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legnoarchitettura 57 – La Molinella

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Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Ambientevario

La Molinella Formigine


I volumi abitativi emergono dal muro sottolineati dal colore rosso.

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Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Ubicazione: Formigine (MO) Progetto architettonico: Ambientevario, Formigine (MO) Direttore dei lavori: Ambientevario Consulenti strutture: ing. Federico Bernardi e ing. Claudio Contini Impianto elettrico: Plessi SRL Impianti meccanici: CSC Impianti Progettazione: 2021 Lavori: 2024 Superficie verde: 1.370 m2 Superficie utile: 620 m2

Il fronte nord; le strutture metalliche rileggono elementi tipici rurali.

Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Il nuovo complesso da sud-est con il muro in mattoni recuperati.

Tra permanenza e trasformazione Nato a fine Ottocento nei pressi di un antico mulino seicentesco, La Molinella era un complesso edilizio, dall’architettura modesta e funzionale, che accoglieva i lavoratori del mulino; raccontando una storia di lavoro e territorio e prendendo il nome proprio dal mulino, l’edificio era il simbolo di una comunità e di un’epoca. La recente riqualificazione non sostituisce né cancella quella memoria, ma la interpreta in chiave architettonica, aprendo un dialogo attivo con il passato. Elemento fondativo di questo dialogo è il muro in mattoni faccia a vista, ricostruito sul tracciato originario del fabbricato preesistente utilizzando gli stessi mattoni storici recuperati. Tutte le bucature presenti nell’antica facciata sono state fedelmente ripristinate secondo l’impianto originario, restituendo al prospetto la sua scansione autentica. Questo spazio cuscinetto costituisce un’area di transizione tra il pubblico e il privato, tra il nuovo e l’antico. Alle spalle del muro, si articolano tre volumi residenziali che ricalcano l’impianto dell’edificio preesistente. Sul piano espressivo, la matericità dei mattoni si confronta con l’essenzialità dei volumi abitativi, mentre le strutture metalliche verniciate in rosso richiamano esplicitamente il linguaggio tipico delle architetture agricole rurali della zona. È un colore che non decora, ma connette: un codice cromatico identitario che radica il nuovo nel paesaggio esistente. Dal punto di vista costruttivo gli edifici sono stati realizzati con struttura portante in CLT, una scelta che garantisce sostenibilità, rapidità di montaggio e prestazioni energetiche elevate. Tutti gli elementi strutturali e non sono assemblati a secco, un approccio costruttivo contemporaneo che riduce l’impatto ambientale e facilita eventuali future modifiche, assicurando flessibilità distributiva e ottime prestazioni termiche e acustiche. Gli edifici sono completamente gas-free e sono supportati da pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo energetico, mentre l’isolamento termico e acustico è garantito da soluzioni coibenti stratificate e serramenti performanti. La scelta del legno strutturale e l’uso di strutture metalliche per i balconi e le scale, riflette la volontà di costruire un’architettura leggera, reversibile e sostenibile in dialogo con il passato.

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progetti


FERROV

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Prospetto est

Prospetto ovest

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Prospetto sud

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Prospetto nord

Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Piano terra

VIA GIARDINI

VIA GIARDINI

Piano primo

A ovest il complesso residenziale si svela e si apre verso i giardini.

Piano secondo

_la struttura________

1 2 3 4 5 6

1 6

3 5

autorimesse muro storico volumi residenziali scale esterne terrazzi giardini

3 4 2

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3 5

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Assonometria

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La struttura dei tre corpi edilizi è concepita come un organismo scatolare in Cross Laminated Timber: pareti portanti, solai e coperture in legno massiccio a strati incrociati che collaborano solidalmente, trasferendo le azioni orizzontali e verticali fino alle fondazioni senza mai perdere la propria geometria. Il principio guida del progetto strutturale è proprio questa integrità: la capacità della scatola di restare connessa punto per punto. La scelta costruttiva è il cuore del progetto: la struttura portante in Cross Laminated Timber, prefabbricata in stabilimento con tagli a controllo numerico, arriva in cantiere già pronta al montaggio, riducendo tempi, sprechi e impatto ambientale del processo costruttivo. L’assemblaggio a secco governa ogni fase: le connessioni meccaniche tra pareti, solai e fondazioni, hold-down, piastre a taglio e viti autoforanti garantiscono monoliticità strutturale senza lavorazioni umide. Le travi di copertura in legno lamellare completano il sistema, restituendo un organismo costruttivo leggero, reversibile e ad alte prestazioni termiche e acustiche. Il comportamento sismico è stato analizzato attraverso un’analisi dinamica lineare condotta con il software TimberTech, che modella gli impalcati come elementi deformabili nel proprio piano: ciascuno trasferisce alle pareti le azioni di taglio proporzionalmente alle masse di competenza, tenendo conto degli effetti torsionali e delle eccentricità accidentali previste dal DM 17/01/18 e dall’Eurocodice 8. Le connessioni meccaniche sono progettate secondo la gerarchia delle resistenze: quelle deputate a mantenere il comportamento scatolare, tra solaio e parete sottostante e tra pareti ortogonali agli angoli, sono sovraresistenti, così da restare sempre in campo elastico. Le connessioni duttili (hold-down, piastre a taglio e giunti pannello-pannello) sono invece calibrate per dissipare l’energia sismica plasticizzandosi simultaneamente a tutti i piani, evitando sovradimensionamenti che altererebbero l’equilibrio del sistema. Un ruolo decisivo lo gioca la laminazione incrociata stessa del CLT: le tavole disposte ortogonalmente alla direzione dello sforzo impediscono lo splitting, aumentando la resistenza delle connessioni fino al 50% rispetto ai valori della teoria classica di Johansen. Ne risulta un’architettura che porta nel presente la stessa cura con cui un tempo si costruiva in questo luogo: leggera nella materia, solida nel carattere.

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progetti


Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

In queste pagine, La Molinella all’imbrunire vista da nord, est e ovest: i colori dei materiali di finitura sembrano fondersi con le luci del tramonto.

_due parole con i progettisti________ AMBIENTEVARIO è uno studio associato di professionisti specializzati nella progettazione integrata di edifici e spazi urbani. Il punto di partenza dei progetti è la lettura dell’esistente e della sua storia per generare una riflessione compositiva che trasforma le tracce del passato in valore aggiunto per il progetto futuro. L’attenzione ai segni del tempo si inserisce in una progettazione attenta alle necessità del presente: il rispetto per l’ambiente, la sostenibilità energetica, il risparmio delle risorse naturali, il benessere dei luoghi abitati. Lo studio comprende tutte le competenze professionali necessarie per affrontare progetti di ogni tipo, offrendo una risposta mirata e innovativa sotto il profilo compositivo, strutturale e tecnologico. L’esperienza acquisita negli anni permette di controllare il progetto dal concept alla fase esecutiva, garantendo soluzioni personalizzate in grado di rispondere a esigenze specifiche con un approccio orientato al futuro. Parliamo ancora del muro storico: che valore assume in questo progetto? La ricostruzione del muro con elementi storici recuperati è stata completata con rispetto e cura, ricollocando altresì l’antica targa in pietra con l’incisione “Molinella” e la nicchia votiva con la Madonnina, segni identitari che riaffermano la continuità del luogo. Oltre al forte valore simbolico, questo muro assume anche una funzione tecnica: mantiene l’allineamento prevalente della facciata lungo via Giardini, rispettando la geometria urbana storica, agisce come filtro acustico rispetto alla strada trafficata e crea un’intercapedine protetta, in cui si aprono balconi riservati delle nuove unità abitative.

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Foto: ©Federico Covre – www.federicocovre.com

Il recupero dei materiali, assieme alla struttura in legno, in questo progetto è sinonimo di sostenibilità e di continuità con la storia... Il progetto rivela un’attenzione puntuale al riuso come valore etico ed estetico, anche sul piano dei dettagli costruttivi e materiali: le pianelle in cotto dei vecchi solai dell’edificio preesistente sono state recuperate e riutilizzate nei marciapiedi e nei balconi, stabilendo un filo diretto con la materia del passato e creando un tessuto tattile che unisce epoche diverse. Questa attenzione rende il progetto non solo sostenibile dal punto di vista materiale, ma anche un atto di continuità, dove l’antico viene reinterpretato e le stratificazioni del tempo sono riconosciute come parte insostituibile dell’identità del luogo. Il tema della memoria delle preesistenze costituisce la chiave di lettura più profonda del progetto architettonico, che si relaziona con l’eredità materiale e immateriale del luogo, trasformando un complesso residenziale contemporaneo in un intervento che dialoga attivamente con il passato del luogo.

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progetti


Immagini generali del cantiere e una vista della fase di montaggio della struttura in legno CLT e degli impalcati dei solai.

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2

4

1

3 5 Solaio interpiano (C) dall’estradosso - pavimento (20 mm) - pannelli radianti a pavimento (30+40 mm) - caldana alleggerita per impianti (100 mm) - doppio tavolato incrociato (20+15 mm) - travetto in legno lamellare (240 mm)

+6.20

C

1 frangisole avvolgibili a scomparsa 2 imbotte lamiera (sp. 15 mm) 3 guida zanzariera 4 infisso 5 guida frangisole 6 soglia 7 lamiera 8 rivestimento in lamiera 9 intonaco (15 mm) 10 isolamento in XPS (140 mm)

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La scala in acciaio e la posa del cappotto in lana di roccia.

7

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B 10

+0.00

-0.02

A

Solaio contro terra (A) dall’estradosso - pavimento (20 mm) - pannelli radianti a pavimento (30+30 mm) - caldana alleggerita per impianti (150 mm) - sottofondo di cemento magro (30 mm) - pannello rigido di XPS (100 mm) - cordolo in c.a. - barriera al vapore - platea di fondazione in c.a. (400 mm) - magrone (150 mm)

Completamento della struttura interna ed esterna con le opportune nastrature delle giunzioni dei pannelli CLT e il manto di copertura quasi completato.

Parete esterna (B) dall’interno - doppia lastra in cartongesso (25 mm) - parete CLT (125 mm) - membrana traspirante - isolamento lana di roccia (140 mm) - intonaco (15 mm)

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