Federico Dallavalle
Villa B
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Madonna di Campiglio
L’affaccio a nord verso la via pubblica.
Ubicazione: Madonna di Campiglio – Tre Ville (TN) Progetto architettonico: arch. Federico Dallavalle – FEDERICODALLAVALLESTUDIO Collaborazione architettonica: arch. Fabrizio Bosetti – DIEDROARK Progetto strutturale: ALPEAS Engineering Progettazione esecutiva e costruzione in legno: ALPENOS di STP srl Lavori: giugno 2023 – novembre 2024 Superficie lotto: 650 m2 Superficie coperta: 270 m2
INFO E GALLERIA
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Foto: ©Elisa Fedrizzi
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Vista da sud-ovest di Villa B.
Abitare la montagna contemporanea Nel tessuto residenziale di Madonna di Campiglio, Villa B nasce dalla volontà di reinterpretare il tema dell’abitazione permanente all’interno di un contesto fortemente caratterizzato dalla presenza di seconde case e strutture legate alla ricettività turistica. Il progetto sostituisce un edificio degli anni Sessanta con un nuovo organismo residenziale concepito per accogliere più nuclei appartenenti alla stessa famiglia. La scelta della demolizione e ricostruzione non deriva soltanto dall’esigenza di adeguare le prestazioni energetiche e impiantistiche dell’edificio preesistente, ma anche dalla volontà di realizzare un nuovo modello abitativo capace di rispondere alle esigenze contemporanee di comfort, sostenibilità e flessibilità d’uso. Il fabbricato ospita quattro unità residenziali: un appartamento nella porzione in calcestruzzo del piano terra e tre abitazioni distribuite nei livelli superiori realizzati in struttura lignea. La composizione comprende appartamenti simplex e duplex, pensati per garantire autonomia funzionale pur mantenendo una forte relazione tra i diversi nuclei familiari. L’architettura si sviluppa a partire da un volume compatto che viene progressivamente modellato attraverso logge, arretramenti, grandi aperture e sbalzi che ne alleggeriscono la percezione. Il volume viene scavato in corrispondenza delle logge e degli sfondati delle finestre, creando una sequenza di pieni e vuoti che dà profondità alle facciate. La pianta romboidale supera la rigidità degli schemi distributivi tradizionali, generando una relazione dinamica con il lotto e con il paesaggio. Più che affidarsi a riferimenti vernacolari, il progetto interpreta alcuni principi tipici dell’architettura alpina – compattezza, matericità e attenzione alla luce – attraverso un linguaggio contemporaneo. Particolare considerazione è stata dedicata alla luce naturale. Le aperture non seguono una scansione ripetitiva ma sono dimensionate e posizionate in funzione degli ambienti interni e dell’orientamento. Finestre a filo facciata, aperture arretrate e grandi superfici vetrate concorrono a costruire un dialogo continuo tra gli spazi domestici e il paesaggio montano.
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Piano secondo
Piano terzo
Infissi e rivestimenti di colore scuro sottolineano le aperture e i balconi.
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Piano primo
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Piano terra
Le doghe di larice nella zona ingresso, trattate con impregnazione idro-oleosa.
_La struttura________
Prospetto est
Prospetto sud
Prospetto ovest
Prospetto nord
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La complessità geometrica dell’edificio trova risposta in un sistema costruttivo misto che combina un basamento in calcestruzzo armato con una sovrastruttura interamente realizzata in legno. La progettazione strutturale ha consentito di tradurre in termini costruttivi una composizione caratterizzata da sbalzi, logge incassate e volumi che non sempre trovano una corrispondenza diretta negli appoggi sottostanti. In questo contesto il legno ha rappresentato una scelta strategica, permettendo di contenere i pesi propri della costruzione e di mantenere elevata libertà progettuale. La struttura lignea, realizzata da ALPENOS, comprende circa 640 m2 di pareti in CLT da 100 e 120 mm di spessore, pari a circa 68 m3 di materiale, e 342 m2 di solai in CLT da 160 mm, per ulteriori 55 m3. Completano il sistema circa 32 m3 di legno lamellare in abete e larice impiegati nella copertura e nei collegamenti verticali, integrati da elementi in acciaio nei punti maggiormente sollecitati. Anche il vano scala e il nucleo ascensore sono stati realizzati in CLT, contribuendo alla rigidezza complessiva dell’edificio e al suo comportamento nei confronti delle azioni orizzontali. Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento riguarda la copertura, progettata secondo una logica di prefabbricazione avanzata, strumento di qualità e sicurezza. In fase di ingegnerizzazione il pacchetto tetto è stato suddiviso in elementi completi preassemblati in stabilimento. Ogni modulo comprende travi secondarie, isolamento in lana di roccia, pannelli OSB di chiusura e membrana a diffusione variabile per il controllo del vapore. La scelta ha consentito di trasferire una parte significativa delle lavorazioni dal cantiere all’ambiente controllato della produzione industriale, con evidenti vantaggi in termini di precisione esecutiva e controllo qualitativo. In un contesto alpino come quello di Madonna di Campiglio, caratterizzato da condizioni meteorologiche spesso mutevoli, il preassemblaggio ha inoltre contribuito a ridurre i tempi di posa e a limitare le attività in quota. Molte lavorazioni, normalmente eseguite sulla copertura, sono state completate a terra all’interno dello stabilimento, migliorando le condizioni operative degli addetti e riducendo l’esposizione ai rischi legati alle lavorazioni in altezza. La prefabbricazione si conferma quindi non solo uno strumento di efficienza produttiva, ma anche un elemento concreto per incrementare la sicurezza in cantiere.
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_due parole con il progettista________ FEDERICODALLAVALLESTUDIO nasce nel 2019 dopo l’esperienza maturata dall’omonimo titolare presso uno studio di architettura e urbanistica e grazie a un percorso di formazione e crescita in un’azienda che ha dato allo studio l’opportunità di costruire una professione attraverso il rapporto diretto e umano di chi, lavorando con manualità, realizza ciò che viene disegnato. Con gli occhi curiosi di chi vuole contaminare le conoscenze e le passioni di una vita e con le scelte progettuali che ne concretizzano il risultato finale, lo studio ha iniziato fin da subito a lavorare nel contesto delicato dell’ecosistema alpino, occupandosi di progettazione nella dimensione del vivere quotidiano per proporre e divulgare un approccio contemporaneo all’architettura, sia alla scala dell’interior design o a quella più ampia del costruito, nuovo o rivitalizzato. Lo studio dunque guarda specificatamente al mondo dell’alpe, nel lavoro e nel cuore, riconfigurando luoghi e spazi a cui affida valore di contemporaneità nelle forme e nei materiali. Il linguaggio è minimale, la progettazione è funzionale e concepita con linee pulite, forme semplici e con un attento sguardo alla scelta dei materiali: innovazione e sostenibilità con l’obiettivo di donare qualità ed emozione allo spazio di chi lo vive. In che modo ha affrontato il tema dell’abitare permanente in una località come Madonna di Campiglio? La volontà della committenza era quella di realizzare un edificio destinato alla residenza stabile della famiglia e non una tipica seconda casa di montagna. Questo ha influenzato profondamente il progetto, che privilegia la qualità degli spazi interni, l’autonomia delle singole unità e la presenza di servizi normalmente richiesti da chi vive l’edificio durante tutto l’anno. L’obiettivo era costruire un luogo capace di evolvere nel tempo insieme alle esigenze dei diversi nuclei familiari.
Nella pagina a fianco, dettagli del rivestimento in doghe di larice e delle finiture esterne. Sotto, uno scorcio del piano terra da est.
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Foto: ©Elisa Fedrizzi
Quale ruolo ha avuto la luce nella definizione dell’architettura? La luce è stata uno dei principali strumenti compositivi. Le aperture sono state progettate singolarmente in funzione dell’orientamento e degli ambienti che servono. Più che costruire una facciata regolare, abbiamo cercato di valorizzare gli spazi interni, portando la luce naturale in profondità e creando differenti relazioni visive con il paesaggio circostante.
_due parole con il costruttore________ Fondata nel 2006, STP/ ALPENOS è una realtà di riferimento nella costruzione in legno nel panorama alpino e non solo. Specializzata nella progettazione esecutiva e nella realizzazione di strutture complesse in CLT, l’azienda affianca studi di architettura e committenze pubbliche e private con un approccio integrato che unisce ingegnerizzazione, prefabbricazione e cura del dettaglio. Nel 2026 l’azienda celebra vent’anni di attività, consolidando un percorso improntato a competenza tecnica, controllo del processo costruttivo e qualità esecutiva. La copertura prefabbricata rappresenta una soluzione poco frequente in un edificio residenziale. Quali vantaggi ha portato? Il preassemblaggio dei moduli di copertura in stabilimento ci ha permesso di controllare con maggiore precisione ogni fase della lavorazione e di ridurre significativamente i tempi di posa in cantiere in una località con particolari caratteristiche climatiche che riducono di molto la finestra temporale utile per gli interventi costruttivi. Ogni elemento arrivava già completo di struttura secondaria, isolamento e pannelli di chiusura, pronto per il montaggio. Un vantaggio particolarmente importante riguarda la sicurezza: molte lavorazioni normalmente eseguite in quota sono state trasferite in stabilimento, dove gli operatori lavorano in condizioni controllate e protette. Questo ha ridotto le attività in altezza e limitato l’esposizione ai rischi tipici delle lavorazioni di copertura.
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Foto: ©Elisa Fedrizzi
Quali aspetti dell’edificio hanno richiesto il maggiore livello di coordinamento costruttivo? La presenza di logge incassate, sbalzi e rientranze ha richiesto una particolare attenzione nella definizione dei dettagli esecutivi. Elementi apparentemente semplici come i sistemi di raccolta delle acque, la ventilazione della copertura o i fissaggi dei parapetti hanno comportato uno studio approfondito per garantire prestazioni, durabilità e coerenza con il disegno architettonico. È proprio in questi dettagli che si misura la qualità complessiva di un edificio in legno.
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Il dettaglio costruttivo come parte dell’architettura
Nelle immagini a fianco, dettagli della realizzazione della scala, anch’essa in legno.
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La ricerca progettuale si è conclusa nella definizione dei dettagli dell’involucro, dove tecnologia e linguaggio architettonico si sovrappongono. Le acque meteoriche vengono raccolte attraverso canali di gronda completamente integrati nello spessore della copertura. Per garantire il corretto funzionamento della ventilazione senza interferire con il sistema di raccolta delle acque, l’aspirazione dell’aria avviene attraverso una sottile fenditura continua ricavata nel sottogronda lungo il perimetro del rivestimento ligneo. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai balconi incassati, con una stratigrafia studiata per assicurare continuità delle prestazioni termiche e massima affidabilità dell’impermeabilizzazione. I sistemi di fissaggio dei parapetti sono stati progettati mantenendo gli ancoraggi al di sopra del piano di scolo delle acque, evitando interferenze con gli strati di tenuta. Dal punto di vista materico, il progetto si affida al dialogo tra superfici intonacate chiare e rivestimenti lignei scuri. Gli sfondati delle aperture, le logge e i sottogronda sono rivestiti con tavole di larice trattate con impregnazione idro-oleosa e posate con fughe da 4 mm, mentre l’intonaco a grana grossa con finitura “brushed” enfatizza la percezione monolitica del volume e amplifica il gioco di luci e ombre che caratterizza l’intera composizione.
Le foto ci portano all’interno del cantiere della costruzione di Villa B, realizzata in pannelli CLT, legno lamellare e travi di acciaio.
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Il telo di tenuta e la struttura composta da listelli e controlistelli dipinti di nero per il rivestimento con tavole di larice in corrispondenza delle aperture, delle logge e dei sottogronda. Sezione verticale del canale incassato A tubo di scarico nel rivestimento
A Sezione in pianta del rivestimento in legno – cappotto/serramento
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Sezione verticale del parapetto 1 pavimento galleggiante 2 impermeabilizzazione in PVC 3 pannello in fibrocemento 4 pendenzato in EPS 5 pannello CLT 6 parapetto 7 copertina in lamiera 8 trave in legno su cui è fissato il parapetto 9 pannello in fibrocemento 10 intonaco 11 rivestimento in legno
La realizzazione delle contropareti interne e un dettaglio della struttura ibrida legno-acciaio della copertura.
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