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LA SORPRESA DELLA SORPRESA

Page 1


Claudio Tremolada presenta

LA SORPRESA DELLA SORPRESA

Autore - Claudio Tremolada

Titolo - La sorpresa della sorpresa

anno - © 2026

Tutti i diritti riservati all’Autore .

Licenza di copyright standard .

Quest'opera è pubblicata direttamente dall’Autore e detiene ogni diritto della stessa in maniera esclusiva

Non può essere distribuita o utilizzata, anche parzialmente o in altro modo senza esplicito consenso dell'Autore stesso .

INDICE

CAPITOLO 1

Dove tutto è al suo posto. Forse.

CAPITOLO 2

Dove una frase cade. E rotola.

CAPITOLO 3

Dove Clay pensa. Ed è già troppo.

CAPITOLO 4

Dove una parola sbagliata fa il giro della sala.

CAPITOLO 5

Dove Clay ragiona ad alta voce E qualcuno parla troppo piano

CAPITOLO 6

Dove entra chi non doveva parlare E parla

CAPITOLO 7

Dove Clay chiede Con educazione letale

CAPITOLO 8

Dove Clay indaga Con strumenti inadatti

CAPITOLO 9

Dove Clay trova un assistente. E peggiora tutto.

CAPITOLO 10

Dove l’assistente parla con Silvana. E la diplomazia muore.

CAPITOLO 11

Dove l’assistente riferisce. E sbaglia tutto.

CAPITOLO 12

Dove l’assistente chiarisce tutto. E viene gentilmente rimosso.

CAPITOLO 13

Dove il silenzio parla E qualcuno lo interrompe male

CAPITOLO 14

Dove tutto è chiaro. Separatamente.

CAPITOLO 15

Dove la musica decide di intervenire

CAPITOLO 16

Dove Clay arriva vicinissimo. Nel modo sbagliato.

CAPITOLO 17

Dove tutti sono presenti. E nessuno capisce davvero.

CAPITOLO 18

La sorpresa della sorpresa della sorpresa

CAPITOLO 1

Dove tutto è al suo posto. Forse.

La sala era un trionfo di luci calde, fiori troppo convinti di essere al centro dell’attenzione e camerieri che si muovevano con l’eleganza di chi sa che, prima o poi, qualcosa accadrà

Al centro di tutto, Silvana. Impeccabile. Sorridente. Con quell’aria di donna che ha firmato contratti importanti senza mai sbagliare una virgola, ma che ora stava per affrontare l’unico evento senza clausole di uscita: il matrimonio.

Accanto a lei, Clay. Bello. Teso. Elegante come una cravatta che stringe più del necessario.

�� Entrano in scena, mano nella mano.

CLAY (sussurrando, senza muovere le labbra)

Stai sorridendo?

SILVANA Certo.

CLAY

Un po’ di più. Sembri… riflessiva.

SILVANA

È l’emozione.

CLAY

Ah. Pensavo fosse concentrazione.

SILVANA

Clay, amore, oggi non devo risolvere niente.

CLAY (appena sollevato)

Neanche me?

Silvana lo guarda. Sorride meglio

Il pubblico ride prima

Intorno a loro, amici, imprenditori, personaggi che parlavano tutti con la stessa voce: quella di chi aspetta lo champagne come un segnale divino.

Ed è in quel momento che John entra nella scena. Non entra davvero. Si materializza.

Giacca scura, sguardo curioso, postura di chi osserva senza partecipare, come se stesse prendendo appunti invisibili.

John osserva Silvana. Non con insistenza.

Con precisione.

�� Silvana avverte qualcosa. Non sa cosa. Ma lo avverte.

SILVANA (a Clay)

Conosci quell’uomo?

CLAY

Quale uomo?

SILVANA

Quello che guarda come se stesse scegliendo dal menù

CLAY

Qui guardano tutti il menù.

SILVANA

Sì, ma lui sembra già sapere cosa ordinerà.

Clay si gira.

John sorride. Un sorriso educato. Professionale. Quasi… narrativo.

CLAY

No. Mai visto.

SILVANA

Strano.

CLAY Perché?

SILVANA

Perché ho la sensazione di conoscerlo da più tempo di quanto sarebbe corretto.

Clay ride. Una risata breve. Difensiva.

CLAY

Amore, oggi sei ufficialmente sposata. Le sensazioni ambigue andrebbero archiviate.

SILVANA

Io non archivio. Io catalogo.

�� John si avvicina. Con discrezione Con tempismo.

JOHN Mi perdoni… Silvana, vero?

Silvana si volta. Lo guarda. Pausa teatrale.

SILVANA

Dipende da chi lo chiede.

JOHN

John. Giornalista.

Clay si irrigidisce. Come una porta che non vuole aprirsi ma sente girare la chiave.

CLAY

Giornalista?

JOHN

Tranquilli. Oggi niente domande scomode. Solo osservazione partecipata.

SILVANA

(osservandolo a sua volta) E cosa osserva, esattamente?

JOHN

Le dinamiche. I dettagli. Le cose che sembrano ferme… ma stanno per muoversi.

Silenzio.

Un cameriere passa con un vassoio. Tintinnio di bicchieri. Il pubblico trattiene il fiato. Poi ride.

CLAY

Beh, allora si accomodi. Qui siamo pieni di… dettagli.

John sorride di nuovo.

Silvana anche.

Ma non nello stesso modo.

�� Sipario lento.

Qualcosa è iniziato.

Nessuno sa cosa.

Ma ride già.

CAPITOLO 2

Dove una frase cade. E rotola.

�� Stessa sala. Stesso party Ma l’aria è cambiata di mezzo grado.

SILVANA (a John)

Quindi lei osserva.

JOHN È un vizio professionale.

CLAY

E cosa scriverebbe, osservando?

JOHN

Dipende da chi firma.

CLAY

Io.

JOHN

Allora scriverei di un uomo che sembra molto sicuro di ciò che ha appena… ottenuto.

Clay sorride.

Un sorriso che chiede conferma.

CLAY

Perché dovrei non esserlo?

JOHN

Non dicevo che non lo fosse. Dicevo che sembra.

Silvana interviene, rapida.

SILVANA

John, giusto?

JOHN Sì.

SILVANA

Le presento mio marito.

JOHN

Oh, l'avevo intuito.

CLAY

Ah sì?

JOHN

Avete lo stesso modo di stare vicini senza guardarvi troppo

Silenzio. Un cameriere tossisce.

CLAY

È il matrimonio.

JOHN

Certo. Il matrimonio è una questione di… posizioni condivise.

Silvana trattiene un sorriso.

Clay no. Clay lo perde.

�� Arriva un’amica di Silvana, rumorosa come una fanfara.

AMICA

Silvana! Finalmente! Allora? Tutto perfetto?

SILVANA

Direi… in ordine.

AMICA E lui?

(indica Clay)

CLAY

Io sono sempre in ordine.

JOHN Si vede.

CLAY

Da cosa?

JOHN

Dalla rigidità. È un grande indicatore.

L’amica guarda John.

AMICA

E lei chi è?

JOHN

Solo uno che arriva sempre dopo… ma capisce prima.

L’amica annuisce senza capire.

Se ne va. Silvana resta.

SILVANA

Lei parla come se conoscesse già il finale.

JOHN

Io non credo nei finali.

CLAY

Ah no?

JOHN

Credo nelle rivelazioni tardive.

Clay beve.

Un sorso troppo lungo.

CLAY

E oggi cosa rivelerebbe?

John guarda Silvana.

Poi Clay.

Poi sorride.

E dice la frase innocua

JOHN

Che le persone giuste, a volte, arrivano con il nome sbagliato.

�� Pausa.

Silvana ride.

Una risata breve.

Come se fosse una battuta.

SILVANA Spiritoso.

JOHN

Non voleva esserlo.

�� Silenzio.

Clay batte le mani.

CLAY

Bene! Direi che possiamo brindare a… come si dice… all’autenticità!

JOHN Brindisi pericolosi.

CLAY Perché?

JOHN

Perché qualcuno potrebbe sentirsi chiamato in causa.

�� Un brindisi. Bicchieri che tintinnano.

Silvana e John si scambiano uno sguardo.

Non lungo.

Non evidente.

Sbagliato il giusto.

�� Sipario.

L’equivoco è nato. Nessuno sa ancora quale.

CAPITOLO 3

Dove Clay pensa. Ed è già troppo.

�� La sala è la stessa. Ma ora Clay è solo.

Non fisicamente.

È circondato da gente.

Ma mentalmente sì.

Clay osserva Silvana che parla con John vicino a una colonna decorativa.

Non sono vicini.

Sono… appropriatamente distanti

CLAY (a se stesso)

Stanno parlando.

Pausa.

CLAY

Tutti parlano.

Pausa più lunga.

CLAY

Ma loro parlano meglio.

�� Clay si avvicina a un invitato qualunque. Tipo neutro.

INVITATO

Bel matrimonio.

CLAY Sì.

INVITATO

Lei è lo sposo.

CLAY

Sì.

INVITATO Fortunato.

CLAY

In teoria.

INVITATO

Come?

CLAY

Niente.

L’invitato se ne va. Clay resta. Pensa.

�� Nel frattempo, Silvana e John.

Si sono spostati di mezzo metro. Quanto basta per sentirsi fuori contesto

SILVANA

Mio marito la sta guardando.

JOHN

È normale.

SILVANA

Non così.

JOHN

Così come?

SILVANA

Come se stesse cercando di ricordare dove l’ha già vista.

JOHN E l’ha vista?

SILVANA

Lei o la situazione.

JOHN

Le situazioni tornano sempre. Cambiano solo gli attori.

Silvana lo guarda. Si ferma.

SILVANA

Lei parla in modo pericoloso.

JOHN

Scrivo di cose pericolose.

SILVANA E perché è qui?

JOHN

Per assistere a un momento importante.

SILVANA Il mio?

JOHN Di tutti.

�� Clay si schiarisce la voce. Forte.

CLAY (a distanza)

Tutto bene?

Silvana risponde subito. Troppo.

SILVANA

Benissimo!

JOHN Ottimamente.

�� Clay annuisce. Non convinto.

CLAY

Ottimamente è una parola grossa.

Si avvicina di due passi.

Poi si ferma.

Come se ci fosse un limite invisibile.

CLAY

John, giusto?

JOHN Sì.

CLAY Giornalista.

JOHN Osservatore.

CLAY

Interessato.

JOHN Curioso.

CLAY

Di mia moglie.

Silvana interviene.

SILVANA

Clay, sta solo parlando.

CLAY

Lo so.

SILVANA Allora?

CLAY

Sto parlando anch’io. Con il concetto.

John sorride. Un sorriso sincero.

JOHN

Sa qual'è il problema, Clay?

CLAY No.

JOHN

Che quando una persona intelligente parla con un’altra persona intelligente… chi guarda pensa sempre di essere escluso.

�� Silenzio.

Clay riflette. Annuisce lentamente.

CLAY

Ha ragione.

Pausa.

CLAY

Ma non mi piace lo stesso.

�� Silvana ride. John anche.

SILVANA

Clay, per favore.

CLAY

Va bene.

Si allontana di mezzo metro. Poi si gira.

CLAY

Ma per correttezza…

JOHN Sì?

CLAY

Lei come si chiama davvero?

John inclina la testa. Sorride.

JOHN

Dipende da chi me lo chiede.

CLAY

Ecco.

Si allontana.

Convinto di aver capito qualcosa. Senza aver capito nulla.

�� Sipario.

Il sospetto è nato.

Non sa cosa sospetta.

Ma sospetta con eleganza.

CAPITOLO 4

Dove una parola sbagliata fa il giro della sala.

�� Zona buffet. Tavoli alti. Bicchieri pieni. Orecchie ovunque.

Un gruppo di invitati parla animatamente.

John è con loro.

Silvana è a distanza di sicurezza.

Clay… è a distanza di sospetto.

INVITATA 1

(quasi urlando per l’entusiasmo)

Quindi lei lavora con… le rivelazioni?

JOHN Sì.

INVITATO 2

Dev’essere un lavoro delicato.

JOHN

Lo è. Bisogna sapere quando tirarle fuori.

INVITATA 1

Io non ci riuscirei mai.

INVITATO 2

Eh, non tutti sanno reggere la pressione.

�� La parola “pressione” rimbalza come una pallina da ping-pong.

Un cameriere passa.

CAMERIERE

Pressione o naturale?

Silenzio.

Poi risata collettiva.

JOHN

Dipende dall’occasione.

Clay osserva la scena da lontano. Si avvicina a Silvana.

CLAY

Si parla molto di pressione, vedo.

SILVANA

È una festa, Clay

CLAY

Sì, ma sembra una conferenza.

SILVANA

Preferivi una dimostrazione pratica?

Clay la guarda. Pausa.

CLAY

Sto cercando di capire se ti stai divertendo.

SILVANA

Mi sto sposando. È un divertimento impegnativo.

�� Intanto l’equivoco cresce.

INVITATA 1

(rivolta a John)

Ma lei… come fa a sapere quando è il momento giusto?

JOHN Lo senti.

INVITATO 2

Nel corpo?

JOHN Nel contesto.

�� Qualcuno tossisce. Qualcun altro ride troppo.

INVITATA 1

Io sbaglio sempre il contesto.

JOHN

Capita. Si chiama entusiasmo anticipato.

Clay stringe il bicchiere.

CLAY

(entra nel dialogo, finto disinvolto)

Di cosa parlate?

INVITATA 1

Di rivelazioni.

CLAY

Ah.

INVITATO 2

E di pressione.

CLAY

Ah.

INVITATA 1

E di tempismo.

CLAY

Ah.

Silvana interviene.

SILVANA

Clay, stai facendo la collezione?

CLAY

Sto prendendo appunti mentali.

JOHN

È sempre utile.

CLAY

Per cosa?

JOHN

Per capire cosa arriva prima… e cosa dopo.

Silvana incrocia le braccia.

SILVANA

Clay, non starai mica interpretando tutto.

CLAY

No.

Pausa.

CLAY

Sto solo… ascoltando troppo.

SILVANA

È un nuovo hobby?

CLAY

Sì. Si chiama “capire mia moglie”.

Silvana sorride… ma di lato.

SILVANA

Allora ti auguro buona fortuna.

CLAY

Non sembri fiduciosa.

SILVANA

Sono realista.

�� Intanto un invitato fraintende completamente.

INVITATO 3

(scoppiando a ridere)

Ma quindi parlate di… quello?

Silenzio totale.

JOHN Di cosa?

INVITATO 3

Di… quando arriva il momento.

�� Un secondo di vuoto.

JOHN Sempre.

INVITATO 3 Sempre?

JOHN

Prima o poi.

Clay si avvicina a Silvana, a bassa voce.

CLAY

Giuro che non so di cosa stanno ridendo.

SILVANA Nemmeno loro.

CLAY

E questo ti diverte?

SILVANA Molto.

CLAY Perché?

SILVANA

Perché quando tutti capiscono cose diverse… di solito nessuno ha ragione.

Clay annuisce lentamente.

CLAY

Oppure ce l’hanno in troppi.

�� Si guardano. Un mezzo sorriso. Una mezza sfida.

�� Sipario.

L’attenzione è altrove. Il lettore ride dell’equivoco. Ma sotto, qualcosa scricchiola con eleganza.

CAPITOLO 5

Dove Clay ragiona ad alta voce. E qualcuno parla troppo piano.

�� Clay avanza di mezzo passo. La musica di fondo si abbassa. La sala resta, ma il mondo no.

CLAY

Non sono geloso.

Pausa.

CLAY

Cioè… non nel senso classico.

Pausa più lunga.

CLAY

Nel senso classico uno ha paura di perdere qualcosa. Io invece ho paura di aver già perso… e di non sapere quando

Clay prende un bicchiere. Lo guarda.

CLAY

Questo bicchiere è pieno.

Pausa.

CLAY

Ma se qualcuno mi dice che prima era più pieno… io inizio a guardarlo male.

Cammina due passi. Si ferma.

CLAY

Silvana parla con John. Parlare non è vietato.

Anche io parlo.

Parlo tantissimo.

Pausa.

CLAY

Ma io parlo a caso

Lui parla… con metodo

Clay abbassa la voce.

CLAY

E quando qualcuno parla con metodo, di solito… sa già dove vuole arrivare.

�� La musica riparte piano. La scena si allarga.

�� John è con due invitati. Silvana è poco distante, finge di guardare i fiori.

INVITATO 1

Lei è molto sicuro di sé.

JOHN

No. Sono solo coerente.

INVITATO 2

Con cosa?

JOHN

Con quello che so di me.

Silvana alza appena lo sguardo.

SILVANA

E cosa sa di sé?

John sorride. Non guarda subito Silvana. Risponde come se stesse parlando del tempo.

JOHN

Che non sono mai dove mi chiamano… ma sempre dove mi aspettano.

Qualcuno annuisce senza capire.

Silvana resta immobile. Un secondo di troppo.

�� Clay riprende il monologo, senza sapere cosa è stato detto.

CLAY

Io non temo John.

Pausa.

CLAY

Temo il fatto che Silvana non lo teme

Clay si volta verso di lei.

CLAY

(amichevole, troppo)

Ti diverti?

SILVANA

Sì.

CLAY

Con chi?

SILVANA

Con le parole.

CLAY

Le parole fanno male.

SILVANA

Solo se le prendi sul serio.

CLAY

Io prendo tutto sul serio.

SILVANA

Lo so.

Pausa.

SILVANA

È una delle cose che mi piacciono.

�� John si avvicina, casuale.

JOHN

Clay, posso dirle una cosa?

CLAY

Certo.

JOHN Da osservatore.

CLAY Peggio.

JOHN

Non sempre chi sta al centro della scena… è il protagonista.

Silenzio. Mezzo secondo.

CLAY E chi lo è?

John beve un sorso. Sorride.

JOHN

Chi cambia nome senza che nessuno se ne accorga.

Clay ride anche lui. Ma un attimo dopo.

CLAY

Bella frase.

JOHN Grazie.

CLAY

Non l’ho capita.

JOHN Perfetto.

�� Sipario.

Clay sospetta. Silvana ascolta. John… semina

CAPITOLO 6

Dove entra chi non doveva parlare. E parla.

�� Un fischio nel microfono. La musica si spegne a metà nota.

VOCE

Uno, due… perfetto!

Scusate l’interruzione, ma quando l’emozione chiama… io rispondo!

�� Entra LUI.

Elegante ma sudato.

Auricolare. Microfono. Clipboard.

L’aria di chi ha organizzato tutto… tranne sé stesso.

UOMO

Io sono l’organizzatore, ma anche un caro amico, e in certi casi… (be’, non formalizziamo).

Clay lo guarda.

Silvana sbianca di mezzo tono.

SILVANA

(a denti stretti)

Perché parla?

CLAY

Perché ha un microfono.

SILVANA

Non era previsto.

CLAY

Nulla lo è più, da mezz’ora.

�� L’UOMO continua.

UOMO

Volevo solo dire che è bellissimo rivedervi insieme, finalmente… cioè, ufficialmente

Silenzio.

CLAY

Ufficialmente cosa?

SILVANA (interrompendo)

Sta parlando in generale.

UOMO

Certo! Generalissimo!

Io parlo sempre in generale, poi scendo nei dettagli senza accorgermene.

John inclina la testa. Interessato.

JOHN (al vicino)

Questo è il momento in cui la frase sbagliata arriva.

�� L’UOMO guarda la coppia.

UOMO

Silvana… raggiante come sempre. Clay… finalmente rilassato.

CLAY

Io?

UOMO

Sì!

Rispetto a… prima.

Silenzio.

Un bicchiere cade. Nessuno sa perché.

�� Clay ride. Ma è un riso matematico.

CLAY

Prima di cosa?

UOMO

Ma sì, dai… prima di tutto questo. Prima che… beh… vi sistemaste

�� Silvana si muove di mezzo passo. Troppo tardi.

SILVANA

Stai confondendo le coppie.

UOMO

Ah! Succede sempre!

Con tutto questo amore in giro, a volte non si capisce chi era con chi… prima.

�� Silenzio totale.

Clay applaude piano. Clap. Clap.

CLAY Ottimo. Ora, per pura curiosità organizzativa… con chi, secondo te, ero io?

�� L’UOMO ride. Ride troppo.

UOMO

Ah ah! Ma no, figurati!

Intendo dire… (le parole lo abbandonano) che le cose trovano sempre la loro forma finale.

JOHN (intervenendo, leggero) O cambiano stampo all’ultimo.

Silvana lo guarda.

SILVANA Grazie.

JOHN Prego. È una deformazione professionale.

�� L’UOMO riprende, ormai lanciato.

UOMO

Comunque!

Volevo solo dire che questa unione è la prova che… (guarda Silvana) le sorprese arrivano sempre quando uno pensa di conoscersi.

�� Clay si gira verso Silvana.

CLAY

Tu mi conosci?

SILVANA

CLAY

Da quanto?

SILVANA

Da abbastanza da non rispondere a questa domanda.

�� John si avvicina a Clay Voce bassa.

JOHN

Sa qual'è il problema degli organizzatori?

CLAY

Dica.

JOHN Ricordano tutto… ma non nel giusto ordine.

�� Clay annuisce lentamente.

CLAY

Sto iniziando a sospettare che nemmeno io.

�� L’UOMO conclude, sollevato.

UOMO

Bene!

Allora direi che possiamo tornare alla festa! Musica! Amore! Chiarezza!

�� La musica parte. Nessuno balla.

�� Silvana e Clay restano immobili.

SILVANA (stizzita)

Sei paranoico.

CLAY

No.

Pausa.

CLAY

Sono metodico.

�� Sipario.

Il caos è servito.

Nessuno ha detto nulla. Ma tutti hanno detto troppo

CAPITOLO 7

Dove Clay chiede. Con educazione letale.

�� Angolo laterale della sala. Un tavolino. Tre bicchieri. Nessuna via di fuga evidente.

Clay sorride.

Un sorriso gentile. Quello che precede una richiesta “solo per capire”.

CLAY (con calma)

Silvana, posso farti una domanda?

SILVANA Una?

CLAY

Una serie molto breve.

SILVANA Vai.

CLAY

Da quanto tempo conosci John?

SILVANA

Da stasera.

CLAY

Perfetto. Pausa.

CLAY

E da che ora esattamente?

SILVANA Clay…

CLAY

È per orientarmi.

SILVANA

Da… dopo il brindisi.

CLAY

Benissimo.

Segna mentalmente.

CLAY Seconda domanda. Hai mai parlato con lui prima?

SILVANA No.

CLAY Mai mai?

SILVANA Mai.

CLAY Ottimo.

�� Clay si gira verso John.

CLAY

John, posso?

JOHN Certo.

CLAY Conferma?

JOHN Confermo.

CLAY

Mai parlato prima?

JOHN Mai.

CLAY Splendido. Pausa.

CLAY

Terza domanda.

Perché allora vi parlate come due persone che hanno già finito le presentazioni?

Silvana incrocia le braccia.

SILVANA

Perché siamo educati.

CLAY

Anch’io sono educato.

Pausa.

CLAY

Eppure sto sudando.

John interviene, pacato.

JOHN

Clay, posso fare una domanda io?

CLAY

Preferirei di no.

JOHN

La faccio lo stesso.

CLAY

Educatamente?

JOHN Sempre.

JOHN

Lei è sempre stato così preciso?

CLAY No.

JOHN

Quando ha iniziato?

CLAY

Quando ho avuto la sensazione che qualcuno stesse usando un sinonimo al posto del sostantivo.

Silvana sospira.

SILVANA

Stai esagerando.

CLAY

Non ancora.

�� John sorride. Guarda Silvana.

JOHN È affascinante.

CLAY Grazie.

JOHN Non lei.

Clay si ricompone.

CLAY

Ultima domanda. Giuro.

Pausa teatrale.

CLAY

John… quando ha detto che non è mai dove lo chiamano ma dove lo aspettano…

Silenzio.

CLAY

…chi la stava aspettando?

�� Silenzio perfetto.

John sorride. Non risponde subito.

JOHN Tutti.

Silvana scuote la testa.

SILVANA

Questo è assurdo.

CLAY No.

Pausa.

CLAY

Questo è informativo.

�� Clay si alza. Sistema la giacca.

CLAY

Grazie per la collaborazione.

�� Si allontana. Educato. Distrutto.

Silvana guarda John.

SILVANA

Mi dispiace.

JOHN

Non ancora.

�� Sipario.

Clay ha interrogato.

Non ha capito.

Ma ora sa di dover continuare

CAPITOLO 8

Dove Clay indaga. Con strumenti inadatti.

�� Clay è solo. O meglio: pensa di esserlo.

Tiene in mano un tovagliolo.

Lo guarda come se fosse una mappa del tesoro.

CLAY

(a se stesso)

Fatti.

Scrive. Poi legge ad alta voce.

CLAY

Fatto numero uno: mia moglie ride. Prima non rideva così.

Pausa. Sottolinea.

CLAY

Fatto numero due:

John parla come uno che ha già letto il copione.

Altro segno.

CLAY

Fatto numero tre: l’organizzatore ha detto “ufficialmente”.

Sottolinea due volte.

�� Un cameriere si avvicina.

CAMERIERE

Desidera altro?

CLAY

Sì.

Pausa.

CLAY

Discrezione.

CAMERIERE

Mi dispiace, è finita.

�� Risata.

Clay annuisce, serio.

CLAY

Lo sospettavo.

�� Entra in scena una INVITATA qualsiasi.

INVITATA

Tutto bene?

CLAY Dipende.

INVITATA

Da cosa?

CLAY

Da lei.

INVITATA

Io?

CLAY

Mi dica:

ha visto mia moglie parlare con qualcuno… in modo eccessivamente coerente?

�� L’invitata ride, imbarazzata.

INVITATA

No… credo di no.

CLAY

Perfetto.

Segna.

CLAY

Ha esitato.

�� Clay si sposta dietro una colonna. Osserva Silvana e John da lontano.

CLAY (sottovoce)

Troppo distanti per essere innocenti.

Troppo vicini per essere casuali.

Pausa.

CLAY Classico.

�� John si avvicina. Silvana è rimasta indietro.

JOHN

Sta facendo… quello che credo?

CLAY

Sto verificando.

JOHN Cosa?

CLAY

La geometria.

JOHN E com’è?

CLAY

Sospetta.

JOHN Ha una teoria?

CLAY

Ne ho tre.

Pausa.

CLAY

Tutte sbagliate. Ma promettenti.

JOHN

Sa cosa fanno i veri detective?

CLAY Sì.

JOHN Ascoltano.

CLAY

Lo faccio anch’io.

JOHN No. Pausa.

JOHN

Lei interpreta.

Clay prende nota.

CLAY

Interessante.

Interpreta = copione.

�� Si ferma. Guarda John.

CLAY

Lei ha mai recitato?

JOHN Sempre.

�� Silvana rientra in scena.

SILVANA

Clay, cosa stai facendo?

CLAY

Indagine preliminare.

SILVANA

Su cosa?

CLAY

Su di te.

SILVANA

Sono tua moglie.

CLAY

Proprio per questo.

Stai diventando ridicolo.

CLAY

Lo so.

Pausa.

CLAY

È la fase due.

�� Sipario.

Clay non sa nulla.

Ma indaga con passione.

Ed è questo che lo rende pericolosamente divertente

SILVANA

CAPITOLO 9

Dove Clay trova un assistente. E peggiora tutto.

�� Zona fumatori che non fuma. Tavolino laterale. Luci più basse.

Clay è piegato sul tovagliolo.

Lo guarda con concentrazione assoluta.

�� Entra l’ASSISTENTE.

Un invitato qualunque.

Gentile. Lento. Convinto di essere sveglio.

ASSISTENTE (scettico)

Tutto bene?

Clay alza lo sguardo.

Lo scruta come se fosse un curriculum.

CLAY

Lei ha un’aria disponibile.

ASSISTENTE

Grazie.

CLAY

E anche un po’ confusa.

ASSISTENTE

È l’emozione.

CLAY

Perfetto.

ASSISTENTE

Perfetto per cosa?

CLAY

Per aiutarmi.

ASSISTENTE

A fare cosa?

CLAY

A non capire meglio.

Clay gli porge il tovagliolo.

CLAY

Vede questi appunti?

ASSISTENTE

Sì.

Pausa.

ASSISTENTE

No.

CLAY

Meglio così. Allora ascolti.

�� Clay indica la sala.

CLAY

Lei osserva mia moglie.

ASSISTENTE

Volentieri.

CLAY

No.

Pausa.

CLAY

Con discrezione.

ASSISTENTE

Ah.

�� L’assistente annuisce con convinzione sbagliata.

ASSISTENTE

Discretissimo.

Si gira. Guarda Silvana in modo plateale.

�� Clay gli abbassa la testa con due dita.

CLAY

Con discrezione invisibile.

ASSISTENTE

Invisibile.

Si gira di spalle. Guarda lo specchio.

CLAY

Ora, quando parla con John…

ASSISTENTE Il giornalista?

CLAY

Sì.

ASSISTENTE

Quello che parla come se sapesse le cose prima?

CLAY

Esatto.

ASSISTENTE

Non mi piace.

CLAY

Nemmeno a me. Per motivi diversi.

ASSISTENTE

Io mi fido dell’istinto.

CLAY

Io del metodo.

ASSISTENTE

Io del dubbio.

CLAY

Anch’io.

�� Si guardano. Intesa improvvisa

CLAY

Ora dica: cosa nota?

ASSISTENTE

Parlano piano.

CLAY Bene.

ASSISTENTE Ridono poco.

CLAY

Interessante.

ASSISTENTE

Ma quando ridono… si guardano come se avessero già riso prima. Clay sbianca.

CLAY Questo è grave.

ASSISTENTE Gravissimo. Pausa.

ASSISTENTE

Oppure romantico.

CLAY Annoti.

ASSISTENTE Dove?

CLAY Mentalmente.

ASSISTENTE Ho poco spazio.

�� John passa alle spalle.

JOHN State facendo un sondaggio?

CLAY No.

ASSISTENTE Sì.

CLAY

Stiamo raccogliendo impressioni.

JOHN Interessante.

ASSISTENTE

Lei è impressionante.

JOHN Grazie.

ASSISTENTE

Non era un complimento.

John sorride.

JOHN State cercando qualcosa?

CLAY

La verità.

ASSISTENTE

Oppure le chiavi del bagno.

JOHN Buona fortuna.

Si allontana.

�� Clay guarda l’assistente.

CLAY

Lei è perfetto.

ASSISTENTE Grazie.

CLAY

Non per le risposte. Per le domande.

�� Sipario.

Clay ha un assistente.

L’assistente non capisce.

E proprio per questo vede tutto

CAPITOLO 10

Dove l’assistente parla con Silvana. E la diplomazia muore.

�� Zona buffet. Silvana è sola. O almeno ci prova.

Sta scegliendo qualcosa di minuscolo da un vassoio enorme. Scelta simbolica.

�� Entra l’ASSISTENTE.

Sorridente. Convinto. In missione.

ASSISTENTE

Lei è Silvana.

SILVANA

Sì.

ASSISTENTE

Piacere.

Pausa.

ASSISTENTE

Io no.

SILVANA

Come, scusi?

ASSISTENTE

Piacere mio.

Nel senso che… (niente, va avanti)

Clay mi ha chiesto di parlare con lei.

Silvana si irrigidisce.

Sorriso professionale inserito.

SILVANA

Ah.

ASSISTENTE

Tranquilla! Solo per capire.

�� Da lontano, Clay osserva. Prende appunti invisibili.

SILVANA

Capire cosa?

ASSISTENTE

Lei.

SILVANA È una frase molto ampia.

ASSISTENTE

Lo so.

Anch’io sono una persona ampia.

ASSISTENTE

Ecco… mi chiedevo: lei è sempre così… centrata?

SILVANA

Dipende dal punto di vista.

ASSISTENTE

E dal punto di appoggio.

Silvana beve un sorso.

Troppo lungo.

SILVANA

Mi scusi, sta alludendo a qualcosa?

ASSISTENTE

No no!

Io non alludo mai.

Pausa.

ASSISTENTE

Io dico cose che sembrano altro.

�� John compare alle spalle, silenzioso.

JOHN

Questa è una grande responsabilità.

ASSISTENTE

Eh, lo so. Infatti sto andando piano.

SILVANA Molto piano.

ASSISTENTE

Per non arrivare prima.

Silvana si gira verso John.

SILVANA È un suo amico?

JOHN No.

ASSISTENTE Ancora.

SILVANA Ancora cosa?

ASSISTENTE Amico.

�� Clay si avvicina, fingendo casualità.

CLAY

Tutto bene?

ASSISTENTE Benissimo.

SILVANA Stavamo parlando.

CLAY Lo vedo. Pausa.

CLAY Di cosa?

ASSISTENTE Di posizione.

�� Silenzio tombale.

SILVANA

Nel senso… sociale.

ASSISTENTE

Certo!

Pausa.

ASSISTENTE

Anche se a volte una posizione dice più di mille parole.

Clay annuisce lentamente.

CLAY

Interessante.

SILVANA

Clay…

CLAY

No no.

Lasciamo finire.

�� L’assistente, lanciato.

ASSISTENTE

Io dico sempre:

se una cosa è ben posizionata… non serve spingerla.

Silvana posa il bicchiere.

SILVANA

Credo ci sia stato un fraintendimento.

ASSISTENTE

Ah!

Capita spesso anche a me.

�� John interviene, calmo.

JOHN È il bello del linguaggio.

ASSISTENTE

Sì!

Entra da una parte… ed esce da un’altra.

Clay inspira.

CLAY

Bene.

Pausa.

CLAY

Direi che per oggi… abbiamo comunicato abbastanza.

ASSISTENTE

Secondo me no.

�� Clay lo guarda.

CLAY

Secondo me sì.

�� Sipario.

Silvana è salva.

Per ora.

Clay ha materiale per giorni.

E l’assistente… non ha capito nulla, ma ha detto tutto.

CAPITOLO 11

Dove l’assistente riferisce. E sbaglia tutto.

�� Angolo appartato. Clay e l’assistente. Clay è pronto. L’assistente no.

CLAY Allora?

ASSISTENTE Allora. Pausa.

ASSISTENTE

Situazione complessa.

CLAY

In che senso?

ASSISTENTE

In tutti.

�� Clay annuisce, serio.

CLAY

Proceda con ordine.

ASSISTENTE

Ecco. Pausa lunga. Respira.

ASSISTENTE

Silvana è molto… come dire…

CLAY

Equilibrata?

ASSISTENTE

Posizionata. Clay prende nota.

CLAY Continui.

ASSISTENTE

Parla poco, ma quando parla… sceglie bene dove mettere le parole.

CLAY Dove?

ASSISTENTE Esatto.

CLAY E John?

ASSISTENTE

Ah.

Pausa.

ASSISTENTE

John è uno che arriva prima.

CLAY

Di cosa?

ASSISTENTE

Del momento giusto.

Clay si irrigidisce.

CLAY

Questo è grave.

ASSISTENTE

Sì, ma con eleganza.

CLAY

Si spieghi.

ASSISTENTE

Io credo che loro…

Pausa.

ASSISTENTE

…sappiano quando fermarsi.

CLAY FERMARSI?!

ASSISTENTE

Sì.

Pausa.

ASSISTENTE

Cioè, non fermarsi.

Clay inspira profondamente.

CLAY

Lei è sicuro di quello che ha visto?

ASSISTENTE

No.

CLAY

Di quello che ha capito?

ASSISTENTE

Nemmeno.

CLAY

Ma allora perché me lo sta dicendo?

ASSISTENTE

Perché mi ha chiesto di riferire.

�� Silvana passa alle spalle. Sente solo l’ultima parte.

SILVANA

Riferire cosa?

L’assistente si gira, entusiasta.

ASSISTENTE

Ah, Silvana!

�� Clay sbianca.

ASSISTENTE

Stavo dicendo a Clay che lei e John…

Silvana lo fissa.

SILVANA Sì?

ASSISTENTE

…avete un ottimo tempismo.

�� Silenzio mortale.

SILVANA Tempismo in cosa?

ASSISTENTE

Nel capire quando una cosa… non va forzata.

�� Clay si tiene la testa.

CLAY

Basta.

Pausa.

CLAY

Basta così.

ASSISTENTE

Ho detto qualcosa di sbagliato?

CLAY

No.

Pausa.

CLAY

Ha detto tutto.

�� Silvana sorride, tagliente.

SILVANA

Clay, stai ascoltando la persona meno affidabile della sala.

ASSISTENTE

Confermo.

CLAY

E questo mi preoccupa ancora di più.

�� Sipario.

CAPITOLO 12

Dove l’assistente chiarisce tutto. E viene gentilmente rimosso.

�� Stessa zona. Tensione composta. Bicchieri immobili.

Silvana guarda Clay

Poi l’assistente.

Poi di nuovo Clay.

Sorride.

SILVANA

Allora.

Pausa.

SILVANA

Questo è il momento in cui qualcuno spiega.

�� Clay apre bocca.

SILVANA

No.

Pausa.

SILVANA Lui.

Indica l’assistente.

ASSISTENTE

Ah! Volentieri.

Si schiarisce la voce. Troppo.

ASSISTENTE

Dunque…

io ho semplicemente riportato delle sensazioni.

SILVANA Ottimo.

ASSISTENTE

Impressioni.

SILVANA Splendido.

ASSISTENTE

E anche alcune… dinamiche.

�� Silvana annuisce, seria.

SILVANA Perfetto. Pausa.

SILVANA

Ora facciamo così:

lei prende tutte queste dinamiche… le piega con cura…

SILVANA

…e le rimette esattamente dove le ha trovate.

L’assistente ride, sollevato.

ASSISTENTE

Ah!

Allora avevo capito male!

SILVANA

No. Pausa.

SILVANA

Ha capito benissimo. È il resto che non serviva.

Clay interviene, cautissimo.

CLAY

Silvana, io stavo solo—

SILVANA —facendo il detective.

CLAY

Sì.

SILVANA Senza mandato.

CLAY Morale.

Silvana si avvicina all’assistente. Gentile. Terribile.

SILVANA Mi scusi, lei che ruolo ha esattamente stasera?

ASSISTENTE Io?

Pausa.

ASSISTENTE

Supporto.

SILVANA

Ecco.

Direi che ha supportato abbastanza.

�� L’assistente annuisce, solenne.

ASSISTENTE

Capisco. Pausa.

ASSISTENTE

Vado?

SILVANA No. Silenzio.

SILVANA Lei scompare

L’assistente guarda Clay

ASSISTENTE

È un ordine?

CLAY

È un consiglio.

�� L’assistente si allontana. Fa due passi. Torna indietro.

ASSISTENTE

Solo una cosa—

SILVANA No.

L’assistente sparisce dietro una tenda. Si sente un rumore. Un “scusi”. Un altro “scusi”. Poi più nulla.

�� Silenzio.

Silvana si volta verso Clay.

SILVANA

Bene.

Pausa.

SILVANA

Ora che siamo soli…

CLAY

Sì?

SILVANA

Vuoi continuare l’indagine…

Pausa.

SILVANA …o vuoi tornare al matrimonio?

Clay la guarda. Respira.

CLAY

Sto valutando le prove.

SILVANA Quali?

CLAY

Il fatto che tu sei molto calma.

SILVANA È una colpa?

CLAY

È sospetto.

�� John passa alle spalle, come se nulla fosse.

JOHN Complimenti.

SILVANA Per cosa?

JOHN Per l’uscita di scena.

�� Silvana lo guarda.

SILVANA

Non mi piace lasciare le cose a metà.

�� Sipario.

L’assistente è fuori.

Clay è più convinto che mai.

Silvana ha contrattaccato.

E la comicità ora è ufficialmente nelle mani sbagliate.

CAPITOLO 13

Dove il silenzio parla. E qualcuno lo interrompe male.

�� Terrazza laterale. Fuori dalla musica. Dentro il rischio.

Silvana guarda la città.

John guarda Silvana. Nessuno dei due guarda dove dovrebbe.

SILVANA

Lei ha una strana capacità.

JOHN Quale?

SILVANA

Fa sembrare tutto… più vicino di quanto sia.

JOHN

O più lontano di quanto convenga.

�� Pausa. Si sente un clacson lontano.

SILVANA

Mio marito pensa che lei sappia qualcosa.

JOHN

Tutti pensano così dei giornalisti.

SILVANA E lei?

JOHN Io penso che suo marito sia molto attento.

SILVANA

È un difetto?

JOHN

Solo se applicato alla persona sbagliata.

�� Silenzio teso. Silvana sorride appena.

SILVANA

Sta dicendo che io sono la persona sbagliata?

JOHN

Sto dicendo che lei è nel posto giusto.

�� Un mezzo sorriso. Pericoloso.

SILVANA

Lei gioca con le parole.

JOHN No.

Pausa.

JOHN

Le parole giocano con me.

�� Silvana si avvicina di mezzo passo. John non si muove.

SILVANA

E quando perdono?

JOHN

Cambiano nome.

�� Silenzio assoluto. Questa frase pesa.

Silvana abbassa lo sguardo.

Poi lo rialza.

SILVANA

Lei è consapevole che questa conversazione è… inappropriata?

JOHN Sì.

SILVANA E perché continua?

JOHN

Perché non sta succedendo nulla.

�� Pausa lunga.

SILVANA È la risposta peggiore.

JOHN

O la più onesta.

�� Si guardano. Troppo.

�� IMPROVVISAMENTE una testa spunta dalla porta-finestra.

È L’ASSISTENTE. Scomposto. Trafelato. Trionfante.

ASSISTENTE Scusate!

Silvana e John sobbalzano.

ASSISTENTE

Volevo solo dire che ho capito tutto!

�� Terrore.

SILVANA No.

JOHN No.

ASSISTENTE Tranquilli!

Pausa.

ASSISTENTE

Non era quello che sembrava… era esattamente quello che non sembrava.

�� Silenzio.

SILVANA Grazie.

ASSISTENTE Prego!

�� L’assistente scompare immediatamente, scivolando fuori campo.

Un secondo di vuoto.

Poi di nuovo solo loro due.

SILVANA

Mi prometta una cosa.

JOHN Dipende.

SILVANA

Che non tornerà più.

JOHN Non posso prometterlo.

Pausa.

JOHN

Le cose che capiscono tutto… tendono a tornare.

�� Silvana sospira.

SILVANA

Allora torniamo dentro.

JOHN Perché?

SILVANA

Perché se restiamo ancora un minuto… Clay avrà ragione.

�� Rientrano.

�� Sipario.

L’assistente ha detto tutto. Silvana ha rischiato.

John ha giocato. E Clay… sta per costruire la teoria più sbagliata della storia.

CAPITOLO 14

Dove tutto è chiaro. Separatamente.

�� Il palcoscenico è diviso in due.

�� A SINISTRA — CLAY

Clay davanti a un tavolino. Tovaglioli sparsi. Bicchieri allineati come pedine.

CLAY

(a se stesso, solenne)

Teoria finale.

Pausa.

CLAY

Parziale.

Clay prende tre bicchieri.

CLAY

Questo sono io.

Ne prende uno più grande.

CLAY

Questa è Silvana.

Ne prende uno sottile.

CLAY

Questo è John.

Li sistema.

CLAY

Ora.

Sposta il bicchiere di John di mezzo centimetro.

CLAY

Troppo.

Prende un tovagliolo e disegna cerchi e frecce.

CLAY

Frecce indicano direzione.

Curve indicano intenzione.

Linee tratteggiate indicano… (guarda) possibilità.

CLAY

Conclusione.

Pausa.

CLAY

Non sta succedendo niente.

Pausa più lunga.

CLAY

Ed è proprio questo che mi preoccupa.

�� A DESTRA — SILVANA

Silvana circondata da due INVITATE e un CUGINO mai visto prima.

INVITATA 1

Allora… tutto perfetto?

SILVANA Assolutamente.

INVITATA 2

Clay sembra… riflessivo.

SILVANA

È il suo modo di rilassarsi.

CUGINO

John è affascinante.

Silvana lo guarda.

SILVANA

Lo dice come se fosse un dato.

CUGINO Lo è.

SILVANA

Allora non è un problema.

INVITATA 1

Ma voi due… parlate molto.

SILVANA

Parlare non è vietato.

INVITATA 2

Non ancora.

SILVANA

Se iniziamo a vietarlo, questo matrimonio dura un pomeriggio.

�� A SINISTRA CLAY

Clay aggiunge un altro bicchiere.

CLAY

Variabile esterna.

Guarda.

CLAY Assente.

Pausa.

CLAY

Sospetto.

Clay collega i bicchieri con stuzzicadenti.

CLAY

Connessioni.

Uno cade.

CLAY

Ecco.

�� A DESTRA — SILVANA

INVITATA 2

Clay non è geloso, vero?

SILVANA No.

Pausa.

SILVANA È analitico.

CUGINO Peggio.

INVITATA 1 E John?

SILVANA È… presente.

INVITATA 2 Troppo?

Silvana sorride. Un sorriso chirurgico.

SILVANA

Dipende da chi manca.

�� A SINISTRA CLAY

Clay conclude il diagramma.

CLAY

Sintesi.

Pausa teatrale.

CLAY

John non vuole Silvana.

Pausa.

CLAY

Silvana non vuole John.

Pausa.

CLAY

Eppure.

Pausa più lunga.

CLAY

Qualcosa vuole qualcuno.

�� A DESTRA — SILVANA

CUGINO

Sei felice?

Silvana risponde subito.

SILVANA

Sì.

Pausa.

SILVANA

Ma vigile.

�� Le luci tornano unite. Clay e Silvana si guardano da lontano.

CLAY

(studiandola)

Sei molto calma.

SILVANA

E tu molto creativo.

CLAY

Sto arrivando a una conclusione.

SILVANA

Avvisami quando atterri.

�� Sipario.

Clay ha una teoria.

Silvana ha una difesa.

Nessuna delle due è giusta.

Ed è questo che rende tutto perfetto.

CAPITOLO 15

Dove la musica decide di intervenire.

�� Sala principale. Luci che cambiano colore. Un microfono torna a vivere.

Un colpo secco sugli altoparlanti.

Un feedback breve.

Poi la musica

Non romantica. Non elegante.

Troppo allegra per la situazione.

�� Un ritmo deciso, da ballo inevitabile.

DJ (fuori campo)

Signore e signori!

È il momento del brindisi ufficiale e subito dopo, pista libera!

�� Un mormorio attraversa la sala come una corrente elettrica.

Clay alza la testa di scatto.

CLAY

Brindisi.

Pausa.

CLAY

Evento collettivo.

Silvana chiude gli occhi un istante. Li riapre. Sorriso attivo.

SILVANA

Andiamo.

CLAY Dove?

SILVANA

Nel posto dove non possiamo evitare nessuno.

�� Tutti si avvicinano al centro. Bicchieri alti. Spazio ridotto. Distanze annullate.

John è lì. Troppo naturalmente.

Clay lo nota subito.

CLAY (sottovoce) Interessante.

SILVANA Cosa?

CLAY

La probabilità.

SILVANA

Stai parlando con la musica accesa.

CLAY

È il mio habitat peggiore.

�� Il DJ alza il bicchiere.

DJ

Un brindisi agli sposi!

Che siano sempre… in sintonia!

Clay tossisce.

CLAY Sintonia. Pausa.

CLAY Parola pericolosa.

�� John si avvicina, bicchiere in mano.

JOHN Posso?

CLAY Il brindisi o la conversazione?

JOHN Entrambe.

�� Silvana interviene rapida.

SILVANA

Stiamo brindando.

JOHN Ottimo.

Solleva il bicchiere.

JOHN

Alla chiarezza.

Silenzio breve. Poi risate sparse.

CLAY

Alla chiarezza?

JOHN

Arriva sempre dopo il rumore.

��

La musica riparte. Più forte. Più incalzante.

DJ

E adesso… ballo degli sposi!

Silvana resta immobile mezzo secondo.

Clay pure.

CLAY

Ballo. Pausa.

CLAY

Movimento non previsto.

Silvana tende la mano.

SILVANA

Clay

CLAY

Sì.

SILVANA

Se non balliamo, sembrerà strano.

CLAY

Se balliamo, sarà anche peggio.

Si avvicinano comunque.

Troppo osservati per tirarsi indietro.

�� John viene spinto lateralmente da un INVITATO entusiasta.

INVITATO

Forza! Tutti in pista!

�� John finisce… accanto a Silvana. Troppo vicino.

Clay lo vede.

CLAY (interiore)

Diagramma aggiornato.

Silvana se ne accorge.

SILVANA

Non è come sembra.

CLAY

È esattamente come sembra.

SILVANA

Stiamo ballando.

CLAY

Con variabili.

�� La musica li costringe a muoversi. Incroci. Scambi. Mani che si evitano per un soffio.

John sorride, sincero.

JOHN

La musica ha un tempismo impeccabile.

SILVANA Lo so.

Pausa.

SILVANA

È per questo che mi preoccupa.

�� Clay li osserva girare.

CLAY

(a se stesso)

Se fosse tutto un errore… sarebbe molto ben coreografato.

�� La musica si interrompe di colpo.

Silenzio poi applausi.

Respiro collettivo.

DJ Che coppia!

Clay annuisce.

CLAY

Sì.

Pausa.

CLAY

Quale?

�� Sipario.

CAPITOLO 16

Dove Clay arriva vicinissimo. Nel modo sbagliato.

�� Angolo della sala. Clay ha preso possesso di un tavolino alto. Bicchieri.

Tovaglioli. Un cucchiaino usato come puntatore.

Silvana lo osserva da lontano.

John anche. Nessuno interviene. Errore.

CLAY

Signori.

Pausa. Nessuno aveva chiesto.

CLAY

Ho riflettuto.

SILVANA

Temo sempre questa frase.

CLAY

È comprensibile.

Clay sistema i bicchieri.

CLAY

Premessa: non credo ai tradimenti.

Pausa.

CLAY

Credo alle coincidenze mal distribuite.

JOHN

È una posizione filosofica.

CLAY

È una difesa emotiva.

Clay indica John col cucchiaino.

CLAY Lei. JOHN Io?

CLAY Presente. Educato. Troppo puntuale.

JOHN Colpa dell’orologio.

CLAY Nessuno è così preciso per caso.

Clay si gira verso Silvana.

CLAY Tu.

SILVANA Io sono seduta.

CLAY Calma. Elegante. Eccessivamente serena.

SILVANA È una festa.

CLAY Appunto. Clay unisce due bicchieri.

CLAY Ora. Pausa drammatica.

CLAY

Non c’è nulla tra voi.

Silenzio.

SILVANA Vedi?

JOHN Lo dice lui.

CLAY Ma.

CLAY

C’è qualcosa intorno a voi.

SILVANA Intorno?

CLAY

Sì.

Un’atmosfera. Una tensione. Una… predisposizione.

JOHN Alla pioggia?

CLAY

All’errore. Clay conclude, soddisfatto.

CLAY

Quindi la mia conclusione è semplice. Pausa.

CLAY

Non siete colpevoli.

Silenzio.

CLAY

Siete… compatibili.

Silvana fa una smorfia con la bocca .

SILVANA Grazie.

CLAY

Prego.

SILVANA

È la cosa più assurda che tu abbia mai detto.

CLAY

Aspetta domani.

�� Sipario rapido.

CAPITOLO 17

Dove tutti sono presenti. E nessuno capisce davvero.

�� Sala grande. Tutti gli invitati sono ancora lì. Chi in piedi, chi seduto, chi ascolta senza volerlo. Un brusio continuo, come un animale addormentato.

Clay prende un bicchiere. Lo alza.

Non per brindare. Per farsi coraggio.

CLAY

Bene.

Silenzio relativo.

CLAY

Direi che posso dire una cosa.

�� Gli invitati si zittiscono con educazione curiosa.

CLAY

È stata una serata intensa.

CLAY

Ma… (dignitoso) inutile.

Silvana lo guarda, sorpresa.

SILVANA Clay?

CLAY

Ho capito.

Pausa.

CLAY Non tutto.

CLAY

Ma abbastanza.

�� John osserva. Calmo.

CLAY

Non c’è nessun mistero.

Mormorio deluso.

INVITATA 1

Peccato .

INVITATA 2

Io sono una imbucata . Ma il buffet era grandioso .

INVITATO

Signora la storia è già così complicata . Per favore .

CLAY

Volevo dire …

Io e mia moglie…

Pausa.

Silvana trattiene il fiato.

CLAY

…siamo sposati.

CLAY

Da poco.

SILVANA

Grazie per averlo ricordato.

CLAY

E questo significa una cosa sola.

Pausa.

CLAY

Che tutto il resto è solo… gestione dell’immaginazione.

Clay si gira verso John.

CLAY

Lei non c’entra.

JOHN

Mai sostenuto il contrario.

CLAY

Bene.

Pausa.

CLAY

Anche se ammetto…

�� Silenzio teso.

CLAY

…che ha una faccia poco rassicurante.

JOHN È professionale.

Silvana interviene, rilassata.

SILVANA

Direi che è tutto chiarito.

INVITATO 2 Finalmente!

INVITATA 3 Era ora!

�� La tensione scende. Tutti riprendono a parlare.

John si avvicina a Silvana. Voce bassa, ma udibile a chi vuole.

JOHN

Allora è tutto risolto.

SILVANA Sì.

Pausa.

SILVANA Credo.

JOHN Ottimo.

Pausa.

JOHN

Io adoro le situazioni stabili.

Clay li osserva. Sereno. Troppo.

CLAY

(rivolto a tutti)

Direi che possiamo brindare…

Pausa.

CLAY …alla normalità.

Bicchieri alzati. Musica leggera. Tutto sembra finito.

�� Ma

John aggiunge, quasi distratto:

JOHN

In fondo… i nomi contano meno delle intenzioni.

Silenzio microscopico. Nessuno reagisce.

Sipario lento

CAPITOLO 18

La sorpresa della sorpresa della sorpresa.

�� Sala grande. Tutti gli invitati sono presenti. Il brusio è tornato normale. Normale come una calma prima di qualcosa.

Clay sorride. Silvana sorseggia. John osserva.

CLAY

Direi che abbiamo dimostrato una cosa.

INVITATO

Quale?

CLAY

Che la lucidità arriva sempre… (guarda l’orologio) in ritardo.

La musica è bassa. Troppo.

�� All’improvviso la porta principale.

Non un colpo secco. Non un rumore elegante.

Un’apertura lenta. Inopportuna.

Tutti si voltano.

�� Una donna entra.

Non guarda nessuno. Cammina come se sapesse già tutto.

Silvana la vede.

Non la riconosce. Peggio.

DONNA Scusate.

Silenzio immediato.

DONNA

Mi hanno detto che qui si festeggia.

Clay si fa avanti. Educato.

CLAY

Sì.

Dipende cosa.

La donna sorride.

DONNA Perfetto. Pausa.

DONNA

Allora sono nel posto giusto.

�� Un mormorio attraversa la sala.

John la guarda.

Troppo tardi.

SILVANA (posata)

Posso aiutarla?

La donna annuisce.

DONNA Certo. Pausa.

DONNA

Sto cercando mio marito.

Clay si irrigidisce di mezzo millimetro.

CLAY

Suo marito?

DONNA Sì.

Guarda John.

DONNA Lui.

INVITATA

Oh!

INVITATO

Ma dai!

ALTRO INVITATO

Finalmente!

�� John sospira.

JOHN Ciao, Brenda.

CLAY (interiore, ma udibile) Lo sapevo.

Silvana osserva la scena come se stesse guardando un quadro che cambia cornice.

SILVANA Brenda?

BRENDA Sì.

Sorride a Silvana. Troppo.

BRENDA Piacere.

�� Pausa sospetta.

�� IMPROVVISAMENTE una voce nota.

ASSISTENTE da dietro una colonna per una breve apparizione Eppure …

Pausa. Tutti lo guardano.

ASSISTENTE

il colpevole è sempre il maggiordomo

Clay lo fissa.

CLAY

Ci rinuncio

INVITATA

Quello si che ha capito tutto Pausa.

INVITATO

Tranquilli è solo una comparsa

L’assistente annuisce soddisfatto, poi scompare di nuovo, per sempre, urtando una sedia.

Silenzio.

Tutti guardano Brenda. Brenda guarda Silvana. Silvana sorride. Un sorriso che promette guai.

SILVANA

Allora… Pausa.

SILVANA

…lei è la sorpresa.

BRENDA

No. Pausa.

BRENDA Io sono la spiegazione.

Clay deglutisce.

CLAY (interessato, quasi felice) Finalmente.

�� Tutti sono ancora immobili. Brenda al centro. Silvana composta. Clay vigile.

John fa un passo avanti.

Uno solo. Educato.

JOHN

Posso chiarire una cosa?

Silenzio immediato.

Gli invitati si sporgono come se stessero guardando un acquario.

CLAY Certamente.

Pausa.

CLAY

Le chiarificazioni sono il mio sport preferito.

John sorride, sollevato.

JOHN

Non è come sembra.

JOHN Io e Brenda…

Si ferma. Sceglie le parole. Malissimo.

JOHN …siamo sposati.

INVITATA Oh!

INVITATO Ma allora!

ALTRO Lo dicevo io!

�� Clay annuisce lentamente.

CLAY

Bene.

Pausa.

CLAY

Questo spiega… Pausa più lunga.

CLAY …niente.

Silvana inclina la testa.

SILVANA Sposati.

JOHN Sì.

Pausa.

JOHN Da anni.

CLAY (interessato) Quanti?

JOHN Dipende.

CLAY Da cosa?

JOHN Da chi chiede.

Brenda interviene, tranquilla.

BRENDA

John vuole dire che…

JOHN Barry

Silenzio improvviso.

SILVANA Barry?

JOHN Sì.

Pausa.

JOHN

Già che stiamo sistemando.

CLAY Ottimo.

CLAY

Io adoro quando le cose cambiano nome.

Silvana guarda Brenda. Sorride.

SILVANA E lei… Brenda?

BRENDA Sì.

Pausa.

BRENDA

Ma solo qui.

INVITATA Scusi?

BRENDA

Nel resto del mondo mi chiamano in un altro modo.

�� Mormorio elettrico.

Clay batte le mani una volta.

CLAY

Fermi tutti.

Silenzio.

CLAY

Io ho una teoria.

CLAY

Ma questa volta…

Pausa.

CLAY

…preferirei ascoltare.

John sospira.

Crede di aver fatto chiarezza.

JOHN / BARRY

Volevo solo evitare equivoci.

Silenzio.

Silvana lo guarda.

SILVANA Complimenti.

Pausa.

SILVANA È riuscito a crearne di nuovi.

�� Clay si schiarisce la voce. Troppo tardi.

CLAY

Bene.

Silenzio rispettoso. Illusorio.

CLAY

Provo a riassumere.

CLAY

Per tutti.

�� INVITATI si avvicinano impercettibilmente.

CLAY

Allora.

Pausa. Clay conta con le dita.

CLAY

Silvana…

INVITATA

Jenny

CLAY

Sì. Silvana—Jenny—mia moglie…

INVITATO Complimenti!

CLAY

…non ha fatto niente. Silenzio.

INVITATA Classico.

CLAY

John—

INVITATO

Barry!

CLAY

—Barry—giornalista—

INVITATA Affascinante!

CLAY

—è sposato con—

TUTTI BRENDA!

Clay alza la mano.

CLAY

Che però—

BRENDA

Non si chiama Brenda.

�� OH collettivo degli invitati .

CLAY

—non si chiama Brenda—

INVITATO

E io che mi ero affezionato!

CLAY

—e frequenta—

Si ferma.

Guarda Silvana. Guarda Brenda.

CLAY

—frequenta…

INVITATA

Dipende dal giorno?

CLAY Esatto.

Clay riprende fiato.

CLAY

Quindi.

Pausa drammatica.

CLAY

Non c’è nessun tradimento.

Silenzio sospetto.

INVITATO

Peccato.

CLAY

C’è solo…

Cerca la parola.

CLAY

…una distribuzione creativa degli affetti.

Silvana applaude piano.

SILVANA

Finalmente una definizione elegante.

CLAY

Grazie.

Pausa.

CLAY

E ora la parte rassicurante.

�� INVITATI si preparano.

CLAY

Tutto questo…

Pausa.

CLAY

…non ci riguarda.

Silenzio.

INVITATA

In che senso?

CLAY

Nel senso che—

INVITATO

—ci riguarda moltissimo!

CLAY

No, voglio dire—

Si agita.

CLAY

Io e Jenny—

INVITATA Silvana!

CLAY

—siamo solidi.

INVITATO

Come il ghiaccio!

Clay sorride, convinto.

CLAY Grazie.

Pausa.

CLAY

E quindi direi che possiamo—

INVITATA Brindare!

�� BICCHIERI ALZATI OVUNQUE.

CLAY —chiudere—

INVITATO Festeggiare!

�� MUSICA PARTE PER ERRORE.

CLAY

—riprendere una vita normale—

INVITATA

Ma con nomi nuovi!

Clay si ferma. Capisce.

CLAY

Ho peggiorato tutto. Silenzio.

SILVANA Molto.

Clay annuisce, serio.

CLAY

Bene. Pausa.

CLAY

Allora qualcuno dica la verità.

Silenzio carico.

Brenda e Silvana si guardano.

�� Silenzio carico. Tutti aspettano qualcuno. Qualsiasi qualcuno.

Brenda fa un passo avanti. Piccolo. Misurato.

Da persona che sa di essere osservata.

BRENDA

Forse posso dire qualcosa.

�� Gli invitati si immobilizzano.

INVITATA

Sai che ci siamo

BRENDA

Io e Barry—

INVITATO

John!

BRENDA —sì, lui—

BRENDA

—siamo sposati. Pausa.

BRENDA

Ma non siamo… (esita) esclusivi.

�� OH collettivo degli invitati .

INVITATA

Ah beh allora .

INVITATO Moderni.

Brenda guarda Silvana. Non con sfida. Con complicità.

BRENDA

Alcune persone entrano nella vita… per restare.

Silenzio elettrico.

INVITATA

Che poesia!

Silvana inclina il bicchiere.

SILVANA Grazie.

Silvana posa il bicchiere. Rumore secco.

SILVANA Va bene.

Pausa.

SILVANA Diciamolo.

�� Clay sussulta, felice.

SILVANA

Io non mi chiamo Silvana.

�� Mormorio.

INVITATO

Eccola li

SILVANA Mi chiamo Jenny

Silenzio breve. Poi applauso spontaneo.

INVITATA

Jenny ti sta benissimo!

CLAY (interessato)

Jenny…

Pausa.

CLAY

È più pericoloso. Silvana sorride.

SILVANA / JENNY Grazie.

Clay guarda tutti. Conta mentalmente.

CLAY Aspettate.

Pausa.

CLAY

Tutti hanno detto qualcosa.

CLAY

Tranne me.

INVITATO Finalmente!

Clay si raddrizza.

CLAY

Io non mi chiamo Clay

Silenzio teatrale.

CLAY

Mi chiamo Antony

INVITATA Antony!

INVITATO

Molto più sospetto!

SILVANA / JENNY

Lo sapevo.

CLAY / ANTONY

Certo che lo sapevi.

Clay respira meglio. Troppo tardi.

Brenda sospira. Come se stesse togliendo un cappotto.

BRENDA

A questo punto… Pausa.

BRENDA

Brenda non è il mio nome.

BRENDA

Mi chiamo Ghertrud.

INVITATA

E io che volevo smettere di bere

INVITATO

Impronunciabile!

John alza le mani.

JOHN Va bene.

Pausa.

JOHN

John non è il mio nome. Silenzio assoluto.

JOHN Mi chiamo Barry

Gli invitati parlano tutti insieme. Nomi che rimbalzano. Risate. Commenti.

INVITATA

Non ci sto più dietro!

INVITATO

Ma è bellissimo!

�� Clay guarda il soffitto.

CLAY / ANTONY

E io che pensavo fosse una festa.

Silenzio graduale. Tutti respirano.

SILVANA / JENNY

Direi che ora è tutto.

Pausa.

BARRY

Sì.

GHERTRUD

Sì.

ANTONY

Sì.

�� Un INVITATO dal fondo:

INVITATO

Quindi… chi sono gli sposi?

�� Sala grande. Tutti presenti. Nomi ovunque. Bicchieri sospesi. Cervelli in buffering.

Silvana/Jenny respira.

Clay/Antony è sereno per la prima volta. Barry e Ghertrud sembrano finalmente… normali. Gli invitati stanno per applaudire. Qualcuno lo fa già.

�� Un istante prima del rilascio collettivo.

Dal fondo della sala.

Non una porta elegante. Una porta laterale, quella che nessuno usa mai.

Entra un uomo.

Cinquanta anni circa. Barba nera, folta, vissuta. Capelli neri pettinati male, come se avessero litigato con la gravità.

Camicia slacciata oltre ogni buon senso sociale, i peli sul petto parlano prima di lui.

In mano una bottiglia di vino quasi vuota, ma ancora pericolosa.

È ubriaco come mai nella sua vita

Non teatrale.

Autentico.

Si ferma.

Li guarda tutti.

Li mette a fuoco uno per uno.

Con enorme fatica.

�� Gli invitati trattengono il fiato.

L’uomo alza la bottiglia.

La mano trema.

La voce no.

UOMO

VIVAAAA… …GLI SPOSIIIIII!!!

INVITATI

Oddio ci mancava

Silvana/Jenny si blocca.

Antony sorride, stanco.

Barry e Ghertrud si guardano.

L’uomo fa un passo avanti.

Barcolla.

Si riprende.

UOMO

volevo dire anchio una cosa ….

UOMO io sono … ehmmmm

UOMO

cioè mi chiamo…

Pausa lunghissima.

UOMO … ALFONSA.

INVITATO

Un invitato soffoca .

Alfonsa alza di nuovo la bottiglia.

ALFONSA

Io non so chi si chiama come.

Silenzio. Tutti pendono.

ALFONSA

Non so chi ama chi.

Pausa.

ALFONSA

Non so chi è sposato con cosa.

Alfonsa si avvicina di un passo.

ALFONSA

Ma una cosa la so.

Silenzio assoluto.

ALFONSA

Che questo vino va giù che è una meraviglia .

Si mette la bottiglia alla bocca e tracanna fermandosi al centro della sala.

Silenzio.

Poi.

SIPARIO.

L'AUTORE

claudiotremolada@mail.com

Nato a Monza e vissuto a Vedano al Lambro nel lontano 1964 in Brianza

Dopo le scuole dell'obbligo , studia 3 anni di perito elettromeccanico

Poi lascia tutto per iniziare a lavorare come meccanico e metalmeccanico per 26 anni e intanto studia da solo ogni cosa che gli potrà essere utile in futuro e nel frattempo inizia a scrivere brevi racconti , soggetti e sceneggiature per concorsi , ma rimangono semi finiti nel cassetto .

Poi 10 anni come assistente ai propri familiari e intanto inizia ad investire in borsa

Nel 2019 durante il periodo del covid , costruisce da solo un giardino dietro casa con 50 alberi

Compra 14 chitarre elettriche e impara a suonare per se stesso , per rilassarsi mentre pensa a vari altri progetti

Nel 2025 grazie all'intelligenza artificiale riesce a completare alcuni di quei racconti ammuffiti nel cassetto dal 1984 in poi

Nel 2026 prima pubblicazione gratuita

Curiosità ravvicinata

2026 seconda pubblicazione gratuita …

La Scusante

2026 terza pubblicazione gratuita

La sorpresa della sorpresa

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