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››› IL FOCUS
Liberi di fare impresa Il 2025 sta volgendo al termine, un anno ancora caratterizzato da turbolenze sui mercati, una situazione internazionale esplosiva e un contesto per l’impresa di grande fatica tra fisco, burocrazia, costo del denaro, caro-energia e mancanza di manodopera qualificata. Nell’ultimo quadriennio, segnato da una elevata instabilità di natura geopolitica, solo la resilienza delle imprese ha consentito
all’Italia un maggiore dinamismo del prodotto per abitante e degli occupati. La reattività mostrata dalle micro e piccole imprese è ciò che rende ancora competitiva l’economia italiana. Da anni ormai, l’artigianato ha affrontato un processo di selezione e di irrobustimento, che ha premiato la capacità di anticipare i trend del mercato e di mettere in campo le strategie più efficaci per reagire ai colpi del destino. L’augurio che vogliamo fare ai nostri associati è di poter smettere di essere resilienti, operando in contesti maggiormente favorevoli, confidando che la legislazione possa essere finalmente tarata sulle esigenze delle micro imprese, che rappresentano il 99,8% del tessuto imprenditoriale dell’Unione europea.
Anno 15 - Direttore Responsabile Roberta Zoli - Mensile di informazione tecnica, economica, professionale - Forlì, viale Oriani, 1 - Aut. Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/78 - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale in regime libero - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009”
IL SOMMARIO
"PH Albano Venturini"
Da pagina 5: Il Segretario Mauro Collina interviene sul rapporto fra giovani e lavoro. È necessario fornire motivazioni e supporto ai giovani per ridare valore al lavoro, come strumento di realizzazione personale.
››› L’EDITORIALE
80 anni, ma siamo solo all’inizio a cura del presidente Luca Morigi Nel 1946 un manipolo di artigiani decise di unire le forze costituendo, di fronte a un notaio, quella che oggi conosciamo come Confartigianato di Forlì. Svolgevano mestieri diversi, calzolaio, barbiere, falegname, fotografo, tappezziere, lattoniere e meccanico, ma avevano ben chiaro che da soli si corre veloci, ma assieme si va più lontano. Tra i loro obiettivi c’era la tutela del lavoro artigiano, attraverso il dialogo con le istituzioni e la volontà di dare soluzioni sia in tema di regolamentazione, sia di natura professionale ed economica, per garantire opportunità di miglioramento all’intera categoria. Erano anni duri, gli strascichi del secondo conflitto mondiale, che aveva devastato il Paese, erano la realtà con cui fare i conti ogni giorno. Ma forte era la volontà di riscatto, la voglia di ricostruire e di rendere grande l’Italia e la sua economia. Uomini e donne che attraverso il lavoro hanno contribuito a creare benessere e bellezza. Assieme, col lavoro quotidiano, hanno ricostruito non solo le infrastrutture materiali, ma anche la fiducia nel futuro. Una comunità coesa, che condivideva l’obiettivo che ancora oggi Confartigianato si prefigge: valorizzare l’artigianato e la micro e piccola impresa. Una missione che continuiamo a portare avanti con la stessa abnegazione dei fondatori, con la consapevolezza del ruolo che artigiani e imprenditori svolgono.Artigianato che non è custodia del passato, ma è anche un ponte verso il futuro. Il saper fare artigiano è un elemento vivo, in continua evoluzione, che si apre all’innovazione senza perdere la propria autenticità. In ottant’anni di storia la realtà è radicalmente mutata: negli ultimi vent’anni il mondo ha subito un’accelerazione senza precedenti e non è facile immaginare come evolverà la realtà in cui operiamo nei prossimi mesi, sotto la spinta dell’innovazione dettata dall’intelligenza artificiale. Di certo non verrà meno l’amore per il bello, per il lavoro a regola d’arte, per un modello produttivo attento all’ambiente e all’uomo. Il piccolo imprenditore sa prendersi cura, è nel suo patrimonio genetico. E Confartigianato, con orgoglio, da sempre rappresenta chi intraprende, ne tutela il lavoro, mettendone in luce il contributo, oggi come allora.
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ESSERE IMPRESA ››› novembre/dicembre 2025
A pagina 8: Rinnovata la collaborazione tra Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti donata a S.E il Vescovo una nuova statuina del presepe che, nell’edizione 2025, rappresenta il lavoro in agricoltura e nelle costruzioni. A pagina 9: La cucina italiana il 10 dicembre è entrata nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Il presidente Luca Morigi, membro del Consiglio di Gestione di Casa Artusi commenta il riconoscimento Unesco. Da pagina 12: Un novembre di riflessione per Donne Impresa, fra sensibilizzazione contro la violenza e la diseguaglianza di genere e la promozione dell’imprenditorialità. ANAP Forlì promuove la sicurezza negli anziani diffondendo un vademecum predisposto in sinergia con le Forze dell’Ordine.
ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE Anno XV • n. 06 NOVEMBRE/DICEMBRE 2025 redazione@confartigianato.fo.it www.confartigianato.fo.it Viale Oriani, 1 tel 0543 452811 • fax 0543 452852 Reg. Naz. Stampa 06185 del 17/2/98 - ROC 5252 Autorizzazione Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/1978 Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale in regime libero D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009 Direttore Responsabile Roberta Zoli Redazione a cura di Confartigianato Forlì Fotocomposizione e Stampa Litocartotecnica Citienne srl Forlì Tel. 0543 480580 • www.citienne.com Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a 6 € ed è compreso nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali. Immagini generiche di Freepik.
Associazione Alla vigilia di un prestigioso traguardo
Il futuro ha un grande passato È possibile riassumere 80 anni di storia in poche righe? Riuscire a sintetizzare gli eventi che hanno caratterizzato la strada percorsa dal 1946 non è semplice. Dalla ricostruzione post bellica del primo decennio di attività, al boom economico, all’informatizzazione del lavoro, sempre più spinta, al cambio di valuta con l’ingresso dell’Euro e il ruolo legislativo crescente dell’Unione europea, sono stati anni densi di eventi che hanno ridisegnato profondamente il contesto in cui l’impresa opera, ma anche chi la affianca. E poi la nascita di nuove professioni, in risposta a nuovi bisogni e l’evoluzione di altri mestieri sempre più specialistici. L’avvento del digitale ha fatto emergere artigiani dotati di competenze creative, tecniche e comunicative: dalla produzione di software e della elaborazione dati contabili, ai servizi online e alle campagne pubblicitarie, dalla grafica, alla produzione di pagine web e la gestione dei portali, oltre alla consulenza informatica per imprese e famiglie. L’ambito del benessere, della salute e dello sport hanno avuto un importante sviluppo, istituti di bellezza e centri benessere fanno parte della quotidianità dei più. La persona è al centro e i consumi sono sempre più orientati a prodotti su misura, sostenibili e locali. Un dato, tuttavia, rimane immutato: la produzione artigiana è un’attività economica che fonde armoniosamente arte, tecnica e innovazione, privilegiando l’eccellenza qualitativa e l’unicità rispetto alla standardizzazione industriale di massa. Alla base di tutto, il saper fare capace di mettere assieme tradizione, manualità e innovazione per creare manufatti unici e di valore. L’artigianato oggi affronta un problema inedito, impensabile fino a pochi anni fa, il mutato atteggiamento delle giovani generazioni nei confronti del lavoro. Come scrive l’economista Giulio Sapelli “la continuità del lavoro, nel lavoro, verso il lavoro, non costituisce più un orientamento prevalente tra le nuove generazioni.” L’occupazione non è più ciò che definisce la persona, la professione sembra aver perso quella dimensione di luogo in cui realizzarsi. Eppure non è così per i giovani che scelgono la micro e piccola impresa e che hanno passione, visione, desiderio di concretizzare il sogno imprenditoriale. E questa fiamma, questa capacità di mettersi in gioco è anche la nostra motivazione, sfidando chi vorrebbe mettere a tacere i corpi intermedi, perché si sa, uniti si può far sentire più forte la propria voce. Noi continuiamo a esserci, con la certezza che l’artigianato italiano non è solo custodia del passato, ma anche un ponte verso il futuro. Il saper fare artigiano è un elemento vivo, in continua evoluzione, che sposa l’innovazione senza perdere la propria autenticità. L’unicità del Made in Italy risiede proprio in questa capacità di trasformare l’eredità del passato in un motore di innovazione, mantenendo sempre al centro la qualità, la creatività e il legame con il territorio.
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STORIE DI IMPRESA
Le interviste
Giovani imprenditori portavoce del fare impresa
DottorAuto, la storia di Cristian Ottaviani
Cristian Ottaviani è il giovane titolare dell’officina forlivese “DottorAuto”, in via Balzella 60, inaugurata l’anno scorso, il 4 aprile del 2024, quando l’imprenditore aveva solo 26 anni. Dopo il diploma all’Itis Marconi e aver maturato un’esperienza nel settore come dipendente, Ottaviani ha cercato l’opportunità di mettersi in proprio, rilevando un’officina già attrezzata, per concretizzare la propria passione. L’imprenditore racconta di aver avuto sempre avuto un forte interesse per la meccanica: sin da ragazzino, quando, nella casa di campagna dei familiari, si dedicava ad aggiustare i motori degli attrezzi agricoli prima e poi, non appena avuta l’età giusta, dedicandosi a quad e motociclette, fino alle automobili. Un entusiasmo che lo ha accompagnato anche sui banchi dell’Istituto Tecnico, dove ha potuto approfondire le proprie inclinazioni. Racconta che l’insegnamento può aiutare la manualità in chi ha già una predisposizione “la scuola non può trasmettere la passione in chi non
ha chiaro il proprio percorso, ma può fornire le basi, una conoscenza del mestiere, soprattutto attraverso i laboratori.” La vera formazione è avvenuta sul campo, dapprima con l’alternanza scuola lavoro e poi impiegandosi in diverse officine meccaniche, nelle quali ha avuto modo di confrontarsi con capi officina competenti, che hanno dato formazioni differenti, utili per definire il proprio stile di lavoro. Spiega infatti che la spinta a mettersi in proprio è stata la voglia di gestire le cose come voleva lui. Racconta “è un lavoro che non si ferma mai, richiede una formazione costante e nuove competenze, soprattutto per l’elettrico.” Un’attività in crescita che oggi occupa quattro persone oltre al titolare, “essere imprenditore richiede capacità di dialogo coi collaboratori. Nel lavoro devono esserci fiducia e chiarezza. Un dipendente non deve avere paura di sbagliare o nascondere un eventuale errore per timore e l’imprenditore non deve perdere le staffe, è necessario un confronto onesto.” I dipendenti di DottorAuto sono per
lo più giovani “penso che abbiano vedute più aperte e che siano maggiormente disposti a ricevere consigli, anche da un titolare giovane. È vero che non tutti i dipendenti hanno voglia di mettersi in gioco e crescere professionalmente, va tenuto a mente che per ottenere un aumento di stipendio o di responsabilità bisogna dimostrare impegno, fare quel qualcosa in più che riveli la voglia di esserci. Allo stesso modo le aziende devono offrire, a chi ha aspirazioni, la possibilità di migliorare.” Ottaviani è fra gli imprenditori scelti da Confartigianato come testimonial nella campagna social appena realizzata “in associazione trovo le risposte di cui ho bisogno, gli aggiornamenti puntuali e la consulenza.” Per concludere, gli chiediamo un consiglio da trasmettere a un giovane che abbia voglia di diventare imprenditore “gli direi di sperimentare il lavoro in un’azienda per capire se è realmente quello che gli piace, osservando come vengono fatte le cose, soffermandosi soprattutto su ciò che può essere migliorato.”
Essere testimonial Nell’ultimo anno, Confartigianato di Forlì ha affidato la propria comunicazione social a un’agenzia per offrire contenuti più accattivanti. Per questo siamo alla ricerca di imprenditori associati che credono nell’importanza di essere parte della più grande associazione di rappresentanza dell’artigianato italiana. Per trovare tutte le risposte di cui un’impresa ha bisogno, per far sentire la propria voce nelle diverse sedi istituzionali, per fare massa critica e dare valore alla micro e piccola impresa. Per diventare protagonista della prossima campagna social di Confartigianato di Forlì è possibile contattare il numero 0543452874 o scrivere all’indirizzo email redazione@confartigianato.fo.it
AFFIDATI A CONFARTIGIANATO PER LA GESTIONE DEI TUOI DIPENDENTI Il rapporto che si instaura tra il datore di lavoro e il lavoratore subordinato è regolato da un vasto e complesso insieme di norme. Confartigianato di Forlì offre alle aziende con dipendenti un servizio di consulenza sindacale e di gestione delle paghe. https://www.confartigianato.fo.it/servizi/lavoro/
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Associazione Ridare valore al lavoro
I giovani e la paura del futuro
L’impresa ha bisogno di nuova linfa. Negli ultimi dieci anni i titolari e i soci d’impresa con meno di 30 anni si sono ridotti rispettivamente del 25,2% e del 40,6% sia per effetto della decrescita demografica sia per una minore intraprendenza da parte dei giovani. Sono dati emersi da uno studio di Confartigianato che registra gli effetti dell’inverno demografico e dei timori che i giovani hanno nei confronti del futuro. Mauro Collina segretario di Confartigianato di Forlì sintetizza i contenuti dello studio “i giovani hanno un rapporto ambivalente col lavoro. La fotografia scattata dall’ufficio studi indica un numero record di occupati (più di 24 milioni) e l’eccesso di domanda di lavoro rispetto all’offerta, tuttavia a fronte di un incremento di 352.000 occupati si legge che più dell’80% dell’occupazione
creata ha coinvolto gli over 50 anni. Tra gli under 35 sono aumentati invece gli inattivi, di oltre 150mila unità.” Perché i giovani rimangono ai margini del mercato del lavoro? Continua Collina “il lavoro non viene più visto come strumento di autorealizzazione né come obbligo sociale. È diventato normale licenziarsi al buio, senza un’alternativa di carriera, o rifiutare un’occupazione vista come non economicamente soddisfacente o non esattamente in linea con le proprie aspirazioni. In sintesi per i giovani il lavoro non rappresenta più un valore in sé, bensì solo una tessera all’interno di un puzzle più ampio: la propria vita. Non solo il lavoro ha perso, ai loro occhi, la forte carica identitaria che invece possedeva per le generazioni precedenti, ma soprattutto hanno interiorizzato la forte svalorizzazione del lavoro in corso da anni.” Negli ultimi decenni si è assisti-
to a un progressivo svuotamento di significato del lavoro: salari bassi o non in linea con le competenze, contratti instabili, mansioni ripetitive e poco stimolanti. Una recente indagine evidenzia che, in Europa, soltanto il 13% dei lavoratori si dichiara motivato e coinvolto; un 15% si definisce apertamente ostile e alienato; il restante 72% vive il lavoro senza entusiasmo né partecipazione. Così, mentre il lavoro rimane indispensabile per la vita individuale e collettiva, esso appare incapace di generare appartenenza, identità e soddisfazione. Spiega ancora il Segretario “è una crisi che tocca il livello più profondo. Il lavoro non è più il “grande racconto” che dava forma a un progetto di vita e di società, come nel Novecento. È diventato, per molti, un luogo di sfruttamento, ansia e precarietà. Il rischio di un’economia sempre più caratterizzata dalla rendita e dallo sfruttamento - più che dal lavoro - diventa concreto. Soprattutto nel nostro Paese.” Da anni Confartigianato ribadisce che l’autoimprenditorialità può essere una valida alternativa per recuperare entusiasmo, conclude Collina “i provvedimenti volti a sostenere l’imprenditoria giovanile sono fondamentali, per questo stiamo monitorando il contributo economico mensile di 500 euro per l’avvio di attività imprenditoriali in settori strategici, previsto dal Decreto Coesione, evidenziandone nelle opportune sedi criticità e limiti. La proroga recentemente concessa per accedere al contributo è una prima risposta che fa sperare che saranno chiariti i dubbi sollevati da Confartigianato.”
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Associazione Cultura finanziaria
La verifica delle condizioni bancarie del conto corrente Confartigianato di Forlì ha attivato un servizio di verifica dei costi alla gestione dei conti correnti bancari. Grazie a questa opportunità, gli imprenditori sono supportati da un consulente in grado di fornire tutte le informazioni sugli aspetti da sottoporre a controllo e sui costi da abbattere, conseguendo un immediato beneficio in termini economici. Un risparmio che si trasforma in un guadagno, in caso di valutazione del tasso applicato, strumento alternativo affinché la liquidità statica dia remunerazione. Come chiarito da Gianluigi Bandini coordinatore del servizio credito innovazione e sviluppo dell’Associazione forlivese “è un’attività ad alto valore aggiunto, aiuta l’imprenditore a risparmiare attraverso la riduzione di oneri e costi finanziari e la messa a frutto delle proprie risorse, offrendo allo stesso tempo strumenti di cultura finanziaria, utili per orientarsi al meglio nel rapporto con gli istituti di credito.” Oggetto di analisi saranno i tassi applicati dalle banche, per valutare se in linea con il rating, poi l’entità dei costi in relazione all’operatività, i tassi e le commissioni, accertamenti che andrebbero fatti in via continuativa, poiché, per normativa, quando la banca modifica una condizione in essere è tenuta solamente a mandare una comunicazione unilaterale 60 giorni prima della sua applicazione, per dare la possibilità di recesso al cliente. Continua Bandini “gli istituti di credito devono fare redditività e utilizzano gli strumenti a loro disposizione, come i tassi a debito, i costi di commissioni sui vari servizi, sta al cliente valutare tutti i movimenti, dai costi sulle esposizioni a quelli per l’incasso rata, solo per citarne alcuni.” Confartigianato di Forlì è impegnata da anni a diffondere la cultura finanziaria facendo conoscere anche il ruolo fondamentale della centrale rischi un archivio di informazioni sui debiti di famiglie e imprese nei confronti del sistema bancario e finanziario. Dati fondamentali per colloquiare con il sistema bancario. Conclude Bandini “un
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esempio su tutti, le garanzie richieste per gli impieghi che si traducono, spesso, in garanzie fideiussorie che risultano spropositate rispetto al debito reale, vigilare significa correggere l’importo per una valutazione più corretta da parte del sistema creditizio.” Gli imprenditori associati che aderiranno al servizio entro il 31 gennaio 2026 potranno usufruire di condizioni agevolate. Per informazioni è possibile rivolgersi al proprio consulente fiscale di Confartigianato o direttamente a Gianluigi Bandini allo 0543452895.
Educazione finanziaria
Italia fanalino di coda Gli italiani ignorano l’educazione finanziaria e l’Italia è ancora sotto la media dei paesi industrializzati, non in linea col ruolo che il nostro paese svolge a livello economico nella scena internazionale. È quanto emerge dai dati OCSE: il bel Paese è sotto la media per alfabetizzazione finanziaria: 53 su 100 contro una media di 63. La stessa organizzazione individua in 70 il punteggio ritenuto accettabile per comportamenti finanziariamente informati e consapevoli. In Italia solo il 17% del campione ha raggiunto questo livello. Una sufficiente alfabetizzazione finanziaria permette non solo una superiore capacità di risparmio ma anche una migliore predisposizione alla pianificazione finanziaria e pensionistica. Secondo un’analisi condotta dalla BCE, solo il 6,5% delle famiglie italiane possiede azioni direttamente, uno dei tassi di partecipazione al mercato azionario più bassi d’Europa.
Associazione Sportello Energia
Come scegliere il fornitore più efficiente L’Italia è la seconda economia manifatturiera dell’Unione europea, ma sale al primo posto per occupati nelle micro e piccole imprese manifatturiere. Eppure, la competitività del sistema imprenditoriale è compromessa dall’elevato costo dell’energia. Nel primo semestre 2025 il prezzo dell’energia elettrica pagato nelle classi di riferimento delle MPI in Italia - consumi fino a 2.000 MWh, comprensivo di accise, oneri e al netto dell’IVA - è pari a 28,46 centesimi di euro al KWh e supera del 24,3% la media UE di 22,90 centesimi, risultando il più elevato tra le prime dieci economie manifatturiere europee. Applicando il differenziale di prezzo con le imprese europee per le rispettive classi di consumo, si stima che le realtà con consumi inferiori a 2.000 MWh pagano un extracosto di 5.393 milioni di euro. In pratica le imprese più penalizzate sono quelle di minor dimensione: quelle con consumi inferiori a 20KWh, che pagano un prezzo dell’energia elettrica del 34,5% superiore alla media europea, sono gravate da un extracosto di 2.492 milioni di euro. Secondo i dati elaborati da Confartigianato, in Italia l’80% delle imprese manifatturiere con meno di nove dipendenti sono quelle che pagano le bollette più care: 184 euro per megawattora, contro una media nazionale di 137. Gli oneri di sistema, inoltre, gravano in modo sproporzionato: una piccola impresa tessile paga tra i 40 e i 50 euro/MWh, mentre una grande impresa dello stesso settore ne paga appena 3-5. Nel solo 2024, 1,9 miliardi di euro sono stati trasferiti dai piccoli consumatori alle grandi aziende energivore attraverso meccanismi di agevolazione. Confartigianato propone di spostare i costi delle agevolazioni agli energivori dai conti in bolletta ai proventi derivanti dalle aste di CO₂, misura già sperimentata con successo nel 2022. Secondo le stime della Confederazione, per ridurre strutturalmente gli oneri sulle bollette delle imprese artigiane e manifatturiere sarebbero sufficienti 1,7 miliardi di euro, risorse che potrebbero
essere reperite anche grazie ai 600 milioni di euro di ricavi dalle aste di CO₂ incassati solo nel primo trimestre 2025. La Confederazione ribadisce l’urgenza di garantire trasparenza nei mercati energetici e di rafforzare i poteri dell’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, per contrastare comportamenti anticoncorrenziali e chiede regole chiare, uguali per tutti, le piccole imprese non possono essere trattate come una base imponibile su cui spalmare costi impropri, essendo una risorsa essenziale per il Paese. Per questo Confartigianato ha attivato il servizio di verifica delle bollette per imprenditori e privati, dando l’opportunità di individuare le soluzioni più vantaggiose in base alle caratteristiche di consumo dell’utente.
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Vita associativa Esposta in vescovado
Donata la statuina del presepe
Anche quest’anno la collaborazione tra Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti ha dato vita a una nuova statuina del presepe che, nell’edizione 2025, rappresenta il lavoro nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni, con l’obiettivo di far emergere i temi dell’integrazione e dell’inclusione anche attraverso la cultura della sicurezza sul lavoro. La statuina è stata donata al Vescovo della diocesi Di Forlì-Bertinoro, Sua Eccellenza Livio Corazza il 17 dicembre e ha trovato posto nella natività allestita in Vescovado. Il presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando, è la “buona Novella” che diventa presente e significa rinascita, mettersi in cammino, stare vicini alle persone e al territorio, includere, è l’immagine della famiglia. Come chiarito dai promotori “il presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù, ma attraverso i suoi personaggi serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi in-
ESSERE IMPRESA SUPPLEMENTO
L’approfondimento tecnico continua online, per conoscere tutte le novità relative alla consulenza fiscale e a quella del lavoro, inquadra il QR Code.
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ESSERE IMPRESA ››› novembre/dicembre 2025
sieme al Bambinello troviamo fra gli altri, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori, pastori e gli animali. Per rafforzare l’attualità di questo messaggio aggiungiamo ogni anno nuove figure e nuovi mestieri. Nel 2020 la statuina rappresentava i valori della solidarietà durante il Covid, nel 2021 l’innovazione digitale, nel 2022 la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, nel 2023 la formazione e l’apprendistato, nel 2024 la qualità del cibo made in Italy. Con questa iniziativa, ogni anno, si aggiungono nuove figure che attualizzano il messaggio dell’impegno quotidiano e della dedizione al lavoro. La tradizione del presepe ha radici che affondano nella storia, da più di ottocento anni è una tradizione che si rinnova, il pezzo di quest’anno rappresenta la capacità degli imprenditori artigiani di costruire comunità attorno al lavoro, promuovendo integrazione, rispetto e collaborazione. Per i promotori l’opera richiama l’importanza della sicurezza sul lavoro come attenzione concreta verso le persone, perché ogni attività produttiva deve prima di tutto tutelare vita e dignità. Questa iniziativa vuole essere un segno di speranza e inclusione, in linea con lo spirito del presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità. Anche quest’anno il manufatto è stato realizzato dal Maestro artigiano leccese Claudio Riso, che ha saputo tradurre questi valori in un simbolo semplice e immediato. La qualità del lavoro è un pilastro fondamentale per tutelare la dignità delle persone e la competitività del Made in Italy agroalimentare, promuovendo legalità e rispetto. La scelta della figura dell’agricoltrice vuole simboleggiare i valori di inclusione e sicurezza che caratterizzano da sempre il mondo agricolo e il nuovo protagonismo femminile nelle nostre campagne, dove la componente rosa sta diventando sempre più determinante in termini di innovazione e di welfare, con le tante iniziative sociali come fattorie didattiche, agriasili e progetti di accoglienza per donne in difficoltà.
Un impegno che si rinnova La Confederazione dal 2020 ha avviato così un’iniziativa pluriennale per valorizzare la tradizione del presepe. Insieme con Coldiretti e Symbola, Confartigianato promuove infatti la realizzazione di iniziative simboliche in tutte le province con la consegna ai Vescovi delle Diocesi di tutta Italia di una statuina, la statuina dell’anno, che mette in evidenza i mestieri che aggiornano e attualizzano i personaggi del presepe. È una tradizione molto italiana, la cui origine viene fatta risalire a quello realizzato da San Francesco nel Natale del 1223 a Greccio e che da allora si è sviluppato in tutte le aree del Paese per raccontare la devozione, ma anche la sofferenza, la gioia e l’impegno nel lavoro e in famiglia attraverso personaggi figli dell’ispirazione religiosa ma anche della modernità.
Vita associativa Prestigioso riconoscimento
La cucina italiana è patrimonio Unesco qualità, sulla sostenibilità e sul radicamento nei territori.” Conclude Morigi “le aziende che operano nel comparto alimentare non è incarnano solo la tradizione ma rappresentano innovazione e presidio economico, culturale e sociale delle comunità. È un patrimonio da proteggere e rilanciare, soprattutto investendo su giovani, formazione e innovazione. Sono numerosi i giovani che si avvicinano a questo mondo, dimostrando il grande appeal che ancora esercita, speriamo che il riconoscimento Unesco sia un ulteriore spunto d’interesse per i più giovani a scegliere le professioni dell’artigianato.”
Un successo costruito nel tempo La cucina italiana entra nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Il riconoscimento concesso dall’Unesco premia l’insieme di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e abilità che le comunità riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Non si tratta di oggetti, ma di tradizioni vive che si trasmettono di generazione in generazione. La nostra è la prima cucina al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza. La deliberazione unanime del Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è riunito a New Delhi, in India è arrivata il 10 dicembre, dopo un lungo lavoro avviato dal Governo nel 2023, anche su spunto della Fondazione Casa Artusi di Forlimpopoli. Le motivazioni alla base della decisione indicano che la cucina italiana è la ‘cucina degli affetti’: trasmette memoria, cura, relazioni e identità, raccontando storie di famiglie e comunità attraverso il cibo. Riflette il legame tra paesaggi naturali e comunità, incarnando memoria, quotidianità e cultura dei territori. Il presidente di Confartigianato di Forlì Luca Morigi, che da poche settimane è stato designato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, di cui è consigliere, a entrare nel Consiglio di Gestione di Casa Artusi commenta “il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità Unesco è un risultato che valorizza il ruolo strategico delle imprese artigiane del comparto alimentazione, un settore fondato sulla
Le imprese artigiane del settore alimentare sono elemento centrale della crescita italiana, distinguendosi per qualità, sostenibilità e radicamento territoriale un modello produttivo glocal: radicato nei territori ma capace di parlare ai mercati internazionali. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, il settore del food conta 64.365 imprese artigiane con 249mila addetti. La loro capacità di unire qualità, tradizione, sostenibilità e innovazione è la chiave del successo mondiale dell’alimentare made in Italy: il 2024 ha infatti segnato il massimo storico dal 1995 delle esportazioni di alimentare e bevande con 58,7 miliardi di euro, in crescita dell’8,8% rispetto al 2023 e con un trend in aumento anche nel 2025. L’artigianato alimentare è cultura d’impresa e presidio economico delle comunità. Oggi chiede attenzione e strumenti adatti per crescere. Le imprese artigiane non operano da sole, ma sono parte integrante della più grande filiera produttiva italiana, quella agroalimentare, che coinvolge 204.789 imprese (97,6% micro e piccole) e genera 130,9 miliardi di euro di valore aggiunto. In questo ecosistema interconnesso, le imprese artigiane alimentari fanno qualità: il 36,3% delle imprese fornitrici nella filiera è in grado di condizionare la qualità del prodotto finale, segno di un ruolo attivo e non meramente esecutivo.
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Categorie e Mercato Un invito da cogliere “Acquistiamo locale”
Dare valore al proprio dono lico, il valore artigiano moltiplica il senso dell’esperienza.” Nel tempo dei doni, scegliere artigiano è un gesto piccolo ma potente. Comprare prodotti e servizi del territorio significa anche rilanciare il patto sociale tra imprese e cittadini. “In particolare l’Emilia Romagna è un mosaico di eccellenze: in ogni settore albergano realtà straordinarie. E c’è un valore aggiunto spesso sottovalutato: ogni euro speso localmente, al netto delle imposte, rimane sul territorio, alimenta le nostre comunità e rafforza l’intero contesto regionale”.
Anche quest’anno, in occasione delle festività natalizie, Confartigianato ha promosso una campagna di sensibilizzazione a tutela del made in Italy e della micro e piccola impresa locale “Abbiamo a cuore il nostro territorio - Acquistiamo locale”. Scegliere un regalo prodotto da una impresa artigiana significa trasformare un semplice acquisto in un gesto consapevole, capace di esprimere significati, cultura e responsabilità sociale. Come chiarito dai vertici di Confartigianato “il Natale accende i consumi degli italiani. A dicembre si stima una spesa di 26,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 28,8% rispetto alla media degli altri mesi dell’anno. Quasi due terzi degli acquisti - 17,7 miliardi - saranno destinati ad alimentari e bevande. I consumi natalizi del 2025 premieranno in particolare prodotti e servizi che puntano su tipicità, identità territoriale, unicità e qualità.” Cresce infatti la platea dei consumatori che scelgono l’acquisto a chilometro zero: 12,1 milioni di italiani preferiscono acquistare prodotti locali. Una tendenza che sostiene un vasto tessuto produttivo: 298.381 imprese artigiane, con 837.062 addetti, attive in 47 settori, dalle specialità alimentari all’oggettistica, dall’abbigliamento ai prodotti per la casa fino ai giocattoli. Continuano “a spingere verso l’artigianato è l’attenzione crescente per prodotti su misura, sostenibili, durevoli e radicati nel proprio territorio e, in questo contesto, torna la campagna di Confartigianato “Acquistiamo locale”, un invito a scegliere regali che esprimono il valore dell’artigianato made in Italy: cultura imprenditoriale, gusto per il buono, il bello e il ben fatto, legame con i territori d’appartenenza. In sintesi, nel periodo di Natale, quando il dono acquista un significato simbo-
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L’ufficio studi di Confartigianato ha realizzato un focus sulle spese natalizie, a livello provinciale le famiglie che a dicembre spendono di più per prodotti e servizi tipici del Natale sono quelle di Bologna, con una spesa di mezzo miliardo (530 milioni di euro), seguita da Modena con 332 milioni di euro, Reggio Emilia con 248 milioni di euro, Parma con 222 milioni di euro, Ravenna con 193 milioni di euro, Forlì-Cesena con 186 milioni di euro, Ferrara con 173 milioni di euro, Rimini con 162 milioni di euro e Piacenza con 140 milioni di euro. Mediamente la spesa delle famiglie emiliano-romagnole in alimentari, bevande e altri prodotti e servizi tipici del Natale è pari a 2,2 miliardi di euro, consumi intercettabili da 25 mila imprese artigiane che danno lavoro a 76 mila addetti, quasi un terzo (30,4%) degli addetti dell’artigianato emiliano-romagnolo.
I numeri delle feste Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori, il mese di dicembre concentra oltre un decimo (10,5%) delle vendite al dettaglio dell’anno e il 10% di quelle dei soli prodotti alimentari. Considerando il triennio 2022-2024, a dicembre si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 28,8% rispetto alla media degli altri 11 mesi (+21,6% nel caso dei prodotti alimentari e +34,2% nel caso di quelli non alimentari). Si stima a dicembre una spesa complessiva delle famiglie italiane in prodotti e servizi regalabili a Natale pari a 26,6 miliardi di euro di cui quasi due terzi (66,5%) in prodotti alimentari e bevande, pari a 17,7 miliardi di euro. Per le famiglie emiliano-romagnole tale spesa per prodotti e servizi maggiormente scelti come dono natalizio - prodotti alimentari e bevande, moda e gioielleria, mobili, tessili per la casa, cristalleria, stoviglie e utensili domestici, utensili e attrezzature per casa e giardino, giochi, giocattoli, articoli sportivi, libri, articoli di cartoleria e materiale da disegno e servizi di cura della persona - ammonta a 2.186 milioni di euro e per quasi due terzi (62,8%) è costituita dalla spesa per prodotti alimentari e bevande, pari a 1,4 miliardi di euro.
Categorie e Mercato Consumi sempre in crescita
Alimentari e bevande più forti degli aumenti Sono 12,1 milioni gli italiani che nel 2024 hanno scelto prodotti locali, prediligendo gli acquisti a Km 0. Protagoniste di questo modello produttivo glocal, radicato nei territori ma capace di conquistare i mercati internazionali, sono le 204.789 imprese della filiera agroalimentare che genera 130,9 miliardi di euro di valore aggiunto. Tra queste, operano 64.365 imprese artigiane con 249mila addetti che uniscono tradizione, qualità, sostenibilità e innovazione per dare vita a prodotti apprezzati in Italia e in tutto il mondo. Dal pane fresco ai dolci da ricorrenza (1,1 miliardi di export nel 2024), dai vini DOC e IGT (8,1 miliardi di vendite all’estero, secondo export europeo dopo la Francia) fino ai 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e ai 328 prodotti agroalimentari di qualità a marchio DOP, IGP e STG. I consumatori italiani sono attenti a quello che consumano, e i dati lo confermano: nonostante l’influenza delle tensioni geopolitiche e di una più elevata incertezza, nei primi nove mesi del 2025 la spesa per alimenti e bevande delle famiglie segna un aumento dello 0,9%, in miglioramento rispetto al +0,7% del 2024. Anche in una fase di crisi della manifattura, alimentari e bevande si confermano come un settore anticiclico: nei primi nove mesi del 2025 la produzione cresce del 2,2% in controtendenza rispetto al -1,2% del manifatturiero preceduto solo dal +2,5% di computer ed elettronica. Per l’ultimo bimestre 2025 sono in crescita le attese sugli ordini delle imprese delle filiere di alimentare e bevande, che garantisce un saldo positivo. Al buon andamento del mercato del lavoro contribuisce in modo deciso anche il settore di alimentare, bevande e ristorazione, che registra un aumento del 6,2% degli occupati, nettamente più vivace rispetto al +1,4% del totale degli occupati del nostro Paese. La tendenza si consolida nel lungo periodo: rispetto al 2021 la crescita di alimentare, bevande e ristorazione tocca il +21,2% mentre l’UE si ferma a +15,1% ed il totale degli occupati in Italia Carlo e Filippo Venturini augurano ai propri Clienti e a tutti i lettori di Confartigianato
a +6,8%. Le condizioni di prezzo nel settore appaiono più distese, con il rientro della fiammata inflazionistica di due anni fa, ma si ravvisa qualche segnale di tensione sui prezzi di poche materie prime alimentari: alcune bevande (cacao, caffè e tè) in crescita del 22,3% e quello di alcuni cibi (riso, grano, mais, orzo, oli di soia, di palma, di cocco e di arachidi, soia, farina di soia, zucchero) che diminuiscono dell’8,4%. Nel dettaglio, si osservano crescite rilevanti per olio di cocco con il +68,5%, olio di palma con il +58,5% e arabica con il +53,8% e aumenti a doppia cifra per olio di girasole (+18%), cacao (+15%) caffè (+12,7%). Sul fronte dei prezzi alla produzione, nei primi nove mesi del 2025 i prodotti alimentari segnano una crescita del 2,1% che supera il +0,4% della manifattura mentre si rileva un calo dello 0,6% per le bevande. Anche i prezzi al consumo del comparto alimentare mostrano delle criticità: i prodotti alimentari e le bevande analcoliche a ottobre 2025 aumentano del 2,5% su base annua, il doppio rispetto a un’inflazione media pari all’1,2% ma in rallentamento rispetto al 3,7% del mese precedente. Si registrano aumenti a doppia cifra per cacao e cioccolato in polvere +21,9%, caffè con il 20,6% e cioccolato con il 10,1%.
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2025 novembre/dicembre ‹‹‹ ESSERE IMPRESA
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››› MOVIMENTI
Orientare i giovani al lavoro
Impresa palestra di vita Nel nostro Paese i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni sono 1,4 milioni, il 23,4% della popolazione contro il 13,9% della media UE, tra questi oltre uno su quattro è laureato: numeri che dimostrano quanto sia urgente rafforzare il legame tra formazione e lavoro e coinvolgere pienamente le imprese nell’azione di contrasto all’inattività giovanile. Sono i dati emersi nell’ambito dell’esame della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale per il contrasto dell’inattività giovanile, un tassello utile solo in un quadro stabile e condiviso di politiche formative e occupazionali. La priorità non è soltanto creare nuove opportunità, ma far sì che i giovani possano intercettare e valorizzare quelle già disponibili, oggi spesso ignorate o non accessibili a causa del mismatch tra competenze richieste e competenze acquisite. Nonostante un miglioramento complessivo del mercato del lavoro - con una crescita del 7,9% dell’occupazione giovanile tra il 2021 e il 2025 e una riduzione dei Neet al 12,4%
nel secondo trimestre 2025 - l’Italia resta tra i Paesi europei con la più alta incidenza di inattività giovanile. Il Mezzogiorno continua a rappresentare l’area più critica, con valori che superano il 19% e punte del 26,2% in Calabria. Occorre un investimento deciso nelle competenze: rafforzare l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico, valorizzare i canali tecnici e professionali, rilanciare l’alternanza scuola-lavoro e soprattutto potenziare l’apprendistato, considerato il più efficace strumento di ingresso qualificato nel mercato del lavoro. L’artigianato rappresenta già una realtà virtuosa, con una quota di apprendisti pari al 10,9% delle assunzioni, quasi il doppio della media nazionale. Ripristinare la decontribuzione totale per i primi tre anni di apprendistato nelle imprese artigiane e nelle aziende fino a nove dipendenti, oltre a introdurre incentivi stabili per il tutoraggio svolto prevalentemente dai titolari delle microimprese, potrebbe rappresentare la svolta vincente. Utile
l’istituzione di un tavolo ministeriale permanente che coinvolga le Parti Sociali e che svolga il compito di monitorare in modo continuativo l’inattività giovanile e individuare soluzioni condivise anche sul fronte del mismatch di competenze. Va favorita tra le giovani generazioni la conoscenza delle opportunità dell’impresa artigiana, una realtà capace di offrire autonomia, creatività e percorsi professionali concreti, in linea con le aspettative dei nuovi lavoratori. Bisogna aiutare i giovani a comprendere che nell’impresa, e in quella artigiana in particolare, esistono possibilità reali per sviluppare talento, costruire progetti di vita e accedere a un sistema di tutele che la contrattazione collettiva artigiana garantisce attraverso ammortizzatori sociali, welfare integrativo, formazione continua e sicurezza sul lavoro. L’impresa artigiana, per sua natura, è un luogo di apprendimento autentico, dove si integrano competenze tecniche, responsabilità, autonomia professionale e innovazione.
Emilia Romagna e under40
Alta propensione all’imprenditorialità
L’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 (ICYF) è stato messo a punto per permettere una lettura integrata di diverse dimensioni classificando i territori in base alle loro capacità di attrarre, trattenere e sostenere le nuove generazioni. Individua i contesti ideali per i giovani che presentano nell’insieme
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dinamismo economico, buone opportunità lavorative, istruzione di qualità e istituzioni e servizi efficienti. L’edizione di quest’anno aggiorna e migliora la precedente del 2023, ampliando in modo significativo la capacità interpretativa dell’indice, passando da 12 a 27 indicatori, suddivisi in quattro dimensioni cruciali: l’occupazione giovanile, la vitalità del sistema produttivo, il capitale umano e la qualità dei servizi pubblici locali. L’obiettivo è misurare quanto un territorio sia davvero in grado di offrire condizioni favorevoli, ai giovani, per costruire il proprio futuro. L’Indice Confartigianato dei territori youth-friendly 2025 (ICYF) evidenzia che i primi tre territori che offrono le migliori condizioni di contesto per il lavoro e il ‘fare impresa’ dei giovani
ESSERE IMPRESA ››› novembre/dicembre 2025
sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto. Nel dettaglio la prima presenta un indice pari a 709, il 22,5% superiore alla media nazionale, la nostra Regione un indice pari a 687, +18,6% sulla media nazionale e la terza con indice pari a 680, +17,4% media italiana. All’opposto, i contesti più fragili per l’attività lavorativa e imprenditoriale dei giovani sono la Sardegna, la Campania e la Sicilia. Il quadro provinciale conferma ulteriormente questi divari, difatti quelle con valori dell’ICYF2025 più elevati, che indicano contesti ideali per i giovani, sono Milano (682, prima in classifica), Trieste (678), Bologna (669), Torino (657), Modena (656), Monza e Brianza (654), Padova (650), Reggio Emilia (648), Bergamo (647), Lecco (647) e Trento (644).
MOVIMENTI ‹‹‹ Donne e lavoro
Un novembre di riflessione
L’imprenditoria femminile
Punti salienti Le imprese rosa sono una componente rilevante dell’economia italiana. Al 31 dicembre 2024 erano registrate più di 1,3 milioni di imprese condotte da donne, pari al 22,2% del totale nazionale. Le imprese guidate da donne non solo stanno rafforzando la presenza nel tessuto economico generale, ma stanno contribuendo in modo decisivo a innalzare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le donne, infatti, rappresentano oltre la metà dei dipendenti all’interno delle imprese femminili (54% contro il 39% nelle imprese non femminili). Va segnalato il cospicuo ricorso al capitale proprio o familiare per l’avvio d’impresa; una dipendenza strutturale dall’autofinanziamento per tre imprese femminili su quattro. Questa dinamica assicura stabilità iniziale, ma può frenare la propensione delle imprese a investire in modo strutturato. L’81% delle imprese femminili è nata nel nuovo millennio, segno di una crescente propensione delle donne ad avviare nuove attività imprenditoriali. Tuttavia, si registra una diminuzione delle imprese guidate da donne under 35, scese del -24,5% in dieci anni.
Il mese di novembre riveste un significato di particolare rilievo per le donne. Il 19 novembre ricorre la giornata mondiale per l’imprenditoria femminile, mentre il 25 è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un mese denso di significati e che dovrebbe supportare l’affermazione della donna nella società. Chiarisce Elena Zanetti, coordinatrice del movimento che rappresenta le imprenditrici associate, “come emerge da un recente rapporto, sono 1,3 milioni le imprese guidate da donne in Italia, il 22% del totale, realtà che innovano, creano comunità e occupazione. Mentre la percentuale di imprese femminili rimane sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, crescono in modo significativo le società di capitali guidate da donne, aumentate del +45% rispetto al 2014 e oggi pari a circa 350 mila unità. Un dato che mette in luce un elemento chiave: le donne scelgono di fare impresa per realizzarsi, non come alternativa alla mancanza di lavoro. Sono in media più istruite, più consapevoli e costruiscono aziende attente alla qualità, al benessere dei dipendenti attuando sostegno attivo all’occupazione di altre donne. Le imprese rosa non solo stanno rafforzando la propria presenza nel tessuto economico generale, ma stanno contribuendo in modo decisivo a innalzare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le donne, infatti, rappresentano oltre la metà dei dipendenti all’interno delle imprese femminili, pari al 54% degli occupati, ma solo il 39% nelle imprese non femminili.” L’81% delle imprese femminili è nata nel nuovo millennio, mostrando una crescente propensione ad avviare nuove attività imprenditoriali. Tuttavia, si registra negli ultimi 10 anni una diminuzione del 24,5% delle imprese guidate da donne under 35, pur in presenza di un più alto tasso di scolarizzazione rispetto ai colleghi uomini. Non solo, nell’85% dei casi, l’avvio di impresa rappresenta un’evoluzione di un pregresso percorso lavorativo, da dipendenti o da autonome, dando vita a un modello di impresa più competente e meno improvvisato” Le imprenditrici rappresentano il 15% del capitale umano del sistema produttivo italiano, sostenere la loro crescita significa investire in un futuro più innovativo, inclusivo e sostenibile. Ben rappresentate nei settori tradizionali, come istruzione e servizi, sono in crescita in quelli digitali e sostenibili, le imprese rosa aumentano la produttività fino al +40% quando sono supportate da finanziamenti e formazione. Conclude Zanetti “le imprese a conduzione femminile sono in crescita. Consolidare e incrementare la presenza delle donne all’interno del tessuto produttivo è uno degli strumenti attraverso cui raggiungere una piena parità di genere. Non a caso, l’empowerment femminile è stato identificato come una delle priorità trasversali del PNRR.” Iniziative come le giornate di sensibilizzazione sono fondamentali per tenere alta l’attenzione su questi temi per giungere a una parità che non sia solo sulla carta o tema di cui dibattere strumentalmente a fronte di specifici fatti di cronaca.
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››› ANAP
Punto informativo al Punta di Ferro
La campagna contro le truffe agli anziani
In casa, per strada, sui mezzi pubblici, su Internet: è sempre più diffuso il rischio di subire truffe, raggiri, furti e rapine. Rischio che negli anziani e nelle persone più fragili è ancora più presente. Conoscere i metodi usati dai malintenzionati e le situazioni potenzialmente pericolose è fondamentale per prevenire queste evenienze, ed è l’obiettivo della sesta edizione della campagna nazionale “Più sicuri insieme”, promossa da Anap (Associazione nazionale anziani e pensionati) Confartigianato Persone in collaborazione con il Ministero dell’Interno, il Servizio Analisi Criminale - Direzione Centrale della Polizia Criminale, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. Da questa sinergia è nata l’idea del punto informativo realizzato al Punta di Ferro, il 12 dicembre, in cui i volontari Anap e ANCoS Aps hanno promosso la campagna informativa. Chiarisce il presidente Anap Giuseppe Mercatali “la campagna mira a sensibilizzare gli anziani e le loro famiglie sul tema della sicurezza, fornendo informazioni e consigli utili per difendersi e prevenire i reati. Cuore dell’iniziativa è il vademecum, sem-
plice e di immediata lettura, che raccoglie indicazioni utili sulle situazioni più frequenti in cui gli anziani possono diventare vittime: telefonate sospette da parte di sconosciuti, tentativi di accesso in casa tramite scuse o stratagemmi, distrazioni all’uscita da banca o ufficio postale, rischi in strada o durante la navigazione online. Poche regole possono fare la differenza: rispondere con decisione a chi telefona senza essere riconosciuto, non aprire la porta agli sconosciuti, mantenere alta l’attenzione nei luoghi più esposti. Ma soprattutto, in presenza di un dubbio, un sospetto, un comportamento anomalo, contattare immediatamente le Forze dell’Ordine. Oltre al vademecum, la novità di quest’anno è un calendario ideato per ricordare quotidianamente consigli di sicurezza e comportamenti prudenti.” Il materiale è stato distribuito e illustrato nel corso della giornata informativa ma è anche scaricabile dal portale di Confartigianato Persone e a breve disponibile in formato cartaceo presso le sedi provinciali di Anap Confartigianato. In Italia gli over 65 sono circa 14,5 milioni, pari al 24,7% della popolazione. Le truffe agli anziani cambiano volto con l’avanzare delle tecnologie, ma colpiscono ancora le stesse fragilità: solitudine, isolamento, mancanza di informazioni. Anap Confartigianato, da sempre presidio sociale nelle comunità, è accanto alle persone con una presenza quotidiana che ascolta, orienta e protegge. Conclude la coordinatrice Anap Silvia Foschi “la condivisione di intenti col Ministero dell’Interno e le Forze dell’Ordine ha portato alla costruzione di un percorso stabile di sicurezza partecipata: la campagna ‘Più sicuri insieme’ in tutta Italia ha portato alla distribuzione di 5 milioni di opuscoli e depliant informativi, raggiungendo oltre 500.000 cittadini ogni anno.”
L’impegno di Confartigianato Il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli ha chiarito sul tema “la Campagna ‘Più sicuri insieme’ testimonia l’impegno di Confartigianato quale attore sociale, oltre che economico. Gli artigiani e i piccoli imprenditori rappresentano una rete di prossimità e di solidarietà, sono sentinelle sul territorio e contribuiscono quotidianamente a difendere la cultura del rispetto delle regole. Con questo spirito collaboriamo con il Ministero dell’Interno, con cui abbiamo anche firmato, lo scorso 18 novembre, il Protocollo di legalità: costruire un’economia sana grazie ad un fronte comune tra istituzioni, imprese e cittadini, un sistema condiviso di responsabilità, fiducia e merito che renda possibile un contesto sociale sicuro e un ambiente produttivo competitivo”.
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ESSERE IMPRESA ››› novembre/dicembre 2025
››› La Bacheca Confartigianato di Forlì mette a disposizione dei propri associati la bacheca per tutti coloro che vogliono inserire annunci di compravendita di macchinari, licenze o attrezzature. Gli annunci vanno inviati a: bacheca@confartigianato.fo.it oppure chiamando il numero 0543 452909 CEDO attività di forno/pasticceria in centro a Modigliana. Per informazioni contattare 338 5661143 CEDO attività di parrucchiere già avviata, situata in ottima posizione Corso Mazzini 84, Forlì. Il locale è completamente arredato e pronto all’uso, ideale per chi desidera iniziare subito la propria attività senza ulteriori investimenti. Per informazioni: 389 1718992 CEDO per pensionamento attività di barbiere in Viale Roma 89 a Forlì. Per informazioni contattare 331 1086653 CEDO attività di parrucchiere in Forlimpopoli, ottima posizione. Per informazioni contattare 338 4822688 CERCO a Forlì capannone in affitto a uso artigianale per complessivi mq. 1600 circa, di cui mq 600 ad uso ufficio, la restante superficie in area scoperta. Per informazioni contattare: 0543 814530 VENDO attività storica di riparazione e vendita biciclette, corso Giuseppe Garibaldi, 331 Forlì. Per informazioni contattare: tel. 3388675114 roberto.bravi.52@gmail.com
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Buon Natale e Felice Anno Nuovo LA BCC, in occasione delle festività 2025, sostiene il progetto Mensa Sociale promosso dalla Caritas di Imola per garantire un pasto alle persone in difficoltà. labcc.it
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Castrocaro Terme e Terra del Sole Piazza Mazzini, 11 - Tel 0543 452950
Modigliana Corso Garibaldi, 67 - Tel 0543 452965
Civitella di Romagna Piazza Matteotti, 6 - Tel 0543 452980
Predappio Via Roma, 100/B - Tel 0543 452921
Forlimpopoli e Bertinoro Via Vecchie Fondine, 31 - Tel 0543 452933
Rocca San Casciano Piazza Garibaldi, 53 - Tel 0543 452970
Galeata Via IV Novembre, 12/A - Tel 0543 452940
Santa Sofia Via Giovannetti, 6 - Tel 0543 452941
Meldola Viale Roma, 172 - Tel 0543 452910
Tredozio Via XX Settembre - angolo Vicolo Biscanto, 1 Tel 0543 452942
FORLÌ - Via Oriani, 1 - Tel 0543 452811 - Fax 0543 452852 www.confartigianato.fo.it