UNA LEGGENDA
Il lago dell’arcobaleno C’era una volta una ninfa di nome Ondina che viveva nelle acque del lago di Carezza, un piccolo lago di montagna dalle acque limpide e azzurre. Ondina, oltre ad essere bellissima, aveva una voce melodiosa e dolcissima: chiunque la sentisse cantare non poteva che fermarsi incantato ad ascoltarla.
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U
n giorno, dalla sua grotta sul monte Latemar, sentì la sua voce anche il perfido stregone Masaré, un uomo egoista e prepotente, abituato a prendersi tutto ciò che desiderava.
Masaré si innamorò perdutamente della ninfa e si ripromise che sarebbe stata sua ad ogni costo. Iniziò a recarsi sulle rive del lago tutti i giorni: vi andava all’alba, quando i primi timidi raggi di sole iniziavano a filtrare attraverso il fitto bosco che circondava il lago, e vi restava tutto il giorno, fino a quando le montagne non si tingevano di rosa al tramonto. Seduto su un grande masso vicino all’acqua, tentava di parlare con Ondina: le raccontava le sue imprese, le sue magie, i suoi perfidi trucchi, sperando di conquistarla e affascinarla. La ninfa, però, non ne voleva sapere: era un’anima buona e pura e quello stregone così arrogante e pieno di sé la inquietava. Così, non appena lo vedeva arrivare, si nascondeva nella profondità del lago, rinunciando anche al canto, pur di non avere a che fare con quell’uomo.
Masaré decise di seguire alla lettera il piano della strega: impaziente, creò quello stesso giorno un arcobaleno magnifico e lo appoggiò sul lago. Poi si nascose in mezzo agli alberi e aspettò. Ben presto Ondina emerse dall’acqua, incuriosita da quello spettacolo così insolito. Lo stregone, non appena la vide, uscì dal suo nascondiglio, certo di averla in pugno. Nella fretta, però, si dimenticò di travestirsi e Ondina lo riconobbe, rituffandosi subito nel lago. Masaré, furioso, prese l’arcobaleno e lo frantumò in mille pezzi, lanciandolo nel lago, per poi scappare sulla montagna, dove, si racconta, sta ancora sfogando la sua rabbia. L’arcobaleno, a contatto con l’acqua, si sciolse e i suoi colori si sparsero sulla superficie del lago, che da quel giorno risplende di riflessi di tutte le tonalità dell’iride.
Arrabbiato per il rifiuto della ninfa, Masaré chiese consiglio alla strega Langwerda, che viveva in una grotta vicina al lago. La donna, seduta per terra con un grande bastone in mano, si mise a pensare e, dopo alcuni minuti di silenzio, diede allo stregone la soluzione: “Ondina non ha mai visto un arcobaleno". Creane uno con la tua magia e stendilo sul lago: la ninfa uscirà per ammirarlo e ne resterà incantata. A quel punto tu, travestito da mercante di gioielli, ti avvicinerai a lei con un sacco pieno di pietre preziose. Potrai dirle che racchiudono i colori dell’arcobaleno: lei non saprà resistere e quando sarà accanto a te, potrai rapirla e tenerla con te per sempre”.
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