ISSN 2239-9445
22 La certificazione Living Building Challenge Ristrutturare l’impianto termico con la diagnosi energetica Performante e fotovoltaico: il vetromattone del futuro Trimestrale – anno 7 – n° 22 marzo 2017 Registrazione Trib. Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Poste italiane S.p.A. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 NE/UD Euro 15,00
indice 28
10 04 preview argomenti 10 Living Building Challenge
progetti 16 Ispirazione mediterranea Villa unifamiliare, Medano - Tenerife (E) Toledo y Heras Arquitectos; De Poorter Holdrinet
Brad Liljequist
30 La dolce vita dello studente Casa dello studente mineroom, Leoben (A) aap.architekten ZT-GmbH
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azero rivista trimestrale – anno 7 n. 22, marzo 2017 Registrazione Tribunale Gorizia n. 03/2011 del 29.7.2011 Numero di iscrizione al ROC: 8147 ISSN 2239-9445 Direttore responsabile Ferdinando Gottard Redazione Lara Bassi, Lara Gariup, Gaia Bollini Editore EdicomEdizioni – Monfalcone (GO)
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78 focus 46 Ristrutturare l’impianto termico con l’aiuto della diagnosi energetica
case history 68 Welcome into relax Agriturismo “Poggio Mirabile”, Manciano (GR)
Paolo Veggetti
58 Sistemi costruttivi in legno e tradizionali a confronto. Analisi in clima caldo umido Francesca De Filippi, Matteo Guiglia, Marie-Josée Matte, Alberto Perron Cabus, Arianna Zanichelli
78 innovazione Vetromattoni innovativi per componenti traslucidi multifunzionali Rossella Corrao
96 back page Michele De Beni
Redazione e amministrazione via 1° Maggio 117 – 34074 Monfalcone (GO) tel. 0481.484488 – fax 0481.485721 redazione@edicomedizioni.com www.azeroweb.com Stampa Grafiche Manzanesi – Manzano (UD) Stampato su carta con alto contenuto di fibre riciclate selezionate Prezzo di copertina 15,00 euro Abbonamento Italia (4 numeri): 50,00 euro Estero (4 numeri): 100,00 euro Gli abbonamenti possono iniziare, salvo diversa indicazione, dal primo numero raggiungibile in qualsiasi periodo dell’anno
Distribuzione in libreria Joo Distribuzione via F. Argelati 35 – Milano È vietata la riproduzione, anche parziale, di articoli, disegni e foto se non espressamente autorizzata dall’editore Copertina Villa unifamiliare a Tenerife (E), foto: German Pietro
preview I nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia Dal 13 febbraio 2017 è entrato in vigore il DM 11 gen-
di riutilizzo di aree dismesse o di localizzazione del
naio 2017 che fissa nuovi riferimenti per i Criteri Am-
progetto in aree urbane degradate impermeabilizzate.
bientali Minimi (CAM) per le pubbliche
Il progetto, inoltre, deve garantire risparmio idrico, il-
amministrazioni che eseguiranno lavori di ristruttura-
luminazione naturale e approvvigionamento energe-
zione edilizia e di nuova costruzione. In particolare si
tico da FER e mantenimento della permeabilità del
richiede: la verifica della capacità tecnica dei progetti-
suolo, deve raggiungere almeno la classe energetica
sti con punteggio premiante in caso di proposta re-
A3 (nuove costruzioni) e garantire la disassemblabi-
datta da un professionista accreditato dagli organismi
lità. Si deve prevedere l’uso di materiali da materie rin-
di certificazione energetico-ambientale secondo
novabili, di materia recuperata o riciclata per almeno
ISO/IEC 17024; la registrazione EMAS o certificazione
il 15% e, infine, in cantiere almeno il 70% in peso dei
secondo ISO 14001 delle imprese; se la realizzazione
rifiuti non pericolosi da demolizione degli edifici, con
dei lavori è affidata separatamente dalla progetta-
esclusione degli scavi, deve essere avviato a riutilizzo,
zione, sono ammesse solo modifiche migliorative e
recupero o riciclo.
coerenti con il progetto; lo studio di fattibilità deve ve-
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/01/28/17A
rificare, in caso di recupero dell’esistente, la possibilità
00506/sg
Un solare termico architecture friendly Con il progetto ArKol (Entwicklung von architektonisch hoch integrierten Fassadekollektoren mit Heat Pipes) l’istituto tedesco Fraunhofer ISE ha presentato, alla scorsa edizione di gennaio della fiera BAU di Monaco di Baviera, due interessanti prototipi per l’integrazione del solare termico in facciata: un sistema di collettori solari a ‘striscia’ e delle tende solari termiche. collettori solari termici a striscia (© Photo Facade-Lab)
Nel primo caso, si tratta di collettori solari a forma di striscia, di lunghezza variabile e collegabili in maniera flessibile, pensati per essere allineati in tutte le direzioni. Il collegamento del collettore avviene sotto forma di heat pipe. Il secondo prototipo consiste in ‘veneziane’ solari che consentono la regolazione ottimale del flusso energetico. Possono essere gestite come normali elementi oscuranti ma con una duplice funzione: forniscono calore e riducono la quantità di energia che entra nell’edificio. Il progetto, iniziato nel 2016, è stato presentato all’inizio del 2017 e, entro il 2019, verrà applicato su casi reali. www.arkol.de
veneziane solari
www.ise.fraunhofer.de/de/forschungsprojekte/arkol.html
(© Photo Facade-Lab)
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The Power of Zero: imparare dai migliori “The Power of Zero”, libro pubblicato dall’International Living Future Institute, vuole essere un punto di riferimento per gli edifici a bassissimo consumo energetico che hanno un impatto positivo sull’ambiente. La pubblicazione ripercorre e approfondisce il concetto di Net Zero Energy anche attraverso alcuni casi studio di eccellenza che hanno ottenuto la certificazione NZEB del Living Building Challenge, dimostrando come sia possibile coniugare energia zero e sostenibilità ambientale a 360° con l’obiettivo di un futuro ristorativo per il pianeta, libero dai combustibili fossili. Il libro prospetta uno scenario in cui la tecnologia, sempre più
https://living-future.org/product/the-power-of-
complessa, dovrà comunque convivere con la natura
zero-learning-from-the-worlds-leading-net-zero-
fino al giorno in cui questa interazione diverrà norma.
energy-buildings/
GBC Italia diventa “Established Member” del World GBC Il 25 Gennaio 2017, il CEO di World Green Building Council, Terri Willis, ha annunciato che Green Building Council Italia ha ottenuto lo Status “Established” all’interno del network globale. Nel mondo esistono 34 Green Building Council “Established” e 14 di questi si trovano in Europa. Lo Status Established consolida il valore dell’associazione nel network internazionale dando accesso a numerosi benefici come l’opportunità di candidarsi ed essere eletti nel Board della Europe Regional Network per influenzare i processi decisionali e le priorità d’azione della rete; prendere parte alle attività dedicate ai CEO dei GBC più affermati per migliorare le competenze e l’incisività delle associazioni sul mercato; importanti occasioni di networking su scala internazionale; scegliere e prendere parte in modo prioritario ai consorzi per la stesura e realizzazione di progetti collaborativi supportati da fondi europei; ospitare una conferenza annuale di World GBC; godere del supporto di World GBC per attrarre nuovi Membri internazionali e per rafforzare la posizione dell’associazione in qualità di punto di riferimento per il settore dei green building in Italia. www.gbcitalia.org
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In fase di modifica le Direttive 2010/31/UE e la 2012/27/UE È all’esame del Senato italiano la proposta di modifica
stualmente ai piani integrati per l’energia e il clima
della direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energe-
contemplati dal progetto “Energia pulita per tutti
tica dell’edilizia.
gli europei”.
Tra le variazioni annunciate, la più interessante è forse
Per l’attuazione delle strategie è possibile aggregare
l’introduzione dell’articolo 2-bis in cui è confluito l’art.
progetti per agevolare l’investimento, diminuire i ri-
4 della 2012/27/UE e che impone agli Stati Membri di
schi delle operazioni di efficienza energetica per chi si
destinare fondi per la ristrutturazione del parco im-
impegna economicamente e per i privati e usare fondi
mobiliare nazionale. L’articolo richiede di stabilire
pubblici per incentivare gli interventi. Sempre il Se-
una tabella temporale per conseguire le misure di de-
nato dovrà esaminare anche i cambiamenti riguar-
carbonizzazione degli edifici entro il 2050, preve-
danti la 2012/27/UE, che tra le proposte prevede
dendo tappe intermedie e precise fissate fino al 2030;
l’introduzione di un obiettivo di miglioramento dell’ef-
queste strategie dovranno essere presentate conte-
ficienza energetica del 30% entro il 2030.
Piani di rilancio delle periferie degradate delle grandi città Sono stati firmati i protocolli di intesa per i Piani di rilancio delle periferie degradate delle grandi città che mettono a disposizione 500 milioni di Euro per attuare i cronoprogrammi. Per questa prima tranche di 24 progetti, gli investimenti complessivi che prevedono anche co-finanziamenti pubblici e privati sono stimati in 1,1 miliardi di euro, mentre altri 1600 milioni di Euro sono stati promessi dalla Legge di Bilancio 2017, di cui 800 deliberati dal CIPE e 800 arriveranno con DPCM nelle prossime settimane. Con questa copertura economica potranno essere finanziati tutti i 120 progetti inseriti nella graduatoria del 6 dicembre 2016. L’investimento sviluppato da tutti i progetti è dunque stimato in 3,9 miliardi di Euro, anche se molti co-finanziamenti sono opere pubbliche o investimenti privati che sarebbero stati realizzati comunque, anche senza Piano Periferie.
Un film vetro-polimerico per il raffrescamento passivo degli edifici La University of Colorado Boulder (USA) ha creato un
raffrescando dunque la superficie su cui è applicato.
metamateriale che è capace di raffreddare gli oggetti
Nel film polimerico i ricercatori hanno incorporato
sotto la luce diretta del sole, funzionando come un
piccole sfere di vetro, che favoriscono la dispersione
sistema tradizionale di aria condizionata ma senza
del calore, e aggiunto un rivestimento d’argento sottile
richiedere energia.
che massimizza le performance di riflettanza spet-
Sfruttando il principio del raffrescamento radiativo
trale. Il materiale verrà testato entro l’anno su un edifi-
passivo, il materiale riflette i raggi solari emanando il
cio di Boulder.
calore sotto forma di radiazione termica infrarossa,
www.colorado.edu/mse/
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progettare e costruire edifici a energia 2017 00 quasi zero ₏ 50 Abbonamento
0481.484488 abbonamenti@edicomedizioni.com www.azeroweb.com
EdicomEdizioni
Michael Schwiefert, Arlesheim
Mark Hadden
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01 Nell’ampia area di sviluppo urbano di Greenwich a Londra, C. F. Møller ha completato una snella torre alta 49 m, dotata di un sistema di cogenerazione dell’energia che consente di risparmiare più di 20.000 t di CO2 l’anno. L’impianto sarà in grado di fornire energia termica a ogni lotto coinvolto: una rete di riscaldamento ali-
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menterà servizi, uffici e residenze che nei prossimi anni saranno lì costruiti. www.cfmoller.com 02 UAU Collectiv ha progettato una casa modulare per Skilpos, azienda costruttrice belga che l’ha realizzata in CLT. Composta di tre parti prefabbricate, si contraddistingue per un nuovo sistema di isolamento ad alta densità, una facciata ventilata aperta con rivestimento in padouk, un resistente legno tropicale certificato FSC, speciali vetri con filtro solare che evitano la necessità di schermature solari. La VMC, la pompa di calore e gli alti valori di coibentazione e tenuta all’aria consentirebbero di riscaldare la casa con un radiatore elettrico da 1 kW e di renderla energeticamente neutrale, se dotata di impianto FV. www.uaucollectiv.com
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03 La residenza per anziani ad Armungia (CA) è stata progettata dallo Studio di Architettura Ortu, Pillola e Associati e da Aestudio in accordo con il clima e le architetture locali, e secondo l’orografia del lotto. L’edificio avrà un’alta efficienza energetica, grazie a un involucro ben isolato e a strategie passive, sarà dotato di una pompa di calore combinata con VMC e pannelli radianti a soffitto; previsto un consumo per riscaldamento di 12,4 kWh/m2. Pannelli solari ibridi in copertura produrranno al contempo ACS ed energia elettrica. Software BIM e di simulazione dinamica hanno agevolato l’integrazione degli aspetti impiantistici, architettonici e strutturali; permettendo un’attenta analisi dei fattori ambientali, hanno consentito rapidi e accurati calcoli di carichi termici, produzione energetica, consumi ed emissioni. www.ortupillola.it www.aestudio.it 04 Un risanamento urbano di 8,6 ha di zona residenziale e terziaria in standard Passivhaus si sta svolgendo a Zhuhai, nella Cina meridionale, sotto la conduzione dello studio tedesco Frey Architekten. Si tratta di un progetto
pionieristico, che raccoglie le sfide delle condizioni climatiche della fascia subtropicale, in cui gioca un ruolo predominante l’elevato fabbisogno di raffrescamento e di deumidificazione piuttosto che il basso fabbisogno di calore. Per raggiungere gli obiettivi prefissati saranno impiegate differenti tecnologie e strategie tra cui facciate e tetti verdi, impianto FV e pale eoliche, recupero massiccio delle acque reflue e piovane. www.freyarchitekten.com 05 Quale modo migliore per venire al mondo se non quello di trovarsi nella casa parto Terra Alta, nella svizzera Oberkirch? Dolmus Architekten di Lucerna ha ampliato l’edificio esistente con una costruzione in abete rosso di provenienza europea, prefabbricata con un sistema scatolare isolato in lana di roccia. Le prestazioni finali sono quelle di un edificio a basso consumo energetico soddisfacendo al contempo criteri di sostenibilità, grazie all’utilizzo di materiali come il legno e il cemento riciclato. www.dolmus.ch
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photo credit: zHome
argomenti
Living Building Challenge Creata dall’International Living Future Institute di Seattle, la certificazione Living Building Challenge si presenta non solo come un programma di certificazione ma anche come strumento di salvaguardia dell’ambiente, che si basa su concetti di sostenibilità inerenti gli edifici, le infrastrutture e le comunità. Oltre a illustrare i concetti generali sui cui si basa il programma, l’articolo approfondisce gli aspetti legati all’energia e, in particolare, il concetto di energia netta zero applicato agli edifici. 10
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photo credit: Nic Lehoux
A sinistra, il progetto zHome a Issaquah (Washington); qui sopra, il Bullitt Center di Seattle.
Con l’obiettivo di liberarsi in un futuro non troppo lon-
Imperativi – ognuno dei quali specifico per la sfera di
tano dalla dipendenza dei combustibili fossili, nel
influenza. La certificazione si ottiene rispettando tutti
2007 l’International Living Future Institute (ILFI) con
gli Imperativi e solamente in seguito alla verifica dei
sede a Seattle (USA) ha lanciato il Living Building
dati di consumo reali dopo 12 mesi di occupazione del
Challenge - LBC, un programma di certificazione per
fabbricato; è richiesto il soddisfacimento di tutti e
gli edifici profondamente ambizioso e di vasta portata,
venti gli Imperativi per i nuovi edifici, di sedici per le
dando vita a ciò che oggi è verosimilmente il più rigo-
riqualificazioni e di diciassette per i progetti che ri-
roso sistema di certificazione per gli edifici green al
guardano il paesaggio e le infrastrutture.
mondo. Applicato a ogni progetto immaginabile, di
L’obiettivo finale non è progettare edifici che consu-
qualunque dimensione e in qualsiasi collocazione
mino molto meno rispetto a quelli tradizionali, bensì
geografica, sia esso un nuova costruzione o una strut-
fabbricati che abbiano un impatto positivo sull’am-
tura esistente, il protocollo LBC è basato su un sistema
biente. Attualmente in tutto il mondo sono 372 i pro-
di principi progettuali rigenerativi e su prestazioni ri-
getti che stanno cercando di ottenere la certificazione
cavate da dati reali ed è organizzato attorno a sette
LBC, giunta alla sua terza versione (Living Building
aree tematiche: sito, acqua, energia, materiali, benes-
ChallengeSM 3.1)1.
sere e felicità, equità, bellezza. Richiamandosi metafo-
Tra tutti i Petali che concorrono al raggiungimento
ricamente a un fiore, queste aree sono denominate
della certificazione, approfondiamo quello relativo
Petali, a loro volta suddivisi in 20 sotto categorie – gli
all’Energia.
argomenti
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Il Petalo Energia
una tabella di rendimento energetico e forniscono i
Il cuore del Petalo Energia è il concetto di energia netta
nel caso in cui tali dati non siano disponibili, è possi-
zero (Net Zero Energy) per il quale, visto che nel tempo
bile presentare anche risultati ottenuti mediante mi-
esso ha assunto differenti significati, l’Istituto dello
sure private. Nella documentazione devono essere
stato di Washington ha stabilito una semplice defini-
delineati anche i sistemi di approvvigionamento di
zione a cui fare riferimento, ovvero che “il 100% del-
energia dell’edificio attraverso fotografie e dettagli so-
l’energia necessaria all’edificio su base netta annuale
stanziali; è possibile aggiungere ulteriori indicazioni
deve essere fornito da fonti energetiche rinnovabili
relative alla costruzione, che quindi viene pubblicata
presenti sul sito”. Viene anche chiarito che non è pos-
sul sito del Living Building Challenge come caso stu-
sibile usare generatori a combustibile fossile sul sito di
dio. Dopo il pagamento della tariffa per la certifica-
progetto, tranne in eccezioni limitate come ad esem-
zione, le informazioni vengono inviate a una terza
pio nel caso di cucine professionali, mentre si concede
parte – un auditore – che le controlla e le conferma; se
l’uso di energia rinnovabile prodotta fuori dal sito in
la prestazione reale viene comprovata, si assegna la
determinate circostanze, nel caso per esempio di edi-
certificazione NZEB2. Oltre alla certificazione NZEB,
fici con una grande richiesta di energia. Riconoscendo
l’ILFI dispone anche di un’etichetta di prestazione
dunque l’importanza e la forza dell’idea di “energia
energetica chiamata Reveal. Fondata sugli stessi prin-
netta zero” come concetto autonomo, l’ILFI offre una
cipi del protocollo NZEB, Reveal attesta il consumo di
certificazione solo per i Net Zero Energy Building, la
energia e la sua generazione, valutando la perfor-
quale, come già anticipato per la certificazione LBC,
mance energetica del fabbricato lungo il corso di un
considera le prestazioni reali dell’edificio lungo un pe-
anno, senza imporre requisiti minimi; l’etichetta, in-
riodo di 12 mesi di occupazione. Per essere certificati, i
fatti, fornisce la reale richiesta dell’uso di energia in
progetti devono pertanto effettivamente registrare
kWh/m2 anno secondo un indice chiamato Energy Use
prestazioni a energia netta pari a zero.
Intensity (EUI), come pure la riduzione dell’utilizzo di
Il processo per ottenere la certificazione è molto li-
energia rispetto al riferimento di prestazione energe-
neare. Dopo un anno dall’insediamento del fabbricato
tica di un edificio tipo. Essa, inoltre, mostra la genera-
da parte degli inquilini, i team di progetto compilano
zione di energia sul sito e fuori dal sito associata al
Petalo
Imperativo
Sito
01. Limiti di crescita 02. Agricoltura urbana 03. Cambiamento dell’habitat 04. Vita a propulsione umana 05. Acqua netta positiva 06. Energia netta positiva 07. Ambiente civilizzato 08. Ambiente interno salutare 09. Ambiente biofilo 10. Lista rossa (Red List) 11. Impronta di Carbonio Incorporata 12. Industria responsabile 13. Approvvigionamento economico per la vita 14. Rifiuto netto positivo 15. Scala a misura d’uomo e posti umani 16. Accesso universale alla natura e ai luoghi 17. Investimento equo 18. Organizzazione per una società più giusta 19. Bellezza + Spirito 20. Ispirazione + Educazione
Acqua Energia Salute e Felicità
Materiali
Equità
Bellezza
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dati energetici preferibilmente sotto forma di bollette;
progetto. Visto che il marchio Reveal non è ancora
Challenge nel 2015.
stato utilizzato in Italia, l’ILFI lavorerà con i progettisti
Il fabbricato è ora affittato a sei società principali, tra
locali per determinare un appropriato database di rife-
cui un produttore audio, lo studio di ingegneria che ha
rimento. Per ricevere un’etichetta Reveal, i designer
progettato l’edificio e l’International Living Future In-
devono inviare, assieme al pagamento della tariffa di
stitute. La richiesta complessiva dell’uso di energia
750 USD, i dati di prestazione relativi a 12 mesi di occu-
(Energy Use Intensity - EUI) dell’immobile è incredibil-
pazione all’ILFI, il quale calcola i risultati e rilascia
mente bassa, 29,49 kWh/m2 anno mentre si raggiunge
un’immagine digitale dell’etichetta al gruppo di pro-
un’energia netta positiva del 60%.
getto; con un costo aggiuntivo è possibile ottenere
Dal punto di vista progettuale, il Bullit Center è stato 3
anche un’etichetta fisica da collocarsi sulla struttura .
sottoposto a un processo di modellazione energetica
A oggi, tra Living Building Challenge e Net Zero
continuativo e dettagliato, che ha compreso anche una
Energy Building, sono 42 gli edifici che hanno docu-
configurazione computazionale fluidodinamica per
mentato la loro performance come “energia netta
valutare il flusso d’aria all’esterno dello stabile neces-
zero” e sono ancora in corso diverse centinaia di certi-
sario all’adozione della ventilazione naturale. Per mas-
ficazioni. La varietà dei fabbricati certificati è piutto-
simizzare la luce naturale all’interno dell’edificio, sono
sto ampia, ma ognuno di essi è una testimonianza che
state considerate diverse sagome e strategie, compresa
un futuro libero da combustibili fossili è realizzabile.
una forma a U e un pozzo di luce; alla fine si è optato
Di seguito descriviamo due casi studio interessanti,
per un’altezza di 4,1 m da pavimento a soffitto la quale
così da chiarire meglio quali sono le caratteristiche ri-
massimizza la penetrazione della luce diurna.
chieste dai protocolli LBC e NZEB.
Le pareti dell’edificio sono isolate con fibra di vetro posta all’interno di una controparete dalla struttura a
Il Bullit Center a Seattle
montanti di acciaio e con lana di roccia rigida al di
Di proprietà e sviluppato da The Bullit Foundation,
valore complessivo di Resistenza di R-6.5. Il tetto iso-
un ente orientato alla filantropia ambientale, questo
lato presenta un valore R di 10.5, mentre le finestre
edificio per uffici di sei piani è stato occupato fino
sono a triplo vetro, progettate dalla Schüco e realizzate
dal 2013 e ha completato il percorso Living Building
su licenza dell’azienda tedesca da una ditta della zona
sopra della barriera esterna all’aria e all’acqua, per un
A sinistra sono riassunti graficamente i Petali che costituiscono la certificazione Living Building Challenge e, nella tabella, gli Imperativi relativi a ogni Petalo. Qui a destra, il grafico indica qual è la sfida dei progetti che intendono certificarsi LBC, ovvero non avere influssi negativi sull’ambiente ma - soprattutto - andare oltre l’impatto zero per diventare veramente rigenerativi. Nella pagina seguente la mappa, aggiornata ad aprile 2016, mostra l’incremento negli ultimi anni degli edifici certificati LBC e la presenza degli Ambassadors nei vari continenti (in grigio), dimostrando che la certificazione si adatta a qualsiasi condizione geografica e climatica.
argomenti
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così da poter raggiungere i requisiti di approvvigiona-
zione con quattro unità ad aria dell’impianto di venti-
mento locale di materiali previsti dal LBC. Riscalda-
lazione installato per le sale conferenze.
mento, raffrescamento e acqua calda sono forniti da
Schermature solari e ventilazione naturale, control-
una pompa di calore con circuito geotermico chiuso, il
late da un sistema computerizzato basato su dati in
cui campo di preriscaldamento comprende 26 pozzi,
tempo reale, sono caratteristiche chiave del progetto
profondi 400 m e posizionati sotto l’edificio.
del Bullit Center. Su un edificio adiacente è stata in-
Il Bullit Center utilizza diverse pompe di calore: una
stallata una stazione meteorologica che trasmette in
unità ogni due piani per il riscaldamento e raffresca-
tempo reale i dati relativi a temperatura esterna, tem-
mento e una pompa di calore per l’acqua calda; cia-
peratura e velocità del vento al controllo computeriz-
scuna unità prevede un singolo serbatoio di accumulo.
zato del Bullit Center, che regola di conseguenza
Le pompe di calore per il riscaldamento e il raffresca-
l’ombreggiamento e la ventilazione del fabbricato e ve-
mento sono commutate stagionalmente tra le moda-
rifica continuativamente le effettive condizioni di
lità riscaldamento-raffrescamento, fornendo tre
comfort interno. Questa tecnologia confronta le con-
vantaggi: il primo, un ridotto consumo di energia poi-
dizioni interne ed esterne e le previsioni del tempo on-
ché viene fornito o il solo riscaldamento o il solo raffre-
line per ottimizzare il benessere abitativo mediante
scamento; il secondo, un vano tecnico più piccolo visto
comandi termostatici, che aprono o chiudono sia le fi-
che esso accoglie la metà degli accumuli d’acqua (è pre-
nestre sia il complesso delle schermature esterne o in-
visto un unico puffer per il riscaldamento e il raffresca-
terne al fine di regolare il guadagno termico. Il sistema
mento piuttosto che due serbatoi separati). Da ultimo,
consente anche ai fruitori di aprire e chiudere le fine-
in estate il calore di scarto proveniente dalla modalità
stre indipendentemente dal controllo del computer.
di raffrescamento della pompa di calore viene trasfe-
Quando, durante il periodo estivo, le condizioni me-
rito al campo geotermico che accumula così calore in
teorologiche sono appropriate, l’edificio è sottoposto a
vista della stagione fredda. Riscaldamento e raffresca-
una ventilazione d’aria notturna, con le finestre aperte
mento sono distribuiti principalmente attraverso un
di notte e chiuse al mattino per catturare e trattenere il
sistema radiante ad acqua a pavimento, in combina-
fresco della sera.
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Nel Bullit Center sono state raggiunte anche le qualità
membrana di tenuta all’aria e all’acqua. Per le coper-
biofile richieste dal LBC, in quanto tutti i lavoratori
ture sono state usate due sezioni di pannelli tipo SIP,
hanno eccellenti viste verso l’esterno. La natura della
uno di 2x8 pollici (ca. 5x20 cm) e uno di 2x10 pollici
luce diurna, infatti, dona agli spazi interni una sensa-
(ca. 5x25 cm) impilati l’uno sull’altro, usando una ti-
zione di naturalezza, completamente differente ri-
pica struttura portante in legno a telaio; le cavità sono
spetto a quella dei tipici luoghi di lavoro degli uffici,
state riempite con polistirene espanso. Dal punto di
strettamente perimetrati o a forma di alti cubicoli. Il
vista impiantistico, come nel Bullit Center, tutte le 10
gioco naturale della luce attraverso le nuvole, gli al-
unità abitative del progetto zHome utilizzano una
beri, le ore del giorno e delle stagioni, tutto questo
serie di comuni scambiatori di calore geotermici a
contribuisce a creare un ambiente confortevole e se-
pozzi verticali. All’interno di ogni unità abitativa è
reno. Le finestre apribili, infine, forniscono un ulte-
stata installata una singola pompa di calore che ali-
riore vantaggio sensoriale, ovvero il movimento del
menta con acqua calda il serbatoio di stoccaggio il
vento e il suono dell’esterno. Nel complesso queste
quale, a sua volta, fornisce la riserva di ACS e, tramite
strategie progettuali hanno portato a un risultato vera-
scambiatore di calore, l’acqua calda utilizzata dal pavi-
mente notevole, ovvero alla riduzione significativa
mento radiante per la distribuzione del calore negli
dell’uso della luce artificiale, con una potenza lumi-
spazi. Ogni casa ha il suo impianto fotovoltaico, che
nosa (luce diurna + luce artificiale) più bassa rispetto a
varia per dimensione da 5 a 7 kW.
quanto considerata tipicamente necessaria per i posti
In ultima analisi, cinque delle dieci case hanno rag-
di lavoro in ufficio. Persino nelle giornate buie non è
giunto la certificazione Net Zero Energy Building e le
insolito che gli spazi siano illuminati solo con luci a
restanti sono state molto vicine al suo conseguimento.
LED di pochi Watt, dal crepuscolo dell’ambiente e dall’illuminazione stradale esterna.
Conclusioni
zHome
Con il crescente interesse per l’energia netta zero in
Il progetto zHome è stato promosso nel 2016 come un
edifici molto presto: è infatti in costruzione in provin-
catalizzatore di mercato per case profondamente soste-
cia di Trento il primo edificio italiano registrato per ot-
nibili e clima neutrali da destinare alla gente comune.
tenere la certificazione Living Building Challenge,
Nato al di fuori del contesto che ha visto negli anni
grazie a un gruppo di architetti che si sono impegnati
solo piccoli incrementi nel miglioramento delle pre-
per l’attuazione dei principi LBC nel nostro Paese.
stazioni ambientali in bioedilizia, gli ideatori del pro-
L’ILFI incoraggia infatti l’adozione dei principi del Li-
getto hanno cercato di rivoluzionare il paradigma di
ving Building Challenge attraverso la Living Commu-
ciò che è possibile realizzare, creando speranza e
nity Ambassadors, una rete di ambasciatori, che
azione all’interno di un contesto di inattività culturale
diffondono la certificazione e le migliori pratiche e
e politica inerente il cambiamento climatico, l’inqui-
idee per essere condivise a livello globale, sfruttando il
namento persistente e il consumo eccessivo.
meglio dei social media e degli strumenti di comuni-
In questo progetto sono state usate diverse strategie
cazione per un rapido interscambio. Per ulteriori
progettuali e tecnologie per ridurre sostanzialmente il
informazioni è possibile contattare l’autore4.
Italia e non solo, l’ILFI spera di certificare il suoi primi
tipico consumo di energia. A partire dall’involucro dove le pareti, che registrano un valore di resistenza R-7, sono realizzate con un telaio in legno di 2x6 pollici (ca. 5x15 cm) e con una combinazione di polistirene espanso e lana minerale per isolare il tamponamento (le abitazioni negli Stati Uniti sono solitamente costruite con una struttura a telaio in legno). Oltre a ciò, un cappotto in polistirene espanso di ca. 8 cm (3,25 pollici) è stato posato all’esterno della parete, sopra la
Brad Liljequist Direttore Net Zero Energy Programme of ILFI
Note 1 Vedi https://living-future.org/lbc 2 Maggiori informazioni sull’iter di certificazione sul sito https://living-future.org/net-zero/certification/ 3 Ulteriori dettagli sull’etichetta Reveal si possono trovare al seguente link https://living-future.org/reveal/ 4 brad.liljequist@living-future.org
argomenti
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German Pietro
Ispirazione mediterranea Villa unifamiliare, Medano - Tenerife (E) È possibile costruire una casa passiva in un clima paradisiaco, dove la temperatura non scende mai sotto i 10 °C? La risposta è sì e l’edificio è un fabbricato unifamiliare, realizzato per essere energeticamente autosufficiente, sostenibile, salutare e confortevole: a tutti gli effetti, una casa a basso impatto ambientale. 16
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progetti
progetti
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Una casa bianca a consumo quasi zero Con una radiazione solare molto alta se paragonata a
con un tetto piano e priva di spigoli vivi, una man-
quella dell’Europa continentale e con temperature che
canza che si riflette in pianta e in alzato e che caratte-
oscillano tra i 12 °C in inverno (minima) e i 34 °C in
rizza anche i candidi interni. Il parallelepipedo della
estate (massima), costruire a Tenerife una casa se-
casa, quasi ermeticamente chiuso a nord e a est per
condo i principi del Passivhaus significa non tanto ri-
garantire un adeguato comfort abitativo interno sia
durre il fabbisogno per il riscaldamento, quanto
nella stagione calda sia in quella più fredda, si apre
controllare il consumo di energia per raffrescare gli
solo sul giardino a sud-ovest con la grande vetrata al
ambienti. Se a ciò si somma la richiesta del commit-
piano terra. Nell’abitazione gli architetti, oltre a conte-
tente di un fronte vetrato a sud-ovest, allora il progetto
stualizzare i principi dello standard Passivhaus nel
richiede il massimo sforzo e controllo da parte dei
clima caldo delle Canarie, hanno applicato strategie
progettisti. Gli architetti María Toledo e Jorge Heras
progettuali e costruttive sostenibili e a basso impatto
hanno disegnato una casa per 4 persone dal volume
ambientale, usando materiali con una bassa quantità
compatto, nel sud dell’isola a 300 m dal mare, con
di CO2 incorporata e minimizzando la quantità di ele-
un’ala per gli ospiti, adiacente ma separata dal corpo
menti inquinanti e nocivi per gli abitanti. La casa,
principale, e una zona guardaroba a uso della piscina.
primo edificio passivo dell’arcipelago spagnolo, è stata
Liberamente ispirata alle case dei Pueblos Blancos an-
premiata dal PassREg, progetto europeo supportato da
dalusi, la villa all’esterno si presenta interamente di
Intelligent Energy Europe, conclusosi nel 2015, il cui
colore bianco per riflettere la radiazione infrarossa,
obiettivo era la promozione di edifici a zero energia.
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Progetto Toledo y Heras Arquitectos, Santa Cruz de Tenerife (E); De Poorter Holdrinet, Aalter (B) Struttura Toledo y Heras Arquitectos Progettazione energetica arch. Jorge Heras - Toledo y Heras Arquitectos Lavori settembre 2014-agosto 2016 Superficie edificio principale 140,5 m2 Superficie dependance ospiti 14 m2 Superficie pergole 75 m2
LEED - GBC EspaĂąa
Sopra, la casa e la dependance per gli ospiti sono collegate da un pergolato la cui funzione principale è l’ombreggiamento della vetrata a sud-ovest. Nella fotografia accanto, in evidenza la lunga pergola al piano terra che funge da elemento schermante e lo sporto della copertura che protegge la terrazza e le porte finestre.
German Pietro
German Pietro
Certificazioni (in attesa) Passivhaus (1 kWh/m2 anno)
progetti
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spaccato assonometrico
piano terra
piano superiore
German Pietro
La pergola lungo il fronte sud-ovest.
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Consumo energetico annuo per riscaldamento 0 kWh/m2 anno
Trasmittanza pareti esterne 0,378 W/m2K
Consumo energetico annuo per raffrescamento 12 kWh/m2 anno
Trasmittanza solaio contro terra 1,64 W/m2K
Energia primaria (per riscaldamento, raffrescamento, illuminazione/altri servizi elettrici) 85 kWh/m2 anno
Trasmittanza solaio contro vano non riscaldato 1,76 W/m2K
Carico termico 5 W/m2 Carico per raffrescamento 16 W/m2
Trasmittanza copertura 0,227 W/m2K Trasmittanza serramenti Uw = 1,4 W/m2K Ug = 1 W/m2K; g = 36%
German Pietro
Tenuta all’aria n50 = 0,58/h
progetti
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German Pietro
Il lato nord.
La protezione dal sole inizia dalla pelle Fin dall’inizio della progettazione è stato chiaro che il
dopo le opportune verifiche e calcoli, esso rispondeva
problema da affrontare in questo edificio sarebbe
adeguatamente alle richieste di contenimento delle
stato il raffrescamento degli ambienti, in virtù anche
dispersioni termiche e un ulteriore isolamento
del fatto che i committenti desideravano grandi fine-
non rappresentava un valore aggiunto nello schema
stre e un orientamento della facciata principale a sud-
complessivo di coibentazione dell’involucro opaco.
ovest, e i primi passi progettuali sono stati orientati
I serramenti hanno telaio in legno di quercia e doppi
alla scelta del miglior involucro possibile. Per la tipo-
vetri basso emissivi con valore Uw di 1,0 W/m2K (al di
logia costruttiva, gli architetti hanno dunque adottato
sopra di quanto previsto dal Passivhaus, ma adeguato
quella più comune in queste isole ovvero un telaio in
al contesto climatico) e con fattore g pari al 36%.
c.a. resistente all’ambiente marino e blocchi di calce-
A protezione delle ampie vetrate sono state corretta-
struzzo alleggerito di 25 cm di spessore per il tampo-
mente dimensionate le schermature solari, uno dei
namento. Il pacchetto di coibentazione, un sistema
nodi cruciali del progetto: imposte esterne in legno
termico certificato ETICS composto da pannelli in EPS
al primo livello, dove è collocata tutta la zona notte,
con rasante a calce su rete di armatura alcali-resi-
tende motorizzate con controllo orario in estate
stente e finitura in acrilico per uno spessore totale di 8
e una grande pergola che ombreggia la zona giorno
cm, è stato scelto per minimizzare la domanda di ri-
al piano terra.
scaldamento e di raffrescamento e sulla base dei cri-
Tutta la struttura opaca, come pure i nodi serra-
teri di comfort previsti dal Passivhaus, i quali sono
mento/involucro, sono opportunamente sigillati con
stati contestualizzati alle condizioni climatiche (tem-
nastri e intonaci. Dopo la correzione di alcuni punti di
peratura di progetto esterna di 35 °C, interna di 25 °C).
dispersioni in corrispondenza degli impianti elettrici
Sul tetto rovescio sono stati posati 15 cm di XPS, men-
riscontrati da prove di tenuta all’aria, l’ultimo Blower
tre il solaio contro terra non è stato isolato poiché,
Door Test ha registrato un valore n50 di 0,58/h.
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12 3 4 5 dettaglio A
Solaio di copertura, dall’estradosso: - pietrisco - isolamento in XPS (15 cm) - geotessile - strato di impermeabilizzazione - geotessile - massetto in pendenza - solaio in calcestruzzo armato gettato in opera
1 finitura esterna in acrilico 2 rasante a calce su rete di armatura in fibra di vetro tessuta e apprettata, alcali resistente per sistemi a cappotto 3 strato di impermeabilizzazione 4 veletta in cls gettata in situ 5 isolamento veletta in EPS
Isolamento della copertura con pannelli di EPS disposti a strati incrociati.
A
C
B
sezione trasversale
progetti
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La struttura dell’edificio è realizzata con un telaio in c.a. tamponato con blocchi in calcestruzzo alleggerito, sistema costruttivo tipico di queste isole. Nella pagina a fianco, a sinistra e a destra in basso, due dettagli del sistema di isolamento ETICS con l’intonaco termoisolante a calce alleggerito con microsfere di EPS; a destra in alto, nastri di tenuta all’aria nelle connessioni tra struttura in c.a. e tamponamento in blocchi in cls.
Parete esterna, dall’esterno - finitura esterna in acrilico - rasante a calce su rete di armatura in fibra di vetro tessuta e apprettata, alcali resistente per sistemi a cappotto - isolamento in EPS (8 cm) - blocchi in calcestruzzo (25 cm) - intonaco interno per ermeticità involucro - lastra di gesso e finitura 1
parete interrato in c.a.
1
dettaglio B
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dettaglio C Solaio interpiano su terrazzo verso vano riscaldato, dall’estradosso - massetto cementizio elicotterato (8 cm) - geotessile - riempimento sotto pavimento a secco - isolamento in XPS (10 cm) - geotessile - strato di impermeabilizzazione - geotessile - massetto in pendenza - solaio in calcestruzzo armato gettato in opera
1
1 pietrisco 2 profilo in legno (10x10 cm) ancorato al solaio in c.a. su cui sono fissati i travetti della pergola sottostante 3 profilo in alluminio
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In alto, la zona giorno della casa è completamente aperta ed è stata organizzata attorno al blocco centrale che contiene gli spazi di servizio. Gli interni sono bianchi e ogni spigolo è arrotondato, come all’esterno; la finitura delle pavimentazioni è in calcestruzzo lucidato a vista.
German Pietro
La vasca da bagno, a lato, è parzialmente incassata nel solaio e, anche in questo caso, il rivestimento in cls lucido prosegue fino ai bordi della vasca stessa.
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Ventilazione e impianti Anche il dimensionamento degli impianti è strettamente correlato alla primaria necessità di raffrescare la casa. Tuttavia prima di selezionare la tipologia di impianti più idonea a raggiungere questo scopo, gli architetti hanno focalizzato la loro attenzione su strategie passive di raffrescamento, sfruttando l’apertura delle finestre per effettuare una ventilazione naturale notturna grazie alla brezza che soffia dal mare. Abituati a estati con diverse ondate di calore provenienti dal Sahara, i progettisti hanno cercato di fissare il numero di giorni in cui la ventilazione naturale sarebbe stata sufficiente a raffrescare l’abitazione. Inoltre, studiando un sotto orario secondario, è stato possibile evidenziare anche i giorni in cui non è sufficiente sfruttare i venti notturni e che rappresentano il 32% del periodo considerato (da giugno a settembre); le giornate più critiche si concentrano in luglio e agosto. Per ovviare a questa difficoltà ed evitare fastidiosi surriscaldamenti, è stato installato un sistema di ventilazione meccanica controllata con scambiatore di calore a cui è stata abbinata un’unità di post trattamento che può riscaldare o raffrescare l’aria immessa
tistica uno split interno e un sistema per la produzione
negli ambienti; questa è collegata a un pompa di ca-
di acqua calda sanitaria supportato da collettori solari
lore che a essa invia acqua calda o fredda. La VMC for-
che coprono l’88% della richiesta. Le acque piovane,
nisce il poco calore necessario per riscaldare gli
preventivamente raccolte, e quelle grigie sono filtrate
ambienti nei periodi più freddi. Completano l’impian-
e utilizzate per irrigare il giardino.
In alto, la centralina di controllo dei pannelli solari termici. A sinistra, bocchetta di prelievo/immissioni dei canali della VMC; qui sopra, l’unità di post trattamento che raffresca o riscalda l’aria dopo il passaggio attraverso lo scambiatore di calore mediante acqua fredda o calda fornita da una pompa di calore.
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L’esperienza Villa Medano è stato il primo progetto passivo dello studio Toledo y Heras Arquitectos e da questa esperienza essi hanno tratto alcune conclusioni che si stanno rivelando fondamentali per il loro percorso progettuale. Ovvero: non esiste un clima più “felice” di altri per costruire in standard passivo se non è ac-
Radiazione solare estiva.
compagnato da un’adeguata progettazione architettonica. Il sistema costruttivo tipico (telaio in c.a. e tamponamento in blocchi di calcestruzzo alleggerito) deve essere ripensato e migliorato per poter garantire i livelli di comfort desiderati, d’altra parte facilmente raggiungibili. La ventilazione naturale è perfetta per raffrescare d’estate: tuttavia non può essere sempre utilizzata in quanto le temperature notturne molto frequentemente sono superiori a quelle considerate confortevoli. Infine, visto che il sole alle Canarie è presente per quasi tutto l’anno, è sem-
Il grafico mostra la percentuale dei giorni (in marrone) in cui non sarebbe possibile utilizzare il raffrescamento passivo durante l’estate su base oraria.
pre auspicabile integrare negli edifici passivi fonti energetiche rinnovabili per ottenere un consumo energetico netto pari a zero.
Radiazione totale in kWh/m2 a Tenerife..
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Distribuzione delle temperature (in verticale) durante i 12 mesi (in orizzontale) e, a destra, la media annuale.
German Pietro
La pergola della zona piscina, con lo spogliatoio sulla sinistra, è stata rivestita con foglie di palma.
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La dolce vita dello studente Casa dello studente mineroom, Leoben (A)
© J. Konstantinov
A Leoben, nell’alta Stiria, è stato inaugurato nell’ottobre 2016 il più grande studentato austriaco mai realizzato in legno, certificato klima:aktiv Gold e in attesa di consegna della targhetta Passivhaus. Su un piano terra in calcestruzzo armato si erge un edificio, alto fino a 5 piani, con struttura e tamponamenti in legno, che hanno consentito di evitare l’immissione in atmosfera di 2.000 tonnellate di CO2. L’impianto fotovoltaico, ottimizzato per rispondere ai picchi di domanda mattutini e pomeridiani, contribuirà al risparmio di ulteriori 30 tonnellate di CO2 l’anno.
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© J. Konstantinov
Cooperazione problem solving Alla fine di marzo 2015, lo studio aap.architekten di
gara dando risposta a questioni e dettagli già durante
Vienna venne invitato a partecipare al concorso per
il concorso con una stretta cooperazione da parte di
uno studentato, passivo e in legno, a Leoben, una cit-
tutti i membri della squadra.
tadina della Stiria sede della Montanuniversität, un
La seconda, grande sfida era rappresentata da uno
istituto universitario noto in tutto il mondo per le sue
stringente cronoprogramma: una volta annunciati i
ricerche specializzate nell’ambito dell’ingegneria mi-
vincitori del concorso nella seconda metà del mese di
neraria. Il promotore del concorso, l’associazione che
giugno 2015, i lavori ebbero inizio ufficialmente nel-
gestisce l’affitto di camere e appartamenti a ragazzi
l’ottobre dello stesso anno, dopo l’ok dell’ufficio tec-
che vogliono studiare in Austria (OeAD-Wohnraum-
nico di Leoben, senza dover attendere permessi e
verwaltungsGmbH), voleva che il progetto fosse pre-
deroghe. Per rispettare le tempistiche prefissate, è
sentato già con un unico appaltatore che gestisse tutte
stata necessaria da parte di tutti i soggetti coinvolti
le lavorazioni. Il team di progettazione venne dunque
una grande velocità di reazione nelle decisioni, flessi-
coinvolto in maniera intensiva a partire dalla fase di
bilità e un agire orientato al problem solving; aspetti
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della regione e dell’università con la natura e le sue risorse si riflettesse nell’edificio. All’interno dunque sono state applicate delle carte da parati fotografiche che rimandano al settore minerario, con il quale la città e l’università sono collegate da generazioni, mentre all’esterno le nitide forme dell’edificio sono plasticamente rivestite con tavole di larice non trattato dalle quali prorompono tavole sovrapposte, nei toni del grigio e del marrone, a formare sulla superficie esterna una sorta di ‘venatura’ che ricorda le stratificazioni dei giacimenti minerali. Effetto che si accentuerà con il tempo grazie al virare del rivestimento in legno in diverse tonalità irregolari di grigio, marrone e rosso.
questi che i progettisti non si stancano di sottolineare come peculiarità dell’intero progetto e che ha contribuito al successo dello stesso. La casa per studenti mineroom di Leoben è stata dunbre 2016, dopo soli 11 mesi di lavori. Leoben ospita, con la sua Montanuniversität, un’università frequentata da oltre 4.000 studenti provenienti da tutti i continenti e lo studentato è stato pensato per ospitare i 201 studenti internazionali, durante il loro soggiorno nella cittadina. Proprio per il carattere così distintivo dell’istituto universitario locale, nel concorso si chiedeva che lo stretto rapporto
© J. Konstantinov
que inaugurata secondo i tempi prestabiliti, il 1° otto-
A sinistra, il lato est con il foyer d’entrata. Sopra, l’angolo sud-est. La Montanuniversität di Leoben, cui la mineroom è strettamente legata, è un centro di riferimento di fama mondiale per tutti gli esperti nel settore minerario e metallurgico.
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planimetria
Corridoi-gallerie illuminati in modo naturale Lo studentato è articolato in 3 ‘blocchi’ di differente altezza accostati tra loro a formare una C, con un rapporto S/V ideale per ottenere prestazioni passive senza particolari acrobazie tecniche. All’interno i corridoi, come le gallerie di una miniera, cambiano forma, si allargano e si restringono, corrono attraverso le piante rompendo continuamente la pelle dell’edificio, aprendosi per diventare luoghi di uso comune e spazi rivolti all’esterno. In questo modo, inoltre, corridoi e scale sono illuminati in modo naturale. La mineroom propone differenti soluzioni di spazi abitativi e comuni. Appartamenti singoli, camere doppie, alloggi comuni per 2-5 persone permettono agli studenti di avere a disposizione una differenziata offerta abitativa. A ogni piano, le cosiddette Stuben costituiscono luoghi ove ritirarsi mentre al piano terra si trovano ulteriori spazi comuni: un soggiorno allargato, una lavanderia, una stanza per esercitarsi con la musica, sale riunioni e sale studio, feste. Il cortile è attrezzato con sedute e tavoli da ping pong; nel giardino, terrazze in legno invitano all’ozio e al relax.
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una fitness room e una sala polivalente per rilassarsi e fare
Progetto aap.architekten ZT-GmbH, Vienna (A) Committente Wohn- u. Siedlungsgenossenschaft Ennstal, Liezen (A) Gestore OeAD-WohnraumverwaltungsGmbH, Vienna (A)
corpo edilizio A
Appaltatori generali ARGE Swietelsky Baugesellschaft m.b.H., Linz (A); Weissenseer Holz-System- Bau GmbH, Greifenburg (A) Consulenti fisica dell’edificio/Passivhaus Schöberl & Pöll GmbH, Vienna (A) Impianti BPS Engineering, Vienna (A) Progetto strutturale KPZT DI Kurt Pock Tragwerksplanung, Klagenfurt (A)
corpo edilizio C
corpo edilizio B
Strutture portanti KLH Massivholz GmbH, Katsch an der Mur (A) Superficie verde 580 m2 superficie verde, 240 m2 cortili verdi, 55 m2 piazza verde parzialmente pubblica
piano tipo
Superficie fondiaria 3.214 m2 Superficie utile 5.900 m2 Costi_ 12.500.000 € inclusivi di onorari, certificazioni, spese di demolizione, imposte varie, costi finanziamento (IVA esclusa) Certificazioni_ Klima:aktiv Gold Passivhaus Institut Darmstadt (in fase di consegna) sezione longitudinale lungo il corpo edilizio a sud (C) Nella pagina accanto, un dettaglio della facciata interna del corpo edilizio A, con le logge rosse che fuoriescono dal volume centrale e le fioriere supportate da strutture in acciaio.
Dei 12.500.000 € di costi totali, 1.100.000 € sono stati spesi per il mobilio e 260.000 € per l’impianto fotovoltaico.
sezione trasversale del corpo edilizio a est (B)
progetti
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12.300 m2 di X-lam per pareti e solai A eccezione della zona d’entrata, del piano interrato e
zione tra le pareti divisorie in X-Lam fra le varie
dei due vani scala in calcestruzzo armato, l’edificio è
stanze e i solai, parimenti in X-Lam. Su tali elementi
stato interamente costruito in legno. Le pareti esterne,
sono stati collocati dei rivestimenti in cartongesso
prevalentemente prive di funzione portante, sono rea-
che rispondessero ai requisiti di isolamento acustico e
lizzate con una struttura a telaio di legno prefabbri-
di protezione dal fuoco richiesti dalla normativa edili-
cata, isolata con lana minerale. La funzione portante
zia austriaca.
vera e propria è demandata, invece, alle pareti diviso-
Le pareti esterne, in telaio di legno 6/26 cm, isolate
rie interne, composte da elementi parietali KLH
con lana minerale, e rivestite su entrambi i lati, non
(X-lam) in combinazione con elementi di chiusura
hanno sostanzialmente funzione portante; sono state
orizzontale dello stesso tipo.
totalmente prefabbricate e consegnate in cantiere
La zona del piano terra con tutti gli ambienti comuni
complete già del rivestimento esterno in tavole di la-
è stata realizzata in c.a., rivestita con facciate conti-
rice non trattato.
nue, così come in c.a. sono anche i vani scale con gli
Al 3° piano, una passerella in acciaio permette di col-
ascensori. Tuttavia, già le aree residenziali al piano
legare l’edificio a nord con quello a sud, senza passare
terra, nell’edificio a nord e a sud, presentano un si-
per l’edificio rivolto a ovest.
stema costruttivo in legno su piattaforma in c.a. men-
Una struttura in acciaio con elementi schermanti pro-
tre, a partire dal 1° piano, tutti gli elementi costruttivi
tegge il cortile fra i tre corpi, ombreggiando durante le
sono in legno.
stagioni più soleggiate questo spazio che funziona
Le funzioni statiche sono garantite dalla collabora-
come un ideale luogo di incontro.
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Š Wechsler
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© Weissenseer
© Weissenseer
© Wechsler
© Wechsler
Le pareti esterne sono state totalmente prefabbricate, inclusi i rivestimenti interni ed esterni, e montate in cantiere.
Consumo energetico annuo per riscaldamento 11 kWh/m2 anno (secondo PHPP) Energia primaria da fonti non rinnovabili 91,5 kWh/m2 anno (secondo PHPP)
Protezione antincendio
Carico di calore 9 W/m2 (secondo PHPP)
Al fine di rispondere alle severe normative vigenti in
Tenuta all’aria n50=0,27/h (secondo PHPP)
Austria in merito alla protezione degli edifici in legno pluripiano, tutti gli elementi portanti sono stati ‘in-
CO2 evitata ca. 2.000 t CO2 vengono fissate grazie all‘impiego del legno come materiale da costruzione
capsulati’ con finiture in cartongesso. Le pareti esterne, non portanti per la maggior parte, dovevano invece rispondere a requisiti di protezione al fuoco inferiori. Per prevenire il propagarsi delle
Anche i solai in X-lam sono arrivati in cantiere pronti per il montaggio.
fiamme sulla facciata in legno, a ogni piano un nastro di lamiera piegata interrompe la camera di ventilazione e fuoriesce in facciata. Infine, poiché è stata prevista una seconda via di fuga attraverso un’ulteriore zona tagliafuoco o tramite le scale esterne, non si è reso necessario un vano scale con ventilazione forzata.
© Wechsler
L’impianto centrale di rilevazione incendi è collegato
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direttamente con i Vigili del Fuoco.
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Sezione di dettaglio edificio C: 1 freno al vapore 2 impermeabilizzazione 3 freno a vapore da risvoltare fino allo strato impermeabile 4 sottostruttura metallica per supporto lattoneria 5 elemento in poliuretano a base di espanso rigido Purenit (4 cm) 6 isolamento in lana minerale 7 rete anti insetto 8 telaio portante in tubolari metallici (4,5x4,5 cm) per fissaggio del rivestimento esterno a livello dello strato di ventilazione sottostante
Parete esterna piano terra, dall’esterno: - rivestimento esterno orizzontale in legno (2 cm) - strato di ventilazione (5 cm) - freno al vapore (bordi incollati o saldati) - cartongesso (1,8 cm) - lana minerale tra i montanti della struttura portante in legno (26 cm) - strato di ‘tolleranza’ riempito con lana minerale (3 cm) - membrana in PE - parete in c.a. (20 cm) - finitura a stucco (0,2 cm)
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Solaio contro terra, dall’estradosso: - parquet (1,5 cm) - massetto in cemento (6 cm) - membrana in PE - isolamento in EPS (3 cm) - barriera al vapore con bordi incollati o saldati - strato di cemento alleggerito con polistirolo (7,5 cm) - solaio in c.a. impermeabile (50 cm) - sottofondo (8 cm)
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Sezione di dettaglio edificio A: 1 sottostruttura in elementi metallici tubolari per supporto del rivestimento in tavole di legno 2 elemento ligneo come sottostruttura per appoggio lattoneria 3 elemento in poliuretano a base di espanso rigido Purenit (4 cm) 4 taglio termico (3 cm) 5 fioriera posta su membrana drenante e manto impermeabilizzante 6 cassonetto per veneziane dello stesso colore dei pannelli di rivestimento 7 passerella di metallo R30 con strato protettivo 8 copertura in lamiera bugnata della fuga di movimento tra la passerella e la loggia 9 soglia in poliuretano a base di espanso rigido Purenit 10 rivestimento della struttura di supporto della passerella 11 profilo HEB 160 R30 con strato protettivo 12 elemento tubolare metallico con strato protettivo 13 grigliato
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3 4 6 Porzione di davanzale con fioriera, dall’estradosso: - finitura esterna bituminosa per tetto piano (1 cm) - isolamento in PUR/PIR con pendenza (ca. 10 cm) - isolamento in lana minerale (20 cm) - barriera al vapore bituminosa con bordi incollati, con mano di impermeabilizzante (1 cm) - solaio in KLH/X-Lam (14 cm) - lana minerale (5 cm) - cartongesso (1,3 cm)
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Tetto piano con pannelli FV, dall’estradosso: - strato di ghiaia nella zona di copertura dei pannelli FV; il montaggio dei pannelli FV avviene con un sistema leggero senza penetrazione nella struttura del tetto; nelle zone ai bordi la ghiaia viene solidificata oppure è previsto il rivestimento con pannelli di tessuto-non-tessuto (aperto alla diffusione) (6 cm) - strato di granuli di gomma (0,5 cm) - strato impermeabile (1 cm) - isolamento in EPS con pendenza (min. 30 cm, 45 cm nel mezzo) - isolamento in lana minerale (20 cm) - barriera al vapore bituminosa con bordi incollati, con mano di impermeabilizzante (1 cm) - solaio in X-Lam (14 cm) - sottostruttura appesa con interposta lana minerale (5 cm) - cartongesso (1,3 cm)
Trasmittanza pareti esterne 0,12 W/m2K Trasmittanza solaio piano interrato 0,16 W/m2K Trasmittanza solaio piano terra 0,11 W/m2K Trasmittanza copertura 0,06 W/m2K Trasmittanza serramenti 0,80 W/m2K
Parete esterna, dall’esterno: - rivestimento esterno orizzontale in legno (2 cm) - strato di ventilazione sottostante (5 cm) - strato di tenuta al vento, bordi incollati - cartongesso (1,8 cm) - lana minerale tra i montanti della struttura portante in legno (26 cm) - freno al vapore (bordi incollati o saldati) - strato di separazione elastico (0,5 cm) - cartongesso (1,8 cm) - profilo metallico per controparete con interposta lana minerale (5 cm) - cartongesso (1,3 cm)
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Posa della struttura in acciaio della passerella che collega il corpo A al corpo C.
progetti
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Š Wechsler
Posa degli elementi prefabbricati del solaio sulle pareti portanti interne.
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© aap.architekten
Dettaglio della struttura reticolare in acciaio che sostiene i grandi elementi schermanti del cortile interno.
© J. Konstantinov
Vista da ovest del cortile interno della mineroom, una sorta di ‘piazza’ semipubblica. Grazie agli elementi schermanti è possibile fruire dello spazio esterno anche nei mesi più caldi e assolati.
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Un impianto fotovoltaico ottimizzato per la mattina e il pomeriggio La mineroom è stata concepita fin dall’inizio come un edificio con prestazioni passive. Così, l’involucro ottimizzato si accompagna a un effifotovoltaico esteso quanto più possibile, a un’ottimizzazione dei componenti che consumano energia, evitando anche le funzioni di standby,
© aap.architekten
ciente impianto di ventilazione, a un impianto
Le condutture impiantistiche ancora in fase di cantiere.
oltre all’utilizzo di luci a LED. Sulle coperture piane sono installati 388 moduli monocristallini da 116 kWp che dovrebbero assicurare una produzione di energia pari a circa 110.000 kWh. I moduli hanno orientamento est-ovest così da ottimizzare il consumo proprio tipico dell’edificio: sulla base dell’esperienza, infatti, i picchi di richiesta energetica negli stuL’impianto, che ha una superficie totale di 620 m2, consente di evitare l’immissione in atmosfera di 30 tonnellate di CO2 l’anno. È stata prevista anche la predisposizione per un sistema di
© aap.architekten
dentati si verificano al mattino e al pomeriggio.
I pannelli FV su uno dei tetti della mineroom.
stoccaggio. Un leggero zavorramento della sottostruttura che supporta i pannelli ha evitato di incidere sul pacchetto di copertura. L’impianto di ventilazione meccanica controllata è provvisto di due scambiatori di calore rotativi disposti parallelamente. La mineroom è allacciata al teleriscaldamento della Città di Leoben, che sfrutta il calore di scarto dell’acciaieria VoEST; il teleriscaldamento è utilizzato anche per la produzione dell’acqua calda sanitaria tramite un sistema ad accumulo. Il calore è distribuito in tutto il piano terra tramite un impianto radiante a pavimento, mentre gli ambienti nelle singole unità abitative e gli spazi comuni più raccolti (Stuben) sono riscal-
I corridoi della mineroom si restringono e si allargano, come le gallerie in una miniera. Le condutture impiantistiche sono a vista.
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© J. Konstantinov
dati da radiatori.
© J. Konstantinov
Una delle zone comuni al piano terra dell’edificio B. UPCYCLING. Una particolarità degli interni sono i mobili – sgabelli, tavoli, panche e consolle – ottenuti dagli avanzi dei pannelli, circa 400 m2, dovuti al taglio per ricavare i fori per porte e finestre nelle pareti in KLH. Poiché gli spazi abitativi sono fondamentalmente rivestiti con cartongesso, la proposta di riutilizzare gli ‘sfridi’ ha dato vita a tutta una serie di elementi d’arredo che ricordano la materia con la quale è costruito l’edificio.
A destra, uno dei corridoi che collegano le stanze, caratterizzato da elementi come la carta da parati fotografica e la consolle, ricavata da un pezzo di scarto delle pareti in X-lam.
© aap.architekten
Per sottolineare il collegamento con la Montanuniversität, nelle Stuben e nei corridoi sono state affisse carte da parati fotografiche con motivi legati alle miniere e alla relativa tecnologia provenienti dall’archivio dell’università stessa.
progetti
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focus
Ristrutturare l’impianto termico con l’aiuto della diagnosi energetica Paolo Veggetti
La ristrutturazione di un impianto termico può essere
radianti… prima o poi devono essere sostituiti. La tec-
pianificata con cura oppure rendersi necessaria a se-
nologia e le conoscenze legate al comfort e al rispar-
guito di rotture o danni improvvisi (ma spesso preve-
mio energetico propongono soluzioni migliori e
dibili, se in presenza di materiali vetusti).
sempre più efficienti.
Tutti i materiali hanno un ciclo di vita, e le compo-
In genere, nel momento in cui si acquista un immobile
nenti di un impianto termico non fanno certo ecce-
usato si fanno le opportune considerazioni sulla situa-
zione: caldaie, valvole, pompe, tubazioni, terminali
zione esistente, sia in termini di involucro che di im-
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Gli impianti “invecchiano”, vanno sostituiti con tecnologie adeguate a garantire al contempo comfort e risparmio energetico. Come intervenire sull’esistente? L’impianto ottimale non esiste, vanno valutate le soluzioni relative al singolo caso. La diagnosi energetica illustra gli interventi possibili: eseguita con un elevato grado di dettaglio è parte integrante del progetto, un efficace strumento di conoscenza e pianificazione degli interventi.
tica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati”. La normativa lega la diagnosi agli interventi volti al risparmio energetico. Ma volendo portare il patrimonio edilizio esistente a un livello NZEB, tutti gli interventi da realizzare su impianti e involucro dovrebbero essere analizzati all’interno della diagnosi. A seguire verrà presa in esame soprattutto la ristrutturazione di impianto termico, ma tutti gli impianti (riscaldamento e raffrescamento, produzione ACS, VMC e domotico) devono funzionare, e quindi essere esaminati e progettati, in maniera corale. Prevedere interventi sul solo impianto di climatizzazione invernale è comunque riduttivo e incompleto, specie in edifici NZEB. La normativa prevede in alcuni casi l’obbligo della redazione di una diagnosi energetica (per esempio, nel residenziale, in caso di sostituzione di generatore con potenza maggiore di 100 kW), ma riteniamo che la diagnosi energetica sia la base per una corretta progettazione di retrofit energetici in tutti gli edifici esistenti. Quando è eseguita con un elevato grado di dettaglio è parte integrante del progetto, capace di
pianti e spesso si interviene con una ristrutturazione,
mettere a conoscenza ogni utente sulle opportunità,
che viene realizzata a edificio vuoto. Più rare le ri-
sui rischi, sulle criticità e sui costi di massima delle
strutturazioni in edifici abitati, per gli ovvi disagi che
scelte progettuali che si andranno a realizzare. Per
questo comporta. Ci sono però situazioni in cui è ne-
questo deve essere il più possibile confezionata su mi-
cessario trovare un compromesso tra gli interventi e
sura (taylor made).
le condizioni di utilizzo come per esempio i condo-
Per quanto sia personalizzabile, l’approccio metodolo-
mini, le scuole, gli uffici, i negozi, gli ospedali, ecc.
gico della diagnosi energetica presenta alcuni fonda-
In tutte queste situazioni è fondamentale pianificare
mentali punti ricorrenti.
gli interventi di ristrutturazione di impianto ed evi-
Si procede prima con una serie di indagini conosci-
tare o prevenire per quanto possibile situazioni che
tive, sull’involucro e sull’impianto termico, poi si ela-
portino a interventi in emergenza, con ovvio aggravio
bora un modello digitale (che può essere statico o
di costi e disagi e con il rischio che l’urgenza porti alla
dinamico) che deve rappresentare nel modo più fedele
soluzione non ottimale.
possibile la situazione di partenza, e su edifici esi-
Negli ultimi anni la normativa ha proposto e sempre
stenti questo è tutt’altro che scontato!
più promosso uno strumento assolutamente indi-
Il modello quantifica i fabbisogni energetici e consente
spensabile per pianificare gli interventi edilizi su un
quindi di studiare i possibili interventi migliorativi.
edificio esistente: la diagnosi energetica.
Le indagini che si possono eseguire variano in fun-
La definizione fornita dalla Direttiva europea
zione delle problematiche segnalate e/o degli obiettivi
2012/27/UE è la seguente “… una procedura sistema-
energetici da raggiungere.
focus
47
L’utilizzo di termocamere (vedi foto a lato), per esempio, consente di individuare i punti critici su cui intervenire; ma sono utili anche termoflussimetri e spessivetri per misurare la trasmittanza di pareti e superfici vetrate. Il Blower-Door-Test, invece, quantifica le perdite per infiltrazione d’aria (vedi immagine a lato, al centro); un punto questo su cui il progettista deve prestare particolare attenzione. Infatti, per ottenere un edificio NZEB, la tenuta all’aria va sempre progettata, benché a livello nazionale non vi sia una normativa specifica che la renda obbligatoria (vedi il grafico delle dispersioni, in basso nella pagina), poiché l’incidenza delle Esempio di indagine termografica.
perdite per ventilazione è paragonabile, se non maggiore, all’incidenza delle perdite per trasmissione. Ma mentre queste ultime possono essere determinate in maniera abbastanza corretta, con una bassa percentuale di scarto, le perdite per ventilazione vengono convenzionalmente ipotizzate pari a 0,5 ricambi/ora, dato che permette di avere una qualità dell’aria accettabile. Se non si progetta la tenuta all’aria, si rischia di avere un tasso di ricambio decisamente più elevato (fino a 20 volte!) per cui il successivo dimensionamento dell’impianto termico risulterebbe fortemente sottodimensionato. In edifici abitati, anche i rilievi con datalogger forniscono importanti indicazioni sugli ambienti e sulle abitudini di utilizzo degli stessi da parte degli utenti. Si tratta di strumenti che misurano temperatura e umidità a intervalli regolari, per esempio ogni 15/30 minuti; essi vengono posizionati per alcune settimane sia all’interno dell’edificio, in ambienti significativi, sia all’esterno, per gli opportuni confronti, al fine di determinare come reagisce l’involucro alla variazione delle condizioni climatiche esterne.
Esecuzione di un Blower-Door-test.
Infine, e più raramente, si ricorre a invasivi carotaggi o indagini endoscopiche.
Dispersioni energetiche per trasmissione e per ventilazione.
In mancanza di dati da rilievo sull’involucro, è possibile creare il modello di analisi utilizzando i dati tabellari pubblicati nella norma UNI TS11300 relativi alla trasmittanza di infissi, pareti, solai e coperture. Un esempio pratico è stato applicato nel caso studio della riqualificazione energetica della Banca Unicredit, di cui si parla nella pagina a fianco. Una volta raccolte tutte le informazioni sull’involucro, si analizzano i sottosistemi dell’impianto termico (generazione, distribuzione, emissione e regolazione) con
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ηDistribuzione ηEmissione ηRegola-
care con precisione.
zione). Ma, mentre la trasmittanza
corretto il rendimento dichiarato dal produttore, riferito all’apparecchiatura
di un pacchetto costruttivo rimane
nuova. Sarà necessario ricorrere ai rendimenti rilevati dalle analisi di com-
sostanzialmente invariata negli
bustione effettuate ogni anno, o ogni due anni, che si trovano riportati sul li-
anni – salvo significativi ammalo-
bretto di centrale o di impianto.
ramenti dei materiali dovuti, a
Per i rendimenti dei sottosistemi di distribuzione, emissione e regolazione
volte, alla presenza di umidità –, i
non sono possibili rilievi efficaci a costi ragionevoli, occorre quindi fare affi-
rendimenti di un sistema impianti-
damento ancora una volta alle tabelle della UNI TS 11300 ma con una certa
stico tenderanno a peggiorare e
flessibilità in quanto i dati tabellari non possono rappresentare tutte le casi-
sono pertanto difficili da quantifi-
stiche. Per quanto riguarda i rendimenti della distribuzione, secondo le ta-
i rispettivi rendimenti (ηProduzione
Per esempio, per un generatore di calore di 10 o 15 anni non si può ritenere
Una filiale Unicredit doveva essere riqualificata in standard Passivhaus. Il committente aveva dichiarato che la struttura dell’involucro era in cemento armato ed effettivamente l’aspetto esterno sembrava avallare questa informazione, come si potrebbe intuire dall’immagine a lato. Tuttavia, un’indagine eseguita con datalogger rilevò che la temperatura interna rifletteva perfettamente quella esterna, rivelando quindi un’assenza di coibentazione ma con un bassissimo sfasamento che avrebbe dovuto essere maggiore per un involucro realizzato con una struttura pesante/massiva come il cemento armato. Una successiva indagine con termocamera (vedi immagine in alto) evidenziò successivamente la texture dei mattoni forati.
focus
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belle UNI, un impianto centralizzato in un edifi-
dello, si passa alla simulazione degli interventi.
cio di 5 piani con distribuzione a colonne verti-
In genere si prendono in esame prima gli interventi di effi-
ηd=92%. È però evidente che se la rete scorre
cientamento sull’involucro, in modo da ridurre il più possi-
per molti metri a soffitto nei corselli dei garage
estivo. Successivamente si analizzano gli interventi sugli im-
oppure per un breve tratto nelle cantine, il ren-
pianti che devono fornire, possibilmente attraverso l’utilizzo
dimento di distribuzione reale sarà sensibil-
di fonti rinnovabili, la poca energia necessaria.
mente differente. Inseriti i dati nel modello
Può succedere tuttavia di procedere al contrario: prima si
digitale è possibile quantificare i fabbisogni
studiano gli interventi sugli impianti, poi quelli sull’involu-
energetici dell’edificio esistente. Un passaggio
cro e, con la stessa logica, si fanno le simulazioni relative alla
fondamentale è poi quello di tarare il modello
somma di singoli interventi.
con i dati dei consumi reali che si desumono
La diagnosi energetica consente, in questi casi, di spiegare le
dalle bollette di riscaldamento e di elettricità
criticità a cui si va incontro quando si interviene prima sugli
degli ultimi 3-5 anni.
impianti e successivamente sull’involucro, come tipicamente
Se il modello viene creato, come peraltro pre-
accade in un condominio nel quale si debba sostituire il ge-
vede la normativa, applicando la UNI TS 11300,
neratore con conseguente obbligo della diagnosi energetica.
i consumi reali presentano in genere uno sco-
Sebbene non sia la procedura auspicata, si può studiare
stamento rispetto a quelli teorici nell’ordine del
prima l’intervento della sola sostituzione del generatore, la
10-15%. Quelli reali sono più alti di quelli teo-
posa di pannelli solari e, se non ancora presenti, la posa delle
rici, salvo comportamenti molto virtuosi da
valvole termostatiche e del sistema di contabilizzazione. Poi
parte degli utenti, e questo ‘delta’ è spesso do-
si passa alla simulazione sul modello digitale delle sole coi-
vuto ai rendimenti degli impianti. Tarato il mo-
bentazioni dei solai freddi e non dell’intero cappotto. La coi-
cali ha un rendimento di distribuzione pari a
bile i fabbisogni energetici, sia in regime invernale che
Edificio degli anni ‘60 a Bologna, composto da 18 appartamenti. Ha subìto prima una ristrutturazione di impianto (2007), passando da un generatore a gasolio a tre caldaie modulanti a metano; alcuni anni dopo (2013) è stato posato un cappotto e sono stati sostituiti gli infissi. La riduzione di fabbisogno energetico e il conseguente risparmio nell’ordine del 60% relativi a quest’ultimo intervento erano stati quantificati con precisione nella diagnosi energetica del 2010. Proprietà ed esecuzione opere: GECO s.r.l. Dall’alto a sinistra, in senso orario: il condominio prima dell’intervento; il condominio dopo l’intervento; la vecchia caldaia; le nuove caldaie.
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bentazione dei solai freddi è spesso un intervento a basso costo che in genere presenta rapidi tempi di ammortamento e porta vantaggi economici a tutti gli appartamenti per un semplice motivo: gli appartamenti di confine (solitamente quelli del primo e dell’ultimo piano) hanno dispersioni più elevate degli appartamenti interpiano. Per avere in questi una temperatura di comfort, si tende ad aumentare il numero di ore di funzionamento o la temperatura del fluido in tutto l’impianto, con conseguente aumento di costi per tutto il condominio. Questo intervento sarà ancora più consigliato nel momento in cui sia installato il sistema di contabilizzazione e vengano applicate le nuove tabelle millesimali (UNI 10200), basate sulle dispersioni delle singole unità immobiliari.
Edificio composto da 12 appartamenti a Bologna, concessi dalla proprietà a canone agevolato. L’impianto di riscaldamento è centralizzato (a colonne montanti), alimentato da una caldaia a condensazione del 2009, che modula la potenza da 35 kW a 105 kW. Sempre nel 2009 è stata installata la contabilizzazione, con ripartitori sui singoli corpi scaldanti. Nel 2016 è stato posato un cappotto e sono stati sostituiti gli infissi. Sopra, l’edificio prima della riqualificazione e, sotto, l’edificio dopo la posa del cappotto.
La diagnosi energetica esamina anche gli interventi di coibentazione delle pareti esterne e di sostituzione degli infissi. Per quanto riguarda la sostituzione degli infissi in un condominio è impossibile fare delle simulazioni di risparmi attendibili, perché le singole proprietà tendono a muoversi con tempi e decisioni differenti. Però, proprio nella diagnosi, è possibile fornire a tutti i condòmini alcune utili informazioni in merito alla scelta degli infissi. Questo, è bene ribadirlo, non è il modo corretto di procedere, tuttavia negli ultimi anni gli interventi di coibentazione delle pareti fredde di interi condomini raramente sono stati realizzati o semplicemente presi
ficio NZEB ma, al contempo, il ricambio d’aria è neces-
in considerazione. È auspicabile che questa inerzia
sario per il benessere e la salubrità degli ambienti e
venga presto superata, anche grazie all’applicazione
per abbattere l’umidità presente. Una famiglia, con le
delle nuove norme sul risparmio energetico (decreto
normali attività domestiche, produce in media da 10 a
dei minimi DM 26/06/2015) con le quali, per esempio,
14 litri di vapore d’acqua di cui solo il 4-5% viene smal-
si rende obbligatoria la coibentazione delle strutture
tito per diffusione dalle strutture, il resto deve essere
quando si realizzano interventi di ripristino dell’into-
smaltito mediante ventilazione.
naco o di impermeabilizzazione della copertura. In
Le alternative sono due:
questa direzione va anche l’ultima legge di Bilancio
• aprire le finestre, ma questo, ammesso che sia possi-
che prevede un incremento delle detrazioni fiscali per
bile con la frequenza necessaria, riduce il comfort e
gli interventi condominiali dal 65% fino al 75%, pro-
porta a un evidente spreco di energia (sia in condi-
rogati fino al 2021, consentendo una pianificazione
zioni invernali che estive);
degli interventi (vedi esempi di queste pagine). Un importante avvertimento da fare in sede di dia-
• ricorrere all’impianto di Ventilazione Meccanica Controllata.
gnosi energetica è rappresentato dalle problematiche
Gli utenti, ma non solo loro, non conoscono questi im-
legate alla ventilazione degli ambienti che, a seguito
pianti e, ancora una volta, la diagnosi energetica rap-
della posa di cappotti e nuovi infissi, risultano quasi
presenta uno strumento di informazione.
perfettamente sigillati. Del resto, la tenuta all’aria
In diagnosi si spiega che esistono macchine centraliz-
dell’involucro è un’esigenza imprescindibile in un edi-
zate che possono servire l’intero appartamento o appa-
focus
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Sopra, rete di distribuzione della VMC posata a pavimento. Sotto, recuperatore di calore alloggiato in armadio.
recchi puntuali, da installare in singoli locali; si forniscono i costi indicativi e, se necessario, si approfondisce una fattibilità di massima dell’intervento. Esaminati i vari interventi di miglioramento energetico, la diagnosi energetica richiede alcune valutazioni anche in termini di costi-benefici e tempi di rientro degli investimenti. Non è questa la sede per approfondire i metodi di calcolo dei rendimenti di un investimento (VAN, TIR, ecc.) ma alcune considerazioni sono opportune. In termini strettamente economici, la scelta tra interventi alternativi di risparmio energetico non dipende né dal VAN (o TIR) né dal tempo di rientro dell’investimento (ammortamento), ma principalmente dal budget del cliente, che il progettista dovrebbe sempre conoscere. Esistono poi altri fattori emotivi, soggettivi e non razionali (desiderio di vivere in una casa bio, sensibilità ecologica, ecc.) che possono determinare la scelta tra un intervento o un altro e che il progettista non può ignorare. Infine, in tutti gli edifici, l’obiettivo primario è sempre il comfort all’interno degli ambienti, che si può misurare in termini di temperatura, umidità, qualità dell’aria, assenza di rumori, ecc. Tutte variabili non quantificabili in nessuna formula finanziaria. Infine, un’annotazione sulla metodologia da applicare per elaborare il modello di analisi. Come già detto, la normativa prevede l’applicazione della UNI TS 11300, ma a volte può es-
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sere utile ricorrere alla creazione di modelli di simula-
compongono o solo su alcuni di essi, di cui esami-
zione dinamici (UNI EN ISO 13790/2008).
niamo alcune criticità nei prossimi paragrafi.
Nei metodi dinamici si tiene conto dell’inerzia termica dell’edificio (calore rilasciato dalla massa del-
Produzione
l’edificio), poiché il modello considera la trasmissione
Il sottosistema di produzione è costituito da tutti gli
termica, il flusso termico per ventilazione, l’accumulo
apparati che generano l’energia necessaria per la cli-
termico e gli apporti termici interni e solari all’interno
matizzazione (invernale/estiva) e la produzione di
delle zone dell’edificio. Tali approcci sono sempre
acqua calda sanitaria: caldaia, pompa di calore, ter-
consigliabili e comunque necessari in condizioni cli-
mocamino, ecc. Qui si concentrano la maggior parte
matiche particolari, per esempio dove il carico di raf-
degli interventi di ristrutturazione parziale di un im-
frescamento estivo risulta non trascurabile o
pianto termico: normalmente la caldaia viene sosti-
addirittura preponderante. Queste simulazioni con-
tuita, in genere ogni 15/20 anni, ma sono frequenti i
sentono di valutare ora per ora il comportamento
casi di generatori ben più vetusti. La diagnosi energe-
dell’edificio al variare delle condizioni interne ed
tica potrebbe però dimostrare la convenienza della so-
esterne, mentre i metodi stazionari o semi-stazionari
stituzione del generatore anche prima di questo
si limitano a fornire dei coefficienti correttivi per ap-
termine, grazie alla continua evoluzione della tecno-
prossimare tali comportamenti.
logia che migliora i rendimenti di produzione. Si possono avere elevati risparmi anche quando si
I sottosistemi dell’impianto termico
passa da un’alimentazione a gasolio (basso rendimento termico dovuto allo ‘sporcamento’ del generatore, elevato costo della materia prima e alto tasso di inquinamento) a un’alimentazione a metano.
L’impianto termico si compone di quattro sottosi-
Ma in un’ottica di progettazione di edifici in standard
stemi: produzione, distribuzione, emissione e regola-
NZEB, il progettista termotecnico è tenuto a spingersi
zione. Sono tutti soggetti a usura e a manutenzione,
oltre, innanzitutto valutando una riduzione della po-
sebbene con tempistiche differenti.
tenza installata.
(ηProduzione ηDistribuzione ηEmissione ηRegolazione) deter-
La potenza del generatore è determinata dal fabbiso-
mina il rendimento globale dell’impianto termico
lucro edilizio. Ma non sempre è possibile intervenire
ηGL= ηP x ηD x ηE x ηR
prima sull’involucro e poi sull’impianto: questo com-
Massimizzare i rendimenti dei singoli sottosistemi
sarebbero sovradimensionati in caso di successiva
non deve però essere l’unico obiettivo per una cor-
posa di un cappotto.
retta ristrutturazione di impianto.
Una buona soluzione potrebbe essere quella di suddi-
L’obiettivo più importante è sempre quello di creare
videre la potenza necessaria per i fabbisogni dell’edifi-
elevati livelli di comfort: temperature e umidità con-
cio in più generatori modulanti (cioè che modulano
sone alle attività che si svolgono e, sempre e comun-
l’erogazione di potenza da un minimo a un massimo
que, un’elevata qualità dell’aria. Il tutto consumando
in funzione della richiesta energetica del momento,
poca energia, possibilmente prodotta da fonti rinno-
determinata da opportuni termometri e sonde di tem-
vabili, come richiede la Direttiva Europea 31/2010.
peratura), ma potrebbe non essere sufficiente. La posa
Per ottenere questo obiettivo, specie in caso di edifici
di un cappotto, infatti, può portare anche a un dimez-
esistenti, non esiste una ricetta universale, ovvero
zamento dei fabbisogni energetici.
l’impianto migliore. La soluzione va sempre conte-
La forbice tra fabbisogno energetico senza cappotto
stualizzata al caso singolo.
e con cappotto è talmente ampia che non esiste
La ristrutturazione degli impianti termici può preve-
un impianto progettato, dimensionato e bilanciato
dere interventi su tutti e quattro i sottosistemi che lo
correttamente che possa funzionare al meglio in
Il prodotto dei rendimenti dei singoli sottosistemi
(ηGL):
gno energetico dell’immobile, che dipende dall’invo-
porta il rischio di installare generatori dimensionati correttamente per un edificio non coibentato ma che
focus
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entrambe le situazioni. Generatori modulanti e/o installati in cascata rappresentano comunque una scelta efficiente e flessibile nella gestione energetica, anche in caso non siano previste coibentazioni dell’involucro. Occorre poi prestare attenzione a due aspetti: • l’esiguo numero di giorni di funzionamento del generatore a temperatura di progetto, ovvero al massimo della potenza; • l’intervallo di modulazione, che va da un minimo che non è mai zero ma circa il 20% della potenza massima, a un massimo che è il 100%. Un dimensionamento a temperatura di progetto (per esempio -5 °C in zona E) porterebbe, di fatto, a sovradimensionare il generatore, soprattutto quando sono servite più utenze con diverse esigenze. Per esempio, in un condominio dove è presente la contabilizzazione del calore, che premia il comportamento vir-
Palazzo del Toro a Bologna: ristrutturazione della centrale termica. Edificio nel centro storico, dove nel 2010 sono state installate 12 caldaie in cascata che modulano la potenza da un minimo di 10 kW a un massimo di 50 kW, per un totale di 600 kW di picco, rispetto ai precedenti 1200 kW forniti da due generatori con potenza di 616 kW ciascuno. L’intervento era stato preventivamente simulato con una diagnosi energetica, sia in regime statico (obbligatoria in caso di sostituzione dei generatori di calore di potenza superiore a 100 kW) che dinamico.
tuoso del singolo utente, portato a tenere spento quando non è in casa, o ancora dove sono presenti appartamenti invenduti o abitati saltuariamente. In tutti questi casi, se i calcoli eseguiti come prevede la normativa (UNI TS 11300) quantificano un fabbisogno energetico poniamo di 300 kW, si può pensare di installare un generatore con una potenza inferiore. Di quanto? Una diagnosi energetica in regime dinamico può aiutare il progettista a eseguire valutazioni più accurate perché può quantificare i giorni esatti di funzionamento alla massima potenza. Per quanto riguarda il regime di funzionamento alla potenza minima, occorre fare attenzione a un altro aspetto: il livello minimo di modulazione corrisponde in genere al 20% della potenza massima. Questo significa che se, come nell’esempio precedente, si dovesse installare un unico generatore di 250 kW, il funzionamento a regime minimo di modulazione erogherebbe circa 50 kW, probabilmente eccessivi nelle stagioni intermedie oppure quando non tutte le utenze chiedono energia, con la conseguenza che la macchina funzionerebbe con continui cicli di accensione/spegnimento, molto energivori. Ecco perché è consigliabile frazionare il numero di generatori, azione che però, a sua volta, porta a un incremento dei costi dell’intervento. Senza arrivare al dettaglio di un progetto esecutivo, tutti questi aspetti possono essere esaminati e portati all’attenzione dell’utente nella diagnosi energetica.
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Condominio degli anni ‘60: oltre 200 metri di tubazioni (mandata e ritorno dell’impianto di riscaldamento, acqua sanitaria calda, fredda e rete di ricircolo) che scorrono a soffitto nei corselli dei garage, con coibentazione non adeguata. La coibentazione di questi 200 metri potrebbe portare risparmi paragonabili – se non maggiori – rispetto alla sostituzione del vecchio generatore di calore.
Distribuzione
Generalmente, in seguito a tale pulizia/risanamento
Il sottosistema di distribuzione è costituito dalla rete di
si inseriscono nell’impianto liquidi filmanti e antial-
tubazioni che trasporta il fluido vettore (aria o acqua)
ghe, da lasciare in circolo, con la funzione di proteg-
dal generatore ai terminali di erogazione. La distribu-
gere le superfici interne delle tubazioni. Ma nel caso
zione rappresenta un punto critico nei rendimenti dei
di frequenti rotture e conseguenti riparazioni, l’im-
vecchi impianti; spesso, infatti, le perdite per distribu-
pianto potrebbe venire svuotato spesso e dunque il li-
zione possono essere elevatissime e non sempre indi-
quido filmante sarebbe da reintegrare di continuo,
viduabili o quantificabili con precisione.
incrementando i costi annuali di manutenzione.
Sempre per rimanere nell’esempio del condominio, si
Queste situazioni sono spesso un campanello di al-
pensi alle tubature solitamente di diametro elevato
larme che non deve essere ignorato. A maggior ra-
che spesso si vedono scorrere a soffitto nei garage o
gione quando un condominio si trova a dover
nelle cantine, in aree non riscaldate o addirittura al-
installare la contabilizzazione, la cui tipologia di-
l’aperto, come nell’esempio riportato nella foto della
pende proprio dal tipo di distribuzione.
pagina precedente.
Entro il 30 giugno 2017 (decreto “Milleproroghe”) tutti
Nella maggioranza dei casi, ristrutturare il sottosi-
gli impianti condominiali centralizzati dovranno do-
stema di distribuzione significa abbandonare la vec-
tarsi, ove tecnicamente possibile, di “contatori indivi-
chia rete che scorre – non isolata – all’interno di pareti
duali per misurare il consumo di calore o
e solai, e che nel caso di condomini attraversa diffe-
raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità,
renti proprietà, e predisporne una nuova.
[...]. Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non
L’intervento, ovviamente impegnativo quando si
sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in ter-
tratta di edifici abitati, diventa prima o poi inevitabile.
mini di costi, per misurare il riscaldamento, sono
Con vecchi impianti sono frequenti le riparazioni
usati contabilizzatori di calore individuali per misu-
della rete di distribuzione a seguito di rotture: nei de-
rare il consumo di calore a ciascun radiatore[...]” (art
cenni passati le tubature erano in ferro, materiale che
9. Dir. EU 27/2012 recepita dal D.L. 102/2014).
col tempo si deteriora, prive di ogni coibentazione e
La normativa sottolinea che è preferibile, in prima
annegate per lo più nei muri esterni. Le tubature
battuta, l’installazione di contatori diretti di calore
stesse, spesso, si presentano con sezioni notevol-
(possibile solo se ogni appartamento ha una propria
mente ridotte o addirittura completamente ostruite
rete di distribuzione) e, solo nel caso in cui ciò non sia
dai depositi di sedimenti, soprattutto nei tratti oriz-
possibile (distribuzione verticale a colonne), l’utilizzo
zontali. In queste condizioni si innesca un circolo vi-
di contabilizzatori indiretti.
zioso nella gestione dell’impianto termico: con
Installare dei ripartitori su una vetusta distribuzione a
tubazioni e/o elementi radianti totalmente o parzial-
colonne, che potrebbe essere abbandonata forzata-
mente ostruiti il calore ceduto all’ambiente è ridotto e
mente, a vantaggio di una nuova distribuzione oriz-
per garantire una temperatura di comfort di 20 °C –
zontale, sarebbe una spesa inopportuna.
come da DPR 412/1996 – si aumenta la temperatura
Rifare la rete di distribuzione in un condominio (di-
del fluido vettore (l’acqua) che circola in tutto l’im-
scorso valido anche per uffici, scuole, ospedali, ecc.) è
pianto, con un conseguente aumento di costi. Dal
un intervento impegnativo, sia in termini di costi che
canto loro, le alte temperature favoriscono il processo
di disagi in fase di realizzazione: meglio perciò inter-
della precipitazione del carbonato di calcio che a sua
venire una volta sola ma in modo programmato piut-
volta diminuisce la sezione di passaggio delle tuba-
tosto che in emergenza e senza pianificazione. Sono
zioni stesse, in altre parole l’efficienza del sottosi-
sempre i progettisti che devono avere una visione più
stema (ηD). Spesso si interviene con trattamenti a
ampia del problema e informare amministratori e
base di prodotti aggressivi in grado di sciogliere al-
condòmini dei rischi e delle possibili soluzioni.
meno in parte tali residui ma che, con vecchie distri-
Ancora una volta la diagnosi energetica rappresenta
buzioni, potrebbero danneggiare le tubazioni, con il
un utile strumento conoscitivo e un efficace stru-
rischio di trovarsi, per usare un’espressione non tec-
mento di pianificazione degli interventi.
nica ma efficace, un ‘colabrodo’.
Infine, una parola sulla coibentazione della rete di di-
focus
55
La ristrutturazione dell’impianto termico di un Oratorio del ‘700 a Bologna
nella ristrutturazione dell’impianto termico di un edi-
pari a ηP=88% e prevedevano una regolazione ma-
ficio del 1734, oggi un auditorium che ospita eventi
occasione di ogni evento, per accendere e spegnere.
Pannelli radianti a pavimento sono stati utilizzati
nuale, cioè la presenza sul posto del manutentore in
musicali e culturali, incontri e convegni nell’arco dell’intero anno.
Considerando l’esigenza di garantire un elevato com-
Prima della progettazione, la diagnosi energetica
fort agli ospiti degli eventi e al contempo razionaliz-
aveva preso in esame alcune tipologie di intervento, a
zare la gestione degli impianti, si è optato per:
eccezione di quelli sull’involucro, a causa dei vincoli
• la posa di pannelli radianti a pavimento che garan-
architettonici sull’edificio.
tiscono calore omogeneo fino a circa 3 m di altezza
Prima dell’intervento, la sala che ospita gli eventi era
(il volume effettivamente occupato dalle persone in
riscaldata attraverso l’immissione di aria calda da boc-
sala), eliminano il problema del trascinamento
chette posizionate a soffitto a 15 metri di altezza e
delle polveri (sempre presente in impianti a conve-
spinta verso il basso con ventilatori, rumorosi e quindi
zione) e sono adatti anche per il raffrescamento;
non adatti all’utilizzo occasionale come sala concerti.
• l’installazione di nuove pompe di calore ad alta effi-
In questo modo l’aria calda saturava l’intero volume
cienza, regolabili in remoto.
della navata centrale, con una stratificazione della temperatura non funzionale all’utilizzo dell’ambiente
La rete di distribuzione dell’aria esistente è stata man-
(più calda verso l’alto) e con tempi lunghi, per arrivare
tenuta con il solo compito di ricambio d’aria, dimez-
a una situazione di tepore nella zona del pubblico.
zando la portata e quindi abbattendo sia il rumore che
Quanto ai generatori, essi avevano un rendimento
la percezione di aria in movimento.
Fasi di posa dei pannelli radianti a pavimento; sono evidenti i giunti di dilatazione (color rosso) fra i settori dell’aula.
56
_22
stribuzione, normata dal DPR 412 del 1993. Gli spessori considerati sono ovviamente inadeguati per edifici NZEB, per cui è necessario sovradimensionare (leggi: raddoppiare!) gli spessori richiesti dalla norma. Si possono considerare parte del sottosistema di distribuzione anche gli accumuli termici, i bollitori, ecc. dove una inadeguata coibentazione porterebbe a sprechi energetici elevatissimi per mantenere la temperatura desiderata all’interno della cella.
Emissione Il sottosistema di emissione è costituito dagli elementi che emettono il calore: possono essere radiatori, termoconvettori, massetti radianti, ecc. I sistemi di emissione a irraggiamento, tipicamente associati a edifici a basso consumo, possono essere posizionati a pavimento e a soffitto, intervento meno invasivo e quindi da prediligere in caso di ristrutturazioni in edifici abitati. I sistemi a irraggiamento possono risultare molto efficaci anche in ristrutturazioni non residenziali e in edifici non a basso consumo, previa necessaria verifica della copertura dei fabbisogni. Il caso studio della pagina accanto ne è la conferma. L’impianto a irraggiamento a pavimento e/o a soffitto può anche essere utilizzato per mitigare in maniera dinamica l’effetto di ponti termici che in alcune ristrutturazioni non sono riSopra, due termografie della navata: la zona blu al centro della sala è stata lasciata senza spire radianti in quanto ospita una lapide marmorea, rimossa durante i lavori e riposizionata in seguito.
solvibili: l’attacco parete/solaio su terra e l’attacco parete/tetto.
Regolazione Il sottosistema di regolazione è costituito da valvole e termostati che consentono un’ottimale erogazione del calore in funzione delle esigenze dell’utente e delle condizioni climatiche esterne. Involucri e impianti sempre più efficienti hanno la necessità di una regolazione precisa e puntuale per garantire un elevato livello di comfort e un abbattimento dei consumi. Non è opportuno delegare all’utente molte delle regolazioni necessarie, per cui si fa sempre più ricorso all’utilizzo di sistemi di gestione automatizzati, controllabili in remoto e che dialoghino tra loro (domotica). Non solo termometri e termostati per l’accensione e lo spegnimento dell’impianto di climatizzazione (invernale ed estivo) ma anche: sensori di CO2 che modulano la velocità della VMC in base all’occupazione dei locali; sensori di temperatura abbinati a centraline meteorologiche per regolare gli ombreggiamenti degli infissi; sistemi di controllo e gestione dei carichi elettrici; sensori di presenza per l’accensione e lo spegnimento delle luci. Paolo Veggetti Ingegnere, progetta sistemi impiantistici in edifici NZEB. Nel 2010 fonda lo studio E2 Project, dove coordina un team di tecnici esperti in edifici NZEB.
focus
57
focus
Sistemi costruttivi in legno e tradizionali a confronto. Analisi in clima caldo umido F. De Filippi, M. Guiglia, M. J. Matte, A. Perron Cabus, A. Zanichelli La seconda parte dell’indagine sulle caratteristiche e potenzialità delle strutture in legno con impiego di isolanti naturali, a confronto con soluzioni tradizionali, si concentra sui risultati ottenuti tramite l’analisi in clima caldo-umido. Le simulazioni dinamiche per i tre sistemi costruttivi – legno-paglia, X-lam e laterocemento – sottolineano prestazioni comparabili in queste condizioni mostrando una maggiore sostenibilità ed economicità di quella in legno-paglia. 58
_22
mendo un “edificio di riferimento” ipoteticamente concepito in tre varianti costruttive: • struttura a telaio in legno con isolante in paglia, • X-lam con cappotto in fibra di legno, • struttura in cemento armato con tamponamenti in laterizio e cappotto sintetico. La scelta è ricaduta sulla soluzione in legno-paglia per la sua innovatività, sulla soluzione in X-lam in quanto essa risulta a oggi la tecnologia di struttura in legno a più ampia diffusione e possiede una struttura più massiccia favorevole ai climi più caldi. Infine, il latero-cemento è scelto in quanto la soluzione più tradizionale in Italia. L’edificio di riferimento è il “Case Study Hamburg” (vedi immagine a lato), a uso residenziale, realizzato in occasione dell’Esposizione Internazionale di Architettura IBA del 2013. Progettato da Adjaye Associates2, l’edificio è stato pensato principalmente per permettere alle famiglie con un reddito medio-basso di acquistare o di affittare una casa ecologica e a costo calmierato, nel centro città. Si tratta di una costruzione di tre piani e senza interrato, con due/tre appartamenti per piano di metrature diverse, accessibili attraverso un vano scala sul lato nord. La scelta è ricaduta su una tipologia edilizia pluripiano per evidenziare che le analisi effettuate e le tipologie costruttive considerate si rivolgono a costruzioni più articolate piuttosto che a semplici edifici monofamiliari. In questo articolo si riprendono in forma sintetica al-
Le quattro chiusure verticali sono orientate secondo i
cuni aspetti basilari dell’analisi condotta nel prece-
punti cardinali. La copertura è piana e praticabile.
dente numero 21 di azero (“Sistemi costruttivi in legno
L’edificio è caratterizzato da un volume di 4.254 m3, di
e tradizionali a confronto in contesti climatici diffe-
cui 3.723 m3 riscaldati, e da una superficie disperdente
renti. Analisi in clima freddo”), in particolare riguar-
di 1.746 m3. Il rapporto di forma S/V è di 0,47, mentre
danti metodologia, caso studio e modelli fisici di
la percentuale della superficie finestrata nelle facciate
riferimento, al fine di fornire al lettore i cardini su cui
verticali è circa pari al 19%.
si fonda lo studio. Per una loro descrizione estesa si ri-
Al fine di poter confrontare le diverse tipologie co-
manda dunque alla prima parte dell’articolo. Nel pre-
struttive in modo omogeneo, si è scelto di definire
sente testo è dato maggior spazio alla descrizione e
come parametro di progetto comune il fabbisogno di
interpretazione dei principali risultati ottenuti tramite
energia termica per riscaldamento QH, attestandosi su
l’analisi in clima caldo-umido. Questo lavoro estende e
una prestazione elevata (fabbisogno non superiore a
1
sviluppa la Tesi di Laurea in Architettura indicata in .
10 kWh/m2a, cioè edificio inquadrabile in una classe energetica Gold secondo la classificazione CasaClima).
Sintesi sul metodo: il caso studio e la metodologia
Partendo dalla geometria generale e dalla conformazione dell’edificio caso studio, sono state in primo luogo elaborate le stratigrafie del sistema costruttivo in legno-paglia affinché costituissero, ipoteticamente,
L’analisi è condotta sotto forma parametrica, assu-
i suoi elementi costruttivi. In seguito sono stati deter-
focus
59
minati gli elementi costruttivi delle altre due tecnolo-
Il primo modello termo-igrometrico di riferimento
gie con valori di trasmittanza simili a quelli del si-
(“modello clima rigido”) è stato impiegato invariato
stema in legno-paglia per ottenere fabbisogni
per lo studio delle località di Torino e Firenze (Zona E
energetici uguali. Tale procedura è stata applicata in
e D rispettivamente).
prima istanza collocando l’edificio a Sestriere (TO), in
Con gli stessi principi è stata poi applicata nuovamente
zona climatica F (collocata ad un’altitudine di 2035 m
la procedura completa collocando però l’edificio a
s.l.m. e caratterizzata da 5.165 gradi giorno), e creando
Porto Empedocle (Zona A) e determinando una nuova
così per ciascuna delle tre tipologie costruttive un
configurazione progettuale dell’involucro nonché tre
primo modello termo-igrometrico di riferimento
nuovi modelli termo-igrometrici, uno per ciascuna
(“modello clima rigido”). Per ciascuna delle tre tipolo-
delle tipologie costruttive, relative alla mutata condi-
gie è stata condotta l’analisi termo-igrometrica com-
zione ambientale (“modello clima caldo”). L’applica-
pleta, sia in regime statico che semi-dinamico. Le
zione dei due modelli impiegati alle varie zone
analisi di dettaglio sono state svolte esaminando il
climatiche è rappresentata sempre nella tabella 1. Nelle
comportamento dell’edificio dapprima sotto il profilo
figure 1 e 2 sono rappresentate rispettivamente le prin-
termo-igrometrico, quindi valutandone le differenze
cipali stratigrafie utilizzate nel “modello clima rigido”.
di impatto ambientale e di costo. Al fine di valutare l’efficacia di ciascuna tipologia in diversi tipi di clima, il calcolo è stato poi condotto collocando ipoteticamente l’edificio in sei zone climatiche diverse, secondo la tabella 1.
Analisi in condizioni climatiche calde e umide zona climatica A (Porto Empedocle) Analisi termo-igrometrica L’isolamento degli edifici è una questione affrontata generalmente con riferimento alla stagione invernale e alla necessità di garantire un adeguato comfort limitando il ricorso al riscaldamento. Il problema dell’isolamento nella stagione estiva viene invece meno considerato e spesso, in fase di progettazione, si prescinde dall’analisi del comportamento dell’edificio in presenza di alte temperature esterne. La seconda parte della ricerca qui descritta mira a indagare il comportamento estivo dei tre edifici con i sistemi costruttivi prescelti, già analizzati a regime invernale, con l’obbiettivo di valutare l’opportunità di costruire in legno anche in zone dal clima caldo. A tal fine si è condotta un’analisi dettagliata, anche in regime semi-dinamico, delle tre tecnologie costruttive a
Sestriere
ZONA F
Porto Empedocle, con la volontà di approfondire il
Torino
ZONA E
reale comportamento di strutture più leggere in pa-
Firenze
ZONA D
glia e in X-lam in rapporto a una più massiva in latero-
Cagliari
ZONA C
cemento, considerata tradizionalmente “migliore” per
Palermo
ZONA B
zone con alte temperature.
Porto Empedocle
ZONA A
Un elemento chiave da scongiurarsi è che un involucro altamente coibentato possa non riuscire a dissipare il
Tab. 1. Zone climatiche considerate nell’analisi.
60
_22
calore in tempi funzionali al benessere e che il calore
immagazzinato, accresciuto anche dal contributo prodotto dagli elettrodomestici e dagli utenti, divenga cumulativo e nel periodo con temperatura esterna diurna elevata cresca via via in modo monotono. Il fabbisogno per raffrescamento estivo è determinato dalla nuova localizzazione: Porto Empedocle, località in zona climatica A e caratterizzata da 579 gradi giorno3. È stata scelta questa città per massimizzare le condizioni di alta temperatura, seguendo il metodo già adottato per la valutazione a regime invernale, in modo da poter analizzare le performance degli edifici nei casi estremi. Per prima cosa si è partiti dalla modifica di alcune caratteristiche dell’involucro dell’edificio in legno-paglia, in modo da definire la “prestazione invernale di riferimento” (fabbisogno invernale). L’intervento di rielaborazione delle stratigrafie ha riguardato la parete esterna, la copertura e il solaio controterra, andando ad auFig. 1. Stratigrafie di progetto per tipologia legno-paglia e X-Lam per il “modello clima rigido”.
mentare le trasmittanze, in ottemperanza con i valori minimi da rispettare dal 1° luglio 2015 e dal 1° gennaio 2021. Su questa base si è lavorato sulle stratigrafie delle altre due tipologie in modo da ottenere un fabbisogno invernale, anche in questo caso uguale per tutti e tre i casi analizzati. Nelle figure 3 e 4 sono rappresentate rispettivamente le principali stratigrafie utilizzate nel “modello clima caldo”. Non deve stupire che nell’ambito della rielaborazione delle nuove stratigrafie per il “modello in clima caldo” le variazioni di spes-
Fig. 2. Stratigrafie di progetto per tipologia in latero-cemento per il “modello clima rigido”.
sori non siano state applicate in
focus
61
modo omogeneo su tutte le componenti opache (pareti, copertura, pavimenti contro terra, ecc.) in egual misura: le modifiche introdotte, infatti, sono state calibrate con il fine non solo di trovare lo stesso fabbisogno invernale per l’edificio ma, simultaneamente, anche ottemperare a un’ottimizzazione dei costi e alla massima efficacia sotto il profilo del punteggio di sostenibilità. In tale ottica spesso le pareti verticali sono state generalmente oggetto di una maggiore riduzione percentuale di spessore di coibente rispetto alle altre componenti, le coperture alle rivisitazioni più contenute. Per tutte e tre le tipologie sono state riviste rispetto all’analisi a Sestriere anche la scelta degli infissi e della ventilazione. Considerato il clima meno rigido, sono stati scelti infissi meno performanti, caratterizzati da un doppio vetro con gas argon (4+16+4), da un fattore solare g=0,40, da una trasmittanza Ug=1,1 W/m2K e Uf=1,4 W/m2K. La ventilazione Fig. 3. Stratigrafie di progetto per tipologia legno-paglia e X-Lam per il “modello clima caldo”.
meccanica con recupero di calore non viene utilizzata. La ventilazione naturale, prevista attraverso le aperture delle finestre su una facciata, non solo incide sul fabbisogno per raffrescamento, ma migliora notevolmente il comfort interno. L’ombreggiamento è dato dai Raffstore, presenti anche nel caso di Sestriere, con un fattore di riflessione 0,65 e un ggl+sh di 0,03 mentre l’intonaco chiaro, ipotizzato come rivestimento sulle facciate dei tre edifici, determina un coefficiente di assorbimento di 0,30 (vedi tab. 2).
Fig. 4. Stratigrafie di progetto per tipologia in latero-cemento per il “modello clima caldo”.
62
_22
L’analisi così condotta ha consen-
Schermature
Serramenti
Ventilazione
Coeff. assorbimento
QH kWh/m2a
avvolgibili
doppio vetro, gas argon
serramenti aperti su una facciata
0,30 (intonaco di rivestimento chiaro)
5
Paglia X-lam Laterocemento Tab. 2. Condizioni iniziali ed elementi comuni dei tre edifici per l’analisi in zona climatica A.
Fabbisogno di raffrescamento del sistema in legno-paglia
Porto Empedocle
Agrigento
fabbisogno raffrescamento sensibile
Qc,sens =
8,0
7,0
kWh/m2a
fabbisogno deumidificazione
Qdeum =
15,0
15,0
kWh/m2a
Fabbisogno raffrescamento e deumidificazione QC = Qc,sens + Qdeum
Qc =
23,0 =
22,0
kWh/m2a
Porto Empedocle
Agrigento
Fabbisogno di raffrescamento del sistema in X-lam fabbisogno raffrescamento sensibile
Qc,sens =
8,0
7,0
kWh/m2a
fabbisogno deumidificazione
Qdeum =
15,0
15,0
kWh/m2a
Fabbisogno raffrescamento e deumidificazione QC = Qc,sens + Qdeum
Qc =
23,0 =
22,0
kWh/m2a
Fabbisogno di raffrescamento del sistema in laterocemento
Porto Empedocle
Agrigento
fabbisogno raffrescamento sensibile
Qc,sens =
9,0
8,0
kWh/m2a
fabbisogno deumidificazione
Qdeum =
15,0
15,0
kWh/m2a
Fabbisogno raffrescamento e deumidificazione QC = Qc,sens + Qdeum
Qc =
24,0 =
22,0
kWh/m2a
Tab. 3. Fabbisogno di raffrescamento ottenuto dall’analisi in zona climatica A.
tito di determinare per ciascuna tipologia il fabbiso-
sulta ancora la paglia che con i suoi 85 punti Nature si
gno di raffrescamento. Dalla comparazione di tale
riconferma in classe Gold (vedi tab.4).
dato (vedi tab. 3), si può notare che i tre sistemi, nonostinguono per qualche piccola differenza, ovvero
Influenza della schermatura degli infissi
quella che intercorre tra il sistema in latero-cemento
L’indagine a regime estivo ha permesso di identificare
che richiede un kilowattora in più di energia per il
alcuni parametri di progetto che maggiormente in-
condizionamento estivo- rispetto agli altri due casi.
fluenzano la valutazione del discomfort termico. In
Analizzando questo aspetto si nota quindi che la pa-
primo luogo, si sono confrontati i valori ottenuti dal-
glia e l’X-lam sono leggermente più efficienti a parità
l’installazione di sistemi di oscuramento diversi:
di fabbisogno termico di riscaldamento del sistema
• tende bianche ad alta trasmissione,
tradizionale in latero-cemento.
• tende bianche a bassa trasmissione,
Con il confronto dei nuovi dati relativi all’impatto am-
• veneziane bianche ad alta trasmissione,
bientale a scala dell’edificio si evidenzia che, grazie
• veneziane bianche a bassa trasmissione,
alla riduzione di materiale coibente utilizzato, il pun-
• avvolgibili/persiane/Raffstore.
teggio ICC migliora per tutte e tre le tipologie costrut-
In base alla scelta della tipologia di schermatura, defi-
tive, avendo provveduto a ridurre il quantitativo
nita da fattori di riflessione e solari diversi, si sono po-
complessivo di materiali isolanti. Il caso migliore ri-
tuti osservare i cambiamenti per i valori di fabbisogno
stante si comportino in maniera molto simile, si di-
focus
63
solare e di riflessione, che si attesta su valori analoghi agli avvolgibili e ai Raffstore. Se l’inserimento delle schermature solari comporta un cambiamento dei valori di fabbisogno di raffrescamento, in fatto di fabbisogno di riscaldamento i dati rimangono sostanzialmente invariati per tutte le varianti analizzate. Il QH rimane infatti costante a 5 kWh/m2a.
Influenza del coefficiente di assorbimento Le caratteristiche cromatiche delle superfici esterne dell’involucro edilizio giocano un ruolo importante
Tab. 4. Confronto fra gli indici ecologici globali del modello CasaClima Nature (ZONA A/F).
nella determinazione della quantità di energia solare rinviata e assorbita. Il colore degli edifici altera, infatti, il comportamento fisico-energetico del componente architettonico, modificando i coefficienti di assorbimento e di riflessione. La parete esterna degli edifici nella proposta base è rivestita da un intonaco chiaro con un coefficiente di assorbimento di 0,30. Si confrontano ora gli andamenti del fabbisogno di raffrescamento per tutti e tre i sistemi costruttivi nel caso in cui l’intonaco abbia un colore più scuro (caratterizzato da un coefficiente di assorbimento di 0,90) e un colore medio (con un coefficiente di assorbimento di 0,60). Le condizioni dei tre edifici con tecnologie costruttive diverse sono quelle di base, in cui le schermature sono ipotizzate Raff-
Tab. 5. Dati termici dei sistemi di ombreggiamento.
store (vedi la tab. 6). I dati dimostrano come cambiano i fabbisogni di raf-
Andamento di QC,SENS in base al colore dell’intonaco Assorb. 0,3 Legno-paglia X-lam Laterocemento
Assorb. 0,6
2
2
8 kWh/m a
10 kWh/m a
2
2
8 kWh/m a
10 kWh/m a
2
2
9 kWh/m a
10 kWh/m a
Assorb. 0,9
frescamento al variare del colore di rivestimento della
2
parete esterna. I valori di QC,SENS a 0,90 di coefficiente
2
di assorbimento, differiscono di 3 kilowattora rispetto
2
ai valori QC,SENS iniziali. Il sistema in latero-cemento,
11 kWh/m a 11 kWh/m a 12 kWh/m a
Tab. 6. Variazione del fabbisogno di raffrescamento in base al grado di assorbimento dell’intonaco di facciata.
partendo da valori iniziali più alti, arriva a toccare una richiesta di energia di 12 kWh/m2a con un coefficiente di assorbimento di 0,90, mentre il sistema in paglia
termico di raffrescamento. La tabella 5 mostra l’in-
raggiunge gli 11 kWh/m2a. La strategia migliore per
fluenza della schermatura degli infissi sui fabbisogni
ridurre il fabbisogno di raffrescamento per i tre edifici
di raffrescamento dei tre edifici. Tali dati confermano
è dunque quella che vede l’utilizzo di un intonaco
che la schermatura degli infissi risulta un parametro
bianco in facciata, in accordo peraltro con la antica
di primaria importanza per diminuire il fabbisogno di
tradizione dell’area mediterranea. L’influenza di tale
raffrescamento per ogni tipologia costruttiva. La solu-
parametro è però fortemente più limitata in rapporto
zione con le veneziane a bassa trasmissione permette
al contributo offerto delle schermature.
2
di risparmiare 22 kWh/m a, se paragonata con le L’analisi rivela, inoltre, l’alta performance delle vene-
Influenza della capacità termica interna
ziane bianche rispetto alle altre tipologie, per fattore
La capacità termica definisce la capacità di accumulo
tende ad alta trasmissione.
64
_22
del calore di un dato componente edilizio. In inverno,
gere alte prestazioni in fatto di accumulo di calore e
una capacità termica interna alta aiuta a mantenere
come riesca a raffrontarsi bene con il sistema più
temperature più costanti (soprattutto nelle ore not-
massivo in latero-cemento, così come l’X-lam, tramite
turne aiuta a mantenere temperature interne accetta-
l’apposizione di 2-4 centimetri di intonaco aggiuntivo.
bili fino al mattino) e in estate contribuisce al
Per quanto riguarda i fabbisogni termici, questi non
mantenimento del comfort interno. La capacità ter-
subiscono variazioni significative a seguito delle mo-
mica interna è calcolata analiticamente sommando le
difiche descritte. L’aumento della capacità termica in-
capacità termiche di tutti gli elementi edilizi in diretto
terna è una strategia consigliabile per aumentare il
contatto con l’aria interna della zona in esame (nel
comfort interno.
caso di quella esterna vengono considerati gli ele-
In definitiva possiamo affermare che, per arrivare a va-
menti edilizi a contatto con l’aria esterna).
lori di capacità termica superiori e più simili a quelli
I valori di capacità termica interna per le stratigrafie
delle strutture massive, si può ricorrere all’aumento
considerate per le tre tipologie costruttive premiano
della massa dell’elemento costruttivo attraverso l’ag-
la soluzione in latero-cemento, che esibisce valori net-
giunta di pochi cm di intonaco. Questo permette di al-
tamente superiori. Tuttavia, si è valutato come una
zare notevolmente la capacità termica interna.
lieve variante stratigrafica dei materiali costituenti i primi centimetri degli stati interni delle pareti può consentire un netto miglioramento anche per le tipologie legno-paglia e X-lam. Per influenzare i valori di
Analisi di comfort in regime dinamico
capacità termica si è dunque scelto di intervenire sulla parete verso l’esterno (parete perimetrale), sosti-
L’analisi è proseguita verificando il comfort di tutte e
tuendo il pannello di cartongesso (elemento più in-
tre le tipologie edilizie, in ogni zona climatica ita-
terno della stratigrafia) con uno strato di intonaco di
liana: dalla A alla F.
calce di dimensioni via via crescenti. L’analisi ha valu-
Lo scopo è quello di confrontare i tre sistemi in tutte
tato il cambiamento dei valori di capacità termica e di
le condizioni possibili, all’interno del nostro Paese, in
fabbisogno energetico all’aumento di spessore dell’in-
modo da controllare che le attività prestazionali, tra
tonaco di calce. L’intonaco è steso ipoteticamente su
un sistema in legno-paglia e gli altri, continuino a es-
un pannello di fibrogesso posizionato sul lato interno,
sere presenti.
previo utilizzo di un cannicciato di sostegno.
La valutazione del comfort è stata condotta appor-
Il grafico a lato mostra come cambiano i valori di ca-
tando gli interventi migliorativi agli edifici analizzati
pacità termica all’aumentare dello spessore dell’intonaco rispetto alla stratigrafia “standard”. Dal grafico risulta che la capacità termica della parete esterna in laterocemento è superiore alle altre due pareti. È da considerare, però, il divario iniziale tra la capacità termica del laterocemento e quella degli altri due casi (12 Wh/m2K – 7 Wh/m2K), più accentuato rispetto all’ultimo caso in cui la capacità termica del sistema tradizionale supera di 1 Wh/m2K il valore della paglia. Le analisi dimostrano come il sistema in paglia riesca a raggiun-
Andamento delle capacità termiche dei tre sistemi tecnologici in base allo spessore di intonaco aggiunto sul lato interno della parete.
focus
65
costruttive, nonché il grado di discomfort, che in accordo con i criteri CasaClima è determinato dal superamento dei 28 °C. I risultati delle simulazioni mostrano caratteristiche molto simili tra loro in tutte le zone climatiche prese in considerazione, evidenziando performance sostanzialmente coincidenti. Se a Porto Empedocle il discomfort può essere risolto attraverso il condizionamento meccanico, a Tab. 7. Fabbisogni di riscaldamento, di raffrescamento e variazioni di discomfort degli ambienti indoor, valutati per ogni tipologia costruttiva e in ogni zona climatica.
Torino e a Firenze è dovuto a un certo grado di sovradimensionamento del coibente, poiché si
nelle fasce climatiche A, B e C. Il colore dell’intonaco
sono valutate le prestazioni del modello elaborato a
rimane bianco, come ipotizzato nella situazione inda-
Sestriere senza apportare modifiche. Le variazioni mi-
gata in fascia F. La ventilazione naturale è quella rea-
nime di discomfort non hanno peso ingegneristico e
lizzata attraverso l’apertura delle finestre su un solo
le soluzioni ottenuti per tutte le tipologie costruttive
lato dell’edificio poiché si è verificato che, attraverso
sono da giudicarsi soddisfacenti anche in zona A.
l’apertura delle finestre su due facciate, aumenta sì il ricambio, riducendo il fabbisogno sensibile, ma aumenta anche il fabbisogno per deumidificazione. Per le zone F, E e D si è usato il modello di Sestriere (zona F). La simulazione dinamica è stata effettuata con il software ProCasaClima.
Sintesi dei principali risultati dell’analisi in clima caldoumido
Per l’analisi nelle zone climatiche B e C, si sono scelte come località Palermo e Cagliari. Le fasce B e C com-
Sostenibilità
prendono gran parte dei comuni italiani del sud Italia
Dal punto di vista della sostenibilità si può affermare
e sono caratterizzate da un range di GG che varia, nel
che tra le tre tipologie di involucro, quella in legno-
per la zona B, da 600 a 900 e, per la zona C, da 900 a
paglia risulta complessivamente, secondo il modello
1400. In questo caso si vogliono verificare le presta-
Casa-Clima Nature, la soluzione meno impattante per
zioni nei nuovi Comuni attraverso l’adozione del mo-
tutti gli indici valutati anche per la tipologia di involu-
dello utilizzato per la simulazione dinamica a Porto
cro messa a punto per ambiente caldo-umido; tale ri-
Empedocle, migliorato dagli interventi di aggiunta
sultato ricalca pienamente quello ottenuto tramite
dell’intonaco e dalla sostituzione degli schermanti
l’analisi in clima freddo. Dall’analisi effettuata, infatti,
Raffstore con delle veneziane bianche con alto grado
è emerso che questa tipologia costruttiva consente la
di riflessione.
realizzazione di edifici confortevoli con una quantità
L’analisi condotta per le zone climatiche F e D ha ri-
molto ridotta di energia grigia, anche tenendo conto
guardato lo studio del comportamento semi-dina-
dei contributi relativi alla manutenzione e condu-
mico dei tre edifici nel comune di Torino e in quello di
zione del fabbricato. La soluzione in X-lam con cap-
Firenze. La zona climatica F è caratterizzata da un in-
potto in fibra di legno evidenzia un buon livello di
tervallo di gradi giorno tra 2100 a 3000 mentre la
sostenibilità, in particolare nell’analisi del ciclo di co-
zona D va da 1400 a 2100 gradi giorno.
struzione, mentre si avvicina ai sistemi tradizionali
La tabella 7 mostra i valori di fabbisogno di raffresca-
nella quantificazione complessiva del ciclo-vita. Nel-
mento e di riscaldamento per ognuna delle tecnologie
l’analisi in clima caldo, peraltro, il punteggio comples-
66
_22
sivo finale dell’X-lam denota un risultato meno posi-
tive al comfort interno ma anche alla grande sosteni-
tivo in rapporto a quello del sistema tradizionale e in
bilità e competitività in termini economici.
condizioni di freddo, anche in virtù della consistente
Attraverso le indagini condotte in situazioni climati-
diminuzione del quantitativo di coibente impiegato
che opposte e adottando delle strategie migliorative
per involucri in clima caldo.
per ridurre il fabbisogno di raffrescamento e accrescere il livello di comfort in climi caldi, si sono dimo-
Comportamento estivo in climi caldi
strate anche in clima caldo le alte prestazioni delle
L’analisi delle prestazioni delle tecnologie in legno-
costruzioni in legno, le quali si rivelano performanti
paglia, X-lam e laterocemento, inserite in un contesto
quanto quelle in latero-cemento, dimostrando così la
di clima caldo-umido piuttosto estremo, ovvero a
loro applicabilità a tali condizioni.
Porto Empedocle, fanno osservare fabbisogni di raf-
Caratterizzati da prestazioni termiche e di comfort ele-
frescamento che superano notevolmente quelli di ri-
vati in tutti i casi analizzati, da Sestriere a Porto Empe-
scaldamento.
docle, questi edifici permettono di utilizzare sistemi di
Grazie alla ricerca di interventi migliorativi da appli-
riscaldamento e di raffrescamento di dimensioni più li-
care ai tre casi, si sono ottenuti comfort migliori a
mitate, grazie all’elevato isolamento e alle capacità ter-
quelli di partenza anche se, a causa delle alte tempera-
miche alte quanto quelle di una costruzione massiva.
ture esterne, si determinano lievi condizioni di di-
Poiché le condizioni climatiche di gran parte dell’Ita-
scomfort dovute al progressivo surriscaldamento che,
lia richiedono contemporaneamente agli edifici sia
se non tollerate, devono comunque essere risolte con
prestazioni invernali che estive elevate, in ragione
gli impianti di climatizzazione attiva. In ogni caso, il
delle amplissime escursioni stagionali, edifici in
comportamento in zona climatica A delle tre tipologie
legno realizzati con le caratteristiche prestazionali qui
è molto simile; ciò indica che sistemi più leggeri come
descritte possono rappresentare un’alternativa co-
l’X-lam e il legno-paglia possono funzionare altret-
struttiva efficace e particolarmente interessante.
tanto bene quanto il sistema tradizionale umido, se
Occorre rimarcare, infine, che affinchè le prestazioni
correttamente progettati. Le strategie di ventilazione
di progetto di tali tipologie si dimostrino reali nelle
e schermatura sono però aspetti necessari, per tutte le
costruzioni effettivamente realizzate, i processi di
tipologie, per l’ottenimento di un comfort adeguato.
progettazione e realizzazione devono attenersi a un’attenzione e a un approfondimento superiore ri-
Confronto zone climatiche
spetto a quanto richiesto da edifici di tipo più tradizio-
Le simulazioni dinamiche elaborate per i tre sistemi
nale. Criticità di concezione o realizzazione anche
in sei località diverse (una per ogni zona climatica),
limitate a particolari costruttivi possono, infatti, pro-
sottolineano caratteristiche termiche comparabili per
durre conseguenze negative in termini di prestazione,
le tre tecnologie prese in esame. Ciò significa che, po-
comfort e durabilità.
tendo scegliere una strada alternativa a quella di un sistema costruttivo tradizionale, le tecnologie in legno rappresentano un’ottima soluzione sia a regime invernale che a regime estivo. Anche nel contesto di climi caldi e umidi le prestazioni delle tre tipologie possono allinearsi mentre l’edificio in legno-paglia nuovamente risulta il migliore a livello di sostenibilità e di economicità tra i sistemi indagati.
Bibliografia 1
Zanichelli Arianna, Costruire in paglia a diverse latitudini. Analisi comparativa tra alcuni sistemi costruttivi. Tesi di Laurea Politecnico di Torino Facoltà di Architettura Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Progetto Sostenibile. Relatore Prof.ssa Arh. Francesca De Filippi, correlatori Ing. Matteo Guiglia e Ing. Alberto Perron Cabus. Anno accademico 2015/2016. 2 www.adjaye.com 3 http://www.comuni-italiani.it/084/028/clima.html
Conclusioni complessive Dalla ricerca effettuata in clima freddo emergeva la conferma delle elevate prestazioni fornite dalle tipologie costruttive in legno-paglia e X-lam non solo rela-
Francesca De Filippi, Arianna Zanichelli Dipartimento Architettura e Design, Politecnico di Torino Matteo Guiglia, Marie-Josée Matte, Alberto Perron Cabus Studio AITEC Torino
focus
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case history
Welcome into relax Agriturismo “Poggio Mirabile”, Manciano (GR)
Marco Tisi
Immerso in una delle zone più naturali della Toscana, questo agriturismo è il primo nella regione ad aver ottenuto la certificazione CasaClima Welcome. Con un comfort a basso impatto grazie a geotermia e all’utilizzo dell’acqua della piscina per il raffrescamento. Il trend della Toscana – e in particolare della Maremma – verso uno sviluppo sostenibile ha supportato la filosofia che ha por-
Marco Tisi
tato alla realizzazione di questa nuova struttura ricettiva. L’edificio si trova nel Comune di Manciano, a due passi dalle Terme di Saturnia e, con la sua collocazione sulla sommità di una collina, gode di una vista a 360° della bassa Maremma. L’obiettivo è stato quello di coniugare l’autenticità del luogo, inteso come cultura e tradizioni, con un elevato livello di benessere da offrire agli ospiti in termini di comfort ambientale. La realizzazione è stata possibile grazie alla demolizione di un vecchio fabbricato e al trasferimento di cubatura, all’interno della stessa proprietà, rispettando anche le indicazioni normative riguardo tipo edilizio e materiali. Il team di progettisti coinvolto, che da anni collabora con l’Agenzia CasaClima di Bolzano, ha ritenuto opportuno certificare l’agriturismo, il primo in Toscana, come CasaClima Welcome, rispettando un protocollo volontario ideato per la certificazione di strutture ricettive come questa. è stata così realizzata una costruzione energeticamente efficiente (classe A+ della certificazione nazionale) attenta all’integrazione con il luogo, con impianti in grado di garantire bassi consumi e una pensilina fotovoltaica che copre larga parte del fabbisogno elettrico. Attenzioni che si sposano anche con i principi del chilometro zero per quanto riguarda gestione e ristorazione.
case history
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piano superiore
Al piano terra sono disponibili 8 camere da letto dotate di bagno che condividono la cucina e il salone, collegato direttamente alla loggia che si affaccia sulla piscina (vedi immagine a destra). Al piano superiore si trovano 2 appartamenti indipendenti con terrazzi separati. piano terra
Sotto, la loggia del bed&breakfast, per la prima colazione all’aperto.
Il comfort inizia dall’involucro L’intento primario dei progettisti è stato quello di costruire un edificio energeticamente efficiente nel rispetto del contesto, dei colori e delle finiture tipicamente locali. La pianta ricorda una croce latina, che si prolunga nella piscina, lunga 17 metri e accessibile da una scenografica scalinata. La struttura, antisismica, è in calcestruzzo armato con tamponature in blocchi di termolaterizio rettificato; l’isolamento è costituito da un cappotto in EPS additivato con grafite il cui spessore varia, a seconda dei nodi costruttivi, dai 10 ai 20 cm. Particolare attenzione è stata posta nella risoluzione dei ponti termici, anche quelli puntuali, al fine di evitare perdite energetiche che avrebbero inficiato il raggiungimento della certificazione e il comfort degli occupanti. Altrettanta attenzione è stata riservata alla tenuta all’aria; due i test effettuati, uno al grezzo con i serramenti montati e uno a edificio finito che ha registrato un valore n50 di 0,68/h. La finitura esterna è giocata su due tipi di texture: intonaco con il colore tipico della zona e pietra ricostruita. Per quest’ultima, con la ditta fornitrice, è stato fatto un lavoro ad hoc ricostruendo, tramite campioni prelevati in loco, la polvere di sasso per realizzare la colorazione tipica della pietra locale.
70
_22
Marco Tisi Marco Tisi
Progetto arch. Fabiano Trabucchi, Inverigo (CO) Consulente ing. Paolo Veggetti - E2Project Engineering s.r.l., Rastignano (BO) Direttore dei lavori arch. Alberto Trabucchi, Inverigo (CO) Appaltatore Carboncini s.p.a., Lomazzo (CO) Superficie utile 44.120 m2 Superficie verde 348.000 m2 Certificazione CasaClima Welcome
case history
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Poggio Mirabile è il primo agriturismo in Toscana a potersi fregiare della certificazione CasaClima Welcome.
Trasmittanza pareti esterne 0,13 W/m2K Trasmittanza solaio contro terra 0,17 W/m2K Trasmittanza solaio esterno su terrazzo 0,15 W/m2K Trasmittanza media serramenti Ug = 0,6 W/m2K; Uw = 1,1 W/m2K Consumo energetico annuo per riscaldamento 19 kWh/m2 anno Quota di energia rinnovabile totale 70% Emissioni di CO2 19 kg CO2/m2a C
B
A
D sezione longitudinale dell’ala est
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Marco Tisi
1 2 3
dettaglio A Solaio controterra, dall’estradosso: - pavimento in ceramica (1,5 cm) - sottofondo pavimento (6,5 cm) - pannello isolante per pavimento radiante (4 cm) - platea di fondazione in c.a. (30 cm) - telo di separazione in PE (200 g/m2) - granulato di vetro cellulare (35 cm) - geotessile filtrante (200 g/m2) - terreno
4
1 2 3 4
guaina liquida impermeabilizzante zoccolatura come prevista da sistema a cappotto guaina impermeabile pannello isolante in vetro cellulare (10 cm)
dettaglio D Parete controterra, dall’interno: - setto in c.a. - isolamento in vetro cellulare (10 cm) - guaina bituminosa - membrana a bottoni di protezione
Pagina a fianco, posa del vetro cellulare sotto la platea di fondazione.
Sopra, posa dei pannelli in vetro cellulare a bitume a caldo sul piano platea.
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1
2 3
Solaio esterno praticabile, dall’estradosso: - pavimento galleggiante a quadrotti - impermeabilizzazione con doppia guaina bituminosa - pannello isolante a base di roccia vulcanica espansa, fibre cellulosiche e leganti asfaltici (2 cm) - isolamento in EPS (8 cm) - massetto per pendenze in sabbia-cemento (0-6 cm) - solaio a predalles (28 cm) - isolamento in EPS (8 cm) - intercapedine d’aria debolmente ventilata - lastra in cartongesso (1,25 cm) 1 isolamento in EPS additivato con grafite (5 cm) 2 muratura in mattone doppio UNI (12 cm) 3 sistema di isolamento a cappotto in EPS con grafite (20 cm)
dettaglio B
Sopra, il cappotto in EPS additivato con grafite. A sinistra, gli speciali elementi utilizzati per il montaggio dei cardini degli scuretti impediscono la formazione di ponti termici puntuali.
A destra, dettaglio della sezione orizzontale effettuata su un serramento. In viola e verde sono visibili gli elementi per il montaggio dei cardini per gli scuretti.
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3 2 1
Sopra, il dettaglio di uno sporto di gronda realizzato con mattoni pieni. Sotto, il disgiuntore che permette di creare il taglio termico tra lo sporto in laterizio e la struttura portante in c.a.
dettaglio C
Parete esterna con rivestimento in intonaco, dall’esterno: - rasatura minerale (1 cm) - sistema di isolamento a cappotto in EPS grafitato (20 cm) - intonaco esterno (1,5 cm) - blocco in laterizio porizzato (30 cm) - intonaco interno (1,5 cm) - intercapedine d’aria debolmente ventilata (7,5 cm) - doppia lastra in cartongesso (1,25 + 1,25 cm)
1
sporto di gronda realizzato con mattoni pieni in laterizio 2 taglio termico realizzato con disgiuntore 3 pannello isolante in EPS grafitato (10 cm)
Parete esterna con rivestimento in pietra ricostruita, dall’esterno: - rivestimento in pietra ricostruita (3-5 cm) - rasatura minerale (1 cm) - sistema di isolamento a cappotto in EPS grafitato (20 cm) - intonaco esterno (1,5 cm) - blocco in laterizio porizzato (30 cm) - intonaco interno (1,5 cm) - intercapedine d'aria debolmente ventilata (7,5 cm) - doppia lastra in cartongesso (1,25 + 1,25 cm)
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75
Una piscina per raffrescare Per rispondere al meglio alle esigenze di comfort della
lore e installate prevalentemente a soffitto. La ventila-
struttura agrituristica sono state impiegate soluzioni
zione meccanica controllata, con macchine anche in
differenti per il regime invernale e quello estivo. In in-
questo caso installate a soffitto, è di tipo puntuale: in
verno il riscaldamento è garantito da una pompa di
questo modo è possibile rispondere con maggiore fles-
calore, collegata a quattro sonde geotermiche pro-
sibilità al livello di occupazione della struttura, atti-
fonde 125 m, con impianto di distribuzione radiante a
vando o meno gli impianti nelle camere e negli
pavimento. Quest’ultimo è utilizzato in regime estivo
appartamenti. La gestione del tutto è facilitata, come
per il raffrescamento: attraverso uno scambiatore e
per il resto dell’impiantistica, incluso l’impianto di il-
una valvola a tre vie viene sfruttata l’acqua della pi-
luminazione totalmente a LED, dalla domotica che ne
scina per bilanciare quella più fredda delle sonde e
consente il controllo con un semplice tablet.
portare alla temperatura necessaria il fluido dell’im-
L’acqua calda sanitaria è fornita da un impianto solare
pianto radiante; se la temperatura dell’acqua della pi-
termico con un accumulo dimensionato per rispon-
scina non dovesse essere sufficiente viene in soccorso
dere ai picchi di richiesta contemporanea che si verifi-
l’impianto solare termico. Si abbassano notevolmente,
cano in alcuni momenti della giornata, tipici delle
così, i consumi e i costi di gestione dato che per il fun-
strutture ricettive. L’eventuale surplus di acqua calda
zionamento del sistema è necessaria solo l’energia
prodotta viene scaricata in piscina.
elettrica per il circolatore e la valvola a tre vie.
Per finire, per quanto riguarda i consumi elettrici, una
La deumidificazione estiva dei diversi ambienti è de-
quota consistente è garantita dalla pensilina fotovol-
mandata a unità dedicate collegate alla pompa di ca-
taica da 9 kW di picco a copertura dei posti auto.
Da sinistra in senso orario: la pompa di calore reversibile, una unità di deumidificazione a parete, unità di ventilazione meccanica controllata, la centrale termica con l’accumulo inerziale e l’accumulo per ACS e una vista dell’agriturismo con, a sinistra, la pensilina fotovoltaica.
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Marco Tisi
Una certificazione per il turismo: CasaClima Welcome qualità economica (Trasparenza).
dell’Agenzia CasaClima di Bolzano, nato per integrare
Il rilascio della certificazione avviene, in prima
la valutazione della sostenibilità totale all’interno di
istanza, dopo una verifica completa dei criteri di valu-
edifici e strutture che offrono servizi di ospitalità
tazione durante le fasi di progettazione e di realizza-
come i bed&breakfast e i garni.
zione del manufatto edilizio. La verifica prosegue
Il protocollo CasaClima Welcome stabilisce delle linee
però anche nella successiva fase di gestione, al fine di
guida di gestione per le strutture ricettive con lo
mantenere lo standard qualitativo.
scopo di promuovere provvedimenti e comportamenti utili al risparmio di risorse ed energia, la ridu-
Marco Tisi
CasaClima Welcome è il protocollo di certificazione
zione dei costi di gestione e l’impatto delle strutture sull’ambiente. Per questo motivo, efficienza energetica, scelta consapevole dei materiali e utilizzo razionale dell’acqua sono criteri fondamentali. Una struttura ricettiva sostenibile, inoltre, deve essere in grado anche di garantire elevati livelli di comfort e salubrità, applicando al contempo strategie mirate di comunicazione tese a informare e sensibilizzare gli ospiti sui temi della sostenibilità. Il protocollo si organizza attorno a tre aree di valutazione – Natura, Vita, Trasparenza – ognuna delle quali identifica diversi aspetti della sostenibilità: la qualità ecologica (Natura), la qualità socio-culturale (Vita), la
case history
77
Una start up innovativa siciliana ha sviluppato componenti traslucidi multifunzionali per l’involucro edilizio realizzati con vetromattoni ottimizzati dal punto di vista delle performance energetiche e integrati con celle solari DSC, trasparenti e colorate, in grado di produrre energia anche quando non orientate e in presenza di luce diffusa. I vetromattoni presentano un design accattivante e “made in italy�, personalizzabile grazie alle possibili e molteplici combinazioni di colori.
Rossella Corrao
Vetromattoni innovativi per componenti traslucidi multifunzionali
78
_22
innovazione
L
posta – le potenzialità per una ulteriore implementazione delle performance (energetiche). Le stesse, ina ricerca della migliore esposizione dell’edificio,
fatti, si sono “cristallizzate” – dopo un lungo percorso
grazie alla quale ottimizzare l’apporto solare sulle fac-
che è stato possibile ricostruire a partire dall’esame dei
ciate; l’impiego di specifici elementi captanti, per im-
brevetti registrati in tutto il mondo e che ha riguar-
plementare l’utilizzo della luce naturale; la scelta dei
dato l’ottimizzazione della risposta prestazionale dei
materiali e dei componenti più idonei – per caratteri-
diffusori di vetro per il soddisfacimento dei requisiti
stiche e prestazioni – al contenimento dei consumi
connessi, in particolare, alla trasmissione luminosa e
energetici, sono solo alcuni degli aspetti che entrano
alla resistenza meccanica4 – a quelle stesse raggiunte
in gioco nel progetto di un involucro edilizio e, più in
durante il periodo del Movimento Moderno dai pro-
generale, di una architettura “sostenibile” o – più cor-
dotti commercializzati dalla filiale europea dell’ameri-
rettamente – di un edificio a energia zero (ZEB), quasi
cana Luxfer Prism Company, dalla Saint-Gobain e, in
zero (NZEB), a bassissimo consumo di energia (VLEB),
Italia, dalla Fidenza Vetraria5.
se non, addirittura, a energia positiva (EPB)1.
Le prestazioni offerte oggi dal più correttamente de-
L’involucro edilizio, tra tutti gli elementi (tecnici) che
nominato “vetromattone” (quando lo si considera non
conformano l’edificio, è quello che – com’è facile com-
ancora assemblato con malta cementizia), in relazione
prendere – maggiormente interagisce con le “condi-
all’isolamento termico in particolare, ma anche alla
zioni al contorno” (siano esse climatiche, ambientali,
trasmissione luminosa, all’isolamento acustico, alla
urbane, sociali, economiche, ecc.); da queste, infatti,
resistenza al fuoco, risultano, nella maggior parte dei
trae spesso ispirazione per la sua stessa messa in
casi, non più rispondenti alle normative più stringenti
forma in relazione sia all’impiego dei materiali, dei
in tema di risparmio energetico e di salvaguardia am-
prodotti e delle tecniche costruttive adottati che al si-
bientale6, che fissano per gli involucri edilizi traspa-
stema di pieni e di vuoti che solitamente lo connota
renti, in relazione alle differenti aree climatiche, valori
dal punto di vista formale e da quello più strettamente
di trasmittanza termica (U-value) ben al di sotto dei va-
funzionale.
lori raggiungibili con i prodotti attualmente sul mer-
A partire dal 2006, presso l’Università degli Studi di
cato che difficilmente, quindi, potrebbero contribuire
Palermo è stata avviata una ricerca finalizzata a inda-
alla certificazione degli edifici, ai sensi dei differenti
gare le potenzialità di materiali e sistemi tecnologica-
programmi di certificazione attualmente esistenti a li-
mente avanzati per l’ottimizzazione energetica e
vello internazionale.
l’incremento prestazionale degli elementi di capta-
Prendendo spunto, quindi, dall’analisi e dalla com-
2
zione della luce naturale integrati nell’involucro edili-
prensione delle problematiche e delle tecniche utiliz-
zio. In particolare, negli anni, l’attenzione è stata posta
zate per la messa in opera di involucri in
su un prodotto ben noto ai più come “vetrocemento”,
vetromattone, assecondando le esigenze dei progetti-
di “gran moda” negli anni Trenta del Novecento – in
sti e dei committenti che spesso hanno richiesto alle
3
Italia così come in Europa e in Nord America – ravvi-
aziende produttrici di realizzare nuovi prodotti, con
sando nella sua stessa conformazione -due conchiglie
prestazioni personalizzate sia in relazione all’aspetto
di vetro “saldate” a caldo con una intercapedine inter-
che alla sicurezza e al benessere7, si è cercato di inda-
innovazione
79
U-value (W/m2K)
CasaClima
Minergie
Passivhaus
BREEAM
Energy Star
≤ 1.1
≤ 1.0
≤ 1.0
≤ 1.4
≤ 1.5 to 2.2*
Valori di Trasmittanza Termica per facciate in vetro fissati da alcuni programmi di certificazione internazionali. * in funzione della zona climatica
gare e di mettere a punto una nuova modalità di messa in opera del vetro-
smittanza del prodotto che
mattone, al fine di ridurre tempi e costi di realizzazione degli involucri tra-
oscillano tra 1,0-1,45 W/m2K e
slucidi realizzati con questo prodotto e per consentire, altresì, la costruzione
che consentono di riportarlo
8
di facciate a cortina . In particolare, si è brevettato un sistema di assemblag-
nell’alveo dei prodotti vetrari
gio totalmente “a secco” che consente la realizzazione di pannelli precom-
per facciate e coperture di edi-
pressi utilizzando profili e crocette in materiale plastico posizionati tra i
fici altamente performanti, in
9
vetromattoni a formare giunti di soli 2 mm di spessore . Tali sub-compo-
linea con i più stringenti para-
nenti, appositamente sviluppati e brevettati, sono stati ulteriormente imple-
metri fissati dalle normative
mentati dalla SBskin. Smart Building Skin s.r.l., start up innovativa e spin off
energetiche di riferimento che
accademico dell’Università di Palermo, fondata nel 2013 con l’obiettivo di tra-
gli consentiranno di riconqui-
sformare i risultati della ricerca accademica in un’idea d’impresa e che sta
stare una vasta fetta di mercato
per lanciare – tra gli altri – sul mercato nazionale e internazionale un innova-
compromessa, negli anni, dalla
tivo prodotto per la Building Integration.
diffusione dei vetrocamera,
Si tratta di un vetromattone che è stato implementato dal punto di vista delle
sempre più performanti dal
performance energetiche grazie all’integrazione di una “cintura termica” che
punto di vista energetico grazie
consente di installare all’interno dell’intercapedine dello stesso una o più la-
alle innovazioni apportate al
stre di vario materiale e che è capace di interrompere il ponte termico tra le
settore vetrario e, in particolare,
10
due conchiglie di vetro che lo costituiscono, solitamente saldate “a caldo” .
a quello della produzione di
Questi accorgimenti hanno consentito alla SBskin di ottenere valori di tra-
vetri piani per l’edilizia.
Nella fotografia in alto, il pannello in vetromattoni assemblati a secco della SBskin durante una prova di carico. A sinistra, dal vetromattone al SolarGB Panel della SBskin. Nella pagina a fianco, le tre linee di prodotto della SBskin - Smart Building Skin s.r.l.
80
_22
A queste innovazioni di prodotto, poi, ha fatto seguito
voltaici all’interno del vetromattone12 che sono state in
l’idea di implementare ulteriormente le performance
seguito sviluppate dalla SBskin dando vita ai prodotti
energetiche per rendere il vetromattone capace non
della linea Solar.
soltanto di far risparmiare energia ma anche di pro-
Si tratta di componenti traslucidi multifunzionali rea-
durla e di farlo da una fonte pressoché inesauribile
lizzati, quindi, con vetromattoni integrati con celle so-
qual è il sole.
lari DSC, in grado di ridurre i consumi energetici degli
Prendendo spunto dalle ricerche condotte nell’ambito
edifici e di produrre energia pulita dal sole, altamente
del fotovoltaico di terza generazione e dai risultati fin
customizzabili in termini di design per rispondere alle
qui raggiunti, nello specifico, dalle celle solari a colo-
richieste dei progettisti e dei clienti sempre più esi-
rante – le cosiddette DSC o DSSC (Dye-sensitized Solar
genti.
Cell) inventate dal Michael Grätzel e Brian O’Regan nel
I moduli DSC, appositamente realizzati su progetto
1991, che hanno il vantaggio, rispetto al tradizionale
della SBskin da aziende specializzate, sono stati inte-
fotovoltaico, di essere trasparenti, colorate e in grado
grati nel vetromattone e contribuiscono, insieme alla
di produrre energia anche quando non perfettamente
“cintura termica”, a connotarne l’aspetto in termini di
11
orientate e in presenza di luce diffusa – si sono bre-
texture e di colore. La cintura, infatti, può essere rea-
vettate diverse ipotesi di integrazione dei moduli foto-
lizzata su richiesta in uno dei colori della scala RAL e
innovazione
81
Sopra, particolare dei profili di separazione tra i vetromattoni del SolarGB Panel. A destra, ThermoSolarGB con differenti profili di separazione. Sotto, particolare del ThermoSolarGB.
combinata con i tre colori attualmente disponibili per
tarne l’installazione nonché la manutenzione e sosti-
le celle solari (Rosso, Arancione e Verde, ma si sta spe-
tuzione, laddove necessario.
rimentando anche il Blu), la cui intensità dipende dal
Sono stati analizzati, attraverso appositi software di si-
grado di trasparenza richiesto. Quest’ultimo, infatti,
mulazione agli elementi finiti nonché attraverso prove
può essere valutato in ragione del contesto climatico,
di laboratorio, il comportamento meccanico del pan-
della tipologia di edificio, delle condizioni di comfort
nello sotto l’azione di forze orizzontali dovute a vento
indoor richieste, in particolare, per l’illuminazione na-
e sisma nonché la risposta in termini di isolamento
turale degli ambienti.
termico del componente, attraverso il calcolo della
Anche i vetromattoni della linea Solar della SBskin
conducibilità termica del singolo vetromattone non-
vengono preassemblati a secco e precompressi a for-
ché del pannello assemblato a secco. Le prove hanno
mare, appunto, dei componenti multifunzionali per
dimostrato la validità delle ipotesi formulate e l’effica-
facciate e coperture di edifici in grado di ridurre tempi
cia delle soluzioni tecnologiche brevettate che prefigu-
e costi di realizzazione dell’impianto fotovoltaico e
rano un promettente scenario per l’affermazione dei
dell’involucro edilizio. Tutti gli elementi necessari al
prodotti della SBskin sul mercato internazionale.
cablaggio delle celle integrate nei vetromattoni – che si assemblano in pannelli come una sorta di Lego – sono stati “miniaturizzati” e integrati completamente nei sub-componenti plastici rimanendo, altresì, perfettamente isolati e protetti dagli agenti atmosferici. I pannelli vengono connessi gli uni agli altri attraverso dei tradizionali connettori e, con ancoraggi meccanici, agli elementi portanti degli edifici in modo da facili-
82
_22
Note 1
ZEB, Zero Energy Building o Zero Emission Building; NZEB, Nearly o Net Zero Energy Building; VLEB, Very Low-Energy Building o Very Low-Emission Building; EPB, Energy-Plus Building; le suddette definizioni si riferiscono a edifici che, a diversi livelli, sono in grado garantire elevati valori di prestazione energetica. 2 Progetto di ricerca finanziato con fondi di Ateneo (ex quota 60%) anno 2006, dal titolo: “Analisi delle problematiche connesse al-
Il funzionamento delle Dye-sensitized Solar Cell Note anche come di celle di Grätzel, dal nome del loro inventore, ricor-
organico, che agisce da fotosen-
dano da vicino i meccanismi di funzionamento della fotosintesi nelle
sibilizzatore; il catodo è costi-
piante. In queste ultime la clorofilla contenuta nelle foglie assorbe la luce
tuito da particelle di platino,
solare trasformando in zucchero (glucosio) e ossigeno, il biossido di car-
agente catalizzatore della rea-
bonio gassoso e l’acqua, convertendo l’energia solare in energia chimica;
zione di riduzione del triioduro
in una cella di Grätzel si assiste a un analogo processo di “fotosintesi arti-
in ioduro, generalmente in
ficiale” in cui un colorante – ovvero una molecola organica o ibrida (me-
forma di nano-agglomerati,
tallorganica) – che assume il ruolo della clorofilla, assorbe i fotoni
sullo strato di FTO; la soluzione
trasformando la luce solare in energia elettrica.
elettrolitica è composta da un
La struttura base del dispositivo è costituita da tre elementi fondamentali
solvente organico nel quale è
compresi tra due substrati di vetro ricoperti da un sottile strato di ossido
disciolta una coppia redox I-
conduttivo trasparente (TCO): il foto-anodo è composto da un semicon-
\I3- che media gli elettroni tra il
duttore inorganico mesoporoso a larga banda su cui è adsorbito un dye
foto-anodo e il catodo.
A sinistra, strati funzionali di una cella solare a colorante DSC (tratto da: K. Govardhan Reddy, T. G. Deepak G. S. Anjusree, Sara Thomas, Sajini Vadukumpully, K. R. V. Subramanian, Shantikumar V. Nair and A. Sreekumaran Nair, “On global energy scenario, dye-sensitized solar cells and the promise of nanotechnology”, Phys. Chem. Chem. Phys., 2014,16, 6838).
Schema di funzionamento di una Dye-sensitized Solar Cell.
Il ThermoSolar GB.
innovazione
83
Il sistema di assemblaggio “a secco” dei vetromattoni Al fine di testare la risposta meccanica del pannello
del piatto d’acciaio posizionato sui due lati corti del
in vetromattoni soggetto all’azione di forze orizzon-
pannello, avente una dimensione trasversale equi-
tali e di comprendere lo stato tensionale che si ge-
valente allo spessore dei vetromattoni; mentre
nera nei sub-componenti che lo costituiscono, si è
l’azione del vento è stata applicata come carico di-
proceduto a effettuare una serie di simulazioni con
stribuito perpendicolare alla superficie del pannello
differenti modelli di studio utilizzando un software
costituita dai vetromattoni affiancati l’un l’altro e
di analisi agli elementi finiti (FEA). Sono stati ana-
separati tra loro dai profili in materiale plastico. Per
lizzati pannelli di dimensioni pari a 100x200 cm,
i pannelli 100x200 cm, 100x300 cm si sono formu-
100x300 cm e 100x400 cm, posizionati a un’altezza
late due ipotesi:
di 45-48 mm, con una pressione del vento agente
- ipotesi 1, rappresentativa di un pannello posto a
2
pari a 1339 N/m e un’azione di precompressione ap-
un’altezza di 45-48 con una pressione del vento
plicata al sistema, con lo scopo di evitare la parzia-
agente pari a 1339 N/m2;
lizzazione della sezione per effetto dell’azione
- ipotesi 2, rappresentativa di un pannello posto ad
orizzontale. L’azione di precompressione è stata ap-
un’altezza di 45-48 con una pressione del vento
plicata come carico distribuito in corrispondenza
agente pari a 2280 N/m2. Nel calcolo si è proceduto utilizzando valori di partenza ben al di sopra di quelli previsti per le ipotesi di base, applicando un’azione minima orizzontale di 1500 N/mm2 anziché di 1339 N/mm2, incrementandola progressivamente fino al valore di 2500 N/mm2, valore che comporta il raggiungimento del limite prestazionale del pannello. È stato analizzato il comportamento di tutti i subcomponenti del pannello differenziati per tipologia di materiale e per conformazione. Si riportano i rispettivi valori di spostamento e di tensione (Von Mises) per ciascuna delle ipotesi considerate in relazione alle diverse dimensioni dei pannelli analizzati nell’ipotesi di uno dei materiali plastici (PP) presi in considerazione per le simulazioni. Nel caso del pannello 100x400 cm, le simulazioni hanno dimostrato che la pressione del vento che il pannello può sopportare prima che i sub-componenti in vetro arrivino alla rottura è pari a 1380 N/m2.
Schema strutturale, azioni applicate e condizioni al vincolo considerate per le simulazioni.
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Azioni
Ipotesi 1 (Mpa)
Ipotesi 2 (Mpa)
Azione Vento (Pv)
0,0015
0,0025
Precompressione (Pc)
0,728
1,213
Peso Proprio (PP)
g*r
g*r
Subcomponenti e materiali
Ipotesi 1
Ipotesi 2
pannello 100x200 cm
Spostamenti [mm] pannello
0,11
0,18
Ipotesi 2
Tensioni [mm]
Resistenza [Mpa]
verifica
33,9
56,2
conchiglie di vetro
10,5
17,5
40
ok
barre d’acciaio
41,6
68,8
430
ok
profili in plastica
10,5
17,4
31
ok
crocette in plastica
31
51,5*
31
ok
cinture in plastica
5,6
9,27
31
ok
trazione cintura
1,59
2,65
taglio cintura
0,64
1,06
Ipotesi 1
Ipotesi 2 Resistenza [Mpa]
verifica
Subcomponenti e materiali
Ipotesi 1
Ipotesi 2
Spostamenti [mm] pannello 100x300 cm
Ipotesi 1
pannello
0,4
0,66
Tensioni [mm] 26,3
43,6
conchiglie di vetro
24,8
38,5
40
ok
barre d’acciaio
79,4
132
430
ok
profili in plastica
20,8
34,5
31
ok
crocette in plastica
20,76**
34,5**
31
ok
cinture in plastica
12,19
20,21
31
ok
trazione cintura
3,7
6,15
taglio cintura
1,44
2,04
Resistenza [Mpa]
verifica
pannello 100x400 cm
Subcomponenti e materiali
pannello
Spostamenti [mm]
Tensioni [mm]
0,98
37,3
conchiglie di vetro
39,5
40
ok
barre d’acciaio
88,2
430
ok
profili in plastica
34,45
31
ok
crocette in plastica
33,45**
31
ok
cinture in plastica
18,6
31
ok
trazione cintura
5,54
taglio cintura
2,37
Nelle tabelle soprastanti, stato tensionale che si genera nei subcomponenti che costituiscono i pannelli assemblati a secco e precompressi della SBskin quando sottoposti all’azione di forze orizzontali. A destra, la colorazione del vetromattone derivata dal colore della cintura termica.
Le celle DSC, oltre a produrre energia, consentono di graduare la luce naturale all’interno degli ambienti funzionando come frangisole. Riducendo il carico termico dell’edificio, quindi, garantiscono il comfort indoor.
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l’impiego di materiali tecnologicamente avanzati finalizzati all’ottimizzazione energetica ed all’incremento prestazionale degli elementi di captazione della luce naturale dell’involucro edilizio”, Responsabile prof. Rossella Corrao. Dove da ben più lungo tempo venivano impiegati i “diffusori di vetro” della Luxfer Prism Company, disegnati dallo stesso Frank Lloyd Wright, cfr.: Neumann, Dietrich, “Translucent vs. transparent: Glassblocks and Prism Glass at the beginning of Modern Architecture”, in: Corrao, Rossella, Glassblock and Architecture. Evoluzione del Vetromattone e Recenti Applicazioni, Firenze, Alinea Editrice, 2010. Cfr. Corrao, Rossella, Di Salvo, Angela, “Dal diffusore di vetro al vetromattone”, in: Corrao, Rossella, Glassblock and Architecture. Evoluzione del Vetromattone e Recenti Applicazioni, Firenze, Alinea Editrice, 2010. Cfr Corrao, Rossella, Glassblock and Architecture. Evoluzione del Vetromattone e Recenti Applicazioni, Firenze, Alinea Editrice, 2010. EPBD2002/91/EC. Energy Performance of Buildings Directive Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell'edilizia, pubblicata per la prima volta nel 2002 ed aggiornata nel 2010. vedi, ad es., il grande mattone Hèrmes -di 42,8x42,8x12 cm e del peso di 8 kg- messo a punto dalla SEVES s.p.a. grazie alla collaborazione con Renzo Piano, per la realizzazione -nel 2001- della Maison Hèrmes a Tokyo e da cui è derivata, poi, la linea di vetromattoni “Tailor Made”, tra cui spicca il vetromattone trapezoidale progettato dallo studio Moneo-Brock per le Terme di Tiberio a Panticosa realizzate nel 2007; o andando ancora più indietro nel tempo, l’innovativo – per l’epoca – sistema di installazione “a secco” utilizzato per la messa in opera del famoso vetromattone Nevada, prodotto dalla Saint-Gobain e utilizzato da Pierre Cha-
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Sotto, particolare del terminale per la connessione dei moduli fotovoltaici. A destra, in alto, particolare della cintura termica. A destra, in basso, particolare del piatto in acciaio disposto sui lati corti del pannello.
reau nella Maison de verre a Parigi nel 1932. 8 Il sistema tradizionale di assemblaggio “a umido” con malta cementizia richiede infatti, di norma, una superficie (un elemento tecnico, solitamente un solaio o un elemento della struttura di elevazione orizzontale) su cui iniziare a disporre i vetromattoni per la realizzazione della parete perimetrale, ciò implicando, di conseguenza, la presenza visibile in facciata di tali elementi che interrompono la continuità della parete (a meno di non realizzare quest’ultima con pannelli prefabbricati che, però, mantengono un elevato grado di “complessità” realizzativa a scala di componente, dovuto in primis ai tempi di presa della malta che incidono sulla manovrabilità del pannello con conseguente ingombro prolungato dell’area di produzione, sia in cantiere che in azienda). 9 Corrao, R., Pastore, L., “Pannelli precompressi in vetromattone assemblato a secco per la costruzione di involucri traslucidi”, Brevetto No. 1411164, 2014. 10 In questo caso, l’incollaggio dei pezzi avviene “a freddo” per il tramite di apposite resine in grado di unire in maniera durevole i pezzi di diverso materiale (vetro/plastica). Questo innovativo vetromattone altamente efficiente dal punto di vista dell’isolamento termico, in uno al brevettato sistema di assemblaggio “a secco” già descritto, ha dato vita ai prodotti della linea Energy della SBskin. 11 performance, queste, che ben si prestano per l’installazione del fotovoltaico integrato negli edifici e non più “sovrapposto”, in linea -quindi- con le più recenti normative e con la tendenza del mercato del PV che va sempre più indirizzandosi verso i prodotti BIPV. 12 Corrao, R., Morini, M., Pastore, L. “Integrazione di celle fotovoltaiche ibride nel vetromattone”, Brevetto No. 1411163, 2014.
Bibliografia Corrao, R., Morini, M., Pastore, L., “Innovative Photovoltaic Translucent Components for the Building Envelope”, GSTF - Journal of Engineering Technology, vol. 3, 2014, pagg. 106-111. Corrao, R., D’Anna, D., Morini, M., Pastore, L., “DSSC-integrated Glassblocks for the construction of Sustainable Building Envelopes”. Advanced Materials Research, vol. 875-877, 2014, pagg. 629-634. Buscemi, A., Calabrò C., Corrao, R., Di Maggio, S., Morini, M., Pastore, L., “Optical Performance Evaluation of DSSC-integrated Glassblocks for Active Building Façades”, in: International Journal of Modern Engineering Research, vol. 5, Issue 2, 2015, pagg.1-6. Morini, M., Corrao, R., Pastore, L., “Analyses of innovative glass blocks for BIPV: assessment of thermal and optical Performance”, in International Journal of Sustainable Building Technology and Urban Development, Volume 6, Issue 2, 2015, pagg. 71-81. Corrao, R., Milia, G. Morini, M., Pastore, L., Tutone, C., “Benefits of a translucent building envelope made of DSC-integrated glass blocks”, in: AAVV, Advanced Building Skin, Proceedings of the 10th Energy Forum, Economic Forum, Munich, 2015, pagg. 18-27. Morini M., Corrao R. “Energy optimization of BIPV glass blocks: a multi-software study”, presentato al 8th International Conference on Sustainability in Energy and Buildings, SEB-16, 11-13 Torino, Settembre 2016, in corso di pubblicazione su: Energy Procedia.
Rossella Corrao Architetto, PhD, Professore Associato - dal 2014 abilitata Ordinario - del SSD ICAR 10. Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. CEO e Co-founder della SBskin.
innovazione
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02
01
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03
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Patologie, diagnosi e sistemi di indagine per l’umidità da condensazione e le conseguenti macchie e muffe _ La riduzione dei ponti termici puntuali nelle coibentazioni a cappotto e nelle facciate ventilate _ Il solare termico: guida agli impianti e al loro dimensionamento e gli incentivi fiscali _ Materiali a cambiamento di fase in edilizia.
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Il contenimento dei consumi e l’investimento energetico: la valutazione del bilancio energetico _ Le problematiche dell’interfaccia di posa dei serramenti e la ventilazione degli edifici _ Gli impianti radianti negli edifici a bassissimo consumo energetico: tipologie, vantaggi, regolazione per il comfort degli ambienti e l’efficienza energetica.
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Progettare un intervento di riqualificazione: i principali criteri per il retrofitting e il bilancio energetico _ Il controllo solare attraverso le chiusure trasparenti: il progetto delle schermature solari _ L’integrazione dei sistemi fotovoltaici negli edifici nZEB _ Architettura energeticamente efficiente e mobilità sostenibile.
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Tecniche di raffrescamento passivo come valida alternativa ai sistemi meccanici: il controllo solare delle chiusure opache e trasparenti _Gli effetti del colore sul rendimento energetico dell’edificio: coperture, pareti e chiusure trasparenti _ La microgenerazione da fonti rinnovabili e le valutazioni sull’integrazione architettonica.
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Potenzialità e criticità delle facciate a doppia pelle trasparenti: il comportamento termodinamico in estate e l’isolamento acustico _ Finestre per edifici nZEB: la corretta progettazione e la scelta dei suoi componenti _ Posa dei sistemi radianti a soffitto e a parete: i sistemi a bassa inerzia _ L’aerogel di silice nelle superfici trasparenti.
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Efficienza energetica in clima mediterraneo: RhOME for denCity, il prototipo italiano vincitore del Solar Decathlon 2014 _ Gli obblighi normativi e gli strumenti di calcolo per la valutazione dei ponti termici dopo la revisione delle norme UNI TS 11300:2014 _ I sistemi decentralizzati per interventi di ristrutturazione nell’edilizia residenziale e nel piccolo terziario.
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Plataforma de Edificación Passivhaus _ I controlli non distruttivi e la diagnostica negli interventi sul patrimonio esistente _ Edifici massicci in laterizio: gli effetti della massa e le attenzioni necessarie in fase di progetto e costruzione in un edificio a basso consumo energetico _ Zeropositivo: un prototipo di casa “mobile”, leggera e sostenibile.
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La prima “nZEB experience” del 2015: una sintesi di tutti gli interventi _ Due casi studio passivi dal Belgio: la nuova sede dell’Agenzia per l’Ambiente belga a Bruxelles e una casa unifamiliare in ambito urbano a Wagrem.
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Pareti in balle di paglia e legno per edifici a energia quasi zero: un caso studio monitorato _ L’innovazione trasparente dei vetri dinamici fotocromatici per garantire isolamento termico e adeguata illuminazione interna _ Il programma europeo RENEW-SCHOOL e i componenti d’involucro integrati per la riqualificazione delle scuole.
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La valutazione LCA del patrimonio residenziale europeo per la definizione di strategie d’intervento per ridurre le emissioni del 90% entro il 2050 _ Il progetto europeo EASEE e le soluzioni prefabbricate per la riqualificazione energetica dell’involucro: un caso studio in Lombardia _ Le ultime ricerche sul biofotovoltaico dal muschio dell’IaaC di Barcellona.
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back page - Hope testi e matita di Michele De Beni