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Il Colore parla di Te Esther Fenizia Galdo Francesco Ascione
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Il Colore parla di Te Esther Fenizia Galdo Francesco Ascione
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Il Colore parla di Te di Esther Fenizia Galdo Francesco Ascione Opera di copertina “Composizione” di
Giulia Fulli
ISBN 978889887039
2020 COM Srl Publishing and Communication Edizione
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V.
SOMMARIO I.
Carattere del colore. Colore-spazio, colore-tempo
III.
Dentro i colori primari e complementari Caratteristiche del colore colore e comunicazione
II.
IV.
A proposito della ricerca
Significato dei colori arancione azzurro beige bianco blu bordeaux celeste fucsia giallo grigio lilla marrone nero rosa rosso senape turchese verde verde acido verde oliva verde petrolio viola
7
13
14
15
111 112 114 116 118 120 122 124 126 128 130 132 134 136 138 140 142 144 146 148 150 152 154
VI.
VII.
Color meaning azure beige black blue brown burgundy fuchsia gray green green blue light blue lilac lime mustard olive green orange pink red turquoise violet white yellow
Esempi di letture cromatiche
Conclusioni
Bibliografia e filmografia
156 156 158 160 162 164 166 168 170 172 174 176 178 180 182 184 186 188 190 192 194 196 198
200 203
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V.
SOMMARIO I.
Carattere del colore. Colore-spazio, colore-tempo
III.
Dentro i colori primari e complementari Caratteristiche del colore colore e comunicazione
II.
IV.
A proposito della ricerca
Significato dei colori arancione azzurro beige bianco blu bordeaux celeste fucsia giallo grigio lilla marrone nero rosa rosso senape turchese verde verde acido verde oliva verde petrolio viola
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111 112 114 116 118 120 122 124 126 128 130 132 134 136 138 140 142 144 146 148 150 152 154
VI.
VII.
Color meaning azure beige black blue brown burgundy fuchsia gray green green blue light blue lilac lime mustard olive green orange pink red turquoise violet white yellow
Esempi di letture cromatiche
Conclusioni
Bibliografia e filmografia
156 156 158 160 162 164 166 168 170 172 174 176 178 180 182 184 186 188 190 192 194 196 198
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I Carattere del colore Colore-spazio Colore-tempo Federico Borromeo, nel secolo diciottesimo, nota che “i colori sono quasi parole che, percepite dagli occhi, penetrano nell’animo non meno delle voci percepite dalle orecchie”. Kandinsky, agli inizi ventesimo secolo, scrive che “il colore, come la parola, è una risonanza interiore”. “Il giallo, quando viene guardato direttamente, in una forma geometrica qualunque, rende l’uomo irrequieto, lo punge, lo eccita e rivela il carattere della forza espressa nel colore, che opera nell’animo in modo arrogante ed esasperante. Questa proprietà del giallo, colore che tende alle tonalità chiare, la si può portare a un tale livello d’intensità, da rendere il colore insopportabile all’occhio e all’animo. Intensificandosi in questo modo, il giallo risuona come una tromba acuta suonata sempre più forte o come una fanfara al timbro più alto. Il giallo è un colore tipicamente terreno.
Non è possibile che il giallo arrivi a certe profondità. Messo a confronto con lo stato d’animo dell’uomo, può agire come raffigurazione colorata della demenza, ma non della melanconia. 7
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O della follia cieca, del delirio... Oppure somiglia alla folle dissipazione delle ultime forze dell’estate nell’acre fogliame autunnale, dal quale l’azzurro esula e sale al cielo”.
Il colore è linguaggio, dunque strumento di comunicazione, dal primo apparire dell’uomo delle caverne ( i graffiti preistorici ne sono testimonianza inequivocabile) e offre, più di altri linguaggi, la possibilità di penetrare nella personalità dell’individuo, liberi da censure più o meno volontarie. Il linguaggio verbale, essendo volontario, è pilotato: per dare un’immagine di sé predeterminata (all’innamorato, all’insegnante, al datore di lavoro) o per raggiungere un risultato desiderato (concludere un affare, evitare una punizione). È facile mentire.
Il linguaggio cromatico è quasi sempre involontario perché perlopiù inconscio: l’immagine di sé si compone decifrando i colori di cui ci si circonda (per affinità o per contrasto). È molto difficile mentire.
Il cromatismo psicologico, acquisita la chiave interpretativa, è uno strumento privilegiato di lettura della personalità dell’interlocutore.
Un’applicazione molto interessante del cromatismo psicologico è nell’indagine del rapporto uomo-tempo e uomo-spazio. Ogni personalità è definibile cromaticamente e dal colore deriva un preciso rapporto spazio-temporale. I colori sono luce; la luce varia col tempo (alba, tramonto, notte) perciò il colore varia col passare del tempo (una rosa di colore rosa al mattino può diventare lilla nel pomeriggio e di notte è nera).
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Così la personalità è in rapporto variabile col tempo: IL RAPPORTO COL TEMPO DI CIASCUN INDIVIDUO
VARIA IN RELAZIONE AL COLORE DELLA PERSONALITÀ.
I colori sono luce; la luce si propaga nello spazio e lo invade perciò il colore riempie e modella lo spazio: IL RAPPORTO CON LO SPAZIO DI CIASCUN INDIVIDUO
VARIA IN RELAZIONE AL COLORE DELLA PERSONALITÀ. Esiste una relazione tra colore e profondità: il colore freddo ha un effetto regressivo, il colore caldo un effetto emergente o progressivo; lo stesso vale per il rapporto tra colore e volume: il colore freddo produce un effetto di compressione, il colore caldo di dilatazione. È, perciò, possibile parlare di dimensione apparente, sia dello spazio che degli oggetti, in dipendenza del loro croma. È certamente nota ai più la “prospettiva aerea” di Leonardo da Vinci, che si avvaleva dell’effetto regressivo del blu per allontanare indefinitamente lo sfondo dei suoi dipinti.
I colori di cui la persona si circonda o che adopera, sia per affinità che per contrapposizione, sono strumento di lettura della personalità e, dunque, strumento di individuazione delle modalità di approccio allo studio degli allievi da utilizzare efficacemente nel rapporto interrelazionale docente-discente. 9
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O della follia cieca, del delirio... Oppure somiglia alla folle dissipazione delle ultime forze dell’estate nell’acre fogliame autunnale, dal quale l’azzurro esula e sale al cielo”.
Il colore è linguaggio, dunque strumento di comunicazione, dal primo apparire dell’uomo delle caverne ( i graffiti preistorici ne sono testimonianza inequivocabile) e offre, più di altri linguaggi, la possibilità di penetrare nella personalità dell’individuo, liberi da censure più o meno volontarie. Il linguaggio verbale, essendo volontario, è pilotato: per dare un’immagine di sé predeterminata (all’innamorato, all’insegnante, al datore di lavoro) o per raggiungere un risultato desiderato (concludere un affare, evitare una punizione). È facile mentire.
Il linguaggio cromatico è quasi sempre involontario perché perlopiù inconscio: l’immagine di sé si compone decifrando i colori di cui ci si circonda (per affinità o per contrasto). È molto difficile mentire.
Il cromatismo psicologico, acquisita la chiave interpretativa, è uno strumento privilegiato di lettura della personalità dell’interlocutore.
Un’applicazione molto interessante del cromatismo psicologico è nell’indagine del rapporto uomo-tempo e uomo-spazio. Ogni personalità è definibile cromaticamente e dal colore deriva un preciso rapporto spazio-temporale. I colori sono luce; la luce varia col tempo (alba, tramonto, notte) perciò il colore varia col passare del tempo (una rosa di colore rosa al mattino può diventare lilla nel pomeriggio e di notte è nera).
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Così la personalità è in rapporto variabile col tempo: IL RAPPORTO COL TEMPO DI CIASCUN INDIVIDUO
VARIA IN RELAZIONE AL COLORE DELLA PERSONALITÀ.
I colori sono luce; la luce si propaga nello spazio e lo invade perciò il colore riempie e modella lo spazio: IL RAPPORTO CON LO SPAZIO DI CIASCUN INDIVIDUO
VARIA IN RELAZIONE AL COLORE DELLA PERSONALITÀ. Esiste una relazione tra colore e profondità: il colore freddo ha un effetto regressivo, il colore caldo un effetto emergente o progressivo; lo stesso vale per il rapporto tra colore e volume: il colore freddo produce un effetto di compressione, il colore caldo di dilatazione. È, perciò, possibile parlare di dimensione apparente, sia dello spazio che degli oggetti, in dipendenza del loro croma. È certamente nota ai più la “prospettiva aerea” di Leonardo da Vinci, che si avvaleva dell’effetto regressivo del blu per allontanare indefinitamente lo sfondo dei suoi dipinti.
I colori di cui la persona si circonda o che adopera, sia per affinità che per contrapposizione, sono strumento di lettura della personalità e, dunque, strumento di individuazione delle modalità di approccio allo studio degli allievi da utilizzare efficacemente nel rapporto interrelazionale docente-discente. 9
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La PERSONALITÀ ROSSA, ad esempio, ha valenze precise di DECISIONE, PASSIONE, INTRAPRENDENZA; tenderà, quindi, a invadere lo spazio nel quale si inserisce; ha bisogno di spazi ampi, perché si espande, ma la dilatazione è razionalmente individuabile perché propositiva, dunque misurabile: la personalità rossa risulta quindi DOMINANTE, PROPOSITIVA e AFFIDABILE (carattere della regalità).
La personalità rossa non è affiancabile facilmente, perché invasiva e prevalente (non si può mettere un oggetto rosso troppo vicino ad altri oggetti di colori caldi perché entrerebbero in conflittualità), tende a circondarsi di ascoltatori e a focalizzare su di sé l’attenzione: riempie tutto lo spazio e se ne sente padrone incontrastato.
Un ALLIEVO ROSSO va considerato come ELEMENTO TRAINANTE della comunità e quindi sensibilizzato alla funzione, perché ne acquisti coscienza. Va, altresì, responsabilizzato al rispetto degli spazi altrui, perché potrebbe essere soffocante per i compagni eterocromatici e antagonista per quelli isocromatici.
La PERSONALITÀ BLU ha valenze di RIFLESSIVITÀ, ISOLAMENTO e ASCESI; tenderà, quindi, a isolarsi e ascoltare, senza confrontarsi con lo spazio materiale; è indifferente all’ampiezza dello spazio in cui si inserisce perché la dimensione nella quale si espande è quella interiore: la personalità blu risulta RECETTIVA, tendente all’ISOLAMENTO, RASSERENANTE (carattere della spiritualità). La personalità blu è facile da affiancare, si adatta facilmente a ogni tipo di compagnia, ama ascoltare, si nasconde, non è propositiva, ma accogliente e comprensiva: INTERIORIZZA, dà PACE. 10
La scelta del blu è segno di un rapporto di perfetto equilibrio con lo spazio, nel totale isolamento. La persona si sente immersa nello spazio infinito del mondo e possiede lo spazio infinito del pensiero e dello spirito.
Un ALLIEVO BLU va considerato elemento di grande RISORSA INTERIORE e va aiutato a scoprire la vastità del suo spazio mentale e spirituale e spinto a farsi spazio all’esterno e conquistare posizioni emergenti.
Risulta a questo punto interessante lo studio del rapporto docente-discente, correlato inevitabilmente all’ambiente e ai tempi di interazione, utilizzando il parametro del colore.
Acquisire questa chiave di lettura offre la possibilità di agire sull’allievo in maniera più diretta ed efficace, facendo perno sullo specifico delle necessità individuali di inserimento e di dialogo.
Naturalmente questa potrebbe divenire un’arma di condizionamento dell’interlocutore, pertanto, come in ogni realtà sociale, occorre avere chiara nella mente la finalità primaria dell’insegnamento: far sì che ciascun allievo scopra e potenzi al massimo le sue capacità in armonia con il proprio sistema di valori, nella consapevolezza e nella condivisione. Fra i tanti, ecco un esempio di applicazione del linguaggio cromatico a un uso psicoincentivante. Un allenatore di football americano fece dipingere di blu lo spogliatoio della sua squadra per ottenere il massimo della distensione dei suoi giocatori durante l’intervallo delle partite, ma l’anticamera era dipinta di rosso perché il colore contribuisse a trasformare in una eccitante sferzata di energia le sue brevi arringhe prima di entrare in campo. Se consideriamo gli artisti e il loro mondo, il riferimento è immediato. Gli artisti sono persone e, come tali, esprimono sé stessi 11
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La PERSONALITÀ ROSSA, ad esempio, ha valenze precise di DECISIONE, PASSIONE, INTRAPRENDENZA; tenderà, quindi, a invadere lo spazio nel quale si inserisce; ha bisogno di spazi ampi, perché si espande, ma la dilatazione è razionalmente individuabile perché propositiva, dunque misurabile: la personalità rossa risulta quindi DOMINANTE, PROPOSITIVA e AFFIDABILE (carattere della regalità).
La personalità rossa non è affiancabile facilmente, perché invasiva e prevalente (non si può mettere un oggetto rosso troppo vicino ad altri oggetti di colori caldi perché entrerebbero in conflittualità), tende a circondarsi di ascoltatori e a focalizzare su di sé l’attenzione: riempie tutto lo spazio e se ne sente padrone incontrastato.
Un ALLIEVO ROSSO va considerato come ELEMENTO TRAINANTE della comunità e quindi sensibilizzato alla funzione, perché ne acquisti coscienza. Va, altresì, responsabilizzato al rispetto degli spazi altrui, perché potrebbe essere soffocante per i compagni eterocromatici e antagonista per quelli isocromatici.
La PERSONALITÀ BLU ha valenze di RIFLESSIVITÀ, ISOLAMENTO e ASCESI; tenderà, quindi, a isolarsi e ascoltare, senza confrontarsi con lo spazio materiale; è indifferente all’ampiezza dello spazio in cui si inserisce perché la dimensione nella quale si espande è quella interiore: la personalità blu risulta RECETTIVA, tendente all’ISOLAMENTO, RASSERENANTE (carattere della spiritualità). La personalità blu è facile da affiancare, si adatta facilmente a ogni tipo di compagnia, ama ascoltare, si nasconde, non è propositiva, ma accogliente e comprensiva: INTERIORIZZA, dà PACE. 10
La scelta del blu è segno di un rapporto di perfetto equilibrio con lo spazio, nel totale isolamento. La persona si sente immersa nello spazio infinito del mondo e possiede lo spazio infinito del pensiero e dello spirito.
Un ALLIEVO BLU va considerato elemento di grande RISORSA INTERIORE e va aiutato a scoprire la vastità del suo spazio mentale e spirituale e spinto a farsi spazio all’esterno e conquistare posizioni emergenti.
Risulta a questo punto interessante lo studio del rapporto docente-discente, correlato inevitabilmente all’ambiente e ai tempi di interazione, utilizzando il parametro del colore.
Acquisire questa chiave di lettura offre la possibilità di agire sull’allievo in maniera più diretta ed efficace, facendo perno sullo specifico delle necessità individuali di inserimento e di dialogo.
Naturalmente questa potrebbe divenire un’arma di condizionamento dell’interlocutore, pertanto, come in ogni realtà sociale, occorre avere chiara nella mente la finalità primaria dell’insegnamento: far sì che ciascun allievo scopra e potenzi al massimo le sue capacità in armonia con il proprio sistema di valori, nella consapevolezza e nella condivisione. Fra i tanti, ecco un esempio di applicazione del linguaggio cromatico a un uso psicoincentivante. Un allenatore di football americano fece dipingere di blu lo spogliatoio della sua squadra per ottenere il massimo della distensione dei suoi giocatori durante l’intervallo delle partite, ma l’anticamera era dipinta di rosso perché il colore contribuisse a trasformare in una eccitante sferzata di energia le sue brevi arringhe prima di entrare in campo. Se consideriamo gli artisti e il loro mondo, il riferimento è immediato. Gli artisti sono persone e, come tali, esprimono sé stessi 11
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attraverso scelte cromatiche precise che possono diventare parametro veicolare di uno studio alternativo della Storia dell’Arte, per la comprensione profonda dell’artista nella complessa sfaccettatura delle componenti psicologico-socio-culturali che fanno di ciascuno un unicum in strettissima correlazione di essere e comporre.
II A proposito della ricerca La ricerca Colore e Comunicazione inizia nel 1974, grazie alla Storica dell’Arte Esther Fenizia Galdo. Negli anni ‘80 si avvale della partecipazione del Prof. Bigiero, docente di ingegneria alla Sapienza di Roma ed esperto di grafologia. Nel 1995 viene pubblicata da MUSIS (Museo delle Scienze e dell’Informazione Scientifica) all’Università La Sapienza. Nel 2007 nasce la collaborazione con Francesco Ascione, Dottore in Statistica e studioso di Sociologia.
Dal 1974 al 1998 sono stati intervistati 13.000 interlocutori, l’80% dei quali studenti di liceo classico. Nel 1997 sono state intervistate 6.000 persone tramite canali digitali. Dal 1998 al 2007 sono stati intervistati 3.000 docenti di scuole di ogni ordine e grado. Dal 2007 al 2012 sono stati intervistati 2.000 utenti in locali pubblici e luoghi molto frequentati. Il risultato di queste interviste ha consentito di validare le ipotesi della ricerca. Le conclusioni sono state schematizzate e semplificate nella presente pubblicazione, nel capitolo 4, in lingua italiana e, nel capitolo 5, in lingua inglese.
Nel 2015, grazie alla collaborazione con l’Ingegner Roberto Galdo, è stata pubblicata un’app che si chiama Emozioni, prodotta da 8bitpills, disponibile su Play Store.
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attraverso scelte cromatiche precise che possono diventare parametro veicolare di uno studio alternativo della Storia dell’Arte, per la comprensione profonda dell’artista nella complessa sfaccettatura delle componenti psicologico-socio-culturali che fanno di ciascuno un unicum in strettissima correlazione di essere e comporre.
II A proposito della ricerca La ricerca Colore e Comunicazione inizia nel 1974, grazie alla Storica dell’Arte Esther Fenizia Galdo. Negli anni ‘80 si avvale della partecipazione del Prof. Bigiero, docente di ingegneria alla Sapienza di Roma ed esperto di grafologia. Nel 1995 viene pubblicata da MUSIS (Museo delle Scienze e dell’Informazione Scientifica) all’Università La Sapienza. Nel 2007 nasce la collaborazione con Francesco Ascione, Dottore in Statistica e studioso di Sociologia.
Dal 1974 al 1998 sono stati intervistati 13.000 interlocutori, l’80% dei quali studenti di liceo classico. Nel 1997 sono state intervistate 6.000 persone tramite canali digitali. Dal 1998 al 2007 sono stati intervistati 3.000 docenti di scuole di ogni ordine e grado. Dal 2007 al 2012 sono stati intervistati 2.000 utenti in locali pubblici e luoghi molto frequentati. Il risultato di queste interviste ha consentito di validare le ipotesi della ricerca. Le conclusioni sono state schematizzate e semplificate nella presente pubblicazione, nel capitolo 4, in lingua italiana e, nel capitolo 5, in lingua inglese.
Nel 2015, grazie alla collaborazione con l’Ingegner Roberto Galdo, è stata pubblicata un’app che si chiama Emozioni, prodotta da 8bitpills, disponibile su Play Store.
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III Dentro i colori primari e complementari In questo capitolo si espone il significato dei colori primari, rosso, giallo, blu, e complementari, arancione, viola e verde, nella specificitĂ del croma e in rapporto allo spazio e al tempo.
Tutti gli altri innumerevoli colori sono la risultanza della interazione di questi sei.
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COLORE E COMUNICAZIONE
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