Alpe di Siusi Magazine

Sport popolare
Il progetto “Slittino sicuro”
Neve farinosa
Sci alpinismo: Giro dell‘Antermoia
Tradizione
Il mondo dei presepi
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Sport popolare
Il progetto “Slittino sicuro”
Neve farinosa
Sci alpinismo: Giro dell‘Antermoia
Tradizione
Il mondo dei presepi


Magie invernali e natalizie, cultura e specialità culinarie: dallo sci allo snowboard e allo slittino, dalle passeggiate con le ciaspole allo sci di fondo e non per ultimo fare parapendio invernale nelle Dolomiti e pattinare al Laghetto di Fiè, lasciarsi semplicemente coccolare – nell’area vacanze Alpe di Siusi la fantasia non ha limiti. Tutto è possibile e dimenticherete ben presto la quotidianità … Nelle pagine seguenti troverete vari suggerimenti che vi porteranno a sognare un pò.
Anche questa edizione propone temi interessanti e piacevoli per coloro che amano il relax e la buona tavola, per gli sportivi e per tutti coloro che desiderano conoscere gli usi e i costumi dell’area vacanze
senteremo Matthias Rabanser, uno degli esercenti degli impianti di risalita dell’Alpe di Siusi che racconterà la storia avventurosa della nascita degli impianti all’Alpe. Venite poi con noi a scoprire il mestiere dell’orafo assieme a Walter Wallnöfer e a sua figlia Karin. E perché non pregustarsi un po’ di buona musica, sfogliando il programma del festival “Swing on Snow”? E la “slittata finale” è dedicata all’articolo “Un tesoro di scialli colorati”, che parla dei foulard multicolore che adornano il costume tradizionale delle donne di Castelrotto.
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Alpe di Siusi. Per questa stagione è la slitta a farla da padrona; di giorno sulle bianche piste e di sera accompagnati da un romantico chiar di luna. Slittare è un’emozione unica, da provare in tutta sicurezza. Trasformare il proprio passatempo preferito in un mestiere vero e proprio? Alzi la mano chi non l’ha mai sognato. Ed è quello che ha fatto Patrick Pigneter, che in un’intervista ci narra della sua passione.
Anche nel centro di Siusi l’attività sportiva non mancherà, dove grandi e piccini si incontreranno per pattinare sul ghiaccio. Invece chi ama le vette, può provare l’ebbrezza di un tour sugli sci. Un che di mediterraneo lo vivrete da Tonino Neroni all’Alpe di Siusi. In “Il Signore delle funivie” vi pre
Non per ultimo, ALPE magazine vorrebbe anche farvi da guida, nel corso della vostra vacanza invernale. Oltre a fornirvi informazioni importanti riguardo ai servizi pubblici, vi dirà quali sono i ristoranti, le osterie e i punti di ritrovo migliori e le possibilità di shopping. Il magazine contiene inoltre un programma dettagliato delle numerose manifestazioni e degli eventi clou culturali e mondani. Perché non prendervi parte e godersi dei momenti piacevoli in compagnia?
Vi auguriamo un meraviglioso, indimenticabile soggiorno, fatto di momenti piacevoli e di riposo.
Eduard Tröbinger Scherlin per Alpe di Siusi Marketing e le Associazioni Turistiche di Castelrotto, Siusi allo Sciliar, Fiè allo Sciliar e Alpe
Siusi.

Sci alpinismo nel cuore delle dolomiti

Èil boom dello sci d’alpinismo. Il motivo è chiaro: è bellissimo essere i primi a lasciare le tracce dei propri sci lontano dalle piste battute, lungo pendii cosparsi di neve farinosa, godersi la quiete della montagna durante la salita e assaporare la folle sensazione di libertà della discesa. E quando le Dolomiti, l’antica e sontuosa barriera corallina che circonda l’Alpe di Siusi, dichiarate Patrimonio Naturale dell’UNESCO, si vestono di bianco, gli appassionati dello sci d’alpinismo non resistono a lungo fermi a valle.
Sicurezza alpina. Il meraviglioso mondo della montagna offre tante affascinanti mete per i tour, adatte ai principianti come agli sciatori esperti e allenati. Un antico motto degli alpinisti dice che basta provare una volta e l’entusiasmo dura per sempre, ma non bisogna farsi ingannare: questo sport
nasconde anche tanti rischi e pericoli che vanno presi sul serio. Un’escursione con gli sci deve essere pianificata con la massima cura: le condizioni d’innevamento, la situazione meteo e l’eventuale rischio di slavine sono aspetti di fondamentale importanza. Chi si avventura nello sci fuoripista, inoltre, dovrebbe armarsi di tenacia e disporre di buone condizioni fisiche, che gli permetteranno di mantenere i nervi saldi anche in caso di sorprese impreviste come la neve crostosa e in banchi. In linea di massima vale il seguente principio: l’esperienza alpina e la conoscenza sono l’ABC della sicurezza di un’escursione con gli sci; per questo si consiglia caldamente a chi affronta questa esperienza senza conoscere i luoghi di assumere una guida sciistica o alpinistica piuttosto che mettere imprudentemente a rischio se stessi e, probabilmente, anche altre persone. »


Dall’Alpe di Siusi alla regione del Catinaccio
Dall’Albergo Rifugio Tirler (1747 m) sulla pista di slittino (sentiero escursionistico n° 8) fino al Dialer (2145 m). Proseguire attraverso la valle in direzione Alpe di Tires (2440 m).
Prima di vedere il rifugio, si imbocca una ripida salita sulla sinistra in una sella che porta al Passo Molignon (2598 m). Fino al passo ci sono circa 900 metri di dislivello.
Lì si attraversa ancora un tratto con le pelli di foca prima di intraprendere la discesa nella Valle del Principe. A
questo punto ci sono circa 400 metri di dislivello fino al Passo del Principe (2600 m). Attraversiamo il fianco meridionale del Catinaccio d’Antermoia senza perdere quota e poi abbiamo ancora 100 metri circa di dislivello fino al Passo Antermoia (2770 m).
A questo punto scendiamo alla ricerca di una bella neve verso il Lago Antermoia (2495 m) e poco dopo iniziamo a salire ripidamente a sinistra nella sella tra Croda del Lago e Sas di Dona. Qui le condizioni devono es
sere buone, altrimenti si può deviare un po’ verso est attraverso il Pas de Dona Mantello.
Sulla sella di Croda del Lago (2580 m) bisogna tenersi completamente a sinistra attaccati alla roccia, poi si trova una neve farinosa da sogno: all’inizio la discesa è davvero ripida, poi diventa piacevole lungo l’intero fianco nord che porta alla Val Duron. Si mettono le pelli di foca per un’ultima volta e, giunti alla Malga Docoldaura (2046 m), si procede in salita a
Un’esperienza unica: sci alpinismo nel paesaggio inconfondibile delle Dolomiti
Il giro dell’Antermoia. Non è stata l’incoscienza, bensì il puro desiderio di compiere una grandiosa esperienza nel cuore della natura ad aver spinto i miei amici sportivi ad alzarsi presto lasciando il calore del letto in una bella e fredda mattina di primavera. Faceva ancora molto freddo quando, alla Malga Tirler, si sono caricati in spalla gli sci e si sono incamminati con lo sguardo puntato sulla cresta rocciosa e frastagliata dei Denti di Terrarossa. La loro meta era il cuore del gruppo del Catinaccio, un tour ad anello intorno alla sua cima più alta, il Catinaccio d’Antermoia, che esige innanzitutto condizioni di bel tempo e in secondo luogo una buona neve a prova di slavine. La lunga e faticosa risalita è più che ricompensata dai panorami da sogno e dalle grandiose discese sulla neve farinosa.
“Il giro dell’Antermoia”, mi racconta Helmuth, “è una meta da consigliare a pochi intimi.” È chiaro, sul Sasso Piatto transitano vere e proprie carovane, ormai è diventata una montagna classica per le escursioni con gli sci: salita breve, lunga discesa e dopo trequattro ore gli eroi della neve fresca sono già al Rifugio Zallinger a prendere il sole.
Una meta da consigliare a pochi intimi. Il giro dell’Antermoia invece (prende il nome dal Lago dell’Antermoia, situato ai piedi dell’omonimo Catinaccio, che d’estate affascina grazie al suo specchio d’acqua di un azzurro straordinario) non è eccessivamente difficoltoso per gli sciatori dal punto
di vista tecnico, ma necessita di una notevole esperienza alpina e condizioni d’innevamento sicure; inoltre richiede proporzionalmente un maggiore impegno, bisogna affrontare salite più lunghe prima di conquistare il “premio”, costituito da magnifiche discese sulla neve farinosa. Mettere e togliere quattro volte le pelli di foca richiede parecchio tempo: per questo, dice Helmuth, bisogna calcolare una durata totale compresa tra le 6 e le 8 ore.
Tuttavia, secondo Helmuth, una volta all’anno ne vale la pena: il paesaggio è talmente spettacolare e l’esperienza di sciare nella natura incontaminata è così incredibilmente sconvolgente che lui è ancora infatuato dei giochi di colori delle ripide rocce dolomitiche che fanno davvero onore al nome tedesco del Catinaccio, ossia Rosengarten (roseto). Secondo un’antica saga, infatti, questo massiccio montuoso era il regno di Re Laurino: da allora il suo roseto, trasformato in roccia, all’ora del crepuscolo s’infiamma nei più bei toni del rosso.
Ho chiesto a Helmuth di mostrarmi le foto di questo incantevole “viaggio invernale” e devo ammetterlo: lo invidio! Quanto dev’essere bello vivere questo magnifico mondo della montagna con tutti i sensi, bere un tè caldo al riparo dal vento in una nicchia di roccia, sudare in salita per poi scivolare in discesa … È solo un sogno ad occhi aperti oppure, una volta provato, l’entusiasmo durerà per sempre? «
destra del Passo Duron fino alla Cresta di Siusi (2247 m). Nell’ultima discesa abbiamo una neve sorprendentemente bella e, dopo un breve tratto nel bosco, arriviamo sulla pista di fondo che ci riporta al Tirler.
Dettagli del tour
Durata: min. 5:30 ore
Distanza: 17 km
Dislivello: 1.260 m
Altitudine max.: 2.760 m Stagione consigliata: gennaiomarzo (www.sentres.com)


contest 2012 sulla pista Spitzbühl
Per la seconda volta ha avuto luogo a marzo all’Alpe di Siusi il contest di freeski dedicato agli esperti del jibbing che si sono ritrovati sulla pista Spitzbühl in occasione del Red Bull JibSki KingsContest. Per l’occasione gli organizzatori si sono inventati qualcosa di completamente nuovo: invece di spettacolari salti acrobatici sopra strutture straordinarie, hanno inserito nel programma salti creativi volti a superare ostacoli naturali. Per questo motivo l’evento non si è svolto nel famoso Alpe di Siusi Snowpark che vanta ostacoli artificiali, ma sulla “normalissima” pista Spitzbühl. Gli esperti del jibbing hanno così avuto l’occasione di effettuare fantastici salti superando ostacoli naturali, improvvise curve ripide e rail naturali.
“Conta solo il tuo stile” questo era il motto della manifestazione e i partecipanti hanno dato spettacolo delle loro capacità: hand plant, fast plant, slide, spin, lip trick e tanti altri jibs.
Oltre alla fama, si vinceva anche una cospicua somma di denaro. Ma questa non è stata la molla che ha trasformato l’evento in un grande successo. L’ingrediente più importante è stato il divertimento degli atleti che con gioia si sono impegnati al massimo.
curiosità: il titolo è andato al 19enne
negli ultimi anni lo slittino è stato riscoperto e vive ora una vera e propria rinascita. In Alto Adige lo slittino in inverno è quasi d’obbligo! rappresenta una valida e sicuramente più economica alternativa allo sci e snowboard e invoglia famiglie e ragazzi a muoversi all’aria aperta. per divertirsi in sicurezza con lo slittino è comunque indispensabile apprendere la giusta tecnica di guida.
Èmolto divertente scivolare sulle piste innevate e lasciare che il vento soffi sul viso. Non importa se si slitta lentamente oppure a ritmo sostenuto. Dallo slittino è possibile ammirare lo splendido paesaggio invernale con occhi diversi, si gode di una visuale nuova e inoltre si riattivano i muscoli del corpo che si erano preparati per il letargo.


Gli altoatesini sono campioni olimpionici, mondiali e europei di slittino su pista artificiale e naturale, ma questo non significa che hanno la disciplina dello slittino nel sangue. Non è sufficiente sedersi su uno slittino e partire. Sicuramente si arriverà “intatti” all’arrivo, ma i rischi che lo slittino cela sono molteplici. Soprattutto gli ospiti provenienti dalla pianura sottovalutano spesso il pericolo di una di

vertente discesa. Lo slittino richiede infatti la giusta tecnica di guida.
Nel 2011 numerosi campioni dello slittino, esperti e amanti della disciplina hanno dato vita all’associazione altoatesina “Slittino sicuro”. L’associazione “Sicher Rodeln – Slittino sicuro” è un progetto di ampio respiro che coinvolge lo slittinista (ospite o
locale), come pure vari livelli produttivi, nonché infrastrutture e servizi. Lo scopo è quello di evitare incidenti e garantire il massimo divertimento. Tra i compiti dell’associazione d’interesse collettivo ricadono tantissime attività che spaziano dalla sensibilizzazione, al rispetto delle norme di sicurezza sulle piste fino all’organizzazione di eventi mirati che coinvolgono esperti e campioni di specialità

Sullo slittino in sicurezza
Su rettilineo Sedersi in posizione centrale, tenere le redini con entrambi le mani. La traiettoria si corregge tirando le redini verso l’interno e facendo pressione con la gamba sull’esterno.
Curvare
Tirare le redini del pattino interno. Una gamba fa pressione sul pattino esterno, la gamba interna rimane libera. Spostare il peso verso l’interno.
Frenare Si frena con entrambi le gambe e l’intera suola sulla neve. Sollevando le corna dello slittino si aumenta l’effetto frenante.
www.slittinosicuro.com



direttamente sulle piste. Un modo per evitare incidenti sulle piste e regalare puro divertimento. Attraverso una campagna di sensibilizzazione e di informazione, le regole per la sicurezza sullo slittino raggiungono un pubblico molto ampio. Cartelli informativi sulle piste da slittino e presso gli impianti di risalita, poster negli hotel, noleggi, rifugi e associazioni turistiche come anche pieghevoli sono gli strumenti per diffondere al meglio la campagna diretta agli slittinisti.
Gli esperti sostengono che la cosa più importante è il giusto equipaggiamento. Per proteggere la testa è indispensabile indossare casco e maschera da sci. A questo s’aggiungono abbigliamento caldo, pantaloni e giacca comodi e impermeabili, scarponi da neve con buona suola, guanti caldi e impermeabili. Lo slittino deve essere inoltre di buona qualità. Deve permettere una buona manovrabilità e scivolare bene sulla neve. Esercitarsi sul percorso di sicurezza rappresenta una sfida anche per gli appassionati di questa disciplina: partire bene, frenare, guidare, scivolare – tutte mosse che richiedono una certa concentrazione e impegno fisico. ALPE ha incontrato i campioni dello slittino sulla pista per slittino al Bullaccia e ha osservato con grande interesse gli esercizi che venivano effettuati dagli escursionisti e sportivi. Mentre i bambini in poco tempo riuscivano a prendere confidenza con lo slittino, gli adulti faticavano non poco a coordinare corpo e mente. Ma si sa, chi la dura la vince, e dopo un paio di discese e consigli da parte degli esperti quasi tutti i partecipanti sembravano decisamente più sicuri sullo slittino.
L’area vacanze Alpe di Siusi offre ampi spazi e molte possibilità per divertirsi con lo slittino. Il territorio è la meta prediletta di famiglie con bambini, ma anche di slittinisti esperti. Chi ha voglia può arrivare in quota a piedi e
dopo una sosta in un tradizionale rifugio godersi una divertente discesa. Gli slittinisti più tranquilli e coloro che desiderano effettuare più di una discesa possono utilizzare seggiovie e funivie per arrivare in quota. Molto apprezzate dai ragazzi sono le discese in slittino al chiaro di luna, ma la notte bisogna fare ancora più attenzione in modo da non compromettere il divertimento. Di giorno invece bisogna fare molta attenzione a non scontrarsi con sciatori, boardisti e pedoni. L’Alpe di Siusi offre spazi adatti per qualsiasi tipo di sport invernale, tuttavia tutti sono tenuti ad attenersi alle regole di comportamento sulle piste in modo da non compromettere la propria sicurezza e quella degli altri. Per motivi di sicurezza è proibito usare lo slittino sulle piste da sci. L’Alpe di Siusi vanta numerose piste per slittino sicure e ottimamente preparate, tra queste ricordiamo la pista Spitzbühl (1,9 km), l’IcaroMonte Piz (1,4 km), il Zallinger (4,7 km), la Bullaccia (2 km), la pista presso il Rifugio Molignon (3,5 km) nonché la pista nei pressi dell’Albergo Panorama (1,4 km). Un’ulteriore pista per slittini si trova nei pressi della Malga Tuff (2 km) a Fiè allo Sciliar. L’utilizzo delle piste per slittino nell’area vacanze Alpe di Siusi è gratuito. Chi non possiede uno slittino può noleggiarlo presso uno dei tanti noleggi sci oppure presso la fermata a monte degli impianti di risalita.
“Sicuri sulla neve con la strega Nix”. La sicurezza sulla neve sta a cuore anche agli esercenti degli impianti di risalita. Per questo la simpatica strega Nix ha preparato un vademecum di consigli preziosi sulla condotta da tenere sulle piste. Grazie al vademecum “Sicurezza sulla neve con la strega Nix” sciatori, boardisti e fondisti possono imparare a destreggiarsi sulla neve in tutta sicurezza. In compagnia della strega Nix la giornata sulla neve si trasforma in un’esperienza unica e indimenticabile! A noi l’Alpe! «

Anche sulle piste da slittino valgono le regole internazionali FIS.
1. Rispetto per altri slittinisti Il comportamento responsabile ed oculato fa evitare incidenti.
2. Velocità controllata Adeguare velocità e guida alle proprie capacità e alle condizioni della pista (neve e meteo). Mantenere una distanza di sicurezza di almeno 8 metri.
3. Traiettoria e incroci Lo slittinista più veloce fa attenzione a non danneggiare quello più lento. Attenzione ai cartelli segnaletici soprattutto in prossimità di incroci con sentieri e piste da sci.
4. Sorpassi Solo con buona visibilità, debita distanza di sicurezza e a velocità moderata.
5. Sosta Solo con buona visibilità. In caso di caduta liberare al più presto la pista.
6. Salita e discesa È vietato scendere in slittino sulla pista da sci. Mai con la testa in avanti. Attenzione particolare durante discese notturne. Per la risalita seguire il sentiero segnalato, stando sull’orlo e all’interno della pista da slittino.
7. Rispettare la segnaletica Fare sempre attenzione alla segnaletica e alle indicazioni.
8. Caduta Tenere lo slittino, mettere in sicurezza ed aiutare l’infortunato.
9. Equipaggiamento Scarponi adatti, con un buon profilo (anche ramponi) sono indispensabili per garantire la sicurezza allo slittinista.
10. Obbligo di casco Per bambini fino a 14 anni il casco è obbligatorio per legge. Per gli adulti è fortemente consigliato.

ALPE: Come si diventa campione del mondo?
Patrick Pigneter: Dietro un titolo mondiale si nasconde molto lavoro. Tanto allenamento e una preparazione mirata. La gara, per così dire, inizia già in estate. Dietro ogni campione si cela il lavoro di una squadra che comprende il preparatore atletico, l’allenatore che ti accompagna in pista, il service man, gli sponsor ed i compagni di squadra con i quali si deve entrare in sintonia. Il giorno della gara si deve essere in gran forma e poi ci vuole anche un pizzico di fortuna.
Chi le ha insegnato ad andare in slittino?
È stato mio padre Raimund ad insegnarmi tutto sulla pista della Malga Tuff.
Cosa la diverte maggiormente quando va in slittino?
Più di una cosa: innanzitutto il duello con gli altri partecipanti, poi la lotta contro il tempo e infine la sfida di riuscire a sfrecciare sempre più velocemente lungo la stessa pista. Mi piace tantissimo la velocità e la sensazione di sfrecciare lungo il “canale” a 2 cm da terra. Per il momento amo tutto dello slittino. Sono inoltre uno dei pochi fortunati in grado di vivere di questo sport e sono molto felice di aver trasformato il mio hobby in mestiere.
Dove si nascondono i pericoli?
A livelli agonistici succede relativamente poco. Il pericolo è comunque sempre in agguato trattandosi di uno sport di velocità. Molti più pericoli si na



scondono nella disciplina amatoriale e di massa. Andare in slittino è più pericoloso che andare con gli sci. Tutti pensano di sapere andare in slittino. Ma non appena ci si siede sullo slittino e si prende velocità, le cose cambiano. Se poi non si è equipaggiati e non si conoscono le regole di comportamento sulle piste, la discesa diventa molto pericolosa.
Perché lo slittino su pista naturale non è una disciplina olimpica?
Bella domanda! Purtroppo lo sport non è sempre solo sport, ma spesso anche politica. La nostra disciplina avrebbe tutti requisiti per essere ammessa ai giochi olimpici, ma forse in passato non è stato fatto molto per raggiungere questo obiettivo. Uno dei motivi potrebbe essere anche il fatto che in occasione di gare internazionali non sempre si è raggiunto il numero richiesto di 25 nazioni partecipanti. Penso comunque che adesso la questione giochi olimpici sia tornato di attualità. Il Comitato internazionale ci ha promesso di lavorare in questo senso. Speriamo che a breve lo slittino su pista naturale possa entrare nella rosa delle discipline olimpiche. «
10 anni fa la famiglia Urthaler azzardò un investimento unico e raro. Un progetto in legno che, per le ingenti dimensioni, nessuno aveva ancora osato realizzare. Così, come pionieri di questo progetto, erano all’oscuro dell’aspetto che avrebbe avuto l’Albergo a distanza di 10 anni e soprattutto ignoravano che sarebbero stati fautori di una nuova generazione alberghiera. La qualità senza compromessi ha un prezzo, ma ricompensa ancor oggi. Ed è così che la famiglia Urthaler ha deciso di integrare l’offerta con il ristorante Jägerstube, il connubio ideale tra la tradizionale Stube ricca di legno e ricordi antichi che ospita, nel suo esclusivo ambiente, pietanze di elevata e moderna Cousine! Il vostro palato riconoscerà nella moderna cucina i sapori antichi e perduti esaltati dalla consapevole esperienza negli acquisti e genuinità dei prodotti, nonché dalle abilità di accostare sapori e consistenze con bilanciato equilibrio.
Troverete tutto questo ESCLUSIVAMENTE nel nostro Hotel Urthaler***** (nell’anticamera del settimo cielo)
Prenotate il vostro personale viaggio tra i sapori e la tradizione in una incantevole atmosfera! +39 0471 72 7919 oppure info@seiseralm.com Vi viziamo dal mercoledì al lunedí.

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Foie gras francese e selvaggina: Terrina di fegato d’anatra e creme brûlée con prosciutto di cervo e mango selvatico
Cotoletta di rombo su baccalà con bergamotto e mandorle di terra
Filetto di manzo grigliato con triangolo brasato in vino Banyuls con broccoli e Lardo
Mela brasata con Cherimoya su cioccolato
“Tanariva” e nocciola
matthias rabanser: imprenditore, contadino e musicante


Negli ultimi decenni la tecnologia della neve ha avuto uno sviluppo imponente”, racconta Matthias Rabanser, imprenditore a capo dell’omonima società di funivie dell’Alpe di Siusi. Il che significa che chi vuole avere successo in questo settore, deve sempre fiutare le nuove tendenze e continuare a investire, perché la concorrenza non dorme. E questo a sua volta significa lavorare tutto l’anno, perché quando inizia la stagione invernale, tutto deve andare liscio come l’olio, con impianti di risalita moderni e confortevoli, e piste preparate al meglio.
Un lavoro pionieristico. Matthias ha ora 43 anni, ciononostante conosce i processi operativi da quando era uno scolaretto che nel tempo libero passava da un impianto all’altro con il gatto delle nevi, insieme al capomastro di suo padre per eseguire i controlli e la manutenzione. È stato infatti suo padre a fondare l’impero delle funivie negli anni ’60. Questo grande impresario dell’Alpe di Siusi, dotato di un grande senso degli affari, fiuta subito il business e nel 1960 acquista la seggiovia Bullaccia, appena costruita, prende in gestione lo skilift Eurotel I, costruendo successivamente un altro skilift, l’Eurotel II, ed infine lo skilift “Hexe”,
sempre sul Bullaccia. Per poter compensare eventuali cali di lavoro per mancanza di neve sui versanti soleggiati del Bullaccia, decide di espandersi in direzione dei versanti a nord. Costruisce quindi un breve skilift accanto all’Hotel Paradiso, e, per realizzare un collegamento verso Compaccio, lo skilift Bambi sul versante opposto.
“Per la maggior parte si trattava di impianti ancora rudimentali con una guida del cavo bassa”, precisa Matthias, “piano piano però mio padre li sostituì tutti con impianti più moderni”. Sicuramente aveva puntato sulla carta giusta, perché allora era proprio il periodo in cui stava iniziando il boom degli sport invernali all’Alpe di Siusi, gli hotel e le pensioni spuntavano come funghi, le strade venivano costruite una dopo l’altra, e Paul Rabanser incassava e investiva: nella continua modernizzazione degli impianti di risalita esistenti, ma anche in nuovi progetti, come lo skilift Laurin nel 1966 e alla fine degli anni ’80, quando acquistò i due skilift della Punta d’Oro.
La strada verso il comprensorio sciistico familiare. Allora Matthias si era appena diplomato presso l’istituto commerciale. Cresciuto insieme »

alle due sorelle al Maso Heißn nel centro di Siusi, aveva imparato a sbrigarsela in tutti gli aspetti del suo lavoro, come lo studio dei progetti in ufficio e la lettura dei bilanci, per cui era in grado di dare una mano al padre nella gestione dell’azienda. Il giovane imprenditore dovette tuttavia affrontare tempi turbolenti. L’attività sfrenata di costruzione induce infatti la Giunta provinciale ad emanare nel 1972 disposizioni a tutela dell’Alpe di Siusi, disponendo infine nel 1994 la chiusura al traffico privato della strada per Saltria. Questa nuova situazione, ed anche l’introduzione di un unico giornaliero valevole per tutti gli impianti di risalita dell’Alpe di Siusi, pone nuove sfide per l’azienda, che ha dovuto subito adoperarsi per collegare in altro modo gli impianti di risalita e le piste. Erano finiti i tempi in cui ognuno poteva fare di testa propria: ora bisognava collaborare strettamente ed essere lungimiranti!
Ed effettivamente nell’ultimo decennio l’Alpe di Siusi ha vissuto una vera e propria rivoluzione. Se prima gli sciatori dovevano passare faticosamente da un impianto all’altro, ora tutto è più facile. Gli impianti sono stati modernizzati, spostati, allungati, le piste sono state ampliate, innevate e battute, sono stati realizzati sopra e sottopassaggi, comodi collegamenti, tapis roulant, parchi per bambini e discese con rilevamento della velocità, uno snowpark, un moderno centro competenze con depositi sci, noleggio sci e uffici per le scuole di sci… In
breve: l’Alpe di Siusi risplende oggi nella sua veste di comprensorio sciistico per famiglie dal carattere sicuro, semplice e confortevole.
“Gli sciatori stessi possono avvantaggiarsi della concorrenza tra i gestori degli impianti”, confessa Matthias, “perché ognuno fa di tutto per attirare gli utenti sulle piste”. Nella concorrenza con altri comprensori sciistici, i signori delle funivie, invece si arroccano difendendo il loro assolato comprensorio con campagne pubblicitarie unitarie e iniziative comuni.
Avveduto e tradizionale. Matthias non è solo uno dei più grandi imprenditori nel settore degli impianti di risalita dell’Alpe di Siusi, la sua avvedutezza e competenza specifica lo hanno reso una persona degna di rispetto, le sue parole hanno un peso. In paese però si apprezza di lui anche il fatto di essere rimasto attaccato ai valori tradizionali, nonostante il successo economico: vive come un tempo nella bella e vecchia casa natale, nel maso si preoccupa che tutto sia a posto e a volte lo si vede nei prati col trattore, il fine settimana fa escursioni o va a sciare con la famiglia, sa ascoltare le persone ed è sempre disponibile quando suona la Banda musicale di Siusi. “La musica è la mia grande passione”, racconta Matthias, “dopo una ’fuga’ durata dieci anni sono veramente felice di poter nuovamente suonare nella Banda”. «

In Alto Adige, all’Alpe di Siusi avrà luogo l’ottava edizione del festival musicale “Swing on Snow”, con brani di musica folk tradizionale e sperimentale.
L’idea è nata nel 2005, quando un imprenditore dell’Alpe di Siusi volle organizzare un festival di musica originale sulle piste da sci. Non la solita musica, ma musica popolare di classe. Un’idea innovativa che all’inizio sembrava quasi “stonare” sulle piste. A poco a poco l’iniziativa, la cui direzione artistica fu affidata a Hartwig Mumelter, si affermò, tanto che oggi il festival si è trasformato in un evento speciale e unico nel suo genere. È sufficiente infatti dare uno sguardo all’elenco degli artisti che hanno partecipato all’iniziativa:
Aluna Quartet; Aniada a Noar; Bifunk; Blechhaufn; Blue Danube Brass Band; Bozen Brass; Crossfiedler; Der Berg; Doppelbock; Duo Agileo; Euphorie; Federspiel; Feel Good; Fei Scho; Gimpl; Global Kryner vs. The Rounder Girls; Gupfbuebä; Herbert Pixner Trio; Hiesix & Christine Lauterburg; Hohtraxlecker; Hornroh; Hotel Palindrone; Kapelle Purzelbaum; Kerberbrothers; La Frontera; Landstreich; Langa; MagSiMal; Marianne Wade; Miranda Cortes; Miscele d’aria; Moe’s Garage; Netnakisum; Nice Price; Opas Diandl; Pamstiddn Kings; Polka Potente; Rhythme Gitane; Sax Four Fun; Saxophonie Tirol; Saxpack; Septeam; Seven Eleven; Slampampers; Spafudla; Spörk und Köhldorfer mit OU; Stelzhamma; Stimmhorn; The Other; Tire Bouchon; Titlà; Urfahraner Aufgeiger; Veit Heinichen; Velvet Voices; Wimmer/ Ohrwalder; Ziganoff.
Dal 20 al 27 gennaio 2013 l’Alpe di Siusi si trasforma in un grande palcoscenico, in occasione dell’oramai tradizionale evento musicale “Swing on Snow”. Numerosi sono anche i concerti musicali organizzati nelle località Castelrotto, Siusi e Fiè allo Sciliar, nonché tra le mura di Castel Prösels. La novità è data dal fatto che i concerti mattutini non si svolgono più sulle piste, ma nei tradizionali rifugi alpini. L’altra novità è la partecipazione della “Swing on Snow Band”, un complesso fondato ad hoc per l’occasione. Il programma dettagliato dell’evento è disponibile presso gli alberghi, esercizi ricettivi, Uffici Informazione locali oppure su www.swingonsnow.com. “Swing on Snow 2013,” un evento straordinario e imperdibile! «



Prezioso tesoro di famiglia: Scialli di raffinata mussolina di lana e di seta
Gli scialli del costume tipico femminile di castelrotto sono i protagonisti di tante storie e risvegliano ogni sorta di ricordi nelle loro proprietarie. I diversi colori e materiali degli scialli mostrano il gusto di chi li indossa e trasformano il costume in qualcosa di unico.
Gli scialli devono essere appoggiati in modo ordinato sulle spalle delle donne, formando delle pieghe e creando un bel contrasto con la veste nera del costume tradizionale femminile di Castelrotto. I materiali e i colori sono svariati; bei ricami, ma anche vari motivi, per lo più floreali, decorano gli scialli. Il costume vero e proprio, costituito dalla gonna nera, dal corpetto nero e dalle maniche nere o bianche, resta sempre uguale. Qui non si può cambiare nulla. Il discorso è ben diverso per gli scialli e per nastri del grembiule, che sono coordinati tra loro. Di certo non sono la parte più importante del costume, ma sicu
gusto per un determinato colore o la predilezione per un certo tessuto. Con i colori accesi era facile dare nell’occhio, mentre le più timide optavano per piccoli motivi o colori discreti, ognuna secondo il proprio gusto. Il costume era per sempre, ma con gli scialli era possibile cambiare. Dato che il prezzo era abbastanza abbordabile, le donne di tanto in tanto potevano acquistarne uno nuovo. Un bello scialle era anche una sorpresa gradita quando gli uomini volevano portare un regalo alla loro amata al ritorno da un mercato. Ma nel complesso i “Tücheln” sono un tesoro di famiglia: “Spesso gli scialli del costume tipico si tramandavano di generazione in generazione all’interno della fami



ramente sono quella più personale. Certo, più di un esperto di costumi tipici potrebbe obiettare: in fin dei conti che cos’è uno scialle, per quanto ricamato in modo artistico e realizzato in seta pregiata, rispetto alla gonna finemente plissettata del costume tradizionale di Castelrotto o ai suoi pizzi pregiati?
Differenziando gli scialli, in un’epoca in cui il costume tipico era il capo d’abbigliamento più importante e spesso anche l’unico “ordinario”, le donne potevano mostrare il loro lato individuale, esprimere il
glia, ma il piacere più grande l’ho provato acquistando da sola il mio primo scialle di seta. Ho dovuto cucire personalmente le lunghe frange e non è stato così facile, era un lavoro di precisione. Abbiamo appreso queste abilità dalla nonna o dalla mamma”, racconta una signora di una certa età svelando il suo “tesoro”.
Seta preziosa e lana raffinata. Quando le abitanti di Castelrotto aprono i loro armadi e tirano fuori come per magia questi oggetti preziosi, i loro occhi brillano per la gioia offerta dai bei colori e motivi. La





Una
seta preziosa e la raffinata mussolina di lana sono appoggiate sul tavolo e risvegliano i ricordi: di cerimonie lontane, come ad esempio un matrimonio, o degli innumerevoli giorni di festa in cui le donne, al mattino, sceglievano tra i vari scialli per farsi belle. Naturalmente c’è lo scialle giusto per le varie occasioni e i diversi costumi, come quello domenicale o quello per giorni lavorativi. In occasione delle feste più speciali, ovviamente non può mancare un prezioso scialle di seta con lunghe e belle frange. La domenica, per andare in chiesa, d’inverno le donne indossavano un fine scialle di mussolina di lana con motivi colorati su uno sfondo nero. Per tutti i giorni c’erano semplici scialli chiari di mussolina, senza frange, con motivi a fiori: soprattutto rose in diverse tonalità di rosso, ma anche violette. Fra tutti gli scialli colorati, quasi sempre se ne ritrova uno di cotone, bianco e sottile, decorato con pizzo raffinato: è quello indossato per la Prima Comunione; naturalmente non può mancare neppure uno scialle di seta nera per funerali. Gli scialli vengono conservati in antichi bauli o cassepanche, ciascuno avvolto in fine carta di seta. Il costume tipico, per quanto possibile, veniva sempre trattato con cura ed anche oggi viene attribuito un grande valore a ciascuno dei suoi elementi.
Una vera e propria arte. Drappeggiare ordinatamente lo scialle sulle spalle richiede una certa abilità, che quasi sempre si tramanda di madre in figlia. Appoggiare lo scialle e appuntarlo con gli spilli è una vera e propria arte: tutto deve essere perfetto, le pieghe devono cadere bene, nulla deve scivolare: dal mattino alla sera lo scialle deve restare ordinatamente appoggiato sulle spalle. Per garantire questa tenuta il fine tessuto viene fissato con piccoli spilli, naturalmente invisibili. Per ogni scialle esiste un nastro in tinta per il grembiule, in seta brillante e colorata o con ricami variopinti. «

Uno, due, tre … partenza e via!
Lo scorso inverno molti bambini hanno seguito questo invito e sono andati a divertirsi sulla pista di ghiaccio artificiale allestita nel centro di Siusi. “La pista di ghiaccio ha avuto molto successo”, conferma uno degli organizzatori. Di mattina era frequentata soprattutto dalle scolaresche e dai bambini dell’asilo. Un passatempo divertente anche a temperature rigide. Tra i bambini c’erano alcuni che pur essendo velocissimi sugli sci e slittino non avevano mai usato i pattini. Ma questo non è stato un problema! Tutti potevano noleggiare i pattini della giusta misura e con l’ausilio del divertente “pinguino” i piccoli sono riusciti ben presto a scivolare sul ghiaccio liberamente.
Il pomeriggio e durante le vacanze la pista si è popolata di moltissimi bambini e tanti ospiti che hanno dato vita ad un divertente andirivieni. La pista di ghiaccio è diventata man mano l’attrazione del paese dove mamme, papà e bambini hanno sfidato temperature rigide bevendo tè caldo, vin brulé e gustando ottimi dolci. Anche verso sera la gente continuava a pattinare divertita. Ad una certa ora la pista veniva illuminata dando ad alcuni piccoli pattinatori l’impressione di essere protagonisti di un grande show e, incitati dall’applauso del pubblico, hanno perfino azzardato qualche salto acrobatico.
La pista ha vissuto il suo momento magico durante i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno quando è stata trasformata in un grande palcoscenico per il party di fine anno con musica e balli.
Se la pista di ghiaccio di Siusi è stata una novità, pattinare sull’idilliaco Laghetto ghiacciato di Fiè è quasi una tradizione. Generazioni di bambini di
Fiè hanno mosso i primi passi sui pattini proprio sul lago ghiacciato e trascorso il loro tempo libero a volteggiare, fare piroette oppure giocare un’avvincente partita di hockey. Quando il piccolo lago nel bosco ai piedi dello Sciliar ghiaccia completamente si trasforma in una pista di pattinaggio naturale accessibile a tutti e offre spazio a pattinatori alle prime armi e a quelli più esperti. La pista di pattinaggio sul Laghetto di Fiè è inoltre l’unica a venire curata regolarmente e ripulita dalla neve fresca. I pattini possono essere noleggiati presso l’antico albergo sulle sponde del lago. Chi decide di fare una pausa può rilassarsi sulla terrazza soleggiata e gustare una bevanda calda ammirando il meraviglioso panorama montano dello Sciliar e le vette innevate. «
Durante la stagione invernale 2012/13 la pista di pattinaggio con noleggio pattini a Siusi in Piazza Oswald von Wolkenstein rimarrà aperta dal 5 dicembre all’11 gennaio. Per quanto riguarda la pista di pattinaggio al Laghetto di Fiè dipende dalle condizioni meteorologiche.
Per ulteriori informazioni: Tel. +39 0471 709 600

Gli opali sono la loro passione, la creazione di gioielli unici la loro forza. nell’oreficeria di Walter e Karin Wallnöfer l’oro fa da protagonista.
Quando i suoi clienti tornano anche dopo anni con un suo gioiello al collo oppure alla mano, Walter Wallnöfer lo riconosce subito. Ogni creazione è unica e rimane impressa nella sua mente, a volte per la particolare forma, a volte per la bellezza della pietra preziosa incastonata. Walter svolge con grande passione il suo lavoro
giunge uno spiccato senso per le proporzioni e occhio per i giusti abbinamenti, doti che il padre ha saputo tramandare alla figlia. Egli rimane comunque il più creativo dei due, sostengono entrambi all’unisono.
L’oreficeria “Völser Goldschmiede” è nota soprattutto per la lavorazione particolare degli opali e la

di orafo da più di 41 anni e teoricamente potrebbe già andare in pensione, ma non riesce a lasciare la sua oreficeria che gestisce in proprio dal 1980. Il motivo non è sicuramente la mancanza di nuove leve poiché le sue due figlie hanno entrambe concluso l’apprendistato di orafo e la figlia Karin lavora già da tempo in oreficeria con lui. Karin sapeva fin da piccola che sarebbe diventata orafa. In effetti, ha sempre ammirato il padre capace di creare monili di rara bellezza.


Testo: Elisabeth Augustin
Foto: Helmuth Rier
L’opale – la pietra dell’amore e della speranza. Padre e figlia condividono abilità, pazienza e amore per ogni singolo dettaglio. Spesso la loro passione sfocia perfino nel perfezionismo. A questo si ag
creazione di monili unici, aspetti che hanno regalato notorietà alla bottega anche fuori dell’area vacanze Alpe di Siusi. “Ogni pietra è unica sia nella forma, sia nel colore”, spiega Karin, togliendo dalla cassaforte un cassetto di opali. Il luccichio nei suoi occhi tradisce la sua grande passione per queste pietre preziose che evidentemente condivide con il padre. Negli anni, padre e figlia hanno sviluppato uno stile unico e particolare, dal quale non si scostano quasi mai e che viene molto apprezzato dai clienti. A Münster, Karin ha frequentato un corso di formazione per incastonatrici di pietre preziose e ora padroneggia una tecnica unica che prevede anche l’impiego di uno speciale macchinario. Sei anni fa, sempre a Münster, la giovane ha conseguito l’esame di maestro. Nonostante abbia »

ricevuto molte proposte per rimanere all’estero, non ha mai veramente pensato di lasciare l’Alto Adige.
Nel 2003 Karin Wallnöfer suscitò entusiasmo in Alto Adige, anno in cui la giovane orafa partecipò alla 37° edizione del “WorldSkills Competition”, il campionato mondiale dei mestieri a San Gallen in Svizzera. Un’esperienza unica per Karin. Poter gareggiare tra 673 partecipanti provenienti da 36 diversi paesi ha elettrizzato la giovane artista che nella sua categoria è riuscita a piazzarsi al 3° posto dopo vincitori provenienti da Corea e Tailandia. Naturalmente non poteva mancare il padre che ha assistito Karin prima e durante il campionato. La giovane e ambiziosa orafa ha partecipato, sempre accompagnata dal padre, e in rappresentanza dell’Associazione Provinciale dell’Artigianato, anche ai mondiali di Seoul (2001), Helsinki (2005) e Giappone (2007). La partecipazione di Karin ai campionati del 2003 è comunque rimasta per Walter una delle sfide più grandi, ma si ricorda con emozione anche dei campionati di Helsinki dove l’Alto
Adige ha vinto l’oro. “Una buona preparazione è indispensabile”, dice Walter. “L’orafo non deve lasciare niente al caso, anche se la creatività gioca un ruolo determinante.” Durante campionati “WorldSkills” partecipanti devono riprodurre in modo preciso e fedele, nonché in un determinato lasso di tempo, un monile in precedenza selezionato. Nella vita reale dell’orafo, il tempo non è un fattore determinante.
Nella bottega “Völser Goldschmiede” regna un placido silenzio. Il lavoro creativo richiede tranquillità e concentrazione. Mentre Marianne, moglie di Walter e mamma di Karin, ordina i preziosi in vetrina e si occupa della vendita, Walter e Karin formano, limano, saldano e fissano monili unici seduti ai rispettivi tavoli di lavoro. A volte ci sono anche degli scambi d’opinione. Walter predilige l’oro giallo per la sua ottima malleabilità, duttilità e resistenza. Karin invece ama di più l’oro rosso in combinazione con l’oro bianco. “L’oro rosso si abbina meglio al colore della pelle, perché non risalta tanto quanto l’oro giallo”, sostiene. “A



mio avviso è un po’ più fine.” L’oro bianco al contrario é più astratto. Walter comunque non perde mai la calma, il gusto, si sa, è una cosa molto personale e alla fine decide comunque sempre il cliente.
La moda influenza notevolmente il mestiere dell’orafo che spesso deve adattarsi al gusto dell’acquirente.
“Negli anni ’70 si prediligeva l’oro bianco”, si ricorda Walter. “Poi venne il momento dell’oro rosso, tendenza che resistette fino agli anni ’90. Poi si affermarono nuovamente i metalli bianchi.” Al momento si riscontra nuovamente una tendenza per i metalli rossi. Tutti i tipi d’oro hanno pressoché lo stesso prezzo, essendo il colore esclusivamente il risultato della percentuale di argento e rame contenuta nell’oro. In Italia, per tradizione e cultura, tutti i gioielli d’oro hanno titolo a 750 millesimi d’oro (18 carati), mentre in Germania per la produzione di gioielli viene utilizzato oro a 585 millesimi d’oro (14 carati) e 333 millesimi d’oro (8 carati), cioè con una percentuale maggiore di argento e rame. Il timbro sul gioiello dà solitamente informa

zione sulla percentuale d’oro del gioiello. In Italia il timbro è obbligatorio e permette di arrivare fino al produttore del monile acquistato.
Al momento il prezzo dell’oro è alquanto elevato. Questo succede sempre in periodi di crisi quando la fiducia nella valuta monetaria è bassa. In questi momenti investire in oro è più redditizio. Per i semplici amanti dei gioielli d’oro l’acquisto diventa così più costoso. A questo punto bisogna far di necessità virtù e ritornare alla semplicità. “Se un tempo si vendevano oggetti d’oro molto grandi, ora vengono richiesti monili più piccoli”, spiega l’orafo di Fiè. “Comunque anche in tempo di crisi non si rinuncia mai a un gioiello in oro e ci sono ricorrenze che richiedono sempre un monile prezioso: un anello per l’amata, una collana per la madre, una catenina per il battesimo, ecc.” “Un gioiello dura nel tempo e questo è importante anche per noi giovani”, sottolinea Karin. “Creazioni di qualità saranno sempre apprezzate anche in futuro.” «

Lavorati con amore per il dettaglio: gli opali si adattano ottimamente alla produzione di gioielli molto particolari

In molte famiglie altoatesine, nel periodo natalizio è tradizione costruire un presepe; in alcune case è presente addirittura tutto l’anno. I presepi sono molto diversi tra loro, ma tutti sono curati con amore e molti di essi vengono arricchiti ogni anno con nuovi elementi o personaggi.
Da sempre e fin da piccoli il presepe natalizio esercita il suo fascino. Nelle regioni alpine, la costruzione del presepe ha una lunga tradizione. La nascita di Gesù è riferita già nei Vangeli e le relative immagini si trovano su sarcofagi, icone e mosaici. Le prime rappresentazioni, però, si limitavano a Gesù bambino nella mangiatoia con il bue e l’asino. Nella letteratura che tratta della storia del presepe è sempre citata la rappresentazione organizzata da San Francesco d’Assisi, che mise in scena la Santa Notte con persone vere per avvicinare il semplice popolo alla storia del Natale. Rendere visibile questa festività e parlarne con le immagini è rimasta fino ad oggi una delle funzioni più importanti del presepe. Le rappresentazioni vivono soprattutto degli eventi narrati nella Bibbia, ma all’interno del presepe trovano spazio anche le tradizioni, le usanze e le storie dei diversi ambienti di vita in cui esso viene realizzato.
Nell’epoca della secolarizzazione e dell’illuminismo, alla fine del XVIII secolo, i presepi furono banditi dalle chiese e dai monasteri. Le persone, però,
non permisero che le si privasse di un’usanza tanto amata e delle storie ed immagini ad essa collegate. Così portarono il presepe nelle loro case, dove lo prepararono con cura anno dopo anno, spesso ampliandolo con ulteriori personaggi e figure. Artigiani e contadini si esercitavano nell’arte dell’intaglio, che soprattutto in Val Gardena è diventata una valida fonte di reddito collaterale. Ciononostante, a causa del divieto, soprattutto nei monasteri e nelle chiese sono andati persi tanti presepi di grandi dimensioni dall’elevato valore artistico. È solo merito di curatori molto attivi e di contemporanei dal grande senso artistico, se alcuni begli esemplari sono rimasti intatti; sono particolarmente ben visibili nei vari musei del presepe presenti nell’intera regione alpina, in Alto Adige soprattutto alla Galleria presso il Palazzo Vescovile a Bressanone.
Costruire un presepe. Nel Tirolo le associazioni di presepi sono in essere già da metà del XIX secolo e sono presenti ancora oggi in alcuni paesi altoatesini. Presso l’area vacanze Alpe di Siusi, ogni

di Ferdinand



Oltre 200 anni di storia con varie scene tratte dalla storia della salvezza in un maso di Castelrotto. Il presepe resta nella “Stube” per tutto l’anno e attira grandi e piccini.
Presepe in cassetta di Augustin Alois Probst a Fiè allo Sciliar (inizio del XIX sec.).
La storia del Natale, la Passione e la storia della salvezza sono raccontate con un totale di 23 scene e 241 figure intagliate in legno di cembro.

anno le contadine organizzano corsi di costruzione del presepe. Per un mese, un gruppo composto da un massimo di 1213 persone si incontra tre volte alla settimana e lavora alla realizzazione del presepe dal primo pomeriggio fino a tarda sera. “La costruzione del presepe è una passione, una volta che si inizia non si riesce più a smettere”, afferma Karl Premstaller, che da 20 anni cura i corsi dell’area vacanze Alpe di Siusi. Karl Premstaller procura il materiale e gli utensili necessari. I partecipanti, invece, portano le figure, del legno vecchio, alcune decorazioni o una bella radice antica. Un tempo la costruzione del presepe era quasi totalmente nelle mani delle donne, mentre oggi sempre più uomini dimostrano interesse per questa attività. Dato che le persone hanno poco tempo a disposizione, molte coppie di coniugi si spartiscono il lavoro sul presepe. Richard Schieder ha già frequentato quattro corsi e ha realizzato un presepe per tutti i membri della famiglia. “Quando c’è un corso io partecipo. Per me non esiste un’occupazione più bella per il tempo libero. Mi occupo del nuovo presepe tutto l’anno: disegno schemi, raccolgo legna e vari materiali decorativi, per arrivare ben preparato all’autunno quando ha inizio il lavoro vero e proprio”, racconta entusiasta.
Da sempre esistono varie forme e stili nel campo dei presepi. In passato, nell’area vacanze Alpe di Siusi si costruivano soprattutto presepi con ambientazioni alpine o creati con le radici degli alberi, mentre oggi va più di moda lo stile orientale, aggiunge Richard Schieder. Spesso si riproduce il proprio maso, talvolta si rende omaggio alla vecchia casa in cui si è nati. In virtù degli studi intensivi sulla storia della salvezza, sempre più spesso si costruiscono presepi orientali. “Personalmente trovo che un presepe orientale sia più autentico e più vicino alla vera storia del Natale”, afferma Richard Schieder. Nei corsi quasi sempre si realizzano presepi semplici: la rappresentazione della nascita di Gesù con Maria e Giuseppe, il bue e l’asino. Naturalmente non possono mancare neppure i Re Magi, i pastori e gli angeli. La disposizione dei personaggi segue una legge ben precisa, che è prescritta dalla storia del presepe. In un fine settimana d’Avvento, i presepi preparati con tanto amore vengono esposti e benedetti nella chiesa di Castelrotto.
Il Museo dei Presepi. Da sempre il presepe affascina il popolo: le persone si identificavano con il povero Gesù Bambino nella stalla, tutti riuscivano
Scena del quotidiano contadino e della Nascita di Gesù: La fantasia non conosce limiti. Presepe di Richard Schieder



a capire le scene della storia della salvezza rappresentate dalle figure. Il presepe annuale dei Fratelli Probst, risalente al XVIII secolo e conservato al Palazzo Vescovile di Bressanone, ne è un valido esempio: la storia della salvezza è rappresentata in 50 scene con più di 5000 personaggi; una sorta di grande libro illustrato tridimensionale, comprensibile anche alle persone che non sapevano leggere. Dalla mano di Augustin Alois Probst proviene anche il presepe in cassetta con oltre 200 figure intagliate che si trova nella Cappella di San Michele, presso la chiesa parrocchiale di Fiè «
Esposizione di presepi a Castelrotto
In occasione del Mercatino di Natale, Castelrotto invita a un’esposizione di presepi nell’exedificio Raiffeisen. Appuntamenti

“Mare
Tonino è un uomo di poche parole. Le sue risposte a domande personali sono sempre molto sintetiche. Mentre lascia vagare lo sguardo sulle bizzarre formazioni rocciose delle Dolomiti e le nuvole che si spostano velocemente nel rossore del tramonto, si estranea completamente e sembra lontano mille miglia da noi. Solo l’aragosta che al momento di fare la foto minaccia di saltare dalla padella nella neve sembra catturare l’attenzione del cuoco per riportarlo nuovamente tra di noi all’Alpe di Siusi. Per l’occasione Tonino ha preparato la tavola sulla terrazza pa
noramica e per far risaltare al meglio il gustoso piatto di pesce, ha disposto reti, candele e perfino una romantica immagine della sua terra natia. Il contrasto non potrebbe essere più netto: qui il mare, là i monti!
Tonino Neroni è nato nel 1971 a San Benedetto del Tronto nelle Marche. Venne per la prima volta in Alto Adige nel Natale 1995, quando accettò un lavoro di secondo cuoco in un albergo all’Alpe di Siusi. Era in cerca di nuove esperienze lavorative e San Benedetto del Tronto non offriva molto in inverno. Scelse l’Alpe di Siusi e venne subito accolto a braccia aperte. Ini
ziò a lavorare presso l’Hotel Bellavista e si innamorò quasi subito della figlia del padrone, Heidi Tröbinger. Da febbraio 1996 sono una coppia felice che ha in comune un’innata modestia e un fortissimo senso per la famiglia, così da decidere quasi subito di vivere tra le montagne. La coppia si è sposata nel settembre 2005 a Castel Prösels e Tonino si è stabilito con la moglie all’Alpi di Compaccio. La loro felicità è stata coronata dai due figli Alex e Francesco.
Il Ristorante Alpi è talmente “atipico” per questa zona dolomitica, tanto quanto lo sono Tonino e Heidi come coppia. A dispetto dei tradizionali soffitti in legno e il grandioso scenario montano, il ristorante emana un’atmosfera che ricorda più una vacanza sull’Adriatico che tra le Dolomiti. Ovunque si respira l’influenza mediterranea e chi è alla ricerca dello stile tirolese lo cerca invano. Il Ristorante Alpi è inserito nel complesso dell’Eurotel, edificio costruito a Compaccio tra gli anni 1958 e 1962 e che ospita 168 appartamenti. La maggior parte degli appartamenti è stata venduta a famiglie
dell’Italia settentrionale, mentre dieci appartamenti sono stati presi in gestione da Tonino e Heidi. La coppia ha pertanto assunto il ruolo di “custodi” dell’edificio ed è diventata punto di riferimento importante per tutte le persone che in inverno e estate risiedono presso l’Eurotel.
Così succede spesso che la sera gli inquilini si ritrovino nel ristorante come un’unica grande famiglia. Si percepisce subito che le persone si conoscono da molto tempo. Vengono al ristorante per cenare in un ambiente familiare, ma soprattutto per gustare l’ottima cucina di Tonino. Tra le specialità proposte spiccano le tagliatelle con gamberoni e seppie, polenta con scampi, insalata di polipo, sorbetto al limone. Gustosi piatti che attirano gli ospiti affamati dopo una giornata passata tra la natura. Il menu propone un gustoso mix di specialità italiane e tirolesi. Ai fornelli s’incontrano nord e sud.
In stagione il venerdì è serata di pesce. Dal 2003 le serate vengono accompagnate al piano da Luciano Sardagna che in queste occasioni
»

sfoggia il suo repertorio di canzoni italiane e internazionali. Un’esperienza veramente unica. Luciano è ormai, come del resto tanti degli ospiti abituali, quasi un membro della famiglia. Descrive il chef de cuisine come una persona molto tranquilla e laboriosa, un cuoco molto bravo.
“Si vede che Tonino è un uomo del sud”, dice un ospite italiano. “Nelle Marche si cucina infatti il miglior pesce.” Anche i primi sono buonissimi ed è un vero peccato non assaggiare i tagliolini fatti in casa con mozzarella di bufala e pomodorini. Un signore veneto descrive con grande entusiasmo il divino tiramisù, ma del resto tutti i dolci preparati da Tonino sono letteralmente divini.
Tonino ha lo sguardo compiaciuto. Mentre prepara il prossimo piatto s’informa se gli ospiti sono soddisfatti e lo fa in un modo molto delicato e per niente invadente. Quando gli viene fatto un complimento non si riesce a capire se è veramente contento oppure solo un po’ imbarazzato. Tonino è la tranquillità in persona, come del resto sostiene anche sua moglie. La
coppia si occupa di tutto ciò che concerne il ristorante e nonostante tutto riesce a mantenere sempre una certa calma. Se gli si domanda cosa pensa della mentalità sudtirolese, Tonino conferma che le persone del posto sono abbastanza chiuse e riservate. Lui comunque è stato accolto molto bene. La coppia abita tutto l’anno all’Alpe di Siusi. “Durante la stagione non si avverte molto la calma che regna in queste zone, ma appena il ristorante chiude è spesso difficile vivere così appartati”, spiega Tonino anche se Siusi e Castelrotto distano solo 15 minuti di macchina. Quando gli impegni lo permettono Tonino e sua moglie ritornano a San Benedetto dove hanno costruito una casa. Per Tonino la famiglia è sacra. In effetti è molto orgoglioso di Heidi e dei due figli. Alex, il più grande è perfettamente bilingue. Parla tedesco con la mamma e italiano con il papà. Francesco è ancora troppo piccolo.
A volte Tonino sente nostalgia di casa sua. Gli mancano le abitudini della gente di mare, la vita leggera d’estate. “Quando gli prende la nostalgia Tonino telefona spesso ai suoi cari e amici”, dice Heidi. “E dopo è sempre un po’ più pensieroso del solito.” «
Ingredienti
Seppie nostrane, triglia, pesce ragno, razza, palombo, rana pescatrice, scorfano, pesce prete, scampi, canocchie
Inoltre: pomodori verdi, peperoni, cipolla, olio d’oliva extra vergine, aceto di vino bianco
Preparazione
Ovviamente prima si pulisce il pesce e lo si lava. Possibilmente non togliete teste e lische, lasciate tutto intero. Rosolate la cipolla tagliata a julienne, aggiungete le seppie a pezzi e stufate per 10 minuti. Aggiungete pomodori verdi a spicchi ed i peperoni a filetti e lasciate cuocere per altri 10 minuti. Unite i pesci puliti, tranne scampi e cannocchie, che devono essere aggiunti solo negli ultimi 34 minuti. Bagnate con aceto di vino bianco allungato con acqua, un pizzico di sale e pepe e lasciate stufare per ulteriori 10 minuti.
Il brodetto va cotto e servito in una casseruola larga e bassa.




Fred, il piccolo folletto, vive una vita solitaria. È di statura molto piccola e per questo viene deriso da tutti i folletti del bosco. Soffre molto a causa di ciò.
Si sente inutile e per questo è spesso scontroso con gli altri. La fata Lindlei comprende la sofferenza di Fred e capisce sempre al volo quando Fred ha urgentemente bisogno di lei. L’incontro con la fata Lindlei cambia radicalmente la vita del folletto Fred. Egli cambia il suo modo di vedere le cose, acquista forza interiore e coraggio. Fa l’esperienza più bella della sua vita: finalmente trova degli amici.
Entrate nel magico mondo dei folletti e delle fate. Vi faranno capire che spesso è solo necessario modificare la propria visuale e aprirsi alla cosa più bella della vita per essere felici: l’amicizia.
Questo è il messaggio contenuto nel libro per bambini “Fred e la fata Lindlei”. La fiaba è stata scritta dall’autrice Gerlinde Goller di Siusi. Le meravigliose immagini sono opera di Evi Gasser, illustratrice di Castelrotto.
Consiglio di lettura
“Fred e la fata Lindlei” Un libro per bambini, dai 3 anni in poi. “Fred e la fata Lindlei” è la storia di un grande amicizia, una storia da leggere da soli o da farsi leggere da un adulto. Una fiaba non solo per bambini, ma anche per ragazzi e adulti. Il libro è stato pubblicato dall’editore A. Weger ed è disponibile nelle librerie a € 12.90, attualmente in lingua tedesca.



> Dicembre 2012 natale a castelrotto
Per la settima volta gli abitanti di Castelrotto rivelano i segreti delle loro antiche usanze natalizie. Le contadine di Castelrotto allietano poi gli ospiti del Mercatino a suon di biscotti di panpepato, dolci natalizi, panforte e krapfen.
Il 14 e il 15 dicembre l’appuntamento è anche con “Kastelruther Spatzen”, e le loro note musicali: l’ideale per favorire l’atmosfera di raccoglimento che precede il Natale. www.kastelruther-weihnacht.com
Appuntamenti
7
9 dicembre 2012
14 16 dicembre 2012
21 23 dicembre 2012
28 30 dicembre 2012
> 9 dicembre 2012
highspeed race
Si inizia alla grande con l’Highspeed Race, emozionante gara ad alta velocità sugli sci che vede come ospiti d’eccezione i campioni Denise Karbon e Peter Fill. Quest’anno l’Highspeed Race si presenta in una nuova veste: non si tratterà più di una semplice gara di alta velocità, ma di un gioco di squadra. Ciascun team composto da 4 persone, di cui almeno una donna – sfiderà i grandi campioni sulla pista Punta d’Oro. Ai vincitori andrà un trofeo veramente speciale. Iscrizioni al indirizzo highspeed@alpedisiusi.info
> 22 dicembre 2012 Alpe di Siusi Snowpark opening
L’Alpe di Siusi Snowpark si presenta puntuale e preparato alla perfezione per la stagione attuale. Il divertimento è garantito, corredato da buona musica, cibo e bevande. www.kinglaurinpark.it
> Inverno 2012/13 Fantasmi d’inverno a castel prösels
Maestoso e ben conservato, il castello troneggia nel borgo di Presule, presso Fiè allo Sciliar, richiamando visitatori anche nella stagione più fredda. Dopo un salto agli eleganti arsenali, ai saloni principeschi e alle ripidissime scale a chiocciola, la visita guidata si conclude nel salone dei cavalieri fra note musicali e specialità gastronomiche altoatesine. www.schloss-proesels.it
Appuntamenti
Giovedì, 27 dicembre 2012 Giovedì, 3 gennaio 2013 Lunedì, 11 febbraio 2013
> 5 gennaio 2013
Fan & Fun con denise Karbon e peter Fill
La tradizionale gara dei Fan Club è un appuntamento agonistico e mondano al tempo stesso. A mescolarsi fra gli appassionati di sci che si misurano all’Alpe di Siusi, anche Denise Karbon e Peter Fill. Informazioni alle pagine www.denisekarbon.it o www.peterfill.it
> 5 gennaio 2013 knight ride
Ski e snowboard contest nel centro del paese di Castelrotto con musica e aftershow party. www.kinglaurinpark.it

> 10 - 20 gennaio 2013
Antiche ricette dei banchetti nuziali
Dal 10 al 20 gennaio 2013, in alcuni ristoranti di Castelrotto sarà possibile rivivere l’atmosfera e il gusto dei banchetti nuziali tradizionali, attraverso una carrellata di cibi prelibati proprio come si usava in occasione dei matrimoni contadini. Tra le varie specialità indichiamo: sella di camoscio marinato, pasta contadina con ragù di selvaggina, frattaglie di vitello con canederli, nodino di cervo alle erbe, formaggio grigio con cipolla, pane dolce nuziale e “krapfen” al papavero.
> 13 gennaio 2013 Il matrimonio contadino di castelrotto
Lo spettacolo in costume più affascinante dell’Alto Adige. Si tratta della ricostruzione storica di un matrimonio contadino, così come si celebrava un tempo ai piedi dello Sciliar. Il matrimonio contadino ha inizio a S. Valentino, luogo dal quale il corteo nuziale si incammina con la slitta trainata dai cavalli splendidamente addobbata – nella più precisa osservanza dell’ordine da sempre seguito – e attraversa campi innevati per giungere fino a Castelrotto.
> 20 - 27 gennaio 2013
Swing on Snow
Swing all’Alpe di Siusi! Sullo sfondo dorato delle sue distese di neve baciate dal sole, le note musicali di diverse band allieteranno per una settimana le imprese di sciatori e boardisti fondendosi con la dolcezza del paesaggio. Ritmi travolgenti e toccanti pervaderanno al mattino le piste dell’Alpe per poi spostarsi nei rifugi e ristoranti a pranzo. A partire dalle ore 21, nei locali di Castelrotto, Siusi e Fiè allo Sciliar saranno in programma “concerti afterhour”. www.swingonsnow.com (vedi anche pagina 19)
> 20 gennaio 2013 torneo invernale di golf all’Alpe di Siusi
Giocare a golf sulla neve e rallegrarsi di un panorama mozzafiato: in data 20 gennaio, tutti gli appassionati di golf potranno provare per la quinta volta consecutiva l’ebbrezza di questo evento speciale. Si gioca su 9 buche che hanno una lunghezza tra i 61 e i 1150 m. Con gli sci, snowboard o slitta si va di buca in buca. I fairways sono bianchi invece che verdi, green white e le palline da golf si distinguono dalla bianca neve grazie ai loro colori scintillanti. www.golfkastelruth.it
> 25 gennaio 2013 Alto Adige moonlight classic Alpe di Siusi
Che stupore, per la luna, quando farà capolino da dietro le Dolomiti… Al suo sorgere sarà infatti al via una maratona di fondo quanto mai insolita nel suo genere. L’appuntamento per le centinaia di fondisti partecipanti è a Compaccio. Armati di sci e torcia, eccoli scivolare silenziosamente nella notte, fra il candore del paesaggio invernale, lungo i 20 o 36 km del tracciato che li ricondurrà al punto di partenza. L’evento si prospetta unico ed emozionante anche per tanti spettatori della “Moonlight Classic” dell’Alpe di Siusi. www.moonlightclassic.info
> 2 febbraio 2013 Schlern Games
Lo Schlern Games Contest si presenta come BestTrick Jibbing Snowboard Contest ed è aperto a tutti rider. Non mancheranno cibo e bevande per tutti e l’intrattenimento musicale. www.kinglaurinpark.it
> 2 marzo 2013 raiffeisen Ski King
“Raiffeisen Ski King”, ecco il nome del Freeski contest all’Alpe di Siusi. Un contest superspeciale. Freeski, style, BBQ, musica e naturalmente tanto divertimento. www.kinglaurinpark.it
> 10 marzo 2013 la gara “Il nastro Azzurro dell’Alpe di Siusi” Nel lontano 1953, la gloriosa gara contava oltre 250 partecipanti, assurgendo ad evento sportivo della provincia. Un’idea originale, la valutazione di una combinazione alpina di discesa e slalom, non poteva che raccogliere consensi (anche fra i meno avvezzi alle gare). Il più veloce della categoria si aggiudicherà il Trofeo Nastro Azzurro, il riconoscimento era destinato un tempo alle navi di lusso più veloci nel compiere la traversata dell’Atlantico. www.dasblaueband.it

> 7 e 8 giugno 2013 Grande open Air dei Kastelruther Spatzen
L’open air dei Kastelruther Spatzen giunge nel 2013 alla sua 17° edizione.
Migliaia di fans attesi a Castelrotto per applaudire beniamini, pronti ad esibirsi sullo sfondo di uno spettacolo musicale senza eguali.
> 14 - 16 giugno 2013 31a cavalcata oswald von Wolkenstein
Nessun altro evento riesce a fondere così sapientemente storia, sport, tradizione, cultura e folclore come la celebre cavalcata intitolata ad Oswald von Wolkenstein. Il tradizionale spettacolo equestre è celebrato ogni anno sullo sfondo di un paesaggio unico e di fronte ad un pubblico in visibilio. Il torneo storico ha inizio al Castel Forte a Ponte Gardena: vessilli al vento, cavalieri passano di torneo in torneo mettendo alla prova le loro doti di velocità, abilità e governo del cavallo. Spirito di squadra, coraggio e amore per l’animale: questi requisiti fondamentali chiesti ad una squadra che voglia aggiudicarsi il prestigioso concorso. Al termine delle sfide, la solenne premiazione a Castel Prösels fra la pompa e lo sfarzo tipici del grande poeta e cantore lirico. La presentazione delle squadre partecipanti e la grande festa si terranno nella località di Castelrotto. www.ovwritt.com
> 7 luglio 2013
Alpe di Siusi running
L’Alpe di Siusi Running è un’affascinante, alquanto impegnativa gara di corsa. Il percorso che prevede partenza e arrivo a Compaccio si estende all’interno del Running Park Alpe di Siusi. Parallelamente al running viene organizzata una corsa per il pubblico dove bambini e adulti possono misurarsi senza obbligo di prestazione. Una piacevole corsa di otto chilometri che permette di correre ammirando lo stupendo paesaggio naturale e semplicemente divertirsi.
www.alpedisiusi.info/running
> 9 - 29 luglio 2013 Schlern International music Festival
Per settimane si spargeranno nell’aria di Fiè e dintorni note e melodie classiche, da Anton Bruckner a Zemlinsky. Giovani talenti dagli USA, dal Giappone e dalla Corea, tentano l’ascesa all’Olimpo della musica classica regalando ogni giorno indimenticabili concerti in chiese e cappelle all’ombra dello Sciliar. www.schlernmusicfestival.eu

> Luglio/agosto 2013 Summer classics di Siusi allo Sciliar
Agli appassionati di musica classica, Siusi propone anche quest’anno una serie di straordinari concerti. Artisti italiani con alle spalle esperienze internazionali si esibiranno sulle note di grandi compositori. Con il suo alto livello, la “Summer Classics” è da tempo parte integrante del programma culturale estivo proposto, ai piedi dello Sciliar, ad un pubblico estasiato di residenti e villeggianti.
> Estate 2013 estate a castel prösels
L’estate a Castel Prösels riserva anche per il 2013 serate superbe e matinés d’incanto. Il prezioso repertorio degli artisti, musicisti e cantanti, spazia dalle morbide sonorità della musica classica alla genuinità della musica popolare fino alle eleganti note del jazz. E per chi non assiste ai concerti, l’opportunità di esplorare le antiche mura è comunque offerta dalle visite guidate, organizzate durante l’intera stagione calda. www.schloss-proesels.it
> 1 - 31 ottobre 2013 36a dispensa di Fiè allo Sciliar
Uno spunto per i buongustai e gli amanti della cucina locale: la Dispensa di Fiè allo Sciliar. Dal 1978 i ristoratori della località invitano a partecipare all’Ottobre gastronomico, pronti a sorprendere ancora una volta con la rivisitazione di piatti tradizionali. Piatti creati con amore e serviti con altrettanta passione. Piatti originali eppure antichi. L’ottobre culinario di Fiè: un’occasione da non lasciarsi sfuggire. www.voelserkuchlkastl.com
> 11 - 13 ottobre 2013 Festa dei Kastelruther Spatzen
La tradizione ha un nome. 29 anni di “Festa dei Kastelruther Spatzen”: l’occasione per festeggiare è ancora più grande, fra migliaia di fans radunati sotto il grande tendone di Castelrotto. Un’emozione davvero senza eguali.
> Estate 2013 estate: tutti in famiglia!
In estate l’Alpe di Siusi si trasforma in un paradiso magico per i bambini: uno straordinario programma di esplorazioni della natura e spedizioni sul campo accompagna bambini e adulti lungo un viaggio all’insegna della scoperta di un ambiente naturale unico, la regione dell’Alpe di Siusi. Assieme alla strega Martha, grandi e piccini vanno sulle tracce di streghe e stregoni. Si può scegliere tra una passeggiata notturna tra fate e folletti assieme alla strega Martha, cucinare un pasto da strega oppure ricercare magici simboli; il divertimento e il mistero sono garantiti. Coloro che invece preferiscono esplorare la vita di un maso lo possono fare con il programma “Un universo in fattoria”. Oltre a vedere da vicino mucche e cavalli le famiglie scopriranno anche come il grano viene trasformato in farina.


Sport invernale. L’area vacanze Alpe di Siusi è sponsor di Patrick Pigneter, Peter Fill, Denise Karbon (d.s.) e Urban Zimmer. Come l’anno scorso, l’area vacanza Alpe di Siusi sponsorizza anche nell’attuale stagione di Coppa del Mondo i due sciatori di Castelrotto Denise Karbon e Peter Fill. Inoltre, per la prima volta saranno sponsorizzati anche Patrick Pigneter, il più volte campione di slittino naturale e vincitore della Coppa del Mondo di Fiè allo Sciliar e Urban Zemmer, campione mondiale e detentore del record mondiale nel vertical kilometer skyrunning di Castelrotto.
Berliner Philharmoniker
all’Alpe di Siusi

No, non erano presenti tutti i 136 musicisti dell’orchestra sinfonica di fama mondiale. Sono stati sufficienti anche solo alcuni fiati della Berliner Philarmoniker e un ensemble di musica da camera, per trasformare il concerto nella Chiesa di S. Francesco in un evento straordinario. La chiesa, dallo stile architettonico molto semplice e sobrio, vanta un’acustica a dir poco unica. Gli esperti sostengono che la chiesa all’Alpe è il luogo perfetto per eventi musicali di livello mondiale. La chiesa è stata inaugurata come sala di concerti classici già a giugno in occasione dello “Stradivari Summit”, in autunno è stata la volta delle esclusive settimane musicali “Musikferienwochen”, con l’oboista Albrecht Mayr ed i clarinettisti della Berliner Philharmoniker, accompagnati al piano da Markus Groh oppure dal Brahms Ensemble Berlin. Un evento speciale in un ambiente straordinario che, dato il successo ottenuto, sarà ripetuto anche il prossimo anno.



Durante uno dei suoi viaggi verso Roma, Carlo Magno, mistico re dei Franchi, attraversò anche l’Alto Adige. Alcune scene del documentario storico “Karl der Große” – una coproduzione tedescoaustriaca – sono state girate nel mese di luglio all’Alpe di Siusi. È stato previsto il coinvolgimento di numerose comparse (manovalanza), nonché un esercito a cavallo con cavalieri che hanno indossato armature riprodotte fedelmente e originali del XIII secolo. In settembre l’Alpe di Siusi è stata inoltre palcoscenico della famosa serie tedesca per la TV “Commissario Brunetti”, tratta dai romanzi dell’autrice statunitense Donna Leon: l’episodio “Auf Treu und Glauben” racconta del Commissario Brunetti (alias Uwe Kokisch), che per evadere dalla calura di Venezia, viene a trascorrere una breve vacanza con la famiglia a Siusi allo Sciliar. Durante una gita all’Alpe di Siusi viene purtroppo richiamato a Venezia per risolvere un caso d’omicidio.
















Burgauner
PANIFICIO · PASTICCERIA
macelleria silbernagl
Famiglia Cooperativa di Castelrotto Via Panider, 24 · Tel. 0471 706 330 · www.konsummarkt.com






Il Vostro nuovo supermercato Coop nel cuore di Castelrotto Vi offre un‘ ampia offerta di prodotti di prima qualità. Unico nel suo genere è l’assortimento di delizie culinarie di contadini del luogo, di produzione biologica e del commercio equo e solidale. Al banco vendita ci sono Heinz, il mastro macellaio della conosciutissima Macelleria Silbernagl che vi offrirà dello speck tipico del luogo e la signora Helga, cuore ed anima del Panificio-Pasticceria Burgauner lo correderà col pane adatto lo “Schüttelbrot”. VeniteCi a trovare. Alimentari - Macelleria - Panificio - Pasticceria - Ferramenta - Giardinaggio - Articoli per l’agricoltura

Con la Combi Card oppure il Nordic Pass
Combi Card 3 in 7 40,00 Euro
Durante 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> 3 volte sull’Alpe di Siusi e ritorno con un mezzo a scelta: Cabinovia Alpe di Siusi o Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”
Nordic Pass 3 in 7 46,00 Euro
Durante 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> 3 giorni di pedaggio per l’utilizzo delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi / Val Gardena
> 3 giorni utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi o del Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”
Combi Card 7 51,00 Euro
Valido 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> Utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”
Nordic Pass 7 61,00 Euro
Per 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> 7 giorni di pedaggio per l’utilizzo delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi / Val Gardena
> Utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”





Combi Card 14




Valido 14 giorni (dalla prima vidimazione)
> Utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”
Nordic Pass 14 98,00 Euro
Per 14 giorni (dalla prima vidimazione)
> 14 giorni di pedaggio per l’utilizzo delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi / Val Gardena
> Utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> Utilizzo illimitato del servizio autobus dei dintorni dell’Alpe di Siusi (bus navetta, Almbus e linee pubbliche) e del Nightliner nella zona Sciliar tra Passo Pinei e Fiè allo Sciliar
> Utilizzo illimitato del servizio trasporti pubblici “Mobilcard Alto Adige”
La Combi Card e il Nordic Pass non sono trasferibili! Bambini (0-5 anni) e portatori di handicap su sedia a rotelle gratis (Combi Card). Juniores (6-13 anni) metà prezzo per la Combi Card e il Nordic Pass.
La Combi Card e il Nordic Pass sono acquistabili presso le biglietterie della Cabinovia Alpe di Siusi, presso tutti gli Uffici Informazioni e presso gli albergatori.