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Il piano territoriale. La casa come primo luogo di cura

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Innovazione, Management Sanitario e Cultura per la Salute Quaderni per lo sviluppo delle relazioni tra i professionisti e nella comunità

IL PIANO TERRITORIALE

LA CASA COME PRIMO LUOGO DI CURA

DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI a cura di GIANNI VICARIO E SIMONA GIACOMINI Con il contributo della Comunità di Pratica

Il Nuovo Modello di Sanità Territoriale

GIUSEPPE CIMARELLO


DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI GIUSEPPE CIMARELLO

IL PIANO TERRITORIALE LA CASA COME PRIMO LUOGO DI CURA

Trattazione della Comunità di Pratica numero 6


© COPYRIGHT 2022 COM Srl www.com4pub.com Via Lorenzo il Magnifico 42 00162 Roma RM Tel +39 3297836557 E-mail: mail.comsrl@gmail.com Partita iva 12143441009 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo volume può essere riprodotta, in qualsiasi forma, con mezzi elettronici, meccanici, con fotocopie, senza il permesso scritto della COM Srl.


UNA COLLANA DI QUADERNI DEDICATA AI PROFESSIONISTI DELLA SANITÀ con il patrocinio della ASL di Viterbo Curatori dell’opera Gianni Vicario e Simona Giacomini

DANIELA DONETTI ANTONELLA PROIETTI GIUSEPPE CIMARELLO COMUNITÀ DI PRATICA N. 6

ALTRI AUTORI

Andrea Arturi

Sergio Cavasino

Arturo Cavaliere

Marco Cuboni

Giulia Corradi

Simona Di Giovanni

Angela Lagrutta

Anna Federici

Marco Marcelli

Simona Giacomini

Antonino Martella

Anna Guadagnini

Pierpaolo Medori

Elettra Lazzaroni

Cristiana Morera

Simone Meschini

Bruno Rita

Francesco Saverio Emmanuele Profiti

Nicoletta Salvatori

Flavia Verginelli

Maria Teresa Schiena

Gianni Vicario Massimo Volpe

Si ringrazia per la collaborazione l’Area della Comunicazione e l’Ingegneria Clinica della ASL di Viterbo Per l’immagine di copertina si ringrazia (Thanks for the cover image) Photo by Tara Winstead: https://www.pexels.com/photo/abstract-connectiontravel-business-8386123/


SOMMARIO Prefazione

vii

Ringraziamenti

ix

Introduzione

1

nalisi del contesto: valutazione dei rischi e delle A opportunità

3

2.

Obiettivi e fasi attuative del modello

9

3.

L’architrave del piano territoriale

13

4.

Rete territoriale di prossimità

21

5.

Sistema aziendale delle Centrali operative

35

6.

La casa come primo luogo di cura: evoluzione delle cure domiciliari

43

6.1 U nità Speciale di Continuità Assistenziale Territoriale Fase 3.1

44

L’integrazione Ospedale territorio

47

7.1 La dimissione orientata Fase 4.1

48

Le strutture intermedie di Comunità

55

8.1 Le Case della Comunità Fase 5.1

56

8.2 Ospedale di Comunità Fase 5.2

58

1.

7.

8.

v


vi

SOMMARIO

9.

isogni di salute, strumenti di valutazione e modelli B d’intervento

69

9.1 S tratificazione del livello di rischio e ­classificazione del bisogno di salute (Fase 6.1)

70

9.2 Il progetto individuale di salute Fase 6.2

75

9.3 Integrazione sociosanitaria e budget di salute Fase 6.3

81

9.4 La cooperazione funzionale

84

9.5 Applicazione del modello di autocura Fase 6.5

86

10.

Ecosistema digitale e applicazione dei sistemi di e-health

91

11.

Il sistema di valutazione e controllo nell’ambito distrettuale

99

Bibliografia e normativa di riferimento

103


Prefazione La cultura dell’organizzazione nella relazione tra professionisti

U

na azienda è nulla senza la sua vision coerente con gli obiettivi, i valori aziendali e le aspirazioni del management strategico. La vision aziendale è nulla senza la sua condivisione con i diversi livelli dell’organizzazione e l’esplicitazione dei valori sui quali è basata. Mai come in questi anni la sanità pubblica è stata percorsa dai fremiti del rinnovamento e della reinterpretazione del ruolo delle aziende sanitarie nel contesto economico e sociale nel quale esse sono inserite. Se la vision è, con Peter Senge1, la rappresentazione del futuro che cerchiamo di creare, la comunicazione della vision di una azienda del Sistema Sanitario Nazionale è, proprio in questo periodo, una sfida particolarmente delicata e, al tempo stesso, ardua. Risponde a questa sfida l’intuizione del Direttore Generale della Azienda Sanitaria Locale di Viterbo, Daniela Donetti, di creare un organismo che sviluppi strategie editoriali tali da rafforzare l’identità aziendale tra gli stessi dipendenti e migliorarne la percezione da parte del pubblico. Nel 2021 nasce, così, il Comitato Editoriale della ASL Viterbo, composto non già di esperti di comunicazione e tecnici del marketing, ma da professionisti aziendali quotidianamente impegnati nelle attività cliniche, in prima persona attori del processo di rivoluzione culturale della nuova organizzazione. A supporto delle attività anche il Board scientifico della ASL di Viterbo, un gruppo tra pari, nato per mettere a frutto le competenze maturate dai professionisti in termini di buone pratiche. I quaderni del 2022 sono la prima risposta all’esigenza di trovare nuovi canali di comunicazione per riempire lo spazio tra la progettazione aziendale e coloro che vivono la sua struttura, tra l’innovazione e la sua applicazione 1. Senge, P. M. (1992 e 2006). The fifth discipline: The art and practice of the learning organization. Random House LLC vii


viii

Prefazione

pratica. Vogliono essere uno strumento agile per aiutare a collocare le migliaia prestazioni quotidianamente erogate dai professionisti della ASL nel più generale quadro della sua organizzazione aziendale e proiettarle nel futuro che la direzione strategica vuole costruire. Possono anche essere utili come strumenti di divulgazione in altri contesti delle forme gestionali adottate dalla nostra ASL. Uno strumento semplice ma quanto mai necessario in uno scenario nel quale la comunicazione basata su messaggi sempre più brevi, elementi multimediali, social networks e meme rischia di frammentare i contenuti rendendoli poco fruibili e creare confusione e distacco, proprio laddove è necessaria, al contrario, la massima focalizzazione su temi inevitabilmente complessi. Il primo dei quaderni non poteva che essere dedicato al piano territoriale. L’illustrazione del nuovo disegno del sistema sanitario territoriale della Tuscia è alla base dell’immagine di una Azienda Sanitaria che vuol fare della integrazione tra ospedale e territorio, della proattività e prossimità degli interventi i suoi principali punti di forza. Il nuovo piano territoriale nasce dal coinvolgimento dei tanti professionisti della ASL di Viterbo che hanno cercato modi migliori per accompagnare il paziente con un bisogno di salute attraverso i passaggi tra un setting di cura ed un altro, sviluppando un percorso a misura della persona. Aver chiara l’idea dell’organizzazione territoriale provinciale e dei principi sui quali essa è basata, costituirà il fondamento per approfondire tutti gli altri progetti organizzativi e manageriali che saranno oggetto dei numeri successivi della serie. L’auspicio del Comitato Editoriale è di iniziare, con questo numero, un proficuo dialogo tra tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione aziendale al fine di avvicinarci sempre di più a quella rappresentazione del futuro che abbiamo in mente. Fabio Cesare Campanile Coordinatore del Comitato Editoriale ASL Viterbo


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