ISSN 2239-9445
26 Progetti da Austria, Grecia, Nuova Zelanda, USA... Come progettare con il sole e con l’ombra Isolamento termico dal mare Trimestrale – anno 8 – n° 26 marzo 2018 Registrazione Trib. Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 NE/UD Euro 15,00
indice 04
04 argomenti klimaaktiv: un’iniziativa… attiva per la protezione del clima
40
progetti 12 Una centrale culturale a energia positiva Edificio per uffici oh456 - Kulturkraftwerk, Thalgau (A) sps÷architekten zt gmbh, Thalgau (A)
28 Una cattedrale passiva Complesso multiresidenziale, Milton (USA) Duncan • Wisniewski Architecture, Burlington - VT (USA)
40 Tutti per uno, uno per tutti! Residenza unifamiliare, Volos (GR) XG Group of Engineers, Volos (GR)
26
azero rivista trimestrale – anno 8 n. 26, marzo 2018 Registrazione Tribunale Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Numero di iscrizione al ROC: 8147 ISSN 2239-9445 Direttore responsabile Ferdinando Gottard Redazione Lara Bassi, Lara Gariup, Gaia Bollini Editore EdicomEdizioni – Monfalcone (GO)
50
90 50 Da standard a Passivhaus Stuart Street Passive House, Dunedin (NZ)
focus 78 Progettare il sole, progettare l’ombra Roberto Carratù
Architype Ltd., Dunedin (NZ)
62 Non solo Oro... Residenze unifamiliari, Tarzo (TV)
90 innovazione Le “sfere di mare” per l’isolamento edilizio: naturali al 100% e sostenibili
progetti&co, Conegliano (TV)
96 back page Michele De Beni
Redazione e amministrazione via 1° Maggio 117 – 34074 Monfalcone (GO) tel. 0481.484488 – fax 0481.485721 redazione@edicomedizioni.com www.azeroweb.com Stampa Grafiche Manzanesi – Manzano (UD) Stampato su carta con alto contenuto di fibre riciclate selezionate Prezzo di copertina 15,00 euro Abbonamento Italia (4 numeri): 50,00 euro Estero (4 numeri): 100,00 euro Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno
Distribuzione in libreria Joo Distribuzione via F. Argelati 35 – Milano È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore Copertina Complesso multiresidenziale, Milton - VT (USA) foto: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
Credits: BMLFUW/Kurt Hoerbst
argomenti
Montforthaus Feldkirch, Vorarlberg - HASCHER JEHLE Architektur (Berlin - D), mitiska wäger architekten (Bludenz - A), progetto vincitore Staatpreis Architektur und Nachhaltigkeit 2017.
klimaaktiv: un’iniziativa… attiva per la protezione del clima klimaaktiv, l’iniziativa del governo austriaco per la protezione del clima, mira a lanciare e promuovere tecnologie e servizi rispettosi del clima, anche per l’ambiente costruito. Concentrandosi su elevati standard di qualità, klimaaktiv non è solo tra le certificazioni più stringenti d’Europa in fatto di edifici ma fornisce istruzione, formazione professionale e consulenza grazie anche alla collaborazione con una vasta rete di partner. 4
_26
Credits: BMLFUW/Kurt Hoerbst
Neunerhaus Hagenmüllergasse, Wien-Landstrasse - pool Architektur ZT GmbH, progetto vincitore Staatpreis Architektur und nachhaltigkeit 2017.
La protezione globale del clima è, probabilmente, una
la rapida diffusione – di tecnologie e servizi rispettosi
delle poche risposte efficaci ai cambiamenti climatici,
del clima, partendo dal presupposto che la trasforma-
come sostiene ormai da anni l’iniziativa austriaca kli-
zione della nostra società in senso sostenibile è un
maaktiv, che ha come obiettivo finale l’adozione di un
processo sociale complesso e dinamico che può avere
percorso di scelte sostenibili per la società.
esito positivo solo se sempre più soggetti coinvolti mo-
Costituita nel 2004 dal Ministero federale per la Soste-
dellano attivamente il cambiamento. Interi comuni,
nibilità e il Turismo (Bundesministerium für Nachhal-
ma anche singole famiglie e aziende, sono supportati
tigkeit und Tourismus), klimaaktiv è diventata il
da klimaaktiv nelle loro diversificate attività di prote-
progetto austriaco per eccellenza per la protezione del
zione del clima, tramite una serie di iniziative e sup-
clima a lungo termine nonché per la promozione della
porti che vanno, per esempio, dalla consulenza
‘transizione energetica’ (Energiewende in tedesco) e
sull’acquisto di un elettrodomestico all’elaborazione di
della mobilità sostenibile. L’iniziativa, grazie al grande
progetti di architettura sostenibile e poco energivora,
peso che il governo le riconosce, riunisce attori di poli-
al modo migliore per muoversi senza inquinare o con-
tica, governo, finanza e società nel senso più largo del
sumare risorse.
termine, ma anche semplici cittadini e intere comu-
Per questo motivo, klimaaktiv si suddivide in quattro
nità, dissemina e collega idee e progetti che diventano
gruppi di intervento: costruzione e ristrutturazione
esempi di buone pratiche e successo.
(Bauen und Sanieren), risparmio energetico (Energie-
L’obiettivo principale è l’introduzione sul mercato – e
sparen), energie rinnovabili (Erneuerbare Energie) e mo-
argomenti
5
bilità (Mobilität), in ognuno dei quali, attraverso
Mobilità (Mobilität)
esempi di buone pratiche, vengono proposte soluzioni
Circa 1/3 del consumo totale di energia in Austria è at-
comprensibili, stabiliti standard di qualità, rafforzate
tribuibile ai trasporti. Un aspetto che non solo grava dal
le conoscenze e le competenze degli attori coinvolti.
punto di vista economico su ciascun cittadino ma
Costruire e ristrutturare (Bauen und Sanieren)
anche sul clima e sull’ambiente. ‘klimaaktiv mobil’ mo-
Le nuove costruzioni e ristrutturazioni energetica-
stra come la mobilità possa essere progettata in modo
mente virtuose sono la chiave per una protezione cli-
ecologico ed economico senza grandi restrizioni, attra-
matica efficace a lungo termine. Con lo standard
verso l’uso intelligente del mezzo di trasporto più ener-
klimaaktiv si punta innanzitutto su una qualità edilizia
geticamente efficiente, più pulito e più rispettoso
certificata che riguarda la progettazione e l’esecuzione,
dell’ambiente.
i materiali edili e la costruzione nonché gli aspetti centrali del comfort e della qualità dell’aria interna.
Bauen und Sanieren – Costruire e ristrutturare
Risparmio energetico (Energiesparen) Sia negli uffici, che nelle fabbriche o semplicemente nelle case, ci sono numerose opportunità di risparmio che proteggono non solo il clima ma anche il portafo-
Poiché azero si occupa principalmente del futuro so-
glio. Un programma dedicato agli elettrodomestici, al
stenibile del mondo delle costruzioni, ci concentre-
management energetico, all’illuminazione, ai processi
remo proprio sul primo dei 4 gruppi d’azione
operativi efficienti.
dell’iniziativa austriaca.
Energie rinnovabili (Erneuerbare Energie)
Lo standard di costruzione klimaaktiv, benché non sia
Le fonti di energia rinnovabile sono, ovviamente, in
obbligatorio per legge ma la cui applicazione è forte-
modo particolare importanti per il raggiungimento
mente consigliata, si configura come un sistema di va-
degli obiettivi climatici ed energetici. Riscaldare sì ma
lutazione della sostenibilità specifico per gli edifici e
con quale fonte di energia? Cosa può essere trasfor-
che, al momento, definisce i requisiti di efficienza
mato in biogas? Come può essere usato? L’attenzione
energetica più rigorosi in Europa. Il rating di base ri-
si concentra sull’applicazione ottimale ed efficiente
chiede prestazioni termiche obbligatorie e un con-
dell’uso di biomassa, sole e calore dall’ambiente.
sumo energetico con limiti che il codice edilizio
il ciclo della transizione di klimaaktiv Informazione crea consapevolezza e motivazione
Network di partner genera coinvolgimento
riduzione della CO2
Consulenza e supporto implementano la conoscenza
Standard di qualità provvedono a fornire una direzione
klimaaktiv ha sviluppato un vero e proprio ciclo ottimizzato di attività. Le cinque sfere di influenza nel circolo della transizione avviano un processo di feedback positivo e supportano tutti gli attori coinvolti nel processo nell’affrontare, appunto, la transizione energetica.
6
_26
Credits: BMLFUW/Kurt Hoerbst
Formazione migliora le green skills
richiederà dal 2021 in poi, sia per le nuove costruzioni
l’edilizia residenziale e quella terziaria (nuove costru-
sia per la ristrutturazione di edifici residenziali e non
zioni e ristrutturazioni). Nella revisione è stata in pra-
residenziali esistenti (nearly Zero Energy Buildings).
tica stabilita una scelta strategica ben precisa, con
In confronto ad altri sistemi di classificazione edilizia,
l’uscita definitiva dagli impianti di riscaldamento fun-
lo standard klimaaktiv si concentra sulla lotta al cam-
zionanti a petrolio e a gas, non solo per le nuove co-
biamento climatico con una serie di criteri da rispet-
struzioni ma anche per le ristrutturazioni, proprio con
tare trasparenti e liberamente accessibili su
il fine di creare un settore edilizio che sia neutro ri-
piattaforme internet dedicate e una qualità costruttiva
spetto alla CO2. Un chiaro segnale sulla strada della
sempre tracciabile. Negli edifici klimaaktiv non viene
decarbonizzazione, nell’interesse degli obiettivi di po-
accertata e valutata solo l’efficienza energetica, ma
litica climatica nazionale e internazionale e che so-
anche la qualità legata alle caratteristiche del sito, alla
stiene il passaggio mirato alle energie rinnovabili.
progettazione e alla realizzazione, la qualità dei mate-
Tuttavia, le ristrutturazioni, in cui una caldaia esi-
riali edili e del fabbricato stesso, nonché gli aspetti fon-
stente a gasolio o a gas non viene sostituita, ad esem-
damentali del comfort e la qualità dell’aria interna.
pio perché ha solo pochi anni, possono ancora essere
Lo standard di costruzione può essere applicato a tutte
dichiarate klimaaktiv, purché soddisfino i requisiti mi-
le tipologie edilizie, dagli edifici residenziali ai non resi-
nimi nei criteri energetici.
denziali, dai nuovi edifici alle ristrutturazioni. Uno dei
klimaaktiv è un sistema di autodichiarazione con piat-
principali fattori di successo del programma è la fitta
taforma online senza commissioni per gli utenti. I
rete di partner nel settore dell’edilizia che attuano e dif-
costi per il controllo della plausibilità delle documen-
fondono il messaggio di klimaaktiv.
tazioni caricate vengono sostenuti da klimaaktiv,
Nel 2017, il tema della “neutralità rispetto alla CO2” e
quindi dal governo. Per domande sulle dichiarazioni
quindi dell’esclusione definitiva del petrolio e del limi-
di costruzione, esiste una rete di consulenti esperti in
tato utilizzo del gas naturale come fonte di energia per
tutta l’Austria e numerosi “partner competenti per il
l’approvvigionamento di calore sono stati al centro
clima”: architetti, progettisti e costruttori.
delle attività. Ciò ha portato alla redazione di una
Il ‘catalogo dei criteri’, che raggruppa i requisiti – ob-
nuova edizione dei criteri dello standard, il cosiddetto
bligatori e non – da rispettare per ottenere il sigillo kli-
‘catalogo dei criteri’ di klimaaktiv, nelle versioni per
maaktiv, si basa su un sistema che permette di
I 4 pilastri dello standard edilizio (nuove costruzioni e ristrutturazioni - OIB 2015) Analisi dei criteri klimaaktiv per le “residenze di nuova costruzione”; distribuzione dei 1.000 punti massimi disponibili A - Posizione e controllo della qualità dell’edificio - 175 punti max. B - Fornitura di energia (secondo OIB) 500 punti max. C - Materiali edilizi e costruzione 150 punti max. D - Comfort e qualità dell’aria indoor 175 punti max. A sinistra, Sanierung Gemeindeamt Zwischenwasser, Vorarlberg - HEIN architekten, progetto vincitore Staatpreis Architektur und Nachhaltigkeit 2017.
argomenti
7
totalizzare 1000 punti e tre livelli di certificazione:
dell’edificio. L’offerta di infrastrutture e di mobilità ri-
• klimaaktiv Bronzo: edifici che soddisfano tutti i cri-
spettose dell’ambiente presenti nelle vicinanze sono
teri richiesti obbligatori ma ai quali non viene asse-
importanti quanto i costi del ciclo di vita, la tenuta al-
gnato un punteggio;
l’aria dell’involucro e il monitoraggio del consumo di
• klimaaktiv Argento: edifici che soddisfano tutti i cri-
energia. klimaaktiv premia, in questo senso, la connes-
teri richiesti e raggiungono almeno 750 punti;
sione ai trasporti pubblici, ai parcheggi per biciclette,
• klimaaktiv Oro: edifici che soddisfano tutti i criteri ri-
alle piste ciclabili, all’elettromobilità o ai concetti di
chiesti e raggiungono almeno 900 punti.
mobilità integrata. • Energia e approvvigionamento della stessa: consumi
I criteri
energetici significativamente più bassi, minori emis-
I criteri necessari per il raggiungimento dei vari livelli
sioni di CO2 e un minore utilizzo di energia primaria
sono suddivisi in quattro categorie di valutazione: po-
rispetto agli edifici standard sono decisivi per ottenere
sizione e controllo della qualità dell’edificio, energia e
un’alta qualità edilizia e un conseguente alto punteg-
fornitura (della stessa), materiali edilizi e costruzione
gio klimaaktiv. La prova può essere eseguita secondo le
nonché qualità dell’aria e comfort interno. Per i singoli
linee guida OIB 6, 2015 o secondo il PHPP (versione 9 o
criteri e per le quattro categorie di valutazione ven-
seguenti).
gono definiti i punti massimi raggiungibili.
• Materiali edili costruttivi: sono esclusi soprattutto i
• Posizione e controllo della qualità dell’edificio: le basi
materiali da costruzione e le sostanze inquinanti che
per un’edilizia sostenibile vengono poste nel momento
danneggiano il clima mentre viene premiato l’utilizzo
in cui si sceglie un luogo e si definiscono le qualità
di materiali ecocompatibili. È presa in considerazione
Credits: BMLFUW/Kurt Hoerbst
SMART Wohnen – Sonnwendviertel II, Wien-Favoriten - Geiswinkler & Geiswinkler Architekten ZT GmbH, progetto nominato allo Staatpreis Architektur und Nachhaltigkeit 2017.
8
_26
Catalogo dei criteri Bauen und Sanieren - Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni
Criterio obbligatorio
Punti cumulabili
Nr.
Titolo
A
Luogo e qualità della posizione
max 175
A1
Infrastrutture e mobilità verde
max 60
A 1.1
Infrastrutture vicine al luogo di progetto
A 1.2a
Mobilità verde
A 1.2b
Concetto di mobilità
50
A2
Prova di qualità per la progettazione e l’esecuzione
max 130
A 2.1
Fattibilità economica dell’intervento
da 15 a 30
A 2.2a
Garanzia di qualità del calcolo della domanda energetica e previsione di consumo secondo OIB
da 30 a 40
A 2.2b
Garanzia di qualità del calcolo della domanda energetica e previsione di consumo secondo PHPP
da 50 a 60
A 2.3
Tenuta all’aria dell’involucro
A 2.4
Monitoraggio del consumo energetico
X
da 2 a 30
X alternativa a o b
da 0 a 50
X
da 0 a 30
X
da 0 a 40
(a partire da 1.000 m2)
B
Energia e fornitura di energia (metodo dimostrativo OIB)
B 1a
Fabbisogno energetico per riscaldamento OIB
X
da 100 a 200
B 2a
Fabbisogno di energia primaria OIB
X
da 25 a 100
B 3a
Emissioni di CO2 OIB
X
da 75 a 200
B 4a
Fattore di efficienza energetica generale OIB
da 25 a 75
B
Energia e fornitura di energia (metodo dimostrativo PHPP)
max 500
B 1b
Fabbisogno energetico per riscaldamento PHPP
X
da 150 a 250
B 2b
Fabbisogno di energia primaria PHPP
X
da 25 a 100
B 3b
Emissioni di CO2 PHPP
X
da 75 a 200
B 4b
Produzione di energia tramite FV
da 10 a 50
C
Materiali edili e costruzione
max 150
C1
Materiali
max 90
C 1.1
Esclusione di sostanze nocive
C 1.2
Esclusione di sostanze estremamente pericolose
C 1.3
Elusione di PVC e di altri composti organici alogenati
C 1.4
Uso di prodotti con etichette ambientali
da 0 a 40
C2
Costruzione ed edificio
max 100
C 2.1a
Ecoindice dell’intero edificio - BG3
max 500
5
X
5 da 5 a 60
X
da 0 a 75
X (alternativa a o b)
C 2.1b
Ecoindice dell’involucro termico - BG1
da 0 a 50
C 2.2b
Indicatore di smaltimento EI/EI10
da 0 a 50
D
Comfort e qualità dell’aria
max 175
D1
Comfort termico in estate
da 15 a 50
D2
Ventilazione con recupero di calore
60
D3
Utilizzo di prodotti da costruzione poco inquinanti e a basse emissioni / analisi degli inquinanti
da 0 a 60
D4
Misurazione della qualità interna dell’aria
da 0 a 40
X (a partire da 1.000 m2)
TOTALE
1.000
Esistono tre tipi di certificazioni per gli edifici – bronzo, argento e oro – che si basano su un sistema a 1.000 punti, organizzato in base alle richieste della tabella soprastante e utilizzato per valutare gli edifici e certificarne la conformità allo standard. Con più di 550 fabbricati presenti in Austria, di tutte le tipologie, lo standard edilizio promosso da klimaaktiv gode di una posizione leader in termini di valutazione degli edifici, incentrata sulla protezione del clima e sull’efficienza energetica, tanto che in Europa, al momento, non esiste un altro sistema che utilizza strumenti di garanzia della qualità che siano più efficaci.
argomenti
9
(http://klimaaktiv-gebaut.at/).
di un edificio fino al suo smantellamento.
Il programma klimaaktiv mette a disposizione linee
• Comfort e qualità dell’aria indoor: il comfort estivo e
guida, liste di controllo e strumenti per aiutare costru-
l’uso di materiali da costruzione a basse emissioni ren-
zione e risanamento efficienti dal punto di vista ener-
dono piacevole il clima indoor. Si tende a premiare la
getico e funzionamenti ecocompatibili degli edifici.
presenza di un sistema di VMC con recupero di calore.
Inoltre, a integrazione, è stato aggiunto il gruppo di
All’interno di questi gruppi, la categoria di valutazione
punteggio “klimaaktiv nell’uso dell’edificio” che forni-
relativa all’energia e al suo approvvigionamento gioca
sce un ulteriore incentivo per il calcolo realistico della
un ruolo centrale, poiché l’obiettivo è quello di ridurre
domanda di energia e l’ottimizzazione nell’uso del-
significativamente i consumi energetici e le emissioni
l’edificio. Ciò ha lo scopo di contrastare una delle prin-
inquinanti durante tutta la vita degli edifici. I criteri di
cipali critiche alle costruzioni a basso consumo
base, così come indicati nella tabella della pagina pre-
energetico, ovvero il superamento dei valori di calcolo
cedente, sono quelli segnalati come obbligatori. Tutti i
dalla progettazione all’uso degli edifici.
criteri e i risultati delle valutazioni degli edifici pos-
Infine, ma non da ultimo, l’adesione ai programmi kli-
sono essere rintracciati su siti web di pubblico accesso
maaktiv (anche nelle aree non direttamente riconduci-
mentre tutti gli edifici certificati klimaaktiv sono espo-
bili all’edilizia) permette l’applicazione di sovvenzioni
sti in modo completo su un sito web separato
di carattere statale e/o regionale.
Casa a basso consumo energetico
Edificio vecchio <20 anni oppure ristrutturato
Edificio vecchio >20 anni oppure ristrutturato
Produzione ACS consigliata Pompa di calore in combinazione con FV
Casa a bassissimo consumo energetico
Solare termico
Passivhaus
Utilizzo flessibile di energia da sole/vento (Smart Grid ready)
l’ottimizzazione ecologica a partire dalla costruzione
+
++
+
++
++
PdC geotermica (terreno) con distribuzione di calore e acqua a bassa temperatura fino a 35 °C
+
++
++
PdC geotermica (acqua di falda) con distribuzione di calore e acqua a bassa temperatura fino a 35 °C
+
++
++
PdC (aria esterna) con distribuzione di calore e acqua a bassa temperatura fino a 35 °C
+
++
++
Riscaldamento centralizzato a pellet con serbatoio di accumulo termico
++
++
Riscaldamento centralizzato a gassificazione a legna con serbatoio di accumulo termico
++
+
+
++
Principale sistema di riscaldamento e di produzione di ACS
Fabbisogno energetico per riscaldamento kWh/m2 anno
≤ 10 (A++) ≤ 15 (A+) ≤ 25 (A)
Sistema Passivhaus VMC con riscaldamento dell’aria
≤ 50 (B)
≤ 100 (C)
> 100 (D)
Il solo riscaldamento dell’aria tramite VMC e non è possibile
Apparecchio combi: VMC con distribuzione di calore e acqua a bassa temperatura fino a 35 °C
Performance del sistema di riscaldamento non è sufficiente
Teleriscaldamento a base di biomassa Riscaldamento generale con camino (legna/pellet) o stufa in maiolica con serbatoio di accumulo termico
Performance del sistema di riscaldamento non è sufficiente
++
+
Riscaldamento generale con camino o stufa in maiolica senza sistema di distribuzione del calore
Performance del sistema di riscaldamento non è sufficiente
+
++
++
++
Riscaldamento elettrico diretto (es. a infrarossi) collegato all’impianto solare I criteri per le raccomandazioni si basano su CO₂, costi d’investimento, comfort dato dal riscaldamento: altamente raccomandabile
raccomandabile
meno raccomandabile
non raccomandabile
tecnicamente non ragionevole
Matrice di valutazione klimaaktiv aggiornata al 2017 relativa ai sistemi di riscaldamento per case uni- e bifamiliari. La combinazione di un impianto di VMC con l’energia solare (per la produzione di ACS, a supporto del riscaldamento o per la produzione di energia elettrica) è sempre consigliata quando si tratta di un sistema di riscaldamento per un edificio klimaaktiv. Le scelte tecnologiche individuali (solare termico o fotovoltaico) devono tuttavia essere valutate caso per caso.
10
_26
Iter di certificazione
La dichiarazione è gratuita così come la verifica delle
Prerequisito per l’assegnazione di un edificio con il
prove portate per il raggiungimento dei criteri di base,
marchio di qualità klimaaktiv è il completamento con
o di quelli che danno diritto a più punti, effettuata at-
successo della dichiarazione di costruzione (Gebäude-
traverso un controllo di plausibilità da parte del team
deklaration) su piattaforme online, specifiche per edi-
di “costruire e ristrutturare” (Bauen und Sanieren) di kli-
fici residenziali o terziari. In tal modo, lo studio di
maaktiv. Vengono invece caldamente incoraggiate la
progettazione – o chi inoltra la domanda – dimostrano
progettazione/pianificazione e la consulenza esecutiva
la conformità con tutti i criteri richiesti. La valuta-
del progetto secondo i criteri klimaaktiv.
zione dell’edificio viene eseguita in diversi passaggi.
gnato passo dopo passo nella compilazione della di-
Il premio nazionale dell’architettura e della sostenibilità - Staatpreis Architektur und Nachhaltigkeit
chiarazione, ricevendo tutte le informazioni
Negli ultimi anni, non solo l’industria delle costruzioni
necessarie per l’inserimento dei dati dell’edificio. Una
si è sviluppata costantemente, ma si è rafforzata anche
dichiarazione in corso può essere interrotta in qual-
la volontà di rendere familiare e fruibile da parte di un
siasi momento, ripresa in seguito o interrotta del tutto.
pubblico più ampio una cultura dell’edilizia efficiente
2. Creazione di un progetto: è necessario specificare se
dal punto di vista energetico. Questo sviluppo è pro-
l’edificio è in fase di progetto, è in corso di costruzione
mosso e supportato dal “Premio nazionale austriaco
o è completato. La dichiarazione si svolge quindi se-
per l’architettura e la sostenibilità” (Staatpreis Architek-
condo cinque aree di criteri; una volta completate tutte
tur und Nachhaltigkeit), che offre premi e riconosci-
le voci necessarie e caricati i documenti richiesti, viene
menti a un’architettura che si sia sì distinta per i suoi
visualizzato un segno di spunta verde per ogni stato.
aspetti estetici ma che sia al contempo anche forte-
3. Completamento della dichiarazione: una volta compi-
mente orientata al futuro, incoraggiando i costruttori a
late tutte le voci e caricati tutti i documenti richiesti, la
sviluppi e a innovazioni ulteriori. Lo Staatpreis Architek-
dichiarazione si considera completata e viene inol-
tur und Nachhaltigkeit premia le eccellenti prestazioni
trata al ‘verificatore di plausibilità’ della zona.
raggiunte dalle opere di costruttori, architetti e proget-
4. Test di plausibilità: il ‘verificatore di plausibilità’ ri-
tisti, che hanno ovviamente fatto certificare klimaaktiv
ceve una notifica via email che indica che un edificio
il proprio edificio e che sono riusciti a combinare archi-
deve essere controllato. Se le prove o le informazioni
tettura e metodi di costruzione che risparmiano le ri-
contenute nella dichiarazione sono inadeguate o non
sorse. L’ultima iniziativa del Premio, il quinto della
sufficienti, la persona preposta al controllo re-inoltra
serie, è stata organizzata nel 2017, ha visto la partecipa-
il progetto a chi lo ha caricato sulla piattaforma, rile-
zione di 76 progetti, 11 dei quali sono stati nominati in
vando le eventuali ambiguità o carenze. È possibile
finale e 5 di essi hanno ricevuto il prestigioso riconosci-
quindi rivedere la dichiarazione e rilasciarla per la re-
mento. Lo Staatpreis Architektur und Nachhaltigkeit
visione e, se l’esito del controllo è positivo, il progetto
viene organizzato ogni 2-3 anni all’interno delle inizia-
viene certificato.
tive klimaaktiv, non solo al fine di promuovere e far co-
5. Pubblicazione del progetto: una volta che il progetto è
noscere le buone pratiche costruttive a protezione del
stato approvato, sarà visibile sulla piattaforma degli
clima ma anche per mostrare come sia possibile coniu-
edifici (www.baubook.at/kahg per i residenziali;
gare architettura e sostenibilità, sfatando il mito per cui
www.klimaaktiv.baudock.at per i terziari) e sul data-
edifici prestanti dal punto di vista energetico lo sono
base degli edifici (www.klimaaktiv-gebaut.at). L’edifi-
meno dal punto di vista architettonico.
cio è quindi conforme allo standard klimaaktiv!
In questo numero di azero pubblichiamo il Kultur-
6. Targhetta e certificazione: è l’ultimo passo, quello che
kraftwerk, dello studio sps÷architekten di Thalgau nel
permette di avere la targhetta da apporre sull’edificio
Salisburghese, uno dei vincitori dello scorso Premio.
1. Registrazione sulla piattaforma online degli edifici: dopo la registrazione gratuita, l’utente viene accompa-
come prova tangibile delle sue qualità. Possono essere eseguite sia dichiarazioni di progetta-
Per approfondimenti
zione che dichiarazioni di completamento degli edifici.
www.klimaaktiv.at
argomenti
11
Una centrale culturale a energia positiva Edificio per uffici oh456 - Kulturkraftwerk, Thalgau (A)
12
_26
Photo: © Kurt Hörbst
progetti
Un edificio che è stato premiato e nominato più volte negli ultimi anni, non solo per la sua sostenibilità e il basso consumo delle risorse confermate dagli standard klimaaktiv e Passivhaus, ma anche per le innovative idee costruttive e di dettaglio che ne caratterizzano l’architettura e gli impianti, nonché per la combinazione di tecniche artigianali antiche con tecnologie moderne. L’edificio per uffici condiviso oh456 - Kulturkraftwerk rivela nel suo nome l’unità di cultura e di energia, ponendosi come catalizzatore culturale della zona in cui si trova e funzionando solo con energia rinnovabile dal sole e dall’acqua, grazie a una piccola centrale idroelettrica alimentata dal torrente che scorre sul lotto. progetti
13
Photo: © Kurt Hörbst
Il lato rivolto a sud, con gli elementi aggettanti dei solai che qui diventano veri e propri balconi.
In principio era la centrale L’edificio a funzione terziaria oh 456 di Thalgau, citta-
per questioni economiche. A quel punto Simon Spei-
dina nel Land Salisburghese, ha già nelle sue origini
gner, motivato ecologicamente e imprenditorial-
l’idea della sperimentazione.
mente, vide sul sito non solo lo spazio sufficiente per i
Tutto nacque qualche anno fa, quando l’architetto
nuovi uffici, ma anche l’opportunità di fornire agli
Simon Speigner, dello studio da lui fondato sps÷archi-
stessi energia rinnovabile dall’acqua, avviando il pro-
tekten, si mise a cercare una nuova sede per il suo uffi-
getto della centrale idroelettrica. Cosa che in effetti
cio in via di espansione. Nel corso della ricerca, si
avvenne nel 2011, quando si realizzò la piccola cen-
imbatté quasi per caso in una segheria dismessa fuori
trale che da quel momento produce ogni anno una
dal centro di Thalgau – luogo di cui lui, tra l’altro, è
quantità di energia sufficiente (ca. 336.000 kWh) per
originario – che aveva spazio sufficiente per un edifi-
sopperire ai bisogni di 100 famiglie della zona.
cio per uffici ma il cui proprietario, inizialmente, non
La centrale si presenta architettonicamente come una
era disposto a vendere. La cosa si fece, tuttavia, inte-
semplice casa di legno con tetto a falde e rivestimento
ressante quando costui raccontò a Speigner che negli
in scandole, prevede uno sbarramento con passaggio
anni ‘80, quando la segheria era ancora in attività,
per i pesci e un edificio a parte per la turbina Kaplan
avrebbe voluto costruire una piccola centrale idroelet-
che trasforma l’acqua in energia posta sul lato della
trica, per la quale aveva ottenuto un permesso di pre-
strada, in cemento a vista.
levamento di acqua dal Fuschler Ache, il torrente che
Grazie al successo dell’operazione, e inseguendo tena-
bagna il lotto, ma che purtroppo non fu mai realizzata
cemente il suo sogno, l’architetto riuscì infine a spun-
14
_26
Progetto sps÷architekten zt gmbh, Thalgau (A)
Direttore dei lavori Simon Speigner - sps÷architekten zt gmbh, Thalgau (A) Appaltatore Bauunternehmen Doll GmbH, Seekirchen am Wallersee (A)
Photo: © Kurt Hörbst
Impianti Elektrotechnik Kontriner GmbH, Bischofshofen (A); Alternative Energiesysteme Holleis KG, Salzburg (A); Wörndl Elektrotechnik GmbH, Salzburg (A)
Lavori in argilla BiosLehm e.U., Marz (A) Fine lavori 2014 Superficie fondiaria 2.455 m2
tarla e a ottenere il permesso di costruire i suoi uffici a poche decine di metri dalla centrale idroelettrica, ritrovandosi nella triplice posizione di architetto-committente-utente.
Superficie costruita 455 m2
L’ensamble che ne è derivato riunisce più funzioni: accoglie, distribuiti su 3
Certificazioni • klimaaktiv Gold, 813 punti • (solo calcolo secondo PHPP) Passivhaus Institut Darmstadt
lighting design, agenzia di eventi), 2 appartamenti (all’ultimo piano, per i
piani, gli spazi per lo studio di architettura e per altri studi (interior design, collaboratori e per gli ospiti), spazi al piano terra dedicati ad attività comunitarie a uso dei lavoratori ma allargate alla comunità locale (biblioteca specialistica, spazi per eventi anche culturali).
Photo: © Kurt Hörbst
Sopra e in questa immagine, la casetta in legno della piccola centrale idroelettrica sul torrente Fuschler Ache.
progetti
15
piano terra
piano primo
Photo: © Kurt Hörbst
Il lato rivolto a nord, con la porta d’ingresso in legno progettata dall’artista salisburghese Willi Scherübl che ne ha basato il pattern, inciso a rilievo, su un motivo floreale circolare, composto da una simmetria esagonale, noto anche come il “fiore della vita”.
Trasmittanza media pareti esterne U = 0,12 W/m2K
fronte est
Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,14 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,11 W/m2K Trasmittanza media serramenti Uw = 0,78 W/m2K, Ug = 0,5 W/m2K
fronte ovest
16
_26
sezione longitudinale
sezione trasversale
Consumo energetico annuo per riscaldamento (PHPP) 14 kWh/m2 anno
Obiettivi sostenibili
Tenuta all’aria n50 = 0,6/h
Lo studio di Speigner è pioniere in Austria nell’ambito dell’architettura sostenibile e dello standard
Consumo energetico annuo per riscaldamento (OIB 2011) 2,1 kWh/m3 anno
Passivhaus. L’architetto aveva quindi sufficienti e necessari espe-
Consumo energetico annuo energia primaria (OIB 2011) 110,2 kWh/m3 anno
rienza e know how per sapere quali sono i vantaggi
Emissioni di CO2 (OIB 2011) 17,5 kg CO2/m2 anno
Nel caso dell’oh456, l’asticella è stata spostata più in
che un edificio passivo – e sostenibile – apporta. alto poiché si voleva dimostrare che, oltre agli aspetti legati prettamente alla costruzione passiva, esistono
Perché “oh456”? “oh” non indica lo stupore (!) ma è piuttosto un’espressione del dialetto dell’alta Austria, della zona del Salisburghese, e significa ‘Ache’, cioè fiume, torrente; nel caso specifico, il riferimento è al ‘Fuschler Ache’ che scorre nel lotto. La spiegazione per il “456” – che si riferisce ai 3 edifici presenti sul lotto (edificio per uffici, centrale idroelettrica, casetta della turbina) – richiede, invece, di riallacciarsi a un precedente progetto dello studio, l’edificio passivo “oh123”, realizzato sempre a Thalgau all’inizio degli anni 2000 e di cui l’oh456 è la continuazione concettuale. Disegni: © sps÷architekten zt gmbh
anche altri fattori che svolgono un ruolo importante nel comfort e nel benessere degli utenti e dei residenti; per esempio la luce naturale e quella artificiale, il colore degli ambienti, le qualità delle superfici e poi la qualità dell’aria, dei materiali e l’aspetto acustico. Per raggiungere questi obiettivi sono state sviluppate e testate alcune novità sia costruttive che impiantistiche, come la combinazione di un sistema di management per la produzione di energia collegato alla centrale idroelettrica e all’impianto fotovoltaico presente in copertura con il controllo e il monitoraggio di tutti i consumi e i consumatori di energia elettrica e
Photo: © Kurt Hörbst
con l’uso della mobilità elettrica. Oppure l’utilizzo e l’ulteriore sviluppo di vetri fissi senza telaio con l’impiego di un nuovo materiale plastico isolante resistente alle alte pressioni; l’impiego su larga scala di materiali naturali non trattati a fronte della completa rinuncia di sostanze chimiche sui rivestimenti interni ed esterni dell’edificio, nonché per pavimenti e soffitti. Infine, la combinazione di vecchie tecniche artigianali con nuove tecnologie.
progetti
17
Involucro naturale Costruttivamente, l’edificio consiste in un mix di me-
Copertura (A), dall’estradosso: - tetto verde estensivo - membrana geotessile in polipropilene (0,3 cm) - strato di drenaggio e materassino di protezione (2,5 cm) - doppio strato di elemento impermeabilizzante a base di elastomero (0,4 cm) - isolamento in EPS (44 cm) - barriera al vapore (0,4 cm) - solaio in X-lam (16 cm)
todi e materiali da costruzione noti e sperimentati da tempo, quasi arcaici, nonché di tecniche e componenti moderne, in parte auto-sviluppate. Strutturalmente – e architettonicamente – caratteristico è il nucleo in cemento pressato artigianalmente che ha preso idealmente forma dai muri in calcestruzzo realizzati a mano e ritrovati nella vecchia segheria.
Parete esterna portante (B), dall’interno: - pannello OSB 3 (2,5 cm) - elemento in telaio di legno con interposto isolamento in cellulosa (24 cm) - elemento in telaio di legno con interposto isolamento in cellulosa (12 cm) - pannello di rivestimento in fibra di legno DHF (1,5 cm) - telo di tenuta all’aria - listellatura (3 cm) - controlistellatura (3 cm) - rivestimento di facciata (1,5 cm)
Il massiccio nucleo centrale è stato qui costruito con una tecnica semplice e assolutamente artigianale, senza armatura e senza materiali da costruzione aggiuntivi, con la quale si rendono leggibili gli strati di sabbia e inerti. I solai a sbalzo in c.a. che dipartono dalla ‘scatola’ interna in cls continuano come solai realizzati in legno lamellare incollato (X-lam) sporgendosi tutt’intorno al perimetro rettangolare – a sud più che sugli altri tre
Solaio interpiano (C), dall’estradosso: - parquet (2,2 cm) - massetto di livellamento sfuso (2,4 cm) - listellatura in legno 4x8 con interposta perlite (8 cm) - elemento isolante in fibra morbida (1 cm) - membrana in PE - massetto sfuso contenente condutture/cablature (7 cm) - elemento di separazione in polietilene contro il rumore da calpestio (1 cm) - elemento portante in X-lam a vista (16 cm)
lati, sotto forma di balcone – per assumere diverse funzioni: come protezione dalle intemperie e percorso
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
Il nucleo in calcestruzzo pressato a mano, in fase di realizzazione.
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
Solaio contro terra (D), dall’estradosso: - parquet (2,2 cm) - massetto di livellamento sfuso (2,4 cm) - barriera al vapore - listellatura in legno 4x8 con interposta perlite (8 cm) - elemento isolante in fibra morbida (1 cm) - isolamento in XPS (12 cm) - membrana impermeabilizzante in bitume a base di elastomero (0,4 cm) con tenuta all’umidità - solaio in cemento armato a vista (30 cm)
18
_26
A
B
C
D
Credits: Š spsáarchitekten zt gmbh
progetti
19
Photo: © Kurt Hörbst
di manutenzione per il rivestimento esterno e per impedire il passaggio del fuoco (flashover) da un piano all’altro. Le pareti portanti esterne sono invece elementi prefabbricati in telaio di legno, isolati con cellulosa e rivestiti con assicelle di larice Photo: © sps÷architekten zt gmbh
realizzate a mano – anche qui il recupero di una tecnica tradizionale, semplice e molto resistente. Assieme alla parte in calcestruzzo, esse sono gli unici elementi strutturalmente portanti dell’oh456, il resto degli ambienti interni è suddiviso con pareti in legno non portanti che garantiscono, in futuro, una certa flessibilità spaziale. Un parquet di legno massiccio di quercia a spina di pesce è stato posato su una tradizionale struttura galleggiante in legno, elimiQui sopra, un dettaglio delle prese d’aria della ventilazione meccanica, visibili anche nella fotografia in alto, in prossimità della vetrata sulla sinistra. I condotti di alimentazione della VMC si aprono in scatole di legno di pino cembro e sono montate a filo nel pavimento in legno massiccio, davanti alle finestre o alle vetrate fisse. L’aria fresca, fornita con una velocità media dell’aria compresa tra 0,1 e 0,2 m/s, dovrebbe arricchirsi dalla distribuzione attraverso il passaggio in scatole realizzate, appunto, con questa essenza poiché è stato dimostrato che il pino ha effetti positivi sui valori fisiologici di riposo, di umore, di stress psicofisiologico e di recupero.
20
_26
nando così il convenzionale massetto in calcestruzzo. Il pavimento in legno è stato inchiodato direttamente al sottofondo su una listellatura distanziata, risultando in questo modo più elastico rispetto a un pavimento incollato sul massetto. La superficie è stata lisciviata e quindi saponata, in modo che il legno non ‘si cuocia’ come se fosse oliato e si scurisca, ma rimanga chiaro (è stato utilizzato sapone dal colore bianco latte). Per i serramenti della facciata è stata testata una tipologia di vetratura senza telaio in combinazione con nuovi materiali isolanti e con componenti per finestre convenzionali e passive, acquisendo quindi nuove modalità di applicazione, assemblaggio, installazione e sigillatura di tali elementi alla struttura.
Photo: © Andrew Phelps Photo: © sps÷architekten zt gmbh
Un breve approfondimento merita la scala, qui sopra, che collega i 3 piani, apparentemente semplice ma in realtà altamente sofisticata, di cui è stata innanzitutto verificata la fattibilità tecnica, sviluppata assieme a un produttore locale di calcestruzzo prefabbricato. La realizzazione dell’elemento architettonico a sbalzo, con uno spessore della sezione di 8 centimetri, è stata possibile solo con una cassaforma speciale, proprio a causa della sezione sottile. Sono stati testati diversi sistemi di casseforme per le rientranze, quindi è stato necessario trovare la miscela adatta da versare all’interno. Al fine di evitare il rischio di spaccature in modo irrimediabile durante il trasporto, la scala è stata divisa in tre parti e queste sfalsate in modo che l’impatto tra di esse fosse minimo o comunque compatibile. Le superfici di soffitti, pavimenti e scale, realizzate in grigio calcestruzzo, creano un delicato contrasto con il linguaggio materico delle pareti in legno.
A destra, un momento del montaggio di una delle vetrate fisse ad altezza di piano per le quali è stato utilizzato il sistema esistente di un produttore di serramenti austriaco, integrato con un nuovo tipo di materiale isolante, testato proprio nell’oh456 e quindi ulteriormente sviluppato per essere prodotto in serie. Il materiale isolante impiegato consente di inserire le finestre nella struttura, senza telaio, a livello del pavimento, evitando ponti termici.
progetti
21
Il nucleo di cemento e le pareti esterne hanno una funzione statica mentre tutte le pareti interne sono variabili e potrebbero essere rimosse in qualsiasi momento, permettendo una riorganizzazione della pianta.
22
_26
Photo: © Kurt Hörbst
La struttura dei trucioli di OSB3 che rimangono a vista all’interno fa il verso alle ‘sfumature’ del calcestruzzo pressato. Negli uffici sono presenti pavimenti in legno di quercia saponata, nelle zone di comunicazione invece, come quella di questa immagine, pavimenti continui.
Energia totalmente rinnovabile L’obiettivo primario era quello di garantire l’approvvi-
mente neutralizzata anche la formazione di muffa.
gionamento energetico all’edificio in modo sosteni-
Il comfort interno è comunque garantito anche da un
bile attraverso risorse energetiche rinnovabili come
impianto di VMC con recupero di calore, decentrato
l’acqua o l’energia solare.
su ogni piano. L’aria fresca viene introdotta attraverso
Quindi, per l’oh456, si è pensato a un sistema FV che
prese d’aria presenti sul pavimento in zona finestre e
potesse sopperire alle necessità di riscaldamento e di
aspirata dalla zona dei vani accessori, nel nucleo cen-
produzione di ACS (tramite boiler), in combinazione
trale in calcestruzzo.
con l’energia idroelettrica – da cui, in realtà, era par-
Nella prima fase di utilizzo, sono stati effettuati di-
tito tutto il concetto energetico – come ulteriore ri-
versi mesi di monitoraggio, grazie a un appostio si-
sorsa. La potenza e la domanda di energia sono state confrontate con il potenziale energetico utilizzabile attraverso l’energia idroelettrica e l’energia solare. Sulla base di questo calcolo sono stati quindi effettuati il dimensionamento del generatore fotovoltaico e la definizione della migliore integrazione possibile per la fornitura di energia dell’edificio. I moduli fotovoltaici presenti in copertura (15 m2, 5 kWp) presenprotezione antincendio, il miglioramento delle prestazioni e il monitoraggio dei moduli stessi. Nel corso dello sviluppo del progetto, si è rinunciato a sistemi di trasporto dell’acqua per il condizionamento termico dell’edificio.
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
tano una componentistica elettronica integrata per la
Poiché un riscaldamento elettrico dell’aria di alimentazione è stato stimato non ottimale, ed è quindi stato
Sopra, un dettaglio dei moduli FV presenti sul tetto verde.
installato solo come “sistema di backup”, si è reso neSotto, tubazioni della VMC annegate nel solaio contro terra in c.a.
cessario sviluppare un’alternativa per l’erogazione del calore necessario per garantire un comfort sufficiente in caso di temperature esterne molto basse. Dopo aver esaminato tutte le condizioni al contorno, si è optato per elementi verticali in argilla che nascondono tappetini riscaldanti elettrici, anche in considerazione del coinvolgimento della produzione di energia insita nel progetto (FV e centrale idroelettrica). Il sistema così ideato è stato utilizzato proprio in questo edificio e fa parte del più ampio gruppo dei sistemi di riscaldamento di tipo superficiale, che utilizzano ampie aree di trasmissione e offrono molti vantaggi. è percepito dall’utente come particolarmente piacevole grazie alla modalità di azione della propagazione del calore: la radiazione riscalda infatti le superfici e non l’aria, riducendo il carico di polvere e allergeni e, poiché la temperatura della parete è superiore alla temperatura dell’aria dell’ambiente, viene efficace-
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
Il calore radiante a onda lunga emesso dalle superfici
progetti
23
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
I lavori procedono attorno al nucleo in calcestruzzo pressato, da cui si diparte la porzione di solai in c.a. Il grezzo del piano terra è in fase di completamento: oltre alla struttura portante, si vede la listellatura che accoglierà il rivestimento in scandole di legno.
stema installato, nell’ambito del quale sono stati di-
i parametri del clima indoor.
scussi anche i desideri e i suggerimenti degli utenti.
Il sistema di controllo mostra i flussi di energia e otti-
Dopo questa prima fase, sono seguiti un’analisi e un
mizza il sistema complessivo in termini di presta-
riaggiustamento e quindi l’operazione è stata ottimiz-
zioni; da un lato, per ridurre al minimo i consumi e,
zata in maniera tale che possano essere registrati o
dall’altro, per cercare di massimizzare la copertura del
documentati ulteriori valori in intervalli di tempo più
proprio fabbisogno energetico, eliminando i picchi di
lunghi, attribuendo grande importanza al feedback
consumo. Un ulteriore aspetto positivo di questo ‘con-
costante delle esperienze degli utenti.
trollo’ consiste nel fatto che, visualizzando i flussi di
Nell’oh456 è presente poi un dispositivo di controllo
energia ed evidenziando il potenziale di ottimizza-
per la centrale idroelettrica in combinazione con l’in-
zione, si crea una certa consapevolezza del consumo
tera parte impiantistica ed elettrica che governa e otti-
energetico tra gli utenti dell’edificio.
mizza in modo permanente gli impianti. È stato quindi
A completamento del progetto energetico e a integra-
implementato un programma per la visualizzazione
zione di un più ampio concetto di mobilità, è stata rea-
delle apparecchiature di controllo dell’edificio, l’inda-
lizzata, come ultimo step, una stazione di ricarica per
gine da remoto e il monitoraggio online, con lo scopo
le tre auto elettriche degli studi, che vengono utilizzate
di combinare tutti i componenti controllabili o misu-
sia per lavoro che privatamente, ma anche per i clienti
rabili tramite un sistema che permetta di visualizzare i
che fossero eventualmente dotati di auto elettriche.
dati di produzione e consumo di energia. Anche la
L’intenzione è quella di dare un chiaro esempio di ge-
protezione dal sole, la ventilazione e la luce sono con-
nerazione energetica sostenibile e rinnovabile (idroe-
trollate dal sistema.
lettrico e fotovoltaico) e mostrarne un utilizzo a favore
Inoltre, per comodità, vengono registrati e visualizzati
di una mobilità consapevole.
24
_26
Un edificio esemplare L’edificio oh456 è diventato una piattaforma, una centrale culturale sperimentale nel senso più vasto del termine, per lo sviluppo e il lavoro interdisciplinare e cross-industry dove il potenziale creativo di tutti i professionisti, dall’architetto all’artigiano, è aumentato grazie alla stretta collaborazione e cooperazione tra le parti. Si è messa in moto inoltre un’economia locale grazie alle nuove strategie d’azione, in cui l’ele-
L’edificio oh456 di Thalgau è stato insignito del Premio per l’Architettura e la sostenibilità dell’Austria del 2017 - Staatspreis für Architektur und Nachhaltigkeit 2017, nell’ambito delle iniziative promosse da klimaaktiv (vedi pagg. 4-9 di questo numero). È stato anche nominato, negli anni precedenti, per il Premio per la Protezione del Clima dell’Austria del 2017 - Österreichischer Klimaschutzpreis 2017, per il Premio per la Committenza - Bauherrenpreis des ZV del 2016 e per l’IHM-Preis GEPLANT und AUSGEFÜHRT del 2015.
mento umano svolge un ruolo importante. La combinazione della piccola centrale idroelettrica con l’impianto fotovoltaico sul sito ove una volta sorgeva la vecchia segheria ha mostrato un modo nuovo di utilizzo o conversione di vecchi edifici commerciali o industriali, o di interi siti, in combinazione con una produzione di energia sostenibile. Di ulteriori vantaggi godono gli utenti soddisfatti dal passare gran parte del loro tempo in un ambiente ecologicamente sano, con un’ottima qualità dell’aria e dello spazio. Uno stimolo, nelle intenzioni dei progettisti, anche per potenziali costruttori.
L’edificio ha, infine, preso parte all’iniziativa “Haus der Zukunft” (Building of Tomorrow), uno dei programmi di ricerca e tecnologia del Ministero Federale Austriaco dei Trasporti, dell’Innovazione e della Tecnologia, grazie al quale ha potuto anche godere di alcune sovvenzioni. L’iniziativa parte dall’approccio progettuale dell’edificio solare a basso consumo energetico e dal concetto di edificio passivo e, incorporando modi di utilizzare materiali ecologici e rinnovabili nella costruzione, supporta lo sviluppo e l’implementazione di nuovi progetti molto promettenti per il futuro.
A distanza di circa 4 anni, la creazione di un ufficio autosufficiente in materia di energia ha già portato dei risparmi sui costi e, in ogni caso, a costi operativi inferiori rispetto a edifici
Photo: © sps÷architekten zt gmbh
simili ma con modalità costruttive e operative più ‘classiche’.
Una fase di cantiere della sala comune, al piano terra. Le tubature della VMC sono inserite nello spessore del pavimento su cui verrà posato il parquet.
progetti
25
La sala comune, il cuore della Centrale Culturale di Thalgau. Accanto alla zona cucina, utilizzata dai dipendenti degli studi che hanno sede nell’edificio, trovano posto spazi di svago condivisi e resi disponibili per attività ricreative oltre l’orario di lavoro.
Photo: © Kurt Hörbst
Alle calde tonalità del legno fanno da contrappeso il grigio del corpo centrale: le pareti in calcestruzzo pressato e parte dei solai in c.a., entrambi lasciati a vista.
26
_26
In questa immagine, un inventario dei materiali con cui è stato costruito l’oh456. Il legno, sotto diverse forme, è preponderante: le pareti interne caratterizzate dal pattern dei pannelli OSB3 si accompagnano all’intradosso del solaio X-lam, lasciato a vista, mentre alle pareti i pannelli elettrici annegati nell’argilla fungono da corpi scaldanti. Il pavimento è un parquet di quercia lisciviato e saponato.
progetti
27
Una cattedrale passiva Complesso multiresidenziale, Milton (USA)
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
L’impianto planimetrico di una cattedrale è il concept compositivo di questo complesso residenziale per anziani nel New England. 30 unità abitative progettate e costruite per incontrare lo standard Passive House con un’unica condizione da parte del committente: mantenere i costi allo stesso livello di quelli di un edificio “tradizionale”. Sfida raccolta e vinta dai progettisti!
28
_26
progetti
progetti
29
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
Il fronte di Elm Place verso la strada principale caratterizzato dai volumi articolati che ne identificano la funzione comune. Nella pagina a fianco, scorcio dell’entrata e con l’affaccio compatto delle unità abitative dopo l’ingresso.
Contenere i costi ... Costruire edifici passivi nel Vermont, stato della re-
la garanzia dagli architetti che il complesso non sa-
gione del New England confinante con il Canada, non
rebbe costato più di un edificio “tradizionale”. Un’im-
è prassi quotidiana; certo, negli anni passati sono
presa all’inizio difficile da soddisfare, visto che le
state realizzate diverse piccole abitazioni con questo
caratteristiche specifiche di una passive house solita-
standard, ma nessuno si era mai cimentato nella fab-
mente richiedono un sforzo economico maggiore; tut-
bricazione di fabbricati passivi commerciali o plurifa-
tavia a favore dei progettisti hanno giocato un ruolo
miliari e quasi nessuno in questa zona climatica del
fondamentale tutti i fabbricati che, già edificati in
Nord America, caratterizzata da inverni rigidi ed
passato da loro per Cathedral Square, si caratterizza-
estati fresche. Fino a quando Cathedral Square, un’or-
vano per le ottime prestazioni energetiche, di molto
ganizzazione senza scopo di lucro che gestisce diverse
superiori rispetto a quelle richieste dalla normativa.
strutture residenziali per anziani nel nord dello stato,
Anche la scelta della tecnologia costruttiva ha in-
decise di realizzare un complesso abitativo di 30 ap-
fluenzato positivamente il raggiungimento degli
partamenti a canone sovvenzionato con spazi co-
obiettivi energetici; la tradizione edilizia del Vermont
muni, servizi e un parcheggio coperto a Milton, una
infatti avrebbe imposto l’adozione di un sistema “plat-
vecchia cittadina che si sviluppa lungo un’arteria stra-
form frame” il quale avrebbe permesso di rispettare il
dale di grande percorrenza a soli 15 minuti da Burlin-
budget, ma i progettisti, sapendo che la migliore solu-
gton, la città più popolosa del Vermont.
zione per incontrare gli standard passivi è costruire
Affidandosi allo studio di progettazione Duncan Wi-
un volume compatto, hanno deciso di realizzare le
sniewski Architecture con cui aveva già collaborato in
unità abitative come “scatole di legno”, poste su un
passato, l’organizzazione non-profit ha affrontato la
parcheggio fuori terra, una accanto all’altra e una
costruzione di un immobile passivo dopo aver avuto
sopra l’altra.
30
_26
Progetto Michael Wisniewski, Duncan • Wisniewski Architecture, Burlington - VT (USA) Strutture Hardy Structural Engineering, Colchester - VT (USA) Impianti meccanici ed elettrici Engineering Service of Vermont, Rutland - VT (USA) Consulente Passive House Chris West, Eco-Homes of Vermont, Jericho - VT (USA) Certificatore Passive House Karen Bushey, Efficiency Vermont, Burlington - VT (USA) Appaltatore ReArch Company, Williston - VT (USA) Superficie riscaldata 2.585 m2 Superficie verde 2.878 m2 Certificazione Passive House Institute of United Stated - PHIUS Le immagini dell’edificio finito sono di Carolyn L. Bates. La fotografa vive e lavora nel Vermont da più di 30 anni, interessandosi da qualche tempo anche di questioni ecologiche, tra cui l’architettura sostenibile, e di interior design. Per ulteriori informazioni: www.carolynbates.com
Elm Place, questo il nome del complesso residenziale, si sviluppa dunque su un terreno situato in un’area destinata a diventare il nuovo centro città di Milton, più denso e compatto dal punto di vista urbanistico di quello esistente e preferibilmente pedonale. Il lotto di progetto, lungo, stretto, dalla forma irregolare a seguire l’angolo della strada di accesso, con un orientamento non ottimale a causa dell’esposizione del lato corto a sud, ospita i 30 appartamenti secondo una disposizione in pianta e in alzato che si ispira volutamente a quella delle cattedrali. È infatti un susseguirsi di unità abitative che, come il rincorrersi dei pilastri lato maggiore del sito e che, come le facciate animate dalle sculture e dalle vetrate colorate, si caratterizzano per una serie di sporti e rientri dei volumi che muovono il prospetto dissimulandone la reale lunghezza. Le aree comuni e i servizi, che occupano gli spazi corrispondenti al coro e all’altare delle cattedrali, sono ruotate e allineate al fronte minore del terreno, definendo così il prospetto sulla strada principale, un por-
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
nelle navate, si distribuiscono planimetricamente sul
tico, una corte privata e un giardino. progetti
31
REF.
REF.
REF.
REF.
piano terra
D REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
W
D
W
D
W
REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
W
D
9
REF.
REF.
REF.
REF.
piano primo
REF. REF.
REF.
REF. REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
REF.
9
piano secondo
Difficoltà energetiche Nel contesto climatico del Vermont e con una volu-
ambientali e non prediligendo l’eccessivo uso di iso-
metria tutt’altro che compatta, costruire un edificio
lanti sintetici a causa della loro impronta di carbonio,
passivo significa usare spessori e quantità importanti
hanno proposto una soluzione che consente un mi-
di coibenti, in particolare in corrispondenza delle fon-
nore utilizzo di questi materiali poiché quasi tutte le
dazioni, sia al fine di evitare perdite di calore sia per
residenze sono poste sopra un parcheggio collocato al
prevenire fenomeni di condensa nella struttura in ele-
piano terra, il quale separa termicamente il volume ri-
vazione. Tuttavia i progettisti, attenti alle tematiche
scaldato dal terreno.
32
_26
La struttura del parcheggio è un telaio d’acciaio, mo-
quanto, come riferiscono gli architetti, “tradizional-
mento resistente racchiuso nel cemento, mentre il so-
mente gli americani non amano le finestre ad anta e
laio su cui poggiano le scatole di legno è realizzato in
ribalta”. Oltre a ciò si deve sommare lo scontento degli
travi a I anch’esse in acciaio ed è isolato grazie a un
inquilini poiché le finestre a una singola anta – op-
soffitto sospeso coibentato. Ogni colonna della strut-
zione effettuata per contenere le spese – si “aprono
tura del parcheggio ha rappresentato un potenziale e
troppo nella stanza”, ma al contempo, quando sono a
significativo ponte termico, risolto interrompendo gli
ribalta, “..si aprono troppo poco, dovrebbero aprirsi di
elementi verticali, tramite l’installazione di due pia-
più..”. Beh, accontentare tutti non è sempre facile, so-
stre metalliche tra cui è stato inserito il taglio termico
prattutto se si deve risparmiare energia!
e su cui appoggiano le travi del solaio; questo ele-
Dal punto di vista impiantistico il riscaldamento e il
mento è a sua volta coibentato dall’isolante posto al-
poco raffrescamento necessario sono realizzati me-
l’intradosso del controsoffitto appeso.
diante pompe di calore ad aria, una per ogni unità con
Le scatole delle unità abitative sono realizzate con un
unico condensatore installato in copertura ; una
sistema a telaio in legno, tra i cui montanti (38x140
pompa di calore più piccola soddisfa le richieste degli
mm, 2x6”) sono stati inseriti materassini di fibra di
spazi comuni, anche se il rendimento di queste mac-
vetro, e sono protette da una barriera all’aria; verso
chine specifiche per strutture multiresidenziali non è
l’esterno pannelli in poliisocianurato (R18) sono co-
proprio ottimale. Un’unità di recupero del calore,
perti da una membrana resistente all’acqua. Listelli e
posta anch’essa sul tetto, fornisce tutta la ventilazione
controlistelli formano una camera d’aria e fungono da
alle singole residenze ed è supportata da una piccola
supporto per il fissaggio del rivestimento. Il mede-
caldaia a gas che entra in funzione per stemperare
simo sistema è stato utilizzato anche per la copertura
l’aria fredda solamente in condizioni di temperatura
che sul lato interno vede spruzzata una miscela di
estremamente bassa. A questo generatore è collegato
schiuma isolante e fibra di vetro per migliorare i va-
anche il backup del sistema di riscaldamento, nel
lori di resistenza termica. I serramenti sono a triplo
caso in cui il condensatore dovesse spegnersi per il
vetro con telaio in PVC e con apertura anta e ribalta; la
troppo freddo o la corrente elettrica venisse a man-
scelta di questo tipo di finestre non è stata semplice in
care. L’acqua calda sanitaria è prodotta da boiler a gas.
F/R
fronte ovest
87
ELM PLACE
fronte nord
fronte sud
progetti
33
Michael Wisniewski
Michael Wisniewski
Michael Wisniewski
Michael Wisniewski
1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
sigillatura delle connessioni dei teli di tenuta aria e acqua solaio in c.a. trave a I strutturale in acciaio rivestimento in spray cementizio ignifugo sulla trave a I doppio strato isolamento (203,2 mm; 8”) cartongesso (15,875 mm) parete portante garage in c.a. isolamento in poliisocianurato (50,2 mm; 2”) della testa della trave in c.a. del solaio telaio in legno (38x140 mm, 2x6”) isolato con fibra di vetro sulla testa della trave in acciaio travetto in legno (38x140 mm, 2x6”) travetto in legno (19, 05 mm) per partenza cappotto barriera all’acqua cartongesso (15,875 mm) per esterno come finitura e chiusura inferiore cappotto
2 8
9
3 4
10
5
11 5 12 13
6 7 1
34
_26
1
Copertura, dall’esterno: - membrana in poliolefine estesa su tutto il parapetto - isolamento in poliisocianurato in pendenza - barriera all’aria - tavolato (15,875 mm) - struttura portante con travi in legno a I e materassini in fibra di vetro interposti - cartongesso (15,875 mm)
2 3 4
Solaio interpiano, dall’estradosso: - pavimento galleggiante - isolamento acustico e tenuta all’aria - tavolato (15,875 mm) - struttura portante on travi a I e soffitto appeso, isolato lato intradosso con fibra di vetro - cartongesso (15,875 mm)
5
Solaio contro terra, dall’estradosso: - pavimento galleggiante - isolamento acustico e tenuta all’aria - massetto - barriera al vapore - isolamento in XPS tra la fondazione a travi rovesce - cartongesso (15,875 mm) - trave rovescia di fondazione - isolamento molto rigido sotto fondazione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
6
scossalina in metallo per rivestimento parapetto tetto retina contro passaggio insetti/roditori isolamento rigido su trave di banchina nastratura tra impermeabilizzazione tetto e barriera all’acqua parete listello chiodato a supporto fissaggio cartongesso nastratura tra teli barriera all’acqua parete nastratura tra impermeabilizzazione fondazione e barriera all’acqua parete gocciolatoio metallico barriera impermeabilizzante scudo isolante antigelo
2 Nella pagina a fianco, alcuni dettagli della costruzione. Dall’alto, in senso orario, dettaglio del nodo pilastro-travi del solaio del parcheggio, tutto realizzato in acciaio con taglio termico tra le due piastre metalliche (l’elemento grigio); isolamento delle fondazioni con XPS; impermeabilizzazione e nastrature dei teli per la tenuta all’aria e all’acqua di una unità abitativa; la struttura residenziale viene chiusa per formare una camera ventilata.
7
8
9 10
progetti
35
Sfide curiosamente sorprendenti Diverse sono state le problematiche da risolvere nel
dallo spazio abitativo. O meglio: gli architetti hanno
progetto, alcune delle quali hanno anche avuto delle
rintracciato la porta idonea secondo le indicazioni
risoluzioni sorprendenti. La più grossa sfida – e preoc-
della scheda tecnica del produttore, il quale però si è
cupazione da parte del consulente Passive House – nel
rifiutato di firmare la richiesta di conformità del pro-
progetto è stata di certo la risoluzione dei ponti ter-
dotto!
mici che si venivano a creare per la presenza del telaio
Anche le asciugatrici a condensazione per la bianche-
in acciaio nella struttura del parcheggio; tuttavia la
ria hanno costituito un problema; gli architetti infatti
modellazione 3D di questi nodi ha messo in evidenza
non sono riusciti a reperire macchine commerciali da
che la soluzione adottata, pur non essendo ottimale,
poter installare nel complesso.
rappresentava un irrilevante ponte termico. Sarebbe
Si è ovviato alla questione “truccando” le quattro
stato peggio, dal punto di vista termico, mantenere
asciugatrici a gas in dotazione, convogliando in cia-
una continuità della struttura, oltre che più costoso,
scuna di esse ulteriore aria calda solo quando sono in
dovendo effettuare più tagli termici e dovendo coi-
funzione; in modalità spenta una serranda assicura
bentare in misura maggiore.
l’ermeticità della macchina, evitando così perdite
La seconda complicazione riguardava lo scivolo della
d’aria. Non è stata la soluzione ideale, ma sicuramente
spazzatura, un grosso buco al centro dell’edificio, che
la migliore al momento.
è stato adeguatamente isolato e nastrato ma che pur-
Infine la tenuta all’aria tra le residenze è stata una pro-
troppo rappresenta ancora una criticità, poiché negli
blematica più grande rispetto a quanto previsto. Pur
Stati Uniti non è stato possibile trovare una chiusura a
avendo superato il Blower-Door-Test, i progettisti si
tenuta d’aria per la bocca dello scivolo.
sono resi conto che avrebbero potuto raggiungere un
Una difficoltà simile si è avuta nella ricerca di una
risultato migliore se avessero curato l’ermeticità tra le
porta adatta agli edifici passivi che fungesse anche da
varie unità abitative come hanno fatto per quella del-
porta tagliafuoco, necessaria per separare il garage
l’involucro esterno nella sua totalità.
Michael Wisniewski
Vista generale del complesso residenziale in cui si stanno completando le lavorazioni di tenuta all’aria e all’acqua.
36
_26
1 2 3 4
travi strutturali a sostegno carico parete isolamento rigido (50, 8 mm) travetto in legno (38x140 mm, 2x6”) elemento in legno per raggiungere livello e permettere installazione controtelaio finestra 5 cartongesso su spallette 6 fascette metalliche telaio 7 zanca a L sigillata 8 isolamento in schiuma 9 guaina di tenuta all’aria nastrata 10 protezione antigoccia in metallo sotto la barriera impermeabile e sopra il rivestimento 11 scandola di finitura della spalletta esterna 12 nastro espandente 13 foro di drenaggio * 14 nastro espandente tra serramento e davanzale 15 davanzale metallico prefabbricato 16 compensato maschiato (19,05 mm) 17 sotto soglia in PVC 18 serramento tripo vetro e telaio in PVC 19 sigillante 20davanzale con finitura in compensato (19,05 mm) 21 risvolto davanzale in legno 22 travetto in legno
1 2
5
6
12
18
13
19
14
20 21
15 9
* Questo foro ha la funzione di drenare l’acqua dalla finestra, proteggendo il davanzale. Si trovano nella parte inferiore delle finestre e vengono utilizzati soprattutto in quelle zone dove le piogge intense sono frequenti. L’aria non può entrare perché i fori sono dotati di piccoli “sportelli” che si aprono solo verso l’esterno su pressione dell’acqua.
2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
10 11
7
22
1
9 8
3
4
16
17
elemento in legno per raggiungere livello e permettere installazione controtelaio finestra fascette metalliche telaio compensato maschiato (19,05 mm) barriera resistente all’acqua guaina di tenuta all’aria nastrata listello per fissaggio rivestimento doghe di rivestimento sigillante cartongesso su spallette zanca a L sigillata serramento tripo vetro e telaio in PVC isolamento in schiuma spalletta di finitura
2 1
9
3 10 5 11 4 13 12
7 6
8
Consumo energetico annuo per riscaldamento ca. 10,59 ca. kWh/m2 anno (4,66 kBtu/sq ft yr) Energia primaria (per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione/altri servizi elettrici) 119,76 kWh/m2 anno (51,3 kBtu/sq ft yr) Carico di calore 9,17 W/m2 (4,68 Btu/hr sq ft) Carico di raffrescamento 5,89 W/m2 (2,24 Btu/hr sq ft)
progetti
37
… Costi contenuti Si è calcolato che la maggiorazione di costo per realizzare l’edificio in standard passivo è stata circa del 2-3 %. Il contenimento dell’investimento, come già sottolineato inizialmente, è dovuto al fatto che il miglioramento prestazionale del fabbricato non rappresentava un salto eccessivo rispetto agli edifici realizzati per il committente, già ben coibentati, dotati di ventilazione meccanica, caldaie a gas e pompe di calore ad aria. Si è maggiorato dunque lo spessore dell’isolamento, curato Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
con attenzione tutte le nastrature per la tenuta all’aria, posati serramenti con tripli vetri e ricercato pompe di calore ad aria adatte ai climi freddi. Il progetto è stato anche sostenuto finanziariamente da parte della Vermont Energy Investment Corporation, che ha ridotto un po’ il delta dei costi. All’architetto Michael Wisniewski piace ricordare che per almeno cinque anni ha cercato di convincere il cliente, Cathedral Square, a indirizzarsi verso lo standard passivo per le proprie residenze multifamiliari e a installare un campo da bocce con una pergola, cosa che avrebbe fatto sicuramente piacere agli inquilini. E, alla fine, non solo l’edificio passivo è stato costruito ma erano rimasti anche
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
abbastanza soldi per aggiungere il
38
_26
pergolato e il campo da bocce!
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
In questa pagina, dall’alto: il lungo giardino accanto al patio esterno sull’affaccio interno; la grande sala per i pasti che porta all’esterno sul patio e sul giardino.
Photo: Carolyn L. Bates - www.carolynbates.com
Nella pagina a lato, dall’alto: il patio che si è venuto a creare grazie alla rotazione degli spazi di servizio e comuni rispetto ai corpi residenziali sul retro del complesso; il campo da bocce che è stato possibile realizzare grazie al contenimento dei costi.
progetti
39
progetti
Tutti per uno, uno per tutti! Residenza unifamiliare, Volos (GR) La soluzione progettuale adottata in questa residenza, che sorge su un lotto dall’orientamento sfavorevole nella città greca di Volos in Tessaglia, è rappresentata da quattro volumi separati staticamente e strutturalmente ma accostati l’uno all’altro per concorrere al raggiungimento dello standard Passivhaus. All’insegna del motto “tous pour un, un pour tous” di Alexandre Dumas! 40
_26
progetti
41
Separare per proteggere All’interno dell’area di sviluppo urbano della città di
una metodologia progettuale che escludesse fin da su-
Volo in Tessaglia, su un lotto dall’orientamento abba-
bito e completamente i ponti termici. Allo stesso
stanza sfavorevole, è stata costruita una residenza
modo gli architetti hanno cercato di limitare le super-
unifamiliare che ha trasformato le condizioni territo-
fici esterne esposte agli agenti ambientali, incremen-
riali non ottimali e le richieste dei committenti – un
tando al contempo i livelli di isolamento e tenendo
edificio basso i cui spazi esterni abbracciassero una
ben in mente il rapporto costi/benefici.
corte interna più privata – in qualità energetiche, rag-
Il risultato è un’abitazione costituita da 4 corpi strut-
giungendo i requisiti dello standard Passivhaus. La
turalmente e termicamente separati tra loro, anche se
sfida principale per i progettisti è stata infatti far inte-
tangenti l’uno all’altro. In particolare, l’edificio princi-
ragire la necessità di riservatezza dei clienti con gli
pale dalla forma a L e disposto sui lati nord e ovest del
spazi abitativi e soprattutto con l’ambizioso traguardo
lotto ospita tutte le stanze riscaldate e tutti gli spazi
energetico prefissato. Una prova importante per lo
del vivere quotidiano; in questo volume trovano, in-
studio XG Group of Engineers che da anni disegna e
fatti, posto al pian terreno la zona pranzo, la cucina e
costruisce edifici ad altissima prestazione energetica
il salotto in un grande e unico open space, la camera
(non è infatti un caso che la prima casa passiva in Gre-
padronale con il bagno privato e un secondo bagno; al
cia sia stata realizzata proprio da loro) e che in questo
piano superiore, due camere e un ulteriore bagno, e
specifico edificio ha cercato come primo obiettivo di
nel seminterrato tutte le installazioni impiantistiche e
ridurre le potenziali perdite energetiche e di adottare
un laboratorio. A sud-est, lato ombreggiato dai fabbri-
Progetto e fisica tecnica Stefanos Chatzoulis - XG Group of Engineers, Volos (GR)
Superficie riscaldata 198 m2
Strutture Christina Georgiadi - XG Group of Engineers, Volos (GR)
Certificazione Passivhaus Institut Darmstadt (richiesta)
Impianti XG Group of Engineers, Volos (GR) Fine lavori 2017
42
_26
Il giardino privato formato dal corpo riscaldato e dal giardino d’inverno (a sinistra) completamente vetrato.
cati adiacenti e quindi privo degli apporti solari neVista da sud della residenza. Il corpo scuro e basso a destra, adiacente al volume abitato, è il garage che funge da ulteriore protezione termica per l’involucro riscaldato.
cessari in periodo invernale, è stato posizionato il secondo corpo che accoglie il garage e un deposito/ magazzino; accostato all’edificio residenziale, questo volume contribuisce a proteggere termicamente le superfici già isolate della casa. Sul lato ovest, il cui affaccio presenta il più alto potenziale di guadagno solare, è stato collocato un giardino d’inverno, un blocco interamente vetrato che, collegato direttamente alla cucina, funge da spazio ibrido per l’edificio (è un’area giorno aggiuntiva), accumula calore d’inverno e protegge la casa dal surriscaldamento in estate. La vetrata è dotata di un sistema di ombreggiamento automatico esterno. Infine, a nord-ovest è stata progettata un’area semiaperta in prossimità dell’ingresso per proteggere l’entrata principale dagli agenti atmosferici. I volumi sono dunque disposti geometricamente a formare una C che abbraccia sui tre lati il lotto, creando l’area verde privata richiesta dai committenti. La progettazione dell’edificio, inoltre, non ha previsto balconi per evitare il più possibile la formazione di ponti termici, anche se i volumi non sono perfettamente squadrati.
progetti
43
Sopra, la terrazza del primo piano, dove trovano posto due camere e un bagno, termina a sud-ovest con un tetto giardino e si affaccia sull’area verde sottostante a sud-est. Nella pagina a fianco, la sala esposta a sud-est completamente schermata.
piano terra
44
piano primo
_26
Trasmittanza media pareti esterne U = 0,126 W/m2K Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,222 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,116 W/m2K Trasmittanza media serramenti Uw = 1,019 W/m2K
sezione AA
Consumo energetico annuo per riscaldamento (PHPP) 11 kWh/m2 anno Domanda energia per raffrescamento 13 kWh/m2 anno Energia primaria non rinnovabile (PE) 71 kWh/m2 anno Energia primaria rinnovabile (PE) 49 kWh/m2 anno + Produzione energia rinnovabile 11 kWh/m2 anno Carico di calore 13 W/m2 Carico di raffreddamento 9 W/m2 Tenuta all’aria n50 = 0,54/h
sezione BB
progetti
45
Separare per il benessere Per garantire il raggiungimento dello standard passivo sono state dettagliate con estrema accuratezza tutte le connessioni e giunzioni tra i vari elementi costruttivi, così da eliminare anche i residuali ponti termici lineari, e la protezione termica dell’involucro è stata pensata con un livello di isolamento superiore a quello previsto dai requisiti passivhaus per la zona climatica di Volos. Gli svantaggi iniziali dovuti allo scarso apporto solare e allo sfavorevole orientamento del lotto sono stati completamente controllati e bilanciati, a dimostrazione che anche in zone con temperature di progetto elevate è possibile costruire edifici dalle alte prestazioni senza “sacrificare l’architettura sull’altare dell’energia” come ricordano i progettisti. L’involucro è stato realizzato con il tradizionale sistema costruttivo del territorio, un telaio portante in c.a. con tamponamenti in laterizio e isolamento in EPS dallo spessore variabile (da 200 a 350 mm) su fondazioni in calcestruzzo armato e coibentato (anch’esso in EPS da 150 a 200 mm).
Rosso: edificio principale Verde: serra solare Giallo: secondo edificio con posto auto e dispensa Blu: entrata (spazio semi-aperto)
46
_26
1 2 5
3 4
6
7
8
9
10 11
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
strato impermeabilizzante cemento armato intonaco esterno isolamento in EPS elemento isolante in cls intonaco interno mattoni cemento armato a rinforzo del muro in mattoni battiscopa pavimento in legno isolamento al rumore da calpestio terreno membrana bugnata calcestruzzo terreno
12 13
14
Nella pagina a fianco, in alto, isolamento con pannelli in EPS della struttura realizzata con telaio in c.a. e tamponamenti in laterizio. La foto mostra un dettaglio della facciata ovest.
15 progetti
47
I serramenti sono a doppio vetro e non a triplo vetro
progettisti ha più volte dimostrato che, persino in fab-
come richiesto normalmente dalla certificazione Pas-
bricati di superfici contenute come questo oggetto
sivhaus; d’altra parte, essendo in Grecia, le simula-
dell’articolo, ci sono piccoli, ma significativi, scosta-
zioni, i calcoli e soprattutto gli edifici passivi già
menti di temperatura da una stanza all’altra. Per tale
costruiti sul territorio hanno avvalorato il fatto che
motivo, la residenza è stata suddivisa in quattro zone
l’uso di finestre con doppia lastra è sufficiente per
separate, ciascuna delle quali può essere riscaldata e
soddisfare le richieste prestazionali in questo contesto
raffrescata in modo tale che la temperatura di ogni lo-
climatico.
cale possa essere regolata secondo i livelli desiderati.
Quando, inoltre, si desidera che l’impronta energetica
Ad esempio, nei due bagni sono stati installati due
di un edificio sia ottimale e accompagnata da eccel-
scaldasalviette da 700 calorie i quali, assicurando una
lenti livelli di comfort termoigrometrico, è necessario
temperatura più elevata (requisito obbligatorio a
progettare molto bene non solo l’involucro ma anche
causa delle reazioni endotermiche che avvengono du-
il contributo degli impianti. Le dimensioni ridotte di
rante l’evaporazione dell’acqua), creano “isole termi-
questo edificio avrebbero consentito di considerare il
che” all’interno dell’edificio grazie alla trasmissione
concetto energetico impiantistico come se fosse un
del calore alle altre stanze attraverso le pareti diviso-
unico spazio complessivo, anche se l’esperienza dei
rie. L’acqua calda dei scaldasalviette è prodotta da un
Sopra, lavori di ultimazione degli impianti; a lato: una veduta della corte interna e del giardino d’inverno dalla terrazza del primo piano; in alto a sinistra, realizzazione della struttura portante in c.a. con isolamento della fondazione.
48
_26
boiler a gas al quale è collegato anche un secondo circuito che supporta lo scambiatore di calore aria-acqua dell’unità di VMC situato nel seminterrato con bypass e post trattamento dell’aria. La maggior parte del riscaldamento invernale è ottenuto proprio grazie alla VMC. Oppure ancora: per la zona cucina, la terza “isola termica” protetta dal giardino invernale, sono stati calcolati i carichi termici dovuti alla cottura dei cibi e si è visto che sono assolutamente adeguati per riscaldare la stanza. Nell’area del seminterrato è invece sufficiente l’energia termica prodotta dalle macchine degli impianti. Due pompe di calore, una per piano, garantiscono il raffrescamento durante le calde estati di Volos; l’acqua calda, infine, viene prodotta da una caldaia murale a gas e da collettori solari termici, installati sul tetto e collegati a un serbatoio inerziale.
progetti
49
Da standard a Passivhaus Stuart Street Passive House, Dunedin (NZ) Pensata per risparmiare energia e per essere facilmente gestita come richiesto dai committenti, questa abitazione unifamiliare in Nuova Zelanda è stata trasformata durante il processo progettuale da casa dalle buone prestazioni energetiche a edificio passivo certificato, nonostante tutte le problematiche affrontate per raggiungere questo obiettivo.
50
_26
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
progetti
progetti
51
Una normale casa passiva Il primo edificio a essere certificato Passivhaus a Dunedin, una città situata sull’Otago Harbour nell’isola del Sud in Nuova Zelanda, è una casa situata in una zona centrale del centro abitato con diretto affaccio sul porto e i cui proprietari sono una famiglia giovane – genitori e tre figli –, appena rientrata in patria dall’estero all’epoca della costruzione. Alla ricerca di un’abitazione che potesse rispondere a tutte le loro esigenze, ma incapaci di trovare un edificio accogliente che potesse adattarsi alle loro necessità, i committenti decisero di comprare un immobile da demolire e ricostruire. La scelta ricadde su una vecpiuttosto trafficata vicino al centro della città, ma che proponeva delle viste spettacolari sulle colline circostanti e da Port Chalmers (il porto di Dunedin) fino all’Otago Harbour. Definite dunque le richieste spaziali – quattro camere da letto, due aree living, una stanza studio/ospiti e un doppio garage – e gestionali – una casa facile da riscaldare, energeticamente efficiente e con manutenzione
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
La terrazza esterna a nord con le ampie vetrate per poter sfruttare gli apporti gratuiti del sole in inverno.
52
_26
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
chia villa di 150 anni abbandonata e sita su una strada
Il fronte principale della casa verso la strada che conduce in centro città. Il volume a destra, sopra il garage, è lo studio/stanza per gli ospiti che funge da cuscinetto e separazione dai rumori della via.
Progetto e fisica tecnica Architype Ltd., Dunedin (NZ)
relativamente bassa – il progetto è stato sviluppato secondo la semplice idea di localizzare il volume a sud del lotto e di creare uno spazio esterno soleggiato a nord (siamo nell’emisfero australe!) schermato visivamente e acusticamente dalla strada grazie allo studio/stanza per gli ospiti posta sopra il garage. Compositivamente tutti gli spazi giorno si trovano al pian terreno, che ospita anche un soggiorno più “formale” rivolto sul prospetto principale con viste sul porto, mentre le camere sono disposte tutte al livello superiore con la camera padronale sul fronte principale e quelle dei ragazzi sul retro. Tutte le aree umide, a eccezione del bagno per gli ospiti, sono state raggruppate nel centro dell’edificio per semplificare i requisiti idraulici e i passaggi im-
Strutture Nigel Harwood Consulting, Dunedin (NZ); eZED Ltd., Queenstown (NZ) Impianti Fantech NZ Ltd, Christchurch (NZ); Architype Ltd. Certificatore passive house MEAD Energy & Architectural Design Ltd, Londra (UK) Appaltatore Caldwell & Highsted, Dunedin (NZ)
piantistici. Il prospetto dell’edificio è stato progettato e modellato, in
Superficie riscaldata 179 m2
particolare verso la strada, per ridurre l’impatto visivo dei tre piani in alzato e per creare l’entrata principale. Il progetto generale era a questo punto definito, quando l’architetto re-
Certificazione Passivhaus Institut Darmstadt
sponsabile Tim Ross intraprese il percorso formativo che lo ha portato a diventare progettista certificato Passivhaus. Poco prima di completare il corso, l’arch. Ross propose ai committenti il raggiungimento dello standard Passivhaus per la loro casa, cambiando dunque gli obiettivi energetici previsti. Proposta accettata, modellazione del progetto con il software PHPP e coinvolgimento di un certificatore Passivhaus per sviluppare e dettagliare l’edificio al fine di raggiungere lo standard: questi i passi immediatamente successivi.
progetti
53
B
A
Trasmittanza media pareti esterne U = 0,169 W/m2K Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,177 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,13 W/m2K Trasmittanza media serramenti Uw = 0,71 W/m2K; Ug = 0,52 W/m2K; g = 51%
piano terra
B’
A’
Consumo energetico annuo per riscaldamento 14 kWh/m2 anno Energia primaria (per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione/altri servizi elettrici) 113 kWh/m2 anno Carico di calore 10 W/m2 Tenuta all’aria n50 = 0,58/h
piano superiore
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
Vista del soggiorno verso la terrazza esterna.
sezione trasversale BB’
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
sezione trasversale AA’
L’articolato volume della casa a est con le scale che portano all’ingresso principale.
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
In primo piano il salotto “formale” per ricevere gli ospiti con il lungo corridoio vetrato a nord che porta alla zona living della famiglia.
progetti
55
La trasformazione passiva Il percorso per ottenere i requisiti passivi non è stato semplice, poiché la volumetria generale dell’edificio era già stata sviluppata prima della decisione di raggiungere la certificazione Passivhaus. A partire dal rapporto S/V piuttosto elevato, che ha richiesto piccole modifiche e aggiustamenti per ottenere la prestazione energetica desiderata, facilitata anche dall’ottimizzazione delle aperture e dell’isolamento, fino alla richiesta del cliente – non esaudita –di un caminetto, la cui progettazione avrebbe comportato un cura particolare dei dettagli al fine di assicurare una tenuta all’aria adeguata dell’edificio. Oppure ancora alcuni nodi impegnativi che hanno presupposto soluzioni taylor made per evitare che i ponti termici inficiassero il raggiungimento dell’obiettivo energetico, quali ad esempio la connessione tra la fondazione dell’involucro riscaldato e la copertura del garage non riscaldato o la giunzione tra alcune pareti interne in calcestruzzo, la fondazione in c.a. e le pareti in SIP (Structural Insulated Panels, sistema costruttivo in legno prefabbricato costituito da due elementi esterni portanti in legno con cuore isolato), tutti i particolari controllati con analisi agli elementi finiti. Ogni colle-
Il corridoio di distribuzione degli spazi viene utilizzato anche per posare a soffitto le canalizzazioni dell’impianto di ventilazione.
gamento è stato esaminato, progettato e costruito per garantire la tenuta all’aria della casa, verificata mediante due Blower-Door-Test, uno in fase costruttiva e uno a lavori ultimati. L’involucro opaco è stato realizzato, come anticipato, con pannelli portanti in legno SIP di 142 cm, soluzione che ha fornito valori di isolamento superiori di circa 3 volte rispetto ai minimi richiesti dai codici edilizi at-
notte più fredda di Dunedin sia sempre disponibile
tuali neozelandesi, mentre quello trasparente pre-
una fornitura costante di aria calda ma fresca per cia-
senta infissi in legno combinati con tripli vetri ad alte
scuna delle camere da letto e per gli spazi giorno della
prestazioni basso emissivi che riducono drastica-
casa. Una pompa di calore ad aria fornisce l’acqua
mente le perdite di calore.
calda sanitaria.
Un solido strato di coibentazione sotto il pavimento in
Una curiosità: il costruttore aveva poca esperienza nel
legno al piano terra crea un collegamento continuo
fabbricare edifici a basso consumo o case passive, ma
dell’isolamento alla struttura portante della parete
ha dimostrato di essere molto capace e reattivo nella
senza creare ponti termici; la copertura è costruita
risoluzione di alcune problematiche piuttosto impor-
con capriate in legno e presenta 30 cm di lana di
tanti che si sono presentate durante la fase di can-
vetro.
tiere, realizzando con perizia un complesso edificio
Dal punto di vista impiantistico, al posto di un costoso
passivo, a dimostrazione che l’impegno, la collabora-
sistema di riscaldamento, la casa è stata dotata di un
zione tra i soggetti coinvolti e una progettazione accu-
sistema di ventilazione meccanica con recupero di ca-
rata consentono la fabbricazione di edifici dalle
lore. Questo sistema garantisce che anche durante la
altissime prestazioni con una certa facilità.
56
_26
La zona centrale della casa dove è stata ricavata l’area per il passaggio di tutti gli impianti umidi e di ventilazione. Le partizioni interne sono realizzate con struttura a telaio in legno.
In primo piano il solaio del garage e a destra le fondazioni della casa.
progetti
57
Photo: Graham Warman - www.archiphoto.co.nz
Il salotto della casa destinata all’utilizzo specifico della famiglia, posizionato accanto alla zona giorno e alla cucina in uno spazio tutto aperto.
58
_26
progetti
59
Per finire… La casa è stata attentamente progettata e realizzata per ridurre i costi per il riscaldamento di circa il 90% rispetto a un edificio di prestazione minima come previsto dalla normativa vigente neozelandese e per mantenere una temperatura interna confortevole di circa 20-22 °C lungo tutto l’arco dell’anno, condizione garantita dai 14 kWh di energia per m2 di superficie. È questo un ottimo risultato, soprattutto se confrontato con una casa costruita secondo i requisiti minimi richiesti dal codice edilizio della Nuova Zelanda (150 kWh/m2 anno) senza tener conto dei problemi di umidità, condensa, muffa e spifferi per la mancanza di tenuta all’aria che un edificio tipo può sviluppare. Infine due note. La prima: la richiesta dei clienti di inserire un caminetto nell’abitazione non è stata esaudita poiché, nonostante tutti gli studi particolareggiati effettuati, l’architetto ha spiegato e convinto i committenti che non ne avrebbero avuto bisogno, viste le caratteristiche della casa! La seconda è legata invece a un piccolo incidente accaduto alcune settimane prima del trasferimento della famiglia nella nuova casa, ma che dimostra come la tenuta all’aria di un edificio sia importante per differenti motivi. Nello specifico, una levigatrice per pavimenti, lasciata nella casa durante il fine settimana, ha preso fuoco e ha causato notevoli danni da fumo al fabbricato, con conseguente rimozione e sostituzione di tutti i rivestimenti e degli accessori, con un certo – e giustificabile – disappunto dei clienti che erano già in procinto di trasferirsi. Tuttavia si ritiene che i danni siano stati limitati grazie all’ermetica tenuta all’aria dell’edificio, oltre al fatto che al momento dell’incendio nella casa il sistema di ventilazione non era in funzione. Queste condizioni hanno dunque fatto sì che il fuoco consumasse l’ossigeno presente in casa e che la fiamma si spegnesse rapidamente, pur causando molti danni... ma molto meglio che perdere l’intera casa!
60
_26
1
2
4 5
3 6 1
2
3 4
5 6
7
8
Nella pagina accanto: a sinistra, la realizzazione del piano superiore con pannelli prefabbricati SIP e la copertura di parte della zona giorno al piano terra con struttura portante a capriate; a destra, dettaglio d’angolo dei pannelli prefabbricati di parete e delle travi a I dei solai.
parete esterna: pannello SIP (Structural Insulated Panel) con controparete (20 mm) interna per passaggio impianti solaio interpiano a sbalzo: struttura portante con travi a I e isolamento in lana minerale controsoffitto esterno in fibro cemento solaio interpiano in travi a I con foglio di compensato sagomato tra i travetti e il nastro sigillante ermetico alle giunzioni isolamento acustico finestra in legno con triplo vetro (coating basso emissivo) e riempimento con gas argon solaio contro terra: pavimento in legno di quercia bianca su un isolamento rigido ad alta densitĂ fondazione in c.a.
6 7
Sopra, un’immagine di cantiere dell’area living, dove coesistono la soletta in c.a, pareti in blocchi di cls e pareti a telaio in legno.
8
progetti
61
progetti
62
_26
Non solo Oro ... Residenze unifamiliari, Tarzo (TV)
Photo: Pierluigi Bazzo
Due abitazioni realizzate nello stesso comune con la medesima tipologia costruttiva e con un’unica sostanziale differenza: un diverso apporto solare gratuito, in particolare durante la stagione più fredda. La conseguenza? Una domanda di energia per riscaldamento molto più alta per l’edificio con minore guadagno termico, il quale, pur presentando caratteristiche costruttive e tecnologiche praticamente assimilabili all’altra residenza, non riesce a eguagliarne l’ottima prestazione energetica.
progetti
63
Photo: Pierluigi Bazzo
Vista della casa dal giardino privato posto a sud.
Può la posizione di un lotto fare la differenza nella progettazione di un edificio a basso consumo energetico? E soprattutto: è possibile che l’apporto solare sia talmente fondamentale da determinare la classe energetica di un edificio? Due edifici che hanno il medesimo coefficiente medio di trasmissione globale dell’involucro e i cui indici per gli elementi costruttivi e di trasmissione sono praticamente equivalenti? Le domande sono, ovviamente, retoriche come pure scontata è la risposta, naturalmente positiva. Vediamo in dettaglio in questo articolo come due abitazioni dalle caratteristiche paragonabili abbiano raggiunto prestazioni differenti soprattutto a causa della non ideale esposizione al sole di una delle due. Partiamo dalla più prestante, un fabbricato residenziale certificato CasaClima Oro.
64
_26
Progetto progetti&co, Conegliano (TV) Appaltatore evologica, Conegliano (TV) Consulenti CasaClima Kristian Mattiuz, Conegliano (TV); Elisa Cum, Udine Fine lavori gennaio 2017 Superficie fondiaria 750 m2 Superficie utile 170 m2 Superficie verde 500 m2 Certificazione CasaClima Gold, 7 kWh/m2 anno
Trasmittanza media pareti esterne U = 0,13 W/m2K
miglioramento del microclima interno, disponendo gli
Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,13 W/m2K
sud-est, sud e sud-ovest, e gli spazi con nessuna o mi-
Trasmittanza media copertura U = 0,15 W/m2K
quali garage, corridoi e servizi vari, nella porzione
Trasmittanza media serramenti Ug medio = 0,60; Uf = 0,87
transizione tra il fronte più freddo e l’area living. Per-
ambienti nei quali si svolgono le attività principali a nore esigenza di riscaldamento e di illuminazione, nord dell’edificio, la quale funge anche da elemento di tanto la casa presenta un affaccio quasi completamente chiuso a nord sul fronte strada da cui si accede all’abitazione, mentre predilige ampie aperture vetrate a sud e a ovest per godere del giardino di pertinenza esterno e del maggior soleggiamento invernale ricavandone guadagni energetici e illuminazione natu-
Consumo energetico annuo per riscaldamento (CasaClima) 7 kWh/m2 anno
rale. In estate, al fine di garantire il benessere termico,
Emissioni di CO2 evitate 2 kg CO2/m2 anno
la schermatura e l’oscuramento graduale delle super-
le stesse aperture sono protette da dispositivi mobili, quali tende e frangisole automatizzati che consentono fici trasparenti nei momenti di maggiore esposizione diurna. Anche la progettazione del verde in prossimità dell’edificio ha lo scopo di controllare efficacemente gli agenti climatici e di contribuire al benessere abitativo e al comfort termo-igrometrico; sono state infatti messe a dimora piantumazioni in grado di proteggere l’edificio dai venti dominanti invernali e dalla radiazione solare estiva, impiegando specie caducifoglie per riparare l’affaccio a sud dell’organismo edilizio. L’abitazione è costruita con legno di origine italiana e di provenienza certificata, per l’esattezza da coltivazioni boschive a riforestazione programmata, affinché sia assicurata la salvaguardia del bilancio complessivo
L’Oro solare
della biomassa vegetale e il contenimento dei costi di trasporto.
Colline, laghi, valli boscose e numerosi corsi d’acqua
Le pareti massicce sono in X-lam e i solai intermedi e
sono gli elementi che contraddistinguono il territorio
di copertura sono realizzati con orditura principale in
del comune di Tarzo dove sorge questa nuova abita-
travature lamellari, doppio tavolato sovrapposto e iso-
zione che raggiunge il consumo energetico quasi zero
lamento termico e acustico effettuato con elementi in
grazie alle soluzioni progettuali adottate.
fibra di legno. Tutti i materiali edilizi utilizzati mini-
La casa, costruita su una delle poche aree pianeggianti
mizzano l’impatto che essi esercitano sull’ambiente e
a sud del territorio comunale in una zona di nuova
sulle persone in termini di costi ambientali e sociali
espansione residenziale, si allinea longitudinalmente
relativi alla loro produzione, uso e destinazione, non
secondo l’asse nord-est/sud-ovest e si insedia sul lotto
solo in relazione al costo di base primario, ma conside-
con due volumi compatti dalle altezze sfalsate in
rando anche il loro intero ciclo di vita (acquisizione
modo da assicurare il minor ombreggiamento possi-
delle materie prime, trasporto, manifattura, trasfor-
bile delle facciate al solstizio d’inverno e da privile-
mazione, smaltimento, ecc.).
giare e sfruttare al meglio gli apporti energetici del
Visto il desiderio della committenza di utilizzare il
Sole. La distribuzione interna è pensata per favorire il
Sole come unica fonte energetica primaria, l’abita-
benessere abitativo degli occupanti e contribuire al
zione non è allacciata alla rete di distribuzione del gas,
progetti
65
piano terra
piano primo
né per esigenze di riscaldamento né per gli usi dome-
l’energia termica o frigorifera tale da controllare la
stici, e non è stato installato nessun generatore di ca-
temperatura e l’umidità all’interno dell’involucro, li-
lore di tipo tradizionale. Pertanto, per riscaldare e
mitando in tal modo i consumi energetici per la clima-
raffrescare l’edificio, si utilizza una pompa di calore
tizzazione estiva e invernale.
aria-acqua che sfrutta il principio dell’aerotermia pre-
Il Sole viene sfruttato anche per la produzione di ener-
levando il calore presente nell’aria; il rinnovo dell’aria
gia elettrica grazie a un impianto fotovoltaico che, col-
negli ambienti abitati avviene attraverso un sistema
locato su tetto piano del volume riscaldato mediante
meccanico di ricambio dell’aria con recupero del-
un sistema zavorrato che non richiede l’aggancio fisico
Photo: Pierluigi Bazzo
A lato, il soggiorno e la scala appesa che porta alla parte più privata dell’abitazione, la zona notte. L’interno è caratterizzato da superfici e arredi chiari a enfatizzare l’illuminazione naturale che entra nella casa dalle vetrate poste a sud.
66
_26
Photo: Pierluigi Bazzo
Il fronte della residenza verso nord, praticamente chiuso al fine di proteggere l’involucro. A sinistra si nota il volume dei servizi a un piano, a destra la vera e propria abitazione (il volume riscaldato).
sezione trasversale 1-1
sezione longitudinale 2-2
alla struttura sottostante, è in grado di soddisfare tutti
tipo fit-air, cassette di scarico dei wc dotate di co-
i fabbisogni energetici degli utenti. L’acqua calda sani-
mando di erogazione differenziata o di modulazione
taria è assicurata dai collettori solari termici a circola-
del volume d’acqua e miscelatori automatici a tecnolo-
zione forzata, posizionati sul corpo più basso della
gia termostatica. Le acque meteoriche provenienti
casa (quello non riscaldato) su un telaio metallico an-
dalla copertura del fabbricato vengono convogliate at-
corato alla copertura e con accumulo all’interno del
traverso un sistema di tubazioni in PVC e pozzetti in
fabbricato.
calcestruzzo a una vasca di raccolta per il loro recu-
La riduzione del consumo di acqua per usi domestici e
pero e riutilizzo per l’irrigazione del giardino e, in fu-
sanitari è ottenuta mediante l’applicazione all’im-
turo eventualmente, per alimentare le cassette del wc
pianto idro-sanitario di dispositivi di controllo idrico
a seguito dell’installazione di una stazione di filtraggio
quali diffusori frangigetto ed erogatori per le docce di
adeguatamente dimensionata.
progetti
67
Copertura, dall’esterno: - doppia guaina impermeabilizzante (4+4 mm) con protezione UV - lastra OSB3 (19 mm) - triplo strato di pannelli in fibra di legno (100+100+100 mm) con interposti murali (50x100 mm) - guaina impermeabilizzante (4 mm) - multistrato NSI (19 mm) - perline in abete maschio/femmina (19 mm) - travetti a vista (sez. 160x240 mm) Parete, dall’esterno: - rasatura con intonachino silossanico - isolante portaintonaco in lana di roccia (220 mm) - pannello X-lam in abete (100 mm) a 5 strati - vano portaimpianti (60 mm) con struttura metallica (50 mm) e isolante in lana di roccia (40 mm) - doppia lastra cartongesso (12,5+12,5 mm) - stuccatura e pittura traspirante Solaio contro terra, dall’estradosso: - pavimento in legno (15 mm) - massetto cementizio (45 mm) - EPS granulato legato con cemento (110 mm) - barriera al vapore - isolamento poliuretanico (200 mm) - guaina impermeabilizzante (4 mm) - platea in c.a. (350 mm) - magrone in cls (100 mm)
68
_26
In alto, isolamento delle contropareti interne. Qui sopra, a sinistra, nastratura delle connessioni tra i vari elementi in X-lam; a destra, posa della coibentazione a cappotto. Nella pagina a fianco, dettaglio della connessione foro finestraparete-cappotto.
Sopra, dall’alto, l’ancoraggio dell’impianto fotovoltaico che avviene mediante elementi in cls i quali zavorrano i moduli alla copertura senza richiedere un fissaggio meccanico al solaio sottostante e realizzazione di tutte le canalizzazioni dell’impianto di VMC. Sotto, fase di montaggio della struttura portante in X-lam.
progetti
69
Progetto progetti&co, Conegliano (TV) Appaltatore evologica, Conegliano (TV) Consulenti CasaClima Kristian Mattiuz, Conegliano (TV); Elisa Cum, Udine Fine lavori dicembre 2016 Superficie fondiaria 850 m2 Superficie utile 110 m2 Superficie verde 740 m2 Certificazione CasaClima A, 22 kWh/m2 anno
Qui sotto è riportata la sezione altimetrica dell’area dove sorge la seconda casa rapportata alla simulazione dell’insolazione alle ore 12 del solstizio d’inverno.
Un ombreggiamento in più Ci spostiamo solo di 6 km in direzione nord nello stesso comune e incontriamo questa nuova abitazione che, sita su un’area di forma quadrangolare, ha raggiunto la certificazione CasaClima A, pur presentando caratteristiche del tutto simili alla residenza appena descritta. A differenza del fabbricato prima presentato, questa casa è caratterizzata da una copertura a doppia falda e da un unico volume a un solo piano fuori terra che si sviluppa lungo l’asse est-ovest, parallelamente alla strada di accesso. Nonostante la collocazione dell’immobile nella porzione più elevata del lotto e l’orientamento che consentirebbe di sfruttare al meglio gli apporti solari gratuiti durante la stagione invernale vista l’esposizione a sud del fronte principale, l’area di intervento è purtroppo collocata alle spalle di un im-
70
_26
In questa immagine, il prospetto della seconda casa verso nord. Nella pagina a fianco, in basso a sinistra, una vista dell’abitazione da nord-ovest.
portante dislivello altimetrico il quale ombreggia il
emissivo con oscuranti elettrificati a scomparsa.
fabbricato. Ciò accade in particolare durante il pe-
Dal punto di vista impiantistico, sulla falda a sud sono
riodo più freddo quando il guadagno passivo solare
installati moduli fotovoltaici per la produzione di
sarebbe indispensabile per ottimizzare il bilancio
energia elettrica – la casa non è allacciata alla rete di
energetico dell’edificio, riequilibrando le perdite di ca-
distribuzione del gas – e un collettore termico che
lore per trasmissione. Vedremo a breve come questa
coadiuva nella produzione di acqua calda sanitaria
limitazione condizioni le prestazioni energetiche
l’aggregato compatto, al quale è demandato anche il
dell’edificio.
riscaldamento e il raffrescamento. L’unità compatta
Come per l’altra abitazione, gli spazi interni sono stati
dispone di una ventilazione con uno scambiatore pas-
disposti accuratamente in pianta ed è stata adottata la
sivo a flussi incrociati ad alta efficienza, combinato a
stessa tecnologia costruttiva, pareti in legno X-lam
un sistema attivo in pompa di calore capace di raffred-
con uno spessore di isolamento delle stesse in lana
dare e riscaldare l’aria immessa negli ambienti con
minerale addirittura maggiore rispetto all’altra casa
contestuale recupero termico sull’aria esausta per la
che ha ottenuto la certificazione CasaClima Gold! La
produzione di acqua calda sanitaria.
copertura è realizzata con travature lignee, sopra-
Anche in questo caso l’acqua piovana viene recupe-
stante tavolato, coibentazione in lana minerale e
rata e riutilizzata per l’irrigazione dell’area verde del
manto in coppi. I serramenti sono a triplo vetro basso
giardino.
progetti
71
sezione 1-1
pianta
72
sezione 2-2
_26
prospetto nord
prospetto est
prospetto sud
prospetto ovest
Trasmittanza media pareti esterne U = 0,11 W/m2K Trasmittanza media solaio contro terra U = 0,13 W/m2K Trasmittanza media copertura U = 0,15 W/m2K Trasmittanza media serramenti Ug medio = 0,60
A sinistra, in alto, posa delle pareti in X-lam su cordolo impermeabilizzato. Qui a fianco, la coibentazione della fondazione.
progetti
73
Sopra, l’isolamento della copertura a falda. A sinistra, la posa del cappotto e le operazioni di nastratura delle connessioni. In basso a sinistra, il completamento degli interni con le contropareti isolate.
74
_26
Copertura, dall’esterno: - manto di copertura in coppi e vasca in lamiera grecata (6/10 mm) - listelli portacoppo (50x40 mm) - listelli per ventilazione (40x50 mm) - striscia chiodo - guaina traspirante - doppio strato in pannelli di fibra di legno (120+120 mm) con interposti murali (60 x120 mm) - telo freno vapore - lastra OSB3 (19 mm) - perline in abete maschio/femmina (19 mm) - travetti a vista (sez. 120x160 mm) Parete, dall’esterno: - rasatura con intonachino silossanico - isolante portaintonaco in lana di roccia (100 mm) - isolante in lana di roccia (160 mm) - pannello X-lam in abete (100 mm) a 5 strati - vano portaimpianti (60 mm) con struttura metallica (50 mm) e isolante in lana di roccia (40 mm) - doppia lastra cartongesso (12,5+12,5 mm) - stuccatura e pittura traspirante Solaio contro terra, dall’estradosso: - pavimento in legno (15 mm) - massetto cementizio (45 mm) - EPS granulato legato con cemento (160 mm) - guaina impermeabilizzante (4 mm) - platea in c.a. (300 mm) - magrone in cls (100 mm) - isolante XPS (200 mm)
La facciata sud sulla cui falda trovano posto un impianto fotovoltaico e un collettore solare termico.
progetti
75
Sole e ombra Dai confronti effettuati tra le due abitazioni si nota che il coefficiente medio di trasmissione globale dell’involucro è lo stesso per le due case; il secondo fabbricato – quello poc’anzi esposto – è leggermente più svantaggiato dal punto di vista del rapporto S/V (0,89 rispetto a 0,74 della CasaClima Gold), ma non in modo significativo. Anche per quanto riguarda gli indici per gli elementi costruttivi e di trasmissione, i due edifici sono praticamente equivalenti e questo si riflette anche nel valore QT (perdite di calore per trasmissione durante il periodo invernale) come visibile nella barra rossa dei
confronto non è sbagliato ignorare questo punto. I
grafici di queste pagine (4.708,752 kWh/anno e
guadagni per i carichi interni (barra verde, 1.488
4.296,729 kWh/anno per la CasaClima Gold), che è
kWh/anno e 1.879 kWh/anno) sono leggermente più
praticamente uguale per entrambe. La differenza che
bassi nella casa dalle minori prestazioni energetiche.
si osserva sulle perdite per ventilazione (barra blu,
La differenza sostanziale delle due abitazioni si ri-
3.426 kWh/anno per la CasaClima A e 625 kWh/anno
scontra però nei guadagni solari (barra gialla, 1.123
per l’altra residenza) è dovuta solamente al fatto che,
kWh/anno rispetto a 4.082 kWh/anno). Dal grafico è
mentre nella seconda casa descritta è stato usato un
evidente che, nel caso dell’abitazione CasaClima Gold,
aggregato compatto, nella prima è stata installata una
questi da soli compensano le perdite per trasmissione
macchina VMC tradizionale e il software di calcolo uti-
dell’involucro edilizio. È quindi possibile affermare
lizzato conteggia in modo diverso i contributi alle per-
che, a fronte di una sostanziale parità di tutti gli altri
dite per ventilazione; pertanto ai fini di questo
aspetti dell’involucro edilizio, il contributo dei guada-
76
_26
In queste due pagine, vengono messi a confronto i percorsi solari al solstizio d’inverno relativi alle due case e gli irraggiamenti sui due edifici. (credits simulazioni: arch. Rossella Pedà)
gni solari nella prima abitazione descritta, ottenuto
desime attenzioni e caratterizzati da identiche strati-
grazie a una posizione e a un orientamento particolar-
grafie, se collocati sul territorio con differenti esposi-
mente vantaggiosi, ha fatto la differenza nel raggiun-
zioni solari, daranno risultati molto differenti dal
gimento della classe energetica più alta.
punto di vista energetico. “Progettare il Sole” infatti
Solo un cenno alla prestazione estiva degli edifici. Le
significa non solo pensare a come sfruttare al meglio
simulazioni dinamiche eseguite sulle due case se-
gli apporti gratuiti e come produrre la maggiore
condo il metodo A della norma UNI EN 15251 (princi-
quantità di energia pulita, ma anche correlare il ri-
pio del comfort adattivo) dimostrano che in entrambi
sparmio energetico che ne consegue con l’equilibrio
gli edifici la necessità di un raffrescamento attivo è ri-
del nostro organismo che, declinato come umore, pro-
dotta a poche ore durante la settimana più calda.
cessi cognitivi, temperatura corporea e altro ancora,
In conclusione dunque, possiamo verosimilmente af-
può essere garantito in modo naturale solo dall’ener-
fermare che due edifici, seppur progettati con le me-
gia e dalla luce del Sole!
progetti
77
focus
Progettare il sole, progettare l’ombra Le prestazioni energetiche imposte dalla normativa vigente all’involucro edilizio impongono al progettista di assumere un nuovo atteggiamento verso l’architettura obbligandolo ad approfondire lo studio del sole e dell’ombra in un edificio e di conseguenza ad adottare nuove strategie progettuali funzionali al rispetto della norma e al risparmio energetico.
Roberto Carratù
[...] Non è una comodità se la casa è fresca in estate e calda in inverno? Dopo aver approvato anche questo, egli
gettisti non sanno, o a cui forse non danno il giusto peso, è che i limiti termici prestazionali imposti al no-
continuò: non è forse vero che nelle case esposte a sud il
stro fabbricato da normative sempre più restrittive
sole penetra in inverno sotto il portico, mentre in estate
rendono oramai obbligatorio uno studio accurato del
passa sopra di noi e sopra i tetti in modo da procurarci
sole e dell’ombra, condizionando ora, più di quanto
ombra? Se ci fa comodo che questo avvenga, non dovreb-
accadesse qualche lustro fa, la prestazione energetica
bero le stanze esposte a sud essere più alte affinché il sole
del nostro edificio vincolando altresì lo stesso pro-
invernale non ne sia escluso, mentre quelle sul lato nord più basse affinché i venti freddi non possono nuocere? Detto in breve: questa dovrebbe essere veramente la dimora più bella e più confortevole, in cui sentirsi a proprio
getto di architettura. Queste righe vorrebbero, in forma semplificata, dimostrare attraverso considerazioni e intuitivi passaggi matematici di fisica tecnica ambientale, che l’energia
agio in tutte le stagioni e in cui vivere più al sicuro. [...]
proveniente dal sole ha oggigiorno un peso percen-
[Senofonte, Memorabilia]
tuale rilevante e che di fatto influenza, o almeno dovrebbe, ogni nuovo progetto di architettura.
Non è certo una novità affermare che il contributo
Per questo motivo possiamo senza dubbio affermare
dell’apporto del sole in inverno e il carico termico in
che, alle nostre latitudini, siamo di fronte a un nuovo
estate siano parametri fondamentali che incidono e,
atteggiamento progettuale da assumere nei confronti
anzi, hanno sempre influito sulla prestazione termica
degli apporti solari, imponendo alla nostra conce-
dell’involucro di un edificio. Ciò che invece molti pro-
zione spaziale una nuova visione che rappresenta,
78
_26
Photo: Richard Saad
F House, Daher El Sawan (LB). Progetto di Nabil Gholam Architects.
forse, la più importante trasformazione che avviene a
efficienza energetica, bioarchitettura, sostenibilità in edi-
livello progettuale oltre un secolo dopo la rivoluzione
lizia ecc. entrano nella sfera di un discorso fino al-
industriale. La storia della composizione architetto-
l’epoca mai affrontato, dando il via a una nuova,
nica ha sempre tenuto conto di tutti i progressi tecno-
imponente e sempre più stringente normativa che,
logici che l’uomo ha fatto durante la sua storia
per quanto riguarda l’involucro e gli impianti, ha por-
evolutiva, in particolare quelli relativi al comfort ter-
tato a una radicale revisione anche dell’immagine ar-
mico. Grande importanza, infatti, hanno avuto quelli
chitettonica.
avvenuti durante gli anni della rivoluzione indu-
Nel passato, quindi, le libertà architettoniche sono av-
striale, dal secolo XIX in poi, che in pratica hanno per-
venute senza considerare le condizioni cui ci si deve
messo al nostro involucro edilizio di essere
confrontare oggi, che sono poi le tematiche relative
indifferente alle condizioni climatiche in cui si tro-
alla cosiddetta “progettazione eco-sostenibile”, inten-
vava, poiché gli impianti tecnologici erano oramai in
dendo con questo termine la consapevolezza di essere
grado di mantenere le condizioni di benessere ter-
in un mondo energeticamente “confinato”, con risorse
mico all’interno, senza tener conto, però, del consumo
energetiche di origine fossile a termine, nonché di un
di preziosa energia.
“sistema Terra”, in termini di emissioni, sostanzial-
La crisi petrolifera degli anni ‘70 disegna il momento
mente chiuso, che quindi trattiene tutto quello che si
in cui l’umanità prende coscienza delle limitatezze
immette in atmosfera molto di più di quello che è in
delle risorse energetiche a propria disposizione e
grado di smaltire.
della fragilità del sistema Terra. Le parole risparmio ed
Questa condizione impone quindi un nuovo approc-
focus
79
soffrire il caldo come avveniva sino a pochi anni fa! Si ricorda inoltre che per bilancio energetico e la rispettiva verifica da effettuarsi a termini di legge, si intende, in termini di energia netta consumata, la quantità (di energia) utilizzata per mantenere annualmente l’involucro edilizio in condizioni di equilibrio termico, quindi riferito a una situazione invernale (necessità di riscaldamento) ma anche estiva (necessità di raffrescamento) rispetto a termini generalmente indicati come apporti, dispersioni e carichi termici. Ad esempio, i contributi solari vengono considerati Photo: Thomas Mayer
Asmaçati Shopping and Meeting Point, Izmir (TR). Progetto di Tabanlioglu Architects.
“apporti” in inverno, mentre diventano “carichi termici” in estate, il che equivale a dire che, nella stagione invernale, dobbiamo sempli-
cio alla progettazione architettonica già nella sua fase
cemente facilitare l’ingresso del sole, mentre in estate,
iniziale, per realizzare quelle che oggi chiamiamo
al contrario, favorire la presenza dell’ombra.
case passive, edifici nZEB (near zero energy building,
Per il calcolo vero e proprio del bilancio termico – e in
edifici a energia quasi a zero), dove non solo non è più
particolare degli apporti solari – si utilizza la norma
possibile prescindere dalle tematiche legate all’inqui-
UNI TS 11300, versione ottobre 2014, le norme
namento, al risparmio energetico, all’effetto serra, alla
UNI/ISO a essa collegate (ad esempio, UNI ISO
limitatezza e al riciclo dei materiali impiegati in edili-
13790:2008, 10349:2016, ecc.) e la Legge sui Requisiti
zia, ma anche e sopratutto dallo studio del sole e del-
Minimi del 26 giugno 2015. Gli esempi seguenti sono
l’ombra. Come oramai è risaputo da tutti, esperti e
stati elaborati mediante dei calcoli semplificati, sem-
non, l’involucro edilizio rappresenta il confine tra due
pre però riferendosi a queste norme.
spazi termici: quello interno, in cui desideriamo avere
Senza addentrarci troppo nel merito, ci limitiamo a
dei requisiti ideali, che vanno sotto il concetto di be-
dire che gli apporti termici di origine solare (espressi
nessere termico (controllo principalmente di tempera-
come Fsol - flusso termico), in termini di energia, sono
tura e umidità relativa) sia in inverno che in estate, e
suddivisi in apporti solari diretti attraverso le parti-
quello dello spazio esterno dove dominano le condi-
zioni trasparenti (Qsol,w - le finestre) e in apporti solari
zioni climatiche, che dipendono da tanti fattori come
attraverso le partizioni opache (Qsol,op - pareti e solai).
la latitudine del luogo, il microclima ecc.
Si ricordi che l’inclinazione dei raggi solari è da met-
È auspicabile che questo benessere oggi sia garantito
tere in relazione con la latitudine del luogo considerato
in inverno come pure in estate, poiché si deve pren-
e che in inverno e in estate proprio questi angoli condi-
dere atto che non è ormai più accettabile, in estate,
zionano la quantità di radiazione solare ricevuta dalle
80
_26
Schema del bilancio termico di un edificio.
L’inclinazione dei raggi solari in estate e in inverno è funzione della latitudine del luogo considerato.
superfici. Località con latitudini basse, ad esempio quelle del Sud Italia, hanno angoli di altezza solare, in
Angolo massimo estivo
Angolo massimo invernale
estate e in inverno, maggiori di quelle di località del
Trento
67,42°
20,52°
nord, come indicato nella tabella 1, a lato.
Caltanissetta
76,16°
29,26°
A questo punto è giusto domandarsi quanto incide, nel bilancio energetico, il flusso termico di origine so-
Tabella 1 - Latitudini e angoli solari massimi per le località di Trento e Caltanissetta.
lare e, in particolare, nel caso di involucri edilizi diversamente prestanti. Per chiarire tale questione, con un esempio di facile
Sotto, edificio di riferimento con pianta di 5x5 m per 3 m di altezza, senza ombreggiamenti.
lettura, consideriamo un edificio di riferimento a un piano, con una pianta di 5x5 m e di altezza 3 m, appoggiato su un solaio sospeso aerato e con una finestra per lato di 1 m2, esposizione nord, est, sud e ovest, senza ombreggiamenti, e con una capacità termica di 125 kJ/m2K (vedi immagine a lato). Calcoliamo la prestazione energetica invernale del solo involucro rispetto a tre città italiane prese come riferimento – Genova, Roma, Caltanissetta – rappresentative di latitudini diverse, appartenenti alla stessa zona climatica e con gradi giorno comparabili, come indicato nella tabella 2 della pagina successiva. Dal punto di vista degli apporti solari, la norma UNI 10349/2016 quantifica gli apporti solari annuali come irradianza diretta+diffusa, ricevuti da una superficie orizzontale e inclinata, in assenza di ombreggiamenti (espressi in MJ).
nestre dotate di doppio vetro basso emissivo; • Edificio di Classe G (con trasmittanze penalizzanti):
1
Utilizzando l’app gratuita CheckHouse , scaricabile
involucro estremamente disperdente, antecedente
dal Google Market, si calcola, per queste tre località, il
agli anni ‘70, con finestre a vetro singolo.
fabbisogno energetico invernale semplificato (Qtot, 2
I valori da prendere in considerazione sono le disper-
espresso in kWh/m a) richiesto da questo involucro in
sioni termiche dell’edificio (QHt) e gli apporti solari
condizioni invernali, considerando due situazioni li-
(Qsol), in questo caso considerati positivi, in quanto
mite:
trattasi di verifica invernale. 1
• Edificio di Classe A (con trasmittanze di legge previ-
Osservando i risultati, è subito evidente quanto vari, in
ste per la località considerata): dal punto di vista
percentuale, l’influenza della componente di origine
energetico un involucro molto performante, con fi-
solare Qsol nel caso di edifici in classe A, quindi poco
focus
81
Latitudine
Zona climatica
Gradi giorno
Durata stagione
Genova
44,25°
D
1435
166
Roma
41,53°
D
1415
166
Caltanissetta
37,29°
D
1559
166
Tabella 2 - Latitudini, zone climatiche, gradi giorno e durata stagione per le città di Genova, Roma e Caltanissetta.
Irradianza solare diretta, diffusa e totale di una superficie orizzontale a Roma, Genova e Caltanissetta (in MJ).
Risultati del fabbisogno energetico invernale in un edificio in classe A e uno in classe G a Genova, a Roma e a Caltanissetta.
disperdenti, rispetto a quelli in classe G, molto disper-
dini, in particolare per le costruzioni che si realizzano
denti. I dati sono ovviamente superiori per le località
oggi, estremamente prestanti dal punti di vista ter-
con latitudine minore, come Caltanissetta, con irra-
mico. Non solo, ci permette anche di riconsiderare il
dianze solari maggiori, ma rappresentano sempre una
valore dell’incidenza della componente di apporto so-
percentuale importante anche per località con latitu-
lare nel calcolo termico degli ombreggiamenti, quali
dine maggiore (Genova) e hanno valori compresi tra il
ad esempio la presenza di setti, pensiline e/o brise so-
14,4% e il 19,6% per edifici molto disperdenti e tra il
leil, ma anche nella scelta della tipologia di vetro uti-
37,5% e il 50,5% per gli edifici poco disperdenti.
lizzato. Infatti, a dispetto di quanto ci si possa
Questo esempio ci conferma la fondamentale impor-
aspettare (vedi tabella 3) e relativamente alla sola pre-
tanza rappresentata dalla presenza del sole invernale
stazione invernale, più il vetro è performante dal
(apporto gratuito) nel nostro edificio alle nostre latitu-
punto di vista termico (basso emissivo, triplo vetro
82
_26
Tipi di vetro
ggl,n
Ug [W/m2K]
Vetro singolo
0,85
5-6
Doppio vetro normale
0,75
2-3
Doppio vetro con rivestimento basso emissivo
0,67
1- 0,6
Triplo vetro normale
0,70
2 - 2,5
Triplo vetro doppio rivestimento basso-emissivo
0,50
0,7 - 1,0
Doppia finestra
0,75
2-3
Tabella 3 - Valori indicativi della trasmittanza di energia solare totale (g,gl,n) e termica del vetro Ug, per un fattore di esposizione Fw, pari a 0,9 tratto dalla Uni 11300, appendice B.
Sotto, diagrammi solari ottenuti mediante il software Ecotec con le relative maschere di ombreggiamento per le esposizioni considerate sud, est e ovest; in nero sono rappresentati i periodi di ombreggiamento.
ecc.), quindi con bassi valori di trasmittanza termica
dovuto alla presenza di ostacoli permanenti. Gli om-
(Uw), maggiore sarà la sua opposizione al passaggio
breggiamenti possono essere calcolati mediante l’uso
dell’energia solare (bassi valori di ggl, impropriamente
dei diagrammi solari e delle relative maschere di om-
chiamata ‘trasmittanza solare’). In altri termini ed
breggiamento, ognuno per le esposizioni considerate.
estremizzando il concetto: per aumentare gli apporti
La prestazione termica, a parità di dispersioni (QHt)
solari invernali si dovrebbe preferire il vetro singolo
vede mutato l’apporto solare, ora quasi dimezzato,
rispetto a uno doppio o triplo!
passando, ad esempio nel caso di Caltanissetta, per un
A corredo di quanto detto, si calcoli il fabbisogno ter-
involucro di classe A da 23,5 kWh/m2a a 38,5
mico, sempre riferito all’esempio precedente, immagi-
kWh/m2a e una riduzione percentuale della presta-
nando però che le esposizioni sud, est e ovest abbiano
zione termica superiore al 60%.
un ombreggiamento del 50% nel periodo invernale,
Cosa accade, invece, nel periodo estivo?
focus
83
Risultati del fabbisogno energetico invernale in presenza di ombreggiamenti del 50% nello stesso edificio in classe A e G a Genova, a Roma e a Caltanissetta.
8 inscribed houses and 3 courtyards, Vecindario (E). Progetto di Romera y Ruiz Arquitectos.
Diagramma solare in cui sono evidenziate la necessità di ombreggiare e quella di soleggiare una parete esposta a sud.
In questo periodo gli apporti solari diventano carichi termici e, quindi, da limitare il più possibile, alla luce di un bilancio termico che deve tener conto della durata e dell’incidenza della stagione invernale rispetto a quella estiva. Nel caso dell’Italia, le cui latitudini sono comprese tra 47° nel Trentino e 36° in Sicilia, la casistica e le condi-
Photo: Romera y Ruiz
zioni climatiche sono varie e quindi le strategie, ne-
84
_26
cessariamente diverse, devono essere scelte accuratamente caso per caso. Il controllo degli apporti solari si verifica attraverso i diagrammi solari della facciata interessata ove, però,
il riscontro deve tener conto degli ombreggiamenti
A titolo esemplificativo si esamini, in base alla norma
presenti. Nella figura sottostante, malgrado la facciata
relativa ai dati climatici UNI 10349, aggiornata nel
sud dell’edificio sia circondata da volumi, nel periodo
2016, la quantità di irradiazione solare ricevuta da
estivo, e in particolare tra le ore 10 e le ore 17, la radia-
una superficie orizzontale, verticale o diversamente
zione solare risulta presente e quindi da schermare.
inclinata, per le località di Genova e Caltanissetta. Le
Quanto fin qui riportato attesta che il progetto del sole
simulazioni effettuate tramite un apposito calcolo svi-
e dell’ombra è diventato una necessità inderogabile, in
luppato ad hoc hanno seguito le indicazioni di questa
particolare da considerare in base ai dati climatici del
norma, in particolare del metodo di calcolo previsto
luogo ove, ad esempio, la durata e l’intensità della sta-
nell’appendice D.
gione invernale è diversa da quella estiva. Ben diverso
Dai grafici appare evidente che, per un superficie oriz-
deve essere, in termini solari, un progetto costruito a
zontale, la maggiore quantità viene ricevuta nei mesi
Torino da uno realizzato a Catania, dove le strategie
estivi, tra giugno e luglio, con intensità diverse.
che devono guidare le nostre scelte progettuali do-
Cosa accade invece se la parete è verticale o inclinata
vrebbero essere valutate in entrambi i periodi del-
con angoli diversi?
l’anno termico, da cui poi ricavare un bilancio annuale.
Si prenda per esempio il caso di Genova. Dai grafici
Facciata sud di un edificio immerso in un contesto urbano e relativo diagramma solare.
Quantità totale di irradiazione media mensile che riceve una superficie orizzontale in un anno, a Genova e a Caltanissetta, come somma di componente diretta e diffusa in MJ/m2.
focus
85
Quantità totale di irradiazione media mensile a Genova, ricevuta da superfici diversamente orientate (valore ascisse da 0° a 170°), in estate e in inverno (valori in ordinate espressi in kWh/m2).
Quantità totale di irradiazione media mensile a Caltanissetta, ricevuta da superfici diversamente orientate (valore ascisse da 0° a 170°), in estate e in inverno (valori in ordinate espressi in kWh/m2).
Quantità totale di irradiazione media mensile a Caltanissetta in presenza di un ombreggiamento del 50%, irradiazione ricevuta da superfici diversamente orientate (valore ascisse da 0° a 170°), in estate e in inverno (valori in ordinate espressi in kWh/m2).
86
_26
Variazione della prestazione solare in inverno ed in estate per pareti inclinate con angoli di 60°, 90° e 120° per le località di Genova, Roma e Caltanissetta.
della pagina accanto, in alto, risulta evidente che in
centro della pagina precedente: in inverno, una super-
inverno una superficie sud, sud-est e sud-ovest (linea
ficie sud, sud-est e sud-ovest (linea rossa, gialla, cele-
rossa, gialla) riceve la massima irradiazione solare se
ste) riceve la massima irradiazione solare se inclinata
inclinata di 50°, mentre per orientamenti nord, nord-
di 50°, mentre per orientamenti nord, nord-est e nord
est e nord-ovest, la radiazione massima è per angoli
ovest la radiazione massima è per angoli vicini all’oriz-
vicini all’orizzonte, ovvero 0°. In estate, quasi tutti gli
zonte, ossia 0°. In estate, quasi tutti gli orientamenti ri-
orientamenti ricevono una radiazione minima per an-
cevono una radiazione minima per angoli oltre i 90°.
goli oltre i 90°.
Aggiungiamo ora per le esposizioni sud, sud-est e
Si veda ora cosa succede a Caltanissetta, nei grafici al
sud-ovest, un ombreggiamento pari al 50%, presente durante tutto l’anno e riverifichiamo il tutto. Come si vede nei grafici in basso della pagina accanto, ora la parete che riceve l’energia maggiore in inverno è quella est o ovest, con valori di 509,8 kWh/m2a e angoli di 10°; in estate invece è la superficie sud che riceve la minor quantità di energia! Come si è visto, in alcuni casi, i risultati possono andare contro il buon senso, questo a dimostrare che la problematica è comprensibilmente complessa e non sempre prevedibile a priori. In generale, e in assenza di ombreggiamenti, si può affermare quindi che inclinare le superfici con angoli
L’inclinazione dei raggi solari in funzione dell'inclinazione di una superficie.
maggiori di 90° può migliorare la prestazione energetica in estate, mentre, al contrario, superfici con an-
focus
87
La radiazione solare subisce una riduzione in sequenza dovuta alle ostruzioni esterne, al tipo di vetro, alle schermature mobili (interne e/o esterne).
goli minori di 90°, migliora la situazione in inverno, a
nuto conto degli apporti solari che, per queste latitu-
condizioni di uguale ombreggiamento presente. Ov-
dini, in inverno privilegia proprio questi angoli?!
viamente queste considerazioni possono essere prese
Un ultimo controllo deve essere posto infine nella
come riferimento per la scelta in fase progettuale per
scelta del tipo di vetro e delle schermature mobili che,
utilizzare superfici inclinate, in particolare se si tratta
come visto in precedenza, condizionano la presta-
di superfici trasparenti.
zione solare sia estiva che invernale, in particolare per
La prestazione energetica può variare in maniera con-
gli edifici con prestazioni termiche elevate.
siderevole. Ad esempio a Roma, in estate, una superfi-
Come è risaputo, in questi ultimi decenni, la presta-
cie sud inclinata di 120° riduce l’energia raggiante che
zione del solo vetro, dal punto di vista della trasmit-
la colpisce di quasi del 40%, passando da 253,9
tanza termica (Ug), ha subito dei significativi
2
2
kWh/m a 150,4 kWh/m , mentre a Genova, una su-
incrementi fino a pochi anni fa impensabili, arrivando
perficie sud inclinata di 60°, rispetto a una verticale di
a valori nel caso di vetro triplo con kripton vicini a 0,5
90°, in inverno guadagna in radiazione solare circa il
Wm2/K, che sono semplicemente doppi rispetto a una
15%, passando da 420 kWh/m2 a 492 kWh/m2 (vedi
buona parete opaca; non dimentichiamo che, qualche
grafici in alto, pagina precedente). Quindi l’inclina-
decennio fa, un vetro singolo aveva una trasmittanza
zione di una superficie, trasparente od opaca, può es-
termica superiore a 5 Wm2/K!
sere annoverata tra quei dispositivi passivi e naturali
È necessario tuttavia scindere sempre le componenti
che non richiedono nessun tipo di energia per funzio-
energetiche relative agli elementi trasparenti in di-
nare, per aumentare o diminuire il contributo gra-
spersioni e apporti o carichi. Infatti, la sola radiazione
tuito del sole; e questa stessa inclinazione ad esempio,
solare subisce una riduzione, attraversando un com-
se ben progettata, evita in estate di porre dispositivi
ponente trasparente, dovuto all’area effettiva del vetro
schermanti come pensiline o brise-soleil.
al netto dell’infisso e alla “trasmittanza” dell’energia
Chissà se il progettista della nuova Direzione Gene-
solare, a seconda della tipologia del vetro usato (mag-
rale dell’istituto bancario italiano Hypo Group Alpe-
giore nel vetro singolo e via via minore nel doppio o
Adria, l’architetto californiano Thom Mayne, vincitore
triplo vetro, o alla colorazione del vetro) e anche in
del Pritzker Prize 2005, nel progettare alle porte di
base alla presenza di schermature mobili.
Udine questa struttura in vetro, acciaio e cemento,
Per stimare il comportamento di un elemento vetrato
con una particolare geometria a vela inclinata di 14°
relativo alla sola componente solare in un edificio per-
rispetto all’asse verticale delle pareti sud e nord, ha te-
formante e in uno scarso dal punto di vista termico, è
88
_26
possibile valutare quanto incide la presenza di un
o preferire un aspetto rispetto a un altro origina sicu-
doppio vetro basso emissivo e di una tenda, in un edi-
ramente problematiche future.
ficio preso come riferimento a Roma, rispetto a uno in
Tornano quindi di stringente attualità le parole di Se-
cui sono presenti solo serramenti con un vetro sin-
nofonte che nei suoi Memorabilia, già nel IV secolo
golo senza però alcun tipo di schermature mobili. La
a.C., ci ricorda di riconsiderare il comfort termico
radiazione solare a Roma, per una superficie traspa-
della nostra abitazione sfruttando quello di cui da
rente esposta a sud, passa in inverno da 408,07
sempre disponiamo gratuitamente... il sole e l’ombra.
2
2
kWh/m a 203,2 kWh/m (variazione del -50,3%) e in estate da 194,3 kWh/m2 a 105,9 kWh/m2 (variazione del -45,5%); valori quindi piuttosto importanti.
Nota
Questa ulteriore verifica conferma l’importanza, per il
1“ Nell’app Checkhouse le classi energetiche non coincidono con quelle individuate dalla normativa vigente.
progettista, del controllo degli apporti solari, che non può più essere lasciato al caso. Il progetto del sole e dell’ombra deve scaturire da un accurato studio che deve conciliare l’architettura con l’energia, lo spazio con il comfort termico. Trascurare
Roberto Carratù Architetto e professore a contratto presso le Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e dell’Università degli Studi Roma Tre.
Photo: Massimo Crivellari
Hypo Alpe Adria Bank, Udine (I). Progetto di Thom Mayne.
focus
89
Un’idea nata per caso, durante una vacanza sulle coste spagnole del Mediterraneo, ha portato all’ideazione di un materiale isolante di origine naturale al 100%, dalle pregevoli caratteristiche come l’ottima reazione al fuoco e la possibilità di smaltimento senza produzione di rifiuti. La fibra derivata dalla Posidonia oceanica, una pianta marina piuttosto comune sulle coste del Mediterraneo, viene impiegata ormai da quasi 10 anni nell’isolamento di nuove costruzioni e, soprattutto, in caso di ristrutturazioni edilizie, laddove pannelli e materassini non incontrano le esigenze progettuali.
Le “sfere di mare” per l’isolamento edilizio: naturali al 100% e sostenibili
90
_26
innovazione
S
sia e l’Albania, dove per la raccolta di un carico di ca-
chard Meier, alla fondazione di una propria start up
Come tutto ebbe inizio
mion lavorano circa 30 donne per 7 giorni, altrimenti embra quasi uno scherzo l’inizio dell’avventura
disoccupate.
che ha portato un architetto e professore tedesco, Riche, nel giro di pochi anni, è riuscita a brevettare un prodotto, certificarlo e metterlo sul mercato, diven-
Nel 2006, durante una vacanza sulle coste spagnole
tando oggi una vera e propria ditta che produce un
della provincia di Alicante, osservando scherzosa-
materiale isolante nuovo e antico al tempo stesso.
mente le egagropili, che ricordavano molto il mate-
Nuovo perché prima non s’era mai visto, antico perché
riale fibroso di certi isolanti naturali esistenti già da
proviene direttamente dal mare e sfrutta il prodotto di
decenni come la fibra di legno o di altre specie vege-
“scarto” di una pianta marina, erroneamente denomi-
tali, Richard Meier si rese conto che queste, se avvici-
nata ‘alga’, la Posidonia oceanica, piuttosto abbondante-
nate a una fiamma, non prendevano fuoco e non
mente su molte coste sabbiose del Mediterraneo (oltre
bruciavano ma, anzi, la fiamma tendeva ad autoestin-
che sulle coste meridionali dell’Australia), dall’au-
guersi. Da qui l’idea di approfondire la natura del ma-
tunno alla primavera. In tale periodo, infatti, si pos-
teriale perché, secondo le indagini dello stesso Meier e
sono trovare sulle coste dal fondale sabbioso di alcune
non solo, uno degli elementi più inquinanti in asso-
zone delle formazioni rotondeggianti con diametri
luto legati al recupero e al riciclo dei materiali isolanti
che variano dai 2 ai 10 cm e che potrebbero far pensare
cosiddetti ‘naturali’ è proprio l’addizione di sostanze
al feltro.
che ne ritardano l’infiammabilità.
Di fatto, dal punto di vista dell’industria turistica, le
Una volta tornato in Germania, a distanza di qualche
egagropili – termine tecnico corretto per indicare que-
mese, Meier diede inizio alle indagini fisiche della Po-
ste formazioni, note anche con i nomi popolari di
sidonia per poterla brevettare come materiale isolante
“palle di mare” o “palle di Nettuno” – sono un fattore
certificato.
‘inquinante’ e di disturbo, tanto che vengono spesso rimosse con pesanti macchinari e destinate a riempire le discariche.
Lavorazione
Ma da dove arrivano? Esse si formano a partire dalle
Il materiale isolante sfuso che deriva dalla pianta ma-
nervature delle foglie appassite della Posidonia ocea-
rina di cui si parla in queste pagine, e il cui nome com-
nica, che vengono agglomerate dal moto ondoso sotto-
merciale oggi è NeptuTherm®, ha un suo primo
marino nei bassi fondali delle coste sabbiose in forma
vantaggio nel fatto che la materia prima non subisce
sferoidale e quindi ammassate dalle onde sulle
un particolare trattamento fisico-chimico ma viene
spiagge in grande quantità. Si tratta dunque di una ri-
semplicemente triturata e sminuzzata e, se necessario,
sorsa, per quanto limitata, sempre rinnovabile che in
passata più volte a un setaccio per allontanare sabbia e
più, se sfruttata per produrre isolante, ha anche una
altre particelle eventualmente presenti.
funzione economica e sociale poiché viene raccolta a
Per riuscire a elaborare un metodo di lavorazione va-
mano in luoghi dall’economia disagiata, come la Tuni-
lido sono state coinvolte non solo la NeptuTherm® ma
innovazione
91
Lana isolante da Posidonia oceanica
37-50
Lana di pecora
40-80
Canapa
50-80
Lino
50-80
Fibra di legno flessibile
50-100
Cellulosa
70-100
Cotone
90-100
Isolanti di origine naturale
Fibra di legno morbida
600-1.500
EPS
200-760
XPS
450-1.000
Isolanti di origine sintetica
PUR
800-1.500
Perlite espansa
90-160
Lana di roccia
150-400
Lana di vetro
Isolanti di origine minerale
250-500
Vetro cellulare espanso
350-1.000
Schiuma di vetro
750-1.600 0
200
400
600
800
1.000
1.200
1.400
1.600
Fabbisogno di energia primaria
Fabbisogno di energia primaria: confronto tra Posidonia oceanica e altri materiali isolanti normalmente usati nelle costruzioni.
anche alcune ditte di macchinari per l’insufflaggio di
grigia che va dai 37 ai 50 kWh/m3 – una quantità di
materiali isolanti, sotto la supervisione dell’Istituto
energia 30 volte più bassa di quella necessaria media-
Fraunhofer per le Tecnologie Chimiche ICT (Fraunho-
mente alla produzione dei tradizionali materiali iso-
fer Institut für Chemische Technologie) di Pfinztal. Lo
lanti durante il loro intero ciclo di vita. La parte più
scopo dei partner del progetto era quello di produrre
energivora è data dal trasporto, poiché la materia
un materiale adatto al riempimento e all’insufflaggio.
prima deve inevitabilmente arrivare dalle coste del
In realtà, il metodo più semplice si è rivelato quello di
Mediterraneo fino alla fabbrica di Karlsruhe, in Ger-
far fuoriuscire la sabbia dalle egagropili tramite scuo-
mania.
timento, farle scivolare su un nastro trasportatore
Ciò che rende le egagropili di Posidonia oceanica così
verso dei mulini a taglienti (cutting mills) e quindi rica-
interessanti come materiale isolante è che soddisfano
dere sotto forma di fibre lunghe 1,5-2 centimetri in sac-
gli elevati requisiti di protezione antincendio (classe
chetti di plastica, pronte per la consegna.
B2) e di protezione contro la muffa senza alcun additivo. Questa caratteristica non è dovuta a un alto con-
Caratteristiche fisiche
tenuto di sale ma alla struttura propria delle fibre
L’esame delle fibre svolto presso l’Istituto per la Fisica
schermatura delle onde elettromagnetiche. Essendo
Edile del Fraunhofer (Institut für Bauphysik - BIP) ha
privo di sostanze nocive ed emissioni, questo mate-
rivelato valori molto buoni in termini di isolamento
riale isolante può essere l’ideale per chi soffre di aller-
termico, infiammabilità, resistenza alla muffa e alla
gie e di MCS (Multiple Chemical Sensivity – sindrome
salinità, immarcescibilità nonché di attacco da parte
da sensibilità chimica multipla).
di parassiti e piccoli roditori.
Le proprietà termiche sono evidenti nelle tabelle di
Si tratta quindi di un materiale isolante che, natural-
queste pagine, soprattutto se raffrontate con quelle di
mente e senza additivi di alcun genere, non brucia e
altri materiali isolanti.
non ammuffisce a fronte di una quantità di energia
Accanto alle caratteristiche termiche, sono state te-
92
_26
contenenti silicati, cosa che consente anche un’elevata
state anche quelle igrometriche: le fibre di Posidonia hanno circa lo 0,5-2% di sali, sono quindi poco igroscopiche e non corrosive, non contengono proteine e per questo sono da considerarsi ‘a prova di muffa’. Le fibre assorbono comunque il vapore acqueo, lo immagazzinano e lo rilasciano nuovamente all’occorrenza, senza che la capacità di isolamento ne venga compromessa. L’assorbimento dell’umidità e la capacità di assorbimento dell’acqua possono arrivare fino a 3,4 litri di acqua per 1 kg di fibre.
Vantaggi L’isolante viene trasportato al cliente finale in sacchetti riutilizzabili di polietilene, per i quali è richiesto un deposito che verrà restituito al rientro dei sacchi ben tenuti. La vita media della lana isolante di Posidonia è stimata intorno ai 150 anni.
La caratteristica principale di questo materiale isolante risiede nella sua elevata ecologicità, che si manifesta innanzitutto nella sua capacità di essere riutilizzato e
Poiché si tratta di un prodotto naturale puro, le egagropili di Posidonia oceanica sono sostenibili e facili da smaltire e recuperare. Esse, infatti, possono essere miscelate tranquillamente, per esempio, come substrato vegetale per il terreno del giardino.
poi smaltito senza gravare sull’ambiente e/o sulla salute, poiché naturale al 100%, e a cui non viene aggiunto nessun additivo chimico per migliorarne le prestazioni antincendio o antimuffa. A ciò si aggiunge
Lana isolante da Posidonia oceanica
2.502 J/kgK
Lana di pecora
960-1.300
Canapa
Isolanti di origine naturale
1.600-1.700
Lino
1.300-1.400
Fibra di legno flessibile
2.000-2.100
Cellulosa
1.800-1980
Cotone
840-1.300
Fibra di legno morbida
2.000-2.100
EPS
1.000-1.200
XPS
1.000-1.200
PUR
Isolanti di origine sintetica
1.200-1.400
Perlite espansa
1.000
Lana di roccia
840
Lana di vetro
Isolanti di origine minerale
840-1.000
Vetro cellulare espanso
1.000
Schiuma di vetro
840-1.100 0
500
1.000
1.500
2.000
2.500
Capacità di accumulo del calore [J/(kgK)]
Capacità di accumulo del calore: confronto tra Posidonia oceanica e altri materiali isolanti normalmente usati nelle costruzioni. Il materiale isolante dato dalla lavorazione della pianta acquatica ha un’elevata capacità di accumulo di calore. Il valore calcolato di 2.502 Joule per chilogrammo per grado Kelvin (J/kgK) è, infatti, circa il 20% più alto di quello del legno e dei prodotti a base di legno, come ha dimostrato uno studio del Fraunhofer Institute for Building Physics IBP di Holzkirchen.
innovazione
93
Una delle possibilità di applicazione in facciata è quella dell’insufflaggio del materiale tramite apposito macchinario.
Dopo la domanda di brevetto nel gennaio 2007, la registrazione del nome “NeptuTherm”, che ha vinto l’IKEA Innovation Award ad aprile dello stesso anno, è stata fondata la NeptuTherm - società di ricerca e sviluppo mentre solo 3 anni dopo, nel 2010, è stata fondata la società operativa per l’approvvigionamento, la produzione e la vendita della materia prima NeptuTherm GmbH. In mezzo ci fu un processo di sviluppo e approvazione molto complesso e costoso, tra cui la costruzione dello stabilimento di produzione e l’inizio dell’attività di marketing e di vendita. Alla fine del 2011 sono stati venduti i primi sacchi di prodotto isolante ufficialmente approvato. Benché anche la Posidonia oceanica, in qualità di isolante, si presti a essere migliorata mediante l’aiuto di sostanze chimiche, si preferiscono tuttavia accettare valori peggiori, a fronte di una più naturale ‘compensazione’: per un valore di trasmittanza U di, ad es., 0,24 W/m2K occorrono 180 mm di NeptuTherm. Se invece si utilizza EPS, sono necessari, a parità di prestazione richiesta, 160 mm. Una maggiorazione di 20 mm si considera un compromesso più che valido se la contropartita è un materiale più sano e più ecologico.
94
_26
un’altissima permeabilità al vapore combinata con un elevato assorbimento e rilascio di umidità.
Impieghi
Dal punto di vista del processo produttivo, il risparmio,
Grazie a tutte le proprietà sopra elencate, la lana iso-
rispetto ad altri isolanti, soprattutto per trasformarli in
lante ottenuta dalla lavorazione delle egagropili della
tappetini o in pannelli, è notevole. Questi, infatti, sono
Posidonia oceanica risulta idonea per l’isolamento di
spesso aggregati con leganti sintetici sotto elevata pres-
tutti i tipi di strutture in legno, per tetti a falda e tetti
sione e/o calore, senza contare l’aggiunta di inibitori di
piani, ma anche per facciate e pareti (previa realizza-
fiamma e di muffa. Nel caso della Posidonia oceanica,
zione di una struttura portante in cui insufflare la
l’unica azione intrapresa è il setacciamento, con lo
fibra), pavimenti e soffitti in edifici nuovi e vecchi, in
scopo di migliorarne l’insufflaggio.
particolare in caso di ristrutturazioni.
Le fibre di Posidonia possono poi essere usate più e più
Le immagini di cantiere presenti in queste pagine illu-
volte e, al termine della loro vita utile, non devono fi-
strano le possibilità di posa del prodotto.
nire in discarica ma possono essere riutilizzate, per
La posa delle fibre – sfuse – prevede 3 modalità:
esempio, come substrato vegetale.
1. riempimento tramite costipazione (cappotto
Gli eventuali svantaggi sono da ricercarsi in un prezzo
esterno): il materiale viene versato in cavità predefi-
che deve tenere conto dell’alto costo di approvvigiona-
nite e quindi compattato a mano, come, ad esempio,
mento e produzione; quest’ultimo aspetto a sua volta
nel caso di cappotti esterni per i quali sia prevista una
dipendente dai costi di trasporto non trascurabili (si
struttura portante;
tratta di container che partono sostanzialmente da Tu-
2. riempimento tramite insufflaggio;
nisia e Albania) e dal fatto che l’acquisto della materia
3. spargimento su spazio aperto, più spesso sull’ultimo
prima, cioè delle egagropoli che si ammassano in riva
solaio di edifici da ristrutturare. In questi casi, la Posi-
al mare è considerato un progetto sociale, che trava-
donia viene semplicemente scaricata sul solaio da iso-
lica quindi gli aspetti meramente economici.
lare e quindi ripartita omogeneamente con un
Infine, benché sia una risorsa rinnovabile, la produ-
rastrello. In alcuni casi, è più economico distribuire il
zione delle egagropili è, ovviamente, legata alla limita-
materiale con un apposito macchinario, cosa che rap-
tezza delle risorse, dovute alla stagionalità della loro
presenta un vantaggio quando l’accesso al piano è dif-
produzione.
ficoltoso.
L’isolamento della struttura del tetto. Sopra, l’isolante viene inserito tra i travetti portanti del tetto. A sinistra, l’isolamento riguarda il solaio sottotetto dell’edificio.
La Posidonia oceanica può essere posata anche all’interno, previa realizzazione di apposite intercapedini, laddove non sia possibile realizzare strutture a cappotto esterne.
innovazione
95
back page – Acquicidio testi e matita di Michele De Beni