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Essere Impresa febbraio 2026

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ESSERE IMPRESA

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IL FOCUS

Dal 1946 protagonisti del cambiamento

Il nuovo anno è iniziato, l’ottantesimo della storia di Confartigianato di Forlì. Il primo appuntamento per celebrare questo anno speciale è stato realizzato a Modigliana per E Zoc ed Nadel, un’occasione per ritrovarsi in piazza, scaldati dal calore dell’enorme ciocco che allieta le feste, degustando piatti del-

la nostra tradizione, ascoltando musica e ritrovando il piacere di stare assieme. Il prossimo 10 aprile alle 20.30 al Teatro Diego Fabbri si terrà una serata col noto formatore Lucio Zanca dal titolo “IL FUTURO HA BISOGNO DI MANI E DI MENTI. Il patto tra generazioni è il vero capolavoro dell’impresa artigiana” a cui sono invitati tutti i nostri associati. Un evento gratuito per riflettere, col sorriso, sul futuro dell’impresa artigiana e sui giovani, sul come ridare valore al lavoro manuale e alla piccola impresa, come luogo di realizzazione personale, di crescita e di arricchimento. Con l’aiuto di Zanca, professionista specializzato in team working multi-generazionale e leadership nonché punto di riferimento nazionale per il dialogo intergenerazionale e lo sviluppo di nuove strategie organizzative.

››› L’EDITORIALE

80 anni di presenza

a cura del presidente Luca Morigi

Se dovessimo riassumere l’attività di Confartigianato Forlì dal 1946, vorremmo porre l’accento sulla capacità di ascolto. Essere a fianco di chi fa impresa non si riduce alla rappresentanza sindacale o alla erogazione dei servizi, elementi sicuramente fondamentali della nostra operatività, ma non esaustivi. Essere fattivamente partner dell’imprenditore implica saper ascoltare quali sono i suoi reali bisogni. Confartigianato Forlì non si limita a offrire consulenza agli associati negli ambiti tradizionali: consulenza fiscale, gestione del personale, credito e innovazione, sicurezza sul lavoro e ogni altro adempimento richiesto dal complesso sistema di norme che regolano gli aspetti del fare impresa. Confartigianato supporta l’imprenditore in quanto soggetto sociale, componente di una famiglia e parte attiva della comunità in cui vive e lavora. Contribuendo alla vitalità del territorio. Siamo convinti che il buon vivere non possa prescindere dalla presenza di un tessuto produttivo sano, come innesco di un circuito virtuoso, fatto di lavoro e servizi indispensabili per la collettività. Lo ribadiamo ancora una volta. Anche se, in un mondo sempre più digitalizzato, pare antieconomico mantenere operative sette sedi e tre mandamenti per dare una copertura capillare al territorio, abbiamo privilegiato garantire vicinanza, anche fisica, all’impresa. Viviamo un presente nel quale le distanze aumentano e la tecnologia ha sostituito le relazioni, ma continuiamo ad attribuire valore al confronto diretto. Non vogliamo dare un’immagine romantica dell’associazionismo, piuttosto siamo consapevoli che la complessità del lavoro richiede una consulenza personalizzata, impossibile da realizzare senza il dialogo. Siamo presenti con sedi e mandamenti in tutti i comuni del comprensorio del forlivese proprio per assicurare vicinanza, per garantire ai nostri associati, anche quelli che hanno la sede in aree interne o montane, il confronto coi collaboratori, certi che il dialogo sia fondamentale per la crescita del sistema produttivo. La nostra storia s’interseca strettamente con quella della comunità di cui siamo parte integrante, lavorando assieme alle istituzioni, in vari ambiti. E continueremo a esserci, vicini alla piccola impresa, sempre.

IL SOMMARIO

A pagina 4: Il 10 aprile al Teatro Diego Fabbri si terrà la conferenza spettacolo di Lucio Zanca sul tema del passaggio generazionale. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione, fino a esaurimento dei posti disponibili.

A pagina 7: Storie di impresa, l’imprenditrice Iuliana Caliman si racconta, consigliera della categoria autotrasporto e attiva in Donne Impresa, non smette mai di formarsi, con curiosità ed entusiasmo.

Da pagina 9: Categorie e mercato, l’ufficio studi di Confartigianato Emilia Romagna ha fotografato la propensione alla digitalizzazione delle imprese in Regione e la diffusione delle pratiche di sostenibilità, registrando segnali incoraggianti.

Da pagina 12: I movimenti, l’artigianato cerca giovani di talento. Donne Impresa, in occasione dell’8 marzo promuove un corso sull’educazione finanziaria. Anap organizza una gita alla scoperta del Friuli Venezia Giulia.

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"PH Albano Venturini"

Con E Zoc ed Nadel si inaugurano le celebrazioni

Ripartire dal territorio

Lunedì 5 gennaio in piazza Matteotti a Modigliana, si è rinnovata la tradizione dell’appuntamento conclusivo delle festività natalizie “E Zoc ed Nadel”. I dirigenti e i dipendenti di Confartigianato della vallata del Tramazzo hanno offerto pasta e fagioli, carne in graticola, dolci caserecci e vin brulè a tutti coloro che hanno scelto di salutare il Natale assieme ai rappresentati dell’Associazione. Come spiega il presidente Luca Morigi, presente nello stand accanto al segretario Mauro Collina e al comitato zonale locale, “da ormai trent’anni è un appuntamento atteso, ci si ritrova assieme in piazza a scaldarsi attorno all’enorme ciocco che arde, gustando piatti della tradizione contadina. Quest’anno la serata ha avuto un particolare rilievo perché è stato il primo degli eventi sul territorio pensati per celebrare gli ottant’anni di Confartigianato di Forlì.” Il 2026 rappresenta, infatti, un traguardo importante della storia dell’Associazione forlivese da sempre vicina a chi fa impresa, continua Morigi “non è un caso che la prima iniziativa sia stata realizzata nel comprensorio, l’artigianato e la micro impresa sono fondamentali per le aree interne e i comuni più piccoli, per combattere lo spopolamento e il rischio di trasformare queste realtà in paesi dormitorio. La bellezza dei territori non è solo estetica: è relazionale, culturale, economica e spirituale. È necessario tenere alta l’attenzione sui comuni montani, più volte colpiti da eventi avversi, dal clima al terremoto. È ancora fondamentale il contatto con la nostra terra, in cui le imprese creano lavoro, indotto e offrono servizi alla comunità. E da qui bisogna ripartire, per non perdere ciò che rende attrattivo il nostro comprensorio, la qualità della vita e la forte coesione sociale.” Ogni vallata custodisce conoscenze, competenze e tradizioni che non possono essere perse. La perdita di queste relazioni mette a rischio ciò che rende l’Italia unica: capitale culturale, artigianale e del bello. La fragilità dei territori non è solo fisica, ma sociale: senza cura dei legami e della comunità, il Paese rischia di diventare un territorio anonimo, incapace di valorizzare la propria storia e la propria identità. Baluardo della

comunità, la micro e piccola impresa resiste, anche grazie al legame con il territorio in cui opera e che trascende gli interessi economici, crea lavoro e ricadute positive per l’intera collettività di cui è parte. Un radicamento che porta l’imprenditore a mantenere coraggiosamente la sede operativa dell’attività nei luoghi in cui ha scelto di vivere e si sente di appartenere, anche quando sono messi a dura prova dagli eventi climatici o sono meno serviti dal punto di vista delle infrastrutture materiali e immateriali. L’orgoglio di essere parte di una realtà alla cui crescita si contribuisce creando lavoro e offrendo servizi. Conclude Morigi “la valorizzazione del territorio è uno dei punti cardine anche del mio secondo mandato. Dobbiamo tutelare l’artigianato come laboratorio di vita, di cultura e di saper fare. Solo così si può garantire alle nuove generazioni la possibilità di costruire progetti di vita reali, ancorati a una comunità e a un territorio, capaci di dare senso e futuro al Paese.” La serata è stata allietata anche dalla musica dal vivo del gruppo “Gli alluvionati del liscio”.

Confartigianato di Forlì è lieta di invitarvi

VENERDÌ 10 APRILE 2026 alle 20.30 presso il Teatro Diego Fabbri di Forlì alla serata dal titolo

IL FUTURO HA

BISOGNO

DI MANI E DI MENTI.

Il patto tra generazioni è il vero capolavoro dell’impresa artigiana con il noto relatore

Lucio Zanca.

L’appuntamento è il primo degli eventi in calendario pensati per celebrare il traguardo degli 80 anni di attività nel comprensorio forlivese.

Ottant’anni fa qualcuno ha iniziato con poco: una bottega, un banco, una competenza.

Ma soprattutto con una responsabilità: costruire qualcosa che potesse durare.

Oggi il vero passaggio generazionale non è solo consegnare un’azienda. È consegnare fiducia. È rendere il lavoro desiderabile.  È far dialogare esperienza e contemporaneità.

Una serata non celebrativa ma generativa: un’occasione per rimettere in dialogo le generazioni e fare un passo avanti insieme. Lucio Zanca accompagnerà i presenti in una riflessione concreta e coinvolgente su come costruire un patto efficace tra generazioni. Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione, fino a esaurimento posti, contattando Paola Bartolini Tel. 0543 452818, mail: bartolini@confartigianato.fo.it entro il 30 marzo.

In collaborazione con

Maturità digitale e microimprese

Gate4Innovation alle battute finali

Gate4Innovation è il nuovo Polo per l’Innovazione Digitale promosso da Confartigianato Imprese, dedicato alle micro, piccole e medie imprese italiane per aiutarle a valutare lo stato di digitalizzazione e individuare le migliori strategie di crescita. Tra le trenta realtà aderenti anche Confartigianato di Forlì che sta realizzando un’analisi della maturità digitale delle imprese per una ventina di associati, che hanno colto l’opportunità. Gianluigi Bandini, che coordina il progetto, spiega “attraverso un percorso strutturato, che prevede una serie di incontri coi titolari d’azienda e i loro più stretti collaboratori, stiamo monitorando le singole situazioni, per identificare le strategie mirate, volte al miglioramento del livello di digitalizzazione, affinché l’azienda sia pronta per affrontare l’attuale contesto di mercato.” Il digital assessment report viene realizzato tramite una piattaforma digitale proprietaria che consente di raccogliere ed elaborare i dati emersi nel corso degli incontri. Al termine del processo, gli imprenditori avranno un report dettagliato con una valutazione del grado di maturità digitale aziendale, espressa in forma numerica, grafica e testuale, sia complessiva sia per singola area funzionale.

Un’opportunità unica per conoscere meglio la propria impresa, sulla base di dati oggettivi. Continua Bandini “nel report presentiamo anche l’analisi delle principali criticità e una roadmap di sviluppo digitale, con indicazioni operative e prospettive di crescita a breve e medio termine, supportate da eventuali soluzioni di sostenibilità economica, sempre nel rispetto della normativa sulla privacy.” Il progetto indaga le quattro dimensioni basilari dei processi aziendali: la gestione, l’organizzazione, il controllo e la diffusione della tecnologia. Spiega ancora “abbiamo notato che le micro imprese si avvantaggiano di quello che può essere percepito come un limite, le piccole di-

mensioni. La maggioranza delle realtà aderenti a G4I, infatti, ha meno di dieci dipendenti ma supplisce alla mancanza di una gestione del lavoro più formalizzata con maggiore flessibilità e più reattività, oltre alla presenza costante dell’imprenditore nell’organizzazione dell’attività. Altro dato molto positivo è la crescente attenzione al capitale umano, considerato la vera ricchezza dell’impresa.” Fra i dati finora raccolti, in vista della conclusione del progetto ad aprile, particolarmente rilevante è l’efficientamento dei macchinari che consentono una riduzione dei costi e migliori performance nelle lavorazioni. Nota da migliorare è il sottoimpiego dei dati che i macchinari di nuova generazione rendono disponibili, il cui utilizzo consentirebbe ulteriori miglioramenti dei processi.

G4I rientra tra i progetti ammessi dall’Avviso pubblico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per l’individuazione e la selezione di “Poli di innovazione” nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

MARTEDÌ 21 APRILE 2026

ALLE ORE 19,30

presso la sede di Confartigianato Forlì in Via Oriani 1 Forlì

››› ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

L’Assemblea di Confartigianato Servizi Forlì Soc. Coop. è convocata in seduta ordinaria e in prima convocazione lunedì 20 aprile 2026 alle ore 6,00 presso la sede di Confartigianato Forlì in Via Oriani 1 e, in caso non venisse raggiunto il numero legale, in seconda convocazione per:

Per discutere il seguente ordine del giorno:

1. Bilancio d’esercizio al 31/12/2025 - approvazione;

2. Rinnovo cariche sociali;

3. Varie ed eventuali.

Il Presidente Alberto Brunelli

Camporesi “è a rischio la tenuta dell’intero comparto”

“L’autotrasporto è uno dei pilastri fondamentali dell’economia italiana e riveste un’importanza chiave per il Paese.” Il vicesegretario Alberto Camporesi, responsabile del comparto trasporti di Confartigianato di Forlì, analizza l’andamento del settore dopo gli aumenti di inizio anno dei pedaggi autostradali e del gasolio per autotrazione, che hanno portato a un significativo incremento dei costi fissi per gli operatori. “Nel nostro paese, caratterizzato da un tessuto produttivo costituito al 90% da micro e piccole imprese, il trasporto su strada è strategico. Oltre l’80% delle merci in Italia viene movimentato su strada, almeno in una fase del suo percorso. Come evidenziato da più indagini, materie prime, semilavorati e prodotti finiti ogni giorno raggiungono la propria destinazione grazie agli autotrasportatori. Se a questi

rali del comparto, a partire dai ritardi nei pagamenti, il quadro complessivo risulta particolarmente allarmante. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è recentemente intervenuto con una circolare che ha richiamato la committenza a porre fine alla prassi, diffusa e reiterata, dei pagamenti tardivi nei confronti dei vettori, prevedendo sanzioni fino al 10% del fatturato annuo nei confronti dei soggetti inottemperanti.” Per Camporesi, l’aumento dei costi fissi e le difficoltà nel ricevere pagamenti regolari stanno mettendo seriamente a rischio la tenuta finanziaria di chi opera nel settore. “non va sottovalutata neppure la concorrenza dei vettori stranieri, soprattutto dall’Est Europa, non sempre leale e che erode importanti fette di mercato. Dobbiamo essere consapevoli che, senza le sufficienti tutele, si pregiudica il lavoro di chi ha una funzione cruciale nell’integrazione con gli altri sistemi di trasporto. Porti, interporti, aeroporti e ferrovie dipendono in larga misura dalla distribuzione su gomma per il cosiddetto ultimo miglio, anello inso-

stituibile della catena logistica nazionale e internazionale. Le eccellenze italiane, infatti, dall’agroalimentare alla moda, dalla meccanica all’arredamento, hanno necessità di raggiungere in tempi rapidi i mercati nazionali ed esteri, potendo contare su elevati standard qualitativi che i nostri imprenditori garantiscono.”

Le cifre del settore

Dallo studio effettuato dalla Cgia di Mestre emerge come negli ultimi 10 anni lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia sia diminuito di 19.241 unità. Le situazioni più critiche si sono registrate in Valle d’Aosta con una contrazione del 34,1% (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 (-1.062), nel Lazio del 32,5 (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 (-449) e in Sardegna del 30,2 (-722). Nella nostra regione mancano all’appello 2.623 imprese (-27%) di cui ben 273 nella provincia di Forlì-Cesena. Per contro, l’unica regione che può contare su un saldo positivo è il Trentino Alto Adige con il +12,1% (+165). Un ruolo importante in questo ridimensionamento è giocato anche all’elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando, in particolare, una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari. Un cambiamento non del tutto negativo: la dimensione media delle imprese è, infatti, aumentata e, conseguentemente, è cresciuto anche il livello di produttività Autotrasporto e costi

La determinazione di chi fa impresa

Intervista a Iuliana Caliman

Iuliana Caliman da sei anni è la titolare di CAMIDIA di Caliman Iuliana Maria, un’azienda di autotrasporto conto terzi che, oggi, occupa due dipendenti oltre al marito, collaboratore dell’impresa. Un settore a forte prevalenza maschile, ma che in questi ultimi anni ha registrato un incremento di personale femminile. L’imprenditrice, che ha una laurea in servizi e turismo conseguita in Romania, suo paese natale, dopo aver lavorato per un’importante multinazionale come economista, una quindicina di anni fa, ha scelto di seguire, assieme alle figlie, il marito, all’epoca impiegato in un’azienda marchigiana come saldatore, ricominciando da zero in Italia. Messo da parte il titolo di studio, mentre affinava la lingua del suo nuovo paese, ha iniziato a lavorare nel campo turistico, svolgendo numerose occupazioni, tra cui la gestione di una lavanderia industriale per il settore alberghiero. Esperienze che le hanno consentito di conoscere il mercato del lavoro italiano, approfondendo le diverse sfaccettature del settore dei servizi e dell’ospitalità. “Ogni lavoro mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo” chiarisce “quando mio marito ha ricominciato a fare l’autista, professione per cui aveva ottenuto la qualifica in Romania, ho pensato di affiancarlo, conseguendo il titolo in Provincia e aprendo una nostra attività, a gestione familiare.” Dal 2022 poi, la ditta è entrata a far parte del Consar, Consorzio di autotrasportatori di Ravenna, incrementando la flotta di mezzi e vagliando nuove opportunità nel settore dei trasporti. “Mio marito si occupa della gestione effettiva dei mez-

zi, mentre io seguo la parte economica. In Italia la burocrazia è molto complessa, fra lungaggini e duplicazioni, inoltre ogni settore ha proprie regole, che complicano l’organizzazione del lavoro.” Racconta di non essersi mai fermata “l’anno scorso mi sono diplomata in logistica all’Istituto Aeronautico di Forlì e ho avviato un’attività di consulenza come libera professionista proprio con Consar. La consegna delle merci dipende dalla logistica, è un meccanismo complesso e affascinante, in cui c’è sempre da imparare.” Per la vulcanica imprenditrice l’intelligenza artificiale può svolgere un ruolo fondamentale nello snellimento delle attività più ripetitive “ho seguito un corso organizzato dal gruppo Donne Impresa di Confartigianato, scoprendo le potenzialità di questo strumento e ora sto affrontando un percorso avanzato

per valutarne l’applicazione in più ambiti dell’azienda.” La passione per il lavoro trapela dalle parole di Iuliana, che spiega ancora “non ci si deve mai scoraggiare, bisogna affrontare la vita con un pizzico di incoscienza e tanto entusiasmo, come fanno i bambini, che provano sempre nuove cose, con curiosità, per imparare, per conoscere. Non si può avere paura di sbagliare, tutti sbagliamo, l’importante è agire con onestà e coscienza.” Il settore dell’autotrasporto sta vivendo una fase di crisi, anche per l’aumento dei costi e i ritardi dei pagamenti della committenza che affliggono questo comparto, cruciale per l’economia nazionale. “Noi stiamo crescendo, abbiamo un bravissimo dipendente a tempo indeterminato e uno ancora in prova, dopo una precedente esperienza in cui il lavoratore si è reso conto che non era ciò che voleva fare. È una professione che non si può imparare sul campo, le scuole guida accompagnano alla patente, i corsi per la Carta di Qualificazione del Conducente verificano le competenze, ma non si ha una reale consapevolezza del mestiere fino a che non si inizia a lavorare e questo è un limite.” Voglia di mettersi in gioco e positività sono caratteristiche evidenti dell’imprenditrice che rivela “la più giovane delle nostre figlie, dopo il diploma, vorrebbe entrare in azienda, cosa che, da genitori, ci riempie di orgoglio, ma le ripeto sempre di scegliere la propria inclinazione. Il lavoro deve piacere, si prova, ma se ci si rende conto che non è la propria strada, bisogna avere il coraggio di cambiare, soprattutto i giovani devono essere liberi di essere sé stessi.”

Categorie e Mercato

Forte vocazione artigiana nella nostra provincia

Le imprese della pet economy

Sono 25,5 milioni gli animali domestici presenti nel 37,7% delle abitazioni italiane. Il 22,1% delle famiglie ha almeno un cane, il 17,4% ha uno o più gatti e l’8,1% ha come minimo un animale domestico di un’altra specie: 3,2% pesci, l’1,5% uccelli e l’1,3% tartarughe. Nell’arco di un decennio la quota di famiglie con animali domestici ha registrato una crescita di 1,5 punti percentuali, passando dal 36,2% del 2015 al 37,7% del 2024. In occasione della giornata nazionale del gatto, Confartigianato ha presentato un report sull’indotto creato dalla presenza di un animale da compagnia nelle case degli italiani, maggiormente presenti nel Centro (42,7%) nel Nord-Est (40,3%) e nel Nord-Ovest (38,5%) meno nelle Isole con 34,3% e nel Sud con 31%. La presenza di animali domestici è più diffusa nei Comuni più piccoli fino a 2mila abitanti (47,7%) rispetto ai comuni dell’area metropolitana (29,4%) e tra le coppie con figli di almeno 14 anni (51,2%). Sono 20 milioni 552mila le persone che si prendono cura degli animali domestici, pari al 38,1% della popolazione, con una maggiore propensione femminile (39,8%) rispetto agli uomini (36,2%). L’attitudine delle donne a prendersi cura degli animali domestici si conferma anche in presenza di impegni lavorativi: il 33,8% delle occupate si dedica agli animali almeno una volta a settimana, contro il 22,3% degli uomini occupati. Mantenere un animale domestico implica spese di alimentazione, pulizia, trattamenti veterinari e di cura, tanto che la quota di famiglie con ottime risorse economiche

che hanno animali domestici è pari a 41,6%. I prodotti della pet economy generano esportazioni che nel 2025 sono pari a 827 milioni di euro e importazioni per 1.098 milioni, con un saldo commerciale negativo per 270 milioni. Nei primi dieci mesi del 2025 il made in Italy della pet economy è cresciuto del 3,5% su base annua. Nel 2024 la spesa delle famiglie italiane per prodotti e servizi per gli animali da compagnia - alimenti, prodotti veterinari e per la pulizia, accessori e servizi quali toelettatura, tatuaggio e addestramento, pensione e ospitalità - ammonta a 6.747 milioni di euro, segnando una crescita del 76% negli ultimi dieci anni. Tra le regioni la spesa è più elevata in Lombardia (1.396 milioni, 20,7% del totale), Lazio (882 milioni, 13,1%), Veneto (652 milioni, 9,7%),

Emilia-Romagna (629 milioni, 9,3%), Piemonte (616 milioni, 9,1%) e Toscana (552 milioni, 8,2%). A dicembre 2025 i prezzi al consumo dei servizi veterinari e altri servizi per animali domestici in Italia salgono del 2,3% su base annua, un ritmo inferiore al +3,9% della media UE a 27, al +3,7% della Spagna e al +3,4% della Francia. Alla fine del primo trimestre 2025 sono registrate 3.440 imprese artigiane nei servizi di cura degli animali da compagnia che rappresentano il 59% delle 5.826 imprese totali del comparto, con 4.231 addetti.

A livello regionale sono almeno 200 le imprese artigiane nei servizi di cura degli animali da compagnia in Lombardia con 667 imprese (19,4% del totale), 380 in Veneto (11%), 369 in Lazio (10,7%), Emilia-Romagna con 318 imprese (9,2%), seguita da Piemonte, Toscana e Puglia. Le sei regioni concentrano il 72,2% delle imprese artigiane del settore. Osservando il dato provinciale, infine, sono artigiane almeno tre imprese su quattro a Forlì-Cesena (92,7%), che si colloca al primo posto, La Spezia (88,2%), Rovigo (80,6%), Pordenone (79,5%), Lucca (79,1%), Imperia (78,9%), Ancona (77,8%) e Udine (77,6%).

La fotografia del settore

Sono 10 milioni, il 37,7% del totale, le famiglie italiane che possiedono almeno un animale domestico. Il gatto si conferma protagonista: 1.740.000 famiglie, pari al 17,4% di quelle con animali domestici, convivono con almeno un felino. La quota è in aumento di un punto percentuale rispetto al 2015, quando era al 16,4%. Cresce anche la presenza dei cani, che raggiunge il 22,1% delle famiglie (+0,6 in dieci anni), e degli altri animali domestici, pari all’8,1% degli animali domestici (+0,6). In un decennio la diffusione dei pet è salita di 1,5 punti percentuali, passando dal 36,2% del 2015 al 37,7% del 2024. L’amore per gli animali si traduce in un mercato in forte espansione. Nel 2024 la spesa per prodotti e servizi era di 6.747 milioni di euro, di cui 5.415 milioni, pari all’80,3% del totale, destinati ad alimenti, farmaci veterinari, articoli per la toelettatura e accessori, mentre 1.332 milioni, pari al 19,7% del totale, per servizi veterinari e servizi di toelettatura, addestramento e ospitalità.

Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale

Emilia Romagna, imprese sempre più smart

Nel 2025 il 70,7% delle imprese emiliano-romagnole ha investito in uno o più ambiti del digitale, con un incremento del +3,9% rispetto al 2024. Questa crescita riguarda anche le micro e piccole imprese: il 67,6% ha investito nel digitale, percentuale lievemente più contenuta nella nostra provincia, dove la quota si attesta al 64,8%. Sono i dati presentati dall’Osservatorio Regionale di Confartigianato che evidenzia come il primo e più immediato impatto che questi investimenti hanno sul capitale umano sia la formazione. Attività formative hanno interessato il 27,7% delle imprese impegnate a integrare nel processo aziendale le nuove tecnologie e a sviluppare ulteriormente il modello di business a partire dagli investimenti realizzati. Nonostante l’impegno, rimane critica la carenza di competenze: secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2025 le imprese emiliano-romagnole faticano a trovare il 56,1% del personale a cui sono richieste elevate competenze per l’applicazione di tecnologie digitali, in primis l’intelligenza artificiale. La maggior difficoltà a reperire profili dotati di conoscenza nell’uso di tecnologie digitali è per le micro e piccole imprese di Parma (con 66,3%), seguite da Forlì-Cesena (64,2%) e Piacenza (60,3%). A settembre 2025 in Emilia-Romagna nella manifattura di beni strumentali a elevata intensità tecnologica e di conoscenza operavano 2mila imprese artigiane, mentre nei servizi di installazione di macchinari, di impianti elettrici e idraulici, nei

servizi dell’economia digitale e nella riparazione di computer e apparecchi per le telecomunicazioni erano attive quasi 15mila imprese artigiane. Quasi 17mila le imprese artigiane, di cui 1576 nella nostra Provincia, che, sulla base della creatività e delle competenze dei loro 43mila addetti, intervengono sulle matrici tecnologiche mediante personalizzazioni e trasformazioni, orientandole a una maggiore efficacia nei confronti del cliente utilizzatore finale del bene. Le tecnologie legate all’intelligenza artificiale sono utilizzate da una micro-piccola impresa su cinque (20,2%), soprattutto nel comparto servizi, mentre scende nelle costruzioni (10,4%), il dato complessivo cala leggermente nella nostra provincia, attestandosi a un 16,3% del totale. L’impiego prevalente è come strumento di supporto operativo per attività di marketing, gestione clienti e funzioni amministrative, più che per la trasformazione dei processi produttivi. Nonostante la diffusa disponibilità all’innovazione, persistono criticità rilevanti: oltre metà delle imprese dichiara di non utilizzare l’intelligenza artificiale perché non sa come sfruttarne le potenzialità.

Il dato nazionale

Nella crescente digitalizzazione della gestione dei macchinari si intensificano la presenza di robot e di applicazioni di intelligenza artificiale, tecnologia sempre più diffusa tra le piccole imprese anche artigiane. Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall’Istat il 15,2% delle piccole imprese manifatturiere utilizza robot, mentre nel 2025 è raddoppiato il numero delle piccole imprese che usa strumenti di intelligenza artificiale, salite al 14,2%, segnando un significativo incremento rispetto al 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023. Tenuto conto del trend delle imprese attive, si è stimato che nel 2025 le piccole imprese utilizzatrici della nuova tecnologia siano aumentate del 110,8%. Nel confronto europeo l’uso dell’intelligenza artificiale interessa il 17% delle piccole imprese tra 10 e 49 addetti nell’Unione europea, con quote più elevate per Germania (23,1%) e Spagna (17,2%), mentre la diffusione in Francia (15%) è più allineata a quella dell’Italia.

Il rapporto che si instaura tra il datore di lavoro e il lavoratore subordinato è regolato da un vasto e complesso insieme di norme. Confartigianato di Forlì offre alle aziende con dipendenti un servizio di consulenza sindacale e di gestione delle paghe.

https://www.confartigianato.fo.it/servizi/lavoro/

Categorie e Mercato

Appalti

pubblici

Troppi freni alle micro e piccole imprese

Il mercato degli appalti pubblici continua a non essere a misura di micro e piccole imprese. Rappresentano oltre il 96% del sistema produttivo ma possono accedere teoricamente soltanto al 17% del mercato e se ne aggiudicano appena il 5%. Per questo le associazioni maggiormente rappresentative dell’artigianato sono state ricevute in audizione davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione, sottolineando che questo divario è innescato dalle numerose barriere che colpiscono soprattutto le imprese di minori dimensioni: complessità documentale dei bandi, clausole contrattuali poco leggibili, eccessivo tecnicismo giuridico, frammentazione delle prassi amministrative e una digitalizzazione che spesso moltiplica, anziché ridurre, gli oneri burocratici. In molte gare il numero degli allegati supera il centinaio di documenti, rendendo difficile individuare obblighi, rischi e condizioni economiche del contratto. Anche il principio di risultato introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici rischia di essere svuotato di significato se interpretato esclusivamente come accelerazione delle procedure. La mancanza di chiarezza e proporzionalità incide sulla qualità della concorrenza e sulla sostenibilità dei contratti, scoraggiando la partecipazione delle micro e piccole imprese. In meno del 30% dei bandi viene fornito un elenco dettagliato delle fonti normative e documentali. Non va meglio dopo l’affidamento, quando la scarsa trasparenza è la

Ceramica,

una tutela per l’artigianato

regola: meno di un terzo delle stazioni appaltanti garantisce piena accessibilità alle informazioni di gara e il 40% non pubblica i dati relativi all’aggiudicazione. Particolarmente critica è la scarsa suddivisione degli appalti in lotti funzionali prevista solo da 10% dei bandi, spesso senza adeguata motivazione. La scelta del lotto unico favorisce operatori molto strutturati ed esclude imprese locali pienamente qualificate, riducendo pluralità e concorrenza. Diventa necessario orientare le politiche di semplificazione verso una trasparenza sostanziale: documenti di gara più chiari e sintetici, reale interoperabilità delle piattaforme digitali nel rispetto del principio del “once only”, standardizzazione delle prassi e suddivisione degli appalti in lotti come regola. Solo così il principio di risultato potrà tradursi in maggiore accesso al mercato, concorrenza effettiva e qualità dell’azione amministrativa, a beneficio dell’intero sistema economico. Devono inoltre essere migliorate la trasparenza e la chiarezza delle informazioni nei rapporti contrattuali del mercato dell’energia. In particolare, la complessità delle bollette e la distinzione poco chiara tra “costo materia prima” e “oneri di sistema” impediscono una reale comparazione delle offerte, senza sottovalutare il fatto che ARERA non ha esteso alle microimprese le stesse tutele e semplificazioni linguistiche garantite ai consumatori domestici.

Dazio antidumping definitivo

L’Unione Europea ha adottato un dazio antidumping definitivo del 79% sulle importazioni di oggetti per la tavola e la cucina in ceramica e porcellana di origine cinese, a cui si aggiunge un dazio doganale ordinario del 12%, per un prelievo complessivo pari al 91%. La misura, contenuta nel Regolamento di Esecuzione UE 2026/274 emanato dalla Commissione europea il 5 febbraio 2026, rappresenta una svolta decisiva nella tutela del settore ceramico europeo. Il provvedimento modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1981 e fa seguito a un riesame in previsione della scadenza e a un riesame intermedio parziale condotti ai sensi del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio. Per Confartigianato la decisione dell’Unione Europea non è solo una vittoria numerica, ma un riconoscimento fondamentale per il valore dell’artigianato artistico e produttivo italiano. Per chi modella la materia con passione e competenza, la concorrenza sleale basata sul dumping non era solo un danno economico, ma un’offesa alla dignità del lavoro manuale e alla storicità delle botteghe. Con un prelievo complessivo del 91%, l’Europa lancia un messaggio chiaro: la qualità, la sicurezza dei materiali e l’identità culturale della nostra ceramica non possono essere svendute.

Le strategie per il passaggio generazionale

In Emilia Romagna due imprese su tre prevedono che nei prossimi 5 anni proseguiranno l’attività con l’attuale proprietà. L’8,5% (il 12,4% a Forlì-Cesena) prevede di lasciare l’attività in mano a figli o nipoti, e un ulteriore 2,9% verrà portata avanti da uno o più dipendenti. Nell’11,4% dei casi il know how dell’impresa verrà tramandato all’interno della stessa. Un ulteriore 5% delle imprese verrà data in gestione a terzi o venduta. Il 10,9% (dato che scende al 5,9% nella nostra provincia) prevede invece di chiudere definitivamente, perché fuori mercato o perché al termine di un naturale ciclo di vita dell’impresa con il pensionamento del titolare, senza che sia possibile un passaggio generazionale. Un ulteriore 5,7% infine, data la forte incertezza degli scenari futuri, dichiara di non saper indicare cosa succederà all’impresa tra cinque anni. Nelle aree interne la probabilità di chiudere definitivamente l’impresa rimane al 10,9%, mentre cresce la possibilità di portare avanti l’attività sia tramite figli e nipoti (9,1%) sia grazie ai dipendenti (4,0%).

Emilia Romagna, il punto sulla sostenibilità

Come evolve l’approccio delle micro e piccole imprese (MPI) emiliano-romagnole al tema della sostenibilità? L’ufficio studi di Confartigianato Emilia Romagna ha cercato di dare risposta a questo quesito attraverso una rilevazione diffusa fra gli imprenditori aderenti a Confartigianato in regione. Dall’indagine emerge che il 72,8% delle micro e piccole imprese, anche artigiane, emiliano-romagnole ha svolto almeno una azione volta a tutelare l’ambiente, valore lievemente inferiore al 78% osservato un anno fa, dato che trova giustificazione nel difficile contesto economico in cui operano le imprese. Da rilevare che l’uso di pratiche volte alla maggior sostenibilità ambientale non viene scoraggiato dal luogo in cui l’azienda opera. Il 72,4% dei rispondenti che hanno indicato di operare in un comune appenninico o in aree interne e periferiche ha, infatti, adottato almeno un’azione a favore dell’ambiente. Tra le azioni pro-sostenibilità ambientale maggiormente intraprese si confermano il miglioramento dello smaltimento dei rifiuti (36,1%) e la riduzione dei consumi di energia (17%). Seguono il contenimento dell’uso di imballaggi (16,6%), l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile (come il fotovoltaico) (14,4%) e la riduzione degli scarti di produzione (14,1%). Tra le spese per investimenti si rileva l’acquisto di veicoli a basso impatto o elettrici (12,5% delle MPI) e l’installazione di impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile (6,9% delle MPI). L’autoproduzione di energia è un tema particolarmente sensibile: tra le principali difficoltà riscontrate tra le imprese, un quarto degli imprenditori segnala gli alti prezzi di energia elettrica e gas. A questo proposito c’è grande interesse per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) in grado di offrire un’alternativa per una energia, pulita e rinnovabile, sempre più di prossimità, autoprodotta e condivisa. Sul fronte della sostenibilità sociale le piccole imprese che hanno mosso passi in questa direzione sono l’80,2% di quelle con dipendenti,

lievemente inferiore alla precedente rilevazione. Hanno intrapreso almeno un’azione pro-sostenibilità sociale l’81,8% delle imprese delle costruzioni con dipendenti, l’80,6% di quelle manifatturiere e il 79,2% di quelle dei servizi. Tra le azioni intraprese, la priorità è data alla sicurezza dei lavoratori, infatti il 36,8% delle MPI con dipendenti ha migliorato la sicurezza sul luogo di lavoro, confermando la prima posizione assegnata a questo tema. Inoltre il 30% ha sponsorizzato eventi sportivi, culturali e benefici del territorio in cui opera, con una quota in crescita di 6,5 punti rispetto al 23,5% dello scorso anno. Un ulteriore 25,1% ha coinvolto i lavoratori nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi d’impresa, il 20,8% ha effettuato corsi di formazione non obbligatori, il 16,8% ha realizzato donazioni a scopo benefico e di interesse collettivo e il 16% ha collaborato con le scuole del territorio. Per quanto attiene alla responsabilità economica, infine, sono da segnalare gli investimenti in innovazione: il 41% del campione ha installato nuovi beni strumentali e macchinari, il 29,6% ha acquistato nuovi hardware e software, il 18,1% ha investito nella visibilità online (e-commerce, sito web, canali social) e il 15% ha fatto formazione in ambito digitale per il titolare o i suoi collaboratori.

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(1) Fonte: Magstat, indagine 2024. Ranking realizzato sui dati di stock al 31 dicembre 2023. (2) Fonte: Relazione semestrale al 30 giugno 2025 -

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Occupazione giovanile

Artigianato in cerca di talenti

Il tasso di disoccupazione è al minimo storico. Un dato sicuramente positivo, a cui si aggiunge una lieve attenuazione del fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto se qualificato. Dopo sette anni di costante crescita, nel 2025, secondo gli studi più recenti, le imprese italiane indicano una difficoltà di reperimento del 47% delle entrate, in diminuzione rispetto al 47,8% del 2024. Ma non è così per tutti. Più critica, infatti, è la situazione per le micro e piccole imprese, col 50,5% di personale mancante. L’artigianato, addirittura, oltre a registrare una più elevata quota di entrate di difficile reperimento, è in controtendenza, segnando un ulteriore incremento nell’ultimo anno, anche se attenuato rispetto al passato. Nel 2025 le imprese artigiane indicano una mancata copertura del 59,7% delle entrate, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2024. La difficoltà di reperimento del personale nelle imprese artigiane è superiore alla media in Umbria con 64,7%, Trentino-Alto Adige con 64,1%, Friuli-Venezia Giulia con 62,7%, Piemonte, fino ad arrivare all’Emilia-Romagna con 62,2%, Toscana con 60,6% e Abruzzo con 59,9%.

Tra le principali professioni a maggiore connotazione artigiana paiono introvabili attrezzisti di macchine utensili per cui è difficile da reperire l’82,9% delle entrate, operai addetti a macchine per le confezioni abbigliamento con 81,3%, meccanici riparatori e manutentori di automobili con 79,6%, Idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas con 78,8%. Ma l’elenco è lungo. Sulla difficoltà di reperimento influisce un ampio set di fattori demografici, formativi, economici e sociali. Sul lato dell’offerta di lavoro pesano una profonda crisi demografica e l’inattività dei giovani. Ma non solo, fattore cruciale è rappresentato dai percorsi scolastici e formativi. Se il 35,7% delle entrate nell’artigianato nel 2025 risulta di difficile reperimento per mancanza di candidati, il 18,9% lo è per preparazione inadeguata degli stessi. Come più volte rimarcato da Confartigianato di Forlì,

un vero dialogo fra mondo del lavoro e istituzioni scolastiche non è più procrastinabile. Ma non solo, la rapidità del progresso tecnologico nella transizione digitale in corso genera una maggiore difficoltà di aggiornamento e adeguamento del sistema scolastico. Un’ultima nota riguarda un altro grave limite del mercato del lavoro italiano: sull’offerta influiscono quantità e qualità dei flussi migratori in ingresso e uscita, di cui la fuga di giovani cervelli è una delle caratterizzazioni.

La fotografia dell’Istat

L’aumento degli occupati (+0,3%, pari a +67mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti permanenti e tutte le classi d’età a eccezione dei 35-49enni che risultano in diminuzione; calano anche i dipendenti a termine, mentre risultano sostanzialmente stabili gli uomini e gli autonomi. In sintesi crescono i dipendenti permanenti (16 milioni 551mila), calano quelli a termine (2 milioni 466mila) e sono sostanzialmente stabili gli autonomi (5 milioni 204mila). Il tasso di disoccupazione sale al 6,1% (+0,1 punti), quello giovanile al 20,6% (+0,9 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -99mila unità) interessa gli uomini, le donne e tutte le classi d’età a eccezio-

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Maggiore consapevolezza con un percorso formativo

Donne Impresa sostiene la cultura finanziaria

In occasione dell’8 marzo il Consiglio di Donne Impresa Confartigianato Forlì ha avviato una riflessione sulla cultura finanziaria. Si parte da un dato evidente, in Italia, la cultura finanziaria resta ancora fragile, ma cresce l’interesse sul tema e la richiesta di formazione che possa meglio orientare risparmiatori, investitori e imprese. Secondo le ultime indagini disponibili, solo un italiano su tre riesce a risparmiare con continuità, mentre il 65% ammette che non sarebbe in grado di far fronte a un imprevisto economico importante. Il risparmio viene vissuto come “sacrificio” (il 58% del campione,

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ne dei 35-49enni, tra i quali il numero di inattivi cresce.

A settembre 2025 Istat ha registrato la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-4,5%, pari a -73mila unità) e l’aumento degli inattivi di 15-64 anni (+0,3%, pari a +36mila unità). Il confronto annuale mostra una crescita rispetto a settembre 2024 (+176mila occupati in un anno), effetto dell’incremento dei dipendenti permanenti (+417mila) e degli autonomi (+76mila) e del calo dei dipendenti a termine (-317mila). Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 62,7% e quello di disoccupazione al 6,1%, mentre il tasso di inattività scende al 33,1%.

+3% rispetto al 2024), ma cresce anche la consapevolezza della sua importanza: l’89% degli intervistati lo considera una forma di tutela personale. Per quasi un italiano su due lo Stato non protegge adeguatamente i risparmiatori. Un segnale chiaro di sfiducia istituzionale e, al contempo, della necessità di una maggiore alfabetizzazione economica. La coordinatrice Elena Zanetti spiega “come si evince dai report in nostro possesso, la carenza di educazione finanziaria, combinata all’incertezza del sistema economico, provoca a un’eccessiva avversione al rischio da parte degli italiani, quando invece servirebbero scelte dinamiche e persino coraggiose. È vero che chi fa impresa è in media più competente e più interessato all’economia, a testimonianza del fatto che nel nostro Paese certe competenze si acquisiscono più con la pratica che con percorsi formativi. Il problema è che, in un mondo sempre più complesso, non c’è tempo per acquisire le competenze per tentativi, è urgente un’alfabetizzazione finanziaria di base.” Dalle indagini emerge che il 30% degli italiani vorrebbe che l’educazione finanziaria diventasse materia scolastica, ma è un tema indispensabile anche per lavoratori e famiglie. Continua

Zanetti “l’educazione finanziaria non è una materia teorica, ma una risorsa indispensabile, significa imparare a gestire il proprio denaro, pianificare il futuro, ridurre lo stress economico e affrontare senza ansia i momenti di incertezza. Una competenza chiave soprattutto per le donne, anche per combattere la violenza economica, molto presente, ma di cui si parla troppo poco. L’indipendenza economica è cruciale per la libertà e l’autonomia delle donne all’interno della coppia, eppure, dai dati Istat emerge che il 13,6% di quelle che vivono con un partner non si considera economicamente indipendente. Una forma di violenza subdola e ancora poco conosciuta e misurata, ma estremamente grave.” L’alfabetizzazione è la via per un accesso responsabile alle combinazioni più interessanti di rischio e rendimento sui mercati e anche se l’Italia è ancora indietro su questo fronte, i dati mostrano che l’investitore italiano se ne rende conto, evidenziando un certo grado di maturità. Conclude Zanetti “il consiglio di Donne Impresa sta preparando un percorso formativo gratuito rivolto a chi fa impresa e desidera approfondire questa tematica, di cui daremo ampia diffusione, per consentire la partecipazione a tutti gli interessati.”

Conoscere per gestirsi consapevolmente

Con “violenza economica” ci si riferisce a un insieme di azioni come l’impedire di conoscere il reddito familiare, possedere una carta di credito o bancomat, o denaro proprio, o di lavorare. Oltre a subire forti limitazioni dal punto di vista della propria autonomia finanziaria, alcune donne sono escluse dal processo decisionale sulle scelte legate all’acquisto di beni importanti per la famiglia e per la casa. Per questo, soprattutto le donne hanno necessità di consapevolezza. Ma ogni scelta richiede la comprensione dei propri bisogni. Soggetti e propensioni differenti e anche le diverse fasi della vita di ciascuno. La combinazione tra il bisogno di sicurezza, l’ampliamento progressivo dei mercati e l’aumentata complessità degli strumenti finanziari, spingono le persone a desiderare di approfondire il tema della cultura finanziaria. La comprensione del rischio viene vissuta come la principale difficoltà che i risparmiatori incontrano nelle decisioni di investimento. Come evidenziano i report, chi possiede anche solo conoscenze economiche di base ha il 40% di probabilità in meno di trovarsi in situazioni di indebitamento grave, una maggiore sicurezza personale nella gestione del reddito e delle spese e una migliore capacità di risparmio nel tempo.

Visita agli ospiti della residenza anziani del Foro Boario

Consegnata la calza della Befana

Anap Confartigianato Persone Forlì e ANCoS aps comitato di Forlì ancora assieme per un’iniziativa di solidarietà. I volontari delle due realtà, lo scorso 8 gennaio hanno omaggiato gli ospiti della Casa Residenza Anziani Foro Boario, gestita dalla Cooperativa CAD di Forlì, con le tradizionali calze della Befana.

Dal 15 al 17 maggio

Anap un viaggio tra Trieste, Miramare, Aquileia e Redipuglia

Anap, in collaborazione con ANCoS aps Forlì, dal 15 al 17 maggio, organizza un soggiorno culturale in Friuli-Venezia Giulia, una regione che racchiude in pochi chilometri un patrimonio straordinario fatto di arte, paesaggi, memoria storica e identità europea. A raccontare la vacanza è la coordinatrice di Anap Silvia Foschi “un itinerario affinato per chi ama viaggiare con curiosità e consapevolezza, alla scoperta di luoghi simbolo come Aquileia, Trieste, il Castello di Miramare, Duino, Sacrario di Redipuglia e Gradisca d’Isonzo. Il viaggio inizia ad Aquileia, uno dei siti archeologici più importanti d’Europa e Patrimonio UNESCO. Fondata dai Romani nel 181 a.C., conserva splendidi mosaici paleocristiani, la maestosa Basilica e un’area archeologica che racconta duemila anni di storia. Il tour continua alla scoperta di Trieste, città mitteleuropea per eccellenza. Piazza Unità d’Italia, il Teatro Romano, il Canal Grande e il Caffè degli Scrittori raccontano una città aperta, raffinata e cosmopolita, sospesa tra Italia, Austria e Balcani. Tappa indimenticabile è il Castello di Miramare, da cui si gode una delle viste più suggestive dell’Adriatico. Costruito per l’arciduca Massimiliano d’Asburgo, è circondato da un grande parco botanico e rappresenta una delle mete più amate del Friuli. È poi prevista la tappa a Duino, con il suo castello a picco sul mare, in cui si respira un’atmosfera

Come spiegato dai promotori dell’evento, il presidente dell’associazione pensionati di Confartigianato Forlì Giuseppe Mercatali e Silvia Foschi consigliera ANCoS “l’iniziativa è pensata per favorire l’inclusione sociale e ha visto il convinto supporto dei rappresentanti delle due associazioni, che hanno consegnato personalmente le calze ai residenti della struttura. Un segno di vicinanza e affetto verso le persone più fragili, che, in primis, fa del bene a chi lo promuove. Siamo stati, infatti, felici di poter contribuire allietando la giornata degli ospiti, donando un sorriso ai nostri concittadini. La consegna delle calze è stata accolta con gioia dai residenti, che hanno apprezzato il dono e la compagnia di chi ha dedicato loro un piccolo gesto gentile”. E continuano “l’Epifania è un’occasione per porre l’accento sull’importanza della solidarietà e della condivisione. La costante collaborazione fra Anap Confartigianato e ANCoS consente di realizzare una pluralità di attività di volontariato che nel corso dell’anno coinvolgono ambiti differenti, dalla promozione di appuntamenti ludici e ricreativi, a iniziative di sensibilizzazione e prevenzione.”

romantica e letteraria: qui Rainer Maria Rilke scrisse le celebri Elegie Duinesi. Il viaggio prosegue a Redipuglia, nel più grande sacrario militare d’Italia, luogo di profonda riflessione e memoria dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Ultima tappa è Gradisca d’Isonzo, grazioso borgo fortificato, oggi riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, con i suoi palazzi storici, le mura veneziane e le tranquille passeggiate lungo il fiume”. Conclude la coordinatrice “questa proposta si inserisce nel progetto di turismo sociale di Anap e ANCoS aps Forli, che promuovono viaggi accessibili, sicuri e ricchi di contenuti culturali per i propri associati, familiari e amici. Non si tratta solo di visitare luoghi affascinanti, ma di vivere esperienze che arricchiscono, stimolano la curiosità e rafforzano il senso di comunità.”

Per informazioni e iscrizioni, fino a esaurimento della disponibilità, contattare Silvia Foschi silviafoschi@confartigianato. fo.it allo 0543452909.

››› La Bacheca

Confartigianato di Forlì mette a disposizione dei propri associati la bacheca per tutti coloro che vogliono inserire annunci di compravendita di macchinari, licenze o attrezzature. Gli annunci vanno inviati a: bacheca@confartigianato.fo.it oppure chiamando il numero 0543 452909

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Piazza Matteotti, 6 - Tel 0543 452980

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Rocca San Casciano

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Santa Sofia

Via Giovannetti, 6 - Tel 0543 452941

Tredozio

Via XX Settembre - angolo Vicolo Biscanto, 1

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