POVERTÀ ED USURA. I NUOVI NEMICI DEL CETO MEDIO Aumenta la povertà definita dall’Eurispes in “giacca e cravatta”, quella che colpisce la medio-bassa borghesia percettrice di reddito fisso. Aumenta la schiera dei “lavoratori poveri”, ossia quei lavoratori che, pur avendo uno stipendio, la sera non riescono a far quadrare i conti, a pagare le bollette per il mutuo, l’affitto, la luce, il gas e il riscaldamento, le spese di condominio, costretti sempre più a fare i conti non con la quarta ma con la terza settimana. Sono lavoratori o impiegati, improvvisamente ex talvolta, angariati dagli usurai ai quali sono stati costretti a ricorrere. Soggetti “normali”, appartenenti ad un ceto medio che arranca, difficilmente identificabili (per discrezione, pudore, vergogna, dignità sociale), persone che avevano un reddito e un lavoro, magari precario, che l’hanno perso e si ritrovano impoveriti. La conferma arriva dalla rilevazione della Consulta Nazionale Antiusura: lo strozzinaggio non coincide più solo con finanziamenti per attività commerciali e imprenditoriali, o con prestiti di sussistenza, ma si rivolge anche a famiglie insospettabili che, pur trovandosi in difficoltà, non vogliono rinunciare al benessere in cui avevano vissuto fino a qualche tempo prima.
Famiglie che non riescono più a far fronte agli impegni presi contraendo un mutuo e, quello che si era presentato come un futuro allettante in una casa di proprietà, è finito per trasformarsi in un incubo che può mettere a repentaglio il futuro stesso della famiglia. L’indebitamento degli italiani è cresciuto in modo più che evidente, e non mancano i dati delle fonti più autorevoli, Eurispes, Banca d’Italia, Adiconsum, Caritas, ad evidenziarlo. Il Direttivo della Fondazione antiusura “San Nicola e Santi Medici” di Bari descrive la molteplicità di cause che inducono le famiglie in situazioni di forte disagio economico: il 26% dei nuclei familiari ha fatto ricorso alle istituzioni finanziarie per ricevere finanziamenti, in particolare, l’11.6% per l’acquisto o la ristrutturazione di beni immobili, il 12.8% per l’acquisto di beni di consumo e il 3.8% ha debiti connessi con la propria attività di lavoratore indipendente. I debiti per l’acquisto o la ristrutturazione della casa sono la parte preponderante dell’ammontare del debito (60%), seguono i debiti per esigenze lavorative (26%) e quelli per beni di consumo (10%). E se aumentano i debiti, aumenta anche il rischio usura e quello che in termini economici è sempre stato un “consumatore marginale” diventa un succulento creditore per le Banche e soprattutto per “l’amico” che con tassi
d’interesse spropositati approfitta della sfortunata situazione per trasformarsi in strozzino. Le 26 Fondazioni Antiusura, da ogni parte d’Italia, quotidianamente ricevono richieste di aiuto da parte di famiglie che vedono a rischio la propria casa a causa di aumenti delle rate di mutuo ma in una nota alla stampa denunciano “nulla in concreto si sta facendo da parte di chi dovrebbe farsi carico del problema che ha raggiunto livelli di disperazione e che si conclude drammaticamente con la privazione di un bene necessario alla sussistenza della famiglia”. segue a pagina 3
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Disagio socio-economico: stranieri e donne i più colpiti in Puglia Povertà ed usura. I nuovi nemici del ceto medio •Le alternative ad uno stile di vita insostenibile •Diritti dei consumatori: approvata la class action •Sportello arcobaleno. Per i diritti dei consumatori immigrati •+ famiglie insieme = solidarietà Esperienze •Uno sportello per l’integrazione degli immigrati •Volontariato e giovani si incontrano in discoteca A Monopoli lo sportello del CSVSN per le OdV del sud barese Corsi di Formazione e Convegni Sportello del Volontariato CSVSN Bandi
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