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Ho partecipato ad un workshop sull’autocostruzione presso VPM (Vila Pennisi in Musica) ad Acireale, promosso dall’associazione M.A.R. e dal DIARC e, in seguito alla laurea, ho lavorato per 6 mesi presso ARGO, studio di ingegneria e progettazione.
Mi chiamo Davide Carraturo, vengo da Napoli e sono uno studente al quinto anno del corso di laurea magistrale in Architettura, Ambiente Costruito e Interni presso il Politecnico di Milano. Ho iniziato gli studi a Napoli, laureandomi nel 2023 in Scienze dell’Architettura presso la Federico II.
Ho preso parte a diverse esperienze formative, talvolta non strettamente legate all’ambito accademico.
Davide Carraturo/Info/Formazione/Lingue/Software skills/Esperienze
Napoli, 29/08/2000
Info davide.carraturo@mail.polimi.it Indirizzo
Via San Pietro, 17
Casalnuovo di Napoli
Contatti
+39 3775192437 davide_carraturo@libero.it
2014-2019
Dipolma di maturità
I.T.T.L. Istituto Tecnico Trasporti e Logistica
2020-2023
Laurea Triennale
I.T.T.L. Istituto Tecnico Trasporti e Logistica
2024-in corso Laurea Magistrale
Lingue Level B2
Esperienze
Inglese
Italiano Madrelingua
2023
Tirocinio curriculare presso VPM (Villa Pennisi in Musica), Acireale, in occasione del workshop di architettura temporanea per lo spettacolo promosso dall’associazione M.A.R. e dal DIARC consistente nella realizzazione di un manufatto temporaneo in legno. Tutor Prof. Arch. Sergio Pone 2023-2024
Esperienza lavorativa presso ARGO (Studio di Ingegneria e Progettazione).
Tutor Arch. Giuseppe De Pascale, Arch. Gessica Pepe
2024
Concorso di progettazione architettonica
MICROHOME, organizzato da Buildner
2024-2025
Esposizione Milano Civil Week
Partecipazione con il progetto Una storia, tante storie
Politecnico di Milano, Laurea magistrale in Architettura-Ambiente costruitoInterni, AUIC
Lavori selezionati: Unina 2020-2023/Polimi 2024-2026
Casa Anish Kapoor
Residenza Nova
Una storia, tante storie
abitativi 01 Spazi culturali 04 Spazi abitativi 02 Spazi
Città Monolite
abitativi
Pull-Out House
03 Spazi Buildner 05 Concorso
Napoli, Rione Sanità
Via dei Cristallini
Relatore
Prof. Nicola Flora
Anno accademico 2022-2023
Il tema affrontato era finalizzato alla progettazione di una Casa per Artista a Via dei Cristallini, nel Rione Sanità, quartiere nel pieno centro storico di Napoli. Ospitare l’artista per brevi periodi di tempo era la finalità principale del percorso esplorato durante l’esperienza progettuale. Fondamentale è stata, quindi, una prima iniziale ricerca su quest ultimo, le cui peculiarità hanno contribuito fortemente alla definizione del progetto.
Obiettivo del progetto è quindi quello di ‘’donare’’ al quartiere ulteriori spazi di crescita artistica e culturale, coinvolgendo adulti e ragazzi in attività laboratoriali che tenteranno di replicare lo spirito, la ricerca e la sperimentazione sui materiali che contraddistinguono lo studio di Anish Kapoor.
Le sue opere, spesso di dimensioni monumentali e, talvolta intrise di pigmento puro, suggeriscono l’idea di sconfinamento. La Casa per lui pensata prende forma a partire dal Leviatano installato al Grand Palais di Parigi nel 2011, di cui ne invade lo spazio, generando nel visitatore che attraversa il volume, una momentanea perdita del senso dell’orientamento dovuta all’intenso colore rosso che l’opera stessa sprigiona.





Basilica di Santa
Maria della Sanità
Casa della comunità
Casa natale di Totò
Vicolo della cultura
Palazzo Sanfelice
Ipogeo dei Cristallini
P. dello Spagnolo
Lotto di intervento
La griglia urbana risulta caratterizzata da due percorsi principali, Via dei Cristallini e Via Arena della Sanità, che si diramano a partire da Via Vergini generando connessioni tra i luoghi e gli edifici che hanno contribuito allo sviluppo artistico e culturale del Rione.
Piante: Pianta piano terra/Pianta piano 1








L’edificio è impostato in un vuoto urbano, delimitato su tre lati da una muratura in tufo preesistente.
La pianta al piano terra si articola in tre spazi aventi destinazioni d’uso differenti.
A partire dal fronte strada il varco di accesso si configura come spazio completamente permeabile, definito da una sequenza di setti in policarbonato che generano un flusso di persone casuale ma, allo stesso tempo, ben definito.

Come accade nel Leviatano di Anish Kapoor, il visitatore viene portato a perdersi nello spazio, qui concepito come un finto labirinto.
Chi accede riuscirà, indipendentemente dalla direzione percorsa, a raggiungere un punto significativo del lotto, che sia il laboratorio/spazio espositivo, aree sempre comunicanti con il giardino sul fondo del lotto. 0 1 2 5 m
1 2 5 m
Al primo piano l’accesso, riservato al solo artista, è consentito da una stradinalaterale preesistente. Lo spazio, caratterizzato da zona giorno zona notte e bagno si isola quasi completamente da ciò che accade al piano inferiore. Nella zona giorno una parete in policarbonato consente l’affaccio sul laboratorio e sullo spazio espositivo sottostanti.






Zona giorno e zona notte dialogano in modo diretto con il terrazzo esterno, che offre una visuale su Via dei Cristallini.




Piante: Pianta copertura







La copertura inclinata ha una struttura di base in legno ed è rivestita con una lamiera aggraffata sulla quale sono agganciati elementi metallici aventi altezze e dimensioni differenti, ricavati immaginando di poter proiettare i setti che caratterizzano il varco di accesso fin oltre la copertura, per consentire a chi si affaccia dagli edifici adiacenti di prendere parte idealmente al percorso che, chi accede al lotto, è portato a seguire.


Sezioni: Sez. trasversale B-B’/C-C’




Prospetti/Sezioni:













La facciata principale è caratterizzata da una sequenza di tagli, ricavati nella parete che si affianca a quella preesistente, all’interno della quale, invece, sono state ricavate due sedute utlizzabili come ‘‘spazi di riposo’’ durante il percorso che dall’esterno conduce all’interno del lotto. Tale percorso è definito da una sequenza di setti in policarbonato. L’opacità di questi ultimi consente la lettura delle sole sagome delle persone che percorrono tali spazi.

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In sezione è possibile osservare come, dal primo piano, l’artista abbia la possibilità di prendere parte in modo indiretto alle attività svolte nei volumi al piano inferiore, prolungando lo sguardo verso il giardino posteriore. Sono visibili, inoltre, i pilastri che separano laboratorio e spazio espositivo e che, modulandosi verso il giardino sul fondo del lotto, simulano la presenza di alberi che dal giardino stesso ‘‘irrompono’’ nell’edificio.
Viste/Render di progetto: Viste esterne


Viste/Render di progetto: Viste interne




Viste/Render di progetto: Viste interne


Milano, Quartiere Baggio Ex ospedale militare Professori
Claudia Angarano
Andrea Rebecchi
Anno accademico 2024-2025
Il progetto ha alla base la necessaria riqualificazione dell’area occupata dall’ex ospedale militare nel quartiere di Baggio, e, nel caso in esame, parte della rifunzionalizzazione dell’edificio preesistente, l’attuale ex-consultorio.
Il nuovo volume di progetto è caratterizzato da una forma a pettine che si sviluppa su due livelli, poi riproposta, con alcune variazioni, in un nuovo edificio in posizione speculare rispetto all’attuale preesistenza.















































Il progetto nasce dalla contrapposizione tra l’ex-consultorio e i nuovi volumi, allo scopo di sviluppare il rapporto tra persone e generazioni differenti. All’interno della preesistenza si trova la residenza temporanea per anziani


I nuovi edifici di progetto ospitano, invece, le residenze temporanee per studenti destinate ad accogliere coloro che frequentano le varie università dislocate sul limitrofo territorio milanese.





























0 5 10 m
































Diverse sono le funzioni presenti all’interno del complesso residenziale. Troviamo, infatti, studi medici, aree comuni, bar e aree ristoro, una biblioteca, cucine comuni e una sala cinema.


Nei volumi che accolgono le residenze per studenti troviamo sui due piani sia monolocali da 25 mq che bilocali da 50 mq. Gli edifici sono provvisti anche di spazi comuni, aree relax e sale studio.





























La contrapposizione tra la preesistenza e i nuovi volumi trova chiara espressione anche nel disegno delle coperture. La residenza per anziani è caratterizzata da coperture a falde, che rimandano a un linguaggio costruttivo tradizionale. I nuovi volumi adottano invece una soluzione ‘‘opposta’’: una copertura piana pensata per accogliere e organizzare una serie di pannelli fotovoltaici modulari, disposti secondo una maglia regolare.

































La scelta rafforza il rapporto di contrapposizione tra antico e nuovo, inclinazione e planarità, massa compatta e superficie tecnica attiva.



0 5 10 m






























Prospetti/Sezioni: Prospetto Sud/Sez. A-A’/Prospetto Ovest/Sez. B-B’








































L’edificio preesistente e la nuova costruzione sono legati da un rapporto di contrapposizione materica che individua nel volume dell’ex-consultorio l’elemento pieno, massivo, contrapposto ai volumi di progetto, invece caratterizzati da una maggiore leggerezza visiva e strutturale, persistente sui fronti bassi degli edifici, e talvolta annullata nei fronti superiori, resi oscurabili mediante un sistema di pannelli a bilico verticale, in grado di configurare una facciata completamente o parzialmente aperta.





















































Città Monolite è il progetto di un edificio residenziale, elaborato per il bando internazionale Reinventing Cities promosso da C40, finalizzato alla realizzazione di interventi urbani ad alte prestazioni ambientali, orientati alla decarbonizzazione e alla resilienza climatica. Il progetto configura un edificio-città che integra residenze, servizi di vicinato e un luogo di culto e ritrovo spirituale interreligioso, promuovendo prossimità, mix funzionale e qualità dello spazio collettivo.
Milano, Quartiere Bicocca
Professori
Paolo Berca
Monica Lavagna
Anno accademico 2025-2026
Cinque piani residenziali si integrano si servizi collettivi distribuiti lungo il taglio a spirale che connette il piano terra alla copertura, uno spazio pubblico attivo, dove prende forma la grande funzione urbana legata all’attività sportiva.
Il progetto si insedia nello storico quartiere Bicocca di Milano, in prossimità della rete ferroviaria che individua una evidente separazione tra l’area Est e quella posta ad Ovest.
Il nuove edificio residenziale si ‘‘allinea’’ ad alcuni elementi chiave presenti nell’area. Il suo posizionamento segue, difatti, l’asse del Teatro degli Arcimboldi e la sua forma ovale va a richiamare le diverse corti aperte presenti ad Ovest.










0 20 50 m




































































































































































































Piante: Piano terra/Piano 1 (residenze temporanee)































2 10 m 5





















Il piano terra è frutto di una volontà, generare un unico grande spazio verde che attraversasse tutto il lotto senza interruzioni significative. Ciò motiva la scelta di sopraelevare l’intero volume residenziale allo scopo di configurare il piano terra stesso come un grande ‘‘vuoto urbano’’ che lascia spazio unicamente ai 12 piloni che, oltre a fungere da supporto strutturale per l’intero volume che su di essi si sviluppa, inglobano i corpi scala, i vani ascensore, i cavedi impiantistici e vani di servizio.












Il ‘‘Tumulo’’ invece invade una delle estremità della corte ‘‘interna’’. Questo si sviluppa interamente sotto la quota 0, ed è visibile dall’esterno solamente la cupola che protegge il luogo di culto che in esso si innesta.




2 10 m 5
Il piano primo ospita le residenze temporanee pensate per accogliere sia studenti che anziani Lo studentato occupa interamente la fascia di sinistra e la curva verso sud dell’edificio ed è caratterizzato da unità abitative comunicanti con una sequenza di servizi a loro volta posti in relazione al ballatoio interno. Tali servizi ospitano cucine comuni (assenti nelle unità), aree studio e aree relax.
Contrapposto allo studentato vi sono le residenze per anziani, caratterizzate da monolocali e bilocali, in alcuni casi sempre comunicanti con spazi comuni da poter sfruttare come aree relax.
Fondamentale è il ruolo che il taglio esterno all’edificio gioca con lo spazio interno. Oltre ad ospitare la scala che conduce in copertura presenta, in prossimità di ogni ballatoio, una funzione dedicata al piano. Qui troviamo un co-working
Piante: Piano 1 (residenze fisse)/Copertura
Il secondo piano, così come anche i successivi 3, ospita le residenze fisse. Qui le unità tipologiche diventano 4, monolocale, bilocale, trilocale e quadrilocale, tutti legati al modulo base definito dai bilocali. Accorpando due bilocali si ottiene il quadrilocale e utilizzando lo stesso modulo è possibile accorpare insieme trilocali e monolocali, serviti da una bussola di ingresso.
Ogni piano, inoltre, comunica con la corte interna grazie a questi ballatoi diversi tra un piano e l’altro Di tanto in tanto infatti porzioni di tali ballatoi si allargano per ospitare una funzione comune: orti su balcone
In prossimità della scala esterna, in corrispondenza del ballatoio, qui si innesta una seconda funzione pubblica un’area ristoro/ bar aperto alla comunità.
0 2 10 m 5
In copertura prende vita quella che è la grande funzione urbana legata all’attività sportiva. Tutto è racchiuso all’interno del disegno della pista di atletica che corre sul perimetro esterno del piano. Tra i volumi presenti troviamo 4 dei 12 piloni che dal piano terra arrivano in copertura, un bar posto sulla curva nord del volume, una palestra e uno studio medico. Sono presenti gli spalti per assistere all’attività sportiva e due aree verdi/ spazi gioco per bambini.
Unità tipologiche: Cemera studentato/Monolocale
0 2 m 1
Camera studentato 20 m2
Unità abitativa compatta pensata per l’uso individuale. Integra una camera singola e un bagno privato. L’accesso diretto alla loggia estende lo spazio abitativo.
Bilocale 52 m2
Unità abitativa che amplia lo schema del monolocale. Integra una camera doppia, un bagno privato e cucina. Lo spazio living, attrezzato con divano e area TV, diventa fulcro della vita domestica.
0 2 m 1
Bilocale DVA 52 m2 Versione accessibile del bilocale. Mantiene l’organizzazione funzionale dell’unità standard integrando un bagno progettato secondo criteri di accessibilità.
0 2 m 1
Unità tipologiche: Trilocale
Trilocale 63 m2
L’alloggio comprende una camera doppia e una singola, bagno, zona giorno e cucina. L’accesso avviene tramite una bussola che mette in relazione l’unità con il monolocale adiacente.
Quadrilocale 104 m2
Unità abitativa pensata per nuclei più ampi. Comprende due camere singole, una camera doppia, un bagno comune e uno privato, cucina e zona giorno attrezzata con divano e area TV.
0 2 m 1
Servizi collettivi: Piano 1/2/3
Piano 1
Co-working/
caffetteria
Piano 2 Area ristoro
Piano 3
Libreria/ sala lettura
Servizi collettivi: Piano 4/5/Copertura
Piano 4 Auditorium
Prospetti/Sezioni: Prosp. Ovest/Sez. A-A’
L’edificio assume un aspetto volutamente massivo quasi brutale, accentuato dalla presenza dei setti delle logge e dei solai completamente a vista.
Per enfatizzare questa sua esteticità sono stati adottati parapetti in calcestruzzo, forati con tagli regolari allo scopo di caratterizzare maggiormente la facciata, evitando, di conseguenza, di definire un volume eccessivamente chiuso.













































































All’interno il concetto si ribalta. Una volta oltrepassata la ‘‘soglia’’ si accede ad un ‘‘mondo diverso’’. I parapetti si alleggeriscono, diventano di acciaio, e vengono affiancati dalla struttura in legno degli orti su balcone






























































































































































































Ciò che caratterizza fortemente l’edificio è il taglio che ospita la scala. Questa parte da quota zero e raggiunge la copertura, avvolgendosi attorno al volume, e conducendo man mano a servizi differenti dislocati ad ogni piano.





















Il tumulo, invece, tenta di nascondersi, mostrando solo la copertura a cupola ribassata. Lo spazio interreligioso che ospita si sviluppa interamente al di sotto della quota zero, illuminato dall’alto dai lucernari che forano la cupola.


































































































Prospetti/Sezioni: Prosp. Nord/Sez. B-B’
Il taglio esterno prosegue il suo percorso fin sulla copertura, dove trova espressione la grande funzione urbana, affiancata ad alcuni volumi che garantiscono servizi aperti al pubblico. Tra questi il bar posto in curva.











































In copertura, in corrispondenza del perimetro interno dell’edificio, una pensilina in cls funge da copertura per il percorso pavimentato che affianca la pista di atletica posta, invece, sul perimetro esterno.

































































































Il Tumulo è un luogo sacro, intimo, e proprio questa necessaria intimità ha portato alla sua definizione come spazio ipogeo
Il volume accoglie funzioni pubbliche non specifiche legate alla preghiera, alla meditazione e all’ascolto. Sono presenti una sala meditazione individuale, una sala lettura, uno spazio di ascolto e il luogo di culto centrale
Spazi culturali/ Lab. di Architettura degli interni
Milano, Quarto Oggiaro
Prof.essa
Ottolini Lola Elisabetta
Anno accademico 2024-2025
Il tema affrontato e poi allestito al CAM Sandro Lopopolo durante la Milano Civil Week 2025 è stato incentrato sull’esplorazione urbana intesa come percorso finalizzato alla scoperta degli aspetti inediti, nascosti di un luogo.
Il luogo è Quarto Oggiaro esplorato attraverso una tassonomia di elementi tangibili e intangibili di scale differenti. Le interpretazioni narrative della città sono divenute la base per la costruzione del progetto di curatela della mostra

Planimetria: Stanza 1/2/3
La mostra, allestita al CAM Sandro Lopopolo, nasce attorno al racconto della figura del pugile milanese e del suo legame con un quartiere spesso segnato da storie di degrado e marginalità. Attraverso la sua vicenda personale e quella di altri pugili provenienti da contesti difficili, lo sport emerge come via di riscatto. Il percorso si estende a figure del pugilato nazionali ed internazionali e ad associazioni locali che promuovono lo sport come strumento educativo e incisivo
Una scenografia di tubi innocenti crea un’esperienza immersiva suddivisa in tre stanze’’. Un ‘‘tunnel’’ con immagini e suoni richiama l’ingresso sul ring, seguito da cimeli, racconti. Un viaggio tra fatica, coraggio e desiderio di riscatto.





Stanza 1: Zona d’ombra
La boxe è molto piu di un semplice sport da combattimento. È disciplina, sacrificio, rispetto. Insegna prima di tutto a combattere con se stessi: con i propri limiti, la rabbia, le paure. In tanti quartieri difficili, dove mancano opportunità e abbondano la palestra diventa un rifugio, un punto di riferimento una famiglia.
Per molti giovani, infilare i guantoni significa trovare una via d’uscita: imparare la fatica, il rispetto delle regole, la forza del silenzio e della determinazione.


Stanza 2: Sotto i riflettori
Sandro Lopopolo è nato il 18 dicembre 1939 a Milano, in un quartiere popolare della città. Come tanti giovani della sua generazione, cerca un modo per emergere, ma con un carattere che lo rendeva già speciale.
La sua passione per il pugilato nasce da giovanissimo. Inizia così a frequentare la Palestra Doria a Milano, una delle scuole di pugilato più rinomate, dove il suo talento emerge subito. La sua tecnica è impeccabile, il suo stile è fluido, ma anche estremamente efficace. Nel 1960, a soli 21 anni, partecipa alle Olimpiadi di Roma. La sua performance è impressionante, ma è la sua capacità di restare calmo e lucido nelle situazioni difficili a fare la differenza.


Stanza 3: Il Ring
Così come Sandro Lopopolo, grazie alla boxe, ha saputo trasformare una situazione difficile in un’occasione di riscatto, lo hanno fatto anche altri come Patrizio Oliva, Giacobbe Fragomeni, Pino Maddaloni e Tiberio Mitri: vite segnate da ostacoli, ma riscattate dalla disciplina, dalla fatica, dalla determinazione che solo il ring sa insegnare.
Ma non si parla solo di campioni celebri: l’allestimento racconta anche la storia di Quarto Oggiaro un quartiere con una forte identità e una grande energia sociale, dove lo sport è un presidio, un’opportunità, una speranza concreta A testimoniare questo impegno, trovano spazio le realtà e le associazioni sportive del territorio che ogni giorno lavorano con passione per offrire ai giovani un’alternativa, una strada, una possibilità.


Dettagli: Nodo centrale tubolari
Nodo centrale
1 Tubolari in acciaio zincato verniciato, d: 20 mm
2 Bulloni esagonali zincati
M8 x 100 mm
3 Tubolari in acciaio zincato verniciato, d: 40 mm
4 Bulloni esagonali zincati
M8 x 120 mm



Dettagli: Nodo basamento tubolari
Nodo basamento
1 Bulloni esagonali zincati M8 x 100 mm
2 Tubolari in acciaio zincato verniciato, d: 40 mm
3 Tubolari in acciaio zincato verniciato, d: 40 mm
4 Bulloni esagonali zincati M8 x 120 mm




Locandina: Mostre di Quartiere

Un archetipo, quattro layout
Abitare in 25 m2
Microcasa modulare Off-Grid
Sin dai tempi antichi l’uomo è alla ricerca perenne di un riparo, luogo inteso come scrigno in cui poter preservare tanto sé stesso quanto gli oggetti che possiamo definire strumenti per abitare poeticamente il mondo
Sempre più forte è divenuta, di conseguenza, la necessità di comprimere in uno spazio abitativo tutto ciò che possa essere finalizzato all’espressione della vita stessa degli uomini

Diviene sempre più necessario riuscire a riassumere nel minor spazio possibile tutti gli ‘‘strumenti’’ di cui l’uomo necessita per poter abitare a pieno un luogo Strumenti intesi come sistemi arredatiivi a configurazione variabile, indipendenti dal contenitore architettonico in cui si inseriscono, manovrabili e gestibili dall’utente, a sua volta in grado di generare diverse combinazioni spaziali
Tali confiigurazioni definiscono i luoghi-vita. La persona al centro di tale sistema diviene, con il suo corpo, protagonista dello spazio abitativo in cui si inseriscono gli oggetti necessari allo svoolgimento delle azioni vitali.
Sezione prospettica
1 Pannelli fotovoltaici
2 Modulo del bagno
3 Modulo armadio
4 Camino circolare
5 Modulo del letto
6 Modulo ripostiglio
7 Modulo desk/libreria
8 Modulo cucina
9 Impianti
Esploso assonometrico
Il sistema arredativo appare come un unico blocco di circa 6 mq contenente tutte le funzioni dell’abitare, la cui configurazione potrà variare durante il giorno, definendo scenari mutevoli conformi alle esigenze di spazio del fruitore.
Basta un semplice gesto per metterlo in funzione: tirarlo
Tutto ruota attorno ad un perno ideale, il focolare circolare, anticamente considerato punto focale della vita domestica ed identificato in tale progetto come puro elemento di raccoglimento

La zona pranzo appare estraendo il modulo cucina, portandolo, di conseguenza ad occupare una piccola porzione del quadrato all’interno del quale tutto si muove. Lo spazio che ne risulta lascia parecchia libertà di movimento a chi abita la casa e, una volta sganciato il tavolo pieghevole dalla parete del ripostiglio, tale layout può definirsi completo.
Il lavabo rilascia acqua pulita grazie al purificatore connesso alla vasca di raccolta che raccoglie le acque convogliate in essa grazie ai tubi passanti all’interno delle doppie pareti smussate poste agli angoli del perimetro della casa.
Il modulo della cucina è dotato di piano cottura ad induzione e di mini frigo in funzione grazie all’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici posizionati sulla copertura in legno.
Sezione prospettica
1 Pannelli fotovoltaici
2 Modulo del bagno
3 Modulo armadio
4 Camino circolare
5 Modulo del letto
6 Modulo ripostiglio
7 Modulo desk/libreria
8 Modulo cucina aperto
9 Impianti
Esploso assonometrico
All’interno di tale macro-oggetto arredativo il fruitore potrà leggere, studiare, lavorare, riposarsi, mangiare, grazie alla compresenza di tre moduli fissi e tre moduli estraibili e configurabili a seconda delle necessità.



Una volta estratto il modulo libreria/work station sarà possibile ribaltare uno dei due piani posizionati nella parte bassa di tale sistema per sfruttarli come postazione per il computer, o per definire una zona relax intorno al fuoco centrale, per leggere un libro o per guardare un film, seduti sui pouf estratti dal piccolo ripostiglio a cui si accede invece dal retro di questo macro sistema arredativo.
Un modulo armadiatura una volta estratto e ‘’messo in funzione’’, funge da cabina armadio. Lo spazio definito da tale modulo potrà essere chiuso su un lato grazie ad una parete shoji in carta di riso garantendo maggiore privacy all’utente.
Modulo del letto Esso è sospeso alle travi principali tramite tiranti in acciaio, ed è in parte sostenuto da pilastrini in legno integrati nel macro-oggetto arredativo che si sviluppa al di sotto di esso.
Sezione prospettica
1 Pannelli fotovoltaici
2 Modulo del bagno
3 Modulo armadio aperto
4 Camino circolare
5 Modulo del letto
6 Modulo ripostiglio
7 Modulo desk/libreria
8 Modulo cucina aperto
9 Impianti
Esploso assonometrico
Il maggior pregio di questo macro-oggetto è sostanzialmente la sua apparente iniziale configurazione come blocco unico, contrapposta, invece, alla possibilità di utilizzarlo solo in parte, aprendone un vano alla volta.
Abitare quest’oggetto significa avere a che fare con una serie di isole attrezzate, appartenenti ad una struttura maggiore alla quale faranno sempre riferimento per ricomporsi in un assetto più compatto




Il focolare centrale insieme all’uomo, diventa il protagonista di ciascuno degli scenari possibili che possono configurarsi nella Pull-Out House, sottolineando costantemente la sua qualità di elemento inamovibile, ma allo stesso tempo mettendo in mostra e accentuando il peculiare dinamismo del fuoco che lo anima.
Questo elemento esplica le esigenze della casa, necessariamente solida tanto da poter essere considerata un rifugio per l’uomo, ma al contempo al passo con il dinamismo e la praticità che l’uomo oggi riserva a sé stesso.
1 Pannelli fotovoltaici
2 Modulo del bagno
3 Modulo armadio
4 Camino circolare
5 Modulo del letto
6 Modulo ripostiglio
7 Modulo desk/libreria
Sezione prospettica aperto
8 Modulo cucina 9 Impianti
Esploso assonometrico
La Pull-Out House è stata creata per poter essere adattata a qualsiasi tipo di contesto, mantenendo invariata la funzionalità del sistema di arredo inserito al suo interno.
L’arredo si propone, quindi, come elemento a sé stante, indipendente da questo sistema e, in un certo senso, reso flessibile e completamente apribile verso l’esterno.




Assonometria: Vista esterna

