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legnoarchitettura 56 – Terraprava

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Open Mind
Terraprava
Romano d’Ezzelino

Ubicazione: Romano d’Ezzelino (VI)

Committente: Società Agricola

Terraprava srl

Progettista e D.L.: arch. Pierluigi Sartori –Open Mind srl, Bassano del Grappa (VI)

Team di progettazione: arch. Pierluigi

Sartori, arch. Alberto Crestani, arch. Enrico Penzi – Open Mind srl

Progettista e D.L. opere strutturali: ing. Pierluigi Martin, Bassano del Grappa (VI)

Date lavori: 2020-2025

Superficie: 305 m2 (cantina); 210 m2 (residenza)

Alle radici del territorio

Dal desiderio del committente di vivere in un luogo suggestivo e a stretto contatto con la natura è nata un’azienda agricola biodinamica, Terraprava, che vuole restituire all’architettura la sua vocazione originaria: abitare in equilibrio con la Natura, rispettandone cicli, i ritmi e i paesaggi. I vigneti biodinamici, l’apicoltura e le coltivazioni biologiche dell’azienda, quindi, non sono elementi accessori, ma parti integranti di una visione unitaria in cui il contesto è posto al centro degli obiettivi progettuali e realizzativi. Tutto ciò ha portato alla costruzione di un edificio rurale caratterizzato da materiali naturali ed ecosostenibili, quali il legno e la paglia, e ideato dallo studio bassanese Open Mind come un’architettura che adatta le sue forme al paesaggio bucolico.

L’idea architettonica ha preso forma attraverso una metafora: uno strato continuo, un tappeto srotolato, che segue il falso piano alla base del Col Roigo e sul quale si adagia il volume dell’edificio. I tagli, le bucature e le aperture sono modellati in funzione dei principali coni visuali, mentre il tetto verde asseconda naturalmente l’andamento del pendio, contribuendo alla continuità visiva e ambientale. Il risultato è un’architettura profondamente radicata nel luogo, generata esclusivamente dalla relazione con questo paesaggio rurale e idilliaco. Gli spazi interni sono concepiti come ambienti dedicati al benessere, alla condivisione e all’esperienza sensoriale. Alla cantina ipogea, luogo di ospitalità e produzione, si affianca la parte residenziale, dove le aree private e di relax dialogano con la cucina e il living, spazi aperti verso il panorama. La luce naturale, diventata materia progettuale, scandisce i ritmi della vita quotidiana trasformando gli ambienti nel corso della giornata. Terraprava non è soltanto un’abitazione, ma un laboratorio di vita rurale contemporanea. Un luogo in cui architettura e agricoltura si intrecciano, dando forma a un modello che unisce artigianato e tecnologia, innovazione e tradizione, con l’obiettivo di costruire un’identità fortemente radicata nel territorio e, al tempo stesso, aperta a nuove pratiche sostenibili.

L’affaccio a sud. Scorcio dell’edificio da nord-est.
Il tetto verde mimetizza l’edificio nel pendio.

I fronti esterni visibili sono intonacati a calce con toni che richiamano colori della natura.

_La struttura________

L’edificio si articola su due livelli: un piano ipogeo, realizzato in calcestruzzo armato, destinato alla cantina vera e propria e al parcheggio privato, e il piano terra che ospita, oltre ad altri ambienti di lavoro quali l’ufficio e il laboratorio, anche la residenza privata.

La struttura fuori terra è costituita da un sistema costruttivo in legno e paglia, scelto per le sue elevate prestazioni ambientali e per la capacità di rinnovare, in chiave contemporanea, tradizioni costruttive ancestrali. L’impiego di materiali completamente naturali è parte integrante del progetto architettonico, evocando una visione del costruire orientata al futuro e profondamente ecosostenibile.

Le balle di paglia, usate come isolante, garantiscono un eccellente comfort termo-igrometrico e un’elevata traspirabilità dell’involucro, permettendo al fabbricato di comportarsi come un organismo passivo, capace di autoregolare il proprio microclima interno. Questa scelta consente di ridurre drasticamente il fabbisogno energetico, escludendo l’installazione di sistemi tradizionali di riscaldamento e raffrescamento e affidando il benessere abitativo alla qualità intrinseca dei materiali e alla progettazione bioclimatica. Il tamponamento delle balle di paglia è stato realizzato in argilla, ultimato con l’applicazione di uno strato di intonaco e calce.

Il legno strutturale, lasciato in gran parte a vista, contribuisce a definire un’atmosfera di calore, rendendo leggibile il sistema costruttivo e rafforzando il legame tra architettura e materia. Gli intonaci in argilla, applicati alle superfici interne, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umidità e qualità dell’aria, restituendo ambienti sobri, tattili e accoglienti. A completamento, i pavimenti in pastellone di calce e pietra instaurano un dialogo diretto con le tecniche costruttive locali e con la tradizione vernacolare, offrendo superfici continue, materiche e durevoli nel tempo.

Sezione AA Prospetto nord
Vista zenitale
Il fronte sud
L’edificio si incunea nel terreno diventando un tutt’uno con esso.

Il tetto verde inserisce l’edificio nel contesto naturale e paesaggistico che lo circonda, risultando al tempo stesso un elemento isolante per l’involucro.

Alla pagina accanto: sauna, corridoio e area living, caratterizzati da materiali, colori e textures che richiamano le tecniche costruttive del luogo.

_due parole con i progettisti________

Lo studio di architettura Open Mind srl, con sede nel centro di Bassano del Grappa, da 25 anni si occupa di progettazione architettonica e direzione dei lavori di immobili a tutte le scale, sia pubblici sia privati, trovando la propria massima espressione nel restauro e risanamento conservativo di immobili vincolati. Diversi sono gli interventi di restauro e risanamento conservativo eseguiti nell’hinterland bassanese.

Dal 2023 l’architetto Pierluigi Sartori, in rappresentanza di Open Mind, è socio fondatore e referente per la Regione Veneto di Confrestauro, l’associazione del restauro in Italia, che nasce con lo scopo di rappresentare e promuovere il settore del restauro e della conservazione del patrimonio italiano, creando una rete di competenze complementari e integrate.

Elemento caratterizzante del progetto, oltre all’impiego di materiali naturali, è il tetto verde: potete descriverne in dettaglio le peculiarità?

Il tetto verde di Terraprava si presenta come un vero e proprio “tappeto naturale” che si fonde con il pendio del Col Roigo, creando una continuità visiva tra architettura e paesaggio. Questa copertura vegetale non è solo un elemento estetico, ma svolge molteplici funzioni ambientali e climatiche, radicandosi nella filosofia biodinamica e sostenibile dell’intero progetto.

La vegetazione scelta per il tetto è composta prevalentemente da piante succulente e tappezzanti, come diverse specie di Sedum, ideali per questo tipo di installazione grazie alla loro adattabilità a substrati sottili e condizioni di scarsa disponibilità idrica. Le foglie del Sedum acre immagazzinano acqua e questo permette alla pianta di sopravvivere per periodi prolungati a climi secchi e a periodi di siccità stagionali. Queste piante formano un manto compatto e resistente che protegge lo strato impermeabilizzante sottostante, trattiene l’acqua piovana e contribuisce a un microclima interno più stabile. La presenza di un bordo in ghiaia bianca favorisce il corretto drenaggio delle acque e delimita con precisione l’area vegetale, assicurando la funzionalità del sistema. Il substrato di crescita è studiato per bilanciare leggerezza e capacità di ritenzione idrica, essenziale per sostenere la vegetazione senza appesantire la struttura. Grazie a questa stratificazione, il tetto verde agisce come un isolante naturale, riducendo la dispersione termica durante l’inverno e limitando il surriscaldamento estivo. Questo comporta una riduzione significativa del consumo energetico, in linea con la filosofia passiva che caratterizza Terraprava.

Inoltre, dal punto di vista ecologico, il tetto verde crea un habitat per insetti impollinatori e contribuisce all’incremento della biodiversità locale, aspetto fondamentale in un’azienda agricola biodinamica che mira a una convivenza armoniosa con la natura.

Solaio contro terra (A) dall’estradosso

- pavimento in terra cruda (60 mm)

- massetto porta impianti (140 mm)

- massetto armato in NHL con fibre di vetro (100 mm)

- ghiaia di vetro cellulare (400 mm)

- terreno (420 mm) sopra quota scavo fondazione

Parete esterna (B) dall’esterno

- parete ventilata e intonaco in calce

- camera d’aria di ventilazione

- balle di paglia e struttura a telaio in legno

- intonaco interno in argilla cruda

Copertura (C) dall’esterno

- pacchetto tetto verde – tetto caldo (100 mm)

- doppio tavolato con EPDM superiore

- camera di ventilazione

- doppio tavolato in legno

- balle di paglia

- doppio tavolato in legno con freno vapore

1 magrone

2 setto continuo per sostegno pilastri in legno

3 drenaggio perimetrale

4 fondazione a travi rovesce

5 guaina impermeabilizzante

6 telo drenante

7 ghiaino di posa pavimentazione superiore

8 pavimentazione esterna

9 retina anti-intrusione

10 stacco continuo parete da terra per camera ventilata

11 sagomatura per gocciolatoio

12 setto in legno di testa

Realizzazione dell’interrato e costruzione delle pareti in legno e balle di paglia.
Chiusura delle pareti all’interno con assi poste in diagonale e installazione del sistema radiante a parete su cannucciato prima della finitura con intonaco di argilla.
La struttura lignea della copertura con travi sagomate ad accogliere l’ossatura secondaria e il completamento del tetto verde con posa del substrato terroso.
La struttura in legno e balle di paglia è chiusa all’esterno con uno strato di intonaco e calce.

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