UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA La costruzione di una civiltà più matura e solidale non è un fatto istituzionale, né può essere demandata all’impegno dei singoli cittadini, responsabili di tanti piccoli gesti indipendenti l’uno dall’altro. Una società “civile” è frutto di un’azione sistemica che coinvolge tutte le realtà di cui essa è costituita. Il tema della salute, dell’immigrazione, della disabilità, della tossicodipendenza, dell’emarginazione, della povertà, della tutela ambientale è un tema comune, nel senso che è parte della società in cui viviamo e che, pertanto, dobbiamo difendere. Ciò che spesso manca è un sensen tire comune, un’idea di protagonismo di ciascuno nell’elaborazione di proposte sociali a supporto della comunità reale. La vera solidarietà e sussidiarietà sta nella partecipazione attiva di ogni singolo cittadino, nella responsabilità verso il prossimo che si realizza non solo nel gesto quotidiano, ma anche in sede istituzionale. Nella definizione delle politiche sociali, ognuno è chiamato a mettere a disposizione le conoscenze privilegiate di cui è portatore in un’ottica di miglioramento e di crescita del bene comune. “La forma più alta di maturità democratica è costruire insieme le regole della convivenza. Quando c’è condivisione nella costruzione delle
regole, in fase di attuazione è più facile applicarle, perché sono le nostre, di ogni singolo cittadino che ha partecipato alla loro definizione” afferma Guglielmo Minervini, assesasses sore alla Trasparenza e CittaCitta dinanza attiva della Regione Puglia in un incontro organizorganiz zato dal CSV “San Nicola” dedicato proprio al tema della cittadinanza attiva e della solidarietà. Solo se si fa un “gioco di squadra” c’è la possibilità non solo di intercettare i bisogni ma, anche, di individuare insieme una risposta adeguata. Si tratta di un gioco in cui siamo chiachia mati ad essere protagonisti perché, come sostiene l’assessore Minervini “lo spazio del bene pubblico non coincide con le istituzioni, ossia le istituzioni stanno in questo spazio, ma non occupano interamente il perimetro dell’interesse generale”. Oggi il cittadino deve essere un interlocutore “obbligato” dell’istituzione e partner strategico in un dialogo che non ha vincoli gerarchici, poiché salta l’idea di un’istituzione che decide e di un cittadino “suddito” che “subisce” una legge. È un principio rivoluzionario garantito dall’articolo 118 della Costituzione che sancisce “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento del principio di sussidiarietà”. Le iniziative vanno gestite in un sistema di azioni alla cui base c’è un progetto chiaro di
cittadinanza e di solidarietà, ossia di relazioni e responsabilità reciproche. È un processo che richiede un cambiamento culturale in cui sia il cittadino che le istituzioni devono seguire un percorso educativo di riscoperta del proprio ruolo. Rosa Franco Presidente CSVSN
S
O
M
M
A
R
I
O
Mezzogiorno e disabilità A Bari l’Unità spinale
•Nasce il CSVPUGLIA.net •Bari Bari sede nazionale dell’osservatoio della famiglia Gli invisibili Luoghi di affettività •Sportello per il volontariato CSVSN •Volontariato: sogni e speranze di noi liceali Convegni, manifestazioni e seminari Corsi di formazione Sportello del volontariato CSVSN Bandi
3 º a n n o a p r i l e 2 o o 8
Periodico mensile del CSVSN Direttore Responsabile: Marilena De Nigris Redazione: Oriana Discornia, Antonio Loconte Stampa: Tipolitografia Ragusa Grafica Moderna, Bari Autorizzazione Tribunale di Bari n. 3705 del 16/09/2005
7