Skip to main content

Assaggi di architettura – Luoghi dell’ospitalità Lombardia

Page 1


ANTEPRIMA

ASSAGGI di ARCHITETTURA LUOGHI DELL’OSPITALITÀ

GRAN MELIÀ PALAZZO CORDUSIO

Riqualificazione – Recupero

Studio Marco Piva

Milano

Ospitato nell’ottocentesco edificio di Palazzo Venezia, il nuovo Gran Melià è frutto di una riqualificazione e recupero che ha visto interventi di restauro delle facciate e degli elementi storici interni e di una ristrutturazione complessiva degli spazi che ha portato all’inserimento di camere, spazi comuni e aree wellness

Photo:
© Ottavio Tomasini per Platek

Architettura, Architettura interni: Studio Marco Piva, Milano

Committente: Generali Real Estate | Melia Hotels International

Interior Design: Asah

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano: arch.tti Annamaria Terafina, Valentina Minosi, Paolo Savio

Project Manager e D.L.: Artelia

Esecutivo Architettura, Interior Design, Impianti e Strutture: Tekne

General Contractor: Percassi

Lavori: 2019-2023

Il progetto

Edificio storico di fine Ottocento, Palazzo Venezia a Milano è stato oggetto di interventi di riqualificazione, ripristino e restauro negli ultimi anni. Il progetto di recupero dell’immobile si fonda su uno stretto equilibrio tra la conservazione e la trasformazione, il cui obiettivo è stato il restituire valore architettonico e funzionale al complesso attraverso una riconversione a uso alberghiero.

L’intervento architettonico è stato curato dallo Studio Marco Piva e ha riguardato la direzione artistica delle parti vincolate, il coordinamento con gli enti preposti, la ridefinizione distributiva degli interni e la realizzazione della corte coperta. Il restauro delle facciate, in particolare, è stato condotto secondo principi conservativi, con il recupero degli elementi originari e l’inserimento di nuovi componenti compatibili per materiali e linguaggio. Analoghe cura e attenzione sono state dedicate agli infissi, alle coperture e agli accessi, di cui si è mantenuto il portone storico pur introducendo un filtro vetrato. Le terrazze sono state ripensate nel rispetto della tradizione milanese e sono state integrate da nuovi elementi, come la pergola e gli spazi panoramici. Il progetto illuminotecnico, ideato dallo Studio Marco Piva, valorizza le caratteristiche architettoniche attraverso scenografie luminose programmabili.

All’interno dell’edificio, la trasformazione funzionale ha comportato una profonda revisione distributiva: sono state introdotte camere, spazi comuni, aree wellness e collegamenti tra i corpi edilizi, originariamente distinti. Particolare rilievo assume il recupero dello scalone monumentale; qui, infatti, gli interventi sono stati mirati e hanno ristabilito continuità materica e adeguamento normativo, integrando anche nuovi elementi in coerenza con quelli storici. La corte interna è stata reinterpretata quale spazio multifunzionale, capace di ospitare diverse attività, e si contraddistingue per una copertura costituita da una struttura vetrata indipendente. Infine, la cupola è stata oggetto di un intervento volto a restituirne la configurazione originaria e a valorizzarne le qualità spaziali e costruttive.

Photo: © Andrea Martiradonna
Photo:
© Ottavio Tomasini per Platek

I progettisti

Studio Marco Piva è un’accademia delle scienze più che uno studio di architettura e design, un laboratorio speri mentale dove, con rigore metodico, si confrontano progetti su scale diverse. Marco Piva, il fondatore, viaggiatore e designer, è un innovatore che si dedica alla progettazione e realizzazione di creazioni di design uniche, permeate dalla libertà stilistica. L’impegno nella ricerca dei materiali e della tecnologia, il valore della differenziazione e l’innovazione progettuale portano la sua produzione, contraddistinta da un linguaggio emozionante, fluido e funzionale, a diventare una delle più rappresentative del design italiano.

Il board dello Studio Marco Piva è composto dai co-fondatori, gli architetti Marco Piva e Sarah Gabaglio, e dai soci fondatori Armando Bruno (CEO) e Daniela Baldo (COO).

Lo Studio si compone di collaboratori estremamente qualificati nelle varie discipline, dall’urban design all’architettura, dagli interni al design del prodotto, che sono distribuiti tra la sede di Milano e i diversi siti nel mondo.

Photo: © Andrea Martiradonna

Riqualificazione – Interior

PUCCINI HOTEL
Progetto CMR –
Studio Chiara Caberlon Architetti

Milano

Nel cuore della città, l’Hotel Puccini offre ai suoi ospiti un’esperienza immersiva e non solo una semplice permanenza grazie a interni calmi e rilassanti connessi con l’esterno pulsante della città, a spazi dalle suggestioni teatrali e alle atmosfere contemporanee dall’elegante di ispirazione Art Noveau: qui l’ospite diventa il protagonista della scena

Progetto architettonico: Progetto CMR, Milano

Strutture: Progetto CMR

Progetto interior: Studio Chiara Caberlon Architetti, Milano

Consulenti per la comunicazione e la brand image: Communication Juice, Milano

Appaltatori lavori (Contract): PROGETTO DESIGN&BUILD, Milano

Lavori: settembre 2024 – febbraio 2026

Il progetto

Nel cuore pulsante di Milano, affacciato su Corso Buenos Aires e accanto al Teatro Elfo Puccini, il Puccini Hotel Milano – Tapestry Collection by Hilton è un luogo da attraversare più che da raggiungere. È un varco discreto che separa il ritmo incessante della città da una dimensione intima e immersiva, in cui ogni ospite è invitato a diventare protagonista della propria esperienza.

L’arrivo è un rito. Una galleria in penombra accompagna il passaggio, rallenta il tempo e prepara lo sguardo. Poi, improvvisamente, il contrasto: la vitalità di Corso Buenos Aires esplode in un flusso continuo di luci, suoni e movimento. Dentro e fuori si specchiano, creando un dialogo costante tra introspezione ed energia urbana. L’hotel è un equilibrio tra epoche e linguaggi: suggestioni teatrali, richiami rétro e accenti contemporanei convivono in un racconto aperto. Ogni dettaglio – dagli oggetti ai libri, sino ai materiali – diventa un indizio, una traccia che stimola la curiosità e lascia spazio a interpretazioni personali.

Quando varca l’ingresso ispirato a un foyer teatrale, l’ospite è accolto da atmosfere calde e scenografiche; un fondale visivo costruito da specchi e da cornici invita a fermarsi, osservare, partecipare. Il check-in segna l’inizio della narrazione del soggiorno immersivo, che è accompagnato da una guida alla vita culturale del quartiere, così da estendere l’esperienza al di là dello spazio dell’hotel. Le camere sono un vero e proprio palcoscenico; qui l’ospite è al centro della scena: un copione indirizza il soggiorno e alcuni piccoli elementi evocativi – un diorama o dettagli ispirati al teatro – suggeriscono nuovi punti di vista. Il bagno diventa un backstage, intimo e raffinato, con richiami all’eleganza dell’Art Nouveau. Il Puccini Hotel Milano è un invito a entrare in una storia che cambia ogni volta, perché cambia chi la vive, il protagonista.

I progettisti

Nota soprattutto per il suo lavoro nel campo dell’ospitalità e del design d’interni, l’architetta Chiara Caberlon ha iniziato la sua carriera lavorando come interior designer per aziende di moda e banche internazionali. Nel 2004, ha co-fondato lo studio CaberlonCaroppi, specializzandosi nella progettazione di hotel e concetti di ospitalità. Lo studio ha lavorato con numerose catene alberghiere internazionali, contribuendo a oltre 200 progetti in tutto il mondo. Questi progetti spaziano da hotel di marchi noti a strutture indipendenti, con un focus particolare sulla combinazione di design contemporaneo con elementi storici e l’uso innovativo delle tecnologie moderne. Nel 2023, Chiara Caberlon ha trasformato lo studio associato in “Studio Chiara Caberlon”, ampliando il suo raggio di azione anche al product design e alla consulenza di brand per il settore dell’hotellerie. Questo nuovo studio continua a porre grande attenzione alla ricerca e all’esperimentazione di nuovi concetti di ospitalità, come i Lofthotels, gli Aparthotels e il co-housing, dove si esplorano spazi multifunzionali che integrano aree private e pubbliche, includendo anche elementi come palestre, club-house e giardini.

Milano

L’edificio di una storica centrale telefonica, dirimpetto il Naviglio Pavese, è stato trasformato in un modello di ospitalità ibrida che unisce la vera e propria ricettività ad aree pubbliche destinate a co-working, ristoranti, bar, terrazze: un vero hub urbano che accoglie non solo viaggiatori ma anche la comunità locale

Photo:
© Giovanni Hänninen Fotografia

Progetto architettonico: RMA Roberto Murgia Architetto, Milano

Strutture: CEAS srl, Milano

Interior Design: LAGO Design

Impianti: Tekser srl, Milano

Arredi esterni: rgastudio, Milano

Paesaggio: Parcnoveau, Milano

Appaltatore: SMV Costruzioni, Telgate (BG)

Date lavori: 2021 - 2023

Superficie utile: 7.000 m2

Il progetto

Un intervento di rigenerazione urbana nel cuore della vecchia Milano ha trasformato una storica centrale telefonica, affacciata sul Naviglio Pavese, in un modello innovativo di ospitalità ibrida. Si tratta di 21 House of Stories, un edificio articolato su nove piani fuori terra più un interrato, che si estende su circa 7.000 m2 e che ospita 104 camere, due ristoranti, due bar, un coworking, quattro terrazze e ampi spazi comuni: di questi ultimi oltre 500 m2 interni e più di 1.000 m2 all’aperto. Un vero hub urbano, capace di attrarre non solo viaggiatori ma anche la comunità locale.

Il progetto valorizza in modo particolare gli spazi esterni, quali il cortile e i terrazzi, distribuiti lungo i vari livelli, sino alle nuove piazze panoramiche al settimo e ottavo piano. Anche la copertura è stata ripensata per accogliere alcune suite con terrazzo, mentre il roof-top ospita una piscina con vista a 360° sulla città, diventando così uno dei punti più iconici del complesso. Più che un hotel, 21 House of Stories è dunque una piattaforma dinamica, dove al piano terra, completamente aperto sul Naviglio, trovano posto il co-working, il ristorante e il bar, affiancati dalla palestra e dalla cucina condivisa. I materiali utilizzati dialogano costantemente con la facciata: la pietra di Gré caratterizza gli elementi minerali, come le sedute e la piscina, scolpita quasi come fosse un unico blocco, mentre il legno naturale dona calore alle pavimentazioni e ai rivestimenti. Le balaustre in vetro extrachiaro eliminano ogni barriera visiva, amplificando in tal modo la percezione di leggerezza e apertura. All’interno le camere sono progettate come spazi flessibili e polifunzionali. Alcune includono soppalchi con reti e amache per lasciare libero lo spazio sottostante, il quale viene destinato al lavoro o alle attività quotidiane; altre, grazie ai letti a scomparsa, si trasformano in sale riunioni o in ambienti per eventi privati.

21 House of Stories è diventato un luogo vivo, capace di raccontare l’energia contemporanea di Milano e di accogliere idee, persone e storie in continua evoluzione.

Photo: © Giovanni Hänninen Fotografia
Photo:
© Giovanni Hänninen Fotografia
Photo:
© Giovanni Hänninen Fotografia

I progettisti

L’architetto Roberto Murgia, attivo a Milano dal 2010 con il suo studio RMA – Roberto Murgia Architetto, ha maturato una forte specializzazione nell’hospitality, nel design di interni e nella rigenerazione urbana. La visione progettuale dei lavori considera l’architettura “oltre i muri e le facciate”, puntando all’interazione tra persone, contesti e paesaggio. I progetti sono infatti paesaggi, contesti per le storie umane, al cui centro c’è sempre l’uomo e la natura; forma e funzione sono in secondo piano. Le interazioni tra le persone, tra le comunità e gli spazi che abitano sono punti fondanti di ogni lavoro e i paesaggi sono fatti di materia e natura, di luce, colori e riflessi: l’architettura si spinge oltre i muri e le facciate, diventando aperta e inclusiva, fluida e versatile. Il progetto è un viaggio e, viaggiando, cambiano i paesaggi e le persone che si incontrano, per poi tornare a casa cambiati ed entusiasti, pronti per iniziare un nuovo viaggio.

Photo: © Giovanni Hänninen Fotografia

URBAN HIVE

Riqualificazione – Interior

Vudafieri-Saverino Partners

Nato dal progetto di riqualificazione dell’Hotel Carlyle Brera, il restyling dell’Urban Hive Milano ha trasformato l’edificio esistente in un luogo ibrido e polifunzionale capace di dare voce alle necessità di chi viaggia per lavoro o per piacere, dove gli arredi sono stati creati su disegno dei progettisti per riflettere le due anime della città: il lavoro e la creatività

Milano
Photo: © Paolo Valentini

Progetto: Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino - Vudafieri-Saverino Partners, Milano

Design team: Simona Quadri, Nicolò Spina, Mattero Radaelli, Ireno Sobrino, Alberto Belli

Generale Contractor architettura: Exa Group, Modena

General Contractor arredi: Concreta srl, Postalesio (SO)

Brand vision: 150UP, Milano

Date: gennaio 2023 (inaugurazione)

Superficie utile: 3.750 m2

Il progetto

Lungo Corso Garibaldi, nel cuore del quartiere Brera, lo studio Vudafieri-Saverino Partners ha firmato il restyling dell’Urban Hive Milano. Il progetto di riqualificazione dello storico Hotel Carlyle Brera ha trasformato la struttura esistente in un urban hotel a 4 stelle, concepito come spazio ibrido e polifunzionale, capace di rispondere ai nuovi bisogni di chi viaggia per business o leisure.

Il concept architettonico, curato da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, definisce un luogo dal mood informale e cosmopolita, dove il design “alla milanese” e i simboli della città convivono con una visione contemporanea dell’accoglienza. Gli spazi comuni sono caratterizzati da un intenso blu pavone, che domina la lobby trasformata in un social hub aperto alla cittadinanza. Qui, il bancone semicircolare in noce canaletto e marmo funge da fulcro tra le funzioni di lounge bar e reception.

Uno dei pilastri dell’intervento è la gestione circolare degli spazi: il mezzanino, dedicato alle colazioni, si trasforma dopo le ore 11 in uno spazio di co-working modulare che, destinato a giovani startup e a professionisti, è arricchito da carte da parati le quali, realizzate su disegno di 150UP, celebrano le icone architettoniche di Milano.

Le 97 camere e le suite si caratterizzano per un accurato studio cromatico che si è basato su tre palette differenti - rosa terracotta, verde menta e celeste - nuance che contrastano con i raffinati tendaggi.

Quasi tutti gli arredi sono stati realizzati su disegno dei progettisti al fine di garantire un’estetica sartoriale che riflette le due anime di Milano: il rigore del business e il dinamismo della creatività. Urban Hive si pone così come una struttura lifestyle integrata nel contesto urbano, offrendo un’esperienza in cui il design diventa strumento di relazione e appartenenza.

Photo: © Paolo Valentini
Photo:
© Paolo Valentini
Photo:
© Paolo Valentini

I progettisti

Vudafieri-Saverino Partners dà forma, senso, funzione e personalità ai luoghi, siano essi di natura temporanea o destinati a durare nella memoria e nelle abitudini delle persone. Hotel, ristoranti, negozi, spazi di vita o di lavoro, di studio o di svago sono caratterizzati dalle relazioni, poste sempre al centro dei progetti. Rigore e progettualità, ma anche ibridazione dei linguaggi e atmosfere sorprendenti rappresentano la duplice anima dello Studio, attivo a Milano dal 1999 e a Shanghai dal 2012. L’ispirazione è accompagnata dal doppio sguardo sull’architettura, intesa come disciplina e meraviglia, di Tiziano Vudafieri, laureato in architettura sotto la direzione di Aldo Rossi, e Claudio Saverino, che studia alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano sotto la guida di Achille Castiglioni. Tiziano e Claudio ancora oggi guidano lo studio. Nel 2013, Stefano Piontini si unisce al team di Shanghai che tutt’ora dirige.

Photo: © Paolo Valentini

HOTEL CAVOUR

Riqualificazione – Interior

Milano

L’attenzione verso la clientela nell’offrire un soggiorno di eccellenza da parte della committanza ha guidato gli interventi di trasformazione del terzo piano dell’Hotel Cavour, interventi che hanno permesso di caratterizzare le nuove camere con una solida identità la quale suscita nell’ospite un forte senso di appartenza al luogo, esercitando un fascino senza tempo

Photo:
© Irina Okoneshnikova Fotografa

Progetto: GMSdA – giovannimontessorostudioda dA con giancarlo clementi architetto e andrea villani architetto

Date progetto/lavori: 2024-2025

Superficie utile: 700 m2

Il progetto

Storico albergo a quattro stelle superior, l’Hotel Cavour a Milano è strettamente legato alla storia di una dinastia di albergatori che sono sempre stati attenti a offrire alla clientela un’esperienza di eccellenza a tutto tondo. Questa cura ha guidato le più recenti opere di ristrutturazione, che hanno permesso di trasformare l’identità del terzo piano dell’hotel, che qui accoglie oggi 12 camere tra Deluxe ed Executive. In continuità con gli interventi precedenti già effettuati, le nuove camere sottolineano l’attenzione della committenza e dei progettisti nei confronti dell’ideale di “Casa all’italiana” che era già stata perfettamente sintetizzata da Giò Ponti, ovvero un ideale di progetto che è caratterizzato da una forte identità e che esercita sull’ospite un fascino tale da permettere al fruitore di provare un senso di appartenenza al luogo vissuto. E pertanto, proprio in quest’ottica, sono attentamente studiati le ampie metrature delle camere, la suddivisione degli spazi, gli arredi e le tecnologie scelte, con l’obiettivo di contribuire alla creazione di un’immagine di sobrio lusso. L’eccellenza, ricercata nei materiali, nei servizi offerti e nei dettagli più nascosti, si manifesta nella possibilità di vivere gli spazi nel modo più intimo e personale possibile: la camera infatti non è più luogo di sosta temporanea ma diventa un ambiente capace di trasformarsi in casa, ufficio, SPA, a seconda delle necessità del singolo ospite.

Photo: © Irina Okoneshnikova Fotografa
Photo:
© Irina Okoneshnikova Fotografa

I progettisti

Lo studio di Giovanni Montessoro sviluppa progetti di architettura, interior design e ospitalità attraverso una ricerca fondata sull’identità dei luoghi. Ogni intervento nasce dall’ascolto del contesto, della sua storia e delle sue caratteristiche materiche, per trasformarle in un linguaggio contemporaneo capace di creare spazi autentici e riconoscibili.

Il progetto viene interpretato come un processo di relazione tra memoria e innovazione; attraverso il “metodo identitario”, lo studio individua gli elementi distintivi di ogni luogo e li traduce in soluzioni progettuali coerenti, evitando approcci standardizzati.

Grande attenzione è dedicata al rapporto tra territorio e cultura del fare: materiali, tecniche artigianali e collaborazioni con maestranze locali diventano strumenti di progetto e occasioni di valorizzazione del patrimonio esistente. Ogni intervento è concepito come un percorso di trasformazione consapevole, capace di restituire nuovi significati agli spazi attraverso un equilibrio tra passato, presente e futuro.

Photo: © Irina Okoneshnikova Fotografa

Milano

Nata per volontà dell’omonima famiglia, Casa Brivio è un’esperienza milanese tra design, moda e cultura. Dalla reception alle camere e agli appartamenti, tutti gli arredi sono un omaggio alla creatività e un viaggio nell’eleganza della città meneghina, dando vita a una casa tipicamente milanese per soggiorni di breve e media durata

CASA BRIVIO Ristrutturazione

Matteo Thun & Partners

Photo:
© Marco Bertolini

Interior Design: Matteo Thun & Partners, Milano

Project Management: Benedetto Fasciana – Matteo Thun & Partners

Executive company: Gruppo LMB

Arredo: Cassina Custom Interiors

Il progetto

Nato per volontà della famiglia Brivio, Casa Brivio è un progetto sviluppato dallo studio di architettura milanese Matteo Thun & Partners, il quale si è affidato a Cassina Custom Interiors per gli interni. Casa Brivio si trova all’interno di due edifici degli anni Sessanta-Settanta ispirati allo stile e al design di Luigi Caccia Dominioni ed è situato nel cuore di Milano, tra Torre Velasca e le Colonne di San Lorenzo. Entrando nel suggestivo palazzo, si accede agli appartamenti e alle camere disegnate seguendo uno stile classico e al tempo stesso sofisticato, una perfetta fusione di design, moda e cultura.

La reception è stata progettata per rievocare i famosi ingressi milanesi e il soffitto decorato con una trama a rombi e la boiserie a muro, in modo particolare, sono un tributo allo stile di Giò Ponti. Il rosa terracotta dell’esterno, il pavimento in terrazzo color crema e le piante tropicali sono un riferimento al gusto tipico del modernismo; qui arredi iconici di Cassina confermano la loro bellezza senza tempo. Le originali scale elicoidali, rifinite in calce idraulica, richiamano la finitura della facciata e sono decorate con lampade di Murano attribuite a Caccia Dominioni per Azucena.

Le sedici soluzioni, camere e appartamenti, sono arredate ognuna in modo diverso e hanno un layout volutamente pensato per far sentire l’ospite a casa. L’interior delle camere è in linea con il genius loci e si ispira all’atmosfera del modernismo milanese di metà ‘900. Il prodotto chiave dell’interior design è l’armadio che diventa un forte elemento architettonico ma, al tempo stesso, separa la zona notte e rende discreta la presenza della kitchenette. Scrupolosi dettagli e il vetro cannettato enfatizzano il concept di Casa Brivio che ruota intorno alla rivisitazione in chiave moderna della casa milanese del secolo scorso.

La progettazione dell’interior guarda ai gusti del modernismo della città, incorporando riferimenti storici che vogliono essere sia innovativi sia conservativi. La palette colori include delicate sfumature di rosa terracotta, avorio, blu petrolio/oceano e verde smeraldo, le quali ben si integrano con il pavimento in legno a spina di pesce. L’illuminazione è stata progettata per far risaltare i materiali naturali come l’ottone e i tessuti. Il design dei bagni, volendosi ispirare fedelmente al lavoro di Portaluppi, ripropone un pavimento in terrazzo con colori naturali come l’avorio e il grigio fango.

Photo: © Marco Bertolini
Photo:
© Marco
Bertolini
Photo:
© Marco Bertolini

I progettisti

Con sede a Milano e Monaco, Matteo Thun e i suoi cinque soci guidano il suo studio di architettura e interior design. Dal 1984, Matteo Thun & Partners abbraccia una filosofia progettuale olistica e responsabile per creare progetti iconici, prodotti e visioni di marca per una clientela globale. Focalizzandosi su qualità e innovazione, il team interdisciplinare dello Studio, composto da 70 architetti, interior designer, product designer e graphic designer, è specializzato nell’ideare e dare vita a soluzioni che onorano il genius loci, lo spirito unico di ogni luogo.

L’approccio attento e specifico per ogni sito di progetto promuove un cambiamento verso una maggiore consapevolezza, coniugando sostenibilità e sensibilità ecologica, privilegiando il riutilizzo delle strutture esistenti, selezionando con cura i materiali locali e celebrando l’eccellenza artigianale.

Photo: © Marco Bertolini
Photo: © Marco Bertolini

HOTEL VILLA CARONA

Riconversione – Recupero

Studio Nomos Architettura

Carona (BG)

Dal recupero di un ex casa del personale Enel prende vita il primo hotel a 4 stelle della Valle Brembana, grazie a una serie di interventi che hanno previsto la sopraelevazione e l’ampliamento della struttura esistente, l’efficientamento energetico e il ripensamento degli spazi esterni e interni

Photo:
© Hotel Carona

Progetto architettonico e Concept interior: Studio Nomos Architettura

Progetto urbanistico, Strutture, D.L., Sicurezza, Project Mangement: Salvetti Ingegneria

Impianti idraulici/meccanici: Studio Nani

Impianti elettrici/speciali: Studio Guerini

Appaltatori: Hotel (contract): Vanoncini Spa, Crs spa; SPA: Vanoncini spa, Proces impianti srl, StarPool srl

Forniture interior e costruttivi: Concreta Srl

Lavori: dicembre 2019 – aprile 2024

Superficie utile: 1.395,54 m2

Il progetto

Per volontà della società svedese SÖDERSTADEN I ÖSTERGÖTLAND AB, l’ex casa del personale Enel posto a presidio della vicina centrale idroelettrica di Carona e dei bacini artificiali in alta quota è stata riconvertita nel primo hotel 4 stelle della Valle Brembana. Questa operazione è diventata l’occasione per il rilancio e il riposizionamento turistico ricettivo di un più ampio ecosistema vallivo e montano. Sito all’estremità est dell’abitato di Carona, dove attaccano i sentieri per le escursioni verso il nucleo storico di Pagliari e i rifugi in quota, il nuovo hotel è posto all’interno di una ansa del fiume Brembo, in sponda orografica sinistra e in rilevato di circa 20 rispetto al greto del fiume, conferendogli una posizione dominante sull’intorno. L’edificio era stato realizzato nei primi anni 20 del Novecento e si presentava dismesso da molti anni, versando in uno stato di avanzato degrado che necessitava pertanto di interventi urgenti di consolidamento statico e di manutenzione complessiva.

Per dare corso alla sua rifunzionalizzazione si è proceduto principalmente a: sopraelevare il piano sottotetto e le ali laterali del fabbricato, poste a nord e a sud, estendendo il tetto a padiglione fino a coprirle; realizzare un nuovo volume sul fronte ovest al piano terra, destinato ad attrezzare l’area comune adibita a ristorante; costruire due bussole di accesso sul fronte ovest a livello terra, poste in posizione simmetrica a destra e sinistra del nuovo volume sull’affaccio a ovest; riqualificare energeticamente l’edificio; realizzare una autorimessa interrata e una piscina interrata, dotata di SPA.

Un attento e sapiente lavoro di squadra, supportato dalla Soprintendenza e da tutti gli enti preposti, ha consentito di rifunzionalizzare l’edificio, procedendo al contempo al recupero e al restauro materico e cromatico di tutte le facciate, comprensive delle loro modanature, decorazioni e dettagli più minuti, a tutela dell’eleganza e della raffinatezza compositivo-realizzativa dell’edificio.

Photo: © Hotel Carona
Photo:
© Hotel Carona
Photo:
© Hotel Carona

I progettisti

Studio Nomos Architettura opera nel campo della progettazione architettonica, coniugando la ricerca teorica sul tema dell’abitare con la pratica quotidiana del costruire, entrambe espressione dell’essere umano, in contesti geografici e socio culturali con specificità e identità di volta in volta diverse. Fondato dall’arch. ing. Stefano Baretti nel 2009 a seguito di una serie di collaborazioni con studi a livello internazionale, Studio Nomos collabora costantemente con figure professionali specializzate per fornire un servizio multidisciplinare ed esclusivo. Avvalendosi delle necessarie competenze, lo studio affronta molteplici tematiche, dalla lettura del paesaggio alla pianificazione urbana, dagli interventi residenziali al progetto di interni, dall’allestimento museografico alle problematiche della conservazione, dalle strutture ricettive agli allestimenti fieristici, dalla progettazione di spazi commerciali alla gestione della comunicazione dei brand.

Photo: © Hotel Carona

COLERE 1600

Riqualificazione e Interior Design

P2A Design

Colere (BG)

Con la riqualificazione di Colere 1600 by Cloud 7 Hotels, P2A Design propone una riflessione sul recupero dell’esistente come occasione per ridefinire il rapporto tra architettura, paesaggio e nuove modalità di abitare la montagna, in un progetto che trova il proprio equilibrio nella relazione tra forma, materia e contesto

Photo:
© Francesca Iòvene

Progetto architettonico: arch. Alessandro Pasini – P2A Design, Milano

Progetto strutture: M.G. Engineering s.r.l.

Progetto interior: P2A Design

Impianti: Studio Emi s.r.l., P.I. Luigi Motta

Consulenti: P2A Design (Acustica, Illuminotecnica, A/V); dott. Paolo Locatelli (Geologia); ing. Davide Arrigoni (Direzione Lavori)

General contractor: Ecocostruzioni s.r.l.

Date lavori: 2025/2026

Superficie utile: 2500 m2

Il progetto

Nel comprensorio di Colere, P2A Design firma il progetto di riqualificazione di Colere 1600 by Cloud 7 Hotels, trasformando un edificio originariamente destinato ai servizi per il turismo sciistico in una struttura ricettiva contemporanea capace di ampliare la fruizione della montagna durante tutto l’anno. L’architettura del nuovo hotel, misurata e radicata nel contesto che integra ospitalità, ristorazione, benessere e spazi collettivi in un sistema unitario aperto, al territorio accompagna quindi il rilancio dell’area.

Il progetto nasce per restituire chiarezza compositiva all’edificio esistente, eliminando le superfetazioni che ne avevano alterato l’identità. Pur conservando l’impianto originario, i progettisti hanno ridefinito i volumi, ristabilendo equilibrio e continuità e aggiornando il linguaggio dell’architettura alpina con un lessico contemporaneo, essenziale e privo di enfasi formali. La matericità diventa il principale strumento di dialogo con il paesaggio della Presolana: il basamento e i nuovi volumi sono in pietra orobica, rivestimenti, serramenti e interni in larice e rovere. Non si ricerca un intento mimetico, ma si priviligiano proporzioni, qualità costruttiva e coerenza materica. La riorganizzazione distributiva migliora la leggibilità degli spazi e la gestione dei flussi.

Una copertura collega due nuovi volumi in pietra con self-service, bar e accessi indipendenti e circoscrive il nuovo ingresso dell’hotel, separando i percorsi degli ospiti da quelli dell’utenza giornaliera. Al piano terra la lobby diventa il fulcro della struttura, relazionando lounge, ristorante e bar, mentre una grande facciata vetrata apre gli ambienti comuni verso il paesaggio, estendendo visivamente gli spazi interni verso l’esterno. Il piano interrato è stato ripensato e ampliato per accogliere una SPA con piscina riscaldata, sauna e aree wellness, una sala conferenze e un foyer indipendente, affacciati su una terrazza ricavata nel pendio naturale che porta luce e ventilazione agli ambienti ipogei. Ai piani superiori trovano posto 28 camere completamente rinnovate, spazi essenziali dove materiali naturali, arredi su misura e una palette cromatica ispirata al paesaggio alpino definiscono un’atmosfera raccolta e contemporanea. Gli interni rileggono l’immaginario della montagna attraverso un equilibrio tra legno, acciaio, superfici riflettenti e dettagli su misura, con particolare attenzione al comfort acustico e alla qualità percettiva degli spazi.

Photo: © Francesca Iòvene
Photo:
© Francesca
Iòvene
Photo: © Francesca
Iòvene
Photo: © Francesca
Iòvene

I progettisti

Con base a Milano, P2A Design è uno studio di architettura e design, fondato da Alessandro Pasini e Paola Renda nel 2017, i quali affiancano all’attività professionale l’attività didattica presso il Politecnico di Milano, il consorzio Poli.Design e la SPD - Scuola Politecnica di Design. Lo studio è specializzato nella progettazione architettonica e d’interni di spazi non convenzionali, quali studi di registrazione e produzione musicale, installazioni e allestimenti museali, hospitality e residenze. L’approccio al progetto è multidisciplinare, unitario e globale, orientato alla ricerca di una sintesi armonica tra efficienza e bellezza. Ogni progetto è una risposta su misura, che nasce e si sviluppa sulle necessità delle persone, riflettendo una visione di architettura integrata, viva e trasformativa. Forma, materia, suono e luce trovano equilibrio nel rapporto tra persona e spazio, mettendo al centro l’esperienza dell’individuo.

Photo: © Francesca Iòvene
Photo: © Francesca Iòvene

VILLA DE CHARME

Ristrutturazione

Gioele Giudici

Laveno-Mombello (VA)

Per accogliere in modo adeguato i turisti che visitano la sponda varesina del Lago Maggiore, l’Hotel Villa de Charme è stato oggetto di una ristrutturazione che esprime la sostenibilità come riuso consapevole, valorizzandone i caratteri originari, usando materiali tradizionali e durevoli e curando il progetto nei minimi dettagli

Photo: Andrea Ceriani

Progetto architettonico: arch. Gioele Giudici, Studio GLab Architecture, Laveno Mombello (VA)

Consulenti: EnergyTech Ingegneri

Impianti: B.M. Impianti elettrici; Termoidraulica Acquarius

Appaltatore/Costruttore: Chinaglia Costruzioni SRL

Lavori: 2022-2025

Superficie utile: 350 m2

Il progetto

L’Hotel Villa de Charme nasce nel contesto culturale e geografico di Laveno-Mombello, centro urbano affacciato sul Lago Maggiore, caratterizzato nel Novecento dalla presenza degli stabilimenti della Società Italiana Ceramica. La successiva dismissione degli impianti industriali ha determinato la presenza di vaste aree in stato di abbandono, successivamente oggetto di interventi di riconversione. In tale scenario si colloca Villa de Charme, parte del nucleo edilizio principale prospiciente il lago, che ha richiesto un intervento di rigenerazione finalizzato al ripristino della funzionalità e all’adeguamento agli standard contemporanei.

L’approccio progettuale ha perseguito l’equilibrio tra conservazione e innovazione, valorizzando i caratteri originari dell’edificio – murature storiche, cisterna in cemento armato, solai a voltini, parapetti in ferro, serramenti lignei e decorazioni di facciata – e integrandoli con soluzioni tecnologiche e costruttive mirate a garantire comfort abitativo, efficienza energetica e sostenibilità. Il rapporto tra preesistenze e nuovi interventi è stato concepito in modo da preservare la leggibilità dell’impianto originario, evitando alterazioni sostanziali alla sua identità. La selezione dei materiali impiegati – legno, pietra, calce e argilla – risponde a criteri di durabilità, compatibilità con il contesto e qualità ambientale. Le ampie aperture e le superfici vetrate rafforzano il rapporto con il paesaggio lacustre, incrementando al contempo l’apporto di luce naturale.

Gli spazi interni sono stati organizzati secondo principi di funzionalità ed essenzialità, con l’integrazione di arredi iconici e il riutilizzo di elementi originali. Il risultato è un organismo architettonico che conserva i caratteri identitari del manufatto originario, aggiornandone le prestazioni e garantendone la fruibilità contemporanea. L’intervento dimostra come la rigenerazione dell’esistente rappresenti uno strumento efficace per coniugare la connotazione originaria dell’architettura, la qualità abitativa e la sostenibilità.

Photo: Andrea Ceriani
Photo: Andrea Ceriani

I progettisti

Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, l’arch. Gioele Giudici ha maturato esperienza in ambito residenziale seguendo tutte le fasi del progetto, dall’architettonico al dettaglio di finitura e arredo. Ha iniziato il proprio percorso nello studio Camera & Partners di Milano, in un contesto formativo ampio e stimolante, per poi proseguire nello studio Pescia di Varese, dove ha consolidato le competenze professionali. Con la fondazione di GLab Architecture ha dato vita a una realtà che unisce progettazione architettonica, studio del dettaglio e design d’interni, relazionandosi con un team multidisciplinare consolidato.

Photo: Andrea Ceriani
Photo: Andrea Ceriani

TOURING

Studio Bonardi Associati

Coccaglio (BS)

La ridefinizione del rapporto tra architettura, ospitalità e contesto territoriale per creare un nuovo sistema di spazi capace di valorizzare la sua posizione privilegiata è stato l’obiettivo principale della riqualificazione e ampliamento dell’Hotel Touring, situato ai piedi del Monte Orfano in Franciacorta e oggi caratterizzato da ampi spazi vetrati

Photo:
© Mirko Bonardi

Progetto architettonico: Arch. Mirko Bonardi – Studio Bonardi Associati, Brescia

Progetto strutturale: Ing. Annalisa Bonardi – Studio Bonardi Associati

Interior: Eleonora Zotti, Ornella Sabotti

Sicurezza: Arch. Pierfrancesco Mingotti

Impianti: Ing. Lorenzo Tedino

Appaltatori: EDILTRE s.r.l.

Lavori: gennaio 2023 – maggio 2023

Superficie utile: 130 m2 (ampliamento piano terra); 160 m2 (Dehors esterno); 70 m2 (nuovi balconi piano primo)

Il progetto

Nel panorama dell’ospitalità contemporanea, l’esperienza dell’ospite inizia molto prima del check-in. Da questo capo saldo nasce il progetto di ampliamento e riqualificazione dell’Hotel Touring Franciacorta, un intervento che ha trasformato un’area esterna priva di una precisa identità in un nuovo spazio dedicato all’accoglienza e al benessere degli ospiti.

L’edificio si presentava con un ingresso anonimo e una hall ormai sottodimensionata rispetto agli ultimi flussi turistici registrati. L’obiettivo progettuale è stato quindi quello di ridefinire il rapporto tra architettura, ospitalità e contesto territoriale, creando un nuovo sistema di spazi capace di valorizzare la posizione privilegiata dell’hotel, situato ai piedi del Monte Orfano, uno dei luoghi simbolo della Franciacorta. Un nuovo volume vetrato, che amplia gli spazi comuni dell’albergo e che si apre verso il paesaggio circostante, e le grandi superfici trasparenti trasformano la vista sul Monte Orfano in un elemento integrante dell’esperienza del soggiorno, portando la natura all’interno degli spazi confinati e creando una continuità visiva tra aree interne ed esterne.

La struttura coniuga leggerezza formale, efficienza energetica e durabilità. Un nuovo dehors panoramico sopraelevato diventa una naturale estensione delle aree comuni, offrendo agli ospiti un ambiente protetto e immerso nel verde. Un sistema di essenze arbustive definisce una fascia filtro con il parcheggio, garantendo privacy senza interrompere il dialogo visivo con il paesaggio. La nuova pensilina centrale iconica diventa un vero landmark del progetto: un segno contemporaneo in grado di riorganizzare visivamente l’intera composizione della facciata.

La riqualificazione si è completata con interventi orientati alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica: il nuovo impianto fotovoltaico, le nuove stazioni di ricarica per veicoli elettrici, un nuovo sistema di illuminazione a LED a basso consumo e il ridisegno degli spazi attraverso un progetto integrato di arredo e landscape design.

Photo: © Mirko Bonardi
Photo:
© Mirko Bonardi
Photo:
© Mirko Bonardi

I progettisti

Studio Bonardi Associati nasce dalla sinergia tra architettura e ingegneria civile. Il team unisce una visione compositiva contemporanea a una solida competenza tecnica, affrontando la progettazione e la realizzazione di interventi residenziali, commerciali e pubblici a diverse scale d’intervento. Il cuore dell’attività dello studio risiede nella ricerca di un perfetto equilibrio tra qualità formale, efficienza strutturale e innovazione energetica. Ogni progetto viene sviluppato integrando i principi di architettura sostenibile, l’uso consapevole di materiali e l’ottimizzazione delle risorse tecnologiche. Grazie a un approccio multidisciplinare e a un controllo rigoroso di tutto l’iter realizzativo, lo studio risponde in modo sartoriale a programmi complessi, traducendo i criteri della sostenibilità in spazi flessibili, durevoli e in armonia con il contesto urbano e paesaggistico.

Photo: © Mirko Bonardi

Desenzano del Garda (BS)

Con Il Mansio, PELIZZARI STUDIO firma un progetto di hospitality che trasforma il lusso in esperienza consapevole. Nel borgo storico di Rivoltella, sul Lago di Garda, architettura, interior design e sostenibilità convergono in una struttura pensata per promuovere un’idea di benessere autentico, fondata su un approccio progettuale interamente vegan

IL MANSIO LOCANDA

Photo:
© Giorgio Baroni

Architettura, Interior design: PELIZZARI STUDIO, Brescia

Committente: Il Mansio Locanda

Data: 2025

Il progetto

Un’oasi contemporanea di relax è stata incastonata in un borgo antico del Lago di Garda, a Rivoltella, per un’ospitalità consapevole, autentica e 100% vegan.

Il progetto per il Boutique Hotel “Il Mansio”, firmato PELIZZARI STUDIO, si dipana con ricercato equilibrio tra architettura e design, volto a celebrare il rispetto totale della natura e della storia del territorio di appartenenza. Dall’interior design alla proposta gastronomica, dai materiali ai tessuti, fino ai prodotti utilizzati per accogliere gli ospiti, tutte le scelte rispondono alla filosofia “Vegan” con origine 100% vegetale.

Il Mansio è una casa dall’animo gentile, una locanda con sole sei suite, che vanta al suo interno un raffinato ristorante con chef vegana, aperto anche al pubblico. La struttura è dotata anche di SPA, palestra e lavanderia che utilizzano esclusivamente prodotti cruelty-free.

Dal punto di vista progettuale la porzione ristrutturata di un vecchio edificio si snoda su più piani, in cui si trovano le suites, ciascuna col proprio terrazzo con vasca di design.

Seppur una diversa dall’altra, tutte le suite sono unite dalla sensorialità di tessuti biologici quali lini o cotoni, da materiali tattili naturali e materici, da luci soffuse, ottenute da un rigoroso progetto lighting. Al piano terra, a lato della reception, è stata ricavata una lounge con camino, un bar, una zona colazioni e il ristorante. Il trait d’union fra tutti gli spazi, sono le sedute bespoke, rivestite da velluti, pezzi iconici in midollino, vecchi tavoli o lampade, quasi a interrompere la linearità con codici calorosi e familiari.

Le grandi vetrate collegano il ristorante col prato, ombreggiato da ulivi e limoni su cui poggiano arredi per una formula di profondo relax. A completare la visione di questo piccolo eden svetta severa una torre medievale, rimasta intatta, parte del castello fatto costruire da Re Desiderio nel 760.

Per quanto concerne il Food & Beverage, il ristorante à la carte propone una cucina vegetale che valorizza i sapori autentici del Lago di Garda e del suo entroterra, con un uso di ingredienti del territorio e di stagione, a km 0. Una cucina con tanta tecnica e ricerca, senza inutili virtuosismi, che mette l’ospite al centro.

Photo: © Giorgio
Baroni
Photo:
© Giorgio Baroni
Photo:
© Giorgio Baroni

I progettisti

Fondato su una visione progettuale che intreccia architettura, interior design e ricerca materica, PELIZZARI STUDIO sviluppa progetti in cui lo spazio viene concepito come esperienza totale, capace di interpretare non solo esigenze funzionali ma veri e propri stili di vita. L’approccio dello studio si distingue per una progettazione profondamente sartoriale, costruita attraverso un dialogo costante con il committente e una cura rigorosa di ogni elemento che compone l’identità finale del progetto.

Ogni intervento nasce da un processo di ricerca che mette al centro atmosfera, comfort e coerenza estetica, traducendosi in ambienti in cui materiali, luce, arredi custom e dettagli costruttivi dialogano in modo organico. Dall’hospitality al residenziale, il lavoro dello studio si caratterizza per la capacità di costruire luoghi dal forte valore sensoriale, dove design e architettura diventano strumenti per raccontare un’idea precisa di abitare contemporaneo. PELIZZARI STUDIO costruisce esperienze progettuali calibrate sul contesto e pensate per restituire equilibrio, identità e benessere attraverso una ricerca estetica raffinata e progettualità integrata.

Photo: © Giorgio
Baroni

Como

Affacciato sulle rive del Lago di Como, MIMESIS 11 è un boutique hotel nato dal recupero di un edificio storico di fine Ottocento. Un progetto che intreccia memoria architettonica, design contemporaneo e rapporto con il paesaggio, trasformando ogni ambiente in un’esperienza di ospitalità intima, essenziale e immersiva

Recupero

Architetto Vito Ruscio

Photo:
© Valentina Monteverdi

Architettura, Interior design: Architetto Vito Ruscio

Consulenti: Studio DELO, Ing. Stefano Fusi

Impresa di costruzione: LOCAL COSTRUZIONI

Arredi: Salvioni Arredamenti

Data lavori: 2024-2025

Superficie utile: 1800 m2

Il progetto

Affacciato direttamente sulle sponde di Lago di Como, MIMESIS 11 nasce dal recupero integrale di un edificio storico di fine Ottocento, reinterpretato come boutique hotel contemporaneo attraverso un progetto che mette al centro il dialogo tra architettura, paesaggio e dimensione esperienziale dell’ospitalità.

Firmato dall’architetto Vito Ruscio, l’intervento si sviluppa attorno a un principio di essenzialità spaziale e materica, dove la qualità percettiva degli ambienti prevale su qualsiasi forma di ostentazione. Il progetto accoglie undici camere e suite, ciascuna pensata come uno spazio unico, differente per configurazione, orientamento e relazione con il paesaggio lacustre, in cui luce naturale e contesto costruiscono un’esperienza di soggiorno profondamente immersiva.

L’intervento di riqualificazione ha interessato un immobile sottoposto a vincolo paesaggistico, affrontando il delicato equilibrio tra conservazione dell’identità originaria e ridefinizione funzionale degli spazi interni. La nuova distribuzione ha consentito di valorizzare al massimo visuali, profondità prospettiche e qualità luminosa, trasformando i limiti dell’edificio esistente in nuove opportunità progettuali. Elemento distintivo del progetto è il recupero del sottotetto, oggi convertito in una suite panoramica con terrazza privata affacciata sul lago, concepita come naturale estensione del paesaggio e luogo privilegiato di connessione tra interno ed esterno.

La palette materica privilegia superfici autentiche e tonalità morbide: pietra naturale, legno, grès e tessuti definiscono ambienti sobri, raffinati e senza tempo, in cui memoria storica e linguaggio contemporaneo convivono in un equilibrio misurato, dando forma a un’idea di ospitalità intima, essenziale e profondamente legata al territorio.

Photo:
© Valentina Monteverdi
Photo:
© Valentina Monteverdi

I progettisti

Lo studio di Vito Ruscio sviluppa progetti di architettura e interior design attraverso un approccio progettuale fondato sull’equilibrio tra estetica, funzione e qualità dello spazio. Ogni intervento nasce da un’attenta ricerca sui materiali, sulla luce e sul rapporto con il contesto, dando forma ad ambienti pensati per durare nel tempo. La progettazione dello studio si distingue per una visione contemporanea che unisce precisione tecnica e cura del dettaglio, trasformando ogni progetto in uno spazio costruito attorno alle esigenze di chi lo vive e alla relazione tra architettura e identità del luogo.

Photo: © Valentina Monteverdi

Gargnano (BS)

Immerso nel paesaggio di Gargnano, il nuovo hotel a 5 stelle Stroblhof interpreta il concetto di ospitalità contemporanea attraverso un progetto che mette in relazione simbiotica l’architettura e il contesto naturale, trasformando il soggiorno in un’esperienza di equilibrio tra natura, comfort e qualità dello spazio

STROBLHOF LAKE GARDA Nuova costruzione

Architetto Livio Palatini

Photo:
© Hannes Niederkofler

Architettura: Architetto Livio Palatini – Palatini Architettura

Strutture: Ing. Giorgio Giralt

Interior: Arch. Katrine Hock

Consulenti: Ing. Alessandro Temponi, Arch. Laura Olivieri

Impresa di costruzione: RAMOSERBAU gmbh

Impianti: KTB gmbh

Data lavori: 2023-2025

Superficie utile: 13.000 m2

Il progetto

Inserito nel paesaggio che domina Lago di Garda, sulle colline di Gargnano, il resort Stroblhof rappresenta un progetto di hospitality in cui architettura, natura e benessere si fondono in un’esperienza costruita attorno al rapporto con il contesto.

Progettato dall’architetto Livio Palatini insieme a un team di collaboratori, l’intervento si sviluppa su un pendio naturale circondato da uliveti e affacci panoramici, integrandosi nel paesaggio attraverso un linguaggio architettonico contemporaneo. Il progetto nasce dalla volontà di costruire una struttura capace di dialogare con l’ambiente circostante, valorizzando il legame tra spazio costruito e natura.

La scelta dei materiali privilegia elementi autentici come pietra locale, legno di rovere, vetro e rame, utilizzati per definire ambienti caratterizzati da equilibrio materico, continuità visiva e una forte connessione tra interno ed esterno. Linee essenziali, ampie superfici vetrate e tonalità calde contribuiscono a costruire un’atmosfera accogliente e discreta.

Le 81 camere e suite sono pensate per offrire comfort e privacy, con spazi progettati per valorizzare la luce naturale e il rapporto visivo con il lago e il paesaggio circostante. Cuore del resort è l’area wellness, sviluppata come luogo dedicato al relax e alla rigenerazione, affiancata dagli spazi per la ristorazione e dalle aree esterne immerse nel verde, completando un progetto in cui l’ospitalità contemporanea si esprime attraverso equilibrio, qualità dello spazio e identità del luogo.

Photo: © Hannes Niederkofler
Photo:
© Hannes Niederkofler
Photo:
© Hannes Niederkofler

I progettisti

Palatini Architettura, guidato dall’Architetto Livio Palatini, sviluppa progetti fondati su una visione progettuale che integra architettura, interior design e qualità costruttiva, interpretando ogni intervento come sintesi tra funzione, identità del luogo e attenzione al dettaglio. Attraverso un approccio multidisciplinare e una gestione completa del processo progettuale, lo studio realizza spazi in cui ricerca materica e precisione tecnica si traducono in architetture pensate per creare un dialogo equilibrato tra persone e contesto.

Photo: © Hannes Niederkofler

Gargnano (BS)

Sky Pool Villas ridefiniscono il concetto di ospitalità contemporanea attraverso un progetto in cui architettura, wellness e relazione con il paesaggio danno forma a un’esperienza abitativa esclusiva, pensata per trasformare il soggiorno in un equilibrio continuo tra comfort, natura e benessere privato

Photo: © Lefay Resorts

Architettura: Studio STARG, Team Project Lefay

Strutture: Studio Manzini

Interior design: Apostoli Wellness Creators, Team Project Lefay

Consulenti: Patrizia Capelli In & Out Design (progettazione del verde)

Impresa di costruzione: Amadei Costruzioni

Impianti: Studio Struppner Frasnelli (impianti elettrici), Ing. Davide Bregoli (impianti meccanici)

Date lavori: 2024-2025

Superficie commerciale: 1920 m2

Il progetto

Cinque ville immerse nel paesaggio collinare che circonda Lefay Resort & SPA Lago di Garda, progettate per offrire un’esperienza di soggiorno esclusiva in dialogo costante con il territorio: sono le Sky Pool Villas che ampliano la proposta ricettiva di Lefay Resorts, rispondendo alle esigenze di permanenza long stay attraverso un progetto che integra architettura, interior design e natura.

Firmate da Apostoli Wellness Creators insieme al Team Project di Lefay Resorts, le cinque ville si inseriscono armoniosamente nella morfologia del paesaggio grazie a coperture verdi e a un’architettura incastonata nei pendii degradanti verso il lago. Le tre unità two bedrooms, la three bedrooms e la penthouse, tutte sviluppate su un unico livello, dispongono di giardino privato e piscina infinity con vista panoramica.

Il linguaggio architettonico esterno prosegue anche negli interni, ispirati al contesto e all’estetica nautica degli anni Sessanta. Materiali come travertino classico, noce canaletto, seta grezza e pietra naturale definiscono ambienti caratterizzati da tonalità neutre e da una continuità visiva tra living e zona notte.

Arredi su misura dalle linee morbide, dettagli in acquamarina e ampie superfici vetrate rafforzano il rapporto con il lago, mentre la configurazione degli spazi privilegia soluzioni che dividono senza separare. Completano il progetto terrazze attrezzate, piscine riscaldate e aree wellness private, dando forma a un’idea di ospitalità fondata su privacy, comfort e rapporto con il paesaggio.

Photo: © Lefay Resorts
Photo:
© Lefay Resorts
Photo:
© Lefay Resorts

I progettisti

Apostoli Wellness Creators, fondato e guidato dall’architetto Alberto Apostoli, sviluppa progetti di architettura e interior design fondati su una visione che interpreta il wellness come principio guida della progettazione, costruendo spazi capaci di migliorare la qualità dell’esperienza e il rapporto tra persone, ambiente e architettura.

Attivo a livello internazionale, lo studio si distingue per una progettazione che unisce ricerca spaziale, attenzione al benessere e relazione con il contesto, sviluppando interventi in cui architettura e design diventano strumenti capaci di generare esperienze autentiche, equilibrio e qualità dell’abitare contemporaneo.

Photo: © Lefay Resorts

Padenghe sul Garda (BS)

La trasformazione di un ex deposito agricolo in un’oasi benessere nasce dal dialogo tra architettura e paesaggio. Le arcate delle limonaie gardesane diventano matrice compositiva di nuovi volumi, mentre luce, acqua, materiali artigianali e natura definiscono un luogo di equilibrio tra memoria e contemporaneità

architettura interiore design: GMSdA – giovannimontessorostudioda dA

consulenti: andrea villani architetto

Strutture: Julian Quarri – Gielle Modena

Impianti: SPA Starpool, Impianto idraulico Studio Papa, Impianto elettrico Studio Andreassi

Arredi: TeamRinnova

Data lavori: 2023-2024

Superficie utile: 700 m2

Il progetto

Un ex deposito agricolo si trasforma nel nuovo Chiostro del Benessere, un luogo che trova la propria identità nel dialogo con ciò che lo circonda: gli alberi, gli specchi d’acqua e la luce del paesaggio gardesano. L’architettura non si impone sul contesto, ma ne diventa una naturale estensione.

L’ingresso reinterpreta i serramenti tipici delle limonaie del lago di Garda, proseguendo nel ritmo delle arcate esistenti. La partizione ad archi della struttura originaria diventa matrice compositiva per una nuova sequenza volumetrica di bovindi rettangolari che, come fotogrammi di una narrazione cinematografica, catturano prospettive sempre diverse sul paesaggio.

All’interno, pochi elementi essenziali definiscono lo spazio: acqua, trasparenze e luce radente esaltano la matericità delle superfici e la purezza dei volumi. L’allestimento dell’oasi benessere si integra attraverso materiali capaci di dialogare con la storia del luogo: pareti in calce dalle tonalità terrose si alternano a ceramiche smaltate artigianali, mattoni e superfici in cotto che individuano le diverse aree funzionali.

Le piante, elemento identitario dell’azienda Pratello e memoria vivente del luogo, mostrano le proprie radici in una terra resa concettuale, quasi sospesa. Un processo genealogico in cui passato, natura e contemporaneità si fondono per dare forma a un nuovo modo di vivere il benessere.

I progettisti

Lo studio di Giovanni Montessoro sviluppa progetti di architettura, interior design e ospitalità attraverso una ricerca fondata sull’identità dei luoghi. Ogni intervento nasce dall’ascolto del contesto, della sua storia e delle sue caratteristiche materiche, per trasformarle in un linguaggio contemporaneo capace di creare spazi autentici e riconoscibili. Il progetto viene interpretato come un processo di relazione tra memoria e innovazione; attraverso il “metodo identitario”, lo studio individua gli elementi distintivi di ogni luogo e li traduce in soluzioni progettuali coerenti, evitando approcci standardizzati.

Grande attenzione è dedicata al rapporto tra territorio e cultura del fare: materiali, tecniche artigianali e collaborazioni con maestranze locali diventano strumenti di progetto e occasioni di valorizzazione del patrimonio esistente. Ogni intervento è concepito come un percorso di trasformazione consapevole, capace di restituire nuovi significati agli spazi attraverso un equilibrio tra passato, presente e futuro.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Assaggi di architettura – Luoghi dell’ospitalità Lombardia by EdicomEdizioni - Issuu