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legnoarchitettura 56 – Zucchetti Village

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Lombardini22 Zucchetti Village

Lodi

Ubicazione: Lodi

Committente: Apri S.p.a – Zucchetti

Progetto architettonico e D.L.: Lombardini22, Milano

Strutture: Studio Pavesi, Lodi

Impianti e Interior Design: Lombardini22

Costruttore struttura in legno: LignoAlp –Damiani-Holz&Ko Spa, Bressanone (BZ)

General Contractor: Ediltecno Restauri, Opera (MI)

Progetto e lavori: 2020-2025

Superficie: 25.000 m2

Il legno costruisce l’identità

Dalla costante crescita del Gruppo Zucchetti, prima software house italiana, e dalla necessità di ripensare gli spazi di lavoro per superare la frammentazione delle sedi, nasce Zucchetti Village, un luogo che rappresenta l’identità evolutiva dell’azienda. Il Village trova origine dal recupero e rinnovamento di uno spazio retail su due livelli (l’ex centro commerciale My Lodi) in un’area dove, in una torre completamente rinnovata nel 2017, erano già presenti alcuni uffici del Gruppo. L’edificio esistente, sottoutilizzato, energivoro e obsoleto, possedeva un potenziale significativo e strategico per posizione, superficie e accessibilità e la sua trasformazione mirata e selettiva ha combinato sottrazioni e addizioni volumetriche, riuso e riconfigurazione degli spazi in un dialogo controllato tra conservazione e nuova costruzione. Il risultato di questi interventi è un campus che non è solo un Headquarter, ma un Village contemporaneo che ospita circa 1.200 postazioni di lavoro e fino a 1800 dipendenti in sharing. La grande piastra, di cui si è mantenuta la struttura in c.a., adeguata sismicamente, è stata svuotata centralmente per ricavare due corti interne a cielo aperto e alberate, un giardino, un patio lastricato e una serra bioclimatica a doppia altezza con una significativa copertura a shed vetrata. La rimodulazione dei volumi ha permesso inoltre di realizzare un nuovo corpo di fabbrica di sei piani fuori terra, che è il vero elemento identitario del progetto. Interamente dedicato a uffici e spazi di supporto, il nuovo edificio ha una geometria compatta ma non monolitica: vuoti angolari a doppia altezza e ampie superfici vetrate scavano il parallelepipedo e interrompono la trama del suo involucro, amplificando la luce e regalando terrazze praticabili; all’ultimo piano il volume si alleggerisce ulteriormente con un’ampia terrazza continua perimetrale. Rispondendo alle esigenze funzionali del Gruppo, gli spazi interni sono focalizzati sul benessere psicofisico dei dipendenti e sulla qualità dell’ambiente; particolare attenzione è stata riservata anche al comfort acustico e illuminotecnico. La scelta del legno, lasciato in gran parte a vista, contribuisce a creare ambienti più confortevoli, favorendo un’atmosfera armoniosa e salubre grazie alla sua grana naturale.

Il fronte ovest della nuova addizione completata.
La facciata sud del nuovo volume.
rigenerata.
Foto: Lombardini22
VIDEO

Prospetto nord

Prospetto sud

Prospetto ovest

Prospetto est

longitudinale

trasversale

La corte interna verso ovest e verso sud.

Piano

secondo – Layout interni e copertura della piastra

_l’involucro________

L’involucro gioca un ruolo fondamentale nel progetto del nuovo Zucchetti Village, poiché ne definisce l’identità architettonica e, allo stesso tempo, regola le prestazioni energetiche, il comfort interno e la qualità della luce nell’edificio. La complessità dell’intervento ha richiesto soluzioni ad hoc nelle sue diverse parti; vediamo di seguito quelle relative al corpo in legno.

Il nuovo corpo di fabbrica, posto sul lato est della piastra ex-commerciale, completamente demolita nelle sue ultime tre campate, è una struttura ibrida in legno lamellare, pannelli CLT e calcestruzzo armato (il cuore di distribuzione verticale). 22 pilastri in legno, alti 20 metri e con passo di 8,40 metri, disegnano gli impalcati, anch’essi in legno, secondo una maglia strutturale chiara e leggibile che celebra la materialità naturale e che è lasciata parzialmente a vista, come segno identitario. La facciata a cellule è costituita da moduli vetrati a tutta altezza, integrati da un sistema di schermatura in lamiera stirata che controlla e modula i carichi solari, ottimizzando così il comfort termico, pur lasciando la piena visibilità dell’esterno dalle postazioni di lavoro grazie all’orientamento degli elementi schermanti. Questa strategia è anche un elemento cardine del progetto dal punto di vista dell’immagine architettonica, poiché dinamizza la visione dell’edificio e, giocando sulle variabili densità percettive dell’involucro, lo rende mutevole a seconda dei punti di osservazione.

Vista zenitale della corte interna; veduta panoramica del complesso.

_due parole con il costruttore________

Nel 1927 Leonardo Damiani fonda l’omonima ditta a Bressanone, dando così il via alla produzione e al commercio di travi in legno massiccio. Nel 1989, Markus Damiani, nipote del fondatore, entra in azienda e poco dopo ne assume la direzione, ampliando l’attività e includendo la costruzione di tetti e case in legno. Damiani-Holz&Ko SpA nasce nel 2010 dalla fusione di Damiani Legnami Spa e della carpenteria holz&ko srl di Nova Ponente, guidata da Walter Capovilla, oggi membro della direzione e responsabile della parte tecnica dell’azienda. Da allora, il connubio di lavoro artigianale e di moderne e sofisticate tecnologie di progettazione e produzione contraddistingue il marchio LignoAlp. Oggi, 130 specialisti lavorano a stretto contatto con progettisti e clienti delle regioni alpine e non solo; oltre a vantare un’approfondita esperienza tecnica, essi offrono la massima libertà in fase di progettazione architettonica e garantiscono un’eccellente qualità. Ogni anno vengono costruiti 250 tetti e oltre 80 edifici in legno su misura con un elevato grado di prefabbricazione.

Quali sono state le particolarità di questo progetto?

Una particolarità di questo progetto è stato il nostro coinvolgimento da parte dei progettisti architettonici e strutturali sin dalle prime fasi di stesura del progetto esecutivo. Questa fase è durata diversi mesi, ma è servita a proporre e attuare una serie di suggerimenti di miglioramento. Ciò ha consentito di ottimizzare sia l’aspetto architettonico sia la rapidità di esecuzione. In definitiva, questa progettazione integrata con anche gli attori esecutivi ha fatto sì che il cantiere procedesse senza intoppi.

Quali miglioramenti sono stati apportati concretamente?

Un esempio è la scelta di utilizzare pilastri portanti in legno a tutt’altezza e di sezione ridotta sul lato facciata per rispondere alle richieste dei progettisti. Un altro esempio è la scelta di procedere in assenza di ponteggi. Anche le facciate sono state posate senza l’ausilio dei classici ponteggi tubolari.

_due parole con i progettisti________

Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, ha introdotto per primo un metodo multidisciplinare e multiautoriale, basato su un’attività di analisi e consulenza strategica pre-progetto, sviluppata da professionisti altamente specializzati in tutte le discipline dell’architettura, dell’ingegneria, del marketing e del digital.

Oggi Lombardini22, al primo posto nella classifica delle società di architettura e design italiane in base al fatturato, è specializzata nei settori Office, Retail, Urban, Living, Hospitality, Education, Data Center, Fair. Una piattaforma di servizi a valore aggiunto, votata all’innovazione, che ha il suo fulcro nella continua ricerca e sviluppo in discipline all’avanguardia nell’ambito della progettazione come le neuroscienze, la realtà virtuale, l’inclusività e l’approccio ESG. L’azienda è una comunità giovane, aperta e internazionale di oltre 500 professionisti con un’età media di 35 anni e 28 nazionalità diverse.

Zucchetti Village è un progetto molto complesso: qual è stato l’approccio progettuale verso una reale sostenibilità ambientale?

Il progetto dello Zucchetti Village ci ha dato l’opportunità di consolidare il nostro approccio verso un’architettura sostenibile con una scelta costruttiva particolarmente coerente, soprattutto in chiave di neutralità carbonica: il legno lamellare certificato, qui sperimentato esplorando diverse soluzioni di prefabbricazione in funzione della velocità di cantiere e della qualità dello spazio costruito. Sia durante la costruzione sia rispetto all’intero ciclo di vita dell’edificio, il legno infatti è un materiale unico che consente un significativo risparmio di anidride carbonica e, grazie alla sua capacità di assorbirla e accumularla, agisce di fatto come un serbatoio di carbonio, sottraendo CO2 dall’atmosfera durante la crescita e mantenendola immagazzinata.

Complessivamente sono stati utilizzati per le strutture circa 1.600 m3 di legno certificato PEFC, dal primo al quinto piano della nuova stecca uffici, oltre che nel corpo di collegamento tra le corti interne e in parte della struttura di copertura della “serra” di ingresso. Ciò equivale a 1.600 tonnellate di CO2 sottratta all’atmosfera, corrispondenti alle emissioni annuali di circa 500 auto a benzina o all’assorbimento di 80.000 alberi. Rispetto ad altri materiali da costruzione come cemento e acciaio, che richiedono processi produttivi più intensivi in termini di energia, l’utilizzo del legno riduce notevolmente l’impatto ambientale.

In queste pagine gli ambienti interni con il legno lasciato a vista.

Demolizioni parziali Nuovi innesti, struttura in legno

Involucro ad alte prestazioni Sistema di ombreggiamento e impianti Coperture verdi

Concept dello sviluppo del progetto.

Nell’edificio il legno rimane in gran parte a vista, così come a vista sono gli impianti integrati nella sua trama strutturale, restituendo un’atmosfera “factory” ma percettivamente calda e luminosa, rinforzata da superfici interne ed elementi d’arredo con decisi accenti di colore o esaltata dal contrasto con la loro neutralità cromatica, in funzione delle diverse aree di attività.

fasi

cantiere di

Si possono notare: la posa delle travi; la giunzione trave-pilastro; gli impalcati e le solette dall’esterno e dall’interno; fronti nord, ovest e nord-est dell’edificio in costruzione.

Immagini di alcune
di
Zucchetti Village.
Stato di fatto

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