Skip to main content

Tecnica Molitoria aprile 2026

Page 1


sili - molini - mangimifici - pastifici

- pastifici

MANGIMI - Fonti proteiche alternative e sostenibili nella

Alternative and sustainable protein sources in pig diet

Lestingi

Fiere/Exhibitions

Solids Parma chiude in positivo - Macinazione selettiva e protein shifting in un’unica soluzione - Per la gestione di materiali granulari e in polvere - Dalla filtrazione alle tecnologie per il trattamento dei solidi sfusi - La qualità della miscelazione

Convegni/Conferences

La filiera cerealicola a confronto a Bologna (M. Barboni)

Cereali/Cereals ........................................................................................................................................................................................

Import/export cerealicolo nel 2025 - Export di farine e semole italiane in crescita - Cereali e semi oleosi 2025/26: mercati stabili, scambi in crescita

Panificazione/Bread making

Inserimento di farina di ceci - Lievito madre spontaneo nel senza glutine - Il triticale come alternativa sostenibile al frumento - Come prolungare la shelf life del Pane Toscano DOPLievito madre e digeribilità dell’amido nel pane integrale

Pasta funzionale con miglio germinato, grano saraceno e fagiolo urad - Come la temperatura dell’acqua influisce sull’impasto - I benefici della versione probiotica - Aggiunta di polvere di carota - Influenza di varietà di grano e conservazione a freddo sull’umidità dei noodleStruttura dell’amido e qualità dei noodle tramite essiccazione dielettrica

64

Bentonite per migliorare la qualità e ridurre le perdite nell’insilato di mais - Sottoprodotti di pistacchio nell’alimentazione degli agnelli - Capacità di deterioramento di microrganismi nell’insilato

Macchine/Machinery

68

Un nuovo traguardo - La modularità come strategia nell’essiccazione - Impianti uovo: perché è importante dotarsi di un sistema innovativo e affidabile - Per rafforzare ingegneria e produzione - Impianti che parlano con i fatti - Abrasivi certificati - Pressa pilota per l’estrusioneNuovo impianto per Pasta Lori

Colomba: la qualità parte dalla farina e si misura nel colore - Contaminazioni da micotossine: come monitorarle in modo veloce e affidabile?

Molino Rachello celebra 125 anni di storia - A sostegno della crescita di Alimenta ProduzioniCremonini eletto presidente di Federprima - Nuovo investimento per Pasta Berruto - La filiera del riso europeo lancia l’allarme - A Tokyo il seminario sulle colture tradizionali italiane - Sana Food e Slow Wine Fair: un’alleanza che cresce

Torna a Düsseldorf la fiera del packaging e materiali innovativi - A Parma l’appuntamento per le tecnologie alimentari - AllForPack Paris cambia identità - Calendario della manifestazioni

Antonia Lestingi

Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro - S.P. Casamassima km 3 70010 Valenzano (Ba) - Italia

email: antonia.lestingi@uniba.it

Fonti proteiche alternative e sostenibili nella dieta dei suini

Parte 2

Alternative and sustainable protein sources in pig diet

Parole chiave: suini, larve di insetti, spirulina, farina di colza, legumi da granella, valore nutrizionale

Sommario

La ricerca di fonti proteiche alternative alla farina di estrazione di soia (SBM) nell’alimentazione animale è un obiettivo strategico per ridurre i costi di produzione e contribuire alla sostenibilità della produzione animale. La spirulina, grazie all’elevato contenuto proteico, ha recentemente suscitato un nuovo interesse come una potenziale risorsa alimentare economica, sostenibile, valida e ad alto valore nutrizionale per molte specie animali. Le larve di insetti (Tenebrio molitor e Hermetia illucens) sono anche considerate potenziali alternative alla SBM, data la loro elevata percentuale commestibile, pari a quasi il 100%, nonché un valore proteico superiore a quello delle proteine vegetali. La farina di colza e i semi di piante luguminose, come fave, piselli, lupini e ceci, possono essere utilizzati come ingredienti proteici producibili localmente. Tale studio esamina il valore nutrizionale di queste potenziali alternative alla SBM nelle diete dei suini e i loro effetti su prestazioni degli animali, digestione, sistema immunitario e caratteristiche fisico-chimiche e sensoriali della carne, compresi i prodotti trasformati a base di carne suina. Vengono inoltre esaminati i limiti del loro utilizzo nell’alimentazione dei suini, al fine di indicare le lacune da colmare nella futura ricerca sul livello di integrazione di queste potenziali fonti proteiche alternative nelle diete dei suini.

Keywords: pigs, insect larvae, spirulina, rapeseed meal, grain legumes, nutritional value

Abstract

The search for alternative protein sources to soybean meal (SBM) in animal feeding is a strategic objective to reduce production costs and contribute to sustainable animal production. Spirulina, due to the high protein content, has emerged as a potential cost-effective, sustainable, viable, and high-nutritional-value food resource for many animal species. Insect larvae (Tenebrio molitor and Hermetia illucens) are also considered potential alternatives to SBM, given their high edible percentage of almost 100%, as well as a protein value higher than that of vegetable proteins. Rapeseed meal and grain legumes, such as fava beans, peas, lupins, and chickpea, can also be used as locally producible protein ingredients. This study reviews the nutritional value of these potential alternatives to SBM in pig diets, and their effects on animal performance, digestion, immune system, and the physicochemical and sensorial characteristics of meat, including processed pork products. The limits on their use in pig feeding are also reviewed to indicate gaps to be filled in future research on the supplementation level of these potential alternative protein sources in pig diets.

Mangimi

Solids Parma chiude in positivo

Si è conclusa con successo la terza edizione di Solids Parma, evento dedicato alle tecnologie per la gestione di polveri, granuli e materiali solidi sfusi. Per due giorni, il quartiere fieristico di Fiere di Parma ha accolto oltre 160 aziende specializzate (+15% rispetto al 2024) e centinaia di professionisti dell’industria di processo, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama tecnico nazionale.

L’area espositiva ha messo in mostra le più recenti tecnologie per il trattamento e la movimentazione dei materiali solidi sfusi: sistemi di misura e controllo delle polveri, trasportatori pneumatici e meccanici, filtri e impianti di depolverazione, macchinari per vagliatura e micronizzazione, sistemi di svuotamento di sacchi e big bag, tramogge e impianti di dosaggio e miscelazione. Le soluzioni presentate hanno trovato applicazione in settori trasversali, dall’alimentare al chimico-farmaceutico, dalla plastica ai materiali minerali e tecnici, migliorando efficienza, sicurezza e qualità dei processi industriali.

Il panel convegnistico ha rappresentato un punto focale, con seminari su normative M.O.C.A., scorrevolezza dei materiali granulari, robotica e AI applicata al riciclo tessile e plastico, unendo formazione e casi pratici per i professionisti del settore. Nel padiglione 4, l’Art Gallery ha mostrato esempi di riuso creativo di plastiche e tessili riciclati, collegando le tavole rotonde con la sostenibilità industriale.

Solids Parma torna il 16 e 17 febbraio 2028, consolidando la posizione come evento di riferimento per professionisti e aziende del settore.

solids-parma.it

Micronizzatore Ecofog (Barra Project International).

tramogge di dimensioni contenute, si distingue per la griglia di fluidificazione integrata che lo rende adatto alla gestione di materiali a granulometria fine e in polvere, ed è certificato per applicazioni in zona ATEX.

Airox Impact, della gamma Ecofog per l’abbattimento polveri, si è distinto per le prestazioni: l’ugello micronizzatore è in grado di generare particelle di nebbia molto fine, comprese tra 10 e 100 µm, evitando fenomeni di gocciolamento e il rischio di otturazione delle testine. Il tutto operando a basse pressioni – 2/3 bar per l’aria e 0,2/0,5 bar per l’acqua – e con consumi idrici contenuti, pari a circa 2/3 litri/ora per punto di nebulizzazione.

Tra le caratteristiche più apprezzate dai visitatori figurano: progettazione e design orientati a semplificare installazione, gestione e manutenzione; robustezza e ampiezza di gamma, struttura modulare che consente una manutenzione “zero sprechi” e presenza di accessori intercambiabili e integrabili, con un rischio di obsolescenza nullo. Completa il quadro una produzione interamente Made in Italy. barraproject.com

CONVEGNI

La filiera cerealicola a confronto a Bologna

Il settore cerealicolo è stato al centro dell’incontro “Il mondo dei cereali: tecniche, innovazione e futuro”, organizzato lo scorso marzo a Bologna da Newpharm. Dopo il videomessaggio di Paolo De Castro, presidente di Nomisma, volto a sottolineare il ruolo strategico del comparto cerealicolo in un contesto caratterizzato da forte volatilità dei mercati e crescenti esigenze di sostenibilità, Valentina Pellati, amministratore di Pellati Informa, ha confermato come le dinamiche internazionali e le tensioni geopolitiche continuino a influenzare prezzi e la disponibilità di materie prime cruciali per il settore, come i fertilizzanti. Erika Saccoccia di Newpharm ha illustrato le principali norme relative alla conservazione dei cereali, completando poi il quadro Massimo Toscano Pecorella, giurista presso il Ministero della Salute in merito al sistema dei controlli e l’apparato sanzionatorio legato all’utilizzo dei prodotti fitosanitari, ma anche le differenze tra il sistema nazionale ed europeo rispetto a quelli extra UE, le contraddizioni, i rischi e i nuovi approcci legislativi per la filiera.

ne, semigreggio e lavorato) si riducono sia nelle quantità (-34.100 t), sia nei valori (-42,6 milioni di euro). Fra gli altri prodotti in esame si mette in evidenza l’incremento delle esportazioni dei cereali in granella (+63.000 t, pari a +23,3 milioni di euro), in particolare di grano tenero (+69.500 t) e dei mangimi a base di cereali (+28.000 t nelle quantità e +22,2 milioni di euro nei valori). Stabile l’export dei prodotti trasformati nelle quantità (-0,2%), mentre più accentuata la riduzione in valore (-5%).

I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nel 2025 un esborso di valuta pari a 8.661,3 milioni di euro (8.572,8 nel 2024) ed introiti per 5.855,9 milioni di euro (5.905,6 nel 2024).

Import cerealicolo in Italia nell’intero anno 2025, rispetto al 2024 (fonte: Anacer).

Export cerealicolo in Italia nell’intero anno 2025, rispetto al 2024 (fonte: Anacer).

Saldo valutario dell’import/ export del settore nell’intero anno 2025 (fonte: Anacer).

PANIFICAZIONE

Inserimento di farina di ceci

In un articolo evidenziato su Food Structure, ricercatori canadesi hanno studiato l’impatto dei diversi metodi di pretrattamento del ceci su microstruttura e proprietà fisiche del pane arricchito con farina di ceci, al fine di individuare il trattamento più efficace per migliorare la qualità del prodotto. Sono state valutate 5 formulazioni: un campione di controllo (100% farina di frumento), uno contenente il 20% di farina di ceci non trattata e tre con il 20% di farina di ceci ottenuta da ceci germinati, tostati o micronizzati.

La microstruttura dei pani è stata analizzata mediante microtomografia computerizzata a raggi X, mentre le proprietà fisiche (peso del pane, volume specifico e colore della mollica) sono state determinate secondo i metodi standard AACC. La germinazione e la micronizzazione dei ceci hanno determinato un aumento del contenuto proteico delle farine ottenute (22,1 e 21,5% sulla sostanza secca) rispetto alla farina di ceci non trattata (20,8% sulla sostanza secca).

L’impiego di farine di ceci pretrattate ha comportato un aumento del peso del pane e una riduzione del volume specifico rispetto sia al pane arricchito con farina di ceci non trattata che al campione di controllo. L’analisi microstrutturale dei pani prodotti con farine di ceci tostati e germinati ha evidenziato una maggiore presenza di pori aperti, una distribuzione della porosità più uniforme, maglia della mollica più leggera e una struttura tridimensionale ben definita e interconnessa.

Lievito madre spontaneo nel senza glutine

Come spiegato su Fermentation, ricercatori argentini hanno valutato l’effetto dei lieviti madre spontanei sulla qualità di pani senza glutine formulati con farine di quinoa (Q) e grano saraceno (BW), al fine di migliorarne le proprietà nutrizionali, tecnologiche e sensoriali. Il microbiota dei lieviti madre era dominato da Pediococcus pentosaceus e P. acidilactici. Nei lieviti madre (prima e dopo fermentazione) e nei pani sono stati determinati i contenuti totali di polifenoli, la capacità antiossidante, l’acido fitico e gli aminoacidi liberi.

I pani sono stati preparati con il 10, 15 e 20% di lievito madre. Sono stati valutati volume specifico, consistenza della mollica, tasso di rassodamento, struttura della mollica ed accettabilità da parte dei consumatori.

I lieviti madre hanno mostrato contenuti più elevati di composti fenolici rispetto al controllo non fermentato e, mediamente, i pani con lievito madre contenevano il 67% in più di polifenoli rispetto ai pani di controllo. L’attività antiossidante è risultata aumentata, in particolare nei campioni con lievito madre di grano saraceno.

L’acido fitico è diminuito sia nei lieviti madre che nei pani, mentre gli aminoacidi liberi sono aumentati. I pani con lievito madre di quinoa e grano saraceno hanno mostrato un volume specifico superiore del 40 e 25% rispetto al controllo, accompagnato da una mollica più morbida e un rallentamento del rassodamento.

I pani con lievito madre di grano saraceno hanno ottenuto la massima accettazione complessiva da parte dei consumatori.

L’inserimento di lieviti madre spontanei di quinoa e grano saraceno, soprattutto al 20% di sostituzione, ha migliorato la qualità nutrizionale, tecnologica e sensoriale dei pani senza glutine.

PASTA

Pasto funzionale con miglio germinato, grano saraceno e fagiolo urad

Su Food Science and Technology International è uscito uno studio condotto da ricercatori indiani per ottimizzare le variabili di processo nella produzione di pasta funzionale a partire da farine composite. I cereali selezionati sono stati ammollati, germinati, essiccati e macinati per ottenere la farina. Le farine sono state poi miscelate in proporzioni ottimizzate (57,31% farina di grano saraceno, 12,68% farina di miglio indiano e 30% farina di legumi decorticati) per ottenere la farina composita.

Un disegno sperimentale fattoriale completo è stato utilizzato per ottimizzare le variabili di processo, ovvero il contenuto di umidità (mc) (28, 30, 32 e 34%) e la velocità di miscelazione (60, 80, 100 e 120 rpm). La pasta multicereale ottimizzata ha mostrato un tempo di lavorazione ridotto, perdite in cottura entro limiti accettabili e un maggiore peso a cottura, oltre a un’elevata capacità di assorbimento dell’acqua (WAC).

La massima accettabilità complessiva è stata registrata per la pasta multicereale processata a 60 rpm con un contenuto di umidità iniziale del 32%. La proximate analysis della pasta ottimizzata ha evidenziato un contenuto proteico del 13,95%, fibra grezza 5,05%, ceneri 2,05%, basso contenuto di lipidi (0,74%) e carboidrati pari al

Come la temperatura dell’acqua influisce sull’impasto

La temperatura dell’acqua rappresenta uno dei fattori chiave che influenzano qualità e sapore dell’impasto. In uno studio pubblicato su Food Industry, ricercatori cinesi hanno analizzato gli effetti di diverse temperature dell’acqua (fredda, tiepida e calda) sulle caratteristiche reologiche e sul profilo sensoriale. Attraverso il confronto

delle differenze in proprietà fisiche, prestazioni fermentative, gusto e aroma degli impasti ottenuti in diverse condizioni di temperatura, vengono chiariti i meccanismi con cui la temperatura dell’acqua incide sulla qualità complessiva dell’impasto. I risultati evidenziano che l’impasto preparato con acqua fredda (10°/30°C) presenta consistenza compatta e struttura glutinica robusta, risultando idoneo alla produzione di noodle; l’impasto con acqua tiepida (30°/50°C) mostra un equilibrio tra forza glutinica e plasticità, rendendolo adatto alla preparazione di ravioli colorati e prodotti analoghi; l’impasto con acqua calda (oltre 70°C) è invece morbido e colloso, indicato per gyoza e prodotti fritti.

Influenza di varietà di grano e conservazione a freddo sull’umidità dei noodle

Il tasso di assorbimento dell’acqua della farina di grano è uno dei principali indicatori per valutare la qualità della farina destinata alla produzione di noodle. Tuttavia, non è ancora chiaro come cambi lo stato di umidità dei noodle tra varietà dopo la conservazione a freddo e se esistano varietà tolleranti a questo trattamento. Identificare varietà di grano capaci di mantenere stabile lo stato di umidità dei noodle dopo la conservazione a freddo è importante per migliorare la qualità della farina.

In uno studio cinese apparso su Journal of Chinese Institute of Food Science and Technology, sono state utilizzate 12 varietà di grano della Regione Huanghuai come materie prime, per preparare noodle freschi e conservati a freddo. La tecnologia della risonan-

MANGIMI

Bentonite per migliorare la qualità e ridurre le perdite nell’insilato di mais

In uno studio segnalato su Fermentation, ricercatori brasiliani hanno valutato gli effetti di diversi livelli di bentonite su profilo fermentativo, perdite, popolazioni microbiche, stabilità aerobica e composizione chimica dell’insilato di mais.

È stato adottato un disegno sperimentale completamente randomizzato a schema fattoriale 5×3, con cinque livelli di inclusione di bentonite (0, 20, 40, 60 e 80 g/kg) e tre tempi di conservazione (30, 90 e 180 giorni), con quattro repliche. Per diversi parametri chiave sono state rilevate interazioni significative tra livello di additivo e tempo di conservazione.

Dopo 180 giorni, il pH è aumentato fino a 4,20 con 80 g/kg di bentonite, mentre l’acido lattico ha raggiunto un picco di 54,02 g/kg di sostanza secca (SS) con 60 g/kg a 90 giorni. L’acido acetico ha raggiunto 22,36 g/kg SS a 180 giorni, mentre la concentrazione di batteri lattici è variata da 3,42 a 7,43 log UFC/g.

Le conte di lieviti sono risultate più basse (≤0,57 log UFC/g) a 180 giorni nei trattamenti con 20-60 g/kg di bentonite. La sostanza secca è aumentata fino a 311 g/kg con 60 g/kg di bentonite, mentre i carboidrati solubili sono diminuiti da 123,9 a 68,2 g/kg SS.

La stabilità aerobica è migliorata, raggiungendo 142,06 ore con 40 g/ kg di bentonite a 180 giorni, valore quasi triplicato rispetto al controllo.

Capacità di deterioramento di microrganismi nell’insilato

L’insilato rappresenta una risorsa foraggera fondamentale per l’alimentazione dei ruminanti, ma il deterioramento aerobico, causato da microrganismi, ne riduce il valore nutrizionale e ne aumenta il rischio microbiologico.

L’obiettivo di uno studio cinese apparso su Fermentation era di isolare e identificare microrganismi specifici responsabili dell’alterazione (SSO) in insilati di erba Napier durante il deterioramento aerobico e di valutarne la capacità di deterioramento.

Sulla base dell’osservazione morfologica, di test fisiologici e biochimici e dell’analisi della sequenza ITS dell’rDNA, sono stati identificati quattro SSO: Trichosporon asahii (TA32), Nakaseomyces glabratus (NG38), Candida tropicalis (CT39) e Pichia kudriavzevii (PK41), caratterizzati da elevata capacità di assimilazione del lattato e di deterioramento.

Tutti e quattro i ceppi, lieviti anaerobi facoltativi, hanno mostrato una crescita robusta nell’intervallo di temperatura compreso tra 25° e 40°C e a valori di pH tra 3,5 e 6,5.

Per verificarne la capacità di deterioramento, i ceppi purificati sono stati inoculati nell’insilato di erba Napier ed esposti all’aria. I parametri fermentativi e chimici sono stati monitorati ai giorni 0, 2, 5 e 9. I risultati hanno evidenziato che gli insilati inoculati con PK41 o TA32 presentavano la minore stabilità aerobica, con l’aumento più rapido del pH (p<0,05), mentre il campione di controllo (CON) manteneva la maggiore stabilità aerobica (p<0,05).

MACCHINE

Un nuovo traguardo

A Felizzano (Al) c’è un edificio multipiano che racconta una lunga storia industriale: sei livelli dedicati alla trasformazione del grano, un luogo in cui la tecnologia è parte integrante del lavoro quotidiano. È qui che Molini Valente ha deciso di affidare a Ocrim una linea di macinazione a grano tenero da 250 t/24 h, entrata in funzione nel mese di dicembre 2025.

Stabilimento

Molini Valente a Felizzano (Al) (Ocrim).

Si tratta di una struttura che si integra nell’architettura produttiva esistente: riceve il grano proveniente dalla sezione di pulitura già operativa e potenziata circa un anno fa, lo accompagna nella fase di macinazione sino alle celle di stoccaggio, al fine di consentire la produzione flessibile di farine diverse con un differente diagramma rispetto a quello della sezione esistente, organizzando il tutto in lotti successivi da insilare. L’impianto produce farine di qualità per l’utilizzo di molteplici prodotti da forno, garantendo massima sicurezza alimentare e tracciabilità.

Andrea Valente, amministratore delegato di Molini Valente e past president di Italmopa, precisa che “questo nuovo passo nell’incremento produttivo rappresenta il completamento di un percorso di crescita che ha riguardato non solo i volumi, ma anche il valore e la qualità dei prodotti. Un percorso già delineato in fase di progettazione dell’azienda, fin dalla costruzione del molino di Felizzano nel 2000. Oggi questo traguardo conferma la bontà e la lungimiranza del progetto iniziale e costituisce la base su cui costruire le prossime fasi di sviluppo, orientate all’innovazione e al miglioramento continuo”.

Oltre vent’anni di collaborazione

Per Ocrim, l’impianto di Felizzano non è solo un sito produttivo: dal 1999 – anno in cui venne realizzato il primo impianto molitorio da 400 t/24 h, completo di edificio – rappresenta un punto di riferimento. Nel tempo è

Per rafforzare ingegneria e produzione

La holding del gruppo CESCO annuncia la nascita di CESCO EPC , società italiana risultante dalla fusione tra CESCO EPC Italia e Technobins, due realtà con una lunga esperienza nella progettazione e realizzazione di impianti per stoccaggio, movimentazione e lavorazione dei cereali.

L’operazione rappresenta un passo strategico volto a rafforzare la presenza industriale e ingegneristica del gruppo in Italia, integrando le competenze di project management e realizzazione di impianti su larga scala sviluppate da CESCO EPC con il know-how di Technobins.

Fondata nel 1995, Technobins si è affermata come partner tecnico specializzato nella progettazione e produzione di silos di processo e sistemi di stoccaggio.

L’integrazione con CESCO consente di offrire soluzioni complete, che spaziano dall’ingegneria alla realizzazione di impianti chiavi in mano.

La nuova società rappresenta il cuore industriale e produttivo del gruppo in Italia e opererà in sinergia con CESCO EPC GmbH, che continuerà a sviluppare e gestire i progetti sui mercati internazionali. Il gruppo ha inoltre investito in una nuova sede di circa 5.000 m² a Reggio Emilia, dedicata a ingegneria, produzione e procurement, dotata di macchine automatiche e robotizzate per la lavorazione della lamiera. Tale investimento rafforza ulteriormente la capacità produttiva e ingegneristica del gruppo, supportando lo sviluppo di grandi progetti destinati ai mercati in crescita come Africa, Medio Oriente, Sud America ed Europa orientale. cesco-group.com

tale documenta in modo permanente ogni prova, registrando tutti i parametri, dalle materie prime agli enzimi, fino ai profili di essiccazione. Anche a distanza di anni, è possibile risalire a quale test sia stato eseguito, per quale cliente e in quali condizioni. Il sistema integra inoltre funzioni di intelligenza artificiale. Un totale di 19 formule di calcolo analizza i dati in tempo reale, come la temperatura dell’impasto e il carico del motore, per prevedere i parametri reologici. Tale analisi incrociata assistita dall’IA consente ai team di sviluppo di elaborare più rapidamente raccomandazioni basate sui dati per i clienti.

Vantaggi per lo sviluppo di prodotto

La nuova attrezzatura consente di effettuare test in condizioni che corrispondono a quelle degli impianti produttivi. I risultati ottenuti nel Pasta Lab risultano quindi più significativi e trasferibili alla produzione industrial, per una comprensione più approfondita del comportamento degli ingredienti e dell’attività enzimatica La combinazione tra la nuova pressa di estrusione e l’essiccatore pilota installato nel 2023 rende il laboratorio una “mini fabbrica” di pasta, in cui l’intero processo può essere testato in condizioni quasi industriali. Il sistema consente quindi progetti di ricerca e sviluppo che in passato non erano realizzabili. Inoltre, le banche dati sistematicamente comparabili nel tempo e tra i diversi clienti forniscono ulteriori informazioni utili allo sviluppo dei prodotti. muehlenchemie.com

La nuova pressa pilota per l’estrusione (Foto: MC Mühlenchemie).

Per proteggere i cereali stoccati IGIENE

Nel mondo della conservazione delle granaglie, l’innovazione si è fatta attendere, utilizzando soluzioni consolidate ma poco evolute, mentre le esigenze di efficacia, sicurezza e conformità ai mercati internazionali diventavano sempre più stringenti.

Newpharm presenta Conserve Grain, insetticida a base di Spinosad, registrato in Italia, Europa e diversi mercati internazionali, per la protezione dei cereali stoccati. Non solo tutela le derrate, ma facilita gli scambi commerciali internazionali, rispettando le normative dei principali mercati.

Insetti primari e secondari possono provocare perdite fino al 50% della massa stoccata e compromettere qualità, sicurezza e valore commerciale dei cereali. Conserve Grain interviene rapidamente, garantendo una protezione duratura e salvaguardando il prodotto fin dall’inizio dello stoccaggio.

Il principio attivo è di origine naturale, ottenuto dalla fermentazione del batterio Saccharopolyspora spinosa. Agisce selettivamente sul sistema nervoso degli insetti, ma è sicuro per mammiferi e adatto sia alla filiera convenzionale che a quella biologica, riducendo il rischio di contaminazioni e semplificando la gestione logistica.

Conserve Grain assicura mortalità del 100% già alla dose di 1 ppm, contro i principali infestanti delle granaglie, dai coleotteri ai lepidotteri e Psocidi spp. Le cariossidi trattate mantengono nel tempo un’elevata protezione, offrendo continuità e tranquillità gestionale. Per risultati ottimali è consigliata una pulizia preventiva del cereale e una buona ventilazione.

Il prodotto è adatto a grano, risone, mais, frumento, avena, segale, orzo e triticale e permette l’esportazione, grazie all’accettazione internazionale del principio attivo.

Inoltre, si integra nei processi di stoccaggio esistenti, senza modifiche strutturali, e può essere applicato tramite nebulizzazione nei condotti chiusi o con irroratori convenzionali, garantendo distribuzione uniforme e massima efficienza.

Ma proteggere i cereali non significa solo evitare danni, piuttosto salvaguardare il valore economico dell’intera filiera, con efficacia prolungata, sicurezza e conformità alle normative internazionali, rafforzando la competitività, riducendo i rischi e valorizzando il prodotto finito.

Il principio attivo è registrato fino al 2041, garantendo un investimento strategico e duraturo. newpharm.it

IMBALLAGGI

Standard elevati per la sostenibilità

In qualità di principale fiera internazionale del settore degli imballaggi, Interpack rappresenta il punto d’incontro per chi sviluppa soluzioni per le principali sfide dell’industria alimentare. Le richieste sugli imballaggi alimentari sono elevate: massima protezione del prodotto con un uso minimo di materiali, riciclabilità rispettando elevati requisiti igienici, conformità normativa e pressione sui costi. In particolare nel settore alimentare, il corretto imballaggio influisce su shelf life, sicurezza del prodotto e trasportabilità, contribuendo a ridurre gli sprechi lungo l’intera filiera. Secondo i dati più recenti del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), il fabbisogno di intervento è ancora elevato: il “Food Waste Index Report 2024” stima che ogni anno vengano sprecate circa 1,05 miliardi di tonnellate di alimenti a livello globa-

MERCATI

Cresce l’Agricoltura 4.0

Dopo la flessione registrata nel 2024 (-8%), torna a crescere il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0: secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, nel 2025 raggiunge un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente, riallineandosi ai livelli record del 2023. I Farm Management Information System registrano un incremento del 17%, mentre i Decision Support System crescono del 26%. Tornano positivi anche gli investimenti in macchinari connessi (+2%) e in soluzioni di telemetria e controllo (+3%). Rimane invece stabile il livello di adozione delle soluzioni di Agricoltura 4.0 tra le imprese. Nel 2025, il 42% delle aziende agricole italiane utilizza almeno una soluzione smart, mentre la superficie coltivata con tecnologie digitali raggiunge il 10% del totale, in lieve aumento rispetto al 9,5% dell’anno precedente. Il fatto che il mercato cresca mentre i livelli di adozione siano stabili segnala che l’impulso proviene soprattutto dalle aziende già digitalizzate, mentre le altre faticano a superare l’iniziale reticenza.

Il livello di maturità digitale resta eterogeneo: il 9% delle aziende agricole è “digitalmente maturo”, il 33% è “in cammino” verso una maggiore digitalizzazione, mentre il 58% risulta in ritardo. Il ruolo degli incentivi pubblici rimane centrale: solo il 21% investirebbe in soluzioni digitali anche in assenza di agevolazioni.

Tale ricerca è stata presentata lo scorso febbraio durante il convegno “Smart Agrifood, segnali di ripresa, tra vecchie sfide e nuove opportunità”, uno dei 60 filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management, che affrontano i

NOTIZIE

Molino Rachello

celebra 125 anni

di storia

Era il 1901 quando Andrea Rachello prese in affitto il primo molino a Cendon di Silea (Tv), dando il via a una storia di passione per l’arte molitoria che arriva fino a oggi: 125 anni e sei generazioni dopo, il molino è ancora all’interno del Parco Naturale del Fiume Sile e la famiglia Rachello, guidata dai fratelli Gabriele e Gianni con i figli Sara e Abramo, porta avanti il patrimonio storico, verso la nutrizione del futuro.

Oasi Rachello.

A sostegno della crescita di Alimenta Produzioni

Fondo Italiano d’Investimento Sgr entra con una quota di maggioranza nel capitale di Alimenta Produzioni tramite il Fondo Italiano Agri&Food FIAF con l’obiettivo di sostenere una nuova fase di crescita industriale del gruppo. L’operazione avviene in partnership con l’attuale management che resta alla guida dell’azienda e partecipa all’investimento.

Fondata nel 2013 e con sede a Riccione, Alimenta è tra i principali operatori italiani nei prodotti da forno salati con una posizione di leadership nella piadina romagnola IGP e un portafoglio ampliato alla pinsa e ad altre specialità. Nel 2025 ha registrato ricavi per circa 50 milioni di euro impiega 265 addetti e opera attraverso tre hub produttivi e logistici tra Emilia-Romagna e Marche servendo prevalentemente la grande distribuzione. Negli ultimi anni la società ha rafforzato la presenza sui mercati esteri che oggi rappresentano oltre un terzo del fatturato con attività in diversi Paesi europei oltre a Stati Uniti e Australia. Questo sviluppo è stato sostenuto da investimenti in impianti automatizzati e dall’avvio di un nuovo stabilimento dedicato alla pinsa che offre ulteriore capacità produttiva per la crescita internazionale.

L’ingresso di Fondo Italiano mira a consolidare la leadership sul mercato domestico, accelerare l’espansione all’estero, anche attraverso la pinsa, e sviluppare linee a maggiore valore aggiunto come quelle a base di farina Altograno ad alto contenuto di proteine e fibre. Il piano industriale prevede inoltre il rafforzamento del canale Ho.Re.Ca., nuovi investimenti produttivi e una crescente attenzione ai temi ESG già integrati nella strategia aziendale. alimentaproduzioni.it

A Tokyo il seminario sulle colture tradizionali italiane

Presso l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, lo scorso marzo si è svolto il seminario “Sostenibilità e innovazione nelle colture tradizionali italiane”, nell’ambito delle iniziative collegate a FOODEX Japan.

Ad aprire i lavori è stato il capo di Gabinetto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Raffaele Borriello, che ha illustrato le politiche italiane a sostegno della sostenibilità e dell’innovazione nel settore agricolo, con riferimento alla filiera risicola, e la proiezione del video “Italian Ricelands”, dedicato ai paesaggi e alla tradizione risicola italiana.

La presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, ha evidenziato affinità e differenze tra Italia e Giappone, Paesi accomunati da una lunga tradizione nella coltivazione e nel consumo del riso. Davide Mantovani, responsabile comunicazione ed eventi dell’Ente Nazionale Risi, ha illustrato il patrimonio varietale del riso italiano, il ruolo dell’Ente nella tutela della filiera e le attività di promozione a livello internazionale.

Il confronto scientifico è stato arricchito dagli interventi di Makoto Kuroki (National Agriculture and Food Research Organization), dedicato alle più recenti ricerche nipponiche sul miglioramento genetico del riso, e di Hitoshi Saitō, presidente della Japan Agricultural Corporations Association, che ha presentato caratteristiche e sfide della risicoltura locale.

L’iniziativa si inserisce nel percorso “Road to Green Expo 2027”, in programma a Yokohama dal 19 marzo al 26 settembre 2027, a conferma dell’importanza del dialogo tra Italia e Giappone per affrontare le sfide globali legate alla sicurezza alimentare, al cambiamento climatico e alla sostenibilità delle produzioni agricole.

foodex.jma.or.jp

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook