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Tecnica Molitoria febbraio 2026

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sili - molini - mangimifici - pastifici

- pastifici

FUMONISINE - Processi di estrusione e fumonisine nei prodotti a base di mais 17

Extrusion processes and fumonisins in maize-based foods

V. Scarpino - M. Blandino

Cereali/Cereals 28

Aggiornamenti sul mercato globale dei cereali - Nuovo germoplasma di grano primaverile resistente alla fusariosi

Macinazione/Milling ...............................................................................................................................................................................

Farine di filtrazione provenienti da diversi flussi di macinazione - Temperatura e durezza dell’endosperma influenzano i carotenoidi nel mais

Panificazione/Bread making 34

Funzionalità dell’erba di grano intermedia - Lolla di grano saraceno come aggiunta - Gomma gellano per migliorare le caratteristiche dell’integrale - Viscosità apparente come indicatore della germinazione del frumento - Lievito madre: come la scelta della farina modella le comunità microbiche

L’estrusione su proteine e qualità della pasta di grano duro - Stabilizzare i noodle surgelati

Trattamento termico-umido del frumento sulla farina - Regolare la consistenza dei noodle - Farina di carruba come ingrediente funzionale - Impatto del trattamento con campo magnetico sui noodle – Mucillagine di semi di lino estratta a ultrasuoni

Sottoprodotti della farina di grano: digeribilità energetica e valore nutrizionale nei suini

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- Formaggio liquefatto come nuovo ingrediente nei sostituti del latte per vitelli - Semi di canapa nella dieta delle ovaiole - Dieta vegetariana vs sottoprodotti animali: effetti sulla salute intestinale dei polli - Integrazione di lievito vivo quale additivo naturale - Saccharomyces cerevisiae contro l’aflatossina nei polli - Dieta a base di insilato di mais, qualità della carne e impatto ambientale - Semi di lino, polpa di mela e cardo mariano migliorano la carne suina

Aziende/The companies

CESCO, dall’ingegneria agli impianti cerealicoli

Macchine/Machinery

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Nuovi progetti e una strategia industriale consolidata - La sfogliatrice sottovuoto - Trattamento dei cereali tramite raffreddamento conservativo

Prodotti/New products

Nuovi formati per un autunno più bio - Pack dedicati agli sport invernali - Eccellenza molitoria in primo piano

Mercati/Marketing .................................................................................................................................................................................

Export agroalimentare in crescita, ma crollano i principi attivi dei fitosanitari

Corre l’export agroalimentare alla ricerca di nuovi mercati

Leggi/

Aggiornamenti legislativi sugli additivi per mangimi

Ricerca sul frumento e collaborazione internazionale - Ennesimo passo verso la sostenibilità

Eletto il nuovo CEO del gruppo Bühler - Nuovo polo produttivo negli Stati Uniti - Riprogettare l’impiego della blockchain - Foodtech Incubator seleziona progetti pronti a diventare startup agroalimentari - Nuove norme istituzionali a tutela di salute e commercio - Crescono ancora

Food Africa e Pacprocess MEA Agenda

Cereali e legumi al centro del convegno - Calendario della manifestazioni

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Valentina Scarpino - Massimo Blandino*

Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino - Largo Paolo Braccini 2 - 10095 Grugliasco (TO) - Italia

*email: massimo.blandino@unito.it

Fumonisine

Processi di estrusione e fumonisine nei prodotti a base di mais

Extrusion processes and fumonisins in maize-based foods

Parole chiave: semole, farine, gluten-free, fumonisine mascherate, fumonisine idrolizzate

Sommario

I trattamenti meccanici e termici dei processi alimentari possono determinare modifiche chimiche alle fumonisine, classe di micotossine che frequentemente contaminano la farina e le semole di mais, risultando nella formazione di fumonisine modificate, legate alla matrice. L’obiettivo dello studio era di valutare l’effetto della composizione delle farine di mais e dei processi tecnologici di co-estrusione sulla presenza di fumonisine libere e legate alla matrice. Ancorché i processi tecnologici riducano la contaminazione di tali micotossine, si assiste a un significativo aumento delle fumonisine legate alla matrice nei prodotti alimentari estrusi rispetto alle materie prime. I risultati ottenuti confermano il fenomeno di modifica di queste micotossine con i processi tecnologici, che ha luogo con un’associazione alla matrice, e risulta maggiore nei processi di pastificazione rispetto alla co-estrusione per la produzione di snack, e con l’impiego delle semole rispetto alle farine di granulometria più fine; mentre non sembra esserci una relazione con la composizione dell’amido del mais.

Keywords: break meal, corn flour, gluten-free, hidden fumonisins, hydrolized fumonisins

Abstract

Mechanical and thermal treatments promote chemical changes in fumonisins, mycotoxins which contaminate maize flour and meal, resulting in the production of modified or bound matrix-associated fumonisins. The present study has been aimed at evaluating the effects of the maize composition and the technological processes of co-extrusion, on the free fumonisin and modified matrixassociated forms. Higher values of matrixassociated fumonisins were always reached for the maize-based food products than the raw materials. The obtained results confirm that the ‘masking’ (modified) phenomenon, which takes place through a matrix-association, is predominant during food processing, and is higher in pastamaking compared to co-extrusion for snack production, and with higher particle size flour than finer ones, while no relationship seems to be related to maize starch composition.

Fig. 1 - Contaminazione da fumonisine (somma di B1 e B2) libere e legate alla matrice in differenti lotti di mais, per granulometria e composizione dell’amido.

Lotti di mais: farina (<150 µm) e semola (250-500 µm) per 3 ibridi (C, convenzionale, HA, alto amilosio, W, waxy).

con la dimensione delle particelle riportata, ancorché solo per le fumonisine libere, da Vanara et al. (2018). Le micotossine legate alla matrice si sono ritrovate in tutte le materie prime e rappresentano in media il 20% della frazione libera, con valori mediamente superiori per le semole, mentre non si osserva una relazione con il contenuto in amilosio degli ibridi.

Effetto dei processi di estrusione sul contenuto di fumonisine libere e legate alla matrice

A seguito dei processi di estrusione il contenuto di fumonisine totali si riduce significativamente del 33% per gli snack e del 19% per la pasta cruda rispetto alla materia prima (Tab. 1). La cottura della pasta porta ad un abbattimento complessivo di fumonisine totali simile a quello osservato per gli snack (-34%). Il contenuto di fumonisine libere evidenzia un abbattimento più rilevante: in media per tutti i lotti considerati, la contaminazione si riduce del 49, 55 e 66% per snack, pasta e pasta cotta. Tale andamento risulta opposto a quello delle fumonisine legate alla matrice, che aumentano rispetto alla farina del 76% negli snack e di 3,2 volte nella pasta cruda. Come risultato il rapporto tra fumonisine libere e legate alla matrice diminuisce dalla farina a snack, pasta cruda e pasta cotta, mentre la composizione dell’amido dei lotti e l’interazione tra processo e lotti non riveste un ruolo significativo su questo parametro. I dati

CEREALI

Aggiornamenti sul mercato globale dei cereali

L’ultimo report mensile del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) fornisce gli aggiornamenti sulle tendenze e le previsioni mondiali per frumento, riso e mais nella stagione 2025/26, analizzando produzione, consumi, scorte e commercio internazionale.

Grano

La produzione globale è prevista in aumento, raggiungendo un nuovo record, grazie ai rialzi in Canada, Argentina, UE, Australia e Russia. I consumi mondiali dovrebbero crescere principalmente per l’incremento dell’uso mangimistico e residuale in Canada, UE, Argentina, Indonesia e Ucraina. Le scorte globali sono previste in aumento in Russia, Canada, UE e Argentina, parzialmente compensate dai livelli più bassi in Australia e Indonesia. Il commercio mondiale è in crescita grazie a maggiori importazioni da Indonesia, Algeria, Libia e Filippine. Le esportazioni aumenteranno

Nuovo germoplasma di grano primaverile resistente alla fusariosi

I ricercatori dell’Agricultural Research Service (ARS) dell’USDA hanno sviluppato una linea di germoplasma di grano primaverile resistente alla fusariosi della spiga (Fusarium head blight, FHB), malattia fungina che provoca ingenti perdite economiche annuali nella produzione di cereali, stimate in 2,7 miliardi di dollari tra il 1998 e il 2000, oltre a rischi per la salute dei consumatori.

La FHB, nota anche come “scab”, è la principale malattia fungina che colpisce grano e orzo negli Stati Uniti. La causa principale è il fungo Fusarium graminearum L., sebbene possano essere coinvolti anche altri ceppi o specie di Fusarium. I patogeni producono una tossina che contamina grano e farina, causando perdite produttive e rischi per la salute di uomini e animali.

Pianta di grano primaverile con il gene di resistenza Fhb7 (a sinistra) e dei suoi cromosomi (a destra). I segmenti verdi terminali di due cromosomi contengono Fhb7 (Foto di Xiwen Cai).

Negli anni, agricoltori, ricercatori e miglioratori genetici hanno compreso che il modo più efficace per controllare la malattia è introdurre nei cereali geni che conferiscano resistenza alla FHB. Tuttavia, le fonti di resistenza efficace sono limitate in grano e orzo, rendendo urgente l’identificazione di nuovi geni resistenti, soprattutto per il grano duro e l’orzo.

In un importante progresso scientifico guidato dal genetista ARS Xiwen Cai, con l’Unità di Ricerca su Grano, Sorgo e Foraggi a Lincoln, Nebraska, i ricercatori dell’ARS e della North Dakota Agricultural Experiment Station hanno sviluppato una nuova linea di germoplasma denominata WGC002, che porta un gene innovativo (Fhb7The2) presente nelle erbe selvatiche, conferendo una resistenza significativa a Fusarium in diversi ambienti. Attraverso tecniche di miglioramento genetico, i ricercatori hanno selezionato

MACINAZIONE

Farine di filtrazione provenienti da diversi flussi di macinazione

Su Journal of Cereal Science si segnala uno studio in cui ricercatori cinesi hanno analizzato le farine da filtrazione ottenute da diversi flussi di macinazione in un molino, includendo la farina del primo passaggio di macinazione (QF), dell’ultimo passaggio (HF) e del sistema di miscelazione delle farine (PF), oltre alla farina di rifinitura (DF). La farina di frumento (F) è stata utilizzata come campione di controllo. Sono state valutate le caratteristiche qualitative delle diverse farine, con attenzione alle proprietà strutturali e fisico-chimiche.

I valori dei moduli reologici G′ e G″ delle farine di filtrazione sono risultati entrambi superiori a quelli della farina di frumento. Le proprietà farinografiche ed estensografiche hanno mostrato differenze significative tra i diversi flussi di macinazione. Nessuna delle farine da filtrazione ha presentato un grado di bianchezza superiore a quello della farina di frumento. Il contenuto di amido delle farine da filtrazione (27,99-75,36%) è risultato inferiore rispetto a quello della farina di frumento.

L’indice di glutine (68,37-91,06%) e la cristallinità relativa (10,39-18,68%) delle farine di filtrazione sono risultati superiori a quelli della farina di frumento, ad eccezione della QF; il valore più elevato dell’indice di glutine è stato osservato nella PF. Le viscosità di picco hanno mostrato un’ampia variabilità, da 43,5 cP (DF) a 1077 cP (PF), mentre le temperature di picco sono risultate tutte superiori a quelle della farina di frumento, variando da 57,65°C (QF) a 59,74°C (DF). Sono stati identificati 28 composti volatili responsabili dell’aroma nelle farine di filtrazione, con la DF che ha evidenziato differenze più marcate rispetto alle altre tipologie.

PANIFICAZIONE

Funzionalità dell’erba di grano intermedia

L’erba di grano intermedia (IWG) è un cereale perenne con impatto ambientale positivo, la cui composizione risulta idonea alla fermentazione a lievito madre, anche se questo impiego non è stato ancora approfondito.

L’obiettivo di uno studio americano pubblicato su Journal of Food Science era di valutare le prestazioni di due cultivar di IWG in un processo di fermentazione spontanea, confrontandole con la farina di grano tenero integrale (WW), e analizzare la funzionalità dei relativi lieviti madre come ingredienti per la panificazione.

Le farine integrali macinate presentavano una morfologia delle particelle simile, ma quelle di IWG mostravano un contenuto più elevato di proteine (20,84 e 18,63 g/100 g nelle due cultivar di IWG, rispetto a 13,28 g/100 g nel WW), fibre (16,1 e 18,0 g/100 g contro 11,4 g/100 g) e minerali (circa il doppio del calcio).

Durante gli 11 giorni di rinfresco consecutivo (backslopping), le farine di IWG hanno favorito una maggiore accumulazione di acido lattico. I pani ottenuti con i diversi lieviti madre non hanno mostrato differenze significative in termini di volume o compattezza, ma si sono distinti per pH della mollica e acidità titolabile totale (pH 4,978 e 5,058 mL NaOH 0,1 N per la cultivar di IWG più acida, contro pH 5,212 e 4,174 mL NaOH 0,1 N per il WW).

I risultati evidenziano il potenziale del frumento intermedio come nuovo substrato per la fermentazione a lievito madre. La macinazione a percussione ( pin milling) di IWG e grano tenero ha prodotto farine integrali di morfologia simile ma composizione differente. Le farine integrali di IWG fermentate spontaneamente hanno accumulato più acido lattico rispetto a quelle di grano tenero. L’inclusione del lievito madre di IWG in pane a base di grano, in proporzione al 20% della farina, non ha avuto effetti negativi su volume e consistenza rispetto al pane con lievito madre di grano integrale.

Viscosità apparente come indicatore della germinazione del frumento

La germinazione del frumento aumenta l’attività dell’alfa-amilasi, modificando le proprietà funzionali della farina e del pane. Gli studi disponibili utilizzano condizioni di germinazione diverse tra loro, rendendo difficile il confronto dei risultati. Su Cereal Chemistry è apparso uno studio i cui ricercatori canadesi hanno valutato l’impatto della germinazione su funzionalità della farina, prestazioni in panificazione e qualità nutrizionale, impiegando la viscosità di picco dopo riscaldamento come indicatore per controllare il grado di germinazione.

I chicchi sono stati fatti germinare fino a raggiungere una riduzione del 50% della viscosità di picco rispetto al controllo. È emersa una forte correlazione negativa tra l’attività dell’alfa-amilasi e la viscosità di picco (r=-0,84; p<0,0001) e una forte correlazione positiva tra viscosità di picco e numero di caduta (r=0,98; p<0,0001), confermando la validità della viscosità di picco come predittore della degradazione enzimatica dell’amido. Il pane ottenuto da farine germinate per un tempo fisso ha mostrato riduzioni variabili di durezza e masticabilità, mentre quello prodotto da farine con germinazione regolata sulla base della viscosità ha presentato risultati più uniformi.

Una germinazione modulata in funzione della viscosità permette di controllare l’attività enzimatica, influenzando la lavorabilità dell’impasto e la struttura del pane, e determina inoltre una più lenta idrolisi dell’amido.

La viscosità di picco viene proposta come indicatore pratico e quantitativo del livello di germinazione del frumento. Il controllo dell’attività enzimatica tramite l’aggiustamento della viscosità consente di ottimizzare la qualità del pane e gli aspetti nutrizionali.

PASTA

L’estrusione su proteine e qualità della pasta di grano duro

La qualità di cottura e la digeribilità della pasta dipendono dalle strutture proteiche. Tuttavia, l’effetto delle forze di taglio sulla struttura molecolare delle proteine, e conseguentemente su qualità e allergenicità, non è ancora del tutto chiaro. Uno studio uscito su Food Chemistry ha analizzato come la velocità della vite nell’estrusore influenzi la pasta. Ricercatori australiani hanno confrontato due velocità di rotazione (150 rpm e 550 rpm), che influenzano direttamente l’energia meccanica specifica (SME) durante l’estrusione, valutando l’impatto su distribuzione del peso molecolare delle proteine, proprietà di cottura e digeribilità di amido e proteine, sia nella pasta di grano duro standard che in quella arricchita in glutine.

La pasta prodotta a 550 rpm ha mostrato una minore capacità di assorbimento dell’acqua e tempi di cottura più brevi, ma un aumento significativo della perdita in cottura, associato a una riduzione dei legami disolfuro. I dati ottenuti tramite cromatografia di esclusione dimensionale (SEC) ed elettroforesi SDS-PAGE indicano che l’alta velocità della vite determina l’insolubilità di glutenine e globuline, aumentando però la solubilità delle gliadine. Tali cambiamenti strutturali comportano inoltre una diminuzione dei legami ionici e a idrogeno e un incremento delle interazioni idrofobiche.

Sebbene la digeribilità enzimatica di amido e proteine diminuisca con l’aggiunta di glutine, l’aumento della velocità della vite ne favorisce la digestione. La mappatura proteomica mediante LC-MS/MS ha mostrato una riduzione delle proteine e degli allergeni identificati nel digestato della pasta prodotta a 550 rpm, mentre il numero di peptidi identificati è aumentato. Inoltre, il glutine aggiunto rallenta l’idrolisi proteica nella fase gastrica e compensa le differenze dovute alla velocità della vite.

Regolare la consistenza dei noodle

Molti processi si basano ancora su conoscenze empiriche e non sono progettati o eseguiti con una piena comprensione dei fenomeni sottostanti. L’essiccazione e la reidratazione ne sono un esempio. Il comportamento del trasferimento d’acqua negli alimenti durante queste fasi varia in base alle condizioni di produzione e di cottura, influenzando la qualità finale.

Partendo dall’osservazione che la luminosità degli alimenti cambia in funzione del loro contenuto di umidità, ricercatori giapponesi hanno sviluppato un nuovo metodo per misurare il trasferimento d’acqua all’interno dei prodotti. I risultati sono su Journal of the Japanese Society for Food Science and Technology. Tale approccio ha permesso di proporre nuovi meccanismi di trasferimento dell’acqua nella pasta. Inoltre, è stato introdotto un nuovo modello interpretativo per analizzare questi fenomeni complessi, definito metodo di analisi completa e inversa basata sull’intelligenza artificiale. L’efficacia di tale metodo è stata dimostrata chiarendo i complessi meccanismi attraverso cui la struttura del glutine nei noodle influisce sulla loro consistenza.

Sottoprodotti della farina di grano: digeribilità energetica e valore nutrizionale nei suini

L’impiego dei sottoprodotti della macinazione della farina di grano (WFM, wheat flour milling) nelle diete dei suini può contribuire a ridurre i costi dei mangimi. Tuttavia, la digeribilità energetica dei sottoprodotti è generalmente inferiore a quella dei cereali da mangime. Le informazioni disponibili sulle loro caratteristiche di fermentazione e sulla relazione tra il valore di energia digeribile (DE) e la composizione chimica o la digeribilità energetica in vitro sono ancora limitate.

Gli obiettivi di uno studio canadese, pubblicato su Animals , erano: determinare le caratteristiche chimiche, i valori di DE in vitro e in vivo e la digeribilità energetica dei sottoprodotti WFM nei suini in accrescimento; valutare le loro caratteristiche di fermentazione microbica in vitro; stabilire le relazioni tra il valore di DE in vivo dei sottoprodotti WFM e la loro composizione chimica, le caratteristiche di fermentazione o i valori di digeribilità in vitro In Canada sono stati campionati 94 sottoprodotti WFM, caratterizzati per composizione chimica e digeribilità in vitro della mate-

I vitelli hanno ricevuto 0,283 kg di MR in 1,9 L due volte al giorno per i primi 14 giorni, poi 0,43 kg in 2,84 L due volte al giorno fino al 35° giorno, e infine 0,43 kg in 2,84 L una volta al giorno fino al 42° giorno, seguiti dallo svezzamento. Le concentrazioni di ceneri, calcio, fosforo e sodio del MR sono aumentate con l’aumentare del livello di inclusione del formaggio.

Indipendentemente dal trattamento, tutti i vitelli hanno mostrato risultati simili per peso corporeo (62,1; 63,3; 60,6; 61,6 kg rispettivamente per 0,00, 4,27, 8,54 e 17,08%), incremento di peso (37,4; 40,3; 36,7; 35,7 kg) e accrescimento medio giornaliero (667,0; 720,0; 654,8; 636,7 g/d). Anche l’ingestione di mangime starter è risultata simile (0,79; 0,84; 0,78; 0,74 kg/d), mentre è stata osservata una risposta cubica per l’efficienza alimentare, con valori migliori nei vitelli alimentati con il 4,27% di formaggio rispetto all’8,54% (0,522; 0,555; 0,493; 0,516 kg/kg).

I guadagni in lunghezza corporea, circonferenza toracica, altezza al garrese e ai fianchi, e larghezza dei fianchi sono risultati simili per tutti i trattamenti. Anche i punteggi fecali non hanno mostrato differenze significative, sebbene il colore delle feci variasse con il livello di inclusione del formaggio.

Saccharomyces cerevisiae contro l’aflatossina nei polli

La contaminazione dei mangimi da parte di aflatossine può compromettere la salute e le prestazioni produttive dei polli. Tuttavia, tali effetti possono essere ridotti o neutralizzati mediante l’aggiunta di agenti leganti efficaci, come Saccharomyces cerevisiae. In uno studio vietnamita condotto su 648 pulcini Ross-308 di un giorno (maschi e femmine), suddivisi secondo un disegno sperimentale fattoriale 3×2, sono stati valutati gli effetti dell’aflatossina B1 (AF) e del lievito Saccharomyces cerevisiae (SAC) su prestazioni di crescita, parametri ematici e caratteristiche della carcassa. Gli animali sono stati assegnati casualmente a 6 diete contenenti tre livelli di AF (0, 20 e 60 μg/kg), con o senza integrazione di SAC (10¹⁰ cellule/kg) alla dose di 1 g/kg di lievito essiccato. I risultati, presenti su Applied Microbiology, hanno mostrato che sia AF che SAC aumentavano l’assunzione media giornaliera di mangime (p<0,001 in entrambi i casi) e riducevano l’efficienza alimentare (p<0,001 e p=0,035), mentre solo AF diminuiva l’aumento medio giornaliero di peso (p=0,009). L’integrazione con SAC migliorava l’assunzione di mangime nei polli esposti al livello più alto di AF (AF60; interazione p<0,001), suggerendo un effetto positivo del lievito sull’appetito.

I polli alimentati con AF presentavano un peso di carcassa (p=0,028) e cardiaco (p=0,031) inferiori, ma un peso relativo maggiore di ventriglio (p=0,038) e fegato (p=0,010). La somministrazione di AF riduceva globuli bianchi (p=0,030), linfociti (p=0,029) e basofili (p<0,001), aumentando invece i neutrofili (p=0,009). Al contrario, SAC riduceva i neutrofili (p=0,004) e l’emoglobina corpuscolare media (p<0,001), mentre aumentava linfociti (p=0,003) e basofili (p=0,015).

I risultati indicano che AF provoca un’alterazione del sistema immunitario, compromettendo la salute dei polli, mentre SAC può contribuire a mitigare tali effetti. Inoltre, AF aumentava l’attività della glutammato-ossalacetato transaminasi (p=0,009).

AZIENDE

CESCO, dall’ingegneria agli impianti cerealicoli

CESCO nasce nel 2016 con la denominazione PETKUS Engineering, per ampliare il perimetro di attività del gruppo PETKUS e trasferire il know-how maturato nella produzione di macchinari per selezione e pulizia delle sementi verso un ambito più ampio, rappresentato dalla progettazione e realizzazione di impianti industriali per lo stoccaggio dei cereali.

Nel 2021, a seguito della separazione dal gruppo PETKUS, l’azienda assume la denominazione CESCO EPC e ridefinisce il proprio posizionamento strategico, concentrandosi sui grain terminal portuali e inland, e sulla progettazione e fornitura di strutture metalliche per impianti molitori e logistici. Tale passaggio segna una fase di forte specializzazione e consolidamento delle competenze in ambito EPC.

Luca Celeghini, presidente e fondatore CESCO.

Sebbene il marchio CESCO sia recente, le radici industriali affondano in una tradizione più lontana. Nel 1954, a Reggio Emilia, viene infatti fondata la ditta Socama, negli stessi immobili che oggi ospitano lo stabilimento produttivo italiano, consentendo all’azienda di contare su oltre 50 anni di esperienza nel settore della meccanica e degli impianti per l’agroindustria.

Nel 2023 il gruppo compie un ulteriore passo in avanti con la fondazione, sempre a Reggio Emilia, di una società dedicata alla lavorazione automatizzata della lamiera mediante sistemi avanzati di punzonatura e piegatura, al fine di integrare verticalmente una fase produttiva strategica e aumentare il controllo su qualità, tempi e costi.

Presenza internazionale e mercati

Attualmente CESCO realizza un fatturato annuo compreso tra 10 e 15 milioni di euro e impiega circa 30 dipendenti tra Germania, Italia e sedi operative all’estero. Considerando l’insieme delle società che fanno capo al gruppo, il fatturato complessivo raggiunge

CAD 3D, consentendo la verifica preventiva delle interfacce, la riduzione delle interferenze in fase di montaggio e una maggiore efficienza complessiva. Per ampliamenti e revamping su impianti esistenti vengono inoltre utilizzati sistemi di scansione laser 3D, mentre i sistemi più complessi sono verificati mediante analisi agli elementi finiti. La produzione dei componenti in lamiera avviene su linee automatizzate con macchinari CNC e celle di piegatura robotizzata, in coerenza con i principi dell’Industry 4.0.

La sostenibilità rappresenta un principio guida per CESCO e si traduce in soluzioni progettuali orientate all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e all’uso responsabile delle risorse. I sistemi di trasporto sono progettati per contenere i consumi energetici, mentre le modalità di fornitura e montaggio consentono di ottimizzare la logistica e ridurre l’impatto ambientale. L’uso di componenti pre-zincati riduce gli sfridi e limita ulteriori trattamenti superficiali. Inoltre, grazie a sistemi di raffreddamento, ventilazione, ricircolo del cereale e soluzioni di fumigazione con azoto, è possibile ridurre in modo significativo il ricorso a trattamenti chimici per la conservazione del prodotto.

A supporto di tale approccio, CESCO ha avviato il percorso di certificazione del sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001 ed è attualmente in fase di certificazione. www.cesco-group.com

Stabilimento CESCO di Reggio Emilia.

PRODOTTI

Nuovi formati per un autunno più bio

L’autunno porta due novità firmate Cooperativa Agricola Gino

Girolomoni: Fattoria è pensata per i bambini, che possono divertirsi a cercare nel piatto la pasta a forma di Monastero di Montebello, visto che solo un pezzo ogni 188 raffigura il luogo simbolo della cooperativa marchigiana. Un modo originale per raccontare l’ecosistema Girolomoni, in cui il complesso monastico fondato nel 1380, a pochi passi dalla Foresta delle Cesane e restaurato fedelmente a Isola del Piano, incarna il legame tra cultura contadina, natura e sviluppo sostenibile. Gli Gnocchetti Sardi, invece, racchiudono il sapore dell’isola: la trafilatura ruvida ne esalta la consistenza, mentre la forma raccoglie e trattiene i sughi.

Come tutta la linea Girolomoni, anche Fattoria e Gnocchetti Sardi vengono essiccati lentamente per preservare i micronutrienti e le qualità organolettiche del grano duro italiano.

Pack dedicati agli sport invernali

Alla vigilia della stagione delle grandi competizioni sulla neve, Felicetti porta sugli scaffali un’edizione limitata dedicata agli sport invernali: tre formati di pasta della linea Originale – spaghetti, eliche e penne rigate – in quattro pack ispirati a salto con gli sci, sci di fondo, biathlon e sci alpino, grazie all’illustratore Mads Berg, vincitore del Danish Design Prize e già autore delle confezioni per il 50° anniversario della Marcialonga e per le prime due edizioni della Rome Half Marathon. Se il design della confezione cambia, restano invariati l’incarto – al 100% in carta naturale di pura cellulosa certificata Pefc, proveniente da foreste gestite responsabilmente – e il contenuto: pasta di grano duro ottenuta solo da semole italiane selezionate, lavorate con acqua di sorgente e aria pura delle Dolomiti.

MERCATI

Export agroalimentare in crescita, ma crollano i principi attivi dei fitosanitari

Si è svolto lo scorso dicembre a Bologna, il Convegno Nazionale di Compag. Ad aprire i lavori è stato il presidente Fabio Manara, che ha inquadrato le principali criticità che stanno condizionando il settore e la filiera agroalimentare, tra instabilità geopolitica, dinamiche commerciali e pressioni sui costi. La mattinata è stata moderata da Edoardo Musarò, direttore di Compag, che ha guidato il confronto tra relatori e ospiti, valorizzando il ruolo della Federazione come presidio operativo per le imprese della distribuzione dei mezzi tecnici e dello stoccaggio.

Il convegno è proseguito con l’intervento di Ludovico Semerari (Centro studi AMIStaDeS APS), dedicato all’impatto delle guerre e delle politiche commerciali sui mercati europei e italiani, seguito dal contributo di Claudio Federici (Ismea) sulle tendenze dell’agroalimentare e sul ruolo dell’Istituto nel contrasto alle pratiche sleali.

A seguire, Enrica Gentile, CEO di Areté, ha presentato il quadro aggiornato su agrofarmaci e fertilizzanti, illustrando i dati più recenti dell’Osservatorio.

Attenzione è stata dedicata ai numeri dell’Osservatorio Agrofarma, che delineano un’evoluzione netta del mercato: le vendite di prodotti fitosanitari in Italia risultano in calo del 18% nel confronto tra il triennio 2021-2023 e il periodo 2012-2014, mentre la riduzione

dite legata alla svalutazione del dollaro e all’incertezza derivante dai dazi introdotti dall’amministrazione Trump. Con un elevato livello di reddito e consumi alimentari, gli Stati Uniti hanno aumentato del 66% gli acquisti di prodotti italiani tra il 2019 e il 2024, rendendo l’Italia il terzo fornitore. L’analisi di Nomisma evidenzia categorie particolarmente performanti, come derivati della carne e cioccolato, che registrano aumenti significativi sia nei volumi esportati che nel differenziale di prezzo rispetto alla media mondiale. Per vini, olio, liquori e aceti il mercato statunitense rappresenta oltre un quarto dell’export italiano, con margini mediamente superiori a quelli garantiti da altri mercati. Per ridurre i rischi e cogliere ulteriori opportunità di crescita, Nomisma segnala l’importanza di ampliare la presenza dell’agroalimentare italiano in mercati emergenti che hanno mostrato incrementi annuali superiori al 12% nell’ultimo decennio, tra cui Messico, Polonia, Romania e Corea del Sud, oltre a Australia e Brasile. Un contributo potrà arrivare dai nuovi accordi di libero scambio, come l’intesa UE–Mercosur e il negoziato con l’Indonesia, aree in cui l’export italiano risulta già in espansione. Sul fronte economico e finanziario, il comparto alimentare mostra una dinamica del fatturato superiore alla mediana nazionale e un margine operativo in miglioramento, sebbene meno marcato rispetto ad altri settori, a causa dell’impatto dell’inflazione sui costi energetici e delle materie prime. Il debito finanziario rimane sostenibile, con un rapporto debito su EBITDA pari in media a 2,5 e un livello di copertura degli oneri finanziari vicino a 8 volte. Le valutazioni di CRIF Ratings indicano una lieve diminuzione del tasso di default nel 2024 e livelli complessivamente migliori rispetto al periodo pre-pandemico. Anche le performance nei pagamenti commerciali risultano stabili, pur con eterogeneità tra i vari canali. www.nomisma.it

Aggiornamenti legislativi sugli additivi per mangimi LEGGI

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 19/12/2025 sono riportati i seguenti regolamenti sugli additivi per mangimi:

“Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2566 della Commissione del 18 dicembre 2025 relativo all’autorizzazione del solfato di L-lisina e del monocloridrato di L-lisina prodotti con Corynebacterium glutamicum CGMCC 7.453 come additivi per mangimi destinati a tutte le specie animali”;

“Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2575 della Commissione del 18 dicembre 2025 che ritira dal mercato alcuni additivi per mangimi”;

“Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2576 della Commissione del 18 dicembre 2025 relativo all’autorizzazione di un preparato di Bacillus subtilis DSM 32324, Bacillus subtilis DSM 32325 e Bacillus amyloliquefaciens DSM 25840 come additivo per mangimi destinati a tutte le specie di pollame allevato per la produzione di uova o per la riproduzione (titolare dell’autorizzazione: Chr. Hansen A/S) e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1762 per quanto riguarda i termini dell’autorizzazione di un preparato di Bacillus subtilis DSM 32324, Bacillus subtilis DSM 32325 e Bacillus amyloliquefaciens DSM 25840 come additivo per mangimi destinati a tutte le specie di pollame da ingrasso o allevato per la produzione di uova o per la riproduzione”;“Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2590 della Commissione del 18 dicembre 2025 relativo all’autorizzazione della L-valina prodotta con Corynebacterium glutamicum KCCM 80365 come additivo per mangimi destinati a tutte le specie animali”.

Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 15/01/2026 sono contenuti i seguenti regolamenti sugli additivi per mangimi:“Regolamento di esecuzione (UE) 2026/85 della Commissione del 14 gennaio 2026 relativo all’autorizzazione della tartrazina come additivo per mangimi da utilizzare in esche per pesci pinnati di acqua dolce destinati alla produzione alimentare”;“Regolamento di esecuzione (UE) 2026/89 della Commissione del 14 gennaio 2026 relativo al diniego del rinnovo dell’autorizza-

NOTIZIE

Ricerca sul frumento e collaborazione internazionale

La Wheat Initiative (WI), partenariato scientifico internazionale, lancia un appello ai governi e al settore privato di tutto il mondo affinché proteggano gli investimenti globali nella sicurezza alimentare. In rappresentanza di 14 nazioni, leader del settore privato e organizzazioni internazionali, esprime preoccupazione per i nuovi vincoli di bilancio che stanno mettendo a rischio anni di ricerca e partnership consolidate nel settore del frumento, in particolare presso l’organizzazione membro CIMMYT, laboratorio internazionale di ricerca sulla sicurezza alimentare con sede in Messico.

La WI è stata istituita nel 2011 al fine di migliorare la sicurezza alimentare globale attraverso una ricerca strategica sul frumento.

resilienza del settore e la sua integrazione nelle politiche digitali, agricole e di sostenibilità dell’Unione Europea. È stato suggerito un approccio combinato, basato su investimenti consistenti in ricerca e innovazione insieme a una normativa chiara, per promuovere innovazione e sicurezza giuridica. È stata inoltre sottolineata la necessità di modelli di governance inclusivi che permettano ad agricoltori, PMI e consumatori di partecipare alla progettazione e all’utilizzo delle soluzioni basate su blockchain. Un altro contributo ha riguardato l’importanza del coinvolgimento continuo degli stakeholder, fondamentale per individuare soluzioni utili per un futuro sistema più resiliente, inclusivo, sostenibile e trasparente. La blockchain è stata considerata un fattore abilitante solo se integrata in sistemi che rispondano a esigenze sociali, ambientali ed economiche e non come elemento tecnologico predominante.

Durante l’evento è stato inoltre evidenziato come l’impiego della blockchain, spesso associato alla tracciabilità e alla trasparenza, stia aprendo nuove opportunità, in particolare grazie alla combinazione con altre tecnologie avanzate. Queste integrazioni possono facilitare forme innovative di finanza sostenibile e strumenti utili per coordinare iniziative a favore del clima, migliorando l’affidabilità dei dati ambientali e consentendo decisioni più accurate, oltre a una remunerazione equa dei contributi degli agricoltori alla tutela degli ecosistemi.

Due interventi internazionali hanno ampliato la prospettiva globale del progetto. Il primo, presentato da North South Consultants

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