

Quaderni del volontariato
Edizione 2018
Cesvol
Centro Servizi Volontariato
della Provincia di Perugia
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Edizione gennaio 2018
Coordinamento editoriale di StefaniaIacono
Stampa Digital Editor - Umbertide
tutti i diritti sono riservati ogni produzione, anche parziale, è vietata
ISBN 9788896649701
Le paroLe che trasformano
Con la collana “I Quaderni del Volontariato”, giunta alla sua undicesima edizione, il Cesvol con ben 116 titoli, concretizza una delle proprie finalità istituzionali, che rimane quella di promuovere la cultura del volontariato, della solidarietà e della cittadinanza attiva. Si tratta di testimonianze e di esperienze di vita che possono contribuire a tessere un filo di coesione e di dialogo positivo, contaminando il nostro immaginario collettivo con messaggi valoriali ed equilibrati, in perfetta controtendenza rispetto al flusso, ormai pervasivo, di contenuti volgari ed, in molti casi, violenti ed aggressivi di cui è piena la contemporaneità con le sue “vie brevi” di comunicazione (come i social).
Se consideriamo la nostra mente come un bicchiere, sarebbe da chiedersi di quale liquido si riempie quotidianamente. Se la nostra rappresentazione della realtà viene costruita dai programmi televisivi, se il nostro punto di vista su un tema specifico viene condizionato dai commenti della maggioranza dei nostri amici di facebook, se abbiamo appreso tutti la facilità con la quale è possibile trattar male una persona, mascherati e non identificabili, senza che questo produca qualche tipo di turbamento alla nostra condizione psicologica, se nel postare i nostri punti di vista ci consideriamo degli innovatori solo perché siamo ignoranti e tutto quello che sappiamo lo abbiamo ricavato da ricerche lampo su Google… ebbene, se riflettiamo su tutto questo, forse non va ricercata molto lontano la risposta alla domanda ormai cronica del perché di una polverizzazione delle relazioni, di un isolazionismo nelle nostre “case elettroniche”, dell’adesione acritica ai vari estremismi di turno che, quelli sì, sono perfettamente consapevoli del potere trasformativo della parola e della sua comprensione sia razionale che emozionale.
Eppure, le parole (e quindi i pensieri e le emozioni che vi sottendono) creano la realtà. Non occorre scomodare tanta letteratura per
comprendere quanto i pensieri siano potenti nel determinare la nostra realtà, nel convincerci che una cosa è in questo modo piuttosto che in quell’altro. Lo abbiamo sperimentato più o meno tutti nella nostra esperienza di ogni giorno, ma poi perdiamo la consapevolezza della nostra stessa origine: all’inizio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio. Il verbo era Dio. Più laicamente, questa “sequenza” è stata ripresa in tutte le millenarie tradizioni sia orientali che più vicine a noi. Ma ancora una volta, oggi se ne è persa la consapevolezza. La parola è un “fattore” unico nel suo genere, una vera e propria bacchetta magica. Ascoltare, leggere, udire solo parole negative produce nel destinatario un vero a proprio campo energetico negativo. L’energia altro non è se non un trasferimento di informazioni. Un trasferimento che avviene attraverso il filo sottile della comunicazione. Oggi, forse inconsapevolmente, l’umanità sta letteralmente usando il potere della parola senza rendersi conto di quanto questa stia trasformandola, conducendola agli estremi di qualsiasi punto di vista. E, quindi, l’un contro l’altro armati. Dice il noto psichiatra Vittorino Andreoli, “Ci troviamo ad un livello di civiltà disastroso, regrediti alla cultura del nemico”, ma a noi, come osservatorio della sottile realtà dell’associazionismo e del volontariato, piace conservare e consolidare la speranza che, ad un certo punto, rispuntino da qualche parte parole come amicizia, solidarietà, condivisione e, perché no, amore.
Le parole, non urlate, che appartengono e che ispirano il comportamento di quella parte di cittadinanza che ha preso in carico la sua quota di responsabilità nella società che abita. E che non resta alla finestra, o peggio, dietro al rassicurante schermo di un computer. Sono queste le parole che popolano il piccolo mondo della Collana del Volontariato, che con queste testimonianze prova a riempire con il liquido magico della parola trasformante quel bicchiere ancora mezzo vuoto.
Salvatore Fabrizio
Cesvol Perugia
I Quaderni del Volontariato
Raggi di luce dalla luna
di Radicchi Luigi
AMORE
Mentre il mio essere vaga solitario, nel deserto; un’oasi di acqua mi fa ritornare il mio sorriso.
IL FIUME
Nasci dall’ acqua e acqua sei, percorsi, rumorose vallate e poi silenziosamente ondeggiamento, pianure.
Nasce da te la vita, ma termini il tuo cammino nell’infinito mare che non ti appartiene.
AMORE
Percorro una strada sconosciuta, mi trovo ad un incrocio.
Quale delle due?
INSONNIA
Fluenti notti in bianco; con nuvole che oscurano, il cielo e il cuore. Ma si sente, solo il silenzio dei tumultuosi pensieri.
Raggi
CRISI
Tumultuoso rumore di mare in tempesta, che chiude ai silenzi del sole, mentre la mia anima è tutta oscura.
NONNA IGINA
Fra i tuoi
capelli bianchi
assorta nei tuoi pensieri; che volano verso il limite invalicabile della perduta giovinezza. Ti saluto!
Raggi
CIAO PIOGGIA
La parete si apre e cadi lentamente bagnato tutto intorno a te, io, osservo in silenzio, la natura che risorge a vita nuova.
BERLINGUER
Solo le menti
più acute, possono capire la tua grandezza. Cercando nell’ infinito il peso del potere, che detieni.
Raggi
ALLA NONNA IGINA
C’era il sole, con molte corone di fiori, lasciavi la tua casa.
C’era il sole, e la tua camera era vuota.
C’era il sole, e le campane suonavano per te.
C’era il sole, quando ti hanno portato via; non ti ho visto più.
Ma nel mio cuore sei sempre con me.
NICOLETTA
Petali di rosa
portati via dal vento.
Mentre riempi il tuo tempo sui libri, in cerca di un amore.
Raggi
RITROVARTI NONNA IGINA
Ancora ti rivedo, fra le bianche pareti; mentre i tuoi pensieri, sono di nostalgia per il tuo passato. E cammini ormai verso la felicità, dove nessuno osa andare.
SIGNORA COSTANTI
Se la vita ti ha vinto la forza che è in te resiste ancora, alla tempesta che soffia, lungo il viale alberato dell’autunno portando via i ricordi, come le foglie colorate dell’autunno, dal vento.
LASCIATI
Perduto amore che ti perdesti nella nebbia del tempo. All’oscuro vago ancora in cerca di te, che mi faccia ritrovare il sole della primavera.
GLI ULTIMI
La rabbia degli ultimi arriva fino al cielo, e trova forza, nella disperazione di una vita finita prima della morte.
GIOVEDI 9 DICEMBRE
Un lieve soffio
è passato, sopra di te e te ne sei andato.
BABBO ALFIO
Il volto teso, le labbra aperte, vivi con la tua sofferenza che ti ha colpito come un fulmine a ciel sereno.
Raggi
MAMMA ROMANA
Due lame di forbici che non si capiscono; si incontrarono, ma non si scontrarono, nei tuoi momenti in cui cerchi la perfezione che non troverai mai.
Come una rondine che ha perso, la sua compagna; passi il resto dei tuoi giorni sui tetti, ammirando il tramonto del sole, prima che si spenga nella notte, nella luce della luna rischiari, la luce Eterna.
NONNO LUIGI NONNA ADELE
Separati nel corpo, ma non nell’ amore, che vi ha uniti per tutta la vita; fino a ritrovarvi insieme, dove nessuno può giungere se non dopo la fine della vita.
PAZZIA
Sguardo teso occhi persi, bocca sofferente. In che labirinto del vuoto ti sei persa mia stabilità.
MUSICA
Onde sonore investono la mia camera mentre mi vesto e eternità non muore mai.
UMBRIA
Aspre montagne, dolci colline, piccole pianure che si perdono nei colori dell’arcobaleno dei tuoi belli borghi e delle tue medioevali città.
Raggi
LA VITA
La nascita, la morte, due parole tanto distanti, ma uguali nel significato. Ossia di un trapasso.
CERCANDO DI TE
Dove ti sei persa anima mia!
Nel travaglio della vita, in un deserto silenzioso
o in un cielo oscurato
da nubi trafitte solo da pochi raggi solari.
Dove ti sei persa anima mia!
Cercando chi!
Cercando di TE.
Coriandoli bianchi svolazzano leggeri, nell’aria agitata. Senza spossarsi mai se non dopo esseri sciolti, sul nudo terreno.
NATALE
Polvere di stelle
è scesa nella mia casa e sul camino brucia ancora il ceppo vecchio, che si porta via il freddo dell’inverno, mentre i colori del presepe dicono a tutti “PACE”.
Raggi
BABBO ALFIO MAMMA ROMANA
Due colombe bianche che si innalzano, nel cielo dell’aurora per cercare di che vivere.
SANTITA’
Il segno di DIO
sulla terra; la SUA e nostra certezza.
Raggi
REPARTINO
Dopo una lunga assenza dal presente, sono tornato a vivere, in un mondo di noia. Un grido di dolore si eleva del mio cuore! Voglio tornare a vivere.
AIDS Un dolore nel cuore, un dolore nel sesso!
Non posso più vivere come me stesso.
Raggi di luce dalla luna
CASA MIA
In un mondo perso nel buio. Ritrovare la luce.
Raggi di luce dalla luna
TORRE CERTALDA
Sento vibrare le corde della vita, che si perdono nella tristezza della mia anima.
TRISTEZZA
Dove ti sei persa anima mia.
Nel labirinto della vita
o in un giorno senza tramonto.
DI CHE COSA SEI?
Di che cosa sei?
Di terra, mio Signore.
Di che cosa sei?
Di ferro, mio Signore.
Di che cosa sei?
Di nulla, sono in cerca di TE mio Signore.
CRISTO
Sconfitto nella carne, ma vinto nell’ Amore per gli uomini.
FRATELLI E SORELLE
Rami uniti nel
tronco materno.
AUTUNNO
Onde colorate sparse nei variopinti colorati delle foglie di autunno.
LIBERTA’
E’ terminata la schiavitù dal danaro.
NATALE
Scendono inni dal Cielo; risuonano suoni d’Amore, agli uomini nel mondo.
IL TRENO
Eco del tuo rumore risuona nelle mie orecchie, mentre il tuo vagar solitario, segna i destini su due rotaie di ferro.
STELLE
Chicchi di luce che stanno immobili, nell’infinità.
SANTITA’
La manifestazione di DIO, sulla terra.
GUBBIO
Addormentata, ai piedi del tuo monte, nel silenzio dei tuoi secoli, mentre aspetti di risvegliarti, dal tuo torpore.
TRAMONTO
S’infuoca il cielo, di colori gialli rossi ardenti, mentre si trafisse il mio cuore.
CHIAMATA
Sconvolge l’anima umana, del possesso.
Raggi di luce dalla luna
LUCCIOLE
Luci dell’albero di Natale in estate.
REGINA
Nella tua Sacra Maternità vesti di oro, della gloria che ti adorna il corpo con la corona regale che porti per tutta umanità.
GRANO
Onde tinte di giallo, simbolo di regalità, che si infrangono contro il vento, in un silenzioso ondeggiare che regali agli uomini.
ROSA Il maggio fiorito, s’intensa del tuo profumo.
SANTITA’
Si supera il limite
fra la vita e la morte.
SENTIRE
Il Signore ha bussato alla mia porta, ed io gli ho aperto.
ESTATE
Lasciavo
che il vento m’accarezzasse e il profumo di salsedine, riporta alla mente i ricordi
della giovinezza, in un manto di nostalgia.
INNAMORATA
Dolce e serena, rosa senza spine, tramonto che spegne la calura estiva, in un oceano di pace.
Lei cerca la sicurezza dal suo amato, che mai lo dominava, che nessuno porta via da lei. Quando nella quiete del vespro; ricercherà il suo rifugio, come un’aquila che protegge il suo nido.
NUVOLE
Si elevano dalla profondità della terra; nell’immensità del cielo; come fumo d’incenso per DIO.
RICORDI NONNA IGINA
Assolata stanza dove cantavi, insieme al rumore della macchina da cucire, mentre io ti ascoltavo in silenzio; ed io godevo il torpore estivo, al fresco della tua stanza.
TRAMONTO
Dal fianco squarciato del monte, s’intravedono ombre, in un rosso intenso spento da un inverno, che non conosce solo il freddo del gelo.
AMPLESSO
Si legano due corpi, in una sottile complicità, fatta di giochi di parole, carezze, emozioni; per arrivare al piacere della possessione reciproca.
MATRIMONIO
Suonano le campane a festa.
Per annunciare al mondo, che due colombe volano sopra l’altare, per emettere il loro si.
