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Le nuove del Pais 2025_1

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Anno LX • Gennaio 2025 • N. 1

Le nuove del Pais BOLLETTINO DEL DECANATO DI LIVINALLONGO 32020 BL-I

Iscr. Tribunale di Belluno n. 4/82 - Poste Italiane spa - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, c. 2, NE/BL - In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa Direttore redazionale don Andrea Constantini - Resp. ai sensi di legge don Lorenzo Sperti - Impaginazione Antonio Genuin - Stampa Gruppo DBS-SMAA srl, Seren del Grappa (BL) - Coordinamento: Lorenzo Vallazza e Giulia Tasser Per comunicare con la redazione e proporre i propri contributi (articoli, foto o altro materiale) inviare una email a: lenuovedelpais@gmail.com - Per sostenere la redazione e la stampa de "Le nuove del Pais": ccp 39808548

“La Porta della Speranza” G

razie, Signore, per il Tuo venire, per il Tuo essere presente oggi e per la promessa del Tuo ritorno! Grazie per il tempo che ci è dato, questo tempo che è il nostro; grazie per la nostra vita, per la nostra storia che è storia di salvezza. Grazie sempre. Grazie, Signore Gesù, per quando ci visiti con la gioia e grazie per quando ci visiti con il dolore, perché tutto è nelle Tue mani. Tu sei la chiave dei nostri destini, e a Te ci affidiamo, perché sei l’amico della nostra vita, la sua pienezza e felicità. Oso bussare alla porta del vostro cuore, cari parrocchiani, per offrirvi qualcosa che ha il sapore di un dono: è il dono della speranza. In verità, questa parola ci appare nuova, anche se tale non è. È nuova e affascinante perché ce la dona Colui che è la nostra Speranza: Gesù Cristo. La speranza è la Parola del Figlio di Dio che scende nel cuore di ciascuno di noi, cibo dell’anima e sorgente di gioia e di pace. Ascoltiamola. Ogni volta che sento sussurrare questa parola, sento riecheggiare le parole di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi». Con la notte di Natale, siamo entrati nell’anno giubilare 2025. Il Giubileo è un evento di grazia, un tempo e un’occasione per rinnovare la nostra fede, ravvivare la speranza e recu-

perare il senso della carità, del perdono, dell’amicizia. Il Giubileo del 2025 ha come tema “Pellegrini di speranza”. Un forte richiamo alla speranza che nasce

forse l’unica parola di speranza, certamente la più credibile e sicura. Il grido della Parola di Dio ci dice che c’è speranza, nonostante tutto ciò che vediamo e viviamo nel mondo di

dalla decisione di Dio di farsi uomo per donare la vita a tutti. È significativa l’espressione che troviamo nella Lettera agli Ebrei: «Ora, in questi giorni, Dio… ha parlato per mezzo del Figlio… Egli sostiene l’universo con la sua parola potente» (Eb 1,1.3). Questa parola riempie di speranza in un tempo difficile, in cui il mondo intero sta vivendo una profonda crisi. È

oggi. C’è speranza. Dire Gesù Cristo, dire Vangelo, significa dire speranza. È la grande alleanza che Dio ha scelto di fare con l’umanità. Un’alleanza più vantaggiosa non potrebbe esserci, perché è Dio stesso che si impegna a sostenere l’intero universo e ogni essere umano, qualunque cosa accada. Lo fa incarnandosi, facendosi uomo in un bambino.

Il Giubileo ci ricorda questa nascita. Con la nascita del Salvatore nasce l’unica speranza per il mondo e per tutti i suoi abitanti. È un canto di speranza per tutti, nessuno escluso. L’anno giubilare è un tempo da celebrare, un tempo di gioia e di festa, anche in un mondo segnato dalle difficoltà di oggi. “Giubileo” è il nome di un anno particolare, che deriva dallo strumento utilizzato per segnare il suo inizio, il yobel, il corno di montone, il cui suono annuncia il Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur). Nel 1300, Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo, anche chiamato “Anno Santo”, un tempo in cui siamo invitati a chiedere e ricevere il perdono dei peccati, a fare esperienza dell’indulgenza, segno pieno della misericordia divina e del supporto della Chiesa. Nel tempo, la cadenza del Giubileo è cambiata: inizialmente si celebrava ogni 100 anni, poi ogni 50 anni, con Clemente VI nel 1343, e infine ogni 25 anni con Paolo II nel 1470. Le modalità di celebrazione sono variate: in origine si trattava del pellegrinaggio alle Basiliche romane di S. Pietro e S. Paolo, successivamente si è aggiunto il segno della Porta Santa. Partecipando all’Anno Santo, si vive l’indulgenza plenaria, ricevuta come dono al compimento di alcuni riti. CONTINUA A PAG. 3 


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