
AOUMM



Ubicazione: Milano
Progetto e D.L: AOUMM, Milano
Team di progetto: L. Astorri, C. Torregrossa, R. Balzarotti, M. Poli, S. Ottaviana, L. Zentilomo, Z. Kasinska, F.Nicolò, E. Marie Shiga
Committente: Save The Children Italia, Roma
Progetto del verde: Francesca Neonato –
PN studio
CSE: Marco Anelli
Impianti MEP: Digierre Group
Strutture in legno: Giovanni Turolla –Timberwork
Strutture in c.a.: Andrea Bollinge
Appaltatore: Gruppo IMM – Investment
Management Milano, Milano
Fornitore struttura legno e facciate:
Legnolandia Group, Forni di Sopra (UD)
Lavori: 2022-2025
Superficie interna: 620 m2
INFO
A servizio della comunità
Punto Luce è il primo centro socio-educativo realizzato ex-novo da Save the Children a Milano. Il centro, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 6 e i 17 anni e nato con l’obiettivo di diventare un luogo riferimento, di condivisione e funzionalità per il quartiere Gallaratese, sorge su un lotto precedentemente occupato da un fabbricato degradato e in disuso dal 2008. Trasformato in un hub di creatività e inclusione, il nuovo edificio accoglie spazi per laboratori educativi, musica e attività digitali, una cucina didattica, orti, aree esterne per attività ludiche, tra cui un ambiente indipendente per le associazioni di quartiere.
Aspetto centrale del processo progettuale è stato il confronto con le scuole, interlocutrici fondamentali nell’identificare e supportare i minori particolarmente a rischio di povertà educativa, con le famiglie, con gli adolescenti e con le organizzazioni attive sul territorio, seguendo il modello promosso da Save the Children nei suoi centri attivi in tutta Italia. Un tavolo di co-progettazione è stato avviato con i principali stakeholder del territorio – insegnanti, ONG, organizzazioni della società civile – insieme a un dialogo con la giovane comunità del quartiere, per poter porre le loro proposte e bisogni al centro della pianificazione operativa delle attività.
Da questo processo è nato un edificio inserito in un ampio giardino con alberi, camminamenti e piazzole, che si distingue per la forma organica e geometricamente complessa e che racchiude un cortile interno più intimo e protetto per i ragazzi. L’impianto planimetrico è un circolo irregolare dalla pianta completamente libera, come uno spazio pubblico, aperto e permeabile che pone al centro la comunità giovanile del quartiere. La configurazione organica, irregolare ma fluida, definisce un’architettura compatta che si apre visivamente e fisicamente verso il contesto grazie ad ampie vetrature che mettono in relazione i diversi ambienti interni con gli spazi all’aperto, destinati ad attività ludico-ricreative e pensati come estensioni immediate degli ambienti didattici. Scelte progettuali come il tetto verde, l’impianto fotovotaico, la struttura in legno prefabbricato e il riutilizzo del seminterrato e delle fondazioni preesistenti hanno consentito di minimizzare l’impatto ambientale e sociale del cantiere.







_La sostenibilità dell’intervento________


La forma circolare irregolare della pianta completamente libera è stata ottenuta disponendo radialmente una serie di portali in legno lamellare certificato PEFC e chiudendo la struttura con pareti prefabbricate in pannelli sandwich. L’adozione di un sistema di prefabbricazione aperta ha permesso un notevole risparmio di tempo durante la fase costruttiva, che è durata circa 12 mesi. Essendo più leggera rispetto alla precedente, la nuova struttura è stata realizzata sulle fondazioni originarie, evitando interventi estesi di scavo, demolizione e ricostruzione. Il volume è orientato strategicamente e la geometria della copertura è stata studiata per fornire ombra alla facciata sud durante mesi estivi, riducendo il guadagno di calore solare. I lucernari portano luce zenitale naturale, riducendo la necessità di illuminazione artificiale e sono dotati di sensori che rilevano temperatura, umidità e livelli di CO2, aprendosi automaticamente per favorire la ventilazione naturale. Queste tecniche passive contribuiscono all’efficienza energetica, contenendo le perdite energetiche e migliorando al contempo il comfort e la salute degli occupanti. Sono stati inoltre installati un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione, sistemi HVAC ad alta efficienza, un sistema di controllo della qualità dell’aria collegato alle finestre sul tetto, un sistema di illuminazione intelligente DALI2 e un impianto fotovoltaico.





_due parole con i progettisti________
Fondato a Milano nel 2012 dagli architetti Luca Astorri, Riccardo Maria Balzarotti, Rossella Locatelli e Matteo Poli, AOUMM è uno studio di progettazione che opera nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, del paesaggio, dell’interior design e dell’allestimento, sviluppando progetti a scala nazionale e internazionale. Ogni progetto trae forza dalla conoscenza interdisciplinare, promuovendo connessioni che portano a risultati innovativi e spesso inaspettati. Ciascun lavoro nasce da un dialogo aperto e intenso con i clienti e da una ricerca continua e approfondita sulle specificità culturali, storiche e ambientali del contesto. Questo processo produce soluzioni distintive che affrontano le sfide spaziali e architettoniche con sensibilità.Tra progetti significativi di AOUMM si segnalano il 3° premio per il concorso internazionale del nuovo velodromo Vigorelli a Milano (2012), il padiglione Save the Children all’EXPO di Milano (2015), la prima fattoria permaculturale in Azerbaijan (2014) e diversi allestimenti presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano e per il Guggenheim Museum di New York.
Come nasce la forma circolare di Punto Luce?
Punto Luce è stato concepito come uno spazio fluido, senza gerarchie rigide, e la sua forma circolare nasce dal confronto tra AOUMM e il team pedagogico di Save the Children, con l’obiettivo di tradurre in architettura alcuni dei principi più avanzati in tema di educazione e crescita dei bambini e degli adolescenti. La forma circolare genera infatti un ambiente accogliente e inclusivo, in cui le diverse attività possono convivere in modo simultaneo, permettendo ai ragazzi di osservare, incuriosirsi e lasciarsi ispirare dalle esperienze degli altri. I partecipanti possono così passare spontaneamente da un laboratorio di musica a uno di teatro, da uno spazio di lettura a un fablab, incontrando coetanei di età e interessi differenti: un approccio che favorisce l’apprendimento trasversale e l’arricchimento reciproco. L’intero progetto diviene così uno spazio educativo aperto, accessibile, inclusivo, capace di stimolare la curiosità e la socializzazione, valorizzando l’integrazione tra architettura, pedagogia e paesaggio.
Punto Luce è completato dagli spazi esterni che sono parte fondante del progetto: come sono stati concepiti e quali funzioni assumono?
Il progetto di paesaggio è stato concepito su una sequenza di soglie che definiscono differenti momenti. Il primo è il cortile centrale, pavimentato e arricchito da alberature leggere, che funge da spazio protetto per attività collettive e laboratori a cielo aperto. A seguire le aree ludiche periferiche, immerse in un disegno vegetale diversificato, pensate per ospitare il gioco libero, incontri informali o semplici momenti di lettura e studio all’aperto. Infine, l’orto didattico, collocato in prossimità dell’area a sud, rappresenta un importante strumento pedagogico, dove i ragazzi possono entrare in contatto diretto con i cicli naturali, sperimentare attività di coltivazione e sviluppare un senso di responsabilità e cura per l’ambiente. Non dobbiamo dimenticare le alberature perimetrali e la quota rialzata rispetto strada che proteggono e schermano parzialmente il lotto, senza interrompere la permeabilità visiva complessiva, o il sistema dei percorsi pedonali, che accompagna visitatori dall’ingresso al centro alle diverse aree funzionali. Anche la scelta delle specie vegetali è ispirata al contesto fitoclimatico locale, con particolare attenzione all’utilizzo di essenze autoctone e facilmente gestibili, anche attraverso attività di manutenzione partecipata da parte dei ragazzi stessi.
Pavimentazione esterna (B) dall’esterno
- pavimento in cemento industriale (173 mm)
- strato impermeabilizzante
- massetto di pendenza (100 mm)
- guaina impermeabilizzante
- magrone (30 mm)
- solaio prefabbricato (300 mm)
- vespaio areato (200 mm)
Solaio contro terra (A) dall’estradosso
- pavimento interno linoleum (3 mm)
- massetto alleggerito (60 mm)
- riscaldamento a pavimento (30 mm)
- massetto porta impianti (90 mm)
- impermeabilizzazione
- isolante termico in poliuretano espanso rigido (90 mm)
- barriera al vapore
- sottofondo in cls (30 mm)
- solaio prefabbricato (300 mm)
- vespaio areato (200 mm)
Parete esterna (C) dall’esterno
- listelli di rivestimento in larice (44x70 mm)
- intercapedine non ventilata (130 mm)
- barriera al vapore
- pannello isolante (80 mm)
- parete a telaio coibentata (230 mm)
- pannello isolante (80 mm)
- intercapedine non ventilata (50 mm)
- doppia lastra di cartongesso (25 mm)

1 travi in c.a. struttura esistente (h 600 mm)
2 imbotte in legno
3 serramento in alluminio
4 lamiera (3 mm)


Copertura (D) dall’esterno
- tetto verde estensivo (160 mm)
- impermeabilizzazione
- pannello OSB (25 mm)
- pannello isolante (280 mm)
- solaio CLT (160 mm)
- trave in legno
- controsoffitto in pannelli acustici
a lamelle di abete (36 mm)








