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SPORT MAGAZINE 20 MARZO 2026

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20 Marzo 2026

In questo numero: Calcio, Basket, Ginnastica Ritmica, Pattinaggio, Volley, Scherma, Hockey, Arrampicata, Scacchi, Alimentazione, Moto GP, F1

Venerdì

Lo sport è movimento

C’è una parola che attraversa idealmente le pagine di questo nuovo numero di Diogene Sport Magazine: movimento. È il movimento degli atleti che scendono in campo, delle squadre che costruiscono una stagione, ma anche quello delle idee e delle passioni che continuano a far crescere lo sport nel nostro territorio. In queste pagine proviamo ancora una volta a raccontare lo sport nella sua straordinaria varietà. Dal calcio, con l’attenzione rivolta alle realtà di Forlì e Cesena negli articoli di Simone Casadei e Mattia Siboni, alle prospettive di una stagione che continua a coinvolgere tifosi e appassionati. Spazio poi al basket, disciplina che in Romagna rappresenta da sempre un punto di riferimento per passione e partecipazione: ce ne parla Simone Casadei con le foto di Massimo Nazzaro. Valerio Rustignoli ci porta a Forlimpopoli con i Baskers e poi al grande spettacolo della ginnastica ritmica con Gymnica96. Seguono, con i pezzi di Emanuele Bandini, Emiliano Tozzi e dello stesso Rustignoli, alcune discipline considerate “minori”, ma capaci di coinvolgere schiere sempre più numerose di appassionati e praticanti: pattinaggio a rotelle, scherma, hockey e arrampicata sportiva. Tra le principali attività sportive che si svolgono a Forlì un posto di rilievo spetta

sicuramente al volley, di cui ci parla ancora Valerio Rustignoli. Torniamo poi al calcio con Emanuele Bandini, ma a un calcio speciale: quello dedicato agli studenti delle scuole superiori, con lo School Football Cup Romagna, che quest’anno coinvolge, oltre agli istituti di Forlì, anche quelli di Cesena. Dopo aver allenato i muscoli, niente di meglio che allenare anche il cervello con una disciplina efficace come gli scacchi: ci spiega tutto Emanuele Bandini. Sana alimentazione e movimento restano presupposti fondamentali per chi voglia perseguire benessere e buona salute: ne parliamo con Massimo Nazzaro. Naturalmente non poteva mancare uno sguardo al grande sport internazionale, con approfondimenti dedicati al mondo dei motori, tra MotoGP e Formula 1, espressioni spettacolari di velocità, tecnologia e competizione negli articoli di Emiliano Tozzi.

Ancora una volta Diogene Sport Magazine, assieme alla sua versione on line diogenesport.it, vuole essere una finestra aperta sullo sport vissuto, raccontato e condiviso Perché lo sport non è soltanto risultato o classifica: è passione, partecipazione e identità di un territorio che continua a crescere attraverso le sue storie. Buona lettura

Sommario

Venerdì 20 Marzo 2026

Supplemento a Diogene del 12 Marzo 2026 n. 1259 Aut. Trib. Di Forlì 9/1988 del 29 marzo 1988

Editore: Pigreco s.r.l. Viale Gramsci, 34 Forlì Tel. 0543/552121

Direttore Responsabile: Marco Viroli

Fotocomposizione: Pigreco s.r.l.

Raccolta Pubblicitaria: Pigreco s.r.l. Viale Gramsci, 34 - Forlì Tel. 0543/552121

Foto di copertina: nella foto di Fabio CasadeiMarco Bezzecchi pilota ufficiale del team Aprilia Racing in Moto GP

Stampa: Nuova Tipografia, Via Enrico Berlinguer, 1/7, Forlimpopoli

Nell’impossibilità di verificare tutto il materiale ricevuto, si fa presente sin d’ora che la responsabilità dei diritti iconografici e di altri diritti esclusivi di terzi è di chi ci fornisce le informazioni.

Foto Fabio Casadei

FORLÌ CALCIO

Forlì, ora la salvezza torna a portata di mano

Il Forlì torna a respirare. Dopo un inverno lungo e complicato, la formazione biancorossa sembra aver ritrovato ossigeno proprio nel momento decisivo della stagione. Un segnale importante per una squadra neopromossa che, fin dall’inizio, aveva fissato un obiettivo chiaro e realistico: conquistare la permanenza in serie C. Dopo un avvio incoraggiante, tra novembre e gennaio il percorso si è improvvisamente fatto tortuoso. I numeri raccontano bene quel periodo difficile: appena cinque punti raccolti in undici partite, con una sola vittoria a spezzare una lunga serie di risultati poco favorevoli. Un rallentamento brusco che aveva inevitabilmente riavvicinato la squadra alla zona calda della classifica, facendo riaffiorare qualche timore.

In momenti del genere, spesso, la differenza la fanno i dettagli. E per il Forlì i dettagli sono arrivati dal mercato invernale, che ha portato nuova linfa e soprattutto nuove soluzioni tecniche

Gli innesti si sono rivelati funzionali alle esigenze della squadra e hanno contribuito a ridare equilibrio e qualità a un gruppo che ne aveva bisogno. Tra le firme più significative spiccano senza dubbio il ritorno di Michele Trombetta e il prezioso apporto di Carlo Ilari a centrocampo, due pedine che hanno alzato il livello della manovra e stanno garantendo esperienza e sostanza.

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I primi segnali concreti della svolta sono arrivati nelle sfide più pesanti dal punto di vista psicologico: gli scontri diretti per la salvezza. Le due vittorie casalinghe per 2-0 contro Pontedera e Torres hanno rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno. Successi netti, maturati con solidità e maturità, che hanno restituito fiducia all’ambiente e soprattutto punti pesanti in classifica. A questi si sono aggiunti pareggi preziosi, spesso conquistati lontano da casa, che hanno permesso ai biancorossi di muovere la graduatoria con continuità. Il risultato è che oggi il Forlì può guardare la classifica con un filo di serenità in più. Il margine sulla zona playout si è nuovamente allargato e tra i galletti e la ‘zona gialla’ si sono inserite diverse squadre.

Un piccolo ma significativo cuscinetto che testimonia la capacità della squadra di reagire alle difficoltà e di rimettersi in carreggiata.

Naturalmente il lavoro non è ancora finito. L’ultimo mese di campionato rappresenta il tratto finale di una maratona lunga e logorante, in cui serviranno concentrazione e continuità per evitare passi falsi. Ma la sensazione è che

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il Forlì abbia ritrovato le energie giuste per completare l’opera. Blindare la permanenza in categoria significherebbe centrare l’obiettivo stagionale e dare ulteriore valore al percorso di una neopromossa che ha saputo stringere i denti nei momenti difficili. E allora sì, a quel punto, si potrà davvero stappare una bottiglia buona.

A cura di Simone Casadei Foto Sara Callegari - Studio Frasca

Servizio di segreteria telefonica: il Cesena non è al momento raggiungibile

Per giudicare l’operato di una squadra serve diffidare delle impressioni. Queste ultime, infatti, ingannano, a differenza dei numeri che raramente mentono. Partiamo da qui: il Cesena è ottavo con 40 punti dopo 30 giornate, ha segnato 38 gol e ne ha subiti 43. Dentro la sua stagione esiste però una frattura precisa: dopo il 3-2 al Mantova del 13 dicembre, quello che sembrava il trampolino verso un campionato ambizioso si è trasformato in una caduta priva di scampoli luminosi. I bianconeri hanno raccolto appena due vittorie nelle successive dodici gare, corredate da otto sconfitte. Il pareggio interno con il Frosinone ha solo rallentato la corsa verso il basso, senza cancellare una crisi ormai evidente

Ma qual è il punto? Questo vuoto non nasce da un dettaglio, bensì da un logoramento più profondo. Il Cesena ha perso compattezza, personalità e riconoscibilità. Ha smesso di sapere chi è e quando

una squadra perde la propria identità, l’allenatore finisce inevitabilmente al centro del processo. Non a caso la società ha deciso di sollevare Michele Mignani dall’incarico subito dopo il 2-2 con il Frosinone, epilogo di settimane in cui il campo raccontava una verità precisa: il suo Cesena non controllava più le partite, non sapeva gestirne i momenti e si sbriciolava appena l’inerzia cambiava direzione. Un addio maturato lentamente, più per logoramento che per rottura improvvisa. Per comprenderne il cuore, basterebbe ripercorrere alcune tappe del declino. Contro l’Empoli, al Manuzzi, è arrivato lo 0-1; contro il Bari, in casa, un altro passo falso per 1-2; ad Avellino il Cesena era passato avanti con Olivieri dopo otto minuti, salvo poi sciogliersi sotto la tripletta di Biasci e chiudere 3-1. A Chiavari, contro l’Entella, è arrivato un altro 3-1. Poi il tracollo col Venezia: 0-4 al Manuzzi. E ancora lo Spezia: avanti 1-0, poi 2-1, infine battuti

2-3. Il Monza ha chiuso il cerchio con l’1-3 casalingo, prima dello 0-0 di Modena e del 2-2 con il Frosinone, partita ricca di episodi ma incapace di invertire davvero il trend della stagione.

Qui si annida il cuore del problema: il collettivo romagnolo concede troppo e costruisce poco. Quarantatré gol subiti in trenta partite raccontano una fragilità evidente. La squadra prende gol con facilità, si fa ribaltare e si lascia trascinare dentro partite sporche senza la forza di ripulirle con ordine. Non meno importante, la fase difensiva non protegge più Klinsmann, ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto ai singoli. Già, perché il problema è sistemico. Davanti, per esempio, i limiti sono emersi con chiarezza. Cristian Shpendi, arrivato a 10 gol, resta una delle poche certezze, anche se una squadra non può vivere di fiammate isolate. Cerri dà peso, Berti ha strappi, Castagnetti resta un uomo di pensiero calcistico, eppure il Cavalluccio continua a perdere continuità.

La verità, quella meno comoda ma più onesta, racconta che per mesi il Cesena ha nascosto i propri limiti dietro un rendimento superiore alle reali possibilità. Quando l’onda si è ritirata, a palesarsi è stata la nudità di una squadra poco cinica e ancor meno duttile. E a questo livello, quando una formazione perde ferocia e affidabilità, la responsabilità tecnica non può essere derubricata a fatalità. Nel calcio, come nella vita, si cade due volte: la prima quando perdi, la seconda quando non comprendi più il perché. Oggi il Cesena sembra prigioniero di questa seconda caduta. E l’assenza di direzione, più ancora della classifica, è ciò che inquieta davvero il Cavalluccio.

Il compito di riaccendere la rotta è affidato ad Ashley Cole, alla sua prima esperienza da main coach. Un nome che porta con sé il peso di una carriera straordinaria da calciatore e l’incognita di chi si affaccia ora alla guida tecnica. Toccherà a lui raccogliere il testimone lasciato da Mignani e provare a ridare al Cesena ciò che nelle ultime settimane è andato smarrendosi: identità, fiducia e direzione

L’Unieuro e un rush finale

non fallire

La stagione della Pallacanestro 2.015 entra nel suo momento decisivo, quello che da mesi sembra inevitabilmente all’orizzonte: la volata finale per la salvezza. Un copione che, di fatto, accompagna i biancorossi fin dall’inizio dell’anno e che difficilmente cambierà fino alla sirena conclusiva della regular season, prevista a fine aprile. Il campionato dell’Unieuro è stato fin qui tutt’altro che lineare. Tra infortuni, cambiamenti e periodi di rendimento altalenante, la squadra non è mai riuscita a trovare quella continuità necessaria per allontanarsi dalla zona calda della classifica. Nelle ultime settimane lo scenario si è deli-

neato con maggiore chiarezza: la corsa per evitare i playout sembra destinata a trasformarsi in un duello soprattutto con Cento, mentre Torino resta per ora relativamente a portata ma leggermente più defilata nella lotta diretta.

Rispetto a poche settimane fa, però, il vento sembra soffiare leggermente dalla parte dell’Unieuro.

La squadra forlivese può infatti contare su una rotazione più lunga e, almeno sulla carta, su un livello qualitativo superiore.

Un aspetto che potrebbe fare la differenza soprattutto nel finale di stagione. In questa fase, poi, arrivano anche se-

gnali incoraggianti dall’infermeria. I rientri di Gaspardo e Harper, dopo oltre un mese di stop, restituiscono a Forlì due pedine fondamentali nelle rotazioni, mentre l’arrivo di Stefano Bossi – autore di una prestazione maiuscola a Cividale – aggiunge esperienza e gestione in cabina di regia.

Un trio che amplia le soluzioni a disposizione dello staff tecnico e che potrebbe rappresentare un fattore determinante nel momento più delicato dell’anno. Ritrovare giocatori chiave proprio nel momento in cui la stagione entra nella sua fase più calda può dare nuova linfa a tutto il gruppo.

Il calendario, tuttavia, non sarà dei più indulgenti. Perché l’Unieuro, nel mese e mezzo conclusivo del campionato, dovrà incrociare diverse squadre di alta classifica, tra cui Scafati, Pesaro e Verona. Avversarie costruite per obiettivi ben diversi e che rappresentano ostacoli di grande spessore tecnico. È il momento in cui ogni possesso pesa di più, ogni dettaglio può fare la differenza e ogni vittoria vale doppio.

Forlì lo sa bene: per evitare i playout serviranno compattezza, continuità e la capacità di sfruttare al massimo le proprie risorse. Dopo una stagione complicata e travagliata, l’obiettivo è uno solo: stringere i denti fino all’ultimo e provare a mettere il punto finale nel modo più dolce possibile. Archiviando il campionato con una salvezza conquistata sul campo, senza dover passare per le forche caudine degli ‘spareggi’ per evitare la retrocessione in serie B.

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LA STRADA PIÙ SICURA PER OTTENERE UN VELOCE

Un finale di stagione tra sogni e incertezze per i Chemifarma Baskérs

Saranno due mesi vibranti e pieni di emozioni per i Chemifarma Baskérs Forlimpopoli che, nella loro prima stagione nel campionato nazionale di B Interregionale, vogliono provare a trasformare in realtà un altro sogno. Dopo l'incredibile promozione dello scorso anno, oggi la formazione guidata da coach Alessandro Tumidei vuole provare a candidarsi a mina vagante della post season, ma il cammino sembra quanto mai complicato: nonostante il passo si sia fatto più veloce nell'ultimo mese, Jesi, oggi settima, ha iniziato anch'essa a correre e così sembra che la lotta sia solo per l'ultimo, l’ottavo posto, per cui tante sono le formazioni in lizza, da Vasto a Pesaro, fino a Termoli. Certo è che, dopo un gennaio molto faticoso a livello di infortuni e, conseguentemente, di risultati, il mercato ha portato alla truppa forlimpopolese un paio di rinforzi di assoluto valore: se Matteo Borciu, che in Romagna ha fatto gran parte del suo percorso giovanile con la maglia della Pallacanestro 2.015, è un esterno duttile dotato di grande qualità soprattutto nella metà campo difensiva, l’ingaggio di Robert DiSibio ha sicuramente sparigliato le carte e gli equilibri del campionato. Primo americano della storia societaria, DiSibio è arrivato dalla B Nazionale di Agrigento, dove viaggiava in questa stagione a 12 punti di media, grazie alla sua capacità di

segnare sia da fuori che in avvicinamento a canestro. Nato nello stato di New York da una famiglia originaria di Avellino, DiSibio ha partecipato l'estate scorsa alla Summer League NBA con la maglia dei Milwaukee Bucks: insomma, si tratta di un giocatore completamente fuori categoria per la B Interregionale e gli oltre 20 punti di media realizzati finora in maglia Baskérs ne sono la più chiara conferma. Nonostante ciò, come detto, la classifica è cortissima e se la rincorsa ai playoff sembra quanto

mai faticosa, la zona playout dista appena un paio di partite. Anche il cammino dei forlimpopolesi, ora, si fa insidioso: lasciata alle spalle una prima metà di campionato che ha visto Vico e compagni sfidare tutte le big del torneo, ora i Baskérs sono attesi da un lungo filotto di sfide contro le traballanti, contro tutte quelle squadre che se finora hanno mostrato di poter fare punti contro tutti, ora sono ancora più motivate a conquistarne per cercare di mantenere la categoria. Perciò, per Forlimpopoli il calendario si fa da un lato più morbido, ma dall'altro totalmente da non sottovalutare, per evitare di inciampare inaspettatamente e continuare a sognare.

Ciò che è certo è che, come sempre accaduto in tutti i dodici anni della loro storia, fino alla fine non mancheranno le emozioni per i tifosi dei galletti.

GINNASTICA RITMICA

Soddisfazioni e progetti per i primi trent'anni

di Gymnica 96

Questo 2026 sarà un anno speciale per Gymnica 96, la società forlivese che porta avanti l’insegnamento e la pratica della ginnastica ritmica in città. Infatti, quest'anno cade il trentesimo anniversario della nascita della società stessa e per questo sono in programma grandi festeggiamenti, per un compleanno davvero sentito ed atteso. Nel mese di giugno, due saranno gli eventi in programma che riporteranno questo magnifico sport al centro del panorama sportivo cittadino: il primo sarà un gran gala che ripercorrerà la storia ed i protagonisti della Gymnica 96, che ve-

drà la partecipazione di atlete di ieri e di oggi, insieme ad altri ginnasti e danzatori per uno spettacolo unico e alla portata di chiunque. Nei giorni a seguire, inoltre, si terrà nella città di Forlì il campionato nazionale AICS di ginnastica ritmica, un evento importantissimo che muoverà centinaia di atlete, con i relativi staff e le famiglie, per creare un appuntamento davvero imperdibile. Sia il gran gala che il campionato nazionale si terranno nel tempio dello sport cittadino, il Palafiera, per una settimana di passione e partecipazione. “Sono molto felice di poter organizza-

re nella nostra città un appuntamento di questa portata - confessa Chiara Domeniconi, responsabile tecnica di Gymnica 96 - erano anni che stavamo provando, ma non c'erano le condizioni per farlo, mentre quest'anno sì e credo sia un bellissimo regalo per il nostro compleanno e per la città, per conoscere uno sport bello e sano, infangato nell’ultimo periodo da qualche scandalo a livello nazionale, ma che nella nostra realtà è vissuto con amore e grande rispetto”. Non sono solo futuri i progetti della Gymnica 96, che quotidianamente lavora in palestra con le proprie ragazze e che nelle ultime settimane ha ottenuto importanti risultati nei vari campionati regionali, facendo incetta di podi e di medaglie: a livello individuale, tra le atlete Gold, menzione speciale meritano Aurora Benedetti, classe 2010 reduce da un anno di lavoro anche presso i centri tecnici federali nazionali, che ha conquistato diversi terzi posti nelle varie specialità e nella classifica regionale e Viktoria Grosuliak, che si è conquistata il titolo di vicecampionessa regionale nella categoria Allieve.

Ora tutte le ragazze sono attese dalla zona tecnica e dai campionati interregionali che qualificano per i nazionali: sarà quindi un bel banco di prova per le giovani atlete forlivesi che, come sempre, si sapranno mettere in mostra con le loro qualità e la loro determinazione. Insomma, tra presente e futuro, questo trentesimo anno di vita di Gymnica 96 sarà pieno di lavoro e di passione per portare avanti cultura e passione di uno sport incantevole, come la ginnastica ritmica, nella città di Forlì.

PATTINAGGIO CORSA

Forlì Roller: campioni per natura

Che cos’è lo sport?

Lo sport è fantasia, dedizione, velocità d’esecuzione. Quando la velocità fa il paio con la parola “passione” basta solo decidersi con quale mezzo sia opportuno sfidare la volontà degli Dei nel cercare di essere più veloci di noi stessi.

Che poi la cosa succeda con un pattino roller in linea è quella magia del fisico protratto al limite del bordo in cemento, la curva e il rettilineo, mentre la tua vita di atleta in quei rapidi secondi di esecuzione, scorre veloce nel pensiero e nelle gambe. Una idea che il presidente del Forlì Roller Piero Emiliani, declina con una voce dalla massima calma possibile, per una passione che indelebile cova sotto la cenere.

“Siamo nati 43 anni fa col settore corsa e 5/6 anni più tardi abbiamo integrato anche l’aritistico, fino ad avere in organico circa 220 atleti, tra grandi e piccoli.”

So che tra i “piccoli”, Edoardo Vallicelli è più di una semplice promessa.

“ È arrivato da noi 3 anni fa, si è messo i pattini e si vedeva che andava forte vincendo quest’anno il Campionato Regionale indoor, sia nella prova sulla lunga distanza (fondo), sia nella gara di slalom categoria esordienti secondo anno (12 anni) per roller in linea.”

C’è una qualità più delle altre che in Edo spicchi?

“ La sua tenacia, insieme alla sua voglia di vincere.”

Un degno erede di ciò che i fratelli Massa abbiano già ottenuto con i colori del Forlì Roller.

“Elizabeth è un’ Allieva secondo anno e proprio settimana scorsa ha partecipato ai Campionati Italiani indoor ottenendo un lusinghiero quarto posto su mille metri. Una bella conferma dopo il titolo italiano conquistato lo scorso anno sui 5000 a punti, sempre indoor. Settimana prossima prenderà parte a un raduno della Nazionale, in vista dei prossimi Europei.”

E Kevin?

“Kevin è un Senior di 22 anni. Livello decisamente tosto, dove se vuoi pensare di

poter proseguire devi ragionare da atleta professionista. O ti alleni sette giorni su sette, oppure prendi quello che viene. Non ci sono altre strade oltre a quella della perseveranza.”

Da questo punto di vista, per voi come società avere l’appoggio di uno sponsor come Elettro Energy è un punto importante su cui poter fare affidamento per un minimo di programmazione.

“Un bel biglietto da visita, davvero. Oggi, poter fare affidamento su simili aiuti societari è pressoché impossibile per realtà come la nostra.”

Eppure, lo sport vive anche di queste bellissime e appassionate incertezze, sopra una rotella da pattino che a Forlì corre veloce, fin quando roller ai piedi, questi magnifici ragazzi continueranno a sfidare i propri limiti e quegli stessi irriverenti Dei: come succede a Forlì.

Più che altrove, veloci come il vento.

Simili, ma diametralmente opposte, Querzoli e Life365.eu arrivano al finale dei rispettivi campionati in ripresa, ma attardate rispetto al raggiungimento degli obiettivi stagionali. Sicuramente, migliore è la situazione della formazione maschile, guidata da coach Claudio Visani, che nelle ultime settimane ha conquistato qualche scalpo importante, non ultimo quello del Rubicone Volley, seconda forza del campionato, riscattando un mese di febbraio

da tre sconfitte in quattro gare che ha fatto perdere terreno a Bigarelli e compagni rispetto ad un secondo posto (ultimo valido per l'accesso ai playoff) che oggi dista un paio di partite. Certo è che la squadra forlivese ha, davanti a sé, una seconda parte di stagione sulla carta più morbida, contro formazioni di seconda fascia, che non vanno però sottovalutate per le extra motivazioni che sono spesso capaci di produrre le formazioni più fragili durante la corsa

verso la salvezza. Di sicuro, però, i forlivesi dovranno trovare quella continuità che alle volte è mancata nel corso di questa stagione, per cercare di risalire la china in un'annata comunque molto positiva, dopo la ristrutturazione societaria della scorsa estate. Decisamente più complessa, invece, è la situazione della Life365.eu che dopo essere sprofondata ad inizio 2026, nelle ultime settimane ha conquistato punti importanti in alcuni scontri diretti (Modena, Cesena), ma che resta ancora in piena bagarre per la corsa alla salvezza. La speranza della società è che la scossa data con il cambio in panchina possa essere sufficiente: al posto di coach Nello Caliendo, la Libertas ha affidato la squadra ad una cooperativa tecnica formata da Mattia Focchi, Maria Grazia Montevecchi e dall’assistente Fabrizio Lini, facendo di necessità virtù, con un gruppo di lavoro rodato e che da anni rappresenta lo zoccolo duro del fiorente settore giovanile forlivese. Calendario alla mano, il cammino di Folli e compagne è tutt'altro che semplice: Ripalta, Campagnola e Valdarno sono tre avversarie che lotteranno fino alla fine per la A3, ma sarà nelle altre gare, su tutte le sfide interne contro San Giorgio e CVR che potranno portare a Forlì punti e fiducia per cercare lo scatto vincente ed allontanare quegli ultimi quattro posti che già lo scorso anno hanno condannato la società di Viale della Libertà alla retrocessione. Insomma, per le due formazioni forlivesi si preannuncia un finale di campionato da vivere al cento per cento e con il fiato sospeso, nella speranza di un epilogo in linea con le attese e di un futuro radioso per la pallavolo cittadina.

Circolo schermistico forlivese: la spada colpisce (al cuore) ancora

Risultati.

Forse in pochi (pochissimi) lo sanno, ma Forlì può fregiarsi di avere una delle più importanti realtà spadistiche nazionali, come il vicepresidente del “Circolo Schermistico Forlivese ASD” Rodolfo Spazzoli ci narra prontamente, dentro questo presente pieno di successi e soddisfazioni per la società di Viale della Libertà.

“Veniamo da un bronzo mondiale e un argento europeo U17, conquistati dal nostro Nicolò Sonnessa nel 2025, prima a Wuxi in Cina e poi ad Antalya in Turchia. Anche Riccardo Magni è stato convocato per la rassegna mondiali ed europea, giungendo nono nel Paese asiatico.”

Alla faccia del bicarbonato di sodio, liberamente citando …

In effetti per la nostra società è un decennio davvero d’oro che può essere mantenuto. Il nostro presidente, il prof. Magnani, dall’esperienza infinita dice sempre: “Più in alto di così non si può andare”. Invece alla fine qualche soddisfazione in più ce la leviamo sempre.”

Più di qualcuna direi

“Abbiamo vinto il ventiquattresimo titolo italiano nella categoria “Giovanissime” con Anita Casacci, Anita Gentili, Gaia La Biunda ed Elena Salvadori, tutte ragazze provenienti dalla nostra succursale di Cesena seguite da Beatrice Bertacchini, in-

sieme al resto dello staff. Anche gli U20 seguiti dal Maestro Michele Mazzetti, istruttore della Nazionale e da Igor Efrosinin hanno raggiunto un livello senza precedenti per la città di Forlì. Mettici anche la convocazione per gli Europei di M. Chiara Testa e i piazzamenti ottenuti in Coppa del Mondo, conquistando il terzo posto ai recenti campionati Italiani U23…tutti risultati importanti.”

Qualche segreto, per questa “lucente” magia?

“Posso dirti questo: nel mio ruolo di vicepresidente, frequento questo mondo e la nostra palestra da quando avevo quattro

anni e posso dirti che un ambiente in cui sentirsi coinvolti e a proprio agio fa una grandissima differenza. Vorrei citarti a uno a uno i nomi di tutti i collaboratori del nostro staff: gli autori di questa magia, come l’hai definita tu.”

Il Maestro Efrosinin vi ha regalato comunque un’impronta irripetibile per Forlì e la vostra società

“Nei 24 titoli italiani che abbiamo conquistato, ci sarà sempre il suo carattere e la sua personalità.”

Prossimi obbiettivi?

“Ci avviciniamo alla gara a squadra sia maschile, sia femminile. Femminile in A1, la massima categoria dove sono presenti tutti i più importanti gruppi sportivi nazionali (16 squadre). La maschile è in A2, con l’idea di tornare dove sono ora le ragazze.”

Il giusto modo di coronare gli 80 anni del “Circolo schermistico forlivese ASD”. Quando ogni stoccata colpisce ancora. Dentro l’anima di ciascuno di loro.

È sempre tempo di hockey a Forlì

Si avviano verso il finale della stagione i campionati di hockey inline, che vedono impegnate tutte le categorie, senior e giovanili, della Libertas Hockey Forlì. La squadra di serie A dei War Pigs, terminata con un buon sesto posto la stagione regolare (uno in meno dello splendido campionato dell’anno scorso, alla prima esperienza nella massima serie dopo tanti anni), è attualmente impegnata nel “Qualification round” e, se tutto va come previsto, potrà poi partecipare alla fase conclusiva che porterà a decretare i vincitori dello scudet-

to. Sarà difficile passare i quarti di finale, che sicuramente vedranno la compagine forlivese impegnata contro una delle squadre di vertice, ma nell’hockey le sorprese sono sempre possibili, e i nostri ce la metteranno tutta per conquistare un risultato che sarebbe storico. Intanto sono arrivate le prime vittorie per l’Elite Under 18, che affronta un campionato nazionale molto impegnativo, utile per mettere alla prova i giovani talenti confrontandosi con i migliori pari età di tutt’Italia.

Proseguono anche i tornei delle squadre

Under 16, Under 14, Under 12 e Under 10: dopo le fasi di zona, a fine stagione ci saranno poi le impegnative finali nazionali. Il pattinodromo di via Ribolle, in occasione delle partite giovanili, ha ospitato anche qualche partita promozionale per i più giovani che hanno da poco cominciato a praticare lo sport, per dare a tutti la possibilità di scendere in pista e mettersi alla prova.

Se qualcuno, in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, si è appassionato all’hockey su ghiaccio, può avvicinarsi a questa disciplina, che è molto simile. Del resto, l’hockey inline nasce proprio dai giocatori di ghiaccio che in estate volevano continuare ad allenarsi anche senza la disponibilità della pista ghiacciata, mantenendo più o meno la stessa attrezzatura, eccetto le “lame”, ovviamente sostituite dai pattini in linea.

Ci sono però alcune differenze peculiari: un giocatore in meno in campo (quattro di movimento più il portiere), regole più semplici (non ci sono il fuorigioco e la liberazione vietata, dal momento che il campo è generalmente più piccolo di quello su ghiaccio), regole più restrittive per rendere il contatto fisico meno “duro”, partite più brevi (due tempi da 20 minuti effettivi). Resta immutato il fascino di una disciplina veloce, divertente ed emozionante, in cui i giocatori devono saper unire tante qualità: velocità, equilibrio, forza, precisione, tattica, gioco di squadra. Uno sport quindi che può appassionare sia chi lo pratica (e a Forlì ci sono possibilità per tutti e tutte, dai bambini agli adulti che vogliono mettersi alla prova con la squadra amatoriale), sia chi lo guarda.

Vertical protagonista dell’arrampicata, tappa regionale FASI e raduno della Nazionale U17

E’ stata una vera e propria maratona sportiva e organizzativa. Nelle scorse settimane la palestra forlivese Vertical ha ospitato una tappa del Campionato Regionale Emilia-Romagna della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (F.A.S.I.) per la specialità Lead, riservata alle categorie giovanili Under 15, Under 13 e Under 11, maschili e femminili. L’evento ha richiamato quasi 170 iscritti, trasformando la struttura in un punto di riferimento per l’arrampicata giovanile regionale. Dietro alla manifestazione c’è stato un grande lavoro di squadra. L’organizzazione è iniziata molti giorni prima dell’evento e ha coinvolto l’intero staff del Vertical, impegnato nella gestione della gara senza interrompere le normali attività della palestra, tra corsi per adulti e programmi dedicati ai più giovani. Tecnici, tracciatori, istruttori, personale di segreteria e promozione hanno lavorato fianco a fianco per garantire il successo di un appuntamento sportivo complesso e molto partecipato. Grande emozione anche per la presenza degli atleti della squadra di casa. Vertical ha infatti schierato una ventina di giovani agonisti, alcuni dei quali alla loro prima esperienza di gara. Il momento più intenso è arrivato nella categoria Under 15, dove Matteo Gatti, uno dei talenti cresciuti all’interno del team, ha conquistato un risultato straordinario. Dopo

aver conquistato l’accesso alla finale, il giovane arrampicatore è riuscito a salire sul gradino più alto del podio, vincendo proprio davanti al pubblico di casa la sua prima gara. L’attività di Vertical non si è fermata qui. Nei giorni 14 e 15 febbraio 2026 la struttura ha infatti ospitato anche il raduno della Nazionale giovanile Under 17 della F.A.S.I. per la specialità Boulder. Non si tratta di una novità assoluta: già in passato la palestra aveva accolto eventi federali di rilievo, tra cui i Campionati Italiani Assoluti di Boulder nel luglio 2023, organizzati con grande successo. La scelta della federazione di tornare a utilizzare questo impianto conferma l’attenzione crescente che tecnici e atleti di livello nazionale stanno rivolgendo alla struttura. Nel corso degli anni Vertical ha acquisito esperienza nell’organizzazione di eventi sportivi, costruendo una solida collaborazione con la federazione e con tecnici e atleti di tutta Italia. Nonostante la posizione geografica lontana dai principali poli sportivi del Nord, la struttura si sta affermando sempre più come punto di riferimento per l’arrampicata nel Centro Italia. L’obiettivo è continuare a investire nella crescita dei giovani e nella promozione di uno sport che, oltre all’aspetto agonistico, rappresenta anche un importante strumento educativo e di aggregazione.

27.28.29 marzo 2026

Artisti, Gallerie e Associazioni Culturali in Fiera

Scacco matto a Forlì: cento giocatori al Campionato Italiano a Squadre

Gli scacchi sono un gioco da tavolo strategico, una vera e propria rappresentazione di una battaglia in miniatura. La partita termina quando uno dei due eserciti, guidati dai due giocatori, riesce a dare scacco matto al Re avversario, ossia infliggere un attacco mortale al sovrano nemico. L’espressione “scacco matto” deriva dall’antico persiano shah mat (pronuncia “scià mat”), che significa letteralmente “il Re è morto”, riferendosi allo scià di Persia. Nel corso dei secoli, gli scacchi hanno attra-

versato culture e continenti, evolvendosi fino a diventare uno degli sport mentali più praticati al mondo, capace di combinare logica, strategia e concentrazione. Tra gli eventi più prestigiosi del panorama scacchistico italiano spicca il Campionato Italiano a Squadre, organizzato dalla Federazione Scacchistica Italiana (FSI). Questa competizione, considerata il più grande torneo a squadre d’Italia, coinvolge circoli da ogni regione, offrendo loro la possibilità di contendere il titolo e lo Scudetto. Le

sfide si svolgono con partite a squadre di 4 contro 4, seguendo un format prestabilito che mette alla prova abilità, tattica e coesione del gruppo. La città di Forlì è stata protagonista del Campionato Italiano a Squadre nei giorni 13, 14 e 15 marzo, quando ha ospitato una delle tappe più importanti di questo torneo, grazie all’organizzazione del Circolo Scacchistico Forlivese. La manifestazione ha visto la partecipazione di circa 100 giocatori, accompagnatori e appassionati, creando un’atmosfera vivace e intensa, dove la concentrazione e la strategia erano protagoniste. Per il Circolo Scacchistico Forlivese si è trattato di un momento storico: la compagine locale ha schierato due squadre nella categoria Promozione, una squadra nella categoria C, e, per la prima volta dalla sua fondazione, anche una squadra nella categoria A1, la massima divisione del campionato. Venerdì 13 marzo il vicesindaco di Forlì ha dato il via ufficiale alla manifestazione, salutando giocatori, accompagnatori e appassionati presenti. I primi due turni di gioco hanno subito mostrato l’intensità della competizione, con partite combattute in cui ogni mossa poteva fare la differenza. Sabato e domenica si sono svolti altri due turni decisivi, che hanno definito le squadre promosse alla categoria superiore e quelle retrocesse a quella inferiore, seguendo la logica meritocratica che caratterizza ogni torneo di alto livello. Oltre alla competizione, l’evento ha offerto un’importante occasione di incontro e scambio tra giocatori con esperienze differenti confermando ancora una volta il fascino senza tempo degli scacchi, uno sport mentale capace di coinvolgere giocatori e appassionati di ogni età.

School Football Cup

La città di Forlì si prepara a vivere i prossimi mesi all’insegna dello sport giovanile e della memoria. Dopo il successo dello scorso anno, torna la School Football Cup, il torneo di calcio dedicato agli studenti delle scuole superiori, che quest’anno amplia i confini territoriali diventando School Football Cup Romagna, coinvolgendo anche Cesena. Il torneo prenderà il via il 20 aprile e proseguirà per circa sei settimane, fino alle finali

cittadine del 28 e 29 maggio, con la finalissima tra le squadre vincitrici di Forlì e Cesena in programma il 5 giugno. Le partite della prima fase a gironi si disputeranno a Forlì nel campo Federale mentre a Cesena a Martoranello, invece l’atto conclusivo si giocherà allo Stadio Tullo Morgagni, casa del Forlì FC. L’obiettivo è ambizioso: coinvolgere circa 400 giovani atleti e attirare almeno 9.000 spettatori complessivi, con una

forte risonanza anche sui social network. La prima edizione del torneo, disputata tra maggio e giugno 2025, aveva già dimostrato il grande potenziale dell’iniziativa, registrando oltre 2,8 milioni di visualizzazioni online e fino a 1.700 spettatori in occasione della finale allo stadio. La School Football Cup si conferma così un evento capace di valorizzare l’identità sportiva della città. Ma il mese di aprile a Forlì non sarà solo calcio giovanile. Giovedì 9 aprile lo Stadio Morgagni ospiterà la “Partita del Dono”, un evento speciale in memoria di Silver Sirotti, il giovane ferroviere che nel 1974 sacrificò la propria vita durante l’attentato al treno Italicus per salvare altre persone. A scendere in campo saranno la Nazionale Italiana Cantanti e il Team Silver 1974, composto da amici e compagni di Silver insieme ad alcune personalità locali. L’iniziativa, organizzata dalla famiglia Sirotti con il sostegno del Comune di Forlì, di Avis Comunale e del Club Forza Forlì, avrà finalità solidali: tutto il ricavato sarà devoluto a sostegno di Avis, Admo e Aido, proseguendo l’eredità di generosità che Silver lasciò con il suo gesto eroico. La notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, Silver, allora ventiquattrenne, si gettò in un vagone in fiamme riuscendo a trarre in salvo tre passeggeri, sacrificando la propria vita. Per il suo coraggio gli fu conferita la medaglia d’oro al valor civile dalla Presidenza della Repubblica. Due eventi, accomunati dal tema del dono: il dono dello sport e della comunità per la School Football Cup Romagna, e il dono della vita e della solidarietà per la “Partita del Dono”. Forlì dimostra ancora una volta come sport, memoria e partecipazione possano trasformare la città in un palcoscenico dove giovani, cittadini e istituzioni si incontrano per celebrare valori universali.

Mercato di Campagna Amica: connubio vincente tra

Un calendario più ricco, esperienze per famiglie e presenza sempre più forte sul territorio. Con il programma di marzo, il Mercato di Campagna Amica Forlì-Cesena compie un salto di qualità e punta a superare le 1.500 presenze nel mese, confermando la crescita già emersa nei primi mesi dell’anno.

La proposta, promossa da Coldiretti Forlì-Cesena, mette in campo 8 appuntamenti tematici tra incontri con i produttori, attività per famiglie, iniziative solidali e momenti dedicati alla salute. Un’offerta che risponde a una domanda in crescita da parte dei cittadini: qualità, relazione diretta con chi produce e servizi utili in un unico luogo, con le aperture del venerdì e del sabato che richiamano mediamente 180–220 visitatori.

Numeri che fotografano un mercato diventato riferimento per la spesa a km zero nel territorio forlivese. “Il mercato sta vivendo una fase di crescita molto concreta, sottolinea il direttore Alessandro Corsini. Non parliamo solo di vendite, ma di partecipazione attiva: aumentano le famiglie presenti, cresce il tempo medio di permanenza e soprattutto si

rafforza il rapporto di fiducia tra produttori e cittadini. Il calendario di marzo va esattamente in questa direzione”.

Si è partiti con gli incontri dedicati ai produttori, cuore identitario di Campagna Amica, per poi entrare nel vivo con gli eventi del sabato.

Tra i momenti più attesi, sabato 7 marzo è tornato “Sport e Cibo Giusto-Camminata Magica Tribù” con omaggio floreale per le donne e l’agriaperitivo con prodotti delle aziende agricole. Spazio alle famiglie è stato dedicato sabato 14 con il laboratorio creativo dedicato alla Pasqua, mentre la solidarietà sarà protagonista sabato 21 marzo (9.00–12.30) con le Uova solidali di Pasqua in collaborazione con l’Associazione Loto Onlus. Si chiude sabato 28 marzo con camminata mattutina della Magica Tribù, e al termine misurazione gratuita della pressione arteriosa con il cardiologo prof. Piovaccari, rafforzando il filone salute-prevenzione sempre più centrale nella programmazione. “Vogliamo che il mercato sia sempre di più un luogo multifunzionale - evidenzia il presidente Massimiliano Bernabini - dove fare la

spesa di qualità ma anche trovare servizi, informazione e momenti di comunità. I numeri ci dicono che la strada è quella giusta: cresce la partecipazione e cresce la consapevolezza dei cittadini verso il cibo locale e stagionale” ll paniere del mercato conta mediamente più di 120 referenze stagionali tra ortofrutta fresca, trasformati, vino, olio, formaggi e prodotti da forno. Appuntamento ogni venerdì e sabato mattina, dalle 8.00 alle 13.30, in viale dell’Appennino 16 a Forlì. Per aggiornamenti è possibile seguire i canali social di Coldiretti Forlì-Cesena e Campagna Amica.

Rivola e il BeZ:

Romagna

Connection

“Quando scatta la gara d’ignoranza, un romagnolo non può arrivare secondo.”

Citando il noto monologhista Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi. E a Buriram nella sprint race è andata proprio così. Secondo giro e “pam”, l’asfalto accompagna Marco Bezzechi lungo la via di fuga tra facili improperi e scorni impetuosi. Massimo (Rivola) che al muretto rincara la dose per quell’eccesso di genuina “ignoranza” agonistica del proprio centauro. Del resto contro un talentuoso “cabroncito” come MM, anche il più testardo dei romagnoli potrebbe essere costretto ad alzare bandiera bianca. Solo che... solo che i ro-

magnoli in questione, tra Faenza e Rimini (no, Battisti e Francesca non c’entrano proprio) sono due, e uno, quasi certamente, ha la capacità di far, se non ragionare, certamente riflettere l’altro. Ed è bello immaginare nella nostra lingua quei due che si parlano, padroni di un idioma che non ha eguali al mondo.

Il nostro.

“Et fat la cazéda?”

“A ne feg piò. A te prumétt…”

E infatti, la domenica va proprio così, col BeZ che domina la gara in lungo e in largo per tutti i 26 giri della corsa thailandese a corollario di quattro Aprilia ai primi cinque

posti della classifica. Parco chiuso, Rivola che cerca il suo pilota per abbracciarlo, insieme a quell’ufficio facce in permanente stato operativo. Occhi che si parlano, sorrisi che raccontano una stima costruita nel tempo, che perdona e promette fiducia anche quando potrebbe non essercene. Un’ Aprilia per due romagnoli, chi team manager e amministratore delegato e chi centauro, col suo polso e il corpo che si piega oltre i limiti della fisica. Bezzecchi felice, Rivola di più, dietro un’intervista dove Marco sembra quasi indirettamente chiedere scusa a Massimo per quel suo carattere “ignorante” da smussare, figlio di un eccesso d’irruenza.

“Brev burdèl!” Bravo ragazzo! Ma al plurale, sarebbe perfino meglio. Bravi ragazzi, quando ognuno fa la sua parte in nome di un bene comune per la squadra. Perché in fondo se sei romagnolo e vivi “par e Mutor”, “ l’ignoranza” è insita, quasi un male necessario senza cui sia impossibile pensare di riuscire ad andare forte. Linguaggi, usanze di cose e persone che non hanno precedenti in altri luoghi e posti del globo terracqueo, almeno in termini meccanico-agonistici per le due ruote sportive a motore. Perché la Romagna può non essere terra di poeti (anche se più d’uno l’abbiamo avuto) di Santi e navigatori, ma certamente è luogo di passione, sudore e velocità. Tutte cose che Massimo Rivola e Marco Bezzecchi uniti da quella strada che è la via Emilia, conoscono benissimo.

“Brev Burdèl”. Bravi ragazzi: da perfetta Romagna Connection si corre “ignorantemente” così.

Clamoroso in F1! (al Cibali, secondo me)

Come dire.

Clamoroso al Cibali!

Nel tirar le somme del primo appuntamento stagionale del Circus della Formula 1. Certo,clamoroso per tutto un insieme di valori sovvertiti e sovvertenti di queste nuove monoposto ibride 2026, cosa che obbliga anche il Voster semper voster a fare i conti con la propria competenza e memoria storica. Clamoroso, come direbbe “il Vanz” (bentornato, a prescindere). E poi sempre il Vanz mi fa venire in mente un’altra sua tipica frase. Problemi, problemi, problemi, come una Mina qualunque col suo Alberto Lupo alle prese con parole, parole, parole. Senza atroci giudizi tranchant, quale opinione possiamo quindi esprimere su questa nuova Formula 1 2026? Certamente che i valori cui siamo stati abituati non più tardi di Abu Dhabi 2025 siano stati com-

pletamente stravolti, che avere la pole al sabato non sia garanzia di vittoria la domenica. Che a oggi se hai una Ferrari e parti dalle retrovie, puoi anche pensare di issarti in testa alla corsa e giocartela per metà gara, dal momento che altri (Mercedes in primis) partono al rallentatore come in una sequenza slow motion di Willy il Coyote e Beep Beep. Come a dire, che gli otto decimi rifilati in Australia da Russell in qualifica a Leclerc, alla fine della fiera possono non essere la cartina tornasole dei reali valori prestazionali della contesa. Perché poi c’è domenica e una partenza degna della miglior partita a Mario Kart. Un sistema sovvertito che per metà gara regala l’illusione di vedere una Ferrari nuovamente vincente, dopo l’ultimo successo di Sainz in Messico nel 2024. Per chi in questo GP d’Australia ha avvertito palpitazioni,

mani sudate e salivazione azzerata, ecco, il vostro cronista continua a essere apertamente schierato con il Mago di Segrate. “So’ pepplesso” e lo sono ancora, appunto come il suddetto mago. Perché i fuochi di artificio a Melbourne durano per circa metà gara, il tempo che Mercedes rimetta le cose a posto tra ibrido e termico, facendo intendere che qualcosa in più rispetto al resto della concorrenza ci sia. Perché in fondo al netto di un motore su cui la Stella a Tre Punte ha un indubbio vantaggio (almeno fino al primo giugno), la W17 ha dimostrato un potenziale nettamente superiore al resto del mondo da passo gara con gomme usurate insostenibile per altri. E non può essere che la sola PU tedesca, su cui tanto si è discusso in termini di rapporto di compressione sia la sola risorsa a disposizione degli uomini alle dipendenze di Toto Wolff. Basta vedere cos’abbiano combinato McLaren, Williams e Alpine con la stessa PU per comprenderlo. Clamoroso (al Cibali) in F1!

Anche se poi, il mondo cambia e resetta. Come in un vero videogame.

“AKA”: al volante della storia

La più “giovane” pole di un pilota in F1. E poi tutto il resto. La prima vittoria nel Circus, che non è solo e (probabilmente) non sarà l’unica della propria carriera in monoposto, ma molto di più. Quando Giancarlo Fisichella tagliò vittorioso il traguardo sul circuito malese di Kuala Lumpur, esattamente 20 anni fa (- 4 giorni), Andrea Kimi Antonelli trascorreva felicemente la sua esistenza nel grembo materno di mamma Veronica da appena tre mesi. Insomma, “AkA” non era nemmeno ancora nato, mentre per l’ultima volta un pilota italiano si apprestava a vincere un GP iridato. Così, già che c’era, Kimi non ha solo vinto ma stravinto, ottenendo contemporaneamente a questo successo anche il suo primo “Hat Trick”: pole, vittoria e giro veloce nella stessa gara, diventando così in assoluto nella storia della Formula 1, il più giovane pilota a conseguire un simile risultato, come tra i piloti italiani, al solo “Nino” Farina capitò la bellezza di 76 anni fa conseguendo allo stesso modo la sua prima vittoria. Si ha la sacrosanta percezione che per Kimi il tutto sia ancora altamente perfettibile, dall’alto dei suoi 19 anni e una vita di corse tutta da scrivere. Un pilota italiano non vince due gare nella stessa stagione dal 1991 (Messico e Portogallo) con Riccardo Patrese alla guida della Williams FW14 , tre addirittura dal lontanissimo 1953, quando Alberto Ascari conquistò il suo secondo

iride per sé e la Ferrari con la 500 F2. E il titolo Mondiale? Beh, piloti che abbiano portato a casa l’iride il medesimo anno della loro prima vittoria, in tutta la storia del Circus se ne contano appunto per le dita di una mano: Giuseppe Farina, Jack Brabham, Graham Hill, Dennis Hulme e in ultimo Keke Rosberg, il padre di quel Nico, iridato 10 anni fa proprio con la Mercedes di Antonelli.

Kimi. Una scommessa vinta da Toto Wolff, perché volenti o nolenti, piaccia o meno, la storia delle corse attende questo ragazzo di Bologna nato nel cuore della Motor Valley, manco fosse “Tomba la Bomba” da Castel de Britti, in procinto di dare il “La”alla propria inimitabile storia sugli sci. Ecco perché é bello immaginare, chiedersi cosa questo ragazzo possa fare. E di prime volte ce ne sarebbero tante altre, che il solo pensarle renderebbe il tutto una fantasmagorica roulette dei sogni. Perché un ragazzo o una ragazza della “generazione Z” coetaneo di Antonelli, non ha mai visto una Ferrari campione del mondo in F1 ma nemmeno un pilota italiano (come tutti noi) diventarlo alla guida di una monoposto straniera, visto come negli anni ’50, per Farina e Ascari l’iride venne con Alfa e Ferrari.

Anche questa sarebbe una prima volta. Per “AkA”, al volante della storia.

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