Spagna: opportunità ma attenzione ai rischi FEBBRAIO
ENERGIA IN PISTA
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Trentino Export da oltre 50 anni è punto di riferimento per l’export trentino: una rete di 30 referenti nel Mondo, 21 lingue parlate e 55 paesi coperti rappresentano un’efficiente opportunità commerciale per aprire nuovi scenari di business per la vostra attività
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Mercati energetici tra tensioni e assestamento
Tradizione e innovazione fanno squadra
Sovecar protagonista della transizione energetica
Rinnovo del CCNL e innovazione industriale
31 Cybersecurity, prevenire e gestire gli attacchi
32 La Direttiva UE ridisegna le politiche HR
34 Celebrata la conclusione di Trentino Minibond
39 Le imprese associate a Klimahouse 2026
40 Inaugurata la “Biblioteca d’impresa”
42 Giovani e lavoro al Tour dell’Autonomia assoservizi
44 Leadership consapevole: le persone al centro
46 Assoservizi e Smact per la trasformazione digitale parità
47 Ecco il Manifesto di Paridee per chi lavora internazionalizzazione
50 Spagna: opportunità ma attenzione ai rischi
Val di Fiemme, la forza dei grandi eventi
Prospettive imprenditoriali da costruire assieme
I trentini credono nel futuro della montagna
51 Energia, leadership e visione internazionale
53 Numeri, visione e gioco di squadra
55 Cleantech, leva industriale dell’economia italiana
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TRENTINO INDUSTRIALE
Anno 67 | N. 01 Febbraio - Marzo 2026
Il Trentino
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La crescita non è un traguardo
Crescere, oggi, significa scegliere una direzione chiara. Non basta reagire ai cambiamenti: dobbiamo creare le condizioni perché il Trentino resti un territorio vivo, attrattivo, capace di generare opportunità. La crescita è una responsabilità condivisa, che coinvolge imprese, istituzioni e comunità.
Sono felice che in questo senso il nostro Sistema Trentino stia ponendo la giusta e necessaria attenzione al tema della competitività della nostra economia. Parlo di economia, e non solo di industria, perché la forza del Trentino nasce dall’equilibrio tra attori della produzione e dei servizi. È un patrimonio che va difeso e rilanciato.
Le Olimpiadi invernali che abbiamo ospitato ci ricordano che ogni risultato nasce da preparazione, metodo e determinazione. Gli atleti che vediamo competere sulle nostre montagne ci mostrano che la performance è la somma di scelte coerenti.
Il loro esempio parla anche a noi.
Le imprese trentine vivono questa stessa logica ogni giorno. Nelle valli mantengono vivi i territori, garantiscono servizi, costruiscono comunità. Senza di loro molte aree rischierebbero lo spopolamento. Restare in montagna è una scelta di responsabilità che tiene insieme lavoro, identità e futuro.
Se vogliamo rilanciare la competitività del Trentino, dobbiamo però guardare oltre il singolo comparto. Un piano industriale efficace non può limitarsi a misure dirette alle imprese: deve includere azioni di contesto che rendano il territorio più attrattivo. Parliamo di reperimento di personale e alloggi, nuove competenze per i giovani, scuole internazionali, politiche di welfare che favoriscano il lavoro femminile, strumenti finanziari per la crescita dimensionale, un trasferimento tecnologico capace di coinvolgere tutte le imprese. Dobbiamo anche individuare i settori che possono trainare il Trentino nei prossimi decenni, dall’intelligenza artificiale al biotech, e costruire un sistema che aiuti le aziende ad anticipare i trend globali.
Qualche settimana fa ho partecipato alla Dakar guidando un’auto interamente preparata in Trentino. È stata un’esperienza che mi ha ricordato quanto contino preparazione, adattabilità e lavoro di squadra. Quell’auto era la dimostrazione concreta di ciò che il nostro territorio sa fare quando unisce visione, talento e determinazione.
Lo sport ci insegna una lezione importante: la performance nasce dalla capacità di guardare lontano. E guarda lontano anche il “Piano industriale del Trentino 2040”. Come Confindustria Trento siamo pronti a contribuire alla definizione di una strategia che permetta al nostro territorio di crescere più velocemente, con il contributo decisivo del settore industriale.
La crescita non è un traguardo: è un cammino. E oggi abbiamo l’occasione di scegliere come percorrerlo.
Lorenzo Delladio Presidente di Confindustria Trento
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Il Trentino alla sfida dell’energia
La dinamica dei mercati energetici continua a rappresentare uno dei principali fattori di incertezza, anche per il sistema produttivo trentino. Se negli ultimi mesi i prezzi hanno mostrato segnali di parziale normalizzazione, un quadro realmente stabile è lontano da venire, in un contesto geopolitico e strutturale che per le sue caratteristiche incide tanto sulla disponibilità delle fonti quanto sulla loro valorizzazione sui mercati. Mentre andiamo in stampa l’escalation in Medio Oriente complica ulteriormente un contesto già difficilissimo. È una situazione che richiede attenzione costante, capacità di lettura e strumenti adeguati, non fosse altro che per mitigare i rischi.
È a questo scenario che riserviamo la copertina del nostro giornale, dedicata al lavoro della vicepresidente Silvia Arlanch, che con la delega all’Energia e alle Fonti Rinnovabili guida un percorso di accompagnamento alle imprese sempre più strategico.
La gestione dei costi energetici è un elemento determinante della competitività. Il differenziale di prezzo che continuiamo a scontare rispetto ad altri Paesi europei pesa: sulle scelte di investimento, sulla possibilità di programmare a lungo termine, da ultimo sulle performance. La transizione energetica, inoltre, impone un cambio di prospettiva: l’energia non è più solo una voce di spesa, ma una leva di sviluppo che incrocia sostenibilità e innovazione. Il ruolo del nostro Consorzio Assoenergia si conferma centrale. La capacità di aggregare la domanda, di fissare volumi nei momenti più favorevoli e di garantire coperture a prezzo fisso consente alle imprese di ridurre l’esposizione alla volatilità. A ciò si affianca un lavoro continuo di aggiornamento su mercati, normative e opportunità di finanziamento, indispensabile per decisioni consapevoli in un contesto in rapido mutamento. Accanto alla gestione del rischio, cresce il peso delle rinnovabili. I gruppi di fornitura 100% green, alimentati in larga parte da impianti idroelettrici del territorio, rappresentano un tassello importante di un percorso che punta a rafforzare l’autonomia energetica delle imprese. Fotovoltaico, sistemi di accumulo, autoconsumo a distanza e PPA sono strumenti che permettono di ridurre costi ed emissioni, ma soprattutto di costruire un modello produttivo più resiliente. In queste settimane anche il Trentino ha ospitato le Olimpiadi invernali, un evento che richiama l’idea di performance come risultato di preparazione, metodo e perseveranza. Anche l’energia richiede lo stesso approccio: non basta reagire alle emergenze, serve una strategia che tenga insieme competitività, sicurezza e sostenibilità. È una sfida complessa, ma è anche un’opportunità per rafforzare il nostro sistema industriale. Confindustria Trento continuerà a lavorare in questa direzione, mettendo a disposizione competenze e strumenti per aiutare le imprese a competere in un contesto che cambia rapidamente. La transizione energetica non è un vincolo: è un terreno su cui costruire valore.
Roberto Busato
Direttore Generale di Confindustria Trento
Energia: transizione e visione di sistema
Silvia Arlanch, vicepresidente di Confindustria Trento con delega a Energia e Fonti Rinnovabili, racconta obiettivi e priorità per accompagnare le imprese trentine nel cambiamento del sistema energetico.
di CHIARA CURZEL, Energia e Fonti Rinnovabili, Assoenergia Confindustria Trento
SILVIA ARLANCH , come vicepresidente di Confindustria Trento lei ha la delega all’Energia e alle Fonti Rinnovabili. Può indicarci quali sono le principali sfide e opportunità per le imprese del territorio?
La gestione dei costi energetici rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per le imprese. Il divario di prezzo che l’Italia deve affrontare rispetto ad altri Paesi europei, sia per l’energia elettrica che per il gas, impatta direttamente sulla competitività, rendendo più difficile investire e pianificare a lungo termine. A questo si aggiunge la forte volatilità dei mercati, che rende le previsioni dei costi dell’energia complesse e incerte. Allo stesso tempo, cresce la necessità di ridurre le emissioni e di spostare i consumi verso fonti energetiche pulite. L’energia, quindi, non è più soltanto un costo, ma costituisce una leva strategica per la competitività e per lo sviluppo sostenibile delle imprese. La nostra missione, in Confindustria Trento, è accompagnare le aziende in un percorso di transizione energetica che sia sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale e che permetta di trasformare le sfide in opportunità concrete di risparmio, innovazione e crescita.
Come Confindustria Trento supporta concretamente le aziende in questo percorso? Innanzitutto, puntiamo all’ottimizzazione e alla stabilizzazione dei costi. Grazie al Consorzio Assoenergia, supportiamo le imprese nell’ottenimento di contratti di fornitura vantaggiosi e nella gestione strategica dei volumi di acquisto. Fare sistema tra le imprese rende possibile affrontare mercati complessi con maggiore solidità e capacità negoziale. Un altro strumento chiave è il meccanismo di fissazione periodica che permette, mediante l’acquisto di volumi di energia nei momenti in cui i prezzi sul mercato sono più bassi, di ridurre l’esposizione alla volatilità e garantire maggiore stabilità del prezzo delle forniture. Parallelamente, il Consorzio fornisce aggiornamenti continui su previsioni di mercato, opportunità di finanziamento e novità normative, creando un filo diretto tra le aziende e il mondo dell’energia. In questo modo si aiuta -
Silvia Arlanch
no le imprese a prendere decisioni consapevoli, pianificare gli investimenti e cogliere tempestivamente le occasioni offerte dal mercato.
Quale ruolo hanno le fonti rinnovabili in questo percorso?
L’obiettivo è rendere il Trentino sempre più virtuoso nell’utilizzo di energia pulita. In quest’ottica, il Consorzio gestisce le forniture di gruppi 100% green con approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile principalmente da impianti idroelettrici del territorio. Le fonti rinnovabili sono inoltre centrali per rafforzare l’autonomia energetica delle imprese e la sostenibilità del sistema produttivo locale, non solo nella produzione, ma anche nell’autoconsumo e nella condivisione di energia pulita. Fotovoltaico, sistemi di accumulo e strumenti come l’autoconsumo a distanza o i Power Purchase Agreement (PPA) rappresentano soluzioni concrete per aumentare l’autonomia energetica delle aziende, ridurre i costi e l’impatto ambientale.
Un tema che emerge sempre più spesso nei percorsi di transizione è quello dell’efficienza energetica e della consapevolezza dei consumi. Quanto è importante per le imprese trentine conoscere e gestire i propri consumi energetici? Conoscere e gestire i consumi energetici è un passo fondamentale per qualsiasi impresa che voglia migliorare la propria competitività. Ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza non significa solo tagliare i costi in bolletta, ma costruire una visione più matura e strategica dell’energia come risorsa. L’efficienza energetica permette infatti di ottimizzare l’uso dell’energia in tutti i processi produttivi, migliorando produttività, affidabilità degli impianti e sostenibilità complessiva dell’azienda. Per raggiungere questo obiettivo è essenziale sviluppare una vera cultura energetica all’interno dell’impresa, attraverso strumenti come diagnosi energetiche, sistemi di monitoraggio dei consumi e piani di gestione energetica. Questi strumenti aiutano le aziende a capire esattamente dove,
come e quanto consumano, individuando azioni concrete per ottimizzare l’uso delle risorse e, di conseguenza, la performance produttiva. Tra le azioni possibili, la flessibilità dei consumi è un aspetto sempre più rilevante. Modulare l’uso dell’energia in base alle esigenze produttive o alle condizioni di mercato permette infatti di contenere i costi e ridurre l’impatto ambientale. Allo stesso tempo, una gestione più consapevole dei consumi contribuisce a rendere l’impresa più resiliente di fronte a imprevisti o a variazioni dei prezzi, e offre margini maggiori per pianificare investimenti strategici e iniziative di sviluppo sostenibile.
Guardando al futuro, quali sono le priorità in ambito energetico?
Il potenziamento delle infrastrutture e delle reti a livello nazionale è un tema centrale per garantire qualità, continuità e sicurezza del sistema. In parallelo, è fondamentale tenere uno sguardo aperto verso le nuove tecnologie e le innovazioni, con un approccio di lungo periodo che sappia coniugare competitività, sostenibilità e sviluppo del territorio. È infatti necessario costruire un ecosistema energetico affidabile, resiliente e innovativo, che metta le imprese nelle condizioni di crescere, investire e contribuire alla transizione verso un modello più verde e competitivo. Confindustria Trento è al fianco delle imprese in questo percorso, mettendo a disposizione competenze, servizi e strumenti di supporto per crescere, innovare e restare competitivi in un contesto nazionale e internazionale sempre più sfidante.
Tecnoenergia: urgente lo sblocco delle concessioni
Eccellenza italiana del mini-hydro, Tecnoenergia punta su innovazione e investimenti per valorizzare l’idroelettrico. “Il blocco delle concessioni apre la strada a fondi stranieri sempre più strutturati”.
di GENNY TARTAROTTI
TRA le energie rinnovabili, l’idroelettrico offre un vantaggio unico: non solo rappresenta una fonte di energia pulita, ma consente di accumularla e rilasciarla quando serve stabilizzando la rete.
Una risorsa strategica di cui il nostro Paese dispone in gran quantità, grazie alla presenza di un patrimonio idrico significativo, ma che rimane in gran parte sottoutilizzata: oltre il 70% degli impianti idroelettrici ha infatti più di 40 anni e l’86% delle grandi concessioni è già scaduto o scadrà entro il 2029 (Ambrosetti). “Il grande ostacolo allo sviluppo dell’idroelettrico è rappresentato dall’assenza di una normativa chiara sulle concessioni che frena gli investimenti nella realizzazione di nuovi impianti e nella modernizzazione di quelli esistenti” spiega Gabriele Degol , legale rappresentante di Tecnoenergia, impresa specializzata nel mini-hydro, che progetta, gestisce e controlla centrali idroelettriche di piccole, medie e grandi dimensioni.
“Recepire la normativa europea non è semplice – interviene Stefania Tamanini , amministratore – ma se la situazione non si sbloccherà nel breve periodo, rischiamo di perdere un asset stra -
tegico italiano molto importante. Quello idroelettrico è infatti un settore radicato nel nostro Paese, ma il mancato rinnovo delle concessioni sta aprendo la porta a fondi stranieri sempre più strutturati”. Una situazione di stallo che però non scoraggia l’azienda. Tecnoenergia, che attualmente gestisce 110 impianti in tutta Italia per un totale di 500 milioni di KWh, ha infatti sviluppato una strategia mirata all’ottimizzazione costante degli impianti unendo innovazione tecnologica e gestione avanzata. Nata nel 2024 dalla fusione di Tecnoenergia, realtà che dagli Anni Ottanta gestisce centrali idroelettriche, e Tamanini Hydro, impresa specializzata nella prototipazione e produzione di turbine idrauliche, Tecnoenergia ha saputo integrare know how ed esperienza dando vita a un servizio strutturato, completo e innovativo che non ha competitors nel settore privato.
Tecnoenergia è infatti l’unica realtà operante nel mini-hydro ad offrire a tutti i clienti la possibilità di monitorare gli impianti 24 ore su 24 attraverso una PTU (postazione di telecontrollo unificata). “Questo tipo di servizio – spiega Degol – è obbligatorio nella gestione di impianti idroelettrici a bacino come, nel nostro caso, la centrale di Sant’Antonio a Bolzano, un complesso dalla potenza complessiva di 90 MW dotato di diga, ma non è invece richiesto per gli altri tipi di impianti. Si tratta di un servizio ad elevata specializzazione che abbiamo
voluto implementare per tutti i nostri clienti, a garanzia, oltre che di una maggiore sicurezza, dell’ottimizzazione del rendimento energetico”. Grazie al controllo da remoto Tecnoenergia può intervenire tempestivamente in caso di malfunzionamento e seguire tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria, elaborando report periodici. Una costante attenzione allo sviluppo e al miglioramento di prodotti e processi che sta alla base di un trend in crescita e che ha portato l’azienda a superare i 5milioni di fatturato (2025). “Investiamo molto sul personale, con iniziative di formazione e team building, su tecnologie e macchinari, a potenziamento delle infrastrutture, e su Intelligenza Artificiale e Cybersicurezza” precisa Tamanini. Con i suoi quaranta collaboratori, oltre ai membri del board, operanti su tre sedi – Trento, Bolzano e Tarvisio – Tecnoenergia è l’unica società privata italiana del mini-hydro a gestire impianti idroelettrici a bacino. “Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti fino a questo momento e auspichiamo in uno sblocco delle concessioni anche a livello provinciale, dove diverse doman -
de di concessione per la realizzazione di nuovi impianti idroelettrici sono ferme a causa di cavilli e vincoli ambientali. “Siamo consapevoli – affermano Degol e Tamanini – della complessità della situazione, ma se non si interviene rapidamente si rischia di perdere importanti investimenti locali che porterebbero a ricadute economiche positive per il territorio, anche attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro soprattutto nelle zone montane e rurali caratterizzate dallo spopolamento. Di recente, per dei clienti privati, abbiamo realizzato tre nuovi impianti idroelettrici in Piemonte e Val d’Aosta e ci piacerebbe poter sviluppare progetti analoghi anche in Trentino”.
SolydEra: tecnologie per la transizione energetica
Prodotte nello stabilimento di ultima generazione di Pergine Valsugana, le celle a ossidi solidi rappresentano una tecnologia chiave per la transizione energetica europea.
LA strategia energetica europea rappresenta una delle principali sfide industriali del nostro tempo ma anche una concreta opportunit à di crescita per chi fa innovazione. Decarbonizzazione, efficienza e resilienza non sono più soltanto obiettivi di lungo periodo, ma processi gi à in atto che stanno trasformando in profondit à il modo in cui l’energia viene prodotta, gestita e consumata. In questo scenario di forte discontinuit à tecnologica e industriale si inse -
risce SolydEra, eccellenza tecnologica trentina e realt à di riferimento a livello internazionale nel settore delle tecnologie a ossidi solidi, capace di coniugare ricerca avanzata e applicazioni industriali concrete.
Fondata nel 2006 come spin-off di attività di ricerca e sviluppo avviate nel reparto R&S di Eurocoating, oggi Lincotek, SolydEra nasce da un’intuizione maturata in Trentino grazie al contributo scientifico di Fabio Ferrari, ex rettore dell’Università di Trento e allo spirito imprenditoriale di Nelso Antolotti, proprietario di Lincotek. Un percorso che, partendo dalla ricerca applicata, ha portato l’azienda a sviluppare soluzioni tecnologiche strategiche per l’evoluzione dei sistemi energetici, con un approccio fortemente orientato all’industrializzazione e alla scalabilità
Un ruolo strategico nella transizione energetica “L’Europa sta entrando in una nuova fase di trasformazione strutturale, guidata dalla decarbonizzazione, dall’elettrificazione e dalla digitalizzazione – spiega Alexander Liberov, ceo di SolydEra –. La transizione non può però essere solo ‘green’: deve essere anche affidabile, sicura ed economicamente sostenibile”. La crescita delle fonti rinnovabili, per loro natura intermittenti e non sempre prevedibili, rende indispensabili tecnologie in grado di garantire flessibilità, stabilità e continuità operativa, soprattutto a fronte di una domanda di elettricità in costante aumento e di infrastrutture di rete sempre più sotto pressione.
La tecnologia ad ossidi solidi
Il cuore dell’innovazione SolydEra è rappresentato dalle celle a combustibile a ossidi solidi, dispositivi elettrochimici ad alta efficienza basati su materiali ceramici. “I nostri prodotti consentono di convertire l’energia chimica in energia elettrica con rendimenti molto elevati– spiega Massimo Bertoldi , cto dell’azienda e figura di riferimento sin dalla sua fondazione – garantendo basse emissioni, funzionamento silenzioso e ridotte esigenze di manutenzione grazie all’assenza di combustione e di parti in movimento”. Un elemento distintivo è la reversibilit à della tecnologia, che permette ai sistemi di ope -
Alexander Liberov
rare in modalit à diverse a seconda delle esigenze applicative, rispondendo in modo flessibile alle sfide legate all’accumulo e alla conversione dell’energia.
Il più grande stabilimento europeo di celle a ossidi solidi
Nonostante le dimensioni contenute, SolydEra opera in un contesto fortemente internazionale, con partner, clienti e team distribuiti tra Europa, Stati Uniti, Asia, Africa e Australia. L’azienda dispone di oltre 3.000 generatori installati in 25 Paesi, con più di 100 milioni di ore di funzionamento complessive, e pu ò vantare il più grande stabilimento produttivo di celle a ossidi solidi d’Europa. L’impianto di Pergine Valsugana, avviato nel 2020 e progettato secondo i principi della Lean Manufacturing, rappresenta per l’azienda un importante vantaggio competitivo e un asset strategico per la crescita futura. Nel corso del 2026 è previsto un rafforzamento dell’organico, con nuove assunzioni a supporto dell’aumento dei volumi produttivi.
Data center e nuove applicazioni industriali La transizione energetica rappresenta per SolydEra una concreta opportunit à industriale.
Tra i mercati più promettenti spiccano i data center, un settore in rapida espansione trainato
dall’Intelligenza Artificiale (AI) e caratterizzato da una domanda di energia in forte crescita, a fronte di reti elettriche spesso non in grado di rispondere con la necessaria tempestivit à . “Gli sviluppi recenti hanno reso evidente quanto l’energia sia sempre più percepita non solo come un costo, ma come un rischio operativo strategico – sottolinea Alexander Liberov –. Questo sta spingendo le aziende a investire in soluzioni capaci di garantire autonomia, continuit à operativa e maggiore resilienza”. In questo contesto, le tecnologie ad alta efficienza e di generazione distribuita sviluppate dall’azienda trentina offrono una risposta concreta alle esigenze di affidabilit à , stabilit à e controllo dei costi delle infrastrutture digitali e industriali. (gt)
Stabilimento SolydEra, Ciré di Pergine Valsugana
Massimo Bertoldi
Mercati energetici tra tensioni e assestamento
Dopo il picco di inizio 2025, i mercati energetici mostrano segnali di parziale normalizzazione. Persistono tuttavia forti elementi di incertezza legati a geopolitica, clima e dinamiche di offerta.
IL 2025 si è aperto con forti tensioni sui mercati energetici. A febbraio i prezzi medi avevano raggiunto circa 150 €/MWh per l’energia elettrica e 53 €/MWh per il gas, riflettendo un contesto ancora fragile dopo due anni di marcata volatilità. Nei mesi successivi, il gas ha mostrato un trend di progressiva discesa dei prezzi, mentre l’energia elettrica ha mantenuto un andamento più irregolare, influenzato non solo dalla dinamica del gas ma anche dalla disponibilità di produzione rinnovabile e dalle quotazioni della CO₂. Dopo il picco di febbraio, i prezzi medi mensili elettrici si sono comunque mantenuti al di sotto dei 120 €/MWh. Il 2025 può quindi essere letto come una fase di parziale normalizzazione, ma non di reale stabilità. I valori si sono ridimensionati rispetto al biennio 2022–2023, restando tuttavia strutturalmente superiori
Il
2025 può quindi essere letto come
una fase di parziale normalizzazione, ma non di reale stabilità.
all’era precrisi. Ad incidere sulle fluttuazioni ha contribuito in modo determinante la situazione geopolitica, in particolare il conflitto tra Russia e Ucraina e le tensioni in Medio Oriente. Allo stesso tempo, sono stati evitati ulteriori shock grazie alla buona disponibilità di GNL, ai livelli di stoccaggio adeguati e alle temperature miti nella parte finale dell’anno. All’inizio del 2026, i mercati hanno registrato un aumento dei prezzi di circa +16% rispetto a dicembre 2025, in un contesto di rinnovata tensione. Sul fronte geopolitico pesano le incertezze nei rapporti UE-USA, anche in relazione alle dinamiche sull’area groenlandese. Dal lato della domanda, gennaio è stato sensibilmente più freddo rispetto ai mesi precedenti, determinando un maggiore utilizzo delle scorte.
Guardando al medio-lungo termine, lo scenario appare più disteso. Le quotazioni forward risultano più contenute grazie alla prospettiva di un forte incremento della capacità di esportazione di GNL entro il 2030 principalmente dagli Stati Uniti, dal Qatar e dal Canada. Una parte rilevante di questi volumi potrà essere assorbita dall’Europa, anche considerando l’utilizzo ancora parziale dei rigassificatori.
Il Consorzio Assoenergia continua ad operare per ridurre l’esposizione delle imprese alla volatilità. Ad oggi è stata garantita una copertura a prezzo fisso per circa il 50% dei volumi di energia elettrica per tutto il 2026, quota che sale fino al 75% nel primo trimestre, con analoga strategia applicata al gas. Sulla base delle stime attuali è stato inoltre ottenuto un vantaggio medio sul prezzo della materia prima del 5%. Si ricorda che il Consorzio rimane a disposizione per approfondire le opportunità di gestione del fabbisogno energetico e per valutare un’eventuale adesione ai gruppi di fornitura di Assoenergia. (cc)
Per informazioni:
Chiara Curzel
T: 0461360096
E: c.curzel@confindustria.tn.it
Le parole che si “perdono” con l’ipoacusia sono quelle che ci legano agli altri: quelle di un nipote, di un’amica che sussurra un segreto, di un figlio che ti dice “ti voglio bene”. Non sono solo suoni, ma emozioni e ricordi che rischiamo di perdere per sempre. La capacità di sentire ci connette con le persone e il mondo che ci circonda, ma quando l’udito si indebolisce, cresce la distanza tra noi e gli altri, rendendo più difficile comunicare con chi amiamo.
Non solo gli affetti, ma anche le capacità cognitive sono a rischio
La perdita dell’udito non è solo un ostacolo alla comunicazione, ma una vera minaccia per la salute del cervello. Diverse ricerche confermano che l’ipoacusia aumenta il rischio di declino cognitivo: la mancanza di stimoli uditivi, infatti, rende il cervello meno attivo, accelerando la comparsa di malattie come l’Alzheimer e altre forme di demenza. Per questo, trattare tempestivamente i problemi di udito è fondamentale per proteggere le proprie capacità mentali.
Prevenzione: il primo passo per ritrovare il benessere
Se ti accorgi che le conversazioni diventano più difficili, che ti capita di chiedere spesso di ripetere ciò che è stato detto, o che fatichi a seguire i dialoghi in ambienti rumorosi, è arrivato il momento di effettuare un controllo. Se sospetti di avere una perdita uditiva vieni a fare un test gratuito e approfondito da Acustica Trentina. Non lasciare che l’ipoacusia ti allontani dalle persone che ami e dai momenti che contano. Prenota ora.
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Tradizione e innovazione fanno squadra
A un anno e mezzo dall’acquisizione, Villotti Group consolida il proprio ruolo in Trentino.
L’integrazione nel Gruppo Pellegrini accelera digitalizzazione e nuovi servizi ad alto valore aggiunto.
di ALESSANDRO DE BERTOLINI
“A un anno e mezzo di distanza, l’operazione può dirsi pienamente riuscita: siamo molto contenti della strada che abbiamo intrapreso e dei risultati ottenuti”. Con queste parole il responsabile marketing Giuseppe Pellegrini , assieme all’amministratore delegato Sofia Pellegrini rappresentanti della quarta generazione della famglia al comando di Pellegrini Spa, esprime la propria soddisfazione sull’acquisizione di Villotti Group Srl, storica azienda trentina leader nel settore dell ’officeprinting . L’intento di Pellegrini è stato, fin dall’inizio, quello di far crescere Villotti Group consolidando il core dell’azienda e ampliando allo stesso tempo l’offerta verso nuove aree ad alto valore aggiunto. L’acquisizione, formalmente perfezionata nel settembre del 2024, non nasceva come semplice operazione finanziaria, ma con la chiara volontà di dare nuovo impulso strategico a una realtà trentina fortemente radicata nel territorio, valorizzandone l’identità, la storia e la reputazione costruita in oltre cinquant’anni di attività: l’azienda, fondata nel 1974 a Trento, è una realtà molto conosciuta e apprezzata per affidabilità e professionalità.
“Preservando questa identità territoriale – sottolinea Giuseppe Pellegrini – abbiamo voluto integrare Villotti Group nella nostra compagine societaria, un gruppo solido e strutturato, presente sul mercato italiano da oltre cento anni”.
La storia di Pellegrini inizia infatti nel 1924, quando viene fondata a Venezia la Ditta Pellegrini, specializzata nel noleggio, vendita e riparazione di macchine da scrivere professionali e delle prime macchine calcolatrici. Giunta alla quarta generazione, la famiglia Pellegrini è oggi leader sul mercato italiano delle stampanti multifunzione. I numeri parlano chiaro: il Gruppo Pellegrini fattura 33 milioni l’anno con 6.000 clienti a contratto, 30.000 attrezzature gestite in tutta Italia e all’estero, 4 poli logistici per la distribuzione delle attrezzature di stampa e 130 collaboratori presenti in più sedi operative del Triveneto (Venezia, Verona, Vicenza e appunto Trento). Il mercato di riferimento è prevalentemente triveneto, ma Pellegrini vanta installazioni in tutta Italia e anche all’estero, in quanto è in grado di seguire i clienti ovunque abbiano sedi o stabilimenti, grazie alla fitta rete di partner, che le permettono di contare su una copertura tecnica capillare per garantire sempre rapidità di intervento e vicinanza al cliente. “Dalle grandi multinazionali alle micro aziende, accompagniamo i nostri clienti nel percorso di digitalizzazione, fornendo le migliori soluzioni software e i migliori dispositivi”. In questa cornice è stato integrato il business di Villotti Group, che ha giovato di un continuo trasferimento di knowhow da parte del Gruppo Pellegrini verso il personale della sede trentina. Proprio questo è stato l’elemento chiave del modello strategico di integrazione portato con l’acquisizione. Tutti i dipendenti sono stati confermati nei loro ruoli e nessun ufficio dell’azienda è stato trasferito. Al contrario, investendo sullo sviluppo di Villotti Group in Trentino, il Gruppo Pellegrini ha puntato sulla crescita formativa dei collaboratori, sia implementando il core business tradizionale dell’office-printing, sia potenziando nuovi tipi di offerta. È questo il caso delle due linee “Digital Transformation” e “Collaboration & Communication Solutions”, capisaldi del modello di
crescita di Pellegrini, che prima dell’acquisizione erano presenti in Villotti Group solo in modo embrionale.
Nata con l’obiettivo di supportare le aziende ad affrontare la transizione digitale, la divisione Digital Transformation opera tramite una piattaforma di gestione documentale e digitalizzazione dei processi che permette di efficientare tutti gli aspetti organizzativi dell’azienda. Attorno a questo pilastro, sviluppato internamente a Pellegrini da una quindicina d’anni, sta ora crescendo anche Villotti Group. Per quanto riguarda invece il comparto “Collaboration & Communication Solutions”, il
Gruppo ha sviluppato un’offerta di tecnologie professionali di videoconferenza per sale riunioni e una innovativa proposta di Digital Signage , ovvero la comunicazione multimediale tramite monitor, gestita da un software in cloud. Anche su questo fronte, Villotti Group è diventata il centro di competenza in Trentino della variegata proposta del Gruppo. Il legame con il territorio è rimasto il focus principale dell’acquisizione di Villotti Group da parte di Pellegrini. Nella stessa direzione vanno anche le significative sponsorizzazioni attivate da Villotti Group, che, entrato da poco in Confindustria Trento, è attivo in diverse iniziative di responsabilità sociale, espressione concreta dell’impegno del Gruppo verso il territorio e la comunità. Tra queste, il sostegno a Trentino Digital Bridge 2025 (l’evento promosso da Confindustria Trento per favorire punti di contatto tra le imprese e la ricerca trentina), e il sostegno allo sport locale, tramite l’adesione al C.A.S.T. (Consorzio Aquila Sport Trento), ovvero il consorzio che riunisce gli sponsor di Aquila Basket Trento, e la partnership con Lagorai Basket, punto di riferimento per la pallacanestro giovanile e dilettantistica in Valsugana.
I manager dell’azienda e, al centro, l’AD Sofia Pellegrini
Sovecar protagonista della transizione energetica
Sovecar annuncia una nuova partnership strategica con Gruppo SGR. Un’alleanza fondata su valori condivisi di sostenibilità, radicamento territoriale ed energia per il futuro.
SOVECAR ha annunciato la nuova partnership strategica, con l’ingresso nella compagine azionaria di Gruppo SGR. Due realtà con la stessa filosofia aziendale: energia per il futuro e sostenibilità per la comunità.
SGR entrerà nel capitale di Sovecar, confermando la governance locale della società e riconoscendole un ruolo importante all’interno dell’assetto corporate del Gruppo romagnolo e delle sue attività di efficienza energetica. Fondamenta solide, competenza, affidabilità, e connessione col territorio: i quattro pilastri su cui
Sovecar ha costruito la sua storia, che oggi aggiunge un ulteriore elemento di forte crescita.
Annunciano l’intesa Marco Giglioli e Demis Diotallevi , ceo di Gruppo SGR.
“Ci siamo ritrovati su valori e obiettivi – dice Marco Giglioli di Sovecar – consapevoli che per migliorare i risultati sul mercato serva unire saperi e risorse per indirizzare questo patrimonio verso la qualità del servizio. Così si garantiscono risposte alle comunità, benessere ai propri collaboratori e concretamente si cresce come aziende. Una somma di valori, saperi che darà ulteriore spinta a Sovecar sul territorio e non solo”.
Aggiunge Demis Diotallevi: “Dentro a questa partnership c’è una cultura della sostenibilità condivisa e ben radicata sui territori d’origine delle due aziende, entrambe dalla riconosciuta sensibilità verso l’ambiente e l’innovazione. L’alto livello delle competenze riscontrate in Sovecar e sul territorio, con particolare riferimento ai giovani, hanno rappresentato un impulso decisivo per questa nostra azione che produrrà ulteriori ricadute positive”.
Il percorso di crescita si inserisce in una più ampia evoluzione della governance di Sovecar: recentemente, infatti, tre storici collaboratori sono entrati nella compagine societaria, a conferma della volontà di valorizzare le persone che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda e di costruire il futuro partendo dalle competenze interne.
Gli attori della partnership
Sovecar è una Società Benefit con oltre quarant’anni di storia. Con sede a Trento, l’azienda opera in particolare nei sistemi di climatizzazione, ventilazione, impianti idrico-sanitari, fotovoltaico e pompe di calore, con un’attenzione costante alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni.
Il Gruppo SGR è una grande realtà italiana nata a Rimini nel 1956 ed è oggi un affermato gruppo attivo nella commercializzazione e distribuzione di energia che, negli ultimi 25 anni, si è diversificato fino a diventare un operatore rilevante nei settori dell’Efficienza Energetica, delle Energie Rinnovabili e dell’Information Technology. Nel corso degli anni, il Gruppo SGR ha consolidato la propria posizione sia a livello nazionale che internazionale, grazie a competenze tecnologiche avanzate e a un’ampia gamma di servizi integrati, orientati all’efficienza energetica e al risparmio.
Val di Fiemme, la forza dei grandi eventi
Dietro Mondiali, Coppe del Mondo e Olimpiadi c’è una visione collettiva fatta di volontariato, investimenti lungimiranti e amore per la valle.
di MARIO FACCHINI
VAL DI FIEMME : Coppe del Mondo, Campionati del Mondo, Olimpiadi… tutto sembra facile. Dietro i grandi eventi della Val di Fiemme c’è una lunga storia, l’idea partorita da un manipolo di persone lungimiranti, cullata e cresciuta da persone altrettanto capaci e con tanta voglia di fare per la propria terra. Alla base di questi grandi appuntamenti sportivi, il primo dei quali targato 1991, non ci sono business privati o società di capitali, ma gente di grandi vedute che ha lavorato e lavora per la propria valle creando sul territorio - non solo della Val di Fiemme ma dell’intero Trentino - indotti tutto rilievo. Chiaro che non
bisogna guardare e valutare solo quello che succede durante gli eventi, Olimpiadi docet, ma considerare bene “il dopo”. Anima dei grandi eventi fiemmesi, il Comitato Nordic Ski Val di Fiemme presieduto da Pietro De Godenz . Sono circa 1500 quelli nello staff di Nordic Ski Val di Fiemme che in toto per gli eventi più complessi o alternativamente sulle gare di Coppa del Mondo si mettono a disposizione. Ci sono nonni navigati come Giuliano Vaia , 86 anni e volontario da oltre 40, oppure giovanissimi come Michele Garzia , 17 anni, in forza a Nordic Ski ma che non ha potuto essere alle Olimpiadi in quanto troppo giovane. Dietro a questa potente macchina organizzativa c’è un Consiglio di Amministrazione molto capace che si appoggia anche a figure professionali di alto profilo. Pietro De Godenz è uno dei pochi attuali dirigenti ad aver vissuto quasi interamente il processo evolutivo che ha portato alle Olimpiadi di oggi. “Un gruppo di persone che facevano capo a Giulio Giovannini - spiega - con Claudio Delvai , Vittorio Micheletti , Paolo Friol e soprattutto Franco Nones a metà anni 80, stavano pensando di candidare per una Olimpiade, idea poi tramutata per un Campionato del Mondo e dal 1985 è iniziata la trafila”.
Nel 1988 al Congresso FIS di Istanbul c’è stata l’assegnazione dell’evento iridato 1991, poi replicato nel 2003 e nuovamente nel 2013. La Val di Fiemme ha avuto un grande impulso con gli eventi sportivi. Il comparto turistico alberghiero negli anni ha investito molto, si è rinnovato grazie anche a specifiche opportunità provinciali ed ora l’offerta è molto ampia ed anche di qualità. I tre Campionati del Mondo hanno portato tre linee di innovazione principali, tra le tante. Per il 1991 il traguardo era migliorare la viabilità, per il 2003 l’eco-certificazione e l’accessibilità e per il 2013 la connettività. Tutto ovviamente sotto la regia provinciale e con la grande collaborazione delle amministrazioni locali: “senza di loro - sottolinea De Godenz - nulla sarebbe stato possibile”.
Giova ricordare che nel 1991 è stata realizzata la strada di fondovalle, molto osteggiata e ora fondamentale se non indispensabile come dorsale di comunicazione e di collegamento
Pietro De Godenz
speciale olimpiadi
anche per la Val di Fassa, togliendo il traffico veicolare di passaggio nei paesi affacciati sulla SS48 e migliorandone la vivibilità.
Il Campionato del Mondo 2003 è stato il primo evento sportivo al mondo eco-certificato EN ISO 14001, ma soprattutto lo stadio di Lago di Tesero è stato sbarrierato e così molte altre strutture pubbliche e alberghiere si sono adeguate presentando la Val di Fiemme come un’area turistica e sportiva accessibile. L’appuntamento del 2013 ha portato la Val di Fiemme ad essere una delle prime vallate interessate dalla digitalizzazione globale e quindi dalla posa della dorsale in fibra ottica con le connessioni ad interessare l’area turistico alberghiera e quella privata.
Tutto questo per dire che i benefici indiretti dei tre eventi mondiali sono stati davvero di grande portata, ma questi sono solo la punta dell’iceberg. Anche i due stadi sono stati oggetto di continui adeguamenti e ciò ha consentito negli anni di ottenere l’assegnazione anche altri eventi importanti oltre ai Campionati Mondiali assoluti. Ad esempio circa 500 prove di Coppa del Mondo, il Campionato Mondiale Junior/Under23 e le Universiadi invernali dell’area nordica. Investi-
menti mirati che hanno generato negli anni indotti considerevoli. Ogni grande evento, in proporzione, porta un’ampia visibilità promozionale televisiva con centinaia di ore in diretta e in differita: una finestra pubblicitaria non indifferente e ora, con le Olimpiadi, tutto è amplificato. È vero, nei due stadi e nel villaggio atleti di Predazzo sono state investite cifre ingenti, gran parte di provenienza statale, in parte provinciale e in maniera modesta dalle amministrazioni comunali interessate, ma è anche vero che in Val di Fiemme gli investimenti fatti in passato hanno consentito di organizzare centinaia di eventi, di ospitare ritiri e allenamenti di numerose squadre straniere, estate e inverno. E la legacy voluta da Milano Cortina in Val di Fiemme sarà pienamente rispettata. “Dopo le Olimpiadi ci sono già in programma una serie di CdM di fondo, di combinata nordica e, De Godenz ci conta molto, anche di salto, poi nel 2028 ecco gli YOG, le Olimpiadi giovanili, ma nell’aria c’è pure un quarto Campionato del Mondo, dopo il 2030 naturalmente…” così De Godenz, che in questo periodo di Olimpiadi ha un doppio ruolo. Essendo anche membro del Coordina -
Gli atleti trentini medagliati
mento Provinciale per le Olimpiadi. “Quando ero consigliere provinciale – racconta - vista la mia esperienza in materia di sci nordico e organizzativa specifica, il presidente Fugatti mi ha chiesto se mi volevo occupare della cosa. Per me è stato un onore, ovviamente. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo tecnico, ma soprattutto sono felice di veder coinvolta in primo piano la Val di Fiemme in un mondo in cui nulla è scontato.”
Lo sci nordico è stato, negli anni, l’autentico traino per l’economia fiemmese. Una serie di circostanze ha dato vita ad un “movimento” inizialmente acceso dal successo olimpico di Franco Nones nella 30 km di Grenoble, un oro che, fino ad allora appannaggio di scandinavi e russi, ha di fatto svegliato gli animi in Val di Fiemme. Poi nel 1971 ci ha pensato la Marcialonga a rinvigorire la passione per il nordico, che fra il resto ha acuito i valori del volontariato. Successivamente sono arrivate le Coppe del Mondo, lo Skiri Trophy (un tempo Trofeo Topolino), i Mondiali: queste sono le fondamenta del successo che oggi ci porta a parlare, in Trentino, di Olimpiadi. Gli investimenti allocati in Val di Fiemme guardano al futuro. A Lago di Tesero, ad esempio, è stato realizzato il Centro Federale della FISI per lo sci nordico, che servirà a studiare materiali e sostenere l’evoluzione degli atleti, condiviso anche dal Ce.Ri.S.M. (Centro di Ricerca Sport, Montagna e Salute). Interessante anche l’ampliamento di un progetto voluto per l’evento del 2013, destinato a sfruttare le cabine di commento tv come foresteria per i giovani degli sci club che intendono trascorrere momenti di preparazione e stage, anche estivi.
A Lago di Tesero è prevista la seconda pista di ski-roll, in abbinamento a quella di Passo Lavazè, entrambe collegate al poligono per gli allenamenti estivi di biathlon. Insomma per teams e squadre ci sarà modo di sfruttare ampiamente le strutture. Tutto questo per ribadire che ogni investimento fatto, in relazione al mondo del nordico, ha un senso stretto. L’economia legata al comparto sportivo in Val di Fiemme però non
riguarda solo lo sci nordico. “La Val di Fiemme - sottolinea De Godenz - è soprattutto sci alpino. L’economia di valle è influenzata principalmente dallo sci alpino. Ritengo che l’indotto del nordico sia addirittura calato rispetto a 30 anni fa come presenza di turisti, ma è fuori dubbio che la visibilità che hanno dato i grandi eventi è servita ad accrescere la notorietà di tutta l’offerta turistica fiemmese e l’internazionalizzazione delle clientela. E le Olimpiadi faranno lo stesso. Le ricadute promozionali dobbiamo spalmarle a lungo termine. Non dimentichiamo che Cortina sta ancora sfruttando l’onda dell’Olimpiade del 1956. Abbiamo già valutato che per gli impianti di sci ci potrà essere un calo valutabile tra i 4 ed i cinque milioni. In occasione dei Mondiali abbiamo stimato un calo d’indotto per lo sci alpino di circa 1,8 - 2 milioni di Euro. Gli alberghi quasi tutti full, l’impennata dei prezzi, probabili problemi di traffico e di parcheggi terranno lontani molti appassionati, ma la promozione mediatica che otteniamo dai grandi eventi, Olimpiadi in primis, è di incalcolabile portata.”
La macchina organizzativa della Val di Fiemme non si ferma qui. De Godenz non nasconde il progetto di una nuova candidatura mondiale, dopo il 2030. “Secondo me le Olimpiadi danno una visibilità enorme, il brand è Milano-Cortina, ma Fiemme e Trentino non appaiono nella denominazione dell’evento. Il Mondiale, invece, ci consente di promuovere sia la nostra valle che tutto il Trentino. Ovvio che rispetto all’Olimpiade il Mondiale porterà meno visibilità, ma sarà molto più diretta. Le strutture sono già pronte e credo non serviranno ulteriori investimenti. Intanto la Val di Fiemme è protagonista non solo con le Olimpiadi, ma anche con le Paralimpiadi, a sancire una terra di inclusività. Milano Cortina 2026 è una realtà, le prossime Coppe del Mondo pure, la candidatura per il quarto Mondiale è nell’aria. La Val di Fiemme non si ferma.
Competition: emozioni e storie dello sport olimpico
Una mostra immersiva racconta le sensazioni di atleti e spettatori, dalla tensione della gara alla gioia della vittoria. Un viaggio tra passato e presente dello sport Olimpico e Paralimpico.
UNA grande mostra sulle emozioni di atleti e atlete e sulla storia dello sport Olimpico e paralimpico per capire cosa si prova durante i momenti della competizione. Sono questi i contenuti di Competition, il percorso espositivo a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e della Provincia autonoma di Trento con la prestigiosa partnership culturale del Museo Olimpico situato a Losanna in Svizzera e in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina 2026 nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La mostra è anche parte del progetto culturale di sistema Combinazioni_caratteri sportivi, ideato e promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento. Intrecciando la dimensione umana della competizione con l’evoluzione storica dello sport Olimpico, Competition è un viaggio appassionante nell’Olimpismo di ieri e di oggi. La mostra affronta la competizione sportiva e la sua storia come un’occasione di riflessione
sulle emozioni, sul corpo e sul significato stesso della gara, invitando chi la visita a immedesimarsi negli atleti e riconoscere nella loro emotività qualcosa di profondamente umano e universale. Le emozioni dello sport diventano la chiave per comprendere l’esperienza interiore di chi gareggia (il peso delle aspettative, il rapporto con la vittoria e la sconfitta, la costruzione dell’identità atletica, il confronto con il limite) ma anche per capire meglio il punto di vista di chi osserva la gara dalle tribune e in televisione (la tensione, il coinvolgimento, l’ammirazione, le delusioni, gli entusiasmi).
Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le sei emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline Olimpiche e Paralimpiche? Presenze costanti nello sport, le emozioni uniscono atleti e pubblico nelle Olimpiadi e nelle Paralimpiadi di ieri e di oggi, dentro e fuori dal campo da gioco.
“Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”: sono queste le principali aree della mostra, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva. Accompagnano queste sezioni due postazioni interattive: “Face recognition” e “Words of Olympians”
L’installazione sui “Teatri di gara” chiude il percorso espositivo con una descrizione degli impianti che ospiteranno le competizioni in Trentino durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.
Competition è la terza mostra del percorso espositivo triennale “Anelli di Congiunzione”. La prima, inaugurata nel 2024, è stata Records, una mostra sulle misurazioni nello sport. La seconda, nel 2025, è stata Performance, un allestimento dedicato al rapporto tra tecnologia e sport.
Prospettive imprenditoriali da costruire assieme
Le Olimpiadi possono segnare una svolta culturale, a condizione che si accetti di “fare squadra”, ci si attivi e si decida di cogliere le occasioni che da queste possono nascere. Il treno non passa una seconda volta.
di FRANCESCO ANESI
IL CIO ha sottolineato il ruolo dell’impatto sociale ed economico delle Olimpiadi 2026 e, in questo senso, Confindustria ha pubblicato “Milano Cortina 2026: l’economia dello sport e della montagna”, assieme all’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale durante i Giochi. Per massimizzare al meglio le potenziali ricadute servono però azioni strategiche e g-local che guardano a futuro/legacy di Milano-Cortina 2026.
Qui è importante ricordare un triplice messaggio. Anzitutto, a livello concettuale, il valore dello spirito di squadra: Olimpiadi e Paralimpiadi non sono mondi separati, ma parti di un unico progetto e di una stessa visione. Non a caso Communiter è stato inserito nel motto olimpico, mentre “Spirito in Movimento” è il motto del Comitato Paralimpico Internazionale. È un richiamo forte all’idea di comunità, collaborazione e cammino condiviso. In secondo luogo, a livello operativo, il vero gioco dei Giochi si chiama legacy, cioè eredità, e impatto territoriale. È una partita che non si gioca solo durante l’evento, ma che comincia ora. Su questo tema Assolombarda ha presentato il rapporto “Il capitale territoriale
e il posizionamento globale oltre le Olimpiadi”, ribadendo con chiarezza quanto sia fondamentale lavorare fin da subito per trasformare l’evento in un volano di sviluppo duraturo. Infine, a livello trentino, qualcosa si può fare e va fatto con autentico spirito olimpico. Tuttavia, le opportunità non si colgono da sole: occorre attivarsi, costruire alleanze, progettare e mettersi in gioco. E farlo insieme. Milano-Cortina 2026 porta con sé quindi una duplice visione: una olimpica, l’altra paralimpica; una sportiva, l’altro sociale e di legacy; una di breve periodo, l’altra legata alla sostenibilità di ampio raggio.
In questi giorni il Trentino ha ospitato il mondo ma, da domani, lo stesso Trentino deve guardare al mondo e comunicare al meglio il proprio posizionamento come territorio dalle grandi bellezze naturali ma anche, e soprattutto, terra di innovazione capace di competere a livello internazionale in ottica di attrattività, non solo turistica ma anche di imprese e lavoratori. Per cavalcare la scia delle Olimpiadi e unire al tema olimpico la capacità innovativa del nostro territorio e la sua vocazione all’inclusione, tre stimoli internazionali: Perché non pensare di candidare la città di Trento a “The European Rising Innovative City”?, Perché non candidare Trento al Premio Access City Award?, Perché non pensare ad una strategia inclusiva che ci porta a presentarci come Sistema ai Giochi Olimpici Giovanili 2028?
Condizioni olimpiche per eccellere? Solo gioco di squadra , rispetto delle persone e delle istituzioni (ma anche attivazione di persone ed istituzioni) e che si ricordi che parte dell’investimento deve tornare al Sistema dell’Innovazione, ma anche al Sistema dello Sport, veri pilastri della Comunità Trentina.
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LA MONTAGNA CHE GUARDA AL FUTURO
La SkiArea Madonna di Campiglio Dolomiti di Brenta investe in accessibilità, tecnologie avanzate e tutela dell’ambiente, offrendo un modello di sviluppo responsabile
In un tempo in cui la montagna chiede rispetto, visione e responsabilità, la SkiArea Madonna di Campiglio Dolomiti di Brenta risponde con un modello di sviluppo turistico che coniuga eccellenza, innovazione e sostenibilità. Nel cuore delle Dolomiti di Brenta, Patrimonio naturale dell’Umanità UNESCO, il comprensorio traduce la tutela dell’ambiente in un impegno quotidiano, fondato su scelte strutturali, investimenti mirati e un’offerta di svago ampia e inclusiva, pensata per famiglie, bambini, principianti ed élite dello sci internazionale.
Con 155 chilometri di piste collegate sci ai piedi tra Folgarida Marilleva, Madonna di Campiglio e Pinzolo, e 60 impianti di risalita di ultima generazione accessibili con un unico skipass, la SkiArea – estesa tra la Val di Sole e la Val Rendena – è il più grande polo sciistico del Trentino ed è annoverata tra le dieci migliori destinazioni al mondo secondo Skiresort.info. Un primato che prende forma non solo in quota, ma già a valle, grazie a un sistema di accessibilità integrata che riduce l’impatto ambientale e rende la montagna più vicina e semplice. Emblema di questo approccio è il Dolomiti Express , il collegamento ferroviario che unisce Trento a Daolasa di Commezzadura in circa un’ora: una sinergia virtuosa tra ferrovia e impianti a fune che consente di passare dal treno alla telecabina e raggiungere i 2.000 metri in
modo naturale e senza barriere. A questo si affianca una rete capillare di Skibus, che contribuisce a ridurre sensibilmente il traffico veicolare privato, con benefici concreti per la qualità dell’aria e per l’equilibrio del territorio.
La sostenibilità si declina anche in quota, dove la tecnologia dialoga con l’ambiente per garantire qualità, sicurezza e uso responsabile delle risorse. Il sistema di innevamento programmato si basa su 1.600 generatori ad alta efficienza, su impianti completamente automatizzati e su un monitoraggio costante del manto nevoso tramite GPS e rilievi tridimensionali, consentendo di ottimizzare i consumi, ridurre gli sprechi e assicurare piste sempre perfettamente preparate. L’acqua utilizzata proviene dai bacini di accumulo di Montagnoli, Grual e Val Mastellina e viene restituita all’ambiente in primavera, alimentando nuovamente torrenti e ruscelli in un ciclo virtuoso che non sottrae risorse all’ecosistema. Gli interventi di efficientamento del sistema di innevamento, dall’aggiornamento delle tecnologie TechnoAlpin alla progressiva sostituzione dei generatori, sono continui e strategici, pensati per affrontare anche scenari climatici complessi.
In questa visione si inseriscono gli investimenti realizzati dalle tre Società Funiviarie nel corso dell’estate, finalizzati a qualificare ulteriormente l’esperienza sciistica. Tra i principali
interventi inaugurati nella corrente stagione invernale figurano la sostituzione della storica seggiovia biposto Nube d’Argento con una moderna cabinovia a 10 posti e l’ampliamento della pista Pozza Vecia, nell’area Grostè–Spinale, accompagnato dal rinnovo dell’impianto di innevamento programmato. La nuova Nube d’Argento a Madonna di Campiglio rappresenta un salto generazionale: un impianto ultramoderno, progettato secondo criteri di massima accessibilità. Anche la pista Pozza Vecia si presenta oggi profondamente rinnovata, con un tracciato più ampio e scorrevole, che migliora sensibilmente la sciabilità e la sicurezza lungo tutto il percorso.
Per maggiori informazioni visitare SKI.IT
I trentini credono nel futuro della montagna
Un’indagine di Noto Sondaggi conferma il forte consenso dei trentini sul turismo invernale come risorsa strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
I trentini vedono nel turismo invernale una risorsa strategica per il futuro del territorio.
È quanto emerge dall’indagine realizzata da Noto Sondaggi per Trentino Marketing.
A illustrare i dati del sondaggio è stato Bruno Felicetti, rappresentante della Sezione Impianti a fune di Confindustria Trento.
Il risultato è chiaro: quasi il 70% dei residenti considera il turismo invernale una risorsa da valorizzare, mentre il 57% ritiene che la crescita dei flussi turistici abbia portato più vantaggi che svantaggi, contribuendo a migliorare la qualità della vita e la vitalità economica del territorio. Anche la fiducia nel futuro è elevata: oltre la metà degli intervistati prevede un aumento del turismo invernale nei prossimi anni, con il 41% che ne prevede una crescita stabile o in aumento.
L’indagine evidenzia inoltre un ampio consenso verso gli investimenti infrastrutturali necessari a garantire competitività e sostenibilità al settore: il 50% degli intervistati è favorevole alla realizzazione di nuovi impianti invernali, percentuale che sale al 63% se realizzati con criteri di sostenibilità ambientale e sicurezza. Il 60% approva la creazione di nuovi bacini di ac -
cumulo per l’innevamento programmato e la gestione idrica, riconoscendone anche il valore per la sicurezza del territorio. Il favore è particolarmente marcato tra giovani, sportivi e lavoratori del settore turistico, categorie che vivono il turismo come un’opportunità concreta di sviluppo e innovazione. Pur in presenza di alcune criticità, la percezione complessiva resta fortemente positiva. I cittadini riconoscono infatti i benefici in termini di crescita economica, maggiore vivacità delle località e valorizzazione delle aree meno conosciute del Trentino. Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 vengono infine percepite come occasione di sviluppo: oltre il 70% degli intervistati le considera un’opportunità importante per rafforzare l’immagine internazionale del territorio e attrarre nuovi investimenti. “I dati presentati oggi confermano un elemento fondamentale: il turismo invernale è percepito dai trentini come una risorsa strategica per l’economia e per la tenuta sociale dei territori montani - ha dichiarato Luca Guadagnini , presidente della Sezione Impianti a Fune di Confindustria Trento -. È un settore che va governato con responsabilità, investendo in sicurezza, sostenibilità ambientale e innovazione, senza contrapposizioni ideologiche. Il consenso espresso dai cittadini ci affida una responsabilità chiara: continuare a lavorare per uno sviluppo equilibrato della montagna, capace di creare valore per le comunità locali oggi e nel lungo periodo.
“La montagna rappresenta un luogo di comunità - ha detto Lorenzo Delladio , presidente di Confindustria Trento - un ecosistema nel quale tutte le componenti della società devono concorrere per un obiettivo comune: un benessere diffuso e una vita di alta qualità. Il lavoro delle imprese che operano nel settore del turismo invernale sapendo bilanciare l’offerta al presidio della sostenibilità è un asset imprescindibile per il nostro territorio e per il suo futuro.
Tuteliamo banche e imprenditori
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Rinnovo del CCNL e innovazione industriale
In Bonfiglioli Riduttori Spa la riunione della Sezione Meccanica, Meccatronica e Impianti di Confindustria Trento tra scenari economici, CCNL e innovazione.
di KEVIN ANTONIO MARCHIONE, Area Lavoro e Welfare, Confindustria Trento
LA sede di Bonfiglioli Riduttori Spa a Rovereto ha ospitato la riunione della Sezione Meccanica, Meccatronica e Impianti di Confindustria Trento, un importante momento di confronto strategico per le imprese associate.
In una sala gremita – impreziosita dal suggestivo affaccio sulla Vallagarina – i lavori sono stati aperti dal presidente di Sezione Marco Giglioli e dal direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato , che hanno sottolineato l’importanza di un dialogo strutturato all’interno del sistema associativo, in un periodo storico caratterizzato da un diffuso clima di incertezza, a cause delle forti tensioni economiche e degli scenari geopolitici in continua evoluzione.
In questo contesto, il ruolo della Sezione resta centrale nel favorire la condivisione tra imprese di informazioni, esperienze e strumenti, fondamentali per affrontare insieme le sfide del presente e del futuro con visione strategica e capacità di adattamento. Il primo contributo di giornata è stato quello congiunto di Carlo Di Berto Mancini , Industrial Relations di Federmeccanica, Renato Gargiulo , Global Human Resources Business Partner Manufacturing Operations
& Industrial Relations di Bonfiglioli Riduttori Spa, e Andrea Marsonet , responsabile Area Lavoro e Welfare di Confindustria Trento, tutti membri della Delegazione Datoriale di Federmeccanica impegnata nella lunga trattativa per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria. Nel corso dei loro interventi, arricchiti anche dal racconto di diversi aneddoti relativi ai negoziati con il sindacato, sono stati approfonditi i punti qualificanti dell’accordo di rinnovo sottoscritto lo scorso 22 novembre e i suoi impatti per le imprese.
A seguire, sono intervenuti Matteo Faggin e Anna Garofolin , rispettivamente, direttore generale e responsabile formazione di Smact Competence Center, che hanno illustrato progetti, strumenti e percorsi formativi a supporto della trasformazione digitale e della competitività delle aziende manifatturiere. In particolare, i relatori hanno presentato i diversi corsi formativi a catalogo, sviluppati in collaborazione con Confindustria Trento e pensati per supportare le aziende negli ormai imprescindibili processi di innovazione interni, con particolare focus su ambiti strategici quali: Predictive Data Analysis, Intelligenza Artificiale e Machine Learning per l’Industria 5.0, AI Security, Computer Vision, Natural Language Processing e AI Generativa.
Il pomeriggio si è concluso con una visita allo stabilimento Bonfiglioli e il brindisi finale tra imprenditori, momento conviviale sempre gradito per favorire lo scambio di idee e far nascere o rafforzare collaborazione tra le imprese associate.
Cybersecurity, prevenire e gestire gli attacchi
Un seminario promosso da Confindustria Trento nell’ambito del Digital Innovation Hub per offrire alle imprese strumenti concreti contro il rischio cyber.
UN clic apparentemente innocuo, una vulnerabilità non rilevata, un sistema che smette improvvisamente di funzionare: spesso è così che prende avvio un attacco informatico. Da questo scenario concreto è partito il seminario “Attacco informatico: dalla compromissione iniziale alle strategie di risposta”, ospitato a Palazzo Stella nell’ambito del ciclo di incontri dedicati alle imprese sui temi della cybersecurity. L’appuntamento, organizzato da Confindustria Trento e realizzato in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler, il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione dell’Università di Trento e Hub Innovazione Trentino, ha messo al centro la
crescente esposizione delle aziende ai rischi cyber e la necessità di affrontarli con un approccio strutturato e consapevole, capace di integrare competenze tecnologiche, organizzative e strategiche.
Ad aprire i lavori è stato Alfredo Maglione , vicepresidente per la Transizione digitale e l’innovazione tecnologica di Confindustria Trento, portando i saluti istituzionali.
Cuore del seminario è stata la simulazione di un caso reale di attacco informatico, analizzato nelle sue diverse fasi: dalla compromissione iniziale dei sistemi alle ricadute operative, economiche e reputazionali sul business. Un percorso che ha permesso di comprendere in modo concreto le dinamiche degli attacchi e le vulnerabilità più frequenti.
Successivamente sono intervenuti Matteo Golinelli dell’Università di Trento, Matteo Rizzi di Fondazione Bruno Kessler Ermanno Furlan di ACS Group Spa e Matteo Greco di Be Innova Srl.
Infine, la sessione di Q&A ha favorito il confronto con i partecipanti, confermando l’elevato interesse verso un tema sempre più centrale per la competitività e la resilienza del sistema produttivo trentino.
La Direttiva UE ridisegna le politiche HR
Oltre sessanta partecipanti all’HR Group di Confindustria Trento dedicato alla Direttiva UE 2023/970. Esperti e manager a confronto su obblighi normativi e trasformazioni organizzative.
SI è svolto presso la sede di Confindustria Trento un nuovo appuntamento dell’HR Group, dedicato a un tema di grande attualità per il mondo delle imprese: la trasparenza retributiva e l’attuazione della Direttiva UE 2023/970. L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione, con oltre sessanta persone presenti in sala, a conferma del forte interesse suscitato dall’argomento tra le aziende del territorio.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Roberto Busato , direttore generale di Confindustria Trento, che ha sottolineato come la trasparenza retributiva rappresenti una sfida strategica per il sistema produttivo locale. Sono quindi intervenuti Sara Campedelli , delegata Lavoro, welfare e parità di genere, e Andrea Marsonet , responsabile Area Lavoro e Welfare di Confindustria Trento, che hanno evidenziato la necessità di accompagnare le imprese in un percorso di adeguamento consapevole, capace di coniugare conformità normativa e sostenibilità organizzativa. Nel corso dei lavori, Simone Carrà e Sabrina Sambati di BCA Legal hanno illustrato il quadro normativo di riferimento, soffermandosi sugli obblighi
introdotti dalla Direttiva in materia di parità retributiva e diritto all’informazione. Sono state evidenziate le principali criticità applicative e i possibili sviluppi, con particolare attenzione ai sistemi di rendicontazione e ai rischi legati al mancato rispetto delle nuove disposizioni.
A seguire, Roberto Ferrari e Matteo Masciale di ISMO hanno ampliato la riflessione proponendo uno sguardo più ampio sulle trasformazioni che la Direttiva può innescare all’interno delle organizzazioni. È emersa l’importanza di considerare il tema non solo sotto il profilo tecnico, ma anche come occasione di evoluzione nei modelli gestionali e nella cultura aziendale, in un’ottica di maggiore coerenza e responsabilità. Il confronto è proseguito con l’intervento di Luigi Benedetto di Petronas Lubricants, che ha portato il punto di vista manageriale, evidenziando aspettative e attenzioni che la direzione aziendale riserva a questo processo di cambiamento. Successivamente, Filippo Cannavò di Alveria ha richiamato l’attenzione sugli aspetti legati ai sistemi di gestione delle risorse umane, offrendo spunti operativi per affrontare il percorso di adeguamento in modo strutturato.
L’incontro si è concluso con un momento di dialogo tra i partecipanti, occasione di ulteriore scambio e networking. Un appuntamento che ha confermato il ruolo dell’HR Group come spazio di confronto qualificato sui temi che stanno ridefinendo le politiche del lavoro e le strategie delle imprese.
Celebrata la conclusione di Trentino Minibond
Nove Pmi coinvolte, accesso al mercato di capitali a costi competitivi, 100% di rimborsi regolari, una crescita strutturale per le imprese. Ottimi risultati dell’operazione promossa dall’Associazione e Finint Investments.
SI è tenuto a Palazzo Stella l’incontro promosso da Confindustria Trento, in collaborazione con Finint Investments, dedicato a celebrare la conclusione di Trentino Minibond, l’operazione di sistema realizzata nell’ambito del Fondo Strategico TrentinoAlto Adige, che si è chiusa il 31 dicembre 2025 con esito pienamente positivo, grazie al rimborso regolare da parte di tutte le aziende emittenti.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di valorizzazione dei risultati raggiunti e di confronto tra i diversi soggetti coinvolti, confermando il valore di un approccio di sistema capace di generare benefici concreti per il tessuto produttivo locale. All’appuntamento sono intervenuti Alessandro Lunelli , componente del Consiglio Direttivo di Confindustria Trento con delega alla Finanza d’Impresa e Risorse Pubbliche, Mauro Sbroggiò , amministratore delegato di Finint Investments, Lorenzo Bertoli , direttore generale Cassa del Trentino Spa e presidente di Laborfonds, insieme ai rappresentanti delle aziende emittenti.
L’operazione Trentino Minibond era stata avviata nel 2019, coinvolgendo nove piccole e medie imprese trentine aderen -
ti a Confindustria Trento, con un’emissione di minibond per un importo complessivo pari a 10,2 milioni di euro. Il Fondo Strategico Trentino-Alto Adige, gestito da Finint Investments, aveva strutturato e interamente sottoscritto l’operazione all’interno di un basket bond. Gli importi emessi dalle aziende risultavano differenziati per ciascun emittente in funzione dei fabbisogni finanziari e compresi tra 0,5 e 1,6 milioni di euro. All’operazione, hanno preso parte Algorab , Cardioline , CMV , ELPPA , Erika Eis , FibrXL , Gaierhof , LeMur e Sartori Legno La struttura dell’operazione ha consentito la riduzione dei costi fissi di emissione grazie ad economie di scala e ha potuto riconoscere tassi molto competitivi senza l’utilizzo di coperture e garanzie esterne. Il positivo andamento dell’operazione ha consentito infatti l’applicazione del tasso di interesse minimo previsto, con il conseguente riaccredito alle aziende emittenti delle somme versate in eccesso rispetto al tasso inizialmente applicato, secondo il meccanismo di garanzia definito in fase di strutturazione.
Oltre ai benefici finanziari immediati, l’operazione ha rappresentato anche un percorso di crescita strutturale favorendo il confronto con investitori istituzionali, l’adozione di pratiche evolute di reporting e pianificazione finanziaria.
Ph.
Giulio
Dalla Torre
Alessandro Lunelli, membro del Consiglio Direttivo di Confindustria Trento con delega alla Finanza d’impresa e risorse pubbliche, ha sottolineato il ruolo dell’Associazione nella diffusione della cultura finanziaria e nell’accompagnamento delle imprese verso strumenti di finanza evoluti: “L’esperienza Trentino Minibond dimostra quanto sia importante affiancare le imprese non solo nell’accesso alle risorse finanziarie, ma anche in un percorso di crescita culturale. Rafforzare la conoscenza degli strumenti di finanza innovativa significa rendere le Pmi più consapevoli, solide e competitive”.
Mauro Sbroggiò , amministratore delegato di Finint Investments, ha dichiarato: “Trentino Minibond rappresenta un’operazione di successo sotto tutti i profili e si inserisce pienamente nel percorso, altrettanto positivo, del Fondo Strategico Trentino-Alto Adige, con un impatto concreto sull’economia reale del territorio. È stata una vera operazione di sistema, capace di unire innovazione finanziaria e concretezza
operativa, rendendo accessibile il mercato dei capitali anche a imprese di dimensioni più contenute. I risultati ottenuti confermano il valore della collaborazione tra gestore, istituzioni, investitore pubblico e rappresentanza imprenditoriale. Questo è ancora più importante in un contesto in cui il credito bancario sarà sempre più selettivo, a causa di regole più stringenti e della concentrazione del settore: per questo i fondi di credito sono destinati a diventare uno strumento sempre più centrale per sostenere le imprese . Da qui l’auspicio che questa esperienza possa essere replicata anche in futuro, con il coinvolgimento dei diversi attori locali”.
Mauro Sbroggiò, Alessandro Lunelli, Lorenzo Bertoli
Ph.
Giulio
Dalla Torre
Mirko Gremes
Algorab Srl
Fondata oltre 30 anni fa, Algorab ha fatto dell’innovazione la propria firma: dai sistemi di controllo remoto alle soluzioni IoT, l’azienda trentina si distingue per capacità e know-how, conquistando oggi un ruolo di eccellenza nel settore.
Carla Sora
Cardioline Spa
Per Cardioline Trentino Mini Bond è stato fondamentale: è arrivato in un momento in cui stavamo investendo molto, soprattutto in ricerca e sviluppo, e ci ha supportati nella crescita fino a raddoppiare il fatturato. Questo posizionamento finanziario ha anche facilitato l’ingresso, nel 2021, di un importante fondo di private equity, che ha visto nel nostro accreditamento al Basket Mini Bond un segnale di solidità. L’esperienza è stata molto positiva: ci ha permesso di utilizzare strumenti finanziari alternativi, di ridurre significativamente il costo degli interessi e, vista l’efficacia dell’iniziativa, ci auguriamo di poter partecipare di nuovo a un progetto simile in futuro.
Enrico Gasperi
C.M.V.
Costruzioni Meccaniche
Valentini Spa
Essere valutati positivamente da un fondo è stato per me decisivo: ha rafforzato la nostra credibilità proprio mentre affrontavamo investimenti impegnativi e vivevamo l’incertezza dovuta a Covid e crisi internazionali. Questo riconoscimento ci ha dato fiducia, ha migliorato i rapporti con clienti e fornitori strutturati e si è rivelato una scelta fatta al momento giusto. L’esperienza del basket bond è stata entusiasmante anche perché mi ha permesso di conoscere altre aziende trentine sane e di creare relazioni positive. L’aspetto più bello è stato il forte senso di comunità: lavorare insieme aumenta l’impegno e l’energia, proprio come accadeva nel Trentino di un tempo.
Ph. Giulio
Dalla
Torre
Ph. Giulio
Dalla
Torre
Ph. Giulio
Dalla Torre
Mariagrazia Odorizzi
E.L.P.P.A. Srl
Il servizio Finanza d’Impresa di Confindustria Trento per noi PMI è stato un supporto concreto su analisi di bilancio, business plan, finanziamenti e garanzie che non avremmo potuto gestire da soli. Il progetto Trentino Minibond è arrivato in un momento cruciale ed è stato un’opportunità che abbiamo accolto con entusiasmo per diversificare dal credito bancario. Voglio sottolineare anche la grande professionalità dei funzionari di Confindustria Trento, sempre disponibili e attenti alle esigenze quotidiane delle imprese. Consiglierei senz’altro l’esperienza del Minibond ad altre PMI perché è uno strumento valido, innovativo e alternativo ai canali tradizionali.
Gianluca Zanivan
FibrXL Italy Srl (già Eurotexfilati Spa)
Per noi l’emissione del Trentino Minibond è stata decisiva: ci ha permesso di sviluppare un vero piano industriale, acquisire nuovo know-how, entrare in mercati che prima non presidiavamo e crescere fino a quasi cinquanta dipendenti. Questo percorso ha attirato l’interesse di un investitore straniero, con cui abbiamo poi finalizzato la cessione dell’azienda nel 2023. Il minibond ha anche migliorato il nostro controllo di gestione: ci siamo riorganizzati, abbiamo introdotto strumenti predittivi e forecast più accurati, un elemento fondamentale sia durante il progetto sia nella trattativa con l’investitore, molto attento alla solidità dei numeri e alle prospettive di crescita.
Ph.
Dalla
Ph.
Martina Togn
Gaierhof Srl
Avevamo già una buona base di cultura finanziaria e un sistema di reportistica strutturato, ma l’emissione del minibond ci ha spinto a fare un passo ulteriore: abbiamo dovuto approfondire strumenti e procedure, crescere nelle competenze e rafforzare il controllo interno. È stato un vero percorso di ampliamento delle nostre conoscenze. Consiglierei il minibond ad altre PMI, ma solo a chi ha già una solida preparazione finanziaria, perché è uno strumento delicato e richiede capacità previsionali e rapidità nel rimodulare investimenti e gestione. In alternativa, è fondamentale affidarsi al supporto formativo dell’associazione.
Mario Dorighelli
Lemur Srl
Essere valutati positivamente da un fondo ha rafforzato molto la reputazione dell’azienda e ha facilitato i rapporti con clienti molto strutturati, come Apple, oltre che con banche e grandi fornitori. Allo stesso tempo, il servizio Finanza d’Impresa di Confindustria Trento ha avuto un ruolo fondamentale: ci ha supportati su finanziamenti, consulenze e gestione, selezionando con attenzione le imprese coinvolte nel progetto. Grazie al loro lavoro iniziale l’operazione si è conclusa con successo, al punto che una parte degli interessi è stata restituita alle aziende.
Ph. Giulio
Dalla Torre
Ph. Giulio
Dalla Torre
Le imprese associate a Klimahouse 2026
Innovazione, sostenibilità e materiali naturali al centro della presenza del sistema produttivo trentino, con le aziende locali protagoniste nello sviluppo di soluzioni edilizie avanzate e responsabili.
ANCHE le aziende trentine associate a Confindustria Trento hanno partecipato alla ventunesima edizione di Klimahouse, la fiera internazionale dedicata all’edilizia sostenibile e all’efficienza energetica, svoltasi a Bolzano. Un appuntamento di riferimento per il settore, che quest’anno ha riunito oltre 400 espositori e ha posto al centro del dibattito il tema della sostenibilità come valore accessibile e condiviso.
La presenza trentina si è distinta per qualità, capacità innovativa e attenzione ai principi della bioedilizia e dell’economia circolare. Le imprese associate – tra cui Antonio Basso , Alpenos , Calchèra San Giorgio , Essepi , Ille e X-Lam Dolomiti – rappresentano filiere complementari dell’edilizia avanzata, hanno portato in fiera soluzioni costruttive, materiali e tecnologie che hanno testimoniato l’impegno del territorio verso modelli produttivi responsabili e orientati al futuro. Antonio Basso, specializzata nella costruzione di edifici civili, commerciali e industriali e nella produzione di strutture prefabbricate in calcestruzzo, ha presentato soluzioni avanzate per l’efficientamento energetico. Alpenos e Ille hanno realizzato edifici ecosostenibili in legno,
Essepi ha prodotto serramenti in materiali sostenibili, frutto di un approccio produttivo che integra design, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale. X-Lam Dolomiti ha realizzato edifici in legno, mentre Calchèra San Giorgio, divisione dell’azienda trentina Nerobutto, ha presentato materiali da costruzione realizzati con materie prime naturali e riciclate, come gusci d’uovo e conchiglie macinate, impiegati in intonaci e prodotti innovativi a basso impatto ambientale. Accanto all’area espositiva, la fiera ha ospitato il Klimahouse Congress 2026, che quest’anno ha posto al centro del dibattito la domanda: “Sostenibilità, una priorità che possiamo permetterci?”. Un tema cruciale per il futuro del settore, che richiama anche il ruolo del sistema produttivo nel rendere la transizione ecologica concreta, economicamente sostenibile e socialmente equa.
La partecipazione delle aziende trentine associate a Confindustria Trento ha confermato il contributo attivo del tessuto imprenditoriale locale all’evoluzione del settore edilizio verso standard sempre più innovativi, efficienti e attenti all’ambiente, rafforzando il posizionamento del Trentino come territorio di competenze e soluzioni avanzate per l’edilizia sostenibile. (sc)
Inaugurata la “Biblioteca d’impresa”
Storia dell’industria trentina: a Palazzo Stella un progetto culturale per raccogliere, preservare e raccontare il contributo dell’impresa allo sviluppo del territorio.
FAVORIRE la conoscenza e lo studio della storia dell’industria trentina dal Secondo Dopoguerra ad oggi: con questo obiettivo Confindustria Trento ha inaugurato a Palazzo Stella il primo nucleo di quello che intende diventare un centro di documentazione aperto a quanti desiderino approcciare fonti e materiali di un percorso corale che attende di essere ricostruito e raccontato.
Da metà dicembre è stata allestita, nella hall del piano interrato di Palazzo Stella, una biblioteca che raccoglie tutte le monografie aziendali prodotte dalle imprese associate a Confindustria Trento, esemplari notevoli di letteratura d’impresa, i migliori saggi della cultura d’impresa nazionale, pubblicazioni raccolte nel tempo dall’Associazione per restituire frammenti di storia dell’economia e dello sviluppo in Trentino. A inaugurarla, in occasione dell’ultima seduta dell’anno del Consiglio Generale, il presidente Lorenzo Delladio e i past president Enrico Zobele e Mario Marangoni
“Nell’anno del suo ottantesimo anniversario – spiega il direttore generale di Confindustria
Trento Roberto Busato – l’Associazione ha scelto di circo -
scrivere le iniziative di maniera e di investire su un progetto che porti valore sul lungo periodo a tutto il territorio, diffondendo e promuovendo cultura di impresa. Abbiamo dunque avviato un’operazione di ricostruzione del contributo positivo della nostra industria dal secondo Dopoguerra ad oggi, per dimostrare come l’industria sia stata trigger, motore, contributore nel percorso di crescita del Trentino, essendo avanguardia nell’innovazione, nell’internazionalizzazione, nella formazione continua, nelle relazioni sindacali, nel welfare, in tempi più recenti nella sostenibilità. Ne abbiamo fatto un grosso progetto di comunicazione sotto il cappello del motto della nuova presidenza Trazione Industriale - Forza motrice cuore impresa ”.
Enrico Zobele, Lorenzo Delladio e Mario Marangoni
All’interno della biblioteca trova spazio anche una mediateca di testimonianze orali raccolte nel mondo economico e produttivo trentino, tra gli attori della governance locale e delle parti sociali: “Forze Motrici, Un nuovo racconto per il Trentino”, raccoglie al momento quarantuno testimonianze, per un girato che supera le trenta ore, conservate in versione integrale a Palazzo Stella per chi desideri indagare la storia dell’economia locale con approccio scientifico. Il girato, raccolto con la collaborazione di FilmWork e del quale è stato già realizzato un trailer emozionale, diventerà una serie, radio e tv, che andrà in onda nei prossimi mesi sul canale tematico HistoryLab e su Radio Italia Anni Sessanta, e che sarà inoltre disponibile sulle piattaforme di podcasting. Per l’anno a venire sarà distribuito in pillole sui social dell’Associazione. I visitatori della biblioteca potranno conoscere gli elementi essenziali di questo percorso attraverso la linea del tempo allestita negli stessi spazi, che porta in evidenza episodi notevoli della Storia Universale, della storia economica del nostro territorio e di quella di Confindustria Trento: materiali disponibili anche nella nuova sezione storica dedicata, all’interno del sito dell’Associazione. Ha preso nel frattempo avvio il primo lavoro di inventariazione degli archivi di Confindustria Trento, grazie al bando Caritro vinto dalla nostra Associazione in partnership con Museimpresa e Fondazione Museo Storico del Trentino. A una prima fase di mappatura, operata in collaborazione con Università di Trento, farà seguito un primo intervento di valorizzazione e digitalizzazione. Chi desiderasse accedere allo spazio può farlo previo appuntamento.
Giovani e lavoro al Tour dell’Autonomia
Il talk curato dalla nostra Associazione al percorso itinerante promosso da Il T Quotidiano e Fondazione Synthesis per rafforzare il dialogo sul futuro dell’Autonomia trentina.
LO scorso 5 dicembre Confindustria Trento ha curato un talk nell’ambito della tappa roveretana del Tour dell’Autonomia, iniziativa organizzata da Il T Quotidiano.
All’incontro è intervenuto Luca Arighi, vicepresidente dell’Associazione con delega a istruzione, formazione e politiche giovanili, in un dialogo con Jlenia Pedrotti, direttrice di produzione dell’azienda associata Essepi, e con il sociologo Nadio Delai Il confronto si è concentrato sul rapporto tra giovani e mondo industriale, analizzando da un lato le opportunità che l’industria può offrire a chi si affaccia al mercato del lavoro e, dall’altro, le competenze e le aspettative che le imprese ripongono nelle nuove generazioni.
La serata è proseguita con l’intervento dello psicoterapeuta Alberto Pellai , intervistato dal direttore de Il T Quotidiano, Simone Casalini . L’approfondimento ha toccato i temi dell’adolescenza e della genitorialità.
Il Tour dell’Autonomia è un progetto itinerante nato nel 2024, promosso da Il T Quotidiano e dalla Fondazione Synthesis Onlus, con l’obiettivo di stimolare una riflessione condivisa sul valore e sul futuro dell’Autonomia
speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il percorso si propone di ascoltare il territorio, coinvolgere le comunità locali e riportare al centro del dibattito pubblico uno dei pilastri identitari del Trentino.
Dopo le prime tappe avviate nel 2024 e il Forum dell’Autonomia ospitato a Trento, nel 2025 l’attenzione si è ampliata ai mondi dello sport, della psicologia e della creatività, ambiti capaci di parlare a pubblici diversi e di offrire nuove chiavi di lettura sul concetto di responsabilità collettiva. Successivamente all’appuntamento di Rovereto, il Tour ha fatto tappa a Fiavé con il campione di atletica Yeman Crippa . A Lavis, invece, il campione di ciclismo Francesco Moser ha richiamato i valori dello sport come metafora di identità, impegno e coesione comunitaria.
Luca Arighi
Ph.
Luca Chistè
2026: l’anno delle decisioni strategiche nel risk management
Il 2026 si apre in un contesto economico che appare, almeno in superficie, relativamente stabile. Tuttavia, sotto questa apparente normalità si cela una realtà ben più complessa: le imprese si trovano oggi ad affrontare rischi sempre più interconnessi, dinamici e difficili da gestire con approcci tradizionali. Attacchi informatici, interruzioni operative, responsabilità degli organi societari, insolvenze e fattori geopolitici non si presentano più come eventi isolati. Al contrario, tendono a rafforzarsi reciprocamente, generando vere e proprie reazioni a catena che incidono direttamente su liquidità, governance e capacità decisionale delle aziende. Uno degli ambiti in cui questo cambiamento risulta più evidente è il rapporto tra rischi cyber e responsabilità manageriali (D&O)
Con l’entrata in vigore della direttiva europea NIS2, la cybersecurity non è più soltanto una questione
tecnica, ma diventa una responsabilità diretta del management. Eventi informatici possono quindi tradursi rapidamente in contestazioni sulla qualità delle decisioni adottate, sull’organizzazione interna e sul rispetto degli obblighi normativi. In questo scenario, soluzioni di copertura pensate separatamente mostrano i loro limiti: è necessario un approccio integrato e strategico. Parallelamente, crescono anche i rischi di credito e di insolvenza, nonostante portafogli ordini spesso solidi. A livello internazionale aumentano i mancati pagamenti e le tensioni finanziarie lungo le catene di fornitura. L’assicurazione del credito assume così un ruolo sempre più rilevante non solo come protezione, ma come strumento di gestione, monitoraggio e supporto alle decisioni, soprattutto nei mercati esteri. Catene di fornitura, infrastrutture IT e relazioni commerciali superano ampiamente il perimetro nazionale.
Di conseguenza, anche il risk management deve dotarsi di strutture e programmi internazionali, in grado di garantire coerenza, conformità normativa e visione d’insieme, pur mantenendo l’adattamento alle specificità locali.
In questo contesto, il risk management diventa nel 2026 una vera e propria funzione di leadership
La domanda chiave per le imprese non è se i rischi si manifesteranno, ma quanto siano preparate ad affrontarli, quanto siano chiare le responsabilità e quanto le scelte siano supportate da una visione strategica.
Solo le aziende che sapranno interpretare il rischio come elemento strutturale della propria governance potranno rafforzare resilienza, stabilità e capacità di crescita in un ambiente sempre più complesso e interconnesso.
Leadership consapevole: le persone al centro
Tamas avvia un nuovo percorso di leadership dedicato ai responsabili di commessa e cantiere. Un investimento strategico sul capitale umano per guidare il cambiamento organizzativo.
GIOVEDÌ 15 gennaio ha preso il via in Tamas un importante progetto di formazione aziendale: un investimento strategico sul capitale umano.
Un percorso di Leadership dedicato ai responsabili dei cantieri di lavoro, persone che guidano persone. Un’iniziativa costruita con cura e visione insieme al direttore generale Attilio Carzaniga e ad Assoservizi Srl, con il supporto strategico del consulente e coach Luca d’Amico
Il percorso nasce da un lavoro preliminare intenso: incontri di ascolto, analisi dei ruoli, confronto sulle esigenze operative e sulle disponibilità orarie delle figure coinvolte. Un processo che ha permesso di costruire un progetto realmente su misura, pensato per rispondere alle necessità quotidiane dei responsabili e alle sfide organizzative dell’azienda.
Un percorso formativo articolato e strutturato, che accompagnerà i responsabili di commessa nello sviluppo di competenze di leadership consapevole essenziali per guidare persone, processi e relazioni in un contesto sempre più complesso.
Il programma si articola in tre fasi progressive e integrate, che permettono ai partecipanti di
lavorare su: gestione dello stress, risoluzione dei conflitti, tecniche di negoziazione avanzata e consapevolezza del proprio stile di leadership.
Il valore aggiunto del percorso risiede proprio nella sua struttura: non un corso “standard”, ma un progetto che combina formazione, coaching individuale e momenti di team coaching, creando un’esperienza trasformativa e completa.
Il primo incontro ha avuto la funzione di kick-off, un momento fondamentale per presentare la roadmap del percorso, chiarire obiettivi e aspettative e creare un clima di fiducia tra i partecipanti.
Attraverso metodologie esperienziali, i responsabili hanno iniziato a riconoscere le proprie aree di sviluppo e le opportunità di crescita professionale, ponendo le basi per un percorso di cambiamento concreto.
Elemento chiave del progetto è la presenza del coach Luca d’Amico, professionista con una lunga esperienza nello sviluppo della leadership e nella gestione dei team. Il suo contributo non si limita alla conduzione delle sessioni: ha partecipato attivamente alla progettazione del percorso, aiutando a definire obiettivi realistici, metodologie efficaci e strumenti di lavoro coerenti con le esigenze di Tamas.
La sua presenza garantisce un approccio sistemico e orientato ai risultati, un accompagnamento personalizzato per ogni responsabile, una lettura attenta delle dinamiche di gruppo e la capacità di trasformare criticità operative in leve di crescita. Ogni responsabile di commessa beneficia di sessioni di coaching individuale, un percorso personalizzato che permette di lavorare su obiettivi specifici e sfide reali.
Le tematiche che verranno affrontate rispecchiano le necessità emerse nella fase di progettazione: negoziazione avanzata, gestione dei conflitti, comunicazione assertiva, leadership personale e gestione emotiva.
Accanto al coaching individuale, il percorso prevede incontri di team coaching, finalizzati a rafforzare la coesione del gruppo dei responsabili. Questi spazi condivisi permettono di comprendere meglio il funzionamento del team, stimolare
un confronto costruttivo, valorizzare le diverse prospettive e trasformare criticità relazionali in opportunità di miglioramento.
Il percorso si concluderà con un laboratorio pratico finale, dove i partecipanti presenteranno le competenze sviluppate, le conquiste personali e i risultati ottenuti nei propri contesti operativi.
Un impatto trasformativo per tutta l’azienda, oltre sessanta ore di formazione con l’obiettivo di ridurre lo stress, migliorare l’efficacia negoziale, la gestione dei conflitti, il clima aziendale e rafforzare la coesione tra i responsabili.
I responsabili di commessa diventano così veri portatori sani del cambiamento, capaci di promuovere un approccio gestionale più consapevole, professionale e orientato al futuro.
Il percorso non è solo formazione: è un investimento strategico che parte dalle persone per costruire un’organizzazione più solida, resiliente e capace di affrontare le sfide del domani.
I corsi di Assoservizi
I FEEDBACK EFFICACI - 10 marzo
Il corso offre delle linee guida per gestire (dare e ricevere) un feedback in modo costruttivo, definire obiettivi chiari, gestire reazioni difensive e promuovere una cultura del feedback per favorire la crescita personale e professionale.
Associati € 165,00 oltre IVA
Non Associati € 215,00 oltre IVA
ANSONIA: ANSIA E INSONNIA - 10, 24 marzo e 14 aprile, 5 maggio
Attraverso tecniche di rilassamento efficaci e strumenti mirati, i partecipanti impareranno a ridurre i livelli di ansia, favorire un sonno più profondo e rigenerante e creare un ambiente che promuova il benessere mentale e la concentrazione.
Il percorso è rivolto a manager, imprenditori, professionisti e collaboratori che sperimentano difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno durante la notte, si svegliano troppo presto senza riuscire a riaddormentarsi o si sentono stanchi, irritati e poco concentrati a causa della carenza di riposo.
Particolare attenzione è dedicata a chi vive sensazioni di ansia legate alla mancanza di sonno, con l’obiettivo di interrompere il circolo vizioso tra stress, insonnia e performance ridotta.
Quota Associati € 540,00 + IVA
Quota Non Associati € 590,00 + IVA
COME FACCIO A NON ARRABBIARMI? - 11 marzo
Età diverse, culture diverse e esperienze diverse rendono a volte difficili i rapporti sul luogo di lavoro: come gestire situazioni relazionali complesse, identificando i conflitti e e aiutando le persone a risolverli. Questo corso illustra i diversi tipi di conflitto e i 5 metodi per affrontarli in modo efficace, evitando di cedere alla tentazione della comunicazione aggressiva.
Per Manager, imprenditori, professionisti, responsabili commerciali, personale addetto alle relazioni con i clienti e alle relazioni pubbliche e a tutti coloro che rappresentano se stessi e la propria società nei vari momenti della vita professionale e sociale. Adatto anche a chi inizia la propria carriera professionale o a chi ha deciso di intraprenderne una nuova.
Quota Associati € 245,00 + IVA
Quota Non Associati € 295,00 + IVA
Assoservizi e Smact per la trasformazione digitale
L’Associazione sigla la collaborazione con il competence center Smact, ampliando il catalogo formativo di Assoservizi in materia di innovazione e digitalizzazione.
di SOFIA GREGANTI, Area Innovazione e Digitalizzazione, Assoservizi
SMACT è il Competence Center del Triveneto, nato su iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per aiutare le imprese a cogliere nuove opportunità di trasformazione tecnologica, digitale e sostenibile, attraverso progetti di formazione e innovazione.
Il network Smact riunisce tutte le università del Triveneto, centri di ricerca e oltre 90 aziende, offrendo così un ricco ecosistema di soluzioni tecnologiche e know-how capace di accompagnare le aziende in un percorso di crescita continuo.
Assoservizi, che già si impegna nel promuovere la crescita e la competitività delle imprese – attraverso servizi di formazione, consulenza, medicina del lavoro, adempimenti normativi, salute e sicurezza sul lavoro – arricchisce ora il proprio catalogo formativo grazie alle competenze di Smact. Infatti, la formazione Smact, riconosciuta dal MIMIT e certificata ISO 9001 (EA37), è una garanzia di qualità per i partecipanti. Sfruttando la prossimità territoriale e la complementarità dei servizi, l’integrazione tra l’offerta di Smact e quella di Assoservizi è la soluzione più naturale per guidare le imprese verso un cambiamento che metta al cen -
tro innovazione e digitalizzazione, leve chiave per ottimizzare i processi, migliorare la produttività e consolidare un vantaggio competitivo.
Nei prossimi mesi prenderanno avvio i primi corsi.
AI SECURITY : 18 marzo 2026
Un corso intensivo dedicato ai rischi di sicurezza nell’era dell’AI e degli LLM. Analizzeremo la nuova superficie d’attacco, casi reali di incidenti, implicazioni normative (ISO 27001, NIS2, GDPR) e responsabilità aziendali, con indicazioni pratiche per definire una policy di utilizzo sicuro dell’AI.
NATURAL LANGUAGE PROCESSING
E AI GENERATIVA: dall’Analisi del Linguaggio alla Creazione di Contenuti Intelligenti : 21 – 27 maggio 2026
Un percorso introduttivo e operativo su NLP e AI, dalle tecniche di NLP classico all’evoluzione verso AI generativa e LLM. Il corso mostra come costruire assistenti virtuali e chatbot e come integrarli efficacemente nei processi aziendali, con un progetto applicativo finale.
AI IN AZIENDA: roadmap e governance per l’implementazione efficace : 17 - 23 - 28 settembre 2026
Un corso dedicato alla gestione dell’AI in chiave aziendale: governance, roadmap di implementazione, change management e adozione interna. Approfondisce gestione dei rischi, AI responsabile, framework etici e normative di riferimento (AI Act, NIST RMF, ISO 42001), con focus su trasparenza, equità e sicurezza. Include un workshop pratico per definire mappa di governance e piano di adozione.
Per informazioni e iscrizioni:
Sofia Greganti
E: s.greganti@confindustria.tn.it
Ecco il Manifesto di Paridee per chi lavora
“La parità di genere non è uno slogan, ma una scelta collettiva”. A Rovereto e Mezzocorona due eventi con l’avvocata e scrittrice Ester Viola.
QUANDO gli obiettivi sono alti, dotarsi di un piano è fondamentale per arrivare al traguardo senza perdere di vista le ragioni di ciò che si sta facendo. Ecco perché le aziende, le associazioni di categoria, gli enti no profit e le realtà della pubblica amministrazione che aderiscono a Paridee per chi lavora fissano le loro idee e i loro valori in questo manifesto: per ricordarsi che la parità di genere non è uno slogan né un atto di coscienza individuale ma una scelta collettiva, un passo verso il progresso della
La parità di genere non è uno slogan né un atto di coscienza individuale ma una scelta collettiva, un passo verso il progresso della società e una condizione strategica per la crescita delle lavoratrici, dei lavoratori e delle aziende.
società e una condizione strategica per la crescita delle lavoratrici, dei lavoratori e delle aziende. Inizia così il Manifesto nato a soli quattro mesi dal varo del percorso che vede collaborare Confindustria Trento, Fondazione Caritro e Feltrinelli Education ma che ha già portato attorno allo stesso tavolo diverse imprese del territorio, la Provincia autonoma di Trento e Trentino sviluppo. Lo ha fatto durante le tavole rotonde delle due serate pubbliche che si sono svolte a Rovereto e Mezzocorona, durante le quali l’avvocata e scrittrice Ester Viola ha esortato le realtà trentine a continuare su questa strada. Perché il lavoro da fare è ancora tanto, ma i segnali sono incoraggianti. “La parità di genere – ha sottolineato in chiusura del suo intervento - è qualcosa in più a vantaggio di tutti. Chi ci investe, ne avrà un ritorno”.
“Questi due appuntamenti di Paridee per chi lavora – ha spiegato la direttrice generale di Fondazione Caritro, Anita Penati - non sono solo eventi, ma momenti per consolidare un percorso iniziato con Confindustria e Feltrinelli per portare la parità nel cuore della nostra comunità: i luoghi di lavoro. Crediamo che la parità di genere non debba essere un esercizio teorico, ma una leva concreta che incide sulla qualità organizzativa, crea benessere per le persone e competitività per le organizzazioni. Paridee nasce per volontà di Fondazione Caritro con l’obiettivo di attivare un cambiamento culturale duraturo. È un processo lento che abbiamo avviato su più livelli. Siamo partiti con eventi divulgativi su temi insoliti, innovativi e trasversali (medicina, finanza, arte, sport), intrecciando esperti e comunità locali. Poi abbiamo portato il progetto nelle scuole per anticipare i ragionamenti culturali. Stasera siamo qui a presentare il primo passo concreto: il Manifesto. Ringrazio tutte le realtà che hanno collaborato per renderlo uno strumento applicabile nella quotidianità”.
“Siamo orgogliosi di essere partner di questo progetto – ha dichiarato Sara Campedelli , componente del Consiglio direttivo di Confindustria Trento -la nostra adesione non è stata di circostanza, ma frutto di un incontro felice. La parità di genere non è solo diritti, ma un tema cruciale per lo sviluppo
socio-economico del territorio. Il Manifesto che condivideremo stasera non è un elenco di buoni propositi, ma un impegno concreto e uno strumento pronto all’uso per le realtà che vogliono iniziare o rafforzare questo percorso”.
“Come Provincia - ha dichiarato l’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli – lavoriamo a 360 gradi per ottenere la parità di genere sui luoghi di lavoro e in tutti gli ambiti provinciali. In quest’ottica abbiamo sviluppato nel tempo diversi progetti come il Family Audit, una certificazione di qualità rivolta alle imprese che nel disciplinare contiene diversi obblighi per il rispetto della parità di genere.
La nostra opera prosegue concentrandoci sull’attivazione lavorativa femminile, nella volontà di portare più donne al lavoro in quanto indipendenza economica significa libertà e sicurezza. Infine, abbiamo una nutrita platea di imprese femminili che vive diverse difficoltà, in particolare nell’ambito finanziario, sul quale abbiamo molto da lavorare ma anche molte idee da mettere in campo”.
Ogni impresa e istituzione che investe su questo fronte migliora la propria capacità di innovare, di trattenere talenti, di rispondere ai bisogni di un mondo che cambia. Paridee è un laboratorio dove background e mondi diversi si incontrano
per sperimentare pratiche, politiche e visioni comuni. Un laboratorio di cui questo manifesto è il primo vero frutto: non un elenco di principi, ma un racconto corale di ciò che abbiamo condiviso, imparato e di ciò che vogliamo continuare a costruire. Dalle parole all’azione, dalla cura alla libertà economica, dall’educazione all’autenticità, fino alla cultura come motore del cambiamento: ogni punto di questo testo raccoglie una consapevolezza, un impegno, una direzione per muoverci, insieme, verso la parità di genere per chi lavora.
Accanto ai punti del Manifesto, durante le serate i portavoce di La Sportiva, Aquafil e Suanfarma – insieme a istituzioni e realtà del territorio come Fondazione Caritro, Confindustria Trento, Provincia di Trento e Trentino Sviluppo hanno raccontato come i principi della parità di genere si traducano in pratiche quotidiane, politiche aziendali e scelte organizzative. Infine, l’avvocata e scrittrice Ester Viola ha offerto uno sguardo sull’evoluzione del ruolo delle donne nella cultura, utilizzando cinema e letteratura come lente per leggere il lavoro femminile e la sua trasformazione nell’immaginario collettivo, fino a delineare lo stato della parità di genere in Italia, intrecciando diritto, società e vissuti personali.
Per chi lavora
LE PAROLE COSTRUISCONO REALTÀ.
Il linguaggio non è neutro: disegna confini, crea stereotipi, restituisce o nega esistenza. scegliere le parole giuste è un atto di potere trasformativo: rende visibili le esperienze e le identità, per riconoscere ciò che troppo a lungo è rimasto senza nome. le parole che usiamo – e quelle che impariamo a cambiare – sono il primo atto concreto di parità.
LA PARITÀ DI GENERE È UNA SCELTA STRATEGICA, NON UN ATTO SIMBOLICO.
La parità di genere non è solo una voce nel bilancio sociale né una questione di reputazione: è una strategia per la resilienza e la crescita di un’organizzazione. Le aziende che sanno leggere il proprio tempo e includere la diversità in tutti i loro processi costruiscono valore, fiducia e futuro. La parità non è gentilezza: è visione. È la scelta di fondare la competitività sull’equità, la cura e la partecipazione di tutte e tutti.
LA PARITÀ SI IMPARA OGNI GIORNO.
La cultura della parità non si impone, si coltiva. È già dentro le persone, nei loro gesti, nelle parole, nelle idee. Educare alla parità significa ascoltare quei semi di consapevolezza, nutrirli e proteggerli. Significa rendere la formazione un atto di cura condivisa e continua, che non si limita a momenti dedicati e non si esaurisce mai davvero.
IL LAVORO DI CURA, SE CONDIVISO, DIVENTA VALORE PER TUTTI E TUTTE.
La genitorialità, la salute familiare e la qualità del tempo libero sono un patrimonio comune. Le aziende che strutturano con consapevolezza i tempi e gli spazi del lavoro restituiscono libertà alle persone e rendono la cura un valore condiviso: una leva di equità e una forma di responsabilità collettiva.
L’INDIPENDENZA ECONOMICA È SICUREZZA E LIBERTÀ.
Il controllo delle risorse finanziarie personali può diventare controllo sulle persone: è una forma di violenza spesso invisibile, difficile da identificare, ma è anche una delle più diffuse. Una violenza che le aziende possono osservare, prevenire, contrastare.
ESSERE ALL’ALTEZZA È UN MERITO, SENTIRSI ALL’ALTEZZA È UNA CONQUISTA.
In molti contesti, la sicurezza delle professioniste viene scambiata per arroganza. È importante conoscere e sfidare questo stereotipo per iniziare a riconoscere il valore dell’autenticità e creare spazi in cui il talento non debba chiedere scusa per esistere.
QUELLO DELLA PARITÀ È UN APPROCCIO CULTURALE PLURALE.
La parità non è un tema di settore, è un prisma attraverso cui leggere il mondo. Un prisma fatto di arte, scienza e cultura che può raccontare la parità a chi non ha mai provato ad ascoltarla. E trasformare un discorso sussurrato in patrimonio comune.
Storie e idee di parità di genere per chi lavora
Spagna: opportunità ma attenzione ai rischi
Crescita economica e scambi commerciali rendono la Spagna una destinazione strategica, ma servono competenze giuridiche e culturali per investire senza rischi.
di NICOLÒ ANDREINI, Coordinatore Area Mercati esteri e dogane, Confindustria Trento
LA Spagna risulta essere particolarmente interessante per le prospettive di sviluppo delle imprese trentine, tanto che il Comitato strategico per l’Internazionalizzazione della Provincia automona di Trento, di cui fa parte anche Confindustria, l’ha selezionato come il mercato a cui dedicare la propria attività di promozione e sviluppo nel 2026. La Spagna, infatti, nel 2024 ha registrato un tasso di crescita del PIL tra i più alti d’Europa, pari al +3,2%, con stima del +2,6% per il 2025. Gli scambi commerciali della Spagna con l’Italia si sono attestati su oltre 68,4 miliardi di euro nel 2024. Solo il Trentino ha esportato in Spagna prodotti per un valore di oltre 304 milioni di euro, che lo rende il 5° mercato di esportazione provinciale, soprattutto per prodotti alimentari, macchinari e settore chimicio-farmaceutico.
Dall’indagine 2025 sulla presenza dell’industria trentine nel mondo, risulta che operano già stabilmente in Spagna oltre 60 imprese di vari settori – soprattutto meccanica e meccatronica, chimica vetro gomma plastica, alimentare e tessile –principalmente con esportazioni dirette o agenti e distribuori locali e, solo in minima parte, con presenza stabile di uffici o produzione.
Molte ulteriori aziende associate, che non operano ancora sul mercato, risultano interessate a approfondirne le opportunità di business.
A raccogliere crescente interesse e spingere gli investimenti esteri in Spagna è una combinazione favorevole di fattori: accesso a un mercato stabile, manodopera qualificata, buone infrastrutture, ambiente giuridico prevedibile e – perché no –un clima mite e piacevole. Tuttavia, dietro uno scenario apparentemente lineare si nascondono insidie che molte aziende sottovalutano. Molte imprese si affidano a conoscenze frammentarie, spesso basate su relazioni personali o prassi di buon senso, senza approfondire la cultura locale e il funzionamento del diritto spagnolo in materia di contrattualistica, giuslavoristica e fiscale. Questo approccio fa perdere tempo e denaro. Come spiega Roberto Bosco , partner stabile di Confindustria Trento e fondatore dello Studio Lawants con sede a Barcellona e Madrid, “uno degli errori più comuni è quello di dare per scontato che l’ordinamento spagnolo funzioni come quello italiano. Ma non è così”. La disciplina sulla cessazione dei contratti di agenzia, ad esempio, segue logiche autonome. Lo stesso vale per le operazioni con installazione, i distacchi transnazionali o anche per aspetti apparentemente gestionali, come il diverso approccio spagnolo nella gestione quotidiana delle risorse umane.
Proprio con l’obiettivo di aiutare le imprese trentine interessate al mercato spagnolo, Confindustria Trento ha attivato, in collaborazione con Studio Lawants, un “Desk Spagna” continuativo di prima consulenza individuale e gratuita, il cui primo incontro si è tenuto il 24 febbraio 2026. Il Desk vuole offrire alle imprese un’occasione concreta per chiarire dubbi, prevenire errori e impostare correttamente i rapporti con controparti spagnole.
Per informazioni:
Nicolò Andreini
T: 0461360007
E: n.andreini@confindustria.tn.it
Energia, leadership e visione internazionale
Dalla formazione tra Marche, Veneto e Olanda al ruolo manageriale in Siemens Energy a Trento. Il percorso di crescita di Natalia Giustozzi tra competenze tecniche, gestione del team e ambizioni globali.
ORIGINARIA di Recanati, Natalia Giustozzi è tra le figure chiave di Siemens Energy Transformers Srl, leader a livello mondiale nel settore delle tecnologie energetiche. Lo stabilimento trentino, parte del colosso Siemens Energy, è l’unica sede italiana del Gruppo specializzata nella produzione di trasformatori di media potenza fino a 200 MVA con tensioni fino a 245 kV. Presente in azienda da diversi anni, abbiamo chiesto a Natalia che ruolo svolge e quale percorso di crescita ha intrapreso dentro e fuori dallo stabilimento.
Quando hai cominciato il tuo percorso in Siemens Energy?
Nel 2017 sono arrivata a Trento. Conoscevo già l’azienda, ma avevo inviato il mio curriculum anche ad altre imprese. Fui subito selezionata e iniziai così con uno stage di sei mesi. Quando mi sono trasferita in Trentino non avevo programmi a lungo termine e pensavo sarebbe stata una tappa temporanea. Poi mi hanno rinnovato l’incarico per un anno e in seguito sono stata confermata a tempo indeterminato.
Come è stato il primo impatto?
Ho trovato subito un ambiente di lavoro molto positivo, sia dal punto di vista professionale che umano. Non ero mai stata in Trentino e sono rimasta piacevolmente colpita dalla realtà aziendale e dal contesto territoriale.
I tuoi primi passi?
Sono originaria di Recanati. Dopo il liceo ho scelto di studiare Ingegneria Meccanica ad Ancona e successivamente ho proseguito con la laurea magistrale in Ingegneria Energetica a Padova. Ho svolto la tesi in Olanda, un’esperienza che ha arricchito ulteriormente il mio percorso formativo. Terminati gli studi, ho sostenuto l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e ho iniziato a cercare lavoro, inviando candidature in diverse città del Nord Italia.
Ti mancano le Marche, casa tua, il mare… Ti sei abituata alle montagne?
Non mi manca Recanati, anche se ovviamente mi manca la mia famiglia. Quando sono partita sapevo che difficilmente sarei tornata a casa. Ci sono meno opportunità da noi. Anche i miei fratelli hanno scelto di trasferirsi altrove; i nostri genitori ci hanno sempre incoraggiati a fare esperienze fuori. Inizialmente avevo cercato la grande metropoli, città come Milano. Ma oggi sono felice di aver trovato Trento: una realtà più piccola che offre un’elevata qualità della vita e ottime opportunità di crescita professionale. Non amavo particolarmente la montagna. E nemmeno ora. Ma ho imparato tanto ad apprezzarla: trekking,
Natalia Giustozzi
hiking e altre attività di outdoor mi stanno via via appassionando.
Quale è il tuo ruolo in azienda?
Oggi sono responsabile del dipartimento Transformers Service Operations, che rappresenta di fatto il service della fabbrica. Progettiamo e produciamo trasformatori su commessa, che consegniamo chiavi in mano sulla base delle specifiche richieste del cliente, in particolare per i settori delle energie rinnovabili, data center e sistemi di trasmissione e distribuzione di energia. Il mio dipartimento si occupa della fase finale del processo, seguendo le attività in sito di montaggio e commissioning dei trasformatori.
Quante persone operano con te?
Sono responsabile di un team di 11 persone, dove lavorano figure diverse: personale operativo che si occupa del montaggio in sito, sales e project manager. Siamo una squadra molto operativa e dinamica, un gruppo giovane con provenienze molto varie. Ci sono pochi trentini; la maggior parte dei colleghi proviene da diverse regioni d’Italia. In generale, l’azienda è un ambiente multiculturale e variegato con vastissime collaborazioni a livello internazionale. Il mio diretto superiore lavora in un nostro stabilimento in Austria.
Da quanto svolgi questo incarico?
Da due anni. È stato per me un grande riconoscimento poter intraprendere questo percorso e veder così riconosciute le mie competenze e professionalità. Si tratta di una straordinaria opportunità di crescita.
Come stai vivendo questo nuovo carico di responsabilità?
Il mio percorso verso un ruolo manageriale è stato graduale e naturale. I miei responsabili mi hanno accompagnata nel tempo, incoraggiandomi a fare il passo successivo e a riflettere su dove volessi arrivare. Mi sento nel posto giusto al momento giusto. Negli ultimi anni il mio
ruolo è diventato sempre più gestionale. Nel mio dipartimento siamo quasi tutti ingegneri e una parte fondamentale del mio lavoro riguarda la leadership e la gestione del team. In questo ambito – nella gestione delle persone – ciò che si impara lavorando va ben oltre le competenze tecniche acquisite durante gli studi. La capacità di ascolto, la visione e la comprensione delle dinamiche di gruppo sono elementi centrali. Attualmente sto partecipando anche a un percorso di leadership femminile a livello di Gruppo, che mi sta offrendo spunti molto interessanti sia dal punto di vista personale sia professionale. È un ambiente prevalentemente maschile quello in cui lavori?
Sicuramente, ma nella mia esperienza non ho mai riscontrato difficoltà legate a questo aspetto. Sia a livello aziendale sia di gruppo, ho sempre trovato un contesto inclusivo e professionale.
Hai già nuovi progetti o nuove strategie per l’implementazione del vostro business?
In questo periodo sto lavorando molto sulla visione: personale, di team e di business. In una multinazionale non si può pensare solo alla realtà locale di Trento; le possibilità di crescita sono molteplici, in diverse divisioni e aree. Al momento non sto pianificando il “prossimo passo”, perché ricopro questo ruolo da meno di due anni, ma non mi precludo alcuna opportunità futura.
Ti manca qualcosa oggi? Forse il tempo per coltivare le tue passioni?
Riesco a conciliare bene vita personale e lavoro. Negli ultimi anni il focus è stato soprattutto sulla crescita professionale, ma trovo comunque spazio per altre attività. Uno dei miei propositi è tornare a viaggiare di più: in passato lo facevo con maggiore frequenza. Ma mi considero fortunata perché il lavoro mi offre spesso occasioni per viaggiare. Il viaggio per me è fonte di grandi stimoli. Soprattutto, amo imparare le lingue: parlo inglese e spagnolo, conosco un po’ di francese e mi sto avvicinando al tedesco. (adb)
Numeri, visione e gioco di squadra
Dalla laurea a Verona alla guida del Demand Planning di Falconeri ad Avio, nel Gruppo Oniverse. Organizzazione, sport e famiglia: l’equilibrio quotidiano di una manager internazionale.
CLASSE 1988, originaria di Isola della Scala nel veronese, Stefania Micheletti è responsabile dell’ufficio di Demand Planning in Falconeri presso lo stabilimento trentino di Avio. A capo di un team specializzato, svolge un ruolo strategico in azienda nell’ambito del business internazionale del Gruppo Oniverse, il gigante italiano della moda che comprende diversi brand tra cui Falconeri, Calzedonia, Intimissimi, Iuman e Tezenis.
Come riesci a gestire ogni giorno carico di lavoro e responsabilità?
Organizzazione, dinamicità, precisione e praticità. Sono questi i
principi che orientano ogni giorno il mio lavoro. Lavoriamo con i numeri… E i numeri devono quadrare. Solo così possiamo raggiungere la massima efficienza: ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile. Organizzare costantemente il lavoro e avere chiare le priorità consente di migliorarsi molto. Non è semplice, ma per essere in prima linea è necessario questo atteggiamento. È molto motivante anche cercare di trasmetterlo al mio team.
Quali compiti svolge esattamente il tuo ufficio?
Ci occupiamo di pianificazione degli acquisti e forniamo le previsioni di vendita di prodotto finito, collaborando con il magazzino per la gestione degli spazi. Lavoriamo a stretto contatto con la produzione, il commerciale e l’ufficio stile. In altre parole, cerchiamo di collegare vendite, produzione e supply chain cercando di soddisfare la domanda ma allo stesso tempo di non essere sovrastoccati. Non seguiamo una singola fase del processo ma svolgiamo un ruolo centrale in azienda per fornire una visione completa e integrata del nostro business.
Quali strade ti hanno portato a questo incarico?
Molti anni fa, prima di laurearmi, quando mi mancavano quattro esami e la tesi di laurea, cominciai uno stage a tempo pieno in Calzedonia. Avvertivo un forte desiderio di indipendenza e così iniziai a lavorare mentre studiavo.
Cosa stavi studiando?
Ho studiato all’Università di Verona nella facoltà di Economia e Management delle Imprese di Servizi. Sono sempre stata più orientata ai numeri che alla parte umanistica.
E dopo la laurea?
Al termine dello stage sono stata assunta in Calzedonia nell’ufficio che allora si chiamava “Pianificazione Acquisti”, oggi l’ufficio Demand Planning. Sul principio ho mosso i primi passi nel brand Intimissimi, fino al 2016, quando è nato il mio primo figlio. Dopo il periodo di maternità sono rientrata nello
Stefania Micheletti
stesso ufficio, ma dedicandomi al brand Tezenis. Qualche anno dopo, nel 2022, il presidente del Gruppo Calzedonia Sandro Veronesi, oggi il Gruppo Oniverse, mi ha chiamata per intraprendere una nuova avventura in Falconeri, nello stabilimento di Avio, come responsabile Demand Planning. Accettare fu una scelta sfidante, ma colsi la proposta con grande entusiasmo.
Riesci a gestire lavoro e famiglia?
Tanta organizzazione. Esco presto al mattino e rientro a casa prima di cena. I bambini vanno a letto presto quindi cerco di fare in modo che il tempo che trascorro con loro sia di grande qualità. È una continua ricerca di equilibrio sia personale sia familiare. E quando ho bisogno di ricaricare, mi aiuta lo sport.
Lo sport?
La mia grande passione, tutt’ora riesco a ritagliarmi dei momenti di attività sportiva nella palestra aziendale, recentemente inaugurata presso la sede di Avio. Fin da piccola lo sport è sempre stato importante, ho iniziato con la danza classica. Mi ha dato sicurezza e disciplina. Uno sport individuale che mi ha fatto crescere. Poi
ho cominciato a giocare in una squadra di basket e quello è diventato il mio sport per molti anni, arrivando a giocare in Serie C femminile.
Un bel cambiamento. Uno sport di squadra, così diverso dalla danza.
Certamente, una scuola di vita differente della danza classica, dove ho potuto apprendere le dinamiche di gruppo. I cambiamenti non mi hanno mai spaventato ed anzi sono per me uno stimolo, nuove sfide, nuovi percorsi.
Nello sport come nella vita.
Ogni cambiamento ti mette alla prova, positivo o negativo. “I momenti di crisi portano difficoltà ma anche opportunità”: è una frase che ho ascoltato dal mio Presidente e che porto spesso con me. L’ho anche scritta, per non dimenticarla.
Scritta a penna o in digitale?
Sulla carta. Sono molto tecnologica ma quando scrivo queste cose ho bisogno di usare la penna. Quello che scrivo a mano mi resta impresso.
Dove tieni questi appunti?
Sul mio libricino, è come uno spazio personale di consapevolezza. Ogni tanto cerco di fermarmi per scrivere e riflettere, cerco di rallentare, di sfuggire alla routine.
(adb)
Ogni cambiamento ti mette alla prova, positivo o negativo. “I momenti di crisi portano difficoltà ma anche opportunità”: è una frase che ho ascoltato dal mio Presidente e che porto spesso con me.
Cleantech, leva industriale dell’economia italiana
Dal report del Politecnico di Milano emerge una filiera Cleantech in forte crescita. Il Trentino può diventare laboratorio industriale grazie a ricerca, competenze e infrastrutture dedicate.
di NICOLA MASCIA,
Area progetti speciali, Confindustria Trento
LA transizione energetica non è più soltanto un tema ambientale: è diventata una delle principali direttrici di sviluppo industriale. Il report del Politecnico di Milano “L’Italia delle Cleantech”, dedicato alle ricadute economiche e occupazionali delle Cleantech descrive un sistema in rapido consolidamento, capace di generare investimenti rilevanti, valore aggiunto e nuova occupazione qualificata.
Un mercato in espansione, con potenzialità ancora da esprimere
Il perimetro Cleantech analizzato comprende rinnovabili, storage, reti, efficienza energetica, pompe di calore, economia circolare ed elettrolizzatori. La fotografia economica mostra un settore già significativo e destinato a crescere. Gli scenari al 2030 stimano un mercato complessivo tra 57 e 87 miliardi di euro, con lo scenario “Target” che richiede una forte capacità di investimento e una strategia industriale chiara per raggiungere gli obiettivi. L’ambito più rilevante è quello dell’efficienza energetica, che nello scenario migliore supera i 54 miliardi di euro. Le rinnovabili mostrano un forte potenziale di
espansione, con la crescita del fotovoltaico ed eolico rafforzata dallo sviluppo di biometano ed elettrolizzatori, registrando un +41% annuo negli ultimi anni. Anche reti e storage seguono dinamiche positive: la loro filiera potrebbe raggiungere 7,7 miliardi di euro, sostenuta da costi in calo e nuove misure regolatorie.
Il contributo al sistema economico
Il dato più significativo riguarda il valore aggiunto generato. Oggi si colloca oltre i 25 miliardi di euro, ma potrebbe arrivare a 33 miliardi nel 2030. Questo incremento potenziale di 8 miliardi è legato alla capacità del Paese di consolidare la produzione locale, rafforzare le filiere e migliorare la competitività internazionale.
L’Italia si trova in una posizione mista: leader in alcune tecnologie, follower in altre. In diverse filiere emergenti — come elettrolizzatori, storage avanzato, biometano — il potenziale di crescita esiste, ma richiede investimenti produttivi e capacità di attrarre competenze. Il quadro delineato suggerisce che puntare su una maggiore integrazione delle filiere sul territorio può rappresentare una leva cruciale per aumentare il valore aggiunto complessivo.
Italia sul podio dei brevetti green
A conferma di quanto l’Italia possa essere competitiva in que -
sto mercato, il rapporto “Competitivi perché sostenibili”, di Fondazione Symbola e Unioncamere, colloca il Paese al terzo posto in Europa con 295 brevetti ambientali depositati.
Le opportunità per il Trentino I dati del Politecnico evidenziano che la diffusione delle tecnologie Cleantech è geograficamente ampia: molte applicazioni trovano spazio su tutto il territorio nazionale. In questo contesto il Trentino può davvero far la differenza, disponendo già di un ecosistema avanzato che lo rende un terreno fertile per lo sviluppo delle filiere cleantech.
Progetto Manifattura, uno dei maggiori poli italiani dedicati alla green economy, offre spazi produttivi lowcarbon e servizi di incubazione per startup del settore. La Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) provinciale pone energia, sostenibilità e smart grid tra le traiettorie prioritarie. Sul fronte della ricerca, FBK contribuisce con il Centre for Sustainable Energy su batterie innovative, idrogeno ed elettrolizzatori, mentre UniTrento, oltre alla ricerca, forma profili tecnici avanzati, in particolare nell’ingegneria energetica e nei sistemi elettrochimici.
Un territorio come il Trentino con dimensione ridotta, filiere manifatturiere specializzate e un sistema della ricerca all’avanguardia può diventare davvero un contesto competitivo per progetti pilota, sperimentazioni e investimenti industriali.
Un settore che cresce, ma che richiede competenze qualificate
Accanto ai numeri economici, il Politecnico analizza gli effetti occupazionali. Oggi gli addetti direttamente coinvolti nelle filiere Cleantech sono tra 117.500 e 135.550; nel 2030 potrebbero diventare circa 172.600, con una crescita potenziale fino a 55.100 nuovi posti di lavoro. L’aumento riguarda soprattutto rinnovabili ed efficienza energetica, ma anche reti e storage.
Il punto critico è però la disponibilità di competenze: molte figure chiave risultano già difficili da reperire. Gli ingegneri elettrici ed elettronici mostrano tassi di reperibilità critici (fino all’89% e 87% di difficoltà), mentre tra i tecnici specializzati — installatori, manutentori, operatori di impianto — la difficoltà raggiunge il 70–77%. A ciò si aggiunge un sistema formativo che non forma abbastanza diplomati tecnici e laureati nelle discipline più richieste.
Una trasformazione industriale che passa anche dai talenti
La crescita delle Cleantech non dipenderà solo dagli investimenti economici, ma soprattutto dalla capacità di sviluppare capitale umano. Ingegneri, tecnici specializzati, esperti di digitalizzazione e professionisti capaci di integrare competenze tradizionali con nuove tecnologie saranno fondamentali per sostenere l’espansione del settore.
Le Banche dal cuore trentino
Le iniziative che abbiamo promosso nel campo della cultura sono più di 2.200
Le attività che abbiamo
spor t sono più di 2.500
I progetti di volontariato che abbiamo sostenuto sono più di 800