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Essere Impresa aprile 2026

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ESSERE IMPRESA

››› IL FOCUS

Un dialogo fra generazioni

Il 10 aprile si è tenuto l’evento “Il futuro ha bisogno di mani e di menti, Il patto tra generazioni è il vero capolavoro dell’impresa artigiana” con l’appassionante relazione di Lucio Zanca, consulente e temporary manager. Al termine della sua esposizione, Zanca ha chiamato sul palco gli imprenditori Marika Mambelli

Rustignoli di Self Storage srl, Massimo Piraccini di Chef Service srl e Fabiano Mambelli di Torrefazione La Forlivese srl per raccontarsi. Tre storie. Tre modalità diverse. Un unico messaggio: il passaggio generazionale è una opportunità, una scelta e non un destino obbligatorio. Testimonianze vere, toccanti ed emozionanti. Un momento coinvolgente che ha affascinato la numerosa platea presente al Teatro Diego Fabbri. I tre testimonial hanno raccontato le loro storie; chi ha respirato l’impresa sin dall’infanzia, chi ha lasciato un posto fisso per realizzare un sogno, chi ha raccolto il testimone e ora sa come far crescere i propri collaboratori. Storie vere, esempi di cosa significhi essere consapevoli di aver costruito valore ed essere capaci di trasmetterlo, con l’esempio e l’impegno quotidiano.

Una serata bellissima

a cura del presidente Luca Morigi

IL SOMMARIO

Da pagina 4: Il 25 maggio alle 17.45 nella sede di viale Oriani 1, si terrà il confronto dal titolo “il valore della consapevolezza, organizzato dall’ufficio credito, innovazione e sviluppo di Confartigianato di Forlì dedicato alle aziende meno strutturate, con al massimo due dipendenti.

A pagina 6: In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, il 15 aprile, Confartigianato di Forlì ha voluto sottolineare il valore dell’artigianato manifatturiero, che nel nostro territorio vanta numerose eccellenze.

A pagina 8: Il settore dell’autotrasporto è in fermento contro l’immobilismo del Governo sui temi del caro gasolio, della concorrenza sleale e dei numerosi vincoli che bloccano uno dei settori strategici del sistema economico italiano.

ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE

Anno XVI • n. 02 MARZO/APRILE 2026 redazione@confartigianato.fo.it www.confartigianato.fo.it

Viale Oriani, 1

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Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale in regime libero

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Direttore Responsabile Roberta Zoli

Redazione a cura di Confartigianato Forlì

Fotocomposizione e Stampa

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Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a 6 € ed è compreso nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali. Immagini generiche di Freepik.

Da pagina 12 SPECIALE PENSIONATI: Continua l’opera di ANAP per i soci, promuovendo occasioni di socialità, di approfondimento culturale, di benessere. Un ricco programma di appuntamenti per vivere attivamente la terza età, piacevolmente insieme. Per celebrare gli ottant’anni di storia dell’Associazione nel nostro territorio Confartigianato di Forlì ha organizzato una serata al Teatro Diego Fabbri. Un evento ricco di emozioni che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico pronto ad ascoltare gli spunti offerti durante la serata, moderata con grande professionalità dalla giornalista di Teleromagna Federica Mosconi. Un ringraziamento a tutti gli ospiti intervenuti, il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli che ha tracciato un quadro molto chiaro della situazione in cui la piccola impresa si muove e del prezioso contributo che fornisce al nostro Paese, di cui è motore economico. Grazie anche a Sua Eccellenza il vescovo della diocesi di Forlì Bertinoro Livio Corazza: attraverso le parole della preghiera semplice di San Francesco ha posto l’accento sull’importanza di essere costruttori di pace. Al sindaco di Forlì Gianluca Zattini che ha un legame speciale con la nostra associazione, di cui suo suocero fu tra i promotori. E siamo grati anche a tutte le autorità civili e militari che hanno scelto di esserci, ai collaboratori, ai colleghi delle altre associazioni del territorio e ai rappresentanti di Confartigianato, dai vertici della Federazione regionale, ai segretari e presidenti delle consorelle romagnole. Un colpo d’occhio bellissimo e veramente toccante, dal palco, osservare la sala piena, avvertire la partecipazione e l’attenzione costante da parte di tutti. Il relatore, Lucio Zanca, dopo aver affrontato il tema della serata, ha chiamato sul palco i tre testimonial a chiudere il cerchio di quanto raccontato. Marika Mambelli ha spiegato di aver respirato l'impresa di famiglia sin da bambina, ma, nel 2012, ha debuttato in un settore completamente differente, quello dei self storage forte dell'esperienza pregressa dei genitori, della disponibilità di un immobile, ma soprattutto del suo desiderio di diventare imprenditrice, guidata dall’esempio familiare che le ha instillato la passione per il lavoro. Massimo Piraccini, che ha lasciato un lavoro a tempo indeterminato da dipendente, per assecondare una passione e per contribuire a costruire qualcosa di buono, pioniere del biologico e del km zero. E oggi, ormai prossimo alla pensione, lascia gradualmente spazio ai giovani, affiancandoli e sostenendoli. Ultimo, ma non ultimo, Fabiano Mambelli, dal 2002 alla guida di una realtà in espansione e in cui operano molti giovani, che condividono e si riconoscono nei valori dell’azienda. Storie belle che danno concretezza alle nostre parole, contaminazione, responsabilità condivisa e accompagnamento alla crescita: il futuro è ancora artigiano.

"PH Albano Venturini"

GRAZIE!

Grazie a chi ha scelto di trascorrere con noi la serata del 10 aprile al Teatro Diego Fabbri, per festeggiare gli 80 anni di Confartigianato di Forlì, le numerose autorità civili e militari, gli imprenditori associati, i collaboratori e tutti i presenti, che hanno mostrato attenzione, ascolto e partecipazione vera. Grazie a Lucio Zanca, che ci ha accompagnato in una serata di riflessione sul passaggio generazionale e sulle aspettative che i giovani hanno. Grazie ai testimonial intervenuti: Marika Mambelli, Fabiano Mambelli e Massimo Piraccini. Grazie al presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli, al sindaco di Forlì Gianluca Zattini, a S.E Mons. Livio Corazza, vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro, per aver reso speciale il nostro appuntamento.

Una serata non celebrativa, ma generativa. Non un traguardo ma una tappa di un percorso emozionante.

Con gratitudine, Il presidente Luca Morigi Il segretario Mauro Collina

fotoservizio Albano Venturini

Incontro con Galeazzo Bignami

Le imprese in un mondo in conflitto

Le Confartigianato della Romagna hanno promosso un incontro per comprendere come la guerra nel Golfo stia incidendo sulla nostra economia. “La situazione in Medio Oriente sta creando la più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale. E le tensioni sui mercati internazionali si stanno già riverberando sui prezzi retail dei beni energetici.” Il presidente Luca Morigi, commentando i dati dell’ufficio studi di Confartigianato sugli effetti della guerra in Iran, spiega le ragioni che

hanno portato a organizzare, lo scorso 19 marzo, un dibattito con l’onorevole Galeazzo Bignami dal titolo “Le imprese in un mondo in conflitto”. “Secondo gli ultimi dati disponibili, l’indice di riferimento del prezzo sul mercato del gas italiano è del 36,5% superiore alla media di febbraio così come il prezzo all’ingrosso dell’elettricità registra un +24,1%. Il prezzo del gasolio self-service, in media nazionale sale a 2,074 euro/litro, un livello del 20,3% superiore al prezzo del giorno antecedente l’attacco all’Iran da parte

Capitale della Cultura 2028, sfumato il sogno

degli Stati Uniti e di Israele.” L’Iran e gli altri paesi del Golfo detengono rilevanti stock di risorse minerarie, la cui riduzione dell’offerta potrebbe accelerare il trend di crescita dei prezzi, già rilevato prima dello scoppio della guerra: secondo le rilevazioni della Banca mondiale a febbraio 2026 l’indice delle quotazioni di metalli e minerali registra un aumento del 23,8% su base annua. E conclude “una crescita dell’inflazione rende probabile una stretta monetaria, con il rischio di una gelata sulla ripresa del manifatturiero e di un ulteriore freno alla domanda di lavoro, già in fase di rallentamento. Senza sottovalutare l’incognita del crollo delle esportazioni italiane in Medio Oriente, che solo in Emilia-Romagna valgono 3.497 milioni.” L’onorevole Bignami ha sottolineato l’importanza del confronto diretto con il territorio. Bignami ha evidenziato come questi incontri siano fondamentali per orientare l’azione del Governo in modo aderente ai bisogni reali delle imprese. Ha poi sintetizzato le misure adottate dall’esecutivo, interventi emergenziali, necessari per dare una risposta immediata.

La città non perda l’entusiasmo mostrato nella competizione

“La mancata nomina di Forlì-Cesena a capitale italiana della Cultura 2028 ci rammarica, ma, al tempo stesso, tutto il lavoro fin qui svolto ci fa ben sperare in una rinnovata vitalità della nostra Provincia.” Il presidente di Confartigianato di Forlì Luca Morigi e il segretario Mauro Collina sono concordi nell’affermare che il progetto dedicato ai sentieri della bellezza non debba essere messo da parte, ma sia l’opportunità per dare un nuovo impulso al nostro territorio. “La capacità di coesione messa in campo in questa occasione non deve affievolirsi, l’identità culturale dei luoghi non ha nulla a che vedere con le logiche di campanile e l’impegno profuso dalle amministrazioni di Forlì e di Cesena per la candidatura unica è la dimostrazione che assieme si può andare lontano.” E continuano “viviamo in un territorio di straordinaria bellezza, che in pochi chilometri sa offrire ogni tipo di paesaggio, dal mare, alla collina, sino alla montagna. Possiamo vantare una ricchezza artistica e

culturale molto forte, con unicità che sono note anche oltre i confini nazionali, unite a una tradizione enogastronomica di eccellenza. Il traguardo sfumato è solo un momentaneo stop, dobbiamo continuare a lavorare per valorizzare e incrementare il nostro patrimonio.” La candidatura è stata anche l’occasione per riportare la provincia alla ribalta nazionale, superando le selezioni del Ministero della Cultura, assieme ad altre nove realtà “ci complimentiamo con la vincitrice, riconoscendo l’ottimo lavoro svolto da Ancona, ma siamo convinti che Forlì-Cesena saprà trovare la propria rivalsa, capitalizzando quanto fin qui progettato e messo in campo, facendo tesoro dell’esperienza vissuta. Abbiamo visto nascere e crescere un sogno, che ha portato varie realtà a collaborare fattivamente, auspichiamo che questa modalità diventi sistemica, consapevoli che i nostri luoghi non hanno nulla da invidiare a chi si è fregiato del titolo in questi anni.”

Confartigianato di Forlì promuove un pomeriggio di approfondimento dedicato alle micro imprese, sul tema del credito. Il 25 maggio alle 17.45 nella sede dell’associazione in viale Oriani 1, si terrà il dibattito dal titolo “il valore della consapevolezza”. Una panoramica a 360 gradi per conoscere meglio un aspetto fondamentale della gestione della propria attività. Come spiega il coordinatore dell’ufficio credito, innovazione e sviluppo di Confartigianato di Forlì Gianluigi Bandini

Difendersi dalle truffe

Convegno

promosso dall’Associazione il 25 maggio

Il valore della consapevolezza

“ci rivolgiamo alle aziende meno strutturate, con al massimo due dipendenti, in cui il protagonista è l’imprenditore stesso, frequentemente sopraffatto dalle mille incombenze che il ruolo comporta.” Ma, soprattutto oggi, con l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa, la cultura finanziaria è il tema del momento “il budget di cassa è fondamentale anche per le imprese più piccole, per questo offriamo un servizio di accompagnamento nei passaggi più importanti, per una sana gestione dell’azienda.” Nel corso dell’appuntamento introdotto dallo stesso Bandini, interverranno la consulente finanziaria Barbara Pasi che illustrerà con chiari esempi l’importanza della conoscenza per orientarsi al meglio

nella gestione patrimoniale e contabile dell’impresa e l’avvocato Alessandro Rocchi che farà un interessante approfondimento sulle più recenti e, purtroppo diffuse, truffe finanziarie. Continua Bandini “avere cognizione di come si sviluppa il movimento di denaro diviene più semplice con i giusti strumenti, per questo con la nostra consulente abbiamo messo a punto un servizio flessibile, che si tara sulle esigenze di ogni realtà, al quale affianchiamo un servizio di controllo dei costi. A volte ci sono spese nascoste che possono essere eliminate, portando di fatto a un guadagno che nasce dall’ottimizzazione delle risorse.” Per informazioni e iscrizioni collegarsi al sito www.confartigianato.fo.it

L’approfondimento per riconoscerle

Conoscere gli strumenti utilizzati dai malfattori per evitare di vedersi svuotato il conto corrente. Come recita anche il report della Banca d’Italia su questa tipologia di fenomeni “la prevenzione e la riduzione dei rischi restano priorità per garantire l’integrità dei sistemi di pagamento al dettaglio.” Come risulta evidente anche dai recenti casi di cronaca, le truffe bancarie, che mettono a rischio i conti correnti di numerosi cittadini, sono in aumento. Purtroppo le tecniche messe in campo dai truffatori sono sempre più raffinate e difficili da identificare. Le modalità più diffuse sono lo smishing, SMS fraudolenti che invitano a cliccare su link pericolosi e dannosi, il vishing, telefonate di finti operatori bancari o enti pubblici, lo spoofing che consiste nella falsificazione del numero chiamante che appare identico a quello reale dell’istituto di credito o della locale caserma dell’Arma dei Carabinieri. Come spiega la consulente dell’ufficio credito di Confartigianato di Forlì Barbara Pasi “la cosa più odiosa è che si fa leva sulla buona fede della persona. La vittima visualizza sul display del cellulare un numero o un nome apparentemente affidabile e viene indotta a fidarsi, fornendo dati sensibili o autorizzando operazioni fraudolente. I truffatori si avvalgono di tecniche consolidate basate sull’urgenza e sulla paura, spingendo l’ignaro utente ad agire senza avere il tempo di soffermarsi a pensare e a fare le opportune

verifiche. Per questo è indispensabile essere informati, così da non farsi travolgere, fermandosi a riflettere e attivare tutti i controlli del caso. Spesso basta chiudere la telefonata e richiamare il numero visualizzato per rendersi conto che dall’altra parte risponde qualcun altro. Continua Pasi “i criminali fingono di essere banche, uffici postali, Forze dell’ordine e persino amici o parenti. Quando si riceve questo genere di comunicazione bisogna rimanere calmi e ricordare che non bisogna mai fornire dati personali, codici o password tramite SMS o telefono. In caso di dubbio è sempre opportuno prendere tempo ed effettuare una chiamata al presunto ente chiamante o direttamente alle Forze dell’Ordine.” Anche i consulenti di Confartigianato sono a disposizione per chiarimenti in caso di dubbi o timori. Conclude Pasi “chi viene truffato spesso se ne vergogna, avendo dato fiducia a chi ne ha approfittato, tuttavia è indispensabile ricordare che questo tipo di crimine si basa sulla manipolazione e sull’abilità di circuire le persone. Può capitare a chiunque, per questo è indispensabile diffondere consapevolezza per difendersi al meglio.”

Confronto a Bologna PMI e accesso al credito Associazione

“PMI e accesso al credito - Tra innovazione e sostenibilità, quali parametri contano davvero?” è il titolo del convegno organizzato da Confartigianato Emilia Romagna svoltosi giovedì 26 marzo al The Sydney Hotel di Bologna, a cui ha preso parte una delegazione forlivese, guidata dal segretario Mauro Collina. I lavori sono stati l’occasione per approfondire il tema del rapporto tra credito e piccole e medie imprese che è sempre stato un volano per la regione, fatta per oltre il 90% di PMI, oggi in difficoltà. Ad aprire gli interventi Lucio Poma, docente dell’università degli studi di Ferrara, che ha chiarito “il rapporto tra filiera, territorio e banche locali è decisivo per la competitività del nostro sistema produttivo. Le banche sono sempre più attente alla tipologia di impresa che richiede credito, diventa quindi strategico valutare le aziende non solo come soggetti singoli, ma come parti di una filiera. Più una filiera è dinamica e solida, maggiore è la propensione degli istituti a concedere credito, a parità di condizioni rispetto a realtà isolate. Le direzioni verso cui orientare le risorse sono principalmente due. La prima è l’innovazione, con particolare attenzione ai sistemi di intelligenza artificiale, un ambito che riguarda tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni. La seconda è il capitale umano: senza competenze adeguate, non necessariamente di livello elevato, ma specifiche e coerenti con i percorsi di crescita, nessuna impresa può affrontare le trasformazioni in atto”. A seguire la tavola rotonda che ha visto a confronto il presidente della Regione Michele De Pascale, il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli e per Iccrea Banca Carlo Napoleoni. Per il presidente De Pascale “il comparto dell’artigianato e delle PMI rappresenta il motore della nostra regione: se i grandi marchi dell’industria emiliano-romagnola, che sono leader nel mondo, continuano a operare in questo territorio è anche grazie a una rete straordinaria di piccole imprese che garantisce eccellenza e tenuta produttiva. In questo contesto, l’accesso al credito è una leva strategica che richiede un impegno costante. Già lo facciamo con strumenti di garanzia, come i Consorzi Fidi, che non devono però essere considerati soluzioni di emergenza a cui ricorrere solo quando i tassi salgono, ma partner strutturali nel rapporto con gli istituti di credito. Questo vale per i grandi gruppi e, a

maggior ragione, per le banche locali che assumono valore se hanno capacità di leggere il territorio, interpretando le filiere, i distretti e le prospettive reali delle imprese oltre i bilanci. Fare credito è un esercizio complesso che non va demonizzato ma evoluto: in Emilia-Romagna serve un sistema finanziario capace di comprendere le nostre peculiarità per crescere insieme”. Marco Granelli, ha spiegato quelle che sono le esigenze delle imprese. “Oggi è prioritario che Confartigianato implementi strumenti efficaci per garantire liquidità alle imprese, con uno sguardo attento allo sviluppo futuro. In un contesto segnato da continue emergenze, in primis quella energetica, è fondamentale che il sistema bancario offra soluzioni capaci di sostenere il tessuto produttivo nei momenti di crisi. Di fronte alle sfide della transizione digitale e dell’efficientamento energetico, serve una visione di lungo periodo capace di valorizzare il potenziale dei nostri imprenditori, premiando le prospettive di crescita, e che non guardi solo al passato”. Una sfida colta da Carlo Napoleoni, responsabile Divisione Impresa Iccrea Banca SpA, che ha chiarito “le Banche di Credito Cooperativo hanno nel loro DNA un legame profondo con il territorio. Sono nate per sostenere l’economia locale e, in particolare, quei segmenti di clientela che trovano nella banca del territorio il loro interlocutore naturale: artigiani, piccole imprese, aziende familiari. Sono realtà che costituiscono l’ossatura della nostra regione, imprese che crescono, innovano e riescono a competere anche sui mercati internazionali. Il nostro compito è accompagnarle in questo percorso. Le 111 banche che compongono il Gruppo Bancario Iccrea possono contare sulla capogruppo, Iccrea Banca, che mette a disposizione competenze specialistiche non sempre presenti nelle singole realtà locali. In questo lavoro, le associazioni del territorio rappresentano un interlocutore privilegiato. Ci auguriamo che da questo incontro possano nascere ulteriori occasioni di collaborazione, molte sono già attive, ma possiamo rafforzarle ancora dedicando tempo e attenzione a far evolvere insieme questo rapporto”. Concludendo l’incontro, il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Davide Servadei ha spiegato

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foto Mauro Monti

Preservare l’artigianato made in Italy

Fondamentale l’apporto dei giovani Associazione

In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy che si celebra il 15 aprile, Confartigianato di Forlì ha voluto sottolineare il valore dell’artigianato manifatturiero, che nel nostro territorio vanta numerose eccellenze. Le imprese dei settori Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno, Automazione e meccanica, riassunti nelle cosiddette “4 A”, sono fra le espressioni più caratteristiche del Made in Italy a vocazione artigiana, capace di unire tradizione e innovazione e di distinguersi per qualità, creatività e capacità produttiva. Come chiariscono i vertici dell’Associazione forlivese “questo solido patrimonio di competitività si scontra oggi con le gravi minacce di uno dei più forti shock energetici degli ultimi decenni generato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del conseguente rapido aumento dei prezzi di gas, elettricità e carburanti. L’economia globale è messa sotto stress, ma la situazione rischia di essere particolarmente grave in EmiliaRomagna. Nei settori oggetto dell’analisi operano circa 35 mila imprese, che occupano 370 mila addetti, con una forte presenza dell’artigianato, oltre la metà delle imprese (57,3%), collocando la regione tra le prime dieci in Italia per maggiore vocazione artigiana in questi settori.” L’artigianato annovera oltre 20 mila imprese e circa 67 mila addetti, pari al 18,2% dell’occupazione complessiva dei quattro settori. Continuano “a livello

Un ponte fra generazioni

Il ricambio generazionale è uno dei temi chiave per il futuro dell’artigianato italiano. In Emilia-Romagna, nel perimetro settoriale dei settori alimentare, abbigliamento, arredo e automazione, nel 2025, sono stati richiesti 83 mila lavoratori, di cui 44 mila, pari al 53%, risultati di difficile reperimento. Si tratta di una quota superiore di 2,5 punti percentuali rispetto al 50,4% registrato per il totale dell’economia. Nel dettaglio dei comparti, la difficoltà di reperimento è particolarmente elevata nella metallurgia e nei prodotti in metallo, dove non si riesce ad assumere il 65,1% delle figure ricercate, seguita dal settore macchinari e mezzi di trasporto (56,8%) e dalla moda (55,9%). Valori inferiori alla media, ma comunque rilevanti, si osservano invece nel comparto legno e mobili (50,3%), nella gomma e plastica (46,7%), nella ceramica, cemento e vetro (45,3%), negli alimentari e bevande (41,1%) e nei beni per la casa, tempo libero e altre manifatture (33,8%).

territoriale emergono alcune province con una maggiore specializzazione produttiva: a Forlì-Cesena gli addetti delle “4 A” rappresentano il 5,5% dell’occupazione provinciale, seguita da Ferrara (5,3%), Reggio Emilia (4,4%) e Modena (4,3%), aree in cui queste filiere continuano a rappresentare un pilastro fondamentale del sistema economico locale.”

La dirigenza di Confartigianato conclude “una delle principali sfide per l’artigianato d’eccellenza, apprezzato anche dai mercati internazionali, riguarda il ricambio generazionale, tema strettamente legato alla disponibilità di competenze adeguate a sostenere un’offerta di qualità, innovativa e sostenibile. Come abbiamo avuto recentemente modo di dibattere con il consulente Lucio Zanca, per garantire continuità e sviluppo a questi settori è fondamentale avvicinare i giovani, per preservare e trasmettere un patrimonio di competenze tecniche che rappresenta una componente chiave della nostra identità produttiva e culturale.”

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“abbiamo dedicato uno spazio fondamentale al rapporto tra artigiani e istituti di credito. L’obiettivo era duplice: da un lato, capire attraverso quali parametri le banche analizzano le nostre realtà; dall’altro, rivendicare una visione che vada oltre i freddi numeri. Conoscere i criteri di valutazione del credito è il primo passo per costruire un rapporto solido e trasparente. È stato un confronto tra pari: sia le banche di Iccrea, sia le nostre imprese artigiane condividono infatti la stessa natura ‘capillarità’. Entrambi viviamo e operiamo a stretto contatto con la comunità; è stato importante aver posto l’attenzione su ciò che le nostre aziende rappresentano realmente: realtà fatte di persone, radicate nel tessuto sociale e capaci di generare valore ben oltre il semplice dato statistico.”

Categorie e Mercato

Autotrasporto

in fermento

Deciso il fermo dei servizi

Il Comitato Esecutivo di UNATRAS, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, a cui aderisce anche Confartigianato convocato lo scorso 17 aprile a Roma ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco da stabilire nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore. Alberto Camporesi, vicesegretario di Confartigianato di Forlì e coordinatore dell’area categorie dell’associazione forlivese, chiarisce “la proclamazione dello sciopero è l’unica e inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte all’immobilismo del Governo in questa delicata fase, funestata dagli alti costi

Una

dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane. I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo sono stati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non ci stanchiamo di sottolineare, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.” Continua il coordinatore “è inaccettabile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti a UNATRAS, che hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni e il Paese, nonostante le ripetute richieste di dialogo, non siano state convocate dal Governo per avviare un confronto di

situazione insostenibile

Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, UNATRAS già da tempo denuncia che il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane. “Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari- sottolinea UNATRAS- È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate. Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale.

merito sulla gravissima situazione che vive il settore.” L’autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita. Per Camporesi “se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese. Durante la pandemia abbiamo avuto ben chiara la centralità di questo comparto, ma oggi nessuno pare ricordarsene.” Per scongiurare gli importanti impatti economici che questa sofferta decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato; per dar seguito a provvedimenti a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; intervenga sull’attuazione dei provvedimenti normativi, sul rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise, nonché sull’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo. Camporesi conclude con un appello alla calma rivolto agli imprenditori “UNATRAS, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in

A Pasqua i dolci della tradizione trionfano a tavola. E le imprese artigiane sono leader della produzione con l’attenzione alla qualità delle materie prime, al dettaglio e al gusto. Il pranzo delle feste si arricchisce, infatti, dell’offerta dei 330 prodotti agroalimentari a marchio DOP, IGP e STG, dei 530 vini DOP e IGP e dei 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali. In particolare la parte del leone spetta a pasticceria e panificazione con 1.699 prodotti, pari al 29,7% del totale. Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato

Artigianato alimentare

Categorie e Mercato

A Pasqua la tradizione sfida i rincari

dolciario si confronta con alcune criticità rilevanti: permane una elevata difficoltà nel reperimento di personale qualificato, mentre persistono le pressioni sui costi di alcune materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A queste tensioni si aggiungono i timori per una escalation dei costi dell’energia, alimentati dalle recenti dinamiche della guerra del Golfo, con possibili ripercussioni sull’equilibrio economico delle imprese. Alberto Camporesi, vicesegretario di Confartigianato di Forlì e coordinatore dell’attività sindacale dell’associazione, spiega “nel 2025 si registrano entrate di pasticcieri, gelatai, panettieri e pastai artigianali per 28.610 unità, in calo rispetto alle 29.910 del 2024. Rimane tuttavia molto elevata la carenza di lavoratori specializzati: le entrate difficili da reperire sono 16.010, pari al 56%, una quota che rimane elevata nonostante una diminuzione rispetto

al 58,7% del 2024.” Tra le principali regioni con almeno mille entrate previste, la difficoltà di reperimento più elevata si osserva in Emilia-Romagna (74,6%), seguita da Lazio (68,9%) e Veneto (65,8%). Continua Camporesi “nella produzione dei dolci di pasticceria persistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si sono registrati rincari significativi per il cacao in polvere (+17% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). Sul fronte dei prezzi al consumatore, i prodotti di gelateria e pasticceria segnano un aumento del 3,1% su base annua, a causa dell’aumento dei costi. Chiaramente, per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto a una maggiore pressione- come le uova di cioccolatoi prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.”

Un’eccellenza in cerca di manodopera

Confartigianato evidenzia i pesanti aumenti registrati dagli ingredienti fondamentali soprattutto per il settore dolciario. Nell’ultimo anno le imprese hanno dovuto fronteggiare rincari del 17% per il cacao in polvere, del 12,9% per il caffè e del 6,8% per il cioccolato. A queste pressioni si aggiunge l’escalation dei costi energetici: tra febbraio e marzo, l’indice di prezzo del gas è aumentato del 48% e il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è cresciuto del 25,3%. Senza sottostimare il problema della carenza di pasticcieri, gelatai, panettieri, pastai, conservieri artigianali: nel 2025, su 28.610 assunzioni previste, ben 16.010 (pari al 56%) sono risultate difficili da reperire. In particolare, le imprese italiane hanno cercato 14.520 panettieri e pastai artigianali, di cui 9.820, pari al 67,6%, sono stati di difficile reperimento. E su 14.090 pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali ben 6.190, pari al 43,9%, sono stati difficili da assumere. Secondo i dati elaborati dall’ufficio

studi di Confartigianato, a livello regionale, il primato negativo per numero di pasticcieri, gelatai, panettieri, pastai, conservieri artigianali difficili da reperire spetta all’Emilia-Romagna: le imprese della regione segnalano la difficoltà di coprire ben 2.140 posizioni, una cifra che rappresenta il 74,6% del fabbisogno della regione. Segue la Puglia, con 1.840 posizioni (47,2% del totale richiesto). Al terzo posto si colloca la Sicilia, con 1.670 lavoratori difficili da assumere (il 53,4% delle entrate previste), tallonata dalla Campania che registra 1.610 unità di difficile reperimento (incidenza del 40,1%). In Lombardia le imprese hanno difficoltà a trovare 1.400 lavoratori (55,1%), mentre nel Lazio la carenza riguarda 1.150 lavoratori, con un tasso di difficoltà che raggiunge il 68,9%.

Categorie e Mercato

Il settore delle calzature sta attraversando una fase congiunturale critica, scontando un ciclo più sfavorevole rispetto al resto della manifattura. Il comparto è esposto alle trasformazioni della domanda interna ed estera, alla riconfigurazione delle catene globali e dei canali distributivi e alla pressione dei costi. Pur detenendo la leadership europea oltre a una rilevante dimensione produttiva basata sull’elevata vocazione artigiana e una marcata propensione all’export, caratteri fondati sulle specializzazioni dei distretti, le difficoltà si avvertono. Le imprese calzaturiere italiane competono con una alta qualità di prodotto, un posizionamento sulla fascia medio-alta di mercato e una marcata differenziazione della gamma, imponendo alle imprese una continua innovazione di processo e prodotto e una propensione agli investimenti per affrontare la doppia transizione, digitale e green. Le dinamiche della produzione segnalano una fase complessa per le imprese del settore. In linea con le tendenze dell’intero comparto della moda, lo scorso anno la produzione calzaturiera è scesa de del 6,9%, in decisa attenuazione rispetto alla caduta del 19,3% registrata nel 2024. E il confronto di più lungo periodo evidenzia che l’attuale fase di debolezza non è soltanto ciclica. Tra il 2019 e il 2025 l’indice della produzione delle calzature cala del 39,1%, accentuando l’ampia riduzione del 33,7% dell’intero comparto della moda. Come spiega la coordinatrice del settore, Vanessa Foschi “le 7.769 imprese della calzatura danno lavoro a 69.855

Calzature made in

Italy

Un comparto da preservare

occupati, sviluppano un fatturato pari a 12,7 miliardi di euro e un valore aggiunto di 4,1 miliardi di euro, confermando il rilevante peso del comparto all’interno della filiera moda e del made in Italy manifatturiero.” Senza sottovalutare l’impatto dell’artigianato: nel settore calzaturiero italiano sono artigiane 3.687 imprese, pari al 45,5% del totale e danno lavoro a 17.102 addetti. In Italia quasi un addetto su quattro (23,7%) lavora nell’artigianato. Conclude Foschi “l’Italia è il principale polo europeo della calzatura, collocandosi al primo posto tra i 27 paesi dell’Unione europea per numero di occupati nella fabbricazione di calzature, davanti

a Portogallo e Spagna. Il peso dell’occupazione nelle micro e piccole imprese è del 54,7%, superiore di quasi dieci punti percentuali al 45% della media UE.” Da rilevare la marcata connotazione distrettuale, con territori a elevata specializzazione. Quella più alta si riscontra nelle Marche con peso dell’occupazione del comparto delle calzature sull’economia del territorio pari al 4,18%. In chiave provinciale la maggiore specializzazione si riscontra a Fermo seguono Macerata con 5,56%, Barletta-Andria-Trani con 2,97%, Pisa con 2,86%, Lecce con 2,51%, Arezzo con 2,16%, Pistoia con 2,11% e Forlì-Cesena con 2,06%.

Gli effetti della guerra sulla produzione

Le esportazioni di calzature nel 2025 ammontavano a 11,7 miliardi di euro, registrando una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) rispetto all’anno precedente. In salita del 2,5% le vendite nell’Unione europea mentre si registra un calo del 3,2% verso i paesi extra UE. A livello regionale, segnano una crescita dell’export il Piemonte con +11,2%, la Toscana con +9% e la Lombardia con +7,9% mentre sono in territorio negativo le Marche con -5,7%, l’Emilia-Romagna con -5,9% e il Veneto con -7,4%. Tra i primi dieci mercati si registra una crescita a doppia cifra per Emirati Arabi Uniti con +14,6%, e un maggiore dinamismo per Spagna con +7,7% e Germania con +5,5%. C’è una tendenza alla stabilità per i Paesi Bassi (+0,7%) Francia, primo mercato delle calzature made in Italy (+0,3%), e Polonia (con vendite in linea con quelle dell’anno precedente), mentre sono in arretramento le esportazioni in Regno Unito (-1,8%), Svizzera (-4,2%) e Cina (-19,9%). Nel complesso del 2025 l’export negli Stati Uniti aumenta del +2,9%. Tra gennaio e luglio le vendite sul mercato statunitense delle calzature made in Italy aumentano del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per cambiare di segno e scendere dell’1,9% tra agosto e dicembre, dopo l’entrata in vigore dei dazi statunitensi. Gli effetti della guerra del Golfo mettono a rischio un rilevante e dinamico mercato delle calzature. Nel 2025 le esportazioni di calzature in Medio Oriente ammontavano a 591 milioni di euro, segnando una crescita del 9,7% rispetto all’anno precedente. Tra i maggiori mercati dell’area si osserva un maggiore dinamismo per Emirati Arabi Uniti (+14,6%), Qatar (+12,2%) e Israele (+7,1%).

Categorie e Mercato

Il 28 aprile la Giornata Mondiale

Sicurezza sul lavoro: valore artigiano, responsabilità condivisa

La Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro si celebra il 28 aprile di ogni anno, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) per sensibilizzare sulla prevenzione di infortuni e malattie professionali. In questa occasione Confartigianato di Forlì richiama l’attenzione su ciò che conta davvero: le persone. Come sintetizza il presidente Luca Morigi “dietro ogni impresa, ogni laboratorio, ogni cantiere, ci sono storie, famiglie, sogni. La sicurezza sul lavoro non è solo un insieme di regole da rispettare, ma un impegno quotidiano verso la vita, la dignità e il futuro di chi lavora. Ogni gesto di prevenzione, ogni attenzione in più, ogni investimento in sicurezza è un segnale concreto di rispetto e responsabilità. Significa scegliere di mettere al centro la persona, prima di tutto.” E continua “le imprese artigiane lo sanno bene: lavorare in sicurezza vuol dire prendersi cura dei propri collaboratori come parte di una comunità. Perché il vero valore del lavoro non è solo ciò che si produce, ma come lo si fa e con quale attenzione verso chi lo rende possibile.” Confartigianato continuerà a sostenere questo percorso, affiancando le imprese associate con servizi,

del Capitale (PAC)

Investire in modo progressivo

Il Piano di Accumulo di Capitale (PAC) permette di investire con metodo, scegliendo l’importo da investire periodicamente e la durata del piano. Un metodo di investimento programmato può favorire l’abitudine a mantenere l’impegno al risparmio potrebbe mitigare i rischi delle oscillazioni di mercato e aiuta a cogliere le opportunità dei mercati finanziari. Inoltre, investire in modo progressivo può consentire di non farsi condizionare dall’emotività

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consulenza e iniziative dedicate, perché la sicurezza non è solo un obbligo, ma un investimento strategico per la crescita e il benessere di tutta la comunità. L’azienda deve essere un luogo inclusivo in cui ognuno può trovare realizzazione personale e professionale e si può avere futuro, realizzare ambizioni, crescere la famiglia e dare lavoro. Il presidente Morigi conclude “dobbiamo tenere sempre presente che il più grande valore delle nostre aziende sono le persone. Valorizzarle concretamente significa comprenderne i bisogni, le esigenze non solo professionali, contemperandole con le esigenze del mercato in cui si opera. Per farlo è necessario che nell’impresa si instauri un dialogo fra le persone, reale, basato sulla fiducia fra lavoratori e imprenditore. Solo così si possono mettere in atto strategie che coniughino le esigenze produttive e quelle del personale, rispettoso delle diversità di cui ognuno è portatore. Non nascondendo i problemi, ma affrontandoli. Lo vediamo ogni giorno nelle nostre imprese. Dove ci sono rispetto e fiducia il luogo di lavoro diventa un ambiente in cui è bello lavorare, una realtà a cui si è orgogliosi di appartenere.”

Welfare di prossimità

Una nuova opportunità

Confartigianato di Forlì e Welfare Group hanno siglato una collaborazione per rendere il Welfare Aziendale uno strumento alla portata di tutte le imprese artigiane, anche le più piccole. L’obiettivo è semplificare l’erogazione di welfare aziendale, fringe benefit e buoni pasto, trasformandoli in risorse concrete per chi lavora e per l’economia del territorio. Il punto centrale dell’intesa è, infatti, la territorialità. I crediti e i buoni messi a disposizione tramite la piattaforma non finiscono in circuiti impersonali, ma sono spendibili presso una rete di attività commerciali e botteghe di Forlì e provincia. In questo modo, il potere d’acquisto dei lavoratori sostiene direttamente le imprese locali, creando un circolo economico chiuso e vantaggioso per la comunità. L’accordo permette anche alle micro-imprese di essere competitive, offrendo ai propri collaboratori strumenti moderni per migliorare il benessere organizzativo. Come spiega il segretario Mauro Collina “è un modo pratico per ottimizzare il costo del lavoro e, allo stesso tempo, dare un segnale di attenzione ai propri collaboratori. Il welfare aziendale è l’insieme di iniziative deducibili che un’azienda può adottare per promuovere il benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie. Gli importi erogati ai dipendenti sono, infatti, completamente deducibili per l’azienda ed esenti da tassazione per i fruitori.”

Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottantesimo di Confartigianato

Premiati i nuovi maestri d’opera e d’esperienza

Sono quindici i nuovi Maestri d’opera e di esperienza premiati da Anap Confartigianato Forlì lo scorso 18 aprile nel corso di una cerimonia al Centro di Formazione Professionale Don Bosco. Giovanni Balestri, Tiziana Bendandi, Silvana Budano, Carlo Catenelli, Giorgio Cavina, Luciana Ceccoli, Silvano Giovannini, Paolo Giunchi, Giuseppe Liverani, Claudio Medri, Natale Naldi, Piero Giovanni Nanni, Gabriella Nannini, Laura Salimbeni e Maurizio Zampi sono stati premiati per aver svolto per almeno 30 anni la propria attività nel settore di competenza, dimostrando perizia, passione, impegno e correttezza professionale. Un appuntamento che nel 2026 ha assunto particolare rilievo, inserito nelle celebrazioni per l’80° anniversario di Confartigianato Forlì. Ad aprire la cerimonia, spiegando il significato dell’iniziativa, è stata la coordinatrice Silvia Foschi che ha chiarito come il registro non sia una mera lista anagrafica, ma uno strumento per valorizzare il lavoro dei Maestri, il loro contributo all’innovazione e alla diffusione del made in Italy, espressione di qualità e creatività. Aggiungendo “siamo particolarmente orgogliosi di poter avere tra i componenti della giunta nazionale dell’albo il maestro Ugo Berti, imprenditore forlivese e storico dirigente dell’associazione.” Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il presidente nazionale Anap Guido Celaschi, il presidente regionale di ANAP Emilia-Romagna Giampaolo Palazzi e l’assessora comunale Paola Casara. In rappresentanza di Confartigianato Forlì erano presenti il presidente Luca Morigi, il vicepresidente Eraldo Cucchi e il vice segretario Alberto Camporesi. La formazione professionale e della trasmissione delle compe-

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Continua

Accredito delle pensioni e giorni festivi

Una questione ancora aperta

Anap torna a evidenziare l’ennesima penalizzazione ai danni dei pensionati italiani. Il pagamento delle pensioni di maggio 2026, previsto solo per lunedì 4 maggio per chi percepisce l’assegno tramite banca, costituisce una situazione grave e inaccettabile che coinvolge circa 9,8 milioni di persone. Per i vertici dell’associazione che rappresenta anziani e pensionati è inammissibile che nel 2026 milioni di persone, oggi a riposo, siano ancora ostaggio del cosiddetto ‘primo giorno bancabile’, una regola vecchia, ingiusta e totalmente scollegata dalla realtà tecnologica attuale. Mentre il mondo viaggia con bonifici istantanei e sistemi digitali avanzati, lo Stato italiano resta fermo a logiche di decenni fa. L’associazione denuncia con fermezza l’inerzia delle istituzioni, colpevoli di aver ignorato le proteste già emerse a gennaio, quando si erano verificati ritardi analoghi. Anche in quella occasione Anap aveva lanciato un allarme chiaro, supportato da una proposta concreta di modifica normativa. Ma tutto è rimasto lettera morta. Nessuna risposta, nessun intervento, nessuna volontà politica. Per questo i vertici tornano nuovamente sull’argomento, ribadendo come questa situazione non sia solo una questione tecnica o burocratica, ma sia un problema di equità e dignità sociale. Per chi vive con una pensione minima, infatti, anche pochi giorni di ritardo possono significare difficoltà nel pagare

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tenze artigiane sono elementi chiave del lavoro artigiano, come dichiarato dal presidente Morigi che ha sottolineato il valore strategico del ricambio generazionale per la tenuta del sistema produttivo locale e per il mantenimento del benessere diffuso nel nostro territorio. Dello stesso segno il contributo del presidente ANAP di Forlì Giuseppe Mercatali, che ha ricordato “la formazione professionale rappresenta il ponte tra esperienza e futuro, elemento essenziale per garantire continuità e innovazione nei mestieri artigiani”. L’iniziativa si inserisce, infatti, nel percorso di valorizzazione del lavoro artigiano e del ruolo dei Maestri come punto di riferimento per le nuove generazioni, in un’ottica di tutela e sviluppo delle competenze.

affitti, bollette o spese essenziali. È una mancanza di rispetto verso milioni di cittadini che hanno costruito questo Paese. Il confronto con altri Paesi europei rende il quadro ancora più grave. In molte nazioni dell’Unione Europea, se la data di pagamento cade in un giorno festivo, l’accredito viene anticipato. In Italia, invece, si va nella direzione opposta. È una scelta incomprensibile e penalizzante. Ma i rappresentanti di Anap non escludono che dietro questa rigidità possano celarsi logiche finanziarie legate alla gestione dei flussi di cassa, ribadendo tuttavia che “nessuna motivazione economica può giustificare un danno sistematico ai pensionati”. Lanciano dunque un appello per chiedere al Governo un intervento immediato per superare questa norma anacronistica. “In assenza di risposte concrete, ANAP è pronta a tornare alla mobilitazione, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. I pensionati non possono più essere ignorati.” E lanciano un appello anche al sistema bancario affinché faccia la propria parte. Le banche hanno oggi gli strumenti per anticipare i pagamenti e dimostrare attenzione verso i propri clienti. Alcuni istituti lo stanno già facendo: è questa la direzione da seguire.

La persona al centro

Le opportunità

della polizza sanitaria

Pensionati e anziani aderenti d Anap possono beneficiare dei vantaggi garantiti dalla polizza sanitaria che l’associazione mette loro a disposizione. La coordinatrice Silvia Foschi spiega i contenuti della polizza, una gamma di prodotti assicurativi studiati appositamente per i soci. “Grazie alla collaborazione con una delle migliori compagnie assicurative, sono state individuate soluzioni su misura per soddisfare tutte le esigenze. In caso di ricovero per infortunio o malattia, sono previste indennità giornaliere crescenti a partire dal sesto giorno. L’indennità spetta ai soci paganti da almeno 180 giorni e il sinistro deve essere denunciato all’assicurazione, necessariamente tramite gli uffici ANAP, entro 30 giorni dalla data di dimissioni o decesso. La polizza prevede, per tutti gli iscritti paganti, un indennizzo in caso di infortunio da incidente, causato da veicoli durante la circolazione, che provochi un’invalidità permanente o la morte. Con la prevenzione odontoiatrica sono incluse annualmente una visita specialistica e una seduta di igiene orale professionale in strutture convenzionate e una serie di prestazioni di emergenza a seguito di infortunio. Ma sono attivi anche programmi di prevenzione e visite specialistiche.” Per tutti i dettagli è possibile contattare Silvia Foschi allo 0543 452909, che fornirà tutto il supporto necessario per l’utilizzo delle prestazioni sanitarie.

Alla scoperta del Barocco

Visita guidata alla Grande Mostra

Anap sabato 30 maggio, alle 15.20 e alle 17.20, promuove due visite guidate alla mostra “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee”, l’evento promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ai musei civici San Domenico. La giornata sarà l’occasione per visitare, assieme alla guida Lisa Rodi, l’esposizione che sintetizza una delle stagioni decisive della civiltà europea, restituendola nella sua complessità e nella sua forza generativa. Non una lettura limitata allo stile, ma una ricostruzione ampia di un sistema culturale in cui arte, fede, scienza, potere, spettacolo e vita quotidiana si intrecciano fino a diventare inseparabili. La mostra, attraverso circa 200 capolavori, ricostruisce la temperie culturale e arti-

stica del Barocco sondandone al tempo stesso gli sconfinamenti temporali, riunendo opere provenienti da numerose istituzioni nazionali e internazionali,

forte anche della collaborazione con Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini- tra cui l’Albertina di Vienna, il Museo del Prado di Madrid, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo e Real Bosco di Capodimonte- per dare vita a un percorso articolato in dodici sezioni che propongono un viaggio che dal fascino dell’antico giunge fino alle risonanze contemporanee.

Il costo della visita (biglietto di ingresso, diritto di prenotazione, visita guidata e radioguida) è di 22 euro per gli adulti (15 euro se soci ANAP e ANCoS aps Forlì) e 12 euro per ragazzi dai 6/14 anni. Prenotazioni entro il 18 maggio contattando la coordinatrice Anap Silvia Foschi allo 0543452909.

Sconti validi anche alle Terme di Castrocaro

Rinnovata la convenzione col Gruppo Villa Maria

Grazie alla convenzione siglata con GVM Care & Research i soci Anap e gli associati a Confartigianato Forlì, in regola col tesseramento, possono avvalersi di una scontistica dedicata per le prestazioni nelle strutture del Gruppo. In dettaglio, per prestazioni in regime ambulatoriale e di ricovero 10% sul tariffario in vigore, 5% sulle prestazioni odontoiatriche, 10% sui pacchetti di prevenzione attivi nelle varie strutture. Terme e Benessere: 10% sulle prenotazioni del Grand Hotel di Castrocaro, 10% sui percorsi wellness Long Life Formula e 5% sui trattamenti termali. Le agevolazioni menzionate non sono cumulabili e si riferiscono esclusivamente a prestazioni erogate in regime di solvenza, senza quindi usufruire di copertura assicurativa diretta, né delle agevolazioni eventualmente previste da una copertura assicurativa indiretta, né è quindi applicabile a franchigie, superamento di massimali o scoperti previsti da dette coperture assicurative.

››› La Bacheca

Confartigianato di Forlì mette a disposizione dei propri associati la bacheca per tutti coloro che vogliono inserire annunci di compravendita di macchinari, licenze o attrezzature. Gli annunci vanno inviati a: bacheca@confartigianato.fo.it oppure chiamando il numero 0543 452909

CEDO attività di forno/pasticceria in centro a Modigliana. Per informazioni contattare 338 5661143

CEDO attività di parrucchiere già avviata, situata in ottima posizione Corso Mazzini 84, Forlì. Il locale è completamente arredato e pronto all’uso, ideale per chi desidera iniziare subito la propria attività senza ulteriori investimenti. Per informazioni: 389 1718992

CEDO per pensionamento attività di barbiere in Viale Roma 89 a Forlì. Per informazioni contattare 331 1086653

CEDO attività di parrucchiere in Forlimpopoli, ottima posizione. Per informazioni contattare 338 4822688

CERCO a Forlì capannone in affitto a uso artigianale per complessivi mq. 1600 circa, di cui mq 600 ad uso ufficio, la restante superficie in area scoperta. Per informazioni contattare: 0543 814530

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Predappio

Via Roma, 100/B - Tel 0543 452921

Rocca San Casciano

Piazza Garibaldi, 53 - Tel 0543 452970

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Via Giovannetti, 6 - Tel 0543 452941

Tredozio

Via XX Settembre - angolo Vicolo Biscanto, 1

Tel 0543 452942

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