notiziario delle suore di santa marta
Editoriale 3 Editoriale
In missione 22 100 anni fecondi di bene
la Redazione
Parola di Dio 4 Rimanete nel mio amore
don Mario Rollando
Attualità 6 Quale futuro per i Cristiani in Medio Oriente?
suor Damiana
24 Suore di Santa Marta: 100 anni di attività nella comunità di Rodengo Saiano
Spiritualità e carisma 9 Consacrate per Amore
suor Lissy Melattu, suor Vineetha Nirichan
10 Un anno speciale: donato a Dio
Juniores voti perpetui
la Comunità di Querceto
29 Dove volete spendere la vostra vita eterna?
la Comunità di Pariyaram
30 Sportivamente... con cuore grande!
la Comunità di Chiavari
33 In festa per dire “grazie” Giovanna Cometto Spada
34 Ancora, come sempre, insieme: l’accoglienza l’è il nostro forte!
le giornaliste Angioline
36 È bello ritrovarsi
suor Melania Maffioletti
38 Incontro con il Papa Benedetto XVI
la Comunità del Vaticano
39 Divertirsi insieme: che gioia!!!
suor Michela Pinna, Claudia Valeri
11 Desideri... sulle due riviere fiorite
40 Una giornata strepitosa
12 Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente
41 Angeli di Viareggio
le Juniores
suor Anita
17 Per essere sempre al passo con i tempi
suor Anita
Scuola Materna di Novate
una mamma
44 Grest 2010 un’estate insieme
suor Rosalba Bernareggi
46 Paderno: le “due età” della vita suor Maria Rossini
48 Insieme... per il Cile
suor Cornelia Macina
49 Un cammino di fede che alimenta la speranza
Via V. Orsini, 15 00192 Roma
suor Giuseppina Giordano
43 In festa!
Frammenti di santità 21 suor Savina
la Rappresentante delle mamme
42 Un viaggio nella preistoria
Percorsi di formazione 14 La Parola rinnova le nostre comunità
Notiziario delle suore di santa marta
Alessandra Lanzini
28 Maria... sempre tra noi
La parola a... Madre Carla 8 I giorni della gioia
don Giampiero Forbice
suor Silvana Bessegato e le organizzatrici
Pagine aperte 50 Il viaggio
Quadrimestrale Anno LXVIII Redazione suor Alessandra F., suor Damiana, suor Francesca, suor Maria Pia, suor Mariana Suore di S. Marta Via Montenero, 4 - 22063 Vighizzolo di Cantù (CO) Tel. 031.730159 camfede@istitutosantamarta.org Stampa Àncora Arti Grafiche - Milano Progetto grafico In.pagina di Bergamaschi Fabio
51 Il seme gettato con amore ha portato i suoi frutti
Ni’du St. Mary Village - India
52 “Abbi cura dei tuoi ragazzi”!
Serena Dugnani
54 Si vas para Chile
suor Renata
Con l’affetto della memoria 55 Suor Emma Orsucci - Suor Emerenziana Giana
Editoriale
La Redazione
Un Vescovo umile “sorpassato” dallo Spirito Santo la parte del Vescovo della Chiesa particolare; nella diocesi i ruoli ricoperti dalle suore sono diversi; i rapporti sono di comunione e questa ha un indispensabile riferimento con la Chiesa universale: segno ne è la sede della casa generalizia a Roma. Mediante le chiese particolari le Religiose si incarnano nel mondo per il quale la vita religiosa ha una missione specifica. Qui si esplica la funzione profetica della vita religiosa: l’annuncio del vangelo dato con radicalità; il servizio all’uomo nella condivisione della fatica e della speranza. Nel mondo secolarizzato ogni religiosa è presenza di Dio in Cristo, a servizio dei bimbi, dei giovani, dei malati, degli anziani, di ogni uomo e ogni donna con cui collabora nelle cosiddette “opere”, riconoscendoli fratelli, seppure hanno perduto il senso del Padre. Lì, nella parrocchia e nella società, la persona religiosa opera come il lievito, dentro una cultura scristianizzata. È richiamo al senso della dignità della persona con la sequela di Cristo povero casto obbediente, contestando le potenze che disprezzano ogni libertà umana: l’avere, il piacere il potere. Tutto ciò diventa un dato di fatto, e non solo un auspicio, se le comunità di vita consacrata vivono la comunione in funzione della spiritualità. Purtroppo oggi siamo tutti più deboli. E la debolezza cresce se ci lasciamo colpire da quell’individualismo proprio delle diocesi che tendono a dimenticare la presenza preziosa della vita religiosa e può colpire anche le comunità religiose stesse, se i loro carismi camminano in ordine sparso. Dobbiamo tendere insieme a dar vita ad una relazionalità, aperta e collaborativa, con tutte le realtà presenti nella vita ecclesiale. Dal beato Tommaso Reggio, dalla sua umiltà, dalla sua pazienza, impariamo il cammino verso la comunione ecclesiale, di cui dobbiamo accettare la lentezza e la fatica, con fiducia nello Spirito che dà ragione ad ogni speranza.
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È il beato Tommaso Reggio, vescovo di Ventimiglia. Lo ricordiamo nell’avvicinarsi del 15 ottobre, giorno in cui ha fondato la Congregazione Religiosa di S. Marta, nel 1878 ma anche nel decimo anniversario della sua beatificazione avvenuta il 3 settembre 2000. Era partito da un bisogno urgente e nobile: aveva riscontrato una emergenza educativa nel seminario diocesano, il vuoto di presenza femminile consacrata, che offrisse un contributo pedagogico indispensabile, anche se apparentemente trascurabile, trattandosi di provvedere alla cucina e al guardaroba. Il vescovo Reggio raccolse alcune ragazze della diocesi, le preparò e le pose sotto il patrocinio di Santa Marta, educata da Gesù stesso al vero senso della vita attiva. Le cronache del tempo rivelano che la situazione della diocesi era di grande povertà, non solo materiale, ma anche morale, pastorale, spirituale. Lo Spirito Santo lo ha sostenuto e ha allargato l’ambito geografico del progetto: trasferito il Vescovo da Ventimiglia a Genova la Congregazione aprì una filiale a Chiavari, allora appartenente all’archidiocesi di Genova. L’umile Vescovo ha trasmesso la sua virtù anche alle Religiose, che hanno accettato, in occasione della costituzione di Chiavari come diocesi, che la Congregazione riconoscesse due rami autonomi, Ventimiglia e Chiavari. Nel 1972 i due rami autonomi divennero una stessa comunione. Lo Spirito Santo ha sorpassato in lungo le mire del Vescovo: le Suore di S. Marta, pur non abbandonando la cura dei seminari, si sono dedicate all’educazione cristiana e all’istruzione della gioventù in diversi tipi di scuole e a varie opere di assistenza e promozione umana; non solo in Italia, anche nelle Americhe in Medio oriente e in Asia. Non hanno avuto paura di allargare i propri orizzonti. Molteplici sono gli insegnamenti che emergono dalle presenti constatazioni. Anche nella vicenda della Congregazione di S. Marta si rivela eminente
Parola di Dio
Rimanete nel mio amore R
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imanere nell’amore di qualcuno è il desiderio di ogni donna e di ogni uomo. Abitati da quel desiderio, siamo anche percorsi da una domanda: ma quell’amore entro il quale mi è proposto di rimanere, è un amore affidabile? L’amore offerto da Gesù di Nazareth che sapore ha? Ha sapore eucaristico, odora di lavanda dei piedi, ha il bagliore della croce. Il Vangelo è questo, perché questa è la condizione umana. È stato scritto che la speranza cristiana “non ci fornisce una cartina stradale, ma piuttosto ce la toglie” (T. Radcliffe “Il punto focale del cristianesimo” p. 29). Noi sogniamo un mondo ove donne e uomini costruiscono la loro vita su una mappa che prevede tutte le svolte, gli arresti, le tappe, e un sicuro approdo finale. Eppure la Parola che illumina i nostri sentieri è una “lucerna” – lampada ai miei passi la tua Parola” (Ps. 118) – e la sua luce è tremolante, debole. Non è un faro. L’Eucarestia – fonte e culmine della vita cristiana – ci è data in una cena abitata da paure, smarrimenti, stupore, slanci del cuore e tradimento. La Chiesa nasce nella crisi. E questa
sembra essere, oggi e sempre, la “specialità della casa”. La crisi è gestazione e nella notte pasquale nasce la Speranza che consente di rimanere in quell’amore, vulnerabile e certo. Essere amati consente di sperare. Quell’amore ci è offerto, non meritato, o ghermito, o raggiunto, o strappato. È amore regalato. Come la speranza che lo accompagna. Non è facile ospitare, ricevere, accogliere, preferiamo produrre. Ci dà più garanzie. Ricevere è da poveri, produrre è da ricchi. E la ricchezza che abbiamo prodotta è la nostra speranza. Vogliamo essere sicuri,come Pietro che non vuol accogliere il gesto povero e sconvolgente d’un Messia inginocchiato che lava i piedi. È inaffidabile. Ricevere costa, umilia e ci spoglia. Meglio avere da dare, anche più del prescritto, con la sicurezza dei conti in ordine, le adempienze eseguite, come il fariseo al tempio, piuttosto che stare nella mendicanza del pubblicano, la cui certezza è soltanto la Misericordia ricevuta. Il Cristianesimo nasce nel conflitto tra due poteri. Quello politico, militare, religioso, ove anziani del popolo, sommi sacerdoti e Pilato
di don Mario Rollando prio la sua umanità assetata e smarrita, affaticata e sofferente è incarnazione di Dio. Così il mondo, questo nostro mondo, che attende la gloria dell’ultimo giorno, ne contiene già i germi fecondi, e noi siamo nel mondo perché germoglino, fioriscano, diano frutti. Rimanere nel suo amore, insieme, Chiesa e mondo, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti, poiché tutti, in forza di quell’amore gratuito, dato a tutti, restituiamo all’umanità i significati cui ha diritto. Accade che i cristiani mirino più ai traguardi, che alle mete, più alle opere che all’ispirazione. Il mondo attende da noi parole che facciano compagnia al cuore, che rendano vivibile la vita. L’umanità è da amare schierandosi, intervenendo, pagando di persona, come Gesù, ma ogni nostra azione, indispensabile, non può che conservare lo stile evangelico d’una restituzione di anima, d’un risveglio di bellezza, d’un accento di passione. Negli anni ’70 del secolo passato, i giovani scrivevano sui muri “Non ci basta il pane, vogliamo anche le rose”. Era solo retorica? o il grido di chi non vuole sprofondare nell’abisso del non senso? Oggi i nostri giovani si sono fatti muti, non sanno più gridare. Ma cosa attendono? Diamo il pane al mondo, ma diamo anche le rose. Può essere più facile dare pane che regalare una rosa, può essere più facile costruire opere che irradiare speranza. Stando nel mondo soccorriamo le donne e gli uomini che con noi condividono le quotidiane fatiche del vivere, lavorando con tutti perché la speranza che abita il cuore del mondo germogli. La parola di Gesù “rimanere nell’amore” vale per tutti. Solo se amato, il mondo potrà rifiorire. Non è un campo nemico, ma un campo da arare e coltivare. La nostra è vocazione a esprimere al mondo col garbo d’un gesto feriale, sponsale e materno, la simpatia che Dio ha per il mondo, questo nostro mondo.
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si ritrovano solidali e quello di Gesù che è il potere della verità. La verità del reale che non è misurabile in cose – politiche, religiose, militari – ma in significati che le oltrepassano tutte. Il significato del segno e della parola. Gesù ha compiuto segni e annunciato parola. I ciechi che vedono, gli zoppi che camminano, l’acqua che diventa vino, Lazzaro che risuscita, non sono eccezioni alla regola, ma annuncio della verità del reale, che ci è consegnato ma non ci appartiene. Perché tanta angoscia,ansia, paura, se ci è stato detto “Rimanete nel mio amore”? I segni e la parola giungono a compimento nel pane e nel vino. Come a Cafarnao, per la parola di Gesù, il paralitico cammina, così, nel Cenacolo, per la stessa parola, il pane diventa corpo e il vino sangue. Ma che importa? se Pilato ha la forza dell’esercito e gli anziani la sicurezza della legge e i sommi sacerdoti lo splendore del tempio? Gesù quale volto di Chiesa ha sognato? e in quale mondo l’ha collocata? e quale legame ha stabilito tra loro? Una Chiesa di uomini perfetti? in un mondo esente da sventure? E Chiesa e mondo come interagiscono? Ogni discepolo sa per esperienza diretta,nel proprio quotidiano vissuto, che in lui Chiesa e Mondo coabitano, senza possibili separazioni. E quelle parole “Rimanete nel mio amore” sono per entrambi. La Chiesa, dimora di colui che ha vinto la morte, è l’habitat della Speranza Sperare e non consiste nella convinzione che tutto andrà bene, ma nella certezza che tutto – la notte come il giorno – contengono un senso. Un senso non imposto, ma riconosciuto nella verità del reale. Per questo noi scegliamo il mondo, come dimora del nostro discepolato, perché dentro le sue ferite abita la speranza del Risorto Crocifisso. Ci siamo accaniti nell’affermare che Gesù è Dio, anche se è uomo e nonostante che sia uomo, mentre pro-
Attualità
Quale futuro per i I
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l viaggio del Papa a Cipro ha richiamato l’attenzione sulla presenza nel Medio Oriente dei cristiani, il cui numero è molto diminuito negli ultimi anni a causa delle difficoltà, delle discriminazioni e persecuzioni. Si tratta di un esodo che continua da 100 anni e che ha conosciuto pagine tragiche come il genocidio dei Maroniti nel 1860, quello degli Armeni con un milione e mezzo dì morti nel 1912, la persecuzione che subiscono i cristiani in Iraq dal 1990 e le guerre che dal 1975 destabilizzano il Libano. Quando parliamo di Medio Oriente si fa normalmente riferimento ai Paesi della “Mezzaluna Fertile” (Palestina, Israele, Libano, Giordania, Siria e Iraq) a quelli della Penisola Arabica (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Yemen) e inoltre a Egitto, Cipro e Iran. La complessità della Chiesa Cattolica nella regione risulta evidente dall’osservazione della
composizione del Consiglio Presinodale: sette Patriarchi, quello latino di Gerusalemme e altri sei (non latini) che sono quello Copto, GrecoMelchita, Maronita, Siriaco, Armeno e Caldeo. Anche il tema del prossimo sinodo, che si terrà a Roma dal 10 al 24 ottobre prossimo “Comunione e Testimonianza” indica indirettamente il problema fondamentale della regione: la comunione e la testimonianza della Chiesa sono messe a dura prova in un ambiente di profondo conflitto sociale, politico e religioso. Forse proprio le divisioni e i conflitti tra cristiani possono essere considerati una delle ragioni che spiegano perché l’Islam si sia diffuso così ampiamente in regioni in precedenza quasi esclusivamente cristiane. In tempi più recenti, per ragioni legate a problemi economici e a discriminazioni politiche e religiose, in molti Paesi del Medio Oriente i cristiani hanno iniziato ad emigrare e questo ha messo in gioco la presenza dei cristiani nella loro patria di origine. Questi fratelli portano nel cuore i traumi dell’esperienza della guerra o i segni di tensioni tribali e religiose dei loro Paesi di origine. Nella Terrasanta, culla della nostra fede, i cristiani, in maggioranza arabi, si trovano osteggiati sia dagli arabi musulmani sia dagli ebrei. Vi sono Paesi nel Medio Oriente come nel Libano, nella Siria e in Egitto dove i cristiani sono più numerosi, anche se restano sempre una minoranza. Il Papa, parlando a Cipro, ha ricordato che “nessuno può rimanere indifferente alla ne-
Cristiani in Medio Oriente? di Suor Damiana
inoltre il “focolaio principale” nei vari conflitti mediorientali. Le Chiese del Medio Oriente necessitano di una solidarietà fraterna con tutta la Chiesa cattolica per uscire dal circolo vizioso delle lotte politiche da una parte e dalle gelosie dall’altra e a rinnovare una mentalità e uno stile di vita autenticamente cristiani, che sono la miglior cura alle ferite che hanno profondamente colpito la regione. Accogliamo questa sfida per la nostra fede, una fede capace di muovere le montagne di odio per lasciare spazio alla riconciliazione e alla pace e nella nostra preghiera cerchiamo di tener presenti queste sorelle e questi fratelli, a volte posti perfino davanti alla scelta della testimonianza del martirio, come è accaduto di recente a Mosul in Iraq e in Turchia. L’ultimo martire, assassinato nel giugno scorso a Iskendemn, è stato il Vescovo Mons. Luigi Padovese che tanto si è prodigato a seminare stima e conforto per ogni persona che accoglieva come fratello.
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cessità di offrire sostegno in ogni maniera ai cristiani che vivono nell’Oriente affinché le sue antiche Chiese possano vivere in pace e prosperità”. Il documento di preparazione del Sinodo afferma che “i cristiani del Medio Oriente rappresentano una ricchezza non solo per la Chiesa ma per l’intero mondo democratico: la loro scomparsa minerebbe la possibilità di un futuro di pluralismo e di democrazia nella regione”. Il Documento denuncia come nel gioco delle politiche internazionali si ignora spesso l’esistenza delle comunità cristiane. I cristiani invece “appartengono a pieno titolo al tessuto sociale e all’identità stessa della regione, sono stati i pionieri della nazione araba”. I cattolici in particolare “sono chiamati a promuovere il concetto di laicità positiva dello Stato per alleviare il carattere teocratico di alcuni governi e permettere più uguaglianza fra i cittadini di religioni differenti, favorendo così la promozione di una sana democrazia”. Essi infatti devono sentire l’impegno di essere minoranza attiva, senza mai ripiegarsi in un atteggiamento ghettizzante. “Da decenni, la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese, dice ancora il Documento, il non rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani e l’egoismo delle grandi potenze hanno destabilizzato l’equilibrio della regione e imposto alle popolazioni una violenza che rischia di gettarle nella disperazione”. Il conflitto israelo-palestinese è
La parola a...
Madre Carla
I giorni S della gioia 3 settembre 2000 3 settembre 2010
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embrano lontani “i giorni della gioia” eppure… se ritorniamo con il cuore a quel 3 settembre 2000 un guizzo inesprimibile ci invade l’anima e ogni volta il ricordo di quei bellissimi giorni ci porta dentro un “SOFFIO DI PRIMAVERA”. Ci pensavo in questo periodo e mi chiedevo come fermare il tempo e dare “spessore” concreto a questa gioia. È certo che la Gioia ci ha visitato e non solo perché il nostro VENERATO FONDATORE è stato proclamato Beato dalla Chiesa, ma anche perché questo evento ci ha fatto “rinascere” il desiderio di essere davvero nella Chiesa e per la Chiesa un “piccolo istituto” che la fermenta. Questo era il sogno di Tommaso Reggio! E la Provvidenza ha fatto sì che il suo sogno si realizzasse. Quel piccolo gruppo di Suore, armate solo di amore e di voglia di “bene”, ha potuto diventare la Famiglia Religiosa delle Suore di Santa Marta sparsa nel mondo. C’è dentro a tutto questo la cura di Dio per noi tutte, la cura di un Dio che quando trova le sue creature aperte al dono, le inonda di gioia, di grazia e di forza. Ci sembra un “miracolo” e lo è: noi siamo oggi qui a festeggiare insieme i 10 anni della Beatificazione…! Tutto è grazia e nel lontano 1878 le nostre prime Suore non immaginavano forse tutta la strada che si sarebbe fatta, tutti gli orizzonti che si sarebbero aperti… Loro che erano consapevoli della fortuna di avere un Fondatore come Tommaso Reggio sicuramente hanno riempito il cielo di canti quel 3 settembre 2000!
Fermiamoci allora per chiederci se questi dieci anni sono stati anni di gioia. Forse dobbiamo riconoscere che talvolta “l’affanno” di Marta non ci lascia guardare alla vita con occhi luminosi; forse, piegate sull’oggi e sulle nostre poche forze, non intravvediamo “l’oltre” e non speriamo… come chi crede che “tutto può in Colui che gli dà forza”. Siamo state pietre vive nella Chiesa e lo siamo ancora, sì pietre vive perché mentre la fragilità pare schiacciarci e il futuro ci balena davanti senza promessa, non possiamo dimenticare la forza di Dio, di un Dio che crea e ri-crea servendosi dei suoi servi anche se deboli. “Credo, diceva il Beato Tommaso Reggio alle Suore, che l’Istituto vada propagandosi e desidero vivamente che molto ancora si estenda, come tanti altri Istituti si sono estesi, la qual cosa diverrà se avrete davvero lo Spirito Religioso” (Cfr. Sanguineti, pag 480). Queste righe sono sempre da ri-meditare! L’estensione dell’Istituto infatti è legata a una condizione: avere lo Spirito Religioso. Ieri come oggi ciò che conta è essere cariche di Dio, essere occupate a servirLo con gioia là dove egli ci chiama non per compiere grandi cose, ma per diffondere quel bene che può fiorire solo dalla fecondità del suo amore quando il cuore è costantemente aperto ad accoglierlo nella preghiera e nella carità fraterna. Dunque continuiamo a costruire “i giorni della gioia” affidandoci a Lui che è il Dio che non delude le attese e sempre prepara “le sue consolazioni per coloro che lo amano.
Spiritualità e carisma
O
ggi 11 giugno 2010 ci siamo donate interamente al Signore professando i santi voti nella nostra amatissima Famiglia Religiosa. In questo giorno così speciale per noi ci siamo lasciate guidare dal passo biblico: “siate sempre lieti, pregate incessantamente, in ogni cosa rendete grazie al Signore, questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Tes 5,16-18). Sì, siamo liete! Abbiamo mille motivi per essere liete sempre. Prima di tutto perchè il Buon Dio ci ha concesso questo grande dono della vocazione alla vita religiosa assicurandoci che è fedele Colui che ci ha chiamato (1Cor 1,10). Siamo liete e orgogliose di appartenere a questa bellissima Famiglia Religiosa. Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Trivandrum, Mons. Soosa Pakiam, diceva durante la cerimonia: “La vera gioia viene soltanto dal Signore e chi è capace di possederlo rimane sempre lieto rinnunciando ai piaceri mondani ed effimeri”. Durante questi sei anni di preparazione il Signore ci ha fatto sperimentare che quando lasciamo qualcosa per conquistare Dio, Egli ci ricambia cento volte di più in grazie e benedizioni. “Pregate incessantemente...” Il nostro amatissimo Padre Fondatore ci ha fatto capire la grandezza, la bellezza e la necessità della preghiera che ci fa essere noi stesse “come il pesce nell’acqua”. Sì, noi le sue figlie non possiamo non dare ascolto a questa sua esortazione. Anche S. Marta ha avuto la fortuna di avere Gesù come amico di famiglia. In questo giorno speciale, desideriamo solo questo: costruire
di Sr. Lissy Melattu e Sr. Vineetha Nirichan Trivandrum
una forte amicizia con Lui in ogni instante della nostra vita e crediamo fermamente che fede e amore sono due elementi essenziali dell’amicizia, che è prefigurazione della comunione nell’eternità. Vogliamo questa presenza amica che dà senso al nostro vivere, come diceva il nostro Padre Fondatore “la santità è un tesoro nascosto nelle piccole cose del quotidiano.” “In ogni cosa rendete grazie...” esprimiamo la nostra immensa gratitudine alla Famiglia Religiosa: alla Madre Generale, Madre Carla e specialmente alla Madre Vicaria, Madre Lillian Doll, che è qui con noi e che ci ha accolto con tanta gioia tra le suore di S. Marta. Consacrarci a Dio davanti alle nostre consorelle, ai genitori e agli amici che ci hanno accompagnato e sostenuto in mille modi in questo cammino di vocazione, è stato per noi un momento di gioia indescrivibile. In questo giorno ci è sembrato di toccare il cielo! Appartenere totalmente allo Sposo per sempre! Una voce echeggiava nel nostro cuore “vivi fedelmente sino alla morte in questo santo abito religioso!!!
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Consacrate per Amore
Spiritualità e carisma
Un anno speciale: donato a Dio Q
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uest’anno, trascorso a Roma in preparazione ai Voti Perpetui, è stato per noi un anno veramente colmo di stupore e di grande entusiasmo. Dopo un lungo periodo di formazione, di riflessione e di preghiera, abbiamo avuto la gioia di consacrarci perpetuamente a Dio. Pertanto desideriamo ora ringraziare tutte le suore che ci hanno guidate e aiutate, in particolare la carissima Madre Generale, per averci accolte come membri effettivi della Famiglia Religiosa, attraverso la nostra Professione Perpetua. Ed eccoci ora, finalmente giunte, al più desiderato e prezioso momento della nostra vita! Il 23 Maggio 2010 è stato per ognuna di noi un giorno particolarmente intenso e ricco di tante bellissime emozioni. Durante la celebrazione Eucaristica abbiamo consegnato tutto il nostro essere a Dio, sigillando nel nostro cuore l’alleanza d’amore con il Signore nella Chiesa, con la promessa di essere fedeli per sempre al nostro Sposo Cristo Gesù, nella famiglia religiosa delle Suore di Santa Marta. Oggi noi possiamo dire, come S. Paolo “Io posso tutto in Colui che mi dà forza”, perché durante questi preziosi anni di formazione, il Signore ci ha fatto sperimentare il Suo amore infinito e la Sua presenza sempre premurosa attraverso le persone e le situazioni che abbiamo incontrato, dalla Madre Generale a Madre Lilian, a tutte le consorelle che hanno sempre avuto verso di noi infiniti gesti di carità fraterna, di comprensione e di grande disponibilità.
Anche il pellegrinaggio, fatto nei luoghi del Beato Tommaso Reggio, ci ha arricchite molto, ha accresciuto il desiderio di vivere solo per Dio, ha consolidato e approfondito in noi l’amore e la venerazione verso il Padre Fondatore. Ogni giorno che passa si risvegliano in noi tanti cari ricordi e soprattutto risuona nel nostro cuore la Parola del Signore: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Con il cuore colmo di gioia promettiamo di tradurre in pratica quotidianamente quanto il nostro Beato Padre Fondatore ci ha detto: “fate sempre fiorire il bene!”
Suor Lucy Mundamattathil, Suor Mariamma Punnakkuzhiyil, Suor Marikutty Puthenpurackal, Suor Mareena Kolakkunnel
Desideri... sulle due riviere fiorite Roma, 30 novembre 1957
Poche righe inviate da Madre Ermelinda, allora Segretaria Generale, a nome di Madre Ignazia Ongaro, alla Madre Pietrina Guglielmi di Ventimiglia. In esse si legge un segno: un desiderio di unità che si avvererà negli anni Settanta!
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Reverendissima e cara Madre, riconoscenti, anche a nome della reverendissima nostra Madre Generale vengo a ringraziarla dell’invio dei meravigliosi fiori che questa mattina hanno ornato mirabilmente l’altare. Il buon Dio Le rimeriti con la munificenza delle Sue grazie. Sentiamo il Venerato nostro Padre Fondatore felice per le Sue Figlie; Egli continui ad assisterci sulle due fiorite riviere liguri e ci ottenga dal Signore anime generose per l’apostolato. L’8 dicembre partiremo da Genova con il “Giulio Cesare” ci ricordiamo. Ossequi cari. Devota e affezionata Suor Ermelinda Rollero segretaria.
Spiritualità e carisma
Abbiamo posto la La Speranza ci dona occhi nuovi, cuore nuovo, vita nuova, per vivere il presente con passione e lucidità e con un pizzico di sana “follia” (Atti Capitolari, 2009)
C
on queste parole, tratte degli Atti Capitolari, vogliamo condividere la gioia di aver vissuto insieme come juniores, nel mese di Agosto, un tempo forte e prezioso di formazione. Dio ha voluto parlare in modo particolare al cuore di ognuna di noi e farci capire e sentire nel profondo del nostro essere che camminare al passo della nostra Famiglia Religiosa, oggi, significa diventare “Profeti di Speranza”. Dio ha disposto tutto per noi, ci ha portato, come al solito in un’oasi di pace, a Roggiano, togliendoci dalla grande frenesia che durante l’anno ci fa tante volte dimenticare noi stesse e soprattutto ciò che è fondamentale nella nostra vita di donne consacrate. La nostra carissima Madre Generale, Madre
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Carla, ha aperto questo tempo di sosta commentando una preghiera con delle parole che ci hanno colpito fortemente. Ci ha richiamato e ricordato l’importanza di vivere lo spirito della nostra Famiglia Religiosa, sforzandoci di crescere nella carità fraterna, tesoro tanto desiderato dal nostro amato Padre Fondatore. Un tesoro che se cercato, amato e costruito nella fedeltà, nella “perfetta osservanza della Regola”, già lo godiamo come paradiso in questa terra. Nei primi tre giorni siamo state guidate da mons. Gero Marino, il quale ci ha spiegato che la vera Speranza è quella virtù che ci dà la forza di affrontare la fatica del presente nella certezza della meta finale, una meta che è già qui: fare la Volontà di Dio e vivere così la nostra vocazione.
nostra speranza nel Dio vivente le Juniores
primo ha realizzato, Lui Dio fatto servo per amore nostro; • donne dell’Attesa, come quelle vergini sagge che aspettano lo sposo, vestite a festa e con il cuore riempito dell’olio dell’ amore cerchiamo di accogliere come “kairos” questo tempo della storia, occasione favorevole per la nostra salvezza; • persone che sanno donare la vita, guidate dal suo Amore e dalla sua Parola, perché dal seme che muore rinascerà una vita nuova, una vita creativa che si traduce in fonte di pace e di felicità per gli altri; • persone di relazione, poiché Cristo diventa la sorgente del rapporto buono con l’altro, quella forza d’amare che ti fa figlio nel Figlio e fratello nel Fratello; • donne di Misericordia, perché, facendo esperienza della Misericordia infinita di Dio per noi, siamo in continua conversione per vivere la misericordia con gli altri; • figlie di Maria perché come Lei, percorriamo “in fretta” una nuova strada ed intraprendiamo un cammino fuori della propria casa, lasciandoci condurre solamente da Dio. Ha coronato questo tempo di formazione il corso di esercizi spirituali guidato da mons. Claudio Doglio, che con la presentazione della lettera agli Ebrei ci ha fatto riscoprire la bellezza della dimensione sacerdotale della nostra vita cristiana e quindi anche della nostra consacrazione religiosa. Ci sentiamo piene di riconoscenza a Dio, alla nostra Famiglia Religiosa e alla carissima comunità di Roggiano che ci ha ospitate.
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Grazie alle sue parole abbiamo capito che la Speranza non è qualcosa che già teniamo tra le mani, ma che è un cammino da fare, così come è stato per Pietro (Lectio divina di Lc 5,1-11) Introdotte nel tema della Speranza, la nostra cara Madre Lilian ci ha fatto scoprire alcune caratteristiche del “profeta” guidate dalla Parola di Dio attraverso la lectio quotidiana, dal Magistero del Santo Padre e dalla nostra Regola di Vita. Siamo consapevoli che essere profeti di Cristo non è un compito facile da realizzare. Il lavoro svolto in questi giorni e la condivisione fatta ci ha permesso di sperimentare la grazia vivificante della Parola che ci rivela sempre qualcosa di nuovo. La domanda fondamentale: Chi è Gesù per il Profeta? chi è Gesù per me? Domanda che richiede una risposta personale, perchè non bastano le parole che si dicono di Lui, ma quello che viviamo di Lui. Tutti i giorni una caratteristica del profeta ci immergeva nel nostro mistero di creature che hanno il compito di crescere fino a diventare: • testimoni della Bellezza di Dio, capaci di sprigionare tutta la luce e la bellezza che Dio ha deposto in noi; • araldi della Fede, capaci di spostare le montagne del nostro cuore per identificarci un po’ di più con la persona di Cristo e con la sua forza divina, fede che raggiungerà la sua “maturità” solo quando non ci scandalizzeremo più della Croce di Cristo; • serve fedeli del Vangelo, pronte sempre a servire seguendo il cammino che Gesù per
Percorsi di formazione
La Parola le nostre «Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’» Mc 6,31
L’ Camminando con fede 2/2010
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invito della Madre Generale è stato accolto da tutte, Superiore e Responsabili della scuola, con viva gioia per tanti motivi: prima di tutto per incontrare la Madre a Roma al suo ritorno dal Cile, poi per prendere parte alla sua preoccupazione per la Missione in Cile colpita dal terremoto e per esprimere la partecipazione al suo dolore per la perdita della sorella Marisa, avvenuta proprio nel momento in cui la Madre era lontana dai suoi familiari. Madre Carla col cuore gonfio di tanto soffrire ha preparato comunque per noi un momento bello di serenità, di condivisione, di preghiera. Anche Gesù preparava per i suoi Apostoli, di ritorno dalla missione, un momento di riposo, di distensione e di preghiera in un luogo appartato. L’omelia della Santa Messa ha aperto il cammino dei due giorni: “Cristo è luce, perciò
anche noi dobbiamo essere luminosi perché siamo con Cristo, perciò le tenebre si allontanano dal cuore”. In mattinata è stata organizzata una visita ai giardini vaticani di Castelgandolfo con la guida del Dott. Petrillo che in forza della sua lunga esperienza presso la S. Sede, ci rendeva partecipi di simpatiche curiosità e notizie sulla vita dei vari Papi da lui conosciuti. Nel pomeriggio la Madre ha condiviso con noi la sua esperienza in terra di missione, soffermandosi in particolare a descrivere la tragedia delle zone terremotate del Cile e invitando tutte le case a collaborare in modo concreto per rispondere ai bisogni della missione e di tante famiglie colpite dalla catastrofe. Nel suo intervento ha ricordato tutte le case delle missioni anche quelle in Argentina, Brasile, Messico, India, Libano, questo ha favorito la conoscenza dell’attività apostolica delle nostre consorelle, che in diversi luoghi operano in situazioni molto difficili. La Madre perciò ci ha fatto riflettere sul nostro stile di vita per saper valorizzare quello che abbiamo e ridimensionare le nostre attese. È stata un’esperienza molto bella e significativa perché legata alla storia della Chiesa e dei
rinnova comunità
di Suor Anita
Ha gioito pure per i preparativi alla celebrazione dei 10 anni di Beatificazione del Padre Fondatore. Conoscendo l’attaccamento al Beato Tommaso Reggio, possiamo intuire quali sono le iniziative in cantiere e che si realizzeranno in tutta la missione. La Madre termina il suo intervento raccomandando una sola cosa: l’amore a Dio e in Comunità perché da lì prende senso tutto il nostro agire in mezzo agli altri. Altro tempo vissuto intensamente è stato quello della Lectio guidata da Don Giorgio Zevini. Il Sacerdote si è introdotto analizzando i 5 problemi che ostacolano la Lectio: L’individualismo che ci porta a mettere al centro di tutto il nostro io, le nostre realizzazioni, i nostri problemi e non Dio e la sua Parola. L’attivismo che ci fa impostare la vita soprattutto sul fare. La superficialità spirituale senza un progetto di vita interiore. Il razionalismo che dà il primato al sapere più che all’esperienza di Dio. La dicotomia tra Fede e vita: la Parola va calata invece nella vita e la vita condotta a Dio. Roma, 1-2 Maggio 2010
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Papi, vissuta gioiosamente e con tanto interesse. Non sono mancati momenti di gioia e di festa per la Madre, come l’incontro con i 5 ragazzi che intendono seguire la via del sacerdozio, secondo il carisma delle suore di Santa Marta. Ogni casa della Congregazione si impegna a collaborare col centro per sostenere economicamente questo “audace progetto”.
Percorsi di formazione
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Ha dato poi indicazioni per rendere efficace il momento della Lectio: fermarsi sulla Parola senza fretta, interiorizzarla, confrontarsi per capire i propri punti deboli sui quali lavorare e pregare Dio con fiducia perché rinnovi la nostra vita. Sono stati scelti per la Lectio i passi del Cap. 20 e 21 di Giovanni sempre rapportati al quotidiano. Maria Maddalena fa un cammino di fede per ritrovare Gesù, vive nel pianto e nel dolore perché hanno portato via il suo Signore. Sarà Gesù a condurla e a lanciarla all’evangelizzazione. “Va’ e annuncia” le dice Gesù. Io dove mi trovo? Che cosa cerco? Cerco l’appagamento di me stessa o cerco Lui il Risorto? Gesù appare ai discepoli la sera di quello stesso giorno (Gv. 20,19) e fa agli apostoli i 5 doni pasquali: la pace, la gioia, il mandato della missione, lo Spirito Santo, il compito di annunciare la salvezza e il perdono di Dio. E io a che punto mi trovo? E la mia comunità? So annunciare con la vita la misericordia e l’amore di Dio? Il passo che racchiude una stupenda catechesi è il testo di Giovanni 21,1-29. Dopo la Risurrezione gli Apostoli tornano in Galilea al loro lavoro. In quella notte non prendono niente. Non si tratta solo di pesca non riuscita. Ogni comunità di fede rimane sterile, quando
nell’apostolato lavora “di notte” ed è priva di Cristo, ma diventa feconda quando “all’alba” ha con sé il Signore, obbedisce alla sua Parola e vive della sua presenza. “Quando ebbero mangiato” Pietro si impegna in una novità di vita, ma l’iniziativa è sempre di Gesù che chiede a Pietro: “Mi ami tu?” e fonda la sua Chiesa su una pietra fatta solo di amore, conducendo gradualmente l’apostolo da un amore amicale ad un amore incondizionato, totale. Questo è un messaggio fortissimo per noi: il fine è l’amore totale, ma è un punto di arrivo non di partenza. Gesù conduce anche noi progressivamente là dove Lui vuole, nel rispetto della libertà di ciascuno perché Gesù dice sempre: “Se vuoi”. Molto bello è stato il percorso con Don Zevini, la Parola di Dio è vincente. L’importante è avere condiviso un metodo: non dare niente per scontato sulla Parola, lasciare che la Parola di Dio ci parli e ci educhi alla spiritualità del dono, del sacrificio, della croce, della sincera ricerca di Dio. Solo se giungiamo a questa esperienza di Dio, pregando la Parola, saremo in grado di acquistare la vera sapienza del cuore e di rinnovarci personalmente e comunitariamente. “VOGLIAMO RINNOVARE LA COMUNITÀ”?, ripeteva Don Zevini, dobbiamo partire dalla Parola, rinnovare la sensibilità alla Parola più che la sensibilità al nostro sentire. Perciò “Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 11,28). In questo articolo sono state riportate solo alcune sottolineature fatte durante la Lectio, chi volesse approfondire questo argomento può far riferimento al libro di Don Zevini: La Lectio divina nella comunità cristiana, Ed. Queriniana.
Incontri di aggiornamento
di Suor Anita
Per essere sempre al passo con i tempi ll’incontro di Chiavari tenuto da Don Gero sul Progetto di Evangelizzazione per le Insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria hanno fatto seguito altri due momenti di formazione: il primo organizzato a Roma per la Scuola dell’Infanzia il 5-6 giugno, guidato dalla Dott. Luisa Pelizzari, il secondo a Roggiano per la Scuola Primaria e Secondaria con la Dott. Bruna Grasselli e il Prof. Piero Cattaneo il 19-20 giugno 2010. Il tema di fondo è stato per entrambi: Il curricolo Cittadinanza e Costituzione e la Certificazione delle competenze. Per la Scuola dell’Infanzia il discorso si è poi rivolto al Progetto di Evangelizzazione e alla Giornata scolastica, mentre per la Scuola Primaria e Secondaria si è insistito sul PEI e sul Curricolo di Istituto.
SCUOLA DELL’INFANZIA La Dott. Pelizzari ritiene di fondamentale importanza educare alla corresponsabilità per costruire una democrazia partecipativa che si fonda su tre valori quali: la solidarietà, la sussidiarietà e la legalità, perché la democrazia non si impone con la violenza, ma ha bisogno di esperienze libere, di grande pazienza e dialogo. È importante sviluppare il senso della cittadinanza: conoscere l’altro, i suoi bisogni in un clima di rispetto del pensiero altrui.
È altrettanto necessario conoscere, nelle linee essenziali, la Costituzione che invita a vivere insieme una cittadinanza democratica nella consapevolezza che la legge è uguale per tutti. Nella scuola dell’Infanzia è doveroso trasmettere conoscenze specifiche e abilità relative alla famiglia, alla scuola e al gruppo. Le famiglie rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate nella scuola per consentire di creare una rete solida di responsabilità comuni. La scuola costruita come luogo accogliente, con un progetto educativo condiviso, offre un ambiente dove il bambino possa stare bene e crescere in un clima sereno.
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Percorsi di formazione Si è poi dedicato uno spazio al Progetto di evangelizzazione: come rispondere alle grandi domande dei bambini e suscitare domande. Le domande compaiono già nei primi anni di vita, ma un bambino prima di fare una domanda guarda e pensa se può fidarsi dell’adulto. Quello che viene detto passerà nel suo cuore e ci crederà. È importante perciò che l’educatore abbia capacità di ascolto e delicatezza nel dare risposte vere e adeguate alla comprensione dei bambini. Il materiale lasciato dalla Dott. Pelizzari è uno strumento prezioso per sollecitare la riflessione e la ricerca delle educatrici e per offrire ai bambini risposte rassicuranti, vere e parole di speranza.
SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA
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Il gruppo classe crea legami cooperativi e aiuta a gestire i conflitti e a superarli e apre al gruppo più ampio della Comunità civile ecclesiale, mondiale. Nei lavori di gruppo si sono approfondite queste tre realtà, individuando le conoscenze, le abilità e le competenze. Si è passati poi alla descrizione della giornata scolastica, con i suoi tempi educativi che sviluppano nel bambino autonomia e abilità. Si devono aiutare i genitori a capire che tutto il tempo scuola ha una valenza formativa a partire dall’arrivo del bambino, all’inizio della giornata, quando si sente atteso, incontra altri bambini, fa esperienze nuove, gioca, dialoga, esplora, fa domande, chiede aiuto. Impara a mettere in ordine, a rispettare gli orari, a scegliere in certi momenti i giochi preferiti, a stare con gli altri, perché insieme è più bello. Lasciare la mamma non è facile, ma impara a capire che si può volere bene anche a distanza.
PRIMO INTERVENTO: Dott. Bruna Grasselli I temi affrontati dalla Dott. Grasselli sono: L’integrazione scolastica; il PEI: finalità, soggetti, azioni. La relatrice ha preso in considerazione le risposte date dalle nostre scuole sull’integrazione scolastica, ritenuta un’occasione per conoscersi reciprocamente, un impegno che deve coinvolgere tutti ( famiglia, Docenti, alunni, personale ATA), una opportunità per il disabile, una risorsa per il gruppo, un fattore positivo per la convivenza e un diritto-dovere sacrosanto del disabile di sentirsi accettato. Ci sono molti pregiudizi in questo ambito, ma l’educatore deve saper leggere ogni storia, ogni bisogno, la domanda e la risposta che i genitori e i ragazzi in difficoltà si danno per poter intervenire nella maniera esatta. È necessario nella scuola un atteggiamento collaborativo tra gli insegnanti e con la famiglia nel prendere in considerazione la diagnosi funzionale, ma anche nel formulare una diagnosi pedago-
SECONDO INTERVENTO: Prof. Piero Cattaneo Ci sono ancora dubbi e perplessità in diverse scuole sulla stesura del Curricolo di Istituto per cui il Prof. Cattaneo ha dato subito indicazioni concrete e chiare per l’elaborazione del Curricolo d’Istituto, rispondendo ai problemi o quesiti delle Insegnanti. Lavorare sul curricolo è la parte più qualificante del lavoro degli insegnanti, occorre appassionarsi e appassionare per fare meglio scuola. Altrettanto importante è mettersi in rete perché non sempre una scuola ha la forza per lavorare da sola. Occorre capire l’importanza
del curricolo perché non si può operare all’insegna dello spontaneismo. Il C.I. è un documento programmatico che fissa il percorso che la scuola offre e che uno studente deve compiere in un determinato segmento scolastico e in ogni disciplina. Significa perciò, da parte dei Docenti, lavorare sulla disciplina, sulla metodologia, interrogandosi: “Che scuola siamo e che cosa vogliamo dare agli studenti?”. Questa è la domanda di fondo, è la domanda delle domande. È bene fermarsi a riflettere su questo, pur nella stanca quotidianità, pensare e osare un rinnovamento delle forme tradizionali di fare scuola, aperti alle nuove indicazioni. È necessario fare chiarezza sulle competenze da far maturare negli allievi al termine di ogni grado scolastico, sulle modalità di valutazione e certificazione, sui percorsi per il raggiungimento degli obiettivi. Le scuole hanno l’obbligo di elaborare il C.I. da inserire nel POF, tenendo presente che ogni scuola comprensiva ha un unico POF dove sono indicate: le scelte educative le cui fonti sono il Carisma e il Progetto di Evangelizzazione; l’organizzazione didattica; la memoria storica (quello che si fa) e i criteri valutativi; I progetti particolari, migliorativi dell’attività ordinaria. Il cuore del POF è il C.I. (da non confondere con la Programmazione) dove sono indicate le conoscenze, le abilità, le competenze (cioè i modi di essere), quindi competenze disciplinari e personali. Per questo è giusto fare riferimento al nostro Progetto di Evangelizzazione che parla di accoglienza, comunicazione, relazione testimonianza. Anche la certificazione delle competenze è vincolante, occorre capire bene che cosa significa valutare e certificare: nelle valutazione si tiene conto del risultato e del processo di apprendimento, cioè dei ritmi, nella certifi-
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gica che parta dalla lettura e conoscenza della realtà vissuta nel quotidiano. È importante poi giungere alla stesura di un PEI (Piano educativo individualizzato) come progetto specifico per valorizzare le potenzialità di ciascuno in collaborazione con i servizi scolastici, sanitari, socio assistenziali, ricreativi. Ne risulta pertanto una programmazione coordinata, condivisa da chi sa davvero conoscere e amare il bambino o il ragazzo perché sa guardarlo negli occhi. Le attività che si realizzano devono prevedere alcuni momenti particolarmente significativi, come l’accoglienza che permette all’alunno di integrarsi in maniera graduale con l’ambiente e con le persone e un’azione di accompagnamento che garantisca un sostegno individuale. È bello giungere a una relazione d’aiuto in un accompagnamento personalizzato attraverso l’ascolto attento e il dialogo perché l’educazione è cosa del cuore e solo attraverso il rapporto personale si può avviare un autentico processo formativo. La lettura che abbiamo della persona, la trasmissione dei valori in riferimento al Vangelo fa sì che il nostro discorso educativo didattico sia anche un discorso di evangelizzazione.
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cazione si fa riferimento solo al risultato raggiunto. Un altro argomento affrontato dal Prof. Cattaneo è quello del Curricolo Cittadinanza e Costituzione. Come costruire il curricolo? In una scuola comprensiva si può elaborare un unico curricolo dove sono presenti aree adatte ad ogni grado di scuola e lavorare in modo trasversale, tenendo presenti le 8 competenze-chiave dell’UE (2006), ritenute necessarie per la realizzazione e lo sviluppo della persona, per esercitare la cittadinanza attiva, per l’inserimento sociale e l’occupazione, per l’apprendimento permanente, o le competenze trasversali indicate dal MPI in Italia, (2007) che si realizzano rafforzando gli assi culturali: quello dei linguaggi, quello matematico scientifico e storico sociale. È stato inoltre fornito dal MPI un modello di certificazione delle competenze che possono essere possedute a tre livelli: iniziale, intermedio, avanzato.
Interessanti tutti gli argomenti svolti nei vari ordini di scuola: necessaria la puntualizzazione sul C.I., condivisa l’apertura del tema “Cittadinanza e Costituzione”. Abbiamo sempre parlato tanto di centralità della persona, ora il curricolo cittadinanza e costituzione ci apre ad un nuovo e impegnativo compito che completa il primo: educare ad una cittadinanza attiva e responsabile in vista del bene comune. Mi piace, a questo proposito, ricordare le parole del Papa Giovanni Paolo II: “Le persone consacrate possono offrire il segno di una fraternità responsabile, vivendo in Comunità nelle quali ciascuna si sente corresponsabile della fedeltà dell’altro, ciascuna dà il suo contributo per un clima sereno di condivisione e di aiuto reciproco: è questa la finalità del C.I. È questo il nostro modo di essere presenti nella Scuola per rispondere in modo concreto a quanto gli Atti Capitolari ci chiedono.
Frammenti di santità Mia tanto cara...
Santo Natale 1998
Il Signore ti ama e non ti risparmia: certamente ha soppesato la croce e sa che i tuoi “sì” aiuteranno la grande famiglia umana e la nostra... Sentimi vicina con tanta tenerezza. Coraggio, il tuo cuore sia sempre una festa! Tua aff.ma
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Suor Savina Badarocco passata alla casa del Padre il 3 luglio 2006
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100 anni fecondi di R
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accontare cento anni nel tempo limitato di un’omelia è una pretesa che io non ho! Credo comunque che come non è possibile capire un cristiano senza conoscere Gesù Cristo così non è possibile parlare delle Suore di Santa Marta, senza conoscere qualcosa del loro Fondatore, il beato Tommaso Reggio. Di lui possiamo dire che: “da ricco che era si fece povero per amore…” e in seguito diventato vescovo, custodirà il suo gregge con una delicata e amorevole attenzione. Egli intuì in un autentico servizio fatto “con le mani e con il cuore” la necessità di dar vita ad una Congregazione di Suore che in S. Marta trovassero un modello di carità. Tommaso Reggio, con la sua tenerezza di padre, insegnerà alle sue Suore l’arte della preghiera e dei piccoli e grandi servizi a favore dei più bisognosi. Così all’alba del 22 novembre 1909, quattro suore di Santa Marta giungevano a Rodengo Saiano per iniziare una nuova opera apostolica a beneficio delle giovani del paese. Dobbiamo allo zelo apostolico del Parroco, don Giovanni Salvi, l’accoglienza e il buon inizio di quest’opera. Fu lui ad incitare le fa-
miglie affinchè le ragazze iniziassero un cammino con le suore. Nacque un laboratorio che accolse le prime 50 ragazze. La scuola divenne una palestra di insegnamenti in tutte le direzioni: formazione religiosa, apporto di nozioni di igiene, di economia domestica, di cultura e morale. Dopo alcuni anni nasceva la necessità di dare lavoro alle ragazze per evitare che si spostassero in altri paesi. Nacque prima un calzificio e in seguito un laboratorio di ricamo, dai paramenti sacri ai fregi militari, biancheria e altro… Molte di quelle ragazze in seguito abbracciarono la scelta della consacrazione religiosa, continuando così l’opera iniziata… Cari fratelli e sorelle, se oggi a distanza di cento anni, la presenza delle Suore è ancora così apprezzata e stimata, credo sia da leggere alla luce della santità del Fondatore. Egli era e continua ad essere un modello di vera carità e il mondo di oggi, reclama modelli credibili e imitabili. Dobbiamo ritornare ai santi, dobbiamo ritornare ai modelli che aiutano l’uomo a far emergere il meglio di sé. Se oggi, possiamo ancora
di don Giampiero Forbice
• Educare al bello. Oggi c’ è il culto della bellezza, si fanno gare di bellezza, si moltiplicano gli istituti di bellezza, ci si sottopone ad interventi chirurgici per avere più bellezza e mai come oggi ci sono tante maschere di bellezza… ma che cos’è la bellezza? … Educate alla bellezza vera vi direbbe il vostro Fondatore, la bellezza che è in Dio.
• Educare alla libertà. Anche questa parola oggi è un idolo, è uno slogan, tante volte è un’ossessione... ma che cos’è la libertà? Maria, la serva del Signore, diventa per ciascuna donna il modello dell’autentica libertà.
stimare la famiglia come l’esperienza fondamentale della nostra vita umana, è perché i santi ci hanno aiutato a leggerla nel progetto di Dio. Se molti sanno ancora rispettare ed accogliere la vita umana come dono prezioso del Signore, è perché i santi hanno accolto e servito la vita dal suo concepimento al suo naturale tramonto. Credo che se il beato Tommaso Reggio, ritornasse oggi e guardando dentro le necessità del nostro tempo, dovesse dare delle indicazioni alle sue Suore, probabilmente direbbe
• Educare alla felicità. Il cuore felice è il cuore buono. La persona felice è quella che ha sconfitto l’orgoglio e l’egoismo dentro di sé. Felice è colui che sa spendere la propria vita per gli altri come Maria. Seguendo Maria troviamo la bellezza, la libertà e la felicità… Auguri, carissime Suore di santa Marta: possiate sempre nella luce dello Spirito Santo essere attente alle necessità del nostro tempo e rendere la vostra testimonianza di carità qui, nel nostro territorio, e dovunque il Signore vi chiamerà a portare la consolazione del suo amore.
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bene
di educare i ragazzi secondo tre indicazioni:
In missione
Suore di Santa 100 anni di attività
di Rodengo Saiano U Camminando con fede 2/2010
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na giornata unica per un evento irripetibile, almeno per i prossimi cento anni. Le Suore di Santa Marta, che con solerzia e passione dirigono la Scuola Primaria Paritaria “Casa San Giuseppe” di Rodengo Saiano, hanno celebrato, sabato 5 giugno, un secolo di presenza e attività sul territorio del comune bresciano, chiamando a raccolta tutte le famiglie e gli alunni che frequentano l’Istituto. Ne è scaturita una festa gioiosa organizzata in grande stile, animata da genitori e bambini, insegnanti e autorità, pervasa da un clima generale di entusiasmo e allegria. L’eccezionalità dell’evento ha richiesto la presenza dei principali rappresentanti religiosi dell’intera comunità. La festa si è aperta al mattino con la Santa Messa concelebrata dai Parroci di Padergnone, Rodengo e Saiano, che anno sottolineato l’impegno sostenuto dalle suore sul territorio negli anni, testimonianza di fede e solidarietà verso il prossimo. Parole cui ha fatto eco il discorso del sindaco, Giuseppe Andreoli, che ha ricordato i cento anni di insostituibile presenza e di encomiabile attività delle religiose nella comunità di Rodengo Saiano. Il sindaco ha voluto citare, in particolare, la figura di don Giovanni Salvi che, mosso dal desiderio di offrire alle giovani
del paese “una formazione, un lavoro e la possibilità di crescere educate al Signore”, riuscì a creare un secolo fa un rapporto diretto e privilegiato con le suore di santa Marta, allora provenienti dalla regione Liguria, dove erano state fondate il 15 ottobre 1878 dal vescovo di Ventimiglia mons. Tommaso Reggio. I momenti solenni sopracitati hanno permesso di entrare nel vivo dell’evento con il lancio di centinaia di palloncini da parte dei bambini, in segno di riconoscenza verso l’operato dell’intero corpo insegnanti che con pazienza e competenza ha accompagnato gli alunni durante tutto l’anno scolastico. Un lodevole impegno da entrambi le parti premiato dalle belle esibizioni dei ragazzi, seguite al ricco rinfresco allestito nel prato della Scuola. Dopo i canti e le performance musicali proposte dagli alunni, lo sforzo organizzativo ha vissuto il suo momento clou con lo spettacolo che ha fatto da motivo portante della festa rivelando anche inaspettati talenti in erba. I piccoli attori, spiritosi e spigliati, hanno pro-
Marta:
di Alessandra Lanzini Rodengo Saiano
nella comunitĂ
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In missione posto una rielaborazione in chiave ironica de “I Promessi Sposi”, suscitando gli applausi e il gradimento di un pubblico divertito, ma evidenziando, allo stesso tempo, lo spirito di solidarietà e collaborazione che anima da sempre l’Istituto. Molto sentita anche la successiva esibizione del Corpo Bandistico A. Raineri di Rodengo Saiano che ha proposto alcuni brani toccanti e accompagnato il soprano russo Valeria Diordtsa, impegnata a cantare i motivi più famosi del musical “Jesus Christ Superstar”.
Una giornata che resterà certamente nei ricordi dell’Istituto. Sullo sfondo, un tuffo nel passato con la bellissima mostra fotografica allestita nel salone interno intitolata “Una Casa, una Scuola, la sua Storia”, che ha ripercorso le origini della Scuola a partire dal 1907: decine di scatti scovati negli archivi e selezionati con cura dalle religiose per fissare frammenti di vita di tutto un secolo trascorso tra le mura di Casa san Giuseppe.
Così Cinzia, una mamma, ha voluto esprimere il suo personale ringraziamento.
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Ho avuto il piacere di visitare questo Istituto quando decisi di iscrivere il mio primo figlio in una scuola elementare cattolica. Ne avevo già visitate parecchie a Brescia, ma l’atmosfera che si respira a Casa san Giuseppe fa veramente la differenza. I motivi sono svariati e vanno dalla grande professionalità delle insegnanti alla splendida collocazione della Scuola, circondata da colline e vigneti. E poi qui è come essere tutti un po’ in famiglia. I bambini vengono a scuola volentieri perché si sentono accolti e le Suore sono sempre disponibili anche ad orari prolungati, mostrandosi attente alle esigenze di noi mamme. Sono contenta di aver scelto questa Scuola e voglio ringraziare, anche a nome di tante altre famiglie, le Suore di Santa Marta per l’umiltà e la semplicità con cui accompagnano i nostri figli tutti i giorni educandoli al rispetto e all’amore per la vita
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Maria... sempre tra noi la Comunità Querceto
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i sono delle presenze nella vita di una persona, della Famiglia Religiosa che ci seguono passo passo e ci accompagnano nel silenzio e nello scorrer della vita. Da Settignano la piccola Maria Bambina il 21 febbraio è stata portata a Querceto, nel coretto attiguo alla Cappella. Dopo 100 anni circa di presenza nella Casa di Settignano dove ha protetto la Comunità delle Suore, soprattutto durante i momenti cruciali del XX secolo, la piccola Maria Bambina ha raccolto l’ultimo saluto del “piccolo resto d’Israele” della Comunità delle Suore di Santa Marta che lasciava definitivamente una delle prime e delle più care opere della Congregazione. Per accogliere la Madonna, precedentemente a Querceto era stata preparata e “ricostruita”, sul modello di quella di Settignano, la nicchia che l’avrebbe accolta. La nicchia, su suggerimento della Superiora di Querceto, suor Marta Viani, è stata realizzata dall’architetto Alessandro Baldassarri, ditta Arterestauro Gelli Federico Silvia Bartalucci, impresa edile Simone Cesari. La statua di Maria Bambina, restaurata per la circostanza, attorniata dagli stessi angeli osannanti di Settignano riprodotti sovrasta la culla della Madonna ed attende in modo vivo e materno
chi a Lei si rivolge per grazie e benedizione. E sarà ancora Lei Maria Bambina ad acaccogliere l’ultimo saluto terreno di tante consorelle che si accingono ad entrare nella Luce di Dio. La benedizione della nicchia, preceduta dalla santa Messa, celebrata da don Claudio Fattori insieme al cappellano della casa, Padre Ferruccio Zammattaro, è avvenuta in un clima di festa che ha visto la numerosa partecipazione di bambini della scuola del’Infanzia con le loro famiglie. Numerosa anche la partecipazione delle suore delle case vicine. Presenza significativa e attesa è stata quella di Madre Antonia Dei che ha fortemente voluto il trasferimento di Maria Bambina a Querceto. Tra canti e gioia grande si è concluso quel pomeriggio del 21 febbraio 2010.
la Comunità
Dove volete spendere la vostra vita eterna? Pariyaram
l giorno della festa di Santa Marta Sua Eccellenza Mons. Varghees Chakkalakkal, il Vescovo di Kannur, si rivolgeva a noi con queste parole durante l’omelia nel giorno della festa della nostra Santa Protettrice: “Porgo i migliori auguri per questa Festa a tutte le Suore di Santa Marta a nome mio e di tutti i presenti e a nome di tutta la Diocesi di Kannur. Preghiamo perchè voi possiate imitare la Sua fede profonda e il servizio amorevole con la vostra vita. A Santa Marta per la sua fede autentica Gesù ha rivelato che Egli è la Vita e la Risurrezione, così tutti noi siamo chiamati a questa Vita Eterna. Un giorno durante l’omelia di una Santa Messa un giovane non credente, alla domanda del sacerdote che ripeteva: Dove volete spendere la vostra vita eterna, in cielo o nell’inferno?, ha cominciato a domandarsi “dove spenderò la mia vita eterna”? Si è convertito e ha cominciato una vita mettendo al primo posto Dio. È una domanda che ciascuno deve fare a se stesso: dove spenderò la mia vita eterna? La scelta è nostra. Dio ci ha creato perchè avessimo la VITA ETERNA con LUI. Nel Vangelo, il giovane ricco pone la stessa domanda al Maestro: Cosa devo fare per acquistare la vita eterna? Gesù è la sorgente della vita eterna. Perciò ogni cristiano è chiamato ad accogliere nella sua vita questa VITA ETERNA che è Gesù stesso. Santa Marta è la donna che ha riconosciuto in Lui ciò che Lui è la VITA e la RISURREZIONE…” Noi Suore di santa Marta, siamo chiamate a collaborare alla missione della Chiesa secondo la necessità del tempo. Il progresso economico e culturale dell’India in particolare dello Stato del Kerala, ci ha portato a rivalutare il nostro apostolato in questa terra. La vita del popolo ha subito mutamenti profondi: fino a qualche anno fa, in ogni famiglia c’erano 6 o 7 figli e tutti più o meno lavoravano intorno a casa. Ora i figli sono ridotti a un massimo di due o tre.
I genitori procurano tutto quanto è nelle loro possibilità e offrono un’educazione migliore e i giovani trovano lavoro anche lontano da casa. In tale contesto abbiamo pensato ad un’opera apostolica nuova per noi. Ristrutturando la casa di formazione ormai trasferita a Trivandrum, avremmo potuto ospitare gli anziani e donare loro cure, speranza e consolazione al tramonto della loro vita. La proposta è stata accettata dalla Rev. ma Madre Antonia Dei e dal suo Consiglio, che l’ha trovata molto valida per rispondere alle sfide del nostro tempo qui in India. Cosi i lavori sono iniziati. Nel giorno della festa di Santa Marta, Dio ci ha dato questo grande dono della benedizione di quest’opera nuova a Pariyaram, dove le Suore di Santa Marta hanno avviato il loro nuovo apostolato in terra indiana. Alla celebrazione erano presenti la consigliera Madre Sossy, diverse nostre suore oltre a vari sacerdoti e numerose religiose di altre Congregazioni che vivono vicino a noi. E ora chiediamo al Signore che questo germe che sta spuntando, cresca e fiorisca per il bene di tante persone che potranno vivere dignitosamente dopo una vita di sacrifici e di privazioni a causa delle varie povertà e delle situazioni difficili.
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Sportivamente... con cuore la Comunità Chiavari
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grande!
l 20 maggio 2010, giornata attesa e preparata nel corso dell’anno, si sono svolte le Miniolipiadi delle scuole Medie delle Suore di S. Marta, che per la prima volta hanno avuto come sede Chiavari. Oltre ai padroni di casa si sono dato appuntamento gli studenti di Milano, Genova, Roggiano (Varese), Firenze e Vighizzolo di Cantù (Como) per sfidarsi in prove atletiche sulla spiaggia. Dopo un suggestivo momento di preghiera nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Chiavari, Alberto Tanasini, e animato da canti e messaggi inneggianti ad uno sport che “pur celebrando il valore della competizione, rispetti gli altri, che abbia sempre un volto umano e promuova l’incontro tra persone”, le sei formazioni sportive, identificabili dai differenti colori delle magliette, hanno raggiunto in parata i campi di “battaglia” salutati al loro passaggio da tanti passanti incuriositi, ma soprattutto dal gioioso saluto dei bambini della scuola dell’Infanzia Santa Marta, schierati in corso Cristoforo Colombo e armati di pon pon arancioni (colore della squadra di Chiavari) per incitare i loro fratelli maggiori. “Gli atleti” hanno letteralmente invaso il centro storico chiavarese con la loro allegria e le
loro divise colorate. I cori cantati con voce entusiasta hanno riempito il Caruggio Dritto, volteggiando sotto i rigorosi portici di pietra grigia e non pochi sguardi si sono voltati interrogativi a seguire il passaggio di quell’interminabile serpentone formato da seicento ragazzi, pronti a confrontarsi con lealtà e amicizia in giochi sportivi. Per l’intera giornata si sono avvicendati in sfide a calcio, beach volley, bocce da spiaggia e tanti divertenti giochi di abilità dando prova di grande condivisione e voglia di stare insieme, pur non dimenticando un sano agonismo che ha dato alle gare quel pizzico di grinta in più. Complice una giornata splendida anche dal punto di vista meteorologico la manifestazione si è conclusa con la festa finale e la premiazione, che non ha visto vincitori e perdenti, ma tanti riconoscimenti a squadre, tifoserie, genitori e organizzatori, per avere contribuito tutti insieme, ognuno a proprio modo a dare un bell’esempio di Sport, quello con la “S” maiuscola, con la speranza che i giovani atleti di oggi conservino il ricordo di queste Miniolimpiadi come ipoteca per ricostruire domani un mondo sportivo migliore di quello che talvolta gli adulti sembra vogliano lasciar loro in eredità.
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Testimonianze dal vivo • Mi ero appena alzata dal letto, ero emozionatissima, feci colazione e subito uscii di casa… pensavo di essere la prima, invece c’erano già tutti… Ero divertita perché molta gente era allegra a veder passare tutti quei ragazzi in diverse uniformi… è stata la giornata più libera ed emozionante di tutto l’anno. (Silvia)
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• È stata una grande esperienza, assistevo a delle parate quando ne capitava l’occasione, ma questa volta ne facevo parte. Anche i bambini dell’asilo ci hanno sostenuto e fatto il tifo, erano troppo carini… Il tifo della mia scuola era insuperabile, molto forte e pieno di orgoglio, soprattutto perché ci stavamo divertendo, anche se non nascondo che un po’ di imbarazzo l’avevo perché ballare davanti a tutte quelle persone mi metteva a disagio, ma poi non vi ho più fatto caso, pensavo solo alla magnifica giornata che mi attendeva. Intorno a me vedevo genitori che ci fotografavano e gente sconosciuta che ci ammirava… (Valentina) • … con le nostre maglie eravamo una macchia di colore in mezzo alla città. La gente ci guardava con sorpresa, non capiva chi erano tutti quei ragazzi che cantavano, ballavano e gridavano il nome della città e della loro scuola… I giochi erano molti… i giochi senza frontiere erano molto carini: in certi giochi si usavano vestiti strampalati o pinne da spiaggia o secchielli d’acqua, così da bagnarci tutti, cerchi o tappeti di gomma piuma. Bellissimo! (Stefania) • Il trionfo è stato inaspettato: Chiavari si è aggiudicata il torneo di calcio, grazie alla
roulette dei calci di rigore! Alla fine del match è scoppiata la felicità che è stata ripresa tutta dalle telecamere di Telepace. Durante la premiazione però ha trionfato l’amicizia e la sportività… (Paolo e Nicholas) • Alle ore 11 della mattina del fatidico giovedì i giocatori tigullini si sono recati presso il luogo delle gare. Erika e Giovanni, gli studenti di terza media, hanno battuto le squadre di Genova e di Roggiano; ma purtroppo hanno subito delle amare sconfitte dalle scuole di Milano, Cantù e Firenze. I due, però, hanno accettato le vittorie altrui complimentandosi sportivamente con i vincitori. Elisabetta e Andrea, i ragazzi di seconda media hanno trionfato con vittorie schiaccianti sugli istituti di Genova, Roggiano e Milano; sono stati però scoraggiati dai quattro giocatori con le magliette dai colori verdi e rossi. Elena e Riccardo, i nostri piccoli primini, hanno sconvolto e fatto tifare la spiaggia ardente con ben quattro successi; sono stati purtroppo bloccati nella loro corsa verso il sogno da due studenti di Cantù… (Cristina e Erika) • Al momento delle premiazioni ci siamo ritrovati tutti sulla piazza della Colmata Mare, dove il campione delle Paraolimpiadi di Pechino, Vittorio Podestà, ci ha spiegato che lo sport è molto importante nella vita e per lui è stato fondamentale per ricominciare a vivere… (Stefania) • È stata una bellissima esperienza e come dice lo slogan dei cappellini che ci hanno regalato: INSIEME È PIù BELLO! (Alessandro)
le Giovanna Cometto Spada
giorni trascorrono veloci, verso il termine delle attività didattiche, anche se altre esperienze e momenti gratificanti attendono ancora i bambini, dalla visita guidata ad una fattoria didattica, all’incontro di continuità con la scuola primaria, alla consegna dei lavori svolti in quest’anno, dedicato alla Scoperta delle Nostre Vallate. La giornata, sempre attesa, della Festa del Grazie è stata, però, particolarmente importante e sentita. Una bella mattinata di sole ha premiato infatti tutti, piccoli e adulti, che si sono ritrovati davanti alla chiesa parrocchiale di Madonna dell’Olmo, Domenica 23 maggio, per partecipare alla Santa Messa delle 9,30. La solennità della Pentecoste, sottolineata dal rosso acceso dei paramenti sacri e dalle corolle dei fiori attorno all’altare, ha dato un valore speciale al grande GRAZIE che i piccoli alunni, entrati processionalmente in chiesa, hanno voluto dire a Gesù, ma anche ai genitori, alle insegnanti e a tutti quelli che concorrono alla loro crescita umana e spirituale. Durante la Santa Messa, infatti, i bambini hanno animato i vari momenti con i canti, con la partecipazione attenta, con il dialogo spontaneo e le risposte semplici e disarmanti date al parroco don Corrado, nell’omelia a loro dedicata. Il grazie a Gesù si è trasformato in generosa condivisione al momento dell’Offertorio, con la destinazione delle somme raccolte per la ricostruzione delle Scuole delle Suore di S. Marta, nel Cile devastato dal recente terremoto. Dopo la funzione, davanti all’
ingresso della Scuola, un altro momento importante ed un altro sentito GRAZIE è stato idealmente rivolto alla memoria di Don Bartolomeo Stellino, a cui la Scuola dell’Infanzia è ora intitolata. Don Stellino, infatti, che per 35 anni è stato parroco di Madonna dell’Olmo, si è impegnato con energia e passione perché l’Asilo prima e la Scuola Materna parrocchiale poi, fosse un luogo sempre sicuro, aggiornato ed affidabile a servizio della crescita di tante generazioni di piccoli alunni. Dopo lo scoprimento della nuova targa che nomina la scuola, un momento di celebrità attendeva all’interno i trenta bambini dell’ultimo anno, che si apprestano a lasciare insegnanti ed amici più piccoli: il Diploma di merito è stato per ognuno il segno visibile di un primo importante traguardo raggiunto. Genitori e amici hanno potuto intanto visitare la piccola, allegra, invitante mostra di tanti lavoretti, creati dai bambini stessi. All’esterno, infine, il giardino della scuola è stata la cornice verde, accogliente e festosa, per un rinfresco generale, sempre gradito ed affollatissimo.
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In festa per dire “grazie” I
Cuneo
In missione
Ancora, come sem V
enerdì 11 giugno 2010: ultimo giorno di Scuola! Come ogni anno le strade intorno al Conservatorio e alla Chiesa di S. Maria Maddalena de’ Pazzi sono state rallegrate da centinaia di gridolini che annunciavano la fine di un faticoso ma gioioso anno scolastico. Nell’aria si respirava un’atmosfera nuova, “anzi antica” che ti riportava indietro nel tempo, quando più bambino, meno maturo, uscivi da quel portone simbolo dell’impegno, della fatica, della forse eccessiva serietà che ogni anno scolastico porta con sé, per andare in un luogo dove poter respirare profondamente un’atmosfera pregna di amore per il prossimo e per poter innalzare con fede le Lodi a Dio e ringraziarLo di quell’Amore paterno che, no-
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nostante le nostre fragilità, sempre ci accoglie con gioia come il Padre Buono nella parabola del Figliol prodigo. Ma l’entusiasmo tipico dei bambini e degli adolescenti prende il sopravvento su i profondi pensieri che portano verso l’Assoluto e con l’irruenza propria dell’età ci spingono ad ascoltare con stupore: “E un c’è più scuola”! E sono gli Angiolini, piccoli e grandi! Che, guidati dai rispettivi insegnanti, sono entrati in quell’ambiente austero, ma caldo e accogliente in quanto Casa del Signore, per accompagnare con canti e preghiere la S. Messa di fine anno, celebrata da Padre Sandro. …Soltanto questo? No! Poiché un anno trascorso insieme significa: missione compiuta! Pagina voltata! Lavoro portato a termine con sacrificio, pazienza, ma soprattutto profonda convinzione dell’importanza e del valore educativo che, giorno dopo giorno, la Presidenza, i Docenti, i Genitori all’unisono
pre, insieme: l’accoglienza l’è il nostro forte! le Giornaliste Angioline
Conservatorio S. Maria degli Angeli
puntualizzare, cioè: la volontà di stare insieme ai propri figli, in un momento altamente significativo per la loro esperienza scolastica, umana e religiosa, poiché illuminato da quel Cristo Risorto che nella Sua Misericordia accoglie tutti coloro che a Lui si rivolgono, bisognosi, in questa realtà complessa e variegata, di trovare un significato più profondo e vero alla propria esistenza. Anche per noi docenti è stato un momento autentico, poiché, per l’ultima volta Suor Mariana, con la bonaria serietà che l’ha sempre contraddistinta, ci ha invitato a pregare e a riflettere su quello che siamo, su ciò che possiamo dare, sempre ed intimamente legati agli altri, perché soltanto dagli altri, che rappresentano il Cristo Vivente, possiamo trarre insegnamenti d’Amore (ecco la vera e quotidiana Accoglienza!) che ci allontanino dal nostro egoismo che genera indifferenza verso chi soffre. Terminata la funzione liturgica tutti gli Angiolini si sono diretti a Scuola per assistere alle ultime manifestazioni ludico-sportive dell’anno e a rivedere in video le proprie “imprese” alle Miniolimpiadi di Chiavari! Alla fine della mattinata l’immenso Conservatorio, sempre affollato dalle grida dei piccoli e grandi, è stato lasciato avvolto dal silenzio del meriggio estivo. EVVIVA! È FINITA LA SQUOLA!
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hanno cercato di realizzare nel rispetto reciproco, nella professionalità e nell’accoglienza dell’altro, ritenuta un arricchimento indispensabile per favorire e comunicare quei “talenti” che ciascuno di noi possiede, non per sé ma per distribuirli agli altri. La Chiesa di Borgo Pinti risultava gremita all’inverosimile: nelle prime panche vi erano i grembiulini, colorati di bianco e rosso, che si urtavano, fremevano, si muovevano senza posa, nonostante l’atteggiamento materno, ma severo, di Suor Gabriella e delle altre Insegnanti che tentavano, anche se invano, di far mantenere un certo ordine. Seguivano le panche occupate dai piccoli delle cinque Classi della Scuola Primaria e dai ragazzi della Scuola Secondaria che, con aria di divertita sufficienza, guardavano i “colleghi” delle Classi inferiori. I sedici alunni della Classe Terza Secondaria, invece, sembravano depositari del Gotha musicale, poiché, disposti in un angolo della navata, di fianco all’Altare, avevano il compito di intonare e guidare i canti preparati con scrupolo nel corso dell’anno. L’aspetto più bello e significativo di questa celebrazione Eucaristica è stata la presenza di innumerevoli genitori, che hanno partecipato con intensità sia ai vari momenti liturgici, sia a quanto la Preside, Suor Mariana, ha voluto
In missione
È bello ritr S
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e non ci vivi, non puoi capire quanto sia stupendo passare tante belle ore in questa Scuola… La Rev.ma Madre Generale Madre Carla Roggero con un numeroso gruppo di ex insegnanti ed ex studenti ha trascorso un pomeriggio di fine luglio immersa nel tenero verde del parco di questa Casa, salutando affettuosamente tutti i convenuti e rivivendo ricordi belli di anni passati ma non dimenticati. Le splendide ore sovrastate da un azzurro limpidissimo cielo metteva nel cuore di tutti la voglia di un tenero abbraccio, la voglia di esprimere sentimenti di amicizia che è proprio quella che non svanisce con il calar del sole, ma riempiono il cuore di quei sorrisi schietti che la fatica non facevan sentire… L’incontro con Madre Carla ha medicato il cuore, ha dato una nuova forza e nuovo entusiasmo per librarsi sempre più in alto ed iniziare un nuovo lavoro sicure che chi ci ha insegnato, ora ci sorregge con la preghiera e l’affetto dei giorni passati. Lasciando il cuore posato sulle tenere foglie dei giganteschi alberi ritorniamo nuove alle nostre fatiche.
di Suor Melania Maffioletti
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rovarsi
Roggiano
In missione la Comunità del Vaticano
Incontro con il Papa Benedetto XVI I
l 6 agosto scorso, festa della Trasfigurazione del Signore sul monte Tabor, il Papa Benedetto XVI si è recato sui monti dell’Abruzzo ed ha fatto visita alla residenza estiva del Card. Angelo Sodano, nella località di Rocca di Mezzo (L’Aquila). In tale occasione il Santo Padre si è intrattenuto amabilmente con la Comunità di S. Marta che collabora con il Cardinale Decano del Collegio Cardinalizio.
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Nella fotografia il Successore di Pietro appare con Suor Angela Ongaro, Suor Ester Mauri e Suor Juliana Arriagada, insieme allo stesso Cardinale ed al Parroco di Rocca di Mezzo, don Vincenzo Catalfo.
Divertirsi insieme: che gioia!!! L
a Scuola dell’Infanzia “San Giuseppe” di Luco di Mugello, ha organizzato per le prime tre settimane di luglio, un campo solare che ha accolto bambini dai 3 ai 6 anni, dando loro la possibilità di vivere ancora insieme dopo la fine dell’anno scolastico. Tutti hanno vissuto questo breve, ma intenso percorso con entusiasmo e gioia. Insieme, abbiamo giocato, lavorato, cantato, ballato, sorriso, abbiamo fatto delle bellissime passeggiate lungo il fiume, abbiamo ascoltato
il mormorio delle acque e ci siamo rinfrescati. Nei prati vicini, ancora verdi, in mezzo ai fiori, abbiamo rincorso le farfalle. Insomma è stato bello stare insieme e soprattutto trovare tante occasioni per divertirci anche in questo periodo. Con la speranza di vivere ancora tanti altri anni così e che questo possa ripetersi, auguriamo a tutti… BUONE VACANZE!
di Suor Michela Pinna Claudia Valeri Luco di Mugello
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Una giornata strepitosa S
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iamo quasi giunti alla fine dell’anno scolastico e qui alla Scuola Materna Don Andrea Bay di Puria i nostri bambini sono accolti e guidati da suor Amelia, suor Luigia e suor Filippina. Durante l’anno i bambini hanno vissuto tante occasioni di apprendimento. L’argomento trattato è stato quello dell’educazione stradale e la conoscenza dei mezzi di trasporto. Le Suore, con l’aiuto di canti, filastrocche e poesie, hanno fatto conoscere ai bambini tutto ciò che riguarda la segnaletica stradale e addirittura hanno invitato una vigilessa perché li “interrogasse” sulle competenze raggiunte. Tutti sono usciti “patentati” con le loro piccole biciclette. Ma la più grande e inaspettata sorpresa dell’anno scolastico è stata la visita del Cardinale Dionigi Tettamanzi, il giorno 15 giugno. Un momento così bello per noi tutti che vogliamo raccontare. Suor Amelia, la superiora, appena arrivato Sua Eminenza, ha spiegato ai bambini chi fosse “quel signore” venuto a trovarli e addirittura a salutarli ad uno ad uno, chiedendo i loro nomi. Un signore che presto è diventato per loro “il nonno”. Infatti il Cardinale si è intrat-
una mamma
Puria Valsolda
tenuto con tutti mostrando tanta tenerezza e umanità e insieme ha pregato con tanta semplicità. I bambini, poi, hanno cantato e recitato poesie per l’illustre ospite dando ancora una volta prova d’aver appreso il progetto educativo-didattico dell’anno. La visita si è conclusa con la foto fatta tutti insieme, sicuramente i bimbi, cresciuti, rivedranno quella foto col “nonno” e il loro cuore sarà pieno di gioia. Ma qui all’asilo di Puria davvero non ci si annoia mai. Per concludere l’anno scolastico in allegria le Suore hanno invitato un mago per la gioia dei piccoli, hanno programmato una visita alla casa di riposo a Porlezza dove i nostri bimbi allieteranno qualche ora gli anziani con i loro canti. È prevista anche una gita al maneggio dei cavalli, ci saranno i gonfiabili al campo sportivo… Ringrazio di cuore le Suore che oltre a istruire i nostri figli li fanno crescere giorno per giorno in allegria, rendendoli sereni e ringrazio, a nome di tutte le mamme, il Cardinale Tettamanzi che con la sua paterna presenza ha sicuramente arricchito i nostri cuori e quello dei nostri piccoli.
Angeli di Viareggio
di Suor Giuseppina Giordano
I piccoli hanno rappresentato la tristezza e la paura ed hanno ricevuto un premio speciale in occasione della cerimonia di premiazione, avvenuta in Comune il 18 dicembre 2009. Ogni classe della scuola primaria ha rappresentato la tragedia, realizzando un cartellone, ad eccezione della quinta, dove ciascun alunno ha partecipato con un disegno individuale. Come simbolo della vita che continua ci è stato donato dagli organizzatori del concorso un olivo, che abbiamo piantato nel giardino della Scuola. All’olivo è stato attaccato un cartellino con la scritta: “ANGELI DI VIAREGGIO”. Il giorno 8 marzo 2010 la dott.ssa Augusta Fantoni ha presieduto qui a scuola la cerimonia, durante la quale ciascun alunno della classe quinta ha ricevuto un attestato di partecipazione. Ha dato inizio alla cerimonia l’alunna di classe quinta, Rigione Noelia, alla quale è stato riconosciuto di aver realizzato un disegno molto significativo, che rappresentava la tragedia ferroviaria. La solidarietà con i sopravvissuti e il ricordo delle vittime, soprattutto i bambini, deve accompagnarci e aiutarci a riflettere. Le emozioni che suscitano il ricordo dei nostri “piccoli angeli” non sono così facilmente descrivibili, ma siamo sicuri che non li dimenticheremo!
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ei bambini l’emozione gioca un ruolo molto importante ed è uno strumento fondamentale per comunicare e per farsi capire. Permette loro, inoltre, di comprendere ed interpretare ciò che succede intorno e dentro di loro. Nella vita di ogni giorno si vivono emozioni diverse e non sempre positive. La tragedia che ha colpito la città di Viareggio non poteva lasciarci insensibili. Risuona ancora quel grande boato che ha raggiunto tutti nella tragica serata del 29 giugno 2009 e nella nostra mente non si cancellano le immagini del dolore di tante famiglie. Non era possibile dimenticare le vittime, ma soprattutto i “piccoli” che hanno perso la vita in quella notte. In occasione del Natale, la Segreteria Generale Provinciale di Lucca UGL Polizia di Stato, in particolare, la dott.ssa Augusta Fantoni, segretaria generale provinciale, ha organizzato un concorso su questo tragico avvenimento e sono state coinvolte le scuole della città. I bambini della Sezione Primavera e gli alunni della Scuola Primaria dell’Istituto Santa Marta hanno partecipato all’iniziativa.
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Un viaggio nella preistoria
dalla Scuola Materna
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ronti… partenza… via! Venerdì 21 Maggio, puntualissimi alle ore 7.45, i bambini della scuola dell’infanzia “Sacra Famiglia” sono partiti a bordo di due pullman, verso una meravigliosa gita fuori porta. La destinazione è tra le più ambite da tutti i bambini: il Parco della Preistoria a Rivolta d’Adda. Il paesaggio è incantevole, tutto rivolto alla natura e al verde, infatti lungo il percorso, di circa quattro chilometri, abbiamo potuto scoprire e conoscere, a grandezza naturale, suggestive riproduzioni di animali preistorici, collocati secondo la cronologia e sistematica evolutiva. Tra tutti i dinosauri, senza dubbio, il Brontosauro ha destato meraviglia e curiosità nei bambini, i quali sono subito saliti sulla sua gigantesca coda, sentendosi importanti. Nella festosa giornata non è mancata la sosta al parco giochi, dove i piccoli hanno potuto correre nel prato, giocare su scivoli, altalene,
Novate
castelli, dando libero sfogo alla loro esuberanza e vivacità. Lungo l’itinerario, ombreggiato e intercalato da laghetti e fontanelle, abbiamo incontrato animali in semi-libertà: pavoni, pecore, caprette, cervi, cavalli, cigni, anatre; i bambini si sono divertiti ad accarezzarli e a dar loro erbetta da mangiare. La gita si è conclusa con due giri panoramici sul trenino che ci ha fatto rivedere tutte le attrazioni del parco, permettendoci anche di riposare e prendere un po’ d’aria fresca. Quello che noi insegnanti e bambini abbiamo vissuto all’interno di quest’oasi naturale è un ideale e fantastico viaggio indietro nel tempo; ci siamo immedesimati nei primi uomini e ci siamo stupiti nel vedere giganteschi animali preistorici. L’allegria spontanea dei bambini, il loro entusiasmo nel conoscere antiche forme di vita, la voglia degli adulti di mettersi in gioco e soprattutto la gioia di stare insieme, che ha accomunato grandi e piccini, ha reso questa gita, di fine anno scolastico, una concreta e splendida testimonianza della letizia e dell’armonia che regnano nella nostra scuola. Alla fine di questa giornata è venuto spontaneo esprimere il nostro grazie a tutti coloro che si sono prodigati, senza risparmiarsi, alla buona riuscita della gita, perché hanno contribuito, con la loro passione e la loro cura verso i bambini, a farci trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria e del divertimento.
In festa! uest’anno, vista l’incertezza del tempo, le piogge nel mese di maggio sono state abbondanti, la sede della festa di fine anno è stata spostata dalla Scuola, al Circolo del paese. I bambini della Scuola dell’Infanzia di san Pietro si sono ritrovati alle ore 15,30 per festeggiare insieme a parenti ed amici, la fine dell’anno scolastico 2009-2010 e la festa della mamma. All’inizio, i bambini si sono esibiti cantando una canzone dedicata alle mamme e consegnando i lavoretti realizzati per tale occasione. Suor Maria Charbel ha chiamato ogni mamma sul palco, dietro al proprio bambino, per ascoltare le parole dei piccoli, l’emozione è stata grande. I bambini hanno rappresentato una serie di canzoni ballate e mimate sul tema “La fattoria”. Suor Maria insieme ad Elisa hanno coordinato i bambini che sono stati molto bravi e alcuni genitori hanno aiutato per la musica e gli ingressi in scena.
Al termine sono stati consegnati i diplomi ai bambini che il prossimo anno frequenteranno la Scuola Primaria. Insieme al diploma è stato consegnato loro un piccolo ricordo. Terminate le esibizioni, abbiamo festeggiato insieme con una merenda, e come al solito, con tanta allegria! Durante la festa non sono mancati momenti di solidarietà nella raccolta delle offerte per il Cile, colpito dal terremoto e in particolare per le strutture scolastiche delle Suore di Santa Marta, alquanto danneggiate. Grazie a tutti, appuntamento al prossimo evento!
una Mamma
Malmantile
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Grest 2010 un’est U
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“Educare significa aiutare il giovane ad aprirsi alla realtà totale, a sviluppare tutte le sue capacità potenziali in rapporto ai molteplici aspetti della realtà, conducendola così ad un atteggiamento attivo nei confronti di se stesso e di tutto quello che rientra nella sua esperienza: persone, cose, avvenimenti.” (Giovanni Paolo II agli studenti)
n’estate insieme… a Milano. Sembrava un sogno, ma è divenuta realtà! Quest’anno il GREST 2010 è stato pensato e realizzato INSIEME: scuola Santa Gemma di Milano e Oratorio della nostra Parrocchia “Santa Maria del Buon Consiglio”: bambini, ragazzi, animatori ed educatori in un’esperienza che è andata oltre il discorso scolastico da una parte, e puramente catechistico dall’altra. Una più efficace apertura alla Chiesa locale, con una fattiva collaborazione con i nostri preti, Don Marco e Don Giacomo, si è rivelata perciò testimonianza resa visibile da iniziative comuni che hanno rafforzato la nostra comunità ecclesiale. Il tema di quest’anno “SOTTOSOPRA… come in cielo così in terra” è stato sviluppato attraverso storie narrate e interiorizzate, momenti
di Suor Rosalba Bernareggi
ate insieme anche un terzo turno di esperienze educativo-spirituali per preadolescenti e adolescenti, cioè per alunni frequentanti la nostra scuola e per ragazzi dell’Oratorio. Ci pare bello comunicare quanto con audacia stiamo affrontando. Le sfide di oggi ci interpellano e noi dobbiamo trovare il coraggio di nuove scelte che si basano non solo sulle nostre non sempre plausibili forze, ma soprattutto sul fatto che la Provvidenza ci sta mostrando nuovi spazi da abitare, nuovi cammini da percorrere… INSIEME.
di preghiera, giochi di squadra, inni e stendardi, laboratori creativi e inoltre… gite e tuffi in piscina. L’obiettivo: STARE BENE INSIEME… sentirsi tutti parte di una realtà di Chiesa che si integra, si completa, si aiuta e collabora con corresponsabilità. Nel mese di luglio, nella località montana di Cevo, sono stati poi organizzati i consueti turni per i bambini, e… novità di quest’anno,
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Paderno: le S
ono più di 90 anni che a Paderno Franciacorta (Bs), le Suore di S. Marta continuano il loro servizio nella Scuola dell’Infanzia e nella Casa per anziani, volute da istituzioni pubbliche e fondazioni.
Qui la piccola comunità religiosa, trascorre le stagioni dell’anno e della vita collaborando con numerosi laici nello sforzo quotidiano, sereno, per raggiungere una concreta condivisione sui valori umani e cristiani, irrinunciabili.
infanzia e vecchiaia e eggiamo insiem 2 ottobre: Fest o anno di attività nuov con i nonni un
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o una bambini cantan Santa Lucia: I frono regali ai nonni canzoncina e of
Sono le due fasi della vita, inizio e conclusione di un percorso esistenziale del progetto di Dio e che,quindi, ci responsabilizzano chiamando in causa chiunque è impegnato sul piano educativo-assistenziale. In particolare, è doveroso stare al passo con i tempi. Agganciando la nostra scelta vocazionale alla realtà territoriale, dove siamo oggi a Paderno, e aggiornando le nostre competenze socioeducative, noi religiose e laici, insieme, possiamo concretizzare preziose dinamiche rela-
zionali, utili nel comune servizio agli ospiti: bambini e anziani. Risultati non mancano: la fiducia dei famigliari, la professionalità degli operatori, la gratitudine della popolazione… stimoli per noi ad andare avanti. I bambini dell’asilo e gli anziani (giorno e notte ospiti della casa albergo f.lli Zini), sono un libro quotidiano. Vi leggiamo pagine di vita che comincia o che si conclude snodandosi sulla
“due età” della vita di Suor Maria Rossini
Paderno - Brescia
base dei primi apprendimenti che la scuola garantisce per tutto il resto della vita. C’è un libro di Robert Fulghum dal titolo:
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che è meglio tenersi per mano e restare uniti ! La comunità di Paderno, quattro religiose che si muovono tra decine di operatori e insegnanti laici, è il “piccolo gregge” al quale Gesù oggi (domenica XIX del tempo ordinario) rivolge il suo incoraggiamento: “Non temete… al Padre è piaciuto darvi il suo regno su questa terra”. Il Maestro divino ci assicura che, accanto a noi, c’è Lui, il Signore della vita, e sostiene chi serve il fratello, dall’infanzia alla vecchiaia.
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“Tutto quello che mi serve sapere, l’ho imparato all’asilo” Queste sono le cose che ho appreso: dividere tutto con gli altri; giocare correttamente; non fare male alla gente, rimettere le cose al loro posto, sistemare il disordine; non prendere ciò che non è mio, dire: mi dispiace se offendo qualcuno; lavarmi le mani prima di mangiare… i biscotti caldi ed il latte fresco fanno bene. Condurre una vita equilibrata: imparare, disegnare, dipingere, cantare e suonare, lavorare ogni tanto…
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Insieme... per il Cile A
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ncora una volta, la collaborazione scuolafamiglia si è rivelata vincente e stimolante per piccoli e grandi! Domenica 9 Maggio 2010, negli spazi della Scuola S. Gemma, si è svolta una giornata di solidarietà con canti e balletti dedicata alla festa della Mamma e finalizzata alla raccolta di fondi per soccorrere i fratelli e le sorelle del Cile, colpiti dal terremoto di febbraio. Genitori, bambini, nonni, zii, cuginetti… attraverso la propria presenza e il proprio contributo generoso, hanno partecipato numerosi a questo appuntamento preparato con entusiasmo e sollecitudine dagli Amici di Betania insieme a suore, insegnanti ed altri genitori, generosi collaboratori, per offrire alle famiglie una giornata d’incontro e di amicizia, con lo scopo di sostenere le opere missionarie del Cile, danneggiate e semidistrutte. La Madre Generale, da poco ritornata dall’America Latina, durante il suo intervento efficace ed emozionante, ha mostrato attraverso parecchie slides molto eloquenti, quanto ha visto e vissuto, parlando soprattutto del disagio e della sofferenza di tante persone. La festa è iniziata in parrocchia con la partecipazione di tutti alla santa Messa e si è svolta in un’atmosfera familiare e gioiosa, rallegrata dai palloncini, dalla musica del gruppo country “the traditional bluegrass bovisa string band” intervallato dal gruppo di musica rock, dalla squisitezza dei cibi gustosi e vari, ben preparati e profumati di buono, dai coloratissimi banchetti con collanine e graziosi braccialetti con-
di Suor Cornelia Macina
Milano - Bovisa
fezionati diligentemente dai ragazzi più grandi, dalla tombola, dai giochi... mentre, in contemporanea, a gruppi organizzati, gli adulti, genitori ed insegnanti, giocavano alternandosi, in diversi punti della scuola, con passione e gran divertimento. La presenza vigile ed operativa dei Genitori rappresentanti di classe accanto alle suore, ha reso molto vivace e bella la festa, creando un clima di spontaneità e reciprocità nel disbrigo delle diverse attività. Competenza ed abilità, unite ad una solerte capacità realizzativa, hanno permesso di rispondere a tutte le esigenze e necessità dei diversi momenti della giornata. Un affettuoso incoraggiamento colmo di fiducia e di speranza è riservato a tutti gli alunni e le alunne che, con la loro creatività e il loro impegno, hanno saputo dare spettacolo di generoso altruismo e calda solidarietà, in un incontro festoso all’insegna della gratitudine e della gioia.
di Suor Silvana Bessegato e le organizzatrici
Un cammino di fede che alimenta la speranza S
la forma di promuovere un risveglio appassionato nelle Comunità per seguire il CRISTO MISTICO che ci ha chiamate alla sua sequela… e per essere nel mondo autentiche messaggere del suo amore. Insieme alle programmazioni rivolte agli alunni e alle loro famiglie, ex alunni e fedeli in generale, le organizatrici hanno messo in rilievo un altro atteggiamento importante da coltivare nella nostra dinamica apostolica: quello della “comunione fraterna” affinché il vivere insieme nelle nostre Betanie, diventi messaggio eloquente di serenità e gioia, testimonianza di benevolenza e tolleranza fraterna per l’umanità. Altra notizia rilevante da considerarsi un dono del cielo è la visita delle due messaggere italiane Suor Renata Vivenzi e Suor Andreina Macalli, ambedue attese da tutte noi e dalle comunità educanti. Per questo esprimiamo con gratitudine filiale alla Madre Generale e alle due suore il nostro grazie per una maggiore conoscenza del Beato Tommaso Reggio e della nostra Congregazione. Benvenute siano in questa terra accogliente e molto provata, però benedetta dal Signore! Le attendiamo con gioiosa allegría! Sicure che ci aiuteranno a tornare a Dio in questo Bicentenario della nostra Patria. La Vergine Maria, LA MISTICA DEL SILENZIO ci aiuti ad essere anime capaci di “FARE PIU SPAZIO A DIO”. Così ci desidera il nostro Padre Fondatore il Beato Tommaso Reggio: “SEGUACI AUTENTICHE DI CRISTO REDENTORE” Vivendo così, il Signore ci concederà la grazia della sua pronta Canonizzazione!
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ull’orizzonte della Chiesa giubilare risuona l’eco squillante della proclamazione del Beato Fondatore Tommaso Reggio, evento da ricordare e celebrare con l’anima esultante, fervorosa preghiera di ringraziamento e con inni di gloria all’Altissimo per questa nuova luce del mondo. Beato il Padre e beate dobbiamo essere noi, figlie di Santa Marta da Lui fondate! Come ottenerlo? Imitando le sue virtù eroiche, seguendo le sue orme apostoliche e configurandoci a Cristo, annunciando il Vangelo a ogni creatura. Programma di vita facile da pronunciare, ma difficile da praticare. Ricordiamoci però, che con il suo aiuto possiamo giungere alla meta. Sono trascorsi 10 anni da quel 3 settembre storico-ecclesiale che per noi sue Figlie rappresenta un cammino di fede che alimenta la speranza per la sua BEATIFICAZIONE. Coraggio… dunque siamo in cammino! Il suo sguardo segue ognuna di noi e con la sua mano e cuore di Padre e Pastore, benedice il nostro lavoro. Come ci ha amate fin dall’inizio e con quanto amore ha seguito lo sviluppo della sua famiglia religiosa sulla costa ligure! Adesso ancor più nel Regno dei Beati, ove Egli risiede e attende giorno per giorno il nostro “Sì” generoso nell’offerta quotidiana al Signore presente in ogni creatura. Come celebrare questo anniversario? Nella Casa della Delegazione di Santiago del Cile, Madre Alessandra, la nuova Delegata, durante il mese di maggio ha riunito due volte le Suore che compongono le commissioni incaricate delle diverse comunitá per programmare, organizzare e decidere insieme quanto conviene affinché durante quest’anno di grazie si svolgano attività che diano gloria a Dio, onore alla Chiesa e venerazione al BEATO TOMMASO REGGIO. Oltre ai programmi svolti nei due incontri, ha cercato
Pagine aperte
Il viaggio D
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avvero la vita è come un viaggio! Partire da sé per conformarsi a Cristo e così donarlo, uscire per incontrare veramente gli altri, non portando nulla con sé e per sé… Riprendi lo zaino che avevi abbandonato. Riparti! Arriva un momento nella vita in cui porre davvero tutto se stessi nelle mani del Padre, senza trattenere nulla “non si è dato nulla, infatti, finchè non si è dato tutto.” È il momento in cui chiedere al Signore di farci pronti a partire e a far sì che la vita sia il campo dove cresce e matura l’esperienza del Vangelo. È vero quanto dice André Gide: “non si possono scoprire nuovi orizzonti se non si accetta di perdere di vista la riva per un tempo molto lungo.” È tutta un’educazione al coraggio di accettare il punto di non ritorno, il momento di rottura con un certo passato, con i pensieri ormai addomesticati…, momento duro ma indispensabile senza di cui nessun viaggio mai prenderebbe corpo, nessun essere umano apprenderebbe mai a sperare. Non possiamo mai considerarci seduti al capolinea, già arrivati. Si riparte ogni volta. Con l’umiltà e la coscienza di aver accolto l’invito del Signore, si cammina…
di Ni’ du
Il seme gettato con amore ha portato i suoi frutti
St. Mary Village
i chiamo Neethu. Sono molto lieta di prendere parte a questa festa del ventesimo anniversario di fondazione della Scuola materna Tommaso Reggio. Ringrazio le Suore di avermi dato questa opportunità. Esprimendo la mia gratitudine rappresento tutti gli ex allievi di questa scuola dell’infanzia. Ora, quando sono davanti a voi, tanti bellissimi ricordi della mia infanzia mi passano in mente. Ricordo con molto affetto le Suore che mi hanno accolto con tanto amore e cura trasmettendo i valori della vita e ricordo l’ambiente piacevole di questa scuola. Ho un bel ricordo delle mie insegnanti Sr Mary, Sr Leelamma e Sr Thressiamma che erano sempre attente alla formazione integrale di ogni bambino e si sono preoccupate di scoprire e accrescere le capacità nascoste in ogni fanciullo. Mi ricordo del mio primo spettacolo fatto su questo palcoscenico, dove facevo la parte di un infermiera. Oggi, dopo tanti anni, questa missione verso i malati è diventata una realtà nella mia vita, perché sono infermiera in una scuola Infermieristica. Sono convinta che i valori, i consigli e le benedizioni ricevuti in questa scuola mi hanno aiutato a diven-
tare ciò che sono oggi. Ringrazio Dio e tutte le Suore per questo dono. Sono grata anche alle persone che mi hanno invitato a questa festa. Faccio i migliori auguri di ogni bene a questa mia carissima Scuola Materna Tommaso Reggio e a tutte le Suore che si dedicano anche oggi a far crescere tanti piccoli. Grazie di cuore! Ni’du è una ex-alunna della Scuola Materna di St. Mary Village e ha fatto questa testimonianza nel giorno in cui abbiamo celebrato il 20 anniverario della sua apertura. Ni’du si sposerà in settembre 51 Camminando con fede 2/2010
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“Abbi cura dei tuoi ragazzi” di Serena Dugnani
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uesto articolo nasce da un evento triste e doloroso, ma racconta una storia felice che non si è conclusa. Ricordo come fosse accaduto ieri il mio arrivo alla scuola superiore del Santa Gemma: la Preside di allora, Suor Andreina Macalli, mi ha accolto con un grande sorriso, mi ha mostrato la scuola, il mio “cassetto” per i registri in sala professori e mi ha detto delle parole che non ho dimenticato: “abbi cura dei tuoi ragazzi”. In breve tempo mi sono accorta che non si trattava di uno slogan ad effetto, gli alunni davvero si sentivano come nella loro
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seconda casa, accolti, presi in considerazione, aiutati a crescere nella cultura e insieme nella vita. Se ripenso alle lezioni, ai tempi di formazione e preghiera, alle gite, ai momenti ordinari e a quelli straordinari, posso dire che stare insieme ai ragazzi è stato bello sempre, anche quando non sono mancati giorni di tensione o di scoraggiamento, anzi forse sono stati gli alunni più difficili quelli che nel mio ricordo hanno più spazio, perché non posso dimenticare la soddisfazione e la gratitudine nei loro occhi quando ottenevano il successo che li
sono sentita molto amata dai miei ragazzi che mi hanno aiutata a diventare un’insegnante. Quando mi sono sposata, all’uscita dalla chiesa mi aspettavano sorridenti: si sono anche loro, fino alla fine, presi cura di me. Così, come i libri terminano con un ringraziamento, è terminata la bella avventura della scuola superiore del Santa Gemma: con un grazie. L’ultimo giorno degli Esami di Stato, dopo aver salutato la commissione esterna, ci siamo ritrovate a chiudere la porta dell’aula dei ragazzi di quinta superiore con lo stesso pensiero nel cuore. Nessuna di noi lo ha espresso a parole, ci siamo guardate, abbiamo sceso in silenzio le scale. Ad aspettarci davanti alla Presidenza c’era Suor Cristina: le abbiamo riconsegnato i timbri con il viso di chi cerca delle parole che in quel momento non volevano proprio venire. Ci siamo salutate ringraziandoci non per qualcosa in particolare, ma per tutto quello che la scuola superiore del Santa Gemma ha significato per noi: un’avventura indimenticabile che ha cambiato le nostre vite. La mia, senza dubbio, sì.
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avevamo aiutati a raggiungere. Credo che il segreto del nostro stare bene con i ragazzi sia racchiuso proprio in quell’”abbi cura”, perché vuol dire tante cose: se ho cura di te preparerò delle lezioni sempre speciali, mi interesserà quello che stai vivendo, vorrò farti sfruttare al meglio le tue capacità e farti raggiungere i traguardi a cui puoi arrivare, ti farò capire che sono felice di essere con te. Insomma ti vorrò bene. Se, mentre scrivo questo articolo, devo asciugare qualche lacrima, è perché sento che i nostri ragazzi grandi ci mancheranno e perché li rivedo davanti a me con le loro storie, nei momenti vissuti in classe. Non so se sono stata la migliore insegnante di letteratura e storia che potessero avere, anche se mi sono impegnata per prepararli al meglio, però so con certezza che li ho amati. Purtroppo la storia della scuola superiore del Santa Gemma quest’anno si è conclusa con la sua chiusura. Le storie felici in fondo però non muoiono mai e infatti la nostra scuola prosegue il suo cammino con i bambini della materna, delle elementari e i ragazzi delle medie, un dono prezioso di cui avere cura. Ecco, la cura: la mia Preside è stata proprio convincente, o forse sono io che, vivendo con i nostri ragazzi, ho imparato che volere bene è il punto di partenza per insegnare qualsiasi cosa. Io mi
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Si vas para Chile di Suor Renata
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arissime Madre Alejandra e Suore tutte, ci portiamo via questo Chile che ci è entrato nel cuore così tanto che ci dispiace lasciarlo. Vogliamo dirvi tutta la nostra gratitudine ma già sappiamo che non troveremo le parole (nemmeno suor Andreina!), questo mese è stato per noi ricco di incontri sereni, affettuosi, sinceri, carichi di bene vero. Non sappiamo se suor Andreina riuscirà a scrivere “il viaggio in Chile minuto per minuto” ma siamo certe che questa terra con tutta la sua bellezza, ci rimarrà dentro. Noi siamo venute soltanto con un po’ di conoscenze, un po’ di storia di un Fondatore che era “arrivato qui”, insieme alle Suore, nel lontano 1948! Le Suore italiane Lo portavano nella vita, nel cuore, nei sacrifici immensi che hanno fatto per un popolo che hanno amato molto, lavorando “finché bastavano le forze” e sicuramente “oltre” le loro forze. Loro sono state le messaggere insieme a tutte le Suore dell’America Latina che hanno raccolto e vissuto il carisma e hanno saputo tenere accesa la fiaccola del bene. È palpabile qui l’attaccamento alle radici, il forte legame con Roma che ci fa sentire a casa, di qua e di là dall’oceano. Abbiamo portato la reliquia del Fondatore e abbiamo scoperto in tanti un affetto vero: bambini, genitori, professori, amici di Betania… amano Tommaso Reggio. È stato splendido scoprire che ogni Suora “ha consegnato” il Fondatore a tutti coloro che incontrava, tanto che conoscere una
suora di Santa Marta è coinciso con l’incontro con Lui! La festa, la gioia, le celebrazioni ci hanno fatto pensare a come è vero quello che dice il nostro amato Padre: “lo spettacolo che convince il mondo è quello del nostro volerci bene” Anche il nuovo germoglio del “Gruppo Reggio” ci lascia piene di riconoscenza: è la Provvidenza che fa sorgere dove vuole, come vuole e quando vuole la speranza. Come non vedere un messaggio di Dio in questi ragazzi che vogliono vivere lo spirito e il carisma di Santa Marta? Questo ramo verde fiorirà? Pregheremo perché le fatiche degli inizi non ci spaventino. In questo momento faticoso per la nostra Famiglia Religiosa abbiamo sperimentato qui che è proprio vero: “il Signore veglia sempre, anche quando sembra dormire sonni profondi”. Vi abbracciamo con il cuore colmo di gratitudine. Lettera consegnata alla Delegazione per tutte le suore
Con l’affetto della memoria Carissime, all’alba di oggi, dalla casa di infermeria di Querceto di Sesto Fiorentino, è partita per il cielo, portando con sé una vita carica di amore, di offerte, di silenzi intessuti di benevolenza, Suor EMMA ORSUCCI nata a Popiglio (Pistoia) il 26 febbraio 1915, entrata in Comunità il 6 giugno 1936, professa dal 19 settembre 1938. Il profumo della sua disponibilità e della sua bontà ha reso più serena la vita di chi le è vissuta accanto e ha potuto apprezzarne le doti tanto più vere quanto più nascoste. Infermiera attenta e premurosa, si è prodigata per anni cercando di essere per tutti una presenza rasserenante e professionalmente preparata. Ha prestato il suo prezioso servizio nell’Ospedale di San Gimignano, al Policlinico Madonna della Consolazione di Reggio Calabria, alla Clinica Sanatrix di Roma e, negli ultimi anni della sua attività, a Viciomaggio, a Vicchio ed infine a Querceto. Sapeva ricamare in modo davvero splendido con la finezza e la precisione che rendevano i suoi lavori molto apprezzati, così come ha saputo vivere sempre con una dignità “inimitabile” il suo servizio e gli impegni che la comunità le ha affidato. Finché ha potuto ha saputo donarsi “nel fare le notti” alle consorelle malate e poi, nei lunghi anni che il Signore le ha regalato, ha pregato, sofferto e offerto per la sua Famiglia religiosa che ha sempre amato con un amore delicato e intenso. Il buon Dio sicuramente
l’ha accolta a partecipare alla gloria del suo Paradiso dove ora prega per noi che abbiamo bisogno di tanto aiuto e di tanto soccorso per non dimenticarci che la bontà vera conquista ogni cuore e diffonde ovunque serenità e gioia. Aff.ma Madre CARLA ROGGERO
Vighizzolo di Cantù A Suor Emma Orsucci, a me carissima. Mentre ogni tanto penso ai miei lunghi anni di Comunità, talvolta mi rivedo là a Roma, nella camera così detta di Cristo Re, giovanissima novizia che giace in un letto a causa di fortissimi dolori di capo a motivo di una forte infiammazione ai nervi ottici, che creava un grave disturbo all’occhio destro. Io giovane suora ero assistita da una consorella infermiera dalla figuretta carina, gentile, premurosa, paziente e delicata nei miei confronti. Tutto ciò per un periodo di due mesi, dal novembre 1948 al gennaio 1949. Ebbene, ora che lei è lassù voglio mandarle un riconoscentissimo grazie anche perchè quando lei era in vita mi sono comportata da ingrata, non cogliendo le tantissime occasioni in cui avrei potuto farle giungere il mio grazie. Le chiedo perdono ora, anche se non ne ha più bisogno e le prometto il mio ringraziamento quotidiano, pregando per la sua bella anima, perchè aiuti le carissime consorelle infermiere nello svolgimento del loro caritatevole, anche se difficile lavoro di assistenza ai malati che richiedono amorose cure. Grazie ancora carissima suor Emma! Intercedi sì per le consorelle infermiere, ed anche per me, perchè il Signore mi conceda la grazia di scacciare la paura che mi assale quando penso al momento del mio “trapasso”. Ancora un “gigantesco” grazie da Suor Emilia, ora veterana.
Roma, 18 aprile 2010 Carissime, oggi, dall’infermeria della Casa Madre a Ventimiglia, è salita al cielo per godere della beatitudine eterna la cara Consorella Suor EMERENZIANA GIANA nata a Chiusa di Pesio (Cuneo) il 23 maggio 1912, entrata in Comunità a Ventimiglia l’11 aprile 1939, professa dall’8 settembre 1941. La ricordiamo come una suora buona e generosa che ha speso la sua esistenza in cucina senza dimenticare mai che “il miglior condimento” di ogni vita è la bontà vera e la disponibilità che rende più saporito ogni gesto e ogni offerta. Particolarmente generosa e materna con le bambine “orfane” che per tanti anni ha servito a Badalucco e a Ventimiglia Istituto San Secondo, ha speso le sue energie con tanta dedizione e giovialità. Capace di intessere di preghiere le sue giornate e supplire con queste alla mancanza delle forze che via via venivano meno, ha accettato serenamente la vecchiaia a e l’ha vissuta affidandosi al Signore e intensificando le sue devozioni semplici, ma nutrite di amore vero verso Dio e verso tutti. Il suo atteggiamento umile e aperto ad ogni richiesta dell’obbedienza l’ha resa sempre serena e contenta di spendere le sue energie solo per il Signore e per la sua Comunità. Ora, mentre gode la contemplazione del suo Signore nella dimora dell’eterna pace, intercede sicuramente per la nostra Famiglia Religiosa che tanto amava perché ognuna di noi possa imparare a vivere ogni giorno con semplicità e bontà. Aff.ma Madre CARLA ROGGERO
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Roma, 16 aprile 2010
“Credo che l’Istituto vada propagandosi e desidero vivamente che molto ancora si estenda, la qual cosa diverrà se avrete davvero lo Spirito Religioso”. Mons. Tommaso Reggio