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Trentino Industriale dicembre 2021-gennaio 2022

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DICEMBRE 2021 | GENNAIO 2022 ANNO 62 | N°06

| Contiene I.R.

Il legno dopo la tempesta Il settore alla sfida dell’innovazione

Speciale Assemblea La persona al centro

Associazione

Innovazione

Luce sulla visione della città di Trento

Nuovo accordo tra Confindustria Trento e Hit


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Novotic e la sfida col futuro

IL PRODOTTO NON CONTA NIENTE, SE NON SI VA NELLA DIREZIONE GIUSTA

“Chiedersi perché le aziende, nel 2021, dovrebbero digitalizzarsi, è una domanda sbagliata. È un po’ come riavvolgere una cassetta e tornare indietro nel tempo” sostiene Manuel Todesco, Direttore di Novotic, azienda di Rovereto che si occupa della progettazione e della realizzazione di automazioni industriali per le aziende manifatturiere. Eppure un perché esiste, ed è significativo: portare l’automazione nella propria azienda per restare competitivi a livello internazionale, poter aumentare e controllare la produzione e, non ultimo, riuscire a mantenere lo stabilimento sul territorio italiano. “Si deve digitalizzare in maniera massiva per pensare all’esportazione, ma spesso può essere difficile per le piccole medie imprese. Per questo è importante capire che la digitalizzazione dei processi può anche essere gestita a fasi, iniziando in maniera graduale per poi portare l’azienda ad un’automazione completa.” L’aspetto fondamentale però - ci racconta il Direttore di Novotic - resta quello di comprendere che questa è l’unica strada percorribile ad oggi e che automazione non significa sacrificare l’elemento umano. Gli operatori, formati direttamente da Novotic per far sì che gli strumenti vengano usati con competenza e sicurezza, diventano sempre più specializzati e sono la chiave per tenere l’azienda competitiva a livello di mercato grazie all’expertise e alle skill acquisite. “Puoi avere la macchina più bella del mondo, ma se non sai usarla nel modo giusto, è completamente inutile.”

Digitalizzarsi non è una scelta: va fatto e basta. Ormai non c’è più una strada alternativa e non è il futuro. Il futuro è adesso e dobbiamo essere pronti a cavalcarlo con gli strumenti giusti.

Collaborare con realtà locali che lavorano a livello internazionale significa mantenere e favorire l’internazionalizzazione di aziende che portano ricchezza al nostro territorio. “Facciamo parte di un tessuto imprenditoriale locale in cui la vicinanza e una stretta di mano sono un fattore molto importante. Il percorso di digitalizzazione è prima culturale e solo in seguito materiale: nella trasformazione digitale, in cui tutto sembra così complicato e genera spesso perplessità da parte dei clienti, è importante avere un consulente di fiducia che possa rispondere prontamente ad ogni dubbio, anche con una visita di persona.” La digitalizzazione che porta con sé i vantaggi di un miglioramento produttivo e di benessere dei lavoratori attraverso un controllo più preciso dei processi. Una sfida che adesso è tempo di affrontare.

Per questo a Novotic si sono affidate multinazionali del calibro di Bonfiglioli, decise a investire nell’automazione e che ora stanno raccogliendo i frutti di questo lavoro nato da un’azienda tutta trentina. Sì, perché la scelta di restare in Trentino non è casuale.

Una digitalizzazione che mantiene al centro l’elemento umano grazie a un’interfaccia che tiene conto della user experience.

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sommario

03

associazione

editoriale 7

Per una transizione sostenibile

34

Luce sulla visione della città di Trento

36

Motore Italia e piano transizione 4.0

38

Verso una nuova etica di comportamento

40

Caro energia: quale approccio?

41

Pnrr e Fondi Ue: le ricadute per il Trentino

il punto innovazione 9

Emergenze e antifragilità 42

speciale assemblea rubriche 10 speciale assemblea 25 copertina 34 associazione

10

La persona al centro

12

Un'opportunità per il Trentino

15

Infrastrutture e turismo alla base del progresso

18

L’intervento conclusivo di Carlo Bonomi

20

Omaggio ai Pionieri dell’industria trentina

22

Il premio alle veterane tra le associate

42 innovazione

51 education 54 internazionalizzazione

aziende 44

Nuove sinergie per il lavoro

economia 46

Un’annata ambivalente

50

BrennerLec, sperimentazione conclusa

education

44 aziende 46 economia

Nuovo accordo tra Confindustria Trento e HIT

copertina

51

Studenti, cultura e sperimentazione

25

Verso una specializzazione del settore

27

L’edilizia che passa per la cura

29

Dalle foreste trentine legname di alta qualità

54

Governo societario sostenibile

Tradizione e innovazione

56

Grandi opportunità per il vino trentino

32

internazionalizzazione


04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 62 | N. 6 Dicembre 2021 - Gennaio 2022

DICEMBRE 2021 | GENNAIO 2022

Direttore Responsabile

ANNO 62 | N°06

Alessandro Santini Il legno dopo la tempesta

| Contiene I.R.

Martina Togn Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga

Il settore alla sfida dell’innovazione

Redazione

Silvia Bruno Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it

Speciale Assemblea La persona al centro

Associazione

Innovazione

Luce sulla visione della città di Trento

Nuovo accordo tra Confindustria Trento e Hit

Illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI

Comitato di Redazione

PUBBLICITÀ

Progetto grafico

GRAFFITI – It’s Communication

La pubblicità su Trentino Industriale significa: 6 mila copie ogni numero;

Stampa

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invio a tutte le industrie aderenti a Confindustria Trento e ad un selezionato elenco di imprese artigiane, turistiche, commerciali e di servizi;

Editore

invio ai professionisti trentini: ingegneri ed architetti, commercialisti e consulenti aziendali, notai ed avvocati, giornalisti...;

Associazione degli Industriali della Provincia di Trento

invio a università, istituti di ricerca, scuole e centri di formazione professionale;

Pubblicità

presentazione di aziende, loro attività e prodotti ad una vasta e competente platea di lettori;

Assoservizi Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990 Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

INFORMATIVA Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.

www.trentinoindustriale.com il nostro periodico è anche online compresi i numeri arretrati trentino.industriale@confindustria.tn.it

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editoriale

07

Per una transizione sostenibile Siamo ancora in viaggio. Perseveriamo, attraverso questa ostinata pandemia, in un tempo che, in prima battuta, avevamo percepito come “eccezionale” e che è oggi lo scenario ordinario con il quale donne e uomini, bambini e anziani, ci siamo abituati a fare i conti ogni giorno. Prestiamo attenzione ad ogni nostro passo, accettiamo la lunghezza e la durezza di questo viaggio verso l'uscita da una condizione sanitaria ancora difficile. Nel mentre percorriamo questo cammino, pensiamo a chi non ha le fortune di cui noi disponiamo, a partire da un Sistema Sanitario tra i più efficienti al mondo. E non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un tempo di transizione, tra una condizione di stabilità perduta e una di stabilità ventura. Contemporaneamente, camminiamo verso una meta sostenibile. Se “Transizione sostenibile” è il titolo scelto per questo secondo momento del nostro progetto “Duemilatrentino – Futuro Presente”, è perché siamo convinti che “sostenibile”, oltre alla meta, debba essere anche il viaggio. Per questo abbiamo scelto di valorizzare questa accezione: di un “percorso” che tende a un obiettivo, e che a questo obiettivo si avvicina attraverso un processo evolutivo. Credo fermamente nel miglioramento continuo e sono convinto della necessità di attivare il cambiamento quanto prima. Non siamo certo a proporre fughe in avanti - la natura non fa salti, e noi crediamo sia bene imitarla - ma con convinzione e consapevolezza ci vogliamo incamminare lungo una transizione sostenibile. Cercando di progredire, a passo deciso e costante, verso un traguardo chiaro: consegnare alle prossime generazioni un territorio sostenibile nella sua più ampia declinazione. Mantenere ed incrementare i livelli di benessere attuali riducendone l’impatto. La sostenibilità - vale la pena ribadirlo - deve essere Sociale, Ambientale ed Economica. Ma di sostenibilità torneremo a parlare più avanti, quando avremo riempito di contenuti un concetto che rischia, dopo un certo abuso, di apparire retorico. Quando avremo deciso, grazie a un percorso ancora una volta scientifico e corale, quali proposte sottoporre al nostro territorio per migliorarsi attraverso un nuovo modo di fare le cose, grazie – anche ma non solo – alla disponibilità di fondi europei straordinari. In questa partita, abbiamo scelto di giocare questo ruolo: di essere attori di cambiamento positivo e contributori di sistemi operativi utili alla crescita, delle imprese e della comunità di riferimento. Lo abbiamo fatto non certo per entrare nel merito di questioni che non ci competono, quanto per cercare di fare la nostra parte, interrogandoci su quel che occorre al nostro contesto per un futuro di qualità, senza cadere nella miope tentazione dell’autoreferenzialità: di chiederci soltanto quali siano i nostri bisogni. Come si direbbe in campo, noi giochiamo il ruolo di chi alza la palla. Alcune andranno in schiacciata, altre no. Questo lo deciderà chi finalizzerà il gioco. Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento

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“

Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più H. Murakami

Per ognuno di noi, l’impresa è l’impronta di ciò che siamo in ciò che facciamo. Ma nel DNA dell’industria trentina c’è anche un tratto comune che trasforma l’eccellenza territoriale in un motore per la crescita. Confindustria Trento dà valore a ciò che sei in ciò che fai.

” confindustria.tn.it


il punto

09

Emergenze e antifragilità In questo nostro critico presente sembra che la cifra del quotidiano sia l’emergenza. È emergenza sanitaria, sociale, umanitaria, ambientale ed economica. È emergenza alle frontiere, è emergenza nei continenti e sui mercati internazionali. Le nostre imprese, stressate dall’impatto della pandemia, fanno i conti oggi con problemi vecchi e nuovi. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, i costi dei trasporti, l’approvvigionamento delle materie prime, che sono sempre meno e sempre più care. Basti pensare che nel primo trimestre del 2022 si prevede che i prezzi delle fonti energetiche (energia e gas) possano superare fino a sei volte i prezzi di inizio 2021. Lavorare “nell’emergenza” non può però voler dire lavorare “in emergenza”. Di fronte a scenari emergenziali dobbiamo essere in grado di dare risposte strutturali. Per farlo, dobbiamo essere capaci di definire una strategia di breve, medio e lungo periodo. Fatto ciò, dobbiamo mettere in campo i nostri talenti e lasciare che si esprimano, perché operino al loro meglio per andare a segno, giocando schemi e tattiche condivise. Le organizzazioni hanno un potere enorme. Possono fare moltissimo, anche nelle situazioni più critiche. Poco prima di scivolare nella dimensione surreale di questa pandemia, il nostro Trentino ha fatto i conti con la tempesta più violenta che il territorio ricordi. Ne parliamo, nell’intervista di apertura dello speciale di settore che ospitiamo in questo numero e qui in particolare, per dire che a quella emergenza il sistema ha saputo fino ad ora rispondere in maniera positiva. Fino ad oggi si è detto molto, forse anche troppo, sulla resilienza. Abbiamo parlato in tutte le salse del valore del cadere e del rialzarsi. Che rimane, per carità, un’attitudine necessaria. Ma si tratta, in fondo, di una reazione meccanica, soprattutto se perpetuata uguale a sé stessa. È tempo di evolvere anche questo concetto. Iniziamo a cercare l’antifragilità, che è quella capacità di imparare sotto pressione, nelle difficoltà. Di migliorarsi nell’incertezza, trovando magari anche il modo di coglierne qualche aspetto, o qualche effetto, positivo. “L’incertezza – diceva Erich Fromm - è la condizione perfetta per incitare l’uomo a scoprire le proprie possibilità”. Vale la pena di credergli. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento

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10 speciale assemblea

La persona al centro All’Assemblea Generale 2021 di Confindustria Trento il primo Position Paper di Duemilatrentino.

RENDERE

il Trentino una best practice nei nuovi modelli di welfare, di lavoro e di impresa costruiti attorno alla persona. Innovare il sistema educativo in Trentino attraverso un approccio di filiera che allinei la formazione ai nuovi trend del mercato e ai bisogni delle imprese. Posizionare il Trentino e la sua immagine come territorio “life-friendly e workfriendly” per attirare talenti e competenze. Affermare un nuovo modello per il turismo in Trentino a partire dallo sviluppo delle attività sportive e delle filiere industriali e di servizio associate, integrando la collaborazione in ambito sportivo. Avviare un’azione concertata tra pubblico e privato di semplificazione amministrativa nell’ambito dell’Autonomia speciale del Trentino. Sono queste le cinque direttrici d’azione sulle quali Confindustria Trento propone al territorio di lavorare per promuovere uno sviluppo attento alla Centralità dell’individuo e della qualità della vita. Dodici le proposte di intervento elaborate in seno a queste direttrici e presentate in assemblea dall’Associazione degli Industriali, che ha dedicato l’assise di metà ottobre a riva del Garda ai risultati del primo lavoro condotto nell’ambito del progetto “Duemilatrentino - Futuro Presente”, grazie al contributo degli imprenditori, al dialogo con gli stakeholder, alla collaborazione di The European House - Ambrosetti e al supporto di Sparkasse, main partner dell’iniziativa. Ad aprire i lavori, Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House Ambrosetti, che ha presentato gli aspetti più rilevanti del Position Paper “Centralità dell’individuo e qualità della vita”.

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È dunque intervenuto Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, in dialogo con Rosalba Reggio, giornalista del Sole 24 Ore, che ha spiegato come, alla luce di quanto illustrato da Tavazzi, il riposizionamento strategico-competitivo del Trentino potrà declinarsi su tre pilastri che sono al centro delle proposte operative dell’iniziativa “Duemilatrentino”: la centralità dell’individuo e della qualità della vita, la transizione sostenibile, la “Società Trentino 5.0”. Interpellato da Reggio, si è unito al


11 speciale assemblea

talk Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, che ha parlato di burocrazia, Autonomia, turismo e infrastrutture. All’Assemblea di Confindustria Trento ha portato il suo saluto anche Nicola Calabrò, direttore generale e amministratore delegato di Sparkasse, main partner del progetto. Ha chiuso i lavori Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. L’assise si era aperta, come di consueto, con una parte privata riservata ai soci. Nel corso

della quale l’Assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2020 illustrato dal direttore generale Roberto Busato: l’esercizio si è chiuso con un risultato positivo. L’appuntamento è stato inoltre l’occasione per le consuete premiazioni: degli imprenditori “over 75” ancora oggi in attività e delle aziende iscritte da più di 50 anni. Martina Togn, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trento, ha infine presentato il 50° anniversario del Gruppo.

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12 speciale assemblea

Un'opportunità per il Trentino L’analisi di The European House - Ambrosetti restituisce la fotografia dei punti di forza e degli elementi di attenzione sulla performance del Trentino rispetto a centralità dell’individuo e qualità della vita. di LORENZO TAVAZZI, Partner, The European House - Ambrosetti

IL PRIMO

approfondimento realizzato dal progetto “Duemilatrentino” ha riguardato la centralità dell’individuo e la qualità della vita: per comprendere il posizionamento del Trentino e delle sue imprese, sono stati individuati i punti di forza distintivi del territorio e gli ambiti su cui intervenire. Tra le eccellenze censite, in Trentino si vive più a lungo che nel resto d’Italia e in altre Regioni comparabili italiane e dell’area centro-europea (speranza di vita alla nascita di 84,3 anni rispetto agli 83,2 medi in Italia), e il territorio è primo in Italia per livello di soddisfazione dei pazienti per l’assistenza (medica e infermieristica) nel sistema sanitario e terzo per spesa sociale pro capite degli enti locali per interventi e servizi sociali. Il Trentino mostra buone performance nell’inclusione formativa: la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non partecipano al mondo del lavoro e della formazione (i cosiddetti NEET) è in riduzione (-3,3 punti percentuali rispetto ai livelli del 2015) ed è la terza più bassa in Italia (12,6%). Inoltre, l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è pari al 7,9% della popolazione tra i 18 e i 24 anni, rispetto ad una media nazionale di 13,1%, mentre le persone laureate nella fascia 30-34 anni sono pari al 32,3 (27,6% in Italia).

Trentino

Nord-Est

Italia

Alto Adige

7,9%

Trentino

32,3%

Nord-Est

9,9%

13,1%

14,2%

31,7%

Alto Adige

Italia

29,8%

27,6%

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Infine, un asset di grande attrattività per il Trentino è il patrimonio naturalistico e paesaggistico. Grazie a tre parchi naturali (Adamello Brenta, Paneveggio - Pale di San Martino e Stelvio) e una rete diffusa di aree protette, il 30% del territorio è oggi sottoposto a tutela ambientale. Inoltre, negli ultimi 30 anni si è consolidato un sistema di aree protette, con 75 tra riserve naturali e biotopi provinciali, 222 riserve locali, 135 Siti di Importanza Comunitaria, 19 Zone di Protezione Speciale e numerose aree di protezione fluviale. Per sostenere il posizionamento del Trentino come territorio dinamico e sostenibile, avanguardia d’Italia per le politiche e le migliori pratiche per la Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (% su popolazione di 18-24 anni, 2020; a sinistra) e persone che hanno conseguito un titolo universitario (% su popolazione di 30-34 anni, 2019; a destra). Fonte: elaborazione The European House - Ambrosetti su dati Eurostat e Istat, 2021. La dinamicità del Trentino emerge anche in ambito imprenditoriale: la Regione è prima in Italia per densità di start-up innovative (5,42% delle nuove imprese di capitali), mentre il Trentino è al primo posto tra le Province (7,7%).


13 speciale assemblea

qualità della vita, del fare impresa e del lavoro, si deve intervenire anche su alcuni aspetti critici. L’assessment strategico-competitivo del territorio ha permesso di rilevare alcuni punti di attenzione, tra cui l’offerta nel mercato del lavoro: a Trento, il 35,2% dei lavoratori in entrata è di difficile reperimento (in peggioramento rispetto al 25,1% rilevato nel 2019). L’indagine condotta presso le imprese associate a Confindustria Trento conferma infatti un gap nel reperimento di qualifiche professionali e nella disponibilità di forza lavoro tra i principali rischi per lo sviluppo del territorio (nel complesso, pari al 42,7% delle risposte). Un secondo punto di attenzione per il Trentino riguarda l’allineamento delle competenze rispetto alle nuove tendenze tecnologiche. In particolare, il numero medio di laureati in discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) è pari a 13,5 ogni 1.000 residenti, un valore inferiore rispetto alla media nazionale (15,1) e del Nord Italia (14,6). Il Trentino mostra anche una situazione di ritardo nelle infrastrutture digitali tra le imprese: 2 imprese trentine su 5 non hanno accesso alla banda ultra-larga (al contrario, in Alto Adige il 50,6% delle imprese aveva già accesso alla banda larga prima della crisi da Covid-19), mentre il 34,3% ne era ancora sprovvisto a fine 2020. Infine, occorre migliorare la visibilità dell’offerta

del territorio. L’analisi della brand awareness svolta da The European House - Ambrosetti sul web evidenzia alcune criticità d’immagine e percezione del Trentino: il territorio è molto conosciuto per specifici ambiti – come la natura e la qualità della vita – ma non emergono gli aspetti legati allo sviluppo del business e all’attività d’impresa. Per trarre beneficio da un’elevata qualità della vita e porre l’individuo al centro, recuperando terreno sui gap evidenziati, il progetto “Duemilatrentino” raccomanda di intervenire su 5 direttrici d’azione prioritarie: welfare e formazione (rendendo il Trentino una best practice nei nuovi modelli sociali, di lavoro e di impresa costruiti attorno alla persona), comunicazione (attraverso l’immagine di un territorio “life-friendly e work-friendly”), turismo (affermando un modello che faccia leva sullo sviluppo dello sport e delle filiere associate) e P.A. (con un’azione di forte semplificazione amministrativa nell’ambito dell’autonomia speciale del Trentino).

Eccessivo peso della burocrazia / rapporti con la P.A.

28,9%

Qualifica professionale della forza lavoro non adeguata

25,4%

Carenza di forza lavoro

17,3%

Limitata connettività infrastrutturale (con conseguenti costi elevati del trasporto merci)

8,1%

Ridotta apertura internazionale del tessuto produttivo

7,8%

Decrescita demografica

5,9%

Produzione industriale non sostenibile Dimensioni del sistema produttivo e capacità capacità imprenditorialità imprenditoriale Altro Altro*

42,7%

4,9% 1,6% 0,8%

Risposte alla domanda della survey di “Duemilatrentino”: «Quali sono i principali rischi per lo sviluppo del territorio trentino da qui ai prossimi 5 anni?» (% delle risposte), 2021. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su risposte alla survey presso le imprese associate a Confindustria Trento, 2021.

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15 speciale assemblea

Infrastrutture e turismo alla base del progresso Sul palco del Palazzo dei Congressi di Riva del Garda il confronto tra Manzana e Fugatti. Una visione che vada oltre i confini regionali e le partnership pubblico – privato rappresentano gli strumenti vincenti. di GENNY TARTAROTTI

NON POTEVA

certo mancare, in occasione Riva del Garda, da Rosalba Reggio, giornalista dell’assemblea annuale di Confindustria Trento, del Sole 24 Ore. un confronto tra il presidente degli industriali, “La burocrazia – ha esordito Fugatti in risposta Fausto Manzana e il presidente della Provincia alla domanda di Reggio sul perché ancora se ne autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Special- parla – è stato uno dei dieci temi che il Coormente in questa assise 2021, pensata non solo dinamento Imprenditori ha sottoposto alle cocome momento di incontro tra associati e sta- alizioni in occasione della campagna elettorale keholder, ma anche come occasione di lancio di del 2018, chiedendo la semplificazione delle praun progetto tanto corposo quanto virtuoso: "Due- tiche amministrative. Molto c’è ancora da fare, ad milatrentino – futuro presente", pensato con l’in- esempio per quanto riguarda gli appalti, ma dobtento di promuovere un modo di fare impresa biamo anche ricordarci di ciò che di positivo è basato sulla centralità della persona e la qualità stato fatto, come la piattaforma Riparti Trentino, sistema, creato in epoca Covid, che ha permesso della vita. Burocrazia, autonomia, turismo, infrastrutture e agli imprenditori di accedere con facilità e in digitalizzazione sono stati i temi del confronto, tempi brevi ai contributi.” moderato, sul palco del Palazzo dei Congressi di Sull’autonomia regionale, altro tema ampiamen-

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16 speciale assemblea

te discusso in seno all’opinione pubblica, Manzana ha sottolineato come essa debba essere rivitalizzata. “La miglior difesa è l’attacco. Dobbiamo conquistarcela con relazioni nuove e importanti. La nostra è una realtà di piccole dimensioni e senza relazioni e autonomia potremmo fare molto poco”. “Dobbiamo avere la capacità di riuscire a guardare oltre i nostri confini – ha proseguito il governatore. Il Trentino deve guardare verso sud e verso nord con consapevolezza delle proprie forze e possibilità. L’autonomia non deve essere vista come un privilegio, ma come un modello. Per andare sul concreto, insieme a Bolzano siamo in fase di trattativa finanziaria con lo Stato centrale, perché con il bilancio 2022 i gettiti arretrati verranno meno e questo significa un taglio di 300 milioni per la nostra provincia. Da questo dipende la nostra capacità finanziaria dei prossimi anni e quindi anche la capacità di essere lungimiranti per lo sviluppo”. Investimenti è infatti la parola chiave nell’ambito del rilancio del turismo trentino, che per Manzana deve migliorare la propria offerta per poter attrarre un turismo di qualità. Pensiero condiviso anche dal presidente della Provincia che sottolinea come il sistema imprenditoriale turistico abbia la capacità di investire e ricorda che i numeri

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dell’estate 2020 sorpassano quelli del 2019 che fu l’anno dei record. Come si è potuto vedere anche con il bando turismo che a fronte di 30 milioni di investimenti pubblici ne ha messi in moto 140 milioni. Fondamentale per un turismo di qualità è un sistema infrastrutturale efficace ed efficiente. “Bisogna avere il coraggio di investire anche nei momenti di crisi – ha detto Fugatti. In particolare gli investimenti frutto di partnership tra pubblico e privato rappresentano un’importante leva di sviluppo e crescita”. Come verranno impiegate le risorse del Pnrr? Il governatore: “Sanità, scuola, sistema irriguo, edilizia abitativa, ma anche digitalizzazione e sostenibilità oltre, come si è già detto, al potenziamento del sistema infrastrutturale. Per la circonvallazione di Trento sono già stati stanziati 900 milioni di euro”.


18 speciale assemblea

L’intervento conclusivo di Carlo Bonomi Il presidente di Confindustria: “La centralità dell’individuo è fondamentale per gli sviluppi futuri, ma spesso viene messa in secondo piano. Servono obiettivi realmente realizzabili e responsabilità sociale”.

"LA CENTRALITÀ

dell’individuo sarà determinante in questo periodo in cui siamo di fronte a scelte importanti che decideranno il futuro del Paese nei prossimi venticinque - trent’anni”. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, nel suo intervento conclusivo all’Assemblea 2021 dell’Associazione trentina, in collegamento da remoto presso il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, ha sottolineato come la centralità della persona, tema

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del Position Paper presentato all’incontro, sia imprescindibile per gli sviluppi futuri, ma come spesso di fatto venga spesso messa in secondo piano. Nella visione di uno Stato moderno, efficiente e inclusivo sono molti i processi trasformativi che pongono al centro l’individuo, ma due in particolare sono i processi che, secondo il numero uno degli industriali, meritano particolare attenzione. “La transizione ambientale, energetica e digitale – ha spiegato il presidente – è ineludibile e non va affrontata solo ideologicamente, perché ha un impatto molto forte sugli individui e sulla società. La governance delle transizioni deve essere mondiale o perlomeno europea. Condividiamo l’obiettivo di un mondo sostenibile, ma l’Europa emette solo l’8% dei gas climalteranti. Ci poniamo obiettivi ambiziosi, ma non possia-


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mo non tener conto di ciò che succede dall’altra parte del mondo, in particolare in Cina. Il Paese è infatti responsabile del 33% delle emissioni climalternati e ha dichiarato che fino al 2035 andrà avanti nella produzione di carbonfossile, per la quale ha già in programma l’apertura di diciotto nuove centrali”. Per farlo serve una strategia ben definita, un progetto realmente attuabile. “Non possiamo darci obiettivi velleitari. Dobbiamo porci obiettivi realmente raggiungibili e dobbiamo anche chiederci con che mezzi e risorse intendiamo realizzarli. Queste transizioni avranno un impatto forte sulle filiere industriali. Sappiamo che alcune filiere sono destinate a chiudere e questo vuol dire che verranno meno centinaia di migliaia di posti di lavoro. E in questi temi la centralità dell’individuo non la sento. Non la vedo al centro del dibattito pubblico. Capisco che politicamente è impopolare, ma se vogliamo andare verso queste transizioni, così forti e spinte, in un lasso di tempo così contenuto, dobbiamo tener conto delle risorse che mettiamo a disposizione per accompagnare queste transizioni”. Il secondo processo riguarda la responsabilità sociale. “L’ultimo anno e mezzo – ha spiegato – ha messo in evidenza come le scelte individuali non possano prescindere da una visione di responsabilità collettiva nazionale. È fondamentale avere una coscienza comune che ci induca a lavorare insieme per dare risposte adeguate alle necessità individuali. Siamo di fronte a una grande occasione storica: abbiamo la possibilità di dare risposta alle quattro grandi disuguaglianze: di genere, generazionali, di territorio e di competenze e dare risposte alle categorie che nelle crisi soffrono sempre più delle altre, le donne e i giovani”. Quella che il nostro Paese deve cogliere oggi è la occasione offerta dal Pnrr. “Il Pnrr rappresenta la possibilità di fare quelle riforme che l'Italia aspetta da venticinque anni e che ci è sempre stato detto che non potevano essere realizzate per mancanza di risorse. Oggi questo alibi non c’è più. Dobbiamo essere tutti

La testimonianza del main partner Sparkasse Nel corso dell'Assemblea di Riva del Garda è intervenuto anche Nicola Calabrò, direttore generale e amministratore delegato di Sparkasse, main partner del progetto. “Per noi è importante essere a fianco delle imprese - ha detto -. Continuiamo a non fare mancare loro il nostro sostegno, e con il nostro supporto a questo progetto, facciamo la nostra parte, per costruire insieme una riflessione su come potrà essere il nostro futuro".

impegnati in questa grande trasformazione”. Concludendo: “Ringrazio voi imprenditori per quello che avete fatto in questo tragico periodo. Avete rappresentato un solido ancoraggio materiale, ma soprattutto morale. Quello che avete fatto è straordinario, purtroppo non lo si riconosce spesso. Sono orgoglioso di rappresentarvi. Avete dimostrato la vera responsabilità sociale. E quando i nostri figli un domani guarderanno a questo periodo storico e ci chiederanno cosa abbiamo fatto, noi risponderemo: abbiamo fatto quello che dovevamo fare”! (gt)

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Omaggio ai Pionieri dell’industria trentina Come da tradizione, la parte privata dell’assise degli industriali è stata anche l’occasione per la premiazione degli imprenditori “over 75” associati a Confindustria Trento ancora oggi in attività.

Dario Martinelli, Printer Trento Srl

Sergio Sighel, Laboratorio Trentino Srl

Renzo Wegher, Wegher Srl

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Franco Piffer, Piffer Uno Srl

Sistilio Terzi, Ille Srl

Dino Zanini, Icras Costruzioni per Architettura Srl

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Il premio alle veterane tra le associate Il presidente Manzana e il direttore generale Busato hanno premiato, nel corso dell’assemblea di Riva del Garda, anche sei aziende iscritte a Confindustria Trento da più di 50 anni.

Aquafil Spa

CMV Costruzioni Meccaniche Valentini Spa

Eurostandard Spa

Furlani Carni Spa

ITAP Incremento Turistico Spa

Suanfarma Italia Spa

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Verso una specializzazione del settore Intervista a GIULIO DEFLORIAN, presidente della Sezione Legno.

PRESIDENTE

Deflorian, definire la Sezione che presiede con l’attributo “Legno” è sicuramente un esercizio di sintesi. Ci potrebbe fornire un inquadramento più completo? La Sezione Legno di Confindustria Trento comprende all’incirca una ventina di aziende per un totale di quasi 500 dipendenti che, proprio per forte caratterizzazione del prodotto, hanno sede principale in Trentino. Per quanto riguarda invece la tipologia di aziende ci troviamo sicuramente di fronte ad una filiera eterogenea, ma che comunque si può suddividere in due categorie principali: da una parte quelle che si occupano della realizzazione di semilavorati o di prodotti per carpenteria, dall’altra realtà specializzate nelle successive fasi di lavorazione come ad esempio imballaggi e arredo.

in atto processi organizzativi più snelli ed efficienti. Alla fine, confrontando le due province, il risultato è stato simile, ma sicuramente ci si è arrivati con un percorso diverso. Prendendo in considerazione la dimensione industriale di questa vicenda: c’era il timore che dopo una forte crescita del settore ci sarebbe stato un altrettanto forte tonfo. È stato effettivamente così? Non è accaduto, anzi siamo riusciti a trovare un buon equilibrio. Ma non è stato un caso fortuito, anzi. Fin da subito, anche grazie alle proficue interlocuzioni con gli organi provinciali, ci siamo impegnati nell’accompagnare le aziende a adottare un approccio che gli permettesse di

Sono passati ormai tre anni dalla tempesta Vaia, se volessimo fare un bilancio come ha reagito il settore? Possiamo dire che la gestione del post-Vaia relativamente al territorio trentino sia stata buona. Se però allarghiamo l’orizzonte dell’analisi a realtà come quella austriaca e altoatesina, ci accorgiamo di quanto ancora ci sia da lavorare. Nel primo caso abbiamo a che fare con una filiera del legno molto forte e molto organizzata, capace di lavorare grandi quantità di materia prima, fattori che gli hanno permesso di sfruttare Vaia come occasione di approvvigionamento di materia prima di alta qualità a basso costo. Guardando invece all’Alto Adige la differenza sostanziale risiede nel fatto che da loro più del 70% del bosco è di proprietà privata, a differenza del Trentino che ha percentuali inverse. Questo ha permesso ai cugini di Bolzano di mettere

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aumentare la portata delle attrezzature a disposizione e più in generale delle attività messe in campo, senza però eccedere in sovradimensionamenti che poi sul lungo termine non sarebbero stati economicamente sostenibili. E invece, guardando al futuro, quali sono le sfide che il settore del legno dovrà affrontare? Per prima cosa mi preme sottolineare che l’approccio deve essere ottimista, il legno Trentino avrà futuro, lo ha sempre avuto, è una questione storica. Convergendo invece sugli aspetti più concreti della domanda si potrebbe ragionare per esempio su come utilizzare tutta la biomassa in esubero nella nostra provincia. Per dare delle misure parliamo di circa oltre mezzo milione metri cubi. Credo che le centrali a biomassa possano essere uno strumento per evitare la crescente esportazione della materia prima, un’opportunità non solo in termini di produzione di riscaldamento, ma soprattutto di energia elettrica. In ottica di sostenibilità credo sia necessario porre delle riflessioni su come ricercare un equilibrio tra questa soluzione e quella,

evidentemente meno compatibile, di una metanizzazione delle valli. Guardando invece ad una dimensione più di mercato? Spesso si evoca il fatto che ci sarebbe bisogno di un distretto del legno, ignorando però il contesto: in Trentino le aziende che operano nel settore sono ripartite su un territorio molto ampio. Credo però che il tema centrale sia un altro. Andando a guardare i dati ci si accorge che l’Italia è uno dei maggior produttori, se non il primo, di imballaggi di qualità (pallet certificati ad esempio). Andando a stringere il focus, vediamo come il Trentino contribuisca al 50% della produzione nazionale di euro pallet. Il punto, quindi, è che non dobbiamo costruire distretti, ma cercare di specializzarci. Per questo, non possiamo dire da un giorno all’altro di voler fare le case in legno mettendoci in competizione con realtà come l’Austria, dove quel tipo di produzione è il core business. Sicuramente peccheremmo di superficialità. Abbiamo delle eccellenze, intanto puntiamo su queste. (fp)

Ricordando... Lo scorso 17 novembre è venuto a mancare Mariano Gianotti. La Presidenza, la Direzione, l’Associazione tutta e chi scrive, lo ricordano con stima e riconoscenza: per il contributo che ha saputo dare a Confindustria Trento in qualità di componente degli Organi associativi, per la sua seguita rubrica su Trentino Industriale e per avere rappresentato l’Associazione negli enti e organismi esterni, a cominciare dal suo lungo impegno nella Camera di Commercio di Trento.

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L’edilizia che passa per la cura Impiegando le tecnologie più avanzate, Ri-Legno è protagonista a livello nazionale nel settore del risanamento e della costruzione di edifici e strutture in legno. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

UNA

storia di successo: il restauro come strumento sostenibile per risparmiare suoli e materiali, tanta tecnologia e un impegno costante nello studio, nella formazione e nell’innovazione. Sono questi i punti cardine di RiLegno, insediatasi come startup a Rovereto all’interno di Progetto Manifattura, l’incubatore tematico di Trentino Sviluppo per le energie pulite e l’edilizia sostenibile. L’azienda, nata da un’idea dei soci Lavinia Sartori e Giulio Franceschini e sul mercato dal 2014, è cresciuta continuamente grazie alla determinazione dei

due fondatori, entrambi ingegneri con una lunga esperienza nel campo dell’edilizia, e dei loro collaboratori, un team altamente qualificato che conta oggi una quindicina di persone. “Diagnostica e riabilitazione di strutture in legno: è questo il nostro business”, sottolineano i soci, con una gamma di servizi che va dall’ispezione agli interventi di ripristino funzionale, dal monitoraggio al controllo, dalla manutenzione alla progettazione. In pochi anni, Ri-Legno si è affermata in un mercato difficile e specialistico, quello dell’edilizia e della bioedilizia in legno, introducendo nuove visioni e nuove tecnologie nel risanamento degli edifici in legno, ponti, passerelle, pavimentazioni e molte altre tipologie costruttive. I risultati parlano chiaro. L’edificio in legno più alto d’Italia, a Rovereto – la coppia di palazzine in legno di nove e cinque piani, che l’anno scorso ha rimpiazzato il sito produttivo della ex Marangoni Meccanica, per un totale di 68 appartamenti

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destinati al social housing – è stato realizzato da Ri-Legno. Ma non solo: “Siamo attualmente impegnati – fanno sapere Lavinia Sartori e Giulio Franceschini – nel rifacimento della copertura in legno di un edificio storico di Venezia, nel centro della città”. Una commessa di enorme prestigio e di grande responsabilità, quest’ultima, che fa dell’azienda di Sartori e Franceschini un protagonista assoluto a livello nazionale nel settore dell’edilizia e del risanamento delle strutture in legno. In particolare nel campo della diagnostica, Ri-Legno è leader sul mercato nazionale. Un risultato eccezionale, raggiunto in pochi, grazie a una crescita ponderata e graduale, maturata senza strappi e su basi solide. Già due anni fa, lo sviluppo dell’azienda ha richiesto il trasferimento in una nuova sede. Inaugurato nel maggio del 2019, in via della Cooperazione, a Trento, lo stabilimento produttivo conta 700 metri quadrati, in grado di ospitare, accanto agli uffici tecnici e amministrativi, anche un centro di trasformazione del legno. “Facciamo tutto su misura” precisano Lavinia e Giulio. I mercati di riferimento sono le regioni del Nord Italia, con una committenza che interessa sia il privato sia il pubblico. L’approvvigionamento di materia prima è su richiesta. Sulla base della domanda del cliente, Ri-Legno utilizza legnami del Trentino, dell’Alto Adige oppure di altri Paesi. Per esempio, le palazzine che hanno sostituito l’ex complesso Marangoni, a Rovereto, sono state realizzate impiegando esclusivamente il legno degli abeti abbattuti dalla tempesta Vaia in val di Fiemme e in Primiero. Alla base del team di Ri-Legno c’è un grande impegno intellettuale: “Cerchiamo di capire lo stato di salute delle strutture, prima di intervenire. Le valutiamo in ogni minimo dettaglio, usando ogni volta le più recenti strumentazioni tecnologiche per la diagnostica. Solo a quel punto cominciamo a progettare gli interventi per trovare soluzioni innovative e sostenibili. L’aggiornamento e la formazione sono indispensabili. Per questo, collaboriamo anche con diversi atenei. Vogliamo essere vicini al mondo della ricerca.

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Abbiamo lavorato con le università di Trento e di Bologna. Con il Politecnico di Milano, con cui collaboriamo costantemente, abbiamo anche partecipato alla costruzione e all’istallazione di un’opera lignea ad Arte Sella, disegnata dall’archistar giapponese Kengo Kuma”.


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Dalle foreste trentine legname di alta qualità Specializzata nella lavorazione di legname massiccio per la costruzione di tetti, Vender Legnami utilizza quasi esclusivamente la materia prima locale con grande attenzione all’ambiente e all’economia circolare.

"LAVORIAMO

solo legno massiccio. È stata sempre questa la nostra sfida”. Con un’esperienza di oltre mezzo secolo, Vender Legnami Srl è specializzata nella produzione, commercio e lavorazione di legname massiccio per la costruzione di tetti. “Il nostro – continua Moreno Vender – è un mercato di nicchia. Per questo non siamo in concorrenza con i grandi produttori di Austria e Germania e con i colossi dell’Europa del Nord. Loro, si concentrano soprattutto sulla produzione di travi in lamellare. Noi lavoriamo esclusivamente con il legno massiccio. Anche sul mercato domestico, quello italiano, non abbiamo molti competitors e siamo tra i leader a livello nazionale. Lavoriamo in tutta Italia, dalle regioni del Nord a quelle del Sud fornendo soprattutto travi su misura in legno massiccio per interventi strutturali finalizzati alla costruzione o alla ristrutturazione dei tetti, coperture, solai. Ci concentriamo sulla produzione e commercializzazione di travi “uso trieste” e travi “uso fiume” per la costruzione dei tetti, ma offriamo anche lavorazioni diverse: legname per imballaggio, legnami per carpenteria e falegnameria, trochi lavorati su due facce, tronchetti per palafitte e terrapie-

ni, tondoni piallati e scarti di lavorazione (corteccia, trucioli, cippato). Da alcuni anni stiamo consolidando alcune quote di mercato all’estero. Lavoriamo bene in Grecia, dove apprezzano particolarmente le nostre tipologie costruttive”. Moreno Vender, titolare dell’azienda, rappresenta la seconda generazione. I suoi genitori, Vito Vender e Paolina Fedrigoni, avevano avviato l’impresa negli anni Cinquanta a Rumo, in Val di Non. Poi, negli anni Sessanta, per far fronte alle esigenze del marcato e a una crescita interna che esigeva nuovi spazi, si erano trasferiti a Mezzocorona, dove si trova oggi lo stabilimento principale. Con quasi 30 dipendenti, il sito di Vender Legnami – un’area di circa 6 ettari con capannoni, magazzini e uffici – si presenta come una realtà industriale consolidata e strutturata, capace di movimentare e commercializzare 90mila metri cubi di legname all’anno. Forte di un’esperienza cinquantennale, l’impresa conserva con orgoglio lo spirito autentico della conduzione familiare. “Siamo la seconda generazione – sottolinea Moreno – in attesa che arri-

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vi presto la terza”. L’impronta paterna e materna, quella dei fondatori, che costituirono l’azienda a Rumo negli anni difficili del dopoguerra, continua a essere presente, declinata sapientemente nella capacità dei figli di saper unire innovazione e tradizione. Il legame con il territorio emerge anche dai criteri di scelta della materia prima. Vender Legnami, che garantisce prodotti ecologici, resistenti,

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certificati Pefc (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione forestale) e duraturi nel tempo, si serve quasi esclusivamente di materia prima locale, prestando grande attenzione all’ambiente. “I nostri legnami – spiega il titolare – provengono per il 90% dalle foreste del Trentino e dell’Alto Adige”. Il restante 10% giunge perlopiù da Paesi intracomunitari: Austria, Germania e Belgio. “In passato, negli anni Settanta e Ottanta, acquistavamo frequentemente dall’estero. Poi abbiamo puntato sulle foreste del territorio, sia per la qualità della materia prima, sia per la chiusura dello scalo ferroviario di Mezzocorona, che, da un punto di vista logistico, ci permetteva di far entrare con facilità il legname in Segheria”. Tra le tipologie di legnami, soprattutto larice e abete, ma anche pino destinato ad altri tipi di lavorazioni. “La nostra attività è legata a queste tre conifere”. Il futuro, in attesa dell’arrivo in azienda della terza generazione, è ricco di aspettative. “Stiamo investendo molto per ampliare la capacità produttiva dell’azienda e ci stiamo muovendo per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’economia circolare”. (adb)


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strutturata e con un team di professionisti competenti che cura con grande attenzione le esigenze dei propri clienti. Il controllo di Cassa Centrale Banca offre una fondamentale impronta organizzativa che ci ha consentito di espanderci, farci conoscere e, lasciatemelo dire, apprezzare sull’intero territorio nazionale. Mi preme precisare che questo non significa che ci stiamo allontanando dalle nostre radici trentine, dove abbiamo investito fin dall’inizio e intendiamo ritagliarci un ruolo ancora più significativo come partner assicurativo per le realtà industriali della nostra provincia. Infine, visto il periodo, colgo l’occasione per fare ai lettori e alle Loro famiglie i miei migliori auguri per delle serene festività ed un 2022 ricco di soddisfazioni.”

“Con ASSICURA BROKER hai un team di professionisti a supporto del tuo business” Gianluca Videsott Presidente di Assicura Broker


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Tradizione e innovazione L’intelligenza artificiale ha innovato dalle fondamenta il processo produttivo rendendolo più efficiente e sicuro. Ora Rivestimenti Legno Srl punta sulla sostenibilità e sulla creazione di un team unito e motivato.

Processo di finitura (su perline)

"SIAMO

giunti a conclusione di un percorso di gendo la nuova generazione, la terza, con Alessio rinnovamento che ci sta impegnando da quasi Brugnara, che ha iniziato a collaborare, e Michele dieci anni: un processo di trasformazione che ha Brugnara, interprete di un ruolo chiave nel percoinvolto tutti i settori aziendali e che ci ha fatto corso modernizzazione della ditta di famiglia. Rivestimenti Legno nasceva infatti nel 1979 per fare un grande salto”. Diego Brugnara, amministratore unico di Rive- iniziativa di Aldo Brugnara. Nel 1993 l’azienda stimenti Legno Srl, spiega così la fase che stan- vedeva l’ingresso di Diego, che usciva da una preno vivendo, un momento chiave nella crescita cedente esperienza imprenditoriale nel campo dell’azienda di famiglia. “Il rinnovamento poggia dell’informatica, e registrava l’ampliamento della su quattro fondamenta: stiamo introducendo nel sede di Pergine Valsugana, dove si trova attualnostro ciclo produttivo l’intelligenza artificiale per mente. Poi, nel 1995, a seguito della scomparsa di il controllo della qualità dei legnami, abbiamo Aldo, Diego assumeva il timone dell’azienda, guicostruito una ferrovia interna allo stabilimento dandola verso una forte crescita con coraggio e per il trasporto e la movimentazione della mer- determinazione, puntando sull’innovazione, sul ce, abbiamo ultimato l’impianto fotovoltaico ed è consolidamento del rapporto di fiducia con i coldisponibile un nuovo capannone”. Una rivoluzio- laboratori e sull’attenzione verso il cliente e le sue ne che ha cambiato il volto dell’impresa, coinvol- esigenze.

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In questo contesto si fa strada Michele, appena laureato in ingegneria elettronica. Suo lo sviluppo del progetto che introduce l’intelligenza artificiale nel ciclo produttivo, realizzato tutto in-house. “Si chiama Eyem Mboard – spiega Michele – e si presenta come un occhio artificiale che effettua un controllo sulla superficie del legno, con due finalità: classificare la materia prima in base alla qualità e rilevare la presenza di eventuali difetti”. Alla base, la volontà di affiancare l’occhio umano, Il core business, confermano Diego e Michele, è quello dell’operatore che normalmente compie rimasto la perlina; oggi come in passato, quando questa mansione, fino alla possibilità di sostituir- Aldo avviò l’attività, alla fine degli anni Settanlo completamente, in modo da impegnare le pro- ta. “La nostra specializzazione è la profilatura del fessionalità umane per altre tipologie di lavoro in legno, con tutti i relativi trattamenti di finitura, azienda. “Stiamo ancora testando la nuova tecno- dove il prodotto principe rimane la perlina, che logia, basata sulle forme di intelligenza artificiale usiamo soprattutto per la realizzazione di tetti o delle reti neurali, e siamo molto curiosi di capire per il rivestimento di pareti”. Tuttavia, per garanfino a dove ci potrà portare” concludono Diego e tire un’offerta più ampia al cliente, Rivestimenti Legno lavora anche pavimenti massicci e cornici, Michele Brugnara. Per quanto riguarda invece la costruzione della listelli in larice per rivestimenti di pareti esternuova ferrovia, il salto in avanti è rappresentato ne, tavole zigrinate antisdrucciolo per pavimentadall’ottimizzazione dei tempi nel ciclo di lavoro e zioni esterne, perline ignifughe certificate e altro. dal miglioramento della sicurezza sul lavoro. “Ab- “Siamo specialisti in profilatura – conclude Diego biamo introdotto una navetta automatica – spie- Brugnara – e di questo abbiamo fatto il nostro gano – per spostare i legnami all’interno dei nostri punto di forza”. (adb) capannoni, con lo scopo di ridurre al minimo l’utilizzo del muletto. Con questa forma di automazione possiamo ottimizzare la nostra efficienza produttiva. Concretamente, abbiamo installato un carrello che scorre su una ferrovia lunga circa cento metri, che collega il capannone della produzione con il capannone che contiene i magazzini. Si tratta di strumentazioni di ultima generazione ad alto contenuto tecnologico. Così abbiamo reso più sicuro il nostro ambiente di lavoro”. Infine, l’impianto fotovoltaico ha dato una svolta green. “Siamo diventati completamente autosufficienti” sottolinea Diego. “Tutta l’energia che utilizziamo viene prodotta da noi. Un motivo di orgoglio per la nostra azienda”. Il percorso di crescita ha coinvolto tutto il team di Rivestimenti Legno Srl: una decina di persone che, assieme ai titolari, ha accompagnato il cambiamento sostenendo l’azienda e creando valore aggiunto.

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Ispezione qualitativa artificiale tramite sistema EYEMBOARD

Vista di parte dello stabilimento. In particolare: capannone nuovo (con il logo) e impianto fotovoltaico, ferrovia con navetta su rotaia


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Luce sulla visione della città di Trento Presentati i metodi di lavoro utilizzati per la realizzazione delle opere previste: la circonvallazione ferroviaria, l’interramento della ferrovia storica, il tram di via Brennero, il Nordus.

PRESENTARE

agli attori del mondo economico le importanti opere previste dal Metaprogetto sul territorio, facendo luce sulla visione della città di Trento nel futuro: questo l’obiettivo del convegno organizzato a inizio novembre da Confindustria Trento e Comune di Trento al Centro Congressi Interbrennero. Ad aprire i lavori Enrico Zobele, oggi past president di Confindustria Trento, numero uno dell’Associazione quando, nel 2018, a Palazzo Stella si promosse il convegno “Tunnel del Brennero. Opportunità per la riqualificazione del territorio e il miglioramento della mobilità”. “Allora – ha detto Zobele aprendo i lavori –, decidemmo di animare un dibattito pubblico per chiedere che fossero pre-

Consumo di suolo zero Dario Piccinellli, delegato di territorio di Confindustria Trento, è intervenuto al seminario “Consumo di Suolo Zero: una sfida per il futuro” organizzato dal Comune di Rovereto, in collaborazione con l’Osservatorio del Paesaggio del Trentino e la Provincia Autonoma di Trento. Al centro del dibattito, la relazione tra la pianificazione urbanistica e il consumo di suolo a Rovereto e in Vallagarina. Lo spunto viene dal lavoro svolto dall’Osservatorio del paesaggio che ha indagato il fenomeno sull’intero territorio provinciale. Non solo il territorio trasformato ma anche quello pianificato dagli strumenti urbanistici e non ancora modificato. Tra i relatori dell’appuntamento, anche Mario Tonina, vicepresidente e assessore all’urbanistica della Provincia, Andrea Miniucchi, assessore alla Qualità del vivere urbano del Comune di Rovereto, Giorgio Tecilla, dirigente Umse Urbanistica.

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se rapidamente decisioni per questo nostro territorio. Perché i lavori del Tunnel del Brennero procedevano e non c’era tempo da perdere. Un filo rosso collega quell’iniziativa al convegno odierno”. Tra i saluti iniziali, anche quello dell’allora Sindaco del Comune di Trento Alessandro Andreatta e del Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina: “Una riqualificazione a tutto campo, che coniuga la trasformazione fisica della città con lo sviluppo di nuova socialità, di nuova spinta economica e di miglioramento delle condizioni climatico-ambientali del centro urbano: il Metaprogetto per Trento è una visione di sviluppo sostenibile, che fa della mobilità il suo elemento trainante. Una diversione modale che permetterà il passaggio da un utilizzo prevalente del mezzo privato a quello più esteso del mezzo pubblico e della mobilità dolce. Ma sarà vera riqualificazione solo se ci sarà un dialogo costruttivo fra tutti i soggetti coinvolti, così da condividere il punto di arrivo a cui mirano gli interventi previsti”. L’Assessore alla transizione ecologica, mobilità, partecipazione e beni comuni del Comune di Trento Ezio Facchin, insieme ai componenti del Gruppo di lavoro del Progetto, hanno dunque presentato i metodi di lavoro utilizzati per l’impostazione e la realizzazione delle opere previste, e in particolare la circonvallazione ferroviaria di Trento, l’interramento della ferrovia storica nella tratta urbana, il tram di via Brennero, il Nordus. “L’Amministrazione comunale – ha spiegato Facchin –, per cogliere il significato del Progetto integrato per il futuro della città, ha istituito l’unità speciale Progetto Mobilità e rigenerazione urbana che opererà in modo trasversale. L’esperienza fin qui maturata ha messo in evidenza come l’attuazione del Progetto integrato, nel corso dei prossimi


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dieci anni, sarà in grado di generare situazioni nuove, interessanti e coerenti con la transizione ecologica prevista dall’Agenda 2030. Proprio da questa persuasione è nata la visione che abbiamo definito Metaprogetto, in cui si guarda al futuro avendo buona conoscenza del passato e sapendo C’è anche Confindustria Trento tra i firmatari del Patto per lo sviluppo quali sono le risorse che abbiamo e di cui potresostenibile, che impegna i player del sistema a costituire il Forum mo disporre”. provinciale per lo Sviluppo Sostenibile, a costruire il Trentino sostenibile Di seguito sono stati presentati quattro progetti del 2030, a promuovere la conoscenza e la cultura della sostenibilità. di rigenerazione urbana, casi esemplari di riquaIl Patto è stato sottoscritto nell’ambito del Forum per lo sviluppo lificazione del territorio: il caso di Scalo Farini a sostenibile: un evento ricco di contributi di carattere scientifico, di Milano e di Piazza dei 500 a Roma, dunque della progettazione integrata come volano per le politirelazioni di tenore programmatico, di testimonianze dal campo. che di sostenibilità, da parte di Silvia Furlan, ceo Tra queste, anche quella di Mauro Franzoni, presidente di Levico Net Engineering Spa; il Tram Firenze da parte di Acque, che ha illustrato l’esperienza della sua “società benefit”, Giovanni Mantovani, libero professionista esperevidenziando l’impegno del sistema delle imprese trentine sul fronte to nel settore dei trasporti; un’analisi dell’equilidella sostenibilità ambientale, economica e sociale. brio economico del progetto “Areale Bolzano” da parte di Enrico Nigris, professore dell’Università degli Studi Roma Tre; infine il Progetto di Porta tratta il tema della centralità dell’individuo e della Romana a Milano, grazie all’intervento di Umber- qualità della vita. Il prossimo step, che stiamo avto Lebruto, ceo Fs Sistemi Urbani di Gruppo Fer- viando in questi giorni, riguarda proprio la transirovie dello Stato Italiane. zione sostenibile. Anche per questo seguiremo con A chiudere i lavori, gli interventi del Presidente attenzione i progetti che interesseranno la città di di Confindustria Trento Fausto Manzana e del Trento nei prossimi anni”. Sindaco di Trento Franco Ianeselli. “Il Progetto integrato – ha aggiunto Ianeselli –, quel “Oggi siamo stati qui per ascoltare e capire – ha grande piano che comprende la circonvallazione detto Manzana –. Il nostro intento era creare l’oc- merci, l’interramento della ferrovia storica, la stacasione di un confronto per consentire alle no- zione ipogea e il Nordus, ha uno straordinario stre aziende di capire quali progetti ha in serbo potenziale. Innescherà infatti un processo di trail Comune di Trento per la nostra città e per il sformazione della città che rafforzerà sia le conterritorio circostante. Progetti per i quali è previsto nessioni tra est e ovest, grazie all’interramento dei l’intervento del Pnrr, a sottolineare la valenza stra- binari, sia tra nord e sud, grazie a nuovi sistemi tegica non solo per il nostro territorio, ma anche di trasporto collettivo. Si tratterà quindi di una per il sistema Paese che attraverso la linea ferrovia- grande occasione di rigenerazione urbana, capace ria del Brennero fa transitare una buona parte dei di attrarre nuovi investimenti finalizzati a rendere flussi di persone e merci da e per il resto d’Euro- Trento una città più sostenibile e resiliente. È compa. Credo che abbiamo imboccato la strada giusta, prensibile che ci siano preoccupazioni per quanto perché stiamo parlando di opere che proiettano il riguarda i cantieri, il cui impatto andrà mitigato nostro territorio nel futuro, migliorando la vita di adottando tutte le misure e le compensazioni che cittadini e imprese, in un’ottica di sostenibilità am- saranno necessarie. Ma dobbiamo pensare che i bientale, sociale ed economica. Confindustria Tren- cantieri rappresentano anche una grande opporto ha lanciato, nei mesi scorsi, il progetto Duemila- tunità in termini di posti di lavoro e dunque di trentino – Futuro Presente, di cui nei giorni scorsi benessere per la cittadinanza”. abbiamo presentato il primo Position Paper, che

Firmato il Patto per lo sviluppo sostenibile

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Motore Italia e piano transizione 4.0 Filiere, digitale e green al centro dell’incontro tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Trento. A disposizione delle imprese italiane 150 miliardi di euro per l’evoluzione del sistema produttivo.

SI È SVOLTO

a metà novembre il webinar di presentazione dell’iniziativa di Intesa Sanpaolo “Motore Italia” e del nuovo accordo nazionale siglato con Confindustria sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” che mette a disposizione delle imprese italiane 150 miliardi di euro per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il Pnrr. All’appuntamento hanno partecipato oltre 50 imprese associate a Confindustria Trento. Motore Italia è il programma di finanziamenti e iniziative pensato da Intesa Sanpaolo per consentire alle piccole e medie imprese di superare la fase di difficoltà causata dalla crisi pandemica e rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo e crescita. Per le imprese regionali è previsto un plafond di circa 500 milioni di nuovo credito.

Il programma stabilisce nuove soluzioni di allungamento della durata dei finanziamenti in essere fino a 15 anni, ampliando le iniziative di sostegno alla liquidità già messe in atto nel 2020. Previsti inoltre ulteriori interventi per preparare le Pmi al rilancio e al recupero di competitività attraverso investimenti per la transizione digitale e sostenibile, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere, sostenibilità sono al centro dell’Accordo siglato da Intesa Sanpaolo e Confindustria per le imprese. In una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel corso della pandemia, Intesa Sanpaolo ha previsto diversi strumenti per favorire la transizione verso soluzioni ordinarie di credito a supporto della liquidità delle imprese e a sostegno del loro equilibrio finanziario.

Confindustria Trento alla Borsa Internazionale del Turismo Montano Il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana è intervenuto alla sessione finale della Borsa Internazionale del Turismo Montano: un momento di sintesi volto a definire - enti pubblici, soggetti economici, associazioni di categoria e operatori turistici - un’agenda per lo sviluppo dei territori di montagna. “Dobbiamo essere noi stessi – ha detto –: recitare la parte di altri sarebbe faticosissimo. Tutti insieme dobbiamo cercare e trovare la nostra strada per lo sviluppo del territorio, la strada del turismo trentino. Possiamo farlo mantenendo il contatto con la realtà delle nostre proposte, evitando prodotti standard, facendo le opere necessarie: ma che siano opere d’arte. Tutto va fatto con bellezza. La perfezione è un cammino, non un punto di arrivo”. Alle giornate del turismo montano per Confindustria Trento sono intervenuti anche Luca Guadagnini, Presidente della Sezione impianti a Fune, e Francesco Orefice, Vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori.

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I prossimi anni saranno decisivi per il rilancio dell’economia trentina e per innalzare il tasso di crescita potenziale di questo territorio: sarà superare i ritardi in termini di infrastrutture digitali e innalzare la propensione a innovare. Ugualmente andrà vinta la sfida del capitale umano, rinnovando competenze e “saper fare” e affrontando il tema del ricambio generazionale. Bisognerà puntare sugli Its, un modello formativo professionalizzante di eccellenza, e trattenere e valorizzare i giovani laureati. Ad aprire i lavori Alessandro Lunelli, vicepresidente di Confindustria Trento con delega a Credito e Finanza d’Impresa. “L’accordo con Intesa Sanpaolo – ha detto – si inserisce nelle azioni che l’Associazione porta avanti da sempre a favore delle sue associate, come è stato ad esempio il caso dell’iniziativa per incentivare la patrimonializzazione delle imprese trentine. In linea con gli obiettivi di transizione del Paese indicati dal Pnrr, Motore Italia potrà supportare le imprese nei loro progetti di rilancio, con obiettivi di crescita ambiziosi orientati alla transizione sostenibile, al rinnovamento tecnologico, alla transizione digitale”. “Digitale e green sono fattori imprescindibili per il rilancio delle nostre piccole e medie imprese. Per questo motivo, in coerenza con il Pnrr, Intesa Sanpaolo ha varato il programma Motore Italia che mette a disposizione delle nostre aziende regionali circa 500 milioni di euro di nuovo credito per queste due importanti transizioni oltre all’allungamento fino a 15 anni dei finanziamenti – ha sottolineato Roberto Gabrielli, direttore regionale –. Una particolare attenzione è dedicata alle piccole imprese attraverso il programma Filiere che in Trentino-Alto Adige vede già 11 contratti attivati, che coinvolgono 150 fornitori, per un volume d’affari complessivo pari a 700 milioni di euro.” “Insieme alla transizione digitale, la transizione verde è una macrotematica fondamentale per il raggiungimento dei Sustainable Development Goals – ha spiegato nel suo intervento il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana –. Un importante studio McKinsey ha stimato che il costo della transizione verde per l’industria europea, sia in termini di investimenti che in termini di riqualificazione di

Patrimonializzazione delle imprese trentine: grande successo della nostra iniziativa Centotrentasei domande, per un ammontare complessivo di oltre 10 milioni di euro: sono questi gli eccezionali numeri raggiunti dall’iniziativa proposta da Confindustria Trento all’assessorato allo sviluppo economico, ricerca e lavoro. Al centro della misura il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese trentine, sostenuto da un contributo a fondo perduto, erogato dalla Provincia, fino al 43%. L’iniziativa, terminata il 15 novembre, offriva alle imprese la possibilità di aumentare i mezzi propri, ristrutturando contemporaneamente l’indebitamento, con il duplice obiettivo di eliminare le criticità sul breve e di consentire alle imprese trentine di affrontare al meglio i propri progetti di sviluppo e crescita. Con la fine di novembre, il budget stanziato dalla Giunta provinciale per il 2021 è pari a 6,5 milioni. Nei primi mesi del 2022, saranno stanziati gli ulteriori fondi necessari a saturare tutte le richieste di contributo ricevute.

capitale umano, sarà molto alto. Si parla, solo per la riqualificazione dei processi produttivi, di 28mila miliardi di euro, e di 120 milioni di lavoratori da riqualificare. Ecco perché il tema della sostenibilità ambientale proprio della transizione verde deve essere affrontato in un tutt’uno con quelli della sostenibilità sociale ed economica. È una sfida che dobbiamo sapere raccogliere insieme: attori del settore pubblico e di quello privato, tornando a investire grazie ai fondi europei e a programmi come Motore Italia, pensati per sfruttare appieno queste opportunità”. Valeria Ghezzi, amministratore delegato Funivie Seggiovie S. Martino srl e Riccardo Turri, amministratore delegato Starpool srl hanno infine offerto i loro spunti come testimoni del tessuto imprenditoriale trentino.

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Verso una nuova etica di comportamento Si è discusso di transizione sostenibile, in occasione del nuovo appuntamento della rassegna “Una certa idea di futuro”, con le riflessioni di Ermete Realacci, Gabriella Chiellino e Alex Terzariol.

TENDERE

a una Società Trentino 5.0: con questo obiettivo Confindustria Trento ha lanciato la scorsa primavera il progetto “Duemilatrentino – Futuro Presente”. Ma come declinare, in pensieri e azioni concrete, il percorso verso un modello centrato sul benessere dell’essere umano nell’ottica di uno sviluppo integrato tra aziende e territorio? Come fare del Trentino la regione europea leader della sostenibilità ambientale, economica e sociale? L’Associazione ha lavorato nei mesi scorsi a una prima serie di proposte orientate a valorizzare la “Centralità dell’individuo e della qualità della vita”: si tratta delle direttrici raccolte nel position paper distribuito in occasione dell’Assemblea di ottobre. Il prossimo punto d’approdo intermedio, che si prevede di rendicontare alla comunità prima dell’estate 2022, è stato identificato nell’obiettivo di una “Transizione Sostenibile”, e proprio in questa direzione si stanno tracciando nuove linee programmatiche, tanto più di fronte alla possibilità, e al dovere, di sfruttare le ingenti risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un importante momento di ri-

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flessione nel contesto di questo percorso è l’appuntamento promosso in seno alla rassegna “Una certa idea di futuro”, il ciclo di incontri proposto da Confindustria Trento in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento. Ospite del webinar, dal titolo “Sostenibilità come nuova etica di comportamento nella società futura” è stato Ermete Realacci. Presidente della Fondazione Symbola e presidente onorario di Legambiente, da vent’anni Realacci è promotore di iniziative che guardano proprio alla transizione sostenibile: tra i fondatori, nel 1999, del Kyoto Club, ha condotto molte battaglie e iniziative in difesa dell’ambiente e per un’idea di Italia intesa come intreccio inimitabile di storia, natura, cultura, creatività e innovazione. L’economia circolare, la sostenibilità, la bellezza, la green economy, la coesione sociale, il Made in Italy sono da sempre temi che hanno ispirato il suo impegno. Ad introdurre il dibattito, Marcello Lunelli, componente del Consiglio di Presidenza dell’Associazione con delega a Sistemi di formazione continua per le competenze: “Nel disegnare le nostre azioni la variabile tempo è cambiata – ha detto il membro del Consiglio di Presidenza di Confindustria Trento con delega ai Sistemi di formazione continua per le competenze –


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non è più possibile prendere in considerazione solo il qui ed ora, il nostro primo sguardo deve necessariamente rivolgersi verso il futuro”. Alessandro Garofalo, incaricato invece di condurre i lavori, ha dunque presentato gli ospiti dell’appuntamento: insieme ad Ermete Realacci, anche Gabriella Chiellino, presidente eAmbiente Group – Inspiringfifty e Alex Terzariol, general manager MM Design Italy – Brasil. “Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario – ha detto Realacci - ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro”. Un approccio che nell’affrontate il tema della transizione ecologica deve certamente mettere al centro processi di innovazione e digitalizzazione, ma che non può tralasciare aspetti come la coesione sociale. Il testimone è stato poi raccolto da Chiellino, che ha illustrato pragmaticamente come le imprese possano proporsi come elementi attivi in termini di politiche legate alla sostenibilità, intesa come ambientale, economica e sociale. Successivamente a proporre nuovi spunti è stato

Terzariol, che dal suo osservatorio di designer industriale ha illustrato nuove metodologie di approccio alla progettazione in ottica di ecodesign. Uno degli esempi riportati: la case history di “ivy”, il nuovo cassone per le mele 100% riciclabile. In tutti gli interventi non è mancata un’attenzione particolare nei confronti del sistema trentino e delle strategie territoriali da adottare in ragione dei suoi tratti di peculiarità. Durante i lavori è intervenuto anche il rettore dell’Università degli Studi di Trento Flavio Deflorian, il quale ha raccontato l’impegno dell’Ateneo trentino nel proporre, anche in tema di sostenibilità, un’offerta formativa capace di guardare al futuro. Il compito di tracciare il filo rosso dell’evento è stato affidato a Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, il quale ha dichiarato: “Se vogliamo fare bene il nostro lavoro i nostri punti di riferimento non possono essere altro che etica e successo sostenibile. Il compito è quello di prenderci il presente per mettere solide radici al nostro futuro”. Non è mancato l’invito al prossimo appuntamento.

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Caro energia: quale approccio? Assoenergia e Confindustria Trento insieme per difendere le aziende dai forti rincari. Forte anche la spinta a investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

EMISSIONI

aziendali e strategie di analisi dei mercati energetici: nell’analizzare le cause e nel proporre delle soluzioni all’impennata dei costi dell’energia non si può prescindere da un approccio che guardi alla sostenibilità. Il consorzio Assoenergia e Confindustria Trento ne hanno discusso in un webinar dedicato. I lavori sono stati introdotti da Mario Dorighelli, presidente di Assoenergia, il quale ha sottolineato come l’appuntamento sia nato da una visione ampia che non si limita a prendere in considerazione

Sistema Moda: vertice congiunto a Verona Lo scorso 11 novembre si sono incontrate, nella sede di Windtex Vagotex Spa, le Sezioni del Sistema Moda di Trento e Verona. È stata un’occasione per fare il punto sul settore moda locale e nazionale, per capire i megatrends e i risvolti che essi avranno sull’economia globale, guidando l’innovazione e ridefinendo i modelli di business, ma anche sulle difficoltà per le aziende di far fronte all’aumento dei prezzi di trasporto, delle materie prime e dell’energia. A fare gli onori di casa Giuseppe Gaspari, presidente della Sezione Sistema Moda di Confindustria Trento e fondatore di Windtex Vagotex Spa. All’incontro erano presenti inoltre Giorgio De Gara, presidente della Sezione Sistema Moda di Verona e il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato, che ha rimarcato l’importanza di momenti di incontro tra gli Imprenditori di territori limitrofi, per esaminare le problematiche comuni ma al tempo stesso, per creare nuove opportunità di business. Ospite, in rappresentanza delle associazioni nazionali del settore, Gianfranco Di Natale dg di Confindustria Moda e Sistema Moda Italia. TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2021-GEN 2022

solo il caro energia. “Da parte del Consorzio — ha ribadito — è sempre stata elevata la spinta verso le imprese ad intraprendere misure atte ad investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili, in primis per portare benefici ai bilanci delle nostre aziende”. Insieme a lui anche il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato, che si è soffermato invece sulle azioni messe in campo da Confindustria Trento insieme a Assoenergia già da diversi mesi, per arginare gli aumenti sul 2022 attraverso la graduale costruzione di contratti e prezzi di energia elettrica e gas. Il primo tema affrontato è stato dunque quello della sostenibilità, approfondito da Pietro Valaguzza amministratore delegato di Kickster Positive Impact, il quale ha trattato le metodologie di valutazione della performance Esg (Environmental, Social, and Corporate Governance), fattori ormai sempre più largamente condivisi nelle valutazioni delle prestazioni aziendali. Successivamente è intervenuto Tommaso Ferrari di Alperia Bartucci srl, ponendo l’accento sulla necessità di adottare da parte delle imprese un Piano Industriale di Decarbonizzazione, visto come strumento finalizzato ad accrescere la competitività dell’azienda in quanto permette di diversificare l’approvvigionamento energetico e quindi essere meno dipendenti dall’andamento del prezzo del gas naturale. Infine, i referenti tecnici di Assoenergia hanno analizzato nel dettaglio la situazione economicoenergetica sia a livello nazionale che internazionale, per poi illustrare le azioni compiute per difendere le proprie aziende dai forti rincari. Confindustria Trento e il Consorzio Assoenergia continueranno a monitorare il mercato energetico fornendo alle imprese strumenti sempre attuali per affrontare questi momenti di particolare eccezionalità. (fp)


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Pnrr e Fondi Ue: le ricadute per il Trentino Pnrr e fondi strutturali europei: quanto arriverà nelle casse della Provincia di Trento e quali progetti verranno finanziati? I tre obiettivi chiave delle linee strategiche individuate dalla Provincia.

C'È

grande entusiasmo attorno al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione europea in risposta alla crisi pandemica. Il Piano italiano prevede investimenti pari a 190 miliardi di euro e ulteriori 30 miliardi finanziati attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio, per un totale di 220 miliardi. Ma ora è lecito chiedersi quanto arriverà nelle casse della Provincia di Trento e quali progetti verranno finanziati. La manovra finanziaria provinciale 2022 – 2024 presentata lo scorso 3 novembre ci aiuta a fare luce su questi dati: il Pnrr prevede risorse per circa 1,2 miliardi di euro, di cui 930 miliardi per interventi realizzati dallo Stato con impatto sul territorio (interramento della rete ferroviaria nell’area urbana di Trento), mentre i restanti 270 miliardi saranno risorse che transiteranno sul bilancio della Provincia per acquisto di mezzi pubblici ecologici (autobus e treni), interventi di riqualificazione degli immobili Itea, adeguamento sismico e ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere, politiche attive del lavoro e formazione. Chiaramente il Piano è in piena coerenza con le sei Missioni del Pnrr e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. I fondi del Pnrr andranno a combinarsi con i fondi strutturali europei “classici” come il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, con una dotazione finanziaria complessiva relativa al territorio provinciale per il prossimo settennato 2021-2027 pari a 340 milioni di euro (180 milioni a valere sul Fesr e 160 milioni sull’Fse). Le linee strategiche individuate dalla Provincia per l’elaborazione dei Programmi e successivi bandi, si concentrano su tre obiettivi chiave: • Un’Europa più competitiva e intelligente (Fesr: 113,4 milioni di euro);

•

Un’Europa più verde e a basse emissioni di carbonio (Fesr: 66,6 milioni di euro); • Un’Europa più sociale e inclusiva (Fse: 160 milioni di euro). Rispetto alla precedente programmazione 2014-2020, che aveva una dotazione di circa 218 milioni di euro, è apprezzabile lo sforzo messo in campo dalla Provincia per l’importante aumento di risorse sulla nuova programmazione, quasi il 40% in più. Dal 2022 il Fesr finanzierà attività a sostegno della ricerca e dell’innovazione, della digitalizzazione delle Pmi e dell’internazionalizzazione, così come investimenti per l’efficientamento energetico delle imprese e soluzioni basate su fonti rinnovabili. Il Fondo Sociale Europeo promuoverà invece il miglioramento dell’accesso all’occupazione e una formazione inclusiva e di qualità. Si attende la pubblicazione dei bandi nella primavera del prossimo anno. Ripartizione dei fondi - ripresa e resilienza 7.4% 27.6%

18.5

9%

22.4

miliardi

Digitalizzazione, innovazione, competività e cultura

68.6

miliardi

Rivoluzione verde e transizione ecologica

miliardi

Istruzione e ricerca

10.4%

Infrastrutture per mobilità sostenibile

31.4

12.6%

Altre opere specifiche

49.2

miliardi

31.9

miliardi

miliardi

Inclusione e coesione

19.8%

Salute

12.8%

TOTALE

Dispositivo per la ricerca e la resilienza

Fondo complementare

Opere specifiche

miliardi di Euro

miliardi di Euro

miliardi di Euro

miliardi di Euro

248.1

191.5

30.6

26

I fondi a disposizione dell'Italia per il rilancio dell'economia post-Covid TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2021-GEN 2022


42 innovazione

Nuovo accordo tra Confindustria Trento e HIT Si rafforza la collaborazione per l’innovazione e il trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese del territorio. Molti gli assessment svolti in azienda nell'ultimo anno.

UN NUOVO accordo per rafforzare una collaborazione strategica volta a stimolare l’innovazione nelle imprese trentine. Attraverso il Digital Innovation Hub e l’intesa rinnovata a novembre, Confindustria Trento sempre più accompagnerà le imprese in percorsi di valutazione della maturità digitale, mentre Hit analizzerà i loro fabbisogni di tecnologia e innovazione per proporre soluDa sinistra: Manzana, Spinelli e Girardi

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zioni disponibili nell’ambito del sistema della ricerca. Tra le nuove tecnologie integrabili in ottica industria 4.0: internet of things, sensoristica, intelligenza artificiale, cybersecurity, data analysis, realtà aumentata e virtuale, nuovi materiali e sistemi per la sostenibilità e circolarità. L’accordo prevede anche iniziative di promozione delle tecnologie della ricerca trentina verso le imprese del territorio, nonché programmi di innovazione in cui team di studenti, dottorandi e ricercatori si sfidano per trovare soluzioni a problemi tecnologici reali delle aziende trentine. “In questi ultimi tre anni – ha detto il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana – la collaborazione tra la nostra Associazione e la Fondazione Hit nell’ambito del Dih provinciale


43 innovazione

è risultata fondamentale per diffondere in maniera strutturata la cultura del digitale sul territorio. I servizi offerti alle imprese sono stati apprezzati e hanno portato molte realtà a prendere consapevolezza del fatto che per essere competitivi è necessario implementare la cosiddetta industria 4.0. Come Associazione, in questo tempo abbiamo accompagnato più di 70 imprese nell’attivazione di progetti di trasformazione digitale e innovativa. Si tratta di creare nuovi modelli di business, quindi aumentare il valore aggiunto della produzione”. Soddisfatto anche il presidente della Fondazione Hub Innovazione Trentino Paolo Girardi: “Oggi più che mai abbiamo bisogno che le competenze della ricerca operino in sinergia con quelle delle imprese per portare in queste ultime l’innovazione che non esiste nel mercato ma che la ricerca è in grado di produrre. Il Dih è uno dei luoghi privilegiati in cui Hit può quindi essere cerniera tra ricerca e mercato per contribuire a generare valore competitivo. Un progetto quindi in cui crediamo molto, perché la nostra Fondazione, in qualità di ente strumentale della Provincia, lavora per supportare l’impatto della ricerca e favorire attraverso di esso lo sviluppo economico del territorio”. “La pandemia ha accelerato la necessità per le aziende di dotarsi continuamente di nuove tecnologie per restare competitive. La digitalizzazione è tra gli obiettivi principali del Pnrr italiano. Più di 50 miliardi sono stati allocati – ha dichiarato l’assessore alla ricerca, sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli –. Il digitale è lo strumento più efficace del quale disponiamo per innovare, migliorare i servizi, favorire la nascita di nuove imprese. Perché ciò accada, occorre far conoscere alle imprese le possibilità e le nuove tecnologie ideate dalla ricerca”. Il nuovo accordo Hit - Confindustria Trento prevede una ripartizione dei compiti tra i due enti molto definita, che risponde essenzialmente alla loro mission. Confindustria Trento si occuperà di realizzare le valutazioni della maturità digitale nelle imprese: fornirà supporto nell’utilizzo di strumenti di va-

lutazione, definizione del percorso per la trasformazione digitale dei processi e accompagnamento nell’elaborazione di progetti 4.0. Proporrà momenti di formazione riguardo alle opportunità connesse all’applicazione delle tecnologie più avanzate, attraverso l’organizzazione di seminari, workshop e visite studio. In collaborazione con Hit, inoltre, si occuperà di orientare le imprese verso l’ecosistema dell’innovazione: competence center nazionali ed europei, smart factory e demo center, fabbriche faro, università, parchi tecnologici, cluster tecnologici, centri di ricerca pubblici e privati, centri di trasferimento tecnologico, incubatori e fablab. Hit si occuperà di far conoscere i risultati della ricerca trentina alle imprese del territorio, attraverso una serie di azioni volte a diffondere l’offerta scientifica e tecnologica dei propri fondatori: Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach e Trentino Sviluppo. Incentiverà la partecipazione delle imprese a sfide tecnologiche per far collaborare università, ricerca, startup e tessuto imprenditoriale su tematiche quali, ad esempio, l’intelligenza artificiale, la user experience e la manifattura additiva. Promuoverà inoltre la partecipazione alle opportunità offerte da reti e network di trasferimento tecnologico per le quali ha mandato di presidio unitario per conto del sistema trentino: 5 comunità tematiche dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, 7 cluster tecnologici nazionali e 8 cluster nazionali ed internazionali di settore dedicati al trasferimento tecnologico. Il Digital Innovation Hub di Confindustria Trento e Hit (referenti area trentina) e Assoimprenditori Alto Adige e Idm Südtirol (referenti area altoatesina), è un’iniziativa riconosciuta dalla Commissione Europea e dal Mise che aderisce alla rete nazionale dei Digital Innovation Hub di Confindustria.

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44 aziende

Nuove sinergie per il lavoro Ad un anno dal suo ingresso in regione, Synergie è cresciuta tanto da avere già in programma l’apertura di altre filiali. La formazione e il saper fare rete rappresentano la chiave del suo successo.

"NELLE

persone risiedono i talenti che un giorno diverranno competenze”. È questa convinzione a motivare ogni giorno i collaboratori di Synergie, prima agenzia per il lavoro francese e quinta a livello europeo, con sedi in Europa, Canada, Australia e Cina. In Italia Synergie è presente dal 1999, oggi conta più di 130 filiali in tutto il territorio e dà occupazione a più di 21mila persone. A fine 2020 è sbarcata anche in regione con l’apertura della filiale di Trento, seguita ad agosto 2021 dalla succursale di Bolzano. A un anno di distanza, i collaboratori impiegati presso la sede di Trento sono passati da 3 a 10 e la società sta preparando l’apertura

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di nuove filiali in Trentino Alto Adige. Per questo Synergie sta selezionando diversi collaboratori: Recruiter, Sales Account, Permanent Consultant con esperienza pregressa ma anche giovani che vogliano crescere professionalmente in un contesto stimolante. “Il successo di Synergie – afferma Alessandra Facchinelli, responsabile organizzativo del distretto trentino – sta nel saper mettere al centro di tutto l’individuo. Il patrimonio più grande di un’impresa sono le persone e il nostro compito è quello di riconoscere e valorizzare le risorse proprie di ciascun candidato al fine di indirizzarlo verso opportunità lavorative più allineate alle loro aspettative. Quando una persona ricopre ruoli, compiti e responsabilità per i quali è davvero portata, emerge tutto il suo potenziale. Saper mettere le persone giuste al posto giusto è la strategia vincente per ogni azienda”. Nonostante la contrazione economica mondiale causata dalla pandemia, Synergie ha continuato a crescere in diversi ambiti dall’aerospazio all’automotive, fino alla farmaceutica, con 430 milioni di euro di fatturato solo in Italia e con una previsione di 600 entro fine 2021. Un risultato ottenuto anche grazie ai grandi investimenti in formazione: nel 2021 sono stati fatti 350 corsi di aggiornamento a oltre 2.700 persone, interne ed esterne, alcuni dei quali finalizzati ad insegnare i nuovi strumenti di intelligenza artificiale a supporto del recruiting e a fornire nozioni sul management digitale dei clienti. “La formazione delle persone – prosegue – rappresenta un asset strategico per la crescita dell’impresa. C’è un forte mismatch tra domanda e offerta e il nostro obiettivo è di colmare questo divario attraverso una formazione su misura, al fine di conciliare aspirazioni dei lavoratori e bisogni delle aziende. Prima della pandemia ad ogni annuncio rispondevano sempre molti candidati. Ora invece è molto più difficile intercettarli. Sono in pochi a rispondere e le aziende si sono adattate a valutare anche profili non specializzati, perché manca personale a tutti i livelli. È per questo che Synergie ha ideato le Academy, percorsi formativi intensivi orientati ad un immediato passaggio dalla teoria alla pratica attraverso la specializzazione on the job”. Le figure più ricercate sono ingegneri meccanici, operatori metalmeccani-


45 aziende

Lorenzo Delladio imprenditore dell’anno ci, manutentori e progettisti, cuochi e gastronomi, amministrativi, ai quali si sono aggiunti in seguito alla pandemia e all’entrata in vigore del green pass: oss, osa, assistenti domiciliari, infermieri, farmacisti, medici. Il settore turistico, tra i più colpiti dalla pandemia, sta riscontrando notevoli difficoltà a reperire personale, perché i lavoratori si sono riconvertiti in produzione”. Oltre ai tradizionali servizi di ricerca, selezione e reclutamento del personale, Synergie offre una gamma di soluzioni innovative. “Tra i nostri servizi – spiega Facchinelli – oltre alla formazione, curata dalla società Risorse Italia, figurano: il Recruiting middle management, offerto da S&You, altro brand del gruppo Synergie specializzata nella ricerca e selezione di Premium profile, a livello nazionale e internazionale; l’Outsourcing, servizio grazie al quale le aziende possono esternalizzare alcuni processi, ottimizzando tempi e risorse e l’Rpo, acronimo di recruitment process in outsourcing, uno dei servizi emergenti del settore, destinato a una crescita a doppia cifra nel prossimo quinquennio. Grazie ad esso le imprese possono affidare la selezione e il reclutamento di nuovi assunti a una società specializzata, in grado di gestire l’intero processo, dalla definizione dei profili più adeguati alla verifica del loro inserimento in azienda. A questi si aggiungono l’Outplacement, strumento efficace per gestire i processi di uscita del dipendente dall’azienda, supportando i candidati nella costruzione di una nuova carriera professionale, orientandoli e fornendo loro strumenti per la ricollocazione, e l’HRed, Human Resources Empowerment and Development, divisione di Synergie Italia dedicata a servizi di consulenza e sviluppo organizzativo nell’ambito delle risorse umane. HRed è specializzata in azioni di supporto alle attività di riconoscimento, valutazione e sviluppo del potenziale aziendale, con particolare attenzione al potenziamento delle competenze soft, ovvero quelle abilità trasversali che, se valorizzate, assumono un ruolo centrale nell’assicurare crescita in termini di obiettivi, struttura e know how. Fondamentale per realizzare tutto questo è sapersi

Il ceo de La Sportiva è tra gli 11 imprenditori italiani premiati a Milano da EY Lorenzo Delladio, amministratore delegato e presidente de La Sportiva, azienda leader mondiale nella produzione di calzature ed abbigliamento tecnico per vivere la montagna, ha ricevuto il premio di Imprenditore dell’anno nella categoria Consumer & Retail “per la lungimiranza che lo ha portato a trasformare un piccolo laboratorio artigianale in un marchio globale che coniuga altissime performance e prestazioni con il design e lo stile italiano”. Il riconoscimento è stato conferito dalla giuria di EY (Ernest & Young Global Ltd – leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza) che a Milano, presso Palazzo Mezzanotte della Borsa, ha premiato 11 imprenditori italiani alla guida di aziende che hanno saputo creare valore, con spirito innovativo e visione strategica, contribuendo alla crescita dell’economia, dimostrando coraggio, innovazione e trasformazione in un momento senza precedenti. “Questo premio di Imprenditore dell’anno nella categoria Consumer & Retail – ha dichiarato Lorenzo Delladio – è particolarmente gradito dopo due anni come quelli che abbiamo affrontato, durante i quali siamo riusciti a crescere mantenendo intatti tutti i posti di lavoro, il risultato più importante che, da imprenditore, potessi sperare di ottenere.” inserire in modo attivo e propositivo nel territorio, come recita il motto promosso dalla Trentino Volley: “La rete che unisce”, in riferimento agli sponsor della squadra gialloblu, di cui anche Synergie fa parte, considerati non come entità separate, ma come tessere del grande puzzle territoriale. “Tra i nostri obiettivi – aggiunge – c’è anche quello di implementare le collaborazioni con le scuole. Spesso i neo diplomati e i neo laureati non conoscono le potenzialità del territorio ed è per questo che progettiamo interventi mirati per far conoscere loro il mercato del lavoro. A breve partirà un progetto sul Cyber bullismo, promosso in collaborazione con Trentino Volley, che vedrà coinvolti direttamente studenti e giocatori”. (gt)

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46 economia

Un’annata ambivalente Il 2021 ha segnato, per il mercato vitivinicolo, un’importante ripresa soprattutto grazie alla ripartenza del settore Horeca. Il futuro però riserva ancora molte incognite.

UN'

annata vitivinicola di chiaroscuri, quella del 2021, che registra in Trentino, così come fuori provincia, una buona ripresa dei consumi, trainata dalla ripartenza del settore Horeca e della ristorazione, ma che preoccupa per l’aumento eccezionale dei costi di produzione e delle materie prime (dalle tariffe per i trasporti a quelle energetiche, dal prezzo del vetro e a quello degli imballaggi), che si rifletteranno sulle politiche dei prezzi al con-

Elio Pisoni

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sumatore. Un’annata ambivalente, inoltre, anche per quanto riguarda la raccolta nelle campagne, che vede una diminuzione quantitativa abbastanza rilevante, a fronte di profili qualitativi ottimali delle uve giunte in cantina. Tra i principali protagonisti del settore, emergono punti di vista piuttosto allineati, in attesa di vedere cosa accadrà nel 2022. Il presidente della Sezione Alimentazione di Confindustria Trento, Elio Pisoni, titolare assieme alla famiglia della Distilleria Fratelli Pisoni, registra un’annata buona per tutta la filiera. “Abbiamo raccolto ottime uve sotto il profilo qualitativo – sottolinea Pisoni – e abbiamo recuperato la battuta d’arresto del Covid, tornando sui livelli del 2019, addirittura superandoli. L’Horeca si è ripreso bene e ha fatto da traino a tutto il settore. Così come il turismo, che in molte aree ha registrato nel periodo estivo il tutto esaurito. È stato un grande volano, tante presenze… Voglia di normalità, di ritornare a brindare e a festeggiare. Mi riferisco in particolare al turismo del Basso Sarca e del Garda, che conosco meglio. Ma penso anche alla stagione invernale imminente, che promette bene, salvo il rischio di possibili lockdown. Il Covid ha dato una forte spallata, ma ha fornito anche qualche opportunità. La Gdo, per esempio, è cresciuta notevolmente e noi ci siamo attrezzati per differenziare i prodotti. Abbiamo introdotto nella nostra gamma il Gin 7 Laghi, sul mercato da quest’anno. E abbiamo iniziato a produrre Whisky, che sarà disponibile fra tre anni, dopo l’affinamento. Siamo la prima distilleria in Trentino che ha ottenuto la licenza per produrre Whisky”. Da un osservatorio privilegiato, quello del Gruppo Mezzocorona, Stefano Fambri, direttore di Nosio Spa, interviene per il settore del vino, tracciando un ampio bilancio. “La produzione 2021 – spiega – è stata caratterizzata da una partenza non facile, con una primavera condizionata dal freddo e da gelate importanti, che però non hanno compromesso lo sviluppo vegetativo dei vigneti. Nel corso dell’estate ci sono stati fenomeni atmosferici considerevoli in diverse parti del Trentino, anche nel Trentino del nord, con grandinate e venti forti. Nonostante queste calamità, la vendemmia è andata decisamente bene, so-


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Stefano Fambri prattutto grazie al lavoro e all’impegno di tutti i nostri soci in campagna, e alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli nei mesi di agosto e settembre. Come azienda, registriamo un leggero calo produttivo rispetto allo scorso anno, controbilanciato però da un alto livello qualitativo della materia prima, sia per le uve a bacca bianca, sia per quelle destinate alla vinificazione di vini rossi. Il 2021, quindi, può Anche Marcello Lunelli, vicepresidente delle a buon diritto essere annoverato tra le annate Cantine Ferrari, è soddisfatto per la qualità. Sotmigliori per la vendemmia. Grazie al lavoro de- tolinea la vivacità del mercato ma non se la gli enologi, i consumatori potranno sicuramen- sente di fare previsioni, date le incognite del te trovare sui mercati mondiali, nei prossimi 2022. “Per ora tutto bene; il comparto bollicine mesi e anni, vini davvero eccellenti. Va sempre sta crescendo a doppia cifra. Questo mette fiduricordato il grande impegno dei soci del Grup- cia e siamo molto soddisfatti. Le uve che abbiapo Mezzacorona per la sostenibilità: abbiamo mo raccolto, con un calo quantitativo di circa ottenuto nel 2021, per la sesta volta consecutiva, il 10% rispetto all’anno scorso, sono di grande la Certificazione ministeriale Sqnpi (Sistema di qualità. È stata un’annata ottima. La ripresa dei Qualità nazionale per la produzione integrata), consumi c’è stata e si è vista, con la ripartenza un riconoscimento che ribadisce l’attività azien- dell’Horeca. Registriamo tanta voglia di convidale a favore della salvaguardia dell’ambiente vialità e respiriamo una buona atmosfera. Ma, e della salubrità dei prodotti. Voglio anche se- per il 2022, siamo in attesa. Ci sono in ballo gnalare che nel 2021 è stato festeggiato il 50esi- forti aumenti nei costi delle materie prime, che mo della prima Doc del Trentino, quella del si rifletteranno sui prezzi. Non sappiamo, inolTeroldego Rotaliano Doc. Un’occasione molto importante: questa Doc è stata una delle priMarcello Lunelli me in Italia ed è giusto celebrarla, perché esalta il gioiello della produzione autoctona trentina, definito non a caso il Principe dei vini trentini. Come azienda, abbiamo organizzato una serie di eventi e manifestazioni, anche dal punto di vista commerciale, tenendo sempre conto, purtroppo, che viviamo in tempi di pandemia da Covid-19. Questa tappa del cinquantesimo, così prestigiosa, ci deve giustamente inorgoglire, ma deve anche stimolarci a guardare al futuro di questa denominazione così strategica, insieme al Trentodoc, per tutta la produzione provinciale. Essendo, come Mezzacorona, anche i maggiori produttori di Teroldego Rotaliano, siamo convinti che dobbiamo puntare sempre più sulla comunicazione per questo vino straordinario, insieme con una forte promozione sul Trentodoc, che significa promuovere tutto il territorio del Trentino in generale”.

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Martina Togn

Famiglia Dolzan

tre, se vi saranno altri periodi di chiusure da lockdown. Siamo di fronte a troppe incognite, vediamo cosa succede.” Le stesse incertezze emergono dalle tenute della famiglia Togn, al vertice di Gaierhof. Martina Togn, titolare assieme ai familiari dell’azienda e presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Trento, conferma la qualità dei vini d’annata ma guarda con preoccupazione agli aumenti dei prezzi. “È stato un buon 2021 – dice – non molto abbondante sotto il profilo quantitativo, ma di grande soddisfazione come qualità. Siamo stati fortunati con il meteo, soprattutto a fine stagione, prima e durante la raccolta. In agosto e settembre il clima ci ha molto agevolato. Mentre, in giugno, una forte grandinata ha colpito circa 50 ettari dei nostri vitigni. La ripresa del mercato si sente. Siamo tornati agli standard pre-covid. Ma le incognite per il futuro sono troppe e non permettono di stare sereni. Possibili lockdown, difficoltà di circolazione merci e consegne, aumento del costo dei trasporti, dell’energia, delle materie prime, vetro, cartone… Tutto questo sta influenzando l’annata e porterà un incremento dei costi delle bottiglie al consumatore, che potrà spingersi fino al 7-10%”.

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In attesa di capire come si evolverà la situazione, anche la famiglia Dolzan, distillatori da sei generazioni, non fa previsioni, ma registra volumi di affari crescenti e un 2021 molto buono. “Difficile fare previsioni sul 2022 – spiega Mauro Dolzan, socio con i figli della Distilleria Villa de Varda – date le chiusure che potrebbero determinarsi a causa della pandemia. Ma, complessivamente, siamo davvero soddisfatti. Il 2021 è andato molto bene. Abbiamo raccolto vinacce di grande qualità. Il mercato ha recuperato bene e continuiamo a lavorare con incrementi costanti sia in Italia sia all’estero, il nostro punto di riferimento. L’80% del nostro fatturato è realizzato all’estero. Chiudiamo il 2021 con notevole incremento di fatturato”. (adb)


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BrennerLec, sperimentazione conclusa Dopo cinque anni di lavoro e 5.450 ore di test su strada, il modello può essere replicato. L’ad Cattoni: “Strade più smart per aumentare efficienza e tutela ambientale”.

PER BrennerLec è tempo di bilanci e, dati gli ot- è basata su un sistema Its sviluppato insieme ai timi risultati raggiunti durante la sperimentazione, nostri partner capace di incrociare dati di traffico, di immaginare come e dove replicare il modello meteo e di qualità dell’aria indicando la velocità per permettere a chi viaggia di arrivare prima in- migliore nelle diverse condizioni date. Abbiamo condotto oltre 4.700 ore di test dettati da condizioquinando meno. Di questo si è parlato alla conferenza “Guida- ni ambientali e 750 ore da condizioni di traffico re attraverso le Alpi con rispetto”, che oltre ad elevato. È evidente – ha aggiunto Costa – che l’obAutostrada del Brennero, ha visto protagonisti i bligatorietà del limite produce risultati migliori partner del progetto: le Agenzie per la Protezione che la semplice velocità consigliata, ma i risultati dell’Ambiente delle Provincie di Trento e Bolzano, sono stati comunque soddisfacenti sul fronte aml’Università di Trento, Noi TechPark Südtirol/Alto bientale con una riduzione di circa il 10% delle concentrazioni di NO2 a bordo strada in condiAdige e Cisma srl. “Il tema della digitalizzazione delle autostrade zioni normali e del 20% in caso di traffico intenso. e quello della transizione ecologica – ha detto Davvero molto importanti gli esiti della sperimenDiego Cattoni, amministratore delegato di Auto- tazione in questo secondo caso, con una riduziostrada del Brennero e presidente di Aiscat - sono ne media del 10% dei tempi di percorrenza (anche strettamente connessi e il progetto BrennerLec lo con incremento dei volumi di traffico del 10%) e dimostra: grazie allo sviluppo di un sistema Its, un tasso di incidentalità prossimo allo zero”. siamo oggi in grado di indicare le velocità otti- “Il primo accordo di gestione integrata del traffico mali per traffico e ambiente. Credo che l’obiettivo con la Provincia di Bolzano e il Comune di Boldi tutto il comparto debba essere quello di realiz- zano è appena stato sottoscritto” ha spiegato il zare infrastrutture sempre più smart in grado di presidente Hartmann Reichhalter. “Con le due aumentare la propria capacità, diminuire i tempi Province autonome stiamo anche definendo un di percorrenza abbattendo incidentalità e inqui- altro accordo per estendere le zone di applicazionamento. La rapida accelerazione del comparto ne di BrennerLec. Per quanto riguarda la gestione automotive nel campo dell’elettrico unita all’evo- proattiva delle condizioni di traffico intenso, la luzione tecnologica delle autostrade produrrà ri- misura sarà estesa da Bolzano sud a Verona nord. È inoltre in corso di definizione un protocollo sultati straordinari anche in campo ambientale”. Il direttore tecnico generale di Autostrada del d’intesa con le due Province che indica le azioni Brennero, Carlo Costa, che ha seguito il progetto che possono garantire un miglioramento dell’imfin dalla sua gestazione, ha illustrato i risultati patto ambientale nelle aree che oggi mostrano e ha tratteggiato i possibili sviluppi: “Abbiamo maggiore criticità e migliorare i livelli di servizio indirizzato le misure di gestione dinamica della e sicurezza”. velocità ai veicoli leggeri perché sono responsabili del 46% delle emissioni inquinanti e perché, a differenza dei mezzi pesanti, non sempre viaggiano a una velocità ottimale. La sperimentazione si TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2021-GEN 2022


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Studenti, cultura e sperimentazione Il caso dell’Istituto tecnico economico e tecnologico “Floriani” di Riva del Garda, con le esperienze degli allievi dei due percorsi, impegnati nello studio e in situazioni inedite.

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settembre 2021, ore 8.30: un folto gruppo di ragazzi oltrepassa il cancello, i nuovi studenti vengono accolti nel parco dell’Istituto, chiamati per nome ad uno ad uno e affidati ai coordinatori di classe. Nascono così le nuove otto classi prime, quattro del percorso tecnologico e quattro di quello economico, invitate innanzitutto a lavorare sulla conoscenza reciproca attraverso attività ludiche per stemperare la tensione del primo giorno di scuola e per iniziare il percorso che porterà a creare la classe. Successivamente entreranno in campo una psicologa, per aiutare i ragazzi a conoscersi in un clima di “sospensione del giudizio”, e una docente counselor, per consentire loro di essere più consapevoli delle decisioni e delle scelte. Il dipartimento di lettere e di matematica si concentrano sulla cassetta degli attrezzi per mettere a fuoco o potenziare il metodo di studio. Le attività di accoglienza sono il primo passo di un percorso che si sviluppa in un ambiente scolastico dove gli studenti e le studentesse sono innanzitutto persone. La scuola chiama certamente allo studio e alla rielaborazione personale, ma anche alla necessità di mettersi in gioco e di sperimentare processi, strade nuove e situazioni inedite. Alle ore di discipline umanistiche e Stem (Science, technology, engineering and mathematics) si affiancano quotidianamente attività progettuali, casi di studio, relazioni con enti esterni ed aziende, che coinvolgono trasversalmente le due anime della scuola. Entrambi gli indirizzi dell’Istituto, tecnologico ed economico, sono stati recentemente promotori di un’iniziativa di peer education in robotica, coding, e green economy presso le scuole medie: gli studenti hanno vestito i panni dei docenti, strutturando per e con i ragazzi più piccoli attività di carattere laboratoriale.

Sempre in collaborazione con le scuole secondarie di primo grado del territorio (Alto Garda, Val di Ledro, Valle dei Laghi), un team di docenti sta lavorando per la diffusione della Robotica educativa, disciplina capace di sviluppare competenze logiche e di problem solving, oltre che per allargare la partecipazione alla rete Staarr (Scuole del Trentino-Alto Adige in Rete per la Robotica) di cui il Floriani fa parte da anni. Nel percorso tecnologico la sperimentazione si attua nei laboratori degli indirizzi “Elettrotecnica”, “Automazione” e “Costruzioni Ambiente e Territorio”. In occasione del progetto “Geolocalizzazione Ags”, ad esempio, è stato realizzato uno strumento avanzato di geolocalizzazione dei

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corpi illuminanti lungo una ciclabile, attraverso la registrazione delle coordinate Gps su Google “My Maps”: il personale dell’azienda Ags (Alto Garda Servizi) potrà accedere alle informazioni tecniche selezionando sulla mappa ogni singolo lampione tramite un codice identificativo e un codice QR. Tra i molteplici lavori di progettazione edilizia condotti dagli studenti del Cat, da sempre chiamati dagli enti locali a collaborare nelle loro attività, una commessa del Comune di Tenno ha impegnato i futuri progettisti del Floriani in un’iniziativa di riqualificazione di tutto il territorio tennese attraverso l’istituzione di un “Open air Museum Di Tenno” (foto 1 e foto 2). Sono stati costruiti modelli tridimensionali relativi alla morfologia del territorio di Ville del Monte, è stato progettato nella sua interezza l’edificio del museo e ideato il relativo logo che interpreta graficamente l’ambiente circostante. Nell’indirizzo economico le attività di educazione imprenditoriale vedono coinvolti moltissimi imprenditori: un vero e proprio coaching d’impresa. Aquafil, ad esempio, ha contribuito alla vittoria del primo premio del progetto Tu Sei nella categoria Istituti Superiori (assegnato a settembre 2020) per lo sviluppo dell’idea Eco pouf. Significativi incontri hanno alimentato entusiasmo nei ragazzi anche in tempo di pandemia: Stefania Segata, Segata Spa; Luca Mich, La Sportiva Spa; Luca Capra, Trentino Sviluppo; Giulia Degli Esposti, Erika Eis SrL; Martina Togn, titolare del Gruppo Gaierhof e di Vinicola Valdadige; Christian Martello, Mediocredito Trentino-Alto Adige; Delia Usai, Impact Hub. Tre lingue straniere, relazioni internazionali e geopolitica sono alla base dei processi di internazionalizzazione studiati nell’indirizzo Relazioni Internazionali per il Marketing, dove gli studenti sono spinti ad aprirsi al mondo. Alcuni di loro hanno svolto lo stage all’estero grazie al bando Erasmus plus. “La mia prima esperienza fuori casa, semplicemente meravigliosa. Sono riuscita ad applicare e sviluppare le mie conoscenze linguistiche in ambito lavorativo. Ho avuto inoltre l’opportunità di conoscere persone magnifiche alle quali sarò

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sempre grata. La conoscenza della lingua spagnola acquisita al Floriani mi ha distinta rispetto agli altri studenti che condividevano lo stage con me” - ha dichiarato una delle studentesse coinvolte. Al termine del percorso di studi molti ragazzi proseguono all’università. Tra coloro che non optano per la strada accademica, il dato relativo all’indice di occupazione dell’indirizzo Tecnologico (71%, fonte Eduscopio) spicca rispetto alla media provinciale. A settembre 2022 prenderà avvio il nuovo corso Tecnico economico sportivo, nato per rispondere alla richiesta dei comuni di Riva del Garda, Arco e Nago-Torbole, dell’Apt, di albergatori e operatori locali che hanno espresso la necessità di figure professionali preparate nella gestione e nello sviluppo di processi aziendali dedicati all’organizzazione di eventi sportivi, di cui l’economia del territorio dell’Alto Garda si nutre. Il corso si ispira all’idea di una scuola dal valore olistico che permette ai ragazzi di vivere attività riconducibili ai quattro elementi: Terra (nordic walking, e-bike e mountain bike), Acqua (canoa, sup, vela, windsurf, sicurezza sulla neve, ciaspole), Fuoco (public speaking, mental coaching, fotografia, teatro, tiro con l’arco, golf), Aria (arrampicata, ferrate, escursioni in alta montagna). Lo studente è educato a porsi in relazione con gli altri e con l’ambiente in modo strutturato e consapevole, ad essere in grado di cogliere la bellezza circostante, di conoscerne gli aspetti peculiari, per contribuire, con uno sguardo attento, allo sviluppo economico del territorio in cui vive.


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Governo societario sostenibile L’UE discute di nuovi obblighi per le imprese: saranno tenute ad attuare processi interni di verifica e a implementare appositi meccanismi di reclamo e mitigazione*. di SONDRA FACCIO, Università di Trento

IL TEMA

della sostenibilità delle attività di impresa sta acquisendo una crescente importanza nel contesto normativo globale. Numerose sono le iniziative, a tutti i livelli, che chiedono alle imprese di rispettare alcuni doveri di diligenza nell’esercizio delle proprie attività commerciali e produttive al fine di garantire che queste non pregiudichino i diritti umani e l’ambiente. Tra gli esempi più recenti a livello nazionale vi è la legge francese del 2017, che impone alle imprese di adottare misure di vigilanza volte a identificare i rischi e a prevenire gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della salute, della sicurezza delle persone e dell’ambiente. Un altro esempio è la legge tedesca che entrerà in vigore nel 2023. Quest’ultima, a differenza della legge francese, contiene un dettagliato elenco di violazioni rispetto alle quali viene valutato il rischio dell’attività e i relativi obblighi

India Day: una giornata di consulenze Nel quadro del Focus Asia, con cui Confindustria Trento e Trentino Export dal 2020 hanno già approfondito le opportunità di business in Vietnam, Malesia e Singapore, il 30 novembre è stata la volta dell’India, sempre in collaborazione con Octagona e le sue sedi e personale indiano specializzati. Grazie a una sempre più ampia copertura vaccinale e un numero di contagi circoscritto, la ripresa economica dell’India ha quasi raggiunto i livelli pre-pandemici, tanto che nel 2021, tra i Paesi del G20, l’India sarà il Paese che crescerà maggiormente, superando anche la Cina, con una stima del +9%; Per sostenere la ripresa, il governo Indiano sta attuando un nuovo e ampio piano economico, con forti misure a sostegno dell’export e degli investimenti esteri. Grazie al recente partenariato quinquennale fra India e Italia, le imprese italiane potranno beneficiarne su cinque settori chiave: green economy, industria dell’agro-alimentare, infrastrutture, digitale e manifatturiero/lifestyle. TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2021-GEN 2022

di diligenza dell’impresa in relazione alla tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Sul fronte europeo, la Commissione è al lavoro su un’iniziativa di “Governo societario sostenibile” che ambisce a creare un quadro normativo uniforme per le imprese operanti sul mercato dell’Unione, incluse le imprese straniere che nel mercato europeo vendono i propri prodotti e/o prestano i propri servizi. L’iniziativa condurrà alla formulazione di una proposta di direttiva da parte della Commissione, che dovrà essere sottoposta al Parlamento e al Consiglio per l’adozione secondo la procedura legislativa ordinaria. Gli Stati dovranno poi implementare la direttiva nel proprio ordinamento interno. Secondo le raccomandazioni formulate dal Parlamento nel rapporto dell’11 febbraio scorso, la proposta di direttiva introdurrà alcuni obblighi di due diligence a carico delle imprese europee sul modello della legge francese. Le imprese saranno tenute ad attuare processi interni di verifica volti ad individuare gli impatti negativi - attuali e potenziali - prodotti dall’attività di impresa sui diritti umani, l’ambiente e il buon governo; e a implementare appositi meccanismi di reclamo e mitigazione. In concreto, l’impresa dovrà impegnare i fornitori e i partner commerciali lungo tutta la catena del valore, compresi quelli ubicati al di fuori dell’Unione, al rispetto della strategia d’impresa in materia di diritti umani, ambiente e buon governo. L’impresa, inoltre, dovrà coinvolgere gli stakeholders cioè i soggetti portatori di uno specifico interesse, per esempio i sindacati e i rappresentanti della società civile - nell’elaborazione dalla strategia e dei meccanismi di reclamo e mitigazione. Il rispetto degli obblighi che saranno introdotti con la nuova direttiva richiederà alle imprese una riorganizzazione interna, con relativo investimento di risorse economiche e umane. Per esempio, la proposta di di-


55 Delegazione malese internazionalizzazione in visita a Palazzo Stella Una delegazione diplomatica malese ha visitato a metà novembre Palazzo Stella. S.E. Datò Abdul Malik Melvin Castelino, ambasciatore della Malesia a Roma, Awangku Fiarulnazri, console Sezione investimenti e Direttore di Malaysian Investment Development Authority (Mida); Faizal Haris, console Sezione commerciale e Trade Commissioner della Malesia a Milano, direttore della Malaysia External Trade Development Corporation, sono stati accolti dal presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana e da Barbara Fedrizzi, presidente di Trentino Export. I diplomatici malesi hanno espresso marcato interesse per una forte collaborazione industriale fra la Regione Trentino Alto-Adige e la Malesia, sia sul fronte degli investimenti italiani, sia della collaborazione commerciale. Il mercato malese appare molto interessante, anche come porta di accesso all’area Asean. Circa gli investimenti, il Malaysian Investment Development Authority di Milano si è detto intenzionato ad aiutare le aziende trentine di tutti i settori a impostare correttamente i loro investimenti, limitando i costi e massimizzando i risultati. Circa la collaborazione commerciale, la Malaysia External Trade Development Corporation di Milano ha dato la sua disponibilità a collaborare con Confindustria Trento e Trentino Export nell’attività di sviluppo dell’export trentino, fornendo supporto nella ricerca di partner e clienti locali ma anche nella logistica e negli adempimenti documentali. Nei prossimi mesi Confindustria Trento organizzerà, in collaborazione con i partner malesi, una presentazione delle opportunità di investimento e di export per le imprese associate.

rettiva menziona l’adozione da parte delle imprese di accordi quadro, clausole contrattuali, codici di condotta e certificati. Questo aspetto ha già sollevato alcune perplessità tra le imprese, le quali evidenziano che il nuovo modello di governo societario sostenibile potrebbe generare costi significativi a carico delle imprese, soprattutto quelle medio-piccole. Gli obblighi di due diligence, infatti, si applicheranno non solo alle “grandi” imprese soggette al diritto di uno Stato membro o stabilite nel territorio dell’Unione, ma anche alle imprese di “piccole” e “medie” dimensioni quotate in borsa e/o ad alto rischio. A tal proposito, ricordiamo che secondo la Raccomandazione della Commissione del 2003 si definiscono “piccole-medie imprese” (Pmi) le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro, e, all’interno di questa categoria, si definiscono “piccole” le imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. Inoltre, non sono teoricamente escluse dai nuovi obblighi nemmeno presto un atto vincolante dell’Unione, debba essere le “microimprese” che occupano meno di 10 persone accolta positivamente come un importante passo vere con fatturato annuo/totale di bilancio annuo non so la diffusione di un modello di impresa sostenibile; superiori a 2 milioni di euro. La proposta di diretti- tuttavia, è opportuno chiedersi, da un lato, quale sarà va, infatti, prevede che in sede di attuazione gli Stati la sua efficacia in concreto e, dall’altro lato, quali sapossano (ma non debbano) escludere le “microim- ranno i costi legati all’adozione di questo modello, prese” dall’ambito di applicazione degli obblighi di soprattutto per le Pmi. Per quanto riguarda il primo due diligence. aspetto, l’efficacia della direttiva dipenderà dalla caPer le imprese di grandi dimensioni, d’altra parte, la pacità degli Stati di tradurre le linee guida stabilite a nuova direttiva richiederà uno sforzo di coordina- livello europeo in una serie di prescrizioni sufficienmento con la legislazione già esistente, per esempio temente precise e attuabili da parte delle imprese. Sul con la direttiva sulle informazioni di carattere non fronte dei costi, invece, l’auspicio è che la transizione finanziario e sulla diversità del 2014. verso la sostenibilità si realizzi in modo equo e con La proposta di direttiva prevede che gli Stati stabilisca- un impegno concreto dello Stato e delle istituzioni no adeguate sanzioni a carico delle imprese inadem- europee a sostegno delle Pmi, per esempio, attraverso pienti, in particolare multe e/o l’esclusione dalla par- l’utilizzo del pacchetto di stimoli previsto dal Next tecipazione a bandi pubblici nell’Unione; e, laddove Generation EU. l’impresa cagioni un danno irreparabile, la temporanea sospensione delle attività o, in caso di impresa *Il contributo è stato scritto nel contesto del progetto straniera (extra-Ue), il bando dal mercato dell’Unione. “Il Trentino dopo l’emergenza. Come promuovere una Sono previsti, infine, meccanismi di rimedio con il nuova economia sostenibile attraverso l’attrazione e la regolazione degli investimenti diretti esteri”, finanziato coinvolgimento degli stakeholders. da Fondazione Caritro e dalla Scuola di Studi InternaÈ indubbio che la bozza di direttiva, che pare diverrà zionali dell’Università degli Studi di Trento.

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56 internazionalizzazione

Grandi opportunità per il vino trentino Un anno da record per le esportazioni delle aziende del nostro territorio: Trentino Export sta operando con successo in particolare sul mercato americano. di GIORGIO ZAGONEL, Trentino Export

NEI primi sette mesi del 2021 si è registrato un +14,5% nelle esportazioni italiane di vino rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e un +10,7% rispetto ai primi sette mesi del 2019, portando il loro valore a 4 miliardi di euro. L’incremento maggiore è stato oltre i confini europei, in particolar modo negli Stati Uniti come primo mercato di destinazione. Per l’intero 2021 si prevede un recupero delle vendite di vini italiani grazie alla spinta dell’export nei principali mercati internazionali (consumi al +3,8% annuo nel ’21-’22), con il migliore potenziale di crescita in Cina (+6,3% annuo), Canada e Giappone (+5,9% annuo). Per il Trentino-Alto Adige la crescita tendenziale è stata del 11,4%. Rispetto al primo semestre del 2019, le esportazioni di vino del Trentino registrano un progresso del 13,5% (fonte Istat). Questa congiuntura più che favorevole per il settore non è dovuta solo ad un “rimbalzo” dovuto alla crisi nel 2020 dovuta al Covid-19 ma è qualcosa di più strutturale. Ai classici mercati per l’export vitivinicolo, quali Stati Uniti, Germania, Svizzera e Canada, dove l’importante quota di mercato italiana potrà beneficiare della prevista crescita dei consumi, si intravedono segnali positivi per una ripresa delle vendite di vini italiani e trentini all’estero per il biennio 202122 anche in mercati come la Cina, il Canada ed il Giappone. Negli ultimi anni è aumentata molto la conoscenza del vino trentino nel consumatore medio americano e prodotti come il Pinot Grigio

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Ramato e in particolar modo il TrentoDoc stanno riscuotendo sempre maggiore successo. Sta aumentando anche la conoscenza e la ricerca di prodotti di nicchia, biologici e di realtà “artigianali”. Trentino Export non si è fatto trovare impreparato e sta già operando con successo sul mercato americano, aiutando aziende del nostro territorio ad approcciare il mercato americano, a trovare nuovi clienti e ad aumentare quindi la loro quota export di fatturato. Il Consorzio si avvale di una squadra di collaboratori con sede a Washington in grado di assistere le aziende interessate in tutto il loro percorso di approccio o consolidamento del loro business in loco. Ugualmente Trentino Export si sta muovendo in Canada e Giappone, Paesi dalle grandi opportunità anche grazie agli accordi commerciali di libero scambio ratificati negli ultimi anni. Entrambi hanno registrato negli ultimi anni una forte crescita percentuale del consumo di vino pro capite e un consumatore medio dal potere di acquisto molto elevato, fattori che ne fanno mete predilette per le produzioni vitivinicole di eccellenza trentine. Con i suoi collaudati servizi che spaziano dai sondaggi di mercato ed organizzazione di incontri business to business, all’affiancamento delle aziende nella fase post incontri business to business ed all’assistenza nelle materie doganali, fiscali, legali e di accesso al credito, Trentino Export si conferma punto di riferimento per le imprese trentine che vogliono approcciare nuovi mercati e sfruttare nuove opportunità.


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