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Diogene Sport Magazine 26/06

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In questo numero: Calcio, Basket, Posturologo, Ginnastica Ritmica, Volley, Softball, Ciclismo, Podismo, Atletica, Sci, Wec, F1, Moto GP

Ritorno al futuro

C’è una linea che attraversa le pagine di questo numero di Diogene Sport Magazine. Non è una linea retta, ma un movimento continuo tra ciò che è stato e ciò che sta per diventare. È, in fondo, un ritorno al futuro. Il basket forlivese, protagonista anche in copertina e nell’articolo di Simone Casadei, racconta con particolare evidenza questo passaggio. Da una parte il richiamo a figure e percorsi che hanno segnato la storia recente, dall’altra la scelta, netta, di aprire un nuovo ciclo, fatto di rinnovamento, idee e investimenti sul futuro. Un equilibrio tutt’altro che semplice, ma necessario per costruire qualcosa di duraturo. Ma quello che accade sul parquet è solo il riflesso di un cambiamento più ampio. Anche il calcio guarda avanti, preparando la prossima stagione, mentre attorno si muove un sistema sportivo vivo e dinamico, fatto di eventi, riconoscimenti e partecipazione: dalle iniziative degli arbitri alle manifestazioni che coinvolgono la città, come la StraForlì, fino ai momenti di incontro che rafforzano il senso di comunità. Accanto a questo, le discipline che proseguono il loro cammino - dal volley al softball, dalla ginnastica al ciclismo, vedi i redazionali di Bandini e Rustignoli - raccontano uno sport che evolve senza perdere le proprie radici. Un equilibrio tra continuità e cambiamento che rappresenta, oggi più che mai, una delle sfide principali per società e atleti. C’è poi un futuro che si costruisce ogni giorno, attraverso scelte coraggiose, investimenti sui giovani e una visione che guarda oltre il risultato immediato. Uno sport che non è solo competizione, ma anche formazione, benessere e qualità della vita. A questo proposito Massimo Nazzaro ha intervistato il dott. Conte,

con il quale aveva già approfondito tematiche legate al benessere psicofisico. E mentre lo sguardo si allarga al grande palcoscenico internazionale, tra endurance come la 24 Ore di Le Mans, Formula 1 e MotoGP, nei redazionali di Emiliano Tozzi emerge con ancora più forza il legame tra dimensione locale e sport globale: due mondi diversi, ma uniti dalla stessa tensione verso il miglioramento. Ancora una volta Diogene Sport Magazine, insieme alla sua versione online diogenesport.it, vuole essere una finestra aperta su uno sport vissuto, raccontato e condiviso. Perché lo sport non è solo memoria, né soltanto futuro: è la capacità di tenere insieme entrambe le cose, trasformandole in un percorso. Buona lettura.

Sommario

4 FORLÌ CALCIO 5 PREMIO SPORTILIA

ITALIANA ARBITRI

RITMICA

WEC 19 MOTO GP

Venerdì 26 Giugno 2026

Supplemento a Diogene del 22 Giugno 2026 n. 1266 Aut. Trib. Di Forlì 9/1988 del 29 marzo 1988

Editore: Pigreco s.r.l. Viale Gramsci, 34 Forlì Tel. 0543/552121

Direttore Responsabile: Marco Viroli

Fotocomposizione: Pigreco s.r.l.

Raccolta Pubblicitaria: Pigreco s.r.l. Viale Gramsci, 34 - Forlì Tel. 0543/552121

Foto di copertina: nella foto di Studio FrascaGigi Garelli e Francesco Nanni, i nuovi volti di pallacanestro di 2.015

Stampa: Nuova Tipografia, Via Enrico Berlinguer, 1/7, Forlimpopoli

Nell’impossibilità di verificare tutto il materiale ricevuto, si fa presente sin d’ora che la responsabilità dei diritti iconografici e di altri diritti esclusivi di terzi è di chi ci fornisce le informazioni.

FORLÌ CALCIO

Forlì, un’estate sospesa tra futuro societario e programmazione

A viale Roma il silenzio è diventato il protagonista delle prime settimane d’estate. Dalla salvezza conquistata con pieno merito al termine della scorsa stagione, in casa Forlì non è infatti trapelato praticamente nulla. Nessun annuncio, poche indiscrezioni e una sensazione diffusa di attesa che accompagna l’ambiente biancorosso. Un silenzio che, però, non va interpretato come immobilismo. Al contrario, tutto lascia pensare che all’interno del club siano in corso riflessioni e valutazioni destinate a incidere sul futuro della società. Da una parte c’è la programmazione sportiva del secondo campionato consecutivo in serie C, con l’obiettivo di conquistare una nuova salvezza e consolidare la presenza del Forlì nel calcio professionistico. Dall’altra c’è una questione societaria che potrebbe rappresentare una svolta per il club.

Il presidente Cappelli ha più volte sottolineato la necessità di trovare nuovi sostegni economici e imprenditoriali in grado di accompagnare la crescita della società. Un auspicio che avrebbe finalmente trovato riscontri concreti. Sul tavolo sarebbero infatti arrivate diverse manifestazioni di interesse da parte di potenziali investitori, attratti dalle prospettive offerte dalla piazza forlivese. Tra le varie ipotesi emerse, una in particolare è arrivata niente di meno che dall’Australia. La sensazione è che la situazione possa presto sbloccarsi, in un senso o nell’altro. Una defi-

nizione dell’assetto societario appare infatti indispensabile per affrontare con chiarezza tutte le successive scelte sportive. Ed è proprio sul fronte tecnico che, almeno per ora, regna l’incertezza. Mister Miramari è ancora in attesa di conoscere il proprio futuro e di capire se potrà proseguire il percorso in biancorosso. L’allenatore aspetta segnali, pur essendo inevitabile che, con il trascorrere del tempo, inizi anche a guardarsi attorno. Ancora più complessa la situazione relativa alla costruzione della rosa.

Al netto dei giocatori già vincolati da un contratto, il mercato è sostanzialmente fermo. Prima di pianificare acquisti, conferme e strategie tecniche, sarà necessario avere un quadro più definito sul piano societario. Una situazione che inevitabilmente rallenta ogni decisione.

Se non altro, una certezza è già arrivata. Il Forlì ha ufficialmente perfezionato l’iscrizione al prossimo campionato di serie C. Il nuovo torneo prenderà il via domenica 23 agosto, mentre nel fine settimana precedente spazio al primo turno eliminatorio della Coppa Italia di serie C. Le ‘scadenze’, insomma, si avvicinano rapidamente e il tempo delle decisioni non potrà essere rinviato ancora a lungo. Le basi gettate con la salvezza rappresentano un patrimonio importante, ma ora servono certezze: il nuovo campionato è già dietro l’angolo e i biancorossi devono farsi trovare pronti.

A cura di Simone Casadei Foto Sara Callegari - Studio Frasca

Premio Sportilia 2026, Santa Sofia celebra le eccellenze dello sport e della cultura

Nel cuore verde dell'Alto Appennino Romagnolo, Santa Sofia si prepara ad accogliere il Premio Sportilia, tra i più prestigiosi riconoscimenti sportivi e culturali italiani. L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 luglio 2026 al Parco della Resistenza, per la ventottesima edizione della manifestazione ideata nel 1997 da Franco Aleotti. Nato da un’idea di Quinto Vecchioni per ricordare Enrico Liverani, storico arbitro santasofiese degli anni Cinquanta, e Carlo Viola,

dirigente Rai e figura legata al territorio, il Premio Sportilia è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento nazionale, con il patrocinio di CONI, FIGC e AIA. La manifestazione valorizza non solo i risultati sportivi e professionali, ma anche i valori umani e sociali di chi ha dedicato la vita allo sport e al lavoro, con un Albo d’Oro che riunisce protagonisti di sport, giornalismo, cultura e solidarietà. L’edizione 2026 conferma questa impostazione, premiando personalità di

rilievo internazionale, tra cui il dottor Matteo Bertini, eccellenza della cardiologia italiana e figura di riferimento dell’Università di Ferrara e dell’Arcispedale Sant’Anna di Cona. Sul fronte sportivo, il baseball sarà rappresentato da Francisco Cervelli, commissario tecnico della Nazionale Italiana, mentre il giornalismo vedrà protagonista Paolo Condò, firma autorevole del Corriere della Sera e opinionista Sky dopo una lunga carriera tra Gazzetta dello Sport e Repubblica. Il premio renderà omaggio anche alla musica romagnola con Mauro Ferrara, la “Voce della Romagna”, e al basket con Daniel Hackett, playmaker italo-statunitense tra i protagonisti della pallacanestro europea. Nel rugby sarà celebrata la carriera di Andrea Lo Cicero, ex pilone della Nazionale con 103 presenze in azzurro, oggi chef, conduttore e commentatore sportivo. Come da tradizione, un ruolo centrale sarà riservato anche al mondo arbitrale. Nell'ambito del Memorial Enrico Liverani saranno premiati Andrea Colombo come miglior arbitro della stagione, Kevin Bonacina quale giovane arbitro particolarmente distintosi nel corso dell'anno e Alessio Berti come miglior assistente arbitrale. Il Memorial Bettedi, dedicato alla Lega Pro, verrà invece assegnato a Stefano Striamo. La serata sarà condotta da Marino Bartoletti, volto storico del giornalismo sportivo italiano, mentre madrina dell'evento sarà l'attrice cesenate Beatrice Balzani, affiancata da Susanna Bertozzi. Con la regia organizzativa di Franco Aleotti, il Premio Sportilia rinnova anche quest'anno la propria missione: celebrare donne e uomini che hanno fatto dello sport e della professione una ragione di vita, testimoniando valori di passione, impegno e responsabilità sociale.

Mercoledì 8 luglio 2026_ ore21 SANTA SOFIA ex parco Giorgi ingresso via Nefetti o Corte Comunale

Premiati: Matteo Bertini (Cardiologo) - Francisco Cervelli (All. Naz. Baseball) - Paolo Condò (Giornalista) Mauro Ferrara (Cantante) - Daniel Hackett (Cestista) - Andrea Lo Cicero (Rugbista) - Walter Neri (Neurologo) Gli Arbitri premiati: Andrea Colombo (Miglior Arbitro) - Alessio Berti (Miglior Assistente) Kevin Bonacina (Giovane Promessa) - Stefano Striamo (Miglior Arbitro Lega Pro)

Presentano: Marino Bartoletti e Monica Bertini

Regia di Franco Aleotti - Madrina Beatrice Balzani - Valletta Susanna Bertozzi

A Castrocaro la tradizionale Festa Sezionale AIA Forlì “Mauro e Marcello Greggi”

Il Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro, con l’organizzazione del Grand Hotel, ha fatto da cornice alla tradizionale Festa Sezionale dell’AIA Forlì “Mauro e Marcello Greggi”. All’evento hanno partecipato circa 170 persone tra associati, dirigenti arbitrali, rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo locale. Una serata che ha segnato la chiusura della stagione sportiva, tra bilanci, riconoscimenti e momenti di incontro molto partecipati, in un clima di forte senso di appartenenza. L’apertura è stata dedicata

alla presentazione del libro di Paolo Casarin, “Vita e pensieri di un arbitro”, che ha offerto l’occasione per ripercorrere episodi significativi della sua lunga carriera e per riflettere sul ruolo dell’arbitro, oltre che sui valori di lealtà, rispetto, equilibrio e responsabilità che accompagnano ogni gara. Dopo il saluto iniziale del presidente sezionale Donato Leo, gli interventi e i momenti celebrativi sono stati coordinati da Paolo Creta. L’organizzazione e la cura dell’evento sono state seguite da Enrico Foschi, con attenzione

a ogni dettaglio della serata. Particolarmente apprezzato il videocollegamento con Daniele Chiffi e Daniele Bindoni, arbitro e assistente internazionali, impegnati a Lipsia per la finale di Conference League. I due, destinatari rispettivamente dei premi “Giovanni Zoppelli” e “Marcello Greggi”, hanno ringraziato la Sezione per il riconoscimento, promettendo di essere presto presenti a Forlì per il ritiro ufficiale. Il momento centrale della serata è stato la consegna del XVI Premio “Forum Livii” a Paolo Casarin, accolto da un lungo applauso. Nel suo intervento, Casarin ha richiamato i giovani arbitri all’importanza del gruppo, della crescita condivisa e della Sezione come punto di riferimento umano e sportivo. Nel corso della serata sono stati premiati numerosi associati della Sezione di Forlì per risultati sportivi, ruoli dirigenziali e attività associativa. Tra i riconoscimenti assegnati figurano il Premio “Marco Bettedi” a Tommaso Ricci, il Premio “Mauro Greggi” ad Andrea Bonavita, il Premio “Ivo Gianferrati” a Gualtiero Gasperini e il Premio “Ciro Lapenta” a Mario Fedele, a testimonianza del lavoro costante svolto sul territorio. La presenza delle istituzioni civili, militari e sportive ha ulteriormente impreziosito la serata, con interventi che hanno sottolineato il valore formativo, educativo e sociale dell’attività arbitrale all’interno della comunità. L’atmosfera, partecipata e sentita, ha accompagnato tutta la serata fino alla chiusura ufficiale della stagione, confermando la Sezione AIA di Forlì come punto di riferimento solido e vitale per il movimento arbitrale locale e per il territorio.

Via Macero Sauli, 5 (FO) Tel 0543 721263

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Un’estate di lavoro tra conferme e cambiamenti in casa Baskérs

Superato brillantemente l’anno di noviziato nel campionato di B Interregionale, raggiungendo un memorabile primo turno playoff che rappresenta il punto più alto della giovane storia societaria, i Baskérs Forlimpopoli sono ora al lavoro per provare a consolidarsi nel quarto campionato nazionale. Per farlo, la società artusiana è ripartita dai suoi punti fermi, in particolare sulla panchina, dove il rinnovo del contratto di coach Alessandro Tumidei rappresenta la pietra d’angolo su cui costruire la nuova annata. Una nuova annata che, sulla carta, potrebbe vedere una piccola rivoluzione nel roster: ad oggi, gli unici certi di tornare a vestire la maglia dei galletti sembrano l’ex ragazzo di casa, Nicolò Ruscelli, alla sua sesta stagione consecutiva, e Sebastian Vico, il veterano italo-argentino che nel corso dell’anno ha sempre più preso in mano il timone della squadra, risultando, insieme a Robert DiSibio un fondamentale fattore nella cavalcata che ha portato i Baskérs ai playoff.

Per tutti gli altri giocatori, diverse sono le valutazioni in corso e se sono già stati ufficializzati i saluti a Gabriele Fin e a capitan Lorenzo Brighi, tutt’altro che scontate sono le conferme sia del fratello Antonio, nonché quelle dei due fratelli Bracci, con Matteo che sembra destinato a scendere di categoria e Jonas che starebbe valutan-

do le alternative, ma con buone possibilità di restare sotto la Rocca. Per tanti slot che sembrano liberarsi, altrettanti arrivi cercansi: gli identikit sembrano portare ad una squadra con tanti giovani del territorio desiderosi di lavorare e di crescere, per trovare sempre più spazio in un campionato come quello di serie B Interregionale. Ed in quest’ottica, non pare impossibile l’arrivo di qualche giovane dalla cantera della Pallacanestro 2.015, su tutti quello di Massimiliano Mustapha, lungo classe 2007 reduce da un’annata a quasi 9 punti di media nel campionato Under 19 Eccellenza. Ma anche tra i senior, la formazione artusiana dovrà fare qualche colpo importante per provare a consolidarsi nel lotto delle contendenti ai playoff, senza sottovalutare la difficoltà di un torneo che vedrà una sicura riduzione del numero delle partecipanti, viste anche le tante rinunce già annunciate e quindi con meno margine di errore. Inoltre, Forlimpopoli è al lavoro anche per far crescere il proprio settore giovanile: è arrivata la conferma del responsabile Filippo Ceccarelli e l’ingaggio dell’istruttore Paolo Benazzi, che dovrà curare anche la parte minibasket, per insegnare, ma soprattutto per appassionare i più piccoli al mondo della pallacanestro. Pertanto grande è il fermento per la società forlimpopolese: i sogni, in casa Baskérs, non hanno confini.

Via Filanda, 8 (zona art. Carpena) 47121 FORLÌ (FC)

Tel. 0543 84247

www.rovistiamo.it

lasciare il segno. Nella stagione inaugurale conquistò la Coppa Italia di Serie B e soprattutto la promozione in A2, subito al primo tentativo. Un'impresa che contribuì a restituire entusiasmo e credibilità al movimento cestistico forlivese. L'avventura in panchina proseguì anche nella categoria superiore, prima dell'esonero arrivato nel dicembre 2016 dopo una serie di risultati negativi.

Ma il legame tra Garelli e Forlì affonda le radici molto più indietro nel tempo. La prima tappa risale alla stagione 2001/02, quando guidò la Libertas Basket 80 in serie B2 centrando, anche in quel caso, una promozione. Poi il ritorno del 2004/05 alla FulgorLibertas, reduce dalla parentesi di Vigevano.

Una stagione esaltante, culminata con la finale per la promozione persa contro Casale Monferrato. Dopo un anno a Sassari, Garelli tornò nuovamente alla FL per un biennio che vide la squadra chiudere al primo posto la regular season del girone A di Serie B d'Eccellenza nel campionato 2006/07.

Nell'estate della rivoluzione, la mossa più sorprendente è forse quella che guarda al passato. Mentre Forlì ha avviato un profondo rinnovamento, sia sul piano dirigenziale sia su quello tecnico, con una linea orien tata alla valorizzazione di figure giovani e a una nuova progettualità, il ritorno di Gigi Garelli rappresenta una scelta apparente mente in controtendenza. Eppure, osser vandola più da vicino, appare come una decisione tutt'altro che casuale. Garelli è infatti uno dei volti più conosciuti e ‘rico noscibili’ della pallacanestro forlivese. Da

alcune settimane ricopre il ruolo di amministratore unico del club di viale Corridoni, una posizione che lo rende di fatto il riferimento dell'area dirigenziale.

Insomma, ogni volta che le strade di Garelli e Forlì si sono incrociate, il bilancio è stato quasi sempre accompagnato da risultati importanti. Oggi il contesto è diverso: niente panchina, niente timeout da chiamare o quintetti da scegliere. La sfida si gioca dietro una scrivania, tra organizzazione, programmazione e gestione societaria. Ma la sostanza non cambia. In una fase di profonda trasformazione, il club biancorosso ha deciso di affidarsi a una figura che conosce la città, l'ambiente e le dinamiche della categoria. Un ritorno al passato che, nelle intenzioni del club, vuole essere soprattutto un investimento sul futuro.

LA STRADA PIÙ SICURA PER OTTENERE UN VELOCE RISARCIMENTO

Pallacanestro 2.015, il coraggio di ripartire seguendo la via dei giovani

C'è un filo rosso che lega le scelte compiute dalla Pallacanestro 2.015 in vista della stagione 2026/27: la volontà di aprire un nuovo ciclo. Dopo anni caratterizzati da continuità gestionale e tecnica, il club biancorosso si presenterà ai nastri di partenza con un volto profondamente rinnovato, in quella che può essere definita a tutti gli effetti una sorta di anno zero. Il cambiamento parte dai vertici societari. Con la conclusione dell'incarico di Giancarlo Nicosanti, viene meno la figura del presidente e prende forma un nuovo assetto organizzativo fondato sull'amministratore unico. A ricoprire questo ruolo è Gigi Garelli, un ritorno per la pallacanestro forlivese. Accanto a lui opera il nuovo direttore sportivo, Alessandro Bonotti. Una coppia che, di fatto, raccoglie l'eredità lasciata da Renato Pasquali e Antimo Martino, figure centrali negli ultimi anni rispettivamente come general manager e responsabile dell'area tecnica. Oltre alla riorganizzazione dirigenziale, una ventata di aria fresca arriva pure sul parquet. A cominciare dalla guida tecnica, affidata a Francesco Nanni, forlivese, 32 anni, alla prima avventura da capo allenatore. Un ritorno in città dal forte valore simbolico, una decisione coraggiosa e tutt'altro che conservativa. Affidare la squadra a un tecnico così giovane significa sposare una linea precisa, fondata sulla crescita, sulle idee e sulla progettualità. Lo stesso principio sta orientando

la costruzione del roster, dove la continuità sarà ridotta al minimo. Gli unici giocatori destinati a restare sono Raphael Gaspardo, pronto per il terzo campionato consecutivo in biancorosso, e il giovane Tommaso Pinza. Ci sono chances di permanenza anche per DeShawn Stephens, ma il resto dell'organico sarà del tutto rinnovato.

In cabina di regia il volto nuovo è quello di Nicola Berdini, classe 2003, reduce dall'e-

sperienza a Cento. Un nome che richiama ricordi agli appassionati forlivesi: il padre Paolo vestì la maglia della Libertas tra il 1995 e il 1997. Attorno a lui stanno prendendo forma una squadra e una panchina all'insegna della freschezza. Forlì guarda con convinzione ai prospetti emergenti, inserendo diversi giocatori delle annate 2008 e 2009 che saranno ‘utili’ pure nell’Under 19. Tra questi figurano anche Andrea Costabile, proveniente dalla Dinamo Brindisi, e Livio Riboni, in arrivo dagli svizzeri del Nyon. La direzione, insomma, è ormai chiara. La svolta generazionale, già nell'aria da diversi mesi, si è dunque trasformata in una scelta concreta e strutturale. Forlì ha deciso di investire sul futuro, percorrendo un percorso che richiederà pazienza e tempo, ma con un’identità precisa.

A cura di Simone Casadei Foto Massimo Nazzaro

Un’estate di grandi progetti per il rilancio del volley forlivese

Dopo la positiva passata stagione, Volley Forlì e Libertas Volley sono al lavoro per gettare le basi per un futuro ancora migliore e per provare a rilanciare il movimento pallavolistico forlivese e consolidare la città nel panorama nazionale. Dopo il passaggio della proprietà della scorsa estate, la prima squadra maschile si prepara ad una piccola rivoluzione, con l’obiettivo di gettare le basi per nuovi traguardi. Da un lato, il grande lavoro per la ricostruzione dell’organigramma societario e per ravvivare una base, quella del settore giovanile, che già nella passata stagione ha visto il superamento della soglia dei 100 tesserati, dal minivolley fino alle categorie giovanili. Poi la prima squadra, che sogna il ritorno in serie A, ma prima servirà gettare le basi. Per farlo, fondamentale sarà il contributo di coach Patrick Bandini, giovane allenatore ravennate che ha già fatto parte di staff importanti, tra cui quello di Angelo Lorenzetti a Perugia, nella stagione 24/25. Bandini, infatti, ricoprirà il ruolo di direttore tecnico del settore giovanile, oltre che quello di allenatore della formazione di serie B che vedrà tanti cambiamenti: su tutti, l’addio al palleggiatore Giulio Mariella, che dopo otto anni tornerà in Abruzzo per motivi di lavoro, e che sarà sostituito dal suo vice della passata stagione, il classe

2003 Mattia Massaro. Tra le conferme, ci saranno anche quelle del libero Pirazzoli, del duo Silvestroni-Bendi, del centrale Soglia e dello schiacciatore Gabriel Peripolli. Tra i volti nuovi, ci saranno i giovani Samuele Candito e Daniel Danesi, mentre ancora da sciogliere sono i nodi Pirini-Camerani (a caccia di un’opportunità in A3) e la situazione dell’opposto Bigarelli. Grande voglia di fare bene è anche quella della Libertas, che dopo la faticosa salvezza conquistata nella passata stagione in B1, ora non vuole più sbagliare: per

farlo, la società della presidente Deanna Menghini ripartirà dalla conferma della guida tecnica formata dal tandem Mattia Focchi-Maria Grazia Montevecchi e da un roster che sta prendendo forma in queste settimane, ma che lascia ben sperare. Al momento, l’unica certezza sono le riconferme dell’opposto Rita Arcangeli e del libero Nui Calisesi, che capitaneranno un sestetto titolare di alto livello ed una panchina formata da Under 19 di primissima fascia, le quali rappresenteranno anche l’ossatura della formazione giovanile che, grazie anche alla collaborazione con la Clai Imola, proverà a recitare un ruolo da protagonista nel massimo campionato regionale. Insomma, per il volley forlivese è un’estate di grande lavoro, per riportare ai fasti passati il ruolo della pallavolo nel panorama nazionale e degli sport cittadini.

Forlì ai mondiali di softball

Saranno ben sei, le atlete dell’Italposa Forlì che prenderanno parte alla spedizione azzurra della Nazionale femminile di Softball che a Praga si giocherà la qualificazione alla fase finale dei mondiali, che si terranno l’anno prossimo in Australia. Ilaria Cacciamani, Marta Gasparotto, Alexia Lacatena, Erika Piancastelli, Julianna Verni e Laura Vigna i nomi di un magico sestetto che direttamente dal diamante di via Orceoli (recentemente rinnovato) sarà a tutti gli effetti protagonista di questa compagine.

Un sintomo più che positivo, di un movimento che a Forlì da quasi sessant’anni regala non solo al presidente Bombacci soddisfazioni di tutto rilievo, tenendo

conto di come la Società Softball Forlì sia stata fondata nel lontano 1969 e da sempre regali al giro delle varie Nazionali della Federazione italiana elementi di spicco e assoluto valore (come abbiamo già raccontato anche nei precedenti articoli), fin dalle formazioni giovanili.

“Sì, possiamo dire un bel numero. La riconferma di come tutto ciò che facciamo con queste ragazze fantastiche sia certamente un bel biglietto da visita, anche solo in termini di testimonianza tangibile del nostro impegno in campo.”

Fra tutte le convocate di Forlì, in un certo senso l’italoamericana Verni è un po’ la novità del momento.

“L’anno scorso con le azzurre ha vinto gli Europei in Repubblica Ceca, un risultato che l’ha messa in luce portandola all’attenzione dei selezionatori della nostra Nazionale maggiore.

Un bel momento anche per la tua Italposa: siete secondi in campionato e ancora in lizza su tutti i fronti.

“Oltre a questa ci sarà un’altra pausa iridata a luglio per i mondiali U22, dove certamente ci sarà ancora la Verni con i suoi 21 anni. Poi, sarà tutta una volata tra il finale di regular season, più la Coppa Campioni in Olanda in agosto, insieme alla Coppa Italia. A settembre ci saranno i Play Off, a conclusione di un’estate veramente intensa tra impegni della Nazionale e squadre di club.

Nota di colore dalla precedente intervista: risolti i problemi di logistica in vista della Coppa Campioni in agosto in Olanda? C’era una concomitanza “funesta” col Gp di Formula 1.

“Abbiamo trovato nella zona di Zandvoort una sistemazione, a metà tra un campeggio e un B&B. O ci divertiamo un casino oppure sarà certamente un casino. Comunque ce l’abbiamo fatta, anche da questo punto di vista, oserei dire come sempre.”

Già, come sempre, sommando la pura passione al senso più autentico dello sport, quando lo spirito di adattamento unito alla creatività (anche organizzativa) dei singoli, può donare e donarci un piccolo miracolo prezioso. Da squadra e società, più titolata della nostra città.

A cura di Emiliano Tozzi Foto Studio Frasca

Buon compleanno Gymnica96!

È un compleanno importante, il compleanno della maturità per la Gymnica96, la società forlivese che dal 1996 porta avanti l’insegnamento e la promozione della ginnastica ritmica sotto San Mercuriale. Una storia piena di soddisfazioni, che ha in trent’anni visto passare migliaia di bambine e ragazze e che ha portato la società del presidente Alessandro Fossi fino ad un traguardo che, nel mese di giugno, è

stato celebrato con un’intera settimana di eventi. Lunedì 8 giugno, al PalaGalassi, si è tenuto il Gran Gala, un vero e proprio spettacolo teatrale che ha visto la partecipazione di tante atlete presenti e passate che hanno portato in alto il nome della società forlivese. Davanti ad oltre 1500 persone, tanti sono stati gli ospiti, tra cui la madrina dell’evento Milena Baldassarri, unica ginnasta ad aver raggiunto le finali in due di-

verse edizioni olimpiche a Tokyo 2020 e a Parigi 2024, che si è allenata fino ai 12 anni con le maestre della Gymnica96. Oltre a Baldassarri e alla sua squadra, emozionanti sono state le esibizioni dell’attuale capitana della società Aurora Benedetti e della rappresentativa dell’Emilia Romagna che ha incantato con un esercizio sulle note di Lucio Dalla. Grande è stata la soddisfazione e la partecipazione, ad un evento che poi è proseguito con la partecipazione delle atlete di tutte le età della società, in una grande festa di compleanno in pedana. A partire da martedì 9 giugno, fino a domenica 14, sempre al PalaGalassi si è poi tenuto il campionato nazionale AICS, che ha visto la partecipazione di oltre 1200 atlete ed atleti di età compresa tra gli 8 ed i 30 anni. Importanti risultati sono arrivati per le ragazze forlivesi, su tutti la vittoria del titolo nazionale per Aurora Benedetti alla palla e per Anna Bonanni, che ha trionfato nella categoria senior sia al cerchio che al nastro. Particolare importanza anche per le due vittorie nella categoria advanced per Lisa Bonacci, vincitrice al cerchio, e per Micol Penno, che ha trionfato sia alle clavette che al nastro: per le due atlete, già allenatrici nella società forlivese, si è trattato di un importante successo nel corso della loro ultima gara da atlete, coronata così da un’emozione doppia. Grande, quindi, è la gioia per una settimana densa di spettacolo e di emozioni, di risultati e di eventi che hanno riacceso i riflettori cittadini sul panorama della ginnastica ritmica e che, certo, rappresenteranno un’importante volano per la promozione e la diffusione in città di uno sport che fa dell’eleganza e della bellezza il suo punto di forza e di cui non è possibile non innamorarsi.

Annalisa Rosetti: «Con la Casartelli teniamo vivo il nome e i valori di Fabio»

Ci sono storie che il tempo non cancella. Storie che continuano a vivere attraverso i valori, le passioni e il ricordo lasciato nelle persone. È il caso di Fabio Casartelli, campione olimpico indimenticato, la cui memoria continua a essere celebrata attraverso "La Casartelli", la granfondo cicloturistica romagnola che il prossimo 5 luglio 2026 tornerà a Forlì per la sua terza edizione. Con partenza da Piazza Saffi e arrivo allo storico Velodromo Glauco Servadei, l'evento unisce sport, amicizia e passione per il ciclismo, nel segno

dei valori che hanno contraddistinto il campione olimpico. Ne abbiamo parlato con Annalisa Rosetti, moglie di Fabio e promotrice della manifestazione insieme al figlio Marco.

Signora Rosetti, che significato ha per lei e per la sua famiglia la nascita e la crescita della Granfondo La Casartelli?

«La granfondo rappresenta un modo concreto di tenere vivo il nome di Fabio attraverso alcune delle cose che lui amava di più: il ciclismo e lo stare insieme agli amici.

Cicli Lambruschi

Questa manifestazione è stata fortemente voluta da me e da nostro figlio Marco e siamo particolarmente orgogliosi di organizzarla qui in Romagna, la terra dove sono nata, dove viviamo e dove Fabio si allenava quando ancora non eravamo sposati. È stato ed è molto emozionante vedere come, a distanza di tanti anni, ci siano ancora così tante persone e tanti amici che lo ricordano con affetto e ammirazione proprio qui. Fabio era lombardo, ma con la Romagna aveva costruito un legame speciale.»

Quali aspetti della personalità e dei valori di Fabio ritrova maggiormente nello spirito della manifestazione?

«Ritrovo molti aspetti del carattere di Fabio e gli stessi valori che hanno accompagnato tutta la sua vita sportiva e personale. La sua umiltà, la sua allegria, la capacità di fare squadra e di scherzare con tutti, ma anche il grande impegno e la serietà con cui affrontava il proprio lavoro.

Sono caratteristiche che oggi ritroviamo nell'organizzazione dell'evento, nell'accoglienza che cerchiamo di riservare a ogni partecipante e nel rapporto che si è creato con tutte le persone che ci sostengono e collaborano alla riuscita della manifestazione.»

Cosa si augura che i partecipanti portino con sé al termine della giornata del 5 luglio?

«Mi auguro che tutti possano portarsi a casa il ricordo di una bella giornata di sport, vissuta in un clima di allegria e con il sorriso dei nostri volontari. Mi piacerebbe che ci fosse anche qualche momento di emozione e di commozione nel ricordare Fabio sul gradino più alto del podio olimpico. E, naturalmente, spero che tutti abbiano voglia di tornare anche il prossimo anno per condividere ancora una volta questa bellissima esperienza.»

La 3ª edizione della StraForlì - Run in the City ha confermato la crescita di una manifestazione che sta diventando un appuntamento sempre più importante per il panorama podistico romagnolo. Con quasi 600 iscritti, un percorso che ha attraversato alcuni dei luoghi più rappresentativi della città e una partecipazione che ha coinvolto sia atleti sia famiglie grazie alla StraForlì Family, l'evento ha trasformato per un giorno il cuore di Forlì in una grande festa dello sport. Un risultato che premia il lavoro di Overcome Team, del Comune di Forlì, dei volontari e della Polizia

Locale. A fare il punto è Fabio Fabbri, Team Manager di Overcome Team.

Quasi 600 iscritti: vi aspettavate questi numeri alla terza edizione?

Sinceramente ci speravamo. Forlì è una piazza che merita grandi numeri e raggiungere quota 600 iscritti rappresenta per noi un grande successo. È la conferma che la manifestazione sta crescendo anno dopo anno. La StraForlì Family e la mezza maratona hanno coinvolto pubblici diversi. È questa

una delle chiavi del successo?

Assolutamente sì. Abbiamo sempre voluto creare un evento capace di coinvolgere sia gli atleti sia le famiglie. Lo sport deve essere anche partecipazione e condivisione.

La StraForlì può diventare una delle mezze maratone di riferimento della Romagna? Sicuramente è il nostro obiettivo. Anche il cambio di data può rappresentare un'opportunità per dare alla StraForlì una posizione di rilievo non solo nel panorama romagnolo ma anche a livello nazionale.

Quali sono state le principali difficoltà nella gestione della viabilità?

L'aiuto della Polizia Locale è stato fondamentale. Ci ha fornito un supporto prezioso sia dal punto di vista operativo sia organizzativo. Gestire una manifestazione che attraversa gran parte della città richiede un grande lavoro di coordinamento e per questo il loro contributo è stato determinante.

State già lavorando all'edizione del prossimo anno? Quali novità possiamo aspettarci?

Stiamo già lavorando per portare a Forlì il Campionato Italiano Master in occasione della quarta edizione. Inoltre, stiamo valutando, qualora venissimo scelti come sede dei Campionati Italiani, l'introduzione di un nuovo percorso più scorrevole per gli atleti e meno impattante sulla viabilità cittadina. Sarebbe un ulteriore salto di qualità per la manifestazione e un'occasione importante per tutta la città.

Qual è il prossimo obiettivo della StraForlì?

Continuare a crescere anno dopo anno, portare sempre più atleti a Forlì e fare della StraForlì un appuntamento riconosciuto a livello nazionale. I numeri di questa terza edizione ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta, ma siamo convinti che il meglio debba ancora venire.

POSTUROLOGO

Si configura come un percorso di consapevolezza volto a migliorare la "salute tonica" dell'individuo. Funge da check-up preventivo per evidenziare le "aree deboli" o inefficienti dell'organismo. È rivolta alle persone che desiderano una mappa funzionale precisa che possa orientare verso sani stili di vita personalizzati.

Quali sono i percorsi possibili per dirigersi verso il proprio equilibrio?

Presso conTE® non solo realizziamo l’Analisi PNC® ma proponiamo percorsi di movimento, respirazione, energia, nutrizione, meditazione. Alcuni esempi sono: Posturologia Funzionale, Allenamenti Posturali Quotidiani Personalizzati (APQP), REF (Riequilibrio Energetico Funzionale), Palestra Nutrizionale. Costruiamo percorsi per la persona nella veste di: atleti, per prevenire infortuni e ottimizzare la performance; privati, per gestire dolori cronici e scompensi posturali; aziende, come strumento di prevenzione e benessere.

Abbiamo incontrato nuovamente il dott. Conte, posturologo ma non solo, con il quale sono state già approfondite alcune tematiche legate al benessere psicofisico, mentre in questo caso il focus vuole andare “Oltre il concetto statico di equilibrio” e per questo chiediamo subito al nostro interlocutore un chiarimento di questa idea. Vivere l'equilibrio in modo dinamico significa abbracciare la consapevolezza che la nostra condizione è in continua evoluzione. Cerchiamo la capacità di efficientare l'azione sportiva e quotidiana attraverso un adattamento continuo. Questo viaggio ci permette di mantenere una condizione per conoscerci, allenarci al meglio e innalzare la nostra performance.

L'approccio statico "una volta raggiunto, sono arrivato" è non solo errato, ma limitante per la nostra crescita. In sintesi possiamo dire che l’equilibrio è un percorso personale dinamico, una ricerca costante di adattamento e di aggiustamento motorio. L'Analisi PNC® è un primo atto di consapevolezza, una mappa orientata che ti permette di decidere quale strada percorrere.

Cos’è l'Analisi PNC®?

L’Analisi Posturo-Nutrizionale-Corporea è uno strumento educativo di valutazione e presa in carico della persona, concepito per verificarne la condizione posturale e la predisposizione ai processi infiammatori cronici.

Quali possono essere i benefici primari di questo approccio?

Maggiore vitalità e benessere consapevole, ottimizzazione del gesto tecnico e prevenzione degli infortuni, equilibrio emotivo e gestione dello stress come il surmenage e recupero della propria lucidità nel caos quotidiano. Questi benefici non si guadagnano come delle medaglie ma si perseguono rafforzando consapevolezza e tenacia sviluppando un sano rapporto con SE stessi attraverso un concetto integrato di rispetto verso il proprio IO, l’ambiente e le relazioni che viviamo.

Per approfondimenti ed ulteriori informazioni https://www.universoconte.it

Libertas, Amici e vincenti

Avete presente, quando vi nasce un figlio, e poi lo fate crescere fino ad accompagnarlo giorno dopo giorno verso l’età adulta? Ecco, se doveste mettervi a pensare o anche solo semplicemente a riflettere su una splendida realtà come per l’attuale compagine della Libertas Atletica Forlì A.S.D. dovreste inevitabilmente (e per l’ennesima volta) fare i conti con l’inossidabile verve di Giuliana Amici, molto più di una comune allenatrice di atletica.

“Non ci si accontenta mai. Sai, quando la famiglia cresce crescono anche i problemi ma sono tutte gioie giustificate da successi straordinari. Siamo una società in crescendo che sta lavorando con quei ragazzi che erano giovanissimi 7-8 anni fa e ora hanno raggiunto la piena maturità sportiva. Non lo dico io ma i risultati che stiamo ottenendo sia a livello ragionale che nazionale e forse anche di più. Il tutto fa riferimento a una rosa di tecnici (il frutto di tutto questo è la loro altissima professionalità) divenuta ampissima per le varie discipline.

Come ti dicevo i problemi gestionali aumentano ma poi è tutto qui. Come dire: bello avere problemi così.

Beh…eravate partiti con una nuova società praticamente dal nulla assoluto.

Nel 2016 avevamo tre atleti e ora siamo qui con un gruppo di 300 sportivi che si sta accingendo a preparare i vari campionati italiani di categoria nelle diverse età. Oggi abbiamo atleti come lo Junio-

res Fabrizio Caporusso che ha ottenuto il minino per il mondiale U20 sui 100m che si terranno prossimamente a Eugene negli Stati Uniti e poi con noi c’è Sakande Wendyam Abbasse un ragazzo che ha abbandonato il calcio per fare atletica capace di ottenere il minimo per gli Europei U18 sui 400 ostacoli.

Si gioca la possibilità di prendervi parte ai prossimi campionati italiani, dove ci sono due posti a disposizione per quattro atleti. Si sta allenando anche la notte, pur di centrare questo obbiettivo.”

Finchè dura la Amici…

“So di non essere eterna ma stiamo cercando di creare un futuro che parli a nome della società, ma anche in questo senso sono ottimista e non potrebbe essere diversamente.

Nel mio PC c’è tutta la nostra storia: tempi, risultati, misure ottenute, record societari eventualmente da aggiornare. Un lascito inestimabile per chi verrà non solo dopo di me ma di tutto questo. Passione? Se vuoi puoi chiamarla così.”

In più ora avete anche un presidente del tutto speciale come l’ex sindaco Drei.

“Dopo 6 anni di corteggiamento mi ha detto finalmente sì e non ti nascondo che con un presidente del genere per me è come andare letteralmente a nozze.”

Un entusiasmo facilmente comprensibile quello di Giuliana, di fatto un’autentica madre. Dell’atletica leggera forlivese.

Sir Hammerprise

E così, dopo 35 Gran Premi, una Rossa tornò a essere vincente in Formula 1 e quell’ultima vittoria divenuta lontanissima nella percezione di Ferrari vincente, legato al (oramai) siderale ricordo di un Sainz vincente a Città del Messico nel 2024. Certo, con tutta la cautela del caso, una rondine non fa primavera ma chi avrebbe scommesso la classica banconota da “3€” su una vittoria della Rossa in quel di Montmelò. Alzi la mano chiunque per una rapidissima amputazione, perché i chiari di luna italo tedeschi di una sfavillante Mercedes in questo avvio di stagione a firma Kimi Antonelli, non facevano presagire altro da qui al termine del campionato. Invece.

Invece a Barcellona ci siamo ritrovati stupiti e abbacinati spettatori di una Luna Rossa (per i novizi dell’asfalto …non è tempo di vela e America’s Cup, almeno oggi, anche

se Elkann pare che col Cavallino si stia applicando anche in questo senso) che più Rossa non si può. Insomma, ci voleva cuore e fantasia per immaginare tutto questo, presi da ineluttabili diatribe su dischi freno e carenza di cavalli, complice l’apparente dominio del “Piccolo Principe” bolognese con la sua Stella a tre punte. Ci voleva, perché mancava l’elogio di un’autentica follia che potesse far immaginare altro che un copione già scritto da altri protagonisti. Perso per perso, nel gioco delle fantasie, al termine del Gp catalano sei già a chiederti: ma se Hamilton si è emozionato così alla sua prima vittoria in Rosso, che ne sarà (o sarebbe) di lui dovesse mai vincere l’ottavo titolo col Cavallino? Sta a vedere che a Maranello, qualcuno ha messo la freccia in corsia di sorpasso e qualcun altro che si credeva padrone del vapore si ritrova invece a essere uno scomodo passeggero in seconda classe. Certo, non sarebbe intellet-

tualmente onesto non tener presente che la VSC è stato il jolly pescato dal mazzo catalano che ha permesso ad Hamilton di conquistare un successo meritatissimo, legittimato da più di una ragione, a cominciare dal sabato e quella pole sfuggita per millesimi in favore di Russell. Già, un Russell chiamato ancora una volta a confrontarsi con la diabolica consistenza di Antonelli, diciannove anni e non sentirli. Un mondo capovolto in cui Hamilton nelle ultime tre gare segna due secondi posti e una vittoria, Leclerc tra una messa a muro il sabato e due ritiri alla domenica appena un quarto posto in Canada, senza alcun intento polemico, ma da semplice e nuda cronaca degli ultimi tre Gp disputati.

C’è del marcio in Danimarca.

O forse, solo la sensazione che Lewis abbia saputo far valere le sue ragioni in Ferrari è qualcosa in più di una semplice constatazione.

“ Sir Hammerprise”.

Ma questo se permettete, lo dico io.

Toyota Toyodà

Esorciccio…e la Polizia “s’incazza”.

Solo che qui, la polizia non si è arrabbiata dopo tre giorni, ma appunto nell’arco di ap pena 24 ore. Senza nessun Ugobaldo Maia Riccardelli da seviziare, insieme alla sua co razzata Potëmkin da riesumare come un tra gico e grottesco cosplay ante litteram. Magnifici e integerrimi giapponesi in una del le edizioni più veloci di sempre della storia della 24 Ore di Le Mans. Toyota le ha date e Toyota le dà, continuando con ogni probabi lità a darle anche per il resto della stagione 2026, almeno qui nel Wec. Meritato successo e senza discussioni della casa dei Tre Ellissi, da fini e consumati strateghi. Quello che (in cuor mio), mi auguravo potesse riuscire agli uomini di Coletta lo hanno fatto i giapponesi e come lo hanno fatto, “impippandonsene” di una qualifica in cui nemmeno sono entrati in Hyperpole, “impippandosene” fin dalla prima

sosta di un regolare andamento dei riforni-

da una biposto giunta a fine ciclo. Ti vien da dire se l’aspettassero tutti, visto che a tre ore dal termine hanno smesso d’inquadrare la Rossa. Dopo l’odierno quinto posto, urge sviluppare la 499P e a Maranello lo sanno meglio di tutti noi, perché per la Ferrari non c’è mai stato passo, ritmo e i giapponesi non avevano certamente una vettura nella sua versione light o piuma. Insomma, qualcuno è stato più bravo di te e non è certamente una

Tanto in questa Le Mans, la musica è sempre

Lacrime sull’asfalto MOTO GP

Lacrime nella pioggia. Invece. Invece con Marco Bezzecchi (e non solo lui) siamo andati in direzione ostinatamente opposta e contraria e abbiamo cominciato a piangere sull’asfalto come non ci fosse un domani, nella speranza che nessuno potesse veder il nostro rammarico e disappunto. Invece (e tre…) nel mondo delle mille ed eterne connessioni, ti ritrovi costantemente sotto la lente d’ingrandimento del “Grande Fratello” della MotoGp. Due schiaffoni al sabato, le scuse la domenica, con la polo d’ordinanza Aprilia, che improvvisamente diventa il perfetto Kleenex in scatola a suggellare e certificare le lacrime di Marco. Sappiamo perfino come si chiama il ragazzone ceco protagonista della vicenda: Ladja Ladislav, uno dei tanti “militi ignoti” di questo sport, improvvisamente diventato noto agli occhi del mondo. Che sappiamo di lui? Che era in circuito per fare il suo lavoro, prestare la sua opera nel cercare di far correre tutti in sicurezza, come succede ogni maledetta domenica da Gran Premio e non solo. Ladislav è parte di quella moltitudine di persone in giro per il pianeta Terra senza cui in loro assenza, non sarebbe possibile nemmeno fare un metro di gara. Cosa riconosciamo a questa gente? Un lauto stipendio mensile? Una specifica competenza da ingegnere nucleare della Nasa? Assolutamente no. Alla natura totalmente volontaria di questa mansione, si chiede di sostenere il peso di un circo che vale milioni, con le sue regole scritte e non. Così Ladja quando alza la moto si trova a dover affrontare un fuori giri da panico, qualcosa che non era minimamente pronto fronteggiare nella

sua complessità. Adrenalina, concitazione, ognuno con le proprie ragioni, certe cose non si fanno. Già, compreso il fatto di lasciare un giovane commissario ceco in balia di un fattore tecnico più grande di lui, perché in quanti sanno come si spenga una moto di MotoGp? Povero Ladja pensi distrattamente, mentre Bezzecchi assesta due sberle da commedia all’italiana, come un qualunque Alberto Sordi, con la malcapitata Monica Vitti del momento. Così, anche Marco si pente, per un mondo social pronto a condannare alla velocità della luce, salvo

che il buon BeZ faccia quello che nessuno delle migliaia (che dico…milioni) di leoni da tastiera avrebbe fatto compiendo un gesto altamente rivoluzionario, oramai dimenticato da molti.

Chiedere fisicamente scusa.

Mi piacerebbe avere quella polo, ricordo di un’umanità perduta. Ora, con tre zeri consecutivi, Marc Marquez gli ha recuperato 57 punti portandosi a -40. Martin scontati i due long lap penalty per i fatti ungheresi è a -8.

Lacrime nella pioggia.

Ma per Aprilia e il BeZ, sono state lacrime sull’asfalto.

Pure e autentiche.

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