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Alimenti Funzionali 57 marzo 2026

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Marzo 2026 | anno 18 - numero 57

RUBRICHE

Unplugged

alimentare • Controlli e attività dell’Ispettorato repressione frodi (G. Andreis)

8 Functional trends

10

Free from • I benefici nutrizionali di alghe e derivati (R. Del Santo) - Il gluten free artigianale che sorprende - Senza peccato - Il dado vegano - Ripiena senza lattosio - Italiano e senza alcol

14

Salute e benessere • Il microbiota intestinale come nuova frontiera della salute e della medicina personalizzata (F. Orsini) - Armonia primaverileAnsia: la sfida silenziosa - Peptide bioattivo per il controllo del glucosio - Come le mandorle favoriscono la salute del cuore - La pasta migliora il sonno - Omega 3 per la salute oculare - Il collegamento fra diabete e malattie cardiache - Salute e benessere al femminile - L’integratore veganoIl microdrink alla cola

24

Nutrizione e fitness • La vittoria parte dalla radice d’oro (D. Palazzini)Concentrati proteici per la pasta - Proteine per la salute muscolo-scheletrica - Quale integratore? - Mangiare prima o dopo l’allenamento?

30 Alimentazione

• Nuove indicazioni su nitriti e nitrati nei prodotti di salumeria (G. Comi)

36 Pet

love • Quando gli animali diventano famiglia (L. Decastelli) - I trend 2026 nel pet food - Le tendenze parallale

42

Pasticceria salutare • La pasta sfoglia senza lattosio (L. Di Carlo)

44

Ricette funzionali • Burger con okara di soia e barbabietola

46 L’azienda

• De Angelis Food entra nei piatti pronti senza glutine

48 Nuove proposte • La farina viola - Il multinutriente naturale - La sostenibilità delle bevande vegetali - Il gusto che evolve - Quando la frutta incontra il cacao - Acqua probiotica con coltura di kefir - Burro iposodico - Acque botaniche zero alcol in versione fine dining - Farine di grano di alta gamma - Tra colazione biologica e proteine vegetali - A basso contenuto di nichelColorate e ricche di fibre - Nutrizione funzionale - L’healthy nostrano

56 Notizie dal mondo • Tuttofood 2026: percorsi tematici e connessioni di qualità - Sport, scienza e formazione a RiminiWellness - Aperte le iscrizioni per Vegâteau 2026 - 20 anni di Nutrimi - Novità libraria - Vitafoods Europe amplia networking e contenuti

62 Contaminazioni senza rete

64 Indirizzi aziende

Marzo 2026 anno 18 numero 57

3 Unplugged

4 Food law

8 Functional trends

10 Free from

14 Health & wellness

24 Nutrition & fitness

30 Food

36 Pet love

42 Healthy pastry

44 Functional recipes

46 The company

48 New suggestions

56 News

62 Limitless contaminations

64 Companies’ address

NON PIÙ AVANZI

Il pet food non è più una categoria marginale, ma un comparto strategico dell’industria alimentare.

In Italia, il settore cresce in modo costante, sostenuto dall’aumento degli animali da compagnia e da un cambiamento culturale profondo: cani e gatti sono sempre più considerati membri effettivi della famiglia e il mercato si distingue per resilienza e capacità d’innovazione, anche in fasi economiche complesse.

Cinquant’anni fa lo scenario era radicalmente diverso. L’alimentazione di cani e gatti si basava prevalentemente sugli avanzi domestici: pane, pasta, minestre, ossa e scarti di carne finivano nella ciotola. Il concetto di dieta bilanciata formulata sulle esigenze nutrizionali specifiche era poco diffuso, così come la presenza di prodotti dedicati nella distribuzione moderna.

L’industrializzazione del comparto, guidata da gruppi internazionali, ha progressivamente cambiato le abitudini di consumo, introducendo alimenti completi e scientificamente bilanciati, prima umidi e poi secchi.

È l’inizio di un percorso che trasforma la nutrizione animale in segmento ad alta specializzazione.

E così oggi la parola chiave è segmentazione.

Il mercato si è spinto ben oltre il prodotto standard, sviluppando linee veterinarie destinate a specifiche patologie (renali, gastrointestinali, dermatologiche), formu-

lazioni grain free, diete ad alto tenore proteico, referenze biologiche e naturali, oltre a prodotti calibrati per età, taglia e stile di vita.

La tendenza riflette un fenomeno di trasferimento valoriale: i criteri dell’alimentazione umana – naturalità, assenza d’ingredienti artificiali, etichetta corta, funzionalità – si applicano sempre più al mondo pet. Cresce anche la domanda di personalizzazione, con servizi in abbonamento e diete su misura che intercettano la ricerca di soluzioni premium.

La Grande Distribuzione Organizzata, che fino a 30 anni fa considerava un atteggiamento profanatore mescolare il cibo umano con quello animale, rappresenta ora il principale canale di vendita, con assortimenti sempre più ampi che includono prodotti premium e private label.

E la competizione si è intensificata: accanto alla GDO tradizionale, operano catene specializzate, pet shop evoluti, e-commerce e marketplace digitali,

oltre al canale veterinario per le diete terapeutiche.

La marca del distributore consolida la propria posizione, offrendo un equilibrio tra qualità percepita e convenienza, in un contesto in cui il prezzo rimane una variabile sensibile, ma non esclusiva.

Il confronto con il passato evidenzia un cambiamento strutturale: dall’alimentazione residuale basata sugli avanzi a un’offerta industriale ad alta tecnologia, regolamentata e orientata alla salute. Il pet food è oggi un mercato maturo ma ancora dinamico, sostenuto da innovazione nutrizionale e crescente attenzione al benessere animale.

Un’evoluzione che racconta non solo un trend economico, ma soprattutto una trasformazione culturale: nella ciotola non finiscono più gli scarti della tavola, bensì prodotti pensati per garantire qualità, equilibrio nutrizionale e longevità.

In considerazione della rilevanza strategica del comparto industriale e dei suoi significativi riflessi sociali, da questo numero Alimenti Funzionali inaugura una rubrica interamente dedicata al mondo dei nostri amati animali.

Controlli e attività dell’Ispettorato repressione frodi

In materia di pratiche commerciali sleali nella filiera

agroalimentare

Sul sito del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste è stata pubblicata l’ultima Relazione sull’attività di contrasto alle pratiche commerciali sleali, che riepiloga i controlli e – appunto – le attività poste in essere dall’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi nel 2024 per verificare la conformità alle disposizioni del D. Lgs. n. 198/2021 delle relazioni commerciali e dei contratti di cessione tra produttori/fornitori e GDO.

Decreto 198/2021 che, come sappiamo, ha la finalità di contrastare le pratiche commerciali sleali nelle relazioni tra fornitori

e acquirenti di prodotti agricoli e alimentari, e che a questi fini definisce le pratiche vietate (quelle cioè contrarie ai principi di buona fede e correttezza e imposte unilateralmente da un contraente alla sua controparte) e detta disposizioni per la formulazione dei contratti e dei rapporti fra operatori.

L’interesse del legislatore è in sostanza quello di evitare che i rapporti commerciali fra operatori siano caratterizzati da “squilibri nel potere contrattuale, dove i partner commerciali più grandi e potenti cercano d’imporre determinate pratiche o accordi contrattuali a proprio vantaggio e che quindi si traducano in pratiche commerciali sleali”.

DIRITTO ALIMENTARE

dità nelle condizioni di cessione/ vendita.

Non solo, ma nel caso in cui gli operatori coinvolti si trovino a dover metter in discussione una fornitura che non ha soddisfatto le aspettative, la mancanza a monte di un rapporto scritto e di condizioni chiare e specifiche può complicare – come a volte accade – l’eventuale trattativa. È in questo contesto che è significativo notare come l’interesse del legislatore unionale a una tutela dei rapporti fra operatori non sia statico, ma crescente e in evoluzione.

Di recente, infatti, è stata pubblicata una proposta di regolamento volto a rafforzare la collaborazione fra le Autorità dei diversi Stati Membri per far fronte alle situazioni in cui i contraenti sono stabiliti in diversi Paesi europei. Situazioni in cui è ancora difficile per gli organi di controllo verificare ed eventualmente sanzionare pratiche commerciali scorrette, poiché poste in essere da operatori che non sono situati sui loro territori di competenza.

La Proposta di Regolamento sulla cooperazione tra le autorità di contrasto incaricate di applicare la direttiva (UE) 2019/633 in

“materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare è dunque stata pubblicata a dicembre 2024.

Scopo di questo regolamento è garantire che le Autorità di contrasto dispongano degli strumenti necessari per raccogliere informazioni, accertare un’infrazione, imporre e applicare sanzioni nei confronti degli acquirenti situati in un altro Stato membro, così da poter sopperire alle attuali lacune nella applicazione trans-frontaliera delle disposizioni in esame.

Fra le altre, per esempio, sono previste procedure per il coordinamento delle indagini e la condivisione delle informazioni

Di recente è stata pubblicata una proposta di regolamento per rafforzare la collaborazione fra le Autorità dei diversi Stati Membri, per far fronte alle situazioni in cui i contraenti sono stabiliti in diversi Paesi europei

e degli elementi raccolti, così come misure per la partecipazione delle Autorità ad azioni coordinate e l’individuazione di un coordinatore a guida della cooperazione tra le Autorità competenti del territorio in cui potrebbe aver luogo la pratica commerciali sleale.

Attendiamo a questo punto gli sviluppi e l’evoluzione della normativa, anche con riguardo a questa proposta di nuovo regolamento, in questi mesi sul tavolo di lavoro del Consiglio europeo.

Se la previsione è quella di una più efficace attività da parte degli organi di controllo, nel frattempo è utile che gli operatori tengano maggiormente conto dell’opportunità di regolare i loro rapporti o di raffinarli non solo al fine di essere conformi alla normativa (ed evitare dunque le contestazioni che l’ICQRF ha riepilogato nella sua Relazione), ma anche di potersi relazionare con maggiore trasparenza ed equilibrio ai loro partner commerciali.

I benefici nutrizionali di alghe e derivati

Negli alimenti privi di allergeni, l’assenza di ingredienti tradizionali, come cereali contenenti glutine, latticini, uova o soia crea sfide significative per l’industria alimentare, poiché i sostituti spesso non replicano alcune peculiarità, come la consistenza, l’elasticità e la struttura dei prodotti originali.

Invece di ricorrere ad additivi sintetici, una soluzione naturale e sostenibile arriva dal mare: i derivati delle alghe stanno diventando fondamentali come ingredienti multifunzionali per migliorare texture, stabilità e conservabilità, rendendo questi alimenti più appetibili e per di più molto simili a quelli convenzionali. Al centro di questa innovazione ci sono i polisaccaridi idrocolloidi, come gli alginati (E401-E404) estratti dalle alghe brune e le carragenine (E407 ed E407a) ricavate dalle alghe rosse. Tecnologicamente, gli alginati formano gel stabili in presenza di ioni di calcio anche a basse temperature, fornendo coesione ed elasticità agli impasti privi di glutine o uova, riducendo la friabilità e la secchezza tipiche dei sostitutivi. Sono ideali per stabilizzare emulsioni in prodotti privi di latte, come bevande vegetali, creme o salse, o per creare consistenze morbide in “burger” vegetali e

Il dado vegano

“La certificazione Qualità

Vegetariana-Vegan rilasciata da V-Label e l’attenzione al biologico non sono semplici etichette, ma un’espressione concreta del nostro impegno verso stili di vita sani, prodotti naturali e rispettosi dell’ambiente, capaci d’intercettare le esigenze dei consumatori moderni, senza compromessi di gusto”. Con queste parole Giovanna Flor, amministratore unico di Bauer, sottolinea la volontà di rafforzare il posizionamento nel segmento dei prodotti naturali e sostenibili.

A partire da Dado e Granulare Vegetale Bio, studiati per insaporire in modo naturale ricette vegetariane e vegane; Vegetale, dado in crema dosabile per ricette calde o fredde; il duo Dado e Granulare ai funghi porcini, che

interpretano una visione gourmet della naturalità. Per il mercato estero, l’azienda trentina presenta Dado Miso Bio e Dado Funghi Porcini Bio. bauer.it

Ripiena senza lattosio

Dall’esperienza Nonno Nanni e dalla solida conoscenza nella produzione di pasta fresca nasce Nonna Rina, il

marchio che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione italiana della pasta fatta in casa, con due referenze senza lattosio: i Girasoli Pesto e Stracchino, dove l’intensità del basilico si unisce alla cremosità dello stracchino delattosato, e i Ravioloni Cotto affumicato e Robiola. Con questo lancio il gruppo rafforza così il posizionamento su un bisogno concreto e in crescita, offrendo soluzioni che combinano benessere e piacere. nonnarina.it

Italiano e senza alcol

È PURØ lo spumante dealcolato di Valdo Spumanti, azienda che interpreta il trend del consumo di alcol consapevole e riserva alla novità una clean label con QR code U-LABEL. Prodotto da una selezione di uve bianche Glera, Chardonnay e Traminer, coltivate nella tenuta friulana I Magredi, lo spumante viene vinificato in bianco e dealcolizzato attraverso un processo a bassa temperatura, preservando purezza, freschezza, struttura e autenticità senza aggiunta di aromi.

Si caratterizza per il colore giallo paglierino tenue, con note di mela, fiori bianchi e sentori agrumati; al palato è bilanciato e avvolgente, sostenuto da un’acidità che dona slancio e freschezza.

La nuova etichetta s’inserisce nel progetto Low & No Alcohol, che rappresenta una nuova categoria di bollicine, con radici nel mondo del vino, lontana dai soft drink e dalle bevande zuccherate e artificiali. it.valdo.com

Il microbiota intestinale come nuova frontiera della salute e della medicina personalizzata

La biologia contemporanea ha profondamente rivisto il modo di definire Homo sapiens. Oltre a essere un organismo pluricellulare dotato di circa 22.000 geni, l’essere umano è un olobionte: un sistema integrato costituito da cellule umane e da un vasto consorzio di microrganismi – batteri, archaea, funghi e virus – che co-evolvono con l’ospite. Questo insieme dinamico, noto come microbiota, è oggi riconosciuto come un vero e proprio organo funzionale, essenziale per il mantenimento dell’omeostasi metabolica, immunitaria e neuroendocrina.

Un ecosistema interno ad alta densità

Il corpo umano ospita diverse comunità microbiche, ma il

tratto gastrointestinale , e in particolare il colon, rappresenta il compartimento più ricco e metabolicamente attivo. Qui la densità microbica può superare 10¹¹ cellule per grammo di contenuto intestinale, con una diversità stimata tra alcune centinaia e oltre mille specie. Stime recenti indicano che il rapporto tra cellule microbiche e umane sia di circa 1,3:1 , ridimensionando precedenti sovrastime, ma confermando la rilevanza quantitativa del microbiota.

Ancora più significativo è il confronto genetico: il microbioma , ovvero l’insieme dei geni microbici, comprende milioni di geni non ridondanti, superando di oltre due ordini di grandezza il genoma umano. Questa estesa capacità genetica fornisce all’o -

lobionte funzioni biochimiche e metaboliche che l’organismo umano non possiede in autonomia.

Funzioni metaboliche e immunoregolatorie

Una funzione centrale del microbiota intestinale è la fermentazione dei carboidrati accessibili al microbiota (MAC) , come le fibre alimentari resistenti alla digestione enzimatica. Questo processo porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) – principalmente acetato, propionato e butirrato – che contribuiscono fino a circa il 10% dell’apporto energetico giornaliero.

Il butirrato svolge un ruolo chiave come fonte energetica dei colonociti, nel mantenimento dell’integrità della barriera intestinale e nella modulazione dell’infiammazione. Oltre al metabolismo, il microbiota è un attore cruciale nella maturazione e regolazione del sistema immunitario . Una quota rilevante delle cellule immunitarie risiede nel tessuto linfoide associato all’intestino (GALT), dove l’organismo deve mantenere un equilibrio fra tolleranza verso i microrganismi commensali e difesa dai patogeni. Gli SCFA favoriscono la differenziazione delle cellule regolatorie, contribuendo alla prevenzione di risposte immunitarie eccessive e di patologie infiammatorie croniche.

L’asse intestino-cervello

Il dialogo bidirezionale tra intestino e cervello, noto come asse intestino–cervello, rappresenta uno dei campi più dinamici della ricerca biomedica. Tale comunicazione avviene attraverso vie nervose, endocrine e metabolico-immunitarie. Il nervo vago costituisce un canale privilegiato di segnalazione afferente dall’intestino al sistema nervoso centrale, mentre il microbiota modula la produzione di ormoni e neuromodulatori, tra cui la serotonina, prevalentemente sintetizzata a livello intestinale.

Inoltre, i microrganismi intestinali producono metaboliti bioattivi in grado di influenzare la risposta allo stress, l’umore e le funzioni cognitive. Evidenze provenienti da modelli animali privi di microbiota mostrano alterazioni nello svilup-

po cerebrale e nella regolazione dello stress, suggerendo un ruolo essenziale del microbiota per la salute neurologica.

Il microbiota lungo il ciclo della vita

La colonizzazione microbica dell’essere umano è un processo dinamico che inizia alla nascita. Il tipo di parto rappresenta un determinante chiave: il parto vaginale favorisce l’acquisizione di microrganismi materni intestinali e vaginali, mentre il parto cesareo è associato a una colonizzazione iniziale meno diversificata e più influenzata dall’ambiente.

L’allattamento al seno contribuisce in modo selettivo allo sviluppo del microbiota grazie agli oligosaccaridi del latte umano (HMO), che promuovono la crescita di batteri benefici come

l’ossigenazione dei tessuti oculari, necessaria per mantenere una visione più sana e prevenire il deterioramento visivo progressivo. La vitamina A, in particolare, partecipa alla formazione dei pigmenti visivi.

Semi di chia sono una fonte vegetale di omega 3 nella forma di acido alfa-linolenico, apportano anche fibre, proteine vegetali, calcio e antiossidanti, nutrienti che favoriscono il funzionamento del sistema digestivo e aiutano a controllare i processi infiammatori dell’organismo; il loro consumo aiuta a mantenere una corretta idratazione oculare e a diminuire l’infiammazione.

Semi di lino (che apportano anche fibra, lignani e antiossidanti) migliorano la qualità delle lacrime e alleviano i sintomi dell’occhio secco; il suo effetto antinfiammatorio contribuisce al benessere della superficie oculare.

Noci sono il meglio fra tutti i tipi di frutta secca, aiutano a proteggere le cellule della retina e possono contribuire a ritardare il deterioramento visivo legato all’età, mantenendo una visione più sana.

Avocado ne contiene piccole quantità, che favoriscono l’assorbimento delle vitamine liposolubili; aiuta a proteggere la macula e a ridurre il danno causato dalla luce blu.

Olio extravergine

d’oliva aiuta a ridurre l’infiammazione generale e può prevenire malattie oculari legate all’invecchiamento, sebbene il suo contenuto di omega 3 sia moderato. Apporta grassi sani che favoriscono l’assorbimento di altri nutrienti essenziali per la visione, è ricco di polifenoli e vitamina E, dalla funzione antiossidante e antinfiammatoria.

Spinaci, infine, ne apportano piccole quantità, in compenso vantano un profilo nutrizionale completo, che annovera anche luteina, zeaxantina, vitamina C e betacarotene, antiossidanti essenziali. www.clinicabaviera.it

Il collegamento fra diabete e malattie cardiache

Tra le malattie cardiache la più comune è la coronaropatia, che si sviluppa quando le arterie si riempiono di placche, composte da colesterolo e altre sostanze, causandone l’indurimento e restringimento e aterosclerosi, che si traduce in un minor apporto di sangue al cuore, privandolo di ossigeno e nutrienti, con l’indebolimento del muscolo, aumento del rischio d’insufficienza cardiaca, infarto e altri problemi del cuore.

Sul collegamento delle malattie cardiache con il diabete interviene uno studio del 2024 che definisce da 2 a 4 volte maggiore il rischio mortale per

i diabetici, specie se peggiorato da ipertensione, colesterolo e trigliceridi elevati e obesità.

Dunque, alti livelli di zucchero nel sangue nei diabetici non controllato possono danneggiare i vasi sanguigni nel tempo e danneggiare i nervi, inclusi quelli che controllano cuore e vasi sanguigni. Alcuni studi suggeriscono che l’eccesso di zuccheri possa aumentare l’infiammazione nei vasi sanguigni e alterare il flusso sanguigno normale; se cronica, l’infiammazione provoca un accumulo di colesterolo e placche, costringendo il cuore a lavorare di più. Secondo altre

ricerche condotte sui roditori sembrerebbe che i diabetici abbiano livelli più bassi di due enzimi che controllano la produzione di ossido nitrico, un gas che rilassa i vasi sanguigni.

NUTRIZIONE E FITNESS

DIEGO PALAZZINI Nutrizionista Clinico e dello Sport – Adv. R&D Dir. Scient. studiodinutrizioneumana.com - Prof a.c. Università degli Studi di Urbino

La vittoria parte dalla radice d’oro

Fra le molecole naturali che possono migliorare la prestazione, troviamo alcuni glicosidi fenilpropanoidi, come la rosavina, contenuta nella Rhodiola rosea

Una maratona di 42,195 km in 2h35’’ - 29’ di apnea statica – 100 m in 9’’58’8,95 m di salto in lungo – 510 kg di sollevamento

Non sono semplici numeri, ma dimostrazioni di quanto il corpo umano possa fare.

Dietro numeri e prestazioni straordinari c’è motivazione, costanza e metodo, sia nell’allenamento che nell’alimentazione.

Nel corso degli anni il livello delle competizioni sportive è notevolmente mutato, portando il professionismo sportivo a un lavoro di dettagli, calcoli, misure che ha permesso di raggiungere prestazioni notevoli.

A incidere sulle prestazioni degli atleti è l’alimentazione, equilibrio

NUTRIZIONE E FITNESS

utilizzare la quota in eccesso per la costruzione muscolare.

Gli esperti mettono in guardia dalle diete iperproteiche, ricche di carne rossa o latticini interi: possono portare a un eccesso di calorie e grassi saturi. Le persone affette da una patologia renale cronica, inoltre, potrebbero aver bisogno di un apporto proteico inferiore.

In conclusione, gli alimenti integrali sono da preferire agli integratori, perché forniscono al contempo vitamine, minerali e fibre.

rheumatologyadvisor.com

Quale integratore?

Fatta eccezione per la riduzione della circonferenza vita, l’assunzione di un integratore caffeinato pre-workout a base di proteine vegetali arricchite con aminoacidi non offre ulteriori benefici rispetto a soli carboidrati nell’allenamento di resistenza negli individui di mezza età. È questa la conclusione a cui giunge un gruppo di ricercatori che ha ne studiato l’efficacia, in relazione a composizione corporea, ipertrofia e prestazioni fisiche. Lo studio, apparso sul Journal of the International Society of Sports Nutrition ha coinvolto 43 individui fisicamente attivi di mezza età, appartenenti a uno dei seguenti gruppi d’intervento: pre-workout e comparatore a base di soli carboidrati. Prima e dopo un programma di allenamento di resistenza di 6 settimane, svolto 3 volte a settimana, sono state effettuate misurazioni di massa grassa e magra, circonferenza di vita e fianchi, spessore muscolare, forza, potenza e

resistenza. Il trattamento consisteva nell’assumere 30 g dell’integratore assegnato, miscelato con 400 mL di acqua, 15 minuti prima di ogni sessione di allenamento.

Entrambi i gruppi hanno mostrato riduzioni significative della massa grassa e aumenti della massa magra; è stato inoltre osservato un aumento dello spessore muscolare (vasto

laterale e flessori del gomito). Solo il gruppo pre-workout ha mostrato una riduzione significativa della circonferenza vita. La forza isometrica, il salto con contro-movimento, il lancio della palla medica e la resistenza muscolare della parte superiore e inferiore del corpo sono migliorati in entrambi i gruppi, senza differenze fra i trattamenti.

Nuove indicazioni su nitriti e nitrati nei prodotti di salumeria

Il loro impiego è considerato una scelta obbligatoria, considerando che non è stato trovato alcun altro additivo in grado di svolgere le stesse funzioni

Sappiamo come la carne e i suoi derivati si distinguano come preziose fonti di proteine di alta qualità, vitamine essenziali del gruppo B e minerali. In particolare, i salami stagionati rappresentano il fiore all’occhiello dell’industria alimentare italiana. Sono ottenuti da carne cruda lavorata attraverso l’uso di una pratica comune che prevede tradizionalmente l’uso di sali di stagionatura , prevalentemente sale, nitrati e nitriti di sodio, che permettono la stabilizzazione del colore, l’inibizione di microrganismi deterioranti e patogeni

Quando gli animali diventano famiglia

Il panorama della Grande Distribuzione Organizzata italiana sta vivendo una trasformazione senza precedenti: gli scaffali dei supermercati, un tempo dominati da prodotti per il consumo umano, oggi ospitano intere sezioni dedicate agli animali da compagnia. Non si tratta di una semplice espansione commerciale, ma di un vero e proprio fenomeno sociale, un’umanizzazione che riflette il loro ruolo nelle famiglie italiane. E i numeri parlano chiaro: oltre l’80% dei proprietari italiani considera l’animale domestico un vero e proprio membro della famiglia con diritto a cure, attenzioni e prodotti di qualità pari a quelli destinati agli esseri umani. Questa percentuale, che in alcuni sondaggi raggiunge addirittura il 96%, racconta un cambiamento culturale ed emozionale: il rap-

PET

porto tra persone e pet è una relazione affettiva intensa, profonda, empatica e reciproca, che va ben oltre la semplice compagnia. Uno studio inglese del 2025, condotto su 2.500 famiglie, ha dimostrato che la presenza di un animale domestico contribuisca al benessere individuale in misura paragonabile a quella delle relazioni umane più strette, come il matrimonio o l’amicizia. Il beneficio in termini di soddisfazione di vita è talmente significativo da poter essere quantificato economicamente come un sostanziale incremento del reddito annuo.

L’aumento del mercato del pet food è strettamente legato anche

“ “

Vivere con un animale da compagnia

riduce del 15% il ricorso alle visite mediche negli over 65 , con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di

euro annui

per il Servizio Sanitario Nazionale

ai cambiamenti demografici delle famiglie italiane, sempre più piccole e composte da una maggiore percentuale di senior. La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria ha presentato dati sorprendenti durante il suo 69° Congresso nazionale del 2024: vivere con un animale da compagnia riduce del 15% il ricorso

alle visite mediche negli over 65. Questo “effetto farmaco” naturale rappresenta un vero antidoto alla solitudine e si traduce in un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro annui per il Servizio Sanitario Nazionale, grazie alla ridotta necessità di interventi medici e al minor impatto della spesa farmacologica. Con quasi 65 milioni di esemplari nelle case italiane, il nostro Paese si posiziona ai vertici europei per densità di pet. La composizione è variegata e sorprendente: 28,1 milioni di pesci, 12,7 milioni di uccelli, 11,2 milioni di gatti, 9 milioni di cani Una passione che si riflette anche nei numeri: nel 2024, il mercato dei prodotti per l’alimentazione di cani e gatti ha superato i 3,1 miliardi di euro, con una crescita media del 9,8% nel periodo 2021-2024.

Quanto

costa amare un pet?

Nel 2025, la spesa media annuale per un cane ha raggiunto 1.263 euro, mentre per un gatto si è attestata sui 767. Cifre che testimoniano l’impegno dei proprietari nel garantire il meglio ai propri compagni a quattro zampe Come conseguenza, l’alimenta-

La pasta sfoglia senza lattosio

La pasta sfoglia è una delle preparazioni fondamentali, emblema di tecnica, conoscenza e perfetta stratificazione. Il processo di laminazione dona struttura a strati finissimi e friabili che, durante la cottura, si espandono in modo controllato, grazie all’azione sinergica di umidità e materia grassa.

La versione senza lattosio risponde alle esigenze di digeribilità, inclusività e sostenibilità, senza rinunciare a friabilità, sviluppo e qualità. La sostituzione del burro con grassi vegetali selezionati, sia nell’impasto che in laminazione, porta ad una sfoglia pulita, performante e adatta all’impiego

in dolci e salati, mantenendo caratteristiche visive e sensoriali comparabili alla ricetta classica.

PASTA SFOGLIA

SENZA LATTOSIO q.tà %

farina frolla W

di grassi vegetali

De Angelis Food entra nei piatti pronti senza glutine

Una nuova linea di prodotti freschi che unisce sicurezza, qualità gastronomica e praticità, rispondendo all’evoluzione della domanda nel mercato gluten free

Con il lancio della nuova gamma di piatti pronti senza glutine nel segmento del fresco refrigerato, De Angelis Food amplia la proposta nel gluten free, puntando su gusto, affidabilità e facilità di consumo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze non solo dei celiaci, ma anche di un pubblico sempre più ampio, alla ricerca di soluzioni pratiche senza rinunciare alla qualità e al gusto della cucina tradizionale. A raccontare la genesi e lo sviluppo del prodotto è Paolo Piazzi, Direttore Commerciale Italia dell’azienda.

Come s’inserisce la novità all’interno della vostra visione di innovazione?

Per noi innovare significa interpretare e, talvolta, anticipare i cambiamenti nei comportamen-

ti di consumo; oggi il mercato richiede soluzioni pratiche, sicure e di qualità, ma senza rinunciare al gusto. Abbiamo individuato uno spazio interessante nei piatti pronti freschi refrigerati (0/4°C), categoria ancora poco sviluppata ma con domanda crescente di prodotti affidabili e con profilo sensoriale vicino alla tradizione. La linea risponde a questa visione unendo servizio, qualità e facilità d’uso. L’innovazione riguarda sia il prodotto, portando nel fresco una categoria ad alto valore aggiunto, sia il processo, lavorando su shelf life, stabilità e sicurezza, senza

compromettere la qualità percepita. Abbiamo individuato opportunità in un segmento che risponde a più bisogni: quelli dei celiaci o sensibili al glutine e quelli di chi cerca praticità. Il riscontro è positivo: il consumatore apprezza il contenuto di servizio e riconosce valore quando il senza glutine è percepito come scelta capace di fondere gusto e praticità.

Quali sono state le sfide tecnologiche nello sviluppo dei piatti pronti senza glutine?

Trovare un equilibrio tra sicurezza, qualità organolettica e stabilità nel tempo.

NUOVE PROPOSTE

Ideale per chi cerchi un gusto pieno senza rinunciare alla qualità degli ingredienti, per la colazione e la merenda, si presta a essere gustata in modo semplice su pane fresco, fette biscottate o brioche, ma allo stesso tempo è un ingrediente versatile in

cucina e in pasticceria, per farcire crostate, biscotti, crêpes e torte. La gamma è disponibile in più varianti: cacao e arancia, cacao e amarena, cacao e pera, cacao e mela, cacao e fichi e cacao e castagne. dalessandroconfetture.it

Acqua probiotica con coltura di kefir

Sappiamo che la salute dell’intestino influisce su difese immunitarie e salute mentale e la sua complessità e il legame con il cervello è oggetto di molti studi: la scienza evidenzia una speciale interconnessione, mentre l’alimentazione acquista un ruolo centrale per la costruzione di un ecosistema del microbioma sano.

In questo filone s’inserisce la formulazione di Legendary Drink un’azienda veronese specializzata nelle bevande funzionali fermentate Mind Your Gut

Alla Legend Kombucha, a base di tè biologico fermentato si affianca la nuova Legend Aquafir Frutti Rossi, prima referenza prodotta a vantare il

claim probiotico, grazie all’integrazione del Bacillus subtilis HU58™, conosciuto come ProSilience™, un ceppo che supporta la funzione digestiva, favorendo un ambiente intestinale

Burro iposodico

Il nostro organismo ha bisogno di sodio, ma in quantità limitate. Grazie al costante lavoro di ricerca e applicazione del Brazzale Science Center (BSC), l’azienda presenta il Burro delle Alpi Pro a basso contenuto di sodio con Levosod-Pro che, grazie al sapiente dosaggio del sale in fase di produzione, con l’impiego di sedano selvatico, sinergizzante naturale trasformato in polvere con tecnologia stabilizzante (Levosod-Pro), standardizza il contenuto di cloruro sodico. La sinergia fra sodio cloruro e levistico conferisce infatti una sapidità equivalente e più ricca, e lo rende

sano, a sostegno delle difese naturali dell’organismo.

La nostra missione è innovare il mondo delle bevande analcoliche, anticipando i trend del mercato e rispondendo ai bisogni di chi cerca prodotti sani, naturali e autentici”, dichiara il fondatore Ettore Ravizza

Dal profilo fresco, leggermente effervescente e dal sapore equilibrato, Legend Aquafir è un dissetante e la variante Frutti Rossi, in particolare, si distingue per un aroma fruttato delicato e naturale, disponibile in lattina slim da 250 ml.

legendkombucha.com

adatto in qualsiasi ricetta, permettendo una ridotta assunzione di sodio. Nel formato da 5 kg, è rivolto agli utilizzatori professionali a cui garantisce sapidità standardizzabile, con più ricca caratterizzazione, nelle preparazioni alimentari classiche e gourmet. Un panetto da 100 g di Burro delle Alpi Pro contiene 0,12 g di sodio, ed è pertanto definibile – secondo il Regolamento CE n.1924/2006 –come “burro salato a basso contenuto di sodio (Na+)”. Il burro come tale, non salato, ne contiene invece in media 0,01 g in 100 g. brazzale.com

un approccio più responsabile alla nutrizione.

Nutripure si articola in diverse linee che accompagnano il corpo in ogni fase, dove la base comune sono prodotti sviluppati senza OGM, conservanti, solventi, glutine e senza additivi nocivi, con materie prime certificate.

Per sostenere forza, performance e recupero muscolare, Proteine Whey di alta qualità e Creatina Creapure, una delle forme di creatina più pure e studiate, sono formulate senza ingredienti superflui e con dosaggi adeguati. Per la salute articolare il Collagene bovino idrolizzato e le barrette al collagene apportano

aminoacidi specifici per supportare articolazioni, tendini, pelle e tessuti connettivi, favorendo mobilità e resilienza nel tempo.

Per gli sport di resistenza e gli sforzi prolungati, la gamma prevede invece il Gel Energetico, per fornire energia rapida e ben tollerata durante l’attività fisica, e le compresse effervescenti di elettroliti, utili per reintegrare i minerali persi con la sudorazione.

Infine con Pure Granola, Nutripure estende l’approccio alla nutrizione quotidiana, offrendo una colazione o uno snack bilanciato, con ingredienti selezionati, per un apporto energetico naturale e consapevole.

A completare la gamma, integratori essenziali come Omega-3 EPAX, Magnesio e Vitamina D3 + K2, formulati per supportare le funzioni muscolari, nervose, immunitarie e la salute delle ossa. nutripure.com

Il Gel Energetico per l’attività sportiva (Nutripure).

20 anni di Nutrimi

Il 17 e 18 aprile, il Forum di Nutrizione Pratica celebra a Milano il ventesimo anniversario e riflette sugli anni d’impegno condiviso fra comunità scientifica e professionale nella promozione della cultura della nutrizione, nel miglioramento della pratica clinica e nell’influenza sulla salute di milioni di pazienti. In questi decenni, il Congresso ha consolidato la nutrizione quale vera infrastruttura della salute, dimostrando come ogni incontro, workshop e confronto digitale abbia generato conoscenza, strumenti e responsabilità per la comunità. L’edizione 2026 si presenta come un momento di svolta, affrontando le sfide introdotte dall’intelligenza artificiale, che può amplificare le capacità del settore ma anche trasformare il modo in cui la scienza si costruisce, si comunica e si applica. Il rischio di una “tempesta perfetta” di informazioni non verificate, sovraccarico di contenuti e perdita di punti di riferimento rende questo appuntamento ancora più cruciale. Per questo motivo, una nuova location favorisce relazioni professionali, partnership con società scientifiche di rilievo per arricchire il dibattito, con format più immersivi e spazi dedicati ai vent’anni di evoluzione e alle start-up più innovative, oltre ad una visione del futuro del settore, dentro e oltre l’AI. In parallelo, i canali social del Congresso sono stati rinnovati per offrire approfondimenti, contenuti speciali, ricerche e le voci delle società scientifiche partner. forum.nutrimi.it

Novità libraria

BIOACTIVE COMPONENTS FOR FUNCTIONAL FOODS (Componenti bioattivi per alimenti funzionali)

C. Santos-Buelga, A. M. GonzálezParamás, J. M. Álvarez-Suárez - 450 pag. - Edito da Academic Press - Elsevier (www.elsevier.com)2025 - Prezzo € 139,39 - ISBN: 9780443299834 - eBook ISBN: 9780443299841

Fin dall’antichità, le civiltà hanno utilizzato gli alimenti non solo per nutrire il corpo, ma anche per promuovere la salute, prevenire le malattie e addirittura curare patologie. Negli ultimi decenni il concetto si è evoluto in un ambito di studio strutturato e interdisciplinare che mette in relazione nutrizione, medicina, biotecnologia e scienza degli alimenti. Il crescente peso delle malattie non trasmissibili e dei problemi di salute legati allo stile di vita ha accelerato la domanda di strategie preventive fondate sulle scelte quotidiane. Questo cambiamento ha favorito l’emergere degli alimenti funzionali e lo studio approfondito dei loro componenti bioattivi. Il libro nasce in risposta a questa evoluzione, con l’intento di organizzare, sintetizzare e diffondere l’ampio patrimonio di conoscenze scientifiche relative a questi composti e alle loro proprietà benefiche per la salute, mirando a unificare la comprensione dei componenti bioattivi di diversa origine, ponendo l’accento non solo sugli effetti, ma anche sulla loro natura fisico-chimica, sui meccanismi

d’azione, sulla stabilità, sulla rilevanza tecnologica e sugli aspetti regolatori. Ogni capitolo è dedicato a una classe di composti bioattivi, tra cui composti fenolici, polifenoli dell’oliva, fitoestrogeni, carotenoidi, acidi grassi e lipidi bioattivi, fitosteroli, fibra alimentare,

peptidi bioattivi, composti organo-solforati e altri che non rientrano facilmente in categorie definite, ma risultano biologicamente rilevanti. Altri capitoli affrontano inoltre temi di frontiera, come il microbiota intestinale e il suo ruolo nell’efficacia degli alimenti funzionali, nonché questioni più ampie legate a produzione, a regolamentazione, marketing e a tendenze future dell’industria. Di ogni componente viene illustrata la natura chimica e le caratteristiche principali e sono esaminati gli effetti sulla salute, supportati da evidenze cliniche ed epidemiologiche. I meccanismi d’azione sono analizzati per comprendere come tali composti esercitino effetti nell’organismo umano. Si valuta poi l’impatto dei processi di trasformazione e conservazione sulla stabilità e sulla bioattività dei composti.

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