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INDUSTRIE ALIMENTARI Aprile 2026

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RUBRICHE

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Macchine accessori - Hygienic design e washdown design: due approcci, un unico obiettivo - Trasformare l’attrito in un vantaggio strategicoEfficienza e affidabilità nel confezionamento alimentare - Denocciolatura controllata delle olive - Sistema di agitazione igienico

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20

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Fine linea - Tecnologie di pesatura e ispezione a tutta igieneConfezionatrice flow-pack per barrette, snack e dolciumi

Analisi controllo - Misurazione oggettiva del colore nell’industria della carne - Nuovo data logger con modulo radio - Analisi degli alimenti fermentati

Imballaggi confezioni - Come crisi geopolitiche, prezzi e materie prime condizionano l’industria del packaging - Bioplastiche compostabili e filiera alimentare: sfide e opportunità del PPWR - I Best Packaging 2026Italiani più attenti a trasparenza, packaging e valore reale degli imballaggi - Il packaging non è più soltanto una componente tecnica di produzione (M. Barboni) - Contenitori per valorizzare il prodotto alimentare

ARTICOLI

3. Farina di polpa di carruba in panificazione

S. Rosati - I. Gaeta - L. Maiuro

M.C. Trivisonno - M.C. Messia E. Sorrentino

32

Prodotti - Pausa pranzo più ricca - Pasta fresca ripiena integraleInsalate di alta IV gamma - Tonno leggero all’olio extravergine di oliva - Granarolo per il canale professionale - Salse per intingere - Snack panati pronti da forno - Nuova linea di oli di semi Pietro Coricelli - Legumi decorticati - Salse zero grassi animali - Salumi in formato snack - Pesce in conserva premium - Rebranding e ampliamento della gamma per Parmachef - Yogurt da bere per le difese immunitarie

CONTENTS

3. Carob pulp flour in breadmaking

S. Rosati - I. Gaeta - L. Maiuro

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Energia sostenibilità - Un 2026 nel segno dell’eccellenza industrialeCaldaie per la generazione di vapore alimentare

Ricerca applicata - Proteine fungine per la formazione del ghiaccio - Conservazione dei fitocomposti antiossidanti nel gelato mediante ultrasuoni - PVA-nisina per proteggere i prodotti lattiero-caseari da patogeni persistenti - Nuovo metodo per la concentrazione del latte scremato - Cottura sous-vide per la qualità tecnologica del pollo marinato

M.C. Trivisonno - M.C. Messia

E. Sorrentino

46

Mercati consumi - 5 mega-trend per il settore F&B - Crescono i consumi bio in Europa - Trend nel settore del cioccolato in Europa OccidentaleIl mercato del pollame nell’Unione Europea - Aumenta l’export del San Daniele - Segno meno per l’export di Gorgonzola

58

Notizie dal mondo - Cresce il consumo di surgelati e avanzano le tecnologie del freddo - Record di presenze per Alimentaria e HostelcoKölnmesse e PMMI rinnovano la collaborazione - Cresce Rodolfi Mansueto - Ottimi risultati per NewPrinces - Norma sui residui di ciflufenamid, fenazaquin e nicotina - Nasce Unione Quarta Gamma - Tecno 3 ottiene la medaglia Eco Vadis: sostenibilità come impegno misurabile - Nasce Inalpi S.p.A. Holding - Cresce il Gruppo Pini e porta in alto Ferrarini - Sol Expo raddoppia - Più formaggi DOP e IGP nei menù - Un nuovo protagonista per chiusure e stampi ad alte performance - Nasce GEA Bakery Italia

DEPARTMENTS

66

Agenda - A Rimini l’evento più succoso dell’anno - Più cooperazione a Save Food - A Milano il manifesto internazionale del cibo - Congresso sullo sviluppo e l’applicazione del packaging intelligente e connessoLione capitale del biologico - Previsioni per Chillventa - Calendario

72 Libri

74

AITA - La pagina del Presidente - Prossime attività - Fermentazione lattica Pater: la nuova frontiera della panificazione - Ottant’anni di aromi, un metodo che resta - Soci sostenitori 80 Le aziende

S. ROSATI1,2 - I. GAETA*1 - L. MAIURO1 - M.C. TRIVISONNO1 - M.C. MESSIA1 - E. SORRENTINO1

1 Dipartimento di Agricoltura, Ambiente e Alimenti (DiAAA), Università degli Studi del Molise - 86100 Campobasso

2 Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), Università di Torino - 10124 Torino

*email: ilenia.gaeta@gmail.com

Farina di polpa di carruba in panificazione

Impatto di differenti strategie di lievitazione

su qualità e shelf-life del pane

■ PAROLE CHIAVE

Ceratonia siliqua, farina di polpa di carruba, sistemi di lievitazione, impasto acido di tipo IV, qualità nutrizionale

RIASSUNTO

La farina di polpa di carruba rappresenta un ingrediente di interesse per la formulazione di prodotti da forno, grazie al suo profilo nutrizionale e alla possibilità di valorizzare materie prime strategiche per le filiere agroalimentari nel Mediterraneo. In questo studio, il 10% della farina di frumento tenero è stato sostituito con farina di polpa di carruba per la produzione di pane, confrontando tre sistemi di lievitazione: lievito compresso commerciale, impasto acido di tipo I e impasto acido di tipo IV prodotto con ceppi selezionati di Lactiplantibacillus plantarum. Sono state valutate le proprietà reologiche degli impasti, la dinamica fermentativa, le caratteristiche fisiche, sensoriali e di conservabilità dei pani. L’aggiunta di farina di polpa di carruba ha determinato un miglioramento del profilo nutrizionale, mantenendo adeguate prestazioni tecnologiche. Il sistema di lievitazione ha influenzato in modo significativo le caratteristiche del pane, garantendo i migliori risultati complessivi per l’impasto acido di tipo IV.

Carob pulp flour in breadmaking. Impact of different leavening strategies on bread quality and shelf-life

■ KEYWORDS

Ceratonia siliqua, carob pulp flour, type IV sourdough, leavening systems, nutritional quality

SUMMARY

Carob pulp flour represents a promising ingredient for the formulation of bakery products, owing to its nutritional profile and its potential to enhance strategic raw materials within the agri-food chains of the Mediterranean basin. In this study, 10% of soft wheat flour was replaced with carob pulp flour to produce bread, comparing three leavening systems: commercial compressed yeast, type I sourdough, and type IV sourdough made with selected Lactiplantibacillus plantarum strains. Dough rheology, fermentation dynamics, and bread physical, sensory and shelf-life were evaluated. Carob pulp flour addition improved the nutritional profile while maintaining adequate technological performance. The leavening strategy significantly affected bread characteristics, with type IV sourdough providing the best overall results.

Materiali e metodi

Le prove di panificazione sono state condotte utilizzando una miscela sperimentale costituita da farina di frumento tenero tipo ‘0’ e farina di polpa di carruba in rapporto 90:10 (p/p), riportata con la sigla CB10. La farina di polpa di carruba, ottenuta dalla macinazione dei baccelli, è stata acquistata dall’azienda ILCAR 4.0 S.r.l. (Rosolini, Siracusa, Italia), mentre la farina di frumento tenero è stata acquistata presso il Molino Cofelice (Matrice, Campobasso, Italia).

Al fine di valutare l’effetto della strategia fermentativa sulle caratteristiche dell’impasto e del pane, sono stati confrontati tre sistemi di lievitazione: un lievito compresso commerciale, utilizzato come controllo e rappresentativo del processo industriale convenzionale (LB); un impasto acido di tipo I (LSI) e un impasto acido di tipo IV (LSIV). Gli impasti acidi sono stati gestiti con l’obiettivo di limitare i fenomeni di eccessiva acidificazione, frequentemen-

te associati all’impiego di farine non convenzionali.

L’impasto acido di tipo I è stato ottenuto da un impasto tradizionale proveniente da un panificio artigianale molisano, adattato alla miscela CB10 attraverso rinfreschi consecutivi. L’impasto acido di tipo IV è stato invece preparato mediante inoculo di due ceppi selezionati, precedentemente isolati da impasti acidi artigianali, appartenenti alla specie Lactiplantibacillus plantarum, in un impasto costituito dalla miscela CB10 e acqua. L’impasto così ottenuto è stato sottoposto a rinfreschi consecutivi, secondo la stessa procedura adottata per l’impasto acido di tipo I, al fine di stabilizzare il sistema fermentativo e renderlo controllato e riproducibile. Le panificazioni sperimentali sono state condotte adottando un metodo diretto per il lievito compresso e un metodo indiretto per gli impasti acidi. Nel metodo diretto, la miscela CB10 è stata impastata con acqua, sale e lievito (Fig. 2a), seguita da una fase di lievitazione controllata, formatura delle pagnotte e cottura in forno elettrico sta-

tico (CIMAV, Villafranca, VR, Italia). Nel metodo indiretto, l’impasto acido è stato impiegato come starter per la preparazione di un pre-impasto, lasciato fermentare per circa 15 ore (Fig. 2b).

Successivamente, quest’ultimo è stato rimpastato con i restanti ingredienti (miscela CB10, acqua e sale) per procedere alla seconda lievitazione, seguita dalla formatura e dalla cottura.

I tempi e le temperature delle diverse fasi di lievitazione e di cottura sono stati modulati in funzione del sistema di lievitazione adottato e schematizzati in Fig. 3.

Durante la lievitazione, l’andamento dell’acidificazione è stato monitorato misurando il pH in diversi momenti del processo. Parallelamente, sono state effettuate analisi microbiologiche su farine, impasti e pani per determinare le principali popolazioni microbiche, con particolare attenzione ai lieviti, ai batteri lattici, ai bacilli e alle muffe.

Le proprietà reologiche degli impasti sono state valutate mediante analisi farinografica e alveografica (AACC 54–21.01 e 54–30.02, rispettivamente). Le analisi chimiche su farine, miscela

Fig. 2 - Impasto con lievito compresso (a), impasti ottenuti con impasto acido di tipo I e tipo IV (b)
(a)
(b)

MACCHINE ACCESSORI

Hygienic design e washdown design: due approcci, un unico obiettivo

Nel settore alimentare e farmaceutico, la progettazione dei sistemi di trasporto non può prescindere dalla gestione dell’igiene. Tuttavia, non tutte le applicazioni richiedono lo stesso livello di controllo. È proprio da questa esigenza che nascono due approcci distinti ma complementari: Washdown Design e Hygienic Design.

Il Washdown Design si basa su un principio chiaro: resistere ai lavaggi. I macchinari vengono progettati per sopportare cicli frequenti di pulizia con acqua e detergenti, anche ad alta pressione, proteggendo componenti meccanici ed elettrici. In questi sistemi si utilizzano materiali come acciaio inox o componenti sigillati, con un’attenzione particolare alla robustezza e alla durata nel tempo. Non è però necessariamente richiesto un design autodrenante o privo di superfici orizzontali, poiché l’obiettivo principale non è la prevenzione della contaminazione microbiologica, ma la facilità di pulizia esterna.

Per questo motivo, il Washdown Design trova applicazione ideale in contesti a basso rischio, come linee con prodotto confezionato o ambienti in cui il contatto diretto con alimenti sensibili è limitato. Un esempio è rappresentato da siste-

mi di MH Material Handling come SMX, progettati per garantire resistenza ai lavaggi senza adottare i criteri più stringenti dell’Hygienic Design.

L’Hygienic Design, al contrario, nasce per prevenire la contaminazione alla radice. Non si limita a “pulire meglio”, ma punta a evitare la formazione stessa di zone critiche. Questo si traduce in strutture aperte, assenza di superfici orizzontali, saldature continue e geometrie autodrenanti. Ogni dettaglio è studiato per eliminare fessure, cavità e punti di accumulo, facilitando una pulizia profonda e completa.

I materiali utilizzati devono, inoltre, essere certificati per il contatto alimentare, in linea con standard internazionali come USDA, 3-A ed EHEDG. Inoltre, la progettazione prevede spesso sistemi smontabili senza utensili, riducendo i tempi di sanificazione e il rischio di errore umano.

Questo approccio è indispensabile in ambienti ad alto rischio microbiologico, come la lavorazione di carne, latticini o prodotti freschi non confezionati, così come in ambito farmaceutico.

In questo contesto si inseriscono le soluzioni di MH Material Handling come SaniFlex e SaniBelt. Il primo, basato su

catena modulare, consente una gestione efficiente del prodotto unita a caratteristiche igieniche avanzate, come la possibilità di sollevare la catena per facilitare le operazioni di pulizia. Il secondo, con tappeto continuo, rappresenta una soluzione altrettanto efficace in applicazioni dove è richiesta massima pulibilità con prodotti come il cioccolato e semplicità costruttiva.

Nastri SaniFlex e SaniBelt (MH Material Handling).

Efficienza e affidabilità nel confezionamento alimentare

Il confezionamento alimentare non è solo una questione di imballaggio. È un processo strategico che influisce direttamente sulla qualità percepita dal consumatore e sulla shelf life del prodotto. In questo contesto, la scelta delle attrezzature e dei componenti di linea diventa determinante per ottimizzare ogni fase del processo, migliorare l’efficienza operativa e garantire risultati costanti nel tempo. Fra gli elementi chiave delle linee di confezionamento, le cinghie di trasmissione svolgono un ruolo cruciale. Nelle macchine VFFS (Vertical Form Fill Seal), le cinghie sincrone Pull Down di Megadyne supportano le fasi di riempimento, sigillatura e confezionamento di prodotti come snack, patatine, tè, caffè, biscotti e pasta.

Le cinghie Megadyne, oltre ad un avanzamento uniforme della pellicola, garantiscono attrito costante, elevata resistenza all’abrasione, lunga durata operativa e un’aderenza ottimale al materiale di confezionamento, mantenendo prestazioni affidabili anche nelle condizioni più impegnative.

In questo scenario si inserisce Megapower Silcoat, una cinghia realizzata con l’innovativa cast technology che, a differenza delle cinghie tradizionali, applica la copertura in silicone insieme al manicotto, direttamente dallo stampo. Questa tecnica elimina uno dei principali punti di debolezza delle soluzioni tradizionali e garantisce una grande resistenza alla delaminazione, con prestazioni superiori e maggiore durata, aumentando l’affidabilità delle linee e riducendo i fermi macchina.

La cover in silicone della Megapower Silcoat offre caratteri stiche particolarmente adatte alle applicazioni VFFS: elevata resi stenza all’abrasione, grip ottimale sulla pellicola senza danneggiarla e prestazioni costanti anche in presenza di temperature estreme o ambienti umidi. Il colore blu, cer tificato per l’industria alimentare, contribuisce inoltre a migliorare la sicurezza e l’igiene del processo.

Megapower Silcoat è disponibile in due versioni: standard, non rilavorata (glossy), ideale per linee che non richiedono prestazioni estreme, mentre quella ad

alte prestazioni (grinded) può essere personalizzata con fori e asole per adattarsi perfettamente alle specifiche esigenze di ogni linea produttiva. www.megadynegroup.com

Denocciolatura controllata delle olive

In occasione di Enoliexpo, Oleificio Cericola, attraverso la divisione Leone Group, specializzata nella fornitura di denocciolatrici avanzate e servizi di assi-

stenza tecnica per i frantoi, ha presento la tecnologia MolidenLeone, un sistema brevettato di denocciolatura controllata che introduce un approccio evoluto

Cinghie Megapower Silcoat (Megadyne).
La produzione di nocciolino dalla denocciolatura delle olive all’Oleificio Cericola.

FINE LINEA

Tecnologie di pesatura e ispezione a tutta igiene

Nell’industria alimentare l’igiene rappresenta una parte fondamentale dell’intero processo produttivo. Garantire prodotti sicuri e processi stabili richiede strumenti affidabili, e le tecnologie moderne di pesatura e ispezione svolgono un ruolo chiave in questo contesto. Sistemi come le piattaforme di pesatura MiNexx di Minebea Intec sono soluzioni di pesatura industriale ad alta precisione, adatte sia a processi semplici, sia a operazioni complesse come il riempimento e il

controllo delle quantità. Le piattaforme MiNexx3000 combinano performance elevate con design igienico: superfici aperte e autodrenanti, acciaio inox satinato e connessioni a vite studiate per ridurre residui e contaminazioni, facilitando la pulizia e aumentando l’affidabilità. Gli indicatori di peso seguono lo stesso approccio, con frontali a filo e protezione IP 69K, e sono certificati NSF e conformi agli standard EHEDG, garantendo elevati livelli igienici anche in contesti industriali esigenti.

Minebea Intec applica i principi del design igienico anche a bilance per serbatoi e sistemi di ispezione. Il modulo di pesatura Novego integra montaggi e protezioni per ridurre superfici di contatto e facilitare la pulizia, con materiali FDA-compliant e bassa rugosità. Anche la selezionatrice ponderale Flexus adotta design aperti e accessibili, semplificando ispezione e pulizia e aumentando l’affidabilità dei processi produttivi. www.minebea-intec.com/it

Sistemi di pesatura MiNexx (Minebea Intec).

ANALISI CONTROLLO

Misurazione oggettiva del colore nell’industria della carne

Nel mondo della carne, la qualità si comunica in un istante. Prima ancora del gusto, è il colore a determinare la percezione del consumatore: una tonalità fresca, brillante e uniforme trasmette immediatamente fiducia, qualità e sicurezza. In un mercato sempre più competitivo, dove l’esperienza visiva incide direttamente sulle decisioni d’acquisto, garantire una resa cromatica costante è una leva strategica. Il colore della carne è influenzato da molteplici fattori – dalla materia prima ai processi produttivi fino alla conservazione – e può variare anche in modo significativo.

Per trasformare il colore in un parametro di qualità controllato e certificabile lungo tutta la filiera della carne, il colorimetro Konica Minolta CR-410 permette di misurare con precisione anche superfici complesse.

Colorimetro CR-410 (Konica Minolta).

IMBALLAGGI CONFEZIONI

Come crisi geopolitiche, prezzi e materie prime condizionano l’industria del packaging

Carolina E. Schweig, Managing Director della C.E. Schweig laureata in ingegneria di processo per la lavorazione di carta e plastica, in un’intervista di Alexander Stark, editor di Fachpack 360°, spiega perché oggi il riciclo delle materie plastiche debba essere considerato non solo come questione di sostenibilità, ma anche un fattore strategico per la sicurezza delle materie prime, la continuità delle forniture e la resilienza industriale.

Le attuali tensioni geopolitiche stanno mostrando ancora una volta quanto fortemente i prezzi delle materie prime e dell’energia reagiscano alle crisi.

L’industria della plastica e del packaging in Germania, ad esempio, avverte soprattutto una vulnerabilità su più fronti contemporaneamente. Lo Stretto di Hormuz non è una questione marginale, anche se il cittadino medio potrebbe non averla percepita. Nel 2024 e nel primo trimestre del 2025, oltre un quarto del commercio mondiale di petrolio via mare e circa un quinto del consumo globale di

petrolio e prodotti petroliferi sono passati da lì, mentre per il GNL la quota ha rappresentato circa un quinto del totale.

Nel marzo 2026, le interruzioni hanno temporaneamente spinto i prezzi del petrolio a quasi 120 dollari al barile, mentre i costi di spedizione sono aumentati drasticamente, poiché i percorsi alternativi comportano costi più elevati e tempi di consegna più lunghi.

Per l’industria della plastica e del packaging tedesca quindi, la

pressione non viene solo dall’energia, ma anche dalle materie prime, dalla logistica, dalle assicurazioni e dall’incertezza generale negli approvvigionamenti. Anche se l’Europa non è il principale acquirente via Hormuz – nel 2025, quasi il 90% dei volumi esportati lì è finito in Asia e poco più del 10% in Europa – ne è comunque molto influenzata a causa dei prezzi di mercato globali, della competizione sul GNL e dei costi di trasporto.

Secondo Schweig, per troppo tempo i riciclati sono stati considerati esclusivamente in un’ottica di prezzo, vale a dire l’eventuale convenienza del materiale vergine rispetto al riciclato, mentre il dibattito avrebbe dovuto essere inquadrato come una questione di resilienza industriale – cioè una combinazione di sicurezza di approvvigionamento delle materie prime, politica industriale, tutela climatica e continuità delle forniture.

Le crisi mostrano sempre lo stesso schema: quando le catene di approvvigionamento mondiali sono sotto pressione, non contano i materiali più economici sul mercato di comprevendita immediata, ma la disponibilità garantita, i flussi regionali di materiale e le capacità di riciclo affidabili. È esattamente questo su cui punta il dibattito attuale in Europa: l’industria del riciclo soffre di alti costi energetici, prezzi imprevedibili dei materiali vergini e pressione delle importazioni a basso costo.

Saremmo stati meglio preparati se già da prima avessimo ampliato in modo sistematico le capacità di riciclo, integrando i riciclati più saldamente nell’acquisto dei materiali e dell’ideazione del packaging, facendo affidamento su contratti di acquisto a lungo termine anziché sull’opportunismo e considerando l’economia circolare non come una questione di CSR, ma come strategia sulle materie prime. Allora oggi reagiremmo molto meno nervosamente a ogni fluttuazione geopolitica.

Per evitare che i riciclati perdano nuovamente competitività quando scenderanno i prezzi bassi del materiale vergine, servono sia un maggiore intervento politico che una disciplina di mercato, di per sé non sufficiente.

Il problema di fondo è noto: quando il materiale vergine diventa economico in seguito ai cicli del prezzo del petrolio, delle sovracapacità o delle importazioni, i riciclati vanno immediatamente sotto pressione, ed è questo esattamente ciò che pesa già oggi sul mercato: l’industria europea del riciclo fatica a causa di prezzi dei materiali vergini bassi e difficili da pianificare, oltre che delle importazioni a basso costo.

La Commissione Europea ha già annunciato misure per rafforzare l’economia circolare della plastica.

Dal punto di vista della Schweig, servono quote minime vincolanti di contenuto riciclato, dove tecnicamente sensato, ma anche standard chiari di qualità e verifica per garantire una concorrenza leale, e poi modelli di acquisto e di contratto di vendita anticipata a lungo termine da parte delle aziende, accanto ad un minore opportunismo nel passaggio fra materiale vergine e riciclato ad ogni variazione di prezzo.

In altre parole: sta ai legislatori definire il quadro, ma le aziende devono smettere di usare i riciclati solo quando sono il materiale più economico del momento.

L’attuale shock dei prezzi andrebbe seriamente considerato un campanello d’allarme, non perché ci troviamo improvvisamente di fronte a qualcosa di completamente nuovo, ma perché è ormai chiaro che l’equilibrio geopolitico è cambiato.

Germania ed Europa operano in un mondo in cui la politica non può più garantire risorse a basso costo e allo stesso tempo disponibili in modo affidabile. Può definire un quadro, promuovere la diversificazione, ma non eliminare la vulnerabilità dei mercati globali delle materie prime.

Se fra tre-cinque anni i riciclati verranno utilizzati anche quando scendono i prezzi del materiale vergine, le aziende stipuleranno accordi di off-take a lungo termine invece di tornare al materiale vergine a ogni segnale di prezzo, se aumenteranno le capacità regionali di riciclo e trasformazione in Europa e il packaging sarà progettato per essere realmente circolare, e se le la trasparenza e la tracciabilità delle catene di approvvigionamento diventeranno un vero criterio di acquisto e qualità, allora potremo dire che l’industria ha tratto la giusta lezione da questa situazione. www.fachpack.de

PRODOTTI

Pausa pranzo più ricca

OrtoRomi rinnova e amplia la linea Pausa Pranzo di insalate fresche pronte pensate per offrire un pasto veloce ma equilibrato. Preparate con verdure di prima scelta provenienti dalla filiera corta e controllata delle cinquanta aziende agricole socie della cooperativa e con ingredienti selezionati di qualità, con dressing incluso, introducono una maggiore varietà di ricette, un equilibrio più attento fra gli ingredienti e un profilo nutri-

zionale più curato. La gamma è particolarmente attenta all’apporto proteico. Nello specifico, la nuova Pausa Pranzo Nordica, a base di rucola e indivia scarola, è arricchita con salmone, pomodorini e olive nere; Alpina è invece un’insalata con base vegetale di rucola e radicchio rosso, più scaglie di Grana Padano, speck e, come novità, le noci.

Bianca abbina a una base di misticanza e indivia scarola petto di pollo e crostini, con pomo -

dorini come ingrediente extra; La Caprese, con misticanza e indivia scarola, è accompagnata da mozzarelline e pomodorini, con l’aggiunta dei crostini; La versione Greca propone una base di rucola e indivia scarola con feta, olive miste e pomodorini; Olivia, con misticanza e indivia scarola, vede la presenza di tonno, olive miste ed ora anche mais. Infine, Ricca, a indivia scarola e rucola affianca scaglie di Grana Padano e noci, oltre ai pomodorini.

L’aggiornamento riguarda anche la struttura delle ricette, che ora prevedono un quarto scomparto con un ingrediente aggiuntivo per rendere il piatto più completo, vario e gustoso, e il rinnovamento del packaging. Le nuove vaschette tonde, in plastica riciclata all’80% e completamente riciclabili, sono progettate per avere un impatto più immediato a scaffale grazie a una grafica contemporanea, caratterizzata da colori vivaci e da immagini di grande formato degli ingredienti principali per favorire decisioni d’acquisto più veloci, con claim nutrizionali, in particolare quelli legati al contenuto proteico, messi in evidenza.

La gamma di insalate Pausa Pranzo di Ortoromi.

Nuova linea di oli di semi Pietro Coricelli

La nuova linea di oli di semi Pietro Coricelli propone cinque prodotti specifici per fritture, cotture prolungate e utilizzo a crudo, accompagnando ogni preparazione con l’olio più adatto per valorizzare gli ingredienti e mantenere equilibrio nei piatti.

L’olio di semi di girasole è la proposta più versatile. Dal gusto tenue e delicato, si presta alle preparazioni quotidiane, dalle fritture ai soffritti fino alle cotture al forno. Grazie all’elevato punto di fumo è adatto anche per fritture croccanti, mentre il sapore equilibrato lo rende indicato per salse e condimenti a crudo. È inoltre fonte di vitamina E.

Friggiamo è stato sviluppato per la frittura ad alte temperature. È ottenuto da una varietà di girasole ad alto contenuto di acido oleico e garantisce stabilità in cottura e una buona resa nelle preparazioni fritte. Il gusto leggero consente di ottenere fritture dorate e croccanti senza coprire i sapori degli alimenti. Il prodotto è ricco di acidi grassi insaturi e vitamina E.

L’olio di semi di mais è particolarmente indicato per l’utilizzo a crudo. Dal colore giallo pallido e dal gusto leggero, si abbina a insalate, verdure e piatti freddi, valorizzando gli ingredienti con discrezione. È apprezzato anche per l’elevato contenuto di acidi grassi insaturi.

Per preparazioni che richiedono tempi lunghi o temperature elevate, come fritture profonde o cotture prolungate, l’olio di semi di arachide offre stabilità e uniformità. Limpido e dal sapore leggero, consente una frittura asciutta e regolare, mantenendo

le caratteristiche degli alimenti. Anche questo prodotto è ricco di acidi grassi insaturi.

La gamma si completa con Viviamo, un blend composto da olio di avocado, olio di vinacciolo e olio di girasole. Il risultato è un olio dal gusto fresco e leggero, pensato per condimenti, ricette fredde e cotture delicate, in particolare a base di pesce.

Tutte le referenze sono disponibili nel formato da 1 litro in bottiglia in PET realizzata al 100% con plastica riciclata. Il design della bottiglia è stato studiato per facilitare la presa e l’utilizzo durante la preparazione dei piatti, garantendo al tempo stesso resistenza e stabilità. Ogni pro-

dotto è identificabile attraverso un colore distintivo associato alla materia prima, mentre sul fronte della confezione sono indicati gli utilizzi consigliati per orientare la scelta del consumatore.

Legumi decorticati

Melandri Gaudenzio amplia la linea dei legumi decorticati con tre nuove referenze: soia, fagioli cannellini e cicerchie senza buccia, per offrire elevato valore nutrizionale, maggiore digeribilità e tempi di preparazione ridotti, senza necessità di ammollo.

La decorticazione avviene tramite processo meccanico che rimuove il tegumento esterno senza l’uso di additivi né alterare le proprietà nutrizionali. La selezione di materie prime omogenee garantisce qualità e uniformità, mentre i sottoprodotti vengono reinseriti nel ciclo produttivo in un’ottica di economia circolare.

La rimozione della buccia contribuisce a ridurre fibre insolubili e zuccheri fermentabili, migliorando la tollerabilità intestinale e l’assorbimento di minerali. I legumi decorticati risultano inoltre più versatili in cucina grazie alla consistenza morbida e cremosa.

La nuova linea di oli di semi Pietro Coricelli.
La nuova gamma di legumi decorticati Melandri Gaudenzio.

ENERGIA SOSTENIBILITÀ

Un 2026 nel segno dell’eccellenza industriale

Per il 2026 Mingazzini ha una visione chiara: trasformare le complessità dello scenario internazionale in leve di crescita. Instabilità geopolitiche, rincari dell’energia e crescente pressione verso la decarbonizzazione non sono soltanto criticità, ma anche stimoli a rafforzare un modello industriale fondato su innovazione, efficienza e responsabilità ambientale.

Questa strategia si innesta su una storia imprenditoriale che sfiora il secolo di attività. Nel tempo, l’azienda parmense ha saputo evolversi senza snaturare la propria identità, combinando competenze consolidate e continuo aggiornamento tecnologico. Oggi, alla quarta generazione, la famiglia alla guida dell’impresa prosegue nello sviluppo di impianti progettati su misura, con

un’attenzione quasi artigianale ai dettagli e un orientamento costante alla sostenibilità e al risparmio energetico.

Cuore dell’attività sono i generatori di vapore industriali e la progettazione completa di centrali termiche di ogni dimensione. L’offerta comprende sistemi avanzati per il controllo e la gestione da remoto, oltre a soluzioni che consentono il funzionamento degli impianti senza presidio continuativo per periodi prolungati. Grazie a un investimento costante in ricerca e sviluppo, l’azienda è in grado di proporre tecnologie ad alto rendimento, studiate attraverso analisi tecniche approfondite per adattarsi con precisione alle esigenze produttive di ciascun cliente.

Ogni progetto nasce da uno studio dettagliato dei consumi e delle performance richieste, così da individuare interventi mirati: dalla realizzazione di nuovi impianti alla riqualificazione di quelli esistenti, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo l’impiego di energia e migliorare l’efficienza operativa complessiva.

La filosofia aziendale si fonda su qualità costruttiva, massima efficienza e personalizzazione. Tutte le fasi di sviluppo vengono gestite internamente, con l’ausi-

Particolare di sistema avanzato di recupero energetico installato su generatore di vapore da 30 t/h (Mingazzini).

RICERCA APPLICATA

Proteine fungine per la formazione del ghiaccio

Un team di ricercatori internazionali della Virginia Tech (USA), ha identificato proteine prodotte da alcuni funghi capaci di catalizzare la formazione di ghiaccio a temperature sottozero elevate. Lo studio, pubblicato su Science Advances, suggerisce che queste proteine potrebbero essere utilizzate come alternative più sicure all’ioduro d’argento nella pratica del cloud seeding, stimo-

lando la formazione di cristalli di ghiaccio nelle nuvole e favorendo la pioggia.

Il gene responsabile di questa attività sembra essere stato acquisito dai funghi da batteri attraverso trasferimento orizzontale di geni, probabilmente centinaia di migliaia o milioni di anni fa. Grazie ai progressi nel sequenziamento del DNA, i ricercatori hanno individuato il gene nella

famiglia di funghi Mortierellacae e studiato le proteine che esso produce. A differenza dei nucleatori di ghiaccio batterici, le proteine fungine sono solubili in acqua e prive di cellule, il che le rende più sicure e pratiche per applicazioni alimentari e mediche.

Tra le possibili applicazioni figurano la produzione di alimenti congelati più sicuri e controllati, e la crioconservazione di cellule, tessuti, spermatozoi, ovuli ed embrioni, poiché le proteine fungine possono favorire il congelamento dell’acqua senza danneggiare le cellule delicate. Inoltre, la scoperta ha rilevanza per i modelli climatici, poiché la presenza di nucleatori di ghiaccio influenza la formazione di cristalli nelle nuvole e la quantità di radiazione che raggiunge la Terra, migliorando la comprensione dei processi atmosferici.

Il progetto ha combinato competenze in biotecnologia dei lieviti e ricerca sul nucleamento del ghiaccio, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie bioispirate per la manipolazione del ghiaccio e la previsione climatica.

5 mega-trend per il settore F&B

Mintel, con la sua nuova divisione Black Swan Data specializzata nell’analisi di milioni di post social e online per comprendere il comportamento dei consumatori, ha presentato le principali 5 tendenze che andranno ad influenzare il settore del food & beverage nel 2026/27.

GLP-1 e la fine dello snack emotivo

Chi utilizza il GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) –l’ormone naturale o sintetico che regola fame e glicemia, diventato centrale nelle terapie contro l’obesità –concentra più nutrienti in meno calorie – ma paga un costo emotivo scegliendo snack più “insipidi e poco appaganti”.

I consumatori si stanno orientando verso alimenti ricchi di nutrienti per colmare le carenze nelle diete ipocaloriche, dando priorità a snack ricchi di proteine, fibre e grassi sani.

Ogni boccone deve offrire nutrienti e senso di sazietà, per cui stanno crescendo gli snack a base di ingredienti integrali e non processati a scapito di quelli grassi e pieni di additivi.

I dati della ricerca rivelano un deficit emotivo tra chi usa GLP-1, non solo nutrizionale.

Gli snack ricchi di nutrienti mancano di sapori appaganti e texture soddisfacenti e sono troppo “clinici”. Consumare snack è anche un’esperienza emotiva, mentre chi fa uso di GLP-1 percepisce una disconnessione e la mancanza della componente del piacere in ciò che mangia. Questi consumatori hanno meno vo-

glie e riducono i consumi d’impulso o consolatori, ma sentono comunque la mancanza della gratificazione e del piacere offerti dagli snack appaganti, provocando cali dell’umore e sensazioni anedoniche, fenomeno definito “personalità Ozempic” dal nome di uno dei farmaci GLP-1 più noti.

Per rendere gli snack più “gioiosi” si può lavorare su 5 fattori. Ad esempio, la densità di nutrienti resta fondamentale, per cui gli snack devono essere piccoli nelle dimensioni ma grandi nell’impatto, combinando proteine, fibre e grassi sani per fornire nutrienti duraturi. Formati monoporzione o richiudibili sono importanti per evitare sensazioni di spreco.

In secondo luogo, i brand possono offrire gratificazione tramite la texture. Chi da uso di GLP-1 è sensibile alle consistenze, ma apprezza yogurt cremosi, bocconcini morbidi, centri fondenti e leggera croccantezza.

Un altro punto da considerare è la nostalgia per sapori antichi e appaganti come cannella, cacao, vaniglia e burro di arachidi, proponendoli negli snack, che potranno soddisfare il palato pur restando in linea con gli obiettivi salutistici dei consumatori e aiutare a ricostruire il legame emotivo con il cibo di chi assume GLP-1.

Fondamentale è anche considerare l’asse intestino-cervello di chi utilizza questo ormone, che spesso soffre di problemi digestivi, gonfiore e stitichezza, sostenendolo con probiotici, prebiotici e fibre delicate come chia, lino e avena, per prendersi cura dell’intestino e sostenere l’umore. Per migliorare quest’ultimo e gestire lo stress si possono anche arricchire gli snack con adattogeni come ashwagandha o radice di maca, oppure con ingredienti funzionali come triptofano e magnesio.

Alimenti ultra-processati: il problema dell’“health-washing”

Se da un lato i consumatori conoscono il cibo spazzatura e i suoi effetti sulla salute, dall’altro credevano di saper distinguere quello che fa bene, mentre un’analisi più attenta delle etichette rivela che molti alimenti apparentemente sani sono in realtà ultra-processati.

Prodotti con “aureole salutistiche” (come quelli ad alto contenuto proteico, senza glutine o naturali) spesso contengono additivi nascosti e poco salutari. I sostituiti vegetali della carne, ad esempio, hanno lunghe liste di ingredienti che sembrano più concepite in laboratorio che in cucina.

Trend nel settore del cioccolato in Europa Occidentale

Un sondaggio online condotto da Barry Callebaut in 24 mercati su 24.000 consumatori nel settembre 2025 evidenzia una crescente polarizzazione nel mercato del cioccolato in Europa Occidentale. Da un lato, i brand devono mantenere l’accessibilità dei prodotti; dall’altro emergono opportunità legate alla premiumizzazione e a prodotti capaci di generare connessione emotiva. La sostenibilità e l’obiettivo restano elementi centrali nello sviluppo delle nuove proposte.

La polarizzazione ridefinisce le esigenze dei consumatori. I segmenti attenti al budget cercano prezzo, convenienza e gusto, mentre cresce la domanda per prodotti dolciari che offrono esperienze emozionali e benefici aggiuntivi. Nonostante le condizioni economiche in evoluzione, le esperienze di “premium treat” acquisiscono maggiore rilevanza, sostenute da una forte tradizione cioccolatiera. La valorizzazione dell’artigianalità e l’attenzione alla celebrazione di piccoli momenti rappresentano opportunità concrete per i produttori di innovare e offrire valore aggiunto.

L’adozione delle tendenze varia nei diversi mercati: nel Regno Unito cresce la

NOTIZIE DAL MONDO

Cresce il consumo di surgelati

e avanzano le tecnologie del freddo

La surgelazione si conferma una tecnologia sempre più rilevante nel sistema alimentare, sostenuta da innovazione tecnologica, attenzione alla sostenibilità e crescente apprezzamento da parte dei consumatori.

Secondo il Rapporto 2024 dell’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS), in Italia i consumi hanno superato per il secondo anno consecutivo 1 milione di tonnellate, con un aumento del 2,3% nel 2024 e un consumo pro capite di 17,5 kg annui. Il trend positivo prosegue anche nel 2025: nel canale retail sono state consumate oltre 642.000 tonnellate di prodotti surgelati nelle case degli italiani, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente (dati NielsenIQ).

La crescita dei surgelati è legata a diversi fattori riconosciuti dai

consumatori, tra cui qualità delle materie prime, sicurezza, valore nutrizionale, disponibilità tutto l’anno e praticità d’uso, oltre a un buon rapporto qualità-prezzo e alla possibilità di ridurre gli sprechi alimentari.

Questi temi sono stati al centro del seminario “Il futuro del freddo – Trend e tecnologie nella surgelazione alimentare”, organizzato dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) con la collaborazione tecnica di Linde Gas Italia L’incontro ha riunito rappresentanti dell’industria, della ricerca e delle istituzioni per discutere l’evoluzione tecnologica del settore e il ruolo della surgelazione nella filiera alimentare.

Un aspetto centrale riguarda la sostenibilità. I dati dell’Osser-

vatorio Waste Watcher indicano che solo il 2,2% del cibo sprecato in Italia è costituito da prodotti surgelati, pari a circa 14,9 grammi a settimana. La lunga conservabilità, la possibilità di porzionare gli alimenti e la programmazione degli acquisti rendono infatti la surgelazione uno strumento efficace per ridurre gli sprechi domestici e professionali.

Parallelamente prosegue l’evoluzione delle tecnologie di processo. Tra le soluzioni più avanzate figura la surgelazione criogenica con azoto liquido, che consente di preservare qualità organolettiche e proprietà nutrizionali limitando la formazione di grandi cristalli di ghiaccio. Tra le applicazioni più diffuse rientra la tecnologia IQF (individual quick freezing), che congela rapidamente i singoli pezzi di prodotto, mantenendoli separati e facilitandone il dosaggio e l’utilizzo.

In questo contesto, la surgelazione – in particolare quella criogenica – si conferma una leva strategica per l’industria alimentare e per la ristorazione, contribuendo a migliorare la gestione della filiera, ottimizzare la logistica e garantire prodotti sicuri e disponibili durante tutto l’anno. www.linde.it

Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Gorgonzola, che rappresentano il 78% delle citazioni rilevate.

La correttezza delle denominazioni migliora rispetto al 2023: nel 52% dei casi le citazioni risultano conformi ai disciplinari e indicano correttamente il nome del prodotto, l’acronimo DOP o IGP e informazioni utili per il cliente. Alcune denominazioni mostrano livelli molto elevati di accuratezza, mentre altre presentano ancora semplificazioni o utilizzi generici. Si registra inoltre una crescita nell’uso dell’acronimo DOP nei menù online, segno di una mag-

giore attenzione alla comunicazione dell’origine certificata dei prodotti. L’indicazione della stagionatura rimane meno diffusa

ma in aumento, soprattutto per Parmigiano Reggiano e Grana Padano. www.afidop.it

Un nuovo protagonista per chiusure e stampi ad alte performance

MCTech, acronimo di Moulds & Closures Technology, è una nuova realtà industriale con sede a Paese (TV), specializzata nella progettazione e sviluppo di chiusure e stampi per tappi ad alte prestazioni destinati ai settori

food & beverage, cosmetico e farmaceutico, con operatività internazionale.

L’azienda nasce dall’esperienza di Acqua Minerale San Benedetto e valorizza competenze tecnologiche e industriali

maturate in oltre settant’anni nel settore beverage, ora estese anche ad altri comparti ad alta specializzazione. Il progetto prende avvio dallo stabilimento dedicato alla produzione di tappi e coinvolge circa cento addetti, con l’obiettivo di affermarsi nel mercato competitivo delle chiusure e dei sistemi di stampaggio avanzati.

MCTech offre soluzioni personalizzate seguendo l’intero ciclo di sviluppo, dalla consulenza tecnica alla progettazione, dall’ingegnerizzazione alla produzione, includendo prototipazione, validazione degli stampi, logistica e spedizioni. Il modello operativo si basa su una filiera completamente integrata che copre tutte le fasi del processo produttivo, riducendo tempi, costi e complessità grazie alla centralizzazione delle competenze. www.mctech.industries

La sede di MCTech a Paese.

A Rimini l’evento più succoso dell’anno AGENDA

Dal 21 al 23 aprile torna al Rimini Expo Centre Macfrut, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla filiera dell’ortofrutta. La manifestazione, giunta alla 43ª edizione, riunisce professionisti del settore con l’obiettivo di favorire il business, presentare innovazioni e analizzare i trend di un comparto strategico per l’agroalimentare italiano.

L’edizione 2026, organizzata attorno al claim “Make it Juicy”, prevede numerose novità. Tra queste il focus internazionale sull’area dei Caraibi come partner, la presenza di oltre 800 top buyer provenienti da tutto il mondo e la partecipazione di dieci regioni italiane, con la Sicilia nel ruolo di regione partner. La fiera rafforza inoltre il proprio carattere globale con delegazioni da Europa, Africa e Americhe.

Uno dei temi centrali dell’evento sarà la filiera mondiale di mango e avocado, protagonisti dell’iniziativa “Mango and Avocado Explosion”, che riunirà operatori internazionali per discutere produzione, mercato e opportunità commerciali legate a questi prodotti in forte crescita.

Macfrut si conferma anche come piattaforma di conoscenza e innovazione grazie a diversi saloni tematici dedicati ai principali trend del settore: tecnologie per il risparmio idrico, vivaismo, soluzioni biologiche per la difesa delle colture, piccoli frutti, alimenti salutistici, spezie e piante officinali, oltre alle tecnologie per l’agrivoltaico. Accanto alla parte espositiva sono previsti numerosi momenti di approfondimento scientifico e tecnico.

Il programma comprende un centinaio di eventi tra convegni,

workshop e incontri professionali organizzati con il supporto del comitato tecnico-scientifico della manifestazione. Fra i temi trattati figurano le politiche agricole europee, le nuove tecnologie applicate all’agricoltura, l’innovazione negli healthy food e lo sviluppo di specifiche filiere produttive.

La fiera ospiterà inoltre un’area start-up con 25 progetti innovativi provenienti da diversi Paesi e due campi prova di circa 2.500 m2 dedicati alle novità in frutticoltura e orticoltura. www.macfrut.com

Più cooperazione a Save Food

L’appuntamento con l’iniziativa Save Food, storicamente contemporanea ad Interpack, a Düsseldorf dal 7 al 13 maggio, amplia la propria cooperazione internazionale consolidando la partnership con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) e la World Packaging Organisation (WPO), con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del packaging, della lavorazione e

dell’innovazione industriale nella riduzione globale delle perdite e degli sprechi alimentari. La collaborazione mira in particolare a rafforzare le infrastrutture agroalimentari intermedie, sostenere processi produttivi a basso impatto climatico e aumentare le capacità delle PMI per ridurre le perdite post-raccolta, migliorare la sicurezza alimentare e promuovere una crescita inclusiva e resiliente.

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