODV, Varese

Progetto architettonico: Marco Zanini, Brugherio (MB)

Consulente acustica: Concrete Acoustics, Varese

Appaltatore/Costruttore: Autocostruzione

Date Lavori: ottobre 2023

Superficie utile: 120 m2

L’architetto Marco Zanini si muove tra professione, attivismo e ricerca. Si occupa di progettazione architettonica con un approccio circolare e a basso impatto ambientale consolidato in più di 10 anni di esperienza su interventi nel costruito. Presso il Politecnico di Milano, è attivo come ricercatore e dal 2014 come tutor didattico. Promuove iniziative partecipative rivolte alla rigenerazione urbana con svariate associazioni, tra cui Casamatta con Legambiente a Varese ed è cofondatore di Re-sign una piattaforma per il riuso dei materiali edilizi. Nella sua ultima pubblicazione, “Autocostruire la professione dell’architetto” esplora il ruolo dell’autocostruzione e del riuso nel ridurre sprechi e consumo di risorse, proponendo l’architetto come “civic professional” verso un’economia circolare.

Photo: © Marco Zanini
Photo: © Marco Zanini

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Pur essendo un modesto intervento di interni autocostruito, il progetto B///ella si impegna a instaurare un dialogo con l’opera monumentale della chiesa della Brunella, progettata dall’architetto Giovanni Muzio nel 1938. Gli uffici dell’associazione Pane di Sant’Antonio ODV, che gestiscono l’Hub di servizi per la grave emarginazione adulta, tra i quali si annovera una mensa, erano inizialmente disorganizzati e caotici. Questo rendeva difficile lavorare e mantenere la privacy con e tra gli ospiti, i volontari e i lavoratori dell’associazione; tutti insieme condividevano infatti un un grande e confuso open space, utilizzato sia come ufficio

sia come locale occasionale per riunioni e deposito. La richiesta era di riorganizzare lo spazio con risorse molto limitate. Si è quindi deciso di optare per l’autocostruzione, così da ridurre i costi, e per l’utilizzo di soli materiali naturali, facili da assemblare e da dissassemblare, per assicurare un fine vita senza creazione di rifiuti. L’obiettivo del progetto è stato dunque garantire la privacy nelle varie aree di lavoro e aumentare il comfort acustico, senza compromettere il passaggio nell’area e le vie di emergenza, dato che il progetto può essere configurato come un allestimento più che una costruzione.

Photo: © Marco Zanini
Photo: © Marco Zanini

Innovazione / sostenibilità

Per autocostruire le partizioni e i pannelli acustici, sono stati scelti materiali quali il legno, la canapa e la juta. Ogni tanto, alcuni richiedenti asilo, con abilità manuali superiori alle nostre, hanno supportato i volontari e il progettista e Antonello, ex artigiano edile, è stato di fondamentale aiuto. Il costo è stato molto basso – e questo significa più pasti offerti ai bisognosi -; tuttavia non si è trascurata la qualità dello spazio per gli ospiti che si trovano ai margini della società, ma che non sono marginali per questa associazione che ha un ruolo così importante nella città di Varese.

Sono state realizzate alcune partizioni con struttura in legno e rivestimento in OSB, pitturato in bianco sul lato esterno per dare un senso di ordine in uno spazio così polifunzionale e con un grande flusso di persone. Una porta, l’unica e di recupero, rappresenta il chiaro segnale per chi entra di un luogo sicuro dove raccontare le proprie disavventure esistenziali ai volontari dell’associazione. All’interno il calore della texture dei pannelli in OSB regala un’atmosfera di accoglienza.

All’opposto verso l’esterno il rivestimento pitturato di bianco contrasta con la struttura in legno di abete non trattato, quasi a cercare un dialogo con le geometrie della struttura della cupola del Muzio, visibile dal lucernario degli uffici. Le pareti tra box funzionali riempite di pannelli in canapa e i pannelli appesi alle pareti, con riempimento di canapa e rivestimento in juta, aiutano ad aumentare il confort acustico dello spazio.

É questo dunque un intervento che con risorse scarse tenta di dialogare con la preesistenza e di migliorare lo spazio e il comfort acustico, un intervento che è possibile riassumere, citando l’arch. Giancarlo Consonni, ovvero come “...Esternità dell’interno”.

Stefania Zanon – ETC+ Architettura

VILLA T+D GAVIRATE

“La più grande minaccia al nostro pianeta è la convinzione che lo salverà qualcun altro”. Robert Swan Se vogliamo provare a lasciare un mondo vivibile alle generazioni future, è necessario agire tempestivamente e attivamente, ognuno per le proprie competenze, verso un concetto esteso di sostenibilità. Quali tecnici della città ci sentiamo in dovere di essere attivamente partecipi in questo cambiamento.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Gavirate (VA)

Progetto architettonico: ETC+ Architettura, arch. Stefania Zanon

Strutture: ing. Tonino Milone

Direttore dei lavori: ETC+ Architettura

Progettazione impianti: NRG Zero

Appaltatore/Costruttore: Edilsystem srl

Date Lavori: 2021-2025

Superficie utile: 150 m2

L’arch. Stefania Zanon si laurea alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano – Architettura delle Costruzioni ed Architettura Sostenibile nell’aprile 2013. È regolarmente iscritta all’Ordine degli Architetti di Varese al numero 3004 ed è esperta nel campo CasaClima. Dal 2013 lavora come socio presso lo Studio ETC+ Architettura, sito a Varese, insieme all’arch. Alessandro Vanoni e all’arch. Francesca Bertana. Lo studio fonda la sua filosofia sull’unione di requisiti basilari di un progetto architettonico con una spiccata attenzione alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Villa D+T si trova su un meraviglioso terreno scosceso vista lago e si sviluppa longitudinalmente rispetto al lotto strutturandosi su due livelli per assecondare l’orografia naturale del terreno e garantire viste uniche da tutti gli ambienti interni. Al piano primo (piano strada) si trova un’ampia autorimessa (con locale tecnico in zona dedicata) direttamente comunicante con l’abitazione, l’ingresso della villa e la zona notte costituita da due camere da letto, cabina armadio, due bagni e ripostiglio. Il piano terra è dedicato alla zona giorno organizzata in un grande open space collegato direttamente ad alcune zone di servizio, un bagno e una lavanderia. Dalla zona giorno si accede direttamente all’area esterna del giardino, caratterizzata da una serra bioclimatica e da una grande piscina. L’idea di semplicità compositiva della villa nasce per enfatizzare la vera protagonista del lotto, la vista, dandole la giusta importanza attraverso la creazione di

scorci strategici e costanti. I volumi del box, dell’ingresso e dell’abitazione vengono messi in linea l’uno accanto all’altro in un susseguirsi di altezze differenti in maniera tale da renderli riconoscibili; al contempo, vengono trattati allo stesso modo sui fronti, svuotati massimamente attraverso ampie vetrate e sottrazioni volumetriche a sud verso il lago e mantenuti più compatti e pieni a nord. Per enfatizzare maggiormente i giochi di volume pieno/vuoto entrano in gioco i colori delle facciate che si intensificano negli svuotamenti (grigio scuro) e si attenuano nelle restanti parti (grigio chiaro). Il corpo scala – che racchiude anche l’ingresso dell’abitazione – è il protagonista indiscusso della composizione, un cubo a sbalzo verso il lago rivestito in sughero tostato effetto bar code, lasciato a vista, che racchiude in sé un terrazzino panoramico al quale si accede da una porzione della vetrata a tutta parete posta di fronte alla porta di ingresso.

Innovazione / sostenibilità

L’edificio si caratterizza per la composizione di volumi compatti, che si adagiano sul crinale della collina andando a cercare l’orientamento migliore per godere della magnifica vista e contemporaneamente per utilizzare tutta la luce naturale a disposizione. A tale scopo è stata fondamentale la scelta di aprire il più possibile le vetrate verso sud, cosa che favorisce la massimizzazione degli apporti gratuiti in inverno, ma grazie agli sporti superiori consente di mitigare le radiazioni solari che colpiscono le vetrate in estate. Al contrario, sul fronte nord, che corrisponde anche al lato su strada, si è preferito ridurre le aperture e comporle in un disegno geometrico minimale.

L’edificio è pensato per durare nel tempo, andando a mitigare l’impatto ambientale dei materiali utilizzati, anche se molti sono di natura organica e riciclabili (cappotto in sughero, serramenti in alluminio, parapetti in vetro), e per offrire una

performance energetica elevata, che permetta di ridurre al minimo la richiesta energetica per ottenere il comfort abitativo interno. A tal fine è stato fondamentale coniugare, fin dagli schizzi iniziali, la progettazione architettonica con lo studio degli impianti, aspetto che ha consentito di minimizzare l’impatto degli impianti stessi, sia da un punto di vista estetico, scelta degli elementi e delle loro posizioni in modo che fossero il più possibile integrati, sia di renderli molto snelli. L’intera abitazione è climatizzata con un sistema in VMC termodinamica, alimentata da pannelli fotovoltaici, mentre un accumulo in pompa di calore produce l’acqua calda sanitaria. Dal punto di vista planimetrico si è ridotto al minimo l’impronta al suolo della costruzione, consentendo di massimizzare la presenza di verde naturale. La piscina è dotata di un sistema di filtraggio che permette la sterilizzazione e la sanificazione dell’acqua senza aggiunta di coloro o prodotti chimici.

est

Prospetto nord

sud

Prospetto
Prospetto ovest
Prospetto

Sonia Zucchelli, Pietropaolo Cristini Vicolo Studio

TERRA QUIETA OSTUNI

Nel cuore della Puglia, tra colline avvolgenti e uliveti secolari, nasce Terra Quieta: un rifugio che fonde tradizione, lusso discreto e design contemporaneo, celebrando la bellezza della natura e l’armonia con il paesaggio.

LOMBARDIA 2026

Il progettista

Ubicazione: Ostuni (BR)

Progetto architettonico: arch. Sonia Zucchelli + arch. Pietropaolo Cristini – Vicolo Studio, Iseo (BS)

Strutture: Studio tecnico A. Blasi

Direttore dei lavori: arch. Sonia Zucchelli, arch. Pietropaolo Cristini

Consulenti: Studio Paz (landscape design)

Impianti: LT Impianti

Appaltatore/Costruttore: New Edil work costruzioni

Date Lavori: settembre 2023 – dicembre 2024

Superficie utile: 130 m2

L’architetto Sonia Zucchelli consegue la laurea magistrale in Architettura presso lo IUAV di Venezia nel 2018, preceduta da un master in Interior Design. Al suo attivo ha esperienze didattiche presso lo stesso ateneo veneziano e diverse collaborazioni con studi nazionali e internazionali. Nel 2025 fonda Vicolo Studio con l’arch. Pietropaolo Cristini, laureato in Architettura nel 2018 presso lo IUAV di Venezia. Anche l’arch. Cristini vanta esperienze didattiche allo IUAV e collaborazioni con studi nazionali e internazionali.

YOUNG GREEN DESIGNER AWARD

Il progetto

Il progetto di Terra Quieta si sviluppa attraverso un intervento che unisce la ristrutturazione di un trullo storico e la costruzione di una nuova villa moderna, creando un dialogo perfetto tra tradizione e innovazione. Il trullo, simbolo della tradizione pugliese, è stato oggetto di un attento restauro che ne preserva la forma e la struttura, conservando il fascino di un tempo, ma adattandolo alle necessità contemporanee per trasformarlo in una dependance.

Accanto al trullo, la nuova villa si sviluppa in modo organico e contemporaneo, con una pianta su un unico livello che segue le linee del paesaggio circostante. Il cuore della villa è una zona centrale del living, caratterizzata da una volta in tufo, connessione con le tradizioni costruttive

locali. Questo spazio centrale è inondato di luce naturale grazie a due grandi aperture che si affacciano sull’esterno, creando un continuum tra interno ed esterno. Due volumi distinti si innescano dalla zona centrale, ospitando le tre camere da letto, ognuna dotata di bagno privato. Ogni camera è progettata per massimizzare la vista sul giardino e sulla campagna circostante ed è caratterizzata da una vista diversa su un punto focale specifico.

La nuova costruzione, pur nella sua modernità, si integra perfettamente con il trullo e con l’ambiente circostante, creando un rifugio che celebra la tradizione, il comfort e la serenità di vivere immersi nella natura.

Innovazione / sostenibilità

Il progetto di Terra Quieta rappresenta un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione, con una forte attenzione alla sostenibilità e al recupero delle tecniche costruttive locali. Il trullo, cuore storico del progetto, è stato sapientemente ristrutturato da un mastro trullaio, mantenendo intatto il suo valore culturale e architettonico. Questo intervento riflette l’importanza di conservare le radici del passato, restituendo nuova vita a un elemento tipico della tradizione pugliese.

La nuova costruzione, invece, si ispira ai sistemi costruttivi locali, con volte in tufo che caratterizzano gli spazi interni. Questo materiale, naturale e ecologico, garantisce un elevato comfort termico e acustico, riducendo la necessità di interventi energetici esterni. Gli intonaci, realizzati con materiali naturali, contribuiscono ulteriormente a migliorare l’efficienza energetica, mantenendo un microclima interno ottimale.

La pavimentazione, sia interna che esterna, è composta da pietra pugliese a spacco, materiale durevole e facilmente reperibile, che sottolinea la connessione con il territorio e riduce l’impatto ambientale. La scelta di questo materiale per gli spazi esterni contribuisce a creare una continuità armoniosa con il paesaggio circostante.

L’esterno è stato progettato con una particolare attenzione alla fruibilità e alla convivialità. Muri a secco, una tecnica tradizionale che non richiede l’uso di malta, sono stati utilizzati per creare delimitazioni e terrazze, favorendo la gestione delle acque piovane e l’integrazione con il paesaggio. Gli spazi esterni sono divisi in zone dedicate alla socialità: un solarium, una cucina esterna, un ampio living all’aperto e un uliveto che arricchisce il giardino. In questo modo, Terra Quieta è un esempio di come la sostenibilità possa integrarsi con la tradizione, creando un ambiente di alta qualità in armonia con la natura.

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