INDUSTRIA MOTRICE Agenda 2026: tra geopolitica e nuovi equilibri globali Salari, welfare e formazione nella relazione del presidente Delladio all’Assemblea annuale ASSOCIAZIONE
Meno storytelling, più concretezza
EDUCATION
Presentata la 18ª edizione di “TU SEI”
GIOVANI
Passaggio generazionale e nuova imprenditorialità
DICEMBRE 2025 | GENNAIO 2026 ANNO 66 · N°06
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sommario
03
editoriale 7
Ora il Trentino deve correre
il punto 9
Un anno di impegno per il futuro del Trentino
copertina 10
Crescita a trazione industriale
12
Ottant’anni di impresa e futuro
14
Premiati i Pionieri dell’industria trentina
16
Un traguardo di valore e continuità
20
Le origini dell’industria trentina
22
Un nuovo racconto dell’industria trentina
aziende rubriche 10 Copertina
26
Il futuro sicuro delle aziende
28
Vent’anni di innovazione firmati Capi Group
30
MADE IN CIMA: 15 anni su misura
26 Aziende
associazione
32 Associazione 48 Assoservizi 49 Education 50 Talenti 55 Internazionalizzazione 59 Parità
32
Le imprese si difendono con l’AI
34
Meno storytelling, più concretezza
36
Un ponte per l’innovazione digitale
38
Quando il legno incontra la moda
40
Welfare aziendale, leve strategiche per il futuro
41
Imprese trentine protagoniste a Ecomondo
42
Leadership e competenze, le chiavi del futuro
44
Presentato il Manifesto “Beyond the Prompt”
45
Trasporti, cresce l’allarme Brennero
47
Tra mercati energetici e incentivi
60 Giovani 63 Economia
assoservizi 48
Lavoro di squadra sulle piste da sci
education 49
Presentata la 18ª edizione di “TU SEI”
talenti 50
Dalle montagne al mondo del marketing globale
53
Quando il lavoro cresce con la vita
internazionalizzazione 55
Convenzione PEM: opportunità per imprese trentine
56
Trentino Export punta sul Marocco
parità 59
Confindustria Trento e l’impegno per la parità
giovani 60
Passaggio generazionale e nuova imprenditorialità
economia 63
Crescono gli investimenti in R&S in trentino
04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 66 | N. 06 Dicembre 2025 - Gennaio 2026
Direttrice Responsabile
Silvia Bruno
INDUSTRIA MOTRICE
Comitato di Redazione
Agenda 2026: tra geopolitica e nuovi equilibri globali Salari, welfare e formazione nella relazione del presidente Delladio all’Assemblea annuale ASSOCIAZIONE
Meno storytelling, più concretezza
illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI
Rocco Cristofolini Francesco Orefice Roberto Busato Alessandro Santini Nicolò Andreini Paolo Angheben Andrea Marsonet Eduard Martinelli Nicola Mascia Mario Pelanda Maria Cristina Poletto Luca Ribaga
EDUCATION
Presentata la 18ª edizione di “TU SEI”
GIOVANI
Passaggio generazionale e nuova imprenditorialità
Redazione
Stefania Cipriani
DICEMBRE 2025 | GENNAIO 2026 ANNO 66 · N°06
Direzione, Redazione e Amministrazione
Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it Progetto grafico
PUBBLICITÀ La pubblicità su Trentino Industriale significa: 6 mila copie ogni numero; invio a tutte le industrie aderenti a Confindustria Trento e ad un selezionato elenco di imprese artigiane, turistiche, commerciali e di servizi;
GRAFFITI – It’s Communication
invio ai professionisti trentini: ingegneri ed architetti, commercialisti e consulenti aziendali, notai ed avvocati, giornalisti...;
Impaginazione e stampa
invio a università, istituti di ricerca, scuole e centri di formazione professionale;
Litografica Editrice Saturnia Via Caneppele, 46 - Trento
articoli, servizi, firme autorevoli e interviste a personaggi di spicco;
Stampata su carta Périgord dalla Cartiera del Garda, derivante da foreste gestite in maniera responsabile. Editore
Associazione degli Industriali della Provincia di Trento Pubblicità
Assoservizi Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990 Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista. Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana INFORMATIVA Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.
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Assoservizi Srl T. 0461 360000 via Degasperi, 77 | Trento I prezzi indicati vanno maggiorati di IVA. L’editore si riserva di valutare di volta in volta la compatibilità con la rivista dei messaggi pubblicati proposti.
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editoriale
07
Ora il Trentino deve correre Il piano industriale è diventato un progetto condiviso: la Provincia autonoma di Trento lo ha inserito nella recente manovra finanziaria. È una scelta che aspettavamo da tempo e che, dopo mesi di confronto e di proposte, segna un cambio di passo per il nostro territorio, nel mezzo di una drammatica crisi globale: “la più grave – richiamo l’allarme degli industriali tedeschi – dal 1949”. Voglio evidenziare ancora una volta che si lavora al disegno di un progresso per tutta la comunità. Perché parlare di industria significa parlare di futuro: di lavoro, di innovazione, di competitività. Nei mesi scorsi abbiamo insistito molto su questo punto: sulla necessità di una strategia condivisa, perché alla portata di tutti saranno i risultati. La decisione della governance provinciale va in questa direzione e apre una stagione nuova, che dovrà essere costruita insieme, con il contributo delle imprese, delle istituzioni e del mondo della ricerca: l’industria trentina non chiede assistenzialismo, ma regole certe, infrastrutture adeguate e politiche che favoriscano investimenti e innovazione. Il piano industriale non è solo un documento tecnico: è un impegno politico e culturale a sostenere chi produce valore, chi investe, chi innova. È la risposta a un contesto globale che cambia rapidamente, dove la transizione digitale e quella ecologica, l’attrazione dei talenti e la formazione sono sfide decisive. Sfide che non possiamo affrontare con strumenti ordinari, perché non stiamo vivendo un tempo ordinario. Lo abbiamo ribadito anche nella nostra Assemblea, celebrando gli 80 anni di Confindustria Trento: la forza del Trentino sta nell’avere un mix equilibrato di settori, ma serve una visione comune per restare competitivi. Serve investire nelle imprese, nei lavoratori e nella scuola, per formare giovani capaci di governare le tecnologie emergenti, come l’Intelligenza Artificiale, e non subirle. Serve un territorio attrattivo, con politiche per la casa, la mobilità, la sostenibilità. Serve una pubblica amministrazione più snella e capace di accompagnare chi ha il coraggio di innovare. Oggi celebriamo un risultato importante, frutto di dialogo e perseveranza. Ma il lavoro vero comincia adesso: trasformare le intenzioni in azioni concrete. Noi ci siamo, pronti a fare la nostra parte, con responsabilità e coraggio.
Lorenzo Delladio Presidente di Confindustria Trento
TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
I PROGRAMMI FESR E FSE+ IN TRENTINO La Provincia autonoma di Trento gestisce nel periodo 2021-2027 il Programma Fondo europeo di sviluppo regionale (PR FESR) e il Programma Fondo sociale europeo plus (PR FSE+), ognuno dei quali è strutturato in tre priorità tematiche: PR FESR
PR FSE+
€ 181 milioni
Risorse totali
1 Trentino competitivo
1 Occupazione
Competitività delle PMI e ricerca
Per una forza lavoro qualificata e resiliente
340,6
2 Trentino in rete
Connettività digitale e rete in fibra ottica
2 Istruzione e formazione Per una formazione inclusiva e di qualità
milioni euro
3 Trentino sostenibile
Energia e sicurezza del territorio
Priorità 2
€ 159,6 milioni
3 Inclusione sociale
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Per una società inclusiva e coesa
Priorità 2
Istruzione e formazione
Dati al 31.08.2025
Trentino in rete Soggetti coinvolti
7.000
civici collegati
Principali interventi e risorse programmate
€ 13 mln
31.03.2029
n. 2.000
Estensione della fibra ottica per la connessione di aree periferiche
Conclusione dei lavori prevista per la posa della fibra ottica
Utenze collegate con abbonamento alla fibra ottica (stima)
Soggetti coinvolti
1.660
persone
Principali interventi e risorse impegnate
€ 13 mln
Rafforzamento delle competenze linguistiche per bambini e studenti
€ 1,9 mln
Promozione del successo formativo per studenti in situazione di fragilità
€ 1,4 mln
Qualità e innovazione del sistema educativo
€ 5,5 mln
Struttura Multifunzionale Territoriale Ad Personam
€ 1,6 mln
Sostegno alle imprese per interventi di formazione continua
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www.provincia.tn.it/FESR - www.provincia.tn.it/FSE+ FESR
Iniziativa realizzata nell'ambito dei Programmi FESR e FSE+ 2021-2027 della Provincia autonoma di Trento, con il cofinanziamento dell'Unione Europea, dello Stato italiano e della Provincia autonoma di Trento.
FSE+
il punto
09
Un anno di impegno per il futuro del Trentino In un’epoca caratterizzata da incertezza e fluidità, i bilanci di fine anno rischiano di essere un azzardo. Ci aggrappiamo per questo alle nostre certezze, che sono i valori, i principi e gli impegni che guidano il nostro sistema confederale. Ciò che di certo possiamo dire quindi è che anche in questo 2025 Confindustria Trento ha continuato a fare ciò che le è più congeniale: stare accanto alle imprese, rappresentarle e sostenerle, trasformando le difficoltà in occasioni di crescita, per costruire insieme un Trentino competitivo, sostenibile e attrattivo. “Partecipare al processo di sviluppo della società contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile, capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese”: la nostra vision, non fa mai male ricordarlo, è tutta nelle righe che estrapolo dal nostro Statuto. Abbiamo dunque lavorato per rendere il territorio più attrattivo, perché senza alloggi e servizi adeguati non si attraggono talenti né investimenti. Da qui il confronto costante con istituzioni e realtà locali, che ha portato a soluzioni concrete come il progetto Ri.Val, oltre ad accordi territoriali per rispondere alle esigenze immediate delle aziende. La sostenibilità è stata al centro delle nostre azioni: dal supporto al marchio ESG territoriale ai progetti di mobilità sostenibile, fino al nuovo servizio di check-up per aiutare le aziende a misurare le proprie performance. Abbiamo promosso iniziative sull’idrogeno e sull’efficienza energetica, accompagnando le imprese verso la transizione verde. Sul fronte innovazione e digitale, il nostro Digital Innovation Hub ha ottenuto finanziamenti PNRR e avviato progetti per la trasformazione digitale e la cybersecurity. Abbiamo portato il sistema trentino dell’innovazione all’AI Week di Milano e rafforzato la collaborazione con Università e centri di ricerca, con corsi e challenge di open innovation. Non meno importante è stato il lavoro su internazionalizzazione, con nuovi desk in Germania, Francia e USA, e su finanza e incentivi, per sostenere investimenti e aggregazioni. La formazione è rimasta una priorità: dai master tematici ai percorsi sulle soft skills, fino all’avvio dell’Executive MBA con l’Università di Trento e Udine. Abbiamo continuato a investire sui giovani, con progetti di orientamento e alternanza scuola-lavoro, e sul dialogo con il territorio, partecipando a eventi di rilievo e rafforzando il nostro impegno sociale. Mi piace ricordare, da ultimo, che abbiamo scelto di rinnovare il nostro impegno a favore della diffusione della cultura d’impresa, con le iniziative promosse nell’ambito dell’ottantesimo anniversario della nostra Associazione: un nuovo pretesto per guardare al futuro.
Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
10
copertina
copertina
Crescita a trazione industriale Promossa in concomitanza con l’ottantesimo anniversario dell’Associazione, l’Assemblea è stata l’occasione per riflettere sulle politiche di sviluppo del territorio.
OLTRE novecento tra rappresentanti delle istituzioni e della società civile, imprenditori e manager associati hanno partecipato all’Assemblea annuale di Confindustria Trento, ospitata al PalaRotari di Mezzocorona e aperta, nella parte pubblica, alla partecipazione degli stakeholder del territorio. La parte pubblica dell’Assemblea si è aperta con un minuto di raccoglimento per il lavoratore vittima dell’incidente mortale sul TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
lavoro. Di seguito un momento musicale curato dall’Orchestra archi “Le Semicrome” dei Minipolifonici. Successivamente, la relazione del presidente Lorenzo Delladio, ha ripercorso gli 80 anni di storia di Confindustria Trento e dell’industria trentina, sottolineando il ruolo decisivo delle imprese nello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio. Delladio ha richiamato l’impegno delle aziende su produttività, innovazione, formazione e sostenibilità, ribadendo la necessità di una politica industriale forte e di un Trentino attrattivo per talenti e investimenti. Ha infine rivolto un appello all’unità del sistema economico e istituzionale: “Il Trentino vince se restiamo tutti uniti”. L’Assemblea è dunque proseguita con un indirizzo di saluto di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di
11 copertina
Trento che ha dichiarato: “Con un bilancio di 5,5 miliardi di euro il Trentino dimostra di saper fare investimenti, di saper programmare e di saper crescere grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Il nostro sistema produttivo è la spina dorsale dell’autonomia, e la forza dell’autonomia sta nella capacità di generare risorse, lavoro e sviluppo all’interno del territorio”. A seugire si è tenuta la tavola rotonda con Franco Bernabè, presidente del Cda Università di Trento, Stefan Pan, vice presidente di Confindustria e Alessandra Proto, direttrice del Centro OCSE di Trento per lo Sviluppo Locale e moderato da Giulia Apollonio, giornalista di Rai - Radiotelevisione Italiana. Franco Bernabé ha dichiarato “il modello di sviluppo statunitense di colossi come OpenIA non è sostenibile: gli ingenti investimenti stanno rendendo ancora troppo poco e il processo per ammortizzarli è molto lungo. Ma la quantità di tecnologia che l’IA offre può essere usata per sviluppi verticali utili all’industria, che noi in Italia e in Europa abbiamo la competenza e l’esperienza per mettere in atto. Deve essere però una IA sostenibile, che si sviluppa senza troppe imposizioni da parte dell’unione europea. Sul tema della fuga dei cervelli ha poi aggiunto: “abbiamo una finestra di opportunità data dalla stabilità politica del nostro paese e, più in generale, dalla presenza di comunità multidisciplinari, particolarmente forti nelle università e nei centri di ricerca, che sono la chiave del successo per gestire la complessità. Una carta da giocare di fronte alla perdita invece di multiculturalismo negli Usa. Possiamo attrarre talenti. Ma c’è da affrontare il problema ancora sottostimato della denatalità e dei salari, troppo bassi per sopportare l’aumento dell’inflazione. Dobbiamo puntare sulla produttività e la crescita sostenendo gli imprenditori”. “Da Roma a Bruxelles, il messaggio che lanciamo alle istituzioni è chiaro: mettete le imprese al centro. Se vogliamo vincere la sfida con i nostri competitor globali, l’Italia e l’Europa devono riguadagnare competitività al più pre-
sto. Servono semplificazione e prospettive per gli investimenti: obiettivi raggiungibili con un mercato unico più forte e piani industriali, europei e nazionali, con un orizzonte di almeno tre anni”, ha dichiarato Stefan Pan. Alessandra Proto ha spiegato, attraverso dati, la specificità dello scenario economico del nostro territorio: “Negli ultimi 40 anni il Trentino è stato in grado di attrarre lavoratori compensando il calo di produttività dovuto alla dimensione delle imprese e alla minor presenza dell’industria. Questo ha permesso di mantenere un certo grado di benessere per la comunità”. Ha poi evidenziato il valore della capacità di attrazione di un territorio, ha parlato dell’impatto negativo della dispersione di capacità e competenze e dell’impatto positivo della formazione e degli investimenti in tecnologia e innovazione. L’Assemblea annuale di Confindustria Trento si era aperta come di consueto con la parte privata riservata ai soli associati. Era stato approvato il bilancio consuntivo 2024, illustrato dal direttore generale Roberto Busato e si era votata la revisione dello statuto e del regolamento di attuazione. L’Assemblea di Confindustria Trento si è svolta grazie al supporto del main partner Sparkasse e al contributo di ITAS Mutua, Umana Spa, Audi Dorigoni, Vetri Speciali Spa, Giacca Costruzioni Elettriche Srl, Confidi Trentino Imprese, WTW, Levico Acque – Società Benefit Srl, PalaRotari.
TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
12 copertina
Ottant’anni di impresa e futuro ph Jacopo Salvi
Confindustria Trento rilancia la sfida della competitività e della sostenibilità. Formazione, attrattività e innovazione al centro della visione di Lorenzo Delladio.
OTTANT’ANNI di impresa, di visione e di comunità. Confindustria Trento ha celebrato un anniversario importante guardando avanti, con la consapevolezza che la forza del territorio nasce dal lavoro, dalla collaborazione e dalla capacità di costruire futuro. “Festeggiamo gli ottant’anni della nostra Confindustria e, con essa, un pezzo importante della storia del Trentino – ha ricordato il presidente Lorenzo Delladio nella sua TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
relazione presentata in Assemblea –. Ottant’anni di impegno condiviso con le istituzioni, i lavoratori e la società civile. È la storia di un territorio che, da economia rurale, è diventato un sistema produttivo moderno, innovativo e sostenibile”. Il racconto parte da lontano, da quel 4 settembre 1945 in cui ventisei imprenditori trentini decisero di dare vita all’Associazione degli Industriali della provincia di Trento. Era un tempo di ricostruzione e di speranza, in cui si gettavano le basi della Repubblica e del suo modello economico e sociale. Da allora, l’industria è sempre stata protagonista delle grandi trasformazioni del territorio: dalle centrali idroelettriche all’Autostrada del Brennero, dall’Istituto Trentino di Cultura, oggi FBK, all’Università di Trento. “Ogni passo avanti del nostro territorio ha visto le imprese in prima linea”, ha sottolineato.
13 copertina
Provincia, capace di sostenere l’innovazione, l’internazionalizzazione e la sostenibilità delle imprese. Nella parte finale del suo intervento, Delladio ha allargato lo sguardo all’Europa, richiamando la necessità di rilanciare il progetto di integrazione e di restituire al continente un ruolo da protagonista nello scenario globale. “Non possiamo pensare il futuro del Trentino senza l’Europa – ha affermato –. Se l’Europa non resta unita e non assume decisioni forti, rischia di diventare un museo: bellissimo, ma irrilevante nelle scelte che contano”. Citando Mario Draghi, Enrico Letta e Ursula von der Leyen, il presidente ha ricordato che la politica industriale deve tornare a essere la priorità dell’Unione, per affrontare la transizione verde e digitale e garantire crescita, lavoro e competitività. “È tempo di agire – ha concluso – per guardare al futuro con coraggio e responsabilità. Solo così potremo continuare a garantire benessere, lavoro e libertà alle prossime generazioni”. ph Jacopo Salvi
L’industria continua a rappresentare un pilastro economico e sociale, un motore di crescita e di coesione. Garantisce i salari più alti, la percentuale maggiore di contratti a tempo indeterminato, investe in welfare, formazione e innovazione. È il settore che più contribuisce alla sostenibilità e alla competitività del Trentino. Ma soprattutto è un luogo dove le persone possono realizzarsi professionalmente e umanamente, dove si può costruire un’esistenza piena e di valore. Nel suo primo anno di presidenza, l’impegno si è concentrato su temi cruciali come la produttività, la competitività, la sostenibilità e l’attrattività del territorio. “Alle istituzioni chiediamo di creare le condizioni perché le imprese possano continuare a investire e crescere – ha spiegato Delladio –. Il tema della casa, ad esempio, è oggi una priorità: senza alloggi accessibili non possiamo attrarre nuovi lavoratori e talenti”. Accanto alle politiche per l’abitare, Confindustria Trento promuove progetti di mobilità sostenibile nelle aree industriali e sostiene con convinzione il marchio ESG territoriale, che renderà il Trentino il primo territorio italiano certificato in base ai criteri ambientali, sociali e di governance. L’unità è infatti un valore centrale per il sistema economico trentino. “La forza del nostro territorio sta nell’equilibrio tra i suoi settori, ma serve una voce unitaria capace di dialogare con le istituzioni e di proporre una visione comune. Il Trentino vince se restiamo tutti uniti”. In questa prospettiva, il presidente ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le associazioni di categoria e di rendere la Camera di Commercio un luogo di confronto e coesione. Guardando al futuro, Delladio ha individuato le priorità per un Trentino competitivo e attrattivo: affrontare il nodo dell’energia, investire nella scuola e nella formazione, promuovere politiche per la mobilità e l’accoglienza, semplificare la burocrazia e migliorare il coordinamento tra pubblico e privato. Da qui l’appello per un piano industriale condiviso tra Confindustria e la
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14 copertina
Premiati i Pionieri dell’industria trentina ph Jacopo Salvi
Come da tradizione, in occasione dell’Assemblea è stato assegnato il premio “Pioniere dell’industria trentina”. Omaggiati Paolo Manica, Paolo Mazzalai e Enrico Zobele.
ph Jacopo Salvi
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Paolo Mazzalai
Enrico Zobele
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Giulia Manica ritira il premio per il padre Paolo Manica
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16 copertina
Un traguardo di valore e continuità ph Jacopo Salvi
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Confindustria Trento rende omaggio alle imprese associate da oltre cinquant’anni. Un riconoscimento alla dedizione di chi contribuisce alla crescita dell’industria trentina.
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“Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento per il riconoscimento ricevuto in occasione dell’evento. È per noi motivo di orgoglio e stimolo a proseguire con entusiasmo nel nostro impegno quotidiano.” Karl Mayer Rotal Srl
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20 copertina
Le origini dell’industria trentina ph Jacopo Salvi
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Premiate le aziende che nel 1945 fondarono Confindustria Trento, protagoniste della rinascita economica del dopoguerra.
Distilleria F.lli Pisoni Srl ph Jacopo Salvi
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TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
22 copertina
Un nuovo racconto dell’industria trentina Confindustria Trento celebra il suo anniversario con iniziative che raccontano il ruolo dell’impresa. Un percorso di memoria, cultura e innovazione per valorizzare il contributo industriale al territorio.
NEL corso della parte privata dell’Assemblea annuale di Confindustria Trento sono state illustrate le iniziative portate avanti dall’Associazione in occasione dell’Ottantesimo anniversario dalla sua fondazione. “L’Associazione – ha spiegato il direttore generale Roberto Busato – ha scelto di circoscrivere le iniziative di maniera e di investire su un progetto che porti valore sul lungo periodo. Abbiamo dunque avviato un’operazione di ricostruzione del contributo positivo della nostra industria dal secondo Dopoguerra ad oggi, per dimostrare come l’industria sia stata trigger,
motore, contributore nel percorso di crescita del Trentino, essendo avanguardia nell’innovazione, nell’internazionalizzazione, nella formazione continua, nelle relazioni sindacali, nel welfare, in tempi più recenti nella sostenibilità. Ne abbiamo fatto un grosso progetto di comunicazione sotto il cappello del motto della nuova presidenza Trazione Industriale - Forza motrice cuore impresa realizzato in collaborazione con Graffiti”. Il progetto si sostanzia già, e si sostanzierà nel tempo sempre più, in azioni concrete volte a diffondere e promuovere cultura di impresa.
FORZE MOTRICI Una mediateca di testimonianze orali raccolte nel mondo economico e produttivo trentino, tra gli attori della governance locale e delle parti sociali: “Forze Motrici, Un nuovo racconto per il Trentino”, raccoglie al momento 41 testimonianze, per un girato che supera le trenta ore, conservate in versione integrale a Palazzo Stella per chi desideri indagare la storia dell’economia locale con approccio scientifico. Il girato, raccolto con la collaborazione di FilmWork e del quale è stato già realizzato un trailer emozionale, diventerà una serie, radio e tv, che andrà in onda nei prossimi mesi sul canale tematico HistoryLab e su Radio Italia Anni Sessanta, e che sarà inoltre disponibile sulle piattaforme di podcasting. Per l’anno a venire sarà distribuito in pillole sui social dell’Associazione.
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23 copertina
BIBLIOTECA D’IMPRESA
ALLESTIMENTO PERMANENTE E MOSTRA ITINERANTE
Uno spazio fisico a Palazzo Stella, nella hall del piano interrato, che raccoglie tutte le monografie aziendali prodotte dalle imprese associate a Confindustria Trento, esemplari notevoli di letteratura d’impresa, i migliori saggi della cultura d’impresa nazionale, pubblicazioni raccolte nel tempo dall’Associazione per restituire frammenti di storia dell’economia e dello sviluppo in Trentino.
Una linea del tempo popolata di episodi notevoli della Storia Universale, della storia economica del nostro territorio e di quella di Confindustria Trento, già protagonista negli allestimenti del Palarotari, ha trovato spazio nella hall del piano interrato di Palazzo Stella. Gli elementi essenziali di questo percorso attraverso i decenni, disponibili anche nella nuova sezione storica dedicata, all’interno del sito dell’Associazione, sono anche oggetto di una mostra itinerante che attraverserà le valli in occasione delle riunioni territoriali di Confindustria Trento.
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MEMORIE DI FABBRICA Ha preso avvio il primo lavoro di inventario e catalogazione degli archivi di Confindustria Trento, grazie al bando Caritro vinto dalla nostra Associazione. A una prima fase di mappatura, operata da un gruppo di archivisti di Università di Trento, farà seguito un primo intervento di valorizzazione e digitalizzazione. Partiamo da qui ma l’obiettivo – ambizioso – è quello di mettere a sistema le iniziative già sorte in passato e mai del tutto giunte a compimento di un vero contenitore dedicato agli archivi d’impresa del nostro trentino.
OTTANT’ANNI A TRAZIONE INDUSTRIALE Una serie di momenti di divulgazione e di incontro con la comunità, aperta lo scorso mese di marzo dalla partecipazione di Antonio Calabrò, intervistato da Alberto Faustini a proposito del valore sociale e culturale di Fare Impresa. Delle scorse settimane il secondo appuntamento, “Dal 1992 una certa idea d’innovazione in Trentino” che ha visto protagonista Alessandro Garofalo e il suo lavoro. A breve sarà annunciato il programma di incontri in calendario per il 2026.
CUORI D’IMPRESA Grazie alla collaborazione con il T Quotidiano, Confindustria Trento realizza reportage fotografici in azienda volti a valorizzare, di ogni impresa, il radicamento al territorio, la qualità del lavoro, il valore delle persone - la proprietà, il management, le risorse – dettagli di lavorazione e di prodotto. Una selezione degli scatti viene pubblicata periodicamente in doppia pagina sul quotidiano.
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TU SEI REPORTER Promosso nell’ambito della XVIII edizione del progetto Tu Sei, “Tu Sei reporter” invita i giovani a raccontare l’impresa partner nel formato di un breve reel. I migliori prodotti raccolti saranno pubblicati sulla pagina Instagram “Il Trentino delle imprese”.
NUOVE RUBRICHE E NUOVI CANALI DI COMUNICAZIONE Trova spazio su Trentino Industriale la nuova rubrica “Parità”, con focus e approfondimenti sulla DE&I, e la nuova rubrica “Talenti”, destinata a raccogliere le testimonianze dei lavoratori delle imprese associate e volta a fare conoscere le opportunità di crescita personale e professionale offerte dall’industria in Trentino. Diventano rubriche fisse “Economia”, dedicata agli scenari economici, e “Assoservizi”, con case history di successo e contributi di valore. Tra i nuovi canali istituzionali, preme segnalare la nuova newsletter dedicata agli associati - il settimanale “Trazione Industriale” distribuito il martedì - e la nuova newsletter dedicata al Gruppo GI.
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Il futuro sicuro delle aziende Un team altamente specializzato che affianca le imprese nella consulenza, assistenza e formazione sulla sicurezza. Studio Bonamico e Farina è un punto di riferimento nazionale con servizi integrati a 360 gradi. di ALESSANDRO DE BERTOLINI
UN team di consulenza e formazione che opera come partner strategico per le aziende con servizi a 360° e un altissimo livello di specializzazione: è questa la forza dello Studio Bonamico e Farina Srl, sede principale ad Arco in via Fornaci 54, che si propone come interlocutore unico di riferimento per le imprese. Associato a Confindustria Trento dal 2017, lo Studio è specializzato in materia di sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, sicurezza ambientale e sicurezza impianti idrici. È accreditato dal Fondo Sociale Europeo della Provincia Autonoma di Trento e dal 2012 è Centro di Formazione AIFOS (Associazione italiana formatori e operatori della sicurezza sul lavoro). I clienti dello Studio sono industrie di qualsiasi settore e servizio commerciale, per la maggior parte realtà strutturate di media-grande entità, anche con più sedi, dislocate su tutto il territorio italiano. Il core di Bonamico e Farina è la gestione del servizio di prevenzione e protezione basato su tre pilastri: la consulenza, l’assistenza e la formazione. Così lo Studio ha saputo affermarsi con autorevolezza costruendo rapporti di fiducia con imprese in tutta Italia. Trovando una squaTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
dra strutturata di professionisti specializzati, le aziende che si rivolgono a Bonamico e Farina possono contare sul knowhow di tutti i componenti del team godendo di un servizio personalizzato a 360 gradi. A caratterizzare il lavoro della società sono l’ampia gamma di settori di competenza, la qualità delle prestazioni offerte e la continuità del servizio. Bonamico e Farina non interviene con soluzioni estemporanee, ma affianca le imprese continuativamente svolgendo un ruolo chiave nello sviluppo delle strategie aziendali. Lo Studio nasce nel 2009 attorno al titolare Stefano Bonamico e si afferma subito come protagonista nell’offerta di servizi di formazione e consulenza per altri studi in materia di sicurezza sul lavoro. Nel 2012 viene rifondato con l’attuale denominazione (Studio Bonamico e Farina Srl) e affianca all’attività di consulenza l’erogazione di corsi di formazione, diventando polo formativo certificato. Negli anni successivi Stefano Bonamico si struttura con un team più allargato di professionisti specializzati e nel 2015 apre la sede attuale con gli uffici di Arco. Del 2019, infine, è l’inaugurazione di una seconda sede operativa, il Safety Training Center. Quest’ultimo, situato ad Arco in via Dante Alighieri 1, a pochi passi dalla sede principale, si caratterizza come un grande polo didattico e multifunzionale dedicato interamente alla formazione. In un unico luogo, il Safety Training Center dispone di “un’aula per i corsi teorici, spazi al coperto per gli addestramenti pratici dotati di spogliatoio e armadietti e 600 metri quadrati di piazzale esterno: in loco ci sono anche diverse attrezzature da utilizzare per le prove pratiche, come letto e manichini per addestramenti di primo soccorso e movimentazione manuale dei carichi, trabattelli e altro”. L’offerta formativa di Bonamico e Farina è di due tipi. In primo luogo i corsi interaziendali, che si svolgono presso il Safety Training Center. Sono organizzati secondo un calendario fisso in due stagionalità (settembre-gennaio e febbraio-luglio) e sono aperti a più aziende e ai loro lavoratori, anche singolarmente. In secondo luogo i corsi aziendali, che si tengono pre-
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valentemente presso la sede del cliente. Sono costruiti su misura per un’unica azienda, con contenuti e programmi creati per rispondere alle esigenze peculiari di singoli clienti. Nei contenuti, l’offerta formativa è sviluppata seguendo gli obblighi di legge, come la formazione normata dal D.lgs. 81/08 e gli Accordi Stato-Regioni, e secondo altre tipologie normative di formazione aggiuntiva specifica. Le categorie dei destinatari dei corsi sono molteplici e comprendono figure aziendali come ad esempio RSPP, ASPP, preposti, ma anche operatori di attrezzature specifiche (carriponte, PLE, carrelli elevatori, gru mobili) o operatori soggetti a rischi specifici (lavori in quota, spazi confinati). Interprete di un costante percorso di crescita e specializzazione, Bonamico e Farina Srl guarda al futuro con fiducia puntando all’implementazione dei propri core principali. “Sul fronte della formazione guardiamo al futuro con solide prospettive di sviluppo e di ulteriore espansione: tra i nostri obbiettivi a lungo termine ci sono la ristrutturazione e la trasformazione dei 300 metri quadrati interni e 600 metri quadrati esterni del Safety Training Center per realizzare un unico grande polo formativo con 4 aule corsi e nuove aree di addestramento pratico per spazi confinati, caduta dall’alto e per ricreare scenari per addestramenti specifici”.
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Vent’anni di innovazione firmati Capi Group Dal Trentino al mercato globale, il gruppo celebra innovazione, internazionalizzazione e attenzione alle persone. Un modello di impresa che unisce territorio e visione internazionale per affrontare le sfide future.
LA presenza sul territorio di Capi Group come impresa coesiva e come “esempio di azienda trentina che guarda lontano”. Così il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli ha definito il Gruppo trentino, in occasione delle celebrazioni per i vent’anni di Capi Group. Rivolgendosi a Mirco Cainelli e a Dario Piccinelli, rispettivamente CEO e CFO di Capi Group Srl, Spinelli ha sottolineato i punti di forza della società: “Nella vostra realtà – ha detto – si ritrovano i valori fondamentali dell’attenzione alle persone, alla crescita, all’innovazione e una visione internazionale. È questo lo spirito di cui il Trentino ha bisogno per competere e attrarre nuove opportunità”. I festeggiamenti si sono tenuti lo scorso mese di ottobre a Calliano, presso la sede principale dell’azienda. Il giorno 24 si sono svolte le cerimonie ufficiali con la presenza delle istituzioni, dei principali clienti e degli istituti di credito. Contestualmente è stata promossa la tavola rotonda – evento centrale all’ordine del giorno – dal titolo “Industria, persone, territorio: verso lo sviluppo coesivo”. Il giorno succesTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
sivo si è svolto un open day per i dipendenti, per le famiglie e per le aziende locali partner di Capi Group. “Specialista nella produzione meccanica di precisione” – in particolare nella produzione di corone epicicloidali e componenti dentate in acciaio – Capi Group con le sue consociate è un colosso con oltre 600 dipendenti e più di 200 milioni di fatturato l’anno. Nasceva vent’anni fa, nel 2005, dall’unione delle storiche aziende trentine Meccanica Cainelli di Volano e OMP Piccinelli di Darzo. Oggi, dopo un percorso di crescita continuo caratterizzato da tanta innovazione e da una forte internazionalizzazione, la società opera come gruppo manifatturiero complesso sul mercato globale in tutti i principali settori industriali: agricolo, veicoli elettrici, eolico, industriale, material handling, movimento terra trasporto, automotive. Il 56% del fatturato è realizzato all’estero, principalmente in Europa e in parte in Nord America e in Sud America. Alla base del business c’è lo sviluppo di un network aziendale come modello di crescita: sotto il cappello di Capi Group opera una rete di imprese che agiscono in totale sinergia conservando piena autonomia. Dalle singole individualità il Gruppo trae la forza nel segno di una visione comune dove l’unione fa la forza. Le aziende del gruppo sono Capi Group (specializzata nella produzione di corone epicicloidali e componenti
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dentate), OMP Industries (componenti meccanici di alta precisione e subsets in acciaio), MCA Industries (produzione e assemblaggio di componenti in ghisa e alluminio), New Olef (una fonderia per getti in gravità, pressofusione e tecnologia a bassa pressione), CPS Components Srl (produzione e assemblaggio di componenti in ghisa e alluminio per il mercato nord est europeo), WGT - Wuxi Gear Tech Co. (ingranaggi epicicloidali e componenti dentate per il mercato asiatico), CPT – Power Trasmission Center (ingegneria di progetto e test di endurance, convalida componenti, assali e trasmissioni), Rivestcore (specializzata in trattamenti anticorrosivi superficiali tramite zincatura elettrolitica e fosfatazione al manganese) e FISEP Srl (fonderia per processi di pressofusione e dello stampaggio a caldo di ottone). Lo scorso ottobre a Calliano, durante i festeggiamenti per i vent’anni, lo “sviluppo coesivo” di Capi Group è stato al centro del dibattito. Partecipavano alla tavola rotonda ospiti illustri che hanno dato vita a un confronto di altissimo livello. Con i vertici di Capi Group erano presenti il sociologo e politologo Ilvo Diamanti dell’Università di Urbino, la presidente del Gruppo Dolomiti Energia Silvia Arlanch e il direttore del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova Fabrizio Dughiero. Le imprese coesive sono quelle che riescono a generare una rete ampia di rapporti di fiducia nelle relazioni interne con i dipendenti ed esterne con gli stakeholder creando valore aggiunto su tutto il territorio. Esempio di questo modello di sviluppo, Capi Group ha saputo caratterizzarsi come un nodo attivo e responsabile nella propria comunità e nella propria filiera. Allo stesso tempo, il CEO Mirco Cainelli ha evidenziato le criticità del settore manifatturiero. “Sul piano nazionale e internazionale – ha sottolineato – ci troviamo a un bivio. A livello italiano ed europeo il nostro settore sta perdendo di competitività nei confronti di Asia, India e Cina. È possibile invertire questa tendenza e recuperare lo scarto, ma le imprese da sole non lo possono fare. Serve fare sistema e abbiamo un’urgente
necessità di scelte forti da parte della politica industriale del nostro Paese e ai tavoli europei, altrimenti vedremo velocemente erodersi le nostre quote di mercato”. (adb)
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MADE IN CIMA: 15 anni su misura Una digital agency che accompagna le imprese con strategie e soluzioni customizzate. Tra relazioni, innovazione e AI, un partner strategico per crescere nel digitale.
“SIAMO una digital agency che
lavora per dare risposte e sevizi su misura totalmente customizzati: accompagniamo i nostri clienti nello sviluppo delle loro strategie e troviamo le soluzioni innovative che permettono agli imprenditori di concentrarsi sul proprio business”. Quindici anni dopo aver fondato la società, Andrea Cima Serniotti sintetizza così il core di MADE IN CIMA Srl e le prerogative che la distinguono tra i competitors. Nel 2010 Andrea Cima Serniotti fondava la società sulla base delle sue esperienze, del suo lavoro e delle sue intuizioni.
A destra Andrea Cima Serniotti. Nella pagina a fianco la consegna della targa di Confindustria Trento da parte di Maurizio Gianordoli, William Nicolussi e Alessandro Santini.
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Piemontese d’origine, un lungo periodo di lavoro all’estero in Irlanda e in Australia, si era trasferito in Trentino per motivi familiari portando con sé tante skill, una motivazione forte e il giusto spirito imprenditoriale. Oggi gestisce un team altamente qualificato di 9 persone full time più una serie di collaboratori esterni. Specializzata in comunicazione, progetti digitali e strategie su misura per aziende, enti e professionisti, MADE IN CIMA ha accompagnato la crescita di numerose realtà del territorio trentino, altoatesino e nazionale, diventando per molte di esse un punto di riferimento stabile e affidabile nel percorso di evoluzione digitale. Il servizio offerto è a 360 gradi, dall’individuazione delle esigenze dell’azienda fino al posizionamento. Tra le referenze, alcuni dei grandi brand nazionali e internazionali dei più vari ambiti industriali come De Longhi, Starpool, Mediocredito. “Ci proponiamo come partner strategico del digitale e non come semplice fornitore – precisa il Founder e CEO dell’azienda – affiancando le imprese in tutte le fasi del loro percorso di crescita”. Un’azienda giovanissima e molto dinamica, quella di Andrea Cima Serniotti, che opera in full remote e sta investendo molto sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale: “Il nostro team – prosegue – lavora interamente da remoto: Trentino, Piemonte, Emilia Romagna. Questo non ci impedisce di porre al centro il dialogo e le relazioni interpersonali, sia nei metodi di lavoro interno sia nei rapporti con i clienti. Nello sviluppo di nuovi servizi per le aziende ci stiamo concentrando sulle potenzialità dell’AI, cercando di integrarla nei nostri flussi aziendali per capire meglio come possa essere utilizzata concretamente e in termini operativi al servizio delle strategie di business dei nostri clienti”. Proprio la centralità delle relazioni tra individui e i nuovi orizzonti dell’AI sono stati al centro del dibattito che si è svolto lo scorso 5 novembre al Mart di Rovereto, in occasione dell’evento proposto da MADE IN CIMA per festeggiare i 15 anni di attività. L’incontro, che verteva sul tema delle relazioni tra imprenditori e tra imprese nell’era dell’AI, si è tradotto in
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un momento di riflessione alta sulle opportunità che può generare l’Intelligenza Artificiale nel business tra soggetti differenti. In dialogo con Andrea Cima Serniotti sono intervenuti Roberto Locatelli (CEO di Plus e presidente del CAST Consorzio Aquila Sport Trentino), Maurizio Gianordoli (CEO Socialit e Vicepresidente di FBK), Patrick Ohnewein (Head of Tech Transfer Digital, NOI Techpark Südtirol / Alto Adige) e Bianca De Teffé (Erb, Data & AI Ethics Leader in Deloitte). “È stato un momento di relazione autentica con imprenditrici e imprenditori del territorio”, ha spiegato Andrea Cima Serniotti. “L’AI è un acceleratore potente, ma a creare valore restano le persone: visione, fiducia, qualità delle relazioni. In questo senso, l’AI deve continuare a essere un mezzo, non un fine. Un mezzo utile per aumentare qualità, tempestività e precisione dei progetti”. A distinguere il lavoro di MADE IN CIMA è anche la varietà di servizi offerti (“affianchiamo aziende di moltissimi settori industriali”) e il metodo operativo interno. Cinque direttrici guidano il lavoro di progettazione e posizionamento: To resolve, trovare soluzioni e sciogliere nodi strategici e operativi; To evolve, accompagnare la crescita delle aziende in modo concreto e graduale; To be found, migliorare visibilità e presenza digitale; To stand out, valorizzare unicità e differenziazione; To break free, creare marche libere di gestirsi autonomamente nel digitale. “Così – conclude il CEO Andrea Cima – ci proponiamo come partner ideale per le imprese che vogliono crescere con consapevolezza”. (adb)
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Le imprese si difendono con l’AI Confindustria Trento ha riunito esperti e aziende per discutere di sicurezza digitale e automazione. Formazione, consapevolezza e cultura della cybersicurezza al centro del dibattito.
UNA volta le minacce provenivano dalla criminalità “fisica”. Oggi, invece, il pericolo corre online. Attacchi informatici, furti di dati e sistemi manipolati da software malevoli rappresentano una realtà concreta per imprese e cittadini. È in questo contesto che Confindustria Trento – in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler, il Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione (DISI) dell’Università di Trento, e Hub Innovazione Trentino nel contesto del Digital Innovation Hub – ha organizzato l’incontro “Cybersecurity e Agenti AI: rischi e opportunità dell’automazione”. L’obiettivo, come emerso dagli interventi, è chiaro: costruire una cultura della cybersicurezza che accompagni la crescita digitale delle imprese e permetta di governare con consapevolezza l’uso dell’intelligenza artificiale. Il professor Paolo Giorgini, dell’Università di Trento, ha ricordato come le radici dell’intelligenza artificiale risalgano agli anni Cinquanta, con i primi studi sugli agenti software, programmi in grado di comportarsi in modo autonomo e adattivo. Oggi questi agenti trovano applicazione in quasi tutti i settori, ma comportano anche nuove vulnerabilità. “Se deleghiamo a un agente atTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
tività come pagamenti automatici o gestione di processi, il rischio – ha spiegato – è che un errore o una manipolazione del suo obiettivo originario possano provocare danni ingenti”. A mostrare il lato pratico dell’automazione è stato Roberto Doriguzzi Corin della Fondazione Bruno Kessler, che ha citato esempi concreti come BMW, Siemens e Amazon Robotics: “Le aziende utilizzano agenti autonomi per trasportare componenti, ottimizzare consumi o gestire magazzini. Ma questi sistemi, capaci di apprendere e prendere decisioni, possono essere manipolati o ‘infettati’ da virus, diventando essi stessi veicolo di attacchi”. Secondo Andrea Salvaterra di ACS Data Systems, l’intelligenza artificiale ha moltiplicato le possibilità d’azione dei cybercriminali, riducendo drasticamente i tempi di attacco. “La sicurezza non è più solo un’opzione tecnica, ma una necessità culturale. Le imprese devono investire in formazione per usare l’IA in modo consapevole e sicuro”. Infine, Ivan Pilati di Be Innova Srl ha sottolineato l’evoluzione della difesa informatica, grazie ai Security Operation Center, che permettono di monitorare costantemente situazioni di rischio. “Con l’introduzione dell’IA – ha spiegato – il 90% degli incidenti potrà essere gestito senza intervento umano. Gli analisti si concentreranno sui casi più complessi, le risposte saranno più rapide e si potranno prevedere gli attacchi prima che accadano”. L’incontro ha messo in luce un concetto centrale: l’innovazione tecnologica e la sicurezza non possono più viaggiare su binari separati. Solo promuovendo una cultura condivisa della cybersicurezza sarà possibile trasformare l’intelligenza artificiale da potenziale rischio a risorsa strategica per il futuro delle imprese e della società.
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Meno storytelling, più concretezza Alessandro Garofalo ha raccontato i momenti più significativi del suo percorso professionale tra innovazione, pragmatismo, disobbedienza creativa e visioni fuori dagli schemi. di GENNY TARTAROTTI
FISICO per formazione, consulente per scelta, visionario per natura. Alessandro Garofalo è questo, ma anche molto di più. Eclettico, anticonvenzionale, “uno spacciatore di creatività per le aziende” come lo ha definito qualcuno. Qualsiasi aggettivo gli sta stretto. Ciò che è certo è il fatto che la sua capacità di leggere la realtà, coglierne le connessioni e trasformarle in nuovi percorsi lo ha reso unico nel suo genere. Così, l’incontro dal titolo “Dialogo con Alessandro Garofalo”, organizzato da Confindustria Trento, presso la Sala Filarmonica di Trento, nell’ambito del ciclo di iniziative per l’ottantesimo anniversario dell’Associazione: “Ottant’anni a trazione industriale”, non poteva che riflettere il suo modo di essere. Lontano da un format convenzionale – in pieno stile Garofalo – l’evento si è rivelato un fluire di racconti e aneddoti, senza la linearità tipica delle relazioni formali, ma proprio per questo capace di offrire uno spazio in cui ciascuno può trovare da sé le connessioni e le intuizioni che contano davvero. Attraverso un dialogo con Alberto Faustini – giornalista ed ex direttore di testata - sono state ripercorse le tappe più signifi-
cative della sua carriera: dalla laurea in fisica alla fondazione della sua Società - la Garofalo &Idee Associate - dal contributo a numerose e celebri imprese italiane all’avvio della collaborazione con Confindustria Trento negli anni Ottanta, quando Il Gruppo Giovani dell’Associazione con lungimiranza volle implementare il Sistema di Qualità nelle aziende. Fatti e non storie, “perché con le storie si perde la concretezza delle cose” come sottolineato da Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, riportando il pensiero di Garofalo che a sua volta ha citato Alessandro Baricco: “Sfilate via dalla realtà i fatti e quello che resta è storytelling”. In un’epoca dominata dalle storie che plasmano il modo in cui comunichiamo e interpretiamo la realtà, il richiamo ai fatti è più urgente che mai. Un monito a restare fedeli alla sostanza, a puntare sulla concretezza. Un valore che ha guidato generazioni di imprenditori italiani e trentini, rendendo possibile la trasformazione di idee e visioni in progetti concreti per il Paese e il territorio. Lo stesso pragmatismo che è emerso anche dal video con le testimonianze di alcuni degli imprenditori trentini che in questi
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In un’epoca dominata dalle storie che plasmano il modo in cui comunichiamo e interpretiamo la realtà, il richiamo ai fatti è più urgente che mai. Un monito a restare fedeli alla sostanza, a puntare sulla concretezza. Ottant’anni hanno contribuito alla crescita del territorio. “La parola suona, l’esempio tuona” ha ricordato nel suo messaggio Alessandro Lunelli delle Cantine Ferrari. E lo stesso pragmatismo emerge anche dai numeri del suo logo: 30-70100. Trenta come gli anni della sua Società, settanta come la sua età, e la loro somma: cento come “l’età in cui può arrivare la seconda onda”
ha affermato. Una metafora che sembra preludere a un nuovo inizio. Invece è arrivata la conferma della sua decisione di andare in pensione. Ma chi lo conosce bene fatica a crederci. Dai messaggi mandati da amici e collaboratori - alcuni tramite contributi video altri in presenza - la richiesta affettuosa di non lasciare, accompagnata da sorpresa e incredulità. Perché quello di Garofalo non è un lavoro, è un modo di essere. La sua capacità di innovare, di rompere schemi e paradigmi trasforma ogni sfida in un’opportunità, e ogni progetto in una nuova occasione per generare nuove connessioni. Oggi Garofalo chiude un capitolo, non un percorso. E lo ha confermato lui stesso: “Continuerò a lavorare nella formazione, dedicandomi ai consulenti e agli startupper. Bisogna essere più bravi – ha aggiunto – a lavorare insieme tra categorie diverse. È necessario imparare a cooperare competendo”.
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Un ponte per l’innovazione digitale Trentino Digital Bridge 2025: imprese, ricercatori e istituzioni insieme per costruire un ecosistema capace di accelerare progetti, scambio di conoscenze e sviluppo del territorio. di STEFANIA CIPRIANI, Area Comunicazione Istituzionale, Confindustria Trento
FAVORIRE un dialogo sempre più efficace tra imprese ICT e mondo della ricerca: è questo l’obiettivo di Trentino Digital Bridge 2025, l’iniziativa che si è svolta a Trento, con l’obiettivo di valorizzare le competenze del territorio e favorire nuove opportunità di collaborazione. Promosso da Confindustria Trento e organizzato in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, HIT – Hub Innovazione Trentino e Università di Trento, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi attori istituzionali e del mondo produttivo. La giornata si è aperta con i saluti di Roberto Loro, presidente della Sezione Informatica e Tecnologie Digitali di Confindustria Trento, di Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, e del vicepresidente della Provincia e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli. “Trentino Digital Bridge 2025 nasce dalla necessità di avvicinare imprese e ricerca, due mondi che devono conoscersi di più per generare nuove opportunità, collaborazioni e crescita. Oggi molte imprese non sanno su cosa stanno lavorando i ricercatori e, allo stesso tempo, i cenTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
tri di ricerca non sempre conoscono da vicino le esigenze del nostro sistema produttivo: il nostro obiettivo è costruire un ponte che faciliti il dialogo e favorisca sinergie concrete. L’iniziativa vuole essere anche una vetrina per i giovani talenti, per mostrare loro le potenzialità del settore ICT trentino, che investe in ricerca il 23,5% del totale degli investimenti delle imprese, un dato superiore alla media nazionale. A questo si affianca l’eccellenza del sistema della ricerca locale, che ha portato il Trentino al primo posto in Italia tra le regioni innovatrici europee. Crediamo che il territorio possa fare ancora di più: Trentino Digital Bridge vuole essere un laboratorio aperto, in cui far nascere nuove idee e rafforzare il ruolo dell’innovazione come motore dello sviluppo trentino” ha dichiarato Roberto Loro. “Trentino Digital Bridge 2025 è un’iniziativa preziosa, pensata per rafforzare il ponte tra due pilastri fondamentali del nostro ecosistema: le imprese e la ricerca trentina. Un modo per consolidare, assieme agli altri progetti in campo che comprendono ad esempio il Co-innovation Lab di Dedagroup e FBK, la vocazione del Trentino nel favorire la collaborazione strutturata tra i due mondi, soprattutto nel settore digitale. Trentino Digital Bridge 2025 nasce con questo intento, grazie a Confindustria e alla rete della ricerca, per creare connessioni nuove, accorciare le distanze tra chi immagina il futuro e chi lo realizza. In altre parole, per far sì che l’innovazione digitale trentina continui a essere un punto di riferimento nazionale e internazionale”. Così Achille Spinelli all’evento Trentino Digital Bridge 2025, promosso da Confindustria Trento per favorire una convergenza sui filoni dell’innovazione nei settori più avanzati. Il keynote speech è stato affidato al futurologo Mattia Crespi, direttore dell’H-Farm Futures Lab, che ha proposto una riflessione sulle trasformazioni tecnologiche, antropologiche e culturali che stanno ridefinendo il rapporto tra esseri umani e sistemi intelligenti. In un contesto segnato da iper-accelerazione e dall’emergere di sistemi autonomi, Crespi ha evidenziato come la vera sfida non sia soltanto tecnologica, ma profondamente
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antropologica: mentre le macchine acquisiscono capacità di apprendere, agire e interagire, agli esseri umani è richiesto un nuovo sforzo di immaginazione e responsabilità. Momento centrale della giornata è stata la sessione di pitch, che ha portato sul palco dieci imprese ICT trentine e dieci ricercatrici e ricercatori dei centri di ricerca locali. In rapidi interventi hanno presentato progetti e idee, offrendo al pubblico una panoramica concreta delle eccellenze tecnologiche e scientifiche del territorio. Al termine delle presentazioni, i partecipanti hanno premiato i migliori interventi, assegnando i riconoscimenti: Miglior Pitch – Categoria Impresa: Giorgia Visonà – Afliant Miglior Pitch – Categoria Ricerca: Selene Tomassini - Dip. Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Università di Trento La giornata si è infine conclusa con un momento di networking, pensato per favorire ulteriori contatti e la nascita di nuove collaborazioni. A testimonianza della volontà di proseguire il percorso avviato, il 5 dicembre si terrà un appuntamento satellite dedicato a incontri one-to-one tra imprese e ricercatori interessati ad approfondire le progettualità emerse durante i pitch. Trentino Digital Bridge 2025 è stato realizzato grazie alla collaborazione delle aziende partner: Dedagroup, Delta Informatica, Deltamax, Optoi, Saidea e Villotti Group.
Miglior Pitch Categoria Impresa: Giorgia Visonà – Afliant
Miglior Pitch Categoria Ricerca: Selene Tomassini - Dip. Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Università di Trento
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Quando il legno incontra la moda Il legno trentino diventa terreno di sperimentazione tra moda, design e cultura del progetto. Un evento che mostra come le contaminazioni possano generare valore e innovazione. di GIANLUCA FEDRIZZI, Area Economia d’Impresa, Confindustria Trento
SI è tenuto a Palazzo Stella l’evento dal titolo “Moda e industria” organizzato nell’ambito del progetto di valorizzazione e internazionalizzazione del legno trentino, promosso dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con Trentino Marketing e Trentino Sviluppo. Grazie a questo progetto, le quindici imprese trentine coinvolte, provenienti dal mondo dell’industria e dell’artigianato, stanno sperimentando un nuovo modo di collaborare: non solo producendo, ma anche progettando e comunicando in modo integrato, con la forza del design italiano. Alla presenza dei curatori del progetto, Aldo Colonetti filoso-
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fo, storico dell’arte, del design e dell’architettura e Paolo Baldessari architetto e curatore di progetti di design con numerose aziende nel mondo dell’arredo, ha aperto i lavori il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio. Nel suo intervento ha ricordato come questa iniziativa sia probabilmente unica a livello nazionale e abbia origine da una convinzione profonda: il legno trentino, simbolo dell’identità e della tradizione produttiva locale, può e deve diventare un motore di innovazione e internazionalizzazione. Il titolo del convegno, “Moda e Industria”, richiama infatti un’idea chiave: la creatività non è un lusso accessorio, ma una leva strategica per le imprese. Accompagnarle non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello culturale e progettuale, significa rafforzare l’intero sistema economico. Proprio da queste considerazioni l’incontro è entrato nel vivo con la testimonianza dell’ospite d’eccezione della serata, Moreno Ferrari, uno dei più famosi designer italiani, già Direttore artistico dei marchi Cp Company e Stone Island e autore dei primi esperimenti nell’ambito della moda, a cominciare da Loro Piana, Kiton, Fay. Le sue ricerche – dall’abito-casa nomade alle collaborazioni con Moleskine, Riva 1920 e Caimi – sono oggi esposte in istituzioni come il MoMA e il Centre Pompidou, confermando la portata internazionale del suo lavoro. Nel suo intervento, Ferrari ha ripercorso un approccio creativo capace di superare i confini disciplinari, mostrando come il dialogo tra mondi apparentemente lontani – moda, design, arredo sostenibile, industria dei materiali – possa generare innovazioni concrete e nuove visioni progettuali. Un messaggio che rispecchia pienamente gli obiettivi del progetto: dimostrare che la creatività è una risorsa strategica per le imprese, capace di trasformare il legno trentino da semplice patrimonio identitario a driver di sviluppo internazionale. La conferenza ha così offerto uno sguardo prezioso sul valore del dialogo tra cultura, impresa e design, mostrando come idee, relazioni e progettualità condivisa possano aprire nuove traiettorie di crescita per il territorio e per le aziende che lo rappresentano.
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Quando la rete trema Il 2025 sarà un anno di stress test per molte imprese Il numero delle insolvenze aziendali è in aumento a livello globale – e l’Italia è tra i Paesi più colpiti. Secondo Allianz Trade, nel 2025 si prevede un incremento del 35% 35%.. Crescita debole e sfide strutturali mettono sotto pressione soprattutto le PMI PMI,, che faticano a mantenere liquidità e stabilità finanziaria. Un trend che non si ferma Le insolvenze nel mondo sono in aumento per il quinto anno consecutivo.. Allianz Trade stima un +6% cutivo nel 2025 e un +5% nel 2026, prima di un lieve rallentamento nel 2027. L’Europa è particolarmente colpita – e l’Italia registra il maggiore incremento previsto. I settori più vulnerabili restano costruzioni, commercio, turismo e automotive, automotive, dove la competizione e l’aumento dei costi comprimono i margini operativi. Focus Italia: segnali di allarme Dopo anni di relativa stabilità, le insolvenze in Italia tornano sopra i livelli pre-pandemia:
oltre 13.000 casi stimati per il 2025 contro i 9.600 del 2024. 2024. Fattori chiave: rallentamento del settore edilizio con meno incentivi, consumi interni deboli e ritardi nei pagamenti che minacciano la liquidità delle imprese. Anche il mercato del lavoro ne risente: migliaia di posti sono a rischio nei distretti industriali del Nord e nei servizi legati al turismo. Dal rischio all’effetto domino Il rischio di insolvenza si propaga lungo le catene di fornitura. fornitura. Quando un cliente o un fornitore diventa insolvente, può innescare un effetto domino con gravi conseguenze sulla liquidità. Secondo Allianz Trade, nel mondo sono a rischio fino a 2,1 milioni di posti di lavoro, lavoro, di cui 1,2 milioni in Europa occidentale. occidentale. In Italia le PMI sono le più esposte: spesso con limitati margini finanziari e dipendenza dal credito bancario,, mentre le banche adotbancario tano criteri di concessione più rigidi.
Soluzioni per gestire il rischio Assiconsult affianca le imprese nell’analisi nell’analisi e gestione preventiva dei rischi di insolvenza e mancato pagamento. pagamento. Attraverso soluzioni di assicurazione del credito e valutazione della solvibilità, solvibilità, le aziende ricevono protezione in caso di perdita e un sistema di allerta preventiva per monitorare clienti e partner. I vantaggi principali: • Monitoraggio costante del rischio • Tutela della liquidità • Migliori condizioni di finanziamento • Copertura anche per l’estero In un contesto di insolvenze in crescita, la gestione professionale del rischio diventa un fattore chiave di stabilità e un vantaggio competitivo. Agire con lungimiranza Il 2025 sarà un anno decisivo per la resilienza economica di molte imprese. Chi agisce per tempo può prevenire perdite e rafforzare la propria posizione finanziaria.
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Welfare aziendale, leve strategiche per il futuro Un incontro ricco di testimonianze per approfondire l’evoluzione del welfare integrato e il suo ruolo strategico nel benessere delle persone e nella competitività delle imprese. di KEVIN ANTONIO MARCHIONE, Area Lavoro e Welfare, Confindustria Trento
NELLA suggestiva cornice della sede di Itas Trento, si è tenuto il periodico incontro dell’HR Group di Confindustria Trento, nato per favorire uno spazio di dialogo continuo tra le aziende associate. Una mattinata intensa e partecipata, dedicata ai nuovi scenari del welfare aziendale e al ruolo sempre più strategico che lo stesso riveste per la competitività delle imprese e per la qualità della vita delle persone. L’apertura dei lavori, moderati da Andrea Marsonet, responsabile Area Lavoro e Welfare, è stata affidata ai saluti istituzionali di Sara Campedelli, Delegata Lavoro, welfare e parità di genere di Confindustria Trento, e di Norbert Bonvecchio, Direttore Centrale Distribuzione e Progetti speciali di ITAS Mutua. Entrambi hanno evidenziato come il welfare sia ormai un elemento distintivo nella capacità delle aziende di attrarre e trattenere talenti e un fattore determinante per generare benessere organizzativo e sostenibilità sociale. A seguire, l’intervento di Stefano Castrignanò, Presidente dell’Osservatorio Italian Welfare, ha illustrato il modello del Global Welfare Score, strumento che consente alle imprese di valutare il benessere complessiTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
vo delle proprie persone integrando dimensioni economiche, sociali e organizzative. La misurazione scientifica del benessere rappresenta un vantaggio competitivo, permettendo alle aziende di orientare le proprie strategie HR sulla base di dati oggettivi e comparabili. Successivamente Martina Guerra, Managing Director Italian Welfare, ha presentato il progetto #GlobalWelfareAssessment, evidenziando come sul territorio provinciale vi siano importanti margini di sviluppo soprattutto nella personalizzazione delle misure e nella risposta ai bisogni delle diverse generazioni presenti nelle organizzazioni. La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle testimonianze aziendali, con gli interventi di Romina Pinamonti di La Sportiva Spa e Luca Grazioli di Autostrada del Brennero Spa, in rappresentanza di due Aziende associate a Confindustria Trento che - così come altre importanti realtà del territorio, quali Aquafil Spa e Vetri Speciali Spa - hanno da poco terminato il progetto #GlobalWelfareAssessment. Entrambi hanno raccontato risultati e sfide dei rispettivi modelli di welfare, sottolineando il valore della misurazione degli impatti come condizione essenziale per politiche realmente efficaci. In chiusura Andrea Gentilini, Sviluppo Offerta Welfare ITAS ha approfondito il tema del welfare assicurativo, soffermandosi sui trend demografici, sui rischi emergenti e sugli strumenti a disposizione delle imprese. La mattinata si è, infine, conclusa con un momento conviviale e di networking, occasione preziosa per proseguire il confronto e creare nuove connessioni tra i partecipanti.
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Imprese trentine protagoniste a Ecomondo L’Associazione rinnova la presenza nella fiera leader per la green e circular economy. Ecotop, Laboratorio Trentino e Tecnoclima presenti nello spazio espositivo condiviso. di GIANLUIGI SALVAGNO, Area Ambiente e Sostenibilità, Confindustria Trento
CONTINUA la partecipazione dell’Associazione a Ecomondo, un’iniziativa partita nel 2023 per permettere alle imprese associate di esplorare nuove opportunità di network e di business in questo importante palcoscenico. Ecomondo è un evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la green, blue and circular economy e i dati mostrano un evento che si migliora di anno in anno: le presenze totali sono cresciute del 7% (arrivando a circa 110.000), con un +10% di quelle estere. Oltre 1.700 i brand espositori, di cui il 18% dall’estero, sui 166.000 mq di superficie del quartiere fieristico. Più di 600 i giornalisti accreditati (per il 15% esteri), che hanno portato la Fiera di Rimini all’attenzione della comunità mondiale. L’iniziativa di Confindustria Trento prevede l’affitto di uno spazio espositivo all’interno del padiglione “Trentino”, un’area dedicata esclusivamente alle imprese trentine, allestita dalla PAT. Lo stand viene messo a completa disposizione delle imprese associate, le quali, a fronte di uno spazio espositivo condiviso, possono provare l’esperienza di questa importante fiera. In questa edizione, tre sono state
le imprese protagoniste che hanno aderito all’iniziativa: Ecotop, che si occupa di consulenza e recupero/smaltimento di rifiuti, Laboratorio Trentino, che esegue prove e controlli su materiali e impianti, e Tecnoclima, che progetta e produce prodotti per riscaldamento, condizionamento e trattamento aria. “La partecipazione a Ecomondo è stata per noi una novità assoluta” spiega il cav. Sergio Sighel, titolare di Laboratorio Trentino “giacché noi, essendo una società di servizi, non contempliamo nel nostro sistema la modalità di far conoscere la nostra attività mediante “esposizione” di nostri prodotti. I nostri prodotti spesso sono attività specifiche, su richiesta dei clienti, che prevedono la caratterizzazione dei materiali mediante prove distruttive, controlli non distruttivi o perizie tecniche per l’individuazione di cause di rottura /deterioramento, per i quali l’esposizione risulta difficile o di scarsa comprensione. Tuttavia, in questa partecipazione, oltre a farci conoscere, abbiamo presentato eccezionalmente un nostro prodotto, cioè un “captatore di acqua piovana” da noi inventato e brevettato, che speriamo possa trovare un giusto riconoscimento per una sua diffusione attraverso potenziali acquirenti del brevetto o interessati alla sua produzione, vendita e installazione dello stesso. Per quanto riguarda l’ecologia, l’evento è sicuramente eccezionale per il numero e l’importanza degli espositori che certamente è unica e merita una partecipazione da tutti gli imprenditori che nel loro campo rientrano direttamente o indirettamente nel settore dell’ecologia e il mondo che la circonda.”
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Leadership e competenze, le chiavi del futuro Il convegno annuale di Fondimpresa Trento ha evidenziato come la formazione continua sia oggi la leva strategica per colmare il mismatch di competenze e guidare il cambiamento.
SI è discusso delle strategie necessarie a costruire leadership solide e organizzazioni pronte al futuro al Grand Hotel Trento in occasione dell’evento annuale di Fondimpresa Trento dal titolo “Leadership della conoscenza e della competenza nella formazione continua”. La recente indagine “Confindustria sul lavoro 2025” evidenzia un quadro nel quale il 67,8 % delle imprese italiane segnalano difficoltà nel trovare le competenze necessarie per le proprie attività. L’incidenza del mismatch varia a seconda del settore e delle dimensioni aziendali. Per far fronte al problema, le aziende puntano su diverse soluzioni. La formazione interna del personale rappresenta ad oggi la risposta principale, adottata dal 56,0% delle aziende. In chiave di prospettiva, da più parti si segnala che cresce la domanda di leadership “moderna”: le competenze di leadership non si limiteranno al controllo gerarchico, ma diventeranno sempre più legate alla capacità di ispirare, co-progettare, collaborare e guidare in contesti complessi (digitale, green, organizzazioni agili). Per Fondimpresa, la sfida si gioca attraverso la formazione continua considerata leva strateTRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
gica in grado di proporre e rafforzare programmi di formazione che integrino soft skill con competenze tecniche. Ad aprire l’appuntamento i saluti istituzionali di Marcello Lunelli, presidente di Fondimpresa Trento, Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e Assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Aurelio Regina, presidente di Fondimpresa intervenuto da remoto, Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento e di Andrea Grosselli, segretario generale CGIL del Trentino. “Parlare oggi di leadership della conoscenza e della competenza nella formazione continua – ha detto Lunelli - è necessario e importante per le imprese e i lavoratori e significa riconoscere che il valore delle persone risiede nella loro capacità di apprendere, di condividere e trasformare il sapere in azione e che la leadership deve essere il motore di questo processo. La formazione continua non è più un optional a programmazione episodica, ma è una necessità e il leader, nel suo ruo-
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La formazione continua non è più un optional a programmazione episodica, ma è una necessità. lo, dovrebbe contribuire a creare ecosistemi di apprendimento continuo”. La centralità della formazione dei lavoratori nelle organizzazioni è stata ribadita da Michele Bezzi segretario generale CISL del Trentino e vicepresidente di Fondimpresa Trento. I contributi in programma hanno offerto, di seguito, l’occasione per riflettere su ciò che debba e possa essere la leadership, sul ruolo di un leader nel mondo contemporaneo e su possibili strumenti di lettura di ciò che accade in tale ambito nelle imprese. Tra i protagonisti dell’incontro Enrico Sassoon, direttore responsabile di Harvard Business Review Italia, che ha parlato di leadership aperte, collaborative e inclusive, Luca Baiguini, docente di Comportamento Organizzativo alla Graduate School of Management del Politecnico di Milano, con un intervento su ruoli e luoghi della formazione, Maurizio Bernava, componente del Comitato di Direzione Strategia e Sviluppo di Fondimpresa, che a proposito del monitoraggio valutativo del Fondo ha evidenziato l’opportunità di valorizzare le buone prassi come leva per qualificare l’offerta formativa, Riccardo Salomone, presidente della Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento, con una riflessione istituzionale di visione. In programma anche le testimonianze aziendali di Alice Velardita, di Arcese Trasporti Spa, e di Pasquale Arcudi, Federazione Provinciale delle Scuole Materne.
Rifiuti, stretta su produttori e gestori: un webinar per fare il punto sulla Legge 147/25 Si è svolto nei giorni scorsi il webinar dedicato alle novità introdotte dal Decreto-legge 116/2025, convertito nella Legge 147/25, noto come provvedimento “Terra dei Fuochi”. L’incontro ha approfondito il nuovo quadro di controlli e sanzioni in materia di rifiuti, che ha ridefinito responsabilità e obblighi per produttori, trasportatori e gestori di impianti, irrigidendo le pene per la gestione illecita. Matteo Barbetta, presidente della Sezione Energia e Servizi per l’Ambiente di Confindustria Trento, e di Mauro Santini, presidente del Gruppo Gestori Ambientali di Confindustria Alto Adige hanno evidenziato la forte preoccupazione delle aziende per un quadro sanzionatorio percepito come potenzialmente penalizzante proprio per chi opera nella legalità, il confronto si è concentrato sulle implicazioni operative della legge. Caterina Mancusi, di Confindustria ha approfondito i contributi apportati da Confindustria alle politiche ambientali e ha richiamato l’attenzione sul disequilibrio del principio di proporzionalità all’interno del nuovo sistema di sanzioni, assicurando che l’evoluzione del DL verrà monitorata con grande attenzione. Il viceministro del MASE Vannia Gava ha offerto un’ulteriore chiave di lettura, ricordando che il provvedimento nasce con l’obiettivo di arginare le condotte illecite che hanno segnato la “Terra dei Fuochi” e ribadendo la disponibilità al dialogo con territori e associazioni per garantire un’applicazione equilibrata ed efficace della normativa. A chiudere il webinar sono stati gli interventi tecnici di Gabriele Rampanelli di APPA Trento e Alberto Tosi di APPA Bolzano, che hanno illustrato nel dettaglio le modifiche sanzionatorie introdotte e risposto alle numerose domande dei partecipanti, offrendo chiarimenti utili per orientarsi nel nuovo scenario regolatorio.
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Presentato il Manifesto “Beyond the Prompt” Confindustria Trento e il progetto Innesco presentano il Manifesto dedicato all’intelligenza artificiale. Un invito a mettere al centro creatività, intuizione e relazioni.
COSA significa davvero creare nell’era dell’intelligenza artificiale? Non è solo questione di strumenti e algoritmi, ma di coraggio, intuizione e consapevolezza. Questo è il messaggio che ha attraversato la presentazione del Manifesto “Beyond the Prompt. Il patto creativo nell’era dell’intelligenza artificiale”, promosso da Confindustria Trento e dal progetto Innesco. Il Manifesto non si limita a descrivere le potenzialità della tecnologia, ma pone l’essere umano al centro di ogni processo creativo. Le fondamenta su cui si costruisce sono solide ma flessibili: la creatività, la complessità, la responsabilità e soprattutto la relazione come prima infrastruttura. In un mondo dove i modelli probabilistici e le correlazioni statistiche guidano decisioni e processi, l’intersoggettività resta un valore insostituibile, da coltivare nel tempo.
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Alla base del documento ci sono 11 punti, una riflessione articolata che attraversa temi come intuizione, incertezza, complessità, caos, coraggio e responsabilità. Elementi che definiscono la creatività come processo vivo, non lineare, aperto al dubbio e alla sperimentazione. Il Manifesto rappresenta così un punto di partenza, un invito a esplorare molte strade possibili e a definire un’etica condivisa dell’AI. Non si tratta di frenare l’innovazione, ma di accompagnarla con consapevolezza: creare ponti tra competenze, intuizioni e valori, per far sì che la tecnologia diventi uno strumento al servizio dell’umano, e non un fine a sé stessa. In questo contesto, iniziative come quella di Innesco dimostrano quanto sia fondamentale un approccio collaborativo e riflessivo. L’obiettivo è chiaro: valorizzare il ruolo delle persone, promuovere relazioni autentiche e incoraggiare la creatività responsabile, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale apre opportunità straordinarie ma richiede, più che mai, radici solide. (sc)
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Trasporti, cresce l’allarme Brennero Confindustria Trentino-Alto Adige: “Brennero, bene il riavvio della gara A22. Preoccupazione per i lavori lungo la linea ferroviaria: troviamo una soluzione che tuteli gli interessi di tutti”.
CONFINDUSTRIA Trentino-Alto Adige esprime soddisfazione per la decisione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di riavviare la gara per la concessione dell’autostrada del Brennero. “Il territorio aspetta da anni importanti investimenti che non possono più essere rinviati”, sottolineano i presidenti di Confindustria Alto Adige Alexander Rieper e Confindustria Trento, Lorenzo Delladio. Allo stesso tempo, c’è preoccupazione per i lavori programmati dal prossimo anno da parte delle Ferrovie tedesche. Deutsche Bahn prevede di realizzare una serie di interventi sulle proprie linee, che comporteranno disagi lungo le tratte Norimberga-Ratisbona (2026) e Rosenheim-Salisburgo (2027) e soprattutto la chiusura totale per cinque mesi della tratta Monaco-Rosenheim (primo semestre del 2028). Gli interventi avranno un impatto negativo sulla capacità di traffico ferroviario lungo il Brennero. In particolare, la chiusura della tratta Monaco-Rosenheim implica una riduzione della capacità della linea ferroviaria del 50% con conseguente trasferimento del trasporto merci su strada. Si stima che circoleranno 280mila camion in più tra Bavie-
ra, Tirolo e Alto Adige, pari a 1.870 Tir al giorno, che equivalgono a oltre 60 treni in meno sul Brennero. Una situazione che rischia di mettere in grande difficoltà le imprese regionali e non solo. Il Brennero, con oltre 50 milioni di tonnellate di merci in transito annualmente, rappresenta un asse di collegamento strategico tra l’Italia e l’Europa, sia per l’export sia per gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati. “Considerando i divieti di transito in Tirolo, l’insufficiente capacità e competitività del trasporto su ferro e i lavori in corso a Ponte Lueg, la circolazione lungo l’asse del Brennero è già molto complessa. Non possiamo permetterci ulteriori colli di bottiglia. Abbiamo bisogno di un trasporto merci efficiente, tempestivo e che funzioni a costi concorrenziali”, sottolinea il presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper. La richiesta è quella di un coordinamento su tempi e modalità dei lavori tra Germania, Italia e Austria, considerando anche l’inevitabile impatto che le restrizioni al traffico su ferro avranno su quello su gomma. “Bisogna evitare chiusure totali ed elaborare alternative con periodi di utilizzo almeno parziale della tratta Monaco-Rosenheim, ampliare la capacità di trasporto merci lungo percorsi alternativi e programmare i lavori in periodi di traffico meno intenso”, aggiunge il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio. La questione è già stata portata, tramite Confindustria, all’attenzione del governo: “Agendo con tempestività, siamo convinti che si possa trovare una soluzione nello spirito europeo, che tuteli gli interessi di tutti”, chiudono Rieper e Delladio. Lorenzo Delladio, Presidente di Confindustria Trento e Alexander Rieper, Presidente di Confindustria Alto Adige
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Tra mercati energetici e incentivi L’annuale convegno di Assoenergia ha riunito imprese ed esperti per fare il punto su mercati, scenari futuri e strumenti a supporto della gestione energetica. di CHIARA CURZEL, Referente Tecnico del Consorzio Assoenergia di Confindustria Trento
L’11 DICEMBRE , a Palazzo Stella, si è tenuto il convegno annuale di Assoenergia, un appuntamento ormai consolidato per le imprese del territorio interessate a comprendere i principali aggiornamenti e le opportunità relative al settore dell’energia. L’evento si è aperto con l’introduzione del presidente del Consorzio Mirco Pellegrini che ha ricordato come Assoenergia sia operativa già da 25 anni e come ad oggi rappresenti quasi 100 imprese, per le quali gestisce la fornitura di circa 200 GWh annui di energia elettrica e 12 milioni di metri cubi di gas. Il Consorzio opera con l’obiettivo di garantire prezzi competitivi ed una maggiore tutela rispetto alla volatilità dei mercati. Accanto alla gestione delle forniture, Assoenergia offre un supporto completo alle imprese, attraverso consulenze tecniche ed aggiornamenti normativi. Il Presidente ha poi evidenziato come la fase più acuta della crisi energetica possa considerarsi superata, ma con prezzi ancora molto superiori rispetto alla situazione precrisi. Un contesto che impone alle imprese una gestione sempre più strategica dell’energia, sia sul fronte dei costi sia su quello degli investimenti.
A seguire, Chiara Curzel, referente tecnico del Consorzio, ha illustrato l’andamento dei mercati energetici e le previsioni per il 2026 che vedono un mercato ribassista per il gas naturale e un mercato stabile attorno ai valori attuali per l’energia elettrica. Successivamente Gianmaria Zanni, energy manager di AFV Acciaierie Beltrame e consulente decennale del Consorzio ha approfondito il ruolo dei sistemi di accumulo (BESS), sottolineandone il valore in termini di flessibilità e ottimizzazione dei costi. Paolo Trentini, ingegnere libero professionista e collaboratore del Consorzio, ha poi richiamato l’attenzione sugli obblighi relativi alla diagnosi energetica e al monitoraggio, ricordando al contempo le opportunità di risparmio ottenibili adempiendo a tali obblighi. In chiusura, Gianmarco Ragnolo di Dolomiti Energia ha presentato i principali strumenti incentivanti accessibili alle imprese. Tra questi è stata ricordata la legge provinciale n. 6/23, il decreto CACER, i Certificati Bianchi e il Conto Termico 3.0 che entrerà in vigore nel 2026.
Per informazioni o approfondimenti sui temi trattati: Chiara Curzel T: 0461360096 | E: c.curzel@confindustria.tn.it
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Lavoro di squadra sulle piste da sci L’avvio della stagione sciistica a Folgarida Marilleva mette al centro responsabilità crescenti, preparazione e spirito di squadra, trasformando ogni sfida in un’occasione di crescita condivisa.
IL 29 novembre 2025, presso le Funivie Folgarida Marilleva, si è svolto un evento speciale che ha segnato l’avvio della nuova stagione sciistica. Un appuntamento che ha coinvolto tutti i dipendenti dell’azienda e che, quest’anno, assume un significato particolare. Sarà una stagione da record, a causa di molti complessi sciistici occupati da Olimpiadi e Paralimpiadi invernali e quindi motivo di maggior responsabilità, impegno, stress e difficoltà per tutti gli addetti ai lavori, rendendo questa stagione una vera e propria sfida da record. Alessandro Colombo e Cristian Gasperi, Direttore generale di Funivie Folgarida Marilleva
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La concentrazione e le altre performance dovranno essere garantite da adesso fino a dopo Pasqua con la stessa energia ed entusiasmo da parte di tutti i dipendenti. Il direttore generale Cristian Gasperi e l’amministratore delegato Patrizia Ballardini hanno illustrato i dettagli tecnici e operativi, sottolineando l’impegno straordinario richiesto a tutto il personale. A seguire, hanno dato spazio a un intervento motivazionale con il testimonial Alessandro Colombo che ha portato sul palco un parallelismo tra sport e lavoro: il racconto di un record di dislivello verticale come metafora delle sfide che attendono l’organizzazione. Il messaggio centrale è stato chiaro: affrontare le difficoltà con preparazione, attenzione ai dettagli, comunicazione efficace e obiettivi condivisi. Ma soprattutto, ricordare che il vero valore sta nel lavoro di squadra, nel sostenersi a vicenda per superare lo stress e le complessità quotidiane. “Noi non vendiamo semplicemente skipass… ma offriamo felicità” questa frase ce la portiamo a casa come mantra per la nuova stagione, ogni biglietto non è solo un accesso alle piste, ma un invito a vivere emozioni autentiche: la libertà di scivolare sulla neve, la gioia di condividere una giornata con amici e colleghi. Il lavoro dei dipendenti di Funivie Folgarida Marilleva non si limita a garantire un servizio, ma a creare esperienze che restano nella memoria e che trasformano una stagione sciistica in un’occasione di benessere, energia e motivazione. Un incontro che ha dimostrato come il binomio tra sport e impresa possa diventare un potente strumento di motivazione e crescita, capace di ispirare le persone a dare il meglio di sé anche nelle stagioni più impegnative. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Assoservizi e Confindustria Trento, a tutto lo staff organizzativo di Funivie Folgarida Marilleva per l’accoglienza e il supporto tecnico e a Silvia Bruno per la conduzione professionale come moderatrice dell’evento.
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Presentata la 18ª edizione di “TU SEI” Diciotto edizioni, centinaia di progetti e un legame crescente tra scuole e imprese. Presentato il “Quaderno TU SEI”, testimonianza concreta di un solido percorso ponte verso il futuro.
LA 18ª edizione del Progetto “TU SEI” si è aperta con un incontro molto partecipato tra aziende e scuole del territorio, confermando la solidità di un’iniziativa che, promossa da Confindustria Trento e Provincia autonoma di Trento, si è ormai affermata come riferimento stabile nel dialogo tra formazione e mondo produttivo. L’evento inaugurale non è stato solo un momento formale, ma l’occasione per rilanciare la collaborazione e riaffermare il ruolo centrale di “TU SEI” nello sviluppo delle competenze dei giovani. Tra le principali novità è stato presentato il “Quaderno TU SEI”, una pubblicazione che raccoglie progetti, esperienze e risultati dell’edizione precedente. Il fascicolo si configura come un diario condiviso che testimonia la crescita formativa e relazionale generata dal progetto. In un contesto altamente digitalizzato, la scelta di realizzare un supporto cartaceo rappresenta un atto di cura e identità condiviso dai partner: dare fisicità ai contenuti significa attribuire loro valore, memoria e una modalità di lettura più consapevole rispetto a quella online. Dopo il videomessaggio dell’assessore provinciale all’istruzione
Francesca Gerosa, sono intervenuti Luca Arighi, vicepresidente di Confindustria Trento con delega a istruzione e politiche giovanili, Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico della Provincia e Alessio Berta per Banca Trentino–Südtirol. Tre testimonial aziendali – Alberto Longobardi (Adige Spa – BLM Group), Marina Zadra (New Spool Srl) e Filippo Lamberti (Silvelox Group Spa) – hanno portato riflessioni sul tema “Innovazione e AI: competenze digitali per crescere”. Al centro, l’idea di fabbriche digitalizzate ma umano-centriche, guidate da persone capaci di pensare e innovare. Luca Arighi ha evidenziato come il legame tra scuola e industria sia cruciale per orientare gli studenti e sviluppare competenze tecniche, organizzative e comunicative, mentre l’assessore Gerosa ha sottolineato la triplice sfida del progetto: rinnovare la scuola, attribuire alle imprese un ruolo educativo e sostenere la comunità nell’investimento sui giovani.
Con oltre 300 progetti realizzati e un modello collaborativo consolidato tra scuole e aziende, “TU SEI” continua a essere un punto di forza per la formazione e il futuro professionale degli studenti trentini.
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Dalle montagne al mondo del marketing globale Patrick Simoni ha costruito una carriera internazionale tra i grandi brand del food & beverage. Oggi guida il marketing del Gruppo Lunelli, unendo radici trentine e visione globale.
ORIGINARIO del Primiero, resta legato alle sue origini ma si sente cittadino del mondo. Ha vissuto in Italia e all’estero. Moglie francese, vive a Milano. I suoi figli crescono parlando due lingue. Ha lavorato con ruoli apicali nei più grandi gruppi internazionali del settore del food and beverage, da Coca-Cola ad Heineken, ed è stato il responsabile del riposizionamento e del rebranding di Ichnusa. Oggi, 46 anni, Patrick Simoni è Global Marketing e Innovation Director del Gruppo Lunelli, responsabile dal 2020 del posizionamento di tutti i Brand del Gruppo: Ferrari Trento, Tenute Lunelli, Segnana, Surgiva, Bisol 1542, Locanda Margon e Tassoni. Che rapporto conservi con il tuo paese e la tua terra di origine? È il posto in cui sono nato, mi ha dato molto e lì c’è ancora la mia famiglia. Devo tantissimo ai miei genitori, che mi hanno permesso di seguire le mie ambizioni. Ci torno ogni volta che posso. È il luogo ideale per continuare a vivere le mie passioni: la montagna, l’arrampicata, lo scialpinismo. Mi sento cittadino del mondo ma resto un montanaro.
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Sei cresciuto all’ombra delle Pale di San Martino. Ho amato sempre le mie montagne. E continuo a farlo. Ma le ho osservate guardando in alto col pensiero di arrivare in cima e proseguire oltre: in montagna come nella vita. Come è cominciato il tuo percorso di studi? Dopo i primi studi iniziai a frequentare l’università a Milano, dove mi sono laureato allo IULM. Durante il periodo accademico trascorsi un anno all’estero alla Warwick Business School, a Birmingham, in Inghilterra. Quell’esperienza fu determinante. Al mio rientro compresi che avrei voluto sviluppare le mie com-
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petenze nel mondo del marketing. Frequentai così un master presso “Il Sole 24 Ore” e in seguito presi parte a diversi stage che mi aprirono le porte al mondo del lavoro. Dopo alcuni incarichi presso aziende e gruppi industriali del settore food and beverage, ottenni un ruolo importante in Heineken, dove trascorsi un periodo decisivo per la mia formazione. Imparai così a familiarizzare con il mondo del brand management maturando quelle esperienze che mi permisero di approdare in Coca-Cola, verso un percorso personale di forte internazionalizzazione. Successivamente, dopo un altro periodo trascorso in Heineken, scelsi di cambiare ambito per circa un anno e mezzo, assumendo la direzione marketing delle aziende del Gruppo Auralis Lighting, protagonista nel campo dell’illuminazione e del design Made in Italy. Fu in quel momento, cinque anni fa, che venni chiamato dal Gruppo Lunelli. Un motivo di orgoglio e di soddisfazione? Certamente. Avevo lavorato fino a quel momento per alcuni dei maggiori global brand, alcuni dei quali avevano fatto la storia del marketing. Penso a Coca-Cola Company e non soltanto. Ma l’idea di far parte di un brand trentino che è un’assoluta eccellenza italiana mi rende particolarmente orgoglioso. Un incarico che svolgo con estremo piacere e che mi dà grandi stimoli ed energia. Di cosa ti occupi in particolare? Guido la struttura marketing di tutto il Gruppo Lunelli, una somma di brand fortissimi e meravigliosi in crescita continua, che opera con la volontà di espandere ulteriormente i propri confini sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Un luogo dove si respira grande creatività e dove sono possibili grandi sperimentazioni in termini di politiche di marketing.
che ha reso Ferrari Trento partner ufficiale di Formula Uno. Ho avuto la fortuna di entrare in azienda nel momento in cui questa sfida era sul nascere: la volontà di portare la nostra grande etichetta sul podio in tutte le gare di Formula Uno. Siamo riusciti a fare una operazione gigante, il coronamento di un percorso eccezionale, che ci ha permesso di mostrarci a tutto il mondo. La sponsorizzazione è durata quattro anni e per quattro anni ci siamo posizionati lassù, portando l’asticella così in alto. Sono queste le strategie che ci contraddistinguono. Facciamo crescere il nostro brand comunicando a livello globale i valori e le specificità locali del nostro prodotto, delle nostre origini, della nostra storia. Quanto è importante, nella tua vita come nel lavoro, saper cogliere nuove sfide e intraprendere percorsi nuovi? È fondamentale. Non mi piace sentirmi traghettato, seguendo la corrente. Ho bisogno di condurre e di navigare; puntando, quando è necessario, verso nuovi orizzonti. Questo atteggiamento si riflette nelle scelte quotidiane e nella mia professione. Voglio dare una mia interpretazione ai percorsi che intraprendo, conservando la libertà di scegliere se e quando cambiare strada. Le regole del gioco ci sono e vanno prese in considerazione. Ma non devono essere sempre e per forza dei limiti invalicabili. A volte è necessario metterle in discussione e porsi nella condizione di chi ambisce consapevolmente a riscriverle. In termini di marketing, ciò significa puntare non solo e non tanto a essere leader in una categoria di prodotto, ma anche e soprattutto a essere leader di pensiero. (adb)
Per esempio? Potrei raccontarti molte idee e situazioni, ma penso soprattutto al progetto rivoluzionario
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Quando il lavoro cresce con la vita Supply chain manager in una grande realtà metalmeccanica: Dana Incorporated. Irene Chiasera racconta come competenze tecniche, leadership e relazioni umane siano oggi inseparabili.
INGEGNERE gestionale di Rovereto, mamma e manager d’azienda in un colosso della metalmeccanica, Irene Chiasera ha costruito la propria carriera in Dana Incorporated, leader mondiale nella produzione di soluzioni di propulsione e gestione dell’energia altamente efficienti che alimentano veicoli e macchine in tutti i mercati della mobilità globale. Nel 2008, subito dopo la laurea, Irene è entrata nello stabilimento trentino di Arco e negli anni successivi si è spostata in quello di Rovereto ricoprendo in Dana ruoli di coordinamento sempre più decisivi.
Oggi è a capo di un ufficio di 12 persone che gestisce l’attività di oltre 50 dipendenti. Sulle sue spalle la responsabilità di far funzionare la logistica dello stabilimento con la qualifica di Supply chain manager e Production planner. Come riesci a gestire il tuo lavoro e gli impegni con la tua famiglia? Ripensando al mio percorso in Dana, ciò che ho maggiormente apprezzato è stata la possibilità di cambiare ruolo e vedere l’azienda da prospettive diverse, senza che i miei impegni familiari ostacolassero la carriera professionale. Al contrario, le due cose sono sempre progredite insieme. È stato ed è un equilibrio delicato, che richiede tanto impegno da parte mia e da parte dell’azienda in uno spirito di reciproco supporto. Come sei arrivata in Dana e da dove hai cominciato? Mi sono laureata nel 2008 in Ingegneria Gestionale a Vicenza. Un percorso che ti permette di avvicinarti a vari ambiti di studio e di lavoro: finanza, produzione, organizzazione aziendale. Non soltanto il ruolo del tecnico. Dopo la laurea ho cercato un’occupazione in Trentino. Sono di Rovereto, volevo avvicinarmi a casa. E uno dei primi colloqui che ho sostenuto è stato in Dana, azienda che conoscevo bene e che mi interessava molto per la sua dimensione internazionale. Sono entrata come material planner in ambito logistico e negli anni successivi ho ricoperto varie posizioni: inizialmente tra logistica e produzione, poi – nell’ambito di una joint venture con un’altra azienda – ho seguito progetti specifici. Nel 2013 ho ricevuto il primo ruolo importante come responsabile dell’ufficio costificazione e poi ho lavorato come program manager. In questo periodo sono nati i bambini? Prima è nata Cecilia e poi sono arrivati i gemelli, Bianca e Riccardo. In entrambi i casi, al mio rientro, non solo ho avuto conferma delle mie posizioni ma ho anche ottenuto nuove qualifiche e mansioni.
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Non sono molte le donne che ricoprono ruoli apicali in grandi aziende metalmeccaniche. È vero, probabilmente per motivi fisiologici, che in aziende come queste le figure femminili sono ancora poche. Ma la situazione sta evolvendo e la condizione delle donne in azienda è migliorata. Seppur non siano ancora superati certi retaggi culturali, in molti casi, tuttavia, le diversità permangono più nelle nostre vecchie convinzioni che non nella realtà dei fatti. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con un team straordinario di persone e anche la possibilità di scegliere collaboratori validi con cui condividere il mio percorso. Questo mi ha permesso di conciliare il ruolo di madre e quello di manager. Quanto è importante il gruppo di lavoro nello svolgimento dei tuoi ruoli? È fondamentale. Il mio compito è creare le condizioni affinché tutti possano lavorare bene, con processi chiari e metodi operativi definiti. Quando ho iniziato ero un bravo tecnico, ora ho imparato a gestire gruppi di persone molto eterogenei: dal personale interno a quello esterno, dai magazzinieri ai carrellisti, dai tecnici di base ai giovani ingegneri con ambizioni di crescita. Sono molto richieste skill di questo tipo nelle grandi aziende? Mi riferisco alla capacità di gestire il personale e di far funzionare uffici complessi. La maggior parte del mio lavoro di manager consiste esattamente in questo: organizzare il lavoro degli altri. Anche nella ricerca di personale, quando abbiamo necessità di individuare nuove risorse, puntiamo su profili di questo tipo. Cerchiamo ingegneri e tecnici con ottime capacità analitiche e di adattamento, ma anche e soprattutto giovani motivati con spirito d’iniziativa e predisposizione a relazionarsi con le persone. Sempre più spesso, oggi è questo l’elemento che fa la differenza nella crescita professionale: tutti, dopo alcuni anni, possono diventare tecnici competenti, ma è molto più raro trovare chi sa gestire bene le persone e valorizzare le caratteristiche dei singoli.
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Come gestisci il carico di responsabilità? Le responsabilità sono effettivamente tante e si fanno sentire. Ma avendo fatto un percorso di crescita interna graduale conosco molto bene la realtà dentro cui mi muovo e dove mi trovo a decidere. Grazie alla mia esperienza e a molti collaboratori fidati riesco sempre a sentirmi sicura nella mia zona di comfort. Oltre al lavoro e alla famiglia, rimane un po’ di tempo per qualcos’altro? Coltivo le mie passioni… Lontano dal computer? Quando sono a casa non amo stare al computer. Mi piace disegnare, cucinare, fare passeggiate in montagna. Mi piace leggere e mi piace viaggiare. Un libro di viaggio? “Un indovino mi disse”, di Terzani. Le pagine che sto leggendo in questi giorni... Quando un libro mi piace posso continuare a leggerlo per ore. E un viaggio nel cassetto? Non appena saranno più grandi, vorrei visitare con i miei figli i parchi del Nord America. Ma anche ora, che sono piccoli, continuiamo a viaggiare. Siamo tornati da poco da Gran Canaria. Un bellissimo viaggio di famiglia. Io e mio marito volevamo mostrare ai nostri bambini dove ci siamo conosciuti. Ci eravamo incontrati là, un po’ di anni fa, quando ci trovavamo alle Canarie durante il nostro anno di Erasmus. Un’emozione forte tornarci con i nostri figli. (adb)
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Convenzione PEM: opportunità per imprese trentine Un webinar di Confindustria Trento ha illustrato le novità sulle regole di origine preferenziali. Dal 2026 più flessibilità e vantaggi fiscali per le aziende esportatrici. di NICOLÒ ANDREINI, Coordinatore Area Mercati esteri e Dogane di Confindustria Trento
A partire dal 1° gennaio 2026 sarà pienamente applicata la nuova Convenzione Paneuromediterranea sulle norme di origine preferenziali (PEM). L’accordo, originariamente sottoscritto nel 2012, è stato modificato ed è entrato in vigore in una nuova versione il 10 gennaio 2025. Per accogliere le parti contraenti che non hanno completato il necessario processo di ratifica, è stato stabilito un periodo transitorio di un anno che ha consentito agli operatori economici, nel corso del 2025, di scegliere tra le due serie di norme da applicare in base alle loro catene di approvvigionamento. Dal 1° gennaio 2026 in poi, invece, in tutta l’area PEM si possono applicare solo le norme rivedute. In ragione di tali tempistiche e scadenze, l’Associazione ha organizzato il 2 dicembre 2025, in collaborazione con Trentino Export e Errek Srl - Customs Support Group il webinar operativo dal titolo “La Nuova Convenzione Paneuromediterranea – come esportare in 24 Paesi del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est godendo dei vantaggi delle nuove regole di origine preferenziale”. Come noto, la Convenzione PEM stabilisce norme di origine e cumulo comuni tra l’UE e 24 Paesi contraenti per agevo-
lare gli scambi e integrare le catene di approvvigionamento all’interno della zona. Le 25 parti contraenti sono l’UE, Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Isole Fær Øer, Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Siria, Tunisia, Turchia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Repubblica di Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Kosovo, Repubblica moldova, Georgia e Ucraina. Si tratta, in quasi tutti i casi, di mercati dove l’industria trentina esporta stabilmente, soprattutto verso Svizzera (175 milioni di merci nel 2024), Turchia (65 milioni), Tunisia (43 milioni), Israele (38 milioni), ed Egitto (29 milioni). In particolare, in Egitto nel 2° quadrimestre 2025 si sono raddoppiate le esportazioni trentine rispetto al 2° quadrimestre del 2024. Un incremento superato solo dalla Norvegia nello stesso periodo (+119%), sebbene con valore assoluti più bassi (15 milioni di export nel 2024). Durante il webinar gli esperti del Customs Support Group, Giorgio Andreatta e Damiano Ravanelli, hanno illustrato i principali contenuti della Convenzione: la sua evoluzione, le differenze tra il vecchio e il nuovo sistema, le regole di cumulo e i casi pratici, concludendo con una sessione di domande e risposte che ha permesso ai partecipanti di chiarire ogni dubbio operativo. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per le aziende locali per aggiornarsi sulle regole che disciplinano gli scambi nell’area PEM, acquisire strumenti pratici per ottimizzare le proprie catene di approvvigionamento e prepararsi in modo consapevole all’entrata in vigore delle nuove norme, garantendo al contempo piena conformità alle disposizioni doganali e fiscali. Infatti, se da un lato dalle regole di origine e dal cumulo PEM possono derivare per le imprese esportatrici benefici di natura doganale e fiscale, d’altro lato è necessario evitare dichiarazioni inesatte o restrizioni che possano produrre sanzioni anche penali per le aziende.
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Trentino Export punta sul Marocco Otto imprese trentine e altoatesine protagoniste della missione economica in Nord Africa. Obiettivo: diversificare i mercati e rafforzare la presenza nel continente africano. di GIORGIO ZAGONEL, Trentino Export
OBIETTIVO di Trentino Export è quello di diversificare le aree di sbocco dell’export delle imprese e sondare nuovi mercati come quello del Nord Africa, che presentino un potenziale di crescita per le esportazioni regionali. Con queste premesse si è svolta dal 26 al 30 ottobre 2025 la missione regionale di business in Marocco di una delegazione di imprese trentine e altoatesine. Il mercato del Nord Africa per le imprese del Trentino-Alto Adige negli ultimi anni ha visto crescere il proprio peso. Nel 2020 le esportazioni erano pari a 125,8 milioni di euro, nel 2024 il valore è salito e ha superato quota 159 milioni di euro: un incremento del 26% in quattro anni. Il Marocco ha fatto segnare nello stesso periodo una crescita del 29%, passando da 19 a 25 milioni di euro di esportazioni regionali. In entrambi i casi a trainare le vendite sono i prodotti dell’industria manifatturiera. Alla missione, organizzata e guidata da Trentino Export in collaborazione con Confindustria Trento e Confindustria Alto Adige/Suedtirol, hanno preso parte otto imprese regionali: Atis Srl, Betonform Srl, Eurostandard Spa, Menestrina Srl, Metalife Srl, TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
Monti Trentini Spa, Pichler Projects srl, Roner Spa Distillerie. A capo della delegazione, la presidente di Trentino Export e vicepresidente di Confindustria Trento con delega all’internazionalizzazione Barbara Fedrizzi sottolinea come: “Questa missione in Marocco, parte del nostro più ampio progetto di sostegno all’internazionalizzazione delle Pmi 2024-2026, ha riscontrato una grande partecipazione da parte di aziende sia trentine che altoatesine. La cosa mi fa molto piacere per la collaborazione sempre più stretta tra le Associazioni Industriali delle province di Trento e Bolzano ed in chiave di attuazione del piano governativo Mattei per l’Africa. Il Marocco al momento è il Paese nel Continente Africano con le maggiori opportunità di business e lo svolgimento di questa missione lo sta dimostrando. L’ottimo andamento degli incontri business to business in loco con gli attori economici marocchini
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ed il grande apprezzamento per i prodotti delle nostre aziende sta a significare che siamo sulla strada giusta” “Sebbene l’Unione Europea rimanga il mercato di sbocco principale per le nostre imprese e gli Usa siano diventati il terzo Paese per l’export, da tempo le nostre imprese sono impegnate a cercare nuove strade per i loro prodotti. Una ricerca che si è fatta ancora più intensa in tempi recenti, a seguito delle tensioni geopolitiche e di mercato – come quelle legate ai dazi statunitensi - e della frenata economica di alcuni importanti Paesi europei, come Germania e Austria. Il nostro compito è quello di far conoscere le potenzialità dei nuovi mercati e di sostenere le imprese a raggiungerli in maniera efficiente. La missione in Marocco è stata organizzata proprio con questi obiettivi”, afferma Klaus Mutschlechner, vicepresidente di Confindustria Alto Adige con delega all’internazionalizzazione. Nell’ambito delle cinque giornate della missione dispiegatasi tra Casablanca e Rabat, la delegazione ha avuto incontri con Morocco Now,
l’Agenzia nazionale che promuove gli investimenti esteri nel Paese, nonché con l’Ambasciatore d’Italia e con il Sistema Italia in Marocco presso il Consolato Generale d’Italia a Casablanca. Nell’occasione, è stato fatto un quadro sull’economia del Paese e sulle prospettive commerciali, e sugli strumenti a sostegno dello sviluppo delle esportazioni. Le singole imprese sono state poi impegnate in una due giorni di incontri di sviluppo commerciale: oltre 60 gli appuntamenti b2b, ciascuno dei quali organizzato ad hoc per la singola impresa partecipante. Il Marocco si è confermato un mercato dalle grandi potenzialità, politicamente stabile e con un trend di crescita costante. I principali settori di interesse per le aziende trentine sono quello delle costruzioni e infrastrutture, delle energie rinnovabili, dell’agroindustria e dell’automotive. Partendo dal desk di Casablanca, Trentino Export vuole creare un vero e proprio hub per il continente africano.
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Un’alleanza tra imprese e territorio per promuovere la parità di genere nel lavoro. Con il progetto PARIDEE, l’Associazione sostiene un cambiamento culturale concreto e condiviso.
LA parità di genere e le politiche di inclusione rappresentano oggi una delle sfide più rilevanti per il mondo del lavoro, anche in territori caratterizzati da indicatori occupazionali positivi come la provincia di Trento. Qui il tasso di occupazione femminile raggiunge il 67,7%, circa otto punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Un dato incoraggiante che, tuttavia, convive con persistenti squilibri strutturali: solo il 18,5% delle aziende trentine è a conduzione femminile, una quota inferiore sia alla media nazionale (22,7%) sia a quella del Nord-Est (21%). È in questo contesto che si inserisce l’impegno di Confindustria Trento, che insieme a Fondazione Caritro e Feltrinelli Education ha scelto di promuovere un’alleanza concreta tra imprese del territorio per favorire un cambiamento culturale duraturo. Da questa collaborazione è nato “PARIDEE: storie e idee di parità di genere per chi lavora”, un progetto che mette al centro le aziende come motori di innovazione sociale. Il progetto nasce da una domanda condivisa: come orchestrare esperienze e competenze per rendere le aziende spazi equi, inclusivi e rispettosi? La risposta
è arrivata attraverso laboratori di co-progettazione che hanno attivato una comunità di pratica aziendale, composta da figure provenienti da diversi livelli e settori. Obiettivi chiari: promuovere ambienti di lavoro più giusti, valorizzare le diversità, favorire il benessere organizzativo e rafforzare il ruolo delle imprese come agenti di cambiamento. L’urgenza di interventi strutturali emerge anche dai dati sulla qualità del lavoro: in provincia di Trento il 38,6% delle donne occupate lavora con un contratto part-time, contro il 5,3% degli uomini, e il divario retributivo di genere raggiunge il 15,7%, superando la media nazionale del 12,6%. Numeri che evidenziano come la partecipazione femminile al mercato del lavoro non si traduca automaticamente in pari opportunità di carriera, reddito e stabilità. PARIDEE mira quindi a valorizzare le differenze come leva strategica di innovazione e benessere organizzativo, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle imprese come agenti di cambiamento culturale. Tra gli strumenti in sviluppo figurano un Manifesto per l’equità e l’inclusione, che raccoglie valori e impegni condivisi, e un kit di buone pratiche pensato per supportare le aziende nell’adozione di politiche concrete sulla parità di genere. Le criticità locali si inseriscono inoltre in un quadro nazionale ancora complesso: in Italia solo il 29,7% degli imprenditori è donna e appena il 4% delle prime 50 società quotate a Piazza Affari ha una CEO donna. A questo si aggiunge un dato allarmante sul benessere e la sicurezza nei luoghi di lavoro: il 28% delle donne dichiara di aver subito almeno una volta forme di violenza sul posto di lavoro.
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Confindustria Trento e l’impegno per la parità
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Passaggio generazionale e nuova imprenditorialità Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Trento traccia la rotta per competitività, innovazione e talento. Networking e alleanze per sostenere la crescita delle imprese del territorio.
UN movimento vitale, testimone del ruolo centrale delle giovani generazioni nel futuro del sistema produttivo trentino: il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Trento si è riunito in Vallagarina, presso la Distilleria Marzadro, per la tradizionale Assemblea di fine anno, occasione per fare il punto sulle attività svolte e su quelle in arrivo per il 2026. Cuore del programma, la relazione del presidente Francesco Orefice, che ha ricordato il lavoro promosso nell’ambito del progetto R-Evolution, con il roadshow GenerAZIONI e la survey condotta con le imprese familiari, che ha fornito dati preziosi per trasformare le analisi in azioni concrete. Proprio da queste riflessioni è nato infatti un nuovo servizio di consulenza, pensato per accompagnare le aziende in tutte le dimensioni del passaggio generazionale – economico-finanziarie, organizzative e legali – con un primo intervento gratuito di analisi approfondita. Orefice ha richiamato inoltre l’importanza dei momenti di networking e teambuilding che hanno rafforzato lo spirito del gruppo. Infine, ha annunciato per il 2026 nuove visite aziendali e “Cene con l’Imprenditore”, ma anche e soprattutto il TRENTINOINDUSTRIALE.COM | DIC 2025 - GEN 2026
progetto dedicato alla nuova imprenditorialità, ponte naturale con quanto costruito quest’anno e sfida decisiva per trattenere e valorizzare i giovani talenti del territorio. “Quest’anno abbiamo fatto molto - ha detto -. Ma soprattutto abbiamo dimostrato una cosa: quando mettiamo insieme visione, competenze e spirito di squadra, possiamo incidere realmente sul futuro delle nostre imprese “. L’Assemblea era stata aperta dai saluti istituzionali di Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, e dell’assessore provinciale Achille Spinelli: “Il Trentino si sta affermando come territorio di innovazione che investe molto in ricerca e sviluppo - ha affermato il vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli – e i giovani imprenditori con la loro grande energia, voglia di crescere, di fare e di innovare sono vitali per proseguire in questo percorso. In questo periodo si parla molto di tecnologie, forse troppo, ma alla fine i veri protagonisti saranno le persone. È imprescindibile, infatti, far crescere il capitale umano all’interno delle aziende. Come? Facendo rete, confrontandosi con l’ente pubblico, garantendo sviluppi di carriera e adottando misure a favore della conciliazione tra lavoro e vita privata. Investire sul benessere delle persone sarà la chiave per rendere il nostro territorio migliore e attrattivo e scongiurare la fuga all’estero dei nostri migliori giovani”. Con loro Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino-Alto Adige di Intesa Sanpaolo, partner dell’evento. Proprio nel corso dei lavori, Balbo e Delladio hanno siglato il nuovo accordo a sostegno della crescita delle imprese del territorio, che mette a disposizione 6 miliardi di euro per investimenti, innovazione e transizione sostenibile a favore del sistema produttivo del Trentino-Alto Adige. L’iniziativa si inserisce nel più ampio protocollo nazionale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria, che mobilita 200 miliardi di euro fino al 2028, con misure mirate a sostenere nuovi insediamenti produttivi, tecnologie avanzate, filiere strategiche e strumenti finanziari innovativi. L’obiettivo è accompagnare le imprese nella trasformazione industriale e cogliere le opportunità offerte da
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Transizione 5.0 e dall’Intelligenza Artificiale, rafforzando competitività e attrattività del territorio. “Mettiamo a disposizione delle imprese del Trentino-Alto Adige 6 miliardi di euro per accelerare crescita, transizione sostenibile e digitalizzazione - ha detto Balbo -. Le aziende del territorio stanno continuando a investire in tecnologie avanzate, efficientamento energetico e ampliamenti produttivi e noi le supportiamo con soluzioni immediate. Nei primi sei mesi del 2025 abbiamo già erogato circa 190 milioni di euro a famiglie e imprese del Trentino-Alto Adige, sostenendo nuovi progetti, occupazione e opportunità di sviluppo”. A seguire, un momento centrale dell’Assemblea è stato dedicato alla presentazione della survey “Dal fondatore alle nuove generazioni: indagine sul passaggio generazionale”, illustrata dal vicedirettore di Confindustria Trento Alessandro Santini. L’indagine ha offerto un quadro aggiornato delle dinamiche interne alle imprese familiari trentine, mettendo in luce la forte compo-
nente generazionale, la prevalenza di governance interne e la crescente attenzione verso la pianificazione strutturata dei passaggi generazionali. Giovanni Foresti, head of regional research di Intesa Sanpaolo, ha dunque presentato un approfondito scenario macroeconomico, soffermandosi sulle tensioni globali, sulle prospettive di competitività e sul tema strategico della mobilità dei laureati del Trentino-Alto Adige, elemento chiave per comprendere l’evoluzione del capitale umano locale. La serata ha visto inoltre la partecipazione del campione paralimpico e imprenditore Gianluigi Rosa, che con la sua testimonianza ha portato un messaggio di grande ispirazione, focalizzato sul valore della resilienza, del cambiamento e della capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. In chiusura, i partecipanti hanno potuto visitare la Distilleria Marzadro e condividere un momento conviviale di networking durante l’aperitivo e la cena finale.
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I I PROGRAMMI PROGRAMMI FESR FESR E E FSE+ FSE+ IN IN TRENTINO TRENTINO La Provincia autonoma di Trento gestisce nel periodo 2021-2027 il Programma Fondo europeo di sviluppo regionale (PR FESR) e il Programma Fondo sociale europeo plus (PR FSE+), ognuno dei quali è strutturato in tre priorità tematiche:
PR FESR
PR FSE+
€ 181 milioni
Risorse totali
1 Trentino competitivo
1 Occupazione
Competitività delle PMI e ricerca
Per una forza lavoro qualificata e resiliente
340,6
2 Trentino in rete
2 Istruzione e formazione
milioni euro
Connettività digitale e rete in fibra ottica
Per una formazione inclusiva e di qualità
3 Trentino sostenibile Energia e sicurezza del territorio
Priorità 3
Trentino sostenibile
467
€ 159,6 milioni
3 Inclusione sociale
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Per una società inclusiva e coesa
Priorità 3
Inclusione sociale
Dati al 31.08.2025
Soggetti coinvolti
imprese
8
edifici pubblici
Principali interventi e risorse impegnate
Soggetti coinvolti
4.606
persone
Principali interventi e risorse impegnate
Interventi di riqualificazione
€ 2,65 mln energetica degli edifici pubblici energivori
in impianti € 28,5 mln Investimenti fotovoltaici per le imprese
€ 100 k € 226 k
Investimenti in impianti fotovoltaici per gli enti pubblici
€ 3,9 mln
Interventi per promuovere l’inclusione lavorativa e sociale dei soggetti in condizioni di svantaggio Buoni di servizio per la
€ 6,6 mln conciliazione famiglia-lavoro rivolti a famiglie fragili
Potenziamento della rete strategica provinciale di protezione civile
Scopri le opportunità più adatte a te su
www.provincia.tn.it/FESR - www.provincia.tn.it/FSE+ FESR
Iniziativa realizzata nell'ambito dei Programmi FESR e FSE+ 2021-2027 della Provincia autonoma di Trento, con il cofinanziamento dell'Unione Europea, dello Stato italiano e della Provincia autonoma di Trento.
FSE+
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economia
Crescono gli investimenti in R&S in trentino Dati ISTAT e analisi Confindustria confermano la crescita record degli investimenti in R&S delle imprese trentine grazie a manifattura, ICT e istituzioni. di NICOLA MASCIA, Area progetti speciali, Confindustria Trento
Trend investimenti in R&S intramuros delle imprese 2023 (ISTAT)
I dati presentati recentemente
dall’ISTAT nel suo rapporto sulla ricerca e sviluppo in Italia, per gli anni 2023-2025 hanno mostrato una crescita importante degli investimenti delle imprese trentine in R&S, con un aumento più elevato del Nord-Est e oltre il doppio della media nazionale. Un dato particolarmente positivo che ha come motore di traino il comparto manifatturiero e quello dei servizi avanzati, ICT fra tutti. La crescita degli investimenti delle imprese trentine, che rappresentano il 41% sul totale dell’economia, si inserisce in un intero sistema trentino della ricerca che ha fatto dei grandi passi in avanti nel 2023. Il totale degli investimenti in R&S trentino è infatti cresciuto del 15,4% rispetto al 2022, con un forte apporto delle Istituzioni pubbliche (+20,8%) e dell’Università (+15,1%). Unico tassello che arretra, pur rappresentando una piccolissima parte in valore assoluto, è quello degli enti non profit che riducono gli investimenti in R&S del -13,6%. In valori assoluti le imprese trentine nel 2023 hanno investito 164 milioni di euro in R&S intramuros, con un +31% se si guarda ai valori del 2020. Seguo-
no poi gli investimenti dell’Università (133 milioni di euro), delle Istituzioni pubbliche (105 milioni) e degi enti non profit (1,9 milioni di euro). Si specifica che gli investimenti presi in considerazione dall’ISTAT sono quelli intra-muros, realizzati quindi sul territorio trentino. A questi si aggiungono tutti gli investimenti realizzati dalle imprese trentine fuori dalla Provincia, sia attraverso dipartimenti R&S di altre sedi aziendali, sia in collaborazione con Università e Centri di ricerca non trentini. Negli scorsi mesi l’Associazione ha lavorato al fianco di ISPAT per sensibilizzare le imprese a comunicare a ISTAT gli investimenti in R&S realizzati in quanto questi rapporti dipendono anche dal numero di imprese che rende disponibili i propri dati. Questi risultati sono quindi di stimolo per dimostrare quanto le imprese trentine credano nell’innovazione e possano affiancarsi al meglio ai centri di ricerca di eccellenza che il Trentino ospita. Per comprendere meglio quali siano i settori economici che investono maggiormente in R&S in Trentino e incentivarli a fare ancora di più, il Centro Studi di Confindustria Trento ha pubblicato di recente il rapporto “Investimenti in R&S delle imprese trentine” che ha analizzato i differenti settori, comparandoli a livello nazionale e spiegando il fenomeno della relativa bassa incidenza della spesa media in R&S delle imprese sul PIL.
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Classifica italiana Regioni innovatrici. Regional Innovation Scoreboard 2025 (European Commission)
Ciò che emerge dall’analisi è che l’industria e il comparto ICT rappresentanto l’85% degli investimenti in R&S, contro il 77% nazionale, mentre esistono delle caratteristiche strutturali del nostro comparto che limitano gli investimenti. Allo stesso tempo abbiamo dei settori che investono più della media nazionale in rapporto al valore aggiunto prodotto, rappresentando un’eccellenza su cui puntare. Tra quest rientrano sia i settori più tecnologici come l’ICT e l’elettronica che settori più tradizionali come Alimentare, Tessile e Meccanica. Rafforzare invece settori ad alto potenziale come Macchinari, Chimica e gomma e Mezzi di trasporto, favorendone crescita dimensionale e attrazione dei dipartimenti di R&S sul territorio trentino rapprentano obiettivi importanti per crescere ancora come sistema. I dati emersi dall’indagine ISTAT e quelli elaborati dal Centro Studi Confindustria Trento vengono confermati anche dal recente rapporto “Regional Innovation Scoreboard”, elaborato dalla Commissione Europea, che analizza i territori europei per individuare quelli a maggior innovazione. Il Trentino, nel rapporto 2025, balza al primo posto tra le regioni italiane, superando Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia. C’è sicuramente ancora del lavoro da fare, posizionandoci al 91° posto a livello europeo, ma la strada è quella giusta. La valutazione svolta dal rapporto dell’UE è relativa all’intero territorio e agli investimenti pubblici e privati. Un ruolo importante viene sicuramente svolto dalle Istituzioni pubbliche e dai Centri di ricerca, con investimenti in R&S elevati. Anche in questo caso sono da segnalare però ottimi risultati anche dal punto di vista delle imprese trentine con il 3° posto in Italia e 18° in Europa per PMI che hanno sviluppato innovazioni di processo e il 1° posto in Italia e 22° in Europa per attività di cooperazione per l’innovazione da parte di PMI.
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Investire in innovazione significa migliorare l’efficienza e la produttività delle imprese che a loro volta favoriscono la loro crescita dimensionale e la leadership nei mercati internazionali. Imprese innovative che crescono sono poi in grado di creare posti di lavoro di qualità, con salari competitivi, percorsi di crescita stimolani e contesti innovativi e internazionali. Il Trentino deve proseguire su questa strada, con politiche industriali votate all’innovazione e alla crescita, per poter far crescere il benessere collettivo.
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