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Mi piace come, a volte, le idee si rincorrano, si concatenino e guidino la nostra quotidiana ricerca di significato. È bello usare le parole come un appiglio a cui appendersi in questa grande arrampicata che è la vita (di sicuro, almeno, quella professionale).
E allora parto da ‘spina dorsale’. Una notizia che ha sicuramente fatto piacere a tanti imprenditori e operatori del mondo del packaging, è che il comparto dell’imballaggio sia stato inserito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy tra gli otto comparti abilitanti del sistema produttivo nazionale. Così suona un po’ complicato, ma il concetto è semplice perché sotto gli occhi di tutti: la filiera del packaging opera in modo trasversale su tutte le catene del valore, contribuisce alla sicurezza dei prodotti, all’efficienza dei processi, allo sviluppo tecnologico e alla sostenibilità dei sistemi produttivi. Si può dire con fermezza, dunque, che siamo la spina dorsale (almeno una parte) del Paese.
Se dico spina dorsale, la mente mi prende per mano e mi accompagna da Franco Battiato e dai suoi ‘dervisches tourners che girano sulle spine dorsali’, verso di una delle sue canzoni più conosciute (Voglio vederti danzare). Non mi ero mai chiesto perché questi dervisci, asceti simili a frati e monaci della tradizione cristiana, fossero diventati famosi per i loro balli rotanti e soprattutto come facessero a girare così a lungo senza stramazzare al suolo (quando si smette di essere bambini diventa difficilissimo). La risposta: la rotazione, la musica e il conseguente stato di trance servono ad avvicinarsi alla perfezione. La posizione assunta - testa in-
I like how, at times, ideas chase one another, connect, and guide our daily search for meaning. It is reassuring to use words as a handhold to cling to in this great climb that is life (certainly, at least, professional life).
So I will start with “backbone”. News that certainly pleased many entrepreneurs and professionals in the packaging world is that the packaging sector has been included by the Italian Ministry of Enterprises and Made in Italy among the eight enabling sectors of the national production system. It may sound a bit complicated, but the concept is simple and clear to all: the packaging supply chain operates across all value chains, contributes to product safety, process efficiency, technological development, and the sustainability of production systems. We can therefore state with confidence that we are the backbone (at least a part of it) of the Country.
clinata di 25 gradi, braccia aperte, occhi semichiusi - crea una ‘fissazione ottica’ (cit. Wikipedia) che aiuta a non ritrovarsi gambe all’aria.
E di nuovo: avvicinarsi alla perfezione non è forse la sfida a cui sono chiamate le tante aziende italiane che lavorano in questo comparto? Pensiamo ai costruttori di macchine, così apprezzati in tutto il mondo ma consapevoli, allo stesso tempo, delle minacce all’orizzonte, competitor cinesi su tutti. Per rimanere in una posizione di leadership l’unica via percorribile è quella della qualità. Una strada che fortunatamente non è lastricata di buone intenzioni ma di solide certezze. E poi c’è l’instabilità, la capacità di stare in equilibrio nonostante tutto ci vortichi intorno. In questo senso una politica industriale più responsabile e di visione, che metta gli imprenditori a conoscenza nei giusti tempi degli strumenti a loro disposizione, potrebbe aiutare.
Con questo numero apriamo il 2026 ‘analogico’ di ItaliaImballaggio. Vi ricordiamo che per rimanere aggiornati quotidianamente sulle notizie del mondo del packaging potete iscrivervi alle nostre newsletter, seguire la pagina LinkedIn di ItaliaImballaggio e anche il nuovo canale Whatsapp. Nelle prossime settimane potremo incontrarci a Cosmopack (26-28 marzo) o alla mostra dedicata al packaging all’ADI Museum di Milano (4-26 marzo), di cui siamo partner. Sappiamo che sarà, per chiudere il cerchio, un anno in cui il nostro mondo sarà chiamato a vorticare. Speriamo di riuscire, come i dervisci, a farlo senza perdere ‘la bussola’.
When I say backbone, my mind takes me by the hand to Franco Battiato and his “whirling dervishes turning on their spines,” a line from one of his best-known songs, Voglio vederti danzare (I Want to See You Dance). I had never really wondered why these dervishes-ascetics akin to friars and monks in the Christian tradition-became famous for their spinning dances, and above all how they manage to turn for so long without collapsing to the ground (once we stop being children, it becomes extremely difficult). The answer: rotation, music, and the resulting state of trance serve to draw closer to perfection. The posture they adopt-head tilted at 25 degrees, arms outstretched, eyes half closed-creates an “optical fixation” (Wikipedia) that helps prevent them from losing their balance.
And again: is striving for perfection not the very challenge faced by the many Italian companies operating in this sector? Consider machine manufacturers, so highly regarded worldwide yet at the same time aware of the threats on the horizon-Chinese competitors above all. To
d.miserendino@kairosmediagroup.it
maintain a leadership position, the only viable path is quality. A path that, fortunately, is paved not with good intentions but with solid certainties. And then there is uncertainty, instability, the ability to stay balanced even as everything whirls around us. In this sense, a more responsible, forward-looking industrial policy-one that informs entrepreneurs in a timely manner about the tools available to them-could provide meaningful support. With this issue, we open the “analog” 2026 of ItaliaImballaggio. We remind our readers that to stay up to date daily on news from the packaging world, you can subscribe to our newsletters, follow the ItaliaImballaggio LinkedIn page, and join our new WhatsApp channel. In the coming weeks, we may meet at Cosmopack (March 26-28) or at the exhibition dedicated to packaging at the ADI Design Museum in Milan (March 4-26), where we are a partner. We know that, to close the circle, this will be a year in which our world will be called upon to whirl. We hope, like the dervishes, to do so without losing our compass.

Greta Gurizzan, nata a Brescia nel 1974, ha un diploma di maturità artistica conseguito nel 1994 presso il liceo artistico V. Foppa. Nel novembre dello stesso anno si iscrive alla Facoltà di Lettere (indirizzo artistico) e a lavorare presso il laboratorio “L’Affresco di Brescia” di Domenico Salvi. Qui conosce il maestro Ugo Donati, grazie al quale apprende l’arte dell’affresco, che diviene il suo lavoro.
Nel 2017, dopo la maternità, riprende a dipingere a libera interpretazione. Dal 2018 espone in diverse gallerie tra, Genova, Roma, Milano, Barcellona.
Lavora con diverse tecniche, privilegiando l’uso del pennello. La frequentazione del corso di spatola stratigrafica del maestro Mario Salvo le ha inoltre permesso di ampliare il proprio bagaglio tecnico, aggiungendo un nuovo e significativo strumento espressivo. La sua arte, narrando l’universo femminile, tende a una sintesi personale del mondo interiore che comunica e trasmette attraverso l’immagine e il colore.
L’opera - Diaphne (dal greco, trasparente) rappresenta una giovane donna, il cui viso dipinto con un maquillage elegante e concreto mantiene attraverso delicate cromie l’eterea bellezza dei tratti di un lucente volto. Il femminile nella sua sacralità è custodito nella trasparenza d’una sottile ma flessibile pellicola che, nelle pieghe crea segmenti, circonda l’eterna beltà, proteggendone la continuità contro l’usura del tempo. La tela chiusa dallo spago dipinto ne diventa l’intero contenitore. Una confezione che nulla nasconde, ma che anzi narra la visibile realtà contenuta. L’infrangibile Afrodite.


Greta Gurizzan was born in Brescia in 1974. She earned an Arts Diploma in 1994 from the V. Foppa Art High School. In November of the same year, she enrolled in the Faculty of Arts (art specialization) while working at the fresco studio “L’Affresco di Brescia” run by Domenico Salvi. There she met the master Ugo Donati, from whom she learned the art of fresco painting, which became her profession. In 2017, after motherhood, she returned to painting freely and intuitively. Since 2018 she has exhibited in various galleries in Genoa, Rome, Milan, and Barcelona. She works with diverse techniques, with a preference for the brush. Attending the stratified palette-knife course by master Mario Salvo allowed her to expand her technical repertoire, adding a new and meaningful expressive tool.
Her art, centered on the female universe, seeks a personal synthesis of the inner world, conveyed through image and color.
The artwork - Diaphne - from the Greek “transparent” - portrays a young woman whose face, painted with elegant and grounded makeup, maintains through delicate tonalities the ethereal beauty of luminous features. The feminine, in its sacred dimension, is held within the transparency of a subtle yet flexible film that, in its folds, creates segments encircling eternal beauty, protecting its continuity against the wear of time. The canvas, “sealed” by the painted twine, becomes a container in its entirety. A packaging that hides nothing but rather reveals and narrates the visible reality it holds. The unbreakable Aphrodite.
La parola ai critici - Nella lettura della sua produzione a spatola, osservo molta propensione a spunti astrattisti e post-astrattisti con elementi concettuali di raro spessore che imprimono un mero significato all’interno di ogni sua opera che offre agli interlocutori tattili e visivi. Sono rilievi a spatola decisamente affascinanti che disegnano a volte geometrie insite nel suo Dna, ovvero paesaggi estremamente sintetici, opere sempre equilibrate, fascinose, energetiche e sensuali. L’artista spazia tra nostalgia e romanticismo concedendo quel gusto raffinato e sagace di cui sono circondate le sue creazioni. Oserei dire che le sue opere sono “Art Terapy” per la loro purezza, armonia, emozione e sensualità. Mario Salvo
Sul piano concettuale-stilistico, si nota fin dalle prime opere il bisogno di esprimersi con una pittura surreale di forza onirica, con l’affacciarsi frequente di momenti metafisici, da cogliersi nelle prospettive mirabolanti spesso rivolte ad un infinito che va oltre la tela. La sua appare visione emotiva, ove i travestimenti immaginifici, e gli enigmi sottesi, possano lasciare varchi possibili che innescano un dialogo profondo coi fruitori, che potranno analizzando le opere spesso trovarsi coinvolti in una specie di rispecchiamento. Fra i cicli principali: le “Bucoliche”, opere particolarmente avvincenti sul piano dell’immagine e dell’immaginifico, ove emerge la personalità dell’artista, palesandosi in tutta chiarezza il suo animo dolce ma anche energico e determinato, poi i figurativi “Black”, che stupiscono per quel senso vitreo delle figure, quindi le opere concettuali di grandi dimensioni come Kronos, che mettono al centro lo spessore interiore e visionario dell’artista, e come non citare le figure femminili, determinanti e dominanti in ogni articolazione speculativa di valore estetico ed esistenziale al contempo. Franco Bulfarini


Critics’ comments - “In her palette-knife works
I observe a marked inclination toward abstract and post-abstract cues, with conceptual elements of rare depth that impart meaning within each piece, engaging both tactile and visual perception. The palette-knife reliefs are strikingly compelling, sometimes outlining geometries rooted in her Dna, or highly distilled landscapes - works that are always balanced, magnetic, energetic, and sensual. The artist moves between nostalgia and romanticism, offering the refined and shrewd sensibility that surrounds her creations. I would say her works are art therapy, for their purity, harmony, emotion, and sensuality”. Mario Salvo
“On a conceptual-stylistic level, from her early works one can perceive the need to express her-
self through a surreal painting of dreamlike power, with frequent touches of metaphysics, visible in perspectives aimed toward an infinity beyond the canvas. It is an emotional vision, where imaginative disguises and underlying enigmas open possible passages that spark a deep dialogue with viewers, who may, while analyzing the works, find themselves drawn into a kind of self-reflection. Among her main cycles: the Bucolics, particularly captivating for their imagery and imagination, revealing the artist’s personality - sweet yet energetic and determined; then the figurative Black series, surprising for the vitreous quality of the figures; and her large conceptual works such as Kronos, which spotlight her inner and visionary depth. And not least, the female figures - decisive and dominant in every aesthetic and existential articulation”. Franco


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Davide Miserendino 1 Editoriale
2 Behind the cover Greta Gurizzan - Diaphne AGENDA
Generoso Verrusio
10 Interpack: cresce l’attesa per il grande appuntamento mondiale del packaging Interpack: growing anticipation for the world’s leading packaging event
12 CFIA Rennes: la sicurezza alimentare al centro della nuova edizione CFIA Rennes: the food safety at the heart of the new edition
12 MECSPE: la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera torna a Bologna MECSPE: the leading international trade fair for the manufacturing industry returns to Bologna
Maria Costanza Candi
14 Un progetto che non si ferma mai: Laminati Cavanna Talk al Senato
A project that never stops: Laminati CavannaTalk at the Senate
18 Ecopack 2025: 121 aziende premiate E la nuova edizione è alle porte Ecopack 2025: 121 companies awarded. The next edition is just around the corner
POWERED BY BEST PACKAGING
23 Dalla ricerca allo scaffale From research to the shelf
Generoso Verrusio
24 Imballaggio in mostra all’Adi Museum. E si premiano i Best Packaging
MOCA UPDATES
Cristina Sancolodi
27 Microplastiche: a che punto è la ricerca? Microplastics: the state of research
Davide Miserendino
31 Cosmopack, innovare per una bellezza su misura
Cosmopack, innovating for tailor-made beauty
Milena Bernardi
36 La bellezza che rigenera Regenerative beauty
Milena Bernardi
44 L’ascesa della K-Beauty The rise of K-Beauty
48 Marchesini Group a Cosmopack 2026 Marchesini Group at Cosmopack 2026
FOCUS AUTOMATION
50 Un nuovo paradigma di automazione per il packaging nella cosmetica
A new automation paradigm for cosmetic packaging
54 L’attenzione di Wittenstein per il cosmetico Wittenstein’s focus on the cosmetics sector
56 Con Minebea l’igiene inizia molto prima della pulizia Minebea, hygiene begins long before cleaning starts
Davide Miserendino
58 Innovativi e affiatati. E la soluzione è servita Innovative and close-knit. The solution is served
Generoso Verrusio
60 SPS Italia 2026, a Parma il dialogo sull’industria del futuro
SPS Italia 2026, Parma hosts the dialogue on the future of industry
FOCUS LABELLING
Maria Costanza Candi
62 Al Congresso Gipea formazione e organizzazione protagoniste Training and organization take center stage at the Gipea Congress
65 Multipack sostenibili tra automazione ed etichettatura
Sustainable multipacks: an evolving pathway between automation and labelling
66 Altech, sistemi di etichettatura smart per il settore cosmetico Altech, smart labelling systems for the cosmetics industry
67 La nuova Bi-Jet 9712 di Markem-Imaje The new Markem-Imaje Bi-Jet 9712
68 Sistema di etichettatura da banco
Label-Aire 4000
Label-Aire 4000 table top labelling system
Maria Costanza Candi e Davide Miserendino
70 Tech4Student e cultura: Cama Group accelera lo sviluppo
Tech4Student and culture: Cama Group accelerates development
Davide Miserendino
74 Digitali, sostenibili e personalizzate: la rotta delle fiere
Digital, sustainable and tailored: the new direction of trade fairs
PPWR SPOTLIGHT
Generoso Verrusio
78 La filiera del packaging fa quadrato (e interpella la politica)
The packaging value chain unites (and calls on policymakers)
FACT AND FIGURES
Luca Baraldi e Generoso Verrusio
82 Mercosur: un gigante economico frenato dalla politica ma spinto dai numeri Mercosur: an economic giant held back by politics but driven by the numbers
Barbara Iascone
85 Report sullo stato dell’imballaggio Packaging industry report
TOPICS
Davide Miserendino
88 Pharma. Forti e responsabili: le nuove comprimitrici IMA Active Strong and sustainable: IMA Active’s new tablet presses
90 Pharma. Da clienti a partner: così IMA Active continua a crescere From customers to partners: how IMA Active continues to grow
Stefano Nicolussi
94 Legislation. Quali obblighi per esportare in Turchia
What obligations apply when exporting to Turkey
96 Advertisers
Aziende citate


Dal 1966 il nome della nostra famiglia è legato al mondo delle macchine automatiche. Entusiasmo, ricerca e innovazione tecnologica hanno da sempre guidato l’evoluzione della Ronchi Mario SpA.
Oggi, a 60 anni dalla fondazione, con la terza generazione familiare già operativa in azienda, guardiamo al futuro in continuità con la nostra storia.
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Direttore responsabile
Davide Miserendino
Redazione
Milena Bernardi, M. Costanza Candi, Generoso Verrusio
Traffico pubblicità
Salvatore Lavorini (salvatore.lavorini@kairosmediagroup.it)
Hanno collaborato
Luca Baraldi, Barbara Iascone, Stefano Nicolussi, Cristina Sancolodi
Traduzioni
Ligabue Traduzioni e Interpretariati
Coordinamento artisti
Max Marra & Gianni Valentino
Progetto grafico e impaginazione
Studio Grafico Page, Vincenzo De Rosa
Stampa e confezione
Faenza Printing Industries Spa Via Vittime Civili di Guerra 35, 48018 Faenza (RA)
Numero 1/2026 gennaio/febbraio2025 anno 32
Pubblicazione iscritta al n 3 del Regist6o di Cancelleria del Tribunale di Modena in data 17/02/2025 Iscrizione nel Registro degli Operatori della Comunicazione n. 9673
Una copia: € 6,50 - Arretrati € 13
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Bimestrale
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Rivista fondata nel 1994 da Stefano Lavorini
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RENNES, FRANCE – 10-12 MARS Hall 10 – Stand 10-G35


Perché le storie più belle crescono nel tempo.

INTERPACK 2026
Messe Düsseldorf GmbH Düsseldorf, 7-13 maggio 2026
Generoso Verrusio
partito il conto alla rovescia per Interpack 2026. Dal 7 al 13 maggio, il quartiere fieristico Messe Düsseldorf tornerà a essere il centro nevralgico dell’industria internazionale del packaging e dell’indotto della process industry.
L’edizione 2023, la prima dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia, aveva segnato un ritorno in grande stile: 143mila visitatori da 156 Paesi e 2.800 espositori provenienti da tutto il mondo avevano animato una manifestazione che ha restituito al settore un luogo di incontro e confronto atteso da anni.
I buoni segnali premonitori, tuttavia, non mancano nemmeno per questa edizione. A Interpack 2026 sono già 2.800 gli espositori confermati e oltre 1000 i produttori di soluzioni di imballaggio, materiali per imballaggio e accessori.
La scelta di Düsseldorf come sede continua a rappresentare un valore aggiunto. Messe Düsseldorf è uno dei poli fieristici più importanti al mondo, con 306mila metri quadrati di superficie espositiva e una rete internazionale di rappresentanze attiva in 141 Paesi.
La città offre inoltre infrastrutture eccellenti, un aeroporto tra i più trafficati della Germania e una ricca disponibilità di strutture ricettive, elementi che contribuiscono a rendere Interpack un appuntamento accessibile e di respiro realmente globale.

Un momento speciale per il packaging italiano L’edizione 2026 si preannuncia particolarmente significativa per l’intera community italiana del packaging. UCIMA e IPACK-IMA daranno vita a Italian Night, un evento esclusivo di networking che si svolgerà domenica 10 maggio all’interno della fiera.
Sarà un’occasione privilegiata di incontro, rappresentanza e valorizzazione del sistema italiano, capace di riunire aziende, istituzioni, buyer internazionali e partner strategici in un contesto prestigioso e altamente simbolico.
La presenza italiana a Interpack (da sempre tra le più solide e riconosciute) troverà così un ulteriore momento di coesione e visibilità, rafforzando il ruolo del nostro Paese come uno dei principali protagonisti globali nelle tecnologie per il packaging.
Propak East Africa
Packaging, processing, printing, plastics
3-6/3/2026, Nairobi (KE) www.propakeastafrica.com
Mecspe Technologies for innovation 4-6/3/2026, www.mecspe.com/it/
Luxe Pack Los Angeles
Luxury Packaging
4-5/3/2026, Los Angeles (USA) www.luxepacklosangeles.com/
Alimentaria
Food exhibition
23-26/3/2026, Barcelona (E) alimentaria.com/en/
Cosmopack Cosmetics & perfumery packaging/machinery & contract manufacturer
26-29/3/2026, Bologna (I) www.cosmoprof.com/la-fiera/ cosmopack/
Cosmoprof Worldwide Bologna Cosmetics & perfumery industry
26-29/3/2026, Bologna (I) www.cosmoprof.com
Cosmoprof Hair & Nail & Beauty Salon Cosmetics & perfumery industry 26-29/3/2026, Bologna (I) www.cosmoprof.com
RePlast Eurasia Plastic Recycling Technologies and Raw Materials Fair
26-28/3/2026, Istambul (TR) www.replasteurasia.com/en/
Plast Alger Plastics and Composites
30/3-1/4/2026, Algiers (DZ) www.plastalger.com/
Printpack Alger Plastics and Composites
30/3-1/4/2026, Algiers (DZ) www.printpackalger.com/
ProPak Vietnam Processing & packaging 31/3-2/4/2026, Ho Chi Minh City (VN) www.propakvietnam.com
Korea Pack
International process and packaging exhibition 31/3-3/4/2026, Kintex, Korea (KR) www.koreapack.org
Djazagro Agrofood industry, bakery, pastry & restaurants 12-15/4/2026, Algiers (DZ) www.djazagro.com
Luxe Pack Shanghai Luxury packaging 14-15/4/2026, Shanghai (PRC) www.luxepackshanghai.com
Ecomondo Messico Materials and energy recovery & sustainable development 14-16/4/2026, Guadalajara (MX) www.ecomondo.com/globalnetwork/ecomondo-mexico
Hannover Messe Industrial technology 20-24/4/2026, Hannover (D) www.hannovermesse.de/en
Pharmap
Pharmaceutical manufacturing and packaging congress, part of bgs group medicine series 20-21/4/2026, Amsterdam (NL) pharmap-congress.com
Macfrut
Fruit & vegetables professional show 21-23/4/2026
Rimini (I) www.macfrut.com
Luxe Pack New York Luxury packaging 6-7/5/2026, New York (USA) www.luxepacknewyork.com
On Sunday 10 May, UCIMA and IPACK-IMA will host the exclusive Italian Night networking event
The countdown to Interpack 2026 has begun. From 7 to 13 May, the Messe Düsseldorf exhibition centre will once again become the nerve centre of the international packaging industry and the wider process industry supply chain.
The 2023 edition, the first after the long pause imposed by the pandemic, marked a triumphant return: 143,000 visitors from 156 countries and 2,800 exhibitors from across the globe brought new energy to a show that restored to the sector a long-awaited place for meeting and exchange.
Positive signs are emerging for the upcoming edition as well. Interpack 2026 already counts 2,800 confirmed exhibitors and more than 1,000 manufacturers of packaging solutions, packaging materials and accessories.
The choice of Düsseldorf as the host city continues to be a major asset. Messe Düsseldorf is one of the world’s most important exhibition hubs, offering 306,000 square metres of exhibition space and an international network of representatives active in 141 countries.
The city also provides excellent
Venditalia
International vending exhibition 6-8/5/2026, FieraMilano Rho (I) www.venditalia.com
Interpack
Processes & packaging
7-13/5/2026, Düsseldorf (D) www.interpack.com
TuttoFood
Food exhibition
11-14/5/2026, Milano Rho (I) www.tuttofood.it
Packaging Premiere & PCD
Milan Luxury packaging industry 12-21/5/2026, Milano (I) www.packagingpremiere.it
Ecomondo China
infrastructure, one of Germany’s busiest airports and a wide range of accommodation options, all elements that contribute to making Interpack an accessible event with a truly global reach.
A special moment for Italian packaging
The 2026 edition promises to be particularly significant for the entire Italian packaging community.
UCIMA and IPACK-IMA will host Italian Night, an exclusive networking event taking place on Sunday 10 May within the exhibition grounds. It will be a privileged occasion for meeting, representation and promotion of the Italian system, bringing together companies, institutions, international buyers and strategic partners in a prestigious and highly symbolic setting.
Italy’s presence at Interpack (historically among the strongest and most recognized) will thus gain an additional moment of cohesion and visibility, further reinforcing the country’s role as one of the leading global players in packaging technology.
Materials and energy recovery & sustainable development 21-23/5/2026, Chengdu (CN) www.ecomondo.com/globalnetwork/ecomondo-china
SPS Italia
Industrial automation technology 26-28/5/2026, Parma (I) www.spsitalia.it
Pick&Pack
Innovación, tendencias, productos y soluciones específicas para cada segmento de la industria 27-28/5/2026, Bilbao (ES) www.pickpackexpo.com
www.italiaimballaggio.it
Finat European Label Forum
Self adhesive labeling 27/5-29/6/2026, Siviglia (ES) www.europeanlabelforum.com
Expo Pack Mexico
Packaging materials&machinery 2-5/6/2026, Mexico City (MEX) www.expopack.com.mx
Plast
Plastic technology 9-12/6/2026, Milano Rho (I) www.plastonline.org
Xylexpo
Woodworking technology & furniture supplies 9-12/6/2026, Milano Rho (I) www.xylexpo.com

CFIA RENNES
GL Events Exhibitions
Industrie
Rennes, 10-12
marzo 2026
FIA Rennes si prepara a tornare dal 10 al 12 marzo 2026 con un’edizione che conferma il ruolo strategico del salone all’interno della filiera agroalimentare europea. Nel cuore della Bretagna, il Carrefour des Fournisseurs de l’Industrie Agroalimentaire, organizzato da GL Events Exhibitions Industrie, riunirà 2mila espositori e offrirà ai professionisti un panorama completo sulle tecnologie, i materiali e le soluzioni che stanno ridefinendo il futuro del confezionamento alimentare.
Nato nel 1997, CFIA è oggi un punto di riferimento per l’intero comparto, grazie a un format che integra ingredienti, attrezzature di processo e packaging in un’unica piattaforma di aggiornamento e business. Ogni anno richiama circa 20mila visitatori, attratti dalla possibilità di osservare da vicino oltre 500 macchine in funzione, testare soluzioni di processo e scoprire materiali e sistemi di confezionamento progettati per rispondere alle nuove esigenze di sostenibilità, efficienza e sicurezza.
La 29esima edizione introduce un’importante novità: un padiglione interamente dedicato alla sicurezza alimentare, tema che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie

di innovazione delle aziende del packaging. L’area sarà focalizzata sulle tecnologie per il controllo qualità, sui sistemi avanzati di tracciabilità, sulle soluzioni per la prevenzione della contaminazione e sui materiali sviluppati per garantire integrità e protezione lungo tutta la catena del valore. La sicurezza, insieme al riuso, rappresenta uno dei driver principali della trasformazione in atto, sostenuta dalle nuove normative europee e dalle richieste dei retailer.
L’atmosfera caratteristica del salone, fatta di dimostrazioni live, degustazioni e spazi tematici, permetterà ai visitatori di toccare con mano le innovazioni e di confrontarsi con le sfide emergenti del settore.

olognaFiere, dal 4 al 6 marzo 2026, ospiterà la 24esima edizione di MECSPE, il principale appuntamento italiano dedicato alla produzione e alla fornitura per l’ingegneria meccanica, la meccanica speciale, l’automazione e la lavorazione dei metalli e delle materie plastiche. La manifestazione conferma il proprio ruolo di piattaforma strategica per l’innovazione industriale, offrendo una visione
completa delle tecnologie e delle competenze che stanno guidando la trasformazione del manifatturiero europeo.
Il programma di MECSPE 2026 ruota attorno a tre assi fondamentali: formazione, digitalizzazione in chiave Industria 5.0 e sostenibilità.
Temi che oggi rappresentano leve decisive di competitività e, al tempo stesso, motori di sviluppo a lungo termine per le imprese.
L’attenzione alla crescita delle competenze, all’integrazione dei sistemi digitali e all’efficienza energetica si tradurrà in un percorso espositivo e culturale pensato per accompagnare le aziende verso nuovi modelli produttivi.
L’edizione 2025 ha registrato numeri significativi, con oltre 2mila aziende presenti, più di 66mila visitatori professionali, 92mila metri quadrati di area espositiva, 2mila metri quadrati dedicati al MECSPE Lab (lo spazio innovazione) e un totale di 120 convegni e iniziative speciali. Risultati che confermano la centralità della manifestazione nel panorama industriale europeo e che anticipano un’edizione 2026 ancora più ricca di contenuti e opportunità.
MECSPE
Senaf
Bologna, 4-6 marzo 2026

CFIA Rennes is set to return from 10 to 12 March 2026 with an edition that reaffirms the strategic role of the event within the European agri-food supply chain. In the heart of Brittany, the Carrefour des Fournisseurs de l’Industrie Agroalimentaire, organized by GL Events Exhibitions Industrie, will bring together 2,000 exhibitors and offer professionals a comprehensive overview of the technologies, materials and solutions that are reshaping the future of food packaging.
Founded in 1997, CFIA has become a benchmark for the entire sector thanks to a format that brings together ingredients, processing equipment and packaging within a single platform for business and professional development. Each year it attracts around 20,000 visitors, drawn by the opportunity to observe more than 500 machines in operation, test processing solutions and discover packaging materials and systems designed to
meet new demands for sustainability, efficiency and safety.
The 29th edition introduces a significant new feature: a pavilion entirely dedicated to food safety, a theme that is becoming increasingly central to the innovation strategies of packaging companies. The area will focus on quality control technologies, advanced traceability systems, solutions to prevent contamination and materials developed to ensure integrity and protection throughout the value chain. Food safety, together with reuse, is one of the key drivers of the ongoing transformation, supported by new European regulations and by retailers’ growing interest in circular models.
The distinctive atmosphere of the show - featuring live demonstrations, product tastings and thematic spaces - will allow visitors to experience innovations first-hand and engage with the emerging challenges of the sector.
MECSPE: the leading international trade fair for the manufacturing industry returns to Bologna
From 4 to 6 March 2026, BolognaFiere will host the 24th edition of MECSPE, Italy’s premier exhibition dedicated to production technologies and supply solutions for mechanical engineering, special mechanics, automation, and the processing of metals and plastics. The event reaffirms its role as a strategic platform for industrial innovation, offering a comprehensive overview of the technologies and expertise driving the transformation of the European manufacturing sector.
The 2026 edition is built around three strategic pillars: training, digitalisation in the framework of Industry 5.0, and sustainability. These themes, now more central than ever for the manufacturing world, represent not only essential levers of competitiveness but also long-term drivers of growth and
development. The focus on skills enhancement, system integration and energy efficiency will shape an exhibition and conference programme designed to support companies as they transition towards new production models. The 2025 edition recorded impressive results, with more than two thousand exhibiting companies, over sixty-six thousand professional visitors, ninety-two thousand square metres of exhibition space, two thousand square metres dedicated to the MECSPE Lab innovation area, and a total of one hundred and twenty conferences and special initiatives. These figures confirm the central role of MECSPE within the European industrial landscape and set the stage for an even more content-rich and opportunitydriven edition in 2026.


edere un progetto evolvere da un contesto all’altro, da una piattaforma all’altra in modo coerente, non è un evento comune. È quanto accaduto ai Laminati Cavanna Talk, interessante idea di comunicazione progettata da Anna Paola Cavanna per rendere unica la partecipazione a Ipack Ima 2025. La presenza in fiera è sempre una sfida per le aziende, dove la migliore sintesi del proprio business deve attrarre l’attenzione di un pub-
The volume dedicated to Stefano Lavorini, published by ItaliaImballaggio, becomes an occasion for dialogue between the packaging supply chain and the institutions
Witnessing a project evolve coherently across different contexts and platforms is far from common. This was precisely the case with Laminati Cavanna Talk, an innovative communication initiative conceived by Anna Paola Cavanna to make the participation at Ipack-Ima 2025 truly distinctive. Trade fair presence is always a challenge for businesses, requiring the most compelling synthesis of


their operations to capture the attention of an audience immersed in solutions, technology, and innovation.
To transcend the fleeting nature of a trade fair and give the event a lasting, unique resonance, Chairwoman Anna Paola Cavanna devised a series of interviews recorded during the exhibition and made available on YouTube. What might have remained confined to
the boundaries of Ipack-Ima instead became a supply chain narrative, first extended to the company’s Academy and then projected outward towards new institutional channels: the Senate. Bringing this journey to life and giving substance to what could have been a nearly instructional account of the supply chain protagonists are ItaliaImballaggio and Kairos Media Group, who, in collaboration with Intono Comunicazione, edited the volume entitled “Laminati Cavanna Talk: interviste in fiera” (Laminati Cavanna Talk: Interviews from the Trade Fair). The valuable digital content generated by the interviews has thus been transformed into an informative and educational tool dedicated to packaging and its key players across the entire value chain.
A bridge between industry and political processes
The protagonist of the event was the packaging supply chain, which, following institutional greetings from Senator Costanzo Della Porta, the initiative’s promoter, was at the heart of the 26 November event attended by the Minister for European Affairs, Tommaso Foti. It was the Minister himself who noted that the volume provides an engaging overview of the sector, written with the system as a whole in mind rather than focusing solely on individual companies. He commented: “I’ll reveal a secret: I have read the book. Far from being boring, it offers a lively panorama, describing the world of packaging in all its facets, without losing sight of a commendable supply chain spirit where no sector dominates over another”.

blico letteralmente immerso in soluzioni, tecnologia e innovazione.
Ecco perché, per superare la dimensione effimera della fiera e dare all’evento una nota unica, capace di durare nel tempo, la presidente Anna Paola Cavanna ha pensato a un ciclo di interviste registrate nel corso della manifestazione e disponibili su Youtube. Quello che si sarebbe fermato al perimetro di Ipack-Ima, si è così trasformato in un racconto di filiera esteso prima all’Academy azien-
dale e da lì proiettato all’esterno verso nuovi canali istituzionali: il Senato.
A rendere concreto e tangibile il percorso, dando corpo al racconto quasi manualistico dei protagonisti della filiera, ci sono ItaliaImballaggio e Kairos Media Group che, in collaborazione con Intono Comunicazione, hanno editato il volume dal titolo “Laminati Cavanna Talk: interviste in fiera”. Il ricco patrimonio digitale rappresentato dalle interviste è così diventato uno strumento di informazione e formazione dedicato al packaging e ai suoi protagonisti lungo l’intera catena del valore.
Un ponte tra industria e processi politici
Protagonista, la filiera del packaging, che, dopo i saluti istituzionali del senatore Costanzo Della Porta, promotore dell’iniziativa, è stata il fulcro dell’evento del 26 novembre tenuto alla presenza del ministro degli Affari Europei Tommaso Foti. Ed è proprio il ministro ad osservare come il volume sia un’interessante panoramica del settore, scritta pensando a un sistema ben più che alla singola impresa, aspetto su cui ha chiosato: “Svelerò un segreto, ho letto il libro: un testo che non annoia, ma offre una panoramica vivace, descrivendo il mondo del packaging in tutte le sue sfaccettature, senza dimenticare uno spirito di filiera encomiabile dove non esistono settori che prevalgono su altri”.
A Foti, si sono aggiunti alcuni esponenti del mondo politico già protagonisti dei Talk e fondamentali tasselli per costruire percorsi di collaborazione tra mondo istituzionale e imprese.
Tra loro, la senatrice Elena Murelli, che ritiene necessario “Difendere le imprese italiane in collaborazione con le associazioni di categoria”, a cui ha fatto eco la Deputata Daniela Dondi, che ha sottolineato il valore della packaging valley emiliana perché “esplora un prodotto di alta qualità, innovazione e offre lavoro specializzato, generando risorse ed esportando competenze”.
Tullio Patassini, a capo della segreteria di presidenza della commissione attività produttive della Camera dei Deputati, è entrato nel merito delle decisioni dell’Unione Europea, parlando del PPWR, definito una misura con “obiettivi corretti come la riduzione dei rifiuti, ma operativamente inapplicabile, che sarebbe migliorato dall’esportazione del modello di recupero e riciclo nazionale che con il packaging è eccellenza del made in Italy”.
Le voci del settore
Tra gli intervistati anche Alberto Palaveri, presidente di Giflex, che ha sottolineato come sia fondamentale creare reti tra imprese per aprire un dialogo costante con il mondo politicoistituzionale, evidenziando come il packaging sia fatto di “precursori della sostenibilità, richiesta dal mercato e dalla sensibilità diffusa nell’opinione pubblica che è diventata uno dei fattori qualificanti del made in Italy”.
La parola alle imprese con Andrea Dallavalle, presidente di ATIF che ha posto l’accento sull’importanza delle reti associative e sul made in Italy, evidenziando come “le innovazioni più strategiche per il settore sono la capacità italiana di unire tradizione e tecno-
Joining Minister Foti were several political figures who had already participated in the talks and play an essential role in building collaborative pathways between institutions and businesses. Among them was Senator Elena Murelli, who emphasised the need to “Defend Italian companies in collaboration with trade associations”, echoed by Deputy Daniela Dondi, who highlighted the value of the Emilia Packaging Valley for “exploring a product of high quality and innovation, offering specialised employment, generating resources, and exporting expertise”.
Tullio Patassini, head of the Secretariat to the Chair of the Chamber of Deputies’ Commission on Productive Activities, addressed the European Union’s policy decisions, discussing the PPWR. He described it as “a measure with right
objectives, such as waste reduction, but operationally unfeasible. It could be improved by exporting Italy’s national recovery and recycling model, where packaging is an area of excellence”.
Among the interviewees was Alberto Palaveri, President of Giflex, who emphasised the importance of creating networks between companies to maintain a constant dialogue with the political and institutional world, highlighting how packaging is made up of “pioneers of sustainability – driven by market demand and a growing public awareness – which has become one of the defining factors of Made in Italy”.
The floor then passed to the businesses, starting with Andrea Dallavalle, President of ATIF, who
stressed the importance of trade associations and Made in Italy, noting that “the most strategic innovations for the sector lie in the Italian ability to combine tradition and technology, craftsmanship and innovation, deploying flexibility and adaptability”. These themes were echoed by Simone Castelli, CEO of Ipack-Ima, the flagship event for the packaging sector, who added that “it is essential to operate as a system and work together to meet competition from low-cost Asian producers, whose quality continues to improve”.
Industry perspectives were further represented by Andrea Formigoni of Dec Impianti, sponsor of the volume and the event, who highlighted that “Italian technology, recognised worldwide as an area of excellence, requires greater promotion of specialised segments, with
particular focus on the lesserknown segments”. According to Formigoni, this is why dialogue with institutions becomes strategic, especially for companies like Dec Impianti, which export to 50 countries.
An editorial project that lasts over time
Davide Miserendino, Editor-in-chief of ItaliaImballaggio, emphasised the centrality of the Italian approach to sustainability and packaging, reinforcing the idea that “the sector must increasingly communicate through high-quality initiatives that span contexts, media, and professional environments, as exemplified by the ‘Talks’, which gave rise to the book at the centre of this presentation. A volume that describes a supply chain capable
of influencing the debated decisions initially focused on the PPWR, demonstrating that ignoring the Italian way is a mistake, precisely because of the expertise expressed within the sector and its extensions, such as recycling”. Finally, attention turned to the undisputed protagonist: a person capable of building networks that have further strengthened an already vibrant ecosystem, thanks to the sector’s sensitivity to the associative dimension of doing business, always placing innovation and the ethical component of packaging at the centre. This is precisely one of the key points of the white paper delivered by Anna Paola Cavanna to institutional representatives. It “aims to inform policymakers about a sector that shows great attention to sustainability with continuously updated innovative solutions, designed to reduce food waste and restore the true meaning of sustainability, which, beyond environmental concerns, must also consider economic and social factors”.
logia, artigianalità e innovazione, mettendo in campo flessibilità e capacità di adattamento, temi sollevati anche da Simone Castelli, CEO di Ipack-Ima, luogo d’elezione per il comparto del packaging per cui, secondo Castelli “è fondamentale fare sistema e lavorare insieme per rispondere alla concorrenza asiatica a basso costo ma capace di qualità sempre migliore”.
Voce all’industria anche grazie ad Andrea Formigoni, di Dec Impianti, sponsor del volume e dell’evento che ha evidenziato come “la tecnologia italiana, ritenuta eccellenza nel mondo ha bisogno di maggiore valorizzazione dei segmenti specializzati con particolare attenzione ai meno conosciuti“. Ecco perché, secondo Formigoni, il dialogo con le istituzioni diventa strategico specialmente per aziende che esportano in 50 paesi come Dec Impianti.
Un progetto editoriale che dura nel tempo
Un volume che comunica una filiera capace di imprimere una significativa svolta alle discusse decisioni che hanno ruotato inizialmente attorno al PPWR, a dimostrazione che ignorare l’italian way sia sbagliato, proprio per la competenza espressa nel comparto e nelle sue estensioni, come ad esempio, il riciclo”. Infine, spazio alla protagonista indiscussa, una persona capace di costruire la rete che ha ulteriormente consolidato un networking già molto vivo grazie alla sensibilità del settore verso la dimensione associativa del fare impresa, mettendo sempre al centro l’innovazione e la componente etica del packaging. Ed è proprio questo uno dei nodi del white paper che Anna Paola Cavanna ha consegnato agli esponenti delle istituzioni che “ha come obiettivo di segnalare alla politica un settore che mostra grande attenzione alla sostenibilità con soluzioni innovative in continuo aggiornamento, mirate a ridurre il consumo di cibo e riportando al centro il vero senso della sostenibilità, che oltre al fattore ambientale deve considerare la parte economica e sociale”.
The day, coordinated by Nicoletta Bracchi, journalist at La Libertà di Piacenza, was broadcast live, recorded, and made available on the Laminati Cavanna Talk playlist.
Davide Miserendino, direttore editoriale di ItaliaImballaggio ha poi ricordato la centralità della via italiana alla sostenibilità e al packaging, rafforzando l’idea che “il comparto debba comunicare sempre di più con iniziative di qualità e trasversali a contesti, media e ambienti professionali come è il caso dei Talk, che hanno dato vita al libro al centro della presentazione.




La giornata, coordinata da Nicoletta Bracchi, giornalista de La Libertà di Piacenza, è stata trasmessa in diretta, registrata e messa a disposizione sulla Playlist di Laminati Cavanna.



















Il 3 marzo riaprono le candidature per il Bando che valorizza l’ecodesign degli imballaggi. Ecco come iscriversi.




Dodici edizioni non hanno scalfito la vitalità di Ecopack, il Bando CONAI per l’ecodesign. Un’iniziativa che - con 217 casi premiati, presentati da 121 aziende - è riuscita ad accendere, ancora una volta, i riflettori su un tessuto produttivo capace di innovare con continuità. Il Bando, appuntamento molto atteso ogni anno, sta per riaprire: sarà possibile candidarsi per l’edizione 2026 a partire dal 3 marzo (tramite la piattaforma Eco Tool CONAI - Area Bando QR CODE) e ci sarà tempo per iscriversi fino al 30 aprile. Il regolamento sarà pubblicato sul sito conai.org.
Tornando all’edizione da poco conclusa, il numero dei premiati è stato in leggera crescita rispetto al 2024 (quando sul podio erano salite 118 imprese). Un incremento indice di un impegno che si consolida. I dati ambientali lo confermano: gli indicatori di analisi del ciclo di vita mostrano, in media, una riduzione del 33% delle emissioni di CO₂ equivalente, del 23% dei consumi energetici e del 27% dei consumi idrici rispetto agli stessi imballaggi prima degli interventi di ecodesign. «È un passo avanti netto - commenta il direttore generale CONAI Simona Fontana - e una prova del fatto che l’innovazione di processo e di prodotto sta diventando una componente imprescindibile delle strategie industriali. Le aziende, negli ultimi anni, hanno concentrato i loro sforzi soprattutto in due direzioni: un uso più efficiente delle risorse, riducendo il peso e usando meno materia prima, e una maggiore ricicla-
bilità. Una tendenza che rispecchia gli orientamenti del nuovo Regolamento europeo e che conferma il ruolo del Bando come vero strumento operativo».
Un montepremi da 600.000 euro
Il montepremi complessivo del Bando 2025 è stato di 600.000 euro, con 550.000 destinati ai casi premiati in modo proporzionale ai punteggi ottenuti e 50.000 riservati ai cinque super-premi per l’innovazione circolare, riconoscimenti che individuano le soluzioni più avanzate e capaci di segnare un salto di qualità tangibile nelle pratiche di ecodesign. A ricevere i super-premi sono stati interventi che hanno saputo coniugare efficacia tecnica, visione industriale e un approccio profondamente circolare.
Pilkington Italia ha rivoluzionato il sistema di movimentazione dei vetri automotive introducendo il riutilizzo dei separatori in polietilene: un ciclo virtuoso che prevede il recupero, il lavaggio a ultrasuoni e il reimpiego dei blocchetti insieme ai pallet in acciaio, ridisegnati per ottimizzare gli spazi e consentire un incremento del 33% delle unità trasportate per rimorchio. Un intervento che incarna la logica “use, return, repeat”.
Helan è stata premiata per la capacità di ripensare un oggetto di uso quotidiano: uno stick labbra. Lo ha trasformato in un imballaggio monomateriale grazie alla sostituzione dei componenti in ABS con elementi in polipropilene più leggeri e riciclabili. Una modifica che permette di semplificare il fine vita del prodotto e ridurre l’impiego di materia prima vergine. Il caso di Cereria Terenzi Evelino parla invece di approccio sistemico: dal vasetto in PET 100% riciclato al tappo in polipropilene riciclato con una riduzione di peso del 76%, fino al dischetto interno in LDPE riciclato e a un astuccio drasticamente alleggerito. Insieme, questi interventi compongono un nuovo ecosistema di packaging per la Body Lotion dell’azienda, in cui ogni



Ecco le 121 aziende che hanno presentato i 217 casi premiati
Here are the 121 companies that presented the 217 award-winning cases
A. Loacker S.p.A.
Angelini Pharma Italia - Aziende
Chimiche Riunite Angelini
Francesco - A.C.R.A.F. S.p.A.
Agricola Tre Valli - Società
Cooperativa
Alber S.p.A.
Altromercato Impresa SocialeSocietà Cooperativa
Antica Erboristeria S.p.A. SB
Antonio Sada & Figli S.p.A.
Arena S.p.A.
Artsana S.p.A.
B.F.M. S.r.l.
Basso Sebastiano S.r.l.
Biochimica S.p.A.
Bolton Manitoba S.p.A.
BorgWarner Morse Systems Italy S.r.l.
Box Marche S.p.A.
Bruno Baldassari & Fratelli S.p.A.
Carapelli Firenze S.p.A.
Cartotecnica Jesina S.r.l.
Cartotecnica Jolly Pack S.r.l.
Centro Carni Company S.p.A.
Ceramiche Atlas Concorde S.p.A.
Cereria Terenzi Evelino S.r.l.
Cerwo S.r.l.
CGM CIGIEMME S.p.A.
Cielle Imballaggi S.r.l.
Cisalfa Sport S.p.A.
Claber S.p.A.
Cleca S.p.A.
Colgate-Palmolive Italia S.r.l.
Colussi S.p.A.
Davines S.p.A.
Dopla S.r.l.
DS Smith Packaging Italia S.p.A.
Duna-Corradini S.p.A.
Duracell Italy S.r.l.
E-Imballaggi S.r.l.
Editrice L’Immagine S.r.l.
El.Com S.r.l.
Eurodisplay Design in Progress S.r.l.
Eurovetrocap S.r.l.
F.A.G. Artigrafiche S.p.A.
FAR - Fabbrica Accessori Ricambi
S.r.l.
Fellini Patrizio S.r.l.
Finder S.p.A. con unico socio FITT S.p.A. Società Unipersonale
Flavio Petrini & C. S.n.c.
FRA.VA. S.r.l.
Francesco Barduca S.r.l.
Fudex Group S.p.A.
FUTURA S.P.A.
G&W Altea S.r.l.
GALA S.r.l. SB
Gianasso S.r.l.
Giorgio Fanti S.p.A.
Helan Cosmesi di Laboratorio S.r.l.
IFEX Group S.r.l.
Interchem Italia S.r.l.
International Paper Italia S.r.l.
Iriapak S.r.l.
Irplast S.p.A.
Isopak Adriatica S.p.A.
Istituto Stampa S.r.l.
Just Italia S.p.A.
Kering Eyewear S.p.A.
La Grafica S.r.l.
La Saponaria S.r.l. Società Benefit
Lactalis Nestlé Prodotti Freschi
Italia S.r.l.
Latt S.r.l.
Latteria Montello S.p.A.
Legoplast S.r.l.
Lindt & Sprüngli S.p.A.
Lucaprint S.p.A.
Magna Closures S.p.A.
Mandarina Duck S.p.A.
Mapei S.p.A.
Matic Plast Milano S.r.l.
Metaform DND S.r.l.
Mirage Granito Ceramico S.p.A.
Morato Pane S.p.A.
componente è stato ripensato per ridurre l’impatto senza rinunciare alla funzionalità. Traiettoria analoga, ma applicata al mondo della strumentazione industriale, per Smurfit Westrock Italia (in modo congiunto con il suo cliente ReeR): ha riprogettato il packaging delle barriere fotoelettriche sviluppando un sistema capace di produrre imballaggi su misura, perfettamente calibrati sul prodotto. Il risulta-
Moretti S.r.l.
Mutti S.p.A.
Nakuru S.r.l.
Nestlé Italiana S.p.A.
Nestlé Purina Commerciale S.r.l.
Oskar S.r.l.
Palm S.p.A. SB
Parmalat S.p.A.
Parmareggio S.p.A.
Pastiglie Leone S.r.l.
Pedon S.p.A.
Pibiplast S.p.A.
Pilkington Italia S.p.A.
Podere dei Leoni S.r.l.
POLYPACK S.R.L.
Pulcranet S.r.l.
ReeR S.p.A.
Reni Macchine S.r.l.
Rotocalco Mediterranea S.r.l.
Sacchital S.p.A.
Sales S.r.l. Società Benefit
Salumifici Granterre S.p.A.
Savencia Fromage & Dairy Italia S.p.A.
SDR Pack S.p.A.
Selex S.p.A.
Serioplast Italy S.p.A.
Sifa S.p.A.
Signify Italy S.p.A.
Skretting Italia S.p.A.
Smurfit Westrock Italia S.p.A.
Straudi S.p.A.
SurGenuin S.r.l.
Surmont S.p.A.
TeaPak S.r.l.
TIKEDO S.r.l.
Trenti Industria Occhiali S.p.A.
Unifarco S.p.A.
Vaga S.r.l.
Veneta Isolatori S.r.l. Socio Unico
Vimar S.p.A.
VORTEX S.R.L. SB
Zas Trading S.r.l.
to è un imballo interamente in cartone ondulato riciclato, monomateriale, più leggero, più razionale e più efficiente da trasportare. Istituto Stampa, con il progetto IdroR-Paper, ha sostituito l’incarto poliaccoppiato con una carta trattata con vernice idrorepellente, certificata Aticelca livello C. Una soluzione che mantiene le performance di barriera richieste dal prodotto e al tempo stesso permette un ri-
sparmio del 24% di materia prima e un miglioramento della logistica con un incremento del 31% del prodotto spedito a parità di peso. Accanto ai super-premi, la menzione speciale e-commerce è stata assegnata a Pulcranet, che ha ridisegnato le confezioni dei propri articoli religiosi introducendo scatole su misura in cartone ondulato, eliminando materiali di riempimento e riducendo il peso complessivo. L’ottimizzazione dei volumi ha consentito di incrementare il numero di imballaggi per pallet, con benefici immediati sul trasporto e sull’intero ciclo logistico.
«Osserviamo una maturità crescente» spiega Simona Fontana. «Progetti solidi, interventi intelligenti, una capacità sempre più diffusa di leggere la sostenibilità non come obbligo ma come leva competitiva. Il Bando continua a funzionare perché le imprese lo vedono come un riferimento affidabile nella transizione verso modelli più circolari».

La selezione dei premiati
Come ogni anno, le analisi sono state condotte tramite l’Eco Tool CONAI, il sistema di Life Cycle Assessment semplificato che misura i benefici delle azioni di prevenzione. Dall’edizione 2025 la verifica sulle procedure di analisi dei casi è affidata all’ente di certificazione internazionale RINA, mentre la selezione dei superpremi è stata curata dal comitato tecnico allargato composto da Laura Badalucco (Università IUAV di Venezia), Silvia Barbero (Politecnico di Torino), Claudia Chiozzotto (Altroconsumo), Barbara Del Curto (Politecnico di Milano) e Erik Ciravegna (Università di Bologna). «Il lavoro del comitato tecnico è prezioso» conclude Simona Fontana. «Ci permette di riconoscere le soluzioni più innovative e di valorizzare concretamente chi sta costruendo, giorno dopo giorno, un modello di produzione più responsabile. L’ecodesign, del resto, è ormai a tutti gli effetti una componente strutturale dell’industria italiana».
On 3 March, applications reopen for the call that promotes packaging ecodesign. Here is how to apply.
Twelve editions have done nothing to diminish the vitality of Ecopack, CONAI’s Call for Packaging Ecodesign. An initiative that - with 217 awarded cases submitted by 121 companies - has once again shone a spotlight on a manufacturing ecosystem capable of innovating consistently over time. A highly anticipated annual event, the call is about to reopen: applications for the 2026 edition will be accepted starting from 3 March (via the CONAI Eco Tool platform - Area Bando, QR CODE https://www.ecotoolconai. org), with submissions open until 30 April. The official regulations will be published on conai.org. Looking back at the edition that has just concluded, the number of awarded companies increased slightly compared to 2024 (when 118 companies reached the podium). A growth that reflects a strengthening commitment. Environmental data confirm this trend: on average, Life Cycle Assessment indicators show a 33% reduction in CO₂ equivalent emissions, a 23% decrease in energy consumption and a 27% reduction in water consumption compared to the same packaging solutions prior to the ecodesign interventions.
“This represents a clear step forward,” comments Simona Fontana, CONAI’s Director General, “and demonstrates that process and product innovation are becoming essential components of industrial strategies. In recent years, companies have focused their efforts mainly on two areas: more efficient use of resources - by reducing weight and using less raw material - and improved recyclability. This trend reflects the direction of the new European Regulation and confirms the role of the call as a true operational tool.”
€600,000 euro prize fund
The total prize fund for the 2025 call amounted to €600,000, with €550,000 allocated to awarded cases in proportion to the scores achieved, and €50,000 reserved for five Super Awards for Circular Innovation. These recognitions highlight the most advanced solutions, capable of delivering a tangible step change in ecodesign practices. The Super Awards were granted to projects that successfully combined technical effectiveness, industrial vision and a deeply circular approach.
Pilkington Italia revolutionised its automotive glass handling system by introducing the reuse of polyethylene separators. This virtuous cycle involves the recovery, ultrasonic washing and reuse of the blocks together with steel pallets, redesigned to optimise space and enable a 33% increase in the number of units transported per trailer. A project that fully embodies the “use, return, repeat” logic.
Helan was awarded for rethinking an everyday object: a lip balm stick. By replacing ABS components with lighter, more recyclable polypropylene elements, the company transformed it into a monomaterial packaging solution. This change simplifies end-of-life management and reduces the use of virgin raw materials.
Cereria Terenzi Evelino represents a systemic approach: from a jar made of 100% recycled PET to a recycled polypropylene cap with a 76% weight reduction, through to an inner disc in recycled LDPE and a significantly lightened outer box. Together, these interventions form a new packaging ecosystem for the company’s Body Lotion, where each component has been redesigned to reduce environmental impact without compromising functionality.
A similar trajectory, applied to the industrial equipment sector, characterises Smurfit Westrock Italia (in partnership with its customer ReeR). The company redesigned the packaging for photoelectric safety barriers, developing a system capable of producing tailor-made packaging precisely calibrated to the product. The result is a mono-material solution made entirely from recycled corrugated cardboard: lighter, more rational and more efficient to transport.
With the IdroR-Paper project, Istituto Stampa replaced laminated wrapping with paper treated with a water-repellent coating, certified Aticelca level C. The solution maintains the barrier performance required by the product while achieving a 24% reduction in raw material usage and improving logistics efficiency, with a 31% increase in shipped product for the same weight.
Alongside the Super Awards, the Special E-commerce Mention was awarded to Pulcranet, which redesigned the packaging of its religious items by introducing custom-made corrugated cardboard boxes, eliminating filling materials and reducing overall weight.
Volume optimisation made it possible to increase the number of packages per pallet, delivering immediate benefits across transport and the entire logistics cycle.
“We are seeing growing maturity,” explains Simona Fontana. “Solid projects, intelligent interventions and an increasingly widespread ability to view sustainability not as an obligation, but as a competitive lever. The call continues to be effective because companies recognise it as a reliable reference point in the transition towards more circular models.”
Selection of the awarded projects As every year, analyses were conducted using the CONAI Eco Tool, the simplified Life Cycle Assessment system that measures the benefits of prevention actions. Starting from the 2025 edition, the verification of case analysis procedures is entrusted to the international certification body RINA. The selection of the Super Awards was carried out by an expanded technical committee composed of Laura Badalucco (IUAV University of Venice), Silvia Barbero (Politecnico di Torino), Claudia Chiozzotto (Altroconsumo), Barbara Del Curto (Politecnico di Milano) and Erik Ciravegna (University of Bologna).
“The work of the technical committee is invaluable,” concludes Simona Fontana. “It allows us to identify the most innovative solutions and to tangibly recognise those who are building, day by day, a more responsible production model. Ecodesign is now, in every respect, a structural component of Italian industry.


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Le buone idee
Vetrina di soluzioni di imballaggio per comunicare, proteggere e distribuire i prodotti di uso comune.
Un packaging per patatine e ketchup on-the-go
Heinz presenta Heinz Dipper, un esclusivo contenitore per patatine fritte dotato di uno scomparto integrato per il ketchup, progettato per facilitare il consumo “on-the-go”. Nato da un’esigenza universale condivisa dagli amanti di patatine e ketchup, il nuovo packaging rappresenta un passo importante verso la funzionalità. Secondo i dati rilevati dalla stessa Heinz, il 70% dei consumatori ha rovesciato la salsa mentre la consumava fuori casa, mentre l’80% ha valutato di rinunciare ai condimenti per la scomodità delle confezioni
tradizionali. L’iniziativa, che ha già debuttato in 11 paesi, rappresenta un trampolino di lancio per espandere la distribuzione e favorire la crescita nel canale “Away from Home”.
A packaging for on-the-go fries and ketchup Heinz introduces Heinz Dipper, an innovative fry container with a built-in ketchup compartment designed to make on-the-go dipping easier. Born from a universal need shared by fry and ketchup lovers, the new packaging marks a significant step forward in convenience. According to data collected by Heinz, 70% of consumers have spilled ketchup while enjoying fries away from home, and 80% have considered skipping condiments altogether due to the inconvenience of traditional packaging.

Il pack monolimone della Costa d’Amalfi
Per la terza edizione del Best Fruit&Veg Box, Op Costieragrumi di Minori (Salerno) ha scelto di raccontare il limone, emblema del territorio, attraverso il packaging, rafforzando l’idea che l’involucro non è più solo un semplice contenitore. Il formato (15×20 cm) è compatto e riflette la qualità e l’eccellenza del prodotto, mentre la grafica riprende i colori identitari del brand - bianco, verde e giallo - e richiama elementi naturali come il mare, il cielo e la purezza dell’aria. Il nuovo pack concorrerà nella categoria gift box del contest.
The single-lemon pack from the Amalfi Coast
For the third edition of the Best Fruit & Veg Box, Op Costieragrumi of Minori (Salerno) chose to showcase the lemon, a symbol of the territory, through its packaging, emphasizing that the package is no longer just a simple container. The format (15×20 cm) is compact and reflects the quality and excellence of the product, while the graphics draw on the brand’s signature colors - white, green, and yellow - and evoke natural elements such as the sea, the sky, and the purity of the air. The new pack will compete in the gift box category of the contest.
The good ideas From Research to the Shelf Powered by Best
Istituto Italiano Imballaggio
Showcase of “limited-edition solution” to point out the role and importance of packaging in communication

The initiative, which has already debuted in 11 countries, serves as a springboard for expanded distribution and growth in the “Away from Home” channel.
Il cognac che racconta l’anno del Cavallo
In occasione del Capodanno Cinese 2026 e dell’arrivo dell’Anno del Cavallo, Hennessy (Francia) ha presentato una nuova collezione “limited edition” di alcuni suoi cognac, che si distingue per una rappresentazione dinamica della figura equina, simbolo intramontabile di energia e libertà. Il design utilizza tonalità metalliche color rame abbinate a pigmenti minerali intensi. Inserito in una palette dominata dal rosso, il cavallo in movimento esprime in modo diretto forza ed eleganza. Il legame di Hennessy con la Cina risale al 1859
quando la Maison spedì per la prima volta dodici casse di Old Pale Cognac. Da allora ha sempre reso omaggio alla cultura cinese celebrando festività e ricorrenze.
A Cognac inspired by the year of the Horse On the occasion of Chinese New Year 2026 and the arrival of the Year of the Horse, Hennessy (France) has unveiled a new limited edition collection of some of its cognacs, distinguished by a dynamic representation of the equine figure, an enduring symbol of energy and freedom. The design features metallic copper tones combined with deep mineral pigments. Set against a predominantly red palette, the horse in motion conveys strength and elegance in a direct and striking way. Hennessy’s connection with China dates back to 1859, when the Maison first shipped twelve cases of Old Pale Cognac. Since then, it has consistently paid tribute to Chinese culture by celebrating festivals and notable milestones.


All’interno di “Design di filiera”, l’esposizione Ucima che racconta la filiera del packaging come sistema industriale e culturale, mercoledì 25 marzo si terrà la cerimonia finale del contest di Istituto Italiano Imballaggio
Torna Best Packaging - Oscar dell’imballaggio, il contest promosso dall’Istituto Italiano Imballaggio e organizzato da Packaging Meeting Srl per valorizzare le soluzioni più avanzate del settore.
Quest’anno, però, il premio si presenta in una nuova veste: la cerimonia finale sarà parte integrante di un percorso espositivo che racconta la filiera del packaging come progetto di design, sistema industriale e patrimonio identitario del made in Italy.
La premiazione di mercoledì 25 marzo, infatti, si svolgerà all’interno della mostra “Design di filiera. La filiera del packaging”, promossa e organizzata da Ucima presso l’Adi Design Museum di Milano.
La mostra Ucima, aperta dal 4 al 26 marzo, rappresenta la seconda tappa di un percorso dedicato alle filiere industriali italiane. L’allestimento propone un’esperienza immersiva che esplora ogni fase della filiera del packaging. Non si tratta solo di packaging, ma della filiera che lo crea e lo trasforma. Otto schermi narrativi guideranno i visitatori attraverso la storia e l’identità del packaging. Saranno esposti oggetti, prototipi e macchine come opere d’arte.
L’elenco dei finalisti
L’edizione 2026 del Best Packaging - Oscar dell’imballaggio si presenta con un focus forte sulla progettazione e sul design, con il tema guida ALL AROUND DESIGN: il packaging come sintesi perfetta di visione, funzione e innovazione, capace di interpretare le esigenze del mercato e della filiera con un approccio integrato e responsabile. Accanto ai riconoscimenti principali, la giuria assegnerà tre premi speciali: Premio ambiente, con il patrocinio di CONAI, dedicato alle soluzioni che riducono l’impatto ambientale; Premio innovazione tecnologica, patrocinato da Ipack-Ima, rivolto a tecnologie, performance e smart packaging; Premio Speciale Luxury Packaging - bellezza responsabile, novità assoluta del 2026, pensato per un settore in profonda trasformazione. Le informazioni complete, in italiano e in inglese su finalisti e vincitori, le potrete trovare sui nostri magazine online ItaliaImballaggio e PackMedia in una sezione dedicata raggiungibile attraverso i Qr-Code qui di fianco.

ALTOPACK SpA in collaborazione con Adptronics Srl ed Elevit Srl: ROLÀ ECOFRIENDLY® CON DISPOSITIVO EALPACK®
Macchina incartonatrice dotata di un sistema di picking dei cartoni basato sulla tecnologia ElectroAdhesive Layer e di una Smart Surface dedicata alla comunicazione dei consumi energetici.
ASTUCCI LITOGRAFATI Srl: PaperSmarTray
Vaschetta in carta imbutita per contenere alimenti freschi, di pronto consumo e da cucinare in forno, con saldatura uniforme del lid di chiusura sul top. Un bordo in cartoncino laminato saldato sul top conferisce rigidità alla vaschetta, permettendone l’alleggerimento.
CBM Srl: Soluzione di packaging per l’elettrodomestico Liffo Packaging strutturato su più livelli, con aperture sequenziali studiate per guidare l’utente in un’esperienza immersiva e memorabile. Il design presenta forme geometriche non convenzionali, integrate con inserti interni studiati ad hoc e protezioni multistrato in cartone a due onde, per il trasporto di un robot da cucina con tecnologia AI.


DAVINES GROUP in collaborazione con EASYSNAP
TECHNOLOGY: Packaging monodose a base carta
Per ciascuna formula cosmetica, 35 in tutto, è stata studiata una soluzione sachet monodose su misura: dalla capacità del sachet (6 - 12 - 20 ml), alla struttura del materiale baper-based studiata in base alla viscosità e al chassis formulativo.
DI MAURO OFFICINE GRAFICHE
SpA: IN CARTA® Sealable barrier paper
Soluzione recycle-ready a base carta con caratteristiche di termosaldabilità e barriera, senza film plastici, per il settore confectionery e altri prodotti secchi.
EVOPACK SpA: Boxli® 1000
Soluzione di imballaggio modulare per prodotti liquidi a base acquosa. Il sistema è composto da una struttura esterna in cartone ondulato ad alta resistenza (TRICOR Quick Bin) e un modulo di chiusura auto-espandente con inliner multilayer integrato.
GENTLEBRAND Srl: ROSAE
Bottiglia riciclabile da 750 ml in Bio-PET per il vino, dalla silhouette essenziale, arricchita da un’etichetta dal forte valore narrativo.
GEROSA GROUP: PAPER
G- TWIST
Packaging twist wrap a base carta per il settore dolciario. L’adozione di una specifica laccatura, combinata con una progettazione grafica funzionale, consente di migliorare la resistenza ai grassi e la twist retention senza compromettere la compatibilità con lo stream di riciclo della carta.
GOGLIO SpA: FRES-COOK
La soluzione combina in un unico pack elementi funzionali che lavorano in sinergia: una busta stand-up in film flessibile multistrato, il contenuto separato di ingredienti che comporranno la ricetta e un “contenitore” in cartoncino che si trasforma in vassoio, le posate monouso integrate nella confezione e un sistema di apertura brevettato a pressione di vapore.
GRANTERRE in collaborazione con KP: Packaging circolare per salumi affettati Vaschetta termoformata per salumi, in PET, con contenuto di riciclato da tray-to-tray, senza adesivi e con proprietà barriera. Compatibile con gli attuali flussi di riciclo.
HENKEL SpA: nuova generazione di cartucce in cartone Pattex Le nuove cartucce sono composte da cinque elementi principali: il tappo superiore, il beccuccio, l’anello e il pistone, tutti realizzati con almeno il 49% di plastica riciclata, e il tubo esterno in cartone riciclato al 100%, con una sacca interna in pellicola.
ICSS: ECOFISHBOX
Scatola incastrabile in PLA espanso, derivato da zuccheri, senza coperchio per pesce fresco. Ottimizza la logistica.
ISI PLAST in collaborazione con Tetra Pak e Garc Ambiente: CON31
Prodotto che converte il polyAl - materiale ottenuto dal riciclo della componente plastica e alluminio dei cartoni per bevande - in una soluzione di packaging, dalla capienza pari a 30 litri, realizzato mediante stampaggio a iniezione.
LUCAPRINT: X-CAPS per illycaffè Progettato per offrire un’esperienza premium dall’acquisto all’uso quotidiano, l’astuccio cartoncino FSC® certificato, unisce un design minimalista e raffinato a soluzioni strutturali altamente funzionali, fondamentali per la logistica della distribuzione globale.
NOVACART SpA: ISO.ICE Contenitore per gelato compostabile, realizzato con una vaschetta interna destinata a contenere il gelato e una scatola esterna, che crea un’intercapedine che permette l’isolamento termico.
SADA SpA: TESTUDO soluzione di imballaggio per e-commerce, in cartone ondulato, progettata per avvolgere e proteggere articoli fragili di differenti tipologie utilizzando la stessa soluzione di packaging design. Consente di proteggere uno o più oggetti nello stesso imballo a seconda delle necessità.
SIPA SpA: ETERNA
Bottiglia in PET, riutilizzabile, per il canale Ho.Re.Ca, adatta ad acque piatte e frizzanti. Dal peso di 49,5 grammi, è progettata per circa 20 cicli di riempimento. È realizzata in PET con 30% di riciclato chimico.
SMILESYS e MUSTANGPACK:
LA RICHIUDIBILE
Packaging richiudibile per gastronomia e piatti pronti. Si tratta di una vaschetta in carta certificata FCS, adatta a forno e microonde, con film richiudibile.
TAGHLEEF in collaborazione con Corapack
Top lid biorientato a base PBSA, per vaschette per piatti pronti, progettato per la compostabilità domestica.
TUBOPRESS ITALIA SRL:
Tubo per prodotti cosmetici
Tubetto dalla capacità di 150 ml per prodotti tricologici a marchio di lusso Augustinus Bader. È caratterizzato da un corpo slanciato, colori vibranti, serigrafia a due colori e capsula metallizzata color rame. Progettato secondo i criteri di design for recycling.
VIMAR SpA: Packaging per 30943.01 Calotta IP55 3M +viti canapa
Astuccio cartoncino da 350 g/m², il minimo necessario per garantire robustezza necessaria, dotato di finestra per vedere il colore della calotta contenuta. Il cartoncino è utilizzato al contrario con la parte patinata all’interno per proteggere dagli sfregamenti.




Il settore del packaging farmaceutico rappresenta un’opportunità di espansione redditizia per le aziende che operano attualmente nel settore dei materiali a contatto con gli alimenti. Attraverso la presentazione strategica dei Drug Master File (DMF) di Tipo III alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, i produttori di packaging alimentare possono sfruttare le proprie competenze normative e la conoscenza dei materiali per conquistare una quota di mercato significativa nel settore del packaging farmaceutico il cui valore globale nel 2024 è stato di 151,5 miliardi di dollari con una previsione di crescita per il 2034 superiore al 15%.
Cosa sono le richieste di autorizzazione FDA DMF di tipo III Un DMF di Tipo III consente ai produttori di imballaggi o componenti di imballaggi di inviare informazioni riservate e proprietarie alla FDA, senza rivelarle direttamente ai propri clienti (aziende farmaceutiche). Un DMF di Tipo III include dettagli sulla composizione, il processo di fabbricazione, le specifiche e la stabilità di un materiale di imballaggio, insieme a dati che ne supportano l’accettabilità per l’uso previsto come idoneità e sicurezza per il contatto con gli alimenti. Può riguardare imballaggi e componenti di imballaggi come flaconi, chiusure, tappi, blister e qualsiasi componente che entri in contatto diretto con prodotti farmaceutici. Il vantaggio principale risiede nella natura riservata dei DMFs. I produttori di imballaggi o componenti di imballaggi a contatto con gli alimenti possono proteggere la propria pro-

prietà intellettuale fornendo al contempo alla FDA i dati tecnici completi necessari per dimostrare la conformità normativa e la sicurezza al contatto con gli alimenti. Le aziende farmaceutiche traggono vantaggio dalla possibilità di fare riferimento a questi DMFs nelle loro domande di autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, senza dover accedere alle informazioni riservate. Questo sistema offre ai produttori di packaging alimentare un vantaggio competitivo, essenzialmente promuovendo relazioni preferenziali tra loro e i loro clienti farmaceutici.
Sfruttare l’esperienza nei materiali a contatto con gli alimenti per il mercato farmaceutico
Le aziende produttrici di packaging alimentare presentano numerosi vantaggi intrinsechi quando entrano nel mercato del packaging farmaceutico in quanto i quadri normativi presentano notevoli somiglianze pur mantenendo le proprie specificità. Molte aziende hanno già acquisito competenze sulla conformità delle materie prime e dei prodotti finiti in accordo alla normativa sul contatto con gli alimenti in USA pertanto risultano facilitate nella predisposizione delle informazioni necessarie per la sottomissione dei DMFs.
Il processo di invio del DMF
Il processo di invio del DMF inizia con la richiesta di un numero DMF preassegnato dalla FDA, un requisito obbligatorio prima dell’invio di qualsiasi contenuto tecnico. Le aziende possono rivolgersi anche ad una società di consulenza per ottenere questo numero, che fungerà da identificativo univoco durante l’intero processo di invio.
Allo stesso tempo, le aziende devono anche avere l’accesso al FDA Electronic Submissions Gateway (ESG), il sistema di trasmissione obbligatorio per tutte le richieste dei DMFs da maggio 2018. L’ESG della FDA è il punto di trasmissione centrale per l’invio elettronico di informazioni alla FDA che riceve le richieste, ne conferma la ricezione, le indirizza al centro o ufficio FDA competente, notificandone l’avvenuta consegna. L’ESG della FDA non apre né esamina le richieste.
Le presentazioni elettroniche dei DMFs di Tipo III devono rispettare il formato e le specifiche dell’eCTD (Electronic Common Technical Document Conformance). L’eCTD è il formato di file digitale obbligatorio che le aziende devono utilizzare per la presentazione dei DMFs alla FDA, in sostituzione delle presentazioni cartacee. Si tratta di una struttura elettronica standardizzata, basata su un’architettura XML, che organizza in modo coerente i documenti PDF, consentendo agli enti regolatori della FDA di accedere e rivedere le informazioni in modo efficiente. Le sottomissioni non presentate elettronicamente e quelle elettroniche non presentate nel formato richiesto non vengono archiviate né ricevute.
Il processo di registrazione ESG prevede diverse fasi, tra cui la creazione di un account, fasi di test e la convalida delle capacità di invio, che possono richiedere diverse settimane. Per questo motivo, la FDA raccomanda alle aziende di iniziare con largo anticipo rispetto alla data di invio prevista.
Se non si dispone di un account ESG è possibile rivolgersi ad una società di consulenza che dispone già di un account creato e di esperienza con le sottomissioni.
Una volta presentata e accolta positivamente dal centro FDA competente, la FDA avvia un processo di valutazione della completezza. Questa valutazione è solo una revisione amministrativa volta a garantire la corretta formattazione e la completezza delle sezioni richieste. Non si tratta di una valutazione scientifica della sicurezza o dell’idoneità dell’imballaggio.
Una revisione tecnica delle informazioni presentate avviene solo quando un’azienda farmaceutica fa riferimento al DMF nella propria domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco tramite una lettera di autorizzazione (LoA).
Lettera di autorizzazione: abilitazione al riferimento di terze parti
Il meccanismo della Lettera di Autorizzazione (LoA) consente alle aziende farmaceutiche di fare riferimento alle informazioni contenute nei DMFs dei loro fornitori di imballaggi senza accedere a dati riservati. Questo sistema di riferimento riservato protegge i segreti commerciali e fornisce ai revisori della FDA l’accesso alla documentazione tecnica completa precedentemente inviata dai produttori di imballaggi in un DMF di Tipo III.
La LoA deve specificare i dettagli di riferimento, come il numero di DMF, il nome del titolare del DMF, la terza parte autorizzata e il nome del prodotto. È importante notare che ogni LoA autorizza una terza parte per una specifica applicazione. Se sono coinvolte più aziende farmaceutiche o applicazioni con usi differenti, saranno necessarie anche diverse LoA. Qualora si verifichino modifiche/aggiustamenti dopo la presentazione del DMF, come modifiche a materiali, processi, specifiche, parametri di produzione, aggiornamenti normativi, ecc., il titolare del DMF deve presentare un emendamento formale alla FDA, tramite lo stesso sistema ESG, come spiegato in precedenza. Questo processo di controllo delle modifiche potrebbe richiedere una giustificazione scientifica per tali variazioni, valutazioni di impatto nelle domande di riferimento e la notifica a tutte le terze parti autorizzate.
Requisiti della relazione annuale
Per mantenere la sottomissione del DMF “attiva” nel database della FDA, il titolare del DMF deve presentare alla FDA relazioni annuali un anno dopo la presentazione originale e ogni anno successivo. Queste relazioni annuali devono includere informazioni quali eventuali modifiche intervenute dall’ultima relazione ed eventuali cambiamenti relative alle parti autorizzate. Le relazioni forniscono alla FDA informazioni aggiornate sull’utilizzo del DMF, garantiscono l’impegno del titolare a garantire l’accuratezza della presentazione e il rispetto delle normative da parte di tutte le parti autorizzate.
La mancata presentazione tempestiva di tali relazioni annuali può comportare la disattivazione del DMF. La relazione annuale è un requisito obbligatorio per mantenere un DMF “attivo”.
Conclusione
Le aziende produttrici di packaging che vantano una solida esperienza nel settore alimentare possiedono notevoli vantaggi nel gestire i requisiti del packaging farmaceutico, facendo sì che la presentazione di un DMF di Tipo III rappresenti una naturale estensione delle loro competenze normative.
Infine, come già accennato, avvalersi di competenze specializzate durante il processo di presentazione del DMF facilita la conformità, assicurando che la documentazione tecnica rispetti tutti i requisiti richiesti dalla FDA riducendo il rischio di ritardi o carenze. Un supporto qualificato può gestire in modo efficiente i requisiti di presentazione, garantire la riservatezza dei dati proprietari e offrire assistenza continua tramite aggiornamenti e comunicazioni con le autorità, aumentando così le probabilità di una presentazione efficace e senza intoppi.
FDA submissions of Type III DMFs open up new pathways in the US for food packaging manufacturers
Cristina Sancolodi - Scientific Client Relationship Manager, Food & Food Contact Materials Division, Knoell. Member of Aibo-FCE
The pharmaceutical packaging sector represents a highly attractive growth opportunity for companies currently operating in the food contact materials industry. Through the strategic submission of Type III Drug Master Files (DMFs) to the United States Food and Drug Administration (FDA), food packaging manufacturers can leverage their regulatory expertise and in-depth materials knowledge to secure a significant share of the pharmaceutical packaging market. In 2024, this reached a global value of USD 151.5 billion, with growth expected to exceed 15% by 2034. PER ENZO METTERE IL QRCODE AL POSTO DELLA NOTA
What are FDA Type III DMF authorisation requests?
A Type III DMF allows packaging or packaging component manufacturers to submit confidential and proprietary information directly to the FDA, without disclosing it to their clients - the pharmaceutical companies. A Type III DMF typically includes details on the composition, manufacturing process, specifications, and stability of a packaging material, along with supporting data demonstrating its suitability and safety for contact with food. It can cover packaging and components such as bottles, closures, caps, blisters and any that comes into direct contact with pharmaceutical products.
The main advantage lies in the confidential nature of DMFs. Food contact packaging or component manufacturers can safeguard their intellectual property while simultaneously providing the FDA with the full technical data needed to demonstrate regulatory compliance and safety for food contact. Pharmaceutical companies benefit from being able to reference these DMFs in their marketing authorisation applications without needing access
to the confidential details. This system provides food packaging manufacturers with a competitive edge, effectively fostering preferred partnerships with their pharmaceutical clients.
Leveraging food contact materials expertise for the pharmaceutical market
Food packaging manufacturers bring a number of inherent advantages when entering the pharmaceutical packaging market, as the regulatory frameworks share significant similarities while maintaining their specific requirements. Many companies have already developed expertise in ensuring compliance of raw materials and finished products with US food contact regulations, giving them a strong advantage in preparing the information required for Type III DMF submissions.
The DMF submission process begins with a request for a pre-assigned DMF number from the FDA, a mandatory requirement before submitting any technical content. Companies may also engage a consultancy to obtain this number, which serves as a unique identifier throughout the entire submission process.
At the same time, companies must have access to the FDA Electronic Submissions Gateway (ESG), the mandatory transmission system for all DMF submissions since May 2018.
The FDA’s ESG serves as the central transmission point for electronically sending information to the FDA. It receives the submissions, acknowledges their receipt, routes them to the relevant FDA centre or office, and notifies the sender of delivery. The FDA’s ESG does not open or review the submissions. Electronic submissions of Type III DMFs must comply with the eCTD
(Electronic Common Technical Document) format and specifications.
The eCTD is the mandatory digital file format companies must use to submit DMFs to the FDA, replacing paper submissions. It is a standardised electronic structure based on an XML architecture, which consistently organises PDF documents, allowing FDA regulators to access and review the information efficiently. Submissions that are not filed electronically, as well as electronic submissions that do not comply with the required format, are neither accepted nor archived.
The ESG registration process involves several stages, including account creation, testing phases, and validation of submission capabilities, which may take several weeks to complete. For this reason, the FDA recommends that companies start well in advance of the intended submission date. Companies without an ESG account may engage a consultancy that already has an account and experience with submissions. Once submitted and accepted by the relevant FDA centre, the FDA conducts a completeness check. This review is purely administrative, ensuring correct formatting and that all required sections are present. It is not a scientific evaluation of the packaging’s safety or suitability. A technical review of the information only occurs when a pharmaceutical company references the DMF in its marketing authorisation application for a drug via a Letter of Authorization (LoA).
The Letter of Authorization (LoA) mechanism allows pharmaceutical companies to reference the information contained in their packaging suppliers’ DMFs without accessing confidential data. This confidential referencing system protects trade secrets while providing FDA reviewers with access to the complete technical documentation previously submitted by packaging manufacturers in a Type III DMF.
The LoA must specify the reference details, including the DMF number, the DMF holder’s name, the authorised third party, and the product name. It is important to note that each LoA authorises a third party for a specific application. If multiple pharmaceutical companies or applications with
different uses are involved, separate LoAs will be required.
Should any changes or adjustments occur after the DMF submissionsuch as modifications to materials, processes, specifications, production parameters, regulatory updates, or similar - the DMF holder must submit a formal amendment to the FDA via the same ESG system, as previously described. This change control process may require scientific justification for such variations, impact assessments for the referencing applications, and notification to all authorised third parties.
To keep a DMF submission “active” in the FDA database, the DMF holder must submit annual reports to the FDA one year after the original submission and every year thereafter. These annual reports must include information such as any changes that have occurred since the last report and updates regarding authorised third parties. The reports provide the FDA with up-to-date information on DMF usage, ensure the holder’s commitment to maintaining the accuracy of the submission, and confirm regulatory compliance by all authorised parties.
Failure to submit these annual reports on time may result in the DMF being deactivated. Submission of the annual report is a mandatory requirement to maintain an “active” DMF.
Packaging manufacturers with solid experience in the food sector have significant advantages in managing the requirements of pharmaceutical packaging, making the submission of a Type III DMF a natural extension of their regulatory expertise. Finally, as previously noted, leveraging specialised expertise during the DMF submission process facilitates compliance, ensuring that the technical documentation meets all FDA requirements while minimising the risk of delays or deficiencies. Qualified support can efficiently manage submission requirements, safeguard proprietary data confidentiality, and provide ongoing assistance through updates and communications with regulatory authorities, thereby increasing the chances for a smooth and successful submission.

































Dal 26 al 28 marzo a Bologna viaggio nel cuore pulsante della filiera produttiva cosmetica. Dove sostenibilità e personalizzazione sono ormai parole chiave irrinunciabili
Poche manifestazioni riescono a offrire al visitatore un viaggio completo attraverso l’intera filiera produttiva di un settore. Cosmoprof è una di queste, e lo fa grazie alla preziosa e storica sinergia con Cosmopack, che da giovedì 26 a sabato 28 marzo metterà in vetrina in cinque padiglioni i principali player globali dei settori ingredienti, fragranze, macchinari, automazioni, packaging e produzione conto terzi. Cuore pulsante di questo ‘salone nel salone’ è il Padiglione 19, che offrirà uno sguardo privilegiato sulle tecnologie più avanzate per la produzione e il confezionamento. Antonia Benvegnù, che con eleganza e competenza ricopre da anni il ruolo di Head of Sales Cosmopack Bologna, Asia and Americas, ci racconta cosa aspettarci dall’edizione 2026 ormai alle porte.

Anche quest’anno Cosmopack ha un ruolo di primo piano all’interno di Cosmoprof. Quali sono le principali tendenze espresse dalla filiera produttiva del mondo cosmetico?
«Cosmopack rappresenta il cuore pulsante della filiera produttiva cosmetica e anche nel 2026 continua a osservare, interpretare e anticipare le principali evoluzioni del settore. È l’anello complementare e imprescindibile di Cosmoprof: il luogo in cui l’industria manifatturiera presenta soluzioni e innovazioni legate ai processi produttivi, alla formulazione e al packaging.
L’industria cosmetica oggi si muove su più direttrici. Da un lato, una forte spinta verso la sostenibilità, con packaging riciclabile, sistemi refillable e materiali a basso impatto ambientale; dall’altro, una crescente attenzione alla personalizzazione dei prodotti, alla qualità delle formulazioni e all’integrazione di tecnologie di automazione e digitalizzazione nei processi produttivi.
Accanto a questi macro-trend, stiamo lavorando per dare maggiore visibilità a specifici cluster all’interno delle macroaree merceologiche. Penso, ad esempio, alla solid cosmetics nel conto terzi, al marketing olfattivo come ambito di sviluppo nel settore Ingredients & Fragrances, o ancora alla logistica e alla gestione del magazzino nel comparto macchinari e automazione. Si tratta di ambiti non ancora pienamente esplorati dal settore beauty, ma destinati a crescere rapidamente perché capaci di incidere in modo concreto su produttività ed efficienza economica».
La partecipazione delle aziende produttrici di tecnologie per il confezionamento è in aumento? Che cosa vi aspettate quest’anno?
«La partecipazione delle aziende specializzate in tecnologie e macchinari continua a crescere in modo costante. Anche quest’anno il Padiglione 19 ospiterà soluzioni avanzate per il riempimento, il confezionamento, l’automazione, la robotica e i servizi digitali. L’interesse è elevato perché queste tecnologie rispondono a esigenze molto concrete dei brand: ottimizzare i processi produttivi, garantire standard qualitativi elevati, ridurre gli sprechi e contenere l’impatto ambientale. I visitatori potranno inoltre scoprire applicazioni sempre più smart e interconnesse, capaci di coniugare efficienza produttiva e sostenibilità, oggi elementi imprescindibili nelle strategie dell’industria cosmetica globale».
Ci sono particolari novità da segnalare nel layout espositivo?
«Il layout espositivo e i macrosettori di riferimento restano in linea con un modello ormai consolidato, che nel tempo ha dimostrato la propria efficacia. Il concept di Cosmopack continua infatti a rappresentare in modo completo l’intera filiera produttiva: dagli ingredienti e fragranze alla produzione conto terzi, dal packaging primario e secondario agli accessori per il beauty, fino al settore dedicato ai processi, al confezionamento, all’automazione e al controllo qualità. Le principali novità dell’edizione 2026 riguardano soprattutto gli strumenti pensati per migliorare l’esperienza del visitatore, facilitando l’incontro tra domanda e offerta e orientando in modo più efficace all’interno della vasta proposta della supply chain. Accanto all’app ufficiale e ai QR Code Readers, Cosmopack introduce due progetti pilota che vanno in controtendenza rispetto al digitale. Il primo è una mappa cartacea dedicata esclusivamente a Cosmopack, ricca di informazioni operative; il secondo è un format più esperienziale basato sull’incontro diretto, i guided tours, pensati per valorizzare le innovazioni più concrete emerse dalle candidature ai Cosmopack Awards. Trattandosi di una fase di test, il progetto coinvolgerà due padiglioni e un numero selezionato di aziende».


Cosmoprof è un appuntamento sotto i riflettori di tutto il mondo. Da quanti Paesi arrivano gli espositori? Quali sono i più rappresentati e quali crescono maggiormente?
«Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 ospiterà espositori da oltre 60 Paesi, confermandosi come una piattaforma di riferimento globale per l’industria della bellezza. Un elemento particolarmente significativo dell’edizione 2026 è la rinnovata attenzione strategica verso l’area Medio Oriente. Per la prima volta, infatti, siamo riusciti a confermare date al di fuori del periodo del Ramadan, con l’obiettivo di favorire una partecipazione più ampia e qualificata dei Paesi MENA, sia in termini di espositori sia di buyer e operatori professionali. Questa scelta rafforza ulteriormente il ruolo di Cosmoprof come hub internazionale di business e networking. Per quanto riguarda Cosmopack, la manifestazione conferma una base espositiva solida e altamente fidelizzata, con una presenza internazionale stabile e in continuità con le edizioni precedenti. L’elevato tasso di riconferma degli espositori testimonia la qualità della piattaforma e la sua capacità di rispondere in modo concreto

alle esigenze dell’industria, consolidando il posizionamento di Cosmopack come riferimento globale per la filiera produttiva del beauty».
Oggi il prodotto cosmetico si riscopre collettore di esigenze profonde: benessere, cura di sé, personalizzazione, prevenzione, salute. Quanto è importante rispondere a queste aspettative? «Rispondere a queste esigenze è oggi fondamentale. Il consumatore non cerca più soltanto un risultato estetico, ma prodotti capaci di integrare benessere, cura di sé e personalizzazione. Questo cambiamento si riflette chiaramente anche nella filiera produttiva, dove ingredienti innovativi, formulazioni mirate e tecnologie di confezionamento sono sempre più orientati a soddisfare bisogni specifici. Cosmopack svolge un ruolo chiave come punto di incontro tra domanda e offerta, permettendo ai brand di individuare soluzioni in grado di rispondere a queste aspettative, senza rinunciare a performance, sicurezza e innovazione».
Dalle formulazioni bio-tech ai prodotti refillable e riciclabili: come si sta evolvendo l’esigenza di sostenibilità nel settore?
«La sostenibilità è ormai uno dei principali driver di innovazione per l’intera filiera cosmetica. A Cosmopack osserviamo una crescita costante di soluzioni orientate alla riduzione dell’impatto ambientale: packaging riciclabile, materiali monomateriale, sistemi refillable e tecnologie produttive a basso consumo di risorse. Parallelamente, molte aziende propongono approcci integrati che uniscono sostenibilità e digitalizzazione, come sistemi di tracciabilità e smart packaging. Si tratta di un’evoluzione che risponde non solo a esigenze normative e di mercato, ma anche alle aspettative di consumatori sempre più consapevoli e attenti all’impatto ambientale delle proprie scelte».
Cosmoprof Worldwide Bologna si conferma l’evento di riferimento globale per l’intera filiera cosmetica, dalla materia prima al prodotto finito. Giunto alla 57esima edizione, l’appuntamento rinnova il suo impegno nel facilitare il networking B2B attraverso nuovi spazi per pitch commerciali, aree dedicate ampliate e un focus strategico su trend e mercati a più alto potenziale. I numeri che ne decretano la leadership sono da record: oltre 170mila mq di superficie espositiva accoglieranno più di 3mila aziende espositrici da oltre 60 Paesi, con l’attesa di oltre 255mila operatori professionali internazionali, a conferma del ruolo centrale di Bologna come capitale mondiale della bellezza.
Cosmoprof Worldwide Bologna reaffirms its status as the premier global event for the entire cosmetics industry, from sourcing to retail. Now in its 57th edition, the show renews its focus on enabling B2B networking with dedicated new spaces for commercial pitching, expanded meeting areas, and a sharp strategic emphasis on emerging trends and high-growth markets. The figures that underscore its leading position are extraordinary: over 170,000 square metres of exhibition space will welcome more than 3,000 exhibiting companies from over 60 countries, with an anticipated attendance of over 255,000 international trade professionals, solidifying Bologna’s place as the world capital of professional beauty.
Few events manage to offer visitors a comprehensive journey through an entire industry supply chain.
Cosmoprof is one of them, thanks to its long-standing and valuable synergy with Cosmopack, which from Thursday 26 to Saturday 28 March will showcase, across five exhibition halls, the leading global players in ingredients, fragrances, machinery, automation, packaging, and contract manufacturing. The beating heart of this ‘show within a show’ is Hall 19, which will provide a privileged overview of the most advanced technologies for production and packaging. Antonia Benvegnù, who for many years has held the role of Head of Sales Cosmopack Bologna, Asia and Americas with elegance and expertise, tells us what to expect from the 2026 edition, now just around the corner.
Once again this year, Cosmopack plays a leading role within Cosmoprof. What are the main trends emerging from the cosmetics production supply chain?
“Cosmopack represents the beating heart of the cosmetics production supply chain and, in 2026 as well, continues to observe, interpret and anticipate the sector’s key developments. It is the complementary and indispensable link within Cosmoprof: the place where manufacturing companies present solutions and innovations related to production processes, formulation, and packaging. Today, the cosmetics industry is moving along several trajectories.
On the one hand, there is a strong drive towards sustainability, with recyclable packaging, refillable systems and low environmentalimpact materials; on the other, a growing focus on product customisation, formulation quality,
and the integration of automation and digitalisation technologies within production processes. Alongside these macro-trends, we are working to give greater visibility to specific clusters within the key product categories. I am thinking, for example, of solid cosmetics in the contract manufacturing segment, scent marketing as a development area within Ingredients & Fragrances, or logistics and warehouse management in the machinery and automation sector. These are areas not yet fully explored by the beauty industry, but set to grow rapidly, as they are capable of delivering tangible improvements in productivity and economic efficiency”.
Is participation by companies manufacturing packaging technologies increasing? What do you expect this year?
“Participation by companies specialising in technologies and machinery continues to grow steadily. This year again, Hall 19 will host advanced solutions for filling, packaging, automation, robotics, and digital services. Interest remains high because these technologies address very concrete brand needs: optimising production processes, ensuring high quality standards, reducing waste, and limiting environmental impact. Visitors will also be able to discover increasingly smart and interconnected applications, capable of combining production efficiency with sustainability –elements that have now become indispensable in the strategies of the global cosmetics industry”.
Are there any notable new developments in the exhibition layout?
“The exhibition layout and the reference macro-sectors remain
aligned with a model that is now well established and has proven its effectiveness over time The Cosmopack concept continues to provide a comprehensive representation of the entire production supply chain: from ingredients and fragrances to contract manufacturing, from primary and secondary packaging to beauty accessories, and through to the areas dedicated to processes, packaging, automation and quality control. The main new features of the 2026 edition primarily concern tools designed to enhance the visitor experience, facilitating the matching of supply and demand and providing clearer orientation within the vast supply chain offering. Alongside the official app and QR Code Readers, Cosmopack is introducing two pilot projects that run counter to the digital trend. The first is a paper map dedicated exclusively to Cosmopack, rich in practical information; the second is a more experiential format centred on direct interaction, with guided tours designed to highlight the most tangible innovations emerging from the Cosmopack Awards applications. As this is a testing phase, the project will involve two halls and a selected number of companies”.
Cosmoprof is an event attracting global attention. From how many countries do exhibitors come? Which are the most strongly represented, and which are growing the fastest?
“Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 will host exhibitors from more than 60 countries, reaffirming its role as a global benchmark platform for the beauty industry. One particularly significant aspect of the 2026 edition is the renewed strategic focus on the Middle East. For the first time, we have been able to confirm dates outside the Ramadan period, with the aim of encouraging broader and more qualified participation from MENA countries, both in terms of exhibitors, buyers and professional operators. This decision further strengthens Cosmoprof’s role as an international hub for business and networking. As far as Cosmopack is concerned, the event confirms a solid and highly loyal exhibitor base,
with a stable international presence, consistent with previous editions. The high exhibitor reconfirmation rate is clear evidence of the platform’s quality and its ability to respond effectively to the industry’s needs, consolidating Cosmopack’s positioning as a global point of reference for the beauty production supply chain”.
Today, cosmetic products are increasingly seen as addressing deeper needs: wellbeing, self-care, personalisation, prevention, and health. How important is it to meet these expectations?
“Meeting these needs has become essential. Consumers are no longer looking solely for aesthetic results, but for products capable of integrating wellbeing, self-care, and personalisation. This shift is clearly reflected across the production supply chain, where innovative ingredients, targeted formulations, and packaging technologies are increasingly designed to address specific needs. Cosmopack plays a key role as a meeting point between supply and demand, enabling brands to identify solutions that can meet these expectations without compromising on performance, safety, or innovation”.
From biotech formulations to refillable and recyclable products: how is the demand for sustainability evolving within the sector?
“Sustainability has now become one of the main drivers of innovation across the entire cosmetics supply chain. At Cosmopack, we are seeing steady growth in solutions aimed at reducing environmental impact: recyclable packaging, monomaterial products, refillable systems, and resource-efficient production technologies. At the same time, many companies are proposing integrated approaches that combine sustainability with digitalisation, such as traceability systems and smart packaging. This evolution responds not only to regulatory and market requirements, but also to the expectations of increasingly aware consumers who are paying closer attention to the environmental impact of their choices”.






Let’s Care is more than a commitment: it is IMA’s guiding principle. IMA supports personal care manufacturers with advanced processing and packaging technologies, acting as a sole partner from project definition to production. This end-to-end approach will be showcased at Cosmopack 2026, with the first presentation of PRIMEWRAP, the new side-sealing overwrapping machine designed for personal care, and G-BLOK in a new configuration, now available for both automatic and semi-automatic filling and capping.





Italy • Hall 19 PK • Booth A14-B13 / A10-B9

Un viaggio tra sostenibilità, innovazione e responsabilità: Davines Group ci racconta come ogni scelta, dal packaging alla gestione delle risorse, contribuisca a un futuro più sano per le persone e il pianeta. Sottolineando che il profitto è un mezzo, non il fine


In Davines Group la sostenibilità non è una strategia aggiuntiva né un esercizio di stile, ma un’eredità culturale radicata nella storia familiare dell’azienda. L’attenzione al non-spreco, trasmessa da generazioni, si è trasformata negli anni in un approccio maturo in cui etica, bellezza e responsabilità ambientale procedono di pari passo. È da questa visione che nasce anche il modo in cui il l’azienda intende il packaging: non come semplice contenitore, ma come strumento di relazione con i consumatori, capace di esprimere trasparenza, circolarità e una ricerca estetica che parla attraverso l’essenzialità. L’intervista che segue esplora questo universo attraverso la voce di Stefania Bollati (head of wellbeing e membro del c.d.a.), mostrando come le scelte sugli imballaggi riflettano una filosofia che rifiuta gli eccessi, privilegia la chiarezza e punta a un impatto positivo lungo tutta la filiera. Un racconto che intreccia innovazione scientifica, responsabilità sociale e rispetto per la natura, delineando il ruolo che l’imballaggio può assumere quando diventa parte integrante di una visione rigenerativa del futuro.
Nelle vostre parole ricorre spesso il tema delle radici, dei valori fondativi. Quanto pesano nel modo in cui Davines Group approccia oggi la sostenibilità?
Pesano moltissimo. La nostra storia familiare nasce da un’educazione molto semplice: non sprecare. Prima ancora che un principio di sostenibilità, era un dovere morale. Mia madre viene da una famiglia di agricoltori, e l’idea che la natura sia generosa ma non infinita è sempre
stata presente. Questo imprinting è diventato un patto implicito tra noi familiari: prenderci cura l’uno dell’altro attraverso il lavoro. Ed è un patto che si è esteso naturalmente a chiunque entri in relazione con noi. Per questo oggi siamo un’azienda stakeholder driven: seguiamo la scienza, lavoriamo su progetti concreti e cerchiamo non solo di ridurre l’impatto negativo, ma di massimizzare quello positivo.

Il concetto di “profitto etico”. Cosa significa per Davines Group?
Nel nostro purpose aziendale c’è scritto chiaramente: fare del nostro meglio per il mondo, attraverso etica, bellezza e sostenibilità. Perseguire un profitto etico significa generare benessere per tutti gli stakeholder. Vent’anni fa abbiamo creato la nostra prima Carta Etica, non imposta dall’alto ma costruita bottom-up insieme ai collaboratori, come guida concreta delle nostre scelte quotidiane. È uno sforzo costante verso ciò che è giusto, un percorso di crescita che non ha una destinazione finale perché la perfezione non esiste, ma ci si può avvicinare. Allo stesso modo incoraggiamo i nostri fornitori a diventare partner affidabili. Per farlo, li valutiamo anche attraverso la piattaforma EcoVadis, che analizza la loro capacità di essere prima sostenibili e poi rigenerativi. In pratica, la piattaforma assegna loro un punteggio che ci aiuta a scegliere collaboratori davvero allineati ai nostri valori. Siamo molto orgogliosi del fatto che siamo
riusciti a coinvolgere nel percorso B Corp un buon numero di fornitori e clienti. Molte aziende vengono a visitarci e ci chiedono supporto per intraprendere questo cammino. Mostriamo loro che esiste una convenienza reale - non solo reputazionale ma anche etica - nel diventare più sostenibili.
Qual è l’importanza della collaborazione tra aziende per promuovere un’economia più sostenibile?
Sentiamo l’obbligo morale di contribuire a un’economia civile, un modello che metta le persone al centro. La prima regola, per noi, è fare rete perché da soli si può andare più veloci, ma insieme si va più lontano.
Per questo nel gennaio del 2022, il Gruppo insieme ad altre 26 aziende certificate B Corporations ha dato vita alla B Corp Beauty Coalition (che a fine 2024 contava più di 90 membri), un’alleanza nata per migliorare le pratiche sociali e ambientali dell’industria del beauty e sensibilizzare l’opinione pubblica sul collegamento tra bellezza e responsabilità.
L’obiettivo è cambiare il business model dell’industria chimica cosmetica condividendo conoscenze e ricerche scientifiche. Non vogliamo trattenere il know-how per noi stessi: vogliamo che la filiera intera ne benefici e riduca il proprio impatto ambientale.
Come si manifesta questa visione nel packaging che adottate?
Il packaging è uno dei campi in cui da più tempo applichiamo la nostra filosofia. Nel 2011 abbiamo redatto una “Carta per la ricerca sul packaging” che ancora oggi ci indirizza nello sviluppo dei nostri packaging basati sui principi dell’eco-design. Questo approccio giocherà un ruolo nell’obiettivo di ridurre a <10% la plastica vergine fossile presente nei nostri imballaggi (primario, secondario e terziario) al 2030. Laddove è possibile introduciamo soluzioni ricaricabili e lavoriamo costantemente per eliminare ogni elemento superfluo, sia nel peso sia nel design. Per noi il packaging deve essere bello, ma si tratta di una bellezza etica: trasparente, sincera e sempre funzionale.

I vostri pack sono molto essenziali e spesso trasparenti. È una scelta voluta?
Assolutamente sì. La trasparenza è una metafora del nostro modo di essere: ci piace che il consumatore possa vedere il prodotto, i suoi colori e la sua consistenza. Il packaging è anche un mezzo di comunicazione potentissimo, spesso più letto di un sito o di un libro. Per questo scegliamo materiali puliti, grafiche leggere e illustrazioni che evocano natura e benessere (molti dei nostri clienti riconoscono i prodotti grazie a elementi visivi), integrando messaggi di inclusività e cura. In pratica, ogni elemento deve parlare un linguaggio che rispecchi pienamente chi siamo.
Possiamo definire il vostro packaging “rigenerativo”?
Forse non pienamente, ma sicuramente circolare. Abbiamo oltre 360 prodotti con una valutazione di Life Cycle Assessment. Lavoriamo
su leggerezza, refill, riciclo, monomateriale, ottimizzazione logistica per ridurre la CO₂. Nel 2024 abbiamo ottenuto il premio Conai per il “Best Packaging” con una confezione in vetro riutilizzabile con sistema di ricarica della linea Hydra Memory. Parallelamente supportiamo la raccolta di una quantità di rifiuti plastici equivalente al nostro packaging attraverso associazioni internazionali attive nei Paesi dove la gestione dei rifiuti è più critica.
Siete presenti in 90 Paesi. L’imballaggio cambia a seconda del mercato?
No. Il pack è unico, coerente con i nostri valori ovunque. Non inseguiamo le mode o gli standard estetici locali. Il principio less is more vale in tutto il mondo: ridurre il secondario, evitare gli orpelli, massimizzare la pulizia formale. Anche nel vetro stiamo lavorando su soluzioni refill per mantenere un solo contenitore per tutto il ciclo di utilizzo.


In che modo la vostra ricerca scientifica supporta il packaging?
Abbiamo 60 scienziati nei nostri laboratori inhouse di ricerca e innovazione, alcuni dei quali dedicati esclusivamente al packaging. Esploriamo continuamente materiali innovativi che possano sostituire quelli fossili, compatibilmente con le normative cosmetiche. In più tutto deve dialogare con la performance: un packaging cosmetico non è un semplice contenitore, influisce sull’efficacia del prodotto, sulla conservazione degli ingredienti e sull’esperienza sensoriale del cliente. Ogni scelta di design e materiale nasce quindi dal bilanciamento tra sostenibilità, funzionalità e bellezza.
Il packaging è parte di una strategia più ampia. Quali sono le altre priorità?
La nostra strategia di sostenibilità ambientale al 2030 si fonda su quattro direttrici che guidano ogni scelta fondate sul principio del disaccoppiamento tra la nostra crescita e il nostro impatto ambientale. La prima è la decarbonizzazione, forse la sfida più complessa perché implica riuscire a crescere riducendo le emissioni di CO₂: un vero esercizio di equilibrio che richiede investimenti continui e
innovazione. In questo percorso facciamo leva su geotermia e fotovoltaico. Accanto a questo c’è la circolarità, ambito in cui il packaging gioca un ruolo centrale, che ci spinge a ripensare materiali, processi e modelli di utilizzo. Un altro pilastro è la tutela della biodiversità, che portiamo avanti anche attraverso collaborazioni con progetti come EROC (European Regenerative Organic Center), in partnership con Rodale Institute, il primo centro europeo di ricerca dedicato all’agricoltura biologica rigenerativa, a Parma. Infine, dedichiamo grande attenzione al risparmio idrico, agendo su sistemi di recupero e riutilizzo e sviluppando impianti sempre più efficienti: ad esempio la pulizia non viene più effettuata con acqua, ma tramite vapore. Insieme, questi quattro elementi delineano il percorso con cui vogliamo contribuire concretamente a un futuro più sano e rispettoso dell’ambiente.
Il vostro minimalismo contrasta col lusso spesso ostentato del cosmetico premium. È una scelta controcorrente?
Sì, ma è un lusso diverso. Non il lusso dell’orpello, ma il lusso dell’essenzialità e della coerenza. Il contenuto è il vero protagonista. Il pack deve accompagnarlo, non oscurarlo. Ed è

un approccio che il mercato riconosce: da quando siamo B Corp, l’apprezzamento è cresciuto e anche il valore economico.
Le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale… come cambieranno il prodotto cosmetico? Il nostro è un mestiere profondamente empatico basato sulle relazioni. L’AI può aiutare nella personalizzazione, ma non deve sostituire il sapere umano. Abbiamo sperimentato soluzioni “tailor made” come il sistema di maschere per capelli da perfezionare su misura in salone, ma sempre mantenendo il professionista al centro. Crediamo che la tecnologia debba essere uno strumento al servizio della creatività e dell’esperienza, capace di supportare diagnosi più precise, suggerire combinazioni personalizzate e ottimizzare i processi, senza mai sostituire l’intuito e la sensibilità che ogni esperto porta nel proprio lavoro. In questo senso, AI e professionalità convivono come partner: la tecnologia amplia le possibilità, ma è l’uomo a trasformarle in valore reale per il cliente.
Quale futuro immagina per il packaging Davines Group?
La stessa direzione che seguiamo oggi: minimalismo, trasparenza, refill, riciclabilità,
A journey through sustainability, innovation and responsibility: Davines Group tells us how every choice, from packaging to resource management, can contribute to a healthier future for people and the planet, emphasising that profit is a means, not an end
Milena Bernardi
At Davines Group, sustainability is not an add-on strategy or a mere aesthetic exercise, but a cultural legacy rooted in the company’s family history. A multi-generational commitment to waste reduction has evolved into a sophisticated approach where ethics, beauty and environmental responsibility move in lockstep. This philosophy also shapes the company’s vision of packaging, which it views not simply as a container but as a means for connecting with consumers, a tool that expresses transparency, circularity and the pursuit of aesthetic appeal through essentiality. In the following interview, Stefania Bollati (Head of Wellbeing and a member of the board of directors) discusses the
bellezza essenziale. Un packaging che parla, ma con semplicità; che pesa poco sul pianeta ma molto sulla qualità dell’esperienza.
Per noi il pack è parte integrante del nostro impegno rigenerativo verso persone e ambiente, perché ogni scelta di design, materiale o processo produttivo ha un impatto concreto. Così l’imballaggio diventa un ponte tra sostenibilità e esperienza sensoriale, un modo tangibile di rendere visibile la nostra filosofia e di coinvolgere chi sceglie i nostri prodotti in un percorso condiviso di rispetto e attenzione verso il mondo che ci circonda.
E per la vostra crescita economica?
Prevediamo di chiudere in crescita anche quest’anno anche se stiamo osservando con attenzione lo scenario internazionale. Ad oggi il nostro primo mercato sono gli Stati Uniti e per il futuro guardiamo al Sud America, con la volontà al contempo di rafforzare la nostra presenza in Asia. A inizio gennaio apriremo inoltre la filiale iberica, a Bilbao. Nonostante le sfide esterne, continueremo a impegnarci per fare del nostro meglio e crescere: siamo un’azienda familiare solida, senza interesse ad aprirci al capitale esterno, il che ci permette di mantenere stabilità e autonomia nelle scelte strategiche.
company’s philosophy and explains how its packaging choices reflect a mindset that rejects excess, favours clarity and aims to have a positive impact across the entire supply chain. Her account explores scientific innovation, social responsibility and a deep respect for nature, focusing in particular on the role of packaging as an integral part of a regenerative vision of the future.
You often talk about roots and founding values. To what extent do these aspects influence Davines Group’s approach to sustainability today?
They have an enormous impact. In our family we were brought up with one simple rule: avoid waste. Long before it became a principle of
sustainability, it was considered a moral duty. My mother comes from a farming family, and the idea that nature is generous but not infinite has always been present. That early imprint became an unspoken agreement between us as a family: to look after each other through our work. It is an agreement that naturally extends to everyone we come into contact with. This is why we are now a stakeholder-driven company: we follow the science, we work on concrete projects and we strive not only to reduce our negative impact but also to maximise our positive contribution.
What does the concept of “ethical profit” mean for Davines Group?
Our corporate statements puts it very clearly: “to do our best for the world, through beauty, ethics and sustainability”. Pursuing ethical profit means generating wellbeing for all stakeholders. Twenty years ago, we created our first Ethics Charter, not as a top-down mandate but as a bottom-up collaboration with our employees to serve as a practical guide for day-to-day
decisions. This is an ongoing commitment to doing what is right, a journey of growth with no final destination, because, although perfection does not exist, we can at least get closer. In the same way, we encourage our suppliers to become reliable partners. To do this, we assess them through the EcoVadi platform, which analyses their capacity to be first sustainable and, ultimately, regenerative. In practice, the platform assigns a score that helps us choose partners who are truly aligned with our values. We are very proud to have successfully onboarded a large number of suppliers and customers into the B Corp process. Many companies visit us and ask for support in undertaking this journey. We show them that there is a real benefit - not only reputational but also ethical - in becoming more sustainable.
How important is collaboration between companies in promoting a more sustainable economy?
We feel a moral obligation to contribute to a civically-minded economy, a model that puts people
front and centre. Our first rule is to build networks, because alone you can go faster, but together you can go further.
With this in mind, in January 2022 the Group joined forces with another 26 B Corporation-certified companies to found the B Corp Beauty Coalition, an alliance created to improve social and environmental practices in the beauty industry and raise public awareness of the link between beauty and responsibility. By the end of 2024, the coalition counted more than 90 members. Its aim is to change the cosmetic chemicals industry’s business model through the sharing of knowledge and scientific research. Rather than keeping our know-how to ourselves, we want it to benefit the entire supply chain and help reduce its environmental footprint.
How is this vision expressed through the packaging you use?
Packaging is one of the areas where we have been applying our philosophy for the longest time. In 2011, we drew up a Packaging Research Charter which still guides us today in developing packaging based on eco-design principles. This approach is vital to our goal of reducing virgin fossil-based plastic in our packaging (primary, secondary and tertiary) to less than 10% by 2030. Wherever possible, we adopt refillable solutions and strive constantly to strip away anything superfluous in terms of both weight and design. We believe that packaging must be beautiful, but this must be an ethical beauty: transparent, sincere and always functional.
Your packaging is highly minimalist and often transparent. Is this a deliberate choice?
Absolutely. Transparency is a metaphor for who we are: we like consumers to be able to see the product, its colours and its texture. Packaging is also a powerful tool for communication, and in many cases is more widely read than a website or a book. That’s why we choose clean materials, light graphics and illustrations that evoke nature and wellbeing (many of our customers recognise products through visual
cues), while also incorporating messages of inclusivity and care. In essence, every element must convey a message that fully reflects who we are.
Can your packaging be described as “regenerative”?
Perhaps not fully regenerative, but certainly circular. We have more than 360 products with a Life Cycle Assessment. We focus on lightweighting, refills, recycling, mono-materials and logistics optimisation to reduce carbon emissions. In 2024, we won the Conai “Best Packaging” award for a reusable glass container with a refill system from our Hydra Memory line. In parallel, we support the collection of a quantity of plastic waste equivalent to our packaging through international associations operating in countries where waste management is most critical.
You are present in 90 countries. Does your packaging change according to the market?
No. Our packaging is the same everywhere and is consistent with our values. We don’t chase after fashions or local aesthetic standards. The less-is-more principle applies worldwide: reduce secondary packaging, avoid unnecessary embellishments and focus on clean, pared-back design. We are also working on refill solutions for glass, so that a single container can be used for the entire usage cycle.
How does your scientific research support your packaging?
We have 60 scientists in our in-house research and innovation laboratories, some dedicated exclusively to packaging. We are constantly exploring innovative alternatives to fossil-based materials, while ensuring compliance with cosmetics regulations.
Performance is also a key factor: cosmetics packaging isn’t just a container, it affects product efficacy, the preservation of ingredients and the customer’s sensory experience. Every design and material choice involves a balance between sustainability, functionality and beauty.
Packaging is part of a broader strategy. What are your other priorities?
Our environmental sustainability strategy for 2030 is built around four pillars that guide every decision we make, all based on the principle of decoupling our growth from our environmental impact. The first is decarbonisation, which is perhaps the most complex challenge because it means achieving growth while reducing CO2 emissions. This is a real balancing act that requires continuous investment and innovation. In this process, we use geothermal energy and photovoltaics. The second pillar is circularity, an area in which packaging plays a central role, prompting us to rethink materials, processes and usage models. The third is the protection of biodiversity, which we pursue through collaboration on projects such as the EROC (European Regenerative Organic Centre) in Parma, in partnership with the Rodale Institute. Finally, we pay close attention to water conservation, adopting recovery and reuse systems and developing increasingly efficient facilities, for example using steam instead of water for cleaning. Together, these four elements define our path towards a healthier and more environmentally respectful future.
Your minimalism contrasts with the often ostentatious luxury of premium cosmetics. Is this an intentionally unconventional choice?
Yes, but we see it as a different kind of luxury. It isn’t the luxury of embellishment, but the luxury of essentiality and consistency. It is the content that is the true hero; the packaging should complement it, not overshadow it. The market recognises this approach: since becoming a B Corp, both our brand appreciation and economic value have grown.
How will digital technologies and artificial intelligence change cosmetic products?
Ours is a deeply empathetic profession built on relationships. AI can help with personalisation, but it must not replace human expertise. We have experimented with
tailor-made solutions such as hair mask systems customised in-salon, but we always keep the professional front and centre. We believe technology should be a tool to enhance creativity and experiencesupporting more precise diagnoses, suggesting personalised combinations and optimising processes - but without ever replacing the intuition and sensitivity that a human expert brings to their work. In this respect, AI and professionalism coexist as partners: technology expands possibilities, but it is the human touch that transforms those possibilities into real value for the customer.
What future do you envision for Davines Group in terms of packaging?
The same direction we are headed in today: minimalism, transparency, refillability, recyclability and essential beauty. Packaging that speaks, but with simplicity; that has little impact on the planet but a big impact on the quality of the experience.
For us, packaging is an integral part of our regenerative commitment to people and the environment, because every choice we make in terms of design, materials and production processes has a very real impact. Packaging is a bridge between sustainability and sensory experience, a tangible way to make our philosophy visible and to involve our customers in a shared journey of respect and care for the world around us.
And regarding your economic growth?
We expect to close this year with further growth, although we are watching the international situation closely. Currently, our primary market is the United States but looking ahead we are turning our attention to South America while also aiming to strengthen our presence in Asia. At the beginning of January, we will also open our Spanish branch in Bilbao. Despite external challenges, we will continue to strive to do our best and grow. We are a solid family business with no interest in opening up to external capital, an approach that allows us to maintain stability and autonomy in our strategic decisions.






PRESENTI SUL MERCATO






Non solo skincare, ma cultura, innovazione e visione globale. La K-Beauty entra in una nuova fase che va oltre le mode e guarda al lungo periodo

La K-Beauty (o beauty coreano) sta attraversando una fase di profonda trasformazione.
Dopo aver conquistato il pubblico globale con rituali di skincare articolati (fino a 10 step), il beauty coreano entra oggi in una fase più matura e strutturata. In un contesto economico rallentato, in cui i consumatori sono sempre più attenti alle performance e al valore reale dei prodotti, la K-Beauty risponde con un’offerta che unisce tecnologia avanzata, branding più solido e un posizionamento di fascia media capace di garantire alta qualità a prezzi accessibili. Secondo il report di
Euromonitor “Glass Skin & Global Wins: The Rise of K-Beauty”, l’attenzione si concentra sulla qualità delle formulazioni, sull’uso di ingredienti ad alte prestazioni e su una comunicazione più chiara, capace di parlare a un pubblico globale.
Da fenomeno di nicchia a tendenza globale Anche i canali di distribuzione raccontano questa evoluzione. La K-Beauty non è più un fenomeno di nicchia, relegato all’e-commerce o a pochi punti vendita specializzati, ma è diventata una presenza consolidata sia online sia offline. I social media, in particolare TikTok, ne



hanno accelerato la diffusione semplificando i messaggi e valorizzando ingredienti chiave e routine più immediate. Cresce inoltre l’attenzione verso una maggiore inclusività, con un ampliamento delle tonalità di pelle e un linguaggio sempre più internazionale.
Evidente crescita nell’e-commerce
Dal punto di vista delle performance, la K-Beauty continua a registrare una crescita significativa. Nonostante il rallentamento della Cina, il fatturato è previsto in crescita anche nel 2025, con le vendite online che nei primi 9 mesi avevano già raggiunto l’86% del totale registrato nel 2024.
La crescita è particolarmente evidente nei segmenti skincare e solari, mentre il make-up cresce più lentamente, soprattutto al di fuori dell’Asia orientale, dove abitudini e standard estetici risultano differenti.
Gli Stati Uniti si configurano come principale mercato di destinazione con il 51% del totale delle vendite (primi tre trimestri) rispetto al 18% del 2022, mentre la Cina è scesa dal 69% al 23% tra il 2022 e il 2025. a causa della concorrenza locale della C-Beauty e di una domanda più debole per i prodotti coreani. L’Europa è cresciuta dal 3% all’11% nello stesso periodo, con Regno Unito e Germania come principali mercati.
Non solo trend
Un elemento chiave del successo della K-Beauty è il suo stretto legame con la cultura coreana. La popolarità globale del K-Pop, delle serie TV e dell’ecosistema mediatico coreano, ha reso i brand sempre più attraenti. La K-Beauty, pertanto, non rappresenta solo prodotti cosmetici, ma anche un modo per sentirsi parte di una cultura condivisa. Per questo motivo l’interesse dei consumatori non è e non sarà una moda passeggera, ma nasce da un legame culturale autentico, che lascia prevedere una crescita nel lungo periodo e possibili sviluppi in settori affini.
Un vantaggio competitivo da consolidare
Il concetto di K-Beauty è oggi ampiamente riconosciuto soprattutto tra Gen Z e Millennials, con una forte popolarità in Asia e una crescente notorietà in Europa e nelle Americhe. I brand coreani hanno costruito nel tempo un vantaggio competitivo grazie a formati innovativi e benefici comprovati. Tuttavia, per consolidare la fiducia dei consumatori nel lungo periodo, la prossima sfida sarà rafforzare ulteriormente la componente tecnologica e la qualità degli ingredienti, mantenendo al contempo un posizionamento accessibile.


Focus Paesi
La diffusione della K-Beauty assume caratteristiche diverse a seconda dei mercati, riflettendo abitudini di consumo, canali distributivi e sensibilità culturali specifiche. In Giappone, la K-Beauty è ormai ben consolidata e rappresenta un segmento rilevante dell’industria beauty locale. Qui la crescita attesa è stabile più che esplosiva, grazie a un’elevata penetrazione sia nella skincare sia nel make-up, in un mercato già maturo e altamente competitivo.
Negli Stati Uniti, invece, la crescita della K-Beauty è trainata soprattutto dalla filosofia della skin health, fortemente legata a efficacia e accessibilità. Le performance di vendita dei primi tre trimestri del 2025 hanno già superato l’intero 2024, segno che il mercato offre ancora ampi margini di espansione. In Australia, la crescita online ha messo in luce il potenziale della K-Beauty, mentre la presenza nel make-up rimane ancora limitata, seppur in graduale aumento. Considerando che il mercato australiano resta fortemente orientato all’offline - con l’87% delle vendite beauty e personal care avvenute nei punti vendita fisici nel 2024 - la prossima sfida strategica per i brand coreani sarà rafforzare la distribuzione retail per raggiungere un pubblico più ampio. Il Regno Unito si conferma uno dei mercati europei più dinamici: le vendite dei primi tre trimestri del 2025 hanno già superato del 20% il totale del 2024. La crescita è destinata a proseguire, sostenuta dall’interesse crescente dei consumatori e dall’ingresso strategico di grandi retailer come Boots e Space NK.


Le prossime frontiere
Guardando al futuro, la reputazione della Corea del Sud come pioniera nei trattamenti estetici avanzati sta alimentando una nuova ondata di innovazione. Ingredienti finora riservati all’ambito clinico, come PDRN ed esosomi, sono pronti a entrare nelle formulazioni skincare, aprendo opportunità per linee premium. Parallelamente, il trend della “skinification” dell’hair care porterà la K-Beauty a investire sempre di più nella salute del cuoio capelluto, mentre dispositivi beauty e integratori coreani sono destinati a una crescente diffusione globale.
Come rispondere alla nuova ondata
Per gli operatori del settore, l’ascesa della K-Beauty rappresenta un’opportunità e una sfida al tempo stesso. I distributori locali possono ampliare l’offerta per intercettare una domanda in crescita e sviluppare collaborazioni strategiche con i brand coreani per creare prodotti a marchio privato. Per i marchi già affermati, invece, la K-Beauty è un competitor sempre più rilevante nei segmenti skincare e solari di fascia media, grazie al mix efficace di prezzo, qualità e comunicazione digitale. Comprendere l’evoluzione del consumatore, monitorare innovazioni di prodotto e nuovi approcci di marketing sarà fondamentale per restare competitivi in uno scenario in rapida trasformazione.
More than skincare: culture, innovation, and global vision. K-Beauty is entering a new phase that goes beyond trends and looks to the long term.
Milena Bernardi
K-Beauty, or Korean beauty, is undergoing a profound transformation. After winning over global audiences with elaborate skincare rituals - sometimes up to ten steps - Korean beauty is now entering a more mature and structured phase. In a slowing economic climate, where consumers are increasingly attentive to product performance and real value, K-Beauty is responding with offerings that combine advanced technology, stronger branding, and mid-range positioning capable of delivering high quality at accessible prices.
According to Euromonitor’s report “Glass Skin & Global Wins: The Rise of K-Beauty”, the focus is on the quality of formulations, the use of high-performance ingredients, and clearer communication that can resonate with a global audience.
From niche phenomenon to global trend
Even distribution channels reflect this evolution. K-Beauty is no longer a niche phenomenon, confined to e-commerce or a handful of specialised stores, but it has become a well-established presence both online and offline.
Social media - particularly TikTokhas accelerated its spread by simplifying messages and highlighting key ingredients and more accessible routines. Attention is also growing towards greater inclusivity, with a wider range of skin tones and an increasingly internationalised language.
From a performance perspective, K-Beauty continues to record significant growth. Despite a slowdown in China, revenues are expected to rise through 2025, with online sales in the first nine months already reaching 86% of the total registered in 2024.
Growth is particularly evident in the skincare and sun care segments, while make-up is expanding more slowly, especially outside East Asia, where habits and beauty standards differ.
The United States has emerged as the main target market, accounting for 51% of total sales in the first three quarters, up from 18% in 2022. By contrast, China’s share has fallen from 69% to 23% between 2022 and 2025, due to local C-Beauty competition and weaker demand for Korean products. Europe has grown from 3% to 11% over the same period, with the United Kingdom and Germany leading the way.
One of the key drivers behind K-Beauty’s success is its close connection with Korean culture. The global popularity of K-Pop, TV series, and the Korean media ecosystem has made brands increasingly appealing. K-Beauty therefore represents not only cosmetic products, but also a way to feel part of a shared culture. For this reason, consumer interest is neither fleeting nor a passing fad. It stems from an authentic cultural connection, suggesting long-term growth and potential expansion into related sectors.
A competitive advantage to consolidate
The concept of K-Beauty is now widely recognised, particularly among Gen Z and Millennials, with strong popularity in Asia and growing recognition in Europe and the Americas. Korean brands have gradually built a competitive advantage through innovative formats and proven benefits. However, to maintain consumer trust over the long term, the next challenge will be to further strengthen the technological component and the quality of ingredients, while maintaining an accessible market positioning.
The spread of K-Beauty takes on different characteristics depending on the market, reflecting specific consumer habits, distribution channels, and cultural sensitivities. In Japan, K-Beauty is now well established and represents a significant segment of the local beauty industry. Here, growth is expected to be steady rather than explosive, thanks to high penetration in both skincare and make-up within a mature and highly competitive market.
In the United States, by contrast, K-Beauty’s growth is largely driven by the skin health philosophy, strongly linked to efficacy and accessibility. Sales performance in the first three quarters of 2025 has already surpassed the entirety of 2024, indicating that the market still offers considerable room for expansion. In Australia, online growth has highlighted K-Beauty’s potential, while the presence of make-up remains limited, albeit gradually increasing. Considering that the Australian market remains heavily offline-oriented - with 87% of beauty and personal care sales taking place in physical stores in 2024 - the next strategic challenge for Korean brands will be to strengthen retail distribution to reach a wider audience.
The United Kingdom continues to be one of Europe’s most dynamic markets: sales in the first three quarters of 2025 have already exceeded the 2024 total by 20%. Growth is set to continue, supported by rising consumer interest and the strategic entry of major retailers such as Boots and Space NK.
The next frontiers
Looking to the future, South Korea’s reputation as a pioneer in advanced aesthetic treatments is driving a new wave of innovation. Ingredients previously confined to clinical use, such as PDRN and exosomes, are ready to enter skincare formulations, opening opportunities for premium lines. At the same time, the trend of “skinification” in hair care will see K-Beauty increasingly invest in scalp health, while Korean beauty devices and supplements are set for wider global adoption.
Responding to the new wave
For industry players, the rise of K-Beauty represents both an opportunity and a challenge. Local distributors can expand their offerings to capture growing demand and develop strategic partnerships with Korean brands to create private-label products. For established brands, K-Beauty is an increasingly significant competitor in the mid-range skincare and sun care segments, thanks to an effective combination of price, quality, and digital communication. Understanding evolving consumer behaviour, monitoring product innovations, and tracking new marketing approaches will be essential to remain competitive in a rapidly changing landscape.
Sono molte le richieste del mercato che la business unit cosmetica del Gruppo Marchesini ha ricevuto negli ultimi mesi, in particolare verso miscelatori e sistemi di riempimento per prodotti liquidi come sieri e lozioni, olii ed emulsioni. Si tratta di tecnologie essenziali nell’industria cosmetica, dove precisione, igiene e integrità del prodotto sono fondamentali.
I mixer, in particolare, devono garantire miscelazioni omogenee di formulazioni delicate, spesso ricche di ingredienti attivi e naturali.
A queste soluzioni si aggiungono le macchine per il riempimento di prodotti liquidi, progettate per gestire un’ampia gamma di viscosità con la massima precisione e per ridurre al minimo gli sprechi. Completano l’offerta le soluzioni per il packaging secondario, concepite per garantire l’integrazione di sistemi di tracciabilità e aggregazione.
Una nuova generazione di soluzioni per il beauty
Il Gruppo Marchesini sta investendo molto nello sviluppo di soluzioni complete chiavi in mano che siano sempre più flessibili e in linea con le esigenze dell’industria cosmetica. La nuova generazione di macchine è progettata per semplificare le operazioni di pulizia, automa-


tizzare i processi, ridurre i tempi di cambio formato e ottimizzare l’efficienza complessiva delle macchine e delle linee produttive.
L’obiettivo è offrire ai clienti tecnologie che non solo garantiscano alte prestazioni, ma che si adattino con agilità a contesti produttivi dinamici e diversificati, dove velocità e versatilità sono fattori chiave.
La linea completa per la produzione di profumi
Con l’obiettivo di rispondere alle esigenze più sfidanti del mercato, Marchesini Group Beauty presenta in fiera diverse soluzioni per il packaging primario e secondario per i liquidi, tra cui in particolare una linea per il confezionamento completo dei profumi, prodotti che richiedono grande attenzione e rigorosi controlli di qualità, in un contesto ancora caratterizzato da diverse operazioni manuali. Per rispondere a queste esigenze Marchesini Group Beauty espone una linea completa che si compone di: macchine robotizzate targate Vibrotech per la manipolazione e il caricamento automatico dei vasetti vuoti e dei sovratappi; una riempitrice e tappatrice Axomatic, dotata di una stazione di pulizia flaconi soffia/ aspira; da un gruppo per il dosaggio liquidi a siringhe con aspirazione per riempimento a livello e da sistemi tecnologici di alimentazione con pick& place.
Completano l’offerta anche le soluzioni di V2 engineering che comprendono le astucciatrici verticali per l’inscatolamento di flaconi con anche inserimento del liner; una gamma di avvolgitrici automatiche adatte a trattare numerose tipologie di prodotti, con film termosaldante e saldatura in costa; infine, un cartopallet che inserisce i prodotti finiti nei cartoni e li pallettizza, integrando anche un sistema di tracciabilità e aggregazione.
Flexible solutions for liquid product processing and filling at Stand A9, Hall 19
In recent months, the cosmetics business unit of Marchesini Group has recorded strong market demand, particularly for mixers and filling systems for liquid products such as serums and lotions, oils and emulsions. These technologies play a crucial role in the cosmetics industry, where precision, hygiene, and product integrity are essential requirements. Mixers, in particular, must ensure homogeneous blending of delicate formulations, often containing high levels of active and natural ingredients. Alongside these solutions are liquid filling machines designed to handle a wide range of viscosities with maximum accuracy, while minimising product waste. The offering is completed by secondary packaging solutions, developed to ensure integration of traceability and aggregation systems.
A new generation of solutions for the beauty industry Marchesini Group is making significant investments in the development of complete, turnkey solutions that are increasingly flexible and aligned with the needs of the cosmetics industry. The new generation of machines is designed to simplify cleaning operations, automate processes, reduce format changeover times, and optimise the overall efficiency of machines and production lines. The aim is to provide customers with technologies that not only deliver high performance, but also adapt swiftly to dynamic and diversified manufacturing
environments, where speed and versatility are key factors.
A complete perfume production line at Cosmopack With the aim of addressing the most demanding market requirements, Marchesini Group Beauty is showcasing at the trade fair a range of primary and secondary packaging solutions for liquids, including in particular a line for complete packaging of perfumes. These products require exceptional care and stringent quality controls, in a context that is still characterised by a significant number of manual operations.
To meet these needs, Marchesini Group Beauty is exhibiting a complete line comprising: Vibrotech robotised machines for the manipulation and automatic loading of empty jars and overcaps, an Axomatic filling and capping machine equipped with a blower/vacuum bottle cleaning workstation, a syringe-type liquid dosing unit with suction for precise filling level control, and Pick & Place technological infeed systems. The offering is further complemented by V2 engineering solutions, including vertical cartoners for cartoning bottles, also with liner insertion, a range of automatic overwrappers suitable for processing a wide variety of products, with thermo-sealing film and edge weld sealing, and a Cartopallet that inserts finished products into cartons and palletises them, integrating traceability and aggregation systems.




BCodeAutomation e Schneider Electric presentano B-Track
Operativa dal 2017, BCodeAutomation è un’azienda specializzata in automazione che ha sede principale a Biassono, nei pressi di Monza. Con filiali locali a Cremona e Como e una succursale negli USA, BCodeAutomation ha affiancato all’iniziale vocazione da system integrator la progettazione e realizzazione di macchinari completi per diversi settori.
L’incontro con la cosmetica è avvenuto tre anni fa e l’approccio scelto è stato improntato all’innovazione, puntando allo sviluppo di macchine evolute, compatte ed integrate, capaci di cambiare il gioco in un ambito ancora, per certi versi, tradizionalista.
Integrazione per una soluzione completa
Presentata a Cosmopack 2025 come prototipo, B-Track di BCodeAutomation è diventata una soluzione completa grazie all’integrazione delle tecnologie più evolute di trasporto e robotica proposte da Schneider Electric. B-Track, infatti, permette di gestire il processo di confezionamento con una sola macchina dall’ingombro compatto e in modo altamente flessibile in termini di cambio formato.
La soluzione non prevede infatti le abituali postazioni collegate da un nastro a scorrimento che trasporta il prodotto da un punto all’altro, ma è costituita da un unico sistema che sfrutta i carrelli magnetici modulari Lexium™ MC12 multi carrier di Schneider Electric, spostando il prodotto tra le stazioni per le varie fasi di lavorazione - inclusa la serigrafia e stampa del numero di lotto e identificativo. Il tutto è integrato con il braccio robotico Lexium SCARA, di
Schneider Electric, predisposto per il pick and place e con un sistema di visione per il controllo della qualità.
Nuovi livelli di tracciabilità con la blockchain
Gestire gli spostamenti tra le stazioni con un sistema a carrelli magnetici aggiunge un livello di controllo ulteriore al processo produttivo, perché consente di rilevare in ogni momento la posizione del prodotto nel suo percorso, senza le “variabilità” di un tradizionale nastro a scorrimento. Si tratta di un livello di informazione che consente a BCodeAutomation di sfruttare la connettività nativa dei componenti. Il sistema invia poi i dati di produzione a un sistema che garantisce tramite tecnologia blockchain la completa tracciabilità, compresa l’associazione tra prodotto e numero di lotto su di esso stampato.
“La tracciabilità completa della produzione non è ancora una richiesta normativa nel mondo della cosmetica, ma l’evoluzione - che pone sempre più l’accento sulla verificabilità delle
ni di produttività. È un sistema composto da moduli regolabili che possono essere riconfigurati elettronicamente per consentire un cambio formato; anche quando l’operazione richiede un intervento dell’operatore, la meccanica del sistema consente di intervenire con pochi attrezzi e maggiore rapidità. “Il cambio formato impatta molto sulla produttività in un settore come quello della cosmetica. Nella macchina B-Track, sfruttando le caratteristiche della soluzione multi carrier di Schneider, abbiamo scelto di usare due carrelli per spostare un singolo prodotto, e questo permette per esempio di riconfigurare con un semplice comando lo spostamento di confezioni con un diametro diverso”, spiega Bagaggiolo.
Ma i vantaggi non si fermano qui: “Una macchina senza tutti quegli elementi di nastro trasportatore, motori ecc. è meno soggetta a guasti, richiede meno manutenzione; inoltre, tenere l’intero processo in un’unica macchina, che tra l’altro occupa quasi metà dello spazio rispetto a una configurazione tradizionale, riduce i tempi di ciclo, con ulteriori guadagni di produttività”, continua il CEO.

informazioni di prodotto e su aspetti specifici come la sostenibilità - ci porta a ritenere che in un futuro non lontano disporre di macchinari di confezionamento già in grado di contribuire alla tracciabilità completa del processo produttivo possa rivelarsi un valore aggiunto”, spiega il CEO di BCodeAutomation, Marco Bagaggiolo.
Tecnologie che amplificano la produttività
Il sistema di trasporto multi carrier Lexium MC12 offre un importante vantaggio in termi-
A questo si aggiunge la capacità di ridurre errori e scarti, perché se avviene un errore in una fase - ad esempio la tappatura - il prodotto viene immediatamente rimosso dal processo produttivo. Naturalmente, in una macchina così innovativa non poteva mancare un’adeguata dotazione software. B-Track utilizza una serie di software proprietari sviluppati da BCodeAutomation che consentono di fare manutenzione preventiva e predittiva, applicando specifici algoritmi che evidenziano possibili segnali di usura e altri punti d’attenzione.
Una collaborazione per il futuro dell’automazione nell’industria cosmetica
Progettare e realizzare una soluzione che propone un approccio nuovo è un gioco di squadra. In questo senso, la collaborazione tra BCodeAutomation e Schneider Electric si è rivelata vincente. “Schneider ci ha supportato nell’adottare soluzioni di recente introduzione sul mercato come Lexium MC12 e nell’integrazione della parte robotica, lavorando fianco a fianco con i nostri tecnici”, spiega Bagaggiolo. Oggi la collaborazione che ha portato a realizzare il prototipo di B-Track prosegue, con l’obiettivo di proporre alle industrie della cosmetica concetti di automazione nuovi e già pronti al futuro.
Established in 2017, BCodeAutomation is an automation specialist headquartered in Biassono, near Monza. With local branches in Cremona and Como and a subsidiary in the US, BCodeAutomation has expanded beyond its initial core business as a system integrator to design and manufacture complete machines for a range of industrial sectors.
The company entered the cosmetics industry three years ago, adopting a firmly innovation-driven approach focused on developing advanced, compact and integrated machines, capable of reshaping a field that remains, in some respects, traditional in its outlook.
Integration for a complete solution
Unveiled as a prototype at Cosmopack 2025, BCodeAutomation’s B-Track packaging machine has since evolved into a fully integrated solution thanks to the incorporation of Schneider Electric’s most advanced transport and robotics technologies. B-Track manages the entire packaging process within a single, compactfootprint machine, delivering a high degree of flexibility in format changeover.
Rather than relying on conventional stations linked by a conveyor belt that transfers the product from one point to another, the solution is built around a single system using Schneider Electric’s Lexium™ MC12 modular magnetic multi-carrier system. These move the product between stations for the various processing stagesincluding screen printing and printing of the batch number and identification code. The system is further integrated with Schneider Electric’s Lexium SCARA robotic arm, configured for pick-and-place operations, and a vision system for quality inspection.
Managing transfers between stations via a magnetic carrier system adds a further layer of control to the production process, as it enables real-time monitoring of the product’s position along its path, without the “variability” inherent in conventional conveyor belts. This level of information allows BCodeAutomation to leverage the native connectivity of the components. The system then transmits production data to a platform that ensures full traceability via blockchain technology, including the link between the product and the batch number printed on it.
“Full production traceability is not yet a regulatory requirement in the cosmetics industry, but ongoing developments - which increasingly emphasises the verifiability of product information and specific aspects such as sustainability - lead us to believe that, in the near future, having packaging machinery already capable of supporting complete traceability of the production process may prove to be a significant added value”, explains Marco Bagaggiolo, CEO of BCodeAutomation.
The Lexium MC12 multi carrier transport system delivers a significant productivity advantage. Made up of adjustable modules, the system can be electronically reconfigured to enable format changeovers; even when operator intervention is required, its mechanical design allows adjustments to be carried out quickly and with minimal tooling.
“Format changeovers have a major impact on productivity in a sector such as cosmetics. On the B-Track machine, leveraging the features of Schneider’s multi-carrier solution, we chose to use two carriers to move a single product. This allows, for example, to reconfigure the handling of packs with different diameters through a simple command”, explains Bagaggiolo.
But the benefits do not stop there: “A machine without all the typical conveyor elements, motors and the like is less prone to faults and requires less maintenance. Moreover, keeping the entire process within a single machine - which, incidentally, occupies almost half the space of a traditional configuration - reduces cycle times, delivering further productivity gains”, the CEO continues.
Additionally, the system helps reduce errors and waste: if a fault occurs at any stage - for example, capping - the product is immediately removed from the production line.
Naturally, such an innovative machine could not lack an equally advanced software architecture.
B-Track runs a suite of proprietary software developed by BCodeAutomation, enabling preventive and predictive maintenance through dedicated algorithms designed to highlight early signs of wear and other critical issues.
A partnership shaping the future of automation in the cosmetics industry
Designing and delivering a solution that introduces a new approach is a team effort. In this respect, the collaboration between BCodeAutomation and Schneider Electric has proven highly successful. “Schneider supported us in adopting recently launched solutions such as the Lexium MC12 and in integrating the robotics components, working side by side with our engineers”, explains Bagaggiolo.
Today, the partnership that led to the development of the B-Track prototype continues, with the aim of offering the cosmetics industry new and futureready automation concepts.
Con noi, l’automazione prende forma oggi e domani.
Siamo il tuo partner di fiducia, con persone, competenze e tecnologia a tua disposizione per soluzioni innovative e sostenibili su misura per il packaging. La nostra flessibilità, modularità e performance rispondono a tutte le tue esigenze e sfide future!




he si tratti di dosare creme o fragranze, applicare etichette o sigilli, occuparsi del centraggio di capsule o tappi, gli impianti per il settore cosmetico hanno bisogno di componenti che garantiscano alti livelli di igiene, precisione, ripetibilità delle operazioni e flessibilità sui formati. Tra le diverse le soluzioni proposte da Wittenstein per soddisfare queste esigenze troviamo più gamme di riduttori e motori brushless.
Basic Line e Value line: soluzioni economiche e versatili senza rinunciare alla qualità
I riduttori epicicloidali, a coppia conica e a vite senza fine Basic Line sono studiati per applicazioni Mid-Range e con requisiti di posizionamento più semplici. Convenienza e flessibilità sono caratteristiche peculiari di questa linea che, grazie alle diverse interfacce in uscita, aumentano la libertà progettuale. Numerose interfacce in uscita sono disponibili anche per le versioni epicicloidali, a coppia
conica e a vite senza fine Value Line che si distinguono per l’ampia modularità e integrazione anche in spazi di montaggio ridotti. Le soluzioni si distinguono per l’ottimo rapporto prezzo/prestazioni e un’efficienza che supera di gran lunga gli standard di mercato.
Produzione sotto controllo con l’IIot
Per il monitoraggio in tempo reale dei parametri operativi cruciali come temperatura, vibrazioni, accelerazione e posizione di montaggio, Wittenstein offre al mercato i riduttori con sensoristica cynapse® integrata e interfaccia IO-Link. I dati acquisiti consentono l’individuazione tempestiva di condizioni di esercizio anomale, riducendo il rischio di guasti.
Servomotori brushless compatti
Elevata precisione e aumento della produttività sono i vantaggi portati dai servomotori brushless compatti cyber® dynamic line. Una linea sviluppata per applicazioni con potenza compresa tra 25 e 335 Watt che, nonostante le dimensioni ultracompatte raggiunge dinamiche notevoli e densità di coppia da record, consentendo sensibili aumenti di produzione.

Whether it involves dosing creams or fragrances, applying labels or seals, or handling the accurate positioning of capsules or caps, production lines for the cosmetics industry require components capable of ensuring high levels of hygiene, precision, process repeatability, and format flexibility. Among the various solutions offered by Wittenstein to meet these requirements are multiple ranges of gearboxes and brushless motors.
Basic Line and Value Line: costeffective and versatile solutions without compromising on quality
The Basic Line planetary, bevel and worm gearboxes have been designed for mid-range applications with simpler positioning requirements. Cost efficiency and flexibility are key features of this range which, thanks to the availability of various output interfaces, offers greater freedom in machine design.
A wide selection of output interfaces is also available for the Value Line planetary, bevel and worm gearboxes, which stand out for their extensive modularity and ease of integration, even in confined installation spaces. These solutions are distinguished by an excellent price-to-performance ratio and efficiency levels well above current market standards.
Production under control with IIoT
For real-time monitoring of critical operational parameters such as temperature, vibration, acceleration, and mounting position, Wittenstein offers gearboxes with integrated
cynapse® sensors IO-Link interface. The data collected enable timely detection of abnormal operating conditions, reducing the risk of failures.
Compact brushless servo motors
High precision and increased productivity are the benefits delivered by the compact cyber® dynamic line brushless servo motors. Developed for applications with power ratings ranging from 25 to 335 W, these ultra-compact motors achieve remarkable dynamics and record torque density, enabling significant production increases.
Nell’industria alimentare, chimica, farmaceutica e cosmetica, l’igiene non è un’opzione, ma un prerequisito necessario per sicurezza dei prodotti e stabilità dei processi dove hygienic design, tecnologie di pesatura e ispezione assicurano accuratezza nel riempimento e nel rilievo di corpi estranei.
EHEDG e NSF: due prospettive, un unico obiettivo
In Europa, le raccomandazioni dell’EHEDG (European Hygienic Engineering & Design Group) forniscono il quadro di riferimento per la progettazione, offrendo linee guida chiare che spaziano dalle finiture superficiali alle saldature, permettendo di progettare macchine, sistemi e componenti in ottica hygienic design. Negli Stati Uniti, la NSF (National Sanitation Foundation) testa e certifica i prodotti sulla base di standard vincolanti che riguardano tra gli altri

materiali, sicurezza dei prodotti e produzione. L’integrazione dei due modelli, EHEDG e NSF permette di ottenere un quadro completo: dalla progettazione igienica all’implementazione conforme agli standard per i mercati internazionali.
Sistemi di pesatura e hygienic
Con la serie di prodotti MiNexx®, Minebea Intec copre un’ampia gamma di applicazioni di pesatura industriale. Gli Indicatori di peso MiNexx® registrano i segnali di misura con precisione e controllano sia semplici processi di pesatura che applicazioni complesse come il riempimento o il controllo della quantità di riempimento. In combinazione con le piattaforme di pesatura MiNexx®3000, che possono essere utilizzate come bilance da banco e da pavimento, si ottiene un sistema ad alte prestazioni per un’ampia gamma di requisiti, dai carichi leggeri alle robuste
Weighing
In the Food, Chemical, Pharmaceutical and Cosmetics industries, hygiene is not an option, but a prerequisite for safe products and stable processes. Modern weighing and inspection technologies make a decisive contribution to this: they ensure correct filling quantities, detect foreign bodies and support manufacturers in reliably maintaining high quality standards.
EHEDG and NSF: two perspectives, one goal
In Europe, the recommendations of the EHEDG (European Hygienic Engineering & Design Group)
provide the design framework. They describe how machines, systems and components must be designed to prevent contamination and enable effective cleaning - from surface finishes to hygienic sealing and welding concepts.
In the USA, the NSF (National Sanitation Foundation) takes on a different role: it tests and certifies products on the basis of binding standards and thus confirms compliance with regulatory requirements, for example with regard to materials, product safety and manufacturing.

applicazioni industriali con carichi elevati. Una caratteristica fondamentale delle piattaforme di pesatura MiNexx®3000 è il loro design igienico: aperto e autodrenante, con superfici orizzontali esposte ridotte al minimo, impedisce l’accumulo di residui di prodotto.
“Un buon design igienico si riconosce dal fatto che lo sporco non può accumularsi”, afferma Hubrich. “Questo riduce lo sforzo di pulizia e aumenta allo stesso tempo l’affidabilità del processo”. Anche le connessioni a vite, progettate in modo igienico e senza filettature esposte nella zona di contatto con il prodotto, contribuiscono a ridurre al minimo i rischi di contaminazione in modo mirato e ad evitare che si accumulino le impurità”.
Le superfici come fattore di successo igienico
Le piattaforme di pesatura MiNexx®3000 utilizzano superfici in acciaio inossidabile satina-
Together, EHEDG and NSF provide a complete picture - from hygienic design to standard-compliant implementation for international markets.
Hygienically designed weighing systems
With the MiNexx®product series, Minebea Intec covers a wide range of industrial weighing applications. The MiNexx®Weight indicators record measurement signals highly accurately and control both simple weighing processes and complex applications such as filling or fill quantity control. In combination with the MiNexx®3000 Weighing Platforms, which can be used as bench and floor scales, a powerful system is created for a wide range of requirements - from light loads to robust industrial applications in the high-load range.
A key feature of the MiNexx®3000 Weighing Platforms is their consistently hygienic design. The open, self-draining design with minimised exposed horizontal surfaces prevents product residues from accumulating.
“Good hygienic design can be recognised by the fact that dirt cannot accumulate in the first place”, says Nils Hubrich, Product Manager at Minebea Intec. “This reduces cleaning effort and increases process reliability at the same time”. Hygienically designed screw connections without exposed threads in the product contact zone also help to minimise contamination risks in a targeted manner and prevent impurities from accumulating in the first place”.
to che combinano una struttura omogenea con un’elevata robustezza. Con una rugosità superficiale di soli 0,8 µm, le superfici sono particolarmente facili da pulire e allo stesso tempo resistenti alle sollecitazioni meccaniche della produzione quotidiana.
Anche gli indicatori di peso MiNexx® seguono questo approccio. I frontali in acciaio inox con lamina frontale integrata a filo evitano spigoli e spazi vuoti, mentre le classi di protezione elevate come IP 69K consentono una pulizia sicura ad alta pressione e ad umido. I prodotti, certificati NSF, sono sviluppati in conformità ai requisiti EHEDG, prova degli alti standard igienici di Minebea Intec.
Design igienico anche nella tecnologia di ispezione
I principi del design igienico giocano un ruolo centrale anche per bilance per serbatoi e sistemi di ispezione. Con il modulo di pesatura Novego®, Minebea Intec dimostra come il design igienico possa essere realizzato fin nei minimi dettagli. Il kit di montaggio integrato, composto da sistema di ritenuta a 360°, protezione contro il sollevamento e protezione contro l’inclinazione, evita ulteriori transizioni e superfici di contatto, mentre le superfici orizzontali ridotte al minimo, la bassa rugosità superficiale e i materiali conformi alla FDA favoriscono una facile pulizia.
Anche la tecnologia di ispezione, come la selezionatrice ponderale Flexus®, si concentra su design aperti senza corpi cavi, superfici di contatto ridotte e buona accessibilità, facilitando l’ispezione e la pulizia e aumentando l’affidabilità del processo durante la produzione.


Comunicati stampa/ Articoli tecniciMinebea Intec
Press releases/ Technical articlesMinebea Intec
Surfaces as a hygienic success factor
The MiNexx®3000 Weighing Platforms utilise satin-finished stainless steel surfaces that combine a homogeneous structure with high robustness. With a surface roughness of just 0.8 µm, the surfaces are particularly easy to clean and at the same time resistant to the mechanical stresses of everyday production.
The MiNexx®Weight indicators also follow this approach. Stainless steel fronts with flush-mounted integrated front foil avoid edges and gaps, while high protection classes such as IP 69K enable safe highpressure and wet cleaning. Products are NSF-certified and have been developed in accordance with EHEDG requirements - clear evidence of Minebea Intec’s High hygiene standards.
Hygienic design also in inspection technology
Hygienic design principles also play a central role in Vessel scales and inspection systems. With the Novego®weighing module, Minebea Intec shows how hygienic design can be realised down to the last detail. The integrated mounting kit consisting of 360° restraint, lift-off protection and tilt protection avoids additional transitions and contact surfaces, while minimised horizontal surfaces, low surface roughness and FDA-compliant materials support easy cleaning. Inspection technology - such as the Flexus®checkweighers - also focusses on open designs without hollow bodies, reduced contact surfaces and good accessibility. This facilitates inspection and cleaning and increases process reliability during ongoing production.

Davide Miserendino La nostra visita all’azienda Servotecnica, da 45 anni un punto di riferimento nell’automazione industriale
e c’è una caratteristica che ha contraddistinto Servotecnica in questi 45 anni, è sicuramente la capacità di creare connessioni. L’azienda di Nova Milanese, leader nella fornitura di soluzioni meccatroniche e componenti elettromeccanici su misura, ha scelto di utilizzare questa metafora anche nel suo ‘motto’: Connecting dots. Providing solutions. E i ‘dots’ - i puntini - che unisce non sono solo quelli tra aziende di primo piano del mondo dell’automazione industriale e affezionati clienti, ma anche quelli tra le generazioni, tra chi ha fatto nascere l’azienda nel 1980 e chi la porta avanti oggi, con uno sguardo ancora più globale.
Di generazione in generazione
Servotecnica, fondata dai due soci Adriano Salgarello ed Emilio Bistoletti e oggi guidata dai figli Matteo e Fabio, accoglie il visitatore in una sede amichevole, in cui si respira un’aria frizzante. Sono tanti i giovani al lavoro: “Su di loro - ci spiega Sabrina Bistoletti, Communication & Event Manager - investiamo da sempre: per
Our visit to Servotecnica, a benchmark in industrial automation for 45 years
If there is one characteristic that has defined Servotecnica over the past 45 years, it is undoubtedly its ability to create connections. The company, based in Nova Milanese and a leader in the supply of mechatronic solutions and custom electromechanical components, has chosen this concept as the core of its motto: Connecting dots. Providing solutions. The ‘dots’ it
connects are not only those linking leading players in the world of industrial automation with long-standing customers, but also those connecting generations— between those who founded the company in 1980 and those who lead it today, with an even more global outlook.

noi è fondamentale trasferire il know how e formare figure che siano in grado di assistere i nostri clienti nel miglior modo possibile e che ci aiutino a continuare a innovare”. Innovazione, parola chiave che innerva questa vivace realtà della provincia di Monza e Brianza fin dagli albori: “Innoviamo i prodotti, i processi aziendali e cerchiamo di farci trovare sempre pronti. Un esempio? Le certificazioni: abbiamo la ISO

From one generation to the next Founded by partners Adriano Salgarello and Emilio Bistoletti and now led by their sons Matteo and Fabio, Servotecnica welcomes visitors into a friendly headquarters with a vibrant atmosphere. Many young professionals are at work here. “We have always invested in young people,” explains Sabrina Bistoletti, Communication & Event Manager. “For us, transferring know-how is essential: we train professionals who can support our customers in the best possible way and help us continue to innovate”. Innovation is the key word that has characterized this dynamic company in the Monza and Brianza area since its early days. “We innovate products and business
processes, and we strive to always be prepared. Certifications are a good example: we hold ISO 9001 and ISO 14001 certifications, we work on equal opportunities and cybersecurity with ISO 27001 and NIS2, and last year we issued our first sustainability report”. This forward-looking approach proved particularly valuable during the pandemic. “We had already invested heavily in digitalization, were using platforms for remote communication, and were structured to work remotely”.
One ring to conquer all
Let us now focus on the products that best represent Servotecnica’s philosophy, displayed in the carefully designed showroom on


9001, la ISO 14001, lavoriamo sulle pari opportunità e sulla sicurezza informatica con la ISO 27001 e la NIS2. E l’anno scorso abbiamo redatto il nostro primo bilancio di sostenibilità”. Questo approccio anticipatore è emerso con tutta la sua forza all’arrivo della pandemia: “Avevamo già fatto tanto in termini di digitalizzazione, usavamo piattaforme per comunicare a distanza ed eravamo strutturati per lavorare da remoto”.

Ma entriamo nel vivo dei prodotti che meglio rappresentano la filosofia Servotecnica, esposti nel curato showroom al piano terra del quartier generale: “Uno spazio - osserva Sabrina Bistoletti - dove incontriamo anche partner e clienti, che ci permette di mostrare concretamente ciò di cui parliamo e la qualità delle soluzioni proposte”. Tra i prodotti di punta c’è l’ampia gamma degli slip ring, collettori rotanti elettrici disponibili in varie configurazioni e capaci di passare da dimensioni molto compatte a unità con ampio foro passante. Esistono, spiega il Product & Marketing Manager di Servotecnica Alessandro Gomarasca, più di 2.000 modelli standard e circa 2.000 versioni speciali e customizzate, sviluppate su specifica. “In questo modo si può adattare il design in modo mirato alle richieste del cliente: dimensioni, numero e tipologia di circuiti, connettori, cablaggi, materiali e grado di protezione”. Gli slip ring, ampiamente diffusi anche nel mondo delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio, sono componenti essenziali in svariati settori. Ecco qualche esempio, sempre citando Gomarasca,
the ground floor of the headquarters. “This is a space where we also meet partners and customers,” notes Sabrina Bistoletti, “and it allows us to show in concrete terms what we talk about and the quality of the solutions we offer”.
Among the flagship products is the wide range of slip rings—electrical rotary joints available in various configurations, from very compact designs to units with large through-hole. As Servotecnica’s Product & Marketing Manager Alessandro Gomarasca explains, there are more than 2,000 standard models and around 2,000 special and customized versions developed to specification. “This allows the design to be precisely
adapted to customer requirements: dimensions, number and type of circuits, connectors, wiring, materials and protection ratings”.
Widely used in automatic packaging and packing machinery, slip rings are essential components in numerous industries.
Gomarasca highlights their versatility and high degree of customization: “The aerospace and defense industries require solutions that can withstand vacuum conditions, radiation or high accelerations, such as those used in radar systems and satellites. The medical sector, on the other hand, requires custom slip rings with flawless signal transmission, for example in diagnostic imaging systems. The
che sottolinea la loro capacità di essere personalizzati. “Le industrie dell’aerospazio e della difesa necessitano di soluzioni che resistano nel vuoto, alle radiazioni o a forti accelerazioni, come nei radar e nei satelliti. Il medicale richiede, invece, slip ring su misura e con trasmissione del segnale impeccabile, come nei sistemi di diagnostica per immagini, e lo stesso vale per la robotica avanzata, dai robot umanoidi ai cobot, che necessitano di piccole dimensioni e, quando necessario, di integrazione di linee pneumatiche o in fibra ottica”.
Sempre parlando di slip ring, una menzione speciale la merita quello fornito da Servotecnica a Rockwell Automation per il sistema
ArmorKinetix™: una soluzione che Rockwell ha inserito nel manuale, alla voce ‘materiale consigliato’: “Per noi - spiega Gomarasca - è stata una bella soddisfazione, che nel corso del 2025 ci ha dato visibilità crescente”.
Credere nel futuro
Questo successo è sicuramente dovuto alla filosofia che anima Servotecnica e guida la sua progettazione: servire al cliente la migliore soluzione possibile. Un traguardo che si raggiunge solo combinando ascolto e competenza tecnica e alimentando il rapporto di fiducia.
Fiducia che fa rima con futuro: l’azienda di Nova Milanese, infatti, continua a investire. Sono in arrivo una camera climatica che consentirà prove sotto stress termico sui prodotti a marchio Servotecnica, con un range da -50 a +200 gradi, un forno per il trattamento termico a vuoto e un nuovo magazzino automatizzato. Altri puntini da unire per continuare a disegnare questa bella storia di intelligenza e operosità.
same applies to advanced robotics—from humanoid robots to cobots—which demand compact dimensions and, when necessary, the integration of pneumatic lines or fiber optics.”
Still on the subject of slip rings, a special mention goes to the one supplied by Servotecnica to Rockwell Automation for the ArmorKinetix™ system. Rockwell has included this solution in its manual under ‘recommended materials’. “For us,” Gomarasca explains, “this was a great achievement, which gave us increasing visibility throughout 2025”.
This success stems from the philosophy that drives


Servotecnica and guides its design approach: providing customers with the best possible solution. A goal that can only be achieved by combining attentive listening with strong technical expertise and by nurturing a relationship based on trust.
Trust goes hand in hand with the future. The company from Nova Milanese continues to invest: a climatic chamber is being installed to perform thermal stress tests on Servotecnica-branded products, with a temperature range from -50 to +200°C, along with a vacuum heat-treatment furnace and a new automated warehouse. More dots to connect, in order to continue shaping this compelling story of intelligence and industriousness.
SPS Italia 2026
Automazione, Physical Ai e competenze si fondono in un nuovo modello produttivo. Appuntamento dal 26 al 28 maggio nel quartiere fieristico della città ducale
al 26 al 28 maggio, Parma ospita la 14esima edizione di SPS Italia, la fiera di riferimento per l’automazione e il digitale per l’industria intelligente e sostenibile. Presentata a Milano nel corso di una conferenza stampa, la manifestazione si conferma un hub di innovazione per la crescita e la competitività delle imprese.

La fotografia del comparto, scattata da ANIE Automazione, mostra una solida base di partenza. Nonostante lo scenario geopolitico incerto, il preconsuntivo 2025 per il settore automazione registra una crescita del fatturato del 4%, con previsioni di continuità per il 2026. Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione, sottolinea: “L’automazione industriale continua a distinguersi per la sua dinamicità, capacità innovativa e varietà applicativa: digitalizzazione e Industrial Ai, integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze umane, si confermano tra i principali motori di crescita. L’edizione 2026 di SPS Italia offrirà a espositori e visitatori un’occasione concreta per osservare le trasformazioni in atto”.
Oltre l’Ai generativa
Il cuore dell’innovazione sarà a disposizione nel Digital District (padiglione 4), diviso nelle aree Industrial IT&Ai, Focus Ai, Academy e Start-up. Qui il dibattito evolverà dai modelli generativi verso Ai Agents e Physical Ai.
Emanuele Frontoni, professore dell’Università di
Automation, Physical AI, and skills merge into a new production model. The event takes place in the city’s exhibition district from May 26 to 28
From May 26 to 28, Parma will host the 14th edition of SPS Italia, the leading trade fair for automation and digital solutions for the intelligent and sustainable industry. Presented at a press conference in Milan, the event confirms its role as an innovation hub for business growth and competitiveness. The sector snapshot provided by ANIE Automazione shows a solid
starting point. Despite an uncertain geopolitical landscape, preliminary 2025 figures for the automation sector show a 4% turnover growth, with expectations of continuity for 2026.
Andrea Bianchi, President of ANIE Automazione, underlines: “Industrial automation continues to stand out for its dynamism, innovative capacity, and application variety.

Macerata e co-director del VRAI Lab, spiega: “L’attenzione sarà posta su esperienze reali in cui l’Ai viene integrata nei processi produttivi come componente abilitante di una più ampia visione di Physical Ai, capace di operare in stretta connessione con macchine, impianti, sensori e sistemi cyber-fisici. La Physical Ai non si limita ad analizzare dati a posteriori, ma interagisce con il mondo fisico in tempo reale”.
Questo salto richiede una nuova governance. Tant’è che Federico Milan, Digital Innovation Manager di Breton e membro del Comitato Scientifico, avverte: “Il tema non è più solo cosa la tecnologia è in grado di fare, ma come viene governata, compresa e integrata nei processi decisionali”.
La voce dei protagonisti
“La direzione è evidente: reale e digitale convergono per abilitare fabbriche software defined e infrastrutture energetiche più sicure, resilienti e sostenibili”, evidenzia Stefania Svanoletti, Head of Sales Vertical Markets Digital Industries di Siemens Italia. “L’Ai diventa il motore dell’elettrificazione, permettendo di prevedere flussi variabili e orchestrare reti complesse. Questa visione prende forma nel nostro Industrial AI Stack - digital twin evoluti, AI native engineering, Industrial Copilot e convergenza OT/IT su Siemens Xcelerator - potenziato da partnership globali. A SPS Italia 2026 mo-
Digitalization and Industrial AI, along with the virtuous integration of technology and human skills, confirm themselves as primary growth drivers. The 2026 edition of SPS Italia will offer exhibitors and visitors a concrete opportunity to observe ongoing and emerging transformations”.
The heart of innovation will be on display in the Digital District (Hall 4), divided into the areas: Industrial IT & AI, Focus AI, Academy, and Start-up. Here, the debate will evolve from generative models towards AI Agents and Physical AI. Emanuele Frontoni, Professor at the University of Macerata and co-director of the VRAI Lab,
explains: “The focus will be on real-world experiences where AI is integrated into production processes as an enabling component of a broader Physical AI vision. This AI can operate in close connection with machines, plants, sensors, and cyberphysical systems. Physical AI doesn’t just analyze data retrospectively but interacts with the physical world in real-time”. This leap requires new governance. Federico Milan, Digital Innovation Manager at Breton and member of the Scientific Committee, cautions: “The issue is no longer just what the technology can do, but how it is governed, understood, and integrated into decision-making processes”.

streremo come questa intelligenza diffusa stia già ridisegnando il modo in cui si immagina, si progetta e si alimenta l’industria”.
P er Stefano Gandolfi, Regional Marketing Manager di Omron, “SPS Italia è un punto di riferimento irrinunciabile per l’ecosistema manifatturiero italiano. A Parma presenteremo un’evoluzione della nostra piattaforma, arricchita con motion, visione artificiale, Ai e integrazione IT/OT, per offrire nuove possibilità di business”. “Il vero progresso è l’innovazione continua che diventa strumento affidabile e di valore misurabile”, sintetizza Duilio Perna, Managing Director di Beckhoff Italia. “Per noi, l’Ai è l’evoluzione naturale del PC-based control: porta la potenza dell’IT nell’automazione, mantenendone affidabilità e real-time”.
A tutta formazione
La transizione non può prescindere dal capitale umano. SPS Italia rafforza la sua missione formativa attraverso la SPS Academy (Padiglione 8), con un focus su upskilling, reskilling e new talents. “SPS Italia è un riferimento per le aziende che puntano sull’aggiornamento di persone e competenze”, rimarca Donald Wich, ad di Messe Frankfurt Italia. Il progetto è attivo 365 giorni l’anno con l’Academy On Tour e in fiera con “Lezioni in fiera”. Prosegue inoltre l’impegno per l’inclusione con il format She SPS Italia, la community che promuove la leadership femminile e la diversità.
Voices from the Industry
“The direction is clear: the real and digital worlds are converging to enable software-defined factories and more secure, resilient, and sustainable energy infrastructures”, highlights Stefania Svanoletti, Head of Sales Vertical Markets Digital Industries at Siemens Italy. “AI becomes the engine of electrification, allowing us to predict variable flows and orchestrate complex networks. This vision takes shape in our Industrial AI Stack - featuring evolved digital twins, AI-native engineering, Industrial Copilot, and OT/IT convergence on Siemens Xcelerator - powered by global partnerships. At SPS Italia 2026, we will show how this pervasive intelligence is already reshaping the way industry is imagined, designed, and powered”.
For Stefano Gandolfi, Regional Marketing Manager of Omron, “SPS Italia is an essential reference point for the Italian manufacturing ecosystem. In Parma, we will present an evolution of our platform, enriched with motion control, machine vision, AI, and IT/OT
integration, to offer new business possibilities”.
“True progress is continuous innovation that becomes a reliable tool delivering measurable value”, summarizes Duilio Perna, Managing Director of Beckhoff Italy. “For us, AI is the natural evolution of PC-based control: it brings the power of IT into automation while maintaining real-time performance and reliability”.
The transition cannot happen without human capital. SPS Italia strengthens its educational mission through the SPS Academy (Hall 8), focusing on upskilling, reskilling, and new talents.
“SPS Italia is a key reference for companies focusing on updating people and their skills”, notes Donald Wich, CEO of Messe Frankfurt Italia.
The project runs 365 days a year with the Academy On Tour and during the fair with “Lessons at the Fair”.
The commitment to inclusion also continues with the She SPS Italia format, the community promoting female leadership and diversity.



Il presidente, Stefano Salvemini, fa il punto e avanza una serie di proposte di accelerazione per il sistema
Comunicare con il consumatore, tracciare il prodotto, garantirne l’anticontraffazione. Sono sempre tante le funzioni svolte dalle etichette, obbligo di legge da un canto, indispensabile elemento di connessione con il mercato dall’altro; temi di cui si è parlato al Congresso Gipea dal titolo “Oltre le etichette: coordinate economiche e strategiche per un settore in trasformazione”.
Alla fotografia del settore, la giornata ha aggiunto la presentazione dei dati emersi dal lavoro del XIV Osservatorio Economico commentato da Gianluca Cinti, Founding Partner XGen Advisory e Federico Visconti, Direttore di Civis Liuc Castellanza. Dallo studio emerge un settore dove le aziende, nonostante la contenuta crescita del Pil nazionale, mostrano una ridotta contrazione dei ricavi dovuta a costo delle materie prime ed energia e una buona tenuta dei margini.
Di presente e futuro del mondo delle etichette ha parlato a ItaliaImballaggio il presidente di Gipea, Stefano Salvemini, facendo il punto sul settore e la sua competitività.
Ci offre una panoramica del mercato?
“In linea di massima il nostro è un settore consolidato”, esordisce Salvemini, “dove non abbiamo assistito a grandi incrementi in termini di volumi o di fatturato, ma a un consolidamento delle posizioni con crescita limitata. Le etichette autoadesive seguono la dinamica dei prodotti della Gdo. Negli anni passati, abbiamo beneficiato di un effetto di sostituzione dovuto al cambio di etichettatura, passando ad esempio da acqua e colla



ad autoadesivo. Una dinamica che ha portato all’aumento dei volumi. L’obiettivo è offrire ai clienti un servizio sempre più puntuale rispetto alle loro esigenze, pur mantenendo dei margini che, per quanto stabili, si stanno restringendo. Oltre agli incrementi dei costi delle materie prime, va considerato il costo dell’energia, l’aumento del costo del lavoro dovuto al rinnovo dei contributo ambientale CONAI (CAC) forfettario - che sulle etichette in plastica tocca il 2%. In questo contesto l’attenzione delle aziende deve concentrarsi sull’ottimizzazione dei costi e sull’innovazione tecnologica. Essere presenti sul mercato in una situazione di marginalità così bassa richiede quindi attenzione. Gli etichettifici hanno un’utile medio attorno al 5%, Per cui tutto il processo va tenuto sotto attento controllo”.
Questa riflessione si colloca nel quadro del 4.0 e 5.0?
“Le dinamiche di investimento sono state due. Da un lato l’aggiornamento delle linee produttive, dall’altro l’aumento dell’investimento in partecipazioni societarie, con operazioni di acquisizione e fusioni. Possiamo leggere queste tendenze come un segnale positivo perché la ridotta dimensione delle imprese è uno dei punti deboli del nostro set-
tore e in generale dell’economia italiana. Le aziende di piccole dimensioni non sono attrattive per professionalità adeguate a garantire un approccio strategico al mercato e supportare l’imprenditore con una visione più aperta e capace di analisi più estesa. L’aggiornamento delle linee produttive invece porta a risultati positivi, se integrato al ripensamento di tutto il ciclo produttivo e alla revisione dell’intera attività aziendale. L’obiettivo è ottimizzare tutto ciò che è antieconomico e ridurre le inefficienze”.
Parliamo di smart labelling e tracciabilità, un tema molto trattato soprattutto in alcune categorie merceologiche dove l’anticontraffazione è fondamentale: penso ad alimentare, wine and spirits o il lusso… “Abbiamo tecnologie adeguate ma il mercato non è ancora pronto a investire su un tema tanto centrale non solo per l’alta gamma ma anche per l’alimentare e la Gdo. Da sottolineare che abbiamo disponibili soluzioni con un impatto limitato sul costo dell’etichetta che rappresentano quindi un investimento sostenibile, subito ripagato dal miglioramento dell’immagine del prodotto sul mercato, percepito dai consumatori come più garantito. Va ricordato inoltre che, a parte tecnologie









come l’NFC e la blockchain, ne esistono a più basso impatto economico come l’inserimento di micro-testi, parti di dati variabili e visibilità con lampada UV. Soluzioni con diversi gradi di complessità e costi, che possono garantire protezione crescente. Si parte dai meno sofisticati, adatti al pacco di pasta da 1 euro ai più complessi per l’alta gamma. Il problema risiede però nella mentalità del produttore che deve percepire l’importanza dell’anticontraffazione e decidere di investi-
re per la tutela del prodotto. Ad un recente incontro dell’Agenzia delle Dogane, ci hanno mostrato pacchi di pasta contraffatta di marchi tra i più a buon mercato presenti a scaffale: parliamo di 50 centesimi a pacco. Il problema della contraffazione non tocca più settori ovvi come l’alta gamma, ma si estende ai prodotti economici, spesso alimentari, la cui mancata tracciabilità può avere conseguenze sulla salute del consumatore oltre che sulla tutela del marchio”.
Communicating with consumers, tracking products, ensuring anti-counterfeiting. Labels serve many functions: a legal requirement on one hand, an essential link to the market on the other. These were among the key topics discussed at the Gipea Congress, entitled “Beyond labels: economic and strategic coordinates for a transforming sector”.
The event combined a snapshot of the sector with the presentation of data from the XIV Economic Observatory, commented on by Gianluca Cinti, Founding Partner of XGen Advisory, and Federico Visconti, Director of Civis Liuc Castellanza. The study paints a picture of a sector where companies, despite modest national GDP growth, have experienced only a limited contraction in revenues due to raw material and energy costs, while maintaining reasonably healthy margins. Speaking to ItaliaImballaggio about the present and future of the label industry, Gipea President Stefano Salvemini provided an overview of the sector and its competitiveness.
Could you give us a market overview?
“Overall, ours is a consolidated sector”, begins Salvemini. “We have not seen significant increases in volumes or turnover, but rather a
consolidation of positions with limited growth. Self-adhesive labels follow the dynamics of large-scale distribution products. In past years, we have benefited from a substitution effect due to changes in labelling, for example moving from water and glue labels to self-adhesive ones. This trend has driven an increase in volumes. The goal is to provide clients with an ever more precise service tailored to their needs, while maintaining margins that, although stable, are narrowing. In addition to rising raw material costs, companies must contend with higher energy costs, increased labour costs due to national contract renewals, and higher CONAI environmental contributions flat-rate which reach 2% of turnover for plastic labels. In this context, companies need to focus on cost optimisation and technological innovation.
Remaining active in the market with such low margins requires careful attention. Label manufacturers operate with an average profit margin of around 5%, so every process must be carefully controlled”.
Does this reflection fit within the 4.0 and 5.0 frameworks?
“The investment dynamics have followed two main paths. On one hand, there has been the updating of production lines; on the other, an
Che cosa vede quindi nel futuro del settore? Quali evoluzioni?
“Guardando ai prodotti, siamo un settore abbastanza maturo, mentre abbiamo spazi di evoluzione sul piano dei servizi. Ragionando in ottica 4.0, i prossimi passi porteranno i sistemi interni a dialogare con quelli di fornitori e clienti, rendendo il flusso delle forniture quanto più automatizzate. A cascata l’automazione arriverà anche alle etichette, ma solo se prima dell’investimento in tecnologia arrivano organizzazione e formazione”.
increase in investment in corporate holdings, through acquisitions and mergers. These trends can be seen as a positive signal, as the small size of companies is one of the weaknesses of our sector and, more broadly, of the Italian economy. Small enterprises are less attractive to professionals capable of ensuring a strategic market approach and supporting the entrepreneur with a broader vision and more extensive analytical capacity. Updating production lines, by contrast, leads to positive outcomes if it is integrated with a rethink of the entire production cycle and a review of all company activities. The goal is to optimise all uneconomical aspects and to reduce inefficiencies”.
Smart labelling and traceability are hot topics, particularly in product categories where anticounterfeiting is crucial - such as food, wine and spirits, or luxury goods...
“We have the appropriate technologies, but the market is not yet ready to invest in an area that is central not only for the high-end segment but also for food and large-scale distribution. It is worth noting that solutions are available which have a limited impact on label costs, making them a sustainable investment that is immediately repaid through enhanced product image, perceived by consumers as
more reliable. It should also be noted that, aside from technologies like NFC and blockchain, there are lower-cost alternatives, such as the inclusion of micro-texts, variable data elements, and visibility under UV light. These solutions come with different degrees of complexity and cost, offering progressively higher levels of protection. They range from the simplest, suitable for a €1 pack of pasta, to the most sophisticated for high-end products. The challenge, however, lies in the producer’s mindset: they must recognise the importance of anti-counterfeiting and decide to invest in protecting their product. At a recent meeting of the Italian Customs Agency, we were shown counterfeit packs of pasta from some of the cheapest brands on the shelf, costing around 50 cents per pack. The issue of counterfeiting no longer affects only obvious sectors like luxury goods; it now extends to low-cost products, often food items, where lack of traceability can have consequences not only for brand protection but also for consumer health”.
What do you see for the future of the sector? What developments are expected?
“Looking at products, the sector appears relatively mature, yet there is still significant room for development in services. From an Industry 4.0 perspective, the next steps will see internal systems communicating with those of suppliers and customers, making the supply flow as automated as possible. Automation will eventually extend to labels as well, but only if organisation and training are implemented before investing in technology”.



La crescente attenzione alla sostenibilità del packaging sta portando le aziende a ripensare il confezionamento secondario, riducendo materiali e semplificando i processi. In questo scenario, il multipack realizzato tramite etichettatura si conferma un approccio in continua evoluzione, capace di coniugare efficienza produttiva e riduzione dell’impatto ambientale. Un esempio concreto è il case study sviluppato da Etipack e Tiber Pack nel settore cosmetico per Diva International, dedicato all’etichettatura orizzontale di multipack di salviette umidificate. L’obiettivo? Realizzare multipack pronti per la distribuzione eliminando film plastici e imballaggi aggiuntivi, senza compromettere stabilità, produttività ed estetica del prodotto. Tiber Pack, specialista in automazione applicata al confezionamento e all’imballaggio, ha progettato una linea completa personalizzata, coinvolgendo Etipack come partner tecnologico per la fase di etichettatura. La soluzione si basa su una linea automatizzata che convoglia e impila le confezioni singole in gruppi configurabili, mantenuti stabili da nastri laterali contrapposti durante l’applicazione delle etichette. Due etichettatrici Etipack Energy applicano

simultaneamente etichette laterali di grande formato, unendo le confezioni in un multipack compatto e facilmente movimentabile. Oltre al cambio formato completamente automatico, il sistema garantisce elevate prestazioni, con produttività fino a 100 confezioni al minuto in ingresso e circa 50 multipack al minuto in uscita.
La soluzione, modulare e adattabile, può essere declinata per la realizzazione di multipack in diversi ambiti applicativi, in particolare nel settore food, confermando come l’integrazione tra automazione ed etichettatura rappresenti un percorso di sviluppo continuo per il multipack sostenibile.
The partnership between Etipack and Tiber Pack
The growing focus on packaging sustainability is prompting companies to rethink secondary packaging, reducing material use and streamlining processes. Within this context, multipacks created through labelling are proving to be a constantly evolving solution, capable of combining production efficiency with a reduced environmental footprint. A concrete example is the case
study developed by Etipack and Tiber Pack in the cosmetics sector for Diva International, focusing on the horizontal multipack labelling for wet wipes. The objective was to create multipacks ready for distribution while eliminating plastic films and additional packaging, without compromising product stability, productivity or visual appeal.
Tiber Pack, a specialist in
automation applied to packaging and packing processes, designed a fully customised line, involving Etipack as the technology partner for the labelling phase. The solution is based on an automated line that conveys and stacks individual packs into configurable groups, which are kept stable by opposing side belts during label application.
Two Etipack Energy labelling machines simultaneously apply
large-format side labels, joining the individual packs into a compact, easy-to-handle multipack. In addition to fully automatic format changeovers, the system delivers high performance, with an input capacity of up to 100 packs per minute and an output of approximately 50 multipacks per minute.
The modular, adaptable solution can be deployed to produce multipacks across a wide range of application areas, particularly in the food sector, confirming that the integration of automation and labelling represents an ongoing development pathway for sustainable multipack solutions.
el settore cosmetico, dove varietà di formati, rapidità di lancio e qualità estetica del packaging sono elementi strategici, i sistemi di etichettatura devono rispondere a requisiti sempre più elevati in termini di flessibilità, precisione e produttività.
Le più recenti evoluzioni tecnologiche nel campo dell’automazione hanno reso possibile ciò che fino a pochi anni fa risultava complesso o poco praticabile: integrare più funzioni in un’unica macchina, riducendo drasticamente i tempi di cambio formato e aumentando l’efficienza complessiva della linea.
Un esempio concreto è rappresentato dalle soluzioni di etichettatura combinate a 3 rulli e avvolgimento diretto (wraparound) sviluppate da ALTECH, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi di etichettatura e automazione per il settore industriale.
Grazie a un controllo completamente elettronico di tutti gli elementi della macchina, è oggi possibile passare da una modalità di etichettatura all’altra semplicemente selezionando una diversa “ricetta” di produzione.
Un’operazione rapida e intuitiva che elimina la necessità di lunghe regolazioni meccaniche, tipiche dei sistemi tradizionali, garantendo al contempo elevati standard di affidabilità e ripetibilità del processo.
Questa flessibilità operativa consente ai produttori cosmetici di adattare il processo di eti-

che di ciascun prodotto: flaconi, bottiglie o contenitori con geometrie differenti possono essere gestiti sulla stessa macchina, scegliendo di volta in volta la soluzione più adatta in termini di velocità e precisione di applicazione. Il risultato è una maggiore produttività, unita a un’elevata qualità estetica dell’etichetta, elemento fondamentale nel packaging cosmetico, dove l’impatto visivo gioca un ruolo chiave nelle decisioni di acquisto del consumatore finale. Per maggiori informazioni: info@altech.it –www.altech.it
In the cosmetics industry, where a wide variety of formats, fast time-to-market and high aesthetic standards for packaging are key strategic factors, labelling systems are required to meet increasingly demanding criteria in terms of flexibility, precision and productivity.
Recent technological advances in automation have made possible
what until a few years ago was complex or impractical: integrating multiple functions into a single machine, significantly reducing changeover times and increasing overall line efficiency.
A concrete example of this approach is represented by the combined 3-roller and direct wraparound labelling solutions developed by ALTECH, a company
specialising in the design and manufacture of labelling and automation systems for industrial applications. Thanks to the fully electronic control of all machine elements, it is now possible to switch from one labelling mode to another simply by selecting a different production “recipe”.
This quick and intuitive operation eliminates the need for lengthy mechanical adjustments typical of traditional systems, while ensuring high levels of reliability and process repeatability.
This operational flexibility allows cosmetics manufacturers to adapt
the labelling process to the specific characteristics of each product: bottles, flacons and containers with different geometries can be handled on the same machine, selecting the most suitable solution in terms of speed and application accuracy.
The result is higher productivity, combined with excellent label application quality, an essential factor in cosmetic packaging, where visual impact plays a crucial role in the final consumer’s purchasing decisions.
For more information: info@altech.it - www.altech.it
Markem-Imaje annuncia le funzionalità innovative del suo nuovo modello di stampante a getto d’inchiostro: la Bi-Jet 9712. Al centro dell’evoluzione, la testina di stampa M che consente ai produttori di ottenere precisione e nitidezza anche su imballaggi di piccole dimensioni. La soluzione risponde infatti alle esigenze dei settori dove prevale il confezionamento ad alte velocità come, ad esempio, l’imballaggio di alimenti, latticini, uova, elettronica, farmaceutica e cosmetica.
Innovazione e risparmio
Il codificatore Bi-Jet 9712 rappresenta un’importante evoluzione nel panorama della codifica, consentendo ai produttori la stampa di codici complessi e di grandi dimensioni, inclusi codici 2D, con un’unica macchina. A questo si aggiunge il dimezzamento delle spese in conto capitale (CAPEX) e la minimizzazione delle spese operative correnti (OPEX). Con l’introduzione della nuova testina di stampa M, il 9712 consente ora di produrre ad alte velocità stampando messaggi chiari e leggibili anche sulle superfici più compatte.
Gli altri plus

ottenere punti più piccoli, contribuendo a ridurre i costi e aumentare la sostenibilità. Le proprietà della serie 9700, infine, migliorano l’affidabilità e le prestazioni del processo di stampa, aumentando così la produttività dell’operatore e riducendo al minimo i tempi di fermo.
Tra i vantaggi spiccano la chiarezza anche su imballaggi di piccole dimensioni e alle alte velocità e una maggiore efficienza della linea con l’integrazione delle funzionalità esistenti del 9712, senza dimenticare la riduzione di materiali di consumo grazie alle dimensioni ottimizzate dell’ugello (48 µm), che consentono di
Enhanced performance for the continuous inkjet printer
Markem-Imaje® announces the innovative features of its new continuous inkjet printer model, the Bi-Jet 9712. At the heart of this evolution is the new M printhead, enabling manufacturers to achieve high precision and excellent print quality even on small-sized packaging. The solution is designed to meet the requirements of industries characterised by high-speed packaging operations, such as food, dairy and egg packaging, as well as electronics, pharmaceutical and cosmetics sectors.
The Bi-Jet 9712 coder represents a significant step forward in the coding landscape, allowing manufacturers to print complex and large-format codes, including 2D codes, using a single machine. This is combined with a reduction of capital expenditure (CAPEX) by up to 50% and the minimisation of ongoing operating expenses (OPEX). With the introduction of the new M printhead, the 9712 model now supports high-speed production while delivering clear, legible messages even on the most compact surfaces.
L’introduzione della nuova testina, infine, mantiene i vantaggi dei codificatori a getto d’inchiostro continuo Markem-Imaje serie 9700. Tra questi spiccano, gli intervalli di manutenzione leader di mercato, Intelli’Swap® per una manutenzione più semplice, il sistema Intelli’Inks™ per emissioni di COV ridotte e prestazioni a prova di errore.
Among its benefits, the Bi-Jet 9712 stands out for delivering clear printing even on small packaging at high speeds, as well as enhancing line efficiency by integrating the existing features of the 9712 model. Optimised nozzle dimensions (48 µm) reduce consumable usage, enabling smaller dots, lowering costs and contributing to greater sustainability. The features of the 9700 series further enhance print process reliability and performance, boosting operator productivity while minimising downtime. The introduction of the new
printhead retains the advantages of the Markem-Imaje 9700 series continuous inkjet coders. These include market-leading service intervals, Intelli’Swap® for easier maintenance, the Intelli’Inks™ system for reduced VOC emissions and error-proof performance.


Di facile utilizzo, il sistema di etichettatura da banco Label-Aire 4000 è progettato per i produttori del mercato cosmetico che cercano prestazioni di etichettatura professionali in spazi produttivi limitati.
Sviluppato per garantire la massima flessibilità, il modello 4000 Table Top è ideale per piccoli lotti, produzioni pilota e frequenti cambi formato. Il funzionamento intuitivo e la rapidità nel cambio formato consentono agli operatori di passare agevolmente da un codice prodotto all’altro (SKU), riducendo i tempi di fermo e semplificando le attività operative quotidiane.
Piccole dimensioni, grande precisione
Nonostante l’ingombro ridotto, il sistema assicura un’applicazione delle etichette precisa e costante. La struttura meccanica robusta garantisce un posizionamento ripetibile e risultati uniformi nel tempo, supportando elevati standard qualitativi di presentazione e tracciabilità, anche in ambienti cosmetici particolarmente esigenti.
Il Label-Aire 4000 Table Top è indicato per applicazioni dove sono frequenti le produzioni a
breve tiratura e l’elevata varietà di referenze come nei settori cosmetico, farmaceutico e alimentare. Il sistema supporta un’ampia gamma di formati di contenitori ed etichette, risultando una scelta ideale sia per brand in crescita sia per contoterzisti.
Versatilità sui diversi formati
Nella configurazione standard, la macchina è predisposta per l’etichettatura di contenitori cilindrici ma è facilmente personalizzabile per la gestione di contenitori a sezione quadrata, ovale e rettangolare, consentendo ai produttori di adattarsi rapidamente a nuovi design di packaging ed esigenze di marketing. Il modello standard gestisce etichette con larghezza del supporto (web width) da 20 mm a 178 mm e lunghezza etichetta da 20 mm a 450 mm a questo si aggiungono configurazioni personalizzate per formati speciali e applicazioni specifiche.
Operatività flessibile e scalabile
Il sistema può essere utilizzato come stazione di etichettatura stand-alone oppure configurato per l’integrazione in linea. Questa flessibilità consente di evolvere progressivamente da carico manuale a soluzioni automatizzate con trasportatori, in funzione dell’aumento dei volumi produttivi. Compatto, stabile e di semplice utilizzo, il sistema di etichettatura da banco Label-Aire 4000 rappresenta la soluzione ideale per i produttori cosmetici che necessitano di flessibilità immediata e scalabilità futura.


Small sized and reliable for the beauty market
The Label-Aire 4000 Table Top Labelling System is a compact, user-friendly and reliable solution designed for cosmetic manufacturers looking for professional labelling performance in limited production spaces.
Developed for maximum flexibility, the 4000 Table Top is ideal for small batches, pilot runs and frequent product changes. Its intuitive operation and fast format changeover help operators move quickly between different SKUs, reducing downtime and simplifying daily production activities.
Small size, great accuracy
Despite its compact footprint, the system delivers steady and accurate label application. A robust mechanical structure ensures repeatable positioning and consistent results, supporting high quality presentation and traceability, even in demanding cosmetic environments.
The 4000 Table Top is perfectly suited for cosmetic, pharmaceutical and food applications, where short runs and high product variety are common. It supports a wide range of container and label formats, making it an excellent choice for growing brands and contract manufacturers.
Multi-format versatility
As standard, the machine is configured to label round containers. It can be easily customised to handle square, oval and rectangular

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containers, allowing manufacturers to adapt quickly to new packaging designs and marketing requirements. The standard model supports label sizes web width 20 mm to 178 mm and label length 20 mm to 450 mm. Custom configurations are available for special label formats and specific application needs.
Flexible and scalable
The system can be used as a standalone labelling station, and it can also be configured for in-line integration. This allows production lines to evolve from manual loading to automated conveyor solutions as volumes increase.
User-friendly, steady and compact, the Label-Aire 4000 Table Top Labelling System is the ideal solution for cosmetic producers who need flexibility today and scalability for tomorrow.

Il progetto rivolto agli studenti si inserisce in un più ampio quadro di iniziative che guardano alla crescita in tutte le direzioni: personale, d’impresa, del territorio
Costanza Candi, Davide Miserendino
In occasione di Tech4students, l’incontro con il mondo della scuola che è ormai una tradizione per Cama Group, ItaliaImballaggio ha incontrato Annalisa Bellante, vicepresidente, che ha raccontato i molti progetti messi in campo per il mondo della scuola e per il territorio, contribuendo ogni giorno con una parola chiave come protagonista: cultura. Non si tratta infatti solo di formazione delle future generazioni di professionisti, ma anche di vera e propria disseminazione di idee, stimoli, suggestioni, che spaziando dalla tecnologia all’arte, dal welfare alle persone, finisce per costruire un percorso di impresa capace di impattare sulla società.
“L’idea è creare un evento che spieghi davvero cosa sia un’azienda, i ruoli, le attività svolte”, esordisce Annalisa Bellante. “I ragazzi, che provengono da ITS, scuole tecniche superiori e medie, sono il fulcro di un’attività di contatto continuo con insegnanti e presidi che ci permette di ospitare oltre mille studenti all’anno, che a rotazione, in postazioni pensate per loro, vivono l’esperienza di un progettista, un tecnico di fabbrica, un ricercatore del reparto R&D. Per essere più incisivi e usare il loro linguaggio, abbiamo predisposto un programma ad hoc coinvolgendo colleghi giovani, più capaci di entrare in sintonia con i ragazzi. Da sottolineare che la scelta verso le STEM si compie alle medie per cui abbiamo disegnato un progetto dedicato alle ragazze, un patrimonio intellettuale tutto da coltivare, sia per il diverso approccio che portano, che come risposta alla crisi demografica e di professionalità. Con Girl Get Set realizzato in
collaborazione con Baker Hughes, CAMA vuole creare un ecosistema dove le ragazze vedano nelle STEM un’opzione possibile al di fuori degli stereotipi di genere. La contaminazione che deriva dall’inserimento di leve femminili porta grande valore, ma serve creare un ecosistema culturale in cui per le ragazze la scelta STEM sia caratterizzante e trovi una riconoscibilità sociale”.
La rete di scuole coinvolta evidenzia una forte collaborazione tra CAMA e le istituzioni del territorio, quali sono i riscontri da docenti e dirigenti scolastici?
“Pur in un quadro di grande apertura, manca la fase di pianificazione dove capire insieme quali siano i segmenti in cui intervenire. Sarebbe molto utile progettare le attività in modo puntuale per definire quando e come inserire l’attività aziende-scuole in modo da renderla funzionale alle prime e formativa per le seconde. Questo accade, ad esempio, con l’ITS Meccatronica, con cui il coordinamento è forte e porta allo sviluppo di format innovativi come l’hackaton. Si tratta di strumenti di formazione e selezione non convenzionali, utili per testare le capacità degli allievi mettendoli in gioco su attività reali e tangibili. Sono ormai molti gli studenti approdati in CAMA, visto che i professori conoscono noi e i ragazzi; questo gli permette di svolgere un ruolo di indirizzo su personalità e professionalità più adatte a lavorare in un settore molto competitivo come il packaging dove la norma sono lavoro con una notevole dose di stress, per quanto positivo, cultura ipertecnologica e costante ricerca dell’innovazione”.






Contaminazione e cultura sembrano essere due parole chiave in CAMA.
“Puntiamo molto sulla contaminazione tra contesti diversi, dove il tecnico deve essere capace di relazionarsi, dialogare e comprendere la complessità oltre la propria iper-specializzazione. Ecco perché nel corso del 2025 abbiamo realizzato un progetto rivolto anche alla produzione, con formazione manageriale specifica per la gestione, ad esempio, di cantiere, riunioni, team: soft skills che in un contesto iper-specializzato rischiano di passare in secondo piano e che sono invece centrali. L’obiettivo è arricchire e alimentare le persone con stimoli nuovi, anche inattesi, incrementando la loro conoscenza al di fuori della stretta operatività, animati dall’idea che gli stimoli siano sempre un veicolo di crescita e di cambiamento. Il percorso ha coinvolto anche i manager, con un progetto biennale mirato a integrare competenze umanistiche e tecniche per migliorare la gestione del team. Coinvolgendo due formatrici, abbiamo attivato un percorso di coaching ad personam, pensato per valorizzare le attitudini individuali e colmare il gap tra aspirazioni personali e obiettivi aziendali. I due valori sono ormai sempre più vicini grazie alla creazione di un team coeso e più incline al dialogo proprio grazie alla contaminazione tra discipline che solo per ragioni culturali vengono percepite come distanti. Un esempio classico di contaminazione tra componente tecnica, l’anima di CAMA e le esigenze di gestione efficace delle risorse umane fatta di migliore selezione, percorsi di crescita soddisfacenti, maggiore efficienza e riduzione del turnover, un tema critico per tutti i settori”.
Tenuta in collaborazione con OMET, l’edizione 2026 di Tech4students ha registrato una partecipazione straordinaria: nella sola giornata del 29 gennaio sono arrivati oltre 300 studenti, che si aggiungono alle centinaia di visitatori accolti nel corso dell’anno. L’evento si è aperto con un TechTalk d’eccezione tenuto da Luigi Mazzola, ingegnere di pista Ferrari, dal titolo “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro”. A seguire, un momento di confronto che ha riunito tutti gli attori coinvolti nel progetto. Sono intervenuti i promotori CAMA e OMET, Confindustria Lecco con il presidente Marco Campanari, Regione Lombardia rappresentata da Mauro Piazza, sottosegretario con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, l’Ufficio scolastico territoriale con Raffaele Cesana e il sindaco di Molteno Giuseppe Chiarella.
Held in collaboration with OMET, the 2026 edition welcomed over 300 students on 29 January alone, adding to the hundreds of visitors hosted throughout the year. The event opened with a TechTalk featuring Ferrari track engineer Luigi Mazzola, entitled “From the Classroom to the Factory of the Future”, followed by a summary session involving all participants. CAMA and OMET as organisers, alongside Confindustria Lecco, with the President Marco Campanari; the Lombardy Region, with Mauro Piazza, Undersecretary for Autonomy and Relations with the Regional Council; the local school authority, with Raffaele Cesana; as well as Giuseppe Chiarella, Mayor of Molteno.
Non mancano attività di formazione, welfare individuale e familiare, supporto medico ed educazione alla salute.
“Questa è una leva importante per la relazione con il territorio, in particolare con il progetto Empowering the New Generation, costituito da un insieme di elementi di orientamento come stem, open day, formazione, relazione con le istituzioni. Si tratta di una rete sviluppata per creare un ecosistema di competenze locali che permetta alle persone di trovare opportunità vicine e capaci di coniugare crescita professionale e qualità della vita. L’obiettivo è favorire la crescita di un territorio altamente specializzato e con competenze avanzate nel settore del packaging che offra risposte a trattenga i talenti. In generale non abbiamo un turnover elevato, il che dimostra la qualità del progetto HR in corso, anche se la distanza casa lavoro, quando c’è, pesa ed è questo il motivo per cui spingiamo a una forte relazione con il territorio”.
Parliamo di CAMA e dell’impatto di AI e dinamiche geopolitiche sul mercato, fino all’ormai prossima Interpack.
“Stiamo realizzando un’analisi dei processi che ci permettono di individuare dove l’intelligenza artificiale possa essere leva di sviluppo. Pensiamo alla progettazione meccanica o al software, due settori dove comunque l’operatore umano rimane strategico, per le indispensabili capacità di analisi sull’operato dell’AI, che impone di formare persone in grado di sviluppare un controllo evoluto delle macchine, in coerenza agli elevati livelli di sicurezza alla base del packaging machinery. A Interpack, l’AI sarà co-protagonista con la robotizzazione delle linee, tema centrale per CAMA anche in chiave umanoide, con applicazioni sempre più pervasive. Il primato del nostro territorio, in particolare di Lecco, come centro di sviluppo, ci permette di collaborare con aziende specializzate in questi ambienti tecnologici, che noi integriamo in modo funzionale al nostro business in modo che ogni soggetto coinvolto possa esprimere al massimo le sue competenze.
Guardando al quadro internazionale, l’impatto dei dazi ha significato incertezza da parte dei clienti americani, in attesa di decifrare le politiche del proprio governo. Questo non ci ha impedito di iniziare il 2026 con un portafoglio ordini di segno largamente positivo già nel primo trimestre. Stiamo comunque guardando al medio-oriente, agli Emirati Arabi che sono un mercato con grandi potenzialità, all’India che ha il vantaggio di un ordinamento giuridico di matrice europea. Senza dimenticare l’Europa con la forte crescita di Polonia e Francia e America Latina, da tempo un mercato ben consolidato per CAMA.
A Interpack, CAMA si presenta con tre macchine diverse, sintesi del Mep, il Machine Enhancement Programme, progetto triennale

presentato a Ipack-Ima che vede ulteriori novità per il 2026. Si parte con l’integrazione di un cobot per il carico automatico del magazzino in un contesto produttivo popolato da ACL, ACP per il carico automatizzato e AMR in asservimento. Ad arricchire il programma in fiera, una serie di key speakers e la presentazione della nuova grafica istituzionale, dove il concetto di contaminazione è protagonista”.
Torniamo alla disseminazione della cultura come carattere aziendale…che progetti ve-

dremo prossimamente?
“Nel 2026 CAMA compie 45 anni. Ecco perché, tornando alla cultura, le celebrazioni ci vedono protagonisti in un teatro chiuso da tempo, quello di Monza, ristrutturato e pronto ad ospitare una serata all’insegna della lirica, rivista in chiave attuale. Una selezione di arie famose scelte per costruire uno spettacolo che punta ad avvicinare l’opera alle persone, andando in futuro anche fuori dai teatri. Crediamo infatti che il teatro apra la mente e offra delle chiavi di lettura del tutto nuove: lo
The initiative aimed at students forms part of a broader framework of programmes designed to foster growth in every direction: personal, corporate and territorial
Maria Costanza Candi, Davide Miserendino
On the occasion of Tech4Students - the long-established event through which CAMA Group engages with the education sector - ItaliaImballaggio met with Annalisa Bellante, Vice President of the company. She outlined the wide range of initiatives developed for schools and the local community, all underpinned by a single guiding principle: culture. The objective goes well beyond training the next generation of professionals. It is about the genuine dissemination of ideas, stimuli, and inspiration which, spanning technology and art, welfare, and people, ultimately shape a corporate pathway capable of making a tangible impact on society.
“The idea is to create an event that truly explains what a company is, its roles, and the activities it carries out”, Annalisa Bellante begins. “Students from ITS institutes, technical high and middle schools, are at the heart of an ongoing dialogue with teachers and headteachers. This enables us to host more than 1,000 students each year. Rotating through dedicated workstations designed
specifically for them, they experience first-hand the role of a designer, a production technician, or an R&D researcher”. To maximise effectiveness and speak the students’ language, the company has devised a tailored programme involving younger colleagues, who can relate more naturally to the students. It is worth noting that the decision to pursue STEM subjects is typically made during middle school. For this reason, we have designed a dedicated project for girls, recognising a valuable intellectual resource that must be nurtured - both for the distinctive perspectives they bring and as a response to the demographic and skills shortages. Through Girl Get Set, developed in collaboration with Baker Hughes, CAMA aims to create an ecosystem in which girls perceive STEM disciplines as a viable and attractive option, free from gender stereotypes. The inclusion of female talent generates significant added value, but it is essential to build a cultural environment in which choosing STEM is both defining and socially recognised for young women”.
riteniamo quindi uno spazio ideale per veicolare i valori di CAMA che guardano a tecnica, innovazione, specializzazione. Il teatro, ambiente complesso e altamente specializzato offre strumenti anche per la gestione del nostro lavoro in particolare su competenze, progettualità e qualità dell’outcome. Insomma, cultura, iniziative di sponsorizzazione come quelle per Palazzo Reale e FAI, la divisione CamArt, sono fome di allenamento alla bellezza che riteniamo centrale anche nella quotidianità aziendale”.
The network of schools involved highlights a strong partnership between CAMA Group and local institutions. What feedback has the company received from teachers and school leaders?
“Although there is a high degree of openness, what is often missing is a structured planning phase to identify, together, the specific areas where intervention is most effective. It would be extremely useful to design activities in a targeted way, defining clearly when and how school-industry collaboration should be integrated, so that it is operationally valuable for companies and genuinely educational for schools. This is already happening, for example, with ITS Meccatronica, where coordination is strong and has led to the development of innovative formats such as the hackathon.
These are unconventional training and recruitment tools, effective in assessing students’ abilities by engaging them in real, tangible projects. A significant number of students have now joined CAMA, as teachers are well acquainted both with the company and with their pupils. This
enables them to play a valuable advisory role, guiding those whose personal attributes and professional aspirations are best suited to a highly competitive sector such as packaging - an industry characterised by challenging yet rewarding workloads, a strong high-tech culture, and a constant drive for innovation”.
Cross-fertilisation and culture appear to be two defining keywords at CAMA.
“We place great emphasis on crossfertilisation between different contexts, where technical professionals must be able to relate, engage in dialogue, and grasp complexity beyond their own hyper-specialisation. This is why, during 2025, we rolled out a project also targeting our production teams, introducing dedicated managerial training for the management of site activities, meetings, and teams. Although frequently underestimated in highly specialised environments, these soft skills are in fact fundamental. Our aim is to enrich and inspire people with new - sometimes unexpected - stimuli, broadening their knowledge beyond day-to-day operations. We firmly believe that exposure to new inputs is always a vehicle for growth and change. The programme has also involved managers, through a two-year initiative designed to integrate humanities-based and technical competencies in order to enhance team leadership. Working with two professional trainers, we launched a personalised coaching pathway tailored to
highlight individual aptitudes and bridge the gap between personal aspirations and corporate objectives. These two dimensions are now increasingly aligned, thanks to the creation of a cohesive team more inclined towards dialogue - precisely as a result of cross-disciplinary exchange between areas that, for cultural reasons alone, are often perceived as distant. This represents a classic example of crossfertilisation between the technical component - the very DNA of CAMA - and the effective management of human resources, encompassing improved recruitment, fulfilling career pathways, enhanced efficiency, and reduced staff turnover, a critical issue across all industrial sectors”.
Training initiatives are complemented by individual and family welfare schemes, medical support, and health education programmes.
“This represents an important lever in our relationship with the local area, particularly through Empowering the New Generation, a project encompassing a range of guidance activities - from STEM initiatives and open days to training programmes, and engagement with institutions. It is a network developed to create a local skills ecosystem, enabling people to find opportunities close to home that combine professional growth with quality of life. Our goal is to foster the development of a highly specialised territory, equipped with advanced expertise in the packaging sector and capable of both attracting and retaining talent. Overall, our staff turnover remains low, which confirms the effectiveness of the HR strategy currently in place. That said, commuting distance can still be a factor when significant, and this is precisely why we continue to strengthen our ties with the local community”.
Let’s talk about CAMA and the impact of AI and geopolitical dynamics ahead of Interpack.
“We are conducting a thorough analysis of our processes to identify where artificial intelligence can serve as a lever for development. Consider mechanical design or software development - areas in which the human operator remains essential, providing the analytical capabilities needed to oversee AI performance. This requires training personnel to exercise advanced machine supervision, consistent with the high safety standards underpinning packaging machinery. At Interpack, AI will share the spotlight with line robotisation - a central theme for CAMA, including humanoid applications, whose deployment
is increasingly pervasive. The leading role of our region, particularly Lecco, as a development hub allows us to collaborate with specialised technology companies, which we integrate to maximise each partner’s expertise within our business model.
From an international perspective, tariffs have introduced uncertainty among American clients, awaiting clarity on government policies. Nonetheless, we began 2026 with a strong order book already in the first quarter. We are also focusing on the Middle East - the UAE, a market with significant potential - and India, which benefits from a legal system inspired by European frameworks. Not to mention Europe, with strong growth in Poland and France, alongside Latin America, a market long-established for CAMA.
Looking to Interpack, CAMA will showcase three different machines, epitomising the Machine Enhancement Programme (MEP), a three-year initiative launched at Ipack-Ima, with further innovations planned for 2026. Highlights include the integration of a cobot for automatic warehouse loading within a production environment featuring ACL, ACP for automated handling, and AMR support. The exhibition programme will also feature a series of keynote speakers and the unveiling of the company’s new corporate graphics, where the concept of cross-fertilisation takes centre stage”.
Turning back to the dissemination of culture as a core corporate value… what projects can we expect in the near future?
“In 2026, CAMA celebrates its 45th anniversary. Returning to culture, the celebrations will take place in Monza’s long-closed theatre, now renovated and ready to host an evening of opera, reimagined for contemporary audiences.
A selection of famous arias has been curated to create a performance designed to bring opera closer to people, with plans to extend performances beyond traditional theatre spaces. We believe theatre opens minds and offers entirely new perspectives. It is therefore an ideal medium to convey CAMA’s values, which emphasise technology, innovation, and specialisation. The theatre, as a complex and highly specialised environment, also provides insights applicable to our daily work, enriching understanding of skills, project management, and the quality of outcomes. In short, culture, sponsorship initiatives such as those for Palazzo Reale and FAI, and the CamArt division, represent forms of ‘training in beauty’ that we consider central to everyday corporate life”.

Danny
D’Alessandro:
“Pronto alla sfida”


Davide Miserendino
ell’estate del 2025 ha iniziato la sua avventura al timone di NürnbergMesse Italia, filiale di successo del grande gruppo fieristico tedesco. E, sin dalle prime dichiarazioni, ha dimostrato di avere una visione chiara, tante idee e una sana voglia di continuare a imparare. Parliamo di Danny D’Alessandro, 44 anni, un passato nel mondo della moda e piedi ben piantati nei quartieri fieristici.
D’Alessandro, ogni anno alle fiere di Norimberga l’Italia è uno dei paesi maggiormente rappresentati. In che modo opera la vostra filiale per coinvolgere sempre più espositori e visitatori? “È vero, a Norimberga ogni anno la compagine italiana è la più rappresentata, sia per quanto riguarda gli espositori che i visitatori. I dati del 2023 ci parlano di circa 1.100 espositori e quasi 10.000 visitatori. Questi numeri riflettono una realtà nazionale particolarmente votata all’export: nel 2024 l’Italia ha esportato 626 miliardi su circa 2.100 miliardi di PIL, il 32% del totale. Il nostro è il sesto paese per esportazioni a livello mondiale e il primo destinatario delle nostre esportazioni è la Germania. Si può dire, dunque, che i nostri risultati siano legati a due ingredienti vincenti: la necessità di esportare e il ruolo della Germania come primo paese di destinazione delle nostre esportazioni, oltre che importante mercato internazionale. Come si muove in questo contesto la filiale italiana? Ha un ruolo molto importante, che è quello di sensibilizzare la base nazionale, sia per quanto riguarda gli espositori che i visitatori. Facciamo tutto quanto è nelle nostre disponibilità per dare una consulenza commerciale alle aziende. E le aiutiamo a conoscere meglio quelli che sono i prodotti sul mercato”.





Grazie a fiere come, ad esempio, FACHPACK e drinktec e BrauBeviale godete di un punto di vista privilegiato sul mondo dell’imballaggio e dell’imbottigliamento. Guardando al 2025 che si è da poco concluso, quali sono le vostre aspettative per il futuro?
“FACHPACK e drinktec sono fiere di settore importantissime, punti di riferimento fieristici all’interno dei quali bisogna essere presenti per far parte del settore e farsi vedere dal grande popolo dei buyer. All’interno di questo schema fieristico segnalo la presenza di tre trend ineludibili. Partiamo da FACHPACK: certamente il primo è quello della sostenibilità a 360 gradi, che comporta sia l’utilizzo di materiali riciclati che un’attenzione specifica a quelle che sono le normative europee sugli imballaggi. Il secondo trend è la digitalizzazione e, nello specifico, le etichette intelligenti, molto presenti nel 2025 e collegate al tema dell’IOT, l’Internet of Things. Ultimo trend, per quanto riguarda FACHPACK, è la personalizzazione: nel 2025 abbiamo visto crescere la capacità da parte delle aziende di rispondere anche a piccole o micro forniture. Una tendenza in forte crescita. Venendo a drinktec, anche qui individuo tre punti fondamentali. Il primo ha a che fare con i temi legati alla circolarità. Penso a tutto ciò che concerne l’utilizzo e il reimpiego dell’acqua e la gestione delle perdite idriche. Poi c’è l’utilizzo dei dati, ‘data to value’. Significa utilizzare i dati per creare valore. Terzo aspetto altrettanto importante - forse il più interessante - è quello che ha a che fare con la modifica delle abitudini d’acquisto dei consumatori, e che ha visto una parte molto importante della fiera dedicata al consumo non alcolico. Si dice che la narrazione nel vino, molto efficace negli anni 2000, oggi non risponda più alle esigenze dei 20/30enni. È un tema di forte interesse, che avremo la possibilità di esplorare anche quest’anno a BrauBeviale, che all’interno di un ambiente tecnico, concerto e orientato al bu-
siness offrirà una piattaforma privilegiata per osservare i trend del mondo beverage con un focus sull’Europa. Sempre più birrifici ampliano il proprio portafoglio, introducendo soft drink, RTD, bevande funzionali o low/no alcohol e quindi necessitano di nuove tecnologie. Questo cambiamento influenza direttamente anche la direzione di BrauBeviale 2026, pensata come piattaforma trasversale per tutto il beverage”.
Il mondo delle fiere è soggetto a un grandissimo cambiamento. Mi dica tre caratteristiche che deve avere una fiera moderna. “Gli studi sul tema e le ricerche di mercato ci consegnano un dato ineludibile: i buyer frequentano le manifestazioni fieristiche ‘buyerdriven’ per tre motivi. Primo, per visitare i propri fornitori; secondo, per conoscere i trend di mercato; terzo, per fare scouting. Conseguentemente, è su questa base che va impostata una manifestazione moderna. Le fiere sono la più importante leva strategica di politica industriale, soprattutto in paesi come l’Italia e la Germania. Mettono in contatto persone - e quindi espositori - con i buyer, ma soprattutto creano un network. In che modo, dunque, una fiera può definirsi moderna?
Anche in questo caso, tre trend. Il primo, evidentemente, è la digitalizzazione. Qualche anno fa, durante il Covid, si pensava che il tema della digitalizzazione avrebbe potuto in qualche modo sostituire la presenza fisica. Non è vero, non è successo e non succederà. Abbiamo visto, però, quanto può essere importante un sistema di ‘matchmaking’ creato prima o dopo la fiera. E quanto può rivelarsi utile uno strumento digitale che aiuti i buyer a orientarsi all’interno delle manifestazioni fieristiche. Secondo trend: l’attenzione alla sostenibilità, dagli imballaggi agli allestimenti. Il terzo aspetto è la personalizzazione dell’esperienza del buyer in fiera: i contenuti della manifestazione, gestiti attraverso un sistema digitale, possono essere conosciuti ed esplorati in anticipo”.
La sua avventura alla guida di NürnbergMesse Italia è iniziata il primo di luglio del 2025. Quali sono i principali progetti che vuole mettere in campo?
“Sono ancora in una fase di studio e di apprendimento, perché ritengo che prima di apportare modifiche alle strutture sia importante conoscerle davvero. Questa è una società solida e ha l’ambizione di continuare a crescere, svolgendo due ruoli principali. Il primo è quello di soggetto che agisce sul mercato italiano per diffondere le caratteristiche delle manifestazioni di Norimberga e quindi, in buona sostanza, portare espositori e visitatori alle fiere a servizio del sistema italiano. Il secondo è quello di vero e proprio organizzatore fieristico. Accanto al nostro ruolo classico per le manifestazioni della fiera di Norimberga, infatti, agiamo anche noi come autonomi organizzatori

fieristici con la manifestazione Focus on PCB. E ci sono altri progetti in cantiere. Questo è un aspetto importante, perché vogliamo connotarci sempre più come una piattaforma a servizio delle aziende, sia per portare espositori e visitatori a Norimberga, sia per garantire un servizio sul territorio italiano con prodotti fieristici di nostra proprietà”.
Ci aiuti a conoscerla meglio: quali esperienze ha fatto fino a oggi e qual è stato il percorso che l’ha portata a NürnbergMesse Italia?
“Dopo un percorso classico nel mondo del diritto e la laurea in giurisprudenza, ho iniziato la mia carriera in una importante azienda di moda del territorio fiorentino, dedita principalmente alla produzione e al commercio di borse. All’interno dell’azienda ho inizialmente assunto il ruolo di consulente legale, poi sono diventato General Counsel. Questa esperienza è stata molto importante per comprendere come funziona un’azienda e come funziona il commercio con l’Italia e con l’estero. Successivamente sono passato al ruolo di direttore generale di Assopellettieri, associazione nazionale di categoria che possiede la più importante manifestazione al mondo dedicata alle borse e agli accessori moda, il Mipel. È stata una grandissima esperienza formativa: ho ricoperto questo incarico per oltre 9 anni e, oltre ad aver acquisito competenze specifiche nel mondo fieristico, ho iniziato a creare un network. Quell’esperienza mi permette, oggi, di affrontare l’avventura al timone di NürnbergMesse Italia con entusiasmo, strumenti e conoscenze necessarie e sufficienti per poter affrontare le sfide del momento”.
NürnbergMesse Italia’s new Managing Director, Danny D’Alessandro: “Ready for the challenge”
Davide Miserendino
In the summer of 2025, he embarked on his new role at the helm of NürnbergMesse Italia, the successful Italian subsidiary of the major German exhibition group. From his very first statements, he made it clear that he brings a well-defined vision, a wealth of ideas, and a healthy determination to keep learning. We are talking about Danny D’Alessandro, 44, with a background in the fashion industry and firmly rooted in the world of trade fairs.
D’Alessandro, Italy is one of the most strongly represented countries at the Nuremberg trade fairs each year. How does your subsidiary work to engage an ever-growing number of exhibitors and visitors?
“It is true. In Nuremberg, the Italian contingent is consistently the largest represented group, both in terms of exhibitors and visitors. The 2023 figures show around 1,100 exhibitors and nearly 10,000 visitors. These numbers reflect a national economy that is particularly export-oriented: in 2024, Italy exported goods worth €626 billion out of a GDP of approximately €2.1 trillion, 32% of the total. Italy ranks sixth worldwide for exports, and Germany is the leading destination for our goods. It can therefore be said that our results are driven by two winning factors: the need to export and Germany’s role as our primary export market, as well as a key international marketplace. How does the Italian subsidiary position itself in this context? It plays a crucial role in raising awareness across the domestic market, both among exhibitors and visitors. We do everything within our remit to provide companies with commercial guidance and support, helping them gain a clearer
understanding of the products available on the market”.
Thanks to trade fairs such as FACHPACK, drinktec and BrauBeviale, you enjoy a privileged vantage point over the packaging and bottling industries. Looking back at 2025, which has just drawn to a close, what are your expectations for the future?
“FACHPACK and drinktec are leading industry exhibitions – key meeting points where companies need to be present in order to be part of the sector and visible to the vast community of buyers. Within this exhibition landscape, I would highlight three unavoidable trends. Starting with FACHPACK: the first is undoubtedly sustainability in its broadest sense, encompassing both the use of recycled materials and a close focus on European packaging regulations. The second trend is digitalisation and, more specifically, smart labelling, which took centre stage in 2025 and is closely linked to the Internet of Things (IoT). The third key trend at FACHPACK is personalisation: in 2025 we saw companies significantly increase their ability to respond to small and even micro production runs – a rapidly growing development. Turning to drinktec, here too I would identify three core themes. The first relates to circularity – from water usage and reuse to the management of water losses. The second is ‘data to value’: leveraging data to generate tangible value. The third, and perhaps most compelling, concerns changing consumer purchasing habits. A significant part of the exhibition was dedicated to the non-alcoholic segment. It is often said that the narrative around wine, which proved highly effective in the 2000s, no longer resonates with

today’s 20- to 30-year-olds. This is a topic of considerable interest, which we will also have the opportunity to explore this year at BrauBeviale.
Within a highly technical, practical, and business-oriented environment, the exhibition will provide a privileged platform for observing trends in the beverage world, with a particular focus on Europe. An increasing number of breweries are expanding their portfolios to include soft drinks, RTDs, functional beverages, and low- or no-alcohol products, and consequently require new technologies. This shift is directly influencing the direction of BrauBeviale 2026, conceived as a cross-sector platform for the entire beverage industry”.
The world of trade fairs is undergoing profound change. Could you identify three characteristics that a modern trade fair must have?
“Studies on the subject and market research deliver an inescapable fact: buyers attend ‘buyer-driven’ exhibitions for three main reasons. First, to visit their suppliers; second, to learn about market trends; and third,
to conduct scouting. Consequently, a modern exhibition must be designed around these purposes. Trade fairs are the most important strategic lever of industrial policy, particularly in countries such as Italy and Germany. They connect people – and thus exhibitors – with buyers, but above all they create a network. So, what makes a fair truly modern? Again, there are three key trends. The first is digitalisation. A few years ago, during Covid, it was thought that digital solutions might somehow replace physical attendance. This did not happen – and will not happen. However, we have seen just how important a well-designed matchmaking system can be, both before and after the fair. Equally useful is a digital tool that helps buyers navigate the exhibition effectively. The second trend is sustainability, encompassing everything from packaging to exhibition stands. The third aspect is the personalisation of the buyer experience: exhibition content, managed through a digital platform, can be explored and understood in advance”.
Your tenure at the helm of NürnbergMesse Italia began on 1 July 2025. What are the main projects you plan to pursue?
“I am still in a phase of study and learning, because I believe that before making any changes to the structures, it is essential to understand them thoroughly. This is a solid company with the ambition to continue growing, performing two main roles. The first is acting within the Italian market to promote the features of the Nuremberg trade fairs and, in essence, to attract exhibitors and visitors to these fairs in support of the Italian system. The second is that of a full-fledged trade fair organiser. In addition to our traditional role in Nuremberg’s exhibitions, we also operate independently as organisers of our own events, such as the Focus on PCB exhibition. There are other projects in the pipeline as well. This is an important aspect, as we increasingly aim to position ourselves as a platform serving companies –both to bring exhibitors and visitors to Nuremberg and to provide services within Italy through trade fairs that we organise ourselves.
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Can you help us get to know you better: what experiences have you had so far, and what path brought you to NürnbergMesse Italia?
“After following a traditional path in law and earning a degree in jurisprudence, I began my career at a major fashion company in the Florence area, primarily focused on the production and trade of handbags. Within the company, I initially took on the role of legal advisor, and later became General Counsel. This experience was invaluable for understanding how a company operates and how trade works within Italy and internationally. I then moved on to become the General Manager of Assopellettieri, the national trade association that organises the world’s most important exhibition for handbags and fashion accessories, Mipel. It was an incredibly formative experience: I held this position for over nine years and, in addition to gaining specialised knowledge of the trade fair sector, I began to build a professional network. That experience allows me today to approach my role at the helm of NürnbergMesse Italia with enthusiasm, equipped with the tools and knowledge necessary to meet the challenges of the moment”.



Al Senato un incontro ad alto livello per discutere sull’impatto del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi. Imprese e associazioni chiedono un confronto continuo per gestire il cambiamento
Generoso Verrusio
Afine gennaio l’Italia dell’imballaggio si è presentata compatta nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica per affrontare una delle transizioni più delicate degli ultimi anni: l’attuazione del nuovo regolamento europeo PPWR.
L’incontro, promosso dal senatore Gianluca Cantalamessa e organizzato da Giflex - Gruppo Imballaggi Flessibili, ha riunito associazioni datoriali e rappresentanti delle principali realtà industriali della filiera, con l’obiettivo di condividere dati, criticità e prospettive.
Numeri importanti
Il packaging italiano è una realtà solida e strategica che vale 51,3 miliardi di euro tra produttori di imballaggi e costruttori di tecnologie per il confezionamento, la stampa e il converting.
La produzione nazionale rappresenta il 3,3% del fatturato manifatturiero e l’1,7% del Pil. Nel 2024 ha raggiunto 17,26 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 37,96 miliardi di euro.
Le previsioni indicano una crescita stabile: +1% nel 2025 e un tasso medio annuo dell’1,2% fino al 2028. Numeri che confermano la vitalità del settore, ma che si confrontano con un quadro regolatorio in profonda trasformazione.
All’interno della galassia del packaging una parte importante la recita senza dubbio l’imballaggio flessibile. In Europa il settore ha raggiunto nel 2024 un fatturato di 18,8 miliardi di euro, con previsioni che stimano entro il 2029 un consumo mondiale di 1.816 miliardi di unità (+8,8% rispetto al 2024) e una crescita europea di 270,9 miliardi di unità (+6,4%). In Italia il flexible impiega circa 12mila addetti, produce 400mila tonnellate e genera oltre 4,3 miliardi di euro di fatturato.



Obiettivi ambiziosi
Ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio entro il 2040, aumentare la riciclabilità, definire nuovi target di riuso e ridurre l’immesso al consumo: sono obiettivi sfidanti quelli che pone la nuova normativa europea. Nondimeno, si tratta di un passaggio che richiede tempi adeguati e un dialogo costante tra imprese e istituzioni.
“Servono strumenti applicabili per chi produce,
per chi utilizza, per chi recupera e per chi ricicla gli imballaggi”, ha sottolineato Alberto Palaveri, presidente di Giflex e vicepresidente Assografici con delega al Packaging. “Le imprese non possono lavorare nell’incertezza”.
Palaveri ha poi richiamato l’urgenza di un approccio pragmatico, orientato alla fattibilità industriale. “Abbiamo bisogno di criteri di sostenibilità chiari e di strumenti in grado di compensare i

costi del passaggio verso imballaggi sempre più innovativi e sostenibili, così da proteggere la competitività della nostra filiera e farla diventare un esempio virtuoso di efficienza”. Gianluca Cantalamessa, nel suo intervento, ha ricordato la necessità di difendere la competitività del Made in Italy: “L’Europa deve riconoscere e valorizzare chi è avanti, non penalizzarlo con burocrazia e norme rigide uguali per tutti. La sfida della riduzione dei rifiuti si vince insieme, con un approccio di filiera e una flessibilità normativa”. Il confronto, come detto, ha visto la partecipazio-

ne di rappresentanti delle principali realtà associative del settore. Alessandra Fazio, presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio, ha sottolineato che il comparto rappresenta “uno dei pilastri dell’industria manifatturiera italiana, chiamato oggi a rispondere a sfide epocali come la transizione ecologica e l’innovazione dei materiali”. Erik Ciravegna, ricercatore presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, nonché membro dell’Advanced Design Unit (ADU) e coordinatore dell’Osservatorio Innovazione Packaging, ha rimarcato come l’imballaggio sia
ormai “una piattaforma strategica per l’innovazione sostenibile di filiera, capace di integrare design, dati e tecnologie digitali”.
Andrea D’Amato, presidente della Federazione Carta e Grafica, argomentando il primato italiano nell’economia circolare ha ammonito: “Possiamo vincere le sfide ambientali europee come il PPWR solo coniugando investimenti tecnologici a una agenda strategica che miri alla salvaguardia della nostra competitività”.
Vittorio Cino (Centromarca), Riccardo Cavanna (Ucima) ed Enrico Barboglio (Acimga), infine, hanno evidenziato il bisogno di “regole chiare e tempi di adeguamento credibili, perché il packaging non è un problema da ridurre, ma una funzione da valorizzare”.

At Marca, Conai took stock of the tools available to companies and the outlook for the sector
L’incontro, in buona sostanza, ha restituito l’immagine di un settore compatto, consapevole della propria forza industriale e della necessità di un confronto serrato con le istituzioni regolatorie. Per affrontare una transizione che non è solo tecnica ma anche culturale, la filiera sa di dover procedere con coesione e “spirito di collaborazione”.
Senatore
At the end of January, Italy’s packaging sector presented a united front in the hall of the Institute of Santa Maria in Aquiro at the Senate of the Italian Republic, to address one of the most delicate transitions of
recent years: the implementation of the new European PPWR Regulation (PPWR).
The meeting, promoted by Senator Gianluca Cantalamessa and organised by Giflex – Gruppo Imballaggi Flessibili, brought
together employers’ associations and representatives of the leading industrial players across the value chain, with the aim of sharing data, identifying critical issues and outlining future perspectives.
Key figures Italian packaging is a solid and strategic industry, worth €51.3 billion, including packaging manufacturers and suppliers of technologies for packaging, printing and converting.
National output accounts for 3.3% of manufacturing turnover and 1.7% of GDP. In 2024, production reached 17.26 million tonnes, up 1.1% on the previous year, with a total value of €37.96 billion.
Forecasts point to steady growth: +1% in 2025 and an average annual growth rate of 1.2% through to 2028. These figures confirm the vitality of the sector, which is nevertheless operating within a regulatory framework undergoing profound transformation.
Within the broader packaging ecosystem, flexible packaging undoubtedly plays a key role. In Europe, the sector generated revenues of €18.8 billion in 2024, with forecasts estimating global consumption of 1,816 billion units by 2029 (+8.8% compared to 2024) and European growth of 270.9 billion units (+6.4%). In Italy, the flexible packaging sector employs around 12,000 people, produces 400,000 tonnes and generates more than €4.3 billion in turnover.
Cutting packaging waste by 15% by 2040, increasing recyclability, setting new reuse targets and reducing the volume of packaging placed on the market: these are the demanding objectives set out by the new European regulation. Yet this transition requires adequate timelines and continuous dialogue between businesses and institutions.
“Practical, workable tools are needed for those who produce packaging, those who use it, those who recover it and those who recycle it”, stressed Alberto Palaveri, President of Giflex and Vice President of Assografici with responsibility for the Packaging sector. “Businesses cannot operate under uncertainty”.
Palaveri also highlighted the urgency of a pragmatic approach focused on industrial feasibility.
“We need clear sustainability criteria and instruments capable of offsetting the costs of the transition towards increasingly innovative and sustainable packaging, in order to safeguard the competitiveness of our value chain and turn it into a model of efficiency”.
In his address, Gianluca Cantalamessa recalled the need to
safeguard the competitiveness of Made in Italy: “Europe must recognise and reward those who are ahead, rather than penalising them with bureaucracy and rigid, one-size-fits-all regulations. The challenge of waste reduction can only be met collectively, through a value chain approach and regulatory flexibility”.
As noted, the discussion involved representatives from the sector’s leading trade associations.
Alessandra Fazio, President of the Italian Institute of Packaging, emphasised that the industry is “one of the pillars of Italian manufacturing, now called upon to meet epoch‑making challenges such as the ecological transition and materials innovation”.
Erik Ciravegna, researcher at the Department of Architecture of the University of Bologna, member of the Advanced Design Unit (ADU) and coordinator of the Observatory for Innovative Packaging, pointed out that packaging has now become “a strategic platform for sustainable value‑chain innovation, capable of integrating design, data, and digital technologies”.

Andrea D’Amato, President of the Federation of the Industry Associations for Paper, Printing, Converting and related Technologies, referring to Italy’s leadership in the circular economy, warned: “We can only meet Europe’s environmental challenges, such as the PPWR, by combining technological investment with a strategic agenda aimed at safeguarding our competitiveness”.
Finally, Vittorio Cino (Centromarca), Riccardo Cavanna (Ucima), and Enrico Barboglio (Acimga) highlighted the need for “clear rules and credible transition timelines, because packaging is not a problem to be reduced, but a function to be enhanced”.
Overall, the meeting conveyed the image of a united sector, fully aware of its industrial strength and of the need for close dialogue with regulatory authorities. To navigate a transition that is not only technical but also cultural, the value chain recognises that it must move forward with cohesion and a collaborative spirit.


Il voto del Parlamento europeo per richiedere un parere alla Corte di Giustizia sull’accordo di partenariato con il Mercosur ha introdotto un brusco quanto inaspettato rallentamento in un dossier che sembrava ormai vicino al traguardo. La mozione promossa da una parte dell’emiciclo di Bruxelles, infatti, ha spostato l’asse della discussione dal piano commerciale a quello giuridico, creando un clima di incertezza tutt’altro che neutro per il packaging tricolore.
Mentre in Ue si attende il via libera definitivo al trattato, i dati di mercato confermano il ruolo strategico dell’area per i costruttori italiani di macchine per il packaging. L’incertezza politica favorisce i competitor asiatici
Per il settore delle macchine e delle tecnologie per il packaging, questo “stand-by” arriva in un momento di particolare vivacità dei mercati sudamericani, dove la domanda di soluzioni avanzate continua a correre veloce. Per avere contezza dell’occasione economica che il settore del packaging rischia di non cavalcare, qualora non si arrivi a una rapida ratifica del trattato, abbiamo chiesto a Mecs un’analisi esclusiva, un approfondimento che si inserisce nel solco della collaborazione strutturata che da un anno lega noi di ItaliaImballaggio al centro studi di Ucima.
Un mercato da 1,5 miliardi di euro
I numeri del 2024 - che rappresentano l’ultimo set completo, validato e metodologicamente di senso per un’analisi affidabile e non distorta dell’area Mercosur - delineano un quadro di grandi opportunità: il mercato del packaging qui (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Colombia, Cile, Perù, Ecuador, Guyana e Suriname) ha raggiunto un valore complessivo di circa 1,48 miliardi di euro.
Il Brasile si conferma il perno indiscusso della regione con un mercato interno che supera i 716 milioni di euro, seguito dall’Argentina con circa 179 milioni. Ciò che rende l’area strategicamente imprescindibile per i costruttori italiani sono le prospettive di crescita nel medio periodo. Le proiezioni per il quinquennio 20252029 indicano un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 6,4% per l’Argentina e del 3,6% per il Brasile, con il Perù che si attesta su un solido 5,3%.
Food e beverage i motori della domanda
Le aziende dei comparti alimentare e delle bevande, insieme, rappresentano oltre il 60% del mercato totale dell’area. Il food, da solo, assorbe il 34,2% delle forniture, con picchi di investimento concentrati in Brasile e Argentina, mentre il beverage segue con una quota del 27,9%. Al di fuori dei giganti dell’alimentare, segmenti come il farmaceutico (13,7%) e il chimico (5,6%) mostrano una vitalità crescente, richiedendo soluzioni di confezionamento sempre più specializzate e conformi a normative stringenti.
Filling e FFS le tecnologie in primo pano
Dal punto di vista delle tipologie di macchinari, la preferenza si orienta con decisione verso le soluzioni per il riempimento (Filling) e i sistemi Form-Fill-Seal (FFS) che coprono oltre il 40% delle quote di mercato. Le macchine per il riempimento guidano la classifica con il 21,2% delle installazioni, tallonate dalle FFS al 20,9%. Si
UN PERCORSO A OSTACOLI
I contatti tra Ue e Mercosur cominciano nel 1999 ma in circa 25 anni ci si blocca sulle più disparate questioni agricole e ambientali. Lo scorso 17 gennaio, l’Ue firma l’accordo con i quattro Paesi fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay), ma pochi giorni dopo, il 21 gennaio, l’Eurocamera chiede di trasmettere il testo alla Corte di Giustizia Ue per un parere sulla sua compatibilità del trattato con il diritto europeo.
Ue e Mercosur insieme rappresentano la più grande area di libero scambio al mondo, un mercato potenziale di oltre 700 milioni di consumatori. Nel 2024 l’Ue era il secondo partner commerciale del Mercosur: gli scambi di beni rappresentavano quasi il 17% del totale dell’area. Nello stesso anno il valore dell’interscambio ha superato i 111 miliardi di euro, con 55,2 miliardi di esportazioni europee e 56 miliardi di importazioni, pari a una crescita degli scambi di oltre il 36% rispetto al 2014.
A LONG AND WINDING ROAD
Contacts between the EU and Mercosur began in 1999, yet over the past 25 years negotiations have repeatedly stalled over a wide range of agricultural and environmental issues. On 17 January, the EU signed the agreement with the four founding Mercosur countries (Argentina, Brazil, Paraguay and Uruguay). However, just a few days later, on 21 January, the European Parliament requested that the text be referred to the Court of Justice of the European Union for an opinion on the agreement’s compatibility with EU law. Taken together, the EU and Mercosur would form the largest free trade area in the world, a potential market of more than 700 million consumers. In 2024, the EU was Mercosur’s second-largest trading partner, with trade in goods accounting for almost 17% of the bloc’s total. In the same year, the value of bilateral trade exceeded €111 billion, comprising €55.2 billion in EU exports and €56 billion in imports, an increase in trade flows of more than 36% compared with 2014.
Quote di settore / Sector shares
registra inoltre un interesse crescente per le fasi di fine linea, con il cartoning (11,8%) e la pallettizzazione (11,5%) in ascesa.
Il primato italiano e la sfida a est
In questo scenario di forte dinamismo, la leadership dell’Italia è netta. Nel 2024, ci dice sempre Mecs, l’Italia si è confermata il primo esportatore di macchine per il packaging verso i Paesi Mercosur, con un valore di oltre 338 milioni di euro e una crescita del 12,2% rispetto al 2023. La distanza con i principali competitor europei è marcata: la Germania, secondo esportatore, si attesta a 209 milioni di euro con una crescita stazionaria dello 0,9%, mentre la Spagna segue a grande distanza con 75 milioni.
Tuttavia, il vero segnale di allerta arriva da est. La Cina occupa ormai il terzo gradino del podio con 142 milioni di euro, ma con un incremento delle esportazioni del 21,2% in un solo anno. È la dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che in assenza di un quadro normativo certo come quello garantito da un accordo di libero scambio, la concorrenza asiatica è pronta a colmare gli spazi lasciati liberi dalle incertezze del Vecchio Continente.
While the EU awaits the final green light for the agreement, market data confirm the strategic role of the region for Italian packaging machinery manufacturers. Political uncertainty favours Asian competitors
The European Parliament’s vote to request an opinion from the Court of Justice on the EU-Mercosur Partnership Agreement has introduced a sudden and unexpected slowdown to a dossier that appeared to be approaching the finish line. The motion put forward by part of the Brussels Hemicycle has effectively shifted the focus of the debate from the commercial to the legal sphere, creating a climate of uncertainty that is far from neutral for Italy’s packaging industry.
For the packaging machinery and technology sector, this “stand-by” comes at a time of particular dynamism in South American markets, where demand for advanced solutions continues to grow at pace. Argentina, Brazil, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Colombia, Chile, Peru, Ecuador, Guyana and Suriname are all part of this landscape.
To fully grasp the economic opportunity that the packaging sector risks missing should the agreement not be swiftly ratified, we commissioned an exclusive
analysis from MECS. This in-depth study forms part of the structured collaboration that has, for the past year, linked ItaliaImballaggio with the Ucima Research Centre.
The 2024 figures - representing the latest complete, validated dataset and a methodologically sound basis for a reliable, unbiased analysis of the Mercosur areaoutline a landscape of significant opportunity. The packaging market across the region (Argentina, Brazil, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Colombia, Chile, Peru, Ecuador, Guyana and Suriname) has reached an overall value of approximately €1.48 billion.
Brazil confirms its position as the undisputed hub of the region, with a domestic market exceeding €716 million, followed by Argentina at around €179 million. What makes the area strategically indispensable for Italian packaging machinery manufacturers, however, are its medium-term growth prospects. Projections for the five-year period 2025-2029
point to a compound annual growth rate (CAGR) of 6.4% for Argentina and 3.6% for Brazil, with Peru posting a robust 5.3%.
Companies operating in the food and beverage industries together account for more than 60% of the region’s total market. The food sector alone absorbs 34.2% of supplies, with investment peaks concentrated in Brazil and Argentina, while beverages follow with a 27.9% share. Beyond the food & beverage giants, segments such as pharmaceuticals (13.7%) and chemicals (5.6%) are demonstrating increasing dynamism, calling for increasingly specialised packaging solutions capable of meeting stringent regulatory requirements.
Filling and FFS Technologies in the Lead
In terms of machinery types, demand is clearly oriented towards filling solutions and Form-Fill-Seal (FFS) systems, which together account for more than 40% of
market share. Filling machines top the ranking with 21.2% of installations, closely followed by FFS systems at 20.9%. There is also growing interest in end-of-line phases, with cartoning (11.8%) and palletising (11.5%) on an upward trajectory.
Italian leadership and the Eastern challenge
Against this backdrop of strong momentum, Italy’s leadership is unequivocal. In 2024, MECS data confirm that Italy once again ranked as the leading exporter of packaging machinery to Mercosur countries, with a value exceeding €338 million and growth of 12.2% compared with 2023. The gap with its main European competitors is significant: Germany, the secondlargest exporter, stands at €209 million, with marginal growth of 0.9%, while Spain trails at a considerable distance with €75 million.
However, the real warning signal comes from the East. China now occupies the third step of the podium, with exports totalling €142 million and a year-on-year increase of 21.2%.
This is clear evidence - if further proof were needed - that in the absence of a stable regulatory framework such as that ensured by a free trade agreement, Asian competition is ready to fill the space left by the uncertainties of the Old Continent.
Osservatorio quadrimestrale aggiornato a dicembre 2025. Andamento delle principali aree dell’industria manifatturiera e conseguente evoluzione del comparto imballaggi a cura dell’Istituto Italiano Imballaggio
Barbara Iascone
Il 2025 è stato un anno di lenta ma progressiva ripresa per l’economia italiana. Il Pil, in crescita dello 0,5%, riflette una fase di stabilizzazione, in cui i consumi delle famiglie e gli investimenti rappresentano i principali motori della crescita.
Il mercato del lavoro mostra una resilienza superiore rispetto al Pil, con un incremento dell’occupazione stimato all’1,1% e una disoccupazione che si attesta intorno al 6%. I salari evidenziano segnali di recupero, mentre l’inflazione si mantiene su livelli moderati (+1,7%), favorita dalla riduzione dei costi energetici. La produzione industriale, pur rimanendo stabile, registra un rimbalzo positivo a fine anno. Secondo le analisi di Prometeia (ottobre 2025), il settore manifatturiero italiano chiuderà l’anno con una contrazione dell’1% in termini di fatturato a prezzi costanti. Tuttavia, il calo risulta meno marcato rispetto al biennio precedente, segnalando una possibile inversione di tendenza.
Commercio estero e dinamiche import-export
Le esportazioni italiane risentono delle tensioni geopolitiche e della debolezza della domanda europea, principale mercato di sbocco. Dopo un primo semestre dinamico (+2,6% gennaioluglio, favorito da anticipi di vendite verso gli USA per timore di dazi), dalla seconda metà dell’anno si osserva una brusca frenata, con una chiusura d’anno che si attesta su un +0,9%. Parallelamente, le importazioni aumentano, soprattutto dai partner europei, contribuendo a un saldo commerciale meno favorevole.
Impatti sulla filiera dell’imballaggio
La filiera del packaging è fortemente interconnessa con l’andamento dei principali settori manifatturieri, in particolare alimentare, bevande, largo consumo, farmaceutico e co-

smetico. Nel 2025, il settore cosmetico si distingue per una crescita robusta (+5%), trainata dalle esportazioni (+7%) e da una domanda interna in espansione (+3,3%). Il farmaceutico mostra una crescita del fatturato (+4%) a fronte di una lieve contrazione dei volumi (-0,5%), mentre alimenti e bevande registrano un incremento più contenuto (+1,8%). I prodotti e materiali da costruzione crescono marginalmente (+0,5%), mentre si evidenziano tendenze negative per largo consumo (-1,5%), intermediari chimici e metallurgico (-2%), sistema moda (-3,5%) ed elettrodomestici.
Nel biennio 2026-27 l’industria manifatturiera italiana tornerà a crescere ma a ritmi moderati, +1% medio annuo a prezzi costanti, all’interno di un contesto mondiale che resta denso di fattori di incertezza, determi-
nante sarà̀ il miglioramento della domanda europea che andrà a compensare la debolezza degli scambi a livello extraeuropeo portando a un miglioramento del saldo commerciale del manifatturiero italiano.
Le performance produttive Dopo l’andamento diversificato evidenziato nel 2024 (+1,1% per i volumi e -1,5% per il fatturato) le prime ipotesi relative al preconsuntivo 2025 ci mostrano una tendenza lineare fra le due misure. I dati relativi all’anno appena concluso sono stati elaborati analizzando le tendenze ed i dati relativi ai primi 10 mesi elaborati da ISTAT, correlandoli con il consuntivo del 2024.
Four-monthly observatory updated to December 2025. Trends in the main areas of the manufacturing industry and the resulting evolution of the packaging sector, curated by the Italian Packaging Institute
Barbara Iascone
The year 2025 marked a slow but steady recovery for the Italian economy. GDP grew by 0.5%, reflecting a phase of stabilisation in which household consumption and investments served as the main drivers of growth.
The labour market showed greater resilience than GDP, with employment estimated to increase by 1.1% and unemployment stabilising around 6%.
Wages displayed signs of recovery, while inflation remained moderate (+1.7%), supported by lower energy costs. Industrial production, although stable overall, recorded a positive rebound at the end of the year.
According to Prometeia’s analyses (October 2025), the Italian manufacturing sector will close the year with a 1% contraction in turnover at constant prices. However, the decline is less pronounced than in the previous two years, suggesting a possible trend reversal.
Foreign trade and import-export dynamics
Italian exports were affected by geopolitical tensions and weak European demand, the country’s main outlet market. After a dynamic first half (+2.6% from January to July, supported by early shipments to the
Nel 2025, la produzione italiana di imballaggi vuoti è prevista superare le 17.700 migliaia di tonnellate, con una crescita del 2,5% rispetto al 2024. Il fatturato del comparto dovrebbe recuperare le perdite dell’anno precedente, attestandosi oltre i 38 miliardi di euro (+1%). Rimane importante la crescita delle importazioni, la domanda interna non sarà sostenuta solo dalla produzione italiana ma soprattutto dal +19% delle importazioni, continua incessantemente la crescita del saldo commerciale negativo per il commercio estero. Anche le esportazioni risultano crescere ma ad un ritmo decisamente più contenuto, +3,6%.
prices. In a global context still marked by uncertainty, the improvement in European demand will be crucial, helping offset the weakness of extra-European trade and supporting a recovery in Italy’s manufacturing trade balance.
Production performance
US due to tariff concerns), the second half of the year saw a sharp slowdown, ending with a modest +0.9%. At the same time, imports increased, especially from European partners, contributing to a less favourable trade balance.
The packaging supply chain is closely linked to the performance of key manufacturing sectors, particularly food, beverages, mass consumption goods, pharmaceuticals, and cosmetics. In 2025, the cosmetics sector stood out with robust growth (+5%), driven by exports (+7%) and expanding domestic demand (+3.3%).
Pharmaceuticals recorded an increase in turnover (+4%) despite a slight decline in volumes (-0.5%), while food and beverages grew more moderately (+1.8%). Construction products and materials saw marginal growth (+0.5%), whereas negative trends emerged for mass consumption goods (-1.5%), chemical intermediates and metallurgy (-2%), fashion (-3.5%), and household appliances.
In 2026-27, Italian manufacturing is expected to return to growth, albeit at a moderate pace, with an average annual increase of 1% at constant
After the divergent trends seen in 2024 (+1.1% in volumes and -1.5% in turnover), the first estimates for the 2025 provisional results indicate a more linear alignment between the two measures. The data for the year just ended were developed by analysing trends and figures from the first ten months provided by ISTAT and correlating them with the 2024 results.
In 2025, Italian production of empty packaging is expected to exceed 17.7 million tonnes, up 2.5% compared to 2024. Sector turnover should recover the losses of the previous year, reaching over 38 billion euros (+1%). Import growth remains significant: domestic demand will be supported not only by Italian production but also, above all, by a 19% increase in imports. The negative trade balance for packaging continues to worsen. Exports are also expected to grow, though at a much slower pace (+3.6%).
Production growth will involve all materials, with the sole exception of plastics, which, according to current data, should remain stable. The main growth drivers will be the end-use sectors, particularly cosmetics and pharmaceuticals, which will continue to support demand for both plastic and glass packaging.
Innovation focused on sustainability will also play a decisive role, with investments in refillable bottles and reusable packaging, generating positive effects on the wood packaging supply chain as well, especially pallets, crates, and reusable containers. Finally, the ecological transition, with increasing attention to sustainable and circular packaging solutions, remains a strategic factor for the competitiveness of the entire supply chain.
These drivers will continue to support growth in 2026–27, which is expected to stabilise at an average annual rate of +2%, a scenario also supported by Prometeia’s forecasts for manufacturing activity. By 2027, packaging production is expected to once again exceed 18 million tonnes.
The year 2025 is shaping up as a period of consolidation for the packaging sector, characterised by moderate yet widespread growth, supported by resilient domestic demand and a recovery in exports. The ability to adapt to the evolving needs of end-use sectors, innovate in materials and processes, and maintain a strong focus on sustainability will be key to strengthening the sector’s competitiveness in the medium term, drivers that will continue to shape the following two-year period.
It is important to highlight that, when analysing packaging production in tonnes, the ongoing policy of reducing the weight of individual packaging items must be taken into account. This trend has already led, and will increasingly lead, to inevitable reductions in total production volumes expressed in tonnes.
Bilancio settore packaging / The packaging sector overview
(1) Ipotesi evolutive dati in via di elaborazione / Evolutionary hypotheses, data under current analysis Fonte/elaborazione dati Imballaggio in cifre ed. 2025 / Source: data processing from “Packaging in figures”, 2025 edition
La crescita produttiva coinvolgerà tutti i materiali, con la sola eccezione della plastica che, secondo i dati attuali, dovrebbe mantenersi stabile. I principali driver di sviluppo saranno rappresentati dai settori utilizzatori, in particolare cosmetico e farmaceutico, che continueranno a sostenere la domanda sia di imballaggi in plastica sia di quelli in vetro.
Un ruolo determinante sarà svolto anche dall’innovazione orientata alla sostenibilità, con investimenti mirati alla produzione di bottiglie a rendere e di imballaggi riutilizzabili, dinamiche che avranno ricadute positive anche sulla filiera del legno, soprattutto per quanto riguarda pallet, casse e cassoni riuti-
lizzabili. Infine, la transizione ecologica, con la crescente attenzione verso soluzioni di packaging sostenibile e circolare, si conferma un fattore strategico per la competitività complessiva della filiera.
Tali driver guideranno la crescita anche nel biennio 2026/27 che dovrebbe assestarsi su un +2% medio annuo, ipotesi sostenuta anche dall’andamento previsto da Prometeia per l’attività manifatturiera. Entro il 2027 la produzione di imballaggi dovrebbe nuovamente superare i 18 milioni di tonnellate.
Il 2025 si prospetta come un anno di consolidamento per la filiera imballaggio, caratterizzato da una crescita moderata ma diffusa, sostenuta da una domanda interna resiliente
e da una ripresa delle esportazioni. La capacità di adattamento alle nuove esigenze dei settori utilizzatori, l’innovazione nei materiali e nei processi, e la crescente attenzione alla sostenibilità saranno fattori chiave per il rafforzamento competitivo del comparto nel medio termine; stessi input andranno a caratterizzare il biennio successivo.
Va evidenziato che nell’analisi delle tonnellate di imballaggio prodotte bisogna considerare, come elemento di assoluta rilevanza, che la politica di alleggerimento dei pesi di ogni singolo imballaggio è andata ed andrà sempre di più a determinare conseguenti ed inevitabili riduzioni nel dato globale di produzione espressa in tonnellate.
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Debutto mondiale per DOMINA e SOLIDA, uno scatto evolutivo in termini di flessibilità, efficienza e sostenibilità

ue nuove comprimitrici, DOMINA e SOLIDA, capaci di adattarsi alla perfezione ai più evoluti ambienti produttivi. Soluzioni innovative, come la brevettata camma Dynamicam, in grado di coprire l’intera gamma di riempimento per una messa a punto rapida e precisa. Ma, soprattutto, una visione, che punta in direzione di una produzione sempre più efficiente e sostenibile, capace di assecondare un mercato in rapida espansione come quello dei farmaci in forma solida orale: le compresse che tanti di noi hanno, ogni giorno, come fidate compagne.
Sono i tratti distintivi delle novità che IMA Active, divisione di IMA Pharma, ha presentato alla fine dello scorso ottobre a un pubblico internazionale. Grandi protagoniste le già citate DOMINA e SOLIDA, due rivoluzionarie comprimitrici che ambiscono, spiega il gruppo, a cambiare il significato della produzione nell’industria farmaceutica.
Una grande storia italiana
L’evento, intitolato NEXTEN, si è tenuto in una location azzeccatissima, e non solo per la sua abbagliante bellezza: il sipario sulle nuove soluzioni IMA Active si è alzato, infatti, a Villa Erba, che proprio alla famosa casa farmaceutica deve il nome. L’edificio che si specchia sul lago di Como ha una storia ‘col pedigree’: nato monastero intorno all’anno mille, nel 1893 passò alla consorte di Luigi Erba, il fratello minore del farmacista e imprenditore Carlo, e successivamente alla nipote Carla. Già così sarebbe una significativa storia italiana, ma è con il figlio di Carla che a Villa Erba si scrissero altre grandi pagine: dopo il 1906 qui mosse i primi passi niente meno che Luchino Visconti, destinato a diventare uno dei più grandi registi cinematografici e teatrali italiani. Il suo amore per i dettagli, celebrato a Villa Erba da un percorso espositivo, ben si sposa con l’attenzione riservata da IMA Active a tutti i momenti della presentazione.

Meno energia, meno scarti, meno emissioni
NEXTEN, si è aperto con la proiezione di un video che ha messo subito l’accento sullo stretto rapporto tra le innovazioni presentate da IMA Active e la natura. Una natura forte, piena di risorse, alla quale si è chiesto tanto e alla quale è tempo di restituire. L’ha sottolineato nel suo intervento il Presidente e Amministratore Delegato di IMA, Alberto Vacchi: “Siamo molto lieti - ha detto - di ospitare numerosi clienti farmaceutici provenienti da tutto il mondo in questa magnifica cornice. Il mondo Pharma rappresenta per il Gruppo IMA un acceleratore straordinario cui stiamo rispondendo con un forte impegno nell’innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Risparmio energetico, riduzione degli scarti, uso di nuovi materiali, riduzione delle emissioni, sono tutti temi al centro della nostra attenzione, dato che essere ‘sostenibili’ oggi è un obbligo non solo morale. Il nostro impegno è quello di rispondere all’esigenza, che condividiamo con voi, di operare a favore di un’economia sostenibile, ricca di risultati e valori etici”.
Etica ed estetica
Parole che riecheggiano in un libro, ‘MATERIA’, che è stato distribuito ai partecipanti all’evento. Firmato dall’artista faentino Isacco Emiliani, è un “viaggio nella sostanza di natura e tecnologia” in cui il processo industriale, per citare l’autore, “diventa un’alchimia”. Nelle pagine, le componenti delle macchine IMA Active dialogano con gli elementi naturali: così la granulazione si sposa con le spiagge bagnate dal mare, il riempimento delle capsule con una notte stellata e il coating dialoga con un campo fiorito. Il tableting, di cui DOMINA e SOLIDA sono regine, richiama invece gli alberi e la loro forza primordiale.

IMA E IMA ACTIVE
IMA è leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, grazie all’alto profilo tecnologico unitamente alla capacità di offrire soluzioni studiate su misura che soddisfano le richieste più sofisticate del mercato.
IMA Active, una divisione di IMA Pharma, offre una gamma completa di macchine per la produzione di prodotti in forma solida orale: impianti per la granulazione, comprimitrici, opercolatrici con un ampio assortimento di sistemi di riempimento e controllo, impianti per il rivestimento di capsule e compresse in bassina perforata e solida, macchine per il controllo del peso di capsule e compresse, sistemi di movimentazione prodotto e di lavaggio.
Rivoluzione tecnologica
Il ruolo delle nuove comprimitrici DOMINA e SOLIDA è stato evidenziato da Massimo Marchesini, Chief Global Business & Operations Officer - Board Member IMA, che le ha definite “un’importante tappa nella rivoluzione tecnologica che stiamo attuando in IMA Pharma. Stiamo già predisponendo, per tutte le nostre comprimitrici, nell’unità IMA Active After Sales servizi digitali e forniture con tempistiche e qualità tecniche insuperabili”. Terminata la presentazione, i rappresentanti delle più importanti aziende del mondo farmaceutico hanno potuto toccare con mano le nuove tecnologie.
Scoprendo DOMINA e SOLIDA
DOMINA è concepita come una piattaforma tecnologica modulare, in cui tutti i blocchi funzionali sono facilmente rimovibili e intercambiabili, e consente di riconfigurare la macchina in modalità plug-and-play. SOLIDA è la scelta ideale per chi cerca versatilità e guarda al futu-
La presentazione delle nuove comprimitrici



ro: grazie agli upgrade funzionali, l’efficienza cresce senza complicazioni. Progettate in ottica Pharma 4.0, le nuove comprimitrici IMA Active sono facilmente adattabili agli ambienti produttivi più moderni, in grado di apprendere e suggerire miglioramenti. La camma Dynamicam copre l’intera gamma di riempimento: questa innovativa soluzione bre-
Le linee di sviluppo e la situazione del mercato con Andrea Semprini Cesari, IMA Active Vice President, Luca Cavazzini, IMA Active Sales & Marketing Director e Fabrizio Consoli, IMA Active R&D Technical Department Manager
DOMINA e SOLIDA sono la punta di diamante dell’attività di IMA Active. Delle loro caratteristiche e, più in generale, della situazione del mercato delle ‘Solid dose solutions’ abbiamo parlato con Andrea Semprini Cesari, IMA Active Vice President, Luca Cavazzini, IMA Active Sales & Marketing Director e Fabrizio Consoli, IMA Active R&D Technical Department Manager.
Quali sono le principali innovazioni che contraddistinguono DOMINA e SOLIDA?
CONSOLI: “Parto dalla camma dinamicaDynamicam - che consente la regolazione automatica del caricamento del prodotto in matrice: l’attività viene gestita direttamente dall’interfaccia operatore, non c'è più bisogno di intervenire in modo manuale o meccanico sulla macchina. La camma dinamica elimina, dunque, il cambio formato dalla camera di caricamento
vettata, abbinata alla motorizzazione indipendente delle stelle di alimentazione, è la soluzione migliore per la messa a punto precisa del prodotto.
Il design intelligente porta anche a una migliore esperienza per l’utilizzatore. L’area di processo è completamente accessibile una volta aperte le porte esterne, mentre l’accesso al basamento della macchina è necessario solo per la manutenzione. Grazie a un braccio rotante inserito nelle macchine, il cambio della torretta avviene in pochi minuti. DOMINA è dotata di fasi servoassistite che riducono al minimo l’intervento dell’operatore, mentre SOLIDA assiste l’operatore attraverso comode procedure completamente guidate tramite l’HMI. Gli errori operativi vengono praticamente eliminati.
Basate sul collaudato concetto PREXIMA, le nuove comprimitrici IMA Active sono progettate con una struttura estremamente robusta, consentendo forze di precompressione e di compressione principale fino a 100 kN. Le strutture in ghisa superiori e inferiori sono collegate rigidamente, garantendo la massima affidabilità anche ad alte velocità di produzione.
ed è a tutti gli effetti una camma universale per qualsiasi tipo di prodotto. Ha un range di regolazione che va da 0 a 22 millimetri di profondità e che garantisce un ampio spettro di usabilità. È un brevetto IMA, così come Preforma, una camma di compattazione che permette di aumentare la qualità delle compresse e riduce i fenomeni di capping e di laminazione, tipici di alcuni prodotti. Sul fronte dell’automazione abbiamo, invece, interfacce intuitive, controlli adattivi, sampling automatico e integrazioni con sistemi T&T (Track & Trace) per un controllo puntuale e tracciabile della posizione. Aggiungo che le macchine, essendo state progettate per essere flessibili, si adattano a diverse condizioni operative: produzioni monolayer, bilayer, ma anche contesti batch, semibatch o continui”.
La modularità diventa sempre più un elemento chiave.
CAVAZZINI: “È così. Lavorando su tanti mercati, abbiamo tra i nostri partner multinazionali e clienti di taglio più locale: la modularità ci consente di avere macchine adatte a entrambe le tipologie. Senza contare che questa caratteristica porta anche importanti vantaggi sul piano del time to market, dal momento che le macchine possono essere adattate anche in un secondo momento. È un vantaggio importante per le aziende che hanno bisogno di fare un determinato prodotto oggi e un prodotto diverso domani. E porta con sé benefici anche in termini di
sostenibilità, perché non c’è bisogno di stravolgere la macchina per cambiare tipologia di produzione, ma è sufficiente installare nuovi gruppi modulari”.
Parlando di sostenibilità, su cosa agirete per migliorare ancora le vostre performance?
SEMPRINI CESARI: “Se parliamo di packaging l’attenzione è rivolta soprattutto ai materiali: abbiamo programmi dedicati come il NOP (NoPlastic Program), che mira alla promozione di materiali sostitutivi alla plastica per i packaging che vengono lavorati sulle macchine IMA, cercando quindi di ottenere il prodotto più sostenibile possibile. Guardando invece al processo, dal momento che sui materiali c’è molto meno spazio di intervento, ci concentriamo sull’efficienza delle macchine e sul monitoraggio continuo per ridurre al minimo la quantità di scarti. Di grande importanza anche la riduzione del time to market grazie ai digital twin, tecnologie che ci consentono di individuare le criticità degli impianti prima che vengano realizzati”.
Tra le principali aree di sviluppo di IMA Active c’è il Continuous Manufacturing. A che punto siamo?
SEMPRINI CESARI: “Ne parliamo ormai da oltre dieci anni. Sarebbe una vera rivoluzione, perché non comporta solo un’evoluzione tecnologica,


ma anche e soprattutto un cambio di mentalità. Oggi troviamo pochissimi prodotti che arrivano sul mercato con il Continuous Manufacturing: tutti ne parlano ma sono pochissimi i clienti che stanno implementando questa modalità. IMA agisce in due modi: c’è lo sviluppo interno - abbiamo sviluppato la prima installazione CDC (Continuous Direct Compression) - e quindi l’adattamento delle tecnologie tradizionali al continuous manufacturing. E poi c’è l’altra strada, a cui lavoriamo insieme a un’azienda di Boston di cui siamo shareholders, Continuus Pharmaceuticals: in questo caso si combina il Continuous Manufacturing con l’intero percorso che va dalla creazione dell’API alla consegna del farmaco. È una soluzione bellissima che mette insieme in un’unica linea di produzione ciò che oggi viene fatto nell’industria chimica e in quella farmaceutica. Però si scontra con un grosso ostacolo: i costi. Noi continuiamo a sviluppare questa tecnologia ma se il cliente fa una valutazione basata solo sull’investimento iniziale, gli alti costi rischiano di scoraggiarlo. Bisogna passare a una valutazione fatta con uno sguardo a 360 gradi”.
Quali sono altre linee di sviluppo?
CAVAZZINI: “Una è l’impegno sul fronte dell’alto contenimento. Ci sono prodotti sempre più complessi, pericolosi da trattare per gli operatori: ecco perché tutte le nostre macchine hanno sempre la possibilità di essere fornite in alto contenimento, uno dei nostri punti di forza”.
SEMPRINI CESARI: “Importante, inoltre, il focus sulle nuove tecnologie. Abbiamo creato dentro IMA Active un ente che si occupa di analizzare e valutare insieme ai clienti le nuove tecnologie, in primis la produzione 3D. Non sappiamo ancora se diventerà una linea di business: al momento abbiamo instaurato una collaborazione con una multinazionale interessata a indagare questa soluzione”.
Sempre più importante sta diventando l’assistenza post vendita.
SEMPRINI CESARI: “Sì. Per noi il servizio al cliente non è solo l’individuazione di una soluzione al problema della macchina, ma un concetto molto più completo. Per questo a Bologna stiamo creando un competence center: non un semplice laboratorio ma un centro che fornisca competenze che vanno al di là dell’uso delle tecnologie. Il cliente ha bisogno di mettere a punto una ricetta? Abbiamo tecnologi e farmacisti pronti ad aiutare. Il fatto che il cliente voglia realizzare il suo progetto con noi non è dirimente. Si tratta, dunque, di creare vere e proprie partnership, che possono rappresentare anche importanti centri di profitto”.
Qual è la situazione nel mercato delle comprimitrici?
SEMPRINI CESARI: “Se parliamo di farmaci in forma solda per uso orale le compresse rappresentano l’80% del mercato, le capsule il 20%. È evidente, dunque, che non si può ambire ad essere leader nel mercato farmaceutico prescindendo dal mercato delle comprimitrici. Ecco perché su questo fronte stiamo investendo tanto: dobbiamo fornire ai nostri clienti prodotti sempre più evoluti a livello tecnologico e instaurare con loro rapporti che vanno al di là delle dinamiche ‘fornitore-cliente’, diventando veri partner in grado di fornire tutti i servizi che ruotano intorno alla macchina”.
Quanto conta oggi per voi il mercato nutraceutico?
CAVAZZINI: “Il mercato nutraceutico è molto importante, sta crescendo tanto. Anche i requisiti che il mercato nutraceutico chiede dal punto di vista della funzionalità si stanno allineando verso l’alto, al punto che le nostre macchine anche in questo ambito conservano l’impronta studiata per l’industria farmaceutica”.
Global debut for DOMINA and SOLIDA, a leap forward in flexibility, efficiency, and sustainability
Davide Miserendino
Two new tablet presses, DOMINA and SOLIDA, are designed to integrate seamlessly into the most advanced production environments. Innovative solutions, such as the patented Dynamicam cam, cover the complete filling range for rapid and precise setup. Above all, however, they embody a vision aimed at ever more efficient and sustainable production, capable of supporting a rapidly growing market such as that of solid oral dosage forms: the tablets many of us rely on every day.
These are the hallmarks of the innovations IMA Active, the pharmaceutical division of IMA Pharma, unveiled last October to an international audience. The spotlight was on DOMINA and SOLIDA, two revolutionary tablet presses that, the company explains, aim to redefine the very meaning of production in the pharmaceutical industry.
A great Italian story
The event, titled NEXTEN, was held in a truly fitting location – not only for its stunning beauty. The curtain rose on IMA Active’s new solutions at Villa Erba, which owes its name to the famous pharmaceutical family. Situated on the shores of Lake Como, the villa boasts a remarkable history: originally a monastery around the year 1000, it passed in 1893 to the spouse of Luigi Erba, the younger brother of the pharmacist and entrepreneur Carlo, and subsequently to Carla, the niece of Carlo Erba. That alone would make for a significant chapter of Italian history, but it was with Carla’s son that Villa Erba saw further illustrious moments: after 1906, Luchino Visconti – destined to become one of Italy’s greatest film and theatre directors – took his first steps here. His meticulous attention to detail, celebrated at Villa Erba through an exhibition path, resonates with IMA Active’s care for every aspect of the presentation.
NEXTEN opened with a video highlighting the close connection between IMA Active’s innovations and the natural world. A powerful, resource-rich nature that has been heavily relied upon and now deserves to be safeguarded. This was emphasised by Alberto Vacchi, Chairman and CEO of IMA: “We are delighted to welcome numerous pharmaceutical clients from around the world to this magnificent setting. The pharma sector represents an extraordinary accelerator for the IMA Group, to which we are responding with strong commitments in innovation, digitalisation, and sustainability. Energy savings, waste reduction, use of new materials, and emission reductions are all at the centre of our attention, because being ‘sustainable’ today is not just a moral duty. Our aim is to meet the need, shared with you, to operate in favour of a sustainable economy, rich in results and ethical values”.
Ethics and aesthetics
Words that resonate in a book, ‘MATERIA’, distributed to participants at the event. Created by Faenza-born artist Isacco Emiliani, it is a “journey into the essence of nature and technology”, in which the industrial process, to quote the author, “becomes alchemy”. Within its pages, the components of IMA Active machines engage in a dialogue with natural elements: granulation is paired with seawashed beaches, capsule filling with a starry night, and coating with a flowering meadow. Tableting, of which DOMINA and SOLIDA are the stars, evokes trees and their primordial strength.
Technological revolution
The role of the new tablet presses DOMINA and SOLIDA was highlighted by Massimo
Marchesini, Chief Global Business & Operations Officer and Board Member at IMA, who described them as “a key milestone in the technological revolution we are driving at IMA Pharma. We are already preparing, for all our tablet presses within the IMA Active After Sales unit, digital services and supplies with unrivalled timing and technical quality”. At the end of the presentation, representatives from the world’s leading pharmaceutical companies were able to experience the new technologies firsthand.
Discovering DOMINA and SOLIDA DOMINA is designed as a modular technological platform, where all functional blocks are easily removable and interchangeable, allowing the machine to be reconfigured in a plug-and-play mode. SOLIDA is the ideal choice for those seeking versatility and future-proof solutions: thanks to functional upgrades, efficiency increases without complications. Designed with Pharma 4.0 in mind, the new IMA Active tablet presses are easily adaptable to the most modern production environments, capable of learning and suggesting improvements. The
Dynamicam cam covers the entire filling range: this innovative patented solution, combined with independently driven infeed stars, provides unparalleled precision in product fine-tuning.
The intelligent design also enhances the user experience. The process area is fully accessible once the external doors are opened, while access to the machine base is required only for maintenance. Thanks to a rotating arm integrated into the machines, turret changes take only a few minutes. DOMINA features servo-assisted stages that minimise operator intervention, while SOLIDA guides the operator through fully assisted procedures via the HMI, effectively eliminating operational errors. Based on the well-established PREXIMA concept, the new IMA Active tablet presses are built with an extremely robust structure, delivering precompression and main compression forces of up to 100 kN. The upper and lower cast-iron structures are rigidly connected, ensuring maximum reliability even at high production speeds.
IMA is a global leader in the design and manufacture of automatic machines for the processing and packaging of pharmaceutical products, combining cutting-edge technology with the ability to provide customised solutions that meet the most sophisticated market requirements.
IMA Active, a division of IMA Pharma, offers a complete range of machines for the production of solid oral dosage forms: plants for granulation, tablet presses, capsule filling machines with a wide variety of filling and control systems, capsule and tablet coating machines in perforated pan and solid wall, capsule and tablet weighing machines, product handling and washing systems.
Development strategies and market outlook with Andrea Semprini Cesari, IMA Active Vice President; Luca Cavazzini, IMA Active Sales & Marketing Director; and Fabrizio Consoli, IMA Active R&D Technical Department Manager
DOMINA and SOLIDA represent the flagship solutions within IMA Active’s portfolio. Their distinctive features –and, more broadly, the current state of the solid dose solutions market –were discussed with Andrea Semprini Cesari, IMA Active Vice President, Luca Cavazzini, IMA Active Sales & Marketing Director, and Fabrizio Consoli, IMA Active R&D Technical Department Manager.
What are the key innovations that set DOMINA and SOLIDA apart?
CONSOLI: “I’ll start with the dynamic cam – Dynamicam – which enables automatic adjustment of product filling into the die. The operation is managed directly via the operator interface, with no need for manual or mechanical intervention on the machine. The dynamic cam therefore eliminates format changeovers in the filling chamber and effectively acts as a universal cam for any type of product. It offers an adjustment range from 0 to 22 millimetres in depth, ensuring a very broad scope of application. This is an IMA patent, as is Preforma, a compaction cam designed to enhance tablet quality while reducing capping and lamination phenomena, which are typical of certain products. In terms of automation, the machines feature intuitive interfaces, adaptive controls, automatic sampling, and integration with Track & Trace (T&T) systems, allowing precise and fully traceable position control. I would also add that, having been designed with flexibility in mind, the machines can adapt to a wide range of operating conditions: monolayer and bilayer production, as well as batch, semi-batch, and continuous processing environments”.
Modularity is becoming an increasingly key factor.
CAVAZZINI: “That’s absolutely true. By operating across a wide range of markets, we work with both multinational partners and more
locally focused customers. Modularity allows us to offer machines that are suitable for both profiles. Not to mention the significant advantages in terms of time to market, as machines can also be adapted at a later stage. This is a major benefit for companies that need to produce one product today and a different one tomorrow. It also delivers clear sustainability benefits, as there is no need to radically modify the machine in order to change the type of production: installing new modular units is sufficient”.
Turning to sustainability, where will you focus your efforts to further improve performance?
SEMPRINI CESARI: “When it comes to packaging, attention is primarily focused on materials. We have dedicated programmes such as NOP (No-Plastic Program), which aims to promote alternative materials to plastic for the packaging processed on IMA machines, with the objective of achieving the most sustainable product possible. Looking instead at the process side, where there is far less room for intervention on materials, we concentrate on machine efficiency and continuous monitoring in order to minimise waste. Equally important is the reduction of time to market thanks to digital twins – technologies that allow us to identify potential issues in production lines before they are physically built”.
One of IMA Active’s main areas of development is Continuous Manufacturing. What is the state of play?
SEMPRINI CESARI: “We have been discussing it for more than ten years now. It would represent a genuine revolution, because it entails not only a technological progress but, above all, a change in mindset. Today, there are very few products on the market that are manufactured using Continuous Manufacturing: everyone
talks about it, but only a very small number of customers are actually implementing this approach. IMA operates along two lines. The first is in-house development – we have developed the first CDC (Continuous Direct Compression) installation –and, in parallel, the adaptation of traditional technologies to continuous manufacturing. The second path is one we are pursuing together with a Boston-based company in which we are shareholders, Continuus Pharmaceuticals: in this case, Continuous Manufacturing is combined with the entire process, from API creation through to drug delivery. It is an extremely compelling solution, bringing together in a single production line what is currently carried out separately in the chemical and pharmaceutical industries. However, it comes up against a major obstacle: costs. We continue to develop this technology, but if customers base their assessment solely on the initial investment, the high costs risk becoming a deterrent. What is needed is a shift towards a 360-degree evaluation”.
What are other development areas?
CAVAZZINI: “One is our commitment to high-containment solutions. Products are becoming increasingly complex and potentially hazardous for operators to handle, which is why all our machines can be supplied in high-containment configurations. This represents one of our key strengths”.
SEMPRINI CESARI: “Equally important is the focus on new technologies. Within IMA Active, we have established a dedicated unit tasked with analysing and assessing emerging technologies together with our customers, with 3D production at the top of the list. We do not yet know whether this will evolve into a standalone business line; at present, we have entered into a collaboration with a multinational company interested in exploring this solution”.
After-sales support is also becoming increasingly important.
SEMPRINI CESARI: “Yes. For us, customer service goes well beyond simply identifying a solution to a machine-related issue; it is a far more comprehensive concept. This is why we are setting up a Competence Center in Bologna: not just a laboratory, but a hub providing expertise that extends beyond the use of technologies alone. Does a customer need to fine-tune a formulation? We have technologists and pharmacists ready to provide support. Whether or not the customer ultimately decides to develop their project with us is not the determining factor. The aim is to build genuine partnerships, which can also become significant profit centres”.
What is the current situation in the tablet press market?
SEMPRINI CESARI: “When it comes to oral solid dosage forms, tablets account for around 80% of the market, while capsules represent the remaining 20%. It is therefore clear that one cannot aspire to leadership in the pharmaceutical sector without a strong position in the tablet press market. This is precisely why we are investing so heavily in this area: we need to provide our customers with increasingly advanced technological solutions and build relationships that go beyond the traditional “supplier–customer” dynamic, evolving into true partnerships capable of delivering all the services that revolve around the machine”.
How important is the nutraceutical market for you today?
CAVAZZINI: “The nutraceutical market is extremely important and is experiencing strong growth. The functional requirements demanded by the nutraceutical sector are also moving steadily upwards, to the point where our machines, even in this field, retain the design philosophy and performance standards originally developed for the pharmaceutical industry”.

Con l’introduzione dei Provvedimenti n. 2026/32 e 2026/09 emanati dal ministero del Commercio turco è cominciata una nuova sfida per le esportazioni di macchine e ricambi
Stefano Nicolussi
La Turchia è da considerarsi un partner commerciale significativo, ma rappresenta anche un contesto che richiede un’attenzione crescente sotto il profilo normativo, doganale e documentale. Quelli che fino a oggi erano controlli doganali sporadici diventano ora sistematici, grazie all’introduzione della nuova piattaforma digitale Tareks, e si estendono a una pluralità di codici doganali che interessano sia le macchine sia i ricambi.
Prima di descrivere il nuovo approccio, è importante segnalare che tutte le attività legate alla registrazione delle macchine sul portale Tareks e al caricamento della documentazione richiesta sono in capo all’importatore turco.
In particolare, con il Provvedimento 2026/32 viene ricompresa una vasta gamma di codici doganali che abbracciano la quasi totalità delle macchine destinate all’esportazione. Tali codici sono suddivisi in due differenti allegati, che disciplinano le procedure per la registrazione e lo sdoganamento dei beni.
Gli allegati sono:
• 2/A, relativo alle cosiddette macchine “pericolose”, nel quale rientrano tutti i codici che prevedono una registrazione pre spedizione (tutti i documenti attestanti la sicurezza della macchina devono essere caricati prima della spedizione);
• 2/B, riferito ai codici che prevedono la sola registrazione, senza necessità di pre approvazione.
Nel processo di registrazione risulta fondamentale che i documenti accompagnatori della macchina siano tra loro coerenti e, nel caso dei documenti tecnici, che siano stati emessi prima della spedizione, pena un’elevata probabilità di ispezione o di rigetto da parte della dogana.
With the introduction of Decrees No. 2026/32 and 2026/09 issued by the Turkish Ministry of Trade, a new challenge has begun for exports of machinery and spare parts
Stefano Nicolussi
Turkey should be regarded as a significant trading partner, but it also represents a context that requires increasing attention from a regulatory, customs and documentary perspective. What were previously sporadic customs checks are now becoming systematic, thanks to the introduction of the new digital platform TAREKS, and they extend to a wide range of
customs codes covering both machinery and spare parts. Before outlining the new approach, it is important to point out that all activities relating to the registration of machinery on the TAREKS portal and the uploading of the required documentation fall under the responsibility of the Turkish importer.
In particular, Decree 2026/32 encompasses a wide range of

I documenti obbligatori per la registrazione delle macchine rientranti nell’allegato 2/A sono:
• fattura/proforma;
• dichiarazione CE;
• prove fonometriche;
• documentazione fotografica della macchina (da tutte le angolazioni);
• targa macchina;
• manuale (tradotto in lingua turca; non è richiesta la traduzione asseverata).
Per quanto concerne i documenti tecnici:
• checklist secondo la norma ISO 12100*;
• report dei test elettrici secondo la EN 60204 1, svolti da laboratorio accreditato ISO 17025;
• report delle prove di compatibilità elettromagnetica (EMC)*.
* Non è necessario che siano emessi da un laboratorio accreditato.
Solo in presenza di incongruenze documentali, di dubbi sulla reale conformità o di elementi di rischio, l’Amministrazione può richiedere rapporti di prova aggiuntivi o sottoporre la macchina a verifica tecnica. In tale ipotesi, i rapporti di prova dovrebbero essere datati anteriormente alla spedizione, poiché devono attestare la conformità del prodotto prima della sua immissione in libera pratica. Per questo motivo, è consigliabile che produttore e importatore dispongano preventivamente di tali rapporti, anche se non espressamente obbligatori.
Anche per le macchine rientranti nell’allegato 2/B occorre prestare attenzione al fatto che, qualora la dogana richieda un controllo ulteriore, la documentazione deve essere prontamente disponibile e pre datata rispetto alla spedizione, al fine di consentire l’immissione sul mercato delle merci.
Ulteriori considerazioni devono essere effettuate anche per:
• m acchine usate, che rientrano nel Provvedimento 2026/09;
• “quasi macchine”;
• macchine parzialmente assemblate;
• insiemi di macchine/linee;
• esportazioni temporanee per uso espositivo, dimostrativo o di prova.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, nessun provvedimento risulta applicabile: le merci potranno essere assoggettate agli obblighi sopra elencati solo nel caso in cui vengano successivamente immesse sul mercato.
Per il supporto dal punto di vista doganale e per la documentazione a supporto delle esportazioni, la segreteria associativa resta a disposizione: d.raso@ucima.it.
customs codes covering the vast majority of machinery intended for export. These codes are divided into two separate annexes, which regulate the procedures for registration and customs clearance of goods.
The annexes are:
• 2/A, relating to so-called “dangerous” machinery, which includes all codes requiring pre-shipment registration (all documents certifying the safety of the machinery must be uploaded before shipment);
• 2/B, relating to codes requiring registration only, without the need for prior approval.
In the registration process, it is essential that all accompanying documents for the machinery are consistent with one another and, in the case of technical documentation,
that they have been issued prior to shipment; otherwise, there is a high likelihood of inspection or rejection by customs.
The mandatory documents for the registration of machinery falling under Annex 2/A are:
• invoice/proforma invoice;
• EC Declaration of Conformity;
• noise emission test reports;
• photographic documentation of the machinery (from all angles);
• machine nameplate;
• instruction manual (translated into Turkish; a sworn translation is not required).
With regard to technical documentation:
• checklist in accordance with ISO 12100*;
• electrical test reports in accordance with EN 60204-1, carried out by an ISO 17025
accredited laboratory;
• electromagnetic compatibility (EMC) test reports*.
* These do not need to be issued by an accredited laboratory.
Only in the event of documentary inconsistencies, doubts regarding actual compliance, or risk indicators may the Administration request additional test reports or subject the machinery to technical verification.
In such cases, the test reports should be dated prior to shipment, as they must certify product compliance before release for free circulation. For this reason, it is advisable for both manufacturer and importer to hold such reports in advance, even if not expressly mandatory.
For machinery falling under Annex 2/B as well, attention must be paid to the fact that, should customs require
additional checks, the documentation must be readily available and dated prior to shipment in order to allow the goods to be placed on the market.
Further considerations must also be given to:
• used machinery, which falls under Decree 2026/09;
• partly completed machinery;
• partially assembled machinery;
• assemblies of machinery/ complete lines;
• temporary exports for exhibition, demonstration or testing purposes. With regard to the latter, no specific decree appears to apply: the goods will only be subject to the abovementioned obligations if they are subsequently placed on the market. For customs support and documentation relating to exports, the Association Secretariat remains available: d.raso@ucima.it.
ALIPLAST SPA 87
ALTECH SRL 22
AUTOMATION ADDRESS SRL 49
BECKHOFF AUTOMATION SRL 3
COGNEX INTERNATIONAL INC. SPA 79
CONAI - CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI 21
ETIPACK SPA 30
FLEXLINK SYSTEMS GMBH 69
G.B. GNUDI BRUNO SPA 8-9 GAMPACK SRL 16
GL EVENTS EXHIBITION INDUSTRIE 63
IMA INDUSTRIA MACCHINE AUTOMATICHE SPA 35, 7
INNOVA GROUP SPA 43
LABEL AIRE SRL 26
MARCHESINI GROUP SPA IV Cop.
MARKEM-IMAJE SRL 61
MESSE DÜSSELDORF GMBH 11
MESSE ESSEN GMBH 13
MESSE FRANKFURT ITALIA SRL 17
NORELEM SRL 6
OPEM SPA 81
PUNTO PACK SPA SOCIETÀ BENEFIT 73 RICREA II Cop.
RONCHI MARIO SPA 5
SCHNEIDER ELECTRIC SPA 53 SERVOTECNICA SPA 77
TGM - TECNOMACHINES SRL 57
UCIMA III Cop.
VENDING EXPO SRL 84
ACIMGA 78
AIBO - FCE 27
ALTECH SRL 66
ALTOPACK SPA 24 ANIE 60
ASSOGRAFICI 78
ASTUCCI LITOGRAFATI SRL 24 ATIF 14
BCODEAUTOMATION SRL 50
BECKHOFF AUTOMATION SRL 60
BOLOGNAFIERE SPA 12
BOLOGNAFIERE COSMOPROF SPA 31, 48, 50
CAMA 1 SPA 70
CBM SRL 24
CELLOGRAFICA GEROSA SPA 24
CONAI - CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI 18, 24, 62
DAVINES SPA 24, 36
DEC IMPIANTI SPA 14
DI MAURO OFFICINE GRAFICHE SPA 24
ETIPACK SPA 65
EUROMONITOR INTERNATIONAL LTD 44
EUROPEN 14, 78
EVOPAC SRL 24
FDA - FOOD AND DRUG ADMINISTRATION 27
FEDERAZIONE DELLA CARTA E DELLA GRAFICA 78
GENTLEBRAND SRL 24
GIFLEX 14, 78
GIPEA 62
GL EVENTS EXHIBITION INDUSTRIE 12
GOGLIO SPA 24
GRANTERRE SPA 24
GRETA GURIZZAN 2
HEINZ ITALIA SPA 23
HENKEL ITALIA SRL 24
HENNESSY ITALIA 23
I.C.S.S. SPA 24
IMA INDUSTRIA MACCHINE AUTOMATICHE SPA 88, 90
IPACK IMA SRL 10, 14, 24, 70
ISI PLAST SPA 24
MARCHESINI GROUP SPA 48
MARKEM-IMAJE
SPA
ITALIA SRL
SPA 24
SMILESYS SPA 24
SMURFIT KAPPA ITALIA SPA 18
TAGHLEEF INDUSTRIES SPA 24 TIBER PACK SPA 65
TUBOPRESS ITALIA SRL 24
UCIMA 10, 78, 82, 94
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA DIP ARCHITETTURA 78
VIMAR SPA 24
WITTENSTEIN SPA 54
YONTEX GMBH & CO. KG 74
ISTITUTO ITALIANO IMBALLAGGIO 23, 24, 78, 85 LABEL AIRE SRL 68 LAMINATI CAVANNA SPA 14 LUCAPRINT SPA 24



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