TERZO TEMPO Trentino, laboratorio di longevità e benessere Le scienze della vita diventano politica industriale ECONOMIA
L’industria trentina è più competitiva
ASSOCIAZIONE
Efficienza energetica: nuove misure per le imprese
EDUCATION
“Tu Sei”: speciale vincitori
AGOSTO SETTEMBRE 2026 ANNO 67 · N°04
Tre giorni di emozioni con degustazioni, show cooking, talk tematici e spettacoli, nei palazzi storici di Trento e nelle case spumantistiche del Trentino.
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sommario
03
associazione 27
Efficienza energetica: nuove misure per le imprese
28
Insights Discovery®: nuovo potenziale per l’HR
29
Industria e Università dell’Euregio a confronto
31
La governance dell’IA come asset strategico
33
Fare impresa, senza rinunce
35
Il futuro è un cantiere
Quando sostenibilità e innovazione convergono
copertina
education
editoriale 07
Il valore del lavoro tra autorealizzazione e attrattività
il punto 09
rubriche 10 Copertina 18 Aziende
10
Il cantiere della longevità
13
Duecento anni e non sentirli
15
La nuova frontiera della longevity
24 Economia 27 Associazione
aziende 18
Un secolo di precisione e innovazione
37 Education
20
Francolini: inaugurata la nuova telecabina
43 Assoservizi
22
Un sogno lungo vent’anni
“Tu Sei”: i vincitori del 2026
assoservizi 43
Coaching: perchè genera valore
internazionalizzazione 46
Turchia: un ponte tra Europa e Asia
cultura economia
46 Internazionalizzazione 47 Cultura
37
24
L’industria trentina è più competitiva
47
Modelli di cultura d’impresa
48
Tra le pagine del vino
04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 67 | N. 04 Agosto - Settembre 2026
Direttrice Responsabile
Silvia Bruno
TERZO TEMPO
Comitato di Redazione
Trentino, laboratorio di longevità e benessere Le scienze della vita diventano politica industriale ECONOMIA
L’industria trentina è più competitiva
illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI
Rocco Cristofolini Francesco Orefice Roberto Busato Alessandro Santini Nicolò Andreini Paolo Angheben Andrea Marsonet Eduard Martinelli Nicola Mascia Mario Pelanda Maria Cristina Poletto Luca Ribaga
ASSOCIAZIONE
Efficienza energetica: nuove misure per le imprese
EDUCATION
“Tu Sei”: speciale vincitori
Direzione, Redazione e Amministrazione
Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it Progetto grafico
GRAFFITI – It’s Communication Impaginazione e stampa
Litografica Editrice Saturnia Via Caneppele, 46 - Trento Stampata su carta Périgord dalla Cartiera del Garda, derivante da foreste gestite in maniera responsabile. Editore
Associazione degli Industriali della Provincia di Trento Pubblicità
Assoservizi Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990 Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista. Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana INFORMATIVA Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.
AGOSTO SETTEMBRE 2026 ANNO 67 · N°04
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Assoservizi Srl T. 0461 360000 via Degasperi, 77 | Trento I prezzi indicati vanno maggiorati di IVA. L’editore si riserva di valutare di volta in volta la compatibilità con la rivista dei messaggi pubblicati proposti.
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Trazione industriale Forza motrice, cuore d’impresa
editoriale
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Il valore del lavoro tra autorealizzazione e attrattività Ho parlato in più occasioni, anche su queste pagine, dell’assetto che il nostro territorio dovrebbe perseguire in tema di condizioni di contesto e di servizi per essere attrattivo. Mi piacerebbe in questa occasione concentrarmi soprattutto sul tema della qualità del lavoro, perché ho spesso la sensazione che su questo fronte si dica molto a proposito degli aspetti contrattuali e poco a proposito del senso. Credo che nel dibattito attuale la vera sfida per il sistema economico riguardi anche il significato che attribuiamo all’occupazione. Il lavoro deve tornare a essere un’esperienza di realizzazione personale e professionale: un’attività che si sceglierebbe per la propria vocazione, supportata da una remunerazione equa e dignitosa. Siamo convinti che il lavoro di qualità sia la risposta strutturale alle principali sfide sociali del nostro tempo: lo strumento primario per superare le fragilità, contrastare la solitudine, promuovere l’inclusione e garantire equità. Un’occupazione gratificante restituisce centralità alla persona, ricuce i legami comunitari e trasforma il territorio in un ecosistema attrattivo, configurandosi come una vera politica di sviluppo strutturale. Oggi le aziende offrono contesti lavorativi di alta qualità, caratterizzati da forti spinte all’innovazione e da una marcata apertura internazionale. In questo scenario, la rapida evoluzione tecnologica non riduce le opportunità, ma agisce come un acceleratore di valore: lo sviluppo tecnologico sta liberando nuove professioni e profili professionali, eliminando le mansioni più ripetitive. Questo cambiamento permette ai giovani di ricoprire ruoli dinamici che rispondono, molto più che in passato, ai loro obiettivi di gratificazione personale, crescita e autorealizzazione. Di questo dobbiamo tenere conto e in questa direzione desideriamo che il mercato della domanda di lavoro si muova sempre di più: che gli ambienti di lavoro siano anche luogo di confronto e di crescita, di valorizzazione delle peculiarità e delle vocazioni individuali, a beneficio del singolo e dell’organizzazione. In questa prospettiva, parlare di attrattività significa parlare prima di tutto di persone e della possibilità che intendiamo offrire loro di dare un senso al proprio percorso professionale e di vita. Perché un territorio è davvero attrattivo quando non si limita a proporre un luogo in cui lavorare, ma buone ragioni per scegliere di viverci, crescere, immaginare e costruire il proprio futuro. Lorenzo Delladio Presidente di Confindustria Trento
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il punto
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Il futuro è un cantiere L’aspettativa di vita cresce, ma la vera sfida non è solo vivere più a lungo: è garantire che alla longevità corrispondano benessere, autonomia, partecipazione e qualità della vita. Questo cambiamento radicale ci impone di ripensare inevitabilmente la salute, il lavoro, l’impresa e il modo in cui viviamo il nostro territorio. È dentro questa trasformazione che le Scienze della vita assumono un significato che va oltre i confini della sanità. Prevenzione, ricerca, tecnologie, servizi alla persona, nuovi modelli di cura e stili di vita sono parti di uno stesso ecosistema, nel quale innovazione e attenzione alla persona possono diventare motori di sviluppo. Per il Trentino è un’opportunità concreta: abbiamo competenze, imprese, università e strutture di ricerca che possono dialogare e costruire nuove filiere di valore. Anche il mondo del lavoro è chiamato a cambiare. L’invecchiamento della popolazione e la convivenza di più generazioni nelle nostre aziende ci impongono di ripensare organizzazione, ambienti, tecnologie e valorizzazione delle competenze. La salute della persona entra così a pieno titolo nella dimensione produttiva: non come costo da contenere, ma come investimento sulla capacità di un’impresa e di una comunità di continuare a generare valore. È questa la prospettiva con cui Confindustria Trento ha scelto di presidiare il tema, attraverso la delega alle Scienze della vita affidata al past president Fausto Manzana e la nascita della Sezione Sanità e cura della persona. Una scelta che si inserisce nel percorso delle deleghe affidate dal presidente Lorenzo Delladio al Consiglio di Presidenza e che riflette una precisa visione: accompagnare le trasformazioni in corso, mettendo in relazione il sistema produttivo con la ricerca, la sanità, le istituzioni e il territorio. Il Polo delle Scienze della vita di Rovereto e l’inserimento del comparto tra le direttrici di sviluppo di “Trentino 2040” sono segnali importanti di questa direzione. Così come lo è la collaborazione sempre più necessaria tra sanità pubblica e privata accreditata, che ci porterà nei prossimi mesi a sviluppare in Trentino un progetto avveniristico sulla longevità e la medicina preventiva guidato da Luigi Fontana. Le pagine che seguono raccontano il lavoro svolto attraverso questa delega e, soprattutto, una sfida ancora aperta: fare del Trentino un luogo capace di trasformare la longevità e la salute in nuova innovazione, nuova impresa e nuova qualità della vita.
Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento
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copertina
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Il cantiere della longevità Life Sciences, tecnologia e patto territoriale: intervista a FAUSTO MANZANA, past president di Confindustria Trento con delega alle Scienze della vita.
PRESIDENTE Manzana, quando parliamo di Life Sciences la mente corre subito alla medicina e alla clinica. L’approccio di questa delega suggerisce invece che le scienze della vita siano, prima di tutto, un nuovo paradigma umanistico ed economico. A mio avviso, le scienze della vita rappresentano una grande opportunità per rimettere la persona al centro dell’ingranaggio economico e sociale. Oggi la grande sfida non è soltanto curare le patologie, ma coltivare una vera cultura del benessere
che riassuma in sé la salute dell’individuo, l’equilibrio dell’ambiente e la tenuta delle nostre comunità. Non possiamo più permetterci di curare la vita “a pezzetti”, utilizzando una sanità “prestazionale” pensata molti decenni orsono, serve uno sguardo d’insieme. Quando un’impresa progetta un bene o un servizio per il benessere, non sta solo intercettando un mercato, sta contribuendo a definire l’architettura della società di domani e questo fatto ha decisamente maggior rilevanza quando si parla di Salute e Benessere. A proposito di società che cambia: la “longevity economy” sta ridisegnando i nostri equilibri demografici. In Italia saremo oltre 21 milioni di anziani nel 2050. È una minaccia per la tenuta del sistema o una nuova frontiera di sviluppo? Dipende da come decidiamo di abitare questo mutamento. Se guardiamo all’invecchiamento solo come a un costo sociale, abbiamo già perso. Se invece lo cogliamo come una stagione di “longevità attiva”, ci accorgiamo che si sta aprendo un cantiere straordinario di innovazione. La vita si allunga, e con essa deve allungarsi la nostra capacità di generare valore, relazioni, salute. L’idea poi che ci sia uno stacco netto tra la vita lavorativa ed il pensionamento sarà sempre più anacronistica. A mio dire si deve immaginare di armonizzare l’uscita verso il pensionamento con un ritiro parziale e volontario in modo tale da poter continuare a sentirsi parte attiva della società. Non a caso Confindustria Trento ha voluto essere partner del Silver Economy Network promosso da Assolombarda e del Milan Longevity Summit, sposando appieno la prospettiva One Health: la salute dell’uomo e dell’ambiente la prosperità della società e il respiro
La vita si allunga, e con essa deve allungarsi la nostra capacità di generare valore, relazioni, salute.
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del pianeta sono le radici del medesimo albero. La longevity economy è la risposta industriale ed etica a questo cambio di passo epocale. Questo principio d’integrazione come si riflette nella vita quotidiana delle nostre aziende? In che modo le Life Sciences entrano nei processi produttivi e nel vissuto delle comunità? Riformulando il patto tra l’uomo, il suo lavoro e il suo territorio. Pensiamo alle nostre aziende associate: realtà storiche come le strutture termali hanno fatto della cura e della salute la bussola della propria attività. Per loro, e per noi, non si tratta di una pura opportunità di business, ma di una vera e propria bandiera, una missione civile orientata a favorire il benessere individuale e collettivo. Al contempo, nelle fabbriche e negli uffici viviamo una transizione demografica profonda: la convivenza tra quattro generazioni, l’invecchiamento della forza lavoro, la ricerca di nuove ergonomie unita alla necessità di prolungare la vita lavorativa in una prospettiva previdenziale che segue il trend demografico. Le Life Sciences ci offrono gli occhiali e l’opportunità per guardare a queste sfide non come a un limite, ma come a una ricerca di armonia basata su paradigmi nuovi e non su statistiche che guardano ad una realtà che non c’è più e che non potrà più essere. Inserire la salute della persona nei processi significa costruire luoghi che non usurano, ma rigenerano. La Società 5.0 è proprio questo: non una tecnologia che soffoca l’uomo, ma una tecnologia che ne protegge la fragilità. Significa godere dei vantaggi tecnologici senza disperdere il bagaglio esperienziale delle risorse umane più strutturate. Il Trentino possiede un’orografia complessa. Come si coniuga un’offerta sanitaria di alta qualità con questa geografia così peculiare? La nostra orografia non deve essere un destino di isolamento, ma una palestra di innovazione. È qui che la tecnologia si fa ponte. Strumenti come l’intelligenza artificiale o la telemedicina non servono a spersonalizzare la cura, al con-
Le Life Sciences ci offrono gli occhiali e l’opportunità per guardare a queste sfide non come a un limite, ma come a una ricerca di armonia basata su paradigmi nuovi. trario: la portano più vicina, rompono le barriere fisiche, rendono la presa in carico del cittadino capillare e sostenibile, superando anche la drammatica carenza di personale sanitario. Ora immaginare di offrire o pretendere che nelle Valli si possa avere a disposizione l’intera offerta sanitaria è puramente un’illusione. Servono scelte strategiche per poter dare di più e non meno, ovvero dare tutto quello che serve e mantenere un presidio forte nel territorio. Oggi le necessità sanitarie stanno crescendo e continueranno a crescere e l’unica risposta possibile risulta essere la tecnologia che deve diventare la trama invisibile che tiene unito il territorio, garantendo che ogni valle sia collegata al cuore della ricerca e dell’assistenza. In questo senso la nascita del Polo “Scienze della vita” a Rovereto e l’inserimento del comparto tra le direttrici di evoluzione tecnologica del piano di sviluppo economico e industriale “Trentino 2040”, sviluppato dalla Provincia su forte stimolo dell’Associazione, rappresentano un volano per fare del Trentino un’eccellenza internazionale della medicina predittiva e personalizzata. In questo scenario, come si declina il rapporto tra sistema pubblico e privato? Alcuni dati di contesto: il Centro Studi Confindustria da alcuni anni stima il valore in percentuale del Pil sviluppato dalla filiera “Salute” pubblica e privata, compreso l’indotto, nell’economia del Paese. Il valore della filiera, in rapporto al Pil
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In occasione dell’Assemblea Privata di Confindustria, sono state premiate dal presidente Emanuele Orsini e dal direttore Maurizio Tarquini, Lorenza Zorzi e Claudia Campregher, in Associazione da 35 e 25 anni.
Dopo tanti anni di impegno, professionalità e dedizione, Carla Scappini ha concluso, nei primi mesi di questo 2026, il suo percorso lavorativo in Associazione. Il suo contributo, le competenze condivise e i rapporti di stima e collaborazione costruiti nel tempo rappresentano un patrimonio prezioso che desideriamo ricordare con affetto e riconoscenza. A lei va il più sincero ringraziamento, insieme ai migliori auguri per questa nuova fase della vita, ricca di soddisfazioni, serenità e nuove opportunità.
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complessivo italiano, è in continua crescita, attestandosi al 13% sul totale nel 2023, con la stima di arrivare al 18% nel 2035. Rammento che in senso allargato il pil prodotto dal Turismo arriva al 12% o perlomeno questo dato viene riportato nel documento “Trentino 2040”. Come è evidente, si può ragionevolmente affermare che la filiera della salute in Italia contribuisce, da anni, a sostenere socialmente ed economicamente il Paese. Su questo incide un elemento importante, ovvero che i comparti manifatturieri della filiera sono altamente internazionalizzati (l’export complessivo di filiera ha superato i 65 mld di euro nel 2024, un valore che segna un +59% rispetto al 2019) e contribuiscono intensamente alle attività di R&S del Paese, insieme ai servizi sanitari, portando gli investimenti privati a oltre 3 mld di euro (un valore che equivale al 15% del totale degli investimenti in R&S privati nel Paese). Anche l’occupazione traina il valore aggiunto: nel 2018, l’occupazione complessiva della filiera, indotto compreso, era stimata in 2,4 mln di occupati. Nel 2023, tale valore supera i 3,1 milioni di persone. Quanto al ruolo di Confindustria Trento? L’Associazione ha scelto di mettersi in gioco in prima persona, come dimostra la nascita della nostra Sezione Sanità e cura della persona. Non crediamo nelle contrapposizioni ideologiche: pubblico e privato accreditato sono i due pilastri che sostengono il medesimo arco. Se uno dei due cede o si isola, l’intera struttura sociale del territorio perde la sua tenuta. La sfida è farli lavorare insieme con fluidità, creando un ecosistema virtuoso dove la ricerca di Università di Trento, i poli di innovazione, le aziende e le istituzioni sanitarie parlino la stessa lingua. Vogliamo che il Trentino non sia soltanto uno spettatore dei grandi cambiamenti, ma un laboratorio nazionale per la salute e la ricerca. Creare sinergia significa trasformare le eccellenze sparse in una rete solida, capace di garantire un welfare d’avanguardia e di attrarre competenze, investimenti e futuro. (sb e ss)
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Duecento anni e non sentirli Nell’anno dell’anniversario le Terme di Comano puntano su un nuovo modo di intendere il benessere. “La longevità non è solo una proposta per gli ospiti: è il modo in cui intendiamo il nostro ruolo verso il territorio”. di ALESSANDRO DE BERTOLINI
I duecento anni delle Terme di Comano sono l’occasione per “riflettere sul dono, sulla memoria e sul futuro di un patrimonio collettivo” che ha fatto delle Terme di Comano un caso di eccellenza. “Le Terme di Comano – ha dichiarato Elena Andreolli, consigliere delegato dell’azienda consortile – sono un patrimonio del territorio e hanno la responsabilità di continuare a esserlo, evolvendo. Duecento anni fa Giovanni Battista Mattei affidò alla comunità un dono e un’opportunità. Generazioni di persone hanno saputo trasformarli in valore per il territorio e oggi quella responsabilità è anche nostra: custodire ciò che abbiamo ricevuto, interpretarlo e farlo evolvere perché continui a generare valore per chi verrà dopo di noi”. Nell’anno dell’anniversario, Terme di Comano ha puntato su tradizione, ricerca e innovazione consolidando ulteriormente il proprio ruolo tra le realtà leader a livello nazionale nel settore della medicina preventiva e della longevity. Un comparto strategico in costante crescita, quello della longevity, e una questione anche economica e culturale. I dati Istat confermano infatti che gli over 55 rappresentano oggi in Italia quasi il 40% della popola-
zione e nel 2050 potrebbero raggiungere il 46,9%. Un fenomeno che trasforma la longevità in un tema cruciale per tutto il settore sanitario e del wellness. Alle Terme di Comano la longevità è il cuore pulsante dell’offerta per gli ospiti e del core aziendale. “Per noi – continua Elena Andreolli – la longevità significa soprattutto qualità della vita nel tempo. Significa lavorare sulla prevenzione prima che sulla correzione, aiutando le persone a conoscere meglio il proprio stato di salute e ad agire concretamente sui fattori che possono modificarne l’evoluzione. È una direzione coerente con ciò che Comano fa da sempre: prendersi cura delle persone, integrando oggi acqua termale, medicina, ricerca, natura e stili di vita”. Negli ultimi 12 anni l’azienda ha investito oltre 750mila euro in ricerca e sviluppo lavorando a stretto contatto con università e centri di studio accreditati, dimostrando con risultati concreti le proprietà antinfiammatorie, lenitive
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e rigenerative del microbiota Mesorhizobium comanense: un lisato batterico derivato direttamente dall’Acqua Termale di Comano, l’acqua bicarbonato-calcio-magnesiaca che sgorga dalle Dolomiti di Brenta. Grazie alle caratteristiche esclusive, l’Acqua Termale è posta al centro dei servizi curativi alle Terme di Comano, ma è solo uno dei pilastri fondamentali del cosiddetto Metodo Comano, un ecosistema basato sull’interazione tra Acqua Termale, medicina specialistica, natura e stile di vita. Il Metodo Comano è un approccio integrato che combina le proprietà dell’Acqua Termale con le cure specialistiche del Centro Dermatologico, le pratiche di Natural Wellness nel Parco Termale della struttura e un’educazione terapeutica mirata: “Un approccio che agisce sui principali meccanismi biologici dell’invecchiamento precoce e in particolare sull’infiammazione cronica di basso grado, sullo stress ossidativo e sulla glicazione dei tessuti”. Nel trattamento dell’ospite, tutto parte da un check-up iniziale. “Il nostro obiettivo – spiega Andreolli – non è aggiungere singoli servizi a un’offerta termale tradizionale, ma costruire percorsi sempre più personalizzati. Il check-up ci permette di partire dalla persona, individuare i principali fattori sui quali è possibile intervenire e tradurre la valutazione clinica in indicazioni e percorsi concreti su movimento, alimentazione, recupero, gestione dello stress e salute della pelle. È questa integrazione tra valutazione, prevenzione ed esperienza che vogliamo rendere distintiva del Metodo Comano”. Dopo il check-up, l’ospite può scegliere tra cinque Percorsi Longevity. “Longevity sleep, un protocollo dedicato alla regolazione del sonno e dei ritmi biologici. Longevity detox, un percorso di riequilibrio per eliminare il carico tossinico e
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ambientale, riattivare il metabolismo e contrastare gli effetti di un’alimentazione irregolare. Longevity relax, focalizzato sulla gestione dello stress psicologico e sulla riduzione dell’infiammazione sistemica che ne consegue. Longevity activity, dedicato al recupero del movimento e della forza muscolare. Longevity skin, che lavora sulla salute della pelle analizzandone il legame con il sistema immunitario e il microbiota per contrastare l’inflammaging cutaneo”. In questo “ecosistema” ad approccio sinergico, anche il Parco Termale svolge una parte fondamentale. Terme di Comano ha da poco annunciato con orgoglio che il Parco Termale ha ottenuto la qualificazione ufficiale per la Terapia forestale, rilasciata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) secondo i metodi elaborati dal Comitato scientifico nazionale per la Terapia forestale. “Si tratta di un traguardo importante per il nostro centro termale – afferma Elena Andreolli – che inserisce in modo sempre più integrato la natura all’interno dei percorsi di salute, prevenzione e benessere. La qualificazione del Parco per la Terapia forestale rafforza una direzione sulla quale stiamo lavorando da tempo: fare dell’ambiente naturale non semplicemente il contesto delle Terme, ma una componente sempre più integrata dei nostri percorsi di salute e prevenzione”.
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La nuova frontiera della longevity Non solo vivere più a lungo, ma vivere più a lungo stando bene. La filosofia longevity delle Terme di Levico si prende cura di corpo e mente all’insegna della prevenzione, della cura e della qualità della vita.
QUANDO si parla di longevity, il rischio è che il termine finisca per diventare una parola di moda associata a promesse di una vita più lunga. A Levico Terme, invece, la prospettiva è diversa: riportare il concetto di longevità alla sua dimensione più concreta, quella della salute, della prevenzione e della possibilità di invecchiare mantenendo il più a lungo possibile autonomia e qualità della vita. È questa la direzione scelta da Terme di Levico e Vetriolo, la società che gestisce dalla primavera del 2025 il compendio termale di Levico Terme, di proprietà della Provincia autonoma di Trento. Dopo sedici mesi di attività e con la seconda stagione estiva in corso, il nuovo board ha definito una strategia precisa: potenziare la struttura come centro dedicato alla medicina del benessere, dove le proprietà delle acque termali si integrano con la prevenzione, la riabilitazione e un costante impegno nella ricerca scientifica. “Non parliamo di wellness, ma di medicina del benessere termale”, spiega Massimo Oss, che guida la società insieme a Mirko Pellegrini con Giampiero Passamani alla presidenza. Il punto di partenza è il dato scientifico: “L’acqua termale non
è solo esperienza di benessere, ma uno strumento che può affiancare la medicina nella prevenzione e nel trattamento di determinate condizioni”. Da quando è subentrata alla precedente gestione, la società ha rafforzato l’attività di ricerca conducendo due studi sulle acque di Levico in collaborazione con l’Università di Padova e l’Università di Pisa, i cui risultati sono stati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche di settore. “Questi studi hanno ulteriormente confermato le proprietà delle nostre acque”, sottolinea Massimo Oss. “Da un lato, la capacità di ridurre il rischio di insorgenza di alcune patologie respiratorie, soprattutto nei bambini e negli anziani. Dall’altro, la possibilità di trattare meglio queste patologie in accompagnamento alle cure tradizionali, con una riduzione del ricorso agli antibiotici”. La stessa impostazione riguarda la termalità tradizionale: balneoterapia e fangoterapia vengono utilizzate nel trattamento di patologie dell’apparato muscoloscheletrico, dall’artrosi alle artriti fino alla fibromialgia. La nuova strategia è giunta in un momento in cui la priorità era innanzitutto garantire la continuità della struttura. Nel 2025, il subentro della nuova società ha infatti permesso di evitare la chiusura del compendio termale, che si trovava in una situazione di liquidazione. Una delle prime decisioni è
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stata confermare l’intero organico, salvaguardando circa 60 posti di lavoro, in larga parte occupati da donne. Da quel momento il progetto ha iniziato a evolversi anche sul piano dell’offerta sanitaria. “Il poliambulatorio medico – prosegue Oss – è passato dalle sei specialità presenti al momento del subentro alle 18 attuali. Alcune attività vengono svolte anche in convenzione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, attraverso l’accesso con prescrizione medica, contribuendo così ad accorciare le liste d’attesa”. Un’altra area strategica è quella della riabilitazione, in particolare per i pazienti sottoposti a interventi all’anca e al ginocchio. “Il reparto di fisioterapia – continua – è stato rafforzato passando da una sola fisioterapista part-time a quattro professionisti a tempo pieno. È stata inoltre sviluppata una competenza specifica nella preparazione pre-operatoria e nella riabilitazione post-operatoria”. I numeri raccontano una struttura che sta ampliando progressivamente il proprio bacino di attività: “Oggi le Terme di Levico e Vetriolo trattano circa 10mila utenti ogni anno, per un totale di circa 100mila prestazioni. Circa l’80% degli utenti proviene dal Trentino, in particolare dalla Valsugana, dall’Altopiano di Piné, dalla Vigolana e dal bacino di utenza di Trento e della Rotaliana”. La società indica una crescita delle prestazioni di circa l’8% rispetto al 2024, con un andamento positivo confermato anche nel passaggio dal 2025 al 2026. La dimensione economica, tuttavia, non esaurisce la missione della nuova gestione. “Il compendio termale – conclude Massimo Oss – appartiene alla Provincia autonoma di Trento e rappresenta quindi un patrimonio pubblico dell’intera comunità trentina. Vogliamo valorizzare questo patrimonio nel quadro di un’attività economicamente sostenibile senza perderne l’identità. È anche per questo che non immaginiamo una trasformazione delle terme in un centro ricreativo tradizionale, con piscine ludiche o attrazioni dedicate al semplice intrattenimento. Questo non avverrà sotto la nostra governance.
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Per noi la scelta è un’altra: investire sulla salute”. Il caso di Levico si inserisce in una trasformazione più ampia del concetto stesso di benessere. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente attenzione alla prevenzione stanno spostando la domanda dai servizi orientati esclusivamente al relax verso percorsi capaci di integrare salute, prevenzione, cura e recupero funzionale. È in questo spazio che la medicina del benessere può trovare una propria identità. Per le Terme di Levico significa valorizzare ciò che esiste già — l’acqua, la tradizione termale e il patrimonio storico — mettendolo in relazione con ricerca scientifica, medicina specialistica e riabilitazione. La scommessa è quindi duplice: costruire un’impresa più solida e moderna e, allo stesso tempo, dimostrare che un patrimonio termale storico può diventare una risposta contemporanea a una delle grandi sfide dei prossimi decenni: non semplicemente vivere più a lungo, ma vivere più a lungo stando bene. (adb)
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Un secolo di precisione e innovazione Ha festeggiato a Rovereto i primi cent’anni di vita e di attività Pama: il produttore con la maggior quota di mercato mondiale nel comparto delle alesatrici e fresatrici.
È una delle aziende produttrici di macchine utensili più longeve e rappresentative a livello mondiale: Pama, fondata nel 1926 a Verona e trasferitasi a Rovereto negli anni Ottanta, ha celebrato nelle scorse settimane i primi cento anni di vita e di attività in un evento che ha coinvolto autorità e stakeholder, insieme a tutti i dipendenti dello stabilimento. Accogliendo i presenti presso la sede di Rovereto, l’amministratore delegato Alessandro Batisti ha evidenziato la passione, l’impegno e la capacità di adattarsi ai cambiamenti nel corso del tempo, mantenendo sempre intatta la volontà di costruire valore attraverso l’innovazione nelle macchine utensili. L’azienda si distingue per la capacità di sviluppare soluzioni innovative e di anticipare l’evoluzione delle esigenze produttive, affiancando i propri clienti nell’individuazione della tecnologia più adatta a ogni applicazione. La gamma di prodotti, caratterizzata da un’elevata diversificazione tecnologica, comprende alesatrici e fresatrici orizzontali e verticali, a portale e a tavola mobile, e centri di lavoro multitasking e sistemi per garantire la completa automazione delle macchine, quali teste accessorie, TRENTINOINDUSTRIALE.COM | AGO - SET 2026
tavole, magazzini utensili e magazzini teste accessorie e cambio pallet. Le soluzioni sono progettate per soddisfare le esigenze produttive di aziende operanti in numerosi strategici settori industriali, dove sono richiesti i più elevati livelli di rigidità strutturale, precisione e affidabilità. Tra i principali ambiti applicativi figurano l’energia, oil & gas, la meccanica generale, le macchine movimento terra, l’aerospace, le macchine utensili, il settore ferroviario, la cantieristica navale e la produzione di grandi motori diesel. L’azienda gestisce tre stabilimenti produttivi: due in Italia, a Rovereto e Brescia, e uno in Cina, a Shanghai, dedicato alla produzione di macchine destinate al mercato locale. Tutte le soluzioni vengono distribuite e installate direttamente dall’azienda, che opera a livello globale attraverso una capillare rete di vendita e assistenza. I principali mercati di riferimento sono l’Asia, le Americhe e l’Europa, dove Pama supporta i propri clienti lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto, dalla progettazione all’assistenza post-vendita.
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L’obiettivo dell’azienda è offrire soluzioni complete e ad alte prestazioni, mettendo a disposizione non solo macchine di eccellenza, ma anche know-how specialistico e supporto applicativo attraverso un reparto tecnologico dedicato. Grazie a queste competenze, Pama è in grado di rispondere alla crescente domanda di sistemi produttivi automatizzati e non presidiati, sviluppando impianti “chiavi in mano” che consentono ai clienti di affrontare con successo le sfide legate alla disponibilità di competenze tecniche avanzate e all’aumento dell’efficienza produttiva. In quest’ottica la valorizzazione delle persone e delle competenze diventa un elemento chiave della crescita aziendale. In un contesto produttivo caratterizzato da tecnologie sempre più avanzate, Pama ha sviluppato una Academy interna rivolta ai neo-diplomati, con percorsi formativi specifici che consentono di acquisire competenze tecniche altamente qualificate e di tramandare il patrimonio di conoscenze maturato in un secolo di attività, come investimento concreto sulle nuove generazioni, fondamentale per garantire continuità, innovazione e sviluppo futuro. Allo stesso tempo la continua attività di ricerca e sviluppo costituisce un elemento distintivo di Pama.
Grazie a un reparto tecnico dedicato, l’azienda sviluppa costantemente nuove soluzioni e tecnologie avanzate, anticipando le evoluzioni del mercato e supportando i clienti nell’affrontare le sfide della produzione moderna. È proprio la capacità di coniugare un secolo di esperienza e tradizione con una costante attività di ricerca e sviluppo che consente a Pama di celebrare oggi questo importante traguardo, mantenendo inalterata la propria vocazione all’innovazione e la capacità di rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione.
All’evento ha preso parte anche il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato che ha consegnato la consueta targa celebrativa dell’anniversario. “Possiamo dire con orgoglio – ha detto Busato – che Pama rappresenta una delle imprese costruttrici di macchinari industriali con più lunga tradizione in Europa. Avere nel nostro territorio il produttore con la maggior quota di mercato mondiale nel comparto delle alesatrici e fresatrici deve rappresentare per il Trentino un vanto da valorizzare e supportare. Per il valore che genera per il territorio, per le oltre 350 persone che lavorano al suo interno e per tutta la filiera coinvolta”.
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Francolini: inaugurata la nuova telecabina Uno dei più importanti investimenti mai realizzati sugli Altipiani Cimbri: il nuovo impianto punta ad ampliare l’offerta turistica e a rendere la montagna attrattiva tutto l’anno. di EDUARD MARTINELLI, Marketing e Relazione con gli Associati, Confindustria Trento
NEL mese di giugno si è tenuta la cerimonia inaugurale della nuova telecabina realizzata da FolgariaSki Spa che collega la località di Francolini a Sommo Alto. L’impianto, che sostituisce una precedente seggiovia arrivata al termine della propria vita tecnica, ha una lunghezza lineare di circa 2800 metri e consente, in soli 8 minuti, di superare un dislivello altimetrico di circa 500 metri. Il progetto ha richiesto 7 anni di lavoro tra progettazione, autorizzazione e realizzazione e
Autoindustriale ha festeggiato nelle scorse settimane i 140 anni di Mercedes-Benz presso lo showroom di Trento, in uno spazio immersivo dove passato, presente e futuro Mercedes-Benz si incontrano in un’esperienza unica. Presentate, nel corso della serata, la nuova Classe S e le ultime novità della Stella.
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costituisce uno dei più importanti investimenti mai realizzati sugli Altipiani Cimbri. Lo scopo è anche quello di completare l’offerta turistica e di favorire la destagionalizzazione, con il potenziamento dell’offerta estiva. Da qui la scelta di sostituire le seggiole con 36 cabine da 10 posti (ma l’impianto può arrivare fino a 54), più consone per il trasporto di passeggini, biciclette, animali e accessibili anche da parte di persone con disabilità. I costi dei lavori, comprendenti anche il rifacimento dei magazzini, dell’impianto di innevamento e il prolungamento della relativa pista Francolini, per una lunghezza totale di 3 km, hanno superato i 20 milioni di euro. Al progetto, oltre alla Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo ed Euregio Plus, hanno partecipato anche il Comune di Folgaria, Soci Privati (in particolare operatori del territorio), il socio UCTS e gli Istituti di Credito Popolare di Sondrio e BPM. “Siamo molto orgogliosi di questo risultato – spiega Denis Rech, direttore generale di FolgariaSki Spa – perché è il frutto di un lungo percorso che ha coinvolto non solo la nostra società, ma anche le istituzioni locali e provinciali ai diversi livelli. È stato un lavoro molto complesso, che ha richiesto l’impegno e la dedizione di tutti i nostri collaboratori, che desidero ringraziare per la grande professionalità dimostrata. Si tratta di un investimento di grande rilevanza per una società di medie dimensioni come la nostra, ma abbiamo voluto farlo perché abbiamo fiducia nella capacità del nostro territorio di essere attrattivo e di generare valore per tutta la comunità”. Oltre a Denis Rech e al presidente di FolgariaSki, Stefano Robol, erano presenti al taglio del nastro il sindaco di Folgaria, Michael Rech, il vicepresidente di Trentino Sviluppo, Albert Ballardini, e l’assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni. Confindustria Trento è intervenuta all’evento con i propri rappresentanti, che hanno provveduto alla consegna di una targa celebrativa a nome del presidente Lorenzo Delladio e del direttore generale Roberto Busato.
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Un sogno lungo vent’anni ATIS celebra due decenni di crescita ripercorrendo un percorso costruito su lavoro, coraggio, innovazione e valori condivisi, insieme alle persone che hanno contribuito a renderlo possibile.
“VENT’ANNI fa è iniziata un’av-
ventura che ha cambiato la vita della nostra famiglia. Un progetto nato dal desiderio di costruire un ambiente di lavoro fatto di persone oneste, relazioni autentiche e passione per ciò che facciamo. Non avevamo tutte le risposte e non sapevamo dove ci avrebbe portato quel percorso. Sapevamo però una cosa: volevamo costruire qualcosa che rispecchiasse i nostri valori”. Con queste parole Serena Pancheri, titolare con il padre Fulvio di Atis Srl, ha celebrato lo scorso luglio un traguardo importante: non solo l’occasione di festeggiare due decenni di attività, ma il momento per ripercorrere un percorso fatto di impegno, passione, innovazione e crescita costante assieme a tutte le persone che hanno contribuito a renderlo possibile. La cerimonia si è svolta presso lo stabilimento di Atis a Mezzolombardo, con uno speech iniziale affidato ad Alessandro Colombo, atleta amputato, coach e consulente di Assoservizi, che ha riflettuto sulle spinte motivazionali, la capacità di resistenza e resilienza che sta alla base delle grandi sfide. Assieme alle autorità della Provincia autonoma di Trento e ad altri protagonisti della politica
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e del tessuto imprenditoriale della Rotaliana, era presente Marco Giglioli, presidente della Sezione Meccanica, meccatronica e impianti di Confindustria Trento, che ha consegnato alla famiglia Pancheri la targa di Confindustria. Con l’attribuzione del riconoscimento, Giglioli ha voluto sottolineare i meriti di una storia di successo, un caso di eccellenza in Trentino. Leader nella progettazione e produzione di manipolatori pneumatici industriali di alta gamma (sistemi per la movimentazione in ergonomia e in condizione bilanciata per qualsiasi tipologia di oggetto e carico), Atis è cresciuta grazie alla visione imprenditoriale e alla forte intesa tra padre e figlia. “Quando iniziammo – ha proseguito Serena Pancheri nel suo discorso alla cerimonia – non sapevamo se il mese successivo saremmo riusciti a portarci a casa uno stipendio. Passavamo le giornate cercando qualcuno disposto a darci fiducia, anche solo con un piccolo ordine. Qualcosa da saldare, da costruire, che ci permettesse di mettere in moto la macchina e cominciare davvero. Il nostro ufficio era una piccola stanza ricavata in un angolo del capannone che avevamo preso in affitto.
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Non c’era il riscaldamento. Non c’era il raffrescamento. Sul pavimento un semplice linoleum. Quando pioveva dalla porta entrava l’acqua. Le scrivanie erano il tavolo della vecchia cucina di casa, così come le sedie. Quando tirava vento, qualche foglia entrava da sotto il tetto, perché era tutt’altro che coibentato e sigillato”. Cominciando dagli inizi, Serena ha così ricordato i passaggi più difficili, coinvolgendo la platea in un racconto emotivo, non soltanto cronologico e cronachistico. “Ci sono momenti in cui ti affidi alle parole degli altri, fai progetti, aspetti opportunità che sembrano vicine. E poi scopri che non tutte le persone mantengono la parola data. Che alcuni impegni vengono presi con leggerezza, mentre tu su quelle parole avevi costruito progetti, aspettative e speranze. Ma è proprio in quei momenti che impari a fare affidamento sulle tue risorse, sulla tua determinazione e sulle persone che scelgono davvero di camminare al tuo fianco. È stato grazie a loro che questo viaggio è davvero iniziato”. Un viaggio che ha portato l’azienda verso una crescita costante su basi solide e valori chiari. “Ricordo ancora quando andai a comprare le viti per assemblare il primo manipolatore. Ma eravamo felici perché avevamo l’opportunità di lavorare, di costruire qualcosa. Le giornate erano lunghe, la fatica era tanta e le preoccupazioni non mancavano, ma avevamo uno scopo. E quando hai uno scopo chiaro, trovi energie che non sapevi nemmeno di avere”. Poi tutto è cambiato. “Oggi vedete una realtà che occupa 28mila metri quadrati, una sede progettata per essere all’avanguardia dal punto di vista architettonico, energetico e del benessere delle persone che ci lavorano. Vedete il vigneto, l’orto e gli spazi pensati per il futuro. Ma noi siamo rimasti quelli di sempre. Persone semplici che amano il proprio lavoro. Persone che credono ancora che la parola data abbia un valore. Persone che credono che il successo non si misuri soltanto nei numeri, ma nella fiducia che si riesce a costruire nel tempo”. Mettendo al centro le persone e i valori delle
persone, Serena ha infine spostato l’accento sulla gratitudine, un sentimento ricorrente nel suo discorso. “A tutti coloro che fanno parte di questa avventura va il nostro ringraziamento più sincero. Perché un’azienda non cresce grazie agli edifici, alle macchine o ai numeri. Cresce grazie alle persone che ogni giorno decidono di crederci, di impegnarsi e di camminare insieme nella stessa direzione. Se Atis è arrivata fino a qui il merito è anche loro”. Alla base di tutto, oggi come ieri, nel 2026 come vent’anni fa nel 2006, il coraggio di sognare e di credere nei sogni. “Se questo percorso ci ha insegnato qualcosa – ha concluso Serena – è che i sogni non si realizzano perché sono facili. Si realizzano perché qualcuno trova il coraggio di crederci quando ancora non esiste nulla. Oggi abbiamo una bella azienda. Ma soprattutto abbiamo una storia. Una storia fatta di lavoro, valori, rispetto, amicizia e famiglia. Una storia di cui siamo profondamente orgogliosi”. (adb)
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L’industria trentina è più competitiva Ispat conferma che la capacità del territorio di creare ricchezza è strettamente legata alle performance del comparto industriale: la sfida ora è crescere in tecnologia e competenze. di NICOLA MASCIA, Progetti Speciali, Confindustria Trento
IL sistema produttivo trentino
continua a distinguersi per solidità e capacità competitiva. È quanto emerge dal rapporto Ispat “Struttura e competitività del sistema produttivo trentino”, che restituisce l’immagine di un territorio capace di generare livelli di produttività superiori alla media italiana grazie soprattutto alla forza del suo sistema industriale. Nel 2023 le imprese dell’industria e dei servizi di mercato hanno prodotto oltre 12,4 miliardi di euro di valore aggiunto, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. Il valore aggiunto per addetto ha raggiunto i 67,5mila euro, contro i 59,3mila della media nazionale e i 66,7mila delle regioni del Nord, confermando il buon posizionamento competitivo del Trentino a livello nazionale. A trainare questi risultati è soprattutto l’industria. Il comparto industriale genera infatti il 43,7% del valore aggiunto e il 47,3% del fatturato complessivo dell’economia di mercato provinciale, mentre la produttività supera i 93mila euro per addetto e raggiunge oltre 105mila euro nella sola manifattura. Numeri che confermano come la capacità del territorio di creare ricchezza sia
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Valore aggiunto per addetto e fatturato per addetto per i settori industria e servizi in Trentino e per la ripartizione Nord (periodo 2015-2023)
(valori in migliaia di euro)
Valore aggiunto per addetto
Fatturato per addetto
100,0
400,0
90,0
350,0
80,0
300,0
70,0 250,0 60,0 200,0
50,0
150,0
40,0
100,0
30,0 2015
2017
2019
Trentino industria Nord industria
2021
2023
Trentino servizi Nord servizi
2015
2017
2019
Trentino industria Nord industria
2021
2023
Trentino servizi Nord servizi
Fonte: Istat, Frame SBS Territoriale - Elaborazione ISPAT
Distribuzione degli addetti delle attività manifatturiere rispetto al livello tecnologico per territorio (valori percentuali)
Trentino
2,7
23,4
30,9
43,0
Alto Adige 1,6
24,0
25,6
48,8
Nord
4,3
30,7
33,8
31,2
Italia
4,3
26,4
32,7
36,6
Alto
Medio/alto
Fonte: Istat, Frame SBS Territoriale - Elaborazione ISPAT
Medio/basso
Basso
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strettamente legata alle performance del comparto industriale. Il peso dell’industria risulta ancora più evidente se si amplia lo sguardo alle attività che operano in stretta connessione con il manifatturiero. Il rapporto evidenzia infatti che, considerando trasporti, logistica, servizi ICT e altre attività avanzate legate alla produzione, il comparto industriale supera abbondantemente la metà del valore aggiunto prodotto in provincia. Essere competitivi a livello nazionale deve rappresentare uno stimolo per guardare ai benchmark internazionali. Proprio per questo assume particolare rilevanza uno dei principali elementi messi in luce dallo studio: la necessità di rafforzare la componente tecnologica del sistema produttivo. Il Trentino mantiene infatti una forte specializzazione in comparti tradizionali che rappresentano un patrimonio industriale fondamentale ma che presentano un contenuto tecnologico mediamente inferiore rispetto ad altre specializzazioni manifatturiere. Gli addetti occupati nelle attività a tecnologia alta e medio-alta rappresentano infatti il 26,1% del totale della manifattura, contro il 35% delle regioni del Nord e il 30,7% della media nazionale. Un divario che assume particolare significato se si considera che proprio le imprese tecnologicamente più avanzate registrano le migliori performance economiche. Altro elemento strategico per tutti i settori è poi la conoscenza. Il rapporto evidenzia come il peso delle attività ad alta intensità di conoscenza resti inferiore rispetto alla media del Nord e nazionale. In un contesto in cui innovazione, digitalizzazione, ricerca e sviluppo assumono un ruolo crescente, la disponibilità di competenze qualificate diventa una condizione essenziale per sostenere la competitività del sistema produttivo. La capacità di attrarre e trattenere tecnici specializzati, ricercatori, ingegneri, professionisti ICT e figure manageriali rappresenta quindi una leva strategica non solo per le singole imprese ma per l’intero territorio. La crescita delle attività a maggiore valore aggiunto passa, in-
fatti, sempre più attraverso la disponibilità di capitale umano qualificato e la capacità di trasformare conoscenza e innovazione in sviluppo economico. Il rapporto conferma inoltre il ruolo decisivo dell’internazionalizzazione. Le imprese esportatrici sono appena il 3,5% del totale, ma concentrano il 18,9% degli addetti, generano il 32,6% del valore aggiunto e realizzano oltre il 40% dei ricavi complessivi. La loro produttività risulta quasi doppia rispetto a quella delle imprese che operano esclusivamente sul mercato interno, a dimostrazione di quanto l’apertura ai mercati internazionali rappresenti un fattore determinante di competitività. Un ulteriore elemento riguarda la dimensione aziendale. La produttività cresce infatti in modo significativo all’aumentare delle dimensioni dell’impresa: dai 53,4mila euro per addetto delle microimprese si sale a oltre 102mila euro nelle aziende tra 50 e 249 addetti. Analogamente, le imprese appartenenti a gruppi aziendali, pur rappresentando appena il 10,4% del totale, generano il 52,8% del valore aggiunto e il 63,1% del fatturato provinciale. La fotografia restituita da ISPAT racconta dunque un Trentino competitivo, con una forte vocazione industriale e livelli di produttività superiori alla media nazionale. Partendo dai dati, individua inoltre alcune direttrici strategiche per il futuro: consolidare i comparti tradizionali, rafforzare il peso delle attività ad alta tecnologia, sviluppare servizi avanzati e funzioni ad alta intensità di conoscenza, sostenere l’internazionalizzazione e favorire percorsi di crescita delle imprese. I dati del 2023 fotografano una situazione positiva che però, conoscendo il trend negativo del biennio 2024-2025, non può essere il metro di giudizio per il futuro. Se oggi l’industria rimane il cuore dell’economia trentina, la sua capacità di continuare a generare valore dipenderà sempre di più dall’innovazione, dalle competenze e dall’integrazione con quei servizi avanzati che costituiscono il nuovo ecosistema della competitività.
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Efficienza energetica: nuove misure per le imprese Con due nuovi strumenti agevolativi, la Provincia di Trento supporta le imprese nella transizione energetica, sostenendo interventi concreti per ridurre consumi e costi. di GIANLUCA FEDRIZZI, Area Economia d’Impresa, Confindustria Trento
NEL mese di maggio la Giunta provinciale ha approvato il Bando “Energia Sviluppo” che intende supportare pmi e grandi imprese negli investimenti che contribuiscono alla riduzione dell’impatto sui bilanci di esercizio dell’innalzamento dei costi per l’approvvigionamento energetico. La dotazione finanziaria, pari a 10 milioni di euro, permetterà di agevolare iniziative che interessano le unità operative oppure il parco mezzi aziendale e che determinano un miglioramento del consumo energetico annuo di almeno un 2% delle unità operative trentine. È previsto un contributo pari al 30%, concesso in regime de minimis ed erogato in unica soluzione, elevabile al 40% con eventuali maggiorazioni. Le iniziative devono essere avviate dopo il 1° giugno 2026 e completate nei 18 mesi successivi alla data di concessione dell’incentivo. Nel corso del mese di agosto è stato approvato anche un secondo aiuto, grazie ad una modifica dei criteri attuativi della Legge provinciale n. 6/2023, per agevolare investimenti di modifica, sostituzione o integrazione degli impianti di processo (macchinari, impianti, hardware/software) che
consentono un miglioramento dell’efficienza energetica. L’investimento deve garantire un risparmio di energia primaria calcolato rispetto ai consumi dei 4 anni precedenti la data di presentazione della domanda. Il risparmio deve raggiungere almeno le seguenti soglie: a. 5%, se il risparmio è calcolato sul processo interessato dall’investimento (ciclo produttivo); b. 3%, se il risparmio è calcolato sull’intera struttura produttiva (sistema edificio-impianto). La riduzione dei consumi dovrà essere desunta da una diagnosi energetica pre-intervento redatta secondo la norma UNI CEI EN 16247 allegata alla domanda a pena di inammissibilità. L’agevolazione, che potrà riguardare sia le pmi sia le grandi imprese, con contributo concesso fuori dal regime de minimis, potrà essere pari al 15%. In alternativa, è possibile optare per una misura di incentivazione pari al 30% delle spese ritenute ammissibili in presenza di uno “scenario controfattuale”. La misura di incentivazione è aumentata del 10% per le piccole imprese e del 5% per le medie imprese. Per entrambi gli strumenti, la presentazione della domanda di agevolazione dovrà avvenire tramite l’utilizzo della piattaforma informatica provinciale, che sarà operativa, indicativamente, da settembre.
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Insights Discovery®: nuovo potenziale per l’HR Presentato nel corso del workshop omonimo, Insights Discovery® analizza le diverse sfaccettature della personalità trovando applicazione nei processi HR e generando un impatto positivo sulle organizzazioni. di KEVIN ANTONIO MARCHIONE, Area Lavoro e Welfare, Confindustria Trento
SI è svolto presso la Sala Degasperi di Confindustria Trento, il workshop Insights Discovery® Assessment, realizzato in collaborazione con Nodus-HR e aperto agli HR manager delle aziende associate. A guidare i lavori sono stati Andrea Pozzan, amministratore e senior consultant di Nodus-HR, e Alice Massignani, coach e HR consultant, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta del modello e delle sue applicazioni nei contesti aziendali. Insights Discovery® è uno strumento di analisi che aiuta a far emergere diverse sfaccettature della personalità: stile personale, comportamento, preferenze,
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predisposizioni e potenziale. L’analisi, individuale o di gruppo, si basa sulle tipologie della personalità elaborate da Carl Gustav Jung e sintetizza i risultati attraverso quattro energie primarie, rappresentate da un codice a colori: blu (analisi e riflessione), rosso (determinazione e orientamento all’azione) giallo (entusiasmo, creatività e relazione), verde (ascolto, equilibrio e attenzione alle persone). Le quattro energie non definiscono categorie rigide, ma differenti modalità di comunicare, decidere e relazionarsi. La loro conoscenza aiuta a comprendere meglio se stessi e, soprattutto, favorire empatia, apertura alla diversità e rispetto delle caratteristiche individuali. Una chiave di lettura utile per affrontare le difficoltà relazionali, ridurre le tensioni e rafforzare i legami professionali. Il workshop ha inoltre approfondito le applicazioni dello strumento nei processi HR, dalla leadership allo sviluppo dei team, dalla comunicazione alla crescita delle persone. La crescita individuale può così generare un impatto positivo sull’intera organizzazione, traducendosi in relazioni più efficaci, gruppi di lavoro più coesi e maggiore consapevolezza. La mattinata si è conclusa con un Light Lunch. Nel primo pomeriggio è stata, infine, offerta la possibilità ai partecipanti di ricevere la restituzione del proprio profilo individuale, elaborato sulla base del questionario Insights Discovery® compilato nelle settimane precedenti al workshop. Per chi non ha avuto la possibilità di fermarsi anche nel pomeriggio, è stato organizzato un successivo incontro online. Il documento in esame offre spunti per la crescita personale e può essere letto in relazione al ruolo e alle dinamiche del team. Conoscere i propri punti di forza e le aree di attenzione permette infatti di lavorare sulle modalità con cui si comunica, si collabora e si affrontano le situazioni professionali. L’iniziativa si è quindi dimostrata un’importante occasione di riflessione su un tema centrale per le imprese: conoscere meglio le persone per comprendere le differenze, migliorare le relazioni e trasformare la consapevolezza individuale in valore per tutta l’organizzazione.
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Industria e Università dell’Euregio a confronto Per la prima volta, le Associazioni degli industriali di Trentino, Alto Adige e Tirolo si sono riunite a Innsbruck insieme ai rettori e alle rettrici di sette università e istituti di istruzione superiore universitaria dell’Euregio.
AL centro dell’incontro, il confronto su come sviluppare ulteriormente modelli per una collaborazione di successo oltre i confini dei singoli territori e su come rafforzare i legami tra il mondo accademico e quello economico. L’obiettivo: collegare i modelli di successo territoriali superando i confini per creare uno spazio comune di innovazione e sviluppare nuovi progetti di ricerca, applicazioni industriali e valore aggiunto. In una prima fase del confronto, sono intervenuti i presidenti delle tre Associazioni. “Per competere in uno scenario globale – ha sottolineato il presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio – servono ecosistemi dell’innovazione forti, capaci di mettere in rete università, imprese e territori. Trentino, Alto Adige e Tirolo dispongono di competenze ed eccellenze straordinarie: rafforzare la collaborazione a livello Euregio significa costruire un ecosistema più attrattivo per talenti, investimenti e nuove opportunità di sviluppo, valorizzando il potenziale dell’intera regione”. Nel cuore dell’evento, gli speech delle rettrici e dei rettori. “La collaborazione tra il nostro Ateneo e Confindustria Trento è da anni solida e struttu-
rata sia nella ricerca, sia nella formazione – ha spiegato Flavio Deflorian, rettore dell’Università di Trento –. Abbiamo lavorato bene insieme, ad esempio, nel progetto di partenariato pubblico-privato Trentino Data Mine per la costruzione di un innovativo data server ipogeo o per la ProM Facility a Rovereto, l’infrastruttura per la prototipazione meccatronica avanzata. Ma anche, per la ricerca e la formazione, con la positiva esperienza del dottorato industriale e l’impegno dell’Ateneo nel disegno di proposte per l’aggiornamento manageriale su impulso delle nostre imprese. Ampliare questo perimetro verso gli atenei e le realtà produttive dell’Euregio è per noi un’opportunità strategica di grande valore. Mettere in rete le eccellenze accademiche e industriali di Trentino, Alto Adige e Tirolo significa unire le forze per rafforzare la ricerca e far crescere i talenti di domani: un obiettivo verso cui riscontriamo una grande sensibilità e disponibilità a collaborare da parte dell’intero sistema imprenditoriale”. Ad animare la discussione che ha fatto seguito agli speech i componenti dei Consigli di Presidenza dei territori coinvolti. Per Confindustria Trento è intervenuto il vicepresidente Luca Arighi.
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Proteggere il patrimonio d’impresa. Assicurati, sì. Ma abbastanza? Valori assicurati, lavori di ampliamento e Cat Nat: il rischio cambia nel tempo. Per questo la copertura Property deve evolvere insieme all’azienda. Edifici, impianti e macchinari vengono spesso assicurati sulla base di valori definiti anni prima. Nel frattempo, però, costi di costruzione, materiali e manodopera sono aumentati. Se le somme assicurate non vengono aggiornate, può crearsi una situazione di sottoassicurazione: in caso di sinistro, l’indennizzo rischia di non essere sufficiente per ricostruire o sostituire quanto danneggiato. Per un’impresa non è solo una questione assicurativa. Una copertura inadeguata può incidere sulla liquidità, rallentare la ripartenza e mettere sotto pressione la continuità operativa. Per questo è importante verificare periodicamente i valori assicurati, con particolare attenzione al costo di ricostruzione a nuovo degli immobili e al valore di sostituzione di impianti e macchinari.
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La stessa attenzione serve quando l’azienda investe. Ampliamenti, ristrutturazioni o installazioni di nuovi impianti introducono rischi specifici che una normale polizza Property non copre necessariamente in modo completo. In funzione del progetto possono quindi essere opportune coperture CAR (Contractors’ All Risks) per i lavori edili o EAR (Erection All Risks) per montaggi e installazioni. Fondamentale è coordinarle con le polizze già esistenti, verificando anche parti preesistenti, limiti, franchigie e scoperti. A questo quadro si aggiunge la copertura Cat Nat, oggi obbligatoria per gran parte delle imprese italiane e dedicata ai danni causati da eventi come terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane. Il punto, però, non è considerarla una semplice polizza “obbligatoria”.
Cat Nat dovrebbe essere inserita nel programma Property complessivo, verificando che valori, ubicazioni, limiti di indennizzo e condizioni contrattuali siano coerenti con il reale profilo di rischio dell’impresa. Assiconsult affianca le aziende nella revisione dei valori assicurati, nell’analisi del rischio di sottoassicurazione, nella protezione di cantieri e investimenti e nell’integrazione della copertura Cat Nat. Un Property Check periodico permette di individuare eventuali lacune prima che sia un sinistro a evidenziarle e di mantenere allineati patrimonio, rischi e coperture.
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La governance dell’IA come asset strategico Il modello trentino nella Summer School “AI + DATA: Practice & Law”, promossa dall’Ethics & Legal Innovation Lab di Fbk insieme al Centro OCSE di Trento anche con il supporto di Confindustria Trento.
L’ adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese offre opportunità straordinarie, ma solleva anche sfide e incertezze: da un lato l’aumento di efficienza e l’apertura a nuovi mercati, dall’altro il timore di un quadro normativo in continua evoluzione. Ad esempio, il recente pacchetto europeo Digital Omnibus, è pensato per semplificare le norme ma ne fa slittare alcune scadenze. È lecito quindi chiedersi se convenga muoversi subito o attendere. Tuttavia, rimandare la creazione di presìdi interni sarebbe un errore strategico. L’IA non è un prodotto ‘chiavi in mano’, ma un processo organizzativo vivo: i sistemi integrano costantemente nuovi dati, apprendono e producono impatti non sempre prevedibili. Tracciabilità, supervisione umana, mitigazione dei bias e qualità dei dati non sono adempimenti formali e isolati, ma competenze da aggiornare nel tempo a tutela dell’investimento stesso. Come si pianifica, quindi, l’innovazione quando il perimetro normativo continua a cambiare? La risposta richiede competenze interdisciplinari e un confronto costante tra diritto, tecnologia e mercato. In quest’ottica, il modello trentino dimostra come
centri di ricerca, mondo forense e associazioni di categoria possano collaborare per guidare le imprese nella ‘messa a terra’ delle norme. In questa direzione si è mossa la Summer School “AI + DATA: Practice & Law”, promossa dall’Ethics & Legal Innovation Lab della Fondazione Bruno Kessler insieme al Centro OCSE di Trento e con il supporto di Confindustria Trento, Ordine degli Avvocati e Progetto BioLaw dell’Università di Trento. L’iniziativa ha riunito esperti e professionisti internazionali del mondo accademico, aziendale e istituzionale per confrontarsi su aspetti operativi concreti: dall’anonimizzazione dei dati fino alla cybersecurity e regolamentazione dell’IA. In questo modo, l’adeguamento normativo smette di essere un costo burocratico e diventa un asset competitivo. Per le aziende, i primi passi da compiere sono chiari: censire i software di IA già sviluppati o utilizzati (spesso in modo informale), condurre un’adeguata valutazione dei rischi e creare team multidisciplinari che facciano dialogare chi gestisce l’IT con chi cura gli aspetti legali e di processo. Infatti, l’IA richiede un linguaggio comune: la vera sfida non è inseguire ogni singola modifica legislativa, ma costruire una governance solida e flessibile, capace di guidare l’innovazione senza frenare il business.
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Fare impresa, senza rinunce Dal rafforzamento delle misure a sostegno della maternità al confronto con i giovani nelle scuole, il Comitato per l’imprenditoria femminile continua a promuovere azioni concrete.
DAL 2019 Mariagrazia Odorizzi – protagonista del comparto del porfido trentino e titolare con la famiglia di Elppa Srl di Albiano – è presente con orgoglio e dedizione nel Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Trento (CIF) in rappresentanza di Confindustria Trento. Tante, fino a oggi, le sfide affrontate e traguardi raggiunti a sostegno dell’imprenditoria femminile. Tra questi, le modifiche recentemente apportate alla disciplina che regola il sostegno provinciale alle esigenze conciliative delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici, che devono assentarsi dal lavoro per ragioni legate a gravidanza e maternità. Gli esiti di questo percorso, che ha portato alla revisione della misura, resa strutturale dalla legge provinciale di stabilità 2025 e successivamente aggiornata per rispondere alle criticità emerse nella fase di applicazione, sono stati pubblicamente presentati in una conferenza stampa alla fine del mese di luglio scorso, promossa dal CIF con il supporto della Camera di Commercio assieme all’Assessorato allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca e all’Agenzia del lavoro. “È stato un percorso
lungo e impegnativo – ha sottolineato Helga Caldonazzi, coordinatrice del CIF – che, passo dopo passo, ci ha permesso di curare i dettagli di uno strumento di conciliazione davvero concreto, che non obbligherà più le donne a scegliere se crearsi una famiglia o investire sulla propria carriera professionale, e che, ne siamo sicure, porterà beneficio allo sviluppo imprenditoriale nel suo complesso”. Alla conferenza stampa erano presenti anche i vertici della Provincia. “Se vogliamo un Trentino più competitivo – ha dichiarato il vicepresidente Achille Spinelli – dobbiamo creare le condizioni affinché sempre più donne possano lavorare, fare impresa e costruire una famiglia senza essere costrette a rinunciare a uno di questi percorsi. Per questo abbiamo scelto di rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprenditrici e alle libere professioniste, intervenendo non solo sulle risorse disponibili, ma anche sulla qualità delle misure”. Al CIF va riconosciuto tutto il merito di aver avviato questo percorso, sottolinea Mariagrazia Odorizzi, e di averlo portato a termine con il coinvolgimento delle istituzioni provinciali. Dello stesso parere anche Stefania Terlizzi, dirigente generale dell’Agenzia del lavoro: “Il confronto con il CIF, con la Camera di commercio e le associazioni di categoria ci ha consentito di migliorare uno strumento già importante. Abbiamo introdotto la possibilità di ricorrere a collaboratrici autonome o con partita IVA per le sostituzioni, semplificato il sistema di calcolo del contributo, che può arrivare fino a 3mila euro al mese e a un massimo di 25mila euro nell’arco di 18 mesi, e ridotto gli oneri organizzativi ed economici a carico dell’imprenditrice. L’obiettivo è garantire la continuità dell’attività professionale durante la maternità, tutelando il tessuto produttivo e offrendo risposte concrete alle esigenze delle lavoratrici autonome e delle imprese”. Il CIF è stato istituito l’11 giugno del 2012 presso la Camera di Commercio di Trento per la “promozione dell’imprenditoria femminile” e per promuovere azioni le cui finalità sono “il consolidamento e la diffusione di una cultura imprenditoriale libera da tutti gli ostacoli che possono essere determinati dall’appartenenza al genere femminile”.
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Per Mariagrazia Odorizzi – la voce di Confindustria Trento nel CIF assieme a molte altre rappresentanti di categoria – non bisogna mai abbassare il livello di attenzione. “Nel perseguire i nostri obiettivi per il miglioramento delle condizioni di lavoro nell’imprenditoria femminile – spiega – non dobbiamo perdere la tenacia e insistere con grande determinazione verso i nostri obiettivi e finalità. Tra i compiti che ci siamo dati, anche quello di dialogare con i ragazzi e con le scuole, per cominciare dai più giovani e promuovere la cultura imprenditoriale femminile”. Tra le azioni previste nel piano di attività del CIF per il 2026, infatti, anche “l’organizzazione di incontri con le scuole secondarie di primo grado per programmare con loro momenti di approfondimento dedicati al fare impresa”. Nel corso di questi appuntamenti “abbiamo coinvolto testimonial – continua Mariagrazia – in grado di trasferire ai ragazzi i racconti e le esperienze personali”. Tra le molte attività previste dal CIF, Mariagrazia ha curato proprio il rapporto con le scuole. “Ho svolto numerosi in-
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contri nel corso del 2025 e del 2026 nelle scuole incontrando ragazzi, docenti e dirigenti”. Per favorire l’apprendimento e la comunicazione dei valori dell’imprenditoria femminile, i percorsi didattici sono stati condotti parallelamente alla diffusione di una mostra itinerante. “Dapprima in contesti extrascolastici, poi direttamente nelle scuole – prosegue Odorizzi – abbiamo allestito in più sedi la mostra ‘L’impresa di mettersi in proprio’. Il percorso espositivo, che porta il titolo di un’omonima pubblicazione, racconta l’esperienza professionale di 24 imprenditrici e libere professioniste trentine in rappresentanza di tutte le categorie economiche che siedono in Consiglio camerale”. (adb)
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Quando sostenibilità e innovazione convergono L’innovability unisce innovazione e sostenibilità costruendo modelli di business più efficienti. Il valore? Le imprese della Sezione Energia e Servizi per l’Ambiente lo hanno toccato con mano in Tetra Pak. di GIANLUIGI SALVAGNO, Area Ambiente e Sostenibilità, Confindustria Trento
SOSTENIBILITÀ e innovazione sono due percorsi che non viaggiano paralleli, ma che oggi dovrebbero convergere verso strategie aziendali integrate. È questo il significato di innovability, un approccio che unisce la capacità di innovare con l’esigenza di costruire modelli di business più sostenibili, efficienti e resilienti. Per approfondire questo paradigma, la Sezione Energia e Servizi per l’Ambiente di Confindustria Trento ha promosso un viaggio studio in Tetra Pak, aprendo l’iniziativa anche ad altre aziende associate. Due le tappe: l’Innovation Center di Modena, dove nascono le soluzioni sostenibili del futuro, e lo stabilimento produttivo di Rubiera, dove l’innovazione prende forma nei processi industriali. All’Innovation Center è emerso con chiarezza come la sostenibilità debba diventare un ingranaggio fondamentale dell’innovazione. Qui si sperimentano nuovi materiali, tecnologie e soluzioni di packaging con un obiettivo preciso: ridurre l’impatto ambientale senza compromettere – e, quando possibile, migliorando – le prestazioni del prodotto. La ricerca non è orientata soltanto alla conformità normativa, ma alla creazione
di soluzioni capaci di rispondere alle esigenze del mercato, dei consumatori e dell’ambiente. È proprio in questo passaggio che l’innovability assume un valore strategico per le imprese. La sostenibilità non rappresenta più soltanto un insieme di obblighi o un costo da gestire, ma diventa una leva per innovare prodotti, processi e modelli organizzativi, creando nuove opportunità di sviluppo e competitività. La visita allo stabilimento di Rubiera ha evidenziato un secondo aspetto fondamentale: l’innovazione produce valore solo quando viene trasformato in processo industriale. Una buona idea, infatti, non basta: deve essere industrializzabile, replicabile e capace di garantire qualità, sicurezza, efficienza e competitività. È proprio nell’incontro tra ricerca e produzione che il concetto di innovability assume il suo significato più concreto. Per le imprese questo significa cambiare prospettiva. La domanda non è più soltanto “come possiamo essere più sostenibili?”, ma “come possiamo essere più competitivi attraverso progetti di sostenibilità e innovazione?”. Nessuna business unit è esclusa da questa trasformazione, potendo intervenire tanto sui materiali quanto sui processi, tanto sulla logistica e sulla supply chain quanto sull’organizzazione o sui touchpoint con il mercato… Il viaggio in Tetra Pak ha offerto una testimonianza concreta di come l’innovability sia un approccio gestionale-strategico. Un modo di affrontare il cambiamento che integra visione, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale. Perché l’obiettivo dei prossimi anni non sarà scegliere tra innovazione e sostenibilità, ma farle crescere insieme, trasformando questa convergenza in un vantaggio competitivo duraturo.
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“Tu Sei”: i vincitori del 2026 Sfide concrete e soluzioni innovative: ecco i progetti vincitori dell’ultima edizione di “Tu Sei” tra approcci originali, ricerca, intuizioni e nuove prospettive per costruire il futuro..
NELLE pagine seguenti dedichiamo uno spazio speciale ai progetti vincitori dell’ultima edizione di “Tu Sei”, l’iniziativa, fiore all’occhiello di Confindustria Trento, che mette in dialogo scuola e mondo del lavoro. Un excursus attraverso i progetti che si sono distinti per originalità e applicabilità e che più di tutti hanno saputo unire creatività e metodo, realizzando soluzioni concrete, innovative e in grado di generare valore. Sarà pubblicato a breve il “Quaderno” che raccoglie tutti i progetti realizzati nell’anno scolastico 2025/2026.
A scuola di realtà Istituto Comprensivo di Rovereto Sud – Suanfarma Italia Spa PROGETTO VINCITORE per l’anno formativo 2025/2026 nella categoria Istituti Comprensivi. Il progetto “Ti racconto, ascoltami” unisce l’Istituto Comprensivo Rovereto Sud e Suanfarma Italia Spa in una straordinaria alleanza educativa. In seconda media, fase cruciale in cui i ragazzi iniziano a scegliere il proprio futuro, la scuola li guida fuori dall’aula e l’azienda li accoglie per mostrare loro la realtà. Durante la visita, gli studenti hanno osservato e lavorato in gruppo, scoprendo una potente metafora biologica e sociale: come i batteri coltivati in Suanfarma si uniscono a migliaia per creare molecole curative, così loro hanno cooperato per comprendere il mondo. Il frutto di questo incontro è un podcast illustrativo interamente creato dai ragazzi, uno strumento in cui hanno applicato competenze digitali, comunicative e di autonomia. Questa sinergia si fa così “levatrice” di crescita, dimostrando che l’ascolto e l’accoglienza tra scuola e impresa offrono una lezione di vita e cittadinanza attiva di cui essere fieri.
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L’idroponica che migliora il lavoro Centro di Formazione Professionale Enaip “G. Caproni” di Arco – Aquafil Spa Progetto vincitore per l’anno formativo 2025/2026 nella categoria realizzazioni Istituti di Formazione professionale. Il progetto “Idroponica in Aquafil”, vincitore di “Tu Sei” 2025/2026 per la formazione professionale, unisce il CFP Enaip “G. Caproni” di Arco e Aquafil Spa La sfida consisteva nell’allestire nello stabilimento una stazione idroponica: una tecnologia di coltivazione fuori suolo in cui le piante crescono in acqua arricchita di nutrienti anziché nella terra. Un’innovazione che migliora la qualità dell’aria, il microclima e il benessere visivo dei dipendenti. L’iniziativa acquisisce un valore straordinario grazie all’identità di Aquafil, leader globale nella produzione di Econyl (nylon 100% rigenerato da rifiuti come reti da pesca). L’idroponica si sposa perfettamente con la filosofia dell’azienda, che fa della circolarità e della rigenerazione delle risorse il proprio core business. Il CFP ha portato l’aula in fabbrica, spingendo gli studenti oltre il programma scolastico tra chimica e idraulica, mettendoli alla prova mediante logiche e modalità di lavoro aziendali. Una sinergia perfetta premiata per l’attenzione alla persona e all’ambiente.
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L.e.o: IA personalizzata per la traduzione linguistica Liceo Scientifico “L. Da Vinci” – Roverplastik Spa PROGETTO VINCITORE per l’anno formativo 2025/2026 nella categoria Istituti di istruzione secondaria di secondo grado. Il progetto “L.E.O.” (Language Extraction and Optimization), vincitore assoluto di “Tu Sei” 2025/2026 per le secondarie superiori, celebra la straordinaria sinergia tra il Liceo Scientifico Da Vinci e Roverplastik Spa La sfida lanciata dall’azienda era ambiziosa: sviluppare un sistema di intelligenza artificiale per tradurre istantaneamente manuali tecnici complessi. Il Liceo ha risposto con un modello d’avanguardia, riunendo 9 studenti di classi diverse in base ai loro interessi per ben 75 ore di lavoro. Guidati da un approccio critico ed etico, i ragazzi hanno addestrato l’IA ponendo la persona al centro del processo: “L.E.O. propone, lo studente corregge, il sistema impara e migliora”. Roverplastik si conferma un partner storico d’eccellenza, capace di proporre sfide reali che alzano l’asticella del programma scolastico. Il Liceo si rivela un polo formativo contemporaneo e di altissimo livello. Un’unione perfetta tra teoria e pratica che merita il primo premio.
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Quando l’orientamento è multistep Ite “A. Tambosi” di Trento e Istituto Comprensivo Levico Terme con Adige Spa – Blm Group Menzione speciale per l’orientamento. Realizzato dall’ Istituto Comprensivo Levico Terme e dall’Istituto Tecnico Economico “A. Tambosi” di Trento e con Adige Spa – Blm Group, ha ricevuto la menzione speciale per l’orientamento. L’Istituto comprensivo ha coinvolto gli alunni della scuola secondaria di primo grado in un percorso di orientamento che li ha portati a conoscere l’azienda attraverso visite, interviste ai professionisti e attività laboratoriali, utilizzando anche l’intelligenza artificiale come supporto creativo. Gli studenti hanno approfondito ruoli, competenze tecniche e relazionali e partecipato alla realizzazione di modelli con la stampante 3D. Gli studenti dell’Istituto Tambosi hanno affiancato i più giovani, mettendo a disposizione competenze più avanzate. Hanno analizzato e rielaborato le job description, trasformandole in strumenti di comunicazione moderni, contribuendo alla definizione di nuovi profili professionali per l’azienda e collaborando alla progettazione dei modelli 3D. Le due scuole hanno lavorato in stretta sinergia, coordinandosi nelle attività e favorendo uno scambio di competenze tra studenti di età diverse, con benefici sia per l’apprendimento sia per l’orientamento.
Acqua su misura ITT “M. Buonarroti” di Trento – Levico Acque Srl Società Benefit Menzione speciale per la ricchezza del progetto. Realizzato dall’Istituto Tecnico Tecnologico “M. Buonarroti” di Trento insieme a Levico Acque Srl Società Benefit, ha ricevuto la Menzione speciale per la speciale ricchezza dell’articolazione progettuale. Due le classi coinvolte in un percorso di 144 ore, di cui 44 svolte in azienda. Gli studenti hanno approfondito il tema dell’acqua attraverso attività interdisciplinari che hanno integrato chimica, microbiologia, ecologia, matematica, comunicazione scientifica e sostenibilità. In laboratorio e in azienda hanno analizzato le caratteristiche delle acque, i processi produttivi, il rapporto tra acqua e salute e gli aspetti ambientali, realizzando ricerche, elaborazioni di dati, brochure divulgative e una dettagliata relazione tecnica. I tecnici aziendali, compreso uno specialista della comunicazione, hanno affiancato gli studenti, mostrando come competenze tecniche, organizzative e comunicative siano strettamente integrate nel lavoro reale. Il progetto ha rafforzato competenze STEM, capacità di ricerca, comunicazione scientifica e consapevolezza del legame tra scienza, salute e sostenibilità, consolidando una collaborazione stabile e di valore tra scuola e impresa.
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Crescere insieme in sinergia IFP “S. Pertini” Trento – Roverplastik Spa Menzione speciale per l’eccellenza del progetto. Il progetto, premiato con una Menzione Speciale, nasce dalla collaborazione sinergica tra l’Istituto Professionale “Pertini” di Trento e Roverplastik Spa. La sfida era ambiziosa per 12 ragazzi e 2 ragazze, che si sono messi alla prova progettando e realizzando il prototipo di un cassonetto per tapparelle solido, aerato, pochissimo ingombrante e di raffinata estetica, sviluppato in MDF tramite
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lavorazione a folding e stampa 3D. Il ruolo dei partner si distingue per un dialogo alla pari: Roverplastik ha investito sulla scuola per fare innovazione reale, mentre il Pertini ha dimostrato che l’istruzione professionale è una “necessità” per l’industria, portando sul campo competenze d’avanguardia. La Menzione Speciale è stata conferita per l’eccellenza nell’integrazione tra competenze tecniche scolastiche e innovazione industriale, unita a una documentazione eccellente che testimonia l’orgoglio, l’autonomia e il valore del sapere tecnico applicato al mondo industriale contemporaneo.
Avviata quest’anno, l’iniziativa “TU Sei Reporter” ha visto i giovani diventare protagonisti del racconto d’impresa, realizzando brevi reel attraverso i quali hanno condiviso in prima persona le esperienze vissute nelle aziende. Vincitore del “Tu Sei Reporter” è l’ITET “A. Pilati” di Cles, che, insieme a Dalmec Spa, ha trasformato il confronto tra scuola e impresa in un racconto social originale e coinvolgente. I reel, dinamici e curati, valorizzano azienda e prodotto attraverso volti, linguaggi attuali e una narrazione capace di catturare l’attenzione, avvicinando il mondo dell’industria alle nuove generazioni.
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Educazione finanziaria, si comincia dai banchi di scuola Con il progetto Educational, BTS Banca Trentino-Südtirol investe sulle nuove generazioni: quasi 500 studenti coinvolti in 26 classi, dalla scuola primaria alla secondaria. L’educazione finanziaria è sempre più una competenza essenziale per orientarsi nelle scelte di ogni giorno, eppure l’Italia continua a mostrare un significativo ritardo nei livelli di alfabetizzazione finanziaria. Un tema che riguarda da vicino soprattutto le nuove generazioni e che, con la legge n. 21 del 5 marzo 2024, è entrato ufficialmente nelle scuole come parte dell’insegnamento dell’educazione civica. In questo scenario si inserisce il progetto Educational di BTS Banca Trentino-Südtirol, nato per mettere le competenze e l’esperienza dei professionisti della Banca a disposizione delle comunità e, in particolare, dei più giovani. Un impegno che non si limita alle scuole, ma si estende al territorio con incontri dedicati alla prevenzione delle truffe digitali, percorsi formativi rivolti a realtà locali e iniziative di divulgazione sui temi economici e finanziari. A raccontare il progetto, i risultati raggiunti e il lavoro ancora da fare è Valentina Pedrotti, referente del progetto Educational di BTS Banca Trentino-Südtirol.
sivamente buoni rispetto alla media nazionale, ma ancora inferiori agli obiettivi europei. C’è inoltre un dato particolarmente interessante: gli over 65 del nostro territorio risultano molto più preparati rispetto ai loro coetanei di altre regioni italiane. La situazione si ribalta, invece, guardando ai giovani. Nella fascia tra i 18 e i 34 anni emerge un gap significativo e il loro livello di alfabetizzazione finanziaria risulta tra i più bassi del Paese. È un segnale sul quale dobbiamo riflettere e, soprattutto, intervenire». Ed è qui che entra in gioco il progetto Educational di BTS Banca Trentino-Südtirol. Che cosa avete fatto concretamente? «Come Banca di Credito Cooperativo sentiamo una responsabilità particolare nei confronti delle comunità nelle quali operiamo. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione delle scuole non soltanto delle risorse, ma soprattutto le competenze delle nostre persone. Nell’ultimo anno oltre dieci professionisti di BTS sono entrati in 26 classi, dalla scuola primaria alla
scuola secondaria, incontrando complessivamente quasi 500 ragazze e ragazzi. Abbiamo lavorato con diversi istituti dei nostri territori, dall’Istituto comprensivo di Aldeno a quello di Fondo, e le richieste stanno aumentando: numerose scuole ci hanno già manifestato interesse anche per il prossimo anno scolastico». Come si spiega la finanza a bambini e ragazzi? «Partendo dalla loro quotidianità. Non esiste una lezione standard che possa andare bene per tutti. Cambiano il linguaggio, gli esempi e naturalmente i contenuti a seconda dell’età e del percorso scolastico. Accanto a una parte teorica cerchiamo quindi di lasciare molto spazio alla pratica, alle simulazioni e al confronto. Coinvolgiamo professionisti con competenze differenti, dal credito alla finanza fino al settore assicurativo, costruendo percorsi su misura rispetto al pubblico che abbiamo davanti. L’obiettivo non è trasformare i ragazzi in esperti di finanza, ma fornire loro gli strumenti per fare scelte più consapevoli».
I dati ci dicono che in Italia c’è ancora parecchio lavoro da fare sul fronte dell’educazione finanziaria. Come si colloca la nostra regione? «I risultati dell’Edufin Index, l’osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, mostrano per il Trentino-Alto Adige valori comples-
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L’educazione finanziaria, però, non riguarda soltanto i più giovani. Un altro tema sempre più attuale è quello delle truffe digitali. «Assolutamente. Le truffe stanno diventando sempre più frequenti e sofisticate e, in questo caso, possiamo dire che l’educazione finanziaria non ha età. Per questo BTS organizza anche incontri sul territorio rivolti alla popolazione, con particolare attenzione alla prevenzione delle frodi e alla sicurezza. Cerchiamo di spiegare concretamente quali sono i segnali ai quali prestare attenzione, quali comportamenti evitare e come reagire davanti a comunicazioni o richieste sospette».
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Quindi il progetto non si ferma alle scuole? «No. Siamo disponibili a costruire interventi e percorsi formativi differenti in base alle esigenze. Abbiamo organizzato, ad esempio, attività rivolte anche alle cooperative sociali e collaboriamo con Radio Italia Anni 60 Trento con una rubrica nella quale i nostri professionisti affrontano in maniera semplice temi economici e finanziari di attualità: dagli investimenti fino ad argomenti entrati nel dibattito quotidiano, come i dazi, cercando soprattutto di spiegare quali conseguenze possono avere e come orientarsi».
Qual è, in definitiva, l’obiettivo che BTS si pone attraverso queste iniziative? «C’è ancora tanto da lavorare, ma siamo convinti che investire nella cultura finanziaria significhi investire direttamente nel territorio. Una comunità nella quale le persone sanno utilizzare meglio le proprie risorse, comprendono maggiormente le proprie scelte economiche e sono più consapevoli dei rischi è anche una comunità più solida. La cultura genera sempre ricchezza, non soltanto economica. Come Banca del territorio vogliamo fare la nostra parte mettendo a disposizione competenze che possono essere utili alle persone, dai bambini agli adulti».
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Coaching: perchè genera valore Non esiste un modello unico valido per tutti: Assoservizi affianca le imprese nella progettazione di percorsi personalizzati che rispondono alle specifiche esigenze aziendali. di ELENA GIORDANO, Area Formazione, Assoservizi
IN un contesto economico caratterizzato da cambiamenti sempre più rapidi, nuove sfide organizzative e una crescente complessità nella gestione delle persone, le aziende sono chiamate a sviluppare non solo competenze tecniche, ma anche capacità relazionali, manageriali e decisionali. In questo scenario, il coaching si afferma come uno strumento concreto e strategico a supporto della crescita delle organizzazioni e delle persone che ne fanno parte. Spesso il coaching viene associato esclusivamente a momenti di difficoltà o a situazioni da correggere. In realtà, la sua funzione è molto più ampia: il coaching non è un intervento “riparativo”, ma un percorso di sviluppo che aiuta individui e team a valorizzare il proprio potenziale, migliorare le performance e affrontare con maggiore consapevolezza il cambiamento. Per un manager, ad esempio, significa avere uno spazio di confronto strutturato in cui riflettere sul proprio stile di leadership, sulle modalità di gestione dei collaboratori, sulla comunicazione e sulla capacità di prendere decisioni. Per una figura chiave dell’organizzazione, una cosiddetta “key people”, può rappresentare un’opportunità per
Il coaching non è un intervento “riparativo”, ma un percorso di sviluppo che aiuta individui e team a valorizzare il proprio potenziale, migliorare le performance e affrontare con maggiore consapevolezza il cambiamento. prepararsi ad assumere nuove responsabilità, rafforzare competenze trasversali e sviluppare una maggiore capacità di gestione delle relazioni e delle priorità. Il valore del coaching risiede proprio nella sua capacità di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia. Non offre soluzioni preconfezionate né fornisce risposte immediate, ma aiuta a individuare risorse, punti di forza e strategie efficaci per raggiungere obiettivi concreti e misurabili. Attraverso domande, riflessioni e strumenti pratici, il coach supporta il coachee nel trovare le proprie soluzioni, favorendo una crescita duratura nel tempo. Negli ultimi anni Assoservizi ha registrato un crescente interesse da parte delle imprese verso percorsi di coaching e sviluppo manageriale. Sempre più aziende comprendono infatti come il successo di un’organizzazione dipenda dalla capacità delle persone di collaborare, guidare il cambiamento e affrontare le sfide quotidiane con strumenti adeguati. Per questo motivo Assoservizi affianca le imprese nella progettazione di percorsi personalizzati che rispondono alle specifiche esigenze aziendali. Non esiste infatti un modello unico valido per tutti: ogni organizzazione presenta caratteristiche, obiettivi e bisogni differenti. Il coaching viene quindi costruito su misura, partendo dall’analisi del contesto aziendale e delle competenze da sviluppare.
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Assoservizi affianca le imprese nella progettazione di percorsi personalizzati che rispondono alle specifiche esigenze aziendali. Il coaching viene quindi costruito su misura, partendo dall’analisi del contesto aziendale e delle competenze da sviluppare.
Le modalità di intervento possono essere diverse. In alcuni casi si realizzano percorsi individuali, dedicati a manager, responsabili di funzione o figure chiave dell’organizzazione. Gli incontri one-to-one consentono di approfondire situazioni specifiche, lavorare su obiettivi personali e affrontare tematiche quali leadership, gestione dei collaboratori, delega, comunicazione efficace, gestione del tempo e dello stress. Accanto agli interventi individuali, stanno assumendo un ruolo sempre più importante anche i percorsi di coaching di gruppo. Questi incontri favoriscono il confronto tra colleghi, stimolano la condivisione di esperienze e consentono di sviluppare competenze comuni all’interno del team. Il gruppo diventa così un luogo di apprendimento reciproco, in cui emergono nuove prospettive e si rafforza la capacità di lavorare insieme verso obiettivi condivisi. I benefici che le aziende riscontrano sono molteplici: maggiore consapevolezza manageriale, miglioramento della comunicazione interna, aumento della collaborazione tra reparti, sviluppo delle competenze di leadership e una più efficace gestione delle situazioni complesse. A livello individuale, le persone acquisiscono maggiore fiducia nelle proprie capacità, migliorano la gestione delle responsabilità e sviluppano una maggiore orientazione ai risultati.
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Investire nel coaching significa quindi investire nelle persone, riconoscendo che la crescita organizzativa passa prima di tutto attraverso la crescita professionale e personale di chi ogni giorno contribuisce al successo dell’impresa. In questa prospettiva, Assoservizi si propone come partner delle aziende, mettendo a disposizione competenze, esperienza e professionalità per progettare percorsi di affiancamento capaci di generare valore concreto. Un supporto che aiuta le organizzazioni a far emergere il potenziale delle proprie persone e ad affrontare con maggiore efficacia le sfide del presente e del futuro.
I benefici che le aziende riscontrano sono molteplici: maggiore consapevolezza manageriale, miglioramento della comunicazione interna, aumento della collaborazione tra reparti, sviluppo delle competenze di leadership e una più efficace gestione delle situazioni complesse.
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Turchia: un ponte tra Europa e Asia Trentino Export ha una nuova referente a Istanbul. Gli obiettivi? Rafforzare gli scambi con il primo partner commerciale dell’Italia nel Mediterraneo e aprire spazi inediti. di GIORGIO ZAGONEL, Trentino Export
NEL quadro del costante rafforzamento della propria rete di referenti esteri e della promozione di nuovi mercati, Trentino Export sì è dotata di una nuova referente a Istanbul in Turchia, storica cerniera tra Europa ed Asia. L’idea è quella, poi, di sfruttare il paese anatolico come porta per i paesi turcofoni del centro Asia: Azerbaijan, Turkmenistan, Kazakistan e Uzbekistan, mercati per molti versi ancora inesplorati e grazie anche alla loro ricchezza di materie prime dalle potenzialità immense. L’obiettivo di Trentino Export è quello di agevolare la creazione di connessioni tra Trentino e Turchia, rendendo accessibile a ogni realtà imprenditoriale del nostro territorio un mercato dalle grandissime potenzialità. Trentino Export è in grado di offrire alle aziende trentine le competenze tecniche e linguistiche con cui sfruttare le nuove opportunità di business offerte dalla Turchia. I rapporti economico-commerciali tra Italia e Turchia sono di ottimo livello come testimoniato dal fatto che l’Italia si colloca sempre ai primi posti tra i principali partner del Paese. La Turchia è il primo partner commerciale dell’Italia nell’area del Mediterraneo con
un interscambio stabile e bilanciato che, in media, si attesta oramai con regolarità su oltre 25 miliardi di dollari l’anno. Nel 2025, l’export manifatturiero italiano verso il mercato turco ha raggiunto la quota record di 13,7 miliardi di euro. Il mercato turco grazie all’emergere di una nuova classe media ed a importanti investimenti in infrastrutture ha grandissime potenzialità ed una continua crescita della domanda sia di beni di investimento che di consumo. L’export italiano in questo contesto riguarda maggiormente i settori della meccanica strumentale, delle apparecchiature meccaniche ed elettriche, la chimica e l’elettronica di precisione ma gli spazi sono ampi per tutti i settori dell’export trentino. Con il collaudato metodo che ad una prima fase di sondaggi di mercato ed organizzazione di incontri Business to Business, affianca il sostegno alle aziende nella fase post B2B e l’assistenza nello start-up, Trentino Export si propone, quindi, di sostenere, aumentare e consolidare l’export trentino anche verso la Turchia. La difficile situazione internazionale impone alle imprese trentine la continua ricerca di nuovi sbocchi commerciali per i propri prodotti. Trentino Export in virtù di queste esigenze, cerca, grazie alle sue competenze ed alla sua esperienza, di dare risposte e soluzioni professionali e specializzate. La Turchia in questo scenario apre spazi inediti per il Trentino.
Desk legali, fiscali e doganali continuativi in Associazione L’Associazione, grazie alle collaborazioni stabili ed affidabili con Studi legali e fiscali con sedi in vari paesi destinatari dell’export trentino, organizza continuativamente Desk di supporto consulenziale e operativo su Germania, USA, Francia, Spagna, Cina e Messico. Le imprese interessate a ricevere prime consulenze individuali gratuite sono invitate a rivolgersi a Nicolò Andreini. T. 0461360092 E. n.andreini@confindustria.tn.it.
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47 cultura
I volumi di Fondazione Pirelli, oggi a Palazzo Stella, dimostrano che custodire patrimoni è un atto di tutela storica, ma anche uno strumento utile per lo sviluppo strategico.
IL centro di documentazione di Confindustria Trento amplia la sua offerta grazie a una serie di volumi donati dalla Fondazione Pirelli. Si tratta di un’importante azienda del panorama industriale italiano, da sempre legata ai temi dell’innovazione e della ricerca. La Fondazione Pirelli è stata istituita nel 2008 con l’obiettivo specifico di documentare e conservare la storia del Gruppo, nata nel 1872 e arrivata fino ai giorni nostri. I libri inclusi nella donazione testimoniano un percorso industriale incentrato sulla valorizzazione della cultura d’impresa. Tra le opere principali figura “Il canto della fabbrica”, un volume che unisce testi e musica, ispirato dall’omonimo brano di Francesco Fiore. Troviamo poi “Umanesimo industriale”, che analizza l’esperienza storica della Rivista Pirelli e il suo significativo contributo al dibattito culturale italiano del Novecento. La donazione comprende anche “Storie del Grattacielo”, un omaggio al Pirellone, storica sede milanese del Gruppo, e “Pirelli. Racconti di lavoro”, un testo dedicato alla vita in fabbrica, agli operai e alle macchine che hanno scandito la crescita del marchio. A completare la raccolta c’è il vo-
lume “Una storia al futuro”, pubblicato nel 2022 in occasione dei 150 anni dell’azienda. L’opera si articola in quattro parti e ripercorre le tappe principali della storia di Pirelli attraverso racconti, testimonianze e immagini d’archivio che mettono in luce le innovazioni tecnologiche introdotte nel tempo. La conservazione della memoria industriale, come dimostra l’attività della Fondazione Pirelli, ha un ruolo fondamentale per comprendere l’evoluzione di un’azienda e analizzarne i cambiamenti strutturali. Custodire questo patrimonio non è solo un atto di tutela storica, ma rappresenta uno strumento utile per lo sviluppo strategico: comprendere il passato aiuta a progettare le scelte future. Grazie a questo contributo, il centro di documentazione di Confindustria Trento arricchisce i propri materiali, offrendo a iscritti e studiosi la possibilità di approfondire la storia di un’impresa strutturata e conosciuta a livello internazionale.
Assegnato il premio Ucid Trento Ucid Trento ha rinnovato il proprio impegno a sostegno del talento dei giovani laureati promuovendo la terza edizione del premio per tesi di laurea magistrale su temi strategici per il futuro delle imprese. L’Associazione, che ha valorizzato quest’anno il tema “Welfare, Impresa e Lavoro”, ha premiato, ex aequo, Denise D’Alessio e Andrea Lorenzetti. Una menzione speciale è stata conferita a Chiara Melgara. A consegnare il riconoscimento, del valore complessivo di 10mila euro, il presidente di Ucid Sandro Zeni e il prorettore Franco Fraccaroli. È intervenuto alla cerimonia anche il presidente onorario Gino Lunelli.
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cultura
Modelli di cultura d’impresa
48 cultura
Tra le pagine del vino A Villa Margon si coltiva anche cultura enologica e visione d’impresa: dal 2019 accessibile al pubblico il patrimonio della Biblioteca Bruno Lunelli con autentiche rarità bibliografiche e pezzi unici.
PRESERVARE la conoscenza nel luogo esatto in cui si coltiva l’eccellenza. È questa la filosofia alla base della Biblioteca Bruno Lunelli, lo spazio fortemente voluto da Marcello Lunelli e da suo padre Franco all’interno della splendida e storica cornice di Villa Margon, a Trento. Con una collezione che supera i duemila volumi interamente dedicati all’enologia – molti dei quali sono autentiche rarità bibliografiche e pezzi unici –, la biblioteca, inaugurata nel 2019, si attesta come un pilastro culturale di grande rilievo per un settore che rappresenta la punta di diamante del nostro tessuto produttivo e un simbolo indiscusso del Made in Italy nel mondo. La storia di questo prezioso fondo editoriale si intreccia strettamente con l’evoluzione del territorio trentino e con le figure chiave che ne hanno tracciato la rotta. Il primo nucleo della raccolta è costituito dalle centinaia di antichi testi che Italo Roncador, noto enologo ed ex stimato ricercatore della Fondazione Edmund Mach, decise di affidare a Marcello Lunelli. Fu poi il padre di quest’ultimo, Franco, a suggerire di trasformare quella straordinaria donazione privata in una vera e propria biblioteca TRENTINOINDUSTRIALE.COM | AGO - SET 2026
d’impresa aperta al territorio e intitolata al capostipite Bruno Lunelli, consolidando così un legame indissolubile tra la memoria familiare, la cultura locale e lo sviluppo industriale. Aperta stabilmente alla consultazione di studiosi, ricercatori, accademici e appassionati, anche grazie alla sua inclusione nel CBT (Catalogo Bibliografico Trentino), la biblioteca dimostra concretamente come l’impresa moderna possa farsi custode attiva e lungimirante dell’identità territoriale. Negli anni il catalogo è cresciuto in modo costante, specializzandosi nella spumantistica d’eccellenza, nella vitivinicoltura trentina e nella saggistica storica legata all’enologia italiana. In uno scenario economico globale in continua evoluzione, che richiede risposte rapide e investimenti strategici in ricerca, iniziative di questo valore ricordano che la competitività futura si costruisce solo sulla solida consapevolezza del proprio passato, tramandando alle nuove generazioni di professionisti il binomio inscindibile tra tradizione, cultura d’impresa e progresso tecnologico.
Un riconoscimento all’enologia Contestualmente alla fondazione della Biblioteca, nel 2019 si è tenuta anche la prima edizione del Premio Biblioteca Bruno Lunelli “Un Libro Di Vino”: unico concorso letterario italiano dedicato all’enologia. Fondato da Marcello Lunelli e dall’amico Guido Vigna, il premio, assegnato da una qualificata giuria, della quale fanno parte Marcello Lunelli, Carla Bernini, Antonio Calabrò, Oscar Farinetti, Eliana Liotta, Chiara Maci, Claudio Rinaldi, Stefano Saviola, Andrea Segrè e Fabio Tamburini, va a premiare annualmente i libri di autori italiani che hanno come tema principale il vino. La settima edizione del premio, da poco conclusa, ha proclamato vincitore “Il vino, la mia vita”, un percorso attraverso la storia, le tecniche e i segreti del vino di Riccardo Cotarella edito da Rizzoli. Al contrario di molte autobiografie, quest’opera cattura il lettore con un viaggio straordinario in tre continenti, dove l’autore, non a caso presidente mondiale degli enologi dal 2014, ha lavorato per creare, perfezionare e valorizzare grandi vini.
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