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Le nuove del Pais 2024_2

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Anno LIX • aprile 2024 • N. 2

Le nuove del Pais BOLLETTINO DEL DECANATO DI LIVINALLONGO 32020 BL-I

Poste Italiane s.p.a. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2, NE/BL - In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.

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hissà con quale entusiasmo sarebbe salutata da tutto il mondo questa notizia: alcuni scienziati hanno scoperto il germe che regola l’invecchiamento e lo hanno modificato in modo da “costruire” un uomo immortale. L’uomo, da quando è qui sulla terra, ha sempre cercato di realizzare il «farmaco dell’immortalità». Spera di trovare qualcosa contro la morte, anche se guarda questa realtà con grande timore. Ma quella che può sembrare una notizia di fantascienza in realtà esiste. Il giorno di Pasqua la Chiesa annuncia proprio questo: «Questo farmaco esiste». Esiste la “pozione miracolosa” contro la morte e proprio il giorno di Pasqua l’esperimento è riuscito. Gesù è risorto e non muore più. Ma ciò che è riuscito una volta, in linea di principio, è possibile sempre, e così questa “medicina” vale per tutti. Con Cristo tutti possono diventare immortali. Ma quale strada è possibile percorrere per giungere alla risurrezione? O più semplicemente: in che modo Gesù è risorto? Esiste una risposta molto semplice che tutti conosciamo: Gesù è risorto perché non solo era uomo, ma contemporaneamente era anche Figlio di Dio. Però era anche vero uomo, in tutto uguale a noi, sicuramente per quanto riguarda la condizione mortale. E Gesù si presenta come uno che vive tutta la sua vita in stretta unione con Dio. I Vangeli ci parlano delle sue notti trascorse in preghiera, dei miracoli che compiva, prefigurando un po’ la risur-

Tu risorgerai: la porta della vita

rezione, dicendo di compiere esattamente quello che vedeva fare dal Padre suo; o ancora, sul Tabor, durante la Trasfigurazione. Ma Gesù lo dobbiamo osservare soprattutto nel momento della morte: lui morì pregando. Tutta la sua vita è

contenuta in Dio ed esprime Dio in una vita umana. Gesù respira continuamente l’atmosfera divina dell’amore. E l’amore è più forte della morte. Gesù è immortale, ma è immortale non nel senso che gli uomini sognano da tempi

immemorabili, quando cercano una sorte di filtro magico che garantisca l’eterna giovinezza. Gesù è morto e della morte peggiore che si può augurare ad un uomo, quella del condannato ad un patibolo infame; ma Gesù è andato incontro a questa morte, l’ha abbracciata in ossequio al Padre. Perciò la sua immortalità ha la forma della risurrezione dalla morte, che non viene tolta, ma vinta nella sua forza di eternità. Quale insegnamento ne viene a noi? L’amore è sempre cura dell’altro e per l’altro. Non cerca più se stesso, solo il proprio benessere; cerca invece il bene dell’amato: diventa rinuncia e pronto al sacrificio. A differenza invece dell’egoismo che vuole evitare il sacrificio e quindi la morte e per questo impoverisce l’uomo, lo aveva detto anche Gesù: «Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà» (Lc 17,33). Gesù in questo descrive il suo personale cammino, che attraverso la croce e la morte lo porta alla risurrezione: il cammino del chicco di grano che cade a terra e muore e così porta molto frutto. L’egoismo distrugge il mondo. Questa è la vera porta d’ingresso della morte; il Crocifisso invece è la


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