Anno LIX • gennaio 2024 • N. 1
Le nuove del Pais BOLLETTINO DEL DECANATO DI LIVINALLONGO 32020 BL-I
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2, NE/BL - In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa.
Nella tenerezza Dio si manifesta a noi e ci accompagna nel tempo! L
e feste del Natale sono da poco terminate, per qualcuno è stato un tempo di serenità e di festa in famiglia e con gli amici; per molti nella nostra valle è stato un periodo, che del resto continua, di lavoro e di impegni, di fatica e di tanti sacrifici. Per molte persone le feste natalizie sono i momenti più belli dell’anno, penso in particolare per i più giovani, tempo di gioia, di felicità che, grazie proprio ai più piccoli, contagiano anche i più grandi. Pensiamo a quante tradizioni nel mondo ruotano attorno al Natale, all’ultimo e al primo dell’anno, all’Epifania. Per noi cristiani che significato ha il Natale? Che significato gli diamo noi oggi dopo duemila e più anni da quella straordinaria nascita? Per alcuni tutto si riduce ad un rito tradizionale da assolvere, un precetto da rispettare, di un evento storico in cui si ricorda la nascita del Bambino Gesù. Ma i primi cristiani come vivevano questo evento che ha cambiato il mondo? L’esperienza di fede che ha unito gli apostoli e i primi credenti in Cristo, ed è il fondamento della stessa fede cristiana, è stata la Pasqua, la morte e la risurrezione di Gesù, con la Pentecoste. C’è stato un momento in cui i cristiani hanno sentito la necessità di ricordare anche la nascita di Cristo. Hanno sentito il “bisogno” di ave-
re un giorno e un tempo ben preciso per contemplare ogni anno questo evento: il Natale. Il Natale: giorno della nascita di Cristo. Perché proprio il 25 dicembre? Ci sono varie ipotesi che spiegano questa scelta; ma di certo il 25 dicembre divenne ufficiale nel IV secolo d.C. con la “cristianizzazione” della festa pagana Natalis Solis Invicti, celebrata nell’Impero romano. Il Dio-Sole era la principale divinità dei romani celebrata in questa data. I cristiani videro in Gesù Cristo l’unico e vero sole, il nuovo “sole di Giustizia”. La nascita del Bambino Gesù è diventata così importante nella vita dei cristiani e di tutto l’impero romano, ormai in gran parte cristiano, da diventare il riferimento fondamentale del nostro sistema cronologico, infatti ancora oggi indichiamo una data prima e dopo Cristo. La nascita a Betlemme del Figlio di Dio ha cambiato la vita del mondo lasciando un segno
profondo nella storia dell’umanità e in particolare nella vita di milioni di uomini e donne. Se noi ci mettiamo davanti alla scena della nascita di Gesù, assieme a Maria, a Giuseppe e a tutti gli altri protagonisti coinvolti nella storia, assistiamo ad un vero e proprio miracolo, che non si esaurisce nel solo periodo natalizio: il Dio creatore del cielo e della terra è venuto in mezzo a noi nella forma meno aspettata e meno pensata dall’umanità: come un bambino! Pensate quel Dio che il popolo d’Israele non osava nemmeno pronunciare il suo nome, perché sacro e trascendente, si trovò di fronte ad una scena totalmente inaspettata: un bambino! Tutto questo non è una favola per bambini per raccontare una bella storiella da rallegrare il Natale, Dio è venuto a noi facendosi carne e ha scelto la via più naturale per farsi conoscere chi è realmente: nascere da una donna. Ma perché Dio ha scelto
questa via semplice e “normale” e non invece una manifestazione “sbalorditiva” facendosi vedere magari già adulto, forte, pieno di autorità e dominatore di tutti i popoli? Perché la via scelta da Dio è la via della tenerezza, come la tenerezza di un bambino appena nato. Ed è questo il motivo per cui il Natale, ossia la tenerezza di Dio, non si può esaurire con la fine delle festività natalizie, perché della tenerezza abbiamo sempre tanto bisogno, ogni giorno, in ogni momento. Ma questa rivelazione straordinaria della tenerezza di Dio nei nostri confronti è capace di sorprenderci ancora? Sapere di questa tenerezza non cambia la nostra vita? Sapere che Dio è venuto a salvarmi e a visitarmi in modo dolce, delicato e tenero non mi dà speranza per un oggi migliore? Spero proprio di sì e lo auguro a tutti voi. Vi auguro che in questo nuovo anno, che ha mosso i primi passi, possiate sentire nella vostra vita la presenza di questo Bambino, che è il nostro Dio venuto in cerca di Noi: la sua semplicità, la sua fragilità, la sua impotenza di fronte anche alle nostre scelte non sempre giuste, la sua disponibilità ad essere accolto tra le nostre braccia, così come siamo, siano la nostra speranza per questo 2024. Il decano don Andrea
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VITA PARROCCHIALE N pensier a nosta val No n eve fat ora de mëte via l prejepio del 2022 che tost la Mansueta la me disc: po, l Nadel che ven te podësse fè chël che te njignáve a Treviso. Po ben ben, me pense, l é tost fat, è dobota dut njigné. Aahhh, fossela stada tánt fazile! A Treviso eve puoch da mplenì ite, chilò nveze è na bona taula, co fejio mei a stopé ite dut. È pa ben tost tout a mán carton fin, forfesc, cola, colour, n metro da maringon e n ceston da roc de Sánta Pazienza e son piada via. L meis de faurè l è passé nte stua a cialé de njigné su chël che m’eva sauté n mente de fè. N à pa volù a finì via, eve la taula de stua che mparëva na taula da maringon. Plu de na outa esse smazé dut nte fuoch, ma no, Marietta, ten dur che se no te l feje a finì ades, no te ciape plu nte la mán sta clumparia. Co è bu finì via, tra Aimarie, Glorie e doi boce de sgnapa pro, è metù dut sun taula. Son restada de stuch! Co son piada via mei esse pensé de rué permez cojì polito a chël che eve pensé de fè. Bon Marietta: “Mët dut a paussé e speron che per Nadel no se descole dut o t’es rostida!”. Ai set de dizembre eve finì mio prejepio e no ve dighe ci desleserada. L é sauté fora nosta val
Allestimenti natalizi “sacro e profano” realizzati all’ingresso del paese dal gruppo consolidato dei volontari artigiani di Digonera.
L Prejepio sa Daghè
davánt del 2018 e è finì via coche l é ades, co sto mostro de “bostrico” che l é drio a riduje dut n polver. L dut l é coleghé al Perù. Co jive a ciaté l Mario per n pèr de agn
davánt de tourné a cesa jonve al “Mercado Indio” a compré de tel picole mëde de crëda bele depente che le me plajëva da no dì e on ciapé ence l prejepio de la medema mesura.
Fin a doi agn fesc l é sté mio prejepio co sonve a Treviso, ades ve l feje vedei ence a vos. N pensier a nosta val e che dut vade polito per ndavignì! Birta
Natale a Digonera
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Consei Pastoral da Fodom Consiglio Pastorale Parrocchiale 2023-2028 Ringrazio di cuore l’uscente Consiglio Pastorale per il lavoro svolto finora. Non partiamo dunque da zero ma è una storia che continua e che si tramanda di mandato in mandato. Il Consiglio Pastorale è espressione della Comunità. Ringrazio naturalmente coloro che si sono resi disponibili a entrare nella lista dei candidati. Essere un membro del Consiglio Pastorale vuol dire assumersi il servizio del consigliare; è un rendersi in qualche modo responsabili della vita della comunità. È chiaro che sono tanti i modi per rendersi responsabili nella vita della comunità, ma il CPP è il luogo privilegiato, e credo indispensabile, dove si esercita proprio il servizio della corresponsabilità sull’intera vita della comunità e delle sue scelte pastorali. Auguro quindi a tutti i membri del nuovo CPP di poter amare le nostre comunità, di tenerci veramente, di avere la
passione perché cresca nella carità, di metterci intelligenza e fantasia perché si possano percorrere non solo le strade già collaudate e feconde, ma anche scoprirne di nuove che ci permettano di affrontare con fede e speranza le sfide e le possibilità dell’oggi senza mai dimenticare la nostra identità e tradizione. Il nuovo Consiglio Pastorale del Decanato Fodom risulta così composto: Denni Dorigo (voti 82) – Damiano Demattia (voti 80) – Iris Lezuo (voti 78) – Cecilia Lezuo (voti 73) – Stella Palla (voti 72) – Benedetta Faber (voti 67). Rappresentante del Consiglio Affari Economici è Elisa Martini. Scelta dal parroco è Massa Tania. Ai membri laici si aggiungono le suore operanti stabilmente nella pastorale delle parrocchie. D. Andrea
Gita dei chierichetti a Jesolo e Caorle Il 4 gennaio i chierichetti, accompagnati da una ventina di adulti, hanno fatto una visita ai presepi di sabbia di Jesolo e ai mercatini di Caorle. Nonostante ben 50 minuti di attesa, alle 7.20 i chierichetti sono saliti in corriera carichi di energia e pronti a trascorrere una giornata indimenticabile. Quasi tre ore di viaggio sono volate grazie ai giochi preparati da Benedetta e Chiara. I chierichetti hanno dimostrato la perfetta padronanza dei tormentoni di The Kolors, Angelina Mango e i Pinguini Tattici Nucleari, mentre gli adulti gli hanno dato una mano con i brani di Eros Ramazzotti, Franco Battiato e i Nomadi. Arrivati a Jesolo, si è subito andati a vedere i presepi di sabbia, dodici capolavori ispirati alla vita di san Francesco d’Assisi. È possibile ricreare di sabbia la pelliccia di un lupo, le rughe o – compito da un vero artista – uno sguardo pieno di gratitudine? Ora lo sappiamo: assolutamente sì! A pensare che le dodici composizioni scultoree spariranno nel nulla, senza lasciar traccia, se non nella memoria di noi spettatori! Beh, non proprio: i nostri chierichetti hanno portato a casa qualche cartolina e calamita per conservare i ricordi e condividerli con i cari rimasti a Fodom. C’è chi ha optato per un souvenir unico ed
ecosostenibile come una cozza o una manciata di sabbia, piccoli tesori trovati sulla spiaggia di Jesolo. L’acqua, tra l’altro, era tiepida; infatti, alcuni hanno continuato il viaggio con una sensazione di leggera tristezza, visto che non avevano preso il costume da bagno. Il pomeriggio ci siamo spostati a Caorle. Dopo il pranzo al sacco, abbiamo visitato il Duomo per
ammirare gli interni e il presepio e avere un momento di preghiera. Nelle due ore libere i ragazzi hanno avuto l’opportunità di realizzare qualche loro sogno: fare un paio di giri di giostra, mangiare uno zucchero filato, darsi alla pazza gioia sul tappeto elastico, vincere una spada da samurai. Quante volte si sono aiutati a vicenda, quante volte hanno notato
dettagli di cui noi adulti spesso non ci accorgiamo più! Forse al ritorno erano stanchi, ma non potevano sacrificare le ultime tre ore della gita al sonno o al riposo! Sono stati molto tranquilli (così mi ha detto una chierichetta), ma non c’è stato un istante di silenzio, e meno male! Hanno cantato, hanno giocato a tutti i giochi possibili immaginabili, hanno pure inventato dei racconti fantasiosi (voi lo sapevate che il felicottero è un fenicottero felice?). Spero che la gita abbia regalato tanti momenti di felicità e tante impressioni ai nostri chierichetti e a tutti i partecipanti. Ringraziamo don Andrea, Benedetta Faber e Chiara Palla per l’organizzazione dell’evento. Da parte mia, non vedo l’ora di ripartire per un’altra gita. Grazie, cari chierichetti, per la vostra sincerità, creatività e curiosità. A presto! Elena Moskvitina
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Le comunité de Fodom e Col i à festegé i 40 agn da preve e miscionar de padre Gianpietro Pellegrini N
domënia 29 de otobre l eva giust 40 agn da cánche l vësco Ducoli l ava segné ite padre Gianpietro a la vita da preve. La ricorenza l’é stada recordada nte la S. Mëssa solene nte gliejia da la Plié, zelebrada auna a scior degán don Andrea Constantini e a don Angelo Crepaz, ultimo preve fodom. La Mëssa l’é stada acompagnada dal Coro de gliejia S. Iaco. Nte la perdìca, padre Gianpietro l à conté n curt de sua vita da miscionar e n particolar de duc i agn passei n Perù. Na tiera ulache l à lascé l cuor percieche co le popolazion Indios l ava strent n gran Padre Gianpietro col bust de S. Ijep FreinaPadre Gianpietro l é sté festegé ence a Scalares soura Varna gran liam. “N popol che te demetz, scinché da nosta Parochia ai 29 de (BZ), una de sue parochie d’aldidancuoi, ai 3 de setembre vol ben e te acolie come n otobre 2023. 2023. Nte la foto nánter sue sorele Stefania e Maria Lucia. fradel” l à recordé plu oute. Col medemo afet l à recordé l temp passé ja Col e nte cordé coche Fodom n par- don Andrea. N ultima ence gnia e fè doi parole de perSëlva e le autre enciarie che ticolar siebe na tiera che à l pensier del Grop Insieme sona con padre Gianpietro. l à bù ntei agn che l é sté dé troc miscionari. Come si può Fodom, che trop l Co l’ocajion l Coro de gliejia n Italia. sen de rengraziament e de à fat e l sceguita a fé per S. Iaco l à ence festegé una A l saludé e ie porté i au- recordánza per chëst em- daidé i miscionari fodomi de sue ciantarine, la Tereguri de dute doi le comunité portánt evént giubilar, i’é ntourn per l mondo e no sa “Biertola” che compliva a la zerimonia l eva ence sté consegné na pergamena, demé, co na bela ciandëla 80 agn. “L é sté na scempla i capicomuns da Fodom e bel coche ven fat da S. Iaco che recorda i 40 agn de vita ma bela festa - siera ite don da Col Leandro Grones e per le copie de nuic che consacrada. Andrea. “Son sté content Paolo Frena auna a na bela festegeia plu agn de noza. La festa l’é po juda ence de la partecipazion de clapada de paejagn che à La Parochia da Fodom la i’à nnavánt nte self de la ca- coscita tropa jent, a conscivolù tò pert per l rengra- scinché laprò n bust de S. lonia, ulache per duc i par- deré che n concomitánza l zié de dut chël che l à fat Ijep Freinademetz, “ence dël tecipánc l eva sté njigné su eva autre celebrazion e troc a servisc de la jent e per n miscionar ladin come pa- n bon marendel. Na bela i eva demez per l pont de le miscion. Grones l à re- dre Gianpietro” l à sotlineé ocajion per sté n compa- Vignissánt”. SoLo
Padre Gianpietro Pellegrini Nato a Crepaz di Livinallongo l’8 maggio 1955 da Pellegrini Pino “de Dorich” e Dorigo Marianna “de Gidio”, p. Gianpietro Pellegrini iniziò il suo percorso scolastico nella canonica di S. Giovanni. Dopo aver frequentato le scuole medie a Roma fece ritorno a Belluno dove frequentò il seminario fino al secondo anno di teologia. Deciso a diventare missionario comboniano, portò avanti
il suo noviziato a Venegono Superiore in provincia di Varese e concluse gli ultimi tre anni di teologia a Innsbruck. Dopo essere stato ordinato sacerdote a Pieve di Livinallongo il 29 ottobre 1983, p. Gianpietro visse 4 anni in un piccolo seminario in provincia di Foggia. L’essere venuto a contatto col carattere maggiormente aperto, caloroso e gioviale della gente del Sud Italia gli si rivelò particolarmente utile per le sue successive esperienze di missione maturate dal 1987 al 2011 prima in Perù, nelle missioni di Huánuco e Cerro de Pasco, e poi in Cile
nella pastorale vocazionale di Santiago e nella missione di Baños. Negli ultimi anni, dal 2011 al 2015, p. Pellegrini è stato di servizio a Bressanone presso la “Comboni Missionari Milland”, locale sede comboniana dove aveva il compito di assistere i missionari più anziani e anche l’incarico di organizzare le giornate missionarie nelle diverse parrocchie altoatesine. È stato per alcuni anni parroco di Colle, Selva e Pescul. Ora risiede presso la “Comboni Missionari Milland” ed è parroco di diverse parrocchie nei dintorni di Bressanone.
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Ministránc n festa I é ben de na trentina i tosac e le tosate che va a servì Mëssa nta Fodom
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abeda 11 de november duc i ministránc de le parochie de La Plié e de Reba i s’a biné a La Plié per fè n frëgo de festa e sté na sëra duc auna. L apuntament l é scomencé co la S. Mëssa da la 18:15 che lori nstësc i à animé co le ciántie acompagnade a la chitarra da suor Lucia. La festa l’é po juda nnavánt ntel self de la calonia ulache ie spetáva na bona pizza. Grazie a le animadësse Benedetta e Chiara, la bela clapada de tosac e tosate l’à podù se passé n per de ore n alegria con deplù juosc e animazion. “On pensé a chësta scomenciadiva - ne conta scior pleván don Andrea Constantini - come ocajion per i fé sté n cin duc auna a se matié e se la passé de bona luna. Ma ence per i valorisé come grop nte la comunité, ulache ence lori i fesc sua pert. L é sté na bela festa e i eva cuaji de duc. Manciáva demè chi a cesa co la broia”. Per la Usc di Ladins, Benedetta l’à tout su de curte interviste, ulache i conta per-
Alba, Cuneo: 26, 27, 28 novembre 2023 Abbiamo trovato un bravo autista, Lea, accompagnata dal navigatore Sara. Finalmente, dopo cinque lunghi anni siamo tornate ad Alba: io, Anna e Cristina a salutare Maria, per le Paoline suor Domenica. Ora Anna è con la famiglia a Corte, io, Cristina e Toni a Pieve, Maria ad Alba e Agnese in Pakistan. Che emozione per noi e per lei poterci rivedere. Abbiamo avuto la grande gioia di riabbracciare Maria e di ricordare assieme a lei la vita a Carpac: gli occhi lucidi per l’emozione. Era ora perché gli anni corrono, per lei e per noi, e la strada per raggiungere Alba sembra sempre più lunga! Per fortuna Lea e Sara ci
La bela clapada de tosac e tosate che va a servì Mëssa.
cieche i à dezedù de deventé ministránc. La resposta plu getonada l é sté “percieche me sà bel daidé l Don”. Na tosata l’é stada plu riflesciva e l’à dit che “coscita la se sent plu damprò a Gejù”. De la festa nveze a l’unanimité l aspet plu bel l é sté chël de podei se matié auna. Ntánt per lori l é bele n program n’autra bela scomenciadiva. Lunesc ai 4 de jené l é pervedù na gita a Je-
solo a vedei i prejepi de saolon; la mostra che à ncanté ence Papa Francësch. L titol de chëst ann l é “Su le pedie de Francësch da Assisi a votcënt agn dal prejepio de S. Francësch a Greccio”, che vedarà al laour 14 artisć mpegnei a raprejenté i epijodi plu significatifs de la vita del “poverello di Assisi”, realisei grazie a la colaborazion col Sacro Convent de S. Francësch. SoLo
Emozioni e ricordi
Le tre sorelle “Iosce”: Bruna, Maria (suor Domenica) e Anna.
hanno accompagnate senza problemi per autostrade affollate e in mezzo ad autotreni che a loro non fanno paura, anzi, sono stimolanti come salire e scendere per le colline delle Langhe. Appena arrivate ad Alba, ricorda Sara, abbiamo visto
questi bei colli abbracciati dalle vigne e abbiamo pensato: “Chissà che buon vino troveremo qui”, e così è stato! E, aggiunge Lea, abbiamo avuto l’occasione di gustare i rinomati vini delle Langhe, tra cui il Barolo e il Dolcetto d’Alba, accompagnati da
deliziosi sapori locali. La veduta dalla torre medievale, dopo più di 100 scalini è stata una meraviglia, come la salita al Castello di Grinzane Cavour e a La Morra. Ma torniamo alle nostre emozioni. Tra i vari momenti ricordiamo quando Maria si è stretta al cuore la piccola statua di S. Ijep Freinademetz che le abbiamo portato in dono, a cui lei è molto legata. Sicuramente penserà a noi nel gustare le buone marmellate di Stella e Cristina! Non dimentichiamo l’accoglienza squisita delle carissime Sorelle Paoline che ci hanno ospitato. Le ricordiamo e le ringraziamo di cuore con la speranza di rivederci il prossimo anno, se le nostre speciali autiste si renderanno nuovamente disponibili. Bruna
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opo alcuni anni di stop, domenica 19 novembre tutti i gruppi musicali del Decanato di Livinallongo si sono ritrovati per festeggiare la patrona della musica, S. Cecilia. Sono ben 10 i gruppi attivi in questo campo nelle due comunità ladine, che raggruppano in tutto oltre cento appassionati: i cori parrocchiali di Pieve, Arabba e Colle, il Coro femminile Col di Lana, il Coro Fodom, i Kropya, il Piccolo coro Col di Lana, i MusiCol, il Gruppo Folk Fodom e la Banda da Fodom. Giovani e meno giovani che dedicano tempo, passione e talento nel canto o nel suono di uno strumento per accompagnare le funzioni sacre o in gruppi che si dedicano al canto di montagna o altri generi musicali. La festa è cominciata alle 10 con la S. Messa nella chiesa di Pieve accompagnata con diversi brani cantati e suonati: alcuni eseguiti da tutti i cori all’unisono: il canto d’ingresso “Inno al Creatore” e quello finale “Noi vogliam Dio” insieme alla Banda da Fodom, l’Alleluia e “Lungo i fiumi” di Bepi De Marzi. Gli altri momenti della funzione sono invece stati animati dai tre cori parrocchiali, accompagnati all’organo da Oscar Nagler e
I gruppi musicali del Decanato hanno festeggiato Santa Cecilia
Foto di gruppo di tutti i gruppi musicali del Decanato.
Il riconoscimento a Cecilia Lezuo.
guidati dai maestri Denni Dorigo, Lorenzo Vallazza, Mattia Troi e Giuliano Federa.
Nell’omelia il decano don Andrea Constantini ha preso spunto dalla parabola dei talen-
ti del Vangelo per commentare il senso della festa. “Una Messa cantata - ha detto - è un assaggio del paradiso. È un’esperienza che ci fa immaginare come vivremo nella vita eterna”. Nel ringraziare poi tutti i gruppi partecipanti alla fine della funzione, ha ricordato che “tutta questa ricchezza e tradizione musicale che contraddistingue le nostre comunità deriva dalla secolare appartenenza alla Diocesi di Bressanone, tramandate fino a noi grazie ai suoi compositori e alla dedizione di tanti sacerdoti. Tradizione e ricchezza di cui andiamo fieri e che vogliamo conservare. È proprio dalla cultura del canto sacro infatti, che poi sono nate anche le altre realtà musicali”. Al termine della S. Messa tutti i musicisti si sono ritrovati nella sala parrocchiale per il pranzo ed un pomeriggio in allegria, durante il quale sono stati premiati per il loro impegno il direttore della Banda da Fodom Giuliano Federa e Cecilia Lezuo del Coro parrocchiale di Arabba. SoLo
Santa Cecilia patrona del canto e della musica
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lla fine del Medioevo santa Cecilia venne scelta dai cantori e dai musicisti come loro patrona e fu raffigurata intenta a suonare un organo, fra strumenti e spartiti musicali, perché si diceva che santa Cecilia durante il suo sposalizio con Valeriano, tra grandi feste del parentado, “mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore soltanto per il Signore”. Questo passo fu scelto come esortazione per i musicisti e i cantori perché, mentre con il loro suono e il loro canto rallegravano gli uomini, nel loro cuore suonassero e cantassero particolarmente per il Signore, adorato come Bellezza increata e perfetta armonia. Sant’Agostino ci dona alcune espressioni molto appropriate per la festa di santa Cecilia: suggerisce che è necessario cantare con arte, con giubilo e con un canto nuovo. Cantate con giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: cantare nel giubilo. Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non sapere spiegare a parole ciò che si canta, o si suona, col cuore. Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. A chi è più giusto elevare questo canto di giubilo se non
verso l’ineffabile Dio? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi neppure di parole (è quello che fa la musica): cantate a lui con arte nel giubilo e nella novità di Cristo. In quella straordinaria espressione artistica dell’uomo che chiamiamo “musica-canto”, è possibile riconoscere, forse meglio e più intensamente che in ogni altro “luogo”, la presenza del Mistero di Dio: la sua bellezza e il suo fascino – che si realizza poi concretamente nella santa Liturgia. Affermava il Santo Padre Benedetto XVI: “Ci sono espressioni artistiche che sono vere strade verso Dio, la Bellezza suprema, anzi sono un aiuto a crescere nel rapporto con Lui, nella preghiera”. La percezione della bellezza è un varco che si apre su una realtà più grande, è un varco che si apre nel mondo di Dio. La musica e il canto sono una strada che portano direttamente a Dio. Mi è difficile non pensare che quando un Mozart componeva non entrasse in questo rapporto con l’infinito; che si realizza poi nella creatività stessa, che contempla questa bellezza divina e la traduce in una certa forma artistica. La musica è via maestra di bellezza e mi permette così
di annunciare la buona novella del Vangelo! Nella Liturgia, soprattutto nella Santa Messa, suonata e cantata si può realmente vivere una “esperienza di paradiso”. La Celebrazione della Santa Messa anticipa quello che noi vivremo in paradiso. Nella Liturgia quindi non è l’uomo ad inventare qualcosa e poi a cantarlo, ma il canto “proviene dagli angeli”, - afferma san Benedetto - l’uomo deve innalzare il suo cuore affinché concordi (abbia lo stesso cuore) con la tonalità che gli giunge dall’alto, stando davanti a Dio, in adorazione. Solo un “cuore concorde”, solo la persona che adora il Signore può esprimere una musica adeguata alla liturgia. L’augurio e la preghiera che eleviamo al Signore è che tutti noi, i nostri coristi e bandisti e tutte le corali della nostra valle non cantino tanto per sé, ma, con i loro talenti, cantino sempre con arte, con giubilo e cantino con cuore nuovo anche per il Signore, trasformando il loro canto in testimonianza gioiosa di fede, in stile di vita capace di amore, di perdono e di gioia. E che la musica possa rendere meno “stonata” la nostra vita quotidiana. d. Andrea
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Vita di Villa San Giuseppe Il Direttore (Fodom Servizi): “Carenza di personale, la politica trovi soluzioni.” “Villa S. Giuseppe è un presidio di resistenza sul territorio. Qui c’è una squadra unita. Ma la politica deve trovare una soluzione al problema della reperibilità del personale”. Paolo Santesso da gennaio 2023 è direttore generale della “Fodom Servizi”, la ASP che gestisce la casa di riposo Villa S. Giuseppe. L’eredità che ha trovato è di una struttura fiore all’occhiello dell’assistenza agli anziani a livello provinciale e non solo. I problemi non mancano, come quello del personale. Intanto però si pensa a continuare nell’adeguamento del fabbricato e al miglioramento dei servizi per gli utenti. “La nostra Rsa risente certo dell’isolamento geografico, in tutti i suoi effetti, sia positivi che negativi – spiega Santesso. “È vero che si fa più fatica a trovare personale disposto a venire qui, ma dall’altra parte questo ha fatto sì che si crei una squadra di lavoro coesa. Questo però resta il primo, il secondo ed anche il terzo problema che ho trovato al mio arrivo. A mancare non sono solo gli Oss. In una struttura
Il direttore di struttura Paolo Santesso (sulla destra) in occasione dell’evento “100 di questi giorni” che ha visto, tra gli altri, la partecipazione dell’arrampicatore Manolo, intervistato da Gianpaolo Soratroi.
come la nostra operano anche altre figure professionali, come fisioterapisti, psicologi, logopedisti. Figure che qui non hanno tante ore di lavoro e per questo sono ancora più difficili da reperire. Al problema della marginalità geografica qui si aggiunge anche quello della residenzialità. Trovare un appartamento in affitto a prezzi abbordabili per lo stipendio di un dipendente è cosa quasi impossibile. Questa problematica, guar-
dando al futuro, richiede alla politica di prendere decisioni importanti ed immediate. Altrimenti questo territorio rischia veramente di prosciugarsi”. Non si potrebbe pensare di applicare anche alle figure professionali che lavorano nell’assistenza lo stesso principio adottato da poco per i medici, per i quali è previsto uno stipendio più alto in virtù del fatto che la Provincia di Belluno è stata dichiarata area disagiata? “Si, di sicuro.
Guardi, in questo momento Villa S. Giuseppe è una presidio di resistenza. Resistenza, si badi bene, fondata su un diritto. E questo dovrebbe far pensare. Per questo sabato 14 ottobre abbiamo organizzato l’evento “100 di questi giorni”. Certamente anche perché ci piace fare festa, ma soprattutto per dimostrare alla popolazione che siamo un bel gruppo di lavoro. Ma non possiamo dare per scontato che questo sia e resti così per sempre. Le condizioni, a guardare bene, remano contro”. Da ormai diversi anni la Rsa è oggetto di un importante piano di ristrutturazione ed adeguamento che va avanti per stralci. È stato realizzato un ampliamento e nei piani del Comune, che ne è il proprietario, c’è in programma anche di mettere mano all’ala originaria. Quali saranno i prossimi interventi? “Con il Comune c’è una stretta collaborazione sulla progettualità. Dal punto di vista tecnico il prossimo intervento sarà incentrato sull’adeguamento sismico. Stiamo poi valutando come allargare gli spazi al piano terra, dove gli anziani stanno durante il giorno, facendoli dialogare con lo spazio antistante, attualmente adibito a piazzale, che possiamo usare solo in estate”. SoLo
100 DI QUESTI GIORNI Sabato 14 ottobre si è tenuta “100 di questi giorni” per celebrare, dopo anni di restrizioni causa pandemia da Covid-19, l’apertura di Villa San Giuseppe alla popolazione, un simbolo di rinascita, riconnessione e ripresa delle visite ai nostri anziani, indispensabili per mantenere viva la loro identità e il legame. La festa si è aperta con l’intervista, condotta da Gianpaolo Soratroi, a Manolo (Maurizio Zanolla), noto pioniere dell’arrampicata libera e autore del libro “Eravamo immortali”. Seppur
Il numeroso pubblico intervenuto alla festa.
originario di Feltre, lo scalatore conosce bene il nostro territorio; da bambino infatti ha trascorso un periodo tra Livinallongo, dove esplorava i boschi e raccoglieva funghi, e Colle Santa Lucia. L’intervi-
sta si è contraddistinta per la proiezione di testimonianze (brevi video) di alcuni residenti su argomenti specifici, come spunto per Manolo per raccontare al pubblico parte della propria vita.
Il primo tema è il “significato della montagna”. Per Angelo e Franco, nostri anziani, rappresenta un luogo di sacrificio e lavoro, mentre per Paolo la possibilità di percorrere sentieri e ferrate.
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Quando Manolo era piccolo, non esisteva la cultura alpinistica e lui stesso temeva la montagna a causa della sua “immensità”. Ad un certo punto, l’ha scoperta “per la voglia di vedere dove nasce e muore il sole”: quando è arrivato in cima ne è rimasto affascinato. Inizialmente si dedicava alle camminate e poi alle scalate. Il “maestro di vita” di Guido sono stati i genitori e il maestro di scuola, mentre per Ester la nonna. I primi maestri di vita di Manolo sono stati i nonni e l’ambiente sociale, da cui ha ricevuto i valori del rispetto e della cura degli altri. I successivi tre maestri di vita sono nell’area dell’arrampicata. Ha vinto la paura del vuoto, tanto che è diventata il suo punto d’appoggio, mentre ad oggi una nuova consapevolezza del rischio perfino gli impedisce di godersi lo spettacolo di chi, come lui, arrampica senza corda. Ha imparato a “lasciare spazio alla responsabilità sul protagonismo” e percorrere l’ambiente con cautela, riflettendo
rispetto ai comportamenti da mettere in atto. Secondo Idelma le “strategie per affrontare un buon invecchiamento” sono l’atteggiamento positivo, il non piangersi addosso e vedere i propri famigliari in buona salute; per Emilia è fondamentale tenersi attivi e non stare mai con le mani in mano. Difficoltà, infortuni e incidenti che Manolo ha subito nel suo percorso lo hanno portato a reagire, cercare nuove soluzioni e comprendere che il cambiamento attraversa il mondo e le persone. Conclude il tema sottolineando l’importanza dell’aiuto altrui e la volontà di continuare a camminare e scalare, finché sarà in grado. L’ultimo argomento, ma non meno importante, è la “libertà”. Il metodo di lavoro a Villa San Giuseppe si caratterizza per un’assistenza libera da contenzioni, fisiche e farmacologiche. La libertà è un diritto umano e, in quanto tale, non si ferma con l’invecchiamento. Qui gli anziani hanno la possibi-
lità di muoversi nell’ambiente in autonomia ed esprimere bisogni, volontà ed emozioni nel rispetto della persona e della dignità. Per Manolo camminare in un ambiente gradito lo fa sentire felice, vivo e lo porta a riflettere e pensare in chiave positiva. “Avere la possibilità più che la libertà di farlo è una cosa meravigliosa”. Il parallelismo emerso nell’intervista non solo ha permesso al pubblico di conoscere Manolo ma anche di diffondere una buona immagine degli anziani, persone con alle spalle una storia di vita significativa e portatori di insegnamenti e valori, e superare stereotipi e pregiudizi riguardo alle RSA che specialmente negli anni del Covid hanno fatto presa sull’opinione pubblica. L’intervista a Manolo ha lasciato poi spazio al gruppo “I Tirataie”, che ha allietato la serata, e all’apericena a base di piatti tipici (panicia, balote, crafons mori, tircle e smorn), preparati con cura da persone locali.
Con l’augurio che “100 di questi giorni” mantenga vivo il legame tra la comunità e Villa San Giuseppe e sia la prima di tante feste, porgiamo un ringraziamento a: Manolo, Gianpaolo Soratroi, Comune di Livinallongo, Istitut Cultural Ladin, Coro Fodom, AVIS Livinallongo, Funivie Arabba, Banda da Fodom, Hotel Cesa Padon, Albergo Alpino ed Excelsior, OH Perbacco WINE, eco-togo, Schűtzenkompanie Buchenstein, I Tirataie, Dipendenti e volontari che hanno contribuito alla realizzazione della festa. Chi ha collaborato a preparare piatti tipici: Cecilia, Augusta, Anna, Fabiano, Luigina, Teresa, Rosalba, Daniela, Mariarosa, Lisa, Annisa, Rita, Andreina, Giuliana, Pierina e Bruna. Chi ha realizzato cuori di stoffa ripieni di cirmolo: Cecilia, Maria, Angela, Nerina, Milia e Carlo. Tutti i nonni di Villa San Giuseppe. Tutti coloro che hanno partecipato alla festa!
VOLONTARIATO PROGETTO DI ORIENTAMENTO SCOLASTICO Villa San Giuseppe ha aderito a un progetto di orientamento scolastico rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado (Caprile e Livinallongo del Col di Lana). In un primo momento alcuni membri del personale si sono recati nelle rispettive scuole per parlare di Villa San Giuseppe, con la duplice intenzione di far conoscere la nostra realtà (cos’è una casa di riposo, quali sono gli utenti, com’è organizzata la giornata tipo dell’anziano, chi vi lavora…) e descrivere il percorso scolastico più pertinente per intraprendere una delle professioni che vi operano. Successivamente, gli studenti sono stati invitati a Villa San Giuseppe, dove hanno potuto osservare com’è strutturata, come viene arredata e decorata per essere resa famigliare, il più simile possibile a casa propria, e quali strumenti dispone per l’assistenza. I giovani sono stati a diretto contatto con gli anziani partecipando ad attività di gruppo, cognitive e motorie, e distribuendo loro la merenda. Speriamo che questo progetto possa avvicinare i ragazzi alla realtà di Villa San Giuseppe, che qualcuno di loro possa nutrire il desiderio di lavorare con l’anziano o anche semplicemente di venire a dare un saluto. Riprendendo le parole dei due utenti Esterina e Guido, “La cultura è il vostro avvenire” e “Seguite l’insegnamento del maestro e dei genitori”, un augurio di cuore ai ragazzi per il futuro!
Tra un passaparola e l’altro e la motivazione ad aiutare il prossimo, il gruppo dei volontari si è allargato fino ad arrivare a 23 membri. Si sono aggiunte persone con la predisposizione alla cura della persona, lettura e commento del quotidiano, conversazione, attività manuali-ricreative, preparazione di decorazioni per le feste e collaborazione agli eventi a Villa San Giuseppe. Giovedì 21 dicembre il Direttore Paolo Santesso ha invitato in stua grande i volontari al fine di valorizzare il loro operato e raccogliere opinioni e spunti migliorativi, oltre ad augurare liete festività. Cari volontari, la vostra presenza contribuisce a una buona qualità di vita dell’anziano. Grazie di cuore per tutto quello che fate, siete una forte squadra! Ricordiamo che le porte di Villa San Giuseppe sono aperte a chiunque sia interessato al mondo del volontariato. Se nutrite il desiderio di stare accanto agli anziani, avete una dote particolare da mettere a disposizione o volete creare una nuova attività, veniteci a trovare!
ALTRI EVENTI A VILLA SAN GIUSEPPE Per motivi di spazio non ci è possibile raccontare nel dettaglio quali sono stati gli altri eventi che hanno colorato l’autunno a Villa San Giuseppe. Il sorriso dei nostri anziani simboleggia il ringraziamento a: • Esibizione della Banda da Fodom (07/10/2023) • Concerto del Coro femminile Col di Lana (11/11/2023) • Castagnata (12/11/2023) • Esibizione del Grop de Bal Marmoleda (19/11/2023) • Bambini del catechismo, classe seconda, che hanno fatto gli auguri di Natale (27/11/2023) • San Nicolao (06/12/2023) • Comune di Rocca Pietore e Canale d’Agordo (20/12/2023) • Gruppo Alpini di Livinallongo del Col di Lana (20/12/2023) • Scuola dell’infanzia di Arabba per la recita di Natale (21/12/2023) Elisa da Pian – psicologa di struttura
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utto ha avuto inizio una mattina di settembre, quando l’infermiera coordinatrice Marina Baiolla ha suggerito alla psicologa Elisa Da Pian di contattare la Magic Teacher Claudia, nella speranza che potesse organizzare un’attività per gli anziani. E così piano piano il progetto “Dalle Radici al Mondo” ha iniziato a prendere forma. Un tempo la vita dei nostri anziani era, nella maggior parte dei casi, contraddistinta da povertà, sacrificio e lavoro. Questo stile di vita è circoscritto al secolo scorso oppure è ancora presente nel mondo? Lunedì 31 ottobre su iniziativa di Elisa Da Pian, in collaborazione con la Magic Teacher Claudia si è svolto uno speciale momento di condivisione. La Magic Teacher Claudia ha condiviso la propria esperienza come missionaria in Kenya, attraverso un racconto accompagnato da fotografie e oggetti tipici (un abito da indossare nei giorni festivi, un attrezzo per accendere il fuoco…). La sua testimonianza ha permesso di riflettere e fare
Dalle radici al mondo
I ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa insieme alla Magic Teacher Claudia e alla psicologa di struttura Elisa Da Pian.
un parallelismo tra la vita dei nostri anziani (nel secolo scorso) e degli abitanti del Kenya (attualmente). Due mondi distanti geograficamente, e anche temporalmente, ma con numerose somiglianze: la povertà, il lavoro (nei campi, a maglia, in casa…), famiglie numerose, giochi dei bambini molto semplici, fatti con quel poco a disposizione, educazione molto rigida… Un altro aspetto della vita dei nostri anziani riguarda gli spostamenti all’estero, in genere per motivi di lavoro. Invece,
al giorno d’oggi molti ragazzi viaggiano all’estero per studio o divertimento. Questo è ciò che è emerso in un secondo incontro (sabato 25 novembre) dove la Magic Teacher Claudia ha portato con sé quattro suoi studenti di inglese: Alice Delmonego, Angela Dellavedova, Sophia Grones e Vittorio Roilo. Ognuno di loro ha raccontato il viaggio studio in Irlanda fatto con la propria insegnante a luglio 2023, mostrando fotografie e ascoltato l’esperienza degli anziani (alcuni hanno viaggiato
in Germania, Svizzera, Africa ecc. per lavoro, una signora ha vissuto 40 anni in Svizzera con la famiglia, mentre altri sono rimasti a casa propria per dedicarsi al lavoro e alla famiglia). Un incontro molto prezioso che ha lasciato un segno, un dono reciproco. I ragazzi hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con gli anziani, adeguando lo stile comunicativo (tono di voce alto, frasi chiare e non troppo lunghe, contatto oculare) e riflettere su come sia cambiato il viaggio all’estero nel corso del tempo. Gli anziani hanno beneficiato della compagnia dei ragazzi e si sono sentiti riconosciuti e ascoltati nel condividere la propria storia. Un ringraziamento particolare ai ragazzi, per la buona volontà e l’impegno, e a Magic Teacher Claudia che ha partecipato all’organizzazione del progetto. Le visite proseguiranno probabilmente ancora in primavera con i bimbi del corso di inglese Hocus&Lotus di Pieve di Livinallongo. Vi aspettiamo ancora, siete sempre i benvenuti!
Momenti di speranza In memoria di Angelo Devich La vigilia di Natale è mancato all’affetto dei suoi cari Angelo Devich, pioniere e pilastro del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, originario di Livinallongo del Col di Lana (figlio di Pietro Devich “Piere Vich” e di Silvia Finazzer “Silvia del Ángelo”). Aveva 75 anni. È enorme il cordoglio nel mondo del soccorso e del volontariato. Il Soccorso Alpino lo ricorda con grande commozione: “Mai un comportamento sopra le righe, mai una parola urlata, al contrario sempre rigoroso, con la capacità di scegliere poche frasi, quelle giuste. Impegnato tenacemente in ogni attività intrapresa, con la sua pacata determinazione è riuscito a far crescere la II Zona, quando ancora si chiamava Delegazione Bellunese, portando a regime i
primi corsi di formazione (come quelli per Tecnico di Soccorso Alpino) e contribuendo allo sviluppo tecnologico e operativo, fondamentali nella cooperazione che prenderà avvio con la nascita dell’elisoccorso. A partire dal 1980 Angelo è stato per 10 anni delegato della II Zona Bellunese del CNSAS, per ricoprire poi la carica di presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto - CNSAS nei primi due anni dalla sua istituzione nel 1990. Tanti, troppi, i ricordi negli anni di partecipazione alla vita delle
Stazioni di cui ha fatto parte, Pedemontana del Grappa e Longarone. A lui si deve la nascita del Soccorso Alpino delle Prealpi Trevigiane nel 2005 e lo sviluppo nell’ambito della ricerca delle persone scomparse, che lo ha portato fino all’ultimo a dare il proprio contributo e competenze a livello nazionale”. Per sua volontà, il funerale sarà celebrato in forma privata nella chiesa di San Martino in Valle Aurina e le sue ceneri verranno deposte nel cimitero di Pieve di Livinallongo, suo paese natale. Sui social il Soccorso alpino e speleologico del Veneto ha ricordato Angelo con queste parole: «Ci hai lasciati in punta di piedi lontano dal frastuono, come è stata da sempre tua abitudine. Ora, dal cimitero di Livinallongo continuerai a osservare le tue montagne, Marmolada e Civetta. Grazie per quanto hai fatto, Angelo».
Anche Fodom ricorda con riconoscenza Angelo Devich e si unisce al cordoglio della famiglia e del Soccorso Alpino facendo proprie le parole del sindaco Leandro Grones: “Ricordo con affetto le lunghe chiacchierate dove il tema centrale erano tutte quelle attività e iniziative volte a garantire sicurezza e soccorso a chi vive in montagna, quella montagna che oggi è un po’ più povera perché ha perso uno dei suoi più grandi interpreti. Angelo ha speso una vita per portare all’eccellenza il Soccorso Alpino e l’elisoccorso che fino a pochi anni fa ha fatto scuola in tutto l’arco alpino. Lascia nei nostri cuori tanti ricordi, tanti insegnamenti”. Diotelpaie Angelo da dut Fodom.
In ricordo di Massimo
Massimo nelle “Salvace” di Cherz come pastorello – estate 1974.
Tu l’hai fatto nascere nell’incanto della natura alpina. I suoi occhi riflettevano il candore delle vette innevate, il suo sorriso mite e pensoso era un invito a dar valore agli aspetti semplici ed essenziali dei rapporti. Il suo cuore era vasto e profondo come il mare… Come l’aquila che spicca il volo, così fu colto dal Celeste Giardiniere forse perché restasse a noi più viva e pura l’immagine della vita come Lui l’ha creato. Grazie Massimo! La tua zia Elisabeth
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Parrocchia di Colle
Storia o geografia?
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i nostri tempi a scuola c’era un unico insegnante sia per la storia che per la geografia, anche se erano materie piuttosto diverse, ma capaci di influenzarsi a vicenda. Come sta capitando nelle nostre parrocchie. La parrocchia di Colle Santa Lucia ha una sua lunga storia legata alla diocesi di Bressanone, al Tirolo; quella di Selva e di Santa Fosca hanno una storia legata più a Venezia che ad altri. Oggi sono ancora vive alcune tradizioni che evidenziano questo legame storico. Forse pochi hanno notato che anche le campane di Colle sono diverse da quelle di Selva ed hanno un suono particolare, che evidenzia questo legame storico. Mantenere le tradizioni è un gran bene, perché si cerca di conservare e di trasmettere alle generazioni future le proprie radici anche culturali. Ma c’è un pericolo: di vivere solo di tradizioni. Questo avviene nel campo religioso, sociale, culturale, ma non nell’ ambito economico e lavorativo. Le nostre attività professionali devono essere al passo con i tempi in tutti i settori. Chi non ne è capace, chiude, fallisce come ditta. Tradizione e innovazione: è l’ invito che la nostra storia continua a suggerirci e che la realtà parrocchiale vuole fare propria, spinta anche da impellenti necessità. Qualcuno ha sentenziato che tra Colle e Selva ci sono due mondi ben diversi. Lo sono stati, è vero, ma il futuro ci costringerà a superarli, facendo leva su quello che unisce e superando quello che ha diviso. Noi vogliamo essere “chiesa cattolica”, che vuol dire “universale”, perché ci unisce la stessa fede in Cristo, la stessa liturgia eucaristica, lo stesso impegno di carità, lo stesso pastore – il vescovo -, la stessa meta ultima, che è il Paradiso. Vi par poco? La geografia ricorda che tra Colle e Selva ci sono solo 3 chilometri, che gran parte del paese di Colle – pensiamo a Posalz, a Codalonga, a Pian - guarda la Val Fiorentina, in cui sono incastonate Selva e Santa Fosca. Ha ancora senso sottolineare che il torrente Codalonga è
il confine tra due paesi? La geografia evidenzia che c’è un continuo spostamento di persone tra Colle e Selva, sia per lavoro, che per necessità di vario tipo (es. le scuole, la farmacia, i negozi…). Il nuovo anno 2024 ci aiuti a COLLABORARE: Come chiesa: Colle ha una ricchezza di persone (penso ai giovani che animano le nostre Messe festive) e di riti e tradizioni che possono far gustare e vivere le nostre liturgie – quelle di tutte le nostre chiese!. Selva e Santa Fosca hanno persone buone, sagge, che vivono con sofferenza la diminuzione sia di abitanti che di presenza in chiesa e che si impegnano ad amare il turista che cerca quassù un sostegno alla propria fede cristiana. Il prossimo Consiglio Pastorale, che ci vedrà uniti soprattutto a Pieve e ad Arabba, è un invito a guardare oltre i nostri piccoli confini, a respirare aria di chiesa aperta, in uscita, in dialogo. Come comunità civile: un proverbio sempre attuale ricorda che “l’unione fa la forza”, uniti sì con Pieve, con Bressanone, ma anche con Selva (è la più vicina e desiderosa di collaborare a tutti i livelli) e
un domani non molto lontano anche con Roccapietore e Caprile-Alleghe. Non si perde la propria identità in questo modo, anzi la si difende, perché viene comunicata ad altri. Condividere non è cancellare ma evidenziare e dare vitalità nuova ad una realtà, come la nostra, che dà segni di stanchezza e di pessimismo. Non essere nativi di questi paesi può essere un vantaggio, - pochi lo considerano tale - perché non si è condizionati da un passato che ha chiuso troppo questi paesi e si è più liberi e perciò più aperti verso un futuro che sta avanzando con o senza di noi. Coraggio e buon Anno! Don Renato
Generosità di Colle Nel corso delle festività natalizie sono state raccolte delle offerte che andranno poi devolute per il restauro della chiesetta di Pian. Ai 340 euro raccolti dalla vendita delle corone d’avvento si sono aggiunti i 1.100 del rinfresco di Santa Lucia, per un totale di 1.440,00 euro.
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VITA PARROCCHIALE Santa Luzia, la festa den pais intier Marcui ai 13 de dizembre l pais da Col l à regordà la festa de sua santa patrona Luzia. Sebenche la festa chest an la tomasse de marcui, l é stà bel vede coche tanta jent da Col ma incia dai pais e da le vai dintor la s’abe ciot l temp de se binà per fà festa duc auna.
La messa granda e l moment darè messa
N daremesdì rich de scomenzadive Chest an l daremesdì de Santa Luzia l é stà n frego desferent dai auter agn. Per scomenzadiva del Istitut Cultural ladin Cesa de Jan e in colaborazion co la Union dei Ladign da Col l é difati stà pensà a n daremesdì rich de scomenzadive e apuntamenc. Da le 14.30 la jent l’à tornà a se binà nte gejia per i vesper de Santa Luzia e, finii chi, i locai de le Scole i spetava duc per doi prejentaziogn e n teater.
Luciana Palla e “I ladini fra tedeschi e italiani”
N moment de la Messa Granda.
A la messa granda de le dies e meja, zelebrada dal vescovo de Belum mons. Renato Marangoni, i eva ruai a conzelebrà incia don Dario Fontana, paroco de Alie, e don Sandro Capraro, capelan che eva stat a Col canche l eva vegnù a mancé don Gabriele Bernardi. Intant la omelia mons. Marangoni l à regordà in curt la storia de Santa Luzia, de chesta jovena morta martire per sua fede e per suoi valor, ma l à incia regordà l valor che à la fede e l Signor nte nosta vita da ogni di. L à ringrazié de sua prejenza i tosac da scola e le maestre parceche proprio i tosac l é la speranza del davignì de nuos pais e de noste comunità e parceche sua prejenza la feva pi bele e sentuda duta la celebrazion. La messa la é stada centada da na part del coro parochial de Col e da na part del coro parochial de la Plié da Fodom che, per l’ocajion, i s’à binà auna. Darè la messa granda ju ntei locai de le vege scole le ele da Col i ava injegné ca na bona marenduola per duc con roba da rustì de ogni sort, lardo, salam, formai e valch da beve. Apede ju le mame dei tosac de la scolina i ava injegné de bone torte da vende per comprà materiai che servirà per i tosac e la scola. Chesta marenduola, deventada oramai na tradizion, l’é davero n moment ulache jent de pais desferenc la se ciata ogni an per ciacolà, stà auna e passà n davantmesdì in alegria.
N moment de la prejentazion del liber de Luciana Palla.
Da le 15.30 la storica fodoma Luciana Palla l’à prejentà a la jent da Col sua nuova publicazion. Darè la prima prejentazion a Fodom del 08 de dizembre, chest secondo apuntament l é stà pensà a Col proprio per contà l liber davant da dut “a nosta jent” coche à dit Luciana (autre prejentaziogn i é difati pervedude a Bolzan e nte le zità pi grande, ndr). Na mejora ulache Palla l’à respondù a le domande de Giulia Tasser e l’à contà in curt l laor de analiji che l’à portà navant per scrive i ultimi cuarant’agn de storia de noste comunità. Tanta de la jent in sala l’ava a cesa l prim laor de Luciana, chel dat fora del 1986, e la é stada contenta de podè vede e comprà la nuova edizion del liber, chela che conta ben zent agn de storia de noste jent ladine. L intervent de la storica Palla l s’à sarà via co la speranza che le nuove generaziogn le ciate fora e le posse portà navant modi per vive e laurà nte suoi pais e che l raport col teritorio, la jent e co l’identità i torne coche punti zentrai de la vita da ogni di.
L teater “Ci che dis l Dugo”
I cori de Col e Fodom darè messa auna al Vescovo.
Darè da la prejentazion de Luciana Palla, l diretor del Istitut cultural ladin Cesa de Jan Denni Dorigo l à prejentà a la jent l grop che avarave metù a jì un dei teater de la Maestra Luigia Lezuo. Col l à da semper bù na granda e bela tradizion liada al teater e chest ne l conta le dejine e dejine de tesc che la Maestra Luigia Lezuo l’ava scrit proprio per chest. Zinch le ele che chest an, sot la direzion de Erika Castlunger, i à volù tirà ca e tornà a mete in pe un dei teatri de la maestra Luigia. L teater “Ci che dis l Dugo” l conta de trei jovene che, nanter sua ciacole, le ciata tras valch da dì de meda Purga e de sua ossession per l Dugo e per duc i vars, i rumor e i signei che la sent. Se sà che zacan co se sentiva i guziei a centà o calche vars strano nuos vege i deva delongo na interpretazion de ce che voleva dì, ma che Meda Purga la sentisse l Dugo semper co ava da morì valgugn o canche suzedeva robe burte l eva n valch che ele proprio no le capiva. E cussì i à pensà ben de se sconde darè
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Le zinch atrizi de “Ci che dis l Dugo”. Dmz: Alessia Pollazzon, Franca Chizzali, Ilaria Chizzali, Hannelore Miribung e Catia Sief.
valgune piante e de fà ele l vars del Dugo, per capì ce che avarave dit la meda nte chel’ocajion. Intant passa autre jovene e mede a saludà meda Purga e, canche la sent chis strani vars, la meda la capis delongo ce che avarave volù dì. A la fin suzede ce che le trei jovene no i avarave mai volù e dut i avarave fat per tornà indarè e no sfidà pi l antivede de meda Purga. L teater l à bù n cussì grant suzes che de tanc i à bele domandà de podé l vede ncora n viaz fora per l’invar. Ades che le atrizi sot la direzion de Erika le s’à invié via, bel sarave che per l an che ven l grop se slarge fora e che ncora pi jent la scomenze, o la torne, a fà teater.
“I Nuiz”: l nuof lunare de la Union dei Ladign da Col Darè l teater de la maestra Luigia l ultimo apuntament del daremesdì l’é stada la prejentazion del nuof lunare de la Union dei Ladign da Col. L argoment zarnù fora chest an l é stà le Noze e coche cheste le siebe mudade ntei ultimi zent agn. Davant de la prejentazion, Paola Agostini l’à lassé vede n video de na noza fata a Col ntel 1984. Chest film l à lassé vede dute le tradiziogn che l eva zacan davant de ruà nte gejia: l mascaron, la parada e tante autre. Na documentazion de marevea, soraldut per i jovegn che l eva ilò, parceche nte le noze che l’é aldidancuoi no se tira fora semper dute le tradiziogn che l eva zacan. I mes del lunare i lassa inveze vede le mode e mudamenc del se maridà: se ntei prim mes se vede dute le ele dei prim agn del nuofzent, vestide a la paejana che se maridava con jovegn del pais, se rua fin aldidanucuoi ulache manco jent se marida, no pi nezessariamente nanter de paejagn e, soraldut, con jent da fora che vol se maridà nta Col per la beleza del luoch e de sua gejia. Ntel lunare se descor incia de le tradiziogn liade a la festa, con na bela descrizion e con bela documentazion fotografica. Siebe l nuof liber de Luciana Palla che l nuof lunare dei ladign da Col i é da ciatà a Col nte la senta del Istitut Cultural ladin Cesa de Jan e ntel ufize de l’Associazion Turistica. (Giulia Tasser – La Usc di Ladins 22.12.23)
Paola Agostini la prejenta l nuof Lunare 2024.
Le mame dei picui tosac i à vendù roba doza per tirà su valch per la scolina.
L davant del nuof lunare dei Ladign.
Una de le noze metude ntel Lunare 2024. Zacan suzedeva da spes che fradiei, sor o jermagn se maridasse ntel medemo di. Nte chesta foto le doi sor Alma e Anna Masarei “dei Mori” da Pien le s’ava maridà l medemo di de suo jerman Lorenzo Lezuo “Nesol” da Pien. Particolar interessant l é che le doi nuize i eva vestide de negher, segn che le portava ncora l despiajé per la mort de sa pare che eva stada puoz mes davant.
Elezioni del consiglio pastorale unitario Nelle due domeniche a cavallo tra novembre e dicembre si sono tenute le elezioni dei rappresentanti del nuovo consiglio pastorale unitario che la diocesi ha identificato, nei nostri luoghi, composto dalle parrocchie di Arabba, Pieve di Primo turno Troi Mattia 36 Tasser Giulia 36 Codalonga Lucia 15 Piani Eleonora 11 Nicolai Paola 9 Troi Serafino 9 Troi Franca 6 Troi Eleonora 5
Dariz Marina 4 Troi Caterina 3 Kerer Umberto 3 Pianezze Elena 2 Circelli Angela 2 Frena Annalisa 2 Agostini Carlo 2 Troi Paolo 2 Piai Enrica 2 Lezuo Veronica 1
Livinallongo, Colle Santa Lucia, San Lorenzo e Santa Fosca. Al termine degli scrutini della seconda domenica queste sono le tre persone che hanno ricevuto più voti e che entreranno quindi come rappresentanti Chizzali Otto 1 Lezuo Alberto 1 Pezzei Paolino 1 Masarei Enrico 1 Sief Catia 1 Vallazza Graziano 1 Chizzali Ilaria 1 Colcuc Davide 1 Masarei Cesare 1 Kerer Thomas 1
nel nuovo consiglio pastorale unitario: Giulia Tasser, Mattia Troi e Angela Circelli. In ambo i turni di voto sono arrivate in chiesa più di 80 persone ad esprimere le loro preferenze, segno che l’elezione è stato un qualcosa di sentito tra la popolazione.
Delmonego Maria Grazia 1 Frena Agostino 1 Pezzei Maria Manuela 1 Masarei Giuliana 1
Secondo turno Tasser Giulia 51 Troi Mattia 46 Circelli Angela 43 Troi Serafino 17 Troi Eleonora 14 Nicolai Paola 5 Piani Eleonora 5 Masarei Enrico 5
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Bondì e Bon An
Il 1 gennaio gruppi di bambini, nonostante la nevicata e le strade non tanto belle, hanno girato il paese per augurare il “Bondì e Bonan” a chi è anziano o malato e non riesce ad uscire di casa, donando un piccolo pensiero augurale e ricevendo tanta gioia oltre alla bambona. A quanti non è stato possibile augurarli direttamente porgiamo l’augurio dei bambini: “Bon dì e bon an, ve auguron de stà biei sagn,e contenc dutoldì e ades la bambona a voi e …. a mi!”
Nadal nte plaza
Tanc de biei presepi da ste feste i a sluminà la piaza, la strada che va sun Col e la gesia. En gramarzé a chi che s à industié a i fa su e al Comun da Col che semper l’injegna el bel pezuol.
Le gherlande d'Avent
Union dei Ladign da Col
Per mete auna le gherlande d’Avent vol temp, injegn e pazienza. Chilò l grop de le noste ele che le s’à binà nte le sere d’auton per mandà navant chesta bela tradizion. Gramarzé de cuor!
Ai 29 de otobre la Union dei ladign da Col l’à organizà na giornada per duc nanter la Val Aurina e l Mujeo de Teodone.
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DALLE NOSTRE ASSOCIAZIONI Nuove da la Regola Granda Bosch che centa
L nuof Crist via Reciavà
La sera del conzert ai 2 de genaro del 2024 nte la gejia de Col, la Regola Granda l à ciapà na oferta da banda del Coro Col di Lana de Vittorio Veneto per mez dei cori Agordo e Musicol per i luoch che eva stai marturijai da la malora de Vaia. L’ainsuda che ven, chesta oferta la vignarà duorada per mete jù pezuoi e piante nuove nte n bosch de la Regola desfà dal vent. Con sta ocasion speron de zafié a mete iaro a jì la bela tradizion de la “Festa dei Alberi” coi tosac da scola. Sporjon n gramarzé ai cori per chesta scomenzadiva che l é n segn important de come che la musica la mete auna la jent e la deide a sparpagné fora pas e armonia.
Davant Nadal la Regola Granda l à fat fà n nuof Crist che l eva resistì incia a Vaia, ma l istà passà de luio l vent l ava smazà jù per l bosch e l s’ava incia desfà. N gramarzé a Gabriele de Calcuch che nte n vede e no vede l l à fat nuof. Gramarzé incia a Alberto da Gustin che l n’à dat l legnam, come incia a Stefano, Celestino e Davide che i à duc dat na man per l mete auna. Apena che se podarà domandon a don Renato se l lo benedis. Che chest nuof Crist l varde darè a chi che passa per strada e a duta la nosta jent.
Vigili del fuoco volontari L’avvicinarsi della fine dell’anno ha portato alcune novità per il nostro Distaccamento: siamo riusciti ad acquistare un carrello rimorchio da utilizzare sia in intervento che per tutte le altre nostre necessità, l’acquisto è stato reso possibile grazie ad un contributo otteno da Bim Consorzio che ha coperto buona parte della spesa, per la restante parte abbiamo utilizzato fondi propri. Inoltre il Distaccamento, proprio a fine di novembre si è arricchito di un nuovo giovane volontario, Frena Francesco, che con buona volontà ha concluso il proprio iter formativo di 120 ore, frequentando l’apposito corso di formazione a Padova, non essendoci corsi, al momento, in provincia di Belluno, altri quattro giovani sono in attesa di poter frequentare un corso di formazione. Quattro nostri volontari hanno potuto frequentare, presso la Scuola Provinciale Antincendi di Vilpiano, in Provincia di Bolzano, un corso della durata di tre giorni finalizzato ad acquisire praticità e competenza nell’uso degli autorespiratori. Il corso è stato completamente sostenuto con fondi propri, grazie all’Associazione Amici dei Vigili del Fuoco di Colle S. Lucia, che, con l’occasione, vi invitiamo a sostenere anche attraverso la donazione del 5x1000. Le attività di formazione e addestramento sono fondamentali per
consentire a ciascun Vigile del Fuoco di saper rispondere al meglio in tutte le situazioni nelle quali è chiamato ad operare...alle persone bisognose di aiuto poco importa se si trovano davanti un Vigile del Fuoco Permanente (professionista) o Volontario…..per cui anche noi cerchiamo di prepararci sempre al meglio, nei limiti delle nostre professionalità. Durante l’estate scorsa assieme ai Distaccamenti di Arabba e Caprile abbiamo attivato con la vendita di magliette una raccolta fondi a sostegno della popolazione dell’Emilia Romagna colpita dall’alluvione del maggio scorso, abbiamo quindi consegnato all’inizio di novembre 1750 € a testa a due famiglie della città di Faenza duramente colpite dagli eventi alluvionali.
Consigli e prevenzione Vogliamo, attraverso le Nuove del Pais, rinnovare anche un invito a tutti a prestare la massima attenzione,
in particolare in questi mesi invernali, al problema del fuoco. Il fuoco è una nostra importantissima risorsa ma deve essere sempre rispettato, che si tratti di una candela, di un caminetto, di una stufa economica, di una caldaia, costituisce sempre una fonte di potenziale pericolo. Un tempo nei nostri paesi veniva designata dalle autorità una determinata persona che aveva l’incarico di controllare, casa per casa, l’efficienza e la pulizia dei camini, nel caso in cui fosse stato rilevato un problema, il responsabile veniva sanzionato. Questo perché il fuoco era concepito come pericolo per l’intera comunità. Ora i tempi sono cambiati ma, purtroppo, il pericolo rimane lo stesso. La tecnologia e i mezzi che tutti abbiamo a disposizione ci aiutano moltissimo a limitare i pericoli ma è fondamentale ricordare che attenzione, pulizia e manutenzione dei nostri impianti sono imprescindibili
per un corretto funzionamento degli stessi. Esiste inoltre un altro nemico molto insidioso, legato sostanzialmente al malfunzionamento degli impianti, in sostanza si forma quando la combustione non è completa, il monossido di carbonio. Questo gas è inodore, incolore e insapore ma, se respirato, viene trasportato molto velocemente nel nostro organismo e può creare danni davvero importanti. Come in tutte le occasioni in cui scriviamo su queste pagine, anche ora rinnoviamo l’invito ai giovani, ragazzi e ragazze, a valutare l’opportunità di entrare a far parte dei Vigili del Fuoco Volontari, se avete interesse e voglia, anche solo di provare o vedere “cosa si fa” venite a trovarci quando ci vedete in addestramento o contattate il Capo Distaccamento Pezzei Fabiano. Concludiamo ringraziando tutti quelli che sostengono la nostra attività augurando un 2024 di pace.
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COMUNITÀ IN CAMMINO
Lauree
Il 22 settembre 2023 si è laureata all'università degli studi di Trieste Elisabetta Sommacal di Davide e Giovanna Pallua intraprendendo il corso in scienze e tecniche psicologiche e discutendo la relazione finale “Anoressia nervosa in adolescenza: analisi di due studi della letteratura su interventi randomizzati controllati”.
Il 16 novembre 2023 si è laureata in infermieristica presso l'università degli studi di Padova Francesca Troi discutendo la tesi dal titolo: “Gentlecare: approccio protesico alla persona con disturbo neurocognitivo. Indagine osservazionale tra due realtà del bellunese”.
Ad entrambe le dottoresse un augurio speciale dalle Nuove del Pais per un futuro lavorativo ricco di soddisfazioni!
LUNARE 2024 UNION DEI LADIGN DA COL Il 13 dicembre, festa di Santa Lucia patrona di Colle, durante l’intrattenimento pomeridiano è stato presentato e distribuito il Lunare 2024 “Col e i suoi nuiz- Sposarsi a Colle S.Lucia” (Potete vedere la copertina a pagina 12). Il nuovo Lunare, con belle foto in bianco e nero e a colori mostra il matrimonio collese nel mutare dei tempi. Si può trovare in vari ambienti pubblici di Colle S.Lucia: Negozio Chizzali, Bar Posta, Pizzeria Fursil, Istituto Culturale ladino Cesa de Jan e Ufficio Turistico. Lo si può anche richiedere per la spedizione direttamente a casa inviando una mail a: uniondeiladigndacol@gmail.com
Foto sconosciuta Ci è arrivata in redazione questa foto di una scolaresca di Colle degli anni 60’/70’. Qualcuno di voi si riconosce tra i ragazzi presenti? Quando e dove è stata scattata questa foto? Fatecelo sapere!
BATTESIMO
Ada Lucia Lucchetta Revolfato di Giacomo Lucchetta e Marianna Revolfato, nata a Bangkok l 08.02.2023 e battezzata a Colle Santa Lucia il 13.08.2023.
NELLA PACE DEL SIGNORE Salmo 129 In te spero, Signore: ti attendo come l'aurora. Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola. L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora.
Angelo Pezzei (Ru) Nato a Colle Santa Lucia il 04.10.1930 e deceduto a Villa San Giuseppe (Livinallongo) il 12.12.2023. Vedovo di Maria Caterina Palla, padre di due figli.
Offerte Un GRAZIE per la GENEROSITÀ per il nostro BOLLETTINO Pallua Antonietta e Daniele, Troi Angelica, Piai Rosanna ed Enrica, Agostini Lorenzo, Brancaleone Renzo e Cecilia, Sief Margherita e Pramaor Arturo, Da Riz Tarcisio, Pallabazzer Ernesto, Agostini Zita, Frena Cristina e Annamaria.
Come sostenere le Nuove del Pais La Parrocchia di Colle ringrazia chi ha contribuito e vorrà sostenere nel futuro “Le Nuove del Pais”. Per chi volesse dare un contributo a sostegno di questa pubblicazione relativamente alla parte di Colle informiamo che è possibile effettuare un versamento sul conto corrente della parrocchia di Colle, il cui IBAN è: IT 48 H 02008 61001 000003993901 e non tramite il bollettino postale che i collesi all’estero trovano allegato; in tal caso il contributo andrà alla parrocchia di S. Giacomo Maggiore di Livinallongo. Ricordiamo che per variazioni di indirizzo, per consegnare materiale o per qualsiasi altra esigenza i contatti sono quelli della referente (giuliatasser@libero.it) o quello della Parrocchia di Colle (via Villagrande 25 - 32020 – Colle Santa Lucia - BL).
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STORIA - ARTE - CULTURA - TRADIZIONI
L’angolo dei ricordi
Foto conosciuta
Foto sconosciuta
Foto storica
Rifugio Pralongià – Anni ’30 (?) Pezzei Maria “Baiola”, moglie di Rossi Mattia “Giaiol”, mamma di Paolina, padre Eugenio, Renzo, Pio e Sisto. (foto di Siro Foppa "Scot")
Foto riconosciuta
Si tratta della foto sconosciuta pubblicata sul numero di ottobre 2023, riconosciuta da Dario Devich di Sorarù. La bella foto, della quale Dario conserva con affezione un ingrandimento alla parete del proprio soggiorno, ritrae infatti sua madre De Vallier Cherubina “Bina del fotografo”, nata a Laste il 5.8.1910 e nella fotografia ancora giovanissima, ma già coniugata con Giuseppe Devich “Bepo Vich” di Salesei di Sopra, lo storico e unico fotografo di Fodom per tanti anni, autore della fotografia medesima e di tanti altri ricordi che vengono pubblicati su questa rubrica.
Nella foto in alto il LATIL, la potente macchina spazzaneve ad elica rotante in uso all’ANAS fino alla fine degli anni ’70, prima dell’avvento delle moderne turbine FRESIA. Si trattava di un marchio francese, specializzato nella produzione di veicoli commerciali e militari. Ne vennero acquistati otto esemplari prima delle Olimpiadi di Cortina del 1956 e uno più grande per la gestione del passo Pordoi tra Canazei ed Arabba. Grazie a queste macchine fu possibile garantire l’apertura dei passi dolomitici anche durante la stagione invernale. Nella foto in basso, invece, il LABOURIER, un mezzo simile al LATIL ma meno performante, in dotazione a Corvara per la tratta fino ad Arabba. (Informazioni fornite dal geom. Mario Tomasi dell'ANAS di Bolzano e Giacomo Crepaz “Iaco del Picio”, unici testimoni viventi insieme a Sigifrido Crepaz “Frido de Tone” che aveva guidato il LABOURIER a Corvara - fonte Leo Crepaz).
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Q
uando penso ai miei giorni preferiti durante l’infanzia, anni cinquanta e sessanta, penso al periodo natalizio. Le vacanze da scuola, il ritrovarsi con gli amici per slittare e giocare con la neve, costruire il presepio e addobbare il piccolo abete con candele e palline, partecipare alla messa della notte di Natale percorrendo molti chilometri su sentieri innevati, la bambona e, infine, la befana che poneva termine a questo idillio. Rimembrando quei giorni provo tuttora un senso di gioia e pace, considerandoli un dono della vita. Il multinazionale Babbo Natale non aveva ancora invaso i nostri paesi e non v’erano neppure le cataste di panettoni e bottiglie di spumante. San Nicolò era già arrivato il sei dicembre portando un anticipo d’aria festosa. La notte di Natale presso qualche bimbo giungeva Gesù Bambino ma dai più non arrivava nessuno,
Storie da nzacan a cura di Antonietta Crepaz “Pecula”
La Bambona se non una tazza di caffelatte fumante e una fetta di torta casalinga al ritorno dalla messa di mezzanotte. Nelle tradizioni contadine del tempo non si festeggiava l’ultimo dell’anno; probabilmente qualcuno si sarà soffermato a riflettere sui fatti accaduti durante quello trascorso, ma nessuno aspettava mezzanotte per brindare. Noi bambini andavamo a letto presto, perché l’indomani ci saremmo svegliati di buonora per andare nelle case ad augurare Buon Anno e chiedere la bambona. Questa consisteva in biscotti, mandarini, bagigi, noci, cara-
“… nlouta” (ieri)
melle, cioccolatini con sopra la figurina del calciatore, e altre prelibatezze. Ci alzavamo alle cinque e con una sporta in mano ci radunavamo con gli altri bambini ed in gruppo andavamo nelle famiglie ad augurare un lieto anno, recitando la filastrocca: “Bondì e bon ann vegne a me perié la Bambona” - “Buongiorno e buon anno vengo a chiedere la Bambona”. Avevamo già il nostro itinerario prestabilito: dapprima andavamo nelle case dove sapevamo che non tutti erano in stalla a quell’ora, dopo in quelle che non v’erano con-
tadini perché la gente si alzava più tardi, ed infine dove dovevamo aspettare il ritorno delle persone dal governare il bestiame. Tutte le famiglie avevano già preparato i mucchietti di leccornie divisi equamente sul tavolo in modo da non creare disuguaglianze. La nostra filastrocca veniva contraccambiata con gli auguri di un sereno anno nuovo ed una generosa manciata di bambona nelle nostre borse. Ricordo la magia dell’incamminarsi al buio con la pila tascabile che proiettava luci traballanti sulla strada; per noi era un onore perché la pila ai bambini veniva concessa raramente. Verso le otto eravamo già di ritorno a casa con la borsa carica, e lì dividevamo i biscotti, la frutta, le caramelle, i cioccolatini e ne facevamo la conta. Ci sfuggiva anche qualche commento, ma ci sentivamo ricchi grazie alla bella usanza e alla generosità della gente del paese.
La Bambona “… nstouta” (oggi) Ci élo de plu bel per scomencé l ann che giourì la porta e se ciapé sta bela neola de tosac che te sporc l augurio de Bon Ann con chëste parole? “Bondì e Bon Ann, Ve augure n Bon Ann, che steibe duc sagn, Ve preie la bambona a mi!”
Salejei
Digonera
Sán Nicolao, la tradizione piace ai giovani (e non solo) L
a magia della tradizione di Sán Nicolao con i suoi angeli ed i terrificanti Krampus è tornata a vivere anche quest’anno per ben tre giorni nella vallata fodoma, dal cinque all’otto di dicembre. A perpetuare e mantenere vivo questo rito, che da secoli porta gioia ma anche quella buona dose di timore e rispetto nei bambini, da qualche anno ci pensa l’associazione “S. Nicolao e i Krampus” da Fodom. Il santo–vescovo, accompagnato dal suo fedele asinello, dagli angeli e dagli
immancabili Krampus è arrivato, come da tradizione, nella serata di martedì 5 dicembre, per passare di casa in casa a portare i suoi doni. Ma solo se i bambini avessero dimostrato di essere stati bravi ed ubbidienti durante l’anno e di sapere recitare qualche preghierina. Il giorno seguente, al mattino, è andato a trovare i piccoli alunni della scuola materna di Arabba mentre nel pomeriggio, accompagnato dal Piccolo Coro Col di Lana, si è recato nella casa di riposo Villa S. Giusep-
pe a Sorarù per salutare gli anziani ospiti. Venerdì 8 dicembre di sera ad Arabba, organizzata da Arabba Fodom Turismo, c’è stata invece una piccola sfilata dei Krampus, con le loro maschere e costumi tipici. Un’occasione per i turisti, che affollavano il centro turistico ai piedi del Boè per l’inizio della stagione invernale, di conoscere questa antica tradizione. Tre giorni impegnativi, che i ragazzi e le ragazze dell’associazione hanno cominciato a preparare per tempo, nel
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corso dell’autunno, come spiega il presidente Riccardo Dorigo. “Una volta era tutto molto più semplice e spontaneo - racconta. “Sán Nicolao passava in tutte le case ed era atteso con gioia da tutti. Oggi bisogna prima chiamare per tempo le famiglie, chiedere il consenso, prendere le prenotazioni. Un grande lavoro che richiede tempo ma che facciamo con passione perché ci teniamo a tramandare questa bella tradizione. Ad aiutarci anche tre nuovi componenti che sono entrati nell’associazione nel corso dell’anno. Con loro il nostro organico ora conta ben 33 aderenti”. Avete altre novità? “Quest’anno abbiamo voluto puntare molto sulla comunicazione con le scuole e le famiglie per far conoscere l’iniziativa. A tutti i bambini delle scuole materne ed elementari abbiamo scritto una letterina a nome di S. Nicolao per annunciare il suo arrivo e chiedere se avessero piacere che facesse loro visita. Una lettera molto dolce e personalizzata che diceva: “Come ogni anno, il 5 dicembre sveglio all’alba il mio asinello per iniziare il nostro lungo viaggio. Sai quanta strada devo percorrere per arrivare a Fodom? Per fortuna ci sono i miei fedeli angioletti che mi aiutano a portare la sacca piena di doni. Mi sentirai
«Le nuove del Pais»
S. Nicolao, gli angeli e i Krampus.
arrivare già da lontano perché, ahimè, sono accompagnato anche da quei diavoli dispettosi. Ma non ti preoccupare, ci sono io a tenerli lontano”. Sul retro della lettera abbiamo stampato un piccolo disegno invitando i bambini a colorarlo e poi regalarlo a S. Nicolao. In tutto abbiamo inviato un’ottantina di lettere e la risposta delle famiglie è stata veramente alta. Più degli altri anni. In più abbiamo stampato
anche un volantino in ladino. Per tutto l’inverno poi, saremo presenti con il brulè alle manifestazioni all’aperto organizzate da AFT per raccogliere qualche fondo per le attività della nostra associazione. Siamo contenti infine - conclude Dorigo - di essere riusciti quest’anno a far passare attraverso il nostro gruppo tutte le iniziative che ruotano intorno a Sán Nicolao. SoLo
Na curta riflescion sun chël che vol dì laoré ntel ciámp de la cultura nte na val come Fodom A
l Ciastel d’Andrac la “bela” stagion l’é fenida, giust davánt che rue la pruma nei. Na stagion ndavò garatada, con trope persone vignude a scuriosé per l prum viade ma ence con de autre, oramei afezionade, che tourna vigni ann magari n ocajion de le mostre o dei evenc. Podei laoré nte na picola val ntel ciámp de la cultura l é senzauter na gran fortuna: on da ci fè vigni di col patrimonio storich e cultural de na val che l’à na richëza da no dì. Laoron nte nen luoch, l ciastel n particolar, che l é mefo velch de bel, siebelo col sorogle che co la ploia e, perchëst, podëssa nsomié che siebe dut saurì ma… laoré nte nen mujeo aldidancuoi vol dì avei n grum de competenze e ester segur che no se n savarà mei assè. Sa Ciastel, che l é n “scito” pico, toca se rangé a fè zirca dut. Chël che l é plu mportánte segur l é savei da fè co la jent, da 0 a 99 agn: l prum obietif defati l é che chi che rua adalerch i se n vade contenc de l’esperienza che i à fat. Nlouta toca savei da descore polito, avei empatia, respet, e mostré pascion e amour per chël che se fesc (e daspës toca traduje dut nte de autri lengac e chelche viade se fè capì da jent che no sent o che no veiga). Po vol savei dut chël che se ciafieia su
velch outa ence plu dalonc). Vol cugnësce polito i terioi, le mont, i paisc… e ulache se ciapa na bona marëna o i orari de le coriere. Vol savei da neté, da fè pichi laour de manutenzion (per chi plu gragn, máncomel, podon tres conté sul Comun e sun suoi operai), da palé la nei e no se nfenje a jì su e ju per le sciale (zerto sparagnon su la palestra!) ence con condle de iega, carieghe, e no podon se desmentié gnánca de le “cherte” e dei “conc”! Po toca savei da organisé e gestì i evenc (e i artisć che - i ne l conzedarà - daspës i é proprio “artisc”), douré i social, curé l scito internet; fè video, fotografie, descore coi giornalisć, avei chelche nozion de grafica, fè publizité… senza se desmentié che dut chël che se fesc l à da rué l plu dalonc che se pò e che per fè chëst l é fondamental mantegnì e slargé fora la “rete” de relazion. Lucia, Valeria e Eleonora: le trei jovene che laora per l Istitut Ladin Cesa de Jan, souradut pro chël che auda l mujeo del Ciastel d’Andrac (Andraz Museum).
la storia e mparé a la conté a na moda che la jent la no se stufe, e no demè chëla del ciastel ma ence chëla de le val vejine (e
(Eleonora, Valeria, Lucia)
Nsoma, on capì che cánche se veiga trei bele jovene nte na picola ciasota, contente e che le saluda gënn, toca tignì cont che chëla l é mefo la ponta del glacion! Davòvia l é fadie come nte vigni auter laour, ence se chël de dële produsc na richëza che no se mesura coi scioldi!
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La poejia per fodom se fesc valei nte doi concorsc De november del ann passé la poejia per fodom l’à bù l muot de se fè cugnësce e aperjié nte doi prestigiousc concorsc: “Il Cenacolo Letterario e Poetico di S. Bonifacio” che ven tegnù ntel paisc che porta l medemo inom n provinzia de Verona, e “Parfin Dolse” (Finamei Douc) che se ten a Campagna Lupia, n provinzia de Venezia. Autrize de le doi poejie l é Antonietta Crepaz “Pecula”, che la conferma coscita la gran vëna poetica e l gran moment de produzion. Da puoch l’à publiché n liber de poejie co le ilustrazion del gran artist Vico Calabrò, premiei plu oute nte chisc ultimi meisc ence nte de autri concorsc. N domënia 19 de november Antonietta l’é stada a S. Bonifacio, ulache suo componiment “Veighe saren” l à
Antonietta Crepaz con Aldo Ridolfi.
otegnù la menzion d’onour. L concorsc internazional l é sté metù su ntel 1982 su scomenciadiva del poet-scritor Cirillo Bianchi, cugnisciù col pseudonim de Simone Lorici. “M’à fat n gran plajei e emozion la motivazion scrita
da Aldo Ridolfi - conta Antonietta, che l cugnësc polito i lengac de mendránza”. Dal 2003 al 2008 l é sté defati sourastánt de la redazion del folgio Cimbri/Tzimbar. Na setemana davò, n domënia 26 de november,
Antonietta l’à tout la strada per Campagna Lupia, ulache l’eva stada nviada per la premiazion del concors “Parfin Dolse” e ulache l’à tout pert co la poejia “T’eve Ti”, ence chësta premiada co na menzion d’onour. L concors l é a la seconda edizion e l é dediché a poejie e componimenc ntel lengaz veneto. “Ma l’organisazion la aperjieia, tra l auter, che vegne prejenté ence componimenc ntei lengac de mendránza del Veneto – conta ncora Antonietta. Defati mia poejia l’é stada segnalada proprio percieche l’eva per ladin, auna al significat sot del test. Nte dute doi le ocajion m’é sté damané de le lieje, percieche degugn se ngrintáva. Mosse dì ence che, nte duc doi i concorsc, la giuria l’à desmostré de cugnësce la realté dei Ladins e de le cinch valade del Sela”. SoLo
Veighe saren
T'eve Ti
Ester na ëla no n é dagnëra sourì, ma l é na gran forza ntel mondo da ncuoi e da dagnëra.
Tán’ de viadesc nte la cativeria de la viera, nte la distruzion da n teremoto o da gran brentane, ntel vedei n tosat nasciù puoro gram, se se domana: “Ulà esto Signour?” Se l ciapa nte n cuor resté sann, nte la tiera che suia e nte na mere che vol ben a duc i fioi senza distinzion.
Veighe saren Son na ёla cánche veighe saren davò coltrine de neole, cánche passe dal ride al braglé senza me sentì matarela ma bona de prové sentimenc, cánche me tole l mondo su le spale e feje fadia a jì nnavánt e l porté ma me basta n bavisol de aria frёsca e n’elba sarёna per l sgourlé ju e speré. Son na ёla recugniscenta a dute chёle che davánt da mi à mossù scombete per la liberté e damprò da chёle che no l'à ncora e ie toca vive con poura e sbassé l ce.
Me sente na maga cánche via per l di passe da canzeliera a infermiera da sartorёssa a cuoga da massera a parona e da sёra straca e fenida me basta n café per tourné a soperscé, ride e cianté. Son na fia, na mere, na fёmena, n’amica contenta de ester na ёla.
T’eve Ti
AC
T’è cherì ntel crabal de granate ulache la vita se pёsa col nia, nte la tiera che sgourla soglёt che desplánta jent e paisc, nte le tempiade coi rus che va persoura l pantán che astala l fle. T’è cherì pro chёl tosat nasciù nte na not de stёle ndormenzade a cater agn l no descor e l no muof vare. T’è cherì ma l sciusciuro del mondo l curiva tua ousc.
T’eve Ti: nte n cuor resté sann senza rës e violenza, nte doi mán che chier vita sot a n grum de majiere, nte na tiera che suia che bregla i suoi morc e po la tourna a florì, nte la ousc de na mere che ciánta na nenia d’amour a duc i fioi senza distinzion. AC
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DALLE NOSTRE ASSOCIAZIONI Alpini Cerimonia Pian di Salesei Da molti anni ormai la cerimonia di Pian di Salesei a ricordo dei Caduti della Prima Guerra Mondiale viene organizzata l’ultima domenica di ottobre, per non sovrapporsi con le festività di Ognissanti e con le cerimonie, a carattere più strettamente militare, del 4 novembre. E così domenica 29 ottobre ci siamo ritrovati presso il Sacrario, per ricordare quei poveri ragazzi che lì riposano. La commemorazione ha avuto inizio con il saluto alla bandiera, quindi con la deposizione delle corone di alloro, quella del locale gruppo
“Onore ai Caduti!”
Alpini e del Comune e quella fatta pervenire dal Consolato Austriaco di Trieste per ricordare i 19 soldati austro-ungarici sepolti a Pian.
Come per l’appuntamento del Col di Lana, a celebrare la Santa Messa il cappellano militare don Lorenzo Cottali; per l’Ammini-
strazione comunale presente il consigliere Alois Bredariol e per la Sezione Alpini di Belluno il vicepresidente vicario Ezio Caldart. Per gli Alpini in armi il comandante della Base di Arabba maresciallo Michele Endrighetti, con alcuni alpini, il comandante della locale stazione dei Carabinieri maresciallo Guido Ponturo e gli immancabili Eugubini con il sempre presente Mauro Pierotti. Numerose le rappresentanze con labari e gagliardetti: oltre agli Alpini anche Carabinieri, Bersaglieri, Associazioni di Combattenti e Reduci e Protezione Civile. Il capogruppo Valerio Nagler
AVS Finita la tabellazione dei sentieri tra Colle S. Lucia, Castello e il Monte Pore e la zona dell’Averau. Con la posa degli ultimi cartelli nella zona de La Mierla, quest’autunno i volontari dell’Avs Sektion Buchenstein-Fodom (la Sezione di Livinallongo dell’Alpenverein Südtirol) hanno completato la tabellazione e la sistemazione dei sentieri tra Castello, Monte Pore, Colle S. Lucia e l’Averau. “È stato un lavoro lungo che ci ha impegnato per ben dieci anni - spiega il presidente Diego Grones. Nata nel 2010, l’associazione fa parte della sezione Ladinia dell’Alpenverein Südtirol (il Cai di lingua tedesca del Sud Tirolo) insieme alle sezioni della Val Badia di Marebbe, S. Martino e La Valle. Come nelle altre valli ladine, anche a Livinallongo opera sotto il “cappello” della Lia Ladina da Mont, insieme alla locale sezione del Cai. “Solo che spiega ancora Grones - non possiamo beneficiare di alcun contributo pubblico dalla
I volontari dell’Avs Buchenstein al lavoro per posizionare le nuove tabelle dei sentieri nella zona tra Castello, il Monte Pore e l’Averau.
Regione del Veneto e dall’Unione Montana Agordina per la sistemazione dei sentieri, in quanto il riferimento per questi enti è la sezione Cai. E senza l’aiuto della mano pubblica è difficile portare avanti degli interventi. Bisogna sempre attivarsi per cercare altri sponsor”. Ma nonostante questo, i 25 volontari che in questi dieci anni hanno collaborato sono riusciti, con grandi sacrifici ed ore ed ore trascorse armati di piccone, badile e mazza,
ad attrezzare e mettere in sicurezza la rete dei sentieri di una delle più belle ed incontaminate zone tra i comuni di Livinallongo e Colle S. Lucia. Un lavoro faraonico che, tra l’altro, ha previsto la posa di ben 470 tabelle. Su ognuna di queste il nome della località viene riportato in ladino e dove questo diverge molto per assonanza dall’italiano, anche in lingua italiana ed in tedesco. “Un sistema usato anche dalla Lia da Mont della Val Badia - spiega Grones - vi-
sto che anche sulle carte della Tabacco i nomi sono riportati in ladino”. Il fatto di non poter accedere a contributi pubblici ha pesato ancora di più in questi ultimi anni a causa dell’impennata dei prezzi che ha toccato anche il materiale per la sentieristica, come le tabelle “che - continua Grones - sono passate da 25 a 45 euro l’una”. La determinazione dei volontari è stata però premiata dal sostegno di altri enti e privati; tra questi l’Istitut Ladin Cesa de Jan, i Comuni di Fodom e di Colle S. Lucia, il Consorzio Fodom Legno, le società di impianti a fune Sit Boè, Sofma, Pordoi e Col di Lana che hanno messo a disposizione mezzi per il trasporto dei materiali, il lattoniere Silvano Dariz ed i fratelli Dariz di Posauz. Così i volontari hanno potuto concentrarsi a sistemare ponti, scalini, posare tabelle, rifare la segnaletica orizzontale e qualcuno anche a preparare lo spuntino alla fine di ogni giornata di lavoro. “Un grande segno di amore per la propria terra” - conclude e ringrazia tutti Grones. SoLo
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Donadous de Sánch Cena di sezione e consegna benemerenze Ci siamo ritrovati sabato 2 dicembre u.s. È stata data lettura del bilancio con approvazione e comunicazione di varie ed eventuali. Purtroppo in quest’anno abbiamo dovuto salutare i donatori Fiorenza, Alberto, Federico, Raffaele e Massimo: rinnoviamo la nostra vicinanza ai loro famigliari. Durante l’anno 2023 ci siamo però anche rallegrati per l’aggiunta di quattro nuovi donatori: a loro auguriamo un longevo cammino nel dono del sangue. Infine sono state distribuite le seguenti benemerenze:
Igor Masarei premiato con la medaglia d’oro per le 50 donazioni.
Merito trasfusionale: Denicolò Claudia, Petri Omar, Testor Giulia Medaglia di bronzo: Crepaz Matteo (vice segretario) Medaglia d’argento: Sorarui Valentina Medaglia d’oro: Masarei Igor Ringraziamo il nostro Scior Pleván per la S. Messa e le belle parole spese per la nostra sezione nonché i gestori del Klematys per la buona cena. Donatori, ricordiamoci sempre: più siamo e più sacche porteremo nei nostri ospedali per chi ha bisogno. Per il direttivo, Denicolò Fabio
Sezione CAI Lo scrittore Matteo Righetto alla guida della sezione CAI di Livinallongo Un presidente-scrittore per la sezione del CAI di Livinallongo. Matteo Righetto nominato a succedere a Bepi Cappelletto.
Sabato 25 novembre, nella sala Boè ad Arabba, si è riunita l’assemblea dei soci della Sezione di Livinallongo del Club Alpino Italiano. Tra i punti all’ordine del giorno vi era l’elezione del nuovo consiglio direttivo e del nuovo presidente. Dalle urne sono così usciti i nomi dei nove consiglieri che formeranno il nuovo direttivo: il pre-
Lo scrittore Matteo Righetto, nuovo presidente CAI.
sidente uscente Bepi Cappelletto, Claudio Crepaz, Federica Crepaz, Silvio Crepaz, Maurizio Denicolò, Matteo Righetto, Paolo Roverato, Romano Rubini e Leda Signori. Di seguito l’esecutivo ha eletto all’unanimità alla carica di presidente
Matteo Righetto, scrittore ed autore di bestseller come “La pelle dell’orso” e l’ultimo “La stanza delle mele” ambientato proprio a Livinallongo. Alla vicepresidenza è stato confermato Maurizio Denicolò, affiancato dal vicepresidente aggiunto Bepi Cappelletto. Il nuovo segretario della sezione è Paolo Roverato e il nuovo tesoriere Romano Rubini. Eletti inoltre come revisori dei conti: Raffaele Irsara, Giuseppe Marinaro e Narciso Signori. Cappelletto lascia dopo aver guidato la sezione dalla fine del 2018, prima come commissario e poi come presidente. “Voglio anzitutto ringraziare il mio predecessore Bepi Cap-
pelletto, l’assemblea dei soci e il nuovo consiglio direttivo - ha esordito Righetto rivolgendosi ai soci. “Stante l’importanza culturale, paesaggistica, ambientale e sociale che riveste la montagna, oggi più che mai, so di essere chiamato a un ruolo importante. Metterò a disposizione della Sezione e di questo territorio montano, che può contare su una storia, una identità e una bellezza uniche, tutta la mia passione e il mio impegno, certamente non nuovi per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente naturale nonché delle straordinarie e molteplici culture delle genti di montagna.” SoLo
Coro femminile "Col di Lana" Attività 2023 Anche per il 2023 sono stati diversi gli appuntamenti canori per il coro femminile. Il 3 gennaio il coro, ospitato dal coro degli alpini Monte Civetta, ha cantato il Natale nella chiesa di Alleghe. I canti natalizi hanno creato una perfetta atmosfera, riscaldando i cuori e anche le mani, visto il freddo pungente del periodo. Il 23 luglio, per il secondo anno consecutivo, il coro viene invitato per una serata di canti in Val di Fassa, per la precisione a Campitello, ed organizzato dal gruppo “Ensema per Cianacei”. L’evento ha visto la chiesa intitolata ai Santi Filippo e Giacomo ben gremita di turisti e valligiani. A seguire l’appuntamento che da anni il sodalizio non fa mancare
Il concerto nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo a Campitello di Fassa (TN).
alla propria valle: il 5 agosto nella chiesa di San Giacomo maggiore a Pieve, il tradizionale concerto “Oh Col di Lana… il vento, le stelle e i gigli…”, dedicato in memoria dei caduti del Col di Lana. Ospiti della serata il coro “Voci del bosco” di Giavera del Montello (TV), diretto dal maestro Gianluca Valle, con il quale il coro ha stretto una particolare e sincera amicizia, e che vedrà una trasferta futura in
territorio trevigiano. A seguire, il 22 ottobre, come da tradizione, l’annuale rassegna dei cori agordini, nella sua 46^ edizione. La rassegna, organizzata quest’anno a Falcade dal coro Val Biois, oltre al coro femminile, al coro Fodom, al coro alpino Monte Civetta ha visto con piacere il ritorno del coro Agordo, assente da diversi anni. L’anno canoro si è infine conclu-
so l’11 novembre con un gradito concerto nella residenza per anziani Villa San Giuseppe. È stato un momento molto atteso e sentito da tutti, soprattutto dai nonni ospiti, visibilmente felici ed anche emozionati. Il concerto si è concluso con un canto eseguito all’unanimità, dal momento che tutti conoscevano a memoria “Quel mazzolin di fiori...”, seguito poi da un piccolo rinfresco. Il coro femminile desidera ringraziare, per il loro contributo, il Comune di Livinallongo, la Cassa Raiffeisen filiale di Arabba, l’Unione Montana Agordina, il Consorzio dei Comuni BIM Piave, e infine tutti coloro che sostengono con amicizia il canto, soprattutto con l’adesione alle attività di acquisto biscotti e biglietti per l’estrazione dei cesti pasquali. Grazie a tutti!! Per il coro, Marianna
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Croce Bianca 2023: un anno ricco di attività e soddisfazioni per il Gruppo Giovani L’anno appena concluso ha sicuramente portato ai ragazzi del Gruppo Giovani della Croce Bianca un sacco di nuove avventure e soddisfazioni. Oltre agli incontri mensili in sede, dove i nostri “volontari in erba” hanno potuto apprendere i fondamenti del primo soccorso, sono stati organizzati per loro numerose gite ed eventi. La prima uscita si è svolta a San Cassiano sul “Tru Liösa Foram”. Dopo aver recuperato slitte e slittini in soffitta, giovani e accompagnatori si sono sfidati lungo i 3,5 km di pista dedicata. Dopo il primo giro di prova, dove tutti hanno cercato di prendere confidenza con i “potenti mezzi” (alcuni di loro erano anni che non vi salivano), si sono scatenate le gare di velocità e non sono mancate anche clamorose cadute. Un pomeriggio di spensieratezza e allegria che si è poi concluso in sede della Croce Bianca con una
buona cioccolata calda per tutti. Ad aprile i ragazzi hanno poi partecipato alla gita a Gardaland organizzata per tutti i giovani delle 33 sezioni della Croce Bianca di Bolzano. Una giornata in cui il famoso parco divertimenti si è tinto dell’azzurro delle divise del gruppo giovani: eravamo più di 500 tutti vestiti uguali! In primavera i ragazzi sono stati impegnati nella preparazione per la gara di primo soccorso che si è tenuta a Vi-
piteno il 10 Giugno. La nostra sezione ha partecipato con due squadre: una per la categoria dei piccoli (12-15 anni) e una per la categoria dei grandi (1621 anni). Entrambe le squadre hanno dovuto affrontare delle prove pratiche di primo soccorso, delle prove di abilità e un test scritto. Un evento che ha spinto i ragazzi a mettersi in gioco e lavorare in squadra per applicare le conoscenze acquisite durante l’anno. Le soddisfazioni non sono di certo
mancate visto che le squadre hanno portato a casa un quarto e un settimo posto! L’autunno ha visto invece i ragazzi impegnati nella giornata Viva. Il 15 ottobre sono infatti scesi in piazza insieme ai volontari della Croce Bianca per spiegare a genitori, amici e compaesani le manovre della rianimazione cardiopolmonare. Infine i giovani hanno avuto la possibilità di visitare la centrale operativa del 118 a Pieve di Cadore. Durante la visita hanno conosciuto alcuni degli operatori che rispondono alle chiamate d’emergenza e capire meglio come viene gestita una chiamata di primo soccorso. Inoltre hanno avuto la fortuna di poter vedere da vicino anche l’elicottero Falco e chiedere al suo equipaggio curiosità e informazioni sull’elisoccorso. Con questa visita il gruppo ha così conosciuto meglio due importanti anelli della catena di primo soccorso che collaborano quotidianamente con la Croce Bianca. E.M.
Gruppo "Insieme si può" Il tempo scorre veloce, troppo veloce. Dopo la festa per i nostri 23 anni di fondazione a settembre, ci siamo messe subito al lavoro per preparare le candele per le feste di Ognissanti. Cogliamo l’occasione per invitarvi a prenotarle con un certo anticipo in modo da poterci organizzare per tempo. Siamo disponibili alla realizzazione anche per battesimi, comunioni, anniversari e/o compleanni. Assieme al gruppo delle “piccole”, sempre in fermento, sono iniziati poi i lavoretti per i mercatini natalizi; e allora ecco uscire dalle loro mani deliziosi folletti, palle decorate, paesini invernali in pannolenci, biscotti e tanti altri simpatici oggetti. Nel frattempo sono stati spediti 2700 euro per l’orfanotrofio in Kenya, frutto dei mercatini e sagre estive. Dal Pakistan invece abbiamo
ricevuto un accorato appello da parte di suor Agnese, che, con gran dignità, ci chiede aiuto. Durante la notte, i ladri si sono intrufolati nella loro casa. Dopo aver rinchiuso in uno stanzino le povere suore terrorizzate, hanno messo tutto a soqquadro, rubando l’unico computer e i cellulari, che servivano loro anche per tenersi in contatto con le famiglie, e i pochi spiccioli. Non abbiamo parole... Il frutto dei prossimi mercatini andrà quindi a favore della nostra cara suor Agnese che si adopera sempre per aiutare i più poveri e bisognosi. Da tutto il nostro gruppo, l’augurio di un 2024 pieno di amore e pace per tutti. Marilena
Le “piccole” del gruppo con alcune realizzazioni per i mercatini natalizi.
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Scizeri Scizeri, crësc l enteresc nánter i jovegn Ence per i Scizeri da Fodom l meis de november l é temp de trè auna i conc de chël che l é sté fat via per l ann. La Compagnia la s’à biné n sabeda 24 da sëra, nte la nuova senta nte Cesa de la Cultura Fodoma, per la sentada anuala che l’é stada sarada ite da la S. Mëssa nte capela e po da na pizza duc deberiada. L 2023 l é scomencé co le elezion de la nuova Kommandantschaft che i à porté su la cariega de Hauptmann l joven Emanuel Delmonego, che l à tout la louga davò 8 agn de Walter Testor. Jenè che à vedù raprejentánc de la Compagnia tò pert a le comemorazion per S. Ijep Freinademetz a La Plié e per Andreas Hofer a Reba. De auril i doi apuntamenc che no máncia vigni ann l é chi per recordé la mina del Col de Lana auna ai Alpini e ai Kaiserjäger de Lienz, davánt su la ponta de Col de Lana e po a Lienz, ulache nstouta la festa la s'à tramudé da la Haspinger Kaserne
I Scizeri da Fodom n ocajion de la Festa del Signour a La Plié.
al zenter de la bela zitadina del Ostitirol, co na sfilada per le vie del paisc n ocajion del Traditionstag, con dimostrazion de meśi e ativité del ejerzito austriaco. L’aisciuda l é ence l moment ulache la Compagnia la se bina per fè le esercitazion a sbaré e marcé che se fenësc via con en ejam. Le feste maiou per i Scizeri l é chële de la Festa del Signour a La Plié e del Sacro Cuor sa na Reba, ulache ilò l é sté sbaré doi salve d’onour: una
ntánt la prozescion e una per l’inaugurazion del bust del Kaiser Fránz Joseph sot gliejia. Da sëra po no n é mancé la tradizion dei fuosc sun Salerace, sui Ciadiniei e sa i Magoec a Col. Ence chëst ann n ocajion de la Bikeday i Scizeri i à metù a jì n stand da dé fora da beibe e da mangé per chi da le rode. Troc i volontari che à daidé pro, n particolar jovegn e jovene, che la Compagnia l’à rengrazié co na bela giornada ite per agost
passada al parch aventura de Issing. I é tres “work in progress” i laour per comedé l sas laoré fora dai Scizeri de Gherdëna ntánt la Pruma Viera al Grinbolt, l nuof crist sun Valparola e le tabele de Caterina Lánz. Gran laour ence per l Hauptmann che l à tout pert a trope sentade ntra Bornech e Bolsán. Raprejentánze i à tout pert a le comemorazion sun Valparola, sul Kronplatz, de la Tripartizion dei Ladins n Ampëz, nte cortina de Bornech e chëla dei 100 agn da la “Lez Gentile” che ava proibì l inom “Südtirol”. De otobre n valgugn à tout pert ence al Bezirschiessen, l torneo da sbaré al taulac a Sesto de Puster. Per fenì, davò la S. Mëssa ai 24 de november, na troupe de Telebelluno l’à realisé n servisc su la Compagnia e sui Scizeri che l é vignù trasmetù ai 8 de dezember da sëra. Davò chële del ann passé, a la Compagnia i’é rué de nuove desmostrazion de enteresc a fè pert del grop. Gran sodisfazion ma ence empegn per se cruzié de fè de nuove mondure. SoLo
Pompieri Colle e Caprile per le popolazioni alluvionate dell’Emilia Romagna Nelle settimane dopo l’alluvione che, a inizio maggio, ha devastato gran parte dell’Emilia Romagna, anche alcuni pompieri dell’Alto Agordino hanno portato il loro aiuto nello spalare il fango e ripulire le case e le strade inondate dall’esondazione dei fiumi. Tra questi, i volontari del distaccamento di Caprile e Colle S. Lucia. “Era previsto l’invio anche di due volontari fodomi che si erano già proposti, ma nel frattempo l’emergenza è terminata - spiega il capo distaccamento di Fodom Ciro Palla. Vedere quella gente che aveva perso tutto, case, aziende, terreni è stata un’esperienza che è rimasta negli occhi e nel cuore di chi ha passato giornate intere con un badile in mano. Così, su iniziativa del capo distaccamento di Caprile Massimo Masarei, è partita una gara di solidarietà per fare ancora qualcosa ed aiutare la popolazione emiliana in diffi-
La delegazione dei Pompieri Volontari di Fodom, Colle S.Lucia e Caprile nel municipio di Faenza con il vicesindaco ed i rappresentanti delle famiglie
coltà. In particolare due famiglie della zona di Faenza scelte dalla Protezione Civile e dal Comune di Faenza, dove i volontari agordini erano stati inviati. Durante l’estate sono state realizzate 500 magliette con la scritta “I vigili del fuoco di Arabba, Caprile e Colle S. Lucia per l’Emilia Romagna” che poi sono state vendute. L’iniziativa ha avuto un grande successo tanto che le magliette sono andate letteralmente a ruba in poche settimane con un ricavato, tolti i costi di realizzazione, di 3.660 euro. A fine ottobre i capi distaccamen-
to di Fodom Ciro Palla, di Caprile Massimo Masarei e di Colle S. Lucia Fabiano Pezzei si sono recati a Faenza per consegnare i soldi direttamente nelle mani di queste due famiglie. La delegazione è stata accolta nel municipio di Faenza dal vicesindaco Andrea Fabbri e dai rappresentanti delle due famiglie per la semplice cerimonia. “Non volevamo fare niente di eclatante - spiega Ciro - anche perché da altre parti sono arrivate donazioni ben più cospicue. Ma il nostro intento era proprio quello di consegnare questo piccolo segno di solidarietà direttamente
alle famiglie”. In che situazione le avete trovate? “Devo dire che erano proprio due famiglie bisognose di aiuto perché con l’alluvione hanno perso tutto. Una delle due, padre, madre e due figli avevano un’azienda agricola che è andata distrutta dall’acqua e dal fango. Come se non bastasse, il papà, mentre tentava di riparare i danni, si è ribaltato con il muletto rimanendo schiacciato. Ha dovuto essere ricoverato in ospedale per diverse settimane e non ha potuto neanche essere presente alla cerimonia. Loro, come l’altra famiglia, tuttora vivono ancora in affitto. Chi passa ora in queste zone non nota a prima vista i segni dell’alluvione. I volontari che erano scesi nei giorni successivi ai tragici eventi avevano raccontato di una situazione che faceva veramente paura”. I tre capi distaccamento ringraziano quanti hanno acquistato le magliette permettendo così di portare un piccolo segno di aiuto e solidarietà alle genti romagnole. SoLo
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ATTUALITÀ - SUZEDE NTA FODOM Cinquanta volontari con droni e cani impegnati a cercare due dispersi. Ma era solo un’esercitazione.
Protezione Civile
G
ran dispiegamento di mezzi e volontari della Protezione Civile domenica 22 ottobre nella zona di Palla – Agai per un’esercitazione congiunta che ha visto impegnati ben 51 volontari di tutte le stazione del CNSAS dell’Agordino, i pompieri volontari di Fodom e la Croce Bianca Fodom. La simulazione prevedeva la ricerca di due persone disperse: una in parete ed una in mezzo agli schianti di Vaia. “Abbiamo voluto organizzare questa esercitazione più che altro per testare e mettere in pratica tutti insieme ciò che hanno appreso i nostri due tecnici specializzati nella ricerca persone: Matteo Sorarui e Maurizio Denicolò – spiega il Capostazione del CNSAS di Fodom Giorgio Sorarui. “Hanno recentemente frequentato gli appositi corsi, che durano sei mesi e che si concludono con un esame. Ora la nostra stazione dispone anche di due tecnici specializzati in questo settore. In più c’era anche la volontà ed il bisogno di testare la gestione di un grande evento, che comporta sempre delle criticità”. Insieme ai 51 volontari, 37 del CNSAS, 11 pompieri volontari e 3 della Croce Bianca, nell’esercitazione sono stati impegnati anche 5 cani molecolari e 2
La tecnologia con droni, computer, app e Gps è fondamentale nella ricerca di persone disperse.
I tecnici della Protezione Civile impegnati nell’esercitazione.
droni che sempre più spesso vengono impiegati in questi casi. “Era importante coinvolgere tutte queste associazioni
perché entrano in gioco anche nei casi reali. I pompieri aiutano nelle ricerche mentre i volontari della Croce Bianca sono
allertati per assistere i dispersi, magari feriti, al momento del loro ritrovamento. È stata un’esercitazione molto complicata ed impegnativa – continua Sorarui – dove abbiamo messo in campo tutte le strategie di ricerca più tecnologiche e moderne”. Coordinati dai tecnici posizionati nella stazione base davanti a computer e carte geografiche, le squadre sono così partite alla ricerca dei dispersi, aiutate dalla tecnologia che permette di avere in tempo reale sul cellulare, tramite una app, le mappe della zona dove stanno operando e di disporre di apparecchi Gps che permettono la geolocalizzazione”. Sempre più spesso, soprattutto in estate, i volontari del CNSAS vengono chiamati per interventi di ricerca di persone che si perdono, in particolare nei boschi. Quali sono le problematiche di questi interventi? “Sicuramente la coordinazione tra tutte le unità in campo. Spesso succede che veniamo chiamati, si arriva sul posto e non si sa bene cosa fare e dove andare. Per questo è fondamentale partire nella giusta direzione, soprattutto con i cani molecolari. Quella di domenica 22 ottobre è stata una ricerca complicata ma il risultato è stato centrato al cento per cento. Tutte le squadre hanno trovato i dispersi nei tempi stabiliti. Sono molto soddisfatto”. SoLo
Notizie dall'Amministrazione comunale A cinque anni dalla tempesta Vaia, che ha segnato profondamente la vallata di Fodom, l’Amministrazione comunale ha deciso di individuare un tecnico esterno per valutare la fattibilità di istituire un consorzio forestale che abbia come obiettivo il miglioramento dell’assetto gestionale amministrativo del territorio, puntando ad un ambiente ecosostenibile, ovvero ad una proficua sinergia tra economia ed ecologia e tra pubblico e privato. L’Amministrazione comunale
continua il sostegno e la vicinanza alle associazioni di soccorso che operano sul territorio di Fodom. Per questo motivo ha stanziato 4.500€ a Croce Bianca di Bolzano sez. di Livinallongo, Vigili del Fuoco Volontari di Livinallongo e Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Stazione di Livinallongo. Un doveroso ringraziamento va a queste associazioni ed ai loro volontari che instancabilmente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, garantiscono un servizio di primo soccorso e pronto soccorso.
Sempre nell’ottica di sostegno e valorizzazione dell’attività volontaristica del territorio di Fodom l’Amministrazione comunale ha deciso di sostenere l’attività di associazioni sociali, sportive e culturali con uno stazionamento complessivo di 15.150€. L’Amministrazione comunale per il sostegno al diritto allo studio ha stanziato 7.560€ alle studentesse e studenti che frequentano istituti superiori ed università. Da quest’anno è stata introdotta una differenza
tra gli studenti che studiano in provincia di Bolzano e quelli che studiano in provincia di Belluno, al fine di “colmare” maggiormente il divario di benefici che possono usufruire coloro che studiano a Bolzano. L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione delle Frazioni di Fodom la sala al secondo piano del Centro Dolomiti a Pieve. Tale sala potrà essere richiesta dalle singole frazioni per lo svolgimento delle loro attività. Per l’Amministrazione comunale, Francesco Martini
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S’à fat avánti doi jovegn intenzionei a porté nnavánt la boteiga de fruta e verdura a Reba. Rinaldo: “L segret? Sporje cualité nte chël che se vën”. Nta Fodom, come nte la maiou pert dei pichi paisc da mont, nte chisc ultimi agn i é stade trope le boteighe che à saré davò che i vegli paroni i é jus n penscion, percieche degugn à metù mán de porté nnavánt l’ativité. Le motivazion l é chële che oramei se cugnësc. Le picole boteighe da mont le no n à plu reditivité gauja che ntei paisc l é tres mánco jent, le coute e i cosć de gestion i é auc e la concorenza dei zentri comerziai l é oramei tres plu damprò da podei rué permez nte puoch temp col auto ulache i priesc i é assè plu basc. L é na bona nuova spo, mprumadedut per la comunité, cánche na boteiga la passa de mán nveze che saré. L é l cajo de “La Papaya”, che vën fruta e verdura ntel local del Zenter Servisc de Reba. Na realté mpe da cuaji 30 agn che sporc un de chi servisc mportánc per n paisc da mont e turistich. I fondadous e storizi gestori, Rinaldo Dal Pont e Flavia Denicolò, co la fin del ann i é jus n penscion. Ma per
Rinaldo e Flavia va n penscion, ma “La Papaya” no
Flavia e Rinaldo nte sua boteiga de fruta e verdura a Reba.
na bona al orizont, l é bele na nuova gestion njignada a tignì dalviert. Se trata de doi jovegn da Digonera ma de reisc fodome, Mattia e Alan Baldissera, fioi de Massimo de la Giacomina “Bortolata” da Davedin e de la Annamaria de “Nani Postin” da La Plié. Ruei al traviert de la penscion, con Rinaldo tournon n frëgo ndrio ntel temp per conté de coche i é stei chisc agn de laour davò n bánch a vëne salata, naránze e… papaya. “L eva del 1996 e mi e mia
fëmena Flavia vivonva a Mel, ulache da zirca 10 agn gestive bele na boteiga proprio de fruta e verdura. Per chëst l vizecapocomun de nlouta, l Leandro Santin, l n’ava contaté per ne damané se no n onse nia bù chëla de se tramudé co l’ativité sa na Reba ajache s’ava deliberé n local ntel Zen-
Grazie Flavia e Rinaldo per l servisc de duc chisc agn nte nosta val da Fodom, e ades giaudeve la penscion! Auguri e bona fortuna nveze al Mattia e al Alan che à mpermò ciapé ite, proprio bravi! La redazion
"Chi del '81"
Settantenni in festa Domenica 3 dicembre noi del ’53 abbiamo festeggiato i nostri 70 anni. Abbiamo iniziato con la S. Messa dove don Andrea ci ha rivolto delle belle parole e poi abbiamo proseguito con un buon pranzo all’hotel Malita. È stata proprio una bella giornata trascorsa in compagnia. Ci siamo lasciati con un arrivederci tra 5 anni! Cecilia
ter Servisc ulache davánt l eva sté na boteiga dai ciof. Mi, a dì la verité, no n eve deguna intenzion. Ma po è capì che mia fëmena la fossa tournada gënn nta Fodom e coscita n on descorëst e on dit: provon! L Comun l à fat l bándo per dé su l local e l on vadagné nos, ence percieche degugn de autri s’ava prejenté. On laoré fora l self, fat ite l aredament e davò n valgugn meisc on giourì l’ativité”. Co éla stada a pié via? “L di che on fat l’inaugurazion, ai 24 de jugn del 1996, l ava fat ju diesc schei de nei. E m’è delongo pensé: ma…, chilò no pion via proprio polito (l se la rì). On vedù delongo coche la jiva e che l’é juda tresfora: n temp de stagion se laora dassënn, fora stagion l laour l é chël de n pico paisc da mont. SoLo
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Elena, potresti presentarti brevemente? Mi chiamo Elena Moskvitina, ho 24 anni. Ho passato i primi 17 anni della mia vita a Syktyvkar, una piccola città al nord-est della Russia europea. Poi mi sono trasferita a Mosca, a 1000 chilometri da casa, per fare la triennale presso l’Università Statale. Nel 2020 mi sono laureata in Lingue. Poi mi sono iscritta all’Università di Trento e adesso sto per laurearmi in Lettere. Mi sono trasferita a Salesei di Sotto nel 2021.
Due parole con Elena Moskvitina, una giovane del nord della Russia, che oggi vive a Fodom
Hai detto che vieni da una piccola città. Cosa intendi per “piccola”? Dico sempre che è piccola, ma non è proprio così: ci sono 250.000 abitanti. Però, bisogna tener conto che nei dintorni non c’è niente: è una particolarità della Russia. La mia città fa parte della Repubblica dei Komi, è una regione enorme, la sua superficie è più grande di quella della Germania! Allo stesso tempo, la densità di popolazione è piuttosto bassa: ci sono solo dieci città. Per raggiungere un altro centro è necessario fare come minimo 400 chilometri di strada: per questo motivo non ho mai visitato alcuna altra città della regione. Inoltre, d’inverno nella parte settentrionale le temperature possono arrivare a -50°C, e molta gente cerca di spostarsi verso sud.
Nel futuro hai intenzione di rimanere qui? Assolutamente sì, ci piacerebbe vivere qua a Fodom! Intanto faccio lezioni private di italiano per stranieri online. La maggior parte dei miei studenti abita in Russia, sono molto motivati! Nel futuro, come ho già detto, vorrei insegnare alle medie a Fodom o nei dintorni. Le classi sono piccole, ed è un’ottima opportunità di stabilire un rapporto più personale con i ragazzi. Intervista di Milly Crepaz per l’Istitut Ladin Cesa de Jan
Perché ti sei trasferita proprio qui, a Fodom? Alberto Gabrielli, il mio moroso, è fodom. Ha studiato russistica a Padova e poi ha fatto la magistrale a Mosca, così ci siamo conosciuti. Io avevo già un buon livello di italiano e avevo intenzione di continuare gli studi in Italia dopo la laurea. Mi sono laureata nel 2020: quell’anno a causa della pandemia era quasi impossibile raccogliere tutti i documenti necessari e inviarli in Italia, per questo mi sono di nuovo iscritta alla Statale di Mosca per studiare Italianistica e approfondire la cultura, la letteratura e la storia della lingua italiana. Nel 2021 ho mandato la richiesta all’Università di Trento, ho vinto la borsa di studio e ho iniziato il mio percorso. Per adesso ho già superato tutti gli
esami e sto scrivendo la tesi sul rapporto tra preadolescenti e lettura come passatempo. Hai qualche obiettivo di lavoro dopo la laurea? Sì, mi piacerebbe insegnare italiano alle medie. Mi rendo conto che è un obiettivo abbastanza ambizioso, visto che l’italiano non è la mia lingua madre; però sarei davvero felice se riuscissi a raggiungerlo. Sei qui da poco, ma sei abbastanza attiva nella comunità fodoma. Di quali associazioni fai parte? Canto nel coro della chiesa di Pieve e aiuto don Andrea a fare catechismo in 3^ elementare e in 1^ e 2^ media, così imparo anch’io perché sono ortodossa e sto per convertirmi al cattolicesimo. Cantavi anche prima? No, neanche un po’! Infatti, non credo di essere tanto brava… Ma mi piace molto cantare. Mi hanno proposto di fare parte di questo gruppo e ho subito accettato. Per me è un’esperienza totalmente nuova e un grande onore. In generale ti piace vivere a Fodom? Sì, molto. Quando ero piccola, d’estate i nonni mi portavano in dača, una piccola casa in campagna; là ho conosciuto la vita di campagna: la pace, la natura, la gente molto cordia-
le. A volte a Fodom mi sento come se fossi tornata nell’infanzia. Qua puoi andare a fare due passi, incontrare qualcuno, parlare un po’, prendere un caffè assieme… In città non è possibile. Mi rendo conto che questo stile di vita non è per tutti, ma a me piace. In più, per come sono abituata io, mi sembra quasi impossibile che in due-tre ore si possano raggiungere tutti i maggiori centri della regione: per gli standard russi è stupendo! Quindi sì, sono contenta. O accetti di vivere così e inizi a godertelo, o te ne vai. Io mi ci trovo bene: ho imparato a respirare in modo differente e anche a fare camminate, mi sono abituata alle salite, che in Russia praticamente non ci sono! E poi mi piace la comunità: sapere che
esiste è qualcosa di davvero prezioso. Nella mia città, infatti, non c’era: Syktyvkar è un po’ troppo grande per averne una; è difficile che ci sia anche per motivi politici…
Lauree
Il 21 novembre 2023 Giulia Gabrieli si è laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani presso l’Università degli Studi di Padova con la tesi “Gli sfollati interni: il caso della Colombia”. Il papà Aldo, la mamma Elisa, i parenti e gli amici augurano un futuro ricco di soddisfazioni.
Giuliano Federa, con il voto di 110 e lode, ha conseguito la Specializzazione in Urologia presso l’Università di Padova discutendo la tesi: “Predittori clinici e laboratoristici di recidiva nella neoplasia vescicale a rischio intermedio”. Il dr Federa è oggi in forza all’equipe di urologia dell’ospedale “Santa Maria del Prato” di Feltre, guidata dal dottor Roberto Bertoldini e all’avanguardia nella cura del tumore alla prostata. Congratulazioni vivissime Doc!
A Giulia e Giuliano congratulazioni vivissime ed un augurio per il futuro professionale anche da tutta la redazione de Le Nuove del Pais!
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COMUNITÀ IN CAMMINO BATTESIMI
PELLIN Sebastiano (San Gregorio nelle Alpi), di Francesco e Martini Daniela, battezzato a San Gregorio nelle Alpi il 27.08.2023.
GABRIELLI Delia (Salesei di Sopra), di Giovanni Maria e Crepaz Manuela, battezzata a Pieve il 18.11.2023.
PALLA Filippo (Salesei di Sopra), di Luca e Borghi Paola Mariagiulia, battezzato a Pieve il 17.12.2023. Nella foto in braccio al padrino Fabio Palla.
GRONES Luis (Arabba), di Patrick e Lorenzini Lisa Daniela, battezzato ad Arabba il 11.11.2023.
NATI
Quattro generazioni
LO GIUDICE Gioele (Pieve), di Carmelo e Teodora, nato a Feltre il 19.10.2023.
MURONI Matias (Renaz), di Gaetano e di Costa Valentina, nato a Belluno il 16.12.2023.
RONCAT Marija (La Valle - BZ), di Moreno e Murer Paola, nato a Brunico il 31.10.2023.
La piccola Skyler Maria Dadié, nel giorno del suo battesimo (Cortina, 22.10.2023), in braccio alla mamma Martina, con il nonno Daniele e il bisnonno Ivo Roncat.
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Avviso ai collaboratori
Nozze d'Oro e di Diamante
Preghiamo di far pervenire il materiale per il prossimo numero entro venerdì 22 marzo 2024 Direttore don Andrea Constantini responsabile ai sensi di legge don Lorenzo Sperti Iscr. Tribunale di Belluno n. 4/82 ccp 39808548 Stampa: Gruppo DBS-SMAA srl - Seren del Grappa (BL) Coordinamento: Lorenzo Vallazza e Giulia Tasser Per comunicare con la redazione e proporre i propri contributi (articoli, foto o altro materiale) inviare una mail a: lenuovedelpais@gmail.com
Crepaz Elia e De Cassan Bellino hanno festeggiato nel corso del 2023 il loro 50° di matrimonio. Insieme a loro i consuoceri, coniugi “Della Lucia”, che hanno festeggiato il 60°.
DEFUNTI
CREPAZ Alfonso “Fonjo” (Cherz), nato a Cherz il 11.03.1956 e ivi deceduto il 13.10.2023. Coniugato con Demattia Eugenia, padre di 4 figli/e.
DABERTO Maria Maddalena (Belluno), nata a Pezzei il 02.04.1937 e deceduta a Belluno il 14.10.2023. Vedova di Cappellari Ido, madre di 2 figli.
DORIGO Dorotea Giuseppina (Andraz), nata a Ruaz il 13.03.1928 e deceduta ad Agordo il 21.10.2023. Vedova di Roilo Riccardo, madre di 4 figli/e.
DEVICH Angelo (Valle Aurina), nato a Pieve il 02.01.1948 e deceduto a Brunico il 24.12.2023. Coniugato con Pagot Susanna.
Offerte per il bollettino "Diovelpaie de cuor", anche a tutti i benefattori anonimi non presenti in elenco. Chiediamo scusa per possibili errori o involontarie omissioni che vi preghiamo di segnalarci. Favaretto Ennio, Delunardo Martina, Tea e Guido (Torino), Dorigo Silvia, Flamigni Margherita, Fam. De Riva-Crepaz, Chinnici Maria, Bernardi Giuseppe, Testor Oliva, Fam. Roncat-Delmonego, Crepaz Gabriella, Delfauro Livio, Crepaz Anna Maria, Dander Ma-
rilena, Costa Mirco, Dalvit Mario, Crepaz Walter, Frena Paolo, Demattia Pedevilla Caterina, De Dorigo Giovanni, Pezzei Sabrina, Baracco Marta, Dalvit Talamini Rita, Dorigo Florinda, Demarch Bruno, Crepaz Giuseppe, Colleselli Riccardo, Fraccaro Loretta,
Dalvit Pio, Crepaz Gabriella, Crepaz Rita (Masarei), Lezuo Corrado, Crepaz Dimai Graziella, Roilo Gemma, Crepaz Maria Pia, Fam. Testor Livinè, Gabrieli Aldo, Grones Andreina, Crepaz Vito, Fam. Daurù-De Dorigo, Gabrielli Beatrice, Baldissera Davide,
Crepaz Albino, Gliera Alberto, De Lazzer Giusy, Bassot Nevio, Crepaz Alma, Pallua Remigio, Crepaz Pia, Dorigo Rosalia, Palla Quintino, Palla Maria e Adriana (Cortina). Gabrielli Virginia Anna, Gabrielli Giuseppe, Fam. Lezuo-Valentin.
Chi desidera sostenere “Le nuove del Pais” e le nostre parrocchie lo può fare anche attraverso bonifico bancario, ai riferimenti indicati in tabella. Parrocchia PIEVE
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